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30 Maggio 2009

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Editore: Armando Coletta

Direttore Responsabile: Danilo Del Greco

Periodico gratuito di attualità, politica e cultura di Alatri, Frosinone e provincia - Anno II n°14 - Tiratura: 7000 copie

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Ultima settimana di campagna elettorale. Sabato 6 e domenica 7 tutti alle urne

Provincia, serve terapia d’urto Intanto la crisi continua a mordere le famiglie. Occorrono azioni concrete e rapide di Danilo Del Greco

I

cittadini ciociari si apprestano a rinnovare il Consiglio provinciale. L’appuntamento con le urne è fissato per sabato 6 e domenica 7 giugno. Siamo quindi al rush finale. I candidati di tutti gli schieramenti sono impegnati nell’ultima settimana di campagna elettorale, quella che come sempre sarà in buona parte decisiva per le sorti della competizione. Otto gli aspiranti alla poltrona più ambita dell’Ente di Piazza Gramsci: Antonello Iannarilli (PdlCentrodestra); Gianfranco Schietroma (Centrosinistra); Domenico Marzi (Terzo Polo); Ornella Carnevale (Rifondazione Comunista); Paolo De Simone (Rosso di Sera); Luigi Sorge (Partito Comunista Lavoratori); Aldo Carbone (Forza Roma); Antonio Pelagalli (I cittadini delle culture…). Senza risparmio di energie stanno battendo in lungo e in largo il territorio provinciale, casa per casa, riunione dopo riunione, conferenza dopo conferenza. Si dividono tra mass media e incontri reali con la gente, discutono, si rincorrono,

qualche volta litigano e si evitano. Sempre al grido “Vota Antonio, vota Antonio”, anche se oggi, guardando all’imponente apparato che specie i candidati più forti hanno messo in campo, il famoso megafono di Totò fa molta tenerezza e rimanda a tempi ormai sepolti. E mentre sul grande schermo scorre il talk show

ECONOMIA Ciociaria nella morsa di una crisi sempre più profonda

di una campagna elettorale che si prepara ai fuochi d’artificio, sullo sfondo, dietro le quinte, c’è una provincia sempre più in difficoltà. Che arranca. Che segna il passo. Che sprofonda. La crisi industriale, occupazionale ed economica fa sentire sempre più i suoi effetti, tanto che tutte le associazioni di categoria si

CULTURA

su

E le centinaia di adesioni, l’assalto alle cassette di ortaggi, frutta e verdura, stanno lì a dimostrare, testimoni eloquenti, quanto la situazione sia drammatica. Negli ultimi giorni, a dire il vero, qualche timido segnale positivo c’è stato: l’export delle imprese ciociare nel bimestre gennaio-febbraio 2009 ha

FROSINONE Liceo classico, ottanta anni di cultura Grande festa per l’evento

2 giugno ’44: gli Alleati liberano Alatri dai tedeschi A pagina 3

stanno prodigando per offrire alla popolazione in difficoltà le più svariate forme di aiuto. Ultima in ordine di tempo la Confederazione Italiana Agricoltura di Frosinone che ha lanciato i Gruppi di Acquisto Collettivi grazie ai quali due volte la settimana si possono acquistare prodotti di alta qualità a prezzi stracciati.

A pagina 11

con

fatto registrare un lusinghiero + 9.2 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che pone la nostra provincia al primo posto nel Lazio. Un dato accolto da tutti favorevolmente. Ma che certo non basta se non accompagnato da una radicale inversione di tendenza. Anche la Confartigianato frusinate ha lanciato il suo grido d’allarme: serve un cambiamento radicale, la nuova classe politica che uscirà dalle urne il 6 e 7 giugno deve prendere di petto la situazione e varare politiche di rilancio serie, concrete e, se possibile, se non si chiede tanto, anche rapide. La Ciociaria è in ginocchio: la parola tra pochi giorni passerà a chi conquisterà il timone della Provincia, ma anche a chi andrà a rappresentarci in Europa. Il compito è arduo. Ma la gente aspetta e pretende risposte. Arrivare a fine mese è sempre più difficile. E allora l’auspicio è che dalle urne esca una classe dirigente veramente capace di ridare slancio ad un territorio che ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo di primo piano a livello regionale e nazionale.

ALATRI Carabinieri, successo del concorso intitolato a Felice Cataldi

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30 Maggio 2009

Il Diario A cura di Melania Gatti

aggio a Sabato 16 m Mariani (Leg ciali: Sandro in ov pr rpe su a: Elezioni m m ogra presenta il pr o, ic om Nord Lazio) on ec o pp volano di svilu chi strada come lotta agli spre i, an ov i g i r pe ti en zza. m re ru cu st ione e si a amministraz r le pe to nella Pubblic en m regola abio (PD): il le e lg Politica: Di F vo ra ne st mministrazio lemi. attività di so n pochi prob no ea cr e e ch ti is er tt io ra ca l parchegg via i lavori ne 5 Ospedale: al e sulla SR 15 nt de aca: inci esterno. Cron ro. rito il centau lievemente fe maggio gliDomenica 17 Melone e Ta arilli presenta nn za en ri pe Elezioni: Ia es olidata mbi con cons eng A e aferri, entra pe ro Eu candidata alle in politica. La o. sm ri tu lilli punta sul espone il suo Schietroma) Nafra (Lista te. Vita loc. Fraschet nei programma in i di transito mossi i diviet cittadina: ri e Germania. viali Francia

Venerdì 22 maggio Vita cittadina: a Collelave na gli alunni della scuola elementare impeg nati con la “Giornata della crostata” promossa dall’Irse: grande successo e tanti complim enti dalle Istituzioni. Presso la “Egn azio Danti” di Tecchiena spopola Finzy, il grifone simbolo del Corpo che ha divertito i bambini durante la lezione del tenente Mil one. Il 30 maggio presso il “Conti Gentili” p restigioso Convegno internazionale di studi fil osofici dal titolo “Archè e Anarchè”. Sabato 23 maggio Elezioni provinciali: si pre sentano i candidati dell’Italia dei Va lori, Pasquale Caponera e Ivana Nari, e di Sinistra Unita, Felice Toti. Vita cittadina: parte la sesta edizione del Children’s folk Festival: dopo i saluti delle Istituzioni, le esibizioni di tutti i gruppi presenti.

Lunedì 18 maggio Elezioni provinciali : il candidato Udeu r Sandro Arcese insis te su rilancio del commercio, infrastr utture, trasporti e ambiente. Pasquale Caponera: ascolterò le istanze del territo rio. Cronaca e vita cittadina: giovani v olenterosi sistemano una cona con una Madonn a in loc. Seritico pe r la festa alle XII Mari e. Scampato per poc o il dramma in zona Colle lavena: ignoti legano una corda da un capo all’ altro della strada. Martedì 19 maggio Vita cittadina: pet izione alle Piagge c ontro il degrado nella con trada. Proteste deg li abitanti di via degl i Oliveti: siamo abbandonati. L’orch estra di fiati della “Dante Alighieri” vi nce il primo concors o nazionale “G. Petras si”. Presto l’inaugurazione ufficiale de lla sede dei Vigili de l fuoco. Cronaca: ub riaco picchia la mogli e incinta, convalidato l’arresto.

ggio Domenica 24 ma bunale radiologico”, il Tri io h sc i “R à: t i an S medici ai o z iale indenniz riconosce uno spec o. del San Benedett erbacce, città invasa dalle e: n io az r t Amminis accusa. Multiservizi sotto pi”, tre Giardino dei Ciclo “ : Intrattenimento b. Clu a ad D perto con il mesi di festa all’a le na fi h us r al ti pronti Politica: i candida

Lunedì 25 maggio onore di ga processione in Vita cittadina: lun i da ne o i z te ro edere p S. Emidio per chi zone le te ut t da li de fe terremoti: accorsi ieri ’s folk Festival: alatrensi. Children ata or l co e una grande giornata di gala in ta. atmosfera di fes

Mercoledì 20 maggio Elezioni pr ovinciali: S ilvio Tagliafe la mia azion rri (PDL): e politica è guidata da franchezza e onestà. V ita cittadin arrivo i grup a: in pi giovanili, da sabato 23 6° Children’ via al s folk Fest ival. Il monu Maria in via mento a le Duca d’A osta compie domenica 31 50 anni: maggio pro cessione so lenne. Giovedì 21 maggio Ospedale: nel reparto di Ostetrici personale a a ll’osso: cont i nue sollecit all’Azienda azioni ma nessuna risposta. Il intanto si di PD chiara sodd isfatto per dei lavori d l’inizio i ristruttura zione. Vita cittadina: grande succ esso per il del Liceo “P progetto ietrobono” “Alatri dietr mura”. o le

Martedì 26 maggio Elezioni provinciali: Tag liaferri (PDL) incontra gli elettori: non prometto castelli in aria ma progetti per i l bene comune. Politica: Di Fabio (PD ) insiste sulla petizione degli abitanti delle Pia gge: zona abbandonata. Vita cittadina : è ora possibile farsi rilasciare e rinnovare il passaporto anche all’Ufficio postale. Sca ccia della Multiserviz i risponde alle ultime cri tiche: dispiaciuto per i disagi ma c’è bisogno di più collaborazione da parte dell’Amminis trazione. Mercoledì 27 maggio Vita cittadina: Childr en’s Folk Festival, al convegno dell’Unicef impegno concreto per i bambini dei Paesi in via di sviluppo e dell’ Abruzzo. Scuola: alla media Dante Alighieri pronto l’ascensore, la Preside plaude all’ Amministrazione. Cro naca: brutto incidente sulla tangenziale Aldo Moro, solo lievi ferite per i coinvolti.


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Primo Piano

30 Maggio 2009

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Restano allarmanti i dati sulla situazione economica ed occupazionale della provincia

Crisi, un incubo senza fine Anche il Papa da Cassino ha rivolto il suo pensiero ai tanti operai in difficoltà di Denise Compagnone

Ci sono volute anche le parole del Papa, in visita a Cassino domenica 24 maggio, a ribadire una triste realtà e a suggellare l’importanza di sforzi congiunti per una soluzione efficace alla crisi occupazionale. “So quanto sia critica la situazione di tanti operai” ha detto il pontefice, invitando “a ricercare, con il contributo di tutti, valide soluzioni alla crisi occupazionale”. Il riferimento di Benedetto XVI era in particolare alla grande azienda Fiat di Piedimonte San Germano, ma l’estensione a tutti i poli industriali ciociari coinvolti dalla crisi - Videocon, Carlsberg, Rapisarda, Tekna, Sistema Compositi e altri ancora – è presto fatta. I numeri che li riguardano fanno paura: un ricorso alla cassa integrazione al

disoccupazione pari all’11%, rispetto al dato regionale che si attesta al 7% che tradotto in numeri vuol dire oltre 20 mila disoccupati recenti,

31 gennaio aumentato del 500% rispetto all’anno precedente (sono circa 40 le aziende che ne hanno fatto richiesta nel 2008); u n t a s s o d i

mentre quelli di lunga data sono oltre 85mila. Tutto ciò si traduce in un disastroso impatto per le famiglie: la povertà relativa coinvolge il 9%

In pagina alcune immagini di manifestanti delle famiglie ovvero 16.800 nuclei ed il 18% della popolazione pari a 88.600 persone; e il patrimonio medio delle famiglie è il più basso del Lazio, posizionando la provincia di Frosinone al 74° posto tra le province italiane. L’invito del Pontefice era naturalmente rivolto al mondo imprenditoriale e politico, oltre che ai sindacati: proprio i massimi esponenti dell’industria e della politica ciociari domenica occupavano le prime file in piazza Miranda. Un’occasione in più per loro per decidere che è giunta l’ora di fare qualcosa di concreto. Che il mondo del lavoro, sia dalla parte imprenditoriale che da quella dei dipendenti, fosse stato investito da una crisi violenta e generale, e che avesse quindi bisogno di

supporto e idee innovative per riprendersi, non era certo una novità. "La cosa che più mi preoccupa - ha spiegato Domenico De Santis, segretario di Cgil Frosinone – è che molte aziende nemmeno chiedono più il ricorso agli ammortizzatori sociali: mettono le chiavi sul tavolino e chiudono. E basta". Si tratta in genere delle

aziende a conduzione familiare, quelle piccole e piccolissime imprese che per decenni hanno costituito il tessuto più forte e radicato dell’industria italiana. Di riflesso la situazione è critica anche per i lavoratori. Dal loro punto di vista ancora più preoccupante è la situazione di chi agli ammortizzatori sociali non può nemmeno

accedervi. Sono i titolari di contratto precario per esempio: la Cgil ha calcolato che tra interinali, contratti a termine e tempo determinato, sono 4000 mila in provincia di Frosinone gli operatori a rischio. 350 di loro erano quelli che stavano per essere stabilizzati dalla Asl: "Con il nuovo provvedimento del governo inserito in finanziaria – ha aggiunto De Santis - si impedisce il rinnovo del contratto dei precari del pubblico impiego dopo 36 mesi. Il massimo del cinismo nei confronti dei giovani". E a n c o r a p i ù preoccupante è il lavoro irregolare (vedi altro pezzo in pagina): "Si disincentivano i controlli sul lavoro nero: ma questo vuol dire incentivare l'assunzione in nero e quindi privilegiare le aziende che ne fanno uso" ha chiosato De Santis. Insomma, da fare ce n’è; occorre solo rimboccarsi le maniche. L’obiettivo è fare in modo che, mettendo in sinergia gli sforzi, con coraggio, finalmente le famiglie ciociare possano arrivare a tirare un sospiro di sollievo.

Molte le infrazioni riscontrate dalla Direzione Provinciale del Lavoro. Edilizia maglia nera

E intanto aumentano le irregolarità E a farne le spese, di questa crisi galoppante, sono sempre più spesso proprio i lavoratori. Meno sicurezza, meno garanzie. A testimoniare la realtà ciociara arrivano in soccorso proprio su questo anche i dati della Direzione Provinciale del Lavoro, uno degli uffici del Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, con sede nei capoluoghi di Provincia. La nuova direzione, sotto la guida di Valeria Minniti, ha elencato le cifre relative al primo trimestre del 2009 ratificate nel corso della riunione trimestrale del CLES lo scorso 23 di aprile. Il Cles, a cui afferisce il lavoro della commissione e comitato provinciale per l’emersione del lavoro non regolare, è composto di 16 membri a presidenza del direttore dell’ufficio provinciale del lavoro. Le cifre emerse durante l’ultima riunione, relative al primo trimestre del 2009, non sono incoraggianti. "E’ da premettere – ha detto la Minniti - che abbiamo avuto un decremento delle ispezioni per carenza di fondi pari al 35%, a cui ha corrisposto però, visto l’aumento delle sanzioni, un recupero pari al doppio dell’importo relativo allo stesso periodo dell’anno scorso". Le cifre parlano chiaro: nei primi tre mesi del 2009 sono state effettuate 528 giornate lavorative e 416 sono state le aziende ispezionate. Di queste, 236 risultavano irregolari e 98 di loro, quindi il 41,5%, erano aziende edilizie. Le irregolarità riguardavano contributi evasi (un recupero pari a 456.000 euro), contributi versati in ritardo (recupero pari a 491.000 euro), lavoro nero o altre irregolarità. Per il lavoro nero sono stati 61 i lavoratori segnalati, di cui 18 stranieri e 2 minori. Le sanzioni amministrative e penali hanno portato ad un

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recupero pari a 175.000 euro. Il Cles, invece, che comprende in seno anche esponenti delle forze dell’ordine, nel primo trimestre ha rilevato irregolarità in 419 aziende, per lo più nell’ambito dell’edilizia, del commercio e del pubblico esercizio, ma anche in circoli sportivi e autosaloni. Più che sanzioni, che pure occorrono, in realtà servirebbe una vera e propria svolta nel modo di concepire il lavoro da parte di molti degli imprenditori. "Stiamo mettendo in atto – ha concluso la direttrice a questo proposito – diverse iniziative che puntano alla sensibilizzazione; iniziative premiali a favore di imprese che certifichino il proprio lavoro come sicuro e a norma di legge".

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Cronache Cittadine

30 Maggio 2009

Fra i dati emersi nelle valutazioni dei consumatori abituali di cocaina in trattamento al Centro Cocaina del Dipartimento 3D - ASL FR uno, sconcertante, riguarda la loro conoscenza dei reali danni subiti dall’organismo in seguito all’assunzione della sostanza. Alle domande poste al riguardo, gli utenti propongono risposte che vanno da un banale “fa male al cervello”, “non riesco ad andare al lavoro il giorno dopo”, ad un più o meno preciso “danneggia il sistema nervoso”, “ provoca danni al cuore”. Certamente le informazioni sui danni dell’assunzione di cocaina, sia a breve che a lungo termi-

Ecco i veri danni della cocaina Rischio per sistema nervoso, respiratorio e cardio-circolatorio ne, sono accessibili; gli utenti in questione sono intelligenti, scolarizzati, navigano su Internet; tuttavia gli approfondimenti e le aree tematiche sulla polvere bianca vengono evitate o sminuite nel loro valore predittivo. Su tutto domina il pensiero onnipotente: “a me non succederà!” Proviamo allora a ribadire alcune informazioni basilari. Bisogna intanto premettere che la cocaina agisce sulla corteccia cerebrale

che sovrintende l’intelletto e la memoria, su parti del cervello mediano responsabile della regolazione dei sentimenti del sonno dell’appetito e sul

cervelletto che controlla le attività motorie. Negli effetti a breve temine, la cocaina determina l’aumento della circolazione del

sangue, della frequenza cardiaca e del respiro; inoltre dilata le pupille. Se sniffata, narcotizza le mucose nasali e la gola. La cocaina fumata, invece, produce vapori caldissimi con i quali vengono a contatto i polmoni e le vie respiratorie: questi possono provocare gravi danni ai tessuti. Ma la cocaina viene, purtroppo, anche iniettata in vena per aumentare l’effetto e provocare il classico “flash” che dura pochi

minuti ma che è tanto potente da portare la persona a ricercarne subito un altro. L’eccitazione che deriva dall’assunzione della sostanza, riduce la capacità di autocritica. La percezione del rischio diventa minima. Maggiore è il quantitativo, più frequente è il consumo della sostanza e meno il cervello è in grado di elaborare i dati in sovrabbondanza. In dosi ancora maggiori si giunge alle allucinazioni. Dopo un’ora circa dall’ultima assunzione arriva la fase di “down”: ci si sente spenti, vuoti, depressi; si cerca la calma e si diventa invece sempre più nervosi.

Un amore a prima vista chiamato Cinema

A tu per tu con il regista Simone Nestori di MARIALISA LISI e AURORA SANTACHIARA Vi presentiamo in questa puntata un giovane regista che del cinema vuole fare la sua vita, Simone Nestori. Il suo amore per il cinema inizia a 17 anni, dopo aver visto il film di Tarantino le Iene, che lo ha talmente incuriosito al punto di volerne sapere di più sul cinema fino a farlo diventare lo scopo della sua vita. E’ da li che ha iniziato a studiare sul serio. Infatti si è lauretao lo scorso dicembre presso il DAMS di Roma Tre, indirizzo Regia Cinematografica e Televisiva, e ad oggi si è iscritto al corso da operatore tv presso il Centro Sperimentale Televisivo di Roma. Nel definire i suoi lavori non si dice legato a un particolare genere cinematorgrafico, ha delle influenze ma in alcune delle sue realizzazioni omaggia il cinema italiano alla Virzì. I suoi registi ispiratori spaziano da Kubrick a Tarantino. Quello che lui cerca nei suoi lavori è l’originalità e la credibilità, detestando la banalità. Alla fatidica domanda trabocchetto Chi è Simone? il giovane regista alatrense risponde cosi: “Sono un grande appassionato di cinema, è molto più di un hobby, molto più di una passione, è il mio obbiettivo!”. Si considera un cinefilo e ci spiega subito il perché, ci parla dei suoi sogni ma anche dei suoi lavori, infatti nonostante la sua giovane età ha realizzato diversi cortometraggi, due videoclip musicali e anche un lungometraggio. Le sceneggiature dei suoi lavori sono scritte da lui, perché la sceneggiatura è il primo approccio alla creazione. Tutto è iniziato nel 2002 con il primo cortometraggio “Zip Boing”, premiato come miglior video nella sezione “Carta Bianca” del Festival Arcipelago che si è svolto a Roma nel 2003. Fino ad arrivare a uno dei suoi lavori più not, il

lungometraggio Prendiamoci da Bere (2007). La storia, semplice e chiara, racconta della vita in piccolo paese di provincia di 5 ragazzi. Prendiamoci da bere è un film autoprodotto e girato interamente ad Alatri ma sono state utilizzate anche altre location come Gaeta, Frosinone, Roma e Fiuggi. Di questa esperienza ne parla molto soddisfatto in quanto nella realizzazione è stato molto importante il rapporto con gli attori e i tempi di preparazione, dal casting al montaggio finale, che lo hanno tenuto occupato per quasi un anno. Un’esperienza formativa importante che lo fa essere sempre più convinto della sua scelta di vita. Altri lavori di cui è propenso parlare sono “L’Incendio” (2008) e "La Canaglia" (2008), che ha potuto promuovere anche su SKY nel programma MiniMovie. Simone definisce “l’Incendio” come un Prendiamoci da Bere in piccolo. Perché al centro ci sono sempre i giovani con i loro problemi e i loro sogni che spesso vengono soffocato dalla realtà che li circonda. Gli attori di punta utilizzati nei suoi cortometraggi sono Giacomo De Angelis e Rebecca Chierici. Il giovane regista oltre è anche uno degli attori utilizzato da Samuele Rossi. E’ infatti in collaborazione con quest’ultimo che sta preparando il suo ultimo lavoro “8 e 1/4”, che andrà a convogliare quattro registi diversi, con diversi stili, insomma un’esperienza molto interessante e stimolante. Il suo sogno nel cassetto resta quello di riuscire è a diventare un regista affermato e di poter girare un vero film... E allora Polvere di Stelle!!!!

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30 Maggio 2009

Solidarietà per i terremotati di Rocca di Cambio

L’orchestra della Dante Alighieri La parrocchia di S. Silvestro trionfa in un concorso regionale aiuta la città di Mons. Ottaviani

L’orchestra della scuola media Dante Alighieri di Alatri Prestigiosa affermazione per l’Orchestra di Fiati della Scuola Media “Dante Alighieri” di Alatri. L’ensemble, diretta dai professori Luca Cecconi, Nadia Rossi, Maria Grazia Antonucci e Rocco Incarnato, si è infatti imposta nel Primo Concorso Regionale riservato alle scuole medie ad indirizzo musicale. L’Orchestra alatrense ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza delle altre scuole – la maggior parte provenienti da Roma - grazie ad un repertorio ben eseguito e che comprendeva tre brani di spessore: “Four old dances”, “Misty” e “Nessun dorma” di Puccini, un pezzo, quest’ultimo, che ha strappato applausi a scena aperta con il pubblico per dieci minuti in piedi a spellarsi le mani per tributare il giusto

riconoscimento ai giovani musicisti. La cerimonia di premiazione si è svolta il 10 maggio a Zagarolo dove l’esibizione dell’Orchestra della “Dante Alighieri” è stata inserita nel fitto programma di manifestazioni per ricordare e celebrare il musicista Goffredo Petrassi. Insomma, un’affermazione lusinghiera, testimonianza evidente del livello raggiunto dall’Orchestra che tante soddisfazioni sta raccogliendo nelle varie occasioni in cui si esibisce, l’ultima in ordine di tempo il 27 maggio scorso in piazza Santa Maria Maggiore in occasione della chiusura del “Children’s Folk Festival”. Stella Gazzerro

Sono passati quasi due mesi dal Monsignor Vittorio Ottaviani, terribile terremoto che ha colpito il vescovo di Alatri dal 1963 al 1973. territorio dell’aquilano, le ferite di La parrocchia di San Silvestro ha questo paese distrutto non si sono voluto fare due buone azioni, una ancora rimarginate, ma la ricordando il caro Vescovo della solidarietà da parte di tutta l’Italia nostra cittadina e un’altra sembra non arrestarsi mai. aiutando chi si trova in difficoltà, E anche la Ciociaria fa la sua parte, un modo per unire il ricordo alla impegnandosi ad aiutare una solidarietà e per fare un gesto che regione che, nonostante le sicuramente sarebbe stato difficoltà si sta piano piano apprezzato moltissimo dal defunto rimettendo in piedi Monsignor Vittorio Ottaviani. Dopo le varie raccolte fatte nella Oltre a fare una donazione in nostra cittadina, ma anche a Frosinone e Veroli, la parrocchia di San Silvestro di Alatri ha voluto dare un aiuto tangibile all’abruzzo. E lo ha fatto sia per solidarietà che per rispetto verso un personaggio noto a tutti ad Alatri. Attraverso una lettera indirizzata al Monsignor Giuseppe MoliLa Chiesa di San Silvestro nari Arcivedenaro, nella parrocchia di San scovo dell’Aquila ha fatto una Silvestro, è stata celebrata una donazione in denaro a uno dei messa in suffragio per tutte le comuni colpiti dal terremoto, il vittime del terremoto nel giorno comune di Rocca di Cambio. della ricorrenza mensile di quel 6 La scelta non è stata casuale, aprile che ha segnato il cuore di questo comune infatti ha dato i tutti. natali ad uno dei più amati e Aurora Santachiara indimenticati vescovi di Alatri,

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Dal prossimo numero La Città News pubblicherà opinioni e segnalazioni dei lettori

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30 Maggio 2009

Cronache Cittadine

Successo per il concorso letterario intitolato a Felice Cataldi

Il carabiniere: un faro Nei temi emergono umanità e spirito di sacrificio dei militi dell’Arma

I ragazzi vincitori del concorso sul palco con le autorità. In piedi al centro la vincitrice Si è concluso con un lusinghiero successo il premio letterario sulla figura del Carabiniere oggi. La cerimonia di premiazione si è svolta sabato scorso presso la Scuola Elementare “Felice Cataldi” di Tecchiena, alla presenza del Colonnello L. Sparagna, comandante provinciale dei Carabinieri di Frosinone, del coordinatore provinciale Grande Ufficiale A. Papa, del Capitano M. Mengasini, del Maresciallo R. Di Somma, e ovviamente delle Autorità Comunali nelle persone del Sindaco Magliocca e degli assessori Sbaraglia e Melone. E’ stato successo per i 7 vincitori, nell’ordine Valeria Latini, Giorgia Di Micco, Giorgia Rossi, Stefano De Sanctis, Enrico Dell’Uomo, Federica Rolletta, Beatrice Tartarone (questi ultimi tre quinti classificati ex aequo) ma anche per tutti gli alunni delle terze medie che hanno partecipato al concorso: bravissimi per ciò che hanno scritto nei loro elaborati, encomiabili per il comportamento tenuto sotto un sole caldo nel piazzale della scuola, caldo come il “tifo” che hanno fatto per i compagni premiati. E’ stato successo per i promotori e gli organizzatori del premio, l’Associazione Nazionale Carabinieri, col suo presidente Nello Stirpe e l’attivissimo Mario Fanfarillo, fulcro dell’iniziativa. E’ stato successo per gli Istituti diretti dalla Professoressa Maria Grazia Martina che ne ha colto la valenza educativa e l’ha sposata insieme con i suoi ottimi docenti. E’ stato

successo per l’Amministrazione Comunale che ha patrocinato e reso possibile la manifestazione. E’ Stato successo per l’Arma dei Carabinieri i cui vertici provinciali e cittadini hanno avuto modo di constatare come l’impiego e l’impegno della Benemerita venga percepito positivamente dai giovanissimi, a testimonianza del legame forte che i suoi militari hanno con la società civile. Applausi convinti per tutti, in particolar modo per Valeria Martini, vincitrice del concorso, che, senza cadere preda dell’emozione, ha letto il testo del suo bell’elaborato di cui riportiamo le parti più significative. Questo il giudizio della commissione giudicatrice composta dai professori Nando Sevi e Maria Rosalba Muzzopappa del Liceo “Luigi Pietrobono”: “L’alunna, operando una sintesi efficace, ha saputo calare il suo discorso nella realtà quotidiana, nella quale il Carabiniere svolge con sacrificio il suo dovere; nella quale la ragazza vive sentendosi protetta dalla presenza del Carabiniere. Di particolare rilievo l’accento che ella mette sul lato umano del militare dell’Arma a testimonianza di una sensibilità spontanea, sincera”. Un riconoscimento prestigioso per Valeria che non esclude un suo futuro da Carabiniera. E in proposito va sottolineato un dato curioso: ben cinque dei sette vincitori sono ragazze.

Federica Sevi

Ogni tanto, quando ero bambina, mentre camminavo per strada, mi capitava di vedere degli uomini con la divisa nera e la caratteristica riga rossa. Ogni volta sbarravo gli occhi e li guardavo a bocca aperta. Pensavo a quanto questi uomini straordinari fossero coraggiosi, ero sicura che non avessero paura di niente e che quello del Carabiniere fosse il lavoro più bello del mondo. Adesso, anche se non spalanco più gli occhi e la bocca, l’espressione che ho sul viso è la stessa. Anche adesso quando li vedo, provo la stessa sensazione di sicurezza e di protezione che provavo prima, e credo ancora che i Carabinieri svolgano un compito bellissimo, perché portare giustizia della società non è una cosa da poco ! (….) Ogni giorno li vediamo impegnati a riportare l’ordine (…) bloccare traffici illeciti, (…) combattere organizzazioni mafiose. Il Carabiniere (…) si occupa anche di costruire un futuro migliore per noi, i ragazzi di oggi. (….) In questi giorni sentiamo parlare molto spesso del terremoto dell’Aquila, che ha sconvolto con le sue immagini di distruzione e di morte, l’intera Italia e non solo. Lì i Carabinieri hanno prestato soccorso ai terremotati e sono impegnati per il controllo dello sciacallaggio. Io credo che l’aiuto che stanno dando sia molto importante per quella gente che non vede distrutte solo le proprie case ma soprattutto le loro anime (…) Forse il lavoro del Carabiniere non è proprio così semplice, come credevo. Penso che ciò che si prova a stare a contatto con la gente che soffre sia una delle cose più difficili che un Carabiniere debba fare. Penso che il suo coraggio non si veda solo nelle sparatorie o nelle risse, ma soprattutto in questi momenti, quando c’è una persona (Brani del tema vincitore)

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Cronache Cittadine

30 Maggio 2009

Nuovi e affascinanti misteri avvolgono l’affresco rinvenuto nel Chiostro di San Francesco

Un serpente nel labirinto Singolari le similitudini con il labirinto della chiesa del comune di San Pietro a Pontremoli Ho scoperto una nuova presenza disegnata nel Labirinto rinvenuto in San Francesco: si tratta della raffigurazione di un serpente, visibile a sinistra della figura centrale, di fronte alla mano destra. Nelle foto in pagina ci sono l'immagine al naturale ed un’altra con i colori leggermente ritoccati, al fine di evidenziare la figura del serpente. Ho trovato anche una singolare rispondenza iconografica con il labirinto della chiesa di S. Pietro in Pontremoli (in provincia di MassaCarrara). Il labirinto di Pontremoli si trova lungo un punto centrale della Via Franchigena, a ridosso del passo della Cisa che mette in comunicazione la Pianura Padana con la Liguria e la Toscana. Per Pontremoli passava sia chi andava e veniva da Roma (e quindi Gerusalemme), sia chi si dirigeva verso Santiago de Compostela. In questo luogo il labirinto è un bassorilievo su una lastra di arenaria (83 x 60 cm),

databile intorno al XII secolo. Si tratta di un labirinto verticale, di forma circolare e di tipo unicursale (una unica direzione di marcia verso il centro, senza inganni o difficoltà per tornare indietro). A sinistra del labirinto vi è un "ouroboro", cioè l'icona di un serpente che si morde la coda, tipico riferimento al concetto del tempo e del suo ciclico scorrere, che, nella dimensione mistica medioevale, riporta all'eterno ritorno dell'uguale, il ripetersi fino alla fine dei tempi. Al centro del labirinto, la meta, troviamo il simbolo di Cristo (IHS). Lo scopo di questa iconografia, secondo F. Vanni ("Il labirinto di Pontremoli". Edizioni “Gli Arcipressi” 2002 Firenze), è certamente il richiamo alla metafora della vita, la vita umana intesa come un viaggio obbligato, con un inizio, un percorso irto di difficoltà e di scelte obbligate fino ad una meta. In questo contesto metaforico la meta è Dio, o perlomeno la salvezza

dell'anima. E' evidente il legame fra l'idea del labirinto-viaggio ed il concetto del pellegrinaggio che porta il fedele a Roma (o Santiago o Gerusalemme) fra mille prove.

In alto e a destra il particolare del serpente. In basso a sinistra, l’immagine intera del Cristo. Sotto, il labirinto di Pontremoli

Che anche per Alatri si debba ipotizzare il medesimo significato celato nel labirinto di Pontremoli e che il serpente sembra suggerire?

Ornello Tofani

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Dal prossimo numero La Città News pubblicherà opinioni e segnalazioni dei lettori

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30 Maggio 2009

Cronache Cittadine

Progettare, costruire e vivere in modo ecologico/2

Legno, alleato contro i terremoti

La storia dell’Alatri Calcio/5

Serie D: sogno sfiorato

Statica e antisismica Grazie alle nuove norme sismiche europee è possibile descrivere il comportamento delle strutture di legno in maniera più realistica. L’edificazione in zone sismiche si configura pertanto molto più sicura. Antiche costruzioni miste legno-pietra hanno dimostrato che possono resistere comodamente anche a terremoti devastanti. Il legno possiede inoltre un’altra proprietà molto importante: le sue caratteristiche meccaniche aumentano al diminuire della durata dell’azione sollecitante. Questo fatto rende il legno particolarmente adatto a resistere ad azioni di breve durata proprio come sisma e vento. Nella maggior parte dei casi gli elementi di legno sono collegati tra loro con connettori deformabili. Questi tipi di connettori, se adeguatamente dimensionati, permettono alle strutture di legno di raggiungere quel comportamento duttile che è indispensabile per la resistenza all’azione sismica. Se confrontate inoltre con le costruzioni in muratura, tali strutture hanno una massa molto minore

La formazione della stagione 2003-04

Test sismico su un edificio di 7 piani. Miki, Giappone, 23 ottobre 2007 (sistema costruttivo in pannelli in legno massiccio X-LAM utilizzati da Ewall) e pertanto risentono meno dell’azione sismica. Le costruzioni in legno sono caratterizzate da un ottimo rapporto tra resistenza e peso proprio. Il legno dispone di ottimi margini di sicurezza, che si sapranno apprezzare in caso di emergenza. Prefabbricazione sistema di costruzione a secco Nel settore della prefabbricazione il legno è

senza dubbio il numero uno. Il grado di prefabbricazione può essere adeguato alle esigenze individuali. Grazie alla progettazione dettagliata di ogni elemento, occorrono solo alcuni giorni per il montaggio di una casa in legno, incluso il tetto. In questo modo anche l’arco di finanziamento si accorcia nettamente. La lavorazione eseguita in stabilimento è indipendente dalle condizioni

climatiche e ciò consente di ottenere livelli di qualità maggiori oltre ad un continuo controllo della qualità stessa. In confronto ai materiali a base minerale, le costruzioni di legno non necessitano dei termini per il disarmo e dei tempi di asciugatura. Ciò ha come vantaggio che tutte le case di legno sono immediatamente abitabili!

Dopo il cinquantenario, e il successivo ridimensionamento per problemi societari, nel ‘99 si riparte dalla Terza Categoria con la nascita dell´A.S. Acropoli Alatri grazie al presidente Augusto Cervini e all’allenatore Pietro Spagnoletta. Nonostante le difficoltà il binomio CerviniSpagnoletta, riesce a dare vita a stagioni importanti per il calcio alatrense; nei primi due anni vengono vinti sia il campionato di Terza Categoria (all. Spagnoletta), che quello di Seconda Categoria (all. Viviani). Nel 2001/02 si classifica terza in Prima Categoria, (all. Spagnoletta, anche direttore sportivo) per poi vincere il campionato successivo con il mister Marco Frioni. Al termine della stessa stagione viene rilevato il titolo in Eccellenza dal Cervaro. Nel 2003/04 l’Alatri conoscerà una delle più esaltanti stagioni della sua storia, sfiora la promozione nel Campionato Nazionale Dilettanti lottando fino alle ultime giornate con il Ferentino. Il presidente è Silvano Vellucci, il mister è Marco Frioni. L´annata a dir poco entusiasmante, raggiungerà il suo picco nella partita giocata sul campo di Chiappitto contro “l’odiato” Ferentino. La partita, davanti a oltre 1000 spettatori, finirà con il risultato di 2 a 1 per i verderosa, e a deciderla sarà Davide Funari con un goal da calcio d’angolo al 94°. Di quella rosa facevano parte: il centrocampista Stefano Campolo, (premiato nel corso della stagione con il Pallone d´oro) l´attaccante Carlo Marino, (capocannoniere con 19 reti), i difensori Cirelli, Ciro Scognamiglio, il portiere Cambise e il capitano Alessandro Culicelli. Tuttavia l’Alatri si classificherà al terzo posto, mancando la promozione in serie D. Questo resterà il miglior risultato dal 1975 ad oggi.

Massimo Papitto

5. continua

Luciano Costantini Centro Studi Ewall

Pierleoni, una famiglia di benefattori Passeggiando per le strade di Alatri ho casualmente alzato gli occhi ed il mio sguardo si è posato sulla parete di una casa, dove, accanto ad un balcone, vedo spiccare nitida un’epigrafe scritta in tardo latino. Con l’aiuto di un esperto sono riuscito a decifrare la scritta: si parla di un terreno adiacente la Chiesa di San Lorenzo, acquistato dalla famiglia Pierleoni. Il sacerdote che allora era Don Colazingari, poiché non possedeva abbastanza denaro per i lavori di restauro, chiese aiuto alla nobile famiglia. I Pierleoni comprarono un pezzo di terreno e costruirono una casa sulla parete stessa della chiesa rinforzandone le fondamenta con le pareti della nuova costruzione, e facendo così un bene per la comunità e la chiesa. Il ricordo dello stimato commerciante Pierleoni in qualità di benefattore è segnato anche da un altro episodio della sua vita. Il 12 Dicembre 1814, Filippo Pierleoni, insieme ai concittadini Antonio Volpari, Filippo Villa e Angelandrea Vitali, partirono con le loro merci alla volta di Segni per la fiera di S.Lucia; ma giunti nei pressi del lavatoio di Gavignano, furono trascinati nelle lontane

montagne di Gorga e, pena la vita, furono multati di 6000 scudi. Siccome non ne disponevano, inviarono un messaggero presso le proprie abitazioni. Le famiglie derelitte poterono inviarne solamente 3000 ma bastarono a quei briganti per liberare i quattro. Filippo Pierleoni a riconoscenza dello scampato pericolo donò alla Confraternita Della Donna il quadro della Madonna Liberatrice,che ancora oggi si venera nella chiesa stessa.

Mauro Macciocca

L’epigrafe che ricorda la famiglia Pierleoni

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Le truppe Alleate entrano in città: così ebbe fine la terribile occupazione dell’esercito tedesco

2 Giugno 1944: Alatri è liberata Quei giorni intrisi di dolore rivivono nella memoria collettiva nei reperti rinvenuti sul territorio di Paola Stirpe Tra gli eventi più tragici della seconda Guerra Mondiale risultano sicuramente centrali le “battaglie di Montecassino” e il terribile periodo di occupazione tedesca, che coinvolse tutte le città più o meno vicine al fronte. Durissimi furono gli scontri nel tentativo di sfondare la cosiddetta “Linea Gustav”: la vittoria finale permise alle truppe anglo-americane di congiungersi con quelle stanziate ad Anzio e proseguire verso Roma. Tutto il territorio di Alatri, durante quei decisivi giorni, si trovò geograficamente in una posizione centrale: vicinissimo alla Via Casilina, principale centro di rifornimenti per l’esercito tedesco, passaggio obbligato per la Capitale. Già nell’estate del 1943, le città a Sud di Frosinone subirono pesanti bombardamenti e si decise di trasferire, dal capoluogo ad Alatri, il Distretto militare, il Comando della Guardia Nazionale Repubblicana, il Comando Provinciale Militare, il Comando Tedesco per la piazza di Frosinone ed il Comando Provinciale della Polizia Militare Tedesca. Gli anni di occupazione furono particolarmente duri per la popolazione. L’oppressione ebbe fine tra il 2 e il 3 giugno del 1944, quando Alatri

venne liberata da truppe scozzesi e americane. Nei giorni immediatamente precedenti, gli alleati incrementarono bombardamenti sulle autocolonne tedesche: le truppe erano oramai in ritirata da Cassino. Furono questi i giorni più difficili per la città: cannoneggiamenti e bombardamenti sempre più pesanti, sfollati, vittime. La mattina del 2 giugno 1944 mons. Facchini volle celebrare una messa di ringraziamento a S. Sisto: dopo tante sofferenze, la disfatta tedesca era oramai evidente e i soldati pensavano soltanto a scappare. Al termine della giornata, arrivò anche la notizia della liberazione dei paesi vicini. Nei giorni successivi gli sfollati rifugiati sui vicini monti rientrarono ad Alatri: tanti trovarono solo macerie al posto della casa… I tedeschi, coinvolti nelle retrovie del fronte di Cassino, stabilirono già alla fine del 1943, ad Alatri e nelle

In pagina alcuni dei reperti rinvenuti campagne circostanti, i loro presidi, lasciando tracce e resti ancor oggi visibili. Grazie alle testimonianze, sappiamo che nelle zone di campagna (Mole, Basciano, S.Emidio), massiccia fu la presenza di soldati. La convivenza con la popolazione locale risultò abbastanza “pacifica”: un insieme di norme regolavano il comportamento reciproco. I contadini temevano i tedeschi, che esigevano rispetto e non mancarono più volte di compiere atti di saccheggio; nelle memorie è però anche segnalata la presenza quasi “rassicurante” di ufficiali e soldati che condividevano il loro cibo con la gente, educati, ordinati, lontani dall’immaginario dei “cattivi”. In un’abitazione sita in contrada Basciano essi scelsero di dimorare: i testimoni raccontano che condividevano giornalmente i pasti con gli abitanti della casa e, dopo aver consumato, erano soliti gettare scatolette e altri scarti in una buca scavata appositamente allo scopo di mantenere l’area pulita. Oggi, a più di 60 anni da questi eventi, con vivo stupore si è constatato il ritrovamento, nell’abitazione segnalata, di tali resti: scatolette di diversa dimensione e lamette per la rasatura. Altri racconti, evidenziano la “gentilezza” di soldati che, pare, abbiano addirittura protetto le ragazze della zona dal passaggio delle terribili truppe marocchine, che tanto dolore causarono in terra ciociara. Sempre in una zona di campagna, precisamente in Via Mole S. Maria, è ancor oggi possibile individuare, ben piantata in terra, una croce di ferro: secondo testimonianze, luogo di sepoltura di soldati tedeschi dopo un devastante

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Di

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bombardamento. La croce non è molto visibile, consunta dal tempo, coperta da rovi e sterpaglie, resta comunque presente: atto di umana pietà per quella morte che accomuna tutti gli uomini. Si racconta che essa fu issata da uno degli abitanti della zona, dopo l’accaduto. Spostiamoci in pieno centro storico: nei pressi di un’abitazione adiacente alla centrale piazza di S. Maria Maggiore, è stato rinvenuto un elmetto tedesco, con il nominativo del soldato e lo stemma nazista intatto. La furbizia di colui che l’ha trovato ne ha permesso il ritrovamento in ottime condizioni: l’elmetto è stato murato utilizzando della calce e questo ne ha favorito la conservazione. Recuperato e pulito, ora è conservato gelosamente dai parenti di quel “furbo” alatrense! Egli trovò anche delle posate, probabilmente appartenenti allo stesso soldato: anche su di esse vi è impresso lo stemma del Regime di Hitler, ben visibile. Da segnalare anche che, soprattutto nelle zone di campagna, ancora oggi, sporadicamente, in occasioni di lavori di costruzione o nei campi, saltano ancora fuori resti di schegge, parti di carro armato, bombe inesplose, bossoli, ingranaggi vari: c’è chi afferma addirittura di aver trovato ossa umane… Sembra quasi che il passato non voglia lasciarci: un passato a noi non lontano, un passato che ci ha toccato da vicino… E chissà cos’altro c’è, nascosto ancora sotto i nostri piedi!

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Speciale Imprese

30 Maggio 2009

Luca Cicuzza Villa, calzolaio di origini alatresi, racconta con orgoglio la sua “arte”

Un artigiano al passo coi tempi Da venti anni lavora nella sua attrezzata bottega sempre con uguale passione e creatività

Il calzolaio Luca al lavoro

La bottega di via M. T. Cicerone

I nostri anziani ci hanno sempre detto “ se il piede sta bene tutto il corpo ne trova giovamento”, continuando sulla scia del numero scorso del nostro giornale che ha visto come oggetto chi vende le scarpe, su questo nuovo numero de La Città News, ne approfittiamo per parlare di un antico mestiere artigianale, a volte sottovalutato e anche dimenticato, il Calzolaio: ovvero colui che le scarpe le crea e le ripara facendone del proprio mestiere una vera e propria forma d’arte. Il mestiere del calzolaio nella società odierna, come abbiamo già sottolineato, non è più considerato da molti, soprattutto dai giovani proiettati verso un futuro sempre più consumista fatto di tecnologie e virtualità. Questo, fortunatamente non per tutti, soprattutto per Luca Cicuzza Villa, 42 anni, di Alatri che ha scelto di fare questo mestiere con molta passione ed impegno mettendo su un attività artigianale che quest’anno compie il suo 20° anno di attività nella nostra provincia, nata prima ad Alatri dal 1989, ora sita a Frosinone in via Marco Tullio Cicerone (località Brunella), dove tuttora Luca manda avanti la sua attività continuando, con molta passione e anche un po’ gelosamente, la vecchia arte della calzatura, soprattutto cercando di rimanere a passo coi tempi nella lavorazione e riparazione delle scarpe.

Siamo andati a trovare Luca nella sua piccola bottega artigianale, dove lavora da solo, per parlare con lui della sua attività e capire in cosa consiste il mestiere del calzolaio e la bellezza di questo mestiere intramontabile.

questo mestiere da anni. Mi ha subito incuriosito e affascinato poi crescendo la cosa si è un po’ persa, perché quando si è ragazzi si pensa a tante cose. E dopo verso i vent’anni, erano ormai due anni che mi trovavo già nell’esercito come sottoufficiale, questa passione è rinata e ho deciso di lasciare la carriera militare per

Ciao Luca, grazie per averci ospitato nella tua piccola bottega.

mettermi in gioco e dedicarmi completamente all’arte del calzolaio.

Volevamo chiederti come nasce l’idea di intraprendere questo mestiere? Ciao, grazie a voi. Allora come nasce l’idea di intraprendere questo mestiere? In realtà piano, piano. Mi sono avvicinato a questo mestiere quand’ ero piccolo, intorno all’adolescenza tredici, quattordici anni, tramite un parente, che faceva

Com’è questo mestiere? Bello e allo stesso tempo molto faticoso, perché richiede tanto impegno, pazienza e soprattutto precisione. Da quanti anni fai questo mestiere?

info@alatritv.it - 329 3799063 Editore Armando Coletta

Denise Compagnone

Direttore Responsabile Danilo Del Greco Vicedirettore Valentina Celani Progetto Grafico Armando Coletta Direzione e redazione Alatri, P.zza Regina Margherita 2 Responsabile di redazione Federica Sevi Collaboratori Mauro Macciocca Melania Gatti

Sara Percario Jessie Lee Annalisa De Gasperis Mirko Tong Filippo Petricca Giancarlo Pavat

Stampa: Nuova Stampa di Caramitti Registrazione Tribunale di Frosinone n°353 del 15.10.08

Sono ben 20 anni, inizialmente ho fatto un po’ di gavetta e poi ho deciso di mettermi in proprio. Ho iniziato facendo il ciabattino e poi ho voluto imparare a fare il calzolaio. Scusaci, ma qual è la differenza fra queste due figure: il ciabattino e il calzolaio? Non sono la stessa cosa? Puoi spiegarci la differenza? Si molto volentieri. No, non sono la stessa figura e le persone, alle volte, erroneamente fondono le due figure in una sola. Infatti il ciabattino è colui che ripara le scarpe, mentre il calzolaio è colui che oltre a riparare le scarpe le crea da zero in base alle necessità fisiche e di gusto del cliente.

artigianale non si menziona quasi mai. Il più delle volte si menzionano il lavoro del fabbro o quello del legno e della terracotta, ma anche il mestiere del Calzolaio è un lavoro artigianale che richiede molto ed è molto bello perché vario. Non si lavora mai la stessa cosa, perché le esigenze sono diverse per ogni cliente e ogni piede. Come ci si comporta con la moda che cambia e diversi materiali che nella fattura delle scarpe vengono utilizzati? Si cerca di essere un po’ al

Il banco di lavoro

Il titolare Luca Cicuzza Villa passo con i tempi, infatti nella riparazione si cerca di lavorare gli stessi materiali proposti dal mercato. Qui nella mia piccola bottega io porto avanti questo discorso. Anche perché con questo mercato consumista è difficile riparare un prodotto buono come una volta. Ti occupi anche di riparazioni in pelletteria? Si anche di quello, per lo più borse. Come reagisce questo tipo di attività alla crisi? Normalmente, si lavora. C’è sempre qualcuno che

ha bisogno di far riparare le scarpe. Cosa ti senti di dire ai giovani e a chi sottovaluta questo mestiere? E soprattutto a chi volesse intraprendere come te questo percorso? Che questo mestiere è bello, non da sottovalutare, perché richiede molto impegno e molta passione ma da anche tanta soddisfazione. E un mestiere che ha alle spalle secoli di storia, ma soprattutto non morirà mai.

Marialisa Lisi

Dunque il calzolaio non è solo riparazione, ma anche creazione? Si, io la considero una forma d’arte. Creare da zero una scarpa è una bella emozione, ma richiede tanto lavoro e precisione. È anche molto faticoso. Come hai imparato? Un po’ rubando con gli occhi come si fa per ogni mestiere che richiede della manualità, ma ho voluto imparare anche da chi questo mestiere lo fa da sempre ed è un maestro: Guerrino Boni di Supino. Un maestro calzolaio di 90 anni la cui bravura ha fatto il giro del mondo che mi ha detto di aver iniziato all’età 5, 6 anni piccolissimo . Perché una volta questo mestiere si imparava da piccoli, vero? Si imparava da piccoli, ora purtroppo è un po’ messo da parte e quando si parla di lavoro

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Speciale imprese

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Caseificio Lazio Latte, un emblema dell’antica arte casearia della provincia di Frosinone

Il latte: qualità, passione e tradizione Nella famiglia Caperna da oltre 70 anni si tramandano genuinità ed efficienza produttiva

Lo stabilimento di via Chiappitto Nel cuore della vallata dei monti Ernici, culla dell’arte casearia fin da tempi antichi, nasceva nel 1936 il caseificio della

proprietà, condotti da personale interno: ciò consente di assolvere a qualsiasi impegno e/o consegna urgente – “La

La rinomata Fiordilatte famiglia Caperna. Dedizione per il lavoro e attenzione rivolta in primo luogo alla qualità dei prodotti e all’efficienza della produzione e distribuzione, queste le caratteristiche della

nostra cura e l’attenzione sono rivolte non solo alla produzione ma anche al processo di vendita”, afferma in proposito il titolare, Marco Caperna, affiancato nella gestione dalla sorella Isabella con

I mezzi utilizzati per la distribuzione tradizione e dello spirito imprenditoriale tramandati di generazione in generazione, oggi ulteriormente valorizzati grazie all’ammodernamento tecnicoindustriale ed al personale altamente qualificato (basti pensare che il mastro caseario possiede una formazione specifica in Agraria) che hanno portato il caseificio Lazio Latte ad incrementare la propria capacità operativa fino a diventare un’importante realtà imprenditoriale. Lo stabilimento che oggi vediamo in località “Chiappitto”, sorge su un’area di 11mila mq ed occupa 13 addetti e 6 agenti di commercio. La rete distributiva si snoda in modo capillare, riuscendo a raggiungere anche i piccoli paesi ed i negozietti decentrati avvalendosi di una flotta di sette automezzi di

la quale condivide l’obiettivo di guidare l’azienda seguendo standard di elevata modernizzazione che consentano una regolarità produttiva,

sempre all’insegna della qualità e della tradizione. “Il nostro orientamento produttivo è diretto alla ricerca del più alto livello di qualità”, aggiunge il titolare, “Le fasi di produzione sono costantemente controllate al fine di garantire l’assoluta salubrità dei prodotti e l’uniformità delle caratteristiche compositive sia sensoriali che nutrizionali. Prestiamo particolare attenzione alla “catena del freddo” e ciò consente di portare sulla tavola del consumatore un prodotto dotato delle migliori caratteristiche organolettiche”. Partendo da questi presupposti di freschezza, igiene e genuinità, il caseificio Lazio Latte offre una gamma di oltre cento prodotti e trenta specialità ottenuti dalla selezione del miglior latte vaccino, ovino, caprino, bufalino: tutte le varietà di latticini; le ricotte; i formaggi freschi, stagionati, cotti e semicotti, a pasta dura e molle, affumicati, aromatizzati. Il punto vendita è anche concessionario Granarolo e di diversi prodotti a marchio DOP (deno-minazione d’origine protetta )nazionali ed internazionali più rinomati. Esito dell’accurato procedimento di autocontrollo igienico-sanitario, il caseificio Lazio Latte è stato tra i primi ad ottenere la “bollatura sanitaria” e la certificazione UNI EN ISO 9001:2000. Il rigoroso rispetto della normativa nazionale in materia di

Le vasche utilizzate nel processo di lavorazione

Dai pascoli dell’Alta Ciociaria...

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Alatri, via Chiappitto 34 - tel./fax 0775 440672 igienicità e qualità del prodotto e l’attenzione alle fasi del processo di produzione sono riassunte nello slogan dell’azienda: “Soddisfare

le esigenze del mangiar sano coniugando qualità produttiva e capacità imprenditoriale, tecnica e passione”. Dunque un’altra bella realtà

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imprenditoriale che rappresenta un vanto e una risorsa per il nostro territorio.

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Frosinone

Il prestigioso liceo classico di Frosinone ha aperto le porte per festeggiare l’autorevole traguardo

80 candeline per il Turriziani Presenti ex professori, presidi, alunni e personale che hanno popolato il glorioso Liceo di Francesca Ceccarelli Chi non ha sempre nel cuore nel bene o nel male gli anni del liceo? Beh, credo tutti. Se si è frequentato un liceo classico poi, ogni interrogazione, ogni versione di latino o greco che sia, rimane bene impressa nella nostra mente come un piccolo grande scoglio che è stato superato con grande fatica e tenacia. E tanto più si resta La facciata del Liceo Turriziani forgiati dagli anni delle superiori se si è stati alunni del liceo classico Norberto Turriziani di Oltre il già citato Prefetto Cesari, sono intervenuti il Frosinone, rinomato per tutto il territorio sia professor Alfonso Cardamone, ex alunno poeta e per l’alto livello richiesto ai suoi studenti sia per saggista, il professor Marcello Carlino, ex alunno e la sua storia decennale che proprio nei giorni Ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università La scorsi è stata celebrata in occasione Sapienza di Roma, il professor Bernardo Donfrancesco , dell’ottantesimo anniversario dalla sua preside della scuola dal 1996 al 2007, il professor fondazione. Agostino Masaracchia, preside del liceo dal 1961 al 1962 e Tanta è stata l’attenzione per questo evento che Ordinario di Letteratura Greca presso l’Università La fa parte della storia della città e che ha Sapienza di Roma, il professor Piergiorgio Parroni, guadagnato il riconoscimento delle più alte Ordinario di Filologia Classica presso l’Università di cariche ottenendo il patrocinio del Comune di Roma La Sapienza. Frosinone, della Provincia, della Regione Lazio E’ stato inoltre registrata la presenza dell’assessore alla e del Ministero della Pubblica Istruzione. cultura Narciso Mostarda, che con il suo intervento ha espresso la sua ammirazione per l’operato che da decenni il liceo svolge nel creare i cittadini del futuro.I programmi delle due intense giornate di manifestazione sono stati coordinati dalla preside in carica Giovanna Maniccia coadiuvata da professori famosi nell’ambiente del liceo come il professor Renzo Scasseddu e la professoressa Lucia Schietroma. Il primo giorni di incontri ha visto le discussioni del professor Donfrancesco sul rapporto che intercorre tra la letteratura inglese e la cultura classica, e poi nel pomeriggio gli interventi sulla Grecia Antica dei La preside Maniccia e la prof. Valchera professori Cardamone e Masaracchia. 18 Maggio 1916: muore Norberto Turriziani , giovane Il secondo giorno sono stati soldato nella prima guerra mondiale. letti alcuni frammenti del Dopo la sua morte, il padre Antonio Turriziani decide di libro scritto dal Prefetto devolvere , in ricordo di suo figlio, il suo patrimonio alla Cesari “Il mio liceo” e poi città di Frosinone attraverso un’istituzione che possa l’esposizioni del professor giovare ai giovani della città, garantendogli il diritto allo Carlino e Parroni. studio e un’adolescenza serena. Nel pomeriggio è stata Nasce così il liceo classico Norberto Turriziani di effettuata la presentazione Frosinone che quest’anno compie il suo ottantesimo del lavoro di indagine che anniversario dalla sua fondazione nel 1929. alcuni ragazzi del liceo Con una manifestazione durata ben due giorni presso hanno fatto scovando nell’archivio comunale documenti l’istituto si è voluto celebrare una colonna portante della riguardanti la storia del Turriziani. Ma più di tutto da nostra città con conferenza che hanno ospitato gli queste giornate di celebrazioni e interventi di personaggi di spicco della nostra provincia, manifestazioni è emerso sì l’aspetto in primis il prefetto Piero Cesari, ex alunno del liceo e culturale al culmine della sua forma, uomo di cultura oltre che alta carica di Frosinone. Tanti ma soprattutto il cuore che docenti, sono stati i relatori che hanno voluto spontaneamente personale scolastico e gli alunni dare il proprio contributo manifestando i propri ricordi e stessi mettono , hanno messo e le proprie costatazioni rispetto alla loro esperienza liceale metteranno nel rendere il Turriziani e all’importanza della cultura classica nella società attuale. una scuola sì dura e selettiva ma

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capace di dare una maturità e una preparazione che va al di là dei brutti voti. La forza del liceo sono state da sempre le persone che vi hanno lavorato e studiato che dando il loro meglio e talvolta il loro peggio, hanno dotato la scuola di una umanità vera. Come dimenticare tutti i personaggi che hanno popolato il liceo, basti ricordare la segretaria Ires Morgia che con amore e dedizione ha lavorato fino all’ultimo per dare il suo contributo all’interno dell’istituto, i bidelli Giovanna e Paolo che con la loro umanità hanno sostenuto generazioni di studenti, e poi tanti i professori e i presidi che hanno fatto la storia del liceo: la signora Maini e il professor Calenda, il professor Canali e tanti altri. A loro va il ringraziamento di chi oggi vive e lavora all’interno del liceo che porta sulle spalle una forte e solida eredità, a loro una stima e un affetto che gli alunni passati e presenti gli rivolgono ogni giorno.

Il Prefetto Cesari, al centro, ex alunno del liceo con la preside Giovanna Maniccia

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Terza Pagina Bellissima, anticonformista e vulcanica: Tina Lattanzi, la regina delle voci

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La Frase

A cura di Melania Gatti

Attrice per caso, De Sica la presenta alla sua prima maestra di recitazione di MELANIA GATTI Negli ultimi giorni abbiamo visto di continuo immagini e commenti dal celeberrimo Festival di Cannes, una delle più importanti rassegne dedicate al cinema. Allora, perché non andare a riscoprire la “nostra” stella di cinema, teatro e doppiaggio, la grande Tina Lattanzi? Eccone di seguito un ritratto. Tra gli anni Trenta e Sessanta Tina Lattanzi, nata ad Alatri nel 1897, è stata la regina delle voci, prestando la sua alle più famose dive di Hollywood: Greta Garbo, Marlene Dietrich, Joan Crawford, Bette Davis, Greer Garson, Mirna Loy, Rosalind Russell, Rita Hayworth. Ma questi trent’anni sono stati, in fondo, solo una parte della movimentata esistenza di un’attrice che di anni ne ha vissuti più del triplo, mancando per poche settimane il traguardo del secolo, e per tutto il Novecento è trascorsa impavida dal teatro, al cinema, alla radio, alla tv. Era suo proprio un solare anticonformismo che le consentiva, ad esempio, di parlare con disinvoltura delle molte liaison sentimentali avute anche dopo il matrimonio con il professor Lattanzi, a cui si era unita giovanissima; oppure anche della sua grande passione per il gioco d’azzardo, a causa della quale ha sacrificato guadagni e omaggi degli ammiratori nei casinò di mezza

Un’immagine di Tina Lattanzi Europa. Al teatro Tina si era avvicinata per caso, quando nel 1928 era già madre di due bambini: allora aveva deciso di prendere lezioni di dizione da un vecchio teatrante che aveva recitato nella compagnia di Eleonora Duse, che la presentò a Teresa Franchini, con cui ottenne il primo ruolo nella “Fedra” di D’Annunzio. Un anno dopo, ancora per caso, Tina conobbe Vittorio De Sica, deciso a interrompere gli studi per l’arte, che le presentò la sua maestra di recitazione Tatiana Pavlova, da subito entusiasta della bellezza e delle capacità della nostra concittadina. La scrittura nella Compagnia della Pavlova fu immediata, anche se comportò non pochi problemi per la sua vita familiare, ma una serie di fortunate circostanze le consentì

comunque di affinarsi progressivamente attraverso le esperienze compiute in altre compagnie tra cui quelle di Febo Mari e Renato Cialente. Quando stava per arrivare alla consacrazione definitiva, in crisi col marito, per amore del regista Guido Brignone decise di abbandonare le scene per dedicarsi a Roma al doppiaggio, mestiere che però ben presto le venne a noia malgrado i sempre crescenti apprezzamenti e la fama internazionale. In seguito Tina fu per qualche anno insegnante di recitazione al Centro sperimentale di cinematografia (tra gli allievi anche Claudia Cardinale), per tornare poi in teatro nel 1962 nel musical My fair Lady con Delia Scala, per poi comparire ancora al Cabaret Voltaire di Torino nel 1978 con Paola Borboni e diverse volte in tv nel salotto di Maurizio Costanzo. Trascorse poi gli ultimi anni della sua vita quasi sempre da sola, quasi cieca e malferma sulle gambe, in condizioni economiche poco agevoli per le sue follie al casinò. Grande amica di Anna Magnani, altrettanto "tifosa" di Elsa Merlini, in perenne confronto con Paola Borboni, la regina delle voci, tanto amata in gioventù per la sua grande bellezza ed in vecchiaia per il suo scoppiettante anticonformismo, ha fatto davvero suo l’aforisma di Oscar Wilde per cui c’è solo una cosa peggiore della fama: non averla.

“Leggo per legittima difesa” Woody Allen Sembra uno scherzo, ma Woody Allen ha colto per l’ennesima volta nel segno: leggere è ormai un atto di legittima difesa. Difesa dalle visioni distorte, edulcorate, tagliuzzate a regola d’arte di cui dovremmo accontentarci se non potessimo davvero leggere cosa c’è sotto a tante notizie che affollano le nostre giornate. Questo è un po’ il principio di base di quel citizen journalism cui tante volte abbiamo fatto riferimento, arrivando direttamente alla fonte primaria e di quella usufruire per riportare le notizie senza Woody Allen ulteriori filtri, senza poteri forti che montano compagne mediatiche ad hoc. Lo abbiamo visto nei giorni scorsi, in realtà vi assistiamo continuamente per ognuno dei nuovi casi giornalistici che balzano all’attenzione di tutti: ma le fonti dove sono? Le notizie fanno rapidamente il giro del mondo, in un’incessante gara a chi le annuncia prima, le leggiamo in decine di salse diverse, in più grandi reportage o nude e crude, ne troviamo centinaia di rielaborazioni. Rielaborazioni, appunto: ma siamo sicuri, di nuovo, di aver letto davvero la fonte primaria? Non è questa la sede per un moderno J’accuse ma quella di una piccola riflessione: leggere, informarsi, conoscere è davvero un atto di legittima difesa, forse il favore più grande che possiamo fare alla nostra libertà individuale, libertà di sapere, libertà di pensare, libertà di decidere e di non affidarsi solo alle correnti forti che trascinano una società. E, visto che siamo continuamente chiamati a esercitarle queste libertà-diritti, facciamo vedere quanto e come le apprezziamo. Non facciamo mai crollare l’interesse a vivere attivamente il mondo che ci circonda, non smettiamo mai di incuriosirci, di ribattere, di pensare, sempre, in primis al valore della verità vera. Difendiamoci, è legittimo! Difendiamoci.

L’angolo della lettura a cura di VALENTINA CELANI

Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach

L'Arte di correre sotto la pioggia di Stein Garth

Jonathan Livingston non è un gabbiano come tutti gli altri. Cerca la perfezione nel volo perché crede che il volo stesso abbia una sua insita bellezza. Non vuole più seguire la massa, la vita dello stormo, non vuole volare solo alla ricerca di cibo, ma aspira ad un ideale diverso, di libertà, di spazi e cieli azzurri, di calore e luce, di soffio di vento e mare spumeggiante. Dal racconto emerge il desiderio di lottare e di distinguersi, di ottenere quello in cui si crede anche a costo di non essere compreso dai propri simili, di essere etichettato come scomodo e ribelle. Diventa così il simbolo di chi ha il coraggio di seguire la propria legge interiore e non si lascia influenzare dai pregiudizi degli altri. E’ una metafora che riflette la condizione umana troppo spesso costretta in schemi e ruoli ingessati che non lascia spazio alla fantasia, alle aspirazioni e ai sogni. Bach, che oltre ad essere scrittore è anche pilota, riesce ad affascinare con una storia semplice dal clima narrativo insolito e a trasmettere emozioni e desiderio di avventura. E’ forse un monito, un invito a non perdersi d’animo, a seguire la propria natura e a non smettere mai di osare. Da regalare.

“Mi chiamo Enzo.. Amo il mio nome, lo stesso del grande Ferrari, anche se d’aspetto non gli assomiglio per niente. Però, come lui, adoro le macchine. So tutto: i modelli, le scuderie, i piloti, le stagioni. Me lo ha insegnato Denny. Denny è come un fratello per me. Per sbarcare il lunario lavora in un’autofficina, ma in realtà è un pilota, un asso, anche se…. siamo in pochi a saperlo. Perché lui ha delle responsabilità: deve prendersi cura della sua famiglia e di me, perciò non può dedicarsi interamente alle gare. Eppure è l’unico che sappia correre in modo impeccabile sotto la pioggia. E, credetemi, è davvero difficile guidare quando c’è un tempo da cani: io me ne intendo. Tra noi è stato amore a prima vista. Ne abbiamo passate tante, negli anni che abbiamo trascorso insieme. Ah, ho dimenticato di dirvi una cosa importante: sono il cane di Denny, e questa è la mia storia”. A tratti esilarante, tratti commovente, ma sempre tenero e originale, “L’arte di correre sotto la pioggia” offre uno sguardo unico sulle meraviglie e le assurdità della vita umana. Un libro che ripropone il magico legame che si crea tra l'uomo e il cane che ci rende migliori e spesso permette al cuore umano di risollevarsi.

In alto le copertine de “Il gabbiano Jonathan Livingston” e “L’Arte di correre sotto la pioggia”

L’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPO ARIETE

Puoi avere il meglio in tutti i campi! Accontentarsi di qualcosa di meno prestigioso corrisponderebbe a svalutare i doni di Venere e Marte.

TORO

Avrai perennemente l’argento vivo addosso e una irresistibile simpatia ti sarà costante e gioiosa compagna nelle molte occasioni sociali del momento.

GEMELLI

Sei pronta a gestire con polso fermo le situazioni nelle quali ti trovi ad essere operativa. Per programmare con lungimiranza le azioni future.

Il lavoro di paziente costruzione di situazioni che diventeranno positive a breve non è stato semplice. Avvertirai la necessità di una sosta.

CANCRO

Questa settimana potresti essere tentato da una grossa spesa e da una uscita finanziaria che in altri momenti giudicheresti rimandabile.

BILANCIA

LEONE

In questa settimana ti sentirai forse stancata di non metterti in lizza per ottenere le soddisfazioni che comporta un successo gratificante e pieno.

Il consiglio che ti viene elargito dalle stelle è quello di curare con maggiore interesse e continuità i tuoi concretissimi SCORPIONE interessi.

VERGINE

Contestazioni e rimbrotti sono in parte ancora d’ attualità, ma saprai tenerli a bada con spirito caustico e con valide prove alla mano.

Saprete essere dolci e passionali, affascinando la persona amata. Una voglia di vivere piuttosto insolita per voi vi renderà meno timidi del solito.

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SAGITTARIO

Gli obblighi familiari si rivelano ancora un poco pesanti. I doveri e gli oneri da gestire e le scadenze pare si basino sulla CAPRICORNO tua capacità organizzativa.

ACQUARIO

PESCI

Questa settimana il desiderio di dare spazio alle situazioni romantiche ti metteranno nella condizione di maggiore feeling con chi ami. Secondo le stelle per te in settimana ci sono settori da snellire e situazioni da rendere più asciutte. Molte le situazioni fuori controllo.

Info: 320 2345194 - 349 8693304 Piazza del Giglio, 117 - GIGLIO DI VEROLI


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