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N.15 Settembre 2012

Mensile di Politica e Cultura dal Sud. www.lacampaniagiovane.it

UNIVERSITĂ€: TASSE ALLE STELLE Il conflitto tra Colle e magistrati Rise up Cooperazione: promozione e sviluppo


PIÙ OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI PROFESSIONISTI, PIÙ FORZA ALL’ECONOMIA DELLA CAMPANIA È finalmente legge la proposta del consigliere regionale Antonio Marciano in favore dei giovani professionisti Per saperne di più: cercaci su : www.antoniomarciano.it | www.lacampaniagiovane.it |


EDITORIALE L’AUTUNNO PROSSIMO VENTURO

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’ultimo segnale è arrivato già alla fine di un’estate calda come mai negli ultimi anni: ottanta operai della Sulcis hanno occupato la miniera di carbone di Nuraxi Figus, in provincia di Carbonia-Iglesias. Asserragliati a quattrocento metri sottoterra, i minatori hanno promesso che non lasceranno la cava fino a quando la loro vertenza non sarà risolta. Fino a quando, cioè, non sarà presa una decisione dal governo sul finanziamento del progetto integrato da 200 milioni di euro e non ci sarà l’impegno dell’Enel a produrre energia per le aziende del Sulcis. Una vicenda che rischia di essere solo il prologo di un autunno che si preannuncia tesissimo. Per molti, troppi italiani, quest’anno il ritorno dalle ferie non coinciderà con il ritorno al lavoro: a settembre centinaia di

di Antonio Marciano

fabbriche, uffici, società non riapriranno i battenti, mentre molte di quelle ancora in funzione ripartiranno con la cassa integrazione. Compresa la più grande azienda manufatturiera italiana, la Fiat, che ha appena annunciato che sospenderà la produzione per due settimane a settembre e ottobre. Il tutto mentre si annunciano nuove stangate sulle bollette dei cittadini e il prezzo della benzina schizza a livelli mai raggiunti prima. E il governo? A Roma hanno appena lanciato la fase due, quella della crescita. Rilancio per le aziende, nuovi concorsi, milioni di euro di investimenti. Eppure, la percezione di molti è che da Palazzo Chigi si siano mossi in ritardo. Che per rispettare gli impegni con la finanza internazionale e tenere a bada le agenzie di rating – scelte comunque importanti per salvaguardare il nostro paese da-

gli attacchi speculativi - si sia persa di vista l’economia reale, quella che investe direttamente la vita quotidiana degli italiani. E questo, senza dubbio, renderà ancora più difficile il lavoro di chi sarà chiamato a prendere il testimone del governo Monti. Il Partito Democratico, insieme con le forze progressiste del Paese, è l’unico che ha le carte in regola per farlo. E, almeno stando ai sondaggi, la fiducia dei cittadini. Sta a noi democratici mantenerla e certo non sarà facile. Dovremo avere idee, fare proposte, lanciare soluzioni per salvare l’Italia, ridare lavoro e dignità ai cittadini, rilanciare lo sviluppo, continuare – dove siamo minoranza - sulla strada dell’opposizione che sa costruire l’alternativa e al contempo sa opporsi con fermezza al malgoverno. La strada è senza dubbio in salita, ma siamo pronti alla sfida.

Antonio Marciano, consigliere regionale PD

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IMMAGINI

Atleta Paraolimpiadi, Londra 2012


IMMAGINI

Atleta Paraolimpiadi, Londra 2012


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SOMMARIO

PRIMO PIANO Università: tasse alle stelle Il problema non sono i fuoricorso

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INCHIESTA Il conflitto tra Colle e Magistrati

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POLITICA Rise Up

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Cooperazione: promozione e sviluppo

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SOCIETÀ

La Campania giovane Via Renato Lordi, 9 80127 Napoli Direttore Responsabile Andrea Postiglione Direttore Editoriale Giorgio Massa Caporedattore Vito Contardo Collaboratori Alessia Schisano, Flavia de Palma, Felice Manganiello, Gloria Esposito, Marco Trotta, Roberta Capone, Salvatore Borghese, Serena Tagliacozzo, Sergio Antonelli, Stefano Behrend, Nello Chianese, Anna M. Musto, Davide Maddaluno Stampa Legma Leombruno Srl Distribuzione gratuita

Londra 2012

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Momenti di gloria?

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Olimpiadi stile green

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L’anoressia sentimentale

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Big G nella rete

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CULTURA Api randage

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Il Cavaliere Oscuro

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EVENTI Eventi Settembre

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Pubblicità info@lacampaniagiovane.it Registrazione n.53 effettuata il 26/07/2011 presso il Tribunale di Napoli

CONTATTI info@lacampaniagiovane.it www.lacampaniagiovane.it

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PRIMO PIANO

UNIVERSITÀ: TASSE ALLE STELLE NON SARÀ SOLO PER I FUORI CORSO, TOCCHERÀ ANCHE CHI È IN PARI CON GLI ESAMI di Vito Contardo

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a versione definitiva del decreto legge sulla cosiddetta “spending review”, ossia la revisione della spesa dello Stato, che secondo il Governo comporterà un risparmio di 4,5 miliardi per il 2012 e di 10,5 miliardi per il 2013, prevede, tra le altre cose, gli aumenti delle tasse universitarie. Questi riguardano tutti gli studenti e non solo quelli fuori corso, diversamente dunque da come si era detto inizialmente. Il testo uscito dalla Commissione Bilancio, infatti, prevedeva la possibilità di alzare le tasse solo per i fuori corso. E disegnava le tre classi di aumento su tre fasce di reddito della famiglia di appartenenza: rincaro del 25% fino a 90 mila euro lordi l’anno, del 50% fino a 150 mila, del 100% oltre i 150 mila. Regole che vengono confermate dal maxi emendamento presentato dal governo, che però fa un passo in più: quattro righe per dire che i rincari delle tasse diventano possibili e anzi probabili anche per chi è al passo con gli esami. Con un limite, però: per i primi tre anni, a partire dall’anno accademico 2013-2014, gli aumenti per gli studenti in corso che hanno un reddito familiare (Isee) inferiore ai 40 mila euro lordi

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l’anno, non potranno superare l’inflazione. La sintesi la fa Paolo Giaretta, relatore del PD per tale decreto: «Con il testo che avevamo proposto noi gli studenti che erano al passo con gli esami avevano la garanzia di non vedersi aumentare le tasse. Adesso questa garanzia non c’è più». Per chi ha seguito i lavori in commissione non è però un fulmine a ciel sereno: era proprio questa una delle ipotesi proposte dal Governo la settimana scorsa. Ma dopo una lunga trattativa si era scelto di limitare l’incremento ai soli fuori corso, per dare all’intervento un significato non solo economico ma anche meritocratico (per il Ministro dell’Istruzione Profumo, infatti, il numero dei fuori corso italiani è «un problema culturale, manca il rispetto delle regole e dei tempi»). Il ritorno a questa versione è legato alle analisi fatte dalla Ragioneria generale dello Stato e alle successive pressioni del Ministero dell’Economia. E qui bisogna guardare alle difficili condizioni delle università italiane. Attualmente ogni ateneo non può ottenere dalle tasse degli iscritti più del 20% di quello che riceve ogni anno dal Ministero dell’Istruzione con il cosiddetto Ffo, il Fondo di finanziamento ordinario. Il punto è che negli

ultimi anni questo Fondo è in costante calo e così anche le università che non hanno fatto salire le tasse hanno finito per


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violare quella regola. Solo pochi mesi fa un ateneo prestigioso come quello di Pavia è stato condannato dal Tar della Lombardia per aver sforato quella soglia dell’1,33%. E altre sentenze sarebbero arrivate a breve perché - secondo i calcoli dell’Udu, l’Unione degli universitari - una buona metà degli atenei italiani è nelle stesse condizioni. Per questo - sempre nel decreto sulla spending review - il Governo ha tirato fuori dal calcolo di quel 20% le tasse pagate dagli studenti fuori corso. La speranza era che sarebbe stato sufficiente alzare quella parte

del gettito, le tasse dei fuori corso, per mettere a posto i conti di un settore sempre più in sofferenza. Ma le cose non stanno così. Il raddoppio delle tasse per chi è in ritardo con gli esami è poco più di una norma manifesto visto che si applica solo a chi ha un reddito familiare superiore ai 150 mila euro e, per quanto possa sembrare impossibile, in Italia i contribuenti al di sopra di questa soglia sono soltanto 30 mila. E’ per questo che, alla fine, la possibilità di ritoccare le tasse viene allargata anche agli studenti in corso. «Per chi è nato

in una famiglia abbiente - dice Giuseppe Valditara, senatore di FLI e professore universitario - il livello delle tasse è effettivamente basso. Su tutti gli altri invece bisogna fare un discorso diverso e più prudente». Per questo il decreto sulla spending review sembra prevedere un percorso graduale: fino al 2016, chi vive in una famiglia che resta sotto l’asticella dei 40 mila euro, sarà sostanzialmente salvo. Poi si vedrà, e saranno le singole università a decidere. Senza il rischio di una sentenza del Tar che poi le condanni a restituire i soldi agli studenti.

Striscione di protesta

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PRIMO PIANO

IL PROBLEMA NON SONO I FUORICORSO

di Vito Contardo

PER ANTONELLA PEPE, SEGRETARIO REGIONALE DEI GIOVANI DEMOCRATICI CAMPANI, LA VERA QUESTIONE È IL RAPPORTO TRA UNIVERSITÀ E MONDO DEL LAVORO

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ei è stata da alcuni mesi eletta segretario regionale GD della Campania, cosa hanno realizzato sinora i Giovani Democratici nella nostra Regione e, più in generale, a livello nazionale? Sicuramente il lavoro più grande che questa organizzazione abbia messo in campo, fin da prima della sua nascita, è stato quello di affermare l’importanza e la necessità di un grande soggetto collettivo giovanile e autonomo nel processo di elaborazione politica e programmatica, oltre che di rappresentanza generazionale. Da contenitore in cui far confluire gli under 30 del partito, ricalcandone tra l’altro le forme e gli schemi, siamo riusciti a costruire una grande organizzazione politica, radicata su tutto il territorio nazionale e fatta di militanza, attivismo ed impegno. Siamo stati i primi a denunciare quello che stava avvenendo in FIAT, schierandoci apertamente contro il referendum di Pomigliano, siamo stati i primi a porre la questione dell’attuazione dell’art.49 della Costituzione riguardo i partiti politici, chiedendo maggiore trasparenza e raccogliendo le firme su tutto il territorio nazionale, così come per le proposte di legge riguardo l’accesso al credito, la regolamentazione dei tirocini e degli stage, o ancora per la casa. A fine luglio abbiamo svolto la festa

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nazionale dei Giovani Democratici in Campania, ponendo al centro il tema dell’Europa. E poi tante altre, dal lavoro, ai diritti civili, all’immigrazione, alla legalità, alla cultura, alla formazione. Cosa si propone di fare nel corso di questo suo mandato da segretario regionale? Sicuramente continuare il percorso avviato da Michele Grimaldi, ossia radicare ulteriormente la nostra organizzazione in quei Comuni in cui ancora non siamo presenti, rafforzare la nostra capacità di intervento su tutte quelle emergenze che stanno rendendo la nostra Regione un territorio quasi invivibile, penso alla questione ambientale, alla legalità, alla sanità, ai trasporti. E, non ultimo, porre al centro il tema della politica come unica via d’uscita possibile, ricucendo un rapporto di fiducia con quanti si sono sentiti traditi o suscettibili alle derive populiste incarnate da alcuni movimenti. Passiamo all’attualità: nel decreto della spending revuew sono previsti per gli studenti fuoricorso degli aumenti delle tasse in diversi scaglioni, in base all’ammontare del reddito familiare (per saperne di più leggete l’approfondimento a pag. 10. Quanto agli studenti in corso, per quelli che hanno un reddito fino a 40mila € gli aumenti sono bloccati fino al 2016. Agli altri le tasse potranno aumentare

da subito. Che ne pensa? Proprio nell’ultima assemblea nazionale del PD abbiamo presentato un nostro ordine del giorno contro questi provvedimenti, che mirano a colpevolizzare quanti ritardano il proprio percorso universitario senza interrogarsi sulle cause. Certo c’è una piccola parte che se la prende comoda, in Italia come nel mondo, ma la maggior parte di questi studenti il più delle volte svolge un lavoro o fa altre attività. Nella logica di trovare le pecore nere si dimenticano i problemi veri, ossia quanto l’università sia in grado di connettere un giovane al mondo del lavoro, o quanto un giovane italiano è costretto a pagarsi la propria formazione rispetto ai propri colleghi francesi o di altri problemi. A proposito di università, tra aprile e maggio il Governo ha lanciato il tema della riforma del valore legale dei titoli di studio e c’è stata una apposita consultazione sul sito del MIUR. Da allora però questo tema pare finito nel dimenticatoio; come valuta questa, ad ora solo eventuale, riforma? Il valore legale del titolo di studio è un non-tema, come tanti altri all’ordine del giorno, che servono a sviare le questioni vere. E la questione vera, riguardo a questo, rimane l’uguaglianza delle opportunità di partenza. Abolire il valore del titolo di studio vuol dire far prevalere le differenze di censo ed altro. È un po’ come


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quando si utilizza la parola meritocrazia senza creare pari condizioni di partenza, per cui i migliori rischiano di essere quelli che hanno avuto una strada più facile, se non addirittura scritta. Con un ordine del giorno approvato all’unanimità, lo scorso giugno i GD hanno chiesto al PD che, ove non si arrivasse alla modifica della legge elettorale, siano organizzate primarie per i parlamentari. Secondo lei che tipo di legge elettorale dovrebbe essere varata? La legge elettorale è stata considerata nel dibattito di questi anni la panacea di tutti i mali. Noi crediamo che, nonostante la sua quota parte di responsabilità, essa rappresenta una variabile del problema. Nessuna legge elettorale è in grado da sola di risolvere le questioni irrisolte nel funzionamento della democrazia di questo Paese. Sicuramente abbiamo bisogno di una legge che permetta a chi vince di poter governare e che ricostruisca un rapporto tra eletto ed elettore. Detto questo, credo che i partiti, attraverso strumenti democratici e di partecipazione, debbano essere in grado di selezionare la classe dirigente, e di farlo al meglio, altrimenti anche la migliore legge elettorale alla fine arriverebbe alla sua degenerazione. Se restasse il Porcellum è per fare le primarie per i parlamentari? Se sì, con quali regole? Assolutamente si, abbiamo raccolto migliaia di firme in Campania lo scorso 13 luglio proprio su questo. Regole certe, come l’albo degli elettori da rendere disponibile e consultabile, più preferenze di cui una generazionale e, soprattutto, incompatibilità di quanti hanno cariche (sindaci, presidenti di Provincia e Regione, assessori provinciali e regionali, consiglieri regionali), a meno che non si dimettano prima di concorrere all’elezione primaria. I mandati si rispettano ed è ora che qualcuno impari a rimanere un giro a casa. Tornando alle questioni interne, ritiene giusto che la vostra sia un’organizzazione autonoma ri-

spetto a quella del PD, che quindi i “giovani” possano avere una linea diversa da quella dei “grandi” pur essendo, anche se con età diverse, nello stesso partito? Io credo che questo non solo sia giusto, ma sia il fondamento stesso di un’organizzazione giovanile. Noi non siamo la palestra dove si impara a fare il dirigente e quando si è pronto si entra nel partito, noi siamo a tutti gli effetti un’organizzazione che elabora le proprie idee e lo fa dal punto di vista di una generazione, configgendo anche con il proprio partito di riferimento. Se così non fosse, sarebbe il Partito Democratico a perdere un punto di vista autonomo così importante, come quello generazionale. Non si corre il rischio che la giovanile divenga - o sia anche solo percepita come - una sorta di luogo in cui “parcheggiare” le nuove leve? Essa del resto non esercita un potere diretto sulle scelte del PD … insomma i GD si organizzano, discutono, ma quali poteri hanno in concreto? Non sarebbe meglio fondere le due organizzazioni? Ormai abbiamo creato buoni anticorpi, diciamo così. Il nostro compito non può risolversi nel potere di incidenza che abbiamo sul PD, ma in quello che siamo capaci di esercitare sulla società. In molte realtà il PD neanche esiste, mentre esistono i Giovani Democratici, con le loro

forme organizzative e partecipative. L’ultima domanda sulle quote rosa: per alcuni rendono le donne automaticamente ancelle di chi quelle quote gliele avrà graziosamente concesse, per altri sono l’unica soluzione possibile per raggiungere la parità dei sessi, nella politica e non. Qual è il suo parere? Come per la legge elettorale, le quote sono uno strumento parziale nel garantire parità di accesso all’impegno politico di uomini e donne. Uno strumento importante e indispensabile in questo momento ma che andrebbe arricchito con misure utili a sostenere la donna nella sua vita lavorativa e familiare. Da giovane donna, tuttavia, più che combattere per le quote e lasciarle poi riempire da uomini, mi batterei affinché ogni provvedimento, nei partiti come a livello istituzionale, venisse declinato partendo dall’impatto che esso potrebbe avere sulla qualità della partecipazione delle donne. Le quote servono a chi la politica la fa, ma non hanno alcun rilievo per le tante che hanno difficoltà a permettersi un impegno politico e sociale, e noi dovremmo guardare soprattutto a quelle donne. Le quote servono a chi la politica la fa, ma non hanno alcun rilievo per le tante che hanno difficoltà a permettersi un impegno politico e sociale, e noi dovremmo guardare soprattutto a quelle donne.

Striscione di protesta

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INCHIESTA

IL CONFLITTO TRA COLLE E MAGISTRATI CHE SUCCEDE TRA IL QUIRINALE E LA PROCURA DI PALERMO?

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i norma l’estate politica in Italia è povera di avvenimenti. L’anno scorso fu un’eccezione, quando si trattò di assistere – per la prima volta – alla crescita incontrollata dello spread BTP-Bund (fino ad allora pressoché sconosciuto) ed alle disperate contromosse dell’agonizzante duo governativo Berlusconi-Tremonti, impegnato a sfornare proposte di manovre correttive diverse e contraddittorie ogni settimana. Fu quello il prologo dell’uscita di scena del Cavaliere di Arcore dall’incarico di Presidente del Consiglio, e il fulmineo passaggio di consegne con cui di tale incarico fu investito Mario Monti: il tutto con la regia impeccabile del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma proprio quest’ultimo è tra i protagonisti di una seria vicenda che si è sviluppata questa estate, che ha assunto i connotati di uno scontro tra organi dello Stato e rischia di produrre una grave crisi istituzionale. I fatti si possono far risalire allo scorso giugno. Il contesto è quello delle indagini condotte dalla Procura di Palermo nell’ambito

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di Salvatore Borghese

dell’inchiesta sulle trattative tra Cosa Nostra e pezzi dello Stato e della politica nel periodo 199293. Nel corso di tali indagini, era stato ascoltato come testimone Nicola Mancino, all’epoca dei fatti ministro degli Interni, in seguito Presidente del Senato e poi ancora vicepresidente del Consiglio Superiore della magistratura. La sua versione dei fatti, secondo gli inquirenti, è risultata in contrasto con altre: i magistrati hanno quindi indagato Mancino per falsa testimonianza, e intercettato il suo telefono. Nel mese di giugno alcuni giornali hanno pubblicato la notizia (e in seguito i testi delle intercettazioni) che Mancino aveva contattato telefonicamente il consigliere giuridico del Presidente Napolitano, Loris D’Ambrosio, facendo pressioni affinché si intervenisse in qualche modo sulla Procura di Palermo che voleva mettere Mancino a confronto con altri testimoni nell’ambito delle indagini di cui si è parlato. Dalle intercettazioni emergeva che D’Ambrosio sosteneva di aver riferito al Presidente di tali richieste e che in qualche modo Napolitano sarebbe intervenuto. La notizia ha spinto molti a

chiedersi a che titolo un comune cittadino (quale era Nicola Mancino al momento dei fatti) potesse chiedere – e a quanto sembra, ottenere – delle attenzioni particolari dal Capo dello Stato in relazione ad un’indagine in cui risultava coinvolto. Ne è nata una campagna di stampa dai toni talvolta eccessivi, che si è ancor più avvelenata quando lo stesso Loris D’Ambrosio è venuto a mancare per un attacco cardiaco. Comprensibilmente scosso dalla tragedia che ha colpito un suo stretto e stimato collaboratore, Napolitano si è spinto addirittura ad accusare per l’accaduto i media che avevano trattato la vicenda in cui D’Ambrosio era stato coinvolto. In seguito si è appreso che tra le telefonate intercettate di Mancino ve n’erano anche alcune tra lui e lo stesso Napolitano; telefonate che gli inquirenti avevano ritenuto prive di rilevanza, e che attendevano di essere distrutte, come da prassi, previo colloquio tra le parti interessate e i loro rappresentanti legali. Ma a questo punto il Presidente Napolitano ha emesso un durissimo comunicato con cui si accusava la Procura di ledere, mediante quelle


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intercettazioni, le prerogative del Capo dello Stato; e ha poi sollevato un conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale, sostenendo che l’illegittimità di quelle intercettazioni dovesse comportare un distruzione immediata, senza aspettare l’udienza che la prassi legislativa avrebbe richiesto. Il conflitto di attribuzione si ha quando un organo dello Stato ritiene che un altro organo dello Stato abbia invaso la sua sfera di competenza, cioè le funzioni che la Costituzione gli attribuisce. Sarà la Corte Costituzionale a stabilire se e come questo è avvenuto – e quindi se quelle intercettazioni erano legittime oppure no. Nel frattempo la stampa e la politica si sono divise sul tema: i partiti a sostegno del governo hanno espresso la loro solidarietà al Presidente della Repubblica, e lo stesso Monti (pur non facendo riferimento esplicito alla vicenda) ha parlato di “abusi” nell’uso delle intercettazioni; con Napolitano si è schierata, più

o meno esplicitamente, anche la grande maggioranza della carta stampata, con la prevedibile eccezione del “Fatto Quotidiano”. Singolare la situazione in seno al giornale “la Repubblica”, nel cui recente passato si ritrovano strenue battaglie a difesa dell’utilizzo – e della diffusione a mezzo stampa – delle intercettazioni, anche non penalmente rilevanti, in cui figuravano coinvolti rappresentanti di politica e istituzioni: dopo aver ospitato le opinioni discordanti di giuristi e commentatori, il quotidiano è stato teatro di un lungo dibattito tra il suo fondatore Eugenio Scalfari (a difesa di Napolitano) e l’ex presidente della Consulta, Gustavo Zagrebelski, storico columnist di “Repubblica” (a sostegno dei magistrati palermitani). Al momento la soluzione di questo conflitto non sembra vicina: la Corte potrebbe esprimersi tra molti mesi, perfino dopo la scadenza del mandato di Napolitano (che conluderà il

suo settennato presidenziale nel 2013). Ma in ogni caso si tratterà di una situazione senza vincitori: i due “contendenti” rappresentano due istituzioni al cui operato sono espressamente attribuite garanzia e imparzialità, e sono tra le pochissime in cui gli italiani conservano ancora una certa fiducia in questi tempi di pesantissima crisi di legittimità del nostro sistema politico e istituzionale. Una sentenza favorevole all’una o all’altra parte, lungi dall’essere letta come la soluzione di un banale dilemma giuridico, suonerà come un pesante colpo alla credibilità dell’una o dell’altra istituzione; la stessa Corte Costituzionale – organo di garanzia supremo – ne risulterebbe in qualche modo colpita, vista la ferocia con cui il dibattito pubblico si è sviluppato intorno alle ragioni (o dei torti) delle due parti. Possiamo solo sperare che, quando giungerà questa sentenza, il clima nel nostro Paese avrà ritrovato una maggiore fiducia e serenità.

Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica

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RISE UP

POLITICA

DAI GIOVANI SOCIALISTI E DEMOCRATICI EUROPEI LE PROPOSTE PER “SOLLEVARSI” DALLA CRISI di Roberta Capone

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dati parlano chiaro, il tasso di disoccupazione giovanile (pari al 34,3% secondo le ultime rilevazioni) non tende ad arrestarsi. I giovani tra i 15 e i 24 anni nel nostro paese sono senza lavoro: 608 mila giovani disoccupati. Sono i giovani le vere vittime di questa crisi economica che sta investendo l’Europa e che ha portato la Grecia a “conquistare” il record negativo con un tasso di disoccupazione pari al 58%. La liberalizzazione dei mercati-finanziari degli ultimi anni, oltre ad aver aumentato il divario crescente tra ricchi e poveri, ha determinato il consequenziale impoverimento del lavoro, tutto ciò ci ha trascinati nella crisi attuale, che sembra un laccio alla gola sempre più forte. Nonostante il fallimento del Trattato di Lisbona, non ci si può permettere di arretrare di un solo passo sul progetto di un’ Europa unita: è arrivato il momento di riannodare i fili dell’Europa Politica; per troppo tempo siamo stati spettatori inerti di quella fallimentare politica europea sostenuta dai governi di centro destra, che inevitabilmente ci ha condotto alla crisi economica e culturale attuale, accentuando nazionalismi e odio verso la moneta unica. In questo momento lo scenario internazionale ed europeista torna ad assumere una dimensione imprescindibile per la politica. Chi si definisce progressista non può

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accettare il persistere di una politica neo – liberista, occorre avere coraggio e proporre un’alternativa per ricostruire insieme il progetto europeo. Chi sogna un partito dei progressisti europei deve lottare contro l’emergere di nuove divisioni in Europa, terreno fertile per l’antipolitica. È per questo che per un partito che si definisce democratico e progressista il rapporto con la dimensione internazionale acquista un valore indispensabile. Un’eventuale assenza di coordinamento dei partiti politici nell’azione dei progressismi globali, infatti, comporterebbe la definitiva sconfitta della politica ed un avanzamento delle disuguaglianze sociali. L’indebolimento della politica porta inevitabilmente all’indebolimento della democrazia, per questa ragione la politica deve imporsi di ragionare in una visone globale ed internazionale, anticipando i processi d’integrazione culturale, perché l’Europa ha bisogno soprattutto di questo. Lo scorso 24 agosto in Francia, in occasione dell’Universités d’été organizzata dal Partito Socialista francese a La Rochelle, è stata presentata all’espace encan, la campagna dei giovani socialisti e democratici europei “Rise Up” contro il fiscal compact. I giovani democratici, firmatari della proposta di legge parteciperanno all’evento estivo e al lancio della campagna. Per tutto l’autunno poi e fino a dicembre si svolgeranno sul territorio euro-

peo iniziative volte a raccogliere le firme a sostegno della legge. La raccolta si concluderà con la consegna delle firme di sottoscrizione al parlamento europeo. La proposta di legge prevede alcuni punti fondamentali per rilanciare l’economia, puntando su giovani e lavoro: introdurre subito una patrimoniale, combattere i paradisi fiscali e porre fine all’evasione fiscale; prevedere una “garanzia” per i giovani a livello europeo per favorire l’occupazione, evitando stage non retribuiti e lavori precari o rischiosi; promuovere il lavoro


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e puntare più sulla qualità, riorganizzando allo stesso tempo l’orario lavorativo; proteggere i lavoratori europei attraverso l’introduzione di un salario minimo e di misure obbligatorie volte ad un pari trattamento economico tra uomini e donne; assicurare la piena indipendenza degli Stati dalla finanza globale dando alla Banca Centrale Europea il potere di concedere prestiti direttamente; introdurre una tassa dello 0,1% per le transazioni finanziare; rendere l’UE più democratica e conferire maggiori poteri al Parlamento Europeo. Per i giovani la politica deve rappresentare lo strumento per cambiare la società puntando sulla spinta culturale. Lo scorso maggio sessanta giovani democratici sono partiti per la Francia in occasione del secondo turno francese per lanciare un messaggio preciso, ripreso anche dal nostro segretario nazionale Bersani: nessuno si salva da solo e nessuno può stare bene davvero, se gli altri continuano a stare male. È con questo spirito che i giovani democratici hanno partecipato alla stesura di una proposta di legge contro il Fiscal Compact

insieme ai giovani socialisti tedeschi, francesi, austriaci, spagnoli, portoghesi, belgi e irlandesi, con la convinzione che la grandezza di un partito si misura sulla capacità di incidere nella società e interpretarne i cambiamenti. La campagna Rise Up nasce dal bisogno dei “giovani progressisti” di ricostruire una visione comune di società. Mai nel passato le organizzazioni giovanili dei maggiori partiti politici si erano confrontate alla ricerca di un obiettivo comune. Ma il sogno non finisce qui, è più ambizioso. Il sogno è quello di costruire un grande movimento giovanile europeo e progressista che possa riconoscersi un domani in una grande partito progressista, socialista e democratico. La storia è fatta per essere cambiata e noi vogliamo e pretendiamo un cambiamento. Lo scorso 24 agosto in Francia, in occasione della Universités d’été organizzata dal Partito Socialista francese a La Rochelle, è stata presentata all’espace encan alle 17.40, la campagna dei giovani socialisti e democratici “Rise Up” contro

il fiscal compact. La campagna nasce dall’idea di ridefinire il progetto europeo puntato su lavoro e giovani generazioni. Ideatori e primi sostenitori della proposta di legge sono i giovani democratici

“LO SCORSO 24 AGOSTO È STATA PRESENTATA IN FRANCIA LA CAMPAGNA DEI GIOVANI SOCIALISTI E DEMOCRATICI”

(GD) insieme ai giovani socialisti francesi (MJS), socialisti spagnoli (JSE), begli ( MJS Belgio e Animo), i giovani socialisti irlandesi (Labour Youth), i giovani socialisti tedeschi (JUSOS), austriaci (SJÖ) e portoghesi (JS). In rappresentanza dei giovani democratici, alla presentazione della campagna Rise Up parteciperà Roberta Capone vice presidente IUSY.

Movimento Europeo Rise Up

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POLITICA

COOPERAZIONE: PROMOZIONE E SVILUPPO LA PROPOSTA DI ANTONIO MARCIANO PER SUPERARE UNA NORMA DEL SECOLO SCORSO di Marina Lucano

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l gruppo regionale del Pd, con i consiglieri, Antonio Marciano, Donato Pica e il capogruppo, Peppe Russo prova a mettere la Campania al pari di altre regioni italiane puntando all’approvazione della proposta di legge “Disciplina generale per lo sviluppo e la promozione della cooperazione”. Il testo, che a breve passerà all’esame della III commissione, prevede politiche di sviluppo dell’impresa cooperativa da attuarsi attraverso l’attività di promozione e di assistenza. Queste sono   rivolte alla costituzione di cooperative di giovani, delle loro reti di imprese, dei loro  gruppi paritetici e dei loro consorzi oltre che delle associazioni regionali di rappresentanza. La proposta dei democratici, inoltre, regola il sostegno finanziario della Regione, individuando i soggetti beneficiari e l’insieme delle azioni che l’ente pubblico deve intraprendere. In particolare nel testo è specificato che l’azione della Regione deve essere volta a favorire, gli investimenti, la capitalizzazione delle cooperative e dei loro consorzi, i progetti di sviluppo cooperativo, il sostegno alle nuove cooperative,gli interventi sperimentali, il consolidamento dei consorzi di garanzia collettiva dei fidi e la nascita di cooperative di giovani. Tra le altre iniziative contemplate all’interno del te-

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sto   anche la formazione professionale, i sistemi di certificazione, la promozione dei marchi, la creazione di reti commerciali, la ricerca e l’innovazione e  aggregazioni d’imprese. Infine la proposta punta a disciplinare la Consulta regionale della cooperazione. L’esigenza avvertita dai consiglieri del Partito Democratico di procedere alla stesura di una nuova norma che regoli  la Cooperazione nasce dal fatto che la legge sulla cooperazione attualmente  in vigore risale al 1977 e quindi è necessario procedere in tempi stretti   all’approvazione di un testo che consideri i cambiamenti e le novità intervenute in 35 anni nella normativa europea, nazionale e regionale, e che sia capace di dare sostegno alla cooperazione nell’attuale scenario economico. Secondo gli ultimi dati forniti da Unioncamere, in Campania, dove si contano 9.000 cooperative operanti in tutti i settori produttivi,  le 2.500 cooperative aderenti alle principali associazioni di rappresentanza, da sole, sviluppano un valore della produzione che rappresenta il 2,5% del valore aggiunto regionale. Su scala nazionale, invece, la cooperazione conta oltre 71.000 imprese che nel 2008 hanno realizzato un fatturato di oltre 108 miliardi di euro, pari al  3,5% del valore della produzione delle imprese private italiane, e rappresenta con più di un milione

di occupati circa il 5% dell’occupazione italiana.  I firmatari della proposta di legge sulla Cooperazione, hanno già avuto modo di evidenziare che  << Si tratta di uno strumento normativo rivolto ad un settore imprenditoriale che non solo ha un importante ruolo economico, ma ha anche una rilevante funzione sociale. Con l’approvazione di questa  legge la Regione Campania, al pari di altre regioni, si prepara a recepire nel proprio ordinamento il riconoscimento costituzionale della funzione sociale della cooperazione e si dota di una legge aggiornata e fornisce alla cooperazione ed all’intero sistema economico regionale uno strumento di sviluppo>>.

Antonio Marciano, consigliere Regionale PD


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LONDRA 2012 UNA CITTÀ MILITARIZZATA, TURISTI IN FUGA E UN CONTO FINALE DI 24 MILIARDI DI STERLINE di Giorgio Massa

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on la cerimonia di chiusura delle olimpiadi è tempo di trarre le somme di queste olimpiadi e del loro impatto su Londra e sui londinesi. Cominciamo analizzando l’impatto economico, un sondaggio della CBI mostra che l’atmosfera allegra di Londra 2012 non si è tradotto in affari d’oro per i commercianti al dettaglio. L’entusiasmo generato dal Olimpiadi di Londra non è riuscito a innescare un aumento degli introiti per i commercianti londinesi, secondo l’organizzazione leader  dei commercianti della Gran Bretagna. La CBI ha inoltre avvertito che il clima economico sarebbe rimasto difficile per negozi e grandi magazzini nei prossimi mesi, con posti di lavoro e investimenti in caduta libera. Judith McKenna presidente del dipartimento commercio e distribuzione di Asda, ha detto: “Anche se gli eventi di questa estate hanno creato un clima di festa in tutto il paese, questi dati suggeriscono che questa positività non si è estesa agli acquisti.” Dei dettaglianti interpellati, il 27% ha dichiarato vendite superiori nel mese di agosto, mentre il 31% ha detto che le vendite sono leggermente calate, per i restanti si può parlare di crisi senza se e senza ma. In pratica l’olimpiade e il clima di “sospensione” della normalità cittadina hanno creato la tempesta perfetta per il commercio. I turisti olimpici si concentrano nelle zone adiacenti gli impianti e i normali turisti che popolano l’estate lon-

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dinese non si sono visti spaventati dal caos e dal livello ossessivo di sicurezza attuato. Dal punto di vista dello sviluppo urbanistico le cose non sembrerebbero andare molto meglio. Cominciamo dicendo che nell’ultimo anno la viabilità di Londra, e del sistema di autostrade che la circondano, è stato gravemente danneggiato dagli innumerevoli cantieri aperti. Chi scrive ha potuto constatare in prima persona che per andare dall’aeroporto di Stendsend a Brecknell nel Berkshire (per i poco avvezzi alla geografia dell’area si tratta di un percorso di appena un 40 km tutti di autostrada) ci si potevano mettere anche 5 ore. E non era che l’antipasto. Ad oggi i progetti di riqualificazione delle aree interessate dagli impianti olimpici hanno sollevato critiche e controversie. La maggior parte

degli attori locali ha lamentato la pervicace volontà di trasformare il tutto nell’ennesima speculazione nei quartieri dell’East End che sospinga sempre più in periferia gli abitanti meno abbienti della City. Una nota a sé dev’essere poi dedicata al capitolo sponsor. Anche a voler accettare il principio che uno sponsor possa interferire in modo così plateale sullo svolgimento degli eventi sportivi, non si può proprio concepire che gli venga inoltre concessa un’esenzione dal pagamento delle tasse che sottrae alle casse pubbliche svariati miliardi di sterline. In un momento in cui qui nel Regno Unito siamo tutti chiamati ad un maggior controllo sulla spesa pubblica (invero spesso non del tutto giustificata come nell’elargizione dei benefit), un simile privilegio è assolutamente ingiustificato.

Street art, Banksy. Londra 2012


SOCIETÀ

MOMENTI DI GLORIA? SÌ, MA NON IN VASCA AZZURRA

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li inglesi hanno scelto come sottofondo musicale delle Olimpiadi la celebre colonna sonora del compositore greco Vangelis, che accompagna nel film “Momenti di gloria”, storia della partecipazione alle Olimpiadi di Parigi del 1924 di Eric Liddel, cristiano scozzese, e Harold Abrahams, ebreo, che gareggia contro il pregiudizio della società protestante. Entrambi, appartenenti alla squadra britannica, erano iscritti per quell’Olimpiade alla gara dei 100 metri, ma Liddell, pochi giorni prima delle gare, scoprì che le qualifiche della gara dei 100 metri si svolgevano di domenica, giornata nella quale la sua fede cattolica gli impediva di gareggiare. Liddell si rifiutò allora di correre e si limitò ad applaudire la vittoria del suo compagno-rivale Abrahams. La musica di Vangelis serve a ricordarci, quindi, una vicenda, in cui la vera “gloria” olimpica non risiede solo nel raggiungimento di una medaglia, ma nella partecipazione ad un momento di fratellanza collettiva in cui i valori e le diversità di ciascuno hanno il medesimo pregio e valore. Tali note sarebbero state, ad esempio, il degno sottofondo dell’impresa di Eric Moussambani, atleta della Guinea Equatoriale che, alle Olimpiadi di Sidney nel 2000, terminò

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di Sergio Antonelli

i 100 metri stile libero con il tempo più alto nella storia della gara “regina” del nuoto, ricordando tuttavia al mondo intero come l’affermazione dello sconfinato orgoglio di un intero continente valga molto di più del vile metallo di una medaglia. Insomma, un messaggio del tutto opposto a quello del nuoto azzurro nella recente Olimpiade londinese, che si è contraddistinto più per le polemiche e per le dichiarazioni del tutto fuori luogo che per le gare in piscina. Eccone alcune: “ La staffetta si fa in quattro, non da soli, partire da ottavi non ha senso, speravo di poter gestire meglio ma ero talmente dietro”; “Era francamente la gara che mi aspettavo, perché non sto bene e mi sento pesante, sto un po’ peggio degli Europei perché è stato sbagliato qualcosa nella preparazione... io so solo che quando sto bene vado forte e fare un’Olimpiade quando non si sta bene è davvero difficile”; “Non si può arrivare alle Olimpiadi così, c’è un clima irrespirabile. Filippo ha sbagliato, un capitano non si comporta così”; “Qui c’è chi si fa solo i cazzi suoi”; “Ho detto a Filippo che ha sbagliato, lui è un campione e dovrebbe dare tranquillità al gruppo. Non si può fare audience con queste cavolate. Sono molto arrabbiato. Non c’è la giusta tranquillità, sto in camera con loro e non si può respirare un clima simile. Non si fa così, Filippo è troppo impulsivo e deve cambiare”; “ Le frasi di Filippo sono

arrivate in maniera negativa, ma certo non si meritava le critiche di alcuni suoi compagni. Spero solo siano stati fraintesi anche loro, perché non ci si può attaccare a questo per spiegare un fallimento olimpico’’. In seguito, ovviamente, tutte le dichiarazioni appena riportate, pur rese in diretta a telecamere accese, sono state ritrattate e attribuite alla solita stampa che “gonfia” le notizie. Resta il fatto che in futuro sarebbe preferibile, quando si rappresenta un’intera nazione, ricordarsi che la propria “gloria” è solo un piccolo “momento”, in confronto alla “gloria” olimpica, a cui Vangelis ha ispirato la sua immortale musica.

Filippo Maglini, Atleta


La Campania Giovane Settembre 2012

OLIMPIADI STILE GREEN RISPETTO PER L’AMBIENTE E RIFIUTI ZERO NELLA CAPITALE BRITANNICA di Jessica Caramiello

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limpiadi? Sì, ma con un occhio (attento) all’ambiente. Sin dall’inizio del progetto la Gran Bretagna si è posta come primo obiettivo quello di minimizzare costi e lusso a fronte di una struttura pratica ed ecosostenibile. A partire dall’Olympic Village, che comprende circa 30 strutture destinate alle gare olimpiche. La costruzione del parco, ideata dal gruppo di architetti Populous, è rientrata perfettamente nei budget stabiliti (circa 7 miliardi di sterline) ed è stata pensata secondo criteri ecologici, a partire dal trasporto dei materiali che è avvenuto tramite fiume o ferrovia per ridurre l’emissione di carbonio. Il grosso dispendio di risorse elettriche e idriche è stato ridotto all’osso grazie alla costruzione di ampie vetrate che hanno permesso (almeno nelle ore diurne) una illuminazione quasi del tutto naturale, e sistemi di raccolta di acqua piovana e riciclo. Per facilitare gli spostamenti di atleti e collaboratori la BMW ha fornito 200 automobili elettriche, e la GE ENERGY INDUSTRIAL SOLUTION ha installato 120 stazioni di ricarica per le vetture elettriche, ognuna capace di ricaricare anche

30 vetture contemporaneamente. Stazioni, queste, che non verranno rimosse al termine dei giochi olimpici, ma che resteranno al servizio dei londinesi. Durante l’organizzazione dell’evento non si è pensato solo agli spostamenti degli atleti o di chi partecipa in modo diretto all’evento, ma anche a quelli dei turisti e dei cittadini: sono state create lunghe e sicure piste ciclabili che hanno permesso lo spostamento in bici, mentre chi ha acquistato il biglietto per una gara ha potuto usufruire gratuitamente dei mezzi di trasporto pubblici. Tutto è stato pensato anche per il dopo Olimpiadi: il parco olimpico è stato intenzionalmente costruito a strati per essere successivamente

‘smontato’ e in parte offerto ai cittadini. Molto probabilmente diverrà una zona residenziale. Ma riciclo e riuso non hanno riguardato solo le strutture. Tutti i contenitori e le posate per la ristorazione collettiva, infatti, sono stati realizzati con una particolare bio-plastica interamente riciclabile e di colore uguale al cestino in cui devono essere gettati per rendere perfetta la raccolta differenziata. Si è risparmiato molto anche sulla carta, grazie alle nuove tecnologie che hanno permesso al pubblico di informarsi non solo tramite i classici volantini, ma anche tramite le APP per smartphone. Insomma, le Olimpiadi sono state, forse per la prima volta nella storia, davvero ‘green’.

Manifestazione olimpica, Londra 2012

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SOCIETÀ

L’ANORESSIA SENTIMENTALE N OVVERO: QUANDO SI HA PAURA DI LASCIARSI ANDARE

ella calura estiva che ha cinto d’assedio l’Italia, due sono stati gli argomenti, per così dire semi seri, che hanno tenuto banco, certamente connessi fra loro: le donne che viaggiano da sole e l’anoressia sentimentale che, al di là di ogni facile battuta o semplificazione, sembra colpire in maniera massiccia le donne che, deluse da vissuti fallimentari e da precedenti rapporti dolorosi, scelgono di negare nelle loro estistenze la componente amorosa - affettiva. In ordine al primo argomento, ritengo sia quantomai opportuna la lettura tutta d’un fiato del godibilissimo oltre che molto utile libro di Maria Perosino – edito da Einaudi -, esperta d’arte, viaggiatrice per necessità e poi per diletto dall’inequivocabile titolo”Io viaggio da sola”: un vero e proprio manuale di sopravvivenza per cavarsela nelle situazioni più intricate ma anche per difendersi dagli attacchi di malinconia che, come e’ noto, sono sempre dietro l’angolo. Il “manuale”della Perosino mi ha convinta perché offre tantissimi spunti pratici, trucchi e stratagemmi validi e dal sapore ironico ed arguto che certamente serviranno alle “ nuove viaggiatrici”. E con l’anoressia sentimentale come ci comportiamo? Gli psicologi e gli psicoterapeuti, da sempre impegnati a scrutate nei meandri della nostra mente cercando di offrire risposte concrete, pro-

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spettando soluzioni adeguate contro i patemi dell’anima, sono chiamati a cimentarsi con un una nuova sfida: la preclusione, la barriera contro ogni possibilità di vivere una vita sentimentale appagante. Spiegano gli esperti che la paura di amare, di lasciarsi andare, di modificare il proprio quotidiano colpisce molte donne, specialmente quelle della mia generazione che si accingono ad entrare negli anta. Ecco perché sono sempre di più le donne che viaggiano da sole. Ora, senza voler diventare un’opinionista che si occupa di cronaca rosa, figura tanta cara alla stampa italiana, si può cercare di infondere un po’ di coraggio verso donne e uomini restii, ma non incapaci di amare, consigliando loro di accettare sempre il rischio di un’esperienza dolorosa o fallimentare che pero’ gli arricchirà in ogni caso e che consentirà sempre di conoscere una parte di se stessi E’ evidente, infatti, che in una “corriondenza d’amorosi sensi” entrambe le persone coinvolte conosceranno anche parti di se ancora inesplorate. Gli esperti ci incitano a fidarci dell’altro ma anche di noi stessi e nella nostra capacita’ di introdurre, man mano, un’altra persona nella nostra vita. Una vera e   propria incitazione al coraggio di vivere appassionatamente non negandosi aprioristicamente la possibilità di costruire con l’altra persona un lieto fine: del resto se e’ vero, come e’ vero che ogni persona e’ di-

di Alessia Schisano

versa dall’altra, allora ogni relazione amorosa sarà diversa dalle precedenti, dove certamente avranno un valore i cd vissuti dei soggetti coinvolte oltre alle dinamiche già utilizzate, tuttavia spetterà alla nuova coppia apportare con generosità ed intelligenza tutte le modiche e gli accorgimenti del caso in modo da non commettere sempre gli stessi errori. Insomma: se volere e’ potere, come diceva qualcuno, allora tanto vale provarci e vedere come va a finire.

Maria Perosino, scrittrice


La Campania Giovane Settembre 2012

BIG G NELLA RETE GOOGLE È PRONTO A RIVOLUZIONARE IL MERCATO DELLE CONNESSIONI WEB di Felice Manganiello

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egli ultimi dieci anni la tecnologia si è molto sviluppata in termini di potenza informatica e conservazione dei dati, ma non altrettanto per la velocità di connessione. Quanti di noi desiderano una connessione Internet veramente veloce? Sarebbe bello non dover attendere il caricamento di una pagina Web, con tutti i suoi script; visualizzare immediatamente una foto o un video in alta definizione; eliminare il buffering che a volte ci disturba se ascoltiamo un brano musicale su YouTube. Google è sempre pronto a venire incontro alle esigenze degli utenti e nella sua opera di diversificazione del business diventa anche un Internet Service Provider proponendo Google Fiber che darà sicuramente uno scossone al mercato della banda larga con una connessione 100 volte più veloce di quella attuale. L’offerta di Google, per ora solo disponibile nella città di Kansas City negli Stati Uniti, prevede una velocità di connessione di 1 Gbit al secondo, ovvero 1000 Mbit/s, sia in download che in upload: una differenza enorme in confronto a Telecom, Vodafone, Fastweb, ecc, che offrono connessioni tra i 7 Mb/s e i 20 Mb/s. Il progetto non riguarda solo la Rete, ma anche la televisione. Oltre al servizio di connettività iperveloce, infatti, BigG presenta anche un proprio servizio di streaming tv, che consente di guardare e registrare tutti i canali tramite la nuova Rete Google. Google Fiber, però, non è soltanto sinonimo di gran velocità per quanto concerne le connessioni ma anche di convenienza poiché gli utenti, d’ora in avanti, potranno sfruttare quanto reso disponibile da big G a prezzi che risultando

decisamente competitivi rispetto a quelli propositi invece dagli ISP. Il tutto viene offerto a 70 dollari al mese, che diventano 120 se si sceglie anche il servizio TV. Per contro, le offerte più veloci dei concorrenti Verizon e Comcast, ferme a 300 Mbps, si attestano sui 200-300 dollari al mese. Le promesse sono molte specie nel confrontare lo scarto tra l’attuale velocità e quella che sarà disponibile con Fiber. Attualmente per scaricare un film in alta definizione nella migliore delle ipotesi con una connessione a 10Mbps e con un unico dispositivo allacciato alla rete, il download impiegherebbe 10 minuti e 56 secondi. Con Fiber è tutta un’altra storia: il tempo necessario al download è di soli 7 secondi! Com’è facile intuire, per Google l’obiettivo non è tanto quello di guadagnare sulla vendita dell’infrastruttura, ma di creare le con-

dizioni migliori per il passaggio ai propri servizi di nuova generazione. Del resto, come hanno più volte sottolineato i vertici della società, attualmente la velocità media delle trasmissioni a pacchetto è di poco superiore a quella di 16 anni fa, quando Internet faceva capolino nelle case dei primi utenti. Di certo Google Fiber rappresenterebbe un salto in avanti esponenziale rispetto agli attuali standard. Con questa offerta Google vuole lanciare un monito: il mondo della rete corre sempre più velocemente, nuovi servizi nascono ogni giorno e c’è sempre più bisogno di rimanere connessi. Per contro, però, l’accesso a Internet non segue gli stessi ritmi: basterà Google Fiber a cambiare le cose? E ci sarà qualche operatore europeo che prenderà spunto da questa offerta? Il confronto con le offerte nostrane, per il momento, è impietoso.

Icona Google App

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CULTURA

API RANDAGE IL NOIR AI TEMPI DI TANGENTOPOLI

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Raul Aragona è un magnate del cemento e dell’edilizia, amico di potenti banchieri e uomo di punta della Democrazia Cristiana. Vive nella splendida villa di Posillipo circondato dalla sua famiglia e sta per concludere la scalata finanziaria più rischiosa della storia industriale italiana. Ma il momento non è dei migliori per la sua Aragona Invest: siamo nell’epoca dello scandalo di Tangentopoli, la politica traballa, le inchieste giudiziarie avanzano e Raul è alla disperata ricerca di un erede, prima che il cancro lo uccida. È questo il contesto in cui si svolge la trama di ‘Api randage’, ultimo lavoro di Angelo Petrella. Un noir dalla trama avvincente, di quelli cui l’autore ci ha abituati negli ultimi anni. “Il noir è raccontare la storia dalla parte dei ladri. I cattivi sono più reali dei buoni, dicono la verità su come è il mondo, parlano di cose conte e reali. Detto ciò, non credo che i miei romanzi rientrino totalmente nella categoria: per me il noir è più che altro un punto di partenza, una cassetta degli attrezzi per ambientazioni, punto di vista e personaggi. Qual è la differenza tra la Napoli del tuo precedente romanzo e quella delle “API RANDAGE”? Dopo aver scritto “La città perfetta” ho riletto a lungo Shakespeare e Eschilo. Avevo in mente l’immagine di Posillipo, il quartiere in cui sono nato, simbolo di un’età mitica ma anche di una classe sociale viziata e irresponsabile. Pensavo a una storia di padri e figli, volevo parlare della difficoltà di essere padri e dello strazio nel non essere riconosciuti in quanto figli. Mi sono portato dietro la mia vita familiare piuttosto turbolenta:

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pensavo fossi pronto per affrontare finalmente il mio mondo interiore. Sanguetta, il protagonista de LA CITTA’ PERFETTA’ è l’opposto di Matteo che invece è un poliziotto che cerca di scoprire gli intricati complotti di malaffare della società del patrigno. In questo romanzo come mai lasci spazio ad un protagonista positivo? Non so se Matteo sia totalmente positivo. E’ ossessionato da demoni, dalla giustizia che si trasforma in una mania e poi lo porta a fare cose di natura diametralmente opposta a quella di suoi ideali... Forse paradossalmente è Manuela il personaggio positivo, che alla fine sceglie di sacrificarsi per un bene appena scorto, a malapena toccato, ma che sa essergli superiore. Un aneddoto intorno a questo libro? La scena in cui cito il film “Lo Squalo” l’ho scritta in un paesino

di Marco Trotta

in provincia di Cagliari, nel caldo delle settimane torride dell’agosto 2011. Avevo con me solo il mio computer, un tavolino di legno prestatomi da un amico e una scorta infinita di birre Ichnusa. Al mattino mia moglie andava in spiaggia con mia figlia e io avevo solo sei ore di tempo per lavorare a un capitolo e scolarmi le mie due confezioni quotidiane da sei. La mia idea era di infilare i vuoti in un grande sacco di plastica da nascondere nel soppalco, per poi gettarlo il sabato, giorno di raccolta differenziata del vetro. Il guaio è che non sapevo che gli zelanti operatori ecologici accettassero solo bidoncini di plastica e non buste che, giustamente, non avrebbero saputo dove abbandonare, dopo averle svuotate delle bottiglie di vetro. Morale della favola, domenica mattina mia moglie si ritrova per strada un’enorme busta con un centinaio di Ichnusa vuote... Secondo voi subito dopo cosa è successo...?

Cover libro


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CULTURA

IL CAVALIERE OSCURO di Anna Emanuela Musto

NELLE SALE L’ULTIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA SU BATMAN DI NOLAN

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on un eccessivo ritardo rispetto alla premiere internazionale, i cinema di tutta la penisola si preparano a gestire un improvviso afflusso di appassionati, fan e curiosi dell’eroe in maschera più controverso della storia dei fumetti. Finalmente arriva anche in Italia il film più atteso dell’anno. Basti ricordare il folle gesto di James Holmes, ventiquattrenne del Colorado, per comprendere l’isterismo che accompagna questo evento cinematografico: per la cronaca, lo squilibrato, il 19 luglio scorso, travestito da Bane (cattivo di turno che deve fronteggiare Batman), ha aperto il fuoco contro la folla accorsa alla prima del film in un centro commerciale di Denver, provocando la morte di 12 persone e il ferimento di altre 58. Ma concentriamoci sulla trama: avevamo lasciato Batman braccato dalla polizia come il peggiore dei criminali; ritroviamo un Bruce Wayne stanco e imprigionato. Sono passati otto anni: Gotham sembra aver acquistato un equilibrio grazie al protocollo anticrimine ispirato alle azioni del defunto Dent, e nessuno sente la mancanza di un guardiano solitario che vegli nelle tenebre. Ma il terrore torna a bussare alle porte della città, dietro la maschera inquietan-

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Batman, il cavaliere oscuro. Il ritorno. film 2012

te di Bane e il comportamento subdolo di Catwoman. L’eroe, dopo una dura lotta interiore, si vedrà quindi costretto a risorgere (come suggerisce il titolo originale “The dark knight rises”). I critici bocciano l’eccessiva durata della pellicola e contestano al regista salti scenici troppo frequenti che rendono la prima parte una massa indefinita di avvenimenti e intrecci, non sempre interessanti. Tutti concordano invece nel premiare la prova corale di un cast stellare (le certezze Freeman, Caine, Oldman, accanto alle new entry Hathaway, Hardy, Cotillard, Gordon-Levitt), impreziosita

dalla performance forse migliore di Bale nelle vesti dell’Uomo Pipistrello. Inoltre, le musiche incalzanti di Hans Zimmer accompagnano lo spettatore verso un emozionante finale, degno dell’intera saga che ha rivoluzionato la cultura cinematografica pop. C’è anche una chicca, omaggio del regista ai fedelissimi del fumetto, che annuncia la nascita di un nuovo eroe, quasi a voler ispirare una velata continuità dietro una fine annunciata. Ad oggi il film ha già incassato oltre 941 milioni di dollari, di cui circa 520 all’estero. Non ci resta che attendere il responso del pubblico italiano.


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EVENTI

GLI APPUNTAMENTI DI SETTEMBRE 2012 Un mese di cultura, musica e teatro.

01 POVIA

05-09 NAPOLI

06 E. DE CRESCENZO

h.20.00 Conca Della Campania (Ce)

h.20.00 Via Caracciolo (Na)

h.20.00 Caserta (Ce)

IN CONCERTO

PIZZA VILLAGE

06 07-09 FIORELLA MANNOIA PALIO DI

08 RAF

IN CONCERTO

IN CONCERTO

SOMMA VESUVIANA

h.19.00 Ercolano (Na)

h.17.00 Somma Vesuviana (Na)

h.20.00 Napoli (Na)

12 GIORGIA

17 EMMA MARRONE

22 PLANET FUNK

h.20.00 Ercolano (Na)

h.20.00 Avellino (Av)

h.20.00 Napoli (Na)

IN CONCERTO

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IN CONCERTO

IN CONCERTO

IN CONCERTO


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La Campania Giovane - Edizione Settembre 2012