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Dal Po al Giarolo

attraverso la Bassa Valle Scrivia, il Tortonese, le “Terre del Giarolo�


Dal Po al Giarolo, attraverso la Bassa Valle Scrivia, il Tortonese e le “Terre del Giarolo” Il tortonese, assai ben conosciuto in Italia come zona di grandi prodotti gastronomici e ottimi vini, è anche zona di grandi attrative turistiche. In particolar modo, i visitatori alla ricerca di una meta in grado di offrire un valido connubio tra bellezze ambientali, luoghi di interesse storico-culturale e offerta di prodotti tipici di grande livello qualitativo, possono trovare ampia soddisfazione durante la permanenza da queste parti. Poche infatti sono le zone in grado di offrire ospitalità, buona cucina, ottimi vini e grappe, deliziosi sapori in una cornice come quella costituita dalle bellezze delle colline e dei Monti del tortonese. Questa “brochure” vuole essere un piccolo contributo per valorizzare le diverse realtà di questo territorio ricco di storia, arte e tradizioni con un clima favorevole che, con il Mar Ligure a pochi chilometri, consente numerose produzioni di qualità. Ma non è solo il clima o il terreno che permette di avere eccellenti prodotti: sono anche le persone. Donne e uomini che dedicano il loro tempo e la loro esperienza, spesso tramandata di generazione in generazione, a migliorare questi luoghi e produrre questi cibi, molte volte anche solo per pasione, magari rinunciando ad altre attività più facili e redditizie. Il turismo enogastronomico può essere per quest'area una fonte di ricchezza diretta e indiretta e quindi di progresso. Quanto descritto in questa “brochure” non è che una estrema sintesi di quanto vi è da descrivere. Purtroppo non abbiamo potuto affrontare in modo esauriente tanti argomenti per ovvi motivi di spazio e di costi. Coloro che intendono approfondire la loro conoscenza del territorio possono consultare: www.vivitortona.it e www.stradacollitortonesi.com Si ringraziano tutte le aziende che, grazie sensibilità dimostrata verso la valorizzazione del territorio dove vivono e operano, hanno permesso con il loro contributo la realizzazione di questo promoredazionale.

Questa pubblicazione è stata realizzata con la collaborazione di

e con il patrocinio della

Città di Tortona

Sede IAT - Informazione e Accoglienza Turistica del Comune di Tortona Piazza Arzano (Palazzo Guidobono) - 15057 Tortona (AL) – Tel. e Fax 0131.868940 www.vivitortona.it - e-mail iat@comune.tortona.al.it (per informazioni turistiche)


ENERGIA ELETTRICA la Luceper informazioni di casae contrattoNostra Tel. 0131 872752 - cell. 348 9110907

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La Bassa Valle Scrivia

Il territorio definito Bassa Valle Scrivia comprende l'area di 9 comuni: Piovera, Sale, Alluvioni Cambiò, Guazzora, Isola Sant'Antonio, Molino dei Torti, Alzano Scrivia, Castelnuovo Scrivia e Pontecurone. Una vasta area contraddistinta dalla forte vocazione agricola fin dai tempi dei primi insediamenti nel luogo. L’economia agricola è fortemente incentrata sulle produzioni orticole (aglio, cipolle, patate, zucche, meloni, piselli e sedani) mentre le altre utilizzazioni prevalenti sono rappresentate dalla bietola da zucchero, dai cereali vernini (frumento, orzo) e dai cereali estivi (mais). Quattro comuni, Alluvioni Cambiò, Guazzora, Isola Sant'Antonio, Molino dei Torti, sono inseriti nel piano socioeconomico di sviluppo turistico Area Turistica del Parco Fluviale del Po e dell’Orba, una vasta area immersa nel verde. Qui il turista può ammirare uno spettacolo unico per la vegetazione che circonda i laghetti di pesca sportiva, i locali destinati alla ristorazione, i maneggi, le zone pic-nic, le aree camper, i percorsi ginnici, ecc. Si possono anche fare lunghe passeggiate a piedi o escursioni in bicicletta dove, con un po di fortuna, è possibile incontrare numerose specie di volatili (cormorani, aironi cinerini, etc.) nel loro habitat o nelle loro rotte migratorie europee. La cucina del territorio riserva piatti tipici a base di risotti, rane fritte, lumache in umido, pesce di fiume, e selvaggina quali fagiano arrosto, lepre in salmì e cinghiale in umido. Non mancano però agnolotti piemontesi, bolliti misti, spezzatino e stufato d'asino, salamini d'asino alla griglia, zuppa di cipolla, “panada”, ecc. Dai forni escono prelibati grissini e pasticceria secca. I Ristoranti della zona usano esclusivamente prodotti orticoli locali. Le principali porte di accesso sono individuabili nei caselli di Alessandria Est sulla A21 (TO-PC), Tortona e Castelnuovo Scrivia sulla A7 (MI-GE). Qui di seguito la presentazione dei Comuni che fanno parte di questo territorio con quanto di bello e di buono hanno da offrire.

prenotazione) tutto l’anno. Al suo interno si trovano laboratori d’arte,

museo e mostre. Altre cose da vedere: oratorio S.Giovanni Battista (ora auditorium) del XVII secolo con torre campanaria del 1300, la mostra permanente di sculture per le vie del centro e l'antica porta (ora monumento ai caduti). Sale Sorge a 24 km a nord-est del capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (90 metri s.l.m.) e 10 km da Tortona, comune capozona. Conta poco più di 4200 abitanti (salesi) e ha una superficie di 44,72 kmq. Il Santo Patrono è Sant'Anna e la festa patronale si tiene l'ultima domenica di luglio. Info Comune: Via A. Manzoni, 1 15045 Sale (AL) Tel. 0131.828342 www.comune.sale.al.it Le origini di Sale risalgono al III-IV sec. d.C. Nel 490 i Goti si stabilizzarono in questi luoghi molto acquitrinosi, su uno stretto territorio confinante ad ovest con il Tanaro, ad est con lo Scrivia e a nord con il Po. La loro vita si svolgeva intorno alle loro chiese: S.Maria e Siro, S Giovanni e S. Calocero. In S. Maria venne stipulato un trattato di pace tra Pavia e Tortona il 24 giugno 1165, all’epoca delle guerre tra impero e comuni, in cui si riconobbe la supremazia di Pavia, alleata di Federico Barbarossa. S. Maria assunse inoltre un’importante funzione civile e al suo interno si svolsero le cerimonie e gli atti solenni della comunità (come il voto solenne a S. Anna per sfuggire alla pestilenza del 1630). Sale fa parte dell’area turistica del parco fluviale del Po: offre itinerari e percorsi a spasso tra il Po e le cascine, ideali per gli amanti della bicicletta. Si segnala una pista ciclabile che parte dalla S.P. 85 e raggiunge il Comune di Alluvioni Cambiò. Inoltre è inserito negli itinerari della Strada del vino e dei sapori del tortonese. Particolare interesse rivestono la Chiesa di S. Giovanni, in tardo stile gotico (all’interno ci sono gli affreschi del pittore Francesco Mensi eseguiti nel 1856), la Chiesa di Santa Maria e Siro, in stile romanico, costruita entro la cerchia muraria, intorno l’anno 1000 (dichiarata monumento artistico il 12 luglio 1908), è la costruzione più antica del paese e la Chiesa di San Calocero, in origine era una torre di difesa dei Goti.

Piovera Sorge sulla sponda destra del Tanaro, a 15 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (86 metri s.l.m.) e altrettanti da Tortona, comune capozona. Conta poco più di 800 abitanti (pioverini) e ha una superficie di 15,64 kmq. Il Santo Patrono è San Michele Arcangelo e la festa patronale si tiene l'ultima domenica di settembre. Info Comune: Piazza San Giovanni, 4 15040 Piovera (AL) Tel. 0131.69812 www.comunepiovera.it Di questo paese si hanno notizie che partono dalla fine del 700 quando Carlo Magno dispose la costruzione del "Castrum" di Piovera e Rivellino (anch'esso nel territorio di Piovera). Nacque così la prima fortezza attorno alla quale sorse progressivamente il centro abitato. Il castello, la cui attuale conformazione risale al 13° secolo, è tra i maggiori, per dimensioni, della zona; si tratta di un massiccio edificio quadrilatero con torri ovali agli angoli e due grandi torri squadrate al centro dei lati maggiori. L'edificio è circondato da un profondo fossato, da ampio parco ed edifici accessori. Oggi è di proprietà di Niccolò Calvi di Bergolo (che aderisce alla manifestazione "Castelli Aperti") ed è visitabile da maggio ad ottobre, la domenica (su 5


Dove mangiare, dormire, comprare

la massima qualità del prodotto finito. I punti fermi sono: qualità dei materiali, durabilità, finitura. Tutti i lavori sono eseguiti con attenzione ai dettagli estetici e funzionali e sono realizzati in modo da offrire al cliente la più ampia possibilità di scelta e personalizzazione. Azienda insignita

L’azienda Pistone Salumi srl (Via Giovanni XXIII 9, Tel. 0131.84283), inizia l’attività negli anni sessanta per merito di Secondo Pistone, padre dell'attuale proprietario.

Alluvioni Cambiò Sorge a 26 km dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (77 metri s.l.m.) e 15 km da Tortona, comune capozona. Conta circa 1000 abitanti (alluvionesi) e ha una superficie di 9,28 kmq. Il Santo Patrono è San Carlo e la festa patronale si tiene il 4 novembre. Info Comune: Via Roma, 67 (loc. Mortariolo) 15040 Alluvioni Cambiò (AL) Tel. 0131.848121 www.comune.alluvionicambio.al.it

Forte della salda e radicata tradizione, il Salumificio Pistone ripropone oggi i valori di una sana alimentazione con tutto il gusto del sapore dei salumi di una volta, nel rispetto delle ricette artigianali, tramandate dal fondatore. La cura nel mantenere vive le antiche formule, pur adeguandosi alle necessità dei tempi, permette di offrire agli affezionati clienti salumi di sicura qualità e di alto pregio. La produzione spazia dai salami crudi a quelli cotti, dal lardo ai culatelli, dalle coppe alle pamcette, dai prosciutti cotti a quelli crudi. Il salumificio dispone di un punto per la vendita all'ingrosso.

È situato nella pianura alluvionale alla confluenza del Tanaro col Po. In età medioevale sul territorio esisteva Sparvara: villaggio con pieve e castello citati nel Diploma Imperiale del 1311, infeudato da B. Maria Visconti nel 1466 agli omonimi conti, il cui casato si estinse nel 1768. I ripetuti eventi alluvionali hanno modificato l’assetto territoriale; gli abitanti costruirono attorno a poche case in terra e legno un oratorio dedicato a S.Carlo. La Parrocchiale di S.Carlo, risalente alla seconda metà del ‘700 con facciata in stile romanico e decorazioni pittoriche del Maestro P. Vignoli e la Parrocchiale di S.Anna (1787) in frazione Grava, a croce greca con maestosa cupola, altare in marmi policromi, preziose tele e capitelli di ordine corinzi, sono due edifici religiosi che meritano una visita. Interesssanti sono anche la Gipsoteca “G.Taverna” ricca di gessi e terracotte realizzati dallo scultore alluvionese (1911), allievo di L. Bistolfi e Palazzo Bellingeri, risalente al 1700, residenza estiva della nobile famiglia. I “Sedani di Alluvioni Cambiò” fanno parte dei PAT (elenco dei Prodotti Agro-alimentari Tradizionali della Regione Piemonte).

L'Albergo Ristorante Bar Gelateria Cannone d’Oro (Via Dante 6 Tel. 0131.84141 - chiuso lunedì), è stato fondato nel 1850 come locanda di ristoro per forestieri di passaggio ai quali serviva tipici piatti del territorio. Il ristorante è strutturato in due sale da 15 a 120 posti interni ed un dehor nel cortiletto esterno durante la bella stagione.

La famiglia Goggi da oltre 70 anni riceve con cordialità e semplicità i propri ospiti offrendo loro piatti e vini della tradizione piemontese. Gli amanti della buona cucina e del buon vino hanno la possibilità di assaggiare portate realizzate con la grande qualità dei prodotti della Bassa Valle Scrivia. L'albergo Cannone d'Oro dispone di 11 camere dotate di tutti i servizi e di una struttura di affittacamere (più economica), destinata ad una clientela eco-turistica.

Guazzora Sorge a 34 km dal capoluogo Alessandria, in pianura (77 metri s.l.m.) e 15 km da Tortona, comune capozona. Conta circa 300 abitanti (guazzoresi) e ha una superficie di 2,91 kmq. Il Santo Patrono è Santa Maria Assunta e la festa patronale è il 15 agosto. Info Comune: Piazza XXV Aprile, 12 15050 Guazzora (AL) Tel. 0131 857149 www.comuneguazzora.it

La falegnameria Forasacco Giuseppe (Via Gerbidi 94, Cell. 333.3702997), nasce nel 1961, anno in cui Virginio, padre di Giuseppe Forasacco, inizia a lavorare in proprio.

Il territorio è compreso tra due fiumi, il Tanaro e il Po. I primi insediamenti sorsero tra il XII e il XIII secolo. Sin dal 1100 si stabilì a Guadatorium una famiglia nobiliare, i Curti o de Corte: fu a loro nel 1314, Matteo Visconti affidò il castello di Montemerso, alle affluenze dello Scrivia, in modo da assicurarsi il passaggio del Po e le comunicazioni con Tortona. Guazzora, si legge in una visita pastorale anteriore al 1606, era terra aperta, vale a dire no cintata da mura, ma difesa da un castello. Merita una visita la Chiesa Parrocchiale dell’Assunta, già cappella dei padri barnabiti; fu edificata nel Seicento, dopo che la chiesa precedente fu distrutta a causa di un’alluvione del Po e del Tanaro. Al suo interno un bell’altare barocco, di stile genovese e una statua in rame sbalzato della Vergine risalente alla metà del XIX secolo.

Da allora opera in frazione Gerbidi di Sale dove progetta e realizza con cura e passione artigianale arredamenti su misura, serramenti, finestre, porte da interno ed esterno, scuri. La consolidata esperienza acquisita in quattro generazioni di falegnami, permette una lavorazione del legno in grado di dare 6


Interessante anche “Il Cassinone”, villa settecentesca, residenza estiva del vescovo di Tortona.

La Festa Patronale è la Natività di Maria e si tiene l' 8 settembre. Info Comune: Piazza Bassi, 23 15050 Alzano Scrivia (AL) Tel. 0131.854382

Isola Sant’Antonio Sorge a 41 km dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (76 metri s.l.m.) e 15 km da Tortona, comune capozona. Conta 750 abitanti (isolani) e ha una superficie di 23,91 kmq. Il Santo Patrono è Sant'Antonio e la festa patronale si tiene il 13 giugno. Info Comune Piazza Garibaldi, 1 15050 Isola Sant'Antonio (AL) Tel. 0131.857121 www.comuneisolasantantonio.al.it

La prima notizia di una località chiamata Alzano risale al 973 d.C. Quando il prete Roprando acquistò dal marchese Lamberto la curtis di Acjani. Diversi furono i signori di Alzano, dai Cistercensi di Lucedio, al comune di Tortona (1127) al Vescovo di Tortona Giseprando; dal 1314 al 1447 dominio visconteo, dal 1450 al 1526 dominio sforzesco, spagnolo dal 1526 al 1568, della famiglia genovese dei Marini dal 1568; ultimi signori di Alzano furono i Torti. Tra i personaggi illustri si ricordano Giovanni Marcello Zampolini (1888 Alzano Scrivia – 1948 Lima) pittore che ottenne successi in tutto il mondo. Pier Felice Balduzzi (1832-1894) classicista, letterato e poeta. Di particolare interesse riveste la Chiesa della Natività di Maria, edificata a partire dal 1846 sulle fondamenta dell’edificio preesistente, l’antica chiesa di cui si fa menzione nel 1127. Di forma neoclassica presenta, all’interno, quattro tele seicentesche di autore sconosciuto, rappresentanti San Sebastiano, Santa Caterina da Siena, Sant’Antonio da Padova e San Gerolamo. Sulla facciata una riproduzione della Natività, opera bronzea del vogherese Casati.

Fino ad un secolo fa, il territorio era circondato dalle acque del Po, del Tanaro e dello Scrivia. Era un aggregato di isole attraversate dai canali che ad ogni inondazione devastavano il territorio. L’isola principale fu detta di S. Antonio poichè esisteva una cappella dedicata al santo. C'erano tre frazioni: Inferno, Purgatorio, Paradiso. Fino al 1200 Isola Sant’Antonio era chiamata Inferno, poiché era abitata da banditi. Probabilmente l’origine del nome è dovuto alla natura del terreno in quei tempi paludoso e selvaggio. Il primo nucleo di popolazione stabile si ebbe nel 1545,e il Purgatorio fu interamente distrutto dal Po e gli abitanti si trasferirono in una zona chiamata Brusa Vecchia. Da visitare: la chiesa di Sant’Antonio da Padova, parrocchiale edificata nel 1819, il campanile è del 1827, l’orologio venne aggiunto nel 1838. I “Meloni di Isola Sant'Antonio” fanno parte dei PAT (elenco dei Prodotti Agro-alimentari Tradizionali della Regione Piemonte).

Molino dei Torti Sorge a 38 km a nord-est del capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (76 metri s.l.m.) e 14 km da Tortona, comune capozona. Conta circa 700 abitanti (molinesi) e ha una superficie di 2,74 kmq. Il Santo Patrono è San Rocco e si tiene il 16 di agosto. Info Comune: Via Roma, 81 15050 Molino dei Torti (AL) Tel. 0131.854361 www.comune.molinodeitorti.al.it

Dove mangiare, dormire, comprare Sul territorio, particolare interesse turistico ed enogastronomico riveste il Ristorante Isolabella (S.S. Lomellina Loc. Cascina Isolabella - Chiuso lunedì Tel. 347.4672897 - 0131.857118 www.isolabellaristorante.com) Il locale offre Cucina Italiana, Churrascaria Brasiliana e salone per cerimonie. È ubicato all'interno del Centro Turistico Isolabella, situato al confine tra Piemonte e Lombardia, immerso nel verde.

Rotta dei Torti sorgeva sulla sponda destra dello Scrivia alla confluenza del Po. Era la più importante frazione (villa) di Castelnuovo Scrivia in quanto qui c'era il guado del Po. Di Rotta si hanno notizie a partire dal 410 quando, Alarico, passando con il suo esercito, lasciò un presidio a difesa del guado. Le famiglie più importanti erano i Galli e i Torti. La sudditanza da Castelnuovo durò fino al 1664, ma solo nel 1788 il comune ottenne di amministrarsi da solo. A causa delle frequenti piene che abbattevano sistematicamente le case, sia la parrocchia che le abitazioni furono spostate in una frazione del villaggio più sicura. L’antico abitato fu inghiottito dalle acque con la piena del 1887. Del suo passato non è rimasto niente; solo ricordi. L' ”Aglio di Molino dei Torti” fa parte dei PAT (elenco dei Prodotti Agro-alimentari Tradizionali della Regione Piemonte).

La cascina ristrutturata mantiene l'originale costruzione in stile rustico. Il ristorante dispone di due sale: una al piano inferiore, l'altra al piano superiore adibita a cerimonie. Tutt'intorno tanto verde, un'ampia corte, due meravigliosi laghi per la pesca, il maneggio; inoltre, le camere per il pernottamento, il Pub e la pittoresca chiesetta. Il menu presenta salumi di produzione propria, tagliolini, ravioli, agnolotti, malfatti e gnocchi fatti in casa; come secondi gustose milanesi, tagliate e filetti di manzo. Aperto ven., sab., dom. solo la sera. Mar., mer., gio., solo su prenotazione. Dom. e festivi anche a pranzo.

Castelnuovo Scrivia Sorge a 31 km dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (85 metri s.l.m.) e 10 km da Tortona, comune capozona. Conta 5600 abitanti (castelnovesi) e ha una superficie di 45,42 kmq. Il Santo Patrono è San Desiderio e si tiene la quarta domenica di agosto. Info Comune: Via Garibaldi, 43 15053 Castelnuovo Scrivia (AL) Tel. 0131.826125 www.castelnuovoscrivia.info

Alzano Scrivia Sorge a 36 km dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (77 metri s.l.m.) e 12 km da Tortona, comune capozona. Conta circa 400 abitanti (alzanesi) e ha una superficie di 2,10 kmq. 7

Il paese si trova sulla sponda destra del torrente Scrivia, a valle della confluenza col Grue. I primi insediamenti sono di epoca romana come attestano le tracce di centuriazione nella pro-


prietà agricola ed i molti reperti rinvenuti nelle zone di San Damiano, Bovera, Goide, Ova e Cadè. Il nucleo abitato sorse intorno al 500 d.C. per opera degli Ostrogoti di Teodorico che ordinò la fortificazione del castello e attorno ad esso di costruire case e rifugi. Nel 722 Liutprando, re longobardo, ampliò il borgo.

Ristorante Pizzeria Il Cormorano (Via Torino 36, Tel. 0131.823577). È l'unico ristorante pizzeria nel paese, vicino all'uscita autostradale sulla A7 (MI-GE). L'attuale proprietaria, Raffaella Ferretti, ha rilevato e rinnovato il locale nel 2007. La cucina, che segue personalmente, è il suo regno. Le sue proposte

spaziano dai piatti tipici della cucina piemontese alle specialità a base di carne o di pesce. L'angolo pizzeria, con forno a legna, propone oltre sessanta tipi pizza, farinata e focaccia di Recco. È previsto un menu per celiaci. Il locale è adatto per famiglie con bimbi al seguito: per loro menu con sorpresa e area giochi tutta per loro. Chiuso mercoledì, sabato a pranzo. Aperto la domenica a pranzo solo su prenotazione.

Le vicende più note sono riferite al medioevo quando Castelnuovo, di parte Ghibellina, fu alleato del Barbarossa e partecipò alla distruzione di Tortona (1155) ottenendo in cambio opere pubbliche, immunità e privilegi tra i quali il diritto di collocare sulla torre la bandiera comunale ed avere l’esclusiva del mercato del gualdo. Successivamente divenne feudo del ducato di Milano con le signorie dei Bandello, Torriani, Visconti, Carmagnola e Sforza. Tra i feudatari va ricordato Borso d’Este: con lui Castelnuovo divenne un centro di grande importanza e assai ricco come testimoniano le ampie case ricostruite in quel periodo e, dopo la parentesi spagnola con i signori D’Avalos, che apposero la denominazione “ad Scripiam” a Castelnuovo, divenne feudo dei marchesi Marini i quali fecero costruire la chiesa e il collegio di Sant’Ignazio e il palazzo municipale. Ricco il patrimonio artistico e storico del borgo medievale: le numerose opere sono conservate negli edifici storici. Il figlio piùillustre di Castelnuovo è Matteo Bandello novelliere del 500 per il quale è sorto un Centro Studi internazionale presso la civica biblioteca. Luogo di notevole interesse è la Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, imponente costruzione romanica del XII secolo che sorge sulla piazza principale del paese. Grandioso è il portale con leoni stilofori, lunetta e capitelli dell’epoca di Barbarossa. Di fronte alla chiesa si trova il Palazzo Pretorio (Castello dei Torriani e dei Bandello) con bel porticato ogivale, bifore e arengo e affreschi dei sec. XV e XVI. La Chiesa di Sant’Ignazio del 1600, il Palazzo Centurione sede del comune di architettura genovese del secolo XVII, l’Arco secentesco, la Chiesa di San Rocco, alcune case quattrocentesche e una serie di chiesette nella periferia del paese completano i luoghi che meritano di essere visitati. Va segnalato, inoltre, il Parco dello Scrivia, una fascia di tutela e di valorizzazione che si estende per circa 6 km in fregio all’omonimo torrente. Il parco offre un percorso vita, alcuni sentieri ciclabili e numerosi ambienti (prati aridi, bosco dei neonati, punti di osservazione della fauna selvatica). Il territorio é solcato ad est e a sud-est da due autostrade, la Milano-Genova con casello proprio a Castelnuovo e la Torino-Piacenza con casello a Tortona. Le “Cipolle dorate e le cipolle rosse di Castelnuovo Scrivia” e le “Patate di Castelnuovo Scrivia” fanno parte dei PAT (elenco dei Prodotti Agro-alimentari Tradizionali della Regione Piemonte). Dove mangiare, dormire, comprare

Nella campagna, al confine con il comune di Tortona, si trova l'Az. Ag. Agrimora (Cascina Mora, Fraz. Ova, Tel. 0131.823975). Titolare dell'azienda è il Paolo Barbieri, imprenditore agricolo nel Comune di Castelnuovo Scrivia. La proprietà si estende sulla sponda sinistra del torrente Scrivia, nella fertile pianura fra Tortona e Castelnuovo Scrivia.

La produzione è a prevalente indirizzo cerealicolo e zootecnico per impianto di biogas per produzione di energia elettrica. In particolare l'azienda produce “mais 8 file”. Un frammento di storia tortonese, che è giunto fino ai nostri giorni grazie all'attenzione di agricoltori all'avanguardia come Paolo Barbieri che hanno saputo conservare e valorizzare questo tipo di mais. Per i buongustai rappresenta un prodotto di nicchia pregiato per la produzione di polenta. Nell'ambiente della grande musica, invece, si inserisce con risonanza mondiale l'attività dei Fratelli Patricola s.n.c. (Via E. Beltrami 9/c, Tel. 0131. 826616 0131.1956562 - www.patricola.com L'azienda nasce per merito di Francesco, Pietro e Biagino Patricola dal 1976.

Da allora i tre fratelli progettano e realizzano tutti gli strumenti di loro produzione, grazie anche all'aiuto costante di vari musicisti. Ogni lavorazione è seguita al 100% direttamente da loro per garantire la massima qualità. Nulla viene trascurato per la miglior riuscita dello strumento e la sua durata. Il legno 8


è stagionato naturalmente in sede da 11 a 13 anni, senza l'ausilio di alcuna macchina. I pezzi subiscono varie lavorazioni interne ed esterne, anno dopo anno, sino ad arrivare alla misura finale. La meccanica è assemblata a mano. Per la sua realizzazione è utilizzata la migliore alpacca, argentata o dorata nel loro laboratorio. Azienda insignita

intorno al 1300 sui resti di un’antica pieve romanica, con numerosi affreschi e Cappelle recentemente restaurate. La Chiesa di S. Giovanni Battista datata intorno al XII Secolo. La finestra gotica in Via Emilia 21, conosciuta come finestra del Barbarossa, che a Pontecurone pose il suo quartier generale.

Pontecurone Sorge a 36 km ad est dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (128 metri s.l.m.) e 10 km da Tortona, comune capozona. Conta 3900 abitanti (pontecuronesi) e ha una superficie di 29,81 kmq. Il Santo Patrono è San Biagio e si tiene la terza domenica di luglio. Info Comune: Corso Togliatti, 50 15055 Pontecurone (AL) Tel. 0131.885211 www.comune.pontecurone.al.it

L'Hotel Ristorante Villa Liberty (Corso Tortona 7, Tel. 0131.896121 www.villalibertyhotel.com) nasce a fine Ottocento come grande proprietà signorile. Una cinta muraria protegge un parco di 8.000 mq, al cui centro spicca una villa a tre piani. La cura dei dettagli, l’antico parquet di quercia, le volte affrescate offrono alle tredici camere dell’hotel un fascino unico. La zona giorno conserva quel sapore di casa che tutti amiamo ritrovare. Il ristorante gastronomico ricavato dalle antiche scuderie, la chiesetta consacrata, l’immenso salone polivalente, la piscina attrezzata completano quest'isola di autentico benessere.

Pontecurone si trova sulla sponda sinistra del torrente Curone lungo la ex statale 10 che collega Tortona a Voghera. Ha una tipica pianta rettangolare con vie perpendicolari. Le prime notizie risalgono al 958 d.C. quando il paese viene nominato in un documento.

Il Gualdo

Sulle origini dei primi insediamenti abitativi nel territorio di Pontecurone le fonti storiografiche ci appaiono quanto meno avare. Con certezza possiamo osservare come i Liguri già nel VIII e VII a.C. si presentassero padroni di questo paese, il primo, vero, modellarsi del territorio si avrà dopo il VII secolo. La paternità dell’insediamento abitativo di Pontecurone, come ancora oggi, è da attribuirsi probabilmente ai Romani, vista la somiglianza del disegno urbanistico del paese al tipico “castrum” romano. Pontecurone, paese natale di San Luigi Orione ricorda in concerto con la “Piccola Opera della Divina Provvidenza Don Orione”, la Canonizzazione avvenuta il 16 maggio 2004.

Da visitare la casa natale di San Luigi Orione, nella via principale del paese presso il Palazzo Rattizzi. La Torre Civica, situata in piazza Matteotti, di probabile origine duecentesca. La Pieve di S. Maria Assunta, costruita 9

Il gualdo è un'erba tintoria che veniva coltivata a Castelnuovo, Pontecurone e nei comuni limitrofi che dà un bel colore azzurro e che nel medioevo fece ricco il territorio di questa parte della Bassa Valle Scrivia e gli altri paesi che lo coltivavano (il gualdo per questo motivo era chiamato “oro blu”). Ci sono molti motivi per pensare che questi paesi siano stati la patria, magari un po’... remota, dei blue-jeans. La storia del capo di abbigliamento forse più diffuso al mondo comincia, in effetti, nei secoli in cui Castelnuovo costruisce la sua forza economica e la sua ricchezza sul fustagno, che tinge di blu con il gualdo. Il fustagno blu costa poco e conquista i mercati. I mercanti della Bassa Valle Scrivia riforniscono i tessitori che lavorano gli indumenti da lavoro dei “camalu” del porto di Genova. Molto probabilmente a loro si deve la nascita ufficiale del blue-jeans (cioè del "blu di Genova", come quel tessuto veniva chiamato da chi lo importava negli Stati Uniti all'alba della colonizzazione del favoloso Far West).


Dal Po al G ia rolo

Il Tortonese, le sue colline

e le Valli Curone, Grue e Ossona Il Tortonese e dintorni

Viguzzolo, Volpedo, San Sebastiano Curone e Caldirola. Poi, aggirato l’ostacolo, solo dolci colline, verdi vallate e monti dalle cime arrotondate, con il loro fascino, con le loro atmosfere. E ancora, l’aria pulita, la quiete, la sana e ricca cucina naturale. Un mondo che conserva il “modus vivendi” di una civiltà contadina che si è evoluta nel rispetto delle tradizioni; un mondo dove è ancora la natura a dettare i ritmi di vita dell’uomo. Qui le stagioni, con i loro colori e i loro profumi, nonostante il loro ripetersi, si riscoprono sempre diverse e nuove. La natura, a volte selvaggia, a volte plasmata dal lavoro millenario di generazioni contadine, regna sovrana. Il territorio è ricco di boschi, acque sorgive e forre, ma non mancano i tesori nascosti dell’arte e dell’architettura sotto forma di chiesette, nuclei plasmati da secoli di storia e capolavori dell’Arte povera che contraddistingue la storia dell’Appennino ligure-piemontese e delle sue genti.

Meno di un’ora da Milano o da Genova, qualche decina di minuti in più da Torino: questo il tempo necessario per raggiungere il territorio dei “Colli Tortonesi” e la Comunità Montana “Terre del Giarolo”. Le Autostrade Genova-Milano e Torino-Piacenza che a Tortona si intersecano rendono più facile e agevole l’avvicinamento a questa parte della provincia di Alessandria, da più parti ormai considerata la “Porta Est del Piemonte”. Il trafficato nodo autostradale è però l’ultimo punto di contatto con il mondo frenetico e caotico delle grandi città, delle grandi vie di comunicazione. Una terra di transito e via di comunicazione privilegiata tra le prime alture che circondano il tortonese e l'entrotera ligure, sul percorso della via del sale. Una terra di confine e di grandi interessi. Per l’egemonia di quest’area si sono confrontate in epoche diverse, scrivendo importanti pagine di storia che ancora oggi qui si riscontrano, le grandi signorie del passato: gli Aleramici, gli Obertenghi, i Visconti, gli Sforza, i Fieschi, i Doria, gli Spagnoli e i Francesi.

Viguzzolo Sorge a 26 km dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (128 metri s.l.m.) sulla sponda destra del Grue e 5 da Tortona, comune capozona. Conta poco più di 3000 abitanti (viguzzolesi) e ha una superficie di 18,27 kmq. La festa patronale è legata alla Natività di Maria Vergine e si tiene la seconda domenica di settembre. Info Comune: Via Roma, 9 15058 Viguzzolo (AL) Tel. 0131.898468 www.comune.viguzzolo.al.it

Artigianato In un territorio in cui le tradizioni e una dimensione del vivere a misura d'uomo non hanno ancora ceduto il passo agli aspetti meno positivi della modernità. L'artigianato tipico è il segno tangibile, l'espressione più elevata del legame tra l'uomo e la sua terra, della sua operosità applicata all'ambiente. Le attività che occupano un posto di rilievo in questo settore interessano l'artigianato del mobile e del restauro, dell'oggettistica del legno e del gioiello.

Viguzzolo (dal latino vicus) ha origine agli inizi dell'era cristiana. Centro di tradizionale vocazione agricola (cereali, foraggio, viticoltura e più recentemente la peschicoltura specializzata). Il paese è rinomato per le gustose fragole e le deliziose pesche. Visita da non mancare è quella alla Pieve Romanica di Santa Maria (secolo XI), uno dei monumenti religiosi più importanti del tortonese. La presenza di elementi architettonici anteriori al Mille conferma la teoria che la sua costruzione sia avvenuta facendo uso di materiali provenienti da una chiesa più antica che sorgeva nelle vicinanze del torrente Grue. Dal punto di vista stilistico la Pieve di Viguzzolo appare di stile romanico, semplice e ben proporzionata, a tre navate absidate, con copertura a capriate e tetto a doppio spiovente.

Enogastronomia La peculiare posizione della Valle caratterizza e influenza la cucina locale, contraddistinta da curiose contaminazioni, ora lombarde, ora emiliane o liguri, presentando i prelibati prodotti locali in piatti elaborati secondo le antiche ricette tradizionali originarie del luogo, accompagnati dai pregiati vini locali. In tutti i Comuni sparsi lungo le vallate si incontrano, panetterie, macellerie, salumifici ristoranti e trattorie dove comprare o gustare le specialità del territorio, dai profumati e preziosi tartufi, ai pregevoli funghi, ai tradizionali salumi, prodotti della radicata cultura contadina, ai saporiti e illustri formaggi, sino ai gustosi ortaggi (peperoni, melanzane, pomodori, ecc) e alla deliziosa e dolcissima frutta (mele, pere, pesche, fragole, albicocche, susine, ecc.): un trionfo di sapori, profumi e colori, sempre all'insegna di una cordiale ospitalità. A far loro da prestigiosa cornice i vini “Colli tortonesi doc”: timorasso, barbera, dolcetto, freisa, croatina, cortese, favorita e moscato. Negli ultimi anni si sono aggiunti altri sapori, profumi e colori. Quelli delle erbe aromatiche e officinali (salvia, origano, santoreggia, isoppo, finocchio, rosmarino, lavanda, timo. ecc.)

La facciata, decorata da archetti pensili divisi da sottili lesene, presenta una porta ad arco a tutto sesto ed un piccolo campanile a vela. All’interno le navate, divise in quattro campate, si presentano nude ed austere. Dalla navata di destra si accede alla cripta, con volta a crociera sostenuta da sei colonnine, costruita posteriormente alla

I “Colli Tortonesi” e le “Terre del Giarolo” (la Val Curone) Tortona, punto di partenza per chi vuol visitare queste colline e queste valli, è l’ultima città che s’incontra. Una efficace segnaletica indica la direzione da seguire per raggiungere la Val Curone. Altri riferimenti sono le indicazioni per 10


pieve. Interessanti anche la Parrocchiale dell’Assunta, posta al centro dell’abitato e, li vicino l'ex Monastero dell'Annunziata, risalente al secolo XV, oggi sede del Municipio. Da segnalare ancora il luogo di rilevanza paesaggistica presso la Chiesetta Campestre di San Bartolomeo al Colle in località San Bartolomeo.

È nata nel 2010, per volontà di Flavio e la moglie Melania che, sempre pronti ad affrontare nuove esperienze, hanno deciso di aprire questa attività. Per la produzione dei propri gelati usano solo materie prime di qualità: latte, uova e zucchero sono alla base delle prelibate preparazioni che vanno dalla frutta alle creme. I gusti alla frutta variano a seconda delle stagioni e vanno dalle fragole alle pesche (da non dimenticare che quelle di Viguzzolo sono produzioni di pregio), dai meloni ai lamponi, dai mirtilli alle more, dalle prugne alle susine. Tra le creme spiccano nocciola, fiodilatte, crema, gianduia. Ad allungare la lista ci sono anche le torte gelato, i semifreddi e, solo su prenotazione, panettoni e colombe farciti.

Dove mangiare, dormire, comprare Mobilificio Casa&Co (Via 1° Maggio 1/A, ex strada Provinciale 99 per Viguzzolo, Tel. 0131 898.133 www.casasco.info). La ditta Casa & Co è il proseguimento di 50 anni di attività di mobilieri a Viguzzolo. L'attuale sede è stata inaugurata nel 2002; sono 1500 metri quadrati di esposizione dove si possono trovare le ultime novità del settore; i box per l'arredamento sono ambientati stanza per stanza con un unico filo conduttore per richiamare il più possibile l'ambiente casalingo. Sono presenti una vetrina di ambienti tra cui zona giorno, zona notte, camerette e cucine da noi arredati nel tempo. I progetti sono realizzati

Appena fuori del paese, sulla strada che porta a Garbagna, poco distante dalla città di Tortona, in zona collinare si propone l'Agriturismo Cascina Maddalena (Regione Zuccala 1, Tel. 0131 875146 - Cell. 335 7097685. Aperto: su prenotazione www.cascinamaddalena.it), luogo ideale per chi cerca una pausa dai ritmi delle grandi città e per chi ama ritagliarsi un momento di naturale relax, a tutto comfort nel bel mezzo della natura. Il silenzio è compagno discreto

esclusivamente da personale qualificato che cura tutte le varie fasi di realizzazione in ogni dettaglio. A Viguzzolo le proposte enogastronomiche e commerciali sono molteplici.

della permanenza nell'agriturismo che apre ai suoi ospiti le sue 4 luminose e spaziose camere. L'atmosfera è accogliente, calorosa e familiare. La ristorazione propone specialità tipiche casalinghe piemontesi.

In centro paese si trova “La Cucina di Emanuela” (Via V. Veneto 12, Cell. 338.6858430 Chiuso: dom. e lunedì),

Sui crinali delle prime colline che s'inoltrano in Val Curone è ubicata la Cascina Montagnola di Donatella Giannotti (Str. Montagnola Inferiore 1, Tel. 0131.898558 - Cell. 348.0742701 www.cascinamontagnola.com). Si trova nei Colli Tortonesi, tra l'Oltrepò Pavese e l'Appennino Ligure, in una zona particolarmente vocata alla viticoltura. L’azienda si estende per quindici ettari, di cui sei vitati, sette a seminativo e due a frutteto, con un parco che abbraccia l'abitazione principale.

laboratorio produzione di pasta fresca, in particolare i rinomati agnolotti tortonesi. La preparazione delle paste è dei dolci è fedele ai sapori antichi dei "Colli Tortonesi" e del territorio circostante che, proprio per la collocazione del "Basso Piemonte", risente dell'influenza lombarda, ligure e piacentina. Tra le specialità di Emanuela, un merito particolare va assegnato agli agnolotti, pasta ripiena di stufato, piatto tipico delle grandi festività del passato. Su richiesta prepara anche “secondi” e piccola pasticceria secca.

I vitigni coltivati sono: Barbera (il vigneto più antico risale agli anni ’50 e ha le sue radici nei ricordi degli anziani viguzzolesi), Cortese, Croatina, Chardonnay, Timorasso, Sauvignon Blanc e Merlot.

Nella alberata strada principale è ubicata la Gelateria “Il Girotondo” (Via I° Maggio 79c, Cell. 347.4129562. Chiuso: martedì).

Tra i produttori di vino vi è da annoverare anche l'Azienda Agricola D. G. di Daffunchio Giorgio (Via Nuova 9, Tel. 0131.899423 - 0131.898355 Cell. 339.4697420). L'azienda, a conduzione familiare, si compone di circa 20 ettari di terreno di cui 7 coltivati a vite, 9 a frutta e il rimanente a seminativo. Per molti anni Daffunchio Giancarlo, titolare fino al dicembre 2001, ha prodotto vino da tavola per la vendita 11


all'ingrosso per i suoi clienti/amici che ancora oggi si affidano a lui. Con l'ingresso ufficiale in azienda del figlio Giorgio si è passati all'imbottiglaimento. La produzione con il passare degli anni è andata sempre più migliorando in virtù delle esperienze maturate in vigna e in cantina.

Dove mangiare, dormire, comprare Locanda del Seicento (Piazza Martiri della Libertà 15, Tel. 0131.809614 - Chiuso: lunedì) www.lalocandadelseicento.it Un tempo fu dimora del condottiero Ambrogio Spinola, successivamente fu trasformata in luogo di ristoro per i viandanti con il nome di "osteria spagnola". La prima data conosciuta di questa casa risale al 1620, quando Casalnoceto era dominio degli spagnoli.

Castellar Guidobono Sorge a 28 km dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (144 metri s.l.m..), ai piedi delle colline tortonesi e 7 da Tortona, comune capozona. Conta poco più di 400 abitanti (castellaresi) e ha una superficie di 2,46. kmq. Il Santo Patrone è San Gaetano e la festa patronale è il 7 agosto. Info Comune: Piazza San Tomaso, 1 15058 Castellar Guidobono (Al) Tel. 0131.898053 www.comune.castellarguidobono.al.it

È rimasta integra nel corso dei secoli e grazie ad un sapiente restauro - le volte delle stanze e le travi in noce sono autentiche, come pure i pavimenti in cotto lavorato a mano - e dopo un periodo di abbandono è tornata al suo antico splendore. La cucina è tipica e nazionale con specialità locali, funghi e tartufi bianchi, formaggio Montebore, salumi della Val Curone. Dispone di circa 100 coperti suddivisi in cinque salettte e un salone. Ampio parcheggio antistante il locale.

È un piccolo paese con alle spalle una storia millenaria. Se ne registra il nome per la prima volta il 5 dicembre 979, data di emissione di un diploma con il quale l’imperatore Ottone II assegnò al vescovo di Tortona la giurisdizione sui territori circostanti fino al Castello degli Squarzoni, i quali in seguito cedettero il piccolo borgo alla nobile famiglia dei Guidobono. Zona obbligata di passaggio per la Val Curone, Castellar Guidobono situato a ridosso della Lombardia è bretella di collegamento con le località termali di Rivanazzano e Salice Terme. Sulla strada provinciale della Val Curone si può ammirare l’ottocentesca Villa Montebruno con il suo grande parco.

Pozzol Groppo Sorge a 39 km dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (369 metri s.l.m..) e 18 da Tortona, comune capozona. Conta circa 400 abitanti (pozzolgroppesi) e ha una superficie di 13,86 kmq. Il Santo Patrono è San Lorenzo e la festa patronale si tiene il 10 agosto. Info Comune: Via San Lorenzo 15050 Pozzol Groppo (AL) Tel. 0131.800103 www.comune.pozzolgroppo.al.it Nel 1449 la località di Pozzolo del Groppo fu riconosciuta sotto il controllo Tortonese da Francesco Sforza. L’autorità tortonese svanì nel 1530 quando il marchese Cesare Malaspina di Godiasco si impadronì del castello. Rimase feudo dei Malaspina fino al 1797. Il “castrum” del Groppo è citato come appartenente ai Malaspina di Olivola nella spartizione del 1275; attualmente non ne esiste più traccia e non è da confondere con il castello attuale. In frazione Biagasco merita una visita la Chiesa del Groppo. È nominata per la prima volta in una lite tra essa e la Chiesa Maggiore di Tortona. Per tradizione questa Chiesa era chiamata S. Maria di Piano del Groppo ed è citata in due documenti del XII secolo. Da vedere anche il Castello di Pozzol Groppo, di proprietà privata e non aperto al pubblico. È costruito sul luogo di una torre di guardia di origini romane. Al suo interno sono conservati un bel pozzo medioevale, camini, soffitti a cassettoni e affreschi.

Casalnoceto Sorge a 32 km dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (159 metri s.l.m.), ai piedi delle colline tortonesi e km. 11 da Tortona, comune capozona. Conta circa 900 abitanti (casalnocetesi) e ha una superficie di 12,97 kmq. Il S. Patrono è San Rocco e la festa patronale si tiene il 16 agosto. Info Comune: Piazza Dante Alighieri, 1 15052 Casalnoceto (AL) Tel. 0131 809172 www.comune.casalnoceto.al.it Il territorio di Casalnoceto è abitato da età preistorica, è tra i siti più importanti che documentano la cosiddetta Civiltà dei Vasi a Bocca Quadrata. In epoca longobarda il centro più importante è Rosano. In questa località (qualche km. prima per chi arriva da Castellar Guidobono) si trova Villa Spinola, palazzoconvento costruito da Filippo Spinola nel XVII secolo insieme all’imponente Chiesa di Santa Maria (le forme attuali risalgono al 1630) che ospita alcune tombe della famiglia degli Spinola. Di interesse anche l'Oratorio di San Rocco, dall’inconsueta struttura ricavata da una torre delle antiche mura viscontee del paese, costruite nel XIV secolo e demolite nel 1805, la Parrocchiale di San Giovanni Battista (XVI sec.) e il Museo “La memoria del Passato” (visitabile su appuntamento) e il Santuario della Fogliata situato sulla collina verso Volpedo.

Dove mangiare, dormire, comprare Proprio ai confini tra la provincia di Alessandria e quella di Pavia, nella superba cornice dei Colli Tortonesi Doc, la Cascina I Carpini (Fr. San Lorenzo, 1 Tel. 0131.800117 www.cascinaicarpini.it) si distingue per aver fatto della migliore tradizione vitivinicola piemontese di qualità il cardine per ottenere una inedita e moderna interpretazione del vino ottenuto dalle varietà autoctone. Da queste parti l'ambiente è un vero tesoro. Il clima freddo dell'inverno, le precipita12


zioni distribuite durante tutto l’anno e le forti escursioni termiche nel periodo di maturazione delle uve, contribuiscono a conferire ai vini aromi fruttati, eleganti e delicati.

s.l.m..) e 11 da Tortona, comune capozona. Conta circa 600 abitanti (monlealesi) e ha una superficie di 9,61 kmq. Il Santo Patrono è Sant'Ambrogio e la festa patronale si tiene il 7 dicembre. Info Comune: Piazza IV novembre, 2 15059 Monleale (AL) Tel. 0131.80191 www.comune.monleale.al.it Nel 1172 i signori del luogo cedono al Comune di Tortona un monte detto Monslegalis, affinché vi sia costruito un Castello. Nel 1798 i Giani innalzarono con l'aiuto dei Francesi l'albero della libertà ed obbligarono a portare la coccarda. I turisti che giungono a Monleale entrano in Val Curone e salendo verso il crinale appenninico, scoprono un paradiso naturale di boschi, frutteti e vigneti: panorama d’ispirazione dei quadri del pittore Giuseppe Pelizza da Volpedo. È un posto ideale per belle passeggiate a contatto con la natura. Anche per questo è stato creato un percorso Vita Natura che inizia dal Centro Sportivo Augusto Massa. Del passato rimangono alcune vestigia del Castello, un tempo munito di tre torri.

Le vigne della cascina ‘I Carpini’ presentano la particolarità di essere esposte a sud est ed affondare le radici in un terreno di medio impasto, fresco e ben drenato. Volpedo Sorge a 32 km dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (182 metri s.l.m..) e 11 da Tortona, comune capozona. Conta circa 1200 abitanti (volpedesi) e ha una superficie di 10,58 kmq. Il Santo Patrono è Beato Giovannino Martire e la festa patronale si tiene la penultima domenica di agosto Info Comune: Piazza Libertà, 26 15059 Volpedo (AL) Tel. 0131.80141 www.comune.volpedo.al.it Il paese è l'antico Vicus Pecudis, un centro posto allo sbocco della Val Curone verso la pianura. Il paese è reso illustre dall’artista che ha voluto tramandarne il nome legandolo al proprio: Giuseppe Pellizza da Volpedo. È la patria delle famose pesche e di altri prelibati frutti quali fragole, albicocche, mele e uva. La frutta viene venduta non solo sui mercati nazionali, ma anche quelli internazionali.

Da Monleale è iniziata la rinascita di un vino quasi mitico: il Timorasso, insieme da qui partivano i tartufi che giungevano sulla tavola di Ludovico il Moro, in seguito dalla stazione dell’antico Tranvai “La Principessa Camilla”, nel mese di Novembre, trasportava il Tombolino bianco, ottenuto dal Timorasso e comperato da commercianti Svizzeri e Tedeschi. La storia di oggi vede rinascere le bontà di allora: la Barbera, la Croatina e la Freisa ed altri vini alla conquista delle tavole più importanti d’Italia. Monleale è luogo eletto per la produzione di grandi vini. Qui operano diverse aziende vitivinicole che producono grande qualità. Dove mangiare, dormire, comprare L'Az. Ag. di Maurizio Bruno (Fraz. Ville San Rocco 25, Tel. 0131.80238 www.mauriziobrunovini.it) è situata sulle dolci colline che si distendono tra i Comuni di Monleale e Montemarzino. L'amore per la vigna e la tradizione sono state trasmesse dalla famiglia, e Maurizio ha saputo apportare tecnologia innovazione convertendo la produzione dalla quantità alla qualità.

Qui l’interesse si rivolge alla Pieve romanica di San Pietro, ai margini del centro abitato, importante testimone di epoche lontane, citata per la prima volta in una pergamena del 965, ricca di affreschi che vanno dal XI al XV secolo. Molti di questi furono opera di artisti della scuola dei fratelli Boxilio, molto attivi nel tortonese nel XV secolo. Meritano una citazione il “Cristo pantocratore” e i “Dodici Apostoli”. L’interno della pieve è a tre navate su pilastri con copertura a capriate. Nel centro dell'abitato, oltre ad alcuni resti della mura medioevali del XIV secolo, si trovano il Palazzo municipale, la Parrocchiale di San Pietro, il Palazzo Malaspina-Penati, costruito sul luogo di una precedente fortificazione della quale si hanno notizie già dal X secolo. Doverosa è una visita alla casa natale e studio-museo del pittore Pellizza da Volpedo (info: Tel.: 0131.80412 www.pellizza.it), dove sono conservati alcuni bozzetti delle sue opere più celebri e diversi ritratti.

Monleale

I vini che produce sono di grande carattere con spunti di eleganza. Dalle uve a bacca nera de Vigna Midavalle e Vigna del Moro si ottengono due suadenti barbera in purezza, mentre da quelle a bacca bianca timorasso nasce “Vigna dei Sassi” e da quelle di cortese si produce “Vigassa”.

Sorge a 33 km dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (184-442 metri

Nella piazza principale di Monleale Alto ha sede l'Az. Ag."Vigneti Massa" 13


verde si possono raggiungere i ruderi rimasti dell’antica Chiesa di S. Damiano. Salendo in paese, adiacente alla cascina Rosta, s’incontra la Cappelletta di S. Maria della Pietà risalente al 1800.

(P.za G. Capsoni 10, Tel. 0131.80302). I vini prodotti sono il fine di un progetto che dà la giusta importanza al vigneto ed al vignaiolo, alla cantina ed all’artigiano di cantina, al territorio ed al suo microcosmo, all’innovazione, ma non alle mode, alla considerazione di tutto il circuito distributivo. Valter è stato tra i primi a credere nella possibilità di riportare in auge il Timorasso, vitigno autoctono delle colline tortonesi, che dopo un lungo periodo di abbandono, ha ritrovato meritato spazio tra le colline che già l'avevano ospitato.

Dove mangiare, dormire, comprare Vicino al Borgo d'Arte di Volpedo e nel cuore di produzione della Pesca di Volpedo, l'Agriturismo Cascina Galeazzo (S.P. Tortona-Volpedo Tel. 0131.806257 www.cascinagaleazzo.it Aperto: solo su prenotazione) offre in un ambiente familiare e accogliente ospitalità come Bed & Breakfast in piccoli alloggi accessoriati ed indipendenti con la possibilità di degustare gli squisiti prodotti del territorio (frutta fresca e sciroppata, ortaggi, vino) e la cucina ad esso legata.

I principali vini prodotti: Costa del Vento, Sterpi e Derthona (da uve Timorasso); Monleale, Bigolla e Sentieri (da uve Barbera); Cerreta (da uve Barbera 50% , Nebbiolo 25% , Croatina 15% , Freisa e Cabernet S. 10%); Pietra del Gallo (da uve Freisa) e Pertichetta (da uve Croatina). Tutt'intorno, a far da cornice, le prime dolci colline della Val Curone che, ricoperte di frutteti e vigneti, lentamente salgono fino alle cime tapezzate di ginestre e boschi secolari dell'Appennino Ligure. Luoghi attraversati da pittoreschi sentieri ideali da percorrere a cavallo, in mountain bike, facendo trekking.

Poco prima della parte alta del paese s'incontra l'Az. Ag. Il Borghetto (Via Borghetto 1 - Tel. 0131.807023). È una piccola ma valida azienda che ha il suo nucleo centrale circondato da vigneti e frutteti. Lorenzo Mogni ha ereditato la proprieta di famiglia e ne ha preso il comando con passione e cura portandola ad un buon livello qualitativo. Il lavoro però non è ancora terminato: l'ambizione è di migliorare ancora la produzione cercando di produrre vini sempre più di alto profilo. L’azienda agricola si estende per 7 ettari coltivati a vigna e 4 ettari a pescheti. Produce i vini Barbera Piemonte, Dolcetto Colli Tortonesi, Favorita.

Berzano di Tortona Sorge a 32 km dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (270 metri s.l.m.) e 12 da Tortona, comune capozona. Conta 160 abitanti (berzanesi) e ha una superficie di 2,9. Il Santo Patrono è Santa Teresa d'Avila e la festa patronale si tiene il 15 ottobre. Info Comune: Piazza Caduti della Libertà, 5 15050 Berzano di Tortona (AL) Tel. 0131.80179 www.comuneberzanoditortona.it Berzano è un piccolo comune agricolo situato in posizione dominante sulla pianura, con incantevole vista tra la Val Grue e la bassa Val Curone. Il toponimo deriva dal latino Berceolus, che significa “siepe, giardino”. Le notizie relative alla fondazione del paese sono scarse: l’ipotesi più accreditata è quella secondo cui all’origine di Berzano ci fu, nel periodo delle invasioni longobarde, uno spostamento delle popolazioni della zona verso luoghi impervi e ben difendibili. Berzano, quindi, potrebbe essere nato come castrum con scopo difensivo. Edificio di interesse storico nel territorio comunale è Palazzo Busseti Boniforte di Cortemagno, con annessa cappella gentilizia e pregevole pala settecentesca raffigurante “Maria al Sepolcro”.

Volpeglino Sorge a 30 km dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (243 metri s.l.m.) e 10 da Tortona, comune capozona. Conta 170 abitanti (volpeglinesi) e ha una superficie di 3,22 kmq. I Santi Patroni sono SS. Cosma e Damiano e la festa patronale si tiene laprima domenica di settembre. Info Comune: Via Stazione, 6 15050 Volpeglino (AL) Tel. 0131.80182 www.comune.volpeglino.al.it Situato all'imbocco della valle del torrente Curone, ” Vulpidino” attuale Volpeglino, è di proprietà dell’Abbazia di Bobbio ai tempi dell’abate Guala, zio di Carlo Magno. La parrocchia S. Damiano risale al 1369. La Chiesa era situata nella valle ad est del paese e possedeva nei pressi un cimitero ed una canonica. Il piccolo Comune di Volpeglino offre una gradevole situazione ambientale con un centro storico fatto di strette vie e una salita panoramica all’antico castello di cui non rimangono che antiche vestigia trasformate in abitazioni. Attraverso un percorso nel

Montemarzino Sorge a 38 km dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (448 metri s.l.m..) e 15 da Tortona, comune capozona. Conta 350 abitanti (montemarzinesi) e ha una superficie di 9,8 kmq. Il Santo Patrono è San Giovanni Battista e la festa patronale si tiene il 24 giugno. Info Comune: Via IV Novembre, 9 15050 Montemarzino (AL) Tel. 0131.878124 www.comunedimontemarzino.it È un paese di antichissima origine li14


gure ubicato su di un colle panoramico a cavallo tra la Val Curone e la Val Grue. Fin da epoche remote un incrocio fra antichi tracciati interni all’Appenino e le “Vie del Sale” che mettevano in comunicazione Genova con la pianura Padana. La posizione strategica del Monte, che sovrastava il passaggio, spinse fin da epoche preistoriche all’insediamento, a presidio prima dei Liguri poi dei romani. Nel periodo di decadenza dell’Impero Romano, si sentì l’esigenza di porre freno alle calate barbariche erigendo torri di vedetta . Una di queste torri di avvistamento è stata poi il primo nucleo del Castello. La posizione panoramica del Comune che domina le due valli sottostanti, i suoi innumerevoli boschi di rara bellezza, i verdeggianti sentieri di facile agibilità, permettono escursioni per tutti sia a piedi che a cavallo e in mountain bike. Di notevole pregio per il visitatore sono i ruderi del Castello medioevale, sul colle più alto del paese: sono ciò che rimane della torre e del Mastio. In frazione Scrimignano, antica abside romanica in ottimo stato di conservazione.

schi di querce di proprietà dell'azienda e sono alimentati con cibi naturali. Gli insaccati sono prodotti senza l'uso di additivi aggiunti e farina di latte e sono stagionati in vecchie cantine interrate con muri di pietre e mattoni.

Davide e Fausto vendono la loro produzione presso lo spaccio aziendale. A pochi metri dalla sede del Municipio, all'inizio del paese, si trova il Ristorante “Da Giuseppe” (Via IV Novembre 7 - Tel. 0131.878135 www.ristorantedagiuseppe.it Chiuso: martedì sera e mercoledì). È situato ai piedi dei ruderi del Castello dei Malaspina, a pochi metri da una panoramica terrazza dalla quale si ammirano tutto l'arco alpino e la Val Padana. Giuseppe, ieri, Silvio, oggi, offrono ai loro ospiti la proprie produzioni di vini di pregio, quali Barbera e Timorasso, provenienti dall' Az. Ag. Pomodolce, salumi, frutta fresca e sciroppata, verdure e persino olive in salamoia. Il locale, sobriamente elegante, offre spazi ideali per cerimonie e banchetti.

In frazione Reguardia l’Olmo campestre secolare delle dimensioni di 28 m di altezza e 350 cm di circonferenza. Il Mulino del Bue di origine medioevale, in frazione Barca. Dove mangiare, dormire, comprare

La cucina propone piatti tipici e raffinati, con un occhio di riguardo per quelli a base di funghi e tartufi. Agli ospiti è offerta l'opportunità di usufruire di piscina con solarium.

Il “Panificio della Barca” è situato nella parte bassa del paese (Via Tortona 27, Tel. 0131.878134 – Chiuso: domenica).

Momperone Sorge a 40 km dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (279 metri s.l.m..) e 19 da Tortona, comune capozona. Conta 220 abitanti (momperonesi) e ha una superficie di 8,6 kmq. Il Santo Patrono è San Vittore e la festa patronale si tiene l'8 maggio. Info Comune: Piazza I Maggio, 2 15050 Momperone (AL) Tel. 0131.784675 www.comunemomperone.it

L'inizio dell'attività risale ad una ventina di anni fa quando Marco Lugano decide di mettersi in proprio e panificare facendo uso degli ingredienti tipici che venivano usati anni prima per fare il pane in casa. La produzione trova ispirazione nella tradizione di queste parti che vuole un pane cosiddetto a “pasta dura” (l'influsso della vicina Emilia si fa sentire). Dai forni del panificio si producono quotidianamente diversi tipi di pane, fragranti biscotti, friabili grissini stirati a mano. Negli ultimi anni, per far fronte alle richieste, il “Panificio della Barca” ha aperto punti vendita anche a Salice Terme e Tortona.

Su un dolce declivio alla destra del Torrente Curone sorge Momperone il cui territorio si estende, con le numerose frazioni, sui due versanti collinari della valle. Momperone noto anche per le sue cave di marna è citato per la prima volta nel 1220 all’epoca dell’Imperatore Federico II di Svevia. così da ammirare le bellezze naturalistiche e il territorio. Nei percorsi si possono osservare alcune cappelle votive, le fonti di acqua sulfurea. Per gli appassionati è presente anche un maneggio con passeggiate a cavallo per i più esperti o lezioni per chi vuole diventarlo. È disponibile un impianto golfistico a 18 buche denominato “Golf & Country Val Curone Srl”. Da vedere: la Parrocchiale dei Santi Pietro e Vittore in stile barocco con interessanti altari in marmo, edificata nel corso del XV secolo, su un edificio preesistente dedicato al solo San Vittore, testimoniato sin dal XII secolo e

Lungo la strada che sale e porta alla parta alta del borgo si trova l' Az. Ag. Daffonchio Davide (Fraz. Reguardia, Tel. 0131.878173 - Cell. 348.7622971) che produce i “Salami del Moro”. Si tratta di una piccola realtà che alleva e produce salami in modo naturale. Una filiera completa che parte dalla nascita del maialino e arriva alla macellazione. I maiali vivono allo stato brado nei bo15


cento pizze cotte in forno a legna, abbinati ai vini prodotti sul territorio.

in Località Mulino, l’unico mulino ad acqua in attività della valle. Si tratta di un mulino feudale a due palmenti con macine francesi già citato in un documento del 1542. Dove mangiare, dormire, comprare A soli 40 minuti da Milano e Genova, in un'area di 75 ettari, sorge il Golf & Country Valcurone (Via Carona 1a - Tel. 0131.784514 www.golfvalcurone.com Chiuso: lunedì) voluto dalla Comunità Montana delle Valli Curone, Grue e Ossona. Situato nella splendida cornice della Val Curone, zona di tartufi, pesche, fragole, vini di qualità e tante altre prelibatezze culinarie. Il campo è dotato di 18 buche (mt. 6.300 Par 72) con campo pratica, putting e pitching green, golf cars, club house, bar ristorante, area benessere, piscina e molto altro ancora.

Paolo Abbiati, che fa parte della Scuola Italiana Pizzaioli, per la preparazione dei piatti fa anche uso di farine kamut, soia e lieviti madre ad alta digeribilità. Nelle calde giornate estive, si può mangiare in veranda. Dall'alto delle colline che sovrastano l'abitato di Momperone è ubicato l'Agriturismo Ca' dell'Aglio (Loc. Ca' dell'Aglio 2, Tel. 0131.784510 www.cadellaglio.it - Chiuso: lunedì). La struttura nasce dall'amore profondo di Gemma Delucchi per il suo territorio e per la vita all'aria aperta, accompagnato alla voglia di trasmetterlo ad altri. Cibi genuini, tradizione, calore familiare e la natura in cui agriturismo è immerso sono gli ingredienti giusti per una serata piacevole o qualche giorno di relax.

Il ristorante, condotto da Massimo Salomoni, è accogliente, semplicemente raffinato nella sua sobrietà. Per frequentare il ristorante non occorre essere soci, è aperto a tutti. In questo nuovo ambiente l'ospite si sente immediatamente a proprio agio, lontano dai luoghi comuni che di solito circondano di un alone di esclusività l'ambiente golfistico. Sulla strada provinciale della Val Curone si trova la cooperativa “La Nuova Valle” (Loc. Cascina Bellingera 1, Tel. 0131.786109 Cell 335.1622234 - Chiuso: lun. e mar.). L'azienda dispone di 160 ettari coltivati a foraggiera e cereali, tutti biologici, e di 150 ettari di destinati a erba per il pascolo di bovini e suini allevati allo stato semi brado. Proprio questo metodo di allevamento conferisce alle carni dei capi eccellenti gusto e genuinità.

Presso le sale interne come presso gli spazi all'aperto (sotto un caratteristico porticato) si possono gustare salumi, malfatti, agnolotti, stufato di manzo e asino, arrosti, marmellate, pesche sciroppate e tanti altri piatti tipici tutti di produzione aziendale o di produttori locali selezionati. Per una piacevole vacanza o per lavoro, sono a disposizione dieci mini appartamenti ed una suite, tutti arredati con mobili d'epoca, servizi privati e TV. Brignano Frascata Sorge a 42 km dal capoluogo Alessandria in zona collinare (288 metri s.l.m.) e 22 da Tortona, comune capozona. Conta poco meno di 500 abitanti (brignanesi) e ha una superficie di 17,4 kmq. Il Santo Patrono è San Giacomo e la festa patronale si tiene il 25 luglio. Info Comune: Via Mulino, 1 15050 Brignano Frascata (AL) Tel. 0131.784623 www.comune.brignanofrascata.al.it

La Nuova Valle dispone di un'area ristorante in cui vengono servite specialità di carne alla griglia e prodotti tipici del Territorio, oltre che ad spaccio aziendale in cui è possibile acquistare carni e salumi prodotti in azienda. Punto di forza della produzione sono coppe e pancette, ma soprattutto il Salame Nobile del Giarolo del quale, oltre che tutte le fasi della lavorazione, è curata in particolare la stagionatura che avviene in cantine naturali ad alta quota in località Forotondo. Nella piazza principale dell'abitato dal 2008 opera il Ristorante Pizzeria “Il Tilacino 366” - (Piazza I° maggio 3, Tel. 0131.784766 - Chiuso: martedì). È un locale suddiviso in tre sale dall'architettura rustica: all'ingresso si trova il bar, sul retro una piccola sala con camino per complessivi 25/30 coperti ed una più grande per circa 70 coperti. Qui si cui possono degustare piatti della tradizione locale, pesce e oltre

Dove mangiare, dormire, comprare Inserito in uno splendido scenario naturale nella Valle del Curone, Brignano è un piccolo centro a 20 Km da Tortona dominato dal Castello dei Conti di San Severino de Ferrari, di proprietà privata.

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Il nome Brignano, secondo il Gabotto deriverebbe da Belenium che fu di un ricco romano che ivi avrebbe posseduto una villa che diede origine al paese.Questo era soggetto al Comune di Tortona, a cui lo tolse Federico Barbarossa e lo restituì nel 1176. Galeazzo Visconti l’8 Febbraio 1375 ne fece un feudo che diede a Spinetta Spinola. Di questa nobile famiglia era ancora cent’anni dopo. Nel piccolo paese vi sono diverse aziende che producono qualità e per questo degne di nota.

zione di mele, pere e pesche. I Poggio produconono uve (al vigneto sono riservati i terreni a maggior vocazione) e vinificano da ben tre generazioni: a Giuseppe spetta il merito di aver iniziato, a Desiderio, quello di aver continuato e a Paolo, rimane solo il dovere di andare oltre.

Si può iniziare segnalando l’azienda “La Volpina” (Frazione Mola Cell. 366.2566679 - www.tenutavolpina.it) caseificio artigianale specializzato nella produzione e trasformazione del latte di capra. L'allevamento caprino è di tipo tradizionale ed ha come obbiettivo il recupero della tradizione casearia famigliare e la volontà di utilizzare materiali, strumenti e metodologie classiche: tutti i formaggi riposano in modo naturale su un letto di assi di tiglio.

I vini prodotti sono: Campogallo (cortese), ronchetto (timorasso), Prosone (croatina) e Teo, Campo la Bà e Derio (barbera). L'attività dell'azienda agricola Salumificio Corte di Brignano (Via Roma 19 - Tel. 0131.784944 www.cortedibrignano.it Chiuso: lunedì e martedì) si svolge in una vecchia casa ristrutturata, sita nel centro di Brignano Frascata.

È solo la curiosità nell’accostare sapori nuovi e a volte inconsueti che rende l’officina del formaggio un vero laboratorio culinario dove si producono piccole perle dal gusto inconfondibile come le palline di crema di formaggio alle nocciole piemontesi, oppure i caprini al miele.

L'attento recupero è stato fatto nel rispetto delle linee originali dell'edificio, ma soprattuto è stata mantenuta rigorosamente inalterata l'antica cantina con le pareti di sasso, il pavimento e la volta in mattoni. In questo ambiente, il cui microclima costante garantiscedurante tutto l'anno le condizioni ideali per l'affinamento, vengono lungamente stagionati sia “Salame Nobile di Brignano” sia il “cucito”. Il primo ha le dimensioni dei tradizionali salami artigianali ed è insaccato in budello naturale, egato a mano. Lo si riconosce dal caratteristico impasto a grana grossa dal bel colore rosso vivo e dal giusto equilibrio tra parti magre e parti grasse. Il secondo è senz'altro la pezzatura piu' pregiata, riconoscibile dal grande diametro dovuto all'insaccatura in doppio budello naturale accoppiato e cucito. Questa caratteristica permette una stagionatura ben più lunga, sempre affinata in cantine naturali, che può raggiungere addirittura i ventiquattro mesi. Veramente senza eguali il profumo, l'aroma ma soprattutto la morbidezza nonostante la lunga maturazione. Il Cucito rappresenta la massima espressione della tradizione del Salame Nobile di Brignano. Con stesso impasto e stesse nobili caratteristiche dei salami più grandi, per un profumo e un sapore sempre unici e inconfondibili, vengono prodotti i “cortegiani”. Per le loro dimensioni contenute, sono i primi a stagionare e ad essere consumati. Il salumifico È organizzatore e promotore insieme alla Proloco di Viguzzolo (AL) della giornata del 22 Febbraio 2009 in cui è stato stabilito il nuovo Record Mondiale per un Salame Cotto: ben 11 metri e 55 cm per un peso di 175,7 Kg.

Proseguendo sulla stessa strada che ha portato al caseificio, si può raggiungere l'Agriturismo “Cà del Monte” (Loc. Cà del Monte - Tel. 0383.549062 www.cadelmonte.it - Chiuso: da metà dicembre a fine febbraio). È situato sul confine tra Val Curone e Oltrepo pavese. Si estende su un altopiano (a 700 mt slm) con una magnifica vista sull’Appennino settentrionale. L’accurata ristrutturazione del vecchio complesso rurale realizzato in pietra e mattoni, ha prodotto un confortevole spazio per la ristorazione e l’ospitalità di chi sa apprezzare silenzi, tranquillità e buon gusto. La cucina è un equilibrio tra creatività e tradizione del territorio.

Le 10 camere doppie ricreano la calda atmosfera delle abitazioni locali. A poche decine di metri, per gli sportivi amanti del parapendio, è disponibile una base di lancio con atterraggio sui campi di Brignano Frascata. Non mancano percorsi per trekking, arrampicata sportiva e mountain-bike. All'inizio del viale alberato che conduce in paese si trova l'Az. Ag. Paolo Poggio (Via Roma 67, Tel. 0131.784929). L'azienda si estende su di una superficie di circa 13 ettari, di cui 3 vitati. Tutti i vigneti sono ubicati in collina, nelle zone a maggior vocazione. Il rimanente della proprietà, in gran parte situato sulla fertile piana del Curone, è dedicato alla frutticoltura, con produ-

San Sebastiano Curone

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Sorge a 46 km dal capoluogo Alessandria in zona pre-montana (342 metri s.l.m.) e 26 da Tortona, comune capozona. Conta poco più di 600 abitanti (sansebastianesi) e ha una superficie di 3,95 kmq. Il Santo Patrono è San Seba-


del prodotto è la priorità assoluta.

stiano e la festa patronale si tiene il 20 gennaio. Info Comune: Piazza Roma, 7 15056 S. Sebastiano Curone (AL) Tel. 0131.786205 www.comunesansebastianocurone.it

Il Ristorante Pizzeria “Il Boschetto” (Via Telecco 11 - Tel. 0131.788009 www.ilboschettoristorante.it Chiuso: mercoledì). La struttura si trova in mezzo al verde del bosco cresciuto sulle rive del Curone. L'ambiente è nuovo, ampio. Durante la bella stagione si può pranzare all'esterno, nel fresco dehor, con la possibilità di tuffarsi nelle “Piscine di Sanse”. Principalmente pizzeria, aperta sia a pranzo sia a cena, fino a mezzanotte, dal forno a legna sforna pizze (basse e croccanti, come vuole la tradizione napoletana) e focaccia di Recco. Versatile, offre ai suoi clienti anche specialità di pesce fresco che viene consegnato quotidianamente. Durante la stagione fredda vengono realizzate serate a tema su tre “grandi” piatti tradizionali della cosiddetta “cucina povera”: trippa (martedì), bollito misto (giovedì) e stocafisso (venerdì).

La strada dei “Feudi Imperiali” univa i luoghi da Genova a Piacenza, trovando in San Sebastiano una preziosa tappa di commercio e scambi culturali. In un antico manoscritto compare il nome di San Sebastiano come “cella” dipendente dal monastero di Bobbio. Le celle erano piccole dimore di monaci dove si insediavano colonie di servi che sviluppandosi, davano vita a paesi e parrocchie. San Sebastiano, nato come avamposto sull’estremo lembo di terra a ridosso dei torrenti Curone e Museglia, nel 600 fu residenza di nobili casati genovesi. Il suo passato è visibile attraverso dal suo ricco patrimonio. Da vedere. Piazza Roma, in stile “liberty”. Su di essa si affacciano: Palazzo Mazza Galanti (ideato su modelli veneziani dal Bourges), Palazzo Pollini (con un importante cornicione floreale) e Palazzo Signoris (di elegante e solenne stile costruttivo. Chiesa SS.Trinità della metà del Settento, con un portale in sasso, affreschi e le statue di scuola genovese del 600-700. La tela raffigurante la Trinità attribuita all’illustre sansebastianese Felice Giani (1758-1832). Chiesa della Madonna Assunta, ristrutturata al tempo dei Doria che attiguo all’oratorio avevano il loro Palazzo.

Il Ristorante Corona (Via Emanuele II, 14 - Tel. 0131.786203 www.corona1702.com Chiuso: lunedì e martedì) è situato proprio davanti al vecchio ponte che attraversa il torrente Museglia. È lì da oltre 300 anni, da quando era stazione di posta. Da allora è sempre appartenuto alla famiglia Fontana.

E ancora: il Castello Visconteo, che fu sede di un presidio militare per sorvegliare il traffico delle carovane con la Repubblica di Genova, la Casa del Principe dimora dei Doria e il Palazzo De Ferrari costruito nel 600.

La cucina raffinata e tradizionale è profondamente legata al territorio; i fornitori sono prevalentemente produttori locali, selezionati attentamente da Marta (figlia dell'indimenticabile Matilde) e dalle sue preziose collaboratrici Simona e “Titti” che propongono ai loro clienti piatti preparati con ingredienti genuini e naturali. Il Corona accoglie i suoi ospiti in tre sale: quella d’ingresso (30 posti), adiacente al bar, preferita dai frequentatori di lunga data; la saletta rossa (24 posti), più intima, ed infine la sala al piano superiore (40 posti). Il risorante fa parte dell'Associzione Locali Storici d'Italia.

Dove mangiare, dormire, comprare Al termine del viale alberato che immette a San Sebastiano, sulla sinistra, ha sede il Mobilificio Zelaschi (Via F. Anselmi 2 - Tel. 0131.786214 www.mobilizelaschi.it). In origine era una faleganmeria. Fu avviata dai fratelli Ottavio e Osvaldo Zelaschi che, nell'immediato dopoguerra, terminato l'apprendistato presso qualificati mastri falegnami della zona, incominciarono a produrre autonomamente manufatti in legno.

Nel volgere di alcuni anni, l'azienda diventa un sicuro punto di riferimento per coloro che intendono acquistare mobili realizzati con materiali e rifiniture di qualità. Gli eredi continuano sullo stesso percorso con proposte di mobili e oggetti d'arredamento dove la qualità 18

Situato nella bella piazza del centro storico il Bar Gelateria Statuto (Piazza Roma 14 - Tel. 0131.786109 Chiuso: lunedì), proprio accanto alla palazzina liberty che ospita il Municipio, gode di una posizione ottimale e di un buon prestigio. Il merito del successo ottenuto è da attribuire a Laura Zanotti che nel giro di poco tempo ha saputo trasformare un anonimo bar in vero luogo di ritrovo. I fiori all'occhiello sono la gelateria e la pasticceria artigianale. Il locale dispone di tre belle e accoglienti sale, arredate in modo sobrio. Le proposte interessano tutto l'arco della giornata: dalla colazione mattutina alla tavola fredda, dagli aperitivi ai coctkail, passando naturalmente per il gelato e i dolci. D'estate un fresco gazebo permette di gustare le specialità all'aperto.


alle frequenti scorribande dei invasori provenienti dal mare, trovarono nell'entroterra appenninico un sicuro rifugio, fondando i primi centri abitati. Qui vicino, da vedere è il panorama meravigliosamente unico in località Cà del Monte dove pure si trova una postazione per il parapendio e volo a vela. Nel caratteristico borgo, invece, si trovano la Chiesa parrocchiale intitolata alla Natività di Maria Vergine (al suo interno si trovano affreschi e pale d'altare di alto pregio artistico), il Castello dei Malaspina (caratteristica la torre, ex sede delle prigioni, con muri di pietra a vista e di arenaria lavorata) e un Mulino a pietra (funzionante fino a pochi anni fa e perfettamente conservato). In frazione Colombassi si trova il Santuario dedicato alla Madonna delle Grazie.

Qui tutto sembra studiato per lasciare un ricordo indimenticabile. In una piccola borgata, appena fuori San Sebatiano, s'incontra l' Ape Regina (Fr. Sant'antonio - Cell. 347 5340840). Da circa due anni Andrea Maggioncalda, un giovane ma determinato imprenditore agricolo, gestisce insieme alla moglie Silvia, l'azienda di famiglia che produce miele artigianale, confetture e frutta. Il miele, frutto del sapiente lavoro delle api, è raccolto, lavorato e distribuito in tipologie diverse. Tra queste spiccano millefiori, castagno, acacia e altri tipi di miele. Presso l'azienda di si possono acquistare frutta e verdura, produzioni curate personalmente da Andrea, vero cultore di cose buone e di qualità. I titolari sono disponibili, previo appuntamento, a ricevere gli ospiti per una visita accurata dell'azienda.

Dove mangiare, dormire, comprare Sotto il Castello Malaspina i buongustai possono trovare una sicura garanzia nella produzione del Salumificio Arsura (Via Dusio 16 - Tel. 0131.787130 Chiuso: mercoledì pomeriggio). Fu nel lontano 1964 che nonno Franco decise di trasformare la grande passione per il salame in una vera e propria attività produttiva; realtà che ancora oggi viene portata avanti con lo stesso amore, impegno e competenza dal genero Lino e dal nipote Enrico.

Ad oggi, con la terza generazione di salumai, il metodo nella scelta dei suini (allevati allo stato semibrado), la lavorazione manuale e la stagionatura con metodi completamente naturali in antichi appositi locali (da 3 a 18 mesi), mantengono inalterate le caratteristiche di questo prodotto unico. Il salumificio fa parte del Consorzio Nobile del Giarolo ed è un produttore del Presidio Slow Food. Recentemente la famiglia ha aperto anche un punto vendita a San Sebastiano in via Anselmi.

Gremiasco Sorge a 49 km dal capoluogo Alessandria in zona montana (400 metri s.l.m..) e 29 da Tortona, comune capozona. Conta 350 abitanti (gremiaschesi) e ha una superficie di 17,4 kmq. Il Santo Patrono è San Giacomo e la festa patronale si tiene il 25 luglio. Info Comune: Piazza Vittorio Veneto, 1 15056 Gremiasco (AL) Tel. 0131.787153 www.comune.gremiasco.al.it

Sulla sponda sinistra del torrente Curone, pochi chilometri dopo l'abitato di Gremiasco (per chi sale la valle), s'incontra il Parco Avventura e Centro Sportivo Laghi della Malvista (Località Malvista - Cell. 348 554518 www.laghidellamalvista.com).

Le prime notizie storiche risalgono al III sec. a. C. quando i Liguri costruirono un Castelliere al Guardamonte. Quindi Gremiasco diventerà caposaldo romano contro i barbari. Col Barbarossa abbiamo il primo documento (1157) con il nome del paese, che in seguito passa dal dominio dei Vescovi di Tortona a quello dei Malaspina, dei Fieschi e dei Doria. Di rilievo architettonico la Torre Campanaria, prima Torre di guardia, forse costruita all’inizio del XI sec. e la Pieve, quasi contemporanea, ritrovo della vita religiosa e paesana nel Medioevo. Il paese è dominato da uno sperone roccioso dove si trova l'importante sito archeologico del Castelliere di Guardamonte. Questo ambiente permette di effettuare un viaggio a ritroso nel corso della storia locale. Grazie alla ricchezza dei reperti archeologici (dai resti fossili di imponenti capodogli, ai ruderi di un antico castelliere d'altura), che movimenti tellurici sotterranei hanno fatto riemergere dalle profondità marine, esso mette in luce il susseguirsi delle differenti fasi insediative del luogo, tracciando una storia che, dal neolitico, giunge sino all'epoca romana alto imperiale, testimoniata dai resti di una piccola fornace per la cottura della ceramica. In quest'area si insediarono le prime stirpi liguri che, per sfuggire

Il centro polisportivo della Malvista si distingue per la presenza di un attrezzato parco avventura: una serie di percorsi acrobatici per adulti e bambini, in cui divertirsi in totale sicurezza, grazie a piattaforme sospese, ponti tibetani e tirolesi. Da segnalare la presenza del ponte tirolese più lungo d’Italia con uno sviluppo di ben 260 metri. I laghi della Malvista, inoltre, presentano alcune caratteristiche che li rendono unici nel loro genere. Sebbene si tratti di bacini artificiali, particolare cura è stata infatti dedicata in fase di realizzazione a conferire loro un aspetto natu19


Pareto, Caldirola, Forotondo e Selvapiana. I boschi di rovere e di castagno introducono a un paesaggio spontaneo e incontaminato. Su questo ambiente svettano le alte cime dei monti Ebro, Chiappo, Giarolo, Panà e Boglelio.

rale, che non stridesse con lo splendido paesaggio circostante. Il fondale non è perciò uniforme ma movimentato come sarebbe il fondale di un lago naturale, con diverse profondità che raggiungono nei punti più alti i 5,00 mt. I laghi sono alimentati da più sorgenti di acqua purissima, come risulta evidente dalla trasparenze delle acque e dalla presenza della specie autoctona di gambero di fiume, astacus astacus, che come risaputo prolifica esclusivamente in acque incontaminate. A pochi anni dalla loro realizzazione i laghi hanno visto comparire in modo del tutto naturale e spontaneo le specie ittiche tipiche della zona: vaironi, cavedani, barbi e carpe. Il centro dispone anche di 4 casette attrezzate per l'ospitalità. All'interno sono strutturate con un soggiorno, 2 camere da letto, un angolo cottura ed un bagno, all'esterno è possibile mangiare sulla veranda. Immerse nel verde sono posizionate vicino alla club house con la quale il centro garantisce un servizio bar aperto dalle 8.00 del mattino alle 23.00 e di un ristorante che lavora su prenotazione. Le casette sono anche riscaldate per offrire l'ospitalità invernale.

Dove mangiare, dormire, comprare L’ultimo lembo del Tortonese, incuneato fra i declivi degli Appennini liguri, ospita il Salumificio Andrea Fittabile (Via Roma 48 - Tel. 0131.780110 Chiuso: mercoledì pomeriggio). Da queste parti la Famiglia Fittabile è sinonimo di “salumiere”. Da antica data produce insaccati tipici: salami crudi, cacciatorini, salamelle e cotechini. Questi sono prodotti con carne proveniente da suini italiani marchiati che vengono macellati in proprio. La lavorazione rispetta l'antica tradizione della famiglia che si tramanda dagli anni trenta e prevede l'impiego di tutte le parti del suino, anche le più pregiate. L'insaccatura è realizzata in budello di scrofa con legatura manuale.

Fabbrica Curone Sorge a 53 km dal capoluogo di Alessandria in zona montana (712 metri s.l.m.) e 33 da Tortona, comune capozona. Conta circa 800 abitanti (fabbricacuronesi) e ha una superficie di 53,64 kmq. Il Santo Patrono è Santa Maria Assunta e la festa patronale si tiene il 15 agosto. Info Comune: Frazione Garadassi, 7 15056 Fabbrica Curone (AL) Tel. 0131.782131 www.comune.fabbricacurone.it

La stagionatura avviene in apposite cantine che esaltano il profumo, i sapore e la fragranza dei prodotti. Il salumificio fa parte del Consorzio Nobile del Giarolo e del Presidio Slow Food. Il Ristorante Pizzeria La Ginestra (Via Roma 35 - Tel. 0131.780125 Chiuso: Martedì) offre alla propria clientela una simpatica ed accogliente atmosfera. La cucina di Edda è semplice e curata, oltre che molto legata alla tradizione dei sapori antichi. Qui si ritrovano i sapori veri esaltati nella loro semplicità dagli in gradienti genuini.

Fabbrica pare derivare dal toponimo ligure “Fraug” – “castagna” e quindi paese tra i boschi di castagni. Le prime notizie certe sono nel “Codice Diplomatico dell’Abbazia di S. Colombano”. In un atto dell'anno 844, tale Leone ed i nipoti Orso e Evuardo, residenti a Fabbrica sono “livellari” di possedimenti del monastero. Nell’alto medio evo, il paese è di lungo la “Via del Sale”, che collegava la pianura al Mar Ligure.

Fiore all’occhiello della pizzeria è la ormai affermata pizza al Montebore e tartufo cotta nel forno con legna di faggio. Le radici liguri di Edda fanno del ristorante un luogo di appuntamento fisso i Venerdì, Sabato e Domenica con il pesce fresco, lo stoccafisso, il merluzzo, le squisite zuppe di pesce e gli immancabili “spaghetti al profumo di mare” una ricetta personale della cuoca. La Ginestra è anche ospitalità con annesso Bed & brekfast “A Casa di Beba”. Una visita merita la Pieve, dell’anno 1000, che per molti secoli ha esteso la sua giurisdizione sull’Alta Val Curone, e su parte della Val Staffora ed è tutt’oggi uno dei più importanti monumenti del tortonese. Altre strutture da vedere sono in località Castello la Torre dei Malaspina (sec. XII – XIII), in frazione Lunassi la Torre Malaspina (sec. XVI) e il Museo della Civiltà Contadina, in frazione Morigliassi il Museo della Civiltà Contadina (privato). Il paese può essere considerato la porta d’accesso all’ampio bacino turistico dell’Alta Val Curone e ai suoi numerosi borghi: Bruggi, Salogni, Montecapraro, Serra, Fabbrica,

Appena fuori dell'abitato di Fabbrica Curone, sulla sinistra i cartelli stradali

invitano a due rinomati Ristoranti Al20


berghi. Il primo è “La Genzianella” (Località Selvapiana Tel. 0131.780135 www.genzianella-selvapiana.it Chiuso: lunedì e martedì) condotto ormai da tre generazioni dalla famiglia Rolandi. È un delizioso e accogliente locale, immerso nel verde a 800 metri di altitudine. Il menù degustazione, diverso ogni settimana, propone una cucina tipica piemontese, legata alla tradizione, al territorio e alle stagioni, dove trovano posto le paste fresche, la bagna-caoda (qui passa l’antica “via del sale”), i funghi primaverili ed autunnali, il tartufo “Imperatore” della tavola, la selvaggina, la carne “all’erba” e gli ottimi dolci. Arricchiscono la cucina le erbe aromatiche e di campo, e i ricercati salumi di produzione propria: salame cotto e crudo, lardo, pancetta, cotechino e testa in cassetta. La carta dei vini comprende etichette scelte tra i migliori produttori dei Colli Tortonesi, con gli autoctoni Timorasso e Nibiò ed i tipici come la Barbera. Per chi ama la natura, le passeggiate e l'aria buona non mancano. Il piccolo albergo dispone di 10 camere dal caldo arredo tipicamente di montagna, che richiamano i fiori di campo e i colori del territorio. Tutte sono dotate di servizi privati, telefono e TV. Da alcuni anni si fregia del “Marchio Nazionale di Qualità Isnart”

sono lieti di ricevere gli ospiti per offrire loro relax, natura e prodotti genuini. La Fornace, produce frutta ed ortaggi, ed alleva capre e pecore per la produzione di formaggi artigianali. Dispone di uno spaccio dove si possono acquistare le loro produzioni e quelle tipiche locali tra cui spiccano i tartufi, funghi, miele, frutta e verdura, salumi e formaggi.

Il soggiorno in agriturismo prevede il solo pernottamento in cinque funzionali appartamenti (due attrezzati per disabili). Più avanti ecco l'Albergo Ristorante "La Baita” (Località Salogni, Tel. 0131.781125 www.labaitasalogni.it Chiuso: lunedì). Quattro generazioni, e la quinta incalza! Al Ristorante Albergo “La Baita” di Salogni la femminilità consolida la tradizione matriarcale che caratterizza la gestione di case e cucine in Val Curone. Dal primo dopoguerra le donne sono sempre state i numi tutelari del buon cibo alla “Baita”: qualità e gentilezza che si rinnovano da oltre sessant’anni. Oggi Gabriella Fittabile e la figlia Elena permettono all'ospite di sentirsi immediatamente a casa propria. L'abilità della signora Gabriella si rivela nelle portate di cibi genuini e tradizionali, ai quali aggiunge un tocco personale caratterizzante.

Il secondo Albergo Ristorante che s'incontra da queste parti è il "Monte Boglelio" (Località Forotondo Tel. 0131.782212 Chiuso: lunedì) www.monteboglelio.it gestito da tempo dalla famiglia Toso. Oggi sono Marisa (in cucina) ed i suoi figli (in sala) ad accogliere chi ha affrontato i boscosi tornanti per gustare piatti dal sapore casalingo che si rifanno ad antiche ricette tramandate di padre in figlio.

Si spazia da specialità di montagna, come funghi e cacciagione, a classici regionali, come agnolotti, bagna cauda, panissa, stoccafisso, salame crudo e gnocchi di patate. Il tutto è condito dal sorriso e dalla cortesia rispettosa e garbata che appartiene al carattere della gente di questi monti. La Baita, a mille metri di altitudine, vive nella natura e nel respiro delle faggete e delle abetaie che la circondano. È il luogo ideale per tranquille vacanze e punto di partenza per piacevoli escursioni sui monti circostanti. Le confortevoli camere (18 camere per 24 posti letto), le sale, il bar, la terrazza unitamente al respiro salubre della pineta completano il confort di quest'albergo.

La sala è composta da una quindicina di tavoli che possono ospitare complessivamente un'ottantina di commensali; l'ambiente è ideale per cerimonie, pranzi di lavoro e per ogni occasione. Sapori ed aromi tradizionali vengono proposti in portate semplici, ma a base di prodotti del territorio e di produzione propria: dal pane alla pasta ripiena, dal coniglio ai polli ed ai salumi, carne bovina e suina proveniente dai pregiati allevamenti della Valle. In stagione è possibile gustare lepre e cinghiale. Su prenotazione selvaggina, funghi e tartufi bianchi e neri. I vini, sono Timorasso, Barbera e Croatina dei Colli Tortonesi. Della struttura fa parte anche l'albergo. Un'ambiente è caldo e confortevole, ideale per un soggiorno sereno e rilassante, in grado di offrire un'ospitalità fatta di spazi e dettagli di raffinata semplicità e di attenzioni speciali per l'ospite. Le dieci camere dell'albergo (con servizi, telefono e tv), sono accoglienti e confortevoli; l'ampio terrazzosolarium invita a riposare e sognare tra il verde e il silenzio delle montagne.

E per finire... si arriva a Caldirola, la parte più alta della Val Curone e unica località sciistica di tutta la provincia, dove è attivo il Bob & Downhill Park Val Curone (Località La Gioia, Tel. 0131.868121 - www.parcovalcurone.it), nuova meta per gli amanti dello sport e dell’avventura. Il Parco offre dei percorsi sportivi attrezzati per i praticanti del Bob e del Downhill a livello agonistico e non; è accessibile sia ai "grandi" che ai "piccini". Le strutture vengono attrezzate sui pre-esistenti impianti da sci, ad una altezza di 1400 metri. Sono inoltre presenti sentieri per il trekking e maneggi.Il Bob & Down-Hill Park è aperto tutto l'anno. Comprende tre piste per la pratica del Downhil (lun-

Sempre nella parte alta della valle, sulla strada che porta a Caldirola, una deviazione sulla sinistra porta all'agriturismo La Fornace (Località Montecapraro, 14 Tel. 0131.78905 - Cell. 349.1710527 www.agriturismolafornace.it Chiuso: mai, prenotazione gradita) azienda a conduzione familiare dove il titolare Davide, e la moglie Loredana, 21


A contatto con una natura vera e incontaminata, dove i colori e i profumi rimandano ai tempi passati opera l' Az. Ag. Allegrina Marco (Via Fumatori 2 - Tel. 0131.786272 Cell. 333.4357920 www.marchei.com). Le produzioni dell'azienda sono: Cece Nero, Patata Quarantina Genovese, Fagiolana Bianca, Ceci e Farina di Ceci e Lenticchie.

ghe più di 1500 metri ciascuna: due per bikers agonisti e una di livello amatoriale per amatori), con risalita garantita da un impianto autonomo funzionante con ogni situazione atmosferica.; una slittovia (della lunghezza di 950 metri) per il Bob estivo ed invernale e una pista tubing.

Dernice A complemento dell'attività agricola vi è il B&B “da Marco ed Elisa” situato nel centro storico dell'antico borgo e ecentemente ristrutturato mantenendo inalterata l’antica architettura. Si compone di 2 camere da letto (una con letto matrimoniale e una singola). A disposizione anche un piccolo angolo cottura per chi desidera cucinare. La colazione con menù a buffet, o all’italiana, può essere servita all’interno di una fresca taverna oppure servita all’ aperto nel giardino davanti alla casa.

Sorge a 49 km dal capoluogo Alessandria, in zona montana (600 metri s.l.m..) e 29 da Tortona, comune capozona. Conta 240 abitanti (dernicesi) e ha una superficie di 18,30 kmq. Il Santo Patrono è San Donnino e la festa patronale si tiene il 9 ottobre. Info Comune: Via Roma, 17 15056 Dernice (AL) Tel. 0131.786261 Insediamento abitato lungo l'antica Via del Sale, strada di importante traffico commerciale tra Genova e la Pianura Padana, ubicato sulle prime montagne dell’Appennino ligure-piemontese che fanno cornice al suo panorama. Grazie alla sua posizione strategica, il nome di Dernice, dal latino “Darnisium”, compariva nelle cronache già a partire dall’anno 869. Il paese, che conserva caratteristiche prettamente medioevali fra le quali una torre daziale, è dominato da una poderosa torre fortificata all’interno di un complesso denominato “castello”. Oggi il “castello” e il suo parco sono proprietà comunale, aperta al pubblico, ed offrono a tutti la possibilità di ammirare un incantevole panorama.

Montacuto Sorge a 51 km dal capoluogo Alessandria in zona montana (525 metri s.l.m..) e 31 da Tortona, comune capozona. Conta 320 abitanti (monteacutesi) e ha una superficie di 23,76 kmq. Il Santo Patrono è San Fermo e la festa patronale si tiene la seconda domenica di agosto. Info Comune: Via Capoluogo, 1 15050 Montacuto (AL) Tel. 0131.785110 www.comune.montacuto.al.it Nel medioevo Montacuto, Brignano e Frascata facevano parte del cosiddetto “Stato Malaspina” ed erano compresi nel diploma dell’Imperatore Federico Barbarossa. La sede del piccolo feudo imperiale affidato alla famiglia De Montacuto prima e Frascarolo (declinatosi successivamente in Frascaroli) poi, ci è documentata almeno dal 1197con il suo capostipite Tedisio da Montacuto, nobile del contado tortonese. I visitatori possono ancora vedere i ruderi delle mura del castello, di pertinenza dei Marchesi Frascaroli, che si ergono sopra un cucuzzolo isolato da cui, probabilmente, deriva la denominazione del borgo e l'oratorio della Madonna dei Campi, del quale si hanno notizie storicamente documentate, risalenti al 5 Settembre 1589. Quest'ultima costruzione deve il proprio valore artistico alla parte decorativa costituita di due cicli di affreschi databili rispettivamente al 1580 e al 1635: il primo evidenzia una serie di figure di Santi tra cui il Santo guerriero provenzale San Bovo, il secondo rappresenta scene di vita della Madonna. Il paese è dominato dal conoide del Monte Giarolo.

Il territorio comunale è a cavallo delle tre Valli: Curone – Borbera – Grue e offre in ogni stagione lo spettacolo di suggestivi paesaggi per agli amanti del verde e agli appassionati di storia.ù La natura, a volte selvaggia, a volte plasmata dal lavoro millenario di generazioni contadine, regna sovrana. Il territorio è ricco di boschi, acque sorgive e forre, ma non mancano i tesori nascosti dell’arte e dell’architettura sotto forma di chiesette, nuclei plasmati da secoli di storia e capolavori dell’Arte povera che contraddistingue la storia dell’Appennino ligure-piemontese e delle sue genti. Dernice è la patria del “Montebore”, il tipico formaggio dalla forma a “castello” la cui origine si perde nella notte dei tempi.

Il territorio delle “Terre del Giarolo” Punto d'incontro di quattro regioni (oltre al Piemonte, la Liguria, la Lombardia e l'Emilia), frequentato ed importante crocevia di antiche strade commerciali, le Valli Borbera, Curone, Grue, Ossona e Spinti si raccolgono idealmente nella vetta del Monte Giarolo (1.473 mt. s.l.m..), l'altura simbolo di questa parte dell'Appennino tortonese. Da questa balconata naturale, nelle giornate limpide, la vista spazia a trecentosessanta gradi, dalle acque del

Dove mangiare, dormire, comprare 22


Mar Ligure fino alla costa savonese (in una annotazione tratta da una carta geogrfica settecentesca redatta dall'Ing. Bergonio, su incarico di Casa Savoia, si legge “da qui si vede il mar”) dai principali rilievi dell'arco alpino, dal Monviso passando per il Monte Rosa, il Resegone fino al Monte Baldo (sul lago di Garda). Per la sua impareggiabile posizione panoramica, il Giarolo appare come il simbolo di un sistema orografico piuttosto articolato che ha nell'Ebro, nel Chiappo e nel Panà le cime più alte (1.700 mt. s.l.m..) e che comprende anche i monti Gropà, Boglelio e Garave (sullo spartiacque con la Lombardia). Suggestivo ventaglio alla città di Tortona, le Valli da qui si dipartono a raggiera, guidate dal corso dei torrenti che le solcano. Dalle sorgenti che si aprono sui suoi fianchi di questi monti sgorgano acque purissime che, scendendo verso la pianura, hanno formato nel tempo i torrenti e le valli omonime: il breve e inquieto Ossona, i più lunghi e movimentati Borbera e Grue e il ricco e generoso Curone, diretto tributario del Po. Di passaggio per la città di Tortona, nell'autunno del 1801, Stendhal descrisse l'emozione provata al cospetto delle prime appendici appenniniche: “La strada è splendida, si hanno quasi sempre le montagne in prospetiva”. Per quanto il lavoro dell'uomo abbia, negli anni, modificato il maestoso paesaggio che destò, allora, l'ammirazione del noto scrittore francese, la dorsale appennica ed il sistema di rilievi dolcie verdeggianti che ad essa fanno corona costituiscono, ancora oggi, l'immagine più rappresentativa di un territorio in cui natura e paesaggio umano si fondono insieme, in una mirabile armonia di forme e di colori. Colline disegnano il percorso delle principali vie di comunicazione; l'ordi-

nato susseguirsi di frutteti e campi coltivati si presenta più come la naturale continuazione della ricca e fertile Pianura Padana, che come parte della complessa catena montana del Basso Piemonte, dove le Alpi cedono progressivamente il passo agli Appennini. I principali ”PAT” (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) riguardanti i territori delle “Terre del Giarolo”: la Ciliegia Bella di Garbagna, le Mele della Val Curone, le Pesche di Volpedo, il Formaggio Montebore, la Mollana della Val Borbera, la “Mela Carla” della Val Borbera, le castagne delle Valli Borbera, Spinti e Grue, la Fagiolana della Val Borbera, la Patata quarantina bianca genovese.


Dal Po al G ia rolo

Le Terre di Fausto e Serse Coppi Questa parte di territorio è conosciuta anche come “Le terre di Fausto Coppi” poiché, proprio a Castellania, vi nacque il “Campionissimo”. Comprende le valli disegnate dai torrenti Grue, Ossona e Scrivia. In queste valli, tra dolci colline ricche di prati, vigneti, frutteti, boschi e calanchi, si possono percorrere diversi itinerari di notevole interesse paesaggistico. L’ambiente incontaminato dove la natura è ancora sovrana, il panorama in costante mutamento attraverso i colori delle stagioni, il profumo dei fiori, dei frutti, del vino, della cucina costituiscono il grande abbraccio che accoglie gli ospiti in questo territorio. La cucina è quella tipica piemontese: agnolotti, bollito misto, polenta e funghi, selvaggina. Quest’ultima, grazie alle caratteristiche ambientali del territorio che favoriscono lo stanziamento di svariate specie di animali selvatici (lepri, pernici, starne, fagiani, volpi, tassi, cinghiali, caprioli), è materia prima di ottimi secondi, ma anche condimento per paste fatte a mano, come le tipiche lasagne o i taglierini (al sugo di cinghiale o di lepre). Le carni rosse o bianche sono accompagnate dagli ottimi vini dei Colli Tortonesi (Barbera, Cortese, Croatina, Freisa Timorasso, ottenuto da un vitigno autoctono, etc.). Estesa è la coltivazione della frutta (pesche in primo luogo, ma anche fragole, ciliegie ed albicocche). Nei fondovalle, presso i corsi d'acqua, si pratica anche l’orticoltura. Molto apprezzate sono le produzioni di Salame nobile del Giarolo, formaggio Montebore, il formaggio cmudò, il miele, le castagnette, i tartufi bianchi e neri, la patata Quarantina, la frutta, in particolare la ciliegia Bella di Garbagna. Questi prodotti si apprezzano nei ristoranti ed agriturismi locali. Fra i dolci da segnalare le crostate e la pasticceria secca. I comuni di Costa Vescovato e Castellania appartengono alla neonata Comunità Montana “Terre del Giarolo”. I luoghi si possono raggiungere facilmente tramite le uscite dei caselli autostradali di Tortona e Serravalle Scrivia (Autostrade A7 Mi-Ge).

tempo altro castello tortonese, il panorama è sconfinato.

Dal lato opposto della Valle del Grue, alla destra del torrente, orientato a nord si trova l'antica cappella di San Ruffino, nella frazione omonima, legata alla figura del Santo che qui visse eremita nel IX secolo. Sulle sue pareti sono murati pregievoli fregi altomedievali. Poco più avanti, sempre dallo stesso lato, si entra nell'appartata Valle Sant’Innocenzo. Qui esisteva la villa romana dei Quinzi (IV sec. D.C.). Secondo una leggenda questo luogo fu una sorta di porto franco per i cristiani durante le persecuzioni. Dove mangiare, dormire, comprare Accanto alla costruzione della vecchia Società Agricola la Trattoria “Da Alfredo” (Piazza Marconi 2, Tel. 0131.884128 - Chiuso: lunedì)

accoglie i buongustai dal lontano 1963. È la classica trattoria della tradizione dall'ambiente semplice, familiare e cordiale: al piano terra si trova il bar mentre, al piano superiore, due luminoste sale (una piccola, l'altra più grande) sono in grado di ospitare un centinaio di coperti. Oggi alla guida del locale c'è Giorgio, che continua la tradizione di famiglia offrendo ai suoi ospiti spunti gastronomici di qualità legati alla tradizione piemontese, ravvivati da incursioni in quella delle confinanti Liguria e Lombardia. La cantina propone il meglio dei vini del tortonese.

Sarezzano Sorge a 27 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (300 metri s.l.m.), e 6 da Tortona, comune capozona. Conta poco più di 1200 abitanti (sarezzanesi) e ha una superficie di 13,79 kmq. Il Santo Patrono è SS. Ruffino e Venanzio e la festa patronale si tiene la seconda domenica di ottobre. Info Comune: Piazza Sarzano, 1 15050 Sarezzano (AL) Tel. 0131.884440 www.comune.sarezzano.al.it

Sulla provinciale che va verso Avolasca si trova l'Az. Gulminetti Maria Carla (Via Cerreto Grue 38, Tel. 0131.884151) La famiglia Gulminetti si dedica alla coltivazione di frutteti e dei vigneti da lunga data, in un ambiente di natura vera e incontaminata, dove i colori e i profumi rimandano di tempi passati.

Comune a cavallo tra la valle del Grue e le colline che degradano verso la pianura. Le case più antiche si stringono ai piedi della collina, dove un tempo sorgeva il castello dei Guidobono Garofoli, feudatari del paese. Ora è dominato dalla chiesa medioevale in stile romanico, già parrocchiale, dove nel 1585 venne rinvenuto, assieme ai resti dei Santi Protettori Ruffino e Venanzio, il “Codex purpureus Sarzanensis”, un evangelario risalente al V-VI secolo, prezioso libro in finissima pergamena sul quale era trascritto in lettere d’oro e d’argento il Vangelo di Giovanni. Da lassù e dalla vicina Montegualdone, un

Da un decennio si dedica anche alla produzione di miele, facendo uso anche di arnie erranti, per cogliere le 24


migliori fioriture stagionali. Ne ottiene un prodotto genuino e di alta qualità. In particolare produce mieli di acacia, di castagno, melata e millefiori. Presso l'azienda è operativo un punto vendita per il commercio diretto di frutta fresca di stagione, in particolare ciliegie, albicocche, pesche, uva.

che rimangono a vista anche durante il pranzo o la cena, qualche pezzo di design o di antiquariato qua e la. La cucina è una rivisitazione della tradizione piemontese e lombarda. La carta dei vini spazia dalla Lombardia alla Sicilia, con una particolare attenzione ai vini del territorio, partendo dalla Val Grue e comprendendo tutto il Piemonte. La cordialità di Pietro, il patron, e della moglie Maria, completano l'offerta. Importante! È la rivendita n. 1 del Birrificio di Montegioco.

L'Az. Ag. Mutti (Frazione San Ruffino 49, Tel. 0131.884119). È ubicata in una zona del tortonese maggiormente vocata alla coltivazione della vite e del pesco. Da quattro generazioni produce e vinifica le uve coltivate nei quattordici ettari di proprietà. Oggi la conduzione è affidata ad Andrea che, accanto ai tradizionali vitigni locali quali Barbera, Cortese e Timorasso (quest’ultimo vero testimone della valorizzazione del territorio), non disdegna qualche escursione tra le uve cosiddette “internazionali” come Cabernet Sauvignon e Sauvignon blanc.

L'Az. Ag. San Ruffino (Fr. San Ruffino, Tel. 0131.814185) è senza dubbio da annoverare tra le nuove realtà entrate a far parte del panorama vitivinicolo del tortonese in qualità di produttore/imbottigliatore. L'azienda si trova in una posizione ottimale. I vigneti, impiantati su terreni particolarmente adatti, producono ottime uve dalle quali si ottengono ottimi vini.

L'azienda, come del resto molte altre della zona, recentemente ha subito importanti trasformazioni grazie al competente apporto di Daniele Mutti che ha deciso il salto di qualità, soprattutto per quanto riguarda l'imbottigliamento e la commercializzazione del prodotto finito. Un dinamismo che ha rivoluzionato il vecchio tran-tran dell'azienda portandola all'antenzione degli amanti del buon vino.

La produzione doc Colli Cortonesi: Timorasso Castagnoli, Barbera Boscobarona, Rosso Rivadestra, Cortese Noceto e Bianco Sull'Aia. La Macelleria Ennio Mutti (Frazione Baracca – Strada Tortona-Garbagna 44, Tel. 0131.884169 - Chiuso: lunedì e mercoledì pomeriggio) è collocata in fondo alla Val Grue, a due passi da Tortona.

Sulle colline di Coppi, a pochi chilometri da Tortona, l'Agriturismo “Montegualdone” (Località Montegualdone, Strada per Cerreto Grue, Tel. 0131 884 173, Cell. 334 9426494 - www.agriturismomontegualdone.com) è tutto ciò che ci vuole per gli amanti della natura e della tranquillità.

Sono passati più di quarant’anni da quando Pierino Mutti, salumaio a domicilio, decise di acquistare una vecchia salumeria e di mettere in pratica la sua esperienza producendo salami per il proprio negozio. Oggi l’attività è condotta da Ennio che continua l’esperienza iniziata dal padre producendo salami per il proprio negozio. Il salame crudo “Nobile del Giarolo” è il fiore all’occhiello dell’azienda. Nel punto vendita si possono trovare inoltre molti prodotti tipici del territorio (Timorasso, Miele di Sarezzano e di Garbagna, Montebore).

Gli ambienti sono pronti ad accogliere l'ospite in una calda atmosfera, offrendogli la possibilità di assaporare i piatti tipici del territorio preparati i prodotti dell'azienda.

La Locanda del Grue (Fr. Palazzina, St. Tortona-Garbagna Tel. 0131.884721 www.locandadelgrue.net Chiuso: martedì) come dice il nome è in Val Grue. Il ristorante è immerso nel verde della Val Grue.

Situato in una posizione invidiabile, Montegualdone era, nei primi secoli del mille, un castello fortificato circondato da mura abitato dai signori del luogo. Nel settecento fu trasformato in una dimora nobiliare. Negli anni novanta è stato finemente ristrutturato. Oggi è una struttura in grado di soddisfare al meglio il gusto e le esigenze di ogni ospite. Per trascorrere un piacevole

L’ambiente è spazioso e accogliente, colori caldi alle pareti, tavoli in legno 25


Montebore, Salame Nobile del Giarolo, Pesche di Volpedo, Ciliegie di Garbagna unitamente a ciò che rispecchia la tradizione contadina del luogo.

week-end all'insegna della quiete e del riposo, ci sono 10 camere con bagno arredate con la massima cura. Montegioco Sorge a 32 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (197 metri s.l.m.), e a km. 11 da Tortona, comune capozona. Conta poco più di 300 abitanti (montegiochesi) e ha una superficie di 5,44 kmq. Il Santo Patrono è San Fortunato e la festa patronale si tiene il 1 giugno. Info Comune: Frazione Palazzo, 20 15050 Montegioco (AL) Tel. 0131.875132 www.comune.montegioco.al.it

Il locale dispone di sala da ballo liscio e piscina. Ampio parcheggio riservato. "La Capanna" (Cascina Capanna 2 Tel. 0131.875278 - Cell. 333.9704075 www.cascinacapanna.it) è un'azienda agricola situata sulle colline tortonesi sulla sponda sinistra del torrente Grue a circa 300 metri s.l.m. La superficie è di circa 120 ha e l'indirizzo è misto: zootecnico, cerealicolo e viticolo.

Nominato per la prima volta in un documento del 1152. Montegioco significa Monticello. Difatti il paesello è sopra un monticello conico colla vetta smozzata. L’ antichità del sito di Montegioco Alto è testimoniata dai cospicui resti di un abside romanica databile al secolo XI. A Montegioco si festeggia San Fortunato perché, secondo una leggenda, una volta si sviluppò un furioso incendio che non potevasi spegnere per mancanza d'acqua: la popolazione pregò San Fortunato e subito scese una pioggia torrenziale che spense il fuoco. Nella parte bassa si può ammirare il castello costruito in stile rinascimentale verso la fine del '600 dalla famiglia Busseti. Recenti restauri l'hanno riportato agli antichi splendori. In località Fonti, fino a qualche anno fa, esisteva una sorgente di acqua sulfurea.

Il fondatore dell'azienda è Igino Bonadeo, grande appassionato di agricoltura, che ha riunificato i terreni della vecchia cascina del nonno e insediato i propri figli Francesco e Lorenzo come titolari. Il fiore all'occhiello dell'azienda è il settore zootecnico. Alla Capanna infatti si allevano circa 400 Suini e 120 bovini con un sistema a ciclo chiuso: gli animali nascono, crescono e vengono macellati direttamente in azienda. L'intera superficie seminativa è impiegata nella coltivazione di foraggi e cereali quali grano, orzo e sorgo che vengono utilizzati per la preparazione di mangimi genuini Ma La Capanna non è solo carne e salumi. Molto sviluppato è infatti il settore viticolo con ben 22 ha di vigneto distribuiti tutt'intorno alla cascina. I vitigni coltivati sono quelli tradizionali della zona dei colli tortonesi come Barbera Dolcetto Cortese e Timorasso.

Dove mangiare, dormire, comprare L'Az. Ag. Cascina Salicetti (Via Cascina Salicetti 2, Tel. 0131.875192 www.cascinasalicetti.it) si trova nella parte alta del paese, immersa nel silenzio e nella tranquillità, su una soleggiata collina che si staglia dalle propaggini preappenniniche del Piemonte orientale. Si sviluppa su una superficie di 42 ettari in corpo unico. Di questi, 15 ettari sono dedicati alla coltura della vite, principale attività aziendale sin dai primi del '900.

Casasco Sorge a 38 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (398 metri s.l.m.), in cima allo spartiacque che lo divide dalla Val Curone, e 16 da Tortona, comune capozona. Conta 150 abitanti (casaschesi) e ha una superficie di 9,0 kmq. Il Santo Patrono è la natività di Maria e la festa patronale si tiene l'8 settembre. Info Comune Via Roma, 1 15050 Casasco (AL) Tel. 0131.87612 www.comune.casasco.al.it

La specializzazione a vigneto è da attribuirsi a Pietro Franzosi che negli ultimi trent'anni ha saputo dare un'importante crescita qualitativa alla cascina. Oggi l'eredità di Pietro è stata felicemente proseguita da Anselmo, enologo, che ha rivolto tutte le sue attenzioni alla viticoltura di qualità, effettuando selezioni in vigna sulle uve più vocate di questa DOC Colli Tortonesi e ristrutturando la cantina con le più moderne tecnologie. In un vasto bosco di roverelle si trova il Ristorante “Fonti dello Zolfo” (Via Fonti 6 - Tel. 0131.875174 Cell. 333.8687292). Dispone di più sale, adattabili secondo il numero dei commensali, in grado su ospitare 140 persone. È l'ideale per battesimi, comunioni e grandi ricevimenti. Locale molto semplice come semplici sono le pietanze. La cucina gestita da Gabriella propone piatti tipici della cucina piemontese: agnolotti, malfatti, risotti, stufati, stracotti, ecc. Il tutto facendo uso dei prodotti della Valli Tortonesi quali

In zona sono stati ritrovati molti ciottoli di fabbricazione romana. Nel muro che rimane della vecchia chiesa è infissa 26


una croce di stile romanico, segno dell’antichità della chiesa. Casasco è parola latina, “casa” con desinenza ligure, reazione del ligure sul latino nella sua decadenza. Oltre all’incantevole paesaggio, grazie alla posizione di Casasco che divide la Val Curone dalla Val Grue, degno di nota è l’Osservatorio Astronomico sito in località Case Simone, già meta di numerose scolaresche anche di altre Regioni.

del podere da quattro generazioni, cucina piatti tipici locali, basandosi su ricette lasciate in eredità dai bisnonni e utilizzando prevalentemente i prodotti genuini dell'azienda stessa.

Garbagna Sorge a 44 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (287 metri s.l.m.), ai piedi delle colline che fanno da spartiacque con la Val Borbera, e 21 da Tortona, comune capozona. Conta poco più di 700 abitanti (garbagnoli) e ha una superficie di 20,70 kmq. Il Santo Patrono è San Giovanni Battista Decollato e la festa patronale si tiene il 29 Agosto. Info Comune: Piazza della Chiesa, 4 15050 Garbagna (AL) Tel. 0131.877645 www.comune.garbagna.al.it

Nella vecchia casa colonica sono state allestite sei camere, ognuna con bagno privato, tutte arredate con caldi mobili di noce, dove è possibile rivivere con semplicità l'atmosfera tradizionale della casa di campagna. A disposizione degli ospiti anche una piscina di mt. 14x6 e mountain bikes da utilizzare nei numerosi sentieri che si snodano attraverso i boschi immediatamente a ridosso della struttura. L’allevamento delle api e la produzione di miele sono le grandi passioni di Elda e Ugo Gentile (Via Roma 59b, Tel. 0131 877604).

Provenendo da Tortona e risalendo la Val Grue, si incontra Garbagna, piccolo paese che conserva ritmi ed atmosfera di una civiltà contadina evolutasi nel rispetto delle antiche tradizioni. Secondo alcune ipotesi le origini di Garbagna risalirebbero al Basso Medioevo. Il paese, sorto intorno al suo Castello, costruito in funzione antibarbarica. La storia e le vicissitudini politiche, che si sono susseguite nei secoli, hanno lasciato segni evidenti della presenza ligure dei Fieschi e dei Doria nelle costruzioni, nell’urbanistica, negli usi, nei costumi e nel linguaggio del paese. L’offerta turistica di Garbagna si fonda sulla bellezza del paesaggio, la tranquillità e la salubrità dell’aria. In primavera le fioriture dei ciliegi e delle ginestre che creano nuvole di colore nel verde. La vasta rete strade rurali fra verdi boschi di castagno e campi coltivati rende agevoli le passeggiate (a piedi o in bicicletta). La gita al Santuario della Madonna del Lago è una camminata per tutti. Nel centro storico, urbanisticamente pregevole, si possono ammirare la piazza Doria dai secolari ippocastani raccolti intorno all’antica fontana, la

In un ambiente collinare privo di inquinamento atmosferico industriale, lontano dalla grande viabilità e favorito dalla presenza delle migliori piante nettarifere, raccolgono il frutto del lavoro di migliaia di api, depositato nelle arnie erranti, e lo trasformato nel loro piccolo laboratorio ottenendo un miele veramente selezionato. Da qui, con il marchio “Miele di Garbagna” escono prelibati mieli di ciliegio, di tiglio, di castagno e millefiori di acacia. Altri prodotti: miele in favo, rimedio utile contro bronchiti e raffreddori, miele di melata, polline e propoli. L'Az. Ag. Pisacco Aldo (Loc. Ca’ dei Bianchi - Tel. 0131.877694 Cell. 338 4392377) è una delle aziende di qualità di questo territorio. L’attività spazia dall’allevamento di bovini di razza piemontese (con pascolo in alpeggio in alta valle) alla coltivazione di patate quarantine passando attraverso le ciliegie. La produzione di quest’ultime ha mantenuto viva la tradizione, sia sul campo sia nella trasformazione, di un’attività secolare che era ormai rimasta solo una tradizione casalinga. Massimo Pisacco, segue con passione la strada percorsa dal padre Aldo, un contadino di quelli di una volta, la cui vita è segnata dalla luce e dalle stagioni.

Chiesa di San Rocco con affreschi del Carlone, il Palazzo Doria, la Chiesa parrocchiale (1703) con la Madonna lignea ed un crocefisso del Maragliano ed un pregevole organo del 1600, la torre campanaria di stile romanico(sec XIV). La torre con i resti delle mura (sec IX) che domina sul paese. Sulle colline il Santuario Madonna del Lago (sec XIV). Dove mangiare, dormire, comprare L’Agriturismo Casa Castellini (Fraz. Ca’ Castellini - Tel. 0131.877878 www.casacastellini.it - Aperto:gio., ven., sab. e dom. solo su prenotazione) è ubicato in una valle laterale dove scorre un piccolo affluente del torrente Grue, a circa due chilometri da Garbagna, immerso nel verde riposante delle colline di questa terra. La cucina si basa sulla tradizione e l’utilizzo di prodotti coltivati in azienda. È a tavola che l'ospite riceve il meglio. Infatti, la famiglia Semino, proprietaria

Dalle centinaia di piante della proprietà sono prodotte la Bella di Garbagna e il Grigione (o Graffione) di Garbagna, frutti ideali per produrre ciliegie sotto 27


disponibile anche per cene aziendali e congressuali e feste private.

spirito e sotto grappa, sciroppate, in agrodolce e i Boeri. “La Ciliegia Bella di Garbagna” fa parte dei PAT (elenco dei Prodotti Agro-alimentari Tradizionali della Regione Piemonte) ed è Presidio Slow Food. Avolasca Sorge a 36 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (425 metri s.l.m.), e 16 da Tortona, comune capozona. Conta circa 300 abitanti (avolaschesi) e ha una superficie di 12,90 kmq. Il Santo Patrono è San Nicola di Bari e la festa patronale si tiene il 6 dicembre. Info Comune: Via del Municipio, 4 15050 Avolasca (AL) Tel. 0131.876502 www.comune.avolasca.al.it

Si organizzano varie serate a tema a prezzo fisso. I punti di forza della Locanda sono la qualità dei prodotti utilizzati nella preparazione dei piatti, unitamente all’ampia scelta di vini nazionali e vini pregiati del territorio disponibili per ogni accostamento. Villaromagnano

La “domus culta”, cioè il fondo coltivato ad economia, di Avolasca è citata, fin dal sec. IX, come compresa nella Corte di Casasco, mentre sembra risalire ad un periodo compreso tra il 972 e il 978 la costruzione della prima chiesa nel castello da cui i “de Avolasca” dominavano la Val Grue. La bellezza del paesaggio e l’aria salubre della zona sono un ottimo incentivo per fare passeggiate che si snodano tra sentieri immersi nel verde e in primavere fra alberi fiorirti. Per i più sportivi, strade di campagna che uniscono il paese con quelli limitrofi da percorrere in mountain bike. Da vedere la Parrocchia S. Nicola da Bari sita nel capoluogo eretta nel 972: sulla volta e lungo le pareti si alternano affreschi pregevoli ed il coro ligneo dell’800 è di particolare valore, la Parrocchia SS. Pietro e Paolo sita nella frazione Palenzona (da qui si gode una bellissima visuale sull’intera vallata). Posta su di un colle è anche chiesa dei Bersaglieri e “Tempio Nazionale del ricordo” in memoria dei caduti delle guerre mondiali.

Sorge a 27 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (170 metri s.l.m.), e 7 da Tortona, comune capozona. Conta 760 abitanti (villettesi) e ha una superficie di 6,10 kmq. Il Santo Patrono è San Michele Arcangelo e la festa patronale si tiene il 29 settembre. Info Comune Piazza XXV Aprile, 1 15050 Villaromagnano (AL) Tel. 0131.892132 www.comune.villaromagnano.al.it Villaromagnano si trova ai piedi di due colline; si sviluppa con pianta radiale all’incrocio di due strade. Prende il nome da Villa Romaniani, nome che indicava un quadrilatero di case, addensate intorno al cortiletto centrale, dove sorgeva una una torre. L’origine di questo centro risale all’epoca imperiale romana, come evidenziano i numerosi ritrovamenti archeologici nella zona circostante.

Cerreto Grue Sorge a 31 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (251 metri s.l.m.), e 11 da Tortona, comune capozona. Conta circa 337 abitanti (cerretesi) e ha una superficie di 4,78 kmq. Il Santo Patrono è San Giorgio e la festa patronale si tiene il 23 aprile. Info Comune: Via Roma, 11 15050 Cerreto Grue (AL) Tel. 0131.883175 www.comune.cerretogrue.al.it

Il territorio, immerso nel verde collinare, è meta ideale di villeggiatura per gli amanti del relax e del contatto con la natura. Vi è ampia possibilità di passeggiare sia piedi che in bicicletta grazie ad una rete di strade rurali e sentieri. In particolare è presente una pista ciclabile che parte da Carbonara Scrivia e arriva a Costa Vescovato. Al centro del paese si trova la Chiesa Parrocchiale, risalente alla fine del '700 con all’interno numerosi affreschi mentre il località Fonti si trova il Santuario della Madonna della Fonte, anch'esso della fine del settecento.

Il suo nome si potrebbe tradurre come paese dei cerri per Cerreto a cui si aggiunge il nome del torrente Grue che deriva forse dalla parola “col uber”, serpente, perché scorre a guisa di serpente nella valle sottostante il paese. Con ogni probabilità il paese affonda le sue radici nell’epoca romana, come prova anche la parte più antica del paese che ha pianta quadrata e i tanti ritrovamenti di monete e oggetti. Meritano una visita la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio, in stile barocco, e la sala consiliare, ricavata in un'ala dell'antico castello dei conti Busseti e con un bel camino d'epoca.

Dove mangiare, dormire, comprare

Dove mangiare, dormire, comprare Il Ristorante “Locanda della Pesa” (Via Starà 2, Tel. 0131.883303 www.locandadellapesa.it Chiuso: martedì), con il suo ambiente intimo e raffinato, offre ai suoi ospiti un ottima cucina della tradizione dei colli tortonesi, unitamente ad una selezione dei migliori piatti della cucina italiana. Gli ambienti della Locanda della Pesa sono molto accoglienti ed ogni particolare contribuisce a creare la giusta atmosfera desiderata, Il ristorante È

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Nicoletta Calandra è la titolare della Cantina con Agriturismo “La Villetta” (Via Roma 8, Tel. 0131.812082 www.cantinalavilletta.it). Si tratta di un'azienda agricola di circa 30 ettari,


sulle colline tortonesi, dove in 6 ettari di vigna si vinificano solo uve di proprietà: Barbera, Dolcetto, Croatina, Freisa, Merlot e Timorasso. L’attività è completata dall’Agriturismo, che offre una ristorazione tradizionale con propri prodotti (aperto solo nei fine settimana su prenotazione) e dallo spaccio aziendale “La Salameria” (Loc. Cascina Giambolino Tel. 0131.893450 Cell. 339 1054675 - Aperto ven e sab: 8,30 - 12,30 e 15,30 - 19,30). Qui vi è la possibilità degustare e/o acquistare le produzioni dell’Az. Ag. La Villetta: vini doc, carni bovine e suine, salumi, ortaggi e frutta di stagione. Si tratta di prodotti che rispondono alle richieste dei consumatori, sempre più attenti nelle scelte alimentari indirizzate alla ricerca di cibi sani e naturali.

Appena fuori dell'abitato di Villaromagnano si trova il Ristorante Pizzeria Birreria “Il Mulino” (Str. per Carbonara Scrivia - Tel. 0131.892765 www.birreriamulino.com - Chiuso: lunedì). Èstato realizzato più di una ventina di anni or sono, ristrutturando un mulino dismesso di cui sono stati utilizzati alcune parti in legno, per il piacevole arredamento interno.

La cucina è il regno di Sabrina, Susy e Marina dove preparano in maniera impeccabile antipasti, primi, secondi e dolci, per chi sceglie una cena al completo, ma anche panini, stuzzichini e bruschette di vario genere per uno snack veloce. Numerosissime sono le varietà di pizza, rigorosamente in forno a legna, che il pizzaiolo Antonio, "Mastro" per gli amici, e Stefano, suo discepolo, preparano con grande abilità, così come una buonissima farinata e l'ottima focaccia di Recco. Salvatore e Roberto, che si alternano alle spine, sapranno consigliare la birra che fa per voi. È uno dei principali punti d’incontro dei giovani della valle. È aperto sia a mezzogiorno sia alla sera.

gliente con mobili nuovi e della nonna con quadri, dipinti e disegni di amici che le creano una atmosfera calda familiare. È il luogo ideale per un riposo rilassante, vacanze a contatto con la natura adatto anche per famiglie o gruppi di amici, viaggi di lavoro. Le camere hanno il bagno privato. Collegamento internet a disposizione. La struttura è aperta tutto l'anno tranne nel periodo di luglio. Costa Vescovato Si trova a 34 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (305 metri s.l.m.), e 14 da Tortona, comune capozona. Conta 350 abitanti (costaioli) e ha una superficie di 7,80 kmq. Il Santo Patrono è San Martino e la festa patronale si tiene l'11 novembre. Info Comune: Piazza Aldo Moro, 1 15050 Costa Vescovato (AL) Tel. 0131.838128 I primi abitanti del comune furono le popolazioni celtiche, dal nome “Montale Celli”, monte dei celti. Nell’anno 1000, il paese si trovò a far parte della signoria temporale del Vescovato che raggruppava 15 paesi della zona. Testi storici documentano la presenza di una “madia delle streghe” sulla altura Castiglione dove furono bruciate 3 streghe per ordine del vicario del Vescovo. Il territorio è composito. A colline di vigneti si alternano pascoli, maestosi calanchi (da cui un tempo si estraevano zolfo, cristalli di gesso e lignite) ma anche promontori appenninici a boschi cedui. Il paesaggio si presta a passeggiate a piedi, in bicicletta o a cavallo. In zona passa anche il percorso ciclo-turistico attrezzato Fausto Coppi che attraversando più volte il Torrente Ossona mediante caratteristici ponti in legno ad arco, si inerpica per 10 km tra vigneti e boschi dove vivono animali selvatici Interesse destano la Parrocchiale di Santa Maria Assunta in Montale Celli, risalente al 500 a.c., la chiesa di San Sebastiano e San Fabiano, il centro storico di Montale Celli e le sorgenti dell’Ossona con le cascate naturali in roccia arenacea. Dove mangiare, dormire, comprare

Azienda Agricola Luigi Michele Boveri (Fr. Montale Celli - Via XX Settembre 6 Tel. 0131.83816) è l'erede di una famiglia di vignaioli che da generazioni proIl B & B “Villa Romaniani” duce vini di spiccata personalità con (Viale G. Marconi 4 - Tel. 0131.892833, uve provenienti esclusivamente da viCell. 349.8360787) si trova ad est del gneti di proprietà. Subentrato al padre, paese, nella circonvallazion,e di fronte nel lontano 1992, Luigi ha deciso di vialle vigne di Barbera e Cortese, al dolce nificare i propri vini e commercializzarli levar del sole... in una zona silenziosa in bottiglia. Per far fronte alle nuove rotta solo dai suoni dell'attività campaesigenze, è stata costruita una nuova gnola. cantina ed acquistati nuovi macchinari per migliorare sempre più la qualità senza però abbandonare l'attenta e mirata tecnica di vigna, rispettando le antiche tradizioni territoriali, consapevole del fatto che un buon vino nasce principalmente dal lavoro tra i filari. Nei 15 ettari vitati, alcuni dei quali piantati più di 70 anni fa, sono prodotte uve Barbera, Cortese, Croatina, Timorasso. I vini sono ottenuti dai vigneti omonimi e tutti vinificati in purezza sfruttando per ogni tipologia le migliori caratteriLa casa bifamigliare e di recente costiche pedoclimatiche e morfologiche struzione semplice e solida, acco29 delle singole vigne. L’elevata qualità


Santo Patrono è San Biagio e la festa patronale si tiene il 3 febbraio. Info Comune: Piazza Municipio, 2 15051 Castellania (AL) Tel. 0131.837127 www.comune.castellania.al.it

della produzione, molto apprezzata sia in Italia sia all’estero, pone l’azienda tra le migliori del territorio. L'Az. Ag. Andrea Tirelli (Frazione Montale Celli Via XX Settembre 4, Tel. 0131.838172) è una piccola realtà a gestione familiare, che solo recentemente si è inserita nel mercato imbottigliando e vendendo vini di propria produzione. Entusiasmo e passione sono i cardini intorno ai quali ruota l’impegno di Andrea per produrre vini naturali di qualità. I suoi vigneti sono coltivati con le uve più diffusedella zona: barbera, cortese, dolcetto e timorasso. I vini prodotti sono dotati di buona personalità e rappresentano riuscite espressioni del territorio.

Castellania è il tipico paese della collina tortonese che domina le valli dall'alto. È circondato da una campagna fertile. Per quanto riguarda la storia restano due torri medioevali alla Fraz. Sant'Alosio che facevano parte del Castello dei Rampini. Spettacolare è la vista che si ammira da lassù sull'immensa pianura Tortonese, Novese, Alessandrina che si stacca dai colli circostanti e si allarga perdendosi verso la grande catena delle Alpi. Gli amanti della natura hanno a loro disposizione percorsi sterrati per camminate a piedi o in mountain-bike che dalla loc. Buffalora alla Fraz. S. Vito di Garbagna passano per prati, boschi e calanchi con viste panoramiche verso le Valli Grue e Ossona. Castellania è meta di tanti sportivi che qui vengono a visitare il Mausoleo dedicato ai Fausto Coppi.

Da alcuni mesi è attiva anche una foresteria per merende e degustazioni, momenti conviviali con amici. La Cooperativa Valli Unite (Cascina Montesoro - Tel. 0131.838100 www.valliunite.com) è composta da giovani contadini che dal 1981 lavorano la terra a tempo pieno, operando secondo un metodo razionale che segue e rispetta il “ciclo biologico” della natura. Una storia antica come le loro quattro famiglie, il vino, una forma nuova di lavorare insieme, la cooperativa, la possibilità e voglia costante di innovare nel rispetto della contadinità e di un economia sostenibile per tutti. Così nascono il vino di Ottavio, i salumi di Cesare, la carne di Enrico, la cucina di Carla, i formaggi di Letizia, l’ospitalità di Antonella.

Qui dal 2 gennaio 1960 riposano le spoglie dell'indimenticato “Campionissimo” e di suo fratello Serse. Visite suggerite:casa natale di Fausto e Serse Coppi adibita a museo; centro documentazione e le già citateTorri Medioevali di Sant'Alosio. Carezzano Si trova a 31 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (300 metri s.l.m.), e 11 da Tortona, comune capozona. Conta 440 abitanti (carezzanesi) e ha una superficie di 10,31 kmq. Il Santo Patrono è Sant'Eusebio e la festa patronale si tiene la prima domenica di agosto. Info Comune: Piazza Municipio, 1 15051 Carezzano (AL) Tel. 0131.839901 www.comune.carezzano.al.it La località è costituita da due centri principali: Carezzano Maggiore, sede comunale e Carezzano Superiore. Il toponimo deriva da “carisianum”, dal latino “carisius”, mentre nel dialetto ligure “carsan” significa zona di montagna. Nella seconda metà del XIV secolo, Carezzano Maggiore divenne capoluogo del Vescovado, esteso territorio su cui la Signoria dei Vescovi di Tortona esercitava la sua giurisdizione temporale: vi risiedeva, infatti, il Vicario Temporale. La residenza del Vicario, dalla seconda metà del XII secolo fino al 1784 fu il Palazzo Vescovile, interessante edificio dove ancor oggi si ammirano le linee dove avevano sede gli uffici del governo del Vescovado comprendenti le cancellerie e la sala della udienze del tribunale, l’ufficio delle riscossioni, delle penalità e dei bandi. Nelle cantine del palazzo, vi erano anguste prigioni e, a lato, la residenza dei soldati e dei custodi delle carceri. Su di un poggio sopra Carezzano, detto Poggio del Castiglione, o Bricco delle Streghe, vi era il luogo del supplizio dove i condannati venivano giustiziati, come capitò a tre donne del Vescovado che il 5 luglio 1520 furono condannate al rogo perché

Insieme a loro anche altri si sono aggiunti nel tempo, condividendo stile, ideali, metodi, nella ricerca del mondo migliore possibile. Vite contadine nell’oggi, ma anche nel domani. I principali prodotti commercializzati sono: vino, carne, salumi, cereali e farine. La produzione avviene seguendo schemi e norme di agricoltura biologica in conformità alle normative dell’associazione italiana per l’agricoltura biologica A.I.A.B. Tutti i prodotti (vini, carni, farine, cereali, latticini), unitamente ad altri provenienti sempre dal circuito dell'agricoltura biologica o del commercio equo e solidale, vengono utilizzati nel agriturismo e venduti nello spaccio aziendale aperto venerdì pomeriggio (15.30 - 19.30) , sabato (9.00 - 12.00 e 15.30-19.00) e domenica (10.00 - 12.00 e 15.00 - 18.00). Castellania Si trova a 34 chilometri a est dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (400 metri s.l.m.), e 14 da Tortona, comune capozona. Conta poco meno di 100 abitanti (castellanesi) e ha una superficie di 7,69 kmq per una densità abitativa di 11,1 abitanti per kmq. Il 30


ritenute streghe.

nare poco prima dell'abitato. L' azienda agricola vanta una superficie di circa 15,00 ettari di terreno coltivato a prato, vigneto e colture estensive.

Dove mangiare, dormire, comprare Il Salumificio Pernigotti (Via Villalvernia 8, - Tel. 0131.839373 www.salumipernigotti.it) agli albori del secolo scorso era una semplice salumeria che vendeva i propri salami prodotti artigianalmente in piccole quantità.

L’agriturismo è ubicato nella vecchia cascina della quale si trovano tracce già in alcune stampe topografiche del seicento. Un accurato recupero ha trasformata in un accogliente e piacevole ambiente. La cucina è curata direttamente da Susanna Ravazzi, proprietaria della struttura, rispettando le tradizioni culinarie di questo territorio e facendo uso solo di prodotti provenienti da coltivazioni e allevamenti propri. Per gli ospiti sono disponibili tre camere con bagno annesso e piscina.

Da allora alla guida dell'azienda si sono date il cambio ben 4 generazioni: al fondatore Francesco sono subentrati Franco e Carlo Pernigotti. Grazie a loro, l'originale piccolo laboratorio artiginale, puntando sulla qualità della materia prima e sull’esperienza centennale, ha iniziato ad accrescere la propria fama con una serie di prodotti che hanno conquistato i favori di una sempre più vasta clientela. La produzione spazia dai tradizionali salami crudi legati a mano al pregiatissimo prosciutto cotto, dal lonza e lardo al manzo affumicato, dalle pancette al lardo per terminare con il salame cotto. Tutto quanto viene prodotto con l’utilizzo di suini esclusivamente nazionali, senza aggiunta di polvere di latte, destrosio e lattosio.

La realtà aziendale del Caseificio Formaggi Sopraffini di Luca Montaldo Via del Convento, 12 Tel. 0131.83343 - Cell. 340.9040023 www.vincenzodemaria.it) è quella di un piccolo caseificio che si propone l'obiettivo di dimostrare come sia possibile vivere tranquillamente con una piccola attività ottenendo il massimo della qualità e del rendimento.

Cascina Diavolo dei Boschi (Via Sant'Agata, Tel. 0131.837407 www.cascinadiavolodeiboschi.it) nasce dal desiderio di ritrovare spazi, tempi e pratiche antiche e sane, legate alla natura e all’agricultura per offrire alle persone ed agli animali un’oasi di pace e rispetto. Oggi, Luca Montaldo, seguendo le orme lasciate sa suo suocero, l'indimenticabile Vincenzo, ripropone la stessa filosofia di produzione che gli ha lasciato: quella del caseificio di fattoria. Da lui ha imparato l’arte e con la stessa grande passione e competenza realizza eccellenti formaggi. Ovini o vaccini, vere perle casearie: robiole aromatizzate alla grappa, tome affinate sotto la cenere e formaggi ricoperti da c’era d’api. La vendita principale è diretta ai migliori ristoranti della zona, senza ovviamente trascurare quella al dettaglio.

All’interno di questa proprietà ha sede il “The World of The Horse: il Centro Internazionale di Studio e Benessere per i Cavalli e le Persone” che nasce nel febbraio del 2001 grazie alla vitalità e caparbietà della sua ideatrice nonché coordinatrice Susanna Li Mandri.

A circa metà strada tra l'abitato di Carezzano Maggiore e quello di Carezzano Superiore, deviando a destra, si arriva dopo un centinaio di metri all' Az. Ag. Ridella Maria Sandra (Frazione Perleto, Vicolo Cavour 2, Tel. 0131.839325 - Cell. 338.5812734). È situata a mezza collina, immersa tra vigneti e alberi da frutto.

Queste due realtà affiancate offrono prodotti della terra naturali, e percorsi didattici, di relax e di scoperta di se stessi (orto, vino, legna da ardere, pascoli e pensione cavalli, fattoria didattica riconosciuta dalla regione Piemonte).

L'azienda a indirizzo viticolo produce artigianalmente, imbottiglia vende direttamente la propria produzione di vini. I vigneti sono coltivati seguendo metodi di lotta integrata dei parassiti, nel rispetto dell'ambiente e del prodotto. Negli ultimi anni ha raggiunto

L’ Agriturismo Cascina Giovanola (Strada dei Boschi 8, Tel. 0131.839416 www.cascinagiovanola.com Aperto: da giovedì a domenica) è situato sul panoramico altopiano colli31


Dal Po al Giarolo attraverso la Bassa Valle Scrivia, il Tortonese, le “Terre del Giarolo�

Sezione Valle Scrivia, Val Borbera e dintorni


A cura di Romeo Ferretti per conto della Six Communications di Antonio Morabito. Impaginazione di Matteo Ferretti (www.matteoferretti.it)

Si ringraziano tutte le aziende che, grazie sensibilità dimostrata verso la valorizzazione del territorio dove vivono e operano, hanno permesso con il loro contributo la realizzazione di questo promoredazionale. Un ringraziamento particolare è rivolto a: Strada del Vino Colli Tortonesi, Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, Assessorato Turismo e Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte , Assessorato Turismo e Promozione prodotti tipici della Provincia di Alessandria , A.T.L. Alexala, Asperia, Azienda Speciale C.C.I.A.A. di Alessandria, Comunità Montana “Terre del Giarolo”, Comuni e l'Associazione Albergatori e Ristoratori Insieme Valli Curone, Grue, Ossona e Borbera per la fattiva collaborazione. Un grazie particolare per le immagini messe a disposizione dal fotografo Nevio Doz.

Sezione Bassa Valle Scrivia, Tortonese, Val Curone e dintorni


hanno ottenuto la certificazione del “Marchio prodotti di qualità – Terre Alessandrine” che contraddistingue tutte le produzioni ottenute con metodologie biologiche ed ecocompatibili.

una buona diversificazione puntando molto sulla valorizzazione del “terroir” e sui vitigni locali che danno origine a vini, sia rossi sia bianchi, quali Nibiò, Muscatè e i classici Croatina e Barbera. L’ Az. Ag. “La Morella” (Strada del Convento 1, Tel. 0131.839105, 0131.839199 - Cell. 333.6626078 www.ac-ferrettienio.com) si è formata grazie all’amore del proprietario, Enio Ferretti, per la sua terra e il suo territorio, rinforzato dall’amore per la natura, ricetta che ha portato alla volontà di produrre con metodi biologici, sotto la stretta vigilanza dell’Organismo di Controllo Codex.

I vini prodotti (tutti Doc Colli tortonesi) sono Barbera, Barbera Superiore, Chiaretto, Dolcetto e Cortese. L’Osteria del Poeta Pescatore (Via V Martiri 23, Tel. 0131.830100 www.osteriadelpoetapescatore.it Chiuso: domenica sera e lunedì) è ambientata in quello che furono il teatro e il salone liberty delle feste della vecchia S.O.M.S. del paese. L’Azienda (biologica dal 1985) si è specializzata nella produzione di vino (vitigni autoctoni dei Colli Tortonesi), non tralasciando erba medica e frumento (seguendo anche per esse il metodo biodinamico), destinati parte alla vendita e parte al nutrimento degli animali presenti in fattoria. C’è anche la possibilità di pernottare in Azienda in camere in stile rurale all’interno di un vecchio cascinale ristrutturato e reinventato come bed & breakfast.

La cucina di Federico si esprime in piatti dalla forma e dai colori delicatissimi. L'elemento primario rimane inalterato, ma il risultato finale, nei sapienti accostamenti selezionati con grande cura, suggerisce sensazioni delicate e nello stesso tempo marcate e decise. Sempre alla ricerca di nuovi prodotti elaborati con grande maestria, Federico riesce a soddisfare anche i palati piu' esigenti. La preparazione di ricette della tradizione locale è accuratissima. Il pesce nazionale è sempre freschissimo. Gli ingredienti sono naturali e genuini. L'ambiente piacevole, l'affresco, antico ma attuale, il territorio, la cortesia, la splendida cucina, la cantina, tutto per il massimo confort dei commensali. A sorpresa, si tengono serate musicali.

Paderna Si trova a 31 chilometri a est dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (300 metri s.l.m.), e 11 da Tortona, comune capozona. Conta 240 abitanti (carezzanesi) e ha una superficie di 4,22 kmq. Il Santo Patrono è San Giorgio e la festa patronale si tiene il 23 aprile. Info Comune: Piazza Castello, 2 15050 Paderna (AL) Tel. 0131.830128 www.comune.paderna.al.it Paderna si trova sui primi contrafforti del Preappennino Ligure. La fondazione del paese è attribuita, prima dell’anno Mille, a contadini tortonesi. Il toponimo deriva da paterna, da interpretare come “fondi ereditati dal padre” oppure come “villa paterna”. Da vedere nei dintorni ciò che rimane della la Pieve di Vezzano con l'antico campanile; in paese invece, nel punto più alto dell’abitato, si trova la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio di cui parla già nel 1003. Al suo interno sono da segnalare la statua equestre di San Giorgio, scolpita in un unico tronco di legno, e portata qui dagli Spinola fra il Seicento e Settecento, e la statua della Madonna. La struttura attuale è a tre navate (quelle laterali, più piccole, furono aggiunte tra il Duecento e il Trecento). La strada che scende da Paderna verso Spineto offre una bella vista panoramica della pianura di Tortona.

Spineto Scrivia Si trova a 28 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (260 metri s.l.m.), e 8 da Tortona, comune capozona. Conta 350 abitanti (spinettesi) e ha una superficie di 4,12 kmq. Il Santo Patrono è San Giacomo e la festa patronale si tiene il 25 luglio. Info Comune: Piazza IV novembre, 1 15050 Spineto Scrivia (AL) Tel. 0131.892136 www.comune.spinetoscrivia.al.it Il nome di Spineto deriva dal colle coperto di spine sul quale si cominciò a costruire il paese. Il nucleo centrale del paese denominato Castello in quanto mantiene la pianta quadrata dell’antica fortificazione. Alla frazione Marianna esiste un’antica costruzione nata come fortilizio intorno al 1198 e trasformata nei secoli come convento per frati mendicanti ed ora adibita a casa privata. Degno di menzione è l’antico Oratorio risalente al 1576 circa. Pregevoli i resti dell’antico Castello costruito intorno al 1300, tutto circondato da un fossato di cui oggi nulla è rimasto se non qualche segno di nobiltà architettonica.

Dove mangiare, dormire, comprare La famiglia Leopardi opera nel settore da ben quattro generazioni. L'Az. Ag. Lionello Leopardi (Via V Martiri 20, - Tel. 0131.839187) non è grande, ma i vini che produce sono all’altezza della miglior tradizione vitivinicola. Un’opera continua, fatta di passione, rispetto della natura, esperienza e moderne attrezzature per poter garantire sempre ottimi risultati da proporre al consumatore. Risultati attestati anno dopo anno, i principali vini prodotti

Dove mangiare, dormire, comprare 34


Il B & B Cascina Marianna (Fraz. Marianna - Cell. 335.6129199 www.cascinamarianna.it) ai piedi della collina sopra una piccola lingua che si precipita nel Margarotto (piccolo rivo). Immersa nella natura di un bosco naturale, può essere la partenza di passeggiate, anche in mountain bike, tra le colline dei colli tortonesi dove si può godere di pace, tranquillità e panorami mozzafiato su boschi e vigneti e le colture della zona che in tutte le stagioni dell' anno appaiono sempre nuove e ricche di suggestione.

Questo ha permesso all'azienda una continua evoluzione sia dal punto di vista qualitativo sia di immagine, come attesta l'ampia gamma di prodotti in catalogo.

Questa spazia da quelli aromatizzati con frutti e bacche a quelli bianchi e rossi, dagli aceti derivati da agricoltura biologica a quelli speciali derivati da vini speciali. Completano la gamma della produzione le creme gastronomiche. La Locanda Malpassuti (Via Amedeo Cantù 11 Tel. 0131.892643 - Chiuso: lunedì www.malpassutiguest.it)

In questi luoghi si possono passare vacanze, pause di lavoro o semplici gite domenicali all'insegna del relax con la possibilità di gustare le specialità gastronomiche del territorio. Le camere per il pernottamento sono arredate con gusto e raffinatezza e rievocano il vecchio stile contadino che ìmpera in luoghi così ricchi di storia e cultura. Carbonara Scrivia Si trova a 26 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (177 metri s.l.m.), e 6 da Tortona, comune capozona. Conta circa 1000 abitanti (Carboranesi) e ha una superficie di 5,00 kmq. Il Santo Patrono è San Rocco e la festa patronale si tiene il 16 agosto. Info Comune: Piazza Monsignor Goggi, 1 15050 Carbonara Scrivia (AL) Tel. 0131.892122 www.comune.carbonarascrivia.al.it

è ospitata in un'antica casa padronale risalente alla fine del '700 situata nel centro storico del piccolo borgo, a pochi passi dalla splendida rocca duecentesca. Carlo e Marinella Marenzana, storici proprietari della casa natale che fu del poeta Vittorio Malpassuti, trasferiscono in arte culinaria il sapore leggero delle sue poesie che ancora oggi si possono leggere appese alle pareti delle sale. Immersa nello splendido giardino di piante secolari, il ristorante offre la possibilità di degustare le creazioni dello chef nella veranda esterna durante il periodo estivo, o farsi coccolare dal tepore dei caminetti nelle salette del ristorante durante le stagioni più fredde. Ampio spazio é dedicato ai prodotti e ai vini del territorio, oltre ad un’accurata selezione di etichette italiane ed internazionali. La struttura offre anche la possibilità di pernottamento presso il Malpassuti Resort, un raffinato B&B dotato di tutti i comforts, circondato da mura che ne proteggono quiete e relax. L'affabilità, unita alla professionalità e alla gentilezza di Carlo, Marinella e la figlia Arianna, vi faranno sentire come ospiti a casa di amici.

La topografia antica del paese è comune a molti piccoli centri nati in epoca preromana e sviluppatisi durante il Medioevo, quando fu feudo di molte nobili famiglie. Il nome del paese, che appare per la prima volta nel 1157 in un diploma di Federico Barbarossa, sembra derivare dal nome della regione su cui venne edificato (detta Carbonara) poiché zona di produzione del Carbone. Il territorio offre la possibilità di ammirare splendidi paesaggi collinari.

Villalvernia Si trova a 27 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (193 metri s.l.m.) e 7 da Tortona, comune capozona. Conta circa 1000 abitanti (villalverniesi) e ha una superficie di 4,63 kmq. Il Santo Patrono è la Madonna del Rosario e la festa patronale si tiene la 1° domenica di ottobre. Info Comune: Via Roma, 12 15050 Villalvernia (AL) Tel. 0131.83152 www.comune.villalvernia.al.it

Particolare interesse riveste l’antica e possente Torre (Dongione), restaurata di recente. Il centro storico conserva la struttura medievale nella quale si possono vedere numerosi palazzi sette-ottocenteschi, con grandi portoni e ampi cortili e giardini interni. Dove mangiare, dormire, comprare L'Acetificio Emiliani srl (Via Genova 1, Tel. 0131.892230 www.acetoemiliani.com) ha iniziato l'attività nella sede dove tutt'ora opera, nel lontano1926. Già alla quarta generzione, nel campo dell'aceto a partire dalla fine dell'ottocento negli stabilimenti di Lugo e Cotignola (RA), si avvale di una lunga e competente esperienza nel settore.

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L’epoca di fondazione di questo comune, che allora si chiamava semplicemente Villa, è anteriore al X secolo. Il 30 maggio 1413 Filippo Maria Visconti ne concede l’investitura a Guglielmo di Alvernia; è in questo tempo che al nome di Villa si aggiunge quello di Alvernia. Villalvernia è un paese agricolo e industriale, situato sulla destra dello


l'agriturismo. Il Barco è il luogo ideale per ospitare ricevimenti di nozze, battesimi, cresime, comunioni e pranzi di lavoro. La struttura possiede cinque fresche e silenziose camere matrimoniali con televisore e bagno privato, ambienti ideali per trascorrere weekend, vacanze estive o semplici pernottamenti nella quiete e nel confort a diretto contatto con la natura.

Scrivia. Il territorio comunale che si estende lungo il corso del torrente Scrivia è un luogo ideale per lunghe passeggiate ed è il più adatto per osservare le importanti rotte migratorie europee che convergono sull’Alessandrino; inoltre la zona è di rilievo per la cattura, l'inanellamento e quindi il rilascio della fauna ornitica migratoria. Nel borgo antico sul Castello, si trova l’antica parrocchia con la tomba del Tenente Generale Marchese Passalacqua. medaglia d’oro. La chiesa parrocchiale, sotto il titolo di B.V. Assunta, di linee neoclassiche, venne edificata tra il 1841 e il 1848 a spese della comunità, su un sedime donato dalla famiglia Valerio già nel 1781.

Gavazzana Si trova a 34 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (334 metri s.l.m.), e 14 da Tortona, comune capozona. Conta 150 abitanti (gavazzanesi) e ha una superficie di 3,10 kmq. Il Santo Patrono è San Martino e la festa patronale si tiene l'11 novembre. Info Comune: Piazza Don Sterpi, 2 15063 Gavazzana (AL) Tel. 0143.47580 www.comune.gavazzana.al.it

Sant'Agata Fossili Si trova a 34 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (425 metri s.l.m.), e 14 da Tortona, comune capozona. Conta 450 abitanti (santagatesi) e ha una superficie di 8,04 kmq. Il Santo Patrono è Sant'Agata e la festa patronale si tiene il 5 febbraio. Info Comune: Piazza V. Veneto, 1 15050 Sant'Agata Fossili (AL) Tel. 0131.837236

Il toponimo ha le sue radici nel ligure arcaico gaba, altura, e san, luogo, quindi luogo su un’altura. L’abitato sorse sul colle sovrastante la romana Via Postumia. La prima notizia certa risale al 1242. Nel 1874 vi nacque il Venerabile don Carlo Sterpi cofondatore col futuro San Luigi Orione della “Piccola Opera della Divina Provvidenza”. Ciò che caratterizza e valorizza Gavazzana è senza dubbio l’ambiente naturale e paesaggistico nel quale è inserita. Il contesto ambientale è caratterizzato dalla presenza di estese ed incontaminate aree boschive (castagni, querce, pioppi, salici, gelsi) e da coltivi geometrici ed ondulati, fra cui spicca la presenza di colture di erbe officinali (lavanda). Il territorio di Gavazzana conserva preziose risorse naturalistiche: giacimenti fossiliferi appartenenti a due epoche geologiche (tortoniano e serravalliano). Da vedere: il centro storico, d’impostazione medioevale, arroccato su un’emozionante collina e ravvivato da moderni dipinti murali e da una caratteristica illuminazione notturna, il Belvedere San Martino coi suoi ameni giardini e lo splendido panorama sulla Valle Scrivia e la Chiesa Parrocchiale pseudo-romanica in caldo laterizio, dove risuona un pregevole concerto di campane premiato con medaglia d’argento a Torino ed inaugurato nel novembre 1898 dal Maestro Lorenzo Perosi.

Una diramazione della strada per Castellania porta a Sant’Agata Fossili. Il paese sorse come centro abitato intorno ad una cappella dedicata alla Santa da cui prende il nome. L’appellativo Fossili fu aggiunto poi, nel 1871, a ricordare i numerosi reperti rinvenuti nei dintorni, risalenti per lo più al Miocene. La prima menzione di Sant’Agata risale al 1277. Il territorio comunale è ricco di boschi cedui e calanchi fossiliferi. È presente un impianto sportivo nell’ambito del quale è possibile la pratica di numerosi sport. Nel periodo estivo è aperta una piscina, circondata da campi da tennis e da calcetto dove è possibile trascorrere giornate all’insegna del divertimento e dello sport. La parrocchiale cinquecentesca presenta all’interno un interessante affresco del periodo. Dove mangiare, dormire, comprare Il Barco è una azienda agricola ubicata nel cuore delle colline tortonesi (Via Case Sparse 1 bis, Località Podigliano - Tel. 0131.837054 www.locandadelbarco.it), in un'oasi di verde a pochi chilometri dalle uscite autostradali di Serravalle e di Tortona, che collegano Genova, Milano e Torino. L'annesso agriturismo, immerso nei boschi di castagno ed acacia, propone una cucina fatta di piatti tipici della tradizione ligure-piemontese, realizzati con prodotti che giungono direttamente dall'azienda agricola e, in stagione, si può gustare il famoso tartufo bianco e la selvaggina.

Dove mangiare, dormire, comprare A casa del Sindaco (P.za Don Sterpi 1, Tel. 0143.477562 - Cell. 339.8621329 www.acasadelsindaco.it Aperto: dal giovedì alla domenica, solo alla sera). La cucina propone piatti tipici della zona, semplici nel gusto e ricchi della storia contadina che racchiudono, piacevolmente influenzati dalla vicina cucina ligure: salame nostrano, panissa, focacce e antipasti caldi, agnolotti al sugo o nel vino, minestrone genovese, tagliatelle, cima, trippa, stocafisso e ceci.

Il pane, le torte e le tipiche focacce sono preparate a mano e cotte nel forno a legna. In estate, la griglia all'aperto consente di gustare carni alla brace, provenienti dal vicino allevamento, nel quale vengono prodotti ottimi formaggi e ricotte biologiche. L'azienda vinifica le uve dei suoi vigneti (Varvanera, Invè, Costa Mezzana) nel pieno rispetto delle tradizioni ed il vino si può gustare ed acquistare presso

Formaggi della zona accompagnati dal miele di Gavazzana, i dolci fatti in casa con i migliori vini del posto delizieranno la serata. Il menù potrà variare a secondo della disponibilità delle materie prime e dalla fantasia delle cuoche. 36


Ma la festa non finisce a tavola: si esce dalla sala e si passa nell’adiacente bottega, gestita dagli stessi titolari dell'osteria, con i prodotti appena gustati. Far la spesa nello stesso posto in cui si è mangiato, con prodotti tipici del territorio a prezzo contenuto come era nella tradizione delle vecchie osterie di paese. L’Az. Ag. “ Ritiro e Isolabella” (Strada del Ritiro, Tel. 0131 388852 – www.tenutailritiro.com), ubicata nelle colline tortonesi, consta di circa 87 ettari di cui 46 coltivabili, i restanti boschivi. Nasce con il progetto di unire agricoltura, sviluppo e miglioramento del territorio e delle risorse umane. Un’agricoltura consapevole è il punto di partenza per un ritorno alla terra. L'intento è proprio questo: unire un’innovazione tecnologica sostenibile per l’uomo, per l’ambiente, per gli animali, basata non sullo sfruttamento bensì su un’etica della responsabilità. Ciò in agricoltura si concretizza con il recupero e la tutela della nostra biodiversità e

l’adozione di pratiche agricole non invasive e non inquinanti. Essendo zona a vocazione vitivinicola le produzioni agricole più importanti interessano circa sette ettari di Barbera e tre di Timorasso, entrambi vitigni autoctoni dei colli tortonesi, al fine di ottenere un vino che rispecchi le peculiarità delle territorio. Inoltre, si affianca un intenso lavoro di apicultura con produzione di miele, pappa reale e propoli. A questo settore viene dedicato particolare attenzione partendo dal principio che la conservazione e la salvaguardia di un territorio non possono prescindere dalla presenza delle api. Queste sono custodi e garanti di un bene prezioso e sempre più raro: la biodiversità floristica. Grazie a loro possiamo contare su mieli di qualità e salubrità, prodotti da api a cui non viene somministrato nessun antibiotico di sintesi chimica, che non vengono sottoposte a stress e che sono naturalmente protette dall'habitat incontaminato dell'azienda agricola “Il Ritiro”. Inoltre nella fase di lavorazione i mieli non sono sottoposti ad alcun trattamento termico, mantenendo così inalterate le proprie qualità organolettiche in un prodotto unico che rispecchia l'unicità dell'azienda. I mieli prodotti: miele di acacia, miele di castagno, miele di millefiori e miele di melata. “Il Ritiro” produce anche “Idromele” ovvero miele sciolto in determinate quantità in acqua e lasciato fermentare. Una volta terminata la fermentazione alcolica si lascia decantare ed invecchiare per sei mesi: diventato limpido l'“Idromele” è pronto.

miglie romane verso queste terre fu favorito dalla Postumia, la via che attraverso Libarna, Cassano e Tortona collegava, fin dal 148 a.C., il mare di Genova con la pianura del Po. Oggi è possibile vedere ciò che rimane del passato attraverso le residenze della famiglia Spinola che, a partire dalla metà del XVI, qui eressero nuove residenze: l'elegante edificio noto come palazzo Millelire, l'austero Palazzo Belforte. A questi si aggiungono l'oratorio del Rolino, la Chiesa Parrocchiale e la Cappelletta di Sant'Antonio. Sardigliano Si trova a 35 chilometri dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (265 metri s.l.m.), e 18 da Tortona, comune capozona. Conta 450 abitanti (sardiglianesi) e ha una superficie di 12,62 kmq. Il Santo Patrono è San Bernardo e la festa patronale si tiene il 20 agosto. Info Comune: Piazza XXV Aprile, 1 - (Fraz. Cuquello) 15060 Sardigliano (AL) Tel. 0143.49000 www.comune.sardigliano.al.it Il Comune di Sardigliano, con le sue frazioni, trae probabilmente origine da “Sardilius” nobile o legionario del vicino insediamento romano di Libarna, annesso nel 979 al Vescovato di Tortona; fu infeudato per molti anni alla nobile famiglia Rampini di Sant’Alosio, successivamente ai Carbonara. Fu anticamente apprezzato per le sue fonti di acque sulfuree per la coltivazione del baco da seta, mentre oggi è conosciuto per le sue zone tartufigene e pregiati funghi porcini. L'ambiente è degno per una buona passeggiata lungo la valle sia per ammirare piccoli ed ameni paesi che formano il Comune, sia per immergersi nella natura boschiva rimasta incontaminata e nel frattempo ammirare la fauna selvatica abbondante in tutto il territorio. Di particolare pregio risulta la torre di Bavantore risalente al 410, facente parte dell’antico “cinturone difensivo” realizzato dai romani contro la minaccia dei Goti. Va visitato l’oratorio di Sant’Antonio di Malvino (o istituzione monastica) e l’antico castello difensivo di Cuquello. Dove mangiare, dormire, comprare Solo prosciutto cotto, o meglio, solo un prosciutto cotto. Questo è lo “slogan” con cui si presenta il

“Salumificio Sabbione” (Fr. Cuquello, Via Molino 4, Tel 0143.499300 www.salumificiosabbione.it) Tutti gli sforzi produttivi dell'azienda, inSi trova a 31 chilometri dal capoluogo fatti, sono rivolti a quest'unico proAlessandria, in zona collinare (191 dotto. Una scelta che consente di metri s.l.m.) e14 da Tortona, comune offrire una qualità superiore. I segreti di capozona. Conta circa 1900 abitanti un'antica ricetta coniugati ai moderni (cassanesi) e ha una superficie di 14,97 processi produttivi, ma anche l'ostinakmq. Il Santo Patrono è l'Esaltazione zione nel cercare continuamente la perdella Croce e la festa patronale si tiene fezione, consentono di presentare con il 14 settembre. orgoglio questo prodotto, certo che il Info Comune: profumo, la sapidità, la morbidezza del Piazza XXVI Aprile, 9 prosciutto cotto Sabbione assicure15063 Cassano Spinola (AL) ranno piaceri e sensazioni uniche Tel. 0143.47117 anche ai palati più attenti. Nonostante www.comune.cassanospinola.al.it l'azienda si sia ingrandita, la conduzione è ancora familiare. Oggi, accanto Cassano trae il suo nome dalla "gens al padre Antonio, a tenere in mano le Cassia" che qui avrebbe avuto una sua redini dell'azienda di famiglia, c'è anche "villa". L'interesse di alcune potenti fa37 il figlio Gianluca. Cassano Spinola


Dal Po al G ia rolo

Le Valli Borbera, Spinti e Sisola La parte di territorio che sarà illustrata qui di seguito, in realtà con appartiene al tortonese. È stata abbinata ad esso in quanto la nuova legge sulle comunità montane ha fatto si che gli undici comuni che appartenevano alla Comunità Montana Val Borbera e Spinti (sette comuni nell'Alta Val Borbera: Cantalupo, Albera, Cabella, Carrega, Rocchetta, Roccaforte, Mongiardino; due nella Bassa Val Borbera: Vignole e Borghetto; uno, Grondona, in Valle Spinti ed infine il comune di Stazzano, ai confini della Val Borbera con la Valle Scrivia) entrassero a far parte della nuova Comunità Montana “Terre del Giarolo”. Sono valli che hanno molto da raccontare. Il termine “Borbera”, definisce un caratteristico torrente, che ha modellato per millenni un ambiente assai vario e straordinario, i cui affluenti interessano un ampio territorio che partendo dalla piana di Vignole e Borghetto, salgono sino alle cime tondeggianti del Giarolo, dell’Ebro e dell’Antola. Ai rilievi fa nettissimo contrasto, nel fondovalle, una gigantesca forra, ricca di anse e di meandri, scavati dal Borbera: le "Strette". È questa la parte più suggestiva del territorio. Il carattere distintivo delle valli consiste nella presenza di una natura ancora in buona parte selvaggia. Vi si riscontrano rilievi fortemente modellati e coperti di un ricco manto vegetale: faggete e praterie al disopra degli 800 metri, bosco misto di castagno, rovere, maggiociondolo ai livelli inferiori. I monti sono famosi per la straordinaria fioritura. In primavera primule, genziane, ranuncoli, narcisi e una grande quantità di orchidacee; in piena estate il giglio rosso di S. Giovanni, mirtilli e lamponi. Falconidi, gufi e civette, la rara pernice rossa e l'allodola trovano l'habitat naturale, unitamente ad altra avifauna: ricci, tassi, ghiri e scoiattoli sono presenti in quantità. Numerosi i daini e i cinghiali. Notevole la presenza di fauna ittica: trote, alborelle, cavedani, barbi.

mobili pregiati, arredi di palazzi, cancellate ed inferriate in ferro battuto, lavori in pelle, testimoniano nel tempo lo splendore dell'ingegno degli artigiani locali. Un'arte trasmessa di generazione in generazione fino ai giorni nostri, capace di evocare immediatamente una terra, una regione. Un artigianato che si è evoluto nel tempo. Le macchine computerizzate sono entrate in bottega e rappresentano un valido aiuto tecnico per superare i lunghi tempi di esecuzione del passato. Creazioni nelle quali elementi antichi e nuovi si fondono con armonia attraverso le mani dell'artigiano, custode di un "saper fare" al quale i giovani oggi guardano con rinnovato interesse, tornando dove si lavora artisticamente il legno, il ferro, la pelle e si effettuano restauri sul patrimonio del passato. Gli ingressi più facili per visitare questi territori sono quelli di Serravalle Scrivia, Vignole Borbera e Arquata. Tutti sono posizionati sull'asse della strada stradale n. 35 che da Tortona porta a Genova, attraverso il passo dei Giovi, e tutti sono altrettanti caselli autostradali sulla A7 Mi-Ge. Stazzano Dista 33 km dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (225 metri s.l.m.) e 2 da Serravalle Scrivia (Casello A7 MI/GE), comune capozona. Conta poco più di 2200 abitanti (stazzanesi) e ha una superficie di 17,83 kmq. Il Santo Patrono è San Giorgio e la Festa Patronale si tiene il 23 aprile. Info Comune: Piazza Risorgimento, 6 15060 Stazzano (AL) Tel. 0143.65303 www.comune.stazzano.al.it Secondo il Gabotto e lo Schultger il nome di Stazzano deriverebbe da "Statius" (stazione), che starebbe a dimostrare la sua antica funzione di posto avanzato della vicina citta' ligure, e poi romana, di Libarna. La tesi sostenuta dal Tacchella afferma che a Libarna possa essersi insediato un nucleo della "gens Statia" e che abbia stabilito un suo fondo nel luogo che in seguito prese il nome di Stazzano. La sua storia è legata prima all’abbazia di San Pietro di Precipiano e poi al dominio temporale dei vescovi conti di Tortona. Degni di nota e meritevoli di una visita: il Bosco del Lago Scuro, luogo di rilevanza naturalistica, il Museo Civico di Storia Naturale di Stazzano (ospita nella sede di Villa Gardella una importante collezione di minerali, fossili, uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, insetti e vegetali), il Santuario della Madonna di Monte Spineto e il Santuario del Sacro Cuore Castello di Vargo con annesso Oratorio della SS. Trinità.

Gastronomia La gastronomia delle Valli Borbera e Spinti ha una valenza specifica, legata all'utilizzo di materie prime e preparazioni tradizionali. La ristorazione di queste parti è da sempre richiamo per i turisti delle regioni vicine, soprattutto della Liguria, per la selvaggina, le castagne, la carne ovina e bovina, le fagiolane, il miele, i vari formaggi, i funghi e i tartufi. I funghi sono tra le eccellenze che la Valle Borbera sventola con grande orgoglio: fanno parte della tipicità alle quali è legata la sua immagine. La zona è ideale per produzioni di qualità e nel contempo di pregio. I funghi, sia freschi che essiccati, sono i protagonisti delle ricette tradizionali, dal ragù alle frittate. E il tartufo? È presente, sia bianco che nero, in tutta la sua raffinatezza. Il primo nasce in ottobre – novembre, ha un gusto molto fine ed un aroma molto intenso; è un sublime accompagnatore dei piatti locali; il secondo, invece, nasce per circa nove mesi l’anno. Viene usato per accompagnare la cacciagione e le carni, emana un aroma intenso ed un sapore alquanto particolare.

Dove mangiare, dormire, comprare Una chicca abbracciata dalle dolci colline della Val Borbera: questa è l' Az. Ag. Cascina Boschetto Produzioni Agrisapori (Località Cascina Boschetto Cell. 345.7199170). Nella natura più vera Milena Coccon qualche anno fa ha deciso, insieme al marito Flavio di costruire proprio qui il suo personale Paradiso. Alleva circa una cinquantina di animali tra pecore, capre, maiali che pascolano liberamente nei 17 ettari di terreno che circondano la fattoria, coltivati a frutteto, foraggio e bosco.

Artigianato L'artigianato artistico in Val Borbera e Valle Spinti ha radici molto antiche. Chiese con cori in noce scolpita. Porte, 38


Lavorando a temperatura ambiente, lascia il prodotto inalterato nelle sue caratteristiche naturali. Le olive, di produzione ligure, che vengono utilizzate per la trasformazione sono sempre controllate prima di essere acquistate in campagna. Questa fase di “analisi” è estremamente importante poichè qui avviene una selezione qualitativa che riguarda sempre la varietà, la freschezza e la salute delle olive. L’intento dei proprietari è quello di preservare le tradizioni restando però al passo con i tempi. Le sane origini contadine non vengono snaturate ma rivalutate con attenzione per ottenere sempre lo stesso prodotto di qualità senza omologarlo.

Il latte prodotto da questi animali è trasformato dalle sapienti mani di Milena, in ottimo formaggio, tra cui vaccini e caprini freschi, bianchi o aromatizzati, tomini primo sale o stagionati. Tutto il latte lavorato a crudo, e dunque non pastorizzato, il che conferisce al formaggio gli aromi e i sapori originali. Recentemente l'azienda è entrata a far parte del consorzio produttori del Montebore. Oltre ai formaggi sono prodotti salamini da grigliate, salsicce, salame crudo, cacciatorini, lardo, coppa e lonza stagionata.

Borghetto di Borbera Dista 40 km dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (295 metri s.l.m.) e 9 da Serravalle Scrivia e 7 da Arquata Scrivia (Casello A7 - MI/GE). Conta circa 2000 abitanti (borghettesi) e ha una superficie di 39,61 kmq. Il Santo Patrono è San Vittore e la Festa Patronale si tiene l'8 maggio. Info Comune: Piazza Europa, 13 15060 Borghetto di Borbera (AL) Tel. 0143.69101 www.comune.borghettodiborbera.al.it

Vignole Borbera Dista 35 km dal capoluogo Alessandria, in zona collinare (243 metri s.l.m.) e 1 dal Casello Vignole Borbera-Arquata Scrivia (A7 - MI/GE). Conta poco più di 2200 abitanti (vignolesi) e ha una superficie di 8,49 kmq. Il Santo Patrono è San Lorenzo Martire e la Festa Patronale si tiene il 10 agosto. Info Comune: Viale Vochieri, 2 15060 Vignole Borbera (AL) Tel. 0143.67301 www.comune.vignoleborbera.al.it

Sempre sul pianoro scavato dal torrente Borbera, si trova Borghetto Borbera (da qui, attraverso la frazione di Molo Borbera, si arriva alla breve galleria che unisce la Val Borbera alla Val Grue) porta d'ingresso vera e propria della Valle, polmone verde al confine tra il Piemonte e la Liguria. Fitti boschi di castagno, rovere, acacia prati e pendii scoscesi ricoperti di erica e cespugli di ginestra, offrono un panorama suggestivo al visitatore. Una fitta rete di sentieri permettono belle passeggiate a piedi, in bicicletta o a cavallo. Da vedere sono le diverse sono le testimonianze dell’insigne passato di questo antico paese. I resti delle fortificazioni e le absidi romaniche della Parrocchiale di S. Vittore documentano il medioevo; la Chiesa di S. Antonino il rinnovamento edilizio seicentesco. Grande importanza storica ebbe la bella Abbazia di S. Pietro, in frazione Molo, probabilmente una filiazione del monastero di Bobbio, propulsore della colonizzazione religiosa nell’Appennino ligure-emiliano. La Chiesa di S. Antonino (fine XVII secolo), la Chiesa di San Michele e l’Abbazia di San Pietro risalente all’Alto Medioevo. Al centro di questo complesso si innalza una torre a più piani con il portale ad arco acuto. Il castello di Torre Ratti, citato per la prima volta in un documento del 1413, ha oggi l’aspetto di una ricca dimora fortificata con tratti architettonici tardorinascimentali e barocchi. Del castello di Sorli, che risale al XII secolo si possono ammirare solo i ruderi.

Da Stazzano si raggiunge, dopo pochi chilometri, Vignole Borbera (punto d'incontro obbligato con chi proviene da Arquata). Anche qui numerosi reperti archeologici testimoniano l’appartenenza suburbana di Vignole alla città romana di Libarna, raggiunta tramite ponti. Il territorio di Vignole è rimasto unito per secoli a quello del monastero di Precipiano, sede dell’Abbazia benedettina dedicata a S. Pietro, voluta dal re longobardo Liutprando. Tra le altre cose da vedere, N.S. delle Grazie, eretta in Località Chioccale dal 1836 a ringraziamento della fine dell’epidemia di colera (all’interno una nicchia in graniglia ospita il simulacro della Madonna e nel’36 sulla facciata fu eretta la statua di S. Espedito) e i ruderi del Castello Superiore di Vignole, del Castello di Precipiano e resti ex Abbazia benedettina di S. Pietro e la Chiesa di S. Lorenzo M. eretta nel 1786 sul sito occupato dall’antico oratorio di S. Giacomo. L'edificio religioso si presenta con facciata barocca ed un campanile a forma di bulbo al modo delle chiese ortodosse russe. Dove mangiare, dormire, comprare L’Oleificio Raimondi 1893 (Via della Libertà, 100 Cell. 347.9794297) produce e commercializza olii extravergine di oliva e prodotti sott’olio di elevata qualità, nel pieno rispetto delle regole di filiera.

Dove mangiare, dormire, comprare

Il sistema di spremitura è tradizionale, completamente a freddo, che seppur essendo la tecnica meno produttiva, rimane quella qualitativamente migliore. 39

Il Ristorante “Il Fiorile” (Fraz. Castel Ratti di Borghetto B.ra, Tel. 0143.697303 - www.ilfiorile.com Chiuso: lunedì), è stato realizzato all'interno di un vecchio cascinale sapientemente ristrutturato, circondato da un bel frutteto. Proprio qui, immersi nei colori vividi e splendenti della natura e avvolti dal silenzio e dalla pace dei boschi, Massimo ed Emanuela hanno costruito la loro attività di ristoratori. Uno charme discreto, il fascino della passata semplicità. Il “Fiorile”, infatti, è un raccolto ristorante d'altri tempi scaldato dalla festosa atmosfera delle vecchie case di campagna e da un'ospitalità attenta e cordiale. È il frutto di un'antica passione per la cucina e l'accoglienza, dove la cura per la qualità dei prodotti è particolarmente


sentita; questa filosofia di fare ristorazione permea l'intera gamma degli alimenti e dei vini che sono offerti.

sivamente vengono trasformati nel laboratorio annesso al negozio completando così la filiera. La produzione attualmente a disposizione della clientela è il frutto dell'esperienza tramandata per generazioni e delle più moderne tecniche di lavorazione.I fratelli Marco e Stefano Moro curano personalmente l'ingrasso dei maiali, la loro macellazione e la trasformazione delle carni. Dai tagli nobili del suino si ottiene il pregiato Salame Nobile del Giarolo, con le restanti parti vengono prodotti altri insaccati come la Testa in cassetta.

La struttura si compone di 1 camera singola, 3 doppie (triple) e 2 monolocali attrezzati con cucina (uno di questi può essere in comunicazione con la camera singola divenendo così, a richiesta, un minialloggio di 2 camere). Meta d'elezione per chi vuole lasciare per pochi giorni la città e trascorrere un week-end imbandito di buoni cibi, tranquillità, natura, con proposte di escursioni in mountain-bike, a cavallo e a piedi. La struttura è il luogo dove è piacevole sostare nella bella stagione, al fresco della Val Borbera. Altrettanto incantevole, è d'inverno, chiudersi nella sala ristorante, per una rilassante serata in compagnia, al calore antico della stufa a legna. Il ristorante è aperto tutte le sere, sabato e festivi anche a mezzogiorno, perciò normalmente.

Grande attrazione è il Parco Acquatico “Bolle Blu” (Località Molino Nuovo, Tel. 0143.69239 www.bolleblu.it) Circondato da una natura lussureggiante, il complesso è il luogo ideale di divertimento e svago per tutta la famiglia. Qui la noia non può entrare. Con le sue numerosissime attrazioni, i suoi animatori, le sue zone verdi e di relax è veramente il luogo ideale per trascorrere, per grandi e piccini, una giornata all’insegna del divertimento e dell’allegria. La gamma di piscine e scivoli a disposizione è così ampia che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ci si può tuffare dallo spericolato Kamikaze, dal morbido Foam o dal tranquillo Boa; si può fare una bella nuotata nella grande piscina rettangolare o in quella con le onde; ci si può rilassare nelle due vasche idromassaggio o veder giocare i bambini nella Piscina Baby. Oppure, per emozioni più forti, si possono provare le nuovissime attrazioni, lo Scivolo Twist, il Torrente River e la Trottola.

La Località Mulino è un’oasi di pace, circondata dal verde, a soli 3 km. dal casello autostradale della A7. Proprio qui poco prima dell’abitato di Borghetto, sulla sinistra, si trova l’Albergo Ristorante “Il Mulino” (Loc. Mulino Tel. 0143.69483 Tel. 0143.69187 - Chiuso: mercoledi www.hotelmulino.it). Il Ristorante si presenta con un ambiente curato, originale raffinatezza per una cordiale ospitalità. All'interno una giovane e dinamica offerta con cortesia e professionalità dallo staff coordinato dai titolari. La cucina si esprimecon i piatti tipici piemontesi e liguri, che rispecchiano le radici culturali della famiglia Bezzicheri, proprietaria del locale dal 1982, e di questa terra di confine, privilegiando il legame tra natura, genuinità e cibo. Ristorante à la carte con cucina curata, vini e piatti tipicipiemontesi.

E se ad un certo punto ci si stanca dell’acqua, niente paura perché le alternative non mancano: campo di beachvolley, parco giochi all’asciutto per bambini, minigolf, bazaar. Infine, per le pause ristoro, bar, paninoteca, pizzeria, self-service, gelateria, creperie, insalateria. Cantalupo Ligure Dista 51 km dal capoluogo Alessandria, in zona montana (383 metri s.l.m.) e 22 da Serravalle Scrivia. Conta circa 500 abitanti (cantalupesi) e ha una superficie di 39,61 kmq. Il Santo Patrono è la Madonna del Carmelo e la Festa Patronale si tiene il 16 luglio. Info Comune: Via Umberto I, 19 15060 Cantalupo Ligure (AL) Tel. 0143.90946 www.comune-cantalupoligure.it

Alla sera si possono gustare focacce e pizze cotte nel forno a legna. Può ospitare ino a 180 posti, distribuiti in due sale comunicanti con veranda caratteristica. Ampia terrazza e giardino per colazione di lavoro, rinfreschi, cocktails. Nell'azienda agricola "Da Pina" di Stefano Moro (Via Borghetto 16, Frazione Molo di Borghetto Borbera Tel. 0143.69428 - Chiuso: lunedì e mercoledì pomeriggio) vengono allevati da

Le “Strette di Pertuso”, dove scorre tortuoso il Torrente Borbera, accolgono il visitatore prima di giungere in paese. Il nome È di chiara origine latina, ciò dimostra che sorge in epoca di avanzata romanità e compare per la prima volta in un documento del 1235. Il paese in passato è stato a lungo feudo della famiglia genovese degli Spinola, il cui castello passò, per mancanza di eredi legittimi alla dinastia degli Adorno dopo il 1518: questo castello si trova nella frazione borgo Adorno a 800 m. sul livello del mare da dove domina la valle sottostante. Poche rovine rimangono invece della trecentesca chiesa di San Giulio, mentre È visitabile la novecentesca chiesa di S. Caterina, con il

oltre venticinque anni suini che succes40


caratteristico campanile a terminazione a cipolla. Al suo interno si può ammirare il gruppo ligneo della Madonna del Carmine risalente alla prima meta' dell' 800, della scuola di Montecucco di Gavi. Fuori dal pase si trova il monumento al al partigiano russo Fiodor Poletaev della brigata "Oreste " medaglia d'oro al valor militare.

cui le piante da frutta (mele e cachi), e gli apiari, adottare uno sciame a distanza e conoscere la lavorazione e le proprietà dei mieli. Inoltre può essere illustrata la coltura delle piante aromatiche, con la predisposizione di vasetti con piantine.

Dove mangiare, dormire, comprare Il Ristorante Belvedere 1919 (Fraz. Pessinate, Tel. 0143.93138 Cell. 338.2144932 Chiuso: lunedì) appartiene alla famiglia Pagano Rebollini dal lontano 1919. Si trova in una splendida zona montana, su una delle due strade che collegano la Val Borbera alla Val Curone, attraverso l'abitato di Borgo Adorno, dove la natura diffonde il respiro fresco di faggi e castagni. In origine il locale si chiamava “Osteria Italia”; era gestito del bisnonno degli attuali proprietari e offriva lustro e ristoro ai paesani.

L'azienda produce miele, cereali, mele patate. La vendita dei prodotti è effettuata in azienda e in alcuni mercati di prossimità. Albera Ligure Dista 53 km dal capoluogo Alessandria, in zona montana (415 metri s.l.m.) e 20 da Serravalle Scrivia. Conta circa 300 abitanti (alberesi) e ha una superficie di 21,34 kmq. Il Santo Patrono è San Giovanni Battista e la Festa Patronale si tiene il 2 giugno. Info Comune: Via Roma, 1 15060 Albera Ligure (AL) Tel. 0143.90051 www.comune.alberaligure.al.it

Oggi il locale, rinnovato nel nome e nella struttura, dispone di 40 coperti e una sala banchetti. Fabrizio Rebollini e la sorella Serena, i giovani “patron” che hanno sostituito la mamma Marisa ai fornelli, gestiscono con sorriso e creatività la cucina del Belvedere. I piatti sono elaborati nel rispetto della tradizione gastronomica locale che subisce l’influenza della cucina dei “quattro confini”. I prodotti naturali della valle trasmettono sapori ineguagliabili: Fabrizio e Serena li traducono in capolavori per il palato!

Albera Ligure ha origini antichissime ed è probabilmente, dallo studio toponomastico del nome “Alb”, il primo centro di aggregazione in valle delle tribù agropastorali liguri. Sede pievana, già dall’anno 1000 e feudo pontificio fino al 1796 mostra un piccolo centro storico di notevole bellezza, con il suo dedalo di vicoli e viuzze, volti medioevali e case in pietra. La Chiesa Parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista conserva ancora archi in pietra dell’antica Pieve ed in essa si possono ammirare un bellissimo portale ligneo in noce bionda del 700, un semichiostro rinascimentale, importanti dipinti di Giovanni David e nella canonica la barocca “stanza dei prevosti”.

Sulla provinciale che arriva in paese, poco prima dell'abitato, sulla destra per chi proviene da Borghetto Borbera, si incontra il Ristorante Pizzeria “La Via del Sale” (Via Umberto I 10, Tel. 0143.90929 - Chiuso: martedì). È un locale a conduzione familiare, dove è possibile assaporare piatti tradizionali e pizze. La cucina è sana e semplice, curata nel dettaglio, in grado di soddisfare al meglio le richieste degli ospiti. Cristian, il giovane titolate, si occupa dell'accoglienza della clientela per la quale sono a disposizione due sale (una condivisa con il bar l'altra accanto) in grado di ospitare un centinaio di commensali.

Una visita meritano, in Località Mulino di Santa Maria, l’antico mulino ad acqua risalente al 1700 e ora completamente restaurato, in frazione Volpara il museo dell’arte contadina con oltre 300 pezzi originali e in località Vendersi i grandi panorami sulla vallata e i resti di un sarcofago alto medioevale appartenente all’antica Abbazia Benedettina. Cabella Ligure L'ambiente è semplice e arredato tradizionalmente ma ospitale.

Dista 58 km dal capoluogo Alessandria, in zona montana (510 metri s.l.m.) e 26 da Serravalle Scrivia. Conta circa 600 abitanti (cabellesi) e ha una superficie di 46,78 kmq. Il Santo Patrono è San Lorenzo e la Festa Patronale si tiene il 10 agosto. Info Comune: Via Martiri della Libertà, 10 15060 Cabella Ligure (AL) Tel. 0143.919557 www.cabellaligure.eu

L'Apicoltura Meinero Fulvia (Località Prato 34, Tel. 0143.90114 Cell. 349.3253996) svolge attività agricola con cura e passione nel settore dell'apicoltura e foraggiera. I suoi mieli sono il prodotto delle fioriture in Alta Val Borbera, l'isola biologica oltre le “Strette”, luogo ideale per chi di natura se ne intende e la cura veramente. Si possono effettuare visite in azienda per conoscere le colture, tra

Il Paese si trova alla confluenza dei tor41


dere ancora oggi un’architettura rurale, sorta intorno al calore della locale Chiesa Parrocchiale. I luoghi di culto hanno da sempre rivestito particolare importanza su questi monti. Di pregio È la Chiesa di San Giuliano, nella piazza del capoluogo, risalente al XII secolo, con decorazioni a stucco e l’altar maggiore di particolare bellezza. Sempre nel capoluogo sono visibili i resti del Castello MalaspinaFieschi-Doria, edificato nel XII secolo a pianta rettangolare, con forma turrita semicircolare, bell’esempio di espressione ligure alto-medioevale. E ancora case tipiche di montagna, vecchi mulini lungo torrenti incantati, borghi rurali distribuiti lungo valli e boschi nati dalla perfetta convivenza dell’uomo con la natura accompagnano il visitatore lungo la salita fino alle vette più alte. Infine la natura incontaminata, i boschi, i sentieri affascinanti da luoghi fiabeschi, un tempo percorsi di lavoro per uomini ed animali, oggi splendide piste di trekking.

renti Borbera e Liassa. La denominazione “ligure” ricorda l’appartenenza alla Repubblica Marinara di Genova. Solo dopo la caduta di Napoleone, in particolare dopo il congresso di Vienna (1815) la valle passò al Piemonte. Tra i personaggi storici illustri si ricorda Giovanni David pittore e incisore nato a Cabella nel 1743. Il più importante edificio è l'imponente Palazzo Doria del sec.XVII situato alle spalle del paese, oggi di proprietà privata. La Chiesa parrocchiale di S. Lorenzo del sec. XVII, la Chiesa di NS della Guardia nella Frazione Rosano del 1922, il Santuario di N. Signora di Dovanelli del sec.XIX. Nel centro storico del capoluogo si trovano aree ristrutturate di antichi edifici risalenti al XV e XVI secolo. Percorrendo la provinciale 140, subito dopo la frazione Cornareto (al bivio a sinistra) e attraversando le frazioni di Aie di Cosola, Montaldo di Cosola e Capanne di Cosola si arriva al confine del Piemonte, dove nel tratto di pochi chilometri si toccano in successione Liguria, Emilia Romagna e Lombardia. Da qui la strada dirige verso il Passo del Giovà per portare verso le provincie di Piacenza e Pavia.

Rocchetta Ligure Dista 52 km dal capoluogo Alessandria, in zona montana (420 metri s.l.m.) e 20 da Serravalle Scrivia. Conta poco più di 200 abitanti (rocchettini) e ha una superficie di 10,09 kmq. Il Santo Patrono è Sant'Anna e la Festa Patronale si tiene il 26 luglio. Info Comune: Via Umberto I, 26 15060 Rocchetta Ligure (AL) Tel. 0143.90004 www.comune.rocchettaligure.al.it

Dove mangiare, dormire, comprare

I primordi di Rocchetta Ligure sono ipotizzabili intorno al Mille e documentabili nella prima metà del secolo XIII. Il Borgo Nuovo della Rocchetta era fondato sulla sinistra del torrente Sisola, di fronte all’attuale Rocchetta, sotto la ripa, nei pressi del rivo S.Antonio, che prende il nome dalla chiesa antica e ormai scomparsa del paese.

Il Bar Italia (Piazza della Vittoria 26, Tel. 0143.99002 – Chiuso: mercoledì) si trova a Cabella Ligure, un piacevole paese sovrastato delle cime più belle dell'Appennino Ligure-Piemontese. Il locale è il “punto di incontro” per chi vuole risalire la valle o raggiungere la parte alta della Val Borbera. Mario, il titolare, propone, oramai da una “vita”, una infinita scelta di toast, panini e focaccine calde, tartine e intriganti stuzzichini che si accompagnano ai gustosi aperitivi e cocktails oppure ad un buon bicchiere di vino, naturalmente del territorio. Il locale è accogliente e dispone di un dehor che si affaccia sulla pizza, con una ventina di posti a sedere. Carrega Ligure

Dell’attuale paese esisteva solo un nucleo di case chiamato “Marughi”, posto lungo la strada antica per la Lombardia. Intorno all’anno 1668 Napoleone IV Spinola aprì una Zecca per la coniazione delle monete nel Borgo Nuovo della Rocchetta; nel 1673, sempre su iniziativa di Napoleone IV fu aperta una Stamperia Camerale che venne messa a disposizione dell’Ordine Malta. Particolare interesse per una visita riveste Palazzo Spinola, edificio del ‘600 fatto costruire da Napoleone IV Spinola quale residenza estiva, attualmente ospita al piano terra gli uffici comunali; nel Piano Mezzano vengono ospitate mostre fotografiche e di pittura, al piano Nobile nelle sale a destra il Museo della Resistenza e della Vita Sociale in Val Borbera.

Dista 71 km dal capoluogo Alessandria, in zona montana (958 metri s.l.m.) e 39 da Serravalle Scrivia. Conta poco più di 100 abitanti (carreghini) e ha una superficie di 55,78 kmq. Il Santo Patrono è San Giuliano e la Festa Patronale si tiene il 9 gennaio. Info Comune: Via Capoluogo, 48 15060 Carrega Ligure (AL) Tel. 0143.97115 www.comunecarregaligure.eu Carrega Ligure paese di antitiche origini, testimoniate da reperti archeologici risalenti al I secolo d.C.). Ufficialmente appare in atti pubblici nel 1129. Appartenne all’Episcopato di Tortona e successivamente ai Signori di Montalto, alla famiglia Fieschi e da questa, nel 1547, alla famiglia Doria. È storicamente considerata una delle vie d’accesso alla Liguria (che si raggiunge passando dalla frazione Capanne di Carrega per passo Tre Croci), tappa obbligata per pellegrini, mulattieri e commercianti. Carrega Ligure È distribuita, oltre al capoluogo, in 15 frazioni, alcune delle quali senza abitanti residenti ma con importanti testimonianze del modo di vivere sulla montagna nel secolo scorso; in genere È possibile ve-

Mongiardino Ligure Dista 69 km dal capoluogo Alessandria, in zona montana (600 metri s.l.m.) e 29 da Serravalle Scrivia. Conta circa 200 abitanti (mongiardinesi) e ha una superficie di 29,15 kmq. Il Santo Patrono è San Giovanni Battista e la Festa Patronale si tiene il 24 giugno. Info Comune: Località Lago Patrono, 7 15060 Mongiardino Ligure (AL) 42


Tel. 0143.98110 Nel XIII secolo ebbe propri signori, cui nel 1224 Genova promise difesa contro Alessandria e Tortona. Fu successivamente feudo dei Crosa e dei Fieschi. In una bella scenografia ambientale si distribuiscono i nuclei abitati che formano questo comune. Meritano segnalazione la Chiesa di S. Pietro a Vergagni, la Chiesa di S. Bernardo a Gordena, la Chiesa S. G. Battista a Maggiolo e il Santuario S.M. Assunta a Montemanno. A Vergagni è visibile un tratto di muro, resto del Castello costruito nella prima metà del secolo XIV, presso il quale passava un’antica mulattiera. A Mulino di Pravaglione è presente un antico mulino ristrutturato nell’anno 2004.

mente si passò ai Malaspina fino al 1150 e all’inizio del XV secolo agli Spinola. È sotto il dominio di Napoleone IV Spinola che la zona ebbe il massimo sviluppo tanto da passare a Marchesato con facoltà di battere moneta. Tra le cose da vedere ci sono i ruderi del Castello sulla rocca che sovrasta l’abitato di origine antecedente all’anno 1000, l'area detta “delle matrone” con un cippo sepolcrale di epoca romana, il Pozzo del Negrin, cavità naturale con i suoi 107 metri di profondità è una delle più lunghe del territorio provinciale e la Chiesa di San Giorgio. Dove mangiare, dormire, comprare Il piccolo complesso Ristorante Albergo “Alpi” (Frazione Borassi, Tel. 0143.94167 - Chiuso: lunedì www.ristorantealpi.com) è attivo in Val Borbera dal 1894. Da allora, di generazione in generazione, sono stati tramandati il senso dell’ospitalità e della buona cucina tradizionale. Il locale è rustico, caratteristico ma anche “fresco” di una recente ristrutturazione.

Dove mangiare, dormire, comprare Nel cuore verde della Val Borbera, Roberto e Agata Grattone i gestori dell'Agriturismo e Caseificio Vallenostra (Località Cascina Valle 1, Tel. 0143 94131 – www.vallenostra.it) hanno ridato vita all’antica cascina di famiglia con l’obiettivo di recuperare alcuni prodotti del territorio ormai in via di estinzione. L’attività principale è la produzione artigianale di formaggi a latte crudo, primo fra tutti il Montebore, Presidio Slow Food.

Dispone di 8 camere doppie ed è in grado di servire una settantina di coperti. Si distingue per l´ottimo rapporto qualità-prezzo e per i servizi aggiuntivi gratuiti resi agli ospiti del ristorante e dell'albergo. Cuore dell’Alpi è un ampio salone multifunzionale che ben si adatta anche a lunghi intrattenimenti. L´aria pura e profumata dei pascoli e dei boschi secolari, la genuinità e i sapori "di una volta", il comfort e l´armonia delle camere, la cura riservata agli ospiti, fanno del ristorante Alpi di Borassi un´oasi di benessere inimitabile.

Formaggio di antiche origini il Montebore ha un sapore intenso e la forma di una torta nuziale. “È un sopravvissuto che parla del passato, ha lottato per non conoscere l’estinzione, per non sparire dal mondo del gusto e della qualità”. Il latte è quello delle pecore e delle mucche brune che vivono in piena libertà in questa vallata lontana dal tempo e dalla frenesia che trasforma gli alimenti in pallide imitazioni del cibo vero. Vallenostra produce altri formaggi: la mollana Val Borbera, formaggio fresco di sola vacca, robiola a latte vaccino, il cadetto di Montebore, di solo latte ovino e l’erbarinata, erborinato di latte vaccino. L’azienda produce anche vini: “Sassobraglia” e “Blanco in Val Borbera” da uve timorasso e “Me Mesè” da uve ciliegiolo e pinot nero, e salumi dall’allevamento brado di maiali di cinta senese, carni ovine e mele carle. Nel fine settimana il ristoro agrituristico offre agli ospiti i prodotti della casa, alcuni elaborati in appetitosi piatti nella cucina di Agata e della figlia Alessandra.

L’Az. Agr. “Castello di Roccaforte” (Loc. Campo dei Re - Tel. 0143.949300 www.castellodiroccaforte.it) forte di una esperienza di oltre 25 anni, è specializzata nell’allevamento della capra da latte e nella trasformazione in formaggi, freschi e stagionati, yogurth e altri derivati del latte di capra. L’allevamento si basa su circa 400 animali selezionati di razza Camosciata delle Alpi, tipica dell’intero arco alpino, alimentati con foraggi di produzione locale.

Roccaforte Ligure Dista 60 km dal capoluogo Alessandria, in zona montana (704 metri s.l.m.) e 16 da Arquata Scrivia. Conta poco più di 150 abitanti (roccafortini) e ha una superficie di 20,73 kmq. Il Santo Patrono è San Giorgio e la Festa Patronale si tiene il 23 aprile. Info Comune: Piazza F.lli Bisio, 1 15060 Roccaforte Ligure (AL) Tel. 0143.94162

L’Azienda agricola Castello di Roccaforte presenta la particolarità, rara nel panorama italiano, di realizzare l’intera filiera produttiva: dal foraggio al prodotto finale, latte e formaggio. Garantisce così completo controllo delle diverse variabili di processo, elevata qualità dei prodotti e sicura rintracciabilità. L’Azienda, situata in un territorio di montagna che di per se è biologico, segue le pratiche della cosiddetta “agricoltura biologica” e da 5 anni è certificata dall’ente certificatore AIAB/ICEA. La produzione si differenzia in due linee di prodotto principali a base di latte di capra: crudo e pastorizzato. Se da un lato è vero che l’impiego del latte crudo

Secondo alcuni storici, il villaggio d'origine sarebbe stato un pago romano, ma si riscontrano anche tracce si un passato celtico. Le prime notizie sono di epoca Medioevale e risalgono al 946 anno in cui il Vescovo di Tortona Gisperando fa riferimento alla Pieve di S. Giorgio di Roccaforte. Successiva43


garantisce lo sviluppo di una elevata varietà di flora microbica con una conseguente più marcata caratterizzazione del prodotto, d’altro canto la pastorizzazione consente di selezionare la flora e, quindi, una maggior durata del prodotto: durata che, nel caso del prodotto fresco, è pur sempre limitata alle due, tre settimane.

(struttura museale). Da vedere: Torre di San Colombano o degli Olivetani (XII sec.) in località Croce, Antiche dimore di via Borgata in Variana, Chiesa gotica e affreschi dell’Annunziata (XIV sec.) in località Berseiga. Chiesa romanica, campanile e affreschi dell’Assunta (XII sec.) in Grondona. Mastio del castello dei Fieschi-Doria (XII secolo) sul monte Asserello. Architetture in pietra dei borghi di Sezzella, Sasso superiore e Lemmi. Abèghi (essiccatoi per le castagne) nei boschi della valle Spinti.

Grondona Dista 43 km dal capoluogo Alessandria, in zona montana (303 metri s.l.m.) e 7,5 da Arquata Scrivia. Conta poco più di 550 abitanti (grondonesi) e ha una superficie di 21,79 kmq. Il Santo Patrono è San Sebastiano e la Festa Patronale si tiene il 20 gennaio. Info Comune: Via Vittorio Emanuele II, 2 15050 Grondona (AL) Tel. 0143.632821 www.comune.grondona.al.it

L’ Ecomuseo dei Feudi Imperiali Ecomuseo dei Feudi Imperiali è stato creato per valorizzare l’affinità storica delle Valli Borbera e Curone, zona compresa dell'Appennino tra Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia. Dal Medioevo all'età napoleonica questi territori ebbero lo statuto di feudi imperiali, creati per difendere le importanti vie di comunicazione che univano il Mar Ligure alla Pianura Padana, frequentate sin dall'epoca romana. A partire dal 1313, questa è rimasta una zona sostanzialmente indipendente sia dall'Impero sia dagli Stati vicini, come la Repubblica di Genova o il Ducato di Milano. Su queste premesse è nato l’Ecomuseo, inteso a promuovere il territorio delle due Valli con iniziative aperte all’arte, alla cultura, alla tradizione enogastronomica e all’ambiente per diffondere la conoscenza di un patrimonio unico di castelli e palazzi, borghi storici e monumenti completato da una grande varietà di prodotti enogastronomici, molti dei quali d’origine antichissima: il formaggio Montebore, il vino bianco autoctono Timorasso, le fagiolane e il formaggio mollana della Val Borbera, le mele Carla, le castagne, le patate quarantine, la mostarda d'uva, tutti prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte. Info: Via Umberto I, 35 15060 Cantalupo Ligure (Al) Tel.: 0143.90960 - Fax: 0143.90951 info@ecomuseofeudiimp.it www.ecomusei.net

Il paese è stato fondato prima del Mille tra i boschi della valle Spinti e con i suoi sette borghi ha condiviso la storia antica delle popolazioni liguri insediate lungo il tratto della Via Postumia, che collegava, in epoca romana, Genua, Libarna e Dertona. Nel Medio Evo, la piccola e lussureggiante valle è sottoposta al dominio dei vescovi-conti di Tortona (1180) e in seguito diviene feudo delle nobili famiglie dei Fieschi (1310) degli Spinola (1419) e dei Doria (1548). Nello stesso tempo, la presenza dei monaci Olivetani segna la forte e originaria religiosità degli abitanti, per secoli contadini, boscaioli, pastori e scalpellini. Le notevoli testimonianze storiche e artistiche di Grondona e dei suoi borghi costellano l’intera valle, lungo tutta la strada provinciale che l’attraversa. Il territorio di Grondona è una delle oasi naturali più suggestive dell’Appennino alessandrino: paesaggi incantevoli, torrenti cristallini e distese di boschi verdeggianti abitati da daini, cervi e caprioli. La valle Spinti offre agli amanti della natura percorsi attrezzati. Da non perdere, in località Molino, l’Arboreto storico e l’Antico mulino idraulico

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Dal Po al G ia rolo

Tortona e dintorni

Sorge sulla sponda destra della Scrivia, a 21 km dal capoluogo Alessandria, in zona pianeggiante (91 metri s.l.m.). Conta poco più di 27500 abitanti (tortonesi) e ha una superficie di 99,66 kmq. Il Santo Patrono è San Marziano e la festa patronale si tiene il 6 marzo. Info Comune: Corso Alessandria, 62 15057 Tortona (AL) Tel. 0131.8641 www.comune.tortona.al.it www.vivitortona.it

era retta da duumviri. Alla fine dell’Impero fece parte della provincia Liguria. Teodorico vi costruì grandi "horrea" (depositi di grano). La città divenne sede di depositi militari e centro di fiorenti commerci, sviluppando una florida economia, come dimostrano le tombe monumentali scoperte nella immediata periferia nord, le lapidi, i mosaici, le suppellettili e i diversi reperti che sono stati raccolti nei secoli e il sarcofago di Aelius Sabinus, fra i pezzi migliori del genere in Alta Italia. Il benessere acquisito venne mantenuto a lungo, anche in epoca cristiana, tanto da imporsi come una delle Diocesi più ampie e più importanti del settentrione. Il cristianesimo fu introdotto abbastanza presto (metà del IV sec. d.C.) a Tortona e vi ebbe vita e sviluppo fiorente, documentato da numerosi titoli dei secoli V e VI. Il primo Vescovo storicamente attestato è Innocenzo, che secondo la tradizione avrebbe ritrovato il corpo del protomartire San Marziano (la tradizione locale, non provata storicamente, vuole in San Marziano il primo vescovo della città, martirizzato nel 122 d.C. sotto l’imperatore Adriano) che la Diocesi e la città riconoscono oggi come patrono. Altri vescovi invece hanno documentato la loro presenza con atti scritti già nel 381 dopo Cristo. Tortona decadde con l’Impero Romano, ma non perse la sua importanza strategica; il suo ruolo le fu riconosciuto dallo stesso Teodorico, re degli Ostrogoti, in una sua lettera nella prima metà del ‘500. In epoca Carolingia ospitò Imperatori, con consorti e seguiti, e le vicende del potere di Carlo il Grosso ebbero ripercussioni anche qui.Terdona (il nome medioevale della città) passò in epoca successiva al potere dei Vescovi per poi diventare un importante libero Comune, costituitosi in forma signorile, nel 1122. Strinse alleanze con gli altri liberi Comuni dell’Italia Settentrionale, in particolare con Milano; per questa amicizia attirò su di sé le ire dei pavesi che, con l’aiuto di Federico I Barbarossa, la distrussero per ben due volte nel 1155 e nel 1162. Dopo il tramonto del libero comune fu controllata, con periodi variabili, dai Marchesi del Monferrato, dai Pallavicino, dai Della Torre, dagli Scotto, dagli Angioini. Ma con l’affermarsi del potere dei Visconti in Lombardia (fu uno degli oggetti delle loro ambizioni) e dopo varie vicende, per dedizione, venne definitivamente in loro possesso nel 1347. Per ultimo passò sotto gli Sforza: Francesco II, l’ultimo erede di questa grande dinastia milanese, morendo, lasciò la signoria di Tortona alla moglie Cristierna di Danimarca. Sotto di lei la città conobbe anni di prosperità. Poi

Tortona è raggiungibile attraverso la rete stradale e autostradale percorrendo: S.S. n. 10 Padana Inferiore (Torino - Tortona - Casteggio - Piacenza), S.S. n. 35 dei Giovi (Genova - Tortona Casteggio-Milano), S.S. n. 211 della Lomellina (Pozzolo Formigaro - Tortona Mortara - Novara), A7 - Autostrada dei Fiori (Genova-Serravalle Scrivia-Milano), A21- Autostrada dei Vini (TorinoPiacenza-Brescia) e A 26 - Autostrada dei Trafori (Genova Voltri - Ovada Sempione). È collegata alle principali vie ferroviarie: Milano - Genova, Torino – Piacenza – Brescia/Bologna La storia Le origini di Tortona, che risalgono tra l’VIII e il V secolo a.C., si possono ricondurre alla presenza di popolazioni liguri. Interessanti ritrovamenti di materiale archeologico, risalenti all’Età del Ferro, portano a confermare questa teoria. Anche l’antica denominazione “Derton” (castello) ricorda la possibile esistenza di un castelliere, o villaggio fortificato, sulla sommità del colle che domina la città e dal quale la vista spazia lontano. Un vero balcone dal quale si controlla la Pianura Padana fin oltre il fiume Po. Tra il III e II secolo a.C. i romani iniziarono la loro penetrazione in questa regione. La fondazione di Tortona si ricollega forse alla costruzione nel 148 a.C. della Via Postumia, fra Piacenza e Genova e tra il 123 e il 118 nasce Dertona. Ben presto si trasformò in importante punto strategico di snodo e congiunzione di molte strade consolari. Dopo la completa conquista della Cispadana fu fatto partire da Tortona, nel 109 a.C., un tronco di strada per Aquae Statiellae (Acqui Terme) e Vada Sabatia (Vado Ligure); più tardi un altro tronco per Hasta (Asti), Augusta Taurinorum (Torino) e le Alpi. Come si può facilmente dedurre la privilegiata posizione dell’attuale Tortona non è altro che l’eredità lasciata dalla sua progenitrice. Nel 43 a.C. vi si accampò Decimo Bruto. Dopo Azio, fu colonia Augusta e fece parte della Regione IX. Era ascritta alla tribù Pomptina e in età imperiale 45


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vennero i Francesi, gli Spagnoli e gli Austriaci. Nel 1734, a seguito della guerra si Successione Polacca, con i preliminari di Vienna del 1735 e con il trattato di Vienna del 1738 fu unita al Regno di Sardegna, con il quale visse gli eventi Risorgimentali. Nel 1773 Vittorio Amedeo III pensò di farne una fortezza poderosa, che fu occupata dai Francesi nel 1796 e dagli Austro-Russi nel 1799, finché ritornò alla Francia nel 1801. La parte dell’antico nucleo cittadino e il superbo forte, che sorgevano sulla collina, furono distrutti dalle armate di Napoleone nel 1801, dopo la battaglia di Marengo. Nonostante tutto, del glorioso passato della città, restano tuttora importanti vestigia. Città di grandi tradizioni conserva testimonianze della sua lunga e nobile storia. Il“Grosso”ne è una prova: Tortona ebbe il privilegio di aver una propria zecca concesso nel dicembre 1248 da Federico II e, la moneta con più valore, era il “denaro grosso”; oggi premio assegnato annualmente a tortonesi che hanno dato lustro alla città con la loro opera. Tortona è stata, considerando anche solo questi ultimi centocinquanta anni, la patria di illustri personaggi, quali il genio della musica Lorenzo Perosi che, nelle composizioni sacre, ha paragone solo con il Palestrina. In suo onore, ogni anno viene allestita “Perosiana” festival internazionale di musica sacra. Altri personaggi, che con il loro fertile genio hanno dato lustro alla città, sono da ricordare Angelo Barabino, Mario Patri, Cesare Saccaggi e Gigi Cuniolo, anche se meno famosi, sono gli altri artisti che con il loro fertile genio hanno dato lustro alla città. Grandi meriti, in campo sportivo, sono da attribuire a Giovanni Cuniolo, campione di ciclismo dell'inizio dl XX secolo ( nel 1906 fu il primo Campione Italiano, ripetendosi nel 1907 e 1908. Nel 1906 stabilì il record italiano dell'ora, con la distanza di 39,650 km.), mentre altri vanno assegnati al maestro dell’intrattenimento con i burattini, Peppino Sarina. Tortona è gemellata con Privas, Zeveenar, Weilburg è stata insignita della Bandiera del Consiglio d’Europa. Cosa vedere in città La Città offre quattro itinerari storico-artistici, opportunamente segnalati da targhe colorate: giallo (itinerario archeologico), verde (itinerario monumentale), azzurro (itinerario sacro) e bianco (itinerario orionino). I Parchi Il Parco del Castello offre al visitatore la suggestiva zona collinare che domina Tortona con stradine pedonali immerse nel verde. L'itinerario cittadino de “La Strada del Vino Colli Tortonesi” è il massimo per chi vuole conoscere Tortona attraverso il gusto: avrà così la possibilità di assaporare gli ottimi vini, i fantastici baci e l’insuperabile prosciutto, la fragola profumata di Tortona, la gazzosa rossa, il tartufo bianco e il tartufo nero, lista minima delle prelibatezze tortonesi. “I Baci di Dama” e la “Fragola Profumata di Tortona” fanno parte dei PAT (elenco dei Prodotti Agro-alimentari Tradizionali della Regione Piemonte). Il Museo Civico, presso Palazzo Guidobono (attualmente chiuso in gran parte per ristrutturazione), contiene pezzi importantissimi quali la lapide dei tre ciabattini, il mosaico del grappolo d’uva a tessere policrome, le fistule plumbee dell’antico acquedotto e il sarcofago di Elio Sabino, oltre ad anfore, lucerne, piccoli reperti ornamentali e diverse suppellettili domestiche. Resti di mura, acquedotto, tombe, colonne, sono esposte nel cortile. Nella zona nord dell’abitato è visibile la

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Necropoli Monumentale in località Fitteria mentre, poco lontano, nei pressi del cimitero sono visibili alcune parti della cinta muraria della cittadella romana scoperte nel 1999. Altre opere murarie, di epoca romana e medioevale si trovano in via alle Fonti e sul Castello. Nel cortile dell’oratorio della Chiesa di San Matteo è parzialmente visibile il presunto sepolcro dell’imperatore Maggiorano, ucciso a Dertona nel 461. Di epoca medioevale sono una casa in via Pinto, con bella finestra ad arco acuto, decorata con cornice in terracotta ed un edificio a due piani in corso Leoniero, recentemente restaurato. Nel cortile dell'ex Municipio è visibile un elegante colonnato, lato superstite del chiostro del convento dell’Annunziata, con volte a crociera ed archi a tutto sesto. In via San Marziano si incontra il complesso chiamato “La Trinità”, ricordo della Chiesa e convento dei padri Eremitani di Sant’Agostino; all’interno, a cornice del cortile, l’elegante portico dell’antica struttura del convento con ampie arcate a tutto sesto, gettate su colonnette di granito. Nel centro storico sono da segnalare importanti edifici religiosi. La Cattedrale, dedicata a San Lorenzo e Maria Assunta, venne iniziata nel 1574 e aperta al culto nel 1583. Al suo interno, oltre al coro ligneo cinquecentesco e gli arredi intagliati della sacrestia, si segnalano pitture di notevole pregio realizzate da Aurelio Luini, Giuseppe Vermiglio, Giovan Mauro della Rovere detto il Fiamminghino, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. Pregevoli pezzi di oreficeria e argenteria fanno parte del cosiddetto “tesoro del Duomo”. La chiesa di Santa Maria dei Canali (XI sec.), la più vecchia della città, ha subito nei secoli diversi interventi che ne hanno trasformato le linee romaniche originali. Tra le navate sono visibili una tavola di scuola leonardesca raffigurante la Natività e un dipinto del Fiamminghino dedicato all’Annunciazione. La chiesa di San Matteo ha origini risalenti al XII secolo ma è stata rifatta interamente tra il XVII e il XVIII secolo. In essa sono conservati una Madonna con Bambino, attribuita a Barnaba da Modena, e un grande crocifisso ligneo di epoca trecentesca. San Giacomo era una chiesa, con annesso ospizio dei Templari, già esistente nel 1252. Venne abbattuta nel 1770 e ricostruita, con una rilevante architettura tardo-barocca su progetto di Carlo Riccardi, per volere del cardinale Carlo Alberto Guidobono Cavalchini. Interessanti opere d’arte si trovano nella Chiesa dei Cappuccini che risale al 1664: un polittico con Madonna e Santi, una tavola del ‘400 di autore ignoto, due tele del Moncalvo (una raffigura Madonna e Santi e l’altra San Giovanni da Capestrano). L’Oratorio di San Rocco è un altro esempio di barocco. Fu edificato nel 1630. All’interno vi sono opere pittoriche del XVII secolo. Poco rimane dell’antica chiesa di San Michele (documentata nel XIII secolo); quello che oggi si può vedere non è altro che il risultato di infelici restauri e rimaneggiamenti che ne hanno completamente stravolto l’originale struttura. Il Santuario della Madonna della Guardia è il luogo di culto fermamente voluto dal beato don Luigi Orione. Fu costruito nel 1931 sul sito dell’antica chiesa della Beata Vergine delle Grazie, davanti alla quale predicò nel 1418, secondo una tradizione, San Bernardino da Siena. Il tempio è stato realizzato in stile neogotico su progetto dell’architetto Chiappetta. Il 28 agosto 1959, Papa Giovanni XXIII illuminava, mediante impulso radio, la monumentale torre alta 74 metri sovrastata dalla Madonna in bronzo dorato. Il Santuario, che venne solennemente consacrato con il titolo di Basilica nel 1991, contiene le spoglie mortali del fondatore


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della Piccola Opera della Divina Provvidenza e quelle dei suoi successori.

nobiliare dichiarato monumento nazionale, con la facciata realizzata, su disegni di Carlo Riccardi, nel 1773. Nei suoi accoglienti e sontuosi ambienti, nobilitati da dipinti ed arazzi di grande livello artistico, venne ospitato Papa Pio VII nel 1814 e nel 1815. La terrazza che guarda verso via San Marziano è circondata da una balaustra in ferro battuto e pietra di notevole pregio. Completa il quadro delle costruzioni importanti il Teatro Civico. Venne costruito su progetto di Pietro Pernigotti, ingegnere tortonese, tra i 1836 e il 1838. Di linee sobriamente neoclassiche, è costituito da tre ordini di palchi finemente decorati da fregi pittorici e stucchi. Sul sipario, importante opera di L. Vacca, è raffigurato il mito di Orfeo e Euridice. Cosa vedere nei dintorni

Lo splendore del passato di Tortona lo si può trovare non solo nei monumenti romani o nelle chiese, ma anche nei diversi palazzi, appartenuti a famiglie nobili, che abbelliscono la parte vecchia della città. Adiacente al Duomo si trova il Palazzo Vescovile.

Fu costruito alla fine del XVI secolo, per merito del Vescovo Cesare Gambara, nel tipico stile della Controriforma; venne ristrutturato in epoche successive prendendo la forma attuale nel periodo barocco. Nel suo interno sono contenute importanti opere della pittura piemontese e lombarda: un trittico su tavola di Macrino d’Alba, una Madonna con Bambino, Sant’Anna e Santa Margherita del Moncalvo, una Pietà con i Santi Francesco e Carlo Borromeo del Fiamminghino. Palazzo Guidobono (sede del Museo) è una dimora signorile del XV secolo, sede anche dei governatori sabaudi di Tortona, conserva un soffitto ligneo quattrocentesco, con motivi decorativi ed araldici, e pitture di artisti tortonesi e non, già citati in altre parti di questo opuscolo. Edifici altrettanto importanti sono: Palazzo Malaspina, che sorge sull’omonima piazza, è una pregevole costruzione del XVIII secolo con ampi saloni affrescati al primo piano; Palazzo dei Marchesi Busseti, con un bel portale e balcone settecentesco, ospita una scuola; Palazzo Passalacqua, con cortile a colonnato, conserva al suo interno eleganti salotti ed un affresco di L. Vacca, “Il ratto di Europa”. Vi è poi Palazzo Guidobono Cavalchini Garofoli, rilevante esempio di edilizia

Il Parco del torrente Scrivia, regala la possibilità di effettuare passeggiate a piedi o in bicicletta. Gli itinerari segnalati si snodano lungo l’alveo del torrente per sentieri pianeggianti con passaggi particolari rappresentati da alcuni guadi. Nitticore, garzette, aironi cinerini, il rarissimo tarabuso ed il timido cavaliere d’Italia, germani sono alcuni esempi della fauna che si può incontrare. Nella campagna oltre lo Scrivia, verso Pozzolo Formigaro, a 5 chilometri dal casello autostradale di Tortona, un lungo viale di platani porta all'antica Abbazia Cistercense di Rivalta Scrivia le cui origini risalgono al XII sec. L'ampio territorio pianeggiante, compreso tra i torrenti Scrivia ed Orba, nel medioevo era impraticabile, selvatico e paludoso: perciò sul finire del sec. XII, i monaci seguaci di San Bernardo, provenienti dall'abbazia di Lucedio, s'insediarono nella zona, edificarono il grande complesso cistercense e bonificarono il terreno in funzione della produzione agricola. Oltre lo scalo ferroviario, nei pressi del Parco Tecnologico e della Logistica Rivalta, si percorre una strada chiamata “Levata”, che porta nell'omonima cascina. Il lungo rettifilo ricalca l'impianto originale della via Emilia che "localmente ha perso il nome storico che la qualificava per prendere quello di Levata, che tuttora conserva, datole dagli ignari contadini perchè di molto si alzava sul livello delle campagne che attraversa". Si è anche rilevato che i cortili delle abitazioni sono posti sugli allineamenti della centuriazione romana e le misure del recinto corrispondono a jugeri, sottomultipli della centiara. Lungo l'asse viario si osservano le semplici abitazioni rurali costruite con la terra battuta chiamate 'trounere della Frascheta'. In direzione di Alessandria, invece, si trova la frazione di Torre Garofoli, una vecchia cascina al cui interno venne posto il Quartier Generale di Napoleone, prima e durante la famosa battaglia di Marengo (14 giugno 1800). Cronache dell'epoca riferiscono che tra le sue mura vi morì il generale Desaix,


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Ristorante “Osteria della Corte” Via Zenone 7/9 - Tel. 0131.814911 Chiuso: domenica – www.osteriadellacorte.info Occupa l’antico convitto dell’Abbazia di Santo Stefano, un'architettura medioevale con origini romaniche, ben evidenti nella struttura sotteranea della cripta. La ricerca gastronomica propone la genuinità e la tipicità della cucina "di una volta" sapientemente "rivisitata" e modernizzata. Il locale propone atmosfere, momenti, gusto da dedicare al proprio tempo. Ogni Venerdì e Sabato sera dal menu alla carta si può scegliere tra piatti di carne o pesce per poi terminare la serata al Cocktail Bar. Per una pausa pranzo veloce dal Lunedì al Venerdì la scelta è fra cinque primi e cinque secondi sempre di terra e mare. La sala può ospitare circa 60 persone in una quindicina di tavoli comodamente disposti. Durante la bella stagione i commensali possono usufruire del dehor estivo. Parcheggio nelle vicinanze.


vero artefice della vittoria di Marengo. Nell’attigua chiesetta di Santa Giustina sono esposte opere di Camillo Procaccini, recuperate prima dell’abbattimento della chiesa di San Francesco in Tortona. Altri luoghi da visitare: la frazione Passalacqua, tipica cascina fortificata del seicento (si trova a poca distanza dal casello autostradale di Tortona) il Santuario della Cavallosa. Durante l’itinerario, il visitatore avrà modo anche di vedere le importanti e grandi cascine a “pianta milanese” (alcune ancora attive, altre completamente abbandonate e in preda al degrado) che, a partire dal 1600, diedero lustro a questo territorio. Di interessante potrà anche vedere il complesso reticolo di rogge che, partendo dal torrente Scrivia, permettevano l’irrigazione dei campi e davano forza motrice a decine di mulini.

aglio), biscotti tipici del periodo natalizio a forma di pupazzi (Bragton e Busela). Pan in cucion, soma d'aj, panada, cavagneu adl'oeuv, squiccia e farseu. Informazioni più dettagliate sui prodotti e piatti tradizionali si possono trovare sui siti internet www.vivitortona.it, www.stradacollitortonesi.com Colli Tortonesi Doc (Riconoscimento della d.o.c. con D.P.R. 9 ottobre 1973 e successive modifiche; sostituito per intero il testo con D.P.R. 27 settembre 2005. Modificato D.D. 14 marzo 2007). Il vino Colli Tortonesi si produce in circa una trentina di comuni del Tortonese in provincia di Alessandria: Avolasca, Berzano di Tortona, Brignano Frascata, Carbonara Scrivia, Carezzano, Casalnoceto, Casasco, Cassano Spinola, Castellania, Castellar Guidobono, Cerreto Grue, Costa Vescovato, Gavazzana, Momperone, Monleale, Montegioco, Montemarzino, Paderna,Pozzol Groppo, Sant'Agata Fossili, Sardigliano, Sarezzano, Spineto Scrivia, Stazzano, Tortona, Viguzzolo, Villalvernia, Villaromagnano, Volpeglino, Volpedo. La denominazione di origine controllata “Colli Tortonesi” è riservata ai vini rossi, bianchi e rosati che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione. Di questa D.O.C. vengono prodotte le seguenti tipologie:

I principali “PAT” (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) riguardanti i territori della Bassa Valle Scrivia, del Tortonese e della Comunità Montana “Terre del Giarolo”. I prodotti tipici di queste valli sono influenzati dai legami avuti durante la storia con la Liguria, il Piemonte e il Ducato di Milano. La Gazzetta Ufficiale di lunedì 21 agosto 2000, n. 194 pubblicava, per conto del Ministero delle Politiche Agricole, un Decreto Ministeriale del 18 luglio 2000 contenente la prima parte dell’ Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali. In questo elenco sono stati inserite le produzioni con almeno 25 anni di anzianità. Per ognuna di esse sono state predisposte delle schede informative che comprendono fra l’altro la descrizione del prodotto, l’area di produzione, l’eventuale processo di trasformazione, le tecniche di lavorazione consolidate nel tempo in base agli usi locali, uniformi e costanti. L'elenco dei prodotti agro-alimentari del Piemonte è stato rivisto con l'individuazione di 369 prodotti - con D.G.R. 46-5823 del 15 aprile 2002 e D.D. 81 del 24 aprile 2002 - sono divisi in 9 categorie. Un ulteriore aggiornamento è stato fatto nel giugno 2008. Ulteriori informazioni su www.regione.piemonte.it/agri/vetrina/prodottitipici/pat/index.htm Questo elenco comprende ben sedici prodotti tipici del bacino turistico ed enogastronomico del tortonese e della Comunità Montana “Terre del Giarolo”: Aglio di Molino dei Torti, la Cipolla dorata e la cipolla rossa di Castelnuovo Scrivia, le Patate di Castelnuovo Scrivia, i Sedani di Alluvioni Cambiò, i Meloni di Isola Sant’Antonio, la Fragola profumata di Tortona, la Ciliegia Bella di Garbagna, la Mele della Val Curone, le Pesche di Volpedo, i Baci di Dama di Tortona, il Formaggio Montebore, la Mollana della Val Borbera, la “Mela carla” della Val Borbera, le castagne delle Valli Borbera, Spinti e Grue, la Fagiolana della Val Borbera, la Patata Quarantina Bianca Genovese. Il territorio tortonese e quello della comunità Montana “Terre del Giarolo”, però, non si limitano ad offrire solo quanto sopra descritto. Le eccellenze sono ancora tante. Sul territorio, infatti, si trovano tanti altri prodotti che non fanno parte dell'elenco dei PAT (in quanto comuni a tante aree del Piemonte) quali: funghi, tartufi, mieli, testa in cassetta, lardo, prosciutto cotto, salame crudo, salame cotto, pancetta, farinata di ceci o “bela cauda”, coppette di Sant'Antonio, castagnaccio, cognà, bagnet verd, carpione, bagna cauda, stufato di manzo o di asino, grissino stirato. Ed altri che sono strettamente legati al tortonese e dintorni: salame crudo “Nobile del Giarolo”, carne all'erba del Giarolo - Panà – Ebro, agnolotti con sugo di stufato, mais 8 file, gazzosa bianca e gazzosa rossa, tagliatelle con l’”ajà” (sugo a base di noci e

- Barbera e Barbera Superiore - Dolcetto e Dolcetto Novello - Chiaretto - Cortese, Cortese frizzante - Cortese spumante - Croatina - Timorasso - Moscato bianco - Favorita - Bianco - Rosso - Rosso Novello - “Colli Tortonesi” Barbera Sottozona Monleale I DOC “Colli Tortonesi” devono essere sottoposti ad un periodo minimo di invecchiamento: - “Colli Tortonesi Barbera superiore” - “Colli Tortonesi Timorasso” Dove mangiare, dormire, comprare Locale unico ed originale, situato ai piedi della vecchia ciminiera del Cotonificio Dellepiane, il Docks Cafè (Via M. Dellepiane, Cell. 338.9991106, Aperto: sabato dalle 22,00 alle 4,00) è da una diversi anni simbolo del sabato notte in Tortona e dintorni.

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Sul palco del Docks si alternano gruppi musicali locali, molto apprezzati e conosciuti, mentre talentuosi e giovani dj riesocno a far ballare tutti fino al mattino grazie alla selezione di dischi ricercati ed aggiornati di musica house. Il Docks Cafè è il punto di ritrovo di tutti coloro che vogliono divertirsi; lo staff del locale è pronto ad accogliere la propria clientela con l’entusiasmo che li ha sempre contraddistinti, dalle cassiere, alle cameriere ed ai baristi. All’interno del locale si respira in ogni angolo aria di festa e di divertimento. È idelale per feste di compleanno, di laurea ed altro ancora. A disposizione dei clienti: sala fumatori e grande parcheggio.


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Albergo Ristorante Cavallino Corso Romita, 83 - Tel. 0131.861750 - 0131.862308 Chiuso: domenica – www.cavallinotortona.it Nato come stazione di cambio cavalli l'albergo ristorante aperto dal 1876, è stato completamente ristrutturato nel 2001. Oggi, come una allora, offre ristoro e relax in un ambiente accogliente e raffinato. A colpire chi scopre per la prima volta il "Cavallino" sono l'eleganza e la cura degli ambienti dove i pezzi dell'arredamento sono stati amorosamente recuperati e disposti con grande gusto costruendo, con le luci soffuse delle lampade d'antiquariato, un'atmosfera d'altri tempi dove gustare al meglio i piatti di una cucina di livello assoluto. Merito dei giovani "chef", Luca e Stefano, che sapientemente mescolano la tradizione dei grandi piatti piemontesi, con un occhio di riguardo al territorio del tortonese, con l'innovazione dei tempi moderni sfruttando al massimo i colori e i sapori delle stagioni. Il tutto accompagnato da una carta dei vini che comprende oltre 300 etichette accuratamente selezionate da Giuseppe, con una particolare attenzione a quelli dei Colli Tortonesi. Dalle luci soffuse delle sale ristorante all'atmosfera dei piani superiori dove si ha la sensazione di entrare in una casa del Piemonte di un'altra epoca. Ambienti caldi e curati nel dettaglio con il grande amore delle cose di una volta per far sentire a "casa" chi entra nelle dodici graziose camere dell'hotel. Camere dove però la modernità non è certo esclusa ma, grazie alle recenti opere di restauro, si è integrata negli ambienti oggi dotati di aria condizionata, frigobar, tv e collegamento a internet, oltre ai nuove e spaziose sale da bagno in marmo bianco. Parcheggio privato.


Il Salumificio Barabino Francesco (S.S. per Alessandria 44, Frazione Torre Garofoli, Tel. 0131.868396 www.barabino.com) fa parte della storia della città (è una delle cinque attività ultracentenarie della città). Non è da tutti avere una storia che attraversa un arco di tempo di tre secoli. L'azienda nasce nel lontano 1885, anno in cui Santino Barabino intraprende l’attività di allevamento di suini, ponendo le premesse per quella che è oggi una tra le migliori aziende del settore.Nel 1919 il figlio Francesco fonda il Salumificio che ancora oggi porta il suo nome.

vitante negozio pieno di verdi specialità. Grazie alle loro origini “campagnole”, hanno trasferito la loro sensibilità nelle scelta dei prodotti nell'ambito del lavoro che hanno intrapreso. La loro passione per i cibi sani naturali sono la garanzia di un'alta qualità e genuinità.

Sugli scaffali de “Le 4 Stagioni” si trovano generi ortofrutticoli che seguono l'andamento delle stagioni provenienti nella quasi totalità da agricoltori del territorio. Tra frutta e verdura si trovano anche ottimi mieli e buoni vini. Oggi l’azienda può vantarsi di essere arrivata, con professionalità ed esperienza, ad ottenere un perfetto connubio tra la modernità e la conservazione delle tradizioni tipiche del gusto e del sapore dei salumi di una volta, nel rispetto delle ricette artigianali, tramandate di generazione ingenerazione. Il Salumificio produce prosciutti cotti, la cui punta di diamante della produzione è il prosciutto cotto denominato “L’insuperabile” (alta qualità), salami crudi, tutti di maiale (confezionati con carni selezionate con l’aggiunta di pepe nero e aglio) stagionati in vero budello di maiale che consente l’ottenimento di prodotti di altissimo pregio e qualità. La gamma dei prodotti si completa con salametti preparati seguendo una antica ricetta delle colline Tortonesi con carni suine di pregio, salami cotti e zamponi prodotti con impasto fatto con carni magre di maiale e conditi con sale, pepe nero spezzato e spezie triturate fini, coppe pancette, lardo e cotechini. Infine, arrosti di qualità che vengono salati e aromatizzati prima di essere infornati.

Il “Columbia Pub” (S.da per Viguzzolo, Tel. 0131 815714 – Chiuso: lunedì) è stato ricavato da un vecchio capannone per deposito di materiale edile.

Dal 1986, anno di fondazione, è ancora saldamente in mano alla proprietà che lo avviò. Il locale è accogliente con una giovane e dinamica gestione. Si estende su di una superficie di mq. 400, oltre a mq. 130 di dehors estivo ed è suddiviso in due zone: birreria, in grado di ospitare una ottantina di persone, e ristorante, per circa 40 coperti. Il tipo di cucina proposta e quella regionale e mediterranea.

La più antica pasticceria di Tortona, la Pasticceria F.lli Vercesi (Via Emilia 178, Tel. 0131 861822 - Chiuso: martedì) offre pasticcini, cioccolatini e cioccolati delle migliori marche, caramelle, ma soprattutto gli esclusivi “Baci Dorati”,

È un punto importante di aggregazione grazie all'ottima musica dal vivo, eseguita da vari gruppi musicali che si alternano durante l'anno, e alla convivialità e all'atmosfera che i titolari hanno saputo creare. Al venerdì Musica Live e alla domenica aperitivo Latino con spettacolo. ampio parcheggio riservato. una squisita variante al cacao del bacio di dama. Si tratta di dolci a forma ovoidale composti da due parti di pasta morbida di mandorle, tenute assieme da una "ghiaccia" di cacao, il tutto avvolto in stagnola dorata. Sono venduti in scatole stile liberty, in cui è inserito un biglietto con la poesia che comincia: «I baci dorati sono tortonesi / li hanno creati i fratelli Vercesi». I doppi sensi per "attaccare" con la ragazza del tipo: «Posso darle un bacio?» e simili, hanno per patria Tortona.

La piccola grande storia di “Bon Ton” Salumi di Barabino Santino & C. S.a.s. (Strada Gerola 1, Tel. 0131.861754 www.bontonsalumi.com) nasce negli anni '30 del novecento, quando Barabino Santino (nonno dell'attuale “patron”) fonda un piccolo allevamento suinicolo che andò via via ingrandendosi nel corso degli anni. Passando sotto la guida del figlio Bruno l'allevamento assume dimensioni considerevoli e nel contempo si fà notare per le attrezzature e la metodologia sempre all'avanguardia. L'attività di salumificio inizia a Rivalta Scrivia, frazione di Tortona, dove prosegue fino alla metà degli anni '90. Con l'entrata in vigore delle normative della Comunità Europea l'attività, passata sotto la guida del figlio di Bruno, Santino, viene trasferita nei nuovissimi

Situato a pocchi passi dal centro storico della città, il negozio di frutta e verdura “Le 4 Stagioni” (C.so Leoniero 21, Tel.0131.862132, Chiuso: mercoledì pomeriggio) è gestitto dalla simpatica coppia formato dalle sorelle Gloria e Laura Meardi, che lo hanno rilevato10 anni fa e lo hanno trasformato in un in53


Ristorante Country Hotel “Il Carrettino” Strada per Pozzolo, 15 - Frazione Rivalta Scrivia (AL) Tel. 0131.860930 Chiuso: mai - www.hoteillcarrettino.it Accogliente struttura ricettiva ricavata dalla ristrutturazione di una vecchia cascina della pianura padana, della quale conserva lo stile classico; la vecchia stalla ed il fienile sono stati trasformati in ampie sale (da 10 a 300 posti) adatte per la ristorazione, le vecchie case coloniche sono diventate camere d’albergo (44) ed arredate in armonia con l’ambiente agreste, piacevoli e rilassanti. Il complesso si adatta molto bene all’organizzazione di qualsiasi evento; nelle ampie sale, infatti, si possono organizzare convegni, seminari, cerimonie e pranzi di lavoro. Oltre agli attrezzati interni sono disponibili spazi immersi nel verde. Il prato con l’elegante gazebo fiorito, il giardino zen, la tranquilla e distensiva campagna circostante, creano un clima di lavoro rilassato e piacevole. La cucina, caratterizzata da piatti tipici del territorio sapientemente rivisitati, a base di ingredienti semplici, genuini e controllati (per buona parte di produzione della fattoria), fa da degna cornice sia ai momenti di festa sia a quelli di pausa lavoro. La particolare collocazione, a ridosso dell’importante nodo autostradale di Tortona (incrocio dell’A 7 Milano-Genova con l’A 21 Torino-Piacenza) e al centro di un’area di particolare interesse turistico e storico-culturale, fa del Ristorante – Country Hotel “Il Carrettino” il punto di partenza ideale per coloro che sono alla ricerca delle bellezze della natura. Da qui, infatti, nel giro di pochi chilometri si possono raggiungere le dolci colline del tortonese, le incontaminate montagne delle Valli Curone, Borbera e Scrivia, la pianura delle grandi cascine “a corte lombarda”, ricche di storia e di fascino, dei mulini e delle rogge, dove la campagna è stata modellata dal lavoro dell’uomo. Nei dintorni si possono visitare i luoghi della Battaglia di Marengo (la cascina di Torre Garofoli dove Napoleone pose il suo comando e da dove partì, il 14 giugno 1800, la controffensiva vincente contro le truppe austriache e Spinetta Marengo con il Museo dedicato alla battaglia), l’Abbazia cistercense di Rivalta Scrivia, edificata a cavallo tra il XII e XIII secolo, il piccolo borgo di Castellania, tra le verdi e tranquille colline tortonesi, con la casa natale (trasformata in museo) e il mausoleo dei fratelli Fausto e Serse Coppi. Sempre nelle vicinanze, vi sono Pozzolo Formigaro con il suo castello le cui origini risalgono al 1180, Novi Ligure con i suoi palazzi dipinti, Serravalle Scrivia con gli scavi dell’antica città romana di Libarna, Gavi Ligure con l’imponente forte del ‘700. E ancora: Castelnuovo Scrivia con il quattrocentesco castello che sovrasta il borgo storico, Pontecurone con la casa natale di San Luigi Orione e Tortona con il bel centro storico tipicamente ottocentesco, la Chiesa di Santa Maria dei Canali (risalente all’XI secolo) e il Santuario della Madonna della Guardia.In sintesi, i dintorni del complesso offrono diversi e qualificati motivi per trascorrervi un breve soggiorno. La quiete e la tranquillità del “Carrettino” renderanno il soggiorno piacevole e rilassante.


laboratori di Torre Garofoli, con il marchio "Bon Ton Salumi", dove è presente anche il punto per la vendita sia all'ingrosso che al dettaglio.

promuovendo i presidi Slow Food locali e inimitabili sapori quali il formaggio Montebore, il Salame Nobile del Giarolo, i vitigni autoctoni come il Timorasso. Nell’attigua ed accogliente Sala Ristorante (circa 20 coperti) si possono assaggiare grandi vini (circa 600 etichette) accompagnati da agnolotti di stufato, pisarei e fasò, gnocchetti al Montebore, e da incomparabili formaggi e salumi. Una festa per il palato insomma. La Caserccia dispone anche di un servizio internet di e-commerce. Il Ristorante Albergo “Aurora Girarrosto” (SS per Genova 13, Tel. 0131.863033, Chiuso: mai) apre a Tortona in via San Marziano ad opera di Angelo Cerchi e la moglie Adelina Bocchio alla fine degli anni '40. Poco tempo dopo si trasferisce nell'attuale sede ed è grazie al caratteristico modo di cucinare alla brace che all'originario nome Aurora si aggiunge Girarrosto, oggi molto ben conosciuto anche come albergo ristorante «Cerchi».

Forte di una così salda e radicata tradizione la Bon Ton Salumi ripropone oggi i valori di una sana alimentazione con tutto il gusto del sapore di un tempo, mantenendo intatte le caratteristiche di una lavorazione artigianale. La “Vineria Derthona” (Via Lorenzo Perosi 15, angolo via Seminario, Tel. 0131 812468, Chiuso: lunedì www.vineriaderthona.it) è ubicata in un immobile di impianto tardo ottocentesco, che è stato recentemente oggetto di un restauro che, consentendo il recupero di ambienti con ariose volte in mattoni, conferisce al locale un'atmosfera particolarmente indicata per una vineria. Le sue due sale sono in grado di ospitare una cinquantina di ospiti. È qui possibile scegliere tra oltre quattrocento diversi vini provenienti dalle principali regioni italiane e gustare piatti della tradizione gastronomica locale: ravioli al sugo derthona, reginette all’ajà, vitello tonnato alla piemontese, stufato al vino rosso, bagna cauda, etc.

Il ristorante propone una cucina creativa con la pasta fatta in casa e l'utilizzo di prodotti tipici come funghi, tartufi e carni. Le specialità alla brace sono il “must” della casa: le materie prime, scelte grazie a una attenta, quotidiana analisi dei prodotti locali, mantengono le promesse e le premesse della grande cucina piemontese; le costate di bue grasso di Carrù (una preziosità piemontese allevata secondo la più severa e naturale tradizione) e le altre golosità di carni selezionate alla fonte sono il fulcro di una cucina che sa mescolare una tradizione forte e fiera a suggestioni meno tradizionali ma altrettanto accattivanti. L'ambiente è composto da tre sale luminose, dove i tavoli ben distanziati favoriscono il giusto raccoglimento e invitano a godere dello spettacolo del girarrosto. La bella stagione riserva il piacere di cenare all'aperto, nel confortevole e romantico dehor, che permette di degustare le specialità del ristorante in un angolo silenzioso e romantico, arredato con rustica grazia e circondato di fiori. L'albergo dispone di 19 camere, arredate con stile ed eleganza. Per i clienti è disponibile la sala fumatori.

Quando la stagione lo consente, alcuni tavoli vengono allestiti nel piccolo spazio antistante il locale. “La Casereccia” (Via Emilia 289, Tel. 0131.862323, Chiuso: mercoledì pomeriggio e domenica www.lacasereccia.net) è tra le piu’ importanti realtà del settore enogastronomico del territorio. È un negozio di gastronomia con annessa sala ristorazione nel centro storico di Tortona dove poter comprare o degustare i prodotti tipici del territorio Il locale esiste ormai da venti anni, gestito dai titolari Marco e Luciana in quali instancabilmente continuano nella ricerca di prodotti di alta qualità.

L'inconfondibile Hotel Villa Giulia (Ss per Alessandria 7/a, Tel. 0131.862396 www.villagiuliahotel.com), quattro stelle in comfort, qualità e servizio. La grande pulizia, la cura dei particolari, l'attenzione ad ogni necessità espressa dall'ospite rendono l'Hotel un luogo piacevole, realizzato proprio a...misura d'uomo. Conservando la struttura di un'antica casa colonica, è stato progettato uno spazio in cui sentirsi come a casa propria.

I prodotti offerti sono di grande qualità e vanno da un’invidiabile cantina che comprende i migliori vini nazionali ed internazionali ai salumi quali S.Daniele, Parma, Patanegra. Dal Granchio Reale Russo al Tonno di Carlo Forte, dal Fois Gras al Salmone White King. Accanto a queste prelibatezze la Casereccia tiene uno sguardo attentissimo ai prodotti del territorio

Tra i solidi muri non sono stati alzati tramezzi. Pavimenti, serramenti, rivestimenti e arredi sono unici e originali, 55


ALBATROS IL MONDO DELLA CARTA E DEL TESSUTO S.S. 10 per Voghera, 53 15057 Tortona (AL) Tel. 0131.817572

C.so Montebello, 7/9/11 15057 Tortona (AL) Tel. 0131.850531 Tel. 0131.894739

Via Postumia, 25/A1 - 15057 Tortona (AL) Tel. 0131.861609 - www.abbondio.it La storia della Fabbrica Bibite Gassate Abbondio, oggi Abbondio spa, inizia nel 1889. Sono passati oltre 120 anni da quando Angelo Abbondio fondò in Tortona la sua azienda. Seppe mettere a punto ricette originali e segrete, scegliendo solo ingredienti naturali di grande pregio: ottenne così sapori inimitabili, premiati da riconoscimenti ufficiali e dal gradimento del pubblico. Passata di proprietà una decina di anni fa, la nuova Abbondio continua a produrre secondo le antiche ricette ma con attrezzature e tecnologie moderne e sicure: il risultato è un bell'esempio di made in Italy all'insegna di fascino, gusto e genuinità. A fianco delle ricette classiche, quelle che hanno fatto la fortuna del marchio e che hanno accompagnato la lunga storia, Abbondio ha creato nuove proposte assolutamente irresistibili. Il segreto delle bibite Abbondio è semplice, ed è sempre lo stesso dalla nascita: ingredienti di assoluta qualità, selezionati e combinati insieme con estrema cura. Un esempio? Per raggiungere l'equilibrio e la piacevolezza della gazzosa classica “bianca”sono utilizzati ben 5 diverse varietà di limoni siciliani, solo essenze naturali pregiate zucchero extra-fine. La qualità delle materie prime è esaltata attraverso un ciclo produttivo che impiega le tecnologie e i macchinari più moderni, e svolgendo controlli rigorosi e continui per garantire la massima sicurezza e igiene. Le bibite prodotte sono la Gazzosa Bianca, la Gazzosa Rossa, la Gazzosa Verde, Chinotto, Pompelmo-fragola, Aranciata e tonica. La Gazzosa Bianca e la Gazzsosa Rossa sono le bevande tipiche tortonesi: la gassosa bianca è al al gusto di limone mentre la “rossa” è di gusto amaro (in origine denominata “americano”, più tardi “amaro”) che fin dai primi del ’900 dissetavano i viaggiatori che facevano sosta a Tortona. È ancor oggi la bibita analcolica per eccellenza del tortonese. Va ricordato, per l'originalità, il primo contenitore della gassosa: una bottiglietta a due scomparti in vetro spesso, che si autotappava grazie ad una biglia interna, spinta in alto dall'azione del gas carbonico.


scelti per far rinascere un'antica villa. In tutte le unità abitative i pavimenti in parquet sono impreziositi da tappeti persiani. Alle pareti tappezzeria ignifuga e litografie d'autore. Tutti gli ambienti godono di climatizzazione computerizzata e di aria depurata. L'Hotel Villa Giulia dispone di 12 camere doppie, di bar, sala colazioni, living room e sala riunioni. Parcheggio gratuito nel giardino dell’Hotel. Una suggestiva ed elegante villa tardo ottocento e un parco curato che regala riservatezza e immagini da film, il tutto alle pendici della collina tortonese.

Vi è anche una sala relax attrezzata di divani e televisione con distributori automatici di bevande calde e fredde (caffè - bibite - acqua). L'attività della conosciutissima Pizzeria Tam Tam (Via Franciolino de’ Franciolini 8, Tel. 0131.863094 Chiuso: giovedì - domenica pranzo) attraversa un arco di tempo che supera il mezzo secolo. Correva l'anno1958 quando in Via Fracchia, Remo Spezia inaugurò il locale.

Chi decide di recarsi all'Albergo Ristorante Villa Viola (Strada Viola 44, www.albergovillaviola.com Tel. 0131.811462) si troverà immerso in un'oasi di tranquillità e di comfort trovando tutte le soluzioni per qualsiasi problematica si desideri risolvere. Dalla cerimonia, nozze o battesimo o altro, per passare alle riunioni aziendali per arrivare ai congressi. L'ombra dei tigli d'estate o l'ampia sala da 120 posti all'interno nella brutta stagione, unitamente al comodo parcheggio, fanno di Villa Viola il luogo ideale per qualsiasi momento.

Un succeso quasi immediato che nel giro di poco tempo, era il 1965, lo portò a trasferirsi nei più ospitali ambienti di Corso Montebello. Fu l'ambiente “in” per diverse generazioni a cavallo degli anni 70/80. Nel 1990, la Pizzeria Tam Tam si trasferisce presso l'attuale sede di via Franciolino de’ Franciolini al numero civico 8. Contemporaneamente Remo passa la mano ai figli Fabio e Roberto che, con lo stesso entusiamo e professionalità, ne continuano l'opera. Dai forni oggi vengono sfornate 30 tipi di pizze e la focaccia di Recco. Nel menu del ristorante si trovano importanti portate a base di carne piemontese, tagliata compresa, che vanno ad affiancare le grigliate e fritti misti a base di pesce fresco in arrivo quotidianamente. I dolci sono tutti fatti dalla casa e sono in bella vista nello stesso frigo/vetrinetta a torre.

Villa Viola, però, non è solo un luogo per grandi eventi. Le sale interne e il giardino sono stati studiati per offrire la possibilità di pranzare e cenare anche in perfetta intimità gustando al meglio la variegata cucina che non manca di guardare al territorio. Le stesse attenzioni dedicate alla ristorazione, a Villa Viola li si possono trovare nell'annesso Hotel le cui camere, ampie e luminose, sono arredate in perfetta armonia con l'ambiente e le caratteristiche della villa e nello stesso tempo dotate di tutte le più moderne tecnologie per offrire al cliente quella rara possibilità di far convergere le necessità della vita moderna con un riposo vero che spesso si ricerca ma diventa difficile da ritrovare.

La Vineria Infernot (Via Pelizzari 9, Tel. 0131.894329, Chiuso: martedì) è stata ricavata dalla ristrutturazione di una vecchia trattoria, chiusa da anni. È situata proprio nel centro storico di Tortona, a poche decine di metri da Piazza del Duomo. L’ambiente, intimo e accogliente, composto da due sale in grado di ospitare una sessantina di commensali, è caratterizzato dalle belle pareti in mattoni a vista, cosi come le eleganti volte a botte, che ricordano le vecchie locande dell’ottocento.

L'Affittacamere “Centro Storico” (Via Puricelli 20, Tel. 0131.895076 Cell. 338.2531691 www.affittacamerecentrostorico.it) è ubicato in piena isola pedonale, il che significa tranquillità e traffico limitato.

La conduzione è familiare e in cucina trionfano sapori antichi, tipici di un territorio di confine qual’è il tortonese (agnolotti, tagliatelle, trippa, ecc.). I piatti variano secondo le stagioni e la reperebilità delle materie prime sul mercato. Non mancano mai, però, i salumi selezionati tra i produttori del Nobile del Giarolo e i formaggi prodotti dai piccoli caseifici artigianali della zona così come non mancano i vini dei Colli Tortonesi,Timorasso in primis. Il servizio in cucina e ai tavoli è curato direttamente dai titolari. E per finire il buon rapporto tra qualità e prezzo.

La struttura si trova a due passi da Piazza Duomo e a ridosso famosi “Portici” dove è consuetudine per i giovani tortonesi darsi appuntamento per fare le rinomate "vasche" ossia passeggiare, conversando ed ammirando le bellissime vetrine oppure per l'aperitivo con gli amici negli svariati bar ed antiche pasticcerie. Gli ospiti hanno la possibilità di posteggiare sia nel garage "Primavera" di via Bandello, chiuso e custodito a m. 200, sia nelle varie piazze vicine. La struttura dispone di camera matrimoniale, camera tripla, camera matrimoniale Lux e Suite, tutte munite di accesso internet gratuito.

Il “Bar Ideal” (Via Piave, Tel. 0131.820100, Chiuso: domenica www.idealtortona.it) vuole essere il punto di riferimento per tutti i momenti sfiziosi e golosi della gionata: dalla colazione, al pranzo con cucina espressa all'apericena con degustazione. Il tutto 57


in un ambiente sereno, divertente e piacevole.

Cascina Carcassola, all'epoca coperta soprattutto da boschi. Negli anni seguenti i lavori di bonifica dei terreni e la costruzione della casa padronale e degli altri fabbricati diedero forma all'azienda che oggi è gestita dalla figlia Patrizia. Da allora ha sempre mantenuto una conduzione di carattere famigliare. Il nome della tenuta ha origine nel 1558 quando Antonio Carcassola, patrizio di Milano e feudatario di Lentate sul Seveso, acquistò Rivalta (all'epoca l'estensione di questo possedimento ammontava a circa 14000 pertiche). Il metodo di coltivazione biologica ha come principale scopo il rispetto dell'ambiente attraverso tecniche colturali idonee a preservare la struttura e gli equilibri microrganici del terreno, l'utilizzo di varietà vegetali adatte all'ambiente specifico ed anche la salute dell'operatore e del consumatore. La coltivazione dei terreni si pone l'obiettivo dell'autosufficienza, cioè una produzione che possa soddisfare le necessità alimentari degli animali presenti in azienda; i prodotti in esubero sono destinati alla vendita. Avendo intrapreso dei metodi produttivi fedeli ai principi su cui si basa la biodiversità, si utilizzano pratiche agronomiche quali le consociazioni e le rotazioni ottenendo diverse produzioni.

La professionalità vuole inoltre essere uno dei punti forza del locale: attualmente lo Staff è composto da 2 chef (Salvatore e Piero) e 1 barman (Andrea). L'Ideal è stato uno dei locali storici di Tortona.

È ubicato nell'area dei giardini pubblici antistanti la stazione ferroviaria. Nel Novembre 2010 è stato riaperto dopo un lungo e attento restyling globale. Aperto dal Lunedì al Sabato dalle ore 06 alle ore 22. Le origini dell' Azienda Agricola del Cerabino "Cavo Valentino" (Str. Cascinetta 8, Tel. 0131.866395 www.cavovalentino.it) risalgono ai primi anni del '900. L'azienda è situata nel cuore dei colli Tortonesi, sulle prime propaggini della Valle Ossona: l'esposizione al sole e la natura del terreno favoriscono la produzione di pregiate uve, bianche o rosse.

I principali prodotti sono: l'erba medica, l'orzo, il grano tenero, il mais e il fieno di prato. Gli elementi che caratterizzano i prodotti tipici sono: memoria storica, localizzazione geografica, qualita' della materia prima e tecniche di produzione. La perdita o l'abbandono di specie e di varietà locali comporta la perdita irreversibile di quella parte di patrimonio genetico presente in esse che ha permesso nel corso dei secoli il loro progressivo adattamento all'ambiente e la resistenza alle avversità che ne minacciano la sopravvivenza. Grazie a questa filosofia sono rinate le produzioni della Fragola Profumata di Tortona, il Mais 8 file tortonese e i Ceci della Carcassola.

La vinificazione è effettuata in modo tradizionale ma di pari passo con l'evoluzione tecnologica come è testimoniato dalla presenza di moderni impianti per la fermentazione controllata dei mosti e di piccoli fusti di rovere per l'affinamento dei vini. Oggi l'azienda, utilizzando solo sceltissime uve, garantisce con il proprio marchio vini e spumanti di alta qualità. L'azienda vende direttamente al pubblico ed è visitabile su appuntamento, con possibilità di degustazione. La conduzione tecnica è affidata all'enologo Marco Cavo, che, coadiuvato dai suoi familiari si occupa direttamente delle varie fasi della vinificazione, dalla vendemmia all'imbottigliamento. Nel corso degli anni, con l'acquisizione di nuovi terreni confinanti, si è estesa fino agli attuali 20 ettari, di cui 15 vitati.

L'Azienda Agricola “La Colombera” (Strada Comunale per Vho 7, Frazione Vho di Tortona, Tel. 0131.867795 www.lacolomberavini.it) si estende su una superficie di 22 ettari, quasi tutti accorpati alle cantine. La passione per il mestiere del viticoltore e del vignaiolo, porta i titolari dell’azienda a volere uve di massima qualità che si esprimeranno al meglio nei vini. Renato Semino, arrivato alla Cascina Colombera nel 1937, decide di condurre queste terre piantando negli anni 50 i primi vigneti. Piercarlo, il figlio, si appassiona al lavoro del padre e dagli anni ’70 la parte viticola dell’azienda assume sempre più importanza.

L'Az. Agr. Biologica “La Carcassola” (S.da Molino Bruciato 9, Tel. 0131.817254, Cell. 338.6471958 www.carcassola.it) si trova nel comune di Tortona, più precisamente fra il torrente Scrivia e la piccola frazione Rivalta Scrivia, il cui nome ha origine proprio dall'omonimo corso d'acqua. Dalle sponde di quest'ultimo si alzano le dolci colline del Tortonese che si estendono fino all'Appennino Ligure formando splendide valli tra cui: la Val Grue, la Val Curone, la Val Borbera e Spinti. Nel 1929 Lodi Luigi acquistò la

Fu in quel momento che si decise di non vendere più l’uva ma di realizzare vino sfuso e venderlo. Col tempo affina 58


la tecnica di cantina, grazie all’esperienza ed a preziosi consigli. Vende tutto il vino che produce sfuso direttamente ai privati, questi arrivano alla Colombera grazie al passaparola di amici e conoscenti. Nel 1997 inizia a pensare di ingrandire un pochino l’azienda, ormai ci sono 14 ettari di vigneto e un nuovo progetto… Nel 1998 fa la prima selezione delle uve barbera del vigneto più vecchio, Vigna Brusà, piantato ancora da Renato, dopo un accurato invecchiamento, ecco la prima bottiglia della Colombera.

Fragole Dolci del Folletto, i Ceci della Merella e lo Zafferano della Fraschetta. Producono inoltre frutta e verdura di prima qualità per confezionare nel laboratorio golose conserve che allietano i palati dei buongustai.

L’azienda di Claudio Mariotto (Strada per Sarezzano 29, Tel. 0131.868500 www.claudiomariotto.it), si estende su una superficie di circa 70 ettari, di cui15 coltivati a vigneto, nei comuni di Tortona e Sarezzano.

Infine, nella bella casa di fine settecento, accolgono gli ospiti nel B&B per degustare i prodotti aziendali e del territorio, per offrire sane e gustose merende, per qualche giorno di relax, per un giro in mountain bike nel Parco del Torrente Scrivia o per un tour alla scoperta delle meraviglie enogastronomiche di questo angolo del tortonese. Sulla strada che conduce a Novi Ligure, si trova la Panetteria Barabino (Strada per Pozzolo Formigaro, Fraz. Rivalta Scrivia di Tortona, Tel. 0131.817221 Chiuso: mercoledì pomeriggio). È un piccolo negozio, semplice e tradizionale, ma ricco di bontà caserecce. L'attività , come panetteria e alimentari, nasce intorno agli anni settanta ad opera di Severino Barabino. Oggi è condotto dal figlio Marco, che continua la strada del padre sfornando con passione e tanto amore pane e dolci caserecci. Tra questi ultimi vanno ricordati delle squisite ciambelle chiamate “brasadé”. Il loro nome sembra derivare dal bracciale di ciambelle che le madri realizzavano per i propri figli, nascondendoli poi sotto la veste, per far fronte ai morsi delle fame durante le lunghe funzioni religiose di un tempo.

Nata intorno al 1920 per meritodel bisnonno Bepi, in seguitola continuità è stata assicurata dal nonno Salvatore e dal papà Oreste. L’obiettivo della famiglia è sempre quello di proporre un prodotto di qualità, che sia all'altezza della tradizione del territorio e dell’impegno profuso per la realizzazione del vino. La garanzia di una produzione di alto livello è data dalla vita di ogni giorno a contatto con il vigneto, dalle tecniche di cantina utilizzate e dalla cura con cui viene seguita ogni singola fase del processo produttivo, dalla maturazione delle uve, all'affinamento delle migliori partite di vino in botte. Il Paesaggista Vittorio Berselli (Via Maestra 1, Fraz. Vho di Tortona www.igiardinidiberselli.com Cell. 331.8617562) opera nel settore dal 1995. Si occupa di progettare e realizzare aree verdi per ogni esigenza con professionalità e competenza avvalendosi di personale esperto e qualificato. I giardini sono progettati e realizati tenendo in considerazione che il giardino è un' estensione della casa: deve avvolgerla e completarla in modo armonico ed elegante adattandosi alle forme ed agli spazi esistenti soddisfacendo i gusti e le esigenze di chi la abita.

Da provare anche il pane, sempre fragrante, oltre ai grissini stirati, focaccia, amaretti morbidi, canestrelli, biscotti al mais e pasticceria fresca. La Gelateria “Mare di Vho” (Largo Borgarelli 16, Tel. 0131.895240 Chiuso: mercoledì), nella zona di Piazza Roma, nell'arco di pochi anni si è posta all'attenzione degli amanti del gelato. La gelateria è tipicamente artigianale. Giancarlo, il titolare, utilizza ingradienti naturali, genuini e di alta qualità.

Dai giardini più piccoli ai parchi i progetti si distinguono sempre per l' accuratezza dei particolari, la scelta delle essenze, per il rispetto dell' ambiente e della natura. I giardini di Vittorio Berselli sono armoniosi, estrosi, unici ma anche pratici e funzionali: si tratta di spazi che si possono ammirare ma soprattutto vivere e sfruttare appieno. L’azienda agricola “Cascina Folletto” (Str. Veneziana 9/1, Bettole di Tortona www.cascinafolletto.com Tel. 0143.417224) si trova nel cuore della Fraschetta, ai confini di Tortona e Novi Ligure. Andrea, Andreina e Maria Rosa coltivano con amore e passione le Fragole Profumate di Tortona e le

Insieme alla moglie Mariella, e con la collaborazione di Valentina e Marta, prepara con cura tutti i vari gusti di gelato, partendo dalla “pulizia” dei diversi tipi di frutta fresca di stagione (gran parte di questa è tipica del territorio), selezionando il cioccolato migliore, miscelando panna e latte freschi, e assolutamento senza l'utilizzo di basi in 59


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L’Alchimista S.S. 10 per Voghera, 22 15057 Tortona (AL) Cell. 349.2829486 Grappe pregiate di monovitigno distillate artigianalmente in alambicco a bagnomaria Grappe alla frutta Liquori


polvere preparate. Si possono, inoltre, degustare prodotti di caffetteria, tra cui l'ottima cioccolata calda con o senza panna montata o gelato. Il locale si presenta arredato con gusto, confortevole, con un ampio dehor estivo.

a disposizione sono oltre 100 la gran parte in muratura con annessa giostra e tondino. Il Centro dispone di due van per il trasporto cavalli. Per i concorsi è usufruibile un ampio parcheggio per van e trailer, oltre a 240 box tutti con pavimento in cemento ed i nuovi spogliatoi e servizi a disposizione. All'interno della struttura funziona un servizio bar e ristorante di ottima qualità. Nella bella stagione il servizio è disponibile nello splendido giardino annesso al club. Il centro ippico "Torrione" propone anche una scuola Pony con l'Istruttrice Donella Bologna.

Gabbantichità (S.S. per Voghera 41/3, Tel. 0131.861048 – www.gabbantichita.it) è attiva a Tortona nel campo dell'antiquariato e del restauro dal 1948, anche se il capostipite Piero Gabba vanta un'esperienza come intagliatore a partire dagli anni '30 del Novecento. Proprio in quegli anni vince il titolo di Campione provinciale e partecipa ai campionati Nazionali. I principali interessi dello Studio d'Arte sono i mobili, i dipinti, le sculture e gli oggetti d'arredo a partire dall'"Alta Epoca" passando attraverso il Barocco, il Neoclassicismo, tutto l'Ottocento, fino ad arrivare al Design del Novecento, il cosiddetto Modernariato.

La Pizzeria Girasole (Piazza Erbe 22, Tel. 0131.862714, Chiuso: mercoledi) si trova proprio accanto al Tribunale di Tortona. È una pizzeria storica della città, anche se nel tempo a cambiato diverse proprietà. Oggi è condotta da Salvatore Usala, approdato da queste parti dopo importanti gestioni di pizzerie nei paesi vicini. L'entrata non è per nulla appariscente: il bar, il forno e alcuni tavoli. Diversa accoglienza invece al piano superiore, suddiviso in tre sale, in grado di ospitare comodamente un centinaio di persone.

In particolare la galleria tratta dipinti, acquerelli, disegni dal 1500 ai nostri giorni, con particolare attenzione agli artisti Piemontesi, Liguri e Lombardi, tra i quali spiccano per importanza: Pelizza da Volpedo, Felice Giani, Giovanni Migliara, Angelo Barabino, Cesare Saccaggi, Pietro Sassi ecc. La capacità nel restauro acquisita da Piero Gabba con circa 70 anni di attività nel settore legno è stata portata avanti dalla figlia Donatella che dopo essersi laureata in Architettura con indirizzo restauro, da oltre 12 anni dirige lo studio affiancata dal marito Vincenzo Basiglio. Azienda insignita

Lo stile è quello classico delle pizzerie di gran parte d'Italia, con i tipici piatti da ristorante pizzeria (penne all'arrabbiata, fritto misto di pesce, crostacei, ecc), ma anche e soprattutto di sfiziose pizze. Le pizze proposte vanno dalla pizza al pomodoro e mozzarella e attraverso una cinquantina di tipologie per arrivare alla “Squisita”, il pezzo forte della casa. La Birreria con cucina e pizzeria “Stube” (Via Pellizza da Volpedo 36, Tel. 0131 861922, Chiuso: lunedì) esiste da una decina di anni ed è gestita da Luigi Prevedini con la collaborazione della moglie Grazia. La birra (ne sono proposti oltre cinque tipi) e la cucina tipica bavarese e tirolese sono i fiori all'occhiello del locale. Si possono inoltre degustare pizze, focaccia di Recco, crepès dolci e salate e dieci di wurstel originali tirolesi. Nell'ampia sala, divisa al centro dal banco bar, sono disponibili circa cento posti. Lo stile del locale rispecchia l'indirizzo classico della birreria con un arredo di panche e tavoli in legno chiaro.

Il Centro Ippico "Torrione" (Cascina Riccarda, St. Prov. per Castelnuovo, Tel. 0131 861647 – www.torrione.org) si trova a pochi chilometri da Tortona.

Facilmente raggiungibile sia da Milano che da Torino alle uscite autostradali di Castelnuovo Scrivia e di Tortona, immerso nel verde della pianura Padana, poco distante dallo Scrivia è inserito nella tranquilla campagna del tortonese. Istruttori qualificati sono a disposizione per fare praticare l'equitazione ad ogni livello . Il "Torrione" organizza concorsi d' equitazione di livello regionale e nazionale nel campo gara in sabbia . Anche solo una semplice visita permetterà di ammirare la tranquillità del posto e la possibilità vedere le evoluzioni dei cavalli e i loro cavalieri. Il centro Ippico "Torrione" dispone di 6 campi: campo gara 60X100 con campo prova 60x40 entrambi in sabbia, un campo in erba da 75x150 con relativo campo prova in sabbia 30x50, un maneggio coperto 40X60 e il campo coperto per concorsi indoor 80x40. I box

L'atmosfera è giovanile , vivace e l'accoglienza del personale è sempre simpatica e cortese. Aperto solo alla sera dale ore 19.00 Nei pressi dell'importante Piazza Roma, da una quindicina di anni opera un negozio di gastronomia di qualità: la “Polleria Moderna” (C.so Montebello 1, Tel. 0131.866321, Cell. 339.4558827, Chiuso: mercoledì pomeriggio). Rappresenta una delle attività più “gettonate” della città grazie alle proposte di golosità culinarie, realizzate artigia61


nalmente, e prodotti locali. Nota di grande merito è che l'intera produzione è preparata e cucinata con ingredienti di primissimo ordine.

Sul banco si possono trovare proposte di rosticceria, salumeria, polleria, pasta fresca. Il loro invitante aspetto, unitamente ai profumi e ai sapori, trasmette preparazione e creatività ed è frutto di un mestiere vissuto come una vera e propria arte. La Polleria Moderna propone anche un servizio accurato di catering. La Palestra Ginniclub (C.so Cavour 16/A, Tel. 0131.867028) è stata avviata intorno agli anni settanta per merito di un gruppo di amici, professori di educazione fisica e giocatori di basket.

È stata la prima struttura del genere a nascere in città. La struttura include due ampie sale pavimentate in legno, una per body building e l'altra per fitness, in grado di ospitare ciascuna una ventina di persone, pavimentate in legno e una sauna. L'attività è gestita da istruttori specializzati nelle diverse discipline. Nel corso della sua lunga attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Questa palestra ha sempre riscontrato l'apprezzamento e la stima dei tortonesi. Il Ginniclub organizza corsi di danza classica e moderna, hip hop, karate e kick boxing per bambini mentre per gli adulti sono aperti corsi di karate e kick boxing, balli latino americani e danza moderna, hip hop video dance, step gag, totale body e tonificazione corpo. La palestra rimane aperta dalle ore 9,00 alle 22,00. Sabato pomeriggio dalle ore 15,00 ale 19,00. La Pasticceria Casali (Via Emilia 310, Via Emilia 52, Tel. 0131.861456 – 0131.82248, Chiuso: lunedì). È una delle pasticcerie storiche della città. L'atto notarile di nascita dell'attività (redatto in nome di Carlo alberto di Savoia) risale al 1838. A fondarla furono i componenti della famiglia Oberti. L'azienda si trova ancora ai nostri giorni

nello stesso luogo dove fu aperta. Nel 1971, dopo un apprendistato durato quarant'anni, è rilevata da Giuseppe Rolando, che l'acquista e la fa crescere con passione e serietà portandola ad affermarsi tra le migliori della città, soprattutto nella produzione dei Baci di Dama.

Oggi la pasticceria è condotta da suo figlio Massimo, diplomato all'Istituto Professionale di Stato per l'Arte Bianca e l'Industria dolciaria, che cura con la massima attenzione la selezione delle materie prime. La vetrina dei prodotti è veramente molto ricca. Dai forni escono diversi tipi di paste e prodotti dolciari,: dalle torte alle paste alla crema, dalle praline più semplici a quelle a quelle più particolari. Ampio spazio è dato al cioccolato. L'ambiente si presenta come un piccolo gioiellino di bontà e profumi che invitano a viziarsi.

In una posizione un po' defilata la Pasticceria Zanotti (Via Marsala 12, Tel. 0131.861387, Chiuso: domenica pomeriggio e lunedì) è un piccolo negozio semplice e tradizionale, con annesso laboratorio artigianale. L'attività prende il via nel 1978, quando Nicola Traversa decide di mettersi in proprio rilevando la pasticceria che ancora oggi gestisce, con la collaborazione dei figli Claudio, Guido e Renato. Sugli espositori si trova una prestigiosa produzione di pasticceria fresca (bignè, cannoncini, pastefrolle, torte) e secca, i baci di dama di loro produzione, cioccolatini, caramelle, ecc. nonchè le migliori etichette di vino del territorio. Da segnalare anche gli abbinamenti tra dolci e moscato della locale Cantina Sociale.


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Dal Po al Giarolo