Raccolta di atti parlamentari marzo 2022

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Raccolta di atti parlamentari http://www.laboratoriopoliziademocratica.it/index.php? option=com_content&view=category&id=27&Itemid=138


ATTO CAMERA MOZIONE 1/00605 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 653 del 09/03/2022 Firmatari

Primo firmatario: NOVELLI ROBERTO Gruppo: FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE Data firma: 08/03/2022 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma ZANETTIN PIERANTONIO FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE 09/03/2022 CASSINELLI ROBERTO FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE 09/03/2022 PITTALIS PIETRO FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE 09/03/2022 SIRACUSANO MATILDE FORZA ITALIA BERLUSCONI PRESIDENTE 09/03/2022 BAGNASCO ROBERTO FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE 09/03/2022 SARRO CARLO FORZA ITALIA BERLUSCONI PRESIDENTE 09/03/2022 MILANATO LORENA FORZA ITALIA BERLUSCONI PRESIDENTE 09/03/2022 BOND DARIO FORZA ITALIA BERLUSCONI PRESIDENTE 09/03/2022 VERSACE GIUSEPPINA FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE 09/03/2022 D'ATTIS MAURO FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE 09/03/2022

Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Mozione 1-00605 presentato da NOVELLI Roberto testo di Mercoledì 9 marzo 2022, seduta n. 653 La Camera, premesso che: il suicidio è un fenomeno complesso, multidimensionale, causato dall'interazione di più fattori: biologici, genetici, psicologici, sociali e ambientali. Tali caratteristiche ne rendono difficile la previsione, pur tuttavia la conoscenza e la gestione dei fattori di rischio, può contribuire comunque a ridurre la probabilità dell'atto suicidario;


secondo la letteratura scientifica i principali indicatori e fattori di rischio sono rappresentati, tra gli altri, da: comorbilità con una patologia psichiatrica, impulsività, disperazione, storia familiare, vulnerabilità psicologica, comportamento suicidano, life stressors, accesso ad armi, patologia medica grave, abuso di sostanze, disturbi e tratti di personalità. Pur tuttavia, l'evento suicidano non può mai essere completamente ricondotto a fattori acuti e collegati a un particolare momento, ma ad un'evoluzione del disagio nel tempo; oltre alla dimensione strettamente personale, il suicidio è un grave problema di salute pubblica: secondo gli ultimi dati resi disponibili dall'Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno si registrano più di 700 mila casi di suicidio e circa 4.000 in Italia, cui si affiancano i molto più numerosi casi di tentativi di suicidio che rappresentano il principale indicatore di rischio; secondo il Rapporto sui suicidi nel mondo pubblicato il 17 giugno 2021 dall'Organizzazione mondiale della sanità, per attuare strategie di prevenzione del suicidio efficaci sono necessari una migliore sorveglianza e un accurato monitoraggio del suicidio e dei tentativi di suicidio. Ciò include la registrazione del suicidio, i registri ospedalieri dei tentativi di suicidio e le indagini dei rappresentanti nazionali che raccolgono informazioni sui tentativi di suicidio auto-riferiti; secondo l'Organizzazione mondiale della sanità il tasso di suicidio nel mondo si attesta intorno a 9 casi ogni 100.000 mila abitanti, 10,5 in Europa e 4,3 in Italia, collocando il nostro Paese tra le ultime posizioni continentali; ben più alto, sia a livello mondiale che nazionale è il tasso di suicidi tra gli appartenenti alle Forze dell'ordine e alle Forze armate. In Italia, in particolare, si registra uno tra gli scarti più ampi tra il tasso di suicidi tra la popolazione e tra uomini e donne in divisa; per quanto concerne i dati nazionali relativi agli eventi suicidari tra uomini e donne «in divisa», in assenza di un monitoraggio ufficiale costante ed accurato, questi sono molto datati o reperibili da fonti non istituzionali, in particolare associazioni e sindacati; per quanto concerne i dati ufficiali, l'ultimo report risale al 15 settembre 2016, quando nell'Aula del Senato il Governo rispose a un'interrogazione parlamentare: l'allora Sottosegretario all'interno comunicò che dal 2009 al 2014 gli eventi suicidari tra i componenti dei cinque corpi di Polizia nazionali risultavano essere 254, per una media di 0,8 a settimana, così suddivisi: 62 nella Polizia di Stato, 92 tra i Carabinieri, 45 in Guardia di finanza, 47 in Polizia penitenziaria, 8 nel Corpo forestale; i dati disponibili fino all'anno 2015 sul tasso di suicidi ogni 100 mila abitanti, resi noti dai sindacati dei Carabinieri, rappresentano uno scarto allarmante tra tasso di suicidi tra la popolazione generale italiana, ricompreso tra 6,5 e 7,2 suicidi ogni 100 mila persone, mentre quello tra i Carabinieri oscillerebbe tra il 9,65 del 2015 e il 26,82 del 2012; secondo l'«Osservatorio suicidi in divisa» nel corso del triennio 2019-2021 il numero di eventi suicidari tra appartenenti alle Forze di polizia e delle Forze armate sarebbe rispettivamente di 69, 51 e 57, per un totale di 177, con una media superiore a un evento suicidano a settimana; secondo i dati dell'Osservatorio sopra citato si registra, in termini assoluti, una preponderanza di


eventi suicidari tra Carabinieri e agenti della Polizia di Stato, pari nell'ultimo triennio, rispettivamente a 55 e 36, mentre il tasso di suicidi – il rapporto tra eventi suicidari e componenti del Corpo e Arma di riferimento – mostra una preponderanza nell'Arma dei carabinieri – circa 21 su 100.000 appartenenti – e in particolare nel Corpo forestale; nelle prime sei settimane del 2022, secondo il citato Osservatorio, si sono verificati 7 eventi suicidari, confermando la media riportata in precedenza, pari a circa un evento a settimana; secondo altre fonti il numero di eventi suicidari risulterebbe differente da quello indicato dall'Osservatorio sopra menzionato, con ciò confermando la difficoltà nella raccolta dati da parte di organismi non istituzionali, anche in ragione delle diverse metodologie e classificazione adottate. A titolo di esempio, le associazioni registrano gli eventi a seguito di segnalazione o notizia, mentre le amministrazioni, il Ministero dell'interno e il Ministero della difesa non registrano gli eventi avvenuti fuori dalle caserme e dai comandi; secondo i dati raccolti emerge inoltre che gli eventi suicidari riguardino quasi esclusivamente uomini, con tendenza inversamente proporzionale al grado, e che gli atti estremi siano commessi con arma da fuoco, prevalentemente quella di ordinanza, con ciò indicando nella disponibilità di questa un significativo fattore di rischio ambientale; a seguito di un aumento di casi di suicidi nelle Forze armate nel 2006 è stato attivato l'Osservatorio epidemiologico della difesa incaricato di seguire il fenomeno suicidano tra gli appartenenti alla Forze armate e individuare misure di contrasto a una delle principali cause di morte in tempo di pace; dal 2001 la Polizia di Stato ha predisposto un servizio di assistenza offerto da psicologi della Polizia di Stato stessa, chiamati a svolgere attività della psicologia dell'emergenza in occasione di accadimenti tragici che possono coinvolgere gli agenti come soccorritori o come vittime, al fine di contenere, monitorare e gestire il normale disagio psicologico immediato per evitare che si trasformi in un disturbo più grave, come il disturbo post-traumatico da stress; analogamente l'8 febbraio 2019, con provvedimento firmato dal Capo della Polizia e Direttore generale della pubblica sicurezza, è stato istituito un «Osservatorio permanente interforze sul fenomeno suicidiario tra gli appartenenti alle Forze di Polizia», composto da qualificati rappresentanti della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza e del Corpo della polizia penitenziaria, con la facoltà di avvalersi di ulteriori figure professionali appartenenti alle amministrazioni interessate o esponenti del mondo accademico, scientifico, culturale e associativo; tra i compiti del sopra citato Osservatorio vi è l'esame del fenomeno e il suo approfondimento attraverso l'interscambio informativo delle iniziative adottate e degli studi approntati dalle singole amministrazioni e lo sviluppo di iniziative rivolte al benessere del personale e alla migliore gestione delle eventuali difficoltà che possono sorgere in attività di servizio; nella narrativa del decreto sopra citato è evidenziata «l'incidenza del fenomeno suicidiario tra gli appartenenti alle Forze di Polizia», con la precisazione che tale fenomeno è «da sempre tenuto nella massima considerazione dalle Amministrazioni di riferimento e sottoposto ad approfonditi


studi anche dalla Direzione Centrale di Sanità del Dipartimento della Pubblica Sicurezza». È altresì confermata «l'esigenza di una costante attenzione delle Amministrazioni di riferimento, anche in termini di approntamento di procedure, strutture mirate e interventi atti a prevenire ovvero intercettare il disagio professionale e personale, gestendone gli effetti al fine di evitare accadimenti autolesivi o autosoppressivi»; a quanto risulta, i lavori dell'Osservatorio permanente non avrebbero ancora prodotto risultati significativi in termini di misure atte a contrastare il fenomeno, a partire da un monitoraggio accurato degli eventi suicidari, indagini sulle cause ed efficacia degli interventi realizzati; secondo fonti interne e in assenza di approfondimenti specifici, le ipotesi sull'origine dell'alto numero di suicidi tra gli uomini e le donne in divisa sono: burnout, stress correlato, mancanza di mezzi, strutture inidonee, carichi di lavoro eccessivi dovuti alla mancanza di organico, stipendi inadeguati, scarsa collaborazione tra colleghi o situazioni di mobbing, oltre a problematiche di natura personale; nel corso degli anni sono state adottate misure di contrasto al fenomeno, tra cui numeri verdi da chiamare in forma anonima o consulenze psicologiche e psichiatriche rese da professionisti interni alle Forze di polizia o Forze armate o convenzionati con essi; le rappresentanze sindacali hanno evidenziato come la mancata impermeabilità dei professionisti sanitari rispetto alle gerarchie militari, nel caso degli psicologi e degli psichiatri appartenenti alle Forze di polizia o Forze armate, rappresenti un deterrente, poiché la valutazione inciderebbe sulla carriera del militare, con conseguente peggioramento delle condizioni lavorative ed economiche, oltre al rischio che questa possa essere per certi versi utilizzata come strumento disciplinare; il Bollettino epidemiologico della difesa n. 3 del 2014 ha trattato il fenomeno del suicidio in generale e specificamente nelle Forze armate nell'articolo «Suicidio: linee di comprensione e di epidemiologia», nel quale si evidenzia come il fenomeno tenda ad essere sovradimensionato, amplificato e distorto da parte dei media e che ciò getta un'ombra non solo sulla persona ma sull'intera organizzazione, inficiando peraltro «la conoscenza del fenomeno e alimentando la portata dello stigma, che risulta uno dei fattori principali nell'impedire al disagio di esprimersi e divenire adeguatamente trattato. [...] Rilevare il disagio nel momento in cui si esprime consentirebbe di porre in relazione determinate situazioni psicologiche individuali con modalità più generali di affrontare il disagio stesso»; nel dicembre 2021 l'Istituto superiore di sanità ha pubblicato un lavoro dal titolo «Il fenomeno suicidario in Italia. Aspetti epidemiologici e fattori di rischio», nel quale si legge che «politiche di prevenzione efficaci devono prevedere un approccio di tipo multisettoriale che tenga conto dei potenziali fattori di rischio a livello di contesto sociale, economico e relazionale del soggetto. Inoltre, una strategia nazionale di prevenzione risulterà essere più efficace se implementata sulla base dell'individuazione dei principali fattori di rischio a livello locale con interventi mirati anche a livello di comunità». Tali suggerimenti sono riferiti agli eventi suicidari in generale, ma possono essere agevolmente trasposti nella sottocategoria degli eventi suicidari «in divisa»; le donne e gli uomini delle Forze di polizia e delle Forze armate, oltre a svolgere funzioni


indispensabili al servizio della comunità, rappresentano la Repubblica, e per ciò lo Stato ha il dovere morale prima ancora che giuridico di affiancarli e sostenerli, soprattutto quando si palesano difficoltà spesso legate a problemi professionali, impegna il Governo: 1) a realizzare un monitoraggio annuale degli eventi suicidari tra le Forze di polizia e le Forze armate, con classificazioni per Corpo di appartenenza, grado, genere, età, modalità, e renderne pubbliche le risultanze; 2) a promuovere indagini amministrative accurate finalizzate ad individuare le cause degli eventi suicidari tra gli appartenenti alle Forze di polizia e alle Forze armate, avvalendosi delle competenze del mondo accademico e delle associazioni attive nell'ambito del fenomeno; 3) a individuare, con il supporto di esperti e sentite le rappresentanze degli operatori delle Forze dell'ordine e delle Forze armate, adeguate strategie di contrasto e prevenzione del fenomeno, a partire dall'identificazione dei fattori di rischio, dall'intercettazione dei segnali e degli eventi predittivi e dal corretto utilizzo dei servizi di consulenza e supporto; 4) a definire linee guida pratiche da seguire in presenza dei sopracitati segnali ed eventi predittivi per affrontare la situazione degli ufficiali in stati di crisi suicidarie imminenti o acute; 5) ad adottare iniziative per potenziare i servizi di consulenza psicologica effettuati da personale medico non appartenente alle Forze di polizia e alle Forze armate; 6) a relazionare alle Commissioni parlamentari competenti sul lavoro svolto dagli Osservatori dei Ministeri della difesa e dell'interno citati in premessa e dai servizi di supporto psicologico attivi presso sedi e distretti. (1-00605) «Novelli, Zanettin, Cassinelli, Pittalis, Siracusano, Bagnasco, Sarro, Milanato, Bond, Versace, D'Attis». Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione): suicidio consulenza e perizia societa' di servizi

ATTO CAMERA ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/03491-A/008 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18


Seduta di annuncio: 658 del 16/03/2022 Firmatari

Primo firmatario: MOLLICONE FEDERICO Gruppo: FRATELLI D'ITALIA Data firma: 16/03/2022

Stato iter:

16/03/2022 Partecipanti allo svolgimento/discussione PARERE GOVERNO 16/03/2022 MULE' GIORGIO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (DIFESA) Fasi iter:

ATTO MODIFICATO IN CORSO DI SEDUTA IL 16/03/2022 ACCOLTO IL 16/03/2022 PARERE GOVERNO IL 16/03/2022 APPROVATO IL 16/03/2022 CONCLUSO IL 16/03/2022 Atto Camera Ordine del Giorno 9/03491-A/008 presentato da MOLLICONE Federico testo di Mercoledì 16 marzo 2022, seduta n. 658 La Camera, premesso che: dalla pubblicità istituzionale della pubblica amministrazione emerge che numerosi enti, fra cui la Polizia di Stato, i Carabinieri, il Ministero dell'interno, il Ministero della giustizia e il Ministero della difesa utilizzano e acquisiscono software antivirus Kaspersky, un'azienda russa con sede a Mosca, specializzata nella produzione di software progettati per la sicurezza informatica, fondata dal presunto ex agente dei servizi sovietici Evgenij Kasperskij; Kaspersky sarebbe idonea ad essere eseguita in ambiti classificati dato il rilascio di una certificazione di sicurezza CC EAL2+ da parte del Ministero dello sviluppo economico; appare, quindi, evidente che su molti computer delle più importanti agenzie di sicurezza italiane, è presente un software prodotto in Russia su cui non vi sarebbe alcuna possibilità né di controllo o verifica preventiva, a prescindere dalle eventuali certificazioni di sicurezza ottenute, con evidenti


ricadute sulla sicurezza nazionale, con effetti ancor maggiori nell'attuale situazione geopolitica; Kaspersky è, inoltre, fornitrice di tecnologia per alcune delle principali aziende nazionali; non sono ad oggi presenti elementi, nel dettaglio, sulla presenza del software installato della tecnologia Kaspersky nelle pubbliche amministrazioni italiane, con particolare riguardo alle agenzie di sicurezza e ai contesti di impiego classificati, e in tutte le aziende rientrati nelle infrastrutture critiche e strategiche; l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha ritenuto necessario tornare a raccomandare a «tutti gli operatori di infrastrutture digitali nazionali di adottare una postura di massima difesa cibernetica». In particolare, si legge in una nota, «risulta estremamente importante rendere operative tra quelle, tutte le misure di prevenzione e controllo più urgenti, quali le azioni finalizzate a ridurre le superfici di attacco esterne ed interne, la verifica che il controllo degli accessi ai sistemi sia implementato in maniera corretta, l'innalzamento dei livelli di monitoraggio delle infrastrutture IT, l'adozione dei piani per la preparazione e gestione di situazioni di crisi cibernetica, lo scambio informativo sia interno si esterno verso le articolazioni cyber di riferimento»; come ha indicato il presidente del Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica Adolfo Urso, «il Paese non è sicuro non solo perché è emersa la questione dell'antivirus russo, problema significativo su cui si lavora per neutralizzare le criticità, ma anche perché la Russia è diventata la potenza più forte al mondo nella guerra cibernetica, che sa usare sia sotto forma di attacchi hacker in grado di paralizzare ospedali, centrali elettriche e tutta una serie di infrastrutture critiche, sia attraverso la disinformazione via internet. Mettere in sicurezza il Paese richiede ancora molto lavoro: bisogna accelerare la costruzione delle attività dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, implementare il perimetro nazionale di sicurezza cibernetica, realizzare il più in fretta possibile il cloud nazionale della Pa, completare la rete unica a banda larga a controllo pubblico», impegna il Governo ad adottare le opportune misure e iniziative, anche di carattere legislativo, laddove necessario, correlate alla presenza di software Kaspersky, o di provenienza russa, nella pubblica amministrazione, sia nazionale che locale, e nelle principali aziende nazionali, qualora possano rappresentare una minaccia per il loro funzionamento o per la protezione dei dati dei cittadini. 9/3491-A/8. (Testo modificato nel corso della seduta) Mollicone. Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione): software rete di trasmissione sicurezza pubblica


VENERDÌ 01 APRILE 2022 11.26.16 SICUREZZA, BALBONI (FDI): INTERROGAZIONE LAMORGESE SU CIRCOLARE POLSTRADA

A

#9CO1271479 4 POL ITA R01 SICUREZZA, BALBONI (FDI): INTERROGAZIONE A LAMORGESE SU CIRCOLARE POLSTRADA (9Colonne) Roma, 1 apr - "Sembra che pochi giorni fa i vertici della Polizia Stradale della Lombardia abbiano diramato una disposizione per 'consigliare fortemente' che le pattuglie, nel caso di inseguimento di autovetture che non abbiano rispettato l'intimazione all'alt debbano limitarsi semplicemente ad annotare il numero di targa e diramare ad altre pattuglie i dati del veicolo al fine di rintracciarlo. Tale 'consiglio' viene sostanziato in base ad una lunga elencazione delle numerose conseguenze penali, amministrative, disciplinari, erariali in cui gli agenti potrebbero incorrere nel caso in cui il tentativo di bloccare i fuggitivi dovesse provocare danni. E' sconcertante che gli agenti della Polizia Stradale, come del resto quelli di tutte le altre Forze dell'Ordine, debbano preoccuparsi sempre più delle conseguenze legate connesse all'adempimento del loro dovere anziché di assicurare i delinquenti alla giustizia. Assistiamo ad un continuo stillicidio di misure volte a demoralizzare le nostre Forze dell'Ordine che hanno come conseguenza immediata quella di convincere i malviventi che ormai lo Stato ha abdicato al suo compito garantendo loro una sostanziale impunità. Ho presentato un'interrogazione urgente al ministro Lamorgese per chiederle se non ritenga che sia giunto il momento di restituire dignità e autorevolezza alle nostre Forze dell'Ordine". E' quanto dichiara il senatore di Fratelli d'Italia Alberto Balboni, responsabile nazionale del Dipartimento Sicurezza e


Legalità del partito e vicepresidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama. (red) #011126 APR 22 #

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11716 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 669 del 31/03/2022 Firmatari

Primo firmatario: TUZI MANUEL Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE Data firma: 31/03/2022

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO • MINISTERO DELLA DIFESA • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 31/03/2022 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-11716 presentato da TUZI Manuel testo di Giovedì 31 marzo 2022, seduta n. 669 TUZI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della difesa, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: con la sentenza del 4 gennaio 2021 n. 1 e sentenza n. 12 del 2021 delle sezioni giurisdizionali riunite della Corte dei conti è stato riconosciuto agli appartenenti alle Forze di polizia ad ordinamento militare il diritto all'applicazione dell'aliquota del 2,44 per cento annuo da applicare per il ricalcolo delle pensioni;


con circolare n. 107 del 14 luglio 2021 e con circolare n. 199 del 29 dicembre 2021 dell'Inps, in applicazione delle sentenze soprarichiamate, vengono riconosciute ai soli militari le differenze sui ratei arretrati nei limiti della prescrizione quinquennale; con la legge di bilancio 2022 all'articolo 1, comma 101, è stato esteso al personale delle forze di polizia ad ordinamento civile, in relazione all'articolo 19 della legge del 4 novembre 2010 n. 183, l'applicazione dell'articolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973 n. 1092, in attuazione dell'interpretazione delle sezioni riunite della Corte dei conti con le sentenze 1/2021 e 12/2021, ai fini del calcolo della quota retributiva della pensione da liquidare con sistema misto con applicazione dell'aliquota del 2,44 per cento per ogni anno utile; con circolare n. 44 del 23 marzo 2022 dell'Inps si indica che il riconoscimento dell'aliquota di rendimento annua al 2,44 per cento, per le forze di polizia ad ordinamento civile, trova applicazione per le pensioni decorrenti dalla data di entrata in vigore della disposizione in esame, nonché nei confronti di coloro già titolari di pensione alla predetta data, limitatamente ai ratei pensionistici maturati dal 1° gennaio 2022, non riconoscendo il diritto alla corresponsione degli arretrati degli ultimi cinque anni invece previsto per le Forze di polizia ad ordinamento militare; all'articolo 1, comma 102, della legge di bilancio 2022 è disciplinata la copertura di tutti gli oneri derivanti dall'estensione per il personale delle forze di polizia ad ordinamento civile dell'applicazione dell'articolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973 n. 1092 e non servirebbe un ulteriore stanziamento per equiparare il trattamento pensionistico compresa la retroattività degli ultimi cinque anni; nel nostro ordinamento vige il principio di equità di trattamento economico a parità di funzioni e l'esclusione del diritto alla corresponsione degli arretrati potrebbe comportare una differenziazione e una conseguente disparità di trattamento tra le forze di polizia ad ordinamento militare e quelle ad ordinamento civile –: se si fosse a conoscenza di questa situazione; in caso affermativo, quali iniziative si intendano porre in essere per evitare la differenziazione tra i comparti delle forze di polizia e assicurare il diritto alla corresponsione degli arretrati anche per la polizia penitenziaria e la polizia di Stato. (4-11716)

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11683 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18


Seduta di annuncio: 665 del 25/03/2022 Firmatari

Primo firmatario: SCANU LUCIA Gruppo: CORAGGIO ITALIA Data firma: 25/03/2022 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma LOMBARDO ANTONIO CORAGGIO ITALIA 25/03/2022

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO • MINISTERO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 25/03/2022 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-11683 presentato da SCANU Lucia testo di Venerdì 25 marzo 2022, seduta n. 665 SCANU e LOMBARDO. — Al Ministro dell'interno, al Ministro per la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che: con sentenza n. 224 del 7 ottobre 2020 la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 75 primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, recante l'ordinamento del personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia nella parte in cui non prevede l'allineamento della decorrenza giuridica della qualifica di vice-sovrintendente promosso per merito straordinario a quella più favorevole riconosciuta al personale che ha conseguito la medesima qualifica all'esito della selezione o del concorso successivi alla data del verificarsi dei fatti; l'incostituzionalità risiede nella disparità di trattamento derivante dagli effetti distorsivi che scaturiscono dal meccanismo della retrodatazione giuridica che in assenza di riallineamento, finisce sul piano della decorrenza giuridica dell'inquadramento, per relegare i soggetti che progrediscono nella carriera per merito straordinario in posizioni talora significativamente deteriori rispetto a coloro i quali sono promossi a seguito di procedure selettive o prove concorsuali interne; in sostanza i sovraintendenti della Polizia di Stato che hanno superato le procedure selettive


interne, promossi secondo i canali «ordinari» di progressione in carriera, sono stati riconosciuti dalla Consulta come soggetti privilegiati nella attuazione del meccanismo di retrodatazione degli effetti giuridici e destinatari di un trattamento di favore, poiché la loro qualifica retroagisce, ai sensi dell'articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica in oggetto, con decorrenza giuridica dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello nel quale si sono verificate le vacanze e con decorrenza economica dal giorno successivo alla data di conclusione del corso; la Corte costituzionale ha rilevato una disparità di trattamento, in violazione dell'articolo 3 della Costituzione, a carico dei vice-sovrintendenti promossi per meriti straordinari la cui promozione decorre invece dalla data nella quale si è verificato il fatto che ha dato luogo al conferimento della qualifica; nonostante la dichiarazione di incostituzionalità il legislatore non ha provveduto a modificare la norma, costringendo ogni volta i vice-sovrintendenti promossi per meriti straordinari ad esperire ricorso per far valere i loro diritti –: se intendano adottare iniziative di competenza per adeguare e modificare il decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, a fronte delle censure di incostituzionalità sancite dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 224 del 7 ottobre 2020. (4-11683) Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione): promozione professionale

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06862 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 420 del 30/03/2022 Firmatari

Primo firmatario: BALBONI ALBERTO Gruppo: FRATELLI D'ITALIA Data firma: 30/03/2022

Destinatari

Ministero destinatario:


• MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 30/03/2022 Stato iter:

IN CORSO Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-06862 presentata da ALBERTO BALBONI mercoledì 30 marzo 2022, seduta n.420 BALBONI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che: a quanto risulta all'interrogante, in data 17 agosto 2021, la Direzione centrale dell'immigrazione e della Polizia delle frontiere del Ministero dell'interno, con propria circolare, rendeva noto che, a seguito della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 5 febbraio 2020, è stato previsto che l'apposizione del timbro in uscita sui documenti di viaggio dei marittimi a bordo di navi ormeggiate da lungo tempo debba essere effettuata non al momento dell'imbarco del marittimo, ma quando il comandante della nave informa il competente ufficio di Polizia di frontiera a livello locale dell'imminente partenza della nave; in seguito a tale circolare, la maggioranza degli uffici di Polizia di frontiera presenti nei porti nazionali avrebbe modificato le procedure relative agli imbarchi e agli sbarchi di marittimi regolarmente imbarcati; tale interpretazione avrebbe generato una serie di problematiche per le imprese di navigazione: se, da un lato, fino all'emanazione della circolare, infatti, i marittimi extra europei in arrivo (che avevano ricevuto il timbro di ingresso presso il primo aeroporto dell'area Schengen) ricevevano il timbro in uscita al momento dell'imbarco, mentre quelli (extra UE) in partenza (con l'uscita già timbrata sul passaporto) ricevevano il timbro di ingresso al momento dello sbarco, dall'altro lato, i marittimi in arrivo oggi ricevono il timbro in ingresso nel primo aeroporto dell'area Schengen (nonostante presentino il libretto di navigazione e una lettera di garanzia dell'agenzia di riferimento), ma al momento dell'imbarco, per contro, non ricevono alcun timbro in uscita; ciò ad eccezione del caso in cui la nave non stia lasciando le acque territoriali dell'area Schengen; inoltre, i marittimi extra UE in partenza che, come da prassi in altri porti unionali, sono a bordo con il passaporto timbrato in uscita, non ricevono il timbro in ingresso, a meno che l'unità non stia arrivando da uno scalo extra europeo; tra le problematiche connesse a tale interpretazione, secondo quanto riferito dagli operatori del settore, si segnala in primo luogo che i marittimi che non necessitano di visto rischierebbero di superare i 90 giorni di soggiorno a loro disposizione; inoltre, i marittimi con visto di transito supererebbero i pochi giorni a disposizione risultando così


presenti "illegalmente" all'interno dell'area Schengen; ancora, i marittimi che dovranno successivamente richiedere gli appositi visti nelle varie ambasciate italiane del mondo potrebbero riscontrare seri problemi ad ottenerli, dato che risulterebbe senz'altro superato il numero massimo consentito di giorni di permanenza; un'ulteriore criticità sarebbe riscontrabile nel fatto che i marittimi che sbarcano e hanno diritto di rimanere nel territorio dell'Unione europea per motivi di vacanza, non riceverebbero alcun timbro di ingresso. In ogni caso, ad avviso dell'interrogante, la problematica di maggior rilievo è senz'altro rappresentata dalla differente interpretazione applicativa della norma da parte dei diversi uffici di Polizia di frontiera situati nei porti dell'area Schengen; ad oggi, infatti, nella maggior parte dei casi, gli uffici continuerebbero a "timbrare" i passaporti dei marittimi che imbarcano e sbarcano comportando, di conseguenza, molteplici incomprensioni e disagi a livello locale nell'interfaccia tra nave e terra; quanto rappresentato ingenera un'enorme confusione, precisando inoltre che altri Stati membri (quali Spagna, Francia, Grecia) continuano a seguire la prassi utilizzata prima dell'agosto 2021; oltre a creare "clandestini legali", si è evidenziata una resistenza di molti armatori a far attraccare navi e yacht nel nostro Paese: secondo le stime rappresentate all'interrogante, nel solo lasso di tempo intercorso da agosto ad oggi sarebbero andati in fumo circa 40 milioni di euro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto che, conseguentemente all'applicazione della circolare interpretativa, molti yacht di lusso si stanno spostando in Paesi diversi dall'Italia per l'espletamento dei lavori di manutenzione, con conseguente grave danno per la nostra cantieristica e per il turismo di lusso; se non ritenga opportuno adottare un intervento chiarificatore che consenta di favorire un'applicazione uniforme della sentenza della CGUE richiamata tra tutti i Paesi membri della UE interessati, evitando che da un'applicazione non uniforme di tale dispositivo derivino effetti penalizzanti per le imprese italiane. (4-06862) Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione): personale di bordo sentenza della Corte CE forze paramilitari


ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11724 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 669 del 31/03/2022 Firmatari

Primo firmatario: SCANU LUCIA Gruppo: CORAGGIO ITALIA Data firma: 31/03/2022

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE • MINISTERO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 31/03/2022 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-11724 presentato da SCANU Lucia testo di Giovedì 31 marzo 2022, seduta n. 669 SCANU. — Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che: in data 23 dicembre 2021 è stato siglato l'Accordo sindacale finalizzato al rinnovo contrattuale per il personale non dirigente relativamente al triennio 2019-2021 delle Forze di polizia che ha visto la firma, per la prima volta, di tutte le sigle sindacali maggiormente rappresentative; il testo contemplava l'aumento del trattamento stipendiale ai sensi dell'articolo 172 della legge 11 luglio 1980, n. 312 in materia di sollecita liquidazione del nuovo trattamento economico; il contratto di lavoro, una volta siglato dai Ministri interessati e dalle parti sociali, ha poi iniziato un iter abbastanza complicato (di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 195 del 1995, articoli 2 e 7); in sostanza, dopo la bollinatura della ragioneria dello Stato e la firma contrattuale, questo deve


essere avviato alla procedura chiamata di «concerto», ovvero tutti i Ministeri interessati e le Amministrazioni devono «allineare» il testo siglato dal punto di vista interpretativo, onde evitare la possibilità di generare contenziosi; successivamente, viene inviato alla Corte dei conti per l'analisi di competenza e poi sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica; infine, viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale; allo stato attuale, ad oltre 90 giorni dalle firme, nulla è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e non si è registrato alcun aumento stipendiale; a quanto risulta all'interrogante, il ritardo nella pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica in Gazzetta Ufficiale sarebbe dovuto a un mancato via libera del Ministero dell'economia e delle finanze; appare difficile prevedere quando arriveranno gli aumenti già previsti a gennaio –: quali siano le cause del ritardo nella pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale e quali urgenti iniziative i Ministri interrogati intendano promuovere per velocizzare la procedura di erogazione dei concordati aumenti stipendiali. (4-11724)

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11680 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 665 del 25/03/2022 Firmatari

Primo firmatario: MOLLICONE FEDERICO Gruppo: FRATELLI D'ITALIA Data firma: 24/03/2022

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO • MINISTERO DELLA DIFESA Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 24/03/2022


Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-11680 presentato da MOLLICONE Federico testo di Venerdì 25 marzo 2022, seduta n. 665 MOLLICONE. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: il Tetra – TErrestrial Trunked Radio, originariamente – trans european trunked radio – è uno standard di comunicazione a onde radio per uso professionale, con sistemi veicolari e portatili, usato principalmente dalle forze di pubblica sicurezza e militari e dai servizi di emergenza oltre che dai servizi privati civili; in Italia la realizzazione della rete nazionale Tetra per le Forze di polizia (Progetto interpolizie Tetra – Pit) è stato un processo molto travagliato; attualmente in Italia la copertura di rete riguarda solo il Meridione e il Piemonte; ad oggi, il Ministero dell'interno ha messo in stand by il progetto Tetra e ha indetto una gara per usufruire del servizio Lte e delle applicazioni Mcptt da parte degli operatori pubblici in sole 11 province; il servizio Lte genera forti dubbi di efficacia, affidabilità e sicurezza, con problemi di copertura nelle aree rurali ed extraurbane; la gara Lte per operatori indetta dal Ministero dell'interno per 11 province, a quanto consta all'interrogante, al momento sarebbe oggetto di un procedimento giurisdizionale –: se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative di competenza intendano adottare al fine di risolvere le suddette criticità. (4-11680) Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione): regione rurale polizia


ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/07802 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 668 del 30/03/2022 Firmatari

Primo firmatario: GEBHARD RENATE Gruppo: MISTO-MINORANZE LINGUISTICHE Data firma: 30/03/2022 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma ROMANO PAOLO NICOLO' MISTO-EUROPA VERDE-VERDI EUROPEI 30/03/2022 SIRAGUSA ELISA MISTO-EUROPA VERDE-VERDI EUROPEI 30/03/2022

Commissione assegnataria

Commissione: I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI) Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 30/03/2022 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-07802 presentato da GEBHARD Renate testo di Mercoledì 30 marzo 2022, seduta n. 668 GEBHARD, PAOLO NICOLÒ ROMANO e SIRAGUSA. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che: da quanto risulta agli interroganti, sulla base di informazioni disponibili online sui siti delle varie pubbliche amministrazioni, che, secondo la legge n. 190 del 2012, sono obbligate alla pubblicazione degli acquisti relativi alla pubblica amministrazione, emerge che numerosi enti, fra cui agenzie di sicurezza italiane, polizia, carabinieri, Ministero dell'interno, giustizia, difesa, utilizzanti e acquisiscono il software antivirus Kaspersky, un'azienda russa con sede a Mosca,


specializzata nella produzione di software progettati per la sicurezza informatica, fondata nel 1997 da Evgenij Kasperskij, ex-agente del Kgb, dove sembrerebbe abbia acquisito le sue competenze informatiche; la medesima azienda risulterebbe attiva in Italia con una propria filiale e una rete di propri distributori e rivenditori, con una offerta rivolta alle aziende, che plausibilmente potrebbe essere rivolta anche a quelle incluse nel «perimetro cibernetico» nazionale (infrastrutture strategiche e critiche) e alle pubbliche amministrazioni; tale software, prodotto in Russia, si collega ad internet ogni giorno per scaricare aggiornamenti, su cui non vi è alcuna possibilità di controllo preventivo, determinando quindi un possibile rischio per la cybersicurezza, in quanto se l'Fsb o militari russi volessero sottrarre dati o perpetrare azioni distruttive di sabotaggio informatico a danno degli enti pubblici e privati rientranti nel «perimetro cibernetico», laddove avessero il potere di coercizione legale o istituzionale nei confronti di Kaspersky Lab, potrebbero veicolare, inserendolo negli aggiornamenti, un potenziale codice con finalità malevole; per la suddetta situazione il Governo, con l'articolo 29 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, ha previsto che le amministrazioni procedano tempestivamente alla diversificazione dei prodotti in uso; il Sottosegretario di Stato alla Presidenza dei Consiglio dei ministri Franco Gabrielli, ha sostenuto apertamente e pubblicamente più volte la necessità di «sostituzione» di tali prodotti attraverso le seguenti esatte parole «... i nostri antivirus prodotti dai russi sono da cambiare per evitare che da strumento di protezione possano diventare strumento di attacco»; tuttavia, la normativa non risulta chiara e, quanto alle parole del Sottosegretario Gabrielli, sfruttando l'ambiguità del termine «diversificare» utilizzato nella norma, i produttori russi stanno sostenendo una imponente azione mediatica di contro-informazione (antagonista all'indirizzo normativo), sostenendo la tesi che non ci sia stata alcuna interdizione o un chiaro indirizzo di sostituzione –: se il Ministero dell'interno intenda continuare ad utilizzare il software proveniente dalla Federazione Russa in affiancamento ad altre soluzioni («tesi della diversificazione») oppure intenda procedere ad una sua sostituzione. (5-07802) Atto Camera Risposta scritta pubblicata Giovedì 31 marzo 2022 nell'allegato al bollettino in Commissione I (Affari costituzionali) 5-07802 Signor Presidente, Onorevoli Deputati, gli Onorevoli interroganti, con riferimento al software antivirus prodotto dalla società russa Kaspersky, utilizzato anche nella pubblica amministrazione, chiedono se il Ministero dell'interno, a


seguito della recente normativa in materia, intenda o meno dismetterne l'utilizzazione. Con riguardo all'utilizzo di prodotti di sicurezza informatica provenienti da produttori legati alla Federazione Russa, in ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 29 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 e per quanto concerne il Ministero dell'interno, una prima ricognizione operata presso le articolazioni dipartimentali ha fatto emergere la situazione che ritengo utile illustrare nel dettaglio. Il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali ha comunicato l'avvenuta ultimazione della disinstallazione dei prodotti Kaspersky da tutti i sistemi «server» e «client» dipartimentali e la sostituzione con software di diversa provenienza. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e il Dipartimento per le Libertà Civili e l'immigrazione hanno riferito che non utilizzano il software Karspersky. Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile ha rappresentato che sta provvedendo all'attuazione di quanto prescritto dalla citata disposizione normativa, nel cui ambito è stata prevista anche la sostituzione di software provenienti da fornitori legati alla Federazione Russa, pur costituenti soltanto una parte degli antivirus sinora in uso. Nelle more del completamento di tale iniziativa sono stati adottati, fin dall'inizio del conflitto in Ucraina, i necessari accorgimenti tecnici finalizzati ad impedire azioni di sottrazione di dati o azioni di sabotaggio informatico ai danni dell'infrastruttura informatica del predetto Dipartimento. Infine, il Dipartimento per l'Amministrazione generale, per le Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie ha reso noto che, presso l'infrastruttura server presente nel data center del Dipartimento, è utilizzato un antivirus di un'azienda non legata alla Federazione Russa e che sono già state avviate le attività amministrative e contrattuali per la sostituzione, nel minor tempo tecnico possibile, del prodotto Kaspersky già in uso su altri apparati. Nel contempo, sono in corso di svolgimento attività tecnologiche per il costante monitoraggio della rete di trasmissione dati del Dipartimento e dei relativi «endpoint». Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione): software sicurezza pubblica ente pubblico

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11646 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18


Seduta di annuncio: 662 del 22/03/2022 Firmatari

Primo firmatario: RIPANI ELISABETTA Gruppo: CORAGGIO ITALIA Data firma: 22/03/2022

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELLA DIFESA • MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI • MINISTERO PER GLI AFFARI REGIONALI E LE AUTONOMIE • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESA delegato in data 22/03/2022 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-11646 presentato da RIPANI Elisabetta testo di Martedì 22 marzo 2022, seduta n. 662 RIPANI. — Al Ministro della difesa, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro per gli affari regionali e le autonomie, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: con il decreto legislativo n. 177 del 2016 recante «Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo Forestale dello Stato», emanato in attuazione della cosiddetta «Riforma Madia», è stato soppresso il Corpo forestale dello Stato e circa l'80 per cento del suo personale è stato trasferito all'Arma dei Carabinieri; l'Arma dei Carabinieri è subentrata a tutti i contratti attivi e passivi in essere, ivi compresi quelli del personale del Comando per la tutela della biodiversità e dei parchi, che coordina i tre neo istituiti raggruppamenti biodiversità, parchi e Cites; gli operai degli Utcb (Uffici territoriali carabinieri per la biodiversità) sono circa 250 in Toscana, dislocati tra Follonica (GR), Lucca (LU), Cecina (LI), Pieve Santo Stefano (AR), Pratovecchio (AR), Pistoia (PT), Siena (SI), località Villombrosa – Reggello (FI), e circa 1.300 a livello nazionale. Per un decennio sono rimasti in attesa di un necessario rinnovo contrattuale che


garantisse loro un giusto riconoscimento lavorativo ed economico; il 9 dicembre 2021 presso la sede della Conferenza delle regioni e delle province autonome, AgciAgrital, amministrazioni pubbliche, Confcooperative-Fedagripesca, Confcooperative lavoro e servizi, Federazione Italiana Comunità forestali – Federereste, Legacoop agroalimentare e FaiCisl, Flai-Cgil, Uila-Ui, hanno firmato l'accordo per il rinnovo del Ccnl per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria applicato anche agli operai a tempo determinato e indeterminato in servizio presso i Reparti carabinieri biodiversità; il nuovo contratto, unico nel suo genere poiché sottoscritto sia da aziende private e cooperative che da amministrazioni pubbliche, è arrivato dopo oltre due anni di trattativa sindacale; ha una durata quadriennale con scadenza prevista al 31 dicembre 2024. Sul piano economico il rinnovo prevede, tra l'altro, anche un aumento di 100 euro sia per impiegati che operai al II livello, da riparametrare per gli altri livelli contrattuali. L'aumento verrà erogato in due tranches di 50 euro ciascuna, la prima con decorrenza 1° dicembre 2021 e la seconda a partire dal 1° marzo 2023. Tale impegno a quanto risulta all'interrogante sembrerebbe non essere stato ancora onorato per gli operai Utcb –: se il Governo sia a conoscenza della situazione descritta e quali iniziative intenda adottare per garantire l'applicazione del rinnovo del contratto agli operai in servizio presso gli uffici territoriali Carabinieri per la biodiversità. (4-11646) Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione): contratto di lavoro contrattazione collettiva firma di accordo

ATTO CAMERA ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/03522/086 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 663 del 23/03/2022 Firmatari

Primo firmatario: BURATTI UMBERTO Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO Data firma: 23/03/2022


Stato iter:

24/03/2022 Partecipanti allo svolgimento/discussione PARERE GOVERNO 23/03/2022 SARTORE ALESSANDRA SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (ECONOMIA E FINANZE) Fasi iter:

ACCOLTO IL 23/03/2022 PARERE GOVERNO IL 23/03/2022 RINVIO AD ALTRA SEDUTA IL 23/03/2022 RINUNCIA ALLA VOTAZIONE IL 24/03/2022 CONCLUSO IL 24/03/2022 Atto Camera Ordine del Giorno 9/03522/086 presentato da BURATTI Umberto testo di Mercoledì 23 marzo 2022, seduta n. 663 La Camera, premesso che: l'articolo 19 del provvedimento reca disposizioni urgenti per la scuola, l'università e la famiglia; considerato che: attualmente sussiste una disparità di trattamento tra le possibilità di accedere al credito e di ottenere anticipazioni riconosciute ai lavoratori privati che beneficiano del trattamento di fine rapporto (TFR), e gli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici (come: il personale delle forze armate, di polizia, vigili del fuoco, docenti, anche universitari, dipendenti di altre autorità), assunti prima del 1° gennaio 2001, che maturano, per legge, non già il TFR, ma il trattamento di fine servizio (TFS), costituito da un'indennità di buona uscita, di premio di servizio, di anzianità; per il vigente quadro normativo risalente al 1950 chi beneficia del TFR risulta maggiormente favorito rispetto a chi è soggetto al trattamento di fine servizio (TFS), in quanto durante il rapporto di lavoro il TFR può essere offerto a garanzia di un finanziamento ed è possibile chiederne, in alcuni casi, un'anticipazione; tenuto conto che: il dipendente pubblico, appartenente alle categorie suindicate, al contrario, non può dare in garanzia il proprio TFS, né chiederne un anticipo, potendo disporne solo dopo la cessazione del


rapporto di lavoro; dall'inizio della pandemia si assiste al fenomeno di moltissimi dipendenti pubblici e pensionati che accedono, con urgenza al credito, per ottenere immediatamente liquidità per sostenere il reddito, compromesso dalla crisi economica, di propri familiari che operano nel settore privato; risulta, pertanto, urgente assicurare che i fabbisogni straordinari delle «reti familiari» possano essere soddisfatti dal circuito ordinario degli intermediari finanziari vigilati (scongiurando le condizioni del ricorso all'usura), mantenendo, ove possibile, inalterate le capacità finanziarie dei dipendenti pubblici; attraverso la costituzione del pegno sul TFS si può consentire l'accesso a prestiti che, a fronte di benefici finanziari immediati, non deprimono l'ordinario flusso finanziario del dipendente, lasciandone integro il reddito, ma potranno assicurare risorse a ristoro di spese per sostenere il nucleo familiare proprio o di un congiunto, spese mediche impreviste, l'estinzione di precedenti prestiti che abbiano rimborsi a rate mensili, i costi per gli studi universitari dei figli, impegna, il Governo a valutare la possibilità di prevedere, nel primo provvedimento utile, per fronteggiare le ricadute economiche dell'attuale crisi determinata dall'emergenza COVID-19 e dai rincari dei generi di consumo in conseguenza degli accadimenti in atto in Ucraina, una norma speciale per assicurare la liquidità delle famiglie ed a sostenere adeguatamente i consumi, per la quale, in pendenza del rapporto di lavoro, le somme del trattamento di fine servizio possano essere concesse in pegno agli intermediari finanziari, in modo da migliorare l'accesso al credito di oltre 3 milioni di dipendenti pubblici, con risultati finanziari analoghi a quelli ottenibili con gli anticipi del trattamento di fine rapporto, senza impatti diretti o indiretti sull'erario e favorendo il rilancio dell'economia del Paese. 9/3522/86. Buratti. Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione): cessazione d'impiego impiegato dei servizi pubblici insegnamento superiore