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SANITA': VADEMECUM ISS SU MENINGITE, COME E QUANDO DIFENDERSI CON VACCINO = Milano, 30 dic. (AdnKronos Salute) - Dopo gli ultimi casi di meningite registrati in alcune città d'Italia, da Napoli a Firenze, l'Istituto superiore di sanità (Iss) torna a fare chiarezza sulla patologia mettendo online, in primo piano sul suo sito, un vademecum in cui si spiega come e quando difendersi con la vaccinazione. I BATTERI CHE CAUSANO LA MENINGITE - Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X. Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. Secondo l'Iss, nel 2015 si sono verificati in Italia quasi 200 casi di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogrupppi B e C. LE FASCE PIU' A RISCHIO - I bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto


dell'anno di età. I VACCINI A DISPOSIZIONE - Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC), che è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C; il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y; il vaccino contro il meningococco di tipo B che protegge esclusivamente contro questo sierogruppo. (segue) (Lus/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 30-DIC-16 19:06 NNNN SANITA': VADEMECUM ISS SU MENINGITE, COME E QUANDO DIFENDERSI CON VACCINO (2) = (AdnKronos Salute) - OBBLIGATORI O RACCOMANDATI? Alcuni vaccini sono già raccomandati e offerti gratuitamente, altri invece lo saranno appena entrerà in vigore il nuovo Piano nazionale prevenzione vaccinale. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno d'età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W, è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i


sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino. Al di fuori delle due fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affetti da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite etc.) o per la presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche e/o dormono in dormitori, reclute militari. Il vaccino contro il meningococco B, attualmente offerto in alcune regioni nel primo anno di età, sarà presto raccomandato per i bambini più piccoli anche a livello nazionale. (segue) (Lus/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 30-DIC-16 19:06 NNNN SANITA': VADEMECUM ISS SU MENINGITE, COME E QUANDO DIFENDERSI CON VACCINO (3) = (AdnKronos Salute) - I VACCINI GRATUITI E QUELLI A CARICO DEL CITTADINO - La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi. Per il resto l'offerta vaccinale varia da Regione a Regione. La vaccinazione contro il meningococco B prevede diversi dosaggi a seconda dell'età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di


un anno. Al momento, questo vaccino è gratuito solo in alcune Regioni, ma presto dovrebbero esserlo a livello nazionale. Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al terzo, quinto e 11.esimo mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al terzo, quinto e 11.esimo mese di vita del bambino. ADOLESCENTI E VACCINAZIONE - La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti. Per chi è stato vaccinato da bambino al momento non è previsto alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo. In Regioni come la Toscana tale vaccino è attivamente offerto. ADULTI NON VACCINATI - La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni


sopra riportate. Chi vuole può comunque ricorrere alla vaccinazione, anche se non gratuitamente (a parte Toscana o contesti particolari), rivolgendosi alla Asl o facendosi prescrivere il vaccino dal proprio medico di base. (Lus/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 30-DIC-16 19:06 NNNN MEDICINA: 17 MLN ITALIANI IPERTESI, STUDIO SU NUOVA TERAPIA CON CANRENONE = Roma, 17 dic. (AdnKronos Salute) - L'ipertensione arteriosa colpisce 17 milioni di italiani (il 33% degli uomini, il 31% delle donne). Uccide ogni anno 7,5 milioni di persone nel mondo. E scatena complicanze cardiovascolari quali l'ictus, infarto del miocardio e insufficienza renale cronica. Inoltre, i due terzi dei pazienti trattati con terapia di prima linea non raggiungono il corretto livello di pressione arteriosa. Ma adesso un nuovo approccio terapeutico potrebbe consentire di salvaguardare gli organi bersaglio del 'killer silenzioso': cuore, vasi e reni. E' quanto emerge dallo studio Escape-It (Efficacy and Safety of Canrenone as Add-on in patients with essential Hypertension), presentato in occasione del 77.esimo congresso nazionale della Società italiana di


cardiologia, in corso a Roma. Lo studio, realizzato da ricercatori italiani con il supporto della società farmaceutica belga Therabel e pubblicato sulla rivista 'Cardiovascular Therapeutics', ha riguardato l'utilizzo e l'efficacia del canrenone (antagonista recettoriale dell'aldosterone), in aggiunta agli 'Ace-Inibitori' o 'sartani' (antagonisti recettoriali dell'angiotensina II) e idraclorotiazide (un diuretico) al massimo dosaggio, nel trattamento dell'ipertensione arteriosa. La ricerca ha reclutato 175 pazienti ipertesi da oltre sei anni (età media 57 anni) divisi in due gruppi: uno trattato con canrenone 50 mg e l'altro con canrenone 100 mg. In entrambi i casi la posologia era di una volta al giorno, per tre mesi. (segue) (Fli/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 17-DIC-16 16:41 NNNN MEDICINA: 17 MLN ITALIANI IPERTESI, STUDIO SU NUOVA TERAPIA CON CANRENONE (2) = (AdnKronos Salute) - "Siamo più che soddisfatti - spiega Giovanni Vincenzo Gaudio, medico chirurgo specialista in medicina interna Asst Valle Olona e coordinatore nazionale dello studio - Entrambi i dosaggi di canrenone hanno ridotto in modo significativo la pressione


sistolica e la pressione distolica. L'aggiunta del canrenone come terzo farmaco ha portato a normalizzare oltre il 70% dei pazienti ipertesi, senza modificazioni statisticamente significative di metabolismo glucidico e lipidico né del quadro elettrolitico. E nessun aumento rilevante dei livelli di potassio. Inoltre il farmaco non solo è ben tollerabile ma rispetto ad altre terapie contrasta la possibilità di una 'fuga' dell'aldosterone, bloccando a valle il sistema renina-angiotensina-aldosterone (Ras)". (segue) (Fli/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 17-DIC-16 16:41 NNNN MEDICINA: 17 MLN ITALIANI IPERTESI, STUDIO SU NUOVA TERAPIA CON CANRENONE (3) = (AdnKronos Salute) - La terapia di prima linea blocca, infatti, il sistema che produce l'aldosterone (il principale responsabile della genesi e dell'ingravescenza dell'ipertensione) determinandone inizialmente una riduzione. "Quello che succede è che dopo alcuni mesi l'organismo si autoregola e attiva meccanismi alternativi che inducono, comunque, alla produzione dell'ormone - spiega Massimo Vanasia, direttore medico di Therabel - Quindi l'aldosterone torna a salire e si assiste a un nuovo aumento dei livelli pressori.


Questo fenomeno è conosciuto come 'escape dell'aldosterone'. Il canrenone blocca direttamente i recettori dell'ormone e riporta i valori pressori all'obiettivo, proteggendo inoltre il sistema cardiovascolare dai danni che l'aldosterone può generare a rene, cuore e cervello". "Il canrenone esiste già da molti anni, ma nella pratica clinica è stato utilizzato solo in pazienti con danni d'organnno già verificati - osserva Giuseppe Derosa, responsabile del Dipartimento diabete e malattie metaboliche del Policlinico San Matteo-Università di Pavia Lo studio dimostra in modo inequivocabile la sua efficacia anti-ipertensiva in trattamenti precoci e l'effetto neutro, a differenza di altri diuretici, su profilo lipidico, glicemia e uricemia". Ma resta importante anche la prevenzione: "La terapia dell'ipertensione è soprattutto comportamentale: uno stile di vita sano, alimentazione bilanciata e regolare attività fisica aerobica, perdita di peso in caso di obesità e astensione dal fumo. Se il paziente è anche diabetico o dislipidemico questi fattori di rischio andranno tenuti sotto controllo". (segue) (Fli/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 17-DIC-16 16:41 NNNN


MEDICINA: 17 MLN ITALIANI IPERTESI, STUDIO SU NUOVA TERAPIA CON CANRENONE (4) = (AdnKronos Salute) - "Lo studio Escape ha testato il canrenone come antipertensivo in soggetti ipertesi senza complicanze e che non rispondevano bene a dosaggio pieno con terapia prima linea - ha spiegato Carla Sala, cardiologa e sperimentatrice di Escape Aggiunto il canrenone come terzo farmaco si è ottenuta una normalizzazione della pressione senza rilevanti effetti collaterali, soprattutto sul metabolismo e sui livelli di potassio. Sia al dosaggio di 50 mg che di 100 mg non ci sono stati effetti sfavorevoli metabolici". (Fli/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 17-DIC-16 16:41 NNNN

Defibrillatori, nota esplicativa del Ministero della Salute

Abolizione Registro infortuni. Accesso ai dati contenuti nel “Cruscotto infortuni” da parte dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza


STAMINALI: LIQUIDO AMNIOTICO ELISIR PER LE OSSA, IN 2 ANNI TEST SULL'UOMO = Con cellule iniettate in topi malati -80% fratture, speranza contro invecchiamento e sindrome astronauti Milano, 21 dic. (AdnKronos Salute) - Dal liquido amniotico che protegge il bebè nel pancione della mamma durante la gravidanza, un possibile 'elisir' contro l'invecchiamento e per la salute delle ossa. La speranza di una terapia dalla culla alla tomba: potenzialmente utile per pazienti di ogni età, dai bambini con patologie ossee congenite agli anziani con osteoporosi, fino agli esploratori del cosmo che rientrati dallo spazio devono fare i conti con la 'sindrome dell'astronauta'. Ad accendere i riflettori sulle cellule staminali contenute nel fluido che culla i nascituri è un team dell'Institute of Child Health britannico - alleanza fra il Great Ormond Street Hospital e l'University College di Londra - in uno studio pubblicato su 'Scientific Reports', rivista del gruppo Nature. Il lavoro è sui topi, ma entro i prossimi 2 anni gli scienziati prevedono di avviare i primi


test sull'uomo. I ricercatori hanno raccolto staminali del liquido amniotico dal materiale avanzato da screening condotti durante la gravidanza o subito prima del parto. Quindi le hanno iniettate in topi modello di osteogenesi imperfetta, una patologia che colpisce un piccolo ogni 25 mila nati, causando fratture multiple potenzialmente letali. 'Bimbi di cristallo' che, anche quando sopravvivono, affrontano fino a 15 fratture all'anno, unite a denti fragili, difetti dell'udito e problemi di crescita. Dai test sui roditori di laboratorio è emerso che le staminali aumentavano la resistenza e la plasticità delle ossa, migliorandone la struttura e abbattendo le fratture dell'80%. Grazie alle punture di cellule bambine, i 'crack' scendevano a un quinto. (segue) (Opa/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 21-DIC-16 17:21 NNNN STAMINALI: LIQUIDO AMNIOTICO ELISIR PER LE OSSA, IN 2 ANNI TEST SULL'UOMO (2) =


(AdnKronos Salute) - "Sono assolutamente entusiasta - dichiara alla Bbc online Pascale Guillot che ha condotto lo studio - perchÊ si tratta di un importante passo avanti che potenzialmente potrebbe interessare tutti. CosÏ come oggi siamo abituati a spalmarci creme sul viso per rallentare l'invecchiamento della pelle, un giorno potremmo fare qualcosa di simile anche per mantenere giovane lo scheletro". La scienziata è convinta che "nei prossimi anni disporremo di modi per rallentare l'invecchiamento delle ossa, riducendo dolori e fratture". Una prospettiva "molto importante anche per i viaggi spaziali, che per l'assenza di forza di gravità rendono le ossa piÚ fragili". Il metabolismo dell'osso, ricordano gli autori, si basa sull'azione alternata di osteoclasti e osteoblasti: i primi sono cellule che distruggono l'osso vecchio, i secondi cellule che ne fabbricano di nuovo. Un 'turnover' compromesso in tutte le condizioni sopra citate: la malattia delle ossa fragili, l'osteoporosi e la sindrome degli astronauti hanno come denominatore comune il fatto che "l'osso


diventa pigro", precisa Guillot. Una sorta di 'sciopero' degli osteoblasti. Il lavoro inglese ha dimostrato che le staminali amniotiche fanno bene all'osso non per un'azione diretta, ma perché aumentano l'attività naturale degli osteoblasti. Da qui l'ipotesi: "Trapianti di cellule staminali potrebbero risvegliare gli osteoblasti pigri, così che ricomincino a costruire nuovo osso consolidandolo e rendendolo più maturo". La sperimentazione clinica è già in programma, ma gli studiosi puntano anche a capire quali sono le sostanze chimiche le staminali amniotiche rilasciano per 'rianimare' gli osteoblasti. (Opa/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 21-DIC-16 17:21 NNNN

Salute e sicurezza nelle imprese artigiane e nelle PMI: cosa occorre sapere e cosa si deve fare

TUMORI: BICOCCA, NANOFARMACI DRITTI AL BERSAGLIO


CON UN SOLO ANTICORPO = Piu' efficaci contro il cancro se caricati con un'unica 'pallottola' Roma, 22 dic. (AdnKronos Salute) - Nanofarmaci più efficaci contro i tumori se hanno un solo anticorpo 'a bordo'. Lo rivela uno studio guidato dal Dipartimento di biotecnologie e bioscienze dell'università di Milano-Bicocca, pubblicato su 'Nature Communications'. La ricerca, attraverso il confronto tra la sperimentazione in vitro e in vivo su modelli di cancro al seno, ha dimostrato che la presenza di un unico anticorpo su ogni singolo nanovettore migliora la sua capacità di raggiungere e colpire le cellule malate bersaglio. Gli scienziati - spiegano dall'ateneo - hanno sviluppato una metodologia innovativa per garantire il controllo sul numero di molecole biologicamente attive, come gli anticorpi, che possono essere ancorate su ogni singola nanoparticella, per ottenere dei 'nanoshuttle' altamente efficaci per il trasporto dei farmaci antitumorali. Da qui anche la possibilità di modulare l'azione di farmaci nanostrutturati di nuova generazione soprattutto nelle patologie localizzate, dove le attuali terapie arrivano con maggiore


difficoltà. (segue) (Fli/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 23-DIC-16 11:58 TUMORI: BICOCCA, NANOFARMACI DRITTI AL BERSAGLIO CON UN SOLO ANTICORPO (2) = (AdnKronos Salute) - "Abbiamo dimostrato - spiega Davide Prosperi, ricercatore di biochimica della Bicocca - che la massima efficienza di accumulo di nanofarmaci al bersaglio tumorale si realizza con il minor numero di anticorpi monoclonali su ogni nanoparticella, ottenendo anche una maggiore durata dell'effetto terapeutico". Al lavoro, finanziato dalla Fondazione regionale per la ricerca biomedica, hanno collaborato Miriam Colombo, Giulia Alessio e Rany Rotem, coordinati da Prosperi (Bicocca); Luisa Fiandra, Serena Mazzucchelli, Manuela Nebuloni, Clara De Palma e Fabio Corsi (università Statale di Milano); Karsten Kanter, Beatriz Pelaz e Wolfgang J.Parak (università di Marburg, Germania). (Fli/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 23-DIC-16 11:58 NNNN


EBOLA: FUNZIONA VACCINO SPERIMENTALE, I DATI DEL MAXI TRIAL SU 'LANCET' = Oms, entro fine 2017 dossier a enti regolatori per autorizzazioni ma gia' possibile uso in caso di focolai Milano, 23 gen. (AdnKronos Salute) - Funziona il vaccino sperimentale anti Ebola. Secondo un maxi trial condotto in Guinea e pubblicato su 'The Lancet', è risultato altamente protettivo contro il virus che nell'epidemia registrata fra il 2013 e il 2016 nell'Africa occidentale ha provocato più di 11.300 morti. Il vaccino chiamato rVsvZebov è il primo che si è dimostrato in grado di prevenire l'infezione da uno dei patogeni più letali conosciuti, e i risultati del trial aggiungono un peso scientifico ai dati raccolti nello studio iniziale pubblicato lo scorso anno. Il vaccino è stato studiato in una sperimentazione che ha coinvolto 11.841 persone in Guinea nel 2015. Tra le 5.837 che l'hanno ricevuto,


nessun caso di Ebola è stato registrato nei 10 giorni o più dopo l'immunizzazione. In confronto, sono stati 23 i casi tra chi non aveva ricevuto il vaccino. Il trial è stato guidato dall'Organizzazione mondiale della sanità, insieme con il ministero della Salute della Guinea, Medici senza frontiere e Istituto norvegese di sanità pubblica, e in collaborazione con altri partner internazionali. (segue) (Lus/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 23-DIC-16 14:02 NNNN EBOLA: FUNZIONA VACCINO SPERIMENTALE, I DATI DEL MAXI TRIAL SU 'LANCET' (2) = (AdnKronos Salute) - L'azienda farmaceutica che produce il vaccino, la Merck, ha ricevuto quest'anno la designazione di 'Breakthrough Therapy' dalla statunitense Food and Drug Administration e lo status di 'Prime' (Priority Medicines) dall'Agenzia europea del farmaco Ema, il che consente un iter regolatorio più rapido quando viene presentata la richiesta per il rilascio delle autorizzazioni. A gennaio - riferisce l'Oms - la Gavi, Alleanza globale per i


vaccini, ha messo a disposizione di Merck 5 milioni di dollari in vista del futuro approvvigionamento del vaccino una volta che sarà approvato e raccomandato dall'agenzia delle Nazioni Unite per la sanità. Come parte di questo accordo, Merck si è impegnata a garantire che 300 mila dosi siano disponibili per un uso emergenziale in questo frangente, e a sottoporre il dossier alle autorità regolatorie per ottenere le autorizzazioni entro la fine del 2017. (segue) (Lus/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 23-DIC-16 14:02 NNNN EBOLA: FUNZIONA VACCINO SPERIMENTALE, I DATI DEL MAXI TRIAL SU 'LANCET' (3) = Usato approccio dell'immunizzazione 'ad anello' usato per sradicare vaiolo (AdnKronos Salute) - Merck ha inoltre sottoposto il vaccino alla procedura di 'Emergency Use Assessment and Listing' dell'Oms, meccanismo attraverso il quale vaccini, farmaci e strumenti diagnostici sperimentali possono essere resi disponibili per un


utilizzo precedente all'autorizzazione formale. "Anche se questi risultati convincenti arrivano troppo tardi per chi ha perso la vita durante l'epidemia di Ebola in Africa occidentale, dimostrano che nel caso dovesse aprirsi un nuovo focolaio non saremo senza difese", sottolinea Marie-Paule Kieny, Assistant Director-General dell'Oms per i Sistemi sanitari e l'innovazione, e autrice principale dello studio. Da quando il virus Ebola è stato identificato per la prima volta nel 1976, sono stati segnalati in Africa focolai sporadici. Ma nel 2013-2016, con gli oltre 11 mila morti registrati, si è evidenziata la necessità di un vaccino, spiegano dall'Oms. Il trial si è tenuto nella regione costiera della Bassa Guinea, area che stava ancora segnalando nuovi casi di Ebola quando lo studio è iniziato nel 2015. E' stato utilizzato un approccio innovativo, lo stesso metodo usato per sradicare il vaiolo, la cosiddetta 'vaccinazione ad anello'. Quando veniva diagnosticato un nuovo caso, il gruppo di ricerca rintracciava tutte le persone che potevano essere entrate a contatto


con il contagiato nelle precedenti 3 settimane. Sono stati così identificati un totale di 117 gruppi (o 'anelli'), ciascuno composto da una media di 80 persone. Inizialmente, gli anelli sono stati suddivisi in maniera casuale in 2 gruppi, chi riceveva il vaccino immediatamente e chi con un ritardo di 3 settimane. In ogni caso, tutti erano over 18. Dopo la pubblicazione dei risultati intermedi che mostravano l'efficacia del vaccino, questo è stato offerto a tutti gli anelli immediatamente e il trial è stato aperto anche ai bambini sopra i 6 anni. (segue) (Lus/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 23-DIC-16 14:02 NNNN EBOLA: FUNZIONA VACCINO SPERIMENTALE, I DATI DEL MAXI TRIAL SU 'LANCET' (4) = Modello per strategia Oms in grado di accelerare approdo a nuovi test e farmaci in caso epidemie (AdnKronos Salute) - Oltre a evidenziare un'elevata efficacia tra i vaccinati, il trial ha mostrato che all'interno degli anelli anche


le persone non immunizzate venivano indirettamente protette dal virus attraverso la cosiddetta immunità di gregge. Tuttavia, non essendo lo studio progettato per misurare questo aspetto, occorreranno ulteriori ricerche al riguardo. "Ebola ha lasciato un'eredità devastante nel nostro Paese - commenta Keita Sakoba, direttore della National Agency for Health Security in Guinea - Siamo orgogliosi di essere stati in grado di contribuire allo sviluppo di un vaccino che potrà evitare ad altre nazioni di sopportate quello che abbiamo vissuto noi". Per valutare la sicurezza, i destinatari del vaccino sono stati tenuti sotto osservazione nei 30 minuti successivi all'immunizzazione, e sottoposti a visite a domicilio ripetute fino a 12 settimane più tardi. Circa la metà ha riportato lievi sintomi subito dopo la vaccinazione, tra cui mal di testa, stanchezza e dolore muscolare, ma ha recuperato in pochi giorni, senza effetti a lungo termine. Due eventi avversi gravi sono stati giudicati correlati alla


vaccinazione (una reazione febbrile e un'anafilassi) e un altro probabilmente correlato (malattia simil-influenzale). In tutti e 3 i casi c'è stato un recupero senza effetti a lungo termine. Non è stato possibile raccogliere campioni biologici dai vaccinati per analizzare la loro risposta immunitaria. Altri studi però stanno indagando su questo, incluso uno condotto in parallelo al 'ring trial' tra gli operatori in prima linea in Guinea contro Ebola. Ulteriori ricerche sono in corso per fornire nuovi dati sulla sicurezza del vaccino nei bambini e in altre popolazioni vulnerabili come le persone con Hiv. In caso di focolai di Ebola nel periodo prima dell'approvazione del vaccino, l'accesso è stato reso disponibile per 'uso compassionevole'. Merck e i partner Oms stanno lavorando per la compilazione dei dati a supporto della richiesta di autorizzazione. Il rapido sviluppo di rVsv-Zebov ha contribuito alla realizzazione di R&D Blueprint dell'Oms, una strategia globale per accelerare lo sviluppo di test, vaccini e farmaci efficaci durante le epidemie. (Lus/AdnKronos)


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Fumo in gravidanza compromette buon funzionamento reni bimbo ZCZC2514/SX4 XSP22757_SX4_QBKN R CRO S04 QBKN Fumo in gravidanza compromette buon funzionamento reni bimbo (ANSA) - ROMA, 27 DIC - Fumare in gravidanza danneggia il buon funzionamento dei reni del bambino, ecco quindi una ragione in piu' per smettere o non iniziare del tutto. Emerge dai risultati di uno studio della Kyoto University, in Giappone, pubblicato sulla rivista Clinical Journal of the American Society of Nephrology. Gli studiosi hanno esaminato i dati relativi a 44.595 bambini, che hanno fornito campioni di urina e sui quali sono state effettuate altre analisi che fornissero un check-up completo dello stato di salute prima della nascita e poi a 4,9, 18 mesi e 3 anni. I risultati, hanno evidenziato, per le mamme dei bimbi presi in esame, che il 4,4% fumava e il 16,7% ha continuato a farlo in gravidanza. Nei bambini delle mamme che avevano fumato durante la gestazione la frequenza di proteinuria, un livello elevato di proteine nelle urine che e' segno di un danneggiamento dei reni e di una loro ridotta funzionalita', all'eta' di 3 anni era dell'1,7% , mentre


era dell'1,6% se le neomamme avevano smesso di fumare durante la gravidanza e dell'1,3% se erano non fumatrici. Il fumo materno durante la gravidanza- evidenziano gli studiosi- e' stato associato con un rischio maggiore di quasi una volta e mezzo (1,24) di proteinuria nei piccoli rispetto a quelli che non erano stati esposti al fumo nel periodo della gestazione."E' noto che il fumo della mamma durante la gravidanza e' associato con la nascita pretermine del bambino, il basso peso, e l'asfissia neonatale. I risultati di questo studio suggeriscono un ulteriore effetto negativo- spiega Koji Kawakami, autore dello studio -la prevenzione della proteinuria nel bambino e' importante in quanto la sua presenza puo' portare allo sviluppo di malattia renale cronica in eta' adulta". (ANSA). Y09 27-DIC-16 15:22 NNNN

TUMORI: LEUCEMIA LINFATICA CRONICA, IN CALABRIA CURE 'INTELLIGENTI' = Milano, 27 dic. (AdnKronos Salute) - Ogni anno in Calabria 120150 persone ricevono una diagnosi di leucemia linfatica cronica (Llc), la forma piĂš frequente di leucemia nei Paesi industrializzati, che nella punta dello Stivale fa registrare 7-8 nuovi casi su 100 mila abitanti ogni 12 mesi contro i 4-5/100 mila di un paio di decenni fa. Un


aumento di incidenza legato all'invecchiamento della popolazione generale, considerando che il paziente tipo è settantenne. Malati spesso colpiti contemporaneamente da patologie metaboliche, cardiovascolari o respiratorie che rendono difficile attuare programmi di chemio-immunoterapia aggressiva. Per questi pazienti, e per quelli con Llc refrattaria, sono disponibili oggi in regione protocolli ad hoc con nuovi farmaci biotecnologici 'intelligenti'. Alta efficacia, bassa tossicità . I centri ematologici di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza, le 3 strutture dove si curano con efficacia le differenti forme di leucemia - si sottolinea in una nota - devono affrontare, oltre all'aumento dei pazienti, nuove complessità gestionali nell'ambito di questa patologia. Uno scenario in cui si inserisce un armamentario terapeutico anti-Llc che si è arricchito di nuovi farmaci attivi su specifici bersagli molecolari della malattia. Il primo di questi medicinali, l'ibrutinib di Janssen, ha permesso di avviare per il paziente con leucemia linfatica cronica percorsi di terapia personalizzata basati su raffinate indagini di citogenetica molecolare. L'introduzione del farmaco nella pratica clinica ha contribuito a cambiare la storia naturale della Llc, prosegue la nota. Si tratta


infatti di un agente appartenente alla classe degli inibitori di segnale del recettore Bcr (B-cell receptor), cruciale nello sviluppo e/o nella progressione di malattia. In particolare, in un sottotipo di leucemia linfatica cronica molto aggressivo, associato alla presenza della delezione del cromosoma 17p e/o alla mutazione di p53, ibrutinib garantisce una efficacia terapeutica e il prolungamento della sopravvivenza non ottenibile con trattamenti di chemioimmunoterapia normalmente utilizzati nella cura di queste forme di malattia. Infine, il benefico clinico si associa a un miglioramento della qualità della vita poiché la terapia è orale, da assumere al di fuori dell'ospedale una sola volta al giorno. (segue) (Com-Opa/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 27-DIC-16 15:25 NNNN TUMORI: LEUCEMIA LINFATICA CRONICA, IN CALABRIA CURE 'INTELLIGENTI' (2) = (AdnKronos Salute) - "In Calabria - afferma Stefano Molica, direttore del Dipartimento onco-ematologico dell'azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro - anche in assenza di una rete ematologica ufficializzata esiste un'ampia condivisione dei protocolli diagnostico-terapeutici, che consente di offrire a tutti i


pazienti leucemici della regione che si rivolgono alle strutture di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza elevati e omogenei standard di trattamento". "Nel caso della leucemia linfatica cronica - prosegue l'esperto una peculiarità è rappresentata dall'eccesso di diagnosi in una fase asintomatica di malattia, che non richiede terapia immediata, ma solo periodici controlli in assenza di trattamento. Esiste, tuttavia, anche una percentuale di pazienti (circa il 30%) nei quali la malattia è invece sintomatica, oltre a quelli recidivati o refrattari alle terapie convenzionali. Alcuni dei pazienti che rientrano in queste categorie presentano una malattia con particolare aggressività clinica e sono portatori di un marcatore biologico specifico, quale la delezione del 17p e/o la delezione di p53. Per questo sottogruppo di pazienti la sola opzione terapeutica è rappresentata da ibrutinib, farmaco intelligente di ultima generazione". (segue) (Com-Opa/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 27-DIC-16 15:25 NNNN TUMORI: LEUCEMIA LINFATICA CRONICA, IN CALABRIA CURE 'INTELLIGENTI' (3) = (AdnKronos Salute) - "La valutazione della delezione di 17p continua


l'ematologo - è un punto critico nell'ottimizzazione terapeutica della leucemia linfatica cronica. Infatti, i pazienti portatori di questa anomalia sono poco rispondenti (o solo per breve tempo) a un trattamento di chemio-immunoterapia, che rappresenta la terapia standard per le forme di leucemia. Avere oggi a disposizione farmaci come ibrutinib, che vanno a spegnere i segnali di attività sostenuti nella Llc dal recettore Bcr, è una grande innovazione. Inoltre, rispetto alle tradizionali associazioni di chemio-immunoterapia, ibrutinib è caratterizzato da un profilo di tossicità molto basso. Pertanto può essere somministrato con sicurezza in pazienti anziani che spesso hanno un carico importante di comorbidità". All'efficacia terapeutica di ibrutinib si aggiungono ulteriori vantaggi, conclude la nota: la somministrazione quotidiana per bocca, la scarsa insorgenza di importanti effetti collaterali (solo raramente può comparire fibrillazione atriale o diarrea), caratteristiche che rendono il farmaco particolarmente idoneo al trattamento degli anziani con Llc. A questi pazienti viene raccomandata una corretta aderenza al trattamento, quale garanzia di successo della terapia. "Resta comunque inteso - conclude Molica - che questi farmaci rappresentano una


valida opportunità di cura per quei pazienti per i quali, a seguito del fallimento di terapie di prima linea, non vi erano alternative di cura. Un evento oggi, invece, scongiurato". (Com-Opa/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 27-DIC-16 15:25 NNNN FARMACI: ANCHE GLI ANIMALI SONO PREDA DEI SUPERMICROBI = Sos dalla Svizzera, parassiti resistenti dilagano e iniziano a colpire anche i pet Berna, 27 dic. (AdnKronos Salute/Ats) - Anche gli animali rischiano di essere una 'preda' per i supermicrobi invulnerabili ai farmaci. In cavalli e piccoli ruminanti si sviluppano sempre piÚ spesso parassiti resistenti ad antibiotici prima efficaci. Per alcune specie la situazione è "drammatica", avverte dalla Svizzera Caroline Frey, responsabile di Diagnostica veterinaria all'Istituto di parassitologia di Berna, intervistata dall'agenzia stampa elvetica Ats. E a preoccupare sono pure i primi episodi di resistenza fra i pet, cani in particolare. Certe greggi di capre e pecore presentano tassi di antibioticoresistenza dell'80-90% e le conseguenze possono risultare


fatali, dice l'esperta. In Australia e Nuova Zelanda sono state decimate intere greggi e vari allevatori sono stati costretti a chiudere la loro attività. L'industria farmaceutica ha sviluppato un medicinale di riserva che permette di combattere i parassiti resistenti, ma per gli specialisti si tratta soltanto di una soluzione momentanea, prima che questi agenti patogeni sviluppino resistenza anche al nuovo preparato. (segue) (Red-Opa/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 27-DIC-16 15:36 NNNN FARMACI: ANCHE GLI ANIMALI SONO PREDA DEI SUPERMICROBI (2) = (AdnKronos Salute/Ats) - Come si spiega il fenomeno? Gli esperti citano il caso di cavalli sottoposti negli anni a cure antiparassitarie inadeguate, magari per la somministrazione di dosaggi errati di farmaco. E così, ad esempio, i prodotti finora utilizzati contro lo strongilo (un parassita intestinale del colon) si rivelano improvvisamente inefficaci. Per i veterinari della Facoltà Vetsuisse delle università di Berna e Zurigo, tutto il trattamento vermifugo deve essere ripensato per evitare che si creino nuove resistenze. Un consiglio è di trattare la


razza equina solo se davvero necessario. Si suggerisce quindi di rimuovere dal pascolo, almeno una volta alla settimana, gli escrementi degli animali per ridurre il rischio di infezioni. E prima di decidere di somministrare l'antibiotico a un animale sano e adulto, è opportuno analizzare le feci per determinare la specie e il numero di uova deposte dai parassiti. Lo strongilo non colpisce solo gli equini, ma anche grandi ruminanti come le mucche. Le prime resistenze sono state rilevate anche nei cani, mentre nei gatti il fenomeno è più raro. (Red-Opa/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 27-DIC-16 15:36 NNNN STAMINALI: CREATE CELLULE SINTETICHE, RIPARANO CUORE IN SICUREZZA = Scienziati, riducono rischi cancro e sono piu' resistenti, potrebbero essere usate per diversi tessuti Milano, 27 dic. (AdnKronos Salute) - Sono una versione 'sintetica' delle cellule staminali cardiache. Le hanno sviluppate ricercatori della North Carolina State University, dell'University of North Carolina a Chapel Hill (Usa) e del primo ospedale affiliato della Zhengzhou University (Cina). Si tratta di microparticelle che mimano


le cellule (Cmmp) e il team le ha fabbricate da un polimero biodegradabile e biocompatibile, aggiungendo proteine del fattore di crescita raccolte da staminali cardiache umane in coltura e infine rivestendo le particelle con una membrana delle cellule cardiache. Una tecnica pionieristica che - auspicano gli scienziati - apre la strada a trattamenti per pazienti con tessuto muscolare indebolito da un attacco di cuore, con alcuni vantaggi: su tutti, le staminali sintetiche eviterebbero il rischio di formazione di tumori ipotizzato per le terapie con cellule tradizionali. Le Cmmp sono state testate sia su una piastra da laboratorio sia su un topo che aveva subito un infarto del miocardio, e i ricercatori hanno osservato che la loro capacità di legarsi al tessuto cardiaco e di promuovere la crescita di cellule cardiache è paragonabile a quella delle staminali 'naturali'. Ma grazie alla loro struttura le Cmmp non possono replicarsi, il che riduce il rischio di tumori. Nello studio pubblicato su 'Nature Communications' gli esperti affermano che la nuova tecnologia è generalizzabile e sarebbe potenzialmente applicabile anche ad altri tipi di cellule staminali. (segue) (Lus/AdnKronos)


ISSN 2465 - 1222 27-DIC-16 16:34 NNNN STAMINALI: CREATE CELLULE SINTETICHE, RIPARANO CUORE IN SICUREZZA (2) = (AdnKronos Salute) - Oltre a mantenere i benefici terapeutici che si otterrebbero con le staminali naturali e a ridurre alcuni rischi, le cellule sintetiche - affermano gli autori - hanno una migliore stabilitĂ di conservazione. Le tradizionali terapie con staminali funzionano attraverso la promozione di una riparazione endogena. In pratica aiutano il tessuto danneggiato ad autoripararsi secernendo 'fattori paracrini' che includono proteine e materiali genetici. Le terapie con staminali - rilevano gli esperti - possono essere efficaci, ma sono anche associate con alcuni rischi sia di crescita tumorale che di rigetto immunitario. Inoltre, le cellule stesse sono molto fragili, e richiedono un'accurata conservazione e un processo di tipizzazione e caratterizzazione 'multi-step' prima di essere utilizzate. Per 'fabbricare' le staminali sintetiche "abbiamo preso il carico e il guscio delle staminali e abbiamo confezionato una particella biodegradabile", spiega lo scienziato Ke Cheng che ha guidato il team nello sviluppo delle Cmmp. (segue)


(Lus/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 27-DIC-16 16:34 NNNN STAMINALI: CREATE CELLULE SINTETICHE, RIPARANO CUORE IN SICUREZZA (3) = (AdnKronos Salute) - "Le cellule sintetiche funzionano più o meno allo stesso modo in cui funziona un vaccino disattivato", precisa l'esperto. "Le loro membrane permettono di bypassare la risposta immunitaria e di legarsi al tessuto cardiaco, rilasciare i fattori di crescita e generare riparazione, ma non possono amplificarsi da sé. Così si ottengono i benefici della terapia con cellule staminali, senza rischi". Essendo più resistenti rispetto alle staminali umane, possono tollerare duri processi di congelamento e scongelamento. E non devono essere derivate da cellule del paziente. Il processo di fabbricazione può essere utilizzato inoltre con qualsiasi tipo di cellule staminali, sottolineano gli scienziati. "Speriamo - conclude Cheng - che questo possa essere un primo passo verso un prodotto davvero 'standard' di cellule staminali che permetta ai pazienti di ricevere terapie benefiche quando necessario, senza costosi ritardi". (Lus/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222


27-DIC-16 16:34 NNNN Formaggi, vino, birra e noodles per benessere intestino ZCZC4026/SX4 XSP24506_SX4_QBKN R CRO S04 QBKN Formaggi, vino, birra e noodles per benessere intestino (ANSA) - ROMA, 27 DIC - Il classico yogurt oppure formaggi stagionati, come gorgonzola e provolone, vino rosso, birra o cibi dal sapore piu' esotico, come i noodles e il tempeh, alimento ricavato dai semi di soia gialla, molto popolare in Indonesia e in altre nazioni del sud-est asiatico. Con una dieta ricca di cibi fermentati si puo' favorire il benessere del microbiota, l'insieme di micro-organismi che compongono la flora batterica intestinale, il cui stato di salute e' fondamentale per il funzionamento dell'intestino ma anche per mantenere alte le difese immunitarie. A suggerirlo, anche in considerazione delle abbuffate natalizie e in vista del classico cenone di fine anno, alcune evidenze emerse al corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo "Nutrizione e microbiota: c'e' fermento", realizzato per il personale medico-sanitario da Sanita' in-Formazione e gia' online sulla piattaforma Consulcesi Club. I cibi fermentati - come emerso al corso, il cui responsabile scientifico e' il dottor Andrea Pezzana, medico e docente dell'Universita' degli Studi di Scienze Gastronomiche, con il contributo di esperti come la professoressa Chiara Cordero,


docente di Chimica degli Alimenti all'Universita' degli Studi di Torino e la dottoressa Michela Zanardi, specialista in Scienza dell'Alimentazione - da sempre alla base delle diete dichiarate patrimonio dell'umanita' dall'Unesco come quella mediterranea, messicana e giapponese washoku, comportano una serie di benefici spesso poco conosciuti: favoriscono la digestione, prevengono le malattie infiammatorie, hanno un alto valore nutrizionale e depurano l'organismo. (ANSA). Y09-MAR 27-DIC-16 18:20 NNNN

SALUTE: INSULINA ARMA ANTI-CALVIZIE, RIGENERA I FOLLICOLI = Protocollo Hair Clinic, l'ormone controlla-zuccheri crea un ambiente favorevole alla ricrescita dei capelli Milano, 28 dic. (AdnKronos Salute) - Insulina anti-calvizie. L'ormone prodotto dal pancreas per controllare il livello di zuccheri nel sangue non è solo una terapia salvavita per molti malati di diabete: può rappresentare anche "un'arma strategica nella lotta all'alopecia, patologia che colpisce circa 8 milioni di uomini nel nostro Paese, mentre 6 milioni di donne soffrono di diradamento dei capelli". Una malattia che, "se non affrontata con terapie mirate, compromette non solo la salute fisica di chi ne soffre, ma provoca anche un grave disagio psicologico, in particolare tra le donne".


Parola degli esperti di HairClinic, centro internazionale dedicato alla cura della calvizie, che ha messo a punto il Protocollo di medicina rigenerativa bSBS, "il trattamento ad oggi piĂš efficace per fermare la caduta e aiutare a 'ripopolare' le aree diradate del capo", si legge in una nota. "Aggiungere l'insulina nella stimolazione dei follicoli non ancora atrofizzati (sofferenti dunque, ma ancora reattivi) - spiega Mauro Conti, responsabile scientifico HairClinic permette la creazione di un ambiente favorevole alla ricrescita dei capelli". (segue) (Red/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 28-DIC-16 11:37 NNNN SALUTE: INSULINA ARMA ANTI-CALVIZIE, RIGENERA I FOLLICOLI (2) = (AdnKronos Salute) - "Nel corso del trattamento hCRP, parte del Protocollo avanzato di medicina rigenerativa - precisa Conti - si procede a una separazione cellulare grazie alla quale isoliamo le migliori molecole del sangue stesso del paziente per poi iniettarle nuovamente nel suo cuoio capelluto. Grazie alla presenza di insulina, aggiungiamo sostanze nutritive utili ed efficaci per la ricrescita dei capelli nelle aree diradate e in generale per rinforzare l'intero


parco follicolare". "Il trattamento di medicina rigenerativa bSBS ha dato fino ad oggi i risultati migliori nel contrastare gli effetti dell'alopecia prosegue la nota - Una terapia non invasiva nÊ chirurgica, duratura ed efficace nel tempo, applicabile ai diversi casi di calvizie e in pazienti con storie cliniche differenti. A dimostrazione che la cura con insulina è una scelta da prendere in considerazione prima di altre, per contrastare gli effetti dell'alopecia". (Red/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 28-DIC-16 11:37 NNNN Deficit ferro sotto 3 anni, diffuso e da non sottovalutare ZCZC1964/SX4 XSP28344_SX4_QBKN R CRO S04 QBKN Deficit ferro sotto 3 anni, diffuso e da non sottovalutare Tra i sintomi pallore e debolezza, prevenire con alimentazione (ANSA) - ROMA, 28 DIC - Il sintomo piu' evidente e' il pallore, ma spesso e' accompagnato anche da facilita' a stancarsi e disturbi della concentrazione. La sideropenia latente, o il deficit di ferro, e' un problema "molto diffuso soprattutto in bimbi sotto i tre anni" ma non va sottovalutato. Il minor ferro a disposizione, infatti, "rischia di compromettere la sintesi dell'emoglobina" e "a lungo termine puo' portare rendimenti


scolastici minori e ritardo nello sviluppo psicomotorio, oltre a una minor efficienza del sistema immunitario, fino ad arrivare all'anemia". A spiegarlo e' Gian Vincenzo Zuccotti, Ordinario di pediatria all'Universita' di Milano e direttore del Dipartimento Pediatrico Ospedale dei Bambini V. Buzzi. "E' importante - sottolinea - individuare la carenza di ferro, prima che diventi emergenza. Per farlo, basta un emocromo e una ferritinemia prescritta dal pediatria. Ma e' importante anche prevenire". Occhi puntati quindi sull'alimentazione, in particolare nei primi 36 mesi di vita, come ricordano anche le Linee di Indirizzo pubblicate dal Ministero dello Salute frutto di un tavolo tecnico a cui hanno partecipato anche le societa' scientifiche pediatriche. "Il principale errore - spiega il professore - e' trattare il bimbo come un 'piccolo adulto'. Spesso gia' dopo i 12 mesi viene alimentato con gli stessi errori che gli adulti hanno per se'", ovvero diete restrittive o oppure troppo ricche di proteine. Tra gli errori piu' frequenti, l'uso di latte vaccino dopo lo svezzamento. "Va sempre evitato nel primo anno di vita e possibilmente fino al secondo. Non solo perche' ha meno ferro - chiarisce - quanto perche' il ferro presente e' molto meno biodisponibile, ovvero viene assimilato molto meno, rispetto a quello presente nel latte materno o nei latti in formula (per bimbi sotto i 12 mesi) e di crescita (destinati a bimbi da 12 a 36 mesi)". No anche, conclude Zuccotti, "a somministrare regolarmente bevande di origine vegetale come il 'latte' di riso, molto ricco di carboidrati e povero di altri elementi, come il ferro". (ANSA). YQX 28-DIC-16 12:37 NNNN


Morta meningite:Associazione presidi,serve medico scolastico ZCZC2284/SXA XRR28869_SXA_QBXB R CRO S0A QBXB Morta meningite:Associazione presidi,serve medico scolastico (ANSA) - ROMA, 28 DIC - "Ancora una volta si dimostra come certe scelte prese all'insegna di un risparmio momentaneo possano creare situazioni difficili, o come in questo caso drammatiche. Ci riferiamo all'eliminazione del servizio di medicina scolastica che fino ad alcuni decenni di anni fa era assicurato da un medico che curava le visite di tutti gli studenti, e si interessava alle condizioni igienico-sanitarie delle scuole". Cosi' Mario Rusconi, presidente Associazione nazionale presidi (Anp) del Lazio interviene sulla morte per meningite di un'insegnante a Roma chiedendo il "ripristino del medico scolastico". "Stante l'attuale situazione - prosegue - non possiamo non sollecitare le Asl ad interventi preventivi in tutte le scuole, dare opportune informazioni ai genitori, e sollecitare il personale non docente o le cooperative di servizi ad un'attenta pulizia per consentire situazioni igieniche di sicurezza. Siamo sicuri che i dirigenti scolastici si adopereranno in tutti i modi per garantire un servizio che tuteli la salute degli studenti e degli insegnanti, sollecitando opportunamente le autorita' preposte ai servizi". (ANSA). YJ4-RO/STA 28-DIC-16 13:20 NNNN

R. STAMPA / MENINGITE, RAPPUOLI: COSI' ABBIAMO


SCONFITTO IL CEPPO B 9CO737764 4 CRO ITA R01 R. STAMPA / MENINGITE, RAPPUOLI: COSI' ABBIAMO SCONFITTO IL CEPPO B (9Colonne) Roma, 29 dic - Le tribù di batteri che scatenano la meningite sono almeno sei e quello che preoccupa di più, in Italia, è il meningococco B del quale esiste dal 2013 un vaccino messo a punto da Rino Rappuoli, oggi responsabile globale della ricerca per la GalaxoSmithKline. Rappuoli, già scopritore del vaccino per la pertosse, per l'epatite A e per il meningococco C, afferma, in una intervista a La Verità, che "la meningite solo un secolo fa era molto comune e la mortalità sfiorava l'80%. Poi, negli anni '30, grazie ai primi antibiotici, scese al 30%. Negli anni '70, '80, '90, con la scoperta dei vaccini contro i sierotipi A, C, Y e W135, i decessi si sono ulteriormente ridotti. Ma rimaneva il B, che riguarda circa il 50% dei casi di meningite. È vero, è una malattia che va proprio a ondate, ma con una periodicità imprevedibile, di cui nessuno ha ancora capito le dinamiche. Il picco epidemico che si sta sviluppando in Toscana ci rimarrà per una quindicina di anni: è il tempo necessario perché la popolazione diventi immune. Ci tengo a sottolineare quanto sia importate la vaccinazione contro una malattia fulminante come la meningite. Un bambino può giocare a pallone nel pomeriggio, sentirsi male la sera, andare in ospedale durante la notte e la mattina essere morto". E racconta come è arrivato al vaccino tramite un percorso inverso rispetto a quello tradizionale, basandosi sulle ricerche di John Craig Venter, il biologo statunitense che pubblicò la sequenza genomica del batterio Haemophilus influenzae: "Fu una rivoluzione: grazie a queste conoscenze non ci sarebbe stato più bisogno di far crescere dei microbi e poi iniettarli manipolati o attenuati, ma si sarebbe fabbricato il vaccino direttamente, utilizzando le


analisi sulle loro informazioni genetiche. Così, alla soluzione del problema siamo arrivati grazie alla collaborazione con Venter. Prima era stato impossibile fermare il meningococco B, perché è un batterio che si mimetizza: in superficie ha uno zucchero identico a un componente del corpo umano, per cui gli anticorpi non si allarmano. L'analisi del genoma, invece, ci ha consentito di trovare il punto debole nelle difese del batterio, cioè quattro proteine che scatenano la reazione del sistema immunitario. Isolando quelle, abbiamo avuto gli antigeni che ci servivano per creare un vaccino efficace", "al momento è l'unica arma che funziona, può essere somministrato dai 2 mesi ai 50 anni. È una scoperta tutta italiana, richiesta in tutto il mondo". Ma da dove provenga il batterio del meningococco non si sa: "Sappiamo che circa il 10% della popolazione ha in gola il meningococco, per sua natura non pericoloso, ma che per motivi sconosciuti può generare ceppi ipervirulenti, come quello presente in Toscana". (red) 290843 DIC 16

R. STAMPA / MENINGITE, REZZA (ISS): COME CAPIRE QUANDO SI RISCHIA DAVVERO 9CO737763 4 CRO ITA R01 R. STAMPA / MENINGITE, REZZA (ISS): COME CAPIRE QUANDO SI RISCHIA DAVVERO (9Colonne) Roma, 29 dic - "Anche se il caso della maestra ricoverata al Gemelli non è stato causato da un meningococco, ma da un altro agente patogeno è bene non abbassare la guardia contro la meningite. Non è il caso di sottovalutare ogni possibile azione di prevenzione". Lo afferma Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di


Sanità, in una intervista al Messaggero, nella quale "sottolinea che "negli ultimi due anni, si è verificata una situazione anomala, soprattutto nell'area che va da Firenze e lungo la Valle dell'Arno, fino al mare. Per fortuna nonostante siano stati segnalati alcuni casi in questa area, non abbiamo avuto casi secondari e questo dimostra che la profilassi attivata funziona. E nelle aree vicine della stessa Toscana o della Liguria e dell'Emilia, non si registrano casi in eccesso" e "non mi stanco di ripeterlo: vale la pena vaccinarsi e vaccinare i propri figli: sia quelli più piccoli, sopra i 13 mesi con il quadrivalente, che gli adolescenti". In una intervista a Repubblica tuttavia l'esperto esclude che chi voglia andare in vacanza in Toscana debba vaccinarsi: "Non ce n'è bisogno, così come chi va a fare un viaggio in Inghilterra, dove la malattia è molto diffusa, non fa il vaccino. Discorso diverso vale per chi ci resta a lungo, e infatti la Regione offre la vaccinazione a studenti universitari e lavoratori". Quindi sottolinea che "l'influenza si manifesta con un febbrone, il mal di testa, il mal di gola e la tosse secca ma non dà, come la meningite, rigidità della nuca e nemmeno i sintomi classici di quando l'infezione batterica si diffonde in modo esteso, come le macchioline sulla pelle. Comunque bisogna stare tranquilli, perché i medici sono perfettamente in grado di diagnosticare la meningite e perché i casi sono rarissimi". Perché l'influenza quest'anno è arrivata in anticipo? "Non siamo in grado di dirlo con certezza, così come non sappiamo ancora se arriverà ad un picco più alto degli anni passati e di conseguenza avremo molti più casi. Quest'anno due dei tre virus influenzali che circolano sono un po' mutati ed è probabile, a parità di vaccinazione, che ci siano più persone suscettibili di ammalarsi". Ha ancora senso vaccinarsi contro l'influenza? "Si può anche fare, ma potrebbe essere troppo tardi per proteggersi. Ci vogliono infatti due settimane per sviluppare le difese


immunitarie e visto che il picco influenzale è vicino, il rischio è di ammalarsi comunque". (red) 290841 DIC 16

Meningite: Garante infanzia, vaccinare i bambini e' un dovere ZCZC4659/SXB XCI47936_SXB_QBXB R CRO S0B QBXB Meningite: Garante infanzia, vaccinare i bambini e' un dovere (ANSA) - ROMA, 30 DIC - "E' necessario comprendere l'importanza di vaccinare i bambini, e i casi di meningite che hanno spento giovani vite dovrebbero persuadere a non ignorare il vantaggio dei progressi che la medicina ci dona. Tutelare con la prevenzione la salute di bambini e adolescenti e' un dovere delle persone che ne sono responsabili". Lo afferma la Garante nazionale dell'infanzia Filomena Albano, commentando gli ultimi casi di meningite registrati in Italia. "Dobbiamo tenere alta l'attenzione sull'importanza della profilassi per prevenire la diffusione delle malattie e moltiplicare le iniziative di informazione nelle scuole aggiunge - Ritengo sia necessario fare il possibile per evitare il rischio che alcune malattie, che negli anni sono scomparse, possano tornare".


"Voglio ricordare - sottolinea la Garante - che nella Convenzione Internazionale sui diritti del fanciullo, il termine "salute" ricorre dieci volte e questo denota un'attenzione particolare al tema in quanto bene che va curato e coltivato fin da subito, gia' nei primi mesi di vita del bambino, per restare integro e vitale lungo l'intero arco della nostra esistenza". "Occorre moltiplicare iniziative di informazione - conclude la Garante - anche nei presidi sanitari di base per diffondere la cultura della vaccinazione e per consentire un'informazione corretta sul rapporto rischi/benefici". (ANSA). AU 30-DIC-16 17:37 NNNN

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO DETERMINA 14 dicembre 2016 Inserimento del medicinale everolimus (Afinitor) nell'elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per il trattamento di neoplasie neuroendocrine di origine polmonare e gastrointestinale (metastatico o non operabile), in progressione di


malattia dopo analoghi della somatostatina. (Determina n. 1516). (16A08948) (GU n.302 del 28-12-2016)

IL DIRETTORE GENERALE Visti gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300; Visto l'art. 48 del decreto-legge 30 settembre 2003 n. 269, convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326, che istituisce l'Agenzia italiana del farmaco ed in particolare il comma 13; Visto il decreto del Ministro della salute di concerto con i Ministri della funzione pubblica e dell'economia e finanze in data 20 settembre 2004, n. 245 recante norme sull'organizzazione ed il funzionamento dell'Agenzia italiana del farmaco, a norma del comma 13 dell'art. 48 sopra citato, ed in particolare l'art. 19; Visti il regolamento di organizzazione, del funzionamento


e dell'ordinamento del personale e la nuova dotazione organica, definitivamente adottati dal consiglio di amministrazione dell'AIFA, rispettivamente, con deliberazione 8 aprile 2016, n. 12, e con deliberazione 3 febbraio 2016, n. 6, approvate ai sensi dell'art. 22 del decreto 20 settembre 2004, n. 245, del Ministro della salute di concerto con il Ministro della funzione pubblica e il Ministro dell'economia e delle finanze, della cui pubblicazione sul proprio sito istituzionale e' stato dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 140 del 17 giugno 2016; Visto il decreto del Ministro della salute 17 novembre 2016, registrato dall'Ufficio centrale del bilancio al registro ÂŤvisti sempliciÂť, foglio n. 1347 in data 18 novembre 2016, con il quale e' stato nominato il dott. Mario Melazzini, direttore generale


dell'Agenzia italiana del farmaco; Visto il decreto del Ministro della salute 28 settembre 2004 che ha costituito la commissione consultiva tecnico-scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco; Vista la legge 23 dicembre 1996, n. 648, di conversione del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, relativa alle misure per il contenimento della spesa farmaceutica e la determinazione del tetto di spesa per l'anno 1996, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 23 dicembre 1996; Visto il provvedimento della Commissione unica del farmaco (CUF) datato 20 luglio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 219 del 19 settembre 2000 con errata-corrige nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 4 ottobre 2000, concernente l'istituzione dell'elenco dei medicinali innovativi la cui commercializzazione e' autorizzata in altri Stati ma non sul territorio nazionale, dei medicinali non ancora autorizzati ma sottoposti a sperimentazione clinica e


dei medicinali da impiegare per una indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, da erogarsi a totale carico del Servizio sanitario nazionale qualora non esista valida alternativa terapeutica, ai sensi dell'art. 1, comma 4, del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648; Visto ancora il provvedimento CUF datato 31 gennaio 2001 concernente il monitoraggio clinico dei medicinali inseriti nel succitato elenco, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo 2001; Considerati i dati derivanti dallo studio Radiant 4 in cui sono stati osservati vantaggi significativi in PFS unicamente per i pazienti con neoplasie neuroendocrine di origine polmonare e gastrointestinale (metastatico o non operabile), in progressione di malattia dopo analoghi della somatostatina; Ritenuto opportuno consentire la prescrizione di detto medicinale a totale carico del Servizio sanitario nazionale per i pazienti


affetti da neoplasie neuroendocrine di origine polmonare e gastrointestinale (metastatico o non operabile), in progressione di malattia dopo analoghi della somatostatina; Tenuto conto della decisione assunta dalla Commissione consultiva tecnico-scientifica (CTS) dell'AIFA nella riunione dell'11-13 luglio 2016 - Stralcio verbale n. 11; Ritenuto, pertanto, di includere il medicinale everolimus (Afinitor) nell'elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale istituito ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per il trattamento di neoplasie neuroendocrine di origine polmonare e gastrointestinale (metastatico o non operabile), in progressione di malattia dopo analoghi della somatostatina; Determina: Art. 1 Il medicinale everolimus (Afinitor) e' inserito, ai sensi


dell'art. 1, comma 4, del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648, nell'elenco istituito col provvedimento della Commissione unica del farmaco, per le indicazioni terapeutiche di cui all'art. 2. Art. 2 Il medicinale di cui all'art. 1 e' erogabile a totale carico del Servizio sanitario nazionale per il trattamento di neoplasie neuroendocrine di origine polmonare e gastrointestinale (metastatico o non operabile), in progressione di malattia dopo analoghi della somatostatina, nel rispetto delle condizioni per esso indicate nell'allegato 1 che fa parte integrante della

presente

determinazione. Art. 3 La presente determinazione ha effetto dal giorno successivo alla


sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 14 dicembre 2016 Il direttore generale: Melazzini Allegato 1 Denominazione: everolimus (Afinitor). Indicazione terapeutica: trattamento di neoplasie neuroendocrine di origine polmonare e gastrointestinale (metastatico o non operabile), in progressione di malattia dopo analoghi della somatostatina. Criteri di inclusione: 1) tumori neuroendocrini di origine gastrointestinale o polmonare in progressione, ben differenziati, non funzionanti e in fase avanzata; 2) i pazienti devono avere cessato il trattamento con SSA da 4 settimane; 3) malattia misurabile determinata tramite TC o MRI; 4) WHO performance status ≤1; 5) adeguata funzionalita' midollare; 6) adeguata funzionalita' epatica;


7) adeguata funzionalita' renale; 8) lipidi sierici nella norma. Criteri di esclusione: 1) pazienti con

carcinoma

neuroendocrino

scarsamente differenziato,

carcinoma

neuroendocrino

di

alto

grado, adenocarcinoidi, carcinoma a cellule di isole pancreatiche, insulinoma, glucagoma, carcinoma neuroendocrino a grandi cellule, carcinoide a cellule a calice, carcinoma a piccole cellule; 2) pazienti con NET pancreatrici o NET di origine diversa da quella GI o polmonare; 3) sindrome da carcinoide; 4) piu' di una linea chemioterapica precedente; 5) precedente terapia targeted; 6) precedente terapia con mTOR inhibitors; 7) embolizzazione epatica intra arteriale nei sei mesi precedenti; 8) crioablazione o radiofrequenza di metastasi epatiche nei due mesi precedenti; 9) malattie dell'apparato digerente che possono alterare l'assorbimento di everolimus; 10) diabete mellito scompensato;


11) pazienti che hanno delle condizioni mediche gravi e/o non controllate, quali: angina pectoris instabile, insufficienza cardiaca congestizia sintomatica, infarto del miocardio ≤6 mesi prima della randomizzazione, grave aritmia cardiaca non controllata, infezioni severe attive o non controllate, malattie epatiche come cirrosi, epatite cronica, funzione polmonare gravemente compromessa, diatesi emorragica; 12) trattamento cronico con corticosteroidi o altri farmaci immunosoppressivi; 13) pazienti che hanno ricevuto i vaccini vivi attenuati entro una settimana di inizio del farmaco in studio e durante lo studio; 14) gravidanza e allattamento. Periodo di prescrizione a totale carico del Servizio sanitario nazionale: fino a nuova determinazione dell'Agenzia italiana del farmaco. Il farmaco e' somministrato fino a progressione della


malattia o a comparsa di tossicita' non accettabile. Piano terapeutico: il piano

terapeutico

prevede

la

somministrazione del medicinale everolimus al dosaggio di 1 compressa da 10 mg al giorno. Il dosaggio di una compressa da 5 mg al giorno e' comunque indicato nei casi di ridotta tolleranza al dosaggio standard. Altre condizioni da osservare: le modalita' previste dagli articoli 4, 5, 6 del provvedimento datato 20 luglio 2000 citato in premessa, in relazione a: art. 4: istituzione del registro, rilevamento e trasmissione dei dati di monitoraggio clinico ed informazioni riguardo a sospensioni del trattamento (mediante apposita scheda come da provvedimento 31 gennaio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo 2001); art. 5: acquisizione del consenso informato, modalita' di prescrizione e di dispensazione del medicinale; art. 6: rilevamento e trasmissione dei dati di spesa.


Dati da inserire nel registro

========================================================== =========== |

| Prima di iniziare il |

|

|trattamento e prima di |

|

|

|

Emocromo

ogni ciclo di |

|

trattamento

|

+===========================================+============= ==========+ |

|Prima di iniziare il |

|Azotemia, creatinina, glicemia a digiuno, |trattamento e prima di | |elettroliti, LDH, GGT, AST ALT, bilirubina |ogni ciclo di |totale, fosfatasi alcalina

|trattamento

| |

+-------------------------------------------+-----------------------+ |

|Prima di iniziare il |

|

|trattamento e ogni 8 |

|

|settimane per i primi |

|

|12 mesi e ogni 12

|

|settimane

| |

|Profilo lipidico Coagulazione Esame urine |successivamente | +-------------------------------------------+-----------------------+ |

|Prima di iniziare il |


|HbA1c A

|trattamento

|

+-------------------------------------------+-----------------------+ |

|Prima di iniziare il |

|

|trattamento e se

|

|ritenuto opportuno da |

|

|ripetere durante il

|ECG

| |

|trattamento

|

+-------------------------------------------+-----------------------+ | |Spirometria

|se vi e' evidenza di | |polmonite non infettiva|

+-------------------------------------------+-----------------------+

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO DETERMINA 14 dicembre 2016 Modifica alla determina 20 luglio 2016 relativa all'inserimento delle eparine a basso peso molecolare (EBPM) nell'elenco dei medicinali per uso umano erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per il trattamento del tromboembolismo nella sospensione degli anti-vitamina K (AVK) per


manovre chirurgiche e/o invasive (bridging). (Determina n. 1515). (16A08947) (GU n.302 del 28-12-2016)

IL DIRETTORE GENERALE Vista la determinazione del 29 maggio 2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2007, che ha integrato l'elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi dell'art. 1, comma 4, del decretolegge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648, mediante l'aggiunta di una specifica sezione concernente i medicinali che possono essere utilizzati per una o piu' indicazioni terapeutiche diverse da quelle autorizzate, inserendo le liste costituenti gli allegati 1, 2 e 3, relative rispettivamente ai


farmaci con uso consolidato sulla base dei dati della letteratura scientifica nel trattamento dei tumori solidi nell'adulto, nel trattamento dei tumori pediatrici e nel trattamento delle neoplasie ematologiche; Vista la determinazione 16 ottobre 2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 254 del 31 ottobre 2007, che ha istituito due nuove liste costituenti, gli allegati 4 e 5, parte integrante della sezione concernente i medicinali che possono essere utilizzati per una o piu' indicazioni terapeutiche diverse da quelle autorizzate, relative rispettivamente ai farmaci con uso consolidato sulla base dei dati della letteratura scientifica, nel trattamento di patologie neurologiche e nel trattamento correlato ai trapianti; Vista la determinazione 18 maggio 2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23 maggio 2011, che ha istituito una nuova lista costituente l'allegato 6 parte integrante della sezione concernente i medicinali che possono essere utilizzati per una o piu'


indicazioni terapeutiche diverse da quelle autorizzate, relativa ai radiofarmaci con uso consolidato sulla base dei dati della letteratura scientifica; Vista la determinazione 20 maggio 2013, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 30 maggio 2013, che ha istituito una nuova lista (allegato 7), che ne costituisce parte integrante, relativa ai farmaci con uso consolidato nel trattamento di patologie infettive per indicazioni anche differenti da quelle previste dal provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio; Vista la determinazione 14 marzo 2014, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 1° aprile 2014, che ha istituito una nuova lista (allegato 8), che ne costituisce parte integrante, relativa ai farmaci con uso consolidato nel trattamento di patologie cardiache per indicazioni anche differenti da quelle previste dal provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio; Vista la determinazione 20 luglio 2016, pubblicata nella Gazzetta


Ufficiale n. 183 del 6 agosto 2016, concernente l'inserimento delle eparine a basso peso molecolare (EBPM) nell'elenco dei medicinali per uso umano erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per il trattamento del tromboembolismo nella sospensione degli anti-vitamina K (AVK) per manovre chirurgiche e/o invasive (bridging); Ritenuto opportuno mantenere la prescrizione delle eparine a basso peso molecolare a totale carico del Servizio sanitario nazionale per i pazienti a rischio basso, moderato ed elevato di tromboembolismo nella sospensione degli anti-vitamina K (AVK) per manovre chirurgiche e/o invasive; Tenuto conto della decisione assunta dalla commissione consultiva tecnico-scientifica (CTS) dell'AIFA nella riunione del 10-12 ottobre 2016 - Stralcio verbale n. 15; Determina:


Art. 1 Le eparine a basso peso molecolare sono inserite nella lista (allegato 8), istituita con la determinazione 14 marzo 2014 sopra citata, relativa ai farmaci con uso consolidato nel trattamento di patologie cardiache per indicazioni anche differenti da quelle previste dal provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio. Art. 2 I medicinali inclusi nell'elenco di cui all'art. 1 (vale a dire l'allegato 8) sono erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto delle estensioni di indicazioni riportate nell'elenco medesimo. Ai fini della consultazione delle liste dei farmaci a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre


1996, n. 648, si rimanda agli elenchi pubblicati sul sito dell'Agenzia

italiana

del

farmaco:

http://www.agenziafarmaco@aifa.gov.it Art. 3 La presente determinazione ha effetto dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 14 dicembre 2016 Il direttore generale: Melazzini

ANSA/ Nuova terapia guarisce i bambini dal 'fegato grasso' ZCZC2000/SXB XSP77532_SXB_QBXB R CRO S0B QBXB ANSA/ Nuova terapia guarisce i bambini dal 'fegato grasso' Messa a punto da ricercatori Bambino Gesu'; colpito 15% piccoli (ANSA) - ROMA, 4 GEN - Una nuova terapia e' in grado di sconfiggere il fegato grasso nei bambini e di migliorare in maniera significativa i parametri metabolici. Messa a punto dai medici dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesu', la sua efficacia


e' stata dimostrata per la prima volta da una sperimentazione clinica condotta su 43 piccoli pazienti con fegato grasso infiammato associato a deficit di vitamina D. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PlosOne. Fino ad oggi non esisteva una terapia valida per la steatoepatite non alcolica pediatrica (NASH), la forma piu' severa di fegato grasso caratterizzata da infiammazione e danni epatici - come la fibrosi appunto - che possono portare alla cirrosi. Tra le cause della malattia vi e' l'obesita' e l'aumento del numero dei bambini con sovrappeso e obesita' nei Paesi industrializzati ha portato al parallelo aumento di casi di fegato grasso (o steatosi). Negli ultimi vent'anni, infatti, la steatosi ha raggiunto proporzioni epidemiche anche tra i piu' piccoli diventando la patologia cronica del fegato di piu' frequente riscontro nel mondo occidentale. In Italia si stima che ne sia affetto circa il 15% dei bambini, ma si arriva fino all'80% tra i bambini obesi. Piu' della meta' dei bambini con fegato grasso presenta anche carenza di vitamina D. Le caratteristiche di questa diffusa patologia vanno dall'accumulo di grasso nelle cellule del fegato, a forme piu' severe (steatoepatite) che possono progredire sin dall'adolescenza verso la fibrosi fino ad arrivare alla cirrosi epatica. Cosi' come gli adulti, anche i bambini affetti da fegato grasso possono presentare danni metabolici caratterizzati da


ipertensione, insulino-resistenza, ipercolesterolemia, tutte condizioni che aumentano il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, sindrome metabolica o malattie cardiovascolari. Si tratta di effetti collaterali che riducono le aspettative di vita come mai successo dal dopoguerra a oggi. La nuova sperimentazione ha dimostrato per la prima volta in campo pediatrico che la somministrazione per 6 mesi di una miscela di acido docosaesaenoico o DHA, e vitamina D induce un miglioramento significativo dei parametri metabolici e che l'assunzione combinata di questi due principi attivi blocca l'attivita' delle cellule responsabili della produzione dell'accumulo di grasso nel fegato. "Possiamo quindi dire - spiega Valerio Nobili, responsabile dell'unita' operativa di Malattie Epato-Metaboliche del Bambino Gesu' - che per questi bambini con fegato grasso infiammato oggi abbiamo una valida soluzione terapeutica, fino a ieri non disponibile, e facilmente prescrivibile anche da un pediatra di base. Per il futuro stiamo gia' lavorando a una terapia che oltre alla somministrazione di vitamina D e DHA preveda anche quella di specifici probiotici. Riteniamo infatti sia questa la strada migliore e piu' veloce per giungere a una terapia in grado non solo di bloccare lo sviluppo della fibrosi e il progredire della malattia epatica, ma di farla regredire fino alla completa guarigione".


(ANSA). CR 04-GEN-17 12:37 NNNN

MEDICINA: SCOPERTO NUOVO ORGANO NELL'ADDOME, E' IL MESENTERE = Milano, 5 gen. (AdnKronos Salute) - Agli organi del corpo umano si dovrebbe presto aggiungere una 'new entry': il mesentere. Un nuovo studio dei ricercatori del Limerick University Hospital (Irlanda) rivela infatti si tratta di un elemento senza il quale non potremmo vivere. Localizzato nella cavità addominale, il mesentere è una fascia di tessuto che congiunge l'intestino tenue alla parete posteriore dell'addome. Una parte del corpo umano la cui esistenza non è una novità: piuttosto è il suo ruolo 'chiave' per l'organismo ad essere stato messo in luce, e descritto nei dettagli, qualche settimana fa su 'Lancet Gastroenterology & Hepatology' da J. Calvin Coffey e Peter


O'Leary. Secondo i loro studi, dunque, il mesentere non è solo un semplice tessuto, ma un vero e proprio organo. E se, come ricorda la stampa britannica, fu Leonardo Da Vinci fra i primi a descrivere il mesentere, solo ora si è potuto studiarlo appieno, comprendendo la sua funzione vitale: in pratica, il mesentere tiene al loro posto gli organi addominali. "Non ci sono dati che descrivano un essere umano vivente senza mesentere", spiega Coffey, ricercatore e chirurgo colorettale dell'ospedale universitario. (segue) (Mal/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-GEN-17 11:33 MEDICINA: SCOPERTO NUOVO ORGANO NELL'ADDOME, E' IL MESENTERE (2) = (AdnKronos Salute) - Lo specialista nel 2012 ha intuito che si trattava di una singola struttura ben connessa. E nella pubblicazione su 'Lancet' il team riporta i risultati di 4 anni di osservazioni e ricerche, arrivando a sostenere che il mesentere merita lo status di organo. Nei primati, oltretutto, la struttura del mesentere è


leggermente diversa da quella umana, spiega l'esperto. "Ora che abbiamo chiarito la sua struttura, possiamo esaminarlo sistematicamente", dice lo studioso. Obiettivo, far luce sul suo ruolo in malattie come il morbo di Crohn e la sindrome del colon irritabile, ad esempio, per mettere a punto terapie più efficaci. L'era della 'scienza del mesentere', assicurano su 'Discover Magazine', è appena iniziata. (Mal/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-GEN-17 11:33 NNNN SANITA': FIMMG, IN LOMBARDIA ASSISTENZA A KM ZERO PER PAZIENTI ANTICOAGULATI = Il sindacato propone alla Regione un progetto di medicina di prossimita' Milano, 9 gen. (AdnKronos Salute) - Assistenza 'a km zero' per i pazienti che assumono farmaci anticoagulanti orali per scongiurare la formazione di trombi potenzialmente mortali. E' il progetto di medicina di prossimità lanciato come proposta alla Regione dalla


Federazione medici di medicina generale (Fimmg) della Lombardia, sulla base di una rilevazione conclusa dal sindacato regionale medici di famiglia in collaborazione con la Scuola di formazione ricerca (Sifmed) della Fimmg. A conferma dei dati pubblicati in letteratura risulta che informa la Fimmg Lombardia - con una prevalenza dell'1,5% sulla popolazione generale, sono circa 150 mila i cittadini lombardi che mediamente ogni 20 giorni devono calcolare il livello di coagulazione del sangue per misurare l'efficacia del trattamento anticoagulante orale. "Cifre impressionanti", commenta Fiorenzo Corti, segretario di Fimmg Lombardia: "Quasi 3 milioni di prelievi annui per pazienti affetti da trombosi venosa, disturbi del ritmo cardiaco o che hanno subito interventi di cardiochirurgia o di chirurgia vascolare. Questi pazienti, per l'effettuazione del prelievo - ricorda Corti - si rivolgono per ora in ospedale o nei laboratori convenzionati. Sono malati perlopiĂš fragili e anziani, che spesso devono essere accompagnati da un familiare per l'esecuzione dell'esame, con grande


spreco di risorse personali e con sovraffollamento dei centri prelievi". Da qui la discesa in campo dei camici bianchi di famiglia: adeguatamente attrezzati - assicurano a Palazzo Lombardia - i loro studi potrebbero alleggerire questo peso per i pazienti, i loro familiari e il sistema. (segue) (Red-Opa/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 09-GEN-17 16:03 NNNN SANITA': FIMMG, IN LOMBARDIA ASSISTENZA A KM ZERO PER PAZIENTI ANTICOAGULATI (2) = (AdnKronos Salute) - "A questa situazione - sostiene infatti Corti si può porre rimedio con un coinvolgimento dei medici di famiglia: è sufficiente che ogni studio medico venga dotato di uno strumento per il calcolo dell'esame da sangue capillare, senza quindi necessità di prelievo da sangue venoso, attività che attualmente viene svolta in pochi studi medici e sostanzialmente su base volontaria". "La Regione in questo momento è impegnata nell'attuazione della legge di riforma che dovrebbe valorizzare l'assistenza territoriale",


osserva il segretario del sindacato lombardo. "Abbiamo in più volte incontrato l'assessore al Welfare Giulio Gallera che si è dimostrato interessato a recepire le proposte innovative provenienti dalla medicina generale. I medici di famiglia ci sono: è sufficiente solamente un piccolo investimento per mettere a disposizione dei loro studi un infermiere", conclude Corti. (Red-Opa/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 09-GEN-17 16:03 NNNN SALUTE, CIBO: UN ALLEATO CONTRO MALATTIE DEGENERATIVE E TUMORI (1) 9CO740255 4 CRO ITA R01 SALUTE, CIBO: UN ALLEATO CONTRO MALATTIE DEGENERATIVE E TUMORI (1) (9Colonne) Roma, 10 gen - Il cibo può agire come un vero e proprio farmaco per ridurre i rischi di malattie. Lo evidenziano alcune ricerche realizzate da Università di Tor Vergata e Brander Cancer Research Institute del New York Medical College in coordinamento con ENEA e pubblicate sull'International Journal of Molecular Science. Lo studio si focalizza sull'azione di alcune sostanze comepolifenoli, acidi grassi polinsaturi e altre ancora, nel contrastare malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, ipertensione, obesità e senescenza e nel contribuire a prevenire l'insorgenza di tumori.


Le ricerche hanno inoltre evidenziato l'azione benefica di alcuni componenti bioattivi di alimenti come il té verde, la curcumina e il resveratrolo contenuto nei frutti scuri, in grado di modulare il funzionamento di innumerevoli geni, alcuni dei quali direttamente coinvolti in molti processi cellulari. "Da questi studi arrivano nuove consapevolezze sui rischi di alterazione del metabolismo legati ad una cattiva nutrizione, ma anche su come l'alimentazione riesca ad influenzare in maniera positiva e a volte determinante lo sviluppo e il decorso di alcune patologie" spiega Laura Teodori ricercatrice del laboratorio Diagnostica e Metrologia della divisione Tecnologie Fisiche per la Salute dell'ENEA - "I polifenoli contenuti ad esempio nel tè verde, intervengono nella regolazione del metabolismo epatico; gli acidi grassi polinsaturi, i cosiddetti omega3, contenuti nei semi di lino e in molti pesci, possono modulare il metabolismo lipidico, hanno proprietà anti-infiammatorie e anti-aggreganti e sono inversamente correlati con il rischio di disturbi neurologici, come ad esempio l'Alzheimer". (SEGUE) 101748 GEN 17 9CO740257 4 CRO ITA R01 SALUTE, CIBO: UN ALLEATO CONTRO MALATTIE DEGENERATIVE E TUMORI (2) (9Colonne) Roma, 10 gen - Ma non è tutto. Un recente studio del gruppo di ricerca sull'ingegneria e rigenerazione/riparazione tissutale, condotto dal laboratorio di Diagnostica e Metrologia dell'ENEA e le Università di Tor Vergata, Urbino e la Sorbonne di Parigi, pubblicato sull'International Journal of Medical Sciences ha dimostrato che gli omega 3 sono anche in grado di migliorare il quadro istologico e citologico nella distrofia


muscolare. In particolare, è emerso che l'acido linolenico (ALA), di cui sono ricchi i semi di lino, è in grado di attenuare o addirittura risolvere il danno al sarcolemma, la membrana che ricopre le fibre muscolari, importante conseguenza della distrofia muscolare. Oltre a migliorare la miogenesi e ristabilire la morfologia muscolare, i semi di lino hanno dimostrato anche un'efficace azione antinfiammatoria. "Il cibo è come un software plastico dell'espressione genica" - continua Laura Teodori - "Mentre mangiamo oltre ad assumere sostanza e energia sotto forma di carboidrati, proteine e lipidi, incameriamo anche informazioni. Per processare l'immensa mole di dati necessari agli studi sulla genomica ed epigenomicasarebbe importante incrementare la ricerca in questo settore e istituire un centro sui 'big data', settore in cui l'ENEA vanta preziose competenze e professionalità" conclude. In occasione della giornata internazionale della donna, il prossimo 8 marzo l'ENEA e l'Associazione Internazionale per la Sensibilizzazione e la Prevenzione delle Patologie della Donna - AISPPD organizzano un evento nell'ambito del quale nutrizionisti, oncologi e ricercatori discuteranno sul ruolo dell'alimentazione nella prevenzione delle neoplasie femminili (Roma, Piazza della Minerva, Sala "Biblioteca del Senato della Repubblica Giovanni Spadolini"). (Red) 101749 GEN 17 ALIMENTI, SULFADIMETOSSINA OLTRE LIMITI IN SALSICCIA MAIALE REFRIGERATA


9CO740616 4 CRO ITA R01 ALIMENTI, SULFADIMETOSSINA OLTRE LIMITI IN SALSICCIA MAIALE REFRIGERATA (9Colonne) Roma, 12 gen - Nella notifica settimanale del RASSF (Rapid Alert System for Food), emessa martedì, per quanto riguarda il mercato italiano e con riferimento a prodotti di interesse veterinario tra le esportazioni italiane in altri Paesi che sono state oggetto di allerta sanitaria, vi è la salsiccia di maiale refrigerata prodotta in Italia. Nell'insaccato è stata riscontrata la presenza di livelli di residui di farmaci veterinari (sulfadimetossina) superiori al LMR (Limite Massimo di Residui). La scoperta è avvenuta durante un'ispezione da parte del servizio veterinario competente per territorio durante un controllo ufficiale sul mercato. Secondo il rapporto di audit, il prodotto non risulta conforme ai parametri di sicurezza alimentare. La Sulfadimetossina per uso veterinario, è utilizzata nel trattamento delle malattie batteriche sistemiche, respiratorie, gastrointestinali e dell'apparato locomotore, sostenute da batteri Gram positivi e Gram negativi sensibili. "Non è la prima volta -ricorda Giovanni D'Agata, presidente dello 'Sportello dei Diritti' -, che viene segnalata la presenza di antibiotici superiori a livelli dei parametri di sicurezza alimentare, in prodotti alimentari e quindi dannosi per la salute. D'altronde in stragrandissima maggioranza i prodotti sono realizzati da animali sottoposti in massa a trattamenti antibiotici perché altrimenti morirebbero. Infatti sono costretti a vivere nei propri stessi escrementi in allevamenti intensivi, cioè in luoghi chiusi in cui gli animali vengono ammassati a centinaia e più spesso a migliaia. Per questo uso spropositato di antibiotici sugli animali, ricordiamo che in Italia il 71% degli antibiotici venduti è destinato agli animali (dati Ema), gli allevamenti intensivi sono dei veri e propri bacini di


produzione di batteri antibiotico-resistenti, che minacciano anche la salute pubblica. E sappiamo che quello dell'antibioticoresistenza è un gravissimo problema, come sottolinea la stessa Oms". (red) 120906 GEN 17

VACCINI: DALLA MENINGITE ALL'INFLUENZA, SPECIALE DEL BAMBINO GESU' = VACCINI: DALLA MENINGITE ALL'INFLUENZA, SPECIALE DEL BAMBINO GESU' = Roma, 12 gen. (AdnKronos Salute) - Troppe bufale, storie per sentito dire, passaparola. Dalla meningite all'influenza, dal morbillo alla pertosse, tutto ciò che c'è da sapere sui vaccini, la loro sicurezza e l'efficacia ora è spiegato in maniera semplice e chiara, per genitori e insegnanti. Le informazioni si trovano nel numero speciale del magazine digitale realizzato dall'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, 'A Scuola di salute'. Uno 'Speciale Vaccini' pensato per venire incontro ai dubbi e alle domande legate alle vaccinazioni, sempre più attuali in questo periodo, con una sezione dedicata anche alle bufale che si trovano sul web. 'A Scuola di salute' è un magazine digitale mensile, realizzato dall'Istituto per salute del Bambino Gesù, diretto da Alberto


Ugazio. Il magazine vuole informare genitori e insegnanti, con un linguaggio semplice, sui temi di base della pediatria. I contenuti sono dedicati alla salute dei più piccoli, alla loro crescita e ai quesiti di base che di norma vengono rivolti al medico in età pediatrica. Lo speciale è liberamente consultabile, scaricabile e stampabile dall'home page del sito dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù (www.ospedalebambinogesù.it). (Red-Mal/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 12-GEN-17 12:29 NNNN Vaccini: da malattie a bufale web, una guida per orientarsi ZCZC3006/SXB XSP61891_SXB_QBXB R CRO S0B QBXB Vaccini: da malattie a bufale web, una guida per orientarsi In rete risposte esperti B. Gesu' su influenza, meningite e altro (ANSA) - ROMA, 12 GEN - Dalle false credenze che circolano spesso sul web alla cosiddetta immunita' di gregge, fino alle malattie da cui e' possibile proteggersi, arriva dagli esperti dell'ospedale pediatrico Bambino Gesu' di Roma una guida per orientarsi sui vaccini, dedicata a genitori e insegnanti. E' il numero speciale del magazine digitale "A Scuola di Salute", realizzato dall'Istituto per la salute dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu', diretto dal professor Alberto


Ugazio. All'interno sara' possibile trovare risposte credibili ai piu' comuni dubbi e alle vere e proprie bufale che circolano sul web sui vaccini, come quella secondo cui si fanno troppo presto, sono correlati con l'autismo (quello in particolare contro morbillo, parotite e rosolia), oppure che vi siano possibili danni da mercurio correlati proprio all'immunizzazione. Non solo: un approfondimento specifico e' dedicato alla cosiddetta herd immunity, l'immunita' di gregge, cioe' quel fenomeno per il quale nessun vaccino e' efficace al 100% ma se la percentuale di persone vaccinate supera una certa soglia, comunque vicina alla totalita' della popolazione, l'agente infettivo che si trasmette da una all'altra non puo' piu' circolare. Poi all'interno anche una vera e propria guida sui vaccini disponibili e la protezione offerta per diverse malattie: dalla meningite all'influenza, passando per il morbillo, la rosolia e il papilloma virus umano (Hpv). Lo speciale e' liberamente consultabile, scaricabile e stampabile dall'home page del sito dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu'. (ANSA). Y09-NAN 12-GEN-17 12:56 NNNN

ElliQ, robot 'tutor' anziani contro sedentarieta' solitudine ZCZC4082/SX4 XSP62143_SX4_QBKN R CRO S04 QBKN


ElliQ, robot 'tutor' anziani contro sedentarieta' solitudine Consiglia attivita' e sprona all'uso dei social (ANSA) - ROMA, 12 GEN - Un robottino da scrivania entra in azione contro solitudine e sedentarieta' degli anziani: si chiama ElliQ ed e' un 'assistente domestico' molto intelligente, in grado di riconoscere il proprio 'nonnino', ascoltarne la voce e seguirne i comandi; il suo compito principale e' raccomandare all'anziano con cui coabita lo svolgimento di attivita' fisica, dando consigli semplici come fare una passeggiata. E non e' tutto, si connette con i social, e sprona l'anziano a contattare i propri cari. Il robot, secondo quanto si legge su 'New Scientist', e' una creazione della start-up Intuition Robotics, in Israele e il suo prototipo verra' presentato per la prima volta questa settimana presso il Design Museum di Londra. ElliQ e' piccolino, ha un corpo stilizzato e snodato che si gira in tutte le direzioni ed e' dotato di uno schermo fisicamente separato dal robot. L'anziano puo' parlarci, ElliQ avverte la sua presenza grazie a speciali occhi (telecamere) e sente la sua voce ricevendo i comandi. ElliQ da' consigli su attivita' da svolgere e capta il gradimento di questi suggerimenti da parte dell'anziano, per capire cosa piace di piu' al suo 'coinquilino'. Inoltre ElliQ puo' anche proporre attivita' di relazione come connettersi ai principali social (il robot offre una interfaccia semplice per usare i social), vedere se un qualche parente o amico ha aggiornato il suo stato o scritto un messaggio. Oltre a sconfiggere solitudine e a suggerire lo svolgimento di attivita' fisiche e mentali, ElliQ e' anche un utile 'guardiano della salute' dell'anziano, cui sa ricordare di prendere le medicine.(ANSA).


Y27-VC 12-GEN-17 14:14 NNNN

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Raccolta di argomenti e o agenzie riguardanti la tutela della salute 12 gennaio 2017  
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