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Consiglio di Stato MAR 2017: “.. idoneità psicofisica per il conseguimento e la conferma di validità della patente di guida da parte di persone affette da malattie del sangue..”

REPUBBLICA ITALIANA Consiglio di Stato Sezione Consultiva per gli Atti Normativi Adunanza di Sezione del 8 marzo 2017 NUMERO AFFARE 00399/2017 OGGETTO: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Schema di regolamento recante “modifica all’appendice II al titolo IV - Articolo 320 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, in materia di idoneità psicofisica per il conseguimento e la conferma di validità della patente di guida da parte di persone affette da malattie del sangue”. LA SEZIONE Vista la nota del 2 marzo 2017, prot. n. 9033, di trasmissione della relazione di data non precisata, pervenuta alla segreteria della Sezione il 2 marzo 2017, con la quale il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sullo schema di regolamento in oggetto; Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Claudio Boccia. Premesso. Con la nota del 2 marzo 2017, prot. n. 9033, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso per il prescritto parere lo schema di regolamento in epigrafe, recante “modifica all’appendice II al titolo IV - Articolo 320 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, in materia di idoneità psicofisica per il conseguimento e la conferma di validità della patente di guida da parte di persone affette da malattie del sangue”.


Lo schema è volto ad abrogare la disposizione di cui alla lettera G dell’appendice II al titolo IV del d. P.R. n. 495 del 1992 (“Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada”), in base alla quale “la patente di guida non deve essere rilasciata né confermata ai candidati o conducenti colpiti da gravi malattie del sangue, salvo il caso in cui la possibilità di rilascio o di conferma sia espressamente certificata da parte della commissione medica locale, la quale potrà avvalersi del parere di medici specialisti appartenenti a strutture pubbliche”. In proposito, il dicastero proponente ha riferito che la modifica si è resa necessaria in considerazione del fatto che, nel lasso di tempo (circa 25 anni) decorso dall’introduzione della disposizione, “i progressi scientifici, sia per quanto concerne la diagnosi delle malattie del sangue, sia per le nuove terapie” rendono tale norma “inattuale” nella parte in cui impedisce “in modo categorico” il rilascio o il rinnovo di validità della patente di guida ai soggetti affetti dalle richiamate patologie. Il medesimo Ministero ha, poi, evidenziato che la seconda parte della disposizione de qua - la quale consente alla Commissione medica locale di formulare un giudizio d’idoneità alla guida anche qualora il soggetto richiedente sia affetto da una grave malattia del sangue - deve ritenersi “tautologica” in quanto l’art. 119, comma 4, lett. d) del Codice della strada già stabilisce che il medico valutatore, a seguito di appositi esami clinici, strumentali e di laboratorio, possa demandare alle Commissioni mediche locali la valutazione dei soggetti nei confronti dei quali siano sorti dei dubbi circa la loro idoneità e sicurezza alla guida. Inoltre, il dicastero ha evidenziato che la soppressione della disposizione di cui alla citata lettera G risulta conforme a quanto previsto dalla direttiva 2006/126/CE che, nel fissare i requisiti psicofisici minimi che gli Stati membri devono rispettare per il rilascio della patente di guida, non prevede alcuna specifica limitazione per quanto concerne i soggetti colpiti da gravi malattie del sangue, fatte ovviamente salve le altre condizioni di idoneità che devono essere certificate da un medico competente. Quanto all’iter seguito dall’Amministrazione nella predisposizione del regolamento in esame il Ministero proponente ha comunicato di aver acquisito il parere favorevole da parte del Ministero della salute, reso con la nota prot. n. 44079 del 23 novembre 2016, e di aver interpellato i principali stakeholders del settore, ovvero “le associazioni degli emofiliaci e la Unione thalassemie, emoglobinopatie rare e drepanocitosi (UNITED)”, che si sono espressi favorevolmente in merito al presente intervento normativo. Infine, lo schema di regolamento in esame risulta corredato dall’analisi dell’impatto della regolamentazione (A.I.R.) e dall’analisi tecnico-normativa (A.T.N.).


Considerato. Lo schema di regolamento in esame, come in precedenza esposto, è volto a modificare l’appendice II al titolo IV - Articolo 320 del d. P.R. n. 495 del 1992, sopprimendo la disposizione di cui alla lettera G della medesima appendice, la quale attualmente prevede che “la patente di guida non deve essere rilasciata né confermata ai candidati o conducenti colpiti da gravi malattie del sangue, salvo il caso in cui la possibilità di rilascio o di conferma sia espressamente certificata da parte della commissione medica locale, la quale potrà avvalersi del parere di medici specialisti appartenenti a strutture pubbliche”. Si tratta, dunque, di un atto normativo finalizzato - come evidenziato nell’A.I.R. - a “semplificare l’iter procedurale di accertamento dell’idoneità psicofisica da parte dei soggetti affetti da gravi patologie del sangue”, resosi necessario in considerazione del fatto che il progresso scientifico in tale materia, “sia per quanto concerne la diagnosi delle malattie del sangue sia per le nuove terapie”, ha reso sostanzialmente “inattuale” la disposizione nella parte in cui impedisce “in modo categorico” il rilascio o il rinnovo di validità della patente di guida ai soggetti affetti dalle richiamate patologie. E ciò anche nella considerazione che rimane comunque impregiudicata, anche dopo la predetta abrogazione, la possibilità - esplicitamente prevista dall’art. 119, comma 4, lett. d) del Codice della strada - di sottoporre i soggetti affetti dalle richiamate patologie alla valutazione delle Commissioni mediche locali, qualora i medici valutatori abbiano dei dubbi in merito all’idoneità alla guida di tali soggetti. Peraltro, l’inattualità della disposizione di cui alla richiamata lettera G risulta confermata da quanto evidenziato dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria con la nota allegata al parere favorevole espresso dal Ministero della salute, di cui si è detto in premessa, in cui si rileva che dai dati statistici relativi ad un campione di dieci Commissioni mediche locali (quattro del nord Italia, due del centro e quattro del sud) è emerso che “su 446 pazienti che si sono recati a visita per malattie del sangue, 440 sono risultati idonei e 6 non idonei”, e che quindi solo 1,35% dei soggetti, affetti dalle richiamate patologie, è stato ritenuto inidoneo nel corso degli accertamenti medici. Inoltre, come correttamente riferito dal dicastero proponente, l’abrogazione della citata lettera G non si pone in contrasto con le disposizioni comunitarie vigenti nella materia de qua e, segnatamente, con la direttiva 2006/126/CE, la quale, nell’individuare i requisiti psicofisici minimi per il rilascio della patente di guida nei paesi membri, non prevede alcuna specifica disposizione concernente le malattie del sangue. Pertanto, a parere della Sezione, l’abrogazione della richiamata lettera G deve ritenersi conforme sia alla normativa comunitaria di cui alla citata direttiva


2006/126/CE sia ai principi di efficacia, efficienza e celerità dell’azione amministrativa, oltre che idonea a garantire dal punto di vista teorico un adeguato livello di sicurezza stradale, atteso che rimane in ogni caso ferma la possibilità, già prevista dall’ordinamento vigente, di sottoporre i soggetti affetti dalle richiamate patologie alla valutazione delle Commissioni mediche locali, qualora i medici valutatori abbiano dei dubbi in merito alla loro idoneità alla guida. Pertanto - pur premettendo che l’effettiva incidenza del presente atto normativo potrà essere valutata solo a seguito della sua concreta applicazione, sulla base “del livello di sicurezza stradale” conseguente alla semplificazione procedimentale in esame - la Sezione non ha rilievi da formulare al riguardo, atteso che la disposizione de qua, non potendosi ritenere né illogica né irragionevole, rientra nell’ambito della discrezionalità riservata al Ministero proponente in subiecta materia. La Sezione, quindi, ritiene che lo schema di regolamento in epigrafe meriti parere favorevole. Da ultimo, ai soli fini di una compiuta esposizione, la Sezione suggerisce di anteporre, nel preambolo dello schema de quo, la frase “Visto l’art. 17, comma 1, lettera a) della legge 23 agosto 1988, n. 400;” alla frase “Udito il parere del Consiglio di Stato…”, trattandosi del riferimento normativo in base al quale è stato richiesto il parere di questo Consiglio di Stato. P.Q.M. La Sezione esprime parere favorevole sullo schema di regolamento in epigrafe.

L'ESTENSORE Claudio Boccia

IL SEGRETARIO

IL PRESIDENTE Luigi Carbone


Maria Luisa Salvini

Profile for Laboratorio Polizia Democratica

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