Quale può essere il sentimento di un Carabiniere quando scopre che i suoi superiori chiedono l’immun

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Comando Legione Carabinieri “ Lombardia” Consiglio di Base di Rappresentanza Il delegato

OGGETTO: Quale può essere il sentimento di un Carabiniere quando scopre che i suoi superiori chiedono l’immunità, di non dover rispondere delle loro azioni/inazioni? Pacchetto proposte/domande n. 05 del giorno 28/03/2020

IL

CO. BA. R. Il delegato

LETTO CHE

Il Comando Generale si rivolge alla politica per ottenere l’immunità penale e civile. Con l’intenzione di ottenere un eventuale provvedimento di legge retroattivo, cioè che ricomprenda tutte le attività, o inattività svolte durante il periodo di emergenza coronavirus (31 gennaio 2020). Immunità che sembrerebbe dover riguardare la gran parte dei Comandanti di Stazione (preposti) ma, nella realtà, credo che l’obiettivo sia ancora più ambizioso, e riguarderebbe anche i vertici stessi della FFAA e FFPP. (datori di lavoro)

ATTESO CHE

In buona sostanza, i vertici delle FFPP, Comando Generale dell’Arma compreso (che si è fatto promotore dell’idea) vorrebbero non dover rispondere a chi, certamente dopo l’emergenza, potrebbe contestare di aver emanato ordini non adeguati e conformi alle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie e governative.

ATTESO CHE

Solo per fare un esempio, il Comando Generale, ha dato indicazione precisa in ordine all’impiego del militare di servizio alla caserma/ricezione del pubblico, che deve indossare la mascherina qualora l’utente non ne sia in possesso o non la indossi. Sappiamo bene che il numero di mascherine, già all’inizio della pandemia, non era sufficiente alle esigenze. I Comandi Provinciali avrebbero dovuto formalmente segnalare superiormente la problematicha che non consentiva l’impiego di quel militare. Non mi risulta che tali segnalazioni siano state inoltrare dai Comandi Provinciali ma, al contrario, mi risulta che i Comandi Provinciali abbiano comunque disposto l’impiego dei quei militari anche senza la prevista mascherina.

CONSIDERATO CHE

Il quadro normativo sembrerebbe indicare che le eventuali responsabilità debbano ricadere anche sui “preposti”, ovvero i Comandanti di Stazione che, invero, non avranno difficoltà a dimostrare che hanno solamente obbedito a ordini precisi (non scritti ma impartiti legittimamente) da parte della scala gerarchica (dirigenti).

FORSE QUALCOSA DI PIÙ IMPORTANTE BOLLE IN PENTOLA IMMAGINATO CHE

L’intenzione reale del Comando Generale, a mio avviso, sembra quella di sanare la mancanza di provvedimenti adottati riguardo la sorveglianza dei militari asintomatici con “contatto stretto” con positivi al COVID-19 a partire del giorno 10 (emanazione pacchetto 8). Nella proposta di impunità (così come è stata formulata dal Comando Generale dell’Arma), la sorveglianza sanitaria per i Carabinieri è ancora considerata alla stregua di quella prevista per il personale sanitario di cui al DPCM 14/2020, art. 7 che non ci riguarda. Leggendo la proposta, inoltre, è possibile notare che ci si riferisce ai “servizi pubblici essenziali” ma questa


norma, lo ricordo ancora una volta, riguarda il Comparto Sanità (quindi infermieri; medici; personale sanitario eccetera). Ai sensi degli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n. 146 come modificata dagli articoli 1 e 2 della legge 11 aprile 2000, n. 83, i servizi pubblici da considerare essenziali nel comparto del personale del Servizio Sanitario Nazionale sono i seguenti: a) assistenza sanitaria; b) igiene e sanità pubblica; c) veterinaria; d) protezione civile; e) distribuzione di energia, gestione e manutenzione di impianti tecnologici; f) erogazione di assegni e di indennità con funzioni di sostentamento.

LA DOMANDA NASCE SPONTANEA (PIÙ DI UNA) Qualora confermata la tesi rappresentata, con i limiti ed i tempi a disposizione, 1)

Quali sarebbero i provvedimenti dell’Autorità sanitaria o governativa che sono stati imposti all’Amministrazione per lasciare in servizio gli asintomatici a contatto stretto CON POSITIVI COVID-19? (E NON IN SORVEGLIANZA SANITARIA ?)

2)

Se i Carabinieri asintomatici che hanno avuto un contatto stretto con positivi COVID-19 vengono ancora impiegati in attività di servizio diretto, come viene assolto il compito dell’Amministrazione, di contenimento del contagio (art 21 DL 09/03/2020) ?

3)

Quale autonomia decisionale (in difesa dei propri uomini) può avere un comandante di stazione rispetto il diverso parere del proprio comandante di compagnia ed del proprio comandante provinciale sull’emergenza covid-19 ?

4)

Vi sembra giusto che, a giochi finiti, ai vertici basterà dimostrare di avere fatto la prescritta “informazione” e, tuttavia, possano dover comunque rispondere della loro responsabilità (vigilanza e controllo) solo i Comandanti di Stazione ?

Il delegato Michele Fornicola