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MENSILE DEL SUD-EST SARDO - anno III- numero XXIII - Febbraio 2010 www.lavocedelsarrabus.it

Castiadas Pag. 10 Crisi, sempre più famiglie si rivolgono al servizio sociale

Muravera Pag. 11 Dalla Regione 910 mila euro per le case popolari

San Vito Pag. 12 Una baby-gang di teppisti e bulletti preoccupa il paese

Villaputzu Pag. 13 A febbraio il Puc arriva in Consiglio comunale

Villasimius Pag. 14 Il Comune dà il via libera al bilancio di previsione

SARRABUS. La contestazione degli utenti: «Perchè pagare in base alla cubatura della casa?»

Tasse rifiuti, protestano i cittadini «Troppo care e servizio pessimo» La raccolta differenziata di fatto non ha abbassato i costi PAG. 3 IL CASO

ACCESE POLEMICHE SUL NUOVO ENTE CHE NON RIESCE A DECOLLARE

UNIONFLOP I sindaci del Sarrabus disertano le riunioni dell’Unione dei Comuni che così rischia di diventare solo una “scatola vuota”

Sindrome di Quirra Pag. 4 La studiosa Antonietta Gatti rivela: «Inquinati i terreni del Poligono»

Servizio a pagina 5

Burcei Pag. 9 Disservizi all’ufficio postale del paese, protestano i cittadini

Satira Pag. 26 Le ultime fresche notizie di cronaca e attualità dal mondo conosciuto e non


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PRIMO PIANO

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RACCOLTA RIFIUTI Il caso. Gli utenti denuciano: «Perchè dobbiamo pagare in base alla cubatura della casa?»

Tarsu meno cara? Solo una promessa I cittadini: «Servizio salato ma pessimo» di Sabina Sestu Rifiuti senza pace nel Sarrabus. O meglio, cittadini infuriati che si vedono recapitare bollette Tarsu sempre più care nonostante l’avvio della differenziata e la promessa dei sindaci: “Presto pagherete meno”. A distanza di quattro o cinque anni dall’avvento della raccolta differenziata e dopo tutte le promesse fatte dai sindaci sarrabesi alla popolazione riguardo la diminuzione o il non aumento della tassa TARSU, una parte dei cittadini si chiede come mai questa, in alcuni paesi della nostra zona, abbia invece subito un incremento. A San Vito il sindaco avrebbe promesso di diminuire la tassa sulla spazzatura una volta iniziata la raccolta differenziata. Ma Lorella, trentacinquenne cittadina del luogo, dice che “a distanza di anni l’impegno preso non è stato mantenuto e oggi mi trovo a pagare una bolletta che secondo me è eccessiva”. Anche Romina, 40 anni, denuncia lo stesso problema, “Sono comproprietaria di una casa avuta in eredità dai miei genitori e oggi disabitata per la maggior parte dell’anno. Mi ritrovo a dover pagare per la raccolta di spazzatura che non viene prodotta. Non lo trovo per nulla giusto”. Il sindaco di San Vito Patrizio Buccelli afferma che “le tasse non sono state aumentate. L’importo è rimasto quello fissato nel 2004 ed essendo la raccolta differenziata iniziata nel 2006 è un buon risultato. Abbiamo raggiunto il 70% della differenziazione della spazzatura e col ricavato della vendita di questa riusciamo a sopperire alle spese della raccolta porta a porta”. Anche a Muravera e Villaputzu sono in tanti a non essere soddisfatti dell’importo della tassa. Sono molto meno le lamentele, invece, che riguardano la raccolta vera e propria. Particolare il caso di Muravera. Sono tanti i cittadini infu-

riati per le bollette astronomiche. Pare infatti che vi sia stato un errore sul calcolo delle superfici catastali e molti muraveresi si trovano a pagare molto più rispetto a quello dovuto. Il sindaco Salvatore Piu risponde alle accuse: “ Noi abbiamo ridotto le tasse già nel 2008 e altre riduzioni sono previste per il 2009. I cittadini che hanno subito un danno economico per il calcolo errato sulle superfici catastali verranno rimborsati. Sono tenuti a denunciare il fatto al comune che si attiverà per rimediare all’errore.” E aggiunge che nelle bollette sono presenti i conguagli sulle tasse dovute negli anni passati. Quindi se anche l’importo sembri alto, questo è giustamente dovuto. “Muravera è da considerarsi un caso particolare rispetto agli altri paesi del Sarrabus”, continua il sindaco, “in quanto oltre al paese in sé e per sé, bisogna considerare che esiste anche Costa Rei. Nella costa infatti si è raggiunto il 43% della raccolta differenziata ma è difficile da gestire in quanto in estate si riempie di turisti che non sempre rispettano la normativa. Mentre nei restanti 8 mesi dell’anno le case sono vuote. Credo che la prossima giunta comunale dovrebbe pensare a bandire due appalti, uno per Muravera e uno per la costa”. Alcuni cittadini si chiedono come mai l’importo della TARSU venga calcolato solo in base ai metri quadri, mentre in altri paesi si tiene conto anche del numero dei componenti il nucleo familiare. Franco, cinquantacinquenne dice: “Perché pagare fior di quattrini ad una grossa ditta nazionale anziché affidare il lavoro della raccolta a imprese locali come fanno a San Vito? Con risultati, tra l’altro, migliori a rispetto a Muravera”. Polemiche anche sulla cubatura: “E’ aumentata – aggiunge Mario – la cubatura della mia casa da un giorno all’altro. Non riesco a spiegarmelo, e neanche gli altri cui è suc-

cesso ci riescono”. Si lamentano anche i villaputzesi. “La tassa è troppo alta e il servizio è scadente” dice Giuseppe di 57 anni, “sono persino costretto a comprare le buste per effettuare la raccolta. Da un po’ di tempo, infatti, il comune non passa più neanche quelle. Inoltre sentiamo l’esigenza di avere un’isola ecologica dove poter depositare l’umido, almeno in estate. Visto che passano ogni tre giorni per ritirarla”. Anche Marcello, 40 enne villaputzese, ritiene che il servizio non sia eccellente “Ci avevano promesso che avrebbero diminuito la tassa una volta entrata in funzione la differenziata. Ma così non è stato. Ad oggi continuiamo a pagare lo stesso tanto di prima. Ma non la vendono la spazzatura che raccolgono?”. La TARSU viene fatta pagare in base ai metri quadri dell’abitazione, al numero di componenti del nucleo familiare e “si applica in caso di occupazione o detenzione di locali ed aree scoperte, a qual-

siasi uso adibiti”, quindi anche se la struttura non è abitata. Poiché sono i singoli comuni ad applicare l’aliquota della TARSU, e quindi ad avere libertà in materia, ci si chiede come mai dalla raccolta differenziata non si riesca a far ottenere un vantaggio economico anche ai cittadini. Quando anni fa si è iniziato a parlare, a livello nazionale, dei benefici della differenziazione della spazzatura, del suo riciclo e della produzione di energia che se ne poteva ricavare, oltre che di salvaguardia dell’ambiente, molti cittadini si sono mostrati fortemente motivati a farla soprattutto perché si sono sentiti promettere che sarebbe stato un risparmio anche per il loro portafoglio. Ma se ciò è accaduto in alcune parti del nord Italia e in poche isole felici del sud, a quanto pare nella nostra piccola zona non ci si è affatto avvicinati a questo traguardo. Perché, si chiedono i cittadini, nonostante tutto il loro impegno continuano a pagare così tanto?

La Voce del S@rrabus Associazione Radio La Voce editrice Presidente Don Emilio Manca DIRETTORE RESPONSABILE MICHELE GARBATO Capo Redattore Gianni Agus Redazione Giancarlo Cuccu, Renzo Cuccu Hanno collaborato Stefania Cauli, Sabina Sestu, Corrado Loi, Antonello Romano, Alessandro Bulla, Ignazio Monni, Mauro Murru, Stefano Galdi Foto Carla Scroccu, Alberto Masala Impaginazione e Grafica Simone Utzeri, Antonio Dentoni (grafico-voce@live.it) Telefono 0709931481 - 3939161711 E-mail lavocedelsarrabus@tiscali.it Internet www.lavocedelsarrabus.it Pubblicità 3479415600 Stampa Unione Editoriale S.p.A. Elmas Tiratura 8.000 copie Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Cagliari al numero 5/1995


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SINDROME DI QUIRRA Villaputzu. La studiosa Antonietta Gatti mette sotto accusa le nanoparticelle. L’ex sindaco Pili: «Un referendum sul Poligono»

«Contaminati i terreni della base» ma l’uranio impoverito è “assolto” a cura di Stefania Cauli e Giancarlo Bulla «Sui terreni della base sono risultate esposizioni da inquinamento ambientale, dovute anche a nanoparticelle. Il pericolo riguarda tutti: pastori, contadini, civili, animali che vivono nella zona. Anche la vegetazione può essere, in certe situazioni, contaminata». Lo ha detto Antonietta Gatti, fisico e bioingegnere, direttore del laboratorio sui biomateriali all’università di Modena partecipando alla presentazione del libro “Il pettine senza denti” di Eugenio Campus a Villaputzu. La studiosa ha illustrato l’effettiva situazione a seguito di indagini di lavoro accurate. Infatti il suo interesse per lo studio degli effetti della cosiddetta “sindrome dei Balcani”, che sembra essere correlata a quella ribattezzata “di Quirra”, è nato nel 2002 in seguito al rientro dei soldati malati dalle missioni di pace. Grazie a tecniche innovative (nanotecnologie) è riuscita a visualizzare la probabile causa dei tumori, soprattutto al sistema emolinfatico, che accomunano i militari alla popolazione che vive nei pressi delle basi in Sardegna. Le responsabili di queste patologie sarebbero polveri sottili

Antonio Pili e Antonietta Gatti durante la presentazione del libro

prodotte da esplosioni ad altissime temperature, che creano composizioni chimiche strane. Il loro nome è “nanoparticelle”. Introdotte nel corpo umano, tramite inalazione e ingestione ad esempio, provocano enormi danni all’organismo. Non si parla di uranio impoverito: la sua ipotesi sull’aerosol cancerogeno, causato da esplosioni che avrebbero luogo nei poligoni militari, necessita di prove concrete, che in effetti la studiosa ha rinvenuto sui propri indumenti e sulla flora e fauna del territorio di Quirra. Prevenzione è la parola d’ordine di Antonietta Gatti, che si è detta fiduciosa sulla possibilità di pervenire a una conoscenza che ponga fine alle morti così frequenti su un numero limitato di popolazione. Il problema dell’inqui-

namento non si ridurrebbe al solo perimetro del poligono, 120 chilometri quadrati di territorio: «Tutte le attività umane intorno - ha spiegato Antonietta Gatti - sono soggette a esposizioni che necessitano di ulteriori verifiche. Le polveri che ho trovato possono avere tante origini. Ma la cosa strana è che la zona interessata non è una zona industriale dove sarebbe più logico trovare sostanze di questo tipo». Ma com’è, in concreto la situazione ambientale a Quirra? «Tutto non è ancora compromesso, però vanno condotti studi seri - ha spiegato la ricercatrice - utilizzando certi accorgimenti, evitando certe sperimentazioni, adottando certe procedure, l'attuale rischio per civili e militari possa essere tenuto sotto control-

lo». Il fisico Massimo Coraddu dell’Università di Cagliari, anch’egli presente alla riunione di Villaputzu e autore di uno studio sull’incidenza delle leucemie a Quirra, si è detto convinto che «trattandosi di una zona con pochi abitanti, per poter stilare un’indagine epidemiologica, è necessario condurre uno studio caso per caso dal momento che il rischio di ammalarsi di linfomi per la popolazione residente a Quirra risulta anche 16 volte maggiore dei dati standard». L’ex sindaco di Villaputzu, Antonio Pili, che nel 2001 ebbe il coraggio di denunciare i casi sospetti di tumori nella frazione di Quirra, ha lanciato la proposta di un referendum popolare: «Quando è nato il poligono - ha detto - forse è stato utile sia ai militari che alla popolazione civile, adesso è il tempo di chiedere ai cittadini: è giusto barattare dei posti di lavoro in cambio della vita propria o di un familiare?». Il parere dei militari? Non è dato saperlo, visto che nessun loro rappresentante ha preso parte alla manifestazione, nonostante l’invito al comandante della base di Perdasdefogu. Invitati ma assenti anche i sindaci del Sarrabus, ad eccezione del presidente dell’Unione dei Comuni, Patrizio Buccelli.

IL MONITORAGGIO

Ecco quali sono i controlli sulla base militare Un monitoraggio delle condizioni ambientali è in corso da oltre un anno nel poligono sperimentale e di addestramento interforze del Salto di Quirra e nelle aree adiacenti. L’indagine, finanziata con 2 milioni e 500 mila euro dal governo presieduto da Romano Prodi, attraverso la Finanziaria 2007, dovrebbe concludersi tra poche settimane. I risultati finali saranno presentati entro giugno. Verifiche sono previste sulle onde elettromagnetiche. C’è poi il controllo degli «agenti chimici e radioattivi delle matrici ambientali» che prevede il campionamento di terreni, acque, bioaccumulatori animali e vegetali, metalli pesanti e nano particelle. Non manca la formazione di personale del poligono e di personale civile del territorio propedeutica ai fini di una successiva certificazione ambientale, iso 14001. Sarà anche realizzato un sistema informativo ambientale. (G. C. B.)

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COPERTINA

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SARRABUS Il caso. Il nuovo ente è praticamente bloccato: stile Sahara anche la metà degli incontri dell’assemblea

Il campanile blocca l’Unione deserte otto riunioni su dieci Il sospetto Le imminenti consultazioni elettorali per la Provincia potrebbero aver influito in maniera decisivo sull’attività dell’Unione acuendo le rivalità fra i sindaci

INTERACQUAS

Polemica nel Pdl: «Più trasparenza» Nasce il gruppo Pdl in Consiglio Comunale ma il coordinatore cittadino e il sindaco non danno la loro ‘benedizione’. A denunciare il fatto sono gli stessi componenti del gruppo, Andrea Porcu, Gildo Madeddu e Simone Mura. In un comunicato parlano chiaramente di tentativo di delegittimazione politica di un’iniziativa che ha avuto il beneplacito dei vertici regionali e provinciali del partito. Sotto accusa Eugenio Murgioni, coordinatore cittadino del Pdl e Gianfranco Piu, che è componente del gruppo provinciale Pdl in Provincia e che a Villaputzu è capo di una maggioranza sostenuta anche da esponenti del centrosinistra. A scatenare i malumori di molti aderenti al Pdl villaputzese anche una riunione ristretta cui hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco, il coordinatore Murgioni, ma dalle quale sarebbero stati

esclusi il coordinatore vicario Danilo Massessi e il consiglieri comunali aderenti al partito. «Questi vecchi sistemi - scrivono nella nota i consiglieri Porcu, Madeddu e Mura - costituiscono vincoli all'azione politica in generale e soprattutto ai nuovi o futuri attori politici nello scenario locale. Un grande partito è, o dovrebbe essere, espressione di valori e progetti condivisi necessari a tutelare e favorire gli interessi di tutta la

comunità. Siamo convinti che l’azione del Sindaco nei confronti del Coordinatore sia esclusivamente mirata al mantenimento dello stato delle cose o, meglio, a pilotarne o controllarne gli sviluppi nell’esclusivo interesse al mantenimento dell’esercizio della propria sfera di influenza personale. La scelta di questo genere di riunioni ristrette, in alternativa alla trasparente dialettica di partito, evidenzia il bisogno da parte del Sindaco di organizzare dei “piani difensivi” mirati a escludere le persone a lui sgradite». Il comunicato si conclude con un’autentica bordata: «Nel suo non comprendere la gravità di tali iniziative, Murgioni non ha solo mancato di rispetto a coloro che ha escluso dall’incontro fra pochi, ma ha soprattutto calpestato il principio di democraticità su cui si basa la coesione del nostro partito».

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re uno sportello unico per le attività produttive». Il presidente di turno non esita a ‘bacchettare’ i suoi colleghi sindaci: «Così non si può andare avanti - ha dichiarato il primo cittadino di San Vito Ciascuno inizi ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei propri consigli comunali e verso i cittadini del Sarrabus. Stiamo pagando il personale senza che lo stesso possa assolvere ai propri compiti. Queste sono responsabilità, non solo politiche, gravi». E gli altri primi cittadini? Salvatore Piu, sindaco di Muravera e primo presidente dell’Unione è lapidario: «Non ho da fare alcuna dichiarazione - ha detto al cronista - parlerò in Consiglio Comunale». Il dubbio, insinuano le malelingue, è che le imminenti consultazioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale, cui Buccelli e Gianfranco Piu sono candidati, e i relativi “giochi”, stiano influendo in maniera decisiva sull’attività dell’Unione, acuendo le rivalità e i dissapori fra i sindaci della zona. E i cittadini, ancora una volta, rischiano di pagare le conseguenze di divisioni incomprensibili.

Vi Vi aI aG sF ra un m sc t Vi an i aR e d io d Bi as nt in oi

L’Unione dei Comuni fa flop. Ad un anno e passa dalla nascita del nuovo ente, le rivalità fra i cinque comuni aderenti (Castiadas, Muravera, San Vito, Villaputzu e Villasimius), stanno di fatto paralizzando l’attività dell’Unione. I dati parlano chiaro: da fine ottobre ad oggi sono state dichiarate deserte per mancanza del numero otto riunioni su dieci del consiglio di amministrazione e due riunioni su quattro dell’assemblea. Numeri sconfortanti che fanno sorgere più di un dubbio sull’utilità della creazione dell’ennesimo ente sovracomunale. Eppure le cose da fare e da discutere ci sarebbero eccome, così come i soldi in cassa non mancano: 900mila euro, ai quali devono essere aggiunti i finanziamenti del 2010, la cui spendita deve essere ancora programmata. E le proteste del presidente di turno dell’Unione, Patrizio Buccelli, non tardano a farsi sentire: «Corriamo il pericolo - ha spiegato - che il territorio del Sarrabus rimanga tagliato fuori dai flussi finanziari che la Regione e l’Unione europea mette a disposizione dei sistemi virtuosi espressi dall’unione dei comuni. Rischiamo di perdere soldi e opportunità come è successo alcuni anni fa quando il nostro territorio è stato escluso dalla rete di distribuzione del gas perché non costituito in forma associata». Insomma, la paralisi è ad un passo: «Se non partiamo con il trasferimento all’Unione almeno di tre servizi ha aggiunto Buccelli - rischiamo anche per il 2010 di vederci decurtare del 50 per cento il finanziamento regionale come è avvenuto nel 2009. Dobbiamo trasferire all’Unione le competenze in materia di polizia locale, di sicurezza e di vigilanza, di tutela ambientale e di protezione civile oltre ad istitui-

Muravera


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IL PUNTO DI VISTA

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CHIESA Nozze. Situazione, chiarimenti, validità, nullità e funzione del Tribunale ecclesiastico

Il pensiero dell’Arcivescovo Mani a proposito del matrimonio di Monsignor Giuseppe Mani L’articolo sulla sanazione in radice ha avuto un grosso successo. Diverse famiglie sono state rimesse a posto e spero di continuare ancora. Un parroco mi diceva che dopo averne parlato all’omelia, alla fine della Messa sono sparite tutte le copie del giornale che erano in fondo alla chiesa e ne sono state chieste altre. Deo gratias anche per questo. Ma per gli altri cosa fare? Per chi ha sbagliato il primo matrimonio e poi si è risposato facendosi una nuova famiglia non c’è nessuna possibilità di regolarizzazione? Premetto che il matrimonio è unico ed indissolubile per diritto naturale e Gesù lo ha ribadito con estrema chiarezza: “l’uomo non divida ciò che Dio ha unito”. Per cui neppure il Papa può disfare un vero e proprio matrimonio. Però bisogna che si tratti di un vero matrimonio, che abbia tutte le condizioni per essere valido. Il matrimonio è una cosa seria e deve essere fatto seriamente per essere vero. Si tratta di vedere se il primo matrimonio, quello che è fallito, era vero o no. Per essere valido si richiedono varie condizioni. Ne elenco solo alcune. Prima di tutto la libertà.

Se per esempio uno è stato costretto a sposarsi perchè aspettava un bambino, il famoso matrimonio riparatore, potremo dubitare che lo abbia fatto senza la dovuta libertà. Se uno dei due non voleva i figli, oppure escludeva l’indissolubilità, è certamente una ragione di nullità del matrimonio. Se uno dei due si drogava senza che l’altro lo sapesse, oppure nascondeva un fatto grave che se lo avesse saputo non l’avrebbe sposato, c’è seriamente la ragione per prendere in considerazione un esame di nullità. Certamente ogni caso va esaminato singolarmente per vedere se c’è sospetto di nullità. Vedere

cioè se c’è “fumus nullitatis”, odore di nullità. Dopo aver letto queste cose qualcuno potrà dire: ecco la ragione per cui mi sono separata, il mio primo matrimonio era sicuramente nullo. Può essere. È importante che come punto di partenza ci sia questa convinzione, ma deve essere la Chiesa a dirlo perchè davanti alla Chiesa è stato celebrato. La Chiesa esamina la cosa con la massima serietà tanto da istituire un tribunale apposito. Qui ci incontriamo con le prime obiezioni e difficoltà. Dei tribunali Ecclesiastici ne sono state dette di tutti i colori. Prima di tutto che ci vogliono tanti denari per cui

solo i ricchi possono ottenere la nullità. Peggio ancora, si dice che la Chiesa ha annullato un matrimonio. E poi che i processi sono lunghi e complicati. Niente di tutto questo. Prima di tutto il Tribunale è a Cagliari. Secondo, ci sono due specie di avvocati: quello privato per il quale è stabilita la somma massima di 2.850 euro, e quello stabile per il quale non si spende niente. Terzo, il processo può durare al massimo due anni. Per cui: se uno ha la convinzione che il suo primo matrimonio non sia valido, deve rivolgersi al parroco o addirittura al Vescovo, cioè a me, per esporre la cosa. Gli verrà indicato un avvocato a cui

Lettera ai genitori. Continuano i consigli del Parroco di Muravera sull’educazione

I ragazzi devitalizzati da una società dei consumi priva di valori fondamentali Gentilissimi genitori... Viviamo nella società della bambagia, dell’ovatta. Oggi si tenta di addolcire tutto: il caffè decaffeinato, il tonno è così tenero che si taglia con un grissino, i “sofficini” trionfano, l’auto è comodosa, le olive sono senza nocciolo... E così abbiamo ragazzi devitalizzati, con la grinta della mozzarella! Ragazzi simili a cubetti di ghiaccio che, tirati fuori dal frigorifero, sembrano solidi ma, come toccano il tiepido, subito si sciolgono. In una parola: stiamo allevando ragazzi con il sedere nel burro! Scusate se l’immagine non è troppo raffinata, ma la posta in gioco è così alta che, in questo caso ci vogliono parole sopra le righe. Anche Antonio Mazzi, il sacerdote che si impegna a recuperare i giovani sbandati, non usa mezzi termini: «Come gridare agli adulti, ai politici, ai preti, agli educatori, agli insegnanti che una nuova malattia è piombata sulla nostra società italia-

na: l’infarto della volontà?». Si: «infarto della volontà». D’altronde è logico che sia così! Abbiamo abolito ogni ostacolo della vita. I nostri ragazzi non hanno più bisogno di faticare, di combattere. Ebbene quando una persona non ha più da faticare, da combattere, da costruire, da battersi per qualcuno o per qualcosa, è come se fosse morta. Sta qui la radice ultima della fragilità dei nostri ragazzi: troppo benessere sta uccidendo il loro essere! Che fare, dunque? Ecco: richiamare, immediatamente, il sacrificio che abbiamo allontanato dall’educazione. Richiamarlo, perchè è il sacrificio che porta in palestra la volontà. Lo so: parlare di sacrificio è un argomento stonato, oggi. Non importa! Sarà stonato per l’oggi, ma resta sempre intonato per l’uomo, per la sua crescita. Per questo dobbiamo parlarne. Non già per far sof-

frire i nostri ragazzi (saremmo sadici!), ma perchè non si può far niente senza sacrificio: non si può fare un’omelette se non si sacrifica l’uovo. “I genitori troppo morbidi sono quelli che fanno le peggiori ingiustizie ai figli”, ci ricorda lo scrittore Gaspare Barbiellini Amidei. Il sociologo Francesco Alberoni aggiunge: “Basta con i vizi ai figli: se la cavino da soli!”. Conclude Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica (1984): «Sono contento di non essere stato viziato. Considero una sventura avere privilegi nell’infanzia». Se è così permettetemi qualche consiglio concretissimo. Non diciamo: “È piccolo, poverino! Gli do tutto quello che vuole. Poi correggerà!”. Proprio perchè è piccolo il bambino deve prendere buone abitudini! È più facile formare un bambino che raddrizzare un grande! Non accontentiamo subito il figlio, appena chiede qualcosa;

lasciamo passare un intervallo tra la richiesta e l’appagamento. Mettiamo il calmiere alle continue richieste: “Me lo comperi? Voglio questo!”. Ad un certo punto ci vuole un bel “Basta!”. Lasciamo che se la sbrighi, il più possibile, da solo: nel fare i compiti, nell’aggiustarsi la bicicletta. Non aspettiamo a dieci anni a smettere di sbucciargli l’arancia. Invitiamolo a moderarsi: “Aspetta che tutti siano serviti”; “non fare telefonate chilometriche”... Non vestiamolo da principe! Consigli troppo austeri? Affatto! Non consigli austeri, ma benefici. Se credete, seguiteli! Avrete la soddisfazione di aver messo al mondo un figlio che non si scioglie quando il sole picchia forte; la soddisfazione d’aver educato un simpatico ragazzo che vive in salita! Complimenti! Cordialmente Il vostro parroco Don Emilio

rivolgersi e che lo accompagnerà in tutto l’itinerario processuale. Si arriverà ad una prima sentenza a Cagliari. Se il matrimonio viene dichiarato nullo, la sentenza viene mandata a Roma per una verifica. In breve tempo arriva la risposta con l’autorizzazione a procedere al nuovo matrimonio o a fare la sanazione in radice di quello già fatto in Comune. Sono personalmente convinto che molti matrimoni falliti hanno alla base una nullità, per cui è bene in ogni caso parlare con un esperto. Devo esprimere il mio dispiacere nel vedere un ottimo tribunale, come quello ecclesiastico di Cagliari, poco utilizzato dalle tante famiglie che invece desidererebbero far chiarezza sulla loro situazione. Basti pensare che in tutta la Sardegna ci sono circa 3500 divorzi l’anno mentre i ricorsi al Tribunale ecclesiastico non arrivano al centinaio. Sono certo che molto è frutto di pregiudizi nei confronti dei Tribunali della Chiesa, la quale invece fa di tutto per regolarizzare la situazione spirituale dei suoi fedeli. Aiutare le famiglie in questo è il mio primo impegno pastorale, per questo spero che come è stata presa sul serio la proposta per la sanazione in radice sia altrettanto presa seriamente questa mia offerta di aiuto. Parrocchia San Nicola di Bari Muravera Orari S. Messe Feriale ore 17.30 Vespertina ore18.00 Domenica e Festivi ore 7.30 - 9.30 - 11.00

SACRE CENERI 17 febbraio 2010 Orario delle Liturgie ore 7.30 ore 16.00 per i ragazzi ore 18.30

La Chiesa ricorda ai fedeli che il Mercoledì delle ceneri siamo tenuti all’astinenza e al digiuno


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Il caso. La carenza di personale nell’ufficio di Burcei sta provocando troppi disagi agli utenti

Curiosità

Le Poste arrancano, protesta in paese

I primi 100 anni di nonna Antonia Lussu

File lunghissime e qualsiasi operazione diventa un’odissea di Ignazio Monni Continuano i disagi e le lamentele contro il servizio offerto da Poste Italiane a Burcei. Nonostante varie lettere di protesta, solleciti e reclami, partiti sia da privati cittadini che da parte dell’amministrazione comunale, il servizio continua a non essere all’altezza delle aspettative. Gli utenti, infatti, sono ormai esasperati dalle lunghe file, causate dalla presenza di un solo operatore allo sportello. Una carenza di organico evidentissima ed assolutamente inadeguata a sostenere la mole di lavoro in un paese di circa 3000 abitanti. Tutti coloro che debbono effettuare qualsiasi operazione, infatti, inclusi il semplice pagamento di un conto corrente o il ritiro della pensione, sono costretti da tempo ad estenuanti file che, spesso, si protraggono anche per ore. Un disagio notevole, soprattutto per gli anziani, ma anche per i lavoratori costretti a “perdere” tempo prezioso in attesa di poter effettuare qualsiasi operazione, anche la più banale. A questo si somma il fatto

che in paese manca anche il Postamat, costringendo i tanti correntisti che vogliono prelevare delle somme a rivolgersi allo sportello. La situazione, inoltre, è ancora più grave se si considera il grave problema legato all’isolamento del paese. Per i burceresi, infatti, è molto più conveniente sorbirsi un’attesa di alcune ore davanti allo sportello, piuttosto che recarsi in qualche altro paese (come accade per esempio nel resto del Sarrabus) per pagare le bollette o effettuare un versamento. L’isolamento, anche in questo caso, rappresenta una

ulteriore pesante penalizzazione. Nonostante le proteste, dunque, le Poste continuano a trascurare il servizio offerto al paese. Anche l’amministrazione comunale, tempo fa, scrisse una lettera di protesta alla Direzione Generale, chiedendo il rafforzamento del servizio. Nella stessa si lamentava l’assoluta inadeguatezza delle prestazioni rese all’utenza e si chiedeva un sensibile potenziamento del personale. Da allora, però, poco o nulla, purtroppo, è cambiato. Una condizione grave, che sta portando sempre più la gente all’esasperazione, e che

dimostra ancora di più l’inaccettabile sottovalutazione della situazione da parte dei dirigenti provinciali e regionali. Una problema che certamente crea disagio anche al personale in servizio presso l’ufficio postale di Burcei, costretto a sobbarcarsi sia le proteste, sia un lavoro ben superiore agli standard previsti. Tutto ciò, però, pare non interessare i responsabili di Poste Italiane S.p.A., forse più attenti ai bilanci ed al marketing che agli standard qualitativi. Probabilmente l’assenza di alternative, dovuta al regime di monopolio in cui opera Poste Italiane, determina una sorta di disinteresse per le richieste che ormai sempre più spesso partono dall’utenza. Pur trattandosi di un servizio pubblico essenziale, infatti, l’assenza di un qualsiasi tipo di concorrenza fa sì che i responsabili della Società non si attivino per rendere quanto meno sufficienti, se non proprio efficienti, le prestazioni rese. A questo punto non si escludono ulteriori clamorose iniziative di protesta, finalizzate ad ottenere il sacrosanto diritto ad un servizio funzionante.

Anche Burcei ha la propria centenaria. Lo scorso 17 gennaio, infatti, Antonia Lussu ha raggiunto il secolo di vita, attorniata dall’affetto di amici e parenti. Vedova da ormai molti anni, madre di quattro figli, è stata festeggiata anche da tanti nipoti e pronipoti, che insieme a tanti suoi concittadini hanno colto l’occasione per farle gli auguri per il raggiungimento di questo importante traguardo. Tra coloro che si sono recati da “Tzia Antonicca” per fare festa non è mancata neppure la “sorellina” di 98 anni, arrivata per l’occasione da Quartu Sant’Elena. Alla nonnina di Burcei sono pervenuti anche gli auguri del Sindaco e dell’amministrazione comunale, che le hanno consegnato una targa ricordo in una cerimonia svoltasi presso la casa in cui vive. (i.m.)

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Sociale. La congiuntura economica si fa sentire anche in paese e molti chiedono aiuto in Municipio

Il Comune si mobilita contro la crisi sostegno alle famiglie in difficoltà Minori disponibilità economica, e la stagione estiva, che spesso costituisce la principale fonte reddito principale di molte famiglie di Castiadas, si accorcia. La crisi allunga le sue ombre minacciose anche sul piccolo centro sarrabese. Non sono poche le famiglie che chiedono aiuto al Comune perchè non riescono più a tirare avanti. «Purtroppo è così - conferma l’assessore ai servizi sociali, Anna Bernardo - da due anni e mezzo a questa parte, da quando ricopro quest’incarico, non ho potuto fare a meno di constatare una situazione che si è fatta via via più delicata. L’aiuto viene chiesto con grande dignità, ma certo è un sintomo di una situazione difficile». E il Comune cerca di correre ai ripari, sostenendo, nei limiti del possibile, quei cittadini che si trovano maggiormente in difficoltà. Le somme destinate al sociale dal Comune per l’anno in corso ammontano complessivamente a 536.645,51 euro. «Gli strumenti a nostra disposizione - spiega Anna Bernardo - sono il

‘classico’ contributo economico che però spesso mette a dura prova la dignità delle persone che vengono da noi a chiedere un sostegno. E allora, quando è possibile, ricorriamo al servizio retributo. In parole povere, le persone svolgono un servizio retribuito per il Comune». Il

tutto grazie ai contributi regionali. «Cerchiamo anche di ridurre il più possibile le spese per le famiglie in difficoltà - continua l’assessore ai servizi sociali - ad esempio con l’esonero dal pagare i buoni pasto per le scuole, una misura che rappresenta una piccola boccata d’ossi-

La notizia Messa a punto la programmazione 2010 per il sociale

geno per bilanci familiari spesso molto ridotti». Insomma, una situazione non facile che viene fronteggiata senza dimenticare le altre fasce della popolazione, in primo luogo gli anziani, per i quali il Comune ha attivato interessanti iniziative in collaborazione con altri paesi del Sarrabus, in particolare San Vito e Muravera: «il centro anziani di Olia Speciosa - dice Anna Bernardo - è attivissimo. L’ultima iniziativa sono stati i corsi di ballo, che stanno riscuotendo un buon successo, ma sono molto gradite anche le escursioni e le gite che si aggiungono al classico viaggio per la terza età che lo scorso anno è stato organizzato in collaborazione col comune di San Vito. Si tratta di progetti interamente finanziati con fondi di bilancio». E la programmazione 2010 dei servizi sociali? «E stata messa a punto da pochissimo - conclude Anna Bernardo - il bilancio sarà approvato fra breve ma non ci saranno contrazioni nella spesa del Comune di Castiadas per il sociale».

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La notizia. Per il sindaco Piu si tratta di uno strumento decisivo

Edilizia. Piero Loddo «Aiuto alle fasce deboli»

In arrivo la Carta Giovani per i ragazzi di Muravera

Per le case popolari ecco 910 mila euro

Una carta promuovere la qualità della vita delle ragazze e dei ragazzi e garantire diritti, agevolazioni, opportunità e servizi in campo culturale, turistico, artistico, sportivo e commerciale in Sardegna, in Italia e in Europa. Si chiama “Carta Giovani <30” ed è riservata a ragazze e ragazzi dai 14 ai 30 anni che vivono, risiedono, studiano o lavorano in Sardegna. L’iniziativa “sbarca” ora anche a Muravera. Lo scopo, tra l’altro, è quello di incentivare consumi etici, culturali, di cura e promozione della salute, e di avvicinare i giovani ai luoghi della cultura e dello sport. «L’utilizzo della carta - spiega il primo cittadino di Muravera, Salvatore Piu - consentirà l’ingresso a prezzo ridotto a spettacoli, siti archeologici, cinema, musei, a manifestazioni sportive e ai i luoghi della cultura, dell’arte e della conoscenza, che sono, patrimonio identitario della Sardegna. Consentirà inoltre di partecipare a eventi, a iniziative e progetti sviluppati dalla Regione Sardegna, Comuni, Associazione Carta Giovani e

910mila euro per nuove case popolari a Muravera. Li ha stanziati la Giunta Regionale che ha approvato un programma per interventi di nuova costruzione o il recupero di edifici da riconvertire in alloggi di edilizia economica e popolare. Il programma privilegia, gli interventi di recupero, ai fini dell’edilizia residenziale pubblica, di immobili pubblici e privati aventi destinazione non residenziale, valorizzando ed utilizzando il patrimonio abitativo o edilizio, pubblico e privato, esistente nei centri dell’Isola e attual-

dalle altre organizzazioni europee aderenti alla EYCA. I giovani di 41 paesi europei usufruiranno tutti delle medesime opportunità». L’iniziativa nasce in collaborazione con la European Youth Card Association. La Carta può essere ritirata gratuitamente presso il comune ed è valida in Italia e in 40 paesi Europei, le sue iniziative sono sostenute dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea. I giovani di Muravera che possiedono i requisiti sono

inviatati a presentarsi, muniti di documento d’identità e fototessera, presso l’Ufficio Segreteria del Sindaco il lunedì dalle ore 15.30 alle ore 17.30 per il ritiro gratuito della Carta Giovani oppure ottenere maggiori informazioni sui benefici di tale iniziativa. I minorenni dovranno essere accompagnati da un genitore. Per informazioni: Ufficio Segreteria del Sindaco, telefono 07099000313, mail info@comune.muravera.ca.it.

mente inutilizzato. «In questo momento siamo nella fase progettuale per la realizzazione di dieci alloggi popolari da ubicare nell’area in prossimità di via San Leonardo-Via Sardegna - hanno spiegato il sindaco Piu ed il suo vice Piero Loddo - È evidente che anche nella nostra cittadina, sempre in costante crescita demografica, l'emergenza abitativa, soprattutto tra le fasce più deboli anche dal punto di vista sociale, sta diventando un problema molto sentito che comporta grandi sacrifici e difficoltà».

Via le barriere architettoniche domande entro il 1 marzo È stato fissato al prossimo 1 marzo il termine per la presentazione delle domande per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati di Muravera. Possono beneficiarne i soggetti con ridotta o impedita capacità motoria derivante da obiettive menomazioni o da patologie invalidanti irreversibili. Non sono ammissibili a contri-

buto: gli interventi in alloggi non esistenti prima dell’entrata in vigore della legge 13/89, la realizzazione di nuovi alloggi, gli interventi di edilizia residenziale pubblica, le opere eseguite prima della presentazione della domanda. La modulistica è disponibile presso l’ufficio servizi sociali, l’ufficio segreteria del sindaco, il sito internet istituzionale del Comune di Muravera.

Formazione ambientale stanziati 500mila euro

Associazioni, entro il 22 febbraio le domande per accedere a contributi

Varati i contributi per impianti solari termici

L'Assessorato regionale del Lavoro ha approvato la graduatoria dei progetti dell'avviso "Green Future" presentati entro la prima scadenza (31 luglio 2009). Delle 26 proposte progettuali presentate, 18 sono state ammesse alla fase b) di valutazione, per una spesa complessiva di quasi 2 milioni e 900 mila euro e 8 sono state escluse. Tramite questo bando la Regione ha finanziato azioni formative su tematiche ambientali volte alla creazione d'impresa, con particolare riferimento ai settori emergenti e a quelli che rappresentano punti di forza del territorio regionale. Il Centro Professionale Europeo Leonardo, in collaborazione con i Comuni di Muravera, Villaputzu e Castiadas, il Consorzio Turistico Costa Rei, l’Associazione Ar.Tu. Proloco di Muravera, il Centro di Educazione Ambientale FOMDA, è risultato primo in graduatoria ottenendo, per questa prima fase, un finanziamento comples-

Il Comune di Muravera ha fissato al 22 febbraio il termine per l’ssegnazione contributi alle associazioni operanti nel territorio comunale, relativi all’anno 2009. Le richieste di contributo vanno presentate al Comune di Muravera, utilizzando la modulistica predisposta dal Servizio Socio Educativo Culturale. Questi i documenti che vanno allegati alle domande che devono avere la firma del legale rappresentante dell'Associazione: Bilancio Consuntivo anno 2009, bilancio Preventivo anno 2010, relazione Attività Annuale svolta nell’anno 2009, programma delle Attività da svolgersi nell’anno 2010, dichiarazione a firma del rappresentante legale dell’Associazione sulle eventuali variazioni intervenute nell’Atto Costitutivo, nello Statuto o negli accordi degli aderenti, copia fotostatica del documento di riconoscimento del rappresentante legale dell’associazione.

«Il Comune di Muravera, sulla scia degli indirizzi regionali, ha già intrapreso un percorso di diffusione, informazione e sensibilizzazione sull’utilizzo di energie rinnovabili attivando uno sportello di Eco-informazione che ha promosso numerosi incontri nel territorio». E’ quanto ha dichiarato il sindaco di Muravera, Salvatore Piu, commentando la pubblicazione da parte della Regione, del bando per impianti solari termici 2009 per persone fisiche e soggetti giuridici privati diversi dalle imprese. Le agevolazioni consistono nell’erogazione di un

sivo di 500mila euro. «Grazie a questo importante finanziamento – ha spiegato l'assessore Veronique Aledda verranno attivati azioni formative, di orientamento e di consulenza per favorire l’inserimento stabile e qualificato nel mercato di lavoro della popolazione in età lavorativa che in questo momento hanno difficoltà a trovare un’occupazione.» «Le attività previste – hanno aggiunto gli assessori Marco Fanni e Marco Marci - riguardano azioni integrate per promuovere e sostenere l’imprenditorialità e la creazione di imprese. Grazie alla realizzazione di questi percorsi formativi è fondamentale il coinvolgimento dei commercianti e imprenditori muraveresi che saranno di sicuro un’importante anello di congiunzione con coloro che intendono fare impresa. Potranno usufruire dei servizi anche i destinatari occupati, purché al di fuori dell'orario di lavoro».

contributo pubblico pari al 30% dell’investimento per la realizzazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento degli ambienti. Da lunedì 22 fino a domenica 28 febbraio, sarà disponibile online sul sito della Regione Sardegna la procedura di accreditamento per formulare la richiesta di contributo. Martedì 16 febbraio alle ore 16 presso la sala consiliare del Comune di Muravera, attivando in questo modo un servizio di assistenza per eventuali problematiche legate alle procedure di accesso al contributo regionale.

Incentivi al commercio, il 24 una conferenza informativa È stata fissata per il prossimo 24 febbraio presso l’Aula Consiliare del Comune di Muravera la conferenza informativa dedicata all’illustrazione e modalità di partecipazione al bando per accedere agli incentivi alle attività commerciali disposti da una legge regionale

del 2002. Tale legge prevede una agevolazione finanziaria a fondo perduto pari al 20% del finanziamento e una ulteriore parte in conto interessi (abbattimento del tasso di interesse passivo) fino ad un massimo di contributo pari a 100mila euro.


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Il caso. Atti vandalici e di bullismo all’ordine del giorno in paese

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Istruzione. Buccelli: «Accolte richieste di due istituti»

San Vito come un mini-Bronx Nuovi indirizzi per preoccupazione per le baby-gang le scuole sarrabesi di Stefania Cauli

di Stefano Galdi San Vito come un piccolo Bronx. Un fenomeno allarmante quello che il centro sarrabese si ritrova ad affrontare negli ultimi tempi. Gruppetti di adolescenti, con il loro comportamento seminano sgomento e preoccupazione tra i quattromila abitanti. Giovani con il solo intento di divertirsi ponendo in essere atti vandalici e di bullismo e sembrano non conoscere neppure minimamente l’educazione, il rispetto, l’amicizia e le regole di una vita sociale. La situazione è stata denunciata in toni piuttosto preoccupati dal parroco di San Vito, Don Elvio Puddu, costretto in varie circostanze a dover interrompere le funzioni religiose, a causa di comportamenti irrispettosi e blasfemi posti in essere da piccoli bulletti. Un problema che si riflette anche nelle aule scolastiche della scuola media del paese. Insegnanti costretti a dover interrompere le lezioni e collaboratori scolastici che vengono scherniti e, in un recente episodio, percossi da

questi micro-delinquenti. Dinanzi a questo evento di gravità alquanto evidente, si cerca di arginare e debellare completamente l’incresciosa situazione venutasi a creare a causa di questi giovinastri che seminano una sorta di terrore per le strade del tranquillo centro del Sarrabus. Il rischio è che questi ragazzi prima o poi pongano in

essere comportamenti ed azioni ben più gravi. I genitori? Seppur al corrente della situazione dei loro figli, sembra proprio che la problematica non rientri tra le loro priorità di vita. E proprio dalle famiglie si attende un’azione decisiva, affinchè questi giovani bulletti siano riportati a comportamenti più civili.

Nuovi indirizzi di studio per le scuole superiori del SarrabusGerrei. Li proporrà l’Unione dei Comuni alla Provincia di Cagliari. Lo ha deciso il consiglio d’amministrazione del nuovo ente presieduto dal sindaco di San Vito, Patrizio Buccelli e alla quale hanno preso parte i sindaci di Villaputzu, Franco Piu e di Villasimius, Tore Sanna. Questi i nuovi indirizzi che riguarderanno gli istituti d’Istruzione Secondaria Superiore “G. Dessi” di Villaputzu e gli Istituti Tecnici ed i Licei di Muravera. Per l’Istituto Professionale di Villaputzu i nuovi indirizzi riguardano Industria e Artigianato - produzioni industriali e artigianali e Servizi e manutenzione e di assistenza tecnica, servizi per enogastronomia, l’ospitalità alberghiera e Servizio Commerciale, Servizio per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Per l’Istituto Tecnico di Muravera, invece, nuovi indirizzi di Amministrazione, Finanza e

Patrizio Buccelli

Marketing, Costruzione, Ambiente, Territorio. Il Liceo Scientifico avrà l’opzione scientifico-tecnologica e la conferma del Liceo classico. «Abbiamo approvato condividendo integralmente le proposte formulate dai Collegi dei Docenti dei due Istituti Superiori del Sarrabus - ha dichiarato il presidente Patrizio Buccelli - nell’ottica di attivare opportunità formative diversificate che consentiranno ai nostri giovani maggiori opportunità occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro».


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La notizia. Lo strumento sarà adeguato alle normative regionali e al Piano Casa

Il Piano Urbanistico finalmente decolla a febbraio l’esame da parte del Consiglio Approderà entro questo mese in Consiglio Comunale il nuovo Piano Urbanistico Comunale. Lo strumento urbanistico del Comune di Villaputzu sarà adattato al Piano paesaggistico regionale e alle nuove norme del Piano casa. Il Puc si occuperà anche del centro matrice, la parte più vecchia dell’abitato con l’adeguamento alle norme del Piano casa. Gli ampliamenti saranno possibili solo per le abitazioni realizzate a partire dagli anni Sessanta ad oggi. Dovrebbero essere una settantina gli edifici intoccabili. «Il nuovo piano urbanistico dice il sindaco di Villaputzu, Gianfranco Piu - fa salve le zone C di espansione che erano state bloccate dal Piano paesaggistico regionale imposto dalla Giunta Soru. Un’area che abbraccia quasi tutto l’abitato ad eccezione della zona a monte compresa fra le vie Pellico e Lamarmora dove insiste il Rio Sulis. Avremo quindi nuove aree lottizzabili e edificabili. Confermate anche le aree da destinare alle piccole e medie industrie e all’artigianato. Sono indicate a ridosso del poligono militare e verso Quirra.

MUSICA

I bambini fanno rivivere le tradizioni

Una panoramica di Villaputzu

Un scelta facilitata anche alla realizzazione della nuova orientale sarda e agli svincoli verso l’interno». Le zone turistiche sono state individuate sulla fascia costiera tra il porto e Porto Tramatzu. «Vogliamo completare - ha spiegato Piu - gli insediamenti già esi-

Il sindaco «Fatte salve le zone di espansione bloccate dalla Giunta Soru»

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stenti con la valorizzazione delle aree circostanti ancora libere, rimasta bloccata come le zone di espansione dal Piano paesaggistico regionale. Vogliamo creare sviluppo e occasioni di fare impresa e di lavoro attraverso un utilizzo armonico del territorio».

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25 bambini, tutti impegnati nell'obiettivo di far conoscere la cultura locale ma soprattutto di far rivivere le antiche tradizioni. È il gruppo dei Trallalleras, un’associazione diretta dalla maestra Sonia Agus. I trallalleras sono dei canti tradizionali improvvisati che i bambini fanno rivivere vestiti con abiti molto poveri, tipici dei lavoratori dei primi del ‘900. Si esibiscono scalzi così come andavano in giro i loro coetanei di quell’epoca. Fra i fiori all’occhiello di questo gruppo anche la partecipazione allo Zecchino in lingua Sarda "Sa boxi de su pipìu".

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Comune. Garantiti i servizi rivolti alle fasce sociali più deboli e un adeguato sostegno alla scuola

Via libera al bilancio di previsione una manovra da quasi 12 milioni Il Comune di Villasimius ha approvato il proprio bilancio di previsione per l’anno 2010. L’importo complessivo della manovra a pareggio è di oltre 11.789.000 euro. Le entrate proprie superano i 4.807.000 euro, in aumento rispetto al 2009 e ampiamente superiori ai trasferimenti dallo Stato, dalla Regione e da altre istituzioni, che assommano complessivamente a 3.147.000 euro. L’Amministrazione proseguirà nel dar corso alle opere pubbliche già programmate mentre, con un ammontare superiore a 1.400.000 euro il Comune di Villasimius continua a garantire, senza incertezze, l’erogazione di quei servizi rivolti alle fasce sociali più deboli della popolazione, agli anziani, alla scuola e all’istruzione, pur in presenza di una costante diminuzione dei trasferimenti da parte dello Stato e della Regione. Poche cose del funzionamento dello Stato e di un’amministrazione pubblica impressionano e allo stesso tempo interessano i cittadini come il bilancio, attraverso il quale

si decidono entrate e spese e, dunque, interventi che coinvolgono la totalità dei componenti il sistema sociale. Nelle società democratiche contemporanee l’approvazione del bilancio pubblico rappresenta uno dei momenti più qualificanti nella vita politica di una comunità locale o nazionale. In questa fase, infatti, gli indirizzi politici trovano la loro materiale possibilità di realizzazione, in quanto vengono formalmente autorizzati la ripartizione e l’im-

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piego delle risorse economiche necessarie alle azioni volute dal potere esecutivo. In Italia l’evoluzione delle leggi ha progressivamente armonizzato le strutture dei diversi bilanci pubblici e i procedimenti necessari alla loro predisposizione e approvazione. Questo significa che i bilanci di diverse realtà istituzionali - quali sono lo Stato, le Regioni e gli enti locali - pur non identici sono tra loro confrontabili. I Comuni adottano una contabilità relativamente

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semplificata rispetto a quella in uso presso i Ministeri e le Regioni, e la disciplina per la formazione e l’approvazione del bilancio a loro riservata è compresa nel noto decreto legislativo 267 del 18 agosto 2000, denominato anche Testo Unico degli enti locali. Una precisazione: gli organi politici possiedono una competenza e una responsabilità immediata per gli impegni presi verso i cittadini che rappresentano ma non il controllo materiale della gestione contabile e delle risorse economiche. Le risorse sono invece assegnate ai dirigenti o ai responsabili dei settori o servizi – noti anche come organi gestionali - ai quali spetta la gestione effettiva delle entrate e, soprattutto, delle spese. Questo comporta, tra l’altro, che un dirigente o un responsabile possano essere chiamati a rispondere da parte degli organi politici – oltre che, naturalmente, dal sistema giudiziario – di un uso inefficace o improprio delle risorse ricevute e, allo stesso tempo, che l’effettiva disponibilità di spesa è controllata,

attuata o anche rifiutata sulla base di ragioni motivate dagli organi gestionali. Il Comune di Villasimius dispone, come già accennato, del sistema di contabilità e di bilancio di natura finanziaria che regola gli altri enti locali. Prima dell’approvazione del bilancio per l’anno successivo a quello in corso i responsabili gestionali ricevono dagli organi politici gli indirizzi per le attività che l’Amministrazione comunale intende programmare. Sulla base di queste indicazioni, ogni responsabile gestionale predispone un quadro delle proprie necessità economiche che viene presentato all’ufficio finanziario. Questo particolare ufficio, il vero centro vitale dell’intera attività economica dell’ente, è in grado di verificare la stima anticipata su quali saranno le entrate da incassare a favore del Comune e può dunque stabilire con precisione se le somme per le spese richieste dai diversi settori potranno essere mantenute in bilancio o se, in caso di minori entrate, anche le spese previste debbano essere diminuite.

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Il caso. Prosegue la mobilitazione in difesa dell’opera

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Silius. La Sfirs si è tirata indietro

San Basilio, «Inaccettabili Miniera, il futuro i tagli al radiotelescopio» è a tinte fosche di Alessandro Bulla Prosegue la mobilitazione in difesa del Sardinia Radio Telescope iniziata subito dopo che Tommaso Maccanico, presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica, ha dichiarato che l’ente non dispone delle risorse necessarie per renderlo operativo e farlo funzionare. L’ultimo in ordine di tempo ad intervenire è il deputato Mauro Pili. L’esponente del Pdl ha presentato una interrogazione al ministro dell’Istruzione e della ricerca, Mariastella Gelmini, nella quale chiede al governo di stanziare immediatamente le risorse necessarie per avviare il funzionamento e la gestione dell’importante struttura. «Sarebbe inaccettabile», scrive Pili, «che venissero effettuati tagli ingiustificabili al progetto di San Basilio e il governo dovrebbe trovare immediatamente le risorse per avviare il funzionamento dell’importante strutture». Il radiotelescopio, in fase di ultimazione nell’altopiano di Pranu Sanguni, al confine tra i comuni di San Basilio, Silius, San Nicolò Gerrei e Sant’Andrea Frius, si affianca ad

Il cantiere del radiotelescopio di San Basilio

analoghe strutture già esistenti a Medicina, in provincia di Bologna e a Noto, in provincia di Siracusa. In ambito europeo il Srt sarà una delle strutture di punta, per dimensioni e tecnologia, che permetterà di svolgere ricerche in tutti i settori più avanzati della astronomia e della cosmologia. Nell’ambito dell’astronomia spaziale e dell’astronautica, il radiotelescopio di Pranu Sanguni farà parte del “Deep Space Network” e come tale sarà utilizzato dalle agenzie spaziali per il controllo e la guida di sonde spaziali e per la raccolta di dati provenienti

dallo spazio profondo. I sindaci del Gerrei seguono con particolare attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione. Il radiotelescopio, importante struttura scientifica, lustro della ricerca italiana, dovrebbe costituire un importante volano per la ripresa economica del Gerrei, un territorio tra i più depressi dell’isola. Il sindaco di San Basilio Pino Cogodi ha chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Ugo Cappellacci per verificare possibili azioni comuni al fine di trovare le risorse necessarie per rendere operativo il Srt.

Tutto da rifare. Dovrà essere nuovamente bandita la gara d’appalto per l’assegnazione della concessione mineraria di Genna Tres Montis e dell’impianto di arrichimento della fluorite, a Macchiareddu nella zona industriale di Assemini. La Fluorite Sarda, società controllata dalla famiglia Giulini, proprietaria della Fluorsid, leader mondiale nella produzione di fluoroderivati, ha rinunciato alla concessione. Il motivo è presto detto: la Sfirs, la finanziaria regionale, che in un primo tempo era intenzionata a entrare nel capitale sociale, come socio di minoranza, con una quota del 49 per cento, si è tirata indietro e i Giulini hanno così rinunciato. A questo punto tutto riparte da capo, perché la Fluorosid da sola non è affatto interessata a gestire la miniera L’ex assessore all’industria Andreina Farris si era impegnata, con i sindacati, a riformulare il bando seguendo le indicazioni della Commissione europea sulla concorrenza che aveva bocciato il primo bando, definendolo “aiuto di Stato”. Quella della Fluorsid è la

terza rinuncia forzata. In precedenza erano state costrette a passare la mano, prima la Nuova mineraria Silius, poi la Fluorite di Silius, entrambe interamente controllate dalla Regione. I lavori di coltivazione sono stati sospesi nei primi mesi del 2006. I 129 dipendenti dell’ex Mineraria Silius dopo essere stati utilizzati per la messa in sicurezza della miniera e la realizzazione della bonifica sono stati collocati da febbraio del 2009 e per un anno in cassa integrazione. Gli ammortizzatori sociali scadono quindi il mese prossimo. Le organizzazioni sindacali sono pronte a chiedere la proroga. (a.b.)


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PRIMO PIANO

LA MISSIVA

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LA SEGNALAZIONE

L’opinione. Un lettore: «In Sardegna esistono ancora i barbari?»

Villaputzu. Un cittadino scrive al Comune

La caccia? Un incivile eccidio Ma quante buche di poveri animali innocenti nelle strade... Anche quest’anno, leggendo i giornali nostrani, m’impressiona il tragico bilancio dei cacciatori sardi che hanno perso la vita in quella spasmodica corsa per ammazzare qualche cinghiale. Sette morti in un anno, più decine e decine di feriti è il drammatico bilancio determinato dall’imprudenza dei cacciatori. Vite falciate per assaporare l’ebbrezza di vedere un animale cadere sotto i colpi dei loro micidiali fucili. Nella frenesia di sparare su tutto ciò che si muove, i cacciatori sardi s’impallinano a vicenda e, ogni anno con funeste conseguenze. Poi la domanda di prassi sorge spontanea: questi cacciatori sono veramente così imprudenti da non capire che uno schioppo è un’arma letale e non si può usare con tanta leggerezza? Non capisco nemmeno il perché di quest’eccidio di tordi, conigli, passeri, anatre e fringuelli. Se un cacciatore cacciasse per la sopravvivenza della famiglia, avrebbe sicuramente delle attenuanti, ma oggi, credo che nessuno abbia bisogno di ammazzare selvaggina per la sopravvivenza. Spesso, con la mia consorte vado sui monti in

cerca di funghi, ma per terra non trovo solo porcini, ma anche miriadi di cartucce variopinte buttate sul terreno o tra gli arbusti da battitori senza senso civico. I cacciatori non amano la natura, perché al posto di sparpagliare i bossoli nel bosco farebbero bene che se li portassero a casa per smaltirli negli appositi cassonetti. I nostri boschi sono ammantati dal piombo che si sprigiona dai loro fucili, è un vero attentato alla natura essendo questo un metallo inquinante. Poi la cosa più allucinante è, che certi cacciatori, dopo una battuta di caccia e per il fatto di non aver potuto impallinare nemmeno

un pettirosso, per la delusione subita si sfogano a sforacchiare cartelli stradali. Quasi tutti i cartelli stradali della Sardegna dal nord al sud sono crivellati da pallettoni e pallini. E’ un atto d’inciviltà nei confronti della nostra società anche perché, quando vengono i miei famigliari che dimorano all’estero, e vedendo i cartelli stradali bucherellati mi rimproverano: ma, qui in Sardegna, esistono ancora i barbari? Mi pongono queste domande sapendo bene che hanno ragione, mentre mi assale un senso di turbamento per un atto che io non ho commesso, e mai commetterò. Egidio Loi (Villaputzu)

Con questa lettera intendo rappresentare il mio malcontento sull’annosa problematica del rifacimento e mantenimento delle strade del Comune di Villaputzu. Giornalmente mi capita di percorrere strade interne (Via Umberto, Via Roma, Via Dante, etc.) e puntualmente noto lo stato penoso in cui versa il manto stradale, pieno di buche e in alcuni tratti con fuoriuscita di acqua. Senza considerare poi le manovre che devo fare per evitare le macchine parcheggiate in zone con divieto. Considerando che presumo di conoscere le ristrettezze economiche in cui navigano i piccoli Comuni come quello interessato, comprendo le difficoltà che si hanno ad avviare qualsia-

si opera pubblica. Ciò però non esula il Comune ad un attento monitoraggio e miglioramento (logico) delle viabilità, passando in primis tramite una migliore manutenzione delle stesse. Sempre su questa problematica, Vi invito inoltre ad avere un occhio di riguardo per quelle stradine interne transitabili quotidianamente da numerosi autoveicoli, che a volte a causa della continua percorribilità in strade piene di buche sono costretti ad affrontare spese impreviste di riparazione. Sperando che le segnalazioni contenute in questa lettera possano essere tenute in seria considerazione, porgo i miei distinti saluti. Pedro Foti (Villaputzu)

Troppi divieti di sosta a Muravera ma i parcheggi restano un sogno A Muravera il Comune continua senza tregua a sistemare nuovi cartelli di divieto di sosta. Questo pare sia l’unico metodo per risolvere il problema dei parcheggi. Possibile che non si pensi di sistemare aree destinate a parcheggi prima di vietare le

soste delle auto in molte zone del paese soprattutto a discapito dei residenti? Piazza sant’Antonio e via Marconi sono le ultime novità in fatto di divieti. Aspettiamo con ansia il prossimo cartello. Lettera firmata (Muravera)

San Vito, una piazzetta Ospedale di Muravera, assistenza ‘sprecata’ aperta solo per ad handicap: «Ha un’urgenza? due mesi all’anno Siamo chiusi, vada a Cagliari» Vivo a San Vito dove è presente una stupenda pista di pattinaggio , ma sorpresa delle sorprese quest'ultima è ormai chiusa da diversi anni. Non per inagibilità, non per la sua presunta "pericolosità" ma semplicemente perchè per qualcuno quella piazzetta è "scomoda"! Ricordo ancora quando quel lembo di terra, adiacente alla caserma dei carabinieri, era frequentato da decine e decine di ragazzi che si sedevano lungo il muraglione. Ora, invece, di "pista di

pattinaggio" resta solo il nome (il nome reale è piazza Vittorio Cogoini). Già, solo il nome, per il semplice motivo che è stata "trasformata" in campo da calcetto di fortuna per ospitare il torneo che si svolge ogni estate. Infatti la piazza resta aperta due mesi all'anno. E gli altri dieci? Evidentemente i bambini e i ragazzi sanvitesi non hanno il diritto di potersi divertire! Davanti a tutto questo mi viene da dire solo "che spreco!". Un lettore (San Vito)

Il nostro ospedale ha un handicap. Lo testimonia la storia di M. è solo l’ultima in ordine di tempo. I fatti si svolgono un mese fa alle undici di sera. Le sue precarie condizioni di salute e delle numerose perdite ematiche la inducono a recarsi al pronto soccorso. Un primo controllo da parte del ginecologo di turno rileva che non c’è nulla di cui preoccuparsi. L’ospedale, però, non può effettuare delle ecografie, causa mancanza dell’ecografo. M. accetta di andare al Santissima Trinità

di Cagliari, dando il proprio consenso affinché un’ambulanza la assista durante il viaggio. Il rifiuto del medico però è categorico. La situazione, per lui, non è grave: il trasferimento deve essere fatto con un mezzo proprio. Arrivati a Cagliari l’ecografia riscontra le prime certezze: minaccia d’aborto, preoccupante distaccamento della placenta. La situazione è seria. Ma alla fine il bambino di M. è salvo. L’indomani la signora si reca nuovamente al San Marcellino e viene man-

data a casa: “Signora, il reparto è chiuso e non ci consente di ricoverarla, per le urgenze è necessario che si sposti a Cagliari”. Tutto come prima insomma, nonostante la sicura presenza di un ecografo nel pomeriggio. Questa storia testimonia che qualcosa nel meccanismo ospedaliero si è rotta. A farne le spese sono i genitori, i futuri nascituri che possono andare incontro a seri rischi nel momento in cui vengono al mondo. A.Z. (Muravera)


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IL PERSONAGGIO

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L’INTERVISTA La storia. Pierpaolo, 25 anni, e la scalata al Pdl: da un banco del liceo alla presidenza di un ufficio della Regione

Cassoni e la sfida personale alla vecchia politica «Muravera adesso è in mano ai capi famiglia» di Gianni Agus Impeccabile. Da sempre, da quando, giacca e cravatta, frequentava il liceo scientifico di Muravera, quello vecchio, in via dei Glicini. Fine anni ’90, un bravo studente, fatto un po’ alla rovescia rispetto ai compagni di classe – voti sopra la sufficienza, unica pecca educazione fisica (non indossava mai la tuta sportiva) - e un amore sfrenato, più che per Hegel o Leopardi, per la politica. Un amore sbocciato fra i banchi, quando Pierpaolo Cassoni, 25 anni compiuti lo scorso ottobre, faticava per un buon voto in storia, la sua materia preferita: “I professori del liceo di Muravera – racconta mentre sorseggia un po’ di latte di soia da un tazza di vetro in Piazza Yenne – erano tutti politicizzati”. Vedeva un liceo a pezzi, tutto pericolante, dalle mura ai professori. “Volevamo una scuola decente e solo lottando sarebbe stato possibile”. Il liceo, alla fine, è nato: nuovo edificio dall’altra parte del paese proprio mentre Pierpaolo, era il 2002, si diplomava. Giacca e cravatta anche sotto il sole di Cagliari, quello d’inverno, Pierpaolo potrebbe presto essere nominato dalla giunta Cappellacci presidente di un ufficio di un assessorato. Una stanza tutta sua in viale Trieste, per mettere a frutto un bagaglio di esperienza politica più grande, nonostante l’età, di alcuni amministratori sarrabesi. Perché alla fine lui di Muravera vuol parlare: “Ci vado sporadicamente ma ce l’ho nel cuore. Un paese al quale sarà grato per tutto la vita per quello che mi ha dato”. Quasi dimenticavamo: Forza Italia, Berlusconi, Popolo delle Libertà. Pierpaolo si è innamorato del Pdl, e poi, assieme agli uomini di punta della Regione, Giorgio La Spisa, Mauro Pili e Piergiorgio

Dirigente nazionale di Alternativa studentesca

Pierpaolo Cassoni è la nuova promessa del Popolo delle Libertà in Sardegna

Massidda, ha iniziato a lavorare sodo. Un percorso iniziato nel 2003 (per la prima volta attraversa il mare e partecipa in diretta ad un programma di Radio Radicale con l’allora ministro Letizia Moratti) che potrebbe portarlo, presto, alla nomina di presidente di un ufficio di un assessorato. In mezzo le battaglie referendarie con Mauro Pili, i convegni in giro per l’isola con Piergiorgia Massidda, i consigli di Giorgio La Spisa: «Giorgio – spiega Cassoni – mi ha insegnato una cosa fondamentale, e cioè che in politica la prima regola è la questione morale». Poi Massidda («da lui ho appreso l’equilibrio») ma soprattutto Mauro Pili, l’uomo cui, pur senza confessarlo Pierpaolo è più legato: «Da lui ho capito – racconta con più enfasi – che le idee non hanno né prezzo né convenien-

za». Poco, o nulla, invece, ha appreso dai politici muraveresi: «Devo essere sincero – chiarisce – Salvatore Piu nel 2004 mi invitò a partecipare alle elezioni dell’anno successivo. Apprezzai il gesto, poi

I tre grandi sogni per il Sarrabus «Un centro scolastico d’eccellenza, demilitarizzare il Poligono e gli agrumi come il latte Arborea»

però non si fece più sentire. Purtroppo la politica a Muravera è in mano ai capi famiglia e l’unica via d’uscita sono i giovani». Giudizio positivo sui primi 5 anni Piu, negativo sul secondo mandato: «Questi ultimi anni sono stati confusi e privi di identità. Non è vero che, per il bene del paese, non si possono fare discorsi di destra o di sinistra, è soltanto un alibi magari per cambiare casacca per pura convenienza». Tra qualche mese nuove elezioni: «Non mi candiderò a Muravera, ma in segno di gratitudine per il paese mi impegnerò alla stremo per tre cose: far sì che nel Sarrabus ci sia un distretto scolastico di eccellenza, demilitarizzare il Poligono e trasformarlo in un centro di ricerca e sviluppo scientifico, creare con gli agrumi un polo nazionale come ha fatto Arborea ad

Pierpaolo Cassoni è nato a Lanusei il 5 ottobre del 1984. A 16 anni è rappresentante di classe nel liceo scientifico Giordano Bruno di Muravera. A 17 vince le elezioni come rappresentanate d’istituto e a 18 sbarca nella consulta provinciale di Cagliari per portare avanti le battaglie per l’autonomia e i diritti dei distretti scolastici periferici della provincia. Nel 2002, dopo aver preso la tessera di Forza Italia, si iscrive ad "Alternativa Studentesca", associazione ufficiale di Forza Italia riconosciuta dal M.I.U.R. In pochi mesi Pierpaolo è il nuovo coordinatore per la Provincia di Cagliari. Nell'aprile del 2003 in diretta da Roma parla ai microfoni di radio radicale: in platea anche l’allora ministro all’istruzione Letizia Moratti. Poco dopo viene nominato coordinatore regionale del dipartimento scuola di Forza Italia Giovani e responsabile regionale di Alternativa Studentesca. Il 19 febbraio del 2003 entra a far parte del Forum Regionale delle Associazioni Studentesche. Dal 24 marzo 2004 è membro dell’ufficio giovani per i problemi della scuola. Nel frattempo si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Cagliari. Nel 2006 è vice-coordinatore Regionale del Movimento Giovanile di Forza Italia. Nel dicembre del 2008 viene eletto tra i 100 delegati sardi al Congresso Nazionale del PDL di Roma del 27, 28 e 29 Marzo 2009. Subito dopo viene nominato dirigente regionale della Giovane Italia. Nell'agosto del 2009 accetta l'incarico di dirigente nazionale di Alternativa Studentesca entrando in un direttivo composto da 5 membri.


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PUBBLICITÀ

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Teatro dei Ragazzi 2010 26 marzo ore 10.30 Rosaspina. Un teatro

5-1 ANNI0

15 aprile ore 10.30 Cada Die Teatro

5-1 ANNI0

L’USIGNOLO DELL’IMPERATORE

MARIPOSA

da Andersen regia Angelo Generali

La farfalla meccanica

Quinta stagione

scritto e diretto da Giancarlo Bliffi

Biglietti scuole Elementari: € 4,00


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CULTURA

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CINEMA Ricordi. Un film interpretato dall’attrice belga è stato girato 46 anni fa nella cittadina sarrabese

Nella “Calda vita” di Catherine Spaak lo splendore della Villasimius anni ‘60 di Luciano Boi Chi ricorda il film del 1964 “La calda vita”, con Catherine Spaak? Pur non essendo entrata nell’olimpo dei migliori film italiani, la pellicola, ha avuto il grande merito di portare le masse a conoscenza del fatto che, nella Sardegna Sudorientale esisteva un paradiso terrestre selvaggio ed incontaminato, Villasimius. Nell’incantevole spiaggia di Porto Giunco, è proprio questa l’impressione che la giovane e bella attrice deve aver avuto, quella di trovarsi immersa in un paradiso: una chilometrica lingua di sabbia bianchissima, accarezzata a est da un’incredibile mare cristallino, a ovest da una sempre placida laguna, accerchiata da un fitto bosco di ginepri secolari. Ginepri che, col caratteristico profumo delle loro bacche, inondavano l’aria. Su maestose dune bianche, macchie di lentischio e ancora ginepri, che affondando le radici nelle aride sabbie e sprezzanti del forte maestrale, parevano volersi congiungere al mare. La signora Gina titolare di un noto market di Villasimius, ricorda perfettamente l’anno in cui fu girato il film. La troupe alloggiò al “Timi Ama”, lussuosa struttura alberghiera ultimata proprio in

La villa di Porto Giunco dove è stato girato il film

quegli anni, situata a ridosso della spiaggia di Porto Giunco. Molti abitanti del luogo poterono assistere alle riprese. Giuseppe, un impiegato comunale, racconta come nella scena del tuffo dalla roccia alta circa otto metri, si utilizzò come controfigura un ragazzo del posto. Emozionante vedere Porto Giunco, Capo Carbonara, la Cava Usai e l’Isola dei Cavoli, così come si presentavano 46 anni fa. E’ come se passato e futuro si fossero fusi in

un eterno presente. La pur notevole bellezza di una giovanissima Catherine Spaak, inevitabilmente veniva ridimensionata dal fascino superbo di quell’angolo di paradiso. Certo all’epoca un paradiso non doveva sembrare agli abitanti di Villasimius, ancora alle prese con una realtà tutt‘altro che rosea, dove procurarsi il pane col sudore della fronte, era una lotta quotidiana. Uomini e donne, per mettere qualcosa sotto i denti, dovevano

con le unghie strappare alle avare colline lembi di terra da trasformare in orti e mandorleti. Per fortuna o per disgrazia, di li a poco l’avanzare del progresso avrebbe portato fiumi di turisti, inevitabilmente accompagnati da fiumi di cemento. Il progresso si sa, oltre a pregi e benefici, porta con se errori e rimpianti. Le persone spiritualmente predisposte hanno una visione romantica della vita, vorrebbero in eterno godere di paesaggi inconta-

minati, dove la mano dell’uomo non sia arrivata a modificare il progetto creativo della natura; quelle maggiormente materiali invece, sostengono che non sia poi così facile apprezzare l’arte paesaggistica quando si ha la pancia vuota. Come dargli torto? E’ innegabile il fatto che nell’incredibile espansione di Villasimius, si sarebbe potuto e dovuto avere un maggior riguardo per l’estetica ambientale. Ma è altrettanto vero che nonostante tutto, Villasimius possiede ancora oggi un fascino non indifferente, e possa a pieno titolo vantare delle spiagge ed un mare fra i più belli e puliti al mondo. Con piacevole stupore ho potuto constatare di persona, come nei luoghi in cui si svolsero le riprese de “La calda vita”, la vegetazione sia oggi molto più rigogliosa di 46 anni fa. La casa sulla duna dove si svolsero molti dei “ciak”, è sempre lì, perfettamente integrata in un ambiente da sogno, muta testimone di un evento storico immortalato nella memoria. Non sappiamo se la magica spiaggia di Porto Giunco abbia in qualche modo influito, ma, a giudicare dall’odierna bellezza di Catherine Spaak, sembrerebbe proprio che il tempo passi inesorabile per tutti, tranne che per lei.


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SARRABUS - GERREI

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VILLASALTO

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VILLASIMIUS

Il riconoscimento. Il militare, in servizio a Brescia, ha sventato una rapina

Lavori pubblici. Quasi conclusi i lavori per il primo lotto

Un encomio solenne Camposanto più per il carabiniere Cotza ampio per il paese di Angelo Picariello

Orlando Cotza ha sventato nel 2007 una rapina alla filiale del banco di Brescia

di Alessandro Bulla Nuovo encomio per Orlando Cotza il carabiniere di Villasalto di 26 anni che, assieme ad un commilitone, ha sventato, il sette agosto del 2007, una rapina alla filiale del Banco di Brescia di Roncadelle, una cittadina della provincia lombarda. Dopo l’encomio militare che gli è stato conferito il 5 giugno del 2009 in occasione della festa dell’arma, il carabiniere di Villasalto lo scorso 27 gennaio ha anche ricevuto l’encomio solenne dal sindaco del comu-

ne di Roncadelle, Michele Orlando. Cotza, intervenuto insieme ad un collega, non ha esitato ad affrontare due malviventi che armati di pistola e taglierino cercavano di fuggire, facendosi scudo con un ostaggio, dopo aver rapinato l’istituto di credito. Il carabiniere di Villasalto ha ingaggiato una colluttazione con uno dei malviventi riportando profonde ferite da taglio al volto. L’intervento si concludeva con il ferimento mortale di uno dei due malviventi, l’arresto del secondo, il recupero della refurtiva e il sequestro

delle armi e di una moto utilizzata dai rapinatori. «Abbiamo ritenuto opportuno assegnare al carabiniere sardo – ha sottolineato il sindaco Michele Orlando – l’encomio solenne per avere con grande generosità e professionalità affrontato i rapinatori armati, liberato l’ostaggio ed evitato che l’intento criminoso venisse portato a compimento. Tale azione ha rappresentato un alto esempio di senso del dovere e protezione della cittadinanza, che rende onore a lui, all’arma a cui appartiene e alle istituzioni che rappresenta».

È di 3851 metri quadri l’area espropriata dal Comune di Villasimius per ampliare il suo camposanto, giunto ormai quasi all’esaurimento. Si tratta di una fascia di mandorleto che costeggia il cimitero esistente per tutta la sua estensione dal lato che guarda Via Matteotti, area naturale e obbligata di espansione. La superficie è costata 65.000 euro. Il progetto complessivo, costato 240.000 euro esproprio compreso, è stato eseguito dall’Ufficio Tecnico Edilizia Pubblica e Privata. Attualmente i lavori da fare sono quasi ultimati. In buona sostanza si tratta di estendere il Parco delle Rimembranze affiancando spazi di verde e sosta. Eseguire scavi e movimento terra per livellare tutta l’area. Costruire la cinta perimetrale, comprendente

26 colonne, che nelle loro fattezze riportano lo stile architettonico del vecchio cimitero. Canalizzare le acque meteoriche e impianti di ogni genere. Fare le platee di calcestruzzo e pavimentare le corsie di camminamento. Predisporre lungo le fasce laterali interne la collocazione di 4 blocchi di loculi che contengono 423 posti, dei quali, una parte è già stata ultimata: già a disposizione 90 posti. Mentre l’ampia zona centrale è approntata per alloggiare le tombe a terra. Sono stati costruiti i servizi igienici, fatte le aperture per transitare e comunicare con gli attuali servizi cimiteriali interni e si stanno eseguendo i lavori di intonaci e tinteggiature, nonchè tutte le altre opere di pertinenza necessarie. Il primo lotto funzionale è in dirittura d’arrivo e sarà consegnato entro il mese di febbraio.

Villasimius, ecco il programma di affiancamento per gli studenti Il Comune ha avviato un nuovo programma di affiancamento a favore degli studenti delle superiori. Saranno organizzati percorsi di affiancamento individuali e gratuiti su materie umanistiche, lingue straniere, matematica, fisi-

ca, biologia e chimica, presso il Centro sociale in Via Boccaccio. Gli studenti e le famiglie potranno richiedere tutte le informazioni necessarie direttamente all’Assessore alla Pubblica Istruzione o presso gli uffici comunali.


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CULTURA E SOCIALE

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LIBRI

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SAN VITO

Muravera. Presentata l’ultima fatica della scrittrice Michela Murgia

Volontariato. 25 persone i soci impegnati

“S’Accabbadora”, un libro per riflettere

AISM, una lotta senza quartiere alla sclerosi multipla

di Stefania Cauli Uno stile chiaro, scabro, graffiante ma allo stesso tempo poetico connota un’opera che travolge fin dalla prima pagina. “S'Accabadora”, il nuovo libro della scrittrice Michela Murgia, presentato Il 21 gennaio scorso nella sala consiliare del comune di Muravera, conquista fin dalle prime pagine. Alla presentazione sarrabese era presente la stessa Michela Murgia, nata a Cabras 37 anni fa. La manifestazione è stata introdotta dal sindaco, Salvatore Piu. Dopo l’introduzione al romanzo effettuata dalla relatrice Giuseppina Cossu Pinna, presidente dell’Associazione Amici del Libro di Cagliari, la parola è passata alla scrittrice che con brio e simpatia ha saputo rispondere alle molte domande dei lettori sarrabesi. La figura dell’accabadora ha infatti suscitato la curiosità dei più: si tratta di un personaggio misterioso la cui esistenza nella società sarda è ancora messa in dubbio. Il fatto che potesse esistere una persona adibita a porre fine alla vita dei malati in punto di morte si ricollega all’attualissima discussione sull’eutanasia, della quale la scrittrice ha espressamente dichiarato di non volersi occupare, prendendo in prestito solo i lati misteriosi di questa

figura per dare sfogo alla sua fantasia. Molto apprezzata per la sua personalità frizzante e coinvolgente e per la sua opera avvincente e di facile comprensione, Michela Murgia ha riscosso un meritato successo tra il pubblico sarrabese che, come dichiarato dal sindaco Piu, si spera possa partecipare ad altre future occasioni culturali. Pubblicato nel 2009 per Einaudi, Accabadora è il terzo romanzo di Michela Murgia dopo Il mondo deve sapere (Isbn 2006) e Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede (Einaudi 2008). Uno stile curato e di alto livello letterario connota un’opera che travolge fin dalla prima pagina: “Fillus de anima.

È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un’altra”. Filla de anima di Tzia Bonaria Urrai è Maria Listru, frutto generato dal quarto parto non desiderato di Anna Teresa Listru, che rimasta vedova considera la figlia un quarto fardello, annientando la sua individualità chiamandola semplicemente “la quarta” oppure “l’ultima”. Ambientata nel mondo ancestrale della Sardegna degli anni ’50, la storia della bambina che acquisisce la propria consapevolezza di essere umano e la propria identità grazie all’adozione di Bonaria Urrai si snoda in un’atmosfera misteriosa che avvolge la vecchia, le cui uscite notturne fanno nascere sospetti nell’inconsapevole Maria. Un romanzo emozionante, ricco di interrogativi che suscitano continuamente l’interesse del lettore, affascinato dalla figura enigmatica dell’accabadora, colei che aiuta a morire chi ormai è privo di speranze e destinato a una non esistenza di sofferenza, a cui si aggiunge il racconto di un amore filiale incondizionato che va al di là del rapporto che per natura lega madre e figlia, ma si manifesta in un legame silenzioso e profondo che l’espressione “fillus de anima” connota alla perfezione.

di Stefano Galdi Lottare contro la sclerosi multipla e portare sollievo alle persone che sono affette da questa terribile malattia. E' lo scopo della sezione dell'AISM di San Vito, inaugurata nel 2008 per iniziativa di Anna Lisa Utzeri, che da tempo coltivava l'idea di costituire un gruppo operativo che possa fronteggiare alle lacune sotto il profilo educativo, assistenziale ed informativo della particolare patologia. Alla fine del 2008, l’allora presidente provinciale A.I.S.M. Angela Corona, inaugura il gruppo con a capo Anna Lisa. Venticinque i soci iscritti regolarmente, mentre gli occasionali, coinvolti nelle varie manifestazioni poste in essere, sono sempre più numerosi. La sclerosi multipla (S.M.) è una delle più gravi malattie del sistema nervoso che colpisce l’uomo. Detta per l’appunto multipla, può manifestarsi con le più svariate sintomatologie. Colpisce prevalentemente i giovani durante una tappa fondamentale della vita, in cui le relazioni personali, la vita sociale e lavorativa, sono esigenze prioritarie. Pone la persona che ne rimane affetta dinanzi a scelte e comportamenti che vanno al di là del normale contesto socio-culturale. Prevalentemente l’attività condotta dal gruppo capeggia-

to da Anna Lisa, è quella di far conoscere, sensibilizzandone la popolazione sarrabese, la sclerosi multipla, illustrandone la sintomatologia e la ricerca portata a termine, ma anche un punto di riferimento per tutti coloro che ne sono affetti. Il semplice ritrovarsi in compagnia negli uffici di Via Aldo Moro a San Vito (CA), dove la locale Amministrazione Comunale ha messo a disposizione un locale a titolo gratuito all’interno del nuovo stabile comunale, trova essenza primordiale per affrontare il non facile cammino di coloro che si ritrovano a dover fronteggiare simili vicissitudini di vita. Riscontro positivo trovano anche i particolari eventi organizzati dalla Presidenza Nazionale dell’Associazione nei mesi di Marzo ed Ottobre di ogni anno con la raccolta di fondi a favore della ricerca scientifica per la S.M. . Non solo però iniziative a livello nazionale, ma anche locali; in particolar modo durante la festa di Santa Maria a San Vito (CA), che si svolge la terza settimana di Ottobre, viene organizzata con la collaborazione dei commercianti del Sarrabus, una lotteria di beneficenza con un afflusso nettamente lodevole, tant’è vero che lo scorso anno durante l’evento sono stati ricavati 2.800 Euro destinati all’A.I.S.M. nazionale.

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CULTURA

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Febbraio 2010

STORIA Viaggio nel passato. Da un opera vecchia di due secoli, uno spaccato del Sarrabus che fu

Muravera, cartolina dal XIX secolo Nel 1839 il paese contava appena 1980 abitanti, molti dei quali contadini di Andrea Zinzula Siamo nell’Ottocento. Un abate, di nome Goffredo Casalis sul finire degli anni venti, decise di realizzare una delle opere più importanti che la storia della nostra isola abbia mai conosciuto. Stiamo parlando del Dizionario geografico storico statistico commerciale degli Stati di sua Maestà il Re di Sardegna. Un opera maestosa che l’abate affidò interamente a padre Vittorio Angius, cagliaritano, uomo di grande cultura nonché giornalista, politico e scrittore. Per meglio assolvere le funzioni a lui affidate Vittorio Angius intraprese un viaggio che durò nove anni, durante il quale visitò la Sardegna paese per paese studiando in ogni centro la cultura, gli usi, i costumi, le bellezze storiche, religiose e monumentali che ogni paese possedeva e tutt’ora possiede. Spiccano nei suoi appunti, che alla fine saranno raccolti in 7000 pagine e rilegati successivamente in 28 tomi aspetti di un’isola per molti versi ancora arcaica, fortemente religiosa ma anche strettamente legata agli usi pagani risalenti in alcuni casi a epoche assai remote. In questi nove anni di incessante e faticoso lavoro passò anche per il Sarrabus-Gerrei e, attraverso le pagine del nostro giornale vorremmo riportarne alcuni degli estratti più importanti trattando singolarmente, mese per mese, ognuno dei nostri centri. Inizieremo questo “viaggio mensile nel passato” dal paese che Angius visitò per primo: Muravera. MURAVERA NEL XIX SECOLO “Muravera, altrimenti Murera o Morera, come pronunziano quei del paese, è un villaggio della Sardegna nella provincia di Lanusei, capoluogo di mandamento della prefettura pur di Lanusei con giurisdizione sopra le terre di Sanvito e Villapuzzo. […] Siede questo paese al piè boreale

d’una catena di colline che sono una dipendenza delle montagne di Burcei e terminano in questa maremma chiudendo all’austro il fertilissimo vallone, cui dicono Sa Forada de Sàrrabus”. E’ così che inizia la descrizione di Muravera che oggi sappiamo formato da più di cinquemila abitanti ma che, nell’anno 1839 contava solamente 1980 anime, di cui: 995 maschi, 985 femmine, distribuite complessivamente in 520 famiglie. L’ORIGINE DEL NOME Nell’analizzare l’origine del nome, l’abate teologo afferma che prima di prendere il nome di Muravera il paese era conosciuto ai cartografi con il nome di Pedredu (nome di un quartiere) che venne meno nel momento in cui esso si espanse sino al luogo in cui secondo la tradizione sarebbe stata una selva di mori.

LE PROFESSIONI Le professioni erano soprattutto quelle inerenti ad agricoltura (420) e pastorizia (220), a seguire arti meccaniche e di primaria necessità (45), pescatori (40) e negozianti (20). Tra le principali autorità vanno annoverati i 3 preti, i 5 notai e i 4 ufficiali sanitari. IL RUOLO DELLE DONNE Il ruolo delle donne era prevalentemente quello di lavorare sulla lana e sul lino, ogni casa difatti aveva il proprio telaio. I REATI E LE EMERGENZE SOCIALI Nell’analizzare le cause di omicidio per vendetta e le frequenti relazioni criminali (se ne contarono ben 47 in sette mesi) Angius attribuì la colpa di questi misfatti alla scarsissima istruzione, ai pregiudizi e a certe superstizioni. Le cose, tuttavia andarono migliorando quando intorno al

1830/1840 una personalità molto forte e sicuramente abbiente (Angius parla di un teologo) di nome Manunta si occupò dei muraveresi che lo ricordano e ne parlano con sollecitudine e gratitudine paterna. Egli, impartì la prima istruzione, il catechismo, fornì gioghi di buoi, migliorò i metodi agricoli con sapienza ma soprattutto li soccorse nella carestia che colpì Morera nel 1831, mandando loro per mare il frumento necessario al prezzo di costo. L’abate restò fortemente colpito dalla bontà del cibo che veniva prodotto e dalla genuinità dell’alimentazione dei muraveresi, seppure, occorre sottolinearlo, la scarsa igiene provocava il più delle volte spiacevoli inconvenienti che talvolta portavano alla morte. LE CHIESE Il censimento delle chiese colpisce in maniera sorprendente, se ne contarono ben 11 tra cui un convento dei frati della Mercede per la conversione degli schiavi. Tra le chiese vengono citate: S. Nicolò di Bari, (povera e appena fornita delle cose necessarie), S. Antonio Abate, S. Antonio da Padova, S. Anna, S. Lucia, Vergine d’Itria con annesso cimitero, S. Giorgio martire, S. Giovanni Battista, S. Maria e S. Marta. Il cimitero più importante risulta essere in rovina nella zona di S’orrui, presso la chiesetta di San Giorgio. LE TORRI E LE SPIAGGE Un meraviglioso tuffo nella storia è dato dalla favolosa citazione delle battaglie sotto la Torre dei Dieci Cavalli di cui, tutti i sarrabesi si vantavano dando essi stessi l’appellativo di eroe a qualche parente caduto in quelle drammatiche battaglie. “Queste spiagge - scrive Angius- furono spesso teatro di feroci battaglie e un campo glorioso al valore de’ sarrabesi. Se la storia accettasse le tradizioni, potrebbe essa accrescersi di molte belle pagine”. Una speranza, quest’ultima che la storia ha fedelmente

tramandato e che il minuzioso lavoro dell’associazione La Forgia fa si che, ogni estate, i turisti la conoscano e l’intero Sarrabus non la dimentichi. I FUNERALI Ci sarebbe tantissimo ancora di cui parlare, come dei funerali, in cui le vedove si strappavano i capelli e, sotto i canti delle attitadorasa, gli ponevano in faccia al proprio marito defunto. Ogni 3° 7° 30° giorno successivo al trapasso, i parenti si riunivano intorno alla lapide coprendola di una tovaglia, crocifissi e candele intonando nuovamente i lamenti poetici in ricordo dell’estinto. L E FESTE RELIGIOSE La più importante festa religiosa che si celebrava risulta quella di San Priamo che Angius descrive minuziosamente in una intera pagina dei suoi appunti. La festa iniziava la mattina quando si trasportava su un carro l’effige del santo chiusa in una cassa. Dietro la medesima seguivano i pellegrini penitenti vestiti di bianco e il più delle volte scalzi insieme ad altri laici che seguivano a bordo delle numerosissime tracche. Nel pomeriggio verso le cinque seguiva il parroco con la reliquia in dorso a un cavallo scelto, tra un grande accompagnamento di cavalleria miliziana, di confratelli e di devoti. La cavalleria ha il suo stendardo così come la confraternita. Quando questi sono prossimi al colle, esce da chiesa una processione con il simulacro del santo che va incontro al proprio reliquiario. Una volta congiunti celebrano gli uffici divini. Sono tutti aspetti remoti di un paese in continua modernizzazione ed espansione, non per questo, tuttavia, occorre dimenticare usi, costumi e tradizioni che hanno fatto la storia e mosso la vita dei nostri avi. Il nostro “viaggio mensile nel Sarrabus dell’ottocento” proseguirà il prossimo mese, quando la protagonista sarà il paese di Villaputzu.


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IL PROGETTO Inquinamento. Anche nel Sarrabus un percorso di sensibilizzazione e di acquisto consapevole

«Io non bevo dalla plastica...» Un’iniziativa per ridurre l’utilizzo delle bottiglie “usa e getta” di Mauro Murru “Rifiuti Consapevoli si cambia” è il nome del Progetto di educazione, sostenibilità ambientale e governance che la Regione Sardegna e la Provincia di Cagliari, ente capofila, ha avviato all’inizio di quest’anno. La sensibilizzazione, la consapevolezza sul recupero e il consumo eco-sostenibile sono la base del progetto, mentre, la comprensione delle problematiche e l’assunzione di responsabilità verso il riuso, la riduzione e la raccolta dei rifiuti, sono i risultati che si auspicano. Nello specifico, il progetto si propone di informare e formare la cittadinanza riguardo alle varie strategie di riduzione e recupero, incentivando i comportamenti sostenibili finalizzati al riutilizzo, al riciclo e alla trasformazione dei rifiuti, valorizzando al tempo le esperienze del territorio al fine di estendere le buone pratiche in tutta l’isola. Attraverso la propria Rete di Centri di educazione ambientale (Rete INFEA), la Provincia di Cagliari ha voluto partecipare non solo all’idea-

zione dell’intero progetto, ma anche alla sua realizzazione affidandone a ciascun CEAS, ognuno per la sua area di riferimento, una delle 3 azioni previste: La piazza del consumo sostenibile, Visita agli impianti e Io non bevo dalla plastica. Il CEAS Laguna di Nora di Pula con “La piazza del consumo sostenibile” propone un percorso educativo che fornirà informazioni sugli imballaggi, al fine di poter acquistare in modo più consapevole. Il CEAS Diomedea di Villasimius, l’Associazione

“Sardegna isola dei sardi” e il C.R.E.A .T. con “Visita agli impianti” offre un coinvolgimento attivo dei cittadini, che favorisce la conoscenza del funzionamento della filiera del rifiuto attraverso visite ad impianti di riciclaggio e compostaggio. Il CEAS Naturalia di Muravera e l’Agenzia Laore, nel Sarrabus-Gerrei, con “Io non bevo dalla plastica” propone invece un percorso di sensibilizzazione e partecipazione attiva delle popolazioni locali, alla riduzione dell’uso delle bottiglie di plastica e dell’inquinamento derivato. I consumi di acqua minerale sono cresciuti dalla seconda metà degli anni '90, mediamente del 3% l'anno. Oggi gli italiani sono i più grandi consumatori di acqua minerale in Europa, in termini di consumo procapite, con 172 litri e secondo dati Istat, l’87,2% della popolazione sopra i 14 anni sorseggia acqua minerale. Nel 2007 in Sardegna delle 860mila tonnellate di rifiuti prodotti, il 60% finiva in discarica, il 20% nei termovalorizzatori, un altro 20% veniva recuperato e per il 2012 l’obiettivo è portare la fra-

zione della materia recuperata al 58%. I rifiuti di plastica sono circa il 44% del totale in peso di quelli urbani prodotti, e più del 50% in volume; nel 1975, rappresentavano meno del 20% del totale e di questi una buona parte riguardano le bottiglie di plastica (PET) dell’acqua che comunemente beviamo. Inoltre il PET viene prodotto dal petrolio, o dal gas naturale, e per farne una tonnellata ne serve una e mezzo. Studi specifici hanno valutato, in termini di costi approssimativi dell’energia necessaria, le possibili destinazioni della bottiglia di plastica ed è emerso che per ogni tonnellata risulta che il riuso con 50 euro è il più vantaggioso seguito dal reciclo con 350, l’incenerimento 650 e infine la discarica, la meno economica, con ben 800 euro. In quest’ottica nasce l’idea di “Io non bevo dalla plastica”, cioè quella di contribuire a ridurre la componente plastica nei nostri rifiuti, indirettamente, sensibilizzando e proponendo l’utilizzo dell’acqua della rete idrica urbana, più economica e disponibile, l’approvvigionamento dalle fonti locali, là

dove ancora esistono e magari utilizzando bottiglie in vetro e in ultimo l’utilizzo, se davvero non se ne può fare a meno, delle acque imbottigliate locali a chilometri zero o quasi. Altro importante elemento innovativo del progetto è il ricorso a tecniche di democrazia partecipata come l’Open Space Technology (OST) con i bambini delle scuole medie di Muravera, San Vito, Villasalto, Silius e San Nicolò Gerrei, il Forum con le popolazioni locali e un Work shop con i Sindaci del SarrabusGerrei.

Muravera? È un Comune “riciclone” “Comuni Ricicloni” è un iniziativa di Legambiente che cerca di sensibilizzare le amministrazioni pubbliche e i loro cittadini ad aumentare la loro quota di raccolta differenziata. Nella classifica nazionale Muravera, primo comune del Sarrabus si è attestato all’89° posto. (m.m)


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PSICOLOGIA L’iniziativa. E’ importante l’esempio dei genitori che dovrebbero essere sempre sinceri con i figli anche se pongono domande imbarazzanti

Bambini e bugie, quando preoccuparsi? Alcuni di loro mentono perchè si sentono poco amati e apprezzati di Monia Piroddi* Tutti i bambini prima o poi dicono qualche bugia, se non ne dicessero mai ci sarebbe quasi da preoccuparsi!Non tutte le bugie hanno lo stesso peso e non sempre si tratta di vere bugie, inoltre, i bambini ci guardano, ci ascoltano e sanno che anche gli adulti a volte mentono. I bambini al di sotto dei sei anni sono i primi a credere nelle loro stesse bugie, desiderano così tanto non essere stati loro a combinare un guaio, ad esempio, che sono convinti che basti negare la realtà per sopprimerla non dare un dispiacere ai loro genitori. L'età in cui il bambino distingue tra finzione e realtà coincide con l'età della ragione (sei-sette anni), solo a quest'età un bambino è in grado di mentire al fine di ingannare gli altri e man mano che crescono si rendono conto che negando la realtà essa non si cancella. Tuttavia anche le bugie dei bambini più grandi risentono di un pensiero magico infantile, quando affermano il falso infatti, sono mossi dal desiderio che ciò che dicono sia proprio vero. C'è una tendenza ad ingannare se stessi prima ancora che gli altri (autoinganno).Ma

quando c'è da preoccuparsi? Le bugie devono preoccupare i genitori solo quando diventano così frequenti da indurre il bambino a costruirsi un “mondo finto” fatto di illusioni, di sogni e di desideri poco legati alla realtà. Esistono diversi tipi di bugie: - La bugia di discolpa “non sono stato io!” tende a scomparire con la crescita del bambino, con il passare degli anni viene rafforzato il senso di sé e il bambino acquisisce maggiore fiducia nelle sue capacità. Si sente

sereno nel riconoscere un proprio errore e non avverte la necessità di nascondere con la menzogna qualche parte negativa di sé. Se le bugie di discolpa sono molto frequenti dopo i sette anni, è possibile che il bambino abbia paura delle punizioni, del giudizio severo dei genitori e della loro disapprovazione. La bugia diventa quindi una difesa e ammettere i propri errori significa deludere le aspettative dei genitori ed infrangere l'immagine del “bambino perfet-

to” a cui i genitori tengono.Diversa e più grave è la calunnia: “non sono stato io ma è stato lui!”. Si tratta di un comportamento antisociale, il bambino nel tentativo di salvare se stesso incolpa l'altro. Se il bambino ricorre spesso alla calunnia bisogna capire perché lo fa. Spesso si tratta di bambini che a loro volta hanno subito delle ingiustizie dai compagni o dai familiari, che non sono stati creduti quando dicevano la verità oppure puniti al posto di un altro. In questi casi i bambini si sentono autorizzati a fare altrettanto e fanno di tutto per non farsi scoprire e per non essere messi di fronte alle proprie responsabilità. Inutile punirli, meglio porre loro delle domande che li aiutino a riflettere su ciò che accaduto e insegnare che esistono altri modi per affrontare i problemi. Poi ci sono le bugie cosiddette “vanterie” che servono a “farsi belli” di fronte agli altri e che consentono di dare sfogo ai propri desideri di grandezza. Più che di vere bugie si tratta di tentativi di modificare la realtà ricorrendo alla magia del pensiero e dell'immaginazione. Le vanterie infantili hanno il fine di contrastare il senso di inferiorità del bambino e di ricorrere ad uno

strumento potente: il senso di onnipotenza. Se inventa qualcosa tanto vale farlo alla grande. Poi ci sono bambini che inventano storie non per vantarsi, ma per consolarsi e risolvere situazioni difficili con un lieto fine. Si tratta di bambini che mentono perché si sentono poco amati e apprezzati, consolandosi con delle bugie che raccontano a se stessi prima ancora che agli altri. Quale atteggiamento devono assumere i genitori dinanzi alle bugie dei loro figli?E' importante che il genitore capisca cosa ha spinto il proprio figlio ad agire in quel determinato modo, ciò è possibile solo ragionando insieme a lui al fine di farlo riflettere. E' più produttivo, ad esempio, porre delle domande ai propri figli piuttosto che aggredirli con giudizi perentori poichè così facendo il bambino apprende che è da stupidi dire la verità e che invece è da furbi mentire! Fondamentale è l'esempio dei genitori: bisognerebbe avere il coraggio di non mentire mai ai figli anche quando loro pongono domande difficili o imbarazzanti. Dopotutto se è il genitore a mentire, perchè il bambino non dovrebbe sentirsi autorizzato a mentire a sua volta? * Psicologa

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PREVENZIONE La notizia. La pediculosi colpisce in particolare i bambini di etĂ compresa fra i quattro e gli undici anni

Prurito alla testa? Attenzione ai pidocchi Tutti i consigli per liberarsi dei parassiti di Antonella Rubiu* Negli ultimi anni si è verificato un incremento della presenza dei pidocchi o pediculosi. Ne esistono di diversi tipi: quello del corpo, del pube noto come piattola e quello della testa . Questâ&#x20AC;&#x2122;ultimo è il piĂš diffuso si nutre di sangue umano ma non è però responsabile della trasmissione di malattie. Tuttavia il grattarsi può determinare la formazione di tagli, questi ultimi possono provocare infezioni. La pediculosi colpisce prevalentemente i bambini di etĂ compresa tra i 4 e gli 11 anni. Il pidocchio non vola e non salta, la trasmissione avviene per contatto diretto dei capelli in cui è presente tramite pettini, spazzole, oggetti o indumenti messi insieme quali accappatoi, sciarpe, cappotti, sedili, sanitari in particolare in luoghi come le palestre, le piscine e le scuole. In passato era sinonimo di degrado, sporcizia e vergogna, si cercava di tenerlo nascosto in tutti i modi, gli studi invece dimostrano che adora i capelli puliti e profumati. Questo fastidioso animaletto può colpire tutti indipendentemente dallâ&#x20AC;&#x2122;etĂ  e dal sesso, ricchi e poveri, sporchi e puliti. Ha una vita media di circa 40 giorni e lontano dal corpo

umano sopravive mediamente per 2/3 giorni. Il ciclo vitale è costituito da tre stadi: lendine o uovo, ninfa e adulto. Il pidocchio adulto è lungo dai 2 ai 4 millimetri ed è di colore rossastro, la ninfa ha una dimensione di circa un millimetro, lâ&#x20AC;&#x2122;uovo o lendine di mezzo millimetro, il colore è perlaceo di forma ovale, si ancora saldamente al capello grazie ad una sostanza insolubile in acqua e perciò non si può confondere con la forfora. Osservando accuratamente i capelli non ci possono essere

dubbi: la forfora viene rimossa dal pettine, le lendini aderiscono al capello. Le condizioni ideali di calore, umidità e buio che gli permettono di riprodursi abbondantemente sono dietro le orecchie e la nuca. Una femmina adulta vive circa 30 giorni e depone mediamente 10 lendini al giorno che dopo circa 10 giorni si schiudono. La presenza del pidocchio può non avere sintomi almeno nella fase iniziale ma poi si verifica prurito intenso ed in alcuni bambini pallore del

viso e irritabilitĂ . Sul cuscino del soggetto che possiede i pidocchi possono depositarsi delle polveri nere o grigie. I preparati presenti oggi in commercio sono numerosi, sia naturali che di sintesi ma nessun trattamento funziona al 100%, il successo dipende dalla tempestivitĂ  con cui avviene il loro riconoscimento. Le formulazioni piĂš efficaci sono gel, creme o schiume. Il solo shampoo non è consigliato per la sua ridotta efficacia sia per il ridotto tempo di applicazione sia perchĂŠ il prodotto risulta diluito, le polveri hanno basso contatto con il cuoio capelluto e quindi sono poco attive, le lozioni in alcuni casi risultano irritanti per le mucose. Dopo il trattamento la rimozione deve avvenire manualmente con lâ&#x20AC;&#x2122;aiuto di un pettine a denti sottili e tanta, tanta pazienza. Il pettine a denti fitti vĂ  utilizzato dopo aver pettinato i capelli con un pettine normale e meglio ancora con se bagnati partendo dalla base del capello con decisione fino alla punta per almeno 15- 20 minuti. Spesso il fallimento della terapia è causato da errori nellâ&#x20AC;&#x2122;applicazione dei prodotti, come tempi non rispettati o quantitĂ  insufficienti o mal distribuite, se il secondo trat-

tamento non viene fatto nei tempi indicati anticipandolo o ritardandolo rispetto al tempo indicato, o ancora nello scarso controllo di tutte le persone a diretto contatto con lâ&#x20AC;&#x2122;individuo infestato che potrebbe aver bisogno del trattamento. Per evitare la propagazione bisogna: lasciare in ammollo per circa un ora in acqua bollente e detersivo tutto ciò che è venuto a contatto con lâ&#x20AC;&#x2122;individuo infestato quali biancheria, asciugamani, vestiti, lenzuola ; lasciare per circa due settimane chiuso in un sacchetto di plastica gli oggetti che non possono essere lavati quali giochi, i pettini, spazzole e fermagli si devono invece immergere in uno shampoo antiparassitario e lavarli accuratamente. Non è necessario trattare i soggetti non infestati perchĂŠ lâ&#x20AC;&#x2122;uso indiscriminato di questi prodotti può portare fenomeni di sensibilizzazione e di resistenza. Tutte le azioni dirette ad un singolo individuo o famiglia saranno destinate ad esito negativo e quindi fondamentale applicare norme comuni a tutte le famiglie vicine ed a quelli ambienti che si frequentano per evitare insuccessi. *Farmacista

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L’UNIONE TARDA Mercoledì 10 Febbraio 2010

L’UNIONE TARDA € 1

A cura di Corrado Loi

AMBIENTE

ESTERI E DINTORNI

Nuove rivelazioni di Alì Agca: «So dov’è Emanuela Orlandi, so anche dov’è Bin Laden, ma non chiedetemi dove diavolo è Renato Soru!»

Ma che palle la geografia!

Berlusconi. «Tapperò il buco dell’ozono!»

I FRATELLI RENZO E GIANCARLO CUCCU COMPRANO IL MURAVERA

Ci scusiamo c'oi lettori affezzionati che i nostri corettori di bozze sono scioperando per futili motivi in quanto dicono niente soldi da un sacco di mesi. Communisti. Speriamo in bene lo stesso. Disguidi che capitano. L'arredazione de La Voce. servizio fotografico a pag. 666

“Doddore” Meloni colpisce ancora! Salvatore "Doddore" Meloni, ricoverato in seguito alla caduta accidentale riportata durante l'occupazione dell'isola di Serpentara, prima di essere dimesso pianta simbolicamente la bandiera della Repubblica Indipendente di Malu Entu sul lettino dell'ospedale. In seguito ha dichiarato: «per sua fortuna il medico ha operato bene, altrimenti c'era una bandiera pronta anche per lui...» il servizio nella pag. dei necrologi

Pirata della strada a Solanas Correva a 15 km/h malgrado in quel punto fosse ben visibile il cartello che proibisce di superare i 10 km/h. Una pattuglia della Polizia si è prontamente lanciata all'inseguimento del folle, faticosamente portato a termine all'ingresso di Olbia. Il giovane ha confessato di non avere visto l'autolentox. Servizio a pag. 3

Costruisci la Villa di Eugenio in scala 1:1

Vi avvisiamo sin da ora che l’iniziativa durerà parecchi anni e che vi occorrerà anche un sacco di spazio. Con il primo fascicolo una telecamera di sorveglianza.

IL CINEMA DE L’UNIONE TARDA Io, loro e Lara. Bellissimo film di Carlo Verdone dedicato ai Maestri di launeddas di Villaputzu Giuseppino e Antonio Lara. Ughiko. Trasposizione cinematografica di una storia di sentimenti realmente accaduta in Sardegna, ambientata però in America per ovvi motivi commerciali. Racconta di un simpatico cagnolino che per 10 lunghi anni attese il suo padrone alla stazione dei treni, nella speranza di vederlo scendere. Da noi il cucciolo si chiamava Ugo, ed ogni settimana attendeva il suo padrone al molo di Villa Certosa per sapere che accidenti doveva fare. Poi entrò in calore e sparì. Il padrone.

Silviatar. Narra le gesta dei Silviàni, abitanti del pianeta "Pen d'Oro", dediti al culto dell'Amore, il cui felice Regno verrà attaccato dagli spietati Giudicanti, che cercheranno di conquistarlo a tutti i costi per trasformarlo in una colonia denominata "Pena Dura". Per gli amanti dell'iper-realismo.

SILVIATAR Nessuno sfuggirà

Camisa. Prima Sagra della Febbre Suina

Sciopero corettori di bozze a La Voce del Sarabus

In allegato con L’Unione Tarda:

* Ogni riferimento a fatti e/o persone è puramente casuale.

LO SCOOP

Il ministro Gelmini smorza le polemiche sul taglio della Geografia dagli Istituti Professionali, poi conferma la sua visita a Parigi per un incontro tecnico con l'omologo ministro francese: «certo, sarà un confronto stimolante, in più non vorrei farmi scappare l'occasione di visitare il Big Ben e, soprattutto, approffittando della confinanza con il povero Haiti, portare un pò di conforto a quel popolo messo così a dura prova dal terremoto». a pag...

Piatto forte della serata, la degustazione gratuita del vaccino H121 che, abbinato al maialetto, sarà cucinato in tante e squisitissime varianti, tra le quali spiccano il porchetto alla vaccinara, a succhittu e in brod'e fàa.

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al conflitto dei pianeti

I due cronisti dichiarano: «Soldi ai giocatori zero, in compenso gli daremo voti altissimi nelle pagelle de La Voce». Il capitano Oliveira: «finalmente prenderò un 10...». Il Direttore Generale Nado Carrus non ci stà: «se loro diventano presidenti, le radiocronache delle partite le farò io!». Polemico Renato Cacciabue: «questa squadra non è un albergo!» a pag. 9

Dimezzare gli stipendi a chi supera il metro e mezzo di altezza Nuova sparata del ministro Brunetta. Italia dei Valori e PD in coro: «ennesima legge ad personam». Berlusconi: «stavolta non c'entro nulla: di poco, ma supero la soglia...» a pag. 1,50 €

Inutile protesta degli operai dell’Alcoa Gli operai dell’Alcoa hanno occupato il Consiglio Regionale mentre si svolgeva una importante riunione. Non si sono tuttavia registrati problemi di ordine pubblico in quanto l’assemblea, come sempre, era pressochè deserta. Unici presenti i commessi, sorpresi a giocare a “zàcca e pòni”.

Bertolaso non si scusa con Hillary Clinton ma gli USA non stanno a guardare «Le Torri Gemelle facevano cagare». Poi rincara la dose: «sono certo che se le avessero progettate i miei nipotini, non sarebbero crollate...» Gli USA minacciano ritorsioni econo-

miche, mentre il Ministro della Giustizia Alfano pensa ad un nuovo decreto "anti-ritorsioni". L'imbarazzo di Frattini: «Bertolaso troppo emotivo, ma d''altronde, se al suo posto

ad Haiti avessimo spedito Brunetta, dopo le prime inevitabili minchiate l'avrebbero spedito dritto dritto a Guantanamo...» a pag. 777 di Televideo

Si conclude con un bilancio positivo la stagione venatoria 2009/2010


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CALCIO Eccellenza. Il Muravera mantiene la seconda piazza in campionato nonostante le tempeste societarie, Villasimius ferma la Torres

È proprio un Castiadas-miracolo I bianco-verdi stupiscono per la qualità del gioco: salvezza raggiunta di Renzo Cuccu CASTIADAS VOLA, TERZA PIAZZA E SALVEZZA ORMAI RAGGIUNTA Eccoci ancora a parlare di un miracolo calcistico, targato. Andrea Piccarreta e compagni in questo girone di ritorno hanno portato a casa dicianove punti dei ventiquattro a disposizione, una marcia che in questa seconda parte di torneo la vedrebbe nella classifica parziale al primo posto della graduatoria. Sei vittorie di cui cinque consecutive, intermezzate da una sconfitta lontano dalle mura amiche e un pareggio casalingo. La sorpresa di questo campionato di Eccellenza, continua a stupire per la qualità del suo gioco e la compatezza fisica e morale che questo gruppo dimostra fuori e dentro il rettangolo di gioco. Il Castiadas di questa stagione è certamente figlio di quella squadra che soli due campionati fa aveva fatto meraviglie in Prima categoria, ne tiene infatti l'ossatura alla quale ogni anno il sapiente lavoro della famiglia Onano aggiunge qualche importante tassello che non destabilizza un progetto calcistico perfetto. La salvezza, obiettivo primario di questa stagione per la terribile matricola, terza in classifica, a due punti dal Muravera è ormai stato raggiunto, adesso sempre sottovoce e senza proclami si prova ad inseguire un sogno. Un sogno coltivato giorno dopo giorno nel piccolo campo di San Pietro, superando difficoltà che per altri sarebbero state letali, come il giocare in trasferta tutte le gare casalinghe o come detto allenarsi su un campo con le dimensioni di calcio a sette. Ma tutto sembra perfettamente allineato per il rag-

Lulù Oliveira, allenatore e giocatore del Muravera

giungimento dell'obiettivo, una società che è cresciuta con il passare dei campionati, un pubblico caldo e sempre presente e uno staff tecnico competente. MURAVERA SEMPRE IN SECONDA POSIZIONE CONTRO TUTTO E TUTTI Muravera, sembra finalmente essersi messa alle spalle, una crisi societaria che ha probabilmente tarpato le ali ad Oliveira e compagni, incapaci di mantenere il passo buono per attaccare il primato, in queste ultime settimane ricche di colpi di scena extracalcistici. A dieci giornate dal termine ha lasciato

Sarrabus über alles I gialloblù muraveresi sembrano non risentire dei problemi societari, il Castiadas prova ad inseguire un sogno e il Villasimius è sempre in corsa per la salvezza

l'incarico il tecnico Marco Piras e con lui tutto lo staff, il secondo Nicola Puddu e il preparatore dei portieri Alessandro Franco, per insanabili contrasti con il vertice societario. Una situazione che ha provocato diverse spiacevoli situazioni che hanno portato a pensare che per il Muravera l'avventura in Eccellenza potesse finire con largo anticipo. C'è stata una vera e propria corsa da parte di imprenditori e tifosi, per dare la svolta auspicata da tutti. Rimediate le finanze per portare a termine la stagione, si è voluto dare un segnale anche dal punto di vista tecnico, affi-

dando a Lulù Oliveira il doppio ruolo di allenatore e giocatore. Una soluzione che può essere una garanzia per tutti, conoscendo l'amore che il cittadino onorario nutre per Muravera e le sue indiscusse capacità calcistiche. Una scelta che ha trovato i consensi per poter proseguire il cammino intrapreso ad inizio stagione e per continuare a strizzare l'occhio alla promozione diretta. Il pareggio sul difficilissimo campo sterrato di Gavoi ne è la prova più concreta, una squadra capace di reagire al vantaggio dei gavoesi che dopo il pari ha provato anche a vincere la sfida. Solo decisioni alquanto discutibili della terna arbitrale non hanno permesso al Muravera di portare a casa tre pesanti e meritatissimi punti. VILLASIMIUS IN CODA MA CHE CARATTERE CON LA TORRES Equilibrio anche in coda con il Villasimius che conquista un pareggio a Sassari contro la corazzata Torres che lascia i sarrabesi sempre in fondo alla classifica ma, con qualche chance di potersi giocare la salvezza fino in fondo. Anche su questo versante ci sono state molte problematiche societarie che hanno portato all'esonero del tecnicogiocatore Oscar Lasagni, reintegrato però in un secondo momento come giocatore. Le dimissioni del direttore generale Giuliano Spignesi, però confermano un momento quantomeno di sbandamento dal punto di vista societario. Gli arrivi di Kennet Zeigbò e Daniele Corsi hanno certamente dato un poco di morale e qualità tecnica all'ambiente ma, ora la classifica chiede punti in chiave salvezza e d'ora in avanti non sarà più permesso sbagliare, pena la retrocessione.

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IL PERSONAGGIO Parla il portiere del Castiadas. «Il livello del campionato di Eccellenza è molto alto e spesso mi sono chiesto se ero all’altezza»

Asunis, il ‘nipotino’ bianco-verde «Dentro coltivo quella sana ‘pazzia’ che ogni portiere deve avere» di Renzo Cuccu In questo mese di febbraio l’ospite della nostra rubrica è Andrea Asunis, giovane portiere del Castiadas classe 1990. Come tanti ragazzi della sua età a prima vista appare come un ragazzo assolutamente sicuro di sé e senza tante inibizioni. Per farsi una idea un poco diversa basta vedere la timidezza che prende forma quando l’intervista fatta a bordo dell’auto ha come protagonisti iniziali anche altri suoi due compagni di squadra. L’improvvisata dura solo qualche minuto per fortuna e il numero uno come per incanto torna il ragazzo tutto d’un pezzo. Nato sotto il segno della Bilancia racchiude in se alcuni tratti che evidenziano l’appartenenza a questo segno, un po’ lunatico enigmatico e con la pazzia che necessita il difficile ruolo che occupa sul rettangolo di gioco. Andrea dove hai cominciato con il calcio? Il settore giovanile della Palma Monte Urpinu è stata la mia culla, sono andato al Quartu 2000 in eccellenza senza mai esordire, poi l’Atletico Calcio con il quale ho disputato il campionato Juniores nazionale, sotto la guida di mister Sorrentino, lo stesso anno ho avuto il piacere di fare l’esordio in serie D. Sono quindi arrivato al Pula in Promozione, dove però ho svolto il ruolo di secondo con Pietro Garau ed infine l’arrivo a Castiadas. Per i tuoi compagni sei Nebò, come nato questo nomignolo? E’ dovuto esclusivamente alla pazzia di Carlo Diana che durante uno dei viaggi tra Cagliari e Castiadas a cominciato a chiamarmi così come normalmente nella zona del Campidano si pronuncia la parola nipote ma, abbreviandola. Due anni a Castiadas... In realtà stavano per essere tre, infatti dopo il primo contatto non si concretizzò il mio arrivo già in prima

Andrea Asunis, portiere del Castiadas

categoria. Anche in questo caso l’approdo in questa squadra è dovuto in buona parte al solito Carlo Diana. In questa formazione ho difatti esordito da titolare in Promozione, puoi immaginare quanto sia stato difficile, senza nessuna esperienza se non nel settore giovanile. La mia fortuna se vogliamo è stata quella di trovare come compagni di squadra dei giocatori che in questa categoria possono essere considerati importanti e mettere qualche tassello di esperienza nel mio giovane bagaglio ne è stata la normale conseguenza. È stato tutto come ti aspettavi in Eccellenza?

Ipse dixit «In questa stagione spero di maturare. La squadra? Puntiamo a raggiungere la salvezza al più presto e a regalare ai tifosi il sogno che meritano»

IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Assolutamente no, il livello del campionato è paurosamente alto e le mie perplessità di non essere all’altezza sono state tante. Poi con dei compagni così e uno staff tecnico eccellente posso considerarmi sin qui soddisfatto dei risultati che stiamo facendo. Per un portiere quanto è difficile mettersi alle spalle gli errori? Li metti per forza alle spalle, però in realtà spesso il pensiero torna all’errore, almeno sino alla prima parata. I portieri hanno dentro un pò di pazzia è anche il tuo caso? Sono certamente una persona

estroversa che non ha problemi nel rapportarsi con gli altri ma non posso negare che dentro coltivo quella sana pazzia che ogni portiere deve avere. Sei giovane, l’amore che spazio ha nella tua vita? Uno spazio importante si chiama Silvia. E’ un amore ritrovato, dopo che gli studi l’avevano allontanata, la curiosità è che è del segno dei pesci e in realtà non dovremmo andare d’accordo, invece… Come ogni giocatore che si rispetti sfoggi dei tatuaggi.. Ne ho solo due, ma per me sono importanti. Il primo rappresenta la mia famiglia ed è sulla mia spalla, l’altro sono io, ho il mio nome sulla gamba. Penso che non saranno gli unici ma non farò mai dei tatuaggi banali senza un significato preciso. La famiglia? E’ uno dei punti fermi della mia vita, in casa parlo di tutto e tutto è perfetto, una armonia davvero bellissima. Sarò testimone di nozze di Michela, la mia sorella più grande e ho un piccolo fratellino di otto anni, Daniele a cui naturalmente piacerebbe fare il portiere. Il gruppo, la società, come ti trovi? Per quanto riguarda il gruppo non ho tanti metri di paragone vista la mia giovane età ma, credo sia molto difficile trovarne un altro di questo spessore. Con la società posso dire che la disponibilità è totale, un esempio, quando mi sono rotto lo zigomo non ho ricevuto meno di settanta telefonate. Mi sento a casa è proprio una bellissima sensazione. Cosa ti aspetti da questa stagione? Spero di portare al più presto a termine la mia maturazione, raggiungere al più presto la salvezza e regalarci un sogno, quel sogno che si aspettano soprattutto i nostri splendidi tifosi.


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PERSONAGGI Intervista. Alessandro Vacca, Salvatore Bruscia e Stefano Lo Iacono sono le tre promesse della squadra sarrabese

Dai giovani moschettieri del Muravera stoccate vincenti per l’obiettivo play-off di Giancarlo Cuccu Sono i tre giovani “moschettieri” che partecipano con le loro stoccate, molte volte vincenti, all’entusiasmante corsa per la conquista dei play-off nel massimo campionato regionale di calcio. Il Muravera oltre ai ragazzi che abbiamo incontrato per questa intervista, ha a disposizione altri due giovani promesse. Il primo è Federico Ledda che purtroppo dopo pochissimi minuti dall’inizio della prima partita di campionato, si è gravemente infortunato e solo da pochi giorni è tornato a disposizione della squadra. Il secondo è quel Gianmarco Fiori al quale il nostro giornale dedicherà sicuramente un’intervista in futuro. I ragazzi ci sono venuti a trovare nei nostri studi radiofonici che sono anche la sede della redazione de “La Voce”, in una giornata intensissima per le note vicissitudini che hanno coinvolto la società gialloblù. Stefano Lo Iacono iniziamo da te, presentati ai lettori del nostro giornale... “Ho 19 anni, sono di Palermo ed ho iniziato a giocare nelle giovanili dell’ATF Palermo. Sono passato al Bagheria in eccellenza siciliana dove ho giocato solo per qualche mese prima di trasferirmi a Bergamo nel Ciserano, nella Promozione

Lombarda, con il quale ho conquistato i play off. Successivamente il volo per la sardegna e nel sarrabus per giocare in prima categoria con il Porto Corallo e quindi il trasferimento nel Muravera. Stessa domanda ad Alessandro Vacca... Ho 17 anni sono di Burcei. Ho sempre giocato nella squadra del mio paese fino alla scorsa stagione. Durante la partita di ritorno dei play out di seconda categoria dello scorso campionato che si è disputata qui a Muravera, sono stato notato dai dirigenti della squadra sarrabese che coinvolgendo il presidente della burcerese mi hanno permesso di giocare in eccellenza. Salvatore (Totò per gli amici e compagni) Bruscia... Ho appena compiuto 19 anni e sono di Palermo. Ho iniziato nelle giovanili della Panormus, dove ho giocato sino al trasferimento al Trapani, squadra con la quale ho giocato nella juniores nazionale vincendo il campionato ed accedendo alle fasi nazionali. Poi attraverso il lavoro del procuratore sono giunto a Muravera. Così giovani e già con il procuratore... Stefano: “è stato il mio procuratore a parlare con Mister Piras che gli ha presentato il progetto; da qui la deci-

Da sinistra: Alessandro Vacca, Salvatore (Totò) Bruscia e Stefano Lo Iacono

sione del trasferimento al Muravera”. Totò: “era un’occasione alla quale non potevo rinunciare. Ho sempre militato nei campionati giovanili... l’opportunità dell’eccellenza non potevo farmela sfuggire”. Ale: “non ho procuratori, sono abituato a parlare ed accettare consigli da parte delle persone che mi vogliono bene”. Cosa vi aspettate da questa esperienza? Stefano: “sono già molto soddisfatto, perchè mi sono ritagliato un posto nella squadra e questo mi rende felice. Tecnicamente siamo molto forti ed il valore della formazione credo sia stato osservato da tutti. Occupiamo una posizione in classifica di assoluto

prestigio. Speriamo di ottenere alla fine del torneo quello che tutti ci si aspetta da noi: i play off. Desidero in futuro continuare a migliorarmi tecnicamente per aspirare a categorie di livello superiore”. Totò: “Nonostante sia la prima volta che gioco in un campionato che ritengo molto valido, credo di trovarmi a mio agio. Il vantaggio a tale proposito deriva dal parco giocatori che forma questa squadra. Sono tutti molto bravi e la maggior parte di loro merita ben altre categorie. L’esperienza di Muravera mi servirà anche in futuro. Anch’io cercherò di impegnarmi per mantenere questa categoria con il Muravera o comunque con un’altra squadra dello stesso valore tecnico”.

Ale: “Non ho giocato molto; sono comunque molto soddisfatto perchè durante questa esperienza ho appreso parecchio. Avere a che fare con giocatori di assoluto livello, mi ha portato ad imparare cose nuove. Credo di essermi migliorato anche tecnicamente. Anche per me dopo l’esperienza di quest’anno, desidero continuare almeno in questa categoria. Cercherò in ogni maniera di ottenere questo risultato, attraverso il lavoro ed il sacrificio. Cosa fate oltre il calcio? Stefano: “Mi sono ritirato dal 4° anno di odontotecnico per dedicarmi completamente al calcio. Guardo parecchi film di ogni genere e ascolto moltissima musica”. Totò: “Guardo molti film, ascolto molta musica e mi diletto a giocare con la Play station. Soprattutto con il mio compagno e amico Stefano che risulta il mio più acerrimo rivale in questo gioco. Ale: “Non ho molto tempo per dedicarmi ai miei hobby. Ogni mattina mi devo alzare alle 5,30 per recarmi all’istituto superiore che frequento a Cagliari. Rientro molto tardi, giusto il tempo per gli allenamenti, poi studio, cena e nuovamente a letto. Nessun Hobby a causa di ciò. Anche se durante il viaggi da Muravera a Cagliari e viceversa ascolto molta musica”.


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CALCIO Serie minori. Il Villaputzu ‘86 arranca e i play-off si allontanano, il San Vito sta letteralmente dominando il campionato

Porto Corallo, cercasi continuità La squadra giallonera è ancora bloccata nonostante i rinforzi di Renzo Cuccu La continuità non sembra essere di casa nel Porto Corallo. La formazione guidata da mister Corrado Lampis, esce dall'ultimo turno ancora una volta con un pareggio che lascia l'amaro in bocca ai suoi sostenitori. La squadra allestita dopo il mercato di riparazione dicembrino, sembra avere tutte le carte in regola per fare il definitivo salto di qualità ma, sinora c'è stato qualcosa che non lo ha permesso. Individualità di spicco sia dal punto di vista tecnico che di esperienza, dovrebbero garantire ai giallo neri, un campionato tra le prime della classe. Il presidente Franco Massessi, in alcune occasioni si è mostrato poco soddisfatto dei risultati sin qui ottenuti, anche se va riconosciuto che il suo Porto Corallo sta correndo ancora su entrambi fronti : campionato e coppa Italia e in nessuno di questi obiettivi si può parlare di fallimento, almeno per il momento. Quello che abbiamo visto in campo sono dei campanelli d'allarme che vanno ascoltati e valutati con attenzione per non trovarsi davanti a delusioni che possono essere evitate, anche solo fermandosi un momento per fare il punto di una stagione che è ormai entrata nella fase cruciale, e che non può

A sinistra Alessandro Casula attaccante del Villaputzu e Luca Loddo capitano del Porto Corallo

non trovare tra le protagoniste German Portanova e compagni. Il Villaputzu '86, va a strappi, ad intermittenza, eppure il natale è passato oramai da diverso tempo. Il cambio della guida tecnica non ha portato quella spinta che ci si sarebbe aspettati. Per i ragazzi di mister Pierpaolo Piu l'unico obiettivo rimasto, anche se non sembra proprio dietro l'angolo sono i play off. Un obiettivo che una domenica si avvicina per riallontanarsi la settimana dopo. Una crisi di risultati che sembra essere figlia di una stagione sfortunata con tanti atleti indisponibili ogni

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domenica in infermeria piuttosto che in campo, ma anche una rosa che molto probabilmente è stata sopravalutata nel momento di allestire l'organico che doveva provare il salto di categoria. I giocatori chiamati per fare la differenza, con la loro classe ed esperienza non sembrano girare a dovere, con la naturale conseguenza che i giovani locali non rendono per quello che dovrebbero. In questo momento è giusto serrare le fila, magari partendo proprio dall'ultima vittoria ottenuta in campo esterno e ricominciando a fare del comunale il fortino dal quale non si possono por-

tare via punti, nonostante tutto il campionato sembra aspettare ancora la squadra viola. Il San Vito, di mister Enzo Miccuci sta cercando di fare il vuoto alle sue spalle. La formazione bianco celeste continuare a condurre la testa del campionato, imponendo allo stesso un passo a suon di carica. Alberto Paderi, direttore sportivo esperto di tutti i campionati dilettantistici regionali, ha disegnato una rosa ampia di grande qualità tecniche e di provata esperienza. Una scelta che alla lunga sta dando ragione ai sarrabesi. L'ultima mossa di mercato si chiama

Lorenzo Dominici, un esterno mancino capace di difendere e far ripartire rapidamente l'azione, il giocatore di scuola Muravera ha maturato esperienze in promozione e in prima categoria. Nel calcio sappiamo molto bene che non esistono campionati facili e questo di seconda categoria si sta dimostrando equilibratissimo e perciò ancora più difficile. Avere tra le proprie file attaccanti del calibro di Alessandro Cocco, Alessio Casarin e Giorgio Murgia è indubbiamente un grosso vantaggio, per l'esperienza che hanno maturato nei campionati di categorie superiori. Il reparto difensivo che gira intorno ad un portiere di provata esperienza come Marco Conti, un difensore centrale che risponde al nome dell'inossidabile Antonio Piroddi e del capitano Emiliano Siddi è il migliore del campionato con soli tredici gol al passivo. Infine il centrocampo, zona nevralgica del terreno di gioco che può usufruire delle talentuose giocate di Luca Murgia e della solidità che possono garantire giocatori come Cristian Bosco e Davide Miccuci. I tifosi possono sognare, il rassicurante più otto sulla seconda della classe li autorizza, per i giocatori e la società i tempi hanno ancora da venire, anche se il buon giorno si vede spesso dal mattino.


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TIRO CON L’ARCO Il personaggio. La Compagnia Arcieri Sarcopos Muravera ha tra le sue fila un’atleta che sta dimostrando le sue grandi qualità

Storia di un Robin Hood in gonnella Marina Cuccu ha conquistato il titolo di campionessa regionale di Renzo Cuccu Il mondo arcieristico isolano, ha in Maria Cuccu (Marina per tutti) un atleta che da alcuni anni si guadagna la partecipazione ai campionati italiani. Una selezione durissima perchè a dare la possibilità di partecipazione fanno fede i due migliori punteggi stagionali che vanno confrontati con tutti gli arcieri italiani. Marina gareggia per la Compagnia Arcieri Sarcopos di Muravera di cui è l'atleta agonista di punta. Quando è iniziata questa passione? Quasi per caso, accompagnavo mio figlio Fabio in palestra. Ore a guardare che ad un certo punto ho deciso di investire mettendomi a tirare. Questo è successo dodici anni fa, da allora non ho più smesso. Gli allenamenti sono importanti per gli atleti, tu come procedi? Mi alleno purtroppo solo d'inverno. Il mio lavoro stagionale non mi permette di svolgere l'attività agonistica all'aperto. Riesco a dedicare il mio tempo a questa bellissima attività, soltanto sino al mese di maggio, troppo poco per ottenere dei risultati di rilievo. In famiglia ti seguono tutti o ci sono problemi?

Marina Cuccu ai campionati italiani

Siamo una famiglia di arcieri. Mio figlio Fabio è stato il primo ad iniziare, seguito a ruota da Gigi mio marito ed infine io. Devo ammettere che grazie a questa passione a livello familiare riesco a conciliare gli impegni di tutti i giorni con il mio sport. Qual'è la tua specialità? La mia specialità è il coumpond,

un arco molto complesso, dotato di mirino di precisione, carrucole e stabilizzatori, anche se da qualche tempo sto strizzando l'occhio all'arco nudo. Due attrezzi agli opposti, uno per intenderci l'arco degli indiani e l'altro quello di Rambo. Un tuo piccolo segreto per riuscire bene nel tiro... La concentrazione. La raggiungo

completamente sulla linea di tiro, praticamente eseguo mentalmente tutte le fasi del tiro estraneandomi da quello che ho attorno ed entrando in simbiosi con la freccia. A Muravera esiste la possibilità per far crescere dei piccoli campioni? Si, a questo proposito abbiamo adottato un orario di allenamento il martedì idoneo alle esigenze dei giovani che si vogliono avvicinare a questa stupenda specialità sportiva. All'inizio è importante la parte ludica, la ricerca del campione arriva in una seconda fase. L'arco è un attrezzo complesso, chi gestisce la messa a punto del tuo arco... La teoria di questa società è quella che gli atleti debbano occuparsi di tirare. Le complesse messe a punto degli strumenti di tiro sono a cura dello staff tecnico. A certi livelli è molto importante avere tutto il materiale tarato con precisione. Hai partecipato agli ultimi campionati italiani, come sono andati? Questo è stato il mio nono campionato italiano, che questa volta non è stato all’altezza dei precedenti ma indipendentemente dai risultati è un’emozione che si rinnova ogni volta. Potersi confrontare con le migliori in Italia, è certamen-

te la vittoria più bella, anche perchè in Sardegna non abbiamo molte occasioni di confrontarci con atleti di livello mondiale, come avviene in questi campionati. Mi sono consolata questa settimana conquistando nuovamente il titolo di campionessa regionale. Chi ti conosce giura che sei una persona timida e riservata, come si concilia questo carattere con il tuo sport? Questa passione è talmente forte che abbatte qualsiasi ostacolo. Ci sono state circostanze in cui ho avuto qualche problema a riconoscermi nel modo in cui riesco a superare le difficoltà. La Marina che tanti conoscono nella vita di tutti i giorni, non è la stessa sulla linea di tiro, su questo non ci sono dubbi. Se dovessi fare uno spot per il tiro con l'arco cosa ci diresti? Intanto è uno sport bellissimo e indicato a qualsiasi fascia di età, si ottengono subito dei risultati che gratificano. Si ha la possibilità di viaggiare in tutta la Sardegna ma anche di andare all'estero. A Muravera nella palestra comunale nei giorni di Martedì, Mercoledì e Venerdì siamo sempre presenti dalle 20, può essere una bella occasione per incontrare uno sport nuovo e antico allo stesso tempo.


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