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MENSILE DEL SUD-EST SARDO - anno III - numero XXX - Settembre 2010 www.lavocedelsarrabus.it

Castiadas Pag. 10 Parte dell’aviosuperficie sotto sequestro dopo gli incidenti

Muravera Pag. 11 «Vogliamo avere un ruolo nel futuro dell’ospedale»

San Vito Pag. 12 Commozione per l’ultima messa di don Elvio Puddu

Villaputzu Pag. 13 Dopo la morte in spiaggia scatta la psicosi-medusa

Villasimius Pag. 14 Estate 2010, un bilancio positivo per il porto turistico

IL CASO. Comuni e cittadini inferociti contro il servizio offerto dal gestore unico delle acque

Puzza, liquami e disservizi idrici estate nerissima per il Sarrabus La replica di Abbanoa: «Tubature fatiscenti e sovraccariche»

PAG. 3

VILLASIMIUS L’ARENILE SARRABESE ATTENDE ANCORA GLI INTERVENTI DI RIPASCIMENTO

Più polvere che riso La celebre spiaggia è ormai agonizzante e solo dopo l’estate si tenterà un intervento di recupero. Gli esperti: «Colpa del porto» PAG. 5

L’inchiesta Pag. 7 Dai vecchi dossier rivelazioni sulla “cricca” dei fondi europei a San Vito

Burcei Pag. 9 Un’associazione dal 2008 raccoglie i saperi delle donne del paese

San Nicolò Gerrei Pag. 15 Guerra fra Comune e pastori per i 1350 ettari di terreni comunali all’Ente Foreste


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PRIMO PIANO

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LA PROTESTA Il caso. Cittadini e amministratori comunali in rivolta contro il gestore unico: «Potremmo rifiutare il pagamento delle bollette»

Estate da dimenticare per Abbanoa fra liquami fognari e disservizi idrici di Michele Garbato L’acqua dai rubinetti? Un miraggio e quando arriva, così riferisce qualche cittadino, è inutilizzabile anche per i normali usi domestici. Succede a San Vito. Ma anche Muravera non se la passa meglio, alle prese con i miasmi nauseabondi dalle fogne, per tacere dell’autentico mare di liquami che si è riversato sulla spiaggia di Costa Rei dopo che l'impianto di sollevamento di via Delle Rose è andato in tilt. Sotto accusa, Abbanoa, il gestore unico delle acque. I Comuni, in particolare quello di San Vito, sono pronti addirittura ad intraprendere un’azione legale per i disagi ai cittadini derivati dalla mancata erogazione dell’acqua. Disagi che non sono stati cancellati dal ripristino del servizio. LA SETE DI SAN VITO Patrizio Buccelli, primo cittadino di San Vito ha preso carta e penna ed ha inoltrato una protesta formale ad Abbanoa: «I disservizi ha spiegato Buccelli - sono stati causati dalla mancanza di pressione. Un filino di acqua potabile che scende dai rubinetti non è certo sufficiente per soddisfare le esigenze delle famiglie , soprattutto in questo periodo di gran caldo. E molti cittadini non sono riusciti a far funzionare nemmeno gli scaldabagni e le lavatrici con ovvie ripercussioni sull’igiene personale. Un disservizio da terzo mondo che non si può di certo tollerare in un periodo di altissimo affollamento turistico e con condizioni meteo caratterizzate da un caldo eccezionale». Sotto accusa il servizio di tele-rilevamento da Abbanoa, ovvero il sistema in grado di segnalare tempestivamente eventuali guasti alle pompe di sollevamento. «Con un sistema del genere - ha detto il sindaco di San Vito - non si capisce come mai conti-

Liquami nel centro di Costa Rei

nuino a svuotarsi i serbatoi utilizzati per la distribuzione, causa delle frequenti mancanze d’acqua nelle case». E attacca: «Verificherò la possibilità di una richiesta di risarcimento danni alla società Abbanoa per l’inefficienza mostrata in tale situazione e, soprattutto, per la mancata informazione nei confronti del Comune e dei cittadini. Non escludiamo sviluppi clamorosi come rifiutare il pagamento delle bollette». Sulla stessa lunghezza d’onda del sindaco anche i cittadini, stufi dei continui disservizi: «E’ un anno che Abbanoa non ci recapita le bollette - riferisce al cronista una signora che preferisce rimanere anonima - Proprio oggi ho indirizzato all’Ente una lettera per segnalare la questione. Capacissimi di recapitarmi qualche bolletta da infarto con tutti gli arretrati. Non mi convince anche il sistema di rilevazione dei consumi, per non parlare delle risposte insufficienti date dagli uffici di Abbanoa alle domande degli utenti. Rimane l’amarezza di dover pagare per un servizio scadente». Il mancato recapito delle bollette è un disservizio diffuso in paese e non solo. Ma parlando coi cittadini

si scoprono storie al limite del surreale, come quella che racconta un’altra cittadina che abita nell’estrema periferia del paese: «Dai rubinetti della mia casa - spiega l’acqua esce molto debolmente a causa della scarsa pressione e per giunta è perennemente giallastra. Utilizzarla per le normali attività domestiche? Non ci penso proprio». Idem come sopra per un altro utente, stavolta del centro storico del paese. La tiritera è sempre la stessa: scarsa pressione, ruggine altre schifezze che fuoriescono dai tubi. «Sono stato costretto ad installare una cisterna - dice - Abbanoa dovrebbe risarcirmi per questo». I MIASMI DI MURAVERA La ciliegina sulla torta qualche giorno fa, con un’autentica “onda” di liquami fognari che si è riversata sulla spiaggia di Costa Rei. La causa? L’impianto di sollevamento di via delle Rose in tilt. Ad essere investiti dallo “tsunami”, non proprio profumato, anche alcuni giardini. E le proteste dei cittadini e dei turisti sono arrivate puntuali. Anche in Comune. L’amministrazione lotta da tempo contro la puzza che quest’estate ha invaso il territorio: «Abbanoa

deve sigillare gli impianti di sollevamento della rete fognaria - ha spiegato il sindaco, Marco Fanni o meglio deve evitare che dai pozzetti continui a uscire un fetore insopportabile». Il Comune ha fatto intervenire anche i tecnici della Asl: «Sollecito Abbanoa dall'inizio dell'estate - ha detto il primo cittadino - ma il dialogo non è facile: le risposte e gli interventi sono sempre in ritardo. Bisognerebbe intervenire soprattutto negli impianti di sollevamento fognario di Piscina Rei e delle vie delle Palme, degli Asfodeli e delle Rose, ma anche della piazzetta di Marina Rey e vicino al Free Beach. Basta con i miasmi: Abbanoa ha il dovere di tenere sotto controllo la situazione non solo dell'acqua, ma anche della funzionalità dell'intero impianto fognario, costretto in questo periodo a un super lavoro». A tutto questo si aggiungono le costanti perdite idriche e le lamentele dei cittadini muraveresi per le bollette in ritardo e l’operatività della sede di Abbanoa in paese, aperta un giorno alla settimana per appena quattro ore. Nulla di fronte alle numerose richieste degli utenti. Il Comune chiede, così si legge in un comunicato, «la possibilità di una rateizzazione delle bollette più diluita nel tempo, la fatturazione del servizio riferita all’annualità in corso, in modo tale che vi sia una continua verifica di eventuali perdite idriche occulte da parte dell’utenza, l’istituzione di un distretto idrico territoriale che garantisca un servizio all’altezza delle esigenze del territorio interessato anche da dinamiche turistiche di notevole entità». LA REPLICA DI ABBANOA Reti idriche vecchie e troppe bollette non pagate. Questa in sostanza la replica di Abbanoa che alle rimostranze di Muravera

risponde: «Quella di Costa Rei è una rete totalmente inadeguata al carico di popolazione che si registra in questo periodo, per giunta è stata realizzata a ridosso della spiaggia e delle abitazioni con ben 14 impianti di sollevamento. Proprio per affrontare l'emergenza, i tecnici di Abbanoa hanno costantemente tenuto sotto controllo la rete evitando, anche con l'impiego di autospurgo, qualsiasi perdita di liquami».

La Voce del S@rrabus Associazione Radio La Voce editrice Presidente Don Emilio Manca DIRETTORE RESPONSABILE MICHELE GARBATO Capo Redattore Gianni Agus Redazione Sabina Sestu, Giancarlo Cuccu, Renzo Cuccu Hanno collaborato Stefania Cauli, Corrado Loi, Antonello Romano, Alessandro Bulla, Ignazio Monni, Mauro Murru, Stefano Galdi Foto Carla Scroccu, Alberto Masala Impaginazione e Grafica Simone Utzeri, Antonio Dentoni (grafico-voce@live.it) Telefono 0709931481 - 3939161711 E-mail lavocedelsarrabus@tiscali.it Internet www.lavocedelsarrabus.it Pubblicità 3479415600 Stampa Unione Editoriale S.p.A. Elmas Tiratura 8.000 copie

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Cagliari al numero 5/1995


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SOCIALE

Il Sarrabus che brucia

I principali luoghi colpiti dagli incendi nella stagione estiva 2010

Dir. Ballao SS 387

SS 125 Quirra

Armungia SP 27

ex SS 125

Villasalto

Punta Genna Argiolas

SS 387 San Vito

Santa Maria Villaputzu

Porto Corallo

Muravera ex SS 125 Casa Picci

Baccu Arrodas SS 125

Casa Loi Arco dell’angelo Burcei ex SS 125

Muravera. Era la fine di luglio quando le

far esplodere dei petardi che hanno

fiamme sospinte da un fortissimo

provocato il rogo. E ora il conto per i

maestrale lambirono il paese causando

danni provocati potrebbe vederseli

danni e spavento. Chi non ricorda con

recapitare la famiglia. Si parla di decine

apprensione le alte colonne di fumo e

di migliaia di euro, mica di bruscolini. E

le case di periferia minacciate e, in

intanto le nostre montagne diventano

qualche caso toccato dalle fiamme? La

sempre più nere “grazie” all’azione del

causa? Forse l’opera di criminali che,

fuoco che deturpa gli angoli più belli

portano alla devastazione del

Sant’Elmo

SS 125

Cala Sinzias Cala Pira

SP 20

Solanas

meglio da fare per passare il tempo che

per compiere le loro gesta che territorio.

Capoferrato Camisa Monte SP 97 Grutas Olia Villaggio delle Mimose Speciosa Parco dei Sabadi Sette Fratelli Località Masone SP 18 Costa Rei Pardu Monti dei Sette Fratelli Castiadas Villa Rey

Torre delle Stelle

non ha causato una tragedia in quel di

condizioni climatiche “favorevoli”

Annunziata

Geremeas

13enne che non ha trovato niente di

come sempre approfittano delle San Priamo Stagno di Tuerra Feraxi Seconda Tuerra Prima

San Gregorio

In principio fu l’incendio che per poco

Villaggio Mandorli Villasimius Simius

Isola di Serpentara

l’imbecillità

© La Voce del Sarrabus 2010. É vietata la riproduzione, anche parziale, del seguente documento, salva espressa autorizzazione del titolare.

Strade Strade di primaria importanza Fiumi Principali centri urbani Centri urbani secondari Monti

Cala Caterina

Ma

Porto Incendi

può

anche

della costa. Ne sa qualcosa la località di Cala Regina, bellissimo angolo del sud-est della Sardegna, che, oltre ai rifiuti lasciati dai soliti maleducati, ha dovuto subire

aver

lo sfregio delle fiamme.

avuto la propria parte nel

Insomma un’estate 2010 di

causare questo e tanti altri roghi che

gran lavoro per i Vigili del Fuoco, in

hanno interessato Sarrabus e Gerrei nel

particolare per quelli del distaccamento

corso di questa calda estate 2010.

di San Vito, per Canadair ed elicotteri

Incendi come quello di Quirra che ha

che si sono trovati spesso a sorvolare la

mandato in fumo la vegetazione della

nostra zona per rimediare ai guai

zona, o quello di Santa Maria, alla

compiuti da criminali mossi da incon-

periferia

provocato

fessabili interessi o semplici imbecilli e

(almeno qui il colpevole è stato indivi-

maleducati. Fatti che, ci si augura, non

duato) dal gioco incosciente di un

debbano più verificarsi.

di

Villaputzu,

Se avvisti un incendio chiama il Corpo Forestale dello Stato al 1515 oppure i Vigili del Fuoco al 115.

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COPERTINA

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VILLASIMIUS Aspettando il ripascimento. Gli effetti dell’erosione sono sempre più evidenti, si attende la fine dell’estate per dare il via ai lavori

La spiaggia del Riso agonizza «Colpa del porticciolo turistico» di Michele Garbato Lo spettacolo è di quelli tristi, tenuto conto che si tratta di uno degli arenili più celebrati dell’Isola, unico per i chicchi che compongono la sua spiaggia. Qualcosa di simile si trova solo a Is Aruttas, in provincia di Oristano. Il mare si sta lentamente portando via la spiaggia del Riso, riducendola ad una striscia sempre più piccola. I chicchi che l’hanno resa famosa non ci sono più, sostituiti dalla polvere sulla quale sostano gli aficionados di uno splendore che fu. A qualche turista nostrano lo spettacolo evoca la spiaggia di Giorgino a Cagliari, praticamente distrutta dalla costruzione di quel porto canale che doveva dare slancio all’economia del capoluogo sardo. Qui a Villasimius, è accaduta sostanzialmente la stessa cosa: il porto turistico, nato per fare da volano alla vocazione vacanziera del paese ha modificato il corso delle correnti distruggendo giorno dopo giorno uno degli angoli più rinomati della costa simiese. Lo dice senza mezzi termini Franco Vigna, l’ingegnere che sta curando per conto del Comune di Villasimius il progetto per dare nuovamente dignità alla spiaggia: «Il porto ha sicuramente le sue responsabilità - ha spiegato Vigna del resto fenomeni simili sono molto noti in letteratura». Cosa fare per rimediare? Il progetto messo a punto dal Comune cercherà di salvare il salvabile, anche se certamente niente si potrà fare per ripristinare la spiaggia com’era prima. «Le spiagge, come le ha fatte il buon Dio, gli uomini non sapranno mai farle - ha premesso Vigna Possono però porre rimedio ai loro stessi errori e ai danni che hanno creato. Il progetto Spiaggia  del  Riso  sarà messo in atto in due fasi: la prima prevede la sistemazione di barriere subacquee realizzate con salsicciotti

AVIS SARRABUS

na vita ... per u

La spiaggia del riso

sintetici di geotessuto riempiti di sabbia. Sabbia aspirata dal fondale superficialmente, su un'estensione di cinquemila metri quadrati, per evitare di creare depressioni. Naturalmente saranno ancorate al fondo e orientate in modo da smorzare la forza del  mare, creare un bacino di calma e accelerare il ridepositarsi delle sabbie sull'arenile. Un intervento “leggero” che ci consentirà di osservare e capire, per un intero anno, lo spostamento dei sedimenti. Solo successivamente e in base ai risultati si passerà alla seconda fase, quella  della sistemazione delle barriere sofolte fatte con i graniti della vecchia secca fatta saltare anni fà perché pericolosa per la navigazione». Insomma, forse tra un anno si potranno cominciare a vede-

Lo sconcerto Turisti e residenti non hanno dubbi: «Un vero e proprio scempio cui deve essere messo rimedio al più presto»

re gli effetti della “cura”, una volta completato il monitoraggio sull’opera delle barriere. «Verrà recuperata una gran parte dei sedimenti che appartenevano alla Spiaggia  del Riso  che si sono depositati non soltanto sott'acqua a ridosso  del  molo di sottoflutto, ma anche e soprattutto mischiati all'altra  spiaggia  confinante con il porto turistico - ha precisato Franco Vigna Ribadisco che questi interventi non potranno certo restituire la vecchia spiaggia, ma serviranno per migliorare sensibilmente i danni e riproporre quell'arenile danneggiato anni fa». Costo dell’operazione quasi seicentomila euro, in parte provenienti dalle casse del Comune. «Il progetto - ha spiegato il sindaco Tore Sanna -

prevede interventi a mare e a terra. Per quanto riguarda gli interventi a mare è prevista la realizzazione di barriere in geotubo provvisorie, un’attività di monitoraggio con ondometri e, successivamente, la realizzazione di opere a scogliera per favorire la ricostituzione della spiaggia. Per gli interventi a terra è prevista la stabilizzazione della duna, oltre alle opere di regimazione idraulica e accessorie». La speranza di tutti è che l’intervento abbia successo. «L’esperienza del Poetto brucia ancora - dice un anziano bagnante che frequenta la spiaggia, dice lui, da una vita - speriamo che facciano un lavoro in grazia di Dio, un altro disastro sarebbe una beffa». (ha collaborato Angelo Picariello)

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STORIE SARRABESI

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SAN VITO Il caso. La Voce del Sarrabus ripercorre attraverso vecchi giornali e documenti una delle storie più torbide della nostra zona

Liori e la “cricca” dei fondi europei le rivelazioni arrivano dall’archivio di Sabina Sestu Una storia a dir poco torbida. Tanti interrogativi che necessitano di ulteriori approfondimenti. Il legame tra Antonangelo Liori e San Vito ha parecchi risvolti inquietanti, come si evince dalla ricostruzione fatta tramite i dossier giornalistici dell’epoca. Dai quali spuntano altri nomi eccellenti. Il più famoso è quello di Nicola Grauso, eclettico imprenditore da molti chiamato “il Berlusconi sardo”. Editore, fino al 1999, del principale quotidiano della Sardegna, “L’Unione Sarda”, Niky Grauso ha sempre diversificato le sue attività. Iniziative brillanti, spesso geniali le sue, ma non sempre baciate dal successo. È il caso del suo tentativo di salvataggio della cartiera di Arbatax conclusosi con un “buco” di 25 miliardi di insolvenze verso i fornitori. I suoi soci in affari in quest’avventura erano Antonangelo Liori e Angelo Francesco Monni che La Nuova Sardegna (in data 3 novembre 1998) etichetta come il “numero uno della combriccola di truffatori”. Ma come rientra il nome di Grauso nel caso del finanziamento Fio da quasi 6 miliardi di lire al comune di San Vito? Nello stesso numero de La Nuova, Mauro Lissia scriveva che il progetto per la cartiera includeva «anche un’operazione da condurre a San Vito, dove Monni e Liori possono contare sull’amicizia del sindaco Giorgio Buccelli». E prosegue affermando che Giorgio Buccelli è «dispostissimo ad agevolare il programma di forestazione e a concedere oltre tremila ettari di terre comunali alla Star Plant di Liori,

I PERSONAGGI

«Un solo imperativo: arraffare» (Mauro Lissia - La Nuova Sardegna 3 novembre 1998)

sapendo che su quell’area è in arrivo un finanziamento Fio di oltre cinque miliardi». I consiglieri del gruppo di opposizione di quella legislatura non ci videro chiaro sin dalla firma degli accordi tra il comune e la società di Liori. Forse furono messi sull’avviso dalla notizia riguardante una presunta truffa che l’ex direttore dell’Unione Sarda aveva posto in essere con l’imprenditrice Rosy Zuliani Sgaravatti nel 1994 ai danni della Comunità Europea (notizia ripresa dall’Unione Sarda il 27 marzo 1998). Di certo c’è che vi furono numerose interrogazioni dell’opposizione al sindaco, in cui venivano chieste spiegazioni sul contratto e sulla esecuzione dello stesso. «Nella premessa (della deliberazione n.d.r) è scritto che i terreni della Star

Plant – scrissero i Consiglieri del gruppo di Opposizione in una lettera indirizzata al sindaco l’11 febbraio del 1998 – sono in pieno possesso della stessa in conseguenza della Convenzione con questo Comune, di cui alla delibera della G.C. n° 247 del 18 giugno1986, ma non si specifica che la stessa Convenzione non è stata rispettata dalla suddetta Società e che Sindaco e Giunta non l’hanno fatta osservare per quanto in essa prescritto». E proseguirono affermando che «nonostante tutto si vuole onorare la Star Plant con un’ulteriore impegno: la concessione di ulteriori terreni Comunali di cui al programma di intervento FIO/83. Come si può dare fiducia ad una Società che non rispetta i propri impegni?». Gli impegni presi con il

Comune di San Vito la Star Plant non li onorò mai. La Nuova, il 12 novembre 1999, titolò “Liori è moroso, deve restituire i terreni”. Antonangelo Liori non pagò mai il canone d’affitto al Comune sanvitese. Nell’articolo si legge che «l’azienda di Pula (la Star Plant n.d.r.) avrebbe dovuto compiere lavori di ripristino, con la promessa – sbandierata dal sindaco in consiglio comunale – di decine di posti di lavoro. In realtà non s’è visto nulla e la Star Plant ha dimenticato di pagare anche il canone d’affitto irrisorio, stabilito a suo tempo. Forse – ma è solo un’ipotesi – perché nel frattempo è sfumato il finanziamento Fio di cinque miliardi e 810 milioni che l’azienda avrebbe dovuto gestire per conto del Comune proprio su quell’area».

Nicola Grauso, noto Niky, nato a Cagliari nel 1949, è uno dei personaggi che spicca dai documenti riguardanti l’affare dei terreni sarrabesi. Si laurea nel 1975 in giurisprudenza. Fondatore di Radiolina e Videolina negli anni ’70, ha creato dal nulla il suo impero editoriale, che raggiunge il suo punto massimo con l’acquisto de “L’Unione Sarda”. Negli anni ’90 fonda Video On Line, il primo internet provider d’Italia, che sarà costretto a cedere alla Telecom. L’impero editoriale di Grauso va lentamente in frantumi quando tenta di rilevare la Cartiera di Arbatax. Il crack coinvolse anche l’Unione Sarda, che venne rilevata da Sergio Zuncheddu, insieme alle emittenti Radiolina e Videolina.

Nicola “Niki” Grauso

Angelo Francesco Monni, classe 1943, è un imprenditore nuorese. Ex amministratore del complesso turistico Chia Laguna. «La vicenda ruota intorno a lui, alla sua ansia di incassare – scrisse Mauro Lissia nel 1998 – denaro pubblico, alla sua palese inconsistenza finanziaria».


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IL PUNTO DI VISTA

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MURAVERA Parrocchia. Il punto sui lavori al cantiere di “Cunventu” dove la costruzione sta prendendo forma

La nuova chiesa comincia a crescere il tempio sarà finito entro il 2012 Come a più riprese abbiamo segnalato nelle precedenti edizioni, portiamo a conoscenza dei nostri lettori, con particolare riferimento a quelli muraveresi, quale sia lo stato d’avanzamento dei lavori della nuova chiesa che sta sorgendo in località Cunventu. Area di progetto e contesto paesaggistico: L’erigendo edificio ecclesiastico rispetto alla posizione dell’abitato di Muravera, si colloca in una posizione periferica in una zona di espansione residenziale di recente edificazione. L’area su cui si sta realizzando l’intervento è ubicata in località “Cunventu” all’interno del verde pubblico della lottizzazione “Di Bella”, la superficie globale di proprietà della Parrocchia San Nicola di Bari in cui sta sorgendo l’edificio parrocchiale è di circa 10.000 mq ed è distinta in catasto al foglio n° 10 Mappale 180. il lotto presenta una forma T con testa allungata e un altimetria media di circa 20 metri sul livello del mare, nel sito di edificazione non è presente vegetazione di pregio, sono presenti a valle del sagrato degli alberi di medio e alto fusto di recente piantumazione. L’intorno urbanistico è completamente edificato con fabbricati aventi dimensioni rilevanti sia per il senso planimetrico che altimetrico, nell’area a valle dell’erigenda chiesa non vi è presenza di edifici in quanto vi è una fascia di rispetto cimiteriale non edificabile. L’accesso al complesso edilizio è previsto dalla Via dell’Erica che consente anche il passaggio delle persone con impedite capacità motorie e dall’area parcheggi in adiacenza alla Via Roma – Statale n° 125. Descrizione dell’intervento e stato di avanzamento dei lavori ad Agosto 2010: A seguito della concessione edilizia n° 1479 del 14 Settembre 2009 si sono iniziati i lavori per la realizzazione della Nuova Chiesa nel mese di aprile 2010. Il fabbricato ad intervento ultimato si presenterà a pianta ovoidale con adiacente cappella feriale di forma trapezoidale, la copertura avrà uno sviluppo curvilineo che ricorda la sembianza di una foglia di ulivo idealmente trasportata dal vento. L’idea da cui è scaturito il presente intervento è stata quella di concepire una struttura “Casa del Popolo di Dio” che in essa si raduna per esprimere il suo statuto battesimale, crismale ed eucaristico. Uno spazio che ide-

I consigli di don Emilio

Impariamo a usare bene lo sguardo per educare meglio i nostri figli

Gli scavi nel sito della nuova chiesa

almente protegga e accolga l’uomo dandogli rifugio e sicurezza. Un monumento che sia visibile e che allo stesso tempo non sia una presenza ingombrante nel contesto urbano, ma anzi è messo in relazione ed entra in dialogo con il resto del territorio. Con tale intervento si è ricercato un nuovo linguaggio espressivo e formale che avvicinasse il luogo di culto alla gente. Si è voluta un’architettura che fosse espressione dei nostri tempi e che contemporaneamente, come serviva in passato, avesse i connotati di una figura spaziale catalizzatrice nel contesto urbano, con un forte significato simbolico religioso. Al sagrato viene dato un ruolo importante in quanto capace di esprimere valori significativi: quello della soglia e dell’accoglienza. Dal punto di vista architettonico il corpo chiesa, l’abitazione del clero, sono caratterizzati dai volumi bassi e dalle superfici estese delle coperture, interrotte solo dallo slancio del campanile. Nella definizione degli spazi interni, si è tenuto conto delle nuove esigenze liturgiche scaturite dal Concilio Vaticano II. L’attenzione progettuale si è orientata sulla liberalizzazione dell’aula sacra, si è messo in evidenza la centralità favorendo la partecipazione dei fedeli all’azione liturgica, si è

cercato di caratterizzare simbolicamente gli altri spazi e gli oggetti liturgici in cui la luce, i materiali, i volumi ne personalizzano e ne esaltano la sacralità. Si è previsto l’uso del legno, della pietra, del rame, elementi fortemente voluti per caratterizzare un complesso nuovo, attraverso materiali con connotazioni tipiche del territorio sardo, elementi antichi che da sempre hanno accompagnato l’uomo nella realizzazione dei propri luoghi di culto. Allo state attuale nell’esecuzione dell’opera si è proceduto all’esecuzione degli scavi, alla realizzazione delle fondazioni con conseguente innalzamento dei muri del locale seminterrato e di fondazione nella parte a valle. A breve verranno realizzati il solaio del locale seminterrato e la platea per le murature del piano terra. L’alta professionalità e l’entusiasmo degli addetti ai lavori: impresa appaltatrice, progettisti e Direzione Lavori con i vari collaboratori, la presenza costante in cantiere anche del Parroco Don Emilio Manca, stanno consentendo la buona esecuzione e lo svolgimento regolare dell’opera, con soddisfazione da parte della Curia sull’andamento dei lavori. Si prevede l’ultimazione dell’opera entro il 2012 come fissato dal Capitolato.

Gentilissimi genitori... Il desiderio di vedere la vostra famiglia serena, mi spinge a farvi pervenire questa lettera. Dopo aver detto che educare è “seminare”, “aspettare”, “fare famiglia”, in questo mese diciamo che educare è “guardare i figli”. Ormai è diventata classica questa preghiera di un bambino: «Signore, fammi diventare un televisore, così mamma e papà mi guarderanno un pò di più!». Il bambino vuole i nostri occhi! «Guarda, mamma, che bel disegno ho fatto!». «Guarda, papà, come vado bene il bicicletta!». «Guarda, nonna, la maglietta nuova!»... «Guarda!». Tutti i figli amano essere guardati. Persino gli adolescenti che sembrano così sicuri e indipendenti. Che cosa sono i tatuaggi, il piercing, le tante cure del look, talora molto strane, se non un’invocazione: “Guardateci!”. Ebbene, guardiamo i figli! Il contatto visivo è una straordinaria via educativa. Ne volete le prove? Eccole, molto in breve. Lo sguardo soddisfa i bisogni emotivi del figlio. Con lo sguardo, infatti, si comunica amore. Guardare uno è come dirgli: «Tu esisti per me! Tu sei entrato nei miei pensieri, nei miei affetti». Nei campi di concentramento tedeschi, era severamente proibito ai prigionieri di guardare negli occhi i loro carcerieri, perchè questi avrebbero potuto intenerirsi. Lo sguardo dà valore ai figli. Essere guardato significa essere considerato. Non essere guardato, significa essere abbandonato, figlio di nessuno. E’ lo sguardo che, molto più che non i regali e i denari, dà al figlio la certezza di essere qualcuno. Certo è che se guardassimo i figli, almeno quanto guardiamo il bagno o l’automobile, avremo meno ragazzi tristi, meno ragazzi infelici, delusi della vita.

Gli occhi comunicano tutto, o quasi, di noi. Lo sguardo comunica interesse, attenzione, tristezza, rimprovero, approvazione... mille messaggi che il piccolo capta al volo. È straordinario, ad esempio, il potere che ha sul bambino lo sguardo caldo e buono di un insegnante: tale sguardo contribuisce a far aumentare l’impegno e a far capire meglio e prima ciò che l’insegnante dice. È provato che i bambini memorizzano più facilmente le fiabe se vengono narrate guardandoli negli occhi. Dunque, guardiamo i figli. La cosa non è semplicissima. Vi sono infatti, vari modi sbagliati di guardare. Vi è lo sguardo poliziesco che fulmina con gli occhi. Vi è lo sguardo indifferente: è lo sguardo peggiore tra tutti. L’indifferenza è insopportabile al figlio: gli gela il cuore. Vi sono, invece, sguardi buoni. Uno di essi è lo sguardo generoso che vede nel figlio ciò che altri non vedono. Un altro sguardo buono è lo sguardo ottimista che vede nel figlio ciò che c’è e non ciò che manca. Terzo sguardo buono è quello di chi guarda il figlio con occhi sempre nuovi. Il figlio cresce e cambia: ad un certo momento dobbiamo cambiare gli occhiali ed accorgerci che non è più bambino, ma adolescente, ma giovane, è trarre le conseguenze nel nostro modo di parlargli e di trattarlo. Cari genitori guardare i vostri figli? Purtroppo oggi sta scomparendo il contatto più semplice e più umano. Altri contatti, più freddi e impersonali, stanno prendendo il sopravvento: il telefono, il telefonino, internet, e-mail, fax... E così stiamo smarrendo il contatto visivo. È un vero peccato! Priviamo i figli di uno dei doni più preziosi che possiamo fare loro: i nostri occhi. A risentirci il prossimo mese. Con cordialità! Don Emilio


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Iniziative. Un locale è stato messo a disposizione dal Comune per le attività istituzionali

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La notizia

Tutti i segreti del sapere femminile

Strada Mara Burcei, fondato L’associazione “Donne creative” è attiva in paese dal 2008 il comitato di Francesco Monni Operano sul territorio ormai da due anni, e hanno all'attivo varie mostre ed esposizioni in paese. Si chiamano “donne creative”, e fanno parte di un' associazione nata con l'intento di sviluppare, esporre e rendere noto al pubblico, il vasto sapere delle donne, che si esprime nei lavori che ogni volta portano nelle loro mostre riscuotendo sempre un grande successo. Fondata nel 2008 su impulso dell'Assessorato alle Politiche Sociali in collaborazione con la Federazione Provinciale delle A.C.L.I., rappresenta oggi una prova del potenziale femminile a Burcei che viene portato finalmente alla luce, uscendo dalle case nelle quali gioco forza era relegato tra i semplici doveri domestici, per trovare legittimazione e apprezzamento anche tra il pubblico. Abbiamo fatto una chiacchierata con alcune rappresentanti dell'Associazione, tra le quali la Presidente Angela Cardia e la Segretaria Lidia Sanna. Innanzitutto, qual'è lo scopo dell'Associazione? In realtà non si può parlare di un

solo scopo: l' Associazione promuove vari tipi d'attività, che tendono a esprimere quel sapere femminile che troppe volte rimane anonimo, e far conoscere e apprezzare un potenziale artistico che tante donne possiedono, ma non hanno mai avuto la possibilità di esprimere, vuoi per mancanza di strutture e organizzazione adeguata, vuoi per mancanza di tempo. Da chi è composta l'Associazione? Da donne oltre i 30 anni. Ognuna porta la sua esperienza su un campo specifico: che sia cucina, cucito, pittura, e la condivide con le altre. E' un momento di crescita, condivisione e trasmissione di esperienza, ma soprattutto di aggregazione e socializzazione per tutte le donne che,

soprattutto in un paese come il nostro, non hanno strutture adeguate per riunirsi ed esprimersi. Quali sono stati gli eventi che avete organizzato? Abbiamo partecipato a diverse Sagre e mostre con lavori di decoupage, cucito, cucina: abbiamo cercato di proporre quelle che sono le varie attività delle nostre associate. Quali problemi avete dovuto superare? Sostanzialmente quelli tipici per tutte le associazioni in paese, ovvero la mancanza di spazi adeguati. Fortunatamente da un pò di tempo abbiamo un locale messo a disposizione dal Comune che si è accollato i costi dell'affitto permettendoci di operare con maggiore serenità. Come sono stati accolti i vostri lavori? Abbiamo sempre avuto grande apprezzamento. Senza peccare di presunzione, possiamo affermare che ogni volta che abbiamo esposto le nostre creazioni, i visitatori hanno sempre mostrato un grande interesse. Chi visita le vostre mostre: c' è un pubblico in particolare che si appassiona maggiormente alle vostre creazioni?

A noi si avvicinano tutte le persone indistintamente, abbiamo sempre avuto una partecipazione variegata. Ci fa particolarmente piacere notare che i giovani apprezzano quanto facciamo, che facciano domande, e che vogliano sapere tutto sui nostri lavori. Progetti per il futuro? Continuare nel percorso già iniziato e ampliare le nostre iniziative, come ad esempio la formazione continua con corsi di computer ed altre iniziative che proporremo prossimamente. Le donne a Burcei hanno quindi uno spazio dove poter esprimere tutto il loro genio e creatività tipiche del mondo femminile. Costrette dal ruolo di madre e moglie a rinunciare ai loro talenti, con questa iniziativa possono avere finalmente uno spazio di crescita e condivisione, e proporre anche all'esterno tutto ciò che in molti casi, rimane una dimensione privata. Vederle all'opera significa riappropriarsi di una parte di esperienza che ognuno di noi nei propri paesi ha vissuto, e ammirare vere e proprie opere d' arte che passavano sotto occhi distrattamente ma che, grazie alle “donne creative”, assurgono al livello di dignità e rispetto loro dovuto.

Nasce il comitato per la realizzazione della nuova Strada Provinciale Burcei-Maracalagonis. Su iniziativa del Consigliere Provinciale Vittorio Monni, infatti, si sta già lavorando per creare un Comitato che, nelle intenzioni del gruppo promotore, dovrà avere carattere apolitico. L’auspicio è che del Comitato facciano parte i rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni, delle categorie produttive ed i cittadini interessati alla realizzazione di questa importante arteria. (f.m.)

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Maloccu. Il «Sardegna summer boogie 2010» interrotto prima della chiusura prevista per il 3 settembre

Paracadute maledetto, l’inchiesta continua posti i sigilli a una parte dell’aviosuperficie di Sabina Sestu Le urla di terrore del paracadutista di Milano hanno commosso tutti. Ma si è trattato di una pura disgrazia. Il paracadute di emergenza di Ambrosio Baseggio , 34 anni, si è inesorabilmente impigliato su quello del compagno Stefano Guerra, trentasettenne di Sondrio. In tanti sono stati testimoni della tragedia. L’ingegnere milanese è caduto in picchiata, mentre il suo compagno di avventura è regolarmente atterrato. Appena il giorno prima aveva perso la vita il caporal maggiore Alessio Rais di Cagliari, che si era schiantato sulla spiaggia di Piscina Rei. Tragedie agghiaccianti che sono state attentamente vagliate dai carabinieri di San Vito capitanate da Federico Loiacono. Le registrazioni delle telecamere dei due paracadutisti lombardi darebbero riscontri positivi alla tesi dell’accidentalità. Il caso è finito sulla scrivania del giudice Paolo De Angelis che ha disposto,

Le immagini della doppia tragedia che ha sconvolto il Sarrabus ed il mondo dei paracadutisti il 14 ed il 15 agosto. In alto da sinistra Alessio Rais, il secondo Ambrogio Baseggio. Il primo è morto dopo aver battuto la testa sul suolo nonostante fosse riuscito ad attivare il paracadute d’emergenza. Il secondo si è schiantato senza che il paracadute si aprisse. In seguito al doppio incidente mortale la zona di Maloccu che ospitava questa manifestazione è stata posta sotto sequestro.

come atto dovuto, il sequestro di una parte dell’aviosuperficie di Maloccu. L’area che ospitava lo stage di paracadutismo è ora chiusa con i sigilli, in attesa di far chiarezza sui due incidenti.

Entrambe le vittime stavano partecipando al raduno nazionale «Sardegna summer boogie 2010», organizzato da Skydive Sardegna. La manifestazione, iniziata il 3

babilmente potrà avere l’effetto di allontanare tanti sardi da questo sport. La vox populi, infatti, si chiede se si è trattato di imperizia o di tragica fatalità, ma in entrambi i casi la paura che si è scatenata attorno al mondo del paracadutismo si è fatta palpabile. È colpa dell’organizzazione che non ha controllato attentamente i paracaduti o sono state lanciate in volo persone inesperte? Le chiacchiere attorno a queste morti improvvise si sono susseguite nelle settimane appena trascorse. Argomento di conversazione sotto gli ombrelloni di questa estate rovente.

Foto A. Bulla

agosto e che si sarebbe dovuta terminare il 3 settembre, era nata con l’intento di far conoscere il paracadutismo in Sardegna. Visti i due tragici incidenti l’iniziativa di Skydive Sardegna pro-

Due tragedie nel giro di 24 ore: solo una tragica fatalità? Indagano i giudici della Procura della Repubblica di Cagliari


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La notizia. Guasti e disfunzioni proprio nel bel mezzo della stagione estiva

«Abbanoa, ancora troppi disagi» La protesta del sindaco di Muravera Continua a perdurare a Muravera, soprattutto nella località turistica di Costa Rei, il grave disagio nella gestione del servizio idrico fognario da parte di Abbanoa. «In questo momento così delicato per quanto riguarda l’economia del nostro territorio, data la numerosa affluenza turistica presso le località marittime – ha spiegato il sindaco Marco Fanni è inaudito che un servizio importante come quello idrico, possa presentare così importanti elementi di inefficienza. Si verifica ancora una volta la mancanza di tempestività soprattutto in occasione dei guasti agli impianti di pompaggio. Ribadiamo la necessità di presidi in grado di garantire il rilevamento dei guasti ed il tempestivo intervento. È ovvio che il ritardo in una delle fasi non può che avere gravissime ripercussioni su un sistema che in questo periodo funziona ai limiti e che in caso di guasti genera disservizi a catena difficili da recuperare». Alla carenza idrica l’utente può sopperire con le proprie riserve, ma è ovvio che in caso di man-

canza di approvvigionamento così prolungata risulta anche questa una soluzione inutile. E la mancanza d’acqua genera reazioni difficilmente arginabili.

«Stiamo raccogliendo – ha dichiarato il Sindaco Marco Fanni, la rabbia dei cittadini e degli imprenditori che chiedono con insistenza che il Comune

verifichi la possibilità di rivisitare i rapporti in convenzione con Abbanoa, legata anche alle difficoltà già segnalate di un rapporto burocratico-amministrativo con un Ente che non è in grado di aprire il proprio ufficio per più di 4 ore alla settimana, in una sola mattinata, per un’utenza che abbraccia tutto il Sarrabus Gerrei, o che trascura le importanti regole di copianificazione nella gestione della rete». «Non vogliamo subire passivamente – ha concluso il sindaco - le conseguenze di questa gestione. Siamo disposti a condividere le responsabilità solo se coinvolti negli aspetti decisionali e di programmazione. Raccogliamo inoltre le segnalazioni dei cittadini per i miasmi provenienti dalle stazioni di rilancio fognario distribuite nel territorio e soprattutto per quelle a ridosso delle abitazioni o attività commerciali. Attendiamo importanti segnali di disponibilità e di interesse per un territorio che vuole crescere e che rivendica una maggiore attenzione per i servizi essenziali che devono essere alla base di un importante progetto di sviluppo».

Sanità. Riunione all’Unione dei Comuni per fare il punto sul nosocomio sarrabese

Il sindaco Marco Fanni alla Regione: «Vogliamo avere un ruolo maggiore nel futuro dell’ospedale di Muravera L'ospedale di Muravera potrebbe rischiare di perdere qualche importante servizio come quello di ginecologia. “grazie” al patto di Buongoverno del Servizio Sanitario che dovrà essere pianificato dalla Regione. I sindaci del Sarrabus non ci stanno e chiedono di essere coinvolti in queste scelte. Lo hanno sollecitato durante un vertice al quale erano presenti Patrizio Buccelli (San Vito), Marco Fanni (Muravera), Quintino Sollai (Castiadas), Gianfranco Piu (Villaputzu), Tore Sanna (Villasimius). I primi cittadini hanno firmato un documento esprimendo serie preoccupazioni per la garanzia dei servizi essenziali e di quelli legati alle emergenze per un territorio distante da Cagliari e interessato di importanti flussi turistici.I sindaci del Sarrabus hanno anche espresso la contrarietà a ipotesi di chiusura dei servizi esistenti senza la prospettiva di valide alternative.

Vogliono essere vicini ai cittadini in maniera unitaria e pronti a fronteggiare e difendere in tutti i modi il San Marcellino, snodo fondamentale per l'intero territorio e per la tutela della salute delle migliaia di cittadini e turisti che gravitano intorno al presidio. I sindaci dichiarano anche la propria disponibilità a partecipare ad un processo concordato affinchè si possa procedere al riconoscimento di forme di risparmio nella sanità e che la razionalizzazione si possa ottenere anche attraverso il decentramento dei servizi, in particolare attraverso il rafforzamento dei presidi di emergenza. Per questo gli amministratori locali chiedono un incontro urgente all'assessore regionale alla Sanità e alla direzione generale dell'ASL 8 Cagliari per avere chiarimenti e garanzie sugli sviluppi futuri del Presidio ospedaliero del San Marcellino di Muravera.Un ospedale che non può di certo essere smantel-

L’ospedale San Marcellino di Muravera

lato in nessuno dei servizi attuali proprio per la posizione geografica che il nosocomio vanta in un territorio che in estate ospita centomila presenze ma che ha la sua importanza anche negli altri mesi dell'anno.

«Noi - dice il sindaco di Muravera, Marco Fanni, vogliamo avere un ruolo in questo futuro. Nelle scorse settimane è stato potenziato il Poliambulatorio. Va bene anche questo. Ma noi continuiamo a guardare con attenzione al nostro ospedale».

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IN BREVE

Assemblea della Pro-Loco del paese È fissata per il prossimo 10 settembre l’Assemblea generale straordinaria della Pro-Loco di Muravera. La riunione è fissata alle 15 (prima convocazione) e alle 16 (seconda convocazione). L’obiettivo è eleggere un componente del Consiglio d’Ammistrazione.

Mostra di Liliana Cao al museo Il Museo Comunale Donna Francesca Sanna Sulis ospita la mostra antologica “Memorial de isla negra” di Liliana Cano. Sarà visitabile sino al 15 Settembre. In mostra 60 acquerelli . Il museo sarà aperto dal martedì alla domenica dalle 21.30 alle 23.30 ed il lunedì dalle 10.30 alle 12.30.

Un tavolo tematico su scuola e dintorni in municipio "Scuola. Progetti e proposte". È il tema di un tavolo tematico in programma mercoledì 30 settembre alle ore 15.30 presso la sala consiliare del Comune di Muravera. Al simposio prenderanno parte il sindaco Marco Fanni e l’assessore alla Pubblica Istruzione, Noemi Manca. Il tavolo tematico è aperto a tutti i cittadini che a vario titolo siano coinvolti nel sistema scolastico (alunni, genitori, insegnanti, ecc.) che vogliano confrontarsi sul tema scuola per mettere in luce le criticità e offrire il proprio contributo per una programmazione condivisa. Questi i temi trattati nel corso dell’incontro promosso dal Comune: interventi sugli edifici scolastici, servizi trasporto e mensa, attività extrascolastiche, potenziamento dell’offerta formativa, e, infine, i tirocini Comunali.


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La cerimonia. Numerosi fedeli hanno preso parte alla Messa per ringraziare don Elvio Puddu per la sua opera lunga otto anni

Commozione per l’arriverderci a “don Elvis” San Vito si prepara a salutare il nuovo parroco di Stefano Galdi Sono stati momenti di intensa commozione per tutta la comunità sanvitese, quando lo scorso 29 Agosto, don Elvio Puddu, ha celebrato la Messa di saluto e ringraziamento a conclusione del suo mandato pastorale durato ben otto anni. La celebrazione è stata caratterizzata da momenti di emozione di don Elvio e dei fedeli. Il vicario parrocchiale don Giordano Podda, ha concelebrato la funzione religiosa. Presenti il diacono don Marco Puddu che riceverà l’ordinazione sacerdotale il prossimo 11 settembre presso la basilica di Bonaria a Cagliari, il gruppo dei chierichetti, l’Amministrazione Comunale di San Vito con il Sindaco, i Comitati religiosi, le Associazioni di Volontariato, ma soprattutto tanta gente, che ha affollato la chiesa sino al sagrato. Il sindaco di San Vito, Patrizio Buccelli, è intervenuto per porgere ufficialmente i saluti al parroco di San Vito, rivolgendogli quelle stesse parole espresse al suo ingresso

Il parroco uscente don Elvio Puddu verrà sostituito da don Roberto Maccioni

in quella Comunità, avvenuto nel 2002. Lo definì Sacerdote e uomo carico di umanità, carità e amore. Durante il suo intervento Buccelli ha paragonato San Vito all’opera letteraria di Cesare Pavese “La luna e il falò”, su come durante la sua permanenza, don Elvio abbia curato i sentimenti della memoria, con riti e tradizioni dal sapore antico.

Alberto Cuccu, portavoce del gruppo ANSPI, ha ringraziato apertamente, menzionando la parabola del seminatore, su come il caro “Elvis”, come scherzosamente viene chiamato l'ormai ex parroco di San Vito, abbia instaurato un rapporto di amicizia e fratellanza. Nuccia Mocco, ha espresso invece con il cuore carico di emozione e

sentimento, il grazie a nome del gruppo degli insegnanti di catechismo, delle ministre e di tutti gli ammalati. Da parte sua don Elvio ha ricordato i 204 bambini battezzati, e i 260 ragazzi introdotti ai sacramenti della confessione, Eucaristia e Cresima, le 88 coppie unite in matrimonio e i 370 funerali. L'ex

parroco ha anche ringraziato don Giordano, per averlo sempre sostenuto, anche nei momenti di intensa difficoltà. Ma don Elvio, non ha tralasciato il pensiero ai sacerdoti che lo hanno preceduto: “In ognuno di loro – ha detto - dobbiamo riporre il nostro grazie per il bene che hanno fatto per la comunità Sanvitese, come ad esempio per la geniale intuizione di un sacerdote che ha voluto erigere l’oratorio parrocchiale”. Il parroco uscente ha concluso con una raccomandazione rivolta a tutti i fedeli per l’arrivo del suo successore, don Roberto Maccioni, previsto per il prossimo 9 Settembre, che avverrà alla presenza dell’Arcivescovo di Cagliari. «Vi lascio nelle mani di un giovane sacerdote – ha detto don Elvio - non un erede, ma un chiamato dal Signore, non la copia del Parroco che va via, ma avrà un cuore, un’intelligenza sua per perseguire il fine più alto del suo ministero sacerdotale: salvare le anime, perché ha aggiunto Gesù è la via, la verità e la vita».

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Il caso. Allarme per il decesso di una bagnante a Porto Tramatzu

CuriositĂ . Ha combattuto nel secondo conflitto mondiale

Una morte improvvisa scatena la psicosi medusa

ÂŤNon perdete la speranzaÂť la lezione del neo-centenario del paese Vincenzo Meloni

Sicuramente non ci teneva Maria Furcas, 69 di San Nicolò Gerrei, a diventare un caso unico nel Mediterraneo. Ma lo è divenuta. A ucciderla è stato uno shock anafilattico dovuto a una puntura di medusa. E ora Porto Tramatzu, spiaggia in cui è avvenuta la tragedia, è sotto attento esame da parte degli studiosi. Quello della Furcas è, infatti, il primo decesso registrato in seguito alla puntura di meduse. A quanto sembra questi splendidi animali marini, tutti urticanti, sono diventati abbondanti negli ultimi anni nelle coste di tutto il Mediterraneo. E le coste della Sardegna sud orientale ne sono infestate soprattutto a causa della scarsa presenza di cetacei, pesci palla e tartarughe marine che sono i principali predatori. E nel frattempo nella costa villaputzese è divampata una sorta di psicosi da medusa che ha esortato i bagnanti a eseguire un attento esame del tratto di mare scelto per la balneazione. Ma la morte della maestra elementare in pensione ha avuto risalto anche a livello nazionale, infatti la notizia è stata ripresa da numerosi quotidiani

Maria Furcas

e telegiornali italiani. Gli esperti nel mentre cercano di capire se la Furcas sia stata vittima della caravella portoghese, mortale, sconosciuta finora in molte aree del Mediterraneo. I soli casi registrati della presenza di questo pericoloso animale si trovano in Spagna, dove le autorità si sono trovate costrette a chiudere alla balneazione interi tratti di costa. Le meduse nel Mediterraneo di solito non uccidono – ha affermato la dottores-

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sa Maria De Giacomo, tossicologa del Centro antiveleni del Policlinico Gemelli di Roma - questo potrebbe essere il primo caso di cui abbiamo notizia in questi ultimi decenni. Domenico Schiavino, allergologo del Policlinico Gemelli, spiega che circa lo 0,5 per cento della popolazione italiana può essere esposto a reazioni da contatto con meduse particolarmente violente, fino alla morte – ha spiegato l’esperto - questi contatti mettono in moto l' istamina, una sostanza che rende alcune persone piÚ sensibili di altre al contatto con agenti urticanti. Ora la Physalia Physalis, nota anche come la Caravella portoghese, che è stata avvistata in formazione all' inizio dell' estate sulle coste della Murcia, in Spagna, è sotto attenta analisi degli esperti italiani. Ma non è giusto fare inutili allarmismi, dice il professor   Ferdinando Boero, capo del progetto di avvistamento "Occhio alla medusa": Specie d' estate sono molto frequenti anche le punture di ape o di calabrone, ma non è che per questo uno non va piÚ in campagna. (sa.se.)

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Vincenzo Meloni con il sindaco Gianfranco Piu

Non perdete mai la speranza, perchÊ il domani è sempre migliore. Ad affermarlo, il giorno del suo centesimo compleanno, il 22 agosto scorso, è stato Vincenzo Meloni. E se non ha perso lui la speranza sul domani bisogna proprio credergli. Reduce della seconda guerra mondiale, ha combattuto in Russia e in Africa e ha partecipato alla campagna di Albania e Polonia (Cracovia). Una vita movimentata la sua, vissuta con determinazione ed entusiasmo. Da civile è stato dipendente della Biblioteca Universitaria di Cagliari. Sei figli, nove

nipoti e tre pronipoti, Vincenzo Meloni dispensa a tutti aneddoti e ottimismo. Il sindaco Gianfranco Piu gli ha consegnato una targa per il felice anniversario come riconoscimento della ricchezza che l’esperienza di vita del neo-centenario regala a tutta la comunità . Essendo il quinto che nell’ultimo biennio ha varcato la soglia dei cento anni a Villaputzu, il primo cittadino ha proclamato orgoglioso che i nostri centenari rappresentano una grande risorsa per tutti noi perchÊ la loro saggezza, il loro vissuto e la loro umiltà sono la continuità della vita. (sa.se.)

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I dati. 500 grandi panfili nello scalo contro i 354 dello scorso anno

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Spettacolo. Successo per la rassegna musicale

Un 2010 di buoni risultati Vola “Kunzertus” porto raddoppia i transiti show degli Alma SOLIDARIETÀ

Serenella non ce l’ha fatta

Gli Almamediterranea

Il porto di Villasimius

Il nuovo percorso di gestione intrapreso dal porto turistico di Villasimius pare assicurare per l’anno 2010 tuttora in corso risultati positivi. Nonostante la crisi nella liquidità e negli investimenti che ancora coinvolge l’economia nazionale il Porto conferma la sua controtendenza, raddoppiando il numero dei transiti rispetto a quelli registrati nel 2009. Da rilevare, in particolar modo, il notevole incremento dei grandi panfili, registrati in un numero di circa 500 contro i 354 dello scorso anno. Sono incrementati anche i contratti stanziali, come dimostra l’aumento intervenuto tra le 80 unità del mese di giugno 2008 e il considerevole traguardo di 505 unità registrato nell’estate 2010. Ha evidentemente premiato la politica delle tariffe agevolate a favore di chi sceglie il Porto come base e l’offerta ancor più diversificata di nuovi servizi. Quest'anno sono infatti stati attivati il servizio di meteo a domicilio e quello, apprezzatissimo, di courtesy car. Con il primo servizio tutti gli utenti vengono informati via sms in caso di condizioni di tempo avverse mentre per i megayachts si rende disponibi-

le, in forma gratuita, un’elegante berlina di fascia medio-alta. Per rendere la sosta in porto ancor più confortevole e attrattiva il nuovo piano di attività sarà implementato con il potenziamento del centro commerciale e l'apertura di nuovi esercizi. Obiettivo di essenziale rilevanza dell’Amministrazione comunale è, di fatto, il consolidamento nella connessione tra il traffico di imbarcazioni e diportisti nel porto turistico e l’indotto economico generato direttamente nel centro urbano. Per questa finalità il Comune sostiene o favorisce a vario titolo gli indispensabili servizi di mobilità effettuati attraverso navetta, affinando nello stesso tempo l’immagine di Villasimius attraverso una sua consistente promozione anche verso i segmenti medio-alti della domanda turistica. In questo senso, l’offerta di ricreatività serale e notturna presso l’approdo, la ristorazione di qualità nello stesso porto turistico e la puntuale comunicazione di attrazioni, attività e servizi nel centro urbano contribuiscono positivamente a ottimizzare le potenzialità di sistema dell’intera rete produttiva del territorio.

Serenella Loi non ce l’ha fatta. La giovane mamma di Villasimius affetta da una rara malattia stava per partire per il viaggio della speranza negli Stati Uniti, reso possibile grazie alla solidarietà della comunità di Villasimius. I cittadini, in prima fila il Comune e la parrocchia, avevano costituito il comitato “Pro Serenella” che era riuscito a raccogliere la cifra necessaria per permettere alla giovane donna di accedere oltre oceano a cure che in Italia sembrano essere sconosciute. Un duro colpo per la famiglia che però non si arrende e vuole continuare la battaglia stavolta in favore di altre persone affette da malattie rare impossibili da curare in Italia. L’idea è quella di costiture un’associazione Onlus composta dai rappresentanti della parrocchia, del comune di Villasimius, del comitato “Pro Serenella” e da consulenti medici specializzati con specifiche finalità di informazione, assistenza e aiuto umanitario a chi dovesse avere bisogno in caso di gravi problemi di salute. Ulteriori informazioni possono essere richieste ad Enrico Vargiolu al numero 3389848529.

Su iniziativa di Andrea Massa, consigliere comunale alle Attività culturali, il Comune di Villasimius ha organizzato tra 2 agosto e 1 settembre eventi di elevatissimo significato artistico, tra loro organicamente connessi dalla proposizione esplicita del patrimonio musicale, culturale e simbolico della Sardegna e del Mediterraneo meridionale. Il ciclo di serate ha proposto l’esposizione “Kunzertus” dedicata alle launeddas e curata dal musicista e ricercatore Roberto Corona, la rappresentazione in notturna dei Mamuthones e Issohadores dell’Associazione Pro loco di Mamoiada, l’energica musica etnica degli Almamediterranea e il tribal jazz di Roberto Deidda. Se Kunzertus ha consentito di valutare l’eccezionale maestria dei costruttori di launeddas, con la serata di Mamuthones e Issohadores Villasimius ha invece ospitato una delle rappresentazioni più misteriose, impressionanti e suggestive dei rituali ancestrali collettivi dell'intera regione del Mediterraneo. L’applauditissimo concerto degli Almamediterranea, con il gruppo in prima assoluta a Villasimius, ha trattenuto il pubblico ben oltre la mez-

zanotte, circostanza non consueta per una piazza nella quale le presenze turistiche di gruppi familiari raramente possono accompagnare gli eventi di spettacolo sino alla loro conclusione. Gli Alma hanno esibito il loro migliore repertorio, trasportando gli spettatori ai quattro punti cardinali del Mediterraneo e dialogando con loro sulle contaminazioni delle tradizioni musicali, conseguenti alle incessanti migrazioni dei popoli attraverso il grande mare comune. Il progetto “Acustica” presentato da Roberto Deidda rappresenta infine una raffinata e rara sperimentazione di chitarra e batteria su ritmi e strutture musicali sarde e nordafricane, in una particolarissima serata che trova nel tribal jazz e nelle sue forme imperfette e asimmetriche la sua migliore chiave di lettura. L’amministrazione comunale, nel ringraziare tutti gli artisti per la pregevole qualità degli spettacoli, considera con naturale soddisfazione la piena riuscita della propria iniziativa, testimoniata dalla grande partecipazione del pubblico alle serate e dagli apprezzati riconoscimenti espressi da visitatori e residenti.

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La protesta. La decisione dell’amministrazione comunale scatena la rabbia degli allevatori che minacciano azioni legali

1350 ettari di terreni comunali all’Ente Foreste a San Nicolò Gerrei guerra fra Comune e pastori Il Comune di San Nicolò Gerrei cederà all'Ente foreste, per trent'anni, 1350 ettari dei 3600 oggi sottoposti agli usi civici. Una decisione che però i pastori contestano minacciando una battaglia legale. Alcuni di loro, infatti, si sono rivolti all'avvocato Domenico Alessandrini di Quartu, che ha scritto al sindaco Silvestro Furcas e all'assessore Adriano Lecca per chiedere chiarimenti sulla sorte dei terreni e un incontro urgente per conoscere i contenuti reali delle decisioni prese dalla Giunta. «Non vogliamo togliere le terre ai pastori - ha spiegato il primo cittadino - vogliamo soltanto razionalizzare lo sfruttamento dei nostri territori pubblici. Il demanio comunale sin dall'inizio era ripartito tra agricoltori e pastori. In effetti parte di quelle terre mai lavorate dai contadini finirono per essere sfruttate dagli allevatori. Ebbene, noi oggi vogliamo ripartirlo tra i due comparti, mettendone a

SILIUS

Premi per poesia in campidanese

Il municipio di San Nicolò Gerrei

disposizione una quota all'Ente foreste della Regione. Gli allevatori continueranno a usare i loro terreni, per questo la polemica, credo, non abbia alcuna ragione d'esistere. Tra l'altro non abbiamo mai lavorato nell'ombra visto che le scelte di un'amministrazione sono chia-

re, pubbliche. Non decisioni di un sindaco ma scelte collegiali». Stando alle cifre, i pastori sfruttano attualmente 1719 ettari di territorio su 3600, mentre una parte è stata data in uso, per 30 anni a una cooperativa che gestisce un agrituri-

smo. «All'ente foreste – ha concluso Furcas - vogliamo cedere 1.340 ettari per il rimboschimento e la forestazione che potrà garantire occupazione, posti di lavoro che in una zona come la nostra sono di estrema importanza».

Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori della XVII edizione del premio di poesia in lingua sarda campidanese “Città di Silius, in onore di santa Barbara” che è stata organizzata dalla pro loco presieduta da Salvatore Lallai col patrocinio e il contributo del comune, della Provincia e della Regione. Al primo posto per la sezione A (poesia con rima o senza, a tema libero) si è classificato Vincenzo Vargiu di Armungia che ha preceduto Marinella Sestu di Iglesias e Carminetta Orgiana di Uta. Per la sezione B (canzonis a curba e mutetus) la giuria ha ritenuto di non assegnare il primo e il secondo posto. Al terzo posto si è classificato Ignazio Cugia di Dolianova. (Alessandro Bulla)


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Rocce, cinghiali e grotte. La cittadina è una delle mete preferite di chi ama il territorio aspro ed incontaminato

Burcei, paese fra natura e tradizioni Da non perdere la visita ai Sette Fratelli e alle foreste di Tuviois di Francesco Monni Adagiato tra i monti dei Sette Fratelli e Serpeddi, Burcei, con i suoi paesaggi tipicamente montani unici nel Sarrabus, offre al visitatore scenari di rara bellezza dal punto di vista naturalistico, storico ed enogastronomico. Poche le notizie relative alle origini: la tradizione riporta che venne fondato alla fine del 1600 da pastori barbaricini che passarono con le loro greggi per la transumanza e, attratti dall’ abbondanza d’acqua e pascoli, vi si stanziarono, dando vita al primo nucleo stabile di abitanti. Al paese si arriva percorrendo la vecchia statale 125, tra foreste di leccio, querce, ginepro e macchia mediterranea che accompagnano il visitatore fino quasi al centro abitato, accolti da un panorama mozzafiato, che guarda sovrastandolo tutto il golfo di Cagliari, nella località denominata “Santa Barbara” che prende il nome dall’omonima chiesetta campestre eretta nel 1926. Da qui, dopo circa 1 km si arriva al paese, caratterizzato dai tipici murales sardi e dove troviamo la Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria di Monserrato, costruita su pianta ottagonale con la facciata in stile neo classico e impreziosita all’interno da numerosi affreschi degni di una visita per i cultori dell’Arte Sacra. Un viaggio a Burcei non può prescindere da un assaggio dei rinomati e ancora genuini prodotti locali,tra i quali spiccano le ciliegie, famose in tutta l’isola per il loro sapore, e che vedono accorrere

L’effigie di Padre Pio nei pressi della chiesa Parrocchiale

migliaia di visitatori in occasione della sagra organizzata dalla pro loco nel mese di giugno. Sagra che precede quella della capra ai primi di agosto, durante la quale assaporare un altro prodotto tipico e rinomato del paese, magari accompagnato dagli ottimi formaggi e il buon vino, che completano in modo egregio con la loro qualità e genuinità il pranzo nel luogo. Le tradizioni popolari trovano massima espressione nei festeggiamenti in onore della Patrona, Santa Maria di Monserrato nel mese di settembre, e di Santa Barbara nel mese di giugno, caratterizzate da processioni impreziosite dai costumi della tradizione locale, canti religiosi e sfide dialet-

tali, nel solco di una fede ancora viva e vissuta come momento di devozione profonda, dove si rivelano cultura e tradizioni del paese, nelle loro ricche e suggestive manifestazioni. Di grande rilievo storico è la cosiddetta ”Via dell’argento”, complesso montano di piste, lungo 47 km, che collega le miniere attive fino al 1900 nella zona, passaggio tortuoso che attraversa i monti del Sarrabus, attraverso la quale si trasportava il metallo estratto per le successive lavorazioni e vendita. Oggi meta per tanti visitatori affascinati dalla natura aspra che mantiene intatto il ricordo e le suggestioni di quel periodo, nel percorso del distretto metallifero che arrivò a essere uno dei più

importanti d’Europa, contava migliaia di minatori e porta ad un tempo andato ricco di testimonianze ancora presenti nel territorio, alla pari del nuraghe sito in località “S’ome s’orcu” emblema di uomini che hanno vissuto storie lontanissime da noi. Proseguendo nel nostro viaggio, a pochi chilometri dal paese, a sud si trova la meravigliosa foresta dei Sette Fratelli, il cui nome la leggenda popolare vuole derivi dalla trasformazione in roccia di 7 frati, così puniti per le angherie e violenze perpetrate sul territorio. In un contesto unico, meta ideale per escursionisti e amanti della natura, dai suoi 1018 metri domina il sud-est dell’isola. Il fascino del luogo si esalta nei racconti

degli anziani, narranti storie di banditi che nelle grotte, luoghi impervi e inaccessibili, hanno cercato scampo dalle maglie della giustizia, o di uomini pii che nei silenzi e negli anfratti hanno cercato l’unione con l’Assoluto nell’umile abbandono del mondo. Oggi è una foresta demaniale popolata da ricca fauna dove non è raro incontrare cervi, mufloni, cinghiali, con acque purissime e flora tipica della Sardegna, tra paesaggi aspri caratterizzati da rocce granitiche plasmate dal vento, dove abbandonarsi a escursioni immersi nel verde, tra i sentieri che lo attraversano e portano il visitatore a goderne gli angoli più nascosti. Peculiari sono anche le foreste di “Tuviois” sul versante del Serpeddi, caratterizzata da lecci plurisecolari che possono arrivare anche ai 15 metri d’altezza e 1,5 metri di diametro e ricca di fauna come volpi, donnole, cinghiali, sparvieri o astori, e “Brabaisu”, a nord del paese che, con i suoi ontani, forma nell’omonimo fiume che vi scorre, le caratteristiche “foreste a galleria” rendendo uno spettacolo degno da solo di un’escursione. Tra natura, tradizioni, enogastronomia, in un contesto naturale fatto di silenzi e cultura, Burcei si offre come un angolo nascosto di una Sardegna che conserva integri il suo fascino e la sua storia, pronta ad accogliere generosamente il visitatore tra paesaggi, colori e profumi che come una perla preziosa, la mano sapiente del tempo e la saggezza dell’uomo hanno conservato intatti fino ad oggi.


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La scoperta. Da visitare il parco archeologico di Pranu Muttedu

La visita. Il paese è sorto in età mediovale

Goni e i suoi preziosi doni tranquillitĂ e verdi boschi

San Vito, il fascino antico dei suoi vicoli e le palazzine liberty

Un ambiente naturalistico ancora intatto, boschi di lecci  e querce da sughero, vaste zone coperte da una folta macchia mediterranea, una sensazione di meravigliosa tranquillità. Sono questi i primi preziosi doni che Goni, piccolo paese del Gerrei, offre al visitatore, anche a quello piÚ distratto. Arrivare in questo angolo di paradiso non è difficile: la rete viaria della zona è notevolmente migliorata nel corso degli anni. Prima di arrivare al centro abitato, si incontra il Parco archeologico di Pranu Muttedu (Piana dei Mirti). Vasto 17 ettari, Pranu Muttedu, ubicato su uno dei siti piÚ elevati e dal quale si può ammirare gran parte del territorio con una splendida veduta sul lago Mulargia, ospita uno dei

Menhir nelle piane di Goni

piÚ interessanti complessi megalitici della  Sardegna. La località, che occupa  una vasta area e  comprende  numerose tombe  di diversa tipologia, circoli di pietra,  grandi menhir,  pietre con coppelle  scavate, non può essere  considerata una  semplice necropoli  ma un’importante area di culto. La zona archeologica viene visitata, per la sua importanza, da studiosi e turisti provenienti da tutte le parti del mondo. Dal punto di vista naturalistico, il territorio di Goni è caratterizzato da splendide valli, in particolare quella del Flumendosa, secondo corso d'acqua in Sardegna, che separa il territorio comunale dai territori vicini, scorrendo incassato tra due versanti montuosi che con i suoi

specchi d'acqua e le varietà di colorazioni della vegetazione fluviale che mutano con le stagioni, esprime un fascino superbo. Nei boschi intorno al paese è possibile trovare molte varietà di funghi e raccogliere degli ottimi asparagi selvatici.  Crescono spontaneamente anche  moltissimi tipi di  erbe  aromatiche  che danno  all'aria  un inconfondibile profumo di  natura selvaggia,  un posto  ideale per fare delle escursioni e passare una giornata all'aria aperta. Tanti sono i luoghi panoramici ed i piccoli angoli suggestivi e accoglienti per le visite e le passeggiate, un territorio, quello di Goni, che, in definitiva offre una valida alternativa al turismo costiero.

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La chiesetta di San Lussorio situata nel cuore del centro storico di San Vito

San Vito è situato nella zona piÚ interna del Sarrabus, ed è attraversato dal Flumendosa e dal Flumini Uri. Si presume che sia sorto in età medievale. Deve il suo nome al suo santo protettore, al quale è dedicata la chiesa parrocchiale, oggi restaurata. All’interno del paese i vicoli hanno mantenuto il loro fascino antico, mentre la via Nazionale mostra diverse palazzine in stile liberty. Dirigendosi verso Monte Narba, nella località Santa Rosa, è possibile osservare la necropoli, risalente a circa 4000 anni fa: è un complesso di Domus de Janas, tombe ipogeniche scavate nella roccia granitica. Poco distante da Santa Rosa si trova il villaggio minerario, i cui minerali erano famosi in Italia e in tutta Europa per la loro limpidezza e purezza. Il villaggio è ripartito in due zone: nella prima si trovano gli edifici che erano utilizzati per il settore

amministrativo (magazzini, ospedale, uffici), nella seconda le costruzioni per la cura del minerale. Proseguendo lungo la strada sarĂ possibile visitare la Villa del Direttore, chiamata anche Villa Madama. Appartiene a San Vito anche il villaggio rurale di San Priamo, situato lungo la statale 125. Ăˆ abitato da circa cento persone, che vivono quasi totalmente di agricoltura e pastorizia. Nacque dopo la prima guerra mondiale con la costruzione di alcune case, una scuola e una chiesa, composta di due parti, la prima risalente all’XI secolo, e la seconda alla dominazione spagnola: la leggenda vuole che dalla sorgente ubicata nella parte piĂš antica della chiesa sgorgasse un’acqua miracolosa. Sulla statale che conduce verso Cagliari, è possibile anche ammirare il Nuraghe Asoru.

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In viaggio. A Pranu Sanguni sta sorgendo il radiotelescopio

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Tradizioni. I segreti di un’antico strumento

San Basilio, tra pianura e colline Launeddas la musica e la leggenda del drago a 7 teste più antica del mondo È il punto d’incontro fra la pianura, i dolci rilievi della Trexenta e le aspre alture del Gerrei e del Sarrabus. San Basilio, piccolo centro di 1479 abitanti, 415 metri sul livello del mare, ha un territorio caratterizzato da un alternarsi di colline tondeggianti, più elevate verso il Gerrei, che si abbassano gradatamente verso la Trexenta. L’uniformità delle colline è rotta da strade campestri, muretti a secco e campi coltivati, ma si nota il prevalere dei pascoli e dei prati. Il verde è la caratteristica di questo paese, sovrastato da una pineta di 45 ettari, una tra le più vaste della zona. All’interno si trovano spazi adatti per il pic-nic e dei percorsi naturalistici ideali per chi ama camminare in campagna. Nelle giornate particolarmente limpide, dalla pineta si può addirittura ammirare il golfo di Cagliari. All’interno della Pineta sorge la chiesetta di Santa Barbara, patrona dei minatori, costruita nel 1973. Ai confini del territorio, in prossimità di Sant' Andrea Frius, si trova l’altopiano di Pranu Sanguini. Qui, si dice, fosse avvenuta la lotta tra San Giorgio e un drago a sette teste. Il sangue del drago

La vallata di Pranu Sanguini

sgorgò in maniera tale da rendere la terra rossa e improduttiva. Effettivamente c'è una larga zona dove non cresce l' erba. Si dice che esista anche una roccia dove è impressa la forma dello zoccolo del cavallo del Santo. Il nome Pranu Sanguini può essere giustificato dal fatto che in questa regione , spesso, sono avvenute delle battaglie tra i Romani e le tribù nuragiche, rifugiate sugli altipiani più alti. Pranu Sanguni, è stato prescelto quale sito per la realizzazione di un radio-telescopio di grandi dimensioni denominato Sardinian Radio Telescope. In località Pitzu Pranu sorge un complesso turistico, comprensivo di sala

convegni, ristorante, pizzeria, bar, discoteca, maneggi, campi da tennis. Quattro le feste del paese: San Basilio, che si celebra il 15 e 16 giugno, San Pietro, il Santo Patrono, il 29 e 30 giugno con riti religiosi e balli in piazza, Sant’Ignazio che non ha data precisa e viene festeggiato con degustazione di formaggi, dolci e vini locali offerti da tutte le persone del posto omonimi del Santo, ai loro compaesani, nella piazza principale. Molto attiva la Pro-Loco, promotrice di iniziative quali mostre fotografiche, di ricamo, di pittura, di prodotti tipici locali e di vari corsi tendenti al recupero di tradizioni ed attività quasi dimenticate.

Le launeddas sono lo strumento più antico del mondo, visto che alcuni ritrovamenti archeologici risalgono addirittura all’età nuragica. Sono costruite con canne palustri tagliate durante il plenilunio del mese di febbraio e lasciate stagionare per almeno tre anni. Lo strumento è composto di tre canne: il basso, su tumbu, è la canna più lunga che è generalmente sezionata in più parti. Fornisce un’unica nota grave ed è privo di fori. La seconda canna, sa mancosa manna, produce le note d’accompagnamento ed è legata al basso in due parti con uno spago impeciato formando così sa croba. Si suona con la mano sinistra tenendo premuto il pollice nella parte sottostante per mantenere il peso ed è fornita di cinque fori rettangolari. La terza canna, sa mancosedda, più corta rispetto alle altre, è libera e produce le note della melodia. All’interno delle tre canne vengono inserite delle ance semplici, is cabitzinas, produttrici del suono. Sulla

seconda e sulla terza canna sono intagliati, a distanze prefissate, alcuni fori per le note musicali. Per accordare lo strumento viene usata la cera d’api: viene posta sopra l’ancia e la quantità determina l’intensità del suono. Purtroppo, o per fortuna, non si diventa suonatori di launeddas in alcuni giorni: talvolta possono occorrere anche dei mesi. Tenacia e passione per questo strumento sono le costanti per divenire privilegiati suonatori di questo affascinante strumento. I segreti riguardanti la realizzazione di questo strumento sono gelosamente conservati dai pochi costruttori e anche i suonatori sono restii a divulgare l’arte di cui sono a conoscenza. I principali tipi di launeddas sono: il punto d’organo, il fiorassio, la mediana, lo spinellu, la fiuda.


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In viaggio. Il paese è una delle capitali del turismo sardo

Profilo. Storia e curiosità sul paese sarrabese

Villasimius, il trionfo del mare un porto e spiagge da sogno

Muravera, la “città” del Sud-est sardo

Villasimius è situata sulla punta del sud-est della Sardegna ed il suo territorio comprende circa 56 chilometri quadrati di territorio, 35 dei quali costituiti da spiagge, calette e isolette vicine alla costa. Dall’inizio del secolo scorso, Villasimius ha visto cambiare la propria economia: da piccola area agro-pastorale si è trasformata in una delle capitali del turismo del sud-Sardegna. Possiede un porto sviluppatissimo situato circa tre chilometri fuori dal centro abitato, una struttura capace di ospitare approssimativamente 800 barche e dotato di locali commerciali e servizi turistici. Degni di nota sono il Museo Archeologico e la Biblioteca Comunale: il primo è sorto per diffondere il patrimonio del territorio portato alla luce da scavi archeologici, la seconda, sita all’interno del Palazzo Civico, conserva un patrimonio librario di ottomila volumi, è fornita di una sala internet e di sezioni speciali dedicate al mare, alla zona, alle lingue straniere. Dal 1996 la Biblioteca è sede del Centro di

Muravera, situata lungo l’Orientale Sarda, è il centro più importante del Sarrabus-Gerrei. Fu dominata dai Pisani fino al 1324, e da allora fu protetta dalla famiglia Carroz, appartenente alla contea di Quirra, fino al 1839, anno in cui i feudi furono aboliti. All’interno del paese è possibile visitare monumenti d’interesse storico: la chiesa di San Nicola del 1400, di stile tardo-gotico e il Portico Petretto del XIX secolo. Sul litorale si ergono la Torre dei Dieci Cavalli, risalente al XVI secolo e quella di Torre Salinas, nate per contrastare le incursioni saracene. Nella marina di San Giovanni non solo sabbia e acqua chiarissima, ma anche l’omonima peschiera, in cui sono allevate decine di specie diverse di pesci, che si possono gustare freschissimi in tutti i ristoranti della zona, un chiosco per rinfrescarsi dopo una partita a beach-volley, un’area per il noleggio dei pedalò. Nella spiaggia di Torre Salinas, incuneata fra gli scogli che la separano dalla località Colostrai, non lontana dalla salina, in cui nidificano per

Una delle tante calette nascoste a Villasimius

documentazione museale. Lungo le coste è possibile intravedere le numerose torri e fortificazioni testimonianza dei pericoli che nei secoli passati arrivavano dal mare: la Torre di San Luigi a Serpentara, la Torre di Porto Giunco nell’isola dei Cavoli, la Fortezza Vecchia, che domina il promontorio granitico di Capo Carbonara. Nel 2000 Villasimius è divenuta sede del secondo parco marino d’Italia, il Parco geomari-

no, esteso lungo tutto il bacino costiero, isole comprese, con diversi gradi di tutela, dove è possibile praticare la pesca sportiva, la fotografia subacquea e la navigazione. Tante possibilità di divertimento grazie ai numerosi locali e discoteche presenti sul lungomare e nei dintorni del paese che offre, nel centro storico, negozi di artigianato locale, gastronomia, gelaterie e boutiques aperti fino a tardi.

alcuni mesi dell’anno splendidi fenicotteri rosa, che trovano qui e nel complesso degli stagni vicini una vera oasi naturale. E ancora, le spiagge di Cristolaxedu e Colostrai, sabbia finissima e sconfinata, e circondate da un’inviolata campagna e da uno specchio d’acqua qual è lo stagno di Colostrai, dove cormorani, fenicotteri, aironi, tuffetti, riposano nei mesi più caldi. Colostrai dal 1989 è un’area protetta dove la pesca è permessa esclusivamente ad una cooperativa di pescatori, che ha salvaguardato nel tempo le specie più rare. La località più conosciuta per le sue spiagge e appartenente a Muravera, è senz’altro Costa Rei, a metà strada fra Muravera e Villasimius. Muravera è dotata di un piccolo ma efficiente ospedale, negozi di ogni tipo, un punto informazioni e una radio locale che diffonde nell’etere la musica dell’estate. Feste e sagre paesane sono numerose durante la stagione estiva. L’isola pedonale nel centro della zona consente passeggiate e shopping in totale tranquillità.


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Castiadas. L’antica colonia penale merita sicuramente una visita

Profilo. I punti di forza della nostra zona

Da pane, acqua e celle buie a simbolo di un intero paese

Sarrabus-Gerrei vacanze su misura

Pane e acqua in una cella buia e umida o l’isolamento, magari per sei mesi. Non si facevano complimenti per i detenuti indisciplinati nella colonia penale di Castiadas. Accadeva fino a cinquant’anni fa in quello che oggi è considerato uno dei simboli dello sviluppo del paese. Un monumento con una storia straordinaria che sorge in un autentico paradiso dei vacanzieri con spiagge incontaminate e bianchissime ed un mare color smeraldo, niente da invidiare ai paradisi tropicali dall’altra parte del pianeta. Il Comune ha avviato già da tempo un ambizioso programma di recupero delle vecchie carceri. Ecco allora che la casa del direttore, le stalle dei cavalli ed un’intera ala dell'antica colonia penale stanno conoscendo una nuova vita, non certo come luogo di sofferenza ed espiazione ma come fulcro di un paese che crede nello sviluppo turistico e gioca le sue carte in questa direzione. Addirittura un teatro all’aperto sta sorgendo laddove i carcerati portavano al pascolo gli animali della colonia. «La vecchia colonia penale – spiega il sindaco Quintino Sollai – è uno dei simboli del nostro paese accanto ad un ambiente naturale

Un territorio che racchiude in sé la limpidezza del mare, lo splendore della campagna, il fascino della macchia mediterranea, l’ospitalità della gente, l’efficienza dei servizi, le opportunità di vivere una vacanza da sogno immersi nella natura, nel relax, con la possibilità di praticare sport e di divertirsi. Questo è il Sarrabus-Gerrei. Spiagge fini e bianche, mare cristallino, clima mite rinfrescato dal vento di maestrale, montagne e ambiente incontaminato, questi i punti forza che ogni anno attirano migliaia di turisti. La zona comprende i comuni di Muravera, Villaputzu, San Vito, Castiadas, con le relative località balneari. Ad essi si aggiungono Villasimius, paese ad alta ricettività turistica, situato fra Muravera e Cagliari, Sant’Andrea Frius, Goni, San Nicolò Gerrei, i paesi situati nella parte più interna del territorio. Immagini, profumi e suoni che arrivano fino al profondo dell’anima: agrumi dall’aroma e dai sapori incomparabili, pesce freschissimo, bottarga, maialetto allo spiedo, il mirto. E poi le lau-

Castiadas: le vecchie carceri

d’una bellezza senza eguali. In una parola, è la nostra storia, per questo ogni anno riproponiamo la mostra e le varie iniziative collaterali». La sfida ora è il recupero dell’intera struttura, per il quale il Comune è disposto ad investire molti danari. Un luogo affascinante, testimone muto di un passato lontano, la colonia penale. Basta chiudere gli occhi per un attimo per immaginare quello sbarco avvenuto sulla spiaggia di Cala Sinzias nel lontano 1875: trenta forzati del bagno penale di San Bartolomeo e la scorta di sette guardie carcerarie, i pionieri, in pratica della colonia. Un nome su tutti: Enrico Cicognani, ispettore del Ministero dell’Interno, colui che era

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stato incaricato di fondare la nuova struttura carceraria, nella quale i detenuti avrebbero dovuto espiare la pena svolgendo lavori prettamente agricoli. Fu una delle più grandi colonie penali d’Italia, e ospitò migliaia di persone fino al 1955, anno in cui fu definitivamente chiusa. Già l’anno dopo la fondazione ospitava trecento carcerati ed erano operativi la falegnameria, le officine di fabbri e di carpentieri e persino un’infermeria. Non era facile la vita di quegli uomini. La loro opera fu dura e allo stesso tempo utilissima, visto che vaste aree vennero bonificate assestando un colpo decisivo alla malaria che imperversava sulla zona.

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neddas, i tipici strumenti musicali della zona, costruiti con canne palustri con tecniche custodite gelosamente. Tutto questo è il Sarrabus-Gerrei. Un territorio dove trovare storia e cultura millenarie, nuraghi, muti testimoni dell’antica civiltà della Sardegna, menhirs, torri costiere, ma anche spiagge e mare cristallino come a Feraxi, Murtas, Capo Ferrato, Torre Salinas e Villasimius dove è presente un’area marina protetta nella località di Capo Carbonara.


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TURISMO Il caso. Angelino Farci è stato il primo presidente: «Era il 1985 e allora si lavorara davvero». Alla guida anche l’attuale sindaco Fanni

Costa Rei, i segreti del consorzio «Congiu è arrivato molto dopo» di Gianni Agus Il consorzio turistico di Costa Rei prova ad innescare la prima, la seconda e anche la terza per ripartire dopo l’era Congiu, presidente negli ultimi dieci anni. Un consorzio, però, che era vivo e operativo ben prima del duemila. A ricostruire la storia dell’ente è Angelino Farci, ex capogruppo in consiglio comunale e primo presidente del consorzio: «Il Consorzio – spiega – è nato nel 1985, grazie a una decina di soci. Una storia lunga fatta di molti atti concreti più che di visite alle fiere». Nessuna polemica, ci tiene a precisare Angelino Farci, ma in qualche modo qualche frecciatina arriva: «Alla fine degli anni ottanta abbiamo combattuto per far decollare il consorzio turistico pulendo le strade, piazzando i cartelli indicativi della località, organizzando mostre ed eventi di grande richiamo». Fra le tante la sagra dell’arrosto, la sagra del pesce, quella del gelato al miele, la mostra sulla fauna sarda curata da Mauro Murru, gare ippiche, la lotta ai topi con una spesa di oltre tre milioni di lire. Molti cartelli che adesso indicano la località di Costa Rei sarebbero stati piazzati, nel 1986, dalla coppia Angelino Farci – Saverio Onano, oggi grandi rivali in ambito sportivo.

LAGUNE APERTE

Il primo consorzio col nome “Costa Rei” sarebbe nato ancor prima del 1985. Fra i componenti l’attuale imprenditore Peppino Deiana. Ma è nel 1985 che prende forma l’attuale ente. I soci sono una decina. Ne fanno parte, oltre al presidente Farci, Saverio Onano, Angelino Piludu, Claudio Concas, Gerardo Madeddu, la signora Adele, Ladinetti, Vittorio Piras e Alessandro Scanu. Ad Angelino Farci successe l’attuale sindaco di Muravera, un allora giovanissimo Marco Fanni fresco di laurea in legge. Un anno o poco più per poi passare il timone ad un altro grande presidente, Raffaele Aliberti: «È stato – racconta Angelino Farci – un presidente eccezionale, gra-

zie a lui il consorzio arrivò a contare oltre cento soci». Da parte del primo presidente, insomma, una piccola tiratina d’orecchie «all’amico Giorgio Congiu che – ci scherza su – io ho sempre preceduto, sia come presidente che come capogruppo in consiglio». Alla fine anche un suggerimento per l’attuale amministratore: «Si adoperi – ha concluso Farci – per far riaprire quel tratto di via Speranza che sta suscitando diversi malumori». Da un mese la guida del consorzio turistico Costa Rei è passata al giovane Marco Farci. Il primo obiettivo è conquistare nuovi soci e toccare di nuovo punta cento, come durante l’era felice di Aliberti.

MURAVERA

L’11 settembre a Colostrai e Feraxi

Fenicottero rosa soccorso e salvato

Lagune aperte a tutti. Per la prima volta le zone umide di Colostrai e Feraxi saranno aperte contemporaneamente a tutti. L’appuntamento è per sabato 11 settembre ed è stato organizzato dalla camera di commercio di Cagliari in collaborazione con il comune di Muravera. La manifestazione inizierà alle 9.30. Appena terminata l’escursione, attorno alle 12, verrà servito un aperitivo tra sempre in laguna. Subito dopo un pranzo a base di pesce preparato dalla cooperativa dell’Ostello di San Priamo. Infine alle 17 presso la piazza Europa di Muravera degustazione di prodotti tipici e animazione con gli asinelli. Per informazioni tel 3465810124.

Un fenicottero rosa ferito è stato soccorso a Colostrai grazie all’intervento del centro di educazione ambientale di Muravera. Lo splendido volatile, con un’ala spezzata, è stato recuperato dopo una segnalazione e alcune ricerche a bordo di un gommone alle quali ha partecipato anche il bagnino della postazione di Colostrai Marco Nibbio. Ferito e nervoso, il fenicottero è stato immobilizzato con una camicia e consegnato al corpo forestale che ha poi provveduto a trasportarlo presso il veterinario. Nella foto il momento del recupero e, sulla destra, l’esperto naturalista Mauro Murru.


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LIBRI

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CASTIADAS Novità. Un volume sulla vita quotidiana dei detenuti nell’antica struttura penitenziaria del paese

Un viaggio nella memoria del carcere un libro e foto per la vecchia colonia A 135 anni dall’arrivo dei primi detenuti in quello che veniva chiamato il “Satto” di Castiadas, tre castiadesi, profondamente innamorati della storia del proprio territorio, hanno deciso che tutto il materiale raccolto negli anni e tutti i documenti, comprese tantissime foto, riguardanti la Colonia Penale di Castiadas, sarebbe dovuto diventare patrimonio di tutti. In che modo? Semplicemente scrivendo e pubblicando un libro che racconta la storia del territorio dalle incursioni dei pirati Barbareschi fino all’arrivo, nel 1875, dei primi detenuti in quella che sarebbe diventata la più importante Colonia Penale a cancelli aperti non solo d’Italia, ma d’Europa. Il libro, dal titolo “Castiadas– in una sera d’inverno una voce sus-

L’opera è stata ideata da Simona Vargiolu, Anna Palitta e Mauro Enrico Vargiolu

surrò: Parla di noi…” tratta l’argomento relativo alla Colonia Penale ed in generale al sistema carcerario utilizzato a Castiadas cercando di usare la sensibilità e l’umiltà necessaria per poter affrontare il discorso della “condanna” non dimenticando e non sminuendo quello che fu il terribile e faticoso lavoro dei detenuti condannati ai lavori forzati. Viene pertanto raccontata la vita quotidiana dei detenuti, il sistema di vita all’interno della Colonia Penale, le varie mansioni attribuite ai detenuti con particolare riguardo a quella che fu l’attività produttiva all’interno dei distaccamenti, senza dimenticare l’aspetto più umano quindi la tutela della salute del detenuto e, non meno importante, il rapporto personale tra condannato e guardia carceraria, tuttavia non

vengono tralasciati i sistemi di punizione applicati in caso di disobbedienza al regolamento interno. Il progetto nasce dal desiderio da parte dei tre castiadesi di conoscere la storia del proprio Comune e di poter consentire a chiunque lo desideri la condivisione di una storia comune, affascinante e toccante. Il libro scritto da Simona Vargiolu, Anna Palita e Mauro Enrico Vargiolu è stato pubblicato a cura e a spese dell’Associazione Culturale Memento con sede in Castiadas ed è stato presentato il 16 maggio 2010 presso la Sala Consiliare del Comune di Castiadas. Si trova in vendita presso il Museo della Colonia Penale e presso la Cartoleria “La Coccinella” di Olia Speciosa.


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VOLONTARIATO Muravera. Lo scopo è quello di assistere famiglie e persone in difficoltà , una realtà in aumento anche nel Sarrabus

Nasce l’associazione “Misericordiaâ€? Per questo mese è prevista l’elezione dei membri del direttivo di Giancarlo Cuccu Tra le tante realtĂ associazionistiche presenti nel territorio sarrabese, annoveriamo un nuovo sodalizio che si è appena costituito. Fortemente voluta da alcune persone giĂ  da tempo impegnate nel volontariato, il desiderio si è trasformato in realtĂ  grazie al fertile terreno che si è trovato nel proporre il progetto a Don Emilio Manca, parroco di Muravera. Ăˆ nata cosĂŹ l’Associazione di Volontariato “Misericordiaâ€?. Quella appena costituita a Muravera non è altro che una delle tante “filiariâ€?, sparse per l’Italia. Il movimento è in assoluto il piĂš longevo in campo nazionale. Infatti la sua origine risale al X-XI secolo. La prima Misericordia, quella di Firenze, fu costituita nel 1244 anche se la prima traccia documentale risale al 1321. Siamo quindi in pieno medioevo e proprio in quel primo documento rinvenuto, vi era riportata una nota relativa alla “messa in paceâ€? tra Guelfi e Ghibellini. In quel periodo sorsero quindi le prime forme di partecipazione dei cittadini alla vita della comunitĂ  che presero il nome di confraternite ed assunsero una identitĂ  piĂš definita con le seguen-

ti tipologie: le confraternite dei Penitenti, che pongono la loro impostazione sul rigore e sulla necessitĂ del pentimento e della penitenza; le confraternite di Mestiere, che uniscono attorno al culto del santo patrono i membri di una stessa professione, prestando agli associati i servizi di “mutuo soccorsoâ€?; le confraternite di Beneficenza che, costituite in tante regioni italiane, si occupano prevalentemen-

te della pratica della caritĂ , offrendo specifici servizi di assistenza, gestendo ospedali, curando la sepoltura dei morti e tanto altro. In tempi moderni le “Misericordieâ€? sono conosciute prevalentemente per il servizio che prestano agli ammalati, agli anziani e a tutti coloro che avessero necessitĂ  di aiuto a prescindere dalle condizioni fisiche e mentali. Il servizio avviene attraverso due tipologie di opere: quelle spirituali

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e quelle corporali. Come si trova scritto sul sito dell’associazione, le opere spirituali consistono nel mettersi a completa disposizione dell’altro consigliando i dubbiosi, insegnando agli ignoranti, ammonendo i peccatori, consolando gli afflitti, perdonando le offese, perdonando pazientemente le persone moleste e pregando Dio per i vivi e per i morti. Le opere corporali si traducono invece nel dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati,

vestire gli ignudi, ospitare i pellegrini, curare gli infermi, visitare i carcerati e seppellire i morti. Per quanto possa apparire anormale le opere delle quali le “Misericordieâ€? si occupano, sono attualissime nel Sarrabus. Tante persone e altrettante famiglie vivono in assoluta precarietĂ anche nel nostro territorio. Sono parecchi gli anziani e gli ammalati sofferenti che hanno bisogno di essere aiutati. Ăˆ stato quindi necessario istituire una realtĂ  di volontariato che senza secondi fini e senza lucro, sia di appoggio alle diverse istituzioni nella risoluzione dei problemi collegati alla sofferenza dell’individuo. Durante le prime due riunioni che si sono tenute a Muravera presso l’Oratorio “Madre Teresa di Calcuttaâ€? nello scorso mese di agosto, ed alle quali hanno partecipato autorevoli membri della “Misericordiaâ€? sarda, i promotori dell’iniziativa hanno presentato il progetto ai convenuti che si sono dichiarati da subito entusiasti. Nella prossima riunione prevista nei primi giorni di settembre, si eleggeranno i membri del direttivo e si inizierĂ  a lavorare. Un’altra importante realtĂ  associazionistica sarĂ  quindi ben presto a disposizione dell’intera comunitĂ  sarrabese.

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VOLONTARIATO In azione anche in Abruzzo. L’associazione agisce in stretta sintonia con la Protezione Civile Nazionale

50 volontari al servizio della gente l’impegno della Prociv Castiadas di Stefano Galdi In un territorio continuamente soggetto ad alluvioni ed incendi boschivi, trova sbocco l’idea di Sandro Murtas, cinquantenne, pescatore, di costituire un’associazione di volontari che possa fronteggiare simili calamità naturali. Ed è proprio nel maggio 2004 che 16 persone si riuniscono, costituendo la PROCIV Castiadas, meglio conosciuta come Associazione Nazionale “Santa Giusta”. Murtas ne riveste subito la carica di presidente, coadiuvato dal suo vice Gianni Murgia, dal segretario Giuseppe Arenzulli e dai consiglieri Massimiliano Fa, Matteo Murtas, Claudio Murtas e Maria Elena Mascia. A tutt’oggi l’Associazione cresce notevolmente con 47 soci operativi al suo attivo. LE ATTIVITÀ. Oltre all’attività in caso di gravi calamità, trova fondamento quella della ricerca di dispersi in montagna, salvamento a mare, assistenza durante manifestazioni. Particolare rilevanza viene data però all’assistenza durante pubblici intrattenimenti in piazza, specialmente nel periodo estivo, dove il mag-

giore afflusso di popolazione rende indispensabile il servizio di vigilanza e di sicurezza, soprattutto per quanto riguarda le attività antincendio. I MEZZI E L’EQUIPAGGIAMENTO. Sin dalla sua costituzione, la PROCIV Castiadas ha operato in tutti i settori di competenza, con l’impiego di due mezzi antincen-

dio tipo autobotte e tre del tipo fuoristrada, veicoli utilizzati interamente per interventi in zone impervie e disagiate. Ogni volontario, dotato di idoneo equipaggiamento antincendio, è in grado di assolvere ai compiti assegnatigli, di fronte alle esigenze che di volta in volta si presentano.

GLI OBIETTIVI. I quasi cinquanta volontari di Castiadas, sono al completo servizio della popolazione sarrabese e non solo. Anche a livello nazionale, a stretto contatto con la Protezione Civile Centrale. La loro opera si è consolidata anche oltre mare, nel 2009 in terra d’Abruzzo con il violento sisma che ha sconvolto l’intera nazione; la tremenda alluvione di Capoterra e nel Medio-Campidano nel 2008. L’ultimo intervento eclatante, lo scorso luglio, avvenuto a Muravera con il vasto incendio che ha scosso l’intera cittadina con la vegetazione completamente devastata dalle fiamme. Cercando di dare sempre il meglio, l’Associazione, dice il presidente Murtas, si prodiga per il bene comune, soprattutto dinanzi alle difficoltà della popolazione, anche se nel primo periodo in cui ci siamo trovati ad operare abbiamo dovuto confrontarci con lo scetticismo di quelle persone che intravedono sempre un profit in coloro che senza spreco di energie e di risorse umane, cercano di incentivare quei sani principi della solidarietà e dell’aiuto verso il prossimo.

SAN VITO

Banco alimentare in soccorso delle famiglie più deboli Nel 2008, si costituisce nel contesto comunitario della Parrocchia di San Vito, il Banco Alimentare di Solidarietà Parrocchiale, per assistere le famiglie sanvitesi in difficoltà economica. Distribuendo generi di prima necessità, i volontari non si limitano al solo sostegno materiale, ma anche morale, portando una parola di conforto ai sofferenti. L’Associazione cresce, operando anche al di fuori del comune di San Vito, senza campanilismi. Pian piano il Sodalizio si espande, giungendo nel 2010, quando al suo interno vengono introdotti nuovi servizi di volontariato, come lo sportello d’ascolto psicologico e legale, cambiandone la denominazione in Associazione “Charitas et Amor”. La sede dell’Associazione è presso l’Oratorio Parrocchiale di San Vito in piazza Chiesa ed è aperta il martedì dalle ore 16 alle ore 18. (s.g.)


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IL PERSONAGGIO L’intervista. Massimo Potenza sceglie i luoghi della sua infanzia per girare il suo prossimo film ambientato negli anni ‘70

Nel Sarrabus sbarca il cinema d’autore regista maceratese cerca attori locali di Marta Solinas Sguardo acuto e disincantato. Massimo Potenza nutre un grande amore per la Sardegna dove ha trascorso una parte della sua vita, passione che lo ha portato ad eleggere il nostro Sarrabus teatro del suo prossimo film. Maceratese di nascita e sardo d’adozione, Potenza è un piccolo produttore indipendente che ha scommesso sul cinema d’autore. Spesso capita che una persona nasca con la passione per il cinema e per il teatro, anche per lei è stato cosĂŹ? No, veramente è nato tutto quasi per gioco, ad una festa ho incontrato Valentina Capecci, l'autrice di “Una vita normaleâ€? e di un'altra commedia che abbiamo girato insieme che si intitola “Due donne e un delittoâ€?. Ăˆ stata lei a trasmettermi la mania di fare film. Lei del resto è una stimata autrice e sceneggiatrice, con un ricchissimo curriculum sia nel cinema che in televisione e si è fatta conoscere soprattutto per aver lavorato nelle serie “I Cesaroniâ€? e “Caterina e le sue figlieâ€?, del quale ha curato i dialoghi e la sceneggiatura. Ha avuto altre esperienze lavorative nel campo cinematografico prima dell'incontro con Valentina Capecci? No, salvo un'esperienza in 3D, ma niente di cosĂŹ impegnativo. Ho dovuto riprendere a studiare, soprattutto sceneggiatura, fotografia e strumentazione luci. Infatti, utilizziamo la tecnologia digitale che ci permette di avere dei premontati giornalieri della scenografia. Il fatto che il film sia ambientato negli anni ‘70 - ‘80 significa che le scene vanno girate in costume e questo crea degli incovenienti da non poco. Il premontato ci permette di corregge-

Massimo Potenza

re gli errori senza dover ricostruire tutta la scena. Un regista deve tenere d'occhio tanti dettagli e quindi ecco la necessitĂ di rimettermi sui libri. Parliamo del film. Si intitola “Una vita normaleâ€?. Ăˆ un mediometraggio in costume che durerĂ  orientativamente 60 minuti. Attraversa la Sardegna sud-orientale sociologicamente, storicamente e paesaggisticamente. Un ruolo delicato sarĂ  ricoperto dalla scenografia, dai costumi e dal trucco che saranno affidati alle mani esperte della compagnia teatrale “La Forgiaâ€? e in particolare alla bravura di Giorgio Mattana per la sceneggiatura e di Annalisa Piras per i costumi e il trucco. Sono giĂ  tutti all’opera. Sono, infatti, giĂ  impegnati nello studio dei vari periodi storici per l'adattamento e la vestizione del film, ambientato in tre periodi

diversi: gli anni '70, '85 e metĂ '90. Le riprese verranno effettuate nella zona tra Villasimius e Villaputzu, con particolare interesse per il parco dei Sette Fratelli e il parco Marino di Villasimius. Sono previste riprese aeree e subacquee di cui si occuperĂ  Alessandro Pettinau del Centro Immersioni Sardegna a Costa Rei. Come mai ha scelto di ambientare il film proprio nel Sarrabus? Ăˆ mia intenzione valorizzare il territorio dove ho vissuto a lungo con la mia famiglia. Il racconto è una storia universale che si adatta perfettamente al territorio incontaminato del Sarrabus. Altro elemento di valorizzazione è sicuramente la musica, affidata al conosciuto Alberto Sanna con la consulenza dell'esperto Salvo Nicotra. Anche le famosissime Launeddas avranno una parte notevole nelle

musiche del film. Inoltre, non mancheranno certamente le battute in sardo che lo storico ed esperto linguista Francesco Sardo metterà in scena. Di che cosa tratta la storia? La storia, benchÊ sia una commedia sentimentale, ha degli elementi fortemente drammatici che scaturiscono dal fatto che il protagonista è affetto da una sindrome rarissima e purtroppo, come spesso accade, ha la sventura di nascere e crescere in un contesto povero e isolato. Anche il periodo storico complica la situazione del protagonista, in quanto non sembra sufficientemente attento agli handicap. Non vogliamo svelare troppi dettagli del film, ma abbiamo detto che il protagonista soffre di una malattia poco conosciuta. C'è qualche collegamento con il territorio sarrabese?

No assolutamente. La sindrome del protagonista è molto rara e slegata dall’appartenenza territoriale. Si è usata questa malattia per mettere in evidenza gli effetti dell'ignoranza sui diversamente abili, che è un altro dei nodi cardine del racconto. La scelta del luogo, invece, è ricaduta su un posto piccolo e abbastanza isolato, soprattutto nel periodo storico a cui si riferisce. Quegli anni storici sono stati un escamotage usato per semplificare lo svolgimento della trama. Per esempio, in quegli anni era molto difficile che un dottore di paese fosse in grado di riconoscere i sintomi di una malattia cosÏ particolare. E ovviamente c'è il valore affettivo che mi lega a questi posti della mia infanzia. Un ultimo motivo, non meno importante degli altri, è sicuramente il fatto di voler contribuire a valorizzare il territorio e aiutare le aziende che collaboreranno con noi prima e durante i mesi di registrazione. Cosa intende? Il progetto è ancora in via di sviluppo, ma sicuramente ci teniamo a collaborare con le aziende della zona, nella buona e molto probabile speranza di ottenere dei riconoscimenti ai vari festival indipendentisti ai quali intendiamo partecipare. Questo porterà sicuramente un riscontro economico sia per la visibilità che si ripercuoterà sul territorio, sia per le aziende che ci avranno dato fiducia e avranno investito nel film. A proposito, prossimamente saranno aperti anche i casting per il film e ovviamente stiamo cercando attori del posto, quindi chiunque sia interessato non esiti a contattarmi. Aspettando l'inizio delle riprese, non ci resta che augurare buona fortuna a Massimo Potenza e a tutti i suoi collaboratori e ringraziarlo per la sua disponibilità e

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IL FORUM DEI LETTORI

LA POLEMICA

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LA PRECISAZIONE

VILLAPUTZU Mare e polemiche

Botta e risposta Un lettore: «Cerchiamo di promuovere il nostro territorio»

San Vito

Porto Corallo, l’eterno rebus divertimento o sano riposo?

«Ricordiamoci Murtas a pagamento, anche degli altri parroci» una vergogna

È stato veramente sconcertante leggere polemiche sul villaggio di Porto Corallo. Come sappiamo bene la Sardegna è una località turistica e come tale deve offrire al turismo qualche attrattiva di modo che questo possa essere incentivato, anche perché come sappiamo altrettanto bene l’attività turistica è un’importante risorsa economica per la nostra regione. Nello specifico tali attività nella stagione estiva si concentrano nelle zone di mare. Costa Rei, Villasimius e anche Porto Corallo, benché nella stagione 2010 l’afflusso sia notevolmente diminuito e i villeggiatori presenti siano per la maggior parte sarrabesi. I motivi di tale diminuzione sono diversi, tra questi vi è anche il fatto che la nostra zona purtroppo offre sempre meno svaghi, soprattutto per le fasce d’età medie. Un turista oltre al riposo e al mare vuole divertirsi. Se noi continuiamo a eliminare quel poco che resta del villaggio turistico di Porto Corallo relativamente alle serate di musica che tanto disturbano alcuni residenti, chi mai vorrà venire a farsi una vacanza nella desolazione che queste persone polemiche reclamano? Diventerebbe una meta turistica

Vi scrivo in relazione all'articolo su don Elvio Puddu, pubblicato nel numero di agosto. Mi preme ricordare l'azione degli altri parroci, suoi predecessori a San Vito. Don Nino Zuncheddu, parroco dal 1996 al 2002, ha dato tanto per il centro sarrabese. Basti pensare al gruppo Scout, alle tante iniziative per i giovani, ma fondamentalmente, si deve a lui il progetto dell’attuale oratorio parrocchiale “Casa di Nazareth”. Don Gigi Zuncheddu, dal 1990 al 1996, ha lasciato all’interno della chiesa Sanvitese, tanti lati positivi, soprattutto nei confronti di quei nuclei familiari disagiati, ai quali non ha mai negato il suo caritatevole aiuto. Don Giuseppe Pes dal 1973 al 1990. A lui si deve l’edificazione della chiesa di Santa Barbara, imponente struttura architettonica, tanto cara ai Sanvitesi. Una lettrice - San Vito

La spiaggia di Porto Tramatzu e sullo sfondo il villaggio di Porto Corallo

per anziani pensionati. Non si può essere egoisti fino al punto da pretendere la cessazione delle attività musicali che ovviamente avrà ripercussioni sugli arrivi al villaggio e sulle tante altre attività economiche che in questa stagione dipendono quasi esclusivamente dal turismo come ristoranti, pizzerie e bar. Se non si sopportano questo genere di cose mi

sembra chiaro che non si è fatti per stare in un luogo di questo tipo, e magari sarebbe meglio avere una casa in montagna in mezzo al verde e alla quiete. Cerchiamo di promuovere il nostro bellissimo territorio e fare in modo che la nostra zona non si spenga ma torni a essere una meta ambita di mare, riposo e divertimento. Un lettore - San Vito

Trovo assurdo che il Comune di Villaputzu abbia avuto queta bella pensata dei parcheggi a pagamento a Murtas. E’ grottesco pagare per parcheggiare la macchina in mezzo alla macchia mediterranea, senza custodia, nè servizi di alcun genere. Altrettanto ingiusto poi pretendere il pedaggio dai cittadini di Muravera, San Vito e Castiadas e non far pagare quelli di Villaputzu. È un metodo sbagliato, non si promuove in questo modo il turismo in una zona come la nostra. A parte il fatto che certe cose come quelle ammesse dal presidente della cooperativa, come l’aver collocato sbarre per impedire il passaggio in certe zone di Murtas per far si che le auto transitino per il parcheggio a pagamento, è un abuso bello e buono. Le autorità competenti dovrebbero intervenire e sanzionare certi fatti. Un lettore - Muravera

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MUSICA Il cd. Il trombettista cagliaritano propone anche nel Sarrabus la sua recente creazione ispirata dalla ricerca della felicità

“Nam”, armonia e spiritualità ecco il nuovo lavoro di Mario Massa di Erino Poli In occasione della XXV edizione del festival “Ai confini tra Sardegna e Jazz” di S. Anna Arresi, abbiamo incontrato e posto alcune domande al trombettista Mario Massa sulla sua variegata carriera e sul suo percorso musicale. Cosa ti hanno dato dal punto di vista umano e professionale le numerose collaborazioni con altri musicisti? All’interno di qualsiasi gruppo il problema sta sempre nell’adottare l’atteggiamento giusto, sia quando sei carico che quando sei giù. Non bisogna mai dimenticare che ognuno fa quello che può e quello che sa fare. Le collaborazioni mi hanno insegnato a immaginare meglio il suono che un gruppo può produrre. Per esempio ora sto cercando di organizzare un quartetto, con Matteo Carrus al piano, con cui suono da sempre, Manolo Cabras, bassista sardo che vive a Bruxelles e con il californiano Z’Ev alle percussioni. Ho scelto questi musicisti prima di tutto perché mi piace il suono che insieme possiamo tirar fuori e poi perché sono belle persone. Manolo quando suona ha un atteggiamento di sfida e sa creare tensione emotiva. Matteo invece

Il musicista Mario Massa (Foto: Giampiero Melis)

cerca sempre di armonizzare tutto con dolcezza. Z’Ev poi suona oltre. In un gruppo si creano sempre diversi piani di suono, un po’ come accade nella vita. Io sento la musica come la vita: un continuo esercizio al dialogo. Qual è la tua esperienza come direttore artistico del festival di musica e arti di confine (Kontakte)? Quando i grandi arrivano in

Sardegna, hanno già il calendario pieno di appuntamenti per i prossimi anni ed è molto difficile che nascano collaborazioni. Nel passato succedeva anche che gli organizzatori ti chiamassero da parte e ti dicessero che dovevi pagare se volevi suonare con artisti importanti. L’idea del festival è nata proprio per lanciare i musicisti sardi e creare un centro di azione culturale. Di fatto, il festival, è

Tutte le camere con

anche una fiera perché arriva gente da ogni luogo e coinvolge artisti a livello mondiale. Adesso comunque la situazione è cambiata e anche i musicisti sardi sono riconosciuti e valorizzati. All’inizio abbiamo ottenuto cospicui finanziamenti dalla Regione ma ora sono ridotti all’osso e abbiamo veramente due lire. Come è nato il tuo nuovo album “Nam”? “Nam” è un termine che deriva dal sanscrito e significa dedicare. E’ l’inizio del mantra che recito ogni giorno: “Nam myoho renge kyo” (apro la mia vita alla felicità). Sono buddista della Soka Gakkai e questo album è una prova concreta degli effetti della mia pratica. Prima di registrare il disco ho trascorso qualche mese in Messico: desideravo riacquistare la mia luce interiore. Nel deserto in mezzo agli Uccioles (popolo che vive tra le montagne della Sierra Madre) ho fatto un patto col sole. Sono tornato con in testa un progetto musicale un po’ confuso. Poi ho fatto un concerto e misticamente il risultato è stato sorprendente, ben superiore alle mie aspettative. La produzione discografica ha ritenuto molto interessante il mio lavoro, mi ha seguito passo passo

e ha inserito il CD in catalogo. C’è un maestro di riferimento, un’artista a cui t’ispiri o ti sei ispirato in particolare? Scherzando dico sempre che è tutta colpa di Massimo Palmas, che quando ero ragazzino organizzava al teatro Massimo i primi festival jazz in Sardegna, dove sono passati tutti i grandi. Fin da bambino ho sempre desiderato fare il musicista e quando ho visto Don Cherry e Lester Bowie suonare ho detto: lo voglio fare anch’io. Ho iniziato a studiare molto, al punto che anche in famiglia sono rimasti stupiti dalla mia dedizione e dalla mia volontà, perché da ragazzo ero un viaggiatore, un vagabondo difficile da gestire. Quando frequentavo l’accademia delle arti di Roma vivevo in un centro sociale, dove la domenica non potevo studiare, allora mangiavo solo due gelati, perché nell’oratorio non c’era altro da mangiare e andavo a Rebibbia, all’ultima fermata del metrò. Poi il lunedì avevo lezione con un grandissimo maestro dell’orchestra RAI: Sandro Verzari. Fare il musicista col cuore non è facile, è una vita fatta anche di sacrifici e di notti passate su divani. Però ogni giorno la riscelgo.


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I CONSIGLI DELL’ESPERTO Cibi di stagione. Ha cinquecento anni e non li dimostra: in Italia si consuma dal Rinascimento

Gelato, la fresca voglia dell’estate tutti i segreti di questa prelibatezza di Francesca Dominici Ha oltre cinquecento anni, ma non li dimostra. La sua origine è controversa,c'è chi ne fa risalire la nascita ad Alessandro Magno, e c'è chi dice che furono invece gli Egizi mentre in Italia la nascita del gelato risalirebbe nel Rinascimento. Il gelato rappresenta un protagonista assoluto in estate, colorato, dolce, dai mille gusti e dalle mille forme. La composizione dei diversi tipi di gelato è molto varia, l'apporto calorico per 100 g di alimento oscilla dalle 140 - 300 calorie; è un alimento con un buon contenuto di proteine ad alto valore biologico, quelle derivanti dal latte e spesso anche dall'uovo; proteine ricche di aminoacidi essenziali indispensabili per la sintesi proteica, facilmente digeribili ed assimilabili. Il contenuto lipidico è rappresentato da grassi di buona qualità, principalmente provenienti dal latte. Lattosio e saccarosio sono i due zuccheri più rappresentativi con un contenuto totale intorno al 20-25%. Tali zuccheri sono di pronta utilizzazione, ossia sono a rapido assorbimento, per questo il suo consumo è indicato nell’età evolutiva, nella vec-

chiaia e negli sportivi. Il gelato apporta buone quantità di micronutrienti (Vitamine e Sali minerali) in particolare la vitamina A e B2, infine il calcio e fosforo. Il gelato più ricco di grassi è quello alla panna. Considerando che ogni grammo di lipidi apporta 9 calorie (più del doppio rispetto a zuccheri e protidi), i gelati ricchi di panna sono i più calorici. Esistono in commercio anche gelati preparati con latte di soia, indicati per soggetti con ipercolesterolemia o con intolleranza al lattosio. Anche per chi segue una dieta ipocalorica, il

gelato può rappresentare un'ottima soluzione, sia come sostituzione di un pasto, sia come spuntino pomeridiano. Se sostituisce uno dei due pasti principali è opportuno scegliere un gelato più ricco, sia come composizione che come quantità; è necessario che apporti almeno 300 calorie che sono comunque molto meno di quelle contenute in un normale pasto. Se invece si utilizza come spuntino a metà pomeriggio meglio scegliere un gelato a contenuto calorico più basso , circa 120 calorie nel caso del gelato industriale che è dotato

di etichetta nutrizionale, nel caso del gelato artigianale, va scelto il cono più piccolo alla frutta. È un alimento molto gradito ai bambini, è gratificante ed inoltre apporta importanti nutrienti utili per l'accrescimento; può essere una buona alternativa al pasto, o meglio una valida merenda, soprattutto per i bambini inappetenti. Se il bambino invece presenta un eccesso di peso, il gelato alla frutta rappresenta una valida alternativa allo spuntino pomeridiano. Il gelato è un'ottima soluzione per chi presenta problemi di

masticazione grazie alla sua consistenza soffice e cremosa. Questo è valido soprattutto per gli anziani che presentano un quadro di malnutrizione senile con carenza di principi alimentari essenziali. Ottimo in casi di tonsillectomia o di altri interventi del cavo orale. Per quanto riguarda le controindicazioni legate all'assunzione del gelato, in quanto il freddo stimola il riflesso gastro-colico e l'attività muscolare dell'intestino tenue. Di conseguenza il gelato è da sconsigliare ai soggetti che soffrono frequentemente di diarrea e di colon irritabile anche se questo disturbo può variare da soggetto a soggetto. I gelati a base di cioccolato, uova, panna, stimolano anche l'attività della colecisti e quindi possono dare dolore in sede epatica e provocare coliche nei portatori di calcoli alla cistifellea. Anche il soggetto diabetico può consumare questo alimento ma in piccole porzioni. È ovvio che il consumo di gelato da parte del diabetico così come dell'obeso deve essere a completamento della quota calorica giornaliera in modo tale da non alterare il rapporto tra proteine, grassi e zuccheri. *Specialista in scienza dell’alimentazione

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SERIE D Calcio. Mister Piccarreta lancia la sfida anche al Campionato Nazionale Dilettanti con la sua banda di ragazzi terribili

Castiadas, ecco Kenneth Zeigbo Saverio Onano: «Fiducioso della squadra che abbiamo costruito» di Renzo Cuccu Un esordio promettente in quel di Solbiate Arno e una deludente almeno nel risultato seconda uscita per il Castiadas targato serie D. I ragazzi di Andrea Piccarreta varcano il mare per affrontare il primo impegno ufficiale di questa stagione che li vedrà disputare il Campionato Nazionale Dilettanti. Avversari di turno i ragazzi della blasonata Solbiatese. Il risultato finale dirà ancora una volta Castiadas grazie alla lotterie dei calci di rigore, ma diverse incertezze accompagnano questa prima uscita. La settimana dopo esordio casalingo sempre in Coppa Italia, contro una delle candidate alla vittoria finale il Portotorres. Arriva una sconfitta molto pesante nel risultato, un 4 a 1 che non lascerebbe troppe attenuanti. Eppure da questa sconfitta si può raggiungere la certezza che il Castiadas può fare un buon campionato e ottenere una tranquilla salvezza. La squadra che la famiglia Onano sta allestendo ha un ottima base di partenza, l’ossatura che ha caratterizzato questa squadra negli ultimi anni. Sono stati confermati i portieri Andrea Asunis e Roberto Stocchi, i difensori Alessandro Floris, Matteo Sirigu, Geppo Cabras, Leonard Orsi e il giovanissimo Luca Orrù, i centrocampisti Andrea Piccarreta, Luca Concas, Toto Bruno, Matteo Maccioni, Massimo Onano e gli attaccanti Marco Dessena, Mirko Onano, Ubaldo Orrù e Umberto Festa. A questi si sono aggiunti i nuovi arrivati Stefano e Andrea Peana che con Gigi Brandi vanno a completare il reparto difensivo. Antonio Puddu completa il tritico di portieri, a centrocampo il

Il nuovo acquisto del Castiadas Kenneth Zeigbo

nome nuovo è quello di Matteo Atzeni. Per l’attacco i primi arrivati sono Nicolas Malloru e Jacopo Lussu, ma in questi giorni è arrivata la ciliegina promessa dal direttore sportivo Giuseppe Onano, il gigante nero Kenneth Zeigbo. Il giocatore nigeriano, attaccante di 186 cm, vanta tre presenze nella nazionale del suo paese dove ha realizzato una rete. Dal 1995 al 1997 gioca nel massimo campionato nigeriano partecipando a 71 partite e realizzando 53 gol. Nel 1998 gioca nel Venezia, ma a causa di una serie lunghissima di infortuni riesce a giocare solo due partite.

Fuori dalla Coppa Usciti al secondo turno di Coppa Italia i biancoverdi si buttano sul campionato e alla prima gara in trasferta sul terreno di gioco della blasonata Arzachena

Nel 2000 realizza 15 reti in altrettante presenze nel campionato degli Emirati Arabi. Seguono negli anni L’Aquila, ancora Venezia, Belluno, Prix Camisano ed infine Villasimius. Ora il giocatore, a lungo inseguito anche nella passata stagione, vestirà la divisa bianco verde del Castiadas che da diversi giorni si allena a l’Annunziata. Con il gruppo anche un giocatore ex Alghero che la società sta valutando se inserire in organico, un esterno capace di insersi e giocare anche da seconda punta. Sarebbe un ulteriore tassello per un gruppo che può ritagliarsi uno

spazio considerevole anche in un campionato difficile come quello di serie D. Il tecnico Andrea Piccarreta, nelle due gare giocate, ha preferito stare in panchina per valutare appieno le potenzialità della sua squadra. Alla fine i dubbi e le certezze hanno trovato riscontro nei pensieri del massimo dirigente che prontamente si è mosso per dare alla squadra un sicuro punto di riferimento in mezzo all’attacco bianco verde. Un reparto che orfano di Christian Viani ha mostrato tutti i peccati di gioventù, con l’arrivo di Zeigbo anche questi dubbi saranno fugati. Domenica 5 settembre parte il campionato, per il Castiadas subito una trasferta piena di incognite per il blasone dell’Arzachena. Una trasferta che dovrà dire molto sulla qualità di tutta la rosa, vista la mano pesante del giudice sportivo che ha inflitto due giornate di squalifica a Luca Concas, appiedati per un turno Mirko Onano, Toto Bruno e Marco Dessena. Per il mister una formazione da inventare ma anche un piccolo primo esame per chi verrà chiamato in campo dal primo minuto. Sul fronte societario le parole del presidente Saverio Onano, sembrano tranquillizzare tutte le componenti, il massimo dirigente mostra piena fiducia sul gruppo appena costituito, certo della bontà del nucleo storico e della validità dei nuovi arrivati. Intanto anche il comunale dell’Annunziata sta ricevendo gli ultimi ritocchi per essere a norma con le rigide disposizioni che richiede il Campionato Nazionale Dilettanti. Oltre alle tribune si sta ultimando la recinzione esterna e le aree limitrofi al campo comunale.


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ECCELLENZA Muravera. Parla il nuovo tecnico della formazione giallo-blú impegnata nel difficile torneo regionale

Ecco il marchigiano Senigagliesi la Sardegna e i sardi nel cuore di Giancarlo Cuccu Lo scorso mese abbiamo iniziato questa nuova serie di interviste ai protagonisti della rinnovata società gialloblù, dando doverosa precedenza al presidente Antonello Carta. Questo mese dedichiamo la “rubrica” al nuovo allenatore. Lo incontriamo poco prima di un allenamento. Ha qualche linea di febbre, ma per niente al mondo rinuncerebbe a seguire i suoi ragazzi, soprattutto in questo periodo. Stefano Senigagliesi ha 45 anni ed è di Osimo, nota cittadina delle marche in provincia di Ancona. Ha giocato per poco tempo a calcio, anche se ha militato in formazioni importanti. Preferisce fare l’allenatore, mestiere nel quale opera da ventidue anni. Tante squadre di seconda e terza serie, ma anche molte tra i dilettanti. Particolarmente predisposto a seguire i giovani è stato tecnico della primavera dell’Ancona, quando la squadra del capoluogo delle marche militava in serie “A”, e della primavera del Cagliari. Proprio durante l’esperienza cagliaritana è nato un profondo amore per la Sardegna: «I sardi sono spettacolosi, sono tutti uguali e mi divertono. Si caratterizzano perchè sono di un’ospitalità invidiabile». Mister come mai Muravera? Antonello Carta! Una persona a me particolarmente cara, che conosco da dodici anni, gli riconosco molto. Mi ha sempre aiutato in ogni circostanza: vacanze, ospitalità e addirittura acquisto casa. Non potevo dirgli di no. Mi ha presentato un progetto che ho immediatamente condiviso. È stato piacevole sapere che nel momento in cui ha deciso di partecipare a questo piano “Muravera”, ha pensato immedia-

Il nuovo mister del Muravera, Stefano Senigagliesi

tamente a me. E poi... in fondo, avevo una voglia matta di tornare in Sardegna. Sta iniziando a conoscere Muravera? Muravera già la conoscevo. È un bel paese, si sta molto bene. La gente è cordialissima ed è qui che risiederò durante tutto il periodo in cui allenerò la squadra. Per parlare di calcio giocato, che modulo adotterà? Nessuno! “Modulo” è più una parola usata dai giornalisti che utilizzata dagli allenatori. Parlerei di sistema di gioco che si adatta sempre alle caratteristiche dei giocatori che si hanno a disposizione. Io per esempio in avanti ho atleti come Oliveira e Nieddu ed ho due centrocampisti offensivi di fascia come Lai e Vacca, è chiaro che dovrò lavorare considerando quello che meglio si adatta ai giocatori.

Il presidente le ha messo a disposizione una buona rosa? Va molto bene così. Tutto sommato ho a disposizione una buona squadra. Non so esattamente quanto daranno i ragazzi, ma per adesso andiamo avanti così. Sto lavorando quotidianamente sia nella preparazione fisica che in quella mentale. Vedo che i ragazzi sono parecchio motivati e questo mi fa ben sperare. Vedremo in futuro se sussisterà la necessità di cambiare qualcosa. A mio parere, la società mi ha messo a disposizione un gruppo non male. La società, appunto... Ho constatato sempre una massiccia partecipazione da parte di tutti i dirigenti, durante gli allenamenti. Sono sempre presenti al campo, e si rendono immediatamente disponibili per risolvere ogni tipo di problema. Questo mi porta a pensare che tutti hanno

voglia di fare. Un ulteriore stimolo per me, per tutto lo staff tecnico e per i giocatori. Il campionato si presenta difficile? Succede sempre così ogni qualvolta giungo in Sardegna. Quando allenavo il Tortolì c’era il Tempio. Noi vincevamo ma loro vincevano sempre più di noi. A prescindere dai risultati di domenica scorsa, ritengo che in questo torneo ci siano almeno tre, quattro squadre, Torres, Nuorese e Olbia, per citarne qualcuna, che sono nettamente più forti, anche per quanto riguarda i potenziali economici ed è quindi comprensibile che partano favorite. Non vi inganni quanto accaduto domenica al comunale, perchè la Torres ha mostrato di essere una gran bella squadra. Mister cosa si aspetta? Mi aspetto sempre la stessa cosa. Spero di vincere il campio-

nato. È molto difficile lo so, però questo è il mio desiderio. Spero di poter dare soprattutto una identità alla squadra per riuscire ad accontentare tutti, perchè tutti ci dobbiamo divertire. Questo è quello che vuole il presidente ma è anche quello che desideriamo tutti, allenatore, giocatori e tifosi inclusi. I nostri sostenitori nella prima di campionato hanno incoraggiato i ragazzi per tutta la partita. Questo è un segnale molto positivo. Loro ci hanno fatto comprendere di essere al nostro fianco, di non fare mancare l’indispensabile apporto. Ora spetta a noi non deludere le aspettative. Sappiamo che non possiamo vincere tutte le partite. Sappiamo di doverci confrontare ogni domenica con formazioni altrettanto motivate. Questo non deve comunque far mancare gli stimoli anzi, deve essere una ulteriore spinta per impegnarci ancor più in questa meravigliosa avventura, considerando la cosa più importante: mai venga meno il divertimento. Intanto il campionato è iniziato... È iniziato con un risultato positivo. Lo spettacolo è stato rovinato dai supporter della Torres. Peccato, avremo voluto festeggiare questa prima vittoria con i nostri tifosi in maniera diversa. Credo che alla fine non abbiamo assolutamente demeritato, anche se ci sono tante cose che con i ragazzi dobbiamo rivisitare. Il campionato è lungo e difficile; una buona partenza è molto importante e la vittoria con una delle formazioni più accreditate al titolo ci ha permesso di trascorrere una lieta serata. Stiamo però con i piedi ben piantati per terra perchè una partita non dice niente rispetto alle tante gare che dobbiamo ancora giocare.


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CALCIO Promozione. La squadra del presidente Franco Massessi si affida alle cure del tecnico Marco Cossu per far volare i giallo neri.

Un Porto Corallo nuovo di zecca strizza l’occhio al campionato di Renzo Cuccu

I CATEGORIA

Buona la prima. Il Porto Corallo nella sua apparizione ufficiale della stagione 2010/2011 conquista un importante pareggio sul campo della matricola Cardedu, ipotecando il passaggio del turno alla fase successiva di Coppa Italia. Una formazione costruita nuova di zecca a cominciare dal tecnico Marco Cossu, un ritorno di fiamma per Franco Massessi che già alla sua prima esperienza nel mondo del calcio si volle affidare a questo tecnico che fa della dedizione e del lavoro il suo credo calcistico. L’ultima apparizione di Marco Cossu in panchina è legata alla esaltante cavalcata con il Sanluri che ha portato la squadra del Medio Campidano nel Campionato Nazionale Dilettanti. Quindi la chiamata del Porto Corallo alla quale il tecnico non ha saputo dire di no di fronte al progetto giallo nero. Una squadra che rispetto alla passata stagione ha tenuto in organico il solo Claudio Palumbo, per il resto solo novità. Dall’Argentina è arrivato Fausto Gomez difensore, classe ‘85, nella passata stagione a Pula, Andrea Mura centrocampista ex Fertilia, Daniele Delogu centrocampista ex Pula. Sempre dalla stessa società è arrivato la seconda punta Fabio Nuvoli, Davide Meloni ex Selargius e Nicola

Protagoniste inedite ai nastri di partenza San Vito e Villaputzu ‘86 Marco Cossu, nuovo allenatore del Porto Corallo

Dettori dalla Torres. A questi si sono aggiunti i giovani locali, tra gli altri i promettenti Stefano Sanna del ‘94, Fabio Musiu del ’93. Fanno parte della rosa Alessandro Casula, Andrea Massessi, Sergio Marongiu, Giovanni Sanna, Francesco Corbia, Aessandro Contu, Marco Spanu e Maurizio Medda. Nel frattempo il direttore sportivo Luca Massessi continua ad operare sul mercato, imminente l’arrivo a Villaputzu del difensore mancino Juan Adelago di nazionalità argentina, in arrivo anche l’italo-belga Gaetano la Monaca, centrocampista dai piedi buoni. Tra le cartucce che il DS tiene in serbo un fuoriquota dal Selargius e un attaccante i cui nomi al momento

restano top-secret. Insomma una vera e propria rivoluzione che il rinnovato Porto Corallo grazie all’unità di intenti raggiunta con i dirigenti del Villaputzu ‘86. Per la prima volta dopo tantissimi anni i villaputzesi avranno un’unica squadra da sostenere. Un connubio quello che si è creato che sta alimentando speranze tra i sostenitori per un campionato che possa vedere i giallo neri protagonisti di questo esaltante torneo di Promozione. Dall’altra parte i dirigenti giustamente preferiscono il volo radente, parlando di un “bel campionato” che possa ripagare gli sforzi economici e non solo che anche per questa stagione si stanno mettendo in campo.

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È iniziata lunedi 30 agosto la stagione sportiva del San Vito in prima categoria. Agli ordini del mister Enzo Miccuci e del preparatore Piras i ragazzi bianco celesti hanno inizato a correre e sudare sul campo comunale. Ai soliti noti Casarin, Piroddi, Cocco, Conti, Dominici e capitan Siddi, bisogna segnalare il ritorno di Andrea Melis e alcuni volti nuovi per i sostenitori sanvitesi: Matteo Mulas, Giuseppe Perra e il bomber Billo Vistosu. Sempre attivo il direttore sportivo Alberto Paderi che sta muovendosi per integrare il reparto fuori quota, a questo proposito è arrivato Di Martino che i tecnici stanno visionando. Un San Vito che prova a fare le cose in grande e le prerogative sembrano esserci proprio tutte. È iniziata anche la stagione

dei ragazzi ex Castiadas 2008 che questa stagione giocheranno sul sintetico dell’Annunziata ma sotto il nome di Villaputzu ‘86 per via dell’acquisizione del titolo della società bianco viola. Una squadra affidata al tecnico Angelo Padiglia che con il presidente Michele Massessi, stanno muovendosi per allestire una squadra in grado di mantenere la categoria. L’intendimento è quello di dare spazio ai tanti giocatori locali che con la nuova mappa del calcio nostrano si sono trovati senza squadra. In questo senso mister Padiglia offre le più ampie garanzie, ha infatti dimostrato di essere capace di comporre dei puzzle vincenti in situazioni difficili, come successe a San Basilio o alla guida del Castiadas. (r.c.)


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CALCIO A 5

Il torneo. Dal 2 al 5 gli “azzurrini” impegnati in un quadrangolare

La società. Decisivo il sostegno del Comune

La nazionale a Muravera il paese si prepara alla A2

Una grande opportunità dalla nuova Sigal per gli sportivi del paese

Nicola Pisanu

La nazionale giovanile italiana reduce dai campionati europei dove si è classificata quinta, sarà a Muravera dal 2 al 5 settembre per partecipare al I Trofeo Città di Muravera. Si tratta di un quadrangolare per squadre under 18 con girone all’italiana. Gli azzurri, allenati dal tecnico Sebastiano Petracca, affronteranno la compagine del Ripalta Cremasca, la rappresentativa Sardegna composta da Marco Sirigu e Alberto Ticca e la squadra dell’Ad Muravera composta dai beniamini locali Simone

Boi e Nicola Pisanu e allenata dal tecnico Francesca Saiu. Le gare si disputeranno sabato 4 nella palestra comunale di viale Rinascita a Muravera e saranno precedute venerdì 3 da un mini stage che impegnerà tutti gli atleti. L’idea del torneo è del presidente della società muraverese Luciano Saiu. Intanto il paese si prepara al campionato di serie A2 femminile, dopo due anni di assenza. Faranno parte della squadre che prenderà parte a questa esaltante avventura, la cinese Wu Shuang,

Sabrina Mascia, Luisa Lavra e Giulia Cotza. Ad allenarle, ed eventualmente a supportarle in partita, Francesca Saiu. L’obiettivo è una salvezza tranquilla. Il Muravera farà parte del girone sardo-siciliano. Molta attesa anche per la serie C1 maschile dove il Muravera esordirà dopo lo splendido campionato dello scorso anno disputato in serie C2 e che è valso la promozione nella serie superiore. Gli atleti sono tutti un prodotto del vivaio della società.

Da circa tre anni opera sul territorio del comune di Villasimius l’ASD Nuova Sigal, una società nata dalle ceneri della gloriosa Sigal, una compagine che aveva disputato svariati campionati di calcio a 5 con dei lusinghieri risultati. La società è presieduta da Massimo Lebiu, il vice Claudio Cardia, segretario Mimmo Zara, cassiere Pablito Cossu, direttore sportivo Pierpaolo Cardia, soci fondatori Roberto Saddi, Francesco Cao e Pietro Cozzuto. La nuova società svolge le proprie attività sportive negli impianti del Cordolino Blu che oltre ad ospitare un campo di calcetto, uno da tennis ha a disposizione degli efficienti spogliatoi. Le ambizioni del giovane sodalizio oltre ad occuparsi di calcio, sono quelle di potenziare le offerte sportive, ad iniziare dal

tennis di cui da qualche giorno è iniziato il primo corso per i bambini che sta riscuotendo un soddisfacente risultato. Tra le altre iniziative è imminente in occasione delle festività di Santa Maria lo svolgimento del secondo Memorial Cossu di calcio a 5. L’impegno sul sociale è il compito primario di questa realtà, che sopravvive grazie alla preziosa collaborazione dell’amministrazione comunale nella persona del sindaco e dell’assessore allo sport, ma soprattutto grazie all’autofinanziamento e all’attenzione di qualche sponsor che potrebbe permettere un miglioramento del servizio offerto. L’impianto è sempre presidiato da qualcuno dei soci, per informazioni e iscrizioni si può chiamare il signor Mimmo Zara al numero 3341170640. (Angelo Picariello)


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