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anno XX III

numero

Marzo 2013

periodico indipendente di informazione, critica, cultura, curiositĂ , scherzi e facezie su cavaion e dintorni

1

Cavaion, a Spasso tra Stranezze e Paradossi Vento di novitĂ  per la ProLoco

Le Pale Eoliche di Rivoli ET T E C I R LE A di BETT


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EDITORIALE

periodico indipendente di informazione, critica, cultura, curiosità, scherzi e facezie su cavaion e dintorni AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI VERONA IN DATA 23/01/1974 R.S. 300

direttore responsabile

MAURIZIO DELIBORI hanno collaborato a questo numero

GIUSEPPE MARCONI MAURIZIO C. MOLINARI DANIELA ZANETTI grafica e impaginazione

ALESSANDRO DELIBORI e-mail

vdpcavaion@live.it la collaborazione è libera e gratuita

anno XXIII

numero 1

marzo 201 3 made in cavaion veronese (VR)

BUOA PASQUA Il Cristo risorto possa farci sentire tutta la forza del suo amore, riempire il nostro cuore di pace e donarci la forza per proseguire il cammino verso un domani sempre migliore.

Custodia, Tenerezza, Servizio, Speranza

Le parole del Papa Francesco all’inizio del Suo pontificato sono una indicazione precisa per ciascuno di noi, cristiano o meno. Ascoltiamole e pratichiamole… “…Il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. E’ l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. E’ il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio! E quando l’uomo viene meno a questa responsabilità di custodire, quando non ci prendiamo cura del creato e dei fratelli, allora trova spazio la distruzione e il cuore inaridisce... Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo! Ma per “custodire” dobbiamo anche avere cura di noi stessi! Ricordiamo che l’odio, l’invidia, la superbia sporcano la vita! Custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è proprio da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono! segue..


LE RICETTE

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di BETTA NON SOLO INSALATA: PASTICCIO AL RADICCHIO ROSSO

Prima che finisca del tutto la stagione del radicchio rosso, grande protagonista della cucina invernale, gratifichiamoci con un sontuoso pasticcio che non ha nulla da invidiare a quello classico col ragù.

Ingredienti:

- lasagne all’uovo - radicchio rosso - cipolla - burro, farina e latte per la besciamella - prosciutto crudo o pancetta affumicata - parmigiano grattuggiato.

1 . Tagliare a listerelle il radicchio e farlo stufare in olio con la cipolla tritata. 2. Lessare le lasagne e scolarle su un canovaccio. 3. Preparare una besciamella a cui aggiungere del formaggio. 4. Preparare gli strati nella teglia da forno: burro, lasagne, radicchio , prosciutto o pancetta al gusto, besciamella e abbondante formaggio.

“on dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza! E qui aggiungo, allora, un’ulteriore annotazione: il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza. Nei Vangeli, san Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza! Oggi, insieme con la festa di san Giuseppe, celebriamo l’inizio del ministero del nuovo Vescovo di Roma, Successore di Pietro, che comporta anche un potere. Certo, Gesù Cristo ha dato un potere a Pietro, ma di quale potere si tratta? Alla triplice domanda di Gesù a Pietro sull’amore, segue il triplice invito: pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle. Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce; deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il Popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, chi è straniero, nudo, malato, in carcere (cfr Mt 25,31-46). Solo chi serve con amore Solo chi serve con amore sa custodire! Nella seconda Lettura, san Paolo parla di Abramo, il quale «credette, saldo nella speranza contro ogni speranza» (Rm 4,18). Saldo nella speranza, contro ogni speranza! Anche oggi davanti a tanti tratti di cielo grigio, abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza e di dare noi stessi la speranza. Custodire il creato, ogni uomo ed ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l’orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza! E per il credente, per noi cristiani, come Abramo, come san Giuseppe, la speranza che portiamo ha l’orizzonte di Dio che ci è stato aperto in Cristo, è fondata sulla roccia che è Dio. Custodire Gesù con Maria, custodire l’intera creazione, custodire ogni persona, specie la più povera, custodire noi stessi: ecco un servizio che il Vescovo di Roma è chiamato a compiere, ma a cui tutti siamo chiamati per far risplendere la stella della speranza: Custodiamo con amore ciò che Dio ci ha donato!”

5. Passare in forno 1 5 minuti e un paio di minuti di grill per gratinare. Hai qualche ricetta di Betta Castani

per "sfidare" la nostra Betta? Spediscila alla VdP! vdpcavaion@live.it


CAVAION A SPASSO TRA STRANEZZE E PARADOSSI

La Scuola elementare

EL mezzo del cammin di nostra vita, mi parcheggiai al confin "dela pontara", per mio dover di padre premuroso d'accompagnar il bimbo ad imparar. "Desmonto" nel piazzale sottostante, n'do padroneggia fiero il mio Comune, tra "scarpolin" e teatro prominente, per mano mi inoltro a passeggiar. O bella! Sorpresa del mattino, 'na scena stramba irrompe al mio cammino, un tot di auto, tutte in fila indiana, guidate, per lo più da 'na sottana, che puntano in qual mia direzione, come attirate, senza una ragione! Un dubbio mi pervade nella mente: "che svendita lassù ci sia da fare? Non mi risulta Centro Commerciale, almeno fino al giorno antecedente!" Mi inoltro a soddisfar i miei quesiti: " che sti qua si sian tutti smarriti? come in una nebbia, sorpresa del mattino, tutti quanti, pian piano dietro il primo?" Assai nobile dev'essere il motivo, e anch'io, allor, inseguo l'obbiettivo, alla metà salita detta "Rosso", ormai tossisco che di più non posso, e col mi' bimbo m'azzardo anch'io a rischiare, tra muro e auto mi vado ad infilare! Ormai col naso in fin da rottamare, la gola che mi sciopera il parlare, con i polmoni che stan tirando un botto, e qualche mezzo che mi vuol metter sotto, arrivo al bivio che da "scuola" o "Piazzola", e ad aria comincio a barcollare, di un puzzo che non ci si può stare, di diesel, benza e fumo di vapor! Il tanfo che qui da basso arriva, mi indugia nell'impresa a continuare, ma come il più prode cavaliere, mi impongo, ormai cocciuto, a continuar! Perché, se tanti vanno in direzione, di mia, pur medesima magione, ricercar ne devo io il motivo, o mai sarò soddisfo, fin che vivo! Arrivo sul piazzal di fronte al "Dotto", schivando un Suv che mirava al botto, e li, sorpresa più sublime, in vita non poteva capitar! Sto treno d'auto proprio li s'assesta, al pari di un soldato "lancia in resta", i bimbi, uno ad uno a "desmontar", e verso istituzione a camminar, e come una catena di montaggio, perfetta nel monotono produrre, un sol bambin s'avvia verso il cortile, con le auto dietro a mantener le file. Ma "CAZZO!!", e scusate l'eleganza, che mi risal dal fondo della "panza", ma è per questo ch'io devo morire, pian pian in forma di tumore, a buttar giù strafumo e gas nervino, con altrettanto, sotto, il mio bambino? Ha voglia, questa scuola ad educare, alla frutta, per una vita sana! Se tutti facessero altrettanto non durerem più d'una settimana!! E va da sè che pure questa volta, chi paga pegno son i volonterosi, che lascian l'auto, prendono i bambini, e si incamminan' come pellegrini! E col nervoso lascio il mio bambino, che con gli altri s'accoda per entrare, ed a vederli andare ad imparare, mi torna dentro al cuore un bel sorriso. Speriamo che siate ancora in tempo, voi piccoli a risalir le scale che a prendere noi grandi come esempio, potete voi soltanto migliorare. Geppe Marconi


ATTORCHI IN TUR Lo so che non si scrive così! Ma non volevo che fossimo scambiati per rock star e tantomeno creduti sapientoni che girano il Mondo in Tour (si scrive cosi?), tra Fan affamati fuori da stadi gremiti. Noi giriamo piccoli teatrini di provincia (dove però, a fine commedia potete parlarci per tastare se giù dal palco siamo scemi come su, e non e' detto che abbiate delle spiacevoli sorprese), in paesini spesso nascosti dove non vanno più neanche i rappresentanti del "Folletto". Giriamo a raccontare storie. E siccome raccontare storie è una cosa che sanno fare quasi tutti forse lo facciamo per sentirci più normali, e lo facciamo davanti a tanta gente, così perdiamo meno tempo. E' anche vero che, nella maggior parte dei casi, raccontiamo storie che fanno ridere, perché ci viene meglio, e perché di gente che racconta storie seriose ce n'é anche troppa in giro e che, ogni tanto, un alternativa fa bene ai muscoli (non quei muscoli li, quelli che si usano per litigare al parcheggio! Quegli altri, quelli che ne usi tanti se urli alla vicina che sbatte il tappeto sul tuo vestito del matrimonio e ne usi pochi se la vicina si sposa con il tuo amante, e che quindi è meglio che il tuo amante si sposi ma forse sto uscendo dall'argomento!) Siamo il “Teatro dell'Attorchio”, e già esserci trovati un nome simile ci costringe a investire tempo in spiegazioni a chi spiegazioni non ha mai avuto. Ma non qui per tre motivi. Il primo è che, come sopra, meno di voi ho voglia di discorsi seri. Il secondo è che si ha diritto a spiegazioni solo dal vivo (e quindi solo in occasioni teatrali). Il terzo non me lo ricordo... Va da se che, se verrete a vederci, tali spiegazioni saranno esenti dal prezzo del biglietto, diciamo, a titolo promozionale (Marketing si scrive così?), e che uscendo dal teatro vedrete il Mondo come non l'avete mai visto prima (forse sto esagerando, meglio che mi abbassi un attimo!) E arriviamo al punto: a vederci per vedere cosa? Il continuo tentativo di non prendersi sul serio, di ridere (io ho visto anche qualcuno "sganasciare"!) dell'umana eppur cosi' bella ingenuità del povero, inconsapevole di essere cosi ricco, le infinite possibilità che seguono il "fatal malinteso", e le inevitabili conseguenze che ne conseguono. In pratica tutto quello che fa arrabbiare che, visto da diversa angolazione, rischia seriamente di far ridere. Lo so, non avete capito molto di tutto quello che vi ho detto, ma vi confesso che, dopo aver riletto tutto, ci ho capito poco anch'io. Non preoccupatevi, all'articolo successivo dimenticherete tutto. Per il momento sono costretto a comunicarvi che avrete, su questo giornale, ancora nostre notizie, e che, se interpretate questo come una minaccia vuol dire che il senno non vi ha del tutto abbandonato. A presto. The Geppe (tennico)


COL CTG EL PREON… ALLA SCOPERTA DI AFFI E CAVAION

S

i è concluso il secondo corso sulla conoscenza del territorio di Affi e Cavaion, con relative visite ed escursioni guidate, organizzato con il gruppo CTG El Preon . Il nuovo gruppo, nato lo scorso anno, vede nel consiglio direttivo, presieduto da Enzo Maccarelli, la presenza di Alessandro Delibori e Jacopo Righetti, giovani vicepresidenti, Loreta Verri (segretaria) e quindi Paolo Caobelli, Elisa Coato, Pasqualina Tomezzoli, Moreno Catteschi e Daniela Zanetti. L’Associazione fa parte del CTG (Centro Turistico Giovanile), un organismo di ispirazione cristiana nato nel 1949 allo scopo di offrire proposte per un turismo consapevole e per un non banale utilizzo del tempo libero. Le uscite sono state di vario tipo: dalla visita di edifici sacri (chiese, cappelle) e di ville nobiliari, alla passeggiata nelle campagne alla ricerca delle corti rurali, a quella sulle colline. Gli aspetti che vengono sottolineati non sono solo quelli storicoartistici, ma anche quelli naturalistici e ambientali. Sono un modo per scoprire le numerose bellezze nascoste della nostra zona, che spesso, viaggiatori distratti come siamo, non siamo più in grado di notare o percepire. Le serate del corso sono state l’occasione per ripercorrere non solo la storia “importante” (come quella dell’Abbazia di S.Zeno da cui ebbe origine il “Castelnuovo dell’Abate”), ma anche la storia “minore”, i personaggi e le tradizioni che hanno

costruito il nostro passato anche recente; in questa operazione di recupero tutti i partecipanti hanno contribuito a fornire testimonianze, storie e aneddoti in un coinvolgimento corale. Con l’assessorato all’ecologia, El Preon continuerà la collaborazione per le passeggiate delle domeniche ecologiche (tenere d’occhio per info il sito del comune). Per il futuro El Preon ha in vista un interessante progetto, in collaborazione con le biblioteche di Affi e Cavaion: una mostra dei pittori scomparsi che sono vissuti nei nostri due comuni e che hanno caratterizzato la sensibilità artistica del loro tempo. Inoltre, dopo la riuscita partecipazione all”Osar Marso ”, vi sarà la consueta collaborazione con la Festa di Primavera di Incaffi, con la Festa Medioevale (la Tisana Fracastoro ha riscosso lo scorso anno un gran successo!) e con la Festa alla Furiola, tutte occasioni per riscoprire anche il valore della nostra tradizione. E infatti il nostro Presidente Maccarelli in una recente intervista su un periodico locale, ha dichiarato a proposito dell’attività del gruppo:

“Un significato e un ricordo solido a testimonianza del nostro attaccamento al territorio e per tramandarne la conoscenza alle future generazioni. Speriamo di essere utili a questa presa di coscienza verso il rispetto e la conoscenza dell’ambiente in cui viviamo”. Daniela Zanetti


SIAMO DO CHISCIOTTE COTRO I MULII A VETO?

LE PALE EOLICHE DI RIVOLI, SFREGIO AL PAESAGGIO DELL’ANFITEATRO MORENICO

Lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra è universalmente noto come autore del "Don Chisciotte della Mancia". Tra le pagine più memorabili va ricordato l'episodio in cui il condottiero scorge “trenta o quaranta giganti che agitano minacciosi le loro lunghissime braccia”. Don Chisciotte, a cavallo del suo ronzino e con tanto di scudiero (Sancho Panza) al suo servizio, non può che ingaggiare una dura battaglia contro quelli che lui identifica come i “terribili mostri”, uscendone però inevitabilmente malconcio! Durante l'aspro conflitto con questi "mostri" creati dalla sua stessa mente, il lettore assiste alle scene attraverso gli occhi del più 'savio' scudiero “Sancho Panza”, che vedono soltanto dei normali e semplici mulini a vento!! Anche noi che non condividiamo la scelta di posizionare le 4 pale eoliche sul Monte Mesa di Rivoli e le altre due pale previste sul Monte Crivellin-Cantarelle di Affi, siamo forse come dei don Chisciotte che combattono contro la modernità ed il progresso per salvaguardare il paesaggio? Crediamo di no. Ma sentiamo cosa dice il brano:

"Ed ecco intanto scoprirsi da trenta o quaranta mulini da vento, che si trovavano in quella campagna; e tosto che don Chisciotte li vide, disse al suo scudiere: «La fortuna va guidando le cose nostre meglio che noi non oseremmo desiderare. Vedi là, amico Sancho, come si vengono manifestando trenta, o poco più smisurati giganti? Io penso di azzuffarmi con essi, e levandoli di vita cominciare ad arricchirmi colle loro spoglie; perciocché questa è guerra onorata, ed è un servire Iddio il togliere dalla faccia della terra sì trista semente. — Dove, sono i giganti? disse Sancio Pancia. — Quelli che vedi laggiù, rispose il padrone, con quelle braccia sì lunghe, che taluno d'essi le ha come di due leghe. — Guardi bene la signoria vostra, soggiunse Sancio, che quelli che colà si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino. — Ben si conosce, disse don Chisciotte, che non sei pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e mettiti in orazione mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual tenzone.» Detto questo, diede de' sproni a Ronzinante, senza badare al suo scudiere, il quale continuava ad avvertirlo che erano mulini da vento e non giganti, quelli che andava ad assaltare. Ma tanto s'era egli fitto in capo che fossero giganti, che non udiva più le parole di Sancho, né per avvicinarsi arrivava a discernere che cosa fossero realmente; anzi gridava a gran voce: «Non fuggite, codarde e vili creature,


Siamo Don Chisciotte contro i mulini a vento?

che un solo è il cavaliere che viene con voi a battaglia.» In questo levossi un po' di vento per cui le grandi pale delle ruote cominciarono a moversi; don Chisciotte soggiunse: «Potreste agitar più braccia del gigante Briareo, che me l'avete pur da pagare.» Ciò detto, e raccomandandosi di tutto cuore alla Dulcinea sua signora affinché lo assistesse in quello scontro, ben coperto colla rotella, e posta la lancia in resta, galoppando quanto poteva, investì il primo mulino in cui si incontrò e diede della lancia in una pala..." (Tratto dal Capitolo VIII, Prima Parte che, nella versione italiana, si intitola: DEL FORTUATO COMPIMETO CHE DIEDE IL VALOROSO DO CHISCIOTTE ALLA SPAVETEVOLE E O MAI IMMAGIATA AVVETURA DEI MULII DA VETO CO ALTRI SUCCESSI DEGI DI GLORIOSA MEMORIA)

Perché siamo contrari a quell’impianto eolico? Perché la posizione è sbagliata, proprio allo sbocco della Val d’Adige con alle spalle il Monte Pastello ed il Monte Baldo. La fascia collinare dell’anfiteatro morenico di Rivoli, appartenente ai comuni di Affi, Rivoli e Caprino: a) è protetta in parte dal PTRC della Regione del Veneto e il Decreto Ministeriale del 1953 ha dichiarato di grande importanza paesaggistica tutta la zona; b) è individuato quale sito di particolare importanza nel Piano Territoriale Provinciale ed è stato dichiarato monumento geologico ed inserito nel Piano - Progetto di Valorizzazione Ambientale. c) è compresa tra i siti di importanza comunitaria quale biotopo rientrante nella rete “Natura 2000” che la Comunità Europea ha costituito in attuazione della direttiva “Habitat”, decreto 357/08.09.1997. d) presenta le cerchiette moreniche esterne, boscose, di un teatro semicircolare di quasi 9 Km, tra i più piccoli ed unici anfiteatri morenici d’Italia, paesaggisticamente rilevante allo sbocco di una vallata alpina, come la Val d’Adige. Questa zona è altamente panoramica e paesaggisticamente importante e da tutelare e quindi non idonee a realizzarvi il Parco Eolico che l’AGSM ha realizzato a Rivoli con 4 pale e sta progettando in accordo con il Comune di Affi sul Monte Cantarelle-Crivellin per altre due pale. Perché non fare l’impianto a Camporengo, un km più a sud tra quei bruttissimi capannoni? Anche li c’è il vento… Adesso dovremo aspettare la prossima glaciazione che spazzi via questi “mostri”?

Maurizio Delibori


voci &novità

VENTO DI NOVITA’ PER LA PROLOCO

Il presidente della Proloco S. Michele, Franco Lonardi, illustra alla Voce del Paese i progetti per le manifestazioni 2013 e le novità ideate per arricchirle ulteriormente. “Quest’anno provvederemo a stampare una pubblicazione con l’elenco delle manifestazioni e relativi programmi; ma per la prima volta sarà un vero e proprio libretto, e grazie alla collaborazione con Maurizio Delibori comprenderà cenni illustrativi sul paese e notizie storiche sulla tradizione delle feste e sagre locali; inoltre fornirà info utili riguardo al comune di Cavaion. Per la Festa degli Asparagi della terza settimana di maggio abbiamo l’intenzione di noleggiare un tendone più grande (600 mq) per dare l’opportunità alle associazioni di organizzare al meglio le loro proposte. Si riprenderà la manifestazione la settimana dopo (giovedì, venerdì, sabato e domenica), organizzando la Festa delle Associazioni per cercare anche di ammortizzare il costo del tendone. In questa occasione tutti i gruppi del paese avranno la possibilità di esporre un banchetto di informazioni sulle loro attività. L’Associazione LiberaMente Cavaion proporrà una “Music Fest” con serate dedicate all’esibizione di gruppi giovanili. Nota positiva: ogni associazione (Comitato Cavalline, Danzando sotto le stelle, Basket Tobia, Gruppo Alpini, A. C. Cavaion, a cui va ovviamente la nostra gratitudine) ha accettato, visto il momento critico, di collaborare con la Pro Loco rinunciando all’incasso in questa seconda parte della festa. Ci sarà una grande pista da ballo di 250 mq. con relativo palco, all’esterno del tendone”. Il programma della Festa degli Asparagi prevede giovedì 16 maggio le premiazioni dei consueti concorsi vino - olio - asparagi; venerdì l’inaugurazione del concorso-mostra Davide Giacomelli, sabato alle ore 11 la cerimonia per il patto di amicizia con Cavaillon francese, e alle 18.30 presso il Ricreatorio Parrocchiale l’inaugurazione della mostra-omaggio ai pittori scomparsi vissuti nel ‘900 fra Cavaion ed Affi organizzata dal CTG El Preon. Inoltre la domenica mattina il CTG Vissinel proporrà la passeggiata fra le bellezze di Cavaion. Anche quest’anno l’ Avis organizzerà il pranzo sociale presso il tendone della Festa a mezzogiorno di domenica 19 maggio. Altri eventi di rilievo la settimana precedente la Festa sono: venerdì 10 maggio presentazione del progetto Valsorda sabato 11 e domenica 12 : I Tesori Veronesi, organizzati dall’Assessorato Provinciale alla Cultura, con visite guidate alla Bastia e alla Villa romana. Seguirà poi l’8 giugno un concerto degli ABBA–SHOW Altre novità sono in cantiere per le manifestazioni estive.


.B. olessero Tutti quellirechdeeivpensieri, esprime nti buoni o dei sentime enti o altre ggerim attati, cattivi, o su i temi tr LI, idee in meriNtoOaIN RCE POS S O ne VdeIA a V.d.P. la Redazio prendllere il tutto sarĂ  lieta diin considerazione seriamente rne ampio risalto. e da

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numero 1 anno XXIII marzo 2013