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La notizia pungente! Numero speciale, Dicembre 2016 Giornalino degli studenti del Liceo scientifico “Galeazzo Alessi� PG


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aro Babbo Natale, siamo un po’in anticipo, ma quest’anno le richieste sono molte, perciò volevo darti l’occasione di organizzarti! Ne sono successe di cose quest’anno, non tutti belle da ricordare, ma significative per una riflessione sul mondo e sul futuro: dagli attentati in Francia e Belgio, al terremoto del centro Italia che tanto ci ha spaventati e atterriti: l’uomo sa farsi male da solo e poi, quando c’è la natura di mezzo, ci ridimensioniamo per forza perché ci dimostra come tutto sia precario e come quello dell’ “onnipotenza umana” sia solo un pallido mito. Recentemente, pochissimi giorni fa, c’è stato anche un sommovimento politico nazionale che passerà alla storia: il referendum costituzionale,

che sicuramente i futuri liceali studieranno sui libri di scuola. Ha vinto il “NO”, il paese ha deciso di mantenere salda la Costituzione, benché in pochissimi, anche dello schieramento del NO, abbiano negato la necessità di alcune revisioni, ma non quelle proposte, come è risultato chiaro dal voto. Quello che maggiormente colpisce, ad ogni modo, è stato il dato dell’affluenza alle urne dei “giovani”, tantissimi davvero! La propaganda del “Sì” è stata a tappeto, nonostante questo la maggioranza degli under 35 si è schierata diversamente: forse un tema così grande ha mosso alla riflessione la “generazione degli smartphone”? Non prenderò una posizione personale, non è questa la sede, tuttavia rilevare l’incredibile affluen-

za giovanile è rassicurante e ineludibile. Passando alla parte propositiva e alle richieste: prima di tutto ti chiederei di ritardare l’avvento del freddo, non perché non ci auspichiamo tutti un bianco Natale, ma chi è a Norcia nelle casette, forse preferirebbe ancora un po’ di tepore… E poi, chiedo un po’ di stabilità per questo Paese che dopo i No e i Sì possano strutturare i “NOI”, per arrivare al 2017 con qualche motivo di serenità in più… Ti chiediamo, tutti insieme, un po’ di fortuna per le interrogazioni perché, come diceva Machiavelli, la virtù è fondamentale, ma senza occasioni e fortuna c’è poco da fare… Finisce il trimestre, finisce anche l’anno: in bocca al lupo a tutti e buon inizio 2017! Benedetta Tedeschi 4F

CLASSIFICA AGNELLI, QUALCHE OSSERVAZIONE E PERPLESSITÀ

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nche quest’anno sul sito eduscopio.it è stata pubblicata la classifica della fondazione Giovanni Agnelli, un ranking che ha come obiettivo quello di cercare di aiutare a scegliere l’istituto migliore in relazione alle aspirazioni e al percorso che si vuole seguire: lavoro o iscrizione all’università. La classifica non serve per fare una distinzione tra scuole di serie A e quelle di serie B, ma

è una guida che potrebbe tornare utile agli studenti e ai genitori nel momento della scelta dell’istituto in cui andare. Ad ogni istituto è associato un punteggio chiamato indice FGA (fondazione Giovanni Agnelli), il quale principalmente si basa su due criteri: la media dei voti presi a scuola e i crediti ottenuti dagli studenti una volta iscritti all’università. La nostra scuola si è classificata terza tra gli scientifici umbri, dietro al “Principe di Napo-

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li” di Assisi e al Galilei, il quale ha totalizzato 80.59 FGA. Essendo questo ranking significativamente considerato tra i genitori dei ragazzini delle medie, è doveroso fare alcune considerazioni. Iniziamo con uno dei criteri di determinazione dell’indice FGA, la media dei voti presi a scuola non è un dato oggettivo al 100%, infatti è noto che ci sono alcuni docenti “di manica più larga” rispetto ad altri ed ecco che il punteggio viene


gonfiato. Un altro punto debole della classifica è che non tiene conto dei successi degli studenti di una determinata scuola a livello nazionale. Lo scorso anno, la nostra scuola ha avuto uno studente che è arrivato primo ai campionati logici italiani, due studenti che sono arrivati secondi alle olimpiadi nazionali di fisica e ci sono tanti altri successi che si

potrebbero citare in altri ambiti come il giornalismo, la filosofia o le olimpiadi della chimica. Nel momento in cui una scuola o i suoi studenti hanno successo a livello nazionale, significa che non solo l’istituto è di alto livello, ma anche che i docenti sono molto competenti, a tal punto da portare gli studenti a trionfi a livello nazionale.

Con l’aggiunta di questo nuovo criterio nella determinazione dell’indice FGA probabilmente il podio sarebbe diverso e renderebbe così la classifica oggettivamente un po’ più veritiera, oramai però non ci resta che aspettare quella dell’anno prossimo. Alessandro Cascianelli 5A

DISASTRO NEI CIELI: TORINO E CHAPECOENSE INTRECCIANO LA LORO STORIA

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orino 4 maggio 1949: un aereo si schianta contro la basilica di Superga. Un aereo che stava rientrando da Lisbona e si è ritrovato avvolto dalla nebbia che avvolgeva Torino e le colline circostanti. Un incidente che non ha lasciato superstiti: 31 persone decedute, di cui 18 giocatori del grande Torino con allenatori, giornalisti e chi ruotava intorno a quella squadra. Una grande squadra che stava scrivendo la storia e che in quegli anni riusciva ad opporsi al dominio juventino in città e in Italia: aveva vinto cinque scudetti di fila, una coppa Italia e tra i propri top player contava numerosi pilastri della nazionale azzurra di quegli anni. Medellin, Colombia, 29 novembre 2016: un aereo finisce tragicamente il suo volo schiantandosi al suolo. Un aereo che stava viaggiando da Santa Cruz a Medellin e si è ritrovato senza carburante. Gli errori che hanno causato l'incidente sono stati molteplici: la tardiva richiesta di atterraggio di emergenza da parte del capitano, l'assegnazione da par-

te della compagnia di un aereo incapace di fare un tratto così lungo e una cattiva organizzazione quando un altro aereo aveva chiesto precedentemente di atterrare e altri quattro sono dovuti rimanere nei cieli per seguire il protocollo di sicurezza. Un incidente che ha lasciato solo 6 superstiti: di 81 passeggeri, 76 persone sono decedute tra cui giocatori della Chapecoense e la grande famiglia di tecnici, giornalisti e altre figure che giravano intorno alla squadra. Una squadra che stava scrivendo la storia e che riusciva ad opporsi al dominio di club del calibro del Flamengo e del Santos in Brasile. Una squadra nata poco più di 40 anni fa, che nel corso della sua storia aveva rischiato il fallimento e che fino a 7 anni fa militava in serie D. Una squadra che era riuscita a riportare il Brasile in una finale di coppa conti-

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nentale, quella finale che però ha portato al disastro. La Chapecoense è diventata un fenomeno tristemente virale sul web: i video girati dai giocatori prima del decollo hanno fatto il giro del mondo, ogni sportivo ha voluto lasciare il personale addio alla squadra tramite un tweet od un post su facebook e per giorni si è parlato di questo. Molti giocatori si sono offerti di giocare per la Chapecoense senza stipendio. Alla Chapecoense è stata offerta la vittoria a tavolino della coppa da parte dell'altra finalista, l' Atletico Nacional. Alla Chapecoense molte squadre hanno voluto dedicare attenzione per una partita attraverso la fascia di lutto al braccio e molti giocatori hanno voluto dedicare il proprio gol. Alla Chapecoense si potrebbe dedicare una frase precedentemente usata per il grande Toro: “ Forse era troppo meravigliosa questa squadra perché invecchiasse. Forse il destino voleva arrestarla nel culmine della sua bellezza” cit. Carlin. Gabriele Ripandelli 4D


PILLOLE DALL’ALESSI Di Gabriele Ripandellli

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2 dicembre 2016, Urban “Alessi is back!” Il 22/12/16 all’Urban dalle 22 le band dell’Alessi renderanno la serata indimenticabile attraverso le note del rock e dell’ hip pop, le crew mostreranno il loro talento in pista e per finire alla grande alle 1 saliranno alla console i dj. L’Alessi è pronta a dare grande divertimento ed a mostrare il meglio di sé. Assistere alle esibizioni costerà solo 2 euro per gli alessini e 3 per la gente di altri istituti se si compra la prevendita; 5 euro per i ritardatari che acquisteranno

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icembre 2016,liceo Alessi. Tutti a crederlo una cosa inutile, tutti a vederlo con disprezzo, tutti a considerarlo qualcosa che sa di vecchio. No, non sto parlando del tanto discusso senato al centro del referendum del 4 dicembre. Sto parlando di qualcosa con un valore maggiormente religioso: quel presepe che non si capisce cosa abbia in meno dell'albero addobbato per essere considerato una cosa tipica del natale. Un

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l’ingresso all’ultimo secondo. E poi in quale altra festa vi capita di vedere un prof al microfono? Beh il 22 avrete l’occasione di iniziare le feste assistendo all’esibizione del prof. presepe che potrebbe semplicemente essere visto come un'attività da fare insieme in famiglia. Certo non avrà un display o dei joystick, ma solo per questo deve essere trascurato? Anche se fosse solo una reliquia della nostra antica e bella cultura umbra, cosa ci impedisce di apprezzarlo? Anche se lo facevano i nostri nonni ed ora non va più di moda, perché evitarlo a tutti i costi? Ricordiamoci che il Natale è sempre una buona occasione per essere allegri

Toppetti come frontman la sua Blasco band. Perché venirci? “L'Alessi per anni ha voluto offrire progetti ed iniziative al fine di farsi preferire ad altri istituti e questo è un progetto unico per il senso di appartenenza alla stessa grande famiglia che genera. Questo festival non è una festa d'istituto, è la voglia di noi ragazzi di metterci in gioco e di suscitare emozioni tramite musica live, musica vera. È un evento di noi organizzatori, tanto quanto lo è di voi spettatori. #Viecce” afferma S. F. , uno degli organizzatori. e magari risparmiare inutili lamentele agli altri: cerchiamo di considerare il presepe un'attività niente male, sorridiamo un po' di più. Ognuno può dare un segno di festa secondo la propria sensibilità: aprirsi al Natale lo si fa per sé ma anche per donare felicità agli altri, non è generoso fare i guastafeste. Noi dell' Alessi allestiremo nell'atrio il nostro personale presepe, è una festa e siete tutti invitati!

vete qualche scoop, qualche pettegolezzo, qualche pungente notizia? Che state aspettando? Inviateceli alla nostra email redazione.siringa@gmail.com saremo lieti di pubblicarli! (Possibilità di rimanere anonimi)

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IPSE DIXIT ià si sente nelle nostre aule lo spirito natalizio! Eccovi quindici frasi e aneddoti esilaranti. Se volete veder pubblicate le vostre frasi divertenti, potete inviarle alla mail: redazione.siringa@gmail.com . Buona lettura!

P.s. Rivendichiamo il diritto di usare e pubblicare termini coloriti in quanto presenti anche nella Divina Commedia di Dante (sempre sia lodato!)               

We can TUTTI A quei tempi chi diceva il contrario rischiava de bruciasse il culo! Quello che raggiunge l'estasi non è il fachiro che sta 'gnudo sui chiodi 'Debole' è indeclinabile Prof.:.. per poter fare il piano inclinato.. Studente: E vabè ha preso 'na tavoletta de legno e l'ha messa de sbieco! Niccolò Copernico pubblicò "De revolutionibus orbium coelestium" nel 1543 poco prima de tirà i cianchetti E qualcuno disse al Papa :"Guarda che ti stanno a piglià pel culo" Non ti sento, inizio a diventà sorda, probabilmente è per autodifesa Io ho bisogno di gente culturalmente vergine per affrontare quest' argomento Lepido è il Molise Galilei pisciava fuori dal vaso. Se non vi interessa la spiegazione uscite e andate in pace *All'inizio della lezione d'Inglese bussa alla porta e entra N. dicendo: "Act II scene II, enter Banquo", l'alunno A. entra spingendo un banco* Prof: Te do un calcio nel sedere. Studente: E io le do un bacino sulla fronte. Il diametro del triangolo..

TECNOLOGIA MOSTRO DI ISOLAMENTO LA STORIA DEGLI “HIKIKOMORI”

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a tecnologia è utilizzata tutti i giorni da miliardi di persone ma chi ne fa un uso eccessivo siamo proprio noi adolescenti tra social network e internet che adoperiamo per fare ricerche, vedere video su Youtube e giocare online con i nostri amici lontani. Purtroppo, però, alcuni studi recenti fatti da scienziati che da anni si occupano del campo adolescenziale, quali il medico psichiatra giapponese Tamaki Saito, dottore presso un ospedale vicino Tokyo, hanno rilevato diversi problemi legati proprio a questo abuso di tecnologia. Uno

di questi casi è quello della sindrome di “Hikikomori” di cui magari avremo sentito parlare alcuni anni fa al telegiornale. Si tratta di una forma di ritiro dalla società causata appunto dai “mobile devices” che colpisce appunto la fascia dei teenager, soprattutto quella maschile. Questo comportamento apparentemente “normale”, causa nei giovani, purtroppo, un isolamento dal mondo reale: passare tutta la giornata in una stanza, oppure uscire solo quando si è sicuri di non incontrare nessuno di propria conoscenza. E’ scientificamente provato che questo di-

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sturbo è legato a una cattiva integrazione nel mondo reale e per questo si ricorra a delle vie di fuga virtuali. Il governo giapponese ha pubblicato nel 2007 alcuni dati allarmanti relativi a questo fenomeno: infatti un sondaggio ha rilevato 541.000 persone affette da questa malattia. Però questa è una stima molto approssimativa perché molti genitori che hanno figli ridotti in queste condizioni tendono spesso a vergognarsi e non rivelare a nessuno questo problema. Forse però si è trovata una “soluzione” che possa aiutare gli Hikikomori a superare l’iso-


lamento e iniziare un nuovo percorso di re-integrazione all’interno della società. Un gioco che a Luglio di quest'anno ha avuto un successo enorme: Pokemon Go che obbliga il giocatore a girare per la città e dando prova di come un videogioco possa essere

utilizzato anche per curare alcuni disturbi psicologici come l’autismo e altri sociali come appunto la sindrome di Hikikomori. Quindi l’avvertimento è usiamo la tecnologia perché il mondo che ci circonda ormai è basato sulla tecnologia ma

usiamola con moderazione e, qualche volta, cerchiamo di usarla poco perché i nostri nonni sono vissuti senza la tecnologia e adesso sono ancora vivi. Davide Casciarri 1F

PROBLEMI PER SAMSUNG: INTERROTTA LA PRODUZIONE DI GALAXY NOTE 7

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e nuove tecnologie sono entrate con forza nella vita quotidiana di tutti noi, ne siamo affa-

scinati. Tra i prodotti tecnologici, quello della telefonia risulta essere il più amato. Siamo alla continua ricerca del prodotto più nuovo e più versatile, per tale motivo le aziende lanciano sempre novità con funzionalità incredibili. La Samsung, una delle maggiori aziende produttrici, nell’intento di spingere al massimo la sua ricerca, ha avuto seri problemi in un tipo prodotto top di gamma: il phablet Samsung Galaxy Note 7. Infatti, diversi utenti hanno segnalato esplosioni del phablet che hanno portato il colosso coreano ad ammettere il problema. L’autocombustione delle bat-

terie del top di gamma hanno causato agli utenti seri problemi di salute: ustioni, bronchiti per il fumo inalato e in alcuni casi danni permanenti. Il motivo dell’esplosione delle batterie va ricercato nelle performance che sono ricercate in questi apparecchi: infatti man mano che i display diventano sempre più grandi e i processori sempre più evoluti, i dispositivi mobili hanno bisogno di batterie più potenti. Accanto alle prestazioni migliorate, gli utenti pretendono anche un'autonomia sempre più estesa e una velocità di ricarica maggiore. Il fenomeno dell'esplosione sembra eccezionale ed i ricercatori ne trovano la causa nelle batterie al litio che sono molto performanti ma potenzialmente pericolose. Il Phablet è uscito il 19 agosto

2016, ai primi di settembre, tuttavia, la società coreana ha annunciato il ritiro globale dei dispositivi già in commercio a causa di un problema alla batteria perché, se messa in carica, poteva prendere fuoco ed esplodere. Tutti i modelli sono stati sostituiti con altri modelli dichiarati sicuri. Ma anche i nuovi dispositivi, in diversi casi, hanno ripresentato il problema con emissione di fumo e diventando incandescenti, proprio come quelli sostituiti. Il risultato è stato una perdita di credibilità da parte dei consumatori, con un danno economico notevole per l’azienda coreana. Siamo proprio sicuri che vale la pena avere tra le mani oggetti sempre più rivoluzionari? Alessandro Leone 3F

VERO O FALSO? E’ UN VERO DILEMMA!: IL DIARIO RITROVATO DI VAN GOGH

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i tratta del libro contabile del Café de la Gare di Arles, un locale con camere dove si dice che Van Gogh ha vissuto per l’ultima parte della sua vita. Il diario, trovato negli archivi del locale, si scopre che è di proprietà di una donna (che preferisce restare anonima) che ha confessato che in realtà, diversi anni fa, contattò il mer-

cante d’arte Frank Baille che a sua volta si mise in contatto con la specialista canadese Bogomila Welsh-Orcharov. “Istintivamente all’inizio mi rifiutavo di credere a quello che avevo sotto gli occhi. Ma, poco a poco a poco, mano a mano che esaminavo più da vicino, sono stata soggiogata da un’emozione mai provata, prendendo coscienza che te-

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nevo tra le mani, senza alcuna possibilità di dubbio, un’opera di uno dei più grandi artisti moderni” —Bogomila W.O Con grande stupore si tratta di una delle scoperte più importanti fatte sul pittore postimpressionista. Beh, inutile dire che, per un ragazzo del primo superiore (come me), fare


una scoperta del genere significa dubitare di tutte le cose studiate nelle ore di scuola, chiedendosi: Chi *censurato* me lo ha fatto fare?! “Un falso, monotono, maldestro e privo di verve” queste sono le parole,di Teio Meenderdorp e Louis Van Tilborgh del museo Van Gogh, che descrivono il documento ritrovato. Personalmente, oltre a sconsigliarvi caldamente di andarci in questo momento, appunto perché due uomini isterici girano a zonzo per il

museo con manie omicide sostenendo che la scoperta della canadese sia solo una trovata pubblicitaria o che sia un semplice pretesto per stare sotto i riflettori. Ma si suppone che si voglia in poche parole negare che Van Gogh, magari, era un uomo normale che aveva sogni, paure e passioni invece di pensare che era solo un uomo malato e tormentato. Mentre a Parigi si stava concludendo la a Piace era Vosges, ad Amsterdam è arrivato l’imbarazzante intervento del museo

Van Gogh: “Si tratta di imitazioni, I nostri esperti hanno esaminato stile, tecnica e iconografia dei disegni arrivando a queste conclusioni. Le immagini contengono errori tipografici e l’autore si è basato su disegni decolorati di Van Gogh” Sarà vero o no? A cosa porterà questa guerra tra specialisti dell’arte? Solo il tempo e ulteriori ricerche potranno dircelo. Ngaleni Sieni 1C

Caro Niccolò, per gli amici Machiavelli (VIETATA LA LETTURA AI PROF. DI LETTERE)

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i siamo incontrati in un pallido pomeriggio autunnale, io stavo studiando, come al solito, sulla mia scrivania e tu sei spuntato fuori da una pagina, così, con un breve preavviso esplicativo della mattina precedente, ed è così che è cominciata la nostra (tormentata) amicizia… durata pochi mesi (due circa), lo ammetto, un’amicizia che non so se porteremo avanti, ma che in un certo senso è stata una chiave di lettura interessante, un baluginio di politica e morale che ha fatto capolino anche nelle mie recenti riflessioni, attinenti il famosissimo (almeno per noi) referendum del 4 dicembre. “Il fine giustifica i mezzi”, beh, in questi termini non l’hai mai detto, diciamo che rifletti più sul concetto di a-moralità e di necessità, perciò ti chiedo: ma intendevi davvero questo? Appena puoi fammi sapere, ché sono curiosa… devo dirtela tutta caro Nico: sei un po’ noiosetto a volte eh, cioè… sei vissuto nel Rinascimento, il periodo d’oro della letteratura… e niente: ti sei messo a disquisire di poli-

tica e storia antica riapplicata… che poi per carità tra Clizia e Mandragola due risate ce le hai fatte pure fare, ma insomma! Un po’ più di leggerezza ce la potevamo godere tutti insieme, anche tu, che all’Albergaccio pare non ti sia trovato troppo bene… comunque è andata peggio a Tasso tutto sommato, che dici? questa stoccata ironica te la dovevo lanciare, ma tu non te la prendi vero? Condivido con te l’interesse per i classici e, benché non possa riscontrare del vero nel tuo dire in merito al “dissimulare” e “mentire per un bene superiore”, beh, te la dico così: cos’è tutto questo cinismo? Insomma, sarà fermento giovanile il mio, ma dire quel che penso e quel che sono per me è importante! Certo, tu parlavi di politica e io, come è chiaro, non mi occupo di questo, però dai: meno astuzia e più serenità, un proposito per tutti alla fine… A parte questo, ti scrivo per una ragione, per salutarti, prima di tutto, ché ultimamente esco con la compagnia di Torquato (Tasso per gli amici) e per dirti di non essere triste

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che prima o poi ci rincontreremo, magari all'università, chi lo sa, e il 3 maggio, tranquillo, non mi dimenticherò di farti gli auguri… Detto questo, prendo congedo e ti rivolgo i migliori pensieri… Benedetta P.S. Ma Vettori l’hai più sentito? Da quando i Medici sono caduti l’ultima volta sembra sparito nel nulla, chissà in quale locanda si è andato a rinchiudere… va beh, se lo senti, salutami anche lui! Benedetta Tedeschi 4F


A cura di Alessandro Leone 3F

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CASSATA SICILIANA

e festività natalizie sono alle porte e in tutti i luoghi si vive la tipica atmosfera, le piazze delle città brillano di luminarie e in tutte le case gli addobbi sono già stati allestiti. Ora è il tempo di pensare con quali menù imbandire le nostre tavole, infatti in tutte le tradizioni il Natale è il giorno della grande abbuffata, accanto alle numerose ricette della tradizione natalizia vi sono anche molte specialità regionali. In un giorno di festa come il Natale, a fine pasto, non devono mai mancare i tipici dolci della tradizione come panettoni, pandori, torroni e della frutta secca al centro della tavola. Accanto a questi dolci ce ne sono altri che richiamano le tradizioni regionali e il tema natalizio. Seguite la nostra ricetta e vedrete che, anche partendo da ingredienti semplici sarà possibile preparare un ottimo dolce natalizio siciliano: la cassata. Questo dolce risale alla dominazione degli Arabi in Sicilia. Si prepara con due ingredienti essenziali, la canna da zucchero e il limone che gli arabi avevano importato, ed utilizzato la ricotta prodotta in Sicilia fin dai tempi preistorici. Tempo di preparazione: un’ora più il raffreddamento. Ingredienti per 6 persone Pan di Spagna a fette: g 200 Ricotta: g 600 Cioccolato fondente: g 80 Frutta candita: g 100 Zucchero: g 200

Un bicchiere di maraschino 6 albicocche ben lavate e senza nocciolo Per la glassa di zucchero 2 albumi di uova Zucchero al velo: g 200 Succo di limone Procedimento In una ciotola amalgamare la ricotta con il cioccolato ridotto a scaglie, trenta grammi di frutta candita tagliata a pezzetti, lo zucchero ed il maraschino. Disponete il pan di Spagna su un piano di lavoro e taglialo a fette. Tagliate a fettine le albicocche e distribuitele sul fondo di una tortiera, coprite con metà delle fette di pan di Spagna, versate metà del composto di ricotta e cioccolato e ripetere il procedimento ancora una volta, terminando con le fette di pan di Spagna rimaste, quindi mettete la tortiera in frigorifero per due ore. Per la glassa di zucchero: in una ciotola montate con una frusta da cucina gli albumi con lo zucchero a velo, aggiungere un goccio di succo di limone e continuare a montare fino ad ottenere un composto fluido e omogeneo. Togliete la tortiera dal frigo, sformate, coprite la preparazione con la glassa di zucchero, dando una forma simile a quella di una bacinella, decorate la superficie con la frutta candita tenuta da parte.

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WE ARE ALSO ABLE TO RECOGNIZE OURSELVES IN THE DARK, AREN’T WE?

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hink about the room where you are now. Remove the windows and lock the door. Well, imagine that from now on this is your world. Who would you like to be with, in your world? Who would be enough for you? For Jack the answer is simple: it’s Ma’. And the same is for her. Ma’ was only 17 when she was kidnapped and locked in a small and dark room by“Old Nick”. During one of the frequent abuses she endured she got pregnant and had Jack. To protect him from that horror, she built a world inside that Room, where they lived symbiotically and, to Jack’s eyes, happily. However, on Jack’s fifth birthday, Ma’ realized that they had to quit that fake world. From the first scenes one perceives the horror that lurks under the habits and games played by a child and his mum, along with her intense love for him and desperation for their conditions. At the same time, though, one feels the boy’s innocence as he has always lived in Room with ‘Ma and doesn’t apparently wish for anything else. Only Room, bed, Wardrobe, bathtub, table, carpet…even “Old Nick” without whom, paradoxally, they couldn’t have survived. Ob-

jects and pieces of furniture are called with their names, without article, as if they were human, as if they were Jack’s friends… his family, his everything. Because Jack is afraid of everything outside Room: “Outer Space” the “cosmos” and “true people” are mysterious and even disturbing at times. Outside everything is mixed up: the sense of time, the noises, the lights, the food, the eyes of the people who look at you…and also Ma’ doesn’t seem to be her when they finally manage to run away from Room. Deep down, he liked Room, as it had everything he needed, he had Ma’ and he didn’t need anything else: it was the Universe Ma’ had created for him, to protect him from what he couldn’t have, to give him a semblance of normality…That normality which had been denied for seven long years. Years of imprisonment and brutal sexual abuse for Ma’. But he didn’t know about it as Ma’ had made him sleep inside the wardrobe to prevent him from seeing, from hearing, from knowing. The value of this film lies primarily with the point of view since everything is filtered through the eyes of a five-year -old child. And not even an or-

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dinary five-year-old child, but one who was born and raised in captivity, a child that finds it hard to cope with a universe he hasn’t been prepared for. A universe that is unknown and in which he isn’t able to recognize himself. It may seem a limiting and simplified perspective for a story based on long-term confinement and survival, but to make up for this apparent lack of depth and awareness, it gives us a completely free and innocent vision of Room’s world, despite the harshness and brutality of the situation. Room, directed by Lanny Abrahamson, is the rare miracle of a world seen for the first time. As if we were given a new pair of eyes… and sometimes they get teary. We experience another childhood, which comes directly from the loss and rediscovery of our memories. Let’s go back to your Room/ world, then, and to the very one person who lives there with you. Your relationship will be so unique and symbiotic that you will not even need to see each other, even outside that room. After such an experience, you will able to feel yourselves in the dark, won’t you? Benedetta Tedeschi 4F


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CIAO BOBAN… BENVENUTO BERNARDI

opo un inizio di stagione deludente, in casa Sir Safety Conad Perugia c’era già un clima teso… poi la notizia: Sirci esonera l’allenatore Kovac. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno : “Siamo tutti quanti un po’ frastornati dagli accadimenti di questi ultimi giorni anche perché Boban oltre che un ottimo allenatore è un grande uomo che con i suoi modi si è meritato la stima da parte di tutti noi”. Queste le parole che il direttivo dei Sirmaniaci ha scritto nel loro gruppo Facebook. Il direttivo, tramite questo post, è riuscito a rispecchiare appieno lo stato d’animo di tutti i tifosi perugini. Slobodan Kovac si è guadagnato la stima dei tifosi anche grazie ai risultati raggiunti con la squa- dra.

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Infatti il tecnico serbo alla guida dei Block Devils ha raggiunto quattro finali: due in Superlega (2013-14, 2015-16), una in Coppa Italia (2013-14) e una in Supercoppa (201617). Purtroppo un grande punto a sfavore del tanto amato allenatore è che la Sir sotto la sua guida, nonostante le quattro finali, non è mai riuscita a vincere alcun trofeo, guadagnandosi la nomea di “eterna seconda”. A guidare la Sir Safety Conad Perugia da ora c’è niente di meno che “mister secolo” Lorenzo Bernardi. Il 48enne di Trento, a riposo da alcuni mesi dopo aver vinto lo scudetto turco con l’HalkBank Ankara, ha accettato la proposta del presidente Sirci e tornerà in Italia dove non ha mai allenato nel massimo campionato. “Lollo” Bernardi,

da giocatore ,vinse 2 Mondiali, 1 argento olimpico, 9 scudetti, 4 Coppe Campioni e fu il grande simbolo della Generazione dei Fenomeni. Quella di Gino Sirci sarà stata la scelta giusta? Questo nessuno di noi può saperlo, sarà il campo a parlare, sicuramente ha creato molto scalpore tra i tifosi, che nonostante la partenza del loro allenatore più stimato continueranno a seguire ed incitare la propria squadra. “Noi come Sirmaniaci e come tifoseria organizzata dobbiamo stare vicino alla squadra in questo momento, dobbiamo farlo perché il nostro compito è di sostenere i ragazzi, dobbiamo farlo per Bernardi che ha accettato un incarico scomodo, dobbiamo farlo soprattutto per noi stessi”. Elisa Massettini 3F

VIAGGIO AL CENTRO DEL PIANO

on appena varco la soglia della porta mi ritrovo schiacciato contro il pavimento, mi sento come un francobollo sulla carta stampata. Sono confuso e cerco il mio corpo che mi sembra ormai impalpabile ma non ci riesco, sono come parte del pavimento. Mi guardo intorno , anzi a destra e sinistra perché queste sono le uniche direzioni che riesco a vedere. Non vedo l' orizzonte ma solo due lunghissime linee nere che formano un angolo. Rifletto su ciò che vedo e, dopo aver messo in ordine le idee, capisco di essere finito su un piano cartesiano. Cerco disperatamente qualcuno in grado di farmi uscire da qui, ma intorno a me non sembra che esserci un infinito piano vuoto. Dopo una lunga camminata, o per meglio dire traslazione, vedo una grande

massa di segmenti. Appena mi sono avvicinato abbastanza cerco di attirare la loro attenzione ma senza successo. Mi avvicino di più finché non riesco a farmi notare da uno dei segmenti. Vedendomi in difficoltà cerca di aiutarmi: "Ciao, sei nuovo di queste parti? Io sono il lato di un triangolo. Sono parte della figura più bella di tutte, anche se per te sembro solo un segmento. Ti sei per caso perso?" Nonostante il lato mi sembri alquanto stravagante capisco che la mia difficoltà non mi permette di disdegnare quello che potrebbe essere il mio unico modo per trovare il nuovo portale ed andarmene dal piano. “In effetti sì…non è che hai per caso visto una porta?”. Il triangolo mi risponde subito soddisfatto :"Certo che l' ho visto si trova in coordinate (0,0)". Non meno disorientato

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di prima, continuo a chiedergli "e come ci arrivo?". Dopo averci pensato un po’ AB mi risponde:"per poterti orientare sul piano devi seguire le strade. Queste sono indicate da equazioni di funzioni. Siccome tutte le funzioni sono percorse da una vorticosa infinità di punti ogni funzione sarà percorribile in una sola direzione. Se la funzione è crescente potrai andare solo verso l'alto ,se è decrescente solo verso il basso". Così continuo il mio percorso alla ricerca di una retta che mi porti all’ origine. Dopo poche unità arrivo finalmente alla prima retta crescente che sembra piuttosto tranquilla. Avvicinandomi sento come una forza che mi attrae e presto vengo coinvolto in un flusso di punti che mi accompagnano lungo la funzione che loro definiscono y=1/2x+17. Dopo quella che


mi sembra un’eternità, raggiungo un incrocio e subito vengo colpito da un punto che procedeva decisamente a coefficiente angolare troppo elevato. Mi rendo conto di aver perso la traversa sbagliata e sono ora in un velocissimo insieme di punti che, per la loro fretta di scorrere, non smettono di spingermi e trasportarmi con loro. Cerco di raggiungere P’ che sembra il più raccomandabile e gli chiedo in quale funzione io mi trovi. “Come, non lo sai?” esordisce il mio amico “Questa è una funzione a tratti e, se non sei di qui, ti conviene cambiare retta prima del cambio di semiretta!”. Cerco in tutti i mo-

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di di risalire il flusso ma senza successo, lo sento arrivare, è proprio dietro di me e……… boom mi ritrovo nella nuova semiretta. Questa volta sono io a spingere gli altri punti ma, fortunatamente dopo qualche frazione di retta, mi ritrovo scaraventato in una nuova funzione, più tranquilla. Dopo

qualche unità sono su uno dei massimi della funzione e riesco a vederla. Sembra quasi un mare in tempesta, ma, nonostante sia ignorante, riesco a capire che sono in una funzione simile a quella del Seno e che presto arriverò all’origine. Raggiunto il beneamato punto (0;0) vedo la porta e prima di varcarla saluto le figure che mi circondano,nessuno mi degna di attenzioni. Apro la porta e penso….CHE FIGURE SPIGOLOSE. Raffaele Bianco, Mario Bucaneve, Leonardo Suvieri, Guglielmo Temperini 3F

LA MAGIA DEL NATALE

l Natale aumenta la depressione: è un dato di fatto. Forse è il clima di euforia generale a provocarla o forse è lo shopping pre natalizio forzato a cui ognuno è sottoposto pur di far felice un parente o un amico. Forse sono le riunioni con i parenti che si programmano in vista del Natale e le cene di Capodanno ad aumentare la depressione in chi sa che sarà solo, in una casa spoglia e fredda perché non ha nessuno di tanto speciale con cui condividere le feste o in chi è costretto a rivedere i parenti con cui, dopo aver litigato, ha tagliato i rapporti e che non vede dallo scorso Natale. Eppure, indipendentemente dalla depressione, qualcosa di speciale nel Natale c'è, che tu sia disposto a crederlo o meno. Le persone che credono in Babbo Natale e che si lasciano coinvolgere dall'euforia tipica del clima natalizio non sono pazze, non hanno sogni irrealizzabili e non sperano in Babbo Natale per avverarli;

queste persone credono nella magia del Natale. Può sembrare il pensiero di una bambina di cinque o sei anni che la notte della vigilia corre a letto presto dopo aver preparato latte, biscotti e carote sul tavolo per Babbo Natale e le sue renne, di quella stessa bambina che cerca di rimanere sveglia tutta la notte e finge solamente di addormentarsi per cercare di vedere Babbo Natale e poi vantarsene a scuola con gli amichetti, ma la magia del Natale esiste davvero. La magia del Natale si sprigiona ogni volta che una persona intona un canto natalizio, si cela dietro ad ogni sorriso spuntato guardando gli addobbi appesi per le strade o le lucine a intermittenza che illuminano gli abeti. La magia del Natale è quella che ti fa svegliare l'8 dicembre con il sorriso e con la voglia di addobbare casa, è quella che rende i genitori indaffarati nella ricerca del regalo perfetto e che fa riempire i loro cuori d'orgoglio durante la recita dei propri bambini.

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La magia del Natale c'è ogni volta che si apre una casellina del calendario dell'avvento, ogni volta che ci facciamo gli auguri e ci scambiamo i regali. C'è quando ci sediamo attorno allo stesso tavolo con parenti o amici, ogni volta che mangiamo una fetta di pandoro, di panettone o un pezzetto di torrone. C'è ogni volta che prepariamo un cesto e cerchiamo tutti i cibi che più piacciono a chi li riceverà, ogni volta che scegliamo un regalo preoccupandoci che sia perfetto. La magia del Natale c'è, inevitabilmente; è nell'aria e anche se il Natale ti rende triste e malinconico, caro lettore, prova a viverlo quest'anno in modo diverso, prova a percepire la sua magia e a circondarti di persone che ti facciano stare bene nell'atmosfera che il Natale stesso crea. “Non c'è nulla di più triste in questo mondo che svegliarsi la mattina di Natale e non essere un bambino.” Erma Bombeck Sonia Forlimbergi 4D


PROFESSORI: ANCHE LORO AIUTANTI DI BABBO NATALE? difficile credere all’idea che i professori abbiano una vita al di fuori dei banchi di scuola, che suonata la campanella anche loro possano uscire per pranzo o, semplicemente, a fare un giro. La domanda che in questo periodo sorge quindi spontanea è:” Come passeranno le vacanze natalizie? Resteranno rintanati negli antri della biblioteca, oppure usciranno allo scoperto?” Per risolvere questi dubbi esistenziali e scoprire la verità ho intervistato alcuni insegnanti dell’Alessi … Ringrazio i professori per la disponibilità dimostratami. “COME PASSERETE NATALE QUEST’ANNO?” Prof. Monico:”Sinceramente spero di passarlo come gli anni scorsi perché non sono un grande amante né delle novità, né delle sorprese. Quindi qualche pasto un po’ più lauto del solito ma soprattutto tanto gioco: carte e biliardino fino allo sfinimento. Prof. Toppetti:”Lo festeggerò come sempre a casa, dato che durante le altre festività sarò in giro per il mondo grazie alla mia musica. In più ho un bambino piccolo di sette anni, e ritengo che un padre debba passare del tempo con la propria famiglia.” Prof.ssa Carrozza:” Spero di passarlo riposandomi.” Prof. Marini:” Facendo quello che non faccio normalmente: leggerò libri assolutamente non scolastici, guarderò dei bei film e ascolterò la musica. Infine, ma non per importanza, giocherò tanto tanto tanto a carte!”. Prof.ssa Belcastro:” Credo di scendere in Calabria da mia sorella; per trascorrerlo in fa-

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miglia.”. Prof. Caporali:” A casa, in compagnia di parenti e amici, purtroppo non ho più l’età per passarlo fuori…preferisco restare seduto in poltrona con le pantofole.”. Prof. Porciello:” Come tutti gli anni, lo trascorrerò con un gruppo di amici in montagna, dal 23 al 31 potrete trovarmi in uno chalet sulle Alpi francesi, una volta tornato dovrò però preparare il lavoro scolastico, ed in particolare preparare il copione che il laboratorio teatrale “Carthago” dovrà mettere in scena alla fine dell’anno.”. Prof.ssa Covarelli:” Lo passerò per gran parte del tempo in famiglia, cercando di incontrare amici ,e riuscire a fare un piccolo viaggio in montagna.” Prof.ssa De Carlo:” Spero di trascorrerlo serenamente in famiglia.”. Prof.ssa Bellavita:” Tradizionalmente, in famiglia.”. Prof.ssa Chiatti:” Quest’anno, come quelli passati, lo trascorrerò in famiglia. Credo che bisogni trascorrere questa festa con le persone a te care: io ho una figlia, un marito che mi sopporta sempre e dei genitori splendidi. Ho anche delle sorelle con cui ho un bellissimo rapporto. Di tradizione trascorriamo Natale a casa mia nella maniera più semplice e vera possibile, trasmettendo tutto il calore e l’affetto di cui abbiamo bisogno.”. Prof. Genzolini:” Lo passerò rigorosamente a casa!”. Prof.ssa Milletti:” Credo anch’io di trascorrere il giorno di Natale assieme alla mia famiglia.”. “COSA VI ASPETTATE DI TROVARE SOTTO L’ALBERO, SIA IN SENSO MATERIALE, SIA DALLA VITA?”

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Prof. Monico:”L’arrivo del Natale mi fa pensare al motto di casa Stark:” Winter is coming”. Bene, io tifo per gli Estranei e spero che vincano loro! Mi sa che non c’entra niente con la domanda però era da tanto che volevo dirlo.”. Prof. Toppetti:”A livello politico non posso dirlo… Il quattro dicembre per me anticipa Natale… Dall’aspetto professionale spero che la buona scuola non venga portata alla rovina, mentre per noi l’Alessi, che torni ad essere la miglior scuola di Perugia, come è sempre stato.”. Prof.ssa Carrozza:” Dalla vita tranquillità e serenità un po’ per tutti, in particolare per le zone terremotate e per tutte le famiglie che stanno convivendo con problemi più grandi di loro. Per quanto riguarda i regali pratici, non ho fatto ancora mente locale, dato che nella mia famiglia, sin da piccola, il periodo natalizio iniziava dopo l’otto dicembre.”. Prof. Marini:” Un abbraccio fortissimo da parte di mia moglie e dalle mie figlie.”. Prof.ssa Belcastro:” Non miro tanto ai regali fisici li vedo più come un mezzo per trasmettere i propri sentimenti… in ogni caso sono più legata ai valori di questa festa.”. Prof. Caporali:” Dipende dalla micragna di amici e parenti, ma credo comunque molto poco…”. Prof. Porciello:” Non allestirò un albero perché sarò in vacanza, ma, d’altra parte, vedrò tanti abeti coperti di neve mentre starò sciando, quindi spero di trovare qualche volpe o qualche animale del bosco, ad allietarmi la giornata. Per il mio futuro mi piacerebbe continuare a vivere le felicità


che sto vivendo adesso, facendo il mio lavoro e mantenendo un bel rapporto con i ragazzi. Non desidero nulla di nuovo, solo quello che già ora mi rende felice. Vorrei invece un mondo meno impegnato a far soldi e più attento a chi i soldi non ce li ha proprio.”. Prof.ssa Covarelli:” Non so, magari trovare la serenità.”. Prof.ssa De Carlo:” Credo di non aver meritato un bel niente quest’anno…”. Prof.ssa Bellavita:” Qualche sorpresa, sono un po’ infantile in questo ambito.”. Prof.ssa Chiatti:” In senso materiale non mi aspetto granché, non ho delle preferenze, qualora mi volessero fare un regalo lo preferirei con una qualche utilità. Dal punto di vista ideale tanta solidarietà, pace e forza di volontà: un mondo migliore. Viviamo delle situazioni notevoli; immigrazione, guerre… Penso ai bambini della Siria, che perdono i genitori in una guerra assurda… Quello che ci vorrebbe sarebbe un nuovo mondo in cui le contraddizioni del presente vengano spazzate via.”. Prof. Genzolini:” Dal punto di vista materiale non mi aspetto

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niente, amo il pensiero del dono, della sorpresa, e sarebbe inutile quindi sapere il regalo. Mi aspetto invece più serenità per tutti, e una vita piena di possibilità per voi ragazzi.”. Prof.ssa Milletti:” Vorrei tanta salute perché ultimamente… Per colpa dei miei alunni, ovvio!”. “COSA VORRESTE REGALARE AI VOSTRI COLLEGHI?”(CON SINCERITA’!) Prof. Monico:” Auguro e vorrei regalare ad ognuno la possibilità di realizzare il desiderio a cui tengono di più”. Prof. Toppetti:” E’ meglio saltare questa domanda, ci sono alcuni che dovrebbero essere accontentati in positivo, ma altri in negativo, senza entrare nello specifico…”. Prof.ssa Carrozza:” Ad alcuni un cerotto, per stare più zitti.”. Prof. Marini:” Una bella esperienza insieme, per dialogare e fare cultura generale in un posto piacevole.”. Prof.ssa Belcastro:” Serenità e pace per tutti, un po’ di buon senso per qualcuno.”. Prof. Caporali:” A tutti i colleghi vorrei regalare un computer o un tablet, in sostituzione a tutti quei libri e a quella carta, per rendere la scuola, magari, più interessante.”.

Prof. Porciello:” E’ una domanda difficile! Vorrei regalare loro le mie riflessioni in merito alla possibilità di innovazione delle metodologie didattiche.”. Prof.ssa Covarelli:” Dei cioccolatini, per rendere loro la vita più dolce!”. Prof. De Carlo:” Con tanta sincerità, serenità anche a loro.”. Prof.ssa Bellavita:” Tanta tranquillità: l’unica cosa che vorrei regalargli.”. Prof.ssa Chiatti:” Vorrei regalare la forza di collaborare insieme, credo che la nostra scuola possa crescere e diventare migliore, solo con questo spirito di confronto tra noi docenti e i ragazzi. Lavorare insieme mettendo da parte i nostri egoismi, insicurezze e presunzioni, possa diventare un punto di forza. Mi piacerebbe regalargli una piccola bottiglietta d’olio, dato che mio padre ha un oliveto, ma non penso che questo sia fattibile...”. Prof. Genzolini:” Mi piacerebbe comprargli libri, dischi e… la mia assenza, cosi non verrebbero annoiati.”. Prof.ssa Milletti:” Le stesse cose che augurerei a me stessa: pace, tranquillità e salute.”. Alessandra Livi 1H

BABBO NATALE A SCUOLA

abbo natale è un personaggio reale o di pura invenzione? Scopriamo insieme cosa ne pensano alcuni dei nostri professori. PROFESSORESSA CARLETTI: Babbo Natale esiste? Ovvio che si! Perché? È un assioma, è vero e basta. Quando l’ha visto l’ultima volta? Eh, l’ultima volta che l’ho visto è stata ieri … lo vedo tutti i giorni... Cosa fa durante l’an-

no? Durante l’anno compare in alcune visioni a tutte le persone. A che velocità deve viaggiare la notte del 25 per consegnare i regali a tutti i bambini del mondo? Viaggia ad una velocità di 2 mac. È sposato? Ha figli? Non è sposato, ma si, ha dei figli. Come mai fa i regali? Perché è buono. Chi vola: lui o le renne? Volano entrambi. Le renne parlano? Ma certamente. Ingrassa mangiando i bi-

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scotti e bevendo il latte che i bambini gli lasciano la sera del 25? Assolutamente sì.. è un ciambotto. PROFESSORESSA PERSICHETTI: Babbo Natale esiste? Certo Perché? Perché trovo i regali sotto l’albero la mattina di Natale e poi perché l’ho anche visto alcune volte... Quando l’ha visto l’ultima volta? L’ultima volta l’ho visto lo scorso Natale che mangiava i biscotti e beveva il latte che gli avevamo lasciato. Una volta due anni fa, mi è an-


che capitato di vederlo l’estate...eravamo al mare insieme. Io ho scelto di credere in lui, è per questo motivo che lui si fa vedere. Cosa fa durante l’anno? Si tiene in forma … cammina, va in montagna è abbastanza sportivo! È sposato? Ha figli? No, bisogna sfatare questo mito. Babbo Natale non ha famiglia quindi tutti quelli che in America si spacciano per suoi figli stanno mentendo. Come mai fa i regali? Perché è buono e perché gli piace vedere la gente felice intorno a lui. Chi vola: lui o le renne? Ovviamente le renne. Le

ho anche viste, poi tutti i Natali lascio un po’ di fieno fuori dalla porta per loro. Le renne parlano? Non parlano ma sono intelligentissime e capiscono quello che dici. Ingrassa mangiando i biscotti e bevendo il latte che i bambini gli lasciano la sera del 25? È un po’ cicciottello ma durante l’anno si tiene in forma. PROFESSORESSA BELCASTRO: Babbo natale esiste? Si e no. Perché? Perché questa persona favolosa e mitica appare e scompare. Quando l’ha visto l’ultima volta? Eh questo è un dilem-

ma Cosa fa durante l’anno? Sta in ritiro per programmare i regali da fare ai bambini. È sposato? Ha figli? Sì è sposato e ha anche tanti figli sparsi nel mondo. Come mai fa i regali? Perché è buono e perché pensa di far diventare i bambini cattivi dei bravi ragazzi. Ingrassa mangiando i biscotti e bevendo il latte che i bambini gli lasciano la sera del 25? Lui non ingrassa mangiando i biscotti o bevendo il latte … lui ingrassa per le gioie che trova nel dare i regali ai bambini di tutto il mondo! Margherita Esposito e Leonardo Suvieri 3F

LE 5 OCCASIONI DA NON PERDERE SOTTO NATALE: Sconti: Amazon, Steam, ferisce stare seduti sul dido, e la meno nota stella di Euronics o i negozi di vestivano al caldo del caminetto Miranda, la stessa cometa ti,qualunque sia il tipo del basta avere un abbonapiù grande del mondo, nel regalo è facile trovare qualmento a sky cinema per territorio ternano. che sconto che fa sorridere godersi un canale intera-  Passare il tempo in famila carta di credito. Quante mente dedicato al natale glia: E' il momento di rivolte a dicembre capita di (Sky Cinema Christmas, vedere i parenti persi di vidover passare una giornata 304). Per non dimenticarci sta e di rilassarsi con quelli intera costantemente in fila dei grandi classici che non che si vedono frequentealla ricerca del regalo pertramontano mai e che sotto mente. Essendo anche il fetto per poi magari tornare forma di dvd o su canale 5 periodo dei cenoni della via casa sfiniti e senza aver e Italia 1 di sicuro non pergilia e dell'ultimo dell'anno, trovato niente? Aumenta lo deremo. dei pranzi del 25 e dell'epistress, la stanchezza e la  Turismo natalizio: L'Umfania le cose da fare non facilità di arrabbiarsi, non si bria è caratteristica per le mancheranno: giochi da tacapisce come si possa esiniziative a tema natalizio , volo o biscotti fatti in casa, sere sereni a Natale, eppudunque perché non appropassare nottate a racconre qualcuno che ci viene infittarne nei pomeriggi liberi tarsi storie o confortare contro c’è. Quasi conviene di queste vacanze? Famoqualcuno sono solo alcuni comprare un regalo anche sissimi sono i numerosi validi esempi. Sarà il moper se stessi! mercati natalizi che si tromento di risolvere discus Cinema : un super divano in qualsiasi paese sioni in sospeso con un cembre dal punto di grandi della regione, dal centro sorriso ed un caffè, ma bifilm sia al cinema che a castorico di Perugia a Castel sognerà anche purtroppo sa. Nei multisala ci saranRigone, da Assisi a Foliscontrarsi con qualcuno: no i tanto amati/odiati cinegno. Particolari sono anche l'importante e cercare di panettoni, il ritorno al grani presepi: quello di Orvieto mantenere la calma. Fonde schermo di comici italiadentro un pozzo, quello di damentale prepararsi le rini come Bisio, Brignano e il Gualdo o quello vivente di sposte alle domande indetrio Aldo, Giovanni e GiaMarcellano. Per concludere siderate di nonne e zii. como e il nuovo episodio di con il top si devono citare  Essere allegri: quelle Starwars tra i più attesi dal'albero di Gubbio, albero di elencate sopra sono solo gli italiani. Se invece si prenatale più grande del monalcuni consigli, ma questo è 

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un dovere. Le altre cose non hanno un vero senso se fatte senza un vero sorriso, perdono valore se fatte con controvoglia: se non le si vuole fare non si facciano, attenti però a futuri

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COSA GUARDARE A NATALE iete stanchi dei soliti film natalizi? Volete uscire dalla routine televisiva di questo pe-

riodo? Se la risposta a queste domande è sì vuol dire che questi sono i 4 film che vi permetteranno di dare una drastica scossa alle vostre vacanze. Il primo titolo è Gremlins grande classico del 1984 dalla magistrale regia di Joe Dante. La trama del film è semplice ma rivoluzionaria, il giovane Billiy riceve per natale un Mogwai, un piccolo amico peloso comprato dal padre a Chinatown. I proprietari del Mogwai devono però seguire 3 regole, che

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rimorsi! Se è vero che il nano che non si sia interessatale in se ha qualcosa di ti al ruolo principale nel semagico ancora non si sa, quel del grinch, l'unica cosa evidente è però che tutti da fare è sorridere sapendo sono più buoni ed allegri. che gioverà anche a sé Perché dover andare a rostessi. vinare questo clima? Alme- Gabriele Ripandelli 4D verranno lentamente infrante trasformando la vita della famiglia di Billy in un inferno. Il secondo titolo è Brian di Nazareth. Questo film poco conosciuto è stato girato da Terry Jones nel 1979 . Il film inizia parodizzando la notte della nascita di Gesù. Il film parla di Brian, giovane uomo nato contemporaneamente a Cristo, vicino alla famosa capanna che, dopo aver mal interpretato la parola del Messia, inizia una stravagante avventura. Il 3° titolo è quello di Die hard trappola di cristallo. Terzo capitolo della lunga saga dei die hard, viene girato

nel 1988 da Jhon McTiernan. Il film racconta del famosissimo John McClane poliziotto di New York. Recatosi a Los Angeles per partecipare alla cena di Natale dell’ ufficio bancario di sua moglie, si trova coinvolto nella rapina della banca. Il 4° e ultimo capitolo di questa brevissima lista è Nightmare before Christmas. Questo famosissimo film di Tim Burton è stato girato nel 1993 da Henry Selick, e racconta le stravaganti avventure di Jack Skeletron. Mario Bucaneve 3F

LA REDAZIONE CONSIGLIA: LIBRI DA LEGGERE PER NATALE (E NON SOLO)

rof.ssa Persichetti L'arte di essere fragili di Alessandro D'Avenia Perché: è un libro che presenta in maniera non noiosa Leopardi. Fa capire che non era uno sfigato ma un innamorato della vita e della bellezza, che non si vergognava della propria fragilità. Prof.ssa Belcastro Gli Sporcelli di Roald Dahl Perché: è un libro adatto a tutti, divertente. L'autore, con l'ironia dei suoi personaggi, ci insegna un comportamento corretto per la vita quotidiana (prima o poi chi la fa l'aspetti). Prof. Monico: Lettere a Babbo Natale di Tolkien Perché: è senza tempo, perché racchiude la magia del

Natale. Mario: Fahrenight 451 di Ray Bradbury Perché: è un'avvincente storia che ci permette di apprezzare i libri. Raffaele: Alce nero parla di John Neihardt Perché: tratta di tematiche importanti e abbastanza attuali, attraverso il racconto da parte di un indiano della conquista del Vecchio West. Sonia: Typos 0.1 Verità di Pierdomenico Barcalario Perché: un gruppo di ragazzi con super poteri cerca di smascherare i soprusi che avvengono a Maximum City. Silvia: Il buio oltre la siepe di Harper Lee Perché: apre gli occhi su temi importanti come il razzismo e il pregiudizio. Guglielmo: Flatlandia di Ed-

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win Abbott Abbott Perché: è un libro che ci catapulta in un mondo un po' troppo geometrico. Gabriele: Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder Perché: è un viaggio alla scoperta della filosofia e alla scoperta di se stessi. Il tutto parte come un gioco e questo rende il libro molto scorrevole: una volta iniziato difficilmente vi staccherete! Ester: I dannati di Malva di Licia Troisi Perchè: è un fantasy, ma non troppo lontano dalla nostra realtà. Avvincente, rivoluzionario, ambientalista. Camilla: Non ti addormentare di S. J. Watson Perché: ti tiene molto sulle spine. Alessandra: Noi i ragazzi del-


lo zoo di Berlino di Christian F. Perché: oltre ad essere il mio libro preferito, credo che faccia riflettere molto, raccontando in maniera autobiografica la storia di Christian, ragazza che toccò il fondo, quando questo era ancora più giù. Davide: Protocollo Cremlino di Marek Halter Perché: è interessante, avvincente e scritto bene. Chiara: Un dio in rovina di Kate Atkinson Perché: attraverso il racconto di una vita ordinaria, c'è tutta la storia del Novecento. Libro avvincente anche grazie all’u-

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so di intrecci temporali, tecnica che si rivela di grande efficacia. Alessandro: Novecento di Alessandro Baricco Perché: si legge su poche ore essendo lungo una sessantina di pagine ma è un viaggio che vale la pena di fare. Speranza: La ragazza in bottiglia di Sara Allegrini Perché: per due motivi, 1° lei è una scrittrice Perugina che secondo me merita molto, 2° lo consiglio perché presenta una ragazza liceale che può benissimo impersonare molte ragazze di simile età , e

secondo me, potrebbe essere d'aiuto per qualcuno leggerlo... A me ha fatto molto riflettere. Sara: Let it snow di John Green Perché: è molto carino e divertente, non è per nulla una lettura pesante ed è quindi adattissima per le vacanze. Alessandro: Il Natale di Poirot di Agatha Christie Perché: si tratta di un giallo ambientato nel periodi natalizio e i gialli sono il genere che io preferisco.

CHRISTMAS & CRIMES

ome people are definitely getting coal in their stockings” Every holiday yields new crimes; here some bizarre Christmas' crimes in recent years: All I want for Christmas is beer…or else A 44-year-old woman was charged with domestic violence after stabbing a man with a ceramic squirell. Charleston County Sheriff’s claimed that when they reached the woman’s house they found a man covered in blood. The woman claimed that the man's death was a pure accident, but the policeman said the stabbing occurred because the woman was angry after discovering the man hadn't brought home any beer. This Christmas I gave you my heart…attack (which was fake) According to police, a Florida man faked a heart attack only to distract the store security staff so he could get away with a stolen cart full of children’s toys. The couple, 27-year-old Gerard Dupree and 30-year-old

Tarus Scott, somehow didn't pay attention to the security cameras at the big box retailer, which captured every moment of the half-witted heist. Brat gets angry over Nintendo Wii gift and fights girlfriend New Hampshire resident Heath Blom and his girlfriend, 24-year-old Randi Young, were arrested in 2008 after a Yuletide fracas over a Nintendo Wii left both bloodied. Blom, 26, reportedly had asked for a remote control airplane for Christmas, and was really upset when he got the popular gaming console instead. The couple argued and a brawl ensued. When Young went to leave, Blom allegedly grabbed her hair, and in retaliation she turned around and hit him. Sometimes, video games do cause violent behavior, it seems. Santa Claus is coming to Buffalo Wild Wings — with weed A man claiming to be Santa Claus was arrested in January when police discovered him giving away stocking stuffers at a local Buffalo Wild Wings

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restaurant, according to the Monterey Herald. Police caught the apparently well-intentioned but clueless Randy Lange, 57, and charged him with "furnishing marijuana" after the man allegedly entered the sports bar carrying a duffel bag packed with two pounds of Christmas cheer, which he then began doling out among patrons. Lange entered the restaurant and began approaching customers, declaring that he was Santa Claus — not simply some dime-a-dozen impostor — and handing them chunks of ganja wrapped in napkins. Lange even stuffed a large amount of the substance in the bar's tip jar before cops caught up with him. Police are still seeking the elves responsible for cultivating the drug. 15 tragic holiday gift wrapping fails A reptilian Christmas story Are you dreaming of a slithery, snake-filled Christmas? Donald Laigast Jr. was when he was charged with stealing three snakes — and a cash register — from a Louisiana pet store. In December 2012, the owner


of Delta Pets in Slidell summoned police after noticing that the store’s door had been pried open and a $600 python and two boas were missing, according to the New Orleans Times-Picayune. Police canvassed the area and located a vacant building with a makeshift bed, three snakes and a jail ID card — with Laigast’s name on it — inside. "Aggressive detective work was not required to determine that the three snakes were the same reptiles missing from Delta Pets," Det. Daniel Seuzeneau told the New Orleans paper. My 2x4 just wants to say Merry Christmas A mall Santa in Atlanta wasn’t spreading the Christmas spirit when he beat up a woman with a 2x4. Police said that Elkin Donnie Clarke, 49, hit 74-year-old An-

nie Ruth Nelson in the face and knocked her unconscious, according to ABC. Clarke said he did it because Nelson had stolen $145 of Hershey’s chocolates from him — but no one else could confirm that claim. Clarke was arrested and charged with two counts of aggravated assault. That time St. Nick was a little too jolly Sometimes it’s possible to imbibe a little too much of the seasonal spirit. In 2009, a drunk Santa Claus stumbled into a scared family’s yard in Wisconsin. The family’s two kids weren’t fooled by the bloated man in red. "He smelled like alcohol. So I knew it wasn't the real Santa because Santa doesn't drink alcohol," 9-year-old Katie Dockerty told KSDK-TV. The drunk imposter tottered around yelling, “Have you

seen my reindeer? If you see my reindeer, call me right away,” according to the girl’s mother. The holiday season’s 8 most regifted items The Santa Claus burglar fails spectacularly A man named Shon Shanell earned the dubious nickname “The Santa Claus Burglar” after he tried breaking into a house through the chimney. He got stuck and ultimately Seattle firefighters had to come rescue him, according to The Seattle Times. After chopping away at the chimney bricks for 45 minutes, medics freed the mysteriously naked 23-year-old who then strangely claimed he was just trying to retrieve his backpack. The judge didn’t buy it and put him behind bars. Ngaleni Sieni 1C

COME SOPRAVVIVERE ALLE FESTE NATALIZIE

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Natale siamo tutti più buoni. O forse no? Forse, così dovrebbe essere, ma sappiamo tutti cosa vogliono dire queste feste: parenti e pranzi e cene infinite. Genitori, fratelli, sorelle, nonni, nipoti, cugini e zii e chi più ne ha più ne metta: qualunque sia la vostra età, nessuno è al sicuro dai parenti! Ma come sopravvivere al pranzo di Natale? Per prima cosa evitare inutili discussioni. Per molti non sarà facile, perché è abbastanza normale che ci sia un po’ di rancore con qualcuno, ma la cosa giusta da fare in questa situazione è, se presi alla sprovvista da qualche frecciatina, accennare un sorriso e lasciar perdere . Cercate quindi di parlare di argomenti che

mettano tutti d’accordo. Ma non mancheranno naturalmente le domande di rito per giovani e meno giovani come : “Allora, il fidanzato?” o “Come mai ti sei lasciato/a?” e una delle più tremende “Sei ingrassato/a?”. Ecco allora alcuni consigli su come rispondere a tono senza farsi cogliere alla sprovvista : - Allora quest'anno finalmente sei uscita/o con qualcuno? Sì con il cane. - Al pranzo di Natale porti qualcuno o vieni sola come sempre? Se vengo con una pistola va bene? Ma sei dimagrito? Non ti preoccupare, ci pensa la nonna... - Possibile che un ragazzo/a carino/a come te non riesca ancora a trovare nessuno?

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Me lo chiedo anch'io - E a scuola, invece, come vai? Di solito con l'autobus - Quanti esami ti mancano prima della laurea? Nonna sono ancora al liceo .... - Guarda che non dovresti bere! Quando bevo mi stanno tutti più simpatici, persino tu.. - Avevi detto che ti saresti iscritta in palestra? Sì ma non che ci sarei andata.. -Sei ingrassata? Colpa della nonna Ricordate, infine, che la parola d'ordine per sopravvivere alle feste è : RESISTERE! Buone feste! Edona Xhaferri e Francesca Biancalana 3E


LE 5 COSE DA FARE E LE 5 COSE DA NON FARE DURANTE LE VACANZE DI NATALE

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agazzi, il Natale sta arrivando e con se anche le attesissime vacanze, che significano: cibo, regali, parenti di cui non sapevi l’esistenza, cibo, amici, addobbi, cibo, l’albero, cibo, il panettone e il cibo. La Siringa ha stilato per voi una lista delle 5 cose da fare e le 5 cose da non fare durante il più bel periodo dell’anno. 5 COSE DA FARE: -Maratona di film natalizi sotto il plaid: Fuori nevica. Sie, come se a Perugia nevicasse, ma per favore. Fuori piove. Uscire con il gruppo non è fattibile e sei costretto a restare a casa, ottimo: è l’occasione perfetta per accoccolarsi sul divano, sotto al plaid, a spararsi la solita sfilza di film demenziali natalizi, trasmessi 24 ore su 24. -Scorta di calzini Se vuoi superare l’inverno senza morire di ipotermia, i calzini dovranno diventare i tuoi migliori amici (in fondo ti va pure bene, sempre meglio di quello che visualizza e non risponde), ma non i calzini normali, quelli che metti tutto l’anno, no, quelli spessi 6 cm dove infili il pantalone del pigiama. -Evita domande imbarazzanti <<Ma il fidanzatino?>>. Panico. La tipica domanda che ti pone la zia seduta accanto a te al pranzo di Natale. Non puoi continuare a far finta di non aver sentito per tre volte consecutive, è ora di mettere in atto il piano: ingaggi il cugino dall’altro capo del tavolo che viene a chiamarti per aiutarlo a cercare il pescivendolo del presepe, “misteriosamente” scomparso. Missione compiuta.

-Maglioni Si muore di freddo (C:”Sara, l’abbiamo già scritto”) e dall’armadio spuntano solo maglioncini: non può andare avanti così. C’è bisogno di lui. L’osceno maglione alla Ron Weasley, che ti regala la nonna ogni anno: pesante quanto un’armatura, di un colore improponibile, che nemmeno le cesoie riescono a strappare e che ti darà prurito fino alla morte. Cioè, spero di non essere l’unica sfigata che ce l’ha, perché il mio è qualcosa di veramente terrificante, (S:”Camì, probabilmente lo sei”). -LAMENTARSI “Sto morendo di freddo”, “devo finire i compiti, non mi va”, “è finita la lasagna e ho ancora fame”, “devo ancora comprare i regali”, “ma perché qui non nevica mai?”: e queste sono solo alcune delle tante lamentele e ansie che ogni anno vengono fuori. 5 COSE DA NON FARE: -Perugia non è Las Vegas Abbiamo capito che è Natale, che è una festa che ti piace, che le lucine sono belle… PERÒ EVITA DI CAUSARE INCIDENTI STRADALI DOVUTI ALL’ACCECAMENTO DEL GUIDATORE. Sinceramente ci chiediamo se i proprietari di questi balconi abbiano aperto un mutuo per pagare la bolletta. -Non sputare i canditi davanti ai parenti Si, ok, concordo, i canditi fanno schifo, ma non li puoi evitare a Natale! SONO OVUNQUE! Che poi il panettone ci piace anche, ma a ogni morso ci saranno una cosa come 30 pezzettini di puro orrore. Ci dispiace dirlo, ma a questo non c’è soluzione: dai, non li puoi

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sputare di fronte ai nonni. -Non lasciare in giro lo zucchero Hai presente le classiche bustine di zucchero a velo che ti danno insieme al pandoro? Non è consigliabile lasciarle in giro se hai parenti cocainomani (gli eviti anche il diabete). -Non riciclare i regali Quando vi hanno detto che riciclare è importante, si riferivano all’ambiente, non ai regali di Natale. Se dovete fare un pensiero ad una persona deve essere qualcosa di azzeccato, ma se proprio non volete fare questo sforzo almeno assicuratevi che il biglietto indirizzato a voi il Natale scorso non venga dimenticato sul fondo della busta. (C:”ve lo dico per esperienza personale”; S:”…scusa”) -Non fate i salutisti Non so se si è capito, ma è NA-TA-LE. Non vi azzardate a fare quelli che: “Allora, quest’anno ho deciso di cucinare qualcosa di un pochino più… più light, tanto per provare”. NO, NO E NO, ASSOLUTAMENTE NO. Ci sono delle tradizioni da rispettare (S:”lo facciamo solo perché siamo tradizionalisti, eh”), non esiste che mi porti un’insalatina a Natale, chiaro? Non devi nemmeno nominarla in questo periodo. Noi restiamo fedeli a pandoro e cappelletti. Sara Montesperelli e Camilla Lonero 1H


COME SOPRAVVIVERE ALLE INSUFFICIENZE DEL PRIMO TRIMESTRE

L

a tua pagella è piena di brutti voti, le insufficienze al trimestre sono state il tuo incubo e ora non vuoi ripeterlo anche durante il pentamestre?... la soluzione: ammazzati! Ma se proprio non vuoi usare questi metodi drastici segui i nostri consigli: - rivaluta il tuo metodo di stu-

dio e trovane uno più adatto alle tue capacità - studia sistematicamente e non solo il giorno prima di una verifica - frequenta corsi di recupero - chiedi consigli alle prof su come recuperare certi argomenti - se hai problemi di studio individuale prova a far parte di un

gruppo di studio - migliora la tua capacità di memoria E se neanche con i nostri metodi riesci ad alzare la media...prova a chiedere a Babbo Natale :) Edona Xhaferri e Francesca Biancalana 3E

Ce l'evo 'nto la ponta de la lengua! Per il nostro gioco linguistico in versione natalizia abbiamo deciso di proporvi parole dal dialetto Perugino, le regole sono però sempre le stesse: a seconda di quante ne conoscete, leggete il profilo corrispondente. Buon divertimento!

GUERNÀ BUSCÀ ARBULTICÀ ABISE BORFO STRAPPACERQUE LORCA PATOLLO ALSENZIVERSO ARINTIGNE SGRAVÀ NTREJÀ BILLO

CAPUCERTLA CIOFEGA (A)GUZZABISE GARGAMELLO MOSTALABBRA SCIORMENTO SALTALIPPO ZOLFAROLO ZZUGNA GIRIGIOLA SCHIOVOLETO CIRIGNAQQULO

DA 0 A 5: Spero che tu conosca il linguaggio dei segni perché con quello parlato non ci siamo proprio. DA 6 A 15: Anche se le usi solo per fare il “figo” con i tuoi amici, almeno qualche parola d’italiano la conosci. DA 16 A 20: A quanto pare questi anni di studio non sono stati inutili, se facessi una gara di italiano da solo arriveresti di certo primo! DA 21 A 25: Non ti preoccupare, il mondo è pieno di persone come te che non hanno una vita sociale!

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Ultime informazioni:  La Siringa si riunisce ogni mercoledì dalle 14.00 alle 15.30 in aula computer  La Siringa ha anche un blog! Presto correte a visitarlo! Il link è redazionelasiringa.blogspot.com  Per chi volesse fare un salto nel passato, nella sezione dedicata al nostro giornale nel sito del liceo troverete i vecchi numeri de La Siringa risalenti anche agli anni ‘50!  Se non avete il tempo di venire in redazione, potete inviarci articoli o disegni alla email redazione.siringa@gmail.com, saremo felici di pubblicarli!  Se si vuole si può pubblicare anonimamente.  Chi avesse degli strafalcioni dei prof che non sono ancora stati pubblicati su Ipse Dixit, può inviarli alla nostra email (vedi sopra) o se questa vi mettesse in soggezione potete mandarci un messaggio su Facebook.  Per qualunque domanda o consiglio, contattateci o via email o via Facebook.

PAROLIERE CLASSICO

Trovare il maggior numero possibile di parole attraversando caselle adiacenti, in orizzontale, verticale e diagonale. ).

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Dicembre 2016  

Terzo numero a.s. 2016-2017

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