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[sommario]

Contents 4 l’editoriale

5 un Culio nel calcio

5 la grande notte del compleanno 7 un sogno infranto 8 calcetto giocato

9 un tocco di femminilità 11 lo spaccaclavè

12 pappa & ciccia 16 pallone d’oro

19 meteore

20 l’artistica di ieri 22 attualità 23 gli elenchi -3-


[l’editoriale] di Michele Apolloni

l’Artistichino

Essere Artistica

I

l 2010 se ne andato, lasciando un segno indelebile nel cammin di nostra vita. é stato l’anno della rinascita, dei figli della rivoluzione, delle nuove battaglie. L’Artistica che oggi viviamo tutti insieme è risorta dalla ceneri, confermando che forse c’è vita dopo la morte: siamo qui oggi a lavare magliette sudate, a schicciare pulsantiere, a leggere l’Artistichino. Rivoluzione come grande scossa, avvenimento che cambia la storia e riscrive con nuovi caratteri gli eventi: mentre vivi il cambiamento generalmente non te ne accorgi, ma guardandoti indietro, dopo qualche tempo, realizzi tutto. L’Artistica era una cozzaglia di elementi. Gente che veniva, andava, partiva e forse tornava. C’erano i soci fondatori, c’erano i non soci. Non sempre i primi amavano più l’Artistica dei secondi, uno dei tanti paradossi dell’epoca. Qualcuno si è spacciato allenatore, mentre qualcuno (io) firmava contratti segreti con una squadra (proprio l’Artistica) che il giorno dopo avrebbe sfidato in finale. Era il Far West gialloblù, dove tutto era concesso. Compresa la fine. Una storia grande, storica, ma sicuramente perdente. Cos’era l’Artistica, chi l’amava veramente, chi poteva definirsi Artistichino? Dubbi, incertezze, misteri spazzati via dalla Rivoluzione. Oggi l’Artistichino sa di esserlo e soprattutto ne va fiero, perchè è socio fondatore, e non esiste nessun non socio fondatore. E’ questione di chiarezza, ma anche di rispetto: ami una cosa? allora ci sei, sempre. Dimostri di volerla, di tenerci sul serio, e se non c’è, ti rimbocchi le maniche per averla. L’Artistica è rinata nel segno di chi l’amava veramente, e oggi può definirsi squadra, gruppo, insieme. Perchè non c’è la pecora nera, non c’è il il giocatore di una volta si e tre no: c’è l’Artistica dei fondatori, e di solo quelli. Spesso può sembrare impossibile, ma è talvolta vero: basta un segnale, un inizio ben fatto, che tutto poi rotola via leggero e senza intoppi. Pensiamo all’enigmista. Francamente è un gioco bello, che intriga, ma non ditemi che è così bello da unire tutti ogni venerdi. E invece è proprio quello che accade, come in campo: fino a prova contraria ci sei. Perchè ragioni da squadra vera, da gruppo, da fondatore tra fondatori. Vai per far vincere l’Artistica, o no? Ci sei perchè quello è il tuo gruppo, e ci tieni perchè l’hai voluto. Calcio, Enigmista, quello che vuoi. Se ragioni d’Artistica va bene tutto, ed è proprio questo tutto che sta accadendo. C’è chi vuole gli spot gialloblù, chi il calendario, chi i ritrovi anni 30..Pensate all’Artistichino, la nostra punta di diamante. Tutti ce lo invidiano, qualcuno prova ad imitarlo, ma senza sapere che in mancanza di una squadra vera ogni idea sarà vuota, inutile. Perchè non conterà niente, non sarà vissuta ne sentita. Praticamente, quel giornalino nato solo per imitarci, varrà meno di una merda. Noi artistichini possiamo tutto, e per questo nuovo anno, già ve lo dico: faremo tutto. Qualsiasi cosa, purchè profumi d’Artistica. Siamo risorti, non resta che mantenerci. Le premesse ci sono tutte. Tenete botta.

Michele Apolloni

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CAPOREDATTORE Michele Apolloni ATTUALITÀ Michele Apolloni CULTURE CLUB Michele Apolloni IERI Gior Ioz Amboni LA PILLOLA Alberto Avesani SPACCACALVÈ Marco Calvani

CORRISPONDENTI Marco Zanatta (Trento) PROGETTO GRAFICO Giorgio Zamboni FOTOGRAFIE Giorgio Zamboni e da: facebook.com COPERTINA Giorgio Zamboni PUBBLICITÀ PubliArtistica srl SITO WEB www.lartistichino.tk FACEBOOK Artistica 2011 Gruppo Editoriale Artistichini Riuniti SpA N° 5 - anno II giovedì 20 gennaio 2011


[la pillola/1] di Alberto Avesani

Un Culio nel calcio

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(chi l’avrebbe mai detto)

entre gli osservatori dell’Artistica girano in lungo e in largo per trovare giovani promesse, ecco rimbalzare dalla Turchia una notizia sicuramente pittoresca: CULIO acquistato dal Galatasaray (che tra l’altro è una delle poche squadre comparse nelle domande anagrammate di Mark Mr Quiz). Calciomercato.com riporta i termini dell’operazione. “Il Galatasaray ha acquistato per 2 milioni di euro dai romeni del Cluj il centrocampista Juan Culio, 27 anni. Il giocatore ha firmato un contratto fino al 2014 con il club turco allenato da Hagi.” E pensare che il talento argentino era stato seguito anche da Patron Arietti non molto tempo fa. A tal proposito, bunker dichiara amareggiato “E’ proprio vero, tempo, Culio e siori i fa quel che vol lori!”.

[l’evento]

La grande notte del compleanno

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’artistica, leggera e nel suo vestito migliore, si è ritrovata per il compleanno della Ester, quanto mai attesto quest’anno. Un compleanno diverso, per ovvie ragioni, vissuto all’insegna della solita sobrietà alcoolica e

dall’acceso acume mentale. Giochi in scatola, battute sottili, fotografie e aforismi per la storia: l’artistica è questo. “Zanni è un uomo di grandissima cultura, anzi..anzi che? boh” è la frase del momento, che già sta spopolando in rete e sui principali social network. Così come sta facendo il giro del mondo la versione karaoke di “felicità”, cantanta dall’intero gruppo guidato da Capitan Calvè. Momenti storici, in spagnolo. Qualcuno manca purtroppo, e qualcuno purtroppo c’è. Nella notte delle spille artistichine assenti Elena e Roberto (Roberto), e al loro posto urla dalla strada. La speciale serata si interrompe in un paio di occasioni a causa di schiamazzi sotto casa azzurri. Sono loro, le brigate ariosto. Segno che quei bastardi in giro ci sono ancora.

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[la pillola/2] di Alberto Avesani

Un sogno infranto

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el numero di dicembre avevamo parlato della débâcle Despar, che ha chiuso i battenti lasciando il monopolio alimentare al Sigma. Come ricorderete, cari lettori e amici, i tifosi dell’Artistica avevano accolto la notizia con soddisfazione, speranzosi che Patron Arietti mettesse mano al portafogli per creare la tanto sospirata “Cittadella artistichina”. Ebbene, possiamo dirvi con certezza assoluta che tale progetto non verrà mai concepito. Nonostante il progetto fosse in cantiere da molto (supervisionato tra l’altro dall’architetto G. Zamboni), il terreno su cui la catena Despar aveva eretto il suo fortino è stato già destinato alla costruzione di appartamenti, come non ghe ne fusse sa in bisogno. Ma cosa prevedeva il disegno attuato dal riccioluto e baldanzoso uomo di fiducia del Pa-

tron gialloblù? Come si può vedere dall’unica immagine che ci è stata concessa, non si era badato a spese! Ampio parcheggio, 3 campi da tennis (che costeranno meno di quelli del Quinzano Bowl attuale, alla faccia del custode), 3 campi da calcetto e tre da calcio a 11, spogliatoi, bar, ristorante e infine una grande area verde dove poter far divertire i bambini. Manca solo la piscina, che sarebbe stata comunque inserita in alto a sinistra, così Calvè avrebbe potuto godersi la partita dei suoi compagni standosene comodamente in ammollo con una birra in una mano e una costina nell’altra. Ahinoi, quindi, il sogno è per ora infranto. Ma chissà che l’amministrazione comunale non trovi un’altra possibile collocazione per quello che sarebbe il vero fulcro dello sport veronese.

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[calcetto giocato]

diario Del Me 15 GENNAIO 2011

Siamo veramente inguardabili

c’è voglia di BdF cup. Sarebbe anche bello provare a vincerla, con un torneo su misura che comunque, in quanto artistichini, potremmo riuscire a perdere. Ma almeno ra è ufficiale: l’Artistica è veramen- provarci, giocarcela. Va bene cari lettori, te una squadra di merda. A quasi staremo a vedere. un anno dalla ressurrezione, mese più mese meno, non possiamo far altro che constatare l’assoluta inconsistenza di questo gruppo di giocatori. Purtroppo a peeccato a fine gara fuori dagli spogliasare sulla groppa degli artistichini sono le toi, Apolloni si è concesso qualità tecniche, praticamente inesistenti. quattro chiacchere con alcuni giorSe poi ci aggiungiamo che il giocatore pro- nalisti sportivi, e uno di questi babilmente più forte, ovvero Apolloni, si è era proprio lui stesso. Raccogliamo qui aldichiarato “senza sprint, corsa, e quant’al- cune frasi significative per tro”, possiamo realizzare in quale disastro riassumere un pò il contenuto della chiacnavighiamo. Ma veniamo ai fatti: la Neuro cherata. ci ha asfaltato pesantemente ancora, e ormai non ci ricordiamo più l’ultima vittoria. “Non penso che il Pier vorrebbe essere Superati in tutto, presi in giro. Certo man- Franco Baresi. Certo lui è ricco, è stato davcava Albi, “er Profeta”, ma a giustificare il vero grande, ma prova a tu a vivere con un naufragio con questo c’è solo il Pier. Dalla figlio che in realtà è di Ruud Gullit” sua ci sono i numeri, bisogna dargliene atto “certo oggi abbiamo perso, ma non sono (due mesi senza sconfitte al completo) ma venuto qui per vincere la champions leal’impressione è che quella fosse un’altra gue, quindi dove si va domani sera?” Neuro. Adesso ci prenderebbero a calci in “la Neuro è la paggior squadra dal punto di culo, con Albi o senza Albi. Almeno questa vista estetico. ho capito che fa freddo, ma è la mia idea. Magari posso sbagliarmi, anzi come cazzo si vestono?” spero: daremo al pensiero del Pier un pizzi- “le nostre maglie sono le più belle in ass co di fiducia. Se il nostro attaccante tornerà luto, dobbiamo rendere omaggio al nostro ce la giocheremo al completo, e tireremo direttore artistico, Calvè” le somme. Se però perderemo sonora- “sono un giocatore praticamente finito. mente ancora, chiederò ufficialmente alla infatti tra un paio d’anni appendo le scardirigenza di abbassare profilo e pretese: pe al chiodo. credo sia l’amore ad avermi trovare avversari alla nostra portata per invecchiato così di colpo, non mi va più di divertisti almeno un pò. Che ne so, quel correre come un ragazzino che poi vecchio Ariosto tanto caro. Un rimpasto di va in discoteca” fritto misto, qualcosa del genere. Di sicu- “sono un fottuto astemio. é la verità, l’alcoro qualcosa bisognerà fare, anche perchè ol non mi piace granchè. ho bevuto fino a

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B

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Post gara

poco temp mi sono ch “se il Gio c allora hai p “Zeno e Al cro. Credo fare con Di “da ragazz mi sentivo anche se il dere dei ca “Quinzano vare una lu accogliente il bancoma


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po fa, ogni tanto. poi un giorno hiesto:”chi cazzo me lo fa fare?” con la palla sul sinistro non segna, perso” lbi hanno qualcosa di biblico, di sao che entrambi abbiano avuto a che io in qualche modo”. zo amavo guardarmi allo specchio. o figo. anche ora ogni tanto lo faccio, l medico mi ha consigliato di prenalmanti prima” o vive di pure di notte. se vuoi trouce, un punto di ritrovo, una zona e per passare le tue serate, quello è at”

[new opening] di Alberto Avesani

Un tocco di femminilità

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e qualcuno si ostina ancora a pensare che l’Artistica sia solo calcetto, è ora che inizi a cambiare decisamente idea. A dimostrare che i confini gialloblù sono ormai veramente infinitiarriva una chicca tutta al femminile. Passeggiando per le vie del centro storico veronese, gli inviati bomber Albi e la sua consorte Federica si sono imbattuti nelParfumPrivè, rinomato atelier i cui responsabili, dopo una breve trattativa con la sopra citata futura economista (nonché manager del goleador prossimo al rientro), hanno deciso di fare da sponsor all’Artistica visti i grandi risultati raggiunti dalla squadra in quest’ultimo anno, come pureda consiglieri personali per quanto riguarda profumi, cosmesi, bigiotteria e quant’altro. I pannelli pubblicitari sono già pronti, e qui ve ne proponiamo un’anteprima. Per il nuovo anno appena iniziato, il ParfumPrivè ha destinato a tutte le sostenitrici della squadra la collezione di prodotti Versilia Vintage. Un omaggio gradito alle damigelle, le quali, da perfette donne d’affari, stanno già negoziando il lancio di un nuovo profumo:“Eau de Calvé”.

Foto scattata sul posto, ma ricavabile anche dal sito dell’atelier

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[lo spaccacalvè]

di Marco Calvani

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Il capitano Calvani sta pensando di chiedere a Nicole Minetti di istruire le ragazze su come comportarsi alla sua festa.

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[ultimo dell’anno 1930]

Doveva essere una cena con delitto. Per poco il delitto non si è consumato realmente.

Pappa &

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infine il Ciccia, circondato e sempre più nel baratro, si deve arrendere: a quella cinquantina di infreddoliti e quanto mai incazzosi ospiti, tornano in tasca i 65 euro spesi per una cena di fine anno davvero singolare. La vittoria è nostra vien da dire, ma andiamo con ordine. Partiamo dall’inizio. I furbetti del fortino sballano totalmente il numero di partecipazioni, che da 120 supera i 500. La folla, all’ingresso del Forte, passa almeno un’ora la freddo chiedendosi come mai tanta attesa. La risposta sta all’ingresso, dove due completi idioti (uno di questi è il nostro pr Gurakuki) raccattano su soldi, derubando palesemente. La gente è troppa, non si capisce nulla. “Hai già pagato? Tu con chi sei qua? Ma ci siamo già visti? Cena o discoteca?”. E’ il delirio. Sappiamo più noi di loro. Ma come è possibile? Entrati tutti, altro caos: solo tavoli da 10. Ma come. Ci avevano contattato per dirci quanti eravamo, per organizzare gruppi e nominativi. Volano piatti, si spostano tavoli. Mettiamoci qua, e vaffanculo. Il delitto qualcuno pensa di farlo accadere sul serio, è davvero troppo. Seduti al tavolo si scopre che l’antipasto devi andartelo a prendere. Poco male, qualcuno lo sapeva. Peccato che 4 tavoli per 500 persone siano davvero pochi: la gente si ammassa, urla, vuole qualcosa: un pezzo di pane, a qualcuno,

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& Ciccia

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potrebbe anche bastare. Ma non ce per tutti. Finito quello sul tavolo, devi andartelo a cercare. Ma dove. Non c’è nulla. Pure il primo e secondo sono a buffet, e se vuoi bere, quella è la fontana. Qui va a finir male. C’è aria di sommossa. Volano piatti e parole grosse. Fuori. Protesta. Si cerca un responsabile. Soldi, soldi, soldi, rivogliamo i soldi. I titolari non si trovano, ma nel frattempo c’è lui, un cretino che non è ne testa ne braccio: praticamente un coglione. La massa lo circonda, si lamenta, e lui carica:”c’è posto, anzi. Andate a sedervi là, in pizzeria, quando sarete tutti seduti al tavolo vedrete di che pasta sono fatto”. Cos’è? una minaccia? Non l’ha capito nessuno. Ma attenzione, arrivano i grandi capi, che per comodità chiameremo Pappa e Ciccia. Il Pappa è il più codardo, se ne va subito, fa finta di niente. Il Ciccia sente il nome “polizia”, e gli si drizza la panza. Che fare, la folla chiede i soldi. Sa di essere una ciambella dal buco mal riuscito, la terza media che si ritrova non sa rispondere alle accuse sempre più insistenti della gente. A suo favore ci sono quelli ancora dentro, che in qualche modo se la fanno passare, abbattuti e tristi. “Guardate quelli dentro, non mi sembra si stiano lamentando troppo. Quindi voi siete una forte minoranza”. A loro sfavore la minaccia degli sbirri, la consapevolezza di essere dei ladri, l’ignoranza di una terza media ottenuta a stento. Si arrendono, dopo quasi un’ora è mezza di battaglia al freddo. “Dategli i soldi e fuori dai coglioni”...”Ma certo Ciccia, ce ne andiamo al volo. E vaffanculo!”


Nella foto: Pietro Brugnoli

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extreme


ARTISTICA extreme CLOTHES.

PER RAGGIUNGERE ALTEZZE IMPENSABILI E SOPPORTARE TEMPERATURE PROIBITIVE. 1 Berretto di lana “Lessinia”, 89% lana di pecora e 11% fibra di vetro per garantire un maggior isolamento termico. 2 Giacca “Boscochiesanuova” in poliestere Oxford spalmato poliuretano, girovita chiuso con cintura. Ottima per sormontare laghi ghiacciati. 3 Zaino “Val Galina” in tessuto e kevlar, resistente ma leggero, può sopportare chili e chili di provviste e riparare la schiena da eventuali colpi di armi da fuoco. 4 Pantalone “Monte Baldo” in poliestere e fibra di carbonio, si possono facilmente rimboccare fino al ginocchio in caso di eccessivo calore. 5 Calzettoni “Montecchio” in cotone elasticizzato, bi-color. I colori sgargianti permettono di essere avvistati fino a 4,5 km di distanza dai soccorritori. Tengono i piedi caldi fino a una temperatura di -15° Celsius.

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[pallone d’oro]

“Leo” Messi fa il bis

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ionel Messi, calciatore del Barcellona, ha vinto il Pallone d’Oro 2010, il massimo ricoscimento assegnato dalla Fifa al migliore calciatore del mondo. Dietro di lui, i suoi compagni di squadra del Barcellona Andres Iniesta and Xavi. Un en-plein del Barcellona, quindi. Per “Leo” Messi, 23 anni, si tratta di una doppietta; l’argentino aveva infatti già vinto l’edizione 2009 del premio. Meglio di lui, finora, solo Johan Cruyff (1971-1973-1974), Michel Platini (19831984-1985), Marco van Basten (1988-1989-1992). Il Pallone d’Oro è nato nel 1956 per iniziativa di France Footbal, poi il passaggio sotto le insegne della Fifa. Nel corso della medesima cerimonia è stato assegnato a Mourinho il premio di miglior allenatore del 2010. Il portoghese ha avuto la meglio sugli altri “finalisti” Del Bosque e Guardiola.

Platini “Dal 2011 premio Uefa”

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l presidente non ha gradito la nuova formula del Pallone d’Oro che ha visto la rinomina di Leo Messi. Dal prossimo anno la Uefa assegnerà un proprio trofeo al miglior giocatore d’Europa della stagione. Ad annunciarlo è Michel Platini,

presidente della federcalcio europea, che sembra non aver accolto di buon grado l’assegnazione del Pallone d’Oro (da quest’anno unificato al premio Fifa), assegnato a Leo Messi. In un’intervista al quotidiano ‘El Mundo Deportivo’, l’ex numero 10 della Juventus, è stato più che deciso. “La Uefa darà un premio speciale al miglior giocatore d’Europa, secondo il vecchio spirito del Pallone d’Oro di France Football, che ora si è unito al Fifa World Player”, spiega Platini, premiato per tre anni di fila col Pallone d’Oro. Un annuncio che arriva il giorno dopo l’assegnazione a sorpresa a Leo Messi del Pallone d’Oro. L’argentino, che ha replicato il successo del 2009, ha ottenuto più voti dei compagni di squadra Iniesta e Xavi, dati per favoriti alla vigilia. A quanto pare, e la tempistica dell’annuncio ne è una conferma, Platini non gradisce la nuova composizione della giuria di cui fanno parte giornalisti, capitani e commissari tecnici. Se fosse ancora in vigore il vecchio sistema, con i voti assegnati dai soli giornalisti, il premio quest’anno sarebbe andato all’interista Wesley Sneijder. Anche la Uefa, sostiene ancora il Mundo, aveva cercato invano di fondersi con France Football prima che lo facesse la Fifa.

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La classifica, Calvè 11o

1 Lionel Messi 22,65 % Barcellona 2 Andrés Iniesta 17,36 % Barcellona 3 Xavi 16,48 % Barcellona 4 Wesley Sneijder 14,48 % Inter 5 Diego Forlan 7,61 % Atletico Madrid 6 Cristiano Ronaldo 3,92 % Real Madrid 7 Iker Casillas 2,90 % Real Madrid 8 David Villa 2,25 % Barcellona 9 Didier Drogba 1,68 % Chelsea 10 Xabi Alonso 1,52 % Real Madrid

Madrid 14 Arjen Robben 1,16 % Bayern Monaco 15 Thomas Müller 0,91 % Bayern Monaco 16 Bastian Schweinsteiger 0,75 Bayern Monaco 17 Maicon 0,57 % Inter 18 Asamoah Gyan 0,46 % Rennes / Sunderland 19 Julio Cesar 0,22 % Inter 20 Cesc Fabregas 0,22 % Arsenal 21 Miroslav Klose 0,19 % Bayern Monaco 11 Marco Calvani 1,43 % Artistica 22 Daniel Alves 0,05 % Barcellona 12 Samuel Eto’o 1,37 % Inter 13 Mesut Özil 1,21 % Werder Brema / Real 23 Philipp Lahm 0,05 % Bayern Monaco

Fantastico Calvè

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iamo nella storia. Per la prima volta dal 1956 a oggi un artistichino entra nella classifica dei più forti calciatori dell’anno. E’ proprio lui, il nostro Calvè, ad averci regalato questa attesissima prima volta, con un 11° posto veramente eccezionale. Suona molto meglio dire “sono tra i primi 10 al mondo”, ma chi se ne frega, va bene anche questo fantastico piazzamento. Davanti a lui giocatori di fama mondiale, come Xavi e Villa, dietro di lui campionissimi consacrati, quali Robben e Fabregas. Sicuramente hanno giocato a suo favore due o forse tre fra le tante reti realizzate dalla ressurrezione a oggi. Pensiamo per esempio a quel gol da capogiro all’Evergreen, alla serpentina in Uovo Cup, sino all’ultima invenzione di poche settimane fa, quella pennellata sotto gli incroci da calcio piazzato. La storia ci dice che sono gli episodi a segnare il percorso, ed episodi come questi non possono che aver influito nelle votazioni. Un grosso applauso a Marco e a tutta l’Artistica dunque, quest’ultima intesa come società. Calvè infatti è cresciuto nel vivaio gialloblù. Un vanto per tutto l’ambiente.

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[meteore] di Alberto Avesani

Un portiere? Ce l’abbiamo in casa!

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ercare un portiere per l’Artistica? Non serve! Dall’archivio “Luce” ecco arrivare a noi una foto più unica che rara, nonché leggermente sbiadita dal tempo. Chi ha detto che le donne non sono al livello degli uomini nel giuoco del calcio (come direbbe il buon Silvio..)!? Federica Tormene, in arte Fede, ha un passato da calciatrice, e più esattamente da portiere! (per chi non l’avesse riconosciuta, non è quella in piedi a destra ma è la ragazza con la maglia grigia… :P sia mai che qualcuno si confonda!). E allora è giusto porsi il problema: lasciare Federica alla pallavolo o cercare di convincerla a

militare nella grande Artistica come estremo difensore dei pali gialloblù?! Dalla diretta interessata arriva una dichiarazione che non lascia scampo: “Devo ammettere che è stata una bella esperienza, rugolar in tera d’altra parte è sempre stato un mio pregio (fa il libero, ndr.). Ma credo che nel mio futuro non ci sarà nuovamente spazio per il calcio. Mi limiterò a tifare Artistica!” Io spero solo che la bionda giocatrice non la pensi come il miticoBenjamine Price “La porta da calcio è come la porta di casa mia, non può entrare nessuno!”, se no par mì se mette mal!

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[l’Artistica di ieri] di Gior Ioz Amboni

quella fes

a Villa Calva

Papalia: «Fu un gioco d’astuzia del ragionier C quel modo si comprò il sostegnò degli elettori e dì la stampa. L’errore lo fece Brugnoli a non pre

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orreva l’anno 2005, per l’esattezza era il 23 luglio. L’Artistica era nata da poco più di tre mesi e quella sera l’allora presidente, il ragionier Calvani, aveva organizzato una festa nella sua villa di via Tommaseo. Lo scopo era quello di presentare la squadra alla stampa ed in particolare svelare il nome dell’ultimo arrivato, il portire che avrebbe dovuto difendere i pali gialloblù. «In realtà - dichiara G. Papalia, a quel tempo procuratore capo di Quinzano - lo scopo della serata era quello di imbuonirsi i giornalisti e di far colpo su tutti i suoi potenziali elettori, artistichini compresi; la presentazione di Sabau e Sabau stesso furono solamente un pretesto. Al party - prosegue il magistrato - parteciparono tutti i giocatori esclusi Brugnoli e Avesani. Eravamo in piena campagna elettorale per eleggere il nuovo presidente dell’Artistica e Brugnoli, che era il diretto avversario di Calvani, aveva capito che quella festa aveva un secondo fine e non si presentò. Ma forse fece la scelta sbagliata. Se ci fosse andato avrebbe dimostrato di non avere alcun timore reverenziale nei confronti del “padrino” di Ponte Crencano. Ma così non è stato. Avesani, invece, non partecipò perché costretto a letto dolorante a causa di un incidente di cui era stato vittima pochi giorni prima. Fatalità il misfatto gli capitò qualche ora dopo aver reso pubblica la sua preferenza (Brugnoli, ndr) per il nuovo presi-

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sta ani

Calvani, in ammorbiresentarsi»

dente». Papalia è un fiume in piena, all’epoca le sue indagini non portarono a niente e il caso venne archiviato nel giro di poco tempo. Lui, però, non sembre neancora essersi dato per vinto. «Durante quella serata all’interno della villa vennero offerti, oltre ai soliti cibi prelibati - tuona il giudice - anche droghe di vario tipo e accompagnatrici disinibite. Quando un giornalista mi riferì cos’era accaduto in quella casa di perdizione, misi il telefono del ragioniere sotto controllo e, da alcune con-

versazioni, dedussi esterrefatto che si stava comprando i voti di mezzo Veneto per essere rielletto. Usava un linguaggio in codice come: dai ti basta un click per avere due birre medie gratis oppure vedrai che se clikki nella prossima partita ce la fate a fare un goal più di noi». Nonostante la sua determinazione l’allora procuratore fu costretto ad abbandonare il caso per insufficienza di prove. Calvani continua ad essere il capitano dell’Artistica e a ricopre ruoli diriganziali di spicco.

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[attualità] di Michele Apolloni

Pd, l’ennesimo farsi male

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he il Pd sia diviso non è certo una notizia, ma giovedì 12 il rischio di una frattura marcata è stato evidente. Nella mattinata il segretario Pierluigi Bersani aveva chiesto alla direzione nazionale del Parito, riunita a Sant’Andrea delle Fratte, di votare la sua relazione. Ma i passaggi su alleanze (allargamento alle forze di centro), primarie (bisogna riformarle) e Fiat (rispettare l’esito del referendum) non sono piaciuti alla corrente veltroniana di MoDem e ai “rottamatori” di Civati e Renzi. Alla fine il voto dell’assemblea ha premiato la linea del segretario (127 sì, 2 contrari e 2 astenuti) ma i veltroniani non hanno partecipato al voto. Paolo Gentiloni non ha usato mezzi termini, attaccando la relazione del segretario. “Non ci ha convinto. A partire dalla questione Fiat”. “Dobbiamo stare dalla parte di Marchionne? Non è questo il punto”, ha spiegato nel suo intervento l’ex ministro delle Telecomunicazioni. “Ma il Pd dovrebbe essere a sostegno del sì all’accordo di Mirafiori in maniera esplicita”. Per quanto riguarda il capitolo alleanze, i Modem si sono detti contrari all’ingresso di Udc e Fli nella coalizione di centro sinistra. “E’ sbagliato continuare a inseguire il miraggio di un cartello elettorale che va da Vendola a Di Pietro fino al terzo polo.

Non dobbiamo rinchiuderci in un angolo”. “E’ giusto guardare avanti ma dobbiamo farlo sapendo che l’accordo con il terzo polo non c’è e in ogni caso non ci garantisce sulla possibilità di iscrivere in questa ricerca dell’accordo la limpida forza riformista che noi rappresentiamo”. In conclusione l’annuncio schock: “Io avrei esclusa l’esigenza di un voto finale, il segretqario Bersani tuttavia lo chiede e noi anticipiamo a questo punto la nostra decisione di votare contro”. Allarme poi rientrato, con la decisione dei veltroniani di non partecipare alla votazione finale. Bocciata la linea di Bersani anche dal consigliere lombardo Pippo Civati, leader dei “Rottamatori” insieme al sindaco di Firenze Matteo Renzi: “Quella in campo è una strategia pericolosa che ci allontana dagli elettori. Non è stato fatto alcun lavoro sulla coalizione che c’è già, mentre quello su una coalizione più ampia non è concreto”. Critiche sull’indecisione sul referendum di Mirafiori anche dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, oggi vicino alle posizioni di Veltroni. “Sinceramente da Bersani mi sarei aspettato parole più nette e certe a sostegno del sì all’accordo. Ora devo andare via, ma mi sarei astenuto”, ha detto lasciando l’ultimo piano del Nazareno.

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[gli elenchi]

Sono dell’Artistica perché... Alberto Avesani

Marco è sempre stato il mio migliore amico e se non me lo chiedeva mi incazzavo. È amicizia vera. Ho sempre avuto la vena calcistica nonostante continui a prediligere la pallavolo. Altrimenti ore e ore di sbalonade durante le scuole medie con Marco sarebbero state buttate nel cesso. Se non colpisco di testa io sui cross di Marco bisognerebbe acquistare Peter Crouch. Si gioca vicino a casa a prezzo modico. Eravamo tutti scarponi che piano piano si sono evoluti. Il blu mi ha sempre donato, diceva mia mamma (il giallo un po’ manco perché attira i moscerini…). È l’unica squadra in cui gioco in attacco invece di stare a guardare i compagni tutto il tempo come meriterei viste le mie scarse doti. Che mondo sarebbe senza Artistica? (altro che Nutella…tsk!). È follia e adrenalina allo stato puro. Adoro sentire ogni settimana il “ragiona” di Ragionier Pierre. Un vaffanculo in partita non lo si nega a nessuno. Ci stiamo evolvendo e se mollo una squadra così adesso sarei da manicomio. Artistica non è solo calcio ma è molto molto di più. La Juventus ha voluto puntare su Amauri e Toni.

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#5 gennaio 2011