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cosa farò da grande... Kyos Verona Ottobre - Novembre - Dicembre 2013

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Lucia D. Andrea R. Vittorio V. PERSONAGGI

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editoriale

Cosa farò da grande... di Guido Benati

Quando eravamo piccoli capitava spesso che gli amici dei nostri genitori o i parenti ci chiedessero con sguardo serio...”Cosa farai da grande ?” Era uno spasso sentire le mirabolanti risposte dei bambini tutte racchiuse nel sogno! Dal domatore di leoni al pompiere, dal vigile al pilota, qualche volta... il lavoro del mio papà... Crescendo poi la risposta si faceva necessariamente più razionale e ponderata: il sogno era scomparso e restava semmai la speranza e l’incertezza di aver scelto la scuola adatta o il corso idoneo. Da adulti, infine, il pensiero si fa dura realtà e subentra la paura di non trovare il lavoro che piace, se non addirittura di non trovare ...UN lavoro! Bisogna svincolarsi dall’idea che i posti di lavoro siano una quantità fissa decisa dalle aziende e da chi le dirige, allontanando addirittura nuove necessità a causa della crisi o della politica. Non è così ! Per fronteggiare la disoccupazione giovanile (che ad oggi comunque ha superato livelli percentuali impensabili ) bisogna considerare il lavoro in modo nuovo e non come una condanna ma come un impegno serio e creativo, frutto anche di quelle tecnologie superiori cui le nuove generazioni possono accedere applicandole ai processi di produzione. Non ci dovrebbe essere più la cultura del posto fisso ad oltranza ma un luogo dove ciascuno esprima la propria personalità. Occorre maggiore flessibilità e impegno ( non cosa facile in una società come quella attuale che privilegia la furbizia alla bravura...!), volontà di raggiungere dei risultati, di porsi al servizio in modo intelligente e utile. Se la cultura post-bellica vedeva realizzata un’impresa alla terza generazione, oggi ci sono giovani di 25/28 anni già amministratori delegati, inventori di processi comunicativi, integrati e protagonisti a livello mondiale. “Siate affamati e siate folli” era la conclusione del discorso ai giovani presenti alla consegna dei diplomi dell’ Università di Stanford nel 2005 di Steve Jobs, il papà dei Macintosh e degli Ipad. Guardare avanti, non arrendersi mai, fidarsi del proprio intuito, avere pazienza ma non pigrizia. Ecco quindi il segreto: non cercare qualcuno che ti offra un lavoro ma.... crearsi un lavoro, organizzarsi un lavoro, cercare “quel” lavoro. In queste pagine abbiamo raccolto le esperienze di chi questa ricerca l’ha voluta fare addirittura all’estero: con coraggio, determinazione, voglia di mettersi in gioco! Certo ci vuole più sacrificio e impegno ma statisticamente il risultato finale è direttamente proporzionale alle difficoltà che si sono incontrate. Senza dimenticare una cosa molto importante: la crisi globale ha costretto il mondo a dover ripensare il proprio futuro! Il futuro ricomincia da zero: zero sprechi di risorse ed economia sostenibile perchè in natura non esistono né disoccupati né rifiuti. Un’economia che tragga profitto dall’attuale tracollo del sistema basato sul “consumo”, non può che correre veloce sul concetto di “risparmio” : acqua, acquisti, energia, mobilità e servizi. Questa è la new economy del futuro e in questa direzione tutte le aziende stanno investendo e progettando. Siate affamati, siate folli ! ….Ingegnosi e positivi!

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cosa farò da grande... I sette nodi del destino Il miracolo sta sempre in agguato per chi non smette di sognare Andrea: veneto in terra di Francia Giovane ingegnere meccanico, con la voglia di mettersi in gioco!

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Lucia: nuove esperienze, nuove emozioni, nuove conoscenze Nuove esperienze, nuove emozioni, nuove conoscenze Enrico: senso pratico e determinazione Quando lavorare fa rima con viaggiare, la vita diventa.... Allegra! Vittorio: l’avventura come compagna di vita Non ho mai vissuto un giorno pentendomi di essere partito Veronica Napoli: una ragazza americana...con il cuore azzurro! 23 anni, attaccante dell’AGSM Verona Calcio Femminile 4Uik! un “esplosione” digitale tutta “made in Italy” Un ”esplosione” digitale tutta “made in Itali”

appuntamenti

Iscrizione al Tribunale di Verona n. 1786 - 17/01/2008 Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, CNS VERONA Registrazione al ROC n° 16808 Prezzo a copia € 2,00 Direttore responsabile Guido Benati

La 70° mostra del cinema di Venezia Appunti di viaggio Gravity e i film italiani alla 70° mostra del cinema di Venezia

Redazione Grafica Cinzia Signorini, Manuel Bergamasco

Generazione decrescente

Relazioni Pubbliche Luisa Calabria Sviluppo Commerciale e Pubblicità mail: kyos.pubblicita@printedita.com Tel. : (+39) 045 8101204 Stampa MediaPrint Numero chiuso in redazione il: 3 ottobre 2013

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Redazione Guido Benati, Gianna Calabria, Andrea Sabino Hanno collaborato David Bonato, Ennevi, Falkensteiner, Cristiana Albertini, Maria Karlsson

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Fabio Salvato e Maurizo Pallante a Valgatara per incontrare la città Ospiti della serata organizzata dal Circolo di Verona del Movimento per la Decrescita Felice

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Creatività per l’innovazione Attesi gli architetti Sami Rintala e Mario Botta, i musicisti The Roadlless e Terzacorda e molti altri

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L’armonia nasce dal contrasto Sapori opposti si incontrano in cucina

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Kyos Verona Ottobre - Novembre - Dicembre 2013

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VenEto in terra di francia Dove sei, cosa fai, da quanto tempo ? Mi trovo a Lille, che in italiano ho scopreto si chiami “Lilla”. E’ una città nell’estremo nord della Francia, nel paese di “Benvenuti al Nord”. Mattoni rossi, patate fritte, pioggia,freddo..un pò masochista insomma! Il tempo vola, sono ormai quasi tre anni: tutto é cominciato in un tiepido pomeriggio di marzo quando sono arrivato con le mie due valigie e, beh, sono sempre qui. Il periodo della tesi é passato in un lampo e poi il caso ha voluto che trovassi un lavoro da queste parti. Attualmente mi occupo di Ricerca e Sviluppo in un centro prove attivo soprattutto nel settore automobilistico. Partendo dal presupposto che lasciare la famiglia, gli amici e la propria città non sia la scelta ovvia, quale è stata la “ molla “ per partire ? I viaggi e le nuove sifde hanno sempre rappresentato per me qualcosa di estremamente accattivante. I soldi racimolati grazie ai lavoretti da studente ed alle ripetizioni sono sempre stati usati per pagarmi dei viaggi e per scoprire qualche nuova attività. Non sono mai stato un tipo “technologia”, preferendo al telefono all’ultimo grido una piccola vacanza o un

brevetto di sub. Al progetto della tesi all’estero ci ho lavorato con determinazione. Sono tuttavia partito senza particolari aspettative, senza pressione, con la semplice idea di fare tesoro dell’esperienza. Mentirei se dicessi di non avere mai pensato al fatto di restare all’estero, ma una cosa che credo sia stata fondamentale in tutta la mia esperienza è senza dubbio l’assenza di stress. Ho sempre vissuto il momento, per quanto più o meno lungo, senza per forza obbligarmi a pensare a tutte le conseguenze che ci potevano essere. Chi partirebbe mai al pensiero che forse non tornerà mai con gli amici di sempre? Diciamo insomma che dopo la tesi, forse, ci avevo un pò preso gusto e la presenza di una morosa spagnola ha forse dato l’impulso definitivo a ritardare il rientro in Italia. Dopo qualche colloquio a destra ed a sinistra, la proposta che sembrava quindi la più promettente, era quella di una piccola azienda, giovane e dinamica, ad una quarantina di chilometri dalla Lille che cominciavo a conoscere. Nessun grande progetto di vita né desiderio di fuga, solo la voglia di provare qualcosa di un pò diverso. Descrivici con un po d’ironia…la partenza

per l’estero : la valigia, il viaggio, il primo giorno di lavoro, i primi periodi con lingua e gente nuova, le cose buffe, cosa hai trovato di inaspettato o difficile, la voglia di tornare…., la spinta a restare, piccoli traguardi raggiunti, etc. Effettivamente sembra già passata un eternità. A dire il vero era un periodo un pò di corsa: volevo finire gli esami prima di partire e, tra un appello e l’altro, ero arrivato veramente sul filo. E’ stato tutto velocissimo, e mi sono ritrovato catapultato con le due valigie ed un volo Ryanair in una città belga chiamata Charleroi. Da lì un trenino locale fino a Lille che si trova letteralmente sulla frontiera. I primi giorni sono quelli che non si dimenticano mai, é un misto di facce nuove, difficoltà, incomprensioni lingustiche, mille cose da fare e burocrazia: soprattutto burocrazia! Perché la Francia, per chi non lo sapesse, é veramente il paese delle amministrazioni! Ho subito conosciuto due ragazzi tuttora miei carissimi amici: due spagnoli, tali Alfonso e Pablo. Anche grazie a loro le cose hanno subito preso una piega memorabile. Il Francese? Mia sorella, con molta pazienza, mi aveva insegnato qualche rudimento, o piuttosto ero io che

Giovane ingegnere meccanico, con la voglia di mettersi in gioco! a cura della redazione

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avevo imparato solo qualche “Je m’appelle Andréa” in tutti quei pomeriggi passati in cucina con la stufa accesa ed un vecchio libro del liceo! Dopo qualche settimana di inglese, una volta presa confidenza, mi sono buttato in un fantozziano “Da oggi parlo solo francese”. Primo risultato é stato dare del tu a tutti i professori nel paese del “vous Monsieur”. Hanno riso alle mie spalle per qualche tempo fino a quando, un bel giorno, mi sono posto il problema di sapere se in Francia esistesse una maniere per “dare del lei”. Per fortuna non ci sono state scenate, ma solo qualche pacca sulle spalle quando ho fatto il giro dell’edificio per scusarmi! Nella città dove sei cosa hai trovato di bello e simpatico che in Italia non c’era ?  Non direi che ho trovato cose che in Italia non c’erano. Non mi piacciono quelli che ci criticano a tutto spiano dopo essere partiti. Di sicuro ci sono dei lati positivi: sono ad un’ora di treno da Parigi, da Londra e da Bruxelles. I servizi al cittadino funzionano bene, la città è cosmopolita e piena di giovani, ma non é questa la ragione per cui sono qui. Diciamo che é diverso. Sicuramente credo sia un esperienza che non possa lasciare immutati, dove si scopre che un paese

tanto vicino ha in realtà una cultura ed una mentalità tanto differente. Ed il lavoro? Quello che credo sia veramente differente rispetto all’Italia é la responsabilizzazione delle persone. I giovani laureati hanno fin da subito ruoli di responsabilità dove possono mettersi in gioco. Viceversa cosa ti è mancato rispetto a ciò che avevi prima ? hobby, abitudini, amici  etc. Gli amici, il sub, le montagne , il mare,..molte cose mi mancano. Quello che fa più tristezza é pensare al rischio che nulla ritornerà ad essere come prima e, una cosa che rimpiango un pò, é di esseremene andato un pò di fretta, quasi scappassi, quando in realtà non era per nulla il caso. Alla fine, considerati i sacrifici (ci sono?) vale la pena per poter realizzare i tuoi progetti ? i tuoi sogni ?  Una morosa, un attività professionale in evoluzione, un sacco di amici nuovi, un ambiente diverso, due lingue, come potrei dire che non ne valga la pena?

chi è? Andrea R. 25 anni, Ingegnere meccanico, Specializzazione in macchine a fluido (Tesi di laurea: Ricerca di modelli teorici e numerici per una cavità rotore-statore soggetta ad un flusso centripeto), Francia. Kyos Verona Ottobre - Novembre - Dicembre 2013

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Lucia

Nuove esperienza, nuove emozioni, nuove conoscenze di Gianna Calabria Mi chiamo Lucia, ma ci sono stati momenti in cui ero l’unica a farlo: pare che gli stranieri trovino la combinazione di suoni che compone il mio nome molto difficile da pronunciare. Ciò significava sentirsi chiamare in modo differente a seconda della nazionalità dell’interlocutore. Non che la cosa mi causasse crisi d’identità. Piuttosto, si rivelava un ulteriore modo, di permettere alla novità, al diverso, di entrare a far parte della mia identità. Lucia, perchè hai scelto di andare via dall’Italia? Forse è stato facile per me coltivare l’idea dell’estero come di un luogo che non crea timore, ma curiosità. Non che la mia fosse una famiglia di viaggiatori, tutt’altro: eravamo in tanti, di soldi ce n’erano pochi, e forse sopravvivere a un soggiorno in campeggio in sette era già abbastanza, come livello di avventura. Ma avevo uno zio d’America, del Sud America, Brasile per essere precisi, che puntualmente ogni due-tre anni ci inondava di ospiti da quelle lande remote. Io non ero esattamente entusiasta della cosa: si trattava quasi sempre di adulti rumorosi, e con gli adulti, si sa, ci si diverte fino a un certo punto. Li vivevo come una perturbazione atmosferica: arrivavano e passavano, si facevano milioni di docce, i miei genitori mettevano su quei due dischi di musica latinoamericana che avevano (e che riscuotevano sempre un inspiegabile successo), tutti ballavano come matti nello stesso salotto dove “noi bambini” dovevamo normalmente fare molta attenzione a non disturbare l’odiosa signora del piano di sotto, e poi tornava tutto normale per un’altra sfilza di mesi. Quella loro cultura così impetuosa e diversa non mi sconvolgeva, anzi, la accettavo come se fosse naturale avere abitudini opposte alle mie. Forse perché ero piccola, o forse perché erano loro a venire in casa mia. O forse ancora perché, essendo io la primogenita di

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cinque figli, l’adattamento alle esigenze altrui era un elemento di mera sopravvivenza. Quindi la tua prima esperienza non è stata facile.... La parentesi latinoamericana durò abbastanza da snervarmi: l’infatuazione familiare per il Brasile maturò nella mia persona in un contrappasso dantesco formidabile. Ne venne fuori un’adolescente iniziata al tedesco da una scuola media abbastanza progressista da prevedere la doppia lingua, e infatuata dalle culture nordiche. L’inglese era la lingua della musica che ascoltavo, era semplice, immediato. Il tedesco era una sfida continua, gareggiava con greco e latino per difficoltà (almeno per come mi veniva insegnato), aveva un suono ostico che mi affascinava. Non riuscivo però a farmelo entrare in testa e il mio rapporto di amore-odio con quella lingua crebbe impastandosi con la letteratura. Il mio subconscio mi donò, grazie al tedesco, gli incubi più tremendi, traduzioni senza vocabolario dal latino al tedesco dalle quali mi svegliavo urlando, neanche avessi visto Goethe in uniforme nazista. Qualè stato allora, il momento decisivo nel maturare la tua scelta? Scegliendo l’università, lingue la scartai subito: ero convinta di non essere minimamente portata, per via del tedesco. Ma la sfida intellettuale era forte, e la voglia di misurarmi anche. E poi sì, Padova era un posto stimolante, la mia facoltà (Lettere) annoverava splendidi professori e corsi interessanti. Ma era pur sempre a 80 km da Verona. A portata di treno. Troppo vicino e simile a quello che già conoscevo e che non mi dava altra soddisfazione se non quella effimera di un voto sul libretto. Avevo vissuto il consolidarsi dell’Europa Unita in una moneta comune, avevo studiato l’evolvere delle diverse letterature e filosofie. Mi sentivo veramente parte di

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“unicum” che oltrepassava le Alpi. L’idea dell’Erasmus mi sembrava quasi ovvia. E appena riuscii a domare la burocrazia, proposi la mia candidatura per la Germania. Così il tedesco lo imparo per forza, mi dicevo. Volevo Berlino, scelsi Monaco di Baviera perché Berlino non c’era tra le mete disponibili. Come dire Milano invece di Napoli. Due mondi opposti, ma all’epoca lo ignoravo. Credevo che una città grande come Monaco sarebbe stata simile, alla fine è Germania, no? No. Monaco non è Germania: è Baviera. E me ne accorsi in modo piuttosto traumatico. Primo aspetto: la Baviera è il Land (regione)più ricco di Germania. Che è il Paese più ricco d’Europa. Io avevo pochi soldi e mi trovavo in una città dove un operaio prende 2500 euro al mese. Non trovavo casa, costavano tutte come il mio budget per l’intero mese. Secondo aspetto: la Baviera è uno dei pochi luoghi dove Lutero s’è dovuto arrendere. La chiamano “la città più a nord d’Italia”, e in parte è vero, un po’ perché i monumenti sono quasi tutti copie di roba rinascimentale nostra, un po’ perché il Cattolicesimo è radicato come da noi. Quindi mi trovai, in un’assurda coincidenza di avvenimenti, a vivere in un convitto gestito dalle suore. E che suore! Colei che mi accolse era una specie di Picasso: i denti in fuori, strabismo importante, capelli che spuntavano dal velo e la flessibilità di una sequoia rinforzata in calcestruzzo. I primi due mesi di permanenza furono dunque dedicati all’ambientarmi a Monaco mentre cercavo, con urgenza e allarme, un’altra sistemazione. Terzo e importantissimo aspetto: la Baviera è la Baviera. Tradizioni, lingua, attitudini, tutto è peculiare. Il dialetto bavarese, incomprensibile e piuttosto brutto, domina tra grandi e piccini. Ancora devo chiarirmi il motivo per cui non riuscivo a capire una parola

della lezione di latino medievale il venerdì mattina alle otto: perché ero reduce dall’incontro Erasmus settimanale del giovedì sera, o perché il professore parlava in dialetto stretto? Non lo saprò mai. Come stati i primi approci con la nuova realtà? Arrivai in piena Oktoberfest, il che contribuì a darmi un assaggio, concentrato, di quello che avrei sperimentato per i mesi a venire: zero case disponibili, tantissimi ragazzi e ragazze in costume tipico (se lo mettono davvero, anche fuori dalle feste tradizionali!), fiumi di ottima birra, organizzazione pazzesca anche nell’apparente caos più totale, cibo pesantissimo e una quantità imbarazzante di italiani. Troppi. Decisamente troppi. Anche se alla fine dell’anno trascorso apprezzavo la compagnia dei compatrioti, all’inizio invece la mal sopportavo. Volevo imparare la lingua, stare con gente internazionale, e questi invece si chiudevano tra loro e non si sforzavano di andare oltre l’italiano. Dopo alcuni mesi di rifiuto, cominciavo ad apprezzare, ogni tanto, una conversazione che non fosse faticosa, un senso dell’umorismo immediato. é stato difficile trovare lavoro? Come già accennato, la Baviera è un posto che trabocca di denari. Il che è un grosso problema se ci devi spendere soldi, ma un’ottima cosa se ne devi guadagnare. Risolta in teoria quest’equazione, decisi che il primo “step” sarebbe stato trovarmi un lavoro. Era l’anno in cui cominciava la crisi, 2008-09. Nel giro di un mese avevo trovato tre lavori e due stage, pur con il mio tedesco smozzicato e il mio aspetto da bambina. Ora, non sto dicendo che la Germania sia una miniera di lavoro, ma ho avuto il mio assaggio di quello che tanti lodano dell’estero: che premiano chi vuole darsi da fare. Inoltre, all’Università il rapporto con i professori non era di siderale distanza ricalcare

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la divina indifferenza degli Atenei nostrani. Bensì un rapporto di scambio continuo, attivo, di ricerca condivisa e anche familiarità. Inutile dire come questo aspetto fosse utile a chi, come me, tentava di non farsi sopraffare dall’angoscia di non capire niente. E per niente intendo che a metà lezione avevo ancora il dubbio di aver sbagliato aula, perché non avevo idea di cosa si stesse parlando e non riuscivo a verificare se l’argomento fosse quello del mio corso. Pian piano imparai il tedesco. Fare la spesa, parlare al telefono, chiedere indicazioni agli sportelli diventarono azioni quotidiane e smisero di essere sfide che richiedevano un allenamento alla Rocky.Tornavo a casa senza il cerchio alla testa dato dallo sforzo di tradurre continuamente. Conobbi un sacco di persone da tutto il mondo e parlavo tedesco con loro, pensavo in tedesco, scherzavo in tedesco. Conoscevo altre culture e lingue (mi ero messa a studiare l’islandese!) attraverso il tedesco. Bevevo birra tedesca, ascoltavo musica tedesca… ma non conoscevo tedeschi. Il problema di questi è che non si fidano. Se chiedi “Andiamo a farci un caffè?” alla seconda settimana di lezione, fuggono. Alla quarta, ti ignorano. Alla quinta, declinano frettolosamente, attenti a non venirti troppo vicino. Forse alla fine del semestre vengono pure, e la volta che li hai conquistati sono amici per sempre. Ma la tenacia richiesta dal processo era veramente eccessiva. La comunità Erasmus, di contro, era formata solo da persone che avevano voglia di mettersi in gioco, e questo mi è piaciuto così tanto (come a tutti gli Erasmus prima e dopo di me, e anche durante). Rispecchiava le mie idee di comunità umana e forniva infiniti argomenti di conversazione. I primi mesi sono tutti un “come si fa da voi questo?” e “come si dice in finlandese “gatto nel for-


no”?”, e dopo un po’, complice forse il tasso alcolico o l’esaltazione per la (quasi) padronanza linguistica, le conversazioni si spostano nell’area della filosofia, facilmente politica, ancor più facilmente metafisica. Questo soprattutto verso l’alba, e soprattutto da parte dei già citati finnici, ormai in zona cesarini della loro bottiglia di vodka. Sarei ipocrita se dicessi che l’Italia mi è mancata. I primi mesi sono stati duri, piuttosto solitari, dominati dall’angoscia di trovare casa, lavoro, l’aula giusta, dalla mancanza del mio ragazzo di allora. Ma poi, con l’arrivo della borsa dalla UE e con il cambio casa, ho trovato un nuovo equilibrio, un modo di vivere che mi somigliava più di tutto quello che avevo provato fino a quel momento. E quando i miei vennero a farmi visita, in primavera, mi trovarono così diversa e più felice, che mi spinsero a restare lì. O almeno questo è quello che hanno raccontato a me. Al ritorno in Italia, quando ho scoperto camera mia ridotta a un magazzino dove avevano accumulato di tutto, compresa mia nonna materna, mi sono fatta qualche domanda sull’utilitarismo del loro istinto genitoriale… Ma a me piace pensare che fosse per il mio bene. Ecco, il ritorno: il trauma non è raccontabile. Abituata ormai ad una certa indipendenza, a relazioni immediate e spontanee, a studiare in modo meno ossessivo, è stato tremendo tornare alle piccole ansie quotidiane ed economiche, al continuo assestamento per convivere con le esigenze di tutti, al giudizio spietato che accompagna le relazioni tra veneti. Cominciai a coltivare l’idea di andarmene il prima possibile. Avendo constatato che all’estero la mia laurea in lettere moderne non sarebbe valsa poi molto, avevo intanto preso il patentino da insegnante di italiano per stranieri e mi ero adoperata per scrivere una tesi che coinvolgesse le tematiche della comunicazione, che avevo visto “vendere” molto di più oltralpe. Ma non fu sufficiente a farmi partire per una specialistica in Germania: i prerequisiti di qualsiasi corso erano incompatibili con la mia laurea. Partii invece per Berlino con uno stage del Ministero degli Affari Esteri, rimanendo tre mesi nell’Ufficio

Stampa dell’Ambasciata d’Italia. Peccato che mi trovai a vivere con un’italiana, lavorando in ambasciata con soli italiani, tranne una. L’esperienza, di per sé piuttosto disastrosa, date le condizioni in cui versavano le finanze, dell’Ambasciata, mi permise però di concentrarmi sul tedesco scritto e inoltre mi diede la possibilità di girare per Berlino impunemente, o quasi. Il contrario esatto di Monaco: una città paradossalmente apolide, tutta proiettata al futuro e all’universalismo, concentrata sul terzo settore fino alla patologia. Arte in ogni angolo, ci sono posti dove si fa fatica a trovare un biglietto dell’autobus, ma ci sono almeno tre gallerie. Cibo e gente da tutto il mondo. E tantissimi mercatini dell’usato, dove mi sono rifatta un guardaroba di vestiti troppo lunghi e grandi (sono la metà di una tedesca media), ma ridicolmente economici. Un banchetto vendeva le scarpe a un euro e cinquanta l’una. Tornata anche da Berlino, mi sono rassegnata a due anni di Italia, lavoro e studio. Ma la spinta della vita all’estero mi ha fatto capire il valore dell’indipendenza: ho trovato casa fuori dalla famiglia e mi sono mantenuta facendo qualsiasi lavoretto. Devo dire che sono stati gli anni migliori che ho passato a Verona, probabilmente. Ho riscoperto la città, quello che ha da offrire e i suoi difetti, ho conosciuto (incredibile!) nuove persone, ho apprezzato la facilità con cui tutto è più fattibile e rilassante, se fatto nella tua lingua. Specie il lavoro. Il pallino dell’estero ormai si è consolidato, è diventato più di una tappa formativa. Adattarsi a nuove realtà, a nuove persone e culture, è uno degli stimoli più potenti che abbia conosciuto, apre la mente e regala moltissimo in termini di esperienze, emozioni e conoscenze. Il mio Paese poi si sta abbruttendo sempre di più, e per quanto ne sia orgogliosa, per quanto ritenga la nostra arte e letteratura seconde a nessuno, tuttavia un anno e mezzo di distacco mi ha fatto capire che certe situazioni non sono ineluttabili. Che si può lavorare in condizioni dignitose e vedendo riconosciuto il proprio sforzo. Si può pretendere una condotta più sensata da chi 12

ci governa e leggi più giuste. I miei ideali qui vengono quotidianamente calpestati e manca, per molte cose, una coscienza civile dei singoli; ma ci sono posti in cui le cose, almeno in parte, funzionano diversamente. Chiaramente ti resta addosso la sensazione di tradimento nei confronti del tuo Paese, ma davanti all’Europa e al mondo intero che ci si propone, le problematiche italiane appaiono così incredibilmente stupide e così difficilmente risolvibili che capisci che per provare a sistemare le cose da dentro dovresti sacrificarti moltissimo e vivere probabilmente in situazioni abbastanza indecenti. Perciò ci si gestisce il senso di colpa e si cerca di vivere più serenamente, abbandonando un po’ le divisioni mentali tra nazioni e stati e sperando che il sistema allucinante che regge il mondo ora non riesca a riprendersi dalla crisi, e che si cerchi di crearne un altro più efficace. E per questo, ovunque sarò, sono pronta a lavorare. Ho passato l’inverno a fare application non tanto per andarmene quindi, ma per ripartire. Ho davanti due anni che fanno apparire tutto quello che faccio a Verona come piccolissimo. E invece so che ci sarà quotidianità, punti di riferimento da trovare e rapporti da gestire, qui come dall’altra parte del mondo. I miei compagni di avventura nel Master che sto per iniziare sono già sparsi per il mondo e seguo le evoluzioni del loro impatto con le diverse realtà che si sono scelti: i piccoli passi iniziali, la burocrazia, la ricerca del bar migliore o della colazione più abbondante, l’esplorazione delle città che si concretizza in mille impressioni particolari. Io guardo giù dal letto della casa in cui ho vissuto due anni, della casa che ho voluto per me, e vedo gli scatoloni da riempire, la piazza fuori dalla finestra che non vedrò più, e naturalmente l’istinto è quello di lasciar perdere (soprattutto per la fase di riempimento scatoloni che è uno stress). Ma ho deciso che la cosa più indelebile che voglio per me in questo momento è il pennarello con cui scrivo il contenuto di quegli scatoloni. Per ritrovare i pezzi di me che ci sono dentro, al ritorno. E aggiungercene chissà quanti.

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enrico: senso pratico e determinazione a cura della redazione

Quando lavorare fa rima con viaggiare, la vita diventa... Allegra! Mi chiamo Enrico, ho 30 anni e vivo a Monaco di Baviera (Germania) con mia moglie Simona e mia figlia Allegra Sofia.  Vivo in Germania dal 2009 quando, dopo aver conseguito a pieni voti la laurea specialistica in Informatica all’università di Verona, decisi di intraprendere la carriera accademica e iniziare un dottorato di ricerca. Al momento sto scrivendo la tesi e conto di finire per maggio del prossimo anno. Perchè partire? Beh, nel 2005 come tanti altri studenti feci domanda per una borsa di studio Erasmus, il programma europeo di mobilità studentesca, e trascorsi 8 mesi a Barcellona, dove incontrai Simona, anche lei al tempo studente Erasmus e ora mia moglie e madre di mia figlia. Sin dal primo giorno dopo il mio ritorno capii che qualcosa dentro di me era cambiato: la mia realtà quotidiana iniziava a starmi stretta e sentivo il bisogno di partire e andarmene a vedere posti nuovi e conoscere altra gente, altre culture. Iniziai con l’andarmene da casa dei miei genitori per vivere con la mia ragazza vicino all’università. E appena entrambi arrivammo alla laurea specialistica, iniziammo subito a cercare opportunità di studio e/o lavoro all’estero. Lasciare famiglia e amici non è stato facile, ma dopo averlo fatto una volta e aver provato l’esperienza di vivere all’estero per un breve periodo, la seconda volta è stato più facile.  Perché la Germania? Mah, in generale perché la Germania è uno dei pochi paesi dell’Eurozona che ancora possieda sia i soldi che la mentalità giusta per fare investimenti a lungo termine. Investire in

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ricerca e università non  paga nel giro di qualche anno, ma è un investimento per il futuro. E l’Italia, come si sa, è un paese per vecchi, con la classe dirigente più vecchia d’Europa. Poi, nel mio caso specifico fu più che altro un colpo di fortuna. Ammetto di aver tentato, più per curiosità che altro, di entrare nel programma di dottorato dell’università di Verona, ma per un “vizio di forma” tutto all’italiana, la mia domanda fu scartata.  Mi rivolsi così al mio relatore, il quale mi mise in contatto con un giovane professore di sua conoscenza che stava fondando un nuovo gruppo di ricerca in Germania, paese dove esiste ancora il concetto di meritocrazia. Fissato un appuntamento, un paio d’ore di colloquio, ed eccomi qua. Sono partito da Verona il 30 settembre 2009 con la mia ragazza (ci siamo sposati a fine 2010) alla volta di Kaiserslautern un paesino di 100 mila abitanti a 800 km da Verona, nel cuore della RenaniaPalatinato. Dopo aver concentrato la mia vita in 4 metri cubi di scatoloni e averli spediti tramite corriere, sono partito, carico di aspettative, di dubbi, di sogni, ma  soprattutto di valigie. L’arrivo è stato un pò traumatico: per le prime tre settimane abbiamo vissuto in un monolocale di 20 metri quadri, senza poter disfare le valigie a causa del poco  spazio, dividendoci tra la ricerca di una casa, l’inizio di un nuovo lavoro e l’imparare a conoscere una cultura a volte così simile alla nostra, a volte così distante. Esistono un sacco di clichè sui tedeschi, dal calzino col sandalo ai crauti, cipolle e patate, dalla rigidità mentale all’obbedienza cieca a qualunque tipo di regolamento e devo dire che per


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Nella foto Enrico

molti, se non tutti, ho trovato un certo riscontro. Comunque sia, in qualche modo ho iniziato ad ambientarmi, anche grazie a Simona, che ha condiviso con me lo “shock” dell’inserimento in questa nuova realtà e che, avendo studiato tedesco per qualche anno, si sapeva un pò arrangiare con la lingua.  A 5Km da Kaiserslautern si trova la base americana di Ramstein, la più grande fuori dai confini statunitensi (circa 50 mila tra soldati e famiglie). L’alto numero di anglofoni nell’area ha reso la popolazione quasi bilingue e considerato che io non avevo mai studiato tedesco prima di allora, la cosa mi ha fatto molto piacere, permettendomi di essere autonomo in tutto: dal commercialista alla banca, dalla spesa alla registrazione in comune, dovunque potevo parlare in inglese. Dopo un anno circa, il mio capo ha ottenuto una promozione, e da Kaiserslautern si è spostato a Karlsruhe, in BadenWuettenberg, vicino al confine con la Francia, e ha portato tutto il gruppo di ricerca (io e 2 miei colleghi) con sé.  Karlsruhe è una ridente cittadina grande circa come Verona. Lì le cose erano diverse: nonostante fosse una città universitaria, al di fuori di bar e ritrovi studenteschi, il tedesco era necessario per qualunque tipo di interazione, sociale o professionale (tranne che per il mio lavoro, il quale è sempre stato fin dall’inizio esclusivamente in inglese, essendo il mio gruppo di ricerca composto da persone di diversa nazionalità: tedesca, francese, indiana, brasiliana, cinese, svizzera, rumena, colombiana e, ovviamente, italiana). Lo scontro con la lingua tedesca non è stato semplice: nonostante avessi già sperimentato lo studio di altre lingue straniere (inglese, francese, spagnolo e portoghese), nessuna si è mai rivelata difficile come il tedesco. Ancora oggi, nonostante riesca a seguire conversazioni in tedesco, ho serie difficoltà ad esprimermi. La chiave per imparare una lingua straniera è la pratica, e siccome passo due terzi del mio tempo in ufficio dove parlo esclusivamente in inglese, la cosa non è semplicissima. Nei primi mesi del 2012, si è presentata la possibilità di trasferirsi alla Technische Universitaet Muenchen, di Monaco di Baviera. Per tutta una serie di motivi, dalla vicinanza a casa (380Km) alle migliori prospettive di lavoro per mia moglie, ho deciso di seguire ancora una volta il mio capo e traslocare

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fonti Kyos Verona Ottobre - Novembre - Dicembre 2013

in Baviera. Monaco si è rivelata essere totalmente diversa da ogni altra città tedesca dove ho vissuto prima: sarà che in Baviera ci sono più birrifici (circa 5000) che in tutti gli altri  paesi del mondo messi insieme, sarà che Monaco è la patria dell’Ocktoberfest (circa 6 milioni di litri di birra in 16 giorni di festeggiamenti), sarà che di tutti gli stati tedeschi, la Baviera è quella con più festività durante l’anno, sarà il sole o la vicinanza all’Italia, ma qui lo stile di vita mi sembra più simile a quello di casa: gente più “solare”, che si gode di più la vita, un’atmosfera quasi di festa, una sfumatura di colore rispetto al rigore della “grigia e quadrata” Germania. La cosa che più mi ha colpito della vita in Germania è questa cultura della fiducia e questo senso civico tale per cui puoi lasciare una montagna di zucche sul ciglio della strada con un cartello col prezzo e una scatola di metallo e star certo che troverai il corrispettivo in euro di ogni zucca mancante nella scatola al tuo ritorno. Appena traslocato in un nuovo condominio, abbiamo acquistato un oggetto (di valore) su un sito web con consegna tramite corriere espresso. Qualche giorno dopo, tornando a casa, abbiamo trovato un messaggio nella cassetta della posta da parte del corriere che diceva di aver lasciato il nostro pacco ad un nostro vicino. Ci siamo fatti un pò prendere dal panico, visto che non conoscevamo ancora nessuno nel palazzo, ma a quanto pare sembra essere una consuetudine in Germania consegnare ad un vicino se il destinatario non e’ in casa. E in effetti non abbiamo mai avuto alcun problema sotto questo punto di vista. Dubito che questo approccio potrebbe mai funzionare in Italia. E poi la mania di regolarizzare tutto. Nonostante secondo diverse fonti sia l’Italia ad avere un numero di leggi e regolamenti superiore di almeno 10 volte quello di  qualunque altro paese europeo, in Germania esiste una legge per ogni cosa. Cito solo un esempio: siamo al ristorante con due amici tedeschi e chiediamo il conto. Dopo un quarto d’ora lo chiediamo di nuovo. Passati dieci minuti dico ai miei amici “In Italia, mezz’ora dopo aver chiesto il conto invano, tanti se ne sarebbero già andati”. E la risposta è stata “Qui non si può. Bisogna chiederlo almeno tre volte e se, passato un quarto d’ora dopo la terza volta, non lo si è ancora ricevuto, si ha il diritto di lasciare il locale a patto di lasciare al

http://it.wikipedia.org/ http://www.oktoberfest.it/ http://www.oktoberfest.de/de http://www.tuttobaviera.it/ http://www.schwanger-info.de/index.php?id=849 http://de.wikipedia.org/wiki/Mutterschutz http://eatsmarter.de/gesund-leben/news/rechte-restaurant

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tavolo un riferimento a cui poter spedire il conto per posta”. Ammetto di non aver mai verificato, ma più di un tedesco mi ha poi confermato l’esistenza di una tale regola. Mi viene da chiedermi in quale contesto qualcuno possa essersi messo a scrivere una legge che stabilisce quante volte bisogna chiedere il conto prima di essere autorizzati a lasciare un locale. Ho provato a convincere i miei colleghi a uscire per un aperitivo una volta alla settimana, ma a parte i latini, per gli altri era più una costrizione che un momento  di relax, per cui alla fine ho lasciato perdere. Le relazioni interpersonali non sono esattamente il punto di forza di questa nazione. Al di là dell’aspetto interpersonale, che non è comparabile con alcuna nazione di stampo latino, come Spagna o Francia, dal punto di visto professionale e sociale la vita in Germania presenta non poche differenze da quella italiana. Ad esempio, al contrario dell’Italia, dove quello che ho fatto in questi ultimi quattro anni sarebbe stato considerato “studiare” (e retribuito come tale con una misera borsa di studio di mille euro al mese lordi), in Germania, come in molti altri paesi, il mio è a tutti gli effetti un lavoro: io ho un contratto come ricercatore presso la echnische Universitaet Muenchen (TUM), il che mi rende a tutti gli effetti un dipendente pubblico dello stato baverese.  In quanto tale, ho diritto a 6 settimane di ferie all’anno e a uno stipendio base di più di 40 mila euro lordi all’anno, a crescere con l’anzianità fin dal primo anno di lavoro. Per quanto riguarda invece l’aspetto sociale, cito solo l’esempio di mia figlia. Il periodo di astensione dal lavoro per gravidanza obbligatorio è 6 settimane prima della nascita e 8 dopo, all’incirca come in italia, al 100% dello stipendio. Dopodichè è possibile rimanere a casa fino al compimento del primo anno del bambino, a circa il 67% dello stipendio. E poi possibile rimanere a casa fino al compimento  del terzo anno del bambino, in quel caso per due anni senza stipendio, ma sempre con la garanzia

dello stesso posto di lavoro e dello stesso salario al ritorno. Una madre che lavora ha sempre la priorità, per legge, nella scelta dei giorni di ferie. Per ogni figlio, indipendentemente dal reddito, la famiglia può richiedere il cosiddetto “Kindergeld”, circa 190 euro al mese fino al compimento del 26esimo anno di età o fino al termine degli studi.  Tra le mie mansioni di dottorando rientra la supervisioni di tesi specialistiche e so per certo che alcuni studenti di 24-25 anni che stanno per terminare gli studi ricevono ancora il “Kindergeld”. Tra poco più di sei mesi scadrà il mio contratto di ricercatore, e nonostante sappia che se lo chiedessi, il mio capo me lo rinnoverebbe, vorrei cambiare.Mia figlia non ha neanche 5 mesi e tra qualche anno diventerà un problema cambiare città o paese, per via della scuola, degli amici, ecc.. Per questo motivo vorrei  spostarmi ancora una volta prima di mettere radici da qualche parte. Tornare in Italia? non credo. Ora come ora l’Italia non ha niente da offrire a chi vuole fare il mio lavoro. Nonostnate ci siano tantissimi ricercatori italiani di fama mondiale nei diversi ambiti scientifici, fare ricerca in Italia è considerato il “bacio della morte”... chi lo fa, lo fa per motivi personali, non professionali. Se uno è bravo e vuole fare questo lavoro, si trasferisce dove questo lavoro viene premiato, sia con un buon stipendio, sia con le risorse necessarie per farlo. L’unico motivo per il quale tornerei in Italia sarebbero parenti ed amici. Ma devo bilanciare l’aspetto personale con quello economico, e il rimanere qui di certo offrirebbe molta più tranquillità, specie se mia figlia un

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domani volesse un fratellino o una sorellina. Restare o andare altrove? Mi piacerebbe vivere per un pò oltreoceano, probabilmente Stati Uniti, Canada o Australia, posti dove la mia profesisone mi permetterebbe di guadagnare a sufficienza per vivere bene con la mia famiglia, e allo stesso tempo fossi in grado di arrangiarmi con la lingua senza dover sempre chiedere a mia moglie o a uno dei miei colleghi di tradurre.In sintesi, non è stato facile: trasloco, lingua, città nuova, amici, contratti... Bisogna essere motivati! Conosco tanti ragazzi come me che più di una volta mi hanno detto che vorrebbero fare lo stesso, mollare tutto e andarsene, ma chi per un motivo chi perl’altro, alla fine decidono tutti di restare. Altri invece l’hanno fatto. E anche se quasi tutti, presto o tardi, tornano, nessuno è più lo stesso. Ne è valsa la pena? Certamente sì. Certo, a volte è stata dura, ma l’unico modo per crescere è  uscire dalla propria “comfort-zone” e affrontare nuove esperienze e nuovi ostacoli. Tornassi indietro rifarei tutto cio’ che ho fatto. Anzi, magari viaggerei un po’ di piu’.

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Vittorio: l’avventura come compagna di vita

“Non ho mai vissuto un giorno pentendomi di essere partito” di Guido Benati

Mi chiamo Vittorio V., ho 26 anni e attualmente vivo in Valpolicella. Mi sono diplomato all’Istituto d’arte N. Nani nel 2010, con un ritardo di ben quattro anni dovuto a varie esperienze lavorative e al mio primo vero viaggio all’estero, in Messico. Ora mi trovo nella fase di riambientamento in Italia dopo quasi due anni di assenza per un secondo viaggio in Australia. Tutto iniziò durante il quarto anno scolastico nell’Istituto d’arte. Ricordo che al tempo provavo un senso contrastante di disagio verso tutte le etichette che la società propone nella carriera scolastica e in seguito lavorativa. Sentivo l’impellente bisogno di rompere uno schema imposto che non mi caratterizzava. All’età di 18 anni mi ritirai dalla scuola per iniziare subito un lavoro di restauratore di organi da chiesa, che mi avrebbe permesso di imparare un mestiere utile e di mettermi via qualche soldo per realizzare qualcosa che ancora non definivo, ma che in un certo senso fantasticavo! Durante l’estate del 2007, (il mio primo anno lavorativo,)  ci fu il primo contatto con un’esperienza di viaggio in solitaria nel Sud Italia. Decisi di partire all’avventura e in tutta fretta, con l’unica certezza di raggiungere il magico Salento in sella alla mia vespa. Questo fu solo l’inizio perché al ritorno già aveva preso forma dentro di me il bisogno incontrastabile di provare un’avventura più importante ed estrema. Non ci misi molto a stabilire un’altra meta e a preparare il secondo viaggio, che sarebbe stato oltreoceano, in Messico appunto. Con un unico contatto di un’amica nello Yucatàn, decidemmo di partire in due con idee dissimili riguardo durata e aspettative. Non nego che al tempo provavo un senso di spa-

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esamento alla sola idea di atterrare in uno Stato di cui non conoscevo lingua, cultura e abitudini. Ricordo che il padre del mio compagno di viaggio tentò di dissuaderci raccontandoci aneddoti di disavventure poco piacevoli. Non lo ascoltammo, ovviamente, e con una scrollata di spalle il giorno seguente avevamo già i biglietti in mano. Provo a riassumere brevemente il viaggio in due fasi ben distinte fra loro. I primi due mesi si svolsero in attitudini più orientate verso il turismo, le classiche visite guidate, festini in ostello, cena al ristorante. Dopo due mesi due eventi segnarono il punto di svolta nella quotidianità del viaggio. Innanzitutto il mio compagno di avventure decise di rientrare in Italia. Secondo, smisi di vivere il Messico da turista e entrai finalmente nel cuore del viaggio, quello che desideravo più di tutto e che comunque superò tutte le mie migliori aspettative. Diversi furono i motivi di svolta. Fu sostanzialmente la decisione intrascendibile di smettere di prelevare quei pochi soldi che tanto accuratamente avevo messo da parte, abbinata a un incontro speciale avvenuto in un Rainbow (si tratta di una comunità immersa nella natura) disperso nella giungla di Còrdoba, nello stato di Veracruz. Gli aspetti più interessanti di questi Rainbow  sono la pressocchè totale assenza di comfort, (come elettricità, acqua calda, mezzi di locomozione, eccetto i cavalli). Le giornate si svolgevano seguendo i naturali ritmi del sole abbinati a riunioni nelle quali si decideva cosa si sarebbe fatto nel corso della giornata. Questo Rainbow nella fattispecie era appena sorto e quindi era ancora tutto da costruire. Noi alloggiavamo nelle nostre singole tende e avevamo come luogo comune un unico piccolo edificio nel quale si cuci-


nava sul fuoco. Tutto ciò che intendiamo noi come comfort in quel posto era ottenuto attraverso gli sforzi dei singoli abitanti. Ad esempio per raccogliere l’acqua nelle taniche c’era da risalire il fiume nella giungla per mezz’ora,   sino alla sorgente, per poi farsi trasportare a valle dal fiume fino a raggiungere il campo base con una piccola zattera dove riporre le taniche piene. Nel frattempo molti erano impegnati a creare un angolo dove piantare un orto. Fino a quel momento non riuscivamo a essere indipendenti riguardo al cibo, quindi organizzammo una raccolta di fondi per i beni di prima necessità. Questo stile di vita segnò il passaggio chiave facendo da ponte al cammino che avrei intrapreso nei mesi successivi.  Si trattò quindi di cominciare a vivere in una realtà proiettata nell’ignoto, abbracciando ciò che il caso avrebbe riservato per me. Grazie ad alcuni amici messicani conosciuti al Rainbow imparai a guadagnarmi da vivere giorno per giorno, con espedienti di vario genere.Tutto ciò che avevo appreso fino ad allora si rivelò utile e lo misi in atto con l’aggiunta poi di un artigianato locale fatto di macaramè (tecnica di tessitura), braccialetti, orecchini e collane da vendere nelle piazze. La cosa mi entusiasmò ed ebbe un grande successo sia dal punto di vista di crescita personale sia di guadagno economico. L’esperienza si evolse in un gioco in diversi ambiti, si aggiunsero quindi in rapida successione musica e giocoleria, condivisa con altri artisti di strada incontrati lungo il percorso. Da quel momento la strada divenne la mia casa, una semplice stradina di campagna si tramutava in un bivacco, un’autostrada   in un passaggio in autostop, e un semaforo in un palco dove esibire i pochi numeri di giocoleria per ottenere il mio sostentamento. Ma ovviamente anche la strada ha le sue diverse sfaccettature. Se fino ad allora mi ero ritrovato a vivere gli aspetti più piacevoli di una vita all’avventura, questo episodio segnò una delle più importanti lezioni di vita. Mi trovavo a discendere dal deserto in direzione di Città del Messico, famigerato luogo poco ragguardevole. Durante uno degli innumerevoli autostop mi ritrovai a condivedere il marciapie-

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de con altri due ragazzi,  tipi all’apparenza tranquilli, che procedevano nella mia stessa direzione. Dopo una notte rocambolesca raggiungemmo la capitale a nottefonda. Non potendo muoverci con alcun mezzo pubblico decidemmo di passare la nottata sotto un ponte, in uno dei quartieri che, venni a sapere in seguito, è tra i piu’ pericolosi della città. Mi risvegliai all’alba con lo zaino in braccio per evitare il rischio di uno scippo. Il mio tentativo si rivelò del tutto vano. Mi allontanai dalle mie cose con uno dei due ragazzi per pochi minuti, fidandomi stupidamente dell’altro “compagno di viaggio”. Insomma mi ritrovai derubato di qualsiasi oggetto personale ad eccezione di quello che indossavo, dei documenti e del dijeridoo. Così capii che le cose vanno come devono andare, per offrirci l’occasione di acquisire l’esperienza necessaria ed evitare un successivo sbaglio. Quindi la prossima volta mi guardero’ bene dal dormire con due perfetti sconosciuti sotto un ponte!  A questo punto mi spaventava l’idea di dover cominciare tutto da capo, privato di tutti i ricordi di viaggio e memorie di persone incontrate. Quello che mi fece sorridere era pensare che potevano togliermi tutto, lasciarmi persino in mutande, pero’ una volta imparato il trucco per cavarsela servono solo le carte. Cosi’ un po’ alla volta, grazie a un caro amico, riuscii a rimettermi in piedi. Conclusi che la vita e’ semplice finche’ non arrivano i delinquenti che si divertono a complicartela. Al di là di questo episodio dovuto principalmente a una mia disattenzione, ciò che apprezzai di più dei messicani fu la loro assenza di maschere nel vivere la vita, la loro voglia di scherzare e sorridere che sempre prevalgono su ogni preoccupazione, e la loro innata spensieratezza nell’affrontare la quotidianità. Si tratta di caratteristiche complementari che, confrontate con i nostri stili di vita indaffarati e frenetici, collocano le due realtà su due piani completamente diversi. Nel frattempo erano trascorsi i mesi che mi ero stabilito di restare, mi trovavo a far fronte al pensiero di tornare a casa, e a cosa fare una volta in Italia. Fondamentalmente tornai per  nostalgia di casa e degli amici e con lo scopo di ripren-

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australi dere, e finire una volta per tutte, la scuola che anni prima avevo abbandonato, con la promessa che sarie tornato a viaggiare non appena diplomatomi. E così fu. Due anni dopo già fantasticavo su un nuovo paese da esplorare. La ricerca si incentrò su un’esigenza primaria, ovvero imparare l’inglese che non avevo mai avuto l’opportunità di studiare a scuola. Nel viaggio in Messico mi ero reso conto di quanto spiacevole fosse non poter conversare liberamente con altre persone a causa di una mia lacuna linguistica. Poiché, come del resto mi appassionai all’idea di imparare una lingua sconosciuta attravaerso un contatto diretto con persone madrelingua inglese decisi a quel punto che un paese anglofono era la scelta più conveniente.  A convincermi nella scelta dell’Australia come destinazione furono i bei resoconti incorniciati da fotografie e incontri internazionali di due miei amici che avevano vissuto un viaggio che si avvicinava molto a ciò che desideravo in quel momento. Il 25 ottobre 2011, appena sbarcato dall’aereo, mi ritrovavo a camminare da solo in piena notte, nei sobborghi di Melbourne, con l’immenso piacere di spaesamento totale che colmava i miei pensieri. Quella notte camminai per sei ore all’interno di una città sconfinata alla ricerca di quell’unico contatto che gli amici mi avevano consigliato. Lo zaino eccessivamente pesante e le grandi distanze australiane mi diedero solo il primo assaggio di ciò che stavo per intraprendere. Sicuramente la più grande difficoltà che dovetti affrontare durante i primi mesi in Australia fu l’incomprensione totale verso una lingua di cui conoscevo solo le comuni frasi di presentazione. Ciò nonostante non mi diedi per vinto e tentai in tutti i modi di continuare il viaggio senza affiancarmi troppo a lungo ai miei connazionali. Questa tecnica contribuì perlomeno a dare una fragile struttura al nuovo linguaggio. A sorprendermi   fu una rapida successione di lavori insoliti che in Italia non avrei avuto la minima occasione di praticare. Obiettivamente un migrante privo di contatti e senza alcun rifermento,   totalmente incapace di comunicare, nell’Italia attuale avrebbe poche probabilità di otte-

nere un posto di lavoro con la stessa facilità con cui è possibile ottenerli in un paese come l’Australia. Dopo solo un mese ottenni il primo incarico per guadagnarmi da vivere. Non si trattò di nulla di straordinario, date le mie carenze linguistiche, accettai un comunissimo impiego da lavapiatti in un ristorante a Melbourne. Fu nello stesso ristorante che conobbi una ragazza che aveva lavorato in un Luna Park, e che mi raccomandò una soluzione al di fuori di Melbourne. Era sconvolgente constatare quanto un lavoro ne richiamasse subito un altro; rimbalzavo da un ambito all’altro in lavori sempre più disparati  ed in costante evoluzione. Infatti, dopo soli 5 mesi, ero già imbaracato nei mari del Sud Australia, nei pressi di Adelaide, per un azienda che si occupava di allevamento di tonni. Lavorare in mare aperto è stato qualcosa di unico ed affascinante, era ben più di un lavoro: mi era stata offerta la possibilità di imparare un mestiere stupendo senza però.... capirci un accidente. Condividevo quest’esperienza con un caro amico di Verona incontrato lungo il percorso. In quel periodo l’inglese non aveva ottenuto un grande miglioramento e la frustazione cominciava a pregiudicare le mie conversazioni incerte. Non scherzo se dico che al tempo capivo il 20% di ciò che la gente mi diceva. Il vero motivo di tale scoraggiamento era il non poter condividere nulla che non fosse il mero lavoro con il resto della ciurma. Ciò significava essere esclusi da conversazioni, scherzi e battute, vere amicizie. Questo fu il dilemma e la differenza sostanziale che si presentò, come a segnare la diversità tra Messico e Australia. Questo fortunatamente non complicò troppo il mio lavoro a bordo. Ciò che mi permise di apprendere e di imparare a muovermi fu la semplice osservazione e imitazione di quello che facevano gli altri. Sono certo che non scorderò mai tutti i momenti vissuti in quel contesto surreale, ciò nonostante dopo tre mesi di vita di mare cominciavo a sentire il bisogno di cambiare aria. Giusto prima di partire afferai al volo un’ottima occasione e comprai una Jeep che poi diventò di fatto la mia umile “dimora” nell’anno successivo. Organizzai

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all’interno tutto ciò di cui avevo bisogno: un letto e una cucina super compatta. A bordo del “Grand Wazoo”, così avevo battezzato la casa ambulante, iniziai a percorrere in lungo e in largo una piccola porzione di un continente immenso. Al contrario del Messico, in Australia prediligevo condividere le esperienze esplorative con amici conosciuti lungo il cammino piuttosto che in solitaria. Nasceva dalle sensazioni di quei momenti il desiderio sempre più coinvolgente di orientare la mia vita proprio in quella direzione. Questa stessa realtà mi si presentava in continuazione, convincendomi sempre di più rigaurdo a questo sogno da realizzare. In questo senso l’ultima esperienza vissuta a Bowen fu la più formativa. Si trattava sostanzialmente di uno scorcio di terra già di per sé meraviglioso, dove noi amici di diversa provenienza geografica   avemmo la possibilità di vivere in un clima di totale armonia. All’inizio creammo attorno a un grande albero il nostro campo base, allestendo il nostro spazio vitale in completa condivisione. Ricordo che in quel periodo eravamo tutti piuttosto squattrinati, perché la stagione della raccolta ancora non era partita, e in più la concorrenza era altissima, data la massiccia affluenza di “back-packer” sul suolo australiano. La cosa non ci turbava più di tanto, perché le giornate apparentemente vuote davano ampio spazio alla libera espressione artistica nella quale ci dilettavamo, alla lettura e a piacevoli conversazioni su svariati temi. Forse non è un caso che gli ultimi mesi di viaggio abbiano avuto come stile la vita comunitaria all’insegna del rispetto reciproco e dell’ambiente circostante. Sicuramente ora come ora non ci sarebbe alcun progetto futuro orientato  verso questi valori senza questa lunga esperienza in Australia. Non ho mai vissuto un singolo giorno pentendomi di essere partito.


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Veronica NAPOLI: Una ragazza americana … con il cuore azzurro ! 23 anni, attaccante dell’ AGSM Verona Calcio Femminile, nata in Italia, cresciuta negli Stati Uniti, laureata in affari internazionali e business... di Maria Karlsson Sei nata a Merano, in Italia, a nove anni ti sei trasferita a Rhode Island negli Stati Uniti. Ti senti più Italiana o più Americana? Mi sento più italiana perché sono nata qui e la famiglia di mia mamma abita ancora qui. Mi piacciono tutti e due i paesi allo stesso modo, ma nel mio cuore mi sento più italiana. Ci sono più opportunità in America ed e’ anche più semplice crescere come persona indipendente. In Italia invece apprezzano di

più la qualità della vita, la famiglia,...qui c’è una vita molto meno stressante. Con mia madre parliamo in tedesco e con mio papà in inglese. Tra loro parlano in italiano e inglese. Se siamo tutti insieme parliamo inglese e un po’ tedesco. Mio padre e’ nato negli Stati Uniti ma si è trasferito in Italia per il suo lavoro nel corpo militare americano. A Vicenza ha conosciuto mia mamma ed io e i miei due fratelli più grandi siamo tutti nati in Italia. La mia famiglia si è spesso spostata fra l’Italia e gli Stati Uniti a causa del lavoro di mio padre. Hai mai avuto nostalgia dell’Italia? Quando ero più giovane amavo gli Stati Uniti, perché avevo la fortuna di abitare vicino al mare. Il ricordo di tante giornate spensierate passate in spiaggia con gli amici ancora oggi fa parte delle mie memorie più belle. Anche il periodo passato al college universitario è stato molto importante e utile però dopo ho iniziato ad essere curiosa e interessata all’Italia e desideravo moltissimo poter ritornare e conoscerla da vicino. Per questo sono molto felice di essere arrivata a Verona quest’anno. Sei a Verona da oltre un mese. Quale sono state le difficoltà che hai affrontato ? La cosa più difficile al momento della partenza è stato il dover dire “arrivederci” alla mia famiglia e al mio fidanzato che abita e lavora a New York. Una cosa difficile del vivere all’estero è il non poter essere utili alla famiglia in caso di necessità: la distanza enorme non ti consente di poter affrontare il viaggio di frequente. Comunque il mio primo mese qui in Italia è stato perfetto, mi trovo molto bene. C’è solo la difficoltà ad adattarsi con la lingua e con le differenti metodologie di allenamento nella mia nuova squadra di calcio: L’ AGSM Verona Calcio. Mi è di grande aiuto lo staff tecnico e le compagne di squadra.

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a

Fatti rapidi Veronica Napoli in tre parole?

Motivata, rispettosa, ottimista Piatto preferito?

A me piace tutto

Bevanda preferita?

Acqua e vino rosso Musica?

Country Libro?

Unbroken-Laura Hillenbrand. Una storia di un atleta olimpica durante la seconda guerra mondiale Film?

Commedie romantiche Come è un giorno tipico nella vita di Veronica Napoli? La sveglia è verso le nove di mattina, faccio la colazione (….. caffè americano), qualche ora in palestra e poi il pranzo. Nel pomeriggio vado in bici fino al campo di allenamento e la sera la dedico agli amici. Ogni giorno, tramite skype, telefono a casa per avere notizie e per stare un po’ con la mia famiglia...e in questo sono senz’altro molto italiana!

to affari internazionali e business alla Northeastern University di Boston e mi piacerebbe sicuramente lavorare in qualche organizzazione “non profit” come le Nazioni Unite, la Croce Rossa, L’ Unesco ecc. Mi piacerebbe lavorare a contatto con le politiche internazionali, perché il mondo mi affascina e mi incuriosisce. Non ho idea di quanto tempo ancora giocherò a calcio e quando invece inizierò “quest’altra avventura di vita”. ….Un anno alla volta.

Come è stata la tua carriera di calcio? Ho cominciato a giocare quando avevo cinque anni perchè abitavo in Italia e qui il calcio è uno sport molto popolare e dove abitavo avevamo un campo molto vicino a casa mia. Sono andata li ogni giorno e giocavo con i miei fratelli più grandi e i loro amici. Quando mi sono trasferita negli Stati Uniti ho giocato con tante diverse squadre e dopo tanta fortuna ho avuto l���opportunità di giocare con un “division one school“ che si chiama Northeastern University. Mi sono innamorata della città di Boston e dopo aver visitato tante scuole negli Stati Uniti trovai quella giusta per me “Campus di Northeastern”. Ho deciso di andare li perchè era la miglior cosa per me per quanto riguarda il calcio e l’educazione. Dopo l’università giocavo con il Boston Breakers, con il Tampere in Finlandia e adesso qui con L’AGSM Verona Calcio. Ho deciso di venire in Italia perchè ho il mio passaporto italiano e qui ho anche i parenti. Sapevo che potevo imparare tanto della cultura italiana e del calcio. Adesso per il Verona gioco esterna, per la prima volta nella mia vita e al mister piace la mia velocità.

Sei appena arrivata nella tua nuova squadra AGSM Verona Calcio, ma qual’è la tua sensazione del nuovo ambiente, le nuove compagne, il nuovo Staff tecnico ? Come pensi che andrà il prossimo campionato? Penso che è una squadra che lavora molto, è divertente ed è una sfida per me giocare con giocatrici molto tecniche e affermate come per esempio Melania Gabbiadini. Sono molto motivata a voler crescere e imparare qualcosa da ciascuna compagna sia sul campo che fuori dal campo. Penso che siamo ad un ottimo livello, che possiamo sicuramente competere con tutte le altre avversarie ma la squadra ha tanto potenziale e può arrivare ad un livello molto alto. Ho molta fiducia nella mia nuova squadra e nello Staff tecnico che la guida.

In questo periodo della vita sei concentrata nello sport che ti piace e ti da le maggiori soddisfazioni. Ma al termine della tua carriera di calciatrice hai già deciso cosa farai da grande ? Come tutti gli sportivi che fanno attività a livello professionistico per ora sono concentrata esclusivamente sul calcio giocato. Su cosa farò dopo la carriera sportiva ancora non ho deciso. Ho studia-

Sogni anche di indossare la maglia “azzurra” della nazionale italiana ? Se avrò l’opportunità di giocare con la nazionale italiana sarà sicuramente un grande onore perchè vorrà dire che avrò conquistato il merito all’interno del club AGSM Verona Calcio. In fondo sono pur sempre ….nata in ITALIA: !

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editoriale

4UIK! Un “esplosione” digitale tutta “made in Italy” 4UIK! – CINEMAGAZINE DIGITALE è il primo mensile interamente digitale ed interattivo dedicato al cinema ed allo spettacolo e disponibile in formato “applicazione” per tablet Apple e Android. Gli appassionati di cinema dunque ora avranno uno strumento nuovo ed innovativo per informarsi su tutte le novità cinematografiche, tutto materiale fornito direttamente dalle grosse case internazionali di distribuzione come Disney o Warner, solo per citarne alcune con cui l’azienda MPQuadro ha tessuto importanti rapporti. La cosa che forse non tutti sanno è che MPQuadro, la società che ha ideato questo strumento è veronese ed è stata fondata da due giovani imprenditori della nostra città: Marco Piccoli e Massimiliano Morandini. Scambiamo due parole con Marco Piccoli, amministratore delegato di MPQuadro. Ma partiamo intanto dal capire cos’è 4UIK! – CINEMAGAZINE DIGITALE ? 4UIK! – CINEMAGAZINE DIGITALE è una innovativa tecno-rivista con molteplici servizi ed informazioni per gli appassionati di cinema. Con uno storico di quasi un anno, ora la rivista esce regolarmente entro i primi 10 giorni del mese con un articolo di copertina dedicato ai principali film del botteghino. Trailer, approfondimenti, mo-

nografie, interviste, recensioni: questo ed altro si trovano sui nuovi numeri. Ad esempio nell’ultimo c’è un bellissimo speciale sul festival del cinema di Venezia dove abbiamo mandato i nostri inviati. Tutto digitale e gratuito su applicazione per tablet Apple e Android. Quindi un servizio per l’utente appassionato di cinema ma anche un’esperienza multimediale? Si, 4UIK! nasce proprio dall’esigenza di fornire un servizio completo all’utente finale. Ora con 4UIK! utilizziamo le informazioni che gestiamo (anteprime, trailer, orari) per renderle disponibili al grande pubblico tramite un’applicazione completa e gratuita ed estremamente accattivante. Inoltre grazie all’integrazione dei tablet possiamo creare informazioni complete: gli utenti possono leggere la trama, vedere il trailer, scoprire curiosità scegliendo e creando un proprio percorso di contenuti Simili caratteristiche sono uniche per il settore cinematografico: 4UIK! ci permette di unire l’approfondimento editoriale con le esigenze di comunicazione commerciale in un unico magazine. Come siete arrivati a questo importante risultato: creare del materiale per Disney e Warner...non è da tutti.

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Ci siamo sempre divertiti ad ideare e creare prodotti editoriali: la nostra storia parte da Vademecum, uno dei primi mensili universitari italiani, e Uik!, settimanale di programmazione cinematografica, con un occhio di riguardo verso il mondo del cinema e dello spettacolo. Poi negli anni MPQuadro è diventata una delle principali fornitrici di stampe e prodotti multimediali per il mondo del cinema: partendo dal circuito Warner Village e Medusa fino ad arrivare all’intero circuito The Space. Quando le nuove tecnologie hanno permesso di realizzare determinati prodotti multimediali, che potessero collocarsi in un mercato nazionale ed internazionale, c’è sembrato naturale sfruttarlo per un magazine dedicato. La fortuna è che, con questa tecnologia legata agli store digitali, chiunque, in Italia e all’estero, può rimanere informato su tutte le novità del cinema. Se hai un Ipad scaricalo da qui https://itunes. apple.com/it/app/4uik/id554629647?mt=8 Se hai un talblet Android da qui: https:// play.google.com/store/apps/details?id=air.com. mpquadro.A4uik Altre info su www.4uik.com


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teatro

Save the world

Foto tratta da: www.matteogracis.it

Opera on Ice in Arena

Cinema Teatro Alcione, Verona

Arena - Piazza Bra – Verona Sabato 28 settembre ore 20:30

26 settembre ore 21.00 Nell’era moderna la malvagia Crisis minaccia l’esistenza dell’umanità intera. Superman, il solo in grado di tenerle testa, è in coma e il genere umano dovrà eleggere un nuovo combattente. Tutti i supereroi sono chiamati a raccolta.

Uno spettacolo che mette insieme la musica lirica e il pattinaggio artistico su ghiaccio. Un’evento con i più celebrati campioni mondiali della disciplina, che interpretano le arie più famose delle opere liriche, eseguite dall’Orchestra e dal Coro dell’Arena di Verona.

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

Per informazioni: www.operaonice.eu

Foto tratta da: teartrosancarlo.it

Opera, “Rigoletto”

La Statua in Frantumi

4 ottobre ore 20.45

Sabato 5 ottobre (alle 21.15) e domenica 6 ottobre (alle 18.00)

Palazzo Camozzini - Via San Salvatore Vec- Teatro S. Teresa - Via Molinara, 23 - Verona chio, 6 - Verona

Nelle eleganti sale di Palazzo Camozzini a Verona va in scena “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, primo appuntamento della terza stagione di Villa InCanto nella Città della Lirica. L’emozione dell’Opera in poco più di un’ora.

“La Statua in Frantumi”, vincitore del festival “I Teatri del Sacro” di Lucca. Il testo teatrale è stato scritto nel 1966 da Gilbert Cesbron e narra degli ultimi giorni di vita di Suor Teresa di Lisieux. Per informazioni: www.teatrosantateresa.org

Per informazioni: www.cittadiverona.it

Il volto dell’occidente di Falvio Caroli

Vexations

10 Ottobre ore 21.00

12 ottobre ore 21.00

Il volto dell’Occidente. I venti capolavori che hanno fatto l’immagine della nostra civiltà. Un tuffo nel XX secolo, attraverso le opere e gli artisti più rappresentativi del Novecento.

Un concerto s-concertato, ossia un concerto con i musicisti dislocati in punti diversi del teatro (palchetti, palco, corridoi e quant’altro sia architettura abitabile).

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

Teatro Nuovo, Verona

Teatro Nuovo, Verona

Foto tratta da: teatrostabilenapoli.it

Foto tratta da: ilgiornaledivicenza.it

Proiezione Verticale

Le voci di dentro

18 Ottobre ore 21.00

dal 05 al 09 novembre ore 20.45

Lo spettacolo è uno svelare a poco a poco l’atelier di Brancusi. Proiezione verticale indaga, attraverso i linguaggi del teatro contemporaneo, una delle più famose opere dello scultore rumeno Constantin Brancusi.

Alberto Saporito è un apparecchiatore di feste popolari, e vive col fratello Carlo e lo zio Nicola. Una notte sogna che i vicini di palazzo uccidono l’amico Aniello Amitrano e fanno sparire il cadavere.

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

Cinema Teatro Alcione, Verona

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Teatro Nuovo, Verona

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teatro

Un’ora di musica, Quartetto Maffei

California suite

Foto tratta da: dismappa.it

Teatro SS. Trinità, Verona

Teatro Comunale, Verona

9 novembre ore 17.30

16 novembre ore 21.00

“I quattro archi (Marco Fasoli e Filippo Neri, violini, Giancarlo Bussola, viola e Paola Gentilin, violoncello) dimostrano che quando si suona in quattro si diventa come uno strumento solo”.

California Suite è una commedia così divertente, in cui il ritmo delle battute, la vivacità dei dialoghi, le situazioni paradossali, attingono in modo intelligente e spiritoso e mai volgare, dalla vita vera.

Per informazioni: www.quartettomaffei.com

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

End of the rainbow

Signore e signori

18 novembre ore 21.00 Monica Guerritore interpreta Judy Garland in “End of the Rainbow”, il Musical che ha conquistato Broadway e che arriva per la prima volta in Italia.

dal 19 al 21 novembre ore 21.00 In un’imprecisata cittadina veneta si svolgono le vicende di una compagnia di commercianti e professionisti della media-alta borghesia che, dietro un’impeccabile facciata di perbenismo, nasconde una fitta trama sottintesa di tradimenti reciproci.

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

Foto tratta da: shopaholicstyle.com

Ni una màs

Teatro Remondini, Verona

Teatro Nuovo, Verona

Foto tratta da: www.musicclub.eu

Carla Gozzi Show!

Teatro Nuovo, Verona

Teatro Camploy, Verona

22 novembre ore 21.00

25 novembre ore 21.00

Uno spettacolo per apprendere il metodo di Carla Gozzi per avere un look perfetto in ogni occasione e sentirsi sempre bene nei propri...panni.

“Ni una màs” è una voce che si alza dalla confusione collettiva. È la voce di una donna dalle ossa ben solide che chiede che si aprano gli occhi sul femminicidio, su questa violenza contro le donne che isola, che limita, che ammazza.

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

Foto tratta da: fanpop.com

Hedda Gabler

Grease

Teatro Nuovo, Verona

Teatro Nuovo, Verona dal 3 al 6 dicembre ore 21.00

dal 26 al 30 novembre ore 20.45 1 dicembre 2013 ore 16.00 Un dramma in quattro atti dello scrittore e drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, ed è considerato uno dei suoi maggiori successi. Per informazioni: www.teatrostabileverona.it Kyos Verona Ottobre - Novembre - Dicembre 2013

Rock ‘n’ Roll, amori e brillantina in un’opera tutta da ballare e cantare. Danny Zuko, il leader dei T-Birds, una banda di studenti della Rydell High School, incontra Sandy Olsson, una ragazza giovane ed ingenua proveniente dall’Australia, e se ne innamora. Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

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varie

MAD’ DANCE - XIKIDI DANIEL SOUS

MAD’ DANCE - ELECTRIC JAZZ

25 ottobre, 8-22 novembre

31 ottobre

La sua grande versatilità gli permette di spaziare tra i generi musicali più diversi,ma grazie alla voce possente, dal timbro che ricorda quello del grande John Lee Hooker, e’ un interprete ideale del Blues e Funky Soul.

Il jazz potente e figurativo del gruppo si propone con materiale compositivo originale. In questo viaggio, la band guida il pubblico lungo sentieri musicali ricchi di sorprese, offrendo un’armoniosa fusione tra contaminazioni ritmiche e armoniche, creando momenti intensi carichi di energia.

Verona

Per informazioni: www.madverona.it Foto tratta da: jumpinblog.it

Verona

Per informazioni: www.madverona.it

Foto tratta da: 123rf.com

Magiche Lanterne, Halloween per Bambini

Curiosando in Lessinia Lessinia

Veronetta 129, Via Interrato dell’Acqua Morta 64, Verona

9, 16, 23, 27 ottobre

dal 27-30 ottobre Domenica 27 ottobre ha inizio il laboratorio “Magiche Lanterne: Happy Halloween”. Il laboratorio vuol festeggiare insieme ai bambini il giorno di Halloween intagliando zucche, mangiando dolcetti e facendo anche un po’ di scherzetti.

Per informazioni: www.lafogliaeilvento.it

Per informazioni: www.cittadiverona.it

Riva Sposi 2013

Shakespeare in Dance

Riva del Garda Fiere

Teatro Ristori, Verona

dal 26 al 28 ottobre

dal 1-2 novembre

Riva del Garda ospiterà la 1° edizione di Riva del Garda Sposi, un nuovo appuntamento per i futuri sposi che potranno confrontarsi con le ultime novità e tendenze in merito a prodotti e servizi dedicati al matrimonio. Per informazioni: www.rivadelgardasposinfiera.it Foto tratta da: economiaweb.it

Tre incontri ed una visita guidata avente per tema il nostro straordinario Altopiano, da oltre vent’anni diventato Parco Naturale Regionale. Un’occasione imperdibile per ripassare o per riscoprire insieme un ambiente naturale ed umano a due passi da casa.

In Danza organizza il concorso di danza classica, neoclassica, moderna, jazz e contemporanea. Gran Galà con ballerini di fama internazionale sabato 2 novembre.

Per informazioni: www.veronaindanza.it

Foto tratta da: capriolo.org

Formazione lavoro, Workshop gratuito

Le Impiegate, Teatro

Teatro parrocchiale di Caldiero. Corso A. de Gasperi 16, Caldiero (VR)

Biblioteca di Valeggio sul Mincio, Palazzo Guarienti. Via Antonio Murari 27

sabato 30 novembre ore 20.45

mercoledì 20 novembre ore 20.30 Si terrà il terzo ciclo di 3 workshop gratuiti, per imparare a gestire la comunicazione emozionale e il potenziamento personale. Per creare opportunità e gestire la propria competenza senza vincoli nell’ambito professionale. Per informazioni: www.cittadiverona.it

Paola, Lisa e Clara, lavorano presso l’Agenzia Morini tiranneggiate dalla signora Erika, moglie del titolare. La signora viene a sapere che il consorte ha una storia clandestina con una delle impiegate ma, non sapendo quale... Di Antonio Zanetti Per informazioni: www.lamoscheta.it La redazione non è responsabile di eventuali cambiamenti di date e/o programmi

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musica

Esibizione Finalisti del Verona Talent Show a Verona

R’N’R - Rob and Rich Acoustic Duo Bar the Brothers, V.le Europa, 5, Grezzana

Auditorium Gran Guardia - Piazza Bra – Verona

venerdì 11 ottobre ore 21.00

sabato 12 ottobre ore 21.00

Gli R’N’R sono un duo acustico di recente formazione composto dal cantante Roberto Marconi e Riccardo “Rich” Vallenari. Si ritrovano in questa situazione a riarrangiare classici della musica pop e rock in chiave acustica con brio, voglia di divertirsi e divertire il pubblico Per informazioni: www.veronamusic-live.com Foto Fototratta trattada: da:mipiaceiljazz.blogspot.com cultura.biografieonline.itFoto

si esibiscono i 15 finalisti del Verona Talent Show 2013. Il concorso è promosso al fine di scoprire nuovi talenti nelle discipline di Canto e Musica, Danza, Recitazione, Cabaret e Giocoleria. L’ingresso alla serata è gratuito.

Foto tratta da: mlmerillat.wordpress.com

Per informazioni: www.giuliaadami.com

Concerto Poetico Musicale

Paolo Fresu e Omar Sosa

Villafranca

Teatro Filarmonico. Via dei Mutilati 4, Verona

venerdì 18 ottobre ore 20.30 Nella chiesa Madona del popolo di Villafranca presentazione del libro “La Quercia dai Rami di Cristallo” di Luigi Cattelani, con la partecipazione del Corpo Bandistico Dino Fantoni di Dossobuono. Per informazioni: www.cittadiverona.it

Foto tratta da: donnamoderna.com

lunedì 21 ottobre ore 21.00 Un duo che trasmette energia, poesia e spiritualità, quello del trombettista Fresu e del pianista jazz Sosa, uniti in questo nuovo progetto musicale. Per informazioni: www.cittadiverona.it

Frankie Gavin, Michelle Lally e Alban Fuam

Manuels, Tributo the doors

Peikko Pub, Via Monte Ortigara - La Rizza di Castel D’A zzano, Verona

Teatro Astra. Via Roma 3, San Giovanni Lupatoto

giovedì 31 ottobre ore 21.30

sabato 26 ottobre ore 21.00

L’intento della band, nella classica formazione a 4 senza bassista, è quello di ricreare ancora oggi i suoni, le sensazioni e la psichedelia che tanto hanno caratterizzato gli originali Doors, al punto di diventarne un vero e proprio marchio di fabbrica.

Il grande violinista irlandese Frankie Gavin, leader indiscusso del gruppo Frankie Gavin & De Dannan, con Michelle Lally, suonerà insieme agli Alban Fuam per una fantastica serata di musica irlandese Per informazioni: www.cittadiverona.it

Per informazioni: www.themanuelsband.it

Foto tratta da: edublogs.org

Foto tratta da: www. realityshow.blogosfere.it

Concerto di Max Pezzali a Verona

Palasport - Piazzale Atleti Azzurri D’Italia, 1 - Verona martedì 3 dicembre ore 21.00 Dopo i successi registrati nelle città italiane (Milano e Roma in primis), il 3 dicembre Max Pezzali arriva anche a Verona con il suo “Max 20 Live Tour”. Per informazioni: www.cittadiverona.it

DueTorriHotel.PiazzaSant’Anastasia,Verona ore 21:30 18 ottobre: Trio M. Loesh, H. Plankenstainer, P. Mappa 1 novembre: Trio S. Raffaelli, S. Menato, S. Colpi 15 novembre. F. Giachino Trio 29 novembre: Quartet D. Memoli, G. Cazzola 6 dicembre: E. Righetti, S. Donati Per informazioni: www.cittadiverona.it

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Jazz and More

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cinema

Gravity

Un compleanno da leoni

Foto tratta da: modernmythmedia.com

Verona

Verona

uscita giovedì 3 ottobre

uscita giovedì 3 ottobre

Racconta di due astronauti in missione su una lontanissima base spaziale che tentano un disperato ritorno verso la Terra, dopo che tutti gli altri membri del team sono rimasti vittime dell’impatto con un meteorite. Genere: Fantascienza

Un film di Jon Lucas, Scott Moore. Con Skylar Astin, Miles Teller, Sarah Wright, Basil Harris, Justin Chon. Genere: Commedia

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Cattivissimo Me 2

Emperor

Verona

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uscita giovedì 3 ottobre

Foto tratta da: collider.com

uscita giovedì 10 ottobre

Un film di Pierre Coffin, Chris Renaud. Con Steve Carell, Jason Segel, Moises Arias, Elsie Fisher, Dana Gaier. Genere: Animazione

Tommy Lee Jones interpreta il ruolo di un ironico personaggio della storia del XX secolo come il generale Douglas MacArthur, uno dei protagonisti della II Guerra Mondiale e della capitolazione del Giappone.

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L’amore in valiga

Giovani ribelli

Verona

Verona

uscita giovedì 17 ottobre

uscita giovedì 10 ottobre Il film racconta la storia di una trentenne, Montana Moore, che, frustrata dalla sua condizione di single, si imbarca in un viaggio di 30 giorni e 30.000 miglia attraverso l’America per trovare un fidanzato adeguato.

Un thriller basato sulla relazione tra Allen Ginsberg e i colleghi Jack Kerouac e William S. Burroughs. A farli incontrare fu uno studente della Columbia University implicato nell’omicidio di David Kammerer, trovato morto nell’Hudson River nel 1944.

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Foto tratta da: pianetadonna.it

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Jobs

Una piccola impresa meridionale

uscita 17 ottobre

uscita 17 ottobre

Jobs porta sul grande schermo la storia potente, straordinaria e vera, dell’uomo che decise di cambiare il mondo. E lo fece. Ashton Kutcher interpreta Steve Jobs, il creatore della Apple,

Un ex prete, don Costantino, viene confinato dalla madre perché non si sappia che si è spretato. Mamma Stella, infatti, ha già un altro scandalo da affrontare: sua figlia Rosa Maria ha lasciato il marito, Arturo, ed è scappata con un misterioso amante.

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Foto tratta da: idownloadblog.com

Verona

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cinema

Prisoners

L’ltima ruota del carro

Foto tratta da: bigfanboy.com

Verona

Verona

uscita giovedì 14 novembre

uscita giovedì 7 novembre

Attraverso le vicende tragicomiche di Ernesto, un uomo qualunque che tenta di seguire le proprie ambizioni senza mai perdere i valori veri della vita.

Keller Dover sta affrontando il peggior incubo di ogni genitore. Sua figlia di sei anni, Anna, è scomparsa insieme alla sua giovane amica, Gioia, e con il passare del tempo il panico dilaga.

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Thor: The Dark World Verona

uscita mercoledì 20 novembre

Foto tratta da: couchsurfing.org

Continuano le avventure di Thor, il più forte degli Avengers, che combatte per salvare la terra e tutti i Nove Regni da un oscuro nemico che vuole dominare l’universo. Thor lotta per ristabilire l’ordine tra i pianeti... ma un’antica dinastia, dominata dallo spietato Malekith, minaccia di far ripiombare l’universo nell’oscurità. Affrontato da un nemico a cui nemmeno Odino e Asgard

possono opporsi, Thor deve intraprendere il viaggio più pericoloso ed introspettivo della sua vita, che lo ricongiungerà con Jane Foster e lo obbligherà a sacrificare tutto per salvare l’universo intero. Per informazioni: www.comingsoon.it

Hunger Games - La ragazza di fuoco Verona

uscita mercoledì 27 novembre Katniss Everdeen torna a casa incolume dopo aver vinto la 74ª edizione degli Hunger Games, insieme al suo amico, il “tributo” Peeta Mellark. La vittoria, però, vuol dire cambiare vita e abbandonare familiari e amici, per intraprendere il giro dei distretti, il cosiddetto “Tour di Victor”. Lungo la strada Katniss percepisce che la ribellione sta montando, ma che il Capitol cerca ancora a tutti i costi di mantenere

il controllo proprio mentre il Presidente Snow sta preparando la 75ª edizione dei giochi (The Quarter Quell), una gara che potrebbe cambiare per sempre le sorti della nazione di Panem.

Per informazioni: www.comingsoon.it

Foto tratta da: myhungergames.com

Last Vegas

C’era una volta un’estate

uscita giovedi 28 novembre

uscita giovedì 5 dicembre

La storia vede un sin troppo maturo playboy, incapace di accettare l’età avanzata e in procinto di sposare una donna che ha la metà dei suoi anni, organizzare un party di addio al celibato con tre vecchi amici a Las Vegas.

Costretto a trascorrere le vacanze estive con la madre e il patrigno prepotente, un giovane e introverso ragazzo ritrova equilibrio e indipendenza grazie all’amicizia che instaura con il gestore di un parco acquatico.

Per informazioni: www.comingsoon.it

Per informazioni: www.comingsoon.it

Verona

Foto tratta da: comingsoon.it

Verona

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Kyos Verona Ottobre - Novembre - Dicembre 2013

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KYOS verona

sport

Campionato Serie A, Chievo

Foto tratta da: europacalcio.it

Campionato Serie A, Hellas Verona

Stadio M. Bentegodi

Chievo Verona-Udinese 21 settembre 2013 ore 18.00 Chievo Verona-Juventus 25 settembre 2013 ore 20.45 Chievo Verona-Atalanta 5 ottobre 2013 ore 18.00 Chievo Verona-Fiorentina 27 ottobre 2013 ore 15.00 Chievo Verona-AC Milan 10 novembre 2013 ore 15.00

Hellas Verona-Sassuolo 15 settembre 2013 ore 15.00 Hellas Verona-Livorno 29 settembre 2013 ore 15.00 Hellas Verona-Parma 20 ottobre 2013 ore 15.00 Hellas Verona-Sampdoria 30 ottobre 2013 ore 15.00 Hellas Verona-Cagliari 3 novembre 2013 ore 15.00 Hellas Verona-Chievo 24 novembre 2013 ore 18.00

Per informazioni: www.chievoverona.it

Per informazioni: www.hellasverona.it

Foto tratta da: veronacalciofemminile.com

AGSM Verona Calcio Femminile

ASD Fimauto Valpolicella, Serie A

Stadio AGSM Via Sogare

Stadio Montindon di domegliara

AGSM Verona-Perugia 5 ottobre 2013 ore 15.00 AGSM Verona-Brescia 19 ottobre 2013 ore 15.00 AGSM Verona-Fimauto Valpolicella 2 novembre 2013 ore 15.00 AGSM Verona-Chiasiellis 16 novembre 2013 ore 15.00 AGSM Verona-Torres 30 novembre 2013 ore 15.00

ASD Fimauto Valpolicella-Roma 28 settembre 2013 ore 15:00 ASD Fimauto Valpolicella-Napoli 12 ottobre 2013 ore 15.00 ASD Fimauto Valpolicella-Tavagnacco 26 ottobre 2013 ore 15.00 ASD Fimauto Valpolicella-Perugia 9 novembre 2013 ore 15.00

Per informazioni: www.veronacalciofemminile.com Per informazioni: www.asdvalpo.it

Basket, calendario Legadue Gold 2013/2014

Foto tratta da: rugbyverona.it

Verona Rugby

Palasport

Campo Sportivo “Mario Gavagnin” Via Montorio 174 – Verona

Tezenis Verona-Juonior C.Monferrato 13 ottobre 2013 ore 18.00 Tezenis Verona-Pms Torino 26 ottobre 2013 ore 20.30 Tezenis Verona-Fimauto Valpolicella 9 novembre 2013 ore 20.30 Tezenis Verona-Andrea Costa Imola 23 novembre 2013 ore 21.00

C.U.S. Verona Rugby Romagna R.F.C. 7 ottobre 2013 ore 15.30 C.U.S. Verona Rugby-Rugby Brescia Ssd 28 ottobre 2013 ore 14.30 C.U.S. Verona Rugby-Accademia Nazionale Tirrenia 11 novembre 2013 ore 14.30

Per informazioni: www.scaligerabasket.it

Per informazioni: www.rugbyverona.it

Foto tratta da: www.runnersworld.de

Verona Marathon

Cangrande Marathon

6 ottobre

6 ottobre

12a edizione di Verona marathon (42 km). Partenza ore 8,45 da Sant’Ambrogio di Valpolicella, arrivo all’interno dell’Anfiteatro di Arena.

30 km Regionale approvata dalla FIDAL. Partenza ore 8.45 da Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona). Arrivo a Expo VeronaMarathon, Fiera di Verona

Per informazioni: www.veronamarathon.it

Per informazioni: www.veronamarathon.it

Verona

Verona

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KYOS verona

sport

Pallavolo, Serie A, Calzedonia Verona

Foto tratta da: corrieredellosport.it

Slalom città di Bolca

Palasport, Verona, partite in casa

Vestenanova - Bolca

Calzedonia Verona-Bre Lannutti Cuneo 27 ottobre 2013 Calzedonia Verona-Sir Safety Perugia 10 novembre 2013 ore 15.00 Calzedonia Verona-Andreoli Latina 24 novembre 2013 ore 15.00

domenica 29 settembre ore 10 Le auto tornano a sfidarsi tra i birilli con la sesta edizione dello “Slalom Città di Bolca”, gara valida per il Campionato Italiano della specialità. Si corre sulla statale 17 tra Vestenanova e Bolca. La gara inizia alle 10.00 e l’ingresso è gratuito.

Per informazioni: www.bluvolleyverona.it Foto tratta da: flickr.com

Per informazioni: www.povil.it

Adige Marathon

Fiera Cavalli, Verona horse festival

domenica 20 ottobre

dal 7-10 novembre

Sul fiume Adige torna l’Adigemarathon, gara di canoa, kayak e rafting. Due partenze distinte, a Borghetto di Avio per gli agonisti e a Dolcè per gli amatori.

Abbigliamento, accessori per l’equitazione, attrezzature per mascalcia, attrezzature per uso veterinario, box, carrozze, mangimi, mangiatoie, van sulky, trailers, turismo equestre, maneggi attrezzature ippiche, scuderie, ostacoli da allenamento e da concorso, stampa specializzata.

Verona Fiere

Verona

Per informazioni: www.adigemarathon.it

Revival Rally Valpantena

Per informazioni: www.fieracavalli.it

Corsi Gratuiti di Shiatsu e Yoga

Foto tratta da: garestoriche.com

Grezzana

Centro Yoga e Shiatsu Il Sole - Via S. G. Lupatoto, 10 - Verona

dal giovedì 17-19 ottobre 2013

dal lunedì 7 ottobre, 33 giorni

Si terrà l’11a Revival Rally Valpantena, gara di Regolarità Sport. Oltre duecento equipaggi si sfideranno a Ca’ Scapin, tra Santa Maria di Zevio e San Giovanni Lupatoto.

A Verona in zona Borgo Roma e Borgo Venezia corsi di Shiatsu e Yoga per migliorare il benessere fisico e psicofisico.

Per informazioni: www.rallyclubvalpantena.it Foto tratta da: corsainmotagna.it

Per informazioni: www.shiatsuapos.com

Limone Extreme Skyrace

Tremalzo Superbike

Limone

Tremosine

domenica 13 ottobre

domenica 13 ottobre 23.5km di vero skyrunning con un dislivello di 2000m, partenza e arrivo nella suggestiva location di Lungolago Marconi di Limone, sono i tratti distintivi di questa gara.

Per informazioni: www.limonextreme.com

Per informazioni: www.tremalzosuperbike.it

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Kyos Verona Ottobre - Novembre - Dicembre 2013

La gara che farà scalare ai bikers partecipanti, il mitico Passo Tremalzo oltre a percorrere sconosciuti sentieri del Parco dell’Alto Garda Bresciano.

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KYOS verona

cultura

“Scrivere per Amore” La feltrinelli-liberi e musica

Foto tratta da: tempolibero.blogosfere.it

LibrarVerona

Piazza dei Signori, Cortile mercato vecchio, Cortile del tribunale - Verona

Verona

sabato 19 ottobre ore 20.30

dal 18 al 20 ottobre

Premio Letterario Internazionale “Scrivere per Amore”. I finalisti 2013 Fabrizio Elefante, Marco Lodoli e Lucia Tancredi incontrano il pubblico veronese durante la serata della finale.

Libri, autori e lettori appassionati. Sono questi gli ingredienti di “LibrarVerona” la manifestazione dedicata al mondo del libro e della lettura

Per informazioni: www.lafeltrinelli.it Foto tratta da: frontierenews.it

Per informazioni: www.librarverona.it

Creatività per l’innovazione

Danza

dal 12 al 13 ottobre

il 2 novembre, il 23 novembre, il 31 gennaio 2014, il 29 marzo 2014

Magazzini Generali, Viale del Lavoro, Verona (Entrata Fronte fiera)

Due giorni per conoscere i grandi temi che guidano lo sviluppo e l’evoluzione degli spazi urbani rendendoli concreti. L’obiettivo dell’evento è quello di portare alla conoscenza dei cittadini il futuro di una città in espansione. Per informazioni: www.newcreativeinnovation.it

GiraTutto RedZone e L’arte di vivere con lentezza

Feltrinelli Libri e Musica via Quattro Spade, 2, Verona

Per informazioni: www.lafeltrinelli.it

Red Zone/Art+bar, San Giorgio di Valpolicella

da giovedì 3 a domenica 6 ottobre

Foto tratta da: letteraturainnovabile.com

In occasione della Settimana Vegetariana Mondiale 2013 (30 settembre – 6 ottobre) presentazione del libro di Neal Barnard, Super cibi per la mente.

In concomitanza con le iniziative per l’anniversario di Red Zone e in adesione all’iniziativa dell’associazione di volontariato “L’arte di vivere con lentezza”, saranno a disposizione libri e fumetti del GiraTutto. Per informazioni: www.redzoneart.com

Concorso Fotografico alla Festa dell’Uva e del Vino

Massaie in Tour a Dolce Casa Cameo

dal 3 al 7 ottobre

sabato 12 ottobre

Nell’ambito della nota Festa dell’Uva e del Vino di Bardolino, torna l’appuntamento con “Scatta la Foto“. Un concorso fotografico indetto dalla Fondazione Bardolino Top che premierà i migliori scatti avvenuti durante la manifestazione.

Un appuntamento con le famose “Massaie Moderne” Samanta e Michela, protagoniste di blog e rubriche della storica rivista “La Cucina Italiana“. Durante la giornata verranno proposte le ricette d’altri tempi.

Bardolino

Foto tratta da: bardolinotop.it

Käfi g Brasil, Contemporary Tango Balletto di Roma, Stuttgart Ballet Gala con i primi ballerini, Workwithinwork Absolutely Free Aterballetto Per informazioni: www.teratrosalari.it

Super cibi per la mente

mercoledì 2 ottobre 18.00

Teatro Saliri, Verona

Per informazioni: www.gardaconcierge.com

Desenzano del Garda

Per informazioni: www.gardaconcierge.com La redazione non è responsabile di eventuali cambiamenti di date e/o programmi

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KYOS verona

cultura

Gabriele Basilico: racconti di fotografia

Foto tratta da: rogiosi.it

Frittitaly®

Tennis club Torricelle, Verona

Verone Fiere, Art Verona

dal 4 al 13 ottobre

sabato 12 ottobre ore 12.00 Gabriele Basilico che è uno dei più noti fotografi italiani ha lavorato, nel corso del tempo, su diverse città: da Milano a Beirut da Bolzano a Berlino.

Si potranno gustare calde e croccanti fritture di ogni genere. Dal pesce alle verdure, dal pollo alle patatine, tutto rigorosamente preparato e fritto al momento per essere gustato caldissimo!

Per informazioni: www.studiolacitta.it

Per informazioni: www.gardaconcierge.com

Foto tratta da: corrieredelsannio.it

La grande stagione dei piccoli eroi

Centro civico “Nicola Tommasoli“, Via Perini 7, Borgo Santa Croce, Verona

Italia

martedì 15 ottobre

dal 10 al 13 ottobre

Promenade Verona

1°Premio Nazionale “L’Italia delle Tipicità. Enogastronomia e Cultura

18’a Rassegna del Fumetto gli Albi a Fumetti della Collezione Storica di Giuseppe Poldiallai e i disegninediti liberamente interpreati da Bruno Prosdocimi, Loren Carpitella.

L’Associazione Italiana del Libro ha bandito il Premio Nazionale “L’Italia delle Tipicità. Enogastronomia e Cultura – opere edite“, al quale possono partecipare autori, case editrici, riviste, associazioni culturali, comuni, enti pubblici e privati, persone fisiche.

Per informazioni: www.comune.verona.it

Per informazioni: www.100news.it info@associazioneitalianadellibro.it

“Domenica in cantina”

Foto tratta da: flickr.com

Verona

Valpolicella

dal 10 al 15 Ottobre

dal 22 settembre al 27 ottobre

Nella bellissima città scaligera si svolgerà “Promenade Verona“. Un percorso a piedi tra eventi, mostre e iniziative culturali nei luoghi della città deputati all’arte e alla cultura. Sarà possibile visitare più di 50 atelier, botteghe e negozi nel centro storico di Verona fino oltre le mura della città.

Tutte le domeniche sarà possibile visitare diverse cantine lungo la Strada del Vino “Valpolicella” nell’ambito dell’evento ”Val… Polis…Cellae 2013 – Domenica in cantina”.

Per informazioni: www.gardaconcierge.com

Per informazioni: www.promenadeverona.org

I Rio Live

Al museo con un Euro!

La feltrinelli Express, Stazione Porta Nuova, Verona

Verona

da ottobre 2013 ad aprile 2014

mercoledi 30 ottobre Dopo il sucesso di Mediterraneo, i Rio tornano con il nuovo disco “Fiori“. La band emiliana presenta il suo quinto album, colorato e denso di emozioni.

Foto tratta da: italyluxuryhotel.it

Per informazioni: www.lafeltrinelli.it

Per informazioni: www.comune.verona.it

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Kyos Verona Ottobre - Novembre - Dicembre 2013

Ogni prima domenica del mese si potrà entrare nei principali musei e monumenti veronesi come la grandiosa Arena, la Casa di Giulietta, Castelvecchio, il Teatro Romano, il Museo di Storia Naturale, il Museo Lapidario Maffeiano e la Tomba di Giulietta.

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KYOS verona

manifestazioni

Tirtha

Fuori Fiera Salone Internazionale del Marmo

Pescantina – Verona

Verona

11 e 12 ottobre

dal 25 al 28 settembre

Incontro esperienziale con gli sciamani della tradizione wixarika. Presso il centro culturale e Bioagriturismo “Tirtha”

Happening culturale condotto dai professori Massimiliano Caviasca e Piero Primavori con contributi video esclusivi in un dibattito aperto tra gli autori e il pubblico sul tema della pietra naturale e sul percorso che la converte in materiale litico.

Per informazioni: www.tirtha.it Foto tratta da: mole24.it

Demonstration e Science Show

Per informazioni: www.fuori-fiera.com

Festa dell´uva e del vino Bardolino 2013

Fiera del Riso a Isola della Scala

Bardolino

Area Fieristica - Via Vittorio Veneto, 4 Isola della Scala

dal 3 ottobre ore 18.00 al 7 ottobre ore 23.59

dall’11 settembre al 13 ottobre

Dal 3 al 7 ottobre torna a Bardolino la storica manifestazione che celebra il vino: stand enogastronomici, ma anche musica, intrattenimenti teatrali e convegni, incorniceranno la festa.

“Il riso nasce nell’acqua e muore nel vino” La tradizione ad Isola della Scala non è cambiata: da oltre 40 anni la Fiera del Riso propone ottimi risotti da accompagnare, se si vuole, ad un buon bicchiere di vino.

Per informazioni: www.cittadiverona.it

Per informazioni: www.fieradelriso.it

I Giorni del Miele

Foto tratta da: trentnowellnessblog.it

Muse di Trento

Lazise

dal 1 settembre al 31 dicembre Sabato e domenica ore 10.30 e 17.00

dal venerdì 4-6 ottobre ore 10.00

Divertenti sketch di approfondimento, esperimenti, dimostrazioni e giochi scientifici

La 34ª edizione della fiera nazionale “I giorni del Miele”, dedicata all’apicoltura, al miele e ai suoi prodotti usati per la salute e la bellezza della persona. Ingresso gratuito.

Per informazioni: www.muse.it

Per informazioni: www.cittadiverona.it

Foto tratta da: sciallavaleggio.com

Valeggio Veste il Vintage

Smart Energy Expo

domenica 6 ottobre ore 09.30-20.30

dal 9-11 ottobre

La 10ª edizione di “Valeggio Veste il Vintage”, appuntamento con la moda, l’abbigliamento, gli accessori d’epoca e il modernariato. Dopo il grande successo delle precedenti edizioni, torna uno degli eventi più glamour della provincia.

La prima fiera internazionale sull’efficienza energetica. Tecnologie e sistemi per la generazione di energia termica, elettrica e combinata; prodotti e soluzioni per l’efficienza in edilizia, negli impianti civili ed industriali.

Per informazioni: www.valeggio.com

Per informazioni: www.smartenergyexpo.net

Piazza Carlo Alberto - Valeggio sul Mincio

Fiera a Verona

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KYOS verona

manifestazioni

Festa della Mela a Zevio

Foto tratta da: en.wikipedia.com

Festa della Pizza a Torri del Benaco

Zevio

Molo De’ Paoli - Torri del Benaco dal venerdì 11-13 ottobre

dal venerdì 11-13 ottobre Ci saranno stand enogastronomici con le specialità locali, mostre tematiche, musica e intrattenimento. “Non solo Mela” si aprirà con l’inaugurazione delle mostre e il convegno del venerdì sera alle 20.30

Si festeggia la 4a edizione di “Pizza Days”, ovvero tre giorni interamente dedicati alla degustazione di pizze. Sul Molo de’ Paoli una grande tensostruttura allestita per l’occasione offrirà pizza a volontà, mentre musica dal vivo con dj e gruppi musicali accompagneranno la festa.

Per informazioni: www.associazevio.it

Per informazioni: www.cittadiverona.it

Festa della polenta

Impianti sportivi di via Alzeri, Vigasio (VR) dal 17 ottobre al 10 novembre Una speciale festa durante la quale è possibile degustare piatti a base di polenta, pizze e dolci a base di mais. Birra e vini locali completano l’offerta enogastronomica della festa, ravvivata da buona musica dal vivo la sera.

Foto tratta da: oprah.com

Festa del Marrone

Ein prosit Fest - festa della birra

Piazzale Ex Casa Mercato - Località Lepia Vago di Lavagno dal giovedì 17-20 ottobre ore 19.00 Ein Prosit Fest è la manifestazione che porta a Lavagno un pezzo di puro Oktober Fest! All’interno dei stands coperti con specialità tirolesi accompagnate delle migliori birre Bavaresi. Per informazioni: www.cittadiverona.it

Per informazioni: www.festadellapolenta.com

Antica Fiera del Rosario

Foto tratta da: flickr.com

San Zeno di Montagna

Breonio di Fumane

19-20, 26-27 ottobre e 2-3 nov

domenica 20 ottobre

La 10ª Festa del Marrone di San Zeno, prodotto tipico del luogo riconosciuto col marchio Dop. Mostre fotografiche, serate di ballo e musica, pesca di beneficenza, degustazioni di birra castanea

Tutto sembrerà tornare indietro nel tempo, per le strade chiuse al traffico ritorneranno padroni gli antichi attrezzi agricoli, i vecchi trattori, i carretti trainati dal bestiame; nelle corti rispunteranno i recinti con gli animali e nell’aria si respirano profumi e sapori del passato.

Per informazioni: www.cittadiverona.it

Per informazioni: www.cittadiverona.it

Foto tratta da: wlamamma.com

Piatti & Sapori a Lazise

Job & Orienta

dal venerdì 25-27 ottobre ore 10.00

dal 21-23 novembre

Un weekend interamente dedicato a celebrare i prodotti tipici del lago. Un evento che vede la degustazione di prodotti tipici, dal vino alle grappe, dal formaggio ai salumi, dai dolci alla frutta, dal latte alle uova.

Tema di Job & Orienta 2013 è “Trovare lavoro a scuola”: non poteva che essere il lavoro, infatti, il nodo centrale di questa edizione.

Per informazioni: www.cittadiverona.it

Per informazioni: www.veronafiere.it

Via Prà del Principe (ex località Marra) - Lazise

Fiera a Verona

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arte

Barbara Pinna - cercando ancora

Foto tratta da: sfogliacitta.it

Verso Monet

Sala Polifunzionale del Palazzo della Gran Guardia, Vserona

Palazzo della Gran Guardia Dal 26 ottobre al 9 febbraio

dal 29 agosto al 26 settembre 2013 L’esposizione si articola in più percorsi: la prima sezione, dal titolo “Singolare femminile”, presenta una serie di ritratti di donna. La seconda, “Contenuti”, ha, come tema protagonista, il simbolismo delle “scatole”, tema dominante della mostra.

Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento”. Oltre novanta dipinti provenienti da collezioni private e da alcuni tra i maggiori musei del mondo, proporranno la natura come soggetto principale nell’arte, in un percorso diviso in cinque sezioni che sfoceranno nel magistrale lavoro di Monet di rappresentazione della natura come esperienza interiore.

Per informazioni: www.comune.verona.it

Per informazioni: www.cittadiverona.it

Foto tratta da: juzaphoto.com

QUINTA

Piccolo Teatro di Giulietta, Verona

Prima Domenica del Mese tra Musei e Monumenti

3 ottobre ore 21.00

da domenica 6 ottobre

Una QVINTA è l’occasione d’incontro di quattro follie. C’è una vera QUINTA. Da lontano non si vede che i quattro personaggi soffrono, da lontano fanno ridere.

Ogni prima domenica del mese da ottobre ad aprile durante la fine settimana a Verona: Arena, Casa di Giulietta, Castelvecchio, Teatro Romano, Museo di Storia Naturale, Museo Lapidario Maffeiano e Tomba di Giulietta saranno aperti al pubblico con ingresso al prezzo ridotto, per singolo monumento, di 1,00 €.

Verona

Per informazioni: www.teatrostabileverona.it

Per informazioni: www.comune.verona.it

Romeo’s Balcony

Fiera a Verona

Musei d’Arte Monumenti, via Cappello 23, Verona

domenica 13 ottobre ore 10.00

dal 29 giugno al 14 ottobre

Per la 57ª edizione delle Borse Scambio di giocattoli d’epoca e automodelli, espositori italiani e stranieri si danno appuntamento da anni per mostrare e scambiare i loro giocattoli di una volta (treni, bambole, automodelli, ecc.). L’ingresso al pubblico è libero e gratuito.

Romeo’s Balcony è una fiaba che vive ai confini del nostro mondo, un monumento fantastico. Un’opera che prende forma attraverso l’estetica dei disegni progettuali, ricreando l’archetipo di una favola d’amore architettonica tra passato e presente.

Per informazioni: www.cittadiverona.it

Foto tratta da: flickr.com

Borsa Scambio Giocattoli d’Epoca e Automodelli

Per informazioni: www.artverona.it

ArtVerona

Dialoghi Incantati - La Mostra Orafa

Fiera a Verona

Chiesetta di San Pietro in Archivolto, Piazza Duomo, Verona

dal giovedì 10-14 ottobre Verona ospita la 9a edizione di ArtVerona, la Fiera dell’Arte Moderna e Contemporanea. Ad affiancare la manifestazione un ricco programma di eventi, mostre, performance in fiera e in città. In vetrina le nuove proposte culturali e di mercato.

Foto tratta da: artribune.com

Per informazioni: www.artverona.it

dal martedì 8-20 ottobre ore 10.00 Gli artisti orafi sono stati invitati tutti da diverse nazionalità. Le loro opere vogliono dialogare con la città di Verona, la sua storia, il suo futuro ed il suo presente. Per informazioni: www.cittadiverona.it La redazione non è responsabile di eventuali cambiamenti di date e/o programmi

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arte

Il grande Vajont

Da Como a Kolongo

10 ottobre, ore 18,00

ogni giorno fino al 20 ottobre

A quarant’anni dal tragico 9 ottobre 1963, un incontro di approfondimento nel ricordo di una delle stragi più terribili che hanno segnato la storia e la coscienza dell’Italia. Interviene lo storico Maurizio Reberschak, autore del volume Grande Vajont (Cierre), che dialoga con Toni Sirena, figlio di Tina Merlin.

La mostra vuole far conoscere la straordinaria testimonianza di vita e l’opera di padre Giuseppe, medico e missionario comboniano. Padre Giuseppe ha operato in Uganda dal 1957 al 1987. La mostra racconta, con immagini di ieri e di oggi, la storia dell’Ospedale di Kalongo ecc.

Stazione Porta Nuova, Piazzale XXV Aprile

Per informazioni: www.lafeltrinelli.it

Museo Africano, Vicolo Pozzo 1, Verona

Per informazioni: www.museoafricano.org

Foto tratta da: dismappa.it

W la giungla

via Quattro Spade, 2 13 ottobre, ore 16,30 Lo staff didattico del Parco Natura Viva di Bussolengo propone un laboratorio narrativo nel magico mondo della giungla attraverso pagine dei libri Il Principe tigre (Babalibri) e La mia giungla (L’ippocampo). In collaborazione con Parco Natura Viva. Ci sarà un pomeriggio speciale fatto di parole, colori, magia e creatività che coinvolgerà i giovani lettori ma anche i più grandi alla scoperta delle storie più divertenti

che parlano dei nostri amici animali per imparare a conoscerli, amarli e rispettarli. Età consigliata: dai 5 ai 10 anni. Per tutti i bambini che interverranno, in regalo un ingresso omaggio al Parco Natura Viva. Info: Parco Natura Viva, info@parconaturaviva.it www.lafeltrinelli.it

Frammenti di un discorso amoroso

Studio la Città

dal 9 ottobre al 10 novembre

dal sabato 28 Settembre ore 11.30 al 23 novembre

Verona

Lungadige Galtarossa 21, Verona

Le opere qui esposte provengono dal tessuto collezionistico del territorio veronese e qualificano diversamente le sedi museali prescelte. Il risultato è quello di innescare un dialogo dove è lo scambio a divenire soggetto preminente, in funzione di un approccio rivelatore e suggestivo Per informazioni: www.artverona.it

Dopo la pausa estiva, apre la nuova stagione espositiva con due personali di Stuart Arends ed Herbert Hamak.

Foto tratta da: studiolacitta.it

Per informazioni: www.studiolacitta.it

Giorgio Vigna. Stati Naturali

Verso Monet

dall’11 ottobre 2013 al 6 gennaio 2014

dal 26 ottobre al 9 febbraio 2014

Stati Naturali, una personale di Giorgio Vigna al Museo di Castelvecchio a cura di Paola Marini, direttrice dell’istituzione museale. Un percorso di segni, interventi puntuali dell’artista, disseminati lungo gli spazi museali.

Un appuntamento imperdibile con l’arte: oltre novanta dipinti dei maggiori pittori tra Seicento e Novecento, fino all’impressionismo di Monet.

Per informazioni: www.artverona.it

Per informazioni: www.lineadombra.it

Museo di Castelvecchio, Corso Castelvecchio 2, Verona

Foto tratta da: viest.it La redazione non è responsabile di eventuali cambiamenti di date e/o programmi

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Palazzo della Gran Guardia, Verona


LA 70° MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA Si è chiusa da poco la 70° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia , il Lido è tornato al suo silenzio, fuori dal glamour di questi intensi dieci giorni, ricco del mare e della storia ma ormai consapevole che il momento di gloria è già terminato. Se il Lido era una volta un luogo privilegiato oggi è tornato ad essere, per fortuna, la spiaggia dei veneziani. Ma fa pensare che la grande e bella struttura del Casinò, le varie sale cinematografiche con schermi e attrezzatura di alto livello, chiudano i battenti per gran parte dell’anno lasciando una piazza vuota animata solo dal mare e dai clienti di classe dell’Excelsior. Il grande buco davanti al Palazzo del Casinò resta monito e testimone di un progetto che deve trovare corpo anche in un rilancio del Lido stesso. In effetti questa rassegna del Cinema ha una storia impareggiabile e lontana nel tempo : in un grande momento di difficoltà economica del territorio e di crisi dell’occupazione, Venezia rilanciava sè stessa in quelle che erano e sono le sue peculiarità, la cultura e , all’epoca, un turismo di classe che trovava nel Lido la giusta collocazione. Unendo le forze e con una visione di interesse culturale specifico legato anche ad un rilancio economico, un gruppo di imprenditori e di nobili tra tutti il Conte Volpi di Misurata , danno vita alla prima edizione del Festival dal 6 al 21 agosto 1932 subito dopo la creazione dei primi Oscar americani del 16 maggio 1929. Il festival nasce così come un momento esplorativo e divulgativo dell’arte del cinema e dei film, un momento di ricerca della 7° arte che acquista così una fisionomia particolare anche in Italia, dato che quello di Venezia nasce come 2° Festival più antico a livello mondiale. E’ interessante rileggere la storia di questo Festival tutto veneziano e veneto che, per anni, rimane una manifestazione unica e irripetibile, un evento 36

che segue le vicende storiche legate all’epoca fascista quando, per esempio, il Festival chiude dal ‘40 al ‘42 e riprende con vitalità nel ‘46 finita la guerra, proponendo un percorso che segna la cultura mondiale con la nascita del neo-realismo italiano con registi come Rossellini, De Sica, Visconti, Rosi, Olmi...E la presenza di Anna Magnani, incomparabile attrice italiana e internazionale, segna il passaggio di un’epoca. Grandi registi e produttori, grandi attori ed attrici, grande dibattito culturale e di pubblico segnano la vita della Mostra del Lido, soprattutto durante il periodo della contestazione negli anni ‘70 quando l’allora direttore Gian Luigi Rondi viene costretto a dimettersi e nel 1979 entra Carlo Lizzani che rilancia la Mostra a livello internazionale. Da notare che durante questo periodo il Festival torna all’idea originaria di una Mostra non competitiva e con una giuria formata dal pubblico oltre che dai cosidetti esperti. Gli ultimi anni hanno visto passare registi a livello mondiale con un’apertura notevole verso il mondo orientale grazie anche alla direzione di Marco Muller (2004-2011): nomi come Takeshi Kitano e Hayao Miyazaki sono diventati familiari grazie anche a Venezia. Dal 2012 il direttore della Mostra è Alberto Barbera ( già direttore nel 1999) che ha snellito le proposte: 3 sezioni , “Concorso Venezia 70” con 20 film, “Fuori concorso” con max 11 film, “Orizzonti” con lunghi e cortometraggi. Restano sezioni autonome molto interessanti la “Settimana Internazionale della critica” e le “Giornate degli autori” con lunghi e corti di buon livello e sperimentazione. La ‘70 Mostra quest’anno ha avuto un rilancio del cinema che, nonostante la crisi, ha venduto più biglietti dell’anno scorso e ha appassionato non solo

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APPUNTI DI VIAGGIO di Cristiana Albertini gli addetti ai lavori ma anche il pubblico che , nel frattempo, è cresciuto nel desiderio e nella capacità di scelta. E’ stata indubbiamente una Mostra all’insegna della crisi: economica ma, ancor più, della crisi di valori, di etica, di pensiero. I film hanno spesso rimandato l’immagine di un mondo sospeso, incredulo e materico alla ricerca del senso perduto, alla ricerca del “brutto” per esorcizzarlo e ritrovare quell’humus di luce che, nascosto sotto il cumulo delle storie, forse dovrebbe e potrebbe emergere da un buio ammuffito e pesante. Film come provocazione , film come radar di percezione dell’oggi, film non sempre facili e immediati ma anche controversi e contraddittori: come il Leone d’Argento a Miss Violence del greco Alexandros Avranas che magistralmente apre le porte ad un terribile ambito familiare o come Tom à la ferme del giovanissimo regista e interprete Xavier Dolan che punta l’obiettivo sulla fragilità dei rapporti. Così il simbolico, inquietante e “inguardabile” Moebius di Kim Ki -duk ( vincitore del Leone d’Oro 2012 con Pietas) che rilancia le mutilazioni del corpo come mutilazioni dell’anima e, sempre come esempio, Under The Skin di Jonathan Glazer dove una bellissima aliena nei panni di Scarlett Johansson si prostituisce per rubare qualcosa agli umani Il film è stato poco apprezzato dal pubblico in sala, nonostante la nudità della Johansson, segno che è il messaggio, la storia, la regia a fare un bel film e che il pubblico e i giornalisti hanno anche la capacità di cogliere e di scegliere. Sempre in questo filone Child of God per la regia dell’attore James Franco grande atteso al red carpet, e Joe di David Gordon Green con Nicolas Cage. Alcuni film hanno aggiunto riflessioni e sceneggiature di altro tipo, come The Zero Theorem di Terri Gilliam, storia fantascientifica sull’idea del

rapporto umano e della pericolosa tendenza isolazionista della virtualità, film strano come è Gilliam ma interessante e forte nella realizzazione e nel messaggio;The Unknown Known di Errol Morris analisi giornalistica sul potere americano, Tracks di John Curran e La Jalousie di Philippe Garrel che indaga sul rapporto uomo-donna in modo furbo e intrigante. Da vedere un film fuori concorso, non si è capito perchè, Locke di Steven Knight con uno strepitoso Tom Hardy che recita da solo all’interno della sua macchina , con le telefonate e un viaggio che cambierà la sua vita. Una menzione a parte per Philomena di Stephen Frears , racconto basato su una storia vera dell’Irlanda anni ‘50, di una ragazza madre e del suo bimbo, di un convento che vendeva i bambini alle facoltose famiglie americane e al desiderio della vera Philomena di ritrovare il figlio dopo 50 anni. La storia è avvincente e commovente, i dialoghi spezzano la tragicità con una ironia e una vivacità frizzante, l’attrice Judi Dench è davvero speciale e, per molti di noi, avrebbe dovuto prendere la Coppa Volpi per la miglior interprete femminile. Da non perdere The Wind Rises -Kaze Tachinu- di Hayao Miyazaki, film di animazione di alto livello, ultima opera del grande regista che non è venuto al Lido ma ha mandato un comunicato di annuncio di saluto e di ritiro, un film testamento sulla responsabilità e sull’impegno della vita, sulla creatività e sulla capacità di sognare e di “volare alto” con una citazione importante nei confronti dell’Italia nella figura dell’inventore aereonautico Caproni. Davvero una ventata di aria pura...

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I N IA L A IT M IL F I E GRAVITY L E D A R T S O M ° 0 7 ALLA CINEMA DI VENEZIA di Cristiana Albertini

l’emozione e il mesè comunque affascinante per ricano ame ben film un con rta ape è La rassegna si saggio. ano Alfonso Cuaròn il nostro cinema con ma diretto da un regista messic Altro tono e altra storia per Pot ry Har di uel seq dei uno per he ce per rimandare ad ricordato anc una carrellata che scorre velo mancabile l’im con 3d, in to gira vity Gra specifico su ogni opeter: il film è altro momento uno sguardo ica Sandra mit la e y one Clo rge Geo tutorial del Lido ra. Bandiera della regista Bullock. Si inizia con Via Castellana apgli i tutt e der per è ità, grav di a enz te, con Alba RorGravity è l’ass teatrale palermitana Emma Dan ile senza liinab mag inim to vuo nel arsi miata con la Coppa poggi, è trov wacher e la bravissima e pre senza sponre ggia galle è o, pes za sen one femminile, Elemiti, è sentirsi Volpi per la migliore interpretazi ere come sap non si, der per e ’aria nell de, navigare na Cotta. qualcuno che ti possa cui tre donne si fronfare per legarsi a qualcosa o Una sor ta di piecè teatrale in una do, soli un , te limi un e dar sa pos ti ettano di sfidarsi tra fermare , che teggiano, due delle quali acc ci sei, che che tire sen e e pied il are mezzo a Via Castellaterra dove ferm loro rimanendo bloccate in vivi. di quin e iri resp i, ved ti, loro macchina: da qui esisti, che sen na Bandiera all’interno della con lentezto vuo nel iga nav ziale spa , si rimane in stallo, La navicella non si va nè avanti nè indietro il danno rare ripa a ri fuo o son uti ona cede all’altra e, per za, i due astr ci si guarda e nessuna delle due nave, imstro all’a ti lega o son ma o i una guerra silenziosubito, fluttuan motivi diversi, accettano di fars ne di attimi e stio que bia, cam o tutt nte della gente della via e provvisame sa ma inesorabile , alla faccia un lungo Solo . ersi disp e i ciat sgan , soli i due sono degli uomini. ombelicale , li tiene vifilm si cordone, che riprende quello e claustrofobia, la parabola del le, per vasiva, Con cipiglio tota ine tud scelta soli una una in con ltra e iro cini l’uno all’a conclude con un ampio resp due a salvare dei uno di finale lta na sce sce la la à cui Sar in ancestrale. inusitata , terribile e coraggiosa di un aspetto za sen pre da la e nata io pag agg om cor acc il a l’altro, sarà rivela l’aspetto da tragedia grec na, l’unica cadon la are unisalv a com le” film itua Il . spir icale dell’”anima uno splendido commento mus e di rilanciare la vita. soglia ad attensulla do, mo pace di ripensare alla sua vita lche qua in a, rest ca ma ore a trottat spe lo tano por tro nas a da. Effetti speciali dere una emotività più profon sentirsi, per effetto di nni Amelio, film sulla Gia di ido varsi in un inquieto spazio e a trep L’In a clim o Di altr . Ma si intuisce soli e iti aur ue che imp rsi, spe , 3d un ottimo ’esistenza dell’uomo qualunq zione terra: condizione dell tina des a à ver pera e arri ado gio chè viag per che l’insolito non è, se non altro , grande, bella, qualunque ata adr le e inqu lì, evo sap pre con sem za è a, iven lei, la terr usa la strategia della sopravv subito, azzure mal il o nte tutt osta fare non sa e che sibil o ancora pos addirittura quasi “gioiosa”:l’uom re . Film che nsa ripe e da a dov i terr cris di una e, po verd tem ra , blu e e si adatta a fare tutto in un ne è lontano...) ma ( ick Mal a e rick Kub a ammicca

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INTRODUZIONE Licia Massella attuale Direttrice lo ha reso disponibile quale spazio culturale e laboratoriale veronese per artisti e gruppi: nel 2012 si è impegnata personalmente e concretamente nella rilevazione, dopo una lunga e rischiosa pausa, di questo splendido spazio adatto all’espressione artistica dell’uomo attraverso tutti i linguaggi, per salvare uno luogo per l’arte nel centro storico di Verona dove poter ancora sognare, che vanta una lunga storia nell’attività artistica veronese e aperto in futuro a tutte le più valide proposte. La storia di questo monumento della cultura veronese risale, dalle notizie storiche, ai primi anni del 1970 quando la compagnia teatrale “La Barcaccia” che era nata nel 1969 ad opera di artisti celebri quali: Giorgio Totola, Circolo vicolo satiro 1975

Teatro Satiro 2013

Foto Bruno Zanolli

Sabato 5 ottobre 2013 alle ore 11.30 è stato inaugurato il Teatro Satiro in vicolo Satiro 8 a Verona (Quartiere Filippini).

Roberto Puliero, Luciana Ravazzin, Roberto Veronese ed altri, ebbe la necessità di avere un luogo dove poter provare e quindi rappresentare le opere teatrali. STORIA La scelta cadde su una cadente ex stalla in Vicolo Satiro, 8 trasformarla in un proprio spazio teatrale.In questo nuovo teatro, che da subito ebbe il nome di “Circolo teatrale di Vicolo Satiro”, si organizzarono corsi teatrali che registrarono numerose adesioni. Dopo quella esperienza la compagnia prese slancio per proporre gli spettacoli provati nel circolo teatrale in ogni dove, adattando qualsiasi sito, sia interno che esterno, a spazio teatrale dando luogo ad una tradizione che si protrae anche ai nostri giorni. In seguito lo spazio venne utilizzato per svariati tipi di spettacoli (cabaret, con i Gatti di Vicolo Miracoli; musica, con Paolo Conte; teatro, con importanti attori quali Giorgio Gaber e Alessandro Bergonzoni, Gloriana Ferlini, Alessandro Vantiteatrale era stato utilizzato con continuità dall’ Associazione teatrale AIDA che l’aveva utilizzato come laboratorio teatrale e per corsi di ogni genere.

per l’arte storico di Verona dove cheluogo da subito ebbenelil centro nome di “Circolo teatrale di potoria nell’attività Nono. teatro,uno ioregistrae inche com ra ter ancora sognare, che vanta una lunga storia nell’attività lavo re Seg Vicolo Satiro”, si organizzarono corsi teatrali rsi, dive tte le più valide Il film con aspetti unalela più artistica veronese e Dopo aperto futuro atotutte valide trat ein ha zionequella rono stor numerose esperienza comdella cultura ve-sono lì sulla ’immigra ia delladesioni. proposte. La storia di questo monumento della cultura a dell se pae pagnia prese slancio gli spettacoli provati nel vemi anni del 1970 un piccolo in proporre atoper ambient film notevoleronese risale, dalle dove, notizieadattando storiche, ai primi anni delsia1970 co Mar circolo teatrale in ogni qualsiasi sito, ia” che era nata Jole Film con to dalla teatrale ni. Proladot Moche Val dei interno quando compagnia “Ladando Barcaccia” che era che esterno, a spazio teatrale luogo ad unanata ngge : Giorgio Totola, stru tico e un film neveadè opera La prim nel a1969 di poe artisti celebri quali: Giorgio Totola, Paolini,tradizione che si protrae anchegett ai o nostri giorni. nelleIn seguianche l’idea di un pro avantivenne porlotaspazio te che to utilizzato per svariatipad tipiova di no spettacoli Piccola Patria del he iper Così anc scuole.(cabaret, con Gatti di Vicolo Miracoli; musica,ima con Paolo viss bra miata e una preattori o con settcon dro Ros teatro, importanti quali Giorgio Gaber e AlessanConte; o karma. e altr ia stor a altr di film eran, Bergonzoni, Gloriana Alessandro Ferlini, Alessandro VantiMara Rov

teatrale era stato utilizzato con continuità dall’ Associazione teatrale AIDA che l’aveva utilizzato come laboratorio teatrale e per corsi di ogni genere. Recupero del teatro: direzione lavori Arch. Marino Pinali. 1975 Circolo vicolo satiro

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Recupero del teatro: direzione lavori Arch. Marino Pinali.

PROGRAMMA DELL’EVENTO Alle ore 11.30 del 5 ottobre ha aperto l’inaugurazione Gianni Franceschini che ha recitato un monologo riferito alla mostra di dipinti allestita per l’occasione e dal titolo “Nell’anima dell’albero” in cui l’artista coglie l’essenza pura e originaria di ogni essere. Seguiranno gli interventi di Roberto Puliero, Lina Totola, Gloriana Ferlini, Alessandro Anderloni e tutte le autorità Presenti: la Provincia ed il comune di Verona con la Prima Circoscrizione hanno dato il Patrocinio. L’evento è stato preceduto alle ore 11, nella vicina GalleTeatroFilippini, Satiro 13) 2013 ria Massella - OutsiderArt (via Dietro dalla presentazione della mostra Mirabilia di Massimo Girelli e Roberto Puliero, Ravazzin, Roberto Veronese ed Andrea Ulivieri. UnLuciana modo per far conoscere al pubblico altri, ebbe la necessità di avereQuartiere un luogo dove poter provail “Rione sull’Adige”, l’antico dei Filippini nel re e quindi le opere centro storicorappresentare di Verona che vanta teatrali. la particolare attenzione al mondo dell’arte nelle sue varie manifestazioni. STORIA La scelta cadde su una cadente ex stalla in Vicolo Satiro, 8 Foto Bruno Zanolli

Foto Bruno Zanolli

to sono il” lavoro”. anche il por ta pizze o il sostitu da Antonio Albanese, Antonio, interpretato proprio tenerezza, la sensazioriesce a trasferire umanità e un clima di generale ne di una per sona irrisolta in i che , con pazienza, spaccatura dei legami familiar ne italiana... cerca di ricucire ..Amara situazio non superficiale ma te rten dive il Per le altre sezioni Matteo Oleotto con Zoran il mio nipote scemo di del Friuli che ha orgaGiuseppe Battiston e lo staff ore 11.30 segna del vino e del nizzato una festa popolare all’in iele Gag Sabato 5 ottobre 2013 allelia-ore 11.30 tiro in vicose di Dan pane e prosciutto , La mia clas e ech filmSatiro nelTeatro 2013 in vicoinaugurato il Teatro Satiro trandrea , film re Filippini). rio Mas none con Valesarà sofiato zione e Col e di imm 8 igra a Verona (Quartiere Filippini). olaSatiro racconta di sculo r rwache Roh Roberto Puliero, Luciana Ravazzin, Roberto Veronese ed a Alb con glio atri Qu a speso di Costanz di rio altri, ebbe la necessità di avere un luogo dove poter provarato eso disponibile labo INTRODUZIONE nel te pet sos rti mo ia di film denunc re e quindi opere teatrali. onese per artisti Licia rappresentare Massella attualele Direttrice lo ha reso disponibile . ania Cat quale spazio culturaleche e laboratoriale veronese nalmente e conun per artisti hanno dato registi veneti i tre Importanti STORIA e gruppi: nel 2012 si è impegnatatra personalmente e conunga e rischiosa oregi tival e alla nos uto alsuFes tribcadde notevoleLacon cretamente nella rilevazione, una lunga e rischiosa scelta una cadente ex dopo stalla in Vicolo Satiro, 8 o all’espressione ia Patr Piccola Segre, spazio Andrea Neve didiquesto splendido adatto all’espressione ne: La Prima pausa, aggi, per salvare ena a dii Ser ezia e Venattraverso tutti linguaggi, salvare Rossett droartistica trasformarla indell’uomo uno proprio spazioSalv teatrale.In questo per nuovo Verona dove podi Alessan

trasformarla in un proprio spazio teatrale.In questo nuovo teatro, che da subito ebbe il nome di “Circolo teatrale di Vicolo Satiro”, si organizzarono corsi teatrali che registrarono numerose adesioni. Dopo quella esperienza la compagnia prese slancio per proporre gli spettacoli provati nel circolo teatrale in ogni dove, adattando qualsiasi sito, sia interno che esterno, a spazio teatrale dando luogo ad una tradizione che si protrae anche ai nostriTeatro giorni. In seguiSatiro 2012 to lo spazio venne utilizzato per svariati tipi di spettacoli (cabaret, con i Gatti di Vicolo Miracoli; musica, con Paolo Conte; teatro, con importanti attori quali Giorgio Gaber e Associazione Culturale Galleria Massella Alessandro Bergonzoni, Gloriana Ferlini, Alessandro VantiPresidente Licia Massella via Dietro Filippini , 13 - 37121 Verona teatrale era stato utilizzato con continuità dall’ Associaziowww.galleriamassella.com ne teatrale AIDA che l’aveva utilizzato come laboratorio teatrale e per teatrosatiro@gmail.com corsi di ogni genere. liciamassella@libero.it Recupero del teatro: lavori Arch.791665045 Marino Pinali. tel 348direzione 7560462 - 345

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PROGRAMMA DELL’EVENTO Alle ore 11.30 del 5 ottobre aprirà l’inaugurazione Gianni Franceschini che reciterà un monologo riferito alla mostra di dipinti allestita per l’occasione e dal titolo “Nell’anima dell’albero” in cui l’artista coglie l’essenza pura e originaria di ogni essere. Seguiranno gli interventi di Roberto Puliero, Lina Totola, Gloriana Ferlini, Alessandro Anderloni e tutte le autorità Presenti: la Provincia ed il comune di Verona con la Prima Circoscrizione hanno dato il Patrocinio. L’evento verrà preceduto alle ore 11, nella vicina Galleria Massella - OutsiderArt (via Dietro Filippini, 13) dalla presentazione della mostra Mirabilia di Massimo Girelli e Andrea Ulivieri. Un modo per far conoscere al pubblico il “Rione sull’Adige”, l’antico Quartiere dei Filippini nel centro storico di Verona che vanta la particolare attenzione al mondo dell’arte nelle sue varie manifestazioni.

Teatro satiro 2012

Associazione Culturale Galleria Massella Presidente Licia Massella via Dietro Filippini , 13 - 37121 Verona www.galleriamassella.com teatrosatiro@gmail.com liciamassella@libero.it tel 348 7560462 - 345 791665045


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consigli di lettura

Leggi che ti passa generazione decrescente

a cura della Redazione

I quarantenni di oggi sono i primi a pagare realmente le conseguenze di stili di vita sciagurati e di politiche economico-sociali fallimentari. Per la prima volta nella storia italiana, un’intera generazione sa che non potrà avere di più dei propri genitori. Di fronte a questa realtà inedita, è possibile trovare una via d’uscita e non rassegnarsi a un ridimensionamento che saprebbe di sconfitta e di mortificazione? Per Bertaglio esistono molte possibilità, a patto che ci si convinca che non avere di più non significa vivere peggio, non potere fare di più o non avere di meglio. La realtà è ben diversa. Parlare di sostenibilità o decrescita ha più senso per chi oggi ha quarant’anni che per gli ultrasessantenni. Sia per una visione diversa della vita e del mondo, sia perché la limitatezza delle risorse appare particolarmente minacciosa per chi ha più anni da trascorrere su questo piccolo pianeta. Decrescere non significa rinnegare e ripudiare ciò che abbiamo, ma prendere coscienza del fatto che non si può più produrre, consumare e sprecare come si è fatto fino a ora. In queste pagine personali, e spesso autobiografiche, Andrea Bertaglio ci offre molte utili indicazioni per vincere quel sentimento di deriva in cui molti di noi si dibattono e per trovare risvolti positivi anche nella situazione attuale. Ma soprattutto, attraverso la descrizione di alcune realtà “virtuose”, l’autore ci invita a un risveglio, a una presa di coscienza di cui c’è urgentemente bisogno. E che comunque sta arrivando, alla faccia di chi pensa che un altro mondo non sia possibile. Questo vuole essere un mio piccolo ed utile contributo a un risveglio, a una presa di coscienza di cui c’è urgentemente bisogno. Per motivi sociali, economici, ambientali e spirituali. Del resto siamo ormai in molti a non avere più un Dio, nè un’ideologia in cui credere, e le conquiste fatte a livello sociale e politico, l’emancipazione raggiunta dalle generazioni precedenti, rischiano in questo momento di essere sprecate da un livello di immoralità, volgarità, superficialità e stupidità che in certi momenti fanno rimpiangere epoche passate e notoriamente più austere di quelle attuali Andrea Bertaglio Il bisogno di autonomia e di autenticità non può essere sradicato del tutto e da tutti. Riemerge di continuo, come i fili d’erba dalle fessure di più strati d’asfalto. Soprattutto tra i giovani. Non è un caso che la fascia d’età più rappresentata nel Movimento per la decrescita felice è quella tra i 25 e i 35 anni. Non è un caso che un libro come questo sia stato scritto da uno di loro. Maurizio Pallante Noi siamo la vertigine Posted on September 11, 2013 by andrea.bertaglio Provate, se avete più di quarant’anni, a far parte di una generazione che si è sempre sentita dire che è fortunata perché ha avuto tutto. Provate ad immaginare, per una volta, che cosa voglia dire davvero avere tutto. O pensare di averlo, almeno. Credete che sia facile dare un senso alla propria vita? Provate a vivere in un mondo in cui tutto è già stato detto, o fatto, o scoperto, o inventato, o addirittura vissuto. Un mondo in cui i vostri padri possono vantarsi di aver costruito tutto da soli. Immaginate di non trovarvi sempre e comunque a vostro agio, in questo mondo costruito “per voi”, soprattutto quando avete molte ragioni per farlo. Provate ad avere trent’anni e a dover lavorare a tempo determinato in un call-centre, magari vivendo ancora in casa dei genitori perché impossibilitati a (se non incapaci di) mettere su famiglia. Se non volete metter su famiglia, provate a metter su casa,  quando non potete ricevere un prestito da banche ormai alla rovina che, magari dopo avervi fregato e dopo aver speculato in ogni modo, non si fidano (!) di voi. Provate a crescere col cervello quotidianamente bombardato da impulsi che, quando non sono a scopo pubblicitario, vi fanno credere che, senza il minimo impegno o capacità, diventerete rock-star o divi

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televisivi. Crescete col boom della pubblicità prima e dei reality show poi, invece che con “Carosello”. Provate ad uscire un sabato sera e sentire il vuoto fuori e dentro di voi, nel vedere molti, troppi coetanei incapaci di affrontare anche una semplice serata in discoteca senza ricorrere all’uso di sostanze più o meno legali. Provate a crescere e maturare nel periodo storico in cui si stanno pagando le conseguenze sociali, ambientali, politiche ed economiche delle scelte sbagliate fatte da molte delle persone che oggi vi accusano di essere degli ingenui, dei deboli, degli svogliati. Provate a non avere idea di cosa ne sarà del vostro domani, vuoi per i crash finanziari piuttosto che per i cambiamenti climatici. Provate ad essere giovani in un mondo vecchio. Un mondo in cui la folle corsa al “di più”, al “più grande”, al “più veloce”, vi ha probabilmente fatto mangiare tre volte al giorno, ma vi ha tolto molto altro. Provate, anche solo per un giorno. E ditemi se la Decrescita Felice non è l’unica risposta ai nostri problemi che non sia priva di senso, vivendo nella quasi totale assenza, tra l’altro, di uno straccio di spiritualità o di un briciolo di ideologia. È stato fino ad oggi un viaggio a senso solo: verso l’alto. Ma chi vola troppo in alto, si sa, prima o poi viene colto dalla vertigine. Noi siamo la vertigine. E vogliamo rallentare. Vogliamo scendere. Vogliamo decrescere!

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musica

di David Bonato

THE ROADLESS / R-Evolution (Vrec, CD, 2013)

RUBEN / “Quanto sangue, Ruben canta Sandro Pedicini” (Vrec, CD, 2013)

BLACK MAMA / Black Mama (Andromeda Relix, CD, 2013)

Arrivano al traguardo del secondo album i The Roadless, band veronese che, dopo “Whiskey For Breakfast”, pubblicano in questi giorni “R-Evolution” (Vrec). Fin dal titolo si intuisce che le novità sono parecchie visto che la formazione originale con cui la band esordì nel 2011 ha subito diverse variazioni. L’evoluzione più importante è l’arrivo di Nick alla voce e, sottolineiamo subito che si tratta di un grande acquisto visto il timbro e l’estensione vocale del nuovo cantante. L’altra grande novità è la produzione artistica di Andrea Martongelli degli Arthemis, chitarrista noto a livello internazionale ma di origine veronese, che ha messo mano agli arrangiamenti ed al suono in generale del disco. Il risultato è un album di sano e fresco rock, che mantiene un sapore leggermente vintage, ma si colloca tranquillamente nel panorama contemporaneo di rock a matrice americana (l’intero disco è cantato in inglese). I riferimenti più ovvi sono verso i Foo Fighters, Incubus o The Strokes, soprattutto per l’attitudine a far batter i piedi, a saltare ed a divertirsi che brani come “Fake” o “How Many Times” o “No One” spingono a fare. Ma il disco, godibile nella sua interezza, ha anche momenti più riflessivi grazie alle splendide ballate “Our World” o a “Back To The White Dunes” (dove troviamo il prezioso violino di Laura Masotto del Le Maschere di Clara). Una prova di livello per la band veronese, un salto qualitativo che lancia i Roadless come una delle realtà più interessanti in circolazione, confermate da moltissime richieste di concerti ed un pubblico sempre più affezionato.

“Quanto sangue - Ruben canta Sandro Pedicini” è il nuovo progetto discografico del cantautore veronese Ruben realizzato sui testi del poeta campano Sandro Pedicini. Un EP di quattro brani registrati al Poddighe Studio di Brescia per un insolito connubio nato oltre un anno fa quando il cantautore ha deciso di musicare alcune liriche del poeta producendo un disco vero e proprio, edito in tiratura limitata nella confezione jewel box interamente realizzata in bianco. Sandro Pedicini è un poeta residente a Vitulano in provincia di Benevento. Autore di componimenti che sembrano haiku per la semplicità e nitidezza del loro dettato,; Pedicini canta l’amore per la vita, nella sua dimensione elementare ed epifanica. Così come nella title track “Quanto sangue”, criptico encomio ad un legame d’amore, o “L’angolo del letto” dolce visione del mondo da quell’angolo del talamo a cui è legato da una malattia della vita; “Un grande amore” che non può essere breve perchè “un grande amore punta lontano”, fino alla conclusiva “Il mio corpo”, lotta della carne contro la morte “nel silenzio misterioso di un’avventura”. Un disco breve, come breve è la vita, ma denso di musica, laddove Ruben ha costruito trame con chitarre acustiche (con il tocco di Carlo Poddighe), organo hammond, fender rhodes, ed il violino di Maddalena Fasoli, mandolino e fisarmonica. E la voce graffiante, declamatoria ed ipnotica di Ruben.

Non confondete i veronesi Black Mama con l’ennesima band italiana che cavalca la tigre dell’hard rock classico, il “nuovo” trend che sembra animare questo primo scorcio di decennio in tutto il mondo. Il trio guidato dal chitarrista e cantante Nicolò Carozzi, ha base solide in questo stile, visto che proprio il leader con la sua precedente esperienza a nome Lavoirlinge (dieci anni di storia e due ottimi album all’attivo), sbuffava riff stoner e hard che chiamavano in causa Kyuss e Monster Magnet, poi la metamorfosi con un voltarsi indietro che è arrivato fino alle foci del Mississippi pescando a piene mani dal blues di Muddy Waters fino ad epigoni bianchi storici come Allman Brothers, Cream e ZZ Top. Hard blues sanguigno privo di patina che la sezione ritmica di Paolo Stellini al basso e Andrea Marchioretti alla batteria (musicisti esperti e con un ampio curriculum), contribuisce a rendere credibile anche alle orecchie di chi non si pasce di questo tipo di suono (all’album contribuisce anche la chitarra di Gianluca Nordera, attualmente all’estero), tanto da trasformare in “Tell me pa”, la famosa “Tell me ma” di Etta James, senza apparire blasfemi. Altri brani da ascoltare a priori sono “The Slow One” e l’avvolgente “’41/’61”, primo singolo estratto da un lavoro che ogni amante del rock blues energico, deve assolutamente ascoltare. Qui c’è feeling e sudore, un’accoppiata che nel rock non tradisce mai. Info: www.facebook.com/blackmamaband

Info: www.vrec.it Info: www.theroadlessrock.com

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GIUBBONSKY / Testa di nicchia (Vrec, CD, 2013)

TERZACORDA / La Musica non è mai abbastanza (CDS)

Giubbonsky è il nome d’arte di Guido Rolando, cantautore milanese che da diversi anni si muove nell’underground militando in molte formazioni tra cui Officine Schwartz e Banda degli Ottoni a Scoppio, Contrabbanda, Fish Eye Band di Andrea Labanca. L’abbiamo ascoltato in uno dei suoi recenti concerti a Verona rimanendone particolarmente colpiti.Tra i suoi numerosi impegni ha infatti completatato il suo secondo album (dopo l’esordio nel 2010 con “Storie di non lavoro”) intitolato provocatoriamente “Testa di nicchia”. Incuriosito dal titolo del disco e della title track, leggendo il testo si svela l’arcano: Giubbonsky si è spesso proposto a diverse radio per promuovere il suo album ricevendo secchi rifiuti: il progetto non è radiofonico, sei un artista di nicchia, etc. Etc. Ed effettivamente non è difficile credergli visto che un disco tra rock alternative e teatro canzone per passare in radio avrebbe bisogno di un miracolo visto come ragionano oggigiorno i network hit oriented... Rimane comunque il fatto che questo “Testa di nicchia” ha diversi contenuti interessanti ed una varietà di approccio intrigante. Si parte dall’omaggio a Ivan Della Mea di “Povero Gatto” (libera interpretazione de “El me gatt”) dove l’artista si cimenta in vero e proprio esempio di teatro canzone (non a caso i riferimenti dell’artista sono Gaber e Jannacci). Mentre “Verde” potrebbe esser e il brano più radiofonico colpiscono il brano “Pattume”, atto d’accuso verso l’eternit a Casale Monferrato (paese di nascita dell’artista) e “Cicliade”, una vera e propria odissea dell’andare in bicicletta nel centro di Milano. Il disco continua con la filastrocca ecologista “La nostra terra”, e con la divertente “Il destriero del re”, storia di un cavallo che si ribella al proprio sovrano. Del singolo “Testa di nicchia” abbiamo già parlato: aggiungiamo che sicuramente è il brano più riuscito e che si trova in rete anche un divertente video per la regia di Luca Adami. Chiude il disco “Broncs” cover delle Officine Scwhartz, band dove Giubbonsky ha militato, e che parla di Quarto Oggiaro, a Milano: un quartiere difficile, spaccato di vita randagia.

E’ disponibile in tutti gli store digitali “La Musica non è mai abbastanza”, il singolo di debutto dei Terzacorda, band pop folk veronese in uscita su etichetta Vrec. Il gruppo formato da Giovanni Rosso, Giacomo Saccomani e Giovanni Maragnoli si è fatto conoscere in passato con il nome di GCube proponendo nei locali della città i brani inediti in italiano insieme a cover di Mumford & Sons, Rolling Stone e Springsteen. “La Musica non è mai abbastanza” è un singolo poetico e dolce supportato da un video artistico del regista Luca Adami (Luca’s Frame, Area Zero), girato a Milano con due giovani clown/artisti di strada come protagonisti. Le sonorità acustiche ed avvolgenti richiamano atmosfere anni sessanta, quasi bohemien, mentre la calda voce di Giovanni sembra dipingere un quadro grazie a delle liriche riuscitissime. Un bell’esordio con buone premesse per un disco finalmente diverso nel solito panorama underground italiano. Che inizi l’attesa. Info: www.facebook.com/terzacorda

E’ disponibile online in tutti gli store digitali “VJ” il nuovo singolo inedito della band veronese dei Facciascura, edito da Vrec. Il singolo è estratto dal nuovo album in uscita il prossimo autunno ed è stato prodotto da Andrea Viti (Karma) e Francesco Cappiotti, affiancati da Luca Tacconi nella veste di coproduttore (Sottoilmare). «Si dice in Oriente che i demoni agiscano secondo logiche incomprensibili agli esseri umani, causandone talvolta il male, e che lo facciano non per volontà, ma quasi per una superficiale coincidenza. I demoni di cui parla questa canzone sono proprio così. Incomprensibili e dannosi, avvolti dalla superficiale coincidenza della propria gioventù» Così la band, fondata dai fratelli Carlo e Francesco Cappiotti, descrive il nuovo brano. Radici grunge stoner, sporchi rithm’ and blues, derive psichedeliche e hardcore sono gli ingredienti che i Facciascura hanno utilizzato nel loro nuovo lavoro discografico per creare un nucleo grezzo e sostanziale di musica da ascoltare ad alto volume, all’interno del quale brilla la furiosa “VJ”, una corsa in contromano attraverso lo svenevole panorama indi hipster di quest’ultimo decennio. Info: www.facciascura.it

Nel complesso è complicato dare un giudizio a questo disco molto variegato che spazia dal rock alternativo alle filastrocche, dal teatro canzone al cantautorato puro. Giubbonsky è effettivamente un artista non catalogabile: il fatto che sia inserito nel sociale con i testi lo porta verso un cantautorato ironico a tratti demenziale, con tematiche pesanti ma ironia e leggerezza nel contempo. Il risultato è un disco con più “nicchie” con il rischio di non approfondirne nessuna. Il disco è prodotto da Alberto Rapetti e suonato dalla Giubbonsky Band con al basso Mega (Malakia e Ottoni a Scoppio) e alla batteria Fabio Bado (Contrabbanda e Fish Eye Band).

Info: www.giubbonsky.it

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FACCIASCURA / VJ (CDS, 2013)

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Fabio Salviato e Maurizio Pallante a Valgatara per incontrare la città Ospiti della serata organizzata dal Circolo di Verona del Movimento per la Decrescita Felice. di Guido Benati

Nei giorni scorsi si è svolto nella sala Polifunzionale di Valgatara un incontro con Fabio Salviato, fondatore e primo Presidente della Banca Etica, e Maurizio Pallante, Presidente del Movimento per la Decrescita Felice. Una sala praticamente esaurita di pubblico sta a dimostrare del grande interesse e partecipazione per gli argomenti trattati e dibattuti: l’attuale sistema economico, fondato sulla crescita illimitata e sulla finanza senza regole, è in profonda crisi e non ha futuro. L’economia e la finanza devono tornare ad essere uno strumento al servizio dell’uomo e del bene comune, non di pochi speculatori e super-ricchi. Cercare di uscire dalla crisi stimolando la crescita è come cercare di rianimare un moribondo a bastonate, perché la crescita non è la soluzione ma la causa della crisi. E’ ora di cambiare strada per creare un’economia del bene comune e passare dalla crescita insostenibile alla decrescita felice, che rappresenta l’unica strada per creare occupazione utile e nuova ricchezza per la nostra società.  Fabio Salviato, nato a Padova, laureato in Scienze Politiche, ha fondato la prima centrale d’importazione di prodotti equo-solidali (Cooperativa Terzo Mondo). Successivamente è stato tra i fondatori e primo Presidente di Banca Etica: “ Una Banca che 44

coniuga il progetto di sostenibilità economicafinanziaria con quello della compatibilità sociale e ambientale”. Attualmente è Direttore di S.E.F.E.A. Società Europea di Finaza Etica ed Alternativa e Presidente di F.E.B.E.A. Federazione Europea di Banche Etiche e Alternative. Tiene una rubrica settimanale di Economia sostenibile, microcredito, microfinanza su “Romasette” . Ha scritto nel 2010 un libro davvero utile e interessante “Ho sognato una Banca”. Il suo motto : “Il denaro è a servizio dell’Uomo...non viceversa!” Maurizio Pallante, nato a Roma, laureato in lettere, è stato insegnante e preside. Agricoltore per hobby, si occupa di tecnologie ambientali: è suo il progetto che riguarda la “casa passiva”. E’ stato tra i fondatori nel 1988 del Comitato per Uso Razionale dell’Energia (C.U.R.E.), Assessore all’Ecologia ed Energia a Rivoli, consulente del Ministero Ambiente riguardo all’efficienza energetica. Nel 2007 fonda ed è Leader e Presidente del Movimento per La Decrescita Felice in Italia, scrive libri (tra i quali citiamo “Meno e Meglio...” nel 2011 e “ Decrescita, sai cos’è ?” nel 2013. Collabora con testate giornalistiche e con la trasmissione radio Rai “Caterpillar” all’interno della quale ha contribuito alla campagna “M’illumino di meno”.

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Creatività per l’innovazione.

Attesi gli architetti Sami Rintala e Mario Botta, i musicisti The Roadless e Terzacorda e molti altri

“Verona città. Creatività per l’innovazione” è un grande evento che si terrà il 12 e il 13 ottobre 2013 ai Magazzini Generali nell’area fieristica dell’ex mercato ortofrutticolo. Una due giorni di convegni, incontri, concerti, mostre fotografiche in cui, per la prima volta, parteciperanno tutti gli attori che guidano l’evoluzione della città di Verona: il Comune di Verona, l’Università degli Studi di Verona, le fondazioni (Fondazione Cariverona), le associazioni di categoria (Confindustria e Coldiretti), le associazioni culturali (Verona per l’Expo2015, M28, AGILE, Wunderkammer) e l’Ordine degli Architetti. “Verona città. Creatività per l’innovazione” significa mettere insieme in un unico evento i grandi temi che stanno guidando le logiche di sviluppo di una nuova economia e presentarle concretamente ai cittadini in una location non casuale: gli ex Mercati ortofrutticoli sono il cuore di un grande spazio sim-

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bolo del cambiamento che sta avvenendo. Parteciperanno all’iniziativa numerosi dei massimi esponenti di tre grandi tematiche: Habitat (lo studio della città , dei suoi spazi e delle sue forme), Startup (le più significative realtà imprenditoriali venete), Food (produttori a km zero). Nella due giorni di Ottobre è prevista la partecipazione, oltre a quella del sindaco di Verona Flavio Tosi che taglierà il nastro alle 11:00 di sabato 12, anche dell’architetto Mario Botta, una delle maggiori figure dell’architettura contemporanea, dello studio di architettura finlandese fondato da Sami Rintala e Dagur Eggertsson, oltre al rettore dell’università di Verona Mazzucco e del Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato. A corollario degli incontri, sul palco centrale, si esibiranno alcuni dei migliori talenti musicali veronesi che hanno aderito all’iniziativa: dal rock dei The Ro-

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adless (già in scena a Capodanno 2013 in Piazza Brà) al folk dei Terzacorda, passando per il pop degli Intruso. Secondo le parole degli organizzatori, l’evento vuole essere “un social network vivente, che unisce in una location fisica i social network con l’economia reale e le realtà imprenditoriali”. Pensato per chi intende seguire il percorso di una città in evoluzione, “Verona città. Creatività per l’innovazione” aspetta veronesi -e non solo- il 12 e il 13 ottobre presso l’Ex Mercato Ortofrutticolo con un intenso programma di laboratori, incontri, workshop e momenti di divertimento. L’evento nasce da un’idea dell’Associazione “In principio era la luce” e dall’ Ordine degli Architetti di Verona con il patrocinio del Comune di Verona, Università degli studi di Verona e Confindustria Giovani


L’armonia nasce dal contrasto Sapori opposti si incontrano in cucina a cura della redazione

Dolce e salato, fresco e piccante, caldo e freddo, crudo e cotto. Giocare con gli alimenti e ottenere risultati nuovi e sorprendenti è spesso l’obiettivo di grandi chef e cuochi. Ma non possiamo negare che nella semplicità di questa verità, si possono ritrovare anche le nostre esperienze di gusto. Chi non ha mai provato in un ristorante o anche a casa propria ad accostare formaggi stagionati con miele o confettura, o cioccolato e frutti di bosco o cioccolato e menta, e ancora pomodori al pecorino, o la feta, il tipico formaggio greco salato alle olive nere o verdi, o aumentando lievemente la difficoltà il maiale piccante e l’insalata alle mele dove l’acidità delle mele rende fresca e pulita la bocca rispetto all’impatto del piccante. Tra i due sapori contrastanti, l’uno deve far spuntare l’altro in modo delicato non si deve avere né predominanza né annullamento nel risultato del gusto. Fin dai tempi degli antichi Romani ci arrivano esempi di accostamenti tra opposti: dagli arrosti di carne conditi con il miele, alle verdure cotte con miele o con mosto, o il garum, una salsa salatissima, famosa nell’antica Roma, a base di pesce ed erbe aromatiche,

che veniva usata per condire piatti dolci e non, anche in seguito nel Medioevo e nel Rinascimento lo zucchero trionfa a finire e completare moltissimi piatti: una minestra di piselli con carne salata e zucchero, o le bucce di fave riempite con pasta di mandorle e servite nel brodo fatto con carne e cipolle. Questa saggezza antica e la semplice ricercatezza di questi accostamenti è confermata dalla tradizione che ci porta infatti sulle tavole di oggi le ricette tipiche delle Regioni della nostra penisola, per citarne solo alcune: tortelli lombardi, ripieni di zucca, amaretti, cedro candito e mostarda di frutta, conditi con burro e parmigiano; l’impanata di pesce spada alla siciliana, in cui il pesce è all’interno di una crosta di pasta frolla dolce; i pasticcetti rustici napoletani, sempre di pasta frolla ma ripieni di ricotta condita con sale, pepe e pezzetti di salame; le melanzane al cioccolato, tipiche della costiera amalfitana.

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Scontro tra gusti prugne secche avvolte nella pancetta Provate ad avvolgere le prugne secche nelle fette di pancetta (ottima alternativa è anche un buono speck) e lasciatele pochi minuti nel forno caldo affinchè l’affettato diventi un po’ croccante. Otterrete un delizioso antipasto caldo, che stupirà di sicuro il palato di chi lo assaggerà.

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sorpresa di fagiolini Fagiolini con pere e pancetta La nota dolce delle pere in contrasto con la sapidità dei fagiolini e della pancetta. Dopo aver lessato i fagiolini in acqua bollente divideteli in due parti. Intanto sbucciate e tagliate le pere a pezzetti. Sciogliete del burro in una padella e aggiungete la pancetta (che non deve tostare né diventare croccante, ma rimanere trasparente). Dopo circa due minuti aggiungete i fagiolini e le pere, e mescolate spesso lasciando gli ingredienti nella padella per una decina di minuti in modo che i sapori si fondano bene. Aggiustate di sale e pepe.

sfizioso contrasto INSALATA DI RUCOLA, PERE GRANA E NOCI L’insalata può essere condita semplicemente con olio e sale, con del succo di limone o qualche goccia di aceto balsamico. Basta sbucciare e tagliare le pere a piccoli pezzi non troppo grossi, spezzettare grossolanamente i gherigli delle noci (lasciandone qualcuno intero per decorare l’insalata) e unire il tutto alla rucola aggiungendo anche le scaglie di grana.

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