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Il 2010 è stato per Agape un anno molto positivo, in linea con quanto è avvenuto (anche se in modo minore) per una parte consistente del mondo cooperativo che ha saputo far fronte alla crisi economica meglio di altre forme di impresa. Il mondo cooperativo, per la sua peculiare specificità organizzativa, ha antidoti importanti per fronteggiare la crisi: la dirigenza dei soci, l’unificazione tra proprietà e controllo, i minori costi organizzativi, la continuità intergenerazionale, l’autoimprenditorialità e non ultima la partecipazione attiva dei soci alla vita della cooperativa. Agape, in particolare, ha conseguito, come è ormai la sua tradizione, una performance di bilancio sorprendente, continuando ad incrementare la dimensione del proprio fatturato, che nello spazio di appena 4 anni è aumentato quasi del 70%, i livelli occupazionali con un aumento di quasi 200 unità in tre anni, la propria capitalizzazione e la propria liquidità, l’utile di esercizio, la capacità di dare ristorni ai soci. Oggi Agape è una realtà autorevole nel panorama delle cooperative sociali in Toscana: in una realtà caratterizzata da una evidente frammentazione nel mondo delle cooperative sociali dove, su un complessivo di 162 cooperative aderenti alla Lega Coop (di cui 145 analizzate in uno studio della nostra associazione), soltanto 5 hanno un fatturato superiore ai dieci milioni di euro, e ben 98 un fatturato inferiore al milione, Agape è oggi la prima in dimensioni della provincia di Pisa e nelle prime posizioni a livello regionale. Probabilmente la prima in Toscana per solidità economica e patrimoniale. Oltre a questi aspetti, che sono peculiari della dimensione imprenditoriale della cooperativa, riteniamo opportuno estendere l’analisi, come è nostra abitudine, anche ad altri aspetti non meno importanti e decisivi. In primo luogo la dimensione etica, strettamente connessa con i valori della responsabilità sociale d’impresa. Abbiamo continuato ad operare in questa direzione affrontando i nodi peculiari di questo specifico argomento, diffondendo la carta etica delle professioni, operando per la partecipazione dei soci alla vita della cooperativa, stabilendo relazioni costruttive con le rappresentanze sindacali ed istituzionali. Riteniamo infatti che ai tradizionali e consolidati valori della continuità dell’impresa (l’oltre di noi e il dopo di noi), dell’indivisibilità del profitto, del principio del valore per capita (una testa un voto), è indispensabile aggiungere, come valore per noi supremo, il principio della solidarietà, del rispetto per la persona, della reciprocità, dell’attenzione agli utenti e alle loro famiglie.

L’attenzione a questi aspetti non è un mero esercizio retorico, è il pilastro su cui si fonda l’intera costruzione, un mondo di senso che è premessa e base di ogni possibile ragionamento sulla cooperazione ed alla base della sua terzietà tra stato e mercato: mancando questo pilastro l’intero sistema potrebbe vacillare e perfino cadere. Una terza dimensione, importante per ogni azienda, ma indispensabile per l’impresa cooperativa, riguarda le nostre capacità di sviluppare relazione sinergiche con i soggetti che vanno a comporre la complessa rete di governance locale e regionale. In primo luogo il rapporto con le pubbliche amministrazioni, che continuano ad essere i nostri principali se non esclusivi committenti. Continuano in modo proficuo i rapporti con l’ASL 11 di Empoli, con l’ASL 6 di Livorno, dove abbiamo vinto la gara per l’aggiudicazione dell’assistenza domiciliare di Collesalvetti, con l’ASL 12 della Versilia, e con l’ASL 5 di Pisa, che rimane il nostro principale committente, con le sue articolazioni territoriali delle società della salute di Pisa, della Valdera e dell’Alta val di Cecina. Significativo sottolineare l’intervento concertato con la direzione della ASL 5 e con le rappresentanze sindacali per il subentro nei servizi erogati ai soggetti portatori di handicap attraverso i Centri diurni “Lo Scoiattolo” di Soiana e “La Coccinella” di Ponsacco nonché attraverso l’attività educativa pomeridiana nella zona Valdera. In ragione del subentro, Agape ha assunto 32 lavoratori della cooperativa Co.Ha.La operanti sui servizi acquisiti. Con tale acquisizione oltre alla preminenza nella gestione delle RSA, dell’Assistenza Domiciliare, della Salute Mentale e della prima infanzia, abbiamo ora una posizione ancora più autorevole nel campo della disabilità: diamo infatti risposte a circa 160 utenti, seguiti da 80 operatori, in nove centri diurni, e a circa 215 utenti seguiti da 40 operatori attraverso l’educativa territoriale. Per quanto riguarda il CD “L’aquilone” di Pontedera, siamo in attesa dell’aggiudicazione ufficiale dell’appalto per la costruzione e gestione del nuovo Centro Diurno Handicap che troverà la sua collocazione in quella che potremmo chiamare “area Agape”, accanto al nido “Il Paperottolo” e alla RSA “Leoncini”, già da tempo gestiti dalla nostra cooperativa. Importanti anche i rapporti con i comuni. Ricordiamo il lavoro di concertazione con il comune di Cascina nell’ambito del Piuss che ha portato al finanziamento parziale della regione dell’asilo nido che verrà costruito a San Frediano. Nel Comune di Pontedera abbiamo avuto la riconferma della gestione della Residenza Bertelli e dell’Informagiovani.

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A Collesalvetti ricordiamo il rinnovo del segretariato sociale e la riacquisizione del servizio di Assistenza Domiciliare. Per quanto riguarda le relazioni tra imprese sociali, continua la nostra adesione al CSCT e al Consorzio Infanzia di Pisa e la collaborazione sempre molto stretta e soddisfacente con le cooperative Cuore e Di Vittorio, con il Consorzio Coeso nella zona empolese, con Paim nella zona di Pisa, e con le cooperative Crea, “La Salute” e Luce, nella zona lucchese e versiliese. Manteniamo con Manutencoop di Pontedera il gruppo paritetico, le sinergie, la progettualità condivisa per gli investimenti. Giunti a questo punto e ribadendo che consideriamo le tre dimensioni, imprenditoriale, etica e territoriale, su cui ci siamo soffermati fin qui, come gli elementi di base per la formulazione delle strategie di sviluppo della nostra impresa sociale, quale futuro ci aspetta? O meglio quale futuro dobbiamo cominciare a costruire? Intanto è bene dire che il futuro è già cominciato, non solo con i suoi “pericoli”, ma anche con le sue opportunità.

Nel 2011 alcuni nodi stanno già venendo al pettine. Sul piano economico siamo di fronte ad una crisi che sta cominciando a coinvolgere anche le cooperative sociali. Il 2011 è l'anno della reale e drammatica presa di contatto con una situazione di vera e propria emergenza economica e sociale soprattutto degli enti locali. Le ristrettezze che li attanagliano sono sotto gli occhi di tutti. Di fronte ai tagli della spesa pubblica che stanno tormentando i bilanci delle pubbliche amministrazioni, e che a cascata (Governo, Regioni, Comuni, ASL e SDS) arrivano fino a noi e agli utenti ai quali eroghiamo i nostri servizi, come possiamo reagire? Non assumendo un atteggiamento passivo o solo difensivo, ma rilanciando sul piano delle relazioni, sul piano della progettualità e su quello dell’organizzazione, cercando di fare una lettura delle situazioni che tenga conto della trasformazione in corso e dei possibili sviluppi evolutivi.

Veduta dal satellite dell’”Area Agape”. Nell’immagine si riconoscono la RSA Leoncini e il Nido Paperottolo. L’area tratteggiata in giallo è quella individuata dall’Amministrazione Comunale di Pontedera per ospitare il nuovo Centro Diurno Handicap L’Aquilone.

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Negli ultimi anni ai soggetti della cooperazione sociale viene chiesto non solo di essere meri gestori di servizi ma vera e propria impresa, ancorché sociale, capace di investimenti significativi. Ci viene chiesto, insomma, di essere non solo attori del settore ma registi, talvolta addirittura sceneggiatori del proprio futuro e del futuro del welfare. Per assumere un tale ruolo sono necessari alcuni requisiti imprescindibili: solidità finanziaria e patrimoniale, conoscenza dei bisogni del territorio, capacità di coinvolgimento di soggetti (quali, ad esempio, i costruttori) prima mai direttamente coinvolti. Agape non è nuova a queste esperienze: ricordiamo la realizzazione degli asili nido di Bientina e di Pontedera, l’attivazione della gestione diretta della struttura psichiatrica di Terricciola, la realizzazione della RSA e del Centro Diurno “Margherita Leoncini”. In tutti questi casi ci troviamo di fronte ad esempi positivi di concertazione multipolare, che supera il sistema bipolare caratterizzato dalla contrapposizione degli enti committenti da una parte e la cooperativa dall’altra, tipico del sistema tradizionale degli appalti. È in questa nuova ottica che si inserisce la partecipazione di Agape al Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PIUSS) coordinato dal Comune di Cascina. Una partecipazione che si è concretizzata con la presentazione di due progetti per la realizzazione di nuovo Centro Diurno Handicap

nella frazione di Navacchio e un asilo nido nella frazione di San Frediano, per il quale la Regione Toscana ha già deliberato il finanziamento richiesto. È in questa nuova ottica che Agape dovrà continuare a muoversi attivando e coltivando le proprie sinergie, rendendosi, sempre più, impresa sociale. Da quanto detto deriva una doverosa riflessione riguardo alle dimensioni che caratterizzano i soggetti del mondo della cooperazione sociale. Consideriamo ormai superato il periodo del “piccolo è bello”, la cui funzione rimane valida solo in alcune specifiche situazioni. Oggi la “taglia” ridotta non consente di fare investimenti, di competere sul mercato, di rendere efficiente l’organizzazione interna ottimizzando le risorse, di far fronte finanziariamente alle difficoltà economiche che possono presentarsi in virtù delle fluttuazioni economiche. Le aggregazioni consortili fanno sistema? Forse non più. I consorzi, infatti, non danno un’immagine di unitarietà e di solidità agli occhi dei committenti. Per loro natura non possono essere soggetti unitari essendo un contenitore aggregativo di realtà qualitativamente diverse, per dimensioni, interessi, cultura, prospettive ecc. E quindi è il momento di cominciare a percorrere strade alternative che conducano alla creazione di soggetti unici, di dimensioni più consistenti e più omogenei per quanto riguarda obiettivi e strategie.

Sopra, il bozzetto del futuro Asilo Nido di San Frediano, finanziato parzialmente attraverso il PIUSS del Comune di Cascina. L’immagine è tratta dal progetto preliminare del nido

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Rappresentazione dell’organizzazione alla data del 31/12/2010

Opere realizzate dagli ospiti dei Centri diurni “L’Aquilone” di Pontedera e “Il Mulino di Molino d’Egola

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La Cooperativa nel suo agire quotidiano si relaziona costantemente con i portatori di interessi nei contesti in cui opera; di seguito sono descritti gli stakeholder che gravitano attorno alla nostra attività. Il numero dei nostri legami dà la dimensione del lavoro di rete che quotidianamente tessiamo e che costantemente cerchiamo di consolidare. È per questo che la Cooperativa cerca quotidianamente di ampliare la rete di questi rapporti, rafforzandoli, curandone la crescita e il consolidamento, tessendone di nuovi. Stakeholder Interni sono tutti quei soggetti che fanno parte della Cooperativa e quindi soci lavoratori e collaboratori a vario titolo. Stakeholder Esterni sono tutti quegli importanti soggetti che hanno relazioni con la Cooperativa ma non ne fanno parte: utenti e loro famiglie, clienti/committenti pubblici e privati, cooperative, consorzi di cooperative, Associazioni Temporanee d’Impresa, fornitori. Stakeholder Primari sono quelli senza la cui continua partecipazione l’impresa non può sopravvivere come complesso funzionante e quindi i soci, i dipendenti, gli utenti e i committenti. Stakeholder Secondari comprendono coloro che non sono essenziali per la sopravvivenza della Cooperativa ma esercitano un’influenza diretta su di essa e sono comunque influenzati dalle sue attività.

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Nei confronti degli stakeholder, Agape si pone l’obiettivo di:  stringere eventuali collaborazioni con altri Enti/ Organizzazioni per l’offerta del servizio, siano essi fornitori che clienti;  offrire un servizio in sintonia con la domanda e quindi aderente ai mutamenti della realtà;  fornire servizi di qualità secondo i bisogni delle persone ed in collaborazione con le amministrazioni committenti;  offrire attraverso l’organizzazione di particolari eventi, manifestazioni e occasioni di dibattito e discussione anche uno sviluppo culturale focalizzato ai temi specifici della nostra professione, della cooperazione e solidarietà sociale e altri temi di interesse comune.


L’attuale situazione delle politiche del welfare chiede sempre di più un’attenta, competente e congrua progettazione che dimostri sia l’efficacia che l’efficienza della Cooperativa. Le dimensioni e l’articolazione della Cooperativa necessitano di un sistema che sia orientato a una costante integrazione e utilizzo delle risorse e delle informazioni, come sistema rivolto al cambiamento e allo svolgersi delle cose che accadono. Vista la complessità del sistema, la Cooperativa ritiene doveroso non limitare l’attività di incremento ed espansione del proprio mercato attraverso il solo ricorso al sistema degli appalti, ma valutare tutte le possibilità da sfruttare e valorizzare, dalla realizzazione di servizi in proprio all’ingresso in settori mai esplorati sinora. In questo senso si collocano, ad esempio, i progetti di Cura &

Cittadinanza, destinati alle donne migranti, attivati nel 2010 e il tentativo di acquisire la gestione di una struttura residenziale per la cura dei disturbi alimentari nel territorio lucchese. Nell’anno 2010 i servizi già gestiti e andati a naturale scadenza sono stati tutti riacquisiti. L’anno si è caratterizzato per l’acquisizione di 2 Centri Diurni Handicap e il servizio di Educativa Pomeridiana Handicap precedentemente gestiti dalla Cooperativa Co.Ha.La. in virtù di una procedura di subentro nella gestione. I servizi coprono attualmente una estensione territoriale che comprende 63 comuni dislocati in quattro province. Alla fine dell’anno, il complesso dei servizi gestiti era quello riportato nella tabella a lato.

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L’obiettivo che ci poniamo annualmente è, innanzi tutto, quello di accrescere la soddisfazione dei beneficiari dei servizi attraverso la qualità del nostro fare. Anche la committenza, sia quella consolidata che quella potenziale, rappresenta un fondamentale interlocutore per la Cooperativa, pertanto verso di essa vi è un’attenzione particolare orientata sia a rapporti di reciproco beneficio, sia indirizzata verso il beneficio di utenti e operatori coinvolti nei servizi. La soddisfazione dei committenti è, dunque, tra gli obiettivi prioritari, ed è costantemente rilevata attraverso incontri frequenti, colloqui e momenti di confronto che costituiscono un prezioso feedback del nostro lavoro. Di particolare importanza, infine, la rilevazione del grado di soddisfazione degli operatori, che viene monitorato annualmente attraverso la somministrazione di un apposito questionario.

Soddisfazione degli utenti

Soddisfazione dei committenti

Soddisfazione degli operatori

Nel 2010 ha preso avvio il progetto “Cura & Cittadinanza”, attuato dalla cooperativa sociale Agape ed approvato dalle Società della Salute della Valdera e della Alta Val di Cecina e, nel primo caso, finanziato dalla Regione Toscana. Il progetto, a favore della comunità, si qualifica come innovativo, sia per l’“apertura al territorio” e ai temi dell’immigrazione sia per la possibile futura sinergia e integrazione complessa di attività tradizionalmente tenute, in modo del tutto illogico, separate, nei confronti della persona anziana nei suoi differenti livelli di autonomia. “Cura & Cittadinanza” è rivolto principalmente alle donne immigrate ed ha come obiettivi:  fornire strumenti di base e migliorare la cultura socio-sanitaria delle assistenti familiari;  incentivare percorsi di informazione e di approfondimento sulla salute delle donne migranti, facilitando un migliore orientamento alla rete delle opportunità e dei servizi territoriali. Le principali attività sono:  nella Zona della Valdera, l’organizzazione di un Corso di Formazione per Assistente Familiare, in collaborazione con l’Agenzia Formativa Unione Valdera, per 25 donne comunitarie ed extracomunitarie, che è iniziato a settembre 2010 e si è concluso a marzo 2011, presso la sede della cooperativa sociale Agape.

Il corso di 140 ore di aula e 80 ore di stage ha rilasciato alle corsiste un attestato di frequenza riconosciuto dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Pisa.  Nell’Alta Val di Cecina, la realizzazione di un Percorso di Approfondimento in Assistenza Familiare, di 49 ore di aula e 20 ore di stage, iniziato il 3 marzo 2011 e che si concluderà il 23 giugno 2011, con il rilascio di un attestato di partecipazione. Le donne iscritte sono 29 di varie nazionalità.  L’ organizzazione di 12 Incontri sulla Salute delle Donne a Pontedera e 5 tra Volterra e Pomarance, finalizzati a promuovere la prevenzione ed a orientare meglio le donne migranti nei servizi del territorio. A tali incontri, tenuti dal dott. Raul Guardo Salinas che ha collaborato con la cooperativa, hanno, tuttavia, partecipato anche diverse donne italiane. Da questi incontri sono nati due Circoli di Studio (Donne In-Formazione), rivolti a donne, uno a Fornacette ed uno a Santa Maria a Monte, alla cui realizzazione la cooperativa ha contribuito insieme alle amministrazioni comunali.

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Sono molte le iniziative che hanno caratterizzato il 2010 e che hanno coinvolto i lavoratori di Agape. Tra le più importanti segnaliamo:  Il percorso di condivisione e diffusione della Carta etica, adottata nel 2009  Percorso Globalità dei Linguaggi, metodo per lo sviluppo dei “potenziali umani”, da anni adottato da Agape nel settore della disabilità. Dal 2010 sono stati attivati percorsi per l’adozione del metodo anche nel settore anziani affetti da morbo di Alzheimer e nel settore della prima infanzia.

 percorso laboratoriale di Scrittura Creativa rivolto agli operatori della salute mentale e della disabilità  Corso di formazione per operatori della Salute Mentale zona Empolese — Valdarno “La relazione con la persona con problemi psichiatrici e con la sua famiglia”  Corso per operatori del settore assistenza domiciliare zona pisana, in collaborazione con USL 5 Pisa e SdS Zona Pisana: “La non autosufficienza: normativa e percorsi. Patologie prevalenti”

Tra le pubblicazioni del 2010, segnaliamo: “La metamorfosi possibile - il progetto persona nella globalità dei linguaggi” - La pubblicazione raccoglie gli atti del convegno, tenutosi nel 2007, “La metamorfosi possibile. Il ‘progetto persona nella globalità dei linguaggi”, raccoglie dunque, accanto a una profonda e stimolante riflessione teorica sul metodo della globalità dei linguaggi, anche una traccia tangibile del lavoro svolto dagli utenti dei Centri Diurni Disabili con gli operatori della Cooperativa Sociale Agape “Sulla nostra pelle” - Antologia di racconti che costituisce il coronamento del corso di scrittura creativa seguito da otto operatrici attive nel settore disabilità e salute mentale. I racconti monotematici, relativi proprio ai campi alla salute mentale ed alla disabilità hanno portato risultati sorprendenti; un intreccio di emozioni, suggestioni, commozioni hanno caratterizzato l’elaborazione dei vissuti personali e professionali.

“I colori della terra” - Diario di un incontro fra bambini e bambine della scuola primaria di Romito ed i ragazzi diversamente abili dei Centri Diurni “La Coccinella” di Ponsacco e L’Aquilone” di Pontedera. In questo libro si testimonia che non ci sono diversità che non possano essere superate, non esistono barriere indivisibili. “Il lavoro nello sviluppo delle capacità espressive attraverso la lettura delle emozioni è un percorso interessante che aiuta la costruzione della realtà sociale”. Coloriamo la terra: una pittura naturale che ha messo in commistione terre diverse e diversi vissuti: vitalità, affetto, energie stimolanti in accordo e sintonia.

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L’evoluzione dell’occupazione della Cooperativa continua a registrare un trend positivo. Nel quinquennio 2006-2010 i lavoratori di Agape sono aumentati del 45,75%. La compagine lavorativa è rappresentata in maggioranza da soci lavoratori, che negli ultimi anni sono in costante crescita. In un mercato del lavoro fortemente precarizzato, uno degli elementi più significativi che emerge dalle elaborazioni dei dati occupazionali è rappresentato dal balzo del numero dei soci verificatosi nell’arco del 2010. La forbice tra soci lavoratori e dipendenti è notevolmente aumentata, come si può facilmente notare dal grafico e, al termine del 2010 i soci costituivano circa l’86% dei lavoratori. Considerando che, tradizionalmente, in Agape i soci hanno contratti di lavoro a tempo indeterminato mentre la posizione di dipendente è tendenzialmente legata a contratti a tempo determinato, il dato deve essere letto come una forte spinta della Cooperativa alla stabilizzazione delle posizioni contrattuali dei lavoratori

Andamento dell’occupazione negli ultimi cinque anni

Suddivisione degli operatori per genere

Suddivisione degli operatori per classi di età

Suddivisione degli operatori in base all’origine geografica

Anzianità lavorativa media all’interno della Cooperativa

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Dall’analisi del profilo dell’occupazione tracciata dai grafici precedenti è facile comprendere come Agape continui a mantenersi in controtendenza rispetto al generale mercato del lavoro. La compagine lavorativa di Agape è sempre stata decisamente “rosa” e dai dati emerge come lo sia sempre più ogni anno. La percentuale di lavoratrici donne è infatti incrementata dell’1% rispetto allo scorso anno. In costante incremento anche la presenza di lavoratori stranieri che, negli ultimi tre anni sono passati dal 6% al 9% degli occupati. Agape, inoltre, pur mantenendosi sempre molto “giovane”, comincia a crescere in età. Per la prima volta dalla sua costituzione, gli operatori al di sotto dei 40 anni non rappresentano più la maggioranza dei lavoratori.

Suddivisione degli operatori per professionalità

Dalla lettura congiunta dei due grafici emerge chiaramente come i servizi rivolti agli anziani, siano essi residenziali, semiresidenziali o territoriali, sono quelli che impiegano la maggioranza assoluta degli operatori, circa il 51%. Percentuale perfettamente allineata con la professionalità prevalentemente richiesta nel settore. Seguono il settore disabilità e la salute mentale, rispettivamente, il secondo e il terzo settore per numero di impiegati; dato “in chiave” con la massiccia rappresentanza di Educatori Professionali e generici.

Rappresentazione grafica dell’occupazione in base alle aree tematiche

Rispetto al 2009 sono aumentate le domande di mobilità interna, passate dalle 41 del 2009 alle 47 del 2010. Di queste sono state considerate accoglibili n.39 domande. Raddoppia, in termini percentuali, la risposta positiva data a tali richieste. Nel 2009, infatti, hanno ottenuto il trasferimento ad altro servizio il 14% dei richiedenti mentre nel 2010 i lavoratori che hanno usufruito della mobilità interna sono stati il 28% .

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La formazione continua per la Cooperativa si pone come strumento centrale di sviluppo: la formazione viene considerata come valorizzazione del singolo, come stimolo al cambiamento e come orientamento all’utenza e valorizzazione del servizio. L’attività di aggiornamento dei lavoratori è, quindi, per Agape una leva strategica per alimentare lo scambio che lega la valorizzazione degli operatori attraverso il perseguimento dell’interesse generale, e gli obiettivi della formazione sono sinteticamente descrivibili in:

come conseguenza dello sviluppo delle competenze professionali e progettuali, della struttura e dei soci;  potenziamento della capacità dei lavoratori di elaborare i propri vissuti connessi alla fatica del lavoro sociale e, quindi, di prevenire l’insorgere di forme di demotivazione e sindromi di burn out Agape programma e progetta interventi formativi che favoriscono il rafforzamento delle capacità professionali degli operatori sia in funzione del miglioramento della loro capacità professionale, sia per anticipare attivamente i cambiamenti in atto nel comparto dei servizi socio sanitari e socio assistenziali, sia per il raggiungimento degli obiettivi strategici della Cooperativa. Agape progetta e organizza interventi formativi per il personale interno e investe sulla formazione continua del personale anche attraverso la partecipazione a convegni e seminari. Per la prima volta, nel 2010 Agape, anche in ragione delle nuove previsioni normative discendenti dalla LR 82/10 ha provveduto a condividere il piano formativo con le organizzazioni sindacali ed i rappresentanti dei lavoratori.

 valorizzare le risorse umane nell’ottica di favorire la competitività e la crescita della Cooperativa;  promuovere i valori costituzionali del lavoro, della solidarietà, della dignità umana, dell’uguaglianza, della salute e sicurezza;  acquisire professionalità idonea a far fronte a interventi assistenziali e sociosanitari sempre più complessi e a nuove esigenze dell’utenza al fine di migliorare la qualità delle prestazioni offerte per dare risposte efficaci;  favorire processi che finalizzino la flessibilità al miglioramento della qualità del lavoro e alla valorizzazione delle risorse umane e che la condizionino alla sostenibilità individuale e sociali;  capacità della Cooperativa di contribuire al miglioramento della rete dei servizi sociali e alla creazione di un sistema di welfare community,

Numero degli operatori formati nel triennio 2008-2010

Ore di formazione erogate nel triennio 2008-2010

La Cooperativa impegnata da sempre verso il pieno rispetto del CCNL eroga annualmente ai lavoratori permessi-studio retribuiti che vengono utilizzati per la formazione primaria, secondaria e universitaria, nonché per i corsi di qualifica attinenti alla loro figura professionale. Nel 2010 sono stati accordati, a coloro che ne hanno fatto richiesta, permessi studio per n. 1.500 ore ai sensi dell’art. 68 del CCNL e permessi per un totale di n. 4.300 ore ai sensi dell’art. 69 del CCNL.

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Agape è regolata da un organo sovrano, l’Assemblea dei soci. Ne fanno parte tutti i soci lavoratori. Hanno diritto di voto gli iscritti a libro soci da almeno 3 mesi. Nell’anno 2010 si sono svolte 2 Assemblee ordinarie: una per l’approvazione del bilancio d’esercizio al 31.12.2009, tenutasi il 15 maggio 2010 che ha visto la partecipazione di n. 217 soci (presenti in proprio o per delega) pari al 54% circa della compagine sociale. Alla seconda Assemblea, svoltasi il 18 dicembre 2010 hanno partecipato 82 soci (presenti in proprio o per delega) pari al 17,50% della compagine sociale. La scarsa partecipazione alla Assemblea di dicembre, nettamente al di sotto delle medie storiche della Cooperativa, è da attribuirsi ad un evento meteorologico imprevedibile. Le assemblee del 2010 sono state precedute, come consuetudine, da n. 5 incontri preparatori che prendono tradizionalmente il nome di preassemblee. Tali incontri preliminari all’assemblea sono effettuati con l’obiettivo di informare, consultarsi e garantire ai soci una partecipazione più consapevole all’Assemblea e alle scelte che in quella sede vengono adottate. Nel corso del 2010 il Consiglio di Amministrazione si è riunito n. 11 volte Il Comitato Esecutivo si è riunito n. 15 volte Allo scopo di ridurre la “distanza” tra il Consiglio di Amministrazione e la base sociale, oltre che dare vita ad occasioni di scambio e confronto, a partire dalla seconda metà del 2010, il Presidente assieme ai membri del CDA ha iniziato un percorso di visite presso le strutture e i servizi gestiti dalla Cooperativa. Tale percorso, a tutt’oggi ha visto coinvolte circa 10 strutture.

Con l’entrata in vigore della Legge Regionale 82/10 Agape, come gli altri operatori del settore socio sanitario, è tenuta a provvedere all’accreditamento dei servizi da essa gestiti sia in proprio che per conto degli enti pubblici. Il processo di accreditamento, a tutt’oggi in corso, ha preso avvio nell’estate del 2010. Al termine dell’anno, avevamo provveduto all’accreditamento delle seguenti strutture residenziali e semiresidenziali della Zona Pisana: RSA “Aurora”, Centro Diurno Anziani “Aurora”, RSA di Madonna dell’Acqua, RSA

Vecchiano, Centro Diurno Anziani “U. Viale”, Centro Diurno Handicap “L’Orizzonte” e Centro Diurno Handicap “Arcobaleno”. Nei giorni della redazione del Bilancio Sociale i servizi sopra citati sono stati i protagonisti delle prime verifiche ufficiali da parte della Commissione incaricata per l’accreditamento, ottenendo risultati estremamente positivi.

L’implementazione del sistema sicurezza è orientata all’obiettivo del miglioramento delle misure protettive e preventive volte anche alla prevenzione degli infortuni. I dati relativi al numero degli infortuni ha subito un leggero incremento, passando dai 50 del 2009 ai 57 del 2010. Incremento, questo, dovuto anche al consistente aumento del numero dei lavoratori. Si è tuttavia ridotta consistentemente la durata media degli infortuni che passa da una media di 30 giorni nel 2009 ad una media di 15 giorni nel 2010. Non sono occorsi infortuni dall’esito mortale né infortuni che abbiano prodotto esiti permanenti. Le visite effettuate ai lavoratori presso la medicina del lavoro sono state n. 270.

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A lato, una rappresentazione grafica dell’andamento del fatturato della Cooperativa nel quinquennio 20062010. La variazione, in termini percentuali, è pari ad un + 67,18% Il margine conseguito nel 2010 è stato pari a € 356.857,00

A fianco, la variazione del capitale sociale negli ultimi cinque anni. Anche per l’anno 2010, considerata la performance della Cooperativa e visto il risultato di esercizio, si è provveduto a remunerare il capitale sociale effettivamente versato mediante la rivalutazione gratuita delle quote sociali di cui all’art. 7 della L. 59/92 nella misura dell’1,5%

Descrizione Ricavi Netti Costi Esterni Valore Aggiunto Costo del lavoro Margine operativo lordo (MOL o Ebitda) Ammortamenti Reddito operativo della gestione tipica Proventi diversi Reddito operativo (Ebit) Proventi Finanziari Oneri Finanziari Reddito di competenza Proventi straordinari e rivalutazione Oneri straordinari e svalutazione Reddito ante imposte Imposte Reddito netto

Valori assoluti 17.149.710 3.238.193 13.911.517 13.305.491 606.026 116.703 489.323 174.532 663.855 2.760 20.216 646.399

Percentuale 100,00 18,88 81,12 77,58 3,53 0,68 2,85 1,02 3,87 0,02 0,12 3,77

2 646.397 289.540 356.857

3,77 1,69 2,08

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ATTIVO Attività disponibili Liquidità immediate Liquidità differite Rimanenze finali Attività fisse Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni finanziarie CAPITALE INVESTITO

10.924.493 3.006.873 7.917.620

PASSIVO Debiti a breve Debiti a medio/lungo Mezzi propri FONTI DEL CAPITALE INVESTITO

4.701.222 1.879.266 5.902.596 12.483.084

1.558.591 73.431 905.747 579.413 12.483.084

Lo scopo mutualistico delle cooperative sociali è – sul fronte interno - quello di fornire opportunità lavorative ai soci e di remunerarle al meglio: solo per i soci lavoratori e solo in base al lavoro che i soci hanno conferito in cooperativa, quest’ultima potrà riconoscere alla fine dell’esercizio sociale, in sede di bilancio, l’applicazione dell’istituto dei ristorni. Il ristorno cooperativo ha la funzione di prevedere una forma di retribuzione aggiuntiva per il socio lavoratore, in considerazione dell'attività lavorativa e della partecipazione allo scambio mutualistico con la cooperativa anche in considerazione del fatto che il socio lavoratore, con il proprio apporto, concorre a creare le condizioni di efficienza organizzativa e del lavoro, nonché le economie interne che contribuiscono a determinare l'utile di esercizio. Il ristorno cooperativo costituisce uno degli elementi maggiormente qualificanti delle migliori condizioni economiche, sociali e professionali nella continuità dell'occupazione dei lavoratori soci, un beneficio economico derivante dallo scambio mutualistico di lavoro, secondo quanto affermato negli scopi sociali della cooperativa e come storicamente inteso nella cooperazione di lavoro in generale. Secondo quanto disposto dall’art. 3, comma 2, lett. b), della legge 142/2001, infatti, l'Assemblea può deliberare, tra gli altri trattamenti economici a favore del socio, un ristorno non superiore al 30% dei trattamenti retributivi spettanti al socio lavoratore medesimo. Ai sensi dell’art. 27 dello Statuto della Cooperativa, “l’Assemblea che approva il bilancio può deliberare, su proposta del Consiglio di Amministrazione, l’erogazione del ristorno ai soci cooperatori, nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabilite dalla normativa vigente, dalle disposizioni dello statuto stesso…”, stabilisce, inoltre che “il ristorno è ripartito tra i soci cooperatori proporzionalmente alla qualità e quantità degli scambi mutualistici” e, quindi, in base alla qualità e quantità della prestazione lavorativa di ciascun socio. Il ristorno compete esclusivamente ai soci lavoratori che abbiano partecipato allo scambio mutualistico nel corso dell’esercizio e siano iscritti a libro soci alla data della delibera assembleare di approvazione del bilancio dell’esercizio di competenza; è ripartito tra i soci-lavoratori, che abbiano sottoscritto la quota di capitale sociale secondo quanto previsto dallo Statuto Sociale e non siano morosi nel pagamento della quota stessa, proporzionalmente alla qualità e quantità degli scambi mutualistici secondo i criteri di seguito esposti. Per quanto riguarda l'applicazione del criterio della quantità, si prendono in considerazione tutte le ore effettivamente lavorate dai soci-lavoratori nell'anno di riferimento. Come criterio di qualità si prende in considerazione la qualità derivante dalla propria prestazione professionale, individuata attraverso l’inquadramento contrattuale Le modalità di erogazione del ristorno ai soci-lavoratori, all’interno della Cooperativa, avviene attraverso l’aumento proporzionale delle rispettive quote sociali. È bene precisare che il ristorno rappresenta un beneficio economico che può essere riconosciuto solo dopo aver valutato la performance della cooperativa nel singolo esercizio e quantificato le necessità della gestione, per tale motivo viene determinato dal CdA, anno per anno, avendo presenti sia i riferimenti legislativi che i piani strategici della cooperativa e le sue esigenze di finanziamento e di capitalizzazione. Per l’anno 2010 sono stati calcolati ristorni per un ammontare complessivo di € 587.657,00 destinati ad incrementare nuove quote di capitale sociale per un ammontare corrispondente.

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Bilancio Sociale 2011  

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