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Portovenere - Campiglia Il primo tratto è lungo 5,5 km con un dislivello complessivo di 500 metri; la quota massima, di 405 metri, si raggiunge a Santa Caterina. Il tempo necessario per percorrerlo è di 2 ore. La partenza è dalla piazza di Portovenere, di fronte alla porta dell'anno 1113. Si sale rapidamente, lasciando a sinistra il Castello. Si raggiunge la cava di Canese del marmo Portoro e la strada asfaltata che porta al forte Muzzerone. Vista sulle pareti verticali, a strapiombo sul mare, utilizzate come palestra di roccia. Dopo aver seguito per un po' la strada, rincomincia la salita, lungo le pendici del monte Castellana, ricco di affioramenti rocciosi. Per un breve tratto s'incontra la strada per Campiglia, ma si prosegue nella pineta fino alla cima del crinale. Un vecchio molino a vento, che serviva per macinare le castagne, indica l'inizio dell'abitato di Campiglia, un piccolo borgo medievale disposto a semicerchio. E' punto d'incrocio di numerosi sentieri. Da Campiglia si può raggiungere il mare, con ripide e lunghe scalinate per arrivare alla spiaggetta di Punta del Persico bisogna scendere -e poi risalire!- 2000 gradini.


Campiglia – Colle del Telegrafo Il secondo tratto è lungo 3,5 km, con un dislivello di 200 m. La quota massima la si raggiunge sul crinale fra le coste di Schiara e del Pozai. Tempo medio di percorrenza un'ora e 30 minuti. Si parte dalla scalinata vicino alla fontana di Campiglia e si comincia a salire tra i vigneti, fino ad inoltrarsi in una pineta. Alla quota di 570 metri s'incontra una strada sterrata che si seguirà fino alla fine di questo tratto. Nella zona si trova la "Palestra nel Verde", un percorso di 2,5 km, con 15 punti di sosta per gli esercizi ginnici. Deviando per 500 m., sul sentiero n. 4 (che collega Biassa a Schiara), nella zona della Crocetta, a 482 m. di quota, si trova il menhir di Tramonti. E' un masso alto 2,5 m. conficcato nel terreno e sormontato da una croce di ferro, risalente probabilmente all'Età del Bronzo. Aveva forse funzioni astronomiche primitive. La radura del Colle del Telegrafo (513 m) è un altro crocevia di strade e sentieri.


Colle del Telegrafo – Monte Marmede Il terzo tratto è lungo 6 km, con un dislivello complessivo 320 m, la quota massima di 760 m, si raggiunge sul monte Capri. Il tempo di percorrenza è di 2 ore. Il sentiero s'immerge nella macchia e nella pineta fino al bivio Bramapane, dove si prende la sterrata per il versante costiero del monte Verrugoli (741 m). La passeggiata prosegue, tra arbusti e castagni, toccando il monte Grosso (665 m) e la Sella La Croce (637 m) dove c'è un sentiero che scende a Riomaggiore. Si sale sul crinale verso il monte Galera (726 m), s'incontra il sentiero che scende a Manarola, si continua la salita fino al monte Capri (785 m). Con una deviazione di 50 m si trova il menhir delle Cinque Terre, alto 3,80 metri, ma rovesciato a terra e spezzato in due (ancora oscuro il suo utilizzo). La passeggiata prosegue sotto il crinale, attraverso castagneti, fino ad arrivare all'avvallamento del monte Marvede alla quota di 666 m.


Monte Marvede – Foce Trignana Il quarto tratto è lungo 7,5 km con un dislivello di 250 m. La quota massima, di 780 m., si raggiunge alla Sella di Malpertuso. Il tempo necessario per percorrerlo è di 2 ore e mezza. La passeggiata riprende nel bosco, fino a raggiungere la sella nord-ovest del Marvede, punto d'incrocio con il sentiero per Corniglia. Si prosegue per una rada pineta fino alla sella della Cigoletta (612 m), dove s'incontrano i sentieri per Vernazza e Riccò del Golfo. Il percorso raggiunge le quote più alte dell'intero itinerario; proseguendo tra boschi di castagno e pinete si toccca la vetta dellle Cinque Terre: il monte Malpertuso (815 m). Arrivati alla sella dell'omonimo monte, si prosegue ancora nel bosco e s'incontra la sterrata per la Foce Drignana, ma il sentiero prosegue più in basso. In breve si raggiunge la Foce Drignana, a 534 m., dove inizia il sentiero n. 8 per Vernazza.


Foce Drignana – Colle di Gritta Il quinto tratto è lungo 6 km, con un dislivello di 250 m, la quota massima è di 568 alla testa della valle del Gaggiolo. Il tempo medio di percorrenza è di 2 ore. La passeggiata è piuttosto dolce immersa in un bosco di pini e castagni. In questa zona è stata ritrovata una tomba ligure a cassetta del Il secolo a. C. Si prosegue fino a sboccare in località Termine (542 m) sulla strada provinciale che si percorre per un chilometro e mezzo sino al santuario della Madonna Di Soviore e per altri 2 km fino al Colle di Gritta (330 m).


Colle di Gritta – Levanto Questo sesto e ultimo tratto è lungo 10 km, con un dislivello di 220 m, che raggiunge la quota massima di 460 m. al monte Rossini. Il tempo medio di percorrenza è di 3 ore. La passeggiata riprende nella pineta, si raggiunge il monte Rossini e si scende per la Sella dei Bagari, punto d'incrocio con diversi sentieri. A questo punto il sentiero segue il crinale del monte Focone verso Punta Mesco. S'incontra il sentiero che sale da Monterosso e ci si dirige verso Levanto. Lungo il percorso s'incontrano Casa Lovara e Casa Meridiana. Si prosegue quasi in piano, fino ad incontrare la strada asfaltata del Mesco. Si scende per un breve tratto fino a riprendere il sentiero a gradoni. Si passa vicino alla casa che ospitò Guglielmo Marconi durante i suoi esperimenti di tramissioni radio. In breve si raggiunge il castello dove con una scaletta si arriva alla passeggiata a mare.


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