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Il cancro della vescica Carcinoma uroteliale

Un’informazione della Lega contro il cancro per malati e familiari


Le Leghe contro il cancro in Svizzera: prossimità, confidenzialità, professionalità Offriamo consulenza e sostegno di prossimità ai pazienti oncologici, ai loro familiari e amici. Nelle 60 sedi delle Leghe contro il cancro operano un centinaio di professionisti ai quali si può far capo gratuitamente durante tutte le fasi della malattia. Le Leghe cantonali organizzano campagne di sensibilizzazione e prevenzione delle malattie tumorali presso la popolazione, con l’obiettivo di promuovere stili di vita salutari e quindi ridurre il rischio individuale di ammalarsi di cancro.

Impressum Editrice Lega svizzera contro il cancro Effingerstrasse 40, casella postale, 3001 Berna tel. 031 389 91 00 fax 031 389 91 60 info@legacancro.ch www.legacancro.ch

Traduzione Paolo Giannoni, Thun

2a edizione in tedesco Direzione progetto e redazione Andrea Seitz, specialista pubblicazioni, Lega svizzera contro il cancro, Berna

Illustrazioni P. 7: Frank Geisler, illustratore scientifico, Berlino P. 12, 14: Daniel Haldemann, grafico, Wil SG P. 13: Willi R. Hess, disegnatore scientifico, Berna P. 23: Shutterstock

Consulenza specialistica PD Dr. med. Richard Cathomas, vice-primario di ematologia/oncologia dell’ospedale cantonale dei Grigioni PD Dr. Cyrill Rentsch, primario dirigente di urologia dell’ospedale universitario di Basilea Dr. med. Roland Seiler, primario di urologia dell’ospedale universitario di Berna Ringraziamo il paziente per aver letto con attenzione l’opuscolo e averci inviato il suo prezioso Feedback.

Lettorato Antonio Campagnuolo, Lugano Immagine di copertina Adamo ed Eva di Albrecht Dürer

Immagini P. 4, 46: Imagepoint AG, Zurigo P. 16, 24: mauritius images GmbH P. 54: Fotolia Design Lega svizzera contro il cancro, Berna Stampa Ast & Fischer AG, Wabern

Collaboratori della Lega svizzera contro il cancro, Berna Dr. med. Karin Huwiler, collaboratrice scientifica Lorenzo Terzi, collaboratore pubblicazioni Dr. med. Mark Witschi, collaboratore scientifico

Questo opuscolo è disponibile anche in lingua tedesca e francese. © 2017, 2010, Lega svizzera contro il cancro, Berna | 2 a edizione rivista

LSC | 7.2018 | 800 I | 031076012111


Indice

5 Editoriale 6 Che cos’è il cancro? 12 Il cancro della vescica 12 La vescica e gli organi circostanti 15 Possibili cause e rischi 17 Possibili disturbi e sintomi 18 Esami e diagnosi 18 Primi accertamenti 18 Ulteriori esami per migliorare la diagnosi 21 Stadi della malattia

48 Effetti collaterali indesiderati 48 Effetti sulla sessualitĂ 50 Effetti sulla continenza urinaria 51 Ulteriori trattamenti 51 Controlli periodici e riabilitazione 52 Terapia del dolore 55 Medicina complementare 56 Convivere con il cancro 58 Consulenza e informazione

25 Possibili terapie del cancro della vescica 25 Trattamento chirurgico locale (TURV) 26 Terapia farmacologica locale 28 Asportazione chirurgica della vescica (cistectomia) 30 Derivazioni urinarie 33 Radioterapia 34 Terapia farmacologica sistemica 38 Quale terapia e in quale stadio della malattia 38 Piano terapeutico 44 Terapia in uno stadio precoce 45 Terapia in uno stadio avanzato o in presenza di metastasi 47 Studi clinici

Il cancro della vescica

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Cara lettrice, caro lettore

Quando nel testo è utilizzata soltanto la forma maschile o femminile, questa si riferisce a entrambe.

Una diagnosi di cancro è spesso uno shock, sia per chi la riceve in prima persona, sia per i familiari e gli amici. Stravolge la quotidianità e cambia, da un momento all’altro, le prospettive di vita. Scatena una tempesta di sentimenti contrastanti di paura, di rabbia e di speranza. Suscita mille interrogativi. Ci auguriamo che le informazioni contenute nel presente opuscolo Le siano di aiuto nell’affrontare la malattia. Le spiegheremo come insorge il cancro della vescica, come si formula la diagnosi e quali sono i tipi di trattamento usati. Le forniremo indicazioni utili per il periodo che segue le terapie e, per facilitarle la convivenza con la malattia, La indirizzeremo verso servizi di sostegno. Le terapie contro il cancro della vescica sono sempre più efficaci e meglio tollerate. Oggigiorno, nella maggior parte dei casi, il cancro della vescica è curabile se diagnosticato in tempo, ossia mentre è ancora circoscritto al-

la vescica. Se al momento della diagnosi il cancro della vescica si trova già in uno stadio più avanzato, spesso è possibile rallentare la progressione della malattia e lenirne i sintomi. Anche quando la guarigione completa non è più possibile, vi sono delle misure capaci di mantenere la qualità di vita. In caso di domande, non esiti a rivolgersi a un medico o al personale curante. Chieda aiuto a chi Le sta vicino: familiari, amici, vicini di casa. Nei numerosi opuscoli della Lega contro il cancro troverà ulteriori informazioni e suggerimenti. Inoltre, può contare sul sostegno e sulla disponibilità all’ascolto delle consulenti specializzate delle Leghe cantonali e regionali nonché della Linea cancro. A pagina 66 sono elencati i recapiti dei rispettivi servizi di consulenza. Le auguriamo ogni bene. La Sua Lega contro il cancro

Il cancro della vescica

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Che cos’è il cancro?

Il termine «cancro» denota un insieme di malattie diverse che presentano caratteristiche comuni: • cellule che, in origine, erano normali incominciano a proliferare in modo incontrollato, trasformandosi così in cellule cancerose. • Le cellule cancerose s’infiltrano nel tessuto circostante distruggendolo e invadendolo. • Le cellule cancerose hanno la capacità di staccarsi dal loro luogo d’insorgenza per formare nuovi focolai di malattia in altre parti del corpo (metastasi). Quando si parla di cancro, s’intende una crescita incontrollata, maligna di cellule corporee. Spesso il cancro è chiamato anche «tumore». Un tumore è un accumulo patologico di cellule che può essere di natura benigna o maligna. I tumori maligni sono spesso designati anche con il termine di «neoplasie». Una neoplasia è una massa di nuova formazione, una neoformazione (dal gr. neos = nuovo). Vi sono oltre duecento tipi diversi di cancro. Si opera una distinzione tra tumori solidi, che originano dalle cellule di un organo e che formano una massa di cellule ovvero un nodulo, e malattie del sistema sanguigno e linfatico (per es. leucemie). Una leucemia può manifestarsi, per esempio, attraver6

so un ingrossamento dei linfonodi oppure con alterazioni del quadro ematologico. I tumori maligni solidi che originano dai tessuti di rivestimento, come la pelle e le mucose, o dai tessuti ghiandolari sono chiamati «carcinomi». Ecco perché il cancro della vescica, per esempio, è chiamato anche «carcinoma uroteliale». La maggior parte dei tumori maligni è costituita da carcinomi. Sono definiti «sarcomi» i tumori maligni solidi che originano da tessuti connettivi, adiposi, cartilaginei, muscolari e ossei o da vasi. Benigno o maligno? I tumori benigni, crescendo, comprimono i tessuti sani, ma non li infiltrano. Inoltre, i tumori benigni non formano metastasi. Secondo la loro localizzazione, anche i tumori benigni possono tuttavia provocare seri disturbi dovuti alla compressione di tessuti sani (per es. nervi) o a stenosi di orifizi o condotti anatomici (per es. vasi sanguigni). Vi sono tumori benigni che, con il tempo, possono evolvere in tumori maligni. I polipi intestinali ne sono un esempio. Si tratta di escrescenze sulla superficie della mucosa intestinale che possono precedere la comparsa di un cancro dell’intestino.


Come si forma un tumore? Esempio: carcinoma, tumore maligno che trae origine da tessuti epiteliali di rivestimento Il tumore incomincia a svilupparsi nel tessuto sano

Tumore maligno

Tessuto sano

Il tumore si infiltra nei tessuti adiacenti. Attraverso i vasi sanguigni (in rosso/blu) e linfatici (in verde), le cellule tumorali si diffondono in altri organi dove formano metastasi.

Cellule tumorali Vasi linfatici

Vasi sanguini Cellule tumorali

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I tumori maligni, invece, s’infiltrano nei tessuti adiacenti, danneggiandoli. Inoltre, essi formano nuovi vasi sanguigni per approvvigionarsi di sostanze nutritive. Le cellule cancerose possono raggiungere i linfonodi e altri organi attraverso i vasi linfatici e sanguigni, e formarvi metastasi. Di solito, è possibile stabilire da quale organo e tipo di cellula derivino le metastasi. Tutto ha inizio nella cellula I tessuti e gli organi che formano il nostro corpo sono costituiti da milioni di cellule. Il nucleo cellulare racchiude il piano di costruzione dell’essere vivente: il patrimonio genetico (genoma) con i suoi cromosomi e geni; esso è composto dal DNA (acido desossiribonucleico), il materiale portatore del messaggio genetico. La divisione cellulare dà origine a nuove cellule, assicurando così il ricambio cellulare. Il patrimonio genetico può subire dei danni se, durante il processo di divisione cellulare, si verificano degli errori oppure per tante altre cause. Normalmente le cellule sono in grado di riconoscere e riparare i danni subiti oppure di programmare la propria morte. Tuttavia, può accadere che tali meccanismi falliscano e che le cellule danneggiate (mutate) riescano a moltiplicarsi 8

liberamente. Tali cellule proliferano in modo incontrollato e si accumulano fino a formare un nodulo, un tumore. Dimensioni inimmaginabili Un tumore con un diametro di un centimetro è costituito da milioni di cellule. Gli sono occorsi presumibilmente diversi anni per raggiungere tale grandezza. In altre parole: un tumore non insorge dall’oggi al domani. La sua velocità di crescita può variare secondo il tipo di cancro. Cause Le malattie oncologiche sono da ricondurre a mutazioni del patrimonio genetico delle cellule. Alcuni dei fattori che favoriscono tali mutazioni e che giocano un ruolo nell’insorgenza del cancro sono noti: il naturale processo d’invec•  chiamento; lo stile di vita (alimentazione •  poco equilibrata, attività fisica insufficiente, fumo, alcol, ecc.); influssi esterni (per es. virus, •  sostanze nocive, fumo, raggi UV); • fattori ereditari e genetici. Vi sono fattori di rischio influenzabili e fattori di rischio non influenzabili. Si stima che all’incirca un terzo delle malattie oncologiche potrebbero essere evitate eliminando fattori di rischio come il


tabacco o l’alcol. Le altre malattie oncologiche sono da ricondurre a fattori di rischio non modificabili o sconosciuti. In generale, sono molteplici i fattori che concorrono all’insorgenza del cancro. Nel caso singolo, invece, spesso non è possibile individuare con esattezza i fattori che hanno causato la malattia. Invecchiamento Il naturale processo d’invecchiamento favorisce l’insorgenza di malattie oncologiche. La maggior parte dei tipi di cancro sono tanto più frequenti quanto più avanzata è l’età. Suppergiù il 90 % delle malattie oncologiche insorgono in persone che hanno superato i 50 anni di età. Di norma, la divisione cellulare e i meccanismi di riparazione si svolgono correttamente. Ciononostante, con il tempo e l’avanzare dell’età, si accumulano gli errori nel patrimonio genetico che potrebbero dare origine a una malattia oncologica. Con l’età aumenta quindi il rischio di ammalarsi di cancro. Poiché nella nostra società l’aspettativa media di vita è in aumento, si assiste a un incremento dei casi di cancro.

Stile di vita Lo stile di vita è modificabile. In altre parole, è possibile modificare le proprie abitudini in fatto di fumo, alcol, alimentazione e movimento. Vivendo in modo sano, si può quindi ridurre il proprio rischio di ammalarsi di alcuni tipi di cancro. Influssi esterni A taluni influssi esterni, come per esempio le polveri sottili, siamo esposti involontariamente. Le nostre possibilità di mettercene al riparo sono assai limitate. Da tal altri influssi esterni, invece, possiamo salvaguardarci, per esempio attraverso la protezione solare contro i raggi UV o le vaccinazioni contro i virus che favoriscono l’insorgenza del cancro. Fattori genetici Si stima che da cinque a dieci pazienti oncologici su cento presentano un’alterazione del patrimonio genetico che accresce il rischio di contrarre il cancro e la cui natura ereditaria può essere accertata. In tali casi si parla di «tumori ereditari». Le persone con una presunta o accertata predisposizione al cancro dovrebbero poter beneficiare di una consulenza genetica. Non è possibile influire sulla predisposizione stessa, ma alcuni tipi di cancro possono essere diagnosticati precocemente oppure prevenuti con misure profilattiche. Il cancro della vescica

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Perché io? È possibile che si stia chiedendo perché il cancro abbia colpito proprio lei. Forse si domanda fra l’altro: «Che cosa ho sbagliato?». È più che normale porsi tali interrogativi ed essere colti dallo sgomento o dalla rabbia. Le cause che portano all’insorgenza di una malattia oncologica sono molto complesse e difficili da capire anche per gli specialisti. Nessuno può mettersi completamente al riparo dal cancro. Possono ammalarsi di cancro sia le persone che conducono una vita sana, sia le persone con comportamenti a rischio. Inoltre, di cancro ci si può ammalare a qualsiasi età. Che una persona si ammali di cancro oppure no, in parte, è anche una questione di casualità o di destino. In ogni caso, una diagnosi di cancro comporta indiscutibilmente un carico emotivo importante.

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L’opuscolo intitolato «Quando anche l’anima soffre» (vedi p. 62) della Lega contro il cancro si sofferma sugli aspetti psicologici della malattia, suggerendo possibili modalità di gestione degli stati d’animo ad essa legati.


I miei appunti

Il cancro della vescica

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Il cancro della vescica

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Vie urinarie a) Vescica b) Ureteri c) Reni con surreni

La vescica e gli organi circostanti La vescica è un organo cavo elastico, rivestita internamente di una mucosa chiamata «urotelio». La vescica è situata nella pelvi, immediatamente dietro la parte superiore della sinfisi pubica, ed è fissata al peritoneo e al pavimento pelvico per mezzo di legamenti e vasi sanguigni. Nell’uomo la vescica è situata sopra la prostata. Dietro la vescica si trovano i dotti seminali, il retto e le vescicole seminali in cui viene 12

riversato il liquido seminale prodotto dalla prostata. Nella donna dietro la vescica si trovano l’utero e la parte superiore della vagina e dietro di essi il retto. La vescica e l’uretra formano le vie urinarie inferiori. La pelvi renale e gli ureteri sono invece definite «vie urinarie superiori».


La vescica e gli organi circostanti nell’uomo (vista laterale) a) Vescica urinaria b) Uretere d) Peritoneo e) Pavimento pelvico (diaframma) f) Colon e retto g) Osso pubico h) Prostata i) Vescicola seminale j) Uretra

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La vescica e gli organi circostanti nella donna (vista laterale) a) Vescica urinaria b) Uretere d) Peritoneo e) Pavimento pelvico (diaframma) f) Colon e retto g) Osso pubico h) Utero i) Vagina

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Funzione della vescica La vescica funge da serbatoio temporaneo dell’urina. L’urina si forma nei reni, fluisce nel bacinetto renale e quindi nella vescica attraverso gli ureteri. Nella vescica l’urina permane fin quando raggiunge un certo volume (300 – 500 ml) che stimola la minzione che avviene attraverso l’uretra con un atto volontario.

Lo svuotamento della vescica è sostenuto dalle contrazioni muscolari della parete vescicale. La vescica sana di una persona adulta può contenere fino a 500 ml di urina. Lo sfintere interno, situato nel punto in cui la vescica si collega all’uretra, controlla il deflusso dell’urina. Questo muscolo non sottostà al controllo volontario come, invece, lo sfintere uretrale

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Sezione della vescica 1. Parete vescicale (dall’interno all’esterno): • mucosa (urotelio) e tessuto connettivo interno (lamina propria) • strati muscolari (muscularis) • strato di tessuto connettivo esterno (serosa) 2. Peritoneo 3. Uretere 4. Sbocco dell’uretere nella vescica 5. Uretra

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esterno, che possiamo contrarre o rilasciare volontariamente. L’uretra della donna misura circa 3 – 5 cm e si estende dalla vescica al vestibolo vaginale passando per il pavimento pelvico. Nell’uomo misura circa 25 cm e va dalla vescica al glande dopo aver attraversato la prostata e il pene.

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Lo sviluppo del carcinoma uroteliale Nella stragrande maggioranza dei casi il cancro della vescica ha origine dalle cellule della mucosa, il cosiddetto «urotelio», per questo si parla anche di «carcinoma uroteliale». Molto più raramente (nel 5 % dei casi circa), le cellule cancerose della mucosa uroteliale possono imitare altre forme tumorali. Si parla allora di «carcinomi squamocellulari», «carcinomi a piccole cellule», «sarcomi» o addirittura «adenomi». Spesso si sviluppano simultaneamente vari tumori.


Oltre il 70 % dei carcinomi della vescica sono diagnosticati a uno stadio precoce, quando il cancro è ancora circoscritto alla mucosa o allo strato interno del tessuto connettivo. In questo caso si parla di «carcinoma uroteliale non muscolo-invasivo», ossia un cancro della vescica che non ha ancora interessato la muscolatura dell’organo.

Possibili cause e rischi

I tumori più aggressivi possono progredire localmente fino a invadere gli strati muscolari e l’intera parete vescicale. Gli specialisti chiamano questi tumori «carcinomi uroteliali muscolo-invasivi» (vedi pp. 21 sgg.).

Possibili fattori di rischio: • il fumo. Il fumo di sigaretta contiene numerose sostanze cancerogene. Una volta inalate arrivano nel sangue, sono filtrate dai reni e giungono con l’urina nella vescica. Prima di essere espulse aggrediscono la mucosa della parete dell’organo. Il fumo è il principale fattore di rischio del carcinoma uroteliale; • età avanzata; • sostanze chimiche. Il contatto frequente o costante con certe sostanze chimiche (ammine aromatiche) può accrescere il rischio di cancro della vescica. Oggi l’uso di queste sostanze è in gran parte vietato e le misure di sicurezza sul posto di lavoro sono state adeguate, tuttavia questo fattore di rischio permane; • il carcinoma uroteliale causato da esposizione sul luogo di lavoro può insorgere anche decenni dopo l’esposizione a determinate sostanze. In Sviz-

Nello stadio avanzato il carcinoma uroteliale può invadere gli organi circostanti. Le cellule cancerose possono raggiungere i linfonodi prossimali attraverso i vasi linfatici ed essere poi trasportate, attraverso i vasi sanguigni, in altri organi dove possono formare delle metastasi. Nella maggior parte dei casi si formano metastasi vescicali nei polmoni, nel fegato e nelle ossa; negli uomini il cancro può, inoltre, infiltrarsi nella prostata mentre nella donna nell’utero e nella vagina.

Alcuni fattori e condizioni di vita possono incrementare il rischio di cancro della vescica sebbene non provochino necessariamente un tumore. Il pericolo aumenta se una persona è esposta contemporaneamente a diversi fattori di rischio.

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zera il carcinoma uroteliale è considerato una malattia professionale se c’è stata esposizione al rischio; infiammazione cronica della vescica (cistite); abuso di analgesici. L’assunzione prolungata di determinati principi attivi (come la fenacetina) può favorire lo sviluppo del cancro della vescica. Oggi questi farmaci non sono più in commercio; precedenti chemioterapie o radioterapie nella regione pelvica; schistosomiasi (bilharziosi). È una malattia parassitaria molto frequente nei paesi tropicali e subtropicali che può colpire anche la vescica. Causa un’infezione cronica che si protrae per anni e può dare origine al cancro.

Gli uomini si ammalano con una frequenza tre volte superiore rispetto alle donne Ogni anno in Svizzera viene diagnosticato un carcinoma uroteliale a circa 900 uomini e 280 donne, sebbene normalmente non si registrino casi prima dei 50 anni. Al momento della diagnosi circa due terzi delle persone colpite sono ultrasettantenni.

Possibili disturbi e sintomi Spesso il cancro della vescica non causa disturbi specifici per lungo tempo. Vi sono tuttavia alcuni sintomi che possono essere indicativi della presenza di questo tumore: • sangue nelle urine (l’urina ha un colore rossastro o scuro). Il termine tecnico è «ematuria». Sebbene in genere sia indolore, sarebbe comunque sempre opportuno sottoporsi ad accertamenti medici; • aumento della frequenza delle minzioni (pollachiuria) senza aumento della quantità di urina; • bruciori nella regione vescicale durante la minzione; • dolori nella regione addominale laterale o nella regione pelvica senza un motivo apparente. Questi disturbi possono essere causati da altre patologie meno gravi, come ad esempio un’infezione delle vie urinarie. Frequenti cistiti possono però essere a volte anche sintomo di un carcinoma uroteliale. Se si manifestano disturbi di questo genere è quindi necessario sottoporsi ad accertamenti medici. Prima si diagnostica un tumore e migliori saranno le possibilità di intervento terapeutiche e di guarigione. Il cancro della vescica

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Esami e diagnosi

In presenza di disturbi e sintomi che fanno sospettare un cancro della vescica, vengono effettuate varie indagini. Nello specifico non si applicano comunque sempre tutti i metodi diagnostici qui descritti, ma la scelta del metodo dipenderà dalla situazione individuale del paziente e dall’esito degli esami già disponibili. Nella maggior parte dei casi questi esami sono eseguiti da uno specialista in urologia, medico esperto in malattie dell’apparato urogenitale maschile e delle vie urinarie femminili.

Primi accertamenti Anamnesi Il medico si informa sui disturbi attuali, sulle malattie pregresse e sui possibili fattori di rischio del paziente, chiedendogli anche se assume farmaci regolarmente. Questa dettagliata indagine conoscitiva è definita «anamnesi». Esame obiettivo Il medico palperà il corpo e in particolare l’addome e la regione dei reni, potendo così accertare eventuali alterazioni dei tessuti, la presenza di ritenzione idrica o un ingrossamento dei linfonodi. Nelle donne, inoltre, il medico verifica eventualmente se riesce a palpare il tumore attraverso la vagina; 18

negli uomini palpa la prostata attraverso il retto. Esami di laboratorio L’esame del sangue fornisce informazioni sulle condizioni generali del paziente e sul funzionamento di singoli organi, ad esempio i reni. Il sangue nelle urine può essere indice di un cancro della vescica, ma non è sempre visibile a occhio nudo. La presenza di sangue nelle urine si può accertare con un test con striscia reattiva, che cambia colore in base alle alterazioni dell’urina, oppure con un’analisi al microscopio.

Ulteriori esami per migliorare la diagnosi Cistoscopia Previa anestesia locale all’uretra, si inserisce nella vescica un sottile tubo flessibile (endoscopio), munito in punta di una minuscola telecamera e di una fonte luminosa. Lo specialista può così esaminare la vescica dall’interno e accertare possibili alterazioni. Durante la cistoscopia in anestesia locale il medico può prelevare un piccolo campione di tessuto (biopsia) dalle aree sospette della parete della vescica. Questo campione sarà poi analizzato in laboratorio e


i risultati possono arrivare anche dopo alcuni giorni. Spesso la cistoscopia da sola non è però sufficiente ad accertare se si è in presenza di un cancro non muscolo-invasivo, circoscritto alla mucosa, o se si tratta invece di un tumore muscolo-invasivo che si è esteso più in profondità nel muscolo della parete vescicale. Per una diagnosi più precisa occorre quindi prelevare del tessuto chirurgicamente e sottoporlo ad attenta analisi. Negli ultimi anni diversi sistemi tecnici hanno migliorato la diagnosi del cancro della vescica. Diagnosi fotodinamica (PDD) Nella diagnosi fotodinamica, da una a tre ore prima della cistoscopia si instilla nella vescica, attraverso l’uretra, una sostanza colorante che si deposita soprattutto nelle cellule cancerose. Con il cistoscopio s’illumina quindi la vescica con una luce blu ultravioletta. Le cellule tumorali emettono una luce fluorescente di colore rosso che consente di riconoscerle meglio. Narrow Band Imaging (NBI) Un’altra possibilità per migliorare la diagnosi è data dal sistema Narrow Band Imaging (NBI), tecnica endoscopica utilizzabile a integrazione o in sostituzione del PDD, in

cui la superficie del tessuto viene illuminata con una luce blu o verde, ossia con luce a spettro selettivo (dall’inglese narrow = ristretto, circoscritto). In tal modo è possibile riconoscere meglio le cellule cancerose. Irrigazione vescicale (lavaggio vescicale) Contestualmente alla cistoscopia si procede per mezzo di un sottile catetere all’irrigazione della vescica con una soluzione fisiologica. Dal liquido di lavaggio si possono poi prelevare cellule della mucosa vescicale (urotelio) che saranno esaminate al microscopio. Con questo metodo è possibile diagnosticare – con una probabilità relativamente alta – anche i cosiddetti «tumori piatti della vescica» (carcinomi in situ o CIS, vedi p. 22). Esami supplementari con tecniche di diagnostica per immagini Per approfondire ulteriormente i sintomi e pianificare la terapia migliore da somministrare si effettuano, a seconda delle esigenze, ulteriori esami che utilizzano tecniche di diagnostica per immagini. Ecografia Con un ecografo vengono prodotte immagini degli organi interni avvalendosi delle onde sonore. Questa tecnica offre prime indicazioni su eventuali alterazioni del Il cancro della vescica

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deflusso urinario (ristagno) o su un insufficiente svuotamento della vescica. Tomografia computerizzata (TC) La tomografia computerizzata è una tecnica d’indagine che sfrutta i raggi X, consentendo di individuare anche altri organi o eventuali linfonodi interessati dal tumore. Con la TC è possibile osservare anche altri organi della cavità addominale e del torace per accertare la presenza di metastasi (soprattutto nei polmoni, nel fegato o nelle ossa). Per eseguire la TC viene iniettato un mezzo di contrasto in una vena che raggiunge il distretto corporeo da esaminare potendolo osservare da diverse angolazioni. Sulla base dei segnali radiologici vengono poi riprodotte al computer sezioni del corpo del paziente. Risonanza magnetica (RMN) Questa tecnica d’indagine diagnostica per immagini lavora con i campi magnetici e le onde radio invece che con i raggi X. Analogamente alla TC viene innanzitutto iniettato un mezzo di contrasto per poi riprodurre al computer sezioni del corpo del paziente.

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Tomografia a emissione di positroni (PET) La PET è una tecnica in grado di evidenziare l’attività metabolica delle cellule. A causa della loro rapida crescita, le cellule tumorali necessitano di molta energia e pertanto, nella maggior parte dei casi hanno un metabolismo più attivo delle cellule sane. Per effettuare quest’esame viene iniettato nella vena del paziente un tracciante debolmente radioattivo che si deposita soprattutto nelle cellule cancerose rendendole così visibili. Scintigrafia ossea Questo esame mostra tutte le ossa dello scheletro. Per via endovenosa viene iniettato un tracciante debolmente radioattivo, che si concentra nelle ossa nei punti che presentano una maggiore attività metabolica (come nel caso di metastasi). Con una speciale telecamera si misura quindi la distribuzione di questa sostanza.


Stadi della malattia I vari esami permettono di accertare e valutare l’estensione e lo stadio della malattia. Si parla quindi anche di «stadiazione» (o staging in inglese). La stadiazione è importante per la scelta della terapia ottimale. Per la denominazione degli stadi del carcinoma uroteliale si ricorre alla classificazione internazionale TNM dell’Union internationale contre le cancer (UICC) che valuta l’estensione del tumore (T), l’interessamento dei linfonodi (N) e la presenza di metastasi (M) in altri organi (vedi pagina seguente). Il suo medico risponderà con piacere alle Sue domande in merito. Differenziazione delle cellule cancerose (gradazione dei tumori): valutazione della crescita del tumore Per capire quale sia la terapia migliore da somministrare si ricorre in genere, oltre che alla classificazione TNM, anche alla valutazione del tessuto canceroso. Prelevando campioni di tessuto si verifica quanto le cellule cancerose si discostino da quelle sane da cui si è originato il tumore.

maligno e aggressivo quanto più le cellule cancerose si differenziano dalle cellule sane. Gli specialisti parlano di «gradazione dei tumori» o «grading». La gradazione è indicata dalla lettera «G» e dai numeri da 1 a 3. G1 Le cellule tumorali sono ancora piuttosto simili alle cellule normali. G2 Le cellule tumorali si distinguono più chiaramente dalle cellule sane. G3 Le cellule tumorali non hanno quasi alcuna somiglianza con le cellule normali. I carcinomi G1 e G2 sono considerati tumori «low grade» (di basso grado), quelli G3 «high grade» (di alto grado). Questi ultimi sono più aggressivi e tendono a invadere i linfonodi e a formare metastasi in altri organi. Importante: Anche un tumore di piccole dimensioni può essere un carcinoma «high grade».

Ciò consente di valutare la rapidità di crescita del tumore o la sua aggressività. Il tumore sarà tanto più Il cancro della vescica

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Classificazione TNM (UICC, dati aggiornati al 2016) T Sta per «tumore». L’estensione locale del tumore è indicata con i numeri da 0 a 4. Più alto è il numero, più esteso è il tumore o più avanzato è il suo stadio. Tis Tumore in situ; talvolta definito anche «Cis» (carcinoma in situ). Il tumore è circoscritto alla mucosa e si sviluppa piatto sulla stessa per cui in questo stadio viene anche definito tumore «piatto». Ta

Il tumore è circoscritto alla mucosa e protrude nella vescica.

T1

Il tumore ha invaso lo strato connettivo interno.

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Il tumore ha invaso lo strato muscolare: T2a il muscolo è stato infiltrato superficialmente (metà interna dello strato); T2b il muscolo è stato invaso in profondità (metà esterna dello strato).

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Il tumore si è infiltrato nel tessuto adiposo circostante: T3a le cellule tumorali si riconoscono solo al microscopio; T3b le cellule tumorali si riconoscono a occhio nudo.

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Il tumore ha invaso gli organi circostanti: T4a prostata, utero o vagina; T4b le cellule tumorali hanno invaso la parete addominale o la parete pelvica.

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Tis

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T4b Ta

T4a Tis

N Sta per «linfonodo» (dal lat. nodus = nodo). Questa lettera indica se il tumore ha interessato i linfonodi prossimali N0 Assenza di cellule tumorali nei linfonodi prossimali. N1 Presenza di una metastasi in un linfonodo della pelvi. N2 Presenza di metastasi in diversi linfonodi della pelvi. N3 Presenza di metastasi in linfonodi dell’arteria iliaca (dal lat. Arteria iliaca communis). M Sta per «metastasi». Sono definite anche metastasi a distanza. Si tratta di tumori secondari sviluppatisi da cellule cancerose migrate in altri organi del corpo. M0 Assenza di metastasi. M1 Presenza di metastasi. Il carcinoma uroteliale sviluppa metastasi il più delle volte nei polmoni, nel fegato e nelle ossa nonché nell’utero, nella vagina o nella prostata.

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Possibili terapie del cancro della vescica

Esistono varie terapie per curare il cancro della vescica, tra cui: • trattamento chirurgico locale (TURV); • terapia farmacologica locale (instillazione); • asportazione chirurgica della vescica (cistectomia); • radioterapia della vescica o delle metastasi; • terapia farmacologica sistemica (chemioterapia o immunoterapia). Talvolta questi metodi possono essere applicati in associazione, come ad esempio nella radiochemioterapia (chemioterapia + radioterapia). Nelle pagine che seguono i singoli metodi terapeutici sono descritti con maggiori particolari, ma a un singolo caso non si applicano tutti i possibili metodi terapeutici. Per sapere quale terapia si utilizza in quali casi, consultare il presente opuscolo a partire da pagina 44. Guarire dal cancro della vescica è possibile solo se il tumore può essere asportato completamente. Se il tumore non ha ancora invaso il muscolo, spesso è sufficiente asportarlo chirurgicamente. Se invece il tumore si è già infiltrato nel muscolo (carcinoma uroteliale muscolo-invasivo, vedi p. 22), è necessario asportare l’intera ve-

scica. Questo intervento è detto «cistectomia». In alternativa alla cistectomia, si può somministrare la radioterapia associata alla chemioterapia. Date le numerose possibilità terapeutiche disponibili e la complessità del trattamento, la terapia migliore da somministrare andrebbe discussa, una volta che la diagnosi è certa, in seno a un tumor board multidisciplinare (vedi anche p. 38). Se si sono già formate metastasi, non esistono però nella maggior parte dei casi terapie che possano assicurare una guarigione duratura. La crescita del tumore può in ogni caso essere rallentata con terapie farmacologiche.

Trattamento chirurgico locale (TURV) In uno stadio precoce della malattia o a scopo diagnostico (vedi p. 18), l’intervento chirurgico si pratica di regola attraverso l’uretra. Il termine tecnico è «resezione transuretrale della vescica», in sigla TURV. In anestesia locale o generale si introduce nella vescica il cosiddetto «resettoscopio» munito di

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telecamera e fonte luminosa. Il tumore è quindi rimosso con un’ansa elettrica. Il campo oggetto dell’intervento è visualizzato sul monitor e i medici possono così controllare l’area e le operazioni a video. In alcuni casi dopo la resezione, la vescica è sottoposta a lavaggio con un farmaco chemioterapico (vedi p. 27) per distruggere eventuali cellule tumorali residue non visibili e ridurre così il rischio di ricomparsa del tumore (recidiva). Dopo l’operazione, viene inserito nella vescica un catetere, che vi rimane per due o tre giorni per impedire che l’urina ristagni. La vescica così non si dilaterà e la ferita avrà il tempo di rimarginarsi. Non è escluso che alcune settimane dopo sia necessaria una seconda TURV (post-resezione) o che in un secondo momento si debba asportare comunque la vescica (cistectomia; vedi p. 28). Possibili conseguenze dell’operazione Le complicazioni in una TURV sono molto rare. Possono tuttavia verificarsi emorragie che compromettono la visibilità nell’area da operare, rendendo l’intervento più difficoltoso. Piuttosto raramente si verificano invece perforazioni della parete vescicale con 26

lesioni delle strutture circostanti. L’eventuale perforazione guarisce in genere spontaneamente e solo in casi rari occorre un intervento chirurgico per richiudere una perforazione. Successive perdite di sangue possono ostruire il catetere. I grumi di sangue devono essere quindi rimossi in anestesia locale o generale.

Terapia farmacologica locale Nelle terapie farmacologiche locali il principio attivo giunge direttamente nella regione del corpo in cui deve agire. Non si diffonde quindi in tutto l’organismo attraverso la circolazione sanguigna come avviene nelle terapie sistemiche (vedi p. 34). Nel carcinoma uroteliale si ricorre alla terapia farmacologica locale se il tumore è del tipo non muscolo-invasivo. I farmaci vengono somministrati direttamente nella vescica per via transuretrale attraverso un catetere, come accade per un lavaggio vescicale. Questo trattamento è chiamato «instillazione» (dal lat. stilla = goccia e instillare = gocciolare).


Un trattamento locale di questo tipo può ridurre il rischio di ricomparsa del tumore (recidiva) nella vescica. In caso di alto rischio di recidive l’instillazione è ripetuta più volte, talvolta per diversi mesi. Chemioterapia locale (instillazione di citostatici) I citostatici sono farmaci che distruggono le cellule tumorali o ne inibiscono la crescita (dal gr. zyto = cella, statikos = fermare, bloccare). Per maggiori informazioni sul funzionamento dei citostatici andare a pagina 34. Una prima instillazione di citostatici viene di solito somministrata immediatamente dopo la resezione transuretrale del tessuto vescicale (TURV; vedi p. 25). A seconda dello stadio e dell’aggressività del tumore, saranno eventualmente consigliate altre instillazioni.

= BCG) che qui vengono lasciati per due ore. I batteri provocano così una reazione infiammatoria che attiva il sistema immunitario che individua e distrugge le cellule tumorali. L’immunoterapia locale viene presa in considerazione se sussiste un rischio elevato di recidiva del tumore nella vescica o di infiltrazione dello stesso nello strato muscolare. Ma questo metodo trova applicazione anche nel trattamento del carcinoma in situ (Cis; vedi p. 22). A seconda dello stadio e dell’aggressività del tumore, saranno eventualmente consigliate varie instillazioni di questo tipo. Fra i possibili effetti indesiderati figurano l’irritazione della vescica, febbre e sintomi di tipo influenzale come brividi, stanchezza e dolori agli arti.

Tra gli effetti indesiderati più frequenti figurano l’irritazione della vescica e talora anche piccole quantità di sangue nell’urina. Immunoterapia locale (instillazione di vaccino BCG) In origine il principio attivo BCG era impiegato come vaccino antitubercolare. Nell’instillazione con vaccino BCG vengono inoculati nella vescica bacilli tubercolari attenuati (Bacillus Calmette-Guérin Il cancro della vescica

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Asportazione chirurgica della vescica (cistectomia) La necessità dell’asportazione totale o parziale della vescica dipende da molti fattori sebbene la rimozione parziale sia possibile solo in casi specifici. L’asportazione dell’intera vescica è detta «cistectomia radicale» e si rende necessaria nei casi in cui il tumore si sia esteso agli strati muscolari, ma anche nei tumori superficiali particolarmente aggressivi. Se è indicata la cistectomia, occorre definire prima dell’intervento se è opportuno effettuare un preventivo trattamento sistemico (chemioterapia, vedi p. 34). È pertanto importante che prima di un’eventuale operazione il caso sia discusso in seno a un tumor board multidisciplinare (vedi p. 38). Ambito dell’intervento L’intervento è eseguito in anestesia generale. Oltre alla vescica devono essere asportati anche i linfonodi prossimali ed eventuali organi circostanti interessati dal tumore. Negli uomini si asporteranno anche la prostata e le vescicole seminali e, se necessario, anche l’uretra 28

o parti della stessa. Nelle donne di regola si asporteranno con la vescica anche l’utero ed eventualmente l’uretra e/o la parte posteriore della vagina; a seconda della situazione e dell’età della paziente possono anche essere asportate le ovaie e gli ovidotti. Dopo l’asportazione della vescica occorre confezionare una nuova derivazione per il deflusso dell’urina. Vi sono in proposito varie possibilità (vedi p. 30). La degenza ospedaliera per la cistectomia è di due o tre settimane. Tecniche operatorie laparoscopiche o robotizzate Oggi in centri specializzati si utilizzano sempre più frequentemente tecniche operatorie laparoscopiche e/o robotizzate. In laparoscopia gli strumenti chirurgici e una telecamera vengono introdotti nel corpo attraverso piccoli fori praticati nella parete addominale, potendo così operare quasi «a cielo chiuso». La tecnica operatoria laparoscopica può anche essere «robotizzata». Gli strumenti chirurgici sono in tal caso fissati a quattro bracci robotici e manovrati dall’urologo che siede a una consolle, dotata di monitor sui cui vengono proiettate immagini tridimensionali.


Quale tecnica operatoria scegliere? Le tecniche operatorie laparoscopiche e robotizzate non rientrano ancora tra le terapie standard per il trattamento del carcinoma uroteliale. La scelta della tecnica operatoria dipende tra l’altro dall’esperienza del chirurgo. Il buon esito dell’intervento dipende inoltre in maniera decisiva dall’esperienza personale dell’urologo nell’uso della tecnica da lui prescelta. A prescindere dalla diffusione del tumore, l’intervento è sempre eseguito cercando di preservare i nervi (vedi riquadro).

Possibili conseguenze dell’operazione La cistectomia radicale è un intervento molto invasivo e sono pertanto necessarie diverse settimane per recuperare le forze fisiche abituali. Le possibili conseguenze di questa operazione sono ad esempio emorragie, emorragie secondarie o infiammazioni. In caso di vescica sostitutiva sono possibili perdite involontarie di urina (incontinenza). Possono anche verificarsi gocciolamenti dopo la minzione, ristagno urinario nei reni o disturbi metabolici.

Operare preservando i nervi Nell’asportare la vescica e/o la prostata c’è il rischio di ledere dei nervi che contribuiscono all’erezione del pene nel maschio. Questi nervi corrono ai due lati della vescica e della prostata e trasmettono ai corpi cavernosi del pene i segnali necessari all’erezione. Influiscono inoltre sulla continenza urinaria sia nell’uomo che nella donna (vedi anche p. 50). In alcuni casi questi nervi possono essere preservati durante l’operazione, almeno su un lato. È così possibile – in caso di confezionamento di una vescica sostitutiva (vedi p. 31) – recuperare più facilmente e migliorare la continenza urinaria. Nell’uomo vi sono inoltre maggiori possibilità di conservare la funzione erettile. Le probabilità di successo variano comunque considerevolmente e saranno tanto più elevate quanto più giovane è il paziente. Se sussistevano disfunzioni erettili ancor prima dell’intervento, gli effetti sulla conservazione della funzione erettile saranno alquanto negativi.

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Linfedema Dopo l’asportazione chirurgica dei linfonodi e l’interruzione delle vie linfatiche, la linfa può in alcune circostanze non riuscire a fluire più regolarmente. Il ristagno di liquidi che ne deriva può causare gonfiore, il cosiddetto «linfedema». In seguito a un intervento per carcinoma uroteliale possono pertanto formarsi linfedemi (perlopiù nelle gambe). Chieda subito consiglio su come contrastare l’insorgenza di un linfedema. Nell’opuscolo «Il linfedema e il cancro» (vedi p. 62) troverà ulteriori informazioni sull’argomento. Sessualità e fertilità Se insieme alla vescica devono essere asportati anche organi genitali interni (utero, ovaie, prostata), si perderà la fertilità o la capacità riproduttiva. In seguito a cistectomia può essere compromessa la funzione erettile negli uomini. Dopo l’asportazione delle ovaie le donne non ancora in menopausa possono invece presentare i disturbi tipici della menopausa. Altre informazioni sui temi della sessualità e della fertilità sono reperibili a partire da pagina 48.

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Derivazioni urinarie L’asportazione completa della vescica non permette più l’espulsione dell’urina per via naturale. Occorre pertanto confezionare una nuova derivazione per il suo deflusso. Sussistono diverse possibilità per creare una derivazione urinaria artificiale che dipendono, tra l’altro, dallo stadio del tumore e dallo stato di salute generale del paziente. Le consigliamo di discutere le questioni riguardanti le derivazioni urinarie prima dell’operazione: • quali tipi di derivazioni urinarie sono possibili? • Quali varianti raccomanda? • Quali vantaggi e inconvenienti presentano le varianti proposte? Vi sono alternative? • Che riflessi avranno le varianti proposte sulla vita quotidiana, sull’ambiente, sulla sessualità, sulla continenza urinaria e più in generale sulla qualità della vita? In linea di massima si distinguono derivazioni urinarie «continenti» e «incontinenti». Derivazioni urinarie «continenti» Le derivazioni urinarie «continenti» sono soluzioni che consentono al paziente di controllare autonomamente l’espulsione di urina.


Vescica sostitutiva La vescica sostitutiva è confezionata con un segmento dell’intestino tenue o del colon (neovescica). Essa raccoglierà l’urina come la vescica originaria. La neovescica sarà collegata agli ureteri provenienti dai reni e quindi all’uretra. L’urina potrà così essere espulsa per via naturale. Il controllo della minzione è possibile con la contrazione degli sfinteri, ma ciò richiede un intenso allenamento del pavimento pelvico. Poiché non c’è più lo stimolo naturale alla minzione occorre in genere svuotare la vescica sostitutiva ogni quattro ore, anche di notte. L’espulsione dell’urina si ottiene rilassando il pavimento pelvico e comprimendo leggermente la muscolatura addominale. L’assenza dello stimolo a urinare richiede grande disciplina ai pazienti. La vescica sostitutiva non dovrebbe mai dilatarsi in modo eccessivo per un lungo periodo perché ciò potrebbe causare gravi complicazioni in un secondo momento. Si raccomanda pertanto al paziente di regolare due sveglie per evitare che la vescica sostitutiva si dilati troppo inavvertitamente per l’eccesso di urina.

L’impianto di una vescica sostitutiva è possibile solo se: • il paziente ha meno di 70 anni; i pazienti più anziani hanno generalmente più problemi di continenza e sono colpiti perciò più spesso da complicazioni postume; • si è potuta conservare l’uretra o se essa non è stata invasa dal tumore; • la funzione epatica, quella renale e intestinale sono nella norma; • il paziente è in grado di svolgere il programma di esercizi per rafforzare la vescica e garantire la continenza ed è disposto a svuotare a intervalli regolari la vescica sostitutiva, di giorno e di notte. Se il paziente ha questa disponibilità ci vorranno fino a sei mesi per recuperare la continenza diurna. Pouch (tasca continente) Una variante della vescica sostitutiva è il cosiddetto «pouch» (dall’inglese pouch = tasca). Anche in questo caso viene creato un serbatoio di raccolta all’interno del corpo utilizzando un segmento dell’intestino tenue o del colon. A differenza della vescica sostitutiva però l’urina viene espulsa all’esterno tramite un’apertura ricavata nella parete addominale, Il cancro della vescica

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chiusa poi con una valvola. Il paziente potrà espellere da solo l’urina quando necessario (all’incirca ogni 4 ore) per mezzo di un catetere monouso. Derivazioni urinarie «incontinenti» Nelle derivazioni urinarie «incontinenti» l’urina defluisce continuamente da un’apertura ricavata nella parete addominale ed è raccolta in un’apposita sacca. Urostomia (condotto ileale) Se non è possibile confezionare una vescica sostitutiva né un pouch o se il paziente non desidera queste soluzioni, si praticherà un’urostomia. Gli ureteri provenienti dai reni vengono collegati a un segmento dell’intestino tenue di 15 – 25 centimetri. Il segmento d’intestino funge da «raccordo» ed è detto «condotto ileale». Più raramente si utilizza un segmento di colon (condotto colico). La parte terminale aperta del segmento intestinale viene fatta fluire all’esterno dalla parete addominale in un punto adatto: l’urina fuoriesce in continuazione ed è raccolta in un’apposita sacca, incollata a tenuta ermetica intorno alla stomia. Questa sacca deve essere svuotata e sostituita rego-

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larmente (vedi riquadro «Consulenza per stomizzati»). Ureterocutaneostomia In questa forma semplice di derivazione, l’urina viene espulsa direttamente dagli ureteri verso la parete addominale. Questa tecnica può essere utilizzata anche nei pazienti in cui la malattia è in stadio avanzato o per quelli per i quali non può essere preso in considerazione un intervento chirurgico complesso.

Consulenza per stomatizzati Se nel Suo caso si prospetta la necessità di un’urostomia, è bene consultare uno stomaterapista prima dell’intervento. Se lo desidera può mettersi in contatto con persone che vivono già da tempo con un’urostomia. A tale proposito può informarsi presso ilco Svizzera, l’associazione svizzera delle sezioni regionali di portatori di stomia (vedi p. 64). Per maggiori informazioni sull’impianto di un’urostomia e su come conviverci consultare anche nell’opuscolo «L’urostomia» (vedi p. 62).


Radioterapia La radioterapia danneggia soprattutto le cellule tumorali in modo che non possano più dividersi e moltiplicarsi e muoiano. Le radiazioni possono però avere effetti anche sulle cellule sane e provocare disturbi temporanei. Nel cancro della vescica la radioterapia si applica in diverse situazioni: • in presenza di carcinoma muscolo-invasivo localizzato si può somministrare la radioterapia associata alla chemioterapia invece di effettuare l’intervento chirurgico di asportazione della vescica. Questa possibilità può rappresentare un’alternativa per quei pazienti che non possono o non vogliono essere operati, sebbene i risultati di questo trattamento non siano paragonabili a quelli dell’operazione; • negli stadi avanzati localizzati del cancro della vescica viene talvolta applicata la sola radioterapia allo scopo di controllare i sintomi (coagulazione del sangue, trattamento del dolore); • in presenza di metastasi può essere opportuno ricorrere a una radioterapia locale, ad esempio nel caso di dolorose metastasi ossee.

Procedura Di solito le radiazioni sono dirette dall’esterno sul tumore, sui linfonodi adiacenti o su una metastasi attraverso la pelle (terapia percutanea). Prima di iniziare la radioterapia, il campo d’irradiazione è delimitato con grande precisione mediante una tomografia computerizzata; si calcola inoltre in quale punto applicare una determinata dose di radiazioni. Lo scopo è quello di evitare per quanto possibile di esporre a radiazioni gli organi e i tessuti adiacenti, per esempio il retto. L’équipe medica di radioterapia calcolerà in anticipo la dose totale di radiazioni necessaria che non sarà comunque somministrata in un’unica volta ma in sedute successive per alcune settimane. Le singole sedute si svolgono normalmente dal lunedì al venerdì e durano solo pochi minuti. Poiché la radioterapia è somministrata a livello ambulatoriale, il paziente potrà tornare a casa. L’eventuale chemioterapia associata alla radioterapia si svolge di solito ugualmente in ambulatorio.

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Possibili effetti collaterali indesiderati Le possibili conseguenze della radioterapia somministrata nella vescica o nella regione pelvica sono: • irritazione e infiammazione della vescica; • dolori durante la minzione; • infiammazione del retto e diarrea; • secchezza o arrossamento delle mucose e della pelle sottoposte a radiazioni. Grazie alle moderne tecnologie gli effetti collaterali sono oggi in genere meno severi di un tempo. Dipendono comunque dalla dose complessiva di radiazioni e dalle zone irradiate. Se si manifestano suddetti i disturbi lo comunichi immediatamente alla Sua équipe curante. La maggior parte di queste reazioni può comunque essere evitata e attenuata adottando diverse misure. Maggiori informazioni … … sulla radioterapia e su come contrastare gli effetti indesiderati sono disponibili nell’opuscolo «La radioterapia» (vedi p. 62). Osservi anche le indicazioni riportate a partire da pagina 48 e le informazioni sui farmaci e sulle misure di accompagnamento a pagina 37.

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Terapia farmacologica sistemica I farmaci utilizzati in una terapia sistemica giungono in tutto il corpo attraverso i vasi sanguigni. Chemioterapia sistemica (citostatici) I citostatici sono farmaci che distruggono le cellule tumorali o ne inibiscono la crescita (dal gr. zyto = cellula, statikos = fermare, bloccare). Effetti La somministrazione di chemioterapia sistemica con citostatici nel cancro della vescica, serve a impedire che le cellule tumorali possano dividersi e moltiplicarsi. In tal modo è possibile eliminare dal corpo le cellule cancerose o ridurne le dimensioni, rallentando così la progressione della malattia e limitando lo sviluppo delle metastasi. La chemioterapia sistemica danneggia tuttavia anche le cellule sane a crescita rapida, come ad esempio le cellule del sistema emopoietico (midollo osseo), le cellule della radice dei capelli (follicoli piliferi), le cellule delle mucose che si rinnovano rapidamente (bocca, stomaco, intestino, vagina), ma anche gli spermatozoi e gli ovociti. Il tessuto originariamente sano si riprende nella


maggior parte dei casi, tanto che dopo il trattamento gli effetti collaterali indesiderati diminuiscono o scompaiono. Procedura I citostatici utilizzati variano a seconda del tipo di cancro e delle caratteristiche delle cellule tumorali. In presenza di carcinoma uroteliale si combinano in genere diverse sostanze. Si parla quindi di «terapia antitumorale combinata» (contrapposta alla monoterapia in cui si impiega un unico tipo di farmaco). Generalmente i chemioterapici sono somministrati ambulatorialmente per via endovenosa, effettuando diversi cicli, ciascuno intervallato da una pausa di alcuni giorni, durante la quale le cellule sane hanno tempo di riprendersi. La chemioterapia sistemica si applica nel carcinoma uroteliale muscolo-invasivo in diverse forme: • chemioterapia pre-operatoria per ridurre il tumore ed eliminare eventuali cellule tumorali presenti al di fuori dell’area che sarà oggetto dell’intervento chirurgico e abbassare così il rischio di recidive (terapia neoadiuvante); • chemioterapia post-operatoria per ridurre il rischio di recidive (terapia adiuvante);

chemioterapia associata alla radioterapia (radio-chemioterapia), in alternativa all’operazione; • chemioterapia in presenza di metastasi. •

Effetti indesiderati più frequenti Il danneggiamento involontario delle cellule sane è la causa principale degli eventuali effetti collaterali indesiderati della chemioterapia sistemica: • alterazioni del quadro ematico che possono aumentare il rischio di infezioni o di emorragie o essere causa di esaurimento fisico (fatigue); • nausea e vomito; • infiammazione delle mucose (per es. della bocca); • alterazioni del gusto; • affezioni renali/delle vie urinarie; • acufeni (tinnito), ipoacusia; • disturbi nervosi (formicolio alle mani e ai piedi); • caduta dei capelli. La maggior parte di questi disturbi è temporanea e può essere alleviata con l’assunzione di farmaci. La Sua équipe curante potrà fornirle tutte le informazioni e i consigli necessari. Osservi le indicazioni riportate a partire da pagina 48 su come contrastare gli effetti collaterali indesiderati. Maggiori informazioni sulle misure e i farmaci

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di accompagnamento sono invece disponibili a pagina 37. La comparsa di effetti collaterali dipende dal tipo di medicamento, dalla combinazione di farmaci ma anche dalla posologia e dalla sensibilità individuale. Maggiori informazioni … … sulle terapie con farmaci antitumorali e su come contrastare gli effetti indesiderati, sono disponibili nell’opuscolo «Terapie medicamentose dei tumori» (vedi p. 62). Immunoterapia sistemica (Immune Checkpoint Inhibitors) Il sistema immunitario dell’uomo dispone di differenti tipi di cellule deputate ad attaccare gli agenti patogeni estranei all’organismo, come ad esempio i virus. In linea di massima il sistema immunitario dovrebbe individuare e distruggere anche le cellule tumorali. Tuttavia, dato che le cellule tumorali sono molto simili alle cellule sane, non vengono sempre riconosciute dal sistema immunitario come estranee potendo quindi proliferare indisturbate. Recentemente sono stati messi a punto farmaci che riattivano le difese immunitarie dell’organismo, consentendo al corpo di combat36

tere attivamente le cellule tumorali. Questi farmaci, detti «Immune Checkpoint Inhibitors», vengono somministrati per via endovenosa ogni due o tre settimane. In vari studi clinici si sta al momento verificando l’impiego degli inibitori del checkpoint immunitario per il trattamento del carcinoma uroteliale in stadio avanzato. I primi risultati sono molto promettenti. L’immunoterapia sistemica è spesso ben tollerata dai pazienti ma in casi sporadici può causare gravi effetti collaterali a causa dell’eccessiva stimolazione delle difese immunitarie dell’organismo.


Misure e farmaci di accompagnamento Per combattere i sintomi e gli effetti collaterali legati alla malattia o alle terapie, come nausea, vomito, diarrea, stipsi, febbre e infezioni, insufficienza respiratoria, dolori e anemia, il medico può prescrivere – anche a scopo preventivo – diversi altri farmaci o terapie: • antiemetici contro la nausea e il vomito; • antidiarroici contro la diarrea e/o lassativi contro la stipsi; • antipiretici contro la febbre (in parte identici agli analgesici); • antibiotici contro le infezioni batteriche; • antimicotici contro le infezioni da funghi; • analgesici per combattere i dolori; • misure per combattere le infiammazioni delle mucose del cavo oro-faringeo

(ad es. colluttori, igiene orale); • trasfusioni di sangue o somministrazione di farmaci in caso di anemia o tra-

sfusione di piastrine in caso di rischio di emorragia; • misure (igiene, farmaci) che stimolano il sistema immunitario in caso di dra-

stica diminuzione dei globuli bianchi (leucopenia, neutropenia); • farmaci antiriassorbenti contro l’osteoporosi; • cortisonici, utilizzati tra l’altro per prevenire le reazioni allergiche e contro

la nausea. L’assunzione di dosi precise dei vari farmaci è importante per l’efficacia della terapia. Verifichi anche la sezione «Effetti collaterali indesiderati» a partire da pagina 48.

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Quale terapia e in quale stadio della malattia

La scelta della terapia del cancro della vescica dipende dallo stadio del tumore (vedi «Stadi della malattia» pp. 21 sgg.), dalla sua aggressività e dalla sua diffusione: • in che posizione si trova il tumore nella vescica? • Il tumore è circoscritto alla vescica? • Sono interessati i linfonodi? • Si sono formate metastasi in altri organi? Nel piano terapeutico vengono, inoltre, tenuti in considerazione lo stato di salute generale del paziente, la Sua età e l’idea personale che ha della qualità di vita.

Piano terapeutico Per ricevere l’esito di tutti gli esami, possono trascorrere alcuni giorni o settimane. In questo periodo è pertanto necessario che Lei abbia molta pazienza. La terapia potrà essere tanto più personalizzata, quanto più numerosi saranno i risultati disponibili. Le singole fasi del trattamento vengono programmate e controllate a livello multidisciplinare, mediante appositi incontri (i cosiddetti «tumor boards») nell’ambito dei quali vari specialisti valutano insieme la situazione per consigliare al paziente il trattamento che meglio risponde alle sue esigenze. 38

Nel cancro della vescica si tratta soprattutto di specialisti operanti nei seguenti campi: • urologia: interventi chirurgici e trattamenti in caso di patologie degli organi di formazione dell’urina e di quelli escretori dell’apparato urinario e degli organi genitali maschili; • oncologia: terapia farmacologica antitumorale, misure di supporto, coordinamento delle cure, controlli periodici in caso di cancro; • radio-oncologia: radioterapia; • patologia: esame istologico; • nefrologia: patologie renali; • radiologia e medicina nucleare: tecnica diagnostica e terapeutica per immagini; • consulenza per stomizzati: consulenza e assistenza prima e dopo l’impianto di una derivazione urinaria o intestinale; • psico-oncologia: miglioramento della qualità di vita del paziente e sostegno nell’elaborazione della malattia in forma di consulenza o terapia psicologica. Il servizio è prestato da personale specializzato nel sostegno psicologico ai pazienti oncologici.


Possibili terapie I principali metodi di cura sono i seguenti: • intervento chirurgico (TURV, cistectomia); • radioterapia della vescica (eventualmente associata alla chemioterapia) o radioterapia delle metastasi; • terapia farmacologica antitumorale (instillazione, chemioterapia, immunoterapia). Questi metodi possono essere applicati singolarmente o combinati tra loro. Se vengono combinati, ciò può avvenire simultaneamente o in successione, soprattutto allo scopo di asportare il tumore completamente o il più possibile. Principi terapeutici I principi terapeutici variano a seconda del tipo di tumore e dello stadio della malattia. Terapia curativa (dal lat. curare) La terapia ha per obiettivo la guarigione. Nel cancro della vescica la terapia curativa viene perseguita di regola quando è possibile asportare chirurgicamente tutto il tumore e non sono presenti metastasi visibili.

sia stato debellato né la guarigione definitiva. Il rischio di recidiva permane. Per tale motivo prima e dopo l’intervento chirurgico si valuta talvolta l’opportunità di ricorrere anche a una terapia farmacologica e/o alla radioterapia. Terapia neoadiuvante (dal gr. neos = nuovo e dal lat. adiuvare = sostenere, aiutare) Terapia che precede l’intervento chirurgico allo scopo di ridurre la massa tumorale e consentire di asportarla completamente o comunque di permettere l’operazione. Nel cancro della vescica tale terapia corrisponde alla chemioterapia. Terapia adiuvante (dal lat. adiuvare = sostenere, aiutare) Si definiscono «adiuvanti» le terapie post-operatorie (chemioterapia, radioterapia) che puntano a eliminare eventuali cellule tumorali residue. Questa terapia permette di distruggere anche le metastasi più piccole, visibili solo al microscopio (micrometastasi), riducendo così il rischio di recidiva e ritardando la progressione della malattia.

Anche se il tessuto colpito dal tumore può essere asportato completamente, ciò non significa sempre che il cancro della vescica Il cancro della vescica

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Cure palliative (dal lat. palliare = coprire, avvolgere con un mantello) Se la guarigione è improbabile, si cerca di rallentare nei limiti del possibile la progressione della malattia con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita del paziente. Attraverso cure mediche, infermieristiche, psicologiche e spirituali è possibile lenire i sintomi e i disturbi legati alla malattia, come dolori, paure o stanchezza.

Si faccia accompagnare e consigliare Si prenda tempo a sufficienza per discutere della terapia e porre tutte le domande che ha in merito.

Se si trova in una situazione del genere, valuti eventualmente con uno psico-oncologo che cosa significa per Lei migliorare la qualità di vita. Ne parli poi con la Sua équipe curante in modo da stabilire un percorso terapeutico su misura per le Sue esigenze.

Può anche consultare il Suo medico di famiglia o richiedere un secondo parere medico. Per il medico curante questo non significa mancanza di fiducia nei suoi confronti, perché sa bene che questo è un Suo diritto.

Obiettivi terapeutici Prima di iniziare le terapie chieda al Suo medico quali obiettivi si intendono perseguire con la terapia programmata e se si tratta di una terapia curativa o di una terapia palliativa. Gli obiettivi terapeutici vengono verificati ripetutamente durante il trattamento, adeguandoli al decorso della malattia, ai successi terapeutici raggiunti e alla situazione personale del malato, discutendoli comunque sempre prima con il paziente.

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È consigliabile che si faccia accompagnare ai colloqui da un familiare o da una persona di fiducia. Annoti a casa le domande in tutta tranquillità, in modo da non dimenticarne nessuna durante il colloquio.

Magari ha anche bisogno di parlare delle implicazioni psicologiche e sociali della malattia. Potrà pertanto richiedere una consulenza psico-oncologica che considera anche gli aspetti legati alla malattia che vanno ben oltre quelli puramente medici, come ad esempio ansie o problemi sociali (vedi anche p. 58).


Non abbia timore di porre domande Che cosa posso attendermi dalla terapia proposta? Può allungare la vita? Migliora la qualità della mia vita? Quali vantaggi e svantaggi comporta la terapia? Quali controlli periodici sono comunque necessari? Esistono alternative? Quali sono gli effetti indesiderati attesi? Sono passeggeri o permanenti? Come si possono contrastare? Che riflessi avrà il trattamento sulla mia sessualità e sulla mia capacità di procreare e/o la fertilità? Vi è il rischio di incontinenza urinaria? Quali complicazioni può comportare l’intervento chirurgico? Quali altri disturbi devo attendermi se il tumore ha colpito anche altri organi o se durante l’operazione questi vengono lesionati? Che conseguenze vi saranno per me se il tumore non può essere asportato completamente durante l’operazione? Che tipo di derivazione urinaria (vedi p. 30) è prevista per me dopo l’asportazione della vescica? Con che frequenza l’ospedale ha già curato il carcinoma uroteliale? Quante volte i chirurghi curanti hanno già eseguito un intervento per cancro della vescica? Queste domande sono importanti perché l’esperienza dell’équipe curante può essere decisiva per il decorso della malattia e la qualità della vita. I costi delle terapie saranno sostenuti dalla cassa malati? L’eventuale rinuncia a certe terapie quali effetti avrebbe sulla mia aspettativa di vita e sulla mia qualità di vita?

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Sta a Lei decidere È sicuramente opportuno che Lei discuta con i rispettivi specialisti le varie terapie proposte. In alcuni ospedali e centri di cura le fasi di trattamento sono coordinate da uno specialista. Lei potrà in qualsiasi momento porre domande, chiedere maggiori chiarimenti su una decisione precedente o richiedere un periodo di riflessione. L’importante è che esprima il Suo consenso sulla terapia proposta solo dopo aver ricevuto informazioni dettagliate sul procedimento e sugli effetti collaterali e dopo aver compreso tutto. È nel Suo diritto rifiutare una terapia. Si faccia spiegare come potrebbe progredire la malattia se rinuncia a queste cure. Qualsiasi operazione o terapia è possibile solo con il Suo consenso.

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La mia diagnosi – La mia terapia I risultati dei miei accertamenti

La mia diagnosi

Quali terapie sono programmate? Esistono alternative?

Quali controlli periodici saranno necessari?

A chi posso rivolgermi se prima, durante o dopo la terapia ho bisogno di porre domande?

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Terapia in uno stadio precoce Maggiori informazioni sulla stadiazione della malattia sono disponibili a partire da pagina 21. I singoli metodi terapeutici sono invece descritti più in dettaglio a partire da pagina 25. Se il tumore è circoscritto alla mucosa e allo strato interno del tessuto connettivo, può essere in genere asportato attraverso l’uretra (resezione transuretrale della vescica – TURV), conservando così la vescica nella maggior parte dei casi. Con questo intervento il tumore è asportato completamente e il tessuto viene poi esaminato al microscopio. Solo dopo l’esame istologico si potrà stabilire lo stadio del tumore e la sua gradazione. Per prevenire la ricomparsa del tumore, dopo la TURV si instillerà – in genere entro le sei ore successive – un citostatico (vedi p. 27) nella vescica che vi rimarrà per un’ora. Saranno così distrutte eventuali cellule cancerose presenti nell’urina. Questo trattamento è detto anche «chemioterapia intravescicale post-operatoria».

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Dopo l’esame al microscopio del tumore vescicale può essere raccomandata una terapia adiuvante. Se le cellule tumorali sono aggressive o se è colpito anche lo strato interno del tessuto connettivo, sono possibili i seguenti trattamenti: • eventuali altri lavaggi della vescica e quindi eventualmente una nuova TURV per asportare residui del tumore (postresezione); • lavaggio locale settimanale con citostatici per un periodo di diversi mesi; • lavaggi settimanali con un vaccino BCG (vedi p. 27). Questi lavaggi possono essere ripetuti per mesi o addirittura anni.


Terapia in uno stadio avanzato o in presenza di metastasi Maggiori informazioni sulla stadiazione della malattia sono disponibili a partire da pagina 21. I singoli metodi terapeutici sono invece descritti più in dettaglio a partire da pagina 25. Se il tumore ha invaso lo strato muscolare della parete vescicale o si è esteso ben oltre, la terapia di prima scelta sarà l’asportazione completa della vescica (cistectomia), dei tessuti circostanti e delle metastasi. Durante l’intervento deve essere creata anche una nuova derivazione urinaria (vedi pp. 30 sgg.).

Se il tumore è inizialmente inoperabile, se sono colpiti i linfonodi e/o se sono presenti metastasi, la chemioterapia può rallentare la crescita del tumore e attenuare i sintomi e i dolori causati dal cancro. Talvolta la chemioterapia viene associata alla radioterapia (radio-chemioterapia). Per alleviare i disturbi e i dolori in presenza di metastasi ossee o per arrestare emorragie nella vescica si può somministrare la radioterapia.

A integrazione dell’operazione potrà essere presa eventualmente in considerazione la somministrazione di chemioterapia. In alternativa alla cistectomia si può, in certi casi, ripiegare sulla resezione parziale transuretrale (TURV) seguita dalla radioterapia o dalla radio-chemioterapia (associazione di radioterapia e chemioterapia). Il rischio di recidiva è, però, più elevato che non in caso di asportazione completa della vescica.

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Studi clinici La ricerca terapeutica continua. Alla fase preclinica, che si svolge in laboratorio, segue la fase clinica, che avviene presso i pazienti. Nell’ambito di studi clinici si verifica se le terapie sperimentali si dimostrano più efficaci e sono meglio tollerate delle terapie standard. L’obiettivo che si persegue con le terapie sperimentali è che i pazienti ne traggano beneficio, per esempio, in termini di sopravvivenza, di velocità di progressione della malattia e di qualità di vita. È possibile che anche a Lei si proponga di partecipare a uno studio clinico. Oppure può informarsi Lei stesso sugli studi clinici in corso per la Sua patologia, per esempio consultando il sito www.kofam.ch.

Naturalmente, però, è libero di accettare di partecipare a uno studio clinico oppure di rifiutare una tale proposta terapeutica. Anzi, anche una volta che ha accettato di essere arruolato in uno studio clinico, ha la possibilità di uscirne in qualsiasi momento. Un Suo eventuale rifiuto di partecipare a uno studio clinico non ha alcuna ripercussione negativa sulla Sua terapia: beneficerà in ogni caso della migliore terapia possibile in conformità allo stato dell’arte nella cura dei tumori maligni. L’opuscolo intitolato «Terapia oncologica nell’ambito di uno studio clinico» (vedi p. 63) spiega in che cosa consiste uno studio clinico e che cosa potrebbe implicare per Lei la partecipazione a uno studio clinico in generale.

È di esclusiva competenza del Suo medico curante informarla sui vantaggi e sugli svantaggi che potrebbe comportare per Lei la partecipazione a uno specifico studio clinico. Vi sono pazienti che decidono di partecipare a uno studio clinico nella speranza che anche altri malati di cancro possano un giorno beneficiare delle nuove possibilità terapeutiche. Il cancro della vescica

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Effetti collaterali indesiderati

La comparsa e la gravità degli effetti indesiderati di una terapia variano da individuo a individuo. Alcuni effetti indesiderati possono manifestarsi durante il trattamento e scomparire in seguito spontaneamente; altri effetti si presentano solo una volta conclusa la terapia. La maggior parte degli effetti collaterali si attenua dopo alcuni giorni, talvolta dopo settimane e mesi. Oggi molti effetti indesiderati possono essere attenuati con cure mediche e infermieristiche in modo da essere più tollerabili. È però necessario che lei comunichi all’équipe curante i suoi eventuali disturbi. Importante • Alcuni disturbi, come dolori o nausea, sono prevedibili, a seconda del tipo di terapia prescelto. Per alleviarli Le saranno talvolta prescritti, ancor prima dell’inizio della cura, determinati farmaci di accompagnamento. Si attenga scrupolosamente alle prescrizioni mediche. • Informi sempre l’équipe curante prima di assumere altri farmaci di Sua iniziativa. Ciò vale anche per pomate, farmaci di medicina complementare e simili. Pur trattandosi di prodotti «naturali» e apparentemente innocui potrebbero 48

interferire con la terapia (e talvolta essere addirittura negativi). La Sua équipe curante Le fornirà utili indicazioni se desidera avvalersi di terapie di medicina complementare. Numerosi opuscoli della Lega contro il cancro (vedi p. 62) illustrano le cure antitumorali più diffuse e gli effetti della malattia e della terapia, fornendo utili indicazioni per affrontarle al meglio.

Effetti sulla sessualità Le conseguenze del cancro e delle relative terapie sull’organismo umano possono limitare le funzioni sessuali e influire sulla fertilità e sulla capacità di procreare del paziente. Queste limitazioni possono essere temporanee o anche permanenti. Effetti per l’uomo Se il tumore può essere asportato per via transuretrale, quasi sempre gli organi vicini alla vescica nell’uomo non subiscono danni. In caso di asportazione completa della vescica dovranno, invece, essere asportate perlopiù anche la prostata e le vescicole seminali e talvolta anche l’uretra o parti della stessa. Se vengono asportate la prostata e le vescicole seminali, viene a


mancare il liquido seminale. Tuttavia il piacere sessuale e la capacità di raggiungere l’orgasmo permangono anche senza eiaculazione. Si parla in questo caso di «orgasmo secco» o «aneiaculatorio». Si perde invece la capacità di procreare. Lungo la prostata corrono i nervi responsabili dell’erezione. Questi nervi possono subire lesioni durante l’intervento chirurgico e spesso si perde quindi la capacità di raggiungere l’erezione (disfunzione erettile). L’urologo potrà esserle d’aiuto in caso di perdita della funzione erettile naturale o di erezione insufficiente. Vi sono varie possibilità d’indurre l’erezione in modo artificiale.

Informazioni importanti Non solo l’intervento chirurgico ma anche la radioterapia nella regione pelvica, la chemioterapia o le alterazioni dei livelli ormonali possono riflettersi sulla fertilità e/o sulla capacità di procreare del paziente. Pertanto, se Lei desidera un figlio, è importante che richieda un consulto specialistico ancor prima di iniziare la terapia antitumorale. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet di Fertiprotekt, una rete cooperativa che assicura le misure di conservazione della fertilità nei pazienti oncologici: www.fertiprotekt.ch Effetti per la donna Se il tumore alla vescica può essere asportato per via transuretrale, quasi sempre gli organi vicini alla vescica nella donna non subiscono danni. In caso di asportazione completa della vescica dovranno invece essere generalmente asportati anche l’utero ed eventualmente le ovaie e gli ovidotti, l’uretra e una parte della vagina. E se mancano utero e/o ovaie la donna non potrà più avere una gravidanza.

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Con l’avanzare dell’età la produzione di ormoni nelle ovaie diminuisce progressivamente. Se la donna non era ancora in menopausa, l’asportazione delle ovaie comporta una menopausa precoce i cui disturbi sono tuttavia più intensi rispetto a quanto avviene in un decorso naturale. A causa dell’intervento la vagina può restringersi o accorciarsi. In genere si possono avere ancora rapporti sessuali, ma con certe limitazioni. Anche le sensazioni possono cambiare. Maggiori informazioni … … sugli effetti del cancro e delle terapie oncologiche sulla sessualità e su come farvi fronte sono disponibili negli opuscoli «Il cancro e la sessualità maschile» e «Il cancro e la sessualità femminile» (vedi p. 62).

Effetti sulla continenza urinaria Alcune terapie oncologiche possono determinare la temporanea perdita involontaria di urina. Si parla in tal caso di «incontinenza urinaria».

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Gli effetti di un intervento chirurgico nella regione pelvica sulla continenza urinaria dipendono dai seguenti fattori: • tipo ed estensione dell’intervento (vedi pp. 28 sgg.); • nuova derivazione urinaria, eventualmente necessaria dopo l’intervento (vedi pp. 30 sgg.). Nella maggioranza dei casi se dopo l’operazione è ancora possibile controllare naturalmente la minzione, occorrerà allenare nuovamente questa funzione. Se il controllo non è più possibile perché è stato necessario creare una derivazione urinaria artificiale esterna, occorrerà imparare a convivere con questa nuova situazione. Anche la radioterapia nella regione pelvica o determinate terapie farmacologiche possono causare la perdita involontaria di urina. Richieda in ogni caso aiuto e sostegno medico e terapeutico, ad esempio di un fisioterapista specializzato nel training del pavimento pelvico o di uno stomaterapista (vedi anche p. 64). Non nasconda i problemi e le difficoltà perché nella maggior parte dei casi è possibile porvi rimedio.


Ulteriori trattamenti

Controlli periodici e riabilitazione Una volta conclusa la terapia, Le saranno consigliati regolari esami di controllo che hanno da un lato lo scopo di individuare tempestivamente e attenuare i disturbi dovuti alla malattia e alle cure e dall’altro lato anche di accertare precocemente la presenza di recidive o di metastasi e di somministrare le necessarie terapie. Ciò non riguarda solo i disturbi fisici, come dolori, complicazioni legate alla derivazione urinaria o stanchezza. Anche le paure, i problemi di natura psichica, professionale o sociale possono creare difficoltà e occorre pertanto parlarne. In caso di bisogno, è possibile ricorrere alla consulenza psico-oncologica o psicosociale (vedi p. 58). È importante parlare delle difficoltà che si hanno nell’affrontare la malattia e farsi assistere nella ricerca di soluzioni.

Nei primi anni dopo la terapia i medici Le consiglieranno controlli più frequenti; di norma ogni tre o sei mesi, effettuando in seguito le visite di controllo a intervalli più lunghi. Molto probabilmente i medici Le faranno nuovamente presente di cambiare il Suo stile di vita, facendo ad esempio attenzione all’alimentazione e al fumo e praticando attività fisica. Se non l’ha già fatto, è importante smettere quanto prima di fumare. Quasi la metà di tutte le recidive, nei casi di carcinoma uroteliale non muscolo-invasivo, può essere evitata smettendo di fumare. Se ha bisogno di aiuto o di assistenza per smettere di fumare, La invitiamo a rivolgersi alla Linea stop tabacco (vedi p. 59). Non esiti a rivolgersi subito al Suo medico all’insorgere di sintomi e disturbi, senza aspettare il successivo controllo.

Ciò può favorire una buona riabilitazione e il ritorno alla vita abituale. La frequenza delle visite di controllo dipende dallo stadio della malattia, dalle terapie, dal tipo di derivazione urinaria e dal Suo stato di salute. Il cancro della vescica

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Buono a sapersi Per recuperare le forze dopo la malattia e le relative cure, sono indicate diverse terapie riabilitative, in particolare l’attività fisica (vedi opuscolo «Attività fisica e cancro», p. 62). Un elenco dei programmi di riabilitazione oncologica in regime ambulatoriale o di ricovero ospedaliero è disponibile sul sito Internet della Lega svizzera contro il cancro: www.legacancro.ch/il-cancro/riabilitazione-oncologica

Terapia del dolore Il cancro può provocare dolori, specialmente quando è in uno stadio avanzato. In generale, sono le metastasi a causare dolori. Chi soffre di dolori, con il tempo, diventa fragile e vulnerabile. I dolori legati al cancro possono essere curati. In molti casi, regrediscono del tutto. La terapia del dolore può essere di tipo farmacologico, ma può consistere anche in altre misure. La scelta della terapia del dolore si basa sul tipo di cancro, sull’intensità dei dolori, sulle loro cause e sulle Sue preferenze personali. 52

I dolori possono essere curati con: • farmaci; • esercizi di rilassamento (per es. meditazione, training autogeno); • movimento, sport; • fisioterapia, terapia fisica come per es. utilizzo del calore e del freddo, ergoterapia; • consulenza psico-oncologica; • psicoterapia; • chirurgia; • radioterapia. È importante che riferisca all’équipe curante che ha dolori. È controproducente tacere di avere dolori, sopportandoli in silenzio. Non bisogna arrendersi al dolore. La terapia del dolore offre un’ampia gamma di possibili misure terapeutiche di cui ogni paziente oncologico dovrebbe poter usufruire. Vi sono équipe sanitarie specializzate nella cura del dolore da cancro. Se ha dolori leggeri e vuole lenirli farmacologicamente, con molta probabilità, il medico Le prescriverà analgesici non oppioidi quali paracetamolo, acido acetilsalicilico o diclofenac. In caso di dolori importanti o se l’azione degli analgesici non oppioidi si dimostra insufficiente, è possibile potenziare la terapia antidolorifica con oppioidi deboli, per esempio tramadolo, o con oppioidi for-


ti, per esempio morfina, secondo l’intensità del dolore. Vi sono altre misure che contribuiscono a lenire i dolori come, per esempio, esercizi di rilassamento o un accompagnamento psicoterapico. Tali misure coadiuvanti, a volte, consentono di ridurre la dose dei farmaci contro il dolore. Si ricorre alla chirurgia o alla radioterapia a scopo antalgico, per esempio, quando i dolori sono dovuti a una compressione nervosa esercitata dal tumore. Che cosa sono gli oppioidi? Gli oppioidi sono derivati dell’oppio. La morfina e la codeina sono componenti naturali dell’oppio, mentre il tramadolo è un principio attivo sintetico. Trattamento con oppioidi L’idea di una terapia con oppioidi può spaventare. Spesso fa paura anche ai familiari. Tuttavia, se somministrati correttamente, gli oppioidi non creano, per esempio, la tanto temuta dipendenza. Inoltre, i loro eventuali effetti secondari iniziali, come la nausea o la sonnolenza, sono facilmente controllabili o regrediscono spontaneamente, dopo un certo tempo.

L’impiego di oppioidi in oncologia e il loro consumo nell’ambito della tossicodipendenza sono due cose ben distinte. La persona tossicodipendente s’inietta un’elevata dose di oppiacei direttamente in vena. Ciò produce un immediato effetto stupefacente e può creare dipendenza. In oncologia, invece, gli oppioidi sono somministrati in modo continuo, senza variazioni improvvise di dose e secondo uno schema individuale. Queste sono informazioni importanti per i pazienti oncologici che soffrono di dolori che rispondono solo agli oppiacei. È frequente l’impiego di una pompa per infusione in vena programmata per somministrare una dose prestabilita di oppiaceo quando è azionata dal paziente. L’esperienza clinica dimostra che l’analgesia autoregolata consente una riduzione del dosaggio degli oppioidi. Esprima apertamente verso il Suo medico eventuali perplessità, Sue o dei Suoi familiari, nei confronti della morfina o di altri oppioidi. Se desidera approfondire l’argomento, può leggere l’opuscolo «Dolori da cancro e loro cura» (vedi p. 62).

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Medicina complementare Non pochi pazienti oncologici si affidano a metodi di medicina complementare, in concomitanza con le terapie convenzionali. Come dice la parola stessa, la medicina complementare o non convenzionale integra la medicina convenzionale, non la sostituisce.

di che prende già o di terapie che sta seguendo per accertarsi che siano compatibili con la terapia oncologica convenzionale. Non assuma rimedi cosiddetti «naturali» senza il consenso del suo medico. Anche prodotti di medicina complementare in apparenza innocui possono interferire con le terapie oncologiche e pertanto essere controindicati.

I metodi di medicina complementare possono influire positivamente sulle condizioni generali e sulla qualità di vita dei pazienti durante e dopo le terapie; possono rinvigorire l’organismo e rendere meglio sopportabili gli effetti collaterali delle terapie convenzionali. In generale, non sono però efficaci contro il tumore. Vi sono invece pazienti oncologici che rifiutano di sottoporsi a una terapia convenzionale e optano, in sua vece, per una terapia alternativa. La Lega contro il cancro sconsiglia una tale scelta. Legga a questo proposito l’opuscolo intitolato «Alternativi? Complementari?» (vedi p. 62). Informi il Suo medico circa la Sua intenzione di ricorrere alla medicina complementare in modo che possiate scegliere insieme il metodo che fa per Lei. Metta al corrente il medico anche di eventuali rimeIl cancro della vescica

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Convivere con il cancro

Molte delle persone alle quali è stato diagnosticato un cancro, oggi vivono meglio e più a lungo che in passato. Spesso i trattamenti sono però lunghi e faticosi. Alcune persone riescono a svolgere le loro consuete attività contemporaneamente alla terapia, altre invece non sono più in grado di farlo. Al termine delle terapie, il ritorno alla vita quotidiana è talvolta difficile. Per settimane la Sua agenda era piena di visite mediche. Con l’assistenza e il supporto della Sua équipe curante ha dovuto affrontare varie terapie. I Suoi familiari erano preoccupati per Lei e cercavano di venirle incontro facendosi carico dell’una o dell’altra incombenza. Alcuni hanno condiviso ansie e speranze con Lei, infondendole coraggio per superare la situazione. In un certo qual modo Lei è stato per molto tempo al centro dell’attenzione ed ora deve nuovamente cavarsela da solo. È probabile quindi che si senta sperduto o che avverta un vuoto interiore. È vero, le terapie si sono concluse, eppure niente è più come prima. Magari non si sente ancora pronto ad affrontare le sfide della vita quotidiana e forse soffre ancora delle conseguenze della 56

malattia e delle cure sia a livello fisico che psicologico e avverte un continuo senso di stanchezza, mancanza di motivazione o una grande tristezza. Probabilmente le persone a Lei vicine non riescono a capire a fondo queste Sue reazioni. Si aspettano che tutto torni alla normalità. Per tale motivo è ancora più importante che Lei si concentri sulle Sue esigenze e non si lasci condizionare dagli altri. Ascoltare se stessi Si conceda del tempo per riorganizzare la Sua vita, che ora è cambiata. Cerchi di individuare ciò che potrebbe contribuire a migliorare la qualità della Sua vita. A volte basta porsi domande semplici come: • che cosa è importante adesso per me? • Che cosa mi occorre? • Come posso ottenere ciò che desidero? • Chi può darmi una mano? L’opuscolo «Quando anche l’anima soffre – Il cancro stravolge tutti gli aspetti della vita» (vedi p. 62) della Lega contro il cancro illustra il carico psicologico dei pazienti oncologici e indica possibili strategie per superare tali situazioni.


Cercare il dialogo Proprio come le persone sane affrontano ognuna a modo proprio le questioni esistenziali, anche una malattia è vissuta in modo differente da ciascun individuo. I sentimenti di paura sono strettamente legati a ogni malattia tumorale, indipendentemente dalle probabilità di guarigione. Parlare può servire a esternare queste sensazioni e a elaborare la malattia. Alcune persone non desiderano però parlare delle proprie paure e preoccupazioni o non osano farlo, per altre invece è importante confidarsi con qualcuno. Altre ancora si aspettano che chi li circonda parli di questa situazione e delle emozioni in gioco.

Assistenza specialistica Proprio al termine delle cure può essere d’aiuto rivolgersi a un consulente della Lega contro il cancro o a un altro specialista (vedi «Consulenza e informazione», p. 58). Parli anche con il Suo medico, possibilmente prima della fine della terapia, se ritiene che determinate misure di sostegno potrebbero farle bene. In questo modo potrete capire insieme che cosa è più adatto per Lei e se i costi sono eventualmente coperti dalla cassa malati.

Tuttavia non esistono ricette generali. Ciò che può aiutare una persona, non è necessariamente la cosa più indicata per un’altra. Scopra quello di cui ha bisogno e con cui vorrebbe parlare della Sua esperienza.

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Consulenza e informazione

Chieda consiglio Équipe curante L’équipe curante può consigliare cosa fare in caso di disturbi legati alla malattia e alle terapie. Rifletta anche Lei su possibili misure in grado di migliorare la Sua qualità di vita e di favorire la Sua riabilitazione. Sostegno psico-oncologico Una malattia oncologica non ha ripercussioni solo fisiche, ma anche psichiche che possono manifestarsi attraverso stati di ansia, di tristezza o di depressione. Se sentisse che il carico emotivo della malattia sta per diventare troppo pesante per Lei, chieda di poter usufruire di un sostegno psico-oncologico. Uno psico-oncologo accoglie la sofferenza psichica dei malati di cancro e dei loro cari, li aiuta a riconoscere modalità utili nell’affrontare e nell’elaborare le esperienze legate alla malattia. Varie figure professionali possono offrire un sostegno psico-oncologico (per es. medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali, teologi, ecc.). L’essenziale è che abbiano esperienza nella presa a carico di pazienti oncologici e dei loro familiari e che abbiano seguito una formazione che abiliti a tale ruolo.

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La Sua Lega contro il cancro cantonale o sovracantonale Le Leghe cantonali e sovracantonali consigliano, accompagnano e sostengono i malati e i loro familiari in tutte le fasi della malattia. Offrono aiuto pratico per risolvere problemi organizzativi (per es. custodia bambini, noleggio letto elettrico), aiuti finanziari in situazioni di disagio economico legato alla malattia nonché consulenza assicurativa e orientamento in ambito giuridico. Forniscono materiale informativo, organizzano gruppi di autoaiuto e corsi, indirizzano agli specialisti (per es. nei campi dell’alimentazione, della sessuologia, ecc.). Linea cancro 0800 11 88 11 Le operatrici specializzate della Linea cancro Le offrono un ascolto attivo, rispondono alle Sue domande sui molteplici aspetti della malattia, La orientano verso altre forme di sostegno consone ai Suoi bisogni, accolgono le Sue paure e incertezze, il Suo vissuto di malattia. Le chiamate al numero verde e le consulenze telefoniche sono gratuite. I clienti che usano Skype possono raggiungere le operatrici anche all’indirizzo Skype krebstelefon.ch (attualmente solo in tedesco e francese). Cancerline – la chat sul cancro I bambini, i giovani e gli adulti possono accedere alla chat dal sito www.krebsliga.ch/cancerline e


chattare con una consulente (lunedì – venerdì, ore 11–16). Possono farsi spiegare la malattia, porre domande e scrivere ciò che sta loro a cuore. Malati di cancro: come dirlo ai figli? Una delle prime domande che si pone un genitore che riceve una diagnosi di cancro è «Come faccio a dirlo ai miei figli?». Il pieghevole intitolato «Malati di cancro: come dirlo ai figli?» vuole aiutare i genitori malati di cancro in questo difficile e delicato compito. Contiene anche consigli per gli insegnanti. Inoltre, chi volesse approfondire l’argomento, può leggere l’opuscolo intitolato «Se un genitore si ammala di cancro – Come parlarne con i figli?» (vedi p. 62). Linea stop tabacco 0848 000 181 Consulenti specializzate Le forniscono informazioni, La motivano al cambiamento e, se lo desidera, La seguono nel processo di disassuefazione dal fumo, richiamandoLa gratuitamente. Seminari La Lega contro il cancro organizza seminari e corsi nel fine settimana in diverse località della Svizzera per persone ammalate di cancro (www.legacancro.ch/ri-

abilitazione) e programma corsi (vedi opuscolo «Seminari» p. 62). Attività fisica Molti malati di cancro constatano che l’attività fisica ha un effetto rivitalizzante. Praticare della ginnastica insieme con altri malati di cancro potrebbe aiutarla a riacquistare fiducia nel Suo corpo e a combattere la stanchezza e la spossatezza. Si informi presso la Sua Lega cantonale o sovracantonale e legga l’opuscolo «Attività fisica e cancro» (vedi p. 62). Altri malati di cancro Intrattenersi con persone accomunate da uno stesso vissuto, può infondere coraggio e aiutare a sentirsi meno soli. Può essere utile confrontare il proprio modo di far fronte a determinate situazioni con le modalità di gestione della malattia o del lutto adottate da altri. Ognuno deve comunque fare le proprie esperienze e scegliere le strategie più consone alla propria personalità. Non c’è, in effetti, un modo giusto o sbagliato di vivere la malattia. Piattaforme virtuali di scambio Chi sente l’esigenza di condividere le proprie esperienze legate alla malattia può usufruire della piattaforma virtuale di scambio, moderata dalle operatrici della Linea cancro www.forumcancro.ch. Anche l’Associazione italiana

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Malati di Cancro, parenti e amici (AIMaC) ha aperto un forum di discussione per i pazienti e i loro familiari: www.forumtumore.aimac. it. Gruppi di autoaiuto Partecipando agli incontri dei gruppi di autoaiuto, si ha l’opportunità di parlare con persone che hanno vissuto o stanno vivendo un’esperienza analoga alla propria e di scambiarsi informazioni di vario tipo. Si informi presso la Sua Lega cantonale o sovracantonale se vi sono gruppi di autoaiuto o gruppi parola che si riuniscono nelle Sue vicinanze e sull’offerta di corsi per malati di cancro e i loro familiari. Su www. selbsthilfeschweiz.ch può cercare gruppi di autoaiuto nella Sua zona. Servizi di Assistenza e Cura a Domicilio (SACD) o Spitex per malati di cancro Vi sono servizi di assistenza e cura a domicilio o Spitex specializzati nella presa a carico del paziente oncologico. Tali organizzazioni intervengono in qualsiasi fase della malattia. Le offrono la loro consulenza e il loro sostegno al Suo domicilio, tra un ciclo di terapia e l’altro e una volta conclusa la terapia, fra l’altro, nella gestione degli effetti collaterali. Prenda contatto con la Lega contro il cancro per ottenerne gli indirizzi. 60

Consulenza dietetica Molti ospedali dispongono di un servizio di dietetica. Sul territorio operano dietiste e dietisti indipendenti che, in generale, collaborano con i medici e sono membri della ASDD Associazione Svizzera Dietiste-i diplomate-i SSS/SUP Altenbergstrasse 29 Casella postale 686 3000 Berna 8 Tel. 031 313 88 70 service@svde-asdd.ch Sul sito dell’ASDD può cercare un/ una dietista diplomato/a (www. svde-asdd.ch). palliative ch Presso il segretariato dell’Associazione Svizzera per la medicina, la cura e l’accompagnamento palliativi e sul sito dell’associazione trova gli indirizzi delle sezioni cantonali di palliative ch e degli enti erogatori di cure palliative che operano nella Sua zona. Queste reti assicurano che le persone ammalate possano ricevere un’assistenza ed una cura ottimali, indipendentemente dal luogo dove abitano. palliative ch Bubenbergplatz 11 3011 Berna Tel. 044 240 16 21 info@palliative.ch www.palliative.ch


Prestazioni assicurative Le spese di cura in caso di cancro sono rimborsate dall’assicurazione malattie obbligatoria di base (LAMal), a condizione che risultino da modalità terapeutiche riconosciute ovvero che il farmaco figuri nel cosiddetto «Elenco delle specialità» dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Il Suo medico curante è tenuto ad informarla compiutamente a tale proposito. Sono coperte altresì le spese di cura derivanti dalla partecipazione a uno studio clinico (vedi p. 47) che prevede la somministrazione di sostanze riconosciute. Qualora fossero impiegati medicinali non ancora omologati per il commercio o nuovi procedimenti o si rendessero necessarie ulteriori misure (per es. analisi genetiche), i costi di regola non vengono addebitati a Lei, bensì finanziati con fondi per la ricerca. Verifichi preventivamente se l’assicurazione malattie obbligatoria di base (LAMal) o l’assicurazione integrativa garantisce la copertura delle spese dovute a consulti o a trattamenti aggiuntivi non medici nonché a lungodegenze. Legga anche l’opuscolo «Cancro – le prestazioni delle assicurazioni sociali» (vedi p. 62).

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Opuscoli della Lega contro il cancro • Terapie medicamentose dei tumori Chemioterapia, terapia antiormonale, immunoterapia • Terapie orali in oncologia • La radioterapia

• Il moto fa bene Esercizi per donne operate al seno • Quando anche l’anima soffre Il cancro stravolge tutti gli aspetti della vita • Seminari Per persone malate di cancro

• L’urostomia

• Accompagnare un malato di cancro Una guida della Lega contro il cancro per familiari e amici

• Alternativi? Complementari? Rischi e benefici di metodi non provati in oncologia

• Se un genitore si ammala di cancro Come parlarne con i figli?

• Dolori da cancro e loro cura • Diario del dolore Ascolto i miei dolori • Dolometer ® VAS Misuratore per valutare l’intensità dei dolori • Senza forze Cause e gestione della stanchezza associata al cancro • Difficoltà di alimentazione e cancro • Il linfedema e il cancro • Il cancro e la sessualità femminile

• Malati di cancro: come dirlo ai figli? Un’informazione per genitori con consigli per i docenti • Rischio di cancro ereditario Guida per le famiglie con numerosi casi di cancro • Cancro – le prestazioni delle assicurazioni sociali • Direttive anticipate della Lega contro il cancro La mia volontà vincolante rispetto alla malattia, l’agonia e alla morte • Cancro – quando le speranze di guarigione svaniscono

• Il cancro e la sessualità maschile • La terapia antitumorale ha cambiato il mio aspetto Consigli e suggerimenti da capo a piedi • Attività fisica e cancro Riacquistare fiducia nel proprio corpo 62

• Scelte di fine vita  Guida alla compilazione delle direttive anticipate Modalità di ordinazione • Lega cantonale contro il cancro • Telefono 0844 85 00 00 • shop@legacancro.ch • www.legacancro.ch/opuscoli


Sul sito www.legacancro.ch/opuscoli trova tutte le pubblicazioni disponibili presso la Lega contro il cancro. La maggior parte delle pubblicazioni è gratuita e sono fornite per posta o possono essere scaricate da Internet. Sono offerte dalla Lega svizzera contro il cancro e dalla Lega del Suo Cantone di residenza. Ciò è possibile soltanto grazie ai generosi donatori. Il Suo parere ci interessa Sul sito www.forumcancro.ch può esprimere la Sua opinione sugli opuscoli della Lega contro il cancro compilando un breve questionario. La ringraziamo fin d’ora per il Suo contributo.

Opuscoli di altre organizzazioni «Cancro della vescica: guida per il paziente», a cura della European Society for Medical Oncology, consultabile nel sito www.esmo.org. Parola da cercare «Vescica». «Linee guida. Tumori dell’urotelio», a cura dell’Associazione Italiana Oncologia Medica, consultabile nel sito www. aiom.it. Parola da cercare «Urotelio». «Terapia oncologica nell’ambito di uno studio clinico», 2015, Gruppo Svizzero di Ricerca Clinica sul Cancro SAKK, ordinazione online: www.sakk.ch.

Letture consigliate «Il tumore della vescica», a cura della Associazione Italiana Oncologia Medica (www.aiom.it). Parole da cercare «Tumore della vescica».

«Tumore alla vescica», a cura dell’Associazione Italiana Malati di Cancro, amici e parenti (AIMaC), consultabile nel sito www.aimac.it, nella sezione «Schede sui tumori». «Tumore della vescica», a cura della Società Italiana di Urologia (www.siu. it). Parole da cercare «Tumore della vescica». «Tumore vescica», a cura dell’Associazione Italiana per la ricerca sul Cancro (www.airc.it). «Il carcinoma della vescica», a cura dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige (www.asdaa.it), consultabile nella sezione «Diagnosi tumore». La Lega ticinese contro il cancro dispone di una biblioteca tematica. Il catalogo può essere richiesto per e-mail: info@legacancro-ti.ch. Alcune Leghe cantonali contro il cancro dispongono di una biblioteca presso la quale questi libri e altri ancora possono essere presi in prestito gratuitamente. Si informi presso la Lega del Suo cantone di residenza (vedi p. 66). La Lega svizzera contro il cancro, la Lega bernese e la Lega zurighese contro il cancro dispongono di un catalogo bibliotecario online che prevede la possibilità di ordinare e di riservare libri. Il prestito bibliotecario ovvero l’invio dei libri è garantito in tutta la Svizzera. Sul nostro sito in tedesco www.krebsliga.ch/bibliothek Qui c’è anche un collegamento diretto al sito con libri per bambini: www.krebsliga.ch/kinderbibliothek

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www.bernischekrebsliga.ch → Das bieten wir → Informationen finden → Bibliothek www.krebsligazuerich.ch → Beratung & Unterstützung → Bibliothek Inserendo la chiave di ricerca «Vescica», «Carcinoma», si possono trovare letture pertinenti.

Internet Italiano Offerta della Lega contro il cancro www.forumcancro.ch Piattaforma virtuale di scambio della Lega contro il cancro. www.legacancro.ch Servizi di sostegno della Lega svizzera contro il cancro e recapiti delle Leghe cantonali. www.legacancro.ch/cancerline La Lega contro il cancro offre a bambini, giovani e adulti una chat con consulenza. www.legacancro.ch/migranti Schede informative in albanese, portoghese, serbo-croato-bosniaco, spagnolo, turco e, in parte, anche in inglese su alcuni frequenti tipi di cancro e sulla prevenzione. La varietà degli argomenti e delle lingue sarà via via ampliata. www.legacancro.ch/seminari Seminari proposti dalla Lega contro il cancro per affrontare al meglio la vita quotidiana durante la malattia.

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Altri enti e consultori, altre associazioni www.ilco.ch Gruppo d’interesse svizzero delle sezioni regionali di portatori di stomia www.palliative.ch Associazione Svizzera per la medicina, la cura e l’accompagnamento palliativi www.selbsthilfeschweiz.ch Gruppi di autoaiuto Svizzera www.inkontinex.ch Schweizerische Gesellschaft für Blasenschwäche (in tedesco) www.patientenkompetenz.ch Stiftung Patientenkompetenz (in tedesco) www.avac.ch Verein «Lernen mit Krebs zu leben» (in tedesco e francese) www.psychoonkologie.ch Società Svizzera di Psico-Oncologia (in tedesco e francese) www.patientenkompetenz.ch Stiftung Patientenkompetenz (in tedesco) www.aimac.it Associazione Italiana malati di cancro, amici e parenti www.airc.it Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro www.esmo.org European Society for Medical Oncology www.ieo.it Istituto Europeo di Oncologia www.istitutotumori.mi.it Istituto Nazionale dei tumori www.lilt.it Lega italiana per la lotta contro i tumori www.krebsinformationsdienst.de Krebsinformationsdienst des Deutschen Krebsforschungszentrums (in tedesco) www.krebsgesellschaft.de Deutsche Krebsgesellschaft (in tedesco)


Inglese www.cancer.org American Cancer Society www.cancer.gov National Cancer Institute USA www.cancer.net American Society Clinical Oncology www.ics.org International Continence Society www.macmillan.org.uk A non-profit cancer information service

Fonti Le pubblicazioni e i siti Internet citati nel presente opuscolo servono alla Lega contro il cancro anche da fonte. Soddisfano sostanzialmente i criteri di qualità della Health On the Net Foundation, il cosiddetto «HonCode» (vedi www.hon. ch/HONcode/Italian).

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La Lega contro il cancro offre aiuto e consulenza

1

Krebsliga Aargau Kasernenstrasse 25 Postfach 3225 5001 Aarau Tel. 062 834 75 75 Fax 062 834 75 76 admin@krebsliga-aargau.ch www.krebsliga-aargau.ch PK 50-12121-7

2

Krebsliga beider Basel Petersplatz 12 4051 Basel Tel. 061 319 99 88 Fax 061 319 99 89 info@klbb.ch www.klbb.ch PK 40-28150-6

3

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Bernische Krebsliga Ligue bernoise contre le cancer Marktgasse 55 Postfach 3001 Bern Tel. 031 313 24 24 Fax 031 313 24 20 info@bernischekrebsliga.ch www.bernischekrebsliga.ch PK 30-22695-4

4

5

Ligue fribourgeoise contre le cancer Krebsliga Freiburg route St-Nicolas-de-Flüe 2 case postale 96 1705 Fribourg tél. 026 426 02 90 fax 026 426 02 88 info@liguecancer-fr.ch www.liguecancer-fr.ch CP 17-6131-3 Ligue genevoise contre le cancer 11, rue Leschot 1205 Genève tél. 022 322 13 33 fax 022 322 13 39 ligue.cancer@mediane.ch www.lgc.ch CP 12-380-8

6

Krebsliga Graubünden Ottoplatz 1 Postfach 368 7001 Chur Tel. 081 300 50 90 info@krebsliga-gr.ch www.krebsliga-gr.ch PK 70-1442-0

7

Ligue jurassienne contre le cancer rue des Moulins 12 2800 Delémont tél. 032 422 20 30 fax 032 422 26 10 ligue.ju.cancer@bluewin.ch www.liguecancer-ju.ch CP 25-7881-3

8

Ligue neuchâteloise contre le cancer faubourg du Lac 17 2000 Neuchâtel tél. 032 886 85 90 LNCC@ne.ch www.liguecancer-ne.ch CP 20-6717-9


9

Krebsliga Ostschweiz SG, AR, AI, GL Flurhofstrasse 7 9000 St. Gallen Tel. 071 242 70 00 Fax 071 242 70 30 info@krebsliga-ostschweiz.ch www.krebsliga-ostschweiz.ch PK 90-15390-1

10 Krebsliga Schaffhausen Rheinstrasse 17 8200 Schaffhausen Tel. 052 741 45 45 Fax 052 741 45 57 info@krebsliga-sh.ch www.krebsliga-sh.ch PK 82-3096-2 11 Krebsliga Solothurn Hauptbahnhofstrasse 12 4500 Solothurn Tel. 032 628 68 10 Fax 032 628 68 11 info@krebsliga-so.ch www.krebsliga-so.ch PK 45-1044-7 12 Thurgauische Krebsliga Bahnhofstrasse 5 8570 Weinfelden Tel. 071 626 70 00 Fax 071 626 70 01 info@tgkl.ch www.tgkl.ch PK 85-4796-4 13 Lega ticinese contro il cancro Piazza Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel. 091 820 64 20 Fax 091 820 64 60 info@legacancro-ti.ch www.legacancro-ti.ch CP 65-126-6 14 Ligue vaudoise contre le cancer place Pépinet 1 1003 Lausanne tél. 021 623 11 11 fax 021 623 11 10 info@lvc.ch www.lvc.ch CP 10-22260-0

15 Ligue valaisanne contre le cancer Krebsliga Wallis Siège central: rue de la Dixence 19 1950 Sion tél. 027 322 99 74 fax 027 322 99 75 info@lvcc.ch www.lvcc.ch Beratungsbüro: Spitalzentrum Oberwallis Überlandstrasse 14 3900 Brig Tel. 027 604 35 41 Mobile 079 644 80 18 info@krebsliga-wallis.ch www.krebsliga-wallis.ch CP/PK 19-340-2 16 Krebsliga Zentralschweiz LU, OW, NW, SZ, UR Löwenstrasse 3 6004 Luzern Tel. 041 210 25 50 Fax 041 210 26 50 info@krebsliga.info www.krebsliga.info PK 60-13232-5 17 Krebsliga Zug Alpenstrasse 14 6300 Zug Tel. 041 720 20 45 Fax 041 720 20 46 info@krebsliga-zug.ch www.krebsliga-zug.ch PK 80-56342-6 18 Krebsliga Zürich Freiestrasse 71 8032 Zürich Tel. 044 388 55 00 Fax 044 388 55 11 info@krebsligazuerich.ch www.krebsligazuerich.ch PK 80-868-5 19 Krebshilfe Liechtenstein Im Malarsch 4 FL-9494 Schaan Tel. 00423 233 18 45 Fax 00423 233 18 55 admin@krebshilfe.li www.krebshilfe.li PK 90-4828-8

Uniti contro il cancro

Lega svizzera contro il cancro Effingerstrasse 40 casella postale 3001 Berna Tel. 031 389 91 00 Fax 031 389 91 60 info@legacancro.ch www.legacancro.ch CP 30-4843-9

Opuscoli Tel. 0844 85 00 00 shop@legacancro.ch www.legacancro.ch/ opuscoli

Forum www.forumcancro.ch, piattaforma virtuale della Lega contro il cancro

Cancerline www.legacancro.ch/ cancerline, la chat sul cancro per bambini, ­adolescenti e adulti lunedì – venerdì ore 11.00 –16.00

Skype krebstelefon.ch lunedì – venerdì ore 11.00 –16.00

Linea stop tabacco Tel. 0848 000 181 massimo 8 centesimi al minuto (rete fissa) lunedì – venerdì ore 11.00 –19.00 Le siamo molto grati del Suo sostegno.

Linea cancro 0800 11 88 11 lunedì – venerdì ore 9.00 –19.00 chiamata gratuita helpline@legacancro.ch

Il cancro della vescica

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Questo opuscolo Le viene consegnato dalla Sua Lega contro il cancro, la q ­ uale è a Sua disposizione con la sua ampia gamma di prestazioni di consulenza, ­accompagnamento e sostegno. All’interno trova l’indirizzo della Sua Lega cantonale o regionale.

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Il cancro delle vescica  

Carcinoma uroteliale

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