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Il cancro del testicolo

Un’informazione della Lega contro il cancro per malati e familiari


Le leghe contro il cancro in Svizzera: prossimità, confidenzialità, professionalità Offriamo consulenza e sostegno di prossimità ai pazienti oncologici, ai loro familiari e amici. Nelle 60 sedi delle Leghe contro il cancro operano un centinaio di professionisti ai quali si può far capo gratuitamente durante tutte le fasi della malattia. Le Leghe cantonali organizzano campagne di sensibilizzazione e prevenzione delle malattie tumorali presso la popolazione, con l’obiettivo di promuovere stili di vita salutari e quindi ridurre il rischio individuale di ammalarsi di cancro.

Impressum Editrice Lega svizzera contro il cancro Effingerstrasse 40 casella postale 8219 3001 Berna tel. 031 389 91 00 fax 031 389 91 60 info@legacancro.ch www.legacancro.ch Direzione del progetto – 4 edizione in tedesco Nicole Maeder, specialista pubblicazioni, Lega svizzera contro il cancro, Berna a

Persona colpita dal cancro, in veste di esperto Florian Bolte Consulenza specialistica Prof. Dr. med. Tullio Sulser, direttore della clinica di urologia dell’ospedale universitario di Zurigo Prof. Dr. med. George N. Thalmann, direttore e primario della clinica universitaria di urologia dell’Inselspital di Berna

Traduzione Paolo Giannoni, Thun Lettorato Antonio Campagnuolo, Lugano Immagine di copertina Adamo ed Eva, di Albrecht Dürer Illustrazioni p. 7: Frank Geisler, illustratore scientifico, Berlino pp. 12, 13: Willi R. Hess, disegnatore scientifico, Berna pp. 26, 46, 48: ImagePoint AG, Zurigo pp. 4, 34, 62: shutterstock p. 40: Raymond Forbes/AGE, F1 online Design Lega svizzera contro il cancro, Berna Stampa Ast & Fischer SA, Wabern

Collaboratori della Lega svizzera contro il cancro, Berna Dr. med. Karin Huwiler, collaboratrice scientifica Sabine Jenny, infermiera professionale HF Nicole Maeder, specialista pubblicazioni Verena Marti, responsabile pubblicazioni Lorenzo Terzi, collaboratore pubblicazioni Dr. med. Mark Witschi, collaboratore scientifico

Questo opuscolo è disponibile anche in francese e tedesco. © 2016, 2011, 2004, Lega svizzera contro il cancro, Berna | 3 a edizione rivista

LSC | 6.2018 | 1000 I | 031075012111


Indice

Editoriale 5 Che cos’è il cancro?

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Il cancro del testicolo Le ghiandole sessuali maschili: i testicoli Tipi di tumore del testicolo Possibili cause e rischi Diagnosi precoce Possibili disturbi e sintomi

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Esami e diagnosi Primi accertamenti Esami di approfondimento Stadi della malattia

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Possibili terapie del cancro del testicolo 29 Asportazione del testicolo (orchiectomia, ablatio testis) 29 Sorveglianza attiva (active surveillance) 30 Asportazione dei linfonodi (linfoadenectomia retroperitoneale) 31 Terapie farmacologiche 33 Radioterapia 37 Quale terapia per quale tipo di cancro del testicolo? Piano terapeutico Terapia del tumore benigno Terapia del seminoma Terapia del non seminoma Studi clinici

39 39 47 47 49 51

Gestione degli effetti indesiderati Effetti sulla sessualità e la fertilità Protesi testicolare sì o no?

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Ulteriori trattamenti Terapia del dolore Medicina complementare Controlli periodici e riabilitazione

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Convivere con il cancro

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Consulenza e informazione

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Caro lettore

Una diagnosi di cancro è spesso uno shock, sia per chi la riceve in prima persona, sia per i familiari e gli amici. Stravolge la quotidianità e cambia, da un momento all’altro, le prospettive di vita. Scatena una tempesta di sentimenti contrastanti di paura, di rabbia e di speranza. Suscita mille interrogativi. Ci auguriamo che le informazioni contenute nel presente opuscolo Le siano di aiuto nell’affrontare la malattia. Le spiegheremo come insorge il cancro del testicolo, come si formula la diagnosi e quali sono i tipi di trattamento usati. Le forniremo indicazioni utili per il periodo che segue le terapie e, per facilitarle la convivenza con la malattia, La indirizzeremo verso servizi di sostegno.

In caso di domande, non esiti a rivolgersi a un medico o al personale curante. Chieda aiuto a chi Le sta vicino: familiari, amici, vicini di casa. Nei numerosi opuscoli della Lega contro il cancro troverà ulteriori informazioni e suggerimenti. Inoltre, può contare sul sostegno e sulla disponibilità all’ascolto delle consulenti specializzate delle Leghe cantonali e regionali nonché della Linea cancro. A pagina 70 sono elencati i recapiti dei rispettivi servizi di consulenza. Le auguriamo ogni bene. La Sua Lega contro il cancro

Le terapie contro il cancro del testicolo sono sempre più efficaci e meglio tollerate. Oggigiorno, nella maggior parte dei casi, il cancro del testicolo è curabile se diagnosticato in tempo, ossia mentre è ancora circoscritto al testicolo. Se al momento della diagnosi il cancro del testicolo si trova già in uno stadio più avanzato, spesso è possibile rallentare la progressione della malattia e lenirne i sintomi. Anche quando la guarigione completa non è più possibile, vi sono delle misure capaci di mantenere la qualità di vita.

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Che cos’è il cancro?

Il termine «cancro» denota un insieme di malattie diverse che presentano caratteristiche comuni: • cellule che, in origine, erano normali incominciano a proliferare in modo incontrollato, trasformandosi così in cellule cancerose; • le cellule cancerose s’infiltrano nel tessuto circostante distruggendolo e invadendolo; • le cellule cancerose hanno la capacità di staccarsi dal loro luogo d’insorgenza per formare nuovi focolai di malattia in altre parti del corpo (metastasi). Quando si parla di «cancro» s’intende una crescita incontrollata, maligna di cellule corporee. Spesso il cancro è chiamato anche «tumore». Un tumore è un accumulo patologico di cellule che può essere di natura benigna o maligna. I tumori maligni sono spesso designati anche con il termine di «neoplasie». Una neoplasia è una massa di nuova formazione, una neoformazione (dal greco neos = nuovo). Vi sono oltre duecento tipi diversi di cancro. Si opera una distinzione tra tumori solidi, che originano dalle cellule di un organo e che formano una massa di cellule (nodulo), e malattie del sistema sanguigno e linfatico (per es. leucemie). Una leucemia può manifestarsi, per esempio, attraverso un ingrossamento dei linfonodi

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oppure con alterazioni del quadro ematologico. I tumori maligni solidi che originano dai tessuti di rivestimento, come la pelle e le mucose, o dai tessuti ghiandolari sono chiamati «carcinomi». Il tumore del testicolo appartiene a questa categoria. La maggior parte dei tumori maligni è costituita da carcinomi. Sono definiti «sarcomi» (dal greco sarkos = carne e oma = protuberanza) i tumori maligni solidi che originano da tessuti connettivi, adiposi, cartilaginei, muscolari e ossei o da vasi. Benigno o maligno? I tumori benigni, crescendo, comprimono i tessuti sani, ma non li infiltrano. Inoltre, i tumori benigni non formano metastasi. Secondo la loro localizzazione, anche i tumori benigni possono tuttavia provocare seri disturbi dovuti alla compressione di tessuti sani (per es. nervi) o a stenosi di orifizi o condotti anatomici (per es. vasi sanguigni). Vi sono tumori benigni che, con il tempo, possono evolvere in tumori maligni. I polipi intestinali ne sono un esempio. Si tratta di escrescenze sulla superficie della mucosa intestinale che possono precedere la comparsa di un cancro dell’intestino.


Come si forma un tumore Esempio: carcinoma, tumore maligno che trae origine da tessuti epiteliali di rivestimento Il tumore incomincia a svilupparsi nel tessuto sano.

Tumore maligno

Tessuto sano

Il tumore si infiltra nei tessuti adiacenti. Attraverso i vasi sanguigni (in rosso/blu) e linfatici (in verde), le cellule tumorali si diffondono in altri organi dove formano metastasi.

Cellule tumorali Vasi sanguigni Vasi linfatici

Cellule tumorali

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I tumori maligni, invece, s’infiltrano nei tessuti adiacenti, danneggiandoli. Inoltre, essi formano nuovi vasi sanguigni per approvvigionarsi di sostanze nutritive. Le cellule cancerose possono raggiungere i linfonodi e altri organi attraverso i vasi linfatici e sanguigni, e formarvi metastasi. Di solito, è possibile stabilire da quale organo e tipo di cellula derivino le metastasi. Tutto ha inizio nella cellula I tessuti e gli organi che formano il nostro corpo sono costituiti da milioni di cellule. Il nucleo cellulare racchiude il piano di costruzione dell’essere vivente: il patrimonio genetico (genoma) con i suoi cromosomi e geni; esso è composto dal DNA (acido desossiribonucleico), il materiale portatore del messaggio genetico. La divisione cellulare dà origine a nuove cellule, assicurando così il ricambio cellulare. Il patrimonio genetico può subire dei danni se, durante il processo di divisione cellulare, si verificano degli errori oppure per tante altre cause. Normalmente le cellule sono in grado di riconoscere e riparare i danni subiti oppure di programmare la propria morte. Tuttavia, può accadere che tali meccanismi falliscano e che le cellule danneggiate (mutate) riescano a moltipli-

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carsi liberamente. Tali cellule proliferano in modo incontrollato e si accumulano fino a formare un nodulo, un tumore. Dimensioni inimmaginabili Un tumore con un diametro di un centimetro è costituito da milioni di cellule. Gli sono occorsi presumibilmente diversi anni per raggiungere tale grandezza. In altre parole: un tumore non insorge dall’oggi al domani. La sua velocità di crescita può variare secondo il tipo di cancro. Cause Le malattie oncologiche sono da ricondurre a mutazioni del patrimonio genetico delle cellule. Alcuni dei fattori che favoriscono tali mutazioni e che giocano un ruolo nell’insorgenza del cancro sono noti: • il naturale processo d’invecchiamento; • lo stile di vita (alimentazione poco equilibrata, attività fisica insufficiente, fumo, alcol, ecc.); • influssi esterni (per es. virus, sostanze nocive, fumo, raggi UV); • fattori ereditari e genetici. Vi sono fattori di rischio influenzabili e fattori di rischio non influenzabili. Si stima che all’incirca un terzo delle malattie oncologiche potrebbero essere evitate eliminando fattori di rischio come il


tabacco o l’alcol. Le altre malattie oncologiche sono da ricondurre a fattori di rischio non modificabili o sconosciuti. In generale, sono molteplici i fattori che concorrono all’insorgenza del cancro. Nel caso singolo, invece, spesso non è possibile individuare con esattezza i fattori che hanno causato la malattia. Invecchiamento Il naturale processo d’invecchiamento favorisce l’insorgenza di malattie oncologiche. La maggior parte dei tipi di cancro sono tanto più frequenti quanto più avanzata è l’età. Suppergiù il 90 percento delle malattie oncologiche insorgono in persone che hanno superato i 50 anni di età. Di norma, la divisione cellulare e i meccanismi di riparazione si svolgono correttamente. Ciononostante, con il tempo e l’avanzare dell’età, si accumulano gli errori nel patrimonio genetico che potrebbero dare origine a una malattia oncologica. Con l’età aumenta quindi il rischio di ammalarsi di cancro. Poiché nella nostra società l’aspettativa media di vita è in aumento, si assiste a un incremento dei casi di cancro.

re le proprie abitudini in fatto di fumo, alcol, alimentazione e movimento. Vivendo in modo sano, si può quindi ridurre il proprio rischio di ammalarsi di alcuni tipi di cancro. Influssi esterni A taluni influssi esterni, come per esempio le polveri sottili, siamo esposti involontariamente. Le nostre possibilità di mettercene al riparo sono assai limitate. Da tal altri influssi esterni, invece, possiamo salvaguardarci, per esempio attraverso la protezione solare contro i raggi UV o le vaccinazioni contro i virus che favoriscono l’insorgenza del cancro. Fattori genetici Si stima che da cinque a dieci pazienti oncologici su cento presentano un’alterazione del patrimonio genetico che accresce il rischio di contrarre il cancro e la cui natura ereditaria può essere accertata. In tali casi si parla di «tumori ereditari». Le persone con una presunta o accertata predisposizione al cancro dovrebbero poter beneficiare di una consulenza genetica. Non è possibile influire sulla predisposizione stessa, ma alcuni tipi di cancro possono essere diagnosticati precocemente oppure prevenuti con misure profilattiche.

Stile di vita Lo stile di vita è modificabile. In altre parole, è possibile modifica-

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Perché io? È possibile che si stia chiedendo perché il cancro abbia colpito proprio Lei. Forse si domanda fra l’altro: «Che cosa ho sbagliato?». È più che normale porsi tali interrogativi ed essere colti dallo sgomento o dalla rabbia. Le cause che portano all’insorgenza di una malattia oncologica sono molto complesse e difficili da capire anche per gli specialisti. Nessuno può mettersi completamente al riparo dal cancro. Possono ammalarsi di cancro sia le persone che conducono una vita

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sana, sia le persone con comportamenti a rischio. Inoltre, di cancro ci si può ammalare a qualsiasi età. Che una persona si ammali di cancro oppure no, in parte, è anche una questione di casualità o di destino. In ogni caso, una diagnosi di cancro comporta indiscutibilmente un carico emotivo importante. L’opuscolo intitolato «Quando anche l’anima soffre» (vedi p. 66) della Lega contro il cancro si sofferma sugli aspetti psicologici della malattia, suggerendo possibili modalità di gestione degli stati d’animo ad essa legati.


I miei appunti

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I tumori maligni del testicolo sono costituiti quasi esclusivamente dai cosiddetti «seminomi ». Essi originano dalle cellule germinali, cioè dagli spermatozoi e dai loro precursori. Per semplicità si parla genericamente di «cancro del testicolo». Il cancro del testicolo è una delle poche forme tumorali curabili nella maggior parte dei casi anche in uno stadio avanzato. La terapia del cancro del testicolo ha dunque come obiettivo la guarigione. Pertanto prima si comincia la terapia, maggiori sono le probabilità di guarigione. Nei pochi casi in cui la guarigione completa non è più possibile, si può fare in modo che il paziente non abbia praticamente disturbi per un periodo relativamente lungo. Se il cancro del testicolo non viene curato ha quasi sempre esito fatale.

Le ghiandole sessuali maschili: i testicoli I due testicoli sono avvolti da una membrana formata da vari strati e situati nella sacca scrotale (o scroto) posta direttamente sotto il pene che è costituita da pelle e muscoli.

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Vista laterale e sezione del testicolo 1 2 3 4 5 6

Vescica Vescicola seminale Dotto deferente Prostata Uretra Muscolo cremastere


Nei testicoli, e più esattamente nei tubuli seminiferi, si formano le cellule seminali (spermatozoi) dalle cellule germinali. Questo processo è regolato dal testosterone, l’ormone sessuale maschile più importante, prodotto anch’esso nei testicoli. Il testosterone regola altresì lo sviluppo degli organi sessuali maschili, la sensazione di piacere e la formazione dei caratteri sessuali secondari, come la voce profonda, la crescita della barba o la funzione erettile.

Vista frontale 7 Funicolo spermatico con vasi sanguigni, nervi e dotto deferente 8 Scroto 9 Testicolo 10 Epididimo 11 Tubulo seminifero 12 Rete testicolare

Gli spermatozoi passano dai testicoli agli epididimi attraverso un ramificato sistema di dotti che collega entrambi i testicoli. Gli epididimi sono situati sul lato posteriore dei testicoli e sono percepibili al tatto. Gli spermatozoi giungono a maturazione all’interno degli epididimi, dove sono immagazzinati. Al momento dell’eiaculazione, dopo essere passati per il dotto seminale e la prostata e aver attraversato l’uretra, gli spermatozoi fuoriescono dal pene insieme al liquido secreto dalle vescicole seminali e dalla prostata. La secrezione delle vescicole seminali fornisce agli spermatozoi l’energia necessaria per spingersi in avanti.

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Tipi di tumore del testicolo Cancro del testicolo Il 95% delle forme di cancro del testicolo è rappresentato da tumori maligni che si originano dalle cellule germinali, cioè dagli spermatozoi e dai loro precursori. In base all’esame istologico, i tumori a cellule germinali possono essere suddivisi in due gruppi: Seminomi (dal latino semen = seme) che originano unicamente dal tessuto da cui in seguito si fomeranno gli spermatozoi. Non seminomi Questi tumori sono costituiti da diversi tipi di cellule e sono designati di conseguenza con nomi differenti: carcinoma embrionario, coriocarcinoma, tumore del sacco vitellino, teratoma. È importante distinguere bene i seminomi dai non seminomi perché la terapia è scelta in base al tipo di tessuto tumorale. In genere è colpito un solo testicolo. Solo nel 5% circa dei casi chi è stato colpito da cancro a un testicolo sviluppa nel corso della vita un tumore anche nell’altro testicolo.

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Con il progredire della malattia il tessuto ancora sano del testicolo si riduce progressivamente. Inoltre le cellule cancerose possono migrare nei linfonodi locali attraverso i vasi sanguigni e linfatici e in altri organi (vedi anche pp. 6 sgg.) dove formano metastasi. Il cancro del testicolo forma metastasi soprattutto nei seguenti organi: • nei linfonodi della regione addominale posteriore, in gergo tecnico detti anche «linfonodi retroperitoneali» (dal latino peritoneum = peritoneo, vedi anche pp. 31 sgg.); • nei polmoni. Decisamente più rare sono le metastasi ossee, epatiche e cerebrali. Tumori a cellule germinali non originati nel testicolo In un caso particolare di cancro del testicolo (il cosiddetto «tumore extragonadico»), il tumore primario – detto anche «tumore primitivo» – non si sviluppa nel testicolo, ma in un’altra sede e più precisamente: • in un linfonodo retrosternale; • in un linfonodo della regione addominale (retroperitoneale); • nel cervello. In queste parti del corpo si sono formate, nella fase embrionale, le cosiddette «cellule germinali primordiali» che possono degenerare


e dare origine a questa particolare forma di tumori a cellule germinali. Per un paziente affetto da tumore extragonadico il rischio di essere colpito successivamente anche da un tumore a cellule germinali del testicolo è inferiore al 5%. Tumori del testicolo benigni I tumori che si sviluppano dalle cellule del tessuto connettivo sono detti «tumori stromali» e sono quasi sempre benigni. Solo il 1020% di questi tumori sono maligni e formano metastasi in altri organi. In Svizzera 430 nuove diagnosi ogni anno Il cancro del testicolo è un tumore raro. In Svizzera si registrano ogni anno circa 430 nuovi casi. Il cancro del testicolo rappresenta il 2% circa di tutti i casi di cancro della popolazione maschile. Tuttavia è la forma più frequente di cancro nei maschi con meno di 40 anni. Il numero di nuove diagnosi di cancro del testicolo in Svizzera è superiore alla media osservabile a livello internazionale e i motivi sono tuttavia inspiegabili.

Possibili cause e rischi Come per la maggior parte delle malattie oncologiche, anche nel cancro del testicolo spesso non è chiaro nel singolo caso, quale sia la causa della malattia. Determinati fattori fanno aumentare il rischio di ammalarsi, ma non tutti gli uomini esposti a questi fattori sviluppano il cancro del testicolo, né tutti i pazienti ammalati presentano un fattore di rischio. Il pericolo è molto elevato se una persona è esposta contemporaneamente a vari fattori di rischio. Fattori di rischio • Uno dei principali fattori di rischio è la ritenzione o la mancata discesa di un testicolo, anche detto «maldescensus testis» o «criptoorchidismo». In questa condizione il testicolo non si trova nella posizione normale poiché dopo la nascita non è migrato, o solo parzialmente, dalla cavità addominale nella sacca scrotale. Il rischio di cancro resta alto anche dopo il riposizionamento del testicolo. • Sviluppo incompleto del canale uretrale, anche detto «ipospadia». • Precedente cancro del testicolo. • Neoplasia testicolare intraepiteliale (TIN). È dovuta a cellule germinali anomale che possono essere presenti già prima della nascita e trasformarsi in

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cellule cancerose quando nella pubertà vi è la produzione ormonale. Le cellule TIN sono ben visibili al microscopio. • Alterazione della differenziazione sessuale (maschile/femminile) con malformazione dei canali urogenitali maschili (fasi preliminari dello sviluppo dell’apparato genitale nell’embrione) e degli organi sessuali esterni ma anche testicoli di dimensioni ridotte, come ad esempio nella sindrome di Klinefelter (ipogonadismo di origine genetica). • Infertilità. • Il rischio di cancro del testicolo è elevato anche nel caso in cui ne siano stati colpiti parenti di primo grado (padre, fratello). I fattori di rischio sono indipendenti dalla volontà della persona.

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Casi che non costituiscono fattori di rischio Non sussiste alcun rischio in caso di testicolo oscillante. In questa condizione il testicolo non si trova in posizione corretta perché, ad esempio quando fa freddo, si sposta temporaneamente verso l’alto risalendo, in casi estremi, fin nella cavità addominale. Non è stata nemmeno accertata una relazione diretta tra cancro del testicolo e frequenza dei rapporti sessuali, pantaloni molto stretti o la pratica di sport come la boxe, il ciclismo o il calcio.


Diagnosi precoce Molti articoli pubblicati sui media o su Internet raccomandano agli uomini di effettuare periodicamente l’autopalpazione per individuare precocemente l’eventuale presenza del cancro. Oggi la maggior parte dei pazienti colpiti da cancro del testicolo riesce a guarire persino se il tumore è diagnosticato in uno stadio avanzato. Non ci si può quindi aspettare che l’autoesame eseguito regolarmente migliori significativamente la prognosi, sebbene non esistano studi in merito. Per tale motivo la Lega contro il cancro generalmente non raccomanda agli uomini di effettuare l’autopalpazione periodica. In ogni caso è importante conoscere i sintomi del cancro del testicolo (vedi sotto) e consultare subito un medico qualora si noti qualsiasi cambiamento fisico, perché se la malattia è diagnosticata precocemente, spesso è possibile somministrare terapie meno aggressive.

Possibili disturbi e sintomi Il cancro del testicolo deve essere trattato quanto prima possibile. Reagisca quindi tempestivamente. In genere il cancro del testicolo è percepibile già in uno stadio precoce. Possibili sintomi precoci • Rigonfiamento o ingrossa­ mento di un testicolo (in genere indolore). • Indurimento o nodulo in un testicolo (in genere indolore). • Sensazione di peso e di tensione nei testicoli o nella regione inguinale. • Accumulo di liquido nello scroto (idrocele). • Ipersensibilità al tatto nella regione dei testicoli. • Ingrossamento della ghiandola mammaria (è causato da ormoni femminili prodotti da alcuni tumori testicolari).

Cambiamenti nel testicolo Qualsiasi cambiamento nei testicoli richiede accertamenti medici, anche se non si avvertono dolori. Non rimandi la visita medica, nemmeno se spera che i sintomi regrediranno spontaneamente.

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Altri sintomi • Stanchezza, calo del rendimento. • Inappetenza, nausea. • Perdita di peso. • Mal di schiena. • Difficoltà respiratorie. Questi ultimi sintomi potrebbero indicare che sono già stati invasi i linfonodi o che si sono formate metastasi. Potrebbero essere, però, causati anche da altre malattie o risultare innocui: non indicano necessariamente la presenza del cancro. Anche affezioni meno gravi come un’infiammazione, richiedono accertamenti e una terapia medica.

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Alcuni studi scientifici mostrano che gli uomini sono spesso più restii delle donne a chiedere aiuto al medico. Non è infatti sempre facile cercare aiuto, vuoi per un senso di vergogna, vuoi perché si giudica erroneamente come insignificanti le alterazioni notate nel testicolo. Per il Suo bene cerchi quindi di superare le Sue inibizioni, qualora per i motivi sopra descritti o per motivi analoghi stia rimandando la visita medica. Si rivolga al Suo medico di base se nota qualsiasi cambiamento nel testicolo. Solo così potrà avere l’immediata certezza che tutto sia a posto oppure che sono indispensabili altri accertamenti.


Esami e diagnosi

Primi accertamenti In caso di sospetto cancro del testicolo si effettueranno con tutta probabilità gli esami di seguito descritti. Anamnesi e visita medica Il medico La informerà in merito ai fattori di rischio e ai sintomi avvertiti ed effettuerà un esame palpatorio dei testicoli alla ricerca di eventuali noduli. Esaminerà inoltre i linfonodi, compresi quelli del torace, e/o le ghiandole mammarie per verificare se sono ingrossati (vedi «Possibili disturbi e sintomi» pp. 17 sg.). Ecografia L’ecografia è, insieme alla palpazione, l’esame più importante per decidere se procedere o no a un’operazione diagnostica. Il termine tecnico per questo esame è «ecografia scrotale» (dal latino scrotum = scroto). Gli ultrasuoni permettono di visualizzare l’interno dei testicoli. A tale scopo è necessaria una sonda con una risoluzione particolarmente alta. Questo metodo diagnostico è indolore e privo di rischi e non espone a radiazioni. Il computer converte gli ultrasuoni in immagini. Si possono così visualizzare i vari strati e tipi di tessuto ed eventuali anomalie.

Con l’ecografia si possono inoltre eseguire altri esami. Anche il cambiamento (delle dimensioni) dei linfonodi e di organi interni può essere un segno indiretto della presenza di un tumore maligno nel corpo.

Esami di approfondimento Ricerca dei marcatori tumorali sierici In caso di sospetto cancro del testicolo si effettua un prelievo di sangue per verificare se sono presenti marcatori tumorali. I marcatori sono sostanze rilasciate dalle cellule cancerose e di cui si può accertare la presenza nel sangue. Sono detti anche «marcatori tumorali sierici» (siero = componente del sangue). I principali marcatori tumorali sierici che segnalano la presenza di cancro del testicolo sono i seguenti: • alfa fetoproteina (AFP); • beta-coriogonadotropina umana (beta-HCG); • lattato deidrogenasi (LDH). Nel 90% di tutti i casi di cancro del testicolo il dosaggio dell’AFP o della beta HCG risulta elevato. Nel 70% degli uomini affetti da un non seminoma, tutti e tre i marcatori tumorali sono alti. In presenza di seminoma, circa il 10% dei

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pazienti presenta dosaggi elevati di beta-HCG. Nel valutare il rischio di cancro si terrà conto della presenza di marcatori tumorali. I marcatori sono altresì utili per i controlli in corso di terapia nonché per valutare il successo della terapia stessa. Perciò se ne accerta sempre la presenza prima di cominciare la cura. Però attenzione: il mancato accertamento dei marcatori non esclude la presenza di un tumore. Se dopo l’operazione, il dosaggio dei marcatori scende a valori normali significa che il tumore è stato con ogni probabilità asportato completamente. Se i valori nel sangue restano elevati, significa invece che sono presenti metastasi.

Biopsia Se nel corso degli esami il sospetto di cancro del testicolo si rafforza, è assolutamente necessario eseguire una biopsia, senza la quale non si può né escludere un tumore né effettuare una diagnosi precisa. La biopsia richiede un intervento chirurgico. Il testicolo che si sospetta sia affetto da cancro viene portato allo scoperto attraverso un’incisione inguinale. Si preleva quindi un campione di tessuto che sarà subito esaminato dal patologo (esame istologico estemporaneo). In determinate circostanze (per es., se il volume del testicolo è in-

Importante: sessualità e fertilità Può darsi che Lei non pensi ancora a formare una famiglia: tuttavia dovrebbe ugualmente riflettere sulle questioni riguardanti la sessualità, la fertilità e la paternità prima di sottoporsi a un qualsiasi intervento e ad altre terapie. Il Suo medico discuterà con Lei di tutti gli aspetti della questione (vedi anche pp. 53 sgg.).

Spermiogramma Il cancro del testicolo può influire negativamente sulla qualità dello sperma che può essere valutata con uno spermiogramma per verificare tra l’altro il numero di spermatozoi normali e la loro motilità. Se l’esame conferma che Lei ha la capacità di procreare, potrà conservare il seme prima di sottoporsi a una terapia (vedi p. 54).

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feriore a 12 ml, il paziente ha meno di 35 anni e vi è ritenzione del testicolo, vedi p. 15) si consiglia di effettuare la biopsia anche dell’altro testicolo. Il tessuto prelevato è sottoposto a esame istologico per accertare il tipo di tumore (per es. «seminoma/non seminoma») e classificarlo (vedi capitolo seguente). Per una classificazione e una stadiazione precisa sono in genere necessari altri esami basati su tecniche diagnostiche per immagini. Perlopiù al termine della biopsia segue l’operazione (vedi pp. 29 sg.). In determinati casi la biopsia richiede un piccolo intervento chirurgico. Tomografia computerizzata (TC) È una speciale tecnica diagnostica radiologica che espone il paziente a una quantità di radiazioni relativamente elevata. Con l’ausilio di una sorgente di raggi X che ruota attorno al paziente, la macchina scatta una serie di lastre in direzioni differenti che saranno poi rielaborate da un computer che ricostruisce sezioni e strati del corpo o un’immagine tridimensionale.

bacino. Ma si possono anche individuare eventuali metastasi in altri organi. Il ricorso ad altri metodi diagnostici per immagini come la tomografia a risonanza magnetica (RM, MRI in inglese) o la scintigrafia ossea dipende dai risultati ottenuti e dalla situazione, ma è tuttavia raro.

Stadi della malattia Classificazione TNM I vari esami permettono di accertare e valutare la diffusione del tumore: è ciò che si chiama classificazione e stadiazione (staging in inglese). La stadiazione è importante per la scelta della terapia ottimale. Per la denominazione degli stadi della malattia si ricorre alla classificazione internazionale TNM.

Con questa tecnica si può accertare la presenza di linfonodi ingrossati e invasi dal tumore nella regione toracica, nell’addome e nel

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T

La lettera T sta per «tumore» e per la sua diffusione locale. La diffusione è indicata con i numeri da 0 a 4. Più alto è il numero, maggiori dimensioni ha raggiunto il tumore.

La «p» davanti alla «T» indica che dopo l’orchiectomia (vedi pp. 29 sg.) il tumore è stato esaminato da un patologo.

pTX

Tumore primitivo non definibile.

pT0

Tumore primitivo non evidenziabile (per es. in caso di tessuto cicatriziale).

pTis Carcinoma in situ (vecchia definizione) o neoplasia testicolare intraepiteliale (TIN); stadio precoce di un tumore (vedi «Rischi», pp. 15 sg.). pT1

Tumore limitato a testicolo ed epididimo senza invasione vascolare o linfatica.

pT2

Tumore limitato a testicolo ed epididimo con invasione vascolare o linfatica o tumore invadente la tunica albuginea del testicolo.

pT3

Tumore invadente il funicolo spermatico.

pT4

Tumore invadente lo scroto.

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N

La lettera N sta per «linfonodi» (dal latino nodus = nodo). Questa lettera indica che sono stati colpiti i linfonodi regionali nel cosiddetto «retroperitoneo» (metastasi linfonodali). Il retroperitoneo è la regione posteriore dell’addome, vale a dire situata dietro il peritoneo.

NX

Linfonodi regionali non valutabili.

N0

Linfonodi regionali liberi da metastasi.

N1

Metastasi linfonodali di dimensioni massime non superiori a 2 cm.

N2

Metastasi linfonodali di dimensioni comprese tra 2 e 5 cm.

N3

Metastasi linfonodali di dimensioni superiori a 5 cm.

M

La lettera M sta per «metastasi in altri organi». Sono dette anche «metastasi a distanza».

M0

Assenza di metastasi.

M1

Presenza di metastasi.

M1a

Metastasi in linfonodi distanti (cavità toracica, collo) o nel polmone.

M1b

Metastasi in altri organi (fegato, cervello, ossa).

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Classificazione S Per la pianificazione della terapia si tiene conto, oltre che della classificazione TNM, anche dei marcatori tumorali sierici (vedi pp. 19

sg.). I dosaggi possono variare dopo l’operazione e in seguito ad altre terapie, per cui vengono controllati regolarmente.

Marcatori tumorali sierici S La lettera S sta per «marcatori tumorali sierici». Le lettere e i numeri che seguono indicano la concentrazione dei marcatori nel sangue (quantità, intensità di reazione). SX

Dosaggio dei marcatori tumorali sierici non disponibile o non sono stati eseguiti esami specifici.

S0

Dosaggio dei marcatori tumorali sierici nella norma.

S1– S3 Almeno uno dei marcatori tumorali sierici è leggermente elevato o molto elevato rispetto alla norma.

Risultati degli esami di laboratorio relativi ai marcatori tumorali sierici LDH (U/l)

-HCG (mIU/ml)

AFP (ng/ml)

S1

Fino a 1,5 volte superiore alla norma

e < 5 000

e < 1 000

S2

Da 1,5 a 10 volte superiore alla norma

oppure da 5 000 a 50 000

oppure da 1 000 a 10 000

S3

Oltre 10 volte superiore alla norma

oppure > 50 000

oppure > 10 000

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Stadiazione Per semplicità i tumori del testicolo possono essere suddivisi in quattro stadi in base alla classificazione TNM e ai marcatori tumorali sierici. Se si prendono poi in considerazione altri fattori, si ottiene un’ulteriore suddivisione in sottostadi che rivestono grande importanza per la scelta della terapia e la prognosi. Il medico potrà fornirle maggiori informazioni in merito.

(pT0), o il tumore primitivo non è valutabile (pTX), sebbene i marcatori tumorali sierici siano alti (S1, S2, S3); − diffusione locale (pT1−pT4), i dosaggi dei marcatori tumorali sierici possono essere elevati (S0, S1,S2, S3) o non sono disponibili (SX). • Non sono evidenziabili metastasi linfonodali (N0) o altro tipo di metastasi (M0).

Stadio 0 • Diffusione del tumore. Lo stadio 0 indica uno stadio precoce del tumore (pTis). • Non sono evidenziabili metastasi linfonodali (N0) o altro tipo di metastasi (M0). • I dosaggi dei marcatori tumorali sierici non sono elevati (S0) o non sono disponibili (SX).

Stadio II • Diffusione del tumore: stadio precoce del tumore (pTis), nessun segno di tumore primitivo, per esempio in caso di tessuto cicatriziale (pT0), o il tumore primitivo non è valutabile (pTX). Estensione locale (pT1 – pT4). • Sono evidenziabili metastasi linfonodali (N1, N2, N3) ma non esistono altre metastasi (M0). • I dosaggi dei marcatori tumorali sierici possono essere elevati (S0, S1, S2, S3) o non sono disponibili (SX).

Stadio I • Diffusione del tumore: − stadio precoce del tumore (pTis), nessun segno di tumore primitivo, per esempio in caso di tessuto cicatriziale

Buone probabilità di guarigione Le probabilità di guarigione dal cancro del testicolo sono buone in ogni stadio del tumore. Tuttavia la terapia in uno stadio precoce risulta meno aggressiva e la probabilità di una recidiva è più bassa.

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Stadio III • Diffusione del tumore: stadio precoce del tumore (pTis), nessun segno di tumore primitivo, per esempio in caso di tessuto cicatriziale (pT0), o il tumore primitivo non è valutabile (pTX). Estensione locale (pT1 – pT4). • Sono evidenziabili metastasi linfonodali e/o altri tipi di metastasi. • I dosaggi dei marcatori tumorali sierici possono essere elevati (S0, S1, S2, S3) o non sono disponibili (SX). Differenziazione delle cellule cancerose (gradazione dei tumori): valutazione della crescita del tumore Per capire quale sia la terapia migliore da somministrare si ricorre in genere, oltre che alla classificazione TNM, anche alla valutazione del tessuto canceroso. Prelevando campioni di tessuto si verifica in che misura le cellule cancerose si discostano da quelle sane da cui si è originato il tumore.

Ciò consente di valutare la rapidità di crescita del tumore o la sua aggressività. Il tumore sarà tanto più maligno e aggressivo quanto più le cellule cancerose si differenziano dalle cellule sane. Gli specialisti parlano di «gradazione dei tumori» o «grading» in inglese. La gradazione è indicata dalla lettera «G», con i numeri da 1 a 3. G1 Le cellule tumorali sono ancora piuttosto simili alle cellule normali. G2 Le cellule tumorali si distinguono più chiaramente dalle cellule sane. G3 Le cellule tumorali non hanno quasi alcuna somiglianza con le cellule normali e il tumore cresce pertanto con maggiore aggressività rispetto a G1 e G2. Se non si effettua una biopsia, il tessuto tumorale potrà essere esaminato solo dopo l’intervento chirurgico.

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Classificazione di Lugano La classificazione di Lugano è utilizzata in aggiunta alla classificazione TNM e alla gradazione del tumore. Nella classificazione di Lugano

gli stadi del tumore sono però riassunti in modo che l’équipe curante possa decidere più facilmente quale terapia somministrare.

Classificazione di Lugano Stadio I

Il cancro è limitato ai testicoli.

Stadio II

I linfonodi al di sotto del diaframma sono interessati da metastasi: • N1: linfonodi a livello addominale < 2 cm; • N2: linfonodi a livello addominale 2 - 5 cm; • N3: linfonodi a livello addominale ≥ 5 cm;

Stadio III I linfonodi al di sopra del diaframma sono interessati da metastasi o le metastasi si trovano in altri organi: • M1a: metastasi nei linfonodi del collo o nello strato di tessuto connettivo della cavità toracica o nel polmone; • M1b: metastasi in organi diversi dal polmone.

Ristadiazione Lo stadio della malattia viene valutato nuovamente durante e dopo la terapia (ristadiazione). La stadiazione del tumore sarà quindi adeguata a seconda del risultato terapeutico raggiunto.

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Possibili terapie del cancro del testicolo

Segue un elenco delle terapie che è possibile somministrare in caso di cancro del testicolo. A partire da pagina 39 troverà le terapie ottimali in funzione della diagnosi. Principali terapie disponibili: • asportazione del testicolo malato (orchiectomia, ablatio testis); • sorveglianza attiva (active surveillance); • asportazione dei linfonodi (linfadenectomia retroperitoneale); • terapia farmacologica anti­ tumorale, ad esempio chemioterapia; • radioterapia. Queste terapie possono essere somministrate singolarmente o in combinazione tra loro. In caso di terapia combinata, le singole misure possono essere applicate simultaneamente o una dopo l’altra. Lo scopo principale è l’eliminazione completa o il più possibile completa del tumore e di eventuali metastasi.

Asportazione del testicolo (orchiectomia, ablatio testis) Nell’intervento di orchiectomia inguinale (dal latino inguen = inguine; orchidium = testicolo) si asportano attraverso un’incisione inguinale il testicolo malato, l’e-

pididimo e il funicolo spermatico. Durante questa operazione, detta anche «ablazione del testicolo» (dal latino ablatio = rimuovere, asportare; testis = testicolo), i vasi sanguigni vengono chiusi con delle pinze per evitare che le cellule tumorali possano giungere nel sangue o nella linfa. L’intervento dura circa un’ora e si effettua in anestesia generale o locale. Spesso durante l’intervento chirurgico è possibile vedere ad occhio nudo se il tumore è benigno o maligno. Se il reperto non è chiaro si esaminerà il tessuto durante l’operazione. Si parla in questo caso di «esame istologico intraoperatorio». Se il tessuto tumorale è benigno si asporta di solito solo il tumore, non il testicolo. Durante l’intervento chirurgico si effettua talvolta anche un piccolo prelievo di tessuto dall’altro testicolo per essere certi che non siano presenti precursori tumorali (vedi «Fattori di rischio», pp. 15 sg.). Il patologo accerta quindi il tipo di tumore che interessa il tessuto prelevato (seminoma, non seminoma, vedi pp. 47 sgg.). I risultati sono in genere disponibili dopo un paio di giorni. Di norma l’orchiectomia non compromette le funzioni erettile e orgasmica. Se gli spermatozoi del

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testicolo sano non sono stati compromessi, l’orchiectomia non determina generalmente un calo della fertilità (vedi pp. 53 sg.) Il testicolo restante produce in questi casi una quantità sufficiente di spermatozoi e di testosterone.

Sorveglianza attiva (active surveillance) In uno stadio precoce (stadio 0) – quando il cancro è limitato al testicolo e il rischio di una sua diffusione ai linfonodi e di formazione di metastasi è ritenuto basso – si può eccezionalmente rinunciare alla radioterapia e optare per la sorveglianza attiva (in inglese active surveillance). In questo caso si ri-

nuncia a una terapia fino a quando non ci sono segni che confermano che il tumore si sia modificato. Anche negli stadi più avanzati della malattia si può rinunciare a una terapia immediata al termine dell’orchiectomia e scegliere la sorveglianza attiva. Solo in caso di recidiva o se si formassero metastasi si procede alla somministrazione di altre terapie. Se si opta per la sorveglianza attiva, saranno comunque necessari controlli medici regolari e assidui per vari anni. Per i pazienti «sorveglianza attiva» significa che: • non saranno esposti allo stress e agli effetti collaterali di una terapia;

Protesi del testicolo Su richiesta del paziente può essere impiantata nello scroto una protesi in silicone al posto del testicolo asportato. Ciò può essere fatto immediatamente dopo l’orchiectomia. Spesso però si consiglia di attendere i risultati degli altri esami per sapere se sono necessarie ulteriori terapie. In questo caso si procederà all’inserimento della protesi in un secondo momento mediante un piccolo intervento chirurgico. L’urologo ne discuterà con Lei. Il costo della protesi del testicolo è sostenuto dall’assicurazione di base. Decidere se farsi impiantare una protesi può essere difficile. Abbiamo pertanto predisposto una serie di domande (p. 55) che La aiuteranno a prendere questa decisione.

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• dovranno sottoporsi a regolari

controlli medici (TC, prelievi di sangue, ecc.) per poter riconoscere in tempo l’eventuale progressione della malattia e cominciare subito una terapia; • dovranno sopportare un certo stress psichico perché non possono intraprendere niente contro una malattia potenzialmente pericolosa. Valuti con il Suo medico se può optare per la sorveglianza attiva. In caso affermativo e qualora non sappia che decisione prendere, le domande a pagina 32 potranno aiutarla a chiarirsi le idee. Queste domande Le serviranno solo da orientamento nella decisione. Valuti insieme al Suo medico i pro e i contro del regime di sorveglianza attiva. Se insieme al medico dovesse decidere di optare per tale metodo, La preghiamo di sottoporsi comunque ai controlli periodici anche se non accusa alcun disturbo.

retroperitoneale, RPLA), ad esempio qualora nella TC si osservi un ingrossamento dei linfonodi. Si ricorre alla linfadenectomia retroperitoneale nei seguenti casi: • in presenza di non seminomi; • se non si può procedere alla chemioterapia o alla sorveglianza attiva; • in presenza di «teratoma», una forma rara di cancro del testicolo; • se dopo la chemioterapia si riscontrano residui di tessuto tumorale che occorre asportare chirurgicamente (resezione tumore residuo). L’entità dell’intervento dipende dallo stadio della malattia. Generalmente l’operazione è eseguita a cielo aperto, mentre solo raramente si ricorre alla laparoscopia e comunque in centri specializzati.

Asportazione dei linfonodi (linfadenectomia retroperitoneale)

Possibili conseguenze dell’operazione Oggi l’intervento chirurgico viene sempre eseguito in modo da preservare il più possibile i nervi e nel 95% circa delle operazioni non vengono lesionati i nervi che presiedono all’eiaculazione.

A seconda della situazione, dopo l’orchiectomia vengono asportati chirurgicamente i linfonodi ingrossati situati nella regione posteriore dell’addome (= linfadenectomia

Tutttavia, nel 5% degli uomini, durante un’operazione ai linfonodi può succedere di lesionare o recidere i nervi che regolano l’eiaculazione. Pertanto l’uomo non ha più

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Sorveglianza attiva sĂŹ o no? Pro

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Contro

Non accuso alcun disturbo e vorrei rinunciare alla terapia fino a quando sarĂ possibile.

Desidero che il cancro venga trattato. Il pensiero che il tumore cresca nel mio corpo, senza che io faccia niente per contrastarlo, mi preoccupa.

Non voglio subire le conseguenze delle terapie e i possibili effetti collaterali.

Desidero, se possibile, vivere senza cancro. Per tale motivo scelgo di sottopormi a una terapia.

Sono disposto a sottopormi a visite mediche periodiche.

Non voglio sottopormi ai controlli e agli accertamenti medici e attendere ogni volta con ansia i risultati degli esami.

Gestisco bene il fatto che al momento non seguo alcuna terapia.

Lo stress psichico dellâ&#x20AC;&#x2122;attesa è per me troppo grande.

Posso iniziare una terapia in qualsiasi momento.

Voglio sottopormi immediatamente a tutte le terapie possibili, ben consapevole degli eventuali effetti.

Seguo le raccomandazioni del mio medico.

Seguo le raccomandazioni del mio medico.


l’eiaculazione o il liquido seminale si riversa nella vescica (eiaculazione retrograda) limitando la capacità procreativa. Nota importante: resta comunque immutata la capacità di raggiungere l’orgasmo, essendo indipendente dall’eiaculazione. Verifichi prima dell’intervento se il chirurgo ha esperienza con questo tipo di intervento ai linfonodi. Sicuramente l’esperienza favorisce l’esito positivo dell’intervento senza danneggiare i nervi.

Terapie farmacologiche Chemioterapia (citostatici) Con questo termine si indica un trattamento che fa uso di farmaci che distruggono le cellule tumorali o ne inibiscono la crescita, i cosiddetti «citostatici» (dal greco zyto = cellula, statikos = fermare, bloccare). A differenza della radioterapia che aggredisce direttamente il tumore e agisce localmente, i citostatici si diffondono in ampie regioni corporee attraverso i vasi sanguigni. I citostatici inibiscono la divisione delle cellule a crescita rapida e quindi la loro proliferazione, consentendo in tal modo di eliminare o ridurre i residui tumorali ancora presenti nel corpo, ad esempio do-

po un intervento chirurgico, e limitare lo sviluppo di metastasi. Tuttavia la chemioterapia danneggia anche le cellule sane a crescita rapida, come ad esempio le cellule del sistema emopoietico (midollo osseo), le cellule dei follicoli piliferi, le cellule delle mucose (di bocca, stomaco, intestino), ma anche gli spermatozoi e gli ovociti. Ed è proprio il danneggiamento involontario delle cellule sane la causa principale dei vari effetti collaterali della chemioterapia. Mentre le cellule tumorali muoiono, gli organi sani riescono spesso a rigenerarsi tanto che al termine della terapia gli effetti collaterali scompaiono gradualmente. Vasta gamma di farmaci A seconda del tipo di cancro vengono utilizzati citostatici differenti: ve ne sono più di cento tipi diversi. In caso di cancro del testicolo si somministra, sulla base della valutazione del rischio (vedi pp. 15 sg.), la monochemioterapia (principio attivo utilizzato: cisplatino) o la polichemioterapia (utilizzo di tre farmaci al massimo). Nella maggior parte dei casi la chemioterapia viene somministrata come terapia adiuvante dopo l’orchiectomia (vedi pp. 29 sg.).

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La chemioterapia prima dell’orchiectomia (terapia neoadiuvante) è indicata unicamente in presenza di metastasi in altri organi con lo scopo di eliminare subito il maggior numero possibile di cellule cancerose. I citostatici si somministrano mediante infusione, in vari cicli con una pausa tra un ciclo e l’altro. Ciò permette agli organi sani di rigenerarsi. L’infusione può essere eseguita inserendo un ago cannula nel braccio o attraverso un catetere. In caso di terapia farmacologica di lunga durata si consiglia talvolta di utilizzare un port-a-cath (per brevità port) che consente di accedere dall’esterno a un reservoir impiantato sottocute, o il cosiddetto PICC (dall’inglese PICC = peripherally inserted central venous catheter). Questi cateteri restano in sede nel corpo per un periodo più lungo e consentono l’accesso diretto a un vaso sanguigno di grandi dimensioni in modo che non sia necessario creare un accesso venoso ogniqualvolta si somministra la terapia, preservando così le pareti dei vasi sanguigni.

Possibili effetti collaterali:

• anemia (pallore, stanchezza,

• • • • • • •

calo del rendimento, maggiore rischio di infezioni ed emorragie); nausea, disturbi gastrointestinali; ridotta produzione e qualità degli spermatozoi; caduta dei capelli; infiammazione della mucosa orale (mucosite); disturbi dell’udito, acufeni (tinnitus); insufficienza renale; talvolta disturbi vascolari alle dita di mani e piedi, accompagnati da dolore (sindrome di Raynaud).

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Misure e farmaci di accompagnamento Per combattere i sintomi e gli effetti collaterali legati alla malattia o alle terapie, come nausea, vomito, diarrea, stipsi, febbre e infezioni, dispnea, dolori e anemia, il medico può prescrivere – anche a scopo preventivo – diversi altri farmaci o terapie:

• antiemetici contro la nausea e il vomito; • antidiarroici contro la diarrea e/o lassativi contro la stipsi; • antipiretici contro la febbre (in parte identici agli analgesici); • antibiotici contro le infezioni batteriche; • antimicotici contro le infezioni da funghi; • analgesici per combattere i dolori; • misure per combattere le infiammazioni delle mucose del cavo orofaringeo (per es. colluttori, igiene orale);

• trasfusioni di sangue o somministrazione di farmaci in caso di

anemia o trasfusione di piastrine in caso di rischio di emorragia;

• misure (igiene, farmaci) che stimolano il sistema immunitario

in caso di drastica diminuzione dei globuli bianchi (leucopenia, neutropenia);

• bisfosfonati contro l’osteoporosi, patologia che determina la riduzione della massa ossea;

• cortisonici, utilizzati tra l’altro per prevenire le reazioni allergiche e contro la nausea.

L’assunzione di dosi precise dei farmaci prescritti è importante per l’efficacia della terapia. Verifichi anche la sezione «Gestione degli effetti indesiderati» a partire da pagina 52.

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Chemioterapia ad alto dosaggio La chemioterapia ad alto dosaggio può essere presa in considerazione se al momento della diagnosi il cancro è già in uno stadio avanzato o se il normale dosaggio dei citostatici non riesce a eliminare tutte le cellule cancerose. Nella chemioterapia ad alto dosaggio la dose abituale di citostatici è notevolmente più alta. Le chemioterapie ad alto dosaggio richiedono il ricovero in centri specializzati. I pazienti e i loro familiari vengono informati sull’utilità e sui rischi della terapia.

Radioterapia La radioterapia danneggia soprattutto le cellule tumorali in modo che non possano più dividersi e proliferare e muoiano. Prima della prima seduta di radioterapia viene realizzata un’immagine tridimensionale del testicolo e della regione circostante con l’ausilio della tomografia computerizzata. In tal modo si stabilisce la posizione ideale in cui il paziente deve distendersi per ricevere le radiazioni e l’area da irradiare può essere tracciata sulla pelle con un pennarello. Basandosi sui segni così tracciati si può assumere sempre la stessa posizione ad ogni seduta e direzionare i raggi in maniera mirata sul tumore nel testicolo. Queste operazioni preliminari servono a proteggere il più possibile gli organi circostanti dalle radiazioni. I raggi attraversano la pelle (radioterapia percutanea) e vengono diretti con precisione sui gruppi di

Maggiori informazioni ... ... sulle terapie con farmaci antitumorali, sui diversi metodi di somministrazione e su come contrastare gli effetti indesiderati dei citostatici sono disponibili nell’opuscolo «Terapie medicamentose dei tumori» (vedi p. 66).

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linfonodi e sulle vie linfatiche deferenti che sono eventualmente invasi dal tumore. Le sedute di radioterapia si effettuano nel reparto di radio-oncologia. I pazienti si sottopongono alla terapia cinque volte a settimana per due settimane. Ogni seduta dura circa dieci minuti, ma le istruzioni e i preparativi richiedono più tempo. Radioterapia solo in caso di seminoma Nel cancro del testicolo si ricorre in genere alla radioterapia unicamente in presenza di seminoma. Nei non seminomi la radioterapia è utilizzata solo in casi eccezionali.

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Possibili effetti indesiderati: • secchezza o arrossamento della pelle irradiata; • nausea, vomito, diarrea; • stanchezza.

Maggiori informazioni... ... sulle radiazioni e su come contrastare gli effetti indesiderati sono disponibili nell’opuscolo «La radioterapia» (vedi p. 66).


Quale terapia per quale tipo di cancro del testicolo?

La scelta della terapia più adatta per il cancro del testicolo dipende dallo stadio di avanzamento del tumore (vedi «Stadi della malattia» a pp.  21 sgg.), dalla sua aggressività e dalla sua diffusione. Le domande che seguono aiutano il medico a valutare correttamente la malattia del paziente e a somministrargli una terapia. • Il tumore è limitato a un solo testicolo? • Sono stati invasi i linfonodi? • Si sono formate metastasi in altri organi? • È possibile asportare il tumore chirurgicamente? • Che caratteristiche (per es. che tipo di cellule) ha il tessuto tumorale prelevato con la biopsia o durante l’operazione? Nel piano terapeutico vengono inoltre tenuti in considerazione lo stato di salute generale del paziente, la sua età e l’idea personale che lui ha della qualità di vita.

Piano terapeutico Prima di ricevere l’esito di tutti gli esami possono trascorrere alcuni giorni o settimane. In questo periodo è pertanto necessario che Lei si armi di tanta pazienza. La terapia potrà essere tanto più personalizzata, quanto più numerosi saranno i risultati disponibili.

Le singole fasi del trattamento vengono programmate e controllate a livello multidisciplinare, mediante appositi incontri (i cosiddetti «tumor boards») nell’ambito dei quali vari specialisti valutano insieme la situazione per consigliare al paziente il trattamento che meglio risponde alle Sue esigenze. Per il cancro del testicolo si tratta soprattutto di specialisti operanti nei seguenti campi: • oncologia: terapia farmacologica antitumorale, misure di supporto, coordinamento delle cure, controlli periodici in caso di cancro; • patologia: esame istologico; • psico-oncologia: miglioramento della qualità di vita del paziente e sostegno nell’elaborazione della malattia in forma di consulenza o terapia psicologica prestate da personale specializzato nel sostegno psicologico ai pazienti oncologici; • radiologia e medicina nucleare: tecniche diagnostiche e terapeutiche per immagini; • radio-oncologia: radioterapia; • urologia: interventi chirurgici e trattamenti in caso di patologie degli organi di formazione dell’urina e di quelli escretori dell’apparato urinario e degli organi genitali maschili; • chirurgia viscerale: per il trattamento di patologie degli organi addominali;

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• medicina genetica: esame/ac-

certamento della predisposizione genetica.

Principi terapeutici I principi terapeutici variano a seconda del tipo di tumore e dello stadio della malattia. Terapia curativa (dal latino curare) La terapia ha per obiettivo la guarigione. Nel cancro del testicolo si opta di regola per la terapia curativa quando il tumore può essere asportato completamente con un intervento chirurgico e non sono presenti metastasi visibili. Tuttavia anche se il tessuto colpito dal tumore può essere asportato completamente, ciò non significa sempre che il cancro del testicolo sia stato debellato, né la guarigione definitiva. Il rischio di recidiva permane. Per tale motivo, nei casi di tumore in stadio avanzato, spesso prima dell’intervento chirurgico si valuta l’opportunità di ricorrere anche a una terapia farmacologica antitumorale. Cure palliative (dal latino palliare = coprire, avvolgere)

Se la guarigione è improbabile, si cerca di rallentare nei limiti del possibile la progressione della malattia. Talora si può tenere in scacco la malattia per un lungo periodo di tempo. La qualità di vita del paziente è comunque in primo piano: attraverso cure mediche, infermieristiche, psicologiche e spirituali è possibile lenire i sintomi e i disturbi legati alla malattia, come dolori, paure o stanchezza. Se Lei si trova in una situazione del genere, valuti eventualmente con uno psico-oncologo che cosa significa per Lei migliorare la qualità di vita e ne parli anche con la Sua équipe curante in modo da scegliere un percorso terapeutico su misura per le Sue esigenze. Terapia neoadiuvante (dal greco neos = nuovo e dal latino adiuvare = sostenere, aiutare) Si tratta delle terapie (chemioterapia, radioterapia) che precedono l’intervento chirurgico allo scopo di ridurre la massa tumorale e consentire di asportarla completamente o comunque di permettere l’operazione. Nel cancro del testicolo con metastasi, prima dell’orchiectomia si procede alla chemioterapia.

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Terapia adiuvante (dal latino adiuvare = sostenere, aiutare) Si definiscono «adiuvanti» le terapie post-operatorie (chemioterapia, radioterapia) che puntano a eliminare eventuali cellule tumorali residue. Questa terapia permette di distruggere anche le metastasi più piccole, visibili solo al microscopio (micrometastasi), riducendo così il rischio di recidiva e ritardando in molti casi la progressione della malattia. Obiettivi terapeutici Prima di iniziare le terapie chieda al medico quali obiettivi si intendono perseguire con la terapia programmata e se si tratta di una terapia curativa o di una terapia palliativa. Gli obiettivi terapeutici vengono verificati ripetutamente durante il trattamento, adeguandoli al decorso clinico della malattia, ai successi terapeutici raggiunti o alla situazione personale del malato, discutendoli comunque sempre prima con il paziente.

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Si faccia accompagnare e consigliare Si prenda tempo a sufficienza per discutere della terapia e porre tutte le domande a cui desidera avere risposta. È consigliabile che si faccia accompagnare ai colloqui da un familiare o da una persona di fiducia. Annoti a casa le domande in tutta tranquillità, in modo da non dimenticarne alcuna durante il colloquio. Può anche consultare il Suo medico di famiglia o richiedere un secondo parere. Per il medico curante questo non significa mancanza di fiducia nei suoi confronti, perché sa bene che questo è un Suo diritto. Magari Lei ha anche bisogno di parlare delle implicazioni psicologiche e sociali della malattia. Potrà pertanto richiedere una consulenza psico-oncologica che considera anche gli aspetti legati alla malattia che vanno oltre quelli puramente medici, come ad esempio ansie o problemi sociali (vedi anche p. 63). Sta a Lei decidere È sicuramente opportuno che Lei discuta con i rispettivi specialisti le varie terapie proposte. In alcuni ospedali e centri di cura le fasi di trattamento sono coordinate da uno specialista.


Lei potrà in qualsiasi momento porre domande, chiedere maggiori chiarimenti su una decisione precedente o richiedere un periodo di riflessione. L’importante è che esprima il Suo consenso alla terapia proposta solo dopo aver ricevuto informazioni dettagliate sul procedimento e sugli effetti collaterali e dopo aver compreso tutto.

È nel Suo diritto rifiutare una terapia. Si faccia spiegare come potrebbe progredire la malattia se rinuncia a queste cure. Può anche decidere che siano i medici a scegliere la terapia. Qualsiasi operazione o terapia sarà tuttavia possibile solo dopo aver chiesto il Suo consenso.

Non abbia timore di porre domande

• Che cosa posso attendermi dalla terapia proposta?

Può allungarmi la vita? Migliora la qualità della mia vita?

• Quali vantaggi e svantaggi comporta la terapia? • Quanta esperienza ha maturato l’ospedale in questione nella cura del cancro del testicolo? Quante volte i suoi chirurghi hanno già eseguito un intervento per cancro al testicolo? Queste domande sono importanti perché l’esperienza dell’équipe curante può essere decisiva per il decorso della malattia e la Sua qualità di vita.

• Che aspetto avrò dopo l’operazione? È possibile operarmi senza perdere il testicolo? È possibile impiantare una protesi?

• Quali complicazioni può comportare l’intervento chirurgico? • Quali rischi ed effetti collaterali devo attendermi? Sono

passeggeri o permanenti? Come si possono contrastare?

• Quali funzioni corporee vengono compromesse con la terapia? Potrò urinare normalmente dopo la terapia?

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Non abbia timore di porre domande

• Che effetti avrà il trattamento sulla mia fertilità e la mia sessualità? • Che conseguenze avranno la malattia e la terapia sulla mia vita quotidiana, le mie relazioni e il mio benessere?

• L’eventuale rinuncia a certe terapie quali effetti potrebbe avere sulla mia aspettativa di vita e sulla mia qualità di vita?

• Vi sono alternative al trattamento proposto? • Quali controlli periodici sono eventualmente necessari? • I costi delle terapie saranno sostenuti dalla cassa malati?

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La mia diagnosi â&#x20AC;&#x201C; La mia terapia I risultati dei miei accertamenti

La mia diagnosi

Quali terapie sono programmate? Esistono alternative?

Quali controlli periodici saranno necessari?

A chi posso rivolgermi se prima, durante o dopo la terapia ho bisogno di porre domande?

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Terapia del tumore benigno Il testicolo che si sospetta sia affetto da cancro viene portato allo scoperto attraverso un’incisione inguinale. Il tumore benigno può di solito essere asportato dal tessuto testicolare. Il testicolo è poi riposizionato nella sua sede. Questo procedimento è detto «enucleazione».

Terapia del seminoma Le terapie possibili dipendono dallo stadio della malattia, dai dosaggi dei marcatori tumorali sierici e da altri fattori evidenziati dai risultati degli esami. I fattori da considerare variano da paziente a paziente. Di seguito troverà quindi soltanto uno schema generale della terapia. Il Suo medico discuterà con Lei tutti i particolari. Stadio 0 Se nel corso degli esami per la valutazione della fertilità si riscontra che un testicolo è affetto da una neoplasia testicolare intraepiteliale (TIN) e il testicolo è atrofizzato, l’organo interessato dalla neoplasia può essere asportato o sottoposto a radioterapia.

Se un testicolo è affetto da tumore e l’altro da TIN, quest’ultima forma precoce di tumore può essere trattata con la radioterapia. Solo in casi eccezionali si ricorre al regime di sorveglianza attiva. Stadio I Generalmente la terapia dei seminomi nello stadio I prevede innanzitutto l’asportazione del testicolo malato (vedi pp. 29 sg.). Eventualmente dopo l’orchiectomia si può dapprima rinunciare, fino a nuovi sviluppi, a una terapia complementare (la cosiddetta «terapia adiuvante»). Sono però assolutamente necessari regolari e frequenti esami di controllo (sorveglianza attiva). Soltanto in caso di ricomparsa di cellule tumorali si avvierà una terapia. Questa modalità di trattamento offre in genere le stesse probabilità di guarigione della somministrazione immediata di una terapia. Spesso si preferisce quindi optare per la sorveglianza attiva. In presenza di determinati fattori di rischio, per esempio dimensioni del tumore superiore a 4 cm o invasione della rete testicolare (vedi figura a p. 13), si consiglia di sottoporsi a una chemioterapia con un solo citostatico (monochemioterapia) dopo l’orchiectomia.

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In tal modo si elimineranno le cellule cancerose occulte, prevenendo così la ricomparsa del tumore (recidiva). Qualora il tumore dovesse comunque ricomparire, la chemioterapia o la radioterapia assicurano buone probabilità di guarigione. Stadio II e III Se sono stati invasi solo pochi linfonodi della regione addominale e se le metastasi linfonodali non superano i 5 cm di diametro, dopo l’orchiectomia si applicherà la radioterapia. Se sono invasi più linfonodi e le metastasi sono di dimensioni superiori, verrà somministrata la chemioterapia con due, tre diversi citostatici. Questa è anche la terapia preferibile in caso di interessamento di linfonodi non regionali e/o se si sono formate metastasi in altri organi. Un’eventuale recidiva viene normalmente trattata con la chemioterapia. Se dopo il trattamento si osservano ancora residui tumorali, questi saranno eliminati, se possibile, chirurgicamente. In caso di diverse recidive potrà essere presa in considerazione una chemioterapia ad alto dosaggio nel quadro di uno studio clinico.

Terapia del non seminoma Le terapie possibili dipendono dallo stadio della malattia, dai dosaggi dei marcatori tumorali sierici e da altri fattori evidenziati dai risultati degli esami. I fattori da considerare variano da paziente a paziente. Qui di seguito troverà quindi soltanto uno schema generale della terapia. Il Suo medico discuterà con Lei tutti i particolari. Stadio 0 Se nel corso degli esami per la valutazione della fertilità si riscontra che un testicolo è affetto da una neoplasia testicolare intraepiteliale (TIN) e il testicolo è atrofizzato, l’organo interessato dalla neoplasia può essere asportato o sottoposto a radioterapia. Se un testicolo è affetto da tumore e l’altro da TIN, quest’ultima forma precoce di tumore può essere trattata con la radioterapia. Solo in casi eccezionali si ricorre al regime di sorveglianza attiva. Stadio I Generalmente la terapia dei seminomi nello stadio I prevede innanzitutto l’asportazione del testicolo malato (vedi pp. 29 sg., orchiectomia).

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Eventualmente dopo l’orchiectomia si può dapprima rinunciare, fino a nuovi sviluppi, a una terapia complementare (la cosiddetta «terapia adiuvante»). Sono però assolutamente necessari regolari e frequenti esami di controllo (sorveglianza attiva).

linfonodi regionali (linfadenectomia retroperitoneale).

Ciò è possibile soprattutto se il cancro è limitato al testicolo e all’epididimo e non ha ancora infiltrato i vasi sanguigni e linfatici.

Stadio II e III Se al momento della formulazione della diagnosi i dosaggi dei marcatori tumorali sono alti (vedi pp. 19 sg.), dopo l’orchiectomia si procede alla chemioterapia con due o tre citostatici.

Soltanto in caso di effettiva ricomparsa di cellule tumorali si inizierà una terapia. In caso di non seminoma sussiste un rischio elevato (circa il 30%) di infiltrazione dei linfonodi regionali addominali, anche se ciò non può essere in un primo momento accertato. Il rischio varia da paziente a paziente e deve essere quindi valutato individualmente in base a determinati fattori. Se il tumore ha già infiltrato i vasi sanguigni e linfatici, il rischio di recidiva è maggiore. Si consiglia allora una chemioterapia con tre diversi citostatici. Solo in casi eccezionali, per esempio se il paziente rifiuta dapprima la sorveglianza attiva o la chemioterapia, si prenderà eventualmente in considerazione come alternativa l’asportazione chirurgica dei

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Tuttavia, se dopo l’asportazione i linfonodi risultassero effettivamente invasi da cellule cancerose, si dovrebbe ugualmente somministrare la chemioterapia.

Se dopo la chemioterapia è ancora presente tessuto linfonodale malato, esso dovrà essere asportato (linfadenectomia retroperitoneale postchemioterapia). Se ad esempio il paziente rifiuta la chemioterapia, è anche possibile optare per la linfadenectomia retroperitoneale. Se i dosaggi dei marcatori tumorali sierici non sono alti, il paziente può scegliere il regime di sorveglianza attiva. In alternativa alla sorveglianza attiva è anche possibile asportare determinati gruppi di linfonodi del retroperitoneo per esaminarli e verificare se sono presenti cellule cancerose (linfadenectomia retroperitoneale diagnostica).


Se al momento della diagnosi risulta che sono già stati invasi linfonodi distanti da quelli addominali e/o sono presenti metastasi in altri organi, si prende talvolta in considerazione una chemioterapia con tre diversi citostatici ancor prima dell’operazione. In determinate situazioni le recidive sono trattate con la chemioterapia ad alto dosaggio.

Studi clinici La ricerca terapeutica continua. Alla fase preclinica, che si svolge in laboratorio, segue la fase clinica, che avviene presso i pazienti. Nell’ambito di studi clinici si verifica se le terapie sperimentali si dimostrano più efficaci e sono meglio tollerate delle terapie standard. L’obiettivo che si persegue con le terapie sperimentali è che i pazienti ne traggano beneficio, per esempio, in termini di sopravvivenza, di velocità di progressione della malattia e di qualità di vita. È possibile che anche a Lei si proponga di partecipare a uno studio clinico. Oppure può informarsi Lei stesso sugli studi clinici in corso per la Sua patologia, per esempio consultando il sito www.kofam.ch.

È di esclusiva competenza del Suo medico curante informarla sui vantaggi e sugli svantaggi che potrebbe comportare per Lei la partecipazione a uno specifico studio clinico. Vi sono pazienti che decidono di partecipare a uno studio clinico nella speranza che anche altri malati di cancro possano un giorno beneficiare delle nuove possibilità terapeutiche. Naturalmente, però, è libero di accettare di partecipare a uno studio clinico oppure di rifiutare una tale proposta terapeutica. Anzi, anche una volta che ha accettato di essere arruolato in uno studio clinico, ha la possibilità di uscirne in qualsiasi momento. Un Suo eventuale rifiuto di partecipare a uno studio clinico non ha alcuna ripercussione negativa sulla terapia: beneficerà in ogni caso della migliore terapia possibile in conformità allo stato dell’arte nella cura dei tumori maligni. L’opuscolo intitolato «Terapia oncologica nell’ambito di uno studio clinico» (vedi p. 67) spiega in che cosa consiste uno studio clinico e che cosa potrebbe implicare per Lei la partecipazione a uno studio clinico in generale.

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Gestione degli effetti indesiderati

L’intervento chirurgico, la radioterapia e le terapie farmacologiche svolgono azione specifica con effetti collaterali differenti da metodo a metodo. A partire da pagina 29 sono descritti con maggiore dettaglio i singoli metodi terapeutici. La comparsa e la gravità degli effetti collaterali di una terapia variano molto da individuo a individuo. Alcuni effetti indesiderati possono manifestarsi durante il trattamento e scomparire in seguito spontaneamente; altri effetti si presentano invece solo al termine della terapia. Alcuni effetti collaterali, come infiammazioni, infezioni, problemi neurologici o reazioni cutanee, si manifestano solo con alcune terapie. Pertanto è possibile che Lei non ne sia colpito affatto. Informarsi è indispensabile La Sua équipe curante è tenuta a informarla con precisione. Spesso Le viene consegnato anche un promemoria che fornisce indicazioni sui farmaci, sui possibili effetti collaterali e su come gestirli. Gran parte degli effetti collaterali possono essere trattati con cure mediche e infermieristiche (vedi «Misure e farmaci di accompagnamento», p.  36) e si attenuano dopo alcuni giorni, settimane o mesi.

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È però importante che comunichi alla Sua équipe curante gli eventuali disturbi di cui soffre per consentire l’adozione delle necessarie misure. Soprattutto nello stadio avanzato della malattia è consigliabile valutare insieme con attenzione i risultati positivi attesi dalle terapie e gli effetti collaterali ad essi connessi. Importante

• Alcuni effetti collaterali co-

me dolori e nausea sono prevedibili. Per alleviarli Le saranno talvolta prescritti, ancor prima dell’inizio della cura e a seconda della terapia prescelta, determinati farmaci di accompagnamento. Si attenga scrupolosamente alle prescrizioni mediche. • Informi sempre l’équipe curante prima di assumere farmaci di Sua iniziativa. Ciò vale anche per pomate, farmaci di medicina complementare e simili. Pur trattandosi di prodotti «naturali», apparentemente innocui, essi potrebbero interferire con la terapia ed essere quindi controindicati. La Sua équipe curante Le fornirà utili indicazioni qualora Lei desideri avvalersi di terapie di medicina complementare.


Numerosi opuscoli (vedi p. 66) illustrano le terapie antitumorali più comuni e i relativi effetti collaterali.

no all’eiaculazione (vedi «Linfadenectomia retroperitoneale», pp. 31 sgg.).

Effetti sulla sessualità e la fertilità

La radioterapia può far scendere il dosaggio del testosterone ematico, dovendolo quindi integrare con una terapia per tutta la vita.

Molti pazienti si chiedono anche se la malattia e la terapia avranno ripercussioni sulla sessualità e sulla capacità procreativa. Nella maggior parte dei casi è necessaria l’asportazione chirurgica del testicolo malato. Ciò non compromette comunque la potenza e la funzione erettile e orgasmica. Se il secondo testicolo è sano, il paziente può inoltre contare sul fatto che la sua fertilità sarà preservata. Se però devono essere asportati dei linfonodi, sussiste il rischio di lesionare i nervi che presiedo-

Rischio di infertilità Purtroppo è noto che in un uomo su due affetto da cancro del testicolo, si riscontri già in fase di diagnosi una produzione ridotta di spermatozoi nel testicolo sano. Ne consegue che anche la fertilità è compromessa e i motivi non sono ancora chiari.

L’importanza della contraccezione Durante la chemioterapia, e talvolta anche durante la radioterapia, e per un certo periodo di tempo dopo la conclusione delle terapie, occorre evitare una gravidanza. Queste terapie riducono per un certo periodo (di mesi o anni) la produzione e la qualità degli spermatozoi (vedi anche p. 20). In caso di gravidanza il nascituro potrebbe subire malformazioni. È pertanto assolutamente necessario usare contraccettivi.

Dopo un certo periodo di tempo è in genere nuovamente possibile procreare, a condizione però che la capacità procreativa non fosse già limitata prima dell’insorgenza della malattia. Per far chiarezza in merito si effettua uno spermiogramma (vedi pag. 20).

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Affronti l’argomento con il Suo medico prima dell’operazione e prima di sottoporsi ad altre terapie.

dello sperma» (TESE) e vi si ricorre se si constata assenza di spermatozoi nel liquido seminale.

Anche se in questo momento la questione dei figli non riveste importanza per Lei oppure ritiene che la Sua capacità procreativa sarà preservata, Le consigliamo di optare per la conservazione dello sperma perché non si possono prevedere con assoluta certezza l’evoluzione della malattia e l’esito delle terapie.

Qualora non possa essere ripristinata la capacità procreativa, questi metodi permetteranno in un secondo momento di avere un figlio mediante la procreazione assistita.

Conservazione dello sperma o del tessuto testicolare Oggi è possibile congelare lo sperma e depositarlo per anni in una banca del seme senza comprometterne la vitalità. Il procedimento di congelazione è detto «crioconservazione».

L’assicurazione di base non è tenuta a sostenere le spese di conservazione del seme. Tuttavia, si consiglia di affrontare l’argomento direttamente con la cassa malati, valendosi eventualmente del sostegno del proprio medico. Può darsi che la cassa malati contempli delle eccezioni.

In alternativa a questo metodo si può asportare chirurgicamente del tessuto testicolare e congelarlo. Più tardi se ne potranno estrarre spermatozoi. Questo procedimento è detto «estrazione testicolare

Impossibilità di contagiare il partner È bene che Lei e la Sua partner o il Suo partner sappiate che il cancro non è contagioso e che la malattia non si trasmette quindi con i rapporti sessuali, i baci o le effusioni amorose.

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Protesi testicolare sì o no? Durante la terapia ci si chiede se il paziente desideri l’impianto di una protesi in silicone al posto del testicolo asportato. Se Lei non sa che cosa decidere, alcune domande possono aiutarla a fare maggiore chiarezza: • mi sento meno virile senza un testicolo? • Il pensiero di un corpo estraneo nel mio corpo mi turba? • Che cosa ne pensa la mia partner/il mio partner della protesi?

Se ha bisogno di maggiori chiarimenti sulla protesi testicolare, chieda consiglio al Suo medico.

Maggiori informazioni ... ... sugli effetti del cancro e delle terapie antitumorali sulla sessualità e su come gestirli sono reperibili nell’opuscolo «Il cancro e la sessualità maschile» (vedi p. 66).

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Ulteriori trattamenti

Terapia del dolore I dolori legati al cancro possono essere curati; in molti casi, regrediscono completamente. La terapia del dolore può essere di tipo farmacologico, ma può anche consistere in un trattamento di radioterapia o in un intervento chirurgico. Il cancro del testicolo provoca dolori specialmente quando è in uno stadio avanzato; in generale, sono le metastasi a causare dolori. Chi soffre di dolori, con il tempo, diventa fragile e vulnerabile. È importante che riferisca all’é­ quipe curante che ha dolori. È controproducente tacere di avere dolori, sopportandoli in silenzio. Non bisogna arrendersi al dolore. La terapia del dolore offre un’ampia gamma di possibili misure terapeutiche di cui ogni paziente oncologico dovrebbe poter usufruire. Vi sono équipe sanitarie specializzate nella cura del dolore da cancro. Se ha dolori leggeri e vuole lenirli farmacologicamente, con molta probabilità, il medico Le prescriverà analgesici non oppioidi qua-

li paracetamolo, acido acetilsalicilico o diclofenac. In caso di dolori importanti o se l’azione degli analgesici non oppioidi si dimostra insufficiente, è possibile potenziare la terapia antidolorifica con oppioidi deboli, per es. tramadolo, o con oppioidi forti, per esempio morfina, secondo l’intensità del dolore. Vi sono altre misure che contribuiscono a lenire i dolori come, per esempio, esercizi di rilassamento o un accompagnamento psicoterapico. Tali misure coadiuvanti, a volte, consentono di ridurre la dose dei farmaci contro il dolore. Si ricorre alla chirurgia o alla radioterapia a scopo antalgico, per esempio, quando i dolori sono dovuti a una compressione nervosa esercitata dal tumore. L’idea di una terapia con oppioidi può spaventare. Spesso fa paura anche ai familiari. Tuttavia, se somministrati correttamente, gli oppioidi non creano, per esempio, la tanto temuta dipendenza. Inoltre, i loro eventuali effetti secondari iniziali, come la nausea o la

Che cosa sono gli oppioidi? Gli oppioidi sono derivati dell’oppio. La morfina e la codeina sono componenti naturali dell’oppio, mentre il tramadolo è un principio attivo sintetico.

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sonnolenza, sono facilmente controllabili o regrediscono spontaneamente, dopo un certo tempo. L’impiego di oppioidi in oncologia e il loro consumo nell’ambito della tossicodipendenza sono due cose ben distinte. La persona tossicodipendente s’inietta un’elevata dose di oppiacei direttamente in vena. Ciò produce un immediato effetto stupefacente e può creare dipendenza. In oncologia, invece, gli oppioidi sono somministrati in modo continuo, senza variazioni improvvise di dose e secondo uno schema individuale. Queste sono informazioni importanti per i pazienti oncologici che soffrono di dolori che rispondono solo agli oppiacei. È frequente l’impiego di una pompa per infusione in vena programmata per somministrare una dose prestabilita di oppiaceo quando è azionata dal paziente. L’esperienza clinica dimostra che l’analgesia autoregolata consente una riduzione del dosaggio degli oppioidi. È importante sapere che, a seconda del tipo di dolore, l’uso degli oppioidi può essere l’unico rimedio efficace per lenire il dolore. Esprima apertamente verso il Suo medico eventuali perplessità, Sue o dei Suoi familiari, nei confronti della morfina o di altri oppioidi.

Se desidera approfondire l’argomento, può leggere l’opuscolo «Dolori da cancro e loro cura» (vedi p. 66).

Medicina complementare Non pochi pazienti oncologici si affidano a metodi di medicina complementare, in concomitanza con le terapie convenzionali. Come dice la parola stessa, la medicina complementare o non convenzionale integra la medicina convenzionale, non la sostituisce. I metodi di medicina complementare possono influire positivamente sulle condizioni generali e sulla qualità di vita dei pazienti durante e dopo le terapie; possono rinvigorire l’organismo e rendere meglio sopportabili gli effetti collaterali delle terapie convenzionali. In generale, non sono però efficaci contro il tumore. Vi sono invece pazienti oncologici che rifiutano di sottoporsi a una terapia convenzionale e optano, in sua vece, per una terapia alternativa. La Lega contro il cancro sconsiglia una tale scelta. Legga a questo proposito l’opuscolo intitolato «Alternativi? Complementari?» (vedi p. 66). Informi il medico circa la Sua intenzione di ricorrere alla medicina

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complementare in modo che possiate scegliere insieme il metodo che fa per Lei. Metta al corrente il medico anche di eventuali rimedi che prende già o di terapie che sta seguendo per accertarsi che siano compatibili con la terapia oncologica convenzionale. Non assuma rimedi cosiddetti «naturali» senza il consenso del medico. Anche prodotti di medicina complementare in apparenza innocui possono interferire con le terapie oncologiche e pertanto essere controindicati.

Controlli periodici e riabilitazione Una volta conclusa la terapia, Le saranno consigliati regolari esami di controllo che hanno, tra l’altro, lo scopo di individuare e attenuare i disturbi dovuti alla malattia e alle terapie. Non si tratta comunque solo di disturbi fisici, come dolori o stanchezza. Anche le paure, i problemi di natura psichica, professionale o sociale possono creare difficoltà ed occorre pertanto parlarne. In caso di bisogno, è possibile ricorrere alla consulenza psico-oncologica o psicosociale (vedi pp. 63 sgg.), coinvolgendo anche il medico di base. È importante parlare

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delle difficoltà che si hanno nell’affrontare la malattia e farsi assistere nella ricerca di soluzioni. Ciò può favorire una buona riabilitazione e il ritorno alla vita abituale. Molto probabilmente ha domande in merito al cambiamento del Suo aspetto fisico, al desiderio di paternità e alla sessualità. Non tema di affrontare questi argomenti con il Suo medico o con altri specialisti dell’équipe curante. La frequenza degli esami di controllo dipende tra l’altro dal tipo di tumore (seminoma, non seminoma), dallo stadio della malattia, dalle terapie e dal Suo stato di salute e comunque anche dal rischio di sviluppare una recidiva. In questa fase si ricorre sempre più spesso alla risonanza magnetica (MRI) per evitare l’esposizione ai raggi X. È dimostrato che gli uomini guariti dal cancro del testicolo hanno un più alto rischio di soffrire in seguito di patologie cardiocircolatorie. Ciò dipende dagli effetti collaterali della radioterapia e/o della chemioterapia. Il Suo medico La terrà sotto controllo per verificare questi sintomi. Non esiti a rivolgersi subito al medico all’insorgere di sintomi e disturbi di qualsiasi tipo, senza aspettare il successivo controllo.


Se desidera un aiuto nellâ&#x20AC;&#x2122;affrontare la malattia e le sue conseguenze, potrĂ consultare le offerte di sostegno elencate a partire da pagina 63.

I miei appunti

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Convivere con il cancro

Molte delle persone alle quali è stato diagnosticato il cancro vivono oggi meglio e più a lungo che in passato. Spesso i trattamenti sono però lunghi e gravosi. Alcune persone riescono a svolgere le loro attività consuete contemporaneamente alla terapia, altre invece non sono più in grado di farlo. Al termine delle terapie, il ritorno alla vita quotidiana è talvolta difficile. Per settimane la Sua agenda era piena di visite mediche. Con l’assistenza e il supporto della Sua équipe curante ha dovuto affrontare varie terapie. I Suoi familiari erano preoccupati per Lei e cercavano di venirle incontro facendosi carico dell’una o dell’altra incombenza. Alcuni hanno condiviso ansie e speranze con Lei, infondendole coraggio per superare la situazione. In un certo qual modo Lei è stato per molto tempo al centro dell’attenzione ed ora deve nuovamente cavarsela da solo. È probabile quindi che si senta sperduto o che avverta un vuoto interiore. È vero, le terapie si sono concluse, eppure niente è più come prima. Magari non si sente ancora pronto ad affrontare le sfide della vita quotidiana e forse soffre ancora delle conseguenze della malattia e delle cure a livello fisico e psicologico e avverte un continuo senso

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di stanchezza, apatia o una grande tristezza. Probabilmente le persone a Lei vicine non riescono a capire a fondo queste Sue reazioni. Si aspettano che tutto torni alla normalità. Per tale motivo è ancora più importante che Lei si concentri ora sulle Sue esigenze e non si lasci condizionare dagli altri. Si conceda del tempo per riorganizzare la Sua vita, ora mutata. Cerchi di individuare che cosa La fa stare bene e che cosa potrebbe contribuire a migliorare la qualità della Sua vita. A volte basta porsi semplici domande come: • che cosa è importante adesso per me? • Che cosa mi occorre? • Come posso ottenere ciò che desidero? • Chi può darmi una mano? Cercare il dialogo Così come le persone sane affrontano ognuno a modo proprio le questioni esistenziali, ogni paziente ha il proprio modo di vivere la malattia. Gli atteggiamenti possono essere i più disparati e spaziare da «andrà tutto bene», a «basta che tutto vada bene», fino a «ormai non c’è più niente da fare», «sento che debbo morire».


I sentimenti di paura sono strettamente legati a ogni malattia tumorale, indipendentemente dalle probabilità di guarigione. Parlare può servire a elaborare la malattia. Alcune persone non desiderano però parlare delle proprie paure e preoccupazioni o non osano farlo, per altre è invece importante confidarsi con qualcuno. Altre ancora si aspettano che chi li circonda faccia domande su questa situazione e sulle Sue emozioni. Tuttavia non esistono ricette generalmente valide per affrontare la malattia. Ciò che può aiutare una persona, non è infatti necessariamente indicato per un’altra. Scopra quello di cui ha bisogno e se e con chi desidera parlare della Sua esperienza.

Ricorso all’assistenza specialistica Proprio al termine delle cure può essere d’aiuto rivolgersi a un consulente della Lega contro il cancro o a un altro specialista (vedi «Consulenza e informazione», pp. 63 sgg.). Parli anche con il Suo medico, possibilmente prima della fine della terapia, se ritiene che determinate misure di sostegno potrebbero farle bene. In questo modo potrà capire insieme al medico che cosa è più adatto a Lei e se i costi sono eventualmente coperti dalla cassa malati.

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Consulenza e informazione

Chieda consiglio Équipe curante L’équipe curante può consigliare cosa fare in caso di disturbi legati alla malattia e alle terapie. Rifletta anche Lei su possibili misure in grado di migliorare la Sua qualità di vita e di favorire la Sua riabilitazione. Sostegno psico-oncologico Una malattia oncologica non ha ripercussioni solo fisiche, ma anche psichiche che possono manifestarsi attraverso stati di ansia, di tristezza o di depressione. Se sentisse che il carico emotivo della malattia sta per diventare troppo pesante per Lei, chieda di poter usufruire di un sostegno psico-oncologico. Uno psico-oncologo accoglie la sofferenza psichica dei malati di cancro e dei loro cari, li aiuta a riconoscere modalità utili nell’affrontare e nell’elaborare le esperienze legate alla malattia. Varie figure professionali possono offrire un sostegno psico-oncologico (per es. medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali, teologi, ecc.). L’essenziale è che abbiano esperienza nella presa a carico di pazienti oncologici e dei loro familiari e che abbiano seguito una formazione che abiliti a tale ruolo. La Sua Lega contro il cancro cantonale o sovracantonale Le Leghe cantonali e sovracantonali consigliano, accompagnano e sostengono i malati e i loro familiari in tutte le fasi della malattia. Offrono aiuto pratico per risolvere problemi organizzati-

vi (per es. servizio trasporti, noleggio letto elettrico), aiuti finanziari in situazioni di disagio economico legato alla malattia nonché consulenza assicurativa e orientamento in ambito giuridico. Forniscono materiale informativo, organizzano gruppi di autoaiuto e corsi, indirizzano agli specialisti (per es. della psico-oncologia, della sessuologia, ecc.). Linea cancro 0800 11 88 11 Le operatrici specializzate della Linea cancro Le offrono un ascolto attivo, rispondono alle Sue domande sui molteplici aspetti della malattia, La orientano verso altre forme di sostegno consone ai Suoi bisogni, accolgono le Sue paure e incertezze, il Suo vissuto di malattia. Le chiamate al numero verde e le consulenze telefoniche sono gratuite. I clienti che usano Skype possono raggiungere le operatrici anche all'indirizzo Skype krebstelefon.ch (attualmente solo in tedesco e francese). Cancerline – la chat sul cancro I bambini, i giovani e gli adulti possono accedere alla chat dal sito www. krebsliga.ch/cancerline e chattare con una consulente (lunedì-venerdì, ore 11-16). Possono farsi spiegare la malattia, porre domande e scrivere ciò che sta loro a cuore. Malati di cancro: come dirlo ai figli? Una delle prime domande che si pone un genitore che riceve una diagnosi di cancro è «Come faccio a dirlo ai miei figli?». Il pieghevole intitolato «Malati di cancro: come dirlo ai figli?» vuole aiutare i genitori malati di cancro in questo diffi-

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cile e delicato compito. Contiene anche consigli per gli insegnanti. Inoltre, chi volesse approfondire l’argomento, può leggere l’opuscolo intitolato «Se un genitore si ammala di cancro – Come parlarne con i figli?» (vedi p. 66). Linea stop tabacco 0848 000 181 Consulenti specializzate Le forniscono informazioni, La motivano al cambiamento e, se lo desidera, La seguono nel processo di disassuefazione dal fumo, richiamandola gratuitamente. Seminari La Lega contro il cancro organizza seminari e corsi nel fine settimana in diverse località della Svizzera per persone ammalate di cancro (www.legacancro.ch/riabilitazione) e programma corsi (vedi opuscolo «Seminari», p. 66). Attività fisica Molti malati di cancro constatano che l’attività fisica ha un effetto rivitalizzante. Praticare della ginnastica insieme con altri malati di cancro potrebbe aiutarla a riacquistare fiducia nel Suo corpo e a combattere la stanchezza e la spossatezza. Si informi presso la Sua Lega cantonale o sovracantonale e legga l’opuscolo «Attività fisica e cancro» (vedi p. 66). Altri malati di cancro Intrattenersi con persone accomunate da uno stesso vissuto, può infondere coraggio e aiutare a sentirsi meno soli. Può essere utile confrontare il proprio modo di far fronte a determinate situazioni con le modalità di gestione della malattia o del lutto adottate da altri. Ognuno deve comunque fare le proprie esperienze e scegliere le strategie

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più consone alla propria personalità. Non c’è, in effetti, un modo giusto o sbagliato di vivere la malattia. Piattaforme virtuali di scambio Chi sente l’esigenza di condividere le proprie esperienze legate alla malattia può usufruire della piattaforma virtuale di scambio, moderata dalle operatrici della Linea cancro www.forumcancro. ch. Anche l’Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici (AIMaC) ha aperto un forum di discussione per i pazienti e i loro familiari: www.forumtumore.aimac.it. Gruppi di autoaiuto Partecipando agli incontri dei gruppi di autoaiuto, si ha l’opportunità di parlare con persone che hanno vissuto o stanno vivendo un’esperienza analoga alla propria e di scambiarsi informazioni di vario tipo. Si informi presso la Sua Lega cantonale o sovracantonale se vi sono gruppi di autoaiuto o gruppi parola che si riuniscono nelle Sue vicinanze e sull’offerta di corsi per malati di cancro e i loro familiari. Su www.selbsthilfeschweiz.ch può cercare gruppi di autoaiuto nella Sua zona. Servizi di Assistenza e Cura a Domicilio (SACD) o Spitex per malati di cancro Vi sono servizi di assistenza e cura a domicilio o Spitex specializzati nella presa a carico del paziente oncologico. Tali organizzazioni intervengono in qualsiasi fase della malattia. Le offrono la loro consulenza e il loro sostegno al Suo domicilio, tra un ciclo di terapia e l'altro e una volta conclusa la


terapia, fra l'altro, nella gestione degli effetti collaterali. Prenda contatto con la Lega contro il cancro per ottenerne gli indirizzi. Consulenza dietetica Molti ospedali dispongono di un servizio di dietetica. Sul territorio operano dietiste e dietisti indipendenti che, in generale, collaborano con i medici e sono membri della ASDD Associazione Svizzera Dietiste-i diplomate-i SSS/SUP Altenbergstrasse 29 Casella postale 686 3000 Berna 8 Tel. 031 313 88 70 service@svde-asdd.ch Sul sito dell'ASDD può cercare un/una dietista diplomato/a (www.svde-asdd. ch). palliative ch Presso il segretariato dell’Associazione Svizzera per la medicina, la cura e l’accompagnamento palliativi e sul sito dell'associazione trova gli indirizzi delle sezioni cantonali di palliative ch e degli enti erogatori di cure palliative che operano nella Sua zona. Queste reti assicurano che le persone ammalate possano ricevere un'assistenza ed una cura ottimali, indipendentemente dal luogo dove abitano.

Prestazioni assicurative Le spese di cura in caso di cancro sono rimborsate dall’assicurazione malattie obbligatoria di base (LAMal), a condizione che risultino da modalità terapeutiche riconosciute ovvero che il farmaco figuri nel cosiddetto «Elenco delle specialità» dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Il Suo medico curante è tenuto ad informarla compiutamente a tale proposito. Sono coperte altresì le spese di cura derivanti dalla partecipazione a uno studio clinico (vedi p. 51) che prevede la somministrazione di sostanze riconosciute. Qualora fossero impiegati medicinali non ancora omologati per il commercio o nuovi procedimenti o si rendessero necessarie ulteriori misure (per es. analisi genetiche), i costi di regola non vengono addebitati a Lei, bensì finanziati con fondi per la ricerca. Verifichi preventivamente se l’assicurazione malattie obbligatoria di base (LAMal) o l’assicurazione integrativa garantisce la copertura delle spese dovute a consulti o a trattamenti aggiuntivi non medici nonché a lungodegenze. Legga anche l’opuscolo «Cancro – le prestazioni delle assicurazioni sociali» (vedi p. 66).

palliative ch Bubenbergplatz 11 3011 Berna Tel. 044 240 16 21 info@palliative.ch www.palliative.ch

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Opuscoli della Lega contro il cancro

• Accompagnare un malato di cancro Una guida della Lega contro il cancro per familiari e amici

• Terapie medicamentose dei tumori Chemioterapia, terapia antiormonale, immunoterapia

• Se un genitore si ammala di cancro Come parlarne con i figli?

• Terapie orali in oncologia • La radioterapia • Alternativi? Complementari? Rischi e benefici di metodi non provati in oncologia • Dolori da cancro e loro cura • Diario del dolore Ascolto i miei dolori • Dolometer® VAS Misuratore per valutare l'intensità dei dolori • Senza forze Cause e gestione della stanchezza associata al cancro • Difficoltà di alimentazione e cancro • Il linfedema e il cancro • Il cancro e la sessualità maschile • La terapia antitumorale ha cambiato il mio aspetto Consigli e suggerimenti da capo a piedi • Quando anche l’anima soffre Il cancro stravolge tutti gli aspetti della vita • Attività fisica e cancro Riacquistare fiducia nel proprio corpo • Seminari Per persone malate di cancro

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• Malati di cancro: come dirlo ai figli? Un’informazione per genitori con consigli per i docenti • Rischio di cancro ereditario Guida per le famiglie con numerosi casi di cancro • Cancro – le prestazioni delle assicurazioni sociali • Scelte di fine vita Guida alla compilazione delle direttive anticipate • Direttive anticipate della Lega contro il cancro La mia volontà vincolante rispetto alla malattia, l’agonia e alla morte • Cancro – quando le speranze di guarigione svaniscono Modalità di ordinazione Lega cantonale contro il cancro Telefono 0844 85 00 00 shop@legacancro.ch www.legacancro.ch/opuscoli Sul sito www.legacancro.ch/opuscoli trova tutte le pubblicazioni disponibili presso la Lega contro il cancro. La maggior parte delle pubblicazioni è gratuita e sono fornite per posta o possono essere scaricate da Internet. Sono offerte dalla Lega svizzera contro il cancro e dalla Lega del Suo Cantone di residenza. Ciò è possibile soltanto grazie ai generosi donatori.


Il Suo parere ci interessa Sul sito www.forumcancro.ch può esprimere la Sua opinione sugli opuscoli della Lega contro il cancro compilando un breve questionario. La ringraziamo fin d’ora per il Suo contributo.

Opuscoli di altre organizzazioni «Il cancro del testicolo», dell’Associazione Italiana Malati di Cancro, amici e parenti, in collaborazione con l’Associazione Italiana pazienti Tumore del Testicolo, consultabile sul sito www. aimac.it, nella sezione «I libretti di AIMaC». «Terapia oncologica nell’ambito di uno studio clinico», 2015, Gruppo Svizzero di Ricerca Clinica sul Cancro SAKK, ordinazione online: www.sakk.ch.

Letture consigliate «Tumore testicoli», dell’Associazione Italiana per la ricerca sul Cancro, consultabile sul sito www.airc.it, nella sezione «Informati sul cancro». «Tumore al testicolo», della Fondazione Umberto Veronesi, consultabile sul sito www.fondazioneveronesi.it, digitando «Testicolo» come parola di ricerca. «Tumore al testicolo», dell’Associazione Italiana Malati di Cancro, amici e parenti (AIMaC), consultabile sul sito www.aimac.it, nella sezione «Schede sui tumori». «Tumore del testicolo. Informazioni per i pazienti», dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), scaricabile gratuitamente dal sito www.

aiom.it, digitando «Testicolo» come parola di ricerca. «Tumore del testicolo. Linee guida», dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), scaricabile gratuitamente dal sito www.aiom.it, digitando «Testicolo» come parola di ricerca. La Lega ticinese contro il cancro dispone di una biblioteca tematica. Il catalogo può essere richiesto per e-mail: info@legacancro-ti.ch. Alcune Leghe cantonali contro il cancro dispongono di una biblioteca presso la quale questi libri e altri ancora possono essere presi in prestito gratuitamente. Si informi presso la Lega del Suo cantone di residenza (vedi p. 70). La Lega svizzera contro il cancro, la Lega bernese e la Lega zurighese contro il cancro dispongono di un catalogo bibliotecario online che prevede la possibilità di ordinare e di riservare libri. Il prestito bibliotecario ovvero l’invio dei libri è garantito in tutta la Svizzera. Sul nostro sito in tedesco www.krebsliga.ch/bibliothek Qui c'è anche un collegamento diretto al sito con libri per bambini: www.krebsliga.ch/kinderbibliothek www.bernischekrebsliga.ch c Information c Bibliothek www.krebsligazuerich.ch c Dienst­leistungen/Kurse c Bibliothek Inserendo la chiave di ricerca «Testicolo», «Sessualità», «Cancro» si possono trovare letture pertinenti.

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Internet Italiano Offerta della Lega contro il cancro Iwww.forumcancro.ch Piattaforma virtuale di scambio della Lega contro il cancro. www.legacancro.ch Servizi di sostegno della Lega svizzera contro il cancro e recapiti delle Leghe cantonali. www.legacancro.ch/cancerline La Lega contro il cancro offre a bambini, giovani e adulti una chat con consulenza. www.legacancro.ch/migranti Schede informative in albanese, portoghese, serbo-croato-bosniaco, spagnolo, turco e, in parte, anche in inglese su alcuni frequenti tipi di cancro e sulla prevenzione. La varietà degli argomenti e delle lingue sarà via via ampliata. www.legacancro.ch/seminari Seminari proposti dalla Lega contro il cancro per affrontare al meglio la vita quotidiana durante la malattia.

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Altri enti e consultori, altre associazioni www.iirm.ch Istituto Internazionale di Medicina della Riproduzione www.sgrm.org Società Svizzera di Medicina della Riproduzione (in tedesco) www.fertiprotekt.ch FertiPROTEKT Netzwerk e.V. (in inglese e tedesco) www.palliative.ch Associazione Svizzera per la medicina, la cura e l’accompagnamento palliativi www.psychoonkologie.ch Società Svizzera di Psico-Oncologia (in tedesco e francese) www.avac.ch Verein Lernen mit Krebs zu leben (in tedesco e francese) www.patientenkompetenz.ch Stiftung Patientenkompetenz (in tedesco) www.aimac.it Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici www.airc.it Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro www.associazioneitalianatumore­ testicolo.it Associazione Italiana Tumore Testicolo www.associazioneandrologi.it Associazione Andrologi Italiani www.ieo.it Istituto Europeo di Oncologia www.lilt.it Lega Italiana per la lotta contro i tumori www.oncoguida.it Informazioni aggiornate quotidianamente per i malati di cancro www.prevenzioneandrologica.it Società Italiana di Andrologia


www.siams.info Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità www.sidr.it Società Italiana della Riproduzione www.siu.it Società Italiana di Urologia www.hodenkrebs.de Interdisziplinäre Arbeitsgruppe Hodentumoren (in tedesco) www.hodentumor.at Verein Forum Hodenkrebs Österreich (in tedesco) www.krebsgesellschaft.de Deutsche Krebsgesellschaft (in tedesco e inglese)

Fonti Le pubblicazioni e i siti Internet citati nel presente opuscolo servono alla Lega contro il cancro anche da fonte. Soddisfano sostanzialmente i criteri di qualità della Health On the Net Foundation, il cosiddetto «HonCode» (vedi www.hon.ch/HONcode/Italian).

Inglese www.cancer.org American Cancer Society www.cancer.gov National Cancer Institute USA www.cancer.net American Society of Clinical Oncology www.macmillan.org.uk A non-profit cancer information service

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La Lega contro il cancro offre aiuto e consulenza

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Krebsliga Aargau Kasernenstrasse 25 Postfach 3225 5001 Aarau Tel. 062 834 75 75 Fax 062 834 75 76 admin@krebsliga-aargau.ch www.krebsliga-aargau.ch PK 50-12121-7

2

Krebsliga beider Basel Petersplatz 12 4051 Basel Tel. 061 319 99 88 Fax 061 319 99 89 info@klbb.ch www.klbb.ch PK 40-28150-6

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Bernische Krebsliga Ligue bernoise contre le cancer Marktgasse 55 Postfach 3001 Bern Tel. 031 313 24 24 Fax 031 313 24 20 info@bernischekrebsliga.ch www.bernischekrebsliga.ch PK 30-22695-4

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5

Ligue fribourgeoise contre le cancer Krebsliga Freiburg route St-Nicolas-de-Flüe 2 case postale 96 1705 Fribourg tél. 026 426 02 90 fax 026 426 02 88 info@liguecancer-fr.ch www.liguecancer-fr.ch CP 17-6131-3 Ligue genevoise contre le cancer 11, rue Leschot 1205 Genève tél. 022 322 13 33 fax 022 322 13 39 ligue.cancer@mediane.ch www.lgc.ch CP 12-380-8

6

Krebsliga Graubünden Ottoplatz 1 Postfach 368 7001 Chur Tel. 081 300 50 90 info@krebsliga-gr.ch www.krebsliga-gr.ch PK 70-1442-0

7

Ligue jurassienne contre le cancer rue des Moulins 12 2800 Delémont tél. 032 422 20 30 fax 032 422 26 10 ligue.ju.cancer@bluewin.ch www.liguecancer-ju.ch CP 25-7881-3

8

Ligue neuchâteloise contre le cancer faubourg du Lac 17 2000 Neuchâtel tél. 032 886 85 90 LNCC@ne.ch www.liguecancer-ne.ch CP 20-6717-9


9

Krebsliga Ostschweiz SG, AR, AI, GL Flurhofstrasse 7 9000 St. Gallen Tel. 071 242 70 00 Fax 071 242 70 30 info@krebsliga-ostschweiz.ch www.krebsliga-ostschweiz.ch PK 90-15390-1

10 Krebsliga Schaffhausen Rheinstrasse 17 8200 Schaffhausen Tel. 052 741 45 45 Fax 052 741 45 57 info@krebsliga-sh.ch www.krebsliga-sh.ch PK 82-3096-2 11 Krebsliga Solothurn Hauptbahnhofstrasse 12 4500 Solothurn Tel. 032 628 68 10 Fax 032 628 68 11 info@krebsliga-so.ch www.krebsliga-so.ch PK 45-1044-7 12 Thurgauische Krebsliga Bahnhofstrasse 5 8570 Weinfelden Tel. 071 626 70 00 Fax 071 626 70 01 info@tgkl.ch www.tgkl.ch PK 85-4796-4 13 Lega ticinese contro il cancro Piazza Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel. 091 820 64 20 Fax 091 820 64 60 info@legacancro-ti.ch www.legacancro-ti.ch CP 65-126-6 14 Ligue vaudoise contre le cancer place Pépinet 1 1003 Lausanne tél. 021 623 11 11 fax 021 623 11 10 info@lvc.ch www.lvc.ch CP 10-22260-0

15 Ligue valaisanne contre le cancer Krebsliga Wallis Siège central: rue de la Dixence 19 1950 Sion tél. 027 322 99 74 fax 027 322 99 75 info@lvcc.ch www.lvcc.ch Beratungsbüro: Spitalzentrum Oberwallis Überlandstrasse 14 3900 Brig Tel. 027 604 35 41 Mobile 079 644 80 18 info@krebsliga-wallis.ch www.krebsliga-wallis.ch CP/PK 19-340-2 16 Krebsliga Zentralschweiz LU, OW, NW, SZ, UR Löwenstrasse 3 6004 Luzern Tel. 041 210 25 50 Fax 041 210 26 50 info@krebsliga.info www.krebsliga.info PK 60-13232-5 17 Krebsliga Zug Alpenstrasse 14 6300 Zug Tel. 041 720 20 45 Fax 041 720 20 46 info@krebsliga-zug.ch www.krebsliga-zug.ch PK 80-56342-6 18 Krebsliga Zürich Freiestrasse 71 8032 Zürich Tel. 044 388 55 00 Fax 044 388 55 11 info@krebsligazuerich.ch www.krebsligazuerich.ch PK 80-868-5 19 Krebshilfe Liechtenstein Im Malarsch 4 FL-9494 Schaan Tel. 00423 233 18 45 Fax 00423 233 18 55 admin@krebshilfe.li www.krebshilfe.li PK 90-4828-8

Uniti contro il cancro

Lega svizzera contro il cancro Effingerstrasse 40 casella postale 3001 Berna Tel. 031 389 91 00 Fax 031 389 91 60 info@legacancro.ch www.legacancro.ch CP 30-4843-9

Opuscoli Tel. 0844 85 00 00 shop@legacancro.ch www.legacancro.ch/ opuscoli

Forum www.forumcancro.ch, piattaforma virtuale della Lega contro il cancro

Cancerline www.legacancro.ch/ cancerline, la chat sul cancro per bambini, ­adolescenti e adulti lunedì – venerdì ore 11.00 –16.00

Skype krebstelefon.ch lunedì – venerdì ore 11.00 –16.00

Linea stop tabacco Tel. 0848 000 181 massimo 8 centesimi al minuto (rete fissa) lunedì – venerdì ore 11.00 –19.00 Le siamo molto grati del Suo sostegno.

Linea cancro 0800 11 88 11 lunedì – venerdì ore 9.00 –19.00 chiamata gratuita helpline@legacancro.ch

Il cancro del testicolo

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Questo opuscolo Le viene consegnato dalla Sua Lega contro il cancro, la q ­ uale è a Sua disposizione con la sua ampia gamma di prestazioni di consulenza, ­accompagnamento e sostegno. All’interno trova l’indirizzo della Sua Lega cantonale o regionale.

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