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n edificio scolastico progettato con le dovute accortezze architettoniche, seguendo determinati canoni, può diventare un supporto educativo per gli insegnanti? Esiste un punto d’incontro e di equilibrio tra pedagogia e architettura? Lo studio Zaha Hadid Architects ci ha provato. L’Evelyn Grace Academy, il primo progetto dell’architetto iracheno completato in Inghilterra, è stato realizzato nel distretto londinese di Brixton seguendo le precise indicazioni date dall’ente educativo ARK Schools, dal Department for Children, Schools and Families (DCSF) e dalle autorità locali. Lo scopo ultimo di questo progetto è trovare il modo di colmare il gap formativo-culturale esistente tra gli alunni provenienti da realtà sociali svantaggiate e i loro stessi coetanei cresciuti in ambienti economicamente più agiati. L’Evelyn Grace Academy, appositamente pensata per offrire nuove opportunità ai giovani della comunità, è una struttura fluida dalle linee essenziali, che rispecchia la poetica dissonante, asimmetrica e leggera,

U

universalmente riconosciuta, dello studio Zaha Hadid Architects. È dotata di ampie finestrature che assicurano l’adeguata illuminazione e ventilazione naturale negli ambienti scolastici ed è stata progettata per poter ospitare1200 alunni. La logica di pianificazione è stata quella della matrioska, cioè quella che segue il principio educativo della “scuola nella scuola”. L’intera struttura, infatti, accoglie 2 Upper Scholl con 330 alunni ciascuno e 2 Middle School ognuna con 270 alunni. Tutti e quattro gli istituti occupano spazi indipendenti e funzionali e tutti gli ambienti sono stati progettati così da avere una spiccata identità architettonica. Logica adottata non solo per gli spazi di pertinenza di ogni singolo istituto ma anche per gli spazi a gestione comune. Infatti, la sinuosa piastra del piano terra, tipica dell’architettura di Zaha Hadid, è planimetricamente organizzata per accogliere tutti i servizi comuni ma anche per garantirne la fruibilità, ovviamente in orari extrascolastici, al resto della comunità. I piani superiori conservano la propria autonomia e hanno uno sviluppo organizzativo prevalentemente

In alto: visione fotografica di uno degli spazi comuni, caratterizzati dalle ampie superfici vetrate. A sinistra: è possibile scorgere parte del prospetto principale. Il terrazzo dei piani intermedi è uno degli spazi pensati per la socialità

AMarchitetti 47

AM architetti  

rivista della Federazione Architetti Abruzzo e Molise

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