Page 36

I LUOGHI D’ARTE Apre il nuovo LaM

Il 25 settembre ha riaperto al pubblico il Museo d’arte moderna e contemporanea di Lille (ribattezzato per l’occasione LaM: Lille Métropole Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’outsider art), che si trova a Villeneuve d’Asq, nella periferia est della città francese. L’edificio è stato interamente rinnovato e ingrandito: all’edificio originario, realizzato nel 1983 dall’architetto Roland Simounet, si è aggiunta un’estensione di 3.200 mq, opera di Manuelle Gautrand, vincitrice del concorso lanciato nel 2002 da Lille Métropole. L’architetto Manuelle Gaudrand firma un nuovo edificio dai volumi organici che si affianca alla costruzione originale di Roland Simounet circondata da un parco di sculture. ll LaM presenta ora tre diverse collezioni che raccolgono più di 4.500 opere ed è l’unico museo in Europa a presentare insieme tutte le principali espressioni dell’arte del ventesimo e del ventunesimo secolo. La prima parte accoglie la donazione, che risale al 1979, di Geneviève e Jean Masurel: si tratta di un bell’insieme di opere cubiste di Braque, Picasso, accanto a lavori di Léger, Miró e Modigliani. Sono anche rappresentati il Fauvisme, il Surrealismo, l’Ecole de Montparnasse e qualche esempio di arte naïf e di artisti del nord della Francia. Baltz, Boltanski, Buren, Messager, Oppenheim, Villeglé fanno parte della collezione di arte contemporanea, costituita nel corso degli anni. I nuovi spazi sono stati ne-

34 AMarchitetti

Alcune immagini del nuovo Museo d’arte moderna e contemporanea di Lille. Vincitrice di un concorso indetto nel 2002, Manuelle Gautrand, ha creato un edificio dai volumi organici che va ad abbracciare il retro dell'edificio originale

cessari per esporre in modo adeguato il fondo dell’associazione L’Aracine, che nel 1999 ha donato al museo di Lille Métropole una collezione di Art brut, la più importante conservata in un’istituzione francese. Questo nuovo edificio consiste in cinque volumi concatenati che abbracciano sinuosamente l’edificio preesistente, definendo un percorso espositivo senza soluzione di continuità tra le diverse collezioni del museo. L’intervento di Gautrand reinterpreta in maniera originale alcuni dei principi fondatori del progetto di Simounet, rispettandone le proporzioni e la relazione con il parco di sculture in cui è immerso il museo. Un approccio che permette di stabilire un nesso tra i due edifici peraltro molto diversi: le geometriche facciate in mattoni rossi lasciano il passo a nord al candore e ai motivi organici dei pannelli traforati in ductal, un calcestruzzo a fibre dalle qualità ormai riconosciute, che compongono una sorta di arabesco, il quale lascia filtrare la luce naturale all’interno delle sale proteggendo al contempo le opere dalla luce diretta. I lavori di Art brut, infatti, sono spesso estremamente delicati e per questo è necessario che nella sala non ci sia una luce eccessiva che li danneggerebbe. «L’obiettivo principale - spiega Manuelle Gaudrand - era di ottenere uno spazio museale continuo e fluido, aggiungendo nuove gallerie che si ponessero in continuità con quelle esistenti, per ospitare una superba collezione di Art brut. Ho cercato di prendere spunto dall’architettura di Roland Simounet, “per imparare a capire”, in modo da essere in grado di sviluppare un progetto che non evidenziasse un distacco».

AM architetti  

rivista della Federazione Architetti Abruzzo e Molise

AM architetti  

rivista della Federazione Architetti Abruzzo e Molise

Advertisement