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> Alessia Gioffi

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Virtualmente vicini...

online ed offline, la nuova scommessa di Sport Paper


Sport Paper

> Dicembre09

IlMagazineCheInfiammaLaTuaVogliaDiSport

Editore: Komunicare sas

Via dei Villini, 37 - 04011 Aprilia (LT) direzione@komunicare.it

Direttore Editoriale: Daniele Amore

Direttore Responsabile: Fernando Puntoni

Collaboratori: Mario Amore, Lucia Di Nicola, Luca Artipoli, Caterina Raffaele, Salvatore Fornelli, Andrea Falzarano, Emanuele Pennacchio.

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CHIUSO IN REDAZIONE Domenica 29 Novembre PROSSIMO NUMERO IN USCITA Gennaio 2010 La riproduzione di testi ed immagini anche parziale deve essere autorizzata dall’editore. Salvo accordi scritti, la collaborazione a questo periodico è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. ABBONAMENTI Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale 12 numeri a soli € 20,00 anzichè € 24,00

Virtualmente vicini... online ed offline, la nuova scommessa di Sport Paper

editoriale Ci siamo finalmente; dopo anni di lavoro, impegno e sacrifici, il nostro sogno sta per realizzarsi. Il progetto editoriale di Sport Paper ha compiuto lo step decisivo e si accinge ad inserirsi tra le riviste mensili d’eccellenza del panorama nazionale. Abbiamo modificato il canale di distribuzione sbarcando sul web per andare incontro alle tendenze delle nuove generazioni e per essere tra i precursori in Italia di un nuovo modo di fare informazione proveniente dagli Stati Uniti, senza comunque rinunciare alle copie cartacee; la nuova avventura sarà online ed offline. Sono passati diciassette anni dalla nascita del primo giornale sul Web: il Tribune Chicago Online, fondato nella primavera del 1992 e da allora internet attira progressivamente nuovi utenti, in un’alfabetizzazione spontanea che sancisce la nascita di un pubblico interattivo specifico che utilizza la rete come routine quotidiana. Inoltre per creare una maggiore interazione con i nostri lettori, oltre al portale sportpaper.it, dove si potrà sfogliare il giornale, curiosare nel backstage dei servizi e trovare sorprese tutte da scoprire, Sport Paper sarà presente anche su Facebook. Sulla community più famosa sarà possibile commentare e discutere i servizi di approfondimento presenti all’interno del magazine ed interagire con la redazione: un divertimento che potrà coinvolgere tutta la famiglia, visto che il nuovo format del nostro magazine va oltre lo sport, ma interesserà una vasta gamma di settori per coinvolgere ed essere adatto alla lettura di tutti: spettacolo, cultura, tempo libero, ma anche turismo e interessanti rubriche di benessere fisico ed alimentare saranno parte integrante di Sport Paper. Una rivista completa, dinamica ed in costante crescita che unisce un taglio giovanile ad una forma elegante ed accattivante: un prodotto di assoluto spessore che presentiamo con grande orgoglio, augurando a tutti i nostri lettori una buona ed interessata lettura.

Il direttore responsabile Dott. Fernando Puntoni


Sport Paper

> Dicembre09

Dicembre 2009 10. Calcio & Business

il mondo del pallone in mano alle tv

15. Il mito Andrea Giani

dal campo alla panchina

20. Alessia Gioffi

l’ex ‘terminator’ di Non è la Rai si racconta

27. Francesco “Kekko” Moriero

27

un ‘funambolo’ in panchina

32. Come mantenersi in forma

i consigli direttamente dalla serie A

38. Monica De Gennaro

pallavolista dallo spirito ‘libero’

15

20

10

45. Nel cuore di Coverciano

a casa dei ‘Campioni del Mondo’

32

38


ph: KeyPressMedia

Sport Paper

> Dicembre09


ROMA pag. 7


ph: KeyPressMedia

Sport Paper

> Dicembre09


LAZIO pag. 9


Calcio & Business a cura di Andrea Falzarano

il presente ed il futuro

del calcio in mano alle

Sport Paper

> Dicembre09

TV


I

mmaginiamo per un attimo di en-

domenica anima le giornate di milioni

televisive validi per trasmettere le par-

trare in una casa la domenica verso

di appassionati. Ed è proprio su questi

tite in diretta. La storia dei diritti Tv

l’ora di pranzo. La scena che ci potreb-

milioni di appassionati che, da qualche

comunque è una storia recente. Fino

be apparire dinnanzi, sarebbe quella di

anno a questa parte, si è spostata l’at-

al 1981 infatti qualunque televisione

una famiglia attorno ad un tavolo, in-

tenzione di Murdoch e compagnia. La

privata, poteva tranquillamente entra-

tenta a consumare un pasto che, nella

gente che segue le partite in televisione

re in un qualsiasi stadio presente nel

cultura italiana, è qualcosa di molto si-

infatti ha il potere formidabile di poter,

territorio italiano per riprendere, e poi

mile al “sacro”. Terminato il pranzo (di

tramite un semplice ma rapidissimo spo-

trasmettere, le partite. Dopodiché, con

solito il “triplice fischio” lo da il caffè),

stamento del pollice, muovere milioni e

l’avvento di Antonio Matarrese sulla

il centro nevralgico della casa si sposta

milioni di euro. E’ proprio per questo

poltrona di presidente della Lega Cal-

automaticamente sul televisore ed il di-

motivo che ultimamente va molto di

cio, arriva il primo contratto che parla di

vano, posto normalmente di fronte. Ad

moda parlare di Diritti Tv. Questi dirit-

“diritti televisivi in vendita”; tale accor-

attendere l’italiano medio c’è infatti la

ti tv non sono altro che concessioni da

do, firmato con la Rai, prevedeva che in

partita di calcio, il campionato che ogni

parte delle squadre, alle varie emittenti

cambio di 3 miliardi di lire, le telecamepag. 11


re della Tv pubblica potevano entrare in

Posticipo. Fino ad allora le partite erano

prio “cappio” intorno al mondo del cal-

qualunque stadio italiano e riprendere

tutte in contemporanea la domenica alle

cio. Nel 1999 si apre un altro importante

le partite, chiudendo così le “porte” alle

ore 15, ora invece una partita, di solito la

capitolo: i diritti Tv non li gestisce più la

televisioni private. Altro anno da ricor-

più importante della giornata (e proba-

Lega, ma ogni squadra, singolarmente,

dare nella storia dei diritti televisivi: il

bilmente quella con più audience..), vie-

può prendere contatti con le televisioni

1993. In Italia c’è l’avvento di Telepiù e

ne trasmessa la sera con il calcio d’inizio

per la trasmissione delle proprie parti-

si comincia a parlare di “diritti televisivi

programmato per le 20 e 30. Un’altra

te. Importante, sempre nel medesimo

criptati”, cioè di dare la possibilità solo

tappa molto importante nella nostra ri-

anno, l’avvento del bipolo: ad affiancare

a chi paga la pay-tv, di vedere le partite

costruzione della storia dei diritti Tv, è il

D+ arriva infatti Stream. Quest’ultima

in diretta. L’accordo iniziale tra Lega

1996. In quell’anno Telepiù inaugura la

era una piattaforma creata dal magnate

Calcio e Telepiù prevedeva che ci fosse

sua piattaforma digitale (chiamata D+)

australiano Rupert Murdoch. E lo stes-

la trasmissione di un’unica partita della

e amplia enormemente la sua offerta:

so personaggio nel 2003 diventa il “pa-

domenica. Qui c’è un altro aspetto signi-

contratto per tre anni con la Lega (fino

drone televisivo del calcio”: comprando

ficativo che fa comprendere l’influenza

al 1999) e possibilità di vedere, non solo

Telepiù infatti riesce a creare una piat-

delle televisioni nel mondo del calcio: è

il posticipo, ma tutte le partite del cam-

taforma, chiamata Sky, che ha l’esclusiva

proprio con Telepiù che si prende con-

pionato di Serie A. In quel momento le

di trasmettere tutte le partite della Serie

tatto con un curioso “animale” chiamato

televisioni cominciano a stringere il pro-

A in Italia. Successivamente si finisce a

Sport Paper

> Dicembre09


parlare di storia recentissima, con l’en-

bonamento mensile a tutto il calcio pro-

fare tanti come si possono prendere in

trata in gioco del digitale terreste, Me-

posto da Sky. Va bene, sicuramente c’è

esame tante problematiche, più o meno

diaset Premium e La7, che tentano di

da dire che andare allo stadio non ha pa-

importanti che siano. In sincerità, vista

limitare lo strapotere della televisione di

ragoni, ma è anche vero che, soprattutto

la mia personale esperienza (copiosa) da

Rupert Murdoch. Il discorso dei diritti

in periodo di crisi come questo, la gente

tifoso “in poltrona”, mi sento di dire che

Tv ha scatenato più di una polemica nel

questi conti in tasca giustamente se li fa.

una partita in Tv non vale nemmeno un

corso della sua storia: una delle prime

Le società di Serie A comunque stanno

riscaldamento visto allo stadio. D’altra

riguardava il divario tra i compensi rice-

cercando di porre rimedio a questo “eso-

parte però tanti problemi per quel che

vuti dalle cosiddette “piccole” squadre

do” dei tifosi dallo stadio: la prima cosa è

riguarda il calcio “dal vivo” (sicurezza e

è la poca affluenza allo stadio: il tifoso

cercare di migliorare la struttura stadio,

costi del biglietto) rimangono. La que-

infatti preferisce stare a casa a vedersi

così da cercare di far entrare nella testa

stione centrale, però, è una sola, e senza

la partita in tranquillità, piuttosto che

dei tifosi che lo stadio può essere vissuto

di questa anche le difficoltà, più o meno

andare sulle gradinate dello stadio a ti-

anche al di fuori dei novanta minuti di

grandi che siano, sarebbero inutili da ri-

fare la propria squadra. Qui c’è il primo

una partita. E come? Semplice, con la

solvere: la gente deve ritrovare (o scopri-

grosso problema che ha spinto la gente a

creazione di alberghi, centri commer-

re) la bellezza dell’entrare in uno stadio

“sedersi in poltrona”: con gli stessi soldi

ciali, ristoranti e quant’altro all’interno

e sentire la passione dei tifosi esprimersi

con cui si acquista un biglietto in tribuna

della stessa struttura (che diventereb-

nella miglior maniera possibile. Il calcio

Monte Mario dello stadio Olimpico di

be di proprietà della stessa società) che

senza tifosi è come un rumore quando

Roma (per una semplice partita di Serie

ospita il campo da gioco. Alla fine di di-

non c’è nessuno ad ascoltarlo: non esi-

A, esclusi i big match), si acquista un ab-

scorsi relativi ai diritti Tv se ne possono

ste.

rispetto alle potenze del calcio nostrano. In effetti sarebbe bello che tutte le squadre, sia che si parli ad esempio del Chievo oppure della Juventus, potessero percepire gli stessi introiti, ma sarebbe come parlare della Pace nel mondo: in sostanza di utopia. Purtroppo bisogna essere realisti, cercando di capire che il Chievo non può smuovere lo stesso interesse della Juventus, divenendo quindi meno interessante commercialmente per le televisioni. Quello che si può fare però è una regolamentazione che possa diminuire la “forbice” tra le grandi e le piccole squadre del calcio italiano. Altro problema scatenato dal calcio in Tv

pag. 13


Dal campo alla panchina...

Andrea Giani

a cura di Fernando Puntoni | Foto E. Pennacchio / Uff. Stampa M. Roma

LA SCHEDA Nome:

Andrea Cognome:

Giani Altezza:

196 cm Allenatore SocietĂ :

M. Roma Volley

pag. 15


U

n mito, una leggenda della palla-

grandezza di quel gruppo fantastico, della

ti da atleta per essere sempre al massimo

volo, un’icona dello sport italiano,

squadra in cui ho avuto la fortuna di gio-

della forma in campo, dove la scarica di

ma anche un ragazzo qualunque che ama

care, era l’incredibile fame di vittorie, per-

adrenalina è tanta e puoi liberare le tue

stare in famiglia e non rinuncia ad andare

ché ogni volta che ottenevamo un successo

emozioni. L’allenatore invece deve avere

al cinema e a fare la spesa tra la gente: tut-

eravamo già pronti a metterci in gioco per

un maggiore distacco perché deve far per-

to questo è Andrea Giani, uno di quelli

il successivo. Ottenere un risultato positivo

cepire la propria leadership e deve svolgere

che ha fatto parte del famoso dream team

era il nostro premio per la fatica e il lavoro

un lavoro molto più completo. Non deve

azzurro di volley che dalla fine degli anni

che facevamo quotidianamente per rag-

pensare solo alla parte atletica e tecnica;

’80 ai primi del nuovo millennio ha im-

giungere certi livelli e non ci stancavamo di

deve farsi capire da ogni singolo giocatore

perversato nel panorama internazionale.

vincere. Non si può fare una classifica del-

e con ognuno deve trovare il giusto modo

“Vincere con la maglia azzurra ha un sa-

le vittorie più belle, perché tutte sono state

di interagire, deve dar conto alla dirigen-

pore speciale, perché è un successo che con-

cercate e volute. Certo, magari alcune sono

za e relazionarsi con il proprio staff. E’ un

dividi con tutto il Paese, con tutta l’Italia.

state importanti per darci ancora più con-

mestiere difficile, sto cercando di imparare

Quello è stato un periodo straordinario,

vinzione e consapevolezza nei nostri mez-

in fretta, ho fatto anche corsi di manage-

nato da una programmazione che partiva

zi, come il primo europeo dell’ 89 o il primo

ment e ufficio stampa per apprendere me-

da lontano. Tutta la federazione, insieme

mondiale del ’90. E ancora il mondiale

todi di comunicazione utili, ma l’unica

ai dirigenti e agli allenatori delle giovani-

del 1998 quello vinto con Bebeto in pan-

e indispensabile scuola è l’esperienza. E’

li e dei club, lavorava in simbiosi facendo

china che ha fatto capire a tutti che l’Italia

necessario crearsi una propria personalità

investimenti per formare a 360° gli atleti.

aveva ancora molta fame di vittorie.” Una

e una propria figura; ho avuto la fortuna

Purtroppo alla lunga ci si è accontentati di

ricerca della sfida e la voglia di mettersi

di lavorare con tantissimi allenatori di li-

tutti i giocatori di qualità che si aveva e c’è

in gioco ancora, di nuovo, che accompa-

vello, ma da loro puoi prendere spunto, in-

stato un disinvestimento sulle strutture e

gna adesso Andrea Giani nella sua nuova

terpretare e fare tue determinate tecniche;

sulla formazione dei giovani. Adesso se ne

vita da allenatore: “Non posso stare senza

non è possibile replicare il lavoro di altri se

cominciano a pagare le conseguenze e la

la pallavolo, mi piace troppo lavorare in

vuoi fare strada.” Giani e la pallavolo, un

situazione si aggraverà nei prossimi anni.

palestra, cercare di raggiungere degli obiet-

legame che sembra indissolubile, eppure

Esattamente il contrario di quello che sta

tivi. Certo molto è cambiato perché il ruolo

da bambino, era un altro lo sport che ac-

succedendo per le donne che adesso gioisco-

del giocatore e quello dell’allenatore sono

compagnava le giornate di Andrea: il ca-

no e godono i frutti del grande lavoro svol-

profondamente diversi: da giocatore devi

nottaggio. “E’ vero, seguivo mio padre che

to per costruire una squadra vincente. La

solo pensare ad allenarti ed a comportan-

è stato un grande canottiere, ma avevo 6 o

Andrea Giani Sport Paper

> Dicembre09


mito del volley pag. 17


Andrea Giani

“il volley

maschile deve

investire ph: KeyPressMedia

Sport Paper

> Dicembre09

sui

giovani”


7 anni. Quando ho cominciato a giocare a

la, allenamenti continui, la lontananza

mi desse serenità e stabilità per affrontare

pallavolo la scintilla è subito scoccata. Per

da casa. Se non ci si diverte e si pensa solo

le mie sfide sportive: mi sono sposato molto

un bambino, poi un adolescente, le emo-

alla prestazione non si resiste a lungo. Poi

giovane e questo è stato fondamentale an-

zioni che ti può dare uno sport di squadra

è necessario coinvolgere la famiglia, cercare

che nella mia carriera”. Neanche le sirene

non sono descrivibili. Hai la condivisio-

sempre di essere in contatto per ridurre la

dello spettacolo e della televisione hanno

ne di tante emozioni e sensazioni difficili

distanza e in questo devono essere prepa-

distratto Giani dalla sua passione: la pal-

da spiegare.” L’attuale allenatore della

rate anche le società; i dirigenti poi devo-

lavolo. “Mi sono divertito, aver girato degli

M.Roma è uno che ce l’ha fatta a sfon-

no sempre cercare il dialogo con i ragazzi,

spot essere stato su tante copertine mi ha re-

dare, che ha addirittura meritato di essere

seguirli anche fuori dalla palestra, stargli

galato maggiore notorietà, più soldi, ma la

inserito nella Hall of Fame del Volley del

vicino perché i rischi e le distrazioni al di

mia attenzione è rimasta sempre ancorata

museo di Holyoke, ma qual è il segreto

fuori, sono tante e pericolose.” Distrazioni

e focalizzata sulla pallavolo. E’ quello del

per diventare un campione? “Non ci sono

che non hanno mai intaccato Andrea che

volley l’unico spettacolo che mi diverte e mi

segreti, ma solo lavoro, impegno e diverti-

nonostante successi e notorietà è rimasto

dà emozione.” E tutta Italia gli è ricono-

mento. E soprattutto non si deve partire

quella persona umile e sobria di sempre:

scente per questo, perché i suoi gesti e le

con il presupposto di sfondare, ma bisogna

“Nella mia vita ho sempre cercato la tran-

vittorie conseguite insieme ai compagni

vivere tutto con serenità e passione. Se non

quillità, già il lavoro mi regala emozioni

hanno regalato tantissime emozioni. A

ti diverti giocando, non riuscirai mai a fare

e tensioni forti, quindi nella famiglia ho

scuola Andrea amava il disegno tecnico,

tutti i sacrifici che comporta stare, magari,

sempre cercato il mio nido per poter stacca-

ma nessuno rimpiange il fatto che non sia

nelle giovanili di un club prestigioso: scuo-

re e potermi rilassare. Quell’ambiente che

diventato un architetto.

pag. 19


a cura di Daniele Amore | Foto di E. Pennacchio

Gioffi Alessia

Sport Paper

> Dicembre09


‘Terminator’

pag. 21


Q

ui puoi salire su e avvicinarti al blu in teleferica e poi tuffarti giù

in questo mare che come in America fa splash. Ma com’è bello qui, ma com’è grande qui, ci piace troppo qui. Parole, frasi che risultano familiari perché fanno parte della sigla iniziale di un programma cult degli anni ’90 che ha cambiato il modo di fare televisione e formato intere generazioni. Probabilmente in pochi lo ammetteranno, ma in quegli anni non c’è proprio nessuno che non abbia mai visto almeno una puntata di “Non è la Rai” e sognato di poterne far parte, se parliamo di ragazze, o di poter uscire una sera con una di quelle ragazzine, se prendiamo in considerazione i ragazzi. Piccole adolescenti sognatrici, adesso donne che fanno parte del mondo dello spettacolo e che non hanno mai smesso di inseguire le loro passioni, come Alessia Gioffi, cantante e ballerina. “Sono nata artista, vivo da artista, non vedo proprio la mia vita diversa, quando frequentavo il Liceo Artistico pensavo di fare la stilista o diventare una fumettista. La danza soprattutto è vita: io ballo continuamente, anche a casa da sola. Ballerina si nasce e si vive ballando. Da piccolina, a 14 anni sono stata a ballare al Piper accompagnata da mia mamma, sono salita sulla ‘gabbietta’ e ad un certo punto della serata mi sono ritrovata sotto le luci dei riflettori con tutta la gente intorno che mi applaudiva, mi sono vergognata ma è stata un’emozione incredibile. E mi è rimasta dentro questa sensazione proprio perché mi sono resa conto di aver trasmesso qualcosa. Già all’età di quattro anni facevo spettacoli per strada, mi esibivo, cantavo e ballavo, mi piaceva sentirmi al centro dell’attenzio-

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> Dicembre09


ne, avevo voglia di regalare emozioni. Mia madre mi doveva nascondere, appena mi trovavo in mezzo ad un po’ di gente iniziavo il mio spettacolo. Ovviamente quando è arrivata l’occasione “Non è la Rai” non me la sono lasciata sfuggire e ho potuto vivere bellissime sensazioni, ma non ho mai sentito il peso della popolarità, forse perché sin da piccola mi sono sempre sentita una celebrità, sono nata sentendomi una star. Quello è stato un gran bel periodo, ho avuto modo di conoscere tante persone e con alcune mie compagne di avventura, come Pamela Petrarolo o Angela Di Cosimo mi sento ancora.” Ma era vera amicizia quella del programma di Boncompagni? Talvolta il mondo dello spettacolo è pieno di lupi e sciacalli pronti a soffiarti il posto e vale la regola “Morte tua Vita mia”. “La rivalità c’è, è vero, ma non credo ci siano così tanti ‘giochi sporchi’ per boicottare l’avversario. Anzi nello spettacolo è importante e fondamentale il gruppo. Sembra una frase ‘rubata’ allo sport, ma è così. Dietro un personaggio c’è quasi sempre un grande team, un autore, un costumista; se non è forte ed affiatato il gruppo anche l’artista ne risente, il personaggio che va su un palco ad esibirsi è solamente l’ultimo passaggio dopo il lavoro svolto da tutto lo staff.” Eppure non è così raro vedere volti cupi nel mondo dello spettacolo. “Oggi come oggi c’è un abisso tra le ballerine della TV e quelle di teatro. Le ‘vere’ ballerine sono quelle che studiano e lavorano continuamente, ore ed ore in sala per provare, ed è normale che possano essere arrabbiate perche si vedono ‘soffiare’ il posto da ragazze che non hanno studiato, che vanno avanti grazie all’aspetto fisico, ragazze belle ma che...non ballano e non per colpa loro ma per colpa di come si gestisce la televisione. Purtroppo oggi in tv sta scomparendo la figura della ballerina; sta prendendo piede la valletta, lo stacchetto che è diverso dal ballo. Ogni tanto si intravede qualcosa di interessante, ma niente di importante, non sono più i tempi di Heater Parisi, lei era la vera ballerina. Ormai la TV è diventata come la

pag. 23


metropolitana, la prendono tutti; manca

con passione, dedico tutta me stessa a ciò

molto, questo mi rende orgogliosa e mi da

sempre di più la professionalità.” E’ forse

che faccio. Fortunatamente riesco a trovare

fiducia nella ricerca di un produttore. Un

per questo che fin’ora Alessia ha rinun-

anche il tempo per rilassarmi, in particola-

film molto interessante che ripercorre tre

ciato a partecipare all’emblema della Tv

re adoro andare a cavallo, l’equitazione mi

epoche, dal ‘600 ad oggi, anche attraverso

spazzatura: i Reality. “Nella vita mai dire

affascina moltissimo, uno sport stupendo

le opere di Caravaggio; costoso e proprio

mai. Mi è stato proposto di partecipare ad

che permette di rilassarmi e di immerger-

per questo ci stiamo muovendo, io ed il mio

un reality, ma la cosa non mi entusiasma,

mi nella natura”. Per completare e matu-

staff, per trovare il produttore giusto per

non mi piace l’idea di mettere in mostra la

rare il percorso di artista poi Alessia si è

realizzare la pellicola.” Direttamente dal

mia follia, le mie pazzie e non la mia arte.

cimentata nella redazione di una sceneg-

cuore nasce un altro desiderio che Alessia

Mi sento un’artista vera, è per questo che

giatura che spera di vedere presto pro-

ci ha svelato, quello di raggiungere l’Afri-

preferisco mettermi in mostra attraverso

iettata sui grandi schermi. “L’ispirazione

ca per aiutare le popolazioni del conti-

la danza o il canto. Sto continuamente in

mi è venuta leggendo un libro, e grazie ad

nente nero. Bianco, invece, è il vestito che

sala prove, registro dischi di continuo, sem-

alcuni sogni; ho iniziato ad avere alcu-

Alessia vorrebbe indossare quando osser-

pre alla ricerca del brano migliore. Anche

ni input e così ho cominciato a studiare i

va che la location del Gianicolo, scelta

il mondo della discografia è un mondo non

metodi di scrittura di una sceneggiatura ed

per il servizio, fa pensare ai matrimoni.

proprio facile, ma ci provo perché cantare

ho iniziato a scrivere il ‘mio film’. Ho dedi-

Chissà, magari è un desiderio che tiene

mi piace molto.” Una vita vissuta di cor-

cato gli ultimi due anni alla sceneggiatura

nascosto anche a se stessa, presa dal film

sa quella di Alessia, tante le attività e le

del film, mettendo momentaneamente da

e dalla voglia di regalare emozioni con la

passioni dell’artista, tutte vissute con la

parte la televisione e qualche mia passione,

sua arte e coccolata dalla compagnia del

passione e l’energia che le hanno regalato

perché credo molto in questo progetto. Ora

suo adorato cane, ma certamente non fa-

il soprannome di ‘terminator’. “Vivo tutto

è pronto e agli addetti del settore è piaciuto

rebbe difficoltà ad ammaliare un uomo.

Sport Paper

> Dicembre09


film sul grande schermo”

pag. 25

ph: KeyPressMedia

Alessia Gioffi

“spero di vedere presto il mio


Francesco

“Kekko” Moriero Un funambolo in ‘panchina’ a cura di Fernando Puntoni | Foto KeyPressMedia

pag. 27


C

arattere da guerriero e grinta da

mia una frase che ho letto tempo fa in un

stretto addirittura ad emigrare in Co-

vendere, queste sono le caratte-

libro di psicologia e spesso la ripeto ai

sta d’Avorio per iniziare la sua avventu-

ristiche che balzano subito all’occhio

miei ragazzi: la forza del lupo è il bran-

ra in panchina. “E’ stata una grande

incontrando Francesco Moriero; uno

co e la forza del branco è il lupo, così vo-

possibilità, stavo affrontando un perio-

che affronta tutte le sfide con la voglia

glio che ragioni la mia squadra.” Squa-

do non positivo della mia vita e avere la

di gettare il cuore oltre l’ostacolo, at-

dra che adesso è il Frosinone, una

possibilità di allenare è stato fondamen-

taccando sempre come faceva da cal-

piazza ambiziosa, ma non così presti-

tale. In Italia non è così facile per gli ex

ciatore nella sfida con il terzino rivale

giosa come una di un team di livello

calciatori di fama cominciare ad allena-

sulla fascia. Anche adesso che ha appe-

internazionale. “Ma allenare il Frosi-

re perché le società sono allontanate dal-

so da qualche anno gli scarpini al chio-

none per me è come allenare il Real Ma-

la paura di dover corrispondere compen-

do per intraprendere la carriera di mi-

drid, è una grande possibilità di crescita.

si economici elevati. E poi lavorare

ster. “La mia idea tattica è quella di

C’è un ambiente che ha fiducia in me e

all’estero credo sia una grande chance

imporre sempre il nostro gioco, è questa

dove sento di poter costruire un Proget-

per un allenatore per conoscere ed ap-

idea di calcio che voglio infondere nei

to-Moriero. E’ chiaro, poi, che l’ambi-

prendere anche culture diverse e modi di

miei giocatori”. Convinto, tenace, con

zione di tutti gli allenatori è quella di

vedere il calcio differenti.” Ma della vita

l’obiettivo di crearsi un’ identità di al-

sedere su panchine come quelle di Inter,

di calciatore e dei tanti successi conse-

lenatore nonostante i tanti esempi avu-

Milan o di una squadra di vertice ma

guiti in carriera che cosa rimane? “Ri-

ti in carriera da imitare. “Ho avuto la

non mi piace candidarmi a una panchi-

mane un cassetto pieno di tanti bei ri-

fortuna di poter conoscere delle persone

na in particolare; voglio guadagnarmi

cordi, da aprire e rivivere spesso, con la

meravigliose e degli allenatori molto

il massimo con il lavoro, l’impegno e le

speranza che possano fare da stimolo per

preparati, su tutti Mazzone e Simoni,

vittorie.” Con la gavetta quindi, quella

conseguire nuovi successi, non certo per

due con cui mi sento ancora. Ma da loro

che alcuni allenatori hanno avuto il

sentirsi appagati. Nella mia carriera ho

posso solo ricevere consigli e cercare di

privilegio di poter saltare ritrovandosi

avuto la possibilità di giocare al fianco

carpire segreti per la gestione del gruppo.

in mano panchine prestigiose. Un ar-

di grandi campioni e questo per me ha

Il pensiero tattico rispecchia soltanto la

gomento al centro di un ampio dibat-

significato una grande possibilità di cre-

mia mentalità. Il mestiere di allenatore

tito negli ambienti sportivi, che ha vi-

scita: vedere giocatori come Totti, Bag-

è molto difficile, bisogna farsi capire dai

sto molti colleghi dire la loro. Qual è il

gio, Zamorano, Zanetti e tanti altri che

propri giocatori e bisogna riuscire a far

pensiero di Moriero? “Io credo che non

si allenano al muro, che arrivano un’ora

pensare 30 ragazzi con lo stesso cervello.

fare gavetta non sia affatto un privile-

prima dell’allenamento e se ne vanno

E’ fondamentale guadagnarsi la fiducia

gio, piuttosto un rischio di bruciarsi.

un’ora dopo, ti spinge ad impegnarti

e il rispetto perché se i tuoi calciatori

Quando si guida una grande squadra

sempre di più. E poi ho potuto ricevere

puntano solo a perseguire gli interessi

l’unica cosa che conta è il risultato e non

tanti consigli: mi ricordo che, ai primi

personali non vai lontano; devi far capi-

si ha tempo per sbagliare, sperimentare

anni di Roma, c’era Giannini sempre

re loro come prima cosa che sono pagati

e fare esperienza. Una sconfitta di trop-

pronto a dare un aiuto ai più giovani.”

per allenarsi bene e non per giocare.

po e sei fuori, mentre quando si è all’ini-

Lecce all’inizio della carriera, il Napoli

Quelle sono scelte dell’allenatore fatte

zio è importante anche fare errori per

alla fine, il Cagliari e soprattutto Roma

per il bene della squadra e i giocatori de-

imparare e fare tesoro dei propri sbagli

e Inter le due piazze che hanno fatto

vono essere capaci di ragionare da grup-

per migliorare in futuro.” Una gavetta

grande Francesco Moriero. “Due piaz-

po per valorizzare loro stessi. Ho fatto

che Moriero ha fatto e sta facendo, co-

ze straordinarie e profondamente diver-

Sport Paper

> Dicembre09


“la forza del lupo è il branco

e la forza del branco è il lupo,

così voglio che ragioni la mia squadra

pag. 29


se tra loro; quella Roma non era ancora

di campioni straordinari. Abbiamo fat-

tecnico più caro a Francesco: “La na-

una squadra di vertice, ma l’ambiente

to una stagione stupenda vincendo an-

zionale è un’emozione unica; purtroppo

era coinvolgente e caloroso. A Roma non

che la Coppa Uefa. In campionato pur-

l’ho raggiunta troppo tardi per lasciare

si vive il calcio solo la domenica, ma ti-

troppo è andata come è andata, in campo

il segno. La considero come un grande

fosi e giornalisti ti seguono quotidiana-

non pensi mai al marcio altrimenti non

premio alla mia carriera e un altro

mente 24 ore su 24. Trovare attimi di

avrebbe senso giocare e finiresti solo per

grande obiettivo raggiunto. Ho giocato

relax e riuscire a staccare dal proprio la-

deprimerti; io però quello scudetto sento

il mondiale del ‘98 e tutte le rispettive

voro diventa molto difficile; certo è che

di averlo vinto.” Il Moriero calciatore,

qualificazioni da titolare, quindi non

l’emozione di giocare all’Olimpico è uni-

oltre che per l’impegno e la dedizione

posso che essere soddisfatto di quanto ho

ca. Milano, invece, è differente: senti il

che metteva nel proprio lavoro, viene

realizzato anche in maglia azzurra.”

calore e l’affetto della gente, ma al tempo

ricordato anche per gesti e azioni par-

Adesso però il mestiere di Moriero è

stesso l’ambiente è meno stressante e rie-

ticolari che lo hanno reso personaggio:

quello dell’allenatore: quel ragazzo ric-

sci a ritagliarti degli spazi per staccare

quello dell’esultanza da lustrascarpe

cioluto non vola più sulla fascia, ora è

dal lavoro. La grande pressione di gioca-

del compagno che era andato in gol e

seduto in panchina e tenta di insegna-

re nell’Inter sta però nel fatto che devi

delle marcature in rovesciata diventate

re calcio ai giocatori di oggi, sperando

vincere per forza: un secondo posto ri-

caratteristiche dell’ala leccese. “Due ge-

magari di far rivivere a qualcuno di

sulterebbe un fallimento.” Secondo po-

sti che semplificano il mio intendere il

loro i successi che Francesco ha conse-

sto che, purtroppo, ha fatto parte

calcio: umiltà e fantasia. Il gesto dello

guito in carriera. Fiero, convinto, deci-

dell’avventura interista di Moriero;

sciuscià, a Ronaldo o Recoba poi, mica a

so, ma con un solo cruccio: quello di

probabilmente uno dei secondi posti

uno qualunque, significava simbolica-

trascurare la sua famiglia. “Purtroppo

più celebri della recente storia neraz-

mente mettersi a disposizione dei propri

chi fa questo mestiere vive di calcio tutta

zurra, che ancora brucia nei cuori dei

compagni, mentre la rovesciata è

la giornata, sono in costante contatto

tifosi interisti, forse come e più di

quell’azione che unisce tutta la mia fol-

con il mio staff e finisco per dedicare

quello del 5 maggio con Cuper alla

lia, l’estro e la fantasia; per diventare

meno tempo di quello che vorrei alla

guida. Moriero faceva parte, infatti,

un grande calciatore c’è bisogno di un

mia famiglia.” E allora via, rapido, scat-

dello squadrone interista del 1997-98,

mix di tutti questi elementi.” Gol in ro-

tante, come quando seminava avversari

quello che venne derubato del primo

vesciata che trasferisce i ricordi ad

sulla fascia, in sella alla sua auto sporti-

posto dalla Juventus favorita evidente-

un’altra grande avventura, quella della

va per raggiungere il nido familiare

mente da arbitraggi sconvolgenti.

nazionale: memorabile il gol di Morie-

dove tuffarsi fra i suoi affetti e staccare

“Quella era una grande squadra, piena

ro al Paraguay, proprio grazie al gesto

un po’ dallo stress pallonaro.

“Kekko” Francesco

Sport Paper

> Dicembre09


Moriero pag. 31


LA SCHEDA Nome:

Roberto Cognome:

De Bellis Docente universitario

A

Professione:

Preparatore Atletico Società:

UC Sampdoria

I segreti per mantenersi in forma

direttamente dalla serie a cura di Roberto De Bellis

U

no dei campi con il maggior numero di false

molti operatori, vuoi per la pubblicità che rinforza

credenze e di errori che si trasformano in or-

concetti totalmente dannosi. Vediamo di fare chia-

rori è proprio quello dell’attività sportiva e dell’ali-

rezza e spiegare nozioni che possono esservi utili per

mentazione. Vuoi per la scarsa professionalità di

il vostro benessere.

Sport Paper

> Dicembre09


SUDARE FA DIMAGRIRE

Q

uesto concetto errato prende

impermeabili come panciere o giubbi-

sorridere nel leggere questa affermazio-

forma sotto vari errori ma quelli

ni tipo k-way. Questi capi impediscono

ne ma ancora oggi qualcuno lo pensa.

più comuni sono il coprirsi in modo ec-

l’evaporazione del sudore quindi vi sarà

La sauna non fa dimagrire ma, come

cessivo durante l’attività fisica e andare

produzione di sudore senza l’elimina-

spiegato precedentemente, fa perdere

in sauna con lo scopo di dimagrire. Qual-

zione del calore. Questa situazione ne-

i liquidi del sudore che il nostro corpo

siasi attività fisica produce all’interno

gativa può portare ad una vera e propria

riprenderà appena possibile. Vi è quindi

del nostro organismo calore innalzando

patologia denominata colpo di calore.

una sudorazione provocata dalla ecces-

la temperatura corporea. L’eliminazione

I sintomi sono oltre alla stanchezza ec-

siva temperatura esterna che aumenta

del calore prodotto è fondamentale per

cessiva, il mal di testa o l’incremento del

conseguentemente la temperatura del

evitare malanni ed avviene attraverso

battito cardiaco e le vertigini. Occorre

nostro corpo. La sauna dovrebbe essere

vari meccanismi. Quello più comune è

ricordare che il sudore è formato solo

approvata dal proprio medico ed è da

attraverso la produzione e l’evaporazio-

da acqua (una percentuale altissima vi-

evitare per chi ha problemi cardiaci o

ne del sudore. La sudorazione ha come

cina al 99%) e da sali che saranno poi

di pressione arteriosa. La riduzione di

finalità quella di prevenire il surriscal-

reintegrati attraverso l’alimentazione

peso o del diametro della pancia, è sem-

damento del nostro corpo mantenendo

e le bevande per garantire il normale

plicemente dovuta alla sudorazione, che

una temperatura bassa e rinfrescando il

funzionamento dell’organismo. Non

fa perdere come detto acqua e sali mine-

nostro corpo grazie alle ghiandole su-

vi è alcuna correlazione tra il sudore e il

rali e non il grasso sottocutaneo. Libe-

doripare presenti su tutta la pelle. La

grasso. Questa affermazione deve essere

ratevi degli indumenti superflui quando

sudorazione quindi è un processo na-

tenuta ben presente soprattutto quando

praticate attività sportiva e ricordatevi

turale che non ha bisogno di forzature

si pensa di fare la sauna per sciogliere i

che la sauna si utilizza per altri obiettivi

come quelle di utilizzare indumenti

grassi. Sinceramente faccio fatica a non

e non per bruciare i grassi.

pag. 33


L’ANANAS BRUCIA I GRASSI ?

R

estiamo in tema di bruciare i

la muscolatura, in grado di facilitare

come neve al sole, ma possono essere

grassi ed arriviamo subito alla

l’assorbimento e il drenaggio degli

metabolizzati, cioè utilizzati per for-

mitica frase che si pronuncia quando

edemi, sia quelli derivanti da traumi

nire energia e questo lo vedremo più

ordiniamo l’ananas. Iniziamo subito

che quelli di origine infiammatoria.

avanti. Non esiste nessun farmaco

con il dire che l’ananas non brucia i

Rispetto al frutto la bromelina si ri-

e nessun massaggio che possa “scio-

grassi. Questo frutto contiene una so-

trova nel gambo in quantità maggiore

gliere i grassi”. L’unico mezzo che

stanza e più precisamente un enzima,

e molto concentrata. Concludiamo

determina l’utilizzazione metaboli-

la bromelina, che ha come caratteri-

il discorso affermando che l’ananas

ca dei grassi nel nostro organismo è

stica quella di facilitare la digestione

presenta molte proprietà benefiche,

il bilancio entrate/uscite caloriche,

e la disintegrazione delle proteine.

come inattivare le proteine respon-

cioè il rapporto tra le calorie ingerite

Questo enzima svolge numerosi ef-

sabili dei processi infiammatori e fa-

e le calorie consumate durante l’atti-

fetti benefici. Oltre ad agire sull’in-

vorire il riassorbimento degli edemi,

vità fisica. Questo rapporto fa si che

testino favorendo la digestione delle

ha un elevato contenuto di vitamine

si perda del grasso o lo si accumuli

proteine ha ottime proprietà antin-

A, B e C ma assolutamente non bru-

nel tempo. Dimagrire significa per-

fiammatorie. Molto efficace nel trat-

cia i grassi. Sottolineiamo una cosa:

dere grasso e non liquidi che saranno

tamento degli stati infiammatori del-

i grassi del corpo non si sciolgono

reintegrati successivamente.

Sport Paper

> Dicembre09


COSA FARE QUINDI PER SCIOGLIERE I GRASSI

I

l lavoro aerobico brucia i grassi. Final-

essere troppo scolastici riassumo il tutto di-

delle calorie ingerite (grazie ad una dieta o ad

mente una affermazione che dice il vero.

cendo che dopo decine di minuti si attiva la

un controllo della alimentazione) e un incre-

Il termine aerobico è usato nella fisiologia

lipolisi e quindi la combustione dei grassi per

mento delle calorie bruciate attraverso un’at-

degli sport con riferimento ad uno dei mec-

produrre energia necessaria allo svolgimento

tività sportiva di qualsiasi genere possiamo

canismi che producono energia. Il mecca-

dell’attività fisica. Oltre al lavoro aerobico

perdere grasso e quindi dimagrire realmente.

nismo più economico e che non prevede la

estensivo, essendo anche un rapporto calo-

I risultati migliori e più duraturi si ottengono

formazione di acido lattico. Aerobico perché

rie ingerite-calorie bruciate si può agire su

abbinando una regolazione dell’alimenta-

richiede l’intervento dell’ossigeno e senza

entrambi i fronti. Attraverso una riduzione

zione con un’attività sportiva o motoria.

PARLANDO DI LIQUIDI E SOPRATTUTTO DI ACQUA OCCORRE RICORDARE CHE...

L

’acqua non contiene calorie

in condizioni normali è consigliabile

qua può essere bevuta anche duran-

quindi non fa ingrassare. Come

bere due litri di acqua al giorno che

te i pasti perché è utile per favorire i

visto prima, le variazioni di peso do-

devono essere aumentati quando le

processi digestivi migliorando la con-

vute all’ingestione o eliminazione

condizioni climatiche esterne o l’at-

sistenza degli alimenti ingeriti. Qua-

dell’acqua sono temporanee e traggo-

tività sportiva lo richieda. L’acqua va

lora si ecceda nella quantità (circa 1

no in inganno. Dopo una intensa su-

bevuta a piccoli sorsi durante l’attivi-

litro) si allungheranno leggermente i

dorazione occorre bere abbondante-

tà sportiva. Spesso quando insorge lo

tempi della digestione a causa di una

mente e ristabilire i liquidi persi. Già

stimolo della sete è troppo tardi. L’ac-

diluizione dei succhi gastrici. pag. 35


FARE GLI ADDOMINALI FA DIMAGRIRE

È

convinzione comune che eseguire un esercizio di

considerare che troppo spesso poi gli esercizi non sono

rinforzo per la muscolatura addominale aiuti a di-

svolti correttamente e quindi dedicheremo una rubrica

magrire. Falso. Non è possibile dimagrire in una zona del

in futuro. Importante è che resti il concetto che il rinfor-

corpo attraverso l’esecuzione di un esercizio di tonifica-

zo della muscolatura addominale è utile per il manteni-

zione. Svolgere correttamente esercizi per gli addominali

mento di una corretta postura e per prevenire patologie,

porta solo ad un rinforzo della muscolatura ma non vi

ma assolutamente non porta alla perdita di grasso nella

è alcuna correlazione con la perdita di grasso. Occorre

zona dell’addome.

L’ACIDO LATTICO DEL GIORNO DOPO

U

n altro orrore è quello di pensare che i dolori mu-

1250 molecole ben 1249 sono dissociate ossia suddivise in

scolari del giorno dopo siano da riferire al famige-

una componente carica positivamente (ioni idrogeno) e in

rato acido lattico. Quante volte ci siamo sentiti dire “…

una carica negativamente (ioni lattato). L’accumulo di ioni

sarai pieno di acido lattico…” se così fosse sareste passati a

idrogeno aumenta l’acidità nel citoplasma delle fibre mu-

miglior vita. A parte gli scongiuri di rito facciamo chiarez-

scolari e questo frena l’attività degli enzimi che consentono

za su questa sostanza. L’acido lattico non è un nemico ma

di produrre energia. Vale a dire che il lattato inibisce alcu-

solo un indicatore che segnala che l’intensità dell’attività

ne componenti che producono energia, quindi alla lunga

sportiva è elevata e quindi il sistema aerobico visto prima

occorre diminuire l’intensità dello sforzo. Dopo varie ore

non è in grado di soddisfare le richieste e quindi si passa ad

dallo sforzo non vi è più traccia di acido lattico nel nostro

un altro meccanismo energetico denominato anaerobico e

organismo. I dolori muscolari del giorno dopo sono dovu-

che può portare alla formazione di lattato. Uso questo ter-

ti alle sollecitazioni muscolari tipiche degli sforzi intensi e

mine perché l’acido lattico come tale non esiste o quasi, su

non alla presenza di acido lattico.

U

nica certezza per il benessere

numerosi benefici sui vari apparati

quindi è quella di controllare

ci aiuta anche a dimagrire. Lascia-

e regolare l’alimentazione verifican-

mo le pillole, le pozioni magiche e le

do le calorie degli alimenti. Pratica-

imposizioni delle mani ai maghi e al

re una regolare attività fisica oltre ai

passato.

Sport Paper

> Dicembre09


Monica

De Gennaro Spirito ‘libero’ del volley a cura di Lucia Di Nicola | Foto di E. Pennacchio

LA SCHEDA Nome:

Monica Cognome:

De Gennaro Nata il:

08-01-1987 a:

Piana di Sorrento (NA) Ruolo:

Libero

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> Dicembre09


I

n campo fa il libero e non poteva esse-

minimo ripensamento, mai mi ha sfiorato

re altrimenti, visto il carattere e lo spi-

l’idea di mollare tutto e tornarmene a casa.

rito di una ragazzina che a 14 anni decide

Fare della passione più grande il proprio la-

di lasciare tutto il suo mondo, la natia

voro è un privilegio che non tutti hanno la

Campania, il sole, il mare, la famiglia per

possibilità di percorrere. Anche perché, ad

trasferirsi a Vicenza con la speranza nella

essere sinceri, non è mai piaciuta la scuo-

valigia di poter un giorno diventare una

la; con i libri non ho un grande rapporto

pallavolista di serie A. La protagonista

e ho sempre preferito la palestra, quindi se

della favola a lieto fine è Monica De Gen-

non fossi diventata una pallavolista non so

naro, 23 anni ancora da compiere, 5 sta-

proprio che ne sarebbe stato di me. Oltre

gioni già disputate in A1, un passato che

alla testardaggine tipica del sud e la per-

le ha regalato anche la nazionale ed un fu-

severanza nel voler raggiungere uno sco-

turo che promette successi. Ma non sono

po anche tra mille difficoltà, una buona

una sprovveduta o una che si lancia sempre

parte del merito del successo di Monica

ad occhi chiusi nelle avventure. Sono attac-

va riconosciuta alla famiglia che non le ha

cata alla mia terra, i primi tempi a Vicen-

mai impedito di seguire i suoi sogni, ma

za sono stati molto difficili, mi mancava

anzi la ha aiutata e sostenuta lasciandola

soprattutto il mare ed il calore della gente,

libera di scegliere il proprio destino. La

ma ero anche consapevole che la Campania

mia famiglia gioca un ruolo fondamentale

ha molto poco da offrire ai giovani, in spe-

nella mia vita; i miei genitori sono sempre

cial modo in ambito lavorativo, e trasferirsi

molto presenti, li sento vicini, ma al tem-

nel settore giovanile di una squadra di serie

po stesso mi hanno anche lasciato gli spazi

A era l’opportunità che poteva cambiarmi

per inseguire i miei sogni e per costruirmi

la vita. Per questo non ho mai avuto un

la vita passo dopo passo. E sono contenta

Carriera 2001-02 Libertas Sorrento

Giov.

2002-03 Metodo Infoplus Vicenza

A1

2003-04 Novello Vicenza

B2

2004-05 Novello Vicenza

B1

2005-06 Minetti Infoplus Vicenza

A1

2006-07 Minetti Infoplus Vicenza

A1

2007-08 Minetti Infoplus Vicenza

A1

2008-09 Minetti Infoplus Vicenza

A1

2009-10 Aprilia Volley

A2

pag. 39


adesso quando vedo mia madre, che è una

da Vicenza, si incupisce quando si tocca

come libero di riserva è l’attuale palmares

grande appassionata di sport, emozionar-

l’argomento nazionale, anche se lei prova

di Monica in azzurro. In palestra, tra un

si quando scendo in campo e cerco sempre

a nascondere dietro il suo carattere forte

servizio ed un bagher, è sbocciato anche

di rendere i miei genitori orgogliosi di me.

un po’ di rammarico per aver perso un

l’amore con Daniele: è una persona fon-

Una famiglia che è composta però da al-

treno sul quale sarà difficilissimo risalire.

damentale per me, mi dà quella sicurezza

tre due persone che nella vita di Monica

Far parte della nazionale è stata un’espe-

che fuori del campo non sempre ho e mi

sono altrettanto fondamentali. Ho una

rienza meravigliosa, con il gruppo azzurro

sostiene in ogni scelta. E’ davvero speciale.

sorella maggiore e una gemella; abbiamo

ho vissuto momenti che faranno per sempre

Anche lui ovviamente è un giocatore di

un rapporto splendido e siamo di sostegno

parte dei miei ricordi più belli ed ho avuto

pallavolo e viene da pensare che, per una

l’una all’altra nel momento del bisogno.

la possibilità di crescere e di girare il mon-

ragazza come Monica che vive di volley,

Poco dopo il mio approdo a Vicenza, la mia

do. Però non è e non sarà un chiodo fisso;

era l’unica e naturale possibilità. Spiglia-

sorella più grande scelse di effettuare i suoi

io penso a giocare e a far bene con la mia

to, simpatico e protettivo nei confronti

studi universitari a Padova, così potevamo

squadra che adesso è l’Aprilia. La serie A2

della sua fidanzata, Daniele ha trascorso

avvicinarci e farci compagnia a vicenda.

è un campionato molto affascinante perché

tutta la sua carriera tra B1 e B2: a Foligno,

Anche con la mia sorella gemella sono le-

è molto equilibrato: non ci sono squadre

dove è nato, Vicenza, dove ha conosciuto

gata da tanti ricordi magnifici, soprattutto

che ammazzano il campionato e le cosid-

Moky, poi a Legnago e adesso a Terraci-

riguardo la pallavolo; è una giocatrice an-

dette piccole nascondono molte insidie.

na da dove può seguire da vicino le gesta

che mia sorella Maria e abbiamo giocato

Certo non è però la vetrina migliore per

della sua metà, con il sogno nel cassetto

insieme per tanti anni. Un ricordo parti-

accedere al gruppo della nazionale, quin-

di diventare un giorno un allenatore. Ma

colare su tutti è senz’altro l’emozione di

di pensarci adesso continuamente sarebbe

non allenerei mai Monica: visto quanto

aver rappresentato la nostra terra insieme,

anche inutile. Se un domani avrò la pos-

mi emoziono e quanto sono teso quando

quando da giovanissime facemmo parte

sibilità di tornare a farne parte sarei ono-

è in campo, non credo che riuscirei a fare

della rappresentativa campana. La palla-

rata e felicissima, se non succede però non

un buon lavoro. Anche se certamente avrei

volo, però, come ogni sport, a volte dà e a

sarà certo un dramma. Una medaglia di

un’arma in più, perché Monica è un vero

volte toglie; lo sguardo di Moky, sopran-

bronzo al World Grand Prix e una parte-

fenomeno. Trasmette grinta e serenità ed è

nome che la De Gennaro si porta dietro

cipazione al campionato mondiale 2006

capace di dare una carica incredibile alle

Sport Paper

> Dicembre09


Il TATOO ficato molto particolare sul collo: una stellina simbolo dell’unione inscindibile ed incancellabile con le sue due sorelle. Tutte e tre infatti hanno lo stesso disegno, anche se hanno deciso di realizzare la stellina in parti del corpo diverse. Le sorelle di Moky, infatti, hanno scelto una il piede ed una l’avanbraccio.

De Gennaro

Monica ha un tatuaggio dal signi-

pag. 41


compagne e credo che ogni allenatore vorrebbe averla con sé.

giocatrici di beach-volley che nella pubblicità della Wind

Adesso, intanto, faccio la gavetta e cerco di imparare il mestie-

hanno “stracciato” Aldo, Giovanni e Giacomo in una sfi-

re allenando nel settore giovanile, in futuro vedremo. E Da-

da 3 contro 3, vincendo la cena che i tre comici avevano

niele dovrà allenarsi anche a convivere con la bellezza della

messo in palio. E’ successo tutto per caso, un mio amico inviò

sua Moky; in molti se ne sono accorti, tanto da fare del

le mie foto alla produzione e fui scritturata per la parte. E’

libero campano una delle sex symbol della pallavolo italia-

stata un’esperienza divertente, ed è stata un emozione strana

na, ricercatissima anche fuori dal campo per promozioni e

rivedersi poi in televisione. La sfida però è stata molto facile,

servizi fotografici. Dal canto suo, comunque, Daniele sem-

Aldo, Giovanni e Giacomo sono simpaticissimi e disponibi-

bra più divertito ed orgoglioso che geloso, mentre Monica,

lissimi, ma a pallavolo non sanno giocare per niente. Alla

al contrario, non sembra molto a suo agio tra luci e flash.

fine è sempre la pallavolo a tornare al centro dei pensieri di

Questo perché il mondo dello spettacolo non mi interessa; mi

Monica, una ragazza all’apparenza timida, ma che riesce a

presto volentieri a servizi o interviste, ma perché fa parte del

sprigionare una grinta pazzesca quando indossa la divisa da

mio lavoro e mi diverte, non certo perché abbia mai pensato

gioco e che giorno dopo giorno sta vincendo l’ambiziosa scommessa su cui aveva puntato tutta la sua vita a soli 14 anni. Forse conquistare una copertina e catalizzare gli obiettivi dei fotografi sarebbe più facile, ma a Monica piacciono più le sfide difficili, per questo adesso in testa c’è solo il pensiero di tornare a calcare i palcoscenici più prestigiosi della pallavolo italiana.

di diventare una modella o una ragazza copertina. Io sono una giocatrice di pallavolo e voglio continuare ad esserlo a lungo e non sono una che si vanta o che fa la vamp. Anzi, tutto quello che faccio lontano dal campo cerco sempre di tenerlo fuori dallo spogliatoio e proprio per questo mio atteggiamento credo di non aver mai suscitato gelosie o invidie tra le mie compagne. Eppure, oltre ad un servizio su Donna Moderna e al calendario della sua squadra ai tempi di Vicenza, la De Gennaro ha sul suo curriculum la partecipazione ad uno spot che la ha resa celebre all’Italia e che avrebbe fatto gola a qualunque attrice di mestiere. Moky era una delle tre

Sport Paper

> Dicembre09


Moky

17

ed il ‘suo’

Una curiosità di Moky è il

semplice: a Sorrento nelle

numero che porta sulle spalle,

giovanile giocavo con il 7, ma

quel 17 che solitamente si cerca

quando sono arrivata a Vicenza

si evitare per i suoi significati

c’era una giocatrice che

scaramantici. Anche se sono

aveva già quel numero e allora

una ragazza del Sud non credo

semplicemente ho aggiunto il

in queste cose, è l’impegno e

numero 1 davanti. E’ andata

la forza di volontà a decidere il

bene e ho tenuto il 17, ma non

nostro destino. Il motivo della

è né un portafortuna, né un

scelta del numero 17 è molto

talismano particolare.

pag. 43


Sport Paper

> Dicembre09


Alla scoperta di

Coverciano

la ‘casa’ dei Campioni del Mondo

a cura di Daniele Amore - Foto di Salvatore Fornelli

C

overciano è un quartiere della

via Aretina. La zona è conosciuta in

do, oggi sede dell’Istituto Antoniano

zona est di Firenze, sulla riva de-

tutta Italia per la presenza del Centro

Maschile dei Padri Rogazionisti e due

stra del fiume Arno. Il suo nome deriva

Tecnico Sportivo Federale della FIGC,

monasteri femminili, San Baldassarre

dalla parola latina Cofercianus, la qua-

sede del ritiro della Nazionale italiana

delle Agostiniane e San Girolamo delle

le a sua volta deriva dal nome latino di

di calcio, ma il complesso di Covercia-

Clarisse. L’ambiente, quasi da favola e

persona Corficius, che si pensa essere

no presenta numerosi altri edifici di in-

ancora vergine da deturpamenti am-

il nome del proprietario o del lavora-

teresse socio-culturale. Vi si trovano la

bientali tipici dell’era moderna ha da

tore del fondo rustico su cui è sorto il

chiesa di Santa Maria e la chiesa dedica-

sempre adattato alle esigenze narrative

centro abitato. Il quartiere è delimitato

ta a Santa Caterina da Siena; la piccola

il quartiere, tanto che a Coverciano è

dai torrenti Affrico e Mensola, dalle

chiesa romanica di San Bartolomeo

ambientato il romanzo “Sorelle Mate-

pendici delle colline fiesolane e dalla

al Gignoro; la villa di Poggio Gherar-

rassi” di Aldo Palazzeschi. pag. 45


Coverciano Come Come raggiungere raggiungere Coverciano Coverciano

In auto: percorrendo la A1, sia in direzione

nord che sud, uscire al casello di FIRENZE SUD, quindi seguire la cartellonistica stradale indicante il Centro Tecnico Federale (CTF) (circa 5 km. dall’uscita autostradale).

In treno: dalla stazione di Firenze S.Maria

Novella il Centro Tecnico è raggiungibile in taxi (circa 20 minuti di percorrenza) o tramite l’autobus linea 10.

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> Dicembre09


S

i cerca di riproporre in partita tutto ciò

ne all’interno di essi di ristoranti, bar, musei

una “Casa” all’avanguardia come il Centro

che si è provato in allenamento durante

calcistici e vaste aree commerciali sarebbe un

di Coverciano, ormai più di mezzo secolo fa.

la settimana. Questo è più o meno il credo di

importante sprone per il marketing societa-

Certo la struttura toscana è molto di più di un

ogni allenatore che si rispetti ed il primo e fon-

rio; ma è altrettanto vero che mancherebbero,

semplice centro sportivo, è l’arteria principale

damentale comandamento nella testa di ogni

però, le basi sportive. Sarebbe come costrui-

del calcio italiano; e anche se, a dire il vero, la

calciatore. Soprattutto nel calcio di oggi, dove

re teatri fantastici e poi mandare gli attori a

rappresentativa azzurra non ha bisogno di al-

l’estro e la fantasia sono sì importanti, ma

provare in uno scantinato freddo e senza luce.

lestire un proprio settore giovanile, piuttosto

non più fondamentali, se non inseriti all’in-

Spesso, anche in serie A, gli allenamenti ven-

ha bisogno che funzionino quelli dei club, la

terno di un’organizzazione di squadra più

gono svolti sotto la pioggia su terreni di gioco

struttura di Coverciano risulta fondamentale

completa. E in questa nuova visione dell’al-

inzuppati ai limiti della praticabilità. E in una

per un altro aspetto altrettanto basilare, quel-

lenamento, il luogo dove esso si svolge non

situazione del genere è normale che si faccia

lo della formazione del gruppo. E’ proprio nel

è più un semplice dettaglio, ma un elemento

molta più attenzione a risparmiare le caviglie

verde della struttura, alle porte di Firenze, che

fondamentale nella gestione degli obiettivi e

nella palude che non a eseguire correttamente

si forma e si forgia lo spirito del gruppo azzur-

nella programmazione di successi importanti

schemi e movimenti, con evidenti ripercussio-

ro, di quella squadra che sta poco insieme ri-

e duraturi. Anche se i presidenti sono ancora

ni negative in partita. Inoltre, nulla è più im-

spetto ad un club, ma ha un cuore grande così.

distanti dalla comprensione di questo concet-

portante nel calcio del prossimo futuro dello

La forza del team risiede infatti non solo nelle

to e l’argomento che tiene banco è soprattutto

sviluppo del settore giovanile e della crescita

grandi qualità di ciascun giocatore ma soprat-

la costruzione di stadi privati, tanti allenatori

di giocatori “fatti in casa” per contrastare lo

tutto nell’aggregazione, coesione e vicende-

cominciano a chiedere centri sportivi attrez-

strapotere economico dei campionati esteri

vole collaborazione tra i compagni al fine di

zati a gran voce. E’ vero, infatti che la priorità

arricchiti dai dollari americani o da quel-

raggiungere un obiettivo comune quale la vit-

d’investimento, in particolare dal punto di vi-

li degli sceicchi arabi o ancora agevolati da

toria. La coesione si realizza anche mangian-

sta dell’immediatezza dei profitti, spinge mol-

imposizioni fiscali meno rigide. E nulla deve

do, bevendo, scherzando e dormendo insieme

ti staff dirigenziali a pensare più ad impianti

essere strutturato in una società come il setto-

come se si facesse parte della stessa famiglia e

di proprietà sul modello inglese: la previsio-

re giovanile, un’organizzazione che richiede

gli effetti principali dell’aggregazione e coo-

l’attività dei ragazzi, gli osservatori, i tecnici, i

perazione sono il maggior impegno di ciascun

massaggiatori, i medici ed il centro sportivo è

componente del team, la stabilità dei rapporti

il fondamento per la realizzazione di un pro-

e lo sviluppo della capacità di superare le si-

getto simile. In questo contesto la Federazione

tuazioni difficili. E non è un caso che i Mon-

è stata lungimirante nel dotare la Nazionale di

diali del 2006 così come quelli del 1982, sono stati vinti soprattutto grazie alla coesione del gruppo. E chissà se la prossima estate in Sudafrica, ci sarà ancora la possibilità di esaltare le gesta di un team che nasce e cresce nel Centro Tecnico di Coverciano.

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IL FONDATORE

I

l Centro Tecnico di Coverciano nasce per volontà di un illustre fiorentino: il Marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, uomo

nato il 7 novembre 1896 e morto il 31 maggio 1958; un uomo molto versatile capace di essere nell’arco della sua vita un grande politico, imprenditore, dirigente sportivo e eroe pluridecorato della Grande Guerra. Discendente di Lorenzo il Magnifico ed erede di una delle dieci famiglie nobili più antiche e gloriose di Firenze, visse una vita intensissima ed avventurosa. Partecitò alla Prima guerra mondiale ottenendo per meriti bellici ben due medaglie d’argento al valor militare, fu mecenate nello sport e nella musica. Soprattutto dagli anni ’20 cominciò a divenire pioniere dello sport con particolare successo ed attenzione al calcio ed all’atletica. Il mondo del calcio deve al Marchese Ridolfi la nascita dell’Associazione Calcio Fiorentina che fondò nell’agosto del 1926, nonché la nascita della Federcalcio che fondò alla fine degli anni ’30 e di cui presiedette il settore tecnico insieme a Vittorio Pozzo. Costruì lo stadio comunale di Firenze, oggi Stadio Artemio Franchi, ed il Centro Tecnico Federale di Coverciano, sostituendosi alle pubbliche casse ove esse non offrivano la necessaria copertura. Nel mondo dell’atletica fondò la Società Atletica Giglio Rosso con la quale vinse ben sei scudetti negli anni Venti, fu presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera dal 1926 al 1942 e poi dal 1956 al 1958. Consigliere nel direttivo della IAAF - International Association of Athletics Federations - e della EAA - European Athletic Association - per quasi venti anni, revisore e membro della giunta del C.O.N.I. per più di venti anni e fu il capo della delegazione olimpica italiana alle Olimpiadi di Berlino del 1936. A Firenze nel 2001, è stato inaugurato uno stadio in sua memoria, progettato per le discipline di atletica leggera. Il marchese Luigi Ridolfi è stato un simbolo straordinario di onestà, umiltà e di grande statura morale. La sua genuina nobiltà non si limitò al sangue ma si palesò in ogni suo atto e comportamento e la sua eredità ha incontestabilmente accresciuto ed arricchito l’Italia e la sua Firenze, per questo probabilmente ha anche meritato una biografia dedicatagli dallo scrittore Andrea Claudio Galluzzo vincitrice del premio letterario del CONI nel 1999.

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LA STORIA DEL CENTRO TECNICO

I

l Centro sorge a Firenze, nel quartiere Coverciano, ai piedi delle colline di Fiesole e Settignano. Nella progettazione, ad

opera degli architetti Francesco Tizzi e Arnaldo Innocenti, come pure nella scelta dei materiali, si è cercato di riecheggiare lo stile delle belle ville medicee che costellano le colline circostanti. E’ per questa ragione che domina il rosso pompeiano, il giallo ed il verde, colori che, avvicinando con la fantasia al bianco, possono ricordare anche il tricolore italiano. Un anello di cipressi ed un giardino all’italiana, incastonano i campi di gioco e immergono chi vi entra nella natura. La versatilità del fondatore ha ispirato il concetto alla base dell’ideazione del Centro che, pur prendendo come punto di riferimento l’attività calcistica, voleva abbracciare anche altre discipline sportive. Pertanto il Centro fu dotato di una piscina, di una pista d’atletica e di un’ampia palestra. Risale al 29 marzo 1952 (delibera del Consiglio Federale dell’8 maggio 1951) l’acquisto del terreno da parte della FIGC. Poco più di un anno dopo incominciarono i lavori che furono ultimati nell’ottobre del 1957, mentre l’inaugurazione ufficiale, invece, risale al 6 novembre 1958 alla presenza dell’allora commissario straordinario della Federcalcio Bruno Zauli. Nel corso degli anni il Centro Tecnico ha ampliato le sue funzioni all’interno dell’organigramma federale; dalla Scuola Allenatori, che ha, nel corso degli anni, ampliato la sua offerta formativa, al Reparto Medico che fu istituito nel 1974 e diventato Sezione Medica nel 1983. Le rappresentative nazionali hanno sempre trovato a Coverciano la sede per i loro raduni, per le selezioni e per gli allenamenti. La Nazionale A, la Under 21, la Under 15, 16, 17 e 18, sia della Lega Professionisti che della Lega di C, la Nazionale Militare, la Nazionale calcio a 5, la Nazionale Femminile hanno soggiornato più volte a Coverciano che, anche per questo motivo, è stato definito la “Casa degli Azzurri”. Sono spesso ospiti del Centro, inoltre, anche squadre di club e rappresentative straniere facendo del centro una sorta di “Università del Calcio” e “Casa della nazionale Italiana”. Negli anni, il Centro Tecnico di Coverciano è sempre risultato all’avanguardia nella disponibilità di strutture per la formazione tecnica e per l’allenamento e a oltre 50 anni dalla sua fondazione è ancora oggi uno dei più famosi e prestigiosi centri sportivi in Europa e nel Mondo.

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I NUMERI DI COVERCIANO

• 4 campi da calcio di misure regolamentari, 3 in erba naturale e 1 in erba artificiale; • 1 campo “pratica”, di dimensioni ridotte; • 1 campo di calcio a 5 in erba artificiale; • 1 campo “gabbia” per speciali sessioni di allenamento; • 1 palestra multisport, adatta per calcio a 5, basket, pallavolo; • 1 palestra con i più moderni attrezzi; • 1 piscina 25 mt X15 mt; • 2 campi da tennis in erba artificiale. • Aula Magna, intitolata a Giovanni Ferrari, con la capacità di 150 posti a sedere. L’aula è spesso usata per lezioni, convegni, conferenze stampa ed anche per assemblee generali. Dispone di tutti i mezzi multimediali e della tecnologia per la traduzione simultanea e di collegamento wireless per internet; • Varie Sale Riunioni; • Biblioteca dove si possono trovare oltre 3500 testi, fra libri, articoli, saggi e tesi dei precedenti corsi, riguardanti tutti gli aspetti dello sport, e del calcio in particolare; • Reparto medico con macchinari per la cura e la riabilitazione dei calciatori; • Hotel con 53 camere doppie e singole, dove inoltre si può usufruire della “Foresteria” una aula con capacità di 50 posti a sedere, equipaggiata con varie attrezzature multimediali; • Ristorante, con capacità di circa 150 coperti.

I Presidenti del Centro • Dante BERRETTI • Mario ZAPPA • Walter MANDELLI • Franco CARRARO • Artemio FRANCHI • Federico SORDILLO • Teodosio ZOTTA • Giancarlo ABETE • Massimo MORATTI • Raffaele RANUCCI • Lorenzo RIGHETTI • Giancarlo ABETE (Commissario) • Mario VALITUTTI • Innocenzo MAZZINI (Commissario) • Enzo BEARZOT • Azeglio VICINI

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Consigli per la lettura H

15 pugili / 15 storie

anno vinto, hanno perso, sono stati di-

Nel 1963 il prefetto gancio sinistro di Henry

sprezzati o si sono rallegrati, ma sono

Cooper mise al tappet Ali — ma che fu salvato

stati sul ring con il campione. Muhammad Ali

dalla campanella e da qualche trucco a bordo

attraverso le storie di 15 dei suoi avversari - un

ring. Il momento di Cooper, ancora lo aiuta a

incredibile profilo che rivela Ali come mai pri-

trasformasi da “ ’Ammerin’ ’Enry” in Sir Henry

ma d’ora. Ogni pugile che è salito sul ring con

Cooper, mentre il poco conosciuto Jurgen Blin

Ali, ha brillato più intensamente del risultato;

dopo aver incontrato Ali a Zurigo, tornò dritto

nessuna vita o carriere avrebbe potuto essere

al suo lavoro nello stabilimento di salsicce. Gli

ancora la stessa dopo quel momento. Stephen

uomini che hanno combattuto possono parlarci

Brunt, uno degli scrittori sportive più stimati,

del pugile Ali come nessun altro potrebbe. Ma

ha viaggiato per invontrare gli uomini che han-

lo hanno anche visto inventare se stesso come

no combattuto contro Ali, aprendo una nuova

personaggio mediatico prima ancora che esi-

prospettiva sull’uomo più famoso del pianeta.

stessero figure simili. Loro erano lì quando la

Si parla di grandi campioni e “bidoni”, perso-

personalità e il coraggio di Ali, la sua contro-

ne senza speranza e pochi che lo hanno battu-

versa fede a il rifiuto di recitare il ruolo che gli

to; diventando trionfante e tragico, divertente,

veniva assegnato, hanno cambiato in maniera

edificante e arrabbiato, ciascuno racconta una

indelebile gli Stati Uniti e il mondo. Stephen

storia diversa. Brunt parla a uomini come Joe

Brunt ha modellato le loro storie in un affasci-

Frazier e Larry Holmes, che ricordano I loro

nante ritratto dell’uomo che continua ad essere

titanici incontri contro Ali, con amore e odio.

un fenomeno.

È

Dinamiche di gestione del team nel gioco 7 vs 7

una novità assoluta (non esistono libri in

zione del lavoro al fine della loro costruzione. Dal

merito) sicuramente per l’Europa e forse in

terzo capitolo gli autori presentano i contenuti pra-

tutto il mondo. Questa prima uscita vuole essere

tici dell’allenamento, suddivisi in esercitazioni per

un punto di partenza per tutti i praticanti ed i tec-

il riscaldamento e per la parte centrale dell’allena-

nici che operano sul calcio a sette. Dopo la presen-

mento con riferimenti alla tecnica, semplice ed ap-

tazione dell’opera firmata da Dejan Savicevic, gli

plicata, alle situazioni di gioco, arrivando a trattare

autori hanno cercato di presentare i vari aspetti che

anche i giochi a tema; continuano poi presentando

influenzano la prestazione di questa tipologia di

i moduli di gioco più usati con le loro caratteristi-

calcio. Sono partiti dall’identificazione dei presup-

che (positive e negative). Particolare attenzione è

posti della teoria e metodologia dell’allenamento

stata poi dedicata ai blocchi per sfruttare le palle

sportivo, focalizzando gli aspetti della seduta d’al-

inattive con alcune esercitazioni di squadra per la

lenamento, della programmazione e degli obiettivi

fase offensiva e per quella difensiva. Il libro nell’ ul-

specifici. Si sono addentrati, poi, nell’aspetto fisi-

tima parte si completa trattando i possibili regola-

co, dove hanno presentato e sviluppato le capacità

menti e le loro applicazioni, un ipotetico sviluppo

motorie inerenti alla tipologia di questo sport e ne

annuale di programmazione per una squadra e con

hanno evidenziato per ogni capacità fisica, dove

interviste a personaggi famosi del calcio e di altri

possibile, alcuni concetti e differenze di imposta-

sport che si cimentano in tornei a sette giocatori.

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Sport Paper Dicembre 2009