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periodico d’informazione aziendale edizione di Parma, Reggio Emilia e Modena

anno III Luglio 2011 CERAMICA

ECONOMIA

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Manfredini: il settore ha ripreso a crescere grazie ai mercati esteri

Montezemolo: rilanciare l’Italia coinvolgendo le migliori forze del Paese

Barilla: per operare all’estero servono progetti seri e partners affidabili

Editoriale

In primo piano

Quali prospettive per la piccola Impresa? di Ottavio Margini Le Assemblee delle Associazioni di categoria sono un importante appuntamento annuale dove si affrontano temi ed aspetti ritenuti prioritari per lo sviluppo sia in ambito nazionale che locale. Per fare questo spesso sono ospiti in questi incontri noti Economisti ed Imprenditori. Dalle relazioni e dai dibattiti che scaturiscono dovrebbero emergere elementi importanti ed utili per la definizione della “vision” da parte delle imprese del nostro sistema produttivo. E’ per questo che il “Giornale delle Imprese” ha seguito direttamente importanti Assemblee di Associazioni di Categoria in terra emiliana. Filo conduttore in tutti gli incontri sono state le criticità ed i limiti allo sviluppo presenti nel nostro Paese. Limiti che sono sotto gli occhi di tutti. Tutti hanno evidenziato che l’Italia è in grave difficoltà, che manca una classe dirigente che possa governare il Paese, che alto è il rischio dell’impoverimento. Quando si passa, però, alle “ricette” per uscire da una situazione estremamente difficile e complessa per il nostro Paese allora…le indicazioni, i suggerimenti scarseggiano. In queste assemblee sono state evidenziate le stesse cose di 10/15 anni fa: una burocrazia eccessiva per le imprese, la mancanza di riforme (fiscale, giustizia, ecc. ecc.), la necessità di ridurre il debito pubblico. Tutto vero ed il fatto che dopo 15 anni nulla o quasi sia cambiato è da un lato veramente preoccupante; dall’altro, però, non si possono considerare tali aspetti come fattori centrali delle crisi economica. - Continua a pag. 8 -

Il servizio a pagina 3

Il servizio a pagina 2

Il servizio a pagina 5

Il difficile compito di disegnare il futuro

Imprese & Vision Analisi economiche, scenari ed “appelli” dalle Assemblee delle Associazioni di categoria emiliane

Luglio 2011 RICERCA & SVILUPPO

Landi: conoscenza ed innovazione non più delegabili alla singola impresa

Il servizio a pagina 7

FORMAZIONE

Bilancio 2010 positivo per IFOA

Il servizio a pagina 11

FINANZA

Mussini (CNA): le banche devono favorire l’accesso al credito per le PMI

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Il servizio a pagina 3


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ECONOMIA

Borr i : i l P a e se è bloccato e cresc e tr o p p o p o c o

Rilanciare l’Italia con un progetto che coinvolga le forze migliori Riforma Fiscale: da Parma “avviso ai naviganti” di Montezemolo Ad aprire la 66° edizione dell’Assemblea Annuale dell’Unione Parmense degli Industriali è stata la relazione del Presidente Giovanni Borri. “Occorre riportare l’economia al centro di una agenda politica troppo spesso distratta, se non monopolizzata, da altre tematiche” – ha affermato Borri all’inizio del suo intervento tutto dedicato alla situazione economica e politica italiana. “Il Paese cresce troppo poco – ha proseguito il Presidente Borri. Il peggio della crisi è superato ma siamo ancora in una fase di crescita lenta e di recupero basso di occupazione. La nostra economia – ricorda Borri – era in caduta già prima della crisi, e i dati sulla ripresa faticosa, molto più faticosa che altrove, tracciano tempi molto lunghi di ritorno ai livelli di Pil auspicabili. Nei 15 anni che dividono la fine della Prima Repubblica e l’inizio della crisi finanziaria mondiale, l’Italia ha perso un punto di Pil all’anno nei confronti della media UE, in totale 15 punti di Pil con un valore assoluto di oltre 200 miliardi di Euro. Ed è con questa poco invidiabile “performance” che abbiamo approcciato la recessione. La nuova competizione globale, il rapido e radicale cambiamento del mercato impongono di affrontare e risolvere i nodi di debolezza strutturale del nostro sistema produttivo che, finora, sono stati accantonati per le più diverse ragioni di opportunità e di opportunismo”.

Giovanni Borri si è poi soffermato sui limiti dimensionali di molte nostre imprese emiliane che rappresentano spesso un ostacolo allo sviluppo ed al superamento della crisi. “La collaborazione tra le imprese – ha detto Borri – appare sempre più come elemento necessario per affrontare i mercati esteri, l’innovazione e la ricerca e, in questa logica, le Reti di impresa possono essere lo strumento principe per agganciare una ripresa che, occorre purtroppo evidenziarlo, arriva solo da fuori confine”. Borri si è poi soffermato sul contesto locale. “Anche a Parma appare prioritario dedicare ogni possibile sforzo al rilancio della capacità produttiva di innovazione e di ricerca delle aziende. Fattore decisivo per vincere la competizione è rappresentato dalla formazione delle persone. Parma si presenta, sotto questo profilo come un’area con grandi possibilità di intraprendere, in modo accelerato rispetto al resto del Paese, il percorso della creazione di una cultura scientifica e professionale senza la quale ben difficilmente le nostre aziende potranno riprendere la loro capacità di competere e produrre ricchezza. Questo grazie anche alla presenza di istituzioni culturali quali la Fondazione Collegio Europeo la Scuola per l’Europa che offrono una possibilità di formazione di contenuto europeo ed internazionale pressoché unica nel panorama italiano”.

A Borri è seguito l’intervento di Luca Cordero di Montezemolo, ospite per l’occasione dell’UPI. “Veniamo da troppi anni di non scelte – ha attaccato subito Montezemolo – e questo ha comportato per l’Italia passi indietro in termini economici, culturali, etici e civili. Per rilanciare il nostro Paese serve un Progetto al quale devono contribuire tutte le forze migliori, fuori e dentro la politica. Servono azioni concrete, di «buon senso» e ricordo che il «buon senso» non è né di destra né di sinistra. È il momento – ha continuato Montezemolo – di attuare le riforme che servono.

riduzione del numero delle aliquote è un passo avanti a patto che non si trasformi in una penalizzazione dei redditi più bassi. Non è possibile per l’Italia attuare una “riforma in deficit” che aumenterebbe il debito pubblico che invece dobbiamo assolutamente ridurre. La stabilità dei conti è il nostro vaso di pandora. L’unico argine che, grazie anche al vincolo esterno dell’Europa, ha retto in questi ultimi vent’anni”. “Occorre una riforma – continua Montezemolo – che sposti il “carico” dalle persone alle cose. La strada maestra è quella di operare dapprima sulla riduzione della spesa pubblica,

Non si può più attendere. Partiamo da quella fiscale. In 17 anni la pressione fiscale è salita dal 41 al 43,5%”. Ed è proprio sulla riforma fiscale che Montezemolo ha voluto da Parma, «città civile e operosa» mandare alcuni «avvisi ai naviganti». “Il Fisco – afferma Montezemolo – deve essere il regno della stabilità, della semplicità, della trasparenza ovvero comprensibile da tutti i cittadini; la

tagliando i costi inutili. Quando si parla di tagli, come ad esempio l’eliminazione delle Province, sembra che si traducano sempre in risparmi “marginali”. Ma visto che parliamo dei denari dei cittadini, ogni intervento che consente anche un piccolo risparmio va effettuato. Occorre poi intervenire sui costi della politica e sui privilegi: come si può chiedere sacrifici a chi lavora e produce

Giovanni Borri, Presidente dell’Unione Parmense degli Industriali

Luca Cordero di Montezemolo

senza avere la decenza di ridurre drasticamente i propri privilegi? Occorre continuare nella lotta all’evasione fiscale senza che questa diventi però una caccia alle streghe con metodi da inquisizione. Ogni Euro che recuperiamo da tali operazioni – ha concluso Montezemolo – deve essere destinato alla riduzione della pressione fiscale”.


economia

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Par m a : P i e tr o Barilla ospite dell ’ A s s e m b l e a d i G I A - G r u p p o I m p r e s e Ar t i g i a n e P a r m a

Per affrontare i mercati esteri servono progetti seri e partner affidabili Situazione italiana: il Paese rischia l’impoverimento L’Assemblea di GIA (Gruppo Imprese Artigiane) di Parma ha avuto un ospite d’eccezione: Guido Barilla. Il noto imprenditore è intervenuto sul tema “mercati internazionali, quali le prospettive” ed è stato intervistato sull’argomento da Giuliano Molossi, direttore della Gazzetta di Parma. Prima di entrare nello specifico dell’argomento, Guido Barilla ha parlato della sua azienda. “La nostra azienda – ha detto Barilla – è molto diversa da quella che appare per effetto delle politiche di comunicazione e marketing. E’ una realtà fortemente industriale dove un ruolo importante è assunto dalla logistica ed in particolare dai trasporti. Sono convinto - come ha sempre affermato mio padre - che il successo ottenuto da Barilla è merito anche di un forte collegamento con il territorio. Ancora oggi la “parmigianità” è un fattore “fon-

dante” ed è sinonimo della ricerca continua di qualità, tipica della nostra mentalità”. Interpellato sui mercati più interessanti e sulle occasioni di crescita da suggerire alla vasta platea di imprenditori, Guido Barilla ha risposto che “non ci sono ricette standard, ogni settore ha logiche proprie. Oggi non si può essere superficiali. La nostra azienda, per esempio, ha avuto esperienze molto positive in certi Paesi mentre in altri assolutamente negative. Per citare alcuni casi posso dire ci siamo trovati molto bene negli USA: i consumatori sono attenti alla qualità dell’offerta ed al rapporto costo/servizio. Se hai un progetto di sviluppo, se è credibile – ha affermato Barilla – negli USA sei sostenuto fino a quando mantieni le promesse. In Italia ed in Europa non è così perché spesso manca la fiducia nel progetto. Altro paese dove Barilla

Un momento dell’Assemblea con Guido Barilla

ha sviluppato un business solido è il Giappone, dove siamo presenti dagli anni ’70. In Giappone qualità e fedeltà sono i fattori vincenti. Negative – continua Guido Barilla – sono invece state l’esperienza che abbiamo avuto in Germania, per la diffidenza verso un marchio straniero, e Spagna. Circa la Cina, ritengo si possano ottenere risultati straordinari ma anche problemi straordinari. Occorre molta cautela soprattutto nella scelta dei

Partner”. A Guido Barilla è stato poi chiesto di esprimersi circa lo sviluppo, tra piccole realtà, di Reti d’impresa. Un tema, quello delle alleanze sistematiche, affrontato nel corso dell’Assemblea dal Presidente di GIA Gian Paolo Lombardo. “L’importante – ha affermato Barilla – è che alla base vi sia un progetto serio, ben costruito e circa il numero delle imprese della rete il suggerimento è poche ma buone”.

Guido Barilla da ultimo si è soffermato sulla situazione economica generale. “Se parliamo dell’attuale situazione economica e politica faccio parte dei pessimisti. La situazione globale è drammatica così come in Italia. Dobbiamo lottare in uno scenario che non ci è amico, ma il rischio di essere al capolinea è concreto. Siamo in un Paese conflittuale e rancoroso, che va verso la povertà, perché mancano segnali strutturali per un cambiamento, per una rinascita. Mi riferisco all’intera classe politica (destra, centro, sinistra): non c’è un progetto, il Paese va amministrato da gente capace, con una formazione profonda. Io, nella mia azienda, non assumerei nessuno di loro. Sono ottimista e credo invece – conclude Guido Barilla – nelle persone, nell’individuo. Di fronte ad una situazione così difficile occorre urlare, farsi sentire”.

Tris ta n o M u ssini: Basilea 3 non d e v e c r e a r e u l te ri o r i d i f f i c o l tà

Le Banche devono favorire l’accesso al credito ed essere partner delle PMI Unifidi Reggio Emilia ha sostenuto nel 2010 finanziamenti per 138 milioni di Euro L’Assemblea Annuale di CNA Reggio Emilia ha posto al centro dell’attenzione il tema del Credito e Basilea 3, il nuovo accordo di accesso al credito. Come noto, gli Accordi di Basilea sono linee guida in materia di requisiti patrimoniali delle banche, redatte dal Comitato di Basilea, costituito dagli enti regolatori del G10 (composto attualmente da undici paesi) più il Lussemburgo, allo scopo di perseguire la stabilità monetaria e finanziaria. Il Comitato dei Governatori delle Banche Centrali ha approvato nei mesi scorsi un nuovo accordo, il cosiddetto «Basilea 3» che impone requisiti patrimoniali più severi per l’operatività delle banche, in modo che gli istituti abbiano più risorse per resistere a una crisi come quella dei mutui subprime che ha messo in ginocchio il sistema finanziario internazionale. L’entrata in vigore del nuovo accordo sarà graduale: dal 1 gennaio 2013 per arrivare

alla piena attuazione al primo gennaio 2019. Sul tema è intervenuto nella sua relazione il Presidente di CNA Reggio Emilia, Tristano Mussini. “Il Credito – ha affermato Mussini – è una delle colonne portanti dell’attività delle piccole e medie imprese e per questo Basilea 3 non deve tradursi in una nuova fase di difficoltà di accesso agli strumenti finanziari. Un’applicazione rigida delle regole provocherebbe un impatto negativo sull’economia reale ed in particolare su quel sistema di micro e piccole imprese che ha avuto ben poco a che fare con gli avventurismi finanziari, ma che ne ha pagato duramente le conseguenze”. Mussini ha poi evidenziato il ruolo determinante per l’accesso al credito di Unifidi Emilia-Romagna, il consorzio Unitario di garanzia per le imprese costituito dalle Associazioni del mondo artigianale.

Un momento dell’Assemblea annuale di CNA Reggio Emilia

“Nel corso del 2010 Unifidi filiale di Reggio Emilia - ha sostenuto con la propria garanzia finanziamenti per un totale di 138 milioni di Euro, attività che è notevolmente accresciuta nel corso del 2011. Le Banche – ha concluso Mussini – devono essere partner delle piccole e medie imprese e favorire lo sviluppo nonchè la crescita imprenditoriale e quindi chiediamo un atteggiamento più convinto per l’accompagnamento e l’accesso al mercato dei capitali”. Alla relazione del Presiden-

te è seguita una tavola rotonda di approfondimento sul tema, alla quale hanno partecipato Elisabetta Gualandri, docente di Economia degli intermediari finanziari dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Gabriele Morelli, segretario di CNA Emilia-Romagna e Alberto Clapci, Area manager regionale di Ugf Banca. “L’impresa emiliana – ha affermato la Gualandri – è cresciuta fino a ieri per la sua flessibilità e le ridotte dimensioni. Quello che era un punto di forza oggi è divenuto un fattore di debolezza al quale

si deve aggiungere una generalizzata ridotta capitalizzazione. Nel medio periodo assisteremo ad un aumento dei tassi, più accentuati per le imprese più a rischio o meno virtuose, sui quali inciderà anche la valutazione delle Agenzie di Rating sul sistema Italia. Sarà poi imposto alle aziende che fanno ricorso al credito un aumento dei mezzi propri”. Sulla base del Rapporto della Banca d’Italia sull’Economia dell’Emilia-Romagna recentemente presentato – ha precisato inoltre Elisabetta Gualandri – nel 2010 la rischiosità dei prestiti è ulteriormente cresciuta. L’erogazione dei prestiti ha continuato ad accompagnarsi a una richiesta di maggiori garanzie rispetto al periodo precedente la crisi. Anche per effetto di tali politiche, i prestiti alle imprese più rischiose ed a quelle più piccole hanno continuato a ridursi mentre quelli alle meno rischiose sono tornati a espandersi”.


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ECONOMIA

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Confindustria Ceramica: confermato alla Presidenza Franco Manfredini

L’industria ceramica italiana cresce grazie all’internazionalizzazione produttiva Il comparto conta di 284 aziende con 37.990 addetti L’ Assemblea di Confindustria Ceramica, che ha visto la riconferma alla Presidenza di Franco Manfredini con il 100% dei voti, è stata l’occasione per delineare l’attuale andamento del settore. L’industria italiana della ceramica conta oggi di 284 aziende e 37.990 addetti, in grado di fatturare 6.517 milioni di Euro derivanti da 2.552 milioni da vendite sul mercato domestico (e di queste ben 815,6 derivano dalle vendite delle fabbriche estere sullo stesso mercato sede degli stabilimenti) e da 3.965 milioni di Euro di esportazioni nei cinque continenti. Sono questi i dati che emergono dall’Indagine Statistica Nazionale realizzata dal Centro Studi Confindustria Ceramica sulle industrie di piastrelle di ceramica, ceramica sanitaria, stoviglieria e materiali refrattari relative all’anno 2010. Le piastrelle di ceramica, che rappresentano il comparto principale, in Italia sono realizzate in 172 imprese (-9 unità rispetto al 2009) che hanno prodotto 387,4 milioni di metri

I dati di settore confermano l’impegno delle imprese ceramiche italiane ad essere pronte a cogliere tutte le opportunità di ripresa economica

quadrati (+5,29%) vendendone 412,8 milioni (+1,07%) grazie ad una ripresa delle esportazioni del +2,99% (289,2 milioni di metri quadrati i volumi complessivi) a cui si contrappone una flessione delle vendite sul mercato interno: 123,6 milioni di metri quadrati, -3,15%. L’indagine evidenzia che sta proseguendo il processo di riorganizzazione del sistema industriale verso una migliore ottimizzazione delle strutture, cosa che ha portato ad una contrazione di 1.243 addetti, ora pari a 23.352 sull’intero territorio nazionale.

Franco Manfredini, Presidente Confindustria Ceramica

In ripresa, grazie anche alla crescita dei prezzi medi sul mercato estero, il fatturato che raggiunge i 4.629 milioni di Euro (+2,70%), derivanti da 3.413 milioni di Euro di vendite sui mercati esteri (+4,87%) e da introiti sul mercato domestico italiano di 1.216 milioni di Euro (-2,95%). In espansione l’internazionalizzazione produttiva delle piastrelle di ceramica. La presenza di fabbriche all’estero controllate da gruppi ceramici italiani, importanti teste di

ponte per supportare anche i flussi esportativi dall’Italia, vale oggi il 17% dell’attività del comparto piastrella italiana inteso nella sua accezione più ampia. Le 20 aziende attive hanno visto, nel corso del 2010, un aumento della produzione a 115,7 milioni di metri quadrati (+6,43%) e delle vendite a 124,5 milioni di metri quadrati (+5,88%), che hanno assecondato una crescita dell’occupazione del +12,09%, ora pari a 7.058 addetti diretti.

A doppia cifra (+13,01%) l’espansione del fatturato, i cui 989,8 milioni di euro derivano da vendite nella stessa nazione sede dello stabilimento per 815,6 milioni di Euro (+17,57%) e da esportazioni in paesi limitrofi per 174,2 milioni di Euro (-4,30%). Una ulteriore riprova, se ce ne fosse bisogno, che l’industria italiana della piastrella di ceramica internazionalizza e non delocalizza produzione e posti di lavoro. I risultati dell’indagine sono stati commentati dal Presidente Franco Manfredini che ha affermato: “I dati di settore confermano l’impegno delle imprese ceramiche italiane ad essere pronte a cogliere tutte le opportunità di ripresa economica. E’ necessario però che questa azione sia accompagnata da un impegno del sistema per affrontare i nodi che limitano la competitività delle imprese italiane, con la conseguente necessità di più incisive liberalizzazioni, soprattutto nel campo dei mercati dell’energia”.


RICERCA & SVILUPPO

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Inte r v i s t a a Stefano Landi, Pres i d e n te d i R e g g i o E m i l i a I n n o v a z i o n e

Al fianco delle imprese per ideare e realizzare progetti di ricerca Conoscenza ed innovazione non sono più delegabili alla singola impresa Reggio Emilia Innovazione nasce nel 2003 con l’obiettivo di supportare le aziende nei percorsi di innovazione, nello sviluppo di prodotti e nei progetti innovativi. A sostenere l’iniziativa sono Camera di Commercio, Comune e Provincia di Reggio Emilia, l’Università di Modena e Reggio Emilia ed il Sistema imprenditoriale Reggiano. Ne parliamo con il Presidente, Stefano Landi, al quale chiediamo innanzitutto di illustrarci il ruolo di questa struttura nell’ambito del sistema produttivo locale. ”Gli investimenti necessari per “produrre” conoscenza ed innovazione – risponde Landi – non sono più delegabili alla singola impresa, meno che mai se di piccole o medie dimensioni. Si è ormai affermata l’idea che la conoscenza è, a differenza del capitale o dei beni materiali, una risorsa sociale. Oggi, l’imprenditore che vuole innovare – continua Landi – si rende conto che la generazione del valore non sta solo in quello che faranno lui e quanti dipendono da lui. Diventa sempre più mani-

festo il ruolo dei tanti che investono per portare a compimento, all’interno di una “filiera”, un’innovazione che incorpora contributi autonomi, interdipendenti e complementari. In tale prospettiva si può affermare che le innovazioni scaturiscono da una sorta di “processo produttivo” nel quale l’input è dato dal capitale umano e l’output è conosciuto dalle nuove idee. E’ questo il contesto – spiega Landi – in cui si colloca Reggio Emilia Innovazione”. Quale il rapporto con Università, Imprese e gli altri soggetti coinvolti sul tema della Ricerca ed Innovazione? “Dobbiamo promuovere – risponde Landi – progetti condivisi tra Istituti Tecnici, Università e Imprese. Dobbiamo migliorare la nostra capacità – continua Landi – di ideare e realizzare progetti di ricerca collaborativa e laboratori applicativi dedicati ad applicazioni avanzate non solo per la meccanica, per i nuovi materiali, per la robotica e per la mobilità, ma anche per l’agroalimentare. Un impegno che richiede un

rinnovato coinvolgimento degli attori locali a sostegno sia delle attività didattiche, sia della ricerca. Tutto questo è di estrema importanza sia per valorizzare il sistema produttivo esistente ma anche per sostenere la nascita di imprese innovative e l’avvio di spin-off”. Ci può illustrare brevemente alcuni progetti significativi ai quali sta lavorando Reggio Emilia Innovazione? ”Attualmente siamo impegnati – risponde Landi – su alcuni importanti progetti aziendali, a titolo di esempio cito tre di questi: -Applicazione in ambito industriale delle nuove “Batterie Litio-Polimeri” ed uso di Tecniche di Ricarica Rapida (Biberonaggio) per l’utilizzo non-stop di veicoli elettrici industriali senza operatore (muletti), in collaborazione con la ditta Electric 80; -“Ottimizzazione del Funzionamento del Sistema per l’Impacchettamento Automatico di Liquidi alimentari” in collaborazione con la ditta Tetrapak; - Realizzazione del laboratorio “la città pulita” che

Stefano Landi, Presidente di Reggio Emilia Innovazione

affronta i temi della mobilità sostenibile e l’utilizzo di auto elettriche senza patente per consegne in ambito cittadino (poste, farmacie, etc.), in collaborazione con la ditta Ducati Energia. Stiamo lavorando poi – continua Landi – ad un progetto per lo sviluppo di un servizio tecnico a supporto delle Associazioni di Categoria del territorio che potranno, attraverso di esso, fornire ai propri iscritti un link diretto con gli organi di normazione

tecnica nazionali ed internazionali e un help desk composto da esperti per la risposta immediata a quesiti normativi. Siamo impegnati – conclude Landi – anche in molteplici progetti internazionali dove abbiamo costituito una fitta rete di rapporti e collaborazioni che ci consentirà di portare al territorio esempi di best practices ed opportunità di collaborazione tra aziende su specifici argomenti innovativi”.


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ECONOMIA

Una r i v o l u z i one che ha penalizza to l a p i c c o l a i m p r e s a

Il mercato globale ha cambiato in 10 anni struttura e velocità del mondo Le produzioni ed i mercati si spostano - continua dalla prima pagina -

Le nostre aziende avrebbero già chiuso da un pezzo! Nessuna diagnosi vera è stata svolta sul perché della crisi e sulle prospettive/previsioni nonché sulle politiche e strategie da attuare per uscirne. Il timore è – come già evidenziato da alcuni illustri economisti – di essere in presenza di una rivoluzione, quella della globalizzazione. Una rivoluzione troppo spinta per i tempi di attuazione che in poco più di dieci anni ha cambiato la struttura e la velocità del mondo. Un fenomeno senza regole che può favorire la media, grande impresa che ha la struttura ed i capitali per affrontare le scelte che impone il mercato globale, ma fortemente penalizzante per la piccola impresa. Impegno, creatività, tecnologie avanzate per la piccola impresa spesso sono elementi insufficienti, spesso non bastano. Tenendo ben presente che la piccola impresa è l’asse portante della nostra economia è quanto meno strano che non si affronti a fondo il problema. Il motivo probabilmente è da ricercarsi anche nel con-

flitto di interessi tra piccola e grande impresa. Conflitto che mette in difficoltà il mondo associativo che vuole rappresentare entrambe le tipologie d’impresa e dove la “governance” è spesso in mano alle imprese

medio grandi. Vero è che disegnare il futuro, oggi è impresa veramente ardua. Le società di rating, anche le più famose, sono spesso accusate di poca affidabilità e di perseguire nelle valutazio-

ni interessi di parte; gli uffici studi sono diventati bravissimi a presentare analisi riguardanti il passato, ma sul futuro la cautela nelle previsioni è d’obbligo. L’unico dato che sembra certo è che la crescita riguarda

oggi un’altra fetta di mondo: la Cina, l’India, la Corea, il Brasile. Le produzioni si spostano, i mercati pure. Ma allora quale “vision” per la piccola impresa e per il sistema Italia?


ECONOMIA

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Pub b l i c a t o i l rapporto consuntiv o 2 0 1 0 d a U n i o n c a m e r e E R

Economia regionale: timidi segnali di ripresa L’Emilia-Romagna ha chiuso il 2010 con un incremento reale del PIL del +1,4% Unioncamere Emilia-Romagna ha recentemente pubblicato il rapporto 2010 sull’economia regionale. Il rapporto fornisce, in prima battuta, una breve panoramica sulla situazione economica mondiale, alla luce della crisi che ha colpito nel 2009. Nel 2010 l’economia mondiale, dopo la recessione, è tornata a crescere in misura significativa. Secondo le previsioni formulate nell’outlook dello scorso giugno dal Fondo monetario internazionale, il Pil mondiale è previsto in aumento del 5,1%, recuperando ampiamente sulla diminuzione dello 0,5% registrata nell’anno precedente. Il commercio internazionale ha recuperato il terreno perduto, evidenziando un incremento del 12,4%, a fronte della flessione del 10,8% nel 2009. La crescita mondiale, nonostante questi timidi segnali di ripresa non corre ancora con le proprie gambe, poiché continua a dipendere, in parte, dalle politiche espansive anticrisi, mentre sono ancora vive le turbolenze finanziarie dovute all’ampliamento dei disavanzi e dei debiti pubblici

che travagliano alcuni paesi dell’Europa monetaria oltre a forti tensioni sul mercato del lavoro. Il quadro dell’economia mondiale è in sostanza ancora incerto e dovrebbe preludere a un rallentamento della crescita economica, che nel 2011 dovrebbe attestarsi, secondo il Fmi, al 4,3% rispetto al +5,1% previsto nel 2010. Nell’ambito dell’Europa monetaria, che ci riguarda più da vicino, si prospetta una crescita più lenta se rapportata a quella di altre aree. Secondo le stime dello scorso marzo della Commissione europea, il Pil dell’Eurozona è destinato ad aumentare nel 2010 dell’1,7%, confermando la previsione proposta in novembre. Dello stesso tenore le stime dell’Ocse di novembre e di Consensus Economics di gennaio. In questo contesto di moderata ripresa, secondo le stime redatte nello scorso maggio da Unioncamere regionale e Prometeia, l’Emilia-Romagna ha chiuso il 2010 con un incremento reale del Pil dell’1,4% (+1,3% in Italia). Rispetto alla stima effettuata un anno prima, si ha un mi-

glioramento pari a 0,3 punti percentuali. Nei confronti del più ravvicinato scenario di marzo 2011 emerge nuovamente una stima meglio intonata (+0,2%). Al di là del miglioramento delle stime, il 2010 ha solo parzialmente recuperato rispetto agli andamenti negativi che hanno caratterizzato il biennio precedente, soprattutto per il 2009 (-6,1%). La crescita del Pil è stata trainata dal recupero del commercio mondiale e a beneficiarne sono state soprattutto le imprese più orientate all’internazionalizzazione, quelle che nel 2009 avevano sofferto maggiormente della caduta del 10,8% degli scambi internazionali. Nel sistema manifatturiero produzione, fatturato e ordini sono apparsi in moderata ripresa dalla primavera, interrompendo la fase recessiva. Il migliorato tono congiunturale ha tuttavia dovuto convivere con un nuovo corposo incremento della Cassa integrazione guadagni dovuto essenzialmente agli interventi straordinari e in deroga, segno questo di situazioni di difficoltà di mercato che si

sono aggravate nel tempo. L’edilizia ha continuato a evidenziare cali di attività, occupazione e consistenza delle imprese riconducibili alla flessione degli investimenti in nuove costruzioni e infrastrutturali. Per quanto riguarda il commercio, il lento recupero della spesa delle famiglie - si stima un aumento reale dell’1,5% non è stato sufficiente a innescare un ciclo virtuoso delle vendite, che sono apparse nuovamente in diminuzione. Il recupero del commercio mondiale ha ravvivato l’export, che ha evidenziato una crescita su base annua pari al 16,1%. Nel settore del credito i prestiti bancari hanno ripreso a crescere, ma è aumentato il peso delle sofferenze mentre i tassi d’interesse sono apparsi in lenta ripresa. Come non accadeva da anni, c’è stato un ridimensionamento degli sportelli bancari. Nell’ambito dei trasporti, quelli stradali hanno registrato un timido recupero del volume d’affari, dopo la caduta emersa nel 2009. Il movimento cooperativo è apparso in sostanziale recupero, dopo le difficoltà emerse nel

2009. La compagine imprenditoriale è apparsa stabile, in quanto i cali accusati dalle forme giuridiche “personali” sono stati compensati dagli aumenti riscontrati nelle società di capitale e “altre società”. Gli strascichi della crisi hanno influito su protesti e fallimenti che sono apparsi in aumento. La “nuvola” più spessa che ha oscurato parte del cielo dell’Emilia-Romagna è stata tuttavia rappresentata dall’occupazione, che ha accusato un calo su base annua pari all’1,0%, equivalente a circa 20.000 addetti. Note ugualmente negative per la disoccupazione, il cui tasso è salito al 5,7%, pur rimanendo su livelli inferiori a quelli medi nazionali (8,4%). Il livello di occupazione della popolazione dell’EmiliaRomagna rimane comunque tra i più elevati del Paese. Nel 2010, infatti, l’incidenza degli occupati sulla popolazione in età 15-64 anni è stata del 67,4%, a fronte della media nazionale del 56,9%. Solo il Trentino-Alto Adige ha evidenziato un tasso più alto, pari al 68,5%.


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SERVIZI

Per s v i l u p p a re il gioco di squadr a e m i g l i o r a r e l e d i n a m i c h e r e l a z i o n a l i d i g r u p p o

Team Cooking: progetto formativo esperienziale per dirigenti Un’iniziativa di successo realizzata da Paola Ligabue, Barbara Tamburini e Luca Ferri Si moltiplicano le edizioni realizzate del Progetto formativo manageriale “Team Cooking” ideato da Paola Ligabue, Barbara Tamburini e Luca Ferri (rispettivamente titolare dello Studio Ligabue di Reggio Emilia e consulenti aziendali specializzati in formazione). Nel 2010 hanno ideato una formula dinamica e pratica legata alla formazione in cucina dei manager, e non solo. Il progetto coinvolge professionisti dell’arte culinaria, quali Pietro Scapinelli de “La Congrega dei Liffi”, Gianni D’Amato rinomato chef de “Il Rigoletto” e Corrado Zamboni, titolare del laboratorio “La Sfoglia”. Parliamo del progetto con Paola Ligabue che ci illustra modalità, contenuti ed esperienze realizzate. “Il “Team Cooking” – spiega Paola Ligabue – è un’innovativa tecnica di formazione esperienziale che, attraverso la metafora della cucina, permette di sviluppare il gioco di squadra e la comunicazione tra i manager aziendali. Il progetto Team Cooking è nato per “supportare” ma-

nager ed imprenditori nel far fronte alle difficoltà ed alle variabilità delle dinamiche aziendali.La flessibilità che caratterizza oggi l’organizzazione di ogni azienda - spesso costretta a “navigare a vista” - richiede uno staff dirigenziale sempre più capace di agire senza rigidità, senza disunirsi e di costituire un insieme coordinato di competenze e idee che sappiano interagire in modo efficace. L’obiettivo del Team Cooking è quindi quello di rispondere in modo veloce, innovativo ed efficace ad una richiesta o meglio necessità che oramai assume - dalle nostre rilevazioni - un carattere sempre più importante e decisivo ovvero formare persone capaci di interagire e produrre in squadra, favorendo la comunicazione interna ed un’efficace e fluida circolazione delle informazioni. Non dimentichiamo che la conoscenza è l’unico capitale che aumenta solo se viene adeguatamente condiviso”. Com’è nata l’idea del progetto “Team Cooking”? “Utilizzare un contesto atipico per far sperimentare ad un

gruppo un’esperienza d’insieme significa, a livello formativo, servirsi di una particolare metodologia didattica attiva, l’Experiential Learning”, spiega Paola Ligabue. “L’apprendimento che si desidera stimolare è quindi di tipo esperienziale: nel nostro caso, i partecipanti, divisi in gruppi si cimentano tra i fornelli nella preparazione di alcuni piatti, sperimentando situazioni relazionali analoghe alle dinamiche di gruppo lavorative. Fare “Team Building” in cucina permette, infatti, di confrontarsi con tutte quelle dinamiche aziendali che ad oggi risultano fonte di grandi problematiche e che i testi sacri del management, considerano fondamentali per la realizzazione di una buona squadra: 1) Obiettivo di squadra chiaro e condiviso (la cena!); 2) Compiti chiari e specifici di ognuno; 3) Tempistiche precise da realizzare; 4) Sapersi mettere al servizio degli altri (necessario per cucinare insieme) e altre dinamiche funzionali al gioco di squadra”. Come si sta sviluppando il

progetto? “Sono molteplici le edizioni che abbiamo realizzato per conto di aziende diverse e in più zone d’Italia. Il progetto ha sempre un grande impatto. Dal punto di vista formati-

vo, un’esperienza del genere porta i dirigenti ad accrescere la consapevolezza del valore del gioco di squadra, a mettersi in gioco, ad accettare i consigli degli esperti, a sapersi sincronizzare con gli altri”.


FORMAZIONE

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Cre s c e i l v o l ume di attività su tu t to i l t e r r i to r i o n a z i o n a l e

Bilancio 2010 positivo per IFOA Raggiunto l’obiettivo dell’equilibrio economico Con un 2010 che registra un avanzo di 60.000 Euro, che va a incrementare la situazione patrimoniale che si porta a 4 milioni e 200.000 Euro, IFOA segna la piena realizzazione del percorso di sistemazione dei suoi assetti e dell’equilibrio economico. E’ questo il risultato presentato dall’Assemblea dei Soci che si è riunita il 27 maggio scorso in occasione della conferenza stampa che ha visto coinvolti il presidente di IFOA, Pier Angelo Fornara, Enrico Bini, presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, Giuseppe Pezzarossi, Direttore Generale di IFOA e Umberto Lonardoni, nuovo vice Direttore Generale. “Sono lontani i tempi delle difficoltà iniziate nel 2004”, afferma Pier Angelo Fornara, Presidente di IFOA. “Nel corso del lustro trascorso si è realizzato un riposizionamento strategico dell’Ente di formazione delle Camere di Commercio dell’EmiliaRomagna, in primis quella di Reggio Emilia. Si pensi allo sviluppo delle attività a mercato che nel corso di questi

Nel prossimo futuro di IFOA ci sarà l’obiettivo di sviluppare e rafforzare ulteriormente l’attività su tutto il territorio nazionale, sulla scia positiva dei risultati ottenuti fino ad ora

Da sinistra: Giuseppe Pezzarossi, Enrico Bini, Pier Angelo Fornara e Umberto Lonardoni

anni, anche in presenza della crisi, hanno segnato un notevole incremento passando da circa 3 milioni di Euro nel 2006, a circa 6 milioni e 500 mila in corso di realizzazione nel 2011. Si pensi ancora allo sviluppo delle attività sui fondi interprofessionali che superano i 2 milioni di Euro nel 2010. Ad aumentare la soddisfazione per il risultato del 2010 – continua Fornara – c’è anche la significativa crescita dei volumi di attività.

Mentre i ricavi del 2009 sfioravano appena i 12 milioni di euro, nel 2010 essi si sono portati a 14 milioni e 200 mila. Per quanto riguarda i primi mesi del 2011, si sta registrando un andamento favorevole dei ricavi, in linea con le previsioni di budget. Compongono il volume dei lavori tutte le attività che vengono svolte nelle più di dieci sedi di IFOA: 5 in Emilia Romagna, poi a Milano,

Mantova, Padova, Firenze, Bari, Matera ed anche nelle attività internazionali, come il rilevante progetto di assistenza tecnica che è in svolgimento in Romania, e che si concluderà a metà 2012”. Quali le prospettive future? “Nel prossimo futuro di IFOA – dichiara Fornara – ci sarà l’obiettivo di sviluppare e rafforzare ulteriormente l’attività su tutto il territorio nazionale, sulla scia positiva dei risultati ottenuti fino ad ora.

A breve ci sarà anche l’abbandono della storica sede di via Guittone d’Arezzo. Si sono perfezionati, infatti, gli accordi che dovrebbero portare ad ospitare le attività dell’Ente presso l’edificio di via Gilioli Valle, al Tondo, lo stesso spazio che ospitò alcuni anni or sono la facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia, per il quale sono in corso importanti opere di ristrutturazione”.


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FORMAZIONE

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I te m i s o n o stati individuati con i v e r t i c i e d i t e c n i c i a z i e n d a l i

Formazione: Cisita Parma presenta il catalogo 2011-2012 Particolare attenzione alle esigenze della piccola impresa Cisita Parma, centro di formazione dell’Unione Parmense degli Industriali e del Gruppo Imprese Artigiane, presenta il nuovo catalogo corsi 2011-2012, un pacchetto formativo che raccoglie un’ampia serie di interventi progettati sulla base delle analisi delle esigenze espresse dalle aziende parmensi. Nell’ambito delle attività organizzate da Cisita Parma, ricoprono un ruolo centrale i percorsi di formazione dedicati alle Aziende del territorio, con particolare attenzione alle PMI, alle quali infatti il nuovo catalogo formativo è espressamente dedicato. Come sostiene Corrado Beldì, presidente di Cisita: “la nostra realtà promuove la cultura industriale del territorio attraverso una formazione in linea con le effettive necessità del mondo produttivo. Tutti gli interventi formativi sono progettati in collaborazione con i vertici aziendali e con i responsabili tecnici, in modo da identificare con precisione l’ambito di competenza e i contenuti del percorso formativo.

Per favorire le imprese, inoltre, la progettazione degli interventi formativi prevede una continua e significativa attività di confronto con i referenti aziendali a diversi livelli, anche attraverso un contatto diretto con le aziende concretizzato in visite aziendali e relazioni costanti – precisa Beldì. “Un approccio sul quale Cisita Parma vuole investire in maniera maggiore, anche attraverso strumenti come questo nuovo Catalogo 2011-2012 che abbiamo pensato partendo proprio dalle necessità formative delle PMI del nostro territorio e che mi auguro possa incontrare l’interesse delle nostre aziende”. Un dato ribadito anche da Patrizia Capitani, Rappresentante del Comitato Piccola Industria dell’Unione Parmense degli Industriali, la quale evidenza come “le nostre piccole imprese, a causa della perdurante crisi economica e dello stallo del mercato interno, si vedono costrette a cercare nuovi mercati all’estero. Le pressioni competitive sono sempre più in-

calzanti, e l’innovazione di prodotto e di processo si impone come condizione senza la quale non c’è possibilità di sopravvivenza. In questo quadro occorre rafforzare anche l’organizzazione interna delle nostre piccole imprese, acquisendo competenze e strumenti che ci consentano di rispondere in maniera ancora più puntuale e veloce alle richieste dei mercati. Si rende necessario, e non più prorogabile, l’esigenza di ac-

crescere la nostra personale cultura d’impresa, e condividere con i nostri collaboratori gli obiettivi di miglioramento, perseguiti anche attraverso le proposte for-

mative contenute in questo nuovo catalogo di Cisita, per il quale abbiamo potuto contribuire direttamente alla selezione degli argomenti e dei contenuti”.

Per informazioni e approfondimenti relativi al Catalogo Corsi 2011-2012 gli interessati possono rivolgersi al Dott. Marco Maggiali presso Cisita Parma: Via G. Cantelli, 5- Parma Telefono: 0521.226500 E-mail: maggiali@cisita.parma.it


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WEB MARKETING

Luc a B o v e : per gestire una Camp a g n a P a y p e r C l i c k o c c o r r o n o c o m p e t e n z e s p e c i f i c h e

Chi fa da sé fa per tre? Non vale per la pubblicità con Google Adwords Come utilizzare un’ottima fonte di guadagno Chi fa da sé fa per tre: ecco un popolare proverbio italiano, secondo il quale una persona può riuscire bene in un’attività, e talvolta anche meglio, senza dover ricorrere all’aiuto di altre persone. Peccato però che questo proverbio non valga sempre, soprattutto se si ha a che fare con Google Adwords. Luca Bove di IM Evolution (www.imevolution.it) ci spiega il perché! “Innanzitutto – afferma Bove – se esiste ancora qualcuno che non conosce Google Adwords, ricordo che si tratta del servizio di pubblicità che il celeberrimo motore di ricerca di Mountain View offre a chiunque voglia cimentarsi nella sponsorizzazione del proprio prodotto/ servizio. In pratica Google – spiega Bove – riserva una sezione per i Link Sponsorizzati a fianco dei risultati di ricerca: per ogni click che l’utente effettua su un annuncio, l’inserzionista paga a Google il costo stabilito per la parola chiave che ha generato il click. Sembrerebbe tutto molto semplice!

Google Adwords è un’ottima fonte di guadagno...e non solo per Google! L’importante è lasciar fare a ciascuno il proprio lavoro...

Tanto più che Google ha iniziato a spedire centinaia di Coupon omaggio di 30, 50 e 75 euro a potenziali clienti, che spinti dalla logica “Se è gratis, vale la pena provarci!”, hanno iniziato a creare account Google Adwords e a gestire da soli le proprie campagne pubblicitarie Pay per Click. Risultato? Campagne create senza un minimo di oculatezza e conoscenza del settore, per cui una volta esaurito il buono omaggio (che di solito finisce in brevissimo tempo), gli inserzionisti si ritrovano a dover gestire, senza averne le competenze, una macchinetta mangia soldi,

Luca Bove di IM Evolution

che prosciuga il conto e non da i risultati sperati. Alla fine la maggior parte di questi inserzionisti giungono alla conclusione che Google Adwords non sia un canale utile e proficuo per il loro business e cercano altrove la soluzione ai loro problemi. Nulla di più sbagliato! Google Adwords – afferma Bove – è un’ottima fonte di guadagno...e non solo per Google! L’importante è lasciar fare a ciascuno il proprio lavoro... Se si vuole iniziare a testare

questo strumento – spiega Bove – è bene rivolgersi a professionisti, che sanno come impostare una campagna, che testano le parole chiave più redditizie, che monitorano l’andamento della campagna e dell’investimento e che fanno dei report in cui rendicontano i risultati ottenuti. Per gestire una Campagna Pay per Click – continua Bove – è necessario un lavoro meticoloso che solo gli esperti sanno come affrontare: innanzitutto c’è una fase di start-up che può durare anche due settimane o più, con la ricerca delle parole chiave più “performanti”, da quelle più generiche a quelle

più settoriali, e la creazione di una serie di annunci specifici per ogni gruppo di keywords. Poi c’è il costante controllo dei click, della spesa e dei risultati. Quindi se proprio non si può rinunciare ad utilizzare un coupon omaggio, solo perchè è gratis, consiglio di farlo – conclude Bove – chiedendo aiuto a specialisti del settore, gli unici in grado di dare garanzie di riuscita ed evitare inutili sprechi di denaro”.


TELECOMUNICAZIONI

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Gli auricolari bluetooth per comunicare in libertà

Plantronics Voyager Pro: la rivoluzione dell’ufficio mobile Uniscono tecnologia avanzata e design funzionale Nonostante l’attuale normativa vieti l’utilizzo del telefono cellulare durante la guida, molti italiani continuano imperterriti ad effettuare chiamate mentre sono al volante della propria autovettura. Al di là delle sanzioni pecuniarie cui si è soggetti, spesso si sottovaluta che un gesto così semplice come quello di rispondere ad una chiamata può essere anche causa di incidenti stradali. Eppure la soluzione a questo problema - se problema vogliamo chiamarlo! - è molto semplice: basta dotarsi di un sistema vivavoce o di un auricolare per effettuare le chiamate mentre siamo in viaggio. “Gli auricolari Plantronics Voyager Pro rappresentano lo strumento ideale per uno stile di vita intelligente” afferma Domenico Beggi, Responsabile Commerciale di ZS Sistemi (www.zssistemi.it), azienda specializzata nella progettazione ed installazione di sistemi di networking, fonia e dati. Sono un must per i professionisti in movimento, perché uniscono tecnologia avan-

zate e design funzionale per consentire alle persone di comunicare con maggiore libertà, ovunque si trovino e qualsiasi attività svolgano. Due sono i prodotti di punta di questa categoria: Plantronics Voyager PRO+ e PRO UC”. Quali le principali caratteristiche? “Voyager Pro+ è un auricolare bluetooth che rappresenta, a mio avviso, la soluzione adatta per quei professionisti che richiedono un’eccellente qualità acustica e la cancellazione del rumore di fondo. La tecnologia AudioIQ include un doppio microfono per cancellare il rumore mantenendo unicamente il suono della nostra voce. Inoltre – continua Beggi – adatta il volume in ricezione in modo che si possa sempre sentire bene chi ci sta chiamando. Supporta il profilo Bluetooth A2DP (Advanced Audio Distribution Profile) per la trasmissioni in streaming di musica, podcast navigazione GPS,etc. L’auricolare può avere un’autonomia di conversazione fino a 6 ore ed un’autonomia

Gli auricolari Plantronics Voyager Pro rappresentano lo strumento ideale per uno stile di vita intelligente in stand-by fino a 5 giorni. La tecnologia multipoint ondemand, inoltre, permette di associare e mantenere il collegamento con due o più dispositivi. Voyager PRO UC rappresenta invece la vera rivoluzione dell’ufficio mobile – precisa Beggi – perché con un unico dispositivo riusciamo ad ottenere comunicazione unificate da cellulare e pc. E’ lo strumento ideale per tutti gli utenti che lavorano in ufficio o sono spesso in viaggio e combinano il computer e il cellulare per chiamate in conferenza, webinar, videoconferenza ed ascolto di contenuti multimediali”. Com’è possibile utilizzare un unico dispositivo per pc e auricolare? “La tecnologia alla base è

estremamente all’avanguardia e costituisce l’integrazione di servizi real-time di comunicazione. Anche Plantronics Voyager PRO UC gestisce due smartphone alla volta e cancella il rumore di sottofondo, riducendo al minimo le distorsioni del vento. Un modulo Bluetooth USB lo rende operativo su qualsiasi computer.

Accoppiato con Skype, ad esempio, lo status cambia a seconda delle attività. La funzione di trasferimento intelligente delle chiamate consente di smistare le telefonate verso le cuffie oppure direttamente verso il telefono cellulare: merito dei sensori intelligenti, che gli permettono di capire quando l’auricolare è indossato e quando no. A più di 10 metri dalla sorgente si disconnette. Ma se si rientra nel raggio d’azione del Bluetooh si riaggancia a tutti i device al quale era stato accoppiato. Le istruzioni vocali, infine, segnalano il tempo di conversazione residuo, lo stato della connessione e il livello della batteria per una gestione avanzata delle chiamate”.


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AMBIENTE

Oltr e 1 0 0 C o muni Italiani hanno d i f f i c o l tà a r i s p e t ta r e i p a r a m e tr i f i s s a t i d a l l ’ U E

Acqua potabile: come eliminare il rischio arsenico Franco Menozzi (Hydrocontrol): le soluzioni a livello domestico ed industriale Le acque destinate al consumo umano sono quelle, trattate e non, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite da un acquedotto, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori. Il D.Lgs. 31/2001, e s.m.i., è il riferimento normativo italiano che, recependo la direttiva europea 98/83/CE, disciplina il campo delle acque potabili. Il decreto definisce anche i criteri e i parametri analitici ai quali un’acqua deve sottostare per potere essere definita potabile. Prende in esame gli elementi chimici (calcio, magnesio, sodio, cloro, potassio, fluoro, magnese, fosforo, ecc.) gli elementi batteriologici, quelli di origine minerale, ecc.

Tra le sostanze nocive e pericolose che si possono trovare nell’acqua vi è l’arsenico, che può essere causa di alcune forme di cancro. L’arsenico (As) è un elemento presente nelle rocce della terra come molti altri elementi e compone una serie di minerali tipici che si trovano anche nelle nostre montagne. L’arsenico viene sciolto in piccole quantità dall’acqua piovana e raggiunge la falda. Come altre sostanze inquinanti (fluoruro, borio, nitrati, magnesio), l’arsenico può essere presente nell’acqua anche per l’immissione nell’ambiente di sostanze immesse dall’uomo (pesticidi, carbon fossile, ecc.). Dato che l’acqua potabile viene consumata quotidianamente ed è l’unico alimento che può essere controllato con

sicurezza, l’Unione Europea ha deciso di abbassare la concentrazione massima ammissibile di arsenico nell’acqua potabile a 10 microgrammi al litro (µg/l). Questo limite ha portato fuori legge l’acqua in 128 Comuni Italiani che hanno subito chiesto una deroga, peraltro non accolta dall’Unione Europea. Il limite è quindi tassativo.

Come risolvere il problema? Ne parliamo con Franco Menozzi, titolare di Hydrocontrol (www.hydrocontrol.it) e noto esperto in ambito idrico. “Hydrocontrol – spiega Menozzi – da diversi anni implementa le tecnologia a membrane che grazie alla selettività specifica del film permette la separazione delle sostanze

inquinanti senza l’utilizzo di nessun rigenerante. Le nuove tecniche adottate sono installabili sia a livello domestico “point-of-use” (purificatore Cleone), sulla rete idrica per tutta l’abitazione (HPureNF), nel settore acquedottistico ed industriale (HPure UFRO). Un’altra tecnica che spesso viene adottata – continua Menozzi – è l’impiego delle resine a scambio ionico altamente selettive, in grado di intrappolare all’interno di un reticolato la sostanza indesiderata. Le resine sono poi riattivate con una soluzione a base di cloruro di sodio ed idrossido di sodio (sale da cucina e soda). Queste tipologie d’impianti – specifica Menozzi – richiedono però una gestione complessa per la fase di rigenerazione e producono scarichi altamente inquinanti”.

Il p a rt n e r i d eale per la raccolta e l o s m a l ti m e n to

Reggio Ecologia acquista e smaltisce rottami ferrosi Ha ottenuto l’accreditamento ufficiale al SISTRI Il SISTRI ha visto nuovamente una proroga per la sua entrata in vigore, in seguito ad un accordo tra il Ministero dell’Ambiente e le principali Associazioni imprenditoriali. Secondo l’intesa raggiunta, il sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi diventerà operativo in cinque fasi successive, in un lasso di tempo che va dal 01 Settembre 2011 al 01 Gennaio 2012, a seconda della tipologia di attività svolta e del numero dei dipendenti per unità locale. “Noi abbiamo già ottenuto l’accreditamento al SISTRI nei tempi previsti dalle prece-

denti normative – spiega Ida Luppi di Reggio Ecologia – e siamo solo in attesa di iniziare ufficialmente a seguire le nuove procedure informatiche. Reggio Ecologia è un’azienda specializzata nella raccolta e nello smaltimento di metalli e rottami ferrosi. I rifiuti, infatti, giocano un ruolo importante nel nostro sistema economico, perché il loro recupero - anche in termini energetici - li trasforma da onere per le imprese ad opportunità di mercato. Qual è la vostra tip”ologia di clientela? “Reggio Ecologia – afferma Ida Luppi – collabora con

tutti gli operatori che nello svolgimento della loro attività producono rifiuti ferrosi di qualsiasi dimensione, come cavi elettrici, piombo, ottone, rame, alluminio, acciaio inox e materiale voluminoso come vecchi macchinari in disuso o daneggiati. La clientela è pertanto molto vasta, dalle grandi imprese del settore ceramico, alle officine di torneria, dalle imprese edili alle officine meccaniche, senza dimenticare idraulici ed elettricisti”. Perché un’azienda dovrebbe affidarsi ad una realtà come la vostra? “Per un corretto trattamento di questi materiali è impor-

tante ricorrere ad un partner competente e soprattutto in possesso di tutte la autorizzazioni necessarie per lo stoccaggio e il conseguente smaltimento. Siamo in grado di recuperare il metallo direttamente presso le aziende, con i nostri automezzi o mettendo a disposizione consegnandoli gratuitamente - cassoni a norma CEE di varie metrature. Nonostante la crisi economica abbia toccato anche la nostra attività, abbiamo creduto nell’importanza di una crescita professionale e dei servizi offerti, ampliando la sede, dotandola di impianti tecnologici all’avanguardia in grado di

accelerare i processi di raccolta, taglio e smaltimento dei rottami ferrosi. L’obiettivo è quello di garantire una maggiore flessibilità e disponibilità per tutti i nostri clienti e devo ammettere che fino ad ora i nostri sforzi ci hanno ripagato”.

GRAFICA: Filiberto Guatteri

Reg. tribunale di Reggio Emilia N. 1165 del 09/05/06

STAMPA: Centro Stampa Quotidiani SPA Erbusco (BS)

INFO:

Stampato il 07/07/11

DIRETTORE RESPONSABILE: Ottavio Margini

AREA COMMERCIALE: info@keymedia.it

REDAZIONE: hanno collaborato a questo numero: Ottavio Margini, Valentina Margini, Chiara Caselli, Antonella Gualandri, Giuseppe Sangiorgi, Barbara Bianchi, Barbara Gaiti.

EDITORE: Keymedia Group s.r.l. Via Settembrini, 12/1 42123 Reggio Emilia www.keymedia.it

Per comunicare con il mondo aziendale


RInnoVABILI

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Il D e c r e to 5 maggio 2011 ha def i n i to i l q u a r t o “ C o n to E n e r g i a ”

Come cambia il regime di incentivazione per gli impianti fotovoltaici Mauro Carretti (Studio Alfa) spiega le novità Dopo diverse settimane di polemiche, il Decreto 5 maggio 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12 maggio, ha definito il quarto conto energia per il fotovoltaico. Il “Conto Energia” fissa un incentivo della durata di 20 anni a favore dei soggetti pubblici e privati che installano un impianto solare fotovoltaico collegato alla rete elettrica; tale incentivo è proporzionale alla quota di energia prodotta. Il decreto sul quarto conto energia contiene diverse novità rispetto al regime di incentivazione precedente. A spiegarle è Mauro Carretti, Presidente di Studio Alfa, azienda impegnata nel settore delle energie rinnovabili e che assiste aziende, privati Pubbliche Amministrazioni nella predisposizione di progetti su impianti fotovoltaici piccoli e grandi, nonché nella predisposizione dei relativi iter autorizzativi. “Premetto – spiega Carretti – che il quarto Conto Energia si applica agli impianti che entrano in esercizio dal 1

giugno 2011 al 31 dicembre 2016. Come il Terzo Conto Energia prevede una tariffa incentivante della durata di 20 anni. La misura degli incentivi è indicata in tabelle riportate nell’allegato 5 del CE. E’ previsto poi un incremento della tariffa del: - 5% per gli impianti ubicati in zone industriali, cave, miniere, o discariche esaurite, aree di pertinenza di discariche o siti contaminati; - 5% per i piccoli impianti realizzati dai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti; - 10% per gli impianti ove almeno il 60% dell’investimento, ad esclusione della manodopera, sia costituito da componenti realizzati all’interno dell’Unione Europea; - 5 centeuro/KWh per gli impianti sugli edifici in sostituzione di eternit o amianto. Il 4° Conto Energia – prosegue Carretti – distingue tra piccoli impianti e grandi impianti. Sono considerati piccoli impianti: - gli impianti sugli edifici di potenza fino a 1MW;

- gli altri impianti di potenza fino a 200 KW (ad esempio gli impianti a terra) in regime di scambio sul posto; - gli impianti di potenza qualsiasi realizzati sia su edifici che su aree delle pubbliche amministrazioni. Tutti gli altri tipi di impianti sono considerati grandi. La concessione della tariffa incentivante ai piccoli impianti per gli anni 2011 e 2012 non è sottoposta ad alcun limite di spesa e non è necessaria l’iscrizione in alcun registro. Situazione molto diversa per i grandi impianti. Per limitare la realizzazione di grandi impianti – continua Carretti – il decreto ha fissato dei limiti spesa ovvero: - 300 ML€ per gli impianti che entrano in esercizio dal 01/06/2011 al 31/12/2011; - 150 ML€ per gli impianti che entrano in esercizio nel 1° semestre 2012; - 130 ML€ per gli impianti che entrano in esercizio nel 2° semestre 2012. Non vi è quindi – precisa Carretti – alcuna certezza di beneficiare degli incentivi sui

grandi impianti se non per quelli che entrano in esercizio entro il 31 agosto 2011. I grandi impianti inoltre per accedere agli incentivi per gli anni 2011 e 2012 devono essere iscritti in un registro tenuto dal GSE e devono rientrare nella graduatoria stilata dal GSE medesimo. La graduatoria è necessaria giacché è previsto un limite

di spesa per gli incentivi. Le procedure e le casistiche – conclude Carretti – sono complesse e svariate. E’ per questo che Studio Alfa si adopera per fornire ai soggetti interessati un quadro di riferimento completo ed esaustivo anche alla luce delle ultime novità normative”.

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ASSICURAZIonI

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E’ u n t e n ta ti vo di conciliazione p e r l i m i ta r e i p r o c e s s i c i v i l i

Mediazione Civile: nuova procedura per le richieste di risarcimento danno con azione legale Si applica ai contratti assicurativi, bancari, finanziari e nei casi di responsabilità del medico Da Marzo 2011 si applica la normativa sulla mediazione obbligatoria (D.l.gs 28/10), secondo cui, qualora sorgano delle controversie in determinate materie civilistiche, è necessario provare un tentativo di conciliazione prima di poter intraprendere le vie legali. Tra queste materie rientrano anche il risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli e natanti, da responsabilità medica nonché i contratti assicurativi, bancari e finanziari. In caso di sinistro, per fare un esempio concreto, se il risarcimento del danno che ci viene proposto dalla Compagnia di Assicurazione non ci trova d’accordo, non potremo subito ricorrere al giudice, ma occorrerà espletare la procedura di conciliazione. Ne parliamo con Roberto Garulli, Presidente dello Studio Garulli Insurance Broker srl (tel. 0521-227511) che opera da oltre 30 anni nel settore della consulenza e della gestione assicurativa dei rischi aziendali e delle

La mediazione civile deve essere vista come una risoluzione alternativa delle controversie per il risarcimento del danno, che può portare importanti vantaggi, primo fra tutti una netta riduzione dei processi civili persone nelle Province di Parma, Reggio Emilia e Modena e nel Lazio. “La procedura di conciliazione è molto semplice e veloce – spiega Garulli. Deve svolgersi, infatti, nell’arco di quattro mesi: basta individuare un Organismo abilitato dal Ministero di Giustizia al quale rivolgere la domanda di mediazione. Il responsabile dell’organismo incaricherà il mediatore professionista che si occuperà del caso e fisserà la data

del primo incontro. Da lì in avanti – continua Garulli – si cercherà un accordo amichevole anche attraverso sessioni separate - e se le parti lo chiederanno o il mediatore lo riterrà opportuno - questi potrà formulare una proposta formale per la definizione della controversia. Questo tentativo potrà avere diverse soluzioni: - se non sarà terminato entro quattro mesi, il richiedente potrà iniziare la causa civile, indipendentemente dall’esito; - se le parti raggiungeranno

un accordo, il mediatore formerà un verbale positivo, che verrà sottoposto per l’omologazione al Presidente del Tribunale del luogo in cui ha sede l’organismo di mediazione prescelto. Il verbale omologato avrà il valore di titolo esecutivo e potrà essere utilizzato, in caso di inottemperanza delle situazioni in esso contenute, per l’esecuzione forzata; - se le parti non si accorderanno perché una delle due non compare, il mediatore formerà verbale negativo e

la causa potrà iniziare: se il giudice riterrà che la mancata comparizione non sia dovuta a giustificato motivo, potrà trarre da essa anche elementi di prova contro l’assente; - se le parti compaiono ma non si trova l’accordo o, se in caso di proposta, essa viene rifiutata, il mediatore formulerà un verbale negativo e la causa potrà iniziare; se il giudice pronuncerà sentenza di contenuto identico alla proposta rifiutata, la parte vittoriosa, che non accolse la proposta, non potrà chiedere il rimborso delle spese processuali da parte del soccombente e sarà chiamata a pagare allo Stato una ulteriore somma pari al contributo unificato. La mediazione civile – conclude Garulli – deve essere vista come una risoluzione alternativa delle controversie per il risarcimento del danno, che può portare importanti vantaggi, primo fra tutti una netta riduzione dei processi civili (circa 600.00 in meno all’anno)”.

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SERVIZI

Con l a n u o v a tassonomia XBRL

Deposito bilanci: come gestire le pratiche telematiche Servizi di Segreteria: il partner ideale per il disbrigo di tali adempimenti Il 25 Marzo scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il comunicato del Ministero Economico che formalizzava l’entrata in vigore della versione aggiornata della tassonomia XBRL (eXtensible Business Reporting Language) per la predisposizione dei bilanci. L’obiettivo è promuovere l’affermazione di uno standard di riferimento internazionale per la rendicontazione economica. In questo periodo di presentazione di bilanci le aziende devono confrontarsi con questi nuovi aspetti e chiedere il supporto di aziende specializzate nel disbrigo di tali adempimenti può essere una soluzione per risparmiare tempo e denaro. Ne parliamo con Alessandro Ferretti di Servizi di Segreteria (tel. 0522-232586), che opera nell’ambito dei servizi esterni ad imprese e liberi professionisti fungendo da “sportello unico” per tutti gli obblighi burocratici ed amministrativi necessari per il regolare svolgimento della propria attività. “Con l’utilizzo di XBRL si abbattono le barriere, sintatti-

L’obiettivo è promuovere l’affermazione di uno standard di riferimento internazionale per la rendicontazione economica che e semantiche, tra chi produce informazioni finanziarie (le imprese) e chi a vario titolo le consuma (le capogruppo, gli auditor, gli investitori, le banche, i media, le autorità pubbliche, ecc.) – afferma Ferretti. L’adeguamento al formato XBRL deve essere considerato come un’opportunità, poiché l’azienda in questo modo aumenta il livello di accuratezza e dettaglio dei report contabili elaborati ed allo stesso tempo produce meno costi, perché tutto viene gestito elettronicamente”. Quindi lo sviluppo informatico e telematico ha toccato anche l’area amministrativa delle imprese? “Certamente – risponde Ferretti. Era uno step inevitabile, soprattutto in una Società in

cui tutto ormai è digitalizzato. Il bilancio di esercizio, oltre ad essere elaborato in formato XBRL, deve essere depositato in formato elettronico. Non solo – precisa Ferretti. Tutti i documenti oggetto di deposito (il bilancio, la relazione sulla gestione, la relazione del collegio sindacale, il verbale di approvazione dell’assemblea, la nota integrativa, etc.) e la modulistica ministeriale in formato elettronico devono essere firmati digitalmente. Come tutti ormai sapranno, la firma digitale altro non è che l’equivalente informatico di una tradizionale firma su car-

ta e ne assume lo stesso valore legale. La firma digitale funziona solo a seguito del rilascio di una smart card e dell’apposito lettore da parte dell’ufficio competente. I vantaggi della firma digitale sono notevoli, se consideriamo la riduzione sostanziale dei documenti cartacei e la maggiore operatività a distanza. Un altro elemento che attesta l’informatizzazione delle procedure burocratiche è la posta elettronica certificata, che ha assunto un ruolo strategico nei rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione. È considerata un valido

sostituto della carta bollata e consente quindi di scambiare in tempo reale documenti con valenza legale”. Che servizio potete offrire nella gestione delle pratiche societarie? “Servizi di Segreteria è in grado di svolgere tutte le pratiche per il deposito dei bilanci presso il Registro delle Imprese delle Camere di Commercio competenti. Grazie ad un sistema telematico ben collaudato su tutto il territorio nazionale, offre un apposito servizio per affrontare al meglio questi obblighi, semplificando le procedure a carico del cliente. L’azienda, tramite una semplice mail, può inviare i documenti per l’espletamento della pratica. Gli uffici di Servizi di Segreteria provvedono alla compilazione della modulistica da spedire al Registro delle Imprese, e lo rinviano al cliente per la firma digitale. Siamo abilitati, inoltre, all’attivazione di caselle di Posta Elettronica Certificata, nonché all’emissione di strumenti per la firma digitale (Smart Card, C.N.S. e Business Key)”.

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Nel p r i m o tr imestre 2011, le esp o r t a z i o n i i n E m i l i a - R o m a g n a s e g n a n o u n + 1 9 ,2 %

Traduzioni: l’Europa rimane il primo mercato di esportazione per l’italia Lanfrey (Citi Traduzioni): Francia e Germania rappresentano più del 18% del fatturato Le esportazioni in Italia funzionano. Lo dice il rapporto Istat sulle esportazioni nelle regioni italiane, tracciando un primo bilancio per l’anno in corso. Nel primo trimestre 2011, tra le regioni che presentano i contributi maggiori alla crescita delle esportazioni nazionali, si segnalano aumenti tendenziali superiori alla media per le esportazioni da Emilia-Romagna (+19,2%) e Lazio (+30,5%). Sui mercati extra UE, inoltre, i maggiori incrementi tendenziali si rilevano per Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Lazio e Sicilia. Lo sa bene CITI Traduzioni soc. coop., che da più di 30 anni, oltre a tradurre per le aziende italiane dei più svariati settori quali Energia (ABB-SACE), farmaceuticobiomedicale (Adler-Ortho, Gambro-Dasco, ecc.) Meccanica, Automotive (Gruppo Argo, Goldoni), la CITI collabora con importanti agenzie estere in Germania e Francia, diventando cosi un esportatore a pieno titolo. “Tra i primi mercati della CITI, come per le aziende

produttrici di beni, la Germania e la Francia rappresentano più del 18% del fatturato delle traduzioni”, afferma Fabrice Lanfrey, responsabile marketing della società (www.cititraduzioni.it). Ma quante sono le lingue che la CITI propone tra i suoi servizi di traduzione? “La CITI Soc. Coop ha attualmente una capacità di produzione in moltissime lingue estere. Dalle più note (inglese, tedesco, francese, ecc.) alle più remote (punjabi, urdu, indi ...). Tra l’altro – continua Lanfrey – l’Europa rimane il primo mercato per l’esportazione dall’Italia, e non dobbiamo dimenticare che nella sola UE le lingue ufficiali sono ben 23, senza contare gli altri paesi non aderenti alla Comunità Europea o che lo saranno prossimamente, come la Croazia e la Turchia. La CITI Traduzioni è in grado di fornire servizi di alta qualità in tutte queste lingue, grazie a più di 190 traduttori madrelingua e alla garanzia della professionalità che ci contraddistingue”. Quali sono gli strumenti

necessari per produrre testi in tutte queste lingue? “Si chiamano CAT Tools ovvero Computer-Assisted Translation – spiega Lanfrey – software recenti formati da un data base in cui vengono registrate le frasi dei testi nelle varie lingue, creando una “memoria” che permette di ritrovare testi tradotti precedentemente, anche a distanza di mesi. Questi programmi sono fra l’altro compatibili con i programmi di impaginazione più rinomati (Indesign, Quark-X-Press, FrameMaker, ecc.) e con i linguaggi di programmazione HTM, ecc. Lo scopo di questi programmi è di recuperare le parti del testo che si ripetono o che erano già state tradotte precedentemente. Questa possibilità è preziosa soprattutto nel campo della manualistica, creando un vantaggio enorme per un’Azienda che produce manuali per macchine diverse, ma con una base documentale e normativa simile. Questi strumenti – continua Lanfrey – permettono alla CITI di analizzare i testi e di proporre sconti in base

alla percentuale di recupero ripetizioni”. I traduttori, oltre ai programmi, dispongono di aiuti esterni? “Primo fra tutti la banca terminologica della Comunità Europea, che troverete all’indirizzo web http://iate. europa.eu/, che permette di ricercare parole o frasi nelle lingue ufficiali della UE. Un’altra base che può essere utile anche alle aziende è la Base dati denominata eCERTIS, strumento ideato dalla Commissione Europea come guida alle aziende nella giungla di documenti da fornire per partecipare a gare pubbliche nei vari paesi membri”.

Qualche novità sul fronte della qualità? “‘La qualità a un prezzo competitivo’ è da sempre la filosofia aziendale della CITI, che ha ottenuto la Certificazione per il Sistema di Gestione in Qualità ai sensi della norma UNI EN ISO 9001:2000 già nel 1999, oggi implementata con la Direttiva Europea sulla Traduzione EN 15038. Sono ancora poche le aziende che oggi usano il doppio controllo imposto da quest’ultima direttiva, che rappresenta un valore aggiunto importante per la CITI e una garanzia supplementare per le aziende che sanno di potere contare su servizi di alta qualità”.


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EDILIZIA

Nat a d a u n ’ e sperienza plurienna l e n e l s e tto r e d e l l a c o s tr u z i o n i

Seicof: qualità e competenza per il tuo progetto edilizio Baumit, Kerakoll, Sprayrub e Risanarè-Coprox tra le principali collaborazioni Seicof è una newco ovvero una nuova azienda specializzata, nell’isolamento acustico, impermeabilizzazioni, installazione di termocappotti per interno ed esterno e soluzioni innovative in genere. Nasce dall’esperienza pluriennale di Europedil, impresa operante nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni. Chiediamo a Christian Ferrara, responsabile commerciale di Seicof (www.seicof.it), di presentarci meglio questa nuova realtà aziendale. “Seicof si specializza ulteriormente rispetto ad Europedil, proponendosi come partner affidabile e competente in tutte la fasi di realizzazione di un progetto edilizio, sia a livello industriale che residenziale, avvalendosi di personale altamente qualificato”. Quali sono i vostri punti di forza? “La costruzione di immobili con soluzioni innovative è sempre stato un punto di forza per Europedil – spiega Ferrara. Nel corso degli anni abbiamo maturato grande

esperienza, frutto di una costante attenzione ai nuovi prodotti, alla scelta dei materiali e alle relative tecniche di applicazione. Le tecniche di costruzione in questi ultimi decenni, sono cambiate in modo irreversibile. La crisi che ha colpito il settore, poi, ha lasciato segni indelebili e abbiamo ritenuto di estrema importanza - sulla scia delle normative europee che hanno imposto linee guida, nonché restrizioni, alle tecniche di costruzione - distinguerci in un mercato da sempre altamente competitivo, puntando sulla riqualificazione degli edifici preesistenti e sulla efficienza energetica dell’involucro edilizio. Realizzare interventi di riqualificazione energetica significa, infatti, ridurre i costi legati ai consumi di energia per il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, aumentare il valore immobiliare dell’edificio, migliorare il comfort e il benessere abitativo e contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2. Possiamo contare – continua

Christian Ferrara, responsabile commerciale di Seicof

Ferrara – su partner qualificati come Baumit, azienda specializzata nei sistemi di isolamento a cappotto termico, Sprayrub, il “sigillante acustico” che costituisce la prima vera alternativa ai classici prodotti utilizzati per isolare acusticamente i pavimenti e le pareti di un edificio, Risanarè-Coprox, la soluzione per il risanamento delle murature deteriorate dall’umidità e Kerakoll, leader mondiale nella produzio-

ne di collanti, adesivi e prodotti chimici per l’edilizia. Quest’ultima è un’azienda da sempre all’avanguardia nella progettazione di soluzioni innovative. Una delle ultime novità proposte nel campo delle impermeabilizzazioni – spiega Ferrara – è Nanoflex Eco, nato dalla ricerca di Kerakoll nel campo dei materiali per l’edilizia contemporanea, che offre le più alte prestazioni nella realizzazione di membrane impermeabili prima della posa di rivestimenti in ceramica, pietra naturale, mosaici, etc.”. Dove opera maggiormente l’azienda? “Seicof è attiva su tutto il territorio regionale, in particolare Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. I nostri tecnici qualificati, oltre ad eseguire i lavori rispettando i tempi di consegna previsti, sapranno anche consigliarvi sui materialI più opportunI da utilizzare per costruire o ristrutturare uffici, abitazioni, ecc”. Quanto è importante il rapporto con il cliente?

I nostri tecnici, oltre ad eseguire i lavori rispettando i tempi di consegna previsti, sapranno anche consigliarvi suI materialI più opportunI da utilizzare per costruire o ristrutturare uffici, abitazioni, ecc

“Per Seicof il rapporto diretto con i clienti è basilare. Per questo trattiamo la vendita e la ristrutturazione di immobili direttamente, senza alcun intermediario, anche perché chi sa illustrare e descrivere al meglio il prodotto se non chi lo ha creato?”.


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Una v a s ta g amma di soluzioni ch e p u o i r e p e r i r e a R e g g i o E m i l i a d a S i s te l A u to m a z i o n i

Da Breda il portone ideale per la tua azienda e la tua abitazione Disponibile ora con l’innovativa porta pedonale Ancora novità in casa Breda, uno dei punti di riferimento a livello nazionale nella produzione di portoni sezionali destinati al mercato residenziale ed al mondo dell’industria. L’azienda ha recentemente presentato la nuova versione della porta pedonale, puntando su estetica, vantaggi strutturali e tenuta termica, per un prodotto di qualità in perfetto stile Breda Sistemi Industriali. Chiediamo a Davide Faccia di Sistel Automazioni, rivenditore ufficiale per la Provincia di Reggio Emilia (www.sistelautomazioni.it), quali sono le principali novità del restyling del prodotto.

“La nuova porta pedonale – spiega Faccia – rappresenta una soluzione funzionale per il passaggio di persone, il transito di biciclette o attrezzature da giardino attraverso il portone. Ora è disponibile per l’intera gamma di portoni sezionali in acciaio e in alluminio. I nuovi profili in alluminio che compongono il telaio della porta – continua Faccia – sono stati progettati dall’ufficio Ricerca & Sviluppo dell’azienda in modo da adattarsi alle diverse combinazioni di colore dei portoni Breda. Grazie ad un accurato intervento di restyling e di miglioramento complessivo

del prodotto dal punto di vista estetico sono stati eliminati i rivetti esterni, mentre per garantire maggiore solidità al prodotto le modifiche sono state indirizzate a una revisione della configurazione del telaio. L’implementazione del numero e della qualità delle guarnizioni garantisce, infine, un isolamento termico della chiusura ai massimi livelli. Presentata nella sua prima versione non più di un anno fa – precisa Faccia – la porta pedonale inserita nel manto con soglia ribassata è una soluzione estremamente funzionale che forma una superficie

calpestabile in perfetta tranquillità, per un concentrato di qualità e sicurezza che mantiene inalterate le caratteristiche di comodità ed eleganza tipiche di ogni prodotto Breda. La porta pedonale è priva dello scalino ed il sen-

sore - caratteristica esclusiva di questi portoni - garantisce il blocco del portone quando la porta non è perfettamente chiusa, per una sicurezza senza eguali. I portoni industriali Breda – conclude Faccia – assicurano sicurezza, eleganza e funzionalità. E’ possibilie scegliete la porta sezionale più adatta alla vostra azienda tra i modelli della linea Steel Line (portoni in acciaio coibentati) e la linea Alu Line (portoni sezionali in alluminio). I portoni sezionali Breda sapranno dare un tocco in più di praticità alla vostra attività, sia essa commerciale o industriale”.

delle esigenze del cliente. I servizi speciali di vigilanza senza dubbio impongono una riorganizzazione delle normali attività lavorative ed una nuova dislocazione di tutte le pattuglie che presidiano il territorio. I nostri operatori, preparati a gestire anche le situazioni più impreviste, sono in costante contatto con la Centrale Operativa e le Forze di Polizia, grazie all’ausilio di sofisticati dispositivi tecnologici, segnalando eventuali anomalie in loco, garantendo dunque un pronto intervento. Sono convinto – conclude Bertoni – che le tecnologie abbiano contribuito a migliorare l’efficienza del nostro lavoro e la possibilità di persona-

lizzare i servizi offerti (senza una moderna centrale operativa non potremmo garantire un monitoraggio costante, 24 ore su 24), ma il “fattore umano” rimane comunque un elemento indispensabile per garantire un controllo ed una sicurezza adeguata alle aziende clienti”.

Per t u te l a r s i da possibili furti e r a p i n e

Vigilanza estiva: un servizio su misura Indicato per imprese, centri industriali e zone residenziali La sicurezza rimane sempre un problema all’ordine del giorno per le nostre imprese, soprattutto durante la chiusura dell’attività per le ferie estive e invernali. Il potenziamento dei servizi di vigilanza, già predisposti durante l’anno, si dimostra quasi una necessità per evitare furti e rapine non solo di denaro contante, ma anche e soprattutto di materie prime. “Per far fronte ad una criminalità organizzata, dotata delle più moderne tecnologie e sempre più “aggiornata” sui sistemi di sicurezza e videosorveglianza, Corpo Guardie Giurate può rafforzare i controlli diurni e notturni per garantire un’adeguata

protezione alle aziende” afferma Paolo Bertoni, Presidente dell’Istituto di vigilanza (www.corpoguardiegiurate.it) che da oltre 65 anni lavora a stretto contatto con le principali realtà imprenditoriali del territorio”. Cosa si intende esattamente per potenziamento dei servizi di vigilanza? Che supporto potete offrire alle imprese? “Corpo Guardie Giurate, grazie all’esperienza acquisita nel corso degli anni ed alla notevole flessibilità della propria struttura è in grado di predisporre Servizi Speciali, con una durata anche limitata nel tempo. E’ possibile quindi intensificare i controlli su azien-

de, centri commerciali, negozi chiusi o abitazioni incustodite nei periodi di vacanza. Al fine di potenziare, inoltre, la vigilanza nelle aree più soggette al rischio di furti – continua Bertoni – possiamo istituire anche speciali pattuglie di quartiere. Questo servizio è indicato soprattutto per quei centri industriali, villaggi artigianali o zone residenziali che necessitano di una maggiore presenza di pattuglie in fasce orarie ben definite”. In che modo riuscite a far fronte ad un aumento delle pattuglie di vigilanza? “La nostra struttura può contare su oltre 75 unità e possiamo garantire un servizio personalizzato, sulla base



Giornale delle Imprese n.Luglio 2011