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KLeINER

FLuG


F irenze, 1274.

messer pucci, codesta lana non mi pare di buona qualità...

madonna vanna, cosa mi dice?! lei sa bene che i miei son i più bei tessuti che può trovare alla fiera dei pannilani!

QUANDO ERO PICCOLA, INSIEME AlLE MIE CINQUE SORELLE, AMAVO OSSERVARE DALLA FINESTRA DI CASA ciò CHE ACCADEvA nella CITTà.


LA MIA Fiorenza ERA UN POSTO MAGNIFICO. PIENA DI COLORI E VIVA.

uhm...

non è certo quella che vendiamo ai villici.

LA LORO CREATIVITÀ E L’OTTIMA CUSTODIA DEl SEgRETO DElLA LAVORAZIONE FACEvA SÌ CHE DA TUTTE LE TERRE CONOSCIUTE VENISSERO IN fiorenza A COMPRAR VESTI.

LE BOTTEGHE ARTIGIANE PULLULAVANo DI GENTE. I LANIERI FIORENTINI ERAN RINOMATI IN TUTTO iL MONDO PER LA LORO CAPACITÀ DI TRATTAR LA LANA. DI CARDARLA E COLORARLA IN MODO MERAVIGLIOSO.

e codesta moda di colorarla da dove arriva? vedo stoffe di gran pregio, colori sgargianti!

Pare che questa sia divenuta la patria della vanteria... controlli pure l’ordito e la trama di prima qualità.

e cosa le spiace di questo, monna vanna?

niente in assoluto, anzi, mi messere! sento davvero a mio...

filippo!!! Ahia!

s to

c!


accadeva, A VOLTE, CHE IN MEZZO A QUEL TRAMBUSTO E A QUELL’INTRICO DI VIE STRETTE, DI CASE DI PIETRA E DI LEGNO ADDOSSATE LE UNE AlLE ALTRE, SPUNTAVA LA FERMEZZA MALINCONICA DI UN fanciullo TROPPO MAGRO, SMUNTO E DAl VOLTO MALATICCIO…

quante volte te l’ho detto? devi smetter di crear fastidio alla gente!


UMILE nell’ASPETTO, VENNI A SCOPRIRe DA ALCUNE parole Del MiO genitore, CHE si trattava del FIGLIO DI ALLIGHIERO DI BELLINCIONE, UN GIURECONSULTO DEDITO A L’USURA, CHE DIVENNE POI PICCOLO PROPRIETARIO TERRIERO.

il tuo carattere ti metterà nei guai, filippo! questo è poco ma sicuro!

madre, sono un adimari. Faccio ciò che voglio!

PERSA LA MADRE BELLA, il PADRE SI ERA DA POCO RIACCOMPAGNATO CON MONNA LAPA DI CHIARISSIMO CIALUFFI.

voglion così colà dove si può ciò che si vuole... chi dice che non posso prendere a calci quel mendico?

ma...?

e più non domandare!


LE NOSTRE CASE QUASI CONFINAVANO, NEL SESTIERE DI PORTA SAN PIETRO, PRESSO L’ABBAZIA BENEDETTINA DI SANTA MARIA, DENTRO LE MURA PRIMEVE DI QUELLA PERLA DI CITTÀ SEMPRE PRONTA A FAR NASCERE NuOVE MODE E A FAR CRESCER LA vanità DElLE DONNE.

buona sera, padre!

Mgr...

DI UN ANNO PIÙ VECCHIO DI ME, NACQUE SOTTO iL SEGNO DEI GEMELLI E, PER SUA CERTEZZA, QUESTI LO DOTARONo DelL’INGEGNO CHE SI MANIFESTÒ PIÙ IN LÀ NEgLI ANNI.


EBBI A INCONTRARLO UNA PRIMA VOLTA INTORNO AI NOVE ANNI, QUANDO MIO PADRE INVITÒ, COME D’USANZA, I VICINI E I CONGIUNTI A CANTAR MAGGIO.

RICORDO COMe ORA CHE, QUANDo MI VIDE, il SUO VOLTO PERSE PER UN ISTANTE L’ARIA GRAVE.

COME SE IN ME AVESSE VEDUTO CHISSÀ QUALe ANGELO.


PASSARONO altri NOVE ANNI PRImA CHE POTESSI RIVOLGERGLI QUEL SALUTO CHE ANCOR DI PIÙ LO SEGNÒ.

LE SUE APPARIZIONI NElLA VIA ERAN DIVENUTE RADE E il MiO TEMPO trascorso AlLA FINESTRA PURE, PERÒ SENTIVO SU DI ME LE SUE ATTENZIONI.

A VOLTE MI PAREvA DI VEDERLO O DI PERCEPIRNE LA PRESENZA IN UNA STRADA, IN UNA CHIESA.

SENTIVO il SUO SGUARDO SU DI ME.


Il saluto di Beatrice LE SUE MAGGIORI OCCUPAZIONI DI QUEGLI ANNI furon LO STUDIO DElLE DIVINE ED UMANE LETTERE…

…DElLE BELLE ARTI…

…E il SUO PENSIERO RIVOLTO a me.

durante!

?

E SO CHE GODEvA DElL’AMICIZIA DI TUTTI QUEllI CHE ERANO IN fiorenza, E ALTROVE, IN CREDITO DI UOMINI LETTERATI.

ahhh, cosa devo fare con te?!

io...

TRA CUI il PRIMO DEi SUOI AMICI: GUIDO CAVALCANTI…

…CHE CON LUI DETTE VITA E VOCE A QUEL DOLCE STIL NOVO CHE TANTO INFLUENZÒ LA POESIA DI QUEL SECOLO E CHE TANTO LUSTRO DETTE LORO.

suvvia...

abbandona il disegnare e dedicati al racconto dei pensieri tuoi!

Bice!


cos’è quel sorriso che porti sulle labbra?

codesta curiosità non ti si addice, cara amica.

...passeggiando lungo il bel fiume.

orsù, non discorrete altro e accompagnatemi verso casa...


QUEL GIORNO DI NOVE FIATE DOPO, PASSEGGIANDO IN COMPAGNIA DI DUE AMICHE, LO VIDI IN STRADA CHE mi OSSERVAVA E CHE, QUASI A VOLER CHIEDERE AL MONDO DI SORREGGERLO, POGGIAvA TREMANTE UNA MANO AL MURettO.

ih ih ih!

QUANDO lo salutai e I NOSTRI SGUARDI S’INCONTRARONO, SEMBRÒ A ME CHE LA SUA ANIMA SPICCASSE IL VOLO, STACCANDOSI DAL CORPO.


, La visione d Amore

ego dominus tuus!

guarda il tuo cuore!


il mio cuore...


La prima donna dello schermo NON SO COSA FU DI QUELL’EPISODIO LUNGO il FIUME a turbarlo, MA DI LÌ A POCO CAMBIò il SUO ATTEGGIAMENTO NEI MIEI CONFRONTI.

cosa ti accade, dante, perché quella faccia?

amore è quello che così m’ha ridotto...

per quale donna t’ha così distrutto questo amore?


ave, maria, grÁtia plena!

dÓminus tecum!

LO SENTII COME ALLONTANARSI DA ME…

E COMINCIÒ A DEDICAR LE SUE ATTENZIONI AD ALTRA DONNA…

…DI PIACEVOLE ASPETTO.

Ah! vedi come cotale donna distrugge la persona di costui?


COMINCIò A DEDICARLE SONETTI NON ISPIRATI. E il FATTO CHE NOn FOSSI Più TRA LE SUE PREFERITE LO NOTAI DAL SERVENTESE sulLE sessanta Più BELLE DONNE DI fiorenza, OVE SOLo FIGURAVO COME NONA.

QUANDO FINALMENTE QUELLA DONNA CONVENNE DI PARTIRSI DALLA CITTà, IN CUOR MIO SPERAI in UN SUO RIAVVICINAMENTO.


COME IN OCCASIONe DEL PIANTO PER LA MORTE DElLA MIA DOLCE AMICA, CHIAMATA DAL SIGNORE DEgLI ANGELI AlLA SUA GLORIA…

qui è triste, non arrabbiato

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Dante Alighieri  

Preview di 16 pagine del volume a fumetti DANTE ALIGHIERI edito da Kleiner Flug

Dante Alighieri  

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