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Dante Alighieri

D’UVA - ROSSI - ASTRID

KLeINER

FLuG

italiano

“AMOR MI MOSSE”


Dante Alighieri

D’UVA - ROSSI - ASTRID

“AMOR MI MOSSE”

KLeINER

FLuG


L’incontro tra Dante e Beatrice, nel paradiso terrestre, al culmine del Purgatorio, è l’ideale chiusura di un cerchio. I due, dopo un primo incontro intorno ai nove anni, han vissuto vite distanti, seppur fisicamente vicine. Dante ci racconta che il loro successivo incontro, all’età di diciotto anni, fu un’esperienza strabiliante: quando la bella Bice gli rivolge il suo saluto, lui sente come la sua anima spiccare il volo, staccandosi dal corpo. Seguono poi le visioni d’Amore e tutta una serie di eventi che segneranno la vita del poeta, non allontanando mai il suo pensiero, rivolto sempre a quella donna dall’angelica sembianza. Solo la morte di lei getta un’ombra su questo amore tutto ideale. Ed è questo che la donna, ormai assurta in cielo, rimprovera a Dante prima di acconsentire a fargli da guida attraverso il Paradiso e avvicinarlo a quell’amor che muove il cielo e le altre stelle.


Fiorenza, 1274.

messer pucci, codesta lana non mi pare di buona qualità...

madonna vanna, cosa mi dice?! lei sa bene che i miei son i più bei tessuti che può trovare alla fiera dei pannilani!

QUANDO ERO PICCOLA, INSIEME AlLE MIE CINQUE SORELLE, AMAVO OSSERVARE DALLA FINESTRA DI CASA ciò CHE ACCADEvA in CITTà.


LA MIA Fiorenza ERA UN POSTO MAGNIFICO. PIENA DI COLORI E VIVA.

uhm... non è certo quella che vendiamo ai villici.

LA LORO CREATIVITÀ E L’OTTIMA CUSTODIA DEl SEgRETO DElLA LAVORAZIONE FACEvA SÌ CHE DA TUTTE LE TERRE CONOSCIUTE VENISSERO IN fiorenza A COMPRAR VESTI.

LE BOTTEGHE ARTIGIANE PULLULAVANo DI GENTE. I LANIERI FIORENTINI ERAN RINOMATI IN TUTTO iL MONDO PER LA LORO CAPACITÀ DI TRATTAR LA LANA. DI CARDARLA E COLORARLA IN MODO MERAVIGLIOSO.

e codesta moda di colorarla da dove arriva? vedo stoffe di gran pregio, colori sgargianti! Pare che questa sia divenuta la patria della vanteria... controlli pure l’ordito e la trama di prima qualità.

e cosa le spiace di questo, monna vanna?

niente in assoluto, anzi, mi messere! sento davvero a mio...

Ahia!

s to 4

c!

filippo!!!


accadeva, A VOLTE, CHE IN MEZZO A QUEL TRAMBUSTO E A QUELL’INTRICO DI VIE STRETTE, DI CASE DI PIETRA E DI LEGNO ADDOSSATE LE UNE AlLE ALTRE, SPUNTAsse LA FERMEZZA MALINCONICA DI UN fanciullo TROPPO MAGRO, SMUNTO E DAl VOLTO MALATICCIO…

quante volte te l’ho detto? devi smettere di crear fastidio alla gente!


UMILE nell’ASPETTO, VENNI A SCOPRIRe DA ALCUNE parole Del MiO genitore CHE si trattava del FIGLIO DI ALLIGHIERO DI BELLINCIONE, UN GIURECONSULTO DEDITO AlL’USURA, CHE DIVENNE POI PICCOLO PROPRIETARIO TERRIERO.

il tuo carattere ti metterà nei guai, filippo! questo è poco ma sicuro!

madre, sono un adimari. Faccio ciò che voglio!

PERSA LA MADRE BELLA, il PADRE SI ERA DA POCO RIACCOMPAGNATO CON MONNA LAPA DI CHIARISSIMO CIALUFFI.

chi dice che non posso prendere a calci quel mendico?

voglion così colà dove si puote ciò che si vuole...

e più non dimandare!

ma...?

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LE NOSTRE CASE QUASI CONFINAVANO, NEL SESTIERE DI PORTA SAN PIETRO, PRESSO L’ABBAZIA BENEDETTINA DI SANTA MARIA, DENTRO LE MURA PRIMEVE DI QUELLA PERLA DI CITTÀ, SEMPRE PRONTA A FAR NASCERE NuOVE MODE E A FAR CRESCER LA vanità DElLE DONNE.

buona sera, padre!

Mgr...

DI UN ANNO PIÙ VECCHIO DI ME, NACQUE SOTTO iL SEGNO DEI GEMELLI E, PER SUA CERTEZZA, QUESTI LO DOTARONo DelL’INGEGNO CHE SI MANIFESTÒ PIÙ IN LÀ NEgLI ANNI.

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EBBI A INCONTRARLO UNA PRIMA VOLTA INTORNO AI NOVE ANNI, QUANDO MIO PADRE INVITÒ, COME D’USANZA, I VICINI E I CONGIUNTI A CANTAR MAGGIO.

RICORDO COMe ORA CHE, QUANDo MI VIDE, il SUO VOLTO PERSE PER UN ISTANTE L’ARIA GRAVE.

COME SE IN ME AVESSE VEDUTO CHISSÀ QUALe ANGELO.

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PASSARONO altri NOVE ANNI PRImA CHE POTESSI RIVOLGERGLI QUEL SALUTO CHE ANCOR DI PIÙ LO SEGNÒ.

LE SUE APPARIZIONI NElLA VIA ERAN DIVENUTE RADE E il MiO TEMPO AlLA FINESTRA PURE. PERÒ SENTIVO SU DI ME LE SUE ATTENZIONI.

A VOLTE MI PAREvA DI VEDERLO O DI PERCEPIRNE LA PRESENZA IN UNA STRADA, IN UNA CHIESA.

SENTIVO il SUO SGUARDO SU DI ME.

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Il saluto di Beatrice. LE SUE MAGGIORI OCCUPAZIONI DI QUEGLI ANNI furon LO STUDIO DElLE DIVINE E UMANE LETTERE…

…DElLE BELLE ARTI…

…E il SUO PENSIERO RIVOLTO a me.

durante!

E SO CHE GODEvA DElL’AMICIZIA DI TUTTI QUEllI CHE ERANO IN fiorenza, E ALTROVE, IN CREDITO DI UOMINI LETTERATI.

ahhh, cosa devo fare con te?!

? io...

suvvia...

TRA CUI il PRIMO DEi SUOI AMICI: GUIDO CAVALCANTI…

…CHE CON LUI DETTE VITA E VOCE A QUEL DOLCE STIL NOVO CHE TANTO INFLUENZÒ LA POESIA DI QUEL SECOLO E CHE TANTO LUSTRO DETTE LORO.

abbandona il disegnare e dedicati al racconto dei pensieri tuoi!

Bice!

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cos’è quel sorriso che porti sulle labbra?

codesta curiosità non ti si addice, cara amica.

...passeggiando lungo il bel fiume.

orsù, non discorrete altro e accompagnatemi verso casa...

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QUEL GIORNO DI NOVE FIATE DOPO, PASSEGGIANDO IN COMPAGNIA DI DUE AMICHE, LO VIDI IN STRADA CHE mi OSSERVAVA E CHE, QUASI A VOLER CHIEDERE AL MONDO DI SORREGGERLO, POGGIAvA TREMANTE UNA MANO AL MURettO.

ih ih ih!

QUANDO lo salutai e I NOSTRI SGUARDI S’INCONTRARONO, SEMBRÒ A ME CHE LA SUA ANIMA SPICCASSE IL VOLO, STACCANDOSI DAL CORPO.

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, La visione d Amore.

guarda il tuo cuore!

ego dominus tuus!

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il mio cuore...

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La prima donna dello schermo. NON SO COSA FU DI QUELL’EPISODIO LUNGO il FIUME a turbarlo, MA DI LÌ A POCO CAMBIò il SUO ATTEGGIAMENTO NEI MIEI CONFRONTI.

amore è quello che così m’ha ridotto...

cosa ti accade, dante, perché quella faccia?

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per quale donna t’ha così distrutto questo amore?


DÓMINUS TECUM!

AVE, MARIA, GRÁTIA PLENA!

LO SENTII COME ALLONTANARSI DA ME…

E COMINCIÒ A DEDICAR LE SUE ATTENZIONI AD ALTRA DONNA…

Ah! vedi come cotale donna distrugge la persona di costui?

…DI PIACEVOLE ASPETTO.

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COMINCIò A DEDICARLE SONETTI NON ISPIRATI. E il FATTO CHE NOn FOSSI Più TRA LE SUE PREFERITE LO NOTAI DAL SERVENTESE sulLE sessanta Più BELLE DONNE DI fiorenza, OVE SOLo FIGURAVO COME NONA.

QUANDO FINALMENTE QUELLA DONNA CONVENNE DI PARTIRSI DALLA CITTà, IN CUOR MIO SPERAI in UN SUO RIAVVICINAMENTO.


COME IN OCCASIONe DEL PIANTO PER LA MORTE DElLA MIA DOLCE AMICA, CHIAMATA DAL SIGNORE DEgLI ANGELI AlLA SUA GLORIA…

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MA, AHIMé, giorni dopo, SI PARTì VERSO il suo nuovo amore.

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La seconda donna dello schermo.

durante allighieri, aspettateci!

l’amor mio, dite? qualcuno di voi conosce cosa sia l’amore sì tanto da poterne discorrere?

poeta, perché quei tristi occhi? non siete felice di raggiunger l’amor vostro?

! 20

proseguiamo, messer niccolini, il nostro poeta conosce le belle arti, ma par difettare della buona creanza!


! coff ! coff

buon uomo, perdonate la totale mancanza della virtù di cui mi credon carente lor segnori.

non ragioniam di lor, dante...

mio signore... voi...

ma se tu volessi parlar di queste parole ch’ io t’ho detto...

io vengo da quella donna la quale è stata a lungo tua difesa, e so che il suo rivenire non sarà in grandi tempi.

però quel cuore che io facevo avere a lei, l’ho con me, e lo porto a una donna la quale sarà il tuo nuovo schermo, come questa era.

...dille in modo che non si capisca il simulato amore che tu hai mostrato a questa e che ti converrà mostrare ad altri.

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sì, come voi ordinate!


dunque, ci parlavate dei vostri amanti... di quel filippo argenti...

sapete... è sÏ uomo grande e nerboruto...

e iracondo e bizzarro, piĂš che altro.

eh eh eh...

e dotato di pugna...

...che paian di ferro!

dinanzi a un seno procace divien tremante come un agnellino! peccato però che il resto non paia altrettanto duro!

ma...?!

H ! AH A AH

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madonna!


son qui per chiedervi udienza.

eh?

oh! dante! il grande poeta!

e di cosa desideri disquisir con me, messere?

“Cavalcando l’altr’ ier per un cammino, pensoso de l’andar che mi sgradia,

su su, dante...

“trovai Amore in mezzo de la via in abito leggier di peregrino...”

...abbozzala e andiamo a far due passi!

madonna... cavalcai pensoso tutto il giorno per trovar le parole...

poeta, le tue parole lusingherebbero ogni donna di questa città... perché le dedichi proprio a me?

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io sono uno che quando Amor mi ispira, scrivo ed esprimo così fedelmente ciò che esso mi detta nel cuore. ...e voi siete l’angelo che guida il mio animo verso la sua nobilitazione. il mio amore per voi mi avvicina alla purezza di dio. Parlar di voi, perciò, ascende il mio spirito. per questo vi elogerò e contemplerò in maniera tale da mantenere pura e potente la mia ispirazione. voi sarete l’ irraggiungibile oggetto di un amore tutto ideale. Vi riserverò un trattamento e delle lodi che solo a dio e alla madonna convengono. e la vostra angelica sembianza giustificherà il mio comportamento ai loro occhi...

bello codesto Stil novo di corteggiamento che hai intrapreso, dante...

però che noia!

seppi che, al ritorno da quel viaggio, la fedeltà del poeta era dedicata ad altra donna ancora e che troppa gente ne ragionava oltre i limiti della cortesia...

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...infamando viziosamente il figlio di allighiero.

dite?

ma sĂŹ, basta rigiditĂ ! Liberati!

credo che dovresti abbandonarti ai piaceri della carne e lasciar codeste idee sul tuo scrittoio.

come, per esempio? potresti baciarmi!

per questa cagion...

...decisi, mio malgrado...

...di negargli il saluto!

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felice di notar quanto questo mio capriccio lo infastidisse.

...e pensano che quella che chiaman decadenza non entri nelle loro case.

...c’è ancor chi crede che in questi tempi le donne giungan illibate al matrimonio.

pagherei per esser prete e ascoltar le confessioni delle loro figlie.

qui a fiorenza diam ricovero a chiunque. prostitute, sodomiti, mendichi...

forse dieci, su cento, sarebbero da chiamar vergini...

ma mi ascolti?

eh?!

io ti parlo del gentil sesso e tu non mi senti... forza, ché un bel gruppo di giovani dame ci attende!

dante! e perché siamo noi venuti da queste donne?

per far sì ch’elle sian degnamente servite!

ma adesso che so che queste noie arrecate da costui alle altre donne erano il modo che amor gli aveva consigliato di usar per proteggere il suo sentimento per me, non sapete quanto dispiaciuta sia di non esser riuscita a parlargli ancora.

uhm...

su, che succede? era forse meglio se portavo il mio amico cecco angiolieri?

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e dunque al loro servigio staremo.


a mancare non furon certo l’occorrenze...

come quel giorno che ci incontrammo, nell’occasione di una festa nuziale.

lo vidi sbiancare.

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parve come se se ne andasse da questo mondo e tenesse i piedi in quella parte della vita, oltre la quale non si può andare con l’ intento di tornare.


se avessi saputo della sua condizione, non avrei gabbato la sua persona e molta pietĂ me ne sarebbe venuta...

guardate che faccia, il poeta!

che hai?

Andiamo via!

ma come... perchĂŠ?

lasciami!

cosĂŹ come ora accade.

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ora che tutti han scoperto il suo segreto.

durante allighieri!

A che scopo ami tu questa donna, visto che non puoi sostenere la sua presenza? “Donne ch’avete intelletto d’amore, i’ vo’ con voi de la mia donna dire, non perch’ io creda sua laude finire, ma ragionar per isfogar la mente.

diccelo, Poiché è certo che questo amore dev’esser straordinario!

...

“Io dico che pensando il suo valore, Amor sì dolce mi si fa sentire, che s’ io allora non perdessi ardire, farei parlando innamorar la gente.

“E io non vo’ parlar sì altamente, ch’ io divenisse per temenza vile; ma tratterò del suo stato gentile a respetto di lei leggeramente, donne e donzelle amorose, con vui, ché non è cosa da parlarne altrui.

“Angelo clama in divino intelletto e dice: ‘Sire, nel mondo si vede maraviglia ne l’atto che procede d’un’anima che ‘nfin qua su risplende’.

“Lo cielo, che non have altro difetto che d’aver lei, al suo segnor la chiede, e ciascun santo ne grida merzede.

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“Sola Pietà nostra parte difende, ché parla Dio, che di madonna intende: ‘Diletti miei, or sofferite in pace che vostra spene sia quanto me piace là ‘v’è alcun che perder lei s’attende, e che dirà ne lo inferno: O mal nati, io vidi la speranza de’ beati’.

“E quando trova alcun che degno sia di veder lei, quei prova sua vertute, ché li avvien, ciò che li dona, in salute, e sì l’umilia, ch’ogni offesa oblia.

“Madonna è disiata in sommo cielo: or voi di sua virtù farvi savere.

“Dico, qual vuol gentil donna parere vada con lei, che quando va per via, gitta nei cor villani Amore un gelo, per che onne lor pensero agghiaccia e pere; e qual soffrisse di starla a vedere diverria nobil cosa, o si morria.

“Ancor l’ha Dio per maggior grazia dato che non pò mal finir chi l’ha parlato. Dice di lei Amor: ‘Cosa mortale come esser pò sì adorna e sì pura?’.

“Poi la reguarda, e fra se stesso giura che Dio ne ‘ntenda di far cosa nova.

“Color di perle ha quasi, in forma quale convene a donna aver, non for misura: ella è quanto de ben pò far natura; per essemplo di lei bieltà si prova.

“De li occhi suoi, come ch’ella li mova, escono spirti d’amore inflammati, che feron li occhi a qual che allor la guati, e passan sì che ‘l cor ciascun retrova: voi le vedete Amor pinto nel viso, là ‘ve non pote alcun mirarla fiso.

“Canzone, io so che tu girai parlando a donne assai, quand’ io t’avrò avanzata. Or t’ammonisco, perch’ io t’ho allevata per figliuola d’Amor giovane e piana, che là ‘ve giugni tu diche pregando: ‘Insegnatemi gir, ch’ io son mandata a quella di cui laude so’ adornata’.

“E se non vuoli andar sì come vana, non restare ove sia gente villana: ingegnati, se puoi, d’esser palese solo con donne o con omo cortese, che ti merranno là per via tostana.

“Tu troverai Amor con esso lei; raccomandami a lui come tu dei.”

ora che ha chiarito, alle amiche mie gentili, il suo amore.

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ora che il signore della giustizia mi ha chiamato a partecipare alla gloria del cielo sotto il vessillo della regina benedetta vergine maria.

ora che, per sua stessa ammissione, può piÚ degnamente trattar di me.

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ora che è in quella oscura selva.

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La Candida Rosa.

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Virgilio!

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Beatrice e Virgilio nel Limbo. O cortese anima mantovana, la cui fama dura ancora fra gli uomini, ed è destinata a durare tanto a lungo quanto durerà il mondo...

...colui che è amato da me, ma non dalla sorte, ha trovato tali ostacoli sul deserto pendio del colle, che si è già voltato indietro per la paura.

il mio timore è che egli si sia a tal punto nuovamente perduto, da rendere ormai tardivo il mio aiuto, per quel che di lui mi è stato riferito in cielo. Va’ dunque, e aiutalo con la tua eloquenza e con tutto ciò che altrimenti occorre per la sua salvezza, in modo da rendermi contenta.

Io, che ti invito ad andare, sono Beatrice e vengo dal cielo, dove desidero tornare. sono stata spinta da amore e amore ha ispirato le mie parole. Quando sarò davanti a Dio, Gli parlerò degnamente di te.

O signora di virtù, il tuo comando mi è così gradito, che, se anche avessi iniziato a obbedirti, mi sembrerebbe pur sempre d’aver fatto tardi. più non occorre che tu mi manifesti il tuo volere...

...Dimmi piuttosto il motivo per cui non temi di scendere qua in basso, nel centro dell’universo, dal bel luogo sconfinato dove bruci dal desiderio di ritornare.

Poiché vuoi penetrare tanto in profondità con la tua mente, ti dirò in breve perché non temo di scendere nell’ inferno...

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Nel cielo una donna gentile ha compassione per queste difficoltà verso le quali io ti mando.

Conviene temere soltanto quelle cose che possono arrecare danno. le altre no, poiché non sono temibili. Dio mi creò, per sua grazia,tale che la vostra miseria di peccatori non mi tocca, né possono attaccarmi le fiamme infernali.

costei parlò a santa Lucia e disse: “Ora ha bisogno il tuo fedele di te, e io a te lo raccomando”.

Lucia, nemica di ogni crudeltà, si mosse, e venne dove io sedevo insieme all’antica Rachele. Parlò:

Beatrice, vera gloria di dio, perché non soccorri chi tanto t’amò? colui che, per amor tuo, seppe elevarsi sulla comune gente? non senti il suo pianto angoscioso? non vedi tu la morte spirituale che lo minaccia?

dopo che tali parole mi furono dette, venni qua giù dal mio beato scanno, confidando nella tua nobile eloquenza, che onora sia te sia quelli che l’hanno intesa.

Dopo aver sentito queste frasi, e visti i suoi occhi lucidi di lagrime, non posso far altro che partire.

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Dante e la Selva Oscura.

Miserere di me! chiunque tu sia, fantasma o uomo in carne e ossa!

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Nacqui al tempo di giulio cesare e vissi a Roma sotto il buon Augusto. Quando ancora venivan venerati dèi falsi e bugiardi. in vita fui Poeta, e cantai di enea, figliol d’Anchise che fuggì da Troia. Non sono vivo, ma lo sono stato, e i miei genitori furono entrambi lombardi, originari di Mantova.

dunque sei tu quel Virgilio, fonte dalla quale fluisce il grande fiume dell’eloquenza.

O onore e lume degli altri poeti! Tu sei il mio maestro e il mio autore; tu sei colui da cui ho appreso il bello stile che m’ha dato prestigio.

Poeta, ti chiedo, in nome di quel Dio che non hai potuto conoscere, di condurmi là dove ora hai detto, tanto che io possa vedere la porta custodita da san Pietro.

Vedi la bestia per cui mi ritraggo? salvami da lei, famoso saggio, ché mi fa tremar di paura!

tu devi prendere un’altra strada se vuoi uscire da questo luogo, perché questa bestia che tu temi, ostacola il cammino a chiunque vi si imbatta. Perciò io penso sia meglio che tu mi segua. ti condurrò via da qui, attraverso i regni dell’eternità.

Seguimi allora. come già ti ho detto, il viaggio sarà lungo e assai tortuoso.


Maestro, il senso di quelle parole è terribile. qui è necessario abbandonar ogni paura. bisogna che ogni viltà sia annullata, ché qui vedrai le anime tristi dei dannati che hanno ormai perduto dio.

il mondo, come sai, è diviso in due emisferi, di cui uno interamente formato dalle terre emerse e l’altro completamente coperto dalle acque.

quando, all’ inizio dei tempi, lucifero si ribellò a quell’ imperator che lassù regna, fu da lui precipitato sulla terra. Nel luogo in cui cadde, tanto fu il terrore del terreno, che si ritrasse per paura del contatto. Qui si formò questa enorme cavità, composta di nove cerchi sempre più stretti.

man mano che si scende ci si avvicina a lucifero e i peccati puniti son più gravi. poi, dal centro della terra dove è conficcato quel demonio, parte la burella: un lungo corridoio che conduce all’altro emisfero, dove la terra che qui si è ritratta, ha formato una montagna... Seguimi.

40


attraversato il sentiero si raggiunge il purgatorio, che è diviso in sette cornici, nelle quali si espiano i sette peccati capitali: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola e lussuria.

per questo l’angelo qui custode ti ha inciso sette “P ” sulla fronte, una per ogni peccato.

non temere, però, perché qui le anime son già salve. ma prima di ascendere devono percorrere tutto il cammino fino al giardino dell’eden, su, in cima al colle, per purificarsi nelle acque del fiume lete.

e quando ogni peccato sarà lavato...

! E M B L UU

RU

ma...?

Non temere, finché ti guido io...

GLOOORIA IN EXCELSIS DEEO!

?

41


fratelli miei, possa dio darvi la pace!

...continuiamo il nostro viaggio.

Possa la giustizia di Dio porti in pace nel regno dei beati, mentre relega me nell’eterno esilio del Limbo.

come è possibile?

Se tu osservi i segni che costui porta e che l’angelo gli ha inciso, ben vedrai che coi buoni convien che sia.

se voi siete anime che Dio non crede degne di salire in paradiso, chi vi ha guidate così in alto su questa scala?

...fui tratto fuori dal limbo per mostrargli la via, fin là dove lo mio insegnamento potrà condurlo.

ma dato che la sua anima, sorella mia e tua, su non poteva venir senza una guida...

Ma dimmi, se tu sai, perché il monte fu scosso, e perché tutte le anime insieme parvero cantare a gran voce dalla cima del monte alla sua base bagnata dal mare?

Questo luogo è esente da ogni perturbazione terrestre. Qui il monte trema quando qualche anima si sente purificata, al punto di levarsi in piedi o di muoversi per ascendere, e il canto che hai potuto udire accompagna queste scosse della montagna.

Non esiste cosa che la legge sacra della montagna faccia senza obbedire all’ordine divino, o che sia insolita.

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Della compiuta purificazione è prova soltanto la volontà, la quale, sentendosi del tutto libera di mutar dimora, colpisce improvvisamente l’anima.

per tale e io, che ho motivo hai sentito subito la mia pena prima il terremoto e le stando sdraiato anime buone ringraziare, per più di cinque- da ogni luogo del moncento anni, solo te, il signore, pregandopoco fa ho sentito lo di farle salire la volontà, ora presto a lui. libera da intralci, di raggiungere una dimora più elevata.

comprendo ora quale sia l’ impedimento che vi trattiene qui e come vi liberiate, perché il monte tremi e per quale motivo ne gioiate tutti insieme.

Al tempo del valoroso Tito, ero un poeta assai famoso. ma non avevo ancora la fede.

ti piaccia però di rivelarmi anche chi sei stato nella vita terrena, e perché, per così tanti secoli, sei rimasto steso qui.

la mia poesia fu tanto armoniosa che, nato di tolosa, fui chiamato a roma, dove fui incoronato con le foglie di mirto.

la gente ancor di là mi chiama stazio. cantai la città di Tebe e poi scrissi dell’eroe achille, ma morii ancor prima di terminar codesta opera.

Alimentò il mio entusiasmo di poeta quella somma fiamma da cui furono accesi molti miei pari. parlo dell’eneide. mia madre e mia balia nel campo della poesia. e per poter esser vissuto al mondo al tempo in cui visse virgilio, sarei disposto a uscir dal mio esilio qui anche un anno oltre il dovuto!

43


Possa tu giungere al buon esito della tua grande fatica! ma dimmi, perché il tuo viso è stato, poco fa, illuminato da un sorriso?

se ti sei stupito, o antico spirito, del fatto che io ti sorridessi, voglio adesso che tu abbia un motivo di maggior meraviglia.

non aver paura di parlare e dagli la risposta che chiede con tanto interesse.

se hai creduto che fosse altro il motivo del mio sorriso, lascialo da parte perché non vero. credi invece al fatto che la causa furon le parole che hai detto in suo riguardo.

quest’anima che mi guida verso l’alto è quel virgilio dal quale tu hai assunto la poetica abilità.

maestro!

Fratello, non fare questo, perché tu sei un’ombra e in me non vedi che un’ombra.

comprendi ora quanto sia grande il mio amor per te? mi fa dimenticare la nostra inconsistenza corporea e trattare le ombre come corpi solidi!

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, In viaggio verso il giardino dell Eden. sarei lieto della vostra compagnia.

dunque, mio amorevole amico, ora che la tua anima è libera dal fardello del peccato, dicci se ti è cosa gradita accompagnarci nella nostra ascesa al paradiso terrestre.

Credo che dobbiamo volgere il nostro fianco destro verso il lato esterno di questa cornice, così da girare intorno al monte come abbiam finora fatto.

lucia, rachele, è giunto il momento che scenda ancora dal mio beato scanno per raggiunger l’amico mio e liberarlo della schiavitù del peccato. ma prima dovrà comprender la turpitudine delle sue azioni terrene.

45


poi sarà mio compito guidarlo attraverso i nove cieli e avvicinarlo a quell’amor che muove il sole e le altre stelle.


Sulle rive del Lete. L`arrivo del carro.

...VENI, SPONSA, DE LIBANO!

Veni, sponsa, de Libano! Veni, sponsa, de Libano! Veni, sponsa, de Libano!

MANIBUS, OOH, DATE LILIA PLENIS!

Benedictus qui venis!

47


virgilio?!

Non m’è rimasta neppur una goccia di sangue che non tremi. conosco i segni dell’antica fiamma amoros…

Guarda qui! Sono io, sono proprio Beatrice.

Dante, non piangere per il fatto che Virgilio se n’è andato, non piangere ancora; poiché sarai costretto a piangere per ben altro dolore.

Come osasti accedere al monte? Non sapevi che qui l’uomo è felice?

48


IN TE, DOMINE, SPERAVI; NON CONFUNDAR IN ÆTERNUM: IN IUSTITIA TUA LIBERA ME.

INCLINA AD ME AUREM TUAM, ACCELERA UT ERUAS ME. ESTO MIHI IN DEUM PROTECTOREM, ET IN DOMUM REFUGII, UT SALVUM ME FACIAS:

QUONIAM FORTITUDO MEA ET REFUGIUM MEUM ES TU; ET PROPTER NOMEN TUUM DEDUCES ME ET ENUTRIES ME. EDUCES ME DE LAQUEO HOC QUEM ABSCONDERUNT MIHI, QUONIAM TU ES PROTECTOR MEUS.

IN MANUS TUAS COMMENDO SPIRITUM MEUM; RE REDDEMI EMISSTTII M MEE,, DO DOM NE DDEEUUSS VVEERI RITTAT ATIISS.. MIINE,

ODISTI OBSERVANTES VANITATES SUPERVACUE; EGO AUTEM IN DOMINO SPERAVI.

EXSULTABO, ET LÆTABOR IN MISERICORDIA TUA. QUONIAM RESPEXISTI HUMILITATEM MEAM, SALVASTI DE NECESSITATIBUS ANIMAM MEAM. NEC CONCLUSISTI ME IN MANIBUS INIMICI; STATUISTI IN LOCO SPATIOSO PEDES MEOS.

Voi angeli vigilate nell’eterna luce del signore, sì da conoscere quello che accade nel mondo. perciò la mia risposta deve intenderla colui che di là dal fiume lete piange, affinché il suo dolore sia commisurato alla colpa commessa.

49


costui ebbe, nella sua gioventù, virtù tali che ogni buona disposizione avrebbe in lui portato mirabili frutti.

Ma un terreno fertile, diventa arido e selvatico se vi si getta un seme cattivo oppure se viene lasciato incolto.

Per qualche tempo lo sostenni col mio volto. mostrandogli i miei occhi giovinetti, lo conducevo con me sulla retta via.

ma Non appena giunsi alla soglia della giovinezza e passai dalla vita terrena a quella eterna, questi tradì la mia memoria e si diede ad altre donne.

Non mi valse ottenergli da Dio buone ispirazioni, con le quali, per mezzo di visioni e con altri interventi, tentai di richiamarlo!

così poco si curò di tutto questo!

Cadde in uno stato di tale traviamento, che tutti i rimedi per salvarlo furono insufficienti, eccetto quello di mostrargli le perdute genti! Per questo visitai il limbo e mi rivolsi piangendo a colui che l’ha quassù condotto.

Un sommo decreto di Dio sarebbe violato, se costui oltrepassasse il Lete e gustasse la dolcezza delle sue acque senza pagarne il prezzo con un pentimento così profondo da far spargere lacrime.

50


Oh tu, che sei al di là del sacro fiume di’, di’ se questo di cui ti rimprovero è vero! un’accusa tanto grave sia seguita dalla tua confessione!

A che cosa pensi? Rispondimi, poiché in te i tristi ricordi del peccato non sono ancora stati cancellati dall’acqua del lete.

Sì...

In mezzo ai desideri da me ispirati, quali ostacoli posti di traverso sulla via o quali catene di sbarramento hai trovato, tal da non lasciarti la speranza di passare?

E quali godimenti ti si mostrarono negli altri beni, perché tu fossi indotto a desiderarli?

51


i... i beni terreni con i loro falsi allettamenti indirizzarono i miei passi, non appena scomparve il vostro volto.

Se tacessi o se negassi i tuoi peccati, la tua colpa non sarebbe meno palese: dall’infallibile giudice l’apprendo!

Ma quando la confessione del peccato prorompe dalla bocca stessa del peccatore, nel tribunale del cielo la giustizia divina attenua la sua severità.

Mai la natura o l’arte ti offrirono una bellezza simile a quella delle membra in cui io fui rinchiusa. e se la bellezza più grande venne così a mancarti a causa della mia morte, quale cosa mortale doveva poi attirarti a desiderarla?

Tuttavia, poiché tu ora senta vergogna dei tuoi errori, e perché la prossima volta, vedendo l’allettamento dei beni terreni, tu possa mostrarti più forte, smetti di piangere e ascolta: così potrai udire come la mia morte avrebbe dovuto rivolgerti in direzione opposta a quella da te seguita.

un giovane uccellino si lascia più volte dal cacciator sorprendere, ma invano si tendono reti o si lanciano frecce agli uccelli adulti e quindi già esperti.

dopo quella delusione avresti piuttosto dovuto sollevarti verso l’alto, seguendo me che non ero più una cosa ingannevole. non ti doveva far volar basso una giovinetta o un’altra vanità.

poiché udendo le mie parole sei dolente, alza il mento, e lo sarai di più guardandomi.

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, Matelda e l immersione nel Lete.

Tieniti stretto a me, tieniti stretto a me!

ASPERGES ME HYSSOPO, ET MUNDABOR; LAVABIS ME, ET SUPER NIVEM DEALBABOR.

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Le virtù cardinali e teologali.

Noi qui nell’Eden siam Ninfe e nel cielo siam stelle. prima ancora che Beatrice nascesse, fummo assegnate da Dio al suo servizio. Ti condurremo agli occhi suoi, ma altre tre donne aguzzeran la tua vista perché tu possa osservar la beatitudine che lì troverai. non risparmiare gli sguardi. ti abbiamo posto davanti a quegli occhi dai quali Amore ti lanciò le sue frecce.

Volgi Beatrice, volgi gli occhi santi al tuo fedele che, per vederti, ha mossi passi tanti!

Per grazia verso di lui, mostraci la tua bocca, così che possa vedere chiaramente la bellezza che adesso celi con un velo.

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Guardi troppo intensamente!

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, L albero della conoscenza del bene e del male.

Adamo.

Adamo.

Adamo.

Adamo.

Adamo. Adamo.

Adamo. Adamo. Adamo. Adamo.

Adamo.

Beato sei tu, o grifone, che non strappi col becco questo legno dal gusto dolce, poichĂŠ per causa sua il tuo ventre si contorcerebbe dal dolore.

CosĂŹ si conserva il fondamento di ogni giustizia.

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KJCAHL UIY C CJAS CPAO SJ CA!

FAKJEGWA ZNDVAL!

SBEGA OUA Ã’OIYHX!

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m... matelda. dOv’è Beatrice? Alzati. che fai?

KJCAHL UIY CJAS CPAO SJ CA!

C

Puoi vederla sotto quei rami appena rigermogliati. siede sulle radici dell’albero. Osserva le sette ninfe che la circondano: Son le virtù teologali e quelle cardinali. tutti gli altri proseguono il loro cammino verso il cielo, dietro al grifone, intonando un canto più dolce e profondo di quello di prima.

dante... va’.

59


...tu in questa selva resterai poco tempo.

poi sarai insieme a me cittadino di quella Roma celeste di cui fa parte anche Cristo.

60


Perciò, per il bene dei mortali che vivono nel peccato...

...osserva ciò che vedi adesso qui.

fa’ in modo di descriverlo bene nei tuoi versi una volta che sarai tornato di là.

61


DEUS, VENERUNT GENTES IN HEREDITATEM TUAM, POLLUERUNT TEMPLUM SANCTUM TUUM...

T UM Ancora un poco, e più non mi vedrete. poi un altro poco e mi vedrete di nuovo, o mie dilette sorelle.

T UM

T UM

e tu, Vieni più vicino...

T UM

T UM

...così che, se io ti parlo, tu abbia la possibilità di udirmi bene.

T UM ...puro e disposto a salire alle stelle. 62


A Elena, la mia Beatrice. - Alessio

Desidero ringraziare: Alessio, Elena, Enrico e Francesco, che mi hanno adottato durante la lavorazione di questo libro e non solo; la mia famiglia, che sempre mi sopporta e supporta; gli amici, che condividono il cammino; infine Tesla perché quando scrivo mi ruba la penna. - Filippo DANTE ALIGHIERI Collana: Prodigi fra le nuvole n° 5 Soggetto e sceneggiatura: Alessio D’Uva Storyboard: Filippo Rossi Disegni e colori: Astrid Copertina: Astrid Progetto grafico: Alessio D’Uva Direttore editoriale: Filippo Rossi Hanno collaborato: Nicolò Cavicchi Lorenzo Corti Mattia Di Bernardo Fabrizio Iacona Lamberto Lamarina Marco Rastrelli

via di Montaccianico, 15 50038 - Scarperia e San Piero (FI) info@kleinerflug.it www.kleinerflug.com Il logo Kleiner Flug è stato creato da Giulia Malaridotti e Alessio D’Uva Per l’edizione italiana: © 2018 Kleiner Flug. Tutti i diritti riservati ISBN: 978-88-94950-06-9 Stampato nel mese di Settembre 2018 presso: Officine Grafiche Francesco Giannini & Figli S.p.A - via Cisterna dell’Olio 6/B - 80134 Napoli.

Ai fiori ai bambini e alle stelle. - Astrid

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Dante Alighieri, Amor mi mosse  

Beatrice, dalla Candida Rosa, ci racconta il suo rapporto con Dante Alighieri: il primo incontro, le donne dello schermo, il saluto negato....

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