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IL NOSTRO IMPEGNO CONTINUA NUOVI PROGETTI KKL 2016 KFAR SABA: UNA NUOVA “CASA PER LA VITA” Il KKL Italia Onlus adotterà il progetto a favore dell’Associazione Israeliana per Bambini Autistici “Alut” per la realizzazione di giardini e aree verdi intorno alla nuova struttura residenziale a Kfar Saba. L’Associazione Alut s’impegna da anni a sostegno dei bambini autistici: ha aperto in Israele circa sedici “Case per la vita”, per aiutare i ragazzi a sviluppare abilità essenziali per la loro vita quotidiana. Il progetto vuole creare un ambiente piacevole e accogliente per le persone residenti nella struttura e per i momenti d’incontro con le famiglie e gli amici in visita. Il KKL Italia Onlus sarà responsabile della piantagione di tutta la vegetazione, della realizzazione d’impianti di irrigazione e illuminazione, di aree ludiche e sportive, di recinzioni e pergolati.

TEL NOF: UN PARCO PER I MILITARI E LE FAMIGLIE Il KKL cerca sempre di impegnarsi per sostenere i militari dell’Esercito Israeliano. Il personale della base aerea Tel Nof ha richiesto al KKL di realizzare un’area verde attrezzata, destinata ai momenti di riposo in cui i militari incontrano le proprie famiglie venute in visita. Il KKL sarà responsabile di tutta l’opera, dalla progettazione alla realizzazione: sarà necessario predisporre il terreno, la vegetazione e i sistemi d’irrigazione. Inoltre saranno sistemati tavoli e panchine di legno, che si raggiungeranno attraverso un sentiero di accesso. Il parco servirà come spazio di riposo e come luogo per accogliere familiari e amici, migliorando così la qualità di vita e le prestazioni lavorative dei militari.

SOSTIENI ANCHE TU I NOSTRI PROGETTI IBAN IT05Y0335901600100000122860 Banca Prossima Spa - filiale Milano C/C 122860 PER ULTERIORI INFORMAZIONI 06.8075653 - KKLROMA@KKL.IT - 02.418816 - KKLMILANO@KKL.IT


KARNENU

EDITORIALE Continuiamo a rispondere alla domanda: “ma cosa fate voi del KKL?”. In questo numero parliamo di agricoltura. Come tutti sanno, rispetto a qualche decennio fa, il peso del settore agricolo si è ridotto in tutto il mondo occidentale. Questo calo percentuale è molto alto in Israele soprattutto grazie al boom del settore tecnologico, ma ciò non significa che Israele abbia abbandonato il settore, anzi. C’è un boom delle innovazioni con la creazione di nuovi prodotti, con lo studio di nuovi sistemi di difesa bio, con l’esportazione di nuove tecniche di coltivazione e di produzione. Le fattorie del Negev sembrano più dei centri di ricerca universitari che semplici posti dove far crescere frutta e verdura. In tutti questi progetti il KKL è socio, alcune volte di maggioranza altre di minoranza. Ma è sempre dentro ogni progetto che può aiutare Israele a esportare un prodotto più buono, più sano, con più appeal, o a esportare un metodo di coltura più efficiente. Abbiamo attivato dei protocolli di ricerca e di collaborazione insieme ad altri Paesi, sia in Africa dove hanno bisogno di rendere più efficiente ed efficace il lavoro agricolo, sia in Australia e in Italia, dove invece si cercano soluzioni a problemi più complessi.

Per questo noi del KKL Italia siamo orgogliosi del protocollo di Intesa firmato con il Corpo Forestale dello Stato e dell’ottimo rapporto che abbiamo con il Ministero dell’Agricoltura, insieme a loro abbiamo inaugurato una foresta in ricordo del grande sforzo compiuto all’Expo. Questo per noi è un eccellente modo di esportare la nostra idea di pace e di convivenza con gli altri Paesi. Non ci fermiamo però solo a progetti in Israele. Anche quest’anno, con l’arrivo dell’estate, abbiamo organizzato insieme a Shirat Hayam delle attività per bambini. Attività che hanno avuto un grande successo. Un ultimo appunto: qualche mese fa abbiamo spedito con Karnenu dei semi da piantare. Ebbene ieri un nostro sostenitore mi ha mandato delle foto di una piantina di pomodoro cresciuta con i semi del KKL, con una ventina di rigogliosi pomodori, alcuni rossi e altri verdi. Bellissima.

Raffaele Sassun

SOMMARIO N. 1/5777 - Settembre 2016 Registrazione numero 208/2006 del 24-05-2006 Editore: Rivista della Fondazione KKL Italia Onlus Sede: Via P. A. Micheli, 53 - 00197 Roma Tel. 068075653- Fax 068078960 Direttore Responsabile Nicola Zecchini direttorekarnenu@kkl.it Caporedattore e coordinamento Martina Mieli ufficiostampa.kkl@gmail.com Redazione Shariel Gun,Valeria Milano Progetto grafico e stampa Per la vostra pubblicità e per comunicazioni: kklroma@kkl.it

2 - I sapori della festa

Raffaele Sassun

4 - Il frutto simbolo di ricchezza e non solo

Manuel Di Segni

8 - I colori della natura

Martina Mieli

14 - Anche gli alberi fanno l’Aliyà

Valeria Milano

20 - Ditelo con gli alberi

Martina Mieli

24 - SOS mondo, KKL risponde

Gabriel Cioffi

28 - Welcome to KKL Expo Forest

S.E. Francesco Maria Talò

32 - Coltiviamo educazione nelle future generazioni Valeria Milano 36 - Omnibus


I SAPORI DELLA FESTA Per un anno dolce, pieno di mitzvot, di vita, successi e benedizioni

Raffaele Sassun Il primo volume del Talmud che è stato tradotto in italiano è il Trattato di Rosh haShanà. La Mishnà inizia subito con la definizione dei quattro capodanni che ci sono in un anno e una parte importante della discussione viene dedicata al capodanno che tutti conosciamo, quello del primo di Tishrì, che cade più o meno a settembre. In effetti nella Torah non esiste la definizione di capodanno, ma solo quella di capo dei mesi e si riferisce al mese di Nissan, il mese di Pesach. Il primo del mese di Tishrì invece nella Torah è chiamato Yom Teruà – il giorno del suono dello Shofar. La cosa più importante, e anche la più toccante, di Rosh haShanà, è sentire il suono dello Shofar, il corno di montone. I nostri maestri hanno anche chiamato Rosh haShanà “Yom ha-Din”, il giorno del Giudizio, perché è il giorno in cui tutti gli esseri umani passano davanti al Signore come un gregge, ad uno ad uno, per essere giudicati. In questo giorno, il Signore decide chi vivrà e chi morirà nell’anno appena iniziato. Questa decisione verrà ratificata e “firmata” dieci giorni dopo, a Yom Kippur. In questi dieci giorni chiamati Yamim Noraiim (giorni terribili, giorni penitenziali) abbiamo la possibilità di cambiare il nostro atteggiamento anche e soprattutto nei confronti del prossimo. Così, dopo aver capito i propri torti e aver chiesto perdono ai nostri conoscenti, abbiamo la possibilità di ribaltare un giudizio negativo in positivo.

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Dunque Rosh haShanà è un giorno molto serio e pregno di preoccupazioni, ma è pur sempre un giorno di festa solenne e le famiglie si riuniscono nelle case ebraiche per la cena che ha come preludio i simmanim, i segni, i simboli. Hazal affermano più volte che i simmanim, gli atti simbolici, hanno una capacità propiziatoria fortissima con quello che avverrà poi nella realtà. Ci sono diversi esempi nella letteratura biblica, per esempio in Re 2, Eliseo ordina al Re Yoash di prendere delle frecce e di percuotere il suolo. Ad ogni percossa data corrisponde una vittoria di Yoash su Aram in battaglia. Durante il Seder di Rosh haShanà vi è l’uso di assaggiare dei cibi particolari, che variano da tradizione a tradizione, accompagnati da benedizioni ad hoc, per chiedere al Signore un anno dolce e senza più nemici, un anno pieno di mitzvot, di vita, di successi e di benedizioni. Di tutti questi simmanim il più famoso è l’intingere la mela nel miele, augurandosi reciprocamente un anno buono e dolce. Perché proprio mela e miele a Rosh haShanà? La mela è un frutto dolce, come altri frutti sono dolci. Il miele invece è il dolce risultato del lavoro svolto dal pungiglione di un’ape, ed è molto più dolce della mela. Nella vita abbiamo delle occasioni dolci, come una festa di famiglia, un successo lavorativo, un acquisto importante, che rientrano nella “normalità” delle cose belle. Abbiamo anche dei momenti di dolcezza che vengono dopo un momento di crisi e di difficoltà, come una nuova casa dopo aver dovuto cambiare città, un nuovo lavoro dopo aver perso il lavoro precedente. Questi momenti hanno un sapore diverso, più forte e più dolce. Perché una sfida vinta, un problema superato, non hanno lo stesso valore di una gioia “normale”. Quando intingiamo la mela nel miele ci auguriamo l’un l’altro di avere tanti momenti dolci e che il pungiglione dell’ape, che fa parte della vita di tutti, ci porti momenti ancora più dolci. Un’altra spiegazione. Il melo è una pianta in cui escono prima i fiori, le gemme, e poi le foglie, al contrario del solito. Questo rappresenta il popolo di Israele che quando ha ricevuto la Torah ha detto ‫נעשה ונשמע‬, “faremo ed ascolteremo”, al contrario di quello che ci dice la logica. Il miele è prodotto da un animale impuro, l’ape, ed è l’unico caso in cui da un animale impuro otteniamo un cibo puro, kasher. Questo rappresenta tutti noi che nonostante abbiamo compiuto azioni da condannare, possiamo ancora produrre miele dolce. In conclusione si mangia la mela (naasè ve nishmà) intinta nel miele (anche da noi peccatori uscirà del buono, del dolce). Auguro a tutti un anno pieno di gentilezza e di aiuto verso chi ne ha bisogno, atteggiamenti che sono sicuro porteranno a grandi successi. Shanà Tovà!

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IL FRUTTO SIMBOLO DI RICCHEZZA E NON SOLO Un consumo cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni grazie alle proprietĂ  benefiche e nutritive

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Manuel Di Segni Nella regione nord della Valle di Jezreel, sorge dal 1927 il Moshav religioso Sde Ya’akov – comunità agricola cooperativa costituita da singole fattorie – che ha una delle più estese piantagioni di melograno in Israele. Il melograno è conosciuto per essere una delle colture maggiormente resistenti alla siccità, ma in questo modo si hanno basse quantità di produzione di frutti. Per esempio in Italia il consumo è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, grazie alle nuove informazioni che vengono date ai consumatori sulle proprietà benefiche e nutritive del frutto. Nel mondo le tonnellate di prodotto consumato è stimato intorno alle 3.000.000 tonnellate. Tornando in Israele, per incrementare la produzione su scala industriale a fronte di una maggiore richiesta sul mercato nazionale ed internazionale, è necessario provvedere ad una irrigazione regolare; la società Netafim ha messo a punto un nuovo sistema di irrigazione a goccia innovativo che ha avuto un grosso riscontro anche a livello di sostenibilità. Infatti l’uso sostenibile delle scarse risorse idriche porta ad un aumento della superficie coltivata, una maggiore resa del prodotto, qualità dei frutti e un aumento del reddito degli agricoltori. Il melograno è una pianta che non necessita di una grande quantità d’acqua supplementare ma è comunque importante stabilire l’acqua necessaria e il regime ottimale di irrigazione che dipendono da molteplici fattori quali: la tipologia del suolo, la dimensione dell’albero, la fase di vita della pianta e l’evaporazione potenziale dell’acqua in quel territorio. Il regime di irrigazione comunemente usato nei frutteti di melograno si basa principalmente sull’esperienza acquisita dai coltivatori.

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Prima che venisse introdotto il sistema irriguo Netafim le difficoltà incontrate su questa coltura erano le seguenti: • Problemi derivanti da cambiamenti climatici e scarsità d’acqua; • Aumento dei fertilizzanti e del costo del lavoro; • Lisciviazione e dilavamento delle sostanze nutritive derivanti dal deflusso; • Scarsità di acqua ed efficienza nell’uso di fertilizzanti; • Bassa produttività. Da qui la necessità di avviare un sistema di irrigazione a goccia, anche al fine di sottolineare e salvaguardare l’importanza economica del melograno nel soddisfare la crescente domanda. Questi sono i risultati del nuovo sistema di irrigazione. • Migliorata la resa totale di frutta: da 45 a 48 ton / ettaro / li • Resa in parcelle di controllo: da 25 a 35 tonnellate per ettaro • Miglioramento della qualità dei frutti: Grande e uniforme (> 450 g / frutta) e colori brillanti • Irrigazione fabbisogno idrico: Superficie di gocciolamento 4500 m3/ha (mm / ettaro) • Risparmio in acqua della programmazione irrigua sulla pratica tradizionale: 3000 m3/ettaro • Ulteriori zona irrigate da acqua risparmiata: 0,66 ettari. Tutto ciò ha portato inoltre ulteriori vantaggi, quali il risparmio in spese di carburante, la fioritura uniforme, una pezzatura dei frutti più grande, il colore luminoso dei frutti, arilli più grandi, il miglioramento in termini di efficienza dei fertilizzanti, la flessibilità di gestione, una minore crescita di infestanti e un’irrigazione uniforme del melograno su terreni ondulati. E ora parliamo del melograno nella tradizione ebraica. “Giunsero alla Valle di Escol, dove tagliarono un tralcio con un grappolo d’uva, che portarono in due con una stanga e presero anche melograni e fichi” Numeri 13:23. Nel libro dell’Esodo (Esodo; 28:33 – 34) è scritto che le immagini delle melagrane devono essere applicate sugli abiti rituali dei Grandi Sacerdoti. Il libro dei Re (Re; 7:13 – 22) descrive i melograni rappresentati sui capitelli che erano sul fronte del Tempio di Salomone in Gerusalemme. La corona, che nella simbolistica ebraica indica la santità, sarebbe rappresentata anche dalla “corona”, residuo del calice fiorale che permane nella parte apicale del frutto. Il melograno è inoltre, nella simbologia ebraica, simbolo di onestà e correttezza dato che il suo frutto conterrebbe 613 semi, che come altrettante perle sono le 613 prescrizioni scritte nella Torah (365 divieti e 248 obblighi), osservando le quali si ha certezza di tenere un comportamento saggio ed equo. In realtà i semi del melograno sono in numero variabile, ma il frutto con i suoi semi ricorda quel numero che, come tanti altri, ha riferimenti precisi nella numerologia ebraica. Il melograno per i suoi numerosi semi è anche simbolo di produttività, ricchezza e fertilità. Quella del melograno è una delle poche immagini che appaiono nelle vecchie monete della Giudea. Attualmente molti rotoli della Torah quando non sono in lettura, e quindi sono avvolti, sono protetti da gusci in argento a forma di melograno (in ebraico rimmonim). Alcuni studiosi in teologia ebraica hanno supposto che il frutto dell’Albero della Vita del “Giardino dell’Eden” fosse da intendersi in realtà come un melograno. Il melograno è uno dei sette frutti elencati nella Bibbia (Deu. 8:8) come speciali prodotti della “Terra Promessa”. Speriamo che nella prossima festività di Rosh HaShanà, il melograno porti ricchezza e fertilità nella vostra famiglia.

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I BENEFICI DEL MELOGRANO

Antibatterico e antifungino Aumenta le difese cutanee ed immunitarie Aiuta a diminuire i sintomi da allergia Abbassa la pressione sanguigna Abbassa il livello di colesterolo cattivo LDL Negli uomini aumenta i livelli di testosterone Ha proprietĂ  antitumorali Agisce contro l’acne e la pelle grassa Ăˆ un potente antiossidante Calma la tosse Depura il fegato Contrasta la stipsi Migliora la memoria Aiuta a combattere la cistite

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I COLORI DELLA NATURA Lo sviluppo agricolo israeliano, un modello tutto da seguire

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Martina Mieli Quando nel 1901, durante il Quinto Congresso Sionista, fu fondato il Keren Kayemeth LeIsrael, l’idea originaria era di istituire un fondo per l’acquisto e la conservazione delle terre per il popolo ebraico. Nel corso degli anni però, l’idea di prendersi cura della terra si è evoluta e trasformata. Israele è un modello tutto da seguire: vanta di un’agricoltura sostenibile, in grado di supportare la popolazione locale e al tempo stesso sfruttare le proprie risorse naturali. Un successo agricolo, con un modello di produzione economicamente vantaggioso per gli agricoltori, rispettoso dell’ambiente, socialmente giusto, poiché migliora la qualità dell’ambiente, della vita degli agricoltori e dei consumatori, privilegiando i processi di produzione naturali, evitando il ricorso a pratiche dannose per il suolo e utilizzando fonti energetiche rinnovabili. Israele è uno dei principali esportatori di prodotti freschi, considerato leader mondiale nel settore delle tecnologie agricole, nonostante più della metà del territorio è desertico, il clima e la mancanza di risorse idriche non favoriscano l’agricoltura. Con solo il 20% di territorio naturalmente colti-

vabile, l’agricoltura rappresenta il 2% del PIL totale e dal 2002 ad oggi c’è stato un incremento del 46% della produzione, con ben 650mila tonnellate di prodotti esportati. Anche l’uso dell’acqua svolge un ruolo fondamentale nell’agricoltura in Israele: il 40% è riciclata, il 20% dissalata e il restante 40% acqua potabile. Non solo semplice agricoltura: Israele produce il 95% del suo fabbisogno alimentare e questo grazie all’impegno instancabile che ha portato anche alla nascita e allo sviluppo dei Centri R&D. Dal 1996 il KKL ha avviato alla realizzazione e gestione dei Centri regionali di Ricerca e Sviluppo, istituiti al fine di promuovere lo sviluppo agricolo e creare nuovi mezzi di produzione in tutto il Paese. Questi Centri sviluppano nuove colture e migliorano le varie tecniche di coltivazione esistenti, favorendo l’ingresso degli agricoltori all’interno del mercato mondiale e migliorando la loro redditività. Inoltre, sfruttano le condizioni naturali delle loro regioni geografiche, come clima, terreno e fonti idriche. Le eccellenze israeliane sono una vetrina per il resto del mondo: tutti i contributi dei ricercatori e scienziati non

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vengono utilizzati solo in Israele, ma sono considerati preziosi vantaggi a favore di tutta l’umanità, come testimoniano le numerose collaborazioni tra i Centri di Ricerca e Sviluppo e le Università di tutto il mondo. La ricerca svolge un ruolo essenziale, per questo KKL è considerato il ponte per la pace, attraverso progetti comuni, che porterà benefici soprattutto ai più bisognosi. Sono moltissimi gli ambiti in cui si focalizzano i Centri di Ricerca e Sviluppo, tra cui l’agricoltura bio-organica e senza l’uso di pesticidi, l’uso di acqua salmastra per l’irrigazione, le serre con coltivazione intensiva per la produzione di colture con basso utilizzo di pesticidi, la zootecnia e lo sviluppo del turismo agroalimentare, lo studio e la ricerca economico commerciale. Infatti ogni anno in Israele, decine di migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo visitano i Centri R&D per una mostra agricola chiamata “Open Day R&D Station”: una “colorata” esposizione dei vari sviluppi e progetti agricoli che avvengono nei diversi Centri. Un’esperienza entusiasmante per semplici visitatori, interessante e formativa per agricoltori o esperti di settore: alla scoperta di nuove specie coltivate, metodi agricoli che si adattano al suolo, clima e acqua del deserto. Open Day non è solo innovazione agricola, ma un’occasione per condividere le conoscenze, come scambio di informazioni utili da applicare anche negli altri Paesi, e per offrire nuove e concrete possibilità di lavoro. I Centri R&D sono la “forza” di Israele, dove tutte le attività sono alla portata di ogni agricoltore, in maniera del tutto gratuita, dove non esiste concorrenza, tutti insegnano tutto. Non dimentichiamo che l’agricoltura applicata spesso è frutto del connubio perfetto tra antichi metodi e moderne tecnologie. Ecco come è avvenuta la trasformazione di 115 anni di storia: KKL è il ponte tra passato e futuro. Per garantire un presente più sostenibile a beneficio delle persone e dell’ambiente.

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IL QUIZZONE ! a 2016 vincit i r La IL KKL RILANCIA

LA GRANDE SFIDA A SQUADRE VIENI A GIOCARE CON NOI !!! 16 NOVEMBRE 2016 ore 19.30 cocktail ore 20.30 Gioco a Quiz

Teatro Franco Parenti

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ANCHE GLI ALBERI FANNO L’ALIYÀ I vivai del KKL sono riconosciuti come veri laboratori per lo sviluppo degli alberi provenienti da tutto il mondo per osservare quali specie sono adatte a sopravvivere in Israele

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Valeria Milano Nel mettere in atto la sua missione di rimboschimento d’Israele, il Keren Kayemeth LeIsrael ha aperto negli anni alcuni vivai in tutto il Paese che servono da veri e propri laboratori per lo sviluppo e l’osservazione di una grande varietà di alberi e piante. Tre sono i vivai principali, dislocati nella regione settentrionale, centrale e meridionale del Paese. Ciascun vivaio, infatti, risponde alle diverse necessità e condizioni climatiche proprie del territorio in cui si trova e fornisce alberi e piante non solo per le foreste e i parchi, ma anche per gli spazi pubblici come i giardini urbani, le scuole e le basi militari. Il processo di lavoro nel vivaio inizia con l’arrivo dei semi provenienti dalla Banca dei semi, situata a Beit Nehemiah. Questi sono quindi disposti all’interno di un semenzaio, uno spazio chiuso nel quale rimangono per circa tre-quattro settimane, periodo in cui germogliano. Ciascun germoglio viene poi piantato in un piccolo vaso di plastica e portato all’esterno per crescere in uno spazio aperto ma protetto. In base alla varietà della specie, occorre dai sei ai dieci mesi affinché un ger-

moglio sia pronto per essere trapiantato. Partendo dalla regione settentrionale d’Israele, il primo vivaio che incontriamo è Golani, che si trova nella Bassa Galilea, tra il Lago di Tiberiade e la città di Nazareth. Una delle particolarità del vivaio Golani è quella di coltivare piante acquatiche come il papiro, che sono trapiantate nel Parco del Lago di Hula, nell’Alta Galilea. Produce inoltre tre varietà di cedri, due dei quali sono il Cedro del Libano e il Cedro dell’Himalaya, che hanno la caratteristica di avere rami molto resistenti. Nella regione che circonda la città di Gerusalemme, troviamo invece il vivaio di Eshtaol, che serve tutta la regione centrale di Israele. In questa zona non è rimasto molto spazio per piantare nuove foreste, quindi gli oltre 350.000 germogli che sono coltivati nel vivaio ogni anno, sono utilizzati per rinnovare le superfici boschive, per sostituire gli alberi bruciati e per essere piantati in altri spazi pubblici. Oltre alla sua attività ordinaria, il vivaio di Eshtaol è utilizzato come centro per visitatori: qui arri-

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vano intere scolaresche, gruppi di soldati, associazioni o turisti di passaggio che vogliono conoscere il lavoro svolto dal KKL e il modo in cui la terra d’Israele viene resa e mantenuta verde. A questo proposito, il KKL ha in progetto di rinnovare il centro, facendone un polo educativo dove la gente potrà osservare di persona il lavoro qui svolto. Altra particolarità di questo vivaio è di fornire gli alberi in occasioni speciali, come ad esempio le piantumazioni fatte dai Capi di Stato stranieri in visita alla Foresta delle Nazioni, o quelle fatte da ambasciatori, giornalisti o altre figure istituzionali durante manifestazioni ufficiali. Ricordiamo infatti che nel 2010, in occasione della visita di Papa Benedetto XVI, è stato scelto proprio qui un giovane albero di ulivo da piantare nel giardino della Residenza del Presidente, a Gerusalemme. Ultimo, ma solo per posizione geografica, è Gilat, il vivaio più grande del KKL. Gilat si estende su una superficie di cinquanta acri nel sud d’Israele, nella parte occidentale del Negev, nei pressi dell’omonimo moshav. In questa regione le precipitazioni annuali medie raggiungono i 250/300 mm. Se aggiungiamo poi l’alta esposizione alle radiazioni solari, possiamo capire le difficoltà a evitare che le aree aride e semi-aride del sud d’Israele si trasformino in vero e proprio deserto. Per far fronte a questo problema, il vivaio Gilat si è specializzato in piante resistenti alla siccità, che sono in grado di crescere nelle condizioni ostili del Negev. “Vogliamo mostrare alle persone che si può realizzare un giardino meraviglioso anche con piante che non richiedono enormi quantità di acqua”, così racconta Pablo Cherkascky, Direttore del vivaio. Gli studi prodotti nel vivaio sono in continuo aggiornamento: la zona viene sfruttata come terreno di prova per fare esperimenti con piante provenienti da tutto il mondo, dall’America all’Africa, e osservare quali specie sono adatte a sopravvivere in questo tipo di condizioni. Accanto al vivaio, infatti, si trova un parco per l’acclimatazione delle piante che è stato realizzato dal Dipartimento del KKL nei primi anni Cinquanta, per esaminare l’adattabilità dei diversi alberi al suolo del Negev. In questo parco sono presenti circa 150 specie di alberi, alcune delle quali sono nuove per Israele.

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Il vivaio di Gilat vanta anche una grande piantagione di alberi maturi di tutte le forme e dimensioni che rappresentano una preziosa fonte di semi e talee e forniscono informazioni per soddisfare le mutevoli esigenze delle foreste e dei parchi israeliani. Per quanto riguarda la produzione, Gilat produce circa mezzo milione di piante e alberi all’anno.Tra queste, circa 250mila sono destinate alla vegetazione presente negli spazi pubblici e negli istituti scolastici. All’incirca 33mila invece sono le piante prodotte da Gilat che sono ricche di nettare per gli apicoltori e che contribuiscono così alla produzione di nettare e polline. Altri 15mila sono invece alberi utilizzati per il rimboschimento nazionale. Questi alberi sono dati ai proprietari di aziende agricole private che ricevono l’autorizzazione dal Ministero dell’Agricoltura. Infine, altri alberi provenienti da Gilat vengono utilizzati per il rimboschimento della foresta Malachim Shahariya nel Negev settentrionale, e della foresta Yatir, che si estende per circa 3mila ettari e che rappresenta la foresta più grande del Paese. Il lavoro del vivaio Gilat si è rivelato in questi anni molto utile anche per la pubblica amministrazione, portando un grande risparmio, sia idrico che economico. Il Direttore Cherkascky infatti ha sottolineato: “Ogni giorno siamo contattati dalle amministrazioni locali, dalle basi militari e da diversi enti pubblici che chiedono il nostro intervento. Consigliamo sempre di piantare le specie coltivate nel nostro vivaio. Queste sono piante che riducono in modo elevato la quantità di acqua necessaria per l’irrigazione. Non vi è alcuna ragione per l’amministrazione comunale di riempire le isole di traffico nelle aree pubbliche con l’erba, che richiede un’irrigazione abbondante e costosa, quando noi siamo in grado di offrire piante belle, e che hanno bisogno di essere irrigate solo una o due volte l’anno”. Grazie alla sua esperienza nel rimboschimento del deserto e nella coltivazione di alberi e arbusti resistenti alla siccità, questo vivaio è ormai da anni una meta comune per turisti e delegazioni di tutto il mondo che vengono in Israele per conoscere gli straordinari risultati raggiunti in questo campo.

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SPECIE DI ALBERI CHE HANNO FATTO L’ALIYÀ Eucalipto – Australia

Nome scientifico: dipende dalla specie Nome comune: Eucalipto Paese di origine: Australia Aliyà in Israele: più di 100 anni fa Gli Eucalipti sono alberi molto comuni nel paesaggio israeliano. Quest’albero è stato originariamente trapiantato in Israele dall’Australia per prosciugare le paludi e contrastare così le zanzare, possibili portatrici di malaria. Gli alberi di eucalipto sono spesso scelti perché crescono rapidamente e in diversi tipi di terreno. L’eucalipto è molto utile per la produzione di miele, oltre che per quella di legname e oli essenziali. Tre sono le specie più coltivate sul territorio israeliano: l’eucalyptus gomphocephala kaduri, un ibrido simile a un cespuglio, l’eucalyptus erithronema dai rami rossi e l’eucalyptus torelliana, caratterizzato da fiori gialli.

Fitolacca o Cremesina arborea – Argentina

Nome Scientifico: Phytolacca dioica Nome comune: Fitolacca o Cremesina arborea - Ombù Paese di origine: Argentina Aliyà in Israele: circa 22 anni fa La Fitolacca dioica è l’albero nazionale dell’Argentina ed è lì conosciuta con il nome di Ombù. Si tratta di un enorme albero sempreverde originario della Pampa del Sud America. Il tronco del Fitolacca immagazzina moltissima acqua e questo lo rende perfettamente adatto alle regioni aride di Israele. Poiché la linfa è velenosa, l’albero non viene toccato dal bestiame ed è immune dalle cavallette e dagli altri parassiti. In Israele la fitolacca si trova spesso nei parchi urbani, perché procura una grande ombra. Sono inoltre piantati nelle regioni secche, perché non richiedono una grande quantità di acqua.

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Quercia da sughero – Spagna

Nome scientifico: Quercus suber Nome comune: Quercia da sughero Paese di origine: Spagna Aliyà in Israel: più di 20 anni fa Le querce da sughero, famose per la loro corteccia di colore grigio scuro, spessa e nodosa, sono poco diffuse in Israele. La quercia da sughero è un sempreverde e non perde le sue foglie. La sua unicità sta proprio nella capacità di rigenerare la corteccia esterna. Quando l’albero raggiunge i venticinque anni di età, può essere privato del proprio sughero ogni 9 - 12 anni senza essere danneggiato. Il sughero è utilizzato per prima cosa per la produzione di tappi per le bottiglie di vino e di olio d’oliva, ma anche per costruire pavimenti, mobili e calzature.

Kigelia africana – Sudafrica

Nome scientifico: Kigelia afriana Nome comune: Albero a salsiccia Paese di origine: Sudafrica Aliyà in Israele: circa 20 anni fa La pianta della Kigelia è comunemente nota come l’albero delle salsicce, perché i suoi frutti hanno una forma allungata e possono pesare fino a nove chili. I fiori invece sono di colore rosso, vellutati all’interno e ricchi di nettare. Questi si aprono di notte e sono impollinati dai pipistrelli. L’albero si trova spesso sulle rive dei fiumi e in boschi aperti, si può incontrare anche in vari parchi e giardini. Nonostante abbia bisogno d’irrigazione, può resistere al clima del deserto, e può essere trovato a sud fino al moshav Tzofar, nel deserto dell’Aravà.

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Baram, la zona di rimboschimento del KKL Italia Onlus: dove ogni occasione è un’opportunità per regalare un po’ di Israele

Martina Mieli “Buongiorno, vorrei piantare un albero in Israele, è possibile?” Così solitamente arrivano le richieste di donazione negli uffici KKL di tutto il mondo. Molti chiedono come funziona, altri sono veterani. Ma dove vengono piantati questi alberi? Si può visitare la foresta? Dopo la prima zona di piantagione negli anni Sessanta a Yodfat e Segev nel Nord di Israele, siamo passati negli anni Ottanta nel deserto del Negev a Yatir, sino alla creazione nel 2000 di Parco Italia lungo il fiume Alexander. 2010, parte la nuova zona di rimboschimento: al KKL Italia è stata affidata la Foresta di Baram, vicino al confine con il Libano. Nella regione di Baram, a Nord della Galilea, vi sono foreste umide che ricordano l’atmosfera di quelle europee. Coprono una superficie di 10.000 dunam: all’interno crescono molte specie di funghi e prospera una ricca fauna, costituita soprattutto da gazzelle e cinghiali. L’attuale rimboschimento da parte del KKL Italia prevede la creazione di una foresta mista, composta di pini, cipressi, cedri e alberi naturali di bosco; si possono scorgere paesaggi incantevoli seguendo il percorso del torrente Dishon, lungo il quale troviamo ricche piantagioni d’ulivo e di fico e i resti di un’antica Sinagoga considerata oggi monumento nazionale. Sul Monte Shifra, all’interno della foresta, è stato inoltre creato “il memoriale” che ospita le numerose targhe dei donatori italiani. Ma perché piantiamo alberi in Israele? Nel libro di Isaia 41,19 troviamo: “Pianterò nel deserto il cedro, l’acacia, il mirto e l’albero da olio”. Nella tradizione ebraica

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piantare un albero è simbolo di pace, fratellanza e amore verso la terra. Continua simbolicamente il percorso della vita: piantiamo e doniamo alberi in ricordo di eventi passati, in onore o memoria di coloro che si sono distinti per meriti o per celebrare ricorrenze, sia tristi che liete, come segno tangibile di amore verso la natura che resta poi impresso per sempre in questi luoghi. Le donazioni arrivano da tutto il mondo, perché piantare un albero ha un altro importante significato: rendere più verde la terra d’Israele, dove foreste e boschi combattono la desertificazione, migliorano l’equilibrio del carbonio nell’ambiente, mitigano il cambiamento climatico, accrescono la biodiversità. Gli alberi prevengono l’erosione del suolo, formano una barriera contro i gas nocivi, riducono la velocità del vento, aiutano a combattere l’effetto serra. E il verde d’Israele è la prova concreta di come il Keren Kayemeth LeIsrael investe le proprie risorse in un ampio programma ecologico e ambientale: un progetto forestale senza precedenti, un miracolo che vede piantati oltre 250 milioni di alberi. Grazie a tutti voi che quotidianamente ci sostenete. Anche tu puoi regalare o richiedere un Diploma del KKL scegliendo tra le varie tipologie: un’idea originale, un regalo speciale per tutte le occasioni. Un’opportunità per regalare un po’ di Israele, ricca di simboli, significati, solidarietà.

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Alberi alla Memoria

Alberi Lieti

Da 1 a 99 alberi per non dimenticare i tuoi cari nel tempo

Da 1 a 99 alberi per festeggiare tutte le occasioni liete della vita

Giardino 100 alberi

Giardino con targa 200 alberi

Boschetto 500 alberi con targa

Bosco 1000 alberi con targa

Foresta 5000 alberi con targa Donazioni che prevedono l’iscrizione al Libro d’Onore di Gerusalemme, il rilascio del Diploma e la pubblicazione della notizia con dedica e foto sulla rivista Karnenu.

Vuoi regalare o richiedere un Diploma KKL? kklroma@kkl.it – 06.8075653 kklmilano@kkl.it – 02.418816 IBAN IT05Y0335901600100000122860 Banca Prossima Spa – Filiale Milano C/C 122860

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SOS MONDO, KKL RISPONDE

I progetti umanitari che offrono strumenti di autosostentamento nei Paesi in via di sviluppo

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Gabriel Cioffi L’agricoltura è un’attività fondamentale per soddisfare le esigenze alimentari del mondo e per consentire la sopravvivenza dei Paesi sviluppati e di quelli in via di sviluppo. I Paesi che hanno un sistema ambientale simile a quello israeliano studiano le tecniche utilizzate dal KKL in corsi di formazione, workshop, nei Centri di Ricerca e Sviluppo. Il lavoro del KKL infatti ha agevolato gli scambi tra le nazioni, i governi e i cittadini attraverso lo studio di nuovi approcci da adottare per l’agricoltura e lo sviluppo sostenibile. Questi scambi rispondono alla necessità che, sia le nazioni sia i popoli, hanno di unirsi insieme per affrontare le sfide del cambiamento climatico e dell’agricoltura sostenibile. Il KKL coopera con molti enti internazionali quali l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e tanti altri ancora. Per questo, è costantemente impegnato nella cooperazione internazionale e va incontro alle questioni globali creando una rete di networking, condividendo e diffondendo oltre i confini di Israele le proprie conoscenze e i progressi ambientali conseguiti; guadagnando il giusto posto tra le principali organizzazioni ambientali del mondo grazie alla sua straordinaria esperienza.

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Sono diverse le storie dei preziosi progetti internazionali che il KKL ha sposato in campo agricolo. Il KKL è sbarcato in Etiopia in aiuto alle popolazioni indigene e attraverso nuove piantagioni di pomodoro israeliano, ha permesso ai piccoli agricoltori di aumentare notevolmente i raccolti, beneficiare di una maggiore quantità di cibo e soprattutto godere di una fondamentale crescita economica. In Australia invece, si è verificato qualche anno fa un disastro ambientale enorme: gli alberi di eucalipto erano sotto attacco di un parassita, una minuscola vespa che provocava defogliazione, riduzione della crescita e del vigore della pianta, conducendola alla morte. Gli uffici del KKL in Australia, dopo aver ricevuto una richiesta di aiuto dal governo australiano (inviata a tutte le organizzazioni ambientali) hanno contattato la sede centrale di Gerusalemme che ha mandato una équipe di ricercatori per studiare il caso. Questa piccola équipe è partita per l’Australia, ha verificato il problema, preso dei campioni e tornata in Israele per studiare ed analizzare una possibile soluzione. Soluzione che è stata trovata, senza pesticidi, assolutamente naturale e biologica. In questi ultimi anni il KKL è tornato nel continente africano con due diverse missioni. In Ruanda esperti israeliani istruiscono la popolazione locale offrendo loro una formazione agricola che gli permetterà di migliorare le condizioni dell’ambiente in cui vivono e generare ricchezza e lavoro. In Kenya invece nella regione Turkana, una zona in cui tutti i precedenti tentativi nel campo agricolo erano falliti a causa dell’inadeguatezza dell’acqua, del suolo, delle alte temperature, della siccità e dei parassiti, è stato istituito il programma “Furrows in the De-

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sert” – Solchi nel deserto – un progetto per la formazione in campo agricolo della popolazione locale, che lavora con esperti e volontari israeliani. Il KKL è partner insieme alla Comunità Missionaria S. Paolo Apostolo, l’Associazione Brit Olam, l’Arava Institute e il Kibbutz Yotvata. I volontari del KKL trasmettono le proprie conoscenze e tecniche di coltivazione alla popolazione keniota all’interno di un corso di formazione che dura dai 6 ai 15 mesi, allo scopo di ridurre la dipendenza delle popolazioni dagli aiuti delle organizzazioni umanitarie, e guadagnare la loro indipendenza economica. Sono state selezionate le colture adatte al tipo di condizioni climatiche, utilizzati metodi di raccolta sviluppati in Israele come i Liman e progettato un sistema di irrigazione adeguato al terreno. Dal nomadismo e pastorizia senza futuro, all’agricoltura: da questo piccolo progetto sono nate 132 piccole aziende agricole e sono fiorite nuove coltivazioni come i ceci e i fagioli nella regione Turkana. Progetti umanitari che offrono strumenti di autosostentamento a popolazioni che non possiedono nulla. Un famoso detto recita: “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”. È questo il modo in cui il KKL, grazie alla ricerca in Israele, consegue i progetti internazionali, opera come ponte per la pace e soccorre i più bisognosi.

Attraverso i progetti internazionali e la sua straordinaria esperienza, il KKL si è guadagnato il giusto posto tra le principali organizzazioni ambientali del mondo

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WELCOME TO KKL EXPO FOREST Inaugurata la foresta del KKL in Israele, creata grazie ai visitatori di Padiglione Israele 28


Nato nel 1958 a La Spezia, il Ministro Plenipotenziario Francesco Maria Talò è entrato nella carriera diplomatica nel 1984, dopo essersi laureato in Giurisprudenza all’Università di Roma La Sapienza. Ha prestato servizio in vari settori delle relazioni internazionali,quali la Delegazione costituita per l’organizzazione della Presidenza italiana dell’Unione Europea e la Rappresentanza Permanente presso le Nazioni Unite a New York. Dopo aver svolto la carica di Consigliere Diplomatico Aggiunto del Presidente del Consiglio, dal 2007 al 2011 ha assunto l’incarico di Console Generale d’Italia a New York e dal 2012 è Ambasciatore d’Italia in Israele.

S.E. Francesco Maria Talò Si chiama KKL Expo Forest, la foresta inaugurata all’interno dell’area boschiva di Yatir in Israele. L’enorme progetto di piantumazione è stato creato grazie alla partecipazione dei numerosi visitatori di Padiglione Israele, a EXPO Milano 2015. Attraverso il totem interattivo del KKL, presente al Padiglione, ogni visitatore aveva la possibilità di piantare un albero in Israele. La cerimonia di inaugurazione della Foresta si è svolta il 23 giugno 2016, dove è stata scoperta la targa con inciso: “In onore di EXPO Milano 2015. Più di 45.000 mila persone, provenienti da cinquanta Paesi diversi nel mondo, hanno partecipato a questo progetto”. La Foresta di Yatir, il più grande polmone verde nel sud di Israele, nasce nel 1964 proprio ad opera del Keren Kayemeth LeIsrael, accoglie più di 4 milioni di alberi, principalmente cipressi e pini. Grazie al progetto Yatir, il KKL ha vinto riconoscimenti a livello mondiale per le informazioni condivise con ricercatori di tutto il mondo. La realizzazione della KKL Expo Forest è per me una grande soddisfazione mentre mi avvicino alla conclusione del mio

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mandato in Israele. Expo e KKL erano fatti l’uno per l’altro, il tema sembrava cucito su misura per Israele e per le attività che il KKL promuove. Sono fiero di essere stato tra i primi a chiedere la partecipazione esclusiva del Keren Kayemeth LeIsrael a Expo Milano 2015. Ne parlai alla vigilia del mio arrivo in Israele con l’allora Sindaco di Milano Pisapia e poi abbiamo sviluppato un’ottima collaborazione con il Commissario di Expo Milano e attuale Sindaco della città Sala. La collaborazione è stata vincente, un successo per Padiglione Israele, che è stato tra i migliori, sia per la qualità che per il contenuto, perfettamente in linea con “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. È stata per me una grande emozione vedere piantati nella Foresta di Yatir, quegli alberi donati con un semplice “click” attraverso il totem, da persone provenienti da oltre cinquanta Paesi nel mondo. Un progetto che prende forma, come segno della fratellanza tra i Paesi, coronato alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina. Perché gli alberi continueranno a crescere, come segno tangibile di amore verso la terra. Per questo sarà importante sviluppare insieme altre iniziative innovative, in onore della natura che ci protegge e che noi a nostra volta dobbiamo proteggere. Come l’evento che da due anni avviene insieme al KKL in occasione delle celebrazioni della Festa della Repubblica Italiana in Israele per bilanciare l’impatto ambientale prodotto dalla festa, il KKL si è impegnato a piantare tanti alberi quante sono le emissioni di anidride carbonica causate dall’evento, calcolando la quantità correlata al numero di ospiti. A seguito del ricevimento del 2015, 120 alberi sono stati piantati proprio nella foresta di Yatir e grazie a quello di quest’anno ne verranno piantati altrettanti anche a Baram, nella regione settentrionale d’Israele, che cresce ed è tenuta in vita grazie al sostegno del KKL Italia. È fondamentale dunque, dopo il grande successo di EXPO Milano 2015, tenere alta l’attenzione sul futuro del nostro pianeta in settori come l’agricoltura, la sostenibilità alimentare e il trattamento delle acque. Dobbiamo continuare a sottolineare lo slogan coniato lo scorso anno: Italia e Israele EXPOnential Partners, due partner esponenziali, coinvolti nella costruzione di un futuro migliore per i loro Paesi e per il resto del mondo.

Alla cerimonia erano presenti il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, l’Ambasciatore d’Italia in Israele, S.E. Francesco Maria Talò, il Direttore Generale KKL Israele, Meir Spiegler, il Commissario Generale Padiglione Israele, Elazar Cohen, il Direttore Generale KKL Italia, Shariel Gun, e la vincitrice del viaggio in Israele, Marta Frittella

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COLTIVIAMO EDUCAZIONE NELLE FUTURE GENERAZIONI I FUTURI AMBASCIATORI DEL KKL Valeria Milano Non lontano dalla Sinagoga di epoca romana di Ostia Antica, a pochi chilometri dalla Capitale, si trova il tempio di Ostia gestito dall’Associazione Shirat HaYam Onlus. Con l’arrivo dell’estate, l’Associazione ospita oramai da qualche anno un Centro Estivo, accogliendo ogni settimana tanti bambini che partono da Roma la mattina presto per andare a divertirsi e a imparare con attività all’aria aperta. Dopo la bellissima esperienza dell’anno scorso, abbiamo deciso di ripetere la nostra visita a Shirat HaYam e di proporre ai ragazzi una nuova attività per conoscere meglio Israele. Già all’arrivo siamo stati accolti in

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un clima familiare e accogliente. I bambini erano circa quaranta, dai 3 ai 13 anni di età. Dopo un ottimo pranzo tra cibo e canti, Alberto, il coordinatore del Centro, ci introduce ai ragazzi coinvolgendoli con qualche domanda: i bambini sono già preparatissimi, partiamo dalle origini del KKL e arriviamo subito a parlare dell’ecologia, dell’ambiente e dei progetti che il KKL porta avanti oggi. Per la nostra attività abbiamo scelto di partire da Israele e da cosa iniziare se non dalla sua geografia e dalla mappa per conoscere meglio il nostro Paese? Questo il compito affidato ai ragazzi: disegnare la mappa d’Israele con carta crespa colorata, legumi,

semi, cartoni, plastica riciclata e altro ancora. Con l’aiuto degli educatori abbiamo formato cinque squadre e ogni gruppo ha ricevuto un kit con tutto il materiale necessario. I bambini dovevano organizzarsi, suddividersi i compiti e osservare dalla mappa a loro disposizione come disegnare la sagoma del Paese e dove collocare deserto, alberi, mari e città. Un’impresa non così facile da svolgere per la loro età, senza l’uso dei cellulari, in squadra e in soli trenta minuti. Il risultato è stato spettacolare, delle vere e proprie opere d’arte. I ragazzi più grandi hanno coordinato il lavoro e i più piccoli si sono dedicati a tagliuzzare e incollare alberi e strisce di mare.


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Una gara contro il tempo in cui tutte le squadre si sono rivelate vincenti, ricevendo come premio il cappello del KKL da utilizzare nelle successive giornate di sole del centro estivo. A conclusione della nostra attività volevamo lasciare nel Centro un ricordo tangibile della bella esperienza fatta insieme. I bambini hanno realizzato con le loro mani l’Albero del Keren Kayemeth LeIsrael.

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Su un cartoncino con la forma di un albero già tratteggiata, con il tronco e i suoi rami, ciascuno di noi, dopo aver intinto la mano nella tempera verde ha lasciato la propria impronta, disegnando così tante foglie colorate. La foglia, come la mano, simboleggia quello che siamo come singoli individui – da sola la foglia è piccola e l’albero sembra spoglio – ma insieme le foglie formano la chioma dell’albero,

rappresentando così che assieme, in gruppo, si può costruire qualcosa di grande, che non riusciremmo a realizzare se fossimo da soli. Siamo felici di aver chiuso l’anno 5776 in compagnia di bambini attenti, vivaci e desiderosi di imparare e ci auguriamo di proseguire e aumentare le nostre iniziative con altre scuole e ragazzi di ogni età.


IL BOSSOLO È IL TESTIMONE NEL TEMPO Un valore ideologico, educativo, del legame e dell’amore con la Terra di Israele

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Milano saluta l’Ambasciatore S.E. Naor Gilon Lo scorso 11 luglio, Milano ha dato il suo saluto all’Ambasciatore israeliano in Italia S. E. Naor Gilon. L’Ambasciatore completava in quei giorni la sua missione diplomatica in Italia durata quattro anni, e i membri della Comunità Ebraica milanese hanno voluto ringraziarlo per gli anni di proficua attività e grande cooperazione con la Comunità. L’evento è stato organizzato congiuntamente dalla Comunità Ebraica di Milano, il KKL Italia Onlus, il Keren Hayesod e la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano e si è tenuto presso l’Auditorium del Memoriale Della Shoah di Milano – Binario 21. Circa cento persone hanno partecipato alla manifestazione, tra cui i leader della Comunità Ebraica di Milano, consoli, politici, giornalisti, capi di organizzazioni e membri della Comunità. Il Presidente della CEM ha ringraziato l’Ambasciatore a nome di tutta

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la Comunità per gli anni di grande attività e di collaborazione. Il Presidente del KKL di Milano, Sergio Castelbolognesi, si è congratulato con l’Ambasciatore e lo ha ringraziato a nome di tutta la famiglia del KKL Italia per tutte le iniziative svolte insieme, l’aiuto reciproco e l’ottimo lavoro che lui e l’Ambasciata hanno fatto in Italia. È stato donato all’Ambasciatore Gilon il certificato speciale dell’iscrizione al “Libro dell’Affetto e dell’Amicizia” del KKL Italia che così recita: “Iscritto al Libro dell’Affetto e dell’Amicizia in occasione del termine della sua missione diplomatica in Italia, dagli amici del KKL Italia Onlus in segno di gratitudine ed amicizia per la proficua collaborazione, per lo sviluppo e la conoscenza delle attività del KKL Italia Onlus”. L’Ambasciatore è stato orgoglioso di venire a Milano e ha apprezzato che l’iniziativa si svolgesse all’interno del museo dell’Olocausto, luogo per lui importante e simbolico. L’Ambasciatore ha riassunto brevemente il suo

periodo di missione in Italia, i risultati raggiunti dall’Ambasciata di fronte alle difficoltà e alle sfide incontrate e ha sottolineato in modo particolare l’esperienza di Expo Milano 2015, un evento senza precedenti in cui Israele ha avuto l’opportunità di presentare al popolo italiano “l’altra Israele”, con i suoi successi in materia di agricoltura, ricerca e sviluppo. Ha menzionato quindi la partecipazione del KKL come partner ufficiale nel Padiglione israeliano e quanto il contributo del KKL sia stato importante per il successo del Padiglione. Shariel Gun


Yom Hatzmauth al Gan Rivka Yom Hatzmauth 5776, come ogni anno mi appresto a scrivere la programmazione per la mia kittà del Gan Rivka. Quest’anno però la sorte gioca a mio favore: tra i genitori dei miei bambini so che posso contare sul sorriso solare di Martina. Martina Mieli è il mio gancio con il KKL già da qualche anno... È a lei che mi rivolgo per i rashanim di Purim, i semini per Tu Bishvat, il seder di Rosh HaShanà, lei c’è sempre, come il KKL del resto. Sin da piccola ricordo il bossolo presente in casa mia, i gadget, Karnenu che aspettavi per vedere la foto di chi era nato o del tuo Bat Mitzvà. L’attenzione all’educazione e il cuore che il KKL ci mette è noto a tutti. In questi periodi difficili dove tutto è messo in discussione, riesce ancora a legare con un filo indissolubile Israele al resto del mondo. Così per Yom Hatzmauth chiedo sostegno a Martina. Arriva lei, sorridente, bustina di carta con logo, l’immancabile bossolo, tanti adesivi/medaglie. Già nell’indossare gli adesivi ci sentiamo subito proiet-

tati nel clima della festa, indossandoli siamo con il cuore in Israele. Ma c’è ben altro in quella bustina di carta: un progetto divertente che ci ha accompagnato per qualche settimana, la sagoma di una cartina d’Israele da decorare con tanti stickers, che venivano dati solo dopo aver messo il soldino nella kuppà del KKL. È stato appassionante e divertente per i bambini e, a noi morot, ha dato la possibilità di spiegare e far conoscere Israele ai bambini, spiegare il perché della tzedakà e cosa ha rappresentato e rappresenta il KKL per questo Stato e l’importanza di sostenerlo. Ma la soddisfazione più grande è stato consegnare la kuppà della tzedakà piena, per poi ricevere in cambio una bella teudà con il nostro nome, la foto del giorno di Yom Hatzmauth e un regalino. Se dovessi fare un bilancio ne uscirebbe sicuramente un esito positivo, un bel progetto di cui sono stata fiera di essere parte. Grazie per aver contribuito con tanta attenzione all’educazione dei nostri

cuccioli e soprattutto per tutti i progetti e le iniziative con cui il KKL sostiene Israele.Vi aspettiamo a braccia aperte per una nuova avventura! Ilaria Limentani

Un pomodoro speciale Molti mesi fa avete regalato, con la rivista Karnenu, una bustina di semi di pomodoro israeliani. Ovviamente (essendo israeliani) li ho piantati in un vaso! Quello che è accaduto ha del miracoloso! Grazie Mario Sciunnach

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Un compleanno davvero speciale! Quando abbiamo deciso di organizzare una festa per i 90 anni di Giuditta Matalon, c’è stata immediatamente l’entusiastica adesione di circa 30 persone, tra cui molti membri della commissione, qualche parente stretto e altri amici storici del KKL e di Giuditta. Ci siamo trovati al ristorante Re Salomone per un cocktail a cui è seguita un’ottima cena. L’atmosfera era rilassata e piacevole, eravamo tutti accomunati dall’affetto che ci lega alla cara Giuditta, che ha voluto dire una parola speciale ad ognuno di noi, a nostra volta a turno abbiamo raccontato come

l’abbiamo conosciuta. Tanti piccoli aneddoti sulle nostre esperienze vissute con lei e sul suo fenomenale glossario composto da parole in francese, in ladino, in italiano e come diciamo noi in “Giudittesco”; ma soprattutto non potevamo che elogiarla per la sua fedeltà di oltre sessant’anni al KKL e per l’amore per quello che lei chiama “il Paese più bello del mondo: Israele!”.

Un monumento vivente Nella tradizione ebraica piantare un albero è simbolo di pace, fratellanza e amore verso la terra, perché rappresenta la continuità della vita. L’albero è un monumento vivente: ricorda chi non c’è più ma respira la vita. A differenza di noi uomini, con gli anni cresce e la sua bellezza aumenta. Così cresce l’ulivo donato dal KKL Italia in memoria di Sara Salavo Gatta, responsabile della sezione di Bologna. Che la sua memoria sia di benedizione. M.M.

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Tanti anni fa ha deciso che sarei stata io la candidata a prendere il suo posto in ufficio, devo infatti a lei il mio ruolo da 16 anni al KKL di Milano. Da allora da quando mi ha “adottata” insieme a pochi altri privilegiati, faccio parte del gruppo dei suoi “figliocci”. Cosa potevamo regalare a Giuditta? Ovviamente alberi! Così abbiamo piantato un giardino per i suoi 90 anni e lei ci ha ricambiati con la sua memorabile generosità regalando una foresta dedicata al KKL di Milano. Un album con i momenti più belli della sua vita al KKL, al quale abbiamo aggiunto le nostre dediche personali, la torta e un “lehaim” con l’augurio di festeggiare i suoi 120 anni hanno concluso la serata. Marisa Hazan


KKL Golden Book al Dr. Bernardo Caprotti Non sono tempi facili per Israele, se mai ce ne sono stati. Oltre ai problemi che tutti gli Stati hanno (politici, economici, sociali, ecc.), oltre a quelli di cui Israele detiene il triste primato (terrorismo), ora anche la BDS. Non è l’acronimo di “Business Development Solutions”, anche se comunque, dietro la maschera ideologica, si nascondono sempre forti interessi economici e di potere, bensì di “Boycott, Divestment and Sanctions”, in una parola “Boicottiamo i prodotti Israeliani”. L’idea, non nuova, si “ispira” alla più “antica” IBB, Israeli Boycott Blacklist istituita circa 50 anni fa per chi esporta nei Paesi arabi, le aziende che vogliono continuare a farlo non possono avere alcuna relazione con Israele né con chi ne ha, pena l’iscrizione in questa vergognosa “lista nera”. Incredibilmente (ma a dirla tutta, neanche più di tanto) ben due importanti catene italiane della grande distribuzione aderiscono alla BDS (trovate i loro nomi sul web), Esselunga invece la respinge subito con fermezza, i prodotti israeliani restano al loro posto insieme a tutti gli altri, tra cui anche il Humus, la Tahina, il Burgol, il Falafel e tanti altri prodotti importati dai Paesi arabi.

Oltre al deciso rifiuto di sostenere attività vili e meschine come il boicottaggio, è un gesto coraggioso di vera e sincera amicizia verso Israele (tra l’altro in momenti così difficili), che non poteva non essere premiato adeguatamente. Il Golden Book (Sefer HaZaav)

è la massima onorificenza che il KKL assegna ai grandi amici di Israele di tutto il mondo, tra i quali (per citarne qualcuno) Theodore Herzl, Albert Einstein, Sir Winston Churcill, Franklin Delano Roosvelt, Dwight D. Eisenhower, Haim Weizman e, in Italia, il card. Carlo Maria Martini, l’on. Giovanni Spadolini, Indro Montanelli e tanti altri. Teatro per la consegna dell’onorificenza sarà l’evento KKL EXPO al Marriot il 6 settembre 2015. A luglio il Dr. Caprotti, patron di Esselunga, accoglie la notizia con entusiasmo e conferma la sua partecipazione, stampiamo gli inviti, tutto è pronto. Purtroppo

pochi giorni prima dell’evento il Dr. Caprotti si infortuna, un doppio dispiacere per noi, sia per la sua salute sia per non poterlo avere come ospite alla serata. Il nostro presidente Dr. Silvio Tedeschi spiegherà poi l’accaduto agli intervenuti estendendo così il rammarico anche a tutti i presenti. Passano i mesi, la ripresa è lenta. Una sera di giugno 2016 ricevo una chiamata: “Buonasera, lei lo sa, ci tengo molto a quel premio, potete per favore consegnarmelo a casa?”. Un evento nell’evento, è il giorno della festa di compleanno dei 90 anni della nostra Giuditta! Ricevuti con una calorosa accoglienza dalla moglie, dalla figlia Marina e da suo marito, veniamo fatti accomodare nel salone dove finalmente incontriamo il Dr. Caprotti con cui ci intratteniamo piacevolmente, insieme ai suoi cortesissimi e simpatici famigliari, sino al momento tanto atteso: la consegna dell’iscrizione al Golden Book del KKL al Dr. Bernardo Caprotti per l’amicizia dimostrata ad Israele. Caro Dott. Caprotti, LeChaim! Ce l’abbiamo fatta! Benvenuto nella nostra storia. Maurizio Hazan

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Nuove sinergie Dal 2 al 6 marzo 2016 l’ONG Modavi Onlus ha effettuato una spedizione in Israele volta a rafforzare i legami che da tempo intrattiene con lo Stato ebraico. A guidare la delegazione dell’organizzazione italiana è stato il Vicepresidente Nazionale, Alessandro Sansoni, accompagnato dal giornalista dell’Huffington Post Salvatore Santangelo. Il viaggio è stato l’occasione per presenziare all’avvio del progetto di servizio civile all’estero “Agricoltura sociale a Maas Tlamin”, presso il Centro di assistenza per disabili del kibbutz Megiddo in Galilea, vicino Nazareth. Lì, insieme ad altri giovani provenienti da tutta Europa, opererà nei prossimi 12 mesi una volontaria dell’associazione, Anna

Attianese. Una collaborazione, quella tra Modavi e Megiddo, oramai ampiamente collaudata e che

dura da ben 8 anni. Nuove sinergie si andranno invece a creare con la Fondazione KKL, di cui i dirigenti dell’ONG italiana hanno incontrato i vertici presso il sito di Sataf, poco distante da Gerusalemme. “Visitare Sataf è stato un po’ come immergersi nella filosofia e nello spirito pioneristico di quegli uomini che all’inizio del se-

colo hanno gettato le fondamenta dello Stato d’Israele”, ha affermato Sansoni, che ha aggiunto: “KKL è l’organismo che da decenni è impegnato a sottrarre al deserto pezzi di territorio da destinare, poi, all’agricoltura o alla riforestazione e ha accumulato nel corso dei decenni un know-how unico e preziosissimo, in una fase come quella attuale che vede il bacino del Mediterraneo subire, a causa del surriscaldamento del pianeta, un pericoloso processo di desertificazione, che oramai interessa anche il Sud Italia”. Non a caso, pochi mesi fa, il Corpo Forestale dello Stato ha stipulato con KKL un protocollo d’intesa proprio su questi temi. Alessandro Sansoni

Un Kiddush speciale per Shavuot a Torino Domenica 12 Giugno, in occasione della festività di Shavuot, si è tenuto a Torino un Kiddush speciale organizzato dal KKL. L’iniziativa si è svolta presso i locali della Comunità Ebraica ed erano presenti circa 100 persone – giovani e anziani, uomini e donne e molti molti bambini. Dopo le preghiere di Shavuot in sinagoga, il presidente del KKL di Torino, Roberto Lanza, ha invitato il pubblico a partecipare a un delizioso pranzo preparato dalla moglie e da altri volontari. Il dott. Lanza ha spiegato breve-

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mente il lavoro che il KKL svolge in Israele e in Italia, i nostri nuovi progetti e quanto sia importante sostenere le attività del KKL e il modo in cui farlo. Io e la mia famiglia siamo stati invitati al Kiddush e siamo stati felici di vedere da vicino, ancora una volta, l’importante attività che il Presidente del KKL di Torino svolge insieme alla sua squadra di volontari. La Comunità Ebraica di Torino conta circa 800 iscritti, ma il KKL è molto attivo. Nel mese di maggio per esempio, ha tenuto un

evento in collaborazione con la Comunità invitando lo scrittore Israeliano Michael Sfaradi a presentare il suo nuovo libro. Il KKL inoltre svolge attività all’interno della scuola ebraica ed inizierà presto un nuovo progetto con la Casa di Riposo. In questa occasione vorrei ringraziare Roberto per l’invito, la cordiale ospitalità e l’ottimo lavoro che ha fatto a favore del KKL e di Israele durante tutto l’anno. Shariel Gun


Una giornata particolare nei boschi del KKL È il 6 luglio, giorno in cui da Gerusalemme un gruppo di nove persone, organizzato da Leo Veneziani, si appresta a lasciare la città per scoprire i gioielli di una terra ancora non del tutto esplorata. La

strada è lunga, il caldo è invadente ma non li ferma. Il paesaggio diventa sempre più brullo, piccoli arbusti costeggiano la strada e la terra si fa sempre più arida. Il sole è alto in cielo quando si raggiunge la meta. Ad accoglierli è la foresta di Yatir che ospita più di quattro milioni di alberi finanziata da tutti coloro che vogliono ricordare i propri cari e non solo. Tra i nomi compaiono anche quelli di Primo Levi e Sigmund Freud. Il personale del KKL, presieduto da Etty, ci ha accolto con calore inaspettato, a suon di borekas e dolci tipici e ci ha accompagnato lungo tutto il tragitto. Con la pancia piena e i cuori colmi ci siamo incamminati verso il memoriale di Megilat ha-

Esh che si erge nel mezzo della Foresta dei Martiri a Moshav Kisalon e che dice tanto a chi sa interrogarlo. Questo è simbolo di un percorso che incomincia con l’orrore dell’Olocausto e termina con la gioia dell’Indipendenza. È lo scultore sopravvissuto alla Shoah Nathan Rapoport che parla e lo fa in modo che tutti gli ebrei lo possano comprendere. Vi sono due rotoli di bronzo che si ergono uno di fronte all’altro con due piccole stanze che ospitano i versi del profeta Ezechiele e rivelano un aspetto importante dell’ebrai-

smo: la proiezione verso il futuro e l’eterna rinascita di un popolo destinato a innalzarsi verso il cielo con l’aiuto di Dio. Un rotolo presenta un percorso che parte dalle immagini degli elmi nazisti e di persone imprigionate nei campi di concentramento e si conclude con l’arrivo dei sopravvissuti nella Terra di Israele. L’altro ne mostra i simboli: un uomo che prega di fronte al Kotel suonando lo shofar, gli alberi d’ulivo, un bambino con le mani piene di grappoli d’uva e le bandiere che ondeggiano nel vento. I rotoli richiamano l’idea del popolo ebraico come Popolo del Libro, educato alla scrittura e alla memoria, mezzi che oggi più di ieri risultano necessari per non cadere nell’oblio. La Foresta dei Martiri è così chiamata perché contiene un albero per ognuna delle sei milioni di vittime dell’Olocausto e circonda il memoriale come un abbraccio. A nome del gruppo si ringraziano Shariel, Etty e tutti coloro hanno reso possibile trascorrere una giornata carica di anni di storia all’insegna di un passato che incide ancora sul presente. Marta Spizzichino

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Il diploma di Shavuot I genitori della classe quinta della Scuola Ebraica di Trieste, che ha vinto per tutto l’anno scolastico appena trascorso la Bandiera del KKL, hanno voluto sottoscrivere l’attestato di Shavuot, a ricordo del percorso scolastico effettuato dai loro figli. L’hanno incorniciato e donato alla Scuola: questo “piccolo gesto”, come lo hanno definito, mi ha commossa! Simonetta Novelli Valli

I pomodorini di Franco Li chiamo così perché è stato il nostro Vicepresidente a presentarceli, una cesta piena di bustine rosse contenenti semi di pomodoro ciliegino sponsorizzati dal KKL, una buona idea, si piantano e poi si curano seguendo le istruzioni sul sito. È bello constatare che non si può mai sapere a cosa può portare ogni cosa in questo mondo, un incontro, una battuta, da qualsiasi cosa, da un qualunque evento, anche da quello apparentemente insignificante, possono nascere altre cose, altre storie, “non sta a noi portare a termine il lavoro”, ricorda la Torà, “però sta a noi cominciarlo… e poi darsi da fare…”.

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Dopo la presentazione di Franco mi sono preso una manciata (beh... un pò più di una manciata…) di bustine con i semini di pomodoro e li ho portati dai Tosi durante la serata Expo per gli agricoltori di Novara e ad Aldeno (TN) durante “Mondo Merlot”, li ho lasciati lì, sul banchetto KKL, quasi “distrattamente”, e loro li hanno seminati. Se fai una cosa credendoci, funziona, i nostri amici ci hanno cre-

duto, e ha funzionato. Fila e fila dei nostri bei pomodori ciliegini, spuntati e cresciuti dalla terra belli, forti e rigogliosi, grazie alla cura e all’amore dei nostri amici e alla passione per la terra del KKL, un pezzettino di Israele in Italia. Maurizio Hazan


Vercelli: ambiente e sviluppo sostenibile in Israele Il 26 giugno la Delegazione del KKL Italia Onlus, ospite della Comunità Ebraica di Vercelli e della sua gentile e attivissima Presidente Rossella Bottini Treves, ha presentato i suoi progetti in corso e la sua attività. In un clima di calorosa accoglienza e partecipazione, il Direttore Generale Shariel Gun ha mostrato video e slides all’interno dell’imponente Sinagoga in stile moresco: situata all’interno del ghetto ebraico, la Sinagoga di Vercelli fu progettata nel 1864 dall’architetto Marco Treves, lo stesso ideatore di quella di Firenze. All’epoca la Comunità vercellese contava più di 600 persone e quindi fu necessario costruire un luogo di culto adeguato e prestigioso per la città. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, anche a causa del calo demografico, la Sinagoga attraversò un periodo di grave degrado ma grazie agli importanti interventi di restauro del 2003 ritornò al suo antico splendore. Inutile dire che molti di noi che non la conoscevano sono rimasti incantati dalla sua bellezza! Dalla Piazza Massimo d’Azeglio, minuta piazzetta dalla forma stretta e allungata, si giunge attraverso un piccolo vicolo in Via Foa, sede della Sinagoga, e da lì appare quasi inaspettatamente il tempio monumentale dalla facciata in pietra arenaria a bande bianche e azzurre… una vera sorpresa! Dopo aver illustrato la storia del KKL, dalla sua nascita e mostrato gli importanti progetti ambientali realizzati, sono seguiti numerosi interventi e domande dal pubblico, che ha ricevuto tutta la documentazione specifica. In conclusione, il KKL ha offerto la degustazione di alcune specialità tipiche israeliane: humus, challot, burgol e baklawa sapientemente cucinate dall’amica Jill Krakow, che abbiamo potuto apprezzare all’ombra del fresco giardino fiorito della Sinagoga. Paola Avigail Senigaglia

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IL POPOLO DEL LIBRO SEFER HAYELED CREMONA: Anna Saccaro è stata iscritta al Sefer Hayeled dai nonni Aldo e Pina Saccaro 28 Giugno 2016 – 22 Sivan 5776

SEFER BAR-BAT MITZVÀ BOLOGNA: Micol Berta Menasci iscritta dai nonni in occasione del suo Bat Mitzvà 10 Aprile 2016 – 2 Nissan 5776

Anna Saccaro

MILANO: Un affettuoso Mazal Tov a Yael Luzzatto da Graziella e Roberto Jona, da Micky e Simonetta con Micol, Silvia, David e Gabriele 18 Giugno 2016 – 12 Sivan 5776 ROMA: Noà Bentura iscritta dai nonni Massimo e Margherita Caviglia e dalla bisnonna Anna Sermoneta 18 Giugno 2016 – 12 Sivan 5776 Micol Berta Menasci

Noà Bentura

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Yael Luzzatto


LIBRO D’ORO MILANO: Il Dott. Bernardo Caprotti è stato iscritto al Libro d’Oro del Keren Kayemeth LeIsrael per la sua grande amicizia verso lo Stato di Israele Dott. Bernardo Caprotti LIBRO AFFETTO E AMICIZIA ROMA: Joseph e Ruth Castelnuovo iscritti in occasione delle nozze da Ruben e Alexandra ALBERI IN ONORE MILANO: Una Foresta a Baram in segno di affetto e amicizia da Giuditta Matalon a nome di tutti gli amici del Keren Kayemeth LeIsrael di Milano 17 giugno 2016 Un Giardino a Baram per i 90 anni della nostra cara Giuditta Matalon con tanto affetto dalla tua famiglia del Keren Kayemeth LeIsrael di Milano PROGETTI SPECIALI

Giuditta Matalon

MILANO: La Carbotermo S.p.a. ha partecipato alla realizzazione del Parco per i militari e le famiglie nella base aerea di Tel Nof

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Lamberto Di Segni Foresta

Mariagaia (Gaia) Bucciolini Di Segni Foresta

Armando Belgrado Giardino

Marcella Treves Giardino

Iride Ester Tradati Schwarz Foresta

Vera Haggiag Hassan Giardino

Albert Fresko Giardino

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Adolfo Pavoncello Giardino


IL POPOLO DEGLI ALBERI FIRENZE: Una Foresta a Baram in memoria di Lamberto Di Segni z.l. per volontà testamentarie

Un Giardino di 100 alberi a Baram in memoria di Albert Fresko z.l. offerto dagli amici di sempre e del Teatro

Una Foresta a Baram in memoria di Lamberto Di Segni z.l. e Mariagaia (Gaia) Bucciolini Di Segni z.l. per volontà testamentarie

ROMA: Un Giardino di alberi a Baram in memoria di Adolfo Pavoncello z.l. donato dal fratello Anselmo, dalle sorelle Letizia, Franca, Carla e dalla moglie Adele. Ci mancherai sempre

Una Foresta a Baram in memoria di Lamberto Di Segni z.l. e Wanda Di Segni z.l. per volontà testamentarie

Alberi sono stati piantati in memoria di Adolfo Pavoncello z.l. donati con affetto dalla sorella Ester

Un Giardino di 200 alberi a Yatir in memoria di Rav Avraham Umberto Sciunnach z.l. Rabbino Capo di Firenze, offerto da parenti ed amici Un Giardino di 100 alberi a Baram in memoria di Armando Belgrado z.l. da parte dei figli Dora e Marcello Belgrado 08.09.1902 – 24.02.1993 TORINO: Un Giardino di 200 alberi a Baram in ricordo di Marcella Treves z.l. offerto dai figli Livia e Roberto MILANO: Una Foresta in memoria della Dr.ssa Iride Ester Tradati Schwarz 14 Settembre 1914 – 4 Settembre 2015 Presidente della Federazione Sionistica Italiana Vice Presidente WIZO Italia In ricordo, i figli Daniele e Enrico Un Giardino di 200 alberi a Baram in memoria di Vera Haggiag Hassan z.l. offerto dal marito Marcello e dai figli Luciano e Massimo Hassan

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In memoria di Oscar Modigliani

Il ricordo che ho di Oscar Modigliani z.l. coincide con quello dipinto da suo figlio Franco, un uomo positivo, luminoso, con il sorriso sulle labbra e sempre pronto alla battuta, attaccato alla sua famiglia e innamorato della moglie tanto da esserne geloso, di una gelosia vera, passionale (così ci racconta il nostro vicepresidente). Non stento a crederlo. Sua moglie è una donna bellissima, nel senso più completo del termine (certamente non mi riferisco al solo aspetto fisico). Ma anche papà Modigliani z.l. era un uomo bellissimo e una coppia di “così bellissimi” non poteva che portare al mondo figli bellissimi come lo sono Franco e Paola. Nel senso più completo del termine. Amici cari, vi voglio tanto bene e vi sono molto vicino, che il sorriso di vostro papà z.l. continui ad albergare sempre nelle vostre case e nella vostra vita e che possiate avere presto consolazione insieme alla mamma. Maurizio Hazan

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ISRAEL 2.0 Ogni tanto qualcuno mi chiede cosa sia il “Web 2.0” e in cosa si differenzia dal suo predecessore. A beneficio di chi non lo sapesse, le due sigle definiscono due metodologie diverse di lavorare sul web, con la “1.0” le persone creano e fanno i contenuti dei propri siti che poi pubblicano in rete, con la “2.0” siamo noi che facciamo i contenuti dei siti altrui, caricando le nostre foto, i nostri testi, le nostre canzoni, le nostre passioni, le nostre esperienze, i nostri messaggi, le nostre speranze, noi “siamo” i contenuti del web 2.0, senza di noi, Facebook, Tweeter, YouTube, WhatsApp e similari sarebbero solo dei contenitori vuoti, inutili come un palloncino sgonfio. Per meglio raccogliere il “materiale” umano che serve da contenuto a questi siti, tutte le applicazioni sono gratuite, alcune si possono usare anche senza registrarsi, così gli utenti diventano tanti e il contenuto dei siti più ricco, tutto gratis, per chi usa i siti ma anche per chi li gestisce, perché in questo modo i loro siti vengono continuamente alimentati con tonnellate di dati senza spendere un centesimo, neanche la fatica di caricarli. In ogni caso però gestire un sito “gratuito” costa, tra siti, app, web services, back office, servers, clouds, software, hardware, tecnici informatici, DataBases e quant’altro, gestire una piattaforma come Facebook o Google costa una pazzia. Cosa ci guadagnano le società se tutto è gratis? Come fa Mark Zuckemberg a essere miliardario se nessuno sborsa neanche un centesimo? Rav Yeshuah Hadad shlità, rav del tempio sefardita di Via Guastalla per decenni, una volta aveva detto, citando un passo della Ghemarà, che “in questo mondo nulla è gratis, niente può essere gratuito”, un insegnamento che ribadisco spesso ai miei figli: “se vi offrono qualcosa gratis ‘cestinatela’ subito senza neanche vedere di che si tratta”. La simpatia, l’affetto e l’amicizia che lega tutti gli amici di Israele sono certamente gratis, ma per tutto il resto, come per tutte le cose che valgono, servono fatica e risorse, per continuare a creare oasi di verde e migliorare il territorio di Israele serve ogni albero, per consentire ai ricercatori israeliani di andare avanti, facendo poi beneficiare tutto il mondo dei loro incredibili risultati, servono aiuti economici; i progetti per i nuovi ospedali e le iniziative sociali del KKL in Israele sono possibili solo grazie ai donatori a cui stanno a cuore Israele e il popolo ebraico, anche un lascito pensato oggi sarà determinante domani. Parafrasando le sigle in apertura, il KKL e tutti gli amici di Israele sono “Israel 2.0”, il “contenuto” verde di questo meraviglioso “sito” che si chiama Israele. Ah... dimenticavo... i siti e servizi “Web 2.0” rielaborano e rivendono i dati raccolti (in gergo “Big data”) a terzi come p.es. case farmaceutiche, catene alberghiere, analisti di mercato, industrie e attività commerciali etc., persino a scuole, ricavando immensi guadagni. Ogni cosa che avete detto o scritto, su qualunque social o “servizio web gratuito”, ogni telefonata “gratuita” su WhatsApp, anche un sospiro, è forever, per sempre, nessuno al mondo potrà mai più cancellarlo, men che meno chi lo ha fatto.


È PIÙ DI UNA COMPAGNIA AEREA, È ISRAELE

‫שנה טובה‬

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El Al vi augura Buon Anno

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