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Numero 2/5777 - Dicembre 2016 - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - DCB Roma

IL GRANDE MIRACOLO È AVVENUTO QUI


EREDI DI ANGELO CECCOTTI Via Marcantonio Bragadin, 74 - 00136 Roma +39 06 39745337 - +39 06 39887579 - +39 348 3341431 info@ceccottiflowers.com - www.ceccottiflowers.com


KARNENU

EDITORIALE Ci avviciniamo alla fine dell’anno civile. Sono contento perché almeno per un po’ i miei amici non mi tartasseranno di telefonate in cui mi chiedono: “ma quando arriva il calendario?”. Il calendario del KKL, sicuramente l’inserto più utile e comodo, è allegato a questo numero di Karnenu. In questo numero troverete il racconto degli eventi che abbiamo avuto in questi ultimi mesi. In casa nostra, a Roma e a Milano, abbiamo organizzato due serate con molta partecipazione da parte dei nostri sostenitori ed anche del nuovo Ambasciatore di Israele in Italia, Ofer Sachs, a cui faccio i miei migliori auguri per il lavoro che lo aspetta nei prossimi anni. Entrambe le serate possono essere descritte con la stessa parola: successo. Il Presidente Peres ci ha lasciati. Non ho bisogno di descrivere le sue gesta e i suoi successi, perché sono noti a tutti. Ho avuto l’onore di incontrarlo più volte sia in Israele che in Italia e posso garantire che è sempre stato un grandissimo e fedelissimo amico del KKL. Forse, tra i politici, il più vicino con il cuore e con le azioni in assoluto. Un altro Presidente invece, il Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella, ha visitato Israele e tra i mille impegni istituzionali ha voluto piantare un albero di ulivo nella Foresta delle Nazioni con noi del KKL. Importante gesto simbolico che ha avuto grande riscontro mediatico su giornali e TV in Italia e in Israele. Per ultimo il mio saluto da Presidente Nazionale del KKL. Dopo due mandati pieni di soddisfazioni, è arrivato il tempo di passare il comando. Il Keren Kayemeth LeIsrael è nel mio cuore, e continuerò a lavorare insieme ai miei amici all’interno del Consiglio. Auguro successi strabilianti al prossimo presidente.

Raffaele Sassun

SOMMARIO N. 2/5777 - Dicembre 2016 Registrazione numero 208/2006 del 24-05-2006 Editore: Rivista della Fondazione KKL Italia Onlus Sede: Via P. A. Micheli, 53 - 00197 Roma Tel. 068075653- Fax 068078960 Direttore Responsabile Nicola Zecchini direttorekarnenu@kkl.it Caporedattore e coordinamento Martina Mieli ufficiostampa.kkl@gmail.com Redazione Shariel Gun,Valeria Milano Progetto grafico e stampa

2 - La festa delle luci e dell’olio

Raffaele Sassun

6 - La dolcezza sotto il sole

Martina Mieli

10 - Una risorsa inaspettata

Valeria Milano

14 - L’armonia di vivere nella natura

Gabriel Cioffi

18 - Mattarella pianta un ulivo nella foresta KKL

S.E. Ofer Sachs

22 - Una casa per la vita

Martina Mieli

28 - Il Quizzone

Paola Avigail Senigaglia

32 - Coltiviamo educazione nelle future generazioni Valeria Milano Per la vostra pubblicità e per comunicazioni: kklroma@kkl.it

36 - Omnibus


Raffaele Sassun Pesach, Shavuot e Sukkot sono feste che hanno un legame diretto con le stagioni e l’agricoltura. Durante la festività di Pesach, chiamata anche la festa della Primavera, appaiono germogli delle spighe di grano. Shavuot viene definita nella Torà come la festa della Mietitura, appaiono le primizie,  e lungo questa stagione maturano i frutti. Infine Sukkot è chiamata la festa della Raccolta, quando si raccolgono dai campi i frutti del lavoro e si immagazzinano prima delle piogge. Esiste invece qualche legame tra Hanuccà  e le stagioni? La festa di Hanuccà, chiamata anche la festa della luce – hag ha-or – cade nel periodo in cui l’inverno e le piogge hanno raggiunto il loro massimo, in cui le giornate dopo essersi accorciate sempre di più (21 dicembre nell’anno solare), iniziano ad avere più ore di luce, proprio come avviene con le candeline della Hanucchià, che aumentano e danno più luce giorno dopo giorno. Una testimonianza di questo legame con le stagioni lo troviamo in un midrash nel Talmud Babilonese: “Quando il primo uomo vide che il giorno si accorciava disse: Povero me, forse perché ho peccato, il mondo si oscura sempre di più e torna verso il caos, questa è la morte che mi è stata decretata dal Cielo. Digiunò e pregò per otto giorni, finché non vide che le giornate si allungavano. Allora disse: questo è come funziona il mondo, quindi festeggiò per otto giorni e questi si confermarono come giorni di festa per gli anni a venire”. (trattato di Avodà Zarà 8,72)

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LA FESTA DELLE LUCI E DELL’OLIO

Hanuccá inizia il 25 di Chislev e dura otto giorni. È la festa preferita dei bambini, si festeggia in famiglia e in allegria

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La festa di Hanuccà si chiama anche la festa dell’olio – hag ha-shemen – perché è strettamente legata al miracolo della boccetta di olio di oliva che durò per otto giorni, il tempo necessario all’approvvigionamento del nuovo olio sacro dal Galil (quattro giorni di andata e quattro giorni per il ritorno). Il periodo in cui cade Hanuccà è quello della spremitura dell’olio, quindi rappresenta anche la fine della raccolta delle olive e della preparazione dell’olio, che poi viene utilizzato per tutto l’anno a venire. Non dimentichiamo che la produzione e l’export di olio di oliva era una delle industrie più importanti della economia del periodo del primo e secondo Tempio. A proposito di miracoli, esiste una regola della Halachà che recita “ein somchin al ha-nes” – non bisogna contare sui miracoli – cioè è vietato fare delle azioni che possono portare a situazioni di pericolo, pensando che tanto avverrà un miracolo. Noi dobbiamo impegnarci e fare il massimo per risolvere i problemi con le nostre forze, senza passare a D-o la responsabilità dell’operazione, ma sapendo che è sempre al nostro fianco. Per questo motivo i sacerdoti del Tempio, anche se erano consci che era rimasta una sola boccetta di olio e che ci volevano otto giorni di viaggio per averne delle nuove, hanno mandato degli incaricati a prendere del nuovo olio. Loro hanno fat-

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to quello che andava fatto per cercare di riaccendere la Menorà nel più breve tempo possibile, senza pensare ad un miracolo. Però poi alla fine i miracoli avvengono. E a Hanuccà c’è stato il miracolo dell’olio ed anche il miracolo della vittoria militare sui Greci. In ricordo di questo miracolo i bambini europei usavano un dreidel, una strana trottola a quattro facce con le iniziali NGHS (nes gadol haià sham), “un grande miracolo avvenne lì”. All’inizio del ventesimo secolo in Israele cambiarono le iniziali in NGHP (nes gadol haià pò) “un grande miracolo avvenne qui”, per adattare la tradizione alla nuova geografia. In Israele, grazie anche al lavoro enorme portato avanti dal Keren Kayemeth LeIsrael, assistiamo ogni giorno a miracoli nell’agricoltura, nella tecnologia, nella salvaguardia dell’ambiente e nella difesa delle necessità dell’uomo che vive nella natura. Far crescere le patate nel deserto è sì qualcosa di miracoloso, ma è prima di tutto una operazione che gli uomini del KKL hanno portato a termine con volontà e visione, non contando sul miracolo. I miracoli avvengono. E noi dobbiamo essere pronti sia nel farli avvenire, sia nel sfruttarli quando succedono.


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LA DOLCEZZA SOTTO IL SOLE Grazie alle ricerche effettuate nel Centro R&D dell’Aravà centrale, le palme da dattero sono diventate una delle più importanti fonti di sostentamento per gli agricoltori locali

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Martina Mieli “Peace Road” è il nome dell’affascinante percorso stradale che segna il confine tra lo Stato di Israele e il Regno di Giordania. Lungo tutto il tragitto i viaggiatori possono godere del panorama mozzafiato, dei campi coltivati ​​di Idan, Hatzeva e Ein Yahav, dei bacini idrici che irrigano le piantagioni dell’Aravà, dei suggestivi calanchi. Ma lo spettacolo che nessun turista può non notare, sono le meravigliose palme da dattero: parte integrante del paesaggio locale, sono diventante il fiore all’occhiello dell’agricoltura dell’Aravà, soprattutto grazie alla ricerca agricola innovativa svolta dal KKL. Fino a qualche anno fa, nell’Aravà le piantagioni di dattero erano gestite principalmente da un’amministrazione centrale. Oggi invece, circa 1.250 acri vengono coltivati in proprio dai contadini locali, piuttosto che in luoghi centralizzati, per concedere più benefici ai privati. Le palme da dattero crescono perfettamente con le alte temperature dell’Aravà, necessitando però di una grande quantità di acqua, pari a circa un metro cubo al giorno. Gli agricoltori locali infatti al fine di soddisfare il

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loro bisogno, utilizzano un metodo efficiente, mescolando l’acqua dissalata con quella salmastra presa dal sottosuolo. Quando però le coltivazioni sono invece irrigate esclusivamente con l’acqua salmastra, il raccolto risulta non danneggiato ma più scarso. “Medjoul”, il re dei datteri, è nato in Marocco. Sfortunatamente, cinquanta anni fa, una grave malattia ha decimato tutte le palme marocchine e le uniche sopravvissute vennero trasferite in California. Nel 1970 alcune di queste vennero trasportate e coltivate nell’Aravà e in poco tempo raggiunsero un’ elevatissima popolarità. I datteri raccolti sono morbidi e carnosi, il loro peso varia dai 20 ai 30 grammi rispetto a quelli classici con un peso tra i 6 e gli 11 grammi. Nella fase embrionale i frutti sono pieni d’acqua, ma una volta maturi al loro interno si sviluppa la polpa zuccherina. La maggior parte dei datteri Medjoul coltivati oggi nell’Aravà sono esportati negli Stati Uniti. Quando la pelle esterna si separa dal frutto, il dattero non è più idoneo al commercio. Un vero e proprio problema per i coltivatori! Fortunatamente però questa complicazione non si presenta nell’Aravà centrale: i datteri infatti, sono il valore aggiunto alle varie coltivazioni della Regione. Di conseguenza, gli agricoltori locali sono incoraggiati a piantare sempre più palme da dattero e lo dimostra il costante aumento della quantità di acri utilizzati. I datteri sono considerati una coltura molto allettante per gli agricoltori dell’Aravà perché hanno bisogno di meno manodopera rispetto agli ortaggi. Inoltre possono essere conservati dopo il raccolto anche per 12-18 mesi: pensate che quelli

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raccolti da più di otto mesi hanno lo stesso sapore come se fossero stati appena raccolti! “Gli agricoltori israeliani sono generalmente delle persone molto ottimiste – dichiara Dafna Harari della Stazione R&D dell’Aravà centrale – Sono sempre sicuri che le nuove colture avranno successo, se non in questa stagione, nella prossima. Apprezziamo tutti moltissimo l’attuale produzione di datteri locale, ma non ci fermiamo. Consideriamo anche altre possibilità per il futuro, come per esempio lo sviluppo degli albicocchi. Grazie al clima particolare della zona vicino alle comunità di Paran e Zukim, è possibile far crescere questi alberi che daranno i loro frutti nel mese di aprile, periodo in cui nessun Paese del mondo è in grado di fornire albicocche. C’è sempre qualcosa di nuovo nella prospettiva del futuro dell’Aravà!”.


IL DATTERO

• Ricco di ferro, vitamine e sali minerali • Ricco di fibre, potassio e magnesio • Contiene zuccheri naturali • Abbassa il livello del colesterolo • Antinfiammatorio naturale • Energizzante • Apporta benefici al sistema nervoso • Digestivo • Protegge dalle reazioni allergiche *diabetici, iperglicemici e obesi dovrebbero consumarli con cautela

VARIETÀ MEDJOUL Straordinaria dolcezza Impareggiabile succosità Il più grande e soffice Di colore scuro Polpa cremosa

Dattero è il frutto della palma Phoenix Dactylifera (fam. Arecaceae): albero longilineo ed imponente, che raggiunge altezze elevate sfiorando addirittura i 20 o 30 metri. La palma da datteri è una piante longeva e produttiva. Alcune specie iniziano a produrre frutti già dopo tre anni e possono vivere sino a tre secoli. Possono produrre annualmente oltre 50 chili di frutti durante la piena maturità della pianta.

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UNA RISORSA INASPETTATA L’acqua salmastra per l’agricoltura dell’Aravà

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Valeria Milano Negli scorsi mesi abbiamo parlato del problema delle risorse idriche in Israele e delle tecnologie oggi adottate per aumentare la quantità di acqua dolce sul suo territorio. Sebbene nel deserto manchino grandi sorgenti d’acqua dolce, una fonte naturale che si sta sfruttando negli ultimi anni è l’acqua salmastra, proveniente da una serie di falde di acque fossili presenti nel Negev e accessibile attraverso le trivellazioni del suolo. L’acqua salmastra possiede una salinità superiore rispetto all’acqua dolce ma inferiore a quella del mare, varia cioè tra gli 0,5 e i 30 grammi di sale per litro. Queste proprietà prese singolarmente compromettono la crescita della maggior parte delle specie vegetali. Come è possibile, vi chiederete, che un bene in realtà ostile allo sviluppo della vegetazione, possa rivelarsi una risorsa fondamentale? Come si dice,“la necessità aguzza l’ingegno” e i ricercatori israeliani hanno trovato il modo di gestire e sfruttare l’acqua salmastra in modo appropriato, senza danneggiare l’ambiente. Gli studi condotti nei Centri di Ricerca e Sviluppo di Ramat HaNegev,

sostenuti dal KKL Italia, hanno dimostrato che coltivare con l’acqua salmastra non solo è possibile, ma è di vitale importanza per la produzione agricola di una regione arida come quella del deserto. Secondo quanto illustrato dal Prof. Ziyon Shemer, direttore del Centro R&D Ramat HaNegev, vi sono principalmente due modi per usare l’acqua salmastra nell’agricoltura. Il primo consiste nell’irrigazione diretta di quelle colture che hanno un’alta tollerabilità alle acque salmastre, come ad esempio l’ulivo. Proprio in un villaggio del Negev, sono stati coltivati per la prima volta gli uliveti Barnea, una nuova varietà di olive amanti dell’acqua salmastra e che hanno la duplice attitudine di olive da olio e da mensa. Il secondo utilizzo, invece, prevede la miscelatura con acqua desalinizzata. Quest’ultima, infatti, proprio per il processo subito è priva di qualsiasi tipo di minerali, che sono necessari per la crescita degli ortaggi. Mescolando insieme circa il 15% di acqua salmastra con acqua desalinizzata, i minerali essenziali quali lo zolfo, il

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magnesio e il calcio vengono reintegrati e si crea così un mix perfetto per la coltivazione. Questo metodo è oggi utilizzato da tutti gli agricoltori di Ramat HaNegev, che lo adottano in modi diversi in base alla stagione e al tipo di colture. Qui l’impiego di acqua salmastra è particolarmente indicato nella coltivazione dei pomodori ciliegino, che li rende piccoli e aumenta le proprietà antiossidanti da loro contenute. Proseguendo verso la parte orientale del Negev, possiamo notare che la regione dell’Aravà presenta alcune peculiarità rispetto a quanto appena enunciato. Qui i pozzi d’acqua salmastra sono le uniche fonti idriche perché gli impianti di desalinizzazione sono lontani, lungo la costa. Per ottenere il sistema di miscelatura dell’acqua da utilizzare nell’irrigazione, alcuni agricoltori si sono associati tra loro e hanno collocato nelle loro proprietà private degli impianti di desalinizzazione in scala ridotta. Il KKL ha costruito nei paesi di Ziquim e Hatzeva nuovi impianti e bacini idrici per far depositare le acque alluvionali, e la Mekorot – Società Idrica Nazionale – ha installato dei macchinari che mescolano direttamente l’acqua dei bacini con l’acqua salmastra per impiegarla nel settore agrario. Quando le cisterne sono piene, l’acqua che è in eccesso continua a fluire lungo il canale e viene raccolta in due ulteriori bacini - quelli di Idan e di Temarim Ne’ot - per irrigare i campi della pianura Sedom. Queste riserve idriche forniscono infine l’acqua per reintegrare le falde sotterranee. Un altro grande vantaggio dell’acqua salmastra per gli agricoltori è il suo costo relativamente basso.

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Gli utilizzi dell’Acqua Salmastra 0,05/3%

Acqua Dolce Acqua Salmastra

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Acqua Desalinizzata

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Senza danneggiare l’ambiente, i ricercatori israeliani hanno trovato il metodo per gestire e sfruttare l’acqua salmastra, di grande importanza per la produzione agricola di una regione arida come quella del deserto

Il costo dell’acqua dolce è di NIS 2,50 al metro cubo, mentre l’acqua salmastra costa NIS 1,00 al metro cubo. Tuttavia, come sottolineato dal prof. Ziyon Shemer, accedere a questa risorsa non è così facile perché al momento Israele possiede un surplus di acqua desalinizzata che il governo è obbligato per contratto a vendere, quindi lo Stato preferisce che gli agricoltori comprino acqua desalinizzata, più cara, piuttosto che investire in onerose trivellazioni. Ciononostante i ricercatori dei Centri R&D nell’Aravà insistono sui benefici che questa nuova risorsa può portare all’economia globale del Paese: “Credo che in nessun’altra parte del mondo esista un data base di competenze e know how simile al nostro per quanto concerne l’utilizzo delle acque salmastre” – afferma Ziyon Shemer – “Grazie al supporto economico che il KKL dà alla nostra ricerca, possiamo condividere senza costi le nostre scoperte, sia con gli agricoltori locali sia con professionisti di altre parti del mondo; perché oggi sono tanti gli Stati che si devono confrontare con il problema della scarsità d’acqua e che ci chiedono di condividere con loro le nostre scoperte scientifiche”. È proprio a sostegno di questo progresso che il Keren Kayemeth LeIsrael continua a promuovere una ricerca sempre aperta a esplorare direzioni diverse e talvolta inaspettate.

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L’ARMONIA DI VIVERE NELLA NATURA La ricerca, l’innovazione, la condivisione sono la realtà dell’agricoltura organica nel deserto

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Gabriel Cioffi La domanda di produzione da agricoltura organica o biologica nel mercato internazionale è in costante crescita, data la maggiore attenzione che la società rivolge ai temi della salute e del rispetto ambientale. Il KKL sostiene una ricerca sempre più all’avanguardia, che rende possibile la crescita di prodotti ortofrutticoli organici e di alta qualità per i mercati interni ed esteri, persino nel clima rigido del deserto israeliano dell’Aravà. Serre tecnologiche, centri di confezionamento computerizzati, esperimenti, innesti, sviluppi innovativi, controllo climatico e desalinizzazione dell’acqua sono le parole chiave del settore agricolo del XXI secolo. Tutte le aziende della zona sono scrupolosamente monitorate per ciò che concerne la pulizia, l’ecologia, la raccolta dei rifiuti e le disinfestazioni. Sul territorio la sensibilità per le questioni ambientali si sta evolvendo in modo considerevole. Il Consiglio Regionale dell’Aravà, infatti, ha avviato la raccolta differenziata distribuendo contenitori separati per la raccolta di rifiuti organici e carta. Tutti i materiali in plastica e le scatole di cartone invece vengono riciclati e i gas serra convertiti in compost. L’agricoltura organica è il nodo centrale attorno al quale ruota la ricerca che si svolge nei Centri R&D dell’Aravà Centro-Settentrionale. Per ridurre l’utilizzo

di pesticidi, si stanno sperimentando vari metodi naturali di disinfestazione: dall’uso di particolari insetti che eliminano i parassiti alla metodologia della coltivazione idroponica delle fragole in canali aerei; dalla protezione dei vigneti attraverso la tecnica del pirodiserbo – pratica agronomica che fa ricorso al fuoco – alla adattabilità di frutti, ortaggi e fiori nel terreno. In Israele le piccole aziende da agricoltura organica hanno una vasta produzione: dagli ortaggi ai prodotti caseari come yogurt e formaggi, dai prodotti vinicoli ai succhi di frutta, nettari, marmellate, frutta secca e olio d’oliva. Neot Semadar è una grande oasi nel deserto, esempio emblematico di come le comunità dell’Aravà sviluppano l’agricoltura organica. Il KKL ha contribuito per molti anni alla preparazione del terreno per la coltivazione, alla creazione di strade agricole, agli impianti di fitodepurazione e laghi artificiali. Nonostante le condizioni ambientali critiche (temperature estreme, precipitazioni scarse, terreno salmastro) l’azienda produce con successo una grande varietà di colture organiche: albicocche, pesche noci, pesche, prugne, pere, mele, mandorle, olive, agrumi, datteri, uva. Nell’azienda si trova un allevamento di capre e un giardino di erbe aromatiche e spezie; inoltre

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viene prodotto il proprio compost per arricchire il suolo e aumentare la fertilità del terreno. Le risorse idriche utilizzate per l’irrigazione provengono dalle trivellazioni del suolo, dalle acque salmastre e riciclate. L’eccellenza che vanta Neot Semadar è data sia dai suoi prodotti di alta qualità, ma anche dalla posizione lontana dall’inquinamento industriale. Altro esempio è Ein Yahav, uno dei villaggi più antichi dell’Aravà. Come per molte delle comunità locali, il Keren Kayemeth LeIsrael ha costruito le infrastrutture necessarie sia per la zona residenziale che per la produzione agricola, comprese le serre dove oggi crescono fiorenti peperoni, pomodori ciliegino, melanzane, meloni, fiori e tanto altro ancora. Qui i proprietari, Tomer e Ronit Tenne, raccontano ai visitatori la storia delle comunità agricole dell’Aravà, dell’impegno nell’agricoltura organica, delle nuove tecniche di disinfestazione biologica e della particolare impollinazione con i bombi (insetti simili alle api) allevati negli alveari. Una delle particolarità dell’agricoltura organica è l’impiego attraverso soluzioni naturali anche per eliminare i parassiti dalle piante. A questo proposito abbiamo intervistato il Dott. Shimon Pivonia, del Centro R&D dell’Aravà Centro-Settentrionale, specialista nelle malattie delle piante e dei parassiti che attaccano le piantagioni di ortaggi e alberi da frutto. “Per far fronte alle malattie delle piante, soprattutto nell’Aravà – dichiara Shimon – è necessario prima identificare la causa della malattia e poi trovare una soluzione”. Il Dott. Pivonia ci ha raccontato che qualche anno fa è riuscito con un fungicida a sconfiggere un fungo che stava uccidendo moltissime piantagioni di meloni. Il tutto senza utilizzare pesticidi. “Devi trovare prima – ha affermato il dottore – una soluzione immediata ed efficace per far guadagnare tempo ai ricercatori per trovare soluzioni più sostenibili”. Pensate che il fungicida che il Dott. Pivonia ha scoperto, viene utilizzato oggi al posto di pesticidi molto pericolosi in migliaia di ettari di campi coltivati in tutto il mondo. Gli abbiamo chiesto se la sua scoperta l’ha reso milionario. Ci ha risposto che tutto il lavoro svolto nei Centri R&D è pubblico: tutti possono beneficiare delle scoperte, KKL e Governo israeliano finanziano la ricerca e i Centri sono senza scopo di lucro, come fonte di interscambi internazionali di informazioni utili agli agricoltori di tutto il mondo.

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Mentre l’agricoltura biologica annovera prodotti anche chimici nella coltivazione, l’agricoltura organica prevede che siano impiegati prodotti di cura o fertilizzanti e concimi di sola origine naturale. Tecniche naturali, che richiedono tempo e amore, caratteristiche che molto spesso mancano nel mercato tradizionale


Israele c’è Milano Malpensa. Con l’avvento dei voli low cost, la popolazione viaggiante degli aeroporti italiani si è fatta più variopinta. Dall’immancabile blu scuro dell’impettito uomo d’affari, nel suo impeccabile gessato, scarpe lucidissime e trolley griffato, al verde e marrone delle allegre famigliole, con bambini urlanti esasperati per le lunghe attese e mamme urlanti esasperate dai loro bambini, poi c’è il grigio e il bianco delle religiose in pellegrinaggio, il giallo e arancione dei più svariati gruppi di viaggio, il rosso fiammante delle nuove divise delle hostess Etihad (Alitalia). Infine il nero, ovunque tante macchie di nero, ovunque cada lo sguardo si vedono grosse pistole straripanti che sembrano a malapena contenute nelle fondine, gente armata dappertutto, uno sgradevole spettacolo che non trasmette affatto sicurezza ma il suo esatto contrario. Ben Gurion, Tel Aviv. Anche l’aeroporto Israeliano è ricco di colori e sfumature, anche qui il nero è diffuso ovunque, dai veli delle donne musulmane alle giacche e ai grossi cappelli degli ortodossi, non un’arma, neanche un temperino svizzero, ovunque si respira una sensazione di allegra tranquillità e sicurezza, quantomeno singolare nell’aeroporto del Paese con il maggior rischio di terrorismo al mondo. Dopo i recenti attentati negli aeroporti di Parigi e Bruxelles, Francia e Belgio hanno chiesto aiuto a Israele. E Israele ha risposto. Anche l’Italia si trova a far fronte a un pericoloso assassino dalle dimensioni estremamente minuscole. Il suo nome non deve trarre in inganno. La “Xylella Fastidiosa ” è un microscopico batterio che non dà solo “fastidio” agli ulivi ma uccide le piante dove si insedia, una tragedia per la Puglia che vanta una lunghissima tradizione olearia. Impotente davanti a questo flagello, che l’autorevole Dr. Joseph-Marie Bové, dell'Académie d'Agriculture de France, ha definito come "la peggior emergenza fitosanitaria al mondo", l’Italia ha chiesto aiuto a Israele. E Israele ha risposto. Ricordare il KKL Keren Kayemet leIsrael nel testamento è un modo concreto di voler assicurare il proprio supporto a Israele… che non di rado finisce per essere anche un aiuto concreto per il futuro del proprio Paese. Caro amico siamo con te... meno male che Israele c’è. Maurizio Hazan relazioni e progetti KKL tel. 335 276425

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MATTARELLA PIANTA UN ULIVO NELLA FORESTA KKL Cerimonia di piantumazione in occasione della prima visita in Israele

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Dopo la Laurea in Scienze Naturali e Master in Economia, Ofer Sachs ha ricoperto per molti anni cariche dirigenziali nel campo internazionale e nelle istituzioni governative legate al settore agricolo e commerciale. È stato a capo del Dipartimento delle Politiche Agricole all’interno della Israeli Mission presso l’Unione Europea a Bruxelles, e Vicedirettore della Cooperazione Internazionale al Ministero dell’Agricoltura israeliano. Nel 2012 assume la carica di Direttore Generale dell’Israel Export & International Cooperation Institute. Nel 2016 è stato nominato nuovo Ambasciatore d’Israele in Italia.

S.E. Ofer Sachs La storica visita del Presidente italiano conclusasi a inizio mese segna un’ulteriore importante tappa delle relazioni fra Israele e Italia. La visita è stata caratterizzata da elementi di carattere politico, culturale, accademico e storico. Il primo giorno di visita è iniziato con una visita allo Yad Vashem. Al termine della parte ufficiale della visita, il Presidente ha pronunciato delle parole che provenivano in maniera evidente dal profondo del suo cuore. Fra le altre cose, è stato ribadito in quel luogo che l’importanza del museo e della memoria della Shoah non si esaurisce nella sua sola parte israeliana ed ebraica. Si tratta di un dovere morale ed educativo per l’umanità che deve essere ferma e risoluta come una fortezza, affinché non si ripeta una Shoah in questo nostro mondo. Successivamente, il Presidente Mattarella ha reso omaggio alla tomba dell’ottavo Presidente d’Israele recentemente scomparso, Shimon Peres. La sua visita si è svolta ad appena due giorni dalla cerimonia di scopertura della lapide, e ad accogliere il Presidente Mattarella era presente il figlio di Peres.

Poi la delegazione presidenziale si è diretta alla Foresta delle Nazioni, dove il Presidente Mattarella ha piantato un albero d’ulivo alla presenza del presidente del KKL Daniel Atar e del Presidente di KKL Italia Raffaele Sassun. La piantumazione di un albero è un atto simbolico e importante, che rappresenta il legame del popolo ebraico con la sua terra patria e con Gerusalemme. L’albero d’ulivo è anche parte dello stemma ufficiale dello Stato d’Israele, così come un ramoscello d’ulivo fu la prova portata dalla colomba che fece ritorno sull’arca di Noè. Nella seconda parte della giornata, il Presidente Mattarella si è poi recato in visita all’Università Ebraica di Gerusalemme, presso il Campus di Monte Scopus. Prima dei discorsi ufficiali, il Presidente ha ricevuto delle spiegazioni sul paesaggio di cui si gode dal belvedere del Campus che dà sul Deserto di Giudea da un lato e sulla Città Vecchia di Gerusalemme dall’altro. Il belvedere del Monte Scopus rende meglio di ogni altra cosa la complessità della città di Gerusalemme e la sua centralità

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per le tre religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo e islam. L’eccellente intervento del Presidente si è tenuto in un’aula gremita da centinaia di persone giunte da Gerusalemme e anche da fuori, ed è stato trasmesso in diretta da RAI1. L’indomani, il Presidente Mattarella ha incontrato il suo omologo israeliano Rivlin presso il Palazzo presidenziale a Gerusalemme. L’incontro ha visto una parte formale e una informale di colloquio privato fra i due presidenti. Molti gli argomenti emersi durante l’incontro e, ovviamente, non poteva mancare fra essi anche il calcio italiano, che è molto amato dal Presidente Rivlin. Era evidente l’atmosfera ottima e amichevole che regnava fra i due, e si è trattato del secondo incontro fra i due Presidenti nel giro di meno di un anno. Nell’ultimo giorno della sua visita ufficiale, il Presidente Mattarella ha avuto un lungo incontro con il Primo Ministro Netanyahu presso il suo ufficio. Gran parte dell’incontro si è svolta a quattr’occhi. Il Presidente e Netanyahu hanno parlato di una

serie di questioni regionali ed internazionali, compreso l’imminente referendum che si terrà in Italia a inizio dicembre, la votazione svoltasi all’Unesco, e anche il processo di pace. In conclusione vorrei rilevare che questa visita del Presidente Mattarella, che ho cercato di sintetizzare per sommi capi in questo mio spazio gentilmente concessomi da Karnenu, è stata un’ottima occasione che ha consentito a tutti noi, presso l’Ambasciata a Roma e presso il quartier generale a Gerusalemme, di poter fare ancora di più per le relazioni esistenti fra Israele e Italia. La nostra sensazione è che i nostri colleghi italiani riservino una grande importanza al rapporto fra i nostri Paesi su svariati piani. Non v’è dubbio che gli eventi storici in corso attorno a noi in Medio Oriente, in Europa e in America, siano di grande rilevanza e significato per entrambi i nostri popoli, e sono certo che questo nostro vigoroso legame continuerà ad approfondirsi e rinsaldarsi.

Nel cuore della Foresta di Gerusalemme il KKL ha creato un bosco speciale, chiamato la “Foresta delle Nazioni”, dove vengono piantati alberi dai Capi di Stato di tutto il mondo in visita in Israele come simbolo di pace, cooperazione e fratellanza. Perché piantare un albero, nella tradizione ebraica, è simbolo di pace, fratellanza e amore verso la terra, rappresenta la continuità della vita. La “Foresta delle Nazioni” è stata inaugurata dal Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon e fa parte dell’Olive Tree Route, la Via dell’Albero di Ulivo, un progetto dell’Unesco e del Consiglio d’Europa, per promuovere il dialogo interculturale e la pace tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, attraverso il raggiungimento della sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile dell’agricoltura.

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“È stato un grande onore per me piantare insieme al Presidente Mattarella un Ulivo, simbolo di pace nella Foresta delle Nazioni, sotto il memoriale di Yad Vashem. Qui i leader di molti Paesi hanno piantato alberi nel corso degli ultimi anni in segno di pace, di prosperità e di amicizia tra le nazioni di tutto il mondo. Sono particolarmente orgoglioso in quanto ebreo italiano che il Presidente Mattarella sia stato a Gerusalemme, a piantare un albero in una Foresta KKL, creata insieme all’Unesco, proprio oggi che l’Unesco non riconosce più le radici giudaico-cristiane della capitale di Israele. Sono convinto che il Presidente tornando in Italia, dopo aver visitato questi luoghi sacri per tutti, si adopererà per cercare di intervenire contro le assurdità che allontanano dalla pace”. Raffaele Sassun

Alla cerimonia erano presenti il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, l’Ambasciatore d’Italia in Israele S.E. Francesco Maria Talò, l’Ambasciatore d’Israele in Italia S.E. Ofer Sachs, il Presidente KKL Italia Raffaele Sassun, il Direttore Generale KKL Italia Shariel Gun, il Presidente Mondiale KKL Daniel Atar.

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UNA CASA PER LA VITA I primi risultati del nuovo centro a Kfar Saba, realizzati grazie alle vostre preziose donazioni

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Martina Mieli In Israele circa 8.000 persone soffrono di disturbo dello spettro autistico e le statistiche mostrano che il numero è in costante crescita; viene infatti diagnosticato a un bambino su 100. L’autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi. Attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione, divise tra cause neurobiologiche costituzionali e psicoambientali acquisite. Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente e unitaria, è invalso l’uso di parlare più correttamente di Disturbi dello Spettro Autistico, comprendendo tutta una serie di patologie o sindromi aventi come denominatore comune le suddette caratteristiche comportamentali, sebbene a vari gradi o livelli di intensità.

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Alut – The Israeli National Autism Association – è da anni impegnata in questo settore: ha aperto in Israele circa 16 strutture residenziali per aiutare giovani e adulti che soffrono di autismo a sviluppare le abilità essenziali per la vita quotidiana. L’Associazione, oltre ad aver creato centri occupazionali e riabilitativi, fornisce anche sostegno psicologico e medico ai pazienti e alle loro famiglie, offrendo programmi educativi individuali e personalizzati, al fine di assicurare migliori servizi e diritti per i disabili. Non tutti sanno che l’autismo è una sindrome molto complessa, che implica difficoltà comportamentali anche in relazione agli ambienti interni ed esterni in cui si vive. Per una qualunque persona la natura rappresenta aspetti legati all’anima e tocca la sfera emotiva. Per le persone autistiche invece, il rapporto con la natura può rivelarsi fondamentale in quanto giardini, cortili e attività all’aperto sono considerati una delle migliori prescrizioni mediche. Nelle case e negli spazi chiusi infatti, il disturbo può a volte essere pericoloso. “Alcuni dei nostri residenti non svolge nessuna attività fisica – dichiara Michal, la responsabile delle strutture di Alut – Il nostro personale ha invece bisogno di muovere il disabile autistico per non arrecare danno alla loro salute. Alcuni hanno disturbi comportamentali e hanno bisogno di spazi grandi per scaricare l’energia in eccesso. I giardini sono quindi per loro estremamente importanti”. Novembre 2015: l’associazione Alut si rivolge al KKL per chiedere sostegno nella costruzione di un nuovo centro nella città di Kfar Saba. “Non abbiamo risposto che il KKL si occupa di ambiente e non di sanità – ci ha raccontato Raffaele Sassun, Presidente KKL Italia – Determinati, abbiamo accolto il loro

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appello. Costruiremo giardini, aree verdi, punti di ristoro per genitori e parenti che vengono in visita, recinti di protezione, zone accoglienti per chi vive o viene a trovare gli ospiti della struttura”. E il sogno ha iniziato a prendere forma, oggi Kfar Saba ha una nuova “Casa per la Vita”. Ma facciamo un passo indietro, quando il KKL ha creduto subito e fortemente nella necessità di realizzare una nuova struttura residenziale per giovani con disturbo dello spettro autistico nella città di Kfar Saba: è così che è nata l’idea di organizzare una serata di raccolta fondi necessari alla realizzazione del progetto. Dopo mesi di duro lavoro, martedì 20 settembre, nella splendida cornice di Villa Miani a Roma, amici e sostenitori del Keren Kayemeth LeIsrael hanno partecipato calorosamente al nostro invito. Una serata di gala all’insegna del sostegno: perché solo grazie e insieme ai nostri donatori, si può concretizzare la possibilità di aiutare il potenziale delle persone con disabilità, perché il KKL è all’avanguardia anche nel migliorare la vita delle persone. Durante la meravigliosa serata si è tenuto un interessante talk show con temi di attualità tra Giulio Terzi, già Ministro degli Affari Esteri e Ambasciatore d’Italia in Israele, il giornalista Giovanni Sallusti, il Presidente KKL Italia Raffaele Sassun, il tutto moderato dal giornalista Roberto Olla. Tra gli altri, ospite d’onore S.E. Ofer Sachs, nuovo Ambasciatore d’Israele in Italia, in uno dei suoi primi incontri con la Comunità Ebraica di Roma. “Grazie alla capacità di rispondere alle nuove sfide di un Paese che cambia rapidamente, oggi siamo fieri di chiamare Israele la start-up nation – ha sottolineato Sachs – ma pensiamo sempre a cosa possiamo fare


Progetto

Inizio dei lavori

Primi risultati

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ancora per migliorare. In Israele sono cresciuto in un moshav, una comunità agricola, e dunque oltre che sostenitore sono anche beneficiario degli interventi del KKL – ha affermato l’Ambasciatore – Per questo non potremmo immaginare l’esistenza di molte zone del Paese come sono oggi senza il suo lavoro e la sua ricerca – ha concluso Sachs – che di volta in volta ha saputo adattarsi alle nuove sfide andando oltre la sua prima vocazione ambientalistica e abbracciando ora anche il campo del sociale”. Insieme a Sachs hanno portato i loro saluti anche lo Shaliach del KKL Italia Shariel Gun, il Direttore Esecutivo delle Risorse, Sviluppo e degli Affari Pubblici KKL Israele Avi Dickstein e Cesare Patrone, Capo del Corpo Forestale dello Stato. Così è partita la sfida: la raccolta fondi ha generato il supporto di moltissimi sostenitori e dopo solo due mesi già abbiamo ottenuto i primi grandiosi risultati. “Cari amici del KKL, siamo lieti di annunciarvi che 24 giovani si sono appena trasferiti – ci ha scritto Rachel Rosenman, Direttore Generale Alut – nella nuova struttura a Kfar Saba. Grazie ai vostri primi preziosi interventi, bambini e ragazzi avranno la possibilità di vivere nella nuova struttura circondati da un ambiente più verde e accogliente”. La nuova struttura sarà composta da tre edifici con appartamenti per pazienti e famiglie, ambulatori medici e riabilitativi; giardini, aree verdi, vialetti tra gli edifici e i cortili, piante fiorite e alberi, sistemi d’irrigazione automatica, attrezzature ludiche e sportive, illuminazione, recinzioni e pergolati. “Le attrezzature ludiche e sportive appena installate – ha affermato Rosenman – miglioreranno la vita dei disabili autistici. Siamo davvero felici dell’aiuto che il KKL ci sta fornendo, perché grazie a voi, i giovani si sentiranno realmente come a casa”.

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di Spizzichino Claudio

EREDI DI ANGELO CECCOTT I

Via Fonteiana 24a - 26 (Rm) Tel. 06 6615.7796

ViadelPortico D’Ot tavia, 51 Tel. - 06.683310 4

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IL QUIZZONE Cosa è successo il 16 novembre al Teatro Franco Parenti di Milano?

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Paola Avigail Senigaglia Abbiamo giocato al Quizzone 2016!!! 220 il numero dei partecipanti che si sono sfidati a squadre, con grande abilità e prontezza di riflessi sulle domande accattivanti preparate dal Dr. Why; 70, circa, il numero delle domande a risposta multipla – non prive di qualche tranello o gioco di parole – su cui scatenarsi e contendersi la priorità di risposta; e che dire dell’atmosfera? La più calda e animata che si potesse sperare, esaltata dal desiderio di stare insieme, di divertirsi, e perché no, dall’idea di sostenere un bel progetto KKL. La serata, infatti, aveva lo scopo di continuare ad aiutare l’Associazione Alut, che ospita molti giovani affetti da autismo nelle sue strutture e che oggi sta creando un nuovo centro a Kfar Saba che necessita proprio del supporto del Keren Kayemeth LeIsrael. Dopo i saluti e i ringraziamenti del Presidente KKL di Milano, Sergio Castelbolognesi, lo Shaliah Shariel Gun ha presentato il nuovo Ambasciatore d’Israele in Italia, Ofer Sachs. A seguire, il breve filmato della recente visita in Israele del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, ripreso durante la piantumazione dell’ulivo

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nella foresta KKL; infine i saluti del Direttore delle Risorse umane d’Israele, Avi Dickstein, che dopo tanti anni di attività nel KKL andrà in pensione. Durante la serata sono stati estratti i biglietti della lotteria abbinata al Quizzone che ha gratificato i sostenitori con premi fantastici! Uno ad esempio è stato l’apprezzatissimo soggiorno in Israele di tre giorni, comprensivo di volo, offerto da Hotel Leonardo e da El Al. Ma ecco finalmente gli amici del Tavolo 8, vincitori esultanti di questa seconda edizione del Quizzone: hanno conquistato il primo premio e vinto ciascuno un ingresso con SPA nel Centro Benessere, messo a disposizione da Aspria Harbour Club di Milano. Inutile dire che è stato un grande successo per divertimento e simpatia grazie anche alla splendida cornice del Teatro Franco Parenti e alla sua Direttrice Andrée Ruth Shammah che, con grande cuore e generosità, si rende sempre disponibile. A questa simpatica “rivincita” del Quizzone hanno formalmente vinto i primi tre tavoli piazzati con il miglior punteggio ma, devo riconoscere – ed è la cosa più bella – che simbolicamente sul podio meriterebbero di salire tutti gli amici che hanno preso parte al gioco, per la loro generosità e il loro spirito di altruismo! Grazie di cuore a tutti.

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COLTIVIAMO EDUCAZIONE UN NUOVO ANNO ALL’INSEGNA DELLA NATURA Valeria Milano I primi mesi del nuovo anno 5777 hanno visto la presenza del KKL in diverse attività ed iniziative. Sono stati i mesi delle cosiddette Feste Solenni, in cui il legame con la natura risalta in modo particolare. Pensiamo alla tavola del Seder di Rosh Hashanà, imbandita di primizie, fino ad arrivare a Sukkot, con la sua Sukkà (capanna), il Lulav e il periodo del raccolto, che ci mettono a stretto contatto con la natura e la Terra d’Israele. L’inizio dell’anno, dunque, è visto come un momento per rinnovarsi e seminare quei semi da curare e far crescere nei mesi

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successivi. Proprio da qui, infatti, abbiamo iniziato il nostro incontro con i bambini della Comunità Ebraica di Napoli. Il 28 settembre abbiamo svolto un’attività sul tema “Conoscere Rosh Hashanà attraverso la natura” in cui abbiamo piantato insieme il grano e il granturco. Ciascun bambino ha disposto le sementi nella propria ciotola con ovatta imbevuta d’acqua e, nei giorni successivi, si è preso cura delle proprie piante, annaffiandole per vederle crescere verdi e rigogliose. Anche gli alunni della scuola di Torino e Firenze hanno sperimentato la

crescita del grano, grazie ai nostri delegati che hanno portato loro i semi necessari. In queste città, come a Milano e Trieste, sono stati regalati ai ragazzi dei barattoli di miele da portare a casa e consumare insieme alle famiglie durante la cena di Rosh Hashanà (Capodanno Ebraico). Grande successo ha avuto a Roma la collaborazione con il movimento giovanile Hashomer Hatzair presso le Scuole Ebraiche di Roma, dove sono state offerte le mele con il miele per augurare un dolce inizio d’anno, e si sono coinvolti i bambini nella realizza-


NELLE FUTURE GENERAZIONI zione dell’Albero del Keren Kayemeth LeIsrael, fatto di foglie di carta sulle quali i ragazzi hanno scritto il proprio nome.

Il KKL però non significa solo piante e alberi ma anche solidarietà, cooperazione e progetti sociali. Questi sono i valori che abbiamo condiviso durante un articolato incontro con le classi della Scuola Media Angelo Sacerdoti, in occasione della settimana di Sukkot dedicata al tema dell’accoglienza. Attraverso un gioco di ruolo, gli alunni delle classi terze si sono calati nei panni del KKL, e avevano il compito di proporre idee e possibili soluzioni ai problemi che il KKL affronta quotidianamente. Quale intervento si può fare per rendere più accogliente una struttura per ragazzi disabili? Oppure per rendere più accessibili gli spazi della città? O ancora per migliorare un quartiere degradato? Queste erano alcune delle problematiche alle quali i

ragazzi hanno dovuto rispondere. I risultati sono stati sorprendenti! Gli studenti non si sono tirati indietro, hanno lavorato in squadra e hanno suggerito iniziative valide da cui tutti dovremmo prendere esempio. Oltre a scrivere le loro proposte, alcuni hanno voluto illustrare graficamente il loro progetto: un gruppo ad esempio ha allegato un disegno di una palestra con attrezzatura adatta a persone con difficoltà motorie, un altro ancora un giardino con un lago e un orto didattico. Anche questa volta, il Dipartimento Educativo Giovani KKL ha rappresentato il ponte tra i ragazzi e Israele, con le varie attività ludiche e formative rivolte all’amore per la terra, l’ambiente e la natura.

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Quella che si pr semplice attività scesentava come una un’opportunità pe olastica si è rivelata davvero pensiamo r capire quello che fliggono il mondo dei problemi che aftato da diversi pu . Lo abbiamo affronvarie sfaccettaturnti di vista, cogliendo sta attività ci hae del fenomeno. Quecendoci capire qu aperto gli occhi fail ruolo di alcune peanto importante sia operato possa cont rsone e come il loro mondo un posto m ribuire a rendere il Jonathan Di Capuigliore. a3A

Il KKL è stato un es tante per noi, pe empio molto imporche bisogna dare rché ci ha insegnato quando si può, pe il proprio contributo sone che, sfortunar aiutare queste perin situazioni che notamente, si trovano immaginare. Il KK i neanche possiamo suo contributo e ceL tutti i giorni dà il verse idee per ai rca di applicare diutarli, è un esem che tutti noi dovrem pio Alberto Di Porto mo seguire. e Benedetta Mieli 3C

III C

L’attività è stata molto interessan te e divertente. Si amo orgogliose ch e un’associazione eb raica italiana riso lva queste problem atiche sociali e ai uti delle persone che purtroppo hanno delle difficoltà. Joice Piazza e Rac hel Di Castro

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III B

Queste lezioni sono state molto intere ssanti ed educativ e, noi non sapeva m o che il KKL aiutas se i bambini dive rsamente abili e i ra gazzi del Kenya. Sp eriamo di rifare qu esta lezione in futu ro poiché ci è piaciu ta molto e da ques to laboratorio abbiam o imparato tante cose. Samuel Sonnino e Carola Di Porto

Trovando nelle no stre case i divers i bussolotti ci chie devamo cosa sign ificasse quella sc ritta segnata sopr a, finalmente abbiam o capito cosa sign ificasse il suo sim bolo, KKL cioè Ke re n Kayemet LeIsrael . Ci ha fatto capi re che tutto è possib ile, anche aiutare le persone dall’altra parte del mondo. Kerol Pavoncello

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Il nuovo ulivo del Capitano È stato piantato nuovamente a Villa Torlonia l’albero dedicato al Capitano Alessandro Romani, Medaglia

d’Oro al valore dell’Esercito alla memoria. Il giovane Ufficiale del nono Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” è morto a Farah (Afghanistan) il 17 settembre 2010. Il 23 dicembre 2010 con decreto del Presidente della Repubblica è stato insignito della Croce d’Onore alla memoria, con la seguente motivazione: Croce d’Onore alle vittime di atti di terrorismo

o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero. L’ulivo “del Capitano” (come veniva chiamato dai visitatori) precedentemente piantato era morto nel corso di quest’anno a causa di una maldestra gestione della rasatura dell’erba circostante che ha ferito il tronco dell’albero. Emanuela Mariani

Il deserto fiorito Quest’estate dopo aver conseguito la laurea in Tecnologie Forestali e Ambientali presso l’Università di Padova, ho deciso di trascorrere un mese in Israele, un Paese che da sempre mi interessa, mi affascina ed appassiona e che visitai per la prima volta nel 1998. Sapevo di voler trascorrere il maggior tempo possibile, non solo come turista, ma cercando di fare qualcosa di più per poter conoscere più approfonditamente un luogo così complesso e pieno di contrasti. Lavorare in un ostello mi avrebbe fatto stare in contatto perlopiù con stranieri, mentre un kibbutz avrebbe richie-

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sto troppo tempo. Questo mi ha spinto a scegliere di prestare servizio per tre settimane come volontario nell’IDF con il programma Sar El. Per tutto il mese trascorso una cosa che mi ha sempre accompagnato è stata la mia passione per i boschi e la natura, e sotto questo aspetto Israele è in grado di dare delle grandi soddisfazioni. La cosa che mi ha più piacevolmente stupito è di come negli anni le scelte progettuali siano cambiate in chiave più naturalistica e si sia passati da rimboschimenti monospecifici a pini mediterranei o eucalitti a impianti polispecifici con una grossa percentuale di specie autoctone, aumentandone il valore naturalistico senza intaccare le altre esternalità del bosco. In assoluto quello che mi ha più colpito è la foresta “Holland Park” a Eilat, creata dagli

israeliani con il contributo del KKL Olanda in una zona fortemente desertica dove ogni anno cadono solo 30 mm di pioggia. Qui tutti gli alberi sono dotati di impianto di irrigazione goccia a goccia alimentati da acque reflue trattate per permettere loro di crescere in un ambiente così inospitale. In questo caso si è fatto letteralmente “fiorire” il deserto! Dopo un mese trascorso così intensamente non si può che apprezzare ancora di più Israele, sia come Paese, ma soprattutto come Popolo. Marco Simonazzi


KKL experience Questa estate, dal 26 di luglio al 16 di agosto, ho avuto l’occasione e la fortuna di fare uno stage per il KKL a Gerusalemme. La mia avventura è iniziata piena di incertezze e dubbi, sul fatto se avessi fatto bene o meno a impegnarmi in un’esperienza lavorativa, così lontano da casa e in una città a me sconosciuta. Le mie incertezze sono scomparse subito, una volta atterrato all’ Aeroporto di Ben Gurion. Usufruendo del free Wi-Fi dell’Aeroporto, sono stato accolto da una telefonata incoraggiante ed estremamente gentile da parte di un dipendente del KKL, colui che si sarebbe preso la responsabilità di seguirmi durante le mie giornate lavorative. Il primo giorno di lavoro fu ancora meglio di quanto mi aspettassi. Il mio tutor, Elisha, si occupò subito di presentarmi i miei colleghi, che furono tutti carinissimi con me. Una volta finite le presentazioni e il piccolo tour degli uffici, mi portò in macchina per farmi capire cosa fosse veramente il KKL. Come molti di quelli che leggeranno questo breve articolo, avevo la convinzione che il lavoro del KKL fosse quello di piantare alberi, costruire dighe, ecc… In mezza giornata di macchina la mia idea è cambiato drasticamente. Grazie alle spiegazioni accurate di Elisha sono riuscito a vedere diversamente Israele e soprattutto il KKL, che non si occupa solo delle cose riportate in preceden-

za, ma che anzi si era occupata di costruire molte delle strade che stavo percorrendo in quel momento, donato soldi a molti degli edifici che vedevo, rendendo vivibili molte delle radure che vedevo ma soprattutto rendendo possibile la costruzione di molte delle città che vedevo. Nel corso dei giorni ho avuto la fortuna di ammirare Israele da un estremo all’altro. E di rendermi sempre più conto di che Paese incredibile esso sia, di quanta biodiversità un piccolo pezzo di terra com’è possa contenere. Un giorno particolarmente importante è stata la mia visita alla banca dei semi al nord di Israele, che mi ha fatto capire che la procedura di piantagione degli alberi non si basava solo nel piantare una piantina e annaffiarla ogni tanto. Il processo dietro consisteva nella ricerca degli alberi più forti e resistenti nella loro specie, l’ottenimento di semi da essi,

il trattamento secondo procedure specifiche di essi, la piantagione in piccoli vasi, la selezioni dei più forti tra essi, ed infine l’ultimo atto: quello del piantare l’albero, procedimento che comporta mesi di lavoro. Dopo tante scoperte e rivelazioni su Israele e sul lavoro fondamentale del KKL, ho iniziato a lavorare nell’archivio fotografico, luogo di inimmaginabile bellezza e valore. Difatti non molti lo sanno ma il KKL possiede l’archivio più antico e completo di Israele, ed è stato incredibile poter trovare foto di prima della nascita di Israele, o del primo palazzo di Tel-Aviv in costruzione. Riguardando indietro alla mia esperienza la rifarei altre mille volte, visto quanto mi ha dato a livello personale. E di questo devo solo essere grato al KKL. Daniel Tedeschi

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Il labirinto della memoria Si è svolta giovedì 29 settembre 2016 a Tarquinia la cerimonia di messa a dimora delle piante di alloro che comporranno il “Labirinto della Memoria – Monumento interattivo sulla Shoah”, lodevole progetto dell’associazione Semi di Pace Onlus. La cerimonia ha avuto inizio con un minuto di silenzio per ricordare ed onorare Shimon Peres. Il Presidente dell’Associazione Semi di Pace Onlus, Luca Bondi, ha spiegato il significato di questa pregevole iniziativa voluta dai ragazzi delle scuole medie e superiori di Tarquinia, consapevoli dell’importanza di ricordare e tramandare alle nuove generazioni gli orrori compiuti dai nazifascisti contro le minoranze etniche, religiose e di diversa fede politica in Europa. In particolare la Shoah, che, per ferocia e numero di vittime, non ha precedenti storici e che speriamo non si ripeta mai più. Il KKL Italia Onlus ha contribuito alla realizzazione del Labirinto della Memoria con la piantumazione di 18 piante di alloro. La scelta delle piante non è stata casuale: l’alloro, pianta nobile per eccellenza, è simbolo di gloria e di vittoria. Simbolo della vittoria della vita sulla morte, della vittoria dei valori etici e morali sulla barbarie, della fratellanza e rispetto tra i popoli. Perché 18? Ho spiegato, nel mio intervento durante la cerimonia, che nella Ghematria, il sistema di numerologia che studia le parole scritte in

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lingua ebraica assegnando a loro valori numerici, questo numero corrisponde alla parola chai (vita) ed è uno dei 72 nomi del Signore. Piantiamo gli alberi perché sono il simbolo più evidente della vita, perché si moltiplicano nello spazio e nel tempo in un’infinita varietà di forme. Alberi che si connettono a due regni, il cielo e la terra, che segnano un processo di crescita e di evoluzione. Unendo il cielo alla terra gli alberi si radicano sia in alto che in basso, sia nella terra che nel cielo in forma di rami, traendone nutrimento e forza. Così l’immagine dell’albero che continuamente si rinnova e rinasce è accostato all’aspirazione dell’uomo, di rinascita e di vita perenne attraverso la memoria, affermando la sua centralità e sacralità nel cosmo e il suo costante desiderio di un mondo armonioso, dove tutti i popoli possano vivere in pace e fratellanza. Alla cerimonia erano presenti l’Ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede S.E. David Oren, il Presidente di Semi di Pace Luca Bondi, il ViceSindaco di Tarquinia, il Presidente del Progetto Memoria Enrico Modigliani, Elisa Guida dell’Università degli Studi della Tuscia, il prof. Stefano Grimignai dell’IISS Vincenzo Cardarelli con i ragazzi della V°A Geometri dell’IISS Vincenzo Cardarelli di Tarquinia e Lello Dell’Ariccia, membro del Progetto della Memoria, ro-

mano scampato, ancora bambino, alle deportazioni nei campi di concentramento nazisti. Nel suo commovente intervento, seguito con forte partecipazione da tutti i presenti, compresi i numerosi giovani studenti, Lello Dell’Ariccia ha ripercorso l’odissea della sua famiglia. Strappata e divisa, nascosta a varie riprese in fattorie vicine a Roma, in conventi, e sempre con il terrore di essere denunciata e catturata dai soldati nazifascisti che rastrellavano gli ebrei in tutti i quartieri della città. Di queste vicissitudini porta ancora oggi i segni indelebili ed è meritevole il suo impegno di testimoniare, sempre, a costo di enormi sofferenze, perché la Shoah non sia mai dimenticata. Un altro momento toccante è stata la messa a dimora degli allori con la grande partecipazione degli studenti, preceduta dalla benedizione ebraica, attorno al carro merci del 1935 in legno e metallo corrispondente a quelli che partirono dalla stazione ferroviaria Tiburtina, portando 1.259 ebrei ai campi di sterminio. Di questi deportati, tornarono 15 uomini ed una sola donna. Degli oltre 200 bambini nessuno è sopravvissuto. Tihye’ Zichram Baruch. Daniel Hayon


Il Marymount incontra Alberto Mieli Alberto Mieli ha raccontato la sua terribile storia ai ragazzi dell’Istituto Marymount di Roma, come fa da moltissimi anni nelle scuole di tutta Italia, affinché si possano mettere le radici contro l’odio e seminare un messaggio di pace nelle future generazioni. “Io vorrei augurare a tutti voi e ai vostri cari – ha dichiarato Mieli – di non sognare mai ciò che accadde in quei lager e quello che i miei occhi furono costretti a vedere”. Una toccante giornata, giovedì 6 ottobre 2016 presso l’Istituto Marymount, dove i ragazzi hanno appreso le atrocità della storia attraverso le parole di Alberto e la narrazione di ciò che è stato. “La scuola ha il dovere, se vuole educare – ha dichiarato il Dirigente Scolastico del Marymount Prof. Andrea Forzoni – di far incontrare i propri alunni con il mondo reale. La realtà è fatta di dolore e gioia, di tragedia e speranza, di memoria e oblio. Incontrare Alberto Mieli

significa incontrare chi ha vissuto l’orrore, ma soprattutto chi ha saputo vincerlo con la forza della fede in D-O nell’uomo e nella libertà, che è il dono più grande che abbiamo ricevuto. Incontrare Alberto significa incontrare la speranza della rinascita”. Purtroppo a causa del maltempo non è stato possibile svolgere la cerimonia di piantumazione dell’Ulivo in onore di Alberto Mieli, donato dal KKL Italia Onlus. Insieme al Dirigente Scolastico, si è confermata la voglia e l’importanza educativa di svolgere in seguito la cerimonia di piantumazione insieme a tutti gli alunni della scuola. “Alberto ha saputo trasformare questo grande dolore in un’occasione per divulgare un messaggio di pace e un insegnamento ai giovani – ha dichiarato il Presidente del KKL Italia Onlus Raffaele Sassun – Prendiamo esempio dalle sue parole e rendiamo la lezione presente. Nella tradizione ebraica,

piantare un albero è considerato un Tikun Olam, cioè una azione che aggiusta. L’albero è simbolo di vita, libertà e di pace; è il testimone, il filo conduttore di intere generazioni. Se ci riuscite, piantate un albero, vederlo crescere vi ricorderà la giornata di oggi e vi accompagnerà nel vostro futuro”. L’Istituto Marymount possiede quindi l’Ulivo nel giardino dove gli alunni giocano ogni giorno; ai piedi dell’arbusto è stata posta una targa che recita: “Ulivo delle Colline di Gerusalemme dono del KKL Italia Onlus all’Istituto Marymount in onore di Alberto Mieli, sopravvissuto alla Shoah, ricordo per i giovani delle future generazioni”. La speranza è che il monumento vivente possa essere monito per i giovani, ogni giorno vedendo l’albero crescere accanto e insieme a loro. Gabriel Cioffi

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La promessa di Nicoletta Questi sono gli amici di Nicoletta Nicosia z.l. Abitavano nello stesso condominio prima che si trasferisse. Mentre aspettavo di accompagnarla nel suo ultimo viaggio si sono materializzati quasi dal nulla, così alla spicciolata, prima uno, poi l’altra, poi un’altra ancora. Negli sguardi di tutti, fintamente distratti ma furtivamente indagatori, c’era la stessa domanda. Chi è costui? (io), chi sono questi? (loro). La domanda è rimasta senza risposta. Ci incamminiamo in-

sieme lentamente, fianco a fianco, senza sapere nulla l’uno dell’altro, una situazione irreale, al limite del grottesco. Ad un passo dall’ultimo saluto rompo gli indugi e mi presento aggiungendo: “La signora Nicosia era una amica del Keren Kayemeth LeIsrael, le piaceva molto l’attività di piantare alberi e creare oasi di verde in Israele, così ha fatto testamento lasciando tutto al KKL per Israele”. Gli sguardi tornano a incrociarsi. Subito penso “se questi sono parenti, magari esclusi dal testamento, ora mi faranno la festa”. Ma i miei cupi pensieri vengono subito interrotti da un collettivo grido di giubilo “Evviva! È la più bella notizia che poteva darci! Guardi – dice una signora, la terza da sini-

stra avvicinandosi a me – Guardi il mio braccio, mi è letteralmente venuta la pelle d’oca dalla felicità: Nicoletta era così sola, non aveva nessuno, solo due cugini che abitavano lontano e che non ne volevano sapere di lei, mai una visita, neanche nel momento del bisogno, neanche una telefonata… Che bel pensiero che ha avuto a lasciare tutto a Israele...” (parole testuali). E così Nicoletta cara, proprio poco prima di chiudere definitivamente l’ultimo capitolo del tuo libro, i tuoi amici ti hanno gridato a gran voce che hai fatto la cosa giusta. Maurizio Hazan

Studi alla scoperta di Israele Da alcuni anni la Professoressa Elena Lea Bartolini De Angeli, docente di Giudaismo ed Ermeneutica Ebraica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose e l’Università Cattolica di Milano, propone un progetto di studio estivo a Gerusalemme agli allievi della Facoltà aperto anche agli esterni che vogliono approfondire lo studio del mondo ebraico e della Torah orale. All’interno di questa offerta formativa sono numerosi gli incontri finalizzati a conoscere la realtà israeliana; tra questi la visita alla sede centrale del KKL.

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Abbiamo avuto così il privilegio di incontrare la direttrice e il suo staff che ci hanno illustrato i progetti del KKL nel mondo, i Libri d’Onore che hanno dato

anche un importante contributo alle ricerche di Yad Vashem e di conoscere così la storia di Israele

dal suo interno, con lo sguardo dell’ente che ha contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo. Un appuntamento che ci ha permesso di capire ancor meglio il valore dell’acqua e del suo impiego in una terra che scarseggia di risorse idriche ma che ha saputo sfruttare al meglio ciò che possiede. Un incontro emozionante nel cuore della Gerusalemme ovest che ha aggiunto un tassello in più alla conoscenza di una Terra così variegata e ricca di bellezza. Maria Elisabetta Ranghetti


Una giornata con il KKL Insieme alla mia compagna, abbiamo trascorso una giornata molto piacevole e interessante in Israele grazie alla visita guidata organizzata dal Keren Kayemeth LeIsrael. Le varie attività incluse nel tour ci hanno permesso di conoscere e apprezzare il lavoro svolto dal KKL, scoprendo così molti fatti interessanti su Israele e sui suoi territori. Alle 8 del mattino la guida, con estrema puntualità, ci è venuta a prendere presso il nostro hotel e ci ha portati alla prima tappa del nostro tour: la prima riserva naturale in programma del KKL. Abbiamo così potuto piantare un albero ciascuno, una quercia ed un pino. Questa esperienza è stata molto interessante e significativa, in quanto gli alberi che abbiamo piantato sono ora parte di una delle tante foreste che il Keren Kayemeth LeIsrael sta sviluppando. In questa occasione abbiamo anche recitato una piccola

preghiera come augurio per la crescita degli alberi appena piantati e della foresta. La guida ci ha poi portati ad Akko, una città ricca di storia ancora oggi molto carina da visitare. Si è trattato tuttavia di una tappa non inclusa nel programma originale del tour, che abbiamo chiesto di aggiungere perché ci tenevamo a esplorare i resti medioevali della città e il sovrastante centro storico. La guida si è comunque rivelata molto preparata, ci ha fatto visitare tutti i luoghi d’interesse storico più rilevanti, e ci ha altresì accompagnato alla scoperta di quartieri in cui abbiamo potuto apprezzare alcune specialità culinarie locali. Dopo la visita della città, ci siamo diretti verso una zona di montagna, per visitare un altro parco naturale del Keren Kayemeth LeIsrael. Prima, però, abbiamo fatto una sosta per il pranzo in un ristorante, consigliatoci sempre dal KKL, dove abbiamo mangiato una delle migliori carni kosher alla griglia di tutto il nostro soggiorno in Israele. Nel pomeriggio siamo arrivati nella riserva naturale, dove una guardia forestale ci ha mostrato le varie specie vegetali autoctone della zona e ci ha spiegato l’importanza del progetto di rimboschimento effettuato dal KKL in tutto il Paese.

L’ultima tappa della giornata è stata in un’altra riserva ai piedi del Golan. La particolarità di questa riserva è quella di ospitare uno dei più importanti luoghi di passaggio degli uccelli nelle stagioni di migrazione. Per questo è un luogo ideale per fare birdwatching. Anche se né io né la mia partner siamo amanti del birdwatching, la visita si è rivelata assolutamente imperdibile, grazie alle interessantissime spiegazioni della guardia forestale che ci ha guidato all’interno della riserva. La guardia forestale, infatti, ci ha mostrato non solo dove poter vedere le varie specie di uccelli avvistabili nella stagione della nostra visita, aiutandoci ad indentificare gli uccelli con il binocolo, ma ci ha anche spiegato molto bene e con precisione le caratteristiche del territorio di Israele, e il motivo per il quale proprio questa valle ai piedi delle alture del Golan è un luogo ideale per gli uccelli durante la stagione delle migrazioni. In conclusione, la giornata trascorsa con il KKL è stata davvero interessante, informativa e, soprattutto, divertente, anche grazie alla simpatia e alle competenze delle varie guide che ci hanno accompagnato lungo il cammino. Gherardo Carullo e Francesca Bacis

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La tutela ambientale e la sicurezza alimentare Si è svolta mercoledì 26 ottobre presso l’Avvocatura Generale dello Stato a Roma il convegno “Al centro del Mediterraneo: la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare tra Europa, Africa e Medioriente” dove il KKL ha portato la sua preziosa esperienza. Riportiamo l’intervento del Presidente del KKL Italia, Raffaele Sassun. “Oggigiorno tutti parlano di sustainability, sviluppo sostenibile, e di food security, la sicurezza alimentare, cioè la sicurezza di garantire cibo ed acqua a sufficienza per sfamare una popolazione. Negli anni ho letto e sentito diverse interpretazioni di cosa significhi il concetto di sviluppo sostenibile. Quella che mi è piaciuta di più l’ho sentita da una scienziata nel deserto del Negev, cruda come solo gli israeliani possono essere: sviluppo sostenibile significa lasciare a mio figlio la possibilità di distruggere la stessa quantità di risorse del pianeta che ha a disposizione la nostra generazione. Se poi riesco a lasciargliene di più, è meglio. La FAO ha stimato che nel 2050 sarà necessario incrementare del 70% la produzione di cibo nel mondo per poter far fronte alle richieste in continuo aumento. Il settore food è ancora fortemente legato a energia di tipo fossile. Il tipo di energia che useremo per la produzione di cibo, ed anche il modo in cui questa energia verrà utilizzata, saranno fondamen-

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tali per capire se riusciremo a raggiungere gli obiettivi del food security. L’utilizzo di energia a disposizione in zone remote e non collegate, come può essere quella solare, e la certezza del costo della stessa energia, legato al costo dell’impianto e non più legato a fattori politici, come succede con il petrolio, permetteranno di produrre cibo in misura sufficiente alle richieste locali. Il Keren Kayemeth LeIsrael investe già da diversi anni ingenti somme nella Ricerca e Sviluppo nei centri del deserto del Negev. Nuove tecnologie, nuove tecniche di coltivazione, basso anzi bassissimo consumo di acqua, utilizzo di energie rinnovabili, tra le quali ricordo l’energia solare, l’energia eolica e quella geotermica. Grazie ai successi ottenuti nelle fattorie del Negev, dove siamo riusciti a far crescere peperoni, pomodori e patate in terreni desertici dove l’agricoltura mancava da 5000 anni, il KKL ha proposto inizialmente ad alcuni villaggi e poi a intere zone in Africa dei progetti di miglioramento delle loro condizioni di vita non solo grazie ad un incremento della coltivazione agricola, ma anche grazie a tecnologie poco costose per ottenere energia per usi casalinghi, come cucinare, illuminare, e perfino caricare gli smartphone, che non mancano nemmeno lì. Scienziati, tecnici, volontari hanno lavorato a stretto contatto con

gli agricoltori e con i lavoranti del posto. Qualcuno per settimane, qualcun altro per mesi. I risultati sono stati straordinari. Sia in termini di aumentata produttività, sia in termini di riduzione dei costi operativi. Infatti i villaggi vicini ci hanno contattato nei mesi successivi per avere anche loro la stessa opportunità di miglioramento. Grazie a questi progetti che costano relativamente poco, e che permettono ai locali di produrre autonomamente cibo, invece che riceverlo già pronto dai Paesi più ricchi, otteniamo solo vantaggi, non ultimo dei quali una minore pressione migratoria a causa della fame. Concludendo, non posso che plaudere questa iniziativa degli amici del Corpo Forestale e dell’Osservatorio, perché grazie a questi incontri nascono nuove idee e nuove sinergie che aiutano il mondo a crescere”. M.M.


Con due bustine dei vostri semi, grazie! Angelo Emme

Expo 2015: dalla bustina offerta al Padiglione di Israele all’orto di casa: il frutto della terra! Luciano Pala

Continuano ad arrivare numerose le foto dei nostri sostenitori e amici! Se hai piantato anche tu i semi di pomodoro del KKL mandaci una foto o racconta la tua esperienza! ufficiostampa.kkl@gmail.com

Ho piantato i semi di pomodoro ricevuti in regalo per Tu BiShvat e ora ho delle bellissime piante e ne godo tutti i giorni i frutti. Grazie, Shalom! Sara

Ho piantato i semi dei pomodorini che mi avete donato: sono nate e cresciute bellissime e rigogliose piante con bellissimi frutti. Naturalmente sto tenendo i semi per continuarne la coltivazione. Grazie ancora. Giancarlo Maero

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IL POPOLO DEL LIBRO SEFER HAYELED ROMA: Rachel Le radici nella terra, i rami protesi verso il futuro, le foglie al vento dell’amore. Mazal Tov Silvana 13 agosto 2016 – 9 Av 5776 SEFER BAR-BAT MITZVÀ

Rachel

TRIESTE: Micol Turilli iscritta da familiari e amici nel Sefer Bat Mitzvà KKL Domenica 3 luglio 2016 – 27 Sivan 5776 Giulia Misan iscritta da familiari e amici in occasione del suo Bat Mitzvà Domenica 3 luglio 2016 – 27 Sivan 5776 Giulia Misan iscritta dagli amici di Roma: David, Alessandro e Deborah Domenica 3 luglio 2016 – 27 Sivan 5776 LIBRO D’ORO

Micol Turilli e Giulia Misan

TRIESTE: Il KKL Italia Onlus iscrive Simonetta Novelli in Valli in segno di profonda gratitudine per i lunghi anni di volontariato a favore delle attività nella città di Trieste e in tutta la regione, a favore del KKL e Israele.

Simonetta Novelli

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ALBERI IN ONORE TRIESTE: Gli amici della Comunità Ebraica piantano alberi in onore del Hatan Bereshit Rav Ariel Haddad Gli amici della Comunità Ebraica piantano alberi in onore del Hatan Torà Isacco Cesana (Iso)

FESTEGGIA ANCHE TU LE OCCASIONI LIETE DELLA VITA CON IL KKL ITALIA ONLUS!

Sefer HaYeled

Libro Affetto e Amicizia

Sefer Bar Mitzvà

Libro delle Nozze

Sefer Bat Mitzvà

Libro d’Oro

Alberi in Onore

IBAN IT05Y0335901600100000122860 Banca Prossima Spa - filiale Milano C/C 122860 PER ULTERIORI INFORMAZIONI 06.8075653 - KKLROMA@KKL.IT 02.418816 - KKLMILANO@KKL.IT

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Mariangela Labi Boschetto

Giancarlo Terracina Giardino

Franca Di Nepi in Piperno Giardino

Gemma di Porto Giardino

Luciana di Castro Giardino

Enrico Imbastari ed Elena Napoleoni Giardino

Il KKL Italia Onlus partecipa con dolore alla scomparsa dell’Ing. Giuseppe Viterbo, già Presidente della Commissione KKL Firenze, per lunghi anni membro del Consiglio Esecutivo e uno dei primi attivisti del KKL Italia.

Lucia Eliezer Del Cielo Giardino A un anno dalla scomparsa del caro amico Luciano Luperini z.l. è stata aperta una sottoscrizione per piantare alberi in Israele a suo nome. Per aderire contattare l’ufficio KKL di Milano 02 418816

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IL POPOLO DEGLI ALBERI LIVORNO: Un Giardino di 200 alberi a Baram in ricordo dei nostri cari Sirio Sanguinetti 25/12/1923 – 20/02/1981 e Luna Modiano 01/01/1926 – 03/07/2016 MILANO: Un Giardino di 200 alberi a Baram in memoria di Clara Danon Elia z.l. offerto dalla sorella Matilde Danon e da Sergio Sacerdoti NAPOLI: Un Boschetto di 500 alberi a Baram in memoria di Mariangela Labi z.l. donato dal marito Adolfo Eric Labi in ricordo di 60 anni trascorsi felicemente insieme ROMA: Un Giardino di 300 alberi a Baram in memoria di Enrico Imbastari ed Elena Napoleoni che nascosero Ezio Calò ed Elisabetta Anticoli con i figli Romano, Ornella e Carlo dal 24-12-1943 al 28-2-1944 a Genzano. Donato da Romano Calò

Un Giardino di 100 alberi a Baram in memoria di Carlo Barbeschi z.l. offerto dalla moglie e dai figli Un Giardino di 100 alberi a Baram in memoria di Gemma Di Porto z.l. Madre esemplare, dalle figlie Enrica, Sandra e Roberta, il genero Angelo e i nipoti Daniel, Mirko, Alessandra, Serena, Martina e Graziano. Sia il Suo ricordo di benedizione! Un Giardino è stato piantato nella foresta di Baram, a nord del Monte Carmelo, in memoria di Josef Giuseppe Ben Giulia Drikes, amico sincero e compagno di viaggio da Javid Ildardashty Un Giardino di 100 alberi a Baram in memoria di Luciana Di Castro in Perugia z.l. da parte dei suoi figli e nipoti TRIESTE: Un Giardino di alberi a Baram in memoria di Lucia Eliezer Del Cielo z.l., sopravvissuta da Bergen Belsen, donato da parenti e amici

Un Giardino di 200 alberi a Baram in memoria di Renato Sciunnach z.l. donato dal MOTOCLUB DUERUOTEUNASTELLA e dagli amici

VIAREGGIO: Un Giardino di 100 alberi a Baram in memoria di Angiolo Cassuto z.l. e Armando Cassuto z.l. offerto dalla sorella Graziella

Un Giardino di 200 alberi a Baram in memoria di Giancarlo Terracina z.l. 09/01/1929 – 29/02/2016 donato da parenti ed amici e dallo “Staff LeBonTon Catering”

Un Giardino di 100 alberi a Baram in memoria di Augusto Cassuto z.l. e Corinna Di Segni Cassuto z.l. offerto dalla figlia Graziella

Un Giardino di 100 alberi a Baram in memoria di Alessandro Cieri

ROMA: In memoria di Renato Sciunnach z.l. Il suo nome è stato legato al progetto “Kfar Saba – una casa per la vita, per i bambini autistici” donato dal MOTOCLUB DUERUOTEUNASTELLA

Un Giardino di 100 alberi a Baram in memoria Franca Di Nepi in Piperno z.l. da parte dei tuoi figli e nipoti

PROGETTI SPECIALI

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Shalom Shimon “In tutti i Paesi del mondo, il Presidente ha un palazzo fatto d’oro. Noi non abbiamo un palazzo, abbiamo un giardino, che è molto più bello. E anche questo è stato creato dal KKL”. “Nessuno sforzo diplomatico può avere più successo della capacità d’Israele di aiutare i diversi Paesi a superare l’aridità del deserto, la scarsità d’acqua e la fame”. Shimon Peres z.l. 1923-2016

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È PIÙ DI UNA COMPAGNIA AEREA, È ISRAELE

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