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HAPPY BIRTHDAY KITESOUL

ITW Jalou Langeree TECNICA FOIL Strambata e Virata con un foilboard TRIP Riflessioni sull’Indonesia FREESTYLE MOVES Front Blind e Front Blind Mobe


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Direttore Responsabile Roberta Pala roberta.pala@kitesoul.com Redattore tecnico wave Mitu Monteiro Redattore tecnico freestyle Alberto Rondina Tecnica Renato Casati Photo & Video Maurizio Cinti Grafica Giuseppe Esposito

GIUGNO 2015 - LUGLIO 2015 BIMESTRALE

Testi Renato Casati, Seb Garat, Enrico Giordano, Johnny Heineken, Axel Reese/ Reemedia/Liquid Eye, Alberto Rondina, Jana Schader, Reo Stevens, Francesco Turchetti Immagini Bianca Asher, Carlo Ballatore, Sveva Bartolini, Giuseppe Bonaccorso, Gilles Calvet, Quincy Dein, Mario Enfondo, Daniel Kajavala, Stephan Kleinlein, Craig Kolesky/Red Bull Content Pool, Marcello Maggiore, Riemkje Poortinga, Michael Petrikov, Axel Reese/Reemedia, Gabriele Rumbolo, Jana Schader, Reinout Smit, Valentina Sommadossi, Hugo Valente, Ydwer van der Heide/ Ydwer.com, Seth Warren, Jason Wolcott, Stephen Whitesell Cover: Rider: Jalou Langeree Foto: Stephen Whitesell Editore e pubblicità VISU Media Via Cavour, 20 24030 Ambivere (BG)

FEDERICO SUGONI Editore

ROBERTA PALA Direttore responsabile

Manager d’Azienda ed Imprenditore, si appassiona al surf da giovanissimo, ma scopre l’amore per il Kitesurf da grande durante un viaggio alle Hawaii. Il kite è la sua più grande passione dopo sua figlia. Nel 2014 fonda Kitesoul Magazine.

Fotografo sportivo dal 1997. Kitesurfer dal 2001, negli ultimi 15 anni responsabile delle principali testate di kitesurf. Spirito libero, ha mollato tutto per una vita a contatto della Natura e dello sport. Vive a Capo Mannu, in Sardegna, l’onda più bella del Mediterraneo…

GIUSEPPE ESPOSITO Direttore creativo

MAURIZIO CINTI Videomaker

Kiter sin da piccolo, rider per RRD Italia, laureato in Design della Comunciazione al Politecnico di Milano. Con questo incarico ha potuto finalmente unire le sue due passioni: il kite ed il design.

Appassionato di cinema e fotografia. Skater, Snowboarder e Wakeboarder, appena ha conosciuto il kitesurf, tutto il resto è diventato un ricordo, inizia con il freestyle,ma ora ama le onde grandi e potenti. La ricerca dello swell perfetto è la sua passione.

Amministratore Unico Federico Sugoni fs@kitesoul.com Registrazione Tribunale di Bergamo n°10/2014 del 15/04/2014.

Copyright Kitesoul Magazine La VISU Media è titolare esclusiva della testata Kitesoul Magazine e di tutti i diritti di pubblicazione e diffusione in Italia. L’utilizzo da parte di terzi di testi, fotografie e disegni, anche parziale, è vietato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare - e se del caso regolare le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini di cui non sia stato eventualmente possibile reperire la fonte. Informativa e Consenso in materia di trattamento dei dati personali (Codice Privacy d.lgs. 196/03). Nel vigore del D.Lgs 196/03 il Titolare del trattamento dei dati personali, ex art. 28 D.Lgs. 196/03, è VISU Media, con sede legale in Ambivere (BG), via Cavour, 20. La stessa La informa che i Suoi dati, eventualmente da Lei trasmessi alla VISU Media, verranno raccolti, trattati e conservati nel rispetto del decreto legislativo ora enunciato anche per attività connesse all’azienda. La lettura della presente informativa deve intendersi quale presa visione dell’Informativa ex art. 13 D.Lgs. 196/03 e l’invio dei Suoi dati personali alla VISU Media varrà quale consenso espresso al trattamento dei dati personali secondo quanto sopra specificato. L’invio di materiale (testi, fotografie, disegni, etc.) alla VISU Media deve intendersi quale espressa autorizzazione alla loro libera utilizzazione da parte di VISU Media per qualsiasi fine e a titolo gratuito, e comunque, a titolo di esempio, alla pubblicazione gratuita su qualsiasi supporto cartaceo e non, su qualsiasi pubblicazione (anche non della VISU Media), in qualsiasi canale di vendita e Paese del mondo.


KITESOUL MAGAZINE Feel The Flow

RENATO “DR. KITE” CASATI Direttore tecnico

MITU MONTEIRO Redattore tecnico wave

ALBERTO RONDINA Redattore tecnico freestyle

Wave team rider RRD. Kitesurfer dal 2000, è stato giudice ed atleta PKRA e KPWT. Ha scritto continuativamente per diverse riviste di settore negli ultimi 12 anni.Vive fra lago di Como e Sardegna, ma sverna fra le onde Capoverdiane.

Capoverdiano di Sal, Rider Ufficiale F-One, Manera. Campione Mondiale wave KPWT nel 2008 e tre volte Vice Campione Mondiale. Inizia giovanissimo con il Surf e con il Windsurf, dopo poco scopre il Kitesurf e diventa amore puro.

È il miglior esponente del Kite Italiano nel mondo delle competizioni, Rider Ufficiale per Cabrinha Kites, Neil Pryde e GoPro. Quattro volte Campione Italiano, Campione Europeo 2010 e terzo classificato nel Campionato Mondiale PKRA 2012.

ELENA FOICO Traduttore professionista Traduttore professionista e Kiteboarder dal 2001. Nel 2004 ha deciso di lasciare la sua carriera in Gran Bretagna per insegnare kitesurf a tempo pieno. Nel corso degli anni ha tradotto diversi manuali di kitesurf, sussidi didattici e articoli. Nata in montagna, ma appassionata del mare, ha trovato lo strumento perfetto per divertirsi un po’ovunque!


EDITORIALE

È

trascorso un anno esatto dal nostro pri-

E sempre di più i riders si sono fatti prendere

mo numero e siamo pronti a festeggiare

dall’hydrofoil, riuscendo a realizzare quel sogno

con voi.

di planare con pochi nodi, e di vivere intense sen-

In quest’ultimo anno i nostri lettori in tutto il mon-

sazioni sospesi a un metro dall’acqua. L’hydrofoil

do sono cresciuti costantemente arrivando a ol-

è affascinante ma tutt’altro che semplice e per

tre 20.000, mentre sommando a questi il pubbli-

questo, grazie alla nostra partnership con Ozone,

co che segue la nostra pagina Facebook, il nostro

abbiamo inserito in questo numero un articolo in

canale YouTube, gli altri social, senza dimenticare

cui l’indiscusso campione Johnny Heineken spie-

il nostro sito, arriviamo a oltre 250.000 appassio-

ga, in una didattica base, virata e strambata, cro-

nati. È un successo che è fatto di tanta passione

ce e delizia del foilboard.

e di quelle emozioni che solo il kiteboarding sa

In questo numero ci siamo addentrati nelle anime

regalare

dei riders che stanno facendo la storia del kitebo-

Emozioni che, mai come ora, vedono coinvolti i

arding, a partire dalla protagonista della nostra

praticanti di molteplici discipline che s’interseca-

cover, Jalou Langeree, reduce dalla recente vit-

no sempre più tra di loro.

toria al VKWC, un’anima freestyle che si è risco-

Ci sono gli irriducibili amanti del freestyle, che

perta wave rider appassionata e atleta da battere

facciamo godere con le sequenze del nostro Al-

nelle future competizioni femminili della scena

berto Rondina, i wave riders, che viaggiano per

wave mondiale.

il mondo alla ricerca dell’ “onda perfetta”, quella

Dove arriverà ancora il kiteboarding? Quali altre

che ritrova ogni anno Reo Stevens in Indonesia.

frontiere potrebbero esserci da esplorare? For-

È tornata alla grande la passione per i Big Air, tan-

se una risposta non riusciamo a darla, ma di una

to che più tappe del nuovo circuito professionisti-

cosa siamo sicuri, noi di KiteSoul, insieme e so-

co VKWC l’hanno inserita tra le discipline in gara.

prattutto grazie a voi, ci saremo, con questa sola

Non dimentichiamo i riders del freestyle strapless

passione che ci unisce, immensa, quella che lega

ai quali il nostro Reo dispensa i suoi speciali con-

a doppio filo la nostra anima al kiteboarding…

sigli nella sua rubrica.

Roberta Pala | Federico Sugoni


Rider: Giangi Chiesura | Photo: Roberta Pala


SOMMARIO

Portfolio

Novità:

Calendario VKWC KiteWorldWilde Italia 12 mesi dopo

Eventi:

Virgin Kitesurf World Championships Prince Moulay el Hassan Kiteboarding World Cup - Dakhla, Marocco

Trip: Riflessioni sull’Indonesia

Itw:

Marciel “Matchu” Lopes Almeida

Tirp:

Nord Mauritius

Itw:

Jalou Langeree

Tips & Trips:

Consigli per un viaggio sulla costa Ovest della Sardegna


SOMMARIO

Itw:

Jerrie Van De Kop

Tecnica foil:

Strambata e virata con un foilboard

Strapless moves: The dark filp

Freestyle moves: Front blind Front blind Mobe

Tecnica:

Genesi e ciclo di vita di un’onda (parte seconda)

Itw:

Sara Bartolini

Eventi:

Pozziteddu wave contest 2015 CKI/FIV


16 PORTFOLIO

Mitu Monteiro

RIDER: Mitu Monteiro FOTO: Gilles Calvet/F-One


18 PORTFOLIO

Noè Font

RIDER: Noè Font FOTO: Reinout Smit


20 PORTFOLIO

Paulino Pereira

RIDER: Paulino Pereira FOTO: Mario Enfondo


22 PORTFOLIO

Marc Jacobs

RIDER: Marc Jacobs FOTO: Daniel Kjavala


24 PORTFOLIO

Sam Medysky

RIDER: Sam Medysky FOTO: Bianca Asher


26 NOVITÀ

Eventi VKWC 2015 • Isla de Coche, Venezuela: 09. – 13.06.2015

Virgin Kitesurf World Championships Main Logo

• Tarifa, Spagna: 11. – 19.07.2015 • Fuerteventura, Spagna: 02. – 08.08.2015     • St. Peter-Ording, Germania: 21. – 30.08.2015

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Junior World Cup 2015 Camping La Ballena Alegre - Costa Brava (Spagna) dal 27 Giugno al 2 Luglio. Tutti i riders che vogliono partecipare alla competizione devono pre-registrarsi al seguente sito:  www.ballena-alegre.com/events/vkwc/


28 NOVITÀ

KiteWorldWide ITALIA 12 mesi dopo… KiteWorldWide ITALIA è quasi arrivato al suo primo anno di vita e, credeteci, non c’è stato giorno in cui non abbiamo lavorato duro per migliorarci e offrire un servizio sempre più accurato ed efficiente. Ecco un po’ di numeri, 12 destinazioni in tutto il Mondo con più di 30 spot differenti, 7 Kite Center, 4 strutture a nostra gestione diretta e, in ogni destinazione, programmi di insegnamento adatti a tutti i livelli, pensati appositamente per farvi raggiun-

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ferte, destinazioni o novità del

email o un messaggio tramite la

mondo Kitesurf.

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nibilità delle strutture e delle migliori tariffe per i voli, il nostro Team di consulenti di viaggio sarà sempre a vostra disposizione! Per ogni periodo dell’anno troverete più destinazioni con al-


tiamo a segnalarci gli errori e quanto vi sareste aspettati di ricevere da noi. Potete

scrivere

a

italia@ki-

teworldwide.com con Oggetto > Il mio viaggio con KWW Finalmente l’estate è alle porte e i tanti spot delle nostre coste iniziano a lavorare… Invitiamo tutti i lettori di KiteSoul a passare quanto più tempo possibile in acqua e, per tutti quelli che stanno imprecando con le termiche primaverili che stentano a stabilizzarsi, vi passiamo un’informazione di servizio… dal primo di Aprile a oggi, lo Stagnone di Marsala ci ha regalato una media di 5 giorni di vento a settimana... :) Buon Vento a Tutti… ci vediamo in acqua!

tissima probabilità di vento,

A un anno di distanza dal nostro

strutture e Kite Center sullo

primo passo nel mercato italia-

Spot, e la garanzia di program-

no, ringraziamo tutti coloro che

mi di viaggio pensati per ridur-

hanno già scelto di viaggiare noi

re al minimo i costi della vostra

e ci scusiamo con tutti quanti

vacanza,perchè fatti sempre e

non hanno ottenuto un servizio

soltanto da Kiters per i Kiters!

all’altezza delle loro aspettative! Non siamo permalosi e v’invi-


32

EVENTI Virgin Kitesurf World Championships Prince Moulay el Hassan Kiteboarding World Cup - Dakhla, Marocco

Testo Roberta Pala | Foto Hugo Valente/VKWC

Virgin Kitesurf World Championships Prince Moulay El Hassan Kiteboarding Wo Dakhla, Marocco

Grandi novità quest’anno per il circuito professionistico. Virgin è ora il partner ufficiale dei Campionati del Mondo di Kitesurf. I rider del PKRA hanno stretto un accordo a lungo termine con il gruppo Virgin, capitanato da Sir Richard Branson. Anche il tour cambia nome, ha inizio la nuova era, quella del Virgin Kitesurf World Championships!


orld Cup

Virgin Kitesurf World Championships Main Logo

KITESURF WORLD CHAMPIONSHIPS


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EVENTI Virgin Kitesurf World Championships Prince Moulay el Hassan Kiteboarding World Cup - Dakhla, Marocco

Dakhla, prima tappa del nuovo tour VKWC, ha vi-

mance (innovazione, fattore di rischio, qualità

sto l’applicazione delle nuove regole, dei nuovi

atterraggio). Due giudici valutano la tecnica,

criteri di giudizio, dei nuovi trials, molto è cam-

due l’intensità, e uno la performance.

biato, in questa nuova veste del circuito profes-

Nel wave riding, oltre al grado di difficoltà e alla

sionistico.

velocità, potenza e stile di surfata, si è aggiun-

Per esempio, i trials del freestyle… Ci sono i riders

to il giudizio di manovra sull’onda, con varietà,

prequalificati, 14 uomini e 7 donne, per ogni even-

combinazione delle stesse e innovazione. Al-

to sono assegnate tre wildcard, due agli uomini e

cuni riders, di sicuro, non si troveranno a loro

una alle donne, e c’è anche una nuova “injury wil-

agio con questo criterio, che prevede manovre

dcard”, data a chi abbia subito uno stop lo scorso

sull’onda, oltre alla surfata pura.

anno per infortunio. Il tabellone è realizzato con i criteri della “dingle” e, soprattutto, ci saranno due sole qualifiche per i riders durante l’anno, una avvenuta proprio prima del primo evento di Dakhla e l’altra, con tutta probabilità, prima dello stop di Tarifa. Cinque i giudici, e i criteri di giudizio, daranno una valutazione per difficoltà tecnica ed esecuzione, intensità (potenza e altezza), perfor-


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EVENTI Virgin Kitesurf World Championships Prince Moulay el Hassan Kiteboarding World Cup - Dakhla, Marocco

Nel cuore dell’evento di Dakhla

Gisela Pulido ha lasciato da parte per un attimo i

Due settimane di gare, condizioni che hanno ini-

boots, e si è lanciata nella competizione wave…

ziato un po’ in sordina, per poi diventare rapida-

Dopo il successo di Dakhla, i riders del wave spe-

mente perfette e consentire di portare a casa i

rano che non resti tappa unica, si attende la con-

podi nelle tre discipline presenti, Freestyle, Wave e Big Air. Da subito è stato il wave il grande protagonista, un’onda non gigantesca nei giorni di gara, quella di Oum Labouir, lo spot wave di Dakhla sull’Atlantico, ma una destra che offre sempre belle emozioni e piacevoli scatti, in una condizione speciale di luce marocchina… Keahi de Aboitz e Jalou Langeree sono stati i vincitori, condizioni di vento perfette, e manches molto combattute, sono stati i primi a portarsi a casa il podio della prima gara del nuovo circuito. Grandissima la partecipazione nel wave riding, anche


ferma per un eventuale evento in Sud Africa, a Dicembre, sarebbe la condizione perfetta per una finalissima wave di sicuro indimenticabile.

Podio wave uomini: 1 - Keahi de Aboitz 2 – Pedro Henrique 3 – Sebastian Ribeiro 4 – Mitu Monteiro Podio Wave donne: 1 – Jalou Langeree 2 – Moona Whyte 3 – Ines Correia 4 – Kari Schibevaag


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EVENTI Virgin Kitesurf World Championships Prince Moulay el Hassan Kiteboarding World Cup - Dakhla, Marocco

Le condizioni di Dakhla per il freestyle sono rino-

la prima tappa del VKWC 2015! Liam Whaley ha

mate in tutto il mondo, acqua piatta, vento spesso

battuto il campione in carica Christophe Tack e

forte, diversi spot, alcuni con un po’ di chop, altri

Karolina ha combattuto con l’eterna rivale Gise-

extra flat, come il famoso “speed spot” sottovento

la Pulido per la conquista della prima posizione.

al Dakhla Attitude. Dopo i combattutissimi trials,

Il giovane naturalizzato spagnolo Whaley, al suo

sono stati Liam Whaley e Karolina Winkowska a

quinto anno nel tour, ha confezionato una gara

portare a casa il gradino più alto del podio del-

incredibile, con una varietà di manovre e potenza


Podio Freestyle uomini: 1 – Liam Whaley 2 – Christophe Tack 3 – Aaron Hadlow 4 – Youri Zoon Podio Freestyle donne: 1 – Karolina Winkowska 2 – Gisela Pulido 3 – Bruna Kajiya 4 – Annelous Lammerts

uniche, e facendo toccare il punteggio più alto di

grande varietà di manovre potenti, tra le quali un

tutta la competizione con un 39,6 in semifinale.

KGB perfetto. La sua vittoria su Gisela Pulido è

La battaglia tra Karolina e Gisela è stata vera-

stata netta, portandosi a casa la seconda vittoria

mente epica, Karolina Winkowska ha da subito

a Dakhla, dopo quella del 2013.

messo in chiaro che ha tutta l’intenzione di tenersi stretta il titolo. Pazientemente, e con estrema potenza, ha realizzato heat precise, con una


40 EVENTI Virgin Kitesurf World Championships Prince Moulay el Hassan Kiteboarding World Cup - Dakhla, Marocco

Non poteva mancare il Big Air, come non poteva

la specialità, dominatrice indiscussa, seguita da

mancare la vittoria del Red Bull King Of The Air

Hannah Whiteley e Annelous Lammerts.

2014, Kevin Langeree, vero esperto della disciplina. Con 25 nodi e i migliori riders al mondo in

Il primo stop della nuova veste del circuito pro-

gara, Kevin ha raggiunto punteggi altissimi, se-

fessionistico si è chiuso alla grande, Dakhla non

guito da un potente Marc Jacobs e dall’hawaiano

ha deluso le aspettative, tre discipline, tre podi.

Jesse Richman, altro specialista del Big Air. Nel

Ora l’appuntamento è per l’isola del Coche in Ve-

tabellone femminile, è Gisela Pulido la leader del-

nezuela, dal 9 al 13 Giugno, una di quelle tappe


Podio Big Air uomini: 1 – Kevin Langeree 2 – Marc Jacobs 3 – Jesse Richman 4 – Osvald Smith Podio Big Air donne: 1 – Gisela Pulido 2 – Hannah Whiteley 3 – Annelous Lammerts 4 - Therese Taabbel

che non si vedeva da un po’ nel circuito mondiale.

tamente verso il paradiso di El Coche, acqua ex-

Salta di nuovo Cabarete, lo storico appuntamen-

tra flat e vento, di solito, piuttosto consistente,

to degli esordi del circuito, sembra proprio non

tutti i presupposti per una seconda tappa entu-

riuscire a risorgere a nuova vita, per il secondo

siasmante!

anno di seguito, prima in calendario e poi cancellato. Molti degli atleti sono ora a Cape Hatteras per il decennale di una delle gare più importanti del mondo, il Triple-S, dopo voleranno immedia-


42

EVENTI Virgin Kitesurf World Championships Prince Moulay el Hassan Kiteboarding World Cup - Dakhla, Marocco

Sir Richard Branson “Sono un kitesurfer appassionato, è uno sport che mi piace molto e il vento e le onde mi danno la grande opportunità di mettermi alla prova contro gli elementi. Non vedo l’ora di sviluppare questo meraviglioso sport insieme a Javier e creare un futuro ancora più luminoso. Vogliamo fare le VKWC nei migliori spot del mondo, e costruire una piattaforma attiva per lo sport così che tutti, partner, atleti e organizzazioni locali, possano prosperare.”

Javier Perez Dolset, fondatore di ZED “Siamo lieti di collaborare con il gruppo Virgin in quello che sarà un altro passo fondamentale nel rendere il tour una più grande operazione globale e siamo ansiosi di lavorare con Virgin e Sir Richard in un nuovo capitolo della storia Kitesurf. Virgin non è solo un marchio molto influente, per la loro competenza in tutto il mondo e i loro contatti, non sono secondi a nessuno.”

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44 TRIP Riflessioni sull’Indonesia

Riflessioni sull’Indonesia Viviamo in un mondo in cui non possiamo abusare delle nostre risorse, ma mantenere ciò che abbiamo, in modo da permettere alle nuove generazioni di godere di alcune cose, come ne stiamo usufruendo noi adesso. In questa idea, le nuove generazioni stanno crescendo e, per fortuna, il concetto di sostenibilità è diventato pratica comune in molte comunità. Che cosa succede quando la sostenibilità è una pratica non comune, e lo sviluppo eccessivo per una crescita economica a breve termine, influiscono sull’ambiente?

Testo Reo Stevens Foto Jason Wolcott


46 TRIP Riflessioni sull’Indonesia

“Vedere le barre dell’Indonesia, è stato come scoprire un diamante grezzo”


Ho avuto la fortuna di viaggiare per il mondo e vedere molte culture diverse negli ultimi 10 anni, ma c’è un luogo il cui timbro spopola più degli altri sul mio passaporto. L’Indonesia è il paese in cui ho viaggiato più spesso nel corso degli anni, e in cui ho potuto vedere che cosa succede quando sostenibilità e pianificazione non sono presi in considerazione… La mia prima volta in Indonesia è stata nel 2006, dopo aver visto le foto e sentito le storie raccontate dai ragazzi che avevano girato lì il video Space Monkey, gli anni prima. All’arrivo è stato uno shock, ero intimorito dalla differenza di cultura e terrorizzato dalla totale mancanza di valore per la vita umana, sulle strade, è stato solo un assaggio di ciò che avrei conosciuto negli anni seguenti. In quel primo viaggio, il mio unico pensiero era surfare, arrivavo dalle affollate line-up, avevo iniziato con il windsurf a 8 anni e speso la maggior parte del mio tempo tra windsurf e kitesurf e occasionalmente avevo surfato le onde di grado B o C, che la North Shore può offrire… Vedere le barre dell’Indonesia, è stato come scoprire un diamante grezzo, ero eccitato dall’idea di potermi intubare con un kite e, dopo anni di acqua piatta, stavo cominciando ad appassionarmi davvero al waveriding, e questo era il primo viaggio dedicato al wave che intraprendevo. L’epoca d’oro del surf in Indonesia era passata, ma nel 2006, mi sono trovato nel momento di piena esplorazione indonesiana per una nuova “età dell’oro” di una disciplina emergente, i veri “giorni” del kitesurf. Negli anni seguenti, sono diventato da un rookie a un giovane che si perdeva in giro per i quartieri locali, imparando moltissimo e apprendendo come poter aiutare le nuove persone che arrivavano, guidandole nella scoperta


48 TRIP Riflessioni sull’Indonesia

del paradiso asiatico surfistico. Nel corso degli anni, alcune cose sono cambiate molto, soprattutto a Jakarta e Bali, lo sviluppo sta andando forte, le strade sono migliorate, lo sviluppo del territorio e le imprese, sono aumentati in modo esponenziale ogni anno. Ogni volta che ritorno, mi stupisco delle costruzioni che ci sono, in alcune zone, di anno in anno, faccio fatica a riconoscere dove sono, quello che una volta era un tranquillo quartiere, ora magari è un hotel enorme, circondato da ristoranti e bed and breakfast. Tanto sviluppo, in un tempo così breve, io non sono molto per il trambusto delle città frenetiche, ma nonostante l’aumento delle persone, l’Indonesia resta una delle migliori destinazioni per fare un viaggio surf/kitesurf. Andare con l’aspettativa di fare almeno una delle attività è una bella cosa, ma farle entrambe è ancora meglio! Surf al mattino e kite nel pomeriggio, quando il vento si alza, il sogno per ogni kitesurfer, e la ragione che mi porta qui ogni anno. Perché si tratta di un’estensione del surf, non di una sostituzione, non sto cercando di capire se fare kite quando non posso fare surf, cerco solo di massimizzare il numero di onde surfate.


“l’Indonesia resta una delle migliori destinazioni per fare un viaggio surf/kitesurf”


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TRIP Riflessioni sull’Indonesia

Il localismo è un problema, dove le risorse non sono abbondanti, in Indonesia, raramente è un problema, solo le rare volte in cui non c’è swell per un po’, quando tutti cominciano a combattere per una piccola onda. Nel kitesurf, poiché ci saranno sì e no, uno o due local che fanno kite, le persone che assumono il ruolo di “locals”, sono quelle che da più tempo vanno lì. Nonostante i benefici del “localismo”, credo che tutti debbano essere trattati con rispetto, anche se credo che il rispetto vada guadagnato. Quindi, se ti presenti in uno spot in cui non sei mai stato, guarda i locals, impara da loro, chiedi per le regole, e fa il possibile per fonderti con chi è arrivato qui prima di te. Tuttavia, anche se si viene in Indonesia da anni, bisogna ricordare che sei sempre un ospite in casa di altri e agire come tale. Se si mantiene questa mentalità, i livelli di arroganza sono tenuti bassi, e la quantità di rispetto è elevata. I problemi avvengono quando qualcuno di nuovo arriva, tratta tutti con disprezzo, e non segue queste regole. Arrivano pensando di sapere tutto, e ignorano il flusso naturale delle cose, scontrandosi con l’ambiente circostante. Queste persone, di solito, non durano a lungo in un posto, e sono solo di fastidio in giro. Ho incontrato tante persone nel corso degli anni, e molti sono diventate amicizie, ma i legami più stretti li ho con la gente del posto, possono essere le persone tra le più gentili e oneste che si possano incontrare. Ogni anno vado in un posto specifico, la notizia del mio arrivo si diffonde in fretta attraverso i piccoli centri, e arriva agli amici che non vedono l’ora di dirti ciao e farsi aggiornare di ciò che è accaduto dopo l’ultima partenza. Tra i local c’è qualche rivalità per i servizi ai kiters.


“bisogna ricordare che sei sempre un ospite in casa di altri e agire come tale�


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TRIP Riflessioni sull’Indonesia

Essendo una zona povera, il surfista che viaggia per il kite, è l’occasione per un po’ di lavoro, attraverso i trasporti d’auto, le riparazioni dei kite, e l’aiuto in veste di “caddy”. I primi kiters della zona, hanno insegnato ai locals ad armare e disarmare un kite, e altre attività legate allo sport, per cui è diventata una forma stagionale di reddito per certe persone. Tuttavia, nel corso degli anni, l’aumento delle opportunità di lavoro, ha provocato una sorta di gerarchia e rivalità di alcuni nuovi operatori, con gli originali “kite caddies”. I veri abitanti del luogo sono onesti e rispettosi, l’Indonesia è un posto che ho sempre nel cuore, ma ho iniziato a studiare altre aree del mondo, cercando di correre rischi, come ha fatto il team di Space Monkey originalmente, sperando di trovare altre destinazioni di surf e kite, che avessero un sacco di potenziale. Una cosa è certa, la bellezza dell’Indonesia è quasi impossibile da nascondere, perché traspare dal viso e dallo spirito della sua gente, ciò che porta me e altre persone, oltre alla bellezza delle sue onde, ogni anno qui, fino a quando quelle onde non saranno troppo inquinate e il sorriso indonesiano scomparso… Vorrei ringraziare il team originale, Ben Wilson, Jeff Tobias, Jaime Herraiz, Will James e il fotografo John Bilderback, per essersi avventurati fuori dei confini conosciuti, alla ricerca di onde e vento. Hanno rischiato e avuto fortuna, e dato a noi la possibilità di raccogliere la ricompensa…

Mahalo e Aloha!


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Marciel “Matchu” Lopes Almeida

Matchu Marciel

Lopes Almeida

Testo e foto Axel Reese | Reemedia | Liquid Eye


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Marciel “Matchu” Lopes Almeida

Matchu, chi? Marciel Lopes Almeida o, come lo chiamano gli amici, Matchu, è ben noto tra gli addetti ai lavori. Nato e cresciuto a Capoverde, ha frequentato la scuola locale a Sal. Suo padre è un artigiano e la sua bella mamma, purtroppo, gli è venuta a mancare qualche anno fa. Già mentre frequentava la scuola, ha iniziato a lavorare per un hotel locale che ospitava molti francesi. L’occasione perfetta, per lui, per imparare un bel francese fluente, solo dopo poco tempo. Ora, oltre al portoghese, Matchu parla correntemente Creolo, Inglese, Italiano e Francese, e tutto senza mai avere in mano un vocabolario! Già giovanissimo si è innamorato di tutti gli sport d’azione, immersione, skate, surf e windsurf, lo sport, quest’ultimo, che l’ha spinto di più, tanto da fargli avere un primo contratto con Angulo. Nel 2007 ha avuto anche la possibilità di misurarsi con i migliori al mondo durante la World Cup a Ponta Preta. Questo è stato anche l’anno in cui il windsurf ha dato spazio alla nuova attrezzatura da kitesurf. Assieme al suo inseparabile amico Airton, hanno trascorso ore e ore in spiaggia a osservare il campione del mondo Mitu, surfare le grosse onde di casa. Entrambi hanno finito per diventare rider North Kiteboarding per un accordo di sponsorizzazione completa.


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Marciel “Matchu” Lopes Almeida


AR_Spesso ti confondono con Airton, ti senti come se fossi all’ombra del tuo amico? ML_Sì davvero, la gente spesso pensa che sia Airton, ma se ci conoscono, si vede immediatamente la differenza, io sono alto e magro, Airton piccolo e potente, e anche il nostro stile è completamente diverso. Siamo migliori amici, e in verità non importa, ci resta solo lo stesso taglio di capelli! Io sono Matchu e Airton è Airton. AR_Siete sempre spiati tutto il tempo! Già un anno fa ci avevi detto di aver intenzione di tagliare i capelli, ma vedo ancora il rasta-look. ML_Ci sto pensando per i capelli, ma il dreadlook è davvero comodo, è il mio stile, se per caso li dovessi tagliare, farò magari uno stile afro. Di sicuro so che sarebbe meglio anche come marketing, il distinguersi da Airton, essere più “unico”. Magari un giorno mi verrà voglia di cambiare… Quando? …chissà… AR_In acqua ti vediamo spesso con il North Dice, come mai lo preferisci al Neo? ML_Il Dice mi piace moltissimo, ha una bella combinazione di utilizzo wave e freestyle e poterlo promuovere mettendoci la mia immagine, mi rende orgogliosissimo, è fantastico!


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Marciel “Matchu” Lopes Almeida

AR_La North Whip è la tavola consigliata per il freestyle, quali sono i vantaggi del no-nose-shape? ML_La tavola è perfetta e facile per chi voglia imparare le rotazioni e i salti, mi piace anche per vento leggero, bolina super bene ed è molto facile. Se ci sono onde più grosse, uso la Wam 5’8”. AR_Fai parte del team International di North Kiteboarding per il secondo anno consecutivo, com’è cambiata la tua vita? ML_North Kiteboarding è uno dei più grandi marchi al mondo e sono stato entusiasta di stare con loro già dal primo istante, stavo spingendo molto sul mio livello e sui miei obiettivi personali e North ha creduto in me, tanto da farmi entrare nel team International. Mi aiutano, credono in me, e mi sostengono, è più di quanto avessi mai sognato. AR_Essere un professionista da un lato, e dare lezioni in altri momenti, pensi che potresti fare questo per vivere, in futuro? ML_Di sicuro! Mi piacerebbe, tra qualche anno, avere la mia scuola di kitesurf, un negozio di kite, e usare il mio nome per promuoverlo, parlo sei lingue, ho un sacco di amici, amo fare lezione e i clinic. AR_Durante le lezioni strapless, cercate di insegnare le nuove manovre agli allievi. Quali sono i trick su cui ti stai allenando in questo momento? ML_Sto lavorando sul triplo front, e magari dovrei lavorare un po’ sul mio handlepass…


"Dipende da quanto tempo uno ci si dedica e quanto desidera farlo, tutto è possibile"


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Marciel “Matchu” Lopes Almeida


AR_Parole chiave, “triple front” e “airpasses”, spesso, nei video, il freestyle wave sembra essere sempre di più una disciplina con movimenti impossibili per esseri umani “normali”. Pensi che ci sia una possibilità, per un rider medio, di poter imparare queste manovre? ML_Dipende da quanto tempo uno ci si dedica e quanto desidera farlo, tutto è possibile! Spesso guardavo Mitu e mi dicevo che fosse impossibile ciò che stava facendo, e adesso sto facendo le stesse cose, tutto è possibile! AR_Il tuo sponsor ha valutato il tuo talento e si è mosso molto per te, dandoti la possibilità di viaggiare in tutto il mondo e far vedere il tuo stile, è stato un privilegio per un ragazzo di una piccola isola? ML_Un grande privilegio! Sono super grato per questa opportunità!


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Marciel “Matchu” Lopes Almeida


AR_”Super grato per questa opportunità”, la retribuzione media a Sal è di circa 300 Euro al mese, essere un professionista e poter fare i corsi e le lezioni, ti porta ben oltre quella cifra. Pensi che si possa diventare ricchi con il kiteboarding? ML_Il kiteboarding, per me, è divertimento, godersi la vita il più possibile. La ricchezza è nella tua mente, con i soldi puoi fare molto, ma se la tua vita non è “ricca”, allora non serve a nulla… Viviamo su una piccola isola e possiamo vivere con poco. Io sono già ricco, sto godendo di ogni singolo momento della mia vita, sono in grado di viaggiare e sono un ragazzo di un’isola! AR_La Red Bull Unfastened è stata l’evento che avrebbe finalmente dovuto lanciare una competizione per i riders freestyle wave. C’è qualche novità per l’evento del 2015? ML_Ancora non si sa niente, speriamo anche che il PKRA (VKWC) possa fare altri eventi quest’anno, ho perso già l’evento di Dakhla perché stavo facendo un photoshooting North, ma ci sarò sicuramente se organizzeranno altre tappe.

Grazie Matchu, a presto!


Testo Jana Schader Foto Valentina Sommadossi, Stephan Kleinlein, Jana Schader

NORD MAURITIUS

66 TRIP Nord Mauritius


TRIP


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TRIP Nord Mauritius


porto di Sir Seewoo-

sagur Ramgoolam, ci si sente come se si fosse arrivati in più di un paese. Mauritius unisce una grande varietà di culture diverse, tutte in una piccola isola. Dopo una chiacchierata con il tassista, in francese e anche abbastanza bene in inglese, si

possono anche trovare persone

passa attraverso i templi indù,

che parlano tedesco e italiano.

mentre si percorre la strada sul-

Due terzi della popolazione ar-

la corsia di sinistra.

riva dal subcontinente india-

Questa multiculturalità dell’iso-

no, l’Induismo è la religione più

la, ha la sua origine nella sto-

grande, e anche il cibo ha que-

ria. Dopo che fu scoperta da un

sta influenza, per cui spero vi

portoghese, sull’isola c’è stata

piaccia mangiare piccante! Co-

la dominazione olandese, fran-

munque si può trovare di tutto,

cese e inglese, e tutte hanno in-

non allarmatevi…

fluenzato la cultura mauriziana.

Di solito, quando un kitesurfer

La lingua madre è il creolo, che

parla di Mauritius, pensa subito

si basa su un’origine francese,

a One Eye e Le Morne, ma noi

ed è parlato dalla maggior par-

abbiamo deciso di scoprire gli

te della gente del posto. I più,

spot del Nord dell’isola. Certo,

però, parlano inglese e fran-

questa parte dell’isola è più tu-

cese. Poiché il turismo fa par-

ristica, alberghi a ogni angolo,

te dell’economia mauriziana, si

ma non è meno attraente per il kitesurf. Potete trovare ogni condizione che un kiter possa desiderare, da acqua piatta in piccole baie, ad alcune delle migliori onde al mondo, vicino alla barriera corallina. Qui la caratteristica è che le barriere sono davvero molto al largo e le onde sono

POTETE TROVARE OGNI CONDIZIONE CHE UN KITER POSSA DESIDERARE

Q

uando si lascia l’aero-


70

TRIP Nord Mauritius

veloci, quindi non c’è rivalità tra kiters e surfisti da onda. Generalmente, nel Nord dell’isola, gli spot sovraffollati non sono un problema, spesso vi troverete a surfare voi... e la Natura attorno. Gli unici ai quali poter dire “ciao” ogni tanto, sono delfini e tartarughe.


L

a stagione ventosa è da Maggio/Giugno,

fino

a

Settembre/Ottobre. La migliore direzione del vento per la zona Nord è Est o Nord-Est, ma anche Sud Est, seppur rafficato. Con il Sud Est si può pensare anche di fare una gita verso Le Morne, in macchina ci vogliono circa 90 minuti, e se non ci siete mai stati, sicuramente ne vale la pena. Lungo la strada si possono vedere alcune città locali e gli infiniti campi di canna da zucchero, per certi versi sembra di passare attraverso le verdi distese di Maui. Se, poi, non ci dovesse essere vento per qualche giorno, non preoccupatevi, ci sono altre attività da fare, oltre al kitesurf. Si può fare un giro a Grande Baie e Port Louis, la capitale di Mauritius, andare al mercato di frutta e verdura, e sperimentare le diverse culture che influenzano l’isola. Interessante anche il giardino botanico di Pamplemousses, il più antico dell’emisfero meridionale, fondato da Sir Seewoosagur Ramgoolam. Se preferite rilassarvi un po’ da session di kite difficili, si può prenotare un viaggio su un catamarano, con ottimo cibo locale e snorkeling nelle acque cristalline.


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TRIP Nord Mauritius


turisti, è enorme. Un altro vantaggio di soggiornare nel Nord dell’isola, è la possibilità di avere una gran varietà di Hotel a disposizione, per ogni esigenza. Se arrivate con bambini e famiglia, l’Attitude Blumarine è perfetto, con un sacco di attività,

U

dall’acquagym, al tennis e minina vera avventura è nuo-

club per i bimbi. Il Club Mistral,

tare con i delfini! All’ini-

che è lì vicino, da la possibilità di

zio ci si sente in imbarazzo, del-

noleggiare equipaggiamento o

fini e tante barche di turisti, ma

prendere lezioni di kite. Proprio

alla fine, quando ci si trova così

accanto al Club Mistral si trova

vicino a loro, fino a toccarli o se

il Blumarine Attitude, più calmo,

cominciano a nuotarti attorno

non essendo ammessi bambini

veloci e saltare e giocare, è una

sotto i 16 anni. Dopo il kite, ci

sensazione incredibile.

si può rilassare nella piscina a

Poi si può anche nuotare in

sfioro, guardando il tramonto,

mezzo a banchi di pesce vicino

circondati dalle palme. I corsi di

la barriera corallina, un’espe-

kite sono nella baia di Anse la

rienza molto divertente, soprat-

Raie, proprio accanto all’hotel,

tutto avendo immagini mozza-

dove l’acqua è poco profonda,

fiato scattate dalla tua GoPro!

perfetta per i principianti. Se

Tutto sommato, c’è molto da

preferite una vacanza più di lus-

fare sull’isola, ma soprattut-

so, c’è il Paradise Cove Boutique

to nel Nord, il programma per i

Hotel, sul lato opposto della baia di Anse la Raie. È anche l’unico hotel con servizio di alta cucina e una piccola spiaggia esclusiva per adulti, che lo rende perfetto per viaggi di nozze. Molto bello e famoso per i matrimoni è lo Zilwa Attitude Hotel, il più grande della zona e con una vista mozzafiato sul mare.


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TRIP Nord Mauritius

Quindi, se non avete ancora visitato Mauriti la pena andare non solo nel sud dell’isola, m bellezza del nord, magari in un kitespot soli comfort europeo‌


ius, sicuramente vale ma scoprire anche la itario, circondati da un

CIAO. JANA


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ITW Jalou Langeree

ITW

JALOU LANGEREE

Nome: Jalou Langeree Data di nascita: 27-04-1990 Home spot: Noordwijk, Olanda Sponsors: Naish, Mystic, Sinner, Omega & More Anni di kite: 13 years Best spot: Haakgat SA Altri sport: Surf, SUP, Windsurf, Mountain Biking, Yoga


Foto Ydwer van der Heide/Ydwer.com, Seth Warren, Riemkje Poortinga, Quincy Dein, Stephen Whitesell

ITW Roberta Pala


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ITW Jalou Langeree


KS_Raccontaci qualcosa di te… JL_Sono super energica, sempre pronta a provare nuovi sport. Mi piace molto tornare a casa, in Olanda, dopo aver viaggiato, e passare del tempo con i miei genitori, mangiando delizioso cibo cucinato in casa. Mi piace moltissimo cucinare cibi buoni e sani. KS_Perchè il kiteboarding? E perchè adesso sei orientata al wave riding? Quali sono le diverse emozioni che ti da surfare le onde, rispetto al freestyle? JL_Ho iniziato tredici anni fa, il freestyle era la mia grande passione quando ho iniziato e mi piace ancora tanto, ma non quanto il wave riding. Dopo aver partecipato per tanti anni al PKRA, non avevo più molta motivazione per competere, e mi sono fermata per un po’. In quel periodo ho cominciato a fare un po’ di wave riding, soprattutto poiché passo molto tempo in Inverno a Cape Town. Il surfare le onde mi ha fatto ritrovare la motivazione sia per il kite, sia per competere nel nuovo tour, il KSP. Ho deciso di allenarmi per un anno, surfando le onde più diverse. Non volevo arrivare a sfiorare il podio, l’avevo già sperimentato troppe volte in freestyle. Così mi ero prefissa di essere nei primi tre nel tour 2012 del KSP. Tutto il lavoro di allenamento era servito, sono diventata campione del mondo, che incredibile sensazione!


80 ITW Jalou Langeree

KS_Il tuo rapporto con Naish Kiteboarding, quando è iniziato e cosa vuol dire, per te, essere una rider Naish? JL_Il mio primo kite è stato un Naish ARX 7.5 di Kevin, ho sempre usato i materiali Naish e sono felicissima di far parte di questa famiglia. Avevo 14 anni quando ho iniziato a collaborare con Naish, e 16 quando sono entrata nel team International e sono stata invitata per il primo photoshooting a Maui. Sono orgogliosa di essere rider per questo brand e di poter aiutare anche nello sviluppo dei materiali, anche per quanto riguarda quelli dedicati al settore femminile. La serie Alana non solo è fantastica per navigare, ma anche bella da vedere, non credi? KS_Miglior session con il miglior set di materiale. JL_Se potessi scegliere, 25 nodi e una bella sinistra, vento side, side-off, che rende le onde belle e lisce, onde alte un po’ più della mia testa, la mia 6 mq Alana e la tavola wave Alana, e poi poter fare un bel downwind con gli amici.


“IL LIVELLO FEMMINILE STA INCREMENTANDO SEMPRE PIÙ”


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ITW Jalou Langeree

KS_Hai vinto la prima tappa del VKWC a Dakhla, che cosa pensi di questo nuovo “shape” del tour mondiale e com’è stata la tua gara in Marocco? JL_è stato fantastico poter vincere la prima tappa del tour quest’anno, soprattutto perché l’onda di Dakhla è una destra, devo dire che l’allenamento che ho fatto prima della tappa, su quell’onda, mi ha aiutato molto. Durante l’Inverno non vedo mai le altre ragazze del tour, quindi non so mai cosa aspettarmi. È bello vedere che il livello migliora ogni volta che gareggio, ed è così che dovrebbe essere. Non sono una grande fan del nuovo format di gara, io preferisco surfare piuttosto che fare manovre tra le onde, ma potrebbe essere una buona idea in certe condizioni, come ad esempio con venti onshore. Spero che ci possano essere altre gare VKWC in calendario per il wave quest’anno, mi sono allenata duramente e ci sono tante altre persone là fuori con la voglia di competere. KS_Le ragazze e il wave riding, com’è il livello delle altre rider e quale è la tua più diretta avversaria? JL_Il livello femminile sta incrementando sempre più, me ne accorgo ogni volta che gareggio, ci sono molte ragazze che vogliono conquistare il titolo. Moona Whyte credo che abbia uno stile di surfata davvero bello e anche Ines Correia è una gran rivale, potente e aggressiva.


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“C’ERA TANTA GIOIA E FELICITÀ, È STATO INCREDIBILE!”


KS_La tua famiglia e il kiteboarding. Tu e Kevin siete spesso assieme, cosa pensi di questa opportunità di condividere queste esperienze con tuo fratello? JL_Kevin è uno di quelli che mi ha introdotto al kiteboarding, viaggiamo molto assieme, ed è bello avere una parte della famiglia vicino, quando si è così spesso lontano da casa. Sono molto grata a mio fratello per l’aiuto e il sostegno nella mia carriera, da lui ho imparato davvero molto, e ci divertiamo tantissimo a navigare assieme. KS_L’esperienza

in

Mozambico,

raccontaci

qualcosa di questo paese, le persone e le condizioni per il kiteboarding. JL_L’esperienza in Mozambico è stata pazza e indimenticabile. Ho vissuto in una imbarcazione tradizionale, la Dhow, con dodici persone, sei dello staff e noi. Mangiavamo, dormivamo, cucinavamo e facevamo la doccia, tutto sulla barca. Abbiamo viaggiato downwind con il vento Kuzi, attorno all’arcipelago Quirimbas. Più che altro abbiamo fatto freestyle, non ci sono molte onde nel Nord del Mozambico, ma ho navigato in spot di acqua piatta, davvero perfetti. Alcune isole erano praticamente deserte, solo un paio di alberi e qualche pescatore. L’esperienza più bella è stata fare kite a Kero Nuni, un’isola, dove centinaia di persone si sono riversate in spiaggia solo per starci a guardare, non avevano mai visto un kite prima, e tutto il villaggio è corso verso la riva. C’era tanta gioia e felicità, è stato incredibile!


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ITW Jalou Langeree

“È BELLO AVERE UNA PARTE DELLA FAMIGLIA VICINO, QUANDO SI È COSÌ SPESSO LONTANO DA CASA”


KS_Il Sud Africa e Cape Town occupano un posto speciale nel tuo cuore, credi che sia il posto migliore al mondo per allenarsi? JL_Le condizioni non sono proprio le migliori al mondo, ma credo sia un posto bellissimo per allenarsi, ci sono differenti breaks, vento praticamente ogni giorno, e ci sono molte cose da fare dopo una session di kite. Non posso vivere in una giungla per tre mesi, posso avere anche l’onda migliore al mondo, ma ho bisogno di persone attorno, buon cibo e divertimento fuori dall’acqua. KS_La tua vita oltre il kiteboarding, che cosa fa Jalou quando non è in acqua? JL_Mangio cibi deliziosi, cucino, faccio yoga, escursioni e passo il tempo con le persone che amo.   KS_Allenamento e dieta, quali sono gli ingredienti principali dell’alimentazione di un campione? JL_Mangio moltissima verdura, frutta, noci, uova, pollo. Bevo molta acqua, the verde e acqua di cocco. Sto cercando di eliminare del tutto pane, pasta, fritti e zucchero. Sono abituata da sempre a mangiare così. KS_Il tuo viaggio dei sogni, qual è il posto dove vorresti assolutamente surfare? JL_Mi piacerebbe moltissimo andare in Nuova Zelanda, affittare un camper e attraversare il paese da Nord a Sud, ci sono incredibili spot con onde magnifiche.


88 ITW Jalou Langeree

KS_Jalou atleta e Jalou donna tra vent’anni, come ti vedi? Quali sono gli obiettivi nello sport e nella vita privata? JL_Come atleta vincere un altro titolo mondiale, ma non con una sola tappa, magari dopo 4 o 5… Tra vent’anni… ancora in forma e in salute, facendo quello che amo, insegnando ai miei figli e con un bel business, non so cosa sarà… ma mi piacerebbe fosse così :-D. KS_Il nostro magazine si chiama Kitesoul, perché siamo sicuri che la nostra anima sia in qualche modo riempita da questo sport. Quale è la tua sensazione mentre sei in mare, sia in gara sia in una session al tramonto? JL_Che sono una ragazza dannatamente fortunata che sta vivendo il proprio sogno!

CIAO JALOU, GRAZIE


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90 TIPS & TRIPS

Consigli per un viaggio sulla costa Ovest della Sardegna

Consigli per un viaggio sulla costa Ovest della Sardegna ‚Seb Garat›

Testo Seb Garat Foto Courtesy Seb Garat


92 TIPS & TRIPS

Consigli per un viaggio sulla costa Ovest della Sardegna


È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che sono stato in Sardegna. Ci sono passato due volte qualche anno fa, nel 2006 e, per quanto posso ricordare, è un’isola grande, bella, e con molti spot da scoprire. L’altra cosa che so bene della Sardegna, è che il momento migliore per andarci è fuori stagione, sia per la possibilità di trovare vento, sia per le spiagge poco affollate.


94 TIPS & TRIPS

Consigli per un viaggio sulla costa Ovest della Sardegna

<prendete una cartina, controllate le previsioni… e iniziate a esplorare!> Così abbiamo deciso per il viaggio a fine Ottobre, e la scelta è stata ottimale. La prima settimana abbiamo anche trovato temperature

incredibilmente

alte, un boardshort era più che sufficiente per surfare! Poi è arrivato il vento da Nord, e le temperature sono scese, ma una muta sottile era perfetta. Un altro suggerimento, vi consiglio di viaggiare con la macchina a pieno carico con tutti i giocattoli se arrivate dal Sud Europa, traghetto da Marsiglia o da Genova e, in una notte sarete in Sardegna. Poi, prendete una cartina, controllate le previsioni… e iniziate a esplorare!


<Alghero>

3 Novembre, noi abbiamo sog-

è il primo spot che abbiamo pro-

bungalow (tariffa di bassa sta-

vato non appena siamo arrivati.

gione) e le sistemazioni ospita-

Lo spot è appena prima di en-

no fino a 5 persone.

trare in paese, a nord di Alghe-

Verso Nord, dopo 10-15 minuti di

ro. La spiaggia è protetta da

viaggio, c’è lo sport surf di Capo

una diga parallela alla spiaggia,

Ferro, una grande baia che por-

a circa 300 metri dalla riva. Ven-

ta onda con swell da Ovest.

to da Ovest, acqua piatta, l’onda si forma al largo, accanto a un isolotto della baia. Noi abbiamo surfato su acqua piatta con Sud Ovest quel giorno, funziona anche con gli altri venti dal quadrante Ovest. Guidando verso Nord, si trova il campeggio Laguna Blu, aperto dal 1 Aprile al

giornato per 30 Euro a notte in


96 TIPS & TRIPS

Consigli per un viaggio sulla costa Ovest della Sardegna

<Chia> Situato sulla costa sud-occidentale della Sardegna, a Ovest della città di Cagliari. È l’home spot di Airton Cozzolino quando è in Europa! Lavora con venti da Sud e Est, con belle onde. Purtroppo noi abbiamo avuto sempre vento da Nord per cui, guardate prima le previsioni, per non farvi tutto il viaggio verso Sud

<Punta Trettu> Uno degli spot più belli della Sar-

degna per il freestyle. Questo spot, situato di fronte alla penisola di San’Antioco è un grande banco di sabbia che avanza nel canale che separa la Sardegna da Sant’Antioco. Qui, per effetto Venturi, il vento accelera. Il vento arriva da destra con il NW e da sinistra con il Sud Est. In entrambi i casi si può surfare alla fine del banco di sabbia, con acqua molto bassa, o sottovento al banco di sabbia. Attenzione all’altezza dell’acqua, a volte davvero troppo bassa, e alla linea di navigazione delle barche. Sul posto c’è il Kite Village, un kitecamp tipo campeggio, a pochi chilometri potete trovare anche un hotel, il Perda Rubia.


98 TIPS & TRIPS

Consigli per un viaggio sulla costa Ovest della Sardegna


<Piscinas> Sulla costa occidentale, è una grande spiaggia di sabbia, in mezzo alle dune, e vicino alle vecchie miniere dismesse. È un po’ una missione arrivarci, curve e strade sterrate. Lavora con vento da Ovest. Da provare per chi cerca spot selvaggi…

<Mari Ermi> guidando lungo la costa occidentale, abbiamo trovato Mari Ermi, spot wave con vento di Maestrale. Non sono grossissime le onde, ma piuttosto pulite e divertenti, il vento è side on e funziona con vento da Nord Ovest. Guidando verso Nord, c’è la graziosa cittadina di surfisti, chiamata Putzu Idu. Probabilmente il miglior spot wave di tutta la Sardegna. Alla fine del paese di Mandriola, troverete il mitico

<Capo Mannu> È una grande onda di reef, solo per esperti! Per arrivarci con il kite, si esce dalla spiaggia del paese, bolinando per circa un chilometro per raggiungere la scogliera davanti alla quale si forma l’onda. Una volta sul posto, ho trovato una barra piuttosto massiccia e potente, con vento side. È stata una session davvero epica. Attenzione, lo spot può essere davvero pericoloso, non c’è nessuna spiaggia, dove arrivare in caso di pericolo. Solo per rider davvero esperti e sempre in compagnia! Tra la grande onda e la spiaggia, c’è un’onda più piccola, meno radicale, quella del Mini Capo, sostanzialmente uno spot surf, per cui sempre massimo rispetto! Per le giornate senza vento, è possibile surfare molti spot. A S’Anea Scoada, accanto a Putzu Idu, troverete la scuola di Salvatore Fenu, local e kiter di onde e surfista esperto. L’onda è un beach break, facile e non pericolosa, ideale per i principianti. Diverso il discorso di Sa Mesa Longa, a Nord di Putzu Idu, l’onda può essere molto grande, frange su un tavolato


100 TIPS & TRIPS

Consigli per un viaggio sulla costa Ovest della Sardegna


di roccia, solo per esperti! Per alloggiare nei dintorni di Putzu Idu, lo si può fare presso la nuovissima Surf House di Salvatore Fenu, Is Benas Surf Camp. Si può contattare Salvatore al numero +39.347.0077035 o visitare il sito kitewavecamp.com. In bassa stagione potete spendere circa 30 Euro/notte/persona. Salvatore può fornirvi tutte le info per scegliere lo spot migliore e, perché no, prendere lezioni di surf e kite con lui. S’Archittu, una grande baia di rocce, si raggiunge guidando verso Nord da Putzu Idu verso Alghero, bello per surf e S.U.P.

<Valledoria> è stato l’ultimo spot del nostro viaggio. Si trova sulla costa Nord, si può scegliere di surfare in laguna o in mare aperto, è uno spot che lavora bene con Nord e Nord Ovest. Questo che vi abbiamo presentato è solo quello che abbiamo visto nel nostro viaggio, prevalentemente sulla costa Ovest. Il resto sta a voi, esplorando tutti gli angoli di ques’isola magica e selvaggia…


102 ITW Jerrie Van De Kop

ERRIE VAN

ITW Roberta Pala | Foto Reinout Smit, Craig Kolesky/Red Bull Content Pool


E N DE KOP


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“dopo aver vinto la mia prima competizione, ho capito che questo era ciò che volevo fare”

Nome: Jerrie van de Kop Data di nascita: 6 Maggio 1994 Home spot: Schellinkhout (Olanda) Sponsors: RRD, Mystic Anni di kite: 11 Best Spot: Brasile, Sud Africa Altri sport: Surf, skate, fitness


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KS_Ciao Jerrie, raccontaci qualcosa di te… JVDK_Ciao! Sono Jerrie van de Kop, ho 21 anni e ormai faccio kite da 11 anni. Quando avevo 11 anni, ho partecipato alla prima gara, dopo aver vinto la mia prima competizione, ho capito che questo era ciò che volevo fare! Da quel momento ho cominciato ad allenarmi nei trick e nei big megaloops! KS_L’esperienza della Red Bull King Of The Air, decimo lo scorso anno e sul terzo gradino del podio quest’anno, dietro a due grandi, il vincitore della scorsa edizione Kevin Langeree e il grandissimo Aaron Hadlow. Raccontaci le tue emozioni… JVDK_Nel 2014 non sono stato molto fortunato, nelle mie heat non ho avuto vento molto forte come in genere amo, ma quest’anno è andata decisamente meglio! Sfortunatamente il primo giorno il vento era leggero, l’ultimo giorno è stato perfetto, con anche moltissimo pubblico in spiaggia a seguire l’evento. Sono stato felicissimo del mio podio e ho davvero voglia di dare ancora di più il prossimo anno. Essere sul podio con Kevin e Aaron è una gran bella sensazione, credo sia stata una buonissima finale e uno show perfetto per Big Bay!


108 ITW Jerrie Van De Kop

KS_Quando hai cominciato a praticare kiteboarding? JVDK_Ho inziato all’età di 9 anni a Zandvoort, la mia famiglia ha una piccola casa sulla spiaggia in quel posto, dove abbiamo passato sempre le nostre estati. KS_Quanto sono importanti la famiglia e gli amici in ciò che fai? JVDK_Gli amici e la famiglia sono super importanti per me! Sono sempre con me per supportarmi! Mio padre mi ha insegnato a fare kitesurf, e poi ha imparato subito dopo ahahahah. La maggior parte del tempo viaggio in giro per il mondo, in posti con buon vento per allenarsi e poi competere al massimo nel VKWC. E poi, dopo, è sempre bello tornare a casa dagli amici e familiari. KS_Molti campioni arrivano dall’Olanda, come sono le condizioni a “casa” tua? Come pensi influenzino le performances dei migliori riders al mondo? JVDK_Credo sia perché le condizioni in Olanda siano difficili. La maggior parte degli spot ha chop o onde sul mare del Nord. Ci sono molteplici condizioni, dove potersi allenare al meglio. L’Olanda è ottima per fare kite, quando c’è vento, io ho davvero a disposizione moltissimi spot dove potermi allenare.   KS_La tua session migliore e la tua attrezzatura preferita. JVDK_La mia session perfetta è a casa con i miei amici! E anche in Brasile, dove posso provare nuovi tricks nelle lagune, con il mio Obsession Pro RRD, la mia Juico 143 x 43,5 e i miei accessori Mystic Majestic…  


“è sempre bello tornare a casa dagli amici e familiari”


110 ITW Jerrie Van De Kop

KS_Il primo stop del VKWC a Dakhla, cosa pensi del nuovo world tour? JVDK_Penso che il VKWC abbia fatto molti buoni cambiamenti per le competizioni di kite, quest’anno è il primo anno del nuovo tour, step by step vedremo mettere in atto i vari cambiamenti… KS_RRD e il boss Roberto... come è iniziato il tuo rapporto con RRD e cosa significa essere un rider RRD per te? JVDK_Essere un rider RRD è molto per me, ho sempre pensato che fosse un brand bellissimo e completo! Non ci sono solo kite in RRD ma Surf, S.U.P., Windsurf! È iniziato tutto in Sud Africa, quando ho incontrato Roberto Ricci a Big Bay, da quel momento abbiamo cominciato a testare i nuovi materiali freestyle per farli crescere ancora di più! KS_Ti alleni molto in Brasile, pensi che sia il miglior posto al mondo dove allenarsi per il freestyle? JVDK_Allenarmi in Brasile mi aiuta molto per atterrare le nuove manovre. Le condizioni sono perfette e spesso c’è vento ogni giorno. Lagune di acqua piatta, vento costante e acqua calda! Quando torno in Olanda, provo i trick imparati in Brasile per renderli sicuri in ogni condizione.


“la mia session perfetta è a casa con i miei amici!”


112 ITW Jerrie Van De Kop

â&#x20AC;&#x153;sono stato felicissimo del mio podio e ho davvero voglia di dare ancora di piĂš il prossimo annoâ&#x20AC;?


KS_La tua vita al di fuori del kiteboarding, che cosa ami fare? JVDK_Amo tantissimo gli sport! Diversi sport estremi, e il surf, lo skate, il longboard, la ginnastica. Mi piace anche passare tempo con la mia famiglia e i miei amici, ascoltando musica e guardando film.  KS_Il tuo viaggio dei sogniâ&#x20AC;Ś JVDK_Mi piacerebbe tanto andare alle Hawaii e a Mauritius.   KS_Dopo il terzo posto alla Red Bull King of The Air, quali sono gli obiettivi per il 2015? JVDK_Il primo era quello di superare i trials in Marocco e ci sono riuscito! Ora voglio dare il massimo nei prossimi eventi! KS_La nostra rivista si chiama Kitesoul, pensiamo che la nostra anima sia legata a doppio filo con questo sport. Che cosa provi quando sei in mare, che sia durante una gara o in una session solitaria al tramonto? JVDK_Penso che sia la miglior sensazione al mondo! Esiste forse qualcosa di meglio?

Ciao Jerrie, Grazie.


114 TECNICA FOIL Strambata e virata con un foilboard


Testo Johnny Heineken | Foto Michael Petrikov


116 TECNICA FOIL Strambata e virata con un foilboard

STEP 1 Prima di iniziare la virata, assicuratevi che non ci sia nessuno dietro di voi. Portate il kite in alto nella finestra di volo. Il tempo dipende dalla misura e potenza dell’aquilone. Kite più grandi hanno bisogno di più tempo per salire. Ricordatevi del vento apparente, quando fate questa manovra.

La virata è una manovra lenta in entrata e veloce in uscita. Non affrettate la manovra o rischiate di essere sollevati, specialmente se usate un foil.


STEP 2,3 Aspettate che l’aquilone stia per arrivare in alto, e poi iniziate a portare il nose della tavola contro vento, dando una bella orzata, mettendo il peso sul kite e spingendo con il piede posteriore. Tenete la barra lontano da voi in modo da non essere sollevati.

STEP 4,5,6

STEP 7

Lasciate che l’aquilone passi

Fate riprendere potenza all’aqui-

attraverso la finestra. Trimma-

lone e cercate la strap posterio-

te la vela per avere più soste-

re con il piede. Quando si impa-

gno, ma senza far stallare il kite.

ra ad avere il piede ben centrato

Spesso, e soprattutto con i foil

sulla tavola, si è a cavallo! Per

kite, è meglio fare più fatica a

esempio, con la Sword, devo

girare l’aquilone, che trimmarlo

puntare bene le dita dei piedi

con maggiore potenza. Portate

nella virata, mentre porto la ta-

il vostro piede posteriore nella

vola sul nuovo bordo. La Spotz

sua nuova posizione nella strap

risponde più rapidamente, per

anteriore. C’è bisogno di fare

cui non serve puntare le dita dei

questa operazione con estrema

piedi per portarla dall’altro bor-

attenzione, altrimenti sarà dif-

do, ma devo prestare più atten-

ficile da recuperare. Il vecchio

zione durante la manovra, per

piede anteriore, gira assieme a

non cadere di lato.

voi e alla tavola.


118 TECNICA FOIL Strambata e virata con un foilboard

STEP 1 Portare l’aquilone sulla testa e muoverlo verso il bordo finestra.

STEP 3 Metti il tuo nuovo piede posteriore davanti alla strap posteriore e comincia a girare. Se le linee si allentano, gira in modo più deciso.

Strambare su un foil è tutta una questione di velocità. È una sensazione piuttosto sorprendente stare attorno ai 25 nodi durante tutta la manovra.


STEP 2 Con un po ‘di pressione sulla

stiene la maggior parte del vo-

barra con mano anteriore, te-

stro peso, affinchè voi possia-

nere l’aquilone puntato nella

te fare questo gioco di gambe,

direzione in cui si sta andando.

mentre la tavola scivola sotto

Si sta andando più veloce del

di voi. Se la tavola cerca di sal-

vento, quindi il kite vi sosterrà

tare fuori dall’acqua, cercate di

anche anche se è sopra la testa,

mettere più peso sulla stessa.

rivolto

sottovento. Appiattire

Viceversa, se tende ad affonda-

la tavola, tirar fuori il piede po-

re, cercate di scaricare più peso

steriore e spingerlo nella nuova

vostra sulla vela.

strap anteriore. L’aquilone so-

STEP 4,5 Ora siete pronti a far looppare il kite e decollare sottovento. In una buona strambata, io sarò nella strap posteriore durante il kiteloop. A volte è meglio aspettare fino a dopo il loop… per questione di sopravvivenza…


120 STRAPLESS MOVES The dark flip

THE DAR

Testo e foto Courtesy Reo Stevens


RK FLIP Questa manovra può essere pericolosa a causa delle pinne.


122 STRAPLESS MOVES The dark flip

THE DARK FLIP - BY REO S

1.

Iniziate navigando poppa in avanti.

Posizionarsi poppa in avanti e con le pinne verso

3.

Il movimento che dovete fare è lo stesso del 360 Shove-it. Usa il piede posteriore

per scalciare la tavola nel vento. Il rocker invertito

l’alto, sul terzo posteriore della tavola, quindi in

del nose farà sì che la tavola ruoti a destra verso

questo caso verso il nose. State attenti nel man-

l’alto, e voi atterrerete sulla tavola nella direzione

tenere la poppa della tavola, la vostra nuova par-

corretta.

te anteriore, fuori dall’acqua. A causa del rocker rovesciato, sarà necessaria molta pressione per tenerlo fuori dall’acqua…

2.

4.

Poiché la tavola ruota di 180 gradi sia verticalmente sia orizzontalmente, rispetto al

360 Shove-it, avrete bisogno di ulteriore spazio Si inizia con una velocità da lenta a media,

tra voi e la tavola. Il consiglio è quello di piega-

quanto basta per terminare il movimento e conti-

re molto le ginocchia. La tavola atterrerà dal lato

nuare a navigare. Se possibile, cercate di staccare

destro, nose in avanti.

dall’acqua aiutandovi con un piccolo kicker, come una piccola onda, per aiutarvi ad avviare il salto, ma siate pronti ad aggiungere pressione per tenere la poppa più fuori dall’acqua possibile.

5.

Guardate l’atterraggio ed estendete le gambe, e poi continuate la navigazione.


STEVENS

CONSIGLI 1.

2.

dentro l’acqua, potreste trovare attrito sulla stes-

l’unico modo per imparare. La difficoltà maggiore

sa e quindi voi scivolare con i piedi verso le pinne.

sarà quella di girare la tavola e farla atterrare nel-

Nel caso, tenetevi pronti a tirare la barra, e salta-

la maniera corretta.

Può essere una manovra molto pericolosa

a causa delle pinne. Se la poppa si trova un po’

re alto e lontano dalle pinne.

Farete un’infinità di tentativi e di errori per

imparare questa difficile manovra, la pratica è


124 FREESTYLE MOVES Front Blind

Il Front Blind è un frontroll con un back side 180. Quindi un frontroll invertito in blind o toeside se si passa la barra in aria. È una manovra abbastanza comune al giorno d’oggi, dal momento che è il primo passo per il Front Blind Mobe (FBM).

FREESTYLE M

FRO Text Alberto Rondina | Photo Roberta Pala


MOVES

ONT BLIND ALBERTO RONDINA


126 FREESTYLE MOVES Front Blind

FRONT BLIND

Tenere le braccia piegate e

Mentre le gambe stanno pas-

Mantenendo la barra vicino al

dare una bella orzata, piegare

sando sopra la testa, si deve

fianco, lasciare la mano dietro e

la gamba anteriore, e guardare

proseguire con il back side 180 e

prepararsi ad atterrare blind, o

sopra la spalla indietro.

spingere la tavola verso l’aqui-

toeside, se si vuole fare il pas-

Tirare su le gambe e, più si è

lone per avere un atterraggio

saggio in aria.

invertiti, più bisogna guardare

equilibrato.

Piegare le gambe e atterrare

bene!

leggermente downwind per un atterraggio più facile.

CIAO! ALBY


128 FREESTYLE MOVES Front Blind Mobe

Il Front Blind Mobe è la nuova manovra che tutti vogliono fare in gara, un po’ come succedeva anni fa per il Low Mobe. In realtà è il movimento opposto, ma molto bello da vedersi. È la stessa rotazione che abbiamo imparato anni fa per il Front Mobe, un front roll con un back side 360, ma adesso fatto in modo molto più potente, senza muovere il kite e usando solo il movimento del corpo.

FREESTYLE MOVES

FRONT BLI Text Alberto Rondina | Photo Roberta Pala


IND MOBE ALBERTO RONDINA


130 FREESTYLE MOVES Front Blind Mobe

FRONT BLIND MOBE

S’inizia con lo stesso movimen-

Provare ad andare il più rove-

Afferrare la barra dietro la schie-

to del Front Blind, ma dovete

sciato possibile, tirando su le

na e continuare a spingere con

provare a girare di più all’ini-

gambe e mandando la testa in-

la testa per finire l’ultimo 180 ed

zio, in modo che sia più facile

dietro.

atterrare heelside.

Proprio quando le gambe pas-

Assicurarsi di atterrare con la

sano sopra la testa, è necessario

tavola di poppa, per non finire

Tenere le braccia piegate, dare

avviare il backside 360. Quindi,

“corti”, con buona probabilità di

un’orzata decisa, piegare la

lasciare la mano posteriore dal-

prendere una facciata.

gamba anteriore, e guardare

la barra, portare la barra vicino

È successo a tutti, ma non ri-

con la testa sopra la spalla per

al vostro fianco e girare in modo

nunciare, quando riesci a chiu-

avviare un bel front roll.

deciso la testa indietro, dietro le

derla, è una manovra che da

spalle.

bellissime sensazioni!

aggiungere un extra di 180 alla fine.


CIAO! ALBY


132 TECNICA Genesi e ciclo di vita di un’onda

GENESI E CI VITA DI UN’

PER CHI VIVE DI ONDE, PER CHI SOGN TUTTA LA VITA LA PROPRIA ONDA PE Onde... elemento primario di divertimento, spettacolo della natura, ruggito del mare. Ma come si formano?

Sapevate che un’onda è soggetta alle stesse leggi di qualsiasi altra cosa “vivente”?

Perchè le altezze delle onde sono come i pesci dei pescatori?

Testo Renato Casati | Foto Gabriele Rumbolo


ICLO DI ’ONDA

NA PER ERFETTA...

( PARTE SECONDA)


134 TECNICA Genesi e ciclo di vita di un’onda

FASE 2b

quale si sposta! È a questo pun-

verticale, quindi s’innalza rapi-

LA MATURITA’ SOTTO COSTA

to che l’onda lunga oceanica si

damente, allineandosi ai con-

Quando le veloci, lisce, onde

trasforma. Qui è dove finisce lo

torni del basso fondale. Quando

studio delle onde di acqua alta,

le onde s’innalzano, cominciano

e inizia lo studio delle onde di

a frangere solo quando la pro-

acqua bassa. Questa è la zona

fondità dell’acqua è pari a cir-

di transizione tra onda lunga e

ca 1,3 volte l’altezza dell’onda.

frangenti. L’onda lunga, quando

In altre parole, un’onda alta 90

entra in acqua profonda meno

centimetri frangerà in circa 1,20

della metà della sua lunghez-

metri di acqua. Questo è il mo-

za, comincia a “sentire” mag-

tivo per cui onde più alte, hanno

giormente l’effetto del fondo.

picchi di surfata più lontani del

I contorni del bacino dentro il

solito. L’unico aspetto che resta

quale l’onda viaggia, iniziano a

inalterato della genesi originaria

modificare il comportamento

in mare aperto è il periodo, ed è

dell’onda attraverso un proces-

il motivo per cui, nelle previsioni

so chiamato “rifrazione”. L’on-

di onde, viene spesso indicato

da rallenta di velocità, perché il

lo stesso periodo per onde in

fondale la spinge verso l’alto, e

mare aperto e sotto costa.

lunghe del mare aperto giungono in acque meno profonde, subiscono una significativa trasformazione, e i rapporti visti in precedenza cambiano in base a una molteplicità di fattori. Quando la profondità dell’acqua diventa inferiore, a metà della lunghezza tra le creste di due onde successive, la velocità di un’onda non è più determinata dalla sua lunghezza, ma dalla profondità dell’acqua. Semplificando, la velocità di un’onda, in questa fase, è proporzionale alla radice quadrata della profondità dell’acqua attraverso la

muta il moto orizzontale in moto


FASE 3

frangenti a caduta le onde, ar-

ta. L’energia che si libera in un

LA MORTE DELL’ONDA

rivando in acque improvvisa-

frangente è formidabile, tutta

IL FRANGENTE A CADUTA

mente basse, acquistano im-

quella potenza sottratta ai ven-

Quando l’onda raggiunge la co-

provvisamente altezza, anche

ti, trasportata silenziosamente

il doppio o più della lunghezza

per così tanti chilometri, alla fine

dell’onda lunga, sviluppando un

si sprigiona fuori dai suoi confi-

critico e instabile fronte con-

ni liquidi con un tonante ruggito

cavo, e assumendo un profilo

liberatorio. Come risultato della

quasi parallelo alla spiaggia,

combinazione delle energie del-

che rispecchia le immediate

le numerose forze che agiscono

caratteristiche della forma del

in alto mare e durante il tragitto,

fondale sotto l’onda. Queste

le onde marine arrivano a riva

configurazioni locali del fondale,

in modelli irregolari, alternando

determinano la forma finale dei

cicli di onde, chiamati in gergo

frangenti a caduta. Si forma un

“set”, più piccole e più grandi, in

“tubo” che circonda l’aria, impri-

modo spesso imprevedibile.

sta e s’innalza, termina inevitabilmente la propria corsa, con una “rottura” più o meno pronunciata, in base al tipo di fondale e al salto di profondità, che prende il nome tecnico di “frangente”. Ci sono tre forme di frangenti: “i flutti montanti”, “i frangenti a versamento” e i “frangenti a caduta”. Tralasciando i primi due, che non danno soddisfazioni surfistiche, analizziamo nel concreto i “frangenti a caduta”. Negli ultimi secondi prima che i treni di onda lunga diventino

gionandola, comprimendola, ed espellendola con basse pressioni, tali da rompere i timpani nelle onde più grandi del piane-


136 TECNICA Genesi e ciclo di vita di un’onda

L’IMPORTANZA DEL FONDALE

incurva le onde, concentran-

da terra, direttamente sui fronti

Poche spiagge, con differenti

dole sulla scogliera Banzai vi-

d’onda che si frangono a sini-

cino a riva, con poca perdita di

stra, li liscia, li mantiene più a

energia. Le onde si alzano ripide

lungo, e consente loro di diven-

sopra la scogliera “esterna”, poi

tare ancor più incavati prima di

sembrano quasi sparire nella

frangersi.

zona intermedia di acqua alta,

Ecco quindi che in base al tipo

poi “si risollevano” precipitan-

di fondale si possono formare

dosi contro la scoscesa sco-

onde più o meno surfabili, di

gliera interna. Là i giganti, sono

una certa altezza, di una certa

spinti in alto dall’improvvisa e

regolarità, lunghezza, che tra-

ripida muraglia di corallo. Di col-

sportano una certa quantità di

po, nel cavo dell’onda, non c’è

energia, ma che sono e restano

acqua sufficiente per comple-

il risultato di una serie di circo-

tare il profilo dell’onda. Il fron-

stanze che si sono verificate a

te diventa concavo come una

centinaia o migliaia di chilometri

specie di condotto orizzontale

prima, e che hanno subito mo-

(attribuendone il nome di Pipe-

dificazioni durante un tragitto

line), la cresta diventa un labbro

tanto lungo, e pieno di incognite

di acqua che cade in avanti ver-

da modificarne radicalmente la

dall’onda.

so la spiaggia per completare la

genesi primaria.

ESISTE L’ONDA “PERFETTA”?

ando all’interno quel cavo spet-

QUALE ONDA AFFRONTERETE?

tacolare, seguito dalla consueta

Che tipo di onda cavalcherete?

esplosione di spuma, quando

Ripida o a bombolone? Spinge

l’onda crolla intorno alla tasca di

molto o poco? Porta tanta ac-

acqua imprigionata. Si aggiun-

qua o poca? Sono onde regola-

ga a questa dinamica fonda-

ri? Da quante onde è composto

mentale, il fronte della scogliera

il set? Quanto intervallo c’è fra

angolato in direzione opposta

un’onda e l’altra? E fra un set e

alla riva, che fa sì che l’onda

l’altro? Le onde sono alte tutte

si srotoli a sinistra e (a volte) a

uguali? Arrivano set anomali?

destra, e sarebbe impossibile

Immaginatevi da fuori COME e

concepire un’onda più perfetta.

DOVE le surferete, in che punto

E, se tutto questo non bastas-

entrerete, dove farete il bottom

se, il vento predominante soffia

e il cut back. Ci sono dei pun-

configurazioni dei fondali, contribuiscono a produrre onde ideali per surfare. Semplificando, i fondali sabbiosi o ghiaiosi, riescono a formare onde decenti soltanto grazie a grossi e improvvisi salti di profondità, mentre fondali corallini, scogliere rocciose, navi sommerse o altri ostacoli che interrompono la regolarità del fondale sabbioso o ghiaioso, sono responsabili della maggior parte delle onde più belle e surfabili del pianeta, che mutano in una varietà di forme, a seconda della conformazione, della profondità e della dimensione dell’ostacolo incontrato

Il famoso Banzai Pipeline, al largo della North Shore di Oahu, è un esempio di “perfezione”, grazie a tutta una serie di caratteristiche ideali per l’onda perfetta ricercata dai surfisti. Le onde lunghe formate dalle grandi tempeste del Pacifico che s’irradiano verso nord-ovest, escono dall’acqua molto profonda colpendo le barriere coralline a più di un chilometro e mezzo al largo. Questa barriera esterna

forma cilindrica dell’onda, cre-


ti abbastanza precisi da indivi-

stra può anche lavorare il gior-

un’esistenza unica e singolare,

duare, seppure le onde tendano

no dopo come sinistra, dipende

che si libra nell’oceano prima di

a non essere regolari e quindi a

dalla direzione dello swell.

esserne riassorbita. Questo è

rompere in modo anomalo. Esi-

Tutti abbiamo un lato migliore,

uno dei tanti motivi per cui, da

stono onde “destre” o “sinistre”.

sarebbe auspicabile aggredire

sempre, cercare di cavalcarle

Queste definizioni indicano la

l’onda in front side, che solita-

e domarle, rende la sfida uo-

parte di onda che resta “libera

mente identifica il lato migliore,

mo-mare, così affascinante.

da schiuma”, il fronte surfabile,

ma non tutte le onde lo permet-

mentre si scende l’onda, quindi

tono, perché?

se si osserva l’onda dalla spiag-

Chi è REGULAR ha il piede si-

gia dovete ragionare al “contra-

nistro avanti e surferà FRONT

rio”. Un’onda vista surfabile sul-

SIDE le onde destre (Punta

la vostra sinistra dalla spiaggia

Preta, Capo Mannu...), e soli-

in realtà indica un’onda destra

tamente BACK SIDE le sinistre

in gergo!

(One Eye, Marina delle Rose...).

Se l’onda rompesse tutta assie-

Col tempo e l’esperienza potre-

me senza una direzione identifi-

ste voler imparare a invertire il

cabile, si definirebbe onda “clo-

vostro equilibrio, saper surfare

se out”, ed è meglio non entrarci!

tutte le onde sia in front sia in

Spesso le onde hanno una sola

back, aumenta il vostro livello e

direzione surfabile bene (o de-

vi consente di cogliere il meglio

stra o sinistra), raramente la-

da tutte le uscite, ma raramente

vorano

riuscirete a essere veramente

contemporaneamente

nei due sensi (picco centrale e

radicali su ambo le mura...

srotolamento su ambo i lati). In

Ogni onda è diversa dall’altra,

quest’ultimo caso prendono il

ha una propria individualità,

nome di A-frame. Un’onda de-

un’anima propria se vogliamo,

MANERA, HAVE FUN!

Renato “DrKite” Casati Responsabile tecnico Wave team rider RRD. Kitesurfer dal 2000, è stato giudice ed atleta PKRA e KPWT. Ha scritto continuativamente per diverse riviste di settore negli ultimi 12 anni. Vive fra lago di Como e Sardegna ma sverna fra le onde Capoverdiane.


138 ITW Sara Bartolini

ITW Roberta Pala | Foto Sveva Bartolini

Sara Bartolini


Nome e cognome: Sara Bartolini Data di nascita: 18/02/97 Home spot: Pescia Romana Anni di kite: 8 anni Disciplina preferita: freestyle strapless Sponsor: S+Surfboards Altri sport: nuoto

KS_Ciao

Sara,

raccontaci

anche alla mia famiglia in ge-

KS_I tuoi materiali, qual è il tuo

qualcosa di te, dove vivi, quan-

nerale come mia mamma e mia

quiver perfetto e la condizione

ti anni hai, cosa fai nella vita…

sorella che mi hanno sempre

che prediligi? Le tue tavole S+,

SB_Vivo a Terni, ho 18 anni, nel-

sostenuta e spinta verso que-

quali sono le caratteristiche

la vita ancora sono una studen-

sta direzione, permettendomi

che ti hanno colpito in questi

tessa infatti frequento il liceo

di viaggiare e di allenare le mie

materiali?

scientifico Donatelli. Nel tempo

capacità in questa disciplina.

SB_Il mio quiver è composto

libero mi piace praticare mol-

da ali di misure tra 9 e 5 mq e

ti tipi di sport, infatti mi defini-

KS_Freestyle strapless, come

tavole rigorosamente strapless.

sco “uno spirito libero”. La mia

mai? Non è facile vedere una

Le mie tavole S+Surfboards io

più grande passione è il kite e

ragazza in questa disciplina,

le definisco in una sola parola,

nonostante la lontananza dal

e così brava, sei un duro colpo

“perfette”! Grazie a queste ta-

mare cerco sempre di trovare

all’ego maschile, sai?

vole ho scoperto cosa significa

tempo e modo per partire e al-

SB_Mi sono avvicinata al free-

veramente surfare e fare mano-

lontanarmi da casa per dedicar-

style soprattutto strapless sin

vre. Ciò che colpisce principal-

mi a questa grande passione.

dagli esordi, perché credo che

mente sono i materiali con cui

quando si è sopra a una tavola,

sono costruite e la perfezione

KS_Quando e come hai sco-

bisogna essere liberi di creare e

con cui sono progettate, sono

perto il kiteboarding e cosa ti

pensare nuove manovre senza

leggere ma allo stesso tempo

ha colpito di questo sport? C’è

avere nessun tipo di vincolo. La

resistenti e dinamiche consen-

qualche persona in particolare

mia più profonda passione sca-

tendomi di poterle utilizzare in

che ti senti di ringraziare?

turisce proprio da questo, infatti

qualsiasi condizione di mare e

SB_Il kiteboarding l’ho scoper-

quando mi trovo in acqua quello

vento. Devo un ringraziamento

to viaggiando in vari spot del

che progetto è fare acrobazie e

particolare al costruttore delle

mondo. A soli 10 anni mi sono

cercare di chiudere più mano-

mie tavole Pino Mencarelli che

innamorata di questo sport in

vre possibili. Mi rendo conto che

sa sempre creare, adattare e

uno dei posti che più prediligo

trovare ragazze che praticano

progettare i suoi prodotti in fun-

all’isola delle Mauritius, centro

questo sport non è facile. Cerco

zione delle mie caratteristiche.

per eccellenza sia di vento sia

sempre di ispirarmi ai più grandi

di condizioni wave. Il kite mi ha

campioni di kite, per cercare di

colpito fin da subito perche è

migliorare sessione dopo ses-

uno sport che lega mente, cor-

sione il mio livello di prestazio-

po, natura e adrenalina. Tutto

ne.

quest’amore che provo lo devo principalmente a mio padre, ma


cata, ma anche lo shopping ;-)

140 ITW Sara Bartolini

KS_Il nome del nostro magaziKS_Progetti per il futuro? Cosa c’è nei sogni di Sara? Viaggiare e seguire questa passione o altro?

ne è Kitesoul, anima e kiteboarding… quali sono le tue emozioni legate al kiteboarding, durante una session, sia essa

I progetti per il mio futuro, o

di allenamento o di semplice ri-

meglio i sogni che esistono nel-

ding al tramonto?

la mia mente sono vari. Indub-

Le emozioni che provo durante

KS_Su cosa ti stai concentran-

biamente il mio spirito mi porta

una session di kite sono molte-

do come manovra adesso? E

a seguire questa mia passione

plici, ma allo stesso tempo di-

quali manovre hai già in can-

per il kite, girando il mondo,

verse tra di loro. Durante un al-

tiere?

sempre, però, con la consape-

lenamento tipo, provo emozioni

Ora mi sto concentrando sulla

volezza di non tralasciare mai

legate alla voglia di scoprire e

doppia rotazione Front, avendo

un’altra mia passione legata

chiudere nuove manovre, per-

già in cantiere manovre quali:

agli studi di architettura.

ché solo così sento il mio animo libero da costrizioni e pensieri.

rotazione front, rotazione back, grab di vario tipo, basic jump

KS_Quando non sei in acqua,

Se invece parliamo di emozioni

con molto hang time e trick di

come ti piace passare le gior-

legate a un riding al tramonto,

vario genere.

nate?

provo sensazioni di spensiera-

Quando non sono in acqua, mi

tezza, relax e tanta voglia di vi-

KS_Surfare grosse onde, hai

sento un po’ fuori dal mio habi-

vere e praticare il kiteboarding,

fatto qualche viaggio e se sì

tat e proprio per questo cerco di

soprattutto perché condivido

dove e con che condizioni?

paraticare sport acquatici come

questa disciplina con mio padre

Ho avuto l’opportunità di sur-

il nuoto. Mi piace provare un po’

che riesce sempre ad aiutarmi,

fare negli spot migliori che esi-

di tutto dalla corsa, all’arrampi-

consigliarmi e sostenermi du-

stono per il kitesurf come Capo Verde a Punta Preta e Punta Leme, Mauritius a One eye e Blue Heaven, Grecia, Australia, Tenerife. KS_Le tue amiche cosa pensano del tuo sport? Riesci a condividere con qualche amica questa passione? Le mie amiche pensano che sia una ragazza molto spericolata, e adrenalinica e proprio per questo motivo, non riesco a condividere con nessuna di loro questa mia passione.

rante ogni tipo di sessione.


142 EVENTI Puzziteddu Wave Contest 2015 – CKI/FIV

Puzziteddu

Wave Contest 2015

Testo: Francesco Turchetti, Enrico Giordano | Foto: Carlo Ballatore, Giuseppe Bonaccorso e Marcello Maggiore

Francesco Turchetti

Puzziteddu, un paese della Sicilia da sempre famoso per le onde grandi e il vento… In pieno Novembre, con Alessandro Di Benedetto parlavamo di regate race, regate wave, e mi ha suggerito Puzziteddu e il circolo Reef, uno spot idoneo, un gestore e la sua famiglia ospitali e in gamba, circolo FIV organizzatissimo… La tappa è a chiamata, tutto cioè dovrà avvenire in tempi ristretti e la data si saprà, con massimo tre giorni di preavviso. Il secondo week-and di Maggio il meteo fa le prove generali, ma per venerdì 22 Maggio scatta il semaforo verde, è gara! Al via venti concorrenti provenienti da tutta Italia, acqua chiara, sole, vento e onde, condizione di vento sostenuto e onda, che dire uno splendido e colorato parco giochi dentro il quale si è svolta una bellissima regata, con heat sempre molto tirate già dalle prime batterie, davanti ai numerosi presenti. Fin da subito ci sono delle sorprese, Coccoluto, re del Freestyle Italiano, sfodera classe, stile e capacità di prendere le onde grandi, cambia a ogni onda la sua surfata, perde la sua heat solo sull’ultima onda, fino a quel momento era alla pari con Giordano. Altra sorpresa, il local Francesco Cappuzzo, che detta la sua legge nel windsurf, è subito molto radicale e stiloso sul kite, colpisce sempre la parte critica dell’onda, prende sempre le migliori, sa sfruttare al meglio le condizioni di vento e del mare. Da segnalare un tentativo di “tubo” da parte del local Forace. L’onda più bella la prende il tattico e talentuoso Giordano, nella heat che lo vede contro l’amico e radicalissimo D’Ottavi,


144 EVENTI Puzziteddu Wave Contest 2015 – CKI/FIV

quest’ultimo nulla può contro una scelta sbagliata della misura del kite e della prestazione di Enrico che nella penultima onda prende un bel 9 dalla giuria. Non è più una sorpresa il Sardo Sandro Pisu, perché ormai è confermato come fortissimo e talentuoso atleta, molto a suo agio su questa misura di onda, perde anche lui per la scelta sbagliata della misura del kite e finisce terzo a pari merito con Cappuzzo. Il mondiale di Dakhla ci ha regalato un bel rider, osannato e ricercato dal pubblico femminile presente, molto a suo agio in mezzo alle onde con una bella surfata radicale, fluida sicura, il biondo Tony Cili è primo a pari merito con Enrico Giordano. Un bellissimo evento, con il solo rammarico della mancanza di 20 minuti di vento e si sarebbero disputate le due finali che avrebbero designato un vincitore, che in realtà c’è stato, il vincitore di questo evento è sicuramente la famiglia Cappuzzo, tutta la sua organizzazione. Puzziteddu e la location, lo spot bellissimo, il mare e il vento di Sicilia, ci hanno regalato una grande giornata di kite wave. L’appuntamento per il prossimo anno, Antonio ha promesso che farà le cose più in grande, probabilmente ha ordinato onde più grandi e vento più forte.


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Enrico Giordano Sono molto contento di aver partecipato al contest di Puzziteddu, perché, al di là del risultato, ho avuto l’opportunità di conoscere i nuovi rider che credo occuperanno la scena dei prossimi anni e le persone che con grande passione si impegnano per organizzare eventi di questo tipo, spesso anche senza un adeguato riconoscimento economico. La famiglia Cappuzzo, padroni di casa, è davvero speciale, il giovane Francesco, un atleta completo, solare e talentuoso, supportato da genitori e amici in modo corretto e genuino. Lo spot ha mostrato bene le sue potenzialità con una giornata di gara che, seppure a detta dei local fosse il minimo sindacale, ci ha regalato spesso bei set di due metri d’onda aperta e lunga e vento che oscillava da più di 20 nodi del pomeriggio ai 14 nodi delle ultime heat. Credo che Puzziteddu possa essere un punto stabile del wave contest italiano e, se supportato negli anni da bei sponsors, potrà consentire di dare maggiori margini all’organizzazione per dare il giusto risalto all’evento. Ormai è evidente che i giovani che stanno progredendo nella disciplina, sono una realtà molto promettente e costituiscono una ricchezza da coltivare. Torno a casa, soddisfatto e divertito per come ho affrontato le mie heat, e per come ho trascorso piacevolmente i momenti fuori dall’acqua. Aloha, Enrico

1 – Enrico Giordano, Tony Ciliberto 3 – Francesco Cappuzzo, Sandro Pisu


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