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Enrique Moya Gonzรกlez


Visivagante Enrique Moya Gonzรกlez


Matilde Puleo Una specie di istanza di sgombero dell’immagine determina il lavoro di Enrique Moya González; la spinta a sottrarre informazioni ne motiva la cancellazione, sottoponendo l’immagine ad una sorta di effetto abrasivo tale da impedire la saturazione e la brillantezza del colore. A ciò, e per contro, egli associa la volontà di focalizzare nuovamente l’attenzione sulla natura primaria dell’oggetto, sulla sua prassi e sui suoi strumenti costitutivi che vengono indagati selezionati e scelti con cura meticolosa. Analisi del processo pittorico dunque più che pittura o fotografia in senso stretto, compongono opere che si risolvono in carte di medio formato cariche di molteplici livelli. Stratificazioni di oggetti concreti registrati dalla fotografia e poi rielaborate, filtrate e decantate, in grado di proporre immagini che con quelle non hanno più alcun rapporto di parentela. Il lavoro di Moya rappresenta la coscienza fredda di una linea di esperienze visive inflessibilmente consapevole della sfida autoimposta. Una partita da giocare, scaturita da un grado di operatività che si potrebbe definire massimizzato, tanto è lungo, meditato e travagliato il percorso che porta all’immagine finale. È un processo continuo di ridefinizione dell’immagine a partire dai suoi costituenti di base all’interno di un problema che non vuole trovare definizioni certe tra l’astratto di certe zone in superficie e la rappresentazione del reale. Il rapporto tra le varie stratificazioni segue un processo di frammentazione e disseminazione che riduce tutto a traccia o impronta, visibile in seguito nell’ultimo intervento. Il metodo del disegno a transfer, è uno dei cardini di una ricerca che si avvale di un repertorio d’immagini che spazia liberamente tra scene di vita privata dell’artista da combinare con immagini di vita quotidiana catturate sia in Spagna che in Italia e immagini di oggetti a metà strada tra il reperto archeologico e la scultura africana. Moya utilizza dunque segni che insieme diventano anonimi pur mantenendo la sembianza del segno di comune appartenenza. Di fatto, queste immagini non vengono mai caratterizzate come sigle personali, perché è essenziale mantenerle nell’ambito della leggibilità. Non a caso, frequentissimi sono gli usi del carattere tipografico da mantenere anche come contenuto di un’iscrizione pubblicitaria o informativa, oltre che come ingombro visivo. Combinazione di immagini che appartengono a tutti noi, per produrre forme che sono tutt’altro che anonime. Egli ha un atteggiamento nei confronti della storia dei segni e della storia in generale anti-edipico: col passato si può e deve avere un rapporto panico; su di esso ci si stratifica la nostra storia e dunque la continuità non va spezzata. Piuttosto, l’immagine di oggetti atavici, appartenute a culture lontane, di oggetti cultuali e non, sono da frantumare sull’onda di piccole ma incessanti trasgressioni che costruiscono uno spazio ritmico consapevole dei pieni e dei vuoti. Uno spazio che si dà mediante frammenti organizzati nel tempo e un rapporto pacifico col tempo, tale da permettergli di usarlo e comporlo così: uno accanto all’altro. Il livello del segno marchia con i contorni di corpi umani o di parti animalesche la fine dell’intervento. A partire da ricerche come questa è possibile registrare quanto il segno continui ad analizzare quella dialettica degli opposti, fondamentale per il processo compositivo. Matilde Puleo


Immagini Note sull'opere: -Supporto: carta Hahnemühle (25% cotone, 15% lino). -Transfer Fotografico. -Disegno a mano libera "matita litografica". -Acquerello. -Le immagini vengono realizzate in studio e a mano, trasferendo fotografie fatte dall'artista su: -carta Hahnemühle (25%cotton 15% lino) -la linea è fatta a matita litografica, pennarello, acquerello... Enrique Moya González


Paseo por la Gnomica ‘08


Cambio de Hábitos ‘08


Serie Problemas suit n/3 `08

D 'improvviso il gatto pensa, si fa uomo, e fa di ogni minuto un’esistenza. Resiste all’urto, non sente rumore, e beve al risparmio il suo stesso sudore. Ordina l'avvenire, non del vaticano ma del mentire, non sa decidere, e aspetta un lento per fuggire. Ahi! quanto son me stesso, non sono mai malato, ma non mi sono mai rimesso.

Matteo Gallo


Libero profesionista ‘09


Serie problemas Suit n/3. Concepto Casa ‘09


La modernidad explicada a los ni単os (J.F.Lyotard) `09


A fianco

Pacto entre cavalleros ‘08

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Delaware ‘08


Teatro Antropològico ‘08


Rastros ‘09


Pasajeros al tren `08


Discurso con Era ‘08


Desayuno con Barthes ‘08


Visivagante Enrique Moya González 4 aprile 2009 Virginia López 18 aprile 2009 Galleria Tornabuoni Firenze-Pietrasanta, aprile 2009. info@galleriatornabuoni.it www.galleriatornabuoni.it Con il patrocinio culturale di

Consulado Honorario de España. Florencia Catalogo

Enrique Moya González, Virginia López

Curatore mostra Organizzazione Ufficio stampa Progetto grafico Stampa Traduzione Fotografia

Matilde Puleo Fabio Fornaciai Valentina Goretti Matilde e Massimo Massaini, Grafiche la Stamperia Color Service (Ar), Enrique Moya González

Enrique Moya González vuole ringraziare Jorge Hevia Sierra -Agregado cultural di Spagna a Roma- e Maria Angeles Velloso Mata, -Console Onorario di Spagna nella sede di Firenzeper la loro costante disponibilità ed appoggio, Fabio Fornaciai per lo spirito creativo e per aver reso possibile l’incontro con Virginia Lopez, Matilde Puleo per la sua “brillantezza” e amicizia, Virginia per i momenti vissuti insieme e le nostre “conversazioni” passate e future. Dedicato alla Mamma per avermi dato i suoi occhi, al Babbo per avermi dato le sue mani, alla Petiti, alla famiglia Goretti, alla Vale per la pazienza, al Gallo e al suo gatto immaginario, alla mia Stella e agli amici sparsi per la Terra.

Saggio è colui che sa di non sapere. Socrate


Finito di stampare nel mese di Marzo 2009 da Grafiche la Stamperia, Firenze.


La mostra raccontata nel presente catalogo è frutto dell’incontro fortuito di due artisti spagnoli, Enrique Moya González e Virginia López che un giorno hanno scoperto di abitare entrambi in Toscana. Sia l’uno che l’altra con una passione concreta: Fare Arte. Due artisti che insieme a Fabio Fornaciai e Matilde Puleo - senza dimenticare le persone che collaborano con loro, hanno avuto la voglia di CREARE. Questo è il risultato. E.M.G. & V.L .


Catálogo1  

Fotos kike-art www.kike-art.eu