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PAESAGGI CULTURALI TRAIBOSCHIDELLA YOSEMITEVALLEY EILPARCODELLE DOLOMITID’AMPEZZO

 UNANNO DACABALA

LAREGINADÀINUMERI

LUCACORDERO DIMONTEZEMOLO IOL’ITALIACORTINA

FIORELLO ESEFOSSEUNUOMO TUTTOD’AMPEZZO?

HANNOSCRITTOPERNOI ANTONELLABACCARO VALERIOBERRUTI BEPPEBONI LAURACIARALLO MARCOALBINOFERRARI PAOLOMARCHI ROBERTOPAPPACENA ERNESTORIGONI

NUMERO SETTE E STAT E 

  


miti e riti 14 15 16 18

20

26

30

Il nostro saluto / Ciao Direttore di Chiara Caliceti Editoriale di Stefano Illing Il punto di Enrico Cisnetto su “I primi 10 anni di Cortina InConTra” Il punto di Ernesto Rigoni e Nicola De Santis su “Mondiali 2017/ Fiorentina: una questione di feeling”

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attualità

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INNANZITUTTO Luca Cordero di Montezemolo, presidente Ferrari, racconta il “suo” Paese e la crisi economica di Antonella Baccaro FATTI E PERSONE «Da vecchio vivrò a Cortina», a dichiararlo "nientepopodimenoche" Fiorello, showman “tutto d’Ampezzo” di Alessandra Segafreddo ON AIR Volere e volare (dall’aeroporto di Fiames e ritorno). Con Esperia il sogno diventa realtà di Laura Ciarallo

affinità elettive 34 40

42

50

6

73 74

82 86 90 92

60 62

PRIMO PIANO La Regina dà i numeri: 2011 un anno da cabala di Massimo Spampani Buon compleanno, (babbo) Rolly di Paolo Marchi

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moda e modi

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COLOR SEPPIA Dove finisce una strada e inizia una storia, lunga ben 110 anni: quella del Cristallo Hotel Spa & Golf di Ennio Rossignoli ART STYLE Il Novecento di Mario Rimoldi: viaggio nella cultura di una città e di un Paese di Roberto Pappacena

visioni 54

70

NATURA & CULTURA Tra Eden selvaggi e paradisi “culturali”: il Parco Naturale delle Dolomiti e lo Yellowstone National Park di Marco Albino Ferrari con il contributo di Michele da Pozzo

98 110 116 122 120

TOP EVENTS Un’estate da vivere “à bout de souffle” tra: Cultura Premio Cortina d’Ampezzo di Francesco Chiamulera La presa del Castello di Botestagno di Liana Bertoldi Lenoci Musica Sulle ali della musica Sport Cortina Show Jumping / Terra di amazzoni e cavalieri di Beppe Boni Coppa d’Oro delle Dolomiti / Motore… azione di Valerio Berruti Un’estate in golf Montagna CortinainCroda / Parole e immagini di Andrea Gris con il contributo di Alberto Bregani People Audi partner di grandi eventi Arte Nudi con l’anima di Amelia di Pietro

rubriche

VERTICAL IMPORTANT PEOPLE di Paolo Tassi L’ATTIMO di Stefano Zardini VETRINE di Angela Bolzicco CLOSE UP Social Events Golden Globe. Top of the sport COSA BOLLE IN PENTOLA di Lucia Portesi PIANTIAMOLA di Annette Gottmann FOCUS ESTATE / PREVIEW INVERNO di Alessandro Broccolo e Maria Grazia Soravia INFINE Un libro: aspettando l’“Alba”. di Marco Ghedina, Libraio Magico Cortina Top Friends / Il circuito distributivo di CORTINA.TOPic Foto di copertina di Stefano Zardini

14 Farewell Editor 15 Editorial 16 Perspectives

current affairs

20 26 30

FIRST AND FOREMOST Luca Cordero di Montezemolo FACTS &PEOPLE “When I am old I will live in Cortina” ON AIR Esperia makes a dream come true

special affinities 34 40

IN THE FOREGROUND The Queen reveals her numbers Happy birthday (daddy) Rolly

fashion and trends 42 50

THE COLOUR SEPIA Celebrating 110 years of the Cristallo Hotel Spa & Golf ART STYLE The twentieth century of Mario Rimoldi

visions 54

NATURE & CULTURE Between unspoilt Edens and cultural Heavens

myths & rites TOP EVENTS A summer rich in events: 64 Culture 73 Music 74 Sport 86 Mountains 90 People 92 Art

features

60 VERTICAL IMPORTANT PEOPLE 62 THE MOMENT 96 SHOWCASES 98 CLOSE UP / Social Events 110 WHAT'S BREWING 114 LET'S PLANT IT 116 FOCUS SUMMER / PREVIEW WINTER 122 FINALLY A book: waiting for “Dawn” 120 Cortina Top Friends


Antonella Baccaro Testardamente pugliese, lavora da 19 anni per il Corriere della Sera, dove si è occupata della cronaca di Milano e, ora, di economia nella redazione romana. Di recente ha seguito con passione la privatizzazione di Alitalia e adesso si prepara a verificare gli esiti della concorrenza nel mondo ferroviario. Per divertimento, ma anche per cambiare un po’ tavolozza, cura una rubrica, sempre sul Corriere, dedicata ai single, di cui dice: «parlare di relazioni è un po’ come scrivere di economia. Prima o poi arriva il tempo dei bilanci». È sua l’intervista a Luca Cordero di Montezemolo di pagina 20.

Valerio Berruti È giornalista a Repubblica

dal 1984, dopo gli studi di Lettere all’Università La Sapienza di Roma. Ha cominciato nei settori cronaca e spettacolo, contribuendo alla nascita del settimanale Trovaroma. Subito dopo è stato capocronista delle pagine romane e dal 1996 è passato allo sport nazionale. Dagli inizi del 2000 si occupa del settore auto-motori come caporedattore. Nel 2009 è stato l’ideatore e curatore dell’Enciclopedia dell’Automobile, opera in dieci volumi edita dal gruppo. A pagina 78 ci racconta la storia di un mito senza tempo.

Alberto Bregani Nato (era il 1962) e cresciuto a Cortina d'Ampezzo, è atleta di sci alpino e figlio d'arte: il padre fu scrittore, alpinista, documentarista e direttore del Coro Cortina per 20 anni. L'amore per le “sue” montagne lo racconta con la fotografia, grazie alla forza espressiva del bianco e nero, scattando esclusivamente in pellicola e medio formato. Le sue mostre e conferenze sulla fotografia di montagna sono apprezzate e richieste in Italia e in Europa. Oggi vive a Milano, dove si occupa di marketing e comunicazione digitale.

Francesco Chiamulera Ampezzano doc e giovanissimo responsabile di Una Montagna di Libri, la rassegna ampezzana d’incontri con l’autore, vive e lavora tra Cortina e Roma. Si è laureato in Storia all’Università di Padova, con una tesi sugli Stati Uniti. Scrive per Agenda Liberale, magazine del Centro Einaudi di Torino. Ha collaborato con l’agenzia di stampa Ansa, Canale Italia e con numerose testate locali.

Liana Bertoldi Lenoci Classe 1934, viene

ironicamente definita “la dolomitica pugliese”, essendo cresciuta a Cortina e avendo insegnato Storia moderna e contemporanea all’Università di Bari e, successivamente, presso l’Università di Gorizia. La conoscenza di realtà tanto diverse ha fatto di lei una cittadina del mondo. È componente dell’Editorial Board della Society for Confraternity Studies dell’Università di Toronto. Le sue pubblicazioni sono presenti anche alla Biblioteca del Congresso di Washington. Corrispondente dell’Accademia italiana della vite e del vino, ne cura le pubblicazioni. Crede fermamente nella necessità di propagare la cultura storica senza limitazioni geografiche, per una futura convivenza serena tra i popoli. Quei tanti popoli diversi che lo splendore delle Dolomiti unisce ed educa al bello.

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Beppe Boni A 54 anni è vicedirettore de il

Resto del Carlino Bologna e di Carlino.net. Muove i primi passi a il Giornale di Indro Montanelli, per diventare, nel 1999, vice-capocronista della redazione di Modena del Carlino, poi capocronista nella redazione veneta di Rovigo e, quindi, capocronista della cronaca di Bologna. In seguito ha svolto i ruoli di capo delle pagine regionali, capo delle province, caporedattore centrale e infine vicedirettore. Fino a luglio 2011 ha diretto anche Cavallo magazine e Cavallo sport, riviste del gruppo bolognese, di cui ora è editorialista. Non poteva mancare una sua riflessione sul felice "matrimonio" tra Cortina e il mondo dell'equitazione (pag. 74).

Laura Ciarallo Giornalista professionista, dal 1996 è alla redazione del Tg5, dove attualmente è vice-caporedattore della redazione economica. Segue stabilmente come inviata le vicende dei grandi gruppi industriali, l’attività di governo, i principali temi finanziari internazionali e i settori consumi, turismo e lusso. Dal 1996 al 2001, sempre al Tg5, ha lavorato all’interno della redazione politica come giornalista parlamentare. Dal 1991 al 1996 ha collaborato con il quotidiano il Giornale, realizzando inchieste di cronaca. Ha intervistato per noi i dirigenti di Esperia (pag. 30).


photo © Maurizio Camagna

Michele Da Pozzo Ampezzano di nascita,

ha le Dolomiti, la loro storia e la loro tutela nel cuore. Dopo la laurea conseguita in Scienze forestali all’Università di Padova, è nominato direttore del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo nell’anno della sua istituzione, il 1991, e corona così un sogno: quello di fare di una passione un vero e proprio mestiere. Per immortalare la mutevole bellezza della natura è anche diventato fotografo, oltre che guida naturalistica e veste spesso il maglione rosso degli Scoiattoli. Del “suo” parco dice: «Spero si possa continuare a lavorare nel solco della prestigiosa tradizione delle Regole d’Ampezzo: siamo un unicum in Italia».

Nicola De Santis Ha solo 30 anni ma già, dopo la laurea in Economia aziendale e il periodo del dottorato di ricerca nella stessa materia, trascorso tra l’Italia e gli Usa, è stato docente di Finanza aziendale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e per i master della Fondazione Cuoa. Attualmente è docente di Finanza aziendale presso il Master Sbs (Strategie per il business dello sport), sempre a Venezia, dove collabora anche nel modulo Sport, eventi sportivi e destination management. È anche presidente della società Gestione impianti sportivi Cortina, vicepresidente del Consorzio Dolomiti e membro del consiglio direttivo del Consorzio Cortina Turismo.

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Marco Albino Ferrari 46 anni, ha fondato

Paolo Marchi Milanese, classe 1955, per 31 anni è a il Giornale, che lascia nella primavera 2011, per dedicarsi all'idea migliore mai avuta: Identità Golose, congresso internazionale di cucina e pasticceria d'autore. Tre sedi (Milano, Londra e New York), una guida ai ristoranti di Italia, Europa e Mondo e un sito d’informazione gastronomica che supera i confini italiani. Per CORTINA.TOPic ha raccontato la storia di un padre molto speciale (pag 40).

Marco Ghedina Nato sotto le Tofane nel

Roberto Pappacena Nato in Abruzzo nel

Ernesto Rigoni Un curriculum di respiro internazionale lo vede docente ai corsi di Economia e istituzioni del turismo (Università di Lingue e comunicazione IULM di Milano), al master in Tourism management (IUML), a quello in Strategie per il business dello sport (Università Ca’ Foscari di Venezia) e al master in Tourism management della Trentino School of management. Direttore generale dell’Azienda di promozione turistica del

Trentino fino al 2003, Rigoni è stato project manager di progetti di sviluppo turistico in Italia e in molte nazioni estere tra cui Giappone, Iran, Dubai e Croazia. Delegato tecnico Fis e Omologatore della Federazione internazionale dello sci dal 1972, è responsabile del settore progetti speciali e human resources development per l’edizione 2013 dei Campionati del Mondo di prove nordiche della Val di Fiemme.

e dirige la rivista Meridiani Montagne. Negli anni Novanta è stato anche alla direzione del mensile Alp. Collabora con la casa editrice Einaudi e scrive sceneggiature per radio e cinema. Tiene corrispondenze culturali e diari di viaggio per il quotidiano La Stampa di Torino. Tra i suoi libri: Frêney 1961 (Vivalda, 1996), Il vuoto alle spalle (Corbaccio 2000), Terraferma (Corbaccio, 2002), In viaggio sulle Alpi (Einaudi, 2009), La sposa dell’aria (Feltrinelli 2010), Alpi segrete (Laterza 2011). A pagina 54 riflette sulle differenze tra il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo e lo Yellowstone National Park.

1952, dopo la maturità si iscrive alla facoltà di Economia e commercio presso l’Università di Venezia, che però lascia deluso dalla politicizzazione dell’università, che definisce: «il canto del cigno del ‘68». Sposta così i propri interessi verso le discipline orientali e la montagna, praticando le arti marziali e l’alpinismo, due materie opposte nell’espressione corporea ma identiche nello spirito, entrambe realizzazioni del sapere in una azione. Accantonata la scelta obbligata dei libri scolastici, si abbandona, finalmente, alla libera scelta dei libri preferiti, alimentando una passione per la lettura, che nel corso degli anni lo porterà alla creazione di una piccola biblioteca personale di circa 6.000 volumi, dei quali un terzo dedicati alla montagna. Dal 1979 fa parte del Gruppo Scoiattoli Cortina ed è tra i soci fondatori dell’associazione culturale CortinainCroda nonché uno dei curatori della rassegna, dove propone al pubblico la lettura di testi legati alla montagna, con il ruolo, senza prendersi troppo sul serio, di Libraio Magico.

1923, deve la sua formazione umana e culturale agli illustri docenti di cui è stato discepolo presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha fondato, diretto e collaborato con prestigiose riviste di arte e cultura. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui varie raccolte di poesie. Tra i suoi vari saggi, è da segnalare quello che ripercorre la biografia di Mario Rimoldi, nel primo Catalogo della Galleria d’Arte Moderna “Mario Rimoldi”, personaggio a cui è dedicato il servizio a pagina 50.


Registrazione al Tribunale di Belluno n. 04/08 del 23 maggio 2008

Direttore Editoriale Stefano Illing Direttore responsabile Chiara Caliceti Supervisione creativa Stefano Zardini Coordinamento di redazione Lucia Portesi lucia.portesi@omniarelations.com Redazione centrale Cortina Turismo Hanno collaborato: Angela Bolzicco, Alessandro Broccolo, Amelia Di Pietro, Maria Grazia Soravia media.cortina@dolomiti.org

Cortina d’Ampezzo fa parte dell’associazione europea “Best of the Alps” che riunisce le 12 località montane più famose ed esclusive di 5 nazioni Alpine.

Cinzia Confortola, Paola Dandrea, Luana di Girolamo, Gianna di Lorenzo, Gabriella Talamini Omnia Relations Hanno collaborato: Meri Bortolotti, Livia Graldi, Valentina Magistri, Giacomo Pompanin Hanno collaborato a questo numero:

testi Antonella Baccaro, Valerio Berruti, Liana Bertoldi Lenoci, Beppe Boni, Alberto Bregani, Francesco Chiamulera, Laura Ciarallo, Michele Da Pozzo, Alessandra de Bigontina, Nicola De Santis, Marco Albino Ferrari, Marco Ghedina, Annette Gottmann, Andrea Gris, Paolo Marchi, Roberto Pappacena, Ernesto Rigoni, Ennio Rossignoli, Alessandra Segafreddo, Massimo Spampani, Paolo Tassi

foto Alex Abbasciano, Alberto Bregani, Maurizio Camagna, Andrea Carloni, Pigi Cipelli, Pietro Coccia, Dino Colli, Riccardo D'Achille, Olga Donati, Marilù Eustachio, Giulio Fraticcioli, Riccardo Frezza, Diego Gaspari Bandion, Giuseppe Ghedina, Maurizio Ghedina, Salvo La Fata, Luca Mares, Karin Pizzinini, Giacomo Pompanin, Marco Proli, Tony Ramirez, Maurizio Riccardi, Paolo Tassi, Oliviero Toscani, Francesca Vieceli, Stefano Zardini; Archivio Coppa d’Oro delle Dolomiti, Archivio Cortina Car Club, Archivio Cortina-Dobbiaco run, Archivio Cortina Turismo, Archivio Festival e Accademia Dino Ciani, Archivio Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” Regole d’Ampezzo, Archivio Music on Ice Laurent Tobel Entertainment, Archivio NPS Photo, Archivio Polo Gold Cup Circuit, Archivio Rally Ronde Dolomiti; Archivio storico Stefano Zardini è press–partner di Cortina Turismo.

Cortina.TOPic è un periodico di informazione di carattere culturale e di promozione turistica di Cortina d’Ampezzo. Copyright: tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte della rivista può essere riprodotta in qualsiasi forma rielaborata con l’uso dei sistemi elettronici e diffusa senza l’autorizzazione scritta dell’editore. Manoscritti e fotografie anche se pubblicati non vengono restituiti. Pubblicità inferiore al 45%. L’elaborazione dei testi, anche se curata con scrupolosa attenzione, non può comportare specifiche responsabilità per eventuali involontari errori o inesattezze. Chiuso in redazione il 18 luglio 2011

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Comitato promotore Andrea Franceschi Sindaco del Comune di Cortina d’Ampezzo Herbert Huber Assessore al Turismo e allo sport del Comune di Cortina d’Ampezzo Giovanna Martinolli Assessore alla Cultura del Comune di Cortina d’Ampezzo Ascom Cortina Associazione albergatori di Cortina d’Ampezzo Associazione artigiani di Cortina d’Ampezzo Associazione astronomica Cassa Rurale e Artigiana di Cortina e delle Dolomiti Comitato Coppa del Mondo di sci Consorzio impianti a fune di Cortina La Cooperativa di Cortina Gis Gestione impianti sportivi Cortina Regole d’Ampezzo Sci Club Cortina Seam Servizi Ampezzo Sestieri d’Ampezzo Cortina Turismo Proprietario ed editore Sede sociale Via Marconi, 15/b – 32043, Cortina d’Ampezzo Tel. +39 0436 866252 – fax +39 0436 867448 cortina@dolomiti.org Stampa Grafica Veneta Spa Via Malcanton, 2 – 35010, Trebaseleghe (Padova) Tel. + 39 049 9319911 – fax +39 049 9385760 Pubblicità locale Gianna di Lorenzo socict@dolomiti.org

Illustrazioni Marco Innocenti

nazionale Agnese Canazza comunicazione@dolomiti.org

Progetto grafico Kidstudio – Firenze www.kidstudio.it – info@kidstudio.it

Gestione distribuzione circuito nazionale Valentina Ferri comunicazione@dolomiti.org

Art direction Marco Innocenti, Luca Parenti Traduzioni Responsabile: Hilary Wild Hanno collaborato: Marianne Moretti-Adimari, Alessandra Urbancich, Ilaria Zagni


IL NOSTRO SALUTO

Ciao direttore

di Chiara Caliceti

Q

uando, ad aprile del 2008, decidemmo di lanciare CORTINA.TOPic, la prima persona che cercammo per un consiglio fu Lamberto, nel mio immaginario “il Direttore”. Unico e inimitabile. Fondatore storico del settimanale Panorama e del ‘‘panoramese’‘, con fatti «separati dalle opinioni», taglio veloce, linguaggio spigliato e senza nessuna riverenza politica. Avevo appena sette anni quando la zia Mimma, la sorella di Lamberto, mi chiese che regalo volessi per il mio compleanno e io, che proprio la sera prima avevo visto con lei e la nonna Giuliana una puntata del Maurizio Costanzo Show di cui era protagonista Lamberto, le risposi senza esitazioni: «una macchiana da scrivere, perché da grande devo fare il lavoro di Lamberto». Che sogno ardito il mio… Insomma, non è stato un caso se, proprio a Lamberto – che a Cortina mi aveva presentato Montanelli e Pieroni (cui, quindicenne o giù di lì, facevo la posta tra il Bar Royal, la terrazza del Posta, gli incontri letterari dell’Hotel Savoia e casa Sechi, naturalmente) –, chiedemmo di essere il direttore onorario della collana editoriale di Cortina. Il nostro affettuoso tributo a lui che di questo luogo era innamorato.

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«Lamberto Sechi è stato, è e resterà il principale punto di riferimento personale e professionale per un gruppo importante di giornalisti: non li cito uno per uno, basti dire che hanno lavorato, spesso dirigendole, nelle più importanti testate quotidiane, televisive e periodiche d’Italia. Molti hanno lasciato una traccia, ma, per quanto si siano sforzati, non sono riusciti a raggiungere il loro mito». — Giulio Anselmi

«Sechi sapeva che la sua scommessa non era facile, voleva riuscire a imporre il suo modello di giornalismo all’americana, di denuncia e di tendenza, puntando su una redazione anomala per i tempi: un gruppo di cinquantenni colti e preparati che dovevano interagire con una masnada di under trenta che portavano idee nuove dal mondo». — Maria Luisa Agnese

«“Il direttore è partito per Cortina”. La notizia, ogni agosto, si diffondeva con un misto di sollievo e di apprensione dalla più “militarizzata” redazione centrale di Milano alla bella palazzina di via Sicilia, dove, all’ultimo piano, tra terrazze, partite a poker e manifesti di belle ragazze (salvo le segretarie eravamo solo due donne, la mitica Emilia Granzotto e io, ragazzina) lavorava l’allegra brigata di Panorama. Il più esigente e formidabile maestro di giornalismo, in realtà, anche sotto le Dolomiti, non staccava un solo giorno la presa. Anzi, il suo mitico taccuino d’appunti seguiva immancabilmente Sechi anche in montagna. “Il direttore ha chiamato da Cortina” a quei tempi, per fortuna, non c’erano ancora i cellulari ma Sechi era una presenza immanente». — Chiara Beria di Argentine

Nel primo numero uscito, nell’estate 2008, gli facemmo una sorpresa. Chiedemmo ai suoi ragazzi, il mitico vispo vivaio di giornalisti (Corrado Augias, Claudio Rinaldi, Carlo Rossella, Barbara Palombelli, Carlo Rognoni, Giampiero Mughini, Roberto Briglia, Fiamma Nirenstein, Claudio Sabelli Fioretti, Romano Cantore, Guido

Quaranta, solo per citarne alcuni), cresciuti nel “panorama” di Lamberto Sechi a metà degli anni Settanta, un pensiero che potesse raccontare il Direttore. Accettarono con entusiasmo, Maria Luisa Agnese, Giulio Anselmi e Chiara Beria di Argentine. Credo che alcuni loro pensieri siano il più bel ricordo da custodire di lui.


EDITORIALE

S-punti di vista di Stefano Illing

L

a vera grande diversità della montagna è che, da qui, si può vedere il mondo sia dal basso sia dall’alto. E questo è significativo, perché rivela che ci sono sempre almeno due punti di vista da cui osservare la stessa realtà o, comunque, più interpretazioni di ciò che si vede. Certo, raggiungerli costa fatica e anche questo è rilevante, perché insegna che allargare la propria visione personale richiede impegno e sforzo. Soprattutto richiede tempo. E il tempo è un altro elemento caratteristico della montagna: il tempo, per noi immobile, della Terra – le Dolomiti che oggi vediamo non c’erano una volta – e il nostro tempo, il tempo umano, quello necessario per raggiungere le molteplici interpretazioni della realtà. Ma anche quello trascorso da quando il racconto di queste ha iniziato a significare qualcosa per molti, da quando le “nostre” montagne hanno cominciato a offrire visioni importanti. La

montagna è fatta di cose che non si trovano dove non c’è l’alto o il basso, e così è Cortina. Nel racconto di Cortina la montagna, i vari punti di vista, così come il tempo, sono elementi determinanti. La Regina delle Dolomiti da moltissimi anni offre sorprendenti visioni del mondo, diverse e sempre attuali. Nel 1901 inaugurava l’Hotel Cristallo al suono del Corpo Musicale di Cortina fondato nel 1861, mentre a Roma si apriva la breccia di Porta Pia. Quell’anno gli ospiti del “gioiello" della Regina furono accompagnati dalle guide alpine ampezzane su percorsi e vie d’arrampicata scoperti trent’anni prima, verso punti di vista antichi ma ogni volta nuovi. In questo numero abbiamo voluto festeggiare i primi 110 anni dell’Hotel Cristallo, i 150 anni della banda musicale, come i 140 anni delle guide alpine di Cortina, insieme a tutti gli altri anniversari, piccoli e grandi che ricorrono in questo 2011.

Points of view Mountains allow us to see the world from below, as well as from above – two points of view from the same view point. And in life, as in the mountains, there are always two points of view from which we can observe the same reality, or at least make more than one interpretation of what we see. Of course, this takes effort and commitment, as we learn to broaden our perspective on the world. Time is also a characteristic feature of the mountains: time in which we are still, in touch with the earth – the Dolomites that we see today. Our time, human time, is necessary if we are to find multiple interpretations of reality. But even time has elapsed, since the story of the mountains began to mean something to many people: "our" mountains have begun to give us great insights. In the mountains, it is always possible to look at things from two points of view – high or low. Similarly, the story of Cortina, the mountain, can be seen from various points of view, amongst which is time. For many years the Queen of the Dolomites has given us amazing views of the world, different but somehow always current. In 1901 the Cristallo Hotel opened to the sound of the town band, founded in 1861, while in Rome the breach of Porta Pia signified the start of the Unification of Italy. Also in 1901 guests of the Cristallo Hotel, the " jewel of the Queen", were accompanied by mountain guides on the Cortina trails and climbing routes discovered thirty years earlier, going up to ancient view points, always seeing a new vista. In this issue we are celebrating the first 110 years of the Cristallo Hotel, 150 years of the town band, as well as 140 years of the Alpine Guides of Cortina, along with many other anniversaries, great and small that occur this year, 2011.

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cortina incontra, 10 anni di attualità in vacanza Il punto di Enrico Cisnetto

T

anti auguri, Cortina InConTra. I noè l’architrave su cui si regge l’Italia, un’offerstri dieci anni sono lo specchio fedeta il più possibile articolata e qualificata. E le di un’Italia che è cambiata (e sta siamo certi di esserci riusciti. Altro motivo cambiando) a grande velocità, nel bene di vanto della nostra manifestazione è, da e nel male. Abbiamo visto alternarsi sul sempre quello di essere completamente palco del Pala – che ha mutato nome ma indipendente, finanziata solo da capitale è sempre rimasto la nostra “casa” – i principrivato: una scelta che ci ha permesso la pali protagonisti dell'attualità italiana. Abmassima libertà editoriale. In questi dieci biamo iniziato con il nome di Cortina cultuanni e 14 edizioni – cinque invernali e nove ra e natura, con la simpatica benedizione estive, la decima è quella che ci accingiamo di un amico che, a un anno dalla scompara vivere – Cortina InConTra ha raccontato sa, vogliamo ricordare con affetto e tanta la storia del Paese, commentando i princinostalgia: l’ex presidente della Repubblica pali avvenimenti nazionali e internazionali e senatore a vita ma, soprattutto, Francesco Cosinterni: abbiamo siga. E da lì – era seguito l’avvicenl’estate del 2002 – darsi di governi Cortina InConTra abbiamo deciso di di diverso colore, non fermarci più. parlato con accenti Dal 23 luglio al 28 agosto 2011. Abbiamo subito preoccupati della Audi Palace, piazzale della Stazione. individuato alcune crisi istituzionale e www.cortinaincontra.it regole per noi imdel continuo sconprescindibili, pritro tra i poteri che, ma fra tutte quella inevitabilmente, del “divieto di urlare”, che ci ha permesso rischia di produrre un progressivo logoradi evitare che i nostri confronti – basati su mento della democrazia. Abbiamo analiztoni pacati e rispettosi – si tramutassero in zato i cicli economici parlando di imprese, scontri, come avviene durante l’anno nei di settori produttivi, di banche, di assicusalotti televisivi (e non solo quando si parla razioni, di Borsa e di mercati finanziari, di di politica). Abbiamo poi scelto uno slogan risparmio, di investimenti e di consumi. che ci sembrava calzasse alla nostra idea Abbiamo indagato la società, i giovani, le di kermesse culturale: "l’attualità in vacandonne, il divario nord-sud. Abbiamo usaza". Sì, perché a Cortina, circondati da uno to la sociologia senza diventarne cantori e dei più bei panorami che la natura possa analizzato come la tecnologia ci abbia camoffrire, abbiamo ospitato i protagonisti delbiato la vita. Abbiamo incontrato il mondo la politica, dell’economia, dell’arte, della dello spettacolo, avendo cura di promuoscienza, della cultura, della letteratura, del vere la qualità e di lasciare fuori dalla porta giornalismo. Un melting pot di sensibilità l’effimero. E questo solo per citare alcune differenti, che ha portato a un modo semdelle tante cose che sono passate dal palco pre interessante di analizzare i più diversi del Pala. Potrei andare avanti a ricordare le temi che in questi anni hanno tenuto banmolte storie collettive o individuali racconco. Il tutto per offrire al pubblico, rappretate, ma preferisco guardare, fiducioso, ai sentante di quella “borghesia del fare”, che prossimi dieci anni, tutti da costruire.

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10 years old, and growing Happy birthday, Cortina InConTra. Over the last ten years, Cortina InConTra has been a faithful mirror of an Italy that has changed (and is changing) very fast, for better or for worse. We have welcomed leaders of Italian present day life to the stage (the Pala) which has changed its name but always been our “home”. Cortina InConTra was initially called Cortina cultura e natura (Cortina Culture and Nature). We started in the summer of 2002, with the blessing of a great friend, Francesco Cossiga, former president of Italy and senator for life, who died last year and whom we remember with great nostalgia and affection. And from there on we decided to keep going. We quickly identified some essential rules, first of which was "no shouting" – speakers must remain polite and respectful of others opinions. This has enabled us to avoid the “riots” that can happen on some TV talk shows, and not always about politics either! Next we chose a slogan that seemed to fit our idea of this cultural event: “the news on holiday”. Cortina is surrounded by one of the most beautiful landscapes that nature has to offer, in which we hosted leaders in many fields: politics, economics, art, science, culture, literature, journalism. It was a melting pot of different perspectives that has led to an ever more interesting analysis of various current issues. We aim to give the public, who might be characterised as the “industrious people of Italy”


(the cornerstone on which the success of Italy rests) a wide and diverse view of the world. And we are confident we have succeeded. We are also proud that we have organised this event funded only with private capital, which has allowed us to have the maximum level of editorial freedom. In these ten years there have been fourteen editions (five winter and nine summer – the tenth is now going live) in which Cortina InConTra tells the story of the country, commenting on major national and international events but, more importantly, domestic events. We followed the succession of governments of different political colours, we spoke with concern about the institutional crisis, the ongoing clash between powers which, inevitably, is likely to produce a progressive deterioration of democracy. We analyzed economic cycles; we talked about companies, industries, banks, insurance, the stock exchange and financial markets, savings and investment, consumption. We investigated society, young people, women, and the north-south divide. We applied sociology without praising it. We looked at technology and how it has changed our lives. We met the entertainment world, taking care to promote quality and to leave ephemera outside the door. And that's just to name a few of the many things which have been discussed on the stage of Cortina InConTra. I could go on and remember many, many different stories, but I prefer to look forward, confidently to the next ten years that we still have to create.

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MONDIALI 2017/Fiorentina: questione di feeling Il punto di Ernesto Rigoni e Nicola De Santis

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a candidatura di Cortina d’Ampezzo ai Campionati del Mondo di sci alpino 2017 si inserisce in una delicata fase di transizione per tutte le destinazioni turistiche di montagna che intendono vivere in modo attivo la modernità e stabilire le giuste connessioni con il mondo globale: basta lanciare uno sguardo all’attivismo delle più prestigiose località dell’arco alpino, che si propongono come palcoscenico di nuovi grandi eventi sportivi per i prossimi anni e all’ingresso, sulla scena del turismo invernale, di nuovi competitor, come la Russia, con i suoi investimenti miliardari in nuove e avveniristiche aree sciabili da Sochi, lungo l’intera catena caucasica, fino al Mar Caspio. Molte località candidate a ospitare grandi eventi sportivi appartengono, come Cortina, al ristretto club del Best of the Alps e già accolgono, ogni anno, i più noti appuntamenti della Coppa del Mondo, ma vanno oltre e si presentano con progetti innovativi, puntando a un deciso riposizionamento nell’immaginario collettivo, non solo turistico. Anche nella conca ampezzana, nel proporsi come sede dei Campionati del Mondo, si è deciso di dare spazio a progetti di riqualificazione urbana, così come ai temi della vivibilità, della formazione e della comunicazione interna. Ovviamente i modelli organizzativi che Cortina ha fin qui saputo espri-

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mere, portando al successo importanti eventi sportivi e culturali, non rappresentano solo esempi di buone pratiche locali, ma sono un prezioso e consolidato patrimonio da valorizzare per costruire i progetti del domani, che già vedono all’opera una nuova generazione di giovani cortinesi molto preparati, costantemente alla ricerca di appuntamenti motivanti, di nuove relazioni con il mondo globalizzato e di concreti percorsi di crescita professionale. È importante sottolineare che, nell’attesa dell’effettiva assegnazione, già nella fase di candidatura è possibile capitalizzare rilevanti risultati: la sfida è in sé un momento di crescita per l’intera comunità, un’occasione di sviluppo di competenze trasversali che possono comunque essere integrate in altri percorsi organizzativi e di management, in ambito spor-

tivo, culturale, sociale oppure, semplicemente, aziendale e professionale. Non solo: la stessa candidatura, se ben gestita nelle strategie e nei processi di comunicazione, agisce positivamente sull’immagine di Cortina, sia attraverso la conquista di maggiori spazi sui media, sia attivando il passaparola spontaneo. Dimostra, inoltre, che Cortina possiede, ormai, la consapevolezza di essere all’altezza di organizzare grandi eventi. Per la località diventa però cruciale, a questo punto della sua storia, saper selezionare le manifestazioni, al fine di mantenere un elevato livello d’immagine e contenuti. Se sembra naturale candidarsi a ospitare i Mondiali di sci, risulta meno scontata la decisione di organizzare manifestazioni sportive di dimensioni più contenute, come una gara di mountainbike o il ritiro di una squadra di calcio. Esi-


a question of feeling

stono, infatti, varie tipologie di eventi e di sport tra i quali scegliere, ma non esistono soluzioni giuste o sbagliate a prescindere: la corretta selezione di un evento è determinata dagli obiettivi che ci si pone, dai risultati a medio termine e dal rispetto del budget. È in questa ottica che si può interpretare il ritiro estivo della Fiorentina tra le Dolomiti. L’obiettivo a fondamento di tale scelta dovrebbe essere l’apertura verso un bacino geografico di turisti storicamente poco frequentatori della valle ampezzana. Se le recenti statistiche stanno mostrando una buona risposta in termini di nuove presenze provenienti dalla Toscana, il binomio fra il “brand Cortina” e il “prodotto calcio” potrebbe porre qualche dubbio. Un brand di alta gamma, per non perdere valore, dovrebbe affiancarsi sempre e solo a marchi di pari quali-

tà e non a prodotti di largo consumo. Nel caso di Cortina è necessario verificare se l’affiancamento in questione sia da farsi con il suddetto “prodotto calcio” o piuttosto con il “brand Fiorentina”. Nel primo caso la distonia appare evidente mentre, nel secondo, il sistema valoriale potrebbe risultare differente. La Fiorentina, infatti, – e con essa l’intera la città di Firenze – è un marchio che riconduce a una filosofia, un approccio, una gestione e uno stile difficilmente riscontrabili in altre realtà calcistiche. Questa idea di marchio della squadra è generata dai brand collegati (del gruppo Della Valle), dal low profile (nelle dichiarazioni sportive) e dall’attenzione data ad aspetti umanitari e benefici. Fattori che potrebbero facilmente diventare un plusvalore, capace di andare al di là del mero ritiro calcistico e rappresentare, per Cortina, un terreno fertile di rafforzamento e crescita del proprio marchio territoriale. Se Cortina sta effettuando queste analisi, prima di selezionare gli eventi sportivi da organizzare o a cui candidarsi, sta approcciando un ottimo metodo per sfruttare delle opportunità: generare e trasferire know-how, creare nuove infrastrutture e catturare nuove fette di mercato turistico. Le manifestazioni sportive fungono perciò da attrattore verso la località, divenendo un vero strumento di destination management.

Cortina is well equiped to host events that will maintain our high reputation and is thus a natural candidate to host the Alpine World Ski Championships. It is less obvious why we might organize smaller scale sports events, such as a retreat for a football team. Despite a wide choice of events and sports, our decisions are based on our objectives and budget. The summer retreat of Fiorentina must be considered in this context. We want to open up tourism in the Ampezzo valley to a larger market. The number of new tourists from Tuscany has increased, but some doubt the value of linking the “Cortina brand” with that of football. But to maintain the value of a luxury brand, we must be seen with other luxury brands. In the case of Cortina we need to conside whether the positioning is to do with “football” or “Fiorentina”. The Fiorentina brand represents a philosophy and management style that are rarely found in other football clubs – an association with luxury brands, good behaviour, and focus on humanitarian issues – a natural connection with Cortina; a profitable way for Cortina to enhance its brand and grow. Sports events are a magnet to attract tourists – real destination management tools.

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INNANZITUTTO

Io, l’Italia, Cortina

L

a vie est trop courte Italy, CortinA – la vita è troppo and me a cura di Antonella Baccaro corta –, avverte un quadro rosso fuoco all’inLa vie est trop courte gresso dello studio in cui ci – life’s too short –. Luca riceve, con gentilezza d’alCordero di Montezemolo tri tempi, Luca Cordero di greets us under a bright red Montezemolo, presidente warning at the entrance of Basta pensare che «piccolo è bello». di Ferrari e Ntv (treni alta the study where we meet. Il “nostro” Paese? Una macchina velocità). «È un regalo di He is president of Ferrari splendida, ma ferma ai box, che bisogna Gianni Agnelli», ci spiega and NTV (a new high speed con un sorriso affettuoso. train). «It's a gift from Gianrimettere in moto. Con strutture Intercettiamo il già preni Agnelli», he says with an decisionali più Semplici, più fondi alla sidente di Confindustria affectionate smile. ricerca e solidarietà. Un giudizio e fondatore appassionato We intercept the foralmeno apparentemente severo, del “think tank” Italia Futumer president of Confinra, tra un impegno e l’altro, dustria and passionate quello del presidente di Ferrari, ma quando fa accomodare founder of the "think tank" che racconta il “suo” Paese e la crisi l’interlocutrice su una polItalia Futura between eneconomica, sullo sfondo la ricerca trona (rigorosamente Frau) gagements. Sitting in an della felicità. Appeso al muro e nel è come se staccasse la spiarmchair made by the fana, concedendosi senza mous Frau company, he is cuore un motto dell’indimenticato apparente fretta. calm and relaxed – he has Gianni: mai vivere in frenata. Per entrare in argoall the time in the world. mento azzardiamo subito The discussion begins un paragone tra il nostro by risking a comparison bePaese e una macchina da tween Italy and a race car, corsa, una bella Ferrari rosso fuoco: cosa lo frena oggi? Cosa lo a beautiful fiery red Ferrari, what’s holding us back? What will help rilancerebbe nella competizione internazionale? us to be more competetive internationally? L’innesto piace. He likes the comparison. «Il Paese è ben diverso dalla politica che lo rappresenta. Biso«Italy is very different from the politics that convey an image gnerebbe dare una medaglia d’oro a chi crea nuove attività in Italia, of the country. We should be giving gold medals to investors who perché fare l’imprenditore qui è molto complicato. Nessuno viene create new activities in Italy; it is very complicated to be an enpiù a investire, eppure l’Italia è sempre la stessa, geograficamente trepreneur here. No one wants to invest in Italy now, and yet Italy parlando». remains the same, geographically speaking». Ci dica prima dei problemi di questa macchina. «Ne riconoSo tell us about the problems with this “car”. «I see at least sco almeno tre: il primo attiene alla sua struttura, che è troppo three: the first concerns the framework which is too complex. Too complessa. Troppi centri decisionali: dall’Europa fino alla circomany decision making bodies – from Europe to the municipal disscrizione comunale. Troppi passaggi: il “time to market”, cioè il trict. Too many steps: the “time to market ", ie the time between the tempo che passa tra l’idea e la sua realizzazione, è troppo lungo». idea and its realization, is too long». Il secondo difetto? «Direi il regolamento di gara: tutta la proThe second flaw? «I would say competition regulation: the

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In apertura, l'avvocato Luca di Montezemolo con la moglie, Ludovica Andreoni.

Opening, Luca di Montezemolo with his wife Ludovica Andreoni.

cedura, la burocrazia, i lacci e lacciuoli di cui parlava Guido Carli negli anni Settanta, e che sono aumentati, fanno sì che per aprire una finestra in fabbrica ci si metta troppo. Come fa una piccola impresa? E, in Italia, le piccole sono il 90% delle imprese. Uno sforzo pazzesco». Qual è il terzo problema? «C’è grande difficoltà a reperire le risorse per investire per cui, oggi, la ricerca pubblica ha poca benzina e quella privata se la possono permettere solo le medio-grandi imprese. Bisognerebbe trovare il modo per reperire le risorse. Mi chiedo dove vadano a finire le somme recuperate con la lotta all’evasione. Io sarei per concentrarle su cinque grandi capitoli, cinque progetti fondanti. Altrimenti, almeno restituiamo i soldi a chi le tasse le paga!». Come si rimette in moto la “macchina Italia”? «Paradossalmente la crisi è servita alle aziende italiane, perché nel momento del Bengodi non ci si applica, convinti che le cose andranno sempre bene. C’è stata molta selezione, dolorosa selezione, tra le imprese, ma quelle rimaste sono più forti. Non sto parlando solo di come sia stato innovato il prodotto o il processo, ma di un cambiamento a 360 gradi: dall’internazionalizzazione alla creazione di alleanze all’estero, dall’organizzazione del lavoro al marketing». Oggi la gara è più difficile a causa della globalizzazione. Come si vince la corsa? «Nel dopoguerra, quando c’era la fase della crescita, il Paese aveva uno spirito che oggi si fatica a rintracciare. Certo, allora c’erano solo tre grandi concorrenti in pista: gli Usa, la Germania, sia pure molto colpita dalla guerra, e il Giappone. Oggi ci sono, non dico Cina e India, ma anche il Brasile, che fino a dieci anni fa era il paese delle favela, del carnevale, del calcio e delle belle donne. Oggi cresce a due cifre, fa innovazione nell’energia e organizza le Olimpiadi…».

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E noi? «Siamo vittima di una sbornia da slogan sbagliati: “piccolo è bello”. E invece no, il campionato è diventato difficilissimo. Quando, da presidente di Confindustria, portai le imprese italiane in Brasile nella missione di sistema, l’allora presidente Lula disse: “Voi avete grande capacità di marketing. Forse pochi di voi sanno che la gran parte della bresaola della Valtellina viene dal Brasile, ma voi avete la capacità di trasformare le cose”. Ecco, noi siamo tante cose belle, ma dobbiamo metterle a frutto». Servirebbe anche una generazione di giovani campioni? «I giovani… ce ne siamo occupati con un lavoro di Italia Futura. La disoccupazione non è un tema solo italiano, ma qui da noi ci sono due fenomeni peculiari: la lontananza dei giovani dalla politica e la lontananza della politica dai giovani. La conseguenza è che non si fanno scelte di politica per i giovani e neanche per le donne. Così non s’ingrana la marcia della ripartenza. Siamo fermi ai box». Cosa suggerisce? «Serve un patto tra generazioni: noi stiamo ipotecando il loro futuro non il nostro. Il precariato è angosciante: io non potrei vivere sapendo che ogni tre mesi perdo il lavoro. Serve la crescita, ma serve anche la solidarietà tra generazioni e tra generi. Basta anche poco. Per dire, alla Ferrari ho aperto un summer camp per i bambini dopo la scuola. Quanto ci vuole a capire che bisogna offrire servizi?». Da qualche tempo si è aperta una discussione sulla felicità come un valore misurabile e rilevante nella crescita di un Paese. È un tema solo accademico? «È interessante. Io lo interpreto a modo mio. Credo che il tema della felicità sia quello della capacità di restituire alle persone il gusto della sfida, l’entusiasmo, la fiducia, la passione. Insomma il carburante giusto per mettere in moto la macchina. Ci sono interi settori sani da valorizzare, ricchi di energia,

come il volontariato. C’è un sud che ha grandi risorse mai sfruttate a pieno». La felicità viene dopo o insieme alla soluzione dei problemi primari? «Le farò un esempio classico: nel dopoguerra si era più poveri ma c’era uno spirito diverso, sfidante. Questo spirito va recuperato, altrimenti rischiamo di ritrovarci un Paese vecchio e infelice. E, aggiungo, pieno di astio, perché oggi viviamo di troppe contrapposizioni». Parliamo di Cortina. Che rapporto ha con questo posto magico? «Sono di Bologna e a Cortina ci vengo sin da bambino. Mi è sempre piaciuta d’estate. Poi mi ricordo le passeggiate con Indro Montanelli. Ho convinto io Susanna Agnelli a prendere casa qui e anche Diego Della Valle. Ho amici cortinesi cui sono legato. Ricordi personali con i figli. C’è tutto: Cortina ha tutti i vantaggi della città senza esserlo». Sento che c’è un ma… Sorride. «Cor-


tina è un po’ lo specchio del nostro Paese: agli inizi degli anni Settanta, l’Italia era il primo Paese per attrazione turistica, oggi è solo il terzo o il quarto. Vuol dire che non abbiamo lavorato bene. Allo stesso modo, Cortina è come una bella donna, una grande attrice che, però, deve rinnovarsi per restare sulla breccia. Lo dico con affetto». È per questo che ha presentato l’ultimo modello della Ferrari a Plan de Corones e non a Cortina? «Mi piace molto quella parte di Dolomiti che va fino a Brunico, passando da San Candido. Ho scelto di valorizzare molti posti d’Italia abbinandoli al marchio Ferrari, conto di farlo anche con la Reggia di Caserta». Il suo treno Italo ad alta velocità fermerà a Mestre. Si può ipotizzare un collegamento via elicottero con Cortina? «Ne parleremo, purché non diventi un’ossessione questo passaggio di elicotteri, perché disturberebbe la quiete. Voglio bene a Cortina, abbiamone molta cura».

process, the bureaucracy, the bonds and snares Guido Carli was talking about in the 70’s, and which have now increased to such an extent that even the smallest new idea – opening a window in a factory – is almost impossible. How can a small business deal with this? And in Italy, 90% of businesses are small businesses. It’s madness!». What is the third problem? «It is very difficult to find resources to invest. Public research has little energy and only medium-sized private sector businesses can afford to invest. We have to find ways to raise resources. I wonder where the sums recovered from the fight against tax evasion will end up. I think they should concentrate on five big ideas, five foundation projects. Otherwise, at least return the money to those who pay their taxes!». How can we get the Italian economic machine working again? «Paradoxically, the crisis has helped Italian companies, we were not complacent, resting on our

laurels, believing that things will always get better. There has been a lot of painful weeding out, but the businesses that remain are stronger. I'm not just talking about product or process innovation, but a 360 degree change: from internationalization to building alliances abroad, from business management to marketing». Competition is more difficult today because of globalization. How can we compete? «After the war, when the economy was growing, Italy had a spirit that is now hard to discern. Of course at that time there were only three major competitors in the market place: the U.S.A., Germany, which was also very affected by the war, and Japan. Today we don’t just have to compete with China and India but also Brazil, which until ten years ago was the country of the favelas, carnival, football and beautiful women. Today double-digit growth, innovation in energy and organizing the Olympics...». And us? «We’re victims of a hangover from the wrong slogan: “small is beautiful”. The playing field has now become much tougher. As president of Confindustria I led a delegation of Italian companies in Brazil. The then Brazilian President Lula said: “You have a great marketing opportunity. Perhaps few of you know that most of the Valtellina dried beef comes from Brazil, but you have the ability to transform things”. Here, we have so many beautiful things, but we must put them to good use». But what about the young generation? «The young... we thought about employment for them in our work in Italia Futura. Unemployment is not just an Italian theme, but here we have two peculiar phenomena: the distance between young people and politics and the remoteness of politics from young people. The consequence is that policy choices are not made for young people, nor for women. If we don’t start again we shall be left behind in the pits».

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Nella foto in alto, l’inaugurazione dello showroom del Gruppo Poltrona Frau ad Abu Dhabi, nel 2009; da sinistra, Matteo Cordero di Montezemolo, vice presidente di Poltrona Frau Group e primogenito dell'avvocato Luca Cordero di Montezemolo, Mr. Ahmed Alì Al Sayegh di Aldar e Sua Eccellenza Khaldoon Khalifa Al Mubarak di Mubadala.

Picture above, the inauguration of the Poltrona Frau Group showroom, in Abu Dhabi in 2009; from left, Matteo Cordero di Montezemolo, vice president of the Poltrona Frau Group and eldest son of Luca Cordero di Montezemolo, Mr. Ahmed Alì Al Sayegh of Aldar and his Excellency Khaldoon Khalifa Al Mubarak of Mubadala.

What do you suggest? «We need a pact between generations: we are mortgaging their future, not ours. The precariousness is distressing: I could not live knowing that every three months I might lose my job. Growth is generated but solidarity between generations and between genders is also indispensable. A little action can make a big difference. For example, at Ferrari I opened a summer camp for children after school. What can you do except offer services that people want?». For some time there has been discussion about the contribution of happiness as a significant and measurable value in the growth of a country. Is this only an academic issue? «I think it is interesting and I interpret it in my own way. Happiness can revitalise the desire in people to find challenges and excitement; to be confident and to have passion. In short, putting the right fuel in the car to make it run. Sectors such as volunteering are full of healthy values and energy. There is a South that has great resources that have never been fully exploited». Does happiness come after solving major problems, or at the same time? «I will give a classic example: we were poorer after the war but there was a different spirit, a defiant spirit. This spirit must be recovered or we may end up an old and unhappy country. And, I add, full of resentment, because today we live with too many conflicts». We need to talk about Cortina. What is your relationship with this magical place? «I was born in Bologna and came to Cortina as a child. I always liked summer. I remember walking with Indro Montanelli. I convinced Susanna Agnelli to make a home here, and also Diego Della Valle. I am tied to friends in Cortina. Personal memories with our children. Cortina has everything: all the advantages of the city without being one».

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Qui accanto, la presentazione a Roma, nel 2008, di NTV-Nuovo Trasporto Viaggiatori, primo operatore ferroviario privato in Italia sulla rete ad alta velocità: insieme al Presidente Montezemolo, il cavaliere Gianni Punzo, tra i soci fondatori dell'azienda. On the right, the 2008 presentation, held in Rome, of NTV, the first private rail operator in Italy on high-speed network: together with President Montezemolo, Gianni Punzo, a founding member of the company.

I feel that there is a but… He smiles. «Cortina is a little like the mirror of our country: in the early seventies, Italy was the first country as a tourist attraction, now it ranks third or fourth – we have not worked well. In the same way, Cortina is like a beautiful woman, a great actress, but who must modernise to remain in the public eye. I say this with affection». Is this why you launched the latest Ferrari in Plan de Corones and not in Cortina? «I really like the Dolomites going up to Brunico and through San Candido. I’ve chosen to focus on many places in Italy, linking them with the Ferrari brand, which I also intend to do with the Palace of Caserta».

The new high-speed train Italo will stop at Mestre. Will you make the connection to Cortina by helicopter? «We will talk about this, but we must avoid this obsession with helicopters – they disturb the peace. We love Cortina, we must take good care of it».


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© Frezza La Fata

FATTI&PERSONE

È qui che vivrò da vecchio di Alessandra Segafreddo

Un'autentica dichiarazione di affetto, quella che fiorello ha fatto a cortina lo scorso febbraio, in occasione di uno spettacolo teatrale a sfondo benefico. come spiega il sindaco Andrea Franceschi, non è stato affatto difficile coinvolgerlo. Ma davvero c’è da sperare che prima o poi il poliedrico showman diventi un uomo “tutto d’Ampezzo”?

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osario Fiorello racconta la “sua” Cortina, un paese che conosce bene e che spesso frequenta con la famiglia durante le vacanze. I luoghi, le piste da sci, i rifugi, i ristoranti, gli alberghi ma, soprattutto, i cortinesi, gli ampezzani e i regolieri: Fiorello parla di tutto questo e ci tiene a fare l'elenco preciso, perché sa quanto contino per le genti del luogo le proprie peculiarità. «Qui sono di casa» dichiara, ricordando le sue vacanze ampezzane e le frequentazioni di sua moglie, Susanna Biondo, che fin da piccola ha sempre trascorso le ferie a Cortina. Una Cortina che la star siciliana ha raccontato nel suo spettacolo dello scorso febbraio, proposto per ricavare fondi da devolvere agli alluvionati del Veneto. Uno show dedicato alla gente ampezzana, ai suoi vizi e alle sue usanze. Sul palco, un Fiorello a tutto tondo ha parlato veneto con Luca Zaia, governatore della Regione, e ampezzano con il sindaco Andrea Franceschi, del quale dice: «Un

bambino, anche se dimostra più anni di me, ma che non ha nemmeno un capello bianco. Cortina ha bisogno di un sindaco così: giovane, ma attento alle tradizioni». La moglie di Rosario Fiorello ha origini veneziane ed è per questo che un po' di dialetto "Fiore" lo conosce: «Quando vado a trovare i parenti mi chiamano "Fioreo", senza la elle», confida ridendo. E racconta anche di sé e della sua piccola Angelica: «Le devo fare l'esame del dna perché, a quattro anni e mezzo, non è possibile che scii così». Ma Fiorello, a Cortina, ha dimostrato soprattutto di avere un gran cuore. «Vista la finalità benefica ti dico sì subito»: questa è stata la risposta data al sindaco Franceschi quando, a Natale, gli ha proposto di esibirsi per beneficenza. Un bel gruzzoletto per le popolazioni che, a novembre, hanno perso casa, ricordi e sacrifici di una vita, frantumati sotto la furia dell'acqua. «Devo ammettere che non è stato affatto difficile convincere Fiorello – dichiara

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© Frezza La Fata

Fatti & persone

When I’m old, I’ll live in Cortina

Fiorello e la moglie Susanna Biondo sorridono divertiti davanti alla macchina fotografica di Riccardo Frezza, che li immortala sugli sci a Cortina d’Ampezzo. Fiorello and his wife Susanna Biondo appear amused while standing in front of Riccardo Frezza's photocamera, which immortalized them skiing in the city of Cortina D'Ampezzo.

Franceschi – anzi, ha accettato immediatamente. A Natale lui era in vacanza con la famiglia e alloggiava all’Hotel Bellevue. Ho lasciato un messaggio in albergo nella sua casella di posta, dove gli accennavo l'idea, chiedendogli di contattarmi. Passano un paio di giorni ed ecco che squilla il cellulare. Io non ho risposto perché mi trovavo in commissione consiliare; pochi secondi e vedo arrivare un messaggio: “Sono Fiorello, chiamami quando puoi”. Così ci siamo visti e ci siamo stretti la mano. Abbiamo iniziato subito a organizzare lo spettacolo, anche tramite la sua produzione. Sono davvero orgoglioso – continua il sindaco –, ci tenevo a dare un

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segnale importante ai nostri corregionali che stanno cercando di ricominciare. La generosità della nostra gente si è dimostrata al meglio anche in questa occasione». «Io ero a Cortina per la settimana bianca – spiega Fiorello – e credo fosse doveroso un pensiero alle persone che hanno perso ogni cosa. Perché, uno magari non ci pensa ma, quando una persona perde i ricordi, ad esempio un album di fotografie o gli oggetti più cari, è difficile andare avanti: è una tragedia che ti segna per sempre. Anche in Sicilia, due anni fa, è accaduto qualcosa di simile. Bisogna ricominciare e, per farlo, ci vuole l'aiuto di tutti».

Rosario Fiorello tells us about "his" Cortina d'Ampezzo, a place he knows well that he often visits with his family at holiday time – a place in which he «is at home», he confides. The Sicilian star described his Cortina in his show last February – organised to raise funds for victims of the floods in the Veneto. The show was dedicated to the people of the Ampezzo valley, with all of its flaws and traditions. On stage, Fiorello spoke in Venetian dialect with Luca Zaia, the Governor of the region, and in the Ampezzo dialect with the Mayor of Cortina d'Ampezzo, Andrea Franceschi, of whom he said: «He is a child, even if he looks older than me, without even a single white hair. Cortina needs a mayor like this: young, but also mindful of tradition». In Cortina we have seen that Fiorello has a big heart. «Yes, of course» was Fiorello’s reply last Christmas, when Franceschi asked him to perform for charity. The money raised has provided a good nest egg for the people who lost their homes in November and who still remember the lives lost, crushed beneath the raging water. «I must admit that it was not difficult to convince Fiorello – says Franceschi – he immediately accepted». Fiorello continues: «I was in Cortina for a week’s skiing, and I knew that we must think of the poor people who had lost everything. It may be that sometimes we don’t think about it, but when someone loses his most precious memories it is difficult to keep going, it is a tragedy that marks you forever. But we have to start again and to do so, we need help from everyone».


on air

nel blu dipinto di blu a cura di Laura Ciarallo

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Immortali le parole di Modugno. ma, oggi, volare non è più solo un desiderio: diventa necessità. E Cortina non resta a guardare. Grazie a Esperia, già dalla fine del 2011, l’eliporto di Fiames tornerà attivo, pronto ad accogliere una clientela sempre più numerosa. Una sorpresa? Sì, anche economica.

C

ortina come Saint Moritz. La Regina delle Dolomiti tornerà all’antico splendore. È questo l’obiettivo al quale intende dare il proprio contributo anche Esperia, la nuovissima società di trasporto su elicottero, nata in partnership con AgustaWestland (leader mondiale nella produzione di elicotteri) e indirizzata a una clientela business e vip corporate. I piani dell’azienda sono ben definiti. Già a partire dalle prossime vacanze di Natale, quindi entro la fine del 2011, sarà pienamente operativo l’eliporto di Fiames. I soci di Esperia hanno messo sul piatto un investimento da un milione e mezzo di euro destinato alla riqualificazione della struttura: hangar, servizi, parcheggio, area carburante e collegamenti auto da e per Cortina. La struttura sarà utilizzata per eventi 12 mesi l’anno, mentre d’inverno sarà operativo solo l’eliporto. Ed è qui, a Fiames, che torneranno ad atterrare tutti quei clienti che, negli ultimi anni, hanno scelto la Svizzera per le loro sciate. Esperia li riporterà a Cortina. Ma non saranno i soli. L’obiettivo, infatti, è di rendere fruibile a una platea sempre più ampia l’elicottero che, conti alla mano e a condizione di un buon livello di riempimento dei mezzi – ci fa notare Marco Rosati, amministratore delegato di Esperia –, potrebbe arrivare a costare quasi quanto un transfer da Venezia in auto con conducente. Con una differenza sostanziale: il tempo risparmiato. 35 minuti di volo tra Venezia e Cortina, contro le oltre due ore trascorse in macchina.

Out of the blue Cortina is like St. Moritz. The Queen of the Dolomites will return to its former glory. Esperia, a new helicopter transport company, founded in partnership with AgustaWestland (world leader in helicopter production) will help this to happen by providing services for corporate business clients and VIPs. Plans are already well underway; as from next winter season, starting with the Christmas holidays, the heliport at Fiames will be fully operational. The shareholders have already subscribed one and a half million euros of capital to upgrade the facility: this includes renovation of the hangar, support services, parking area, re-fuelling area and a car service to and from Cortina. The facility will be used for events for 12 months of the year, but will only be operational as a heliport in the winter season. Clients who have chosen to ski in Switzerland in recent years will now be able to land at Fiames; Esperia will bring them back to Cortina. However, they will not be alone as the goal is to expand and make the service available to a wider clientele. With competitive prices and good re-fuelling facilities, Esperia CEO Marco Rosati says that the cost will be very similar to a chauffeur driven car transfer from Venice (between 250 and 300 euros for the journey), with one major difference: the time saved. A 35 minute flight between Venice and Cortina, as compared with more than two hours spent in a car.  

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on air

Lupo Rattazzi è un "imprenditore dei cieli” da oltre 30 anni, fondatore di Air Europe nel 1989, presidente di Neos, Assaereo e oggi anche consigliere d’amministrazione di Esperia. Cosa la affascina di più dell’elicottero come mezzo? «È un velivolo capace di molte performance. Fa cose che un aeroplano non può fare, come operare in territori impervi e difficili da raggiungere. Quanto alla sicurezza, siamo di fronte a mezzi tecnologicamente avanzati e a personale addestrato al meglio. I nostri piloti provengono dai livelli più alti delle forze armate. Tutte le statistiche del mondo confermano che il mezzo più pericoloso è l’automobile. Negli Stati Uniti, si dice che il tratto più a rischio sia la strada verso l’aeroporto. Il trasporto corporate su uno dei nostri elicotteri è di gran lunga più siLupo Rattazzi has been a business “angel” for over 30 years. In 1989 he was a founder of Air Europe, he is president of the airline Neos, and also of Assaereo (Associazione Nazionale Vettori e Operatori del Trasporto Aereo- the National Association for Air Transport). Rattazzi is also now a director of Esperia. What is the fascination with a helicopter as a means of transport? «It is a very adaptable aircraft. It is safe, we use advanced technology and have highly

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curo di un percorso in automobile sull’Autostrada del Sole». Dopo Cortina, quali sono le prossime basi e mete per Esperia? «Non si può parlare di rotte vere e proprie. Siamo aperti a qualsiasi richiesta poiché non svolgiamo un servizio di linea. I nostri clienti-tipo sono società o privati che hanno una vita particolarmente impegnata e che necessitano di risparmiare tempo. Per cui impiegare un’ora anziché quattro per partecipare a un meeting fa la differenza. Quello che ci interessa è sviluppare le infrastrutture come stiamo facendo a Cortina oppure all’aeroporto dell’Urbe a Roma, con un hangar nuovo di zecca appena inaugurato (che ha richiesto un investimento di cinque milioni di euro). Puntiamo a collegare le grandi città con le isole minori: Ponza, ad esempio, Capri e gli arcipelaghi della Sicilia». trained personnel. Corporate transport in one of our helicopters is far safer than in a car on the busiest motorways». «After Cortina, what are the next business goals for Esperia? «We don’t really talk about routes as such, we are open to any request of our customers, whether they are companies or individuals whose lifestyle demands that they save time. What interests us is to develop the infrastructure, as we are doing in Cortina: we aim to connect large cities with small islands».


Marco Rosati, amministratore delegato di Esperia, ingegnere e pilota. Ha lavorato dieci anni all’Enac e poi DG alla Compagnia Aeronautica Italiana. L’elicottero può essere considerato un mezzo sicuro? «Bisogna superare questo vecchio pregiudizio. L’elicottero è sicuro almeno quanto l’aereo. Inoltre, è un mezzo insostituibile per coprire il cosiddetto “ultimo miglio”: arrivare, insomma, lì dove gli aerei non possono atterrare per mancanza d’infrastrutture adeguate. Il nostro standard prevede due piloti (quando ne servirebbe uno solo), i mezzi sono provvisti di due motori e forniamo il massimo della garanzia e della riservatezza. Lo scorso aprile, abbiamo firmato un importante accordo a New York per entrare nel network di Heliflite, una società di volo americana, che annovera tra i suoi clienti illustri anche la Regina Elisabetta e importantissimi imprenditori. Ciò significa che in Italia saremo noi a fornire il servizio a questi clienti. È il riconoscimento internazionale di una professionalità e un’affidabilità di cui siamo particolarmente orgogliosi. È il nostro sigillo di garanzia». L’elicottero potrà, nel lungo periodo, ampliare la sua clientela? «È quello che ci proponiamo di fare: sviluppare l’utilizzo del mezzo elicotteristico per integrarlo nel sistema della mobilità. Un’importante ricerca commissionata da Agusta West-

land allo studio Ambrosetti ha rivelato che, aumentando la capacità di far incontrare le persone tra di loro e migliorando l’accesso sul territorio, aumenta il Pil del Paese, ovvero la sua ricchezza. L’elicottero in questo senso è il mezzo che contribuisce a incrementare gli scambi e i contatti. Tra gli obiettivi di Esperia, nell’immediato, è allo studio lo sviluppo di voli regolari di linea che colleghino gli Aeroporti con il centro città, soprattutto in vista dei Grandi Eventi. E, nel futuro, la creazione di un vero e proprio network elicotteristico, ribattezzato “Le cento piazzole”, che prevede la riqualificazione degli aeroporti minori lungo le quattro grandi dorsali del Paese. Speriamo solo che la politica e le istituzioni ci aiutino a non vanificare lo sforzo di tanti investimenti privati». Marco Rosati, the CEO of Esperia, is also a pilot. He has worked for ten years with ENAC, the Italian Civil Aviation Authority, and also worked for the Italian state , managing official state flights. Is the helicopter a safe means of transport? «We have to overcome this old prejudice. The helicopter is at least as safe as a fixed wing plane. It is also an indispensable way to cover the so-called last mile. Our standard operating procedure includes two pilots; the helicopters have two engines which provides maximum security and discretion. Last April, we signed an

important agreement in New York to join the network of Heliflite, a group of American airlines, which counts among its clients illustrious people, including Queen Elizabeth, and important entrepreneurs. This means that in Italy we will provide services to these customers. We are particulary proud of this international recognition of our professionalism and reliability. It is our guarantee mark». «In the long run, will you increase your client base? «That's what we intend to do. AgustaWestland commissioned a major study from Ambrosetti which showed that increasing the capacity to bring people together and improving access to the area results in an increase in GDP of the country, that is to say wealth. In this sense, the helicopter is the means that helps to increase trade and contacts. Among the more immediate objectives of Esperia is the management of the heliport in the Lombardy region, which will operate regular services to Expo 2015. In the future we want to create a real, operational helicopter network, to be named “Le centro piazzole” (the One Hundred Emplacements) which will allow for the rehabilitation of small airports along the four main backbones of the country».

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2011: La Regina dà i numeri di Massimo Spampani

se Cortina avesse una sua cabala o una sua numerologia fortunata, quest'anno sarebbe un momento assolutamente magico. Leggere per credere.

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nno speciale, il 2011, per Cortina d’Ampezzo. Per strane coincidenze, infatti, anniversari storici, culturali e sportivi, tutti da festeggiare, troveranno degna collocazione nel calendario degli eventi di quest’estate. A ben significare che senza memoria non c’è futuro. E che, quando il passato è così ricco, come la storia della conca d’Ampezzo ci insegna, si può guardare con ottimismo anche al domani. Cortina non poteva ovviamente mancare ai festeggiamenti per i 150 anni di Unità d’Italia. Ci ha pensato il Consorzio Dolomiti che, in occasione del Giro d’Italia – dedicato quest’anno alle celebrazioni dell'Unità nazionale – ha creato tutta una serie di proposte turistiche per gli appassionati delle due ruote, seguite al lancio dell’innovativo progetto 3Dolomiti e Montagna Veneta, che permette la visione tridimensionale del territorio della montagna bellunese gratuita-

The Queen’s birthdays 2011 is a special year for Cortina d'Ampezzo. By coincidence, historical, cultural and sporting anniversaries will all find their place in this summer’s calendar of events, a good thing as there is no future without memories. And when the past is so rich, as history shows in the Ampezzo valley, you can look to the future with optimism. Obviously Cortina could not miss the celebrations for 150th anniversary of the Unification of Italy. This year the Giro d’Italia was dedicated to celebration of the Unification of Italy. So the Consorzio Dolomiti created a series of tourist activites for cycling fans, based on the launch of the innovative project 3Dolomiti Mountain and Montagna Veneta, which gives a threedimensional view of the mountain area of Belluno. It is true that Cortina d’Ampezzo only became Italian in 1918. But another

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Musicisti quotati Dal 23 luglio al 20 agosto Cortina torna a essere una delle capitali della musica classica contemporanea, grazie alla quinta edizione del Festival e Accademia Dino Ciani. Tra i nomi più importanti che la manifestazione porterà tra le Dolomiti, András Schiff e i violinisti della Toho Gakuen School of Music di Tokyo. Da non perdere Panorami musicali, un’iniziativa che, dall’1 al 7 agosto, proporrà alcuni concerti in rifugio all’ora di pranzo. Grande attesa, il 20 agosto, per l’esibizione che vedrà salire sul palco dell'Alexander Girardi Hall il maestro Uto Ughi, al violino, insieme ad Alessandro Specchi al pianoforte. I menù di questa edizione del Festival saranno eccezionalmente curati dall’Accademia italiana della Cucina. www.festivaldinociani.com © Archivio Festival e Accademia Dino Ciani

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Lassù sulle montagne Nell’anno del 140esimo anniversario della nascita delle guide alpine di Cortina d’Ampezzo, la Regina delle Dolomiti è stata scelta per ospitare, il 15 agosto 2011, l’annuale festa delle guide alpine del Veneto. In programma nella giornata, alcuni salite alle 5 Torri, con il Rifugio Scoiattoli come punto di riferimento. Alle 20.30 si terrà la sfilata lungo Corso Italia e, in Conchiglia, la consegna degli attestati di riconoscenza per l’attività svolta dalle vecchie guide e dell’onorificenza Guida Alpina ad Honorem a Giuseppe Casagrande. La cerimonia sarà l’occasione per ricordare grandi personaggi recentemente scomparsi, come Lino Lacedelli e Bibi Ghedina. www.guidealpineveneto.it © Dino Colli

La colonna sonora di una valle Il Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo festeggia il suo anniversario con un’edizione della Festa delle Bande, la 35esima, ancora più ricca (22– 29 agosto 2011). Sempre per l’occasione, oltre alla presentazione del nuovo cd, a cui ha partecipato, il 17 luglio, anche Jacob de Haan, uno dei maggiori compositori del nostro tempo di musica per bande, c’è grande attesa, sabato 23 luglio, per l’esibizione della Banda dell’Esercito, formazione tra le più rilevanti su scala nazionale. www.corpomusicalecortina.it

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mente da casa propria. Qualcuno potrà obiettare che Ampezzo è diventata italiana solo nel 1918. Ed è vero. Ecco, infatti, un’altra data assolutamente da ricordare: 500 anni fa, il 17 ottobre del 1511, il Castello di Botestagno, storica e importante roccaforte a nord di Cortina, di cui oggi restano pochissime tracce, cadde nelle mani dell’imperatore del Sacro Romano Impero, Massimiliano I d’Asburgo. Da allora e per 400 anni l’Ampezzo appartenne al Tirolo (come ci racconta l’articolo a pagina 70, ndr). Durante questo lungo periodo, in particolare nella seconda metà dell’Ottocento, la conca fu fervida d’iniziative. Non a caso quest’anno si festeggiano anche i 150 anni del Corpo Musicale di Cortina, nato da una piccola

fanfara già esistente in paese nel 1861 e divenuto una vera istituzione cittadina, che si presenta in gran spolvero e dimostra la sua grande efficienza organizzativa grazie anche alla tradizionale Festa delle Bande di fine agosto. Un’altra ricorrenza particolare è legata alla tradizione musicale ampezzana e unisce il grande pianista e compositore Dino Ciani, nato 70 anni fa e scomparso nel 1974, innamorato di Cortina, all’istituzione, in suo ricordo, del Festival e Accademia Dino Ciani che, anche questa estate, farà convergere tra le Dolomiti alcuni tra i più grandi interpreti internazionali di musica classica. E, mentre compie 10 anni Cortina InConTra (ne fa il punto l’ideatore e responsabile Enrico Cisnetto a pagina 16, ndr), le gui-

de alpine di Cortina, dal canto loro, fanno il pieno di anniversari perché, se nel 1871 Fulgenzio Dimai fu la prima guida del Regio Capitanato austriaco d’Ampezzo e dal 1901 gli appassionati di alte quote iniziarono a essere accompagnati sulla parete sud della Tofana di Rozes, nel 1911 le guide divennero i primi istruttori di sci a Cortina. Non è un caso, quindi, se la Regina delle Dolomiti, per l’importanza della sua storia e il peso della sua tradizione, è stata scelta come sede della tradizionale festa delle guide alpine del Veneto. Ma non è finita qui: sull’onda dell’impulso turistico avviato dai pionieri dell’alpinismo dolomitico, 110 anni fa nasceva l’Hotel Cristallo, oggi unico cinque stelle Lusso dell'arco alpino, che ha contribuito a

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Dolomiti in rosa Così vicini, così lontani. Per vivere l’emozione dei Monti Pallidi a 360 gradi, il Consorzio Dolomiti, oltre all’innovativo progetto 3Dolomiti e Montagna Veneta, in occasione delle tappe bellunesi del Giro d’Italia (dal 21 al 25 maggio 2011) ha creato tutta una serie di proposte dedicate agli amanti delle due ruote, per soggiornare e avventurarsi nei luoghi dei Passi dei grandi campioni. www.belledolomiti.it - www.3dolomiti.it

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portare Cortina alla ribalta internazionale (a pagina 42 tutti i segreti e la storia del famoso "gioiello" ampezzano, ndr). Come dimenticare poi che, 90 anni fa, nella fase di ricostruzione successiva alla Grande Guerra, per collegare Calalzo a Dobbiaco, veniva inaugurata la mitica Ferrovia delle Dolomiti, successivamente dismessa negli anni Sessanta. Un perno fondamentale per lo sviluppo turistico del territorio. Oggi, lungo quel tracciato dal fascino ineguagliabile e dagli spettacolari scorci panoramici, dove correvano i

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binari, corrono le mountain-bike d’estate, gli sci da fondo d’inverno e gli appassionati di corsa durante la primavera. Ciliegina finale: 500 anni fa, nel XVI secolo, in Scozia, venne usata per la prima volta una pietra di granito, una stone, lanciata su una lastra di ghiaccio perfettamente levigata. Nacque così il curling, una disciplina sportiva che, come prima località italiana, trovò ad accoglierla, agli inizi del Novecento, proprio Cortina d’Ampezzo. Insomma, tanti auguri, Regina, nell’anno di tanti tuoi compleanni.


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Veloci come treni A 90 anni dalla sua costruzione, non sono più i vagoni a sfrecciare lungo i binari dell'antica Ferrovia delle Dolomiti, ma atleti e sportivi. Se in inverno il suggestivo percorso diventa lo scenario in bianco della Granfondo Dobbiaco-Cortina (4 e 5 febbraio 2012, www.dobbiacocortina.org), in primavera ospita i podisti – ormai più di 4.000 – in gara per la Cortina-Dobbiaco Run (3 giugno 2012, www.cortinadobbiacorun.it) mentre, in estate, si prepara ad accogliere gli amanti delle ruote grasse con la Cortina-Dobbiaco Mtb (24 luglio 2011, www.cortinadobbiacomtb.com).

Rolling Stones Non tutti sanno che Cortina fu la “culla” italiana del curling dagli inizi del Novecento. Non a caso, da ben 46 anni, la Regina delle Dolomiti ospita, ogni estate, il Trofeo “Città di Cortina d’Ampezzo”, tenutosi, anche quest’anno, come da tradizione, sul ghiaccio dello Stadio Olimpico, dal 23 al 26 giugno 2011. www.curlingcortina.it

key date must be remembered: 500 years ago, on October 17, 1511, Botestagno Castle, a historic and important stronghold in the north of Cortina, of which few traces remain today, fell into the hands of the Maximilian I, the Hapsburg Holy Roman Emperor. From then on, for 400 years the Ampezzo valley was part of the Tyrol (see page 70, ed.). During this long period, particularly in the second half of the nineteenth century, the valley was a hot bed of activity. Nor is it a coincidence that this year we celebrate 150 years of the Corpo Musicale di Cortina (the town band), originally a small band founded in 1861, now a town institution that demonstrates great efficiency and polish in organising the traditional Festa delle Bande in late August. Another musical anniversary, combining that of the pianist and composer Dino Ciani, born 70 years ago (who died in 1974) and who loved Cortina, with the institution in his memory – the Dino Ciani Festival and Academy, which, this summer, will bring some of the greatest classical musicians to perform in Cortina. And then Cortina InConTra turns ten years old (see the article by Enrico Cisnetto, creator and manager, on page 16, ed), the Alpine Guides of Cortina, are celebrating many anniversaries; in 1871 Fulgenzio Dimai was the first guide of the Royal Austrian Captaincy in the Ampezzo, then in 1901 high altitude enthusiasts began to be accompanied on the south face of the Tofana di Rozes and in 1911 the guides became the first ski instructors in Cortina. It is not by chance that the Queen of the Dolomites

will host the site traditional celebration of the Alpine Guides of the Veneto on August 15, 2011. That’s not all, borne along by the impetus of tourism pioneers in the Dolomites, the Hotel Cristallo was founded 110 years ago, the only five-star luxury hotel in the Alps and which has helped bring international attention to Cortina (see page for the story of its glamorous history 42 ed.) We cannot forget that 90 years ago, during reconstruction after the Great War, the legendary railway connecting Calalzo and Dobbiaco was inaugurated, later closed in the sixties. Today, where the train tracks used to run, there is a path of unique charm and beautiful panoramic views, good for mountain biking in summer, cross-country skiing in winter and running in the spring. Finally, the icing on the cake: 500 years ago, in the sixteenth century, in Scotland, a piece of granite, a "stone", was launched on a smooth sheet of ice. The sport of curling was born, which found a welcome in Italy at the beginning of the twentieth century in Cortina d'Ampezzo. Happy birthday, dear Queen, in this year of your many birthdays.

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90 anni (e non li dimostra) di Paolo Marchi

Un omaggio (da parte nostra), una sorpresa (da parte del figlio), per dire, semplicemente, «tanti auguri Rolly!».

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uando un padre compie 90 anni di una vita intensa e suo figlio supera largamente il mezzo secolo di una vita golosa, il più tra loro è alle spalle e viene istintivo fare un bilancio. Solo che non è facile, perché Rolly, che da quando sono nati Viola e Brando in casa chiamiamo tutti il nonno, ha una dote rara: non si guarda mai indietro, sempre pronto a inventarsi qualcosa pur di non stare fermo in poltrona. Certo, parla tanto – e soprattutto – di quello che ha fatto lui, però riesce ancora a stupirci, come quando, fine seconda media di Brando, nella dedica di un suo libro al preside del nipote, ha rivelato di avere frequentato anche lui i Salesiani. Ci voleva una pubblicazione per scoprirlo…

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I confronti sono inevitabili e diventano doppi quando anche la nonna qualcosa ha combinato. «Il figlio di Rolly? Chissà come scii bene». «Graziella è tua madre? Dipingerai bene pure tu». E le risposte erano due no. Il secondo un no assoluto, il primo rapportato a chi frequentava casa nostra e sapeva sciare bene per davvero: un ragazzo si chiamava Gustavo e arrivava da Trafoi; una ragazza, Claudia, di cognome Giordani (grandi atleti italiani di sci apino, Gustav Thöni e Claudia Giordani, ndr). Quando si capì che non sarei mai diventato un campione delle nevi, l’attenzione si spostò su una possibile carriera in atletica leggera, velocità pura o getto del peso. Mi allenavo all’Arena di Milano, ma anche nei boschi (alpini a Cortina e marit-

timi a Levanto), solo che io avrei preferito di gran lunga andar per funghi. Questo perché la vita con Rolly non è mai stata monotona, c’era sempre qualcosa da fare. Sono arrivato a pensare che non vi sia personaggio sulla terra che non abbia conosciuto (e, se donna, amato). Sentirlo raccontare di quando vide Castro giocare a basket o Colò vincere un oro e Berruti pure, come quella volta che portò Buzzati in vetta o Fellini a spasso per Roma o di quella certa diga costruita in Africa, è impagabile. Certo, da figlio, con un padre e una madre così ingombranti, affrancarsi da loro è un’impresa titanica, quasi un secondo lavoro. Tutto ciò ha, però, dato tanta sostanza anche alla mia vita e reso pieno il mio affetto.


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Il tè danzante delle cinque. Una tradizione che solo il Cristallo vantava a Cortina negli anni della belle èpoque. Al ritorno dalle piste da sci o dalle escursioni in montagna, politici, uomini d’affari ed eleganti signore si davano appuntamento – guai mancare! – sulla terrazza dell'Hotel, servita da cameriere in costume tradizionale e accompagnata dalle note dell'orchestra.

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Five o’clock tea and dance was a tradition that only the Cristallo Hotel could boast of. After a day skiing, politicians, business men and elegant ladies would meet on the hotel terrace, looked after by waitresses in traditional costumes and entertained by the orchestra.


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Dove finisce una strada e inizia una storia

di Ennio Rossignoli - foto Archivio Storico Zardini

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È lassù, in cima a via Menardi, che svetta il Grande Albergo di Cortina. Palcoscenico di una storia lunga 110 anni e scritta, tra le Dolomiti, da grandi personaggi internazionali, attori e spettatori di vicende che profumano di mito e hanno tutto il sapore della leggenda. La favola di un Wonderland in cui entrarono, come dentro lo specchio di Alice, i grandi della terra, re e principi del sangue e della cultura. A Wonderland fairy tale where the great men of the earth, kings and princes of blood and culture, entered, like Alice’s mirror.

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a montagna degli incanti. Non lo Zauberberg (titolo originale de La montagna incantata, Thomas Mann, ndr) malato della letteratura, ma la trionfante verticalità delle cime intorno: paesaggio di natura e paesaggio di anima, che la roccia delle Dolomiti d'Ampezzo contorna con il suo instancabile frastaglio. Là, in basso, adagiata nella sua placida estensione cittadina, vive Cortina, luogo di sogni aristocratici e seduzioni reali, sulle quali, imponente come un antico castello signorile, nel candido rigore delle sue linee nordiche, troneggia la mole “gustaviana” del Grande Albergo, nominato dal massiccio che alle spalle gli fa da quinta dell'immenso teatro naturale. Il Cristallo, ovvero la bellezza impietrita delle vette e l'eleganza di una ospitalità fatta tradizione. Erano gli inizi del Novecento, giusto 110 anni fa, in tempi di belle époque, quando Emilia e Giuseppe Menardi videro realizzato il frutto della preveggenza e della tenacia che li avevano spinti a un’avventura che, con altre, segnerà un momento decisivo nella trasformazione dell'economia – e quindi della vita stessa – della conca ampezzana; quel passaggio dall’agro-pasto-

rizia all'albergo da cui uscirà la fisionomia definitiva della Cortina moderna. Lì, sul limite del contrafforte boscoso che rinfaccia le Tofane, aveva così inizio la storia fantastica del Grand Hotel, che è storia locale e, allo stesso tempo, storia di un'epoca tormentata, tra le effusioni di una società gaudente e raffinata e i devastanti contraccolpi di due conflitti mondiali. La sinusoide di un destino di occupazioni militari e feste hollywoodiane, di chiusure e rinascite miracolose. Intanto “la grande casa” era cresciuta sino alle dimensioni attuali, impreziosita dagli arredi e dalle finiture più raffinate, con la piscina en plein air, gli orti sul retro, i campi del tennis popolati di calzoni bianchi, le sfilate di automobili di classe, di signore all'ultima moda, di uomini in smoking. La favola di un Wonderland in cui entrarono, come dentro lo specchio di Alice, i grandi della terra, re e principi del sangue e della cultura, da Tolstoj a D'Annunzio ai re del Belgio e d'Egitto. Erano gran cerimonieri, i Menardi: una dinastia d'impresa sempre attenta ai mutamenti del gusto e alle bizzarrie del costume. Vennero gli anni della felicità e della sofferenza: dopo il tripudio in camicia nera, la guerra


Nella pagina accanto, il Cristallo nel pieno del suo splendore. Nato come luogo votato all’estate, fu tra i primi ad aprirsi anche alla stagione invernale, dotandosi di impianti di riscaldamento. In questa pagina, momenti rubati al “night club” dell’Hotel. Sotto, il campo da tennis – destinato alle discipline del ghiaccio in inverno – fatto allestire da Leo Menardi già negli anni Trenta. Tassativa era la tenuta all’inglese.

e poi ancora la gioia della pace e della ricostruzione, fino all'apoteosi olimpica. E l'Albergo non poteva non essere il sensibile sismografo di tutto questo: poco alla volta le ghette cederanno il posto ai jeans, i tè danzanti alle notti rock del Monkey. Via, fino alla crisi e alla chiusura: il Grand Hotel parve allora il simbolo di una sconfitta, un mausoleo alla memoria di qualcosa che si era consumato nelle meschinerie d'affari. Occorrevano nuovi ardimenti, nuovi azzardi, nuovo coraggio. Una nuova dinastia d'impresa. E fu la volta dei Gualandi, venuti da fuori, ma con dentro la stessa passione di chi li aveva preceduti: un'altra famiglia, il medesimo

proposito di farsi costruttori di un tesoro del benessere, di uno stile dell'accoglienza che coniugasse in sé eleganza ed efficienza. Sono bastati tre anni, dal 1998, e il Cristallo è tornato a essere il mondo di emozioni esclusive, nate tra le suite regali, la distesa delle vetrate affacciate sulla conca, la signorilità di un’atmosfera dai sentori antichi e dalle pratiche moderne. Per questo, salendo per la via dei Menardi, si finisce per calpestare la storia di una straordinaria vicenda umana e professionale: finché si arriva dove si alza imponente il “gioiello" della Regina. Proprio lì, dove la strada finisce e la storia continua.

Previous page, Cristallo Hotel in all its glory. Originally a summer vacation spot, it was one of the first to open during the winter as well, thanks to central heating. This page, snap shots of the hotel’s “night club”. Below, the tennis court, used for sports on ice in the winter, set up by Leo Menardi in the 1930s when English dress code was compulsory.

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Where a road ends and a story begins The mountain of magic, not the sickness depicted in "Der Zauberberg" (The Magic Mountain by Thomas Mann), but rather triumphant vertical peaks: landscape of nature and landscape of the soul, surrounded by the jagged crests of the Ampezzo Dolomites. Below these jagged peaks lies Cortina, a calm town, a place of seduction and aristocratic dreams. Within this natural theatre, an impressive, stately old building, built in a clean, northern style, sits the Cristallo a beautiful, elegant hotel, with a long tradition of hospitality, perched up high against the rocky crags, almost part of the mountains. 110 years ago, at the beginning of the twentieth century, in the Belle Epoque period, Emilia and Giuseppe Menardi had the foresight and tenacity to make a decisive start to transform the economy – and thus life itself – of Cortina; from agro-pastoralism to hospitality and tourism, which businesses sustain present day Cortina. Thus at the edge of the wooded foothills that face the Tofane, the story of the Palace Hotel Cristallo began. It is a story of daydreams, and local history, a troubled history in an era when society was at the same time joyful and sophisticated, but also dealing with the devastating repercussions of two world wars. Borne along on a wave of change, military occupations and Hollywood parties; closures and miraculous rebirth. Over the years the Cristallo expanded to its current size, elegantly furnished with the finest touches; an open-air swimming pool, gardens at the back, tennis courts populated with people in “whites”; parades of luxury cars, fashionable ladies and gentlemen in tuxedos. Guests entered into a “Wonderland”, rather like Alice as she went through the looking glass and found the great and

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the good; kings and princes of the blood and culture: Tolstoy, D'Annunzio, the King of Belgium, the King of Egypt. The Menardis were great masters of ceremonies; a business dynasty always attentive to changing tastes and swinging customs. There were years of happiness, but also suffering: firstly the fascist black shirts and war, then the joy of peace and reconstruction, until the pinnacle of achievment – the Winter Olympics. The hotel was a sensitive seismograph reflecting all these changes: little by little gaiters gave way to jeans; tea dances became rock nights at the Monkey Club. Then came crisis and closure of the Cristallo, almost a symbol of defeat, a mausoleum to the memory of something that was consumed by the mean businesses. New ideas, new daring, new courage was needed – a new business dynasty. It was the turn of the Gualandi, who came from outside, but who had the same passion as those who had preceded them. Another family with the same vision to create a treasure of well-being, a style of hospitality that exudes elegance and efficiency. It took just three years to do this,

Sono gli anni 50 e la piscina, fatta costruire prima della Guerra, vive il suo momento di gran fulgore. Ma è solo una delle tante attività del Cristallo, che non smette di coinvolgere i suoi ospiti in un continuo turbinio di eventi.

In the 1950s the pool lives his moment of great splendour. But it is just one of many activities of the Cristallo Hotel, which never stops to engage guests in a continuous whirlwind of events.

from 1998 to 2001, and the Cristallo was back to being an exclusive world of hospitality; regal suites, expansive windows overlooking the valley, an elegant atmosphere with sensations that are both ancient and modern. Following in the steps of the Menardis, an extraordinary human and professional effort has brought about the revival of the imposing " jewel of the Queen." Right here, where the road ends, the story continues.


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verso il futuro Fa tesoro della sua tradizione più che centenaria l’Hotel Cristallo che, nello stesso anno di un anniversario molto importante, viene incoronato da uno dei più ambiti riconoscimenti internazionali, il Seven Stars and Stripes Award 2011.

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n altro prestigioso premio si è aggiunto al già ricco carnet del Cristallo Hotel Spa & Golf, incoronato, lo scorso 4 luglio, con il Seven Stars and Stripes Award 2011. Considerato tra i più ambiti riconoscimenti in ambito lusso, viene assegnato ad alberghi, spa e resort hi level di tutto il mondo, tra i quali, solo per citarne alcuni, The Waldorf Astoria di New York, l’Emirates Palace di Abu Dhabi, l’Hotel Eden Roc Ascona in Svizzera. A consegnare il premio – in una splendi-

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da mattinata estiva, sulla terrazza fronte Tofane – a Paola Gualandi, della famiglia proprietaria dell’Hotel e al neo direttore Giorgio Borgonovo, i fondatori e presidenti dell’Award, Thorsten e Edmund Adolf Buehrmann che, a sorpresa, oltre alla struttura, hanno premiato anche la sua beauty farm, la Cristallo Ultimate Spa. «Un onore ritirare un riconoscimento tanto ambito. Il fatto, poi, che sia doppio ci lusinga ancora di più», ha dichiarato soddisfatta ed emozionata Paola Gualandi. Cui ha


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110 di questi anni: gli eventi

fatto eco il direttore Borgonovo: «Questo premio rappresenta uno sprone in più nel fare sempre meglio e nel proseguire con grande motivazione verso gli anni futuri». Una conferma dell'eccellenza che alberga tra le Dolomiti; quella stessa eccellenza che ha portato l’Hotel Cristallo a essere l’unico cinque stelle Lusso dell'arco alpino – fiore all’occhiello di tutta una valle – e, con esso, Cortina sotto i riflettori della scena internazionale. Non poteva esserci occasione migliore della cerimonia di premiazione per presentare il ricco calendario di eventi che accompagneranno i festeggiamenti per i 110 anni dalla fondazione dell’Hotel. Perché questa estate, nelle stanze del “gioiello” ampezzano, sarà tutta all’insegna del suo glorioso passato.

Il tè delle cinque si fa danzante: dress code richiesto, copricapo fantasiosi da sfoggiare sulla scenografica terrazza affacciata sulle Tofane, come avveniva negli anni Venti. Da non mancare l'appuntamento di venerdì 17 agosto, allietato da un’orchestra in frac e raffinati dessert d’alta pasticceria. Ritorno alla Dolce Vita: punta di diamante del calendario di eventi per i festeggiamenti sarà il Gran Galà di fine agosto (esclusivamente su invito). Un tuffo nel passato: una mostra speciale, quella che sarà allestita nel living bar dell’albergo. Ci saranno i guest book autografati dai grandi ospiti del passato, una suggestiva collezione di sci di legno, racchette da tennis, pattini e le palle da curling tutte di inizio secolo. Una collezione pensata per raccontare questo secolo di grande sviluppo turistico nella Regina delle Dolomiti (ingresso gratuito). Pezzi unici griffati Cristallo 110 saranno in esposizione nella Crystal Gallery. L’orologio Boxer Milano creato da Time Style (www.boxermilano.it), la fascia con 110 cristalli Swarovski e i guanti in raso nero da sera di Giada Beachwear (digiad-

abeachwear@gmail.com), il boxer mare nell’originale “packaging borraccia” ideato da Love Me (www.lovemebw.com) e le ciabattine gran journée firmate MYS (www. mystrend.com). Tutto in tiratura limitata di massimo 110 pezzi. Partner delle principali manifestazioni di Cortina: il Cristallo sarà presente in due occasioni particolari, durante le quali saranno offerti i suoi special cocktail (prelibato quello che porta lo stesso nome dell'Hotel). Venerdì 5 agosto, all’interno della rassegna CortinainCroda, è previsto il brindisi dopo il flash mob, evento “guerrilla” in programma alle 19.00 in piazza Venezia. Altro momento targato Cristallo sarà quello di martedì 23 agosto, nel contesto della mostra Il bello chiama il bello. I grandi Maestri del Novecento della collezione Rimoldi alla Casa delle Regole, all’interno della sala dedicata a Edoardo Gellner, architetto firma del famoso Monkey. Il Bar La Veranda parteciperà, inoltre, con un corner gastronomico, al Cortina Summer Party, pic-nic esclusivamente su invito sui prati di Malga Peziè de Parù.

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UN UOMO, UNA VITA di Roberto Pappacena - foto Archivio Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” Regole d’Ampezzo

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el 1941 Mario Rimoldi espone il meglio della sua già preziosa e definita collezione all’interno di due mostre nella "sua" Cortina d’Ampezzo: in gennaio, nella sede del municipio, in occasione di Prima Mostra del Collezionista e in agosto, all’interno della Mostra delle Collezioni d’Arte Contemporanea, promossa sotto l’egida del Ministero dell’Educazione nazionale. Oggi, 70 anni dopo, il Museo che Rimoldi ha fortemen-

te voluto e che, dal 1974, ha come sede la Casa delle Regole, amplia i suoi spazi espositivi su tre piani, grazie alla collaborazione tra l’istituzione delle Regole e il Comune di Cortina. Da luglio a novembre si potranno ammirare oltre 250 opere: sculture e oggetti dei maggiori artisti del Novecento italiano, tutti appartenuti alla collezione Rimoldi. — Alessandra de Bigontina, direttore Museo d’Arte Moderna "Mario Rimoldi"

Il Novecento di Mario Rimoldi, una mostra che rende omaggio a un uomo, collezionista, albergatore e sindaco, che ha sempre avuto Cortina nel cuore, tanto da lasciarle un valore incommensurabile, quale è quello custodito nelle sale del museo d’arte moderna che oggi orgogliosamente porta il suo nome.

Il collezionista (Mario Rimoldi), 1971-’74, tempera all’uovo su tela di Renato Balsamo (80x60 centimetri). Il collezionista (The collector, Mario Rimoldi), 1971-’74, egg tempera on canvas by Renato Balsamo (80x60 cm).

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e un amico forestiero, mai venuto a Cortina, mi chiedesse: «È vero che la valle d’Ampezzo è uno dei posti più belli al mondo?» Sì, certo – gli risponderei senza esitazione – incorniciata com’è, tra l’altro, di vette «sublimi sino all’irragionevole» (Giovanni Comisso). La stessa risposta darei a chi mi chiedesse: «È vero che la storia artistica e culturale di Cortina è di altissimo livello?». E mi divertirei a sovrapporre alle figure delle cime che abbracciano la valle, i nomi degli artisti, dei musicisti, degli scrittori che hanno reso illustre la storia di questo piccolo angolo di mondo: e le vette non basterebbero a contenerli tutti. A quale di esse farei corrispondere il nome di Mario Rimoldi? Forse al Pomagagnon che, pur essendo più basso di tante altre cime, le supera in eleganza, dominando magicamente tutta la conca. Nato il 13 aprile del 1900 a Cortina d’Ampezzo, da Antonio e da Sabina Caterina Zangiacomi, Mario Rimoldi aveva l’arte nel sangue. Nel 1937 ospitò all’Hotel Corona Filippo de Pisis, che già dal 1924 aveva preso l’abitudine di villeggiare in Cadore. Nel 1938 de Pisis era a Parigi e Rimoldi, che ne possedeva ben 11 me-

ravigliose opere, così gli scrisse: «Le migliori sono sempre quelle del de Pisis per la loro pittoricità e per la dimostrata loro sensibilità, cultura e intelligenza». Pronta fu la risposta dell'artista: «Sono lieto che la mia povera arte le dia qualche gioia. Il paesaggio qui ha un carattere molto diverso dalle Marmarole “care al Vecellio” (Giosuè Carducci), ma pure interessante. Mi piacerebbe venire a Cortina quest’inverno per un mese. Non ho mai dipinto la neve e potrei fare cose interessanti». Nel 1941, Comisso così scrisse a conferma: «Questa raccolta sorse qui, nell’estate del 1929, quando Rimoldi conobbe Filippo de Pisis, in questa valle di armoniose montagne, perché il bello chiama il bello e Mario Rimoldi fu l’interprete di tale voce». Precisa Gabriella Belli, direttrice del prestigioso Mart di Rovereto: «Mario Rimoldi, all’epoca non è ancora trentenne, ma già esibisce una spiccata vocazione per l’arte, che ha iniziato timidamente a comprare durante il soggiorno romano dei primissimi anni Venti, dimostrando subito l’attrazione per una pittura scelta perlopiù nel campo dell’anti-accademia, libera nel segno e suadente nel colore». «L’inizio – prosegue Comisso – per Rimol

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di fu lotta, resistenza e studio. Ma ebbe egli la prima conferma della sua fede e, con lui, ebbero illuminazione i diffidenti quando, nel 1939, inviò il quadro di Filippo De Pisis, raffigurante la Chiesa di Cortina e appartenente alla sua raccolta, alla Mostra del Paesaggio a Bergamo. In quella occasione De Pisis vinse il secondo premio di 10.000 lire. Questa fu la prima convalida che egli non aveva scelto opere d’incerto valore». Intanto, nominato nel 19 settembre del 1940 presidente della Scuola d’arte di Cortina, Rimoldi vi sistema gran parte dei suoi quadri: ciò permette a insegnanti e alunni di osservare dal vivo capolavori dell’arte contemporanea, affinando la sensibilità e la capacità di lettura e d’interpretazione delle opere d’arte. Altra singolare sua iniziativa è quella di mettere un’aula a disposizione di amici pittori, perché possano lavorarvi. L’escalation, come collezionista, raggiunge il suo culmine quando il professore Luigi Ferrarino, direttore dell’Istituto italiano di cultura a Parigi, propone di dare vita a un premio biennale di pittura e scultura, nominato Premio Parigi, realizzato poi da Rimoldi insieme a Campigli, Sironi, al pittore Mino Rosi e allo stesso Ferrarino. In qualità di presidente del comitato organizzatore viene eletto, neanche a dirlo, proprio Mario Rimoldi. Inaugurata il 28 luglio 1951, la rassegna nazionale d’arte Premio Parigi è stata senza dubbio la più grande manifestazione artistica che si sia mai svolta a Cortina. Se Rimoldi avesse proseguito su quella strada, tenendo vivo il premio di biennio in biennio, andremmo oggi orgogliosi di una istituzione invidiabile, famosa in tutto il mondo. Senonché Rimoldi ha, non so se la fortuna o la sfortuna, di essere eletto proprio in quell’anno sindaco, cominciando, nel 1954, a dedicarsi alla organizzazione delle VII Olimpiadi Invernali. Il Premio viene così definitiva-

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mente abbandonato. Quando, nel settembre 1969, lascia la presidenza della Scuola d’arte, i quadri che sono il suo orgoglio seguono tristemente la sua stessa sorte, anche se non manca di allargare il suo orizzonte culturale con l’acquisto di famosi pittori. Dopo la sua morte, avvenuta il 23 luglio 1972, la vedova Rosa Braun eredita una parte cospicua della collezione e tutti i libri d’arte, decidendo di donare alle Regole d’Ampezzo ben 170 opere di 87 artisti (comprese anche opere di grafica e di scultura) e preziosi documenti editi e inediti, disponendo che siano raccolti in una galleria sotto la direzione del pittore Renato Balsamo. La Galleria d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” fu inaugurata ufficialmente nell’ottobre del 1974. Incaricato stabilmente della direzione della Scuola sin dal 1 ottobre 1971, Renato Balsamo, animato e guidato dalla concezione di una “scuola aperta”, trasparente, cioè, e senza misteri, con «massima applicazione all’interno e frequenti contatti con l’esterno, per evitare il rischio di diventare aridi e limitati» – come dichiarò – sistemò, nel corso della sua direzione, la Galleria Rimoldi in modo superbo e definitivo, realizzando così il sogno di Comisso e di Rimoldi stesso. Il ritratto da lui compiuto de Il Collezionista, 1971-74 è un vero e proprio monumento pittorico che coglie, del personaggio, l’atteggiamento tipico ed essenziale. Balsamo, insomma, da par suo, prima di lasciare Cortina e la direzione del Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” delle Regole d’Ampezzo, ha realizzato un sogno da lui espresso con le seguenti parole: «Oggi una piccola parte di quella famosa raccolta, ampliata da altre donazioni, è diventata per volontà della deputazione regoliera un piccolo, ma prezioso museo. L’auspicio è che il piccolo seme posto nel solco si trasformi, un domani, in un grande Museo».

Sopra, Mario Rimoldi, insieme all’artista Filippo de Pisis, passeggia lungo Corso Italia a Cortina. Nella pagina accanto, in alto, Concezione spaziale, 1951, Roberto Crippa, olio su tela (30x24 centimetri); sotto, Senza Titolo,1952, Gianni Dova, olio su tela, (39x59 centimetri). Entrambe le opere appartengono alla collezione Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi”.

Above, Mario Rimoldi walks along Corso Italia in Cortina with the artist Filippo de Pisis. Next page, above, Concetto Spaziale (Spatial Conception, 1951), Roberto Crippa; below, Untitled, 1952, Gianni Dova.


Il bello chiama il bello. Da de Pisis a Sironi: grandi Maestri del Novecento nella collezione Rimoldi. Dal 10 luglio al 6 novembre 2011 Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” Casa delle Regole, Corso Italia 69. Orari: dal 10 luglio al 30 agosto, dalle 10.00 alle 20.00; dal 1 settembre al 6 novembre, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 (aperto tutti i giorni). Tel. +39 0436 866222 www.musei.regole.it

A STORY TO BE REDISCOVERED In 1941 the first exhibitions by Mario Rimoldi’s collection were held in the Cortina d’Ampezzo Town Hall, under the aegis of the Ministry of Education. Today, 70 years later, the museum, located in the Casa delle Regole since 1974, is now much larger so that from July to November more than 250 paintings, sculptures and objects of the greatest twentiethcentury Italian artists of the Rimoldi collection are on display. Il Novecento di Mario Rimoldi (The Twentieth Century of Mario Rimoldi), is an exhibition that pays tribute to a collector, hotelier and mayor who held Cortina dear to his heart and left a collection of immense value in the Museum of modern art that now bears his name. —Alessandra de Bigontina Director Mario Rimoldi Museum of Modern Art If a stranger who has never visited Cortina asks if one can find real art and culture in Cortina, the answer is «Yes». Many personalities of the arts world have made Cortina famous, amongst whom Mario Rimoldi, born here in 1900 stands out. Over the years Rimoldi encouraged Italian artists, such as de Pisis, and through this he acquired a wonderful collection of modern Italian art which contains works by de Pisis, Campigli, Sironi and many others. Rimoldi’s achievements also included the development of the Cortina Art School and the 1951 Premio Parigi (Paris Prize), hosted in Cortina. After he died in 1972, his widow Rosa Braun devoted her energy to the preservation of the collection. — Roberto Pappacena

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TRA EDEN SELVAGGI E PARADISI “CULTURALI” di Marco Albino Ferrari

Se l’uno fiorisce sotto le esperte mani dell'uomo, nell’altro pulsa la materia prima dell'esistenza. Differenze e similitudini tra l’approccio antropizzato del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo e la wilderness romantica dello Yellowstone National Park.

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uando il barbuto John Muir, in una delle consuete giornate spese a far proseliti, montava sulla sua cassetta da frutta vuota, in una polverosa strada del West americano, attaccando col solito sermone laico in difesa della natura selvaggia, non poteva certo immaginare le ripercussioni che quei suoi discorsi urlati a capannelli di curiosi avrebbero avuto di lì a pochi anni. Ancora oggi, quel suo grido ideale, che elevava la natura incontaminata a luogo sacro, vive in molti americani come un’alternativa salvifica. Dopo la pubblicazione dei racconti delle sue camminate nei boschi della Yosemite Valley in California, Muir era diventato una personalità indiscutibilmente ascoltata nella giovane nazione americana ed era riuscito persino a portare l’attenzione del presidente Theodore Roosevelt sulle minacce che attentavano alla natura della sua amata Yosemite Valley, in California. Fu grazie a lui che venne fondata una delle aree protette più importanti degli Stati Uniti: il Yosemite National Park, sul modello dell’altro grande parco nazionale, quello di Yellowstone, nel Wyoming. Ma su quali presupposti si fondavano quelle prime aree protette? E qual era la filosofia ambientalista di quelle prime esperienze protezionistiche? Con John Muir, il gruppo di romantici americani definiti “trascendentalisti” (Ralph Waldo Emerson, Orestes Brownson, Henry David Thoreau) aveva gettato le basi per una vera e propria sacralizzazione della natura. La “natura selvaggia”, la cosiddetta wilderness, era, secondo loro, un luogo incantato, magico, misterioso in cui celebrare una sorta di panteismo in chiave romantica. «Ero parte di essa ed essa di me e nella gloria trascendente della Natura mi dimenticai completamente di me come uomo», scriveva John Muir. L’idea di protezione nei primi parchi si basava

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L'eccellenza di un patrimonio da conservare Istituito il 22 marzo del 1990, il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo si estende su un’area di 11.200 ettari a nord del centro abitato di Cortina, al confine tra Veneto e Alto Adige, nel cuore delle Dolomiti orientali. Esso insiste sulla indivisa proprietà delle Regole d’Ampezzo, interamente compresa nel Comune di Cortina. È anche grazie al grande impegno conservativo di questa antichissima istituzione che i territori del Parco si presentano omogenei dal punto di vista dell’uso del suolo, perché non presentano insediamenti abitativi e infrastrutture per lo sci alpino. L’attenta gestione forestale delle Regole ha, inoltre, risparmiato per secoli alcuni lembi di foresta di alta quota di pino cembro e larice, che superano attualmente i 350 anni di età: in questi habitat, talvolta estesi e ininterrotti per decine di chilometri, trovano asilo specie animali rare e minacciate, quali il gallo cedrone, il picchio tridattilo

e il picchio cenerino, nonché la civetta nana. Nell’area protetta sono compresi i gruppi montuosi Tofana, Fanis, Col Bechei, Croda Rossa d’Ampezzo e Cristallo; le valli sono strette e incassate verso la comune confluenza, in corrispondenza della quale è situata l’entrata principale del Parco. Le cime più elevate superano i 3.200 metri di quota; le praterie ripide dei versanti esposti a sud, che ospitano la coturnice e il raro re di quaglie, sono ambienti molto pregiati dal punto di vista naturalistico e nondimeno lo sono le praterie di alta quota a zolla discontinua e le praterie umide ricche di piccole torbiere. Assolutamente da segnalare il fatto che le montagne ampezzane possiedono la maggiore concentrazione di popolazioni di camoscio di tutte le Dolomiti; se ne possono contare a migliaia. —Michele da Pozzo direttore del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo


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Qui accanto: quasi fosse un lunghissimo rallenty, l’acqua del fiume Boite, in primavera, scorre limpida in mezzo ai ghiacci invernali, non ancora scomparsi: due stagioni, due tempi, “condensati” in questo stupendo invaso del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.

In apertura, sopra, la Tofana di Rozes – piramide di pura dolomia – in tutta la sua imponenza. Sotto, i caratteristici geyser dello Yellowstone National Park. Nella pagina accanto e qui sopra, scatti fotografici del parco americano.

Opening, above, the peak Tofana di Rozes, in all its majesty. Below, the typical geysers of Yellowstone National Park. Next page and above, photographic shots of the American park.

su due principi fondamentali: non lasciare mai traccia del proprio passaggio in natura e non intervenire sull’ambiente, neanche in sua stessa difesa (nemmeno se scoppia un incendio per cause naturali!). Le regole erano ferree e semplici: niente deve interferire con il corso naturale degli eventi. La natura si autogoverna. Se cade un albero nessuno lo sposta: saranno funghi, vermi, muschi, plasmodi a distruggerlo lentamente, riciclandone il legno in nuova vita, come madre natura vuole. Vita e morte si devono intrecciare, si devono aggrovigliare intimamente: l’idea del grande Parco di Yellowstone nasce proprio dalla volontà di creare una sorta di nuovo Eden, dove continui a pulsare la materia prima dell’esistenza. Ben altra filosofia sottende invece la fondazione dei parchi italiani, e nello specifico di quelli alpini, come ad esempio quello regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, istituito ormai una ventina di anni fa (1990). Qui, già l’interpretazione del concetto di natura si fonda su presupposti molto diversi da quelli del-

Alongside here: the water of the Boite River, in the springtime, flows clear through the winter ice, not yet melted.

la wilderness. Un pensiero, mitizzato dai romantici americani, che qui non esiste. Sulle Alpi, da secoli, la natura è stata in buona parte antropizzata, tanto è vero che i territori alpini, così come li vediamo, sono il frutto di un lavoro millenario dell’uomo: la montagna è stata dissodata, i boschi sono stati curati, le radure tenute libere dall’avanzare delle malerbe. Pochi lo sanno, ma la biodiversità esiste grazie all’intervento dell’uomo, proprio grazie a un intervento oculato, che la cultura montanara ha elaborato nei secoli. Se in America si estendono milioni di ettari di foreste selvagge, qui sulle Alpi, al contrario, sotto una certa quota non c’è niente che la sapiente mano del montanaro non abbia contribuito a modificare. Ed è facile da osservare. Quando lasciamo la montagna a se stessa – come ormai capita in vaste zone delle Alpi dopo lo spopolamento degli anni Settanta e Ottanta – vediamo che la natura si rimpossessa degli spazi e riduce l’ambiente a un monotono e impenetrabile intrico vegetale. Ma per fortuna la cultura ampezzana vive anche nel suo parco ed è, anzi, oggetto di conservazione. E così le alte vallate sopra Cortina ci appaiono punteggiate da masi, malghe e stavoli. Tutto questo è ciò che si intende per “paesaggio culturale alpino”. È l’uomo che si integra nella natura ed è la natura che prospera sotto le mani dell’uomo. Un sistema levigato dai secoli come le rocce dei fiumi. Nei circa 11mila ettari del parco, che si spalanca nella conca ampezzana e culmina ai 3.244 metri della Tofana di Mezzo, prevale dunque un equilibrio di integrazione tra cultura e natura (anche se ritornano spontaneamente l’orso e la lince, animali selvaggi per antonomasia, come è capitato negli ultimi anni). Una natura magnifica e ricchissima, che io definisco “paesaggio culturale”.

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NATURA&CULTURA Una delle zone più selvagge e piene di fascino del parco ampezzano, la Croda Rossa è il regno degli stambecchi. L’ottima convivenza tra questi affascinanti esemplari e gli escursionisti che qui si avventurano è garantita dall’istituto della secolare istituzione delle Regole.

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tains, where land has been cultivated and the woods managed to keep the land free from encroaching weeds. It is not very well known that biodiversity is also due to human intervention, and that over centuries wise actions have developed a mountain culture. In America there are millions of acres of wild forests. In contrast here in the Alps, under a certain altitude, there is nothing that the expert hand of the mountain people has not helped to change. We can see this easily. When we leave the mountain to itself – as has happened now in large parts of the Alps following depopulation of the seventies and eighties - we see that nature re-posses the space and the environment becomes a tedious and impenetrable tangle of plants. Fortunately, however, the Ampezzo culture also lives in this park, and indeed is the subject of preservation. The high valleys above Cortina are dotted with farms, pastures and barns, and this is what we mean by "cultural mountain landscape." Man is integrated with nature, and nature flourishes under the hand of man - a system polished over many centuries, much like rocks are polished by river water. Within the approximately 11 thousand hectares of the park that starts in the Ampezzo valley and culminates at the 3.244 meters peak of Tofana di Mezzo everything is integrated – there is a balance between culture and nature, which includes the voluntary return of bears and lynx, wild animals par excellence, as has happened in recent years. A beautiful and rich nature, which I call "cultural landscape". © stefanozardini.com

The bearded John Muir, of Scottish origin, was a habitual preacher who could be seen perched on his soap box in a dusty street in Western America. Not very many people gathered to listen to his secular sermons in defense of the wilderness. And he couldn’t have imagined what a significant influence and impact he would come to have in years to come. Even today, many Americans call for nature to be preserved as a sacred place, an alternative to saving it from destruction. Following the publication of accounts of his walks in the woods of Yosemite Valley in California, Muir became a personality whose name was well know throughout the young American nation. Muir had even managed to attract the attention of President Theodore Roosevelt to the risks that threatened nature in his beloved Yosemite Valley in California. It was thanks to Muir that one of the most important protected areas of the United States was founded, Yosemite National Park, which was modelled on the largest national park, Yellowstone in Wyoming. But what assumptions were made about these first protected areas? And what was the environmental protection philosophy of these early experiences? John Muir was one of the group of Americans called romantic "transcendentalists" (others included Ralph Waldo Emerson, Orestes Brownson, Henry David Thoreau) who laid the foundations for a real sacralization of nature. "Wild nature", also known as wilderness, was, according to them, an enchanted, magical and mysterious place in which they could celebrate a kind of ro-

Croda Rossa, ibex kingdom, is one of the wildest and most charming areas of the Ampezzo Park. The excellent coexistence between these fascinating specimen and the hikers who venture here is guaranteed by the institution of the Regole d’Ampezzo.

mantic pantheism. «I was part of it, and it was part of me. I completely forgot about myself as a man in the transcendent glory of nature» John Muir wrote. The idea of protecting nature in the first national parks was based on two fundamental principles: never leave traces of your passage in nature, and do not interfere with the environment, even in it’s own defense, for example if a fire breaks out due to natural causes! The rules were strict and simple: nothing must interfere with the natural course of events. Nature is selfgoverning. If a tree falls leave it where it falls; mushrooms, worms, mosses, and plasmodia will destroy it slowly, recycling the wood into new life, as mother nature intended. Life and death are intertwined, intimately entangled: the idea of the great Yellowstone park was born from a desire to create a kind of new Eden, where the raw material of our existence would continue to thrive. However, there is a very different philosophy behind the foundation of the Italian national parks, and specifically those of the Alps, such as the regional park in the Ampezzo Dolomites, which was established over twenty years ago in 1990. The concept of nature is based on different assumptions from those of the wilderness. There was no romanticism such as that which motivated the Americans. For centuries, nature in the Alps has largely been anthropised, so much so that the alpine areas, as we see them, are the result of a millenia of man’s activity in the moun-


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© Paolo Tassi

V[ERTICAL] I[MPORTANT] P[EOPLE]

ASSICURATO ALLA VETTA servizio di Paolo Tassi

Dal passo accelerato e frenetico di Borsa e finanza all’avanzare cadenzato, a volte spirituale, della montagna; quasi due vite distinte, legate da un’unica passione di ferro. Ecco come la cordata di ugo ruffolo, economista e guida alpina, ha stimolato curiosità e nuovi pensieri.

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uando siamo sotto una parete, Ugo mi guarda perplesso: il dubbio di riuscire a conquistarla è una costante, sempre presente. Difficoltà e lunghezza: le incognite seminascoste nel percorso, che appaiono solo strada facendo. Seduti su scomode cenge ci si scambiano confidenze inusuali.

L'uomo

Inizia dall’Imi (Istituto di credito industriale) la “scalata” alla carriera di Ugo Ruffolo. Siamo a metà degli anni Settanta e bastano solo due decenni perché Ruffolo diventi direttore generale e poi amministratore delegato della Banca Fideuram. Dal 2004 al 2008 è amministratore delegato di Alleanza Assicurazioni per il Gruppo Generali e oggi consigliere di alcune società del Gruppo Aviva di Londra. The man Ugo Ruffolo began his career at IMI (the Institute of Industrial Credit) in the mid seventies. It took him only two decades to “scale” the corporate heights and become General Manager and then CEO of Fideuram. From 2004 to 2008 was CEO of Alleanza Assicurazioni, part of the Generali group, and is now a director of several companies in the Aviva Group in London.

“Chi non risica non rosica”

Ho sempre lavorato sulla gestione del rischio, non solo sulla previdenza. Andar per crode, quindi, è più coerente di quanto possa sembrare, non credi? Ma lo faccio soprattutto perché mi attrae, in una maniera che definirei “potente”. Nothing ventured nothing gained. I have always worked in risk management, not just security. Rockclimbing is, don’t you think, safer than it appears? I do it mainly because it is tempting, in a "powerful" way.

We are under a wall of rock. Ugo looks at me, a little perplexed – the uncertainty of making it to the top is always there. Difficulty and length: the unknown challenges of the route that we find as we move up. And, whilst sitting on uncomfortable ledges, unusual confidences are exchanged.

Economia e scalata. Se una è fondata sul debito, l’altra è …? Beh, se un’economia si basa sul debito, è un’economia fuori controllo: il rapporto tra debito e reddito prima o poi naufraga. Vedi quello che è successo negli Stati Uniti con i mutui subprime e in Spagna con la bolla immobiliare o in tutti i casi in cui la crescita incontrollata del debito ha inflazionato i prezzi della Borsa o degli immobili fino all’inevitabile crollo. Forse si può dire che, come la scalata è pianificata per evitare la caduta – vero? –, così la gestione dell’economia dovrebbe evitare l’eccesso d’indebitamento. Banche e guide alpine: sicuri di stare al sicuro? In Italia e nei principali Paesi dell’areaeuro, le banche sono complessivamente sicure. Le guide alpine lo sono a dir poco altrettanto; e sono anche molto più simpatiche. E poi è sicuramente meglio andar per crode che depositare soldi in banca. Fidarsi, confidare e affidarsi Con il dovuto rispetto, non affiderei i miei risparmi a una guida alpina, ma neanche a un medico o a un musicista. D’altra parte molti risparmiatori hanno un vero e proprio talento per cacciarsi nei guai, confidando nell’inesauribile schiatta dei “maghi della finanza” (come Madoff, per intendersi): sono questi colossali imbroglioni che rappresentano il massimo del rischio per i risparmiatori, altro che le guide alpine.

Economics and climbing. One is founded on debt, the other is ...? If an economy is based only on debt, it gets out of control: the relationship between debt and income gets out of balance. Look at what happened in the United States with subprime mortgages, or the housing bubble in Spain, or wherever uncontrolled growth of debt inflated the price of real estate or stocks until the inevitable collapse. Wouldn’t it be better to avoid excessive debt as we manage the economy, rather as a climb is planned to prevent us from falling? Are banks and mountain guides safe? Overall, in Italy and the main euroarea countries the banks are safe. The guides are also, but much more likeable! And it's much better to go climbing than put your money in the bank. Mutual trust and reliance With all due respect, I would not trust my savings to a mountain guide, nor a doctor nor a musician. Many investors have a real talent for getting into trouble, trusting in endless schemes of "financial wizards" (such as Madoff): fraudsters are a great risk for investors, not the Alpine guides. Cortina and the Dolomites Ah… passion, pure passion.

Cortina, le Dolomiti Eh.. quella è passione. Pura passione.

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L’attimo di Stefano Zardini

Era lì, abbagliato da un raggio di sole filtrato, asciutto, tra i rami di un abete. E quei fili d’argento puro si muovevano nel vento come i capelli di una ragazza innamorata. Ho sempre privilegiato i fiori con poco colore, quelli poco noti, non rari, ignorati quasi da tutti. Spesso sono quelli che resistono anche all’autunno, senza perdere i petali come i fiori colorati e restano in piedi, forti, pronti a sfidare anche l’inverno. Mi ricordano mio padre e mio nonno, mai vanitosi, ma forti e silenziosi, capaci di trattenere per loro i traguardi di una vita, senza sentire il bisogno di esternarli. Il sole se n’è andato, mi è bastato un attimo a riaccendere un insegnamento che, alle volte, mi capita di dimenticare.

It was there, dazzled by a ray of sunshine, dry, among the branches of a fir tree. And those threads of pure silver were blowing in the wind like the hair of a girlwho is in love. I always preferred the less colourful flowers, those less well-known and less rare, ignored by almost everyone. Often they are those who last even the autumn, without losing the petals like bright flowers do, instead they remain standing strong, ready to challenge even the winter. They remind me of my father and my grandfather, never vain, but strong and quiet, always holding on to their lifetime goals, without feeling the need to manifest them. The sun is gone, it only took me a moment to bring back a lesson that, sometimes, I forget.

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TOP EVENTS

Cime letterarie di Francesco Chiamulera - foto di Giacomo Pompanin

Era il 2009 quando, grazie alla prima edizione di Una Montagna di Libri, la conca ampezzana tornava a essere un salotto culturale di prim’ordine. Oggi, a tre anni di distanza, arriva anche il Premio Cortina, un riconoscimento «destinato a scalare le vette».

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remiare i libri a Cortina è incontramontagna, nel senso più ampio del termire un simbolo. La “nostra” montane: dai racconti ai saggi ai libri fotografici. gna, luogo di altitudini e di sommità, E poi, soprattutto, il Premio Internet, che luogo d’incontro, conoscenza e di bellezoffrirà l’opportunità ai tanti utenti della za avvolgente, accoglie, questa estate per rete di esprimersi liberamente e votare il la prima volta, un grande premio nazionaproprio libro preferito (www.premiocortina. le di letteratura, proprio nel cuore delle it). Appuntamento, quindi, al prossimo 25 Dolomiti: il Premio Cortina d’Ampezzo. agosto. E sarà Una Montagna di Libri. Un omaggio alla storia e alla tradizione di un angolo di mondo, dove paesanità e alta cultura si sono da sempre intrecciaAt cinematic pace te e fuse, con naturalezza. Un connubio For the first time this summer, on 25 riassunto nel tratto di Donna Rachele August, Cortina is hosting a major naPadovan – che confezionava i leggendari tional literature prize: the Premio Cor“casunziei” mentre, con programmatica tina d’Ampezzo (Cortina nonchalance, buttava lì una d'Ampezzo Award). It is a tribcitazione da Metastasio, un riute to the history and tradiferimento a Foscolo o a Montion of the world reflected by Una Montagna di Libri tale –, come nelle altrettanto Hemingway in Across the Rivleggendarie sbronze di Ernest er and into the Trees in which Hemingway, che in Di là dal Dal 22 luglio al 3 settembre 2011 he wrote about the mountains fiume e tra gli alberi scriveva Palazzo delle Poste, Piazza Venezia, of the Veneto. Two high-level e raccontava della montagna Alexander Girardi Hall, Cristallo Hotel juries, chosen to best repreveneta, gomito a gomito con Spa & Golf, Hotel del la Poste sent a wide range of interests, i montanari di allora. Due le www.unamontagnadilibri.it will award one prize for Italgiurie di alto livello che sono ian fiction and one for books state scelte con attenzione about the mountains. The Inper rappresentare al meglio ternet Award will be made on the basis of l’intelligenza, lo stile, l’impresa e le istituvotes registered on www.premiocortina. it. zioni. Un premio sarà dedicato alla narraA Mountain of Books! tiva italiana e uno ai libri che parlano di

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«I premi danno valore a chi scrive. Riconoscono il lavoro dello scrittore. Il Premio Cortina d’Ampezzo è un atto di coraggio in un momento in cui la cultura è spesso messa in discussione quando, invece, dovrebbe tornare ad avere peso in se stessa e non dal punto di vista dell’ansia economica». Vera Slepoj, presidente Premio Cortina d’Ampezzo «The awards are valuable and recognise the writer’s work. It is brave to launch this festival at a time when culture is called into question: culture should be important in itself and not because of anxiety about the economy». Vera Slepoj, president Premio Cortina d'Ampezzo

«Una delle ragioni per cui mi sono ricreduto sull’importanza dei premi letterari è il legame che si è venuto creando tra il mondo dei libri e una serie di realtà locali specifiche. E, se consideriamo lo splendore del paesaggio e della natura di Cortina, tutto torna». Gian Arturo Ferrari, presidente della giuria Premio Cortina d’Ampezzo «Literary prizes are important as a bond between the world of books and local situations, such as the splendour of the landscape and nature of Cortina». Gian Arturo Ferrari, president of the jury Premio Cortina d'Ampezzo

«La montagna reca in sé valori imprescindibili anche per la vita in vigna, come il rispetto dei ritmi della natura, la fatica, la dedizione, la passione e l’umiltà. Sono convinto che, ulteriormente con questo premio letterario, possiamo augurarci di dare un nuovo contributo alla diffusione, alla conoscenza e alla crescita, nei nostri figli, dell’amore e della curiosità per le alte vette». Francesco Zonin, executive vice presidente di Casa Vinicola Zonin e giurato Premio Cortina d’Ampezzo «The mountain, like the vineyard, has all the essential values for life: respect for the rhythms of nature, hard work, dedication, passion and humility. This award will make a contribution to knowledge and growth in our children and love and curiosity for the peaks». Francesco Zonin, executive vice president of Vinicola Zonin and juror Premio Cortina d'Ampezzo

«Premiare i libri a Cortina, immersi nel fascino straordinario delle Dolomiti, è un omaggio alla bellezza di un luogo unico al mondo. Ma è anche un modo per riconoscere simbolicamente le qualità di un grande libro: per scrivere bisogna saper osare, conoscere il terreno, puntare in alto e non temere di rivolgere lo sguardo al luogo da cui si è partiti». Arrigo Petacco, presidente della giuria Premio della Montagna «Awarding a literary prize in Cortina, surrounded by the extraordinary charm of the Dolomites, is a tribute to the beauty of a unique place in the world. It is also a symbolic way to recognize the qualities of a great book: writing implies having courage, knowing the terrain, aiming high and not being afraid to look back to the beginning». Arrigo Petacco, chairman of the jury Premio della Montagna (the Mountain Prize)

«I premi letterari di solito sono di due tipi: quelli che premiano gli autori già consolidati e quelli che si rivolgono ai giovani, agli esordienti, alle novità. Ecco, il Premio Cortina ha l’ambizione di scoprire talenti nuovi». Giuliano Pisani, ideatore Campiello Giovani «Literary prizes are usually of two types: those that reward established authors and those that target newcomers. The Premio Cortina aims to discover new talent». Guilano Pisani, author Campiello Giovani

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© Pigi Cipelli

TOP EVENTS

«Un premio è, sì, testimonianza di un riconoscimento, ma è anche, se non ancora di più, un mezzo per rafforzare una tematica e divulgarla. Il Premio Cortina è un omaggio alla cultura, ma anche alla montagna di cui Cortina è regina, una regina che da sempre è stata generosa, nel suo territorio, grazie alla ricchezza di una cultura multidisciplinare». Clelia Tabacchi Sabella, presidente del Premio Alvise Cornaro «An award is recognition; it strengthens and publicises an idea. The Premio Cortina is a tribute to culture, and the mountains of which Cortina is rightly the generous Queen thanks to the richness of her multi-disciplinary culture». Clelia Tabacchi Sabella, president of Alvise Cornaro Award

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«Non c’è dubbio che la differenza tra un premio qualsiasi e quello ampezzano è data dal livello qualitativo della giuria. E poi le statistiche indicano che, se i nuovi mezzi multimediali soddisfano un’esigenza di informazione, alla carta stampata e quindi al libro, si attribuisce un valore di autentico approfondimento ». Carlo Montanaro, direttore Style Magazine «There is no doubt that the quality of the jury differentiates this award. Statistics show that if the new multimedia satisfies a need for information, the printed word brings value of true depth». Carlo Montanaro, director of Style Magazine

«Cortina è la scelta migliore per accogliere la cultura. In montagna si cammina, si pensa, ci si trova nella natura: ci si interroga sul senso delle cose. Ben venga finalmente un premio letterario indipendente, scevro da logiche di appartenenza e da qualsiasi forma di pressione esterna». Andrea Biavardi, direttore Airone «Cortina is the best place to appreciate culture. As you walk in the mountains, you think, you are in nature; you question the meaning of life. Now we have an independent literary prize, free from any form of external pressure ». Andrea Biavardi, director Airone

«Quando nasce un nuovo premio letterario bisogna fare la stessa domanda che spesso i grandi scrittori hanno rivolto alla loro coscienza, o alla loro incoscienza se preferite: “era necessario scrivere questo libro, un altro libro?”. Ogni grande se la cava come può, dal narcisismo, all’intima necessità esistenziale a un codice di poetica programmatica. Il mio maestro Eduardo De Filippo diceva, a se stesso e allo specchio, che, essendo un uomo di buon gusto, non poteva aver scritto una brutta commedia. E il fascino di Cortina, per chi, come me, coltiva nel presente anche le ombre del passato, rimane insostituibile». Claudio Brachino, direttore Videonews «When there is a new literary prize we must ask the same question that great writers have often asked themselves: “was it necessary to write this book, another book?” My teacher, Eduardo De Filippo, said that a man of good taste could not have written a bad play. Cortina is irreplaceable for those who keep the memory of the past with them in the present, as I do». Claudio Brachino, director Videonews

«Il Premio Cortina non è l'ennesimo premio letterario per celebrare incerte glorie transeunti, ma è soprattutto l'occasione di far scoprire e riscoprire Cortina come piccola capitale della cultura, delle idee, oltreché grande capitale del bello». Marina Valensise, Il Foglio «Premio Cortina is not just another literary award to celebrate transient, uncertain glories, but an opportunity to discover and rediscover Cortina not only as a small capital of culture but also as a big capital of beauty». Marina Valensise, Il Foglio


«La montagna fa bene ai creatori di libri. Più della guerra e oltre la guerra, legò Mario Rigoni Stern, Primo Levi, Nuto Revelli, Massimo Mila, Giulio Einaudi di un’intesa che ha segnato la cultura del Novecento». Alberto Sinigaglia, cofondatore della rubrica Tuttolibri del quotidiano La Stampa «Mountains are good for writers. Mario Rigoni Stern, Primo Levi, Nuto Revelli, Massimo Mila and Giulio Einaudi were bound together by the mountains in a way that marked twentiethcentury culture». Alberto Sinigaglia, cofounder of the Tuttolibri section of La Stampa

«Il Premio Cortina è una bellissima iniziativa di grande respiro, che tende a coprire quel vuoto che la passione culturale storica del luogo richiedeva». Dino Tabacchi, presidente Salmoiraghi & Viganò «Premio Cortina is a breath of fresh air that will meet the demands of our cultural history». Dino Tabacchi, chairman Salmoiraghi & Viganò

«Ritengo estremamente rilevante poter premiare autori nuovi in un momento storico come questo in cui i giovani sono certamente capaci di affermazioni importanti e socialmente utili. Cortina d'Ampezzo ha sempre espresso al meglio un’immagine sofisticata di ricerca della cultura: sono certo che anche questa volta darà conferma di questa sua peculiarità». Mario Mele, fondatore e azionista di riferimento Mario Mele & Partners «It is important to reward new authors at a time like this when young people are certainly capable of socially useful and important things. Cortina d'Ampezzo has always shown the best of sophisticated new culture: I am sure that this time will be no different». Mario Mele, founder and major shareholder Mario Mele & Partners

«Credo sia di grande interesse l’impostazione data al Premio Cortina d’Ampezzo, che non intende soggiacere agli ordini e ai divieti incrociati dell’editoria, causa, negli ultimi anni, del calo del valore di questi eventi che, invece, contribuiscono enormemente alla diffusione del libro come fonte di arricchimento e di approfondimento personale e collettivo». Giuseppe Zaccaria, rettore Università di Padova «The Premio Cortina d'Ampezzo will generate great interest as it is independent. Despite a decline in literary prizes over the recent years, due to limitations imposed by publishers, they are important and contribute greatly to the growth of books as a source of enrichment, both personal and collective ». Giuseppe Zaccaria, rector University of Padua

«Leggere libri è emozionante come viaggiare. Sceglierli è appassionante come scalare una montagna». Giacomo Marramao, filosofo e docente presso l’Università Roma Tre «Reading books is as exciting as travelling; choosing them is as addictive as climbing a mountain». Giacomo Marramao, philosopher and professor at the Roma Tre University

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© Marilù Eustachio

© Dino Colli

TOP EVENTS

«È bello che si possa continuare un percorso di cultura, perché la nostra amata Cortina deve andare avanti non soltanto nello sport e nella mondanità. Cortina è sempre stata in testa nell’arte, nella poesia, nella letteratura, ma anche al primo posto per lo straordinario incanto del paesaggio e per la collaborazione di ogni cittadino a quei punti fermi che contano e che restano nella storia per sempre». Milena Milani, scrittrice «It’s good to develop cultural events as Cortina must move forward, not just in sports and worldliness. Cortina has always been a leader in art, poetry and literature, as well as for the extraordinary charm of the landscape and the way we all work together for the future». Milena Milani, writer

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«Un bel romanzo è un contributo alla civiltà di un Paese, premiarlo è riconoscerlo. Premiarlo nello scenario di queste meravigliose montagne è aggiungere bellezza alla bellezza ». Nadia Fusini, scrittrice e critica letteraria «A good novel contributes to the civilization of a country: awarding a prize is a just reward. And in these wonderful mountains we add beauty to beauty». Nadia Fusini, writer and literary critic

«L’impegno delle amministrazioni pubbliche, in particolare della Regione del Veneto, dovrà rivolgersi sempre più alla promozione della lettura. Il libro è e resta lo strumento fondamentale per la trasmissione della cultura». Marino Zorzato, assessore alla Cultura della Regione Veneto «The Veneto local government is committed to promote reading. Books are, and will remain, the fundamental means to develop culture». Marino Zorzato, councillor for Culture, Veneto Region

«Come la letteratura parla della montagna, è giusto che la montagna parli della letteratura. È un vero piacere per l’Amministrazione comunale di Cortina collaborare alla realizzazione del Premio Cortina d’Ampezzo». Giovanna Martinolli, assessore alla Cultura del Comune di Cortina d’Ampezzo

«La letteratura di montagna dovrebbe alimentare in modo straordinario il sogno che è insito in ogni uomo: andare oltre se stesso aprendosi a una visione più ampia, e allo stesso tempo più acuta, del mondo e della vita». Gian Francesco Demenego, presidente del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo

«As literature speaks of the mountain, it is right that mountains speak of literature. The city council of Cortina d’Ampezzo is delighted to be involved in the Premio Cortina». Giovanna Martinolli, councillor for Culture, Cortina d'Ampezzo

«Mountain literature should feed the dream that is in all of us: to go beyond ourselves, opening up to a broader, more acute view of the world and life». Gian Francesco Demenego, president of the Natural Park of the Ampezzo Dolomites


LIBRERIA SOVILLA Da oltre trent’anni partner della cultura all’ombra delle Tofane «Con la nascita del Mese Mondadori, in un lontano 1972, cominciava l'avventura del libro come protagonista della cultura a Cortina; venne poi la grande stagione degli incontri letterari al Savoia, di cui oggi Una Montagna di Libri è in certo senso la degna continuazione. Una storia affascinante che prosegue e di cui il Premio Cortina d'Ampezzo costituisce un prestigioso e indispensabile coronamento». Ennio Rossignoli, editorialista e animatore delle stagioni culturali cortinesi «In 1972, the Mese Mondadori began the adventure of literary culture in Cortina. Then came, literary events at the Hotel Savoia, which led to the present Una Montagna di Libri (a Mountain of Books), and now Premio Cortina – the crowning glory». Ennio Rossignoli, commentator at cultural events in Cortina

Tutto ebbe inizio con un incontro fortunato, come spesso accade. Natale 1971: Ilario Sovilla, “il libraio” di Cortina d’Ampezzo, ragiona con Milena Milani, Rolly Marchi e Giorgio Soavi di cultura in vacanza. La valle ampezzana è già sede storica di lettere, arti, autori e riflessioni: crocevia di un mondo che lì si ritrova e forse, anche, lì si rispecchia. Ma stavolta la cosa è diversa: bisogna organizzare presentazioni, dibattiti, coinvolgere la gente. Come ricorda Ennio Rossignoli, si trattava di passare dal fascino appartato dei cenacoli alla cultura allargata a tutti, capace di offrirsi a un pubblico sempre più vasto ed esigente. Nacque così la Terrazza Cortina, con il patrocinio e il sostegno della storica libreria ampezzana. Il nostro “indigeno”, Mario Caldara, sul Notiziario di Cortina del 22 agosto del 1983, snocciola un elenco di ospiti da brivido: «Arpino, Bacchelli, Bedeschi, Bellow, Bergami, Biagi, Buzzati, Cassola, Chiara, Goldoni, Granzotto, Marchi, Monelli, Montanari, Orlando, Pampaloni, Salvalaggio, Saviane, Sciascia, Sgorlon, Tumiati, Vigorelli». E tra i tanti (negli anni Ottanta sarà la volta di Spadolini e di Augias, di Scalfari e Montanelli) anche il grande Lamberto Sechi. Un grande amico di Cortina, che Cortina non dimenticherà. Oggi la famiglia Sovilla è ancora il punto di riferimento per la cultura a Cortina: partner imprescindibile per la rassegna Una Montagna di Libri.

Cultural partner in the shadow of Tofane for over thirty years

«Un premio deciso a scalare le vette». Famiglia Sovilla, Libreria Sovilla Cortina d’Ampezzo «An award determined to scale the peaks». Sovilla family, Libreria Sovilla, Cortina d’Ampezzo

As so often happens, it began with a chance encounter over the 1971 Christmas holiday time when Ilario Sovilla, ("the book-seller" of Cortina d'Ampezzo), met with Milena Milani, Rolly Marchi and Giorgio Soavi. The Ampezzo Valley was already a centre for literature and arts. Then they organised presentations and discussions that involve people. As Ennio Rossignoli said, we needed to move on from this small club and make culture available to a wider, more demanding audience. And thus the Terrazza Cortina, sponsored and supported by the historic Ampezzo book shop, was born. Mario Caldara, one of Cortina’s sons, rattled off a thrilling list of guests in the 22 August 1983 edition of the Notiziario di Cortina: «Arpino, Bacchelli, Bedeschi, Bellow, Bergami, Biagi, Buzzati, Cassola, Chiara, Goldoni, Granzotto, Marchi, Monelli, Montanari, Orlando, Pampaloni, Salvalaggio, Saviane, Sciascia, Sgorlon, Tumiati, Vigorelli». During the eighties Spadolini, Augias, Scalfari and Montanelli joined in, as well as the great Lamberto Sechi. He was a great friend of Cortina, whom we will not forget. Today the Sovilla family is still the reference point for culture in Cortina: an indispensable partner in Una Montagna di Libri (A Mountain of Books).

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TOP EVENTS CULTURA

IL CASTELLO INCANTATO di Liana Bertoldi Lenoci

Nessuna principessa affacciata alla finestra, solo uomini e soldati, i protagonisti del passato di un'affascinante fortezza-fantasma che, quasi completamente scomparsa, conserva, però, magicamente, memorie di lotte e storie di confini. Oggi ne resta una splendida “postazione” panoramica, simbolo di pace. Il Castello di Botestagno – anche detto Podestagno – durante la dominazione austriaca, raffigurato in una stampa del 1594.

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C’

era una volta… Ogni favola inizia così. E, organizzando il Convegno internazionale ItaliaAustria, bisogna cominciare allo stesso modo, perché quel castello a nord di Cortina non c’è più da quasi tre secoli. Nessuna principessa a calare trecce giù dalla finestra per amanti e amati, il castello in questione era una fortezza piena solo di “omacci” cattivi. Eretto su uno spuntone di roccia, dal quale dominava visivamente la valle di Ampezzo di Cadore, era l’ultimo avamposto della Repubblica di Venezia, prima del confine con l’Austria. Conoscendo le tecniche di dislocamento delle difese dell’Impero Romano, non si esclude che le prime pietre fossero un presidio risalente alla stessa epoca. Possiamo tracciare brevemente la sua storia attraverso le menzioni sporadiche delle fonti, raccolte poi dagli storici, primo tra tutti il professor Richebuono. Amministrato all'inizio da capitani veneti e, dal 1511, da capitani austriaci, abbiamo la certezza che il castello necessitasse continuamente di riparazioni costose a carico degli ampezzani, che le eseguivano molto malvolentieri. Tuttavia, Venezia le considerava corvée obbligatorie, definite “servitù militari”. Altro aspetto importante consisteva nell’abuso che i capitani facevano di boschi e terreni circostanti, a danno dei regolieri. Nel 1443, per arginare le appropriazioni illegali, il capitano del Cadore sentenziò che le proprietà

del castello non dovessero oltrepassare i fossati di difesa. Si stabilì anche quante piante potessero essere tagliate a uso del castello stesso, precisando che il bosco poteva essere usato, ma non era una proprietà. Nel 1476, l’ampezzano Guglielmo di Ghidino fu il direttore di importanti lavori di ampliamento e consolidamento, svolti da operai forniti dal Cadore. Questo è probabilmente il castello assediato senza successo da Massimiliano I, nel 1508, e conquistato, invece, nel 1511, grazie all’uso delle armi da fuoco. Quest’ultima è una data molto importante perché spostò il confine degli Asburgo a Dogana Vecchia. Fatto che rese abbastanza inutile una roccaforte utilizzata principalmente come presidio e carcere: nel 1636, ospitò anche il processo e le torture a una poveretta definita “strega”. Mantenere il castello e la guarnigione diventò costoso e, nel 1700, si giungerà all’atto di vendita, da parte della Corona, al Comune di Ampezzo, che lo demolirà totalmente, usandolo come cava di pietre lavorate per le costruzioni del paese. Il luogo diventerà nuovamente strategico durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, come postazione di cannoni e deposito di armi. Oggi, nel terzo millennio, è una splendida “postazione” panoramica. Un balcone sulla valle del Boite, con un bosco alle spalle, nel quale immaginiamo di veder passeggiare la principessa della favola. La principessa della Pace.

The Castle of Botestagno – also known as Podestagno – during Austrian rule, depicted in an engraving from 1594


Convegno Internazionale Italia - Austria La presa del Castello di Botestagno, 1511 Con il conferimento della medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il 29 e 30 agosto 2011, il Grand Hotel Savoia di Cortina d’Ampezzo ospiterà il Convegno internazionale italo-austriaco: La presa del Castello di Botestagno, 1511. La scelta di una collaborazione tra istituzioni culturali appartenenti ad aree lontane sottolinea come la cultura non abbia né possa avere alcun confine geografico. Nel corso del confronto tra studiosi italiani e austriaci, gli avvenimenti del passato saranno letti in funzione di un futuro in continua evoluzione, che dovrà avere come obiettivo la pace delle generazioni a venire: il grande sogno dell’umanità a tutte le latitudini. L’importante iniziativa culturale, che ha come promotori la Fondazione Tiziano Vecellio e Cadore e il Centro Studi Storici

e Socio-religiosi in Puglia-Bari – Sezione Veneta, intende accendere l’attenzione a livello internazionale sulla storia di un territorio di confine, il Cadore. Ampezzo di Cadore, oggi Cortina, attraverso le sue vicissitudini, testimonia al meglio l’universalità della teoria del grande storico francese Fernand Braudel sulla “grande storia”, formata da infinite “microstorie” con valenze locali che sono, soprattutto, tasselli di una Storia mondiale: piccoli e grandi passi nel cammino della civiltà. Convengo Internazionale Italia-Austria The Capture of Botestagno Castle, 1511 On 29 and 30 August 2011, the Grand Hotel Savoia in Cortina d'Ampezzo will host the Convegno internazionale italo-austriaco: La Presa del Castello di Botestagno, 1511 (the Capture of Botestagno Castle, 1511). It will open with the presentation of a medal on behalf of the President of the Republic of Italy, Giorgio Na-

politano. Collaboration between cultural institutions from far and wide emphasizes that culture may not have geographical boundaries. Italian and Austrian events from the past will be compared by experts, in relation to an always changing future, looking towards peace for future generations: the great dream of humanity everywhere. This important cultural initiative, sponsored by the Fondazione Tiziano Vecellio e Cadore and the Centro studio Storici e Socio-Religiosi in Puglia (Bari), Venetian section, aims to bring international attention to the story of the Cadore border. Through its ups and downs, Ampezzo di Cadore (which is today Cortina) gives us good evidence of the universality of the great French historian Fernand Braudel’s theory of the "great story", made up of countless "microstories" with local value that are, above all, pieces of a World Story: small and large steps in the path of civilization.

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TOP EVENTS

16 luglio Cortinastelle // Dopo un’inaugurazione coi fiocchi, sabato 16 luglio – concerto da camera e proiezione di spettacolari immagini al Planetario Niccolò Cusano –, Cortina è pronta a vivere una vera estate da star(s). In programma, tra fine luglio e inizio settembre, due importanti conferenze, golose serate “astrogastronomiche” per soddisfare ogni “fame” di cultura, e visite guidate al Planetario e all’Osservatorio del Col Drusciè. // www.cortinastelle.it // A summer by star(s) // The new edition of Cortinastelle starts after a top class opening Saturday 16 July: chamber concerto and projection of astonishing images at the Planetarium Niccolò Cusano. The event, from late July to early September, includes two important conferences, mouth-watering gastronomic evenings to satisfy every "hunger" of culture, and guided tours of the Planetarium and of the Observatory del Col Drusciè. www.cortinastelle.it

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© Guido Pompanin

TOP EVENTS MUSICA

15 luglio

Sulle ali della musica // Il 15 luglio, a ben 2.752 metri di altitudine, il Rifugio Lagazuoi ha ospitato uno strepitoso concerto di Peppino D’Agostino «migliore chitarrista acustico nel 2007», secondo la famosa rivista americana Guitar Player. // www.rifugiolagazuoi.com // On the wings of music // On 15 July, the Lagazoi Refuge hosts an amazing concert at 2.752 meters above sea level. Peppino D'Agostino «best acoustic guitarist in 2007», according to the famous American magazine Guitar Player. // www.rifugiolagazuoi.com

© dgbandion.com

2-8 luglio CORTINA inCANTA // Raccoglie sempre maggiori apprezzamenti la rassegna canora delle Dolomiti, organizzata dal Coro Cortina che, in questa edizione 2011 – dal 2 all’8 luglio –, ha preso il “la” con le esibizioni della corale Santo Stefano di Potenza Picena e della Corale Zumellese di Mel. Molto suggestiva la serata che ha visto protagonista il Coro Pilgrim Mission Choir (Corea del Sud), per finire con il Coro di Castel di Conegliano. Da non perdere il prossimo appuntamento di inizio luglio 2012. // www.corocortina.com // CORTINA inCANTA // The music festival Cortina inCanta organized by Coro Cortina (“Cortina’s Choir”) gathers more and more praises every year. The 2011 edition, from the 2nd until the 8th July, took off with performances by the choir of Santo Stefano of Potenza Picena and the choir Corale Zumellese of Mel. We cannot forget to mention the beautiful performance by the South Korean Pilgrim Mission Choir and the Castel di Conegliano choir. Don't miss the next edition at the beginning of July 2012. // www.corocortina.com

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TOP EVENTS SPORT

TERRA DI AMAZZONI E CAVALIERI di Beppe Boni

Che regine e cavalli andassero d’accordo si è sempre saputo ma, a Cortina, da quest’anno, il sodalizio si fa ancora più stretto. È tornato, infatti, nel calendario estivo ampezzano, il Cortina Show Jumping che, per charme e glamour, sembra aver poco da invidiare anche a Londra e Montecarlo.

C’

è un filo sottile ed elegante, ma resistente come l’acciaio, che unisce Cortina al mondo dei cavalli. Quasi un luogo dell’anima che si intreccia alla tradizione e alla storia, un legame che negli anni ondeggia senza mai scomparire e, in alcune occasioni, riappare con forza tumultuosa. Un fidanzamento solido e impalpabile. Benvenuta estate. Il saluto alla bella stagione, tra queste valli e queste cime religiose, è arrivato tra fine giugno e inizio luglio proprio attraverso i cavalli del Cortina Show Jumping e del Dolomiti Horse’s Game. Come in un divertente gioco di specchi, i purosangue in Ampezzo si sono abilmente alternati

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tra agonismo e divertimento, tra gare e passione, in uno scenario che, ancora una volta, si è dimostra ideale per chi ama o, semplicemente, simpatizza per questo sport. Ma l’equitazione qui, tra alcune delle più belle vette dolomitiche, non si ferma solo all’estate, dato che anche l’inverno ha il suo fiore (di ghiaccio) all’occhiello. Le gare di polo sul Lago di Misurina, a febbraio, sono diventate ormai un classico da non perdere, una passerella che vede sfilare campioni argentini e italiani e dove si incrocia il bel mondo della mondanità. Fiames – che presso il centro sportivo Antonella De Rigo ha ospitato il concorso ippico, in veste completamente


CAVALCANDO LA STORIA Un viaggio lungo 11 anni – e che terminerà nel 2015 – alla scoperta degli angoli più suggestivi dei Monti Pallidi, proclamati nel 2009 Patrimonio Naturale dell'Umanità UNESCO. Il Dolomiti Horse’s Game – organizzato dal Centro Ippico Agordino e riconosciuto anche dalla Fite, la Federazione internazionale turismo equestre – per questa edizione, tenutasi dal 1 al 3 luglio 2011, in concomitanza delle gare internazionali del Cortina Show Jumping, è approdato in Ampezzo. In centro sono state allestite le scuderie dei circa 60 partecipanti, che ogni giorno hanno effettuato affascinanti gite “a margherita” nei territori circostanti. Perché la natura si può “assaporare” anche, e forse di più, al passo, al trotto e al galoppo. rinnovata dopo un anno di stop dovuto a motivi logistici – nei giorni di gara assomigliava più a un salotto che a un campo di salto a ostacoli. Per questo è stato molto apprezzato dai cavalieri sia italiani che stranieri (21 le nazioni che hanno partecipato alle competizioni internazionali e oltre 200 gli iscritti alle quelle nazionali). Poi, si sa, il tempo a giugno, può metterci lo zampino, ma pazienza. E l’assessore al Turismo e allo sport del Comune ampezzano, Herbert Huber (da non perdere il menù del suo rifugio in alta quota tra una sciata e l’altra d’inverno) ha ragione quando afferma: «L’ambizione di noi cortinesi è di far crescere ancora l’equitazione tra queste montagne e far sì che l’appuntamento equestre di giugno diventi la festa di apertura della stagione estiva». Un po’ come accade per la Notte Rosa lungo la riviera romagnola, pur con altre dimensioni. I simboli, in luoghi incantevoli come que-

sto, hanno la loro importanza. E l’evento di fine giugno ha senza dubbio grande rilevanza, se parliamo di cavalli a Cortina, perché la Regina delle Dolomiti si presta a ospitare iniziative non solo agonistiche. L’equitazione, infatti, non è solo sport, ma anche un modo diverso di vivere e respirare la natura e l’ambiente. E allora davvero non c’è palcoscenico migliore della conca ampezzana. Lo sconfinato mondo delle associazioni non agonistiche dell’equitazione dovrebbe cogliere le opportunità che si offrono da queste parti. E probabilmente succederà. Il prestigio di questo evento non deve essere un punto di arrivo ma base di partenza per aprire le porte alla frequentazione equestre attraverso manifestazioni dedicate. I cavalli amano Cortina e Cortina ama i cavalli. Sono una coppia stupenda che, per charme e glamour, vale quasi quanto i recenti matrimoni di Londra e Montecarlo.

RIDING THE HISTORY A long journey of 11 years – and that will only end in 2015 – amongst the most evocative places of the Monti Pallidi (the Pale Mountains) which were designated as a Natural Heritage Site by UNESCO in 2009. The Dolomiti Horse's Game – organized by the Centro Ippico Agordino (the Equestrian Centre of Agordo) and also recognized by Fite, the International Federation of Equestrian Tourism – was this year held in Cortina, from 1 to 3 July, at the same time the international Cortina Show Jumping competition. Stables were set up in the centre for about 60 participants who made fascinating trips "a margherita" in the surrounding areas; and we too can "savour" nature, even more when walking, trotting and cantering.

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© Marco Proli

THE LAND OF KNIGHTS AND THEIR LADIES A thin, elegant thread, strong as steel, connects Cortina with the world of horses; the soul is bound with tradition and history, a bond that is like a boat bobbing on the waves, sometimes seen, sometimes hidden but never disappearing. In the beautiful Ampezzo valley, with its sacred peaks, the Cortina Show Jumping and the Dolomiti Horse’s Game welcome the summer in late June and early July. Thoroughbred horses skillfully switched between competition and fun; both riders and lovers of the sport could enjoy the landscape. Equestrianism is not only a summer event; in February, the annual polo competition on Lake Misurina is the (icy) jewel in the crown of some of the most beautiful peaks of the Dolomites. High society parades and watches the Argentinian and Italian champions playing on the ice. The Antonella De Rigo Sports Centre, at Fiames, which hosted the horse show, has undergone a complete renovation, to improve facilities for the riders from 21 nations, including more than 200 riders from Italy. On competition days it looked more like a salon than a Show Jumping field, and both foreign and Italian riders were appreciative – although in June the weather can be unpredictable, but with patience all went well. Herbert Huber, Cortina d’Ampezzo town Councillor for tourism and sport (don’t miss eating at his high altitude refuge, whilst skiing in winter) is right when he says: «In Cortina we aim to increase the scope of riding activities in the mountains and to ensure that the equestrian event in June will be the opening party of the summer season». Rather like the Notte Rosa (the Italian summer’s eve festival) along the adriatic coast, but on a different scale. The Show Jumping event at the end of June is

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without a doubt very important for Cortina, Queen of the Dolomites as she is also ready to host non-competitive horse riding activities. Equestrianism is not only a sport but also a different way of living and breathing the natural environment. And where better to do this than the Ampezzo valley! The wide world of non-competitive equestrianism should jump at the opportunities available here – and will probably do so. The prestige of this event is a starting point that opens doors for people to equestrian events here. Horses love Cortina and Cortina loves horses. A wonderful couple who, with all their charm and glamour, are almost like the Royal wedding of William and Kate.

Andrea Messersì in sella al suo A.S. Ilissa, vincitore – e unico doppio zero di tutta la gara – della competizione più importante del Concorso Nazionale di domenica 26 giugno, il Gran Premio Città di Cortina C145.

Andrea Messersì on his A.S.Ilissa, winner of the Gran Premio Città di Cortina C 145, the most important competition of the Italian show jumping of Sunday June 26th.


TOP EVENTS

Piccole cavallerizze crescono: l’intervista a due campionesse in erba, ampezzane doc. di Amelia di Pietro

Paola Melon

Camilla Santini 16 anni

16 anni

come tutto ebbe inizio

Avevo cinque anni quando ho visto la prima mostra di cavalli a Verona, dopo la quale mio padre mi ha portata a montare un pony: da lì, non ho più smesso. A 12 anni ho iniziato a concorrere a livello agonistico e l'anno scorso ho partecipato agli europei pony. Ho cominciato da poco con i cavalli: aspettiamo, per vedere come andrà.

Non so come nasca l’amore per questo sport – ¬sono l’unica della famiglia a praticarlo – ma è qualcosa che avverti fin da bambino. È come se io fossi nata con la passione per i cavalli. Ho iniziato a nove anni, ma già a dieci, a causa di un linfoma, ho dovuto smettere. Ho ripreso a 14 anni, con il mio primo cavallo, con cui ho fatto anche ippoterapia.

È un animale particolare: non si affeziona molto facilmente ma, quando succede, è capace di dar vita a un rapporto di fiducia reciproca, frutto di tanti allenamenti e del tempo passato insieme. Un legame dal quale non si può prescindere. Nelle gare è fondamentale riuscire a capire il cavallo, come è altrettanto importante che il cavallo capisca te: solo con l’affiatamento giusto si può puntare alla vittoria.

Con Oregon ho instaurato un rapporto davvero speciale. È un animale molto sensibile perché, prima di me, non era stato trattato molto bene. Io stessa, anche se per un breve periodo, ho dovuto lasciarlo alla scuola del mio allenatore Luca Piccin, a cui debbo tanto: è grazie a lui che ho iniziato a montare, e da quando ho ripreso Oregon – ricordo ancora la prima volta che mi sono avvicinata al suo box e mi ha messo il muso sulla spalla – non ci siamo più lasciati.

il cavallo

l’album dei ricordi L'episodio più divertente della mia, seppur piccola, carriera è stato quando ho vinto, per la seconda volta, i campionati italiani (nel 2008 e nel 2010). Dalle stelle alle stalle! Durante la premiazione alcuni nostri amici hanno lanciato me e le due altre finaliste dritte nelle acque di un laghetto di Cattolica.

Il primo concorso a cui ho partecipato era una gara semplice perché avevo ricominciato da poco. All’inizio ho commesso degli errori, poi il mio allenatore mi ha incitata a proseguire la competizione e a fare anche la categoria successiva. Ebbene, io e Oregon abbiamo vinto. È stata una delle emozioni più forti della mia vita, con tutto il circolo ippico in ovazione per noi.

il sogno nel cassetto Ho appena comprato due cavalli. Spero di riuscire a farli crescere un po', per arrivare così ad alti livelli. Quello che vorrei è proseguire con la mia carriera da cavallerizza: magari in futuro cambierò idea, ma per ora ne sono più che convinta.

A breve inizierò con le 110, vale a dire un metro e dieci di salto. Credo che il desiderio di ogni cavallerizza e cavaliere sia quello di raggiungere i livelli più alti, un metro e sessanta di salto. Cosa vorrei per il mio domani? Entrare nell’Accademia di Milano Teuliè, per ottenere una preparazione impeccabile.

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TOP EVENTS SPORT

MOTORE… AZIONE

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Manca forse solo un “ciak” per vestire la Coppa d’Oro delle Dolomiti del fascino immortale delle grandi star. Tra “discese ardite e risalite” la tradizionale carovana, a bordo di meravigliose auto d’epoca, torna sulle curve mozzafiato dei Monti Pallidi dall’1 al 4 settembre 2011.

di Valerio Berruti

I

l sogno comincia dalla vigilia. Quando Cortina si risveglia con il rumore di auto che arrivano dritte dal passato. Sono meravigliosi bolidi, protagonisti di anni gloriosi per il mondo delle corse, ma capaci, ancora oggi, di far girare la testa a curiosi e appassionati. È una piccola invasione, festosa e ricca di fascino, che si ripete sempre all’inizio di settembre, il giorno prima di una delle più belle e affascinanti gare per auto d’epoca: la Coppa d’Oro delle Dolomiti. Oggi è diventata una corsa di regolarità, ma si svolge sulle stesse strade di una volta: quasi tutte tra le montagne venete e trentine, con partenza e arrivo proprio a Cortina, dopo un percorso di oltre 303 chilometri tra i più scenografici al mondo, con passi che sfiorano i 2.000 metri di altitudine. Ieri, insieme alla Mille Miglia, la Coppa d’Oro era una delle gare più competitive e prestigiose della stagione agonistica. Disputata fra il 1947 e il 1956, a questa corsa hanno infatti partecipato automobili uniche e dal grande palmarès agonistico, come le Sport Barchetta Ferrari 166 MM, le Mercedes 300 SL, le Maserati A6 GCS, le Cisitalia, le Stanguellini, ma anche piloti che hanno fatto la storia di questo sport, come Biondetti, Villoresi, Fagioli, Zagato, Taruffi e i fratelli Marzotto, vincitori in ben tre edizioni. La chiamavano la “Mille Miglia di Montagna”, definizione molto felice di Giovanni Canestrini, uno degli ideatori della omonima gara bresciana. Il motivo? Oltre 200 chilometri dell’intero percorso si snodavano

sopra i 1.000 metri e il resto in discese da brividi. Ragione per cui, nel 1954, il presidente dell’Automobile Club di Marsiglia (organizzatore del Rally des Alpes, che in alcune edizioni ha compreso una parte del tratto della gara dolomitica) l’aveva descritta come «la più bella, impegnativa e ricca di soddisfazioni fra tutte le corse del mondo». Lungo il tragitto venivano, infatti, affrontati al massimo della potenza i passi Falzarego, Pordoi e Rolle. Una prova durissima per le vetture partecipanti, sempre spinte al limite e che, per le forti variazioni di temperatura tra un luogo e l’altro del tracciato, necessitavano di una accuratissima messa a punto. Così come i piloti dovevano avere una perfetta conoscenza del percorso, oltreché, naturalmente, grande abilità e una notevole dose di coraggio. Polvere, passione e gloria sono le tre parole che riassumono oggi questa gara di regolarità a cui partecipano solo vetture costruite entro il 1961. 150 gli equipaggi previsti in gara quest’anno, pronti a rivivere la storia di questa competizione, che a metà del secolo scorso ha entusiasmato piloti e pubblico, lasciando un segno indelebile nel panorama automobilistico internazionale. Un glorioso passato sportivo e un’ambientazione unica che, sommate al glamour della Regina delle Dolomiti, rendono ancora oggi la rievocazione della Coppa d’Oro un evento imperdibile, di grande interesse storicoculturale, ma anche un importante veicolo d’immagine turistica per l’intero territorio bellunese.

RALLY DES ALPS

Da Losanna a Cortina, passando per Zermatt, St. Moritz e Seefeld. Dal 3 all’8 luglio 2011, sono state ancora una volta le curve dolomitiche lo scenario di una gara che, forte dei suoi 53 anni, ha confermato in pieno il grande legame che unisce la Regina al mondo delle quattro ruote. From Lausanne to Cortina, via Zermatt, St. Moritz and Seefeld, the 53rd race takes place from 3rdto 8th July. The bends in the roads through the Dolomites greet drivers, and confirm the strong bond between the Queen and the world of four wheels. www.rallyedesalpes.com

RALLY RONDE DOLOMITI

Partenza e arrivo da e a Cortina, per l’edizione numero sei della manifestazione organizzata da Dolomiti Motors, in programma sabato 22 e domenica 23 ottobre 2011. Un mix di adrenalina e suggestioni per questa gara di velocità, che sta ottenendo un successo crescente di stampa, concorrenti e spettatori. Organised by Dolomiti Motors, the 6th Rallye Ronde Dolomiti starts in Cortina on Saturday 22 October and finishes there on Sunday 23 October. A mix of adrenaline and fascination for this race that is becoming increasingly popular amongst the press, competitors and spectators. www.rallydolomiti.com

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TOP EVENTS

Passion and reliability The dream begins the day before, when Cortina wakes up to the roar of cars coming straight from the past; classic racing cars, stars of the glorious years of the racing world. And still today they can turn the heads of both curious people and fans. At the beginning of every September there’s a small invasion, festive and full of charm, which heralds one of the most beautiful and fascinating races for classic cars: the Coppa d’Oro delle Dolomiti – the Gold Cup of the Dolomites. It has now become a classic reliability trial. Held on the same roads as in the past, the route starts and finishes in Cortina, covering a total distance of 303 kilometers. The cars travel through some of the most scenic passes in the world, climbing up to over 2.000 metres above sea level, and through almost all of the mountains of the Veneto and Trentino. In the past, along with the Mille Miglia, the Coppa d’Oro was one of the most competitive and prestigious races of the season. Between 1947 and 1956, unique cars that had won competition trophies and drivers who made history ​​ in the sport took part in this famous race. It was known as the “Mille Miglia of the mountains”. Why was this? Because over 200 kilometers of the route was on roads over 1.000 meters above sea level, the rest was on spine chilling descents. And this is also why the president of the Automobile Club of Marseilles had described the race as «the most beautiful, challenging and rewarding of all the races in the world». The route crossed the highest and most spectacular passes: Falzarego, Pordoi and Rolle. It was a grinding route for the cars, always pushed to the limit; and also for the drivers who needed a perfect knowledge of the route, not to men-

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tion a great deal of skill and courage. Dust, passion and glory are the three words that describe this reliability trial today, in which only cars built before 1961 can compete. A glorious sporting history and a unique setting, which enhance the glamour of the Queen of the Dolomites. And thus, the commemoration of the Coppa d’Oro, an event of great historical and cultural interest, which means that the image of tourism in the wider area around Belluno is also burnished.

Qui sopra, l’arrivo in Corso Italia dove, durante la sfilata, il pubblico presente può quasi “toccare con mano” questi gioielli d’epoca su quattro ruote.

Above, the arrival in Corso Italia where, during the parade, the audience can almost touch these vintage gems on four wheels with their own hands.


© Riccardo D'Achille, FotoDak

29/30 luglio Cortina Seven // Dopo oltre 80 anni di assenza, il rugby è pronto a tornare in campo per le Olimpiadi del 2016. L’Italia si prepara all’attesissimo appuntamento grazie a Cortina Seven, che torna ai piedi dello storico Trampolino Italia il 29 e 30 luglio. I migliori giocatori e giocatrici nazionali in gara per un sogno. // www.cortinaseven.com // Cortina Seven // After more than 80 years of absence, rugby is back as an Olympic sport in 2016. Italy is preparing for this exciting event with the Cortina Seven at the foot of the historic ski jump trampoline, on 29 and 30 July – the best national men and women players competing for a dream. // www.cortinaseven.com

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© stefanozardini.com

TOP EVENTS SPORT

un'estate in golf

Green è il termine tecnico con cui gli esperti del settore definiscono il campo da Golf. E a Cortina di verde ce n’è, e molto. E non è un caso che il suo campo inaugurato nel 2010, al momento a 9 buche, sia così apprezzato. Associato alla Federazione Italiana Golf che ne testimonia il prestigio e le qualità tecniche.

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E

rano amici. Erano appassionati di golf. Erano amanti della Regina delle Dolomiti. E, così, sono stati anche il gruppo che ha dato il via ai lavori che hanno portato alla nascita, nel 2010, di un super scenografico campo in località Fraina. Un green, oggi a nove buche, ma con la volontà di raddoppiare, per inserirsi nei grandi circuiti internazionali. Attualmente il Cortina Golf è associato alla Federazione italiana golf, a testimonianza del suo prestigio e delle sue qualità. Gli amanti di questa disciplina troveranno all’ombra delle Tofane un ambiente confortevole e potranno vivere l’emozione di giocare immersi tra alcune delle montagne più belle al mondo. Il campo è sviluppato su una vasta superficie prativa e di bosco che, dopo la realizzazione delle 9 buche, ha visto garantite le proprie

caratteristiche di biodiversità e tutela del patrimonio naturale, grazie alla creazione di un’apposita commissione tecnico-scientifica presieduta dal dottor Luca Piccolomini e composta da professori universitari impegnati nella salvaguardia dell’ecosistema. La struttura si trova nell’area vicina allo storico campo pratica dell’Hotel Miramonti Majestic dove, fin dagli anni Trenta, giocatori di tutto il mondo si sono esercitati sui tee ai piedi del Monte Cristallo. Giocare a Cortina d’Ampezzo non significa solo cimentarsi lungo un percorso tecnico di alto livello, ma anche avere la possibilità di godere, nel corso delle proprie partite, di un panorama unico al mondo, proclamato nel 2009 Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO e di un territorio che preserva con cura tutte le caratteristiche dei prati alpini dolomitici.

SUMMER GOLF Immersed in the wonderful green of Cortina, the new Cortina Golf has been open since 2010 in a superb location at Fraina, just outside Cortina town centre. Cortina Golf is a member of the Italian Golf Federation. The course one of the best in Italy, presently has 9 holes and will be expanded to the full 18 required to meet international standards. Set amongst alpine meadows and surrounded by views of the magnificent Dolomites, it was important that the design of the course respected the environment, in particular its biodiversity. This was achieved by a technical scientific group, led by Dr Luca Piccolomini. The new course is only a stone’s throw from the old practice green of the Hotel Miramonti Majestic where guests have enjoyed golf since the 30’s. The new Club House was designed by the renowned architect Silvio Bernardi who used the local Ampezzo style to create a warm and welcoming atmosphere. As from this year the Club House is open to anyone who wishes to enjoy delicious food and amazing views. The emphasis is on a clean, tranquil environment, in keeping with the principles that drove the design of the golf course. It is managed by the five star luxury Cristallo Hotel Spa & Golf, and has menus to tempt the taste buds whilst admiring the meadows and mountains of the Queen of the Dolomites – a UNESCO World Heritage site since 2009. What are you waiting for – just book and enjoy the “green” environment of Cortina Golf!

LUGLIO Sabato 23 e domenica 24 WOOLRICH GOLF CONTEST 18 buche Stbl Hcp; 3 cat Sabato 30 TROFEO INVIDEO GOLF (*) 18 buche Stbl Hcp; 3 cat Domenica 31 CENTRO OTTICO IGOR GHEDINA & MAUI JIM ITALY 18 buche Stbl Reg a parte AGOSTO Sabato 6 AMARONE CESARI GOLF CUP G.v per Dolomiti Golf Cup 18 buche Stbl Hcp; 3 cat (*) Domenica 7 GOLFEXPERIENCE 18 buche Stbl Hcp; 4plm cat unica Sabato 13 STUDIO VEGLIA GOLF INVITATIONAL 2011 Gara a inviti – 9 buche Stbl Louisiana a coppie Sabato 20 COPPA DEL PRESIDENTE Reg a parte Mercoledì 24 TROFEO PASQUA 2011 (*) 18 buche Stbl Hcp; 3 cat Venerdì 26 SCI CLUB 18 Gara riservata ai soci Sci Club 18 Sabato 27 COPPA CORTINA 9 buche Stbl Louisiana a coppie – Ris ai Soci Ordinari Domenica 28 TORNEO BANCA POPOLARE . VOLKSBANK (*) 18 buche Stbl Hcp; 3 cat SETTEMBRE Venerdì 2 FRANCO BIONDI SANTI “TENUTA GREPPO” 18 buche Stbl Hcp; 3 cat Domenica 4 WORLD CARIBBEAN GOLF CHALLENGE 2011 (*) 18 buche Stbl Hcp; 3 cat Domenica 11 WORLD CARIBBEAN GOLF CHALLENGE 2011 (*) 18 buche Stbl Hcp; 3 cat Domenica 25 COPPA DEI SESTIERI Reg a parte Le gare (*) sono valide per lo Score d’Oro Località Fraina 14/15 Info: tel. +39 0436 860952, fax +39 0436 876355, segreteriasportiva@cortinagolf.it, www.cortinagolf.it

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© dgbandion.com

TOP EVENTS

PORTE APERTE ALLA CLUB HOUSE Dall’estate 2011 il ristorante dello scenografico chalet di montagna progettato e realizzato dal celebre architetto Silvio Bernardi – cuore caldo del golf di Cortina – sarà aperto a tutti. A garantire la qualità dei prodotti e del servizio è la gestione del Cristallo Hotel Spa & Golf.

di Livia Graldi

A

i piedi del monte Faloria, nel cuore pulsante del Cortina Golf, c’è una novità che arricchirà la Regina delle Dolomiti di charme. Non solo gli amanti del green iscritti al rinomato circolo, o gli ospiti del "gioiello" della Regina delle Dolomiti, infatti, potranno accedere allo chalet di montagna all’interno della club house. Da questa estate, chiunque desideri respirare l’aria di eleganza tipica degli ambienti del golf e gustare cibi prelibati nel raffinato ristorante gestito dal Cristallo Hotel Spa & Golf avrà l’opportunità di farlo. Ed è così che, nella tranquillità di un ambiente chic e informale al tempo stesso, nel quale è data estrema attenzione alla qualità di materie prime, proposte culinarie e cura del servizio, si potranno trascorrere piacevoli momenti nel massimo confort, in mezzo al

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verde e in un luogo esclusivo, che non poteva non appoggiarsi al cinque stelle Lusso delle Dolomiti per la gestione della ristorazione. La club house è una struttura nata per dare la possibilità agli appassionati di golf di incontrarsi e trascorrere il proprio tempo in un ambiente dotato di tutte le caratteristiche necessarie a ospitare i soci del circolo in tranquillità, per una pausa tra una partita e l’altra o anche per una cena tra compagni di gioco. Progettata dall’architetto Silvio Bernardi che, con il suo inconfondibile tratto, ha ripreso i canoni architettonici della tradizione ampezzana, la club house del Cortina Golf è immersa nella natura incontaminata che fa da cornice a tutto il campo, a pochi passi dal centro cittadino. Che aspettare dunque? Non resta che prenotare.


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TOP EVENTS MONTAGNE

CortinainCroda: parole e immagini Abbiamo affidato il racconto della manifestazione a chi NE terrà il timone per questa edizione 2011, tutta al femminile: l’opinionista ufficiale e autrice italiana più tradotta al mondo, Dacia Maraini. La forza prorompente delle immagini è opera, invece, di un fotografo che “veste” solo black&white e che torna tra le “sue” montagne dopo anni di assenza, per promettere di non lasciarle mai più.

Lessico famigliare di Andrea Gris

L’

appuntamento con Dacia Maraini è fissato a casa sua, a Roma, a due passi da Piazza del Popolo: è un pomeriggio di festa. Il suo sorriso sincero, giovane mi colpisce prima ancora del benvenuto verbale. I miei convenevoli sono farciti d'imbarazzo: l’autrice italiana più tradotta al mondo mi riceve in casa sua. Sono salito all'ottavo piano di una palazzina borghese anni Cinquanta, ci sono libri ovunque e il profumo di migliaia di pagine sfogliate mi cattura, così come la dialettica della mia ospite: signorile, femminile, mai ostentata. «Fin da piccola ho viaggiato e conosciuto la montagna grazie a mio padre, Fosco Maraini», mi dice frettolosamente, prima di accomodarsi sul divano del salone, che si affaccia sulla terrazza assolata del colorato appartamento. La temperatura è alta e, per non farmi accaldare troppo, mi esorta ad abbassare le tapparelle, che dopo decenni

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di sole sono di un verde sciupato. L'azzurro celeste dei suoi occhi è, invece, straordinariamente vivo, “moderno”. Ascoltarla è più che mai un piacere e, parola dopo parola, trovo conferma, benché non ce ne sia bisogno, della meravigliosa intuizione per cui Dacia Maraini sarà alla guida della terza edizione di CortinainCroda, kermesse dedicata quest’anno al lato femminile della montagna. Dopo Mauro Corona ed Erri De Luca, sarà infatti lei l'opinionista ufficiale della manifestazione. Erri De Luca e Mauro Corona «Sono molto felice di ricevere la parola da Erri de Luca, uno scrittore intelligente, spirituale, oltre che un amico. Un uomo integerrimo, dalla straordinaria castità di pensiero. Artista esigente, dalla scrittura pulita, limpida, ricercata, etica. A volte può sembrare appena scorbutico ma non


lo è, mai. Ha un'attenzione verso gli altri unica. Mauro Corona, invece, ho avuto l’occasione di incontrarlo solo un paio di volte. Mi piace molto leggere le sue storie, intrise di un rapporto viscerale con la natura. La sua cultura viene alla luce umilmente, sempre attenta a confrontarsi con ogni realtà: Mauro non ha alcun problema a discutere in egual modo con un filosofo o un contadino». Dacia Maraini «Avrei talmente tanto da raccontare di me, non essendo una ragazza, ma una persona che ha una vita alle spalle, che mi è difficile cominciare. Amo molto il mio lavoro, amo leggere e scrivere. Sono da sempre una “nomade”, che intende il viaggio come un processo di conoscenza. La dimensione del viaggio, d’altra parte, appartiene al dna della mia famiglia. Avevo solo un anno

quando feci rotta per la prima volta verso il Giappone. Anche adesso trascorro molti mesi spostandomi e poi mi fermo. Vado in montagna, in Abruzzo, a 1.200 metri di altitudine dove, a un certo punto della mia vita, mi sono potuta permettere di comprare una casa. E lì, nel centro del Parco Nazionale d'Abruzzo, in mezzo ai boschi e alla loro tranquillità, scrivo». Montagna «Mio padre era davvero un grande appassionato di cime e vette. Scalava e andò anche in Tibet, superando i 5.000 metri. È stato lui a trasmettermi questo amore. Arrampicava insieme a mia madre: salirono più volte sulle Dolomiti. Sa che Maraini è anche il nome di una via aperta proprio dai miei genitori? Grandi camminate in montagna io le ho sempre fatte, perché quando sono lassù – che sia

Cortina o nei miei boschi in Abruzzo – sto bene. Respiro quell'aria che, se assaggi da piccolo, non dimentichi più». Uomini e donne «Noi siamo figli della storia. Non esistono differenze “biologiche” tra sessi. Gli uomini, esattamente come le donne, sono capaci di fare sia il bene sia il male. Storicamente le donne sono state educate a rivolgere verso se stesse i sentimenti di aggressività e quindi, spesso, risultano masochiste, ma non è un dato di natura: fa parte della tradizione. Gli uomini, invece, sono abituati a indirizzare la propria aggressività altrove: fare la guerra, conquistare terre, scalare montagne, vedere il mondo o protestare sono tutte cose di ordine “maschile”. È una differenza di educazione che, dopo secoli e secoli, in qualche modo, s'impossessa quasi della natura».

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CortinainCroda Dal 9 luglio al 9 settembre 2011 Alexander Girardi Hall. Le proiezioni cinematografiche si terranno presso il Cinema Eden, gli incontri con il Libraio Magico alla Libreria Sovilla; per tutta la durata della manifestazione saranno allestite lungo Corso Italia due mostre open air: Donne inCRODA di Giulio Malfer e Una montagna per un sorriso di Andrea Gaspari. www.cortinaincroda.org

Giustizia «Ho un enorme senso della giustizia: ne ho avuto coscienza fin da bambina. Mi ricordo che una volta, avrò avuto cinque anni, mio padre mi rimproverò ingiustamente. Scappai di casa per la grande indignazione: avevo sentito il mio senso di giustizia offeso. Ovunque e contro chiunque si compia un'ingiustizia, io mi sento presa per i capelli, tremendamente partecipe. Purtroppo le armi a nostra disposizione per combatterla sono poche, ma io ci provo come e con quello che posso: la scrittura, le parole». Donne «Ci sono donne, di ieri e di oggi, che fanno cose eroiche eppure vengono dimenticate. Ho scritto la prefazione di un libro dedicato alle donne tibetane che hanno conquistato gli 8.000 metri: la storia non ha concesso loro l’onore meritato. Ora sto conducendo delle ricerche per la stesura di un libro dedicato al Risorgimento e all'Unità d'Italia: periodo in cui molte donne fecero cose di gran lunga superiori a tanti uomini, ma nessuno ne sa nulla. Oggi come ieri, per la donna è difficile primeggiare; arrivare a quella cima, di qualsiasi natura – lavorativa o sociale – si tratti, è complicato. Non voglio dire che tutte le donne, solo in quanto tali, meritino un primato. Esistono anche le inette. Come esistono uomini inetti, che però arrivano lo stesso a toccare la vetta. Vorrei, allora, che la regola valesse per tutti e che ognuno, uomo o donna, primeggiasse esclusivamente in ragione del proprio valore».

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FAMILY SAVINGS I am meeting with Dacia Maraini on a holiday afternoon at her home in Rome, a stone's throw from Piazza del Popolo. Her youthful, genuine smile, greets me first. I feel humbled; the Italian author, who has had more books translated into foreign languages than any other, is welcoming me into her home. She lives on the eighth floor of a nineteen fifties middle-class building; there are books everywhere, I am captured by the smell of the thousands of pages, as well as the style of my host: elegant, feminine, never ostentatious. «Even as a child, thanks to my father Fosco Maraini, I traveled through the mountains» she said hurriedly, before sitting on the sofa in her livign room, facing the sunny terrace of her colourful apartment. It’s hot, and to prevent me from getting too hot, she asks me to lower the blinds, once green, now faded after decades of the sun. Her eyes are sky-blue, extraordinarily alive, "modern". Listening to her is a pleasure. Word after word, I find confirmation, not that it is necessary, of the wonderful insight that Dacia Maraini will bring to the third edition of CortinainCroda, this year's festival dedicated to the feminine side of the mountain. Mauro Corona and Erri De Luca have done their turn as official commentators at the event, this year it is her turn. Erri De Luca and Mauro Corona «I am always happy to listen to Erri de Luca; an intelligent, spiritual, writer who is also a friend. A man of integrity who has great purity of thought. He is a demanding artist; his writing is clear, well thought out, ethical. Sometimes he may seem a bit surly, but he’s not really. He has a unique kindness for others. I only had the opportunity to meet Mauro Corona a couple of times. I really enjoy reading his stories, filled with

a visceral relationship with nature; his style is humble, always ready to face any reality. Mauro has no difficulty in talking with either a philosopher or a peasant». Dacia Maraini «There is so much I could tell about myself – someone who has lived a hard life, but it’s hard to know where to start. I love my work, I love to read and write. I've always been a "nomad", travelling to learn. Travel is in the dna of my family. I was only one year old when we moved to Japan. Even now I spend many months travelling and then stop, I go to the mountains in Abruzzo, at 1.200 meters above sea level, where eventually I was able to afford to buy a house. And there, in the heart of the Abruzzo National Park, in the woods with peace of mind, I write». Mountains «My father had a great passion for mountains and peaks. He climbed much higher than 5.000 meters in Tibet. He passed on this love to me. He climbed, with my mother, many times in the Dolomites. Did you know that Maraini is also the name of a climbing route opened up by my parents? I’ve always done long walks in the mountains: When I'm up there – whether in Cortina or in my woods in Abruzzo – I'm fine. I breathe that air that I first breathed as a child; unforgettable». Men and women «We are children of history. There is no "biological" difference between the sexes. Men, just like women, are capable of doing both good and evil. Historically women have been educated to keep feelings of aggression to themselves, but then they often seem to be masochistic. This is not a given in nature, rather it comes from tradition. Men, however, are accustomed to direct their aggression outwards to


TOP EVENTS

ciao, amore, ciao wage war and conquer lands, climb mountains, see the world and to show they are "masculine". It is a difference in education that, after centuries, has in some way overtaken nature». Justice «I have a great sense of justice: even when I was a child. I remember, once, I was five years old, when my father scolded me unfairly. I ran away from home in great indignation; I felt my sense of justice had been outraged. Whenever an unjust act is committed it hurts me. Unfortunately we have few weapons at our disposal to fight it, but I will do whatever I can with words and by writing». Women «Women of yesterday and today have done heroic things, and yet they are forgotten. I wrote the foreword to a book on Tibetan women who have climbed 8.000 meter mountains. They have not been given the honour they deserve. Now I'm doing research for a book I am writing on the Risorgimento and the Unification of Italy: a period when many women did things that were far superior to men, but no one knows about it. Today, as yesterday, it is hard for women to succeed as leaders, to get to the top of any endeavour – work or social. I’m not saying that all women deserve to be at the top, some are not capable of this. But so are some men, and yet they still manage to reach the top. I would like the same rules to apply for all – men or women – to reach the top solely on their own merit».

Q

uando mi leggerete tutto sarà già successo. Io sarò tornato a Cortina dopo tanti, tantissimi, troppi anni. 25, per la precisione. E, se non fosse stato per Facebook, ne sarei ancora lontano. Colpa di Andrea Gris, amico d'infanzia, effervescente e appassionato direttore artistico di CortinainCroda che, girando per la rete, mi ha incrociato grazie alla mia passione: la fotografia di montagna. «Ci stai?». Come dire di no? Ed eccomi alla prima dell'edizione 2011 di questo prestigioso evento ampezzano. Tutto sarà già successo, quindi. La serata, il mio speech, il pubblico, gli amici, le emozioni: tutto sarà già accaduto e chissà come sarà andata. Io, intanto, immagino quei momenti ma, con un veloce rewind, mille e mille immagini mi scorrono davanti: come sarà cambiata Cortina in questi anni? Via Faloria – dove abitavo in cima, ovviamente, mica all'inizio – sarà ancora così lunga e ripida? Che fatica ogni volta tornare a casa, ma quanta gioia e quanta libertà in quegli anni. Sempre nei boschi, sugli alberi, in montagna, a sciare o, con i cinquantini, a provare il “salitone” della pista di motocross, e quelli che vi riuscivano erano degli eroi. E piazzale Revisana, ci sarà ancora? Il nostro tempio del basket all'aperto, dove giocavamo fino a consumarci; con il luna park e il circo che arrivavano ogni tanto a toglierci il divertimento. Mi ricordo poi gli inverni a rincorrere il tempo, passargli di fianco e superarlo, per arrivare a prendere la funivia Faloria delle due del pomeriggio ed essere puntuali all'allenamento di slalom o gigante o «oggi

sciata libera«, come leggevo appena fuori da scuola sulla bacheca dello Sci Club Cortina. Andare a casa, cambiarsi al volo, infilare gli sci fuori dalla cucina, attraversare a mille il prato davanti, saltare sulla vecchia ferrovia e, senza perdere velocità, mantenere la posizione fino alla funivia. E poi, ancora, le feste dei Sestieri, il Belvedere, i pomeriggi andata e ritorno da Dobbiaco per una merenda a base di frittelle alle mele alla Genziana, i mega-toast dell’Hotel Tiziano a Campo di Sotto, al ritorno da una gita a Lago d'Ajal, le fragole con la panna di Baita Fraina. Quante cose, quante immagini, quante fotografie che mi passano davanti. Già, la fotografia. Curioso. Sarà lei, alla fine, che mi avrà riportato a Cortina. Sono cresciuto in montagna, ne ho respirato l'essenza, ho imparato a vivere e comportarmi con la montagna a fianco e me ne sono andato con la montagna nel cuore. Ed è di nuovo con la montagna, delle mie fotografie, che sarò tornato qui, curioso di sapere, curioso di vedere cosa sarà rimasto di quella “mia” Cortina. Magari sarà la stessa, forse sarò io a guardarla con occhi diversi. Più grandi e maturi. Spero, non meno emozionati. Comunque sia, quando mi leggerete, tutto sarà già successo. Io sarò tornato a Cortina dopo tanti, tantissimi, troppi anni. E come sarò arrivato, me ne sarò di nuovo andato. Non prima di averle promesso di tornare il prima possibile. In questo numero la rubrica Infine (pag. 122) è a firma del Libraio Magico di CortinainCroda.

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© Alberto Bregani

di Alberto Bregani


TOP EVENTS PEOPLE

© Alex Abbasciano

AFFINITà DI COPPIA

Audi in city golf Nessun limite alla fantasia e alla creatività degli organizzatori della Sports and More. Dopo aver portato, lo scorso 7 aprile, la numero uno del golf italiano, Giulia Sergas, sul tetto della funivia Faloria sospesa nell’aria per il “primo lancio” della manifestazione, si sono sbizzarriti per creare un evento unico nella forma e nella sostanza. E così, anche quest’anno, l’Audi In City Golf (15 e 16 luglio 2011) si è rivelato un gran successo. L'idea, in sé ardita e originale, è quella di proporre la nobile disciplina golfistica in uno scenario decisamente inconsueto, ma allo stesso tempo affascinante, come quello dolomitico. Alcuni dei luoghi più suggestivi di Cortina – dal tetto dello Stadio Olimpico al Trampolino Italia, dalla celebre “via dello struscio” alla pista Olimpica da bob e all’Hotel Cristallo – si sono trasformati, per dar forma e corpo a un fantastico circuito di 18 buche, da vivere tutte d’un fiato. A porgere un roboante saluto di benvenuto, venerdì 15 in piazza Venezia, con la tradizionale buca 19, sono state le mitiche Harley Davidson del Club Milano Chapter. // Prossimo appuntamento luglio 2012. // www.sports-more.it // There is no limit to the imagination and creativity of the organizers of Sports and More. After taking the number one Italian golfer Giulia Sergas on the roof of the cableway Faloria, suspended in the air for the “first launch” of the event, they have done their best to come up with an event unique in form and substance. This year, the Audi In City Golf (15 th and 16th July 2011) has proved a great success. The idea, in itself original and daring, is to propose the noble discipline of golf in the uncommon, but at the same time fascinating, scenario of the Dolomites. Some of the most evocative places of Cortina, such as the roof of the Olympic Stadium, Corso Italia or the Hotel Cristallo, are transformed into a fantastic 18 holes golf course. The legendary Harley Davidson of the Club Milan Chapter opened "the show" Friday 15th in Piazza Venezia. July 2012. // www.sports-more.it

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© dgbandion.com

I grandi eventi di Cortina sono griffati Audi. Partner della località, che le ha anche dedicato il suo tempio della cultura, l'Audi Palace – sede tra l'altro della kermesse Cortina InConTra – la casa automobilistica tedesca sposa solo progetti high level, capaci di rispettare il suo stile cosmopolita e proiettato verso il futuro. Un marchio territoriale di qualità, quello ampezzano, che sposa un marchio internazionale, garanzia di classe e prestigio.

Audi Cortina Polo Summer Party

L’

agosto nella Regina delle Dolomiti è sempre più sinonimo di ricercata mondanità, grazie a un evento organizzato dal Polo Gold Cup Circuit: sui prati di Malga Pezie de Parù, torna il bel mondo erede degli indimenticabili party anni Settanta, tra invitati del jet set nazionale in dress code tradizionale, corner gastronomici d’altissimo livello e momenti di fascinoso intrattenimento. L'evento è rigorosamente su invito. www.pologoldcupcircuit.com

In the Queen of the Dolomites, August is increasingly synonymous for refined elegance, thanks to an event organized by Polo Gold Cup Circuit: the meadows of Malga Pezie de Parù see the return of the beautiful world of the unforgettable 1970s party times, between the national jet set guests in traditional dress code, superior quality gourmet corners and charming entertainment. By invitation only. www.pologoldcupcircuit.com

Sponsored by Audi, Audemars Piguet, Hotel de la Poste, Julius Baer e US Polo Assn. Menù Aperitivi: Champagne Henriot e Cristallo Palace Spa & Golf Antipasti: La Suite e LP 26 Dok Dall'Ava Primi e secondi: Grill del Posta, Il Meloncino al Camineto, El Toulà, Il Tivoli birra Menabrea e vini scelti dall'Enoteca Cortina e dall'Enoteca Brio di Vino Dessert, gelati e caffé: Mokarabia e Antica Tostatura Triestina Grappe e digestivi: Prime Uve, stand Vip Club Hotel Europa Allestimenti Vectorgroup Musiche Red Violin

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TOP EVENTS ARTE

NUDI con L' ANIMA di Amelia di Pietro

L’arte incontra l’anima passando per il corpo negli spazi della Galleria La Ruota di Claudio Zanettin, una personale di Renato Missaglia che, non c’è dubbio, farà parlare di sé.

La poetica di Renato Missaglia è basata sull’interpretazione pittorico-fotografica, concetto diverso da quello di pittura inteso in senso tradizionale. Tutte le fotografie sono state scattate negli spazi della Gallaria La Ruota di Claudio Zanettin.

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U

n incontro destinato a lasciare traccia, quello tra l’antiquario Claudio Zanettin e l’artista Renato Missaglia, fatto di una profonda stima reciproca e di un’amicizia collaudata nel tempo. Una particolare affinità, non solo elettiva, che ha portato alla realizzazione della mostra Nudi con l'anima, ospitata dal 20 agosto al 4 settembre 2011 negli spazi della galleria cortinese La Ruota, attigua a Corso Italia, la celebre “via dello struscio”, da sempre vetrina di proposte culturali dal grande appeal. L’esposizione sembra avere tutte le carte in regola per far parlare di sé: protagonisti dei particolari “dipinti” saranno, infatti, i corpi nudi di quattro donne e quello di

Claudio Zanettin. Un’ispirazione maturata dall'esigenza di «svelare l'identità segreta della pelle», come racconta lo stesso Missaglia alla scrittrice e giornalista Milena Milani, firma del catalogo introduttivo della mostra e curatrice della prefazione del volume ArtisticaMente, pubblicato nel 2010. Il nudo come espressione pura dell'anima, la più innocente, quella che richiama la nascita e il profondo mistero dell'uomo, che l'artista cerca di scoprire attraverso la fisicità. Nessuna volgarità né licenziosità nelle immagini di Missaglia: presente è solo l'intento di leggere lo spirito umano attraverso il corpo, che diventa protagonista come tema, ma anche come simulacro di significati universali.

Renato Missaglia's poetics is based on pictorial and photographic interpretation, which is a different concept compared to the one of painting in its traditional sense.


Nudi con l’anima Dal 20 agosto al 4 settembre 2011 Galleria La Ruota, Corso Italia 100/B Tel. +39 0436 866333 www.claudiozanettin.com

NUDES WITH A SOUL When the antiquarian Claudio Zanettin met the artist Renato Missaglia, they developed a long lasting friendship based on deep mutual admiration. Their very special affinity led them to create the exhibition Nudi con l'anima (Nudes with a soul) hosted from the 20 August to the 4 September 2011 at the gallery La Ruota, near Corso Italia, Cortina. The exhibition certainly speaks for itself, as the main characters of the paintings are, in fact, the naked bodies of four women and of Claudio Zanettin. The inspiration comes from the need to «reveal skin’s secret identity » as Missaglia himself told to writer and journalist Milena Milani, who wrote the introductory exhibition catalogue and was also curator of the preface of ArtisticaMente, published in 2010. The nude is pure expression of the soul, the most innocent one, one which recalls the birth and the mystery of the man that the artist seeks to discover through the physicality. There is no vulgarity or promiscuity in the images of Missaglia: his aim is to study the human spirit through the body, which becomes protagonist as a theme, but also as image of universal meanings.

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TOP EVENTS

16 luglio-28 agosto

© stefanozardini.com

Immagini riflessi e luci del Risorgimento Italiano // In esposizione, presso la Scuola media “Rinaldo Zardini”, dal 16 luglio al 28 agosto, un progetto – pensato in occasione dei 150 anni di Unità d’Italia – nato dall’idea di riprendere in mano i vecchi cartelloni didattici utilizzati per le lezioni di storia risorgimentale impartite dai maestri agli inizi del 900. Gli alunni sono riusciti a far rivivere e attualizzare, attraverso una minuziosa operazione di restauro, queste opere, che, pur venendo dal passato, rappresentano il nostro presente e il nostro futuro. // www.cortina.dolomiti.org // Images, reflections and highlights of the Italian Resurgence // On display, at the local “Rinaldo Zardini” High School from July 16th to August 28th, a very special project (initiative) – to celebrate the 150th Anniversary of the Unification of Italy – and born from the idea of retrieving the old hand-made and hand-drawn didactic posters used by teachers in classrooms at the beginning of the 20th century to teach the history of the Italian Resurgence. Students were able to update and bring these educational “works” back to life – works that originate in the past, but represent our here and now, as well as our future. // www.cortina.dolomiti.org

23 luglio-18 settembre Come le nuvole // Dal 23 luglio al 18 settembre, negli spazi della Ikonos Art Gallery, arriva la nuova mostra fotografica di Stefano Zardini, che l’artista stesso così descrive: «Necessario come l'acqua, trasparente, tenace come le fronde di un ulivo, inscalfibile come il granito sulla montagna, vitale come le lingue del fuoco, sconfinato come il lungo respiro dell'universo, importante e sincero come una stretta di mano ma, soprattutto, senza peso e ogni giorno nuovo, come le nuvole». // www.stefanozardini.com // Like the Clouds // From July 23rd to September 18th, at the Ikonos Art Gallery, Stefano Zardini’s brings his new photographic exhibition, which captures the world of clouds in all their intangibility, indeed he succeeds in telling a story through the images of one of our most light and incorporeal elements. // www.stefanozardini.com

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fino al 27 agosto

La Regina delle Dolomiti // Fino al 27 agosto, negli spazi espositivi del Comun Vecio, Cortina, la Regina delle Dolomiti – ciclo di dipinti di Natale Addamiano – “racconta” la natura imponente, fatta di paesaggi sublimi, monumentali, carichi di sfumature e colori, che rende i Monti Pallidi uno spettacolo denso di pathos e poesia. // www.cortina.dolomiti.org // Queen of the Dolomites // Until 27 August, at the “Comun Vecio” a cycle of paintings by Natale Addamiano "tells" the imposing nature of the Monte Pallidi – a show full of pathos and poetry. // www.cortina.dolomiti.org

28-31 agosto Tra arte e ornamento // Dal 28 al 31 agosto il kitsch sarà protagonista della Galleria La Ruota di Claudio Zanettin. Graziella Folchini Grassetto proporrà un’esposizione di gioielleria contemporanea, a dimostrazione delle valenze estetiche e filosofiche di una concetto troppe volte sottovalutato. Inaugurazione: sabato 27 agosto, ore 18.00. // www.claudiozanettin.com // Between art and adornment // From 28 to 31August 2011 kitsch will star at the La Ruota Gallery of Claudio Zanettin. An exhibition of contemporary jewellery by Graziella Folchini Grassetto shows an aesthetic and philosophical concept too often overlooked. Opening: Saturday 27August at 18:00. // www.claudiozanettin.com

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vetrine

MADE IN AMPEZZO di Angela Bolzicco

© Maurizio Ghedina

Con la stagione estiva e il bel tempo la voglia di cambiamento si fa ancora più forte. Ospitalità, benessere e lifestyle tra le Dolomiti si rinnovano, guardando al futuro. Ecco tutte le novità da provare, testare e, assolutamente, non lasciarsi sfuggire.

Hotel Ambra

Notti da sogno, quelle da vivere nell’abbraccio dell’Hotel Ambra, che ha creato, per le sue ospiti più romantiche, la nuovissima stanza Sissi. Pensata in onore della celebre principessa, è arredata con preziose boiserie, letto a baldacchino con testiera tipicamente decorata, una collezione di specchi d’epoca e pezzi di artigianato ampezzano. Il bagno è dotato di doccia matrimoniale. You are guaranteed a quality stay at the Ambra Hotel, which has just created a brand new room called Sissi for its most romantic guests. Designed in honor of the famous Princess, it’s furnished with precious woodwork, four-poster bed with typically decorated headboard, a collection of antique mirrors and craft pieces of Ampezzo design. The bathroom also features a large double shower. www.hotelambracortina.it

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Centro Benessere Country Club

Ultimo arrivato tra le proposte del Centro Benessere, il Percorso Kneipp è stato pensato per sentirsi davvero al top in alta quota. Realizzato all’esterno, conta cinque tappe che iniziano con biosauna umida a 60 gradi per passare, poi, al bagno turco, alla sauna finlandese a 90 gradi e all’idromassaggio con cupola a vetri e panca a infrarossi. Per finire, relax nella zona solarium. The Kneipp Cure is the latest proposal of the spa and it is thought to make you feel at your best at high altitude. It’s set up outdoor and includes five stages: 60 degrees bio sauna, a Turkish bath, a Finnish sauna at 90 degrees, whirlpool with glass dome and infrared bench and finally, relax in the solarium. +39 0436 862171


Hotel Victoria

© Giacomo Pompanin

Una ventata di novità all’ingresso di Corso Italia. Al civico 1, impossibile non rimanere rapiti dalla facciata fresca di restyling del Parc Hotel Vittoria che, ritornando al passato, si proietta con vitalità verso il futuro. Un approccio che ha dettato una scelta stilistica interamente giocata sul colore: giallo vivace, impreziosito da sofisticate rifiniture in bianco e verde, per recuperare tratti indelebili di un passato da leggenda. The entrance of Corso Italia has had a revamp: it’s impossible not to be overwhelmed by the facade restyling of the Victoria Hotel. The hotel is returning to its origins but still keeping an eye towards the future. This approach has meant a stylistic choice entirely played on color: bright yellow, embellished with sophisticated finishes in white and green, to retrieve a legendary past. www.hotelvictoriacortina.com

Bellevue Hotel

Per coccolarsi al meglio dopo una sciata o una passeggiata sui verdi prati montani, l’Hotel Bellevue sta realizzando un centro benessere d’avanguardia, pronto a inaugurare la prossima stagione invernale per una perfetta remise en forme. Let the Bellevue Hotel pamper you after a long day skiing or walking thanks to their new state-of-the-art wellbeing and spa centre which will be ready just on time to inaugurate the next winter season. www.bellevuecortina.com

Ristorante Pizzeria La Tavernetta

© Giacomo Pompanin

Nuova gestione per il Ristorante e Pizzeria la Tavernetta, a due passi dallo “struscio delle meraviglie” e dallo Stadio Olimpico del ghiaccio. Oltre all’immancabile pizza, Sandra e Massimo propongono piatti della tradizione veneta, accompagnati da una cucina classica e sfiziosa. The restaurant & pizzeria La Tavernetta, not too far from Corso Italia and the Olympic Stadium, is under new management. Sandra and Massimo offer dishes of the Venetian tradition, accompanied by a classical and tasty cuisine and of course pizza. +39 0436 868102

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CLOSE-UP / SOCIAL EVENTS

© Giacomo Pompanin

Violet party

Un sottile filo di seta a unire mondi lontani, il tributo del gallerista e antiquario Claudio Zanettin al Sol Levante. La mostra all’interno de La Ruota ha avuto come protagonisti otto preziosi kimono del ‘700/'800, appartenuti alla regina delle geishe, Yugiri II. Furono poi donati alla famiglia Gunji, che fino ad oggi li ha custoditi gelosamente, mostrandoceli così preziosi e perfetti. Claudio Zanettin e Lyda Kufersin hanno poi fatto faville, organizzando un party “so chic” a tema Violet, il colore preferito di Claudio sia nell’abbigliamento che negli arredi.

1_Paolo Gentili, Gabriella Berardi 2_Angela Pierobon, vicequestore di Cortina 3_Marina Marinello, Dino Tabacchi 4_Con Stefania Leppo, Caterina Ciani 5_Con Eugenia Gentili 6_Con Yasunori Gunji, Marilena Tamaro e Alfonso Mele

Claudio Zanettin con il campione di Kite Michele Alì e Rossella Costa. La signora più elegante dei tuoi party invernali. Franca Giuliani Ricci, per la sua eleganza, cultura e raffinatezza. È anche una donna molto sensibile; un altro nome che vorrei menzionare è quello di Maria Pia Montanari, donna di grande spessore, anche lei estremamente sensibile: credo sia questa la dote più elegante tra tutte. Il particolare che non manca mai ai tuoi eventi. La cultura: un ingrediente del quale non posso proprio fare a meno. Odio la volgarità, amo la bontà: altro elemento che non deve mai mancare. Deve sapere che le mie amiche hanno una marcia in più: sono 33 anni che faccio l’antiquario e ho un sesto senso molto spiccato per la qualità, sia degli oggetti che delle persone.

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Polo mania

L’Audi Polo Gold Cup Circuit ha scelto Roma come sede di chiusura dell’edizione 2011, dopo aver già messo in archivio, con successo, il torneo su neve, disputato sul lago ghiacciato di Misurina a fine febbraio e quello su sabbia, novità di quest’anno, ospitato in grande stile durante la settimana di Pasqua a Forte dei Marmi.

Il prestigioso circuito, che unisce sotto un comune team organizzativo i più seguiti appuntamenti del polo italiano, dall’edizione 2011 ha un nuovo e giovane pr, Alvise Zuliani, che dalla scorsa edizione affianca il lavoro del padre Maurizio, presidente dell’Audi Polo Gold Cup Circuit.

1_Roma Polo Club: Laura e Silvia Squizzato con Claudio Giorgiutti al cocktail inaugurale 2_Roma: Fabrizio Frizzi, Maurizio Zuliani, Carlotta Mantovan 3_Forte dei Marmi: Lorenzo e Mario Nencini con al centro Alvise Zuliani 4_Forte dei Marmi: Giuseppe Tartaglione con il cantante Andrea Bocelli 5_Cortina: le signore Pignatelli, Torlonia, Montanari, Terenzi e Potente gentili ospiti del Villaggio sponsor del Audi Cortina Winter Polo 6_Cortina: Letizia Ogniben, Fabrizio Rindi 7_Forte dei Marmi: il ciclista Mario Cipollini

Quali nuovi obiettivi per Cortina? Darsi nuovi obiettivi è sempre fondamentale: l’anno scorso, ad esempio, abbiamo organizzato, per la prima volta, una partita tra due team unicamente femminili e, dato l’esito eccellente, abbiamo sicuramente intenzione di replicare. Sappiamo che avete in serbo nuovi eventi. Qualche anticipazione? Stiamo studiando alcuni progetti che esulano un po’ dall’Audi Polo Gold Cup Circuit. Uno dei più interessanti – sarebbe dovuto partire ad agosto 2011 ma, per motivi tecnici, abbiamo dovuto rimandare – è il Cortina Gourmet Festival, che sicuramente prenderà il via dal prossimo anno.

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CLOSE-UP / SOCIAL EVENTS

a New hope © Francesca Vieceli

Una grande serata per Bebe, quella organizzata da Carla e Tosca Zalla, della boutique Le Noir, per sostenere concretamente Bebe e gli altri bambini che, come lei, hanno subito un’amputazione: i bimbi a cui la onlus Art4sport (www.art4sport.it) di Mogliano cerca di dare sostegno. Bebe è sempre stata estremamente vivace e attiva, schermitrice agonista di livello nazionale. Nel 2008, all’età di 11 anni, ha contratto improvvisamente la meningite e, dopo quattro mesi, ha dovuto subire l’amputazione di parti degli arti. La sua è una storia tragica, ma non triste. Vuole essere, piuttosto, una storia di speranza.

Bebe con Carla e Tosca Zalla

1_Carla Zalla, Emanuela De Rigo 2_ Massimiliano e Brenda Bizzi, Tosca Zalla 3_Susanna e Martino Zanetti 4_Laura Ossini, Tosca Zalla, Bebe, Carla Zalla, Gian-

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carlo Moretti Polegato, Massimiliano Ossini, Sara Doris, amici, Augusta Moretti Polegato 5_Cristina Fabrizio, Olga Brino Bet, Tosca Zalla, Mariangela Bonamigo, Carla Zalla, Ruggero Vio

Soddisfatte per la serata? Molto. Cortina ha risposto con affetto a questo nostro invito. A partire da Roberto Cardazzi – che ci ha ospitato al Vip – Cristina Fabrizio, Mariangela Bonamigo e Olga Brino Bet. E ancora, Villa Sandi, la famiglia Zoppas con Acqua San Benedetto, la famiglia Zanetti con Caffè Hausbrandt e Birra Theresianer, la Cassa Rurale e Artigiana.


© Francesca Vieceli

Walking magic

A Lilli Carraro il premio eleganza e simpatia, per aver saputo interpretare la moda «con una gioia e un’energia contagiosa», come ha sottolineato la giornalista e scrittrice Fabiana Giacomotti che, con il Principe Carlo Giovannelli e il campione Giacomo Agostini, ha composto la giuria “per gioco” della sfilata di Roberto Antonello all’Hotel de La Poste. In passerella oltre 70 capi, per ben 16 modelle tra professioniste e non. Nella magica cornice della terrazza dello storico albergo, trasformato da Claudia Ampezzan in un bosco con sedute fatte di tronchi d’albero, la Pellicceria Roberto Antonello, dal 1932 sinonimo di eccellenza artigianale, ha fatto bella mostra di sé. Un evento che, forte del passato di una località che ha fatto scuola in tema di stile, guarda dritto verso il futuro.

1_Prima classificata Lilli Carraro, padovana, cui è andata una bella stola di Roberto Antonello; Fabiana Taraschi Malzone (al centro), fiorentina e Francesca Buscaroli Gianaroli (a sinistra dopo la Giacomotti), bolognese, si sono invece aggiudicate una copia del libro La moda è un romanzo, autografata e con dedica di Fabiana Giacomotti.

2_La giornalista e scrittrice Fabiana Giacomotti - insieme al Principe Carlo Giovannelli e al campione Giacomo Agostini, nella foto con Lilli Carraro e Gherardo Manaigo proprietario dell’Hotel de La Poste che ha ospitato l’evento - hanno premiato tre delle ragazze “modelle per gioco”, che li hanno colpiti per stile, eleganza e simpatia.

Quali novità per la prossima collezione? Stiamo puntando molto su capi giovani e veloci, poco impegnativi, anche dal punto di vista del prezzo. Parliamo quindi di corte misure e colori vivaci, come il lilla e il rosso bordeaux. Siamo nati con pellicce classiche, ma questo tipo di richiesta è scemata, come per tutto il settore, così ci siamo specializzati su linee dedicate alle più giovani e da indossare anche durante il giorno. I concetti di artigianalità e di moda della pellicceria Antonello? Coordinare le due cose non è sempre facile, perché un capo artigianale può essere pregiatissimo ma non all’ultima moda. Inoltre, c’è il rischio di riproporre un modello simile a uno già creato in passato. Questa è la nostra sfida e la affrontiamo “giocando” con i capi e stando attenti a cambiare i dettagli, che sono ciò che fa la differenza. Riuscendo, così, ad abbinare la qualità con la freschezza e l’attualità.

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CLOSE-UP / SOCIAL EVENTS

Cortina sempre più una vallata da film. Se il volume Set in Cortina (Electa), che l’autrice Ludovica Damiani ha presentato all’Hotel de la Poste lo scorso dicembre, è andato letteralmente a ruba, Cortinametraggio non è stata da meno. In occasione del suo (ri)debutto ampezzano – una quattro giorni di proiezioni, incontri, workshop e omaggi, conclusasi il 26 marzo all’Audi Palace – ha portato all’ombra delle Tofane i Nastri d’Argento dedicati agli autori, ai protagonisti, ai produttori più giovani.

© Pietro Coccia

Movie valley

Nata alla fine degli anni ‘90 da un’idea di Maddalena Mayneri, Cortinametraggio ha portato per la prima volta a Cortina il vento del cinema in corto, più attento al linguaggio dei protagonisti della nuova generazione.

Un bel risultato questa prima riedizione di Cortinametraggio. Una splendida edizione, che spero possa continuare negli anni. Un risultato inaspettato, basti dire che a distanza di tanti mesi se ne è parlato anche durante i Nastri d'argento a Taormina. Tutti mi dicevano: «Ci vediamo a Cortinametraggio». Nel frattempo, sto lavorando per creare un accordo con il Ministero della Gioventù e con il Centro sperimentale di cinematografia, destinato alla realizzazione di un corto di tecnica cinematografica per i ragazzi dai 18 ai 35 anni. Difficile gestire gli attori. Un aneddoto? No, nessuna difficoltà, perché tutti hanno dimostrato grande amicizia. Un aneddoto… una di loro, o uno di loro, per non fare nomi, non amava i mezzi di trasporto e organizzare i suoi transfer è stato un incubo.

1_Jane Alexander ed Eliana Miglio 2_Valentina Cervi e Sabrina Impacciatore 3_Marcello Bruschetti e Ricky Tognazzi 4_Laura Delli Colli presidente Sindacato Giornalisti Cinematografici con Enzo de Camillis

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Confessa: il più simpatico e il più antipatico. Se fossero tutti come gli ospiti della prima ri-edizione di Cortinametraggio, sarebbe troppo facile lavorare ma, prima o poi, ti risponderò a questa domanda; forse proprio dopo la prossima edizione... Speriamo di no.


5_Laura Delli Colli, Beatrice Hausammann, Elisabetta Rocchetti, Jane Alexander, Maddalena Mayneri 6_Ricky Tognazzi, Nicola Nocella, Marco Chiarini, Marcello Foti 7_Foto di gruppo 8_Beppe Fiorello 9_Paolo Genovese ed Elisabetta Rocchetti

10_Foto di gruppo 11_Veronica Pivetti con le gemelle Laura e Silvia Squizzato

RUMORS Sarà Natale a Cortina il titolo del 28esimo film natalizio della FilMauro. Dopo il Nilo, l'India, Miami, New York, Rio, Beverly Hills e il Sudafrica, come scrive il portale Cinemotore, Christian De Sica si trasferirà di nuovo a Cortina, dopo quasi trent'anni da Vacanze di Natale di Carlo Vanzina del 1983, per il film prodotto da Aurelio e Luigi De Laurentiis, in sala il 16 dicembre 2011. Conferma del fatto che le riprese si svolgeranno proprio a Cortina è arrivata dallo stesso De Sica. L’attore ha dichiarato anche che il primo ciak sarà battuto a fine settembre. Il film, diretto da Neri Parenti, sarà sceneggiato dai fratelli Carlo ed Enrico Vanzina.

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in Town

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2_ Un podio di belle signore: le sorelle Sotgiu sono salite sullo stesso podio, prima Sisa, terza Maria Grazia. Seconda Simona Domenichini.

3_ I vincitori assoluti del VII Trofeo Gaibola Sci Club Bologna. Primo su tutti Filippo Belvederi, secondo Francesco Merli.

Music on Ice Spettacolo di pattinaggio con artisti di fama mondiale, quello andato in scena sul ghiaccio dello Stadio Olimpico lo scorso 5 gennaio. Un susseguirsi di coreografie emozionanti tra musica, luci, colori ed effetti speciali.

© Laurent Tobel Entertainment

© Giulio Fraticcioli

Eurochocolate È stata la dolce inaugurazione della scorsa stagione sciistica, la grande festa di Eurochocolate, tra le piste e le vie del centro di Cortina. Degustazioni, percorsi didattici, ricette, mostre, assaggi e tanta allegria, coronata dal lancio delle lanterne (e dei desideri) verso il cielo stellato.

1_Carlo Zucchini, anima del Trofeo Gaibola Sci Club, con i nipoti Anna e Guido Leonardi e Cesare Toschi.

La Bella addormentata Petr Il’ič Čajkovskij ha accompagnato la chiusura del 2010 tra le Dolomiti. Il Bulgarian National Ballet Theatre ha, infatti, portato sul palco dell'Alexander Girardi Hall la sua Bella Addormentata.

© Luca Mares, Tiellephoto.it

Una gioia vedere gareggiare, uno dopo l’altro, nonno e nipoti. E, addirittura, vederli trionfare insieme. Carlo Zucchini, presidente del Gaibola Sci Club, per il settimo anno consecutivo, ha organizzato la gara di sci più bolognese che c’è, sulle nevi di Cortina d’Ampezzo. Ed è stato proprio orgoglioso di salire sul podio con i suoi adorati tre nipotini, Guido e Anna Leonardi – figli di Carlotta – e Cesare Toschi, figlio di Isabella. Lo scettro è andato a Filippo Belvederi, categoria man anni ’80, il “siluro” del VII Trofeo Gaibola Sci Club, per poche frazioni di secondo sopra a Francesco Merli, primo dei man anni ’70.


A fine marzo al Golf Club, il Cortina Car Club ha festeggiato il suo secondo anno di vita con grande soddisfazione. Per essere riusciti a tener fede a una promessa: quella di crescere all’insegna dello stile della località che gli ha dato i natali, valorizzando un marchio (quello di Cortina con lo scoiattolo) che i sessanta soci del club portano in giro per il mondo, alle gare in Italia e all’estero a cui partecipano. Solo per citarne alcune, la Winter Marathon - che ha visto l'ottimo piazzamento di Giancarlo Giacomello, cui hanno partecipato anche Vittorio Mandelli, Sergio Morini e Alessandro Pizzo - al Gran Premio Terre di Canossa dove si sono distinti il vice presidente del Cortina Car Club Mario Caliceti, Giancarlo Grossi, Alessandro e Danilo Pizzo, alla Mille Miglia – cui hanno partecipato Loris Beghetto, Giancarlo Giacomello, il vice presidente del club Diego Gianaroli e Giancarlo Grossi. E, ultima in ordine di tempo, alla Coupe des Alpes che ha visto premiati come miglior equipaggio italiano su auto italiana Luciano Mancini e Pierluigi Santi; con loro anche Paolo Borgomanero, Diego Gianaroli e Maurizio Marsilli. Tra le grandi novità di quest’anno la nascita del Racing Team, capitanato dal responsabile del gruppo giovani Gianmarco Gamberini. E l’esclusivo merchandising prodotto per i soci. La scarpa Arfango logata Cortina Car Club – apprezzatissimo dono di Alberto Moretti a tutti i soci – e la meravigliosa maglia U.S. Polo A.S.S.N., griffata Cortina Car Club, appositamente realizzata da Lorenzo Nencini (Incom Italy) che è stata ufficialmente presentata al Polo Village e donata a tutti i soci come cadeaux 2011 durante la cena di gala annuale.

© Giacomo Pompanin

Wheels on fire

1_Tutti pazzi per la U.S. Polo A.S.S.N. Da sinistra, Carlo Callegari, Gianmarco Gamberini, Michele Gualandi e Luigi Orlandini attorno alla splendida Ferrari 275 GTB. 2_ Da sinistra Giancarlo Giacomello e Luciano Mancini tra Stefania e Barbara Beltrame Giacomello.

3_ Gianpaolo Bottacin, presidente della Provincia di Belluno e di ACI Belluno. 4_In piedi da sinistra, Diego Gianaroli, il presidente di Cortina Turismo Stefano Illing, il responsabile delle relazioni esterne Sergio Morini, il presidente Umberto Marzotto e Lorenzo Nencini manager di Incom Italy. Davanti, il responsabile dei grandi eventi Luigi Orlandini, Mario Caliceti e il responsabile delle relazioni istituzionali Marco Franzoni, presidente ACI Reggio Emilia. 5_La Car Shoe griffata Cortina Car Club Racing Team, omaggio di Alberto Moretti direttore creativo di Arfango ai soci del Club.

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Golden Globe TOP of the sport

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© giuseppeghedina.com

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Cortina Snowpark Freestyle Contest Una festa a tutto “style”, quella dello scorso 5 marzo, che ha coinvolto gli amanti degli sci a doppia punta e della tavola lungo i bonk e kiker della nuovissima pista di San Zan. www.cortina.dolomiti.org

© Karin Pizzinini

Carrera Freeride Challenge Punta Nera Libere emozioni in neve fresca quelle vissute dai 100 atleti che, il 2 aprile 2011, si sono dati filo da torcere tra evoluzioni adrenaliniche e salti nel vuoto, alla ricerca della linea perfetta. www.cortina.dolomiti.org

© giuseppeghedina.com

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© Dino Colli

Coppa del Mondo di sci femminile Il classico dei classici su neve. Superfluo dire che le gare in rosa del 22 e 23 gennaio 2011 siano state un grande successo? www.cortinaclassic.com 14 e 15 gennaio 2012

© Olga Donati

Cortina Snowkite Contest Trainati dall’aquilone per toccare il cielo con un dito: Re del Passo Giau, in questa edizione 2011, andata in scena dal 17 al 20 marzo, il campione ceco Zac "Marek" Muphy. NEXT: Marzo 2012. www.cortinasnowkitecontest.com

European Cup Snowboardcross Fari puntati sulle nevi del Monte Faloria, sede, dal 17 al 19 dicembre 2010, della seconda edizione delle gare organizzate dallo Snowboard Club Cortina con la collaborazione del comprensorio Cortina Cube. NEXT: dicembre 2012. www.snoboardclub.com

Anno nuovo, vita nuova. Il 3 gennaio 2011, ha inaugurato a Socrepes, nella storica pista San Zan, lo Snowpark Cortina: due aree di difficoltà per 500 metri di lunghezza, è servito da una seggiovia quadriposto. www.cortina.dolomiti.org

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Sulle nevi del Faloria, in una splendida giornata di sole, si è tenuta, a febbraio, la prima parte della gara in coordinata dello Ski Yachting Cortina. A seguire festeggiamenti presso il Rifugio Tondi. NEXT: febbraio 2012

© Andrea Carloni

© giuseppeghedina.com

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SPECIAL ADV

L’ARIA CHE FA RESPIRARE Sorge a Misurina di Auronzo l’Istituto Pio XII, a 1.756 metri sul livello del mare, in un luogo dal fascino ineguagliabile e ricco di storia. L’edificio era infatti la sede del Gran Hotel Savoy, residenza estiva dei reali d’Italia e una delle mete preferite dall’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, che vi si rifugiava per rifarsi dalle fatiche dell’Impero. Oggi le caratteristiche climatiche e ambientali della località ne fanno la sede di uno dei più importanti centri di diagnosi, cura e riabilitazione dell’asma infantile.

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L’

Istituto Pio XII sorge nella località di Misurina di Auronzo, a 1.756 metri sul livello del mare e occupa l’antica e bellissima sede del Gran Hotel Savoy, residenza estiva dei reali d’Italia. Alle sue spalle svetta il monte Sorapis mentre, davanti all’edificio, si può ammirare la calma placida e rilassante del lago di Misurina, oltre al quale le tre Cime di Lavaredo regalano un panorama mozzafiato, che lo rende un luogo unico per fascino e quiete. Proprio lì, dove oggi ha sede l’Istituto Pio XII – Centro di diagnosi, cura e riabilitazione dell’asma infantile – tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento vi era il rifugio della Croce Bianca, una delle mete preferite dall’Imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe che, entusiasta del clima, dell’aria e del magnifico paesaggio, aveva la possibilità, in quel luogo ameno, di rifarsi dalle fatiche dell’Impero. La storia racconta che nella chiesetta adiacente il rifugio, nel 1900, la Regina Margherita di Savoia sostò in preghiera dopo l’uccisione, per mano di un anarchico, del Re Umberto a Monza. Sempre nel 1900, i Savoia decisero di fare di questa residenza una dimora privilegiata, invitando scienziati e personaggi della cultura, tra cui Guglielmo Marconi e Italo Balbo. Al termine della Seconda Guerra Mondiale l’Hotel Savoy fu acquistato dal signor Piero Pozzani di Padova, che poco dopo lo mise in vendita. Padre Paolino Beltrame Quattrocchi, benedettino di Parma, su incarico dell’Arcivescovo monsignore Evasio Colli, al fine di aiutare tanti ragazzi e fanciulli, acquistò, per conto della sua diocesi, l’immobile e le annesse costruzioni, già adibite a residenza del personale che era al servizio degli ospiti dei reali. La Pontificia Opera di assistenza, ente presente in tutte le diocesi a rap-

presentare ed esercitare la carità e la solidarietà della Chiesa, divenne titolare della gestione dell’immobile. Fu così che iniziò, in quel posto pieno di storia e dal paesaggio incantevole, un’attività di preventorio generico, con l’approvazione del Ministero della Sanità, che garantiva una modesta retta pro capite per i piccoli ospiti fino a 12 anni. Quello fu l’inizio di un’avventura che ha portato, oggi, all’accreditamento istituzionale, con 100 posti letto e possibilità di accesso per i bambini, per gli adolescenti della regione Veneto e per i residenti del territorio nazionale sino a 18 anni. Le caratteristiche climatiche e ambientali della località rendono l’Istituto particolarmente indicato per la cura delle varie forme di asma allergico infantile, grazie al basso tasso di umidità, all’assenza dell’acaro della polvere e alla ridotta quantità dei pollini. Inoltre, l’ambiente di Misurina è caratterizzato dalla bassa concentrazione di inquinanti, come le polveri sottili. Tutti questi fattori costituiscono un luogo unico e favorevole per quanti soffrono di malattie respiratorie croniche. La mission dell’Istituto è offrire ai bambini con asma, oltre a percorsi diagnostici e terapeutici, una permanenza in un posto sano, garantendo così un buon controllo della malattia ed eliminando o riducendo la necessità di farmaci. Da numerosi anni l’Istituto Pio XII si dedica anche alla ricerca scientifica, in collaborazione con prestigiose università italiane ed estere. In particolare, i lavori pubblicati hanno messo in evidenza gli effetti benefici del soggiorno a Misurina, dimostrando un miglioramento della funzionalità respiratoria, una riduzione dell’infiammazione bronchiale e un minor impiego di farmaci, con un notevole impatto sulla qualità della vita del bambino asmatico e della sua famiglia.

In occasione del restauro (terminato nel 2007), all’interno degli edifici dell’Istituto Pio XII, delle grandi tempere murarie del pittore veneto Millo Bortoluzzi, l’Istituto aveva predisposto e distribuito alle autorità intervenute alla cerimonia di inaugurazione un opuscolo commemorativo dal titolo C’era una volta il Grand Hotel dei Re. Con riferimento alle immagini inserite nell’opuscolo, nonché al testo relativo alle scene di caccia e pesca ivi contenuti, l’Istituto Pio XII, in persona del suo presidente, monsignor Domenico Magri, intende presentare pubblicamente le proprie scuse, rispettivamente, al fotografo Stefano Zardini per l’utilizzo fatto delle proprie immagini e alla professoressa Simonetta Cini per aver ripreso e utilizzato, senza citare il nome della stessa, il testo del suo articolo Scene di caccia e pesca al Grand Hotel di Misurina, pubblicato sul numero 37/1999 (pag. 18-21) del Cortina Magazine, esprimendo altresì sincero apprezzamento per il lavoro svolto. Il presidente dell’Istituto Pio XII monsignor Domenico Magri Come da richiesta della professoressa Simonetta Cini, l’Istituto Pio XII ha voluto utilizzare il la rivista ufficiale di Cortina d’Ampezzo, CORTINA.TOPic, per dare maggiore risalto alle scuse di cui sopra.

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cosa bolle in pentola

a cura di Lucia Portesi - servizio fotografico di Giacomo Pompanin

Non siamo mai stanchi di rinnovarci. E cosĂŹ, arriva una nuova rubrica che promette fuoco e fiamme. Una succosa selezione di ristoranti e rifugi, raccontati da proprietari e chef che, divertiti, ci svelano facce e ricette.

di cotte e di crude

Chi è? Carlo Festini, proprietario e chef del Ristorante Lago Scin, uno dei luoghi simbolo della gastronomia ampezzana, che affonda le sue origine nell'Ottocento. Who is him? Carlo Festini, owner and chef of the Lago Scin Restaurant, one of the landmarks of Ampezzo gastronomy and which traces its origins back to the nineteenth century.

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Chi sono? I fratelli Ruggero e Renata Ghedina, proprietari del Rifugio Pomedes, che inaugurò nel 1956, anno delle storiche Olimpiadi ampezzane. Nella foto, la chef Beatrice Walewska tra i proprietari Ruggero e Renata Ghedina.

Who are they? Brother and sister, Ruggero and Renata Ghedina, owners of the Pomedes Refuge, which opened in 1956, the historic year of the Olympic Games in Cortina.

Chef Beatrice Walewska between the owners Ruggero and Renata Ghedina.

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cosa bolle in pentola

Piatto del climber Rifugio Pomedes

Insalata gentile, gallinella, rucola, pomodorini ciliegia, pollo tagliato a listarelle e grigliato in padella, cubetti di speck saltati con aceto balsamico, noci a pezzi e pane a dadini tostato in forno con olio extravergine di oliva. Sano, leggero ed energetico. Mixed salad, lamb's lattuce, arugula, cherry tomatoes, strips of grilled chicken, diced speck (Tyrol smoked ham) sautéed with balsamic vinegar, small walnut pieces and croutons with olive oil. Healthy, light and full of energy.

I fratelli Ruggero e Renata Ghedina Rifugio Pomedes (2.300 metri) Figlio d’arte o di passione? «L’uno e l’altro: siamo saldi nella nostra storia e nelle nostre tradizioni, ma ci piace guardare, pensare e creare novità». In cucina toglietemi tutto ma non… «La freschezza e la massima qualità dei prodotti utilizzati». Chilometro zero o il “giro del mondo” in 80 e più piatti? «Ancora meglio: il giro del mondo dalle sue cime più famose. Tra le tante proposte della nostra cucina, da non perdere la “scalata” di sapori, che va dal Piatto dello Sciatore a quello dell'Alpinista ai piatti K2 ed Everest». Indovina chi viene a cena? Ci svela chi sarebbe il suo ospite ideale? «I Rolling Stones. Un loro concerto sulla mia terrazza e io che cucino per Jagger e Richards: questo si che è un sogno!». Da leccarsi i baffi: il vostro piatto forte? «I “casunziei” e i canederli fatti artigianalmente in casa: ottimi se accompagnati al Grande Pomedes di Scubla, un vino che, romanticamente, nacque proprio nel nostro rifugio durante una tormenta di neve».

Children of art or passion? «Both: we are united in our history and traditions, but we also like to look at new things, innovation». Take away everything in the kitchen but… «The freshness and highest quality products used». Natural local products or around the world in 80 or more dishes? «Even better, a world tour within the most famous peaks. Among the many dishes we offer, don’t miss the "ascent" of flavours that comes from the Skier’s Dish to the Mountaineer’s Dish to the Everest and then to the K2». Guess Who's Coming to Dinner? Who’s the perfect guest? «The Rolling Stones. A concert on our terrace, and cooking for Mick Jagger and Keith Richards – that’s a dream!». Mouth-wateringly good: your best dish? «“Casunziei” (beetroot ravioli) and “canederli” (traditional hand made dumplings): the tops when accompanied by a wine that, romantically, was born in our refuge during a blizzard, Grande Pomedes di Scubla».

www.dolomiti.org/rifugiopomedes, tel. + 39 0436 862061

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Carlo Festini Ristorante Lago Scin Figlio d’arte o di passione? «Passione, senza dubbio. Mia, personale, fortissima: mi accompagna da quando sono piccolo». In cucina toglietemi tutto ma non… «La materia prima: è l’ingrediente che dà forma, spessore e realtà a ogni creazione». Chilometro zero o il “giro del mondo” in 80 e più piatti? «Moglie e buoi … com’è il detto? Io, in cucina, ho più o meno la stessa filosofia. Scelgo ingredienti, piatti e ricette ancorate al territorio, a questo territorio, che io amo e che mi offre l’opportunità di esprimermi al meglio». Indovina chi viene a cena? L’ospite ideale. «Vorrei far da mangiare ai miei maestri, agli chef che mi hanno insegnato i segreti del mestiere fin da quando ero giovane: un modo per sdebitarmi, ma anche per capire dove sono arrivato». Da leccarsi i baffi: il vostro piatto forte? «La selvaggina, sia cotta che cruda, cucinata, preparata e presentata davvero in ogni maniera».

Son of art or passion? «Passion, without doubt. Mine, very strong, personal and with me since I was little». Take away everything in the kitchen but ... «Raw materials are the ingredients that give shape, depth and reality to all creations». Natural local products or around the world in 80 or more dishes? «I always choose ingredients, dishes and recipes anchored to the land, this land that I love and that gives me the opportunity to express myself at my best». Guess Who's Coming to Dinner? Who’s the perfect guest? «I would like to feed my masters, the chefs who taught me the secrets of my trade since I was young: a way to repay them, but also to understand where am I now». Mouth-wateringly good: your best dish? «Game, raw, cooked, dressed or presented in every way». www.ristorantelagoscin.com, tel. +39 0436 2391

Petto di faraona farcito ai funghi

Ristorante Lago Scin Petto di faraona farcito con funghi, avvolto nel prosciutto crudo, cotto in padella e scaloppato. Con accompagnamento di patate goffrate. Ottimo come piatto di stagione grazie al sapore dato dai funghi freschi. Pan fried guinea fowl breast, stuffed with mushrooms, wrapped in prosciutto. Decorated with an accompaniment of wafer thin potatoes. An excellent seasonal dish with the taste of fresh mushrooms.

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piantiamola

di Annette Gottmann

Torna l’appuntamento con il giardino segreto della maestra fioraia delle Dolomiti.

Alchemilla vulgaris

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n italiano, il nome comune di “ventaglina” si deve alle caratteristiche foglie di questa pianta (da sette a 11 lobi), che ricordano la forma di un ventaglio. I fiori sono piccoli, di colore verde e bisogna cercarli per poterli scoprire. Sono circa 20 le tipologie di Alchemilla vulgaris – genere appartenente alla famiglia delle Rosacee – esistenti e diffuse in Europa e in Asia; a Cortina la troviamo

sui prati che circondano il centro, ma anche in alta quota, su terreni più umidi. Nei giardini, invece, cresce l’Alchemilla mollis, che ha fiori e foglie molto più grandi e, quindi, si presta a essere utilizzata in decorazioni e addobbi. Più su ancora, nella zona montano-subalpina, si trova una delle sorelle di questa specie, l’Alchemilla alpina, dalle foglie spigolose e argentate.

Alchemilla, also more commonly known as “Lady's Mantle”, is characterized by leaves that look like a fan. The flowers are small and green in colour, so you need to search carefully to find them. About 20 different varieties of Alchemilla vulgaris are found in Europe and Asia. In Cortina they grow in the

meadows that surround the town and also at high altitude. Alchemilla mollis, usually grown in gardens, has much larger leaves and flowers and therefore lends itself to be used for table and other decorations. Alchemilla alpina, with its silver edged leaves, grows higher still at the sub-alpine level.


Green (and pink) wellness Il nome botanico Alchemilla significa “erba delle magie”. Il nome inglese di Lady's mantle, come anche quello tedesco di Frauenmantel, significa “mantello delle donne”. Perché l’Alchemilla è davvero un'erba magica, soprattutto per il mondo femminile. Si “appoggia”, infatti, come un manto sopra la donna e la protegge, non solo fisicamente, nei momenti difficili della sua vita. Ricetta per una tisana rilassante tutta in rosa. Immergere un cucchiaino di Alchemilla, Achillea, Melissa, Iperico e petali di rosa miscelati in 250 millilitri di acqua bollente, lasciare riposare per cinque minuti e bere l’infuso ancora caldo. Consigliate due tazze al giorno per quattro o sei settimane.

A tavola! In primavera, le prime foglie fresche si possono cucinare come gli spinaci o aggiungere all'insalata mista. L’Alchemilla è molto buona se abbinata all'ortica, al "buon enrico", o agli “sciopeti” nelle creme di stagione. Come fare: rosolare una cipolla tritata in due cucchiai di burro, aggiungere due o tre cucchiaini di farina e mescolare; aggiungere lentamente del latte finché il composto avrà la stessa consistenza di una crema. Aggiungere una manciata di erbe miste, fresche e tagliate, lasciare cuocere per quattro o cinque minuti e alla fine frullare tutto. Decorare il piatto con foglie e fiori di ventaglina e uno spruzzo di panna liquida. Let’s eat! In spring, the first fresh leaves can be cooked like spinach or added into a mixed salad. Alchemilla is very good when combined with nettle, poor man’s asparagus (Chenopodium bonus-henricus) or bladder campion (catchfly), in a seasonal cream sauce.

Piante leggendarie Lateralmente alle foglie di ventaglina si trovano delle particelle – le idatode – che al mattino presto producono delle gocce d'acqua che, insieme alla rugiada e grazie alla riflessione dei primi raggi di sole, si trasformano in piccoli diamanti preziosi. Qualcuno li chiamava anche “acqua dei cieli” o “acqua della bellezza”. Si narra che vi si immergessero molte divinità femminili e ancora oggi fanno parte del Metodo Kneipp. A Cortina, non lontano dal “Casone di Lerosa”, c'è un intero tappeto di Alchemilla da ammirare e sul quale, all’alba, passeggiare a piedi nudi. Legendary Plants In early morning a few drops of water appear on the sides of the leaves; drops that together with the early morning dew look like precious, tiny diamonds in the reflection of the first rays of the sun. It is also known as “heavenly water” or “water of beauty”, and it is said that if you plunge into this water you will become a godess – rather like the effect of a Kneipp hydrotherapy treatment. In Cortina, not very far from the “Cason de Lerosa”, there is a whole carpet of Alchemilla which you can admire and walk on with bare feet at dawn.

Green (and pink) wellness The botanical name Alchemilla means “magic herb”. Its english name, Lady's Mantle, as well as the German Frauenmantel means “woman’s cloak”. And Alchemilla really is a magic herb for women. It nestles over to comfort and support women, like a blanket that protects them, not only physically, but also at stressful moments of life.

www.officinadellepiante.com

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FOCUS ESTATE

a cura di Alessandro Broccolo e Maria Grazia Soravia

© giuseppeghedina.com

© stefanozardini.com

LE NUOVE PROPOSTE VACANZA

Ruote panoramiche CoRtina Walking con il Climb & Ride Experience: doppio SOGNO Gli eterni indecisi, che non sanno scegliere se montare in sella o conquistare la montagna “con i piedi per terra”, da quest’anno potranno divertirsi con una nuova, elettrizzante attività. Salita con gli impianti, in jeep, trekking, arrampicata o vie ferrate e discesa free-ride. Il tutto vissuto in massima sicurezza, grazie al supporto delle guide alpine di Cortina, che garantiscono anche lo spostamento di bagagli e mountain-bike da un luogo all’altro.

CLIMB&RIDE It is always a difficult choice whether to ride up the mountain or go on foot. This year brings new and exciting activities. You can go up by ski lift, by jeep, hike, climb or by via ferrata and free-ride down, all in safety, thanks to the support of the Alpine Guides of Cortina who will also take care of moving your bags and bike from place to place.

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WINTER 2010-11

Tutti i de ttagli sul s cortina.dito / Further de tails on olomiti.o rg o eneto.t www.v

o.to www.venet

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Il trekking a Cortina resta “al passo” con i tempi e diventa comodo e interattivo. Comodo perché il servizio dedicato all’escursionista inizia già dall’arrivo in hotel, dove si possono richiedere cartine dettagliate, avere a disposizione ricchi packet-lunch e trovare il proprio bagaglio direttamente nel luogo successivo di arrivo. Grande novità del 2011, per chi neanche in montagna rinuncia al piacere dell'acqua, è il percorso allestito all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, il Sentiero dei Canyon delle Cascate: un itinerario tematico e attrezzato – dalla fonte sino alla foce delle famose cascate di Fanes –, dove l’elemento dell’acqua la fa da padrone. Un’esperienza a 360 gradi, che non finisce una volta tornati in albergo: grazie al 3Dolomiti e Montagna Veneta, progetto ideato dal Consorzio Dolomiti, si potrà “gustare” il territorio Patrimonio dell'Umanità UNESCO direttamente e gratuitamente dalla propria poltrona, scaricando i dati relativi ai percorsi e inserendo anche i propri. Un modo nuovo per ricordare la vacanza, condividere e, perché no, fare invidia ai propri amici una volta tornati in città. CORTINA WALKING EXPERIENCE: DOUBLE DREAM Trekking, or hiking, in Cortina is always in fashion, but now it is more convenient and interactive. Convenient, because service for hikers begins when you arrive at your hotel – detailed maps and good packed lunches are available and your luggage can be transported to your next lodging. However, the big news for 2011, even for those who don’t give up the pleasure of water when in the mountains, a path has been set up inside the Natural Park of the Ampezzo Dolomites, the Sentiero dei Canyon delle Cascate (the Canyon Path of the Water Falls): a thematic itinerary, equipped for climbing from the source to the mouth of the famous waterfalls of Fanes – where the water element is the master. Interactive, since a new 360-degree experience continues even when you get back to your hotel: 3Dolomiti e Montagna Veneta which was created by the Consorzio Dolomiti. From the comfort of your armchair you can “taste” the UNESCO World Heritage site, free of charge, downloading information on the paths as well as including your own. A new way to remember your holiday, share experiences, and maybe make your friends green with envy when you are back home. www.3dolomiti.it


www.graficaveneta.com

Via Malcanton, 2- 35010 TREBASELEGHE (PD) - Italy Tel. +39 049.931.99.11 - Fax +39 049.938.57.60


PREVIEW INVERNO

a cura di Alessandro Broccolo e Maria Grazia Soravia

Free Dolomites: per intrepidi sportivi

Arrampicata su ghiaccio Per chi vuole assaporare brividi verticali. Fuori pista Esplorare i propri limiti per assistere a spettacoli naturali unici, con spirito d’avventura e di scoperta. lce trekking e K-track Smentire chi crede che acqua e bicicletta siano sinonimi solo della bela stagione. A Cortina, in inverno, si può camminare con i ramponi lungo i torrenti ghiacciati e utilizzare la propria mountain-bike – una volta trasformata in snowbike – anche su neve, per scendere e salire i pendii innevati. Sci d’alpinismo È l’approccio più completo e autentico alla montagna d’inverno, il modo migliore per coniugare il piacere di una gita a contatto con la natura con la passione per lo sci. Sci estremo Raggiungere la vetta con le pelli di foca e mettersi alla prova lungo i ripidi canalini di Creste Bianche, Bus di Tofana, Canalino del Prete o lungo la celebre Sci 18. Snowkite Disciplina originale, frizzante e di tendenza da vivere ali in spalla e sci – o snow – ai piedi. Vie ferrate Cortina vanta quantità e qualità uniche di questi percorsi attrezzati, che nacquero proprio sulle Dolomiti durante la Grande Guerra. Sono il vero fiore all’occhiello dell'offerta sportiva del luogo.

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© dgbandion.com

PAROLE D'ordine: hard&slow

FOR INTREPID SPORTS PEOPLE Ice climbing For those who want to enjoy vertical thrills. Off the beaten track Explore your limits along the most beautiful off-piste skiing in the Dolomites in its unique natural environment, in a spirit of adventure and discovery. lce hiking and K-track Don’t believe people who say that water and cycling are warm weather pursuits. In the winter in Cortina you can walk with crampons along frozen streams and ride a mountain bike, specially adapted for snow, to access the slopes. Ski mountaineering The most complete and authentic approach

to the mountains in winter and the best way to combine the pleasure of a trip in nature with a passion for skiing. Extreme skiing Climb up to top with seal skins on your skis and test your skills on the steep ridges and gullies of Creste Bianche, Bus di Tofana, Canalino del Prete or on the celebrated Sci 18. Snowkiting An unusual discipline, yet exciting and fashionable, to have wings on your back and skis – or on snowboard – on your feet. Via ferrata Cortina boasts a unique range of these special assisted climbing routes that were born in the Dolomites during the First World War. A feather in the cap of the mountains.


© stefanozardini.com

Slow Dolomites: please, stop.

Imperativo degli ultimi tempi: rallentare, inserire la retromarcia, pigiare il “deceleratore”. Esattamente su questa scia si muove parte dell’offerta turistica di Cortina, tra ciaspolate al sole o in notturna, lontano dalle piste più affollate, per godersi l’ambiente in silenzio e intimità . Imperdibile la proposta dedicata allo sci di fondo, con ben 75 chilometri di piste a disposizione, oltre alla possibilità di sciare nel Parco Naturale o lungo lo scenografico tratto dell'antica Ferrovia delle Dolomiti. SLOW DOLOMITES: PLEASE, STOP. Slow down, shift into reverse, decompress – these are the imperatives today. And in Cortina this is certainly possible; snowshoeing in the sun by day, or at night, away from the busier trails, you can enjoy the surroundings in silence and intimacy, or take advantage of the wealth of cross-country skiing – 75 kilometres of trails that include the opportunity to ski in the Natural Park, or along a scenic stretch of the old railway line, from Cortina to Dobbiaco.

EVENTI

European Cup Snowboardcross: 16 e 17 dicembre 2011, www.snowboardclubcortina.com Tour de Ski, Coppa del Mondo di sci nordico: 5 gennaio 2012, www.cortina.dolomiti.org Coppa del Mondo di sci alpino femminile: 14 e 15 gennaio 2012, www.cortinaclassic.com Campionato italiano di sci alpino e nordico dei Vigili del fuoco: dal 19 al 21 gennaio 2012 Granfondo Dobbiaco-Cortina: 5 febbraio 2012, www.dobbiacocortina.org Cortina Winter Polo: febbraio 2012, www.pologoldcup.org Cortina Snowkite Contest: marzo 2012, www.kite4freedom.it Freeride Challenge Punta Nera: 6 e 7 aprile 2012 Ma Cortina non è solo sport, è anche tradizione, arte e cultura: mostre e salotti letterari di altissimo livello, incontri con personalità della politica, del giornalismo e dello spettacolo, manifestazioni culturali e musicali sono all’ordine del giorno all’ombra delle Tofane. L’elenco aggiornato nel sito ufficiale di Cortina d’Ampezzo: www.cortina.dolomiti.org

EVENTS European Cup Snowboardcross: 16-17 December 2011 Tour de Ski, World Cup Nordic skiing: January 5, 2012 Women’s Alpine Ski World Cup: 14 - 15 January 2012 National Italian Firefighters Alpine and Nordic Skiing championships: 19-21 January 2012 Dobbiaco-Cortina cross country ski marathon: February 5, 2012 Cortina Winter Polo: February 2012 Cortina Snowkite Contest: March 2012 Freeride Challenge Punta Nera: 6-7 April 2012

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Il circuito distributivo di CORTINA.TOPic cresce costantemente: eccellenza, raffinatezza ed esclusività, i tratti distintivi delle location che ospitano la rivista. Il dettaglio degli eventi e delle manifestazioni, di cui la nostra collana editoriale è media partner, è consultabile sempre aggiornato nel sito ufficiale www.cortina. dolomiti.org. The CORTINA.TOPic distribution system is constantly widening, maintaining excellence and exclusiveness as the criteria to select our locations. The updated and detailed list of events, of which our editorial line is media partner, is available on the editorial page of the official web site www.cortina.dolomiti.org.

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FIRENZE GRAND HOTEL VILLA MEDICI*****LUSSO CATENA SINA HOTELS www.villamedicihotel.com J.K.PLACE FIRENZE**** www.jkplace.com PALAZZO VECCHIETTI Dimore d’epoca www.palazzovecchietti.it GRASSINA (FI) GOLF CLUB UGOLINO www.golfugolino.it CERBAIA IN VAL DI PESA (FI) RISTORANTE LA TENDA ROSSA www.latendarossa.it CALAMBRONE (PI) GREEN PARK RESORT****S RISTORANTE LE GINESTRE e RISTORANTE LUNASIA CATENA SOFT LIVING PLACES www.greenparkresort.com PANICALE (PG) GOLF CLUB LAMBORGHINI www.lamborghinionline.it PERUGIA HOTEL BRUFANI PALACE*****LUSSO CATENA SINA HOTELS www.brufanipalace.com TORGIANO (PG) MUSEO DEL VINO MUSEO DELL’OLIO E DELL’OLIVO www.lungarotti.it PORTO ERCOLE (GR) GOLF CLUB ARGENTARIO www.argentariohotelsparesort.com SUTRI (VT) GOLF CLUB LE QUERCE www.golflequerce.it ROMA BEAUTYANDTHECITY SPA WELLNESS EXEDRA BOSCOLO HOTEL ROMA*****L www.exedra.boscolohotels.com CONCESSIONARIA INFINITI ROMA www.infiniti.it GOLF CLUB PARCO DE’ MEDICI www.golfparcodemedici.com HOTEL ART**** www.hotelart.it HOTEL BERNINI BRISTOL*****LUSSO CATENA SINA HOTELS www.berninibristol.com

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IN VOLO CON CORTINA.TOPic

BUON VENTO TI PORTI La rivista di Cortina riparte a vele spiegate. Dopo la felice esperienza della partnership con lo Yacht Club Costa Smeralda e Porto Lotti, la distribuzione oltre confine di questo numero si è concentrata sui porti e le marine più esclusivi in Italia e all’estero: si fa, dunque, ancora più ricco e prestigioso il ricercato circuito distributivo del magazine.

LIGURIA Marina Punta Faro www.marinapuntafaro.it Marina di Portofino www.marinadiportofino.com Marina Chiavari www.marina-chiavari.it Porto Lotti www.portolotti.com Marina degli Aregai www.marinadegliaregai.it EMILIA ROMAGNA Marina di Rimini www.marinadirimini.it Porto Verde www.portoverde.net MARCHE La Marina Dorica www.marinadorica.it

Yacht Club Costa Smeralda www.yccs.it Marina Aquatica – Porto di Alghero www.aquaticasardegna.it CAMPANIA Porto di Amalfi www.portoamalfi.it Porto Marina ChiaiolelLa www.procidayachting.it Porto di Acciaroli http://www.acciaroli.com/ portodiacciaroli.php Marina di CasamicCiola www.marinadicasamicciola.it Cala degli Aragonesi www.caladegliaragonesi.it Ischia Risorsa Mare www.marinaischia.it

Porto di Giulianova www.circolo-migliori.it

Marina di Stabia www.marinadistabia.it

ABRUZZO Marina di Pescara www.marinape.com

Porto Turistico di Capri www.portoturisticodicapri.com

SARDEGNA Asinara Marina www.asinaramarina.com Maddalena Porto Massimo www.portomassimo.it Marina di Porto Rotondo www.marinadiportorotondo.it Marina di Olbia www.moys.it

BASILICATA Porto Turistico di Maratea www.marateaporto.it PUGLIA Circolo della Vela di Bari www.cvbari.it

ESPERIA Aviation Service CORTINA.TOPic diventa rivista di bordo con Esperia Aviation Service. Specializzata nel settore della business aviation, Esperia gestisce l’eliporto di Cortina d’Ampezzo e ha base operativa a Roma e Milano. Da quest’estate, alla base di Roma Urbe e sulle tratte in partenza da e per Cortina, i passeggeri potranno sfogliare in volo la rivista. www.esperia-aviation.it SPAZIO ITALIA ALL’AEROPORTO DI MONACO Frutto della collaborazione tra Air Dolomiti Munich Airport International ed Eurotrade, Spazio Italia è l’esclusivo progetto che reinterpreta i momenti di transito in aeroporto per renderli più piacevoli e interessanti. Un “salone d’attesa” interattivo, situato tra i 12 gate riservati alle Compagnie del gruppo Lufthansa Regional, che coniuga la risposta alle esigenze di relax dei passeggeri con l’opportunità di scoprire la qualità dei prodotti made in Italy, in un’area dedicata all’italianità in tutte le sue declinazioni. www.airdolomiti.it

AEROPORTO GALILEO GALILEI DI PISA In costante aumento del traffico passeggeri dal 1997, l’aeroporto è gestito da Sat, che si occupa non solo degli scali ma anche della programmazione e del finanziamento dello sviluppo globale dell’aeroporto. Grande attenzione è riservata alle infrastrutture, ai servizi per i passeggeri e alla crescita sia dell’area business aviation che dell’area di business non aviation, attraverso un’offerta innovativa e di alto livello qualitativo. www.pisa-airport.com VIP LOUNGE DEGLI AEROPORTI DI VENEZIA E TREVISO Il sistema aeroportuale Venezia-Treviso, gestito dal gruppo Save, rappresenta un punto di forza imprescindibile per tutto il nord-est che, da sempre, asseconda le forti esigenze di mobilità di un territorio particolarmente vivace, attento a cogliere le opportunità offerte dai nuovi mercati e interessato, al tempo stesso, a far conoscere al mondo le sue ricchezze culturali e ambientali. www.veniceairport.it www.trevisoairport.it

NEWS ARTE SPOLETO FESTIVAL ART dal 23 al 26 settembre CORTINA.TOPic e CORTINA.TOP Living saranno distribuite, dal 23 al 26 settembre, all’Esposizione Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea Spoleto Festival Expo 2011. Una rassegna artistica aperta a galleristi, editori, operatori di settore e artisti, a cui parteciperanno anche scuole e accademie europee e non solo, grazie all’iniziativa Artisti emergenti incontrano i grandi maestri. www.spoletofestivalart.com

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k not es gut enber gut enber o ok not es o a a b i i s s s s g r a a e l l b a a t enberg b ot es g ot es g gut en u n n g a i a s k k s i o o s a o o s l b b a a g g berg not es gal k not es gut enber o k o a o b i o s s b ia gut en g s r a s e g l r a b a e l g n b a e s g n e t e s t u e t o sia g lassia gu book not g book n a r g g e r b s e es gala e n b e t t n o o t e n n u t g u k k g a o o i o o a s b b s galas es galassi tinfine ut enberg ut enberg o g g n a a i i s s k s s o a a o l l book not b a g ga g g r r s s e e e e b b t t n n o o e e n n t t k ook assia gu assia gu berg booarriva aldella g galUn n e s s e t e enberg t t u t o o g u n n nuovo prezioso contributo tra le pagine g a i a s k k s i o o s a o o s l b b a al bergDirettamenteodal t es gadedicate alimondo nberg ot es gdi npalco t k norivista gut enlibri. nostra o k o a b o s s b g r a e g l r b a e lassia gu g n b a e s g n e t e s t u e t o g t u n o g a n i CortinainCroda magico, di storie di alta ass ssia ook ci alacantore berg book , il Libraio erg bquota, es gdi n b e t n o t e not es ga n u t g u k k g a o o i accompagna tra le “cronache due giovani amanti”, sullo sfondo o o a s b s b i s a s g g l r r a a e e t es g not es gal spagnola. a gut enb a gut enb arcaico i i s s k s s o della montagna a a o l l book n b a a g g g g r r s s e e e e b b t t n n o o e e n n t t u gu book berg book alassia g g galassia n e s s e t e t t u o o g n n gut enber a i a s k k s i o o s a o o s l b b a a l g g g a r r s g e e e b s en b book not ook not e sia gut en s b g r a e g l r assia gu b a e l g n b a e s g n e t e s t u e t o g t u n o g a n alassi berg book s galassia erg book e n b e t n o t e not es g n u t g u k k g a o o i o o a s b s b i s a s g g l r r a ot es ga gut enbe gut enbe not es gal a a i i s s k s s o a a o l l b a a g g g r s s erg book e e e b b t t n n o o e e n n t t u u k k g g o o o a a g bo es galassi t enberg b es galassi t t u o o g n n gut enb a i a s k k s i o o s a o o s l b b a a l g g g a r r s g e ut enbe ook not e a gut enb ok not es b i o s s b g r a ssia g e g l r a b a e l g n b a e s g n di Marco Ghedina e t e s t u e t o g t u n o g galassia galassia rg book n berg book s e e n b e t n o t e n u t g u k g a ok not es o o o a si b s b i s a s g g l r r a a e e l g b b a s g n n e e e s not assia gut assia gut ook not e l l b a a g g g rg book r s s e e e e b b t t n n o o e e n n t t u u k k g g o erg boo enberg bo s galassia s galassia n e t e t t u o o g n n a i s k k s o o a o o ssia gut e l b b a a l g g g a r r s g e e e b b s t e n n o e e t n o gut assia gut erg book g book n l r b a e g n b e s galassia n e t e s t u e t o g t u n o g a n i a s k s i o s k o s s gala nberg boo ot es gala t enberg b e n u t g u k not k g a o o i o o a s b s b i s a s g g l r r a a e e l g b b a s g n s gut en not ecrudo k not e e appassionato, ssiaquello ssia gut e ok Stile a a o l l b a a g g g r s s e e e b t t nberg boo n o o e e n n t t u u k k g g o o di un breve romanzo che racconta o o a a b b i i s s s s rg gala nberg es secolo otdel ot es gala gut enlabedura n n a i vita dei pastori s k k s ia gut e o o s a o o s l b b a a l g g g a r r s g e e e b b s t e n n o n gut e riportando alla gut e memoria book not assiascorso, erg book g l r b a e g n b alassi e s g n e t e s t u e t o g t u n o g a n i la montagna dei nostri padri e dei a s k s i o ok galass es gala erg bodi bspalle, enberg bo t esnostri n o t e n u t g u k nonni. La brina sulle g a o i o a s book no s b i s a s g g l r r a a e e l g b b a s g n n e e e s t e t t o t u g no di uno scontro tra storia ok n ssia guMediano, è anche ook lassiasociali, gaclassi galaLorenzo g bla r s s e e e b t t nberg b n o o e e n n t t u u k k g g la narrazione di una ribellione e di una fuga verso la libertà dove, o o o o a a b b i i s s g las enberg es gaaccade t es galas o“Alba”. otcome gut enbcierattende una n n a al pastore Ramon, nuova i a gut s k k s i o o s a o o s l b b a a l g g g a r r s g e e e b b s t e k no a gut en ia gut en ssiriano, book not g boa oBiescas r a e g l r b a e g n b e s n e t e de Obago, piccolo paesinon rinnovando a Ramon il contratto t u es galas t o g t u n o g a n i a s k s i o s k a o s l o b a o a l a bedeirgPirenei, che sboccia ol’amore delle pecore, costringerà es lagcustodia ot es g notper t enberg b gut enno ugrama k g a i o a s book n s b i s a s g g l r r a a e tra Ramon Badiello, giovane pastore l’innamorato a una vita ancora più e l g b b a s g n n e e e s t e t t u ot ssiachegu book no “divora” libri, e AlbabTorrealla n necessità d’inventarsi unenuovo booe k alla-assia g g gadilapecore g r s s e e t t n o o e n n t ut enberg u maggiore voro. Redditizio, k k g g o o o o a a ra, unica figlia di don Mariano, ma fuori legge: Ramon dib b i i s s s s g g r r a a e e l l b b t en infatti, contrabbandiere. t en ot es gadei dintorni, reso sterile not es ga a guventerà, da siuna kSeguirà k npossidente s o o a o o l b b a lassia g g g g a r r s g e e e b b s t e n n o e e t n o t t infiammazione da orecchioni, estesasi alle una spietata caccia all’uomo, scatenata da n book sia gue rabbia collettivi, che ssia gu erg genitali. g book bparti erper galastradimenti n b e s n e t e Non essendoci figli maschi, finirà t u es gala t o g t u n o g a n i a s k s i o s k a o s l o b a o a mai sopiti, berg già in età da marito, t es gal– a causa di rancori not es g t enall’ereditiera, notrasformare ucorsa t enberg b glascatena u k g a o i o a s s b i s a s g l r una lotta senza esclusione di colinvidie e gelosie – i cacciatori in prede così a a erg book e l g b b a s g n n e e e s t e t t o t u u n o g g n a iapossidenti del piccolo paese book in un finale pieno di suspance,eRamon ook atralaglissaltri s galassi es gpi bel’a-rg bche, t t n o o e n n t enber t u u k k g g o o che, a tutti i costi, vogliono ostacolare e Alba potranno salvare la loro vita e il loro o o a a b b i i s s s s g g r r a a e e l l gagiovani. Lo stesso don Maut enb ut enb not es ga nottraesi due more ia gamore. s k k s o o a o o l b b a g g g r r s e e e b b s galassia t e n n o e e t n o t t n u u k g g o k In vendita alla o a a o b o si assi enberg bLibreria Sovilla e t es galas ut enberg t o g u n g a not es ga i a s k s i o s k a o s l o b a o a l g b g a La Cooperativa a r s g g e e r b s be k not ook not e a gut edinCortina. sia gut en s b i s a s g l r a a erg boo e l g b b a s g n n e e e s t e t t o t u u n o g g n rg book s galassia s galassia erg book e e b t t n o o e n n t u k k g o o o o a gut enb a b b i i s s s s g g r r a a e e l l b b a a g g n n e e s s t gut ook not e ook not e lassia gu b b a g g g r r s galassi e e e b b s t e n n o e e t n o t t n u u k g g o k o a o alassia enberg b es galassi enberg bo t t o u n g 122 alassia gut a k i o s o s ok not es b a o l g b g a r s g g e e r b s e t e n b o e t n n o t e n gu ok assia gut erg bo erg book l galassia b a s g n e e s t e t o t u n o g n a gut enb a k

ASPETTANDO “L’ALBA”

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CORTINA TOPiC - summer 2011  

The official magazine of the Queen of the Dolomites. Estate 2011

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