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Cazzola 50. 19 Alfredo febbraio 4 1 a Bologn

Alfredo Cazzola un presidente vincente Alfredo Cazzola e Renzo Menarini sono in treno uno di fianco all’altro. Stabiliscono che prendere il Bologna potrebbe essere una buona idea, a patto che la pubblica amministrazione recepisca la necessità di concedere i permessi necessari a costruire il parco dei divertimenti destinato a foraggiare, da lì a poco, stagione, un «giochino» che ha già spremuto troppi imprenditori di casa e non. E’ il settembre del 2005, il Bologna di Gazzoni è agonizzante e passa di mano per pochi euro. Rimane, per qualche tempo, come socio quel Mario Bandiera che era sempre rimasto, anche suo malgrado, al fianco di Gazzoni. Cazzola è l’azionista di maggioranza. Menarini è ben contento di rimanere dietro le quinte e di affidare la gestione sportiva a chi ha già fatto tanti centri con la Virtus basket e che, a livello imprenditoriale, ha fatto fortuna rivalutando il Motor Show, i cui diritti avrebbe ceduto alla vigilia della crisi che oggi lo costringe ad aspettare tempi migliori. Il Bologna di

Cazzola è in serie B e lì dovrà rimanere per altre due stagioni. Una volta perché il Bologna, pur rinforzato, non è attrezzato per il grande salto e la seconda volta perché in serie B ci sono tre squadroni come Juventus, Napoli e Genoa, trattate da arbitri e da televisioni come predestinate. Cazzola se ne accorge e si infuria. Litiga con molti, ma fare la voce grossa non basta. Bisogna aspettare il momento propizio, che si presenterà nella stagione successiva. Arrigoni in panchina, Marazzina grande cannoniere, dopo la partenza di Bellucci, e Bologna in serie A. La pubblica amministrazione, però, ha bocciato il progetto del «parco dei divertimenti» e Cazzola decide di vendere le sua quota di maggioranza. Ci prova con uomini legati al friulano Pozzo, ma l’affare sfuma in dirittura d’arrivo. Ci prova con l’avvocato americano Joe Tacopina e come non detto. Finché non è Renzo Menarini a chiamare banco.

Francesca Menarini tocco rosa nella gloriosa storia rossoblù Francesca Menarini è il primo presidente donna alla guida del Bologna. Era il 2 agosto del 2008 quando suo padre Renzo annunciò a Sestola di aver rilevato da Cazzola il pacchetto di maggioranza e di essere, quindi, proprietario unico del club. Ma il Geometra non ama apparire e ancor meno parlare, quindi annuncia che l’incarico di presidente potrebbe toccare a sua figlia Francesca che, intanto, cerca di nascondersi dietro a una colonna. Dovrà venire allo scoperto un mese e mezzo dopo, quando il passaggio delle consegna da Alfredo Cazzola alla famiglia Menarini sarà ufficiale. Francesca, che ha trascorso poco più di un anno sul ponte di comando, ha già visto tutte le facce del pallone. Ha navigato il mare in burrasca della crisi in cui è precipitata la squadra, nonostante il cambio di tre allenatori (via Arrigoni,

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via anche Mihajlovic e squadra a Papadopulo e ora a Colomba). E’ stata, suo malgrado, protagonista di una delle salvezze più spericolate della storia del Bologna, ha anche assistito alla trattativa, sfumata anch’essa in extremis, che il padre aveva intavolato la scorsa estate con l’albanese Rezart Taçi per la cessione del club, ma ha avuto la grande soddisfazione di essere stata la presidente che ha celebrato questo primo secolo di vita di un club dalla storia gloriosa e ricca di successi (oltre che di qualche verticale caduta) qual è il Bologna Fc 1909. Francesca Menarini è entrata nel mondo del calcio da protagonista, preceduta nel suo ruolo solo dalla romanista Rosella Sensi, e in punta di piedi, ma si è sottoposta a una gavetta che vale quanto una «full immersion» e che l’ha consegnata già veterana al secondo anno del suo mandato. Più volte, la famiglia Menarini ha detto di non voler andare avanti da sola e ha chiesto aiuto all’imprenditoria locale e non, per garantire una gestione del club all’altezza della sua gloriosa storia.

100 anni del Bologna calcio  

La bellissima storia dei cento anni del Bologna raccontata dalle gesta di 100 grandi uomini più una donna che li ha celebrati tutti insieme.