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Giacomo Bulgarelli il più grande di tutti, l’ambasciatore della bolognesità Quando smise anche di fare il dirigente, Giacomo Bulgarelli divenne ambasciatore della bolognesità nel mondo. Raccontava agli italiani ciò che l’occhio del non addetto ai lavori, durante le partite, non può vedere. Divenne giornalista televisivo senza frequentare la scuola di dizione, contento lui e contenti tutti che quella clamorosa «esse» bolognese diventasse il marchio di fabbrica dei commenti più sagaci e più divertenti. Bulgarelli è stato il più grande campione che il Bologna dell’era moderna abbia avuto e che potesse avere. Bulgarelli è stato il campione di Bologna, della città e della sua gente. Un uomo che non ha mai ceduto alla tentazione di rimanere un gradino sopra agli altri, come spesso decidono di fare i divi nuovi e vecchi del pallone. Giacomo era il campione della porta accanto, il suo istinto gli imponeva di accorciare le distanze con le persone che gli piacevano e di annullare le differenze. Uomo generoso, genuino e mai capriccioso, sapeva diventare glaciale soltanto con chi irrideva il suo Bologna o la sua Bologna. E nel corso degli ultimi decenni, purtroppo, di motivi per tapparsi le orecchie e non ascoltare i commenti sul Bologna ce ne sono stati parecchi. Bulgarelli è stato ed è ancora il più popolare fra i calciatori che hanno vinto lo scudetto e quello più abile degli altri a tenere unita quella bella compagnia che vinse lo scudetto del 1964. Lui, che a giocare nel Bologna, segnalato da Mike, ha iniziato nel 1958, era istruito, non gli dava fastidio esprimere il suo pensiero in pubblico ed era insomma il perfetto prototipo del campione moderno, quello di oggi. Era portato all’aggregazione e a dare un valore altissimo ai senti-

menti, uno dei primi l’amicizia. Se Giacomo decideva di darti la sua, era per la vita. E’ stato per tanti anni uno dei cuori pulsanti di Bologna e non è un caso che nel cuore di Bologna, seduto a giocare a carte con l’ex sindaco Giorgio Guazzaloca, Giacomo abbia voluto trascorrere le sue ultime giornate da libero cittadino all’Osteria del Sole, una delle «mescite» più antiche del mondo, la più famosa nella città dei portici. Poi, il male lo ha imprigionato per l’ultima volta e Giacomo è evaso anche dall’ospedale. E’ successo qualche volta che di notte uscisse di nascosto, per andare a dormire a casa, in via Rialto. Lui, Angelo Schiavio e Renato Dall’Ara: sono i tre più grandi personaggi della storia rossoblù. Giacomo ha giocato nel Bologna fino al 1975, chiudendo la carriera da libero e dopo aver rifiutato a più riprese di trasferirsi al Milan, dove Rivera e Lodetti (i testimoni alla sue nozze con Carla) lo avrebbero voluto, memori di come Giacomo sapeva modellarsi sulle necessità di Haller o su quelle di Fogli. Gli riusciva tutto facile: prima ala, poi mezzala, poi regista, infine libero, Bulgarelli è stato uno dei più grandi giocatori che l’Italia abbia avuto. Peccato che il suo rapporto con la Nazionale sia stato segnato in modo indelebile dalla sconfitta con la Corea ai Mondiale inglesi del 1966. Dal giro azzurro lo fecero fuori poco e su quella scelta autolesionista incise parecchio la sua determinazione nel difendere il Ct, Edmondo Fabbri. Non poteva andare altrimenti: Giacomo stimava il «sor» Mondo ed era abbastanza per stargli vicino anche quando gli sarebbe convenuto allontanarsene.

Qui sopra Giacomo Bulgarelli con Beppe Savoldi.

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Bulgarelli gna) Giacomo i Medicina (Bolo 2009. d febbraio o v 2 o 1 n a o n t r g Po olo pe Italia, 1940 - B o, 2 Cop re tt b e o d t t u c o s p. 24 gol, 1 itropa Cu enze, 43 glese, 1 M n 392 pres -i lo a It di Lega 1 Coppa

A lato Giacomo Bulgarelli con Ezio Pascutti, Mirko Pavinato, Romano Fogli ed Helmut Haller.

100 anni del Bologna calcio  

La bellissima storia dei cento anni del Bologna raccontata dalle gesta di 100 grandi uomini più una donna che li ha celebrati tutti insieme.

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