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IlClassicogiornalino

Anno III n째3 - marzo 2013

Associazione IlClassico Musica e Arte via Meda 45 - 20141 -Milano - Tel 02/8438027 www.ilclassico.it - e-mail: ilclassico@tiscali.it


2 marzo 2013

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SOMMARIO EVENTI E NOTIZIE DEL MESE 3 I concerti del gemellaggio 4 Ricordiamo Wolfang Sawallisch

LE PROPOSTE 5 La mia vita con la musica

VITA DI SCUOLA 6 Matite in mano

ATTIVITA’ ARTISTICA DEI DOCENTI 9 Chiara Granata

CURIOSITA’ 10 Shakespeare in musica 12 Paul Klee: il pittore “musicista”

ED INFINE 15 Quiz musicale

Ricordiamo che Ilclassicogiornalino è aperto alle proposte ed ai commenti di genitori ed allievi. Siete invitati a farci avere i vostri materiali entro il 29 marzo in vista della prossima uscita di aprile.


3 marzo 2013

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EVENTI E NOTIZIE DEL MESE I CONCERTI DEL GEMELLAGGIO Berliner Kinderchor ed il Coro Akses E’ finalmente arrivato il momento tanto atteso! I cantori del Berliner Kinderchor, che verranno ospitati delle famiglie del Coro Akses, saranno a Milano dal 22 al 25 marzo. Due concerti in programma nell’ambito del gemellaggio: il primo si terrà presso la Chiesa Cristiana Protestante in Milano sabato 23 marzo alle ore 21.00. Accanto al M° Grandini, il M° Veronika Pietsch, direttore del Berliner Kinderchor. Il secondo concerto si terrà a Como nella Chiesa di S.Agata nel pomeriggio, alle ore 17.00, di domenica 24 marzo. In questa occasione al Coro Akses e ai

Voci in Coro concerto

Coro Akses Berliner Kinderchor

M° Dario Grandini Al piano Stefano Borsatto

M° Veronika Pietsch Al piano Diana Kurtev

Chiesa Cristiana Protestante in Milano Via Marco de Marchi, 9 . Milano

Sabato, 23 Marzo 2013 - Ore 21:00

Assessorato POLITICHE EDUCATIVE

1993-2013 20 anni insieme!!

Si ringrazia Tagliabue Pianoforti

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I C O O R VN CO I

anita m do ues à il fon q i d er buto nzi un ntri fina no è Asso Il co tazione OLO do ” dell’ di Luca s C fe PIC GESTO rdino o di “un ANDE “il Gia rdin GR zione nlus”. “il Gia nata e i è n i cia iola O zione lus” ormar ue rand e V ssocia ola On i trasf a di d o rio G rsatto a D o L’A a e Vi erio d perdit à vers le estro efano B ietsch a Luc desid per la idariet ono e M s ta St ica P tev e s dal olore in sol e soffr k s eron r A i u n o K a r org. o il d bini, oli ch Org estro V Diana chea ola. re C o t e bam ri picc glie. ilucaevi e t a r t r e r M e o f i t d t r Dir s l o o o m a a n fa din erch Al Pia Lidia B loro w.ilgiar Kind o ww inerCom Berl iale

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Berliner si uniranno le voci bianche del Teatro Sociale di Como. Il contributo del concerto di Como finanzierà il fondo “un piccolo dono è un grande gesto” dell’Associazione “Il Giardino di Luca e Viola Onlus”. Questa Associazione è nata dal desiderio di trasformare il dolore per la perdita di due bambini, in solidarietà verso altri piccoli che soffrono e le loro famiglie. Un programma molto vario e vasto per questi due concerti che potrà soddisfare certamente i diversi gusti degli ascoltatori.


4 IlClassicogiornalino

marzo 2013

RICORDIAMO WOLFANG SAWALLISCH Il mondo della musica classica ha perso il 22 febbraio scorso un altro grande interprete con la scomparsa del direttore d’orchestra tedesco Wolfang Sawallisch. Si è spento nella sua Monaco di Baviera, aveva 89 anni. Leggendario interprete del repertorio classico-romantico, la sua notorietà è legata soprattutto ad autori come Richard Wagner e Richard Strauss. Famosi sono infatti i cicli integrali delle opere del primo, dirette nel 1983, e del secondo, ridette nel 1988. Eccellenti anche le sue letture di Beethoven, Mozart e Bruckner. Nato a Monaco di Baviera il 26 agosto 1923, si è diplomato in pianoforte alla Hochschle fur Musik di Monaco nel 1946. Raggiunge la direzione dei Wiener Symphoniker e nel 1971 diviene direttore stabile della Bayerisch Staatsoper di Monaco. Lascia l’incarico nel 1992 per andare a dirigere dall’anno successivo fino al 2003 la Philadelphia Orchestra negli Stati Uniti. Sempre nel 2003 contribuisce all’apertura di una scuola di musica a Grassau, in Germania, scuola che ha poi assunto il nome Wolfang Sawallisch Stiftung. E’ nel 2006 che annuncia il suo ritiro dall’attività di direttore d’orchestra. In un’intervista dichiara: “E’ possibile che senza ulteriori segnalazioni sia costretto a sospendere l’attività direttoriale a causa della pressione troppo bassa. Questa situazione mi costringere a chiudere la mia carriera dopo 57 anni di direzione d’orchestra sia nei concerti che nell’opera”. Sawallisch non era soltanto uno dei maggiori direttori d’orchestra del nostro tempo ma anche uno degli ultimi Kappelmeister della tradizione tedesca, nel senso più pieno ed antico del termine.


5 marzo 2013

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LE PROPOSTE LA MIA VITA CON LA MUSICA Di W. Sawallisch Uscito nel 1989 in occasione del suo sessantacinquesimo compleanno, ne “La mia vita con la musica” Sawallisch racconta con la naturalezza che gli era propria le tappe di una carriera esemplare di musicista e di uomo: dai sogni dell'infanzia ai primi incontri con le massime personalità musicali del suo tempo, dagli anni di studio e poi di apprendistato ad Augusta al debutto precoce a Bayreuth, dalle esperienze europee ed italiane alla passione per il Giappone, fino alla grande sfida a capo del 'suo' teatro. Tratti autobiografici, sovente illustrati da episodi tragici o divertenti, s'intrecciano con le riflessioni su temi scottanti della vita musicale di ieri e di oggi: i rapporti fra stato, politica e arte, fra interprete, critica e pubblico; il lavoro con le orchestre e con i cantanti, il significato dell'interpretazione, la funzione del disco, il futuro dell'opera, le 'missioni' della musica. Una parte cospicua è dedicata agli autori prediletti, fonte di gioia e di continue riscoperte, come Mozart, Wagner e Strauss. Ma su tutto spicca l'amore per la Musica intesa non solo come esercizio professionale, ma come modo di concepire la vita, con animo lieto, nel segno di una conoscenza, di una fedeltà e di un impegno sempre rinnovati. Il capitolo più interessante, per chi vuole penetrare nel pensiero musicale di Sawallisch, è l'ultimo: in esso il direttore concentra la descrizione del proprio atteggiamento dinanzi alla partitura ("Io mi considero un ricreatore", p. 270), confessando la propria ammirazione per i capolavori dell'arte sacra, primo fra tutti la, per lui tuttora enigmatica, dunque inaffrontabile (e non si tratta di un vezzo), "Messa in si minore" di Bach. Il libro fa parte della collana “Il tempo e le cose” della casa editrice Passigli.


6 marzo 2013

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VITA DI SCUOLA MATITE IN MANO Da i quaderni di Audiopercettiva

Di Maria Chiara Platè


7 IlClassicogiornalino

Di Leonardo Demicheli

marzo 2013


8 marzo 2013

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IN CONCORSO

Di Leonardo Ciacci


9 marzo 2013

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ATTIVITA’ ARTISTICA DEI DOCENTI CHIARA GRANATA Il prossimo giovedì 21 marzo presenterà il disco dal titolo “Un solo cammino” dell’amico arpista paraguaiano Lincoln Almada. La presentazione si terrà presso la Libreria Odradek di via Principe Eugenio 28 Milano, alle ore 18.00.

Chiara sarà anche impegnata nell’ambito della giornata di studio Mirella Vita che prevede concerti ed un convegno su Orazio Michi, arpista del Seicento. La giornata si terrà presso la Sala del camino di Villa Burba di Rho domenica 7 aprile 2013. Le varie attività si svolgeranno a partire dalle ore 10.00. I due concerti in programma si terranno il primo alle ore 11.00, il secondo, che chiuderà i lavori, alle 18.30.


10 marzo 2013

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CURIOSITA’ SHAKESPEARE IN MUSICA Il genio di William Shakespeare non ha mai conosciuto momenti di oblio. Già apprezzato dai suoi contemporanei, nei secoli successivi si è variamente discusso circa l’esistenza storica dell’uomo Shakespeare, ma le sue opere non hanno mai smesso di essere rappresentate. La fortuna dei testi del drammaturgo inglese come fonte d’ispirazione e base di altri lavori (ancor oggi molte sceneggiature cinematografiche altro non sono se non la rilettura in chiave moderna di alcuni suoi capolavori) è tuttavia da ricercarsi nella rivoluzione ideologico-culturale che travolse gli ultimi anni del Settecento: il Romanticismo. Questo movimento, fin dai suoi esordi, cercò una guida in modelli precedenti capaci d’incarnare e legittimare la nuova poetica; Shakespeare venne incoronato campione ideale, superando illustri rivali quali Goethe e Dante, costretti a cedere il primo posto del podio al poeta inglese. Shakespeare diventa così «il vero centro e nocciolo della fantasia romantica» (Friedrich Schlegel) grazie alle sue opere, miracolosi «prodotti della natura», «simbolici e ambigui, semplici e inesauribili» (Novalis) che dimostrano come Arte e Natura siano «profondamente identiche» (Samuel Taylor Coleridge). L’unione di tragedia e commedia, la feroce analisi della complessità dell’animo umano, la presenza di elementi soprannaturali e dell’imponderabile, la chiassosa comicità da una parte e il lato lirico-fantastico dall’altra, l’incontro tra amore e meraviglioso, sono tutte caratteristiche che rendono l’opera shakespeariana particolarmente adatta all’invenzione musicale. E così, tra Otto e Novecento non c’è area geografica o genere compositivo (opere, balletti, musiche di scena, pagine sinfoniche…) che non si avvalga primo o poi del patrimonio drammatico del Bardo. Tra i titoli prediletti come fonte d’ispirazione ci sono le commedie: The Tempest e A Midsummer Night’s Dream per la loro componente soprannaturale, dove la magia della natura si fa nutrimento dell’amore romantico in bilico tra commedia e tragedia, As You Like It e Twelfth Night per il gioco degli equivoci, e naturalmente le tragedie: Romeo and Juliet, Otello, Macbeth. Ma sono comunque pochi i lavori shakespeariani che non trovano almeno una versione musicale. Da queste premesse si capisce che stilare un lista – anche limitandosi ai compositori più famosi – sarebbe un lavoro lungo e di scarsa utilità. Mi limiterò quindi a pochi casi emblematici.


11 IlClassicogiornalino

marzo 2013

Il primo riguarda il legame privilegiato tra Shakespeare e Giuseppe Verdi. Il musicista ha sempre proclamato il suo amore per lo scrittore inglese, «poeta di mia predilezione, che ho avuto tra le mani dalla mia prima gioventù e che leggo e rileggo continuamente», fonte d’ispirazione durante l’intero arco della sua vita artistica dal 1847 con Macbeth, fino al 1893 anno del Falstaff, ultima opera scritta prima di morire, passando per l’Otello (1887). Ma oltre a queste tre opere ci sono altri progetti cui Verdi ha lungamente lavorato senza però riuscire a portarli in scena: Re Lear, Antonio e Cleopatra (su libretto di Arrigo Boito) e una sua versione di Romeo e Giulietta. Se Verdi non ha potuto veder rappresentato il suo Romeo e Giulietta, molti altri compositori ci sono riusciti: Gounod, per rimanere in campo operistico, naturalmente Čajkovskij e Prokof’ev con due versioni capisaldi della storia del balletto classico, e nel 1957 Leonard Bernstein con il suo musical West Side Story, versione moderna della tragedia shakespeariana. Vorrei concludere parlando brevemente della fortuna musicale della commedia A Midsummer Night’s Dream. Il testo si sviluppa magistralmente su vari aspetti (l’amore, l’intrigo, il tradimento, la magia), ma anche su diversi livelli sociali: gli artigiani, gli aristocratici, i re e gli dei. Questo ha permesso ai compositori di scegliere di volta in volta un punto di vista diverso. E così Debussy ne La danse de Puck, (brano per pianoforte solo, contenuto nel I libro dei Préludes per questo strumento), rende protagonista la fiaba e il mondo di Oberon attraverso il suo fedele servo. Anche il giovane Mendelsshon è affascinato dal Sogno: a soli 17 anni compone un’Ouverture ispirata al testo e in età matura (grazie ad una commissione di re Guglielmo IV) amplierà la sua opera scrivendo delle musiche di scena, considerate tra le sue composizioni più riuscite. Riprendendo motivi e idee dell’Ouverture giovanile, e grazie ad un’orchestrazione impeccabile, riesce a creare un commento perfetto all’opera shakespeariana e a conquistare la popolarità imperitura: la marcia nuziale che accompagna le nozze di Ippolita e Teseo è ancora tra le preferite dalle spose, come sottofondo del loro ingresso. Anche Benjamin Britten affida alla ricercatezza timbrica vocale e strumentale (a tiny orchestra, dove l’alleggerimento nei fiati è compensato da una ricca compagine di percussioni) la magia della musica che riveste il suo A Midsummer Night’s Dream, una delle opere teatrali più affascinanti del Novecento.


12 marzo 2013

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PAUL KLEE: IL PITTORE “MUSICISTA” Anche ad un primo approccio all’arte grafica e pittorica di Klee è quasi impossibile non accorgersi della sua forte vicinanza con il mondo della musica. Nato in un comune nei pressi di Berna il 18 dicembre 1879, figlio di un professore di musica tedesco e di una cantante svizzera, viene educato da giovane alla musica, ma le sue scelte sono ben presto orientate alla pittura. Nel periodo di formazione si dedica anche alla poesia. Klee fu anche un eccellente violinista e amante soprattutto della musica di Bach, Mozart, Beethoven e Wagner, che costituì un'importante componente nella sua formazione e un costante interesse per tutta la vita. Fra il 1898 e il 1901 si trasferisce a Monaco di Baviera. Qui frequenta l'Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera dove entra in contatto con la corrente artistica Jugendstil. Nel 1911 conosce artisti come Auguste Macke, Franz Marc e Vasilij Kandinskij, e Robert Delaunay, pittore simultaneo-cubista, dalle cui ricerche sul colore e la luce verrà molto influenzato. Decisivo il viaggio a Tunisi e ad Hammamet del 1914. Da quel momento lo stesso Klee afferma di essersi pienamente impadronito del colore ed inizia a prediligere nelle proprie opere le tonalità calde, tipiche di questa area geografica. Durante la prima guerra mondiale presta servizio nell'esercito tedesco ed al suo ritorno viene consacrato a Monaco dalla sua mostra del 1919. L’anno successivo viene chiamato dall'architetto Walter Gropius ad insegnare pittura. Klee si applica alla didattica con entusiasmo, avendo la possibilità di organizzare in maniera più sistematica l'aspetto teorico del suo fare artistico. L'esperienza si conclude nel 1931 ma successivamente diviene docente presso l'Accademia di Düsseldorf. Nel 1933 viene costretto dal regime nazista alle dimissioni dall'Accademia di Düsseldorf, poiché il regime giudicava la sua produzione, insieme a quella degli artisti a lui contemporanei e vicini d'esperienza, come "arte degenerata". Lascia allora la Germania per trasferirsi nuovamente nella sua città natale, dove continua a dipingere, nonostante i gravissimi problemi di salute dovuti ad una sclerodermia progressiva che sarà causa della sua morte.


13 marzo 2013

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Ma torniamo all’influenza della musica nelle sue opere pittoriche. L’atteggiamento di Klee nei confronti della musica è molto diverso da quello che caratterizza molte delle riflessioni teoriche sulle arti visive del ‘900, le quali vedevano nell’essenza della musica la condizione di immaterialità e astrazione cui aspirare. La musica per Klee è “passione”: la scelta di temi e titoli musicali ha origine dal forte amore per la musica, testimoniato anche dal suo ruolo di primo violino nell’orchestra municipale di Berna e dall’attaccamento a questo strumento che lo accompagnerà anche al fronte. I dipinti che nascono da questa passione sono molto descrittivi ma anche privati e con forte connotazione emozionale. La corrispondenza tra titolo e contenuto è molto marcata. Eccone alcuni esempi.

Il tessuto vocale della cantante Rosa Silber (1922)

Canto arabo (1932)

Musicista (1937)


14 marzo 2013

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In altri quadri il mondo della musica non compare necessariamente come richiamo nei titoli ma emerge nello stile dell’opera con la grafia musicale. Il segno di “corona”, “gruppetto”, gli “accenti”, il “pentagramma” vengono utilizzati per il loro valore puramente di segno, vuoti dal punto di vista del significato. Ed ecco un esempio.

Sguardo dal rosso (1937)

C’è poi l’idea di “polifonia” intesa da Klee come simultaneità. Il tempo è la condizione primaria della musica; la pittura invece assorbe il tempo attraverso la possibilità di diversi punti di vista in contemporanea e all’immediatezza della sua percezione. Il divenire può essere solo vissuto in musica ma non afferrato. L’unico modo in cui la musica può afferrare il divenire è la polifonia. La pittura dunque non fa diventare semplicemente spazio il tempo, facendolo diventare immobile ma sintetizza il movimento, lo presenta dal primo momento in cui si origina l’immagine fino alla sua interruzione in una forma. L’opera di Klee che meglio spiega questo processo è “Fuga in rosso” (1921).

Chiudiamo con incorniciato” (1930).

“Bianco

polifonicamente


15 marzo 2013

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ED INFINE QUIZ MUSICALE Ed ecco le risposte al quiz musicale dello scorso mese. 1) A quale famiglia appartiene lo strumento più antico del mondo mai ritrovato? Un piccolo suggerimento: ne abbiamo parlato in un vecchio numero de IlClassicogiornalino. Aerofoni, era un piccolo flauto ricavato da un osso. 2) Qual è il nome di quel pittore che era anche un violinista? Paul Klee, 3) In quale anno nacque l’opera? 1600 4) In quale museo si trova il “Cannone” di Paganini? Il “Cannone”, il violino di Paganini, si trova a Genova 5) Chi ha composto la celebre Sinfonia Incompiuta? Franz Schubert 6) Quale era il nome della pianista musa ispiratrice di Brahms? Clara Wieck 7) Chi ha composto la Sinfonia dei Giocattoli? Leopold Mozart 8) Come si chiama lo strumento ad ancia doppia il cui suono, secondo Prokofiev, assomiglia al verso dell’oca? Oboe 9) Chi ha passato gran parte della sua vita al servizio della Corte degli Esterhazy? F.J.Haydn 10) Qui di fianco la facciata di un famosissimo teatro europeo. In quale città si trova? Parigi


16 IlClassicogiornalino

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