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NAZ/284/2008

Periodico Quadrimestrale N.29 - maggio 2013

Speciale Autopromotec 2013

Nuova Mercedes-Benz Classe E

• Carrozzerie italiane: per chi ha un incidente c’è Upgoin’ • Nuovi servizi alle flotte, telematica avanti tutta • L’auto aziendale guarda ai carburanti alternativi • Interviste: Renzo Servadei (segretario generale Autopromotec) Andrea Vaggi (direttore operations Ald Automotive)


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IN QUESTO NUMERO

Periodico Quadrimestrale N.29 - maggio 2013

Speciale Autopromotec 2013

EDITORIALE di Lucio Bartiromo

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SERVADEI: “L’AFTERMARKET CRESCE CON AUTOPROMOTEC” di Piero Evangelisti

6 Nuova Mercedes-Benz Classe E

UPGOIN’, I MEGASTORE DELL’AUTORIPARAZIONE di Francesco Lojola

10 • Carrozzerie italiane: per chi ha un incidente c’è Upgoin’ • Nuovi servizi alle flotte, telematica avanti tutta • L’auto aziendale guarda ai carburanti alternativi

IL MONDO DELLA GOMMA SI RITROVA A BOLOGNA di Duilio Damiani

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UNA RETE PER OGNI RICAMBIO di Savio Raimondi

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NEWS - SPECIALE AUTOPROMOTEC

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VAGGI: ALD AUTOMOTIVE, CONSULENTI AL SERVIZIO DEL CLIENTE di Andrea Perugia

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NUOVI SERVIZI ALLE FLOTTE, TELEMATICA AVANTI TUTTA di Mino De Rigo

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L’AUTO AZIENDALE GUARDA AI CARBURANTI ALTERNATIVI di Valerio Parrini

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NUOVA MERCEDES CLASSE E: VERSO L’AUTO SENZA IL PILOTA di Roberto Mazzanti

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• Interviste: Renzo Servadei (segretario generale Autopromotec) Andrea Vaggi (direttore operations Ald Automotive)

Numero 29 - maggio 2013 Pubblicazione quadrimestrale

DIRETTORE RESPONSABILE Carla Brighenti REDATTORE CAPO Vincenzo Conte EDITORE Econometrica Spa Via della Zecca, 1 40121 Bologna tel. 051/271710 - fax 051/224807 e-mail: info@econometrica.it REDAZIONE Econometrica Spa Via della Zecca, 1 40121 Bologna tel. 051/271710 - fax 051/224807 e-mail: info@econometrica.it PUBBLICITA’ Econometrica Spa COLLABORATORI Duilio Damiani, Mino De Rigo, Piero Evangelisti, Luigi Gemma, Francesco Lojola, Roberto Mazzanti, Valerio Parrini, Andrea Perugia, Savio Raimondi

ABBIAMO PROVATO:

ART DIRECTOR Veronica Carletti FOTOGRAFIA Elizabeth Garvey STAMPA Cantelli Rotoweb Industria Rotolitografica Via Saliceto, 22/f 40013 Castelmaggiore (BO) Registrazione Tribunale di Bologna n. 7474/2004

MERCEDES-BENZ CLASSE E

Socio effettivo


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EDITORIALE Ill II

Aftermarket e servizi: ripartiamo da qui Il settore automotive è sottoposto, nel nostro Paese così come nel resto d’Europa, a forti tensioni che causano profondi cambiamenti. A testimoniarlo basta un solo dato, e cioè il fatto che nel 2012 la spesa per la manutenzione e le riparazione delle autovetture degli italiani è stata di 26,9 miliardi di euro ed ha superato, per la prima volta, la spesa per l’acquisto di autovetture nuove (26,5 miliardi di euro). Questo dato emerge da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca di Autopromotec, la fiera internazionale dedicata al mercato dell'autoriparazione la cui 25° edizione si tiene nel quartiere fieristico di Bologna dal 22 al 26 maggio. Proprio in considerazione della crescente importanza, all’interno dell’automotive, del comparto dell’aftermarket, abbiamo deciso di dedicare, in questo numero di Tuttauto, un’attenzione particolare ad Autopromotec, in quanto vetrina delle ultime novità tecnologiche che caratterizzano l’automotive aftermarket ed anche perché questa fiera rappresenta un’eccellenza italiana che riesce ad attrarre espositori e visitatori da tutto il mondo. Nell’intervista che ci ha concesso, Renzo Servadei, segretario generale di Aica e Airp (le associazioni che da 50 anni organizzano Autopromotec) ha, tra l’altro, sottolineato che “Autopromotec nasce come fiera dei pneumatici ricostruiti, poi arrivano le autoattrezzature, il cuore del salone, e diventa naturale che i buyer stranieri convergano su Bologna per vedere le novità che le aziende espositrici decidono di presentare qui. Di questo hanno poi beneficiato tutti i settori arrivati dopo, come ricambi, componenti, car service e aziende che operano nel settore del gas, perché gli acquirenti che arrivano dall’estero sono normalmente interessati a più prodotti. Insomma, la di Lucio Bartiromo parte internazionale è determinante per la nostra rassegna, per quanto riguarda i visitatori ma soprattutto per quanto riguarda gli espositori: circa amministratore 500, su un totale di oltre 1.500, vengono dall’estero”. Visto che siamo in delegato tema di eccellenze italiane, poi, in questo numero di Tuttauto vi parliamo Tyre Team anche di un nuovo soggetto che vuole entrare da protagonista nel mondo dell’automotive e che è presente anche ad Autopromotec. Si tratta di Carrozzerie Italiane, che, con il servizio Upgoin’, punta a gestire l’intero iter riparativo successivo ad un incidente stradale consentendo agli automobilisti di usufruire di servizi evoluti senza doversi preoccupare di nulla ed in maniera totalmente gratuita (visto che a pagare è l’assicurazione). Ancora, in questo numero di Tuttauto, abbiamo voluto capire quali sono le prerogative di un direttore operations di una società di noleggio, chiedendolo direttamente ad Andrea Vaggi, che occupa questo ruolo in Ald Automotive. Infine due articoli per fare il punto su questioni di primaria importanza per le flotte aziendali: le novità provenienti dal mondo della telematica e l’attenzione riservata alla mobilità “verde”, con un report da Company Car Drive evento che ha portato sulla pista dell’Autodromo di Monza quasi 600 fleet manager da tutta Italia.

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ll II SPECIALE AUTOPROMOTEC

Servadei: „LÊaftermaket cresce con Autopromotec‰ La 25° edizione rappresenta un momento storico per Autopromotec. Sullo sfondo c’è la lunga crisi economica che ha travolto le vendite di auto nuove. Qual’è lo stato di salute dell’aftermarket? Lo chiediamo a Renzo Servadei, Segretario Generale di AICA e AIRP, le associazioni che da 50 anni organizzano Autopromotec di Piero Evangelisti

Quando si parla di crisi del settore automotive si pensa subito al mercato delle auto nuove di casa nostra; Autopromotec è invece, prima di tutto, una rassegna internazionale con espositori e buyer che arrivano da ogni parte del mondo. Fuori dai confini dell’Europa, che è oggettivamente in crisi, ci sono realtà come Brasile, Cina o la più vicina Turchia dove continua l’espansione, tant’è che secondo le previsioni anche nel 2013 le vendite di auto nuove a livello mondiale continueranno a crescere. Vi sono quindi aziende di attrezzature meccaniche, per tuttauto

esempio, che esportando fino al 75% della loro produzione godono di ottima salute e sono fondamentali per attrarre i buyer stranieri a Autopromotec. Questo a livello globale, ma approfondiamo la realtà italiana. “Vorrei premettere che da noi il fatturato dell’aftermarket ha superato quello della vendita di auto nuove e questo perché, ovviamente, se non c’è ricambio delle vetture, queste si trovano più spesso nelle condizioni di subire interventi di riparazione, sostituzione di pneumatici e 6

così via, fatti che rendono l’aftermarket anticiclico rispetto al nuovo. E’ ovvio, però, che nel lungo termine, diminuendo i chilometri percorsi, come deduciamo dalla contrazione dei consumi di carburante, anche gli interventi di manutenzione e riparazione caleranno, influendo negativamente sul dopo vendita. Credo però che, passata la fase più drammatica della crisi, i trasporti riprenderanno vigore e le auto torneranno a circolare normalmente favorendo nuovamente l’aftermarket”.


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Ma le aziende di aftermarket sono in gran parte di piccole e medie dimensioni, quelle, cioè, più esposte alle conseguenze negative della crisi generale. “Sì, per le dimensioni, e nonostante il fatturato, queste aziende soffrono nei rapporti con il sistema bancario, nei rapporti con le istituzioni e soprattutto con la pubblica amministrazione per quanto riguarda i pagamenti delle forniture. Sono realtà che meritano tutta la nostra attenzione”. Ma torniamo alla rilevanza internazionale di Autopromotec… “Qui ci aiuta la storia. Autopromotec nasce come fiera dei pneumatici ricostruiti, poi arrivano le attrezzature meccaniche, il core del salone, favorito dalla leadership che l’industria nazionale vanta in questo campo, e diventa naturale che i buyer stranieri convergano su Bologna per vedere le novità che le aziende espositrici decidono di presentare qui. Di questo hanno poi beneficiato tutti i settori arrivati dopo, come ricambi, componenti, car service e aziende che operano nel settore del gas, perché gli acquirenti che arrivano dall’estero sono normalmente interessati a più prodotti. Insomma, la parte internazionale è determinante per la nostra rassegna, per quanto riguarda i visitatori ma soprattutto per quanto riguarda gli espositori: circa 500, su un totale di

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oltre 1.500, vengono dall’estero. E’ un risultato molto importante se consideriamo che la nostra è una fiera di categoria che non mira al business di vendere spazi. All’espositore poi interessa la specializzazione del salone e la professionalità dei visitatori più che il loro numero. Non punteremo mai a un’espansione fine a se stessa”. Quali sono le nuove proposte per l’edizione di quest’anno? “Stiamo sviluppando AutopromotecEdu, perché vogliamo che una fiera, per quanto importante possa essere sotto il profilo commerciale, sia anche in grado di fornire informazioni sulle nuove tendenze, su come sta muovendosi il mercato e il visitatore

possa così ottimizzare il suo passaggio da Autopromotec e sviluppare di conseguenza il suo business. Abbiamo quindi convegni internazionali molto importanti dedicati a diversi settori che abbiamo inserito in AutopromotecEdu, come il comparto della diagnostica, sempre più ricco di nuove tecnologie, un settore che quest’anno ha raddoppiato i suoi spazi espositivi. Molto importante è anche l’area dedicata ad autocarri e truck, un settore che vede Autopromotec molto attenta e impegnata e che viene premiata dalla presenza di costruttori che hanno scelto Bologna per presentare nuovi prodotti e servizi innovativi. Avremo più espositori rispetto al 2011, il che significa che

Renzo Servadei durante un convegno della scorsa edizione di Autopromotec

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dopo la selezione delle rassegne causata dalla crisi, le aziende hanno salvaguardato la presenza ad Autopromotec”. Fra i convegni spicca quello dedicato al dual fuel, tecnologia che prevede l’uso del metano per i mezzi pesanti. Che ruolo ha il metano nell’aftermarket e per le aziende che operano nel settore (impianti, distributori e così via)? “Credo che troppo spesso, per risolvere il problema delle emissioni, ci si innamori di tecnologie che sembrano a portata di mano e che invece sono ben lontane dall’essere fruibili. Molto più rilevante, per il presente, è il ruolo del gas. Il metano, infatti, rappresenta oggi, fra i carburanti, la soluzione più


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ecologica e più economica, una soluzione intelligente, soprattutto in tempi di crisi economica, e a portata di mano delle aziende che cercano di ridurre i costi di gestione dei propri mezzi, vetture e truck”. La concretezza è dunque indispensabile. Vale anche per quanto riguarda i pneumatici, oggi sempre più determinanti per ridurre i consumi? “Assolutamente sì, per pneumatici nuovi e ricostruiti, uscendo dalla vecchia logica che contrapponeva questi due tipi di gomme. Pneumatici ricostruiti su gomme nuove di qualità sono una valida alternativa per un autocarro e permettono alle aziende di ridurre i costi chilome-

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trici dei propri automezzi. Dobbiamo puntare sempre più allo sviluppo del ‘remanufacturing’, un processo visto con molto interesse anche dai produttori del ‘nuovo’, perché il ricostruito si fa su prodotti di qualità e non su gomme ‘usa e getta’, e assicura quindi una qualità che il prodotto nuovo ‘low cost’ non è in grado di offrire. Il vantaggio ambientale, oltre al risparmio nei consumi, è evidente sotto i profilo dello smaltimento, perché la ricostruzione prolunga la vita del pneumatico di qualità. I ricostruiti sono secondo noi in grado di svolgere un ruolo importante nella futura ripresa del mercato dei veicoli industriali, commerciali e truck. Ad

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Autopromotec, che non pretende di avere la bacchetta magica per risolvere la crisi, vorrei che emergessero aree di concretezza in tutti i settori, vere boccate d’ossigeno per le imprese. Da convegni e dibattiti, dai quali abbiamo bandito le discussioni sui massimi sistemi, oggi fuori luogo, sono certo che emergeranno nuove strade da percorrere”. Autopromotec ha dunque una mission ben definita. “Vorrei che da AutopromotecEdu, dove ci saranno gli interventi dei migliori esperti dei diversi settori, nascesse una realtà capace di svilupparsi nel corso dei due anni che separano istituzionalmente le edizioni di

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Autopromotec, un periodo durante il quale le problematiche si evolveranno insieme agli eventi socioeconomici che concernono il nostro settore. Per questo ci siamo dotati di strutture che ci permetteranno di continuare l’attività di informazione e discussione tutto l’anno per mantenere vivi i temi che riguardano l’aftermarket, e non solo, attraverso le diverse competenze che Autopromotec è capace di riunire e iniziative che andremo a proporre nell’attesa dell’edizione 2015, dimostrando così la perfetta complementarità fra internet e il salone che continua ad essere decisivo per mettere in relazione, fisicamente, le persone”.


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UpgoinÊ, i megastore dellÊautoriparazione Un po’ come la grande distribuzione alimentare sta al piccolo dettaglio, così il network Upgoin’ si pone nei confronti dei centri dell’autoriparazione tradizionale, cominciando da una rete di 150 carrozzerie e mirando ad affiliare altri 450 punti di servizio e 600 punti vendita e assistenza di Francesco Lojola

Una rete indipendente di punti in franchising per altrettanti sportelli unici dell’autoriparazione, una sorta di megastore dei servizi aftermarket per gli automobilisti, che nelle intenzioni dei promotori è destinata a rivoluzionare le logiche di supporto alla mobilità. L’insegna Upgoin’, che già campeggia su una cinquantina di carrozzerie partner, dovrebbe fare altri 100 proseliti entro fine anno, e affiliare a regime ulteriori 450 punti si servizio a supporto delle attività di riparazione nonché 600 punti vendita distribuiti sull’intero territorio nazionale, individuati tra officine, cen-

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tri gomme, stazioni di rifornimento e strutture analoghe. Il tutto con l’obiettivo di offrire un ampio catalogo di servizi, svolgendo il compito di customer service e anche per agire da snodi logistici ove consegnare e poi riprendere i veicoli una volta riparati. A lanciare il progetto è la società Carrozzerie Italiane, costituita lo scorso ottobre e titolare del marchio Upgoin’, un apostrofo giallo in campo blu e azzurro in cui leggere l’abbrivio di un’iniziativa destinata a una rapida ascesa. Dice l’ad Riccardo Terzano: “Riteniamo di aver scelto il momento giusto per il debutto sul mer-

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cato dell’autoriparazione. Vogliamo concentrarci in prima battuta sui servizi di carrozzeria, un comparto maturo, dove alla compressione dei margini deve fare riscontro un forte aumento di efficienza, riconfigurando modello e caratteristiche dell’offerta”. Approccio industriale al mercato Il settore dell’autoriparazione è assai frammentato e vi operano una pluralità di soggetti. “Si tratta di realtà artigianali che devono confrontarsi quotidianamente con le imprese assicurative, oggi più che mai


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impegnate a contenere i costi, e che spesso faticano ad accontentare clienti sempre più esigenti, che non guardano più soltanto alla riparazione in sé ma a un servizio più ampio e articolato, capace di garantire una mobilità chiavi in mano e senza eccezioni”. Si va, quindi, dall’auto di cortesia ai servizi accessori alla riparazione e, prima ancora, se l’ingresso in carrozzeria si lega a un incidente, dal recupero della vettura alla gestione della pratica del sinistro, dal supporto operativo e di relazione alle garanzie connesse al processo di ripristino. “Tutte attività – sostiene Terzano – che più facilmente possono essere assicurate da un operatore con una logica industriale e con un brand riconosciuto, capace altresì di certificare la carrozzeria e i fornitori così come il processo di lavorazione, verificando anche i tempi effettivi della riparazione”. Che sia proprio il mercato delle carrozzerie il settore più bisognoso di vedere applicate nuove logiche e servizi evoluti sembra testimoniarlo con chiarezza una recente indagine Doxa sulle opinioni degli italiani rispetto ai servizi loro forniti dai carrozzieri, quando a pagare è l’assicurazione.

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buona soddisfazione degli automobilisti italiani rispetto alla qualità delle riparazioni, delle relative garanzie e dei tempi di riconsegna, ma anche e soprattutto una sostanziale inadeguatezza in tema di immagine e professionalità del carrozziere, accanto a giudizi quasi altrettanto critici sulla sua disponibilità, accoglienza e cortesia, nonché per ciò che riguarda i servizi accessori, come l’auto sostitutiva”. Tutti elementi di valore aggiunto specifico, aspetti “soft” (in contrapposizione ai fattori “hard” della riparazione in sé) che si legano alla sfera della relazione col cliente. “Emerge quindi una scarsa competenza sul fronte della gestione della clientela che limita la produzione di valore e genera inefficienza”. Peraltro, se la chiarezza non pare messa

in dubbio, considerando che l’85% del campione afferma di aver ricevuto spiegazioni dettagliate sul tipo di intervento, solo il 31% sostiene di aver ottenuto un certificato scritto a garanzia della riparazione. Dalla stessa indagine Doxa emerge anche come i giovani tra i 25 e i 34 anni siano i meno soddisfatti in assoluto dei servizi ottenuti e, sebbene un terzo degli intervistati ponga al primo posto tra gli elementi di soddisfazione uno degli aspetti “hard”, oltre due terzi di loro ambirebbe a un servizio del tutto “chiavi in mano”. Strumenti antifrode e trasparenza “Ecco allora – riprende Terzano – da un lato una proposta di servizi a 360 gradi ad alto valore aggiunto focalizzata sulle ri-

chieste della clientela e dei partner assicurativi, dall’altro una totale trasparenza nei confronti di entrambi. Offriamo alla clientela, oltre alla garanzia a vita su manodopera e verniciatura, l’impiego di ricambi originali con tracciabilità della provenienza e la possibilità di controllare in tempo reale lo stato di avanzamento dei lavori attraverso l’area del nostro portale riservata ai clienti, che dà anche accesso all’archivio digitale di tutta la documentazione”. Alle compagnie viene offerta la prospettiva di costi medi di riparazione garantiti, in base al mix tra tipo di danni e di veicolo, la tracciabilità di tutte le operazioni, riparazioni secondo le specifiche della Casa automobilistica, standard identici nell’intera rete e soprattutto un organismo

Maurizio Mengoli e Riccardo Terzano presentano il marchio Upgoin’

Immagine dei carrozzieri in difetto “Dalla ricerca – dice Maurizio Mengoli, ad della società di consulenza Next Value – emerge sì la

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di controllo centralizzato munito di strumenti antifrode. “Una sorta di authority interna alla funzione di assicurazione della qualità – precisa l’ad di Carrozzerie Italiane – col compito di fotografare il veicolo incidentato con un sistema di certificazione di luogo e ora, di acquisire i dati utili all’istruttoria (chilometraggio e numero di telaio, necessario anche per una stima standard dei costi di riparazione), di verificare la coerenza del danno rispetto alla dinamica dichiarata e di documentare tutte le fasi di ripristino, nonché di conservare le parti sostituite ai fini di un’eventuale ispezione successiva”. Affiliazione solo dopo il rodaggio In sostanza, Upgoin’ si pone come un interlocutore unico per valutare e autorizzare la riparazione collaborando con la compagnia assicurativa, in modo da ridurre i tempi di definizione del danno e di eliminare i possibili contenziosi. Alla base dell’intero ventaglio delle attività di Upgoin’ vi è un sistema informativo centralizzato, accessibile a tutti i riparatori della rete, che, collegandosi alle singole aree del portale web, potranno, sulla base del progetto in itinere, gestire ordini e logistica dei ricambi, usare il sistema di preventivazione, accedere ai documenti di commessa e sfruttare la piattaforma di customer relationship management. E poi, ancora, potranno servirsi di auto so-

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stitutive e provvedere alle incombenze amministrative, godendo della fatturazione centralizzata nonché di un cruscotto statistico delle performance aziendali. A comporre la rete a regime, oltre alle 150 carrozzerie che rappresenteranno i partner di primo livello con funzioni di coordinamento sul territorio (ai quali Carrozzerie Italiane riserva il 20% del capitale sociale), gli affiliati suddivisi in centri service a supporto dei riparatori soci e in “smart hub”, punti di vendita e di assistenza logistica. “Per i primi 18 mesi – afferma Terzano – vale un contratto commerciale di prestazione di servizi; poi, superata la verifica sul rispetto degli standard e sui risultati della produzione, può scattare la conversione in contratto di franchising”. Processi codificati e certificazioni Per tutti i candidati all’affiliazione, i requisiti richiesti

abbracciano non solo immagine del punto vendita, standard organizzativi e operativi, attrezzature, accessibilità e conformità alle normative, accoglienza e servizi, ma anche dimensioni, efficienza logistica, performance attuale e potenziale produttivo. Poi, vi è un percorso di qualificazione con apposita formazione degli addetti tecnici, operativi e di relazione, accanto a formazione manageriale e certificazione delle strutture. “Rispetto alla classica impostazione dell’artigiano riparatore – sottolinea l’ad di Carrozzerie Italiane – a fare la differenza sono, in particolare, i processi codificati nel manuale operativo, che disciplina tutte le singole procedure tecniche e gestionali. I controlli di qualità sono affidati ad audit periodici e ispezioni a campione senza preavviso. Inoltre, abbiamo stilato dei piani

di miglioramento per elevare progressivamente la soglia richiesta ai candidati per l’ingresso nella rete”. Prossimi passi sono l’introduzione dei servizi di riparazione rapida e sostituzione dei cristalli, di manutenzione programmata d’officina e degli interventi di fast-fit; più avanti sarà la volta di ulteriori servizi nella logica dell’one-stopshop, dal gommista al noleggio, dalle revisioni ai contratti di assistenza e di estensione della garanzia. Il piano industriale, che punta a una quota di mercato del 3-4% entro i prossimi 4 anni, è sostenuto da un investimento iniziale in capitale sociale pari a 4,5 milioni di euro. Nell’arco di un quadriennio Carrozzerie Italiane, che nel 2013 si attende un fatturato di 25 milioni, dovrebbe totalizzare 300mila riparazioni di carrozzeria all’anno e 500mila passaggi complessivi per un giro d’affari di 400 milioni.

Conferenza stampa di presentazione di Carrozzerie Italiane e Upgoin’ , tenutasi il 7 maggio al circolo della stampa di Milano

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il mondo della gomma si ritrova a Bologna L’appuntamento con Autopromotec, Esposizione Internazionale delle Attrezzature e dell’Aftermarket Automobilistico, in programma dal 22 al 26 maggio presso il polo fieristico di Bologna, fornisce l’occasione per un confronto sullo stato dell’arte del pneumatico di Duilio Damiani

I protagonisti del settore dei pneumatici sono quanto mai numerosi, una moltitudine di marchi, tra quelli storici ed affermati, in competizione agguerrita con quelli emergenti, che si contendono un mercato europeo di sicuro interesse, seppur in flessione per la prima volta nello scorso 2012 (a fronte di una contrazione del mercato automobilistico che si protrae oramai dal 2007) e in calo nel suo complesso del 13% rispetto l’anno precedente. Si tratta di volumi che a livello continentale valgono pur

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sempre 200 milioni di pezzi l’anno circa: una torta un tempo appannaggio di una decina di marchi tradizionalmente legati a questo settore, che dalla fine del ’900 hanno dovuto fare i conti con la sempre più pressante concorrenza dell’emergente industria asiatica, ansiosa di un definitivo sdoganamento sui mercati occidentali passando innanzitutto dal più tecnologico ed interessante panorama europeo. È qui che, per vocazione motoristica, per tipologia di utenza e peculiarità delle autovetture circolanti, oltre che

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per normative assai oculate e restrittive (vedi l’obbligatorietà dei pneumatici invernali o la recente introduzione dell’etichettatura energetica), è possibile confrontarsi solo disponendo del know-how più avanzato, oltre che di una gamma di prodotti specializzata, in grado di reggere il più serrato confronto con i big dall’esperienza secolare. E che ritroviamo, puntualmente, nell’esposizione bolognese Autopromotec, giunta quest’anno alla sua 25^ edizione ed accreditata tra gli appuntamenti di massimo rilievo a livello mondiale.


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I numeri Con un mercato automobilistico in forte contrazione – secondo gli ultimi dati la flessione in Europa si è attestata intorno a quasi il 10% in meno nel primo trimestre del 2013, generalizzata in tutti i paesi del Vecchio Continente vincolati all’austerità imposta dalla moneta unica, con qualche eccezione solo su alcuni mercati non subordinati all’Euro, come ad esempio la Gran Bretagna – anche l’industria della gomma deve fare i conti con un’inversione di tendenza. Nello scorso 2012 si sono infatti registrate flessioni del -19% per il comparto truck, del -11% quello motociclistico e quello agricolo e del -13% per quello automobilistico, con una contrazione del -20% che ha coinvolto il settore dei pneumatici invernali. Si tratta di un panorama negativo, dove l’unica risposta possibile è affidata a prodotti sempre più avanzati ed economicamente competitivi, offerti a un mercato estremamente sensibile e specializzato, sia per quanto riguarda i primi equipaggiamenti, artefici delle massime prestazioni automobilistiche – con particolare accento a consumi ed emissioni –, sia nel ricambio, dove la lotta più aspra si concentra tra listini al pubblico e fidelizzazione degli installatori. Una panoramica approfondita sul mondo del pneumatico, con la presenza della quasi totalità

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dell’industria del pneumatico, è possibile incontrarla tra gli stand bolognesi, privilegiata vetrina tecnica di un comparto in costante evoluzione. I marchi più affermati Un esempio concreto di questa evoluzione lo si può riscontrare, ad esempio, visitando lo stand di Bridgestone, primo produttore mondiale del comparto autovettura, che non si è lasciato sfuggire l’occasione per presentare la sua gamma ricca di novità e futuribili anticipazioni del domani. Tra le massime rappresentanze dell’attuale offerta del colosso giapponese, troviamo lo sportivo Potenza Adrenalin RE002, che si propone come un pneumatico urbano con caratteristiche sportive, assieme alla gamma Ecopia EP001S, che rappresenta il primato dell’etichettatura in

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classe A/A, e a seguire i già apprezzati Turanza T001 e lo sportivo Potenza S001 RFT, presenti in primo equipaggiamento su numerose autovetture in circolazione, fino alla linea invernale Blizzak. Sono tanti i concept in fase di studio nei centri di ricerca Bridgestone, massime espressioni tecnologiche o reali progenitori ideati per le future generazioni di veicoli ecologici, come il pneumatico costruito al 100% in materiali sostenibili, il nuovo ultraleggero “Half Weight” e l’esclusivo Air Free, non più gonfiato ma sostenuto esclusivamente da lamelle di gomma. Tra i brand europei, Continental rafforza la sua “fase 5”, con le gamme analogamente numerate dei modelli ContiPremiumContact 5, ContiEcoContact 5 e gli sportivi ContiSportContact 5, che offrono la migliore rap-

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presentanza della vasta offerta dell’azienda di Hannover. Non solo gomme, ma una molteplice presenza a Bologna per Continental, che con il dipartimento VDO rappresenta uno dei principali fornitori al mondo di componentistica ed elettronica destinata all’automotive, e che vede quindi Autopromotec quale naturale vetrina per l’intera sua gamma di applicazioni. È una realtà nazionale sempre più presente, l’italiana Marangoni, che alla gamma pneumatici nuovi, al 100% made in Italy, affianca l’affermato comparto dedicato alla ricostruzione per autovettura ma soprattutto per il truck, e annuncia il lancio di nuove referenze per la linea Marix nei settori 4x4 e trasporto leggero, che andranno ad ampliare la già ricca offerta di misure per cerchi da


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16 a 19 pollici. Un ampliamento di gamma che rafforzerà ulteriormente la presenza italiana nel settore dei pneumatici ricostruiti 4x4 e TL, inserita in una politica di espansione che non trascura le nicchie di mercato. Alla produzione civile si alterna infatti il settore motorsport, grazie allo sviluppo dello Zeta Linea Racing, dotato di mescola Grip Fast, pneumatico da competizione prodotto nuovo centro Marangoni di Rovereto, in provincia di Trento e già protagonista del Campionato Europeo Montagna. Sempre più verso la categoria premium il posizionamento della gamma Pirelli, che sfrutta l’immagine come fornitore unico nel Mondiale di Formula 1 donando alla sua linea

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più sportiva un alone di prestigio. Grazie anche alle dotazioni P Zero omologate sulle più blasonate dream cars in circolazione, come Lamborghini, Maserati, Porsche, McLaren e Ferrari. In occasione del palcoscenico offerto dall’esposizione internazionale di Bologna, Yokohama presenta ufficialmente al mercato la nuova gamma Advan Sport V105, che in sostituzione del precedente V103 va a collocarsi al vertice dell’offerta della Casa Giapponese. Si tratta di un pneumatico scaturito dall’esperienza maturata nell’ambito delle massime competizioni sportive, come il Mondiale Turismo, e sviluppato grazie alla collaborazione di prestigiose case automobilistiche, come ad esem-

pio Mercedes, che ha adottato il nuovo Advan Sport quale primo equipaggiamento per i suoi modelli CLS Coupé ed SLK Roadster. Protagonisti emergenti Quelli che lanciano la sfida maggiore ai mercati occidentali sono sicuramente i marchi emergenti dell’industria asiatica, da India, Cina ed Indonesia in primis, brand esordienti fino a ieri conosciuti solo da una ristretta cerchia di addetti ai lavori o già da tempo inseriti nei listini internazionali e oggi in cerca di ulteriore affermazione. D'altronde l’internazionalizzazione dell’esposizione bolognese volge lo sguardo con interesse verso quelle aziende deside-

Autopromotec - edizione del 2011

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rose di esternalizzare il proprio impulso produttivo, a colpi di tecnologia e inventiva e non più solo di prodotti low cost come accadeva un tempo; una tendenza che ha portato nelle scorse cinque edizioni di Autopromotec una significativa crescita degli espositori stranieri, passati dai 296 del 2001 ai 543 della scorsa edizione datata 2011, tra cui in gran numero proprio quelli di provenienza asiatica. Sono una trentina i produttori di pneumatici giunti da oriente, ognuno di essi con il proprio bagaglio di tecnologia e di strategia commerciale, pronti a una sfida estremamente attuale e ormai codificata su standard europei di assoluto riferimento.


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Lancia Voyager


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Ill II SPECIALE AUTOPROMOTEC

Una rete per ogni ricambio È grazie all’autoricambio che le autovetture prolungano la loro vita, rigenerando gli acciacchi dovuti all’uso e rimediando alle rotture accidentali. Le riparazioni sono quasi sempre in grado di riportare a nuova vita ogni mezzo meccanico, garantendo standard di sicurezza molto alti di Savio Raimondi

Gli autoricambi rappresentano l’indotto più redditizio (dopo i carburanti) legato al comparto automobilistico, soprattutto in un periodo di forte flessione delle vendite di autovetture nuove. In questo comparto entrano in gioco i meccanismi di approvvigionamento dei ricambi necessari al lavoro dell’autoriparatore, vincolati essenzialmente a logiche di qualità e reperibilità, abbattendo il più possibile i tempi morti e i costi residui, mediante reti di distribuzione sempre più attente e capillari. I pezzi di ricambio per auto, certificati e tuttauto

conformi alle normative di legge oltre che ai capitolati imposti dai costruttori, sono identificabili sostanzialmente su diversi livelli. Primi su tutti, i ricambi originali marchiati ed offerti dai costruttori degli autoveicoli stessi, prodotti internamente o da terzi e immessi sul mercato esclusivamente tramite il servizio ricambi della casa. Analogamente ai primi, i ricambi originali marchiati possono essere commercializzati direttamente dal produttore terzo dell’equipaggiamento originale, mediante la propria rete distributiva. A questi si 18

oppone l’alternativa dei ricambi equivalenti, proposti dai fornitori omologati dalla casa produttrice dell’autoveicolo, con caratteristiche assimilabili ai componenti presenti di primo impianto e solitamente di prezzo conveniente. Realizzati da produttori terzi, non fornitori delle case costruttrici ma che rispecchiano determinate caratteristiche, i ricambi alternativi sono quelli generalmente più a buon mercato, ma di qualità inferiore rispetto agli originali e agli equivalenti, fatta eccezione per quelli destinati al tuning e alle elaborazioni


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sportive, che possono comportare caratteristiche anche superiori (così come il loro prezzo) agli analoghi componenti previsti dalla casa. Infine i ricambi usati e rigenerati, provenienti dalle autodemolizioni o dagli elementi di rotazione smontati da precedenti veicoli, che prima della loro reimmissione sul mercato devono essere sottoposti obbligatoriamente a controlli e revisioni. Le reti Ad Autopromotec 2013 proprio le reti di distribuzione godono di una ghiotta occasione per un confronto e un dialogo con i rispettivi clienti, cercando di affinare un servizio che influisce direttamente sui costi d’officina e sui tempi di fermo macchina. Non per nulla ad aprire il ricco programma di incontri della rassegna bolognese sono il consueto appuntamento con il convegno inaugurale, dal titolo “Evoluzione tecnologica della manutenzione auto: impatto sulle officine del futuro”, che offre un quadro aggiornato sulle dinamiche della riparazione auto in Italia, e al quale seguono i Premi dell’eccellenza Gipa, l’attesa cerimonia di consegna dei riconoscimenti ai personaggi e alle realtà aziendali particolarmente in luce nel mondo dell’aftermarket.

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Negli ultimi anni Un attenta analisi sull’andamento degli ultimi anni, può intravedere un sensibile potenziamento della grande distribuzione, migliorando i servizi logistici e la gestione interna, razionalizzando ad esempio i magazzini, ottimizzando la disponibilità e la tempistica di consegna. Per contro la grande frammentazione del settore, assieme all’ingrandimento del parco auto e all’estensione della garanzia sulle automobili disposta dai costruttori, comporta una parziale vanificazione delle risorse investite nel settore, specialmente da parte dei piccoli rivenditori al dettaglio, il cui

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numero è in decisa flessione, passando dai circa 4.850 punti vendita sull’intero territorio nazionale del 2007 ai quasi 4.220 del 2012. Due canali distributivi Un’agguerrita rappresentanza di reti e di consorzi, numericamente stabile se non in lieve calo, impone a tutto il settore della vendita di autoricambi l’affinamento delle strategie di marketing, alle quali si affidano sostanzialmente i due canali distributivi: quelli ufficiali predisposti dal produttore stesso, e gli indipendenti, svincolati da logiche connesse ai produttori di primo impianto, dove i piccoli ri-

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cambisti si trovano schiacciati tra gli autoriparatori, sempre più organizzati alla ricerca di un miglioramento dei costi vivi, e la grande distribuzione, più organizzata del singolo e reattiva alle problematiche, che lentamente sta soppiantando i negozi autonomi quale interfaccia finale con l’autofficina. A fronte infatti di un fatturato negli ultimi anni sostanzialmente stabile, la sua ripartizione ha registrato un forte calo nei riguardi dei piccoli ricambisti, allineandosi per quelli medi ed elevandosi nettamente per i grandi, con quasi il 60% in più di fatturato dichiarato negli ultimi e anni.


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ll II TUTTAUTO NEWS - Speciale Autopromotec Autopromotec 2013, edizione da record Quest’anno Autopromotec si presenta con numeri record, attestandosi come appuntamento leader in Europa: 1.512 espositori, 584 dei quali provenienti da 52 paesi diversi. “Si tratta un dato estremamente rilevante in un momento non facile per l’intero comparto e che conferma la fiducia delle aziende in una prossima ripresa del settore, come del resto già alcuni timidi segnali possono far prevedere una ripresa a partire dalla seconda parte dell’anno” è il commento dell’Amministratore Delegato di Autopromotec, Renzo Servadei. Sono attesi oltre 100.000 visitatori professionali, più di 20.000 dei quali internazionali. Particolarmente ricca quest’anno l’agenda dei lavori di AutopromotecEDU che vede in apertura il convegno inaugurale dal titolo “Evoluzione tecnologica della manutenzione auto: impatto sulle officine del futuro”, che offre un quadro aggiornato sulle dinamiche della riparazione auto in Italia, e i Premi dell’eccellenza GIPA, l’attesa cerimonia di consegna dei riconoscimenti ai personaggi e alle realtà aziendali che si sono particolarmente distinte nel mondo dell’aftermarket.

26,9 miliardi spesi nel 2012 per manutenzioni e riparazioni auto Nel 2012 gli italiani hanno speso per manutenzioni e riparazioni delle loro autovetture 26.919 milioni di euro. Il dato è stato diffuso dall’Osservatorio Autopromotec, che sottolinea che la cifra è di assoluto rilievo e, per la prima volta nella storia della motorizzazione del nostro Paese, supera la spesa sostenuta per l’acquisto di nuove autovetture. Per quest’ultima voce la spesa degli italiani nel 2012 è stata infatti di 26.515 milioni di euro. Nonostante il sorpasso, la spesa per l’assistenza alle autovetture nel 2012 è però calata. Rispetto al 2011 vi è infatti una contrazione del 10,5%. E’ questo un effetto della crisi economica che ha investito il Paese e che sta determinando riduzioni anche di spese assolutamente necessarie, come quelle per la manutenzione e le riparazioni delle autovetture.

2,5 miliardi spesi nel 2012 per la revisione auto 2,5 miliardi di euro: è questa la cifra che, secondo i calcoli dell’Osservatorio Autopromotec, gli italiani hanno speso nel 2012 per far revisionare i loro autoveicoli presso le officine autorizzate, come prevede il codice della strada. La spesa per le revisioni è una voce indubbiamente significativa per il settore dell’autoriparazione e, tra l’altro, non è influenzata dagli andamenti congiunturali come invece l’attività complessiva del settore. La spesa per le revisioni ha accusato una modesta contrazione rispetto all’anno precedente. Il calo è dovuto essenzialmente alla diminuzione degli autoveicoli revisionati che sono stati 13.046.564 contro i 13.403.836 del 2011 (-2,7%). Sul totale del giro d'affari delle officine di autoriparazione l'attività di revisione incide per il 9,4%. È un apporto importante, ma quel che più conta in questo momento è il fatto che si tratta di un apporto sicuro in quanto è legato all'adempimento di un preciso obbligo di legge e non è quindi influenzato dall'andamento dell'economia.

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ll II TUTTAUTO NEWS - Speciale Autopromotec In Italia 484 veicoli per ogni officina di autoriparazione In Italia nel 2012 le officine di autoriparazione erano 85.326 a fronte di un parco circolante di autovetture ed altri autoveicoli che aveva raggiunto una consistenza di 41.321.577 unità, con un rapporto di una officina per ogni 484 autoveicoli. Il dato scaturisce da uno studio su dati Cerved compiuto dall'Osservatorio Autopromotec. Il rapporto autoveicoli per officina, secondo l'Osservatorio Autopromotec, è in linea di massima adeguato alle esigenze del nostro parco circolante. Come per altri fenomeni vi sono però notevoli differenze tra nord e sud con ripercussioni, ovviamente, anche sulla economicità di gestione che è migliore dove maggiore è il numero di veicoli circolanti per officina. Questa situazione si verifica soprattutto al nord. La regione con il rapporto migliore (dal punto di vista degli autoriparatori) è il Trentino Alto Adige con 730 veicoli per officina, seguono il Friuli Venezia Giulia (599), la Toscana (577), la Lombardia (565), il Veneto (540) e l’Emilia Romagna (529). Per quanto riguarda le diverse specializzazioni, la parte del leone la fanno i meccanici che nel 2012 erano 44.631 e che dall'inizio del 2013, in forza di una nuova legge, costituiscono una nuova categoria, quella dei meccatronici in cui sono confluiti anche gli elettrauto che nel 2012 erano 8.435. Vengono poi i carrozzieri che sono pure una categoria molto importante con una consistenza di 22.373 aziende nel 2012. Completano il quadro 6.194 gommisti e 3.693 officine di concessionari auto. Il totale, come si è detto, è di 85.326 officine di autoriparazione nel 2012, con una crescita sul 2011 dell'1% derivante da piccoli incrementi del numero dei meccanici (+1,9%), di quello dei gommisti (+1,2%) e di quello delle officine dei concessionari (+0,5%), con un piccolo calo degli elettrauto (-0,9%) e con una sostanziale stazionarietà del numero dei carrozzieri.

Fino al 15% di risparmio di carburante e di CO2 grazie alla corretta manutenzione Modalità di guida intelligente ed una corretta manutenzione dell’auto consentono di ridurre i consumi di carburante e le emissioni di CO2 fino al 15%, migliorando anche la sicurezza sulla strada. È quanto emerge dalla “Guida 2012 al risparmio di carburanti e alle emissioni di CO2 delle auto” realizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guida che è online sul sito: www.mit.gov.it. Come prima regola, la Guida raccomanda agli automobilisti la cura della manutenzione del veicolo facendo eseguire sulla propria auto i controlli previsti dalla casa costruttrice del veicolo. Tra i primi controlli è bene partire dai pneumatici, rivolgendosi ad un rivenditore specialista per farne controllare a freddo la corretta pressione di gonfiaggio. Sempre per ridurre consumi ed emissioni e rendere più sicura la stabilità del mezzo, la Guida consiglia poi di non aggravare il peso del veicolo con carichi eccessivi, rispettando il limite previsto dal costruttore ed indicato sul libretto di circolazione. L’utilizzo per il solo tempo necessario, pena effetti negativi sull’aerodinamica del veicolo e quindi sui consumi, è raccomandato anche per gli accessori e per i dispositivi come portapacchi e portasci così come, ovviamente, è bene in estate limitare l’apertura dei finestrini. L’uso limitato al solo tempo effettivamente necessario vale anche per i dispositivi elettrici dell’auto (lunotto termico, fari supplementari, ventola dell’impianto di riscaldamento, ecc) che richiedono quantità superiori di corrente e questo, ovviamente, fa crescere i consumi di carburante. Così come, analogamente, anche un uso eccessivo del climatizzatore incrementa sensibilmente i consumi. In alternativa è perciò consigliabile, quando possibile, l’impiego dei normali aeratori presenti su tutte le vetture.

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ll II INTERVISTA

ALD Automotive: consulenti al servizio del cliente Presente e futuro del mercato del noleggio a lungo termine, evoluzione continua dei servizi offerti (grazie anche alla tecnologia che rende più snella la parte gestionale), un occhio di riguardo all’assistenza: di questo e altro abbiamo parlato con Andrea Vaggi, Direttore Operations di ALD Automotive di Andrea Perugia

Ingegner Vaggi, parliamo in primis della situazione del mercato nel settore del NLT e di quali sono le prospettive per questo 2013 e per gli anni a venire. “Anche nel 2012 il Noleggio a Lungo Termine ha dato un contributo rilevante al mercato automotive, consentendo al comparto di assorbire almeno in parte le forti pressioni che da tempo viviamo a livello macroeconomico. Il 2013 non segnerà l’uscita da questa delicata fase di incertezza, ma studi recenti (Frost&Sullivan, 2012) ci segnalano margini an-

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cora positivi per il mercato italiano di noleggio a lungo termine, con tassi di crescita fino al 6,3% entro il 2018. Si tratta di un dato comune ai principali mercati maturi a livello europeo, che spinge ALD Automotive a rafforzare ulteriormente il proprio impegno verso la costante innovazione e l’investimento su mirate politiche di sviluppo”.

stesso dei servizi di noleggio a lungo termine a essere in forte evoluzione, con un contributo che si conferma in termini di valore aggiunto per il cliente corporate, si rafforza nei confronti del pubblico retail e professionisti, e sta divenendo sempre più interessante e appetibile anche per il vasto universo dei clienti privati”.

In questo contesto di mercato sicuramente non semplice come si stanno evolvendo i servizi offerti alla clientela? “Più in generale registriamo come sia il ruolo

Una serie di evoluzioni che incidono sicuramente sulle sue attività e responsabilità all’interno di ALD. Ci vuole parlare dei suoi compiti specifici e di quali sono oggi le te-

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matiche e i problemi che deve affrontare nella sua attività quotidiana? “Si tratta, è evidente, di un contesto articolato e ricco di sfumature. Ed è proprio all’interno di un quadro simile che in ALD, come Direttore Operations, ho la responsabilità di gestire e sviluppare tutta una serie di risorse, relazioni e processi rappresentativi dell’intera esperienza di noleggio a lungo termine: dall’ordine iniziale alla consegna del veicolo, dall’assistenza post vendita fino alla riconsegna finale da parte del driver e alla successiva presa in carico dal nostro Remarketing”. La partita si gioca quindi su più campi. Che sfide deve affrontare con il suo team per rispondere al meglio alle sollecitazioni che arrivano dal mercato? “Sono numerose le sfide che con i miei collaboratori ci troviamo ad affrontare ogni giorno: tra tutte, una acquista oggi una rilevanza ancor più sostanziale delle altre. Mi riferisco, in primo luogo, alla consegna del veicolo e alla costante attenzione che poniamo verso questo tema, operando quotidianamente perché tale fase risponda in modo completo e positivo alle aspettative del cliente. Parliamo, in altri termini, di curare e chiudere al meglio una delicata triangolazione tra gli interessi di attori differenti e complementari, quali il nostro

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cliente finale, le case costruttrici e la rete dei concessionari”. Anche quello dell’assistenza sembra essere un elemento essenziale nella strategia di servizio offerta da ALD Automotive. “Quello dell’assistenza è sicuramente un punto focale per noi e rappresenta un sistematico impegno per identificare, pianificare e ottimizzare costantemente le fasi di manutenzione e assistenza programmata e non. L’obiettivo, chiaramente, è ridurre al minimo il disagio per i clienti attraverso l’efficiente e innovativa gestione dei tempi di fermo tecnico, garantendo comunque loro la mobilità grazie all’erogazione dei nostri servizi a supporto”.

La tecnologia porta innovazioni che possono semplificare il lavoro ai vostri clienti/azienda soprattutto per quello che concerne la parte gestionale, logistica ed amministrativa. Ritenete questo un aspetto importante sul quale state investendo anche in termini di proposte innovative? “Per rispondere in modo puntuale ed efficace a queste e altre sfide, possiamo contare certamente sulla grande professionalità dei nostri team, supportati sempre più da soluzioni tecnologiche, per lo più in ambito digitale, che offrono un contributo sostanziale ai processi gestionali e operativi. Recente, in questo senso, è stata l’ideazione, lo sviluppo e il lancio di Stock&Delivery, uno speci-

fico strumento informatico che mette in relazione le esigenze di tre soggetti: il cliente finale, il nostro funzionario commerciale e i concessionari. Grazie a Stock&Delivery, infatti, i nostri commerciali possono portare avanti la trattativa con il cliente monitorando e opzionando in tempo reale le vetture disponibili presso i nostri fornitori. Si tratta, in altre parole, di una piattaforma web che dal nostro punto di vista approccia in modo positivo ed evoluto proprio il tema delle vetture disponibili, una tra le maggiori criticità che oggi interessa la rete dei concessionari. A livello interno, inoltre, l’importante razionalizzazione e integrazione dell’intera filiera Operations (Sourcing Auto, Order & Delivery e

Andrea Vaggi, direttore operations di ALD Automotive

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Network) va nella direzione di una costante e sistematica gestione dell’intero ciclo di vita del nostro caro ‘pezzo di ferro’, dal suo ordine alla consegna, dall’assistenza durante il ciclo d’utilizzo fino al termine contrattuale e alla sua riconsegna finale. ALD sta quindi portando avanti investimenti importanti in ambito IT, volti allo sviluppo di strumentil specifici che snelliranno e renderanno ancora più integrata la gestione del processo di Order&Delivery”. Negli ultimi anni sta cambiando il ruolo delle società di noleggio che hanno un approcio al cliente sempre più in veste di veri e propri consulenti. Mi pare di capire che anche voi vi state

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muovendo in questa direzione. “Esatto. Stiamo promuovendo una serie di iniziative concrete che rispondono alle aspettative di una clientela che non cerca più nella propria società di noleggio un mero fornitore, bensì un vero e proprio consulente per gestire al meglio la flotta, in grado magari di modellare una car policy su misura che ottimizzi i costi e lasci al cliente la possibilità di concentrarsi sul proprio core business. Proprio la volontà di supportare sempre più i nostri clienti e l’attenzione quotidiana verso il servizio offerto, ci hanno spinto a varare – in collaborazione con una società internazionale indipendente specializzata

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nelle ricerche di mercato sull’auto – uno specifico piano di rilevazione on line della customer satisfaction che si propone, in una delle rilevazioni previste, di durata triennale, di monitorare ciclicamente la soddisfazione di porzioni rilevanti dei nostri driver, relativamente a quattro eventi identificati come particolarmente rappresentativi dell’intero ciclo del noleggio a lungo termine e, per loro natura, direttamente legati alle attività che portiamo avanti all’interno della Direzione Operations: consegna veicolo, manutenzione e assistenza, veicolo sostitutivo e riconsegna finale”. Insomma le sfide non mancano di certo. Ci vuole

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fare una sintesi finale delle linee strategiche che ALD intende seguire nel futuro prossimo? “Concludendo: da una parte un’offerta sempre più flessibile e attenta alla soddisfazione dei nostri clienti; dall’altra un’organizzazione interna che punta sull’efficienza e sulla presenza capillare sul territorio, sia in termini commerciali, sia in relazione alla rete del nostro network di Service Point, centri assistenza e fornitori tecnici, rete sempre più estesa, qualificata e integrata con i processi ALD. Questa, in estrema sintesi, la doppia direttrice intorno alla quale ALD intende sviluppare ulteriormente il proprio business model”.


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Ill II FOCUS

Nuovi servizi alle flotte, telematica avanti tutta Sempre più pervasive, le tecnologie di controllo a distanza offrono una gamma di applicazioni mai così ampia e varia, cui oggi le flotte ricorrono soprattutto per minimizzare i costi, chiedendo e ottenendo anche una maggiore sicurezza ed un minore impatto ambientale di Mino De Rigo

Che la telematica rappresenti una nuova frontiera nella gestione delle flotte aziendali non è più una novità. E se limitarsi a considerare le applicazioni sulla localizzazione dei mezzi sul campo risulta riduttivo, lo è anche esaminare i singoli ambiti di applicazione quasi fossero compartimenti stagni. La realtà di oggi invece dimostra che gli obiettivi di contenimento dei costi e di sostenibilità ambientale, di sicurezza e di una maggiore efficienza nell’uso del parco veicoli hanno portato alla convergenza

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delle diverse tecnologie, estendendo al contempo il ventaglio delle soluzioni disponibili: così il monitoraggio a distanza va combinandosi alla telediagnosi, che si lega a una prevenzione a tutto tondo rispetto ai rischi potenziali, mentre l’esigenza di un controllo puntuale degli eventi (dalle singole trasferte agli incidenti e ai furti) e dei comportamenti che impattano sul conto economico nonché sui principi di una mobilità più responsabile, può essere coniugata anche al rispetto della privacy dei driver.

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Elementi di valore A testimoniarlo sono le mosse sulla scacchiera di un mercato che vede i player concentrare il proprio impegno attorno alle istanze delle aziende, spinte dalla congiuntura a raschiare il fondo del barile, ma costrette, al tempo stesso, a individuare nuovi elementi di valore che accompagnino l’indispensabile razionalizzazione. Ecco allora Texa che, portata a bordo dei veicoli la telediagnosi, con la verifica proattiva dei comportamenti, rilancia non solo sulla sicurezza ma pure su ecosostenibilità e ri-


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Andrea Algeri, general manager Telemobility di Texa

sparmi, fattori entrambi nel mirino anche di chi, come MobiVision, lega tradizionalmente alla logistica il proprio business, centrando sui sistemi di localizzazione Gps Visirun i promessi incrementi di produttività. Ed ecco la virata strategica di Lojack, già protagonista nelle soluzioni di localizzazione per il recupero dei veicoli rubati, che ora punta a imporsi nel comparto delle connected-car ed è pronta a far leva sulla collaborazione con case auto, compagnie assicurative e fornitori di servizi, ossia gli installatori e i gestori di quelle scatole nere che l’Ue si è impegnata a rendere obbligatorie sui veicoli di nuova produzione a partire dal 2015. Tra le partnership in itinere, anche quella con TomTom che oggi definisce la tracciabilità non più come chiave primaria, ma come conse-

guenza indotta dall’attività di ottimizzazione del fleet management. La novità per le aziende sta dunque tutta qui, nell’accelerazione al cambio generale di prospettiva. I vantaggi Dice Andrea Algeri, general manager Telemobility di Texa: “Le aziende faticano a cambiare impostazione finché non si rendono conto dei vantaggi. Montando sul veicolo il dispositivo di tracciamento e diagnosi Tmd (Texa mobile diagnostics, capace di comunicare con l’elettronica di bordo) è possibile monitorare i parametri registrati dalle centraline ricavando informazioni sul suo funzionamento, a beneficio della manutenzione preventiva, nonché sui comportamenti di guida”. Si ha anche l’opportunità di verificare l’usura dei tuttauto

freni, la carica della batteria, la pressione e il consumo dell’olio motore, come pure le avvisaglie di eventuali avarie. “Ed anche la quantità di carburante versata nel serbatoio. Oggi più che mai la richiesta dei gestori di flotte verte su questa voce, un controllo utile anche per evitare abusi. Di fatto, dopo l’adozione del nostro sistema i consumi registrati dalle aziende clienti si riducono fino al 15%. E poi, monitorando percorsi e stile di guida si possono correggere le anomalie e risparmiare”. L’altra faccia del controllo, però, è costituito dalla tutela della riservatezza: “È bene – aggiunge Algeri – che la sicurezza dei driver resti in primo piano, ma è comunque sempre possibile bloccare la trasmissione delle informazioni fuori dagli orari di lavoro”.

Questione privacy “Il nostro sistema – gli fa eco Marco Federzoni, direttore vendite b2b di TomTom Business Solutions – prevede un pulsante denominato appunto privacy, che il guidatore può premere facendo sparire il veicolo dal radar. Si eliminano così tutti i dati correlati al monitoraggio, tranne quello chilometrico”. Una procedura che può essere anche impostata in automatico qualora il mezzo sia in uso promiscuo, così da disattivare il controllo nei weekend. “Tra le altre novità recenti, l’interfacciamento della nostra scatola telematica TomTom Link 510 (che traccia la posizione e comunica i dati del veicolo) via Bluetooth con qualsiasi dispositivo esterno che supporti tale protocollo, le app per smartphone Android e iPhone per compilare la

Marco Federzoni, direttore vendite b2b TomTom Business Solutions

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reale programmi e destinazioni”. L’applicazione, che si basa sul web, permette di visualizzare nell’immediato tutti i dati anche su tablet e smartphone per fornire al fleet manager un controllo completo ovunque si trovi. “Oggi è il software a fare la differenza, soprattutto la sua semplicità di fruizione e la sua velocità di risposta”. Mauro Leandri, responsabile commerciale Mobivision

nota spese abbinando i riscontri chilometrici e di geolocalizzazione relativi ai singoli spostamenti nella giornata di lavoro, e l’accessorio ecoPlus, che rileva i consumi di carburante e le emissioni di Co2”. I dati prelevati in tempo reale attraverso la porta Obd vengono trasmessi al software gestionale Webfleet e trasformati in report che evidenziano tempi di inattività, carburante consumato e sprecato, emissioni correlate ed efficienza complessiva. Obiettivo efficienza Poiché sull’efficienza incide direttamente anche il traffico, TomTom si fa forte del servizio Hd Traffic, “utilissimo per evitare code e ingorghi e per gestire gli imprevisti. Il guidatore può avvisare la sua azienda, che può verificare la situazione e provvedere per rispettare i tempi prefissati senza venire meno ai li-

velli di servizio concordati coi clienti. Ecco allora che non si tratta di un sistema di controllo, ma piuttosto di uno strumento collaborativo grazie al quale lavorare meglio tutti. Inoltre, sul fronte delle flotte di trasporto, la novità è lo scarico in remoto dei dati da tachigrafo digitale”. Si tratta di una prerogativa cui guarda anche Mobivision, le cui soluzioni si avvalgono dei tracker Gps Visirun, collegabili alle centraline elettroniche via Canbus/Fms. “Questi strumenti rappresentano quanto serve – dice Mauro Leandri, responsabile commerciale di MobiVision – per organizzare al meglio le attività degli autisti, non solo monitorando periodi di guida e di pausa, ma anche rilevando posizioni e tempi di arrivo, consumi medi e comportamenti al volante, così da ridurre i costi, nonché comunicando in tempo tuttauto

Maggiore sicurezza I tracker Visirun vantano pure funzioni di sicurezza, dal collegamento a un pulsante di emergenza e anti-rapina, al controllo di apertura dei portelloni, dai sensori di rimozione, avvicinamento o accesso al veicolo fino al blocco automatico in caso di manomissione del dispositivo. Ma sull’antifurto è Lojack a vantare indiscusse prerogative. “Siamo i soli – afferma Maurizio Iperti, ad di Lo-

jack Italia – a proporre una tecnologia in radiofrequenza, più robusta di quella satellitare. Inoltre, numerose pattuglie della polizia dispongono dell’unità ricevente, così da poter localizzare i veicoli rubati. E poi, ulteriore punto di forza, è la tutela della privacy, dato che il sistema viene attivato solo a furto avvenuto”. O dopo che il veicolo è stato oggetto di appropriazione indebita. “Capita, complice la crisi, che i clienti delle società di noleggio smettano di pagare il canone: grazie a Lojack le società di noleggio possono riappropriarsi più rapidamente dei loro mezzi. Per il futuro lavoriamo al collegamento del sistema con le scatole nere previste per l’eCall e allo sviluppo di nuovi servizi alle flotte”, cui contribuirà senz’altro l’annunciata partnership con TomTom.

Maurizio Iperti, ad di LoJack Italia

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È stato un successo la 2a edizione di Company Car Drive che si è tenuta lo scorso 17 e 18 aprile all’autodromo di Monza. L’evento ha chiamato a raccolta un alto numero di fleet manager delle principali aziende che operano sul nostro territorio con ben 20 Case automobilistiche presenti di Valerio Parrini

Ai fleet manager ospiti di Company Car Drive 2013 è stata data l’opportunità di provare le 168 auto disponibili direttamente sul noto circuito brianzolo, dove abitualmente sfrecciamo le monoposto di F1, oppure su altri 5 percorsi alternativi. Girando tra gli stand e sentendo la voce dei diretti interessati, uno degli argomenti che si conferma di grande attualità è quello legato alla salvaguardia dell’ambiente e alla capacità delle aziende di puntare ad una mobilità ecosostenibile e dei fleet manager di ridurre consumi e costi. In quest’ottica lo tuttauto

sviluppo di nuovi modelli con carburanti alternativi e motorizzazioni più efficienti da un punto di vista dei consumi costituisce sicuramente un’alternativa interessante sulla quale le Case automobilistiche stanno concentrando i loro sforzi e alla quale i fleet manager guardano con maggiore e rinnovato interesse. Panorama variegato Il panorama in questo campo è piuttosto variegato. E, se le vetture alimentate dai carburanti tradizionali continuano a fare progressi interessanti in termini di riduzione dei consumi e delle 29

emissioni, la gamma d’offerta da tutte le principali case automobilistiche si arricchisce di modelli alimentati da carburanti alternativi, ibridi ed elettrici. Non è un caso quindi che Alfa Romeo metta tra le vetture in prova sul circuito di Monza la versione GPL turbo della Giulietta o se abbiamo visto in pista i fleet manager impegnarsi nella guida delle varianti a metano di Mercedes Classe B o della Seat Mii, oppure di Ypsilon Ecohic e Fiat Panda Natural Power. C’è poi un interesse particolare sulle auto ibride, una soluzione sulla quale alcune


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Case stanno puntando in maniera decisa e che sta catturando sempre più l’interesse dei fleet manager. A rappresentare la “categoria” al Company Car Drive alcuni interessanti modelli proposti da Peugeot (la 3008 hybrid e la 508 RH), la Infiniti con la M35h, la Volvo V60 Plug In, oltre alla versione ibrida di un modello alto di gamma e di grande rappresentanza come la Porsche Cayenne. La crescita dell’offerta di auto “ecologiche” ha catturato l’attenzione anche delle società di noleggio a lungo termine che comprendono i vantaggi di vetture con costi di gestione ridotti, ed iniziano a promuovere questo tipo di tecnologia presso le aziende. Presente e futuro Se il presente parla di metano e soluzioni ibride, secondo molti il futuro sembra appartenere all’auto elettrica e, seppur questo segmento di mercato fatichi a decollare per i noti problemi infrastrutturali, le Case non lesinano novità con Renault che a Monza propone Twizy e Zoe, Nissan con la Leaf e la piccola Smart a completare il panorama. Da Hyundai intanto ci confermano l’impegno profuso negli ultimi anni per una riduzione costante delle emissioni di CO2 delle proprie vetture con una gamma di modelli

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“Blue Drive” che spicca per il contenimento delle emissioni. A livello globale, infine, il C-SUV ix35 Fuel Cell rappresenta la prima vettura ad idrogeno prodotta in serie al mondo. Insomma c’è moltissima carne al fuoco e non mancano certo novità e interessanti alternative. Per le aziende Ma questi modelli riescono a catturare l’interesse dei fleet manager? Abbiamo voluto fare una verifica diretta sul campo per misurare il grado di appeal di un auto con combustibile alternativo e abbiamo chiesto le impressioni di guida a Marco Carboni, fleet manager di Boehringer Ingelheim, “catturato” al termine di una prova in pista della Lancia Ypsilon a metano ecochic. “Molto

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bella e confortevole – ci dice Carboni – ho provato a fare anche la commutazione da metano a benzina per notare la differenza e devo dire che è praticamente inavvertibile”. Insomma nel complesso poche differenze nella guida di un auto a metano e di una a benzina. “Da un punto di vista del fleet manager – ribadisce Carboni – che deve tener conto anche del risparmio e non soltanto delle prestazioni e della capacità di accelerazione direi assolutamente nessuna differenza sostanziale”. Se poi parliamo di economicità scopriamo un fattore che rende ancora più interessante l’utilizzo delle auto a metano anche nella composizione di una flotta aziendale. “Assolutamente sì – conclude Carboni – sia per il

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risparmio sia per l’attenzione che le aziende multinazionali pongono nei confronti delle questioni ambientali. I motivi di interesse sono molteplici e senza nessuno svantaggio per chi poi usufruisce della vettura. L’unico piccolo neo che vedo in questo momento è la poca capillarità del servizio di rifornimento sul territorio nazionale. Una volta risolto questo problema vedo solo una serie di interessanti vantaggi”. Stazioni di servizio Sul tema della scarsa capillarità della rete di distribuzione del metano dice la sua Francesco Santangelo, responsabile metano per autotrazione di Eni Gas & Power “Dobbiamo continuare sulla strada che abbiamo intrapreso. L’Italia è prima in Europa per quanto ri-


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guarda la tecnologia, la capillarità e la distribuzione sul territorio delle stazioni di rifornimento. Senza dubbio le Case automobilistiche stanno dando un contributo fondamentale, investendo nella progettazione e nella ricerca di motori sempre più all’avanguardia, lanciando modelli nuovi e dalle differenti caratteristiche tecniche”. Insomma nelle aziende c’è un interesse crescente per le questioni ambientali a patto che non incidano troppo sui costi complessivi. In sostanza non c’è ancora una totale disponibilità a spendere di più solo per inquinare di meno. Però si tratta di una strada ormai intrapresa ed è fondamentale per le Case insistere con l’obiettivo dichiarato di mettere in

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strada delle auto che siano sempre meno impattanti in termini di inquinamento dell’ambiente. A questo proposito è da segnalare che Skoda ha pre-

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sentato a Company Car Drive 2013 la nuova Octavia, un modello focale nello sviluppo del business flotte e non è un caso che sia già prevista la versione Green

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Line e si presenterà presto al mercato una variante a metano. Anche Volkswagen guarda con molto interesse allo sviluppo delle auto a metano con il lancio della up! a gas naturale che ha fatto registrare grande interesse. Lo stesso tipo di alimentazione viene proposto anche per Touran e Passat. Parlando invece di carburanti tradizionali, tutte le versioni “BlueMotion”, con particolare riferimento a Golf e Passat che impiegano il motore 1.6 TDI, hanno emissioni inferiori alla media di mercato. In più, verso fine anno, è previsto il debutto della versione definitiva della e-up! con trazione 100% elettrica, che segna l’esordio del Gruppo tedesco nel mondo della mobilità totalmente “green”.


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ll II PROVATA PER VOI

Nuova Mercedes Classe E: verso lÊauto senza il pilota La “rivisitazione” di mercedes classe E, uno dei modelli di maggior successo della casa della stella ha portato a motori più efficienti e meno assetati e soprattutto a dotazioni elettroniche che la avvicinano alle vetture che vedremo in un futuro ormai prossimo. Efficaci i sistemi che impediscono di travolgere un pedone e che riportano in traiettoria l’auto che sbanda di Roberto Mazzanti

Tra gli esperti di automotive nel mondo sono numerosi quelli che sostengono l’affidabilità di speciali vetture che possono fare a meno del pilota. Esempi ce ne sono stati con prototipi sfornati da qualche laboratorio universitario; indiscrezioni trapelano anche dai centri di sperimentazione delle case automobilistiche (naturalmente off limits per la stampa) preoccupate di non svelare i progressi tecnologici che stanno portando avanti in questo campo. All’auto che si guida senza pilota, come si vede in certi film di fantascienza, ci ha fatto pensare la Classe E di nuova generazione, vettura da sogno di Mercedes, che dispone di serie o come optional di una batteria di sistemi elettronici che assistono chi sta al volante e

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che ad esempio impediscono, entro certi limiti, di investire un pedone in un momento di distrazione o di finire sulla corsia opposta di marcia per un colpo di sonno andando a sbattere contro un mezzo che sopravviene. Dotazioni tencologiche La nuova Classe E di Mercedes è dotata di una telecamera stereoscopica che rappresenta gli “occhi” della vettura, i sensori radar invece ne sono le “orecchie” e forniscono dati aggiuntivi. Il sistema radar è composto da due sensori a corto raggio integrati nel paraurti anteriore con una portata di 30 metri ed un angolo d’apertura di 80 gradi: in aggiunta c’è un sensore a lungo raggio (200 metri) con rilevamento anche a medio raggio (60 metri). I


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dati di telecamere e radar confluiscono in una centralina e contribuiscono all’efficienza delle diverse funzioni automatiche di aiuto alla guida. Il Distronic Plus ad esempio aiuta il guidatore a mantenere la traiettoria e ad evitare scontri con chi proviene in senso opposto, mentre il Brake Assist Bas Plus riconosce i pedoni e il traffico perpendicolare alla direzione di marcia, una novità importante, quest’ultima, soprattutto negli incroci con scarsa visibilità. C’è poi il Pre Safe, sistema frenante che riconosce i pedoni e blocca automaticamente l’auto per evitare l’investimento se non si superano i 50 km/h. Utilissima anche la funzione del Pre Safe Plus che riconosce il rischio di tamponamento e lo segnala in millesimi di secondi al guidatore del veicolo che segue. Importante è anche l’Antisbandamento attivo, che impedisce il cambio di corsia accidentale intervenendo con una frenata unilaterale. Risolto anche il problema di agire sull’asta del cambio-fari per passare dalle luci abbaglianti agli anabbaglianti. Sulla nuova Classe E sono in funzione gli Abbaglianti adattivi, sistema che permette di viaggiare con gli abbaglianti sempre inseriti evitando però di abbagliare i veicoli compresi nel loro cono di luce.

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La funzione del Pre Safe Plus riconosce il rischio di tamponamento e lo segnala in millesimi di secondi al guidatore del veicolo che segue

Con la Classe E il problema del parcheggio impegnativo (date le dimensioni della vettura) non esiste. Infatti il Park Assist consente il parcheggio automatico sia longitudinalmente che perpendicolarmente senza richiedere una particolare abilità a chi si trova al volante. Utile si rivela il sistema che riconosce i segnali stradali e li riproduce sul cruscotto sotto gli occhi del pilota, soprattutto quando si tratta di limiti di velocità che cambiano nei piccoli centri abitati. Tra le varie funzioni della telecamera c’è anche la visione a 360 gradi che tiene sotto controllo tutti e quattro i lati della vettura, compresa una vista dall’alto virtuale dell’auto e della zona circo-

stante. Infine il mai troppo lodato (e sfruttato dalla pubblicità) Attention Assist che segnala condizioni di stanchezza e disattenzione del pilota invitandolo ad una sosta (raffigurata da una simbolica tazzina di caffè) prima che il colpo di sonno in agguato possa portare all’uscita di strada o peggio ancora allo scontro frontale. Su strada Ho partecipato alla presentazione della nuova Classe E alla stampa internazionale che si è svolta a Barcellona e dintorni. Alla guida della E 220 CDI, la motorizzazione che gli uomini del marketing Mercedes pensano possa essere la preferita


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Nuovi i fari con un unico vetro a protezione mentre rimane inalterata la grafica del frontale a quattro fari, tipico di Classe E, con luci a led che separano le diverse fonti luminose.

dalla clientela italiana, ho potuto verificare le doti di comfort e brillantezza di questa versione che sfrutta la grande coppia a disposizione (400 Nm) e che nell’assetto Blue Efficiency garantisce più di 22 km con un litro di gasolio nel ciclo misto pur raggiungendo i 228 km/h di velocità massima con un’accelerazione di 8,7” per raggiungere i 100 km/h partendo da ferma. Sono riscontri più che interessanti considerando che arrivano da un 4 cilindri di 2.143 cc con 170 cv di potenza. Ma fin qui siamo nel solco della tradizione d’eccellenza dei prodotti Mercedes e della Classe E in particolare. Dove invece si fa un salto in avanti sul fronte della sicurezza di guida è nella verifica dell’efficienza dei sistemi elettronici antisbandamento, antitamponamento, antiinvestimento di un pedone, eccetera eccetera. Su una pista per il decollo e l’atterraggio di piccoli aerei privati ho avuto modo di sperimentare l’efficienza del sistema frenante Pre Safe in grado di riconoscere i pedoni e di evitare l’investimento con una frenata automatica. In mezzo alla pista era stato collocato un fantoccio di gomma delle stesse dimen-

sioni di un pedone: tentando di travolgerlo ad una velocità di 50 km/h, senza toccare freni e sterzo, l’auto si blocca a pochi centimetri dall’ostacolo mentre il pilota sta guardando da un’altra parte! Altro esperimento portato brillantemente a termine sulla medesima pista è stato il rimettere automaticamente in traiettoria una Classe E che per distrazione del pilota stava sbandando verso il centro della carreggiata dove sopraggiungeva in direzione opposta un’altra auto. In questo caso è stato il Distronic Plus, sistema di assistenza allo sterzo, a rimettere in traiettoria l’auto evitando l’urto con chi marciava nell’altro senso di marcia. Ancora altre novità Il segreto dell’efficacia di questi due sistemi (e degli altri che ho illustrato sopra) si nasconde dietro i modernissimi sensori radar di cui Classe E è dotata e della telecamera stereoscopica multifunzione che grazie a due “occhi” può visualizzare in modalità tridimensionale l’area antistante la vettura fino a circa 50 metri con una portata complessiva di 500 metri. I dati forniti dalla telecamera vengono poi rielaborati da tuttauto

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diversi sistemi con algoritmi intelligenti in grado di riconoscere veicoli che provengono in senso opposto, veicoli che precedono o che arrivano da un senso di marcia perpendicolare al proprio, ma anche pedoni e diverse tipologie di segnali e di indicazioni stradali inquadrandone posizione e movimento in un ampio campo visivo. Detto delle meraviglie elettroniche per la guida sicura e assistita vediamo le altre caratteristiche generali di questo nuovo modello. Per la prima volta Classe E è disponibile con due differenti frontali: il modello Executive ed il pacchetto Exclusive presentano la classica calandra tridimensionale a tre lamelle della Berlina con la Stella Mercedes sul cofano motore. Le versioni Sport e Premium invece sono caratterizzate dal frontale sportivo con Stella centrale che conferisce un’espressione aggressiva. Anche il cofano motore ed il paraurti anteriore sono stati completamente ridisegnati. Nuovi anche i fari con un unico vetro a protezione mentre rimane inalterata la grafica del frontale a quattro fari, tipico di Classe E, con luci a led che separano le diverse fonti luminose. Nella coda le luci ed i paraurti sono stati rivisitati con gruppi ottici posteriori a led a sviluppo orizzontale e nuova grafica bicolore che enfatizzano la larghezza mostrando un design notturno inconfondibile. Tanti piccoli interventi non hanno però stravolto l’immagine esterna della Classe E che rimane riconoscibile ed in linea con le versioni precedenti. Anche gli interni sono stati rivisti con l’adozione di materiali ancor più di pregio. Nuovo l’orologio analogico sistemato in mezzo alle due bocchette d’aerazione centrali. Migliorato il comfort e la silenziosità grazie ad un lavoro in profondità con materiale fonoassorbente: il rumore del motore non penetra nell’abitacolo dove si sente solo il rumore prodotto dal rotolamento dei pneumatici.


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