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Katango

NUMERO CINQUE

MENSILE w w w DELLO . k a SPORT t a n ALTERNATIVO g o . i t

VOLO LIBERO Speciale Etnafly

lo sport ecosostenibile

DirettoreORIENTEERING Creativo e grafico Stefania La Magna

Anno I numero 5 - GIUGNO 2009 - Registr.Tribunale di Catania n.4/2009 del 30/01/09 -

Cell. 3406685812 s.lamagna@katango.it



SURF Il favoloso mondo delle surfiste

intervista a Francesca Rubegni


EDITORIALE a cura della Redazione W W W. K ATA N G O . I T Editore e Proprietario Fausto Nicola Di Fidio Direttore Responsabile Daniela Fleres Direttore Creativo Stefania La Magna Si ringraziano Etnafly Andrea Marchese Peppe D’Urso (cover) Mar keting e Pubblicità Katango 340.9035861 Katango Via Acero, 34 95121 C ATA N I A 340.9035861 info@Katango.it

P. I v a 0 4 6 5 5 8 2 0 8 7 8

Collabora con noi katango@ k a t a n g o . i t

Caro lettore, Come in un gioco di specchi infinito in questo nuovo numero si riflettono due elementi azzurri: cielo e mare. Perfino li dove il mare non c’è, ovvero nella più interna ed arida Sicilia. Così dalle vele in balìa delle correnti ascensionali della scuola di volo Etnafly vi porteremo leggeri sulle onde dei surfisti di fama nazionale, passando per le scuole alle pendici dell’Etna fino ad arrivare ad Enna, dove in una diga artificiale è recentemente nato il Circolo Nautico Tre Laghi. Ammireremo i meravigliosi scorci della magica Sciacca e non mancheremo di segnalarvi novità, eventi e manifestazioni che si moltiplicano con la bella stagione. L’estate è alle porte e con lei anche la nascita del nostro nuovo portale online dello sport alternativo WWW.KATANGO.IT Questo ci permetterà di tenervi sempre aggiornati e permetterà a tutti gli sportivi di discipline diverse di interagire da tutta la penisola e non solo, alimentando inoltre l’informazione riguardo fatti ed eventi di rilievo nazionale. Ma non anticipiamo altro! Sembra che ogni mese ce ne sia sempre una nuova. Probabilmente l’entusiasmo per questo progetto ci esalta talmente da ideare ogni giorno nuovi modi per coinvolgervi e rendervi partecipi dello sport. Buona lettura.

LA PRIMA WEBZINE ITALIANA DELLO SPORT ALTERNATIVO Ogni mese interviste, news e curiosita’ dal mondo dello sport estremo ed alternativo Copyright © Katango 2009


INDEX *4

TRE LAGHI

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SURF

*14

AROUND

*18

DISCOVERY

*20

PARAPENDIO

*24

ELLYSURF

*28

Divertimento acquatico nel cuore della Sicilia

NEXT ISSUE WINDSURF CAPOEIRA

Il favoloso mondo delle surfiste Intervista a Francesca Rubegni

Sciacca La citta’ incantata

Orienteering Lo sport ecosostenibile

Volo libero intervista ad EtnaFly

Quando il surf diventa arte

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INCONTRI Le ruote fumanti di Isidoro

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LAGHI Divertimento acquatico nel cuore della Sicilia

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anoa, wakebord, sci nautico, vela, wind surf. Tutti sport accomunati da un unico elemento: l’acqua, solitamente intesa come mare aperto o addirittura oceano. In Sicilia invece è nato un spazio in cui essi possono essere praticati lontani dalle coste marine, in uno scenario apparentemente estraneo a tali tipi di attività. Nel 1986 nasce infatti ad Enna il Circolo Nautico Tre Laghi, una realtà unica operante tra le colline dell’entroterra siciliano. Il Lago Nicoletti, invaso artificiale a 392 metri sul livello del mare, è stato creato dall’ESA (Ente Nazionale Agricolo) per irrigare i terreni circostanti ed oggi è diventato luogo di ritrovo di molti sportivi che scelgono il cuore della Sicilia per allenarsi e divertirsi. Grazie alle caratteristiche tecniche offerte dal lago pulito e smeraldo, dal 2001 il Circolo è affiliato con la Federazione Italiana Canoa e Kayak e rappresenta un sito atto a svolgere le maggiori gare

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regionali titolate. Ma le risorse del lago Nicoletti non finiscono qui, per gli amanti della vela il Circolo organizza corsi di patente nautica e vela entro le 12 miglia e senza limiti. Altro sport acquatico in voga negli ultimi anni è il wakeboard, praticato soprattutto dai più giovani, esso dà la possibilità allo sciatore di compiere particolari evoluzioni sull’acqua ed al Circolo Tre Laghi si possono trovare i corsi e le attrezzature per imparare a praticarlo. Lo sci nautico invece è forse la punta di diamante della struttura creata al centro della Sicilia. La sua scuola federale è conosciuta in tutta Italia anche perché nelle acque del lago si sono allenati atleti come Michele Gallegra, che ha indossato per diversi anni la maglia della Nazionale Italiana ed Emiliano Padalino, sciatore di rilevanza nazionale. Il circolo, nell’ambito di tale sport, organizza ogni anno gare nazionali e internazionali come la Coppa Europa, Campionati Italiani di Categoria, Coppa Italia, Campionati

Ph©TreLaghi

TRE


www.trelaghi.org info@trelaghi.org lago Nicoletti - Enna ss 121 Km 96,7 Mob.3286571862 Regionali Assoluti e di Categoria oltre che ai diversi corsi di sci nautico tenuti da istruttori federali. Anche il windsurf può essere praticato al lago, ci sono i corsi ma anche le attrezzature valide da poter noleggiare. Ma se gli sport acquatici non sono il vostro forte non è un problema, infatti la struttura offre anche l’opportunità di esercitarsi col tiro con l’arco, il free Climbing e la mountain bike. Tre sono i corridoi in cui arcieri professionisti e principianti possono allenarsi e dove i maestri federali della FITArco tengono lezioni. Per chi adora arrampicarsi tra le vie impervie delle montagne, il Circolo è dotato di una parete artificiale alta 9 metri e dell’assistenza di istruttori specializzati, oltre che di tutta l’attrezzatura consona ad una tale impresa. Per chi ama la mountain bike o le lunghe passeggiate in bici lo spazio attorno al lago dispone di un sentiero lungo 15 chilometri e presso il Circolo si possono noleggiare i mezzi per

percorrerlo. Anche per coloro che non amano destreggiarsi con lo sport di qualsiasi genere e desiderano semplicemente un po’ di relax immersi nella natura, il Circolo Tre Laghi è dotato di solarium galleggianti e di un percorso escursionistico tra la riserva naturale del lago di Pergusa e la riserva Naturale Orientata di Rossomanno, di Grottascura e di Bellia. Oltre ad esse, in prossimità del lago Nicoletti, esistono diversi siti archeologici come l’agorà di Morgantina, la Necropoli Realmese e la Villa Romana del Casale. Insomma il centro della Sicilia ha a disposizione grandi risorse per tutti i gusti, a noi spetta solo raggiungerlo, scegliere ciò che più ci piace e iniziare una nuova avventura ricca di divertimento tra acqua e natura. di Daniela Fleres


EAST COAST SICILY

A lezione di surf con l’associazione catanese che promuove corsi, contest ed eventi legati agli sport alternativi di acqua e di neve!

Ph©EastCoastSicily

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Fare surf in Sicilia? Il mare è dovunque, le coste sono idonee, ma le onde? Come ci dice Mario, uno degli istruttori dell’associazione East Coast Sicily, anche lui tempo fa agli inizi si chiedeva se era possibile trovare onde, imparare e praticare sui mari isolani il tanto cool e famigerato surf. Ma il surf di sicuro non è una moda né un semplice sport ci spiegano i ragazzi, ma “è un’attività individuale, personalissima ed anche interiore che si lega a doppio filo col suo praticante e le sue gesta nel pieno rispetto del mare e dell’ambiente”. Il gruppo di East Coast Sicily e il portale Sicilsurf.it, legati da anni, con passione ed entusiasmo collaborano nel diffondere ed informare gli appassionati e i curiosi riguardo i principali sport d’acqua e di neve: surf, windsurf, snowboard. L’esperienza del gruppo ha permesso così di organizzare nel tempo corsi sportivi specializzati e SURFCAMP / SNOWCAMP in giro per la Sicilia e non solo, alla ricerca dei migliori spot per la pratica. Grazie al portale, luogo di scambio e di ulteriore conoscenza per i surfisti isolani, si è nutrita col tempo una ricca comunità di appassionati e praticanti che continuamente si scambiano informazioni sulle condizioni meteo marine degli spot sparsi sull’isola. Le lezioni dell’associazione cominciano con svariate nozioni di base e di sicurezza, per poi procedere alla vera e propria pratica incentrata sempre sul livello mostrato dall’allievo dopo la prima lezione propedeutica. Si comincia dall’insegnamento della corretta tecnica per stare in piedi sulla tavola (fornita dalla scuola) e quindi scegliere in totale autonomia la direzione da prendere (livello base), fino ad arrivare al miglioramento ed alla correzione delle tecniche già in possesso degli studenti (livello avanzato).Ogni singola lezione comprende una prima fase di riscaldamento generale (esercizi di mobilità articolare, allungamento muscolare, focalizzazione sui movimenti specifici della disciplina), per poi passare alla pratica in acqua. La durata totale è di circa 1h 30m. Gli istruttori Giancarlo e Mario www.dnashock.com accompagneranno i loro allievi dopo passo in questo info@dnashock.com passo meraviglioso nuovo mondo tel.095 2245760 “ondoso”.

www.sicilsurf.it

S.L.M.


Il favoloso mondo delle surfiste intervista a Francesca Rubegni campionessa italiana di longboard foto e testi di Ylenia Russo

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apita spesso di leggere antiche storie sul surf: articoli che raccontano di come sia nato lo sport, personaggi mitizzati per il loro coraggio, ma raramente, o quasi mai, si legge qualcosa che abbia interessanti cenni storici riguardanti le “surfiste”, articoli o foto sulle ragazze sono sempre perle rare. Forse perché la scena maschile sta raggiungendo livelli altissimi e chiaramente con presenze maggiori in campo, oppure perché nelle redazioni le donne sono in minoranza e le fidanzate non si filano mai i giornali di surf. Insomma sfogliarne uno e leggere un articolo al femminile che non sia solo l’esaltazione della bellezza, ma parli della bravura di un’atleta è cosa “preziosa”. Molti non sanno che le vahinè hanno lunga storia quanto i più grandi miti del

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surf. Hopupu era il termine utilizzato dalle hawaiane per descrivere la sensazione di danzare con una tavola sull’acqua. Considerate donne di facili costumi dagli occidentali per la mancanza del pudore mostrando il corpo nudo, le vahinè (surfiste in lingua polinesiana, con diverse accezioni nel vocabolario occidentale) hanno origini centenarie, si narrano storie di cuori impavidi, come la talentuosa surfista Keala originaria dell’isola di Maui data in moglie ad un re dell’isola di Oahu, che contrariò le usanze e rinunciò al suo destino regale pur di continuare a vivere le sue onde, ma anche di nobili principesse come Ka’iulaini che praticava l’he’e nalu sulla spiaggia di Waikiki tra il 1895 e il 1900. Ammalianti come le sirene di Ulisse, le surfiste dei mari del sud stregarono i conquistatori con i movimenti dei loro corpi seminudi, disegnando linee bianche


sul blu dell’oceano, era il lontano 1874 e il viaggiatore Charles Williams raffigurò queste indigene cavalcare le onde del pacifico in tutta la loro bellezza. Tornando ai giorni nostri negli ultimi anni, la scena femminile ha avuto una voglia di emergere non indifferente, un palmares di valide riders italiane sta crescendo dimostrando eleganza, grinta e spettacolarità come i boys. Viene quasi spontaneo associare il longboard alla donna, per quello stile piÚ rilassato che sembra fermare il tempo delle manovre, rallentare la percezione dei movimenti e proiettare in una dimensione quasi onirica. La scena Italiana presenta le sue stelle, fra queste brilla una longboarder di Grosseto, signori e signore vi presento la sei volte campionessa italiana di long Francesca Rubegni.


“Basta buttarsi, l’esperienza e la crescita vengono col tempo...

IDENTITY Nata: 1 Dicembre 1981 a Grosseto. Abitazione: Grosseto..ma sempre in giro fra varie città.

Spot preferito: Lillatro e Rocchette. Posto in classifica: Campionessa italiana, categoria Longboard.

Musica preferita: da Vasco in poi tutto: anni ‘80, RHCP...

Sponsor: RRD, 69 slam, Cobian. Viaggi: Costa Rica, Isole Canarie, Francia.

Girl on board Quando non surfi? Provo a fare kite o studio!?! Ma non sono credibile, magari vado a fare snorkeling, poi dipende!

I tuoi prossimi anni? Meglio che non li sogni! Mi piglia male prima fammi finire l’università!!!! Di solito le girl iniziano per via dei fidanzati, amici o parenti rigorosamente maschietti che vedono surfare e di riflesso provano... fammi felice e dimmi che hai iniziato perché era un tuo grande sogno! Insomma come è nata la passione del surf? Ho iniziato perché lo faceva mio fratello … scusa non è proprio la risposta che volevi!!!! E dopo le prime volte è iniziata una passione che ci lega da anni e alla quale rinunciamo poco volentieri! Come ti sembra la situazione italiana, si può parlare di surfiste? I ricordi delle prime competizioni e l’approccio all’agonismo? Si può parlare di surfiste!!! Certo!!! E di diversi tipi, ognuna con delle qualità diverse … solo che siamo poche e molte hanno timore di iniziare, quindi non provano. E se posso dare un consiglio basta buttarsi, l’esperienza e la 10

crescita vengono col tempo! Te lo dice una che nei primi due campionati ha fatto delle discrete figuracce … droppavo tutti! E poi non ero proprio capace, in una gara non ho preso neanche un’onda! Però da li mi sono impegnata, anche perché mi piaceva tutto il contorno, oltre alla gara. Frase fattissima: il segreto dei tuoi successi? Non ultimo la Sardegna, dove ti alleni, quante volte? Non è un segreto… bisogna sempre stare in acqua, cerco di farlo sempre, ma a causa dell’università (si mamma la finisco quest’anno!) sto sempre a Pisa. Tutti i primi anni uscivo sempre e spesso in condizioni brutte: mare piccolo e chop, vento, onde grosse, sgangherate e c’è chi non entra! Non sai quanto servono queste giornate! Per il resto faccio qualsiasi sport sia per divertirmi che per allenarmi… a seconda di come mi gira. Long forever? Progetti futuri? Francesca Rubegni oltre ad essere la campionessa italiana di longboard che fa nella vita? O long o short ! Poi vediamo… nella vita studio Scienze Ambientali Marine e


Francesca Rubegni

Ph©Tommy Lopez/ Cristian Corradin

* lavoricchio come bagnina e istruttrice di surf.

ma a volte il cash e il tempo non bastano.

Single? Sentimentalmente occupata? Relazionata? Altro giro altra corsa!! Vai con l’altra domanda!

Hai mai avuto paura? Brutte esperienze? Incontri strani?....e invece il ricordo più bello? Per il ricordo più brutto parla con Corradin a Hossegor…..mannaggia a lui! Il ricordo più bello … ma diciamo ogni surfata dopo la quale appena toccavo il divano crollavo nel sonno più profondo!

I risultati ottenuti fino ad oggi soddisfano la tua voglia di surf? Preferiresti estero? Si mi soddisfano, ma non abbastanza. All’estero ci gareggerei più volentieri e spesso,

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a cura di ENZO VENTIMIGLIA Docente di fitness e attività motorie, personal trainer, insegnante certificato POLESTAR® Pilates

enzo@enzoventimiglia.com

EQUILIBRIO e FORZA MUSCOLARE

LEGGEREZZA e IDRATAZIONE Certo che a pensare ai fisici scolpiti dei surfisti californiani bisogna necessariamente trattenersi di fronte ad un delizioso babà! Anche se è vero che la natura gioca un ruolo fondamentale, è chiaro che una buona alimentazione è d’obbligo per chi pratica questa difficile disciplina. E’ importante capire quanto, come e quando alimentarsi. L’alimentazione andrebbe programmata in considerazione del momento in cui ci si accinge ad entrare in acqua rispettando con anticipo i tempi di digestione. L’apporto idrico deve essere abbondante e distribuito nell’arco della giornata oltre che con acqua anche con bibite specifiche che servono a reintegrare i sali minerali. Dal punto di vista quantitativo e qualitativo è consigliabile rispettare le proporzioni del 60-65 % di carboidrati (rispetto alla somma delle calorie totali giornaliere), del 15% di proteine e del 20-25 % di grassi. Se l’allenamento è pomeridiano non è possibile consumare un pasto completo, quindi bisogna optare per una colazione abbondante ed uno spuntino consistente a metà mattinata (pane, prosciutto, formaggio ecc). A pranzo ci si limita a un piatto di pasta o di riso, in bianco o conditi con sugo leggero e magari una porzione di macedonia. Se l’allenamento è mattutino la colazione dovrà essere leggera, in modo da poter essere digerita in breve tempo senza però rinunciare ad un buon apporto energetico.

La colazione da evitare da preferire

Un buon equilibrio sulle gambe e forza nelle braccia e nelle spalle, sono alcune delle abilità fondamentali per gli appassionati di surf. Se è facile comprendere il perché del primo requisito, il secondo è indispensabile per eseguire il pop-up, il movimento fondamentale per il surfer: è il momento in cui, tramite una distensione delle braccia e un balzo, si passa dalla posizione prona (pancia in giù) in piedi sulla tavola. A questo proposito consiglio due esercizi che allenano proprio in base a questi principi.

1. PUSH UP Prono a terra, con le mani sotto le spalle, dita in avanti, gomiti stretti. Inspira ed espirando distendi le braccia finché il peso del corpo appoggia solo sulle mani e sulle dita dei piedi. Ripiega le braccia senza riportare tutto il corpo sul pavimento ma sfiorandolo soltanto con il naso e il bacino. Compiere 10 ripetizioni per 3 serie con una pausa di 30’ secondi tra una serie e l’altra. 2. STANDING BALANCE In piedi con le gambe alla larghezza del bacino e i piedi paralleli tra di loro. Inspirare preparandosi, espirare sollevando la gamba dx indietro e inclinare il busto avanti mantenendolo parallelo alla gamba che si solleva. Provare ad arrivare con la gamba e il busto paralleli al suolo, le braccia possono rimanere lungo i fianchi o allungarsi in avanti per rendere più difficoltoso l’esercizio, la gamba d’appoggio possibilmente distesa. Mantenere la posizione per 2 respirazioni profonde per poi tornare alla posizione di partenza, quindi ripetere con l’altra gamba, ripetere 5 volte.

EATFIT 12

TF

il consiglio fitness e alimentare


AROUND

di Fausto Di Fidio

SCIACCA

Ph©Luca Calogero Lo Monaco

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intreccio di storia e leggenda colorano le mura di quella che fu una delle città più importanti della Sicilia di un tempo, terra del mito di Dedalo e patria di Agatocle. Sorta come stazione termale nel VII sec. a.C. ad opera dei Selinuntini, Sciacca divenne presto la perla del Mediterraneo più azzurro. Incastonata fra la Valle dei Templi ed il Parco di Selinunte, probabilmente è la testimonianza più antica dell’unione di due mondi costantemente contrapposti: da una parte l’Europa e dall’altra il Medio Oriente. Spettatrice millenaria di milioni di immigrati

che dall’Africa ne raggiungevano le coste e “viceversa”, dalla Sicilia verso la Tunisia o la Libia, dove chissà quanti, fra pescatori e contadini, hanno trovato dimora. Nonostante Sciacca sia sinonimo di unione di popoli diversi, numerosi studiosi affermano che il nome dell’antica città derivi dal termine arabo “Saqqua” che significa separare o dividere, così chiamata proprio perché fin dall’inizio della dominazione araba si trovava quasi a metà strada fra le due province più importanti di Marsala e Girgenti. Ma a parte il vero significato etimologico del toponimo, è importante notare come questo si ritrovi spesso in diverse zone sia dell’Africa che del Medio Oriente. Sulla costa del libano ad esempio, vi è una località


che diversi imprenditori nazionali ed esteri si stanno concentrando su di essa per far si che i fasti di un tempo possano ritornare presto a far risplendere questa meravigliosa città inserita da sempre in una realtà paesaggistica di altissimo livello. Tra le news più discusse di questi ultimi tempi vi è infatti la futura realizzazione del “Verdura International Golf & Resort” del Gruppo di Sir Franco Forte, che sarà tra i più grandi d’Europa. Poi tante altre piccole e grandi iniziative portate avanti dall’Alpitour e dal Gruppo Aeroviaggi, il tutto in una visione dinamica del territorio che si sta dotando del distretto turistico provinciale “Terme Selinuntine” al quale aderiscono ben venti comuni del territorio. Anche l’imprenditoria alberghiera però si è data da fare riunendo le sue forze in un consorzio turistico “STT”. Insomma si sono poste le basi affinché si possa costruire finalmente un futuro di benessere sia turistico che economico “solido” e reale, proprio come le mura dei prestigiosi colonizzatori di mille anni fa.

Ph©Luca Calogero Lo Monaco

chiamata “Shakka”, in Siria c’è “Shaqqa”, ed in Egitto, quasi al confine con la Marmarica, un’altra città porta il nome di “Bir Eshshaqqa”. Di certo i saccensi devono moltissimo ai loro antichi dominatori, arabi e normanni, che trasformarono il piccolo centro di allora in una delle città più importanti dell’isola. Oggi, Sciacca conserva gelosamente le moltissime eredità del passato, visibili nell’impianto medioevale e cinquecentesco ancora perfettamente leggibili nel circuito delle mura, integro per oltre un terzo e nel quale si aprono tre porte, le cinquecentesche di San Salvatore e di San Calogero e la settecentesca Porta Palermo. Conosciuta a più per il suo famoso Carnevale e per lo splendido mare azzurro senza fine dominato da un porto molto caratteristico, è ancora storicamente ricca di palazzi normanni e castelli medievali, di chiese e sculture di notevole interesse artistico, ma anche di ampie piazze e di fioriti giardini. Ma non è tutto, oltre ad una storia millenaria Sciacca vive un presente frizzante. Da qualche tempo ormai sia le autorità locali


Ph©Luca Calogero Lo Monaco

Tutt’oggi è anche meta di appassionati sportivi infatti la costa sud-occidentale della Sicilia offre numerose alternative agli appassionati dello sport acquatico. Questa zona è spesso interessata da venti tali da poter svolgere in ogni mese dell’anno tutti gli sport d’acqua più cool come il Kite, il Surf o il Windsurf . Dai tre Spot più Occidentali di Paliko, Ciminiera e San Marco nei pressi di Sciacca, ci si può spingere ad est fino alla spiaggia più famosa di San Leone ad Agrigento negli Spot di Angolino, Jango Terza Spiaggia e Molo di Ponente. IL CASTELLO INCANTATO L’artista saccense Filippo Bentivegna, ha creato il Castello Incantato: museo naif a cielo aperto ricco di numerose sculture di pietra e legno raffiguranti teste di uomini dall’aspetto di santoni, mostri o misteriosi sciamani. Le statue sparse sulle rocce, sul terreno e tra gli alberi, inglobate pienamente con la natura, creano un complesso molto suggestivo, quasi da fiaba. Il sito si trova a circa 2 Km da Sciacca in un terreno abbracciato dalla vegetazione mediterranea.

Ph©Valentina Giuffrè

Come arrivare

9 Da Palermo Autostrada A2 uscita lo direzione Mazara del Val per 15 Castelvetrano, da qui SS1 Agrigento. A19 CT-PA Da Catania, imboccare la i qu uscita Caltanissetta da ento e rig superstrada 640 per Ag a. SS115 direzione Sciacc

Contatti

www.comune.sciacca.ag.it

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www.xaccasurf.it info@xaccasurf.it

Eventi saccensi

acoli musicali, • Estate Saccense - Spett e varia folkloristici, teatrali e di art (Giugno - Settembre) ettacoli • Ferragosto Saccense - Sp o) musicali - sportivi (15 Agost Degustazioni • Sagra dell'Agricoltura azioni est di prodotti tipici e manif (Settembre) cessione • Festa della Patrona - Pro Febbraio) e 2 Madonna del Soccorso (1(15 Agosto) sione del • Sagra del Mare - Proces Giugno) (29 tro Pie simulacro di San


Ph©Luca Calogero Lo Monaco

L’Isola scomparsa

Nel 1831, poco distante dalla costa saccense e quasi in mezzo al canale di Sicilia, presso il Banco di Graham un vulcano attivo posto quasi in superficie sull’acqua, avvenne un’eruzione copiosa che diede origine ad una piccola isola che fu chiamata: Isola Ferdinandea, in onore a Ferdinando di Borbone, re delle Due Sicilie. Il primo approdo fu dell’ ammiraglio britannico James Graham, poi dopo poco fu la volta dei Francesi, che approdando anch’essi riuscirono a tracciare alcune piantine dell’isola. Ma la storia dell’isola durò ben poco, visto che mentre le nazioni se la contendevano, data la sua posizione strategica, l’isola si inabissò tra le onde nel giro di cinque mesi.


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Orienteering Lo sport ecosostenibile a sostegno della natura e dello spirito d’avventura

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artina e bussola. Nord o Sud? No non siamo tra le onde del mare, e non ci siamo neanche persi nel deserto. Abbiamo voglia di giocare però, di farlo sul serio e di recuperare un rapporto con l’ambiente e con noi stessi unico. Tutto questo è l’Orienteering: sport prettamente ecologista (detto anche Sport dei boschi), e relativamente recente che sta pian piano conquistando molti adepti. Sorto in Scandinavia a fine 800 con gare dedicate, negli anni ha acquisito sviluppo grazie anche alla fondazione dell’International Orienteering Federation. In Italia si diffuse durante gli anni ‘50 tra gruppi sportivi militari, poi nel 1982 alla nascita della FISO, Federazione Italiana Sport Orientamento, si ebbe il riconoscimento dal CONI e le

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prime gare importanti, specialmente in Trentino, dove ha avuto inizio l’orienteering italiano e poi Friuli, Lombardia e il Veneto principalmente. Essenzialmente lo sport ricalca in sé i principi base dell’orientamento, ovvero sapersi destreggiare in luoghi sconosciuti utilizzando delle tecniche che permettono di individuare la direzione voluta. Da qui l’orienteering colloca le sue basi e si pone come obiettivo principale quello di raggiungere nel minor tempo possibile (gara a cronometro) e secondo successione, una serie di punti posizionati nell’area di gara e segnati su una carta topografica estremamente dettagliata. Le cartine per l’orienteering infatti, sono create appositamente per ogni gara e presentano una simbologia precisa e convenzionata a livello internazionale. Solita-


CO Corsa Orientamento

SCI-O Sci Orientamento

MTB-O Mtb orientamento

TRAIL-O Orienta. di precisione

La più diffusa e praticata forma di orienteering. La velocità e l’intuizione sono fondamentali. Occorre che ci si vesta comodi con tute o pantaloni leggeri e che si usino scarpe ben allacciate da accoppiare a ghette protettive per correrre liberamente tra rami senza impigliarsi o farsi male. Tale attività è preferita dalle famiglie e da gruppi scolastici.

La prima forma di orienteering conosciuta e nata in Norvegia. La tecnica è la medesima della corsa ma focus centrale sono gli sci di fondo e i paesaggi innevati. L’atleta si destreggia lungo un percorso di piste non particolarmente lisce alla ricerca delle lanterne usufruendo di un leggio attaccato al corpo per leggere la cartina e sorreggere la bussola.

Questo tipo di Orienteering sfrutta la velocità data nel controllo delle mountain bike che agevolano i praticanti nel percorso e nel raggiungimento dell’obiettivo. Tale tipo si pone aperto a tutti sia esperti che dilettanti, tenuti egualmente a rispettarsi senza prendere scorciatoie alternative ma seguendo appositi sentieri.

Il Trail O, invece non si incentra sulla velocità, ma si basa sull’interpretazione e buona lettura di una cartina geografica. Per tanto la disciplina è aperta anche a persone disabili, in carrozzina o con handicap. Il percorso è disseminato di punti veri e altri fasulli e sta all’abilità dell’ atleta distinguerli, timbrarli scegliendoli in fretta ed arrivare alla meta.

mente i luoghi destinati alle gare o alla pratica sono generalmente luoghi boschivi come i parchi, montani o campestri, anche se negli ultimi anni sono sorte gare che coinvolgono i centri storici delle città. Lo sport è noto ai più perché si pratica la corsa (C-O) ma con gli anni la disciplina ha avuto così successo che di seguito si sono sviluppate diverse tipologie e discipline tra le quali SCI-O, MTB-O, o TRIAL-O (vedi box). Un percorso tipico nell’orienteering è contraddistinto da varie tappe dette lanterne (caratterizzate da un segnale bianco e arancione), ovvero punti numerati (di solito 20) nei quali il praticante deve giungere tramite mappa. Ad ogni lanterna, l’atleta timbra con un apposito punzone un cartellino, il Testimone, che viene dato all’iscrizione o segna il suo passaggio attraverso una scheda magnetica, il tutto per confermare il suo passaggio. Dopo aver raggiunto le varie lanterne presenti e collegate tra loro da linee immaginarie, giunge all’arrivo: la fine del percorso definito. La durata varia dalla mezzora alle due ore e si può anche praticare a squadre o in notturna. L’atleta orientista ideale oltre a dover sostenere buona velocità e sicurezza, deve riuscire a sfruttare l’autocontrollo e a servirsi al meglio degli strumenti in suo possesso, ma in generale é uno sport per tutti, bambini compresi.

L’unico aiuto che è concesso al praticante è dato da una bussola e dalla carta topografica del luogo, che permette di trovare attraverso indicazioni precise come livello dal mare, altezza e grandezza i vari punti del percorso. I partecipanti possono svolgere il percorso a staffette o destreggiarsi nel gareggiare a tempo tutti contro tutti, ma spesso l’orienteering, specialmente per scuole e famiglie, diviene paragonabile ad una passeggiata “speciale” tra i boschi o ad una caccia al tesoro immersi nella natura. Si impara a destreggiarsi in situazioni particolari e può insegnare a non perdersi o a cedere dinnanzi alle difficoltà. Fine della pratica quindi, oltre agli aspetti agonistici è senza dubbio il raffinamento delle capacità logiche individuali, l’acquisizione di sicurezza, lo sviluppo della capacità d’osservazione e della concentrazione. Inoltre tale attività, che può essere praticata anche a livello escursionistico amatoriale, dona al suo atleta la possibilità di esplorare bellezze naturali e territoriali sempre nuove, tanto da farlo decretare Sport ecologico. Da provare! Per info o leggere il calendario degli eventi in Italia: www.fiso.it

www.orienteeringsicilia.net di Stefania La Magna


VOLO LIBERO Parapendio. Incontriamo la storica scuola di volo libero ETNAFLY

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icilia, scenario consueto della mitologia greca e prima meta di un sogno di sempre: il volo. Ritorno piacevolmente a qualche anno fa, ai tempi della scuola e delle lunghe letture dei miti ellenici. Ricordo Dedalo e suo figlio Icaro, la prigione del re Minosse e le conseguenze di quel salto per la libertà in cui il più giovane perse tragicamente la vita, mentre il padre, più fortunato, giunse sino in Sicilia. Mi piace pensare che quello di Dedalo fu il primo vero lancio di volo libero. Così mi lascio trascinare dall’immaginazione e penso alla sua impresa. Dall’Egeo allo Ionio, una traversata su di un azzurro infinito, quando improvvisamente, sul filo dell’orizzonte apparve lei, l’Etna.

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di Fausto Di Fidio

Incuriosito e stremato dalla stanchezza gli si avvicinò fino alle sue pendici dove, nei pressi di Fiumefreddo, si lasciò finalmente atterrare. Li dove, proprio venti anni fa un altro mito, nostro contemporaneo, diede vita ad un progetto tanto ambizioso quanto leggendario: Etnafly. Il nostro mito è Angelo D’Arrigo, l’uomo che del volo fece ragione di vita e che da quel primo atterraggio di migliaia di anni fa prese probabilmente spunto. EtnaFly è la sua Scuola di Volo, sita alle pendici dell’Etna e coordinata da un team di persone speciali che da Angelo hanno appreso i principi del volo per divulgarli agli altri proprio come una fede. Marco Busetta fa parte di questa famiglia già da tanti anni. Come ci si sente ad essere membro della scuola di un uomo come D’Arrigo?


Da Angelo abbiamo ereditato spirito e tecnica con cui si affronta il volo. Essere membri dell’Etna Fly è far parte di un gruppo affiatato, avere gioia di scoprire, migliorare. E’ una grande famiglia di cui non puoi fare a meno. Quando durante la settimana svolgiamo i rispettivi lavori è come se entrassimo in apnea... in attesa di riprendere fiato con il volo. La scuola è cresciuta molto negli ultimi anni, soprattutto nell’organico formato da persone di alto livello sia professionale oltre che umano. Certo, grazie anche al nostro istruttore Giovanni Mascarese, grande amico di Angelo con cui ha sempre collaborato. Tutti i ragazzi del team sono altamente preparati ed uniti dalla passione per questo sport.

Direi che oggi le tecniche e la sicurezza siano ai massimi livelli. La varietà di professionisti del vostro staff hanno consentito di aumentare le tipologie di corsi, quali sono? Abbiamo due diverse sezioni: volo libero e volo a motore. Effettuiamo voli in tandem (biposto), corsi per il conseguimento dell’attestato di volo, corsi di perfezionamento ed il noleggio di attrezzature all’avanguardia. Quale è il target dei vostri frequentatori? Per le attuali conoscenze e la semplicità con cui si può condurre i mezzi volanti moderni (parapendio, mezzi a motore) non esiste limite di età. La legge permette il volo dai 16 anni in su. Avete diversi spot in cui praticate il volo libero? Si, disseminati in tutta la Sicilia. Tanti decolli in rilievi di differente morfologia e condizioni aerologiche. Una grande varietà di paesaggi, tutta da abbracciare da una nuova prospettiva. Effettuare dei voli di distanza poi, ti consente di andare da un luogo ed un altro, con il solo ausilio di correnti ascensionali naturali. Impossibile riuscire a spiegare le sensazioni che si provano una volta acquisita una tale capacità.


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PhŠEtnafly team

etnafly


Consigli per chi volesse avvicinarsi al vostro aeroclub? Venire a provare! Le possibilità: prova gratuita al campo scuola, oppure volo in tandem. La prova la eseguiamo su appuntamento o in giorni organizzati chiamati open day in cui si passano ore spensierate tra voli e “arrusti e mangia” al campo scuola di Fiumefreddo (CT). Partecipate ai tanti campionati e tornei a livello nazionale ed internazionale? Alcuni dei nostri piloti più bravi da anni partecipano a gare regionali e qualcuno di essi si accinge a frequentare gare di livello più alto. I siciliani sono rinomati in tutta Italia per le loro capacità nel volo. Quali sono i progetti di Etnafly? Diffondere sempre più la vera cultura del

volo libero tra la gente. Credo che moltissime persone abbiano sempre desiderato di volare e che alcune non lo abbiano ancora fatto per l’immagine negativa che spesso i media, con incompetenza, danno al volo libero. La sicurezza nel volo è assolutamente raggiungibile attraverso una corretta formazione degli allievi. Presso la nostra scuola lo facciamo da tempo e rispetto ad altre continuiamo a seguire e consigliare i neo-piloti nella loro carriera, volando insieme a loro per il puro piacere di farlo.

www.etnafly.com info@etnafly.com Mobile 328 4856436


QUANDO IL SURF DIVENTA ARTE

di Ylenia Russo

4 chiacchere con Elly, l’artista sicula capace di incuriosire l’icona mondiale del surf Bing Copeand

E llysurf

(questo il suo nick) al secolo Eleonora Fiore è Mamma, insegnante, surfista e artista capace di farsi strada nel mondo magico di Bing Copeland, presentando le sue mini opere d’arte. Ci racconta un po’ come è iniziata quest’avventura e l’amore per il mondo del surf. Chi è Bing Copeland? Lo shaper degli shapers, è l’icona vivente di quell’età del mondo che noi abbiamo sfiorato nascendo negli anni sessanta. Quell’età struggente di cui il surf dava l’ immagine più spensierata, quell’età che ci hanno raccontato e che lui ha vissuto surfando, cercando onde ‘perfette’ e creando con passione tavole magnifiche dalle linee sobrie, non dimenticando mai la tradizione ma coniugandola sempre con l’innovazione di forme e materiali. Avere una tavola di Bing è come possedere un quadro di Edward Hopper. Come è cominciata la tua passione per il surf? E’ stato un incontro casuale. Sono entrata in un surf shop di Catania perché cercavo una t-shirt, c’era una tavola di seconda mano che

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aveva una bellissima forma, sembrava un po’ un osso di seppia e dato che non costava molto l’ho comprata. Ero convinta che non sarei mai riuscita ad utilizzarla. Per un inverno l’ho tenuta in camera da letto, sull’armadio, ma avevo iniziato a studiare, cercare info sul web… così in poco tempo ho capito che non era adatta per iniziare, era una short ed avrei fatto più fatica. A quel punto mi son fatta regalare un 7’9 bic natural surf e il lunedì di pasqua del 2005 mi sono messa in acqua. Ho pensato subito che mi sarei fatta molto male: c’erano le pinne...era dura... insomma in estate avevo iniziato a fare i take off e mi era venuto sempre più il desiderio di capire cosa era questa passione che mi stava ‘modificando’ la percezione della realtà. Quando hai iniziato a costruire le tavole? Tutto è coinciso con l’inizio dello studio delle forme, ne sono affascinata, specialmente dalla loro plasmabilità. Le tavole, che ai profani sembrano tutte uguali, hanno ricchezza e sintesi in forme variabili. Sono partita da un piccolo formato, perché si sa, i sogni, quelli grandi, vanno coltivati quando le idee sono piccole, vanno tenuti sempre con sé, anche sotto il cuscino prima di andare a dormire. E così legno, colori, pennelli, matite, righelli, nastri e molta, molta pazienza, insieme ad un pizzico di trattamento digitale di immagine, mi


hanno permesso di circondarmi delle tavole più famose della storia del surf, in un viaggio personale alla ricerca delle origini. Racconti, outilines, commenti degli shapers e dei campioni, hanno dato ‘tridimensionalità’ alle mie tavole. Adesso, a quasi due anni dall’inizio di questa avventura da ‘microshaper’, la mia collezione è in costante incremento e condivido la passione per le microtavole con tanti surfers appassionati dei quali ho riprodotto interi quiver! Lo studio dell’arte e delle forme ti ha portato a creare autentiche opere, quando hai deciso di proporle a Bing? Mi ha contattato lui, io avevo scritto ad Icons of surf perché volevo vedere se potevo prendere una tavola direttamente da loro, cosi ho allegato alcune foto delle mie creazioni che riproducevano fedelmente le tavole di Bing, perché almeno le piccole me le potevo permettere. Parliamo di un’icona del mondo dei longbord, come ti sei sentita? Come se mi avessero chiamato Matisse e Cezanne per chiedermi se volevo partecipare ad una delle loro mostre di pittura. Gina Mika, che è la curatrice del sito Icons, mi ha chiesto se le poteva farle vedere a Bing, io le ho detto “certo che puoi” e poi mi ha chiesto se poteva dargli la mia mail... ti rendi conto... le erano piaciute, sono impazzita!!!! Che effetto fa vedersi in un sito internazionale unico contatto per l’Italia? Ne sono lusingata, anche se la mia è una partecipazione sui generis. Per quanto mi riguarda è il più importante riconoscimento che potesse giungermi. Bing è fra gli shapers storici quello che nel tempo ha mantenuto, a mio parere, rigo-

re, stile ed eleganza formale in sommo grado. E poi ho sempre amato l’ironia e la capacità di far conoscere le sue tavole attraverso immagini suggestive, anche i loghi sono sempre stati ricercatissimi. Insomma, un grande shaper pari ad un grande stilista di moda se vuoi. In quanto tempo prepari una tavola? Il tempo è variabile, dipende dalla complessità dell’outline e dal tipo di grafica della tavola. Che tavola usi? Diciamo che sono inquieta, non ho ancora trovato la mia ‘tavola ideale’. Hai mai pensato di diventare una vera shaper? Fare una tavola grande in resina è una operazione molto inquietante, non mi piace l’idea, anche se vorrei realizzare delle solid balsa wood o anche delle hollow, ma ci vuole spazio tempo ed una disposizione d’animo che forse non ho ancora maturato appieno. Sto facendo esperimenti su tavole in mogano con longherone centrale, più grandi delle piccole che sono abitualmente sui 25 cm. Allora per adesso ti vedremo sulle onde sicule con i tuoi long? Si, per ora mi vedrete solo coi long ma niente paura io di solito entro in acqua quando gli altri escono, non amo le onde grandi e lisce, così non rischio di droppare nessuno... anche involontariamente!!

ellysurf@hotmail.it


a cura di Braz

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1.T-shirt 3D robot Drop Dead € 35 www.quartershop.com 2.Infradito Baja Vans € 19 3.Bikini Roxy € 62 4. borsalino in paglia Coal Headwear €49 5.Neon glasses www.retrosuperfuture.com 6.I-River Speedo AquaBeat mp3 waterproof 1GB 7.Orologio Newton Nixon €129 www.superflydeluxe.com 8.Boardshorts wild flower Rip Curl

mI.SOusiUNcD SELECT

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Goons of doom For a girl I hate my hair and I want to die 2008 The Duke Spirit My Sunken Treasure Neptune 2008

The Bungalows We stole the thunder The Bungalows 2009 Glasvegas Geraldine Glasvegas 2008

Jovine Good morning In viaggio 2008

The horrors Who can say Primary colours 2009


VOLCANO SURFING Chissà se anche sull’Etna avremo presto la possibilità di provare a surfare! E’ quello che da qualche tempo degli spericolati sportivi stanno facendo in Nicaragua, scendendo sulle abbondanti sabbie vulcaniche dell’attivo Cerro Negro. L’idea, nata dall’australiano Darryn Webb e tuttora portata avanti anche dalla compagnia di viaggi Green Pathways Tour, ha già coinvolto migliaia di persone a provare l’esperienza. Con delle tavole rinforzate (strato di metallo) e muniti di tute e mascherine protettive, i folli sportivi sfilano tra la sabbia nera ad elevate velocità. A metà tra surf e snowboard, molto più simile al Sandboard, praticato invece sulle dune sabbiose, questa nuova frontiera del surf promette molta più adrenalina, vista la presenza del vulcano che risulta essere uno dei più “giovani” e pericolosi al mondo. www.bigfootnicaragua.com www.hosteltrail.com/greenpathwaystours

VIDEOSELECTION

Paragliding

Surfing mice

Surf sulla testa by BalloDaSballo

by Bonntroy

by petrvsn

Un 22enne srilankese ha inventato questa divertente e spericolata pratica: il surf upside down!

Il surf è per tutti... anche per i topi australiani sulle loro mini tavole!

Spettacolare formazione ad “aquilone” col parapendio di circa 80 elementi.

TRANSWORLD SURF

gAME

Xbox-Ps2 (2002)

20 ambientazioni in 9 diverse parti del mondo, 8 colonne sonore, 55 sponsor ufficiali , 6 modalità di gioco in single o multiplayer: questi sono solo alcuni dei numeri che fanno di questo il miglior surf game finora realizzato. Le onde e la grande varietà di spettacolari acrobazie disponibili sono rese perfettamente dall’ottima grafica 3D ancora più realistica grazie alle immagini con videocamera controllata dal giocatore e alle riprese fin sotto al pelo dell’acqua.


Le Ruote Fumanti di Isidoro

di Andrea Marchese

La velocità è il tasso di cambiamento dello spazio in funzione del tempo e da secoli ci accompagna nella vita di tutti i giorni. Purtroppo a volte è anche causa di brutti incidenti stradali ed ogni anno, centinaia di persone si ritrovano costrette a trascorrere la propria vita su di una sedia a rotelle. Di fronte a questa condizione molti si arrendono, mentre altri, reagendo positivamente, continuano a condurre il proprio stile di vita: perfezionando le proprie passioni o coltivandone delle nuove. La velocità è una di queste portata avanti assieme ai colori della Sicilia, da un pilota di Gela straordinario, Isidoro Scolaro. L’ho conosciuto un paio di anni fa durante alcune gare di atletica leggera, quando ancora si dedicava ai lanci, disciplina di certo impegnativa, ma fin troppo statica per uno come lui che ha sempre amato la velocità, le macchine, la competizione, le sportellate, l’odore dell’asfalto e delle gomme bruciate. Da poco l’ho voluto incontrare per farlo conoscere ai nostri lettori. Isidoro, quando e perché hai iniziato a correre? Fin da piccolo sognavo di diventare un pilota di Super Turismo(CVT). Nonostante la mia condizione fisica sapevo che avrei potuto conquistare il titolo, così oggi sono ancora in gioco per farlo. Nel 2003 ho iniziato correndo in un campionato amatoriale

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organizzato dalla Volkswagen aggiudicandomi 3 tappe su 4. Successivamente mi sono formato grazie al supporto di uno staff di piloti di successo. Poi nel 2006 ho conseguito la licenza CSAI ed ho costituito le “Ruote Fumanti”, il primo team composto da soli piloti disabili e riconosciuto in Europa, con il quale corro tutt’oggi. Cosa pensi quando corri in macchina? Quando sono in macchina mi sento una persona come le altre, nessuna differenza. La velocità e le forti emozioni che provo durante una gara non mi fanno pensare a nient’altro che a fare bene e rimanere concentrato e determinato. Più vado oltre e più voglio andare, sono momenti in cui dietro a quel volante mi sento realizzato. Qual è la differenza tra un pilota “abile” ed uno diversamente abile? L’unica differenza è negli adattamenti della macchina! Quando trovi un buon allestimento riesci a dare il massimo e ad esprimerti nel miglior modo possibile. Ho sempre corso contro piloti “normodotati”, lottare con loro e riuscire a tenerli dietro mi ha regalato grandi soddisfazioni, ma la cosa che mi rende più felice è quando gli stessi avversari vengono a complimentarsi chiedendo come riesca ad andare così forte. Nelle gare che disputo ci sono piloti che provengono dalla Formula Uno e dai campionati europei, purtroppo non ne ho mai vinta una, ma molte volte una bella


stretta di mano vale più di una vittoria. Che messaggio ti senti di dare ai giovani che vorrebbero emularti? Posso consigliare di mettersi alla guida solo in condizioni fisiche idonee e di utilizzare sempre la cintura, perché è il principale sistema di sicurezza. Inoltre se si ha voglia di esagerare con l’acceleratore è meglio farlo negli autodromi o nei kartodromi, dove con pochi euro ci si può divertire sia in auto che in moto con minimi rischi per se stessi e per gli altri. Riguardo le corse d’auto, cosa offre e come si presenta la Sicilia? Questo è uno sport molto costoso e portarlo avanti è assai difficile in Sicilia. Le gare di un

certo livello si disputano sempre sulle piste dell’Italia Settentrionale, per cui i costi di trasferta e gestione risultano difficili da sostenere. Ci sono poche aziende locali disposte a sponsorizzare i piloti, io ho la fortuna di avere delle persone che credono in me e non posso fare altro che ringraziarli. Qui occorrerebbero sicuramente più piste per migliorare questo sport che è molto amato dai siciliani. Di sicuro toglierebbero dalla strada molti appassionati che pur di correre sfidano muretti, cartelli stradali, pali della luce, guardrail e quant’altro. La velocità è qualcosa di veramente emozionante ma la vita è un bene troppo prezioso per essere superata da questa.


News ed eventi EAST COAST SKATE SICILY Contest di Skate Sabato 13 giugno presso il Grinderz Skatepark (NAS I / Sigonella, Catania) si disputerà il contest di skate che vedrà i concorrenti gareggiare nelle categorie UNDER 18 e OVER 18 nelle specialità STREET, MINI e BEST TRICK. La gara è completamente gratuita ed in palio ben € 600 in premi. Per partecipare al contest o per assistere all’ evento basta inviare un e-mail entro e non oltre il 10 giugno presso l’indirizzo info@dnashock.com con le proprie generalità : Per info rivolgersi a: DNA SHOCK via Morosoli 21, CT / Tel. 095.2245760 / info@dnashock.com 21°FESTIVAL DEL FITNESS Dall’ 11 al 14 Giugno 2009 - Fiera di Roma La nuova edizione del Festival del Fitness quest’anno vedrà protagonista Roma. L’evento che ha raggiunto fama mondiale si appresta ad ospitare oltre 400.000 appassionati e professionisti qualificati. Tra enormi spazi Outdoor e Indoor ci saranno 60.000 mq di spazio per tanto sport e attività: danza, pattinaggio, fitsurf, boxe, spinning, pesi, gare di mountain bike e competizioni di fitness. Ci saranno più di cinquanta eventi che costituiranno il programma delle attività, e negli stand del Festival non mancheranno le ultime novità dei vari brand sportivi: dall’ abbigliamento all’ estetica e l’ alimentazione. www.fitfestival.com

IN VOLO SENZA CONFINI Una storia d’amore di volo e di condor Questo il titolo del bellissimo e travolgente libro scritto da Laura Mancuso, moglie di Angelo D’Arrigo, il pilota che ha sorvolato l’Everest in deltaplano e che ha insegnato agli uccelli migratori le rotte, che a causa dell’uomo, avevano dimenticato. Così si è espresso Piero Angela: “La storia vera delle imprese straordinarie di Angelo D’Arrigo, raccontata con amore dalla donna che gli fu accanto. Una storia di coraggio e di avventura, ma soprattutto un esempio di vita”. Casa Editrice Corbaccio. ETNA DOWNHILL DIVISION – MALETTOBIKE Ecco le nuove gare del Team tutto Siciliano Ottimi posizionamenti per il Team Siciliano Etna Downhill Division - Malettobike powered by Pro-bike durante la gara di categoria internazionale UCI 3 di Prarostino (Torino). Unica squadra meridionale a partecipare alla gara con i suoi piloti Giuseppe e Luca Nicotra. Quest’ultimo ha chiuso con il tempo di 03:11:68, entrando nei top 50° ed nei top 20° tra gli under 23. I prossimi appuntamenti nel mese di Giugno: 6-7 giugno 2009 - Coppa Sicilia DH - Santa Ninfa (TRAPANI) 26-27 giugno 2009 - Coppa Italia DH - Canazei (TRENTO) Info e contatti: info@malettobike.it - www.malettobike.it BIKE SHORTS Rassegna delle migliori opere, bike themed short movies. Dall’amore rivoluzionario per le 2 ruote, la Ciclofficina Etnea presenta una nutrita selezione di corti e mediometraggi di provenienza USA che celebra la bicicletta come way of life. Artisti affermati e nuovi talenti in un tour cinematografico tra i generi (azione, docu-fiction, horror, commedia, videoclip) alla scoperta dell’orgoglio ciclistico made in USA. 10 - 11 giugno 2009 alle ore 21.00 presso la Sala Lomax – Cortile Archirotti, 1 Catania

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WINDSURF RACE 1st Crossing Race – “Un ponte di vele” Dal 24 al 26 Luglio si terrà nei pressi di Reggio Calabria il primo First Crossing Race. Manifestazione sportiva di Windsurf e Kitesurf che unirà le acque dello stretto di Messina ricche di storia e di mitologia con un ponte di vele colorate, che veloci solcheranno le difficili acque dove Ionio e Tirreno si incontrano, sorrette dall’immancabile vento termico dello stretto. Partendo dal noto e vivace lungomare di Reggio Calabria, la moltitudine di vele congiungerà la Sicilia al continente formando così Un ponte di vele. www.crossingrace.altervista.org

APNEA: 11’35’’ NUOVO RECORD Il primato è del francese Stephane Mifsud Il francese Stephane Mifsud ha stabilito oggi il record del mondo di apnea in 11 minuti e 35 secondi. Questo nuovo traguardo, raggiunto dal 37enne campione d’apnea nella piscina della casa di famiglia a La Crau nel sud della Francia, e’ stato convalidato dai responsabili dell’associazione internazionale per lo sviluppo dell’apnea (Aida). ‘’E’ da 6 mesi che mi alleno duramente, almeno 6-7 ore al giorno, 7 giorni su 7’’ ha dichiarato Mifsud.

ADDIO RUBY Precipitata in un crepaccio a Tour de Ronde La francese Karine Ruby, 31enne campionessa olimpica di snowboard, ha perso la vita in un incidente sul massiccio del Monte Bianco. Nata il 4 gennaio 1978 a Bonneville (Alta-Savoia), Karine Ruby, campionessa olimpica di slalom gigante a Nagano nel 1998 e medaglia d’argento di slalom gigante parallelo nel 2002 a Salt Lake City, si è aggiudicata sei medaglie d’oro e quattro d’argento ai campionati del mondo ed è stata sei volte campionessa del mondo di snowboard prima di terminare la sua carriera a Torino nel 2006. Da allora si dedicava esclusivamente alla sua passione: la montagna, infatti aveva seguito un corso di formazione per diventare guida alpina.

VOLVO RACE Ericsson 4 al comando dell’ottava tappa E’ in testa all’ottava tappa della Volvo Ocean Race, l’imbarcazione svedese timonata dal brasiliano Torben Grael. Leader della classifica generale, precede di poche miglia i sinoirlandesi di Green Dragon e gli statunitensi di Puma Racing. L’8/a tappa della Volvo Ocean Race si svolge tra Galway (Irlanda) e Marstrand (Svezia). Partita da Alicante, in Spagna, la regata si concluderà entro giugno a San Pietroburgo, dopo 10 tappe e 37.000 miglia. www. volvooceanrace.org

CANOA Molmenti Campione Europeo Daniele Molmenti e’ il nuovo campione europeo di canoa slalom K1. Ha conquistato il titolo a Nottingham. L’azzurro ha preceduto i francesi Boris Neveu e Julien Billaut, staccati rispettivamente di 44 e 94 centesimi. E’ un’impresa inattesa viste le qualifiche e la semifinale in cui l’atleta di Pordenone, pur risultando sempre il migliore del terzetto azzurro sembrava lontano dal gruppo dei migliori.

Vuoi segnalare un evento legato al mondo dello sport? Scrivi alla nostra redazione: info@katango.it

S.L.M.


Katango n.5 giugno 09  
Katango n.5 giugno 09  

katango è una webzine mensile sugli sport alternativi ed estremi

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