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percorsi collaborativi a porta palazzo : per un nuovo modello di reside

vernice venerdĂŹ 9 novembre h19

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percorsi collaborativi a porta palazzo : per un nuovo modello di residenza

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VIA DELLA F U C I N A

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percorsi collaborativi a porta palazzo : per un nuovo modello di residenza

viadellafucina A.I.R. un progetto di Kaninchehaus www.kaninchenhaus.org facebook.com/kaninchenhaus info@kaninchenhaus.org

vernice venerdĂŹ 9 novembre h19

K

Via Sa


viadellafucina ANNO I

percorsi collaborativi a porta palazzo: per un nuovo modello di residenza collaborative paths in porta palazzo: for a new artist-in-residency model a cura di Brice Coniglio ideatore e direttore artistico / project creator and art director e Nicoletta Daldanise resident-curator nell’ambito del Bando Generazione Creativa della Compagnia di San Paolo


Partners

Sponsor tecnici / Technical sponsor

Patrocini / Patronages


Comitato scientifico / Selection Committee Lorenzo Balbi (curatore), Bruno Barsanti (curatore indipendente), Francesca Bertolotti (curatrice Artissima), Alvise Chevallard (presidente artegiovane), Claudio Cravero (curatore PAV), Cecilia Guiglia (responsabile Fuoridipalazzo), Luisa Perlo (curatrice a.titolo), Raffaella Spagna (artista) Ufficio Stampa / Press office Ilaria Gai + 39 338 9230234 | Carola Serminato + 39 349 1299250 press@kaninchenhaus.org Allestimenti / Set up Frensi Damarte (damarte.com) e Andrea Raviola Backstage photos Alessandro De Michieli Audio interviste / Audio interviews Ilaria Benini - Thomas Nadal Hanno inoltre collaborato / They kindly collaborated Sara Conforti, Elisa Zambelli, Daniela Sabatini, Morena Caredda, Matteo Mottin Si ringraziano / Thanks to IAAD, IED, Martini.com srl, Rete Italiana Cultura Popolare, B&B Camomilla, Città dellarte Fondazione Pistoletto, Viaggi Solidali, Ristorante San Giors, Caffè del Progresso, Nucleo Design, Izmo


Index

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viadellafucina A.I.R.

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Parola di coniglio

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Maurizio Cilli + May Zygouri

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Alessandro Gioiello + Lilyia Lifanova

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Irene Pittatore + Annelies Vaneycken

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viadelafucina -programma workshop

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Parola d’artista - espoarte.net

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K-hole

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Kaninchenhaus

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Ringraziamenti

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ph: Alessandro De Michieli

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viadellafucina A.I.R. è il primo autentico programma di residenza per artisti ubicato nel cuore della città che nasce con l’intento peculiare di attivare, attraverso periodi di residenza a Torino, processi di cooperazione tra artisti torinesi e artisti “forestieri” volti allo sviluppo di progetti condivisi che interessino l’area di Porta Palazzo. Kaninchen-Haus intende così attivare un meccanismo che favorisca al tempo stesso l’ingresso e la permanenza di nuovi artisti sul territorio ma anche la comunità locale, spesso poco considerata dalle istituzioni. Gli ideali di solidarietà e di fratellanza tra artisti sono alla base del progetto, che mira a incoraggiarne lo spirito di collaborazione e a superare il tradizionale egotismo.

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L’area storica di Porta Palazzo definisce il quartier generale della residenza. Porta Palazzo – il più grande mercato aperto d’Europa, punto di accoglimento nella storia della Città di molteplici flussi migratori – ha offerto non solo la piattaforma dove gli artisti hanno vissuto e lavorato ma costituisce anche il centro tematico dei loro interventi, svilupparti attraverso la realizzazione di opere ispirate alla storia o ai luoghi del quartiere, interventi site-specific, progetti che coinvolgano la popolazione, etc Il nome della residenza viadellafucina A.I.R. è mutuato dall’antico nome di via La Salle, dove ha sede KaninchenHaus e dove anticamente sorgeva una fucina. Viadellafucina A.I.R. si propone quindi al tempo stesso come luogo del passato e del futuro, un ponte tra la città, il quartiere e il mondo esterno, tra locale e globale. A questo scopo, ill progetto vede attivamente coinvolte numerose associazioni e istituzioni operanti sul territorio.


viadellafucina A.I.R. programma di residenza per artisti 1^ edizione 15 settembre - 15 novembre 2012

un progetto di Kaninchen-Haus nell’ambito del bando Generazione Creativa della Compagnia di San Paolo da un’idea di Brice Coniglio Artisti in residenza:

Maurizio Cilli (Torino, 1963) Mary Zygouri (Grecia, 1973) Alessandro Gioiello (Torino, 1982) Liliya Lifanova (Kyrgyzstan/USA, 1983) Irene Pittatore (Torino, 1979) Annelies Vaneycken (Belgio, 1976)


Alcuni anni fa, nella antica mia veste di artista, venni invitato a partecipare alla mia prima “residenza”.

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Prima della partenza ero galvanizzato all’idea di trascorrere un periodo di ricerca lontano dalla mia città e di vivere in comunità con altri artisti. Trovai una realtà molto diversa: da un lato la difficoltà di contatto con gli altri ospiti, per la maggior parte dei quali l’esperienza costituiva una mera opportunità “professionale”, dall’altro una quasi impossibile integrazione nel tessuto della città che mi ospitava, se non all’interno del solito, ristretto (e noiosissimo) microcosmo di gallerie, curatori, addetti ai lavori... Una realtà che sembra riproporsi sempre uguale a se stessa, indipendentemente dalle coordinate geografiche. Artista-in-residenza, confinato nel mio studio, sentivo di esser diventato io stesso l’oggetto di una collezione. Amaramente consapevole che, dopo la mia partenza, nulla di me avrebbe continuato a vivere nel contesto che lasciavo. Così iniziai a riflettere su come un’opportunità, sulla carta così stimolante come quella offerta dai programmi A-I-R, potesse essere profondamente “riformata”. Alla fine del 2009 è nata Kaninchen-Haus (in tedesco “casa-coniglio” o “conigliera”) uno spazio basato sull’ambizione di fondare una “casa”, un luogo ideale, in cui l’esperienza e il mio percorso individuale venissero messi da parte per fare largo all’ideazione di una strategia di gruppo. Credo che Kaninchen-Haus sia stata una reazione a un sentimento di stanchezza, forse non solo mia, nei confronti del mondo dell’arte contemporanea. Al bisogno di cercare un modello in qualche modo alternativo, indipendente dalle “mode curatoriali” e dai meccanismi che imbrigliano gallerie e istituzioni. “Kaninchen-Haus artist-runorganization” nasce all’interno di una traiettoria che unisce l’Attacco Pirata alla Biennale del 2007 con la personale di Coniglioviola al PAC di Milano, emblematicamente intitolata Sono un pirata, sono un signore: un’operazione che, nonostante il contesto istituzionale, ho vissuto come piratesca. In un momento particolare e anche “critico” della mia avventura nel mondo dell’arte, avevo deciso di gestire l’intera esposizione, di dimensioni ingenti, in maniera assolutamente indipendente, occupandomi non solo di focalizzare il punto per otto rocamboleschi anni di arte e di vita, ma anche di tutti gli aspetti legati alla produzione: dal fund-raising all’edizione del catalogo. Tutto questo, imprudenze incluse, alimentava un nuovo patrimonio professionale che non poteva essere messo da parte. Nel 2011 - a latere della Biennale di Venezia - è nato il Pirate-Camp, un programma di residenza itinerante, destinato a ospitare, di edizione in edizione, un gruppo di giovani artisti di ogni provenienza all’interno di un “campeggio pirata”, da allestirsi in occasione dei più importanti eventi d’arte contemporanea. Esperimento anti-istituzionale per eccellenza, in cui un gruppo di artisti, selezionati su open call da una giuria composta da artist-run space, ha potuto sperimentare il proprio status di “extratteritorialità” mettendosi alla prova in un contesto difficile come quello della Biennale, senza alcun filtro o mediazione curatoriale. Il primo Pirate-Camp rifletteva proprio su questo statuto ontologico dell’artista, utilizzando le figure chiave del pirata e dell’accampato, per disegnare il ritratto di una figura che non può mai integrarsi completamente nel


sistema, che deve rimanere a bordo-ring per poter a tratti prendere parte alle danze, a tratti osservare (e criticare) in disparte i giocatori. L’architettura, fragile e provvisoria, del campeggio, rappresenta proprio questa modalità di relazione allo spazio: dove abitare una porzione di terra non ne sancisce la proprietà. D’altro canto è proprio il pirata rappresentazione radicale del fuori-legge e del senza-stato. viadellafucina A.I.R., come format di residenza, si colloca quindi quasi agli antipodi di Pirate-Camp, mettendo questa in campo, attraverso molteplici meccanismi, un progetto di coesione totale con lo spazio e il territorio. viadellafucina A.I.R. è una residenza basata su un concept unico al mondo, nato da un ideale di condivisione e solidarietà tra artisti, ma anche sulla possibilità di agire e vivere integralmente uno dei quartieri di Torino più complesso, ricco di storia e di energia inesplosa, quello in cui io stesso vivo: Porta Palazzo. La prima peculiarità di viadellafucina risiede nel meccanismo del gemellaggio. Per partecipare al bando abbiamo richiesto ai candidati di costituire spontaneamente delle coppie, composte da un artista già operante sul territorio torinese e da un altro straniero, intenzionate a collaborare e a costruire un progetto condiviso che avesse come centro di intervento il quartiere di Porta Palazzo. L’integrazione si realizza poi anche attraverso altri meccanismi come la collaborazione con tante istituzioni torinesi e associazioni del quartiere, con la rete di gallerie e di collezionisti, oltre che con molti ristoratori locali. La residenza non ha infatti un’unica sede ma, tramite la cooperazione con le realtà locali, i sei artisti ospiti utilizzano l’intero quartiere come un laboratorio diffuso. Le tre coppie di artisti selezionate dal comitato scientifico di questa prima edizione sono ora impegnate, attraverso tre percorsi diversi che a volte si incrociano ma che produrrano esiti molto distinti, in progetti che li vedono misurarsi attivamente con la realtà e la popolazione del quartiere, attraverso pratiche collaborative e partecipative. Lavorare quotidianamente con loro e confrontarmi con visioni, estetiche e modalità a volte anche lontane dalle mie, è la parte più bella ed eccitante del viaggio. Punto di arrivo, ma non il più importante, di questo tragitto sarà la mostra di fine residenza che inaugureremo nella sede espositiva di Kaninchen-Haus: il K-HOLE di via S.Agostino venerdì 9 novembre, in comtemporanea ad Artissima. Con viadellafucina inizia anche una nuova fase nel mio percorso. L’identità di artista è quello che finora mi ha permesso di sottrarmi a qualunque definizione: di ruolo o professione. In questa nuova fase sento l’esigenza di mettere da parte la produzione di opere con l’ambizione, forse ancora più alta, di poter essere iniziatore di processi che coinvolgano altri artisti e, quindi, intervenire sulla stessa comunità. In un momento di crisi delle istituzioni culturali, dovuta a una più ampia e, credo positiva, messa in discussione dei nostri sistemi e dei nostri modelli, molti si chiedono cosa o come fare. viadellafucina vuole essere una possibile risposta, un modello sperimentale che vogliamo riproporre. Sua Coniglità, Brice Cornelio Coniglio ©Exibart.com giovedì 18 ottobre 2012

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Maurizio Cilli (Torino, 1963) Mary Zygouri (Grecia, 1973) G.B.C. - gift beyond charity

con il contributo letterario di Gianluigi Ricuperati Installazioni, fotografia, performance

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Il progetto, prendendo spunto da un passo de La giornata di uno scrutatore di Italo Calvino, ambientato all’interno della Casa della Divina Provvidenza di San Giuseppe Benedetto Cottolengo. Gli artisti hanno lavorato per due mesi all’interno dell’Istituto per riflettere sul valore del dono e della reciprocità in tempi di crisi. Il ruolo sociale svolto dall’ospedale all’interno del contesto urbano in cui è inserito - Borgo Dora e Porta Palazzo - diventa occasione per un ripensamento in chiave laica del concetto di solidarietà in relazione alla situazione socio economica che attualmente coinvolge i paesi di provenienza degli artisti (Grecia e Italia), sottolineandone l’importanza per una corretta interpretazione del significato stesso di democrazia. Inspired by a passage from La giornata di uno scrutatore (the day of a scrutator) by Italo Calvino, set inside the House of the divine Providence of San Giuseppe Benedetto Cottolengo, where the artists worked for two months, the project is a reflection about the value of gift and reciprocity during the time of crisis. The social role of the hospital in its urban context (Borgo Dora and Porta Palazzo) gives the opportunity to think about the concept of solidarity (in a laic way), related to the socio-economical situation of the countries of the artists (Italy and Greece), underlining its importance for a good interpretation of the meaning itself of Democracy.


Backstage | G.B.C. - gift beyond charity Maurizio Cilli + Mary Zygouri Ph: Alessandro De Michieli

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G.B.C. - gift beyond charity Maurizio Cilli + Mary Zygouri


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Backstage | Wishbone Ballads Alessandro Gioiello + Liliya Lifanova Ph: Alessandro De Michieli


Alessandro Gioiello (Torino, 1982) Liliya Lifanova (Kyrgyzstan/USA, 1983) Wishbone Ballads Video, installazioni, pittura

Ispirato a Il canto della giustizia di Rainer Maria Rilke, il progetto prevede la realizzazione di un cortometraggio realizzato coinvolgendo attori non professionisti, reclutati tra gli abitanti del quartiere. Gli artisti intraprendono un percorso onirico tra immaginari lontani proiettati sulla realtà del quartiere, per ritrarre le diverse identità e sfumature della zona di Porta Palazzo. Un viaggio poetico che attraversa le esperienze personali dei due artisti, ripercorre luoghi e sensazioni intime per restituire alla città un diverso punto di vista sull’inatteso di uno spazio urbano circoscritto e a tutti noto. Inspired by The song of justice by Rainer Maria Rilke, the project is a short movie realized with non professional actors: the inhabitants of the district. The artists undertake a dreamy path between old imaginary worlds projected on the reality of the area, to portray the different identities and nuances of the district of Porta Palazzo. It is a poetic journey which crosses the personal experiences and intimate sensations of the two artists, giving back to the city an unexpected point of view about a precise and well known area.

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Filmstill da Wishbone Ballads Alessandro Gioiello + Liliya Lifanova


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Irene Pittatore (Torino, 1979) Annelies Vaneycken (Belgio, 1976) The Regenerators Video, fotografia

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Motore delle azioni concepite dalle artiste è la volontà di interrogarsi sul proprio ruolo, sulle responsabilità ad esso legate in relazione alla comunità, ma anche alle istituzioni che hanno promosso interventi di riqualificazione urbana nell’area di Porta Palazzo. Usando con ironia la definizione di ‘rigeneratrici’, si assumono il compito d’intraprendere un percorso di conoscenza critica, dialogo e restituzione dei diversi punti di vista coinvolti nella ricerca. In mostra il video e le fotografie che documentano l’azione realizzata il 24 ottobre in piazza della Repubblica. Le artiste hanno allestito all’aperto nel pieno centro del mercato, un tavolo di discussione che ha coinvolto studiosi e cittadini su arte e strategie di riqualificazione che investono il quartiere, restituendo alla piazza, centro delle attività commerciali, anche il ruolo di sede del dibattito culturale, come nell’antica agorà. The artists want to question their own role, its responsibility in front and inside the community and the institution, which promoted the interventions of urban re-qualification in the area of Porta Palazzo. Using ironically the term/definition of “regenerators” they undertake a path of critical acquaintance, dialogue and restitution of the different points of view of the research. In the show they’ll have the video documentation and the photos of the action of the 24th October in Piazza della Repubblica. Open air in this square where the market takes place, the artists set up a round table, where experts and citizens could talk about art and re-qualification strategies in the district. Beyond being the place of the commercial activities, this action gives back to the square another ancient role as agorà: the place for the cultural debate.


Backstage | The Regenerators Irene Pittatore + Annelies Vaneycken Ph: Alessandro De Michieli

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The Regenerators Irene Pittatore + Annelies Vaneycken


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Comitato scientifico al lavoro, 15 giugno 2012 Cena per viadellafucina, ristorante San Giors, 10 luglio 2012


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Incontri all’Arcabalenga: Stalker, Torino Creola


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viadellafucina A.I.R. in mostra a CittĂ dellarte Fondazione Pistoletto, ARTInRETI, 5 Ottobre 2012


Pranzo di vicinato alla Tettoia dei Contadini, Porta Palazzo, 24 Settembre 2012 ph. Giovanna Frisardi

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viadellafucina A.I.R. workshop

un ciclo di incontri su Porta Palazzo con esperti del territorio e gli artisti della I edizione del programma di residenza viadellafucina A.I.R. 10 ottobre ore 17.30 Vincenzo Reda Le migrazioni a Porta Palazzo dagli anni ’60, le memorie dei luoghi attraverso il cibo Vincenzo Reda, attivo in ambito artistico e culturale. Nativo della Sila, ma residente a Torino fin dal 1960. Profondo conoscitore dell’area di Porta Palazzo e del mercato, ha realizzato diversi progetti a metà strada tra arte e cibo. Porterà la testimonianza della propria esperienza maturata in anni di lunga collaborazione con la comunità e le organizzazioni del territorio.

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13 ottobre ore 10.00 Francesco Vietti Dinamiche sociali e interculturali a Porta Palazzo in collaborazione con Viaggi Solidali Francesco Vietti, esperto nel campo dell’intercultura e della mediazione culturale, ha condotto ricerche sul campo nei Balcani e nelle repubbliche ex sovietiche e collabora con il Centro Interculturale della Città di Torino. Autore di diverse pubblicazioni e attivo collaboratore della cooperativa Viaggi Solidali, un gruppo di professionisti del turismo che lavora nell’organizzazione di viaggi di turismo responsabile e nella promozione e sensibilizzazione sul territorio di questo approccio al turismo. 18 ottobre ore 15.30 The Gate Trasformazione urbana:gli interventi su Porta Palazzo The Gate, agenzia di sviluppo locale nata in seno ad un progetto della Città di Torino, nasce con lo scopo di lavorare sul processo di riqualificazione del territorio di Porta Palazzo e Borgo Dora. Attualmente l’agenzia ha la funzione di valorizzare il patrimonio storico ma anche commerciale dell’area, far nascere nuove opportunità economiche ed innescare processi di promozione e sviluppo del territorio, valorizzandone le specificità locali e le risorse endogene. 25 ottobre ore 15.30 Piergiorgio Balocco Cenni storici e memorie popolari di Porta Palazzo e Borgo Dora Piergiorgio Balocco, storico e profondo conoscitore della città di Torino. Autore di diverse pubblicazioni per la Graphot Editrice con un focus sulla storia e le leggende relative a diversi quartieri torinesi. In particolare, ci si soffermerà sulla monografia Borgo Dora, Balon, Valdocco. Storia, mito e immagini di un operoso quartiere e su quella di prossima uscita su Porta Palazzo.


Viadellafucina | programma workshop: Vincenzo Reda, Francesco Vietti (Viaggi Solidali), The Gate, Piergiorgio Balocco

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10 luglio 2012. Seduti ai tavoli dell’Hotel Ristorante San Giors – storico locale torinese (zona Porta Palazzo) recentemente restaurato – dietro al mobilio di design e alle camere “customizzate” da originali artwork c’è anche il nome di Giancarlo Cristiani – tra il conviviale e il confidenziale artisti e curatore presentavano viadellafucina A.I.R, inedito programma di residenza firmato Kaninchen-Haus, associazione no-profit diretta da Brice Coniglio, la stessa del campeggio pirata (Pirate-Camp) della Biennale veneziana 2010. Chi ha consumato i piatti di quella cena estiva ha contribuito in parte a sostenere il progetto partito ufficialmente il 15 settembre scorso, reso possibile grazie alla vincita del bando Generazione Creativa della Compagnia di San Paolo. Fino al 15 novembre le coppie di artisti gemellate per questo esperimento collettivo (comunità locale compresa) agiranno sul territorio mettendo in pratica ideali dal sapore vagamente hippie ma con la promessa di durare un po’ di più di una nostalgica summer of love…

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Da Pirate-Camp a viadellafucina. Da un campeggio all’haus (casa). Ci racconti il passaggio da queste due forme di “abitare” e il conseguente sviluppo dei progetti collegati? Mentre preparavo il Pirate-Camp vivevo letteralmente la condizione dell’homeless e vagavo da una casa all’altra, in diverse città, lasciando sospesa la decisione di consegnare la mia identità a un luogo. Il momento di concepimento di viadellafucina, circa un anno e mezzo fa, coincide invece con la mia decisione – sofferta e difficilissima – di prendere una casa, proprio a Torino, in quella che un tempo si chiamava via della Fucina, e scoprire un territorio meravigliosamente ricco di potenzialità inesplorate come quello di Porta Palazzo. Pirate-Camp e viadellafucina raccontano due modi, antitetici ma complementari, di abitare il mondo. Nel primo occupare uno spazio non coincide necessariamente con il prenderne possesso. L’architettura, fragile e provvisoria, del campeggio, rappresenta la condizione metafisica dell’artista, che unisce l’esigenza di abitare e raccontare un luogo all’impossibilità di integrarvisi completamente, essendo sempre inevitabilmente consegnato alla condizione dell’esiliato in patria. Con viadellafucina, invece, costruiamo un meccanismo di ospitalità totale, secondo un ideale di fratellanza e cooperazione, per il quale facciamo in modo che lo “straniero” abbia modo di integrarsi autenticamente nel territorio e, dopo il suo transito, di lasciare nella casa dell’ospite un segno tangibile e vitale. Pirate-Camp e viadellafucina raccontano anche, su un piano più metaforico, il mio rapporto con quel territorio che è il sistema dell’arte, un “playground” sicuramente interessante, financo divertente, ma nel quale ho sempre preferito non essere troppo “integrato”.


Il contesto per una residenza può essere punto di partenza, arrivo, ritorno, fine… Parliamo di Porta Palazzo a Torino, dove hai appunto trovato casa da poco. Nel concreto di quali spazi stiamo parlando? Porta Palazzo è un quartiere con enormi potenzialità. Se si pensa solo al fatto che si tratta del più grande mercato all’aperto d’Europa, si ha già una prima idea delle rapide dinamiche sociali ed economiche che trasformano continuamente la sua immagine, dall’alba al tramonto. Inoltre, dagli anni ‘60 sino ad oggi, si è sempre costituito come crocevia dei flussi migratori in città. Questa sua peculiarità rende l’area viva di tensioni e contraddizioni: un humus fertile per un artista, me per primo… ma direi che può valere lo stesso per chiunque altro, data la ricchezza di suggestioni. Ogni angolo è un pezzo di storia collettiva: ecco perché, per un progetto che fa del proprio perno le pratiche collaborative, si è scelto di non avere una sede unica, bensì si è preferito usare l’interno quartiere come un laboratorio diffuso. Dal mercato che è centro di diversi interventi, a Borgo Dora e al Quadrilatero, fino ad una realtà complessa quale quella dell’Ospedale Cottolengo, viadellafucina si avvale della collaborazione di diversi partner che offrono agli artisti i luoghi in cui vivere e lavorare a stretto contatto con la comunità. Viadellafucina ha vinto il bando Generazione Creativa della Compagnia di San Paolo ma era nella tua testa da molto prima… Dal dire al fare. Cos’è cambiato? viadellafucina è nato esattamente nel momento in cui per la prima volta ho visitato il palazzo in cui, da lì a poco, è sorta la Domus Conigliacea. Un palazzo che presenta caratteristiche architettoniche di notevole interesse ma che versa in stato di decennale abbandono e che oggi accoglie abitanti di ceti sociali e condizioni molto diverse: immigrati che vivono una condizione di evidente disagio, ma anche altri artisti, architetti, musicisti e creativi in genere. Avevo trovato in questo palazzo un piano interamente abbandonato e, in maniera immediata, avevo pensato che questo potesse divenire il contesto ideale per ospitare altri artisti in transito. Soprattutto per dimostrare come l’arte, che si esprime attraverso il lavoro concreto degli artisti, sia non solo una faccenda elitaria ma possa divenire uno strumento concreto di trasformazione sociale. In seguito il progetto si è esteso fino ad abbracciare l’intero quartiere, grazie al coinvolgimento delle tante associazioni che ci appoggiano ma anche di molti ristoratori. Sono autenticamente grato alla Compagnia di San Paolo non solo per la lungimiranza dimostrata nell’ideazione del bando ma anche per l’attenzione con cui segue ogni passo del nostro operato.

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Come si sono formate le coppie e soprattutto come sono state condotte le “scritture” a quattro mani da parte degli artisti coinvolti? Le coppie si sono formate in maniera spontanea come risultato di relazioni pregresse tra gli artisti, che hanno colto al volo l’occasione d’invitare a lavorare nella propria città partner con cui avevano già aperto la porta di una collaborazione. Il merito del progetto e di chi ha deciso di prenderne parte è appunto quello di tralasciare la propria individualità a vantaggio di un’azione comune e più incisiva. Il confronto tra due pratiche diverse porta sempre ad uno scambio di competenze proficuo per entrambe le parti, mentre il contatto con la comunità permette di lasciare traccia di questo scambio sul territorio dove si è operato. Tutti i progetti selezionati sono piuttosto ambiziosi e si evolvono velocemente col passare delle settimane. Fin dall’annuncio dei vincitori gli artisti (Maurizio Cilli e Mary Zygouri, Luigi Coppola e Danilo Correale, Alessandro Gioiello e Liliya Lifanova, Irene Pittatore e Annelies Vaneycken) hanno colto a pieno lo spirito dell’iniziativa, scegliendo per i propri progetti una porosità che permetterà loro di accogliere i suggerimenti provenienti dall’esterno. Osservarne i cambiamenti fa sicuramente parte del processo e ne daremo conto in fase finale.

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Tra le tante collaborazioni quella con Artegiovane. Quale sarà il loro contributo al progetto? Siamo stati molto felici di avviare la collaborazione con l’associazione di collezionisti Artegiovane, con cui da anni c’è un rapporto di amicizia e scambio. Significa che, nonostante il periodo di crisi, esistono collezionisti pronti a raccogliere la sfida e ad appoggiare progetti sperimentali, in divenire. L’associazione Artegiovane ci segue con il proprio network nella promozione delle singole fasi della residenza, ma ha anche un ruolo più concreto. Attraverso il dispositivo dell’adozione ogni singolo collezionista avrà infatti modo di sostenere economicamente un progetto a sua scelta, e seguirne lo sviluppo. E sul fronte finanziamenti cosa mi dici? Chi ha sostenuto e sosterrà viadellafucina? viadellafucina è un progetto sostenuto per larga parte dalla Compagnia di San Paolo all’interno del bando Generazione Creativa: un gruppo di azioni che hanno come focus il territorio di Porta Palazzo. Altrettanto importanti sono i patrocini degli enti locali che ci offrono la possibilità di sperimentare, in maniera lungimirante, il ruolo di mediatori con la comunità di riferimento. Tuttavia un progetto così articolato si avvale dell’entusiasmo di molti altri partner, dalle organizzazioni che ci hanno seguito nell’evoluzione concettuale fin dall’inizio, come le a.titolo e il PAV Parco Arte Vivente, fino a quanti tra locali, ristoranti e strutture alberghiere hanno dato il proprio contributo operativo con grande


spirito di accoglienza. Tra questi impossibile non citare Paralleli Istituto per il Nord Ovest e il Mediterraneo che ospita il nostro quartier generale e Fuori di Palazzo che offre agli artisti un luogo dove cucinare collettivamente e lavorare. Siamo sinceramente soddisfatti della rete di collaborazioni che siamo riusciti a mettere in piedi e che darà ai progetti artistici un grande respiro sia a livello locale che internazionale. Inoltre, sono stati attivati già molteplici canali di autofinanziamento, per lavorare su un modello innovativo di sostenibilità responsabile delle nostre attività, che guiderà tutti i prossimi passi di Kaninchen-Haus. Tra questi citiamo solo il Lapinot, lo spumante creato da Coniglioviola e dall’enologo Marco Terzoni, che verrà lanciato prossimamente per sostenere le attività di Kaninchen-Haus. del processo e ne daremo conto in fase finale. Il “format residenza” negli ultimi anni ha avuto molto seguito. Credi che il tuo progetto possa essere una best practice per altre esperienze? Quali sono invece le debolezze che tu stesso hai riscontrato in altri programmi di residenza? L’idea di viadellafucina nasce proprio dalle mie esperienze pregresse con i programmi artist-in-residence a cui ho preso parte in qualità di artista. Partivo carico di entusiasmo, con l’idea di poter entrare a far parte non solo di una sorta di commune costituita da altri artisti, ma anche con l’aspettativa di integrarmi rapidamente in una città e in un contesto completamente nuovi. Ho riscontrato invece, con una certa delusione, che molte istituzioni che organizzano residenze finiscono per pensare ai propri ospiti come ad oggetti di una propria collezione vivente. Non solo, ma tutte le opportunità di “integrazione” che venivano fornite dal dispositivo erano esclusivamente rivolte al mondo dell’arte: un microcosmo che si replica con modalità molto simili indipendentemente dalle coordinate geografiche in cui ci troviamo, senza fornire concreti meccanismi di integrazione nel contesto sociale e urbano. Infine, ma forse è stata la sensazione più importante, ho provato un grande senso di solitudine. Viadellafucina (ma anche il Pirate-Camp) cercano di innovare un modello a partire da una riflessione critica su ciò in cui molti programmi di residenza a nostro avviso falliscono. Per questo motivo stiamo già lavorando con altre organizzazioni internazionali per studiare possibilità di scambio e di “esportazione” del format. intervista a BRICE CONIGLIO di Francesca Di Giorgio Espoarte.net This must be the place ph. Giovanna Frisardi

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K-HOLE è il nuovo spazio indipendente per l’arte contemporanea gestito da Kaninchen-Haus nel pieno centro del Quadrilatero Romano a Torino, in via S.Agostino 17. Sito all’interno di un edificio settecentesco su tre piani, sotterranei inclusi, K-HOLE apre le sue porte in occasione della mostra conclusiva del programma di residenza sperimentale viadellafucina A.I.R. venerdì 9 novembre, in contempo ranea ad Artissima. K-HOLE ovvero Kaninchen-Hole (“tana del coniglio”) è un termine slang che indica uno stato soggettivo di dissociazione dal corpo dovuto all’assunzione di potenti sostanze anestetiche.

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Negli intenti di Kaninchen-Haus c’è invece l’idea di ritrovare coesione tra l’esperienza estetica (ma spesso anestetizzante dell’arte) e il corpo stesso della città, per aprire le porte di uno spazio multidisciplinare che dal 9 novembre al 1° gennaio, ospiterà una fitta programmazione di eventi, concerti, performance e dj-set. K-HOLE ospiterà inoltre, in un filone che unisce la fruizione dell’arte a una precisa etica di consumo, lo SM-art Cafè gestito da IMBARCHINO / cooperativa Biloba, con caffetteria, tisaneria e un servizio di cocktail bar a base di prodotti biologici selezionati e del commercio equo e solidale. Con K-HOLE Kaninchen-Haus restituisce all’esperienza collettiva un luogo che possa diventare crocevia di nuove contaminazioni artistiche (dall’arte visiva, alla performance, alla musica) ma anche punto di incontro, per rendere tangibile la vocazione interdisciplinare che ha sempre caratterizzato i suoi progetti. K-HOLE resterà aperto fino al 1° gennaio 2013 grazie a un accordo con martini.com sr K-HOLE v. S. Agostino 17 (TO) Open from Tue to Sat from 5 to 12 p.m. facebook.com/kaninchenhole info@kaninchenhaus.org T. 011-5229831 / 327-8776799


Kaninchenhaus è un’organizzazione no profit costituita nell’ottobre 2009 con sede a Torino nel quartiere di Porta Palazzo e attiva, sia a livello locale che internazionale, nell’ambito dell’arte contemporanea e della cultura. Kaninchenhaus produce e organizza esposizioni artistiche, spettacoli teatrali, pubblicazioni editoriali, opere audio-visive, corsi di formazione, programmi di residenza volti a favorire la mobilità e la promozione degli artisti su scala internazionale. Kaninchenhaus intende promuovere progetti e attivare processi che mettano in atto strategie e programmi non convenzionali di relazione al sistema artistico e culturale attraverso l’invenzione di dispositivi originali. Kaninchenhaus è una artist-run-organization: un’organizzazione diretta da artisti. Il nucleo principale del gruppo è infatti costituito da autori che hanno scelto di non limitare la propria attività e la propria identità alla “creazione di opere” ma di lavorare attivamente e in maniera indipendente per l’attivazione di processi condivisi e per ridefinire il ruolo dell’artista nella società. Kaninchenhaus (letteralmente “casa del coniglio” o “conigliera”) nasce da un’idea di ospitalità e condivisione. La fondazione di una “casa” significa, in questa prospettiva, creare un luogo simbolico dove l’esperienza e il percorso individuale vengano messi da parte per fare spazio all’elaborazione di una strategia di gruppo e alla tessitura di una rete di persone capace di relazionarsi dialetticamente con le istituzioni, mettendo in discussione modelli e pratiche consolidate, con l’intento di produrre riflessi concreti sulla comunità.

www.kaninchenhaus.org facebook.com/kaninchenhaus info@kaninchenhaus.org

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Ringraziamenti/thanks to Brice Coniglio e Nicoletta Daldanise ringraziano/thank: Armando Liganò, Marco Alfieri, Elena Anselmetti e Fulvio, Fabio Ballario, Piergiorgio Balocco, Silvia Balocco, Martina Beria, Stefanella Campana, Monica Carelli, Elena Carotti, Carlo Cavoti, Giancarlo Chevallard, Edoardo Cinalli, Stefania Coni, Martina Corgnati, Giulia Coss, Giancarlo Cristiani, Antonio Damasco, Federico Daneo, Francesco De Biase, Manuela De Caro, Riccardo De Giuli, Mariola Demeglio, Simona Depaoli, Manuele Di Siro, Filippo Fabbrica, Gabriele Ferraris, Giulia Fiocca, Renato Forno, Simone Frangi, Olga Gambari, Raffaella Giordana, Renata Gonella, Cecilia Guida, Silvia Limone, Chiara Lucchino, Hélène Monjarret, Susi Monzali, Gian Paolo Morello, Anna Musini, Matteo Pessione, Alessandro Portinaro, Valentina Pozzi, Luigi Ratclif, Elisabetta Rattalino, Bruno Ravina, Vincenzo Reda, Luca Remmert, Lorenzo Ricca, Pier Robino, Lorenzo Romito, Patrizia Rossello, Annalisa Russo, Juan Sandoval, Barbara Stantero, Roberta Tedesco, Carla Testore, Andrea Tortorella, Francesco Vietti, Enrica Viora, Patrizia Zambelli. Un ringraziamento speciale/special thanks to: Carlo Brignone, Francesco Cannavà, Eliana Cerrato, Alvise Chevallard, Ilda Curti, Isabella De Vecchi, Giovanna Frisardi, Francesca Gambetta, Cecilia Guiglia, Elisa Lanhard, Gianmario Martini, Lorenzo Ottonello, Lisa Parola, Harula Peirolo, Luisa Perlo, Milena Prisco, Stefano Riba, Lauren Schultz, Francesca Solero, Alessandro Stillo, Marco Terzoni. Alessandro Gioiello e Liliya Lifanova ringraziano/thank: A collaboration between: Alessandro Gioiello, Liliya Lifanova, Yukio Unia, Duccio Burberi, André Campos, Giovanna Frisardi, Cristina Matossi, Giuseppe Cirigliano, Giovanni Cirigliano, Gabriella Dal Farra, Giacomo Cornelio, Oksana Filonenko, Mirko Quaglia. Special thanks to: Paolo Rapalino (Zenit Arti Audiovisive), Dario Costaggiu, Marco Gobetti, Alessandro Stillo, Carolina Abbá, Mauro Corino, Cristina Matossi, Gino Viola, Mario Piovano, Francesco Serasso, Giulio De Lorenzo. Irene Pittatore e Annelies Vaneycken ringraziano/thank: Lisa Parola/ a.titolo, curatrice (relatrice); Luisa Perlo/ a.titolo, curatrice (relatrice); Giovanni Semi, sociologo (relatore); Alberto Vanolo, geografo (relatore); Pino Chiezzi, fotografo; Manuele di Siro, videomaker; Alexis Doglio, tecnico audio; Lorenzo Gentile, interprete; Anna, per l’appartamento; Said, per l’assistenza sulla piazza; Ristorante Picciridda, per le sedie; Maria Antonietta, per la conversazione e l’accoglienza; Hélène Monjarret e Elen Ganio Vecchiolino, Progetto the Gate Porta Palazzo, per il supporto nella ricerca; Vincenzo Reda, Francesco Vietti, Piergiorgio Balocco, per la formazione; Francesca Gambetta, Compagnia di San Paolo, Alessandro Stillo, Bazar Project. Mary Zygouri e Maurizio Cilli ringraziano/thank: Gianluigi Ricuperati per il suo intervento narrativo, Barbara Altissimo, Ivana e tutti gli attori della compagnia Outsiders, Silvia e Armando; Suor Irene e Padre Stefano Groppetti e tutti i volontari della Mensa dei Poveri della Piccola Casa della Divina Provvidenza; un ringraziamento speciale al fotografo Alessandro de Michieli e al Maestro Alessandro Tannoya.

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9 novembre

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31 dicembre

VIA DELLA F U C I N A

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percorsi collaborativi a porta palazzo : per un nuovo modello di residenza

Kaninchen-Haus artist-run-organization | www.kaninchenhaus.org vernice venerdĂŹ 9 novembre h19

K-HOLE

Via Sant’Agostino 17 (TO)

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