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Il settimanale di informazione della Chiesa di Ischia www.chiesaischia.it

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ELEZIONI POLITICHE

Perché é importante andare alle urne

L’Editoriale

ESSERE COMUNIONE A SERVIZIO DELL'UNITA'

Il titolo è uno dei princìpi affidati dal Papa ai vescovi per la valorizzazione delle diocesi, che si sono riuniti in Vaticano per valutare gli emendamenti dello Statuto e del regolamento della Cei. L'agenzia Sir ha intervistato sull'argomento, tre vescovi che rappresentano alcune delle diocesi più piccole d'Italia: per il Nord mons. Giuseppe Cavallotto della diocesi di Cuneo-Fosano; per il Centro, monsignor Giovanni Tani, vescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado; per il Sud, il vescovo di Ischia mons. Pietro Lagnese. Per mons. Lagnese, l’invito di Francesco è in sintonia con la sua esortazione ad “andare alle periferie, per riportare al centro la persona, ridarle dignità. Il vissuto delle persone può sfuggire alle grandi realtà ma non sfugge a quelle piccole, dove le relazioni possono essere valorizzate e vissute in maniera bella, sulla scia del grande esempio del Papa, che è il primo testimone di relazioni autentiche che ripartono dal Vangelo”. Al primo posto, tra le priorità per la chiesa di Ischia c'é la famiglia. Un’altra questione “decisiva per il futuro” è quella dei giovani, che hanno bisogno di avere accanto a loro “un popolo che cammina” avendo come coordinate la “corresponsabilità” e la voglia di “convergere insieme”, pastori e laici, uomini e donne. “Ascoltate il gregge – afferma il Papa – che ha il polso per individuare le strade giuste”. Cosa avete imparato dal popolo? “Che ha bisogno di essere ascoltato e guardato - risponde mons. Lagnese - di essere incontrato nei suoi problemi concreti e di ricevere l’annuncio di una bellezza che salva”. Lorenzo Russo

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SEGUIAMO FRANCESCO

Il Papa ai vescovi italiani: “siate lievito di unità”

ECONOMIA

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Quando la ricchezza è dono per gli altri

Kaire

KOSMOPOLIS ANNO 1 | NUMERO 21

€ 1,00

24 maggio 2014

#rottaMare. Il mare, bene politico per l'intera isola 9

PROGETTO POLICORO

Finanziamenti per la lotta alla disoccupazione giovanile. Come aderire

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MONDO SCUOLA

L'esperienza del 10 maggio continua: alcune riflessioni

PARROCCHIE

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SPORT

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Altri 43 nuovi cresimati al La finale provinciale del Buon Pastore e a Fiaiano Centro sportivo Italiano Ischia


Kaire Votare si deve. Nonostante tutto 2

24 maggio 2014 www.chiesaischia.it

| IN PRIMO PIANO

ELEZIONI DEL 25 MAGGIO

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Più facile recarsi alle urne per le amministrative. Più complicato trovare le motivazioni giuste per il rinnovo del Parlamento europeo. Abbiamo una moneta comune, ma dobbiamo ancora gettare le basi per una politica comune. Accadrà questa volta, pur in presenza di una forte spinta nazionalista e populista? Difficile dirlo

| a cura di Francesco Bonini

Votare dunque si deve, proprio per accompagnare questo processo di adeguamento dell’idea al fatto, a livello di istituzioni dell’Unione. È un processo necessariamente lungo, ulteriormente complicato in questo momento di crisi. E qui c’è il secondo punto. Votare si deve nonostante il clima di crisi della politica e della partecipazione, con il proporzionale sviluppo della protesta, che percorre tutti i 28 elettorati dell’Unione. Ci sono cinque candidati per la guida della Commissione, espressione delle cinque famiglie politiche “ufficiali”: popolari, socialisti, liberal-democratici, verdi e sinistra. I partiti e i movimenti euroscettici tradizionali non si sono curati di presentare alcun candidato, così come i nuovi movimenti, non collegati a alla popolazione di cialivello europeo, ma ciascuno espresscuno Stato membro. L'Itasione di singoli, diversi malesseri nei lia ha 76 seggi. I deputati ventotto Stati dell’Unione. Anche europei sono raggruppati questo significa pure qualcosa. Voper affinità politiche e non tare dunque si deve, nonostante per nazionalità. tutto, anche per scegliere l’indirizzo I deputati europei dividono politico. Necessariamente, infatti, il il loro tempo tra le loro cirfuturo dell’Europa passa per la cocoscrizioni elettorali, Strastruzione di un sistema politico eusburgo – dove il ropeo. E per la sua coerenza con i Parlamento europeo si riuprincipi di fondo, per cui in particonisce in seduta plenaria 12 lare proprio i cattolici, come ribadito volte all'anno – e Bruxelles, in un bel documento dell’episcopato dove partecipano a ulteriori europeo dello scorso mese di marzo, tornate, nonché a riunioni devono impegnarsi, prima di tutto di commissione e dei con la partecipazione. gruppi politici. In quel documento si sottolineava Le modalità di esercizio del anche la cruciale questione della parmandato parlamentare tecipazione dei giovani, che tutti i sono stabilite nello Statuto sondaggi segnalano tentati dalla prodel 2009. testa fine a se stessa. In effetti c’è

agari sarà più facile trovare le motivazioni nei 4.095 Comuni, o nelle due Regioni, che il 25 maggio sono chiamati al voto: una buona amministrazione fa la differenza competitiva e della qualità della vita, in tempi di risorse decrescenti, per cui non si può delegare a nessuno la scelta dei propri più diretti rappresentanti. Eppure, anche nella restante metà d’Italia, in cui i cittadini voteranno solo per il Parlamento europeo, votare si deve, nonostante tutto. Votare si deve nonostante l’Unione europea faccia fatica e facciano fatica i cittadini a riconoscersi nelle dodici stelle gialle in cerchio in campo blu, anche se ormai non ne possono fare a meno. Così come dell’euro. Basta guardarsi nel borsellino: nessuno ormai può più trovare solo monete del proprio Stato: siamo tutti connessi e interdipendenti. Anche se ci sentiamo sempre più lontani. L’Unione è una realtà, che ha fatto del suo profilo, idealmente alto ma politicamente modesto, la propria identità: salvo scoprire, in anni recenti, dopo una serie di allargamenti che ora arrivano a 28, come questa apparente contraddizione generi problemi inediti, che questa tornata elettorale sembra amplificare.

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DA SAPERE

l Parlamento europeo è composto da 766 deputati eletti nei 28 Stati membri dell'Unione europea allargata, che rappresentano circa 500 milioni di abitanti. Dal 1979 i deputati sono eletti a suffragio universale diretto per una periodo di cinque anni. Ogni paese stabilisce le proprie modalità elettorali ma deve garantire l'uguaglianza di genere e la segretezza del voto. Per le elezioni europee vige il sistema proporzionale. L'età del voto è fissata a 18 anni, salvo in Austria dove si vota a 16 anni. I seggi sono ripartiti in base

Kaire

Via delle Terme 76/R - 80077 Ischia Codice fiscale e P.Iva: 04243591213 Rea CCIAA 680555 - Prefettura di Napoli nr.11219 del 05/03/2003 Albo Nazionale Società Cooperative Il settimanale di informazione Nr.A715936 del 24/03/05 Sezione Cooperative a Mutualità Prevalente della Chiesa di Ischia Categoria Cooperative Sociali Tel. 0813334228 Fax 081981342 info@kairosonline.it Proprietario ed editore pec: posta.kairos@pec.it COOPERATIVA SOCIALE Registrazione al Tribunale di Napoli KAIROS ONLUS con il n. 8 del 07/02/ 2014

Direttore responsabile: Dott. Lorenzo Russo direttorekaire@chiesaischia.it @russolorenzo

oggi una grande questione sull’identità, che, se non ha risposte di alto profilo, rischia di essere risolta facendo ricorso a surrogati purchessia. E questo forse è il vero punto culturale e politico di questa tornata elettorale. Per l’Europa e anche per l’Italia.

AGENDA DEL VESCOVO dal 25 al 1 giugno 2014

Domenica 25 11.00 Parr. Santa Maria di Montevergine Santuario di San Francesco di Paola Santa Messa con le Cresime 18.30 Parrocchia SS. Annunziata in S. Maria delle Grazie Santa Messa con le Cresime Martedì 27-Mercoledì 28 Pellegrinaggio a Roma con gli istituti religiosi femminili della Diocesi e partecipazione all'udienza del Santo Padre in Piazza San Pietro. Venerdì 30 Incontro con i Cresi-

Redazione: Via delle Terme 76/R - 80077 Ischia kaire@chiesaischia.it | @chiesaischia facebook.com/chiesaischia @lagnesepietro

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mandi della Parrocchia S. Maria Assunta - Ischia Ponte Sabato 31 Incontro con il Consiglio Affari Econommici della Parrocchia SS. Annunziata in Campagnano

16.00 Corso per Operatore del turismo religioso e culturale diocesano: incontro con il dott. Sozzi responsabile del Progetto Culturale della Chiesa Italiana. Testimonianza di Incontri Romani Domenica 1 Giugno Raduno Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo - Stadio Olimpico -Roma

Il settimanale è stampato su carta riciclata utilizzando inchiostri vegetali non inquinanti presso uno stabilimento le cui attività prelevano una quantità di energia minore di quella prodotta dal proprio impianto fotovoltaico (a ridotta emissione CO2).


Kaire 3 “ANCHE IL NOSTRO È TEMPO DI PERSECUZIONI” I 24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

| a cura di Francesco Schiano per l’UCS

l vescovo di Ischia ha presieduto sabato 17 maggio alle 10.30 il Solenne Pontificale nel giorno della Solennità di Santa Restituta V. e M., Patrona di Lacco Ameno e dell’intera Diocesi di Ischia. Nella sua omelia il nostro Vescovo ha voluto centrare la sua attenzione sull’importanza della testimonianza cristiana, in un’epoca

in cui vivere il Vangelo comporta una vera e propria persecuzione.“E’ questo un momento solenne per la nostra Chiesa di Ischia, carissimi fratelli e sorelle, perché in un modo tutto speciale, guardiamo oggi a questa Santa che il Signore ha donato a noi come Patrona, perché non soltanto noi impariamo dal suo esempio, ma anche perché ci affidiamo a lei, domandiamo a lei la sua protezione e intercessione. Perché sebbene in maniera diversa anche oggi, noi, come sempre, facciamo esperienza di questa persecuzione che fa parte in maniera permanente della vita cristiana. Con Santa Restituta allora noi scopriamo come anche il nostro sia un tempo di

LA VOCE DI PIETRO

persecuzione, non solo nei paesi dell’estremo oriente o negli altri luoghi dove i cristiani sono una minoranza, ma anche qui nella nostra isola, nella nostra bella Italia che ancora si dice cristiana, noi facciamo esperienza di questa persecuzione: se vogliamo seguire il Vangelo non ci deve sorprendere l’incendio che divampa attorno a noi. Tutte le volte in cui tu vuoi seguire Gesù e vivere il Vangelo verrai perseguitato e ti troverai di fronte alla morte; vivere il Vangelo infatti è sempre un morire a sé stessi, ed è per questo che non è facile, non è una passeggiata. Non è importante essere amati da tutti, anzi è Gesù stesso a dirci ‘guai quando tutti diranno bene di voi!’. A volte cerchiamo questa tranquillità che nulla ha a che fare con il Vangelo e per questo vogliamo cercare di avere buone relazioni con tutti, vivere una vita più o meno serena, senza problemi, ma il Vangelo ci crea problemi e nella misura in cui questo non avviene forse vorrebbe dire che Lo stiamo un po’ tradendo. Oggi ringraziamo il Signore per averci donato Santa Restituta alla quale possiamo guardare non soltanto nell’esperienza di fortezza e costanza nelle prove del martirio ma alla quale possiamo anche domandare come fare a vivere il Vangelo con fedeltà, a partire dal riconoscimento della nostra

PROCESSIONE DI SANTA RESTITUTA C | a cura di Giuseppe Galano

ome da tradizione il 17 maggio la venerata statua della Santa Patrona Restituta, accompagnata da una folla di fedeli e religiosi è stata portata in processione via mare: si parte dal pontile di Lacco Ameno e ci si dirige verso Forio per poi cambiare rotta e proseguire verso Casamicciola. Tanti pescherecci e piccole imbarcazioni hanno accompagnato la nave che trasportava la Santa. Nella cittadina termale una moltitudine festante di devoti ha atteso lo sbarco dell’amata Santa. In piazza Marina vi è stato il discorso del Vescovo Pietro. “Facciamo questa sosta per chiedere al Signore, per intercessione di Santa Restituta Vergine e Martire, la Sua Benedizione su tutta l’isola d’Ischia e su tutta la Chiesa isolana. Guardando Santa Restituta, dono venuto dalle coste dell’Africa settentrio-

nale, siamo chiamati a scoprire il bene che vi è in ogni persona che viene sulla nostra isola, a riconoscere che ogni forestiero è un dono, e riconoscere nell’altro, diverso da noi, un dono che Dio ci ha voluto dare”. Il pensiero di Mons. Lagnese va a tutti coloro che partono dalle coste africane per giungere nella nostra Europa alla ricerca di una vita più serena e tranquilla, meno disperata e che purtroppo, come accaduto anche nei giorni scorsi, trovano la morte nel mare. “Chiediamo al Signore, per intercessione di Santa Restituta, che si ponga fine a questo fenomeno che Papa Francesco ha definito come una vera e propria vergogna, uno scandalo per i nostri tempi”. Il Vescovo invita a chiedere al Signore che noi isolani sappiamo impegnarci, per intercessione di

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debolezza e della nostra piccolezza”. Al momento dell’offertorio è stato quest’anno il Sindaco di Forio, dott. Francesco Del Deo, ad offrire l’olio che alimenterà per tutto l’anno la lampada votiva che arde davanti alla Santa Patrona. (foto G. G. Lubrano)

Santa Restituta, a vivere il Vangelo in maniera più coerente, seguendo l’esempio della Santa Patrona che ha vissuto il Vangelo e lo ha testimoniato fino alla morte. Il Vescovo chiede una preghiera per tutti coloro che stanno affrontando momenti di difficoltà e disagi invocando per tutti il dono della fortezza. “Come il corpo di Santa Restituta giunse sulla nostra bella isola noi siamo in cammino verso il Cielo. La Nostra Santa Patrona ci accompagni, si prenda cura di noi, ci indichi il giusto cammino e ci dia forza perché possiamo giungere alla sua stessa meta”. Dopo la benedizione con le reliquie della Santa la processione ha ripreso la strada verso la Basilica dedicata alla Santa patrona.


Kaire IL PAPA: «PASTORI, SIATE LIEVITO DI UNITÀ» H 4

| SEGUIAMO FRANCESCO

24 maggio 2014 www.chiesaischia.it

ASSEMBLEA CEI

o vissuto quest'anno cercando di pormi con il passo di ciascuno di voi: ho ascoltato e condiviso il percorso di speranze e preoccupazioni pastorali: ci siamo rinfrancati ritrovando nel pane spezzato il profumo di un incontro. Queste le prime parole del Papa, che dopo un momento di preghiera e raccoglimento, ha aperto per la prima volta la 66esima Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Il Papa ha preso la parola dopo un breve saluto del cardinale presidente Angelo Bagnasco: "Vorremmo essere portatori della voce del nostro popolo, e voce di gioiosa riconoscenza per le sue parole che ogni giorno ci offre". Bagnasco nel suo saluto ha ricordato che nel corso di questa assemblea i vescovi italiani discuteranno della riforma dello statuto della Cei, sulla base di alcune linee già abbozzate dopo un serio confronto, "secondo la logica della corresponsabilità". Ed ecco le parole che il Papa ha rivolto ai vescovi italiani in qualità di vescovo di Roma, tracciando le caratteristiche che secondo Bergoglio sono proprie di un pastore: "Primo tratto: siate pastori di una Chiesa che è comunità del Risorto. Chiediamoci: chi è per me Gesù Cristo? Che dice di lui la mia vita? La fede è memoria viva di un incontro". Attenzione alla tentazione del quieto vivere, dell'accidia, dell'insofferenza, la tentazione della presunzione, "di accomodarsi nella tristezza che lascia insoddisfatti". Fratelli, ha esortato il Papa, l'incontro con Gesù non

perda la gioia. "I piani pastorali servono, ma la durezza di chi giudica senza coinvolgersi. L'acnostra vita spirituale va allenata al modello di cecamento dell'invidia, le consorterie... Quanto Gesù. Spiritualità è ritorno all'essenziale, la sola è vuoto il cielo di chi è ossessionato da se stesso. La comunione ecclesiale è l'antidoto a tutte queste tentazioni", ha riecheggiato il Papa. Non stancatevi di valorizzare le diocesi, anche le più piccole, ha continuato. "Non stancatevi di intessere tra voi rapporti all'insegna della stima reciproca. Le reti e il confronto abbattono le distanze. Quanto ai parroci, spesso sfiduciati dall'esiguità del "raccolto" rispetto all'impegno riversato, occorre assicurare loro vicinanza e comprensione, in modo che si possano sentire sempre a casa nel vostro cuore. "Non è tempo di fare il bilancio di entrate e uscite, ma di esercitare la pazienza, che è il volto maturo dell'amore". Il Papa ha poi chiesto il coinvolgimento dei giovani e delle donne nella programmazione pastorale. Il terzo tratto, quello conclusivo, del pastore che vuole essere profezia del Regno: "Siate lievito di unità che fermenta nel farsi prossimo. Siate semplici, poveri e misericordiosi per camminare spediti e non frapporre nulla cosa veramente necessaria anche quando le si- tra voi e gli altri. Siate interiormente liberi, attenti tuazioni pastorale si fanno difficili". a imparare la lingua della gente, affiancando le "Teniamo fisso lo sguardo su di Lui". persone lungo le notti delle loro solitudini. AcEd ecco il secondo tratto del profilo del ve- compagnateli fino a riscaldare loro il cuore". Tra scovo: "Mi sento figlio di Dio, oltre che pastore? i luoghi in cui è necessaria la vicinanza c'è la faQuanto sono disposto a soffrire per la Chiesa? miglia: "Testimoniatene la centralità della famiLa nostra missione richiede un cuore spogliato glia contro l'individualismo, promuovete la vita da ogni interesse mondano, un cuore lontano da del concepito come quella dell'anziano". Un ogni mondanità". Un altro spazio che non si può disertare è il mondo cuore che sente e sof- del lavoro e in particolare il mondo dei precari, fre con gli altri. "Dob- disoccupati, cassintegrati. Un'altra trincea è biamo imprimere alla quella dei migranti. Chiesa italiana un forte Il Papa ha poi parlato delle necessità di alzare la spirito di rinnovata propria voce critica nei confronti del modello di unità", ha detto Bergo- sviluppo che crea nuove forme di emarginazione a strage in Colombia dei 33 bambini morti nel rogo di uno glio citando un inter- e di farsi al contrario portavoci del bisogno di scuolabus ha toccato profondamente il cuore di Papa Francevento di Paolo VI, 50 un nuovo umanesimo. "Vi accompagno con la sco che assicura le sue preghiere per le piccole vittime ed anni fa, alla Confe- mia preghiera e la mia vicinanza", ha concluso renza episcopale ita- Bergoglio. esprime la sua vicinanza alle famiglie dei bambini morti nell’incidente. liana. "Dobbiamo Il pensiero del Papa va infine agli oltre 20 bambini feriti con la sperifuggire la gestione ranza che possano al più presto ristabilirsi. personalistica del Intanto, nelle ultime ore, è stato arrestato l’autista dello scuolabus astempo, le chiacchiere, sieme ad un predicatore evangelico che aveva organizzato il viaggio. le mezze verità, la litaL’autista, che nell’incendio ha perso due figli, non era provvisto di linia delle lamentele, la cenza e il veicolo non aveva più l'autorizzazione a circolare dal 2012.

Il dolore del Papa per la mor te dei bambini in Colombia

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LA NOSTRA VOCAZIONE È STARE CON GESÙ! S 24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

PASTORALE VOCAZIONALE

i è tenuta giovedì 15 maggio nella Basilica mentale, in funzione delle cose che hanno da ofdi Santa Restituta a Lacco Ameno la Veglia frirci o agli incarichi a cui meglio possono assolDiocesana di Preghiera per le Vocazioni vere; certo anche questo è importante, ma la presieduta dal vescovo di Ischia mons. Pietro Vocazione è ben altro, è innanzitutto una chiaLagnese e organizzata dal Centro Diocesano mata a stare con Lui. Quando Gesù tornerà per Vocazioni. La 51^ Giornata Mondiale di Pre- l’ultima volta noi saremo con Lui per sempre e ghiera per le Vocazioni con lo slogan: “Apriti alla quella sarà la definitiva realizzazione della nostra verità, porterai la vita”ha illuminato l'intero mo- Chiamata: il Cielo è la nostra Vocazione, il Pamento. Ad animare la serata, con il canto, il coro radiso è la nostra Vocazione”! della Pastorale Giovanile diretto da don Cristian Il momento che ha concluso questa serata di Solmonese. Dopo la lettura preghiera è stato quello dell’Adodel Messaggio del Papa abrazione Eucaristica: la contempla“dove sono io biamo ascoltato le testimozione dell’Amore che ci Ama nianze vocazionali di Suor siate anche voi” incondizionatamente e aspetta Anna Cipro e di Padre Giuogni istante il nostro Sì; prima (Gv 14,3) seppe Carulli, capaci di emodella preghiera conclusiva sono zionare tutti con il comune stati portati all’altare alcuni segni, messaggio di fidarci sempre a simboleggiare le diverse vocadel Signore che chiama solo zioni a cui ognuno di noi è chiaperché ci ama. mato: la stola sacerdotale, gli anelli È stato, poi, presentato un brano del Vangelo di degli sposi, un libro di scuola. Giovanni in cui Gesù invita i suoi a non temere, Di fondo due esortazioni, una ai giovani: “mai presentandosi come la Via, la Verità e la Vita. avere paura di prendere il largo con Gesù! E l’alMons. Lagnese ha quindi tenuto la sua omelia: tra a tutti coloro che sono impegnati nella pa“Non sia turbato il vostro cuore! Questa Parola storale vocazionale: “il fuoco si accende con un ci viene donata in questa Veglia Diocesana per altro fuoco”. le Vocazioni in occasione della 51^giornata Ormai è tempo di rievangelizzare il mondo e Mondiale di Preghiera in questo luogo così spe- come fu il sangue dei martiri a essere il seme ciale non solo per la Comunità cristiana di Lacco buono del vangelo agli inizi dell’era cristiana, ora Ameno ma per l’intera isola d’Ischia perché deve essere la nostra testimonianza a rendere sono presenti in mezzo a noi le reliquie di Santa presente l’amore di Dio capace di rendere i cuori Restituta, vergine e martire. Questa Parola è do- del mondo accesi di passione verso un Padre che nata stasera a me, a voi, qualunque sia il nostro mostra la sua onnipotenza nell’annullarsi, mostato d’animo, la nostra situazione, il Signore strandosi povero, per amore nostro. dona pace al nostro cuore: “abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me “dice il Signore. In fondo il Vangelo è questo, è un invito a fidarci. Anche nelle testimonianze che abbiamo ascoltato, tutto è iniziato da una risposta a quel Dio che chiamava a fidarsi di Lui; “Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto ritornerò perché siate anche voi dove sono io”; in fondo la Vocazione è questo: stare con Lui! A volte noi crediamo che Dio ragioni come noi, che a volte pensiamo alle persone in maniera stru-

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Kaire 5

L a Chiesa possiede u n grande tesoro, è l’Eucarestia! Di solito quando una persona cara ci lascia, per mostrarci quanto ci ama, ci lascia quello che è suo, in termini materiali, di insegnamento o di consigli e tutto ciò è bello, ma Gesù nel suo andare via e ritornare al Padre, ha lasciato alla sua Chiesa tutto se stesso. Nel pane eucaristico ogni uomo troverà la Via la Verità e la Vita. La vocazione nasce nel momento in cui ascoltandolo, nel silenzio del cuore, assaporiamo la fragranza della verità evangelica, desideriamo seguire la sua strada e scegliamo per noi di essere chicco di grano che morendo si lascia macinare per portare vita, sapore e gioia al mondo intero.

Il Centro diocesano vocazionale, l’intera equipe di pastorale giovanile insieme al nostro Vescovo augurano a tutti, in modo particolare ai giovani, di sentire sempre la voce di Gesù che chiama a collaborare con lui alla realizzazione del suo progetto di amore per l’umanità intera. Chiama ad essere le sentinelle del mattino pronte ad indicare al mondo che solo percorrendo la strada di Cristo l’uomo custodisce la sua dignità che è l’essere veramente liberi da ogni schiavitù per sentirci amati e rispondere con il nostro Sì all’Amore!


Kaire DELL A POVERTA' E DELL A DIS EGUAGLIANZ A EQUIVOCI E FONDAMENTI N 6

| a cura di Franco Borgogna

ella scia del Messaggio per la giornata del primo maggio, dell'invito all'empatia e alla solidarietà umana e nella prospettiva del Convegno di Firenze 2015, per un nuovo umanesimo e cristianesimo, vorrei esprimere alcune valutazioni e considerazioni da osservatore esterno, ma non per questo disinteressato. Intravedo nell'opinione pubblica, sui social network, sulla grande stampa e nella comunicazione televisiva, farsi largo un pericoloso (a mio avviso) equivoco. E' fuori di dubbio che Papa Francesco stia dando alla Chiesa istituzionale, all'enclave del Vaticano, ma anche al codice di comportamento del buon cristiano, un'impostazione e dei canoni diversi e nuovi. C'è un forte appoggio ai diseredati e ai poveri, un forte richiamo a superare gli egoismi del benessere, con la solidarietà. Si ritiene, con forza, che l'intera umanità debba porsi l'obiettivo di battere gli squilibri tra paesi poveri e paesi ricchi e tra individui poveri e individui ricchi. Ciò nel nome di un ritorno allo spirito originario dei Vangeli. La grande capacità comunicativa di Papa Francesco sta ponendo questo tema con grande efficacia. Qual è il rischio, ovviamente non dipendente dal magistero papale, ma dalla platea degli ascoltatori? Il rischio è quello di ritenere l'uguaglianza obiettivo da raggiungere a qualsiasi costo, anche al costo di livellare nel basso gli individui. Ma davvero dobbiamo accontentarci di essere più

24 maggio 2014 www.chiesaischia.it

| ECONOMIA E SOCIETA’

uguali nella mediocrità e nell'indigenza? La risposta è meno scontata di quanto possa apparire. Dovremmo tutti convenire che sia auspicabile un riallineamento di partenza degli individui, un'offerta di pari possibilità di partenza per gli individui, da cui – però – ognuno deve poi avere l'opportunità di progredire ed eccellere, secondo le proprie attitudini e capacità. Non credo che siano interessanti le palle di biliardo tutte eternamente eguali, anche davanti a Dio. C'è, ad esempio, un certo tipo di comunismo austero, alla Berlinguer, quasi monastico, per cui ogni manifestazione di ricchezza, anche lecita e meritata, costituisce – di per sé, fatto eticamente esecrabile. Ricordo, ad esempio, un certo tipo di propaganda elettorale della sinistra radicale che recitava: “ Anche i ricchi piangano!” Esemplare, a tale riguardo, un'analisi sul Corriere della Sera, di Giuseppe De Rita, sociologo creatore del Censis che, col titolo “Se la livella frena lo sviluppo”, scrive : “ Senza il fervore di milioni di persone vogliose di crescere in reddito, ruolo, status e consumo, questo è un paese destinato non a livellarsi nel basso, ma a livellarsi e basta, perché il suo motore antropologico rischia di essere non la gara emulativa fra chi fa e ottiene di più, ma piuttosto l'invidia strisciante e rancorosa per chi ha di più. Indipendentemente da quello che fa, in campi di diversi traguardi e comportamenti”.

E De Rita può ben annoverarsi tra i cristiano-sociali. Ma c'è anche un'interpretazione cattolica di “pauperismo” esasperato. Una

tismo” di cui i maggiori esponenti sono Gilbert Keith Chesterton, padre Vincent Mc Nabb e Hilaire Belloc.

visione, secondo la quale la povertà è un valore che, a differenza della ricchezza, non corrompe gli animi degli uomini. E' un filone religioso che si allaccia direttamente alla dottrina del “pauperismo medievale” dell'ordine dei “mendicanti”. Tale dottrina di ascetismo cristiano ebbe anche esponenti importanti, alcuni dei quali rimasero nei binari della fede cattolica, altri deviarono in sette religiose. Sicuramente possiamo annoverare, tra gli esponenti del pauperismo, Valdo di Lione, Francesco d'Assisi, Dolcino da Novara, Ubertino da Casale, Arnaldo da Villanova. Alcuni punti del pauperismo medievale sono stati ripresi anche in importanti encicliche papali come la Rerum Novarum di Leone XIII e la Quadragesimo Anno di Pio XI, che si inquadrano nella Dottrina sociale della Chiesa Cattolica. Anche alcune teorie economiche odierne si richiamano a tale concezione filosofico-religiosa, come – per esempio – il “ distribu-

Il distributismo intende costruire una specie di terza via tra il comunismo (controllo proprietario dello Stato) e capitalismo (controllo della proprietà e della produzione da parte di pochi capitalisti) prevedendo di assegnare la proprietà e la produzione ad un numero quanto più allargato possibile di soggetti. Per il distributismo il salario e il lavoro salariato sono moderne forme di schiavitù. A chiunque mastichi un po' di storia, appare evidente qualche punto di contatto tra il distributismo e il corporativismo fascista. Il grande poeta americano Ezra Pound fu uno degli esponenti che cercarono di coniugare distributismo e fascismo. Generalmente “pauperisti” e “distributisti” avversano il rafforzamento politico, sociale, fiscale dell'Europa, in quanto ritengono, quest'ultima, causa di ulteriore impoverimento degli individui e dei paesi più deboli e invocano una riconquista dell'autonomia nazionale o un ribaltamento della logica eu-

ropea imperante a favore di una “Europa dei popoli”, concetto non meglio identificato e piuttosto fumoso. Sotto traccia, schiacciata da un'ondata antieuropea, antieuro, antigermanica, l'Europa istituzionale lavora per creare ed approvare dei “meccanismi compensativi” a favore di quei paesi, come Grecia, Spagna, Portogallo, Italia, più deboli e più esposti sotto il profilo sociale ed occupazionale. Pochi paesi europei hanno meccanismi nazionali come la nostra cassa integrazione, che se ha il merito di attutire le cadute occupazionali, d'altro canto nasconde la ripresa dell'occupazione che prevede prima un rientro dalla Cassa e poi nuova occupazione. Pensare oggi che problemi gravi di ritardi e squilibri occupazionali in alcuni dei paesi europei possano essere risolti a livello nazionale, senza compensazione europea, è veramente illusorio. Conclusione: la povertà, l'assenza di lavoro, deve sollevare sì il grido di dolore della comunità mondiale e di quelle religiose, senza per questo ritenere il ricco necessariamente un usurpatore, senza ritenere che le vie del Signore siano praticabili solo dai poveri e che i ricchi abbiano meno chance di accedere in Paradiso di quante ne abbia un cammello di passare per la cruna dell'ago. I meccanismi di compensazione sono gli strumenti idonei, a livello locale, nazionale, europeo, per dare ad ognuno le possibilità che si merita. Ogni scorciatoia appare fumosa e demagogica.


Kaire 7 LA RICCHEZZA È UN BENE SE AIUTA GLI ALTRI 24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

ECONOMIA E SOCIETA’

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SECONDO NOI

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Dall'interessante articolo del dott. Franco Borgogna, proviamo a rispondere con le parole di Papa Francesco. Pubblichiamo di seguito una parte della prefazione del Papa al libro del cardinale Mùller “Povera per i poveri. La missione della Chiesa”

hi di noi non si sente a disagio nell’affrontare anche la sola parola «povertà»? Ci sono tante forme di povertà: fisiche, economiche, spirituali, sociali, morali. Il mondo occidentale identifica la povertà anzitutto con

mezzo può ritorcersi contro l’uomo. Il denaro e il potere economico, infatti, possono essere un mezzo che allontana l’uomo dall’uomo, confinandolo in un orizzonte egocentrico ed egoistico.

potere economico è uno strumento che produce tesori che si tengono solo per sé, nascondendoli agli altri, esso produce iniquità, perde la sua originaria valenza positiva. Anche il termine greco, usato da San Paolo, nella Lettera ai Filippesi (cf. Fil 2, 6) - arpagmos - rinvia a un bene trattenuto gelosamente per sé, o addirittura al frutto di ciò che si è rapinato agli altri. Questo accade quando dei beni vengono utilizzati da uomini che conoscono la solidarietà solo per la cerchia - piccola o grande che sia - dei propri conoscenti o quando si tratta di riceverla, ma non quando si tratta di offrirla. Questo accade quando l’uomo, avendo perso la speranza in un orizzonte trascendente, ha perso anche il gusto della gratuità, il gusto di fare il bene per la semplice bellezza di farlo (cf. Lc 6, 33 ss.). Quando invece l’uomo è educato a riconoscere la fondamentale solidarietà che lo lega a tutti gli altri uomini - questo ci ricorda la Dottrina sociale della Chiesa allora sa bene che non può tenere per sé i beni di cui dispone. Quando vive abitualmente nella solidarietà, l’uomo sa che ciò che nega ad altri e trattiene per sé, prima o poi, si ritorcerà contro di lui. In fondo, a questo allude nel Vangelo Gesù, quando accenna alla ruggine o alla tignola che rovinano le ricchezze possedute egoisticamente (cf. Mt 6, 19-20; Lc 12, 33). l’assenza di potere economico ed enfatizza ne- La stessa parola aramaica che Gesù utilizza nel Invece, quando i beni di cui si dispone sono utigativamente questo status. Il suo governo, in- Vangelo - mammona , cioè tesoro nascosto (cf. lizzati non solo per i propri bisogni, essi diffonfatti, si fonda essenzialmente sull’enorme potere Mt 6, 24; Lc 16,13) - ce lo fa capire: quando il dendosi si moltiplicano e portano spesso un che il denaro ha acquisito oggi, un frutto inatteso. Infatti vi è potere apparentemente superiore a un originale legame tra ogni altro. Perciò un’assenza di poprofitto e solidarietà, una tere economico significa irrilevanza circolarità feconda fra a livello politico, sociale e persino guadagno e dono, che il umano. Chi non possiede denaro, peccato tende a spezzare viene considerato solo nella misura e offuscare. Compito dei in cui può servire ad altri scopi. Ci cristiani è riscoprire, visono tante povertà, ma la povertà vere e annunciare a tutti economica è quella che viene guarquesta preziosa e originadata con maggior orrore. In questo ria unità fra profitto e soc’è una grande verità. Il denaro è uno lidarietà. Quanto il strumento che in qualche modo mondo contemporaneo come la proprietà - prolunga e accreha bisogno di riscoprire sce le capacità della libertà umana, questa bella verità! consentendole di operare nel Quanto più accetterà di mondo, di agire, di portare frutto. Di fare i conti con questo, per sé è uno strumento buono, come tanto più diminuiranno quasi tutte le cose di cui l’uomo dianche le povertà econospone: è un mezzo che allarga le nomiche che tanto ci affligstre possibilità. Tuttavia, questo gono.


Kaire QUANDO LA RICCHEZZA E' DONO PER GLI ALTRI 8

| ECONOMIA E SOCIETA’

24 maggio 2014 www.chiesaischia.it

INCHIESTA

L'Economia di Comunione è una forma di economia nata per sradicare la miseria e l'ingiustizia sociale. Papa Benedetto XVI ha parlato dell'EdC nella sua ultima enciclica Caritas in Veritate affermando che l'EdC non esclude il profitto, ma lo considera strumento per realizzare finalità umane e sociali.

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| dalla Redazione

’Economia di Comunione (EdC) è un movimento che coinvolge imprenditori, imprese, associazioni, istituzioni economiche, ma anche lavoratori, dirigenti, consumatori, risparmiatori, studiosi, operatori economici, poveri, cittadini, famiglie. E’ nata da Chiara Lubich nel Maggio del 1991 a San Paolo in Brasile. Il suo scopo è contribuire a dar vita ad imprese fraterne che sentono come propria missione sradicare la miseria e l’ingiustizia sociale, per contribuire ad edificare un sistema economico e una società umana di comunione dove, ad imitazione della prima comunità cristiana di Gerusalemme, “non vi era alcun indigente tra di essi” (At 4,32-34). Chi, a qualsiasi livello, aderisce all’EdC si impegna a vivere i valori e la cultura della comunione, sia come singolo sia nelle organizzazioni in cui

dell’impresa e/o distribuiti ai soci. Inoltre dovrà ispirare la propria governance aziendale alla fraternità, intendere e vivere il rapporto con le persone in situazione di indigenza su un piano di sostanziale dignità, rispetto, uguaglianza, reciprocità e di co-

munione; concepire la propria azienda e/o azione come un luogo e uno strumento per ridurre l’indigenza, la miseria e l’ingiustizia, sia nel proprio contesto locale sia a livello globale. L’EdC coopera con le varie iniziative delle Chiese, delle varie religioni e della società civile e politica, di cui si sente espressione vitale e strumento di unità. Attualmente ci sono circa 800 aziende in tutto il mondo che aderiscono al progetto dell'Edc, per generare una ricchezza diversa, che si basi sulla comunione e sulla condivisione. opera, e farsene animatore e promotore. In particolare si impegna, con le idee e con l’azione, affinché la cultura della comunione, del dare e della reciprocità penetri sempre più il mondo dell’economia e lo informi di sé a tutti i livelli. Le imprese EdC si impegnano a generare nuova ricchezza e a creare nuovi posti di lavoro, con creatività e innovazione, e quindi a condividere gli utili per i fini del Progetto EdC, anche oltre l'ambito dei suoi normali portatori di interesse. In base all’ispirazione originaria, l'EdC dà vita a dei Poli Produttivi (in Italia il Polo Lionello ad Incisa Valdarno). I poli, segni di testimonianza e di concretezza del progetto, sono una componente essenziale dell’EdC, e rendono completo il progetto in una data regione e/o Paese. Chi partecipa all'Edc dovrà dividere gli utili aziendali, quando sono presenti, secondo i tre scopi del progetto, che sono: (1) aiuto concreto agli indigenti, (2) la formazione di “uomini nuovi”, (3) lo sviluppo


SERATA FINALE PER I L ABORATORI DI LUCA È 24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

SOCIETA’

un appuntamento da non perdere quello del saggio finale dei ragazzi dell’Associazione LUCA BRANDI Onlus che si terrà sabato prossimo 31 maggio presso la sede al Palazzo D’Ambra (riva sinistra porto d'Ischia) alle ore 20.30. Saranno tantissimi i ragazzi che daranno vita ad una festa di suoni, immagini e colori, tutti i partecipanti ai diciassette laboratori dell’associazione esporranno i contenuti del lavoro svolto durante l’anno. Troveremo così all’ingresso nel Palazzo D’Ambra la musica delle chitarre dei ragazzi del laboratorio affidato a Salvatore Ferraiuolo e a seguire il gruppo di canto con le ragazze che si alterneranno sul palco posto all’ingresso della sede. Appena si entrerà nell’androne troveremo i lavori dei ragazzi del laboratorio di Fumetto col tutor Michele D’Ambra che farà conoscere il percorso fatto dai ragazzi per disegnare i propri fumetti. Di fronte ci saranno i ragazzi di Pittura di Annamaria Di Meglio che esporranno le loro opere a partire dai ragazzi delle elementari a quelli delle medie. All’interno del salone ci saranno i lavori dei tre laboratori di ceramica suddivisi tra i ragazzi delle superiori, medie ed elementari con i loro tutor Nello Di Leva e Gaetano De Nigris. Ancora le splendide immagini del laboratorio di Fotografia condotto da Enzo Rando con l’esposizione delle foto delle ragazze che hanno seguito il lab durante tutto l’anno 2013/14. Sempre accompagnati dalle note del gruppo di canto si potranno visionare i lavori dei laboratori di Latino con la tutor Tina Di Frenna e quelli di Inglese con Maddalena Ferrandino. In bell’evidenza i lavori svolti dai ragazzi del Lab di Psicologia che quest’anno sono stati seguiti da Maria Raffaella Scotto e Lucia Buono. I ragazzi del laboratorio di Tango con i maestri Luciano Trani e Angela Amalfitano. Anche quest’anno si troverà il libro dei racconti e delle poesie prodotto dai ragazzi del Lab di Scrittura Crea-

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tiva con Isabella Puca. Ancora il Lab di cinema con i ragazzi del Cineclub seguiti da Eleonora Saracino. Ci sarà anche lo spazio dei ragazzi dell’As-

sociazione I.Sole d’Amore Onlus con i lavori svolti durante l’anno. Infine Domenica primo giugno alle 20.30 ci sarà la performance del teatro dei bambini delle elementari di Salvatore Ronga. Insomma ci sarà veramente tanto da vedere ascoltare e dialogare e ovviamente ci sarà anche da mangiare con le tante leccornie preparate dalle mamme dei ragazzi dei Laboratori di Luca. Una festa nella festa con ingresso aperto a tutti per una giornata di gioia da vivere insieme.

GARANZIA GIOVANI: CHE COS’E’

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Progetto Policoro sportello giovani

a Garanzia Giovani (Youth Guarantee) è il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. Con questo obiettivo sono stati previsti dei finanziamenti per i Paesi Membri con tassi di disoccupazione superiori al 25%, che saranno investiti in politiche attive di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro, a sostegno dei giovani che non sono impegnati in un'attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet - Not in Education, Employment or Training). L'Italia dovrà garantire ai giovani al di sotto dei 30 anni un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio, entro 4 mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale. DESTINATARI Se sei quindi un giovane tra i 15 e i 29 anni, residente in Italia – cittadino comunitario o straniero extra UE, regolarmente soggiornante – non impegnato in un’attività lavorativa né inserito in un corso scolastico o formativo, la Garanzia Giovani è un’iniziativa concreta che può aiutarti a entrare nel mondo del lavoro, valoriz-

zando le tue attitudini e il tuo background formativo e professionale. ATTUAZIONE Ogni singola Regione italiana ha il compito di attuare il programma Garanzia Giovani, ossia di organizzare, coordinare e gestire tutte queste iniziative, servendosi delle strutture locali – i Centri per l’impiego e gli enti privati accreditati. All’interno di ogni ente accreditato ci sarà uno “Youth Corner” cioè uno sportello informativo dedicato alla Garanzia Giovani. Saranno infatti questi sportelli a svolgere tutte le attività di accoglienza, orientamento e individuazione delle necessità e potenzialità dei giovani per individuare il percorso più in linea con le attitudini e le esperienze professionali. Il primo step è la registrazione alla Garanzia Giovani e poi il colloquio di orientamento presso uno dei Youth Corner. I giovani hanno la possibilità di fruire dei servizi del programma in qualunque città del territorio nazionale, anche in una Regione diversa da quella di domicilio o residenza. COME FARE DOMANDA Chi ha i requisiti richiesti, e rientra quindi nei destinatari della Garanzia giovani, cosa deve fare?

Prima di tutto deve registrarsi online per fare domanda di adesione al programma. Chi dovesse avere difficoltà nel realizzare la registrazione via internet può realizzarla anche presso gli sportelli (centri per l’impiego). Durante la registrazione viene richiesto di indicare la Regione dove si preferisce usufruire di una delle opportunità previste da Garanzia Giovani. A questo punto, entro 60 giorni, sarà un referente regionale a comunicare alla mail indicata in fase di registrazione il Servizio per l’impiego presso cui recarsi per fare un primo colloquio di orientamento. Per ulteriori informazioni puoi visitare il sito www.garanziagiovani.gov.it oppure puoi rivolgerti al Centro Servizi del Progetto Policoro che potrà fornirti ulteriori informazioni. Orari Centro Servizi – Progetto Policoro Mercoledì dalle 10.00 alle 13.00 presso la Curia Vescovile di Ischia – Ischia Ponte; Giovedì dalle 17.00 alle 19.00 presso la Biblioteca Antoniana di Ischia Email: diocesi.ischia@progettopolicoro.it; cell: 3774246426


Un’esperienza che non dimenticherò mai 10 Kaire

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| MONDO SCUOLA

24 maggio 2014 www.chiesaischia.it

Impressioni del gruppo ragazzi della parrocchia di San Sebastiano Martire - Barano d’Ischia

alla Parrocchia di San Sebastiano in Barano hanno partecipato in circa 15 ragazzi all’avventura della “spedizione” dei 650 da Ischia per l’incontro del 10 maggio scorso a Roma con papa Francesco. Martedì scorso – 20 maggio – riprese le forze,

Antonella F., 15 anni - Incontrare Papa Francesco, vederlo per la prima volta, è stato per me davvero

emozionante. Le cose che più mi hanno colpito sono state: vedere tante persone lì solo per il Papa si sono ritrovati in parrocchia per una serata e il momento in cui lui abbracciava e benediceva dove hanno condiviso l’esperienza fatta col par- i bambini. E’ stata un’esperienza che non dimenroco, don Pasquale Trani con l’equipe di anima- ticherò mai! tori dei ragazzi. Ora stanno studiando come rendere partecipi di questo viaggio unico i loro coetanei. Alla fine non poteva mancare la pizza Bianca B., 15 anni - Quella di Roma è stata e un “dolce” a fuori programma…! un’esperienza entusiasmante, vedere il Papa, anche se da lontano, è stato fantastico, ho sentito Riportiamo alcune loro impressioni. un’emozione molto forte. Tra la folla e le grida,

la voce del Papa risuonava negli orecchi di tutti, donando a tutti noi un vero pensiero sulla scuola. Annamaria M., 15 anni - Sono stata molto contenta di trascorrere una giornata diversa. E’ stata un’esperienza indimenticabile. La cosa che più mi ha colpito è stato il discorso che Papa Francesco ha pronunciato per tutti noi giovani e studenti. Spero che questa bellissima esperienza si ripeta nuovamente.


Kaire 11 PARTIRE CON TANTI DUBBI, TORNARE CON UNA CERTEZZA 24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

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MONDO SCUOLA

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La testimonianza di una docente ischitana che ha accompagnato i propri alunni all'incontro del 10 maggio a Roma dal Papa

uando avevo ormai accolto l'invito ad incontrare papa Francesco fui assalita da mille dubbi, alimentati anche dal mondo che mi era accanto: perché andare, perché assumersi la responsabilità di accompagnare 20 alunni in una città super affollata tra mille pericoli? Perché svegliarsi alle cinque del mattino e tornare a notte fonda? Perché portare i ragazzi dal papa se, pur cattolica, credo in una scuola laica, aperta a tutti? Tanti dubbi che, però, già alla partenza, al primo incontro con i miei alunni e colleghi, erano in parte scemati: vedere i loro volti assonnati ma felici di partire era certamente un buon inizio. Lungo il percorso, incontrando tanti e tanti pul-

lman che al finestrino avevano la locandina "La chiesa incontra la scuola, incontro con papa Francesco" l'entusiasmo cresceva e l'animo era ormai sereno: mi sentivo parte di una famiglia che cresceva di ora in ora. Che dire poi dell'arrivo a Roma? Tutto era festa, anche stando stretti ed accovacciati su pochi centimetri di terra. Le ore sono passate liete tra incontri, canti e testimonianze, poi il grande momento: Papa Francesco parla e con le sue parole tutto é stato chiaro. Ero lì perché credo nella scuola dell'incontro e dell'amore, la scuola delle tre lingue dell'uomo, quelle di mente, cuore e mani. Ero lì perché non voglio lasciarmi rubare l'amore per la scuola. Grazie papa Francesco per aver dato a tutti noi, piccoli e grandi, studenti e docenti forza e slancio per svolgere al meglio i nostri compiti e crescere nella scuola che educa al bello, al vero e al bene. Grazie per averci dato la possibilità di partecipare ad un evento straordinario, ad una grande festa che darà sicuramente ottimi frutti. Caterina, docente

Don Luigi - Napoli

Insieme. Insieme ai poveri. Insieme ai dimenticati. Insieme alle vittime della camorra. Insieme ai detenuti. Insieme ai malati. Insieme agli anziani soli.

Conto corrente postale n.57803009 - www.insiemeaisacerdoti.it Segui la missione dei sacerdoti sulla pagina FB facebook.com/insiemeaisacerdoti

CEI Conferenza Episcopale Italiana Chiesa Cattolica


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#rottaMare. L’isola e le politiche del mare | PASTORALE SOCIALE E LAVORO

24 maggio 2014 www.chiesaischia.it

24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

PASTORALE SOCIALE E LAVORO

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Inchiesta

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| a cura di Melania di Meglio

a scuola di Formazione Politica Kosmopolis, giunta alla fine del suo secondo anno di corso, il 16 Maggio presso la sala Auditorium del complesso Polifunzionale del Comune di Ischia, ha tenuto un incontro conclusivo, con dibattito pubblico, sul laboratorio con tema “Il mare” inteso come bene politico per l’intera isola. Molte le autorità presenti, religiose, politiche ed istituzionali. I lavori sono stati aperti dall’intervento del Vescovo, Mons. Pietro Lagnese che ha ricordato lo stile della scuola Kosmopolis volto al bene comune prodotto dal “desiderio di sognare una città più bella, più a misura d’uomo, più vivibile e più rispettosa di quanto abbiamo ricevuto in dono”. Il cristiano ha infatti dentro di sé il sogno primordiale di abitare la Casa del Cielo (dice Gesù-GV 14,1 “…Io vado a prepararvi un posto…”), motivo per cui tutto quello che fa risente di questo sogno interiore che lo porta a “mettere Cielo” in ogni sua azione. Il laboratorio, strutturato in tre gruppi con tematica comune ma aspetti diversi, ha trattato il tema del mare da punto di vista sociologico, della depurazione e del suo stato di salute mediante studi più scientifici. Il primo gruppo, guidato dall’avv. Luciana Zabatta, ha proceduto ad intervistare quattrocento cittadini di età e professioni diverse, al fine di verificarne mediante sei domande “il sentimento verso il mare e la conoscenza delle discipline che lo regolano”. I risultati ottenuti hanno dimostrato il forte legame dell’ischitano con il mare, la volontà di tutelare le spiagge libere da una loro possibile privatizzazione, la volontà di creare delle cooperative volte alla pulizia volontaria delle spiagge oltre che la promozione di cooperative giovanili di “guide turistiche” per valorizzare i siti marini di interesse archeologico, storico e naturalistico. Il secondo gruppo, guidato dall’avv. Ersilia Fortezza, ha trattato il tema della depurazione giungendo alla conclusione di “un mare che ha bisogno di rete”. Si sono analizzati, infatti, la storia della depurazione dell’intera isola, i notevoli ritardi nel completamento del depuratore della collina di San.Pietro,

la presenza quasi esclusiva di condotte sottomarine con vasche di pretrattamento a tre fasi (per tutti i Comuni meno che per quello di Serrara Fontana che presenta una vasca di pretrattamento a sei fasi), le varie beghe politiche che hanno portato allo spostamento del sito ove ubicare i depuratori a servizio dei Comuni di Casamicciola-Lacco Ameno e ForioSerrara Fontana. La mancanza di una rete fognaria ben strutturata ha fatto avanzare al

gruppo la proposta della necessità di ben completare la rete fognaria dell’intera isola oltre che la presa di coscienza da parte dei sei rappresentanti dei Comuni dell’isola di giungere ad una visione unica per i servizi essenziali quali la depurazione, i trasporti e la sanità. Il terzo gruppo, guidato dal prof. Giovangiuseppe Morelli, ha trattato il tema del “Sistema mare e fattori di squilibrio”. Sono stati illustrati gli studi sull’acidificazione del mare prendendo come riferimento l’acidificazione naturale del mare di Ischia in prossimità del Castello Aragonese per effetto del notevole CO2 che proviene dai suoi fondali. Si è trattato il tema dell’erosione degli arenili ed in modo particolare l’erosione della spiaggia dei Maronti e gli effetti del ripascimento del 2002. Si sono analizzate le problematiche di materiali affioranti nei nostri mari, soprattutto plastici, nonostante che il Decreto del 18 Marzo 2013 vieti l’utilizzo di sacchetti non biodegradabili. Si sono analizzati, altresì, gli effetti negativi degli ancoraggi e della pesca incontrollata. Il terzo gruppo, sulla base della analisi svolte, è giunto alla conclusione che il problema dell’acidificazione dei mari costituirà una seria minaccia ambientale per cui ha paventato la necessità di un’economia sostenibile oltre che la necessità di un coordinamento tra scienza, politica ed economia.

L’incontro è proseguito con un interessante dibattito che ha visto protagonisti soprattutto i rappresentati politici dei sei Comuni dell’isola d’Ischia e si è concluso con la consapevolezza della necessità di fare squadra, di muoversi unitamente per conseguire il bene comune…il BENE dell’intera isola d’Ischia! Foto di Michele Magnanimo

Le proposte di KOSMOPOLIS per una agenda politica isolana: 1. La mancanza di coordinamento tra gli enti preposti alla tutela del mare, la difficoltà nel reperimento di dati coerenti, l’assenza di una rete di informazioni tra enti concorrenti impongono la necessità di un’ attenta concertazione tra tutti gli enti coinvolti: regione, comuni, area marina protetta, enti gestori delle fogne, istituti di ricerca, associazioni di categoria e comitati civici. 2. Lo stato di salute del mare, il rispetto in generale per l’ambiente, soprattutto in considerazione della valenza turistica del nostro territorio, spingono le sei amministrazioni isolane a dover porre tra le priorità politiche da mettere in campo nei prossimi mesi quella della tutela del mare. 3. La tutela delle spiagge libere, contrastando il fenomeno diffuso della continua sottrazione di spazi alla libera fruizione dei cittadini ed assicurando l’obbligo, da parte dei concessionari delle spiagge, di provvedere alla pulizia anche degli arenili liberi, con effettiva revoca della concessione in caso di reiterata inadempienza. 4. La promozione di cooperative di giovani per fornire, a richiesta: attrezzature, animazione e pulizia delle stesse spiagge libere; promozione anche di cooperative giovanili di “guide turistiche” per valorizzare i siti marini di interesse archeologico, storico e naturalistico. 5. Alla Regione Campania è richiesto di onorare gli impegni economici assuntinel completamento del depuratore di S. Pietro e nella progettazione con i relativi finanziamenti degli altri due depuratori isolani. 6. Forio è tra i comuni isolani con una rete fognaria abbastanza diffusagià messa in posa risulta, a maggior ragione, candidata ad una immediata e più efficace attivazione di un depuratore; dopo l’individuazione del sito, sarà necessario che i comuni di Forio e Serrara Fontana si attivinoper un costante ed efficace pressing sulla Regione Campania, affinché quest’ultima si adoperi concretamente alla progettazione e al finanziamento dell’impianto, nonché il completamento della rete fognaria.. 7. Anche per i comuni di Casamicciola e di Lacco Ameno, dopola definizione del sito di installazione del depuratore, è indispensabile un’azione di pressing sulla Regione Campania per la progettazione e finanziamento dell’impianto, congiuntamente va messa in campo una strategia efficace per lo sviluppo della rete fognaria. 8. Per i comuni di Ischia e Barano urge il potenziamento concreto della rete fognariaper rendere funzionale il costruendo depuratore, ed è altrettanto indispensabile la realizzazione dei collettori che possano rendere operativa la rete fognaria col depuratore; va anche definito il problema della futura gestione dell’impianto di depurazione, una volta ultimato, oltre l’anno di transizione garantito dalla ditta. 9. Per l’aspetto scientifico si pone la necessità di una maggiore collaborazione tra il mondo della ricerca (Stazione “A.Dohrn”, Università, altri enti di ricerca), quello amministrativo dei sei comuni,l’area marina protetta e le aziende di gestione delle fogne erifiuti. 10. Il fenomeno su scala globale dell’incremento della CO 2.nell’atmosfera e della conseguente acidificazione dei mariè vissuto in maniera sentita anche a livello locale: si ravvisa la necessità di porre anche sull’isola delle strategie atte a ridurre drasticamente la produzione di CO 2. 11. Lo stato di salute del mare non è facilmente verificabilein maniera diretta, quindi si pone la necessità che l’ARPAC possa eseguire maggiori controlli dei parametri biologici –soprattutto nella stagione estiva – e dei parametri chimici ( attualmente carenti), cambiando nel tempo le aree di prelievo ed effettuandoli anche a riva; vanno eseguiti anche controlli chimici approfonditi nelle are marine interessate da inquinamenti prodotti in occasione degli interventi di posa a mare dei cavi. 12. Sul piano della legalità sono necessarimaggiori controlli nel rispetto delle norme che disciplinano la pesca e l’ancoraggio, in speciale modo nell’area marina protetta . Il Comitato Didattico di Kosmopolis


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Kaire 15 AFFETTIVITÀ DA MORDI E FUGGI 24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

TECNOLOGIA

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Cosa c’è dietro il successo delle “app” per appuntamenti

| a cura di Andrea Casavecchia

C’era una volta la fase del corteggiamento per il primo appuntamento: lo sguardo fuggente e interessato, il tempo passato a ricercarsi, lo scambio di battute. Una specie di danza che due persone nel periodo d’innamoramento mettono in atto per provarsi, per conoscersi e per testare la reciproca attrazione. Oggi corteggiare sembra essere troppo impegnativo. Una società individualizzata e competitiva tende a isolare e a rendere più difficile incontrarsi, perché chiude le persone, che finiscono per balbettare di fronte a un altro o un’altra, e perché rende loro insopportabile un insuccesso. Oltre tutto corteggiare e lasciarsi corteggiare richiede tempo. Così pare che per il primo appuntamento le persone, giovani e adulti, oggi cerchino scorciatoie veloci. Una ricerca del Politecnico di Milano racconta della grande diffusione di piattaforme informatiche che permettono l’organizzazione di appuntamenti tra persone che non si conoscono, allo stesso tempo quelle piattaforme garantiscono sull’affidabilità dello sconosciuto. In un anno questa pratica di appuntamenti al buio è cresciuta di dieci volte, sfruttando le applicazioni scaricabili sui telefonini. Alcuni esperti sostengono che tramite questa app nascano, circa 300 nuove storie a settimana. Sempre la ricerca del Politecnico sostiene che siano presenti in media un’app di incontri in ogni smartphone e che i loro utenti si collegano su un sito di incontri circa 5 o 6 volte al giorno. Alcuni giustificano il successo di queste piattaforme per la loro rapidità e facilità di utilizzo. Se però si prova ad approfondire possiamo scorgere altri elementi. Tale successo deriva in primo luogo da un’insoddisfatta esi-

genza di compagnia delle persone; in secondo luogo dall’incapacità per una fascia della nostra popolazione di mettersi in gioco realmente per una relazione, fino al punto di poter perdere. Allora affidarsi alle app può diventare una maschera, che nasconde le proprie debolezze, non un’opportunità per quelli che non hanno mai tempo. C’è il pericolo d’incentivare una falsa idea di affettività che nasce dal mordi e fuggi e stimola una mentalità consumistica delle relazioni. Queste pratiche sono apprezzate perché permettono di chiudere facilmente una relazione, così com’è iniziata, con un click; come rendono meno forte l’investimento emotivo: non c’è impegno, non c’è un’esposizione in prima persona.


CHIAMATI AD ESSERE SANTI L 16 Kaire

Il 9 maggio presso l’hotel Regina Palace in Ischia si è svolto il convegno “CHIAMATI AD ESSERE SANTI: STORIA E CONTENUTO” che ha avuto come relatore il Rev. Prof. Vicente Bosch, sacerdote della Prelatura dell’Opus Dei e professore di Teologia spirituale sistematica presso della Pontificia Università della Santa Croce in Roma

| SANTI SUBITO

| a cura del Prof. Vicente Bosch

e affermazioni sulla chiamata universale alla santità, contenute nel capitolo quinto della costituzione Lumen gentium, sono state giudicate da Papa Paolo VI come «obiettivo peculiare del Magistero del Concilio e come la sua ultima finalità» (Motu proprio Sanctitatis clarior, 1969); e da Papa Giovanni Paolo II come «fulcro del rinnovamento delineato dal Concilio» (Angelus, 29.3.1987). L’importanza attribuita a questa dottrina non significa, però, che essa costituisca una novità. L’essenza del messaggio non può essere nuova; i padri conciliari non potevano inventare una dottrina che non sia stata rivelata in Cristo. Non si può parlare quindi di dottrina “nuova”; la “novità” sta nella chiarezza, profondità, e forza della proclamazione della chiamata universale alla santità, della portata della consacrazione battesimale e dell’esigenza della santità per ogni

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universale alla santità (cfr. Mt 5, 48; sione del significato e delle conseEf 1, 3-4; 1 Ts 4, 3; 1 Tm 2, 4; e guenze della dottrina conciliare e

altri); nei primi tre secoli di cristianesimo la conversione e l’accoglienza della fede implicavano una ferma decisione di desiderio di santità e un alto livello di pratica delle virtù, giacché ogni cristiano era consapevole di essere un martire in potenza; essere pronto al martirio comportava già una santità che si manifestava nella vita quotidiana. Con la pace di Costantino (317) la Chiesa non fu più perseguitata, godette di libertà, ma l’aumento delle conversioni non garantiva più la loro qualità. Con la fine delle persecuzioni ci fu un indebolimento della vita cristiana. L’assenza del modello di santità offerto dai martiri fu coperta dalla testimonianza di chi partiva per il deserto a lottare contro il demonio. Il monachesimo (nella sua versione dei solitari o in quella dei cenobiti) fu la cristiano. risposta a una Chiesa che perdeva vigore e trovava difficoltà a vivere Nel Nuovo Testamento troviamo, la santità nella città. Complesse siinfatti, elementi sufficienti su cui tuazioni storiche hanno oscurato, fondare la dottrina della vocazione nel corso dei secoli, la consapevolezza della chiamata universale alla santità. La dottrina conciliare sull’universalità della chiamata alla santità fu accolta con giubilo nell’immediato post-concilio, ma non fu accompagnata dall’opportuno approfondimento teologico ed è ancora in corso la sua lenta e travagliata assimilazione. Affinché la proclamazione della vocazione universale alla santità non sia ridotta a una semplice esortazione devota, occorre facilitare una maggiore compren-

delle questioni teologiche a essa connesse. Ogni riflessione sui contenuti e sulle dimensioni vitali della santità non può che iniziare con la contemplazione di Cristo. I Vangeli ci narrano che la vita di Cristo è una vita di continuo dialogo col Padre, di sacrificio fino la morte e di servizio agli uomini in redenzione. La vocazione universale alla santità è chiamata alla sequela/imitazione di Cristo nella preghiera, nel sacrificio e nella evangelizzazione. Ogni esistenza cristiana implica, pertanto, una dimensione contemplativa, di martirio e apostolica. La chiamata universale alla santità è chiamata universale alla contemplazione, alla Croce e all’apostolato. Di fronte alla sfida della nuova evangelizzazione alla quale tutti siamo chiamati nelle nostre comunità ecclesiali, è opportuno ricordare le parole che San Giovanni Paolo II ci rivolgeva all’inizio del nuovo millennio: «porre la programmazione pastorale nel segno della santità è una scelta gravida di conseguenze. Significa esprimere la convinzione che, se il Battesimo è un vero ingresso nella santità di Dio attraverso l'inserimento in Cristo e l'inabitazione del suo Spirito, sarebbe un controsenso accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all'insegna di un'etica minimalistica e di una religiosità superficiale. (… ) È ora di riproporre a tutti con convinzione questa ‘misura alta’ della vita cristiana ordinaria: tutta la vita della comunità ecclesiale e delle famiglie cristiane deve portare in questa direzione» (Novo millennio ineunte, n. 31).


“Chierici e sacerdoti isolani, studiate!” 24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

SANTI OGGI

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Kaire 17

IL MORGERA, UOMO DI STUDIO E DI PENNA

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hierici e sacerdoti isolani studiate, sono le parole che il card. Luigi Lavitrano scriveva nelle prefazione alla 1ª edizione della Vita del parroco Morgera, scritta da don Pasquale Polito nel 1941. Ecco testualmente: Nella vita del parroco don Giuseppe Morgera, i giovani chierici e i sacerdoti isolani troveranno la guida sapiente e sicura da seguire … ai sacerdoti che assorbiti dalle opere esteriori dicono di non trovare il tempo per lo studio … e a quelli che presi dallo studio disdegnano la cura delle anime e al pulpito e al confessionale preferiscono il banco e la cattedra di una qualunque scuola laicale, tornerà particolarmente utile l’esempio del parroco Morgera che seppe distribuire la sua giornata sacerdotale così da poter dare tutto il tempo necessario all’anima propria e a quella degli altri, rendendosi coi suoi scritti utile anche a molte altre anime da lui lontane. Ed in realtà la vita del Morgera, se si eccettua il periodo del terremoto in cui rifulse la sua carità eroica, fu la vita di un uomo di studio e di penna. Questo è il tratto più saliente della sua breve ma intensa vita. La passione per lo studio si manifestò già da giovane e il nonno Francesco si lamentava che questo suo nipote gli chiedeva sempre soldi per comprare libri. Quando poi, diventato

prete nel 1866, ne ebbe la possibilità, divenne un assiduo frequentatore della Biblioteca Nazionale di Napoli e si legò con le grandi menti della 2ª metà del 1800, a cominciare dal direttore della medesima biblioteca, l’abate Vito Fornari. Dal giorno della sua ordinazione sacerdotale, se si eccettua un anno passato a Roma presso lo zio canonico lateranense, quando ebbe la possibilità di frequentare il Collegio Romano (l’attuale Università Gregoriana dove insegnava Teologia Morale il noto gesuita padre Ballerini) e quando ebbe anche la gioia, presentato dallo zio, di baciare la mano al Papa Pio IX, ripeto, se si eccettua l’anno 1867-1868, il periodo che va dal 1868 al terremoto del 1883, per il Morgera fu un periodo di intenso studio. E questo studio fu la base dei suoi scritti i quali però furono quasi tutti pubblicati dopo il terremoto. Ne elenco i principali: L’alba e il meriggio della Redenzione pag.342, 1886; l’Esameron di S.Basilio pag.256, 1892; Catechismo metodico della Dottrina Cristiana pag.350, 1894; La Vita di Gesù Cristo, 2ª edizione pag.568, 1896; La Corredentrice pag.115, 1897 ed altri scritti. Ed io mi sono altamente meravigliato di come quest’uomo, con un terremoto sulle spalle, abbia potuto scrivere tanto – e poi con una scrupolosità critica tutta sua. Le bozze dei suoi scritti le mandava ai suoi dotti amici accompagnandole con le parole: Io ti mando questa “spasella” di pesci freschi, oppure ti mando questa cesta di uva del mio giardino, tu però rimandamele con tante correzioni e annotazioni. Questo era il Morgera! E infine per darvi un saggio dell’uomo di studio che lui era, ecco alcune testuali parole che egli premette

alla 2ª edizione della Vita di Gesù Cristo: Avevo pubblicato per le stampe, or sono diciotto anni trascorsi, una Vita dell’Uomo-Dio, alla quale fecero buon viso e laici ed ecclesiastici scrittori. Ed ecco, ispirato dalla Madonna, ne tolsi in mano l’unico esemplare che me n’era rimasto; ed il volli ricopiare con fatica amorosa, lunga, ostinata. Ricopiandole con lo scopo di giovare a voi studenti del Seminario mi fu gioco forza di rifarlo e quasi rifarlo da capo. E il feci avendo innanzi gli splendidi esemplari di S.Tommaso, di S.Bonaventura, di Sepp, di Capecelatro, di Fornari, di Biraghi, di Didon, di Girelli e di moltissimi altri che avevano ammirabilmente scritto sopra il grande argomento. Di mio non c’è altro che l’indomito affetto con cui a mo’ di ape industre e laboriosa ... In queste parole c’è tutto il Morgera uomo di studio e di documentazione! Oh, come vorrei che non andassero perduti quegli occhiali che egli porta in questa foto e che una volta erano conservati alla Maddalena! Sono gli unici testimoni rimasti delle sue notti insonni sui libri. E, concludendo dirò ancora una volta che il card. Lavitrano aveva capito bene il messaggio che il Morgera lascia “ai chierici e ai giovani preti”: studiare, studiare, studiare. Studiare tutto e finalizzarlo allo studio della vita di Cristo. don Vincenzo Avallone


LE CRESIME A FIAIANO L 18 Kaire

| PARROCCHIE

24 maggio 2014 www.chiesaischia.it

| a cura di Giuseppe Galano

a Comunità Parrocchiale di Fiaiano in un clima festante accoglie dieci giovani che domenica 18 maggio hanno ricevuto il Sacramento della Cresima o Confermazione. Con il dono dello Spirito Santo termina quel cammino iniziato per loro con il dono del Battesimo chiesto dai genitori. Tantissime persone hanno partecipato alla celebrazione presieduta dal nostro vescovo Pietro e dal parroco Don Emanuel, accompagnati dal meraviglioso coro, in un clima di grande famiglia. Il vescovo ha desiderato più volte ringraziare la comunità parrocchiale per la calorosa accoglienza che ha ricevuto. “Vengo con piacere a celebrare l’Eucarestia con voi. Accogliamo questi dieci giovani che entrano a far parte in maniera piena della Comunità Cristiana. Accogliamo il dono dello Spirito Santo che scenderà su tutti noi”. Durante il corso Agnese, Brigida, Vincenzo, Roberta, Luisa, Annette, Francesco, Michele, Vincenzo e Giovanni hanno meditato, grazie alla guida di Don Emanuel, Daniele e Mariangela sulle parole di Papa Francesco. “In quei giorni aumenta il numero di discepoli e si diffonde la Parola – afferma il vescovo durante l'omelia - così come in quei giorni aumentava il numero di discepoli oggi aumenta la Comunità Cristiana, aumenta il numero di discepoli e si diffonde la Parola, avviene un contagio”...“Sette uomini furono presentati agli Apostoli. Oggi dieci ragazzi sono presentati al successore degli Apostoli”, ad ancora,”Come gli Apostoli imposero le mani sulle persone oggi verranno imposte le mani su questi ragazzi di questa bella comunità affinché possano mettersi al servizio della Parola di Dio”. Rivolgendosi ai ragazzi, visibilmente emozionati dice loro: “Questa mattina Gesù dona a voi lo Spirito, vedete quanto vi

vuole bene e quanta fiducia ha in voi. Non deludete le aspettative del Signore e fate in modo che questo Spirito realizzi quello che Gesù ha in mente per voi. Lui vi prenderà con se e dove sarà Lui sarete anche noi”. Il Vescovo unge i ragazzi con l’olio del Crisma, invoca su ciascuno di essi lo Spirito Santo guardando con dolcezza ed amore i loro volti sorridenti. Negli occhi dei ragazzi, accompagnati da madrine e padrini si legge forte emozione che coinvolge l’intera assemblea.

La comunità di Gesù Buon Pastore è in festa L | a cura dei giovani cresimandi

'otto maggio, abbiamo vissuto un momento di gioia con il dono del Sacramento della Confermazione. In 33, 8 adolescenti e 25 adulti, ci siamo preparati con impegno, aiutati dal parroco don Antonio Angiolini e dai catechisti, per cercare di dare risposte ad alcune domande che tanti di noi si pongono: chi sono, da dove vengo, dove vado, qual è il progetto che Dio ha su di me, che significato ha per me la parola Confermazione e cosa mi spinge a scegliere di essere confermato nella fede? I nostri formatori ci hanno a lungo parlato dello Spirito Santo (per noi grande sconosciuto) soffermandoci sui Suoi sette santi doni. Negli incontri settimanali abbiamo preso progressivamente coscienza su quanto può fare lo Spirito Santo per noi. Se accogliamo la Grazia del Sacramento,

Foto di Miriana Trani

l’azione dello Spirito ci pervade e ci illumina modellando e rinnovando tutta la nostra esistenza. Emozionati e pieni di gioia abbiamo accolto il vescovo Pietro, venuto a confermarci nella fede. Siamo partiti in processione dal salone parrocchiale per raggiungere il Tempio, dove ci attendevano i padrini, i parenti, gli amici e i fedeli per la solenne celebrazione. Al canto “Chiesa del Risorto”, eseguito dalla corale Buon Pastore, magistralmente diretta dal maestro Gianfranco Manfra, abbiamo fatto il nostro ingresso nell’aula eucaristica. Il Parroco ha amabilmente salutato il Vescovo con un caloroso benvenuto, ci ha presentati mentre in coro abbiamo pronunciato il nostro “eccomi”. Con molta attenzione e raccoglimento abbiamo ascoltato l’omelia che il vescovo Pietro ci ha donato ricordandoci, tra l’altro, che: “Il Sacramento della Confermazione… - che conclude il percorso di iniziazione cristiana – …non va considerato punto di arrivo, ma punto di partenza per vivere in maniera più consapevole la vita della e nella Chiesa, fortemente radicati in Cristo, Bel Pastore”. Terminata la celebrazione il Vescovo ci ha salutati singolarmente donando a ciascuno parole affettuose e incoraggianti per il futuro. Il Parroco e tutta la comunità di Gesù Buon Pastore lodano e ringraziano Dio per i diciannove bambini che il quattro maggio hanno ricevuto per la prima volta Gesù Eucaristia, per i trentatre giovani ai quali il Vescovo ha amministrato il Sacramento della Confermazione e per i festeggiamenti dell’undici maggio in onore di Gesù Buon Pastore e della Sua dolcissima Madre, la Divina Pastora. Grazie Vescovo Pietro, grazie Don Antonio, grazie a quanti hanno condiviso la nostra gioia!


Kaire 19 IL DONO DELLA FORTEZZA ACCOLTO DA SAN FRANCESCO P 24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

ECCLESIA

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Fonti Francescane

| a cura dell’Ordine Francescano Secolare di Forio

apa Francesco continua a spiegarci con semplici catechesi l’importanza di pregare lo Spirito Santo per accogliere i suoi sette santi doni. Essi sono i mezzi per raggiungere la perfezione e per poter vivere come figli di Dio Padre. Egli sempre sostiene i suoi figli in questo mondo tentato dal male che sembra soccombere sulle sue creature. Anche il dono della fortezza è un dono essenziale per il cammino di santità, per avere la forza di sopportare con amore la croce quotidiana, per affrontare le difficoltà della vita, ma soprattutto per avere il coraggio del martirio, per essere testimoni di Cristo fino in fondo. Nella storia della Chiesa non c’è santo che non abbia ricevuto il dono della fortezza. San Francesco è un esempio di gioia e fortezza perfetta. Le Fonti Francescane citano molti episodi del nostro santo che evidenziano la presenza di questo dono divino nella sua vita, dal

coraggio di baciare il lebbroso che lo ripugnava per amore di Cristo, al coraggio di denudarsi davanti a suo padre e ad una numerosa folla per rivestirsi solo di Cristo; dal coraggio di andare incontro al martirio in terre saracene e offrirsi anch’egli come ostia vivente, all’obbedienza cieca fuorché nel peccato per mortificare l’orgoglio ed esser simili all’umile Agnello divino. “ Negli ultimi tempi della sua malattia, una notte chiese umilmente di mangiare del prezzemolo. Ma il cuoco rispose che a quell’ora non avrebbe trovato nulla nel’orto: «Nei giorni passati di continuo ho raccolto una quantità di prezzemolo e tanto ne ho tagliato, che riesco a mala pena a trovarne un filo in piena luce del giorno. Tanto più non riuscirò a riconoscerlo tra le altre erbe in piena notte ». « Vai fratello,- disse il Santo- non ti dispiaccia, e portami le prime erbe che

LA PREGHIERA

L

toccherai con la tua mano ». Andò il frate nell’orto e portò in casa un mazzo di erbe, che aveva strappato a caso senza nulla vedere. I frati osservano quelle erbe ed ecco in mezzo prezzemolo tenero e ricco di foglie. Avendone mangiato un poco, il Santo provò molto conforto e rivolto ai frati: « Fratelli miei, obbedite al primo comando, senza aspettare che venga ripetuto. E non portate come pretesto la impossibilità, perché se da parte mia vi comandassi anche qualcosa al di sopra delle forze, l’obbedienza troverebbe la forza necessaria ». Ecco fino a qual punto lo spirito profetico faceva risaltare in lui il dono dello Spirito. (FF 637)

| a cura di A. M. Discepoli e Apostoli dello Spirito Santo

a preghiera è un intimo rapporto non di semplice familiarità, ma di comunione con Dio. Pregare non è ne chiedere ne ricevere, ma è lasciarsi trasformare, trasfigurare per assumere poco a poco, con la docilità alla Potenza dello Spirito Santo, il volto di Gesù unico Salvatore dell'intera umanità. La preghiera è il mio grido di speranza e di libertà, è la gioia di poter dire con la vita, che sono fratello di Gesù e per mezzo di Lui figlio adottivo del Padre, erede del Paradiso. Dobbiamo sempre ricordare che la più grande esigenza Apostolica è la preghiera: non si prega solo gli uni per gli altri, ma anche gli uni al posto degli altri. Questa è la realtà della comunione dei santi: l'evangelizzazione del mondo è sempre preparata e coronata dalla preghiera. Il mondo non si convertirà per i miracoli nella Chiesa: anche Gesù li compì e non tutti si con-

vertirono. Il mondo si convertirà se la Chiesa intera, in un continuo e rinnovato Cenacolo di preghiera, impetrerà il dono dello Spirito che apre i nostri cuori di pietra. Rimaniamo in questo colloquio a tu per tu con Dio Trinità; entriamo in colloquio con Maria, apriamole la nostra vita, ascoltiamo Lei cosa vuol dirci; assimiliamo le buone ispirazioni, nei sentimenti che infonde, nelle stesse parole che imprime nella nostra memoria più intima. “ La preghiera per opera dello Spirito Santo, diventa l’espressione sempre più matura dell’uomo nuovo, che per mezzo di essa partecipa alla vita divina” (Dominum et vivificantem 65) Giovanni Paolo II diceva: “Pregare non è un compito, è un dono. Non è una costrizione, è una libertà. Non è un peso, è una gioia” e Gandhi affermava: “si può vivere qualche giorno senza mangiare, ma non senza pregare.” La preghiera è la chiave del mattino e il catenac-

cio della sera. La preghiera, è un patto sacro tra Dio e gli uomini. Per pregare con fede, dobbiamo chiedere allo Spirito Santo che ci doni un santo tormento interiore di non amare abbastanza. Edith Stein afferma: “ Senza il soccorso della Grazia, non è possibile alcuna preghiera né alcuna meditazione. Eppure tutto ciò è compito della nostra libertà e si realizza con la collaborazione delle nostre energie” <<Vive veramente solo chi ama, e ama solo chi si sente amato, raggiunto e trasformato dall'Amore. Come la pianta che non fa sbocciare il suo frutto, se non è raggiunta dai raggi del sole, così il cuore umano si chiude alla vita vera e piena, se non è toccato dall'Amore >> (Bruno Forte .......sulla preghiera)


UN LIBRO IN PRESTITO F

20 Kaire

| ARTE E LITURGIA

24 maggio 2014 www.chiesaischia.it

Vangelo vissuto

| a cura di Oreste Paliotti

requento la facoltà di Architettura. Mai mi sarei immaginato di non avere soldi per poter studiare, ma così è stato. Dovevo fare un esame molto importante per il quale mi mancava un libro fondamentale, ma siccome veniva dalla Spagna costava quattro volte il prezzo normale. Era l'ultimo giorno per iscrivermi per quell'esame ed ero disperato. Uscito dall'università sono corso in una chiesa

FESTA IN ONORE DI

S. ANTONIO DI PADOVA Convento Frati Minori ISCHIA 1-13 GIUGNO 2014

ore 18.30: ore 19.00: ore 18.00: ore 18.30: ore 20.00: ore 22.00:

ore 19.00:

TREDICINA A S. ANTONIO S. Rosario S. Messa – Tredicina

1 giugno: INIZIO TREDICINA – PROCESSIONE VIA MARE Tredicina Processione via mare con benedizione del mare. Imbarco Molo Miramare e sbarco Baia vecchio Carcere S. Messa solenne nel cortile del Convento presieduta dal Ministro Provinciale P. Agostino Esposito o.f.m Spettacolo nel cortile del Convento: “ Mi ritorni in mente… I magnifici anni ’70 – ’80 “ Parteciperanno i cantanti ischitani: Daniele Cigliano, Roberto Sollino, Carolina Palma, Natalino Di Maio, Valentina Piesco. Coreografie a cura della scuola di ballo “ Manu Moving” Presentano la serata Armando Chartier e Paolo Lauro

7 giugno: Giornata per gli ammalati S. Messa solenne nel cortile del Convento presieduta da S. Ecc. Rev. Mons. Pietro Lagnese, vescovo d’Ischia, con l’Associazione “UNITALSI” e gli ammalati: durante la celebrazione verrà amministrato il sacramento dell’ Unzione degli Infermi e l’affidamento degli ammalati a S. Antonio. I canti saranno eseguiti dalla corale “INARIME” diretta dal M° Nicola LAURO

8 giugno: Domenica di Pentecoste ss. Messe: ore 11.00 - 19.00 ore 19.00: ore 21.00:

12 giugno: VIGILIA FESTA DEL SANTO s. Messa solenne e consacrazione dei bambini a S. Antonio: ogni bambino offrirà un giglio al Santo Spettacolo musicale alla Spiaggia dei Pescatori, eseguito dal gruppo folkloristico “Suonapolis”: viaggio intorno alla tradizione popolare della canzone napoletana: “ le voci del popolo” Salsicciata a cura del comitato dei festeggiamenti

vicina e ho chiesto aiuto a Gesù, pregandolo di per posta celere, gratis, una copia di quello stesso libro. Come non scorgere in quanto accaduto procurarmi quel libro "entro mezzogiorno". Poco dopo, in facoltà, mi son sentito chiamare l'amore di Dio? da qualcuno. Era un collega che non vedevo da tempo. Saputo il mio problema, ha insistito per S. G. - Cordoba accompagnarmi a casa di una collega che conoscevo appena. In effetti lei non solo aveva quel libro, ma, cosa impensabile trattandosi di un'opera così costosa, era contenta di prestarmelo. Era mezzogiorno ed ero strafelice. PELLEGRINAGGIO A PIEDI A POMPEI Alcuni giorni dopo, mentre studiavo, ho rile- A conclusione del mese mariano vato degli errori tipogra- Sabato 31 Maggio fici in quel libro. Guidato da P. Nunzio Ammirati OFM, Convento S. Siccome mancavano Antonio, Ischia Ponte delle pagine importanti, Programma: mi è venuto in mente di - Partenza con Aliscafo delle 6,50 da Forio e alle 7,10 avvisare l'editrice con da Ischia porto. una e-mail. Una setti- - Raduno a Napoli con altri gruppi alla Chiesa del Mamana dopo ho ricevuto donna del Carmine alle ore 8,30. Inizio del Pellegrinaggio. Lungo il percorso si prega, si canta e ci si confessa dal sacerdote. - Arrivo al Santuario di Pompei verso le ore 15,30. Alle ore 16,00 celebrazione della Santa Messa e Supplica alla Madonna - Si ritorna a Napoli, molo Beverello, con Bus privato. Si rientra a Ischia per le ore 19.00 circa. Chi vuole partecipare contattare telefonicamente: Padre Nunzio, 333 5854801; Signora Viola (macelleria Scentone) 339 1333923; Signora Trofa Celia 081986357

13 giugno: Festa del Santo ss. Messe: ore 7.00 – 8.00 – 9.30 ore 10.30: S. Messa solenne presieduta dal Ministro Provinciale, P. Agostino Esposito o.f.m. ore 11.00: Giro per il Comune di Ischia della Banda “Città d’Ischia”: esecuzione dell’ Inno al Santo nel cortile del Convento. ore 12.00: Supplica al Santo e s. Messa per gli emigrati presieduta dal parroco Don Carlo Candido ore 17.00: S.Messa nel cortile del convento ore 18.00: Processione: via Mirabella – Via A. De Luca – Via Seminario - Piazzale Aragonese (benedizione del mare) – Via Sogliuzzo – Via L. Mazzella – P.zza degli Eroi – Piazzetta S. Girolamo - C.so Vittoria Colonna – Via Champault – Spiaggia dei Pescatori. Sosta alla Spiaggia dei Pescatori con Tredicina al Santo e canto del “ Si quaeris”. Sorteggio premi S. Antonio. Rientro per via Pontano, via A. De Luca e Via Mirabella.

SAGRA DEL PESCATORE ore 22.00: Concerto musicale Banda “città d’Ischia”, con la speciale partecipazione di “Fra Alessandro” la voce di Assisi, che ci offrirà un repertorio di canti sacri e classici napoletani. Sagra del pescatore con degustazione di cibi locali a cura del Comitato dei festeggiamenti ore 24.00: Spettacolo pirotecnico a mare a cura della ditta “Ischia Pirica” IMPORTANTE:

- per tutte le strade dove passerà la processione si prega di addobbare i balconi con coperte, fiori o luci - dal 1° giugno ( ore 17 -19 ) è possibile ritirare presso il Convento gli abitini di S. Antonio che i bambini ( fino a 13 anni di età ) indosseranno per la processione.

L’addobbo in Chiesa è realizzato dalla ditta “D’Errico Antonio” I fiori sono curati da Arcamone G. Giuseppe Le luminarie sono a cura della ditta “Luminart” I canti sono eseguiti dal Coro del Convento

SI RINGRAZIA: la Cooperativa “Ischia Barche”, la parrocchia “S. Maria Assunta” col Parroco Don Carlo, gli emigrati in California e tutti quelli che hanno contribuito generosamente per la buona riuscita della festa.

I Frati Minori e il Comitato dei Festeggiamenti

IL SANTO DELLA SETTIMANA

26 maggio San Filippo Neri, sacerdote

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| a cura di Francesco Schiano

iglio di un notaio fiorentino di buona famiglia. Ricevette una buona istruzione e poi fece pratica dell'attività di suo padre; ma aveva subito l'influenza dei domenicani di san Marco e dei benedettini di Montecassino, e all'età di diciott'anni abbandonò gli affari e andò a Roma. Là visse come laico per diciassette anni e nel 1538 cominciò a lavorare fra i giovani della città; fondò una confraternita di laici che si incontravano per adorare Dio e per dare aiuto ai pellegrini e ai convalescenti. Filippo passava molto tempo in preghiera,

specialmente di notte e nella catacomba di san Sebastiano, dove nel 1544 sperimentò un'estasi di amore divino che si crede abbia lasciato un effetto fisico permanente sul suo cuore. Nel 1551 Filippo Neri fu ordinato prete e andò a vivere nel convitto ecclesiastico di san Girolamo. San Filippo era assistito da altri giovani chierici, e nel 1575 li aveva organizzati nella Congregazione dell'Oratorio; diventò famoso in tutta la città e la sua influenza sui romani del tempo fu incalcolabile.


Kaire 21 MI VEDRETE PERCHE’ IO VIVO E VOI VIVRETE L 24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

| a cura di Ernesta Mazzella

a sesta domenica del tempo di Pasqua è già proiettata verso gli eventi che daranno compimento alla risurrezione di Cristo: l'Ascensione e la Pentecoste. Il vangelo ricorda che il mondo non ha più visto Gesù, mentre ai discepoli di suo Figlio il Padre ha dato «un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce» (Gv 14,16-17 a.l9). Dunque dopo cinque settimane di analisi e presa di coscienza, viene poi dichiarata la diversa abilità dei credenti di accogliere il dono pasquale: mentre Gesù afferma che il mondo non può ricevere lo Spirito «perché non lo vede e non lo conosce», invece ai suoi dice: «Voi lo conoscete perché egli dimora presso di

Monumento funerario del cardinale Baldassarre Cossa, Giovanni XXIII, opera di Donatello e Michelozzo, Firenze.

ARTE E LITURGIA

voi e sarà in voi» (Gv 14,17b). E mentre afferma che «ancora un poco e il mondo non mi vedrà più», ai suoi promette: «Voi invece mi vedrete, poiché io vivo e voi vivrete» (Gv 14,19). L'opera proposta nella foto elabora questi concetti. È il mosaico duecentesco al centro del battistero di San Cristo in gloria, Coppo di Marcovaldo, 1260-1270 Giovanni a Fi- circa. Firenze, battistero di San Giovanni. renze, raffigurante Cristo nella del mosaico c'era anche un cimitero fuori del gloria del cielo, opera di Coppo di Marcovaldo battistero, e inoltre l’ottagonale forma dell'edifi(nato a Firenze, nel 1225 – muore nel 1276 circa, cio, l'ottagono allude all'«ottavo giorno», cioè il è stata una delle figure più eminenti della pittura giorno senza tramonto del Signore risorto, il toscana del XIII secolo e il più importante a Fi- giorno della sua Pasqua eterna; la drammaticità renze prima dell’arrivo di Cimabue. Uno dei dell'immagine è chiara, chi passava per il cimitero pochi maestri duecenteschi del quale si conosca ricordava di avvicinarsi a un simbolo della proil nome). La posizione originale del fonte batte- pria fede; ed entrando veniva accolto da questa simale era sotto questa colossale figura, cosicché colossale immagine del Risorto con le tombe che il battezzando, mentre moriva sacramentalmente si aprono e i morti che risuscitano. con Cristo per risorgere con lui, lo contemplava Nello stesso Battistero è collocata la bellissima vivo: vedeva come vivo, cioè, il Signore morto tomba del cardinale Baldassarre Cossa, nato ad in croce, colui che il mondo non vede perché Ischia nel 1367, poi antipapa con il nome di Gionon crede. Né era solo immaginaria questa vi- vanni XXIII, la tomba commissionata da Cosione, perché, nella parte inferiore del mosaico, simo dei Medici e realizzata dal grande sotto i piedi del Risorto i morti escono dai se- Donatello e Michelozzo. polcri a testimonianza della promessa: «Io vivo e voi vivrete». Se poi ricordiamo che all'epoca

VI DOMENICA DEL TEMPO DI PASQUA

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Commento al Vangelo

| a cura del Diacono Marco D’Orio

el vangelo di Giovanni, proposto nella liturgia della VI domenica di Pasqua, ci viene presentato Gesù nell’ultima cena con i suoi discepoli, prima della sua Passione. In questa pericope dell’evangelista Giovanni, ci viene presentata una splendida icona della Santissima Trinità, che potremmo descrivere così: il Figlio è colui che domanda, il Padre è colui che accorda e lo Spirito è colui che conforta. Il tono delle parole è piuttosto confidenziale e accorato. In particolar modo, si tratta del discorso d’addio di Gesù, anzi possiamo dire del suo testamento. Questo testamento porta con sé una novità a differenza di testamenti: non ci lascia più orfani. Infatti, come si sa, ogni testamento viene annunciato con la scomparsa del testatore, ma qui Gesù aiuta i suoi discepoli a comprendere il senso del suo andare al Padre e cerca di consolarli per la sofferenza del suo distacco, promettendo di non lasciarli orfani. Come è possibile questo? Gesù dice ai discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre» (Gv 14,15-17). Il Signore, dunque, promette per la prima volta di mandare a loro un altro amico, uno che li

conforterà e non li abbandonerà, cioè il Paràclito, lo Spirito consolatore, colui che rimarrà sempre con loro. In che modo possiamo ricevere il Paràclito? Gesù ci ha spiegato anche questo: solo amando, rimanendo in lui e osservando i suoi comandamenti. Sembra facile, ma non lo è, perché Gesù ci chiede il distacco dalle cose del mondo. In noi, invece, prevale il forte senso dell’egoismo e dell’orgoglio, quello dell’essere disposti ad amare fino ad un certo punto, ad arrivare solo dove può arrivare il nostro interesse e il nostro guadagno. Questo non è amare e rimanere in Gesù, ma vuol dire rimanere orfani, perché ripiegati in noi stessi e non aperti al vero Amore che è Dio Padre-Figlio-Spirito, ai fratelli e alle sorelle che abbiamo accanto e siamo chiamati a consolare «con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio» (2Cor 1,4). Ecco cosa ci chiede Gesù: quello di essere, a nostra volta, paràcliti e intercessori per i nostri fratelli e per le nostre sorelle, senza imporci con le nostre idee, ma servendo e condividendo con gli altri quello che riceviamo. In questo senso, Gesù non ci lascia orfani, perciò nemmeno noi dobbiamo lasciare o abbandonare coloro che ci sono stati affidati.


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22 Kaire

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24 maggio 2014 www.chiesaischia.it

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24 maggio 2014 kaire@chiesaischia.it

SQUADRA CAMPIONE PROVINCIALE 2014

SPORT

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Kaire 23

SQUADRA SECONDA CLASSIFICATA PROVINCIALE 2014

TORNEO CSI Finale Provinciale 2013 - 2014

ARBITRI: VALERIO ATTILIO – VUOSO ALFONSO gioco, fiaianesi che hanno anche l’opportunità di vincere la partita, ma NOTE: Giornata soleggiata, campo in perfette condizioni, spettatori 60 Marena dal dischetto del tiro libero, manda sul palo. Gara che termina in circa parità e che si decide ai rigori, dove la Mater Ecclesiae la spunta. RETI: Iacono F. 3, Scotti A. (Epomeo C5) – Buono F. 4 (Mater) SEQUENZA RIGORI: Di Meglio M. – gol, Schiano – gol, Scotti A. – gol, Patalano – gol, Mattera M. – parato, Marena – palo, Scotti L. – gol, Buono F. – gol, Iacono F. – fuori, Barano – parato, D’Ambra – parato, Di Paola – gol Finale decisa ai calci di rigore. Adesso le fasi regionali a Nocera Inferiore. MATER ECCLESIAE CAMPIONE PROVINCIALE!!! Buone notizie dal comitato, si qualifica anche l’Epomeo C5 per la posizione fair-play! LA PARTITA – Pronti via e i fiaianesi fanno la partita, ma hanno di fronte un’ Epomeo C5 che si chiude bene: difficile trovare spazi per colpire, buone trame offensive ma le conclusioni non riescono ad essere efficaci. L’Epomeo C5 come unica soluzione offensiva cerca la “giocata” affidando il pallone a Iacono F., unico che riesce a tenere in apprensione la difesa del Mater Ecclesiae. Al 12’ punizione dal limite proprio per l’Epomeo C5 con Iacono F. che infila la palla nel sette, unico spiraglio libero. Chapeau! Nella seconda metà del primo tempo cresce la pressione dei bianco-azzurri di Mister Buono, che dalla panchina incita i suoi. Mater Ecclesiae che trova il pareggio grazie a Buono F. che lascia partire un diagonale che si insacca all’angolino. L’Epomeo C5 reagisce e alza il baricentro offrendo così spazi agli “ecclesiastici” che trovano il vantaggio sul finire del tempo ancora con Buono F. che approfitta di un errore del portiere serrarese per siglare la sua momentanea doppietta. Nella ripresa la partita cambia. L’Epomeo C5 alza ritmo e il pressing e perviene al pareggio con Scotti A., bravo ad appoggiare in rete sul secondo palo. La Mater Ecclesiae accusa il colpo e non riesce più a rendersi veramente pericolosa se non con conclusioni da fuori. Epomeo C5 che approfitta del momento e si porta sul doppio vantaggio, ancora con Iacono F. che con due azioni fotocopia porta i suoi sul 4 a 2. Sul finire della partita, scatto d’orgoglio del Mater Ecclesiae che prima accorcia e poi pareggia sempre con Buono F., trascinatore dei fiaianesi. Nell’ultimo minuto di


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Il concorso è organizzato dal Servizio C.E.I. per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica in collaborazione con il Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della C.E.I. e con i Caf Acli.

Kaire 21  

Settimanale di informazione della Diocesi di Ischia (Na). Direttore Lorenzo Russo

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