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Il settimanale di informazione della Chiesa di Ischia www.chiesaischia.it

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SEGUIAMO FRANCESCO La gioia dell’essere sacerdote oggi

L’Editoriale

IL MONTE VEZZI E L’URGENZA FASULLA

Il 23 aprile scorso negli uffici dell’agenzia regionale per la difesa del suolo (Arcadis), c’è stata una conferenza di servizi sulla messa in sicurezza del Monte Vezzi nel comune di Ischia. Ricordiamo tutti la frana del 30 aprile 2006 che sterminò la famiglia Buono e mise ko il territorio dell’Arenella. Ebbene, dopo otto lunghi anni finalmente qualcosa si muove. La regione Campania ha deciso di stanziare due milioni di euro per un primo intervento che coinvolgerà Via Arenella, per realizzare quattro vasche di sedimentazione e una pluviale e operare sul rifacimento dell'intera sede stradale. E’ solo il primo di tre progetti approvati da tempo dal Consiglio comunale di Ischia e poi passati al vaglio della regione. Gli altri due progetti riguardano la mitigazione del rischio di via Tirabella, e la realizzazione di una ventina di appartamenti per le famiglie che hanno perso casa il 30 aprile e che vivono ancora in container della protezione civile. Per quest’ultimo progetto l’iter burocratico (ancora lungo) dovrà passare adesso fra la commissione dei beni ambientali del comune di Ischia e la Sovrintendenza per rispettare il piano paesistico di zona. Soddisfatti l’assessore del comune Isidoro di Meglio e il dirigente tecnico Silvano Arcamone per il primo step raggiunto. Bisogna attendere ancora qualche mese per vedere l’inizio dei lavori per dar tempo all’Arcadis di avviare la gara d’appalto per l’assegnazione del cantiere alla ditta vincitrice. Ma ci chiediamo: come mai la regione abbia impiegato ben otto lunghi anni per confermare solo il primo dei 3 progetti? Anni di sopralluoghi e studi di fattibilità per poi stanziare i 2mln di euro? Ma non c’era l’URGENZA di intervenire subito? La regione deve capire che ci sono famiglie intere che ancora rischiano la vita all’Arenella e non possono permettersi di aspettare ancora altri giorni, mesi o ancora anni, per colpa della famosa e indiscussa burocrazia! Lorenzo Russo

kaire@chiesaischia.it

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CHIESA E SCUOLA

Prepariamoci al grande evento del 10 maggio col Papa

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TERZO SETTORE

L’Istat conferma l’aumento di posti di lavoro contro la crisi

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I DUE PAPI SANTI

ANNO 1 | NUMERO 17

€ 1,00

26 aprile 2014

Francesco canonizza Wojtyla e Roncalli AZZARDO

ATTUALITA’

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Il modello 730: cosa detrarre e cosa dedurre dall’imposta

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La barista che ha detto di no alle slot per voler bene i propri clienti

TERRITORIO

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Presentata la 100 km isolaverde in bicicletta

ECCLESIA

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Il venerdì santo all’ospedale Rizzoli con Padre Santullo


2 Kaire | IN PRIMO PIANO LA VIA CRUCIS GRAFFIANTE DI BREGANTINI

26 aprile 2014 www.chiesaischia.it

Al vescovo di Campobasso sono stati affidati i commenti di questo viaggio della croce che fin dalla prima stazione spazza via la devozione per entrare nei drammi del nostro tempo: i figli morti per i rifiuti tossici, i carcerati, le donne sfruttate, i senza lavoro

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| a cura di Padre Fabio Ciardi

a Via Crucis al Colosseo è stampata su carta patinata, ma il contenuto è ruvido e graffiante da far male. Immagino il disagio di alcuni che l’hanno seguita in tv e che dopo poche stazioni hanno finito col cambiare canale perché infastiditi. Ma sono sicuro che molti, moltissimi, sono rimasti incollati: nel volto di Cristo e nella sua storia hanno riconosciuto il proprio volto e le proprie storie, proprio come dice il titolo “Volto di Cristo, volto dell’uomo”. Fin dalla prima stazione la melassa devozionale e le considerazioni pie sono spazzate via dai drammi della vita d’ogni giorno. “Gesù è condannato a morte”, ed ecco apparire le facili accuse, i preconcetti che si fanno cultura razzista, le calunnie, gli accusati sbattuti in prima pagina e gli scagionati in ultima, con una preghiera per “chi deve, per missione, giudicare in tribunale, perché emetta sempre sentenze giuste e vere. Amen”. A mano a mano che si procede nella via della croce l’analisi della nostra società si fa acuta e penetrante: precarietà, disoccupazione, licenziamenti, speculazione finanziaria, suicidi di imprenditori, aziende che lasciano il Paese. Cosa c’entra tutto questo con la “pia pratica” della Via Crucis? Si ode poi il lamento straziato delle madri per i figli che muoiono a causa dei tumori prodotti dagli incendi dei rifiuti tossici, il lamento dai

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carceri sovraffollati che infliggono doppia pena, quello delle donne schiavizzare dalla paura e dallo sfruttamento. Che altro tipo di Via Crucis avrebbe potuto scrivere il vescovo Giancarlo Maria Bregantini? Per usare il linguaggio di papa Francesco, Bregantini è un pastore che porta su di sé “l’odore delle pecore”. Ha alle spalle un lavoro in fabbrica, è stato cappellano in ospedale e in carcere, ha combattuto la ’ndrangheta, è stato vicino ai giovani disoccupati aiutandoli con iniziative concrete… Un vescovo di frontiera la cui nomina a Campobasso è stata vista da tanti come un allontanato da Locri e dalla Calabria, dove era diventato una presenza scomoda. Ma a papa Francesco piacciono le persone di periferia. Per questo l’ha chiamato a proporre la sua meditazione per questo Venerdì santo. Una meditazione che non è soltanto esposizione delle si-

tuazioni di dolore nelle quali si trova la nostra società in questo momento di crisi. È anche e soprattutto un appello a non rimanere nella commiserazione, ma a passare alla condivisione: “Non più lamenti ma voglia di rinascere, di guardare avanti”. Le proposte sono, ancor una volta, concrete e attuabili: non infierire su chi è caduto e non essere indifferenti verso chi cade, non chiudere la porta a chi bussa alle nostre case, chiedendo asilo, dignità, patria... Perché vive in mezzo alla gente, Bregantini conosce anche i cuori che si aprono nei tanti gesti di volontariato: una notte in ospedale, un prestito senza interesse, una lacrima asciugata in famiglia, la condivisione di pane e lavoro… È così che si squarcia il velo fino a vedere finalmente il volto del nostro Signore, e a conoscerne il nome più profondo: misericordia e fedeltà. Si inizia per riconoscere il volto di Cristo in quello sfigurato dell’uomo e si finisce per vederci restituito, in tutta la sua bellezza, il volto splendente di Cristo.

IL SANTO DELLA SETTIMANA 29 aprile - Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa Patrona d’Italia e

| a cura di Francesco Schiano per l’UCS

ata nel 1347 Caterina non va a scuola, non ha maestri. Impara a leggere e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Amando Gesù, che descrive come un ponte lanciato tra Cielo e terra, Caterina amava i sacerdoti perché dispensatori, attraverso i Sacramenti e la Parola, della forza salvifica. Raggiunge la beatitudine il 29 aprile

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compatrona d’Europa

1380, a 33 anni, gli stessi di Cristo. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiara patrona d'Italia con Francesco d'Assisi. Il 1° ottobre 1999 Papa Giovanni Paolo II la proclama Compatrona d’Europa insieme a Santa Brigida di Svezia e a Santa Teresa Benedetta della Croce.

Via delle Terme 76/R - 80077 Ischia Codice fiscale e P.Iva: 04243591213 Rea CCIAA 680555 - Prefettura di Napoli nr.11219 del 05/03/2003 Albo Nazionale Società Cooperative Il settimanale di informazione Nr.A715936 del 24/03/05 Sezione Cooperative a Mutualità Prevalente della Chiesa di Ischia Categoria Cooperative Sociali Tel. 0813334228 Fax 081981342 info@kairosonline.it Proprietario ed editore pec: posta.kairos@pec.it COOPERATIVA SOCIALE Registrazione al Tribunale di Napoli KAIROS ONLUS con il n. 8 del 07/02/ 2014

Direttore responsabile: Dott. Lorenzo Russo direttorekaire@chiesaischia.it @russolorenzo

AGENDA DEL VESCOVO dal 27 aprile al 4 maggio 2014

Domenica 27 aprile

Roma: canonizzazione dei Beati Giovanni Poalo II e Giovanni XXIII Collegio dei Consultori

Gioved 1 maggio

Ore 19.00 S. Messa con le Cresime a S. Giorgio al Testaccio

Venerdì 2 maggio

Redazione: Via delle Terme 76/R - 80077 Ischia kaire@chiesaischia.it | @chiesaischia facebook.com/chiesaischia @lagnesepietro

Direttore Ufficio Diocesano di Ischia per le Comunicazioni Sociali: Don Carlo Candido direttoreucs@chiesaischia.it

Tipografia: Centro Offset Meridionale srl Via Nuova Poggioreale nr.7 - 80100 Napoli (Na)

Copy-Editing & Pre-Press: Dott.ssa Maria Funiciello per Cooperativa Sociale Kairos Onlus

Per inserzioni promozionali e contributi: Tel. 0813334228 Fax 081981342 oppure per e-mail: info@kairosonline.it

Consiglio Affari Economici Ore 20.00 S. Messa con le Cresime a S. Pietro Ischia

Sabato 3 maggio

Domenica 4 maggio

Partecipazione al Convegno dell’ A.V.O. Ore 10.00 Santa Messa con le associazioni di volontariato dei Carabinieri - Guardia di Finanza - Sottufficiali

Il settimanale è stampato su carta riciclata utilizzando inchiostri vegetali non inquinanti presso uno stabilimento le cui attività prelevano una quantità di energia minore di quella prodotta dal proprio impianto fotovoltaico (a ridotta emissione CO2).


LA PRIMA PASQUA DI MONS. LAGNESE TRA NOI 26 aprile 2014 kaire@chiesaischia.it

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LA VOCE DI PIETRO

| a cura di Francesco Schiano per l’Ucs

rima Pasqua per il Vescovo Lagnese in mezzo a noi. Una Pasqua vissuta non nella formalità del rito ma nella concretezza dei segni e nella forza di quelle parole che il nostro Pastore ci ha trasmesso e che arrivano dritte al cuore, perché hanno la loro sorgente nella Parola di Cristo. Sono stati tanti gli appuntamenti vissuti dal vescovo nei giorni del triduo pasquale, a cominciare dalla Messa Crismale, il mattino del Giovedì Santo in Cattedrale, insieme a tutti i Sacerdoti, diaconi e religiosi della Diocesi in cui per la prima volta il nostro Vescovo ha benedetto gli oli degli infermi e dei catecumeni e ha consacrato l’olio del Crisma. “Con la Messa Crismale ricomincia l’Anno Sacramentale – ha affermato mons. Pietro - e la Grazia che promana dal Cristo morto e risorto ci viene ridonata in questa Eucarestia che è Epifania della Chiesa e noi oggi ci riappropriamo anche materialmente di questa Grazia accogliendo i sacri oli benedetti nelle nostre Comunità. L’olio dei catecumeni ci ricorda la realtà di perenne discepolato che ci accomuna tutti. Chiesa di Ischia sii sempre in atteggiamento di conversione, bisognosa di ritornare al giorno in cui tu hai fatto la scelta di Dio. L’olio degli infermi ci rivela la dimensione non solo della malattia del corpo, anche di quella dello Spirito che riguarda ciascuno di noi: Chiesa di Ischia, riconosciti chiesa ammalata, chiesa ferita, bisognosa di essere raggiunta da Gesù Buon Samaritano, che vuole porre sulle tue piaghe l’olio della consolazione e il vino della speranza.

L’olio del crisma è l’olio che sta ad indicarci che noi siamo anche la Chiesa Santa del Signore, la Chiesa bella. Chiesa di Ischia, riscopri questa tua vocazione ad essere Chiesa bella del Signore, rimetti al centro dei tuoi progetti, la Chiamata alla Santità”! La sera del Giovedì Santo è stata la volta della Messa in “Coena Domini”, in cui il Vescovo ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici ragazzi del centro di accoglienza “Nuovi Orizzonti” di Forio: “La Messa del Giovedì Santo come d’altronde ogni Messa altro non è che ‘il condensato dell’Amore’, un Amore donato fino alla fine, fino allo stremo e all’ultima goccia di sangue. Il Vangelo ci dice che “Gesù sapeva chi lo tradiva”. Anche oggi Signore, tu sai chi ti tradisce, anche oggi forse anche io ti tradisco, perché cosa significa tradire se non rifiutare la logica dell’Amore e non credere all’Amore? In fondo Giuda pensa che è sbagliato il modo di fare di Gesù, e forse tante volte anche noi abbiamo pensato che è inutile amare, che non serve amare, che non ne vale la pena, e Gesù ancora una volta ci prova con noi e ci dice: “vedete quello che ho fatto?” dopo aver compiuto il gesto della lavanda dei piedi ai suoi discepoli, perché questo gesto possa essere per gli Apostoli il segno di una vita intera

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vissuta così, abbassandosi per lavarci i piedi”. Il Venerdì Santo la Chiesa celebra quell’Amore supremo di Dio che lascia morire in croce

tere a Gesù che ci inondi con la Sua Grazia che sgorga dal suo costato aperto. Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo, perché con la Tua Santa

suo Figlio per la nostra salvezza. Un mistero sottolineato da mons. Lagnese nell’Azione liturgica in Cattedrale: “Quella che viviamo oggi è un’amorosa contemplazione del mistero della morte del Signore in cui Egli si consegna per noi, entra nella morte per noi, per ognuno di noi. Ci sono piaghe sanguinanti che hanno il potere di risanare: sono le piaghe di G e s ù . D a l l a C r o c e Gesù ci inonda con un fiume di Grazia, dal suo costato aperto escono sangue e acqua, e noi vogliamo permet-

Croce hai redento il mondo”! Subito dopo mons. Vescovo ha preso parte alla Via Crucis cittadina dalla Parrocchia di San Ciro a quella di S.Pietro in Ischia porto. Gli ultimi due appuntamenti del triduo Pasquale

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per il nostro Vescovo sono stati quelli della notte della Resurrezione del Signore con la “madre di tutte le Veglie”, e la messa del mattino di Pasqua. “La Resurrezione del Signore è come un faro potente che viene ad illuminare tutta la vita degli uomini e tutta la storia della salvezza. Se Cristo non fosse risorto sarebbe tutto un inganno, un imbroglio e il Vangelo sarebbe una Parola pericolosa da accantonare e da chiudere nei cassetti come spesso accade nelle nostre famiglie. Le donne vanno al sepolcro a piangere il Signore e fanno esperienza di luce e di vita, un’ esperienza pasquale di Resurrezione, ma vengono prese dalla paura tanto che è l’Angelo a rincuorarle e a incoraggiarle: “Non abbiate paura!”, il Signore mantiene le sue promesse! Questa è l’esperienza a cui siamo chiamati anche noi: andare da Gesù, fare esperienza della sua Resurrezione e consegnare questa notizia ai nostri fratelli, perché certe notizie non si possono tenere nel cuore, vanno trasmesse! Da Cristo allora ripartiamo, perché se Lui è risorto allora davvero il Vangelo lo posso attuare e anch’io ho la possibilità di vivere una vita nuova”! foto Andrea d’Ambra


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SEGUIAMO FRANCESCO

26 aprile 2014 www.chiesaischia.it

I L PA PA : I L MA LE NON AV RÀ L 'U LTI MA P AROL A

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urante la via Crucis al Colosseo il Pontefice non doveva parlare. Almeno così era stato annunciato in mattinata. Ma poi, di fronte alla folla radunata in preghiera, papa Bergoglio ha aggiunto un breve ma intenso pensiero alle parole della via dolorosa. La crocifissione di Gesù, ha sottolineato, raccoglie in sé «tutte le ingiustizie perpetrate da ogni Caino, tutta l’amarezza del tradimento di Giuda e di Pietro, tutta la vanità dei prepotenti, tutta l’arroganza dei falsi amici». Quella di Cristo era «una croce pesante come la notte delle persone abbandonate, pesante come la morte delle persone care, pesante perché riassume tutta la bruttura del male». Tuttavia, ha aggiunto, «è anche una croce gloriosa come l’alba di una notte lunga, perché raffigura tutto l’amore di Dio, che è più grande delle nostre iniquità e dei nostri tradimenti». Infine un pensiero per «i malati» e per «tutte le persone abbandonate sotto il peso della croce, affinché trovino la forza della speranza, della resurrezione e dell’amore di Dio».

PAPA E SACERDOZIO

LA GIOIA DEL PRETE RIVELA IL VOLTO DI DIO

| a cura di Vincenzo Rini

L’omelia di Papa Francesco nella Messa Crismale del Giovedì Santo. La gioia ha tre sorelle: la povertà di chi si sente ricco solo di Cristo, la fedeltà a Dio e alla propria Chiesa, l’obbedienza nella Chiesa alla gerarchia, nella “unione con Dio Padre”

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l sacerdote è una persona molto piccola, relegato “tra i più piccoli degli uomini... è il più povero degli uomini... è il più inutile servo... il più stolto degli uomini... il più indifeso dei cristiani... Nessuno è più piccolo di un sacerdote...”. Ahimé, viene da dire. A chi potrebbe venire voglia di farsi prete, stando così le cose? Peggio di così non può essere. Se... non ci fossero quei “se”: “Se Gesù non lo arricchisce con la sua povertà... Se Gesù non lo chiama amico... Se Gesù non lo istruisce pazientemente... Se il Buon Pastore non lo fortifica in mezzo al gregge”. Perciò: “Nessuno è più piccolo di un sacerdote lasciato alle sue sole forze”. Ma proprio per questo ogni sacerdote può e deve dichiarare a se stesso: “Sono sacerdote

perché Lui ha guardato con bontà la mia piccolezza” (cfr Lc 1,48). Ecco quindi l’invito: “A partire da tale piccolezza, accogliamo la nostra gioia. Gioia nella nostra piccolezza!”. Dalla miseria e piccolezza umana alla gioia di essere con Cristo, di sentirsi guardati da lui. La piccolezza del prete, guardata da Cristo, si trasforma in gioia. È questo il messaggio di Papa Francesco ai sacerdoti nell’omelia della Messa Crismale del Giovedì Santo: il prete non può che essere gioioso, pur nella sua piccolezza umana. La gioia è il respiro di tutta la sua vita, anche nei momenti difficili, “in quei momenti apatici e noiosi che a volte ci colgono nella vita sacerdotale” - a proposito dei quali Francesco annota: “Attraverso i quali anch’io sono passato” - con l’aggiunta “in questi momenti il popolo di Dio è capace di custodire la gioia, è capace di proteggerti, di abbracciarti, di aiutarti ad aprire il cuore e ritrovare una gioia rinnovata”. “Gioia” è la parola chiave di tutta l’omelia di Papa Francesco,

che segnala lo “status” permanente dell’esistenza sacerdotale, indica l’aria che il prete respira, il primo messaggio che il pastore deve donare alle sue pecore. Non per nulla la parola “gioia” è ripetuta quasi come un ritornello nell’omelia. Leggendo il testo non mi sono potuto trattenere dal farci il conto: quarantanove volte la parola “gioia”, a cui si aggiunge per due volte il “gioire”. Una gioia che “unge“ il pastore perché egli possa “ungere” le sue pecore, una gioia incorruttibile, che nessuna difficoltà della vita può eliminare, una gioia missionaria, che nessun pastore potrebbe chiudere in se stesso, perché “bonum est diffusivum sui”, secondo l’insegnamento di san Tommaso d’Aquino. Una gioia che ha tre sorelle: la povertà di chi si sente ricca solo di Cristo, la fedeltà a Dio e alla propria Chiesa, l’obbedienza nella Chiesa alla gerarchia, nella “unione con Dio Padre”. Il prete che trasmette l’immagine della gioia diventa immagine di Cristo, aiuta i fedeli a intravedere, nel volto del pastore, il volto del grande

Pastore di tutte le pecore, perché è questo che i fedeli desiderano: “Il tuo volto Signore io cerco: non nascondermi il tuo volto” (Salmo 26). Ripensando alla mia ormai lunga vicenda sacerdotale alla luce dell’insegnamento di Papa Francesco in questo Giovedì Santo, mi torna alla mente un convegno diocesano, nel quale il relatore, ottimo davvero, era noto per la serietà e severità del suo volto, al punto da essere chiamato “L’uomo che non sorrise mai”. Il fotografo che fece il servizio fotografico, dietro la foto del relatore scrisse: “Sorgerà ancora il sole su questa terra?”. Quant’è bello vedere preti gioiosi, splendenti della luce di Cristo buon pastore. Purtroppo, invece, si vedono, a volte, sacerdoti tristi, persino quasi minacciosi nel denunciare le fragilità umane dei loro fedeli. Mostrano il Cristo giudice di Michelangelo nella Cappella Sistina... Ma non fanno nascere in alcun giovane la voglia, il desiderio di farsi prete. Non è questa l’immagine che ci è indicata da Papa Francesco.


SCONFIGGERE LA FAME, BASTA SPRECHI 26 aprile 2014 kaire@chiesaischia.it

SEGUIAMO FRANCESCO

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Sconfiggere la piaga della fame, aggravata dai conflitti e dagli immensi sprechi di cui spesso siamo complici”. È l’auspicio di papa Francesco nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. “Proteggere gli indifesi, soprattutto i bambini, le donne e gli anziani, a volte fatti oggetto di sfruttamento e di abbandono”, ha aggiunto. Il Papa, oltre che per gli scontri in Centrafrica, ha fatto appello per la Siria, chiedendo “l’audacia di negoziare la pace, e per i negoziati tra Israeliani e Palestinesi. Ti preghiamo, Gesù glorioso, fa’ cessare ogni guerra, ogni ostilità grande o piccola, antica o recente!”. È stata questa l’invocazione di pace di Papa Francesco nel messaggio letto dalla Loggia della Basilica di San Pietro prima della benedizione “Urbi et Orbi”, rivolgendo il suo pensiero alla Siria, al Medio Oriente e all’Africa. “Consola

IL PAPA: GESÙ RISORTO È IN QUESTA PIAZZA

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asciare che “la gioia piena di stupore” che si diffuse tra i discepoli con la Risurrezione di Gesù “si imprima anche nei nostri cuori e traspaia nella nostra vita”. È questo l’invito del Papa ai fedeli nel Lunedì dell’Angelo. “Ma questo non è un maquillage!”, ha avvertito papa Francesco al Regina Caeli in Piazza San Pietro. “Lasciamo che lo stupore gioioso della Domenica di Pasqua si irradi nei pensieri, negli sguardi, negli atteggiamenti, nei gesti e nelle parole”, ha afferm a t o . Secondo il Papa, questo atteggiamento “viene da dentro, da un cuore immerso nella fonte di questa gioia, come quello di Maria Maddalena, che pianse per la perdita del suo Signore e non credeva ai suoi occhi vedendolo risorto”. “Chi fa questa esperienza - ha proseguito Bergoglio - diventa testimone della Risurrezione, perché in un certo senso è risorto lui stesso, è risorta lei stessa”. Allora, ha aggiunto, “è capace di portare un ‘raggiò della luce del Risorto nelle diverse situazioni: in quelle felici, rendendole più belle e preservandole dall’egoismo; in quelle dolorose, portando serenità e speranza”. “In questa settimana ci farà bene - ha quindi suggerito il Pontefice - prendere il libro del Vangelo e leggere quei capitoli che parlano della Risurrezione di Gesù. Ci farà tanto bene prendere il libro, cercare i capitoli, e leggere quello”. “Anche ci farà bene in questa settimana - ha aggiunto -, pensare alla gioia di Maria, la Madre di Gesù. Come il suo dolore è stato

- ha invocato inoltre davanti ad una folla immensa - quanti oggi non possono celebrare la Pasqua con i propri cari perchè strappati ingiustamente ai loro affetti, come le numerose persone, sacerdoti e laici, che in diverse parti del mondo sono state sequestrate”.

intimo, tanto da trafiggere la sua anima, così la sua gioia è stata intima e profonda, e ad essa i discepoli potevano attingere”. “Cristo è risorto! - È veramente risorto! È qui in questa piazza”. Con queste parole Papa Francesco si è rivolto alla folla di piazza San Pietro. “In questa settimana - ha spiegato possiamo continuare a scambiarci l’augurio pasquale, come se fosse un unico giorno. È il grande giorno che ha fatto il Signore. Il sentimento dominante che traspare dai racconti evangelici della Risurrezione è la gioia piena di stupore; e nella Liturgia noi riviviamo lo stato d’animo dei discepoli per la notizia che le donne avevano portato: Gesù è risorto!”. “Ricordatevi questa settimana di prendere il Vangelo, cercare i capitoli dove si parla della Risurrezione, e leggere ogni giorno un brano di quei capitoli: ci farà bene in questa settimana della Risurrezione di Gesù”. È il suggerimento data da papa Francesco ai fedeli, parlando “a braccio” al termine del Regina Caeli in Piazza San Pietro.

AUGURI E BANCONOTE AI CLOCHARD

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enerdì sera, proprio durante la Via Crucis presieduta da Francesco al Colosseo, i barboni che si preparavano a passare la notte all’addiaccio hanno ricevuto la visita dell’Elemosiniere del Papa, che a nome di papa Francesco ha portato loro un biglietto d’auguri e delle banconote. La notizia è stata pubblicata dal sito Vaticaninsider, secondo il quale monsignor Krajewski ha deciso di svuotare letteralmente la cassa dell’Elemosineria Pontificia, per consegnare ai barboni nelle stazioni il denaro contante che aveva a disposizione. Sono state confezionate più di cento buste, al cui interno si trovavano dai 40 ai 50 euro”. Mentre Francesco pregava meditando le stazioni della via Crucis, il vescovo Konrad è andato alla stazione Termini, a Santa Maria Maggiore e quindi all’Ostiense, per distribuire ai poveri senzatetto le buste senza precisare che oltre agli auguri ci fossero anche le banconote - ha raccontato a Vaticaninsider un testimone - e si può immaginare la reazione di sorpresa dei barboni quando oltre al foglio con gli auguri papali hanno trovato anche il piccolo aiuto economico. C’è chi si è messo a fare i salti di gioia, chi ha raccontato che stava cercando di comperarsi un paio di scarpe, chi ha descritto la vita sempre più difficile a causa delle molestie che i senzatetto subiscono da parte di giovani che arrivano in auto e si divertono a gettare uova contro di loro. Lo scorso Natale gli auguri del Papa ai barboni era stato accompagnato da biglietti della metro e carte telefoniche. Per Pasqua è arrivato un piccolo aiuto in denaro portato sempre dall’Elemosiniere.


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ASPETTANDO IL 10 MAGGIO

26 aprile 2014 www.chiesaischia.it

L'AGE: "CI PIACE LA SCUOLA SECONDO FRANCESCO"

| a cura di Lorena Leonardi per Sir

IL PRESIDENTE

AZZOLINI: “VOGLIAMO

DARE UNA MANO ALLA CHIESA, AIUTARLA

NELL’IMPEGNO A

FAVORE DELLA SCUOLA CATTOLICA, STARLE A

FIANCO, NOI CHE NELLA

SCUOLA STATALE OPERIAMO”

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arà un’occasione di mobilitazione popolare per tutta la scuola, non solo quella cattolica, e in tutte le sue componenti: studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo e genitori, secondo il patto di corresponsabilità educativa riconosciuto dalla legge italiana”. Così Fabrizio Azzolini, presidente dell’Age (Associazione italiana genitori), nel corso del convegno che si è tenuto a Roma sul tema “La Chiesa per la scuola. Il messaggio della Chiesa nella relazione educativa tra famiglia e scuola”. In cammino verso maggio. Nel solco del sentiero tracciato dalla Cei, che sul sito www.lachiesaperlascuola.it mette a disposizione materiali, conte-

nuti, iniziative e indicazioni, l’Age sta sollecitando la preparazione all’incontro con il Papa nelle oltre 200 associazioni locali presenti su tutta la penisola, tenendo alta l’attenzione mediante gli organi informativi associativi, la rivista “AgeStampa” e il sitowww.age.it. Al centro, i temi chiave: la scuola come comunità che educa in rete con altre comunità, l’importanza dell’alleanza educativa scuola-famiglia, il recupero del ruolo della scuola nella società, a partire dai genitori troppo spesso sindacalisti dei figli. Ancora, l’educazione umanistica intesa come rispettosa del valore unico della persona; il ruolo degli insegnanti come educatori, oltre che come trasmettitori di conoscenza; infine, le scuole e l’educazione non come problema ma come risorsa, bene di tutti e di ciascuno. Quella scuola “bella”. “La scuola ‘secondo Francesco’ ci piace”, spiega Azzolini facendo riferimento al discorso tenuto il 13 febbraio scorso dal Papa ai partecipanti alla plenaria della Congregazione per l’educazione cattolica: “Parla di valore del dialogo, esprime una proposta educativa che mira allo sviluppo integrale della persona e risponde al diritto di tutti di accedere al sapere e alla conoscenza. Fa riferimento all’incontro con le diverse anime della società Incontro con multiculturale, alla preparaPapa Francesco zione qualificata dei formaPiazza S. Pietro, Roma tori e alla formazione permanente degli educatori, 10 maggio 2014 chiamati a svolgere un atto ore 15 d’amore esigente. Vogliamo - ha annunciato il presidente L’obiettivo di ogni riflessione umana è l’essere reale in quanto tale e pertanto Age - dare una mano alla uno, da cui non possono disgiungersi le tre categorie fondamentali Chiesa, aiutarla nell’impegno dell’essere: la verità, la bontà e la bellezza (Jorge Mario Bergoglio). a favore della scuola catto-

locandina PAPA fto25x35 cm_Layout 1 25/01/14 10:31 Pagina 1

lica, starle a fianco, noi che nella scuola statale operiamo. Dobbiamo ragionare insieme, perché di scuola ce n’è una sola”, e “pur tra le difficoltà, le scarse risorse e i pochi mezzi - ha concluso - esiste una scuola italiana bella, che resiste e funziona, va valorizzata e conosciuta”. Su questa scuola la Chiesa “ha sempre scommesso, avviando ottant’anni fa una riflessione sulla motivazione pedagogica della scuola e su come sia possibile fare crescere le nuove generazioni a 360 gradi”, ha sottolineato il direttore dell’Ufficio scuola della Cei, don Maurizio Viviani. I molti documenti della Santa Sede e della Cei sul tema indicano “una grande attenzione alla scuola”, dove ciascuno a vario titolo, ha concluso, deve offrire il suo impegno a “coordinare, inventare e seminare”. Una sfida che si può vincere. Anche se la scuola “troppo spesso negli ultimi anni è stata la Cenerentola delle politiche del nostro Paese”, l’educazione è “una sfida che si può vincere” secondo Francesco Belletti, presidente del Forum Famiglie, che parteciperà all’appuntamento col Papa insieme a tante altre associazioni, inclusa l’Agesc, il cui presidente, Roberto Gontero, era presente al convegno e ha manifestato condivisione dell’ideale cammino in vista di maggio. “Massicce dosi di retorica, pagine e pagine di saggi, indagini, leggi e circolari amministrative di fatto hanno - secondo Belletti - quasi affogato nella carta tutti coloro che nella scuola devono, invece, vivere e respirare”. Dal momento che nella società contemporanea, ha detto il presidente del Forum Famiglie, “nessun attore educativo può pretendere di bastare a se stesso, ma tutti devono riconoscere gli altri soggetti e interagire con loro, occorre apertura e condivisione di linguaggi”, e la relazione con la famiglia, da parte dei sistemi formativi, deve essere pensata e costruita come una “relazione di alleanza”.


26 aprile 2014 kaire@chiesaischia.it

ASPETTANDO IL 10 MAGGIO |

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IL RUOLO DEGLI INSEGNANTI

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GLI INSEGNANTI, TRA CRITICITÀ E ASPETTI

POSITIVI, SVOLGONO UN PREZIOSO RUOLO DI

EDUCAZIONE ALLA VITA AFFETTIVA, CULTURALE E SOCIALE

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a scarsa attenzione riservata alla scuola finisce per riflettersi sui docenti, di cui non si riconosce la qualità e la quantità del lavoro. Oltre alle lezioni, ci sono le attività di valutazione; la realizzazione e verifica delle strategie di insegnamento personalizzato; la formazione disciplinare e la conoscenza delle nuove tecnologie; l’incontro con i genitori; la massiccia presenza a scuola nelle sempre più numerose attività curricolari e integrative. Il poco riconoscimento si traduce poi in una situazione economica particolarmente infelice rispetto alla delicatezza e alla quantità del lavoro. Tutto questo determina una crescente demotivazione da parte dei docenti. C’è poi il tema della comunicazione intergenerazionale. Le tecnologie digitali non comportano solo diversi codici comunicativi, ma anche un diverso approccio alla conoscenza. In una

GENERAZIONI E FUTURO

visione ancora più ampia sarebbe da aggiungere la situazione di crisi del mondo adulto, con l’assenza di punti di riferimento sicuri. Tuttavia ci sono tanti elementi positivi su cui puntare: l’impegno dei docenti che hanno messo in atto in questi decenni un incredibile ed efficace rinnovamento “dal basso” della scuola italiana; la costruzione di percorsi di formazione per affrontare al meglio la sfida culturale ed educativa; la stessa capacità critica e di denuncia rispetto alle difficoltà educative e finanziarie della scuola. In questo contesto va recuperato il ruolo del docente, che collabora alla trasmissione del patrimonio culturale ed educa gli studenti all’acquisizione di competenze irrinunciabili, come il pensiero critico e l’autonomia di giudizio e di azione. A lui è richiesta anche la capacità di stabilire un corretto rapporto educativo-affettivo con gli studenti, sapendo che la trasmissione dei contenuti viene garantita tramite relazioni buone, regole condivise e la costruzione di una gerarchia di valori culturali, umani e sociali, anche per mezzo di un equilibrato esercizio dell’autorità. L’insegnante è insomma parte importante di un esercizio alla vita sociale, che nella scuola si costruisce come prova di partecipazione alla più ampia vita della società civile.

oloro che oggi frequentano le scuole poco più del 30% dei ragazzi (contro il 100% come accompagnamento continuo dei gioguardano al proprio futuro con attuale) e le scuole secondarie superiori lo vani nella scoperta delle proprie potenzialità. estrema incertezza. I segnali di disagio erano da poco più del 10% (contro più del L’azione didattico-educativa deve mettere al sono molti: abbandono e dispersione scola- 90% attuale). centro lo studente e la sua ricerca di senso. stica, bullismo e violenza, forme varie di di- La scuola continua ad essere determipendenza. Sembra che la scuola non riesca a nante per l’acquisizione degli strumenti soddisfare tante culturali di base e per la domande, sia sul trasmissione (traditio) IL FUTURO DEI GIOVANI piano culturale che degli elementi fondamenSEMBRA PARTICOLARMENTE affettivo. Spesso le tali della nostra cultura. tocca sostituirsi La rapidità del cambiaINCERTO, MA NON VIENE anche a una famimento impone alla scuola glia sempre più asdi rinnovarsi continuaMENO LA LORO FIDUCIA sente o incapace di mente, più nella proposta NELLA SCUOLA assumersi le sue reeducativa che nelle infrasponsabilità educastrutture tecnologiche; di tive. intendere l’orientamento Nonostante le condizioni poco favorevoli, la scuola gode ancora della fiducia dei giovani, DIOCESI DI ISCHIA che in maggioranza la valutano positivamente. Uffici Scuola e Famiglia Ma soprattutto chiedono di ricevere una autentica motivazione per lo studio che devono Cari amici che componete la Comunità scolastica, la Chiesa italiana Vi invita a partecipare al intraprendere. In questo gioco di domande e grande incontro con Papa Francesco che si terrà sabato 10 maggio p.v. in piazza San Pietro, risposte la scuola è un luogo privilegiato per dalle ore 16.00 alle 18.30 . Vi rendiamo noto il programma di massima. far incontrare generazioni diverse e per rea- Mattino (orario da precisare; in ogni caso non dopo le 8.00): partenza da Ischia con traghetto; lizzare un dialogo intergenerazionale, perché viaggio da terraferma con bus G.T.; pranzo e cena a sacco (a carico dei partecipanti); rientro i giovani, non solo dentro la scuola, hanno bi- a Ischia previsto in tarda serata con motonave privata. Notizie utili: scarpe comode; cappellino parasole; sediolino pieghevole (in cartone pressato); sogno di adulti di riferimento. Anche l’andamento demografico condiziona bottigliette d’acqua. il percorso formativo. Poco più di sessanta Quota di partecipazione: € 30,00 anni fa la fascia di età da 0 a 19 anni costituiva * Per i minorenni è auspicabile la partecipazione dei genitori; in caso contrario è obbligatoria circa il 35% della popolazione; oggi è meno l’autorizzazione (chiederla via mail). del 20%. In più dei loro padri, i giovani di Si consiglia la partecipazione degli alunni dalla III media in su. oggi hanno un tasso di scolarizzazione più Per info e prenotazioni (entro martedì 29 aprile con annessa prenotazione) rivolgersi agli elevato: se le scuole elementari erano già ses- Insegnanti di religione o ai professori indicati da ciascun Istituto. santa anni fa frequentate da quasi tutti i po- Resp. Uff. Famiglia: Don Pasquale Trani pasqua.trani@gmail.com tenziali fruitori, le scuole medie lo erano da Resp. Uff. Scuola: Diacono Pietro Raicaldo raicaldo@libero.it


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MONDO SCUOLA

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MONSIGNOR GALANTINO: ECCO PERCHE’ BISOGNA ANDARE DAL PAPA IL 10 MAGGIO

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| a cura di Mimmo Muolo

hi ha a cuore la scuola, tutta la scuola, solo la scuola, senza aggettivi né ideologismi, il 10 maggio in Piazza San Pietro non potrà mancare. Così come non potranno mancare i genitori che si interessano davvero dei loro figli, i professori che vogliono svolgere bene la propria professione e quanti pensano che, anche e soprattutto con una scuola all’altezza dei suoi compiti, potranno essere formati cittadini dotati di spirito critico e dunque immuni dal fascino del primo venditore di fumo che si affaccia in tivù o su internet. Il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Cei ne è convinto e riassume così il senso dell’evento del 10 maggio con Papa. Eccellenza, qualcuno ha scritto che questa giornata vedrà scendere in piazza i fedeli per difendere la scuola cattolica. È proprio così? Assolutamente no. Innanzitutto sgombriamo il campo da un equivoco che non serve a nessuno. In Italia non c’è una scuola cattolica e una scuola laica, ma esiste la scuola pubblica statale e la scuola pubblica paritaria. Dunque, il 10 maggio sono invitati tutti coloro che hanno a cuore l’importanza della scuola per la società e che hanno voglia di liberare la scuola dagli ideologismi. E allora qual è la sua vera identità? Andremo in piazza San Pietro per sentirci dire una parola chiara dal Papa sul tema della scuola. Poiché tutti riconoscono a Francesco la

capacità di dire cose illuminanti e profonde, come Chiesa italiana ci siamo chiesti: «Perché non ascoltare cosa ha da dirci affinché la scuola raggiunga i suoi obiettivi, che non sono quelli dell’indottrinamento, ma di essere luogo nel quale formare persone attrezzate criticamente e capaci di progettualità?». Quindi, l’invito non è solo ai genitori, agli alunni e ai professori delle scuole cattoliche? L’invito è per tutti, perché la scuola è una. Non è il prêt-à-porter della vita, ma l’ambiente in cui si offrono gli strumenti critici necessari per mettere il singolo in condizione di affrontare e di abitare in maniera consapevole e sensata questo mondo. E allora diciamo ai genitori: «Vi interessa il luogo in cui i vostri figli trascorrono gran parte delle loro giornate? Vi interessa che siano resi capaci di abitare in maniera critica e consapevole il loro tempo?». E allora la manifestazione del 10 maggio è per voi, come lo è per i professori e per tutto il personale di una scuola che non sia solo un parcheggio di abusivi, ma abbia la capacità di formare uomini e donne che abitino criticamente la complessità.

PASQUA DELLO STUDENTE

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| a cura di Merinda De Vico e Francesca Buono

ome ogni anno la S.M.S. “G.Scotti” di Ischia ha organizzato il Precetto pasquale, o meglio la Pasqua dello studente, che si è svolto eccezionalmente nella Chiesa Cattedrale il 16 aprile, Mercoledì Santo, alle ore 11,30 con la gradita presenza del Vescovo di Ischia, S.E. Pietro Lagnese. All’inizio della celebrazione i ragazzi hanno accolto con gioia e calore ed anche un po’ di trepidazione il nostro Pastore che subito ha espresso la sua emozione nell’incontrarli, poiché fino a poco tempo fa, quando ancora era parroco, aveva sempre fatto il Precetto pasquale con gli alunni di Vitulazio e quest’anno per la prima volta da vescovo, celebrava la stessa S. Messa con gli allievi della Scuola Media di Ischia. Durante l’omelia Mons. Lagnese ha esortato i ragazzi ad essere discenti-discepoli dell’unico Maestro che è Gesù, sottolineando la facilità con cui si può tradirlo, come fece Giuda, il suo amico. Inoltre, tenendo in mano un volantino, ha lanciato una proposta, in particolare agli studenti di III Media, ad accogliere l’invito di Papa Francesco che incontrerà la Scuola il prossimo 10 maggio in piazza San Pietro a Roma. Ha ribadito che si tratta di un’occasione unica da non lasciarsi sfuggire. Il nostro Vescovo è stato contento dei doni che gli alunni hanno portato all’altare durante l’offertorio. Come un padre li ha baciati uno ad uno, chiedendo a ciascuno il proprio nome

mentre gli consegnavano le loro piccole offerte. Lo hanno colpito i fiori dei nostri giardini, segno eloquente dell’amore di Dio. E così ha spronato tutti, compreso lui stesso, ad essere “ fiori “ per il nostro prossimo, soprattutto quello più sfortunato come i ragazzi che vivono presso le suore di Casamicciola che lui da poco ha visitato e dei quali ha conosciuto il carico di sofferenze. Al termine della Eucaristia Mons. Lagnese ha ringraziato i numerosi alunni che lo hanno ascoltato con attenzione e partecipazione, i genitori convenuti, la Preside Lucia Monti, da sempre sostenitrice del Precetto pasquale, e i professori. Si è complimentato con il prof. Francesco Cortese che ha guidato il coro dei ragazzi , la prof. Matilde Di Meglio che ha curato l’accompagnamento musicale e don Mariano che si è occupato dell’accoglienza degli allievi rallegrando i loro cuori e disponendoli all’ascolto della Parola di Dio. Poi tra le voci festanti dei presenti ha augurato a tutti una Santa Pasqua. E’ stata una bella celebrazione, un bel momento di conoscenza reciproca e di gioia. Grazie!


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CONTRO LA CRISI: IL VOLONTARIATO ITALIANO

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ono dati positivi quelli che emergono dalla rilevazione del Centro Nazionale per il Volontariato e della Fondazione Volontariato e Partecipazione sulle OdV (organizzazioni di volontariato). La ricerca è stata svolta nei primi mesi del 2014 su un campione di 1900 presidenti di OdV intervistati tramite un articolato questionario. Emerge un quadro in cui il volontariato italiano riesce ancora non solo a reggere i colpi della crisi, ma anche a crescere. Fra le criticità i ritardi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione e la difficoltà del volontariato nel collaborare con gli altri soggetti del terzo settore. I dati sono stati diffusi in occasione del Festival del Volontariato, la manifestazione nazionale inaugurata a Lucca due settimane fa. “Sono dati positivi – spiega il presidente del Cnv Edoardo Patriarca – che forniscono spunti di riflessione e di azione a tutto il volontariato. Da una parte osserviamo che si rafforza l’autonomia di questo mondo dal settore pubblico, in un’ottica sussidiaria sempre più matura. Dall’altra si comprende come il volontariato abbia ormai già reagito in maniera decisa alla crisi, cercando nuove risorse, economiche e umane, per portare avanti la sua imprescindibile opera di solidarietà. Anche per questo è fondamentale che a tutti i livelli, dal locale al nazionale, venga sempre più riconosciuto il valore del volontariato, favorendone l’azione e liberando le energie che al suo interno si sprigionano”. “Questi dati – commenta il presidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione Alessandro Bianchini - dimostrano che il volontariato italiano è un fenomeno maturo e consolidato, una colonna portante del nostro sistema democratico. Dal punto di vista delle risorse prosegue una tendenza che osserviamo da anni: lo stato di salute economica delle associazioni presenta una sostanziale tenuta, anche per loro capacità di fare affidamento su risorse proprie, differenziando le fonti di entrata. Ma osserviamo anche che le associazioni operanti in alcuni settori di inter-

ha il corpo di giovani volontari più consistente (in media il 31,9% under 35) – si avvicina ad avere una base volontaria simile alla struttura della popolazione italiana al 1° Gennaio 2013 (gli under 35 sono il 35,5% seUN BUONO STATO DI SALUTE ECO- condo i dati Istat). Nel 2013, i cittadini NOMICA - Nonostante la congiuntura ne- stranieri sono stati in media il 3,7% dei volongativa, lo stato di salute economica delle tari delle OdV. Organizzazioni di Volontariato (OdV) nel 2013 è buono. Più della metà dei presidenti IL VOLONTARIATO COLONNA DEL delle OdV intervistati (56,6%) ritiene stabile WELFARE LOCALE - Dall’indagine Cnvo equilibrata la situazione economica-patri- Fvp risulta confermata la propensione delle moniale della propria OdV. Il 29,2% dei pre- OdV italiane ad operare su scala locale. Cosidenti la definisce in termini positivi e solo il muni, Comunità Montane ed Aziende Sanita14,1% la ritiene difficile. A conferma, il giu- rie Locali risultano gli enti pubblici con cui le dizio espresso dai Presidenti sui livelli delle OdV si relazionano consistentemente sia nel entrate delle OdV nel biennio 2011-2013 è quadro di accordi convenzionali che per la complessivamente incoraggiante. Nel 2011 il realizzazione di altri progetti. Circa la metà 68,8% delle organizzazioni mostravano varia- delle OdV non operanti nel campo della dozioni nulle o positive rispetto all’anno prece- nazione (51,3%) risulta nel 2013 titolare di dente. Questa situazione si conferma nel una o più Convenzioni con enti pubblici. 2013: il 69,3% delle OdV italiane conferma o migliora il livello di entrate del 2012. vento, soprattutto la protezione civile, hanno maggiori difficoltà. Influisce sicuramente anche la crescente pressione del pubblico a cui sono sottoposte”.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE IN RITARDO NEI PAGAMENTI - Ad ulteriore conferma del buono stato di salute economica delle OdV nel 2013, solo una quota minima di organizzazioni (tra lo 0,6% e il 2,2%) dichiara di avere difficoltà a saldare i debiti contratti verso terzi. Il 13,8% del campione ha invece difficoltà a riscuotere i crediti verso la pubblica amministrazione. Le OdV della Protezione Civile sembrano quelle in maggiore difficoltà.

I GIOVANI CONTINUANO AD IMPEGNARSI, NONOSTANTE LA CRISI - Le OdV italiane sono caratterizzate da una base di soci e di volontari che nel 2013 risulta consolidata o in espansione in pressoché tutti i settori e tutte le regioni. Nel complesso circa 85 OdV su 100 nel 2013 hanno confermato o allargato la propria base associativa. Il 25,3% dei volontari ha meno di 35 anni. Il dato è identico a quello registrato nel 2011. Solo il Settore della Protezione Civile – che

IL 5 X MILLE Con la dichiarazione dei redditi, per i contribuenti arriva la scelta a chi devolvere il 5 per mille. I contribuenti hanno quindi la possibilità di devolvere una piccola quota ad “associazioni di volontariato e organizzazioni non lucrative di utilità e promozione sociale”. Il 5 per mille è una risorsa importante per le organizzazioni più strutturate, ma anche per le piccole. In questo caso il contribuente può scegliere tra un nutrito ventaglio di nomi a cui devolvere la quota delle proprie imposte dovute. E’ importante destinarlo sul proprio territorio in modo tale da poter far ricadere le risorse a vantaggio dei propri cittadini.


VOLONTARIATO: ISTAT, SEMPRE PIU’ FORTE 10

DATI

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SOCIETA’

301.191 istituzioni cresciute nel 2011

l volontariato è sempre più forte sul territorio italiano, con 301.191 istituzioni censite nel 2011, registrando inoltre una crescita del personale dipendente del 39,4% rispetto al 2001, anno del precedente Censimento delle istituzioni non profit. È questo uno dei dati principali che emerge dal convegno organizzato qualche giorno fa dall’Istituto nazionale di statistica “Il profilo delle istituzioni non profit. Quali sfide e quali opportunità per il Paese?”, che si è tenuto a Roma con la partecipazione del presidente dell’Istat Antonio Golini e del ministro del lavoro Giuliano Poletti. Al 31 dicembre 2011 le organizzazioni non profit attive nel nostro Paese sono 301.191, il 28% in più rispetto al 2001. Nel settore non profit lavorano 4,7 milioni di volontari, 681mila dipendenti, 270mila lavoratori esterni, 5mila temporanei, 19mila lavoratori comandati/distaccati, 40mila religiosi, 19mila giovani del servizio civile. In questo panorama le donne hanno un ruolo rilevante: sono infatti 1,8 milioni le volontarie, 494mila le dipendenti, 142mila le lavoratrici esterne, 3mila le temporanee, 9mila le comandate, 26mila le religiose e 10mila le giovani in servizio civile. Per quanto riguarda l’età, 950mila volontari sono sotto i 29 anni (pari al 20%, tra questi il 4% è sotto i 18 anni), mentre 704mila superano i 64 anni (14,8%). Tra i 30 e i 54 anni

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si collocano il 43,2% dei volontari, mentre il 22% è compreso tra i 55 e i 64 anni. Tra i nuovi dati forniti da questa tornata censuaria ci sono quelli dei servizi erogati dalle istituzioni non profit; i più diffusi sono quelli del settore cultura, sport e ricreazione, mentre tra quelli del settore sanità i prevalenti riguardano l’attività di donazione sangue, organi, tessuti e midollo, soccorso e trasporto sanitario. Nel settore dell’assistenza sociale e protezione civile prevalgono i servizi per l’integrazione sociale dei soggetti deboli o a rischio e il sostegno socioeducativo. Nel settore sviluppo economico e coesione sociale è l’inserimento lavorativo in impresa o cooperativa il servizio maggiormente erogato, mentre per la cooperazione e solidarietà internazionale sono gli interventi per progetti di cooperazione allo sviluppo, seguiti da quelli dedicati al sostegno e adozione a distanza.

L’esperienza

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VOLONTARI NON SI NASCE

| a cura di Sara Mancini

l liceo statale di Ischia, grazie al progetto Cresce.Rete, presentato dall’ Associazione Gabbiani Onlus, nell’ambito delle azioni di promozione del volontariato promosse da Fondazione con il Sud, stanno per concludersi gli incontri di una nuova annualità del corso di “Formazione e sensibilizzazione al volontariato”. Sono ormai quattro anni che insieme alla collega Nella Lanfreschi conduciamo gruppi d’incontro sul volontariato e sulla cittadinanza attiva. In aula discutiamo di tutto. L’atmosfera non è mai quella di una lezione, ma piuttosto uno scambio. Con gli unici strumenti del nostro lavoro, l’ascolto e la parola, cerchiamo di tagliare certezze, cucire desideri, in una operazione a “sogno aperto” che richiede la mano ferma di un intervento chirurgico. Perché non puoi raccontare favole, devi essere concreto o li perderai presto. Sono intelligenti i ragazzi. Devi dirglielo che è difficile e devi farlo senza scoraggiarli, motivandoli allo stesso tempo a fare, ad agire, a trovare in sé la forza, la linfa per cambiare le cose e, insieme con queste, loro stessi.

Il volontariato non è solo dare ma anche ricevere: non solo gratitudine ma la possibilità, a volte rara, di mettersi in gioco, misurarsi con la vita e gli ostacoli che ci mette davanti. Ricordiamo sempre ai ragazzi che il mondo fino a questo momento è appartenuto ad altri. A breve toccherà a loro essere protagonisti e arredare la loro vita e la società, esattamente come si fa con una casa nuova in cui si andrà abitare. Con piacere ricordiamo piccoli successi che rafforzano la voglia di continuare. Come quando durante un corso una ragazza chiese un consiglio da dare alla classe: avevano difficoltà tra loro, si erano creati due gruppi separati che non si tolleravano a vicenda e litigavano continuamente. Si sospese la lezione, cosa di cui rimasero stupiti ma non è possibile seguire il corso senza essere in grado di incontrare “l’altro” con cui siamo in rapporto ogni giorno. Le motivazioni alla base delle loro incomprensioni divennero, quel giorno, l’argomento principale. All’appuntamento con l’incontro successivo entrate in classe, li trovammo col sorriso sornione stam-

pato sui volti mentre ci fissavano. Una ragazza, si alzò in piedi di scatto e mi disse: “Le cose vanno meglio tra noi. Ieri abbiamo preso un caffè tutti insieme”. Difficile nascondere l’emozione. Tutto ciò può sembrare piccola cosa ma invece rappresenta una grande conquista. Perché se non si fa spazio dentro di sé, non ci sarà mai un posto per accogliere l’altro. E allora, in fondo non si può essere un venditore di sogni, perché i sogni non si possono comprare.


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ISCHIA: LE PRIORITA’ DEL PROGETTO POLICORO

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Lo sportello infogiovani per soluzioni orientative ai bisogni e alle necessità della gioventù

| a cura di Teresa Di Costanzo, animatrice di comunità

angelo, giovani, lavoro, questo è il motto del Progetto Policoro sogno di don Mario Operti per i giovani disoccupati del Sud, ormai presente in tutte le regioni italiane. Nasce, infatti, perché la Chiesa non può non farsi partecipe del drammatico problema della disoccupazione che affligge, ormai, tutto il Paese. In questi anni, la Chiesa continua a dare ai giovani la stessa risposta data da Pietro allo storpio seduto alla Porta Bella del Tempio di Gerusalemme: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!» (At 3,6). Ad Ischia, il Progetto Policoro è presente sin dal 2000 ed ha favorito la nascita di ben due cooperative, un’associazione e una ditta individuale. Compito primario dell’animatore di comunità, che rappresenta il progetto nella sua Diocesi, è quello di favorire una nuova cultura del lavoro, fatta di fiducia, di relazioni,

di reciprocità, di legalità e di responsabilità. Destinatari di questa nuova cultura sono soprattutto i giovani che si affacciano al mondo del lavoro. L’animatore di comunità si rende disponibile ad accompagnare i giovani interessati, attraverso percorsi di formazione e di orientamento, ad affrontare il problema del lavoro in un’ottica di autoimprenditorialità e cooperazione. Al centro servizi Diocesano l’animatore svolge un’azione di orientamento nella scelta dell’università e del lavoro. L’intento è quello di dare delle informazioni precise, che vadano aldilà del sentito dire, e possano costituire degli strumenti d’ausilio validi nelle scelte scolastiche e lavorative, che costituiscono uno dei principali momenti di smarrimento per un giovane. Con l’intento di dare un valido e concreto aiuto ai giovani, che vada aldilà dell’erogazione delle notizie, si fornisce, anche,

un supporto per la compilazione del Curriculum vitae secondo il modello europeo e la presentazione del progetto nelle scuole tramite seminari e workshop. È possibile incontrare l’animatore di comunità presso il Centro Servizi Diocesano in via Seminario, 27 ad Ischia Ponte il Mercoledì dalle 10.00 alle 13.00 e presso la Biblioteca Antoniana di Ischia il Giovedì dalle 17.00 alle 19.00. Per info e contatti email: diocesi.ischia@progettopolicoro.it Tel. 3774246426

Società

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ALCOL, AMORE E ODIO

Crescono gli estremi: ubriachi o astemi. addio moderazione

| a cura di Andrea Casavecchia

trascorso poco tempo da quando abbiamo incontrato la “neknomination”, quella pericolosa gara, nata sui social network, tra adolescenti che si sfidano a bere smoderatamente. Questa è però soltanto una delle modalità in cui si è esposti al rischio. L’annuale rilevazione Istat su “usi e abusi di alcol” ci mostra che si eccede nel bere soprattutto nei luoghi classici, come bar e discoteche, mentre si riscontrano più facilmente tra gli anziani e tra i giovani, in particolare tra i maschi. Due delle fasce più trascurate della popolazione italiana. Negli ultimi dieci anni cresce in Italia il consumo di alcol occasionale dal 37,6% al 41,2% come aumentano i bevitori di alcolici lontano dai pasti dal 24,8% al 25,8%. Sono due campanelli di allarme sulle possibilità di abusare nel bere. Il primo caso indica la possibilità di concentrare il consumo in un’unica volta, che si collega alle uscite serali proprio quando è possibile andare nelle discoteche, nei pub o nei bar. Il secondo caso favorisce la possibilità di ubriacatura. La rilevazione poi illustra i comportamenti a rischio che coinvolgono più di 7 milioni di cittadini. Soprattutto sono diffusi tra i maschi e si concentrano in due

fasce della popolazione: il 38,6% gli anziani over 65 e il 23% dei giovani tra i 18 e i 24 anni. La rilevazione segnala anche un altro importante dato: negli ultimi dieci anni la quota di persone che ha consumato una bevanda alcolica durante l’anno diminuisce: passa dal 68,7% al 63,9%. Aumentano gli astemi. Una tendenza che prende piede anche in Europa, tanto che in Gran Bretagna, la patria dei pub, nascono dei “locali analcolici” dove si possono bere solo succhi di frutta, acque minerali

o bibite gassate. Prende piede un comportamento polarizzato: bere sì, bere no. In questo modo si segnala una tendenza a estremizzare, si è a favore o contro. Evitare o eccedere erodono la dimensione della moderazione, che è una virtù per coltivare il gusto e i sapori. In entrambi i casi si mostrano dei limiti. Da una parte, si trascura l’importanza di percezione del rischio che aiuta a valutare le conseguenze delle nostre azioni. Dall’altra, si può diventare succubi della trasgressione. Invece, coltivare il gusto serve a conoscerci meglio. Evitare completamente un comportamento o abusarne, mostra una resa o un’incapacità di dominarsi e di essere liberi di scegliere. Mostra i limiti della nostra tradizione educativa che non riesce a trasmettere una cultura popolare, sapienziale che guida a dare sapore alla vita.


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DZIWISZ: CON WOJTYLA L'AVVENTURA DI UNA VITA |

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da Luoghi dell’Infinito

PAPI SANTI

onobbi Karol Wojtyla in seminario, a diciotto anni. Fu nel lontano 1957. Lui era il nostro professore di etica. Ci colpiva la sua conoscenza della materia così come la sua spiritualità e l’apertura mentale verso il prossimo. Un anno dopo fu nominato vescovo ausiliare della diocesi di Cracovia e dopo qualche anno ne assunse la guida quale arcivescovo metropolita, l’erede di san Stanislao, martire dell’XI secolo, patrono dell’ordine morale della Polonia. Il 23 giugno 1963 ricevetti dalle mani del giovane vescovo Karol il sacramento del sacerdozio. Allora non immaginavo che la storia della mia vita e della mia vocazione sarebbe stata così fortemente segnata dal servizio per la Chiesa accanto a lui. Letteralmente. Arrivò il 16 ottobre 1978. Il giorno della svolta per il cardinale Wojtyla, un giorno di svolta anche per me. Il neoeletto Papa mi chiese di continuare ad aiutarlo. Nessuno di noi sapeva quanto tempo sarebbe durato; nessuno sapeva come sarebbe stato il pontificato di Giovanni Paolo II che arrivò a Roma "da un Paese lontano": lontano per motivi geografici ma anche politici. Nel Paese del Papa regnava un sistema comunista totalitario che lottava contro Dio e la Chiesa e infine contro l’essere umano, con

quello che è successo in piazza San Pietro il 13 maggio 1981. Scorse il sangue del Papa, il Papa si avvicinò al martirio di sangue. Del

l’obiettivo di privarlo di ciò che è più importante. Ventisette anni d’instancabile servizio a Cristo e alla Sua Chiesa. È necessario inserire all’interno di questo suo servizio anche

chesi emozionante per il mondo intero. Dio solo sa quello che successe nei cuori di milioni di persone. La santità del Papa cominciò in quel momento a parlare loro. La santità del Papa è la sintesi di chi era lui e di

resto, tutto il suo ministero papale, giorno dopo giorno, fu segnato da un tipo di martirio: il lavoro faticoso, il sacrificio, il consumarsi per Cristo e per la sua causa, per la quale Lui – il Salvatore dell’uomo – venne sulla terra. Arrivò infine il 2 aprile 2005. Giovanni Paolo II si spegneva davanti agli occhi del mondo intero. Passò alla casa del Padre alle ore 21:37. Lo accompagnai fino all’ultimo respiro. Fu l’inizio di una nuova storia. Storia della santità. Da soli la morte e i funerali di Giovanni Paolo II diventarono una cate-

quello che riuscì a compiere. Come descrivere la santità di Giovanni Paolo II? Come essa si manifestava? Come ti colpiva? Queste domande mi vengono spesso rivolte. Io la definirei come la santità variopinta. Oppure – facendo il paragone con il mondo della musica – la santità polifonica. La santità della preghiera. La santità del servizio. La santità della sofferenza. La santità della preghiera. La preghiera è la chiave per capire la personalità di Karol Wojtyla. Posso dare testimonianza della sua preghiera quotidiana a Cracovia. La sua giornata iniziava con la meditazione, seguita dalla celebrazione dell’Eucaristia, tranne quando la officiava presso le comunità parrocchiali. Il cardinale Wojtyla passava le ore del mattino, dedicate solitamente al lavoro intellettuale, alla stesura di numerosi discorsi, articoli e libri, nella cappella. Era lì, accanto all’altare e di fronte al tabernacolo, che egli meditava e scriveva. La preghiera s’intrecciava con il lavoro creativo e diventavano una cosa sola. Lo stesso succedeva durante i lunghi viaggi in auto. Egli pregava e scriveva. Il programma quotidiano comprendeva sempre la Liturgia delle Ore e le preghiere tradizionali, come il rosario, litanie al Sacro Cuore di Gesù, litanie lauretane, oltre le funzioni come la Via Crucis. Mantenne questo programma persino in Vaticano. Il Santo Padre pregava ogni giorno nel suo "stanzino", secondo le indicazioni del Vangelo (cfr. Mt 6,6), ma noi tutti abbiamo avuto l’occasione di sentire le sue preghiere durante le grandi celebrazioni liturgiche a Roma, piuttosto che nelle chiese, negli stadi e nelle piazze dei vari Paesi e luoghi nel mondo. Pregava da solo e insieme a coloro cui prestava servizio. Pregava come solo un vero pastore sa fare. Nella sua lettera apostolica Novo millennio ineunte Giovanni Paolo II invitava la Chiesa intera a contemplare il volto di Cristo. Scriveva: «Gli uomini del nostro tempo, magari non sempre consapevolmente, chiedono ai credenti di oggi non solo di "parlare" di Cristo, ma in un certo senso di farlo loro "vedere". E non è forse compito della Chiesa riflettere la luce di Cristo in ogni epoca della storia, farne risplendere il volto anche davanti alle generazioni del nuovo millennio? La nostra testimonianza sarebbe, tuttavia, insopportabilmente povera, se noi per primi non fossimo contemplatori del suo volto»


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DUE PAPI CHE VOLEVANO ESSERE SANTI PAPI SANTI

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| a cura di Gianni Cardinale

na Sala Stampa vaticana fitta di giornalisti quasi come ai tempi dell’ultimo Conclave ha ospitato martedì 22 aprile i postulatori delle cause dei due Pontefici che domenica 27 aprile verranno solennemente canonizzati da papa Francesco. Per il beato Giovanni XXIII era presente il padre Giovan Giuseppe Califano (nome e cognome ischitani ma è nato a Roma ed è di origini di Brindisi), postulatore generale dei frati minori (che hanno storicamente seguito la causa di papa Roncalli che apparteneva al terz’ordine francescano). Per il beato Giovanni Paolo II il monsignore polacco Slawomir Oder, postulatore della sua causa e vicario giudiziale del tribunale ordinario presso il Vicariato di Roma. Califano ha ricordato che Roncalli già da giovane seminarista, a 15 anni, scriveva: «Io rinnovo il proponimento di volermi fare santo davvero, e lo farò attraverso quattro risoluzioni che propongo di praticare: spirito di unione con Gesù, raccoglimento nel suo cuore, recita del Rosario, essere sempre in tutte le mie azioni presente a me stesso». Il postulatore del beato Giovanni XXIII ha sottolineato come la figura del prossimo santo possa essere sintetizza attraverso due binomi. Il primo: "pastore e padre", di una paternità, ha spiegato, che commosse il mondo, fatta di letizia e cordialità, qualità che confluirono nella definizione di “Papa buono”. Il secondo binomio è “obbedienza e pace”, motto episcopale ma anche sintesi di vita e di servizio alla Chiesa di papa Roncalli. Monsignor Oder ha tracciato la santità di Giovanni Paolo II ricordando le tre figure che hanno più segnato la sua formazione spiri-

tuale. Il padre che gli trasmise la fede semplice del popolo polacco. Il servo di Dio Jan Tyranowski che gli consigliò la lettura di San Giovanni della Croce da cui apprese quella profondità mistica che «lo spingeva a vivere il mistero di Dio in prima persona». Il cardinale di Cracovia Adam Stefan Sapieha che lo ordinò sacerdote e gli infuse il coraggio di affrontare le contrarietà della vita. Rispondendo alle domande dei cronisti, i due postulatori si sono soffermati anche sui "difetti" che i due prossimi santi avevano e che si riconoscevano (papa Roncalli «con autoironia» ha commentato padre Califano, mentre papa Wojtyla - ha spiegato monsignor Oder - era perfettamente cosciente del proprio carattere emotivo, sanguigno e a volte reattivo).


14 Kaire | ATTUALITA’ L'ETEROLOGA IMMETTE I N FA MIGLI A U NA TERZA FIGU R A GEN ITO RIA LE

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Alberto Gambino, ordinario di diritto privato e direttore del Dipartimento di scienze umane dell’Università europea di Roma analizza i risvolti della decisione assunta dalla Corte costituzionale contro la Legge 40

| a cura di Giovanna Pasqualin Traversa per Sir

l divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. Lo ha stabilito il 9 aprile la Consulta, dichiarando l’illegittimità della norma della legge 40 che vieta il ricorso a un donatore esterno di gameti (ovociti o spermatozoi) nei casi di infertilità assoluta. I giudici costituzionali hanno accolto i ricorsi presentati dai tribunali di Milano, Firenze e Catania. Abbiamo parlato della pronuncia con il prof. Alberto Gambino. Come valuta questa sentenza? “Si tratta di una decisione gravissima con la quale gli interessi del nascituro vengono fatti retrocedere di fronte a un presunto diritto degli adulti alla genitorialità. Il divieto di fecondazione eterologa manteneva intatta una visione della famiglia secondo la quale il dato biologico coincideva con il dato sociale. Il ricondurre le tecniche di fecondazione artificiale nell’ambito dei soggetti che convivono quotidianamente con il figlio era un modo per lasciare inalterato il rapporto tra padre e madre naturale e padre e madre sociale. Due sole figure genitoriali. La caduta del divieto dell’eterologa apre invece ad un terzo

soggetto: il donatore esterno, estraneo alla famiglia, ma che entra dal punto di vista biologico a farne parte”. Una pronuncia che quindi “scardina” la concezione della famiglia… “A risentirne sono in particolare gli articoli 29 e 30 della Carta costituzionale, il primo già vittima di un ‘attacco’ con l’apertura della legge 40 anche a coppie non sposate, il secondo perché la sentenza ribalta la centralità dell’interesse del figlio sulla quale sembra prevalere il già citato presunto diritto alla genitorialità. Un presunto ‘diritto’, appunto. Occorrerà attendere la pubblicazione della sentenza, ma se la Consulta stabilisce l’incostituzionalità di una norma di divieto, si presume che quest’ultima ‘contraddica’ un principio o un diritto sancito dalla nostra Carta. Quale, nel caso di specie? Dobbiamo ritenere che per i ‘giudici delle leggi’ il desiderio di un figlio venga assurto, di fatto, a diritto?”. Quali altri aspetti della sentenza ritiene problematici? “La Corte non ha fatto cadere soltanto il divieto dell’eterologa, ma pure il divieto di disconosci-

mento della paternità da parte del coniuge o convivente della madre del bambino, insomma del ‘padre sociale’, e di conseguenza anche il divieto del donatore di avere relazioni parentali con il nato e di far valere nei suoi confronti alcun diritto. Proprio perché consapevole di una forzatura, quella di introdurre un elemento esterno, la Corte sembra aver ritenuto che questa forzatura non potesse spingersi fino al punto di fingere che non esista questo soggetto esterno. Esiste inoltre anche il diritto del figlio, ribadito di recente dalla stessa Corte, a risalire alle proprie origini biologiche, e quindi all’identità del donatore di gameti. In questo scenario l’attivazione di relazioni tra il donatore e il nato diviene una possibilità reale. Un ragionamento sconcertante, quello dei giudici, ma intrinsecamente logico: aprendo all’eterologa non si sarebbe potuto fare altrimenti”. Fin dall’inizio la legge 40 ha subito diversi attacchi e tentativi di progressivo smantellamento… “La questione è delicata, in particolare perché si tratta di una legge non solo approvata in Parla-

mento, ma pure confermata dal referendum del 2005. Dopo la sentenza del 9 aprile ci si potrebbe chiedere quanto i giudici della Consulta siano effettivamente rappresentativi dello spirito della Costituzione e dello spirito del popolo. Verrebbe da dire che se ne sono allontanati”. Intravvede il rischio di un mercato di gameti? “La decisione dei giudici apre al ricorso a gameti estranei, ma la loro commercializzazione rimane vietata e le procedure devono essere eseguite nei centri di procreazione medicalmente assistita pubblici o accreditati. Occorrerà tuttavia un’azione di monitoraggio da parte del ministero della Salute”.


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| a cura di Massimiliano Casto per CN

i avviciniamo al consueto appuntamento della presentazione del modello 730 per i redditi conseguiti nel 2013. Nel modello 730 che va presentato entro il 30 aprile al sostituto d’imposta – o entro il 31 maggio al Caf o ai professionisti abilitati – ci sono tutta una serie di novità riguardanti sia le detrazioni che le deduzioni d’imposta. Vediamo meglio nel dettaglio: SPESE PER LE QUALI SPETTA UNA DETRAZIONE DEL 19 PER CENTO Spese sanitarie: La detrazione è prevista solo sulla parte di spesa che supera l’importo di 129,11 euro. Tale detrazione spetta solo se la spesa è certificata da fattura o da scontrino fiscale (c. d. “scontrino parlante”) in cui devono essere specificati la natura e la quantità dei prodotti acquistati, il codice alfanumerico (identificativo della qualità del farmaco) posto sulla confezione del medicinale e il codice fiscale del destinatario. Interessi per mutui ipotecari per acquisto dell’abitazione principale: È possibile detrarre gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione pagati nel 2013 per i mutui, a prescindere dalla scadenza della rata. Tale detrazione spetta a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, e che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo al mutuo. La detrazione spetta su un importo massimo di 4.000,00 euro. Interessi per mutui ipotecari per la costruzione dell’abitazione principale: La detrazione è ammessa a condizione che la stipula del contratto di mutuo da parte del possessore a titolo di proprietà o di altro diritto reale dell’unità immobiliare avvenga nei sei mesi antecedenti, o nei diciotto mesi successivi all’inizio dei lavori di costruzione. La detrazione spetta su un importo massimo di 2.582,28 euro. Spese per addetti all’assistenza personale: È prevista nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. La detrazione spetta fino a un importo massimo di 2.100 euro, solo se il reddito complessivo non supera i 40.000,00 euro. Spese funebri: La spesa deve essere sostenuta per la morte dei familiari per un importo che non può es-

Kaire 15

LE DETRAZIONI E LE DEDUZIONI DEL 730

ATTUALITA’

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Quali spese è possibile detrarre dall’imposta e quali oneri possono invece essere deducibili dal reddito? Le indicazioni del consulente del lavoro sere superiore a 1.549,37 euro. Le spese di istruzione: Spetta per le spese di frequenza di corsi di istruzione secondaria di primo e secondo grado, universitaria, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri. Spese per attività sportive per ragazzi: La detrazione riguarda le spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. L’importo da considerare non può essere superiore per ciascun ragazzo a 210,00 euro. Spese per intermediazione immobiliare: Si possono detrarre le somme pagate ad intermediari immobiliari per l’acquisto dell’immobile da adibire ad abitazione principale. L’importo da indicare nel rigo non può essere superiore a 1.000 euro. Spese per canoni di locazione degli studenti: Si detraggono le spese sostenute da studenti universitari fuori sede – iscritti a un corso di laurea di un’università situata in un Comune diverso da quello di residenza – per i canoni di locazione. L’università deve essere ubicata in un Comune distante almeno 100 chilometri dal Comune di residenza dello studente e comunque in una provincia diversa. L’importo non può essere superiore a 2.633 euro. Erogazioni liberali a favore delle associazioni di promozione sociale: L’importo di tale erogazione non può essere superiore a 2.065,83 euro. Spese veterinarie: Sono le spese sostenute per la cura di animali legalmente detenuti per compagnia o per pratica sportiva. L’importo non può essere superiore a 387,34 euro. Spese per asili nido: Le rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici o privati. La somma da detrarre non deve essere superiore a 632 euro annui per ogni figlio. SPESE PER LE QUALI SPETTA UNA DETRAZIONE DEL 24% Erogazioni liberali a favore delle Onlus: Sono detraibili le erogazioni in denaro per un importo non superiore a 2.065 euro annui a

favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni e comitati. Erogazioni liberali a favore di partiti e movimenti politici: L’unica condizione per la detrazione è che partiti o movimenti abbiano presentato liste o candidature elettorali alle elezioni per il rinnovo della Camera o del Senato o dei membri del Parlamento europeo. Le erogazioni devono essere effettuate mediante versamento bancario o postale. SPESE DEDUCIBILI Contributo S.S.N. - R.C. veicoli: Si può dedurre la quota di SSN pagata assieme al premio di assicurazione di responsabilità civile per i veicoli. Assegno periodico corrisposto al coniuge: È prevista la deduzione dal reddito degli assegni periodici corrisposti al coniuge, anche se residente all’estero, in seguito alla separazione legale ed effettiva o allo scioglimento o annullamento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, come indicato nel provvedimento dell’autorità giudiziaria. Contributi per gli addetti ai servizi domestici e familiari: Sono i contributi previdenziali e assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare (es. colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane), per la parte a carico del datore di lavoro. L’importo massimo deducibile è di 1.549,37 euro. Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose: È possibile indicare le erogazioni liberali in denaro a favore delle istituzioni religiose come l’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana. Spese sostenute per la ristrutturazione di immobili: E’ prevista la detrazione per le spese sostenute per lavori di interventi di recupero del patrimonio edilizio. La detrazione spetta anche per le spese sostenute per gli interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici, compresa l’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia tra i quali rientrano gli impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. La detrazione è pari al 50 per cento delle spese sostenute nell’anno 2013.


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LA B ARI STA “PASI ON AR IA” C HE COMB ATTE I L G IO CO D ’ AZZA RD O | ATTUALITA’

AZZARDO

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Pisa, Elisa Renda ha un locale in via Montanelli: qui niente slot. Il sindaco l’ha citata nell’incontro con la presidente Boldrini

| a cura di Gianluca Campanella per il Tirreno

on si sente un’eroina, ma vorrebbe «essere presa come punto di riferimento affinché altri seguano l’esempio» e scelgano di togliere o di non installare le slot machine dalle proprie attività commerciali. Elisa Renda, titolare del bar “Elisir” in via Montanelli 44, già era convinta di aver fatto la cosa giusta; ma da un paio di mesi non la ferma più nessuno: prima protagonista a Pisa della tappa di SlotMob (era il 15 febbraio) e qualche giorno fa citata a Roma dal sindaco Marco Filippeschi durante il suo incontro con la presidente della Camera, Laura Boldrini. Dalle parole della giovane, ricostruiamo com’è andata: «Mi ha telefonato il sindaco e mi ha chiesto se poteva portare “i saluti di Elisa” alla Boldrini». Filippeschi era in Parlamento nelle vesti di presidente nazionale di Legautonomie che, insieme all’associazione Terre di mezzo, ha promosso una raccolta firme per una legge contro le «macchinette che rovinano i clienti». Per una proposta di legge d’iniziativa popolare bastano 50mila firme; ma la campagna in pochissimo tempo ha superato le 81mila. E tante ne furono raccolte a Pisa proprio il 15 febbraio quando il movimento SlotMob ambientò al bar Elisir un vero e proprio flash mob contro le slot: «In duecento da tutta la Toscana – racconta Elisa – entrarono insieme nel mio bar e fecero colazione». Un modo per premiare anche economicamente i gestori di quegli esercizi che dicono no alle macchinette: ogni impianto installato può fruttare circa 13mila euro l’anno ed è difficile rinunciare alla tentazione. Elisa non le ha mai volute nel suo vecchio bar in via Sant’Agostino; poi a luglio scorso si è trasferita di fronte a piazza Giusti,

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rilevando una precedente attività con il fondo commerciale più grande: «Per due volte hanno provato a convincermi, ma non volevo». Dietro la scelta non c’è la sofferenza di aver visto gente ridotta sul lastrico: «Non ho esperienza diretta di malati di ludopatia». Ma c’è una vera e propria posizione etica: «Le persone devono entrare in un bar per bere il caffè e per stare insieme tra loro». Inoltre, nei primi tempi dopo il trasloco, c’è stata una sorta di processione nel nuovo “Elisir”: «I vecchi clienti mi chiedevano di non mettere le slot, perché sono frequentate da gente particolare». Insomma, Elisa ha detto no e «subito ho avuto un riscontro positivo. Infatti, nelle settimane successive tante persone entravano nel locale chiedendo: “Sei quella che non vuole le slot?”. E quando scoprivano che ero io, commentavano: “Hai fatto bene!”. Ho acquisito nuovi clienti per quel rifiuto». Al punto che quasi si è sentita in colpa il 15 febbraio: «Mi dispiaceva che tutte quelle persone mi pagassero colazione. Erano lì per la stessa mia causa». In occasione del flash mob “I Giovani per un Mondo Unito di Pisa”, espressione giovanile del Movimento dei focolari, ha consegnato una targa a Elisa: «Complimenti. Un mondo senza slot ha più spazio per le persone». Un trofeo che oggi mostra fiera: «Cerchiamo altri che aderiscano. Contattate SlotMob». Elisa è in compagnia del circolo Arci di Pontasserchio (che ha bandito le macchinette) e dell’edicola-cartoleria delle sorelle Foà a San Giuliano: «Sarebbe stato diseducativo far vedere i giocatori ai nostri piccoli clienti».

IL CASO

CALA L’AZZARDO ON LINE ESPLODE SUGLI SMARTPHONE

econdo l’Os¬servatorio Gioco Online la spesa per le giocate su internet nel 2013 è calata del 3% e anche gli scommettitori sono diminuiti: da 800 a 700mila. La ricerca parla di «trend negativo» che «ha più che dimezzato i conces¬sionari che hanno deciso di rinno¬vare la licenza: nel 2011 erano 274, o¬ra sono 121». In realtà un’ottima no¬tizia per i giganti di Azzardopoli. Il calo è dovuto in gran parte al man¬cato rinnovo della concessione (nel 72% dei casi), «mentre un 17% è sta¬to 'inglobato' in seguito ad accordi commerciali e il restante 11% ha chiuso in maniera definitiva l’atti¬vità». Con il risultato che le prime dieci aziende si spartiscono il 75% della torta, lasciando alla concor¬renza sempre meno briciole. Spulciando tra i dati emerge invece dov’è che Bisca Italia va a parare. «Dal canale Mobile (Smartphone + Tablet) emergono – informa la ri¬cerca – dati positivi: rispetto a mar¬zo 2013 gli operatori che hanno at¬tivato almeno un’iniziativa per Smartphone

sono aumentati del 60%. Raddoppiano invece le inizia¬tive (Mobile site o Applicazioni), che hanno superato quota 130 a feb¬braio 2014. Casinò Games e Scom¬messe sono i principali giochi offerti su Smartphone, seguiti da Bingo, Poker e Gratta&Vinci». Sul versante portabilità «ad oggi sono state svi¬luppate complessivamente 48 Ap¬plicazioni per Tablet da 21 operato¬ri. Tutte offrono la possibilità di gio¬care in real money (soldi veri, ndr) e i giochi più diffusi sono i Casinò game, seguiti dalle Scommesse e dal Poker». Come dire che il vero obiet¬tivo è far si che i giocatori possano farsi spennare in qualsiasi momen¬to, ovunque si trovino, senza limi¬tazioni di tempo e spazio. E i telefo¬nini sono la grande passione degli a-dolescenti.


17 Kaire CONTRO LA CULTURA DELLA MAFIA LO SLANCIO DEL PAPA

26 aprile 2014 kaire@chiesaischia.it

L’intervista.

| a cura di Alessandra Gzetani

INTERVISTA A TUTTO CAMPO CON IL PROCURATORE NAZIONALE FRANCO ROBERTI: LA MAFIA, IL VALORE DELLA COSTITUZIONE, IL PROCESSO CELEBRATO IN TEMPI RAGIONEVOLI, IL RUOLO DEL PROCURATORE EUROPEO E LA LOTTA AL GIOCO D’AZZARDO

D Libri.

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ATTUALITA’

hiesa e lotta alle mafie. Che ruolo ha la Chiesa nel contrastare le mafie? E che ruolo ha avuto? “Occorre distinguere la parte che ha avuto da quella che ha e che potrebbe avere. Fino a qualche tempo fa il ruolo della Chiesa ufficiale è stato carente, non l’impegno di singoli sacerdoti che a volte hanno dato anche la vita. La Chiesa ufficiale non ha preso una posizione netta fino all’intervento del cardinale Salvatore Pappalardo a Palermo dopo l’omicidio del generale Dalla Chiesa e di sua moglie Emanuela quando pronunciò la ‘omelia di Sagunto’. Però la voce di Pappalardo rimase isolata. Come il monito a braccio di Giovanni Paolo II nel 1993 nella Valle dei Templi di Agrigento. Con gli omicidi di don Pino Puglisi nel 1993 e di don Giuseppe Diana nel 1994, due autentici martiri, c’è stata una presa di coscienza. Nel 2009 la Cei ha approvato un documento molto forte ‘Per un Paese solidale - Chiesa italiana e mezzogiorno’ dove le associazioni mafiose sono bollate come strutture di peccato. Adesso c’è un rinnovato slancio con Papa Francesco. A volte i mafiosi si atteggiano a buoni credenti e praticanti e questo trae in inganno”. Tutti siamo chiamati alla legalità. Papa Francesco parla di una reciproca illuminazione tra la fede e i valori umani che devono camminare insieme in uno spirito di servizio.

FONDATI SUL LAVORO

i lavoro oggi si discute molto, principalmente riguardo alla sua profondissima crisi e alle scelte politiche che dovranno sanarne le drammatiche emergenze. Ma il lavoro non ha soltanto a che fare con la produzione di ricchezza e benessere materiale: esso ‘fonda’ la Repubblica italiana, come recita l’articolo 1 della nostra Costituzione, e soprattutto fonda tutti noi, che siamo veramente cittadini perché lavoriamo, lavoreremo, abbiamo lavorato (o perché non possiamo lavorare pur volendolo fare). Spesso, in questo parlar molto del lavoro, ci si sofferma troppo, se non esclusivamente, sui suoi aggettivi – precario, dipendente, au-

tonomo, nero… – mentre viene elusa la domanda decisiva: che cosa è il lavoro? Su questo riflette qui Luigino Bruni, esplorando i temi del lavoro non sotto forma di un trattato sistematico, bensì con felici escursioni tra la vita e la teoria, senza mai perdere di vista la valenza fondativa del lavoro nella vita umana. Ecco allora la ripresa in questa prospettiva della lunga storia del lavorare degli uomini e delle donne, fino al rapido tramonto delle forme del lavoro contadino e poi di quello della fabbrica, dove si erano condensati secoli, se non millenni, di storia di arti e mestieri, di professioni e abilità. Un tramonto dopo il quale non si intravede ancora con

chiarezza quale sarà il futuro delle nuove forme di produzione di beni e servizi: se una modalità più umana e umanizzante o invece il ritorno di una dipendenza quasi servile, una sorta di neo-feudalesimo. E poi, l’attenzione alle realtà giovanili, schiacciate tra la fine dei mestieri e la chiusura dei mercati, eppure miniere di speranza che la scuola e la formazione possono ancora far fiorire. E infine, la rilettura sotto una nuova luce delle ‘parole’ del lavoro: a cominciare da charis, ‘gratuità’, passando per oikonomia, la vera ‘economia’, cioè il bene comune domestico, per arrivare a ‘festa’, la dimensione autentica del lavoro come lo intende Bruni, vale a dire la produzione all’interno

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“È quello che serve nel rapporto tra la Chiesa e le mafie: un recupero dei valori umani. I mafiosi ne sono la negazione”. I tempi lunghi dei processi fanno scattare la prescrizione. La Costituzione contiene un potente mezzo. “L’articolo 111 recita che il processo deve essere celebrato in tempi ragionevoli e nel contraddittorio delle parti. È il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e di una giustizia al servizio. La loro mancata realizzazione è un regalo alle mafie. Ogni tipo di processo deve funzionare”. Uno sguardo all’Europa per contrastare la criminalità organizzata. Si parla di una Procura Europea per reati transnazionali. “Il Procuratore europeo è previsto dal Trattato di Lisbona del 2007 sul funzionamento dell’Unione Europea, un obiettivo per perseguire i reati transnazionali che ledono gli interessi finanziari dei Paesi dell’Unione. Senza un’efficace cooperazione non si va da nessuna parte perché il crimine valica i confini”. I vescovi italiani e le comunità ecclesiali sono impegnate a contrastare le ludopatie. Pesa inoltre sulla società italiana, il fenomeno dell’evasione fiscale. “Il gioco d’azzardo legale dà dipendenza e porta i giocatori a indebitarsi, a rivolgersi agli usurai. Si potrebbe intervenire meglio sull’evasione fiscale ed evitare di pubblicizzare il gioco per aiutare lo Stato. L’evasione fiscale è il fenomeno in assoluto più grave di sottrazione di masse finanziarie. Non solo i 150 miliardi di cui si parla, credo siano molti di più. Se lo Stato potesse recuperare solo un terzo di quei soldi, avrebbe risolto tutti i suoi problemi”.

della dimensione relazionale e simbolica, della fraternità e del dono reciproco. Luigino Bruni (1966) è professore ordinario di Economia politica presso l’Università Lumsa di Roma. Coordinatore del progetto Economia di Comunione, scrive su diverse testate giornalistiche, tra cui «Avvenire». Si interessa in particolare di temi quali l’economia civile e l’etica economica, argomenti a cui ha dedicato molti libri, tra i quali Civil Happiness (2006, premio ai Templeton Enterprise Awards), La leggerezza del ferro. Un’introduzione alla teo-

ria economica delle organizzazioni a Movente Ideale (Vita e Pensiero 2011, con A. Smerilli), The Genesis of the Ethos of the Market (2012), Le nuove virtù del mercato nell’era dei beni comuni (2012), Economia con l’Anima (2013).


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| TERRITORIO

PASQUA E PASQUETTA: CONTROLLI A TAPPETO Le forze dell'ordine hanno presidiato i porti durante il weekend di pasqua i è alzato il livello di guardia da parte delle forze dell'ordine nelle festività pasquali ma soprattutto nella giornata di pasquetta. Quest'anno nel periodo pasquale c’è stato un boom di turisti e villeggianti sulla nostra isola, con la consueta

invasione a pasquetta per la gita fuori porta di tantissimi napoletani. I porti sono stati presidiati dalle prime

ore della mattina. Tante le persone fermate ed alcune di queste portate in caserma per ulteriori controlli per il

FONTANE DANZANTI

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rande successo per le fontane danzanti ad Ischia Ponte. Dopo aver rinviato l’evento per le condizioni meteo proibitive, nei giorni di pasqua e pasquetta alle 21.00 al Piazzale Aragonese c’è stata la tanto attesa performance d’acqua, musica e colori. Una struttura mobile (una vasca 14 x 4) dove un artista, tramite una sofisticata tastiera, ha coordinato gli zampilli e le luci sulle note dei brani musicali più famosi creando evoluzioni e intrecci sempre diversi e sempre più spettacolari. I movimenti delle fontane sono stati sincronizzati - per la durata di 45 minuti circa - alla musica da sofisticati automatismi così da creare un’infinità di giochi di forme, luci e colori che hanno costituito uno spettacolo di impareggiabile suggestione.

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foto GG Lubrano

COMUNE DI ISCHIA PRESENTAZIONE ISTANZE BUONI LIBRO A.S. 2013/2014 i porta a conoscenza che con D.D. n.481 del 09/04/2014, che ha stabilito criteri e modalità per il riconoscimento del beneficio previsto dalla normativa di riferimento art.27 L.448/1998 anche per l’anno scolastico 2013/2014, è stato fissato al 7 giugno 2014 il termine ultimo per la presentazione delle istanze che saranno acquisite dalle Segreterie dei medesimi Istituti Scolastici (Scola Media e Superiori) destinatari di apposita circolare. Non saranno prese in considerazione istanze presentate oltre tale data.

dei grandi nomi del cinema internazionale. potranno visitare la villa e Un cast eccezionale di l’esposizione dal martedì partecipanti del mondo alla domenica dalle ore di Hollywood, fra i quali 10 fino al tramonto. In alcuni dei principali prequest’occasione c’è stata miati alla notte degli l’anteprima sulla XII edi- Oscar, a cominciare dal zione dell’Ischia Global regista Paolo Sorrentino. Film & Music Festival, “Il festival rappresenta che quest’anno farà sicu- non solo una grande ocramente registrare un nu- casione di promozione mero record fra i premi per la nostra bella isola Oscar che prenderanno nel mondo, ma anche – parte all’evento culturale dichiara il sindaco di e mondano clou delForio Francesco Del Deo l’estate. Il festival ci sarà – un evento che sicuradall’11 al 20 luglio e mente richiama alla provedrà la partecipazione fonda vocazione artistica

ALLA COLOMBAIA L'ANTEPRIMA DELL'ISCHIA GLOBAL

lla villa Colombaia di Luchino Visconti, nel bosco di Zaro, lunedì di pasquetta è stata inaugurata un’importante esposizione dei costumi griffati - curata da Daniela Ciancio - utilizzati dal cast di attori ed attrici nel film “La Grande Bellezza” del regista e premio Oscar Paolo Sorrentino. L’inaugurazione della mostra ha dato il via alla riapertura della villa ai turisti che

trasporto di sostanze stupefacenti. Non sono mancate le unità cinofile a dar manforte sui porti. Un dato positivo sia per quanto riguarda la sicurezza che per la scelta dei turisti dell’isolaverde. Numeri che verranno superati nel ponte del primo maggio, quando è previsto il tutto esaurito. Un inizio di stagione più che positivo per l’economia isolana.

Farà fede la data del protocollo di ricezione da parte della Scuola. Entro tale data, i detentori della potestà genitoriale degli alunni frequentanti le scuole in indirizzo, interessati al beneficio, dovranno provvedere ad inoltrare apposita istanza su copia della modulistica reperibile nella sezione “Avvisi Scuole” del sito

internazionale di Ischia e che rappresenta un formidabile stimolo a potenziare il rapporto di collaborazione con le produzioni cinematografiche”. Durante la presentazione del 12o Ischia Global Film & Music Fest sono state svelate alcune anteprime come ad esempio “Ischia isola rap”, con 50cent, Rocco Hunt e i giovani writers napoletani che dipingeranno opere sul tema dei diritti umani destinati alla fondazione Robert Kennedy. Nel segno dell'hip hop, la musica del momento che ha conqui-

web del comune di Ischia. L’istanza, pena l’esclusione, dovrà essere corredata da certificazione ISEE. riferita ai redditi percepiti durante il corso dell’anno 2012. Data l’esiguità del fondo si provvederà alla formulazione di apposita graduatoria.

stato anche Aurelio de Laurentiis, tra i grandi sostenitori dell'evento dell'estate prodotto da Pascal Vicedomini. "Lancerò da Ischia global un concorso per un nuovo inno del Napoli versione rap - ha annunciato De Laurentiis - so che i tifosi sono legati alla tradizione ma io sono un innovatore, questo linguaggio un po’ incazzato ci permette di dire al mondo intero quello che vogliamo", ha scherzato il produttore cinematografico e presidente della squadra di calcio azzurra.


IS CH IA 10 0 KILOM ET RI IS O L AV ER DE 26 aprile 2014 kaire@chiesaischia.it

TERRITORIO E AMBIENTE

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Giornate ecologiche a cadenza mensile e una gara di ciclismo che coinvolgera’ i 6 comuni isolani

| a cura di Giuseppe Galano

abato 19 Aprile presso l’incantevole location dell’Hotel Miramare e Castello si è svolta la conferenza stampa di presentazione della manifestazione ciclistica Ischia 100 Km e del programma degli appuntamenti che rientrano nel brand “Enjoy Ischia”, che riproporrà una serie di eventi tra cui giornate ecologiche a cadenza mensile, caratterizzate dalla chiusura al traffico veicolare delle strade comunali ed iniziative che vedranno la partecipazione di scolaresche ed associazioni. In questo modo i numerosi turisti che affollano la nostra isola ed i residenti potranno ammirare l’isola e le sue molteplici bellezze paesaggistiche. Alla conferenza stampa, dai caratteri molto sobri, erano presenti l’avvocato Santaroni, organizzatore della Granfondo Ischia 100 Kilometri, Michele Scotto d’Abusco e l’amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco Giosi Ferrandino e dal Presidente del Consiglio Comunale Gianluca Trani. L’isola d’Ischia torna scenario di un grande evento di ciclismo. Dopo il successo della seconda tappa del Giro d’Italia 2013, che ha riportato lo scorso anno il circuito delle due ruote sulla nostra isola, il prossimo 11 Maggio sarà la volta del ciclismo amatoriale con la Granfondo. La gara coinvolgerà tutti i comuni dell’isola e si svolgerà su tutto il territorio ischitano. Partirà dal suggestivo Piazzale Aragonese alle ore 9,00 e si snoderà in un circuito che va dalle zone storiche del Comune d’ Ischia per circa 10 Km per poi dirigersi verso Barano, Serrara, Forio, Lacco Ameno e Casamicciola, in un crescendo di emozioni ed incantevoli vedute fino a ritornare ad Ischia e poi ripartire; il tutto si svolgerà per tre volte. Per quattro ore Ischia sarà completamente chiusa al traffico automobilistico mettendo al

centro l’ambiente. Tanta soddisfazione nelle parole dell’organizzatore dell’evento, l’avv. Santaroni: “La manifestazione non sarà seconda a nessuna delle Granfondo italiane. Desideriamo che ischia diventi uno dei punti obbligati del ciclismo amatoriale italiano. Vogliamo importare il brand Ischia in tutto il mondo”. Il sindaco Ferrandino esalta l’iniziativa e sottolinea come questa giornata di sport e divertimento possa essere soprattutto un’opportunità di rivalutazione turistica della nostra isola. Egli non nasconde che ci potranno essere disagi ma questi sicuramente saranno compensati dai molteplici benefici che un evento di simile portata potrà avere sulla collettività.

ISOLAVERDE: PER UNO STILE DI VITA GREEN

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LA BICICLETTA TIRA CONTRO LA CRISI

| a cura di Lorenzo Russo

li austriaci ci hanno creduto e ora tirano le somme. Spendere 28 milioni di euro e ricavarne almeno 70 l’anno non è stato un cattivo investimento. Ci troviamo tra Passau e Vienna, lungo il Danubio. Una pista ciclabile di 310 chilometri che attira 60 mila ciclisti ogni anno. E in Italia? Anche le Cinque Terre non si lamentano: l’appeal dell’escursionismo lungo una rete di sentieri spettacolari ha reso questo luogo incantevole una delle cinque mete preferite - insieme a Roma, Venezia, Firenze e Milano - degli americani che arrivano in Italia. L’ecoturismo viaggia in contro ten-

denza. E il Belapese potrebbe fare da maestro per l’Europa. E per sostenere la crescita del settore è nata Asta, la prima scuola di turismo ambientale. Dopo un anno di rodaggio, l’iniziativa, promossa da Legambiente, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Regione Liguria, ha concluso un corso di formazione in cui le richieste sono state superiori ai posti disponibili. "Abbiamo cominciato a dare risposta a una domanda di formazione finora inevasa", spiega Sebastiano Venneri, presidente di Vivilitalia, la società che organizza il corso. "Del resto basta un’occhiata i numeri per capire: il tasso di laureati nel settore turistico in Europa è del 12%, in Francia del 15, in Spagna del 18, in Italia del 5,1. Bisogna investire sul capitale umano per costruire progetti capaci di valorizzare i territori e di metterli in rete: se sul Danubio si otten-

gono quei risultati perché non scommettere su una ciclabile sull’Arno?" Il problema do noi italiani è che forse siamo un po’ pigri. Abbiamo la cultura e l’archeologia più bella al mondo. I paesaggi mozzafiato non mancano. Il clima mite ci aiuta. Il Rapporto Ecotur sul turismo natura, documenta nel 2012 un incremento dell’1,48% delle presenze e del 4,1% del fatturato, mentre il turismo tradizionale è sceso rispettivamente del 3,5% e del 9,5%. Per la prima volta nel 2012 l'incidenza di turisti stranieri ha raggiunto il 40,2% del totale nel turismo natura e questo ha prodotto un incremento del giro d'affari perché un turista straniero spende mediamente 100 euro al giorno a fronte dei 65 di un turista italiano. Il turismo natura in Italia ha così sfondato quota 101 milioni, producendo un fatturato di 11,378 miliardi di euro. A spingere i turisti verso la natura sono la voglia di fare attività sportive (47%), il relax (20%), l'enogastronomia (15%), la riscoperta delle tradizioni (10%), ma soprattutto la bicicletta: il biking è infatti l'attività sportiva prediletta dai turisti natura con il 30% delle preferenze, seguita da escursionismo (21%) e trekking (18%).


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ARTE E LITURGIA

NON ESSERE PIÚ INCREDULO MA CREDENTE!

| a cura di Ernesta Mazzella

l tema principale del Vangelo di Giovanni, che narra dell’incredulità dell’apostolo Tommaso è il soggetto dell’opera qui riprodotta. L’Incredulità di san Tommaso è un dipinto a olio su tela realizzato tra il 1600 ed il 1601 dal pittore italiano Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. È conservato nella Bildergalerie di Potsdam. L’Artista con magistrale bravura rappresenta l’apostolo Tommaso mentre infila un dito nella ferita del costato di Gesù, con altri due apostoli che osservano la scena. Le figure sono serrate entro un ideale spazio ellittico. Caravaggio rappresenta la scena evangelica con estrema fedeltà. Le figure sono disposte in modo da formare una semplice croce, o una spirale, con le tre teste degli apostoli perfettamente incastrate l’una con l’altra. La luce proviene dall’alto, irrompe da sinistra e illumina le fronti corrugate dei tre uomini che osservano con attenzione, con scopo di verifica, la ferita e il dito di Tommaso che la esplora. La forte e tetra immersione del dito nella ferita aperta del Cristo è accentuata dalla luce che cade sul corpo del Cristo, la ferita del costato è come un varco che raccoglie la sorgente misteriosa della luce. La dimensione orizzontale della tela concentra in una fotografia resa di tre quarti la presenza delle quattro figure, concentrate contro uno sfondo del tutto neutro. Questa scelta focalizza l’attenzione sulla disposizione dei due apostoli con san Tommaso dubbioso, opposta rispetto al Cristo che rappresenta la certezza. La scena del dipinto resa con estremo realismo scandalizzò non poco il committente, il Marchese Vincenzo Giustiniani. La questione dell’autografia è stata ampiamente dibattuta, è il Voss a segnalare per primo nel 1923 l’opera, basandosi su una serie di fonti letterarie. Per quanto riguarda la com-

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mittenza si attesta che nel 1606 il banchiere Vincenzo Giustiniani chiaramente si riferiva a questo soggetto in una copia presente a Genova e vent’anni dopo il dipinto veniva citato nell’inventario della collezione Giustiniani, il che fa presupporre che sia stato il banchiere stesso a commissionare l’opera. Tra l’altro, come già scritto, il tetro realismo dell’opera non avrebbe potuto che essere accolto da uno dei più forti sostenitori di Caravaggio, il Giustiniani appunto. L’opera è stata definita da Lionello Venturi, famoso storico dell’arte, “un portento compositivo”. La studiosa Antonella Lippo scrive che: “il gesto del dito che affonda nella piaga è rappresentato in modo così crudamente realistico, è un atto di fede che passa attraverso

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 27 APRILE

il dubbio e l’inadeguatezza umana”. Non a caso il Caravaggio è e resterà il grande maestro, l’ideatore del nuovo uso della luce. Dipinge una serie di capolavori che hanno cambiato la storia della pittura e soprattutto il ruolo di chi guarda un’opera d’arte. “Caravaggio stringe la scena intorno alle figure e agli oggetti essenziali, concentra la nostra attenzione sull’immutabilità delle passioni più profonde, rompe ogni barriera di spazio e di tempo. Angoscia e tenerezza, sacrificio e peccato, orrore e bellezza: la sua pittura ci colpisce perché parla di noi, agisce nel presente, proprio come i miti classici, le terzine dantesche o i personaggi delle commedie di un suo contemporaneo, William Shakespeare.”

VANGELO VISSUTO

LA GIOIA DI ESSERE CRISTIANI QUANDO HO REGALATO L’ASSE a domenica, il primo giorno dopo vivo davanti a loro. Si capisce che Tomil sabato, è il giorno dell’incontro maso abbia dubitato, nessuno era mai ri- DA STIRO con Gesù risorto, da quella sera sorto e in più lui non era stato presente

| a cura di Don Mauro Pozzi

che fu la prima volta, fino ad oggi. Anche noi stiamo incontrando il Signore, nella parola che abbiamo ascoltato e nel pane che mangeremo. Il suo corpo glorioso, rigenerato dalla resurrezione, conserva le piaghe della crocifissione. Sono un segno per noi del suo amore, ma anche la prova che la passione di Gesù continua, perché egli è ancora rifiutato e crocifisso dal mondo. Ha bisogno di testimoni che sappiano trasmettere il suo perdono e il suo Spirito. Per questo alita sui discepoli e li invia, costituisce così il sacerdozio e dà agli apostoli (inviati) il potere di esercitare il suo ministero. Possiamo immaginare lo stupore e la gioia di quegli uomini che per paura stavano chiusi nel cenacolo, piangendo la morte del loro Maestro, e che adesso lo contemplano

a questa sua prima apparizione. Perché questa esclusione, si sarà domandato. Si tratta invece del preciso disegno della Provvidenza, che ha voluto fare di lui un testimone speciale, che rappresentasse da una parte la nostra incredulità e che dall’altra ci permettesse di toccare con mano la realtà del Risorto. Il Signore ci chiama a partecipare alla sua missione e le sue parole sono per noi: come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi.

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a poco tempo mio figlio è andato a vivere da solo. Spesso viene a trovarmi e un giorno, vedendomi stirare, mi fa: «Sai una cosa? Mi manca proprio un'asse da stiro». Non sono stata tanto a pensare: gli ho offerto la mia. Lui è andato via contento, ma più felice mi sono sentita io per avergli procurato qualcosa che veramente gli serviva.

Dopo un paio di giorni una mia amica mi ha chiesto: «Ti servirebbe un'asse da stiro? Io ne ho una in cantina che non uso più». Sono rimasta di stucco: era anche più comoda di quella che avevo donato. R. B. - Svizzera


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ECCLESIA

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MISERICORDIA E CONVERSIONE

| a cura di A.M Discepoli e Apostoli dello Spirito Santo

Misericordia comprende due parole : miseria e cuore. La miseria è dell’uomo, il cuore è di Dio. È stato il cuore ardente d’amore di Dio che ha assunto la nostra miseria. Ecco la dimostrazione più forte dell’amore: Dio si è manifestato in Cristo sofferente, il Figlio dell’uomo che passa attraverso la nostra miseria, la soffre e vi muore dentro per redimerla. L’Amore è il fiore, la Misericordia è il frutto - diceva Santa Faustina Kowalska. La Misericordia è l’amore dimostrato, incarnano il Crocifisso. Dobbiamo fissare gli occhi su Gesù Misericordioso, il Gesù dal cuore trafitto. È l’immagine del Padre pieno di Misericordia, è il compendio del Vangelo : “ Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro “ ( Lc 6,36). “Dio è Amore”, l’Amore è più grande del peccato, della debolezza, della caducità del creato, più forte della morte: l’Amore è

sempre pronto a sollevare, a perdonare, sempre pronto ad andare incontro al figliuol prodigo che è chiamato alla gloria futura. Questa rivelazione dell’Amore, viene anche definita misericordia e tale rivelazione dell’amore e della Misericordia; si chiama Gesù Cristo. Per essere testimoni dell’Amore dobbiamo assumere gli atteggiamenti del Cuore Misericordioso di Gesù; tale comportamento figura all’opposto di quello che il mondo ci propone, anzi proprio la misericordia costituisce un motivo di rigetto e di persecuzione. Con questi atteggiamenti il discepolo testimone, diventa come Gesù, un segno di contraddizione . Le caratteristiche di base della misericordia sono : la pazienza e il perdono. La Misericordia di Dio si estende a tutti coloro che vogliono cambiare la loro vita, fare ra-

dicalmente un continuo cammino di conversione ed abbracciare la vita, visibile nella parabola : il figliuol prodigo ( Lc 15,11-32). Se Dio è così sconvolto in se stesso dinanzi alla miseria a cui il peccato porta, è perché desidera che il peccatore ritorni a Lui e si converta. “ Dio non conserva

sdegno eterno, ma vuole che il peccatore riconosca la sua malizia”. (Ger 3, 12 ss) La conversione è un atto della Grazia Santificante, ove il ruolo dell’individuo nel processo di conversione è altrettanto importante, è una comune esperienza sei cristiani dinnanzi alla Misericordia e alla bontà di Dio. Gesù disse a Santa Faustina Kowalska : << Ho una predilezione per l’anima che ha fiducia nella mia bontà … quando verrà recitata “la Coroncina” vicino agli agonizzanti, mi metterò tra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso>> (Diario n 1541)

FONTI FRANCESCANE

SPOGLIAZIONE DI SAN FRANCESCO

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| a cura dell’Ordine francescano secolare di Forio

apa Francesco ha parlato della passione e della spogliazione di della povertà. Dio non vuole la miseria per i suoi figli, vuole che ci afCristo, un percorso doloroso che Egli sceglie con assoluta li- fidiamo col cuore alla Sua divina Provvidenza quando siamo nella nebertà, dell’umiliazione del tradimento e di essere annoverato tra cessità e il suo aiuto non verrà meno. i malfattori come un temuto delinquente, fino alla morte infamante della croce. Quella croce con Cristo inchiodato è la porta del paradiso, la salvezza dell’uomo di ogni tempo. Cristo, da ricco che era si fa umile e servo per amore della sua creatura e per amore del Padre, è stato preso di esempio dai grandi santi della storia. San Francesco all’inizio della sua conversione si spogliò delle sue vesti restituendole all’avido padre Pietro di Bernardone (un ricco mercante d’Assisi), rimanendo nudo davanti alla gente e al Vescovo Guido che doveva giudicarlo perché il padre lo accusava di dare i suoi soldi ai poveri. “Giunto alla presenza del Vescovo, non sopporta indugi o esitazioni … ma depone tutti i vestiti e li restituisce al padre. … Poi, inebriato da un ammirabile fervore di spirito, depose anche le mutande e si denudò totalmente davanti a tutti dicendo al padre: «Finora ho chiamato te, mio padre sulla terra; d’ora in poi posso dire con tutta sicurezza: Padre nostro, che sei nei cieli, perché in Lui ho riposto ogni mio tesoro e ho collocato tutta la mia fiducia e la mia speranza». Il Vescovo, vedendo questo e ammirando l’uomo di Dio nel suo fervore senza limiti, subito si alzò, lo prese piangendo fra le sue braccia e, pietoso e buono com’era, lo ricoprì con il suo stesso pallio. … Gli offrirono il mantello povero e vile di un contadino, servo del Vescovo. Egli, ricevendolo con gratitudine, di propria mano gli tracciò sopra il segno della croce con un mattone che gli capitò sottomano e formò con essa una veste adatta a ricoprire un uomo crocifisso e seminudo” (FF 1043). Da lì il santo incominciò ad amare sorella povertà, perché il Re della gloria l’aveva fatta sua sposa, e quando Cristo gli donò dei fratelli capì che il suo Ordine doveva essere il più povero tra i poveri: “Questa è la religione dei poveri del Crocifisso, questo l’Ordine dei predicatori che chiamano frati minori. Veramente minori e più umili di tutti i religiosi contemporanei, nell’abito che portano, nella loro spogliazione e nel disprezzo del mondo” (FF 2216). La crisi attuale ci sta facendo riscoprire il valore della spogliazione da tutto ciò che è superfluo e rende egoisti, rafforzando in molti casi il valore della solidarietà. Molti purtroppo sono caduti nella disperazione e in miseria, che non è la stessa cosa


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SOLIDARIETA’

26 aprile 2014 www.chiesaischia.it

VENERDI’ SANTO ALL’OSPEDALE RIZZOLI

| a cura di Giuseppe Galano

l rito centrale del Venerdì Santo è l’adorazione della Croce. Dopo aver ascoltato la Parola, con il racconto della Passione di Gesù, la preghiera in questo giorno diventa più universale che mai. L’adorazione della Croce è un atto di adesione di fede a Gesù che muore nel supplizio doloroso ed ignominioso riservato ai condannati più infami. Il Venerdì Santo è un giorno unico in cui tutti siamo chiamati ad adorare e seguire la Croce. La Cappella dell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, grazie all’opera preziosissima svolta da Padre Luigi Santullo, sta diventando sempre più il cuore pulsante dell’ospedale, il luogo centrale dove tutti possono entrare e calarsi nel silenzio e nella preghiera. I tanti malati che, quotidianamente affollano la struttura, costretti, tra medici ed infermieri, a fare i conti con la loro patologia, a stare lontani dal calore della famiglia e dagli affetti più cari, trovano conforto nella centralità della figura di Gesù. La Settimana Santa è stata vissuta e partecipata anche all’ospedale. Padre Luigi, che quotidianamente è presente tra i degenti offrendo loro conforto ed incoraggiamento, soprattutto nei momenti di particolare difficoltà, ha predisposto le numerose funzioni

che hanno accompagnato fedeli, pazienti ed operatori sanitari fino alla celebrazione della Pasqua di Resurrezione. Venerdì Santo è stato un momento particolarmente intenso con la celebrazione dell’Ufficio della Passione scritto da San Francesco e l’adorazione della Croce. “Questa Croce, questa morte è unica perché da essa viene sconfitta la morte. Può sembrare una sconfitta ma è una vittoria perché dalla Croce vi è gioia e misericordia per l’uomo. La Croce è fonte di perdono ed un fiume di grazia”, afferma Padre Luigi nella sua omelia. Egli invita a pregare per i sofferenti, per i malati nel corpo e nell’anima. A seguire è stato portato il Crocifisso a tutti gli ammalati, quale segno di conforto e speranza per tutti. Tanta gioia e commozione alle parole del cappellano pronunciate entrando in ogni stanza, stringendo tra le mani una grande Croce: “Sono venuto a portarvi Gesù”. La sofferenza era tanta nei volti di chi sarebbe stato costretto a trascorrere la Santa Pasqua lontano dalla famiglia. In quei momenti gli ammalati non erano più soli ma ricevevano l’abbraccio di Gesù che ama in modo particolare chi vive nel dolore e nella sofferenza.

IL SABATO DI MARIA Ogni sabato del mese di Maggio nel cortile del Convento S. Antonio ad Ischia ore 21.00 recita del S. Rosario, canto delle Litanie e consacrazione a Maria.


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SPORT

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tuono riesce nell’intento di qualificarsi alle fasi provinciali. Risultato messo in cascina già nel primo tempo conclusosi con 4 gol di vantagGirone Isolano gio per la squadra dell’Epomeo che nel secondo tempo amministra e porta via l’intera posta in palio. Categoria Open EPOMEO C5: Di Meglio, Mattera, Scotti L., Scotti A., Iacono S. (1 gol), Iacono F.( 5 gol). All. Finzi G TABELLINI E ARTICOLI MATER ECCLESIAE BIANCA: Di Iorio S., Buono M., MesGià definita la classifica. Si aspettano solo gli accoppiamenti. sina, Arcamone, Di Iorio A., Mattera, Casciello R. (2 gol), MatMATER ECCLESIAE ED EPOMEO C5 ALLE FASI PRO- tera F., Di Iorio J. (1 gol ). VINCIALI! Arbitro: Attilio Valerio FIAIANO -FUTSAL ISCHIA S.ANTUONO MATER ECCLESIAE – GROUPAMA 6 – 0 Doveva essere la svolta e invece si è dimostrata una beffa. Il Fiaiano Risultato conseguito a tavolino per rinuncia ospiti. infrange i sogni della Futsal Ischia S. Antuono e batte gli ischitani per 7 a 5 in una partita al cardiopalma. Futsal S. Antuono priva di molti titolari e che nulla può contro la compagine Fiaianese che sfodera un Vitale in condizione fenomenale autore di sei reti e Cuomo V., portiere rivelatosi molto difficile da superare. FUTSAL ISCHIA S.ANTUONO: Curci, Espugnatore S., Zabatta (2 gol), Castaldo, Napoleone, Mazzella, Sasso M. (1 gol), Barbieri C. (2 gol) All. Agnese FIAIANO: Cuomo V., Di Iorio, Cenatiempo C., Vitale C. (6 gol), Cenatiempo F. (1 gol) Arbitro: Alfonso Vuoso EPOMEO C5-MATER ECCLESIAE BIANCA L’Epomeo C5 rispetta il pronostico e complice la sconfitta della Futsal S. An-

Campionato Provinciale 2013/2014

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DENTRO LA TV

C’È UN TESTIMONE: È PIF

| a cura Marco Deriu

on finisce di stupire, Pierfrancesco Diliberto, con i suoi racconti “diversi”. Essendo un personaggio ben identificabile in quanto tale, con un suo stile e una peculiarità di immagine molto particolare, può non piacere a tutti. Ma è indubbio che Pif - al secolo Pierfrancesco Diliberto - sia riuscito a proporre uno stile di racconto efficace, capace di far sorridere e pensare allo stesso tempo. Figlio del regista Maurizio Diliberto, il giovane ha dapprima provato a lanciarsi come “iena”, nei panni dell’inviato dal marcato accento del Sud, per poi trovare una sua collocazione individuale come autore e protagonista del programma “Il testimone” (Mtv). Deve il suo nome d’arte a un’intuizione del collega Marco Berry, altra ex iena passata poi a vita televisiva propria, e sembra a suo agio nei panni dell’inviato un po’ stralunato ma pronto a seguire da vicino situazioni e, soprattutto, persone. Il suo modo di raccontare si può a buona ragione definire giornalismo d’inchiesta, anche se lui non è un giornalista vero. Uno dei punti di forza dei suoi servizi filmati sta nell’uso dell’inseparabile videocamera a mano, rigorosamente impugnata con la mano destra, e puntata ora sull’ospite ora su se stesso con un effetto di presenza che si trasmette facilmente anche al

pubblico. Il titolo del suo programma più famoso conferma la sua verve. “Il testimone” si propone di raccontare per immagini eventi, storie e persone che generalmente non trovano spazio sulle prime pagine dei giornali o sotto i riflettori mediatici, con una tecnica di ripresa che offre allo spettatore un punto di vista diretto su squarci di realtà senza media-

zioni. Spesso, durante le riprese, voci e rumori tacciono per far parlare soltanto le immagini del momento, che così recuperano una forza documentaria a cui generalmente i telespettatori non sono più abituati. Giunto alla sesta stagione, il programma - che ha avuto anche una sua versione “Vip” con incontri altolocati e interviste a personaggi famosi - torna in

onda proprio in questi giorni nella versione tradizionale con la nuova serie. Oltre a quella di autore e protagonista televisivo, Pif ha anche una vita parallela nell’ambito del cinema e nella narrativa. Nel maggio 2012, in commemorazione dei 20 anni dall’assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha pubblicato il racconto “Sarà stata una fuga di gas” in “Dove eravamo, Vent’anni dopo Capaci e Via D’Amelio” (Caracò Editore). Ha recentemente debuttato alla regia cinematografica realizzando il film “La mafia uccide solo d’estate”, di cui è anche protagonista nei panni di Arturo, giovane palermitano impegnato nella doppia impresa di conquistare la bella e irraggiungibile Flora, sua ex compagna di scuola elementare, e di raccontare in modo insolito una serie di fatti di mafia che hanno punteggiato la sua infanzia e hanno avuto il loro drammatico epilogo fra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta, nella “stagione delle stragi”. Il registro ironico e non di rado sarcastico porta a far riflettere e, come avviene nelle sue incursioni televisive, lascia che dietro il sorriso a volte immediato sorga pian piano una coscienza realistica e veritiera sugli aspetti del mondo più deteriori, che spesso ci fa comodo non vedere.


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