Page 1

Il settimanale di informazione della Chiesa di Ischia

23 dicembre 2013

www.chiesaischia.it

3

kaire@chiesaischia.it

LA VOCE DI PIETRO L’agenda dei prossimi appuntamenti del Vescovo

4

SEGUIAMO FRANCESCO Il Papa è l’uomo dell’anno secondo la rivista americana Time

12

LA STORIA DEI TEMPLI Le chiese di Fiaiano

EDITORIALE ANNO 0 | numero 0

E l’angelo disse: kaire! Quando la Chiesa parla del vescovo lo fa spesso attraverso delle immagini, ora prese dal mondo della famiglia, ora derivanti da altri contesti, con le quali cerca di descrivere i tanti aspetti della sua missione. Quella più comune e, forse, più completa possiamo coglierla dal mondo agricolo: è l’immagine del “pastore”. Il vescovo è un pastore; colui che, stando davanti al popolo di Dio - ma anche in mezzo e dietro - come in maniera appassionata ha ribadito più volte Francesco, il papa preso dalla fine del mondo, rende presente il pastore buono e bello che è Gesù, secondo quanto il Signore stesso dice nel vangelo di Giovanni. Il pastore conosce le sue pecore, le guida, le porta al pascolo, le conduce all’ovile, in una parola, se ne prende cura. Ma l’immagine del pastore non è la sola. Tornano spesso nei testi del Concilio e, più in generale, in quelli del magistero altri termini come sposo, servo, maestro, sacerdote, capo, amico, fratello, padre. Sono immagini tanto care, già in passato, ai padri della Chiesa, che sottolineano della missione del vescovo, ora l’uno, ora l’altro aspetto; espressioni per indicare i tanti compiti di un successore degli apostoli. C’è però un’altra immagine del vescovo, poco conosciuta rispetto alle altre, che m’intriga non poco; anzi, che mi piace molto, e che vorrei condividere con voi: è quella dell’angelo. Sì, il vescovo è un angelo! Tranquilli, non sono in preda ad una sorta di delirio di onnipotenza! Non miro ad adoperarmi perché mi spuntino le ali, né penso al vescovo quasi come ad un essere tutto celeste, una sorta di puro spirito, una creatura speciale che si muove sollevato da terra e che poco ha a che fare con le cose di quaggiù. No, ve l’assicuro, non coltivo questi pensieri quando, immaginando il vescovo, mi viene in mente, nonostante tutto, l’angelo. Se fosse così, quella dell’angelo sarebbe un’immagine, a dir poco, inopportuna e, direi anche, fuori luogo; anzi, diciamola tutta: addirittura fastidiosa. Il vescovo, lo sappiamo bene è come gli altri; uguale, per fragilità e miseria, ad ogni altro uomo: e chi scrive, forse, lo sa più di chi legge, non fosse altro che per esperienza diretta sul campo: il vescovo, è un peccatore! continua a pagina 3 >

Il numero 1 lo troverai, a partire da Sabato 4 Gennaio 2014, presso la tua parrocchia

€ 1.00

E L’ANGELO DISSE:

KAIRE! 11

INTORNO A NOI

Un bar senza slot. Anche ad Ischia qualcuno dice NO

13

LA STORIA SIAMO NOI

Il ricordo del Natale di Ersilia e Melania da bambine

14

ISOLA “VERDE”

I metodi per vivere “green”: il riciclo dei tappi di sughero

15

QUEL CHE PASSA IL... La ricetta dei roccocò della signora Lillina


2

23 dicembre 2013 www.chiesaischia.it

IN PRIMO PIANO

Gridare la libertà che cristo ci ha dato morendo sulla croce per noi | di Don Carlo Candido

O

gni volta che nasce un giornale, nell’editoriale del primo numero, si spendono moltissime parole per spiegare il perché di questo arrivo, che comunemente è descritto come importantissimo, quasi epocale. Noi non vogliamo fare altrettanto. Non riteniamo affatto epocale l’uscita di questo primo numero. Per dare, nondimeno, una breve spiegazione dei perché e dei percome di questo evento vogliamo partire dal titolo del nostro Settimanale Diocesano: KAIRE. Kaire è la prima parola, che troviamo nel testo greco del vangelo di Luca, dell’arcangelo Gabriele quando saluta la Vergine Maria: Rallegrati, gioisci, perché sono messaggero di una “Bella Notizia” (Vangelo)! Kaire sono quelle notizie belle della Chiesa di Ischia, intesa non come istituzione ma come insieme di realtà, attività ed esperienze che nella Chiesa

nascono, crescono, si trasformano e che in un certo qual modo sono la Chiesa stessa. D’altra parte queste “voci” non vogliono essere solo un amplificatore di ciò che accade nella nostra Chiesa isclana, ma anche un ponte che la unisca con tutti coloro che ne fanno parte ma che, per vari motivi, non possono sperimentare la vita che al suo interno si fa. è vero che questo primo numero è stato ideato e realizzato da pochi rappresentanti d’altrettante poche esperienze parrocchiali, ma noi speriamo, e crediamo fermamente, che per i prossimi numeri altri si aggiungeranno, cosicché le voci belle e buone di Kaire potranno essere ascoltate sempre da più persone e sempre più lontano. Queste Voci sono però anche Libere. Libere perché nascono dall’esperienza libera e liberante di Cristo. L’impor-

tanza fondamentale dell’esperienza cristiana è proprio questa: la scoperta che il messaggio di Cristo ci rende liberi, e questo significa che grazie a Gesù noi diventiamo padroni di noi stessi; liberi perché senza paura. Non avere paura significa vivere consapevoli di essere figli di Dio, ai quali nulla potrà accadere finché crederanno alla promessa di salvezza del loro Padre. In una società in cui l’effimero è diventato valore, in cui l’individualità domina i rapporti umani la riscoperta del nostro essere cristiani ci permette di non affondare nel mare dell’angoscia, ci fa sciogliere le catene del nostro spirito che la società ci ha imposto con i suoi prodotti illusoriamente durevoli. In un mondo che non sa dove andare perché, nel fare del presente l’eterno, ha rigettato il futuro, in una società che per orgoglio non può

IL SANTO DELLA SETTIMANA | 26 Dicembre

Santo Stefano Stefano fu il primo dei sette diaconi scelti dagli apostoli perché li aiutassero nel ministero della fede. Era ebreo di nascita. Fu il protomartire, cioè il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo. Il suo martirio è descritto negli Atti degli Apostoli dove appare evidente sia la sua chiamata al servizio dei discepoli sia il suo martirio, avvenuto per

31 Dicembre

San Silvestro I, Papa

Silvestro è il primo Papa di una Chiesa non più minacciata dalle terribili persecuzioni dei primi secoli. In pace con l’autorità civile, ma non tra di loro: così sono i cristiani del tempo. Il lungo pontificato di Silvestro (ben 21 anni) è infatti tribolato dalle controversie disciplinari e teologiche, e l’autorità ordinaria della Chiesa

Il settimanale di informazione della Chiesa di Ischia

Proprietario ed editore: COOP.SOCIALE KAIROS ONLUS

Via delle Terme 76/R - 80077 Ischia (Na) Codice fiscale e P.Iva: 04243591213 Rea 680555 - Reg.Pref. nr.11219 del 05/03/2003 Albo Nazionale Società Cooperative Nr.A715936 del 24/03/05 Sezione Cooperative a Mutualità Prevalente Categoria Cooperative Sociali Tel. 0813334228 Fax 081981342  info@kairosonline.it pec: posta.kairos@pec.it

far altro che piegarsi su se stessa, noi vogliamo gridare la libertà che Cristo ci ha dato morendo sulla croce per noi. Le nostre Voci dunque, pur nella loro pluralità, sono unificate nella forza che le spinge a parlare, sono unificate nella fede in Gesù. Abbiamo però detto che il nostro giornale vuole essere un ponte. Ciò significa che siamo pronti ad accogliere tutte le esperienze, i pensieri, le opinioni diverse dalle nostre purché non siano delle sterili polemiche su ciò che si è fatto o non si è fatto, su ciò che si è detto o sì e taciuto. Questo impegno lo prendiamo noi per primi. Invitiamo ancora tutti coloro che vogliono a contattare la redazione, nella speranza che queste Voci non siano soliste ma polifoniche, espressione non di un ristretto gruppo di persone ma di tutta la comunità isolana. Auguri a tutti. La Vostra Affezionata Redazione nella persona di don Carlo Candido

a cura di Francesco Schiano

lapidazione, alla presenza di Paolo di Tarso (Saulo) prima della conversione. Gli Atti degli Apostoli parlano di Stefano come un uomo pieno di grazia e di fortezza, che compiva grandi prodigi tra il popolo, non limitandosi al lavoro amministrativo ma essendo attivo anche nella predicazione, soprattutto fra gli ebrei della diaspora, che passavano per la città santa di Gerusalemme e che egli convertiva alla fede in Gesù crocifisso e risorto. Verso l’anno 36 gli ebrei elleni-

stici, vedendo il gran numero di convertiti, sobillarono il popolo e accusarono Stefano di pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio, lo trascinarono fuori dalle mura della città e presero a lapidarlo con pietre. I loro mantelli furono deposti ai piedi di un giovane di nome Saulo (il futuro “apostolo delle genti”, Paolo di Tarso), che assisteva all’esecuzione. Gli Atti riportano infine che alcune persone pie lo seppellirono, non lasciandolo in preda alle bestie, com’era consuetudine

allora, mentre nella città di Gerusalemme si scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani, comandata da Saulo. La celebrazione liturgica di Stefano è stata da sempre fissata al 26 dicembre, subito dopo il Natale, perché nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio, furono posti nel martirologio i “comites Christi”, cioè i più vicini nel suo percorso terreno e primi a renderne testimonianza con il martirio.

di Roma su tutte le altre Chiese, diffuse ormai intorno all’intero Mediterraneo, non è ancora compiutamente precisata. Costantino, poi, interviene nelle controversie religiose (o i vescovi e i fedeli lo fanno intervenire) non tanto per “abbassare” Silvestro, ma piuttosto per dare tranquillità all’Impero. Costantino indice nel 314 il Concilio occidentale di Arles, in Gallia, sulla questione donatista (i comportamenti dei cristiani

durante le persecuzione di Diocleziano). E sempre lui, nel 325, indice il primo Concilio ecumenico a Nicea, dove si approva il Credo che contro le dottrine di Ario riafferma la divinità di Gesù Cristo. Papa Silvestro non ha alcun modo di intervenire nei dibattiti: gli vengono solo comunicate, con solennità e rispetto, le decisioni prese; è come schiacciato dagli avvenimenti. Ma pure deve aver colpito i suoi contemporanei,

meglio informati di noi: tant’è che, appena morto, viene subito onorato pubblicamente come “Confessore”. Anzi, è tra i primi a ricevere questo titolo, attribuito dal IV secolo in poi a chi, pur senza martirio, ha trascorso una vita sacrificata a Cristo. Un anno dopo la sua morte, a papa Silvestro era già dedicata una festa al 31dicembre; mentre in Oriente lo si ricorda il 2 gennaio.

Registrazione al Tribunale di Napoli richiesta. Direttore responsabile: Dott. Lorenzo Russo direttorekaire@chiesaischia.it @russolorenzo | facebook.com/lorenzorusso   Direttore Ufficio Diocesano di Ischia per le Comunicazioni Sociali: Don Carlo Candido   Redazione: Via delle Terme 76/R - 80077 Ischia (Na) kaire@chiesaischia.it @chiesaischia

facebook.com/chiesaischia @lagnesepietro Hanno collaborato: Salvatore Monte, Francesco Antonio Schiano, Melania Di Meglio, Filomena Sogliuzzo, Pasquale Arcamone, Luisa Pilato, Giuseppe Galano, Stefano Paoletti, Roberto Pulicati, Ersilia Patalano, Annamaria Di Iorio. Progetto Grafico: Nuvolagrafica.it Tipografia: Centro Offset Meridionale srl  Via Nuova Poggioreale nr.7 - 80100 Napoli (Na)

Per inserzioni promozionali e contributi: Tel. 0813334228 Fax 081981342 oppure per e-mail: info@kairosonline.it Il settimanale è stampato utilizzando inchiostri vegetali non inquinanti presso uno stabilimento le cui attività prelevano una quantità di energia minore di quella prodotta dal proprio impianto fotovoltaico (a ridotta emissione CO2). A partire dal 2014 verrà utilizzata carta riciclata.


23 dicembre 2013

3

LA VOCE DI PIETRO |

kaire@chiesaischia.it

Vediamo questo avvenimento!

AGENDA DEL VESCOVO • Mar 24 Dicembre Ore 23: Cattedrale - Santa Messa della Notte del Natale.

La lettera del vescovo per il Natale 2013

• Mer 25 Dicembre Ore 10,00: Cattedrale - Santa Messa del Giorno del Natale. Ore 13,00: Pranzo con gli indigenti - Casamicciola Villa Joseph.

• Ven 27 Dicembre Ore 19,00: Incontro in Episcopio con l’Associazione “Genitori dei figli in cielo”.

• Sab 28 Dicembre Ore 17,00: Presepe vivente a Campagnano - Ischia. Domenica 29 Dicembre Ore 18,00: Festa della Santa Famiglia nella Chiesa di S. Maria di Montevergine a Forio - Santa Messa.

• Mar 31 Dicembre

| di † Pietro, vescovo «Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro». Lc 2,15-20 continuo della prima pagina < E tra questi - per usare un’espressione tutta paolina il primo sono io! Sì, un peccatore: altro che angelo! D’altronde è già così forte il senso di inadeguatezza che si prova di fronte ad una missione così alta qual è appunto quella del successore degli apostoli che neppure ci terrei ad insignirmi di un titolo così lontano dalla nostra realtà e dalla mia povera umanità! Ma, allora, perché mi attardo a parlarvi del vescovo come di un angelo? È subito detto: perché i vescovi come gli angeli sono i postini di Dio! Sì, sono quelli che, stando davanti a Dio, ricevono da Lui messaggi da consegnare agli uomini. D’altronde “angelo” significa appunto questo: messaggero, por-

A

Ore 09,30: Cattedrale -Santa Messa e canto del “TE Deum”. Mercoledì 1 Gennaio Ore 12,00: Parrocchia San Pietro - Ischia: Santa Messa.

• Sab 4 Gennaio

bbiamo fatto il presepio? Nonostante tutto e, nonostante la crisi economica, sembra che il presepio tenga ancora. Non è importante come lo si faccia, con materiali poveri o più o meno ricercati: l’importante è che lo si faccia; ovunque ci sia data la possibilità, ma soprattutto in famiglia. Senza il presepe potremmo cadere anche noi nella tentazione di fare una festa senza il “Festeggiato”, ma soprattutto potremmo perdere una dimensione che è propria del Natale. Quale? Ve lo dico subito: e ve lo dico proprio attraverso un personaggio del presepio! C’è una statuina che mai deve mancare nel nostro presepio: è il pastore della meraviglia! In Provenza è chiamato “le ravì”, cioè l’estasiato, l’incantato; mentre in Sicilia lo chiamano “lu spavintatu”. «Le Ravi», ossia “il rapito”, a differenza delle altre

statuine, se ne sta lì, davanti alla grotta, con le mani vuote, senza alcun dono da portare a Gesù. Al nuovo Arrivato non porta frutta e formaggio né lana per coprirsi, ma reca con sé la cosa più importante: lo stupore. La sua bocca e le sue mani, esprimono proprio questo senso di vera meraviglia di fronte all’Avvenimento. Si tratta di un personaggio uscito dalla tradizione popolare provenzale. Un poveraccio, apparentemente sempliciotto, continuamente distratto, perché da per tutto trova motivo per distrarsi, ammirare, estasiarsi, anche di fronte alle realtà più insignificanti. Riesce a vedere il lato buono di ogni cosa, di ogni persona. E scandisce il proprio itinerario con una serie incredibile di «oh». Quando arriva, con le mani vuote, un pò affannato, a visitare il Bambino appena nato, il suo stupore arriva alle stelle: che meraviglia! L’amore

di Dio, fatto bambino piccolissimo, lo incanta! Il Natale è questo: è la festa della meraviglia; la festa di un Dio che ci sorprende! Per celebrare sinceramente questa festa c’è bisogno che recuperiamo la capacità di stupirci, per porci con occhi nuovi, ammirati, come quelli dei piccoli, di fronte a un Dio che, con la sua venuta, dimostra di non essere ancora stanco degli uomini, e che, nonostante tutto, ancora ci ama! Il mondo diventerà più bello quando impareremo, come il pastore della meraviglia, a stupirci ancora e a dire: “Capite? Dio per amore nostro si è fatto come noi, per farci come lui!».Sarà bene che ci diamo da fare perché anche nel nostro presepio ci sia «le Ravi», ma soprattutto che impariamo a somigliargli un po’. Santo Natale 2013

tatore di notizia. Il vescovo è un angelo perché porta una notizia di Dio agli uomini; anzi, non una notizia, ma una bella notizia. Sì, una bella notizia, un v-angelo (euanghélion). Come l’angelo al sepolcro vuoto il mattino di Pasqua o come quello che andò a chiamare i pastori per invitarli alla grotta, i vescovi sono i banditori di Dio, coloro che dicono: “ecco vi annunzio una grande gioia!”. Quando penso al vescovo lo penso così: come colui che annuncia una notizia tutta speciale: Dio viene a salvarti! Dio ti ama! Dio è con te! Dio si è fatto bambino! Egli è l’Emmanuele! Il Natale è proprio questo: è accogliere questa bella notizia e sentire che Dio viene ancora e, ancora, vuole nascere; si, ancora! E dentro di te… dentro di

me. Vivere il Natale è, perciò, fare l’esperienza di Maria. Anche a Lei Dio mandò l’angelo. Ed egli Le disse: “Kaire… il Signore è con te!”. “Kaire” significa: Rallègrati! Carissimi, anch’io vorrei passare in mezzo a voi e dirvi “Kaire!”. Vorrei passare di casa in casa e ad ognuno dire “Kaire!”. Sento che il Signore mi chiama a questo. Anzi, ci chiama a questo. Sì, non solo il vescovo, ma anche i preti, i diaconi, le suore, i religiosi, e tutti i battezzati, tutti, tutti! Il Signore ci chiama ad annunciare la gioia del vangelo: evangelii gaudium - ci dice papa Francesco - ma anche evangelium gaudii - il vangelo della gioia. È importante che questo vangelo sia annunciato, anzi è indispensabile, non solo per coloro che ancora lo hanno

ricevuto, perché possano credere all’Amore, ma anche per noi perché il vangelo più lo annunciamo più lo accogliamo e più lo accogliamo più lo annunciamo. Questa notizia è così importante che va portata sempre, dovunque e con tutti i mezzi. Ed è per questo che saluto con gioia sulla nostra isola la nascita di un settimanale diocesano: un settimanale, agile e moderno, che ha scelto come titolo proprio il saluto dell’angelo: Kaire. Sarà a servizio della rievangelizzazione della nostra isola e di quanti, numerosi, ogni anno la visitano per un tempo di cure e di riposo. Il giornale vorrebbe porsi come strumento di collegamento delle tante realtà ecclesiali, e non solo, presenti in Ischia e contribuire a sviluppare tra noi una sem-

Ore 18,00: Vitulazio (Ce) Santa Messa in occasione del X Anniversario della Casa della Carità “Madre Teresa di Calcutta”.

• Dom 5 Gennaio Ore 18.45 Incontro festa promosso dall’Ufficio di Pastorale Familiare, dall’Associazione Gabbiani con le Ass. Isole d’Amore, il Filo ‘Erba e Ass. Disabili Isola d’Ischia presso la Parrocchia di Gesù Buon Pastore - Ischia.

• Lun 6 Gennaio Ore 10,00: Cattedrale - Santa Messa dell’Epifania. Ore 20,00: Mostra del Presepe in Episcopio.

pre più forte vita di comunione: ce n’è bisogno! Come pure c’è bisogno di evidenziare le tante esperienze ed iniziative di bene, espressioni di quella vita ordinaria, in primo luogo, delle parrocchie, ma anche degli organismi diocesani e delle tante aggregazioni ecclesiali, nonché delle numerose associazioni di promozione sociale. C’è una “vita buona” ad Ischia che merita di essere sottolineata perché possa contribuire a sviluppare una vera e propria cultura della vita e dell’amore. A tutti voi, fratelli e sorelle dell’Isola, dalle colonne di carta tutta ecologica del neonato giornale diocesano, giungano, dall’angelo della Chiesa di Ischia, gli auguri di un Natale santo e, perciò, vero. Kaire, Ischia: il Signore è con te!


4

23 dicembre 2013

| SEGUIAMO FRANCESCO

www.chiesaischia.it

PAPA FRANCESCO

“MAN OF THE YEAR”

La terza volta di un pontefice sulla copertina della rivista Time | di Stefano Paoletti

I

l 2013 è stato l’anno degli anniversari, degli addii illustri, delle ricorrenze, ma anche quello delle sorprese, e sicuramente Papa Francesco è una di queste. Il Time, settimanale americano, che tra l’altro festeggia i novant’anni di pubblicazione, ha voluto nominare uomo dell’anno, il Pontefice argentino nonostante una lunga lista di pretendenti. Il settimanale, sul suo sito web sottolinea i motivi della scelta, cioè “quello che rende questo Papa così importante, è la velocità con la quale ha catturato l’immaginazione

di milioni di persone che avevano abbandonato ogni speranza nei confronti della Chiesa. In pochi mesi, Papa Francesco ha elevato la missione di una Chiesa che reca conforto alle persone bisognose in un mondo sempre più duro al di sopra della tutela della dottrina cara ai suoi predecessori”. Forse questa onorificenza sarà sembrata superflua a Bergoglio, impegnato nella difesa dei poveri e degli emarginati. Lui è il Papa della gente, leader della nuova coscienza che ha attirato speranza e curiosità nella Chiesa, catturando l’immaginazione di milioni di persone con la sua semplicità, umiltà e dinamismo in così poco tempo, senza

imposizioni, senza formalismi. Da un sondaggio condotto da Wall Street Journal e da Nbc, il 57% dei cittadini americani dichiara di vedere positivamente la nuova guida della religione cattolica. Il gradimento è molto alto anche tra i giovani a stelle e strisce: uno su due sostiene che Francesco li abbia aiutati a cambiare idea in positivo sulla Chiesa. E intanto il suo contatto Twitter raggiunge 11 milioni di followers. Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, ha commentato con enfasi questo riconoscimento internazionale prestigioso per chi, come Francesco, annuncia nel mondo valori spirituali, religiosi e morali e parla efficacemente in favore della pace e di una maggiore giustizia.

“È un segno positivo - afferma Padre Lombardi - che uno dei riconoscimenti più prestigiosi nell’ambito della stampa internazionale sia attribuito a chi annuncia nel mondo valori spirituali, religiosi e morali e parla efficacemente in favore della pace e di una maggiore giustizia”. Il Papa “non cerca fama e successo” continua Padre Lombardi. Ma se questa scelta “significa che molti hanno capito” il suo messaggio, “certamente se ne rallegra”.  Francesco continua il ministero dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II senza dimenticare quello del Papa emerito Benedetto XVI

Francesco festeggia il compleanno con TRE clochard

Riti natalizi col Papa in diretta su TV2000

Il 17 dicembre il Papa ha compiuto 77 anni e ha invitato a messa e a colazione tre senzatetto, compreso il cagnolino di uno di loro. Pioggia di auguri su Twitter | di Lorenzo Russo CITTà DEL VATICANO - Una giornata speciale non solo per il Papa, ma anche per tre senzatetto che sono stati invitati a colazione e a messa a Santa Marta da Papa Francesco, proprio nel giorno del suo 77° compleanno. L’elemosiniere pontificio,

monsignor Konrad Krajewski, ha presentato al Papa i tre clochard che vivono di elemosina intorno Piazza San Pietro. Uno dei senzatetto ha anche portato il suo cagnolino. “Qual è il cognome di Dio? Siamo noi, ognuno di noi”, ha detto Papa Bergoglio durante la celebrazione. “Qualcuno una volta ho sentito che diceva: ‘ma questo brano del Vangelo sembra l’elenco telefoni-

al quale spesso si rivolge all’interno delle mura leonine. L’amore è il fulcro di ogni cosa, tanto più grande, tanto più semplice. Come affermava il Beato Wojtyla, “Dio ha voglia di essere accolto tra i semplici, da quelli che hanno il cuore puro. La vita non è forse un’onda di stupore?” Quanto ancora ci sorprenderà il Sommo pontefice con il nome del Santo di Assisi e noi in unità quanto saremo felici di mettere tutti noi stessi nelle mani del Signore aiutando il prossimo in difficoltà? Il filo della Provvidenza è visibile. Questo riconoscimento per Papa Francesco, coincide con un Suo appello all’incontro con l’altro, perseguendo ciò che già affermava Papa Giovanni XXIII nel 1962, quando cioè un primo Papa (e anche un primo italiano) conquistava il podio del Time: “la Chiesa non ha nel cuore che la pace e la fraternità tra gli uomini, e lavora affinché questi obbiettivi si realizzino.” Lo stesso Wojtyla circa trent’anni dopo (1994) saliva agli onori del settimanale Time. Il suo parlare con il prossimo, di qualsiasi credo e religione per la costruzione di ponti di pace ed amore universale fra le genti, ha colpito la redazione americana per la decisione finale. Quest’anno, c’è da notare che Papa Francesco è arrivato in finale in una cinquina che includeva il presidente siriano Bashar al Assad, la talpa dell’Nsa Edward Snowden, il senatore repubblicano Ted Cruz e Edith Windsor, la vedova lesbica protagonista della battaglia alla Corte Suprema sulle nozze gay.

co!’ e no, è tutt’altra cosa: questo brano del vangelo è pura storia e ha un argomento importante. Dio ha voluto farsi storia. Ha fatto il cammino con noi”. Numerosi i messaggi su twitter al Papa: grazie all’hashtag #augurifrancesco, migliaia di cittadini hanno condiviso su twitter il loro augurio a Bergoglio.

Martedì 24 dicembre Messa della notte in San Pietro dalle 21:30. Alle ore 12:00 del 25 dicembre benedizione “Urbi et Orbi” dalla loggia centrale. Il 26 dicembre ci sarà l’Angelus recitato dal Santo Padre sempre da Piazza San Pietro. Martedì 31 dicembre alle 17 primi vespri e Te Deum dalla Basilica Vaticana che ospiterà anche la Messa del 1° gennaio 2014 alle 10. A seguire l’Angelus. Il 6 gennaio Messa delle ore 10 in Basilica. Il 12 gennaio invece la Messa sarà celebrata nella Sistina alle 9:45 TV2000 seguila sul canale 28 del digitale terrestre, sul canale 138 di sky e su www.tv2000.it


23 dicembre 2013

5

LE VOCAZIONI |

kaire@chiesaischia.it

Storia vocazionale di Gianfranco Del Neso

“APPARTENERGLI

PER SEMPRE” Gianfranco ha riscoperto Dio, che ama immensamente. E ha sentito di essere “tutto Suo”

F

preghiera, aveva chiesto a Dio requentavo la prima ler creare una famiglia e insieme di voler rinunciare a tutto per media quando arrivò la immaginavamo come un’espeessere “tutto Suo”. Infine mi in parrocchia il nuovo rienza di famiglia missionaria. parroco, don Raffaele. disse: «Se un giorno sentirai il Nell’estate del 2001 invece le desiderio di voler dare tutto a Rimasi colpito dal suo modo nostre strade si divisero. La mia Dio per essere tutto Suo, non di “essere prete”. Ricordo gli fidanzata partì attratta dall’eincontri con le famiglie, incontri aver paura». Fui scosso da quelle sperienza della comunità di che più volte si tenevano proprio parole che sentivo rivolte a me Nuovi Orizzonti, una comunità a casa nostra. Non era usuale per e in preghiera volli dargli tutto di evangelizzazione e recupero quello che avevo: il nuovo lavoro di disagiati sociali. Soffrii tanto quei tempi che un parroco freche avevo appena iniziato, per la sua partenza ma sentivo quentasse le case dei parroclo sport (ero appena di dover rimaner fedele a quella chiani oltre alle “ordidiventato cintura preghiera fatta qualche anno narie” benedizioni nera di karate), la prima, senza ribellarmi. Ma fu quaresimali. moto… E per dura. Seppure fossi finire dissi: «se La mia fedeltà ben presto si poco più che lo vuoi ti do arrese ed entrai in una crisi un bambino anche la mia profonda. La mancanza di quella ricordo che fidanzata!» persona che per nove anni mi quelle serate Da quella sera era stata di supporto mi portò a trascorse insieme qualcosa nella ribellarmi a Dio, che si era preso alle altre famiglie mia vita iniziala parte che consideravo più mi lasciavano importante della mia vita. Iniziai con una particova a cambiare. “Rimasi colpito a fare il contrario di quello che Niente aveva lare gioia. Don dal suo modo di essere prete” avevo fatto fino a quel momensenso se non Raffaele in fondo nell’ottica di quel to. La vita notturna era divennon ci parlava rapporto escluche del Vangelo e tata il mio rifugio. Furono anni di come viverdifficili ma pian piano, grazie sivo con Dio, ad inviti ed alla vicinanza del anche lo stesso fidanzamento. lo. Con la spontaneità che è mio parroco, iniziai un lento e Pian piano con la mia ragazza propria dei ragazzini, un giorno faticoso ‘risalirè da quel baratro comprendemmo che il nostro a scuola con un mio amico in cui ero caduto. rapporto non sarebbe stato provai a vivere la Parola ”Ama Grazie alle parole del Vangelo autentico se centrato solo su noi il prossimo tuo come te stesso”. ascoltate nella messa quotidiana, stessi. Il nostro amore doveva Fu un’esperienza bellissima e mi sentivo perdonato da Dio e essere “dono” per gli altri. Pian provai una gioia incredibile! risanato. Sentivo il desiderio che piano iniziammo un nuovo Credo che quello sia stato il mio tutti conoscessero quelle parole, modo di vivere il nostro fidanzaprimo “incontro” con Dio. Ma quel modo di vivere. Cominciai la scoperta che mi avrebbe cammento, rivoluzionato dalla novibiato la vita la feci qualche anno tà del Vangelo con l’impegno e il a cercare con insistenza la strada sulla quale dopo, nel 1995. Con i ragazzi desiderio poter redella parrocchia partecipavo agli di viverlo “Un giorno a scuola con un incontri di “Parola di Vita”, dove ogni alizzare la mio amico provai a vivere ci raccontavamo le meraviglie giorno. mia vita. la Parola ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ . Fu che scaturiscono dal vivere ogni Sentivamo Nel un’esperienza bellissima” giorno il Vangelo. così forte frattempo Fu così che partii per la Marial’amore avevo codi Dio poli, un appuntamento estivo nosciuto per noi che un proposto dal Movimento dei un’altra ragazza, giorno ci proFocolari, La cosa che mi colpì ma proprio sin dal primo momento fu il in questa mettemmo titolo: “Dillo a tutti: Dio ti ama “storia” che qualora immensamente”. Quelle parole, cominciò a Dio ci avesse grazie alle tante testimonianze farsi presente chiamati per e al clima di accoglienza di quei in me il desistrade diverse giorni (che definivo soprannatu(pensavamo derio di voler alla possibilità essere “tutto rale) mi entrarono nel cuore in che Dio avesse Suo”. Cominciai una maniera tale che mi sentii potuto chiedere ad a mettere in discusamato da Dio profondamente. uno di noi di consacrarsi a lui) L’esperienza culmine di quei sione di nuovo tutto. Ma cosa lo avremmo accettato come Sua giorni fu l’incontro con un sarebbe stato di me? Non potevo volontà. E da questa promessa signore di mezza età, che mi mentirle e così decisi di parlarne scaturì una scelta che per noi raccontò del suo incontro con con lei…e nel luglio del 2004 ci fu decisiva: di vivere il nostro Dio e di come questo incontro lasciammo. fidanzamento nella castità. Non aveva trasformato la sua vita “E ora cosa faccio?” Questa mancava però il desiderio di vofino al punto che un giorno, in domanda mi tormentava giorno

{ }

{

}

{

“Se un giorno sentirai il desiderio di voler dare tutto a Dio per essere tutto Suo, non aver paura”

e notte. Sentivo questo desiderio profondo di appartenere a Dio e portare a tutti la sua Parola, quel messaggio: “Dio ti ama immensamente”: ma come? Dove? Volevo andare lontano, pensavo che Dio mi chiamasse alla vita missionaria e cercai di conoscere

{

e nel settembre del 2006 chiusi la ditta che avevo aperto 9 anni prima ed entrai nel seminario di Posillipo. Quella del seminario è stata un esperienza che definirei di “ristrutturazione” come scrissi un giorno nel mio diario in uno

}

“Sentivo questo desiderio profondo di appartenere a Dio e portare a tutti la sua Parola, quel messaggio: Dio ti ama immensamente”

qualche ordine religioso con cui partire, ma nessuno di questi mi sembrava quello giusto. Da qualche tempo però frequentavo quasi ogni giorno la casa dove abitavano insieme alcuni sacerdoti. Vissi con loro un’esperienza molto forte: il loro vivere insieme, pur essendo molto diversi l’uno dall’altro, lo percepii come l’icona di quella Parola di Gesù che dice: “Dove sono due o tre uniti nel mio nome Io sono in mezzo a loro”. Fu proprio quell’esperienza di “famiglia soprannaturale”, che delineò una strada che non avevo mai considerato, quella del sacerdozio. Nel 2005 iniziai così un anno di discernimento. Fu un anno duro, anche perché al mio lavoro (avevo una piccola ditta di impianti elettrici e termoidraulici) dovetti aggiungere la formazione personale attraverso lo studio. In quello stesso anno presi il diploma di maturità (mi mancava)

scritto che chiamai: “Lavori di casa”. Un cammino lungo, ma intenso e ricco di scoperte, di conquiste. Oggi più di allora sono grato a Dio per avermi guidato in questi anni attraverso le persone che mi ha messo accanto. Sono trascorsi ormai sette anni dal mio ingresso in seminario e nel giugno del 2012 sono stato ordinato diacono dal vescovo padre Filippo Strofaldi. Se dovessi fare un augurio ai giovani direi loro due cose: di sperimentare l’amore di Dio ed accoglierlo nella propria vita per lo meno nella misura in cui l’ho sperimentato io, e di fidarsi ciecamente di Dio fino al punto da mettere ogni giorno la propria vita nelle sue mani perché Lui possa modellarla secondo il Suo disegno fino a farne un capolavoro! Gianfranco


6

23 dicembre 2013

| DALLE FAMIGLIE

www.chiesaischia.it

Un racconto dei coniugi Anna e Salvatore Califano (corresponsabili dell’Ufficio diocesano di pastorale familiare)

La Pastorale Familiare e per la Vita a Ischia

L’

incontro dell’Ufficio di pastorale familiare con il nostro vescovo Pietro Lagnese, avvenuto l’8 novembre scorso, ci ha dato l’occasione di ripercorrere la storia della Pastorale familiare della nostra Diocesi, di volgere lo sguardo indietro per lodare e ringraziare Dio per le opere da Lui compiute a favore della famiglia. A noi è stato chiesto di mettere a disposizione i nostri “5 pani e 2 pesci” e di fidarci di Lui. Siamo Anna e Salvatore Califano, sposati da 35 anni. Già da fidanzati avevamo deciso che la nostra doveva essere una famiglia fondata sulla roccia della Parola di Dio e animata dall’amore reciproco, aperta non solo alle necessità dei nostri familiari ma anche alle persone lontane che Dio ci metteva a fianco durante il giorno. Giorno dopo giorno sentivamo che Dio ci chiedeva di essere al servizio della famiglia e nel 1985 il nostro parroco, don Luigi Trofa, ci chiese di metterci a servizio della Chiesa, curando la preparazione dei giovani al matrimonio nelle varie parrocchie dell’isola. Dieci anni dopo, nel 1995, in preparazione al Convegno ecclesiale nazionale di Palermo, fu organizzata una tre-giorni diocesana su famiglia, giovani e Chiesa. A noi fu chiesto di presentare il tema relativo alla famiglia e di guidare il confronto tra i partecipanti. La sala POA (ad Ischia Ponte) era gremita di persone! Era la prima volta che il popolo di Dio che è in Ischia veniva invitato a partecipare a un convegno organizzato dalla Chiesa diocesana. Fu in quella sede che ci fu lanciata una sfida: prenderci la responsabilità dell’ufficio diocesa-

no di pastorale familiare che allora non c’era in diocesi. La nostra risposta fu un atto di fede: “sulla Tua Parola getteremo le reti”, e accettammo! In occasione del Natale decidemmo di portare i nostri auguri al vescovo, mons. Antonio Pagano, insieme alla nostra disponibilità a metterci al servizio della Chiesa, qualora egli lo ritenesse opportuno. Mettevamo a disposizione i nostri 5 pani e 2 pesci: il nostro amore coniugale, l’amore per la famiglia e l’amore per la Chiesa, ma soprattutto il nostro amore e la nostra fede in Dio. Il vescovo ci ringraziò, ci incoraggiò e fu così che lo iniziammo a conoscere come guida e come padre; non avevamo ancora un sacerdote che guidasse con noi l’ufficio, quindi ricorrevamo a lui per consiglio e per risolvere le varie difficoltà che nascevano… Nel febbraio del ‘96 partecipammo al primo convegno nazionale della CEI per responsabili diocesani. Il primo libro che ci fu consigliato di leggere fu il Direttorio di pastorale familiare, che è poi diventato la nostra guida. Al ritorno chiedemmo ai parroci una coppia referente e formammo la prima commissione con sei-sette coppie con le quali abbiamo iniziato a formarci e con cui abbiamo costruito un rapporto molto forte che ci ha permesso di affrontare e superare molte difficoltà. L’anno dopo fu nominato come assistente spirituale don Pietro Buonocore, un sacerdote che ci ha voluto molto bene, ci ha seguito soprattutto con la preghiera, perché le sue condizioni fisiche non erano molto buone. Don Pietro è deceduto nel novembre 2012: a lui va tutto il nostro grazie!

Nel frattempo padre Filippo Strofaldi è diventato il nostro nuovo vescovo. Anch’egli ci ha sempre incoraggiati e sostenuti e nel 2004 ha nominato don Pasquale Trani come direttore dell’ufficio. Iniziò così un periodo molto intenso e ricco; le occasioni di formazione che la Pastorale familiare nazionale ci offriva erano per noi sorgente di nuove idee e stimolo per creare momenti di formazione, di conoscenza e di confronto tra coppie delle varie parrocchie dell’isola. Nacquero così la Messa delle famiglie, la Giornata diocesana della vita, con la collaborazione fattiva dei movimenti. Partecipammo per la prima volta alla “settimana estiva della famiglia” in Val d’Aosta insieme a don Carlo Candido della pastorale giovanile sul tema “educazione all’amore dei giovani”. Fu quella l’occasione per pensare e progettare un percorso di educazione all’amore per giovani lontani dal matrimonio; percorso molto ardito, e oggi più che mai necessario, che richiede la collaborazione dell’ufficio di Pastorale familiare, di Pastorale giovanile e vocazionale. Le coppie referenti delle parrocchie andavano aumentando e con esse la necessità di formazione per la cura e la preparazione dei fidanzati e dei gruppi di famiglie che iniziavano a formarsi in alcune parrocchie. Due anni dopo l’istituzione dell’ufficio, in ogni decanato si tenevano due o tre corsi prematrimoniali con una conclusione unica diocesana unica: la “festa del Sì”. Da più parti ci veniva chiesto di fare qualcosa per i genitori: organizzammo, in collaborazione con il “centro Logos” di Caserta, una “scuola per genitori”: la

risposta fu nettamente al di sopra delle nostre aspettative: quasi 80 le coppie partecipanti di cui 50 sono state costanti e fedeli per due anni, quanto è durato il corso. Ancora oggi ci giungono notizie di vere conversioni avvenute durante quegli incontri. Le problematiche che i genitori si trovano ad affrontare nel loro ruolo di educatori diventano sempre più impegnative e lo spettro si amplia sempre di più per cui occorre una “pastorale integrata”, frutto della collaborazione di più uffici diocesani. Ed ecco che siamo impegnati con l’ufficio catechistico, guidato dal Diacono Salvatore Nicolella e Maria Italiano, a far nascere nelle parrocchie gruppi di catechisti e coppie impegnate nella pastorale battesimale per la formazione di genitori di bimbi da 0 a 6 anni, in quanto questi non hanno più quella formazione cristiana che permette loro di trasmettere innanzitutto la fede ai figli, ma anche quelli che sono i veri valori della vita, compresi la salvaguardia del creato e l’impegno nel sociale in cui la famiglia è protagonista, come è stato messo in evidenza nell’ultima settimana sociale tenutasi a Torino (settembre 2013). Un caposaldo della Pastorale familiare sono state le “Giornate per la vita”, la prima domenica di febbraio, testimonianze e canti che abbiamo portato in giro per l’isola, che ci hanno aperto il cuore alle necessità dei più deboli, i bambini; da qui la necessità di una commissione che si interessasse della formazione e del sostegno alle famiglie affidatarie in collaborazio-

ne con la “Fondazione Giuseppe Ferraro” di Caserta. In questo percorso una tappa particolarmente importante è rappresentata dal XIII Sinodo diocesano nelle sue tre tappe in cui tutte le coppie hanno dato il loro contributo. In particolare vorremmo ricordare il lavoro ricco e fecondo per l’elaborazione della scheda relativa alla famiglia dei “Lineamenta sinodalia”, scheda che è scaturita da una profonda comunione tra le coppie che vi hanno lavorato: Angela e Peppe Barbieri, Giovanna e Vincenzo Mennella, Giovanna e Isidoro Fermo, Angela e Riccardo Di Meglio e noi due, Anna e Salvatore Califano. Inevitabilmente questa esperienza ci porta alla mente e al cuore la figura del Diacono Peppe Barbieri che è venuto a mancare proprio durante un Convegno di Pastorale familiare nel maggio 2011 nella sala del Museo dell’Episcopio! Peppe con il suo amore per la Famiglia e per la Chiesa e con la sua professionalità è stato, insieme con Angela, una pietra miliare dello sviluppo della Pastorale familiare a Ischia. Una vita offerta per la Chiesa e per la Famiglia! E oggi? Le sfide che riguardano la famiglia e la Chiesa, guardando al vasto campo del mondo, sono sempre più numerose, ma non ci perdiamo d’animo, anzi, sentiamo che va crescendo anche nella nostra Chiesa locale la sensibilità e la voglia di mettersi in gioco per il bene e il futuro della famiglia da parte di tanti coniugi, mentre gli stessi sacerdoti diventano più sensibili alla collaborazione con loro. Sta ripartendo un corso di formazione ai temi tipici della pastorale familiare (preparazione dei fidanzati al matrimonio; educazione dei figli; attenzione alle fragilità della famiglia…) e si ramificano le collaborazioni con enti, cooperative, associazioni su campi comuni di intervento. L’arrivo a Ischia del nuovo vescovo, padre Pietro Lagnese, è un altro grande motivo di speranza per l’attenzione crescente al mondofamiglia! E con lui si stanno mettendo a punto altri progetti di cui daremo conto prossimamente e che per ora sono nella fase di gestazione, di confronto ecclesiale e meritano la necessaria preghiera…


23 dicembre 2013

Dalle Famiglie |

kaire@chiesaischia.it

7

CORSI PREMATRIMONIALI 2013 – 2014 Nel più ampio capitolo della preparazione al matrimonio, facciamo tutto il possibile per rispettare quanto stabilito dal sinodo diocesano per i corsi pre-matrimoniali (1012 incontri a cadenza settimanale, secondo le tematiche tipiche), per andar incontro a tempi ed esigenze diverse che stanno emergendo dai giovani di oggi…

Ischia

S. Maria Di Portosalvo Porto D’ Ischia Venerdi’ 10/1/14 - Ore 20.00 S. Maria Delle Grazie (S. Pietro) Ischia / C° Vitt. Colonna Lunedi’ 13/1/14 - Ore 20.00

CASAMICCIOLA LACCO AMENO

S. Maria Maddalena Casamicciola /Via Roma Lunedi’ 13/1/14 - Ore 20.30

FORIO

S. M. Di Montevergine Forio / Chiesa Del Purgatorio (V. Prov. Lacco) Giovedi’ 9/1/14 - Ore 20.00 San Vito Forio / Pzza S. Vito Lunedi’ 13/1/14 - Ore 20.00 S. Leonardo Forio / Panza Martedi’ 14/1/13 - Ore 20.30

PASTORALE

FAMILIARE BARANO – SERRARA FONTANA Barano Centro / S. Sebastiano (Sala Parrocchiale) Giovedi’ 16/1/14 Ore 20.00

Si consiglia vivamente ai fidanzati di partecipare ai corsi con almeno un anno di anticipo sulla data del loro matrimonio è opportuno iscriversi ai corsi che si tengono nella parrocchia di residenza di uno dei due fidanzati o dove si frequenta di solito INFO: Ufficio Famiglia Don Pasquale Trani tel.: 081-905192 e-mail: pasqualetrani24@libero.it Coniugi Anna e Salvatore Califano: tel.: 081-902108 e-mail: famiglia.califano@libero.it

INIZIATIVE VARIE DELL’UFFICIO PASTORALE FAMILIARE E VITA 1. Corso di formazione sulla preparazione al matrimonio (tematiche, date e luoghi saranno resi noti di volta in volta…)

2. Corso di formazione alla genitorialità

In collaborazione con Associazione Gabbiani Onlus e Coop. Sociale Arkè, cammino formativo sull’educazione. Plesso Scuole elementari “O. Buonocore” di Ischia Ponte; da sabato 11 gennaio 2014 – ore 16.30 - a cadenza mensile, a cura del prof. D. Bellantoni (psicoterapeuta).

3. Pastorale battesimale

In collaborazione con l’ufficio catechistico diocesano stiamo studiando un cammino di formazione per coniugi e catechisti che possano accompagnare i genitori nel periodo di crescita dei figli 0-6 anni…

4. Sportello diocesano per l’affido

È sempre attivo un gruppo di famiglie che, in collaborazione con la “Fondazione Ferraro” di Maddaloni, propone periodicamente incontri di assistenza e supporto a famiglie interessate all’affido familiare.

5. Lotta alle ludopatie

Serie di iniziative in collaborazione con cooperative sociali, le scuole di Ischia di ogni ordine e grado e altri enti e associazioni giocatori anonimi d’azzardo/Napoli e il “movimento no-slot”, per fronteggiare la piaga delle slot-machine che tanti danni sta provocando alle nostre famiglie…! Il Vescovo, padre Pietro Lagnese, desidera indire gli esercizi spirituali per coniugi e laici singoli! Pensiamo di organizzarli tra fine febbraio e inizi aprile 2014, fuori Ischia (luogo da precisare…). Chiunque fosse interessato a parteciparvi può contattarci in modo da cominciare ad avere un’idea di quanti potremo essere…

INFO

Don Pasquale Trani (resp. ufficio): cell. (solo sms): 3485555791 tel.: 081-905192 pasqualetrani24@libero.it Coniugi Anna e Salvatore Califano (corresp. ufficio): tel.: 081.902108 famiglia.califano@libero.it

PROGRAMMAZIONE ANNO PASTORALE

2013 – 2014 • Assistenza spirituale alle famiglie con “figli in Cielo”. Calendario diocesano degli incontri (riservati ai soli genitori e accompagnatori): 1) Gio. 31/10/2013 (primi vespri Tutti i Santi); 2) Ven. 27/12/2013 (ore 19.00 seminario); 3) Sab. 1/2/2014 (primi vespri giornata per la vita); Quaresima ’14: (data e luoghi da concordare); Pasqua ‘14: (data e luoghi da concordare); Maggio 2014 (incontro mariano; data e luoghi da concordare). • Ven.3/1/14 - ore 20.00-seminario: Consulta diocesana. Confronto sui risultati del questionario in preparazione al sinodo della famiglia. • Dom. 5/1/14: incontro-festa della solidarietà con le associazioni di famiglie con figli disabili. Sala parrocchiale Buon Pastore – ore 18.45. • Dom.5/1/14: ore 16.00-18.30/ Seminario: 2° incontro del corso di formazione per operatori di pastorale familiare: II parte della introduzione: gli ambiti di pastorale familiare e presentazione dei due percorsi formativi prossimi (preparazione al matrimonio e genitorialità). • Dom. 2/2/2014 Giornata nazionale per la vita: Giovedì 23 gennaio Incontro congiunto degli uffici diocesani di pastorale familiare, sociale, sanitaria, scolastica, giovanile, vocazioni. In preparazione alla giornata per la vita, rifletteremo sulla sacralità della vita, presenteremo il Messaggio dei Vescovi Italiani: “Generare futuro”. • Sabato 8/2/14: Pompei, sala C.E.C., 9.00-13.00: convegno regionale di pastorale familiare e sociale dal titolo: ”La famiglia, speranza e futuro per la società… in Campania”. Relatore: Luca Diotallevi (vice presidente Settimane Sociali).

• Venerdì 14/2/2014: incontro dei fidanzati prossimi al matrimonio con Papa Francesco. Città del Vaticano, Aula “Paolo VI” – ore 11.00-13.00. - Febbraio-marzo’14 (data e luogo da precisare prossimamente): “Le spie rosse dell’amore”: incontro di formazione sulla prevenzione della crisi di coppia, a cura del dott. Rino Ventriglia, psicoterapeuta. • Sabato 1/3/2014: in collaborazione con l’ufficio di pastorale sociale: “Kosmopolis”: la politica e la famiglia. L’incontro fa seguito alla partecipazione alla Settimana Sociale dei cattolici (Torino, set.’13), nell’ambito del corso di formazione alla pastorale sociale… • Feste del SI’: celebrazioni per la consegna ai fidanzati degli attestati di partecipazione ai corsi pre-matrimoniali del turno invernale: tra mart.18 e mart.25/3/14. • Merc.30/4 – Dom.4/5/2014: I parte della XVI Settimana nazionale di Studi sulla spiritualità coniugale e familiare: Nocera Umbra (PG). Tema: “Maschio e femmina li creò (Gen 1, 27). Le radici sponsali della persona umana”. • Sab.10/5/14: Roma: La Chiesa per la scuola. Evento della Chiesa Italiana per testimoniare la passione educativa e le esigenze della scuola in Italia… • 18-22/6/2014 – San Giovanni Rotondo: Settimana estiva di formazione (a cura dell’Uff. Nazionale di Past. Familiare/CEI) dedicata alle modalità con cui i coniugi vivono la genitorialità e la cultura dell’affido e adozione: “La famiglia, grembo della vita: quali vie per l’adozione e l’affido?”


8

| DALLA DIOCESI

23 dicembre 2013 www.chiesaischia.it

Circa 1000 persone nel palazzetto “Federica Taglialatela” di Ischia.

I Movimenti in festA con il Vescovo Pietro

Carismi che fanno bella la Chiesa di oggi Foto Jennifer Boccanfuso

Nel giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre scorso, in tanti sono accorsi al Palazzetto dello Sport di Ischia, chiamati dal vescovo Pietro Lagnese, che voleva incontrare i componenti delle congregazioni laicali presenti nella Diocesi di Ischia. Un momento di festa con testimonianze molto belle, legate all’esperienza della preghiera, dell’assistenza agli ultimi, dell’accoglienza. A suggellare una rinnovata unità della Chiesa di Ischia, visibile fra i diversi movimenti, cammini e gruppi presenti, sono stati anche i canti e la Messa. Il tutto si è svolto in un clima di vera famiglia. “Siete per me una consolazione” ha ribadito Mons. Lagnese. “Nella mia vita sacerdotale ho avuto modo di conoscere i vari movimenti ed associazioni ecclesiali. Siete un dono, non chiudetevi, andate avanti insieme!”. E alla domanda di Mauro, un giovane pre-

sente in sala che chiedeva “come possiamo noi giovani seguire la scia di Papa Francesco che va nelle periferie, fra gli ultimi?”, il vescovo prontamente risponde: “Lavorate insieme! Collaborate insieme. State uniti.” E inoltre ha ricordato agli adulti di aver fiducia nei giovani. Emozionante il momento in cui il vescovo ha intonato le note di “O’ sole mio” insieme al coro. Numerosa è stata la partecipazione dei sacerdoti ma è stata tangibile la presenza dell’amato don Luigi Trofa, per anni assistente della Consulta Diocesana dei Laici. A conclusione della Messa il vescovo Pietro ha consegnato ai rappresentanti di ogni congregazione la sua lettera (che pubblichiamo di seguito) e l’esortazione apostolica del Papa “Evangeli Gaudium”, ricordando a tutti “la comunione e la missione”.

COLLABORA CON

Per inviare al nostro settimanale articoli o lettere (soltanto per quelle di cui si richiede la pubblicazione) si dovrà utilizzare esclusivamente l’indirizzo di posta kaire@chiesaischia.it. Non sarà preso in considerazione il materiale cartaceo. I file dovranno essere inviati in formato .doc e lo spazio a disposizione non dovrà superare le 3800 battute spazi inclusi. Sarà cura della redazione, inoltre, apporre eventuali tagli o non considerare adatti gli articoli. Le fotografie (in alta risoluzione) dovranno pervenire sempre allegate via mail


23 dicembre 2013 kaire@chiesaischia.it

DALLA DIOCESI |

A tutti i membri delle Aggregazioni Laicali della Chiesa di Ischia

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace! Nell’imminenza della celebrazione della Manifestazione del Signore, che “per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”, giungano a tutti voi, alle vostre famiglie e alla realtà ecclesiale nella quale il Signore vi ha voluto, gli auguri di un Natale Santo e di un nuovo anno fecondo di bene nel servizio del vangelo. Con l’Apostolo Paolo anch’io desidero annunciarvi: “È apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone“ (Tt, 2, 11-14). Sono lieto di aver incontrato le aggregazioni ecclesiali presenti sull’isola, prima singolarmente ed poi tutte insieme intorno alla mensa dell’Eucarestia, Sacramento di Unità. Ringrazio Dio per questi incontri e per la partecipazione di tante realtà laicali alla vita della nostra Chiesa. La vostra presenza suscita in me, davvero, tanta gioia ed è per me motivo di grande speranza! Sì, io riconosco in voi un dono prezioso per la nostra Chiesa! Con Papa Francesco anch’io vi dico: “voi siete regali dello Spirito” (E.G. 130)! Già nel mio primo messaggio alla diocesi, rivolgendomi a tutte le associazioni, comunità e movimenti, scrivevo: “Nel riconoscere il prezioso contributo che voi offrite alla vita della Chiesa, prego che accogliate in maniera sempre più piena il dono dello Spirito perché, nella fedeltà al vostro carisma, possiate collaborare per una comune missione nella Chiesa e nel mondo”. Oggi, confermando la mia stima nei riguardi delle tante aggregazioni laicali che, grazie a voi, sono presenti e operano nella nostra Chiesa, scrivo a voi per esprimere il mio affetto e la mia gratitudine per ciò che fate per la nostra diocesi e rinnovarvi il mio invito ad una forte collaborazione per la costruzione del Regno di Dio sull’Isola di Ischia. Desidero, in particolare, affidare a voi due parole: comunione e missione. Sono due parole fondamentali per la vita della Chiesa ma, ancor prima, centrali per la comprensione del mistero stesso della Chiesa, icona della Trinità. La prima parola - comunione - richiama innanzitutto il primato di Dio, l’intimità con Lui, la vita nello Spirito, la chiamata alla santità, ma pure l’unità con la Chiesa che si esprime in una concreta disponibilità a collaborare con il papa, il vescovo e tutti coloro che, nella comunità cristiana, sono stati costituiti pastori; essa dice, ancora, impegno a crescere nella vita di fraternità e nell’accoglienza verso quanti appartengono ad altre realtà ecclesiali e nella capacita a lavorare insieme, superando la tentazione della divisione e dell’antagonismo, consapevoli che ogni carisma è dono dello stesso Spirito per l’utilità comune (Cfr 1 Cor 12,7). “Un chiaro segno dell’autenticità di un carisma - ci dice Papa Francesco - è la sua ecclesialità, la sua capacità di integrarsi armonicamente nella vita del Popolo santo di Dio per il bene di tutti. Un’autentica novità suscitata dallo Spirito non ha bisogno di gettare ombre sopra altre spiritualità e doni per affermare se stessa. Quanto più un carisma volgerà il suo sguardo al cuore del Vangelo, tanto più il suo esercizio sarà ecclesiale. È nella comunione, anche se costa fatica, che un carisma si rivela autenticamente e misteriosamente

fecondo. Se vive questa sfida, la Chiesa può essere un modello per la pace nel mondo” (EG 130). La seconda parola - missione - richiama la scelta dell’evangelizzazione come obiettivo prioritario e fondamentale della vita della Chiesa e l’impegno a mettersi in cammino per non lasciare disattesa la domanda di salvezza che in questo tempo di crisi ci interpella con tutta la sua drammatica urgenza e annunciare anche ad altri “il vangelo che abbiamo ricevuto”, divenendo parte nel tutto, perche la Chiesa, corpo di Cristo, generi alla fede sempre nuovi figli di Dio. Chi ha incontrato il Signore e ha fatto esperienza del Suo amore non può tenere per sé questa esperienza. “Lì sta la sorgente dell’azione evangelizzatrice. Perché, se qualcuno ha accolto questo amore che gli ridona il senso della vita, come può contenere il desiderio di comunicarlo agli altri?” (EG 8). Ciò richiede la capacità di uscire dalle proprie realtà e mettersi a servizio degli altri non per allentare il contatto con questo o quel carisma e perdere così la propria “identità spirituale” ma per far sì che i doni dello Spirito, che non sono ”un patrimonio chiuso, consegnato ad un gruppo perché lo custodisca“ (EG 130), siano messi a disposizione della Chiesa in una logica pasquale e, come il sale e il lievito delle parabole evangeliche, possano concorrere a svolgere in pienezza alla missione dell’annuncio del Vangelo. Dice Papa Francesco: “La proposta è vivere ad un livello superiore, però non con minore intensità: La vita si rafforza donandola e s’indebolisce nell’isolamento e nell’agio. Di fatto, coloro che sfruttano di più le possibilità della vita sono quelli che lasciano la riva sicura e si appassionano alla missione di comunicare la vita agli altri. Quando la Chiesa chiama all’impegno evangelizzatore, non fa altro che indicare ai cristiani il vero dinamismo della realizzazione personale:  Qui scopriamo un’altra legge profonda della realtà: la vita cresce e matura nella misura in cui la doniamo per la vita degli altri. La missione, alla fin fine, è questo.” (EG 10). Carissimi, sento che per la Chiesa tutta, questa è un’ora di particolare grazia! Il Signore ci chiama tutti a lavorare per una nuova semina del vangelo. Anche per la nostra Chiesa questo è un tempo particolare! Rinnovo, perciò, a tutti voi l’invito a “prendere il largo”: Duc in altum! Accogliendo la chiamata del Signore, con voi e con tutta la Chiesa di Ischia, desidero lanciarmi in un’opera di autentico rinnovamento ecclesiale. In questo cammino ci sostiene e ci sprona la testimonianza di Papa Francesco che, nelle scorse settimane, ci ha fatto dono della sua prima Esortazione Apostolica: è l’Evangelii Gaudium. La consegno a tutti voi perché diventi occasione di studio e di confronto e contribuisca ad una vera conversione pastorale della nostra Chiesa. Ringrazio in modo particolare, per il prezioso lavoro di collegamento, quanti vi rappresentano in seno alla Consulta per le Aggregazioni Laicali della nostra diocesi. Per tutti assicuro la mia preghiera. Rinnovandovi l’augurio di ogni bene, affidandovi alla Vergine Maria, invoco su ciascuno la benedizione del Signore.

Vostro fratello e padre Ischia, 13 dicembre 2013

9


10

23 dicembre 2013

| INTORNO A NOI

Kosmopolis

www.chiesaischia.it

le persone e i loro beni nella città di domani Una scuola politica al servizio del cittadino, sui valori sociali e cristiani

I

l 9 novembre 2013, Kosmopolis ha ripreso la sua attività qui ad Ischia. Una scuola di formazione socio politica, imperniata sui valori del pensiero sociale cristiano e aperta al contributo dei più accreditati e convincenti pensatori di buona volontà e a quanti operano per il medesimo fine del perseguimento del bene comune. Il suo inizio coincide con un momento di profondo smarrimento delle coscienze di fronte ai fatti e alle notizie che ci vengono dal mondo politico e dai suoi dintorni. Anche a livello locale registriamo una certa disaffezione per il bene comune e la concentrazione degli interessi economici in poche mani. Appare dunque inevitabile tornare alla formazione politica dei cittadini e dei loro rappresentanti! E pertanto questa scuola vuole dare delle risposte, indicare delle strategie, proporre delle soluzioni per avvicinare -o riavvicinare- i giovani e i meno giovani alla politica intesa come servizio gratuito, anzi come la più alta forma di carità - diceva Paolo VI - per il conseguimento del bene comune. In questa ottica essa si prefigge di poter delineare la prospettiva di uno sviluppo capace di portarci fuori dalla crisi e di edificare una civiltà imperniata sui valori della condivisione e dell’unità. Questa scuola, frutto del percorso maturato negli anni dalla commissione dell’ufficio diocesano di pastorale sociale, espressione delle diverse realtà ecclesiali presenti

sull’isola, impegnata nella promozione della dottrina sociale della Chiesa, è stata possibile grazie al sostanziale supporto della Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma. Kosmopolis si propone di accogliere tutte quelle donne ed uomini di buona volontà alla ricerca di un riferimento e quanti sono convinti che oggi, ancor più di ieri, bisogna partire da una rinnovata coscienza civica, nella consapevolezza che il senso civico è parte integrante della coscienza morale di chi crede e va posto a fondamento di ogni iniziativa politica promossa sia da credenti che da non credenti. I suoi scopi • La scuola è aperta a tutti: donne e uomini di buona volontà, soprattutto giovani tra i 17 e 35 anni. • Una scuola consapevole della propria identità cristiana, ma al contempo in dialogo con persone di ogni convinzione. • Una scuola di formazione sociopolitica tesa non solo a comunicare dei valori e delle conoscenze, ma a costruire soprattutto rapporti di fraternità, fondati sulla condivisione di un progetto comune, ispirato a valori universali. • Una scuola che vuole avvicinare la politica ai cittadini di qualsiasi orientamento, soprattutto ai giovani di oggi, chiamati ad operare nel contesto attuale di interdipendenza e di comune destino, per offrire loro una piena soggettività, ed

IL PERCHÈ DI UNA SCUOLA POLITICA AD ISCHIA Fra le sfide urgenti che la politica oggi deve fronteggiare, quella della ricucitura del rapporto fra cittadini e istituzioni è forse la più importante. La disaffezione,

accompagnarli nel loro sguardo utopico a saper incidere nella storia come protagonisti. • Una scuola al servizio della nostra città, quella di oggi, ma che sappia dare anche un contributo alla costruzione di quella di domani. • Ulteriore scopo quello di avvicinare il mondo dell’impegno sociale e prepolitico a quello politico, ma senza creare aspettative per ottenere “un posto in qualche istituzione”. La sua collocazione politica la Scuola è indipendente dai partiti politici. Essa, tuttavia, non è neutrale rispetto alle opzioni politiche: gli ideali che la muovono appartengono al patrimonio del pensiero sociale cristiano, ed esaltano la dignità della persona umana, la ricerca del bene comune, l’opzione preferenziale per i poveri, la destinazione universale dei beni, attraverso l’affermazione dei principi di solidarietà, sussidiarietà e fraternità universale. L’articolazione del corso: il corso è biennale. Oltre al convegno di lancio della scuola, sono programmati per ciascun anno 5 incontri: ogni appuntamento prevede la lezione frontale con vari momenti interattivi ed attività di tutoraggio. Ad ogni incontro seguirà un “laboratorio” di approfondimento e di elaborazione. Allo scopo gli studenti si suddivideranno in gruppi di studio a ciascuno dei quali verranno consegnati testi ed altro materiale didattico. Nei laboratori gli

l’apatia si traducono in meccanismi di estraniazione del cittadino dalle sorti del bene comune e dalle opportunità democratiche. Questo genera due processi pericolosi: da una parte, il disimpegno delle energie eticamente motivate lascia campo libero a chi si proietta nell’arena

studenti potranno anche focalizzare la loro attenzione sulla realtà locale intervistando esperti, imprenditori, politici ed esponenti di associazioni che operano sull’isola.

Appuntamenti di Kosmopolis

Le iscrizioni: • Giovani tra i 17 e i 35 anni di età; è utile, senza esserne condizione esclusiva, un diploma di scuola media superiore e l’iscrizione avviene inviando la scheda di iscrizione on-line sul sito kosmopolischia.it e dopo un incontro nel quale verranno sondate le motivazioni del candidato alla partecipazione e che precisi lo spirito e gli intenti della scuola, avendo aderito al Manifesto dei Valori di Kosmopolis (sul sito). • È possibile iscriversi alla scuola anche in qualità di uditore, senza alcun limite di età e di livello di istruzione, inviando la scheda di iscrizione presente sul sito e versando la propria quota. Gli uditori non partecipano ai laboratori.

25 gennaio 2014 Laboratorio: 15/2/2014

IL CORSO La scuola è giunta al secondo anno di esperienza. L’anno scorso, essa ha avuto la folta partecipazione di giovani ischitani, ai quali si sono aggiunti anche numerosi uditori. La formula per quest’anno 20132014 prevede 6 incontri frontali e 6 laboratori, questi ultimi legati a un tema specifico di interesse locale. I docenti, personalità selezionate per esperienza e competenza, provengono dal mondo della rappresentanza politica-parlamentare e dal mondo accademico. IL TEMA DI APPROFONDIMENTO Oltre alle competenze intellettuali, la scuola intende promuovere per l’anno 2013-2014 un’iniziativa di ricerca e di attività attorno a un tema considerato cruciale per il nostro territorio: «Il mare come bene politico». Si tratta di un’iniziativa politica con lo scopo di sollecitare le istituzioni competenti e la società civile attorno all’ambiente marino come bene da tutelare e non come risorsa da sfruttare.

politica per realizzare i propri opachi interessi; dall’altra, spinge la vita pubblica verso un degrado maggiore, con tutti i pericoli che possono scaturire da questa situazione. È quanto sta accadendo anche sull’isola d’Ischia.

II anno di corso 13/14

Economia civile

Politica e famiglia 1 marzo 2014 Laboratorio: 15/3/2014

Politica e ambiente 5 aprile 2014 Laboratorio: 26/4/14

Convegno conclusivo della scuola su:

Politica e territorio coordinato da A. Lo Presti : Sala Congressi del Polifunzionale 10 maggio 2014

SEDE CORSO E LABORATORI

Biblioteca Com. Antoniana rampe S.Antonio - Ischia

Docenti: Helen Alford

Decano Fac.Scienze Sociali Univ. “Angelicum” Roma

Luigino Bruni

Fac. Economia LUMSA Roma

Pasquale Ferrara

diplomatico, Segretario Generale dell’Istituto Universitario Europeo

Lucia Fronza

già deputato parlamento italiano

Gennaro Iorio

Fac. Sociologia Univ. di Salerno

Alberto Lo Presti

Fac.Scienze Sociali Univ. “Angelicum” Roma

Edo Patriarca

deputato, Segretario Settimane Sociali dei Cattolici Italiani

Carlo Petrini

Ricercatore ISS Roma Rocco Pezzimenti Fac. Scienze Politiche Univ. LUMSA Roma

Savino Pezzotta

deputato, già segretario generale CISL

Daniela Ropelato

Istituto Universitario “Sophia” Firenze

Stefano Zamagni

Fac. Economia Univ. di Bologna

www.kosmopolischia.it

E-mail: info@kosmopolischia.it Tel: 081 / 981342 - 800913449 Sede del Corso: Biblioteca Comunale Antoniana, Rampe S. Antonio – Ischia


23 dicembre 2013

11

INTORNO A NOI |

kaire@chiesaischia.it

Il movimento che premia i bar dove l’azzardo è al bando. E anche ad Ischia qualche bar ha detto no alle slot…

UN BAR SENZA SLOT

HA PIÙ SPAZIO PER LE PERSONE | di Lorenzo Russo

I

I baristi per primi si sono accorti da tempo dell’effetto tragico sulle persone (e sulle famiglie) della presenza di slot, videolotteries, videopoker nei loro locali. Stretti dalla crisi, spesso però non hanno avuto il coraggio di staccare la spina alle mangiasoldi. E lo si capisce, perché tre slot machine nel proprio esercizio commerciale garantiscono da sole un incasso di 1.300 euro. “Ti premio perché hai rinunciato alla ‘macchinetta’, e magari provo a risarcirti del danno economico”. È questo il motto di SLOT MOB (che vuol dire: facciamo un mob, un happening, una festa a chi rinuncia al guadagno derivante dal gioco d’azzardo), un movimento di cittadini e persone comuni che hanno deciso di dar loro una mano. “Città per città proviamo a portare nuovi clienti a chi sceglie di rinunciare alle slot”, racconta Carlo Cefaloni, ideatore insieme a Gabriele Mandolesi dell’iniziativa che oggi ha un centinaio

di associazioni a sostegno. Sul sito “senzaslot” ci si autosegnala (sono già in 240 ad averlo fatto), poi il gruppo SlotMob coordina via Facebook gli eventi da costruire attorno al bar che ha deciso di rinunciare alle macchinette. Il neomovimento, party dopo party vuole arrivare fino a maggio 2014, con un mob conclusivo nella capitale. “I caffè e i cappuccini in più portati dalla nostra iniziativa non riescono a colmare l’ammanco legato alla rinuncia a un profitto certo – continua Cefaloni - ma per quel bar riparte un ciclo virtuoso che migliora il livello della clientela e ripropone una nuova socialità nel locale”. Se escono le slot, infatti, è facile rientri un calciobalilla, un tavolo da ping pong, o semplicemente un tavolo per giocare a carte. Ed è quello che hanno deciso di fare anche alcuni bar “storici” di Ischia. “È meglio avere un tavolo per giocare a scopa o a 3sette – ci racconta Giovanni (nome di fantasia per non invadere la privacy) - perché ci sono i clienti che discutono,

dialogano, scherzano si divertono INSIEME, c’è calore e cordialità. Il rapporto fra una macchina e il singolo giocatore è freddo, cupo, e fa perdere soldi rovinando lui stesso e la propria famiglia”. Certo, le istituzioni dovrebbero e potrebbero fare di più per risolvere questo problema (si, ormai è diventato un problema!!!) Il Comune di Piove di Sacco, nel Padovano, ha scelto di togliere l’Imu ai bar che non installano slot machine. Una decisione molto forte che farà discutere… in positivo! “Crediamo – ha detto l’economista Leonardo Becchetti – che il voto con il portafoglio sia l’uovo di colombo. Ovvero se io con i miei consumi decido di premiare aziende maggiormente responsabili dal punto di vista sociale e ambientale posso modificare il mercato. Prendere coscienza del modo con il quale spendo i miei soldi negli acquisti può cambiare le cose. Sono certo che la vittoria arriverà, perché la presa di auto-coscienza è la strada con la quale invertire la

rotta” Siamo comunque ottimisti. L’Agimeg (agenzia giornalistica sul mercato da gioco) sostiene che il mercato è ormai saturo. La buona notizia è che sembra certo che il mercato dei giochi, a parte quelli online come poker e affini, ha invece subìto per la prima volta una notevole battuta d’arresto. Dopo anni di eccessi, la somma di tutte le giocate

effettuate sul territorio nazionale si attesta (nel 2013) intorno agli 85,4 miliardi di euro, oltre 2,1 miliardi in meno rispetto al 2012, per un 2,5 per cento in meno. L’Erario deve rinunciare quindi a circa 150 milioni di gettito. La crisi, anche se in ritardo, finalmente arriva anche per Lotto, videolottery, lotterie tradizionali, scommesse sportive, slot e Bingo.

ISCHIA NO SLOT: UN MANIFESTO PER NON STARE A GUARDARE

In periodi di crisi, con l'accrescersi delle

disuguaglianze economico-sociali, la contrazione del welfare e l'inasprirsi delle situazioni di bisogno anche estremo, per milioni di italiani il ricorso alla fortuna sembra rappresentare l'unica, ma illusoria opportunità per «rimettere a posto le cose». Il 6% dei giocatori abituali, ossia circa un milione e mezzo di italiani secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità rientra nella categoria dei giocatori affetti da disturbi comportamentali compulsivi. Ma il problema non è riducibile alla patologia del problema. Il problema è a monte, nelle scelte e pertanto è etico, politico, economico e al tempo stesso civile. Il gioco d'azzardo di massa, forse, trasferisce ricchezza, ma non ne produce. Non solo, la pervasività dei nuovi giochi a moneta rischia di compromettere destinazione e natura di luoghi da sempre ritenuti primariamente d'incontro, anziché di consumo (pensiamo ai bar, ma anche alle sale d'attesa). In contesti perduranti di crisi e oltre limiti di fruizione e accesso che nel corso degli anni si sono sempre più assottigliati, questo gioco produce quindi non solo disvalori e dipendenze, ma vere e proprie diseconomie. Non solo le famiglie, ma anche le città, i paesi, i luoghi si impoveriscono sempre più, negando spazio, centralità e tempo alla persona. Il gioco ha una sua funzione – speranza, che se spinta come oggi all'eccesso – un eccesso di sistema, non solo individuale è bene ribadirlo – mina l'etica del lavoro e della condivisione, a tutto vantaggio di un'etica dell'affidamento. Si confida nel caso, si confida nella sorte, si perde fiducia negli altri e le comunità di disgregano secondo un processo tanto drammatico, quando logico e inevitabile se non si pone rimedio. Auspichiamo quindi prima di ogni proposta nel merito una presa di coscienza del problema, da parte dei cittadini, delle associazioni, dei corpi intermedi e non da ultimo delle autorità che vivono, lavorano e operano sui territori. Ci rivolgiamo a loro, a voi affinché il disagio nostro e vostro si faccia proposta aggregandosi senza pregiudiziali ideologiche o di parte attorno e a partire dai seguenti punti

> TUTELARE Ci impegniamo a tutelare la libera crescita dei nostri ragazzi. Affinché il gioco sia nient'altro che gioco e forme anche indirette di “azzardo” non si introducano surrettiziamente nei luoghi – es. ludoteche, centri di aggregazione – del loro divertimento e della loro formazione. > SOSTENERE Ci impegniamo a sostenere i commercianti e i titolari d'impresa – ad es. bar, edicole, benzinai e negozi alimentari – che non intendono trasformare la ragione sociale del loro lavoro in funzione subordinata rispetto al guadagno derivante dal gioco d'azzardo. Proporre sul piano locale una riduzione della pressione fiscale per gli esercizi "virtuosi". > AVANZARE Ci impegniamo ad avanzare sui territori proposte concrete per contenere, limitare e arginare il “consumo di suolo” da parte di “sale giochi”, soprattutto in prossimità di luoghi sensibili (ospedali, case di riposo). Fare rete e favorire a tal fine il dibattito, il confronto e l'incontro, organizzando momenti di riflessione e approfondimento. Fare pressione affinché sui territori – quartieri, comuni, province – le autorità prendano coscienza del problema e, con l'appoggio e la spinta di cittadini e associazioni, pongano in essere quanto di loro competenza per limitare il fenomeno. > PROMUOVERE Ci impegniamo a promuovere una "mappatura" periodica dei locali, degli apparecchi e dei dispositivi di gioco sul proprio territorio affinché sia chiaro quanto peso e quale spazio occupano nell'economia del proprio quartiere o del proprio comune. > ATTIVARSI Ci impegniamo a sostenere le iniziative legislative locali e nazionali che mirano a regolare e limitare l’azzardo legale e la prevista avanzata del gioco on-line e su cellulare.

noslotischia@gmail.com


12

23 dicembre 2013

| STORIA DEI TEMPLI

www.chiesaischia.it

L’architettura del nuovo Templio di Fiaiano

UNA COMUNITà che accoglie

S

ul territorio di Fiaiano – frazione del comune di Barano - vi sono tre punti di riferimento per la comunità: la nuova chiesa e sede parrocchiale dedicata a Maria SS. Madre della chiesa, la chiesa dedicata a San Giuseppe e la chiesa della Santissima Trinità al Cretaio famosa per il suo antico e venerato crocifisso.

Chiesa del Crocifisso al Cretaio La chiesetta del Cretaio, fu edificata nel 1731 da Francesco Menga, come si evince dalla lapide marmorea attualmente visibile all’interno della chiesa. Francesco Menga era un ricco possidente ischitano che realizzò la costruzione della chiesa su una piccola parte di una distesa di terreni a lui appartenente. Il tempio nacque con l’intenzione di permettere la partecipazione alle funzioni religiose di tutti coloro che lavoravano i campi, senza interrompere il loro faticoso lavoro. La storia della chiesa è fatta di crolli e successive riedificazioni. Il terremoto del 1883 la distrusse completamente. Innalzata nuovamente da Giovanni Fumaroli, erede di Gaetano D’Orio, fu prontamente inaugurata ed addirittura attirò le forti attenzioni di Ferdinando II di Borbone, la cui passione era quella di andare a caccia tra i boschi del Cretaio. In seguito l’edificio fu ereditato dal Canonico Ciro Onorato, e infine dalla famiglia Balestrieri che ne detenne la proprietà fino al 1980. In tale anno la chiesa fu venduta a privati ed in seguito il Comune di Barano esercitò l’esproprio e ne curò i lavori di restauro in modo da renderla aperta al pubblico. La Chiesa, al suo interno, presenta una semplice struttura architettonica con un solo altare formato da marmi policromici ed una sola navata. L’altare è dominato da un grande Crocifisso ligneo, IL CONCORSO

PRESEPE D’AUTORE La premiazione il 6 gennaio

scultura appartenente alla scuola napoletana datata 1700 La chiesa di San Giuseppe Nel verde della pineta di Fiaiano sorge la chiesa di San Giuseppe, più conosciuta come chiesa di Sant’Anna, perché al suo interno si trova una statua molto venerata dalla popolazione locale. La chiesa fu edificata dalla famiglia Santucci De Magistris. Nel 1849 furono prese in affitto dal Comune di Barano alcune terre, dove Carlo Santucci costruì la sua casa e una chiesetta dedicata a San Giuseppe, inaugurata alcuni anni dopo (1859). Il Santucci chiese al Vescovo di rendere la Chiesa pubblica. Al suo interno vi erano quattro altari dedicati a San Giuseppe, Sant’Anna, San Carlo Borromeo e alla Madonna del Rosario. Il campanile fu costruito nell’anno 1866; il citato Carlo Santucci De Magistris aveva intenzione anche di dotare il campanile di un orologio costruito dall’ “artefice” Mattia Buonopane di Casapullo di Caserta. La Chiesa fu elevata a sede parrocchiale nell’anno 1975 dal Vescovo del tempo mons. Diego Parodi, con il titolo Maria SS. Madre della Chiesa e divenne la venticinquesima parrocchia della Diocesi di Ischia. Il primo parroco fu Don Attilio Buono. Oggi, la Chiesa, recentemente ristrutturata e portata all’antico splendore, si presenta a navata unica e con volte a botte. Al suo interno vi è un solo altare centrale di stile composito e di marmi policromici, opera dell’artista Igino Cianciarelli, sul quale vi è una nicchia in onore di San Giuseppe. Altre opere molto importanti e venerate dalla popolazione locale sono le statue di Sant’Anna, San Gerardo e della Madonna Addolorata. Inoltre è presente un Crocifisso in legno, acquistato dal parroco don Attilio Buono negli anni ‘70 da un colleAnche quest’anno nella frazione di Fiaiano sarà possibile iscriversi al concorso “Presepe d’Autore”, un’iniziativa nata in parrocchia che di competitivo ha molto poco. Lo scopo infatti è principalmente quello di valorizzare la tradizione, dando la possibilità a tutti di esprimere la propria vena artistica,

zionista privato. La chiesa Maria SS. Madre della Chiesa Negli anni Novanta nacque un progetto che prevedeva la costruzione di un nuovo tempio sacro con ampi locali parrocchiali ed una casa canonica. Ciò fu reso possibile grazie alla donazione di un ampio terreno appartenente alla famiglia Buono. Occorreva costruire una chiesa adatta alle esigenze della popolazione, più vicina al centro abitato. La comunità parrocchiale di Fiaiano con il tempo è cresciuta per cui si è reso necessario creare una ‘casa’ dotata di ampi spazi. Grazie all’impegno iniziale di don Attilio Buono e in seconda fase dall’attuale parroco Don Emanuel Monte insieme ai suoi collaboratori, il 4 aprile del 2009, vigilia della domenica delle Palme, il Vescovo Monsignor Filippo Strofaldi dedicava il nuovo tempio a Maria SS. Madre della Chiesa e lo elevava a sede parrocchiale. Il progettista e direttore dei lavori, l’architetto Giuseppe Liguori, ha lavorato sullo sviluppo di questo tema, realizzando il nucleo centrale dominante formato dall’area absidale sovrastata dal campanile e sviluppando i perimetrali dell’aula con una forma “avvolgente” simboleggiante l’abbraccio dei fedeli che si raccolgono in preghiera. Il nucleo principale è composto dall’area Absidale, dalla cappella del Santissimo, dalla sagrestia e dall’aula per l’assemblea comprendente il fronte battesimale e la cantoria. Nella zona posteriore vi sono gli uffici parrocchiali e la casa canonica. Le opere d’arte sono state realizzate dal Centro Internazionale Ave Arte con sede a Loppiano (Firenze) costituito da artisti, architetti e designers di varie nazionalità. L’insieme delle aperture presenti nel perimetro della chiesa ha suggerito la realizzazione di vetrate artistiche che “colorano” la luce avvolgendo e dando forza unitaria a tutto l’ambiente. Il Presbiterio è stato studiato nel suo insieme puntando a dare sacralità e solennità allo spazio. L’altare, in un unico blocco di pietra trani, è posizionato in sede centrale rispetto all’intera area. nell’interpretare e attualizzare la nascita di Nostro Signore. La giuria quest’anno sarà formata interamente da famiglie che si recheranno nelle case degli iscritti per visualizzare i vari presepi. Questo è un momento molto importante in cui ci si scambiano opinioni, nascono rapporti e si crea quel clima di

L’ambone, dello stesso materiale dell’altare, è situato sul lato destro. La Sede del Celebrante è in legno ed è collocata a sinistra sullo stesso piano dell’altare. Al centro della zona presbiteriale è raffigurata Maria Santissima Madre della Chiesa: Gesù consegna a Maria, Madre della Chiesa nascente, l’umanità nella figura di Giovanni. Il tabernacolo è ambientato da un elemento plastico circolare in tecnica mista nel perimetro che, per il colore chiaro sembra nascere dalla parete; la parte centrale in bronzo dorato e foglia d’oro esprime la luce che

dall’alto culmina nella porta scultorea, in bronzo dorato. Il Fonte Battesimale, con la sua linea si armonizza con lo spazio semicircolare della cappella che lo accoglie: la forma ottagonale richiama l’ottavo giorno, il giorno della Risurrezione. È rialzato di un gradino rispetto al piano dell’aula sacra e all’interno un movimento discendente del pavimento accompagna verso una zona d’acqua; l’acqua viva è richiamata da una sorgente continua che scende dal Battistero. È completato dall’ampia zona sovrastante.

Quest’anno noi giovani della Parrocchia di Fiaiano, abbiamo pensato di vivere l’Avvento, nella realizzazione del Musical “L’Atteso”, uno spettacolo che ci prepara alla venuta di Gesù, con lo stesso amore e con la stessa gioia della famiglia di Nazareth. L’Atteso non è solo un musical di Natale, ma narra la storia della sacra famiglia, grazie all’amore più grande che mai ci sia stato al mondo: quello di Giuseppe, il falegname, e di Maria, la fanciulla ricolma di Dio. Grazie al loro ‘Sì’, si realizza il più grande disegno di Dio che abbia mai pensato per l’umanità, accogliere tra le braccia Gesù, l’Atteso. La nostra comunità parrocchiale cresce di anno in anno, rappresenta per molti un luogo piacevole in cui sentirsi famiglia. Noi tutti, infatti, avvertiamo la necessità di ricambiare quell’amore ricevuto da Dio attraverso piccole e grandi attività, e frutto del nostro amore sarà anche “L’Atteso” che verrà realizzato il 29 dicembre (orario) nel salone parrocchiale (indirizzo). E nell’augurio che anche voi possiate vivere l’Avvento come presenza vera di Dio, vi lasciamo una piccola e bellissima citazione di Papa Francesco. “Perché questo tempo di Avvento è un’attesa del Signore, che ci visiterà tutti, nella festa, ma anche ognuno nel nostro cuore. Il Signore viene, aspettiamolo”. I giovani di Fiaiano

famiglia che è proprio del Natale. La premiazione avverrà il 6 gennaio 2014 in una serata dedicata alla famiglia, all’insegna del gioco e di momenti di divertimento.


23 dicembre 2013

13

LA STORIA SIAMO NOI |

kaire@chiesaischia.it

Una scena immutata da secoli

quando ero una bambina

| di Ersilia Patalano

S

iamo di nuovo a dicembre, l’ultimo mese dell’anno ma non per questo meno importante. Anzi ci introduce in un’atmosfera magica: tempo di bilanci di ciò che è passato e di speranze e propositi per il futuro. Per la Chiesa solitamente a dicembre inizia il nuovo Anno Liturgi-

co: l’attesa di quell’evento centrale nella vita di un cristiano, la nascita del Messia, che in quella notte così fredda e stellata ci regala tanto calore e tenerezza. Emozioni che inondano il nostro cuore quando ci accostiamo al Presepe. Ischia vanta una tradizione secolare in questo settore: dai grandi presepi artistici nelle piazze, nelle Chiese, in case che aprono le loro porte ai visitatori venuti da ogni

dove, sia isolani che turisti, a quelli più piccoli costruiti in miniatura, carichi di effetti speciali e di particolari curati alla perfezione. In passato in ogni famiglia ve ne doveva essere uno, altrimenti non era Natale. Altra tradizione che si è conservata nei secoli è l’arrivo degli zampognari: alle prime luci dell’alba ecco che sentiamo dolci note di buon augurio suonate da strumenti antichissimi, la zampo-

gna e la ciaramella, che emozionano per la loro semplicità. Gli zampognari vengono generalmente dal Molise , dalla Calabria o dalle montagne dell’Abruzzo, dove si parla di transumanza e mestieri scomparsi. Alla vigilia di Natale è d’obbligo recarsi al mercato del pesce nelle piazze principali: ad Ischia Ponte e a Piazza Croce. Una scena immutata da secoli: i pescatori a gran voce attirano i passanti per invitarli all’acquisto del pescato che non potrà mancare sulla tavola del cenone. Ricordo che da bambina correvo in Piazza per vedere i capitoni ancora vivi nelle “spaselle” e nelle tinozze: qualcuno si tuffava in strada e il povero pescatore gli correva dietro per rimetterlo al suo posto e noi bambini scappavamo impauriti ma allo stesso tempo divertiti. Alla mente affiorano altri ricordi legati al periodo natalizio: si giocava con le cosiddette “nocelle” nei tanti vicoletti che dal corso di Via Roma portavano tutti al mare. Si cercava una buca nel cortile e si lanciavano le nocciole e poi con un semplice ma concentrato schiocco di pollice e indice della

mano si cercava di farle andare a segno nella buca. Chi ci riusciva vinceva tutte le nocciole. Ed io ben presto ritornavo a casa triste da mia madre che sorridendo mi dava altre nocciole e mi invitava a riprovarci. Ma il finale era sempre uguale, rimanevo sempre a mani vuote. Venuta la sera allora mi consolavo con le caldarroste, che il venditore ambulante all’angolo della strada, il “Liprone” mi preparava con cura inebriando l’aria di un profumo che catturava e allo stesso tempo affascinava i passanti. Non c’è che dire: il periodo natalizio è quello più carico di tradizioni ed emozioni e se lo vivremo intensamente gettando un ponte su quello che è stato il nostro passato, allora credo che potremmo sentirci meno vecchi e più bambini, ma allo stesso tempo trovare bello anche il contrario, sentirsi più vecchi e meno bambini. È così che le distanze tra le generazioni si accorciano fino a fondersi in un’armonia di vita. Di vita vera, e vissuta, non solo come dono ricevuto ma anche come dono offerto agli altri. Buon Natale a tutti.

Perché Natale è Provvidenza, ci pensa Gesù Bambino, al ricco e al poverello, a tutti fa “campare”.

Il ricordo del mio Natale… | di Melania Di Meglio

R

icordo ancora con nostalgia quando, ancora scolaretta, in preparazione alla festività del Natale, le maestre ci facevano dedicare ‘ore ed orè ai lavoretti fatti a mano e alla memorizzazione della poesia da recitare durante il saggio di fine anno e a tavola dinanzi a tutta la famiglia riunita. Ricordo come fosse ieri il cuore che batteva all’impazzata quando ci dicevano a fine pranzo “bambini ora tocca a voi…dite la poesia che avete imparato a scuola”. Occhi che sembravano entrarti nel cuore pendevano attentamente dalle tue labbra e si intenerivano dinanzi agli sforzi per vincere la timidezza e i vuoti di memoria presto colmati dalla “parola salvifica” pronunciata dal genitore che, a forza di sentirla aveva finito per impararla anche lui, la poesia. Alla “veneranda” età di trentaquattro anni, il mio cervello, costretto ad immagazzinare nozioni spesso ingombranti ed inutili, continua, tra tutte quelle imparate, a ricordare solo questa e la richiama alla memoria in occasione

di ogni festività del Natale quasi a voler ricordare che ciò che ‘ti entra dentro veramentè è difficile che poi esca se c’è un vero perché…. La poesia scritta da un anonimo napoletano recita così: Cumm’è bell’ Natale, a sera d’a Virgilia è tutta n’allegria p’a nascit’e Gesù. A tavola apparicchiata, l’arber’ allumminato. ‘O presepio sta stutato pecchè a mezzanotte s’add’appiccià. Mammà int ‘a cucina prepar’e cose bone e frie ‘o capitone ca nun ce pò mancà!” ‘A casa è chin ‘e fummo!”Allucca già papà “arape stu balcone ca nun se pò respirà!”O’ nonno friddugliuso annanz’a nu vrasere ch’e mmane dint’e mane se piglia tutt’o calore! Natale è pruvverenza, ce penz’ ‘Bambiniello ‘o ricco e ‘o puveriello a tutti fa campà ! Eh sì! Basta ascoltare le sue parole e la sua musicalità che tocca particolari corde del cuore per capire perché questa poesia non può finire nel dimenticatoio.

In poche parole questo anonimo napoletano è riuscito a descrivere tutta l’intimità familiare e del cuore di chi aspetta e sa che il 25 dicembre di ogni anno Gesù fatto bambino nasce e rinasce nei nostri cuori e nel mondo. Se pensiamo a ciò che accade dall’8 al 25 dicembre, ci rendiamo conto che ci dimentichiamo del vero significato del Natale, perché siamo presi da una serie di pensieri, diciamolo pure, inutili: “abbiamo preso i regali per tutti? Abbiamo comprato tutto per il cenone del 24? Mamma voglio andare a vedere i presepi! Papà cosa mi porta Babbo Natale quest’anno?”… Quest’anno il comune di Ischia ha realizzato il bosco incantato e, con i mercatini di Natale, ha fatto sì che nelle luci e nei colori anche i più grandi possano stupirsi e forse sentirsi di nuovo un po’ bambini (che non fa mai male). A Barano invece, in piazza San Rocco, tronchi di alberi incorniciati da collane di luce bianca rispolverano la magia della foresta luminosa incantata. Gli altri comuni hanno addobbato le

proprie strade con decoro, nei classici temi del Natale. Ho notato che molte abitazioni private hanno dato grande sfogo alla propria creatività natalizia con vere e proprie “esplosioni luminose” che sembra vogliano esorcizzare quel “maledetto concetto” di crisi che ci accompagna da troppi anni orsono. Poi, magicamente, il 24 dicembre sembra che tutto questo turbinio di pensieri luci e vitalità si fermi, rallenti e proprio come nella poesia dell’anonimo napoletano, veniamo accomunati tutti, grandi e piccoli, ricchi e meno ricchi da queste piccole ma vere e semplici abitudini. Le tavole sono apparecchiate, la mamma cucina e prepara cose buone mentre il papà, lamentoso, apre la finestra perché non si può respirare. Gli alberi sono illuminati ed i presepi sono in attesa che venga riposto il Bambino Gesù. Il nonno aspetta che tutto venga preparato e nel frattempo si riscalda vicino ad un termosifone o al camino. Che dire! Buon Natale a tutti!


14

23 dicembre 2013

| ISOLA “VERDE”

A Capodanno ricicliamo

www.chiesaischia.it

STILE DI VITA GREEN

i tappi di sughero

D

urante le feste natalizie, è buona tradizione avere sulla tavola champagne e spumante. Soprattutto nel cenone di Capodanno, quando cioè si aspetta la mezzanotte per brindare con amici e parenti. Ma anche il brindisi di fine anno può avere un eco-risvolto. La bottiglia va nel cassonetto per la raccolta del vetro ma anche il tappo di sughero può essere riciclato. Ogni anno in Italia sono immessi sul mercato 1 miliardo e 200 milioni di tappi di sughero, pari a 7mila tonnellate di materiale. Più del 15% viene stappato proprio durante le festività natalizie, in particolare a Capodanno. Il sughero è un materiale naturale, riciclabile al 100% e riutilizzabile, per questo è considerato un materiale ecosostenibile. Non è altro che la corteccia della quercia da sughero. Può essere riutilizzato per l’edilizia (il sughero è un ottimo isolante), per la moda (scarpe e calzature), per gli addobbi, l’arredo, per gli strumenti musicali, etc etc. Rilegno è il Consorzio nazionale

per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno in Italia. Opera all’interno del sistema Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) e ha il compito di garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati per legge per il recupero complessivo degli imballaggi legnosi post consumo. Dal 2009 Rilegno promuove l’iniziativa “Tappoachi?” un progetto nato per raccogliere, ritirare e avviare al recupero i tappi di sughero. Parte dall’idea di costruire una società più solidale ed ecosostenibile. Tappoachi? è sviluppato in diverse regioni italiane, il Piemonte la più virtuosa dove numerosi territori hanno avviato la raccolta dei tappi. A Boves (Cuneo), inoltre, nella sede della cooperativa sociale Artimestieri è attivo l’unico impianto autorizzato a livello nazionale per il trattamento dei rifiuti di sughero. Si tratta di una realtà che dà lavoro a persone diversamente abili. I tappi vengono raccolti attraverso il riposizionamento di

contenitori in isola ecologica e in altri luoghi individuati dal gestore. Vengono quindi conferiti alla cooperativa, che li lavora e, attraverso passaggi di pulitura, asciugatura, sminuzzatura, li trasforma in un materiale isolante per la bioedilizia totalmente naturale e rinnovabile: un sughero biondo granulare ribattezzato Risughero. “L’imballaggio di legno ha il minore impatto ambientale in termini di inquinamento”, spiega il direttore di Rilegno, Marco Gasperoni. “E il sughero è una materia duttile e preziosa, riciclabile al 100%. Rilegno, ogni anno su tutta la Penisola, evita a 1 milione e 800 mila tonnellate di rifiuti di legno la discarica trasformandole da rifiuto in risorsa”. Visto che sull’isola d’Ischia non è attualmente presente la raccolta separata dei tappi di sughero, si può dare massimo ingegno alla propria creatività. Le idee per il ri-utilizzo sono tante, basta dare un’occhiata sul web. Si può innanzitutto usare

il sughero come concime per le piante. è un prodotto naturale, ottimo contro la formazione di muffe. Si possono poi creare decorazioni per eventi speciali. Se ad esempio, avete una cenetta romantica, potete creare un cuore o un’altra forma incollando fra di loro vari tappi di sughero. Oppure durante le feste di natale, le decorazioni natalizie di sughero possono essere centinaia: dalle ghirlande ai porta candela, dai

segnaposti ai centri tavola. Infine, se vorrete salutare il 2013 con un bel po’ di bottiglie di spumante (pensiamo ad un ristorante o un albergo) e quindi avete molti tappi di sughero, potete sempre realizzare un simpatico tappeto per il vostro bagno. Un’idea alternativa, originale e soprattutto ecosostenibile.

Il bosco incantato… Se il buono di certi eventi potesse diventare una regola

| di Filomena Sogliuzzo

A

l supermercato ho sentito parlare di una nuova location per Gesù Bambino, pare che nel centro cittadino del comune di Ischia, all’imbrunire, si accendano luci meravigliose per

festeggiare il compleanno del Re dei Re. Nel tardo pomeriggio, incuriosita, esco per andare a vedere. Percorro la solita strada tra il verde delle aiuole fiorite di ciclamini ed ecco, tra le rocce arse, di antica memoria, si rivela un giardino segreto, un bosco incantato.

Farfalle multicolore si librano nell’aria accarezzando le chiome solitarie dei pini, i cespugli sono abitati da renne e un carosello di cavalli alati, che vedo da lontano, mi invita ad inoltrarmi in questo percorso festoso. La mia attenzione è subito attratta dal rumore dolce dell’acqua che zampilla in

una piccola pozza e mi trovo in compagnia delle grù dalle lunghe zampe che sono venute a dissetarsi. Tutto è pulito e ordinato come non avevo mai visto. Il cuore torna un po’ bambino e mi metto a cercare la capanna con Maria e Giuseppe, il bue e l’asinello, segno del Natale della mia infanzia, sentendo nel cuore la stessa allegria di quel tempo. Le luci mi catturano, le seguo e mi ritrovo sulla strada un po’ più in là di dove ero venuta, forse mi è sfuggito qualcosa, ma è tardi e devo scappare. Spero che da qualche parte ci sia la Santa capanna e che Gesù non sia sostituito, anche stavolta, da una valanga di panettoni e regali, ché se perdessimo il senso di questa festa, potremmo smarrire il senso stesso della vita...ma è stato bello, davvero. Ad Ischia, finora, non si era mai visto un bosco incantato per Natale, è la prima volta che accade. è

come quando ci s’innamora, tutto è bello e magico. Poi, però, si deve imparare ad amarsi ogni giorno e ogni giorno celebrare quelle liturgie dell’amore fatte di accoglienza, attenzione, ascolto, solidarietà e tutto quello che voi stessi mi potreste insegnare, per poter trasformare una tempesta ormonale in un solido legame. Tornando col pensiero allo scenario che ho appena lasciato, devo dire che l’emozione mi ha catturato, è bastato così poco per lasciare un segno d’attenzione ma io e tutti dovremmo imparare a contrattualizzare il buono di certi eventi affinché diventi una regola. Il bosco e le strade devono essere sempre pulite e la natura meravigliosa che abbiamo tra le mani, dev’essere  sempre ben custodita. è un bene di tutti, perché con delle giuste regole si stabilisce un “solido legame”.


23 dicembre 2013

il roccocò Dolci Natalizi

ricetta e preparazione Il roccocò è un tipico dolce natalizio, immancabile sulle nostre tavole in occasione della festività del Natale, insieme agli struffoli e ai mostaccioli. Cotto al forno, ha una forma tondeggiante con un buco al centro, simile a quella di una ciambella schiacciata della grandez-

15

QUEL CHE PASSA IL CONVENTO |

kaire@chiesaischia.it

za media di 10 cm. È un biscotto particolarmente duro quindi può essere ammorbidito bagnandolo nel vermouth, nello spumante, nel  vino bianco o nemarsala. La sua preparazione più antica risale al 1320 ad opera delle monache del Real Convento della Maddalena. Il nome roccocò deriva dal termine francese rocaille per via della forma 

Ingredienti • • • • • • • • • • • • •

barocca e tondeggiante simile a una  Conchiglia” conchiglia arrotondata. Ad Ischia vi è ancora un’alta tradizione di chi preferisce non comprarli ma farli in casa seguendo la ricetta di famiglia. Di seguito la ricetta della Signora Raffaela Di Costanzo, meglio nota come Lillina, i cui rococò rallegrano i natali di molti suoi vicini ed amici.

200 ml di acqua 1 Kg di farina 00 1 Kg di zucchero 100 grammi di miele 7 grammi di ammoniaca per dolci 700 grammi di nocciola tagliate grossolanamente 1 cucchiaino di pisto 1 limoni (solo la scorza) 2 arance (solo la scorza) 10-11 mandarini (solo la scorza) 1 pizzico di sale 1/2 cucchiaino di cannella 2 uova per spennellare i dolci

Procedimento Tostare le nocciole lasciarne qualcuna intera per l’esterno. Su una spianatoia sistemate la farina con uno spazio al centro e mettere tutti gli ingredienti, tranne l’uovo che serve per spennellare. Se serve aggiungete altra acqua, ma l’impasto deve risultare sodo. Fare dei filoncini e chiudere a

ciambella, schiacciatele un po’ e sistemate le mandorle sopra. Spennellare con l’uovo e infornare a 180 gradi per 15 minuti se li volete più morbidi altrimenti allungate la cottura per qualche minuto. Bon appétit…

Itinerario presepistico Di seguito pubblichiamo l’indirizzo di alcune rappresentazioni presepistiche sul territorio isolano. Chiediamo scusa a coloro che hanno realizzato il Presepe nel proprio territorio/ quartiere/parrocchia ma che non sono citati nel seguente elenco.

ISCHIA

Via Giovan Battista Vico, 21 (località Ischia Ponte) Stile tradizionale, narrato e animato Gruppo di lavoro: è bello’presepe *************** Santuario di S. Giovan Giuseppe della Croce Via Luigi Mazzella (località: Ischia Ponte) Stile ischitano Gruppo di lavoro: parrocchiale *************** Via stradone 1 (località: Ischia Ponte) Stile ischitano Gruppo di lavoro: Pasquale Di Massa, Enzo Baldino, Giovanni e Vincenzo Mazzella, Rosario Scotto di Minico, Rino e Pasquale Iodice *************** Via Antonio Sogliuzzo, 23 (incrocio con via Cartaromana) Stile ischitano Gruppo di lavoro: Isclani *************** Chiesa di S. Antonio di Padova Via: Rampe di Sant’Antonio (località Mandra) Apertura: tutto l’anno (per visitarlo, bussare nel retro della Chiesa di S. Antonio)

Parrocchia Gesù Buon Pastore Via Leonardo Mazzella (località Macello) Stile 800 Napoletano Gruppo di lavoro: presepe donato dal Rag. Porfirio Schiano e famiglia *************** Parrocchia Santa Maria di Portosalvo Via Iasolino (località Ischia Porto) Stile ischitano con pastori Napoletani Gruppo di lavoro: parrocchiale *************** Hotel Villa Maria Piazza Antica Reggia, 16 (località Ischia Porto) Stile 800 Napoletano con pastori realizzatidai maestri artigiani Marco e Giuseppe Ferrigno Gruppo di lavoro: Famiglia Della Vecchia

CASAMICCIOLA T.

Santuario dell’Immacolata della Sentinella in Via Castanito Stile popolare Gruppo di lavoro: amici della Sentinella *************** Parrocchia Santa Maria Maddalena Via Roma, 1 Stile popolare Gruppo di lavoro: I giovani della parrocchia

LACCO AMENO

Chiesa Santa Restituta Piazza Santa Restituta Stile napoletano Gruppo di lavoro: amici di Santa Restituta Villa Arbusto Corso Angelo Rizzoli Mostra presepiale

FORIO

Via Mons. Filippo Schioppa (Nei locali dell’ ex Bar Elio) Stile ischitano Gruppo di lavoro: insieme per il presepe *************** Basilica Pontificia S. M. di Loreto Corso Umberto I Stile ischitano Gruppo di lavoro: Comitato “Forio nel Presepe” di Raffaele De Maio e Francovito D’Ambra Chiesa San Michele Arcangelo Piazza Ss. Immacolata (località Monterone) Stile popolare Gruppo di lavoro: don Pasquale Sferratore *************** Parrocchia S. Leonardo Abate - Panza Via Provinciale Panza 459 (di fronte al ristorante“da Luca”) Stile ischitano Ideatori: associazione culturale Moveo

SERRARA FONTANA

Parrocchia S. Maria del Carmine Piazza Pietro Paolo Iacono Stile ischitano Gruppo di lavoro: parrocchiale

BARANO

Via Vittorio Emanuele, 73 (di fronte scuole medie) Stile napoletano Gruppo di lavoro: Libera Di Costanzo *************** Parrocchia San Sebastiano Piazza San Rocco Stile popolare Gruppo di lavoro: parrocchiale *************** Via Regina Elena, 23 (località Testaccio) Stile popolare Gruppo di lavoro: Antonio e Francesco Mattera, Restituta Castagliuolo

“PRESEPE VIVENTE”

Sabato 28 dicembre dalle ore 16 alle 22, nella splendida collina di Campagnano (comune di Ischia) ci sarà la rappresentazione vivente del presepe per le strade del territorio, giunta ormai alla sua 11a edizione. Evento organizzato dall’associazione Villa di Campagnano. Possibilità di parcheggio nei pressi dello stadio comunale (località Fondo Bosso) e utilizzo di navette gratuite per raggiungere la location.


La storia di Babbo Natale

tra miti e leggende

Il Natale è il periodo dell’anno che ci ricorda la nascita di Gesù Bambino. è anche il momento più bello per i bambini perché Babbo Natale arriva nelle nostre case e metterà sotto l’albero qualche regalo. Ma chi è Babbo Natale? E perché è anziano? Perché è “soffice” (non si dice grasso a Babbo Natale) e perché è vestito di rosso, porta i regali e scende dal camino? La vera storia di Babbo Natale inizia nel IV secolo in Turchia. San Nicola (il futuro Santa Claus) divenne vescovo di Myra, dove poi vi morì e le sue spoglie vennero conservate nella cattedrale fino all’inizio dell’anno 1000, quando alcuni cavalieri italiani rubarono la salma e la portarono a Bari. Nel capoluogo pugliese infatti, il patrono è San Nicola. La leggenda che rese famoso San Nicola e gli fece meritare l’appellativo di paladino di tutti i bambini, ha origine nel racconto del greco Michele Archimandrita (IX sec), poi ripreso da Dante nella Divina Commedia (Purgatorio XX, 31-33): un nobiluomo caduto in miseria era disperato perché non aveva la dote per far sposare le tre figlie. San Nicola, mosso a pietà dai suoi lamenti, decise di lanciare attraverso la finestra tre sacchi di monete in tre notti. Le prime due notti tutto andò per il verso giusto ma, durante la terza, la finestra venne chiusa dalla governante. Il Santo, deciso a perseverare nell’impresa, si arrampicò sul tetto e calò nel camino il sacco di denari, che andarono a finire in una delle calze appese ad asciugare proprio sul camino. Secondo altre fonti, San Nicola calava cibo nei camini delle famiglie meno abbienti. In realtà il Santo non era così ricco da poter comprare doni e cibo per tutti, ricchi e poveri: si narra quindi che fosse in possesso del Santo Graal, fatto che da solo bastò a giustificare il furto delle spoglie dalla Turchia (e ovviamente, sebbene non fosse stato ritrovato il mitico calice, le reliquie del santo non tornarono mai più indietro). E così, dal tentativo mal riuscito di San Nicola di restare anonimo, nasce la tradizione di lasciare di nascosto dei doni sotto l’albero nella notte di Natale. Inizialmente, i regali venivano distribuiti il 6 dicembre, festa di san Nicola. Poi il santo divenne talmente famoso che la festa si prolungava sempre fino alla notte del 24, che rimase la data tradizionale per lo scambio dei doni. Nel corso dei secoli, l’aspetto del Santo è cambiato notevolmente. Le prime trasformazioni sono venute per necessità: dopo la riforma protestante del XVI secolo, i santi erano visti di cattivo occhio ma nessuno voleva perdere la tradizione dei regali nella notte del 24 dicembre. Fu così che ogni nazione europea adottò

il proprio “sostituto” di San Nicola: in Inghilterra fu un vecchio con la barba, personaggio già celebre in molti giochi per bambini (ma anche presunto aiutante di San Nicola), mentre in Germania restò lo stampo cattolico e divenne Gesù Bambino il misterioso dispensatore di doni. Il vecchio inglese mantenne un vago aspetto sacro, per cui il mantello vescovile divenne un lungo abito verde scuro e la mitra divenne il cappuccio, sempre verde, con il pon-pon bianco. La divisa rossa invece ha origine a Boston nel 1885, a seguito dell’illustrazione di alcune cartoline di Natale ad opera del tipografo Louis Prang. Quindi, la comune credenza che sia stata la Coca Cola ad inventare Babbo Natale vestito di rosso è sbagliata; vero è però che la campagna pubblicitaria iniziata nel 1939 lo ha reso celebre in tutto il mondo. Per le stesse ragioni del cambio di aspetto, dopo la riforma protestante venne modificato anche il nome del Santo, che passò da san Nicola all’olandese ‘Sinter Klass’. Gli immigrati tedeschi ed olandesi portarono la tradizione anche negli Stati Uniti, dove Kris Kringle (Gesù Bambino) fu sostituito da Santa Claus (abbreviazione di Sancta Nicolaus). Fino a questo punto, Babbo Natale è un vecchio con la barba bianca, snello, con un lungo abito verde scuro. L’immagine soffice e tonda che tutti conosciamo di Babbo Natale, nasce nel 1860, quando il Presidente americano Abraham Lincoln, come arma di guerra psicologica nei confronti della Germania, chiese al caricaturista americano Thomas Nast di ridicolizzare l’immagine del Santa Claus tedesco: Nast lo ingrassò, enfatizzò le curve con una cinta nera in vita e decise che Babbo Natale era certamente nato al Polo Nord, e che doveva avere le guance rosse. Per via della rigida disciplina tedesca, Babbo Natale scriveva una lista dei buoni e dei cattivi. La slitta, che riesce a portare un sacco così grande da contenere regali per i bambini di tutto il mondo, non è altro che una caricatura della mitica Station Wagon. Il legame di Santa Claus con gli animali ha le sue origini nelle leggende legate al vero San Nicola, che faceva portare il fardello dei doni ad un asinello nella notte di Natale. Le renne compaiono solo nei primi dell’800, quando alcuni scrittori decisero che sarebbero state più pittoresche del vecchio asinello (che nel frattempo era diventato un bel cavallo bianco). La prima volta fu nell’illustrazione di un libro, con una sola renna, poi Clement Clarke Moore scrisse una poesia per i suoi figli in cui indicava il nome di tutte le otto renne di Babbo Natale (Blitzen, Comet, Cupid, Dancer, Dasher, Donner, Prancer e Vixen).

La nona renna, aggiuntasi solo nel 1939, è Rudolph dal naso rosso, inventata a scopo pubblicitario dalla catena americana Montgomery Ward. La favola narra che Rudolph fosse spesso snobbata e presa in giro dalle altre renne per via del suo naso rosso brillante, e non gli era permesso prendere parte a nessuno dei tipici giochi da renna. Una notte di Natale molto nebbiosa, Babbo Natale in persona si avvicinò al povero Rudolph e gli chiese se voleva guidare la slitta, perché avrebbe fatto luce con il suo naso. Da allora Rudolph, che rappresenta la rivalsa di tutti coloro che vengono emarginati, divenne la renna più famosa di tutte. In Svezia, invece, questa leggenda non esiste perché Babbo Natale è accompagnato nel suo viaggio da un gruppo di caprioli. Per quanto riguarda il rapporto con i mitici gnomi, sembra che Santa Claus si facesse accompagnare dallo gnomo Peter il Nero, che puniva i bambini ancora svegli. Nel tentativo di stemperare questa brutta

immagine, gli gnomi divennero abili costruttori di giocattoli, e di Peter il Nero non si seppe più nulla. Secondo fonti inglesi, San Nicola era seguito da un anziano baffuto (simile al Babbo Natale post-riforma) chiamato Pelznickel che aveva lo stesso ingrato compito di Peter il Nero. Tutte queste leggende non fanno altro che alimentare il mito di Babbo Natale. Sebbene esistano associazioni come la Institute of Scientific Santacluasism (Usa), che cercano le prove dell’esistenza del ‘grande vecchio’, ai bambini tutto questo non serve. E in realtà non serve nemmeno agli adulti. Babbo Natale esiste perché incarna la magia del Natale ed il nostro desiderio di essere più generosi, più aperti, di vedere tutti con gli stessi occhi. Quindi non dite mai ad un bambino che Babbo Natale non esiste: sareste voi i primi creduloni, che ritengono che l’ingresso al mondo degli adulti significhi abbandonare le belle immagini di quello dei bambini.

Kaire 00  

Settimanale di informazione della Diocesi di Ischia (Na). Direttore Lorenzo Russo

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you