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Settembre

Settembre - JustRoma - 1 ALTRO ATTUALITÀ | POLITICA | CULTURA | SPORT | SPETTACOLO | VIAGGI2013 | BENESSERE | E TANTO

2013

N.1

.com il freepress di roma e dintorni


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In copertina Valentina Ghetti

Fondato da Gianluca Contessa

Direttore

Alfonso Spezzano

Redattori Debora Bettega Barbara Braghin

Grafica e impaginazione Francesco Farina

Hanno collaborato

Domenico Andreozzi, Ariel, Cecilia A., Andrea Camera, Sabina Cuccaro, Tommaso Gandino, Sonia, Andrea Ungarelli

Resp. relazioni esterne Valentina Sacconi

Edizioni 4Ptarget S.a.s. Sede legale Via Catilina, 01 00040 - Pomezia (Roma)

Stampa

Effetto Sinergia S.a.s. Via C.A. Jemolo, 315 00156 - Roma

Ufficio marketing e pubblicita’ 4PTarget S.a.s. Resp. Gianluca Contessa Sede legale Via Catilina, 01 00040 - Pomezia (Roma)

Aut. trib. in attesa di registrazione tutte le aziende sono presenti a scopo dimostrativo e a titolo gratuito

l’editoriale del direttore

C

arissimi amici della Capitale, ben tornati...! La sorpresa in questo mese di Settembre è la nostra... JustRoma è nato da un solo mese, ma non tutti siete riusciti a prendere le copie Luglio e Agosto... adesso che siete rientrati tutti dalle vacanze possiamo ripresentarci...! Siamo una nuova realtà editoriale, pieno di firme, di giovani ragazzi che amano questo mestiere... JustRoma è un mensile fresco che ha voglia di raccontare il bello della capitale e di divertirsi... feste mondane, appuntamenti culturali, anteprime Film... noi cercheremo di essere sempre presenti. In questo mese già si intravede cosa e dove vogliamo arrivare... ma è tutto lavori in corso...! Le cronache di notti infinite non mancheranno nel numero di ottobre perché è tanta la voglia di voler raccontare... e adesso che siete tornati dalle vacanze restate con noi... pagina dopo pagina vi affezzionerete ad un prodotto fresco e pieno di vita... proprio come i suoi lettori...! Buon Settembre a tutti ci becchiamo in giro... pronti per le foto? JustRoma... il giornale che sa raccontare la bella vita della capitale.


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Sommario

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46 VALENTINA GHETTI

12 Royal Affair un film di Nikolaj Arcel

Come ti conquisto la Metropoli

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Le Emozioni Negative

Come affrontare le emozioni negative per non farci

travolgere da esse

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FEDERICO Circiello

Un diploma da Sommelier e tanto altro.

Uno chef che ci ospita nella sua Trattoria del Pesce

70 Il danubio Un ottimo rustico di tradizione napoletana

34 Mostra del cinema di Venezia

82

Emanuele torbaroni fa festa a fregene

108 Premio L’Oreal Paris CAD 20 Claudio Modena in visita in brasile

Il presidente dell’Associazione Veneti ricevuto dal governatore dello stato di San Paolo

98 Anteprima Roma Sposa

Il manuale del rimorchio in Metro

marconi

Il principe vive una situazione priviligiata inferiore a tanti altri

26 Paolo D’amico

93 giancarlo bornigia

40 Golosi Curiosi

121 reportage: Arrivano

56 che stress le ferie!

127 reportage: I parcheggi di

da manager a produttore televisivo ad editore

Una sbirciatina nei locali newyorkesi con Google

114

88 Guglielmo Giovanelli

Come evitare lo sress da vacanza

76 Psicologia:

settembre, il momento dei buoni propositi

Un grande personaggio scomparso nella notte del 21 agosto

le “Stanze dell’Amore”

scambio a Roma


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ROYAL AFFAIR un film di Nikolaj Arcel di Barbara Braghin

Il film

Siamo in Danimarca nel 1770. Il paese è guidato dal re ventunenne Christian VII. Giovane e dedito ai suoi passatempi, il sovrano preferisce lasciare la gestione del potere nelle mani di alcuni consiglieri conservatori e corrotti. Preda dei suoi capricci, il giovane Christian VII trascura la giovane sposa, la cugina britannica Caroline Mathilda e il proprio erede, preferendo a loro la compagnia di donne dissolute. I ministri preoccupati per le scelte trasgressive e folli del re chiedono aiuto a un medico tedesco, Johann Friedrich Struensee, uomo istruito e progressista. Struensee riuscirà a conquistare

la fiducia del re. Sotto la sua influenza, il sovrano accetterà di riconciliarsi con la giovane regina abbandonata e inizierà ad interessarsi ai destini della propria nazione. I buoni rapporti con il sovrano, faranno guadagnare a Struensee la posizione di ministro e lo avvicineranno alla regina Caroline Mathilda. Come ministro Struensee condurrà, a nome di Christian VII, una politica liberale e umanista ispirata alle idee illuministe e promuoverà delle riforme ritenute fino al quel momento inaccettabili dalla nobiltà danese, come l’abolizione della schiavitù, della tortura e del carcere per debiti. La politica riformista di Struensee e la familiarità esibita con la regina non saranno viste di buon occhio dalla madre del sovrano e dai consiglieri che l’avevano raccomandato che decidono di eliminarlo.


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La discendenza di Struensee e della regina Caroline Mathilda

Luisa Augusta di Danimarca (1771-1843) la secondogenita del re Christian VII e della regina Caroline Mathilda, è convinzione diffusa che fosse la figlia naturale di Johann Friedrich Struensee. Dopo l’arresto di Struensee e la condanna all’esilio della regina Caroline Mathilda, la bambina fu cresciuta alla corte di Copenaghen con il fratello maggiore, il futuro Federico VI, sotto la sorveglianza della regina vedova. Nel 1789, le fece-

ro sposare un cugino, Federico Christian, figlio maggiore del duca d’Augustenburg. Bella e popolare, la principessa era soprannominata “la Venere della Danimarca”. Dal suo matrimonio nacquero tre figli: Carolina Amelia (1796-1881), che fu regina di Danimarca grazie al matrimonio con Christian VIII. Christian Augusto (1798-1869), duca di Schleswig-Holstein Augustenburg, una cui nipote Augusta Vittoria divenne la moglie dell’imperatore tedesco Guglielmo II. Federico Augusto (1800-1865), principe di Nør. Tra gli attuali sovrani regnanti, sono discendenti diretti di Struensee, Gustavo di Svezia e Costantino II, re di Grecia fino al 1974, la cui sorella maggiore, Sofia, è anche la moglie di Re Juan Carlos I di Spagna. Tra gli altri discendenti, la principessa Alexandra di Hannover, figlia di Carolina di Monaco e del principe Ernst Augusto di Hannover. Senza la modifica della legge di successione del 1953, che limitava il trono ai discendenti legittimi del re e che permetteva alle donne di salire al trono solo se non avevano fratelli e se non c’erano altri eredi maschi, un discendente di Struensee regnerebbe oggi in Danimarca.

Note del regista

ROYAL AFFAIR narra di uno degli eventi più straordinari della Storia della Danimarca. Ogni volta che presentavo il progetto a produttori stranieri, stentavano a credere che si trattasse di una storia vera e che tali eventi fossero accaduti alla fine del 700. In Danimarca invece, tali fatti vengono studiati a scuola e sono stati scritti più di 15 libri (dalla biografia storica al romanzo) sull’argomento oltre che un’opera e un balletto. Ho desiderato ispirarmi ai grandi film epici degli anni ‘40 e ‘50, il cui approccio letterario, incentrato sui personaggi si allontanava dai canoni delle sceneggiature convenzionali della propria epoca. Con il mio team, volevamo dare un punto di vista contemporaneo a quest’affresco storico, non volevamo soltanto “mostrare” la storia attraverso vestiti e acconciature dell’epoca ma dare forza ai


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personaggi e alle loro vicende. Benchè le scenografie e i costumi siano chiaramente ispirati al periodo (Mikkel Følsgaard che recita la parte del re Christian pensa sempre che la frase d’approccio al film sarebbe dovuta essere “grandi emozioni, grandi parrucche”), il film è stato realizzato con un taglio e montaggio assolutamente contemporanei. Infine, la musica originale di Gabriel Yared e Cyrille Aufort da forza al tutto e sottilinea la matrice epica del film. Nikolaj Arcel

Biografia

NIKOLAJ ARCEL – SCENEGGIATORE E REGISTA Nato il 25 agosto del 1972 in Danimarca, è diplomato della National Film School of Denmark. Il film con cui si è diplomato WOYZECK’S LAST SYMPHONY ha vinto premi prestigiosi a Monaco di Baviera e a Clermont- Ferrand. A Tel Aviv, Nikolaj Arcel ha ricevuto il Premio del regista più

promettente. Ha scritto la sceneggiatura del film per bambini KLATRETØSEN/ CATCH THAT GIRL (2002), che ha ricevuto anche numerosi premi. Il suo primo lungometraggio KING’S GAME (2004) si è classificato in testa alle classifiche del box office danese. Il film ha vinto numerosi premi, tra cui quello della miglior sceneggiatura (per Nikolaj Arcel e il suo co-autore Rasmus Heisterberg) a Viareggio. L’ILE AUX SORCIERS (2007) ha vinto premi a Chicago e Leeds e ha vinto cinque Danish Film Academy Robert Awards. Arcel e Heisterberg hanno di nuovo lavorato insieme alla scrittura delle sceneggiature del film d’animazione JOURNEY TO SATURN (2008), del film svedese di Niels Arden Oplev MILLENIUM (2009), e del terzo film di Nikolaj Arcel TRUTH ABOUT MEN (2010). ROYAL AFFAIR,il suo quarto lungometraggio come regista, ha ricevuto il premio della miglior sceneggiatura al Festival di Berlino 2012.


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Claudio Modena in visita in Brasile L’illustre Presidente dell’Associazione Veneti a Roma ricevuto dal governatore dello Stato di San Paolo di Barbara Braghin

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urante il mese di agosto, Claudio Modena, Presidente dell’Associazione Veneti a Roma, illustre storico, scrittore e personaggio di spicco

della cultura e delle visite nazionali e internazionali, è stato in Brasile per una vacanza di riposo che si è invece trasformata in una vacanza istituzionale.

Il governatore dello Stato di San Paolo lo ha voluto ospite a cena nel palazzo del governo, al quale hanno partecipato 400 imprenditori. Ha incontrato parlamen-


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tari del governo federale e i rappresentanti degli italiani all´estero, non sono mancati i contatti e gli inviti da parte del mondo ecclesiastico e della cultura. Ha visitato il collegio dei Gesuiti dove e´ conservato il ritratto di padre Antonio Vieira che sara` riprodotto nella copertina del suo prossimo libro dedicato al gesuita portoghese e sara` dedicato a Papa Francesco e a Suor Diniela Zaninello di Porto Tolle, morta in missione nel Brasile. E´ stato ospite della vasta comunita´ italiana bra-

siliana e nel corso di una cena di gala ha consegnato alla signora Bruna Saccardi Spinelli, presidente della Federazione delle Associazioni venete dello Stato di San Paolo, una pergamena di benedizione di Papa Francesco. Suggestivo anche l´incontro con i polesani residente in Brasile. A conclusione del viaggio in Brasile, ha tenuto all´Universita´ degli studi di San Paolo una lectio magistralis dal titolo: la globalizzazione del mercato dell´arte e della cultura. 


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Paolo D’Amico da manager a produttore televisivo ad editore di Lorena Magliocco

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aolo D’Amico: La fortunata carriera di un ragazzo di provincia La Storia di Paolo D’Amico è la storia di un ragazzo che ha avuto il coraggio di lasciare il posto fisso e la sua amata Liguria per conquistare lo star System italiano. Come nelle più belle favole lui ce l’ha fatta. Paolo dopo avere lasciato il tuo paesino ligure, dove sei andato a vivere? “La prima tappa è stata Milano. Era ancora la Milano da bere..in cui i locali erano pieni dei protagonisti del mondo della televisione, della pubblicità, della moda. Per me è stato come scoprire l’Eldorado. Proprio a Milano ho iniziato

questa mia avventura, curando il management di alcuni nome all’apice del successo come: Barbara Chiappini, Valentina Pace, Elisabetta Gregoraci ed anche le letterine i passaparola. Curavo per loro la parte pubblicitaria e le inserivo nelle ante serate che c’erano.” Da manager sei diventato Produttore televisivo, come mai? “E’ stata una casualità, nel 2003 ho ottenuto il marchio della Croce rossa italiana ai tempi di Maurizio Scelli ed insieme a lui abbiamo pensato di creare un gran galà della croce rossa italiana. Così è stato, il programma molto fortunato andato in onda nella seconda serata estiva nelle due rei Rai per ben 5 edizioni.


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Dopodiché non ho abbandonato il brivido della produzione, anzi..ho creato una mia squadra di professionisti tra autori e registi. Si creavano dei format e li proponevo in Rai o Mediaset. Da quel crogiolo di idee è nato l’ altro programma fortunato di quegli anni,“Vivere da Campioni” programma omaggio a Papa Wojtyla per Rai Uno in seconda serata. La mia casa di produzione ha prodotto 10 puntate per il gambero rosso di sloow food, era un programma itinerante per tutte le località sciistiche italiane. Era molto particolare da un lato si dava attenzione alle piste, mentre dall’altro al lato culinario. Dopo ne è seguita anche una diretta per il Capodanno di 1 da Genova, fino ad arrivare alle 10 puntate in prima serata Rai 5 andate in onda fino ad aprile “Lezione di Bon Ton”. Il programma condotto da Metis Di Meo è stato premiato dal Moige, movimento dei genitori come programma dell’anno, educativo, di stile di eleganza. E’ stato un programma educativo anche per i ragazzi, ha insegnato il bon ton di tutti i giorni perché si può vivere con le cattive maniere, ma con le buone si può vivere meglio”.

Ed oggi ti ritroviamo editore della rivista Di Tutto… “Si, è iniziata questa mia nuova avventura in veste di editore. Nella vita ho sempre amato le sfide, non mi arrendo facilmente di fronte le difficoltà e per questo trovo adrenalinico cominciare sempre qualcosa di nuovo. Per questo ho rilevato questo settimanale familiare, costa 1 euro in edicola, tutte le settimane in


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edicola, ditutto.it. siamo già arrivati al 12 numero. Sono molto contento del prodotto, è una rivista che piace molto e con gran sorpresa da parte mia c’è molto riscontro nelle vendite. Seguiteci in edicola ogni settimana.” Quali sono gli hobby di un uomo così pieno di iniziative? “Amo molto viaggiare. Scoprire posti nuovi.. per me il viaggio è il simbolo della estrema coperta di se stessi e degli altri. Per questo quando posso vado in giro per il mondo. Al viaggio unisco la lettura, perdermi nelle pagine dei libri di avventura. E poi amo lo shopping, sono un’esteta e cerco di curare il mio abbigliamento look, mi piacciono le belle cose così come le belle donne. Sono un eterno Peter Pan, ho puntato tutto sulla carriera..e non sulla famiglia. La mia ambi-

zione ha determinato la mia vita”. Qual è Il ricordo più bello? “Il ricordo più bello nelle vesti di produttore negli anni dal 2005 al 2008. Realizzavo programmi televisivi con molta facilità, i soldi giravano c’era un economia diversa, gli sponsor investivano dei soldi nelle produzioni televisive. Oggi il sistema è cambiato un po’ per tutti. Ma in quegli anni ho incontrato delle persone che mi hanno lasciato ed insegnato qualcosa. Imprenditori che mi hanno insegnato a vivere sul piano dell’eleganza del buon vivere e su come fare affari. Mi hanno insegnato che negli affari non ci sono amici, l’amicizia è una cosa gli affari ne sono un’altra. Ricordo la bella amicizia con Veleria Marini, Elisabetta Gregoraci, Valentina Pace, Barbara Chiappini e Caterina Balivo”.


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moda


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Mostra del Cinema di Venezia di Barbara Braghin

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a Mostra del Cinema di Venezia è una tra le più ambito del mondo. E calcare il tappeto rosso, davanti al Palazzo del Cinema del Lido, è davvero molto prestigioso ed è uno spettacolo mozzafiato per tutti: fans, ammiratori, ammiratrici, giornalisti, fotografi, organizzatori, addetti ai lavori e per i divi stessi. A inaugurare la 70esima edizione, la seconda diretta da Alberto Barbera, nella serata di apertura, è stato ‘Gravity’, film fuori concorso con George Clooney e Sandra Bullock, diretto dal messicano Alfonso Cuaron. I protagonisti vestono i panni di due astronauti alla deriva dopo che una pioggia di meteoriti ha di-

strutto il loro shuttle. Giunta al Lido con il figlioletto adottivo, la star di mille blockbuster tra Speed e Miss Detective si è mostrata radiosa in lungo abito rosso con spacco strategico di  J. Mendel  e accessori di  Roger Vivier. Inossidabile il fascino del neo single  George Clooney, in smoking  Giorgio Armani, che non riesce a farci dimenticare che lui è un vero Batman inside! Hanno partecipato alla grande serata  nomi illustri del mondo della moda, dell’arte e dello spettacolo, Nei giorni seguenti sono arrivati in passerella  James Franco  per il suo film Child Of God, la burrosa Scarlett Johansson per Under The Skin e altre star che hanno riempito la ter-


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razza dell’hotel Excelsior di abiti in lustrini e aillettes le donne e alla moda e no gli uomini Ma tutti rigorosamente impeccabili. Presidente della giuria Bernardo Bertolucci. Il maestro, che ha promesso sorprese nelle premiazioni, ha accettato il ruolo di responsabilità come omaggio ai giovani registi: “Sappiamo che forse il cinema non può cambiare il mondo, però sappiamo che il cinema può creare il mondo, un mondo”. Sul palco del Lido, oltre alla madrina Eva Riccobono, bellissima, altissima e dall’eleganza raffinata e discreta come una dea che il direttore Barbera ha voluto presentare personalmente tutti i membri della giuria. Il Festival del Cinema tra i più belli del mondo, ha proposto per una decina di giorni di film, corti e superstar. Il red carpet si è colorato di “Blu-Maserati” con le star di Venezia. Un debutto d’eccezione che ha assicurato alle celebrità presenti un accompagnamento esclusivo, coronato dal party

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sulla Terrazza Maserati ricco di ospiti. Una serata per celebrare l’inizio del rapporto tra la 70ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia e Maserati in qualità di sponsor principale dell’evento, L’area del main sponsor, la Terrazza Maserati, rappresenta lo spazio centrale e vitale del festival del cinema di Venezia e ospiterà interviste, incontri, cocktail ed eventi. A pochi mesi dall’inizio delle celebrazioni del centenario, Maserati è un’azienda in forte espansione. Presente nel mondo in 65 mercati, conferma il proprio ruolo di ambasciatore internazionale dell’eccellenza italiana; eccellenza declinata ogni giorno con passione attraverso prodotti di enorme fascino e grandi prestazioni come la GranTurismo, la Gran Cabrio e le nuovissime Quattroporte e Ghibli. Chi arriva al Lido di Venezia per il Festival del Cinema rimane sempre a bocca aperta. D’altronde Venezia è sempre Venezia!


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GOLOSI E CURIOSI Una sbirciatina nei locali newyorkesi grazie a Google di Cecilia A.

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e ne parlava già nel 2011 quando venne annunciata ciò che doveva essere un’espansione di Google Street View ma è diventata un’iniziativa a sé destinata a crescere esponenzialmente. In due anni più di 100.000 attività commerciali nel mondo hanno aperto le porte ai curiosi grazie a Google Business Photo, un servizio che offre la possibilità di mettere a disposizione il proprio locale per un tour virtuale mirato a potenziali clienti. Scegliere il posto

a sedere in un ristorante o confrontare i prezzi ancora prima di mettere piede nel negozio non è mai stato così facile. L’ultima novità è arrivata con la New York Restaurant Week, svoltasi dal 22 luglio al 16 di agosto: circa 300 ristoranti hanno offerto menù a prezzo fisso, $25 a pranzo e $38 a cena per 3 portate. In occasione dell’evento 167 ristoranti hanno aderito all’iniziativa di Google, utile soprattutto a chi non sa orientarsi e visita la città


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per la prima volta. Fino a che punto può spingersi la curiosità? Se già oggi ogni angolo del pianeta è a portata di click è inevitabile chiedersi quale potrà essere il prossimo passo. Tra qualche anno potremmo entrare nelle cucine dei ristoranti ed assistere in diretta alla preparazione del nostro piatto mentre un cuoco, tra una padella e l’altra, ci saluta velocemente sorridendo. Per i cittadini romani è possibile visitare virtualmente la galleria commerciale Alberto Sordi sul sito www.businessphotoroma.com.

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Valentina,

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come ti conquisto la Metropoli E siste sempre uno scarto tra i nostri sogni e ciò che crediamo di poter realizzare… ed è nel momento stesso in cui iniziamo a credere che la realtà sia “lo scarto”, che i sogni lentamente svaniscono... Valentina com’è stato il tuo approccio con la Capitale Arrivare a Roma 8 anni fa da una comoda provincia del nord come Forlì, non è stato per niente semplice: essere totalmente soli, senza amici, parenti e conoscenti in una Capitale così grande e variegata può portarti fuori strada. Cadendo e rialzandomi più volte, son riuscita a crearmi un’identità, un mondo, una nuova “famiglia” … ho studiato nelle migliori scuole di recitazione e con grandi maestri, mi sono


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laureata al Dams con Lode e ho cominciato a collezionare esperienze in tutti i settori dello spettacolo con grande dedizione: programmi tv, fiction teatro, Radio. Eppure alla fine hai trovato la strada… ora cominci ad avere un Curriculum interessante …! Son consapevole di non avere un nome noto al grande pubblico italiano ma, soprattutto nel nostro paese, la notorietà non sempre rispecchia il talento quanto più il fatto di aver preso parte ad un una determinata categoria di prodotti legati all’Entertainment. Tra le esperienze che più mi hanno formata ricordo “Gente di mare2”, “La Ladra” e “Provaci Ancora Prof 4” con Veronica Pivetti, il meraviglioso film tv diretto da Gianni Lepre per Rai1 “Cesare Mori, il prefetto di Ferro”, “Domenica in”, gli spot commerciali con grandi registi come Paolo Genovese, Federico Moccia, Alessandro d ‘Alatri, il lavoro come comica su M2O radio e, tra le tante esperienze teatrali, “Le Dissolute Assolte”, spettacolo unico nel suo genere di Luca

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Gaeta. Sappiamo del grande successo de “Le Dissolute Assolte” al Festival Internazionale di Volterra e ci piace riportare le speciali parole che la critica vi ha riservato: Da una messa in scena nata underground a Roma ad un grande successo al Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra: questo lo straordinario, meritatissimo percorso, che sicuramente proseguirà sempre verso altre mete prestigiose, dello spettacolo ideato e diretto dal giovane autore e regista Luca Gaeta. La sua opera teatrale, “Le Dissolute assolte (ovvero le donne del don Giovanni)” Uno spettacolo di gran classe, diretto ed interpretato con altrettanta classe da otto splendide attrici, e da un solo giovane, talentuoso attore, Marco Giustini, nei panni dello zoppo Leporello,


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servo del celebre Don Giovanni di Mozartiana memoria. (estr. da teatro.org) Valentina parlaci del tuo futuro e dacci un’indicazione per capire la tua Sibillina frase iniziale tra “sogno” e “realtà” Settembre è il periodo che amo di più e infatti c’è anche, in anteprima nazionale, il primo episodio di una serie web che rappresenta un sogno che diventa realtà: idee creative, amicizia e impegno hanno portato a termine questo progetto organizzato da me, di cui sono estremamente orgogliosa! … “Roman Ghosts” narra le peripezie di un giovane fumettista “nerd” e amante degli scacchi (il bravissimo Tommaso Arnaldi), alle prese con una “cotta” per la strana Isabella (io) fin quando, dopo un grave incidente, il giovane dovrà dividere le sue giornate con 3 buffi fantasmi in cerca di un riscatto per una degna fine! Tra gli attori che hanno partecipato al progetto, che ha la regia di Pietro Laino e la Fotografia di Marina Kissoupolus, ci sono Alex Partexano, Laerte Pappalardo e molti altri ancora! Una traccia per comprendere ciò che volevo dire dimora proprio nel periodo di grande crisi che la nostra Nazione sta attraversando, che mette conti-

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nuamente a repentaglio la stabilità di noi Artisti, in quanto, il settore dell’intrattenimento non può che subire notevoli tagli dinnanzi alla mancanza dei beni primari. Ma è nei periodi di crisi che bisogna rideterminarsi con più forza, rinnovarsi e mettersi in discussione più spesso al fine di vincere: far sì che la propria vita diventi “il sogno” e non sia più “lo scarto” ma ricca di valore e dignità … riempi la tua vita di sogni e fa che ogni sogno diventi un’orma che precede il tuo passo … allora vedrai che sogno e realtà diventeranno la stessa cosa.


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Le emozioni negative di Ariel

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come affrontare le emozioni negative per non farci travolgere da esse

gnuno di noi nella vita di tutti i giorni, prova molti tipi di emozioni a volte positive ma spesso anche negative che ci producono sofferenza. Non sarebbe bello invece se riuscissimo ad avere solo sensazioni positive, felicità invece di tristezza, calma e non rabbia, tranquillità e non ansia? Sappiamo bene che ciò non è possibile, ci sono mille eventi al giorno che inevitabilmente ci creano sensazioni negative. Ma esaminiamo a fondo la questione e cerchiamo di capire come gestire in modo efficace le emozioni negative per avere una migliore qualità della vita. Innanzitutto cerchiamo di distinguere le emozioni negative da quelle positive. Se dovessimo fare un doppio elenco, tra le emozioni positive inseriremmo tranquillità, calma, serenità, entusiasmo, coraggio, disinvoltura, agio, benessere, ecc. Mentre tra quelle negative metteremmo ansia, tristezza, paura, rabbia, vergogna, disagio e così via. Le emozioni negative però, stiamo attenti, sono emozioni funzionali, cioè sono un campanello d’allarme che

ci sta dicendo che c’è qualcosa che non va, a cui dobbiamo reagire, quindi dobbiamo semplicemente riuscire a reagire meglio ad esse per non crearci sofferenze. In genere sono negative quelle emozioni che fanno perdere il nostro controllo, che ci portano sofferenza. Le emozioni sono in effetti solo impulsi di tipo elettro-chimico del nostro cervello. Quando abbiamo un’emozione negativa è come qualcuno si mettesse al comando del nostro cervello e in un certo senso nascondesse quella nostra parte razionale che c’è in noi. Ma le emozioni negative non sono un nemico da sconfiggere, possono essere considerate una parte di noi che, se armonizzata e gestita nel migliore dei modi, ci rende la vita più semplice. Infatti, come accennavo, le emozioni negative ci consentono di evitare pericoli, o almeno quelli pensiamo siano pericoli. Non vanno quindi eliminate o evitate, ma “usate” in modo che non ci creino sofferenza. Vediamo cosa possiamo fare. Innanzitutto dobbia-


mo imparare a riconoscere le emozioni, sia positive che negative. Nel nostro cervello a volte c’è confusione, un insieme indistinto di pensieri ed emozioni, a volte distruttivi e non è sempre facile distinguerli. Se ci fermiamo a osservarli con una buona dose di consapevolezza e di capacità di discernimento, possiamo tentare di identificare ognuna delle nostre emozioni. Quando giungiamo a conoscere con esattezza il “nemico” da affrontare, risulta anche più semplice scegliere il modo più efficace di gestirlo.Il secondo passo da fare è evitare di identificarci con la nostra emozione in arrivo: noi non siamo la paura, abbiamo paura; noi non siamo la rabbia, proviamo rabbia. L’identificazione può portarci a esserne ossessionati e a perpetuare l’emozione negativa nella nostra mente. Dobbiamo tentare di avere consapevolezza che i pensieri negativi della nostra mente in realtà sono impermanenti, cioè vanno via allo stesso modo in cui sono arrivati e non sono parte di noi per sempre. Possiamo quindi creare, nella nostra mente, un contesto in cui le emozioni negative non devono trovare più la loro giustificazione e quindi non hanno più possibilità di venir fuori in modo prorompente al di là della nostra volontà. In genere noi siamo portati a pensare che la causa dell’emozione negativa sia solo esterna (ad esempio qualcuno ci ha fatto del male) invece la causa della sofferenza è solo dentro di noi, cioè risiede nel nostro modo di affrontare la situazione. A tal fine è necessario creare dentro di noi una disposizione mentale

i n cui l e emozioni negative sono solo una percezioni della realtà di un sistema biologico che è stato progettato per la sopravvivenza.Alla comparsa dell’emozione negativa, dobbiamo fare in modo che la nostra mente non si identifichi totalmente con essa, ma ponga una distanza e si limiti a una osservazione della situazione per non restarne coinvolti. A tal fine occorre una grande forza di volontà e di energia per non essere preda dei mille pensieri negativi che ci creano sofferenza. Abbiamo bisogno di vivere con consapevolezza le situazioni e di osservarle senza lasciarci trascinare da un’emozione all’altra. Riassumendo, le emozioni negative non vanno soffocate: anzi dobbiamo restare vigili quando arriva l’emozione negativa e non cadere nell’inconsapevolezza. L’emozione negativa va “accettata” per quello che è, rappresenta una parte di noi che va trasformata e integrata e quindi resa innocua. Una pratica che ci aiuta sicuramente a gestire e trasformare le emozioni negative è la meditazione che rendere chiara la nostra mente per riconoscere le emozioni e ridurne l’effetto negativo. Infatti se la nostra mente non è in preda all’attaccamento e all’avversione riusciamo ad avere consapevolezza allo stesso tempo amorevole e non-giudicante e accettare tutto ciò che sorge nella nostra mente, senza né evitarlo né farsi coinvolgere, ma solo accogliere. Occorre però una lunga e costante pratica di meditazione per ottenere i suoi effetti benefici: iniziate a meditare anche solo 5 minuti al giorno e con il tempo vedrete che il vostro atteggiamento inizierà a cambiare.


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CHE STRESS LE FERIE!

di Andrea Ungarelli

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inalmente arriva Agosto che per la maggior parte delle persone che lavorano è ancora il mese dedicato alle ferie e alle vacanze. E, finalmente, ci si può dedicare a tutte quelle attività che durante l’anno non riusciamo a svolgere e alle persone a cui non riusciamo a dedicare tutto il tempo che vorremmo. Le tanto agognate vacanze possono però riservarci dei brutti scherzi, e non perché il tour operator ci ha fregati, per il maltempo o per il traffico che incontriamo per strada, ma per il nostro atteggiamento nei confronti delle vacanze stesse. A chi non è successo di aver organizzato e desiderato di fare

Come evitare lo stress da vacanza e ritornare a casa veramente riposati invece che più stanchi di prima così tante cose da poi ritornare a casa ancora più stressati di prima? Oppure di aver ascoltato l’amico o l’amica che hanno elencato una serie di attività degne di uno stacanovista che avrebbero stroncato di stanchezza chiunque? Il desiderio di vacanza e di fare finalmente quello che più ci piace può portare a volte a dimenticare che le vacanze devono essere anche un periodo dedicato al riposo. Programmare troppe attività impegnative ci può portare a non apprezzarle come vorremmo, perché troppo stanchi e impegnati a “correr dietro” alla nostra agenda. Esattamente come facciamo durante il resto dell’anno con il

nostro lavoro e con gli impegni famigliari. Quindi, se siamo delle persone un po’ “iper-attive” dovremmo imparare alcune strategie per essere sicuri di riuscire a conciliare il divertimento e la coltivazione dei nostri interessi con il riposo che deve essere una parte fondamentale delle vacanze. Inoltre, facendo le cose senza stress e senza ansia, ce le potremo veramente godere, cosa molto difficile da fare quando si è sempre di corsa e continuamente preoccupati di riuscire a fare tutto. Programmare e fare solo una cosa al giorno: Fare programmi è indispensabile, specialmente se si ha a disposizione solo un tempo


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ridotto di vacanza. Se però la nostra programmazione occupa tutto l’arco delle nostre giornate e tutto il periodo di vacanza, lo stress e l’ansia sono in agguato. Un’ ottima strategia è quella di programmare solo una attività da svolgere nella giornata e lasciare il resto del tempo al riposo e a quello che ci verrà in mente sul momento. Anche solo un pisolino o la lettura di un buon libro, in ogni caso… lasciare al caso e ai nostri desideri del momento la decisione di come impegnare il tempo. Se, per esempio, si visita una capitale europea con tante attrazioni, si può pensare di visitare il museo al mattino e di lasciare il pomeriggio all’ozio e al passeggio senza meta, oppure al relax in albergo o sulla terrazza di un bar. Se si è al mare, invece di obbligarsi a stare in spiaggia tutta la giornata anche quando non se ne ha voglia, si può pensare di dedicare mezza giornata alla vita di mare e lasciare l’altra metà a fare quello che ci viene in mente, che può essere ancora la spiaggia, ma senza sentirsi obbligati a dover catturare ogni singolo raggio di sole per avere l’abbronzatura più intensa possibile.

Fare quello che si ha voglia di fare: Le vacanze devono essere un piacere, e l’unico dovere deve essere quello di stare bene. E quale piacere più grande c’è di quello di poter fare finalmente quello che abbiamo voglia senza pensarci troppo o fare troppi programmi? Se si è al mare si può decidere ogni singolo giorno come si vuole passare la giornata: si può andare in spiaggia, oppure si può fare un’escursione nella città vicina che avremmo voluto visitare da tanto tempo, oppure potremo stare spaparanzati sul lettino in giardino o in terrazza leggendo un buon libro. L’importante è seguire i nostri desideri del momento, le nostre inclinazioni o le nostre sensazioni senza sentirsi in dovere di fare altre cose che non siano quelle che desideriamo in quel preciso istante della giornata. Limitare gli eccessi: Si sa, in vacanza è più facile lasciarsi andare alle nostre debolezze, un bicchierino in più, una coppa in più di gelato, una grigliata di carne a metà settimana. Come è normale stare più tempo svegli la notte e andare a dormire un po’ più tardi del solito. Questi sono tutti comportamenti più che adeguati, del resto se non ce li si concede in vacanza…. Dall’altro lato gli eccessi continui mettono sotto pressione il nostro organismo e la nostra mente rendendo più difficile il riposo e il recupero delle energie. Quindi, ben vengano le concessioni che non ci facciamo


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durante l’anno, ma senza esagerare troppo. Passare del tempo con le persone care: Sembra una cosa scontata, ma lo stare con le persone a noi care, i figli, il partner, la famiglia aiuta moltissimo a sentirci meglio e a riposarci, anche se non si fanno particolari attività. Una passeggiata con il nostro anziano genitore, un bagno nella vasca con il/la nostra partner, prenderci il tempo di giocare con i nostri bambini o di leggere loro una favola la sera, sono piccole attività, che magari si possono sottovalutare ma che sono delle vere fonti di energia e di carica che non dobbiamo assolutamente sottovalutare, ma che, anzi, dovremmo mettere al centro di tutti i nostri programmi per le vacanze. Questi sono alcuni consigli che possono risultare molto utili, sia in fase di programmazione delle ferie, che quando in ferie si è già e si vuole decidere come trascorrere il periodo di meritato riposo. In generale vale la regola di fare quello che ci piace senza però aggiungere ulteriore stress. Quando ci si sente a disagio e troppo stanchi in vacanza bisogna cambiare modo di fare, perché, non lo dobbiamo dimenticare mai, le vacanze devono essere un piacere, non una ulteriore fonte di stress e di stanchezza, altrimenti che vacanze sono? Buone vacanze.


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Federico Circiello di Tommaso Gandino

Un diploma di sommelier e uno di barman, corsi su formaggi e vini. Uno chef preparato che ci ospita nella sua Trattoria del Pesce

Da dove viene la passione per il cibo? «Fin da piccolo ho iniziato con la scuola alberghiera, prima con la cucina e poi mi sono perfezionato in sala. Subito dopo ho iniziato a lavorare in diversi alberghi e ristoranti». Da chi ha imparato a cucinare? «Ho girato molto, visto diverse cucine e servizi di sala». Gli ingredienti d’obbligo per quest’anno? «Prima di tutto di qualità. In un piatto di tradizione italiana l’ingrediente principale della ricetta deve prevalere, senza essere sovrastato dagli altri ingredienti che devono essere il suo accompagnamento». L’ultima volta che ha fatto la spesa? «Ai mercati di frutta e verdura e a quelli del pesce. Per la mia nuova Trattoria del Pesce, aperta da poco a Monteverde, vado spesso a fare la spesa ed è lì che nascono le idee: per mangiare bene non è necessario spendere tanto, si possono fare grandi

ricette anche con materie prime povere». La volta in cui le hanno rifilato una fregatura al mercato. «Bisogna sempre tenere in considerazione i cinque sensi quando si fa la spesa e la stagione in cui ci si trova». Quanto conta la passione nel suo mestiere? «È tutto, anche perché si sa quando si inizia e mai quando finisce il servizio». È cambiato il modo di mangiare? «Sì, tanto. Ormai si può mangiare di tutto in una città come Roma, di sicuro ultimamente il cliente è aggiornato e informato, conosce le materie prime, i vini, grazie anche al boom mediatico della cucina in Tv». Un piatto che non dovremmo perdere? «La cosa più difficile è fare un piatto semplice, tipo una pasta fresca con gamberi rossi e limone di Amalfi: la frutta di pesce sembra facile, ma spesso è proprio lì che si vede la differenza».


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Il Danubio

di Andrea Camera

I

Un rustico di ottima tradizione napoletana che si trova nei chioschetti della città

l Danubio è un rustico di origine napoletana, un tempo chiamato anche “danubiana” o “brioche al pizzico”. Napoli ha un’ottima tradizione di torte salate e di rustici, per non parlare dei mille stuzzichini che puoi trovare dal fornaio o nei chioschetti per strada: è una abitudine frequente a Napoli passeggiare facendo piccoli spuntini e gustando per la strada prelibatezze salate, oppure consumarle per il pranzo durante la pausa dal lavoro. I rustici della cucina napoletana si possono più o meno dividere in due tipologie: i rustici con pasta lievitata, tra cui il babà salato, il Danubio o il casatiello e quelli fatti di pasta “frolla” che è leggermente dolce, ripiena di ingredienti salati, che tradizionalmente vengono chiamati semplicemente con il nome di “rustici”. Passiamo al Danubio: è una gustosa torta salata con pasta lievitata formata da una serie di “palline”, ciascuna delle quali è ripiena di ingredienti salati: queste palline ripiene o meglio “imbottite” come si usa dire a Napoli, vengono accostate le une alle altre all’interno di una teglia tonda: queste palline in seguito alla lievitazione e alla cottura, diventano una torta unica in cui resta una

leggera divisione tra ognuna di esse in modo che possono essere facilmente staccate dai commensali e gustate come se fossero semplici e simpatici panini dalla consistenza morbidissima. Di cosa si riempiono questi panini? Secondo la tradizione culinaria napoletana si possono riempire di qualsiasi cosa di salato avanzi nel frigo o nella dispensa. Ma il “classico” ripieno (imbottitura) è fatta di salame e provola, tagliati a dadini molto piccoli. Il rustico Danubio è quindi fatto spesso per riutilizzare gli avanzi: infatti le singole “palline” possono anche avere un diverso ripieno tra di loro. È molto importante come si serve: si mette al centro della tavola, magari in un cesto di vimini, e ogni commensale si serve da solo prendendo la pallina che più lo “intriga”…..c’è chi preferisce una di quelle del bordo, chi invece aspetta di prendere quelle centrali……a ognuno il suo gusto. Generalmente questo rustico, assieme al Casatiello, viene preparato nel periodo pasquale: secondo la tradizione a Napoli, dopo la veglia pasquale, ci si ritrova a “spezzare la gloria”, cioè a terminare il digiuno pasquale mangiando diverse


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specialità culinarie tra cui il Danubio. Esistono diverse teorie sulle origini del Danubio e sul suo suggestivo nome, strano per la Campania. A parte le diverse testimonianze sulla cucina tradizionale campana, primi i testi sono risalenti alla fine del diciassettesimo secolo e narrano di una pietanza di una cucina “nobile, ricca”, per pochi. Ma nel 1803 Vincenzo Agnolotti nella sua opera “La nuova cucina economica” prende in considerazione la cucina povera di tutta Italia: per la cucina napoletana parla di una pizza rustica , forse un’antenata dei rustici napoletani, e suggerisce: «….Quando avrete messo il lievito con due libbre di farina, dopo dieci ore ve ne aggiungerete altre due libbre, quattro uova, quattr’once di zucchero, un poco di sale, dieci once di strutto, acqua tiepida a discrezione e fettine di provatura, di prosciutto o di ventresca. Indi fate la pizza e quando sarà lievitata fatela cuocere e servitela come il solito. Questa pasta la potrete fare anche senza nessun uovo….». Questa cucina popolana, giunge poi sulle tavole della corte di Ferdinando I di Borbone a Napoli che diede una grande risalto alla cucina popolare poiché era letteralmente “appassionato” ai maccheroni. La spiegazione più semplice per la nascita del Danubio sembrano quindi origini prettamente napoletane, senza una precisa collocazione storica: il suo nome sembra giustificato dalla struttura dello strato superiore del rustico, come la superficie del “Danubio” increspata dalle onde: visione sicuramente romantica e fantasiosa tipica dell’animo dei napoletani. Esiste anche una teoria molto “napoletana” ad opera di un napoletano DOC: Mario Scaturchio, titolare di una delle più antiche e famose pasticcerie napoletane omonime. Scaturchio sostiene che il “Danubio” fu inventato da sua zia materna di origini austriache.  Ultima teoria: Ferdinando I di Borbone sposò nel 1768 Maria Carolina di Asburgo-Lorena di origine austriaca che diede il via ad un perfetto connubio gastronomico tra la cucina viennese e quella tradizionale locale. In Austria ci sono tracce antiche di un dolce di nome “buchteln”, di origini boeme, con la stessa struttura del “Danubio”, anche se dolce, ripieno di una confettura di prugne senza zucchero.

Ingredienti per la pasta:

550gr di farina 00 250ml di latte 60ml di olio di semi di mais 1 uovo 1 tuorlo per spennellare 2 cucchiaini di sale 15gr di lievito di birra fresco  

Ingredienti per il ripieno: Preparazione:

7 fettine di salame napoletano 70gr di scamorza  

Fate intiepidire il latte e scioglietevi il lievito di birra. In una ciotola mettete la farina con l’uovo, l’olio e il lievito sciolto nel latte, sale e impastate con molta energia per 10 minuti circa. Coprite la ciotola con uno strofinaccio e lasciate lievitare l’impasto. Una volta lievitato, fate delle palline da 80gr circa ciascuna. Stendete ognuna delle palline senza utensili, ma solo con le mani, e mettete al centro di ognuna un pezzo di scamorza e di uno di salame napoletano. Quindi richiudete le palline e mettetele in uno stampo imburrato (o rivestito con la carta forno), possibilmente di quelli che si aprono lateralmente. Mi raccomando di distanziare le palline tra loro perché in seguito alla seconda lievitazione diventeranno più grandi. A questo punto lasciate nuovamente lievitare le palline per altri 20 minuti circa. Quindi spennellate con del tuorlo d’uovo tutta la superficie del Danubio. Riscaldare il forno a 160° e cuocete il Danubio per 25 minuti circa. Lasciatelo raffreddare un po’ e, se non lo servite e mangiate subito abbiate cura di conservatelo in sacchetto per alimenti per garantirne la freschezza e morbidezza. Provate a prepararlo e servirlo: avrete un sicuro successo!!!! 


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Psicologia: Settembre, il momento dei buoni propositi Strategie per fare in modo che i buoni propositi non rimangano tali di Andrea Ungarelli

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er moltissime persone i mesi di Settembre e Gennaio coincidono. Cos’hanno in comune un mese che è ancora il larga parte estivo e il mese più invernale di tutti? Per molti questi sono i mesi dei buoni propositi. - “Vabbeh, per quest’estate non sono riuscita a dimagrire, ma da Settembre mi metto a dieta!” - “A settembre devo assolutamente cominciare ad andare in palestra” - “Appena finite le vacanze devo assolutamente dire al mio capo che la smetta di dare tutti gli incarichi importanti a Giovanni e cominci a darmi più responsabilità. Devo

proprio fargli un bel discorso.” - “Da Settembre mi iscrivo al corso di ballo/ teatro ecc.” - “Anche quest’estate non ho trovato la fidanzata (o il fidanzato), a Settembre ci devo assolutamente riuscire.” Questi sono solo alcuni esempi di frasi che ci può capitare di ascoltare, magari ancora sotto l’ombrellone, o che ci può capitare di rivolgere a noi stessi nel nostro solito momento di slancio pre-settembrino. Quello che accade nella maggior parte dei casi è che queste rimangono sempre delle buone inten-


zioni. Non si inizierà nessuna dieta, non si troverà mai il coraggio di parlare chiaramente al nostro capo o di invitare la bella vicina o il bel vicino a prendere un caffè. Come non ci si iscriverà in nessuna palestra, o a nessun corso di ballo o di teatro. Salvo poi, ala prima occasione (di solito in Gennaio) ricominciare a farci promesse che non sapremo mantenere. Come si può uscire da questo circolo vizioso? Ecco alcuni suggerimenti di ordine pratico che ci possono aiutare a tradurre in azione quelli che di solito restano sempre e solo dei buoni propositi: Chi s’illude si delude (e si deprime): Quando cominciamo a pensare ai nostri buoni propositi di solito ci illudiamo che questa sia la volta buona, che metteremo in pratica i nostri progetti e raggiungeremo il nostro obiettivo qualunque esso sia. Arrivati però al dunque, la pigrizia, gli impegni o la nostra mancanza di volontà ci fanno capire che anche questa volta non ci riusciremo. Di conseguenza dopo esserci illusi arriva la delusione di non essere riusciti a fare nulla

neanche questa volta. Il passo successivo è la depressione e la conseguente rinuncia ai nostri progetti. Quindi, per evitare questo meccanismo può essere utile evitare di illudersi, ma essere fin da subito scettici nei nostri riguardi. Se non ci siamo riusciti fino ad oggi, perché dovremmo riuscirci proprio adesso? Cosa ce lo fa pensare? Invece di dire a noi stessi: “A Settembre farò quella cosa, costi quel che costi”, può essere più efficace dire a noi stessi qualcosa del tipo: “ A Settembre mi piacerebbe tanto….. chissà se que-

sta volta ci riuscirò”. Questa potrebbe sembrare una tattica rinunciataria, in realtà serve ad essere più realisti e ad evitare di metterci in anticipo sotto stress, uno stress che ci sarà di ostacolo quando dovremo passare all’azione. La scala da 0 a 10: Una volta che avremo evitato di deluderci in seguito alle nostre illusioni potremo stabilire una strategia, un percorso a tappe che ci porterà dalla nostra situazione attuale a quella in cui avremo messo in pratica i nostri progetti. Ci possiamo


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immaginare una scala che va da 0 a 10, dove 0 è il punto in cui siamo oggi e 10 il momento in cui avremo invece ottenuto quello che desideriamo. Se vogliamo metterci a dieta e perdere 10 kg nel corso dell’anno potremmo decidere quale dieta seguire e concentrarci su un singolo kg alla volta, oppure sul singolo giorno di dieta. Se vogliamo andare in palestra, invece di pensare alla fatica di andarci 2-3 volte la settimana per un intero anno, ci potremo concentrare su ogni singola volta: cioè, il nostro obiettivo deve essere quello di andarci il lunedì, poi quello di andarci il mercoledì e così via. Se il nostro obiettivo è invitare ad uscire la nostra vicina a cui per timidezza non rivolgiamo la parola, potremo cominciare con il salutarla sul pianerottolo al mattino, per poi invitarla a prendere un caffè e così via, fino ad entrare in intimità e alzare il tiro con un invito a cena. Questa strategia ci porta a fare un’altra importante considerazione. Diceva il filosofo cinese Lao Tzu che: “Anche un viaggio di 10.000 km comincia con un piccolo pas-

so.” Qualunque sia il nostro scopo, non lo raggiungeremo mai se non cominciamo ad agire. Se noi pensiamo che dobbiamo scalare una montagna altissima ci scoraggeremo e non vedremo che una scalata è fatta di piccole tappe. Si sale metro per metro, non si può arrivare alla cima con un salto. Quindi, pensiamo quale potrebbe essere la più piccola azione che, facendola, ci potrebbe far dire di aver cominciato a lavorare per ottenere il nostro scopo e mettiamola in pratica. Sarà una cosa piccola, ma sarà già un inizio, e non saremo più al punto di partenza. Come dicevano i nonni in Abruzzo: “Una mollica di pane sembra poca cosa, ma con le molliche si fanno le pagnotte”. Quindi evitiamo di illuderci per poi deluderci e di conseguenza deprimerci lasciando tutto come sta. Stabiliamo una strategia, disegniamo un percorso a tappe, e poi, partendo dalla cosa più piccola, cominciamo ad agire. Scopriremo che questa volta, e questa volta per davvero, i nostri non rimarranno solo dei buoni propositi, ma si trasformeranno in desideri realizzati. In bocca al lupo.


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Emanuele Torbaroni fa festa a Fregene di Tommaso Gandino

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rande festa di Compleanno al Circolo Levante di Fregene per il compleanno di Emanuele Tornaboni. Ricevimento a sorpresa organizzata dalla sua dolce metà Alexia. Erano presenti all’evento Pietro Tornaboni, Attilio Romita, Alessia Mertz, Luigia Latteri, Fabiano Lofaro....


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Guglielmo Giovanelli Marconi

di Tommaso Gandino

Il principe vive una situazione privilegiata inferiore a tanti altri, perchè a suo avviso la casta politica di oggi ha preso il posto (in peggio) della vecchia aristocrazia

La sua grande passione? La storia, da quattro anni sono autore del programma Tv di Rete Oro “Il cenacolo delle vie della tradizione” il venerdì sera. Lei da più importanza all’essere o all’apparire? Io sono un uomo tradizionale e quindi per me l’essere è la base; purtroppo in quest’epoca per mostrare l’essere ogni tanto bisogna apparire. Del suo mondo, cosa non le piace? L’ignoranza che spesso appare più della cultura e del livello.

Quanto è importante per lei il superfluo? Mi dica una cosa “inutile” che le piace fare. Il superfluo fa inevitabilmente parte della complessità di una persona; nel mio caso sistemare e riposizionare i libri nella mia biblioteca. Meglio l’uso o il possesso? Dipende dall’importanza dell’oggetto. Cos’è per lei la ricchezza? La ricchezza può avere solo un’ammisibilità: venire usata per realizzare le proprie aspirazioni e per aiutare il prossimo.


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Principe possiamo dire che lei vive una situazione privilegiata… Meno di tanti altri, perché a mio avviso la casta politica di oggi ha preso il posto (in peggio) della vecchia aristocrazia. Il regalo che fa più spesso? A una donna un foular, a un uomo un libro. Se dovesse sacrificare qualcosa della sua vita, cosa sacrificherebbe? Il sonno. Si è mai sentito una poltrona nei salotti buoni… Poche volte Si, molte volte No. Giovanelli Marconi che cosa vorrebbe che non si dicesse sul suo conto? L’avarizia. Se le sue amicizie finissero domani, potrebbe iniziare una nuova vita? Certo, perché come dicevo prima credo

molto nell’essere. Il sogno che non ha ancora realizzato? Il matrimonio e figli. Un viaggio mentale che fa più spesso e un viaggio reale che vorrebbe fare? Un viaggio mentale nel Rinascimento europeo, un viaggio reale che vorrei fare è in Giappone. Reincarnazione: se potesse rinascere, chi vorrebbe essere? L’imperatore Marco Aurelio.


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Giancarlo Bornigia di Barbara Braghin

è

grande personaggio scomparso nella notte del 21 agosto

 scomparso nella notte del 21 agosto, all’età di 82 anni, Giancarlo Bornigia, fondatore del Piper Club di Roma, lo storico e più antico club d›Italia, a cui diede vita nel 1965. Un grande personaggio che contribuì a creare un fermento artistico italiano e un locale di riferimento che lanciò personaggi come Patty Pravo e Renato Zero. Musica e arte erano le sue passioni. Infatti al Piper Club portò opere d›arte contemporanee tra cui due dipinti di Andy Warhol, alcuni di Schifano e opere di Piero Manzoni e di Mario Cintoli. All›esordio suonarono nel locale i migliori artisti della beat generation italiana tra i quali i The Rokes, i Rokketti, l›Equipe 84 e Le Pecore Nere presto affiancati da Fred Bongusto, Dik Dik, Renato Zero, Romina Power, Gabriella Ferri e Rita Pavone.  E poi ancora Mal, Mimi Bertè (successivamente Mia Martini), Loredana Bertè, Renato Zero e Mita Medici. Grande innovatore in Italia per quando riguarda il contesto internazionale, e fu proprio lui a portare per la prima volta in Italia e a Roma personaggi come  Rolling

Stones, Genesis, Who, Pink Floyd (il 18 e il 19 aprile 1968) e un giovanissimo Jimi Hendrix. In una delle sue ultime interviste, ricordando il concerto dei Genesis al Piper, Giancarlo Bornigia raccontava: «Tutti i concerti di allora al Piper erano degli eventi, per tanti i Genesis erano un gruppo come un altro, ma comunque il pubblico affollava i locali per ascoltare musica, per conoscerne di nuova e farlo condividendo l›esperienza. Allora tanti gruppi stranieri non erano conosciuti a tutti in Italia, come oggi, per cui per esempio ci è anche capitato che gli Who, dopo il concerto al palazzetto, passassero così al Piper e improvissassero un concerto anche qui... con gli spettatori che osservavano pronti a recepire le nuove esperienze». Punto di riferimento per generazioni, Giancarlo Bornigia ha cambiato il modo di ballare, vestire e vivere, portando innovazioni culturali e nuove mode, attraverso la fondazione e lo sviluppo del clubbing romano e italiano con locali storici come Gilda e Alien. Un personaggio da ricordare. Sempre con noi, Forever with us.


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Anteprima Roma Sposa di Barbara Braghin

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i è svolta a Roma “Anteprima Roma Sposa” dal 26 al 29 settembre scorso, presso il Palazzo dei Congressi all’Eur. Quattro giorni per mostrare tendenze e mode del wedding, ispirando sogni e desideri dei giovani innamorati. La kermesse fieristica è l’anticipazione dell’evento Roma Sposa che si terrà nel 2014, diventato un “must” per tutte le coppie che hanno deciso di compiere il grande passo. Giunta alla sua 14° edizione, Anteprima Roma Sposa è sempre all’avanguardia nell’intercettare e catturare le ultime tendenze del settore. I visitatori hanno potuto conoscere le nuove proposte e le soluzioni migliori per organizzare in ogni singolo dettaglio il giorno del proprio matrimonio. Le oltre 200 aziende espositrici hanno presentato tante idee e suggerimenti per la cerimonia nuziale, dall’abito al ricevimento. I nuovi modelli della couture hanno dominato


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le sfilate dell’evento: grande importanza alle nuove firme della moda che hanno sfilato con abiti da sposa e da cerimonia e che hanno dedicato momenti specifici all’universo maschile con delle passerelle dedicate. Quest’anno, in contemporanea con Anteprima Roma Sposa, ha avuto luogo la prima edizione di Roma Beauty Show, il Salone delle Bellezza e del benessere, che ha offerto ai visitatori soluzioni per il Beauty ed il Wellness ricercate e personali. Roma Beauty Show permette a tutti, futuri sposi e non, di conoscere tecniche e prodotti innovati per migliorare il proprio aspetto ed essere sempre in forma. Se si è alla ricerca di un make-up particolare o si vogliono conoscere i beauty center-spa


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o gli hair-stylist in voga, Roma Beauty Show diventa un appuntamento imperdibile. L’evento ha offerto numerose dimostrazioni pratiche e seminari specifici sul mondo del Beauty che hanno spaziato dai cosmetici, ai massaggi, ai tatoo fino a giungere alle pratiche di agopuntura, fisioterapia, yoga e medicina estetica. Le rassegne erano aperte al pubblico con ingresso gratuito.


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Premio L’Oreal Paris CAD di Barbara Braghin

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e un giorno, acquistando un prodotto L’Oreal Paris, presso un punto vendita CAD Igiene & Bellezza ti trovassi ospite in un mega hotel di Piazza San Marco a Venezia e poi alla visione di un film della 70 Mostra d’Arte Cinematografica, tra divi e divine, penseresti che sia un sogno? Penseresti che potresti essere tu la fortunata? Si, lo potresti pensare. Perché è successo alla blogger e cabarettista Barbara Braghin, che, in un negozio CAD di Rovigo, ha acquistato dei prodotti L’Oreal e ha vinto un bellissimo soggiorno a Venezia con un trattamento da diva. Quindici i fortunati vincitori che hanno partecipato e vinto un sogno ad occhi aperti e sono stati ospiti, il tre e quattro settembre, presso l’Hotel Monaco & Grand Canal San Marco, un albergo con un bel passato nella storia dell’ospitalità e della ristorazione, arricchito, dopo i lavori di restauro, di un autentico monumento della Venezianità: il Ridotto di Palazzo Dandolo. E, arrivati a

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Venezia, subito dopo pranzo, hanno fatto il gondola tour, attraversando i canali di Venezia e il Canal Grande ammirandone il tutto. Nel pomeriggio, le signore, come delle star sono state truccate dalle professioniste dello Staff L’Oreal Paris, che hanno realizzato per loro il trucco in base al look serale di ognuno. Per la Barbara Braghin la scelta era il nero e fuxia. La serata per i divi e le dive è iniziata con la cena di pesce nel bellissimo ristorante Il Giglio, dove trattati come dei veri principi e principesse, hanno deliziato di un’ottima cena a base di pesce accompagnata da ottimo vino. Poi, è arrivato il momento magico della serata: motoscafo verso il Lido di Venezia, foto, flash, giro all’hotel Excelsior e poi direzione Palazzo del Cinema. Ed è così che i fortunati vincitori, tra i quali Barbara Braghin, sono entrati nella location più ambita alla visione del cortometraggio Disney Mickey Mouse ‘O Sole Minnie (fuori concorso) e del film Harlock: Space Pirate 3D (fuori concorso). La Sala Grande era piena e il pubblico tutti con gli occhiali rossi per la visione in 3D. Finita la proiezione, i vincitori del premio L’Oreal Paris CAD, hanno ripreso il motoscafo e sono ritornati a Piazza San Marco. Lo staff di Ovo Studio agenzia di comunicazione, quello di CAD, e l’accompagnatrice che ha seguito il gruppo, è stato molto professionale e gentile. Con l’acquisto di un prodotto L’Oreal Paris presso un negozio CAD, si può davvero realizzare un sogno. E che sogno! L’ingresso alla 70 Mostra del Cinema di Venezia.


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Il manuale del rimorchio in Metro di Sofia

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Bastano 1 euro e 50 centesimi per trovare l’amore a Roma. Il rimorchio corre sulla Metro!

o rivela un sondaggio condotto dalla sessuologa Serenella Salomoni; per due romani su dieci, la metro è il luogo pubblico migliore della città dove innamorarsi. Tantissimi, a quanto pare, hanno avuto una storia d’amore dopo un fugace incontro avvenuto nei vagoni della metropolitana… Non ci stupisce, molti romani ogni giorno prendono metro e mezzi pubblici per andare a lavorare e ci trascorrono in media 45 minuti quotidiani. E tra la pagina di un libro che si finge di leggere, uno spionaggio amoroso attraverso il riflesso del finestrino e una finta

perdita di equilibrio si costruisce un vero e proprio flirt. I viaggiatori e le viaggiatrici romane hanno un vero e proprio codice comportamentale da seguire per portare a termine la missione «acchiappaggio».  

Primo approccio

Lo sguardo è sempre galeotto dei grandi e piccoli amori, magari accompagnato da un timido sorriso. Più della metà degli intervistati ammette di sfruttare anche banali convenevoli per approcciare, come un commento su un libro o su un articolo di giornale che si sta leggendo o la richiesta di informazione sugli orari.


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che sia quella verso cui è diretto o chi, oramai cotto e stracotto, lo fotografa addirittura per portarsi l’immagine tanto desiderata a casa o magari mostrarla agli amici.

Appuntamento!

C’è chi invece preferisce giocare di galanteria, come cedere il proprio posto a sedere (ci vuole coraggio e tanta bontà!), cedere il passo dinanzi alla porta del vagone, chiedere se il treno sta andando nella direzione giusta (un po’ da sfigati imbranati questa escamotage) o, meglio ancora, fare apprezzamenti sul cane dell’altro (anche se ti sta sbavando sui piedi da mezz’ora). Quelli sfrontati che subito dichiarano il proprio interesse, appartengono solo ad una piccola percentuale : è difficile biasimare chi non riesce a fare il disinvolto/a davanti a cinquanta persone che sono ammassate nel vagone di una metro capitolina.  La fase della conquista Una volta conosciuta la persona che ha attirato la nostra attenzione, è arrivato il momento di studiare i suoi spostamenti senza rischiare di apparire uno/a stalker. E a questo punto la regolare quotidianità dei viaggi in metropolitana favorisce il ripetersi di incontri che nel 63% dei casi vengono volutamente cercati. Ecco allora la meticolosa puntualità con l’orario del giorno prima e la scelta della stessa carrozza nella speranza di una nuova e decisiva occasione con l’oggetto del proprio desiderio. C’è addirittura chi si sacrifica per amore e scende alla fermata dell’amato senza

Qualora tutti questi studi approfonditi su orari, abitudini e routine altrui risultassero ben compiuti, arriverebbe il momento giusto per giocarci la carta dell”invito’ e, quindi, del numero di telefono per ‘accordarsi’: un caffè o un pranzo veloce di mattina, un gustoso e stuzzicante aperitivo sulla via del ritorno. Chi lo sa, la preda conquistata potrebbe anche prenotarsi per una cena, già desiderosa da tanto tempo di conoscere il suo partner metropolitano. Sembra strano? Allora aspettate a sapere che ben il 33% delle storie d’amore iniziate nei vagoni della metro sono convolate a nozze: non c’è che dire, l’alcova d’amore della metropolitana ha superato anche la fruttuosa prolificazione di amori duraturi nati sulla rete e su Fb. Eravate quelli che si lamentavano dei costi, dei disagi e dei ritardi della metro? Beh, miscredenti: non sapete quante sorprese quelle vecchie carrozze piene di graffiti possano riservarvi! Armatevi di sex appeal, di buon profumo e di un biglietto e partite verso una nuova conquista sui binari. Sperando che il lezzo e la ressa di centinaia di persone non riescano a fermare la vostra corsa sentimentale…

a cura di www.sexandrome.it


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Reportage: Arrivano le “Stanze dell’Amore” di Sabina Cuccaro

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ndare ogni volta in albergo per consumare una passione occasionale o per passare un po’ di tempo con l’amante è un lusso che, in tempi di crisi, i romani non possono più permettersi. Arrivare a fine mese è sempre più una chimera per casalinghe e pensionate. “Una mano lava l’altra” e così, per arrotondare, le casalinghe romane affittano la loro camera da letto a coppie di amanti. Quelle che hanno spirito imprenditoriale fanno anche da gancio: hanno, cioè, un giro di ragazze che forniscono ai clienti. Mi spaccio per una fidanzatina che ha la fantasia di guardare il suo uomo mentre amoreggia con un’altra e chiamo Renata (nome di fantasia), il miglior gancio di Centocelle. “Nessun problema” risponde, “basta dare i soldi in anticipo, 50 euro per la stanza e altri 50 per la ragazza. Te la trovo io”.


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Reportage: I parcheggi di scambio a Roma di Sabina Cuccaro

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Roma, caput del car parking sex, è anche la capitale dei perversi: il “dogging” (lo scambio di coppia nei parcheggi) e il voyeurismo (espressione raffinata per definire i guardoni) sono all’ordine del giorno. Dalle Terme di Caracalla al parcheggio del Palazzetto dello Sport, passando per il Fungo dell’Eur e il piazzale dietro la Farnesina, i posti per il sesso en plein air non mancano di certo.  E chi vuole farsi una gitarella fuori porta arriva fino alle piazzole di sosta della Roma-Civitavecchia. Dalle 22.30 in poi c’è un bel via vai. Si rimane in auto, ci si scruta e se le coppie si piacciono, si scambia il marito o la moglie, o marito con marito (dipende dai gusti). Venerdì sera, armata di coraggio e autoreggenti, mi fingo una guardona in cerca di nuove esperienze a Caracalla. La strada che da piazza Numa Pompilio porta al Circo Massimo ha una piccola carreggiata laterale che termina su un’area verde, è qui che avvengono gli incontri. ∫ In genere vengo qui il venerdì, mi dice Alessio, avvocato 40enne. E spiega che negli scambi di coppia ci sono delle regole ben definite: “I partecipanti restano all’interno delle proprie

auto, i segnali per riconoscersi sono gli abbaglianti o le quattro frecce, poi le auto si accostano”. Se ci si piace, parte lo scambio, nell’auto o anche all’aria aperta.  I più pudici proseguono negli appartamenti ∫ Ci sono 2 auto parcheggiate, do’ una sbirciatina dentro: due coppiette si stanno dando da fare. Arriva un tipo strano, un 50enne calvo, basso e occhialuto, il classico padre di famiglia. Si mette a guardare dentro una macchina. io faccio lo stesso. A un certo punto, lei scende e mi invita ad entrare, non so che inventarmi: “A me piace solo guardare” me la cavo. Al mio posto entra il bassotto. Anche nell’altra macchina, una vecchia Passat, c’è movimento. Si sta godendo lo spettacolo un ragazzo alto e magro, naso aquilino, un Gargamella de noantri. Poco dopo, dalla macchina esce lei: un po’ in carne, capelli neri e arruffati, e inizia a trastullarsi con Gargamella. Il marito resta in  macchina a guardare (e a masturbarsi). A un certo punto, realizzo di essere l’unica donna sola! E la cosa non mi fa piacere. Piano piano sgattaiolo nella mia smart e metto in moto. Mi bussano al finestrino, “Stai andando al Fungo?” mi chiede il bassotto. Scappo.


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