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NEWS - INTERVISTE - EVENTI - ARTE - RECENSIONI - FICTION

A SOLI

·

NUMERO 4 GENNAIO 2014

SPECIALE SCI-FI 2014 I film piu attesi dell’anno Saving Mr. Banks Buon Compleanno Mary Poppins

Capitan Harlock

Downton Abbey - La terza stagione

© 2013 Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc. and Columbia Pictures Industries, Inc. All Rights Reserved.

American Hustle - L’apparenza inganna


JUST CINEMA I N 3 DICEMBRE 2013

I dati dicono che in Italia le edicole continuano a chiudere proprio come gli editori che hanno nella carta la propria entrata principale. In verità, spesso anche gli investitori credono che ormai la carta sia buona solo per usi meno nobili della lettura. Non sto qui ad aprire un dibattito stile “conservatori e progressisti”, ognuno scelga il suo modo di leggere, l’importante è che legga qualcosa che non sia solo una news stile Twitter. Poi se Internet, come pare, sta ripetendo gli errori della carta, è solo perché un media non cambia le persone che stanno dietro un progetto. Se milioni di “like” su Facebook non sono veri, come se il 61% del traffico sul web non è generato da persone in carne e ossa, ma dai cosidetti bot... non è un problema del media. Chi fa tutto questo lo fa per raccogliere più pubblicità. Alla fine chi mentiva con la carta adesso ha trovato un modo meno costoso e più facile per continuarlo a fare. Chi invece vive di lettori veri, deve vedersela con i vari mercati e cercare le proprie soluzioni. Noi il 18 gennaio, sul nostro Facebook (Just Cinema) e sito internet (www.justcinema.it), lanceremo un’iniziativa che ci auguriamo raccolga il vostro consenso. Ne parleremo il 18 gennaio e possiamo solo dirvi che sarà una grossa e interessante novità. Vi aspettiamo e magari con uno di quei like veri, non comprati al mercato nero dove 1 000 000 di “mi piace” viene venduto a 60 euro. A noi bastano 30 “così mi piacete davvero” e siamo certi che varranno di più di un milione di persone che esistono solo su un computer di qualche pirata informatico siberiano. Un affettuoso arrivederci, Dario Maria Gulli

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A SOLI

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NUMERO 4 GENNAIO 2014

SPECIALE SCI-FI 2014 I film piu attesi dell’anno Saving Mr. Banks Buon Compleanno Mary Poppins

Capitan Harlock

Downton Abbey - La terza stagione

American Hustle - L’apparenza inganna

© 2013 Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc. and Columbia Pictures Industries, Inc. All Rights Reserved.

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AMERICAN HUSTLE

Jennifer Lawrence è Rosalyn Rosenfeld Jeremy Renner è Carmine Polito

JUST CINEMA

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“IL MIO SEGRETO? RACCONTO QUELLO CHE HO VISSUTO” DAVID O. RUSSELL

AMERICAN HUSTLE

BLOW UP

Amy Adams è Sydney Prosser

di MAURIZIO ERMISINO

C’È CHI PORTA I CAPELLI

il riporto (Christian Bale), con chi venire i capelli ricci (Bradley si mette i rolli per farsi una pettinatura a banana Cooper), chi li porta con (Jeremy Renner) e chi mette i bigodini per avere si dei boccoli più scenografici possibile (Amy Adams e Jennifer Lawrence). Ognuno si trucca per sembrare quello che non è. Sono i personaggi di American Hustle, come se dovessero interpretareche vivono la truffa un ruolo. Il film di David O. Russel è una storia vera, quella di Irving Rosenfeld (Bale) e della sua amante Sydney (Adams) truffatori beccati con le mani nel sacco dall’agente Richie DiMaso (Cooper), FBI che inganno ai danni del politicoli costringe e ordire un e di altri pezzi grossi. Stiamo Carmine Polito (Renner) proprio con Russell, hanno parlando di attori che, vinto o sfiorato l’Oscar. È evidente che il regista di dei maestri nella direzione The Fighter oggi è uno degli attori. Ma qual è suo segreto? “Racconto il quello lo avvertono” ci ha raccontato che ho vissuto e loro Russell, a Roma per presentare il film. “Sento i personaggi vicini al mio cuore, e i miei attori sanno da dove vengono. Hanno visto i miei altri film o vi hanno Niro anche ha avuto esperienze recitato. Anche De simili alle mie”. “Voglio creare ruoli che siano degni “Vado a casa loro e faccio dei miei attori” continua. i costruire personaggi che provini per loro, cerco di per loro valgano la pena, li spingano a cimentarsi che e a rischiare”. Raccontare quello che si è vissuto. È proprio questa la chiave per rendere vibrante quello che si racconta. American Hustle nasce da una sceneggiatura preesistente, come Il lato positivo nasceva da un (che Russell aveva adattato libro che morisse). Ma Russell per Sidney Pollack prima ha dentro molto di personale. riscritto tutto mettendoci “Sono diventato un regista diverso grazie alla vita” ci confessa. “Dopo Three avevo perso la strada. Kings È stato un periodo difficile: avevo un bambino che soffre di disturbo bipolare passato molto tempo e ho a fargli trovare la strada giusta. Ho divorziato, sono stato al verde, e non ho fatto per sei anni. La vita mi film ha messo in ginocchio, mi ha fatto arrivare più vicino alla gente che racconto nei

DOCUME

NTARI

2014

Ally Derks

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JUST CINEMA • GENNAIO 2014

JUST CINEMA • GENNAIO 2014

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JUST CINEMA

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• GENNAI

O 2014

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all’Egitto fino ad storie arriv di donne, amore e ribelare alla Bulg divorzi ha, infatti, innelione da partaria. Le da part momenti e delle loro uom e di donnscato una serie di gran anche e malt delle Soapini. Il film de dive Kismet di ratta di rtimento quanto commozione che racco , sia dive segue sia i prot te dai rse soprattut , ma in Arab riguarda la raccontatontano com donne in agonisti condizion to per dal dest Vs Putin ia Saudita. T Istambul, dalle telene il modello vari paesi e femm ra differentiino in culla Pussy dedicato alla gli altri titoli inile ovelas M femminile po’ cafo per quan Riot cont guer gli altri: che, per e adottate da Pussy to ne ai nost ade in di note caso ro il Pres ra priva cambiato e sopra ri occh ta delle Story e  Ukraine is not , si rinco famiglie le idente ha colp volissimi mate ntrano. Tra le soap le loro vite. righe, abbi i un russo ito tutti riali di deejay il durissimo a Brothel state ferm - The per repertori, fatto vite dellesono destinateScritte da a di fatto Sound etiope ogni giorn donn ate ques la ferocia of tortu Femen - sved o che punk. donne a con re su una te ecce Affascinan e il docucambiare le e, prigionie o con i suoiese che si conn di una ntric cui sono mentario ragazza te anche Sep he cant mentre ri dai band connazion ette l’astronau anti ha iraniana iti del ideh stor cercano desideriam ta; dese ali presi che storia di di due Twin Sisters de vuole fare ia o che scappare in rto del Sina sempre sorelle Ams i, Israe gemellindicato alla mondo più un punt terdam dive le. “Noi e sepa o di inco del cine nti “Uno spaz rate ma.” ntro discutere io dove ci Conclude Allyper il Derks insieme si possa inco di lavo ri futur ntrare e i.”

JUST CINEMA • GENNAIO 2014

JUST CINEMA

• GENNAI

O 2014

71

.it ma tcinema Just Cine www.jus inema.it tc e s il Mens info@ju .4 Anno I n le ia di Roma r o it d E e r Tribunale il o s s Diretto a Gulli re zione p ri Registra Dario Ma . a t a t s NE dici S.p.A e di Te DIFFUSIOessaggerie Perio 0142 Milano Direttor eneri 2 V MEPE – M Bugatti, 15 – 2.84406067 Stefania re nsabile x0 to t o a F E p s – ia e 2 R V 2 e 95922 Direttor inotti Tel. 02/8 P i rvati. La Roberto ono rise parziale, in ogn s i t it ir d i o te i t n t le e a u t T m ione, to spressa Grafica riproduz linguaggio è e ati nella llina e it Paolo Te c ttivi genere Tutti i marchi to dei rispe ollabora Maurizio vietata. no di proprietà Hanno c ssi, Chiara Bua, Valeria a o, rivista soiritto Luca Ben Andrea Giordan no ia , il o m in E r, is , aventi d Erm nna umo Carlo La ario A. R AFIA Guidotti, i, Giulia Neri, M TIPOGR rd oli Longoba , Marco Spagn to nense uzione, Elisa Sciu via Nettu , e di prod a s le a c ia r le t s o u p m zian Zona indAriccia (Roma) Si ringra ne e gli uffici sta ollaborazione. io c z u te n ib tr ta s 00040 – 3493177 is d sa e co io z re p la Tel.: 06.9 per


JUST CINEMA • GENNAIO 2014

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SOMMARIO

GENNAIO

Sommario Gennaio 2014

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AGENDA Uno sguardo sugli eventi da non perdere. Questo mese vi segnaliamo l’ esposizione 8½. Il viaggio di Fellini. Fotografie di Gideon Bachmann.

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NEWS I film in lavorazione, nuovi ruoli, nuove produzioni e qualche rumors...

10

WAITING FOR… I film più attesi e gli attori più amati. Aspettando l’uscita nelle sale Just Cinema vi dirà tutto (o quasi) su The Lego Movie, Saving Mr. Banks, 12 Anni Schiavo, Byzantium, La Quinta Stagione, Her, Noah.

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TYCOON Giampaolo Letta, Amministratore Delegato e Vicepresidente di Medusa Film.

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BLOW UP Come l’occhio vigile di un fotografo che sviluppa i negativi, Blow Up vuol essere un ingrandimento sulle pellicole più discusse del momento. Questo mese: Michael Douglas e Robert De Niro (Last Vegas) , David O’ Russell (American Hustle), Capitan Harlock, Paolo Virzì (Il Capitale Umano), Vittoria Puccini (Tutta colpa di Freud), Roberto Faenza e Robert Sheehan (Anita B.).

46

COVER STORY Just Cinema vi presenta lo Speciale Sci-Fi 2014 per un anno all’insegna della Fantascienza.

60

GIORGIO PASOTTI Le fatiche del 2013 e i progetti in corso.

70

DOCUMENTARI Le donne del Documentary Festival di Amsterdam.

72

SERIES Almost Human, Doctor Who e la terza stagione di Downton Abbey.

76

AL CINEMA I film che vedremo presto nelle nostre sale.

88

HOME VIDEO I migliori titoli che usciranno in Home Video recensiti per voi.

94

LIBRI I nostri consigli per il cinema da sfogliare.

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JUST CINEMA • GENNAIO 2014

12 ANNI SCHIAVO| P 14

AMERICAN HUSTLE| P 37


SOMMARIO

©2013 Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc. and Columbia Pictures Industries, Inc.

GENNAIO

SPECIALE SCI-FI 2014| P 24

In questo numero... P22

JOAQUIN PHOENIX

P28

LAST VEGAS

P32

DAVID O’ RUSSELL

Nel film Her in uscita a marzo.

Intervista a Robert De Niro e Michael Douglas.

I segreti di American Hustle.

P63

P64

P68

HAUNTER

Intervista a Vincenzo Natali.

TORINO FILM FESTIVAL

Report sull’edizione 2013.

ROCCO PAPALEO

Il gusto della regia.

JUST CINEMA • GENNAIO 2014

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A D N AGE ‘TRATTI E RITRATTI. FOTOGRAFIE DI FULVIA FARASSINO’ TORINO, MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA Fino al 6 gennaio L’esposizione racconta una vita vissuta tra festival, set e backstage iniziata con il marito Alberto Farassino, famoso critico cinematografico e giornalista di Repubblica scomparso nel 2003. Fulvia Farassino fotografa professionalmente – dalla fine degli anni Settanta – i protagonisti del cinema, del teatro, della tv: sulle scene, sui set, nei momenti di pausa, negli incontri con la stampa, alla ribalta dei festival.  O infine nei brevi momenti di assorta solitudine. Tra le migliaia di riprese giacenti nel suo archivio, ha voluto fare una scelta netta, per questa mostra dedicata alla memoria di suo marito Alberto, figura non dimenticata di storico e critico di cinema. A cura di Cesare Colombo. www.museocinema.it

IL MESE DEL DOCUMENTARIO ROMA, CASA DEL CINEMA 7 gennaio – 15 febbraio Il Cinema Documentario cresce. E s’impone come una tra le forme più interessanti e innovative del cinema degli ultimi anni. Solo in Italia vengono prodotti oltre 200 documentari all’anno ed è rinato un pubblico sempre più spesso competente, alla ricerca di un cinema critico, attento alla contemporaneità e capace di utilizzare linguaggi innovativi e sorprendenti. Alla sua seconda edizione, Il Mese del Documentario promosso e organizzato da Doc/ it – Associazione Documentaristi Italiani, in collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività

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Culturali, ha una programmazione che si contraddistingue per essere scelta da documentaristi e professionisti del settore, i quali hanno preso parte ad un processo di selezione durato più di cinque mesi sotto la direzione artistica di Christian Carmosino e Emma Rossi Landi. www.casadelcinema.it SEMINARIO: IL CINEMA È LE ALTRE ARTI ROMA, CASA DEL CINEMA 11 Gennaio – 8 febbraio Sono cinque gli incontri previsti per il seminario Il cinema è le altre arti. Dall’11 gennaio all’8 febbraio, la storica de cinema Maria Rita Fedrizzi offrirà al pubblico un interessante percorso dedicato al complesso rapporto tra il cinema e le altre arti. La settima arte, così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica. È alla luce di questi continui scambi, prestiti, interazioni, che nel corso dei cinque incontri verrà ripercorsa la filmografia di grandi maestri del cinema mondiale, da Visconti a Pasolini, da Coppola a Kubrick. L’iscrizione all’intero seminario, a integrazione del quale verranno fornite anche delle dispense di approfondimento, è di 100 euro. Al seminario è collegata una rassegna gratuita alla Casa del Cinema, che nelle domeniche immediatamente successive agli incontri, vedrà proiettati capolavori come Apocalypse Now, Arancia meccanica, Ossessione, L’eclisse, Mamma Roma. www.casadelcinema.it ‘8 1/2 . IL VIAGGIO DI FELLINI. FOTOGRAFIE DI GIDEON BACHMANN’ VENEZIA MESTRE, CENTRO CULTURALE CANDIANI Fino al 19 gennaio A vent’anni dalla morte di Federico Fellini e a cinquanta dall’uscita

del suo capolavoro 8½, il Centro Culturale Candiani dedica al grande maestro una serie di iniziative a partire dall’esposizione 8½. Il viaggio di Fellini. Fotografie di Gideon Bachmann, a cura di Cinemazero e in collaborazione con l’Archivio Fotografico Cinemazero Images di Pordenone. La selezione – tra le circa 3.000 fotografie che Gideon Bachmann ha scattato sul set – propone un percorso non convenzionale che ricostruisce la genesi di un film divenuto subito un classico e invita a percorrere un viaggio che apre a prospettive meravigliose e meno conosciute, che completano la conoscenza di un capolavoro come 8 ½. Sul set di 8 ½ c’erano tre fotografi, Paul Ronald (il fotografo di scena ufficiale), Tazio Secchiarioli (amico e mascotte di Fellini) e Gideon Bachmann (che raccoglieva materiale per un libro). Solo le foto di quest’ultimo sono rimaste, praticamente, inedite fino a una decina di anni fa, riscoperte e valorizzate dal prezioso archivio Cinemazero Images. Oltre alle immagini di Fellini, tra le 100 foto in mostra, numerosi ritratti di Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sandra Milo, Anouk Aimée, alcuni scatti di Sophia Loren in visita sul set e naturalmente le scene più famose del film. All’interno della sala espositiva, uno spazio sarà dedicato a Felliniana, un omaggio al grande maestro con la proiezione di film, interviste e incontri di approfondimento. www.centroculturalecandiani.it

IL MITO. DA GUERRE STELLARI A STAR WARS. MILANO, MUSEO DEL MANIFESTO CINEMATOGRAFICO Fino al 7 febbraio Una mostra dedicata agli appassionati della saga di Star Wars realizzata proprio dai fans più sfegatati e da gruppi di costuming ufficiali, che per la prima volta mettono insieme le loro preziose collezioni per condividerle con il grande pubblico. Patrocinata dal Comune di Milano, la mostra presenta le collezioni più importanti d’Italia: modellini, robot, costumi di scena, gadgets, diorami, autografi degli attori protagonisti, libri, figurine, ricostruzioni in Lego a grandezza naturale e manifesti cinematografici. Grazie alla collaborazione della 501st Legion e della Rebel Legion, gli unici due gruppi di costuming mondiali che grazie all’accuratezza dei costumi e alla serietà dimostrata sono stati riconosciuti direttamente da Lucasfilm come ‘testimonial Star Wars’, e al supporto dell’Associazione Galaxy, il Museo del Manifesto Cinematografico mette in mostra fedelissime riproduzioni di costumi, robot e oggetti di scena, gadgets, diorami, autografi degli attori protagonisti, libri, figurine, poster, spade laser, stupende action figures. Cuore della mostra saranno i manifesti cinematografici: edizioni rare, americane originali, provenienti da tutto il mondo e in tutti i formati. I manifesti più famosi prenderanno vita in allestimenti 3D grazie all’esposizione dei costumi di scena e dell’oggettistica presente nell’immagine del manifesto stesso. www.museofermoimmagine.it


NEWS

DICEMBRE

MAN OF STEEL 2 Le notizie sull’atteso film sono sempre più interessanti a partire da quella diffusa da Variety: sembra che a Joaquin Phoenix sia stata proposta la parte del cattivo anche se non c’è ancora nessuna nota ufficiale a riguardo, anzi, l’attore famoso per la sua reticenza ai blockbuster potrebbe preferire il ruolo offertogli da Gus Vant Sant in Sea of Trees. Nessun dubbio invece su Ben Affleck, il produttore Wesley Coller ha dichiarato che l’attore è perfetto per quello che ha in mente il regista Zack Snyder e poi non si può più tornare indietro... i costumi di Batman (Ben Affleck) e Superman (Henry Cavill ) sono pronti!

UNBROKEN: ANGELINA JOLIE SUL SET Continua il lavoro di Angelina Jolie sul set australiano di Unbroken, la sua nuova opera da regista dopo il documentario A Place in Time e In the Land of Bloody and Honey. Il film è tratto dal romanzo di Laura Hillendrand incentrato sulla storia di un reduce della Seconda Guerra Mondiale (Louis Zamperini interpretato da Jack O’ Connell) che dopo essere precipitato con il suo aereo, ha sopravvissuto circa 50 giorni in mare aperto. L’approdo su un’isola giapponese fu per lui l’inizio di una prigionia lunga due anni. La sceneggiatura porta la firma dei fratelli Coen, nel cast anche Alex Russell, Garrett Hedlund e Domhnall Gleeson.

THE GUARDIANS OF THE GALAXY: AVANTI UN ALTRO Il già ricco cast ha un nome in più ed è quello di Vin Diesel. È stato lo stesso James Gunn (regista) ad anticipare la notizia tramite i social poi è arrivato il comunicato ufficiale. L’attore sarà Groot, un albero che prenderà vita grazie alla motion-capture. Tra i numerosi interpreti ricordiamo Gregg Henry, Dave Bautista , Bradley Cooper, Glenn Close, Zoe Saldana, Michael Rooker, Chris Pratt. L’uscita italiana è prevista per ottobre 2014

L’ERA GLACIALE 5 L’estate 2016 vedrà il ritorno delle avventure di Scrat e i suoi compagni. Il primo dei 4 film di animazione finora realizzati è uscito nel 2002, ispirato al racconto di Michael J. Wilson. Nel 2006 abbiamo riso con L’era glaciale 2 – Il disgelo e nel 2009 con L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri. Il 2012 è stato l’anno de L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva, un film che ha registrato incassi da record al botteghino. Su L’era Glaciale 5 ancora si sa ben poco, i lavori sono appena iniziati e dovremo pazientare prima di aver qualche news sulla trama. È evidente che l’idea dello spin-off su Scrat è in modalità stand by.

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JUST CINEMA • GENNAIO 2014


DICEMBRE

NEWS

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WAITING FOR...

Emmet

THE E I V O M O G LE di MAURIZIO

Da sinistra in senso orario Unikitty, Benny, Emmet, Batman, Vitruvius e Wyldstyle

Courtesy of Warner Bros. Pictures.

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ERMISINO


Batman in una scena del film

HANNO TRATTO DEI

film dai Tranformers, da G.I. Joe, da Battleship, e stavano anche per fare il film da Monopoli, ma poi del film di Ridley Scott non si è saputo più nulla. Oggi i film non sono tratti solo da sceneggiature originali, da libri, da fumetti e videogame, ma sono tratti proprio dai giocattoli. E allora non poteva mancare questo The Lego Movie, che vede le leggendarie costruzioni a mattoncini prendere vita in un film di animazione. La storia è quella di una normale figura lego, Emmet, che viene creduto per errore il Prescelto, colui che riuscirà a salvare l’universo. Viene così portato alla corte dei Maestri Costruttori dove capirà il suo destino: sconfiggere Mr. Business, il villain che vuole distruggere l’intero universo… incollando tra loro tutti i mattoncini. Ad aiutarlo ci saranno una ragazza di nome Lucy, Batman, Superman e altri supereroi. Tutti rigorosamente fatti di mattoncini. Le prime immagini dei film sono suggestive, e l’universo dei Lego, con le sue forme definite e la sua plasticità, si presta particolarmente a diventare un film di animazione. Ma si tratta di un’animazione molto particolare: in

parte è in classica computer grafica, in parte è in stop motion, una tecnica che permette di usare i veri pupazzetti Lego. Che si muovono in un mondo dove tutto è Lego, l’acqua, le esplosioni e ogni altra cosa. Computer e Lego reali si amalgamano in sequenze senza soluzione di continuità. I registi Phil Lord e Chris Miller, quelli di Piovono Polpette, sono partiti guardando molti fan-film Lego caricati on line. È da qui che vengono molte delle idee e dei personaggi. Ed è da qui che si capisce anche il senso dell’operazione: come è solita fare l’animazione oggi, si punta ai bambini (Lego è un mondo destinato ai giovanissimi) ma si ammicca anche ai più grandi, citando il mondo dei fumetti e del cinema e giocando con i loro personaggi. Il film è una di quelle operazioni in grande stile, con grandi doppiatori nel cast: Morgan Freeman, Elizabeth Banks, Channing Tatum, Will Ferrell, Liam Neeson, Jonah Hill. Nella versione italiana non li sentiremo, ma The Lego Movie sarà comunque un grande spettacolo.

Vitruvius avrà la voce di Morgan Freeman

THE LEGO MOVIE USCIRÀ IL 20 FEBBRAIO. JUST CINEMA • GENNAIO 2014

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. . . R O F G N I T I A W

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di MAURIZIO ER

MISINO

Emma Thompsontrice interpreta la scrit P.L. Travers

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Tom Hanks nei panni di Walt Disney

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volta tti Siamo un po’ tu Mary Poppins? ta di Julie Andrews, ta cresciuti con la , ma qual è la storia . Sì rlo ga ne ile ut Mr. in racconta Saving a del film? Ce lo le sa o nelle nostre ice Banks, in arriv tr oria della scrit st la È . febbraio Travers, on nd Ly a el m australiana Pa è manzo da cui l’autrice del ro Poppins, e del y ar che, stato tratto M n Walt Disney, suo rapporto co anni di estenuanti ici dopo quattord


Una scena del film ttaglia “Parla di una ba storia d’amore. e perdono” ha a un diritti di vincono ì a ottenerne i che entrambi pletano il rmo, richieste, riusc ompson. Com he sc Th la de to an ra gr ia il r ch di pe e scorta la to ch a en ist am sfrutt iamatti, l’aut G ul Pa . st 64 lywood, ca 19 ol l H iorno a Hanks dove uscì ne e ci sono Tom ers nel suo sogg a Ruth Wilson, nei du av i Tr e ar on rs A impe scena insieme pson, che è in e Colin Farrell ice. Perché ed Emma Thom ura old fashioned, tori della scrittr lla sua ni ge i de i nn at pa ci su on ne cc ha sio ’a ” es con un incubo una rifl il film è anche ricci. “È stato un lta che capelli corti e vo rzando. “Ogni infanzia. o da John Lee raccontato sche da le gente cominciava r. Banks, dirett M ng gue vi ra st Sa r pe i quei film che se mi vedeva tto sesso per se cock, è uno di za fa an en H ho nd on te N a . un re , a bela l making of pson voleva de om e Th on la fil a il po a m nt mesi”. Da te è stata lei a voga, che pu e ad Hanks ed sempre più in dei film, e le ch llo lavorare insiem etro le quinte ue di Q . il re rlo ta ce in on nv cc ra co a e chiamarlo si tratta di film è che non è piaciuto del

WWW.JUSTC

rante dde prima o du ock quello che acca hc tc esempio, in Hi ro le riprese. Per et di ia or st la tito al irato sp abbiamo assis re o ilyn abbiam Psycho, e in Mar t de Il principe e l se di l’atmosfera de modo diverso un È a. rin lle ba la nema. raccontare il ci può essere considerato s nk Ba r. M ng vi usa della Sa ita e accorata sc cui nt se a n anche un co s, rso la Traver Walt Disney ve zione di Mary Poppins ra durante la lavo rse incomprensioni. ve di e at st no so ci a un poco ? In fondo, bast m fil un Basterà ù… gi pillola va di zucchero e la

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INEMA.IT JUST CINEMA • GENNAIO 2014

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WAITING FOR...

I N N A 12 O V A I H C S N U I D A R E V A I R O T S UOMO NATO LIBERO E COSTRETTO IN SCHIAVITÙ. di MARIO A.

Solomon Northup interpretato da Chiwetel Ejiofor

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RUMOR


Chiwetel Ejiofor

GLI OCCHI E I silenzi di

Solomon Northup raccontano tutto. Soprattutto la disperazione. In una delle prime scene di 12 anni schiavo, il film più bello di Steve McQueen (Shame) fino a oggi, candidato a sette Golden Globe, lo schiavo Solomon tenta di scrivere una lettera usando succo di more come inchiostro, senza ancora sapere che un gesto simile potrebbe costargli la vita. Lui di schiavitù non sa nulla. È un uomo di colore libero, con un mestiere da violinista che gli ha permesso di integrarsi nella buona società di New York. Ha una famiglia, una bella casa. Un giorno viene condotto con l’inganno a Washington, e qui venduto come schiavo in Louisiana, dove finirà prima nella tenuta di Mister Ford (un contrito Benedict Cumberbatch che predica bene e razzola male), poi nella piantagione di

Edwin Epps (superlativo Michael Fassbender, c’era da scommetterci), uomo violento e alcolizzato. La storia è autentica. Scritta da Northup nel 1853 dopo dodici anni di cattività e pubblicata in un libello che è poi svanito nelle polverose biblioteche americane, per riapparire un secolo più tardi grazie alla studiosa dei diritti civili Sue Eakin. Oggi nessuno sa come sia morto e dove sia sepolto Solomon. Sappiamo che cercò di salvare altri schiavi e che senza la sua drammatica vicenda, 12 anni schiavo sarebbe forse un film diverso. Con il talento che si ritrova, Steve McQueen sarebbe riuscito comunque a farci qualcosa. L’idea esisteva già mentre girava Hunger, mancavano soltanto un volto e una consistenza che facessero breccia nella realtà crudele e disumana della schiavitù. Un argomento universale, ipotizza il regista, che non ci siamo ancora lasciati alle spalle. Eterna gratitudine la deve alla moglie, visto che è stata lei un bel giorno a mettergli

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Solomon Northup con la sua famiglia

in mano le memorie di Solomon. Da quel momento farne un film è diventata una priorità: rendere accessibile al pubblico di oggi quel libro e restituire all’uomo fatto schiavo il posto che meritava. Il racconto autobiografico di Northup mostra la schiavitù dal di dentro, una storia cruda e scioccante che McQueen ha letto d’un fiato, costringendolo spesso a chiedersi la ragione per cui del libro si sa poco o nulla. «La sua vicenda per la storia americana è simile a quella di Anna Frank per gli europei», dice. 12 anni schiavo non rispecchia le convenzioni del tipico film hollywoodiano. Sembra fatto su misura per l’indole artistica di McQueen, per il suo caratteraccio e per quella sua dote invidiabile di non scendere a compromessi. Tutti, attori e tecnici, sanno che quando si firma per un suo film si

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andrà avanti, anche a costo di farsi male. Ma parlare dello schiavismo al cinema, nonostante le tante belle pellicole di Spielberg o quel Django che ha funzionato quasi da apripista, è materia ancora difficile da trattare. L’incontro con Brad Pitt si è rivelato fondamentale. Avvicinato dal regista lo scorso anno in un momento non facile (le riprese di World War Z) e coinvolto nel progetto con la sua Plan B, Pitt ha reperito i venti milioni di dollari necessari e si è ritagliato la particina del canadese abolizionista. Ma la cosa migliore che potesse capitare a 12 anni schiavo è il poco noto attore di teatro Chiwetel Ejiofor. Di lui McQueen parla con rispetto ed entusiasmo: «Ejiofor si è appropriato del personaggio. Per farlo, ha richiesto enorme coraggio e

forza». La prova sono le tremende scene di violenza, con o senza frusta, e quella sua disperata voglia di vivere (non sopravvivere, come gli sentiamo dire), cercando di non perdere mai la dignità e la determinazione a resistere. Un martirio che si è aggiudicato location ovviamente autentiche nelle vecchie piantagioni della Louisiana, a pochi passi da dove Solomon lavorava, celebri per le estati umide. Proprio ciò che McQueen cercava per dare autenticità al lavoro, scritto dopo attente ricerche assieme a John Ridley. Che riassume così il film: «Per me resta un inno alla speranza, all’obbligo di non cedere mai e di credere nelle proprie capacità per superare ogni difficoltà».

12 ANNI SCHIAVO USCIRÀ IL 20 FEBBRAIO.


Michael Fassbender in una scena del film

Brad Pitt Solomon Northup nelle piantagioni

Illustrazione contenuta nell’edizione del 1855

La prima edizione del libro ‘Twelve years a slave’ 1853

GOLDEN GLOBE: DA SCHIAVO A VINCITORE? Sette nomination a testa a 12 anni schiavo e American Hustle, e già si innescano i pronostici su quale dei due partirà favorito nella corsa agli Oscar. Il film dell’inglese Steve McQueen e quello di David O. Russell narrano due volti diversi dell’America, entrambi basati su storie vere. Se la vedranno con Philomena, acclamato ovunque, Gravity, Rush e Captain Phillips. Una squadra ben assortita di campioni di incasso (che però non interferisce con le scelte della Hollywood Foreign Press Association), e film impegnati.

Scontata la candidatura all’attore Chewetel Ejiofor; suo rivale Idris Elba nel ruolo di Mandela in Long Walk to Freedom. Con la scomparsa di Madiba, è lecito chiedersi se un premio all’attore inglese (nominato anche in tv con Luther) servirà da omaggio in differita da parte di Hollywood. In lizza Michael Fassbender, attore non protagonista, e la giovane attrice Lupita Nyong (la schiava concupita da Epps nel film). Nomination anche per sceneggiatura e musica di Hans Zimmer.

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. . . R O F G N I T I A W

M U I T N BYZA I R I P M A V I E D A I N IN COMPAG

di MARIO A. R

UMOR

E DUe E E LEemSmU COM terton Ar a oniste G

Gemma Arterton

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protag m anche Byzantiu Saoirse Ronan, entata. Cos’è, rm ha un’anima to ente parlando, ha am fic ra og at m ne rdan, ci il regista Neil Jo rlo di a ni provato og di sbarazzato che si è subito ilight assicurando Tw paragone con verso, è qualcosa di di m fil o su il e or ch rr ho ll’ da za urez a distanza di sic ormai saturo di o, contemporane e treme. Maggior componenti es riale l’ha fornita ito rr precisione te


Gemma Artenton e Saoirse Ronan

IRO, P M A V L O C A T IS V TER A VENT’ANNI DA INACCIA AL GENERE ROSSO FF IA R I S N A D R NON O : E J T IL T E NE M O R P E . A ELLENZ SANGUE PER ECC ARÀ UN NUOVO TWILIGHT. S

re rrativa di mette all’urgenza na ovani donne, o tt pe ris ccia este due gi io, che poi stra alle strette qu l’altra do gine di un diar an pa le qu al a spregiudicata, a. e no Fi sa o. to a nt in un gr ve i a al as e un qu ol ce nd ito a adoles nz re di l’ha defin consegna iodata nella su à di fissarsi sul giovane (l’atto ch la stampa, che del suo più grande botto in un e sc le no e co s) e non volont ndry Jone sorella spiritual tervista col vampiro. Inoltre, c’era la si sviluppa nizio, Caleb La L’i – en M In Xin cui l’azione o to an la so m sta) de To , o ia . og hollywoodi pp lu no acciato sulla co a magnifica co cose precipita Buffini, dalla sua Byzantium, aff e nell’East l te Pure lì c’era un . ho (l’ ra oi M film tt Scritto da ti a cercar mpire Story, il Cruise e Brad Pi ce due ragazze, madre che sono anda emotiva per niente a teatrale A Va o er nt ve op in pu la o o co tr am lli al bi Pe un . . Qui ab meno sorelle Sussex terton è la di Jordan ha al tervista col vampiro: spacciano per ue. Gemma Ar nq du a, ae ic em e figlia, che si mpire in circolazione In an n nte. Combattiv va in comune co di rivangare il za più strabilia to ità en en ss es In realtà sono o m ce pr ui un ne eg in a e ns at to Mai ferm la disper i vedere l’i onisti, per quan ga. La da due secoli. dinamica, bast ub. Un vampiro dei ato dei protag punto che l’aspetto namente in fu ss er pa cl et o, rip st og lu llo r stesso rpo pe . A tal fuori da e il proprio co crudele e triste da il regista, all’inizio ri. n st co no ca ni ni or maggiore vend nfi co gi si aggira malin vampiresco, co è rimasto in dispar te denaro; l’altra e al mondo la re ta on cc ra della lavorazion di gran voglia ni ricordo og da affi rlo fa BYZANTIUM AIO. sua storia. Per BR

B

USCIRÀ L’1 FE

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WAITING FOR...

Massimo Bonetti sul set

Massimo Bonetti sul set

Jennifer Connelly e Russell Crowe

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O M I S S MA I T T E N BO A U S A EL E L I B I S PLAU A T N I U Q E N O I G STA di ELISA SCIU

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A leggere la sinossi, si potrebbe pensare a un racconto di Verga o Pirandello, con personaggi umili, gli esclusi dalla vita, che vivono tentando di sbarcare il lunario. Forse Massimo Bonetti avrebbe potuto esordire alla regia con una commedia leggera e divertente, invece, ha voluto dare l’opportunità al suo pubblico di scoprire un mondo che per alcuni potrebbe sembrare lontano, per altri, invece, troppo vicino. Con La quinta stagione, titolo provvisorio di questa opera prima che vedremo nelle sale in primavera, l’attore-regista racconta le mille difficoltà di persone semplici, quelle che non frequentano salotti mondani, ma che vivono alle prese con

i problemi quotidiani. Il tutto attorniato da una plausibilità che le accompagna giorno dopo giorno, passo dopo passo, in una Taranto che mostra al pubblico una nuova faccia, fresca e vera. Una città che, mai più di ora, ha bisogno di essere sostenuta. Come nasce l’idea del film? L’ho scritto in 3 anni, ho sentito la necessità di fare questo film perché mi trovavo in un momento particolare della mia vita, in cui è venuta a mancare mia madre. Dopo la sua morte, andai a vivere tre mesi tra Gaeta e Sperlonga, in un hotel in cui incontrai Tanino, il protagonista del film, che mi ha ispirato. È una storia vera? No, è una storia plausibile. Mi


Francesco Montanari durante le riprese del film

spiego meglio. Come ho detto prima, lo spunto per questo film nasce dal mio incontro con Tanino. La sua vita, la sua famiglia, piena di difficoltà e ristrettezze economiche, ho cercato di romanzarle e raccontarle in maniera poetica. Poi mi sono affidato al cast, che è stato straordinario: attraverso i loro sentimenti ho dato verità alla narrazione. Tutti gli attori si sono completamente allontanati dagli stereotipi, dai cliché che spesso si incorporano recitando. Nel tuo film personaggi umili, che ricordano tanto quelli di Giovanni Verga: hai voluto dare dignità a queste persone? Si, mi sono focalizzato su personaggi verghiani e pirandelliani. È un affresco, una festa del sud, con vari dialetti (siciliano, pugliese, napoletano) e non ha una collocazione temporale. Parla sì di problemi attuali, ma illimitatamente nel tempo. Ho sempre usato un linguaggio plausibile,

Tony Sperandeo

anche attraverso i costumi non si capisce in che periodo siamo. Perché la decisione di fare un film nel sud Italia? Avevo bisogno di un luogo, un paese plausibile con la vita di un pescatore. Dovevo collocare i luoghi nel luogo più vero in assoluto e la Puglia, attraverso varie agevolazioni, mi ha dato possibilità di girare in uno scenario favorevole. Molti attori diventano registi. Credi sia una crescita consequenziale dell’artista? Ho sempre provato questo desiderio sin da ragazzo. Da attore non mi sono mai disinteressato a quello che accadeva intorno a me: le inquadrature, gli obiettivi, gli scavallamenti di campo. La voglia di stare dietro la macchina da presa mi è venuta con Troisi, siamo stati molto amici. Basta essere sinceri come lui nella regia. Il cinema italiano si focalizza a produrre l’idea geniale, originale; secondo me ci vogliono i sentimenti, che oggi non vanno

più di moda. Insisto nel dire che bisogna raccontare le storie in maniera plausibile, purché siano interessanti. Il cinema, per me, è un contenitore in cui il regista mette sogni e aspettative, sperando di condividerli col pubblico. Parliamo della scelta del cast. Avendo scritto una storia vera e sincera, necessitavo di facce autentiche. In Francesco Montanari ho trovato l’attore indispensabile per Tanino: lui ha accettato subito. La sceneggiatura ha trovato riscontro da parte di tutti. Da Valeria Solarino mi serviva il personaggio adulto e sensibile e di sensibilità lei ne ha da vendere. Alessandro Haber è un attore unico nel suo genere, direi un maestro. Antonino Iorio, un po’ burbero ma perfetto. Ho avuto la possibilità di scegliere senza forzature. Nino Celeste, il mio Caravaggio, è stato un bravissimo direttore della fotografia, che ha portato un’ulteriore emozione nella pellicola .

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. . . R O F G N I T I A W

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film agon mente dei prot cui av viene nella in li ta en m viaggi Sono tutti dei gni e so i ri, de si de i che le sensazioni, mma tutto ciò le fantasie, inso visibile, prende in è infilmabile e er non fa eccezione. H e ch an E re, forma. uomo, Theodo , un di ia or st la ac È er rg Be e D rano un moderno Cy genzia in cui un’a che lavora in fetto d’amore e d’af e er tt scrive le do on e. In un m su commission


in suo. Her uscirà ande merito è emo come sarà la gr il ite , e vedr fatto che tram Italia a marzo no. O se ibile e reale il e ed ar tr cr ppierà in italia en do e ss la l, e ai te m ch po esi ce le ribuito in vo no al st zi di p3 uz i lettori m uno sgab il film sarà ch o che si la vi sa ko a e al riv ch M al ar , hn qu le dove tutto, da Jo in ca il controllo vo formatico nella mente di a sceneggiatura da un e. funziona con lingua original tti i film ambientati nel ivo in arre un at tr o er e oc ss op gi a te il i po em tu st qu di e ch rio ra An il . nt ee co è un nuovo si : id Al ova a dirci che libro sulle orch l suo genio, ma anche proprie attività evolve, Spike Jonze pr , e, ro nt tu per gestire le si sa de e fu as ril ch ito re le er trà esse nix, riesce. M a ar tificia su Joaquin Phoe stro domani po tto di tinte pastello un’intelligenz E, ti: no is ti. on en ag im ot nt pr se i sa dei o, fa dei pensa, prova o come solo lu si chiama in un certo sens ci semplifica la vita. dore, è donna: o sistema sensibile e ferit di Theodore, e Scarlett e ch ia og ol cn scelta di Theo te o su e ol anche fatto O Theodore e il esserlo nel ru ticipa che sarà di Samantha. an o ia ol ci orti a Samantha. Tra ru on l M nt ne si a n, cente fficoltà nei rapp staura un Johansso le, dolce, sedu solitudine e di operativo si in de, che poi si trasforma si ua di to ns es se qu la , se lio e a an meg mo Anch sempre più gr e in sesso… Anche tha. Se pensia interpersonali. a. ch voce di Saman a una persona, e non or da à gi ta e et sc D pi in amore. E an e o. ca Samantha com ma di un computer, non ha un corp lata. se Samantha m strampa ia or st a come al progra un a così sembr ndere re a ito sc riu è e HER Ma Spike Jonz .

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USCIRÀ 13 MA

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NOAH di MAURIZIO

Jennifer Connelly e Russell Crowe

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ERMISINO


Darren Aronofsky e Russell Crowe sul set

DARREN ARONOFSKY è stato un

maratoneta. Per lui la vita, e il cinema, sono fatica e ossessione. Lottare allo sfinimento per raggiungere un obiettivo. È in questo senso che va visto il suo interesse per Noè, il personaggio della Bibbia. Il suo obiettivo non è cosa da poco: salvare il mondo. E costruire un’arca per salvare tutte le specie animali dal diluvio universale è una vera impresa titanica. Noè, il protagonista di Noah, interpretato da Russell Crowe, è solo l’ultimo dei guerrieri senza requie di Aronofsky alle prese con una sfida più grande di loro. “Un complicato personaggio dark, con l’animo del sopravvissuto dopo il diluvio universale” l’ha definito il regista. È come se fosse sopravvissuto a una delle catastrofi ecologiche che oggi si abbattono sempre più sul nostro pianeta. Noah, in Italia ad aprile, riporta nelle sale il cinema dei kolossal, quello che ormai non si produce più, quello dei tempi di Cecil B. De Mille, ma lo fa con la visione, carica di zone d’ombra e di chiaroscuri, di Darren Aronofsky. Il regista trasforma il racconto della Bibbia, ambientato nella notte dei tempi, in una

storia senza tempo che potrebbe essere avvenuta migliaia di anni fa come potrebbe avvenire tra mille anni, in un Medioevo prossimo venturo come quelli di Interceptor, Waterworld o Cloud Atlas. Accanto a Crowe ci sono Anthony Hopkins (Matusalemme), Jennifer Connelly, Emma Watson e Ray Winstone, nei panni di Tubal-cain, la nemesi di Noè. E poi gli animali, creati tutti al computer sulla base di creature reali, cercando di immaginare come potessero essere gli animali milioni di anni fa. Il film è stato girato tra l’Islanda, il Messico e gli Stati Uniti. Darren Aronofsky aveva in mente un film su Noè già dai tempi di The Fountain, il suo primo, sfortunato, tentativo di kolossal. Per riuscire a farsi finanziare il film ha lavorato con il fumettista canadese Niko Henrinchon a una graphic novel, uscita in francese. Solo dopo la diffusione del libro è riuscito ad accordarsi con la Paramount e la New Regency e a far produrre il film. Quando si dice avere un’ossessione…

NOAH USCIRÀ IL 10 APRILE.

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TYCOON

GIAMPAOLO LETTA

INTERVISTA A GIAMPAOLO LETTA

AMMINISTRATORE DELEGATO E VICEPRESIDENTE DI MEDUSA FILM di MARCO SPAGNOLI

TYCOON è un termine di origine giapponese che deriva dalla parola ‘taikun’ (大君), con cui venivano chiamati i grandi signori della Hollywood degli anni d’oro e i grandi players della finanza americana. Ogni mese Just Cinema incontra i principali manager dell’industria audiovisiva italiana. Tra la fine del 2013 e il 2015 Paolo Sorrentino, Fausto Brizzi, Alessandro Genovesi, Paolo Genovese firmeranno almeno due film prodotti da Medusa che proporrà – inoltre – anche il primo titolo scritto e diretto da Gennaro Nunziante senza Checco Zalone. L’Amministratore Delegato e Vicepresidente Giampaolo Letta che si dice entusiasta della nuova linea editoriale della società da lui guidata, concentrata sul cinema italiano, ma soprattutto sulla possibilità di lavorare con grandissimi talenti come quello di Paolo Sorrentino di cui vedremo l’anno prossimo “In the future” girato in Italia, ma interpretato da un cast internazionale che verrà presto rivelato. Sempre il regista napoletano dirigerà immediatamente un nuovo film per Medusa nel 2015 così come succede a Fausto Brizzi. Parliamo dei titoli dei prossimi due anni? Vogliamo produrre film diretti

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da registi di talento con cast importanti e attori molto riconoscibili dal pubblico. Una commedia di qualità con una vocazione commerciale e al tempo stesso dalle venature insolite come nel caso di “Soap Opera” di Alessandro Genovesi che dirige Fabio De Luigi, Ricky Memphis, Cristiana Capotondi, Caterina Guzzanti, Chiara Francini, Ale & Franz e Diego Abatantuono in una commedia claustrofobica e molto divertente dalle venature noir ambientata in un palazzo che abbiamo ricostruito a Cinecittà. Il film uscirà in autunno così come “In the future” di Sorrentino e il nuovo lavoro di Ficarra & Picone che stanno attualmente scrivendo. Cosa succede, invece, nel 2014? Il nostro mese di gennaio propone due commedie molto diverse tra loro che rispecchiano, però, in pieno la nostra nuova filosofia produttiva: “Sapore di te” in uscita il 9 gennaio è

interpretato da Vincenzo Salemme, Maurizio Mattioli, Serena Autieri, Martina Stella, Nancy Brilli e Giorgio Pasotti. La storia ricorda, in qualche maniera, il grande successo di “Sapore di Mare” e lo abbiamo posizionato nella stessa data che ha portato molta fortuna ad “Immaturi”. È un film scritto e diretto dai Fratelli Vanzina, una commedia brillante, molto comica ambientata negli anni Ottanta e nel presente. A fine mese ci sarà il nuovo film di Paolo Genovese che ci porta nel mondo della psicanalisi e delle pene di uno psicanalista interpretato da Marco Giallini alle prese con le pene d’amore delle sue tre figlie: “Tutta colpa di Freud” propone un altro gruppo di giovani attori ed attrici di grandissimo talento e fascino: Vittoria Puccini, Laura Adriani, Anna Foglietta, Alessandro Gassman, Vinicio Marchioni e Daniele Liotti. Seguiranno, poi, il primo film incentrato sulla nuova coppia comica di Pio & Amedeo.

“Amici come noi” è un titolo molto divertente on the road in Italia che siamo convinti funzionerà moltissimo con i ragazzi, proprio per la sua novità e freschezza. Ci sarà poi l’animazione “Tarzan 3D” A Natale 2014 avete ben due film in programma… Si tratta di film molto diversi tra loro con cui ci auguriamo di raggiungere un pubblico più ampio possibile: “Sole di Mezzzanotte” è diretto da Brando Quilici e dal regista di film d’azione Roger Spottiswoode. La trama è commovente, perché racconta un’avventura spettacolare ambientata nei ghiacci dell’Artico con protagonista un bambino che, aiutato da un inuit mezzo indiano e mezzo canadese, cerca di riportare il cucciolo di un orso polare dalla madre, tra pericoli e tempeste di ghiaccio. Un’avventura che appassionerà tutte le famiglie e la proporremo al pubblico insieme al nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo.


IN EDICOL DA DICEM

BRE

A

DISCHI E DISCHI VOLANTI CONTAMINAZIONI ALIENE NEL MONDO DEL ROCK


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LAST VEGAS

Da sinistra: Morgan Freeman, Michael Douglas, Robert De Niro e Kevin Kline

LAST VEGAS INTERVISTA A ROBERT DE NIRO & MICHAEL DOUGLAS

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LAST VEGAS

QUANDO SI

ha una sceneggiatura divertente come questa, c’è la possibilità di lasciare spazio all’improvvisazione e sorprendere gli altri durante le riprese? Dal momento che sono realizzate in digitale, si può riprendere continuamente, il più possibile. Avete avuto qualche momento di improvvisazione? MD: Beh, ho imparato molto da Bobby (Robert De Niro ndr.) soprattutto sul digitale. Perchè generalmente fai la scena e poi c’è lo “stop”. Bobby sa che, con il digitale, puoi girare in continuazione e provare una, due, tre volte in un lasso di tempo molto breve in cui puoi improvvisare o avere una dritta dal regista. Ecco, questa è una cosa che ho imparato da lui, a fare molto molto di più. Da attore, è contento di avere la possibilità di sperimentare nuove cose ? Lo considera uno strumento più espressivo? Oppure lei è un tipo preciso? RDN: Ogni situazione è diversa. In questo caso ci siamo discostati poco... MD: Siamo stati fedeli, sì. RDN: Sì. Kevin voleva divagare pò e non era male. Ho visto qualche scena, era veramente buona. A

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volte puoi farlo. In altri casi l’ho fatto e sono sicuro che questo valga anche per Michael, ma stavolta è stato tutto abbastanza lineare e standard. Con un altro regista forse sarebbe stato diverso, avrebbe voluto calcare di più un’interpretazione piuttosto che un’altra. MD: Ad eccezione delle battute, devo dirlo. Quando Bobby insulta è davvero divertente. Loro pensavano sempre al rating, ma abbiamo tenuto duro, dicevamo “no, no, vai avanti...” e alla fine abbiamo vinto. Quando penso agli amici con cui esco, ho l’impressione che non cambi mai niente. Sembra che il tempo non passi. Quando uscite con i vostri veri amici c’è qualcosa di diverso? Come siete all’interno del gruppo? MD: Con i vecchi amici credo che le cose non cambino. È questa la bellezza delle vecchie amicizie, riprendi quello che hai lasciato esattamente com’ era, e questo è quello che amo. Anche se non ci si vede per un paio di anni, ti ritrovi a scherzare e a parlare di cose di cui non parleresti con nessun altro. Ma si sa, con un vero amico si può fare. E per lei Robert? RDN: Ha ragione, anche io mi sento così. Sicuramente con gli amici di una vita non devi

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LAST VEGAS

preoccuparti di questo o di quello, puoi dire ciò che vuoi, e loro sanno cosa vuoi dire senza essere giudicato. E se sentono qualche dichiarazione, ti chiamano e ti chiedono “che succede, che fai, che farai?”. Michael, lei ha dichiarato che Vegas non è fatta per gente di una certa età e che sia adatta a persone più giovani. Poi gira un film come questo, con persone della sua età che vanno in un posto come Vegas, può spiegarci meglio? MD: Il mondo dei locali ha preso il sopravvento a Vegas , mentre 20 anni fa c’era la pista del Cirque du Soleil o altri grandi spettacoli, adesso alla nostra età è imbarazzante entrare in uno di questi locali – come si vede nel film. Comunque si mangia benissimo, anche se i più giovani non saranno interessati a questo, ci sono ristoranti meravigliosi dove si può mangiare in tutta tranquillità e divertirsi. Godetevela.

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LAST VEGAS

Lei è di New York, come si vive da adulti una città che sembra diventare sempre più giovane? Cosa ne pensa? RDN: È vero, a New York si respira un certo chaos, c’è un’energia che contagia giovani e meno giovani, se ci si lascia prendere. Io scelto di farlo e sono molto attivo, faccio tante cose, ma mi piace anche uscire dalla città. Sono fortunato ad avere un posto per poterlo fare. Anche se poi arriva per tutti la voglia di stare in un posto più tranquillo. Quando da giovane pensava al futuro, a quando sarebbe stato in età matura, si era immaginato questo? È cambiato qualcosa rispetto ai suoi piani e ai suoi obiettivi? MD: Credo che quando sei giovane non pensi mai alla vecchiaia. RDN: Sì, non ci vuoi pensare. MD: Non ci pensi affatto. Lo so, nemmeno a 30 anni. Penso a mia madre... quando ero piccolo lei aveva circa 30 anni e per me era una

persona adulta, matura. Poi arrivi ai 30 e dopo ai 40 e fai ancora cavolate, allora realizzi che forse i genitori non erano tanto maturi come ti immaginavi. E lei Robert, si immaginava questo...? RDN: Mi sono sempre detto che ci sarebbe stato un giorno in cui avrei fatto quello che stiamo facendo ora ed eccoci qui. In realtà non ci vuoi pensare – e l’unica cosa che dico sempre è che quando arrivi a questo punto e ti guardi indietro vedi quanto sia accaduto in fretta. Riesci a rivedere tutti i momenti, i mesi, le settimane, gli anni. MD: Mi sto deprimendo di brutto. (ride)

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RDN: Va tutto bene, è semplicemente come stanno le cose. Non ci puoi fare niente. Se vi proponessero un seguito o qualcosa di simile, I 4 di Flatbush – il ritorno. Ci stareste? MD: Affare fatto. Sì. Credo che farebbe molto caldo! RDN: Sì – un clima bollente!

LAST VEGAS USCIRÀ IL 23 GENNAIO.

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AMERICAN HUSTLE

Jennifer Lawrence è Rosalyn Rosenfeld Jeremy Renner è Carmine Polito

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“IL MIO SEGRETO? RACCONTO QUELLO CHE HO VISSUTO” DAVID O. RUSSELL

AMERICAN HUSTLE

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Amy Adams è Sydney Prosser

di MAURIZIO ERMISINO

C’È CHI PORTA I CAPELLI

con il riporto (Christian Bale), chi si mette i rolli per farsi venire i capelli ricci (Bradley Cooper), chi li porta con una pettinatura a banana (Jeremy Renner) e chi si mette i bigodini per avere dei boccoli più scenografici possibile (Amy Adams e Jennifer Lawrence). Ognuno si trucca per sembrare quello che non è. Sono i personaggi di American Hustle, che vivono la truffa come se dovessero interpretare un ruolo. Il film di David O. Russel è una storia vera, quella di Irving Rosenfeld (Bale) e della sua amante Sydney (Adams) truffatori beccati con le mani nel sacco dall’agente FBI Richie DiMaso (Cooper), che li costringe e ordire un inganno ai danni del politico Carmine Polito (Renner) e di altri pezzi grossi. Stiamo parlando di attori che, proprio con Russell, hanno vinto o sfiorato l’Oscar. È evidente che il regista di The Fighter oggi è uno dei maestri nella direzione degli attori. Ma qual è il suo segreto? “Racconto quello che ho vissuto e loro lo avvertono” ci ha raccontato Russell, a Roma per presentare il film. “Sento i personaggi vicini al mio cuore, e i miei attori sanno da dove vengono. Hanno visto i miei altri film o vi hanno recitato. Anche De Niro anche ha avuto esperienze simili alle mie”. “Voglio creare ruoli che siano degni dei miei attori” continua. “Vado a casa loro e faccio i provini per loro, cerco di costruire personaggi che per loro valgano la pena, che li spingano a cimentarsi e a rischiare”. Raccontare quello che si è vissuto. È proprio questa la chiave per rendere vibrante quello che si racconta. American Hustle nasce da una sceneggiatura preesistente, come Il lato positivo nasceva da un libro (che Russell aveva adattato per Sidney Pollack prima che morisse). Ma Russell ha riscritto tutto mettendoci dentro molto di personale. “Sono diventato un regista diverso grazie alla vita” ci confessa. “Dopo Three Kings avevo perso la strada. È stato un periodo difficile: avevo un bambino che soffre di disturbo bipolare e ho passato molto tempo a fargli trovare la strada giusta. Ho divorziato, sono stato al verde, e non ho fatto film per sei anni. La vita mi ha messo in ginocchio, mi ha fatto arrivare più vicino alla gente che racconto nei

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AMERICAN HUSTLE

Una scena del film

Richie DiMaso (Bradley Cooper) durante la piega

miei film”. È da qui che vengono la sofferenza e l’energia di personaggi scritti in maniera eccezionale. “Christian Bale dice che non devi fare le cose partendo dalla testa ma partendo dai piedi. Ho capito che le storie dovevano partire dal mio cuore, che volevo raccontare persone che vivono con l’istinto, emotivamente, e non ragionando. Ho capito che li conoscevo, e che avrei potuto passare il resto della mia vita a raccontare personaggi come questi. Amo il modo in cui mangiano, fanno l’amore, si battono, amo il loro mondo”. Ama i suoi personaggi perché sono come lui.

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È in questo modo che Russell riesce a creare figure che sono allo stesso tempo comiche e tragiche. Ci fanno ridere, senza farci mai dimenticare la gravità delle situazioni in cui si trovano. “Non mi interessano i personaggi cinici o avidi, mi Bradley Cooper interessa come (Richie DiMaso) e vivono: passo tutto Christian Bale (Irving il film a scoprire Rosenfeld) chi sono e dove stanno andando” ci confessa Russell. “In tutti e tre i miei ultimi film (The Fighter, Il lato positivo e questo, nda) i personaggi fanno i conti con chi sono e con chi saranno. Mi interessa la loro passione per la vita. Non credo che la sofferenza sia difficile da rappresentare al cinema, credo che sia difficile creare personaggi che vadano al di là delle categorie. Non voglio fare film sulla boxe, né commedie: faccio dei film su personaggi che non rientrano negli schemi, che parlano della loro sofferenza ma anche del loro incanto e del loro amore”. La missione è riuscita. American Hustle è un gangster movie, un film drammatico, una commedia, un musical. È tutto questo

insieme, e anche qualcosa di diverso da tutto questo. Un musical? Sì, in un certo senso è anche questo. “La musica è diventata sempre più importante nei miei film” ci conferma l’autore di The Fighter. “In questo film ci sono più sequenze di ballo e canto di quanto abbia mai fatto nella mia carriera. La musica parla dei miei personaggi, del loro amore, del loro incanto, del loro cuore che si spezza. Scrivo ascoltando musica, mentre scrivevo questo film ascoltavo Duke Ellington. Nel ‘74 era passato a miglior vita, e Irving e Sidney credevano di essere gli unici a conoscerlo”. E con uno come David O. Russell le scelte non possono essere mai scontate. “Amo i brani trascurati e mi piace utilizzarli in maniera inattesa, come faccio con gli attori” ci spiega. “In The Fighter ho fatto cantare a Christian Bale e Melissa Leo una canzone dei Bee Gees, che quand’ero piccolo credevo orrenda, e ora trovo bellissima. Qui ho utilizzato Live and Let Die, la canzone di un film di James Bond, che non è certo considerata una delle canzoni più belle di McCartney. Io credo che sia una grande canzone, cinematica. Contribuisce a raccontare questa donna che non riesce a cambiare, è perfetta per chi vuole uccidere qualcuno per ricominciare una nuova vita”. Il riferimento è a Rosalyn, la moglie di Irving, impersonata da una Jennifer Lawrence eccezionale. Ma Live And Let Die sembra essere anche il manifesto della visione della vita di un regista che ne ha passate tante. La vita è attaccare per non essere attaccati, truffare per non essere truffati. È vivi e lascia morire. AMERICAN HUSTLE IN SALA DALL’ 1 GENNAIO


AMERICAN HUSTLE

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David O. Russell durante le riprese di American Hustle.

UN ALTRO REGISTA INTERVISTA A DAVID O. RUSSELL di MARCO SPAGNOLI Gli ultimi tre film diretti da David O. Russell rappresentano una trilogia notevolissima di film particolarmente riusciti: The Fighter, Il lato positivo e, adesso, American Hustle. Sono tre capolavori del cinema indipendente americano, nati dopo un periodo durissimo per il cineasta. “Dopo Three Kings e I love huckabees ero disperato.” Ricorda David O. Russell: “I film era andati malissimo, avevo divorziato da mia moglie e – soprattutto – avevo grandi difficoltà ad aiutare mio figlio che soffre di disturbi bipolari. Non avevo un soldo ed ero molto depresso. Così, ho capito di dovere tornare ad essere molto umile e mi sono messo a scrivere storie che poi non avrei diretto, solo per guadagnare dei soldi. L’anno in cui è morto Sidney Pollack, lui mi ha dato il libro de Il lato positivo. Ho capito che quello era il film che volevo e dovevo fare. Conoscevo quelle persone da tutta la

mia vita, ero cresciuto con loro, e quello era il cinema che sentivo mi dovesse appartenere. Così ho avuto l’opportunità di dirigere The Fighter prima e dopo di girare l’altro. È stato il momento che ha segnato la mia rinascita. Dopo essere stato in ginocchio sapevo di dovermi rialzare.” Una vera e propria trasformazione… Sono diventato un cineasta molto diverso: avevo perso la mia strada sul modo di raccontare storie. Ho passato il periodo più nero della mia vita, prima di potere cambiare vita e approccio alla carriera. Non ho girato un fotogramma per sei anni, ma dopo questo periodo più difficile ho ricominciato a vivere. Ho smesso di pensare troppo e mi sono affidato di più al mio istinto. Oggi potrei continuare a fare film per sempre sui personaggi che ho incontrato nei miei ultimi tre film.

Qual è stato, quindi, il suo approccio? Non credere di essere speciale, non pensare di sapere qualcosa di più degli altri, provare il più duramente e il meglio possibile a fare quello che amo di più, ovvero girare film. Ho voluto mantenere il budget il più basso possibile per restare libero nel fare le mie scelte artistiche. Credo che il segreto sia “restare affamati” e non pensare di avere qualche dote speciale. Gli attori sembrano essere felici di lavorare con lei… È vero, perché sanno che io intendo creare mondi che siano importanti e di valore per i miei attori. Quando vado a casa loro per convincerli a lavorare con me, cerco di dimostrare loro tutto il mio interesse a dare vita a personaggi interessanti e importanti. Mi piace vederli dentro personaggi in cui non li abbiamo mai incontrati prima.

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CAPITAN HARLOCK

GUERRE STELLARI KOLOSSAL IN 3D PER IL PIRATA SPAZIALE DEI FUMETTI CREATO DA LEIJI MATSUMOTO. ARRIVA FINALMENTE HARLOCK, PRONTO AD ABBORDARE UNA NUOVA GENERAZIONE DI FAN. di MARIO A. RUMOR

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CAPITAN HARLOCK

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Ha amato i pirati fin da ragazzino, Leiji Matsumoto. Una passione coltivata in segreto, sui banchi della scuola media sul finire degli anni ’40, e subito tramutata in fumetto: quel Capitano Kingstone, che il disegnatore ha disseminato con altri volti e altre personalità in decine di opere, troverà consacrazione soltanto nel 1977 grazie al pirata Harlock con cicatrice e benda a un occhio. Personaggio che farà il suo ingresso trionfale nel mondo dei manga consolidando la carriera di questo agguerrito disegnatore che, prima di assaporare la celebrità, ha conosciuto anche tanti fallimenti. Ma il nome Harlock era già pronto quando disegnare manga era ancora considerato un sogno da parte del giovanissimo Leiji. Dei pirati, Matsumoto, amava soprattutto lo spirito libertario e il fatto di appartenere nient’altro che a se stessi. Atteggiamento molto poco giapponese. Del film diretto da Shinji Aramaki e realizzato con un mix di motion capture e CGI, Matsumoto va molto fiero: «Il nuovo Harlock possiede un realismo diverso dall’animazione fatta a mano. Il lavoro degli animatori rasenta la perfezione e le immagini sono straordinarie». Se è vero che le opere di Matsumoto hanno profondamente cambiato manga e anime (basti pensare a due campioni di incassi di quegli anni: Corazzata spaziale Yamato e Galaxy Express 999), questo kolossal è partito in quarta con l’idea di conquistare una nuova tipologia di pubblico, non necessariamente amante del fumetto, e di espandere il concetto di anime. Spiega il produttore Yoshiyuki Ikezawa: «È vero che volevamo creare qualcosa di cui il Giappone potesse andare fiero, ma al tempo stesso ci premeva rendere l’animazione realmente competitiva sul mercato del cinema normale». Grossi cambiamenti in vista, quindi. Dotare del giusto aplomb il protagonista ha richiesto archiviazione quasi totale dell’omonimo a cartoni, compresi il suo fascino malinconico e l’infallibilità. Quello in digitale è diventato infatti un combattente contro l’autorità, un antieroe cupo e dark, assillato da domande cui egli stesso non riesce a rispondere e quasi incerto sul cammino intrapreso. Oltre a questo, è pure costretto a fare i conti con un giovane di nome Logan, nuovo membro dell’equipaggio, assoldato per ucciderlo. La prima apparizione pubblica del pirata è avvenuta al Festival di Annecy, edizione 2012, quando Toei Animation, lo studio che l’ha prodotto con enorme dispendio di energie e denaro (quasi 50 milioni di dollari, un record), non aveva ancora pianificato la visione in 3D. Presenti: Matsumoto, Shinji Aramaki e i produttori con un film pilota di pochi minuti, realizzato più per impressionare il mondo e per spiegare i dodici anni di riflessione serviti a Toei prima di

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CAPITAN HARLOCK

imbarcarsi ufficialmente nel progetto. E infatti, conferma il regista, nulla del pilot è rimasto

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nella versione definitiva. Se Aramaki in Giappone è considerato ormai il guru della motion capture applicata agli anime, Toei ha preteso che al film lavorassero soltanto i migliori. Il primo arruolato è stato lo scrittore di sci-fi Harutoshi Fukui, a cui piace ambientare battaglie nello spazio (e nella pellicola non mancheranno). I personaggi hanno il tratto elegante di Yutaka Minowa (Vampire Hunter D – Bloodlust), mentre il compito di realizzare il design di vascelli e ogni altro mezzo meccanico è spettato ad Atsushi

Takeuchi (Ghost in the shell), il cui lavoro è stato benedetto dallo stesso Matsumoto («Rispetta i criteri con cui disegno le mie astronavi»). Con oltre un centinaio di persone dello studio Mazra Animation al lavoro e l’utilizzo del facial capture system (Faceware), già impiegato sul set de Lo Hobbit, per perfezionare le emozioni dei personaggi, il film di Aramaki rischia insomma di diventare epocale come lo fu il primo lungometraggio animato a colori della Toei nel 1958, Hakujaden. Nessun distacco dalla tradizione, o dal mito di un’intera generazione, garantisce il regista, ma lo sguardo del nuovo Harlock guarderà in faccia i problemi della nostra società.

CAPITAN HARLOCK, IN SALA DALL’1 GENNAIO.


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9 SSX (1 82)

FAMMI VOLARE, CAPITAN… «Harlock è il mio più vecchio e fedele amico», ha sempre detto Matsumoto. Sicuramente quello meglio inserito nel girone dell’animazione. I fan di vecchia data dell’Arcipelago ancora ricordano le illustrazioni in cui il pirata sedeva scomposto sul suo trono di legno, a bordo dell’Arcadia. Le stesse illustrazioni che hanno finito per ispirare le locandine dell’Harlock 3D. Arrivando dai fumetti, Matsumoto considerava gli anime terreno stimolante e altamente creativo. Le sue iniziali collaborazioni avvennero con Toei Animation, i cui edifici egli vedeva dalla finestra di casa, nel quartiere di Nerima a Tokyo, dove s’era trasferito da giovane di belle speranze. Capitan Harlock

(1978) fu il primo dei suoi manga a essere trasformato in serie animata, nonostante avesse partecipato in precedenza a Danguard Ace (autore dei personaggi) e Corazzata spaziale Yamato (prime stesure del soggetto). La serie restò fedele al fumetto, quindi con il protagonista che affrontava le terribili Mazoniane disposte a tutto pur di conquistare la Terra, ma rispetto a quello il regista Rintaro preferì dare una conclusione definitiva alla storia. La serie è la più amata dai fan. Sceneggiato dal veterano Shozo Uehara, classe 1937, e andato in onda in Italia per la prima volta nell’aprile del 1979, Capitan Harlock vanta il design del compianto Kazuo

Komatsubara, animatore di culto secondo il quale i personaggi di Matsumoto erano fatti apposta per l’animazione. Rispetto al manga, nella serie fu creato appositamente il personaggio della piccola Mayu e il colore dello scafo dell’Arcadia cambiato da verde militare a blu notte. Il regista Rintaro aveva grandi cose in mente, tipo mettere a confronto i personaggi fra loro e giocare con l’introspezione. Toei non acconsentì. La rivincita se l’è presa con il remake Captain Herlock (2002). Seguirà una seconda serie, Capitan Harlock SSX (1982) e un film, L’Arcadia della mia giovinezza, in cui si racconta il passato del pirata. Tutti editi in dvd da Yamato Video.

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PAOLO VIRZÌ

CINEMA CAPITALE INTERVISTA A PAOLO VIRZÌ

Valeria Golino e Fabrizio Bentivoglio

di MARCO SPAGNOLI “Sono interessato a raccontare come si riverberano sulle persone le dinamiche sociali che – a volte – possono essere raccontate sia un semplice articolo di giornale, oppure, attraverso un romanzo umano animato dalla commedia fatta di illusioni, sogni, delusioni, infelicità e aspirazioni frustrate. Questo film ha una temperatura non solo atmosferica, ma umana molto ostile. È il clima di un momento storico di crisi in cui si avverte la fine del periodo dei sogni faciloni di ricchezza. Non a caso è ambientato nel 2010 ovvero nell’anno del collasso finanziario dell’Italia. Un conflitto sociale che diventa generazionale, perché va a toccare soprattutto i giovani. Desideravo forzare i toni della suspence dando vita ad un’atmosfera quasi inquietante in cui il pubblico potesse arrivare perfino a smarrirsi. Il mosaico attraverso cui viene raccontata questa storia è quello di un mondo frammentato che assomiglia a quello di tutti noi.” Paolo Virzì presenta con queste parole, quello che è uno dei film più importanti

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dell’anno per il cinema italiano. Una produzione quella de Il Capitale Umano che segna l’immaginario dell’ultimo decennio per forza e qualità narrativa che Virzì ha tratto dall’omonimo romanzo di Stephen Amidon di cui il regista toscano è autore della sceneggiatura insieme a Francesco Piccolo e Francesco Bruni. Un cast importante composto da Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Gifuni e Luigi Lo Cascio. Il film racconta la storia di un misterioso incidente, in una notte gelida alla vigilia delle feste di Natale che coinvolge una ricca famiglia borghese della provincia del Nord Italia. “È un puzzle narrativo che utilizzando punti di vista differenti oltre ad indagare su un evento delittuoso, esplora l’infelicità di tante persone.” Spiega Virzì. “Un film difficile da definire, perché fa un po’

soffrire e riguarda ‘un mistero’: è enigmatico sia nella sua forma che nella sua anima. È un racconto ‘sociale’, ma anche una commedia piuttosto feroce che si confonde con i toni del noir dove, ad un certo punto, c’è da risolvere qualcosa che, altrimenti, rischia di restare inspiegabile.” Come è arrivato a questo film? Anche se è un genere che amo molto non desidero fare sempre e soltanto delle commedie. Anche se Il Capitale Umano non è un Noir ‘puro’. Anzi, le contaminazioni sono molte anche perché l’ispirazione proviene da


PAOLO VIRZÌ

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Paolo Virzì con Fabrizio Bentivoglio e Fabrizio Gifuni sul set

Paolo Virzì e Luigi Lo Cascio sul set

Valeria Bruni Tedeschi e Fabrizio Gifuni un romanzo bellissimo, un capolavoro della letteratura americana contemporanea. Sono rimasto affascinato dallo sguardo lucido verso la nostra società di questo giovane scrittore che potrebbe essere un novello Tom Wolfe. Sicuramente il genere mi ha permesso di indagare i personaggi e ciò che li muove in maniera più puntuale e approfondita. Volevo mantenere uno sguardo umano, ma non in maniera tenera, bensì beffarda e perfino un po’ dura… forse perfino più veritiera. Cosa l’affascinava del romanzo? Sono rimasto immediatamente colpito dall’ambientazione in uno spazio e un tempo

fatto di luci ed ombre, di miserie del presente e splendori, soprattutto, del passato. Sono un grande appassionato di letteratura americana: seguo con grande interesse il lavoro di scrittori che apprezzo molto come Franzen e Wallace e la cosa che mi colpisce è la grande capacità di questa nuova generazione di romanzieri di utilizzare il genere per raccontare la società contemporanea. È una maniera perfetta per rendere appassionanti e avvincenti delle vicende di personaggi in grado di esprimere qualcosa riguardo il nostro tempo. Non c’è moralismo in loro, ma c’è il desiderio di

affrontare temi che hanno a che fare con questioni etiche e umane molto rilevanti. Il romanzo di Amidon era molto bello ed ampio e noi abbiamo potuto cogliere un epicentro narrativo, estremamente coinvolgente. Come ha sfruttato le opportunità offerte dal cinema di genere? Mi sono avvicinato alla trama con uno spirito quasi etnografico, perché questa storia mi permetteva di entrare in un mondo inesplorato e perfino un po’ inquietante. IL CAPITALE UMANO USCIRÀ IL 9 GENNAIO.

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TUTTA COLPA DI FREUD

Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni in Tutta Colpa di Freud

INTERVISTA A VITTORIA PUCCINI di MARCO SPAGNOLI

“È STATO MOLTO bello

lavorare sulla difficoltà di comunicazione tra un uomo e una donna per raccontare una grande storia d’amore basata sin da subito su una forte intimità fatta esclusivamente dai gesti e dagli sguardi.” Dice Vittoria Puccini del suo personaggio in Tutta colpa di Freud in cui la vediamo interpretare una libraria innamorata dei romanzi che legge e che resta “colpita” da

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un ladro di libri, portato sullo schermo da un Vinicio Marchioni. Ques’ultimo interpreta un sordo e questo handicap genera un’apparente incomunicabilità tra i due che viene superata, però, dalla passione. Un ruolo insolito per l’attrice fiorentina reduce dal grande meritato successo della Fiction Anna Karenina e – attualmente – sul set per interpretare Oriana Fallaci nel biopic televisivo che il regista Marco Turco sta realizzando

sulla celebre giornalista, prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci. Tutta colpa di Freud, però, le ha permesso di mostrarci un altro aspetto del suo grande fascino e talento in un personaggio nuovo diretta da Paolo Genovese, al fianco di Marco Giallini alle prese cone le pene d’amore, non solo delle sue tre figlie interpretate dalla stessa Puccini, Laura Adriani e Anna Foglietta. Nel cast ci sono anche Alessandro Gassman,


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TUTTA COLPA DI FREUD

Tutta Colpa di Freud

Vittoria Puccini in Tutto l’amore che c’è

Claudia Gerini e Daniele Liotti. “È stata un’esperienza divertente anche perché Paolo Genovese, che è una persona meravigliosa, ha fatto in modo che sul set ci fosse un ottimo clima per lavorare e dare il meglio di noi stessi.” Aggiunge Vittoria Puccini: “Dopo tanti ruoli drammatici, tornare a casa dopo che hai passato il giorno sul set di una commedia è sicuramente un piacevole cambiamento. In più ho lavorato con colleghi che stimo e con cui mi sono trovata davvero bene come Marco Giallini e Anna Foglietta. L’avere interpretato due sorelle è stato particolarmente interessante, perché abbiamo sviluppato immediatamente una grande complicità e un rapporto molto naturale. Eravamo in grande sintonia.”

In questo caso oltre al genere cosa l’affascinava del suo ruolo? In Tutta colpa di Freud porto sullo schermo una ragazza romantica e un po’ sognatrice. Ed è insolito trovare un personaggio così oggi, quando le donne sono, in genere, molto meno ingenue di un tempo. Ad attirarmi, però, è stata proprio questa sua sensibilità e fragilità che me l’hanno resa immediatamente molto simpatica. Mi piace pensare di potermi immedesimare in una donna dolce, ma anche dal carattere molto forte. Un’amante della letteratura e della lettura, che ha le sue idee rispetto a quello che le persone dovrebbero leggere e che non ha timore di esprimere il suo dissenso con una certa forza anche ai suoi potenziali clienti. Ha qualche debito, perché piuttosto che vendere libri che non ama, preferisce non venderli affatto. La vediamo in ruoli sempre diversi… Ogni film rappresenta per me una sfida importante: cerco di interpretare personaggi differenti, ma anche di affrontare ruoli sempre più difficili. In questo caso mi trovavo nella difficoltà di affrontare un

genere come la commedia che ho meno frequentato rispetto ad altri. Per me, però, resta vitale mettermi alla prova e cambiare costantemente tipologia di ruoli. Più le cose sono difficili, più risultano stimolanti. L’impressione è che lei ami un po’ mettersi in difficoltà, facendo scelte sempre impegnative… Uno degli insegnamenti che ho appreso da Sergio Rubini, quando mi ha scelto per il mio primo film Tutto l’amore che c’è, è stato proprio che un attore non deve mai sentirsi a proprio agio. Le difficoltà o la scomodità servono come stimolo a dare il meglio di sé stessi in ogni ruolo che si affronta. Quando ci si rilassa, invece, il rischio è di adagiarsi su sentieri già conosciuti. Mi piace mettermi in discussione e rischiare, cercando la strada che non è necessariamente la più facile. Del resto ho deciso di fare l’attrice e non la “stellina”. Il successo è una cosa meravigliosa, ma è la conseguenza del mio lavoro, non certo il mio obiettivo. Parliamo di Oriana Fallaci? È una donna che ho studiato molto: ho voluto capirla, perché sento una responsabilità ad interpretarla. Sebbene la mia sarà un’interpretazione, posso dire di avere provato a capirla fino in fondo e, alla fine, spero che si veda.

TUTTA COLPA DI FREUD USCIRÀ IL 16 GENNAIO

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ANITA B.

Roberto Faenza con Robert Sheehan ed Eline Powell

“HO VISTO IL MONDO CON GLI OCCHI DI ANITA” INTERVISTA A ROBERTO FAENZA E ROBERT SHEEHAN di MAURIZIO ERMISINO Anita è uscita viva da Auschwitz. Dopo aver sfiorato la morte, trova l’amore. Si getta con passione nella storia con Eli. Ma dovrà scontrarsi con lui, e con l’ambiente circostante dove tutti vogliono dimenticare. Anita B. è il nuovo film di Roberto Faenza, che ha diretto due giovani attori, Eline Powell e Robert Sheehan, famoso per la serie Misfits, dov’è un ragazzo con superpoteri. In realtà più che i supereroi ama i villain, e anche il suo Eli è piuttosto controverso…

ROBERTO FAENZA È una delle poche storie che racconta il dopo Auschwitz, a parte La tregua.. È vero, anche se La tregua non racconta tanto il dopo, ma soltanto il tragitto. Mentre questa storia di Edith Bruck racconta gli anni successivi al campo. Il tema è la lotta tra il bisogno di ricordare e quello di dimenticare: Anita non può dimenticare l’accaduto, ma si trova in un ambiente ostile, dove nessuno vuole ricordare, quasi fosse una colpa essere stati perseguitati. C’è una componente di tipo politico: il comunismo è ostile alla

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cultura ebraica. E poi c’è l’elemento più forte, il bisogno di dimenticare, la rimozione. Incontrare l’amore dopo la morte cosa significa? È un rilancio verso il futuro. Anche tenere un bambino che il padre non vuole è un’affermazione della vita, che esprime in maniera molto più forte. Mentre lei esprime con pienezza l’amore, il mondo che la circonda non è all’altezza della sua emotività. Il ragazzo le propone di attendere un mondo che non verrà mai. Che chiave espressiva ha scelto? Ho trattato questi temi in altri due film, Jona che visse nella balena, la vita di un ragazzino in un campo, e Prendimi l’anima, la storia di una ragazza ebrea osteggiata da tutti che lotta per affermare la sua femminilità. Qui ci sono entrambe le componenti. Mi sono calato nella mentalità di Anita, è un film in soggettiva, vedo il mondo con i suoi occhi. Come ha scelto gli attori? Ci ho messo due anni perché non trovavo la ragazza. Sono andato in America, dove ho trovato ragazze perfette ma troppo americane. Sono stato sei mesi a Londra,

dove ho trovato Eline Powell in una scuola: Anita doveva avere una verginità di testa, ma anche una combattività che le permettesse di affrontare questo mondo. Quanto a Robert Sheehan, non sapevo che fosse così noto tra i teenager, mi è piaciuta la sua irruenza. Cosa pensa del film di Cronenberg che racconta la stessa storia di Prendimi l’anima? La differenza è che io mi sono calato nel personaggio di Sabina mentre lui ha fatto un film più oggettivo, più centrato su Freud e Jung. Non ha amato il personaggio femminile come ho fatto io. Com’era Johnny Rotten sul set di Copkiller? Non lo conoscevo come leader dei Sex Pistols. A New York viveva come proprio come avevamo scritto il personaggio, in un seminterrato con cinque tv accese giorno e notte, un uomo dei sotterranei che usciva e diventava una persona normale. L’assicurazione non lo ha coperto: era da poco morto Sid Vicious e pensavano che fosse come lui. Ma io non ho mai avuto un professionista come lui.


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ANITA B.

SUPEREROI? TROVO I CATTIVI PIÙ INTERESSANTI”

Elin Powell interpreta Anita

Robert Sheehan ed Elin Powell

ROBERT SHEEHAN Cosa le è piaciuto del suo personaggio? Mi è piaciuta la sua umanità ambigua. All’inizio Eli potrebbe sembrare un bastardo, ma più ho lavorato su di lui più i suoi comportamenti terribili mi sono stati chiari. Come ha lavorato per entrare nel personaggio? Ho avuto il piacere di provare tanto con Eline, che interpreta Anita. È stata una gioia assoluta. Il grosso del mio lavoro è stato con lei, e più provavamo più sentivo mio Eli. Com’è stato essere diretti da Roberto Faenza? Ci ha permesso di provare cose diverse sulla scena. Si è fidato molto delle nostre idee. Quali sono i film sull’Olocausto che preferisce? Schindler’s List è un gran bel film. Ma il nostro non è proprio un film sull’Olocausto, è sull’Europa subito dopo la guerra, un tempo molto tumultuoso in cui i confini si stavano ridefinendo. Qual è il segreto del successo della serie Misfits? Secondo me è dovuto completamente a Tom Green, il primo regista. Ha dato forma a noi attori, facendoci pensare al mondo dei Misfits come a un mondo reale, e non a un mondo di fumetti. Quali sono i suoi supereroi preferiti? Non ne ho. Ma ho amato la graphic novel Watchmen. E trovo più interessanti i cattivi! Se potesse avere un superpotere, quale sarebbe? Vorrei volare. Abito a Londra, e così potrei evitare la metropolitana! Tempo fa ha detto “non sono sicuro di voler fare l’attore”. E ora? Sono sicuro di voler fare l’attore. Ma voglio fare anche altro, come produrre. Ora sono in India in cerca di location per un film dove sono attore e produttore, Jet Trash. ANITA B. USCIRÀ IL 16 GENNAIO

Robert Sheehan

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SPECIALE SCI-FI 2014


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SPECIALE

SCI-FI 2014 UN ANNO ALL’INSEGNA DELLA FANTASCIENZA STORIE DI ALIENI, SUPEREROI E UOMINI CORAGGIOSI, TRA ATTESI RITORNI E NUOVI PROGETTI: ECCO COSA VEDREMO AL CINEMA NEI PROSSIMI MESI di VALERIA GUIDOTTI

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I FRANKENSTEIN Aaron Eckhart è La Creatura nel film di Stuart Beattie, ispirato al personaggio del romanzo di Mary Shelley. La storia segue Adam che, dopo esser sfuggito alla massa infuriata dei contadini, arriva fino ai giorni nostri grazie alla genetica. Si ritrova in un’oscura metropoli, e viene coinvolto nella battaglia centenaria tra due clan di creature immortali. Con Bill Nighy, Miranda Otto e Jay Courtney. DATA DI USCITA: 23 GENNAIO

ROBOCOP Il primo ce lo ricordiamo tutti ed è un caposaldo del genere sci-fi anni ‘80. Il reboot del ‘classico’ di Paul Verhoeven è diretto da José Padilha e vanta un cast eccellente, da Gary Oldman a Michael Keaton, da Abbie Cornish e Samuel L. Jackson. Il nuovo film non sarà la robo-copia del precedente, a iniziare dall’armamentario ipertecnologico – ma dal peso medievale, con ben 15 Kg di corazza – del protagonista Alex Murphy (Joel Kinnaman), il quale ha subito una radicale trasformazione ed è un uomo-macchina decisamente all’avanguardia. Anche le tematiche sono differenti: ambientato nel 2026 in un mondo dominato da robot che intervengono sollevando i governanti da responsabilità civili e morali, il nuovo RoboCop tratterà di politica mondiale, con la OmniCorp che contrasta il terrorismo con i droidi. DATA DI USCITA: 6 FEBBRAIO

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CAPTAIN AMERICA: THE WINTER SOLDIER È stato la Torcia Umana nei film de I fantastici 4, poi Chris Evans ha indossato un’altra tuta superoistica: quella di Steve Rogers. Dopo Captain America: Il primo Vendicatore (2011) e il blockbuster The Avengers (2012) dal successo planetario, arriva sul grande schermo Captain America: The winter soldier. Il coraggioso uomo degli anni ’40 prima entrato al servizio dell’esercito americano per contrastare il malvagio Teschio Rosso, poi reclutato dallo S.H.I.E.L.D. per combattere l’invasione aliena architettata da Loki (il fratello di Thor), torna di nuovo in azione cercando di adattarsi alla complessità del mondo di oggi. Nel fumetto Bucky Barnes, l’aiutante creduto morto nel film precedente, viene trovato dai russi e riprogrammato in un feroce assassino. Così come Il primo Vendicatore è stato un’avventura fantastica nella Seconda Guerra Mondiale, The winter soldier è un vero e proprio thriller sci-fi. Diretto da Anthony e Joe Russo, e con Samuel L. Jackson, Robert Redford, Scarlett Johnasson e Toby Jones. DATA DI USCITA: 26 MARZO

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GODZILLA L’ultimo, in ordine di tempo, a portare al cinema Godzilla è stato Roland Emmerich nel film del 1998 con Jean Reno e Matthew Broderick. Il regista Gareth Edwards dirige il reboot del celebre lucertolone atomico, su sceneggiatura di Frank Darabont, David Callaham e Max Borenstein, realizzato in 3D e prodotto da Brian Rogers. La celebre creatura giapponese, che assume nuovamente l’aspetto di un dinosauro invece che quello di un’iguana gigante come nel film precedente, dovrà combattere contro diversi mostri. Protagonisti sono Aaron Taylor-Johnson, Bryan Cranston, Elizabeth Olsen, Sally Hawkins, Ken Watanabe e Juliette Binoche. DATA DI USCITA: 15 MAGGIO

X-MEN: GIORNI DI UN FUTURO PASSATO Torna una delle serie sci-fi più amate. Dopo X-Men: L’inizio del 2011, ritroviamo James McAvoy e Michael Fassbender insieme ai ‘veterani’ Hugh Jackman, Patrick Stewart e Ian McKellen in X-Men: Giorni di un futuro passato di Bryan Singer. Come indica il titolo, il nuovo capitolo è ambientato nel passato e nel futuro, e l’azione si svolge in diversi luoghi del mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, dalla Francia alla Cina. La storia, che si ispira al fumetto di Chris Claremont e John Byrne, avviene in un possibile futuro dove i mutanti sono stati liquidati da robot chiamati Sentinel. Alcuni X-Men cercano di salvare il futuro cambiando il passato, per cui uno di loro viene mandato indietro nel tempo per incontrare i primi X-Men. Non si tratta però di un puro adattamento del fumetto, quanto piuttosto di una storia autonoma. Il film può essere considerato come una sorta di seguito di X-Men – L’inizio e della prima trilogia. Vedremo due versioni, quella giovane e quella matura, del Professor X e di Magneto (ecco spiegata la presenza sia di Patrick Stewart e Ian McKellen che di James McAvoy e Michael Fassbender). Ritorna Jennifer Lawrence come Mystica, Halle Berry come Tempesta e Nicholas Hoult nei panni di Bestia. A differenza di X-Men: L’inizio, Wolverine (Hugh Jackman) giocherà un ruolo fondamentale. DATA DI USCITA: 22 MAGGIO

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EDGE OF TOMORROW Basato su un romanzo di Hiroshi Sakurazaka, Edge of Tomorrow è ambientato in un futuro in cui gli esseri umani combattono contro una razza aliena, i Mimics. Ma attenzione, non si tratta della solita, banale storia di invasione extraterrestre. Come in Pacific Rim, anche in All You Need Is Kill la guerra è iniziata da tempo e il conflitto tra le due specie è ormai parte della vita quotidiana. Bill Cage, un Tom Cruise sempre più a suo agio nei film di fantascienza dopo il successo di Oblivion, viene mandato al fronte e si ritrova a vivere il suo giorno di combattimento ‘a ripetizione’. Dopo uno scontro con un alieno, il soldato entra in un loop temporale per cui è condannato a morire ancora e ancora, risvegliandosi ogni volta all’inizio del suo ultimo giorno, finché non trova un modo per uscire dall’impasse. La regia è di Doug Liman (Fair Game – Caccia alla spia, 2010). Tra gli interpreti, Emily Blunt, Bill Paxton e Charlotte Riley. DATA DI USCITA: 29 MAGGIO

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TRANSFORMERS: AGE OF EXTINCTION Michael Bay torna ai suoi amatissimi giocattoloni supercomponibili in una nuova avventura con Mark Wahlberg e Stanley Tucci. Il quarto capitolo della saga ispirata dai personaggi Hasbro vedrà il debutto sul grande schermo dei Dinobots, robot che prendono le somiglianze di un dinosauro o di altri animali preistorici. Quattro anni dopo l’ultima grande battaglia tra i robot che ha sconvolto l’umanità, un meccanico e sua figlia scoprono qualcosa che attira l’attenzione di un ufficiale governativo e di nuovi e vecchi Transformers, pronti a minacciare ancora una volta la Terra. DATA DI USCITA: 16 LUGLIO

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DAWN OF THE PLANET OF THE APES Continua la storia di Caesar, scimmia super intelligente che assiste alla caduta della civiltà umana. La vicenda si svolge quindici anni dopo L’alba del pianeta delle scimmie (Rise of the Planet of the Apes), film del 2011 di Rupert Wyatt che ha costituito il riavvio della serie cinematografica tratta dal romanzo anni ’60 di Pierre Boulle. Le scimmie sono fuggite dalle loro strutture, un virus si diffonde e causa il collasso della società umana. I primati iniziano il percorso che li porterà ad affermarsi come nuovi governatori della società. Matt Reeves dirige Andy Serkis, Jason Clarke e Gary Oldman nel secondo capitolo di uno dei più noti franchise fantascientifici. DATA DI USCITA: 31 LUGLIO

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SPECIALE SCI-FI 2014

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G N I D N ASCE


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I GUARDIANI DELLA GALASSIA Marvel Assemble: una nuova squadra per un’impresa spaziale straordinaria. Chris Pratt, Zoe Saldana, Benicio Del Toro e Bradley Cooper sono i protagonisti de I Guardiani della Galassia, film ispirato ad un fumetto Marvel creato da Arnold Drake e Gene Colan nel 1969. Un bizzarro team di personaggi che dovranno allearsi per sconfiggere una forza cosmica di proporzioni epiche. A dirigere James Gunn. DATA DI USCITA: 22 OTTOBRE

INTERSTELLAR Il nuovo progetto di Christopher Nolan, dopo i fasti de Il Cavaliere Oscuro, racconta le avventure di un gruppo di esploratori che fanno uso di un buco nero appena scoperto per abbattere le enormi distanze dello spazio e superare così il limite dell’uomo nei viaggi interstellari. Fanno parte del cast star del calibro di Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Casey Affleck e Matt Damon. DATA DI USCITA: 7 NOVEMBRE

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HUNGER GAMES: IL CANTO DELLA RIVOLTA La lotta per la libertà di Katniss Everdeen continua nella prima parte di Mockingjay, ultimo libro della trilogia di Suzanne Collins. Tornano gli amati protagonisti di una serie milionaria che ha messo in evidenza il talento di Jennifer Lawrence e che è stata il trampolino di lancio per attori come Josh Hutcherson e Liam Hemsworth. Del cast fa parte anche Julianne Moore, che interpreta Alma Coin, Presidente di uno dei Distretti. La battaglia contro il potere oppressivo di Capitol City raggiunge il suo culmine e Katniss si ritroverà dall’essere simbolo della ribellione a svolgere un ruolo attivo nella lotta, pagando un prezzo altissimo. DATA DI USCITA: 20 NOVEMBRE

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UNDER THE SKIN La donna che cadde sulla Terra… Scarlett Johansson è bella, pericolosa, extraterrestre. Basato sul romanzo di Michael Faber Sotto la pelle, racconta di Isserley, un’aliena che percorre le autostrade a caccia di prede umane, sfruttando la sua bellezza come esca. Isserley avrà modo di conoscere la natura umana, al punto da mettere in dubbio la propria identità e origine aliena. Presentato in concorso al 70° Festival del Cinema di Venezia, il film è diretto da Jonathan Glazer. DATA DI USCITA: DA CONFERMARE

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DIVERGENT

TRANSCENDENCE

Un’altra avvincente trasposizione cinematografica. Il romanzo di Veronica Roth, primo capitolo di una trilogia di successo, è ambientato in un futuro distopico in cui gli esseri umani hanno posto fine alle guerre dividendosi in fazioni e svolgendo ognuno il mestiere più consono alle proprie naturali inclinazioni. Film epico e d’azione per ragazzi che ha tutte le carte per conquistare anche gli adulti, è diretto da Neil Burger e ha come protagonisti Shailene Woodley e Theo James. DATA DI USCITA: DA CONFERMARE

Il film vede un gruppo di scienziati impegnati a costruire il primo supercomputer autocosciente. Tra questi vi è la scienziata Evelyn Caster (Rebecca Hall), che innesta il cervello del marito Will (Johnny Depp) nel computer dopo che l’uomo è stato assassinato da alcuni terroristi. Il film, diretto da Wally Pfister, è interpretato anche da Cillian Murphy, Paul Bettany e Morgan Freeman. DATA DI USCITA: DA CONFERMARE

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THE LAST DAYS ON MARS Dopo la missione sul pianeta rosso di Brian De Palma, un horror fantascientifico marziano diretto da Ruairi Robinson con Liev Schreiber, Romola Garai e Olivia Williams. Mentre stanno raccogliendo materiali su Marte, degli astronauti sono vittima di una terrificante e misteriosa forza. DATA DI USCITA: DA CONFERMARE

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INTERVISTA

GIORGIO PASOTTI

Foto di Riccardo Ghilardi

UN ANNO VISSUTO MOLTO DURAMENTE, MA CON DIVERTIMENTO di MARCO SPAGNOLI

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GIORGIO PASOTTI

Sapore di te

Sapore di te

Il 2014 è un anno decisamente molto importante per la carriera di Giorgo Pasotti: Io, Arlecchino segna il suo esordio come regista, ma anche il lavoro con i Fratelli Vanzina lo porta ad essere tra i protagonisti del seguito ideale del film di culto Sapore di mare, intitolato Sapore di te in uscita questo mese al cinema. Come se non bastasse al lungo elenco di lavori per il cinema, segue uno spettacolo teatrale su Pinocchio e due fiction: una per il centenario dei Carabinieri e un’altra su Papa Wojtyła. “Diciamo che non mi sono mai riposato molto negli ultimi tempi.” Commenta l’attore “Sono passate al massimo 48 tra un lavoro e l’altro e seppure non mi posso lamentare, certo, devo ammettere di essere un po’ stanco.” Una confessione comprensibile quella di Giorgio Pasotti che con umiltà e intelligenza guarda al proprio lavoro sempre con grande attenzione e cura: “No, non mi lamento, mi piace quello che faccio e desidero espandere ancora di più i miei interessi. Certo, vorrei riuscire a fare le cose con più ordine, ma devo dire che è stato molto importante lavorare a progetti cui tengo tantissimo.” Aggiunge con un sorriso. Qual è la sfida che vuole affrontare? Sono spinto dalla passione in tutto quello che faccio per lavoro: mi piace molto dirigere gli attori e stare a stretto contatto con loro. Mi sento bene nelle vesti di regista, ma – per il momento – fare l’attore non è solo la cosa che mi riesce meglio, ma anche quella che io voglio fare, almeno per ora. Vivo la mia vita artistica con la spinta che ho avuto sempre quando facevo sport e con il desiderio di accettare sempre le sfide e la competizione. Io credo che nel lavoro, soprattutto in questo momento, ci vuole del coraggio per sfuggire alla depressione che, spesso, ci circonda.

La grande bellezza, Giorgio Pasotti con Sabrina Ferilli e Toni Servillo

Come si è trovato con i Fratelli Vanzina? Molto bene: ero reduce da alcuni film autoriali e da La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Così quando mi è arrivata la loro offerta, mi è sembrato perfetto potere lavorare con due autori che stimo moltissimo in quella che, però, resta una commedia. Lavorare con loro è stata una vera scoperta, perché oltre ad essere dei grandi conoscitori di cinema, sono anche due cinefili di grande sensibilità e ricercatezza. Certo, alle volte, come a tutti i registi che lavorano tanto, alcune cose non riescono, ma il copione che mi hanno presentato era divertentissimo e riprende le atmosfere dell’originale, pur essendo del tutto un’altra storia. Devo ammettere che oltre a divertirmi la considero un’esperienza professionale tra le più importanti che ho mai avuto. Parliamo del suo film? È un sogno che inseguivo da tempo. Mi sono sempre chiesto perché non ci fosse mai stato un film su Arlecchino e sulle maschere della commedia dell’arte. Soprattutto perché queste sono conosciute in tutto il mondo. Ripescare nella nostra tradizione e riportare tutto nella nostra modernità era un qualcosa che mi affascinava moltissimo. È una storia attuale che ho scritto con altri due sceneggiatori, un italiano e un inglese, per

INTERVISTA

ottenere uno sguardo quasi distaccato dalla materia stessa del racconto. Lei ha studiato in Estremo Oriente: c’è qualche nesso tra la sua preparazione sportiva e filosofica e la recitazione? Credo di sì. Non avendo una formazione attoriale solida, l’unico appoggio per avvicinarmi alla recitazione era quello delle discipline orientali che ti consentono una conoscenza interiore ed esterna del tuo corpo in relazione ai gesti, ai movimenti, alle espressioni del volto. Il mio approccio ai personaggi parte sempre da lì e considerando gli occhi come lo specchio dell’anima è lì che desidero concentrare il senso del mio lavoro. Lo sguardo è l’impronta caratteristica di ogni ruolo che affronto. Per quanto la postura, il movimento e la voce di un personaggio differiscano da quelle di un altro, l’occhio corrisponde sempre alla sua anima. Se ‘azzecchi’ lo sguardo e il riflesso della sua interiorità e del suo animo, riesci a centrare un personaggio. Il resto arriva di conseguenza. L’impulso primario parte dall’espressione degli occhi. Lei ha anche scritto un libro sulla sua esperienza in Cina come attore prima ancora di diventare famoso in Italia… Mi piacerebbe molto che questo libro intitolato Dentro un mondo nuovo diventasse un film. A diciannove anni, infatti, ho deciso di lasciare Bergamo, dove sono nato per inseguire la passione delle arti marziali iscrivendosi all’Università di Educazione fisica di Pechino. La Cina è un paese vasto che sta diventando il mercato cinematografico più importante del mondo e per me sarebbe molto interessante potere raccontare la mia esperienza in un’epoca completamente differente da oggi. SAPORE DI TE USCIRÀ IL 9 GENNAIO. IO, ARLECCHINO NON HA ANCORA UNA DATA DI USCITA.

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INTERVISTA

VINCENZO NATALI

NON USCITE DA QUELLA CASA

Una scena di Haunter

Haunter è un horror con casa infestata e un pizzico di prurito vintage (è ambientato nel 1986). Uscito negli States lo scorso autunno, è diretto da Vincenzo Natali (Cube). Just Cinema lo ha intervistato. Naturalmente in esclusiva. di MARIO A. RUMOR Cosa ti ha colpito della sceneggiatura originale di Brian King? Prima di tutto mi allettava l’idea di questa famiglia bloccata in un “giorno perfetto”. Tutto appare normale e tranquillo, tranne il fatto che si ripete all’infinito in una sorta di inferno-purgatorio. Inoltre ho pensato fosse una metafora perfetta dell’adolescenza perché Liza (il personaggio interpretato da Abigail Breslin) è il solo membro della famiglia a rendersene conto. E credo che gli adolescenti si sentano spesso così: intrappolati. Sono perfettamente a conoscenza delle cose mentre i genitori restano all’oscuro. Infine non ho saputo resistere alla sua struttura simile a un puzzle o un labirinto prendendo spunto dalle classiche case maledette. Quindi il vero aspetto horror è stato quello di segregare l’adolescente Liza, costringendola a rivivere sempre gli stessi momenti? Esattamente. Questa normalissima casa di periferia in realtà cela qualcosa di

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profondamente cupo e malefico. Credo che tutti noi ci siamo sentiti così nella vita. Soprattutto da ragazzi e il mondo ci appariva ostile. Sembra quasi che le cose non siano cambiate poi tanto ai personaggi dei tuoi film dai tempi di Cube. Prigionieri di se stessi e delle proprie scelte… Mi diverte pensare che ogni mio film e i personaggi che inserisco siano differenti gli uni dagli altri, ma devo ammettere che sono tutti collegati a determinati temi. Per esempio, in Cube, Cipher e Nothing raccontavo storie di persone imprigionate da forze che vanno ben oltre la loro comprensione. Forze che risiedono dentro e all’esterno di loro stessi. In Splice un uomo e una donna credono di aver raggiunto il potere assoluto sulle forze della natura ma in realtà scoprono di esserne controllati. Anche Haunter rispecchia questo concetto. Confermo. Mi sembra di essere a mia volta intrappolato in questo genere di plot in cui i

miei personaggi sono chiusi in gabbia. Non sono certo di sapere come mai continuo a tornare sui miei passi. Deve avere a che fare con qualche recondito problema che mi porto dietro! Crescere in un ambiente freddo come Toronto, non mi ha permesso di uscire spesso quando ero ragazzino. Magari sono il genere di cose che rendono una persona più introspettiva. In termini più pratici invece, la scelta deriva dal fatto che lavoro con budget ristretti, quindi è più comodo immaginare storie in spazi limitati, per risparmiare sulle location. Abigail Breslin è una fantastica teenager “imprigionata”: quali consigli le hai dato per la parte? Non ho avuto bisogno di indicarle una direzione in particolare. Ha capito il suo personaggio più di quanto avessi potuto fare io. Abigail aveva la stessa età di Liza al momento delle riprese, così è riuscita ad aggiungere elementi di chiarezza e verità che non avrei mai potuto ottenere da un’attrice meno giovane. Ha vissuto,


HUNGAR VINCENZO GAMES NATALI2

se così posso esprimermi, la parte di una ragazza morta. E penso che lei sia dotata di una combinazione naturale di forza e vulnerabilità che la rende molto convincente. Ho insistito su un solo aspetto: non volevo avesse contatti fuori dal set con l’attore Steven McHattie (l’Uomo Pallido del film). Volevo che fosse realmente terrorizzata da lui. Haunter è una storia di fantasmi non così spaventosa. Ho trovato il film perfino rigenerante per il genere, eppure so che non lo definisci un horror in piena regola. Allora cos’è? Il mondo che mi piace descrivere e raccontare è fantasmagorico. Diciamo che Haunter è un film sulle case infestate. Ma è anche un’avventura fantastica con echi da Alice nel paese delle meraviglie e Pierino e il Lupo. Non ho mai desiderato che fosse violento o troppo sanguinolento. In effetti ho fatto un patto con me stesso mentre lo dirigevo, affinché non scorresse una goccia di sangue. Forse questo lo pone ai bordi del genere horror.

Hai appena finito di dirigere alcuni episodi della serie tv ABCs of Death 2. Qual è la tua opinione sull’industria televisiva? C’è ancora grande fermento in circolazione. Sembra quasi che la televisione sia diventata il luogo di raccolta dove concentrare piccoli e grandi drammi umani. I film che mandiamo al cinema somigliano spesso a giocattoli costosi anziché a storie che raccontino davvero qualcosa. Le serie tv hanno a che fare con personaggi straordinari e avvincenti, non marionette da manovrare con parole ed emozioni. Nei prossimi anni gli spettatori avranno possibilità di accesso a un sistema di fruizione di opere direttamente a casa, e ridotte possibilità di scelta con la tradizionale sala cinematografica. C’è un documentario che hai girato alcuni anni fa su Terry Gilliam. Ce ne parli? Getting Gilliam è stato realizzato dal punto di vista di un fan nei confronti di uno dei maggiori registi di oggi. Ho documentato la realizzazione di Tideland, insolitamente meno movimentata nelle riprese: niente

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disastri sul set, insomma. Credo di essere riuscito a catturarne l’essenza nel processo di creazione e ovviamente ho imparato moltissimo. È stato quasi un film da corso post laurea, tenuto da un maestro del cinema. HAUNTER NON HA ANCORA UNA DATA DI USCITA IN ITALIA.

Una scena di Haunter

Capodanno a New York

Little Miss Sunshine

ABIGAIL BRESLIN, È TEMPO DI CRESCERE Il suo idolo è Jodie Foster, un mito a cui per osmosi quasi tutte le attrici teen di Hollywood vorrebbero somigliare. Ha compiuto 17 anni, Abigail Breslin, la piccola e scatenata Olive di Little Miss Sunshine: il film del 2006 che la spedì in prima fila tra le più giovani attrici a godersi la nomination all’Oscar. La pellicola è ancora memorabile grazie al concentrato di divertimento e al fatto che Fox Searchlight pagò la bellezza di 10 milioni e mezzo di dollari per la distribuzione nazionale. All’epoca la Breslin era uno scricciolo tutto occhi blu e occhiali della nonna, con nutrito curriculum in tv e al cinema (debutto a cinque anni in Signs). Il successo del film fece lievitare le sue quotazioni, al livello di Dakota Fanning. Tra scelte nazionalpopolari (Santa Clause è nei guai,

Sapori e dissapori) e avventure colorate (Alla ricerca dell’isola di Nim, accanto alla Foster), i ruoli si sono fatti sempre più impegnati. Ha recitato in La custode di mia sorella, e affrontato l’horror scanzonato in Benvenuti a Zombieland. Svolta di rilievo nell’inedito Janie Jones dove fa la figlia di Alessandro Nivola e canta per davvero. Preludio all’album senza titolo a cui sta lavorando. Newyorkese doc, dopo il thriller The call e l’horror Haunter, ha mutato colore di capelli in biondo platino. Si fa chiamare ancora Abbie, twitta abitualmente e la vedremo nel nuovo film di John Wells, I segreti di Osage County, che ha fruttato due nomination ai Golden Globe a Meryl Streep e Julia Roberts.

Janie Jones

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TORINO

FILM FESTIVAL

TORINO FILM FESTIVAL 2013: VINCE CLUB SANDWICH

PREMIO DEL PUBBLICO A PIF. MA È VIRZÌ IL MATTATORE di ANDREA GIORDANO

“Mi sono divertito molto e credo di avercela messa davvero tutta. All’inizio quando sono stato coinvolto in questo progetto non sapevo neanche io cosa avrei potuto dare in termini di idee, passione, divertimento, entusiasmo. Poi ho cominciato a lavorare con un gruppo straordinario, ritrovando un Festival maturo e che ho sempre seguito da spettatore. Sicuramente è stata una delle esperienze più intense”. Buona quindi la prima per Paolo Virzì, anche se purtroppo non ci sarà un seguito. Troppi impegni per il regista toscano, ottimo direttore artistico di questa edizione, che dal 2014 passerà però il testimone al suo vice, Emanuela Martini, volto storico della kermesse, che in questa edizione aveva curato tra l’altro la bellissima retrospettiva sulla New Hollywood, accompagnata da Elliot Gould. Ispirandosi al Festival di

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Telluride, Virzì tornerà comunque nel 2014 come Guest Director, a curare uno o più eventi della manifestazione, a testimonianza di un legame profondo che lo ha sempre tenuto vicino alla città. Già perché una delle caratteristiche positive è stata proprio la sua presenza. Sempre in mezzo alla gente, puntuale per ogni presentazione, dibattito, spesso moderatore, intrattenitore, Virzì ha dato una scossa d’energia, portando in più un programma interessante, di qualità e allo stesso tempo popolare. E i numeri di quest’anno gli hanno dato ragione: più di 250.000 spettatori, proiezioni sempre sold out e un incasso superiore al 2012, segno inequivocabile di un coinvolgimento maggiore e di una curiosità più forte nell’essere protagonisti. Una manifestazione che ha avuto anche ovviamente il suo trionfatore in termini

cinematografici. La giuria, presieduta dallo sceneggiatore Guillermo Arriaga, ha infatti premiato la pellicola messicana di Fernardo Eimbcke, Club Sandwich. Una commedia intelligente, costruita apparentemente in maniera molto semplice, ma capace di indagare i primi impulsi sessuali adolescenziali e il gioco di ruoli, in questo caso tra una madre e un figlio. Niente da fare per il grande favorito della vigilia, Pelo Malo, terza opera della venezuelana Mariana Rondòn, che porta a casa “solo” i riconoscimenti come miglior attrice, andata a Samanta Castillo, quello per la sceneggiatura, nonché il Premio Scuola Holden. Sullo sfondo di una società piena di pregiudizi, la storia è quella di un bambino di 9 anni, ossessionato dai suoi capelli ricci, che cerca in qualsiasi modo di lisciarseli, per poter ben figurare nell’annuario della scuola.


FILM FESTIVAL

Paolo Virzì

TORINO

Fernando Eimbcke, regista di Club Sandwich

Greta Gerwig in Frances Ha

Premio Speciale della Giuria infine è andato invece a 2 automnes 3 hivers di Sébastian Betbeder, mentre Sèbastian Pilote si è imposto come miglior attore per Le démantèlemant. Ottime notizie anche sul fronte documentari, dove a vincere nella sezione internazionale è stato “A Spell to Ward Off the Darkness” del duo Ben Rivers-Ben Russell, con il premio speciale attribuito a Roberto Minervini con il suo Stop The Pounding Heart. Nella categoria doc. italiani a sorridere è stato invece Edoardo Morabito con I fantasmi di San Berillo. Fa piacere infine che proprio il premio assegnato dal pubblico sia andato al debutto come regista di Pif. La mafia uccide solo d’estate è stato uno dei lavori più applauditi, davvero un piccolo gioiello, che sottolinea (uno dei marchi di questo festival) come l’ironia possa essere

ancora una volta uno degli strumenti migliori per raccontare la storie, anche quelle più drammatiche. Altro colpo della manifestazione è stato Frances Ha (in uscita a febbraio in Italia) con Greta Gerwig (presente a Torino), peraltro fresca di nomination ai Golden Globe, indubbiamente uno dei volti più affascinanti del cinema indipendente americano “Trovo sia la nuova Gena Rowlands – ha spiegato Virzì – figlia un po’ di quel modo di recitare libero e indipendente. È un’attrice contemporanea, comica, sexy, affascinante. Ha un grande futuro davanti a lei”. Torino chiude così la sua 31esima edizione lasciando una consapevolezza maggiore, non solo quella di essere una splendida piattaforma di sperimentazione, ma che, anche con pochi mezzi, talvolta si può risultare una delle più ricche.

Paolo Virzì ed Emanuela Martini

Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif

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SAN MARINO

FILM FESTIVAL

SAN MARINO FILM FESTIVAL 2013: VINCE CHAIKA TURTURRO E ROSI TRA I PROTAGONISTI di ANDREA GIORDANO

DI SOLITO SI PENSA CHE SIA SOLO

il budget a risolvere le sorti di un Festival, quando invece devono essere le idee e soprattutto le passioni a fare la differenza. E molta, molta, costanza. Il San Marino Film Festival, diretto ancora da Romeo Conte, fa parte di questa categoria. Una kermesse dedicata ad opere prime e seconde, che chiude la sua seconda edizione postivamente, non solo con aumento di presenze rispetto all’anno precedente (quasi 2000 studenti peraltro intervenuti per le proiezioni del mattino), ma confermando ancora una volta quello spirito di fondo, famigliare e di qualità, che da qui ai prossimi anni potrebbe davvero farlo crescere ancora di più. Quest’anno a impreziosire la manifestazione due nomi su tutti, John Turturro da una parte, e Francesco Rosi dall’altra, a cui è stata dedicata una bellissima retrospettiva. Punte di diamante in una settimana di festival che ha visto sfilare nomi come quelli di Maria Grazia Cucinotta, Luisa Ranieri, Rocco Papaleo, Catherine Deneuve (a cui è andato il Titano d’Oro alla carriera) Michael Shamberg (nelle vesti di Presidente di Giuria nella sezione lungometraggi) e

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FILM FESTIVAL

SAN MARINO

una scena del film Chaika Pippo Baudo

John Turturro, foto di Mattia Celli

Catherine Deneuve, foto di Y. Bonanni

Zhao Tao. Tutti insieme a scandire il ritmo della festa. Un Festival quindi con delle linee guida ben chiare, ma anche con delle potenzialità per potersi rinnovare. A tal riguardo una delle novità maggiormente apprezzate è stata quella dei cine-cocktail, diretti dalla giornalista Claudia Catalli, appuntamenti già consolidati a Venezia e a Roma, che quasi

ogni giorno hanno intrattenuto spettatori e curiosi, in momenti-confessione che davvero hanno regalato alcuni degli spunti più interessanti. Quanto al programma, il miglior film alla fine è risultato lo spagnolo Chaika di Miguel Angel Jimenez, che ha conquistato anche il riconoscimento per la miglior attrice andato a Salome Demuria. Il premio come miglior regista per

Alessandro Gassman con Razzabastarda, e il Titano per la miglior performance maschile andato Luigi Lo Cascio per La città ideale, sono stati risultati alla fine segnali importanti per due esordi di regia altrettanto interessanti. Il cinema insomma come motore propulsivo e di condivisione, che a San Marino ha trovato forse una delle piattaforme sulle quali puntare.

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SAN MARINO

FILM FESTIVAL

HO BISOGNO DI TROVARE QUALCOSA CHE MI COMMUOVA

Rocco Papaleo Rocco Papaleo e il cast di Basilicata coast to coast

INTERVISTA A ROCCO PAPALEO di ANDREA GIORDANO

COME ARTISTA VORREI LASCIARE QUALCOSA DI PROFONDO

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Quante volte è capitato di pensare ad una intervista in un modo e dopo qualche minuto che si è iniziato a parlare, arrivare a stravolgere tutto. Non solo per il piacere della conversazione, ma soprattutto per la sintonia che si è venuta a creare da ambo le parti, tanto da voler spegnere il registratore. Rocco Papaleo rappresenta uno di quei casi. Pochi a dir la verità. Comico, compositore, autore tra i più brillanti, che per i suoi 25 anni di carriera (il debutto con Il male oscuro, diretto da Mario Monicelli, risale al 1989) è riuscito a farsi un regalo intelligente e vincente, di nuovo dietro alla macchina presa, con Una piccola impresa meridionale, che l’anno prossimo diventerà anche spettacolo teatrale itinerante. Un percorso costellato di tante avventure, come interprete-complice insieme a registi come Pieraccioni, Veronesi, Virzì, Salemme, D’Alatri, Luca Miniero (con il quale ha girato Un boss in salotto, da questo mese in sala), confrontandosi brillantemente nelle vesti di sceneggiatore, doppiatore (nel Pinocchio di D’Alò) e oggi anche come regista.


Rocco Papaleo e il cast di Basilicata coast to coast

Un commediante puro, dotato di una fortissima personalità, a cui tutti hanno imparato a voler bene. Una piccola impresa meridionale ha rappresentato il tuo secondo lavoro come regista. Verrebbe da dire che cominci a prenderci gusto. Sì, lo ammetto, anche se il percorso di regista e autore è ancora abbastanza giovane. Continuerò a proporre qualcosa di cinematografico se me ne daranno la possibilità. Stranamente ho già una nuova idea (ride, ndr), ma forse anche sull’onda di questo consenso mi sento che è una strada che voglio ancora battere. Qualche timore prima di passare dietro la macchina da presa? Intimorito no, devo essere sincero. Quando ho girato il primo film, “Basilicata coast to coast” avevo già 50 anni, con 30 anni film alle spalle, molto teatro, musica, diciamo che non ero alle prime armi. Quello che cambia tutte le volte è che ora spetta a me l’ultima parola. Sento più responsabilità, forse un briciolo d’incoscienza, ma la consapevolezza di aver maturato delle conoscenze che mi aiutano a lavorare meglio. Più che altro sembri molto critico con te stesso. Assolutamente, più che con le persone che mi stanno intorno. In generale sono una persona indulgente, portata a vedere il bicchiere mezzo vuoto

FILM FESTIVAL

SAN MARINO

quando assisto all’opera di qualcun altro, e rassicura e gratifica, che mi dà un senso. soprattutto alla performance degli attori con La scrittura sa metterti a tuo agio, ma cui collaboro. anche la musica Non mi piaccio come attore e non guardo Da musicista direi un certo tipo di jazz blues, tanto quello che ho fatto. una musica senza filtri, ma anche una ballata Come regista al contrario mi devo rivedere e come quella che ha scritto Erica Mou per il forse è l’unica parte “negativa” perché devo mio ultimo film (“Dove cadono i fulmini”, ndr). anche giudicarmi Anche vedere un buon film mi concilia con Il tuo è un stile leggero che cerca però di il mondo. Ho bisogno di commuovermi, di andare in profondità. Ti ritrovi? avere quel brivido, quell’emozione, che la L’obiettivo da artista è quello di risultare comicità assoluta non mi da. carezzevole, lieve, e lasciare qualcosa, una Amo essere sorpreso, quindi il fatto di sensazione forte, profonda. Mi sento un po’ non ricordarmi i finali dei film è perfetto come un massaggiatore, che vuole far star per rivederli anche a metà. Mi è capitato bene il proprio cliente. recentemente con Fuga da Alcatraz, Nel tuo percorso di artista, la scrittura è straordinario. indubbiamente una delle Rocco Papaleo e Riccardo Scamarcio componenti in Una piccola impresa meridionale importanti. Penso sia una delle cose migliori che mi riguardano. Io e il foglio siamo una bella coppia. Sia che si riempia di una poesia, di una battuta o una musica. Ogni volta sento che può uscire qualcosa, non importa se buono o meno, ma non è mai successo che mi tradisse, anzi è qualcosa che mi

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DOCUMENTARI

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Ally Derks

IL MONDO DEL DOCUMENTARIO E LE DONNE di MARCO SPAGNOLI

L’INTERNATIONAL

Una scena di Kismet

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Documentary Festival di Amsterdam (IDFA) è, da quasi vent’anni, l’appuntamento dedicato al cinema del reale più importante del mondo e dal novembre del 2014, dedicherà sempre più spazio ai documentari diretti da donne. “Vogliamo dare ancora maggiore spazio alle tematiche femminili.” Dice la direttrice Ally Derks “Non solo ai documentari dedicati alle donne, ma anche alle registe e alle produttrici: vogliamo disegnare una mappa di che cosa significa fare documentari ed essere donne in questo momento.” Sono stati molti i documentari di e sulle donne che hanno brillato ad Amsterdam. In particolare lo straordinario Kismet della regista greca Nina Maria Paschalidou che racconta come le soap opera turche hanno dato vita ad una rivoluzione ‘gentile’, ma non meno efficace in tutto il Medio Oriente dall’Arabia Saudita all’Egitto


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DOCUMENTARI

Una scena di Sepideh

Kismet

fino ad arrivare alla Bulgaria. Le storie di amore e ribellione da parte delle donne, ha, infatti, innescato una serie di divorzi da parte di donne maltrattate dai loro uomini. Il film segue sia i protagonisti delle Soap, sia diverse donne in vari paesi che raccontano come il modello femminile raccontato dalle telenovelas Made in Istambul, per quanto ai nostri occhi un po’ cafone e sopra le righe, abbia di fatto cambiato le loro vite. Scritte da donne, le soap sono destinate a cambiare le vite delle donne e il documentario ha

momenti di grande divertimento, ma anche di commozione soprattutto per quanto riguarda la condizione femminile in Arabia Saudita. Tra gli altri titoli Pussy Vs Putin dedicato alla guerra privata delle Pussy Riot contro il Presidente russo, fatto di notevolissimi materiali di repertorio che ha colpito tutti per la ferocia con cui sono state fermate queste eccentriche cantanti punk. Affascinante anche Sepideh storia di una ragazza iraniana che vuole fare l’astronauta; Twin Sisters dedicato alla storia di due sorelle gemelline separate

dal destino in culla e adottate da famiglie differenti che, per caso, si rincontrano. Tra gli altri: Ukraine is not a Brothel – The Femen Story e il durissimo Sound of torture su una deejay etiope – svedese che si connette ogni giorno con i suoi connazionali presi prigionieri dai banditi del deserto del Sinai, mentre cercano di scappare in Israele. “Noi desideriamo che Amsterdam diventi sempre più un punto di incontro per il mondo del cinema.” Conclude Ally Derks “Uno spazio dove ci si possa incontrare e discutere insieme di lavori futuri.”

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SERIE TV

ALMOST HUMAN

ALMOST HUMAN UN SCI-FI DRAMA PER GLI AMANTI DEL CRIME UNA NUOVA E improbabile

coppia di agenti investigativi è arrivata sulle frequenze della Fox. Dallo scorso 17 Novembre, per il momento solo sugli schermi americani e presto anche qui in Italia, il pubblico è stato catapultato in una Los Angeles futuristica ma anche alquanto pericolosa. Stiamo parlando di Almost Human la nuova serie tv dalle tinte sci-fi, creata da J.H Wyman e prodotta dall’onnipresente JJ Abrams. Karl Urban già visto in Star Trek into the Darkness, è il detective John Kennex. Granitico e con un passato tormentato, ritorna in servizio dopo quasi un anno di assenza dal lavoro, a causa di un’imboscata di un famigerato gruppo terroristico. Ferito nel corpo e nell’animo, Kennex, vive con il ricordo della sua fidanzata scomparsa misteriosamente. Ma in una Los Angeles del 2048, non c’è tempo per pensare ai sentimenti. Il crimine dilaga e gli stessi detective da soli

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di CARLO LANNA non riescono a mettere in sicurezza la città; per questo si fanno affiancare da un androide, un essere dalle fattezze umane con il cuore di metallo e dall’incredibile forza bruta. Kennex però ha un partner diverso. L’ispettrice capo Sandra Maldonado (Lily Taylor), decide di farlo affiancare da Dorian (Michael Ealy), un androide pensate come un essere umano che riesce a provare emozioni ed empatia con chi gli sta accanto. Passato lo scetticismo iniziale, Kennex forse potrebbe fidarsi del suo nuovo ed atipico compagno. In un mix convenzionale e con dei richiami al lungometraggio I, Robot con Will Smith e soprattutto con tutti i classici stilemi di un procedurale, Almost Human, si presenta come una serie sci-fi intelligente ma che fino ad ora non ha convinto del tutto. Senza un vero pilastro narrativo coinvolgente e di grande impatto emozionale, la produzione di J.H. Wyman, risulta essere una serie statica

e quasi senz’anima. Anche se può contare su un’ottima scenografia ed una ricostruzione di un’affascinante Los Angeles futuristica ed iper-pop, la bellezza di Almost Human per ora finisce qui. Nel tentativo quindi di colmare nel cuore dei fan il vuoto lasciato da Fringe, la FOX propone un procedurale dal sapore sci-fi, troppo pretenzioso ed artefatto per avere lunga vita. Convincono però gli attori, soprattutto il glaciale robot Dorian, che grazie alla profondità degli occhi azzurri del buon Michael Ealy, riesce a catturare l’attenzione del pubblico; un po’ meno Karl Urban ancora troppo ingessato e non calato nella parte. Adrenalinici gli inseguimenti e le sparatorie mentre sono inverosimilmente tecnologiche le armi usate. Almost Human quindi ha ancora molta strada da fare per diventare un cult, troverà posto nel cuore di chi ama il cop drama nudo e crudo.


DOCTOR WHO

SERIE TV

DOCTOR WHO UN COMPLEANNO DA RICORDARE di CARLO LANNA

IL LORD DEL TEMPO

lo scorso 23 novembre ha spento ben cinquanta candeline, entrando di diritto nella storia della serialità moderna. Lui viene soprannominato Doctor Who, ultimo superstite di una lunga stirpe di esseri superiori che hanno il potere di viaggiare attraverso il tempo e lo spazio. La sua ironia e il suo immancabile appeal hanno letteralmente sedotto il pubblico inglese facendosi strada anche in Italia. Festeggiare quindi cinquant’anni di incredibili avventure, non è stato solo un traguardo per questo aiutante giovanotto, ma anche un punto di partenza per un nuovo inizio. In onda sulla BBC dal lontano 1963, Doctor Who è stato trasmesso ininterrottamente fino al 1989 quando a causa di scarsi ascolti, la serie è stata cancellata. Eppure c’era ancora quella voglia di far vivere al pubblico tante avventure nello spazio profondo, così con il dovuto

restyling e grazie alla mente geniale di Russel T. Davies (creatore di Queer as Folk) il dottore è tornato in tv nel 2005 e non è più andato via. Rigeneratosi già tre volte, dopo aver viaggiato in lungo e in largo nel tempo, combattuto i Dalek, i cyber-uomini e aver vissuto altre pericolose avventure (sorretto da fedeli compagni di viaggio), è giunto il momento di soffermarsi sul passato del signore del tempo e il Day of The Doctor è servito proprio a questo. Nel regalare al pubblico l’avventura più intensa e drammatica mai vista sullo schermo, Steven Moffat (lo sceneggiatore che ha sostituito il buon Davies), ha ben pensato in primis di celebrare in tutta la sua grandezza il Dottore e di rendere poi omaggio al suo misterioso passato. Un quadro in 3D che raffigurava il pianeta Gallifrey, è stato il punto di partenza di questa folle avventura che nell’arco di un’ora e 16 minuti, ha fatto viaggiare l’indiscusso protagonista prima nella Londra vittoriana, poi in un futuro

oscuro e pericoloso, incrociando infine il suo cammino con tre precedenti incarnazioni. Matt Smith con David Tennant e John Hunt, ha combattuto per salvare l’umanità da una minaccia aliena e ha permesso di cambiare il futuro al suo stesso pianeta. Il Day of The Doctor è stato quindi un compleanno epico ed emozionante, ma allo stesso tempo scanzonato e divertente. Lo scopo non è stato solo di creare l’episodio più bello mai prodotto fino ad ora, ma l’intento era di alzare il velo sul passato del Dottore e finalmente capire un lato del suo carattere che è rimasto, fin da che si ha memoria, all’ombra del Tardis. Cinquant’anni e non sentirli. È opinione comune che dopo questo evento televisivo, lo stesso universo seriale non sarà più lo stesso. Ed in tanto aspettiamo l’arrivo di Peter Capaldi. Lunga vita a Doctor Who.

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DOWNTON

ABBEY

SU E GIÙ PER LE SCALE: IL FASCINO RETRÒ DI DOWNTON ABBEY LA TERZA STAGIONE DELLA SERIE PIÙ BRITISH DELLA TV di VALERIA GUIDOTTI

SARÀ PERCHÉ rievoca le

atmosfere di un passato glorioso, sarà per l’ambientazione e i costumi, o per la trama che tiene incollati alla schermo e i dialoghi brillanti, fatto sta che Downton Abbey ha fatto breccia nel cuore di milioni di spettatori e l’interesse nei confronti della serie non accenna a diminuire, ne è prova il successo della quarta stagione appena terminata in Gran Bretagna (e la prossima realizzazione della quinta). Downton Abbey oggi viene trasmesso in molti Paesi del mondo, riscuotendo ovunque vasti consensi di pubblico e critica. La serie, ideata da Julian Fellowes e vincitrice di numerosi premi tra cui Golden Globe e Bafta, racconta la storia di una famiglia nobile inglese, i conti di

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Grantham – che risiedono nella fittizia tenuta di Downton Abbey nello Yorkshire – e dei loro domestici. La vicenda inizia il 15 aprile 1912, quando il conte di Grantham, Robert Crawley (Hugh Bonneville), apprende della morte dell’unico erede maschio avvenuta durante il naufragio del Titanic. Sorge così la questione spinosa della successione, poiché il conte ha tre figlie e l’unico destinatario della proprietà e della cospicua dote della contessa Cora (Elizabeth McGovern) risulta essere un cugino di terzo grado della famiglia, che svolge la professione di avvocato a Manchester. La contessa madre, Lady Violet (Maggie Smith), inorridisce al pensiero che un parente per nulla sofisticato e per giunta assai dedito al suo lavoro – inclinazione poco aristocratica – possa

mettere mano ad una simile fortuna. Ma dopo che l’irreprensibile avvocato, Matthew (Dan Stevens), si presenta alla famiglia, le perplessità iniziali a poco a poco scompaiono, perché il giovane dimostra di possedere molte qualità e manifesta un sincero interesse per la prima figlia del conte, Mary (Michelle Dockery), bella e irrequieta, con la quale vivrà una sofferta storia d’amore messa a dura prova durante la Prima Guerra Mondiale. La serie racconta anche le vicende delle altre due figlie del conte, Edith (Laura Carmichael) e Sybil (Jessica Brown-Findlay), dalle personalità molto diverse. Edith, poco attraente, è gelosa di Mary e non perde occasione di tramare contro la sorella. Sybil è del tutto disinteressata ai fasti dell’alta società e mostra attenzione per alcune


ABBEY

Il cast al completo

DOWNTON

Shirley McLaine è Martha Levinson

Matthew e Mary finalmente sposi

Edith, Cora e Sybil alle nozze tematiche sociali come i diritti della working class e il suffragio femminile. Durante la guerra diventa infermiera dell’ospedale militare e inizia una relazione con lo chauffeur di casa Crawley, Tom Branson (Allen Leech). Le storie ‘dei piani alti’ si intrecciano con quelle dei ‘piani bassi’, dove vive e si muove la servitù, guidata da Charles Carson (Jim Carter), che assiste con gli altri domestici alla contrastata relazione tra il maggiordomo John Bates (Brendan Coyle) e la cameriera Anna Smith (Joanne Froggatt). L’ideatore della serie, Julian Fellowes, uno dei più noti scrittori e sceneggiatori britannici, non è nuovo ai period drama: nel 2002 ha vinto l’Oscar per la Migliore Sceneggiatura con Gosford Park (la cui ambientazione è sempre del genere ‘upstairs-downstairs’) e ha scritto successivamente i romanzi Snob (2004) e Un passato imperfetto (2009). Entrambi

sono pubblicati da Neri Pozza, così come la sceneggiatura completa della prima stagione di Downton Abbey, ora disponibile in libreria. In Italia la prima puntata della terza serie è andata in onda il 19 dicembre su Rete4. Tra le novità, da segnalare l’arrivo della madre di Cora, l’americana Martha Levinson (Shirley McLaine), dalla personalità opposta a quella di Lady Violet. La terza serie è contrassegnata dal romanticismo e dalle sospirate nozze tra Mary e Matthew, ma il destino è avverso alla coppia… Nelle nuove puntate il pubblico ritrova i grandi amori vissuti o negati delle passate stagioni, intrighi di ogni sorta, l’irresistibile humor di Lady Violet e l’immancabile colpo di scena finale.

La sceneggiatura di Julian Fellowes edita da Neri Pozza.

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A M E N I C AL THE BUTLER – UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA USCITA 1 gennaio REGIA Lee Daniels CAST Forest Whitaker, Oprah Winfrey, Cuba Gooding Jr., John Cusack, Lenny Kravitz DURATA 132 minuti TRAMA Cecil Gaines, cresciuto nelle piantagioni di cotone della Georgia, diventa maggiordomo alla Casa Bianca, al servizio di sette diversi presidenti, da Eisenhower a Reagan, tra il 1957 e il 1986, mentre in America esplodono le tensioni razziali. > “Sidney Poitier è come i bianchi vorrebbero che fossimo”. È da queste parole, che il figlio Louis rivolge al padre Cecil, diventato maggiordomo alla Casa Bianca, che si capisce il conflitto alla base di The Butler. Cecil, ex schiavo di colore che ha raggiunto una vita

dignitosa, tiene alla causa dell’eguaglianza, ma pensa che si stia facendo già abbastanza, si fida dei presidenti che serve, si adegua a uno status quo e a un ruolo che lo costringe ad avere due facce, “la nostra e quella che dobbiamo far vedere ai bianchi”. Louis vuole cambiare tutto e subito. Il conflitto tra due modi di vedere è anche il potenziale conflitto della forma del film, ma Daniels sceglie subito uno “stile Casa Bianca”, molto classico, corretto e formale, il che frena un po’ l’impatto di quella che è una gran bella storia, tutta racchiusa negli occhi di Whitaker, con il fuoco dentro a dispetto dell’aplomb del suo ruolo. The Butler è puro cinema dell’Era Obama, è la storia di quella lunga strada verso la libertà di tante persone che lo ha portato a diventare il primo presidente di colore. Una gran bella storia, che si incrocia con la Storia con la S maiuscola. Girata in maniera fin troppo corretta e formale, ma con un cast in cui brilla Forest Whitaker, e sorprendono Robin Williams nei panni di Eisenhower e Jane Fonda in quelli di Nancy Reagan. Maurizio Ermisino

CONSIGLIATO

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USCITA 1 gennaio REGIA David O. Russell CAST Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Robert De Niro DURATA 135 minuti TRAMA Irving Rosenfeld e la sua amante Sydney, abili truffatori, vengono scoperti dall’agente FBI Richie DiMaso, che li costringe a lavorare per lui per incastrare pezzi grossi come Carmine Polito, politico del New Jersey. Ma Irving ha una moglie, Rosalyn, che rischia di far saltare tutto… > “La gente crede quello che vuole credere”. Far credere alle persone ciò che desidera è il segreto di ogni truffa. Ma è anche il segreto del cinema. Il senso di American Hustle è questo: la truffa vista come una grande messinscena, una grande prova attoriale. Ognuno recita in

un ruolo, in un continuo gioco di inganni e di seduzione. Gli anni Settanta fungono da ulteriore messinscena, con i loro abiti kitsch e quei capelli che ognuno cerca di acconciarsi per sembrare diverso da com’è. La truffa è una grande prova attoriale. E lo è anche American Hustle, gara tra attori da Oscar diretti da un regista che riesce a spingere ogni interpretazione al limite: ogni scena è tragica e comica allo stesso tempo. Come la vita, dove truffiamo per non essere truffati. Vivi e lascia morire, come canta Paul McCartney: Live And Let Die. Ironico, sfacciato, sexy, American Hustle è un gangster movie che si fa contemporaneamente commedia, tragedia, musical. Merito della regia di David O. Russell, oggi il miglior direttore d’attori del cinema, uno che ha dato a De Niro i suoi ruoli migliori degli ultimi 20 anni. Maurizio Ermisino

CONSIGLIATO

AMERICAN HUSTLE La truffa? È come il cinema

TITOLO ORIGINALE Space Pirate Captain Harlock

CAPITAN HARLOCK

sentono come la propria casa. > Siamo davanti ad un film evento per il 2014 e merita di essere visto a prescindere da ogni commento. USCITA 1 gennaio Lo merita il personaggio, il suo creatore e la Toei Animation che REGIA Shinji Aramaki ha effettuato il suo più grande sforzo produttivo economico per CAST Shun Oguri, Haruma Miura, Yu questo lungometraggio in 3D. Il Aoi, Arata Furuta, Ayano Fukuda. film ha un forte un impatto visivo e probabilmente lascerà un po’ DURATA 103 minuti perplessi i veri fans del personaggio creato da Leiji Matsumoto, che TRAMA Capitan Harlock è l’unico magari si aspettavano un Harlock uomo rimasto ad opporsi alla con una presenza scenica più corrotta Coalizione Gaia e a consistente. Ma il personaggio è uno cercare di impedire l’estensione dei charachter che vive in disparte, del suo dominio all’intero mondo che c’è e non c’è, è più un mito che intergalattico. L’eroe guiderà la sua un eroe con addosso l’occhio di bue. leale ciurma in una rischiosissima In definitiva: “Capitan Harlock” missione: disfare i “nodi del tempo” e ci piace per il suo eroe, per riportare la Terra ad un’epoca in l’ambientazione, per l’animazione cui era ancora abitata dall’uomo. e un po’ meno il ritmo della storia, È l’anno 2977 e 500 miliardi di lenta e a volte con troppe pause esseri umani dispersi nell’universo che pregiudicano l’empatia. desiderano ardentemente fare ritorno a quel pianeta che ancora Luca Benassi CONSIGLIATO

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AL CINEMA TRAMA: Il film celebra il ritorno sul ring di due icone del pugilato cinematografico: Rocky Balboa e Toro Scatenato. La storia inizia a Pittsburg nel 1983 Robert De Niro - Billy “The Kid” McDonnen - e Sylvester Stallone - Henry “Razor” Sharp- sono due pugili in continua competizione tra loro tanto da scatenare un altissimo interesse mediatico intorno alla vicenda. Per sancire il vincitore della costante diatriba vengono stabiliti 3 incontri, ma la sfida viene abbandonata da

Razor lasciando in sospeso il verdetto. Trent’anni dopo un promoter propone di riportarli sul ring per regolare i conti e guadagnare una cospicua somma di denaro dalla rivalità tra i due. I riflettori tornano ad accendersi su Razor e The Kid e l’interesse torna a farsi grande per vedere finalmente chi sarà il migliore. > Il film diverte, coinvolge e De Niro e Stallone dimostrano di trovarsi ancora a loro agio sul ring. Giulia Neri

USCITA 9 gennaio REGIA Peter Segal CAST Robert De Niro, Sylvester Stallone, Alan Arkin, Kim Basinger, Jon Bernthal, Kevin Hart

IL GRANDE MATCH

USCITA 1 gennaio REGIA Luca Miniero

CAST Paola Cortellesi, Angela Finocchiaro, Rocco Papaleo, Luca Argentero DURATA 102 minuti

CONSIGLIATO

TRAMA Tuono è un gattino che viene abbandonato dalla sua famiglia e finisce per essere accolto da un eccentrico vecchietto con la passione della magia nella sua antica dimora. Il tenero micio entra a far parte della “famiglia” composta da giocattoli animati capitanati da un coniglio grassoccio e un topolino molto diffidente. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando la casa non viene messa in vendita.

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UN BOSS IN SALOTTO > Il film nasce da un’attrazione in 4D realizzata per un parco divertimenti circa 10 anni fa. Per arrivare alla versione attuale è stato necessario trasformarla in una storia vera che avesse tutte le caratteristiche di un lungometraggio. Il risultato è una storia semplice, piacevole, con momenti di grande tenerezza e per questo farà sicuramente appassionare i giovanissimi. Giulia Neri

CONSIGLIATO

TRAMA Cristina (Paola Cortellesi) è una meridionale che vive al nord insieme al marito Michele ( Luca Argentero) e i loro due figli. La tranquilla routine familiare viene interrotta dallo zio Ciro (Rocco Papaleo) che, implicato in un processo di camorra, ha espresso la volontà di scontare gli arresti domiciliari dalla sorella Cristina. L’arrivo di Ciro porterà una ventata di disordine e irriverenza nella perfetta vita della coppia. > Un film piacevole e dinamico, si ride e si riflette sui cliché sociali che rendono molte famiglie schiave dell’apparenza e sull’impossibilità di fuggire dal proprio passato. Giulia Neri

USCITA 1 gennaio REGIA Jeremy Degruson, Ben Stassen DURATA 90 minuti

IL CASTELLO MAGICO

CONSIGLIATO


AL CINEMA

TITOLO ORIGINALE The Immigrant USCITA 9 gennaio REGIA James Gray CAST Marion Cotillard, Joaquin Phoenix, Jeremy Renner, Angela Sarafyan, Antoni Corone, Dylan Hartigan, Dagmara Dominczyk, Ilia Volokh, Glenn Fleshler, Susan Gardner TRAMA Ewa e Magda lasciano la Polonia alla volta di New York, ma ad Ellis Island i loro destini si separano a causa di una malattia diagnosticata a Magda. Ewa si ritrova sola, con la speranza di rincontrare Magda (tenuta in quarantena) e vive la città di Manhattan come una sconosciuta, fin quando non conoscerà Bruno. > In “C’era una volta a New

York” il regista James Gray, autore della sceneggiatura con Ric Menello, confeziona una storia dura, di insuccessi, disuguaglianze e di tristezza. Come nei suoi precedenti film continua a parlare della sua ossessione per il tema delle differenze di classe sociale (quando ci racconta la storia di una giovane immigrata polacca costretta a concedere favori sessuali in cambio delle medicine e del cibo per la sorella caduta malata).Una storia di emigrazione piena di infelicità che richiama il suo modo di raccontare già utilizzato in “Little Odessa”, piuttosto che in “Two Lovers”. Un film a tratti interessante, ma altre molto lezioso e cupo, tanto da risultare noioso. Luca Benassi

CONSIGLIATO

IL CAPITALE UMANO

L’internazionale Virzì

C’ERA UNA VOLTA A NEW YORK

USCITA 9 gennaio REGIA Paolo Virzì CAST Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni DURATA 109 minuti TRAMA Un agente immobiliare sogna l’ascesa sociale e tenta un investimento importante. Una donna ricca e infelice sogna una vita diversa, una ragazza fidanzata a un giovane ricco sogna un amore vero. Un misterioso incidente unisce tutti in un drammatico destino… > Se entraste in sala senza sapere che film state vedendo, non vi sembrerebbe un lavoro di Virzì. Con grande coraggio l’unico erede della Commedia all’Italiana ha girato un film di stampo europeo, o americano (è tratto da un libro dell’americano Stephen Amidon):

la confezione è raggelata, negli ambienti innevati, nella fotografia fredda e nitida, nei toni trattenuti. È un film drammatico e un thriller, diviso in capitoli, con tre punti di vista che compongono un mosaico, come in un film di Inarritu o Tarantino: sarà solo l’ultimo tassello a dirci la verità. La verità è che Virzì, anche ambientando un plot americano in Brianza, continua a raccontarci l’Italia di oggi fatta di diseguaglianze sociali e famiglie sfasciate, dove tutto si risolve grazie al denaro. Come dice un personaggio, “Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto”. Paolo Virzì gira il suo primo film drammatico, un thriller teso e nervoso dove lo humour non manca, ma è nerissimo. Come il suo affresco dell’Italia. Gli attori esordienti sono perfetti. Maurizio Ermisino

CONSIGLIATO

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AL CINEMA “Lo sguardo di Satana - Carrie” (Carrie) è il remake del film del 1976 diretto da Brian De Palma “Carrie - Lo sguardo di Satana”, che a sua volta è basato sull’omonimo romanzo di Stephen King. Diretto da Kimberly Peirce e con protagonista Chloë Grace Moretz, ha nell’interpretazione di Julianne Moore, che veste i panni della mamma di Carrie (a suo tempo indossati da un indimenticabile Sissy Spacek), uno dei punti di maggior forza. Nella tranquilla periferia di Chamberlain, nel Maine, una fanatica religiosa fa di tutto per tenere sua figlia lontana dal peccato e dai desideri tipici

dei suoi coetanei. Carrie è una dolce e mite emarginata con il potere della telecinesi. Preda di atti di bullismo, il giorno del ballo della scuola la sua vendetta prende forma. Il bullismo è un tema moderno, così come la ribellione e l’assolutismo nelle sue mille declinazioni, il film nonostante si basi su un’idea degli anni ‘70 non perde smalto, anzi acquista nuovo vigore. > “Abbiamo voluto ci fosse tutto – ha dichiarato la Moore divertimento, paura, credibilità, commozione”. Concordiamo. Il film ha tutto questo! Luca Benassi

TITOLO ORIGINALE Carrie USCITA 16 gennaio REGIA Kimberly Peirce

CARRIE

CAST Chloë Grace Moretz, Julianne Moore, Alex Russell, Gabriella Wilde, Ansel Elgort, Judy Greer, Portia Doubleday, Michelle Nolden CONSIGLIATO

USCITA 9 gennaio REGIA Henry Alex Rubin CAST Jason Bateman, Alexander Skarsgard, Hope Davis, Frank Grillo, Michael Nyqvist, Paula Patton DURATA 115 minuti CONSIGLIATO

TRAMA: Il film è ambientato nelle estati del 1984 e 1985 tra Fregene, Forte dei Marmi, Porto Ercole, Val Pusteria e San Candido. Sembrerà di tornare indietro nel tempo, nei mitici anni ‘80 con tanto di giochi sulla spiaggia, scherzi, scappatelle e canzoni romantiche. “Sapore di te” non è un sequel e in un certo senso chiude un cerchio aperto

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DISCONNECT Uomini e social network TRAMA Il figlio di un detective è un bullo che prende di mira un suo coetaneo tramite un falso profilo di Facebook. Un brillante avvocato passa talmente tanto tempo in rete che non si accorge di ciò che accade nella sua famiglia. Una donna segnata da un lutto cerca consolazione presso uno scono-

30 anni prima da “Sapore di mare”, è un romanzo sentimentale che parla di destino, amore, amicizia, delusioni e successo. La cornice è un’Italia benestante, in cui le vacanze erano un vero e proprio rito, uno scenario conosciuto e tipico dei film di questo genere, ma ravvivato dal cast completamente originale. Giulia Neri

sciuto on line. > Storie di uomini e donne totalmente immersi nel virtuale da essere disconnessi con la vita reale. Concettualmente ispirato a Crash di Paul Higgis, il film dell’ex documentarista Henry Alex Rubin intende sottolineare il senso di straniamento e solitudine (pur

essendo collegati al mondo intero) di chi passa giornate intere su internet e utilizza i social network. Sceneggiatura interessante per un film ben recitato, che affronta una tematica complessa come quella del rapporto tra l’uomo e il mondo della nuova comunicazione. VALERIA GUIDOTTI

USCITA 9 gennaio REGIA Carlo Vanzina CAST Vincenzo Salemme, Maurizio Mattioli, Giorgio Pasotti, Nancy Brilli, Martina Stella, Serena Autieri.

SAPORE DI TE

CONSIGLIATO


AL CINEMA TRAMA Un legale stimato e rispettabile entra nel giro della droga mettendosi in affari con Reiner, un malavitoso, e accettando di prelevare oltre il confine messicano un carico di cocaina che vale 20 milioni di dollari. > Cast all star per il nuovo film di Ridley Scott. Soggetto e sceneggiatura sono di Cormac McCarthy (Non è un paese per vecchi, The Road). The Counselor – Il procuratore è un thriller dinamico in cui si mette in evidenza

la psicologia del protagonista, convinto di poter gestire il giro losco in cui è entrato ed uscirne con facilità. Una riflessione sulla presunzione di poter giocare con la propria vita contravvenendo alle leggi, peraltro ben conosciute dall’avvocato, e di gestire situazioni pericolose. Dopo la parentesi fantascientifica di Prometheus, Ridley Scott dirige con sicurezza un film avvincente e movimentato. VALERIA GUIDOTTI

TITOLO ORIGINALE The Counselor USCITA 16 gennaio REGIA Charlie Paul

THE COUNSELOR IL PROCURATORE

USCITA 16 gennaio REGIA Errol Morris

CONSIGLIATO

TESTO L’idea è la stessa di “Una notte da Leoni” (in verità sono gli stessi anche gli sceneggiatori), ma è anche la stessa idea di “Last Vegas” (anche se questo è in chiave “anziani”) e lo è uguale ad altri decine di film dell’ultimo anno. La variante? Qui i protagonisti non sono trentenni/ quarantenni come in “Una notte da Leoni” e non sono settantenni come in “Last Vegas”, ma ventenni. La notte prima del suo esame di medicina un ragazzo

THE UNKNOWN KNOWN: THE LIFE AND TIMES OF DONALD RUMSFELD festeggia i suoi 21 anni e alcuni suoi amici del liceo lo raggiungono a sorpresa all’Università... Ovviamente quello che doveva essere una festa si trasforma in qualcosa di più. > Per carità, si ride, ma si ha la sensazione di déjà vu costante. Per una serata divertente va bene, in cambio della visione i distributori italiani dovrebbero smetterla di mettere la parola “leoni” in ogni film dove si fa baldoria. Luca Benassi

DURATA 111 minuti CONSIGLIATO

La cocaina dell’avvocato

TITOLO ORIGINALE The Unknown Known: The Life and Times of Donald Rumsfelda

CAST Errol Morris, Donald Rumsfeld, Kenn Medeiros

CAST Michael Fassbender, Brad Pitt, Cameron Diaz, Penelope Cruz, Javier Bardem

TRAMA Errol Morris, nel 2004 ha vinto l’Oscar al miglior documentario per il film “The Fog of War” e da allora è diventato ancor più un nome importante a livello internazionale. Motivo che spiegherebbe in parte il perché un distributore italiano possa decidere di mandare nei cinema della nostra nazione un’opera come questa... sì colta, ma anche molto “distante” dal nostro mercato. Il documentario affronta una figura cruciale della storia recente degli USA: Donald Rumsfeld, al Pentagono prima sotto Gerald Ford e poi sotto il primo Bush. Errol Morris si focalizza sui punti più ambigui e spinosi del suo mandato governativo: ruolo nella amministrazione Nixon e arriva sino alle dimissioni inevitabili dopo gli insuccessi della guerra in Iraq. > Nulla di speciale o nuovo sotto il Sole, e se lo è, è un po’ più difficile accorgercene qui dall’Italia. Luca Benassi

TITOLO ORIGINALE 21 and Over USCITA 9 gennaio REGIA Jon Lucas, Scott Moore

UN COMPLEANNO DA LEONI

CAST Miles Teller, Justin Chon, Sarah Wright, Daniel Booko, Jonathan Keltz, Samantha Futerman, Francois Chau, Christiann Castellanos, Skylar Astin, Dustin Ybarra CONSIGLIATO

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AL CINEMA Non sappiamo se è un valore aggiunto dire che i due registi dell’opera sono gli stessi di “Mordimi”, “Hot Movie” e “3ciento”. Ma visto che non possiamo nasconderlo, ogni spettatore capirà da solo che tipo di film si troverà davanti. La storia è la parodia di altre tante storie, ma comincia da un futuro apocalittico, dove l’eroina del film, Kantmiss Evershot (Maiara Walsh), decide di offrirsi volontaria a posto della sorellina ai 75° “Starving Games”. Da qui poi “entrano

in scena” i vari sketch parodia di “Hunger Games”, “Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2”, “Sherlock Holmes Gioco di ombre”, “The Avengers”, “Avatar,” “Il grande e potente Oz”, “Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato” ed “I mercenari 2 - The Expendables”. Divertente a tratti, il film comunque genera sempre una risata, anche se talvolta involontariamente. Ma va bene lo stesso. In fondo è questo l’obbiettivo della pellicola! Luca Benassi

TITOLO ORIGINALE The Starving Games USCITA 16 gennaio REGIA Jason Friedberg, Aaron Seltzer

ANGRY GAMES

CONSIGLIATO

La ragazza con l’uccello di fuoco

TITOLO ORIGINALE Nebraska USCITA 16 gennaio REGIA Alexander Payne CAST Bob Odenkirk, Bruce Dern, Will Forte, Stacy Keach, Devin Ratray.

CONSIGLIATO

CAST Maiara Walsh, Brant Daugherty, Lauren Bowles, Alexandria Deberry, Cody Christian

NEBRASKA

PEPPA, VACANZE AL SOLE E ALTRE STORIE

Si dice sempre che quel che conta non sono i soldi ma quello che in fondo si è. E da questo piccolo ma importante assioma, si snoda tutto il film del geniale Alexander Payne. L’opera racconta un viaggio, interiore ed esteriore di Woody Grant, un uomo non più giovanissimo, con qualche vizietto di troppo e con qualche debito di troppo. La sua vita cambia quando vince un milione di dollari alla lotteria. L’uomo è un tipo ostinato e decide di prendere i soldi della vincita in un ufficio del Nebraska. Per diversi strani incroci, per tutto il suo viaggio viene

accompagnato dal figlio David, impiegato in un negozio di elettrodomestici. Il viaggio porta entrambi nella cittadina natale di Woody, occasione nella quale il figlio scopre i piccoli sogni del padre, gli amori andati ma forse mai scordati, le speranze di un tempo, gli ostacoli e i nemici che sarebbe stato meglio evitare. > Il viaggio porta entrambi a pensare che in fondo i soldi non sono così importanti, e da questo importante assioma Payne costruisce un piccolo capolavoro. Luca Benassi

USCITA 11, 12, 18 e 19 gennaio Peppa Pig è una maialina di quattro anni che vive in un piccolo paese britannico con la sua famiglia: la madre, Mamma Pig, il padre, Papà Pig, e il fratellino George di due anni. Poi ci sono Nonno e Nonna Pig e una serie di amici di altre specie animali come Susy Pecora, Rebecca Coniglio, Danny Cane, Pedro Pony e Emily Elefante. “Peppa, vacanze al sole e altre storie” presenta per la prima volta al cinema, dieci episodi della nuova sesta serie. Un’occasione per conoscere il fenomeno del momento. Giulia Neri CONSIGLIATO

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AL CINEMA

TUTTO SUA MADRE TITOLO ORIGINALE Les Garçons et Guillaume, à Table USCITA 16 gennaio REGIA Guillaume Gallienne TRAMA La storia è molto semplice ed è costruita su un frainteso divertentissimo: da sempre Guillaume è da tutti considerato omosessuale. Ma all’età di 30 anni, incontra la donna che, insieme alla madre, amerà più di chiunque altro. Per tutti la sua scelta sarà una sorta di coming-

out eterosessuale. Una commedia divertente che racconta il mondo femminile con amore e spensieratezza. Senza quei dettagli che rendono spesso la commedia francese “autoctona”. Il film vive su un livello piacevole, grazie ad un’abile narrazione e una regia a

disposizione del testo. > Il regista ha adattato la sua pièce omonima per la sceneggiatura del film e a tratti questo si vede. Ma sono momenti in cui l’opera manca di profondità, visto che per il resto lascia pensare e sorride. Luca Benassi

CAST Yvon Back, Carole Brenner, Renaud Cestre, Oscar Copp, Pierre Derenne. CONSIGLIATO

USCITA 23 gennaio REGIA Martin Scorsese CAST Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Matthew McConaughey, Jon Bernthal, Cristin Milioti DURATA 179 minuti CONSIGLIATO

THE WOLF OF WALL STREET (Ascesa e caduta di un broker finanziario TRAMA Leonardo DiCaprio interpreta Jordan Belfort, uomo carismatico che fondò una delle prime e più grandi società di brokeraggio nel 1987 diventando milionario, e che in seguito finì in carcere per frode e riciclaggio. > C’è molta attesa per The Wolf of Wall Street, quinta collaborazione

tra il regista Martin Scorsese e il poliedrico attore Leonardo DiCaprio dopo Gangs of New York, The Aviator, The Departed e Shutter Island. Il film è l’adattamento dell’omonimo libro autobiografico di Jordan Belfort, definito da Scorsese “Un ragazzo intelligente in un mondo privo di moralità. Wolf descrive ciò che accade quando il capitalismo diventa

un fatto di fede”. Smessi i panni di Jay Gatsby, Leo Di Caprio entra nel ruolo di un altro uomo avido di potere ma destinato al fallimento, perché la ricerca del successo e del denaro diventa un’ossessione che fa perdere ogni valore. Uno dei migliori film di Scorsese e un Leonardo Di Caprio degno di nota. VALERIA GUIDOTTI

USCITA 23 gennaio

I FRANKENSTEIN La Creatura è tornata!

con l’idea di riproporre l’immortale protagonista del romanzo di Mary REGIA Stuart Beattie Shelley in versione moderna, con un inedito look, un contesto new-gothic, CAST Aaron Eckhart, Jai Courtney, Bill Nighy, tanta azione ed effetti visivi spettacolari. Miranda Otto, Yvonne Strahovski Il regista Stuart Beattie (Il domani che verrà – The Tomorrow Series) rivisita la DURATA 112 minuti leggendaria Creatura, che ha il volto e i muscoli di Aaron Eckhart, coinvolta in un TRAMA Dopo aver preso il cognome conflitto tra Bene e Male per la salvezza del suo inventore – il dottor Victor dell’umanità. Frankenstein – Adam intraprende una Un thriller fantastico molto interessante lotta contro malvagie forze soprannaturali dal punto di vista visivo, il cui punto con l’aiuto di una scienziata. di forza è l’ambientazione gotica e la > Il film è tratto da una nota graphic rivisitazione del personaggio creato da novel ed è realizzato dai produttori della Mary Shelley. serie action-vampiresca Underworld, VALERIA GUIDOTTI CONSIGLIATO

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AL CINEMA

FOR NO GOOD REASON

La biografia di Ralph Steadman USCITA 23 gennaio REGIA Charlie Paul

TRAMA Documentario sulla vita e l’arte di Ralph Steadman, illustratore e caricaturista inglese conosciuto soprattutto per le caricature a sfondo politico apparse su giornali come Rolling Stone, Daily Telegraph e The New York Times, con Johnny Depp nella veste di intervistatore. > “Ho imparato a disegnare perché

volevo provare a cambiare il mondo”. Sono le parole di Ralph Steadman, straordinario vignettista al quale è stato dedicato questo documentario presentato al London Film Festival, dove si ripercorrono ben trent’anni di carriera. Il sodalizio con il giornalista americano Hunter S. Thompson ha portato alla realizzazione del

romanzo Paura e delirio a Las Vegas, di cui Steadman ha curato le illustrazioni e dal quale Terry Gilliam realizzò un film con Johnny Depp e Benicio Del Toro nel 1998. Un percorso appassionante che ci permette di entrare nel processo creativo di uno degli artisti più innovatori degli ultimi decenni. VALERIA GUIDOTTI

USCITA 23 gennaio REGIA Paolo Genovese CAST Marco Giallini, Anna Foglietta, Vittoria Puccini, Claudia Gerini, Vinicio Marchioni, Laura Adriani, Daniele Liotti, Alessandro Gassman, Edoardo Leo, Giulia Bevilacqua, Dario Bandiera, Maurizio Mattioli, Alessia Barela, Antonio Manzini, Paolo Calabresi, Francesca Apolloni, Michela Andreozzi, Gian Marco Tognazzi, Lucia Ocone CONSIGLIATO

TUTTA COLPA DI FREUD

CAST Johnny Depp, Terry Gilliam, Richard E. Grant, Ralph Steadman DURATA 89 minuti

CONSIGLIATO

Paolo Genovese sa fare film divertenti e allo stesso tempo intelligenti, lo ha dimostrato nel 2010 quando ha diretto, “La banda dei Babbi Natale”, con Aldo, Giovanni & Giacomo, che ha incassato più di 20 milioni di euro, e l’anno seguente con “Immaturi”, altra hit al botteghino. Il regista dell’ottimo “Una famiglia perfetta” questa volta racconta una storia corale, fatta di gente che ha bisogno di equilibrio. Un padre alle prese con tre figlie molto strane. Ma il padre è anche un analista e questa volta i tre casi disperati sono quelli delle sue figlie. > Un ottimo cast, un concept forte e un regista di ottimo livello, il film merita per tutte queste ragioni. Luca Benassi

RED KROKODIL

GONZO: THE LIFE AND WORK OF DR. HUNTER S. THOMPSON TITOLO ORIGINALE Gonzo: The Life and Work of Dr. Hunter S. Thompson

USCITA 23 gennaio

USCITA 23 gennaio

REGIA Domiziano Christopharo

REGIA Fausto Brizzi

CAST Brock Madson, Valerio Cassa, Simone Destrero, Viktor Karam

CAST Hunter S. Thompson, Oscar Acosta, Sonny Barger, Jimmy Buffett, George W. Bush. La biografia definitiva di un giornalista che ormai è una figura mitica in America, per via del tipo di giornalismo e per i suoi viaggi pieni di eccessi. Ne è un esempio “Paura e disgusto a Las Vegas”, libro scritto nel 1971, dove Thompson raccontava il resoconto del viaggio che fece insieme ad un amico. Per tutti Thompson è morto suicida e questo anche per la rivista Rolling Stone, dove l’uomo aveva esordito. Paul William Roberts, giornalista e amico dello scrittore, sostiene che sia stato ucciso. Pare che stava lavorando ad un’inchiesta sugli attentati dell’undici settembre 2001, che confermava la teoria secondo cui il governo americano sarebbe stato al corrente da tempo dei piani degli attentati. Il documentario ricostruisce la vita e la morte di questo affascinante e contraddittorio uomo e lo fa con intelligenza.

Uno dei primi film a indagare il dramma del Krokodil, droga tra le più devastanti e fisicamente distruttive in circolazione. Un uomo dipendente da questa droga sintetica vive isolato in una città dai tratti simili a Chernobyl, lo scenario è triste e a tratti deprimente. Una storia incentrata sull’assunzione di droga, sulle allucinazioni e sul disfacimento morale e poi fisico del protagonista. Un viaggio duro e realistico. Un modo molto crudo di presentare allo spettatore un tema vero, senza orpelli e senza censure anche se alla fine lascia più un senso di inquietudine che spunti di riflessione. Giulia Neri

Luca Benassi CONSIGLIATO

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CONSIGLIATO


AL CINEMA “Una notte da Leoni” ha aperto la strada a film la cui trama si riassume sempre in “stasera sballo e poi si torna alla vita normale”. La storia messa in scena da Jon Turteltaub (“Il mistero dei Templari” e “L’apprendista stregone”) non è diversa da questo paradigma, forse ormai troppo visto e scontato. Un maturo playboy, che non ama accettare l’età avanzata e sta per sposare una donna che ha la metà dei suoi anni, decide di organizzare un party di addio al celibato con tre vecchi amici a Las Vegas. Probabilmente se

TITOLO ORIGINALE Walking with Dinosaurs USCITA 23 gennaio

il film non avesse avuto un cast così stellare, gli sceneggiatori avrebbe fatto qualche sforzo in più per rendere interessante una storia che non è mai esplosiva. > I cosiddetti “Bad Trip” hanno bisogno di gente pacata ma allo stesso tempo “fuorviata” e purtroppo, nonostante questo team di attori, il film non ha mai un contrappunto che funziona come si deve. Piacevole per il cast, un po’ per meno per la storia. Qualcosa funziona e molte altre un po’ meno. Luca Benassi

LAST VEGAS

TITOLO ORIGINALE Last Vegas USCITA 23 gennaio REGIA Jon Turteltaub CAST De Niro, Morgan Freeman, Michael Douglas, Mary Steenburgen, Kevin Kline CONSIGLIATO

A SPASSO CON I DINOSAURI

REGIA Neil Nightingale CAST Charlie Rowe, Angourie Rice, John Leguizamo, Justin Long, Tiya Sircar

CONSIGLIATO

“In questo film vestirò i panni di Giuseppe Sobreroni, un avvocato d’affari tra Milano e Londra - raccontava Claudio Bisio - un narcisista, un mezzo bastardo che sguazza nel carrierismo più spinto ma finisce in crisi, preda delle sue fragilità. Una bella parte.” Il film è prodotto da Madeleine e Colorado Film è proprio la storia di un uomo non

Argomento sempre evergreen: i dinosauri non stancano i più piccoli e in verità neanche gli adulti. Ambientato 70 milioni di anni fa, il film racconta la storia di tre cuccioli di dinosauri: Patchi, il più piccolo, suo fratello maggiore Scowler e una giovane amica di nome Juniper, i quali si ritrovano separati dal resto della mandria. Una classica storia di formazione, bello che fa del suo status la sua vita... ma quando crolla il suo status di uomo di successo, lui crolla come uomo. > Spietata ironia? Un film che lascia riflettere nonostante la patina da commedia. Tratto dall’omonimo romanzo di Federico Baccomo, “La gente che sta bene” è una commedia caustica e brillante che merita di essere vista. Luca Benassi

dove Patachi dimostrerà il suo immenso coraggio. Come ha dichiarato la stessa società di produzione: “A spasso con i dinosauri è l’esperienza cinematografica più coinvolgente e innovativa che si possa vivere. Alcune recenti scoperte e i progressi nella tecnologia hanno permesso di introdurre nuovi dinosauri, più realistici che mai, e di

collocare gli spettatori al centro di un’avventura preistorica epica ed emozionante, in cui un dinosauro da tutti considerato un perdente senza futuro trionfa contro tutte le aspettative e diventa l’eroe dell’era”. >Il film pur se non sbalordisce da un punto di vista narrativo, lo fa da un punto di vista visivo. Piacevole da vedere...rigorosamente al cinema. Luca Benassi

USCITA 30 gennaio REGIA Francesco Patierno

LA GENTE CHE STA BENE

CAST Claudio Bisio, Margherita Buy, Diego Abatantuono, Jennipher Rodriguez, Laura Baldi CONSIGLIATO

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TITOLO ORIGINALE Hercules: The Legend Begins

La storia comincia quando il principe Hercules viene a conoscenza di essere un semidio USCITA 30 gennaio figlio di Zeus. Deve decidere se fuggire con il suo grande REGIA Renny Harlin amore Hebe, principessa di Creat promessa pure al fratellastro Ificle, CAST Kellan Lutz, Gaia Weiss, Scott o andare incontro al suo destino Adkins, Roxanne McKee, Liam e rovesciare il regime tirannico Garrigan del patrigno, il re Antifrione. Il semidio viene venduto come TRAMA Renny Harlin, il regista di schiavo e portato in terra “Hercules La leggenda ha inizio” straniera dove si guadagna la (The Legend of Hercules), è un libertà lottando come gladiatore. professionista finalndese che Hercules raccoglie così uno negli anni ha dimostrato il suo sparuto esercito di coraggiosi per valore su sequel spesso non facili riportare la pace nella sua terra e da gestire (“Nightmare 4: Il non salvare la donna che ama. risveglio” - A Nightmare on Elm > La trama dice toni e modi Street 4: The Dream Master e “58 del film. Linearità, semplicità e minuti per morire” - Die Hard 2). grande ridondanza. Senza grandi I produttori sono gli stessi de “I pretese di caratterizzazione Mercenari” e il budget del film è dei personaggi, il film diverte stato di circa 70 milioni di dollari. Gli ingredienti ci sono tutti per un e coinvolge come un action/ film d’azione e d’avventura pieno adventure che si rispetti deve di effetti e dal buon impatto saper fare. visivo. Luca Benassi CONSIGLIATO

HERCULES LA LEGGENDA HA INIZIO

TITOLO ORIGINALE Belle et Sébastien USCITA 30 gennaio REGIA Nicolas Vanier CAST Tchéky Karyo, Dimitri Storoge, Margaux Châtelier, Félix Bossuet, Jan Oliver Schroeder DURATA 95 minuti Tratto dal best seller di Cécile Aubry, il film di Nicolas Vanier è un concentrato di emozioni. “Belle & Sebastien”, per tutti è una serie cartoon di successo, ma in verità nasce come una serie di racconti ad opera e nel 1965 diventa una serie tv live-action prodotta in Francia. Il cartoon che poi è entrato nell’immaginario di tutti, è stato prodotta nel 1981 ed è

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una serie giapponese. Nicolas Vanier ha dichiarato: “Da piccolo ero completamente pazzo della serie tv “Belle e Sebastien” per questo quando mi hanno proposto questo progetto ero molto intimidito: per me non si trattava di una banale serie televisiva ma di una lunga serie di episodi uno più bello dell’altro. Accettare di farne un adattamento cinematografico era una grande sfida”. E guardando il film, si vede il suo amore per questi personaggi. > Una storia di amicizia (fra l’orfano Sebastien e il cane Belle), ma che racconta la stupidità dell’uomo attraverso la fuga (i due devono portando in salvo al di là delle montagne una famiglia di fuggitivi inseguiti dai militari tedeschi). Luca Benassi

CONSIGLIATO


AL CINEMA

TITOLO ORIGINALE The Book Thief USCITA 30 gennaio REGIA Brian Percival CAST Geoffrey Rush, Emily Watson, Sophie Nélisse, Ben Schnetzer DURATA 125 minuti TRAMA Storia della piccola Liesel Meminger, che durante la Seconda Guerra Mondiale viene affidata dalla madre ai coniugi Max e Rosa. La bambina impara a leggere e supera l’iniziale diffidenza nei confronti di Max, ebreo tedesco che i suoi genitori nascondono in un sottoscala, con cui legge i libri rubati dalla biblioteca e sottratti al

rogo dei nazisti. > Tratto dal bestseller La bambina che salvava i libri di Markus Zukas (oltre 7 milioni di copie venute nel mondo), il film segna il debutto alla regia cinematografica di Brian Percival, che ha diretto diversi episodi di Downton Abbey. I temi trattati sono molteplici e tutti di ampia portata: il coraggio degli uomini, l’amicizia, la conoscenza e la consapevolezza che derivano dalla lettura, il valore dei libri e la loro salvaguardia, la libertà di espressione. Storia di una ladra di libri possiede tutti gli elementi per diventare una pellicola di successo, con attori straordinari e soprattutto una trama emozionante. VALERIA GUIDOTTI

CONSIGLIATO

STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI Leggere apre la mente e il cuore

USCITA 2 gennaio REGIA Jean-Marc Vallèe CAST Matthew McCounaghey, Jared Leto, Jennifer Garner DURATA 117 minuti

DALLAS BUYERS CLUB Un film di (grandi) attori

TRAMA Texas, anni Ottanta: a Ron Woodrof viene diagnosticato l’Hiv. Negli Stati Uniti molti dei farmaci in grado di far rallentare l’AIDS non sono approvati. Ron gira il mondo, dal Messico al Giappone, per procurarsi le medicine. Non potendo venderle, le cede a chi si iscrive a un club… Prendere il toro per le corna. Ron, elettricista con la passione per il rodeo, lo fa di continuo. Ma ora significa qualcos’altro: è positivo al test per l’Hiv. E lui, che è etero, macho, un “magnifico toro da rodeo”, sciupafemmine e omofobo, proprio non ci crede. Sono gli

anni in cui si pensa ancora che l’Aids riguardi solo omosessuali ed eroinomani. Prendere il toro per le corna vuol dire prendere in mano la situazione, trovare quei farmaci che in America non ti danno. E provare empatia anche per gay e travestiti, come Rayon. Smunto, patito, tirato e sofferente, con un paio di baffi a celare il dolore sul viso, McCounaghey è il film. Accanto a lui, Jared Leto si spoglia della aura da rockstar per donare i suoi lineamenti delicati a un uomo che si sente donna e vorrebbe esserlo. Dallas Buyers Club è soprattutto un film di (grandi) attori. > Girato in maniera semplice e diretta, in classico stile indipendente americano (il film da Sundance), Dallas Buyers Club punta tutto sulle interpretazioni di Jared Leto e Matthew McCounaghey, che dopo Killer Joe ha iniziato una seconda fase della sua carriera. Maurizio Ermisino

CONSIGLIATO

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O E D I V E HOM

USCITA 15 gennaio Tratto dal primo romanzo della saga di Cassandra Clare, il film ha per protagonisti gli ‘shadowhunters’, cacciatori di demoni che da secoli conducono una battaglia invisibile e fondamentale per l’umanità. Lily Collins interpreta Clary Fray, una tosta newyorkese che scopre di avere poteri sovrannaturali, alle prese con creature malefiche e i primi turbamenti amorosi. Suo partner cinematografico è Jamie Campbell Bower, visto in Sweeney Todd, Harry Potter e Twilight. Nel cast anche Robert Sheenan, direttamente dalla serie britannica  Misfits, che in Shadowhunters interpreta il ruolo dell’amico di Clary, Simon; e Jonathan Rhys Meyers, nei panni dell’avido e potente Valentine.  Diretto da Harald Zwart,

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Shadowhunters è un film coinvolgente, con personaggi ben delineati ed entrati nel cuore di migliaia di fan, che conferma il successo delle saghe letterarie urban fantasy portate sul grande schermo. VALERIA GUIDOTTI EXTRA: Scene eliminate, ‘Portarli in vita’, ‘I discendenti della coppa’, Video musicale e trailer (DVD Special Edition); Scene eliminate, ‘Dal libro allo schermo’, ‘Attrazione fatale’, ‘Entrando nel mondo di Shadow’ (Blu-Ray). VOTO FILM ★★★ VOTO EXTRA

★★★★

SHADOWHUNTERS: CITTÀ DI OSSA Scontro di forze occulte


USCITA 22 gennaio Ucciso a tradimento dal suo partner, il Detective Nick Walker del Dipartimento di Polizia di Boston finisce nell’aldilà ed entra a far parte del Dipartimento Rest In Peace che si occupa di proteggere la Terra dai Deados, mostruose creature che si rifiutano di trapassare. Nel suo nuovo incarico, Nick viene affiancato da un nuovo compagno: Roy Pulsipher, uno sceriffo del vecchio west. Simpatica ed inusuale incursione del drama poliziesco nell’universo sovrannaturale. Il lungometraggio seppur in odore di trash, riesce nell’intento di intrattenere piacevolmente, divertire ed a tratti strappa una sonora risata. In stato di grazia il biondissimo Ryan Reynols ed il sempreverde Jeff Bridges. Carlo Lanna VOTO FILM ★★

RIPD - POLIZIOTTI DALL’ALDILÀ Un cop-movie sovrannaturale

USCITA 3 gennaio

I PUFFI 2

Da New York alla Ville Lumière

I simpatici omini blu tornano con una nuova divertente avventura ambientata a Parigi. Sono passati alcuni anni dal viaggio dei puffi a New York dove avevano conosciuto Patrick e Grace, la coppia che li aveva aiutati a tornare al loro villaggio e che ancora una volta corre in aiuto dei loro amici blu. Questa volta protagonista assoluta della storia è Puffetta: rapita da Gargamella e tenuta sotto controllo dai Monelli - Pestifera e Frollo - sarà indotta dal mago a confessare la formula segreta che l’ha trasformata in un vero puffo. Un viaggio all’insegna del divertimento e dell’amicizia sincera. Chiara Bua VOTO FILM ★★★

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USCITA 9 gennaio

GLI STAGISTI

Cosa accade quando due quarantenni, soddisfatti della loro vita professionale, si trovano improvvisamente a spasso dopo la chiusura della loro azienda? È semplice adattarsi quando il mondo delle nuove tecnologie ha stravolto le abitudini lavorative? Questo film affronta con tono lieve e senza pretese un tema delicato e si affida a due mattatori della com-

media americana, Owen Wilson e Vince Vaughn, già partner in altri successi. I due protagonisti, complice uno stage presso Google, dovranno ingegnarsi per superare in bravura ragazzi più giovani cresciuti a pane e smartphone, con risultati spesso esilaranti. Emiliano Longobardi VOTO FILM ★★★

OUTRAGE BEYOND USCITA 14 gennaio Diretto e interpretato da Takeshi Kitano, regista dedito alla rappresentazione della Yakuza - la mafia giapponese -, il film è il secondo capitolo della storia avviata con “Outrage” nel 2010. Protagonista è il criminale Otomo, interpretato da Kitano, il quale creduto morto era in realtà rinchiuso in prigione. Rilasciato dalla polizia per cercare di bloccare la violenta guerra che è scoppiata tra i diversi clan della Yakuza a causa della crisi economica, l’uomo si prepara per spianare la strada a una tremenda vendetta nei confronti

di chi lo ha tradito. In concorso per il Leone d’Oro alla 69esima edizione della mostra cinematografica di Venezia, il film ripropone i migliori temi del cinema di Kitano in una mescolanza di antico e nuovo che porta ad un’unica e inevitabile certezza: i codici d’onore non hanno più il valore che avevano in passato. Chiara Bua DESCRIZIONE EXTRA Galleria fotografica VOTO FILM ★★★ VOTO EXTRA ★★

USCITA 15 gennaio

A ROYAL AFFAIR 90

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Danimarca 1770. Christian VII di Danimarca sposa la cugina, e principessa, Caroline Matilda, sorella di Giorgio III d’Inghilterra. Il giovane re ha una personalità sui generis e una sempre più manifesta instabilità mentale che viene in qualche modo arginata dall’intervento del dott. Struensee. Il fervente illuminista si insinua non solo nella mente del sovrano, ma anche tra

le lenzuola della regina, mentre i ministri soffrono l’ingerenza politica del medico. Tratto dai libri di storia della Danimarca, il film non è la semplice storia di una tresca amorosa, ma il racconto di come un’idea, quella illuminista, abbia attecchito anche al di fuori dei canonici Stati considerati ‘illuminati’. Chiara Bua VOTO FILM ★★★★


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USCITA 22 gennaio

UN PIANO PERFETTO

USCITA 22 gennaio Follia ed alta velocità si intrecciano in questo film che ci catapulta nella Ford Shelby dell’ex pilota Brent Magna, alle prese con una corsa mortale sulle strade della Bulgaria nel tentativo di salvare la moglie rapita. Una voce anonima lo guida mettendo a rischio la vita di Brent e dell’inconsapevole passeggera a bordo con lui. Se falliscono, la moglie muore. Ci sono prodotti che saltano il passaggio al cinema e raggiungono direttamente il mercato home video italiano, ed così è accaduto per questo action thriller che spinge sul pedale dell’ansia, del tempo

Cosa fare quando una maledizione sembra colpire e distruggere tutti i primi matrimoni delle donne della tua famiglia? Per Isabelle la risposta è semplice: trovare un uomo da sposare, divorziare e poi convolare felicemente, in seconde nozze, con l’uomo della propria vita. Una soluzione, però, più semplice a dirsi che a farsi, perché gli esseri umani, si sa, sono sempre un po’ imprevedibili. Quello che doveva essere un semplice matrimonio anti-maledizione si trasforma in

un viaggio in giro per il mondo, dal Kilimangiaro alla Russia, al seguito di Jean-Yves, redattore di una guida turistica e vittima sacrificale di Isabelle. Diretto da Pascal Chaumeil, già regista di “Il Truffacuori”, il film è una divertente commedia romantica sulle scelte varie e imprevedibili che le persone prendono in campo amoroso nonostante il finale un po’ scontato. Chiara Bua VOTO FILM ★★★

che scorre e ci inchioda senza far capire se c’è ancora speranza di salvezza per i protagonisti. Ottimo come sempre Ethan Hawke e nuovo banco di prova per l’ex reginetta Disney Selena Gomez. Emiliano Longobardi EXTRAS Crash cams; Distruggere una Shelby; Metallo e asfalto; Selena Gomez : Sul set; La stazione ferroviaria. VOTO FILM ★★ VOTO EXTRA ★★★

GETAWAY Via di fuga

USCITA 22 gennaio

LA FINE DEL MONDO Un’epica reunion

A 20 anni dal loro ultimo incontro, cinque amici si riuniscono, e cercano di compiere l’opera che hanno lasciata incompiuta durante l’adolescenza: completare il miglio dorato, ovvero il percorso di 12 pub che porta fino al The World’s End, storico locale dove nessuno di loro è mai arrivato prima. Comico, brillante, demenziale, emozionante, straordinario, il nuovo film di  Edgar Wright colpisce al cuore lo spettatore e lo accompagna con la pancia dolente dalle risate fino alla “Fine del Mondo”. Il lungometraggio anche

se essenzialmente non ha avuto la giusta visibilità nei cinema italiani, è il coronamento perfetto dell’idea di cinema di Wright: esilarante, dissacrante, demenziale e assolutamente epico. Carlo Lanna CONTENUTI EXTRA Scena eliminata; Completare il Golden Mile - Il Making Of di The World’s End; Commento al film degli Autori Edgar Wright e Simon Pegg. VOTO FILM ★★★

VOTO EXTRA ★★★

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USCITA 22 gennaio

JACK RYAN TOP SECRET COLLECTION

Una collezione per gli amati dello spy-drama

USCITA 22 gennaio Conosciuto come il Re dei Disaster movie, Roland Emmerich, torna dietro la macchina da presa, confezionando un film intriso di azione, ironia ed effetti speciali di grande impatto. Questo è White House Down – Sotto assedio, pellicola di discreto successo ai botteghini con Channing Tatum e Jamie Foxx. Il belloccio di turno (alias Tatum), è un detective della polizia di Washington, che dovrà compiere un impresa quasi titanica quando il Presidente degli Stati

Caccia ad ottobre Rosso, Al vertice della Tensione, Giochi di potere e Sotto il segno del pericolo, sono i 4 lungometraggi raccolti in un invitante cofanetto chiamato Jack Ryan Top Segret Collection. Siete pronti dunque a rivedere un magnetico Alec Baldwin ed un sempreverde Sean Connery fronteggiarsi in uno scontro all’ultimo sangue? Oppure un Harrison Ford mettere a repentaglio la sua stessa vita pur di salvare la famiglia? E ad emozionarvi di fronte al coraggio di un bellissimo e giovanissimo Ben Affleck? Questa allora è la collezione che fa per voi. Rivolta a tutti gli amanti dello spy-drama, Jack Ryan Top Secret Collection,

Uniti ed il suo entourage, verranno presi d’assalto un pericoloso gruppo di paramilitari. Divertente ma troppo artefatto, Sotto Assedio, risulta essere il film miniore di Roland Emmerich che, seppur contando sul fascino e l’alchimia dei due attori ed una vicenda piuttosto invitante, porta sul grande schermo una pellicola dai tratti poco originali. Carlo Lanna VOTO FILM ★★

risulterà invitante ed indispensabile soprattutto al cinefilo onnivoro ed estimatore dei thriller politici e mozzafiato. Carlo Lanna EXTRA Caccia ad ottobre Rosso: Commento del Regista John McTiernan; Sotto la Superficie: Interviste al Cast e alla Troupe; Trailer Cinematografico (HD). Giochi di potere: Giochi di Potere Visti da Vicino; Trailer Cinematografico (HD). Sotto il segno del pericolo: Dietro il Pericolo: Interviste al Cast e alla Troupe; Trailer Cinematografico (HD). VOTO FILM ★★★ VOTO EXTRA

★★★

SOTTO ASSEDIO WHITE HOUSE DOWN Una corsa contro il tempo

USCITA Disponibile da dicembre.

ONE DIRECTION REACHING FOR THE STARS

Il cofanetto

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Il cofanetto a due dischi racchiude due docu-film sulla boyband più famosa del momento. La storia dei 5 ragazzi (Niall Horan, Zayn Malick, Liam Payne, Harry Styles e Louis Tomlison) è raccontata da giornalisti ed esperti che ripercorrono le tappe fondamentali degli One Direction: l’ esordio, la nascita della boyband nel programma TV XFACTORUK, l’ anteprima londinese

del loro docu-film This is Us. Un prodotto originale che si distingue per la varietà dei contenuti extra e che sarà sicuramente apprezzato dagli appassionati della band. Giulia Neri CONTENUTI EXTRA Interviste esclusive, filmati inediti, backstage. VOTO FILM ★★★ VOTO EXTRA

★★★


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USCITA 29 gennaio

THE LOST DINOSAURS USCITA 29 gennaio Dopo gli eventi terrificanti narrati nel primo capitolo la storia riprende con l’ossessione di uno studente, Alex Wright, riguardo gli orrori sepolti nell’ospedale psichiatrico di Collingwood. Insieme ad alcuni amici decide di visitare quei luoghi, ignaro che il pericolo stia per scatenarsi su tutti loro. La moda del found-footage ha colpito qui, e dopo il successo

del primo film ritorniamo nell’oscurità dell’ospedale seguendo ciò che la telecamera dei protagonisti riprende. Uno scenario da incubo, l’incognita presente nel buio e dietro ogni angolo, quest’opera garantisce sani brividi a tutti gli appassionati del genere. Emiliano Longobardi

Una spedizione della British Cryptozoological Society si reca in Congo, in piena giungla, per verificare l’attendibilità alcune testimonianze circa gli avvistamenti di un plesiosauro. Il gruppo di esploratori è composto da Jonathan Marchant, il capo, Charlie, il suo braccio destro e Amara, la guida locale, ai tre, però, si aggiunge in gran segreto Luke, il figlio ribelle di Jonathan. Sin dall’inizio il viaggio mostra tutta la sua pericolosità, l’elicottero su

cui viaggiano, infatti, viene abbattuto da un misterioso animale volante e i protagonisti si ritrovano a vagare nella giungla sconosciuta. Il classico viaggio cinematografico alla ricerca dei dinosauri che non aggiunge niente di nuovo al genere e che sfrutta l’espediente del documentario per attribuire un maggiore alone di verità alla vicenda. Chiara Bua VOTO FILM ★★

ESP 2 – FENOMENI PARANORMALI

VOTO FILM ★★★

USCITA 23 gennaio

GLEE STAGIONE 4

È piena di novità e cambiamenti questa quarta stagione di Glee. Il liceo è finito per molti dei “New Directions” ed è arrivato il momento di seguire i propri sogni. Per Rachel e Kurt questo vuol dire una cosa sola : New York. Nella grande mela accadrà di tutto e nuovi protagonisti renderanno ancora più avvincente la trama. Non vi è alcun dubbio che questo sia stato uno dei prodotti che ha cambiato il mondo delle serie tv, e dopo tre stagioni incentrate sulla vita del liceo stavolta seguiamo i ragazzi alle pre-

se con delusioni e vittorie, sempre accompagnati dalle canzoni più belle. Camei di lusso con Kate Hudson e Sarah Jessica Parker. Emiliano Longobardi EXTRAS Il jukebox di Glee; Scene tagliate; Prossima destinazione : Glee a NY; Jarley; Costruire New York; Glee al cinema; 500 esibizioni- promo; La capsula del tempo di Blaine; Glee – Festa per la prima! VOTO FILM ★★★

VOTO EXTRA ★★★★

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I R B I L E A CINEM DIETRO I CANDELABRI Autore: Scott Thorson Pensi a Liberace e ti vengono in mente montagne di lustrini e paillettes. Ma al di là delle mise luccicanti e dei candelabri che immancabilmente caratterizzavano la scenografia dei suoi spettacoli, il celebre showman fu un eccellente pianista e un abile intrattenitore. Fino ai primi anni ‘80, Liberace fu amatissimo e molto seguito dal pubblico, e per diverso tempo fu uno degli artisti più pagati al mondo. Di origini polacche, Wladziu Valentino Liberace appariva con costumi stravaganti ed esagerati che lo resero famoso, e sebbene la sua omosessualità fosse evidente, egli negò per tutta la vita di essere gay. Scott Thorson conobbe Libera ce quando aveva solo diciassette anni, nel 1977. Divenne il suo braccio destro, il suo pupillo, il suo amante. Thorson divenne così importante per Liberace, che la star gli promise addirittura di adottarlo. Da parte sua, il ragazzo era talmente affascinato dall’artista e dal suo fastoso stile di vita, da farsi fare una plastica facciale per somigliargli. La loro relazione, mai ufficializzata nonostante i due fossero sempre insieme, durò a lungo e fu tanto intensa quanto burrascosa, minata dagli eccessi e dalla gelosia, dalle liti e le riappacificazioni, fino alla rottura definitiva e la successiva morte dello showman per complicazioni dovute all’Aids nel 1987. Thorson ha raccontato la sua storia con Liberace nel libro Dietro i candelabri, edito da Newton & Compton (in libreria e in e-book), da cui è stato tratto l’omonimo film di Steven Soderbergh con Michael Douglas e Matt Damon. VALERIA GUIDOTTI

THE BUTLER. UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA Autore: Wil Haygood Il libro prende origine dall’articolo dello stesso Wil Haygood apparso sul Washington Post alla vigilia delle elezioni che avrebbero portato Barack Obama alla Casa Bianca. L’importante momento storico è raccontato attraverso la testimonianza di Eugene Allen, il maggiordomo che aveva lavorato alla Casa Bianca dal 1952 al 1986 conoscendo ben otto presidenti degli Stati Uniti. Interessante la prefazione di Lee Daniels, regista dell’omonimo film in uscita a gennaio, che descrive così il suo incontro con la storia del maggiordomo : ” Fin da quando ho letto sul Washington Post l’articolo di Wil Haygood, mi sono sentito profondamente colpito dalla storia di Eugene Allen”. E ancora “Quando lessi la sceneggiatura di Danny Strong, capii all’istante che dovevo dirigere The Butler”. Giulia Neri

PHILOMENA Autore: Martin Sixsmith 50 anni di silenzio prima di rivelare a sua figlia il segreto che la accompagna da una vita. Inizia così la storia di un’anziana infermiera dal passato difficile dopo essere rimasta incinta da adolescente in Irlanda nel 1952. È stata sempre considerata una peccatrice e ha vissuto rinchiusa nel convento di Roscrea, dove le suore le hanno strappato il figlio per darlo in adozione ad una ricca famiglia americana. Non c’è giorno in cui Philomena non pensi a suo figlio ed è sempre più decisa a ritrovarlo, nonostante le menzogne delle religiose. La figlia della donna, Kathleen, entra fortuitamente in contatto con Martin Sixsmith, giornalista e saggista. L’uomo, dopo un iniziale reticenza, inizia ad appassionarsi alla storia e sarà l’inizio di un’inattesa amicizia, e di una serie di colpi di scena. Giulia Neri

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JUST CINEMA • GENNAIO 2014


HUNGAR GAMES 2

COVER STORY

CINEMA E LIBRI TERMINATOR VAULT Autore: Ian Nathan Due vecchie conoscenze del cinema. Una è Ian Nathan, da anni portavoce e testimone dietro le quinte tra i più affidabili (è stato vent’anni nella redazione del mensile Empire). L’altra è Terminator, serie da fine del mondo iniziata nel 1984 da James Cameron di cui circolano già voci di un capitolo 5 con il ritorno di Schwarzy. Dopo il volume dedicato ad Alien, Nathan si è occupato dei primi due film (quelli più tosti, ovvio). Il concetto è lo stesso messo in campo in quel libro: doverosa ricognizione storica e analitica, ma interesse a stupire il lettore prendendolo per la gola. In oltre 150 pagine scopriamo segreti e curiosità sulla genesi dei film. Stralci di sceneggiatura, art work, immagini e interviste allo staff. L’edizione è da collezione. Ma in lingua inglese, per Aurum Publishing. MARIO A. RUMOR

THE MAKING OF RETURN OF THE JEDI Autore: J.W. Rinzler Dopo i libri su Star Wars ed Empire Strikes Back, per festeggiare il trentesimo anniversario de Il ritorno dello Jedi (1983), Rinzler – con tutte le preziose credenziali che abbiamo già fornito – ha dato il meglio con il terzo volume delle sue peregrinazioni nell’universo di Guerre stellari, sempre con etichetta Aurum Publishing. Il volume è poderoso, un tributo non soltanto al capitolo meno amato della saga (colpa degli Ewoks?) ma all’intero lavoro creativo svolto da Lucas. Attingendo dagli archivi e potendo contare su materiale esclusivo, un numero incredibile di guest stars a disposizione (gli attori principali, gli artisti del reparto sculture e pupazzi, i tecnici degli effetti speciali) e la solita messe di fotografie e art work, il libro è degna conclusione di un viaggio formidabile. MARIO A. RUMOR

THE MAKING OF STAR WARS Autore: J.W. Rinzler Ancora Aurum Publishing sulla breccia. Altro titolo tornato d’attualità, Star Wars vanta un numero incredibile di pubblicazioni (quasi tutte in lingua inglese ma il presente volume è disponibile anche in francese). La particolarità di questo Making è il suo autore. J.W. Rinzler ha lavorato a stretto contatto con George Lucas e la sua Lucasfilm Ltd e ha scritto un imperdibile making of su Indiana Jones. Il privilegio è stato concretizzato in appassionato viaggio nel passato, sul set del film di fantascienza che ha cambiato il cinema americano fine anni ‘70. Campeggia sulla cover un “definitive story behind the original film”: di tanti volumi sul cinema, questo infatti è un po’ la pop star. Ricco di informazioni, fotografie splendide. Il prezzo è alto (circa 40 sterline), ma ne vale la pena. MARIO A. RUMOR

JUST CINEMA • GENNAIO 2014

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Just Cinema n. 4