JUST - MEN, MOTORS & LIFESTYLE - NUMERO 3

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Men Giacomo Agostini • Battista Bellini • Laura Bertulessi Michele Maggioni e Chiara Isner Matera Maurizio Secomandi • Ivan Blini

MEN, MOTORS & LIFESTYLE

Special JUST “ cafe racer” ,

JUST Treviglio

Motors Porsche 911 Turbo • Audi RS3 Sportback Citroën Visa GTI • Lodauto • Bonaldi Motori Rota Group • Auto Rota • Radaelli Honda • Bruno Moto Autoscuola Drago • Rinaldi Gomme 2012 • Donne e Motori Auto Futura • Bonaldi Motori Treviglio

Lifestyle Gioielleria Curnis • Equipe Solutions • Austoni Design I racconti del Guizzo • Lodauto SUV Attack • 035 Cigar Club Bergamo Lodauto Fashion Night • Medicallife Cosmetics

Cover Story

Copia omaggio

“Nissan, a Bergamo, ha una nuova ‘casa’”

IPERAUTO BERGAMO

Periodico trimestrale - Autunno 2015 - Anno I - N° 3

WWW.JUSTBG.IT










MADE IN ITALY


Paràchic sarà presente all'Eicma dal 17 al 22 Novembre 2015 - Pad 24 Stand D 57 Corsia D ed al Motor Bike Expò di Verona dal 22 al 24 Gennaio 2016.





Editoriale di Giovanni Volpe

Semplicemente... GRAZIE!

MEN, MOTORS & LIFESTYLE

circa un anno dalla nascita del progetto di JUST, con quattro edizioni sin qui realizzate e distribuite, è anche per noi tempo di bilanci. Che “la carta” sia in sofferenza, non è certo una novità, soprattutto se focalizziamo la nostra attenzione su editori e testate a livello nazionale, anche nel settore dei motori.

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Ciò nonostante, com’è da subito parso evidente a tutti voi che ci seguite sin dal “numero zero”, noi di JUST non ci siamo tirati indietro e ci siamo impegnati per realizzare un prodotto locale con una sua forte personalità, apprezzabile dai tanti appassionati di motori di casa nostra. In questo primo anno di JUST, la rischiosa sfida nella sfida di chi vi scrive, è consistita innanzitutto nel difendere un’idea che, in molti, credevano fragile, senza futuro: realizzare un prodotto editoriale di qualità che non fosse “schiavo” della pubblicità ma che, per via dei suoi contenuti e, nondimeno, del suo layout e delle sue finiture, finisse per esercitare il giusto appeal anche su potenziali inserzionisti. Una prova non facile, tenuto conto anche del nostro secondo grande obbiettivo: dimostrare che gli inserzionisti non fossero costretti a svenarsi per poter partecipare a una rivista come JUST, di quelle, per intenderci, che proprio voi lettori e clienti, ci dite spesso di avere il piacere di conservare, a volte letteralmente di collezionare. Quest’ultima edizione 2015 di JUST racconta proprio questo; il nostro sforzo non indifferente nel continuare un nostro umile e silenzioso percorso di crescita, personale e professionale, e il piacere sempre nuovo di raccontare emozioni ed esperienze di un pubblico, quello bergamasco, che i motori li ama davvero! Non mi rimane che ringraziare il mio staff, tutti i fornitori – Errestampa in testa – e voi clienti: avete tutti contribuito in maniera decisiva affinché questo 2015 fosse per JUST un anno ricco di soddisfazioni… Ci vediamo a gennaio!

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Editoriale


Men Special JUST “café racer” “Siamo tutti “piloti

Sommario

64 | Battista Bellini “Sognare in “Riva” al Lago d’Iseo”

da bar”...”

COVER STORY Iperauto Bergamo

72 | Michele Maggioni e Chiara Isner Matera

“Nissan, a Bergamo, ha

“Sono diventati... grandi!”

una nuova ‘casa’”

68 | Laura Bertulessi “Benvenuti nel mio regno”

60 | Giacomo Agostini

76 | Maurizio Secomandi

“Vincente... anche in TV!”

“La strada giusta: Mercedes Benz E250 CDI 4Matic”

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Sommario


Motors 82 | Regine di ieri “Maneggiare con cura...”

104 | What’s new? Bonaldi Motori

120 | Bruno Moto “Stiamo arrivando!”

“Un assaggio di... ‘R’”

86 | Supercar Audi Bonaldi Motori

108 | Rota Group “Ritorno al futuro”

“Dammi un... cinque!”

90 | Brutte & Cattive “Gemella... diversa”

“Parata di stelle”

“Un piccolo pezzo di storia della nostra città”

112 | Provate dal direttore Auto Rota “Il mio nome è... Levorg!”

94 | SUV Attack Lodauto

124 | Autoscuola Drago

116 | Provate dal direttore Radaelli “Il piacere di... cambiare!”

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Sommario

128 | Rinaldi Gomme 2012 “Rinaldi Gomme 2012... e l’inverno no fa più ‘paura’”

132 | Donne e Motori “Professione... ombrellina!”


Lifestyle 138 | Gioielleria Curnis

154 | JUST RED CARPET Lodauto - SUV Attack

“Tudor Fastrider...

“SUV is coming... - SUV

compagno d’avventura”

Attack Night”

142 | Equipe Solutions “Solo soluzioni di qualità”

150 | I racconti del Guizzo “La stanza numero 8”

158 | JUST RED CARPET 035 Cigar Club Bergamo “Venerdì 2 ottobre 2015 e chi se la scorda questa data?”

146 | Austoni Design

162 | JUST RED CARPET Lodauto - Fashion Night

“Artista per caso”

“La moda viaggia a bordo delle Stelle Lodauto - SUV Fashion Night”

167 | JUST TREVIGLIO Men Ivan Blini Motors Hyundai Auto Futura Bonaldi Motori Treviglio

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Sommario

Lifestyle Medicallife Cosmetics



Special JUST “café racer” “Siamo tutti “piloti da bar”...” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

hiamatele Café Racer, Customizzate o semplicemente Special… Quel che è certo è che queste moto rappresentano ormai da qualche tempo una vera novità all’interno del mondo delle due ruote, senza dubbio l’elemento recente di maggiore novità e creatività, in grado di dare un minimo d’ossigeno a un mercato da tempo in vertiginoso calo. Ma le Café Racer sono ben di più di una nicchia di mercato… Sono per certi versi la punta dell’iceberg di un ben più vasto fenomeno socio-economico all’interno del quale si mixano diversi fattori, compreso, appunto, il ritorno alle Café Racer. Motociclette che hanno una loro storia e una precisa collocazione in un passato non più così recente. Comparvero, infatti, attorno alla metà degli anni Sessanta in Inghilterra; erano le moto, spesso un poco arraffazzonate ma, di certo, molto originali e rumorose, di un movimento non esattamente amato a quei tempi, quello dei Rocker. Facevano bella mostra di sé davanti al 59 Club, ritrovo di motociclisti di una zona svantaggiata di Londra, l’East End, e all’Ace Cafe, uno dei primi pub di Londra aperti 24 ore al giorno, ritrovo di rocker e appassionati di due ruote, sin dal dopoguerra. Anche in Francia, erano gli anni Settanta, le Café Racer divennero le moto dei “piloti da bar”, una sorta di etichetta che venne appiccicata in fronte a rumorosi ragazzotti, quasi sempre della periferia, sempre in sella alle loro rumorose compagne a due ruote. Oggi, nella nicchia delle Café Racer, vi è spesso la necessità di riesumare e riaccendere, non prima di qualche opportuna modifica, la moto di papà rimasta per lustri sepolta dalle scartoffie in una cantina; ma vi è allo stesso modo il desiderio da parte di altri, di creare o farsi realizzare su commissione, vere e proprie opere d’arte su due ruote. Sono i due lati di una stessa medaglia, sono “oggetti di confine” tra l’impossibilità di comprare una moto nuova, tra il desiderio di personalizzare con le proprie mani e rendere unica la propria moto, e l’altrettanto sacrosanto snobismo di chi sia disposto a sborsare anche ingenti cifre per distinguersi da tutti gli altri e da tutto il resto. Tra queste due diversissime filosofie e tipologie di clientela delle Café Racer di oggi, è fiorito ed è tuttora in pieno boom, una vero e proprio nuovo mercato delle due ruote… Siamo tutti diventati un po’ customizzatori, “piloti da bar” o, forse, in qualche modo lo siamo sempre stati, almeno nell’anima… In questo “Special Just” vi presentiamo pezzi unici creati da customizzatori-artisti di casa nostra… A voi, ora, giudicare quale sia la regina delle Café Racer di JUST!

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Tag Factory “Resteranno solo i migliori…!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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zio Righetti, titolare di TAG Factory e punto di riferimento nella creazione di special targate BMW, è il primo protagonista dello speciale della prima edizione autunnale di JUST. Da tempo impegnato in questo settore, Ezio è infatti stato fra i primi, anni fa, a realizzare pezzi unici di motociclette basate su modelli BMW di qualche generazione fa. Creativo, metodico, perfezionista e iper professionale, Ezio ha creato alcune delle special su base BMW più affascinanti oggi in circolazione sulle nostre strade. Due di queste gli sono state commissionate dall’amico Antonio Locatelli, patron di Airoh Caschi, grande appassionato di due ruote e più in generale

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di motori, al quale abbiamo chiesto di raccontarci i suoi due gioielli targati TAG Factory. Innanzitutto, perché hai scelto TAG Factory per le tue special? Semplice, perché Ezio Righetti, oltre che un amico, è il numero uno… È senza dubbio dotato di una grande creatività, elemento che di per se stesso potrebbe anche non bastare; Ezio invece ha la straordinaria capacità di dare forma e sostanza a ciò che la sua mente immagina. Il risultato, in una nicchia fatta di special che sembrano somigliarsi tutte un po’, le creazioni di Tag Factory sono uniche in ogni loro dettaglio che Ezio idea, disegna, produce e assembla ad hoc… E perché hai deciso di avvicinarti a questi prodotti di nicchia? Beh, per rispondere a questa tua domanda devo chiamare in causa ragioni del cuore e anche i miei interessi imprenditoriali… Il fatto che le Cafè Racer vivano un boom senza precedenti, tanto da diventare spesso veri e propri oggetti di culto, la dice lunga sul bisogno – da parte di addetti ai lavori e ancor prima di appassionati di ogni età – di novità che mixino al meglio stile e sapore retrò, con più moderni concetti di affidabilità e piacere di guida di oggi… Per ragioni di età e di passione senza tempo per le due ruote, questo “nuovo mondo” delle due ruote mi appartiene, fa in qualche modo parte di me… Fa correre la mia mente al mio mitico Fantic 50 che, solo quattordicenne e grazie all’opera di convincimento di un’amica di mio padre, riuscii a far elaborare; ottenni le diecimila lire necessarie a montare un carburatore da 19 e lo impiegai nella mia prima gara amatoriale a Rota Imagna… Poco importa se si ruppe quasi subito, visto che riuscii a terminare la gara in sella alla moto di un amico… Era il 1972, la mia grande passione per le due ruote era appena esplosa e non smisi mai di alimentarla. E oggi? Oggi il mondo delle Cafè Racer, oltre a una grande passione, rappresenta per me e per la mia azienda un’opportunità; non stupisce, infatti, che di pari passo con la crescita di questa nicchia di “nostalgiche due ruote” sia presto fiorito un mercato di produzione di caschi in stile marcatamente vintage. In che modo Airoh prenderà parte a questa stimolante “partita”? La risposta di Airoh si chiama RIOT e rappresenta

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l’optimum in fatto di stile e design – giustamente retrò – ma senza alcuna rinuncia in fatto di tecnologia, ricerca dei materiali e sicurezza. Descrivici in breve le tue due belve… Nonostante il risultato estetico sia molto diverso, entrambe le special realizzate ad hoc per me da TAG Factory hanno per base una BMW R100RS. “THE ONE”, per intenderci la numero 928, è una vera e propria belva, una piccola Moto GP come amo definirla io, capace com’è di prestazioni di assoluto rilievo. La “JUST Black”, attualmente “sotto i ferri” e in via di realizzazione, sarà invece una vera e propria opera d’arte, emozionante, unica, diversa da tutte le altre da qualsiasi angolazione la si osseverà; si tratta di una moto che Ezio sta sviluppando, passo passo, realmente a mia misura e dopo attenti studi di diversi parametri… E di certo non sarà lenta! Antonio, un’ultima domanda… Quanto durerà questo fenomeno delle Cafè Racer? A mio parere è molto più di una moda, di una tendenza passeggera; penso che questo mondo crescerà ancora, raggiungerà il suo picco per poi gradualmente evolversi… ciò di cui sono però certo, è che resteranno solo i migliori!

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BMW R100RS by KNK Factory “Spirito ribelle” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

Location courtesy of ROBI - Treviolo

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ontinua il nostro viaggio alla scoperta delle più affascinanti “special” Made in Bergamo; è ora la volta della splendida BMW R100RS realizzata da KNK Factory per Manuel Gherardi, trentatreenne di Mozzo, project manager di gasdotti e impianti onsite per Siad Spa, e grande appassionato di due ruote… Come e quando è nata la tua grande passione per le due ruote? È nata a 15 anni con l'elaborazione della Vespa 50 Special di mio padre e da lì è continuata in un vero e proprio crescendo; prima collezionando Vespe, Lambrette e Guzzi d'epoca fino ad arrivare alla bellezza di circa una trentina di pezzi, uno più bello dell’altro… Poi partecipando a tutti i raduni possibili e immaginabili, quindi trascorrendo la maggior parte delle domeniche e del mio tempo libero alle più disparate mostre di scambio. Col tempo, però, anche questa per le più note vecchie glorie di casa nostra ha fi-

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nito per non essere più una passione di nicchia, andandosi semmai a trasforamare in una sorta di moda dominata dai soldi e da tanti che non sapevano nulla e nemmeno erano interessati alla meravigliosa storia di certi pezzi rari… Ecco perché tempo fa ho deciso a malincuore di abbandonare questa mia peraltro estremamente costosa passione, vendendo tutto. Ciò nonostante ti sei poi avvicinato a questo nuovo fenomeno che vede per protagoniste motociclette di ieri… Sì, ma è accaduto tutto per caso; proprio all’apice della mia sensazione di appagamento e, per certi versi di rifiuto per motori e due ruote varie, dal barbiere ho sfogliato per la prima volta la rivista Café Racer… Un lampo e di colpo è rinata in me una grande e tutta nuova voglia di toccare, modificare e rielaborare qualcosa…

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Stavolta, però, volevo una vera moto, nulla di moderno ma una motocicletta che avesse già una storia alle spalle e un suo fascino, forte, di partenza: mi sono innamorato così di lei, della mia BMW R100RS, ed è stata un attimo immaginarla diversa! Ora che, grazie all’intervento degli specialisti di KNK Factory, la tua special è relatà, cosa ti entusiasma di lei ogni volta che la guardi? Dire tutto penso che non sia un’esagerazione… Il suo total black con quel serbatoio blu petrolio invecchiato e tutti quei suoi particolari che balzano subito all'occhio rendendola una vera special… Da qualsiasi angolazione la si guardi, in ogni sua più minima sfaccettatura, ritrovo un sapiente mix di generi e stili tanto in voga in questo periodo e, in qualche modo, senza tempo: dalle café racer alle bobber, sfiorando il fascino tipicamente Harley, per arrivare fino al più fedele e spartano stile delle motociclette delle pattuglie tedesche della Seconda Guerra Mondiale. Ma la vera unicità della mia BMW by KNK Factory è un’altra: questa moto, infatti, immatricolata il 10 luglio del 1982… e io, proprio in quel giorno di 33 anni fa, nascevo… Come tutte le creature targate KNK Factory, anche questa non è solo un bell’oggetto da osservare… Come va su strada? La mia BMW è di un’efficacia sorprendente con una ripresa esagerata... Sulle prime potrebbe apparire addirittura quasi eccessiva ma, grazie a Dio, resta sempre incollata all'asfalto, oltre a regalarmi scariche di adrenalina a più non posso…!

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www.knkfactory.com Davvero degno di nota l’incredibile allungo in ogni marcia, ma soprattutto, il pieno e genuino senso di libertà che questa splendida moto sa donarmi unitamente poi a quel pazzesco rombo che fuoriesce dagli scarichi ancora imbevuti di benzina… che fanno trasudare quel pizzico di spirito ribelle che custodisco gelosamente dentro in me! Missione compiuta, dunque, dagli specialisti di KNK Factory… Assolutamente sì! Una vera officina di qualità, estrema attenzione alle richieste del cliente, finiture, trattamenti, viteria, verniciatura e ogni più nascosto dettaglio: KNK ha scelto il meglio del meglio, capacità da ingegneri esperti e ispirazioni da designer visionari!

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BMW K100RS by OMC “Una “medicina” molto special…” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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i sono uomini che sembrano nati su una motocicletta… Basta guardarli in sella a una delle loro compagne a due ruote per capire immediatamente la sintonia tra uomo e mezzo meccanico. È questa l’impressione che ho avuto conoscendo Franco Personeni che ci presenta la BMW per lui magistralmente realizzata dall’esperto Osvaldo Cavallotti, titolare dell’omonima officina di Ranica. Chi è innanzitutto Franco Personeni? Franco Personeni è un farmacista, figlio di farmacista e padre di farmacista, che gestisce l'attività nel centro di Clusone. La più radicata delle mie passioni è quella per le moto, la coltivo da sempre, sin da ragazzo. Una passione molto diffusa in Val Seriana… Esattamente; come ben sai questa è, infatti, la culla storica del fuoristrada e io, come tanti, ho cominciato proprio da qui la mia "carriera" di motociclista… Esordii in sella ai cinquantini da regolarità dei tempi - Gilerino, Ancillotti, Swm ecc. -

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illuso emulo delle imprese dei piloti veri delle Valli Bergamasche che ammiravo e seguivo sin da quando ero bambino. Altro che Playstation e videogiochi! Moto in panne da spingere, contadini incazzati cui sfuggire, genitori disgustati dalla mia passione per le moto e via di seguito. Però che libidine le mulattiere, i ciottolati, i boschi e quella musica che usciva dagli scarichi liberi dei tempi… Bei tempi! E la tua passione per le due ruote e per le café racer, oggi tanto in voga? Beh, per parlare del presente, è necessaria una parentesi “clinico-psichiatrica”... Il mio problema è che per me la moto migliore del mondo è quella su cui sono seduto nel momento in cui mi porgo il quesito; perciò non importa che si tratti di motociclette da strada, cross, trial, enduro, epoca: ciò che conta è che io sia seduto su un oggetto dotato di un motore e due ruote… Amen! Quanto alle “special” diciamo che, in realtà, me le sono

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sempre immaginate su base Guzzi Bombardone; quella sì che era una grande moto! Ma allora come ti sei innamorato di questa BMW? Il colpo di fulmine è saettato quando un mio amico mi ha proposto uno scambio con una mia Guzzi d'epoca; vista attraverso lo schermo di un cellulare – non mio visto che io non ho il cellulare – invaghirmi di questa splendida tedesca è stato un attimo… Di fatto non ho perciò alcun merito nella realizzazione di questa moto che ho però trovato sia stata realizzata con abilità davvero notevole, rara, oltre che con una certa sobrietà. Come ti trovi in sella? Durante gli scatti in movimento mi ha dato idea di essere insospettabilmente agile… È così? Premetto che motore e quote ciclistiche non siano state alterate, fatto che concorre in maniera decisiva a regalare alla mia BMW un’affidabilità a tutta prova, elemento non comune nell’ambito delle café racer di oggi. Ciò premesso, va detto che il generale e certosino lavoro di alleggerimento compiuto da Cavallotti, ha notevolmente migliorato l'agilità e il comportamento stradale di una moto, questa moto della serie “K” che, negli anni, non ha certo mai brillato per la sua maneggevolezza. Il lavoro di Cavallotti è stato dunque notevole in quanto a competenza, capacità e gusto; il risultato, del quale sono ogni giorno più entusiasta, è una moto bella, singolare e perfettamente fruibile nonostante quella sua posizione di guida che oserei definire "caratteristica"… E poi… guardatela!

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Tel. 035 514805 www.officinamotocavalotti.it 33

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Capitan Chrome “Capitan Chrome… simbolo di libertà” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

oteva forse mancare una Harley nel nostro reportage alla scoperta delle più affascinanti “special” di casa nostra? Capitan Crhome, l’oggetto meraviglioso che vi presentiamo in queste pagine, è però molto più di un estremo esercizio di stile… Si tratta, infatti, di un pezzo unico che, in ogni suo più nascosto dettaglio, racchiude un concetto particolare, un significato ben preciso… Tutti elementi, questi, che concorrono a regalare a questa eccezionale Harley Davidson un’anima, un senso in grado di andare decisamente oltre le due ruote in quanto tali. Partiamo dalla base meccanica di Capitan Chrome; si tratta di una H-D FL 46 la cui meccanica e cromatura sono state curate da Matteo Fustinoni per PDF Punto di fuga di Lallio -; cuore di questa “special” è un motore Shoveld Head

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del 1969 preparato e, anche il telaio, è stato opportunamente modificato. Si deve, poi, a Luca Braschi il certosino lavoro d’incisione manuale della Capitan Chrome durato ben dodici mesi e per il quale il “maestro incisore” ha peraltro utilizzato un antico strumento manuale, il bulino. Infine merita un cenno particolare la direzione artistica del tema scelto dal committente, affidata a EDY Gree, famosa artista scultrice di Taormina, premiata quest’anno a Venezia, che ha realizzato il disegno del Cuore. Dall’estremità posteriore fino all’anteriore Capitan Chrome è stato letteralmente tatuato a mano da Luca Braschi che, attraverso una complessa e delicata lavorazione a mano, vi ha impresso in maniera indelebile diversi messaggi che fanno riferimento alle diverse fasi della vita di ognuno di noi. Sul parafango posteriore è protagonista la donna rappresentata attraverso

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l’immagine di un angelo alato attraverso il quale si vuole far correre la mente al passato, ai nostri ricordi, a quella donna che ci rapì il cuore… La parte centrale della moto è invece dominata da un cuore con un teschio il cui messaggio richiama il presente, un presente da vivere fino all’ultimo respiro, pieno di scelte fatte col cuore e, per questa ragione, spesso piacevolmente irrazionali… L’anteriore rappresenta invece l’unica certezza della vita di ognuno di noi, la morte… Fa bella mostra di sé attraverso teschi messicani e la si può leggere in una frase di Jim Morrison che recita “sono nato senza volerlo… morirò senza saperlo… almeno fatemi vivere come voglio”… Questa spettacolare opera d’arte su due ruote, così come ostentato dal suo stesso nome, porta dunque con sé un potente messaggio di libertà; i richiami a questo concetto partono dal fatto che, non a caso,

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si tratti di un chopper, e continuano attraverso veri e propri tributi al Paese simbolo di libertà per antonomasia, come lo scudo copri bobina e il serbatoio. Una chicca finale, non a caso posizionata al centro della moto e che la dice lunga anche sulla concretezza e la contemporaneità del messaggio veicolato da Capitan Chrome, è costituita dal serbatoio dell’olio realizzato come una borsetta, a ricordare che il vero lusso è vivere il presente!

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Bruno Moto “Operazione nostalgia” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production • modella per un giorno Sofia Negri

ono sempre più rare le moto di serie in grado di regalare emozioni e coinvolgimento d’altri tempi. Una di queste è senza dubbio la Yamaha XJR 1300 che, fiera delle sue forme da “pin-up” su due ruote e di dettagli pressoché introvabili nei modelli della produzione più recente, contribuisce da anni a saziare il bisogno di sport classic Made in Japan di tanti appassionati un po’ nostalgici.

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E Yamaha, con l’edizione 2015 di questa sua mastodontica quattro cilindri, immette sul mercato un prodotto che sembra uscito dall’officina di un customizzatore di grido, sia che la si scelga nuda e cruda come quella fornita a JUST dalla concessionaria Bruno Moto, sia che si opti per la versione Racer, dotata di semi carena e di una posizione di guida più caricata. La XJR 1300 protagonista del nostro servizio, grazie anche alla sua livrea di

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colore nero lucido, ostenta ancor di più la gran quantità di metalli nobili di cui è fatta. Protagonista indiscusso rimane a pieno titolo il monumentale quattro cilindri da 98cv raffreddato rigorosamente ad aria e olio, copia-incollato pari pari da un’epoca nella quale serviva tanta coppia, prima ancora di una numerosa cavalleria, a regalare piacere a ogni apertura del gas. E proprio in questo, la Yamaha che oggi incarna al meglio l’idea di special rinata dal passato, offre il meglio di sé con un cambio volutamente a sole cinque marce e con una coppia di ben 108Nm a soli 6000 giri. Con questi numeri il peso di ben 240Kg in ordine di marcia non spaventa e il piacere di guida è lì a portata di mano, lungo qualsiasi tracciato, semplicemente dando un filo di gas. Ma la XJR 1300 2015 è innanzitutto un bellissimo oggetto, curato fin

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cafe racer 5 nei più minimi particolari, un sapiente mix tra il meglio dello stile a cavallo tra anni ’70 e ’80, e buona parte dei materiali e delle tecnologie più recenti. Bello ed efficace l’inedito faro da 180mm, splendida la strumentazione analogica con alcuni indicatori digitali, lo scarico stile bazooka, il codino ora più snello e il serbatorio realizzato ad hoc, meno capiente che in passato, ma molto molto più stiloso. Ulteriormente personalizzabile attingendo da una lista di accessori dedicata – mi sento di consigliare il bellissimo terminale Akrapovic che regala un sound da Moto GP d’altri tempi – due chicche meritano di essere raccontate. I due ammortizzatori posteriori a gas regolabili firmati Ohlins, e l’originale “padella” porta numero metallizzata che fa correre ancora una volta cuore e mente alle belve in sella alle quali trent’anni fa si davano battaglia campioni del calibro di Roberts, Lawson e Rainey… Tutto davvero molto bello!

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The Distinguished Gentleman’s Ride “Stile, eleganza… e un pizzico di sfortuna” testo e ph Astasia

cafe racer 6 a principessa avrebbe potuto finalmente trovare il suo cavaliere ma un chiodo ha boicottato il nostro tour costringendoci a consegnare la nostra fantastica Triumph a un concessionario che, fortunatamente, era presente al raduno. Antefatto: io e il mio pilota Umberto avevamo deciso di partecipare alla DGR (Distinguished Gentleman’s Ride) un movimento globale promotore di una raccolta fondi destinati alla ricerca contro il cancro alla prostata. Una malattia che in tutto il mondo colpisce silenziosamente un uomo ogni sette e causa la morte di 475.000 pazienti ogni anno. Quest’anno siamo alla quinta edizione della DGR che ha registrato l’adesione di 32.000 motociclisti in 410 città di 70 paesi. L’obiettivo è di raggiungere, attrverso le donazioni dei riders e del sostegno dello sponsor Triumph, la quota di 3 milioni di dollari da destinare, appunto, alla ricerca per questa malattia terribile. I partecipanti alle varie tappe, di qualsiasi città o continente, sono accomunati da eleganza, raffinatezza, cura dei dettagli e un gusto retrò ineccepibile. Ma ora torniamo a noi e al nostro chiodo… Eravamo a pochi metri da piazzale Arnaldo a Brescia, dove si stavano raggruppando i quasi cento partecipanti all’edizione bresciana di quello che è diventato, a prescindere dalla buona causa, il motoraduno più cool che ci sia, quando la ruota posteriore della nostra Boneville è andata completamente a terra. Il panico e lo sconforto ci hanno attraversato per qualche minuto, poi, lo spirito e la passione che animano la Gentleman’s Ride hanno superato il rammarico e ci hanno rimesso in pista. Tutti si sono adoperati per aiutarci a mettere in sicurezza la moto e per permetterci di partecipare comunque al giro, a bordo di un altro mezzo. Il gruppo organizzatore, gli “Sceriffi” di Desenzano, aveva pensato a tutto: ritrovo, foto di rito, percorso fino a un’enoteca per l’aperitivo, per poi chiudere l’evento con un pranzo in collina tra i vigneti del Franciacorta.

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Tutto è stato perfetto e curato in ogni dettaglio ed anche noi, archiviata la disavventura, ci siamo goduti la cavalcata. È stato bellissimo vedere tutti questi bikers agghindati di tutto punto; alla partenza i partecipanti potevano darsi ancora qualche ritocco grazie al barbiere, che aggiustava barba e baffi a chi necessitava di mettere a squadra la barba. In realtà erano già tutti perfetti… e bellissimi. Chi sfoderava una pipa, chi un cappello a cilindro, chi gilet damascati. Per non parlare degli accessori: scarpe e stivaletti dalle fogge più stilose e in voga negli anni ‘50 e ‘60. Immaginarsi come siano questi stessi uomini nella loro vita di tutti giorni mi ha fatto sorridere; chissà se si sono catapultati indietro nel tempo solo per un giorno o sono stilosi e maniaci del dettaglio anche nella quotidianità. Di certo si divertono da matti in questi panni, assumono pose e sguardi convincenti, si immedesimano nell’epoca anche nelle movenze e negli atteggiamenti, e diventano signori… in doppio petto. Volutamente non ho ancora parlato di loro, tirate a lustro come appena uscite dalla concessionaria, con le cromature lucidate a specchio, cerchioni compresi: le moto. Una sfilata da fare invidia a fiere blasonate o raduni storici che vantano decine e decine di edizioni. Qui alla DGR anche le moto, soprattutto le moto, sono di classe. Basta dare un’occhiata alle immagini per rendersi conto della fortuna che abbiamo avuto a esserci. Ogni mezzo, preso singolarmente, era degno di un intero servizio fotografico. Anche loro hanno potuto vantare dettagli di stile che, solo un appassionato e cultore del “bello”, può regalare alla sua moto. Non c’è che dire, questo giro la principessa si è proprio lustrata gli occhi…!

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Tag Factory “310 volte... unica!” di Giovanni Volpe • ph Luca Facheris

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o sapevate che dallo scorso 24 giugno esiste anche una versione a due ruote di JUST? Sì, sì… avete letto bene! Si tratta della splendida “JUST 310”, uno dei gioielli realizzati dal re dei customizzatori BMW di casa nostra, e fondatore di TAG Factory, Ezio Righetti. Questa Special è stata realizzata su misura per Stefano De Martino, noto ballerino e personaggio TV, che ha espressamente richiesto fosse inserito il 310, numero le cui cifre richiamano il 3 ottobre, sua data di nascita. Durante l’evento di consegna tenutosi alla TAG Factory di Curno, in tanti hanno ammirato questa originalissima Café Racer che Righetti ha sviluppato partendo da una BMW R80/7. Protagonista della se-

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rata è stata anche la bergamasca Airoh Caschi; Stefano De Martino ha, infatti, ricevuto dalle mani del patron di Airoh, Antonio Locatelli, un pezzo unico del RIOT, il nuovo casco che l’azienda ha creato appositamente per questo genere di stilose motociclette. Immancabile, anche sulla calotta di questo pezzo unico Airoh, il numero 310. Nelle settimane successive alla consegna a De Martino della sua fiammante “JUST 310” sono stati numerosi i settimanali di costume che lo hanno ritratto in sella alla sua speciale BMW. Una bella soddisfazione per Ezio Righetti al quale, anche il web, ancora una volta non ha mancato di manifestare grande apprezzamento per l’ottimo lavoro svolto.

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Iperauto Bergamo “Nissan, a Bergamo, ha una nuova ‘casa’” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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i tratta di Iperauto Bergamo Spa che, con la recente acquisizione dell’importante marchio giapponese, ha senza dubbio effettuato un’operazione strategicamente molto importante oltre che perfettamente in linea con la filosofia aziendale. Nissan, tra i vari marchi nipponici commercializzati nel nostro Paese, ha infatti particolarmente a cuore il concetto di qualità globale del prodotto e, non di meno, la piena soddisfazione della propria clientela. Prerogative, queste, che sono da sempre veri e propri cavalli di battaglia di Iperauto Bergamo che, grazie al marchio Nissan - i cui prodotti sono ben noti quanto a qualità e affidabilità - allarga ulteriormente i propri orizzonti; lo fa puntando su un marchio leader nel settore dei crossover e molto forte ascesa anche nel settore dei veicoli commerciali. Il nuovo salone Nissan, approntato in tempi record nella sede storica di Iperauto Bergamo di via Borgo Palazzo, vanta un design ipertecnologico dettato dai più recenti canoni stilistici della maison nipponica; i vertici del marchio giapponese vogliono, infatti, trasmettere anche attraverso il salone di una concessionaria il concetto di “alta tecnologia accessibile” che, la clientela, tocca con mano guidando ogni giorno le vetture Nissan. Lo staff di Iperauto Bergamo Nissan, tra vendita, accettazione e magazzino, può già contare su ben sei unità, tutte altamente preparate; l’ambiente lavorativo, come anticipato, è tecnologicamente molto avanzato, giovane e già pronto a supportare al meglio – già a partire dal prossimo anno – un’inedita filosofia e modalità di vendita dei prodotti Nissan, che avverrà in maniera molto diversa rispetto al passato. Basta uffici, dunque, e barriere in qualche modo in grado di far perdere la giusta attenzione da parte del cliente per il prodotto, la Nissan desiderata; già oggi, all’interno di questa nuova concessionaria, gli uffici tradizionali hanno fatto spazio a due moderne postazioni interattive dalle quali, presto, i venditori di Iperauto Bergamo, impiegando moderni tablet, prepareranno preventivi che poi invieranno via mail ai potenziali clienti; il tutto potrà dunque essere visualizzato ovunque, in tempo reale. Un’importante evoluzione dei processi di vendita e della figura dei venditori stessi, che vede ancora una volta Iperauto Bergamo all’avanguardia, pur senza scordare le buone vecchie abitudini del Gruppo; su tutte, la

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presenza dell’intera gamma Nissan a disposizione per una prova su strada e, ancora, l’assistenza completa dedicata a tutti i prodotti Nissan, anche a quelli più tecnologici e di nicchia. Mi riferisco alle vetture Nismo – in salone è già possibile toccare con mano una delle vetture del reparto sportivo di Nissan, l’originalissima e performante JUKE – e alla regina delle sportive di Casa, la GTR. Anche “Godzilla” – così è soprannominata la GTR dai sui numerosissimi estimatori nel mondo – avrà uno spazio tutto dedicato; Nissan Iperauto Bergamo, appena nata, è infatti già diventata uno dei pochissimi centri specializzati GTR del nostro Paese. Non mi rimane che invitarvi tutti all’inaugurazione di Iperauto Bergamo Nissan che avrà luogo il prossimo venerdì 6 novembre. JUST ci sarà… Vi aspettiamo!

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Nissan X-Trail “La sorella maggiore... è tornata” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

ora giunto il momento di effettuare la prima prova su strada della prima vettura “targata” Nissan Iperauto Bergamo. Si tratta della nuova X-Trail, sorella maggiore della Qashqai della quale riprende, se pur in taglia extralarge, molti tratti del design.

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Ebbene sì, gli spigoli, per anni principale elemento distintivo del design delle passate generazioni della X-Trail, sono del tutto spariti lasciando spazio a una linea moderna, filante e senza dubbio più in linea con i più recenti stilemi della Casa giapponese. In questo test su strada ho guidato una X-Trail dci a trazione integrale in allestimento Tekna, il più completo, equipaggiata con la trasmissione automatica a variazione continua X-Tronic. Per comprendere la reale distanza a livello di gamma e dimensioni tra il best seller Qashqai e la nuova Nissan X-Trail, basta accomodarsi al posto di guida; nonostante le forme regalino un abitacolo avvolgente, oltre che molto moderno, ci si rende immediatamente conto di quanto spazio offra la vettura. Uno spazio regolabile millimetricamente anche per gli occupanti del divano posteriore alle spalle del quale si celano, inoltre, due ulteriori sedili che, in configurazione 5 posti, scompaiono del tutto nel pianale posteriore, lasciando spazio a un bagagliaio da ben 550 litri.

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L’allestimento Tekna prevede una dotazione d’accessori tecnici, d’infotainment e dedicati al comfort, davvero ricca e godibile; il sistema di navigazione e l’impianto audio, oltre a essere gestibili in maniera decisamente intuitiva, offrono un’esperienza di bordo molto appagante. Anche i sedili, rivestiti in pelle di qualità, sono molto comodi, ampiamente regolabili e scaldano doverosamente un ambiente spiccatamente hi-tech. Altra tecnologia che, una volta alla guida, ho potuto toccare con mano vista la presenza di sistemi di sicurezza attiva molto moderni ed efficaci; tra tutti il monitoraggio dell’angolo cieco, il sistema “anti distrazione” che vigila su eventuali pericolosi cambi di corsia, e un sistema che vigila elettronicamente su aderenza e frenata, in discesa. La guida di questa vettura è molto rilassante e gradevole per via del piccolo propulsore turbodiesel dCi di soli 1,6 litri in grado di erogare 130cv di potenza e, soprattutto, 320Nm di coppia a 1750 giri, regime sopra il quale la X-Trail mostra anche una certa brillantezza. La frenata è sempre molto modulabile e non manca di potenza, mentre lo sterzo, che non ha velleità sportive, guadagna molto in termini di feeling grazie ai grandi cerchi da 19” che equipaggiano l’esemplare della nostra prova. Durante il test ho volutamente tenuto d’occhio i consumi della X-Trail, soprattutto alla luce del fatto di averla un po’ spremuta su tracciati tortuosi e ricchi di salite impegnative; il risultato sono percorrenze medie che non sono mai scese al di sotto dei 17,5Km/l; davvero un grande risultato che basta a spiegare bontà e modernità del progetto X-Trail.

www.iperautobg.it

Propulsore turbodiesel dCi di soli 1,6 litri in grado di erogare 130cv di potenza e, soprattutto, 320Nm di coppia a 1750 giri, regime sopra il quale la X-Trail mostra anche una certa brillantezza.

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Men Giacomo Agostini

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Laura Bertulessi

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Giacomo Agostini

“Vincente... anche in TV!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

omenica 27 settembre abbiamo provato a cambiare le carte in gioco… La MotoGP vive un momento decisivo della stagione 2015, si corre il Gran Premio di Aragon… Protagonista d’eccellenza, come avviene sin dalla prima edizione di JUST, è ancora lui, il campione dei campioni delle due ruote, il nostro Giacomo Agostini. Questa volta, però, siamo noi a parlare di lui che, in questo primo anno di JUST ha contribuito alla grande alla crescita della nostra testata. Per noi ha raccontato i suoi esordi in sella a una moto, ha aperto le porte di casa sua per descriverci e farci toccare con mano la splendida MV in sella alla quale si laureò per la prima volta campione del mondo, e ha persino testato su strada la F3 800 AGO, ipertecnologico bolide MV a lui dedicato. Questa volta, ospiti degli spettacolari studi milanesi di SKY, lo abbiamo seguito passo passo in una giornata tipo durante la quale lui, numero uno fra i campioni, racconta le gesta dei campioni di oggi. Lo fa in diretta durante “Studio MotoGP”, la trasmissione condotta da Davide Camicioli che ha come collega e commentatore d’eccezione anche Marco Lucchinelli,

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campione del mondo in Classe 500 nel 1982. Il format, in onda su SKY e Cielo, è basato sull’analisi pre e post gara dei vari gran premi; pane per i denti di due campioni come Agostini e Lucchinelli che, spesso in maniera colorita e appassionata, hanno molto da dire sulla tiratissima sfida di quest’anno tra Valentino Rossi e Lorenzo. A proposito… ad Aragon, Spagna, ha dominato e vinto Lorenzo; secondo si è classificato, al termine di un duello mozzafiato con Valentino Rossi, un inaspettatamente battagliero Pedrosa, mentre Marquez, che si trovava già alle calcagna di Lorenzo, è caduto nei primissimi giri…

Il format, in onda su SKY e Cielo, è basato sull’analisi pre e post gara dei vari gran premi; pane per i denti di due campioni come Agostini e Lucchinelli...

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Battista Bellini

“Sognare in “Riva” al Lago d’Iseo” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

La nostra azienda, nel corso degli anni, ha via via consolidato, ben oltre i nostri confini nazionali, il proprio status di eccellenza per quanto riguarda il restauro completo e il rimessaggio.

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a poco terminata la 55a edizione del Salone Nautico di Genova, ho incontrato Battista Bellini - titolare, col padre Romano, degli omonimi Cantieri di Iseo - al quale ho chiesto di fare il punto della situazione del settore nautico, e una sorta di consuntivo di questo 2015 che volge ormai al termine. Innanzitutto, come le è sembrata la recente edizione del Salone Nautico di Genova? Meteo a parte – il tempo è stato davvero infausto – devo dire che si è trattato dell’edizione meglio riuscita degli ultimi anni. Per la prima volta da qualche anno a questa parte, infatti, il settore nautico sta lentamente iniziando a riprendersi e, se pur senza trionfalismi, questi segnali positivi hanno trovato ideale eco anche in questa importante kermesse, così come abbiamo potuto riscontrare dall’apprezzatissimo stand Cranchi che ci ospitava, in quanto concessionari ufficiali di questo prestigioso marchio. E che anno è stato per l’azienda di famiglia? La nostra attività si divide tra quella di concessionaria ufficiale Cranchi e quella di Riva d’epoca; si tratta sempre di nautica, è vero, ma le due società che fanno capo alla mia famiglia prevedono attività e percorsi sensibilmente diversi tra loro. Per quanto riguarda il marchio Cranchi, devo dire che questo 2015 è stato un anno molto positivo; a quasi vent’anni dall’inizio della nostra attività di concessionaria ufficiale, quest’anno i volumi delle vendite sono tornati a crescere sensibilmente, il che è senza dubbio un dato non di poco conto visto che la gamma Cranchi ha prezzi compresi tra i 60mila euro dell’entry-level e i circa due milioni di euro del top di gamma, e tenuto conto del fatto che i nostri principali clienti sono imprenditori della zona. E con Riva d’epoca com’è andata? Il marchio Riva, da sempre tra i più prestigiosi in assoluto al mondo, occupa una nicchia di mercato i cui prodotti, anche per via del loro limitato numero, non smettono di crescere di valore. La nostra azienda, nel corso degli anni, ha via via consolidato, ben oltre i nostri confini nazionali, il proprio status di eccellenza per quanto riguarda il restauro completo e il rimessaggio; mai come negli ultimi due anni, è stata la sempre più numerosa clientela straniera di Bellini Nautica a premiarci e a stimolare in noi il desiderio di potenziare e creare nuovi servizi sempre legati alle straordinarie imbarcazioni Riva. A quali attività si riferisce? Mi riferisco alla commercializzazione di questi preziosi oggetti che, spesso, parte dall’acquisto da parte nostra di un esemplare in precarie condizioni e che ripristiniamo fino a riportarlo agli antichi splendori, fino a quando, cioè, sarà pronto per essere rivenduto. Abbiamo inoltre deciso di mettere a disposizione degli appassionati e addetti ai lavori, la nostra grande passione e la nostra filosofia nell’approccio al mondo Riva, nonché le nostre competenze, di fatto aprendo e facendo toccare con mano la meraviglia senza tempo di questo marchio. In che modo? Da anni svolgiamo l’attività di noleggio con conducente di un Riva Aquarama di nostra

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SHOWROOM&SERVICE B&C RESTAURO COLLECTION FACTORY proprietà che, sempre più spesso, ci viene richiesto anche per girare spot e campagne pubblicitarie. Inoltre abbiamo ormai praticamente ultimato l’allestimento del nostro prestigioso museo Riva che, a partire dalla prossima primavera 2016, sarà visitabile su appuntamento; si tratterà di un tour mozzafiato durante il quale si verrà accompagnati alla scoperta della più completa collezione di Riva del mondo.

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Laura Bertulessi

“Benvenuti nel mio regno” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

ulle prime, dovendo decidere in quale sezione di JUST inserire la prima tappa del nostro viaggio alla scoperta di Italtrans, confesso di aver avuto qualche istante d’indecisione. Questa grande azienda bergamasca, leader a livello nazionale nel settore dei trasporti e dei sistemi logistici avrebbe, infatti, avuto naturale collocazione fra i nostri “motors” ma, per l’esordio, volevo trovare una chiave di lettura che andasse un poco oltre. Ecco perché ho deciso di partire dall’amministratore delegato e anima femminile di Italtrans, Laura Bertulessi, ideatrice della prestigiosa sede di Calcinate che vi presentiamo in queste pagine. Signora Bertulessi, che effetto le fa essere la protagonista di un’intervista pubblicata all’interno di una rivista, JUST, che ha per tema dominante, i motori? “Direttore, mi trovo assolutamente a mio agio… Deve sapere che, non solo da ragazza ero una vera motociclista, ma anche che sono da sempre una grande appassionata di motori, soprattutto di automobili; amo la velocità, l’adrenalina che solo auto molto performanti sanno donare a piene mani, e amo anche l’avventura tanto che, in più occasioni, ho seguito mio marito fra le dune – lui è un “dakariano” doc che ha più volte attraversato il deserto alla guida di mastodontici camion doppia trazione – alla guida di fuoristrada opportunamente attrezzati”. Negli anni ho visitato diverse aziende di trasporti e logistica, anche molto moderne, ma questa nuova sede di Italtrans è davvero splendida; com’è nato un concept tanto all’avanguardia? “In quello che è, di fatto, il quartier generale di Italtrans, c’è molto di me, del mio gusto, della mia passione per il design; ma c’è anche il concretizzarsi del concetto di “qualità della vita lavorativa” al quale io e la mia famiglia attribuiamo davvero una grande importanza”. Cosa intende? “Intendo dire che questa sede di Italtrans, pienamente operativa dalla fine del 2014, non rappresenta “solo” un esempio di design particolarmente riuscito. L’ho immaginata in modo tale che ogni più nascosto dettaglio potesse avere una propria effettiva funzionalità e fruibilità. In questa grande opera che ho via via immaginato e creato dentro di me, dando sfogo a tutta la mia grande passione

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per la progettazione e per il design, ogni mia idea è stata passo passo magistralmente messa in bella copia dall’architetto Piera Zecchinato con la quale, nel corso delle varie fasi dello sviluppo e della realizzazione di questo importante progetto, ho raggiunto un rapporto di ideale simbiosi”. Penso di poter dire che il risultato di questa collaborazione sia davvero notevole… “Notevole e non casuale in virtù del fatto che ogni cosa è stata ideata, dunque realizzata, seguendo una logica in tutto e per tutto funzionale sia alla filiera completa del lavoro di Italtrans, che a ogni dipendente e al suo ruolo operativo in azienda”. Uno staff che immagino sia molto numeroso… “Esatto; tenga presente che, solo negli uffici presenti in questa sede, lavorano circa cento persone, mentre Italtrans, comprendendo l’indotto proveniente da aziende collegate, raggiunge la bellezza di oltre 1500 dipendenti, davvero una grande responsabilità”. Ci descriva e racconti la sua creazione… “Come avrà notato, un po’ovunque all’interno degli spazi della nostra azienda, è l’alternanza tra bianco e nero a dominare; tinte classiche, neutre, che ritroviamo in ogni parte della struttura così come negli arredi. Tinte che rispecchiano al meglio la mia passione e il mio concetto di eleganza classica, senza troppi fronzoli, resistente alle mode e alle tendenze passeggere. Poi c’è “il mio regno”, l’ufficio in cui ci troviamo e nel quale trascorro buona parte della mia quotidianità…”.

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Uno spazio che somiglia di più alla dependance di un immobile di design… “Per me è importante che io possa sentirmi a casa all’interno di questo spazio; ecco perché ho ricreato un ambiente funzionale e confortevole, ideale per lavorarvi ma anche per poter staccare, mangiare un boccone, stare all’aria aperta senza dover uscire dall’azienda. L’angolo verde che vede e che ho creato trasformando uno spazio di collegamento tra uffici e magazzino, serve proprio a questo”. Nel salutarla, le chiedo un cenno finale a tematiche quali ecologia e ambiente che, proprio un’azienda di trasporti leader come Italtrans, tiene in estrema considerazione… “Abbiamo realmente a cuore queste tematiche; come avrà notato, non abbiamo lesinato quanto a verde aziendale; questa sede di Italtrans, oltre a un avanzatissimo sistema domotico, sfrutta l’energia prodotta da un potente impianto fotovoltaico che abbiamo installato… E, visto che JUST è pur sempre una rivista di motori, in attesa di accompagnarla alla scoperta della nostra modernissima area interna di manutenzione, concludo con un dato su tutti: le centinaia di mezzi pesanti che coprono quotidianamente da nord a sud l’intera penisola, servendo marchi del calibro di Coca Cola, Barilla, Esselunga, Auchan, Conad, Ferrero, Heniken, Zanetti, Lindt, Decathlon e tanti altri ancora, sono tutti Euro5 ed Euro6!”.

www.italtrans.com

Ho ricreato un ambiente funzionale e confortevole, ideale per lavorarvi ma anche per poter staccare, mangiare un boccone, stare all’aria aperta senza dover uscire dall’azienda.

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Men Michele Maggioni e Chiara Isner Matera “Sono diventati... grandi!” di autofocusBG • ph Marco Pesenti - Atomika Production e autofocusBG ai fatto REC? Ok andiamo! – Di solito le nostre interviste iniziano così, ma questa volta siamo dall’altra parte dell’obiettivo, quindi sarà più difficile del solito. Tutto iniziò nel bel mezzo di un kartodromo, quando per scherzo chiesi la Reflex in prestito a Chiara per provare a fotografare dei supermotard. Ecco, fu amore a prima vista e senza che neanche ce ne accorgessimo stava nascendo autofocusBG. Abbiamo via via iniziato a scoprire il mondo lavorativo in campo editoriale cercando di fare esperienza nei campi che più ci interessavano, come il motorsport. Poi la svolta: ero in università e mi squilla il telefono. Era Chiara che mi diceva che un certo “Luca Bald… non so che della Ferrari” ci voleva a Imola per una prova. Io le chiedo conferme sul nome perché mi sembrava familiare e, infatti, si trattava di Baldisserri, ex ingegnere di Schu-

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macher negli anni d’oro, e adesso a capo del progetto giovani di Maranello. In quel weekend non dormimmo praticamente mai tanto eravamo presi a lavorare ai nostri video ma, fortunatamente, la prova andò bene e da allora non ci siamo più fermati. I nostri clienti sono, per la maggior parte, “ad alta velocità”. Negli ultimi anni abbiamo seguito il campionato Europeo di Formula3 e il neonato Formula4 per PremaPower Team, squadra scelta da Ferrari per lanciare i suoi giovani piloti nel mondo delle corse. Quest’anno abbiamo dovuto aggiungere al nostro calendario anche l’innovativo campionato di FormulaE dove ricoprivamo il ruolo di digital crew ufficiale dell’organizzazione, grazie alla chiamata di Luca Colajanni, conosciuto quando era a capo della comunicazione della Scuderia Ferrari. Tutto questo ci ha portato in giro per il mondo, dalle piste ricche di storia, come Spa, a quelle più innovative come Abu Dhabi, passando per circuiti cittadini come quello a Mosca, situato proprio

Tutto iniziò nel bel mezzo di un kartodromo, quando per scherzo chiesi la Reflex in prestito a Chiara per provare a fotografare dei supermotard.

alle spalle della Piazza Rossa. La parte più emozionante per noi è sicuramente lavorare con i giovanissimi talenti che, probabilmente, saranno i campioni di domani. È un po’ come vedere un film in anteprima, con qualche anno di anticipo. Ad esempio, all’inizio del 2014 eravamo stati incaricati di seguire il campionato invernale Florida Winter Series - organizzato da Ferrari - e di gestire la comunicazione a stretto contatto con Maranello; ogni giorno foto, video e interviste tra vari circuiti della Florida. Tra gli undici piloti presenti c’erano Max Verstappen, (alla sua prima gara su monoposto) ora astro nascente della Formula 1 che corre con la Scuderia Toro Rosso, Raffaele Marciello, terzo pilota Sauber e Lance Stroll (tra qualche anno ne sentirete parlare). Germania, Belgio, Inghilterra, Florida, California, Emirati Arabi, Russia: tanti pensano che un mestiere come il nostro sia “un’eterna vacanza”. In realtà in trasferta i ritmi sono frenetici, gli spostamenti lunghi e con molta attrezzatura. Appena arrivati, subito al lavoro, senza orari, perché nel motorsport la sfida contro il tempo non riguarda solo i piloti.

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che nostro mentoreb ben prima che nascesse autofocusBG, a dare vita a questa rivista. Oggi ci occupiamo di digital imaging a 360°: video, fotografia, grafica e social networking. La collaborazione con aziende come Ferrari ci ha spinti a fare costantemente ricerca su ciò che accade nel mondo della comunicazione digitale - quali sono le ultime tendenze,

Lavorando in questo mondo, ci siamo resi conto che, in controtendenza rispetto ad altri settori, essere giovani può essere un vantaggio. Nelle piccole realtà spesso capita di sentirsi dire “siete giovani quindi il vostro lavoro vale meno”. Del tutto diverso l’atteggiamento delle grandi aziende e, soprattutto, di grandi persone come Baldisserri, Colajanni, la

ore di Le Mans, e riuscire a filmare Valentino Rossi che si allena al Ranch. “Com’è andata?” – “Non male ma ai follower l’ardua sentenza”. Ecco così si chiudono le nostre interviste.

in quale direzione si muove l’innovazione - ma soprattutto ci ha abituati ad arrivare al momento del “ciak” solo dopo aver investito gran parte del nostro tempo in preparazione e ricerca. Non ci piace sognare di “fare delle cose”, piuttosto ci divertiamo a realizzare dei servizi che ci fanno sognare. E in cima alla lista di quelli che ci farebbero sognare, attualmente ci sono la 24

dirigenza di PremaPowerTeam. Probabilmente abituati a lavorare con giovani promettenti, sanno valutare il lavoro di ognuno senza preconcetti. La passione per il motorsport è stata la componente essenziale, la scintilla che ha dato il via a tutto e che non è mai mancata; la stessa passione che siamo certi abbia spinto il direttore di JUST, anch’egli grande appassionato oltre

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“La strada giusta: Mercedes-Benz E250 CDI 4Matic” di Maurizio Secomandi • ph Marco Pesenti - Atomika Production

'inverno è alle porte e, come sempre, ho il piacere di proporvi la vettura ideale al volante della quale affrontare la stagione in arrivo. Per questa edizione pre invernale di JUST ho pensato di presentarvi una berlina di gran classe che potrete toccare con mano da Cars&Luxury; si tratta di una bellissima Mercedes E250 CDI 4Matic che, come indicato da questa sigla, è dotata anche di trazione integrale. Non c’è bisogno che sia io a ricordarvi che il marchio Mercedes è, da sempre, sinonimo di eleganza, qualità e affidabilità; tutte caratteristiche che ritroverete in tutto e per tutto in questa recente E250 CDI, e che si presenta, come traspare da queste immagini, in condizioni di carrozzeria veramente pari al nuovo. Una volta a bordo e accesa la vettura, non si può che rimanere stupiti dallo straordinario livello di insonorizzazione offerto da quest’auto che isola quasi completamente gli occupanti da quanto avviene fuori; si entra, infatti, in un ambiente ovattato, elagante e raffinato che immediatamente ci mette a nostro agio. I comandi, semplici e intuitivi, comprendono tutto

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ciò che l'attuale tecnologia offra, dal navigatore cartografico all'impianto vivavoce Bluetooth, e ancora il cruise control, i sedili a regolazione elettrica e molto altro ancora. In questa Mercedes “Classe E”, sicurezza attiva e passiva sono garantite dai 12 Airbag presenti, dai fari bi-xeno e persino dall’utilissimo rilevatore di stanchezza del guidatore, un ausilio alla guida che si attiva automaticamete “consigliandovi”, se necessario, una pausa dalla guida. La trazione 4Matic di Mercedes, vi consente poi di viaggiare in tutta sicurezza a prescindere dalle condizioni del manto stradale, asciutto, bagnato o innevato che sia; con la E250 CDI 4Matic non saranno importanti le previsioni meteo. L'auto, come di consueto avviene per le vetture di Cars&Luxury, verrà venduta dopo una scrupolosa verifica strutturale e meccanica, e vi sarà consegnata con dodici mesi di garanzia. A tal proposito penso sia importante spendere due parole perché reputo sia prioritario, qualora si decidesse di acquistare una vettura di seconda mano, scegliere e poter contare su un interlocutore serio, un professionista che, a prescindere dalla percorrenza chilometrica, sia in grado di consigliarvi e, soprattutto di garantirvi, che state facendo la scelta giusta, che l'auto proposta avrà di certo ancora un lunga e serena vita fra le mani del nuovo acquirente, e che quando deciderete di sostituirla, sarete sempre i benvenuti. Vi aspetto da Cars&Luxury, a Bergamo in via Zanica. A presto e... Good Luck!

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La trazione 4Matic di Mercedes, vi consente di viaggiare in tutta sicurezza a prescindere dalle condizioni del manto stradale.

www.carsluxury.it

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Motors Regine di ieri

What’s new? Bonaldi Motori

Bruno Moto

Supercar Audi Bonaldi Motori

Rota Group

Autoscuola Drago

Brutte & Cattive

Provate dal direttore Auto Rota

Rinaldi Gomme 2012

SUV Attack Lodauto

Provate dal direttore Radaelli

Donne e Motori

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Regine di ieri “Maneggiare con cura…” di Chicco Reggiani • ph Marco Pesenti - Atomika Production

asta sedersi al volante di questa Porsche 911 Turbo del 1991, recentemente venduta a un fortunato appassionato bergamasco dal Centro Porsche Bergamo, per ritrovarsi magicamente proiettati in un’epoca motoristica recente ma che oggi pare distante anni luce. Un periodo, i primi anni ’90, durante il quale tecnologia ed elettronica iniziavano a farsi prepotentemente largo al fine di rendere più sicure e, senza dubbio più “addomesticate” e fruibili a un pubblico più ampio, vetture sportive, adrenaliniche, non sempre facili. Questa Turbo, contraddistinta dalla sigla di progetto “964”, è stata l’ultima a sfoggiare un design, esterno e interno, strettamente legato alle prime 911. E anche l’ultima priva di particolari sistemi elettronici alla guida, fatto salvo l’antibloccaggio dei freni con tarature che davano ancora grande spazio alla sensibilità del pilota; nell’angusto vano motore posteriore trova faticosamente spazio la versione sovralimentata, e opportunamente raffreddata, del sei cilindri da 3,3 litri che aveva equipaggiato la precedente serie “930”. I numeri di questa affascinante Turbo non lasciano dubbi: sono al volante di

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una vera belva, 320cv a 5750giri e soprattutto un valore di coppia di ben 450Nm a 4500giri. È ora di scoprire e riassaporare questo turbo d’altri tempi, di rivivere in pochi istanti e in pochi chilometri, il mito dei turbo “di una volta”, quelli per intenderci che parevano sopiti ma, quando meno te l’aspettavi, ti rifilavano un bel “calcio in culo” e ti incollavano al sedile fino al successivo cambio marcia. I sedili di questa Turbo sono eccezionali per conformazione e trattenimento; sono seduto a pochissimi centimetri da terra e, una volta girata la chiave, sento uscire dallo scarico posteriore un suono cupo, metallico, familiare… semplicemente Porsche! Sulle prime mi muovo con estrema calma, lo sterzo è diretto, ti fa sentire tutto ciò che passa sotto le ruote della vettura, e il cambio manuale, in questo esemplare splendidamente conservato, è secco, preciso anche a freddo. È tempo di forzare un poco l’andatura e di far scatenare la lancetta del manometro del turbo che, per ora, non si è minimamente mossa… Affondo il pedale in seconda da nemmeno 40 chilometri l’ora di velocità…

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Questa Turbo, contraddistinta dalla sigla di progetto “964”, è stata l’ultima a sfoggiare un design, esterno e interno, strettamente legato alle prime 911.

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Il turbo lag c’è, inutile negarlo, non è pazzesco ma c’è… Ma bastano pochi istanti per fare scatenare la grossa turbina che alimenta questo 3,3l… La vettura schizza in avanti di colpo e, nemmeno il tempo di realizzare cosa sia accaduto che è già necessario mettere in terza… La macchina fa un ulteriore balzo in avanti, si schiaccia a terra senza scomporsi mentre dagli scarichi esce un rombo metallico a dir poco coinvolgente… Puro godimento! Questa “regina di ieri” dispensa quintali d’adrenalina a ogni mia sollecitazione ma rimane comunque gestibile, va dove voglio che vada, anche se so che, se solo lo volessi, potrei farle partire il posteriore facendo fumare i suoi enormi pneumatici posteriori… Adrenalina pura, sensazioni d’altri tempi, un turbo che non lascia scampo… Scendere da questa ”vecchia signora”, emozionante come ce ne sono poche oggi, non è davvero cosa facile… proprio ora che iniziavo a divertirmi!

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La scheda tecnica della Porsche 911 Turbo del 1991 • Cilindrata • Alesaggio e Corsa • Rapporto di compressione • Potenza • Coppia

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3299cc 97 x 74.4 mm 7,0:1 320cv a 5750giri 450Nm a 4500giri

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Supercar

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“ Dammi un... cinque!” di Michael Knight

inque, come i cilindri del poderoso propulsore nascosto sotto il cofano di questa “Supercar” autunnale di JUST, la nuova Audi RS3 Sportback. La compatta Audi più potente e veloce di sempre è la dimostrazione di quanto il costruttore tedesco sia abile nel concentrare in pochi metri, veri e propri oggetti di culto su quattro ruote, creando auto affascinanti nel design e straordinariamente efficaci ed emozionanti su strada. È il caso di questa nuova RS3, un bolide dalle dimensioni compatte, il cui cinque cilindri di 2,5l da ben 367cv di potenza, non solo permette prestazioni rettilinee davvero eccezionali, ma coinvolge ed emoziona grazie al suo sound davvero caratteristico, unico. Per dare un’idea più precisa di ciò di cui sia capace la RS3 citerò “Auto” – rivista nazionale di settore che reputo in questo momento di riferimento nella rilevazione di dati effettivi –. I numeri parlano chiaro: 4.21sec nello 0/100, 23.13sec sul chilometro da fermo e, acquistando il pack di innalzamento della velocità massima, una punta di ben 278,7Km/h in luogo dei 250 autolimitati standard; prestazioni raggiungibili in piena

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Quel suo stratosferico “cinque” sotto al cofano, uno storico cavallo di battaglia Audi che, in questa moderna declinazione, regala a questa “piccola RS” un sound inimitabile, pieno, coinvolgente…

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sicurezza e sulle quali vigila un comparto tecnico-elettronico di primissimo piano, oltre a un impianto frenante molto potente, resistente e sempre ben modulabile. Parte del merito di questi numeri mozzafiato va senza dubbio anche all’efficacia dell’Audi Drive Select, dispositivo che prevede quattro programmi di guida e che incide in maniera sensibile sulla risposta di motore, cambio – l’ottimo S-Tronic doppia frizione – sterzo, assetto e trazione della vettura. Per il resto, si tratta di un’Audi dell’ultima generazione, cioè di una vettura dal livello qualitativo globale elevatissimo sia per quanto riguarda il corpo vettura che per le finiture dell’abitacolo. Definirei il design della nuova RS3 “discretamente estremo” vista la presenza di dettagli decisamente “RS” perfettamente integrati in una linea di base votata a modernità ed eleganza; scudo e paraurti anteriori regalano alla RS3 uno “sguardo” davvero cattivo mentre al posteriore spiccano i due enormi terminali cromati ovali, elemento distintivo delle Audi “RS” più recenti. L’abitacolo di questa A3 molto speciale ripropone il design minimalista delle

sorelle minori anche se non mancano dettagli dedicati come il volante tagliato in basso rivestito in pelle e alcantara e con tanto di logo “RS3”, la pedaliera speciale e, a richiesta, gli sportivissimi sedili RS in pelle Nappa dotati di poggiatesta integrato, impunture a losanga e di diverse regolazioni elettriche. L’Audi RS3, già oggetto del desiderio di appassionati di ogni età, è davvero un’auto speciale ed è a pieno titolo una delle nostre “Supercar”; lo è perché è diversa da tutte le altre A3, perché su strada è un vero e proprio missile, perché può vantare prestazioni rettilinee in grado di annichilire buona parte delle sportive oggi in generazione… Ma lo è ancor di più per via di quel suo stratosferico “cinque” sotto al cofano, un’architettura motoristica raffinata ma ormai sempre meno impiegata, uno storico cavallo di battaglia Audi che, in questa moderna declinazione, regala a questa “piccola RS” un sound inimitabile, pieno, coinvolgente… E anche un pizzico di turbo-lag grazie al quale, la memoria di chi come me ha superato i 40, vola alle sportive di ieri, vetture ruvide, a volte scorbutiche e tutte da guidare, come non ne fanno più…

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Brutte & Cattive “Gemella… diversa” di Giovanni Volpe

CITROËN VISA GTI

e la ricordate la Citroën Visa? Era, a tutti gli effetti, la gemella diversa… molto diversa… della Peugeot 205; una vettura i cui geni erano a dir poco nobili, ma il cui aspetto la colloca di diritto ai primissimi posti della nostra speciale graduatoria di “brutte e cattive” di ieri. Nel lontano 1978 la Visa nasceva, già di per sé, con il non facile compito di superare in bruttezza la sua longeva sorella maggiore, la Ami8, una sorta di brutto anatroccolo nato molti anni prima come “versione wagon” della mitica Dyane6.

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Era disponibile unicamente con carrozzeria a cinque porte, con un frontale appuntito che, le più importanti riviste di settore dei tempi, definivano “tormentato”; un ottimo inizio direi, al quale seguiva una fiancata goffa e disarmonica, attraverso la quale parve evidente che i designer francesi avessero tentato di liofilizzare la ben più affascinante e originale Citroen CX. “Dulcis in fundo”, si fa per dire, il posteriore della Visa: si trattava della porzione meno personale – o più normale, decidete voi – della vettura; era dominata

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da due enormi fanaloni rettangolari con, al centro, un banalissimo porta targa protetto da due generose e sporgenti luci preposte alla sua illuminazione. Linea a parte, ciò che sorprendeva nell’evidente diversità dalla gemella diversa Peugeot 205, era la ricerca a tutti i costi di qualcosa che non fosse oggettivamente bello; le versioni ristilizzate, per esempio, sfoggiavano un impiego smodato di plastica opaca e grezza che, partendo da calandra e cofano anteriore, correva poi lungo tutto il perimetro della vettura, cingendola inevitabilmente. Gli interni, perfettamente in linea con gli intenti e le idee di ergonomia delle Citroën nate a cavallo tra la metà degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, risultavano più simili a quelli di un cacciabombardiere di Guerre Stellari, che a quelli di una vettura per tutti i giorni; alle spalle dell’inevitabile volante monorazza – bruttissimo da vedere ma oggettivamente utilissimo al fine di permettere una visione completa e costante della strumentazione – facevano “bella” mostra di sé spigolosi quadranti per velocità e giri del motore, una nutrita batteria di tasti luminosi e, udite udite, i famigerati “satelliti” cilindrici, attraverso i quali, dopo anni di duro praticantato, sarebbe stato possibile guidare, svoltare, abbagliare e così via, sempre e comunque senza mai togliere le mani dal volante: genialità alla francese! Gli interni erano comunque comodi e confortevoli, nonostante design e finiture fossero a dir poco semplificati. Una chicca, all’interno dell’abitacolo della GTI, era il nuovo volante a tre razze nere bucherellate: era senza dubbio meno brutto di quello delle versioni tranquille, ma pareva preso pari pari da un autoscontro di quelli che si tro-

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vavano nei luna park dei primi ’80! Ma veniamo alla meccanica della Visa più potente di sempre, la nostra GTI; ereditava l’intero comparto tecnico – motore in testa – dalla 205 GTI che dunque le prestò prima la versione da 105 e poi quella da 115 cavalli. La Visa GTI andava forte, molto forte; teneva testa a bombe di cilindrata e potenza superiore, frenava bene e, in perfetta sintonia con il suo aspetto davvero poco aggraziato, aveva un rombo coinvolgente; non passava davvero inosservata la Visa GTI: il frontale era caratterizzato da quattro fari tondi mentre la plasticaccia di cui parlavo poco fa, aveva lasciato spazio a una mascherina brunita; carreggiate anteriori e posteriori erano state allargate – mediante “protesi” in plastica verniciata del colore della carrozzeria – per fare spazio a cerchi in lega a quattro razze, da design vetusto; design che culminava poi al posteriore con una sorta di spoiler in gomma posizionato alla base del lunotto. La Visa GTI vinse comunque numerosissime gare nei rally mondiali; ne fu realizzata persino una versione che rappresentava la risposta Citroën ai “mostri” da 500cv e passa chiamati Delta S4, 205 T16 e così via… Ma ciò che fece della Visa GTI una celebre piccola-grande Citroën a tutti gli effetti, fu lo spot di metà anni Ottanta, nella quale veniva lanciata… da una portaerei!

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Carrozzeria Numero porte Numero posti Bagagliaio (min-max) Capacità serbatoio Massa in ordine di marcia Passo Lunghezza Larghezza Altezza Passo

Citroën Visa GTI periodo di vendita 1985-1988 2 volumi 5 5 266/673 dm3 43 litri 870 kg 242 cm 372 cm 160 cm 137 cm 242 cm

Motore Motore Cilindrata Alimentazione Potenza max/regime Coppia max Trazione Cambio Marce

4 cilindri in linea 1580 Benzina 77kW (105 CV) a 6250 giri/min 133 Nm Anteriore Manuale 5

Prestazioni Velocità max Accelerazione 0-100km/h

188 km/h 8.8 secondi

Consumi (litri/100 km) Urbano Extraurbano Misto

8.7 7.6 5.9

La Visa GTI vinse numerosissime gare nei rally mondiali; ne fu realizzata persino una versione che rappresentava la risposta Citroën ai “mostri” da 500cv.

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VISA GTI

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SUV Attack

Lodauto

“Parata di stelle” di Giovanni Volpe

GLA-Class

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ercedes e Lodauto hanno una protagonista indiscussa per questo inizio di autunno. Mi riferisco alla gamma dei SUV del costruttore tedesco che, interamente rinnovata, è ora in grado di primeggiare in questo combattuto segmento di mercato, grazie a vetture dal design e dai contenuti tecnici di assoluta avanguardia. Nuove anche le sigle dei nuovi SUV che ora si chiamano rispettivamente GLA, GLC, GLE e GLE Coupè. A parte l’inedita versione Cross della recente GLA, contraddistinta da un look e da finiture in grado di renderla più a proprio agio in off-road, le novità più sostanziose riguardano i SUV Mercedes di taglia superiore. L’inedita GLC, SUV compatto premium che va sostituire la GLK, la GLE, versione ristilizzata e migliorata del best seller della Casa ML e, infine, la nuova GLE

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Coupè, SUV sportivo con il quale Mercedes affronterà la concorrenza bavarese. Queste tre affascinanti vetture, lo scorso 24 settembre, sono state le vere protagoniste dell’evento SUV Attack che si è tenuto nella sede Lodauto di Orio al Serio. L’evento, magistralmente organizzato da Francesca Vitali e dal suo instancabile staff, si è rivelato un successo per via di un’atmosfera piacevolemte informale, arricchita dalle acrobazie, indoor e outdoor, di giovani campioni in sella a speciali biciclette, da un buffet di alto livello e poi da loro, le reginette della serata. Mi riferisco alla GLE Coupé e alla GLC che sono state scoperte durante il momento clou dell’evento, riscuotendo da subito un grande consenso da parte dei numerosi clienti e appassionati della “stella a tre punte” presenti. Ulteriore tocco magico di questo riuscitissimo SUV Attack è stata, infine, la possibilità di testare su strada la nuova GLE accompagnati dai venditori Lodauto che hanno così avuto il piacere di presentare “sul campo” e in ogni dettaglio anche questo nuovo SUV Mercedes.

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GLE-Coupé

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Mercedes-Benz GLC “L’anello mancante” Design moderno e hi-tech sia dentro che fuori, un livello qualitativo globale elevatissimo, propulsori puliti...

on posso che definire così l’ultima nata di Casa Mercedes, la GLC, vettura strategicamente fondamentale per poter ambire a conquistare una posizione di leadership anche fra i SUV compatti, categoria all’interno della quale questo arduo compito spettava alla non più giovanissima GLK. Nella GLC, che ho avuto il piacere di toccare con mano durante due eventi organizzati dalla Concessionaria Mercedes Lodauto, e che testerò presto su strada, si concentrano i più moderni concept stilistici e i più avanzati contenuti tecnici del marchio tedesco. Design moderno e hi-tech sia dentro che fuori, un livello qualitativo globale elevatissimo, propulsori puliti e dalla notevole efficienza anche nelle cubature più contenute, un nuovo concetto di lusso facilmente godibile e, elemento davvero non trascurabile soprattutto in questa categoria, straordinarie qualità dinamiche anche in off-road che

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renderanno felici e regaleranno grandi soddisfazioni anche a quanti, un SUV, lo scelgano anche per fare vero fuoristrada. Fiore all’occhiello di questo inedito SUV Mercedes è senza dubbio la grande tecnologia, diversamente declinata, che la rende, appena nata, già una regina della sua categoria. Tecnologia che si rispecchia in un peso inferiore a quello della GLK che sostituisce, in una maggiore rigidità e precisione del telaio, nell’efficacia dei numerosi sistemi elettronici dedicati alla sicurezza attiva e passiva, nella semplicità di variare con un semplice tocco una miriade di parametri per ogni condizione di guida, nel nuovo modernissimo cambio automatico a nove rapporti e, infine, in quel prestigio tipicamente Mercedes che nella GLC conquista al primo sguardo.

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l rinnovamento della gamma dei SUV Mercedes ha interessato anche una delle vetture da sempre simbolo di questa categoria, l’ML. A cambiare è innanzitutto il nome del SUV Mercedes per antonomasia che d’ora in avanti si chiamerà GLE; in questa inedita sigla, “GL” starà ancora una volta a testimoniare che si tratta di un SUV, mentre la lettera “E” indica la Classe da cui deriva la vettura. Rispetto a GLC e GLE Coupè, modelli inediti che vi presentiamo in questa edizione di JUST, la nuova GLE è stata interessata da un restyling che ha interessato il design esterno, alcuni dettagli all’interno dell’abitacolo e, soprattutto, il debutto di nuove versioni e motorizzazioni. Parlando dell’aspetto della nuova GLE, le novità principali si concentrano all’anteriore, dove troviamo un paraurti caratterizzato da prese d’aria più generose e dal design più sportivo che in precedenza; cambiano anche la finitura della mascherina del radiatore e il design interno dei proiettori; nuovi anche i fanali posteriori. All’interno la vera novità è costituita dal nuovo sistema di infotainment che può ora contare su uno schermo più funzionale e di dimensioni maggiori, posizionato in modo tale che il suo utilizzo avvenga in maniera più rapida. La gamma della nuova GLE esordisce subito al gran completo comprendendo cioè versioni a gasolio e a benzina, pacchetti esterni e in interni AMG, e le più sportive e performanti versioni AMG. Oltre a questa già ampia scelta, meritano una menzione particolare due new entry assolute della gamma GLE: la GLE 250d con trazione posteriore e la GLE 500 4Matic ibrida plug-in. La 250d pare fatta su misura per il mercato italiano e per quanti non abbiano particolare esigenza di muoversi in off-road; il propulsore a gasolio da 204cv e la

Mercedes-Benz GLE

“Limbarazzo della scelta”

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... GLE 63 AMG

trazione sulle sole ruote posteriori, garantiscono prestazioni sempre all’altezza, consumi particolarmente ridotti e permettono di accedere alla gamma GLE spendendo una cifra inferiore ai 60mila euro, dunque assolutamente competitiva. La 500 4Matic plug-in è invece mossa da un 3l V6 biturbo da 333cv abbinato a un propulsore elettrico da 116cv, per un totale di ben 442cv di potenza; il valore di coppia massima è elevatissimo, 650Nm, mentre in sola modalità elettrica si può viaggiare per oltre trenta chilometri, e si può raggiungere una velocità massima di circa 130Km/h. Dal punto di vista delle dotazioni dedicate a sicurezza attiva e passiva, sono presenti, di serie, diversi dispositivi tra i quali i nuovi “Crosswind Assist” e “Collision Prevention Assist Plus”, che vanno a integrare una dotazione già comprensiva di Start&stop, Dynamic Select per impostare le modalità di guida, volante multifunzione e, come già anticipato, il nuovo infotainment con tablet touch e servizi online Mercedes connect me. Una notazione finale riguarda la trasmissione delle versioni a gasolio della nuova GLE, tutte dotate di serie del nuovo cambio 9G-Tronic a nove rapporti. Per i più esigenti e per quanti amino performance sportive anche alla guida di un SUV, le versioni AMG saranno senza dubbio la scelta ideale; basti pensare alle due motorizzazioni subito disponibili, la GLE 63 4Matic da 557 CV e la GLE 63 S 4Matic da 585 CV, entrambe mosse da un poderoso 5.5l V8 biturbo. C’è davvero di che divertirsi!

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Provate dal direttore “Le misure... contano” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

opo avervela presentata in anteprima all’interno dell’edizione estiva di JUST, è finalmente giunto il momento di testare su strada l’ultima reginetta ammirata durante l’evento Lodauto SUV Attack, la nuova GLE Coupé. La vettura messami a disposizione da Lodauto per questa prova, è una 350d 4matic, equipaggiata con il propulsore che risulterà quasi certamente quello prediletto nel nostro Paese. Si tratta di un tremila turbodiesel da 258cv di potenza, sovralimentato attraverso una turbina a geometria variabile, in grado di esprimere un valore di coppia massima davvero notevole e pari a ben 620Nm disponibili tra i 1600 e i 2400 giri. Una volta a bordo sono stato colpito dall’impostazione decisamente sportiva di tutto l’abitacolo; la plancia, moderna e avvolgente, è ricca di indicatori e display attraverso i quali si può monitorare in tempo reale davvero ogni parametro dinamico di questa Mecedes. Le regolazioni millimetriche offerte dal sedile di guida, mi hanno permesso di raggiungere rapidamente la posizione di guida ideale che, come in ogni sportiva che si rispetti, rimane sempre piacevolmente un poco infossata. Il volante offre un’impugnatura molto valida e il feeling sportivo è garantito.

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La plancia, moderna e avvolgente, è ricca di indicatori e display attraverso i quali si può monitorare in tempo reale davvero ogni parametro dinamico.

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Su strada, settata la dinamica della GLE Coupé su “Sport” attraverso un pratico selettore circolare posto sul tunnel centrale, la vettura, a dispetto delle sue generose dimensioni esterne e della massa notevole, mi è parsa subito molto maneggevole, diretta e reattiva. Merito di un telaio che, con l’aumentare delle andature, pare diventare progressivamente più solido, trasmettendomi una grande sensazione di compattezza, soprattutto nel misto veloce. Lo sterzo trasmette molto di ciò che passa qualche decina di centimetri sotto di me ma garantisce un valido ritorno grazie al quale ci si leva d’impaccio alla grande, anche nello stretto. Un plauso va anche al propulsore; il sound, nonostante si tratti di un diesel, è molto gradevole, mentre l’erogazione è sempre pronta e generosa tanto che, tenendo sott’occhio la strumentazione, ci si rende conto di come la vettura sia rapida nel prendere velocità, in qualsiasi rapporto ci si trovi. A questa efficacia generale contribuisce in maniera decisiva anche il cambio doppia frizione da ben nove rapporti; i primi si sentono tutti forte e chiaro e rendono coinvolgente ogni accelerazione, mentre dalla quinta in poi la morbidezza è assicurata, così come l’ottimizzazione dei consumi. In chiusura, una chicca; sto parlando dei mostruosi pneumatici ospitati dagli enormi cerchi da ben 21”; all’anteriore troviamo dei 275/45 mentre al posteriore fanno bella mostra di sé addirittura dei 315/40… Misure che, oltre a garantire un grande appagamento a livello visivo donando prestanza e dinamismo al design di questa grossa Mercedes, si sentono tutte su strada tanto che lungo ogni curva, ci si sente autorizzati a spingere sempre più forte e in tutta sicurezza.

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What’s new?

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“Un assaggio di... ‘R’” di Giovanni Volpe

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a regina delle compatte, la Golf, con la sua recente settima generazione ha raggiunto un livello qualitativo globale d’eccellenza al quale concorrono, uno standard costruttivo da ammiraglia e doti dinamiche di primissimo piano. Nonostante una gamma già decisamente articolata, Volkswagen ha voluto ragalare al pubblico italiano una versione con un pizzico di pepe in più, capace cioè di incontrare il favore di quanti, alla teutonica concretezza tipicamente VW, siano ben lieti di aggiungere un tocco raffinatamente sportivo. Ecco dunque la nuova Golf Sport Edition, una vettura ricca di dettagli ed equipaggiamenti specifici con i quali strizzare l’occhio alle versioni più performanti della Golf7, versione “R” su tutte. Riconoscere una Golf Sport Edition risulterà semplice, soprattutto ai golfisti più appassionati e attenti, ai quali non potranno sfuggire i paraurti e le minigonne e spoiler posteriore “RLine”; e, ancora, i cerchi in lega da 17” bruniti, i cristalli posteriori scuri, i fendinebbia e il logo “R” posizionato all’interno della calandra anteriore. Anche l’abitacolo ha ricevuto una caratterizzazione specifica e di chiara intonazione sportiva; si parte con un volante sportivo multifunzione specifico, rivestito in pelle e con logo “R-Line”, così come il pomello del cambio. I sedili, rivestiti in tessuto “Race”, sono anch’essi logati – quelli anteriori sono peraltro sportivi – e, un po’ ovunque nell’abitacolo fanno bella mostra di sé alcuni tocchi caratterizzanti come la pedaliera in acciaio spazzolato e i battitacco anteriori in acciaio. Un cenno anche alla dotazione di serie della Golf Sport Edition che prevede Cruise Control, climatizzatore manuale e la radio Composition Colour dotata di display touchscreen a colori da 5” con sei altoparlanti.

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Paraurti, minigonne e spoiler posteriore “R-Line”, cerchi in lega da 17” bruniti, cristalli posteriori scuri, fendinebbia e il logo “R” posizionato all’interno della calandra anteriore.

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Infine, come per ogni Golf di impronta sportiva che si rispetti, vanno ricordati due equipaggiamenti di serie in grado di fare di questa Sport Edition una Golf effettivamente più appagante su strada: l’assetto sportivo e lo sterzo progressivo. Siamo certi che questa edizione della VW più amata, forte di tante piccolegrandi peculiarità, saprà incontrare il favore di un pubblico trasversale, con molti estimatori anche fra i più giovani.

Cruise Control, climatizzatore manuale e radio Composition Colour dotata di display touchscreen a colori da 5” con sei altoparlanti.

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Rota Group “Ritorno al futuro” di Giovanni Volpe

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ello scoprire la nuova Alfa Romeo Giulia non posso che rispolverare un pizzico di quell’orgoglio nazionale un po’ sopito che ora, grazie a questa nuova e attesissima “berlina all’italiana”, torna a esplodere come non accadeva da tempo. Sopito da quando l’Alfa aveva smesso di fare l’Alfa, ovvero aveva chiuso con la trazione posteriore per fare spazio a pur validi “modelli di gruppo” ma, inutile negarlo, quasi del tutto privi di quel DNA sportivo che per decenni aveva caratterizzato le vetture del biscione. Questa Giulia segna a mio parere un vero e proprio “ritorno al futuro”, cioè un sapiente e appagante mix tra tradizione di ieri e innovazione in grado di proiettare questo glorioso marchio italiano in un futuro ricco di nuovi successi. Ecco perché non deve stupire che i vertici del marchio italiano abbiano deciso di far esordire la nuova Giulia direttamente in versione Quadrifoglio Verde, la più po-

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tente, veloce e raffinata, lanciando di fatto il guanto di sfida a reginette del calibro di Mercedes Classe C, BMW Serie 3, Audi A4 e Jaguar XE. Le carte in regola per primeggiare non mancano davvero. Pochi ma eloquenti numeri bastano da soli a raccontare questo nuovo capolavoro italiano rigorosamente a trazione posteriore; motore 2.9 V6 biturbo da 510cv di potenza con una coppia costante di ben 600Nm tra i 2000 e i 5000 giri/min. E, ancora, soli 3,9 secondi per raggiungere i 100Km/h da fermo e una velocità massima di 307Km/h; il tutto potendo contare su una distribuzione dei pesi ideale – 50% sull’asse posteriore, quello della trazione, e 50% all’anteriore grazie alla presenza del propulsore – su una frenata poderosa – da 100Km/h a zero in soli 32 metri – e su una serie di sistemi elettronici in grado di adeguare il comportamento della vettura alle più disparate condizioni di guida, compresi traffico e autostrade, con l’utilizzo di soli tre cilindri al fine di ottimizzare i consumi e rendere la marcia più confortevole. Ma ciò che colpisce al primo sguardo, è il design della nuova Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde; da qualsiasi angolazione la si guardi, regala personalità e sportività a piene mani; osservandola più attentamente, inoltre, è

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L’abitacolo sfoggia una grande personalità, un’attenzione quasi maniacale al dettaglio stilistico senza dimenticare piccole citazioni alle Alfa di ieri.

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possibile notare una miriade di più o meno evidenti soluzioni che tecnici e designer Alfa hanno adottato per far sì che le sacrosante esigenze di stile e immagine, fossero del tutto funzionali in fatto di dinamismo ed efficacia su strada di questa sportivissima Giulia. Anche l’abitacolo sfoggia una grande personalità, un’attenzione quasi maniacale al dettaglio stilistico senza dimenticare piccole citazioni alle Alfa di ieri, e una serie di soluzioni che rendano appagante, coinvolgente ed efficace la guida di questo bolide. L’esordio della nuova Alfa Romeo Giulia segna anche l’inizio della collaborazione di JUST con la concessionaria Rota Group di Carobbio degli Angeli che, appena possibile, ci metterà a disposizione un esemplare della nuova ed emozionate berlina italiana, per una prova su strada.

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Provate dal direttore “Il mio nome è… Levorg!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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o scorso giovedì 24 settembre la concessionaria ufficiale Subaru Auto Rota di Campagnola mi ha invitato a testare su strada in anteprima l’ultima nata di Casa Subaru, la Levorg. La vettura che, soprattutto nel frontale richiama evidentemente la serie più recente dell’Impreza, è una wagon di taglia media dal design riuscito, grintoso ma senza eccessi, con più d’una citazione alle Subaru più performanti, e con un taglio laterale particolarmente originale. Come di consueto l’organizzazione da parte dell’Auto Rota è stata curata sin nei minimi particolari; lo staff della concessionaria ha, infatti, offerto tutte le informazioni del caso riguardo questa nuova vettura. Allestimenti, motorizzazioni, dotazioni e prezzi su strada, a pochi istanti dal mio test su strada per JUST, la vettura non aveva più segreti e, giunto il nostro turno, ad attenderci accanto alla vettura c’era un pilota professionista che, in queste settimane, sta percorrendo la nostra penisola in lungo e in

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largo per far conoscere al pubblico questo nuovo interessante prodotto Subaru. Una piacevole sorpresa, una volta seduto al volante, è stata la mini lezione di guida sicura tenuta dal pilota Subaru che, come da prassi, ha spiegato anche a me, passo passo, come e perché raggiungere una corretta posizione di guida. Poi, una volta girata la chiave e partiti da Campagnola diretti verso le strade attorno all’Aeroporto di Orio al Serio, una seconda sorpresa: il nostro accompagnatore mi ha concesso alcuni minuti di guida senza più alcun suo intervento; ciò, con l’evidente scopo di farmi approcciare autonomamente la vettura avendo le prime impressioni da sterzo, cambio e, più in generale, qualità dinamiche. La Levorg monta un propulsore boxer 1,6l turbo benzina a iniezione diretta da 170cv di potenza ed esprime un ottimo valore di coppia massima, 250Nm

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disponibili costantemente tra i 1800 e i 4800 giri; al propulsore è stato abbinato un cambio automatico a variazione continua che, se utilizzato agendo sui bei paddle dietro al volante, simula sei rapporti. La vettura mi è parsa subito un buon mix tra comfort e dinamismo, con sospensioni bene a punto e in grado di fare al meglio il loro dovere anche spingendo un po’ più del dovuto sull’acceleratore; durante il test sono stato invitato a girare attorno a una rotonda a velocità moderata e via via crescente; questo al fine di toccare con mano l’efficacia dell’autotelaio e del sistema elettronico che interviene sulle singole ruote motrici in caso di perdita di aderenza. La Levorg è una vettura molto sicura, dotata di un pacchetto di sistemi elettronici d’assoluta avanguardia e utilità come quello che, in

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caso di distrazione, interviene automaticamente sull’impianto frenante al fine di impedire l’impatto col veicolo che precede, e un altro sistema che tiene monitorato l’angolo cieco segnalando ogni genere di pericolo alle nostre spalle in un raggio di ben 70 metri. Il mio test è durato oltre mezz’ora al termine della quale non ho che potuto aver chiara la bontà del progetto Levorg, una vettura moderna, ben rifinita e dotata, originale, sportiveggiante e soprattutto votata al comfort, nonostante non manchi di brio. Solo una cosa ancora mi sfuggiva al termine del test… e mi chiedevo: da dove verrà mai il nome Levorg? Ebbene, si tratta di un acronimo e più precisamente di quello di LEgacy eVOlution Touring… Come ho potuto non capirlo da me?

La Levorg è una vettura molto sicura, dotata di un pacchetto di sistemi elettronici d’assoluta avanguardia e utilità come quello che, in caso di distrazione, interviene automaticamente sull’impianto frenante al fine di impedire l’impatto col veicolo che precede.

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Provate dal direttore “Il piacere di… cambiare!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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orrevano i primi anni ’90, e per chi come me aveva da poco preso la patente, le auto dei sogni si chiamavano Civic Vtec e CRX, millesei da ben 160cv che ammiravamo per ore attraverso le vetrine di Radaelli Honda, la storica concessionaria Honda di Bergamo, ancora oggi punto di riferimento per la clientela del marchio giapponese, ben oltre i nostri confini provinciali. Tradizione ed eccellenza che, oggi come allora e in un periodo nel quale Honda sta sfornando uno via l’altro modelli capaci di emozionare e conquistare al primo sguardo, si rinnovano anche fra le pagine di JUST con la prova su strada dell’ultima nata di Casa, la nuova HR-V. La nuova edizione del compatto SUV giapponese, come la sua antenata del 1999, ha un aspetto giovane, moderno e originale. Il frontale, in particolare, ripropone i principali stilemi delle Honda dell’ultima generazione ai quali si aggiunge, soprattutto nella vista laterale di tre quarti, un dinamismo che conquisterà senza dubbio molti consensi anche fra i più giovani. La porzione posteriore, più classica, ha un design che si rivela funzionale all’apertura dell’ampio portellone posteriore e alle operazioni di carico che sono davvero molto pratiche. Una volta accomodatomi al posto di guida ho notato un dettaglio che ha fatto correre la mia memoria alle Honda sportive di una ventina d’anni fa; mi riferisco alla cortissima leva del cambio, posizionata nella parte superiore di un tunnel centrale bello e funzionale – al di sotto trova posto un vano dedicato a uno o più telefoni cellulari – e che invita ad avviare subito il motore e a partire. La plancia rappresenta una delle migliori esecuzioni Honda che ricordi; la strumentazione, virtuale e con un efficace effetto 3D, è completa e ben leggibile oltre a sfoggiare quadranti che cambiano colore a seconda dello stile di guida adottato – dal verde tenue della marcia in economy a un acceso viola di quando si sfrutta a fondo il propulsore –.

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La console centrale, poi, rivolta verso il guidatore, presenta un climatizzatore bizona completamente touch e l’ampio schermo del sistema di infotainment che, oltre a offrire una miriade di postazioni, ho trovato estremamente intuitivo nell’utilizzo. Su strada il DNA Honda emerge con piacevole evidenza, senza dubbio anche per il fatto che il cuore di questa HR-V sia un moderno 1,5l benzina sedici valvole da ben 130 cavalli di potenza; un’unità brillante e moderna che permette di viaggiare con un filo di gas contenendo in maniera straordinaria i consumi, oppure di raggiungere tranquillamente regimi di rotazione molto elevati, da Honda purosangue, per ottenere le prestazioni migliori. E poi, in un periodo in cui sono gli automatici e i doppia frizione a farla sempre più da padroni, c’è questo splendido cambio manuale a sei marce: leva corta, escursione breve e innesti secchi, fulminei, che farebbero desiderare altri 130 cavalli sotto al cofano.

Infine, ci sono altri due elementi che mi hanno colpito positivamente; l’estrema modulabilità dell’abitacolo che, con pochi tocchi, permette di stipare oggetti di grosse dimensioni subito dietro i posti anteriori, e, tornado alle doti dinamiche della nuova HR-V, l’ottimo compromesso tra tenuta e comfort offerto dall’assetto, che si è rivelato davvero azzeccato anche lungo le tortuose stradine di Bergamo Alta.

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Splendido cambio manuale a sei marce: leva corta, escursione breve e innesti secchi, fulminei, che farebbero desiderare altri 130 cavalli sotto al cofano.

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Autoscuola Drago “Un piccolo pezzo di storia della nostra città” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production • modella per un giorno Valentina Secomandi

mpossibile non notarla quella fiammante Audi A1 con un’originale livrea di colore rosso e la scritta “scuola guida” sul tetto. È quella impiegata dai fortunati aspiranti neo patentati che hanno scelto la storica Autoscuola Drago di via Don Luigi Palazzolo, in pieno centro a Bergamo. Abbiamo parlato con Daniele Drago, il titolare di quella che a Bergamo è ormai una sorta di istituzione. Immagino possa non essere facile, ma mi racconti la sua storica autoscuola in poche parole… “L'Autoscuola Drago è in un certo senso un piccolo pezzo della nostra Bergamo visto che è una realtà che opera ormai da ben 75 anni nel settore dell’istruzione automobilistica; lo fa con successo perché offre da sempre alla propria clientela grande professionalità e un'assistenza continua, frutto di un aggiornamento attento delle metodologie di insegnamento. Noi di Autoscuola Drago garantiamo da sempre un servizio ai massimi livelli e un apprendimento completo, veloce, di tutta la materia inerente il mondo della guida su strada, e dell'automobile.

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E, elemento fondamentale in un periodo di continui aggiornamenti del Codice della Strada come quello che attraversiamo, siamo in possesso del know-how necessario al fine di garantire una preparazione attenta e qualificata dei nostri allievi che educhiamo fin dall'inizio al rispetto delle norme vigenti”. Entrando un po’ più nello specifico, quali servizi offre l’Autoscuola Drago? “L'Autoscuola Drago si pone innanzitutto all'attenzione di tutti coloro che desiderino conseguire la patente di guida, iniziando dal ragazzo quattordicenne, per arrivare fino al vero e proprio autista di professione. Siamo, infatti, in grado di soddisfare ogni tipo di clientela che desideri conseguire le seguenti patenti: AM, A1, A2, A, B+, B, BE, C1, C, D1, D, E, CQC sia “Merci” che “Persone”, sia come primo conseguimento che come rinnovo; e, ancora, ADR sia base che cisterna – sempre conseguimento e rinnovo – e recupero dei punti della patente. L'obiettivo è quello di garantire un supporto qualificato e di confermarci, nel tempo, quale punto di riferimento nel territorio bergamasco per qualità, cortesia e professionalità del servizio offerto“.

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La scelta di optare per autovetture “fresche” e all’avanguardia ci permette di mettere sempre a proprio agio i ragazzi, cercando anche di trasmettere loro un buon feeling “auto – conducente” .

La vettura impiegata per le guide è particolarmente moderna, alla moda e raffinata; perché questa scelta? Mi parli dell'importanza di far imparare a guidare in piena sicurezza… “La tecnologia fa continui passi da gigante soprattutto in materia di sicurezza applicata alla guida. La scelta di optare per autovetture “fresche” e all’avanguardia ci permette di mettere sempre a proprio agio i ragazzi, cercando anche di trasmettere loro un buon feeling “auto – conducente” sia dal punto di vista del confort, sia dal punto di vista prettamente tecnologico; ecco perché per noi è importante che un guidatore alle prime armi familiarizzi quanto prima con i dispositivi più moderni oggi disponibili su vetture come la nostra Audi A1; di certo, una volta conseguita la patente, non si troveranno spiazzati, quindi “soli”, alla guida

di una autovettura che avrebbero altrimenti vissuto come una sorta di corpo estraneo”. E cosa ci dice della nuova livrea della vostra Audi A1? “La scelta così accattivante e aggressiva, decisamente sportiva, è stata dettata dalla volontà di farsi vedere e apprezzare dai più giovani, cercando anche di trasmettere loro un messaggio al passo con i tempi; tempi nei quali comunicare con le nuove generazioni è senza dubbio più facile se sempre più tecnologici, anche nell’aspetto”. Questa Autoscuola si tramanda di generazione in generazione… Dicci di più…

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“Verissimo! Prima della Seconda Guerra Mondiale, attorno al 1938, mio nonno Virgilio ha iniziato questa professione che ha poi trasmesso a mio papà Camillo nel 1954, e a me dal 1986. Educazione, rispetto dei clienti, semplicità nell’approccio con i ragazzi, professionalità e una sana allegria: sono a tutt’oggi questi gli ingredienti più importanti della nostra sempre verde autoscuola…”. Infine, pensando al futuro, come crede che cambierà la vostra professione? “Purtroppo il fatto che “la patente l’abbiano tutti”, sta portando i ragazzi a un sempre minore senso di responsabilità e, spesso, anche a prendere alla leggera soprattutto il corso di formazione su strada, limitando al minimo indispensabile le guide; proprio quelle guide che sarebbero invece a dir poco utili per acquisire quella sicurezza necessaria una volta seduti al volante da soli, senza istruttore. Se poi ci mettiamo anche il fatto che, per un anno, i neopatentati sono costretti a guidare una vettura di potenza limitata - spesso costringendo di fatto le famiglie all’acquisto di una nuova auto - capisce bene che molti ragazzi, freschi di patente, rischiano di rimanere fermi un anno”. Non ci rimane, dunque, che sperare in alcuni cambiamenti che facciano sì che il nostro lavoro torni a essere premiato come merita, e le nostre strade percorse da giovani più preparati e sicuri di sé”.

AUTOSCUOLA DRAGO Tel. 035 247370 - www.autoscuoladrago.com 127

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Rinaldi Gomme 2012 “Rinaldi Gomme 2012… e l’inverno non fa più ‘paura’ ” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

inaldi Gomme 2012, è il centro auto Driver Center, fondato da Cristian Locatelli, Attilio Pesenti e Paolo Rinaldi, tre giovani imprenditori che hanno trasformato la propria azienda nel principale punto di riferimento per il mondo automotive nel bergamasco e non solo.

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Specializzati nel settore dello pneumatico, con una struttura moderna e appena ristrutturata, offrono un’assistenza globale a 360 gradi. A chi si rivolge la vostra azienda? La nostra offerta è rivolta a tutto il mondo degli automobilisti, dei motocicli-

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Il nostro punto di forza è l’elevato grado di competenza che caratterizza tutto il nostro staff.

sti, e dei driver di veicoli industriali, particolarmente attenti alla qualità e alla professionalità del servizio: da noi il cliente può contare su un’assistenza completa cha va dallo pneumatico a interventi di meccanica. Il nostro punto di forza è, infatti, l’elevato grado di competenza che caratterizza tutto il nostro staff, e che ha fatto sì che la nostra offerta potesse soddisfare sia la clientela privata più esigente, che i fleet manager per le flotte aziendali. Ci stiamo avvicinando al cambio gomme stagionale; quanto è importante montare uno pneumatico invernale nella stagione fredda? Dal 15 novembre al 15 aprile l’ordinanza ministeriale prevede l’obbligo di montare pneumatici invernali. Questo perché, quando la temperatura si abbassa, l’auto equipaggiata con pneumatici estivi diventa meno controllabile. Gli pneumatici invernali garantiscono invece una perfomance ottimale, in tutte le condizioni a basse temperature: asciutto, pioggia e neve. Il disegno del battistrada degli pneumatici invernali, ha incavi più larghi che aiutano a evacuare l’acqua in caso di

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pioggia, e la mescola con cui sono costruiti è più morbida, garantendo un’aderenza ottimale al fondo stradale, grazie all’effetto “neve su neve” che intrappola la neve favorendo l’aderenza. Possiamo dire quindi che gli pneumatici invernali sono più sicuri? Nella stagione invernale sicuramente sì. È indispensabile, infatti, montare lo

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pneumatico giusto nella stagione per cui è stato studiato e progettato! In condizioni invernali gli pneumatici invernali riescono a ridurre gli spazi di frenata e, anche nelle condizioni più critiche, garantiscono una miglior risposta al volante, assicurando durante la sterzata, un’esperienza di guida confortevole e sicura.

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RINALDI GOMME 2012 Tel. 035 901886 - www.rinaldigomme2012.com 131

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Donne e motori “Professione... ombrellina!�

campionati motorsport 2015, a due e quattro ruote, volgono ormai al termine... Non possiamo che fare un bilancio finale di questa entusiasmante stagione motoristica anche attraverso alcune delle piĂš belle protagoniste: le ombrelline!

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Opening soon in Bergamo Tel. 035 4517272 - Fax 035 0662377 info@pneumaticiitaliasrl.it


Lifestyle Gioielleria Curnis

Equipe Solutions

JUST Red Carpet Lodauto - SUV Attack

I racconti del Guizzo

Austoni Design

JUST Red Carpet 035 Cigar Club Bergamo

JUST Red Carpet Lodauto - SUV Fashion Night

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Gioielleria Curnis “Tudor Fastrider… compagno d’avventura” di Giovanni Volpe

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Tre diversi quadranti, che si rifanno ad altrettante versioni dello Scrambler: giallo, il colore storico del modello, verde oliva per un vigoroso look urbano, e rosso per un effetto rétro-chic..

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l nuovo cronografo Fastrider, ispirato a uno dei modelli Ducati più famosi, lo Scrambler, è il frutto più recente della partnership di Tudor con la leggendaria casa motociclistica italiana. Lo Scrambler, oggi come ieri, è l’espressione elettrizzante, anticonformista e avventurosa del DNA di Ducati, la moto di elezione per una comunità che non conosce confini; e, proprio ispirandosi a questo spirito di libertà, l’Atelier di Stile di Tudor ha affrontato la creazione del modello Fastrider. Sono innanzitutto stati disegnati tre diversi quadranti, che si rifanno ad altrettante versioni dello Scrambler: giallo, il colore storico del modello, verde oliva per un vigoroso look urbano, e rosso per un effetto rétro-chic. Tutte e tre le versioni del nuovo Fastrider sono accomunate dall’essenzialità del design e da quadranti colorati e leggibili che regalano a questa inedita linea Tudor una ventata di nuova energia e versatilità. Impermeabile fino a 150 metri, la cassa in acciaio spazzolato del nuovo cronografo Fastrider, illustra con una finitura interamente opaca la natura tecnica e le alte prestazioni dell’orologio, impressione accentuata dal netto contrasto tra la lunetta in ceramica nera opaca, e i pulsanti e la corona con trattamento PVD nero opaco. Il profilo angolare e la ricchezza dei dettagli ricordano la struttura di

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una motocicletta. Il cronografo, che ospita un movimento meccanico a carica automatica con autonomia di circa 46 ore, è dotato di datario con correzione rapida, leggibile attraverso un’apertura a ore 4 e 30. Il richiamo estetico alla moto non si limita alla carrure di questo nuovo modello Tudor. Uno dei due cinturini disponibili con il cronografo Fastrider, quello in pelle, è un’interpretazione delle caratteristiche selle con orlatura increspata e regala un indovinato effetto sportivo. L’altra versione ha invece un cinturino di caucciù nero opaco che esalta l’immagine tecnica dell’orologio. I grandi spazi aperti, la libertà e l’avventura sono la vera vocazione del cronografo Tudor Fastrider, un compagno di viaggio dallo stile giovane e spontaneo, entusiasmante e tecnico al tempo stesso.

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Tudor Fastrider, un compagno di viaggio dallo stile giovane e spontaneo, entusiasmante e tecnico al tempo stesso.

www.curnis.it www.tudorwatch.com 141

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Equipe Solutions “Solo soluzioni di qualità” di Moira Maffeis

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ERGAMO-REDONA: appartamento di 160 mq in elegante contesto e comodamente servito da ascensore. Ampia zona giorno composta da ingresso, soggiorno con camino, zona pranzo e cucina. Affaccio sul terrazzo di 40 mq. Zona notte con tre camere e due bagni finestrati, di cui uno dotato di vasca idromassaggio. Ottime finiture con totale pavimentazione in parquet, impianto di aria condizionata e antifurto. Completano la proprietà il box e la cantina. Possibilità box doppio. Classe F (159,34 Kwh/m2a). € 320.000,00

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ERGAMO ZONA STADIO: accogliente bilocale posto all'ultimo piano in palazzina del 2010 di poche unità abitative. Internamente composto da luminosa zona giorno con cucina a vista, bagno finestrato e camera matrimoniale. La zona giorno si affaccia sul balcone dall'ottima esposizione al sole. Impreziosito da travi a vista. Zona residenziale e comoda ai servizi. Classe C (62,34 Kwh/m2a). € 90.000,00

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ORLE: quartiere Bajo. Elegante villa con vista sul Parco. Ingresso pedonale e carrale indipendente. Ampio e luminoso soggiorno con cucina abitabile con affaccio sul patio e giardino privato di 350 mq. Zona notte composta da quattro camere, tripli servizi e, al piano seminterrato, ampia taverna con lavanderia. Completano la proprietà il box e due cantine. Classe G (176,35 Kwh/m2a). € 555.000,00

www.equipe-solutions.it Tel. 035 664519

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ORLE: zona Turati. Recente villa in elegante contesto. Ingresso con luminoso soggiorno, cucina abitabile e bagno. La zona giorno si affaccia sul giardino privato dotato di irrigazione automatica. Al livello superiore si trova la zona notte pavimentata in parquet con tre camere e due bagni (di cui uno padronale). Al piano seminterrato taverna con camino e box doppio in larghezza con lavanderia dal quale si può accedere direttamente all'abitazione. Classe E (117,91 Kwh/m2a). € 370.000,00

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Via Don Mazza, 10/A Tel. 035 664519

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ANICA: zona Borgosale. Recente appartamento in villetta di 150 mq posto al primo e ultimo piano. Ingresso indipendente. Composto da luminosa zona giorno con cucina separata abitabile, bagno e camera matrimoniale. Il soggiorno si affaccia sul terrazzo dall'ottima esposizione al sole. Al livello superiore, impreziosito da travi a vista, ci sono altre tre camere ed un secondo bagno. Ottime finiture con riscaldamento a pavimento e serramenti blindati. Completa la proprietà il box doppio. Classe D (88,57 Kwh/m2a).

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ANICA: zona Scuole. Villa singola su unico livello con 500 mq di giardino privato. La soluzione è caratterizzata da 150 mq su unico livello con doppio soggiorno con camino, cucina abitabile separata, doppi servizi e tre camere. Accesso al porticato esterno di 50 mq. Al piano seminterrato si trovano 120 mq di taverna e studio. Ottima esposizione al sole. In strada privata a fondo chiuso. Completano la proprietà un ampio box e posto auto. Classe D (103,84 Kwh/m2a). € 420.000,00

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ORRE BOLDONE: zona centrale. Palazzina di poche unitĂ abitative ristrutturata nel 2006 e con minime spese condominiali. Ampio bilocale di 75 mq composto da zona giorno open space molto luminosa, bagno e camera matrimoniale. Soluzione libera sui quattro lati. Totale pavimentazione in parquet ed impianto di aria condizionata. Ottima esposizione al sole. Classe F (170,54 Kwh/m2a).

www.equipe-solutions.it Tel. 035 664519

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ILLA DI SERIO: elegante villa singola con inserti di pietra a vista in zona verde e collinare con 900 mq di giardino privato e pianeggiante. Luminosa zona giorno di 100 mq con soggiorno e cucina che si affacciano sul porticato esterno. Ottime finiture con impianto di irrigazione e antifurto. Accogliente taverna di 100 mq. Completa la proprietĂ il box di 180 mq. Classe E (144,45 Kwh/m2a).

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Austoni Design “Artista per caso” di Luca Samotti - Bergamonews • ph Federica Abbondanza

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artire da un proprio hobby per crearsi un business di successo: è quello che ha fatto Dario Austoni, quarantaduenne di Chiuduno, che nel 2004 ha fondato Austoni Design. Una storia che parte nel garage di casa nel 2000 quando Dario, da poco al fianco del padre in un’azienda di assemblaggi meccanici, decide di arredare casa con oggetti creati dalle sue mani: da perito meccanico ed ex studente di ingegneria gestionale all’Università di Bergamo, riesce nell’impresa e riempie la sua abitazione con pezzi unici. Alcuni amici, sorpresi dalle sue creazioni, gli chiedono di realizzare alcuni piccoli oggetti: ma è dal Settembre Chiudunese del 2004, dove Dario allestisce uno stand da tre metri per tre per esporre le sue creazioni, che inizia a credere nel business su larga scala. “Ho iniziato con specchi, tavoli e lampade – sottolinea Dario – Ora, invece, siamo in grado di arredare locali interi e produrre cucine e bagni completi. Uffici, negozi, chiese e privati: lavoriamo in tutti gli ambiti, realizzando a mano su preciso ordine del cliente. Di base c’è uno pseudo-catalogo che può essere consultato, ma poi ogni realizzazione è unica”. Acciaio, alluminio, ferro, rame, ottone: i materiali metallici sono il punto di partenza, personalizzabili in ogni modo, anche con delle fotografie “tatuate” sugli oggetti, creando ogni volta nuovi concept. È questo l’elemento distintivo di Austoni Design: ogni cliente è sicuro di ricevere un pezzo unico senza eguali, con un design estremamente originale che permette una totale personalizzazione. L’unica eccezione è rappresentata dall’Albero della Fortuna, una lampada impreziosita con una madreperla del Messico che nel 2005 si è aggiudicato il primo posto nel IV premio internazionale della Mostra Intersettoriale dell’Abitare: non può essere personalizzata e può essere riprodotta un massimo di 99 volte. Tra le opere più curiose ci sono sicuramente una croce di 2 metri e 20 realizzata per la Cei di Roma per la prima chiesa del millennio, un tavolo con sedie e un tavolino a forma di orologio da polso che hanno trovato posto nelle stanze del Pentagono, un orologio da parete Formula 1 consegnato a tutti i piloti nel 2009 e la cui edizione speciale è stata messa all’asta per i terremotati d’Abruzzo. “Se le richieste non sono strane non le accettiamo” scherza Dario Austoni parlando di una cucina con un top realizzato con una fusione di gres porcellanato e polvere d’oro. L’azienda a Chiuduno e lo showroom di Capriolo si trovano a metà strada tra i mercati principali della sua attività: Bergamo, Milano

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e Brescia rappresentano un bacino di clientela importante ma l’obiettivo è quello di crescere sempre più anche all’estero. “Grazie alle Fiere in particolare – conclude Dario – abbiamo creato una collaborazione con un negozio di Dubai e con uno di Montecarlo, e abbiamo lavorato con continuità a Lugano e in Costa Azzurra, arrivando perfino negli Stati Uniti: la continua ricerca di nuove tecnologie, nuove lavorazioni e accostamenti particolari è il nostro credo e, crescendo, potremo ampliare anche la nostra rosa di collaboratori, al momento 5 con il recente ingresso ingresso da poco di una nuova figura”.

www.austoni.it 148

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I racconti del Guizzo “La stanza numero 8” di Emilio Guizzetti • illustrazioni Sergio Algeri

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ro oramai convinto che quella stagione sarei rimasto appiedato, quando ricevetti la telefonata di Jack Puller. Jack era un meccanico straordinario, forse il migliore, ma aveva un paio di problemi: l’alcol e le donne. L’anno precedente aveva combinato un paio di casini colossali presentandosi al paddock completamente sbronzo e così, a pochi giorni dall’inizio della stagione, si trovava nella mia stessa condizione, ovvero fuori dal giro. Mi disse che c’era la possibilità di partecipare ad un campionato monomarca Honda negli Stati Uniti e che voleva me come pilota. Aveva già un paio di sponsor pronti a metterci un bel gruzzolo ma mancava ancora qualcosina. Compresi dunque il motivo per il quale aveva pensato a me, discreto manico, non certo un campione, ma con una grande abilità nello scovare risorse economiche per correre. Consapevole che si trattava della mia ultima occasione, mi rivolsi a Birk Kusserl, il proprietario di una catena di villaggi turistici che doveva un paio di favori a mio padre, del quale era amico di lunga data. Scegliemmo come base Indianapolis,

dove si sarebbe corsa la prima gara. Dormivamo nella stanza numero 8 – Jack chiedeva sempre la 8 perché era il suo numero portafortuna – in un hotel vicino all’officina dove tenevamo la nostra CBR 900RR Fireblade. Stava a letto fino a tardi, lavoravamo tutto il pomeriggio alla moto e la sera si faceva portare in camera champagne, ostriche, caviale e una ragazza per la notte. “Chi pagherà tutto questo, Jack?” gli domandai dopo la prima settimana. “Tranquillo, Guizzo. Il soggiorno è a carico dei miei sponsor e possiamo tenerci metà dei premi di gara”. Ero affascinato da quell’uomo. Ad una settimana dalla corsa, però, venne fuori che non c’era nessuno sponsor, a parte il mio naturalmente. Del resto la moto era quasi pronta e si trattava di una vera bomba. Dovevamo assolutamente potenziare l’impianto frenante, che non avrebbe retto un intero gran premio, ma nessuno ci faceva più credito. A quel punto Jack mi propose di correre una gara clandestina. Con quel mezzo tra le gambe l’avrei sicuramente vinta portandomi a casa i soldi necessari per terminare le ultime modifiche. Ero incaz-

“Tranquillo, Guizzo. Il soggiorno è a carico dei miei sponsor e possiamo tenerci metà dei premi di gara”.

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zato nero ma mi sembrò l’unica cosa sensata da fare. Una corsa folle in notturna in mezzo al traffico cittadino. Il primo problema fu che gli altri piloti conoscevano molto meglio di me il percorso. All’ultima curva avevo davanti una R1 e una ZX-9R ma riuscii a bruciarle entrambe con la staccata della vita. Il secondo problema fu che a quel punto non avevo più freni. Tagliai il traguardo per primo ma non riuscii a fermarmi. Mi schiantai contro un muro ed è l’ultimo ricordo che ho di quella notte sciagurata. Mi risvegliai in ospedale un mese dopo. Non avevo un osso integro. La moto era distrutta e sotto sequestro. Avevo una montagna di debiti con l’amico di mio padre, l’hotel, i fornitori e con il servizio sanitario. La polizia voleva interrogarmi e di Jack nessuna traccia. Quando mi ripresi un poco, andai a lavorare per Birk in un villaggio delle Maldive. Camminavo ancora con il bastone e facevo le pulizie in camera. Un’autentica vita di merda in mezzo a gente che se la spassava alla grande in quell’angolo di paradiso. Passai due anni d’inferno finché una mattina entrai in una stanza e, dai gusci di ostriche sparsi sul pavimento tra bottiglie vuote di champagne, capii subito chi era il figlio di puttana che vi soggiornava. La sera stessa la polizia venne a perquisire la stanza numero 8 sulla base di una telefonata anonima e trovò 3 grammi di cocaina nascosti nel bagno. Jack venne portato via in manette davanti a tutti. Sbraitava che non ne sapeva nulla di quella roba. Fu l’ultima volta che lo vidi. Venni a sapere che trascorse un paio d’anni in gattabuia a Maafushi. Ironia della sorte, nella cella numero 8.

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JUST Red carpet “SUV is coming... - SUV Attack Night” di Chiara Pennati • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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iovedì 24 settembre, in occasione del lancio della Nuova Gamma SUV Mercedes-Benz, Lodauto ha organizzato una serata di preview degna delle nuove Stelle presentate. Anticipando il lancio ufficiale, previsto per il successivo weekend, la filiale di Orio al Serio ha svelato in anteprima ai suoi clienti le attese novità: ad aggiungersi al successo di Classe GLA, presentata nel marzo del 2015, ci sono ora la nuova GLE Coupè, perfetta sintesi tra la dinamicità di un coupé e le performance di un SUV, la nuova GLE, massima espressione del lusso sportivo, affidabile e responsabile, e l’inedita GLC, completamente rivista, adatta a ogni situazione, moderna e anch’essa dall’indole sportiva. E, proprio quando le novità sembravano ormai esaurite, ecco che Lodauto ha stupito di nuovo il suo

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pubblico; i nuovi SUV sono diventati “ostacoli” per l’emozionante spettacolo live durante il quale i più bravi bikers italiani, si sono esibiti nelle loro migliori performance, tra salti e percorsi su una ruota, trasformando la preziosa cornice dello showroom di Orio al Serio, nel teatro di una rappresentazione letteralmente mozzafiato. Dopo gli attesi reveal delle vetture, lounge music e cocktail dinner, hanno intrattenuto i presenti, che hanno anche potuto ammirare in prima persona le doti vincenti della nuova Gamma Mercedes-Benz; ai più curiosi, sono invece stati riservati i primi test-drive durante i quali i SUV Mercedes hanno dato prova delle loro straordinarie qualità dinamiche.

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JUST Red carpet “Venerdì 2 ottobre 2015 e chi se la scorda questa data?” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production e Marvin Danesi

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re 19:30 tutto pronto per l’evento organizzato da 035 Cigar Club - Bergamo, Adid Bergamo e Bergamo Chapter Italy. La Trattoria Falconi è la location del grande appuntamento e, per l’occasione, ha espresso al meglio il suo credo: ottimo cibo, bevande illimitate, generosità e simpatia infinite. Appena entrati, ad attirare gli occhi su di se, la nuova Harley-Davidson Softail Slim del 2016 cavalcata dalle due 035 Cigar’s Angels: Ludovica Pagani e Dalila Baratti; la splendida moto è stata gentilmente messa a disposizione dalla concessionaria Harley-Davidson Bergamo di San Paolo d’Argon. A cornice quattro "isole" dedicate alla degustazione: 035 Cigar Club in collaborazione con Davidoff Italia e il supporto della Tabaccheria Ventura di Treviolo, a due passi da Bergamo, hanno presentato tutta la linea dedicata a Camacho, sigaro deciso, senza compromessi, dall’aromaticità accattivante che sa conquistare. Adid Bergamo e 3 Emme si sono sbizzarriti portando all’evento litri e litri del mitico whi-

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skey americano Jack Daniel’s e anche la speciale bottiglia in edizione limitata dedicata a Frank Sinatra. Le restanti due invece, di natura culinaria, sono opera del genio di Marco Falconi che ha presentato un banco aperitivo solenne da una parte, e dall’altra, a completare il binomio sigaro-distillato, cioccolato fondente di quattro diverse percentuali di cacao. Matteo Medici, presidente di 035 Cigar Club - Bergamo dà il via accogliendo i partecipanti e ringraziando le numerose persone che hanno collaborato per la buona riuscita della serata. Dopo l’aperitivo tra bollicine e sigaro di benvenuto (Davidoff Primeros), gli ospiti si sono accomodati per la cena basata su un menù studiato appositamente per l’occasione dallo chef Giorgio Falconi. Finita la cena il grande momento: la degustazione. Enrico della Pietà spiega in modo

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esaustivo i sigari Camacho che andremo di lì a poco a fumare: Connecticut, Criollo e Corojo. Ma all’,improvviso un colpo di scena... un’inaspettata sorpresa, il Camacho Ecuador. La parola passa a Dario Nembrini che presenta ufficialmente la nuova Harley del 2016. Genio di tecnologia e motore ruggente fanno della Softail Slim una moto da "battaglia". Infine si vola in Tennessee a scoprire la leggendaria storia del famoso whiskey. Marco Falconi, forte della sua infinita cultura in materia di distillati, racconta metodo di distillazione e aneddoti che incantano gli ospiti. I bicchieri sono colmi, i sigari sono accesi, la serata si svolge con l’allegria e la spensieratezza immancabili durante gli eventi organizzati dallo 035 Cigar Club. Tra risate a non finire e piccole gare di braccio di ferro, la serata sembra non avere mai fine... E, forse, non finirà mai visto che dentro di noi sta ancora continuando!

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JUST Red carpet “La moda viaggia a bordo delle Stelle Lodauto - Fashion Night” di Chiara Pennati • ph Federica Abbondanza

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iovedì 1 ottobre, Lodauto, in collaborazione con Iride Boutique e Asperti Ravelli Viaggi, ha realizzato un evento unico nel suo genere. Per l’occasione, lo showroom di Zingonia è, infatti, stato trasformato in un vero e proprio palcoscenico all’interno del quale si è tenuta una tradizionale sfilata di moda, durante la quale modelle e modelli hanno indossato i migliori outfit della collezione Autunno-Inverno di Iride Boutique. Ogni tema, introdotto dalla guest star Francesca Brambilla, ricalcava perfettamente le caratteristiche dei SUV della gamma Mercedes-Benz, appena lanciati. Nuovo GLE, emblema del lusso sportivo, solido e affidabile. Nuovo GLE Coupè, carismatico ed elegante, agile come un coupé, ma capace di dominare ogni terreno. E il nuovo GLC, progressista, cool e moderno, con un design accattivante che ora piacerà a tutti. La sfilata è stata presentata dal noto volto di Bergamo TV, Simona Befani che, al termine, ha potuto annunciare all’ospite più fortunato di aver vinto un viaggio nella paradisiaca Isola Mauritius, premio messo in palio da Asperti Ravelli Viaggi, in uno dei prestigiosi Resort del Tour Operator Hotelplan. Dj set e una cucina d’eccezione hanno completato l’evento, lasciando i riflettori puntati sulla nuova Gamma SUV Mercedes-Benz tra gli applausi dei molteplici ospiti presenti.

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MEN, MOTORS & LIFESTYLE

TREVIGLIO Men Ivan Blini

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Lifestyle Medicallife Cosmetics


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Ivan Blini

“Ma tu in tutti questi anni dove sei stato?” di Ivan Blini • ph Andre Donghi

na frase che mi sono sentito dire spesso nell'ultimo periodo: valigia sempre pronta, amore per il mio lavoro e voglia di comunicarlo. Tempo per me, per le amicizie e per coltivare le mie passioni ridotte all'osso. Una laurea in ingegneria meccanica, subito ripudiata grazie all'incontro con la tecnologia laser che per 30 anni ha assorbito gran parte di me. Ho sempre avuto nel portafoglio una foto dei miei genitori del 1955 ancora fidanzati, su una moto Parilla 175, con il sogno nel cassetto di possederne una un giorno. Questa moto è rimasta chiusa per oltre 25 anni in una rimessa, fino a quando, qualche anno fa mio figlio quasi in battuta mi disse: “ma papà perché non restauriamo insieme la moto del nonno?”. Così per scherzo partì una passione che mi porta oggi ad avere un cuore che batte come un monocilindro vintage. Poi il 26 gennaio 2014 a cavallo della mia Parilla 175 (oggi una delle mie sei Parilla restaurate con tanto sacrificio), feci un incidente di lieve entità che mi costrinse a letto per pochi giorni. Il 29 gennaio nacque dalla mente di Massimiliano Tarasco, una pagina di facebook: “sei di Treviglio se ricordi” e così un luogo per ritrovare amicizie e condividere le proprie passioni; inizialmente solo per i motori poi ad affetto domino incontenibile condividendo tutti quei ricordi ancora vivi... Nasce tutto come una battuta con il fondatore Max “perché non ci conosciamo di persona?” da lì ci fu una serendipity che ci fece arrivare al Treviglio Vintage, il primo anno solo due giorni, poi risultati insufficienti a contenere l'euforia e l'entusiasmo. Dalla 1° edizione alla 2° si creò un qualcosa che portò ad un maggior coinvolgimento da parte della città: grazie ai suoi cortili, ai volontari, alle associazioni e attività commerciali; mi fu chiesto di fare da legante per rivivere l'emozione di questo evento. “Una Treviglio così non si era mai vista”, l'articolo di giornale apparso pochi giorni dopo l'evento fece credere nel progetto e ha mostrato, il volto di una Treviglio che può dare di più. Un evento nato dal basso non commerciale, che grazie a un partner come Maurizio e un tutor come Gabriele e con tutte le persone che con noi vollero condividere i propri ricordi nascosti in fondo al cassetto della vita, il Vintage è diventato la meraviglia che oggi abbiamo. Ricordi sotto forma di hobby, motori, pc, radio, tv, vestiti, oggettistica, giochi e spettacoli.

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Quest'anno si è deciso che diventasse un appuntamento fisso per il calendario degli eventi di Treviglio, non piÚ come un neonato ma come un bambino in grado di camminare da solo.

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Provate dal direttore “Il grande salto” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

a prima prova su strada del nuovo inserto di JUST interamente dedicato a Treviglio e dintorni ha per protagonista la nuova Hyundai Tucson, il SUV medio della casa coreana che, in questa nuova vettura, ha concentrato il meglio della tecnologia e del design del marchio. La Tucson del nostro test, messaci a disposizione dalla concessionaria Auto Futura di Treviglio del gruppo Cittadella dell’Auto, è una 2.0 CRDi da 136cv nell’allestimento top XPossible. La mattinata soleggiata e tersa risalta particolarmente i numerosi dettagli cromati della Tucson che ha soprattutto nel frontale la sua porzione più caratterizzante; mascherina, scudo e proiettori sono davvero molto originali e concorreranno certamente a rendere immediatamente riconoscibile tra gli agguerriti SUV del segmento C, questa coreana che viene prodotta in Europa e che, nemmeno a dirlo, è stata disegnata da un italiano, il designer Nicola Danza. I cerchi da 19” e la profonda nervatura che disegna un cuneo appena al di sotto della linea di cintura, regalano una decisa sensazione di dinamismo che sfocia in una porzione posteriore compatta e sportiveggiante anche grazie al terminale cromato e sdoppiato.

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La vera sorpresa di questa nuova Tucson è costituita dal suo inedito abitacolo; appena seduto al volante sono stato accolto da un ambiente all’interno del quale il livello di qualità percepita è davvero elevato; tutte le plastiche sono all’altezza delle migliori concorrenti, la plancia offre una grande ergonomia e un colpo d’occhio notevole per via di una strumentazione digitale a colori molto nitida e completa, e grazie al generoso e scenografico navigatore da ben 8”. Su strada la Tucson con questo due litri turbodiesel da 136cv abbinato a una trasmissione automatica a sei rapporti, si dimostra davvero fluida senza mancare di un certo brio; l’insonorizzazione, anche col grande tetto panoramico in cristallo aperto, è molto valida e il comfort globale fa di questa nuova Tucson una compagna ideale sia nel traffico più fitto che lungo i percorsi a più ampio respiro. Ci tengo a segnalare alcuni dettagli di questo allestimento XPossible che posizionano a pieno titolo la Tucson fra le concorrenti premium della categoria; i sistemi di sicurezza – frenata d’emergenza automatica, parcheggio automatico e mantenimento della corsia su tutti – sono all’avanguardia. Ci sono poi due chicche come il portellone posteriore ad apertura e chiusura motorizzata e gli ottimi sedili anteriori in pelle dotati di un

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I cerchi da 19� e la profonda nervatura che disegna un cuneo appena al di sotto della linea di cintura, regalano una decisa sensazione di dinamismo che sfocia in una porzione posteriore compatta e sportiveggiante anche grazie al terminale cromato e sdoppiato.

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I sistemi di sicurezza – frenata d’emergenza automatica, parcheggio automatico e mantenimento della corsia su tutti – sono all’avanguardia.

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efficace sistema elettronico di ventilazione su tre livelli. Dettagli in grado di fare la differenza e di rendere se possibile ancor più piacevole la mia prima prova su strada della nostra edizione trevigliese di JUST.

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Bonaldi Motori Treviglio “La grande sfida... dieci anni dopo” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

partire da questo primo inserto trevigliese di JUST, andremo alla scoperta delle concessionarie di questo strategico polo della Bassa Bergamasca e del loro staff. Prima prestigiosa protagonista è la filiale di Treviglio del Gruppo Bonaldi che, proprio quest’anno, ha festeggiato il decimo anniversario dalla sua nascita. Padrone di casa e nostro interlocutore, è Federico Confalonieri che, proprio dieci anni fa, ha accettato questa nuova sfida ed oggi ne è un felice e vincente protagonista. Signor Confalonieri, il 2015 è un anno importante per questa sede del Gruppo Bonaldi; ci racconti com’è partito tutto… “La filiale di Treviglio nasce esattamente il 26 febbraio del 2005 con l’intento di presidiare al meglio la Bassa Bergamasca con i marchi commercializzati dalla sede di Bergamo. Treviglio e Caravaggio si trovano alla giusta distanza da Bergamo tanto da rendere utile e strategico avere una filiale dedicata; ma c’è di più; Treviglio e Caravaggio si trovano, infatti, nel bel mezzo di ben quattro province – Milano, Bergamo, Brescia e Cremona – dunque in una posizione di passaggio e nevralgica”. Ci descriva questa sede, davvero moderna e funzionale… “All’inizio, in un bell’impianto luminoso e moderno, sono stati inseriti i marchi Volkswagen e Audi; all’interno vi operavo io, coadiuvato da due venditori provenienti dalla sede di Bergamo, da un neo assunto e da due impiegate commerciali; un’ottima squadra di partenza con la quale abbiamo immediatamente dato inizio ai lavori. Inoltre, abbiamo scelto di ospitare all’interno dell’area del nostro impianto, dedicata all’assistenza, un “service–partner” già presente e ben radicato sul territorio di Caravaggio, l’azienda Berna”. Che ricordo ha di quel 26 febbraio di oltre dieci anni fa? “Ricordo con

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La filiale di Treviglio nasce esattamente il 26 febbraio del 2005 con l’intento di presidiare al meglio la Bassa Bergamasca.

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estremo piacere e soddisfazione, una bella inaugurazione alla quale fece seguito un’ottima risposta da parte di un pubblico trasversale; vendemmo una nostra auto all‘allora presidente della provincia e, come ancora facciamo, ai sindaci e alle varie aziende dei comuni che ci circondano”. Com’è cresciuto, oggi, lo staff dell’azienda che dirige? “La crescita della nostra sede è stata costante, sia per quanto riguarda lo staff che per quanto concerne gli spazi stessi della struttura. Oltre a me e ad altri sei collaboratori – tra venditori e impiegate commerciali – a partire dall’aprile del 2013 lo staff è infatti cresciuto di ben quattordici unità; nuove assunzioni effettuate in maggior numero dall’azienda Berna, e che sono andate a implementare in maniera decisa l’importante attività di “service” che svolgiamo. Quanto alla struttura, non posso che dirmi orgoglioso del secondo fiammante impianto – anch’esso datato aprile 2013 – interamente dedicato al marchio Audi, grazia al quale Bonaldi Treviglio ha raggiunto la bellezza di 2500 metri quadri coperti”. Mi dica, quali sono i modelli prediletti in questa parte della provincia bergamasca? ”Volkswagen ha sempre fatto la parte del leone in quanto a numero di veicoli venduti, mentre abbiamo registrato un vertiginoso aumento delle vendite subito dopo la nascita del nuovo impianto Audi; entrando invece più nel merito dei singoli modelli, registriamo che la Touran, da

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noi sia particolarmente apprezzata, peraltro oltre alla media nazionale”. Diamo, infine uno sguardo al futuro… ”Il futuro è la costante crescita; oggi a Treviglio commercializziamo direttamente anche i veicoli commerciali, le vetture Skoda – peraltro con buoni risultati - e, recentemente, abbiamo introdotto anche il marchio Seat. Il settore del “service”, grazie anche alla recente introduzione di un nuovo e capace coordinatore, è in costante e deciso sviluppo tanto che, anche questo mese, si è resa necessaria una nuova assunzione.

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E poi, per me e per tutto il mio staff, è motivo di grande soddisfazione constatare come ogni modello, sin dal suo esordio, desti sempre grande interesse. La nuova meravigliosa Audi Q7, per esempio, è un po’ l’oggetto del desiderio del momento, così come grande è l’attesa per la nuova A4 il cui debutto è previsto per il prossimo mese di novembre; la nuova Volkswagen Touran, invece, il cui lancio è previsto per questo mese, può già essere toccata con mano nei nostri saloni”.

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La crescita della nostra sede è stata costante, sia per quanto riguarda lo staff che per quanto concerne gli spazi stessi della struttura.

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“Federico Confalonieri in pillole” Nato a Monza 54 anni fa, sposato, tre figli. Diplomato in ragioneria e con un posto in banca ad attenderlo, dopo il servizio militare decide invece di intraprendere la professione di venditore d’auto; era il 1983. Cosa ama del suo lavoro e dei motori in generale? Le auto, il loro sapore, il loro rumore, lo show-room, le prove su strada, la pista, tutti elementi che trasmette con entusiasmo a ogni potenziale cliente. Il 2002, anno dell’ingresso nel Gruppo Bonaldi come direttore del marchio Skoda a Bergamo. 2005, l’anno della nuova sfida, riparte da zero alla guida della prima filiale Bonaldi, nella Bassa Bergamasca.

2015, dieci anni dopo quella nuova, stimolante avventura, le vetture nuove uscite dai nostri cancelli sono oltre 5000, quelle usate più di 3000; in filiale sono partiti in 6, ora sono 21. “Sono molto orgoglioso di ciò che abbiamo fatto in questi anni, non sono certo gli anni più facili per il nostro mestiere, tuttavia siamo sempre in crescita e questo ci aiuta ad andare avanti con il massimo entusiasmo; a volte, con i porte-aperte, siamo in azienda 7 giorni su 7 e un po’ di fatica si fa sentire, ma la voglia di fare è quella di sempre, siamo mossi dalla passione, e le soddisfazioni non finiscono mai!”.

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Medicallife Cosmetics “Medicallife Cosmetics… è donna!” di Marta Blini • ph Federica Abbondanza

Facebook: Medicallife Cosmetics shop@medicallife.it

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olto più di un centro estetico, Medicallife Beauty&Shop ci accompagna nel mondo della bellezza attraverso la professionalità delle sue beauty assistant, pronte a prendersi cura del nostro fascino utilizzando le tecniche estetiche più innovative. Ecco perché Medicallife è ormai un punto di riferimento, ben oltre i confini trevigliesi, per la salute del corpo. Apre nuovi spazi al pubblico dedicati ai trattamenti estetici più innovativi; nuovi locali e cabine di ultima generazione sono stati aggiunti per rendere ancor migliori e appaganti le coccole destinate alla clientela. Da Medicallife Beauty&Shop, inoltre, troviamo solo il meglio della cosmetica e una selezionata gamma di prodotti d’eccellenza, scelti seguendo il fil rouge della ricerca e dell’esaltazione della bellezza; da questa ricerca nascono prodotti sempre nuovi ed efficaci per ogni tipologia di cliente. Partendo dalla produzione e distribuzione di cosmetici naturali di alta gamma, Medicallife arriva oggi a proporre alle farmacie veri e propri spazi “SPA” per trattamento estetico, “chiavi in mano”, completati da innovativi ed eleganti concept d’arredo-design, sempre estremamente funzionali e che creano veri e propri “Store in store”. Medicallife organizza anche eventi esclusivi e incontri con i professionisti del settore nella splendida cornice di Palazzo Galliari, edificio del ‘700 situato

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Le piante sono rigorosamente coltivate con metodi “bio” per garantire il più assoluto rispetto verso la natura e l’ambiente.

nel centro storico della città di Treviglio. Tornando ai prodotti, fiore all’occhiello derivato dalla ricerca Medicallife, è senza dubbio la linea Manù che, con il suo design elegante e raffinato, costituisce la prima selezione di cellule staminali derivate dalla stella alpina, un concentrato di principi attivi per avere il massimo risultato sulla pelle di ogni donna e, perché no, uomo. Le piante sono rigorosamente coltivate

con metodi “bio” per garantire il più assoluto rispetto verso la natura e l’ambiente. Mario Aquilino, titolare e anima della prestigiosa azienda Medicallife, è anche l'ideatore di quest’ambizioso progetto di bellezza partito dieci anni fa con l’apertura dell’ambulatorio polifunzionale si-

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tuato a Calvenzano, a pochi passi da Treviglio. Il centro polispecialistico si pone l’obiettivo di fornire prestazioni sanitarie, visite specialistiche e diagnostiche per immagini, maggiormente richieste nel territorio, con la professionalità del proprio staff e il supporto di Medicallife. Un unico prestigioso marchio, dunque, che racchiude tutta la creatività la qualità del miglior Made in Italy.

www.medicallifecosmetics.com

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Just - Ringraziamenti Chiara Cattaneo • Giacomo Agostini • Roberto Sestini • Gigi Rota • Federico Passirani • Lola Albericci • Paola Bergamelli • Fabio Fassini Raul Montanari • Paolo Poma • Ezio Righetti Antonio Locatelli • Matteo Marconi • Ilaria Facchinetti • Francesca Vitali • Chiara Pennati Valter Donadini • Laura Bertulessi • Simone Doneda • Salvatore Di Stefano • Michela Mantecca • Joel Brunel • Andrea Bassoli • Marco Pezzucchi • Cesare Curnis • Daniela Benvenuti Giacomo Tagliabue • Gabriele Tonolini • Chiara Manenti • Francesca Ghisleni • Stefania Iannarilli Silvia Leoni • Sara Radaelli • Stefano Sancinelli Pietro Batta • Monica Da Prato • Saby Losapio Federica Monti • Francesco Preda • Cinzia Paleni Angela Landi • Tiziana Lozza

Periodico trimestrale Autunno 2015 - N° 3

Direttore Responsabile Giovanni Volpe direzione.just@gmail.com

Graphic & Art Director Silvia Benaglia redazione.just@gmail.com

Photo Marco Pesenti - Atomika Production Federica Abbondanza • Emanuele Clivati

Just Web & Social Web Fatto •Atomika Production Amministrazione Studio Landi - Bergamo

Modelle per un giorno Sofia Negri • Valentina Secomandi

Editore Guarda chi guida S.r.l.s. - Bergamo Illustrazioni Sergio Algeri

Stampa Errestampa S.r.l. - Orio al Serio (Bg) Rilegatore Legatoria Lilli - Albano S. Alessandro (BG)

Contributors Astasia • Emilio Guizzetti • Moira Maffeis Battista Bellini • Chicco Reggiani • Luca Samotti Chiara Pennati • Marta Blini

Distribuzione Caielli Gianluigi - Cell. 347 89.32.063 Iscrizione n. 21/14 del 17/11/2014 - Registro Stampa del Tribunale di Bergamo. Testi e materiale fotografico contenuti in questa pubblicazione, sono di proprietà esclusiva di Guarda chi Guida S.r.l.s. È pertanto vietata ogni riproduzione, anche solo parziale, non autorizzata dall’editore.

Test moto Michele Bertani • Phil Green

INFO e PUBBLICITÀ pubblicita.just@gmail.com 347 53.78.130 www.justbg.it rivista JUST

Men &Women Giacomo Agostini • Laura Bertulessi Michele Maggioni • Chiara Isner Matera Maurizio Secomandi

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