JUST - MEN, MOTORS & LIFESTYLE - NUMERO 2

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MEN, MOTORS & LIFESTYLE

Special JUST “ BergaMoto 2015”

Men Giacomo Agostini • Michele Bertani • Chicco Reggiani Bruno Gotti • Massimo Baldi • Fabio Montani Maurizio Secomandi • Carlo Berneri

Motors Ferrari 365 GTC • BMW Rivoltella Fiat Ritmo Abarth 130 TC • Bonaldi Motori Lodauto • Perego Motorrad • Bruno Moto • Radaelli Honda Auto IN • Autorota • Rinaldi Gomme 2012 Azzola Trucks • Officine Pezzucchi • Radunimog 2015

Lifestyle

Cover Story

“Nuova Jaguar XE... attacco al potere”

Copia omaggio

IPERAUTO BERGAMO

Bellini Nautica • Garajek • smart Center Bergamo e Mammoleggi e Maccarini Tern Cafè Royal • Equipe Solutions • Tacchi in sella I racconti del Guizzo • Almenno Freestyle 1000 Miglia 2015 • Bonaldi Motorsport JUST Arte

Periodico trimestrale - Estate 2015 - Anno I - N° 2

WWW.JUSTBG.IT









Editoriale di Giovanni Volpe

Un’estate piena di… “news”!

MEN, MOTORS & LIFESTYLE

uando ho deciso di partecipare all’edizione 2015 di BergaMoto, la manifestazione interamente dedicata alle due ruote protagonista dello speciale di questa edizione estiva di JUST, non avevo davvero previsto quanto di bello sarebbe scaturito da questa tre giorni…

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Il nostro stand, magistralmente allestito dagli amici di Paràchic con i quali abbiamo trascorso questo entusiasmante weekend, si è presto trasformato in un punto di riferimento per appassionati e curiosi tanto che, in poche ore, centinaia di copie di JUST sono andate letteralmente a ruba… Ma, la scia positiva di questo nostro esordio in fiera, non si è esaurita al termine della manifestazione; sono stato, infatti, contattato dal marketing del quotidiano online bergamasco per antonomasia, Bergamonews, oltre 75mila “like” in Facebook e picchi di oltre centomila contatti al giorno. Oggetto del cordiale incontro l’idea, subito diventata realtà, di far nascere all’interno delle “colonne” di Bergamonews, una rubrica motori settimanale curata da JUST; e, ancora, lo studio di una sinergia tra le due testate attraverso la quale potenziare in maniera decisiva, anche nel web, visibilità e immagine dei nostri inserzionisti. La rubrica motori di JUST all’interno di Bergamonews, già annunciata attraverso un pezzo a cura della redazione del quotidiano online, prenderà il via in concomitanza dell’inizio della distribuzione di questa edizione della nostra rivista, e avrà per protagonista il campione dei campioni del motociclismo mondiale, nonché firma di spicco di JUST, Giacomo Agostini. Infine, un caloroso in bocca al lupo a Barbara, volto nuovo del nostro staff, che tingerà un po’ di rosa le pagine di JUST… Benvenuta! Queste sì… sono “news”! Buona estate a tutti!

Voglio dedicare questa edizione di JUST a Gigi, un amico e un grande appassionato di due ruote, che nemmeno l’asfalto ha saputo scalfire… A presto Gigi!

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Editoriale


Men Special JUST “BergaMoto 2015” “BergaMoto 2015...

38 | Guarda chi guida Chicco Reggiani

Sommario 50 | Fabio Montani “Caccia ai 550 Km/h!”

“Are you... READY”

parata di stelle!”

COVER STORY Iperauto Bergamo “Nuova Jaguar XE... attacco al potere”

30 | Giacomo Agostini

Green

42 | Bruno Gotti

56 | Maurizio Secomandi

“La tre cilindri con la quale

“Il deserto... emozioni

“La strada giusta: Porsche

conquistai il mondo...”

sempre nuove”

Boxster”

34 | Guarda chi guida Michele Bertani “‘Evolution’ della specie”

46 | Massimo Baldi

60 | Carlo Berneri

“Cavalli e cavalieri...

“Allacciate bene il casco...

moderni”

il futuro è già qui!”

Green

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Sommario


98 | Provate dal direttore Auto IN “Bella dentro... e fuori”

Motors 66 | Regine di ieri “Il dono”

82 | What’s new? Lodauto “Colpo di coda...”

102 | Provate dal direttore Autorota “Più raffinata e hi-tech... ma sempre pronta a tutto!”

70 | Supercar BMW Rivoltella “‘Supercar’ sotto mentite

86 | In piega... Perego Motorrad

106 | Rinaldi Gomme 2012 “Tre “DRIVER” d’eccellenza!”

“Come prima... più di prima!”

spoglie...”

74 | Brutte & Cattive “L’ultimo morso dello scorpione”

78 | What’s new? Bonaldi Motori “Benvenuto... futuro!”

90 | In piega... Bruno Moto

110 | Azzola Trucks “Più serviti... Più assistiti”

“Turismo sì... ma “Veloce”!”

94 | Provate dal direttore Radaelli

114 | Officine Pezzucchi “Pronti a partire...?”

“Va in “Honda”... il futuro!”

118 | Radunimog 2015 “Giganti buoni... a tutto!” 9

Sommario


Lifestyle 124 | Bellini Nautica “Collezione Riva: la storia

142 | Equipe Solutions “Solo soluzioni di qualità”

“Acrobazie... benefiche”

di un progetto”

130 | Garajek

152 | JUST RED CARPET Almenno Freestyle

146 | Tacchi in sella

“Una filosofia tutta da

“Un paio di boxer a

guidare... e indossare!”

guidare un boxer”

156 | JUST RED CARPET 1000 Miglia 2015 “Qualche “miglia” di storia e magia... anche a Bergamo”

134 | smart fortwo twinamic Tern D8 New

150 | I racconti del Guizzo “Zanzibar”

“Geniali... si nasce!”

162 | JUST RED CARPET Bonaldi Motorsport “Partiti...!”

138 | Cafè Royal

166 | JUST Arte

“Ci troviamo tutti al Royal!”

“Arte e motori gioie e dolori”

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Sommario



Special JUST “BergaMoto 2015” “BergaMoto 2015… parata di stelle!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

a seconda edizione di BergaMoto, andata in scena gli scorsi 24, 25 e 26 aprile al polo fieristico di Chiuduno, ha confermato ancora una volta la straordinaria passione dei bergamaschi per le due ruote e per tutto ciò che vi ruoti attorno. Organizzata da A.I.P.E., Associazione Italiana Promozione Eventi, ha appagato un pubblico numeroso e davvero trasversale; infatti, accanto alle numerose novità di mercato esposte – su tutte la nuova Yamaha R1, la Ducati Scrambler, la KTM Adventure 1290 e una miriade di spettacolari Harley – l’edizione 2015 di BergaMoto è stata ricca di manifestazioni, concorsi e spettacoli. Incredibili le acrobazie in sella a moto di ogni genere da parte del Full Team e di Quad Evolution, con Roberto Poggiali. Protagoniste anche a BergaMoto 2015 le Special con diversi customizzatori a darsi amichevolmente battaglia a colpi di originalità durante l’attesissimo concorso organizzato durante la tre giorni.

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Guest star di BeraMoto 2015 il giovane campione abruzzese Andrea Iannone che, dopo il prevedibile bagno di folla e l’intervista di rito, ha firmato caschi e gadget vari nello stand Ducati della concessionaria Bergamasca Cisco Moto. Per noi di JUST l’esperienza di BergaMoto 2015 è stata davvero piacevole oltre che utile; la nostra rivista, ospitata dagli amici di Paràchic – le raffinate e ipertecnologiche mascherine già diventate un “must have” di questa stagione – è andata letteralmente a ruba tra appassionati e addetti ai lavori. Durante questa tre giorni, di fatto la prima fiera per JUST, in migliaia hanno visitato il nostro stand JUST/Paràchic diventato, col passare delle ore, una sorta di salottino buono all’interno della fiera dove abbiamo ricevuto visite da parte di amici, clienti e semplici appassionati. Non ci rimane che ringraziare l’organizzazione per la grande disponibilità e per la splendida collaborazione, e non vediamo l’ora di partecipare all’edizione 2016!

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Iperauto Bergamo “Nuova Jaguar XE... attacco al potere” di Giovanni Volpe

ino a prima della presentazione della nuova Jaguar XE, avvenuta in anteprima lo scorso 11 giugno nella concessionaria Jaguar ufficiale Iperauto Bergamo - osservando il panorama delle vetture premium del segmento “D”, non avrei potuto che prendere atto del consueto teutonico strapotere di Audi A4, BMW Serie 3 e Mercedes Classe C. Ma, ora che Jaguar è pronta a lanciare la sua nuova creatura, la XE, mi rendo conto del fatto che, presto, le mie convinzioni potranno vacillare… È innegabile, infatti, che la protagonista di questa prima Cover estiva di JUST abbia davvero tutte le carte in regola per farsi valere e, probabilmente primeggiare, in un segmento, quello delle berline compatte premium, all’interno del quale da anni

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Cover Story


IPERAUTO BERGAMO

Volumi ben armonizzati, assenza di inutili e costosi fronzoli stilistici e aerodinamica di alto livello. .

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non c’è davvero storia… E Jaguar si presenta a questa importante sfida con un prodotto, la nuova XE, davvero ricco di tecnologia, di qualità costruttiva e, non ne abbiano a male gli irriducibili amanti delle tedesche, di un design in grado di conquistare, di emozionare già al primo sguardo… Ebbene sì, guardando da vicino questa nuova Jaguar, mi concedo il lusso di esprimere un parere estetico chiaro, senza mezze misure: la XE è davvero bella! Da qualsiasi angolazione la si guardi, infatti, denota un’attenta ricerca da parte dei suoi designer di far convivere idealmente razionalità – volumi ben armonizzati, assenza di inutili e costosi fronzoli stilistici e aerodinamica di alto livello – e ragioni del cuore, tanto care

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I nuovi propulsori quattro cilindri della famiglia Ingenium - tutti rigorosamente sovralimentati, benzina e diesel, con struttura completamente in alluminio - sono capaci di prestazioni di vertice ma sempre particolarmente parchi nei consumi.

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Cover Story


XE “S”: propulsore V6 sovralimentato attraverso un compressore, 340cv di potenza e ben 450Nm di coppia, uno 0/100 letteralmente bruciato in soli 5.1 secondi. .

IPERAUTO BERGAMO alla clientela Jaguar e non solo – immediata riconducibilità al marchio, dettagli della tradizione, e immagine dinamica, elegantemente sportiva in perfetto stile Jaguar. Ciò che invece non è immediatamente percepibile è l’elevatissimo tasso tecnologico-qualitativo di questa vettura che propone importanti novità a livello telaistico e non solo. Basti pensare all’inedito telaio interamente realizzato in alluminio e sfruttando la piattaforma dalla quale sono nate le Land Rover più recenti. E, ancora, i nuovi propulsori quattro cilindri della famiglia Ingenium – tutti rigorosamente sovralimentati, benzina e diesel, con struttura completamente in alluminio – capaci di prestazioni di vertice ma sempre particolarmente parchi nei consumi. In attesa che Iperauto Bergamo mi metta a disposizione un esemplare per un approfondito test lungo le strade della nostra provincia, ho dato uno sguardo a potenza e prestazioni dichiarate della nuova XE; ho trovato notevole il rapporto prestazioni/consumi della 2 litri turbodiesel da 163cv che, a fronte di una media di soli 3,8 litri di gasolio per percorrere cento chilometri, raggiunge i 227km/ di velocità massima e tocca il classico 0/100 in soli 8.4 secondi. E poi, a fianco alle diverse varianti di 2 litri turbo benzina, disponibili con potenze comprese tra i 200 e i 239 cavalli, non posso che segnalare la versione più cattiva di questa Jaguar XE, l’unica tra l’altro a essere equipaggiata con un 6 cilindri.

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Sto parlando della XE “S” i cui numeri parlano chiaro: propulsore V6 sovralimentato attraverso un compressore, 340cv di potenza e ben 450Nm di coppia; numeri che si traducono in uno 0/100 letteralmente bruciato in soli 5.1 secondi oltre che in un piacere di guida di altissimo livello… Il comparto tecnico di tutta la gamma è poi completato da sospensioni ereditate dalla F-Type, da uno sterzo ad assistenza variabile, e da una versione ulteriormente migliorata del noto cambio automatico ZF a otto rapporti, evoluzione di quello già adottato da altre vetture del Gruppo. È infine l’abitacolo a meritare un plauso. Come per ogni Jaguar che si rispetti, anche questa nuova XE vanta un ambiente interno decisamente ben disegnato e realizzato; spazio a parte – in linea con le migliori della classe anche ai posti posteriori – si apprezzano molto scelta dei materiali e assemblaggi che caratterizzano al meglio ogni versione di questa berlina premium. E che sia premium lo si evince chiaramente anche dalla completezza degli equipaggiamenti di serie che, sin dalla “SE”, prevedono cerchi da 17 pollici, navigatore, cruise control, radio DAB e volante multifunzione, per poi arrivare a fari bi-xenon, pelle Windsor, impianto audio Meridian e cerchi da 18 pollici, scegliendo la più lussuosa “Portfolio”. Ce la farà questo giovane “giaguaro” a mettere in dubbio lo strapotere delle tedesche? Jaguar ha appena lanciato il suo “attacco”…

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www.iperautobg.it

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Men Giacomo Agostini

Bruno Gotti

Michele Bertani

Chicco Reggiani

Fabio Montani

Maurizio Secomandi

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Carlo Berneri


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Giacomo Agostini

“La tre cilindri con la quale conquistai il mondo…” di Giacomo Agostini • ph Marco Pesenti - Atomika Production

n occasione della scorsa edizione di JUST ho testato per voi, lungo le strade della mia Bergamo, un capolavoro moderno di casa MV che porta il mio nome, la F3 800 Ago. Una moto dalla ciclistica eccezionale, capace d’infaticabili frenate e di prestazioni mozzafiato, ma capace di emozionare anche al primo sguardo per via di un design che, in alcuni dettagli, richiama le gloriose MV in sella alle quali, come noto, ho vinto numerosi mondiali in più d’una categoria. In questa edizione estiva di JUST ho deciso di raccontarvi proprio una di quelle eccezionali e vincenti MV Agusta nate nella seconda metà degli anni ’60. Si tratta della MV 500 3 cilindri che venne ideata e rapidamente sviluppata a partire dalla fine del 1963, con la quale esordii, vincendo, il Mondiale della classe regina del 1966. Era ed è tuttora una moto straordinaria questa 500 3 cilindri; era stata fortemente voluta da Domenico Agusta in persona che, avendo dovuto prendere atto degli straordinari passi avanti e delle vittorie nelle classi minori da parte delle giapponesi, Honda e Suzuki, aveva affidato all’ingegner Mario Rossi e al motorista Ruggero Mazza lo sviluppo di una moto più moderna e veloce. Questa mia nuova MV 500 aveva numeri davvero importanti. Pensate, nonostante molti dei materiali ipertecnologici, oggi di largo impiego, non fossero nemmeno mai stati impiegati, la mia moto era già ai tempi un peso piuma con i suoi soli 135 Kg col pieno di carburante. Aveva una potenza molto alta per quegli anni, ben 90cv, tre carburatori Dell’Orto SS31 e un cambio sei marce a pedale che comandavo dal lato destro; ma ciò che, ancora oggi, sono certo rappresenti qualcosa di stupefacente, è il dato riguardante la velocità massima che potevo raggiungere in sella a questa belva: oltre 285 chilometri l’ora! Velocità in assoluto molto elevate e che assumono ancor più valore se pensate che, fino al 1969, per frenare mi affidavo, sia davanti che dietro, a tamburi: il primo era un doppia camma e quattro ganasce da 225mm, mentre al posteriore ce n’era uno monocamma da 180mm. Ancora oggi, guardando questa mia splendida motocicletta, resto affascinano dal design e dalla disposizione degli scarichi; era

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Aveva una potenza molto alta per quegli anni, ben 90cv, tre carburatori Dell’Orto SS31 e un cambio sei marce a pedale che comandavo dal lato destro.

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una moto raffinata, una velocissima tre cilindri alla quale seppi perfettamente adattarmi sin dai primi chilometri percorsi nei test, e che chiesi espressamente di poter subito portare in gara. Con lei fra le mie mani la minaccia venuta da Oriente fu subito neutralizzata, e io continuai a dominare in 500 anche tra il 1968 e il 1970 accrescendo ulteriormente l’imbattibilità del binomio Agostini-MV.

La velocità massima che potevo raggiungere in sella a questa belva: oltre 285 chilometri l’ora!

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Guarda chi guida

Michele Bertani

“‘Evolution’ della specie” di Michele Bertani • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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Men • Green


o una passione viscerale per i motori, il direttore di JUST lo sa bene, e per questa ragione mi fa piacere che abbia pensato a me come “tester per un giorno”; sono un estimatore dei prodotti BMW, posseggo un 650 Sport, e non nascondo una certa curiosità mentre mi appresto a provare il suo diretto discendente completamente elettrico, dunque sulla carta distante anni luce dal mio più tradizionale concetto di moto. Beh, dando uno sguardo al design di questo C Evolution, anche se argomento estremamente soggettivo, lo trovo un oggetto molto bello, filante, aggressivo e di marcata personalità; anche i fianchetti verde “semifluo”, nonostante possano sembrare poco in linea con la sobrietà delle linee BMW, trovano perfetta armonia e soprattutto, volutamente, avvertono che lì sotto ci sia qualcosa di "diverso"… Una volta in sella, trovo che la posizione di guida sia molto buona, comoda la seduta, il manubrio alla giusta altezza e distanza, e i comandi di facile manovrabilità; c’è anche molto spazio per le gambe, sia per chi preferisca tenerle distese, che per chi, come me, prediliga una postura un po’ più rannicchiata, con il piede molto indietro. Un cenno, infine, alla strumentazione, molto completa, di facile lettura e dalla grafica ipertecnologica, davvero bella. È tempo di scoprire di cosa sia capace questo C Evolution… Il feeling è subito ottimo, in perfetto stile BMW: si fanno pochi km e sembra di averlo guidato da sempre. Nonostante il peso un po’ elevato - inevitabilmente dettato dal pacco batterie - la maneggevolezza è molto buona, l’Evolution si dimostra anche stabile e sicuro in piega ed estremamente confortevole in marcia rettilinea, grazie anche alla assoluta assenza di vibrazioni e alla buona protezione aerodinamica del parabrezza. La forza frenante è ben dimensionata in rapporto alle prestazioni ma, selezionando la mappatura che ricarica le batterie quando si chiude la manopola dell’acceleratore, questo BMW rallenta molto già da sé e i freni si "toccano" solo nel caso sia davvero necessaria una brusca decelerazione.

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Una volta in sella, trovo che la posizione di guida sia molto buona, comoda la seduta, il manubrio alla giusta altezza e distanza, e i comandi di facile manovrabilità.

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Certo, per chi come me ami il "profumo" di una bella "vampata " di blu super e la melodia di un motore a scoppio, è difficile e un po’ triste pensare che un giorno, forse nemmeno troppo lontano, ci ritroveremo tutti a viaggiare su mezzi "sibilanti". Obbiettivamente devo però riconoscere che, durante la prova di questo BMW C Evolution, il comune denominatore sia stato un costante sorriso sul mio volto e, a dire il vero, anche su quello di chi ha realizzato questo servizio; un misto di stupore, meraviglia e divertimento per le emozionanti prestazioni che questo scooter ci ha regalato, e sensazioni d’altri tempi, come se per un istante fossimo tornati bambini e avessimo scoperto per la prima volta quanto sia buona la marmellata! Non si può però negare che l’elettrico, per una serie di ragioni come inquinamento, rendimento, costi, e così via, penso proprio sia il futuro; ritengo, quindi, che per un marchio leader quale è BMW, sia una scelta corretta di investimento per un futuro ormai alle porte. Autonomia a parte - questo mezzo è talmente gustoso che circa 100km potrebbero non bastare - reputo che questo BMW C Evolution sia sicuramente un prodotto ben riuscito in virtù della sua grande tecnologia costruttiva e per via della sua facilità e praticità di utilizzo. Se lo acquisterei? Beh, sicuramente, perché guidandolo mi sono veramente divertito e mi ha emozionato la sua fulminea accelerazione!

Michele Bertani Età: 51 anni Professione: imprenditore Moto attuali: BMW S1000RR (ma le sportive le ho avute quasi tutte) e attualmente, dopo aver avuto tutti i modelli Yamaha TMax, scooter BMW 650 Sport

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Men • Green

BMW C Evolution Motore: elettrico Potenza massima: 35kW/47,5cv Coppia: 72Nm da zero a 4500 giri Vel. max: 120Km/h Autonomia: 100km Ricarica completa: 4 ore Batterie: ioni di litio garantite 5 anni o 50000km

www.perego.bmw-motorrad.it


Guarda chi guida

Chicco Reggiani

“Are you... READY?” di Chicco Reggiani • ph Luca Facheris

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uando il direttore di JUST, che conosco da anni, mi ha proposto di testare una vettura del Gruppo Volkswagen, per di più una Golf, ho subito accettato con entusiasmo… Sono un grande appassionato di motori e un convinto sostenitore della Golf, vettura di grande qualità che, negli anni e nelle sue sette generazioni, non ha mai smesso di crescere in termini di dimensioni, qualità globale e immagine. Quando mi è stato detto che avrei provato la nuova Golf GTE, ammetto di esser stato inizialmente spiazzato… Come potevo non conoscere questa sigla proprio io che, avendo recentemente acquistato una GTD full optional della settima generazione - della quale sono peraltro davvero entusiasta - sono giunto alla mia quinta Golf? Questa GTE, come la sigla non teme di ostentare, ha un’identità marcatamente sportiva; lo testimonia inequivocabilmente la sua livrea esterna e l’abitacolo, entrambi accomunati da un elemento caratterizzante su tutti, il colore azzurro. È infatti questa, dopo l’inossidabile rosso della mitica GTI e il grigio della GTD, la tinta scelta dai vertici del gruppo VW per identificare la terza Golf con velleità sportive nonché la prima ibrida plug-in. La Golf GTE che mi appresto a testare lungo le strade di casa mia, ai piedi dei colli di Astino e della Madonna del Bosco, è mossa da due propulsori che, una volta aperto il cofano, ho avuto il piacere di ammirare l’uno a pochi centimetri dall’altro; si tratta di un millequattro turbo a iniezione diretta da ben 150cv, e di un propulsore elettrico in grado di sviluppare una potenza corrispondente a 102cv. Una volta seduto al volante della GTE ho ritrovato tutta la qualità e l’accoglienza della mia GTD VII anche se qui la trama dei sedili sportivi in tessuto ha un filo azzurro per protagonista; ma c’è di più… È la strumentazione a raccontare da subito una vettura tutta nuova, unica, diversa… Qui, infatti, non sono i giri/motore a farla da padroni ma i chilowatt; e poi ci sono indicazioni e schermate del grande

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display del moderno impianto di infotainment che mostrano in tempo reale tutti i settaggi della vettura e il consumo di energia da parte del propulsore elettrico. Giro la chiave e, nemmeno a dirlo, tutto tace… Il motore elettrico, di fatto, non ha “voce” e capisco di poter partire grazie a una spia verde posta nel quadro, davanti ai miei occhi, che recita con teutonica sintesi: “ready”…

Volkswagen Golf GTE

Chicco Reggiani

Cilindrata: 1395cc Motore: elettrico + benzina 1.4 TFSI Potenza totale: 150kw/204cv Coppia: 350Nm Cambio: DSG a 6 rapporti Velocità massima: 222 Km/h Acc. 0-100 Km/h: 7.6 sec.

Bergamo: classe ‘69 Professione: imprenditore Auto possedute: Volkswagen Golf GTD, Porsche GT2

Ebbene sì, la Golf GTE non è accesa… è pronta! Premo sull’acceleratore e capisco ben presto cosa questa innovativa Golf sia pronta a fare: regalare emozioni, emozioni inaspettatamente forti… In modalità del tutto elettrica non vi sono inerzie, buchi di alimentazione, ritardi... e la Golf scatta da ferma senza emettere un solo suono, se non un lieve sibilo: in pochi istanti mi trovo

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Questa GTE ha un’identità marcatamente sportiva; lo testimonia inequivocabilmente la sua livrea esterna e l’abitacolo, entrambi accomunati da un elemento caratterizzante su tutti, il colore azzurro.

proiettato a oltre cento chilometri orari… una vera scheggia! Settata poi su “GTE” la Golf viene mossa dai due propulsori che funzionano all’unisono fornendo, dunque, la potenza totale disponibile che è di ben 204cv. E si sentono tutti… In questa modalità la vettura ha bassi poderosi e allungo da Golf sportiva purosangue, sottolineato anche da un sound pieno, gratificante… C’è poi un elemento che, ancora una volta, basta a testimoniare la bontà di questo nuovo progetto, a ricordarmi l’importanza di essere al volante di una Volkswagen: la straordinaria meccanica di questa vettura, davvero pregevole in ogni suo comparto ed elemento; trasmissione – rigorosamente DSG – assetto, freni, sterzo, telaio oltre a questi due propulsori gioiello. Tutto funziona a meraviglia, con rara efficacia e regalando una sensazione di compattezza davvero unica… Con questa vettura ci si può concedere il non indifferente lusso di viaggiare percorrendo la bellezza di 30km/l di media oppure si può decidere di dare filo da torcere a sportive blasonate e dalla cavalleria ben più abbondante, semplicemente facendo “giocare” all’unisono i due motori di

BONALDI MOTORI Via V Alpini, 8 - Bergamo Tel. 035 4532711 www.bonaldi.it

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questa stupefacente GTE, una Golf VII, dunque la migliore di sempre, ma con tante altre nuove e inaspettate qualità... È giunto il momento di riconsegnare questo gioiello a quattro ruote e, appena aperta la portiera, ecco una chicca con la quale questa straordinaria vettura lascia un’ulteriore traccia di sé… il battitacco satinato e retroilluminato dal quale fuoriesce una luce azzurra… Certo, è una GTE!


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Bruno Gotti

“Il deserto… emozioni sempre nuove” di Bruno Gotti • ph Roberto Farina

i sono infiniti modi di vivere e condividere una passione… Le due ruote che, come noto, sono al centro della mia quotidianità e protagoniste indiscusse della mia azienda, sono protagoniste del mio sempre più risicato tempo libero. Tempo libero che, appena possibile, amo trascorrere con gli amici di sempre e con i tanti nuovi amici che ho conosciuto condividendo la grande passione per le moto che, quasi sempre, si cela dietro l’acquisto di questo o quel nuovo modello. Nel 1992, per la prima volta, affrontai con un piccolo gruppo di amici il deserto… Fu una grande esperienza, diversa da tutto ciò che fino a quel momento avevo fatto in sella a una moto… È difficile raccontare ciò che si prova affrontando dune e portando al limite la propria moto, il proprio fisico e la propria mente… Quel che è certo è che, da quell’ormai lontano 1992, non ho mai smesso di trascorrere le mie vacanze in luoghi incantati come quelli; ogni anno, ovviamente, organizzazione e mezzi meccanici sono cresciuti e migliorati…

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Nel 1992, per la prima volta, affrontai con un piccolo gruppo di amici il deserto‌ Fu una grande esperienza, diversa da tutto ciò che fino a quel momento avevo fatto in sella a una moto‌

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E, con essi, anche l’esperienza nell’affrontare determinati tracciati e la sintonia con molti dei miei compagni di viaggio che, col tempo, sono diventati amici veri… Ci tengo a dire che non siamo fanatici del deserto, non ci lanciamo sciaguratamente o in solitaria alla conquista di mete inesplorate, e non abbiamo alcun bisogno di rendere estrema un’esperienza di vita che, se ben organizzata e con i debiti accorgimenti, rimane sì dura, ma soprattutto appagante, gratificante e aggregante… In questi circa ventitré anni di deserto io e i miei amici abbiamo solcato le dune di Tunisia, Libia e Marocco… Ognuna di quelle infinite dune ha un posto ben saldo fra i miei ricordi, fatti di fatica, tenacia, condivisione, amicizia ed emozioni sempre nuove… Ma io sto già pensando alla prossima avventura!

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www.brunomoto.it

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Massimo Baldi

“Cavalli e cavalieri... moderni” di Massimo Baldi • ph Marco Pesenti - Atomika Production

arissimi lettori… L’anno era il 2001, mi sembra di ricordare la fine del mese di maggio… Il luogo le Terme di Castrocarus… Il fine? Un motoraduno inter-nazionale… naturalmente! I Celtauri (Celti bikers) partirono da Bergomum alla volta delle lontane lande governate dal Re Crescione e dalla sua sposa Regina Piada… Il viaggio, ognuno in sella al proprio purosangue, fu lungo e abbastanza noioso durante quel dritto sentiero carrale denominato A14; ma poi, finalmente giunti a Forlìsgrana, cominciarono a seguire i tortuosi sentieri appenninici che risvegliarono in loro il piacere di cavalcare i propri sauri, a due piuttosto che a quattro cilindri; chiaro che degni del massimo rispetto erano per me solo i primi. Dopo un tragitto non proprio breve, e sufficientemente impegnativo, immersi in una leggera nebbia tipicamente sassone, nei pressi della diga di Ridracoli avvenne l’incontro con gli altri membri della “fratellanza” giunti da accampamenti più o meno lontani, guidati da King Loris e dal suo fido scudiero Sir Lallo. Dopo un saluto poco formale e molto amicale, tutta l’orda piuttosto selvaggia, partì alla volta di un luogo denominato “La fava” dove avrebbe incontrato il Presidente Jorge Rusticalius e, con ello, desinato all’ombra di alberi secolari. Non mi voglio dilungare sulle leccornie che contribuirono ad appesantire i guerrieri… voglio solo ricordare che la ripartenza - dopo aver ingerito quantità indefinibile di locale ben di Dio, e sorseggiato splendido nettare dei nostri Dei Valentinus Rufus et Maximus Biaggius - portò i

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Nei lustri a seguire, codesto cavaliere, cambiò diverse razze di destrieri, fino alla completa maturità che lo ha portato in sella a cavalli d’oltreoceano, più precisamente quelli nativi di Milwaukee…

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nostri eroi presso le Terme di Castrocarus dove, après un leggero e lieve riposo e un opportuno bagno in tinozza, si ripresero i baccanali fino a tarda notte. Il mattino seguente, dopo i buoni auspici notturni, vide la schiera degli eletti prendere le vie che portano dirette all’Universitas Studiorum Motociclisticae, alias… “ IL MURAGLIONE”. Il gaudium fu maximum per tutta la banda di sciammannati e, soprattutto, per colui che vi scrive, che in sella al suo purosangue desmodromico che vide la luce in Borgo Panigale, provò emozioni che solo un cavaliere appartenente alla Tavola Rotonda può assaporare e comprendere… Nei lustri a seguire, codesto cavaliere, cambiò diverse razze di destrieri, fino alla completa maturità che lo ha portato in sella a cavalli d’oltreoceano, più precisamente quelli nativi di Milwaukee… Per la cronaca, non è cambiato niente; il Muraglione rimane lo stesso, così come il cavaliere… Si possono cambiare i cavalli, ma il divertimento e il godimento rimangono sempre gli stessi. Buona strada a tutti.

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Per chi non lo conoscesse: Il passo del Muraglione è un valico dell'Appennino tosco-romagnolo, altitudine 907 m s.l.m., provincia di Firenze, nel Comune di San Godenzo, 6 chilometri a sud del confine amministrativo fra Toscana ed Emilia-Romagna, provincia di Forlì-Cesena. È attraversato dalla strada statale 67 Tosco-Romagnola. Separa la valle di San Godenzo e il Mugello dalla vallata del fiume Montone. Anticamente percorso da mulattiere, il valico divenne carrozzabile nel 1836 per volere del granduca di Toscana Leopoldo II. Contemporaneamente alla strada, furono costruiti sul passo una casa cantoniera, un alberghetto e un muro di pietre che offrisse ai viandanti un riparo dal forte vento di crinale (da qui l'origine del nome). Bellissimo arrivarci da entrambe le direzioni, anche se personalmente prediligo salirci arrivando da Forlì.

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Fabio Montani

“Caccia ai 550 km/h!”

ono da sempre un grande appassionato di motori… Una passione esplosa anche nel mondo delle competizioni solo a trent’anni perché di “santi in paradiso” non ce n’erano… Ciò nonostante mi sono tolto non poche soddisfazioni correndo al volante di auto storiche, sport prototipi e persino nell’affascinante IMSA americana… Dal 1996 al 2002, poi, ho iniziato a vivere questa mia passione viscerale in maniera se possibile ancora più completa, gestendo i miei team, il Target24 e, successivamente, l’RM all’interno del quale hanno corso e vinto piloti di alto spessore come Caffi, Capelli, Sospiri e Baldi… Le soddisfazioni non sono davvero mancate vista la prestigiosa vittoria della “Mille chilometri di Monza” conquistata nel 2000 ed essendo stato il mio team sempre tra i primi nella categoria sport prototipi… Il mio lavoro di broker di prodotti siderurgici, col tempo, è andato sempre più assorbendomi e, col passare del tempo e degli anni, ho inevitabilmente iniziato ad allontanarmi dal mondo delle competizioni, senza mai abbandonare la mia grande passione, ma senza dubbio vedendola e vivendola in maniera un po’ diversa… È andata così fino al 2007, l’anno dei miei primi cinquant’anni…

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Un momento particolare, nel quale, a esattamente vent’anni dal mio esordio nelle competizioni, quella stessa passione si è rifatta improvvisamente viva, incontenibile e per certi versi al limite dell’irrazionale… Mi sono avvicinato così al magico mondo delle “streamliner”, auto purissime, costruite con unico e preciso scopo: raggiungere le velocità più alte… possibili e immaginabili! Con le incredibili stramliner mi sono immediatamente trovato catapultato fra i miei sogni di bambino, all’interno di una grande sfida, la sfida delle sfide, a cavallo fra uomo e macchina… Una sfida chiamata Bonneville, un luogo magico, unico, senza tempo, una pista fatta di sale lunga 400 incredibili chilometri quadrati… È nata così Gus Gus – mi chiamava così, da piccola, mia figlia Sara – otto metri di kevlar, carbonio e tecnologia spinta a livelli estremi… A cinquant’anni mi sono rimesso alla guida di una vera e propria auto, ne ho scoperto la vera essenza attraverso un bolide da 750cv di potenza che, una volta scaricati a terra per raggiungere il record di velocità di categoria – che non si ottiene semplicemente raggiungendo una sola volta il picco di velocità record, ma che è il risultato della media di più run – ha un equilibrio delicato e per ottimizzare la resistenza all'avanzamento non ha carico aerodinamico, così inizia a pattinare in ognuna delle sue sei marce a innesto manuale… Pattina senza soste fino a circa 300 Km/h… poi c’è un’apparente tregua che dura solo all’incirca altri 100 Km/h visto che, attorno ai 400 all’ora Gus Gus mi ricorda di avere ancora tanto da dare, il meglio: si rimette a pattinare ed è subito record… Gus Gus diventa, infatti, la prima streamliner di sempre a esordire da nuova e a conquistare il record del mondo di categoria – raggiungendo il picco di velocità più alto per due volte rigorosamente fra il quarto e il quinto miglio – in soli sei run! Io e la mia Gus Gus nel 2011 abbiamo sfrecciato sul magico lago salato di Bonneville, sconfinato e bianchissimo “tempio della celerità”, facendo registrare una velocità di punta di 499,88 chilometri orari…! Gus Gus in quegli interminabili e meravigliosi istanti, è entrata indelebilmente nella storia dei record come automobile italiana più veloce di tutti i tempi… È la mia vittoria e, ancor prima, quella di un gruppo di amici – Mario Villa, Luca Piancastelli e Francesco Fuser –

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Io e la mia Gus Gus nel 2011 abbiamo sfrecciato sul magico lago salato di Bonneville, sconfinato e bianchissimo “tempio della celerità”, facendo registrare una velocità di punta di 499,88 chilometri orari…!

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premiati dopo tre anni di estenuante lavoro, di determinazione, e di passione senza limite né confini… Da irriducibile appassionato e amante delle sfide, è chiaro che la storia non possa e non debba finire qui… Quei nostri indimenticabili e storici 499,88 chilometri orari sono un punto di partenza visto che l’intero team è fortemente determinato a tornare sul “grande deserto di sale”… Obiettivo? Portare il Made in Italy ancora più in alto. Dopo quattro anni di lavoro Gus Gus 2.0 è una realtà con un nuovo motore da 1250 HP. L'obiettivo è tentare di ottenere alla Speed Week 2016 un nuovo record oltre 550 Km/h!

Da irriducibile appassionato e amante delle sfide, è chiaro che la storia non possa e non debba finire qui… prossimo appuntamento Bonneville Speed Week 2016.

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Maurizio Secomandi

“La strada giusta: Porsche Boxster” di Maurizio Secomandi • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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partire da questa edizione estiva di JUST vi accompagnerò alla scoperta di vetture che abbiano lasciato un segno nella storia dell’automobile o, più semplicemente, che si siano fatte valere in fatto di vendite e gradimento da parte del pubblico… Un elemento accomunerà tutte le vetture che vi presenterò: si tratterà di auto usate selezionate, quindi, come nel caso della “scoperta” della quale sto per parlarvi, di vetture che oggi rappresentano sogni… possibili. Estate, voglia di stare il più possibile all’aria aperta, magari anche in auto… Quella che vi presento in queste pagine rappresenta il modello d’accesso di una delle case costruttrici più prestigiose del mondo, Porsche, i cui vertici all’inizio degli anni ’90 capirono che, vista la concorrenza sempre più agguerrita da parte di altri marchi blasonati, sarebbe stato necessario creare un modello che, posizionandosi al di sotto dell’inossidabile 911, desse la possibilità di conquistare nuove quote di mercato.

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La gestazione di questa “piccola” Porsche non fu esattamente semplice e rapida; questo perché, nella definizione del nuovo modello, c’erano due elementi fondamentali da tenere in debita considerazione. Il primo consisteva nel fatto che un eventuale nuovo modello Porsche non avrebbe dovuto in alcun modo trasformarsi in un’arma a doppio taglio, in un prodotto cioè potenzialmente in grado di far calare le vendite della Porsche per antonomasia, il Carrera. Seconda e non meno delicata questione, trattandosi a tutti gli effetti di un “entry level”, la nuova vettura non avrebbe in alcun modo dovuto ledere l’immagine consolidata di sportività e, più in generale, il blasone del marchio; insomma, doveva essere una vera Porsche! Solo nella primavera del 1992 Arno Bohn, amministratore delegato di Porsche, ufficializzò l’imminente realizzazione di un nuovo modello sportivo di accesso alla gamma, dotato di motore posteriore/centrale e che avrebbe sfruttato molti componenti della futura 911, progetto 996: nacque così la Boxster. In un periodo dove tutti noi stiamo imparando ad apprezzare e valorizzare ciò che ci circonda, è facile capire che sia giusto entrare in un'ottica di ottimizzazione di ogni spesa, se possibile senza rinunciare a uno sfizio che, magari,

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sogniamo di toglierci sin da bambini; chi di noi, infatti, non ha almeno una volta sognato di sfrecciare chioma al vento, assaporando i profumi e i colori delle nostre colline, al volante di una fuoriserie? Beh, dovete sapere che oggi una meravigliosa Porsche Boxster come questa può essere acquistata al prezzo di un'utilitaria… Certo, apprestandosi a effettuare un acquisto di questo genere, è quanto mai importante poter contare su un punto di riferimento preciso, un professionista in grado di selezionare il prodotto, in grado di verificarne l'efficienza e lo stato d'uso, capace di controllare minuziosamente che la vettura non abbia subito sinistri importanti, che la parte meccanica - motore, impianto frenante e sospensioni siano in perfette condizioni. È questa la mia mission, verificare e selezionare la vostra auto, consigliare ognuno di voi per un acquisto mirato, in linea con le vostre esigenze, rispettando il budget che avete stabilito. Ecco perché sarà per me un vero piacere proporvi l'auto giusta! Ci rivediamo in autunno… e GOOD LUCK!

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La scheda tecnica della Porsche Boxster 2.5 • Motore • Cilindrata • Potenza massima • Coppia massima • Cambio • Peso

Posteriore longitudinale aspirato 6 cilindri 2480cc 204cv a 6000 giri 245Nm a 4500 giri Manuale a cinque rapporti 1250Kg

Nel 1992 Arno Bohn, amministratore delegato di Porsche, ufficializzò l’imminente realizzazione di un nuovo modello sportivo dotato di motore posteriore/centrale: la Boxster.

www.carsluxury.it

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Carlo Berneri

“Allacciate bene il casco… il futuro è già qui!” di Carlo Berneri • ph Marco Pesenti - Atomika Production

osa ci faccio io in uno studio fotografico in posa con caschi di ogni genere e colore, io che negli ultimi 20 anni mi sono trovato sempre dall’altra parte, progettando campagne di comunicazione e marketing per le aziende…? Tenterò di spiegarvelo raccontandovi la mia storia, fatta di intuizioni, grandi sfide, fiducia nel futuro e tanta passione nel lavoro… ma non solo, anche passione per i motori e, ancor di più, per le due ruote… Per trovare il mio esordio nel mondo del lavoro, bisogna tornare ai mitici anni ‘80, anni in cui tutto sembrava più facile, sarà per la voglia di mettersi in gioco, sarà per il boom economico, ma dopo due anni di esperienza come dipendente creo la mia prima azienda ed inizio a commercializzare computer e software: aziende, avvocati, notai, tutti ma proprio tutti iniziavano un processo di trasformazione, passando dalla carta al computer, un periodo d’oro che durerà per oltre 10 anni. Il tempo trascorre e dopo aver contribuito all’evoluzione tecnologica di aziende e professionisti, decido di vendere la mia azienda a un importante gruppo finanziario in forte espansione, ed inizio una nuova avventura, a livello umano e professionale, come direttore commerciale e supervisore della rete indiretta in un’azienda di Milano. In quegli anni, durante i quali la prepotente ascesa del web cambiò repentinamente e profondamente il mondo del lavoro e, ancor prima, quello di comunicare, iniziai ad appassionarmi al marketing.

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moto BMW K100 - Courtesy of KNK Factory

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www.motohelmetshop.com rimane il punto di riferimento per le vendite internazionali nel mondo custom, www.caschi-moto-scooter.it dedicato a tutti i tipi di moto e studiato per il mercato italiano.

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Brand in italy Via Torino, 51 - 20123 Milano Tel. 348 6186444 Portali web di proprietà www.motohelmetshop.com www.caschi-moto-scooter.it

Nel 1998, dopo 6 anni intensi, arriva una grande opportunità: entrare in Gruppo Formula, azienda Torinese quotata in borsa, leader nel software per le grandi aziende: oltre 800 dipendenti, dodici sedi in Italia e cinque all’estero. Qui dopo un breve periodo alla conduzione commerciale in Lombardia riesco a coronare il mio sogno: occuparmi a tempo pieno del marketing e della comunicazione. Sono anni fantastici, in cui nulla sembrava impossibile e mi ritrovo a lavorare a stretto contatto con alcuni tra i più grandi imprenditori italiani: Giovanni Rana, Ernesto Illy, Federico Zoppas, Ettore Riello, Angelo Colussi, uomini di grande valore dai quali ho tratto insegnamenti incredibili, che ancora oggi porto gelosamente con me! Ho avuto modo di creare eventi indimenticabili, con Alessandro Cecchi Paone prima ed Enrico Mentana poi, entrambi grandi professionisti protagonisti delle Business Conference che ho progettato nel 2001, 2003 e 2005 e trasmesse in diretta televisiva sul canale TV de Il Sole 24 Ore. Ma il mondo B2B non mi basta più… proprio il 2005 rappresenta l’anno di una nuova svolta, è arrivato il momento di iniziare un nuovo ciclo, pensare e vivere le esigenze del consumatore, fare marketing diretto per il mondo consumer. Decido così di tornare a lavorare in proprio senza tralasciare, appena possibile, di tener viva la mia grande passione per i motori visitando le più importanti manifestazioni e i saloni nazionali e internazionali di maggior richiamo. Gli anni passano, con la mia agenzia studio campagne marketing per diversi settori, organizzo eventi, pubblicità, etc… sino al 2012, quando il mondo inizia una trasformazione che tutt’ora stiamo vivendo, il web, il mobile ed il social marketing diventano le nuove frontiere della comunica-

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zione multimediale. Ma non solo, nel 2013 avanza prepotentemente una nuova forma di commercio: la vendita online, l’eCommerce. Colgo al volo l’opportunità di realizzare un progetto eCommerce per un’azienda produttrice di caschi moto ed in successione ne creo diversi in vari settori di mercato sino ad arrivare alla decisione di avviare una mia attività, unendo lavoro e passione per le moto! È così che nasce Brand in Italy, società dedicata alle vendite online, e creo il portale eCommerce per caschi ed accessori moto www.motohelmetshop.com. Il lancio avviene in concomitanza con l’apertura di EICMA e nei primi giorni di apertura riceve migliaia di visite, consolidandosi poi come portale di riferimento visitato da tutto il mondo: abbiamo venduto oltre che in tutta Europa anche in Ucraina, Portorico e nell’isola di Reunion nell’oceano indiano (mai avrei immaginato che lì portassero il casco!). Nel 2014 il portale di divide in due, www.motohelmetshop.com rimane il punto di riferimento per le vendite internazionali nel mondo custom, e nasce www.caschi-moto-scooter.it dedicato a tutti i tipi di moto e studiato per il mercato italiano. Un business che entro il 2015, implementerò attraverso la creazione di un vero e proprio “digital outlet village”; al suo interno i protagonisti saranno negozi di diversi settori che potranno mantenere intatta la propria identità vendendo, però, a condizioni vantaggiose e a livello globale il loro prodotto sfruttando il vantaggio di essere tutti uniti all’interno di un unico store virtuale… Passione, innovazione, curiosità e vedere il futuro come una risorsa… Questa è la mia ricetta anti crisi!

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Radaelli concessionaria ufficiale Honda per Bergamo e provincia Bergamo - Via Ghislandi, 75 - Tel. 035 355736 • Treviglio Largo Primo Maggio, 5 - Tel. 0363 48066


Provate dal direttore Auto IN

Motors Regine di ieri

What’s new? Lodauto

Provate dal direttore Autorota

Supercar BMW Rivoltella

In piega... Perego Motorrad

Rinaldi Gomme 2012

Brutte & Cattive

In piega... Bruno Moto

Azzola Trucks

What’s new? Bonaldi Motori

Provate dal direttore Radaelli

Officine Pezzucchi

Radunimog 2015 65


Regine di ieri “Il dono” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

rovare una Ferrari, un privilegio che, per chi fa il mio mestiere, rappresenta molto di più di un semplice test, di una pur accurata raccolta di dati seguita dalla realizzazione di un servizio che renda onore al blasone di quel cavallino rampante che fa bella mostra di sé su un cofano o al centro di un volante… Guidare una Ferrari, a maggior ragione una rara e prestigiosa come quella con la quale ho deciso di inaugurare questa nuova rubrica di JUST, “Regine di ieri” - che dedico a quanti tra voi conservino gelosamente una vettura di ieri alla quale siate legati da un grande valore affettivo… da un amore senza tempo – rappresenta un’esperienza unica, per certi versi anche difficile da raccontare… E questo perché, mai come in occasioni del genere, la fusione tra sfera razionale, quella del giornalista, e quella meravigliosamente irrazionale, fatta di passione ed entusiasmo a tratti bambineschi per tutto ciò che abbia due o quattro ruote e un motore, dà vita a una moltitudine di sensazioni ed emozioni che, dalla prossima edizione di JUST potrete raccontare, come sto per fare io ora, in questo spazio a voi dedicato… La splendida “regina di ieri” di queste pagine è una rara Ferrari 365 GTC del 1969, per l’esattezza uno dei soli 168 esemplari prodotti dalla Casa di Maranello ma, ancor prima, è un simbolo, un regalo, una sorta di amorevole passaggio di consegne tra un padre e un figlio… tra uomini d’altri tempi… è molto più di una Ferrari…

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Tutto ciò ha, se possibile, ulteriormente alzato l’asticella della mia concentrazione prima che accendessi il motore perché, in gioco, non c’era solo un pezzo raro... C’era l’amore meravigliosamente tangibile tra un padre e un figlio e questo, si sa, non è in vendita e non si può comprare… Fortunatamente ci ha pensato lo splendido e caratteristico suono del dodici cilindri di Maranello a richiamare all’ordine quella mia sfera razionale che iniziavo a temere non sarei riuscito a recuperare… Ad accogliermi al volante di questa 365 GTC ho innanzitutto trovato un ampio e comodo sedile in pelle nera – rigorosamente privo di poggiatesta – dal quale non ho potuto che ammirare immediatamente una plancia ricca di strumenti e indicatori, e poi l’artigianalità e la raffinatezza delle finiture delle Ferrari di un tempo; due elementi su tutti: il volante in radica di grande diametro con razze in metallo e cavallino rampante lì al centro, a celare il clacson, e la classica griglia Ferrari del cambio con prima marcia rigorosamente in basso, un capolavoro! In attesa che l’olio motore si scaldasse un po’, sono sceso dalla 365 per ammirarla in ogni suo dettaglio; mi sono bastati davvero pochi istanti per ritrovarmi proiettato

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Fiore all’occhiello di questa 365 GTC era il suo dodici cilindri a “V” realizzato in alluminio, con cilindrata di 3967cc e ben 320cv di potenza.

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in un’epoca nella quale identità e originalità del design, venivano davvero prima di ogni altra cosa. Questa Ferrari disegnata e assemblata – meccanica a parte – da Pininfarina, venne svelata al Salone di Ginevra del 1966 per poi essere prodotta in soli 168 esemplari, tra il 1968 e il 1969, con i quali la Ferrari sostituì la precedente Ferrari 330 GTC. Fiore all’occhiello di questa 365 GTC era il suo dodici cilindri a “V” realizzato in alluminio, con cilindrata di 3967cc e ben 320cv di potenza; non trascurabile, per un aspirato come questo, la coppia motrice di ben 325,4 Nm a soli 2500 giri. È tempo di guidare questo gioiello su quattro ruote… Il cambio è più morbido del previsto e la prima in basso entra senza problemi; la frizione, invece, è davvero d’altri tempi, pesantissima, ma si sa, quando si fa qualcosa di bello, la “fatica” non si sente più… Lungo i tornanti di San Vigilio la coppia di questo straordinario dodici cilindri mi permette si salire con un filo di gas; lo sterzo, non servoassistito, in marcia è ideale e mi permette soprattutto di sapere con esattezza dove si trovino le ruote davanti, mentre la trazione dietro percorre quasi da sé ogni curva… Questa Ferrari è davvero una vecchia signora per la quale pare che il tempo si sia fermato… Pare davvero abbia un’anima e pare abbia capito il rispetto e la par-

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tecipazione con cui la sto portando un poco a spasso; e lei mi ricambia mostrandosi inaspettatamente dolce, “facile” e sincera, nonostante io sia per lei un perfetto sconosciuto… È Marco, il mio fotografo, a riportarmi poco più tardi alla “dura realtà”: finalmente c’è una luce ideale ed è giunto il momento di immortalare questo gioiello; inizia, così, qualche manovra da fermo per mettere questa “regina di ieri” a favore di camera; l’abitacolo nel frattempo si è scaldato, e ora lo sterzo si presenta in tutta la sua “non assistita” pesantezza… che fatica! Gli scatti buoni ci sono, la prova su strada della prima “regina di ieri” di JUST volge al termine… Qualche minuto dopo essermi allontanato da quel vero capolavoro a quattro ruote, con ancora addosso il profumo della sua pelle e del suo legno, inizio a realizzare l’unicità e la magia di ciò che avevo appena fatto… È uno dei più grandi regali che ricevo da quando faccio, con amore, questo mestiere… Ed è un regalo che sono ben lieto di dividere con tutti voi appassionati come me… Ed è magia, una magia d’altri tempi, quella che ognuno di noi porta con sé, quella di un dono di un papà al proprio figlio…

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La scheda tecnica della Ferrari 365 GTC del 1968 • Anni di produzione • Design • Assemblatore scocca e abitacolo • Assemblatore meccanica e messa su strada • Motore • Posizione • Monoblocco • Cilindrata • Alimentazione • Distribuzione • Potenza • Coppia • Freni • Trasmissione

1968 -1969 Pininfarina Pininfarina Ferrari - Maranello V12 60° Tipo 209 Fontale longitudinale Alluminio 3967cc 3 carburatori Weber 2 valvole per cilindro 320cv a 7000giri 325.4Nm a 2500giri 4 a disco con servofreno Manuale a 5 rapporti

Prestazioni • Velocità massima • Accelerazione 0/100

245Km/h 6.9 sec

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Supercar

BMW Rivoltella

“ ‘Supercar’ sotto mentite spoglie…” di Michael Knight • ph Marco Pesenti - Atomika Production

una calda mattina di primavera e la bassa bergamasca offre il meglio di sé in fatto di colori e paesaggio; atmosfera ideale, questa, per effettuare la prova di una “supercar” a tutti gli effetti, la seconda serie di una vettura che ha senza dubbio lasciato il segno e alla quale si deve la nascita di una vera e propria nicchia di mercato, quella dei SUV coupè. Sto parlando della nuova BMW X6 che la concessionaria Rivoltella di Arcene mi ha messo a disposizione in versione 3.0d in allestimento “M”. Una vettura a gasolio fra le mie supercar? Beh, va innanzitutto detto che questo allestimento “M” calza veramente a pennello all’originale SAC – letteralmente Sports Activity Coupé - della casa bavarese che, sin dal primo sguardo, trasuda dinamismo e non poca sportività; ogni dettaglio estetico di questa nuova X6 riprende i più recenti stilemi della produzione BMW e, per quanto la riuscita linea della vettura non sia stata volutamente rivoluzionata, questa seconda serie può senza dubbio vantare una forte e tutta nuova personalità. Certo, per meritare lo spazio che in JUST dedico alle vetture capaci di regalare emozioni a piene mani, serve ben altro di un allestimento da “cattiva”, se pur con tanto di cerchi da 21”… Serve anche un abitacolo che sia all’altezza della situazione, sia dal punto di vista estetico che, cosa ancor più importante, a livello ergonomico e posturale. Ebbene, non c’è che dire, una volta seduto al volante, davvero tutto in questa BMW X6 3.0d “M” pare studiato nei minimi particolari al fine di regalare da subito un feeling da sportiva purosangue… Volante di diametro ridotto e dall’impugnatura davvero appagante, strumentazione “black panel” che, una volta settati i sistemi elettronici e dinamici in posizione “sport”, si tinge di una spettacolare tinta rossa e, elemento fondamentale, un sedile che grazie alla miriade di servomeccanismi a disposizione, mi sono letteralmente potuto cucire addosso. Non resta che testare questa 3.0d “M” i cui numeri parlano di una vettura dalla cavalleria generosa - 258cv - e soprattutto dalla coppia sovrabbondante: ben 560Nm! Tutto, questa mattina, gioca a favore del mio test; traffico pressoché nullo, visibilità perfetta e strade in mezzo ai verdissimi campi tra Arcene e Caravaggio, che sembrano un tracciato disegnato apposta per emozionare… Sia chiaro, non ho alcuna intenzione di testare le doti velocistiche di questa BMW… Vorrei piuttosto capire quali possano realmente essere le sue potenzialità e le sue doti in fatto di guidabilità, handling e, perché no, agilità; tutte qualità sulle quali, visti i suoi quasi cinque metri di lunghezza per due di larghezza, nonché 2140 kg di peso, non so quanti di voi scommetterebbero… Mi sono invece bastati pochi chilometri per capire di quale capolavoro BMW sia stata capace; la coppia motrice è tanta e disponibile a soli 1500 giri; questo significa riprese poderose e sorpassi lampo a portata di mano senza minimamente affaticare il propulsore…

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I numeri parlano di una vettura dalla cavalleria generosa - 258cv - e soprattutto dalla coppia sovrabbondante: ben 560Nm! .

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Inoltre, con tutti i settaggi su “Sport” – avrei potuto mai sceglierne altri? – sterzo, acceleratore, cambio e assetto, rispondono con estrema prontezza; risultato? La X6 va esattamente dove voglio che vada e lo fa senza la benché minima sbavatura, anche in curva, dove la generosa gommatura offre un appoggio degno di vetture ben più corsaiole. Non ho comunque dimenticato che questa BMW sia una trazione integrale e, grazie anche alla straordinaria ospitalità di alcuni proprietari terrieri della zona, ho chiesto e ottenuto di “violare” alcune splendide stradine sterrate di loro proprietà; beh, anche in queste condizioni di scarsa aderenza, lungo un tracciato piuttosto accidentato e molto stretto, la mia X6 3.0d “M” se l’è cavata egregiamente mantenendo sempre una grande direzionalità, grip e sicurezza elevatissimi, e persino un comfort di tutto rispetto. È aihmè ora di tornare alla base e, una volta giunto nel piazzale della concessionaria BMW Rivoltella, fatico a nascondere un sorrisino quasi diabolico mentre tra me e me penso: ”chi l’ha detto che una ‘supercar’ debba per forza essere benzina, rasoterra, leggera e piena zeppa di cavalli?”.

BMW RIVOLTELLA Tel. 035 4199311 - www.rivoltella.bmw.it

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Brutte & Cattive “L’ultimo morso dello scorpione” di Giovanni Volpe

Fiat Ritmo 130 TC Abarth

0/100 all’ora da fermo in 8 secondi netti, una ripresa in quinta da 70 a 120 km/h in soli 11.7 secondi e ben 196 km/h di velocità.

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nutile negarlo… Messa a fianco della bella per antonomasia di quegli anni, la Golf GTI, la terza protagonista del nostro viaggio a ritroso alla riscoperta delle vetture di ieri brutte… ma cattive, la Fiat Ritmo Abarth 130 TC, usciva davvero malconcia… Pensando al grande Karl Abarth e alle gloriose Fiat/Abarth della vecchia generazione, tanti sessantenni e oltre di oggi, ricorderanno le sue creazioni, a partire dai suoi mitici scarichi racing, capaci di dare voce anche alla più afona e fiacca delle utilitarie dei tempi… Quanto era brutta però la Ritmo 130 TC Abarth; ma quanto era

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cattiva quella targhetta identificativa che con quel “130” tanto ostentato, richiamava – così come tutte le Fiat di quegli anni – i cavalli di potenza dei quali era capace… Ma come? Una Ritmo con 130 cavalli? E come lo si poteva capire… targhette a parte? Beh, erano bastati pochi ma “sapienti” tocchi estetici a rendere inconfondibilmente… brutta questa super Ritmo… brutta ma originale, unica: tre porte, griglia anteriore maggiorata e con fendinebbia integrati, dominata dallo scorpione, bandelle sottoporta solcate da un doppio filo rosso che sfociava in cerchi specifici realizzati ad hoc dalla Pirelli; cerchi che, pur non spiccando per il loro look, avevano il non comune pregio di evitare, in caso di foratura, lo stallonamento della gomma; e che dire poi del tocco da maestro che identificava solo ed esclusivamente questa “130”: lo spoiler posteriore che, realizzato in una gommaccia espansa di colore nero opaco, e incollato alla meno peggio, seguiva fedelmente la parte inferiore del lunotto posteriore…

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E, ancora, quegli inguardabili deflettori in plastica trasparente; da soli contribuivano a dare alla già poco sinuosa linea della 130 TC il colpo di grazia in fatto di pesantezza… Tutto meravigliosamente brutto! Gli interni, per contro, erano invece piuttosto sobri; la plancia sfoggiava un bel volante in pelle e metallo massiccio, a tre razze sdoppiate – purtroppo sempre troppo inclinato in fuori – con il clacson celato sotto uno scorpioncino rosso fuoco; la plancia poteva vantare una strumentazione Veglia Borletti davvero completa e di chiara consultazione – non ne fanno più così – e sedili abbastanza profilati ma dalla triste fantasia bicolore con tanto di finiture in una appiccicosissima specie di gomma nera… Su strada però la Ritmo 130 TC Abarth era davvero cattiva, una delle più cattive dei tempi; era, di fatto, una compatta all’interno del cui cofano era però

stato inserito un quattro cilindri duemila di cilindrata… La sua voce roca era meravigliosa, inconfondibile, minacciosa, e la cosa bella è che il principale merito non era tanto dello scarico sportivo, ma dei suoi due anacronistici ed enormi carburatori doppio corpo firmati Webber; dentro e fuori dall’abitacolo, proprio in un periodo in cui andavano affermandosi i primi “sedici valvole”, efficienti ma un po’ senz’anima, il rombo della Ritmo Abarth rappresentava una vera e propria sinfonia per appassionati doc! A questo portento di vecchio motore era abbinata una trasmissione ZF a cinque rapporti, raffinata, costosa, ma tremendamente difficile da utilizzare… anche perché la frizione pesava quanto un fritto misto a colazione! Risultato?

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Con questa Ritmo si poteva tranquillamente partire in terza marcia e ritrovarsi, pochi secondi dopo, a velocità ancora oggi invidiabili; Quattroruote, bibbia dei tempi, recitava chiaramente uno 0/100 all’ora da fermo in 8 secondi netti, una ripresa in quinta da 70 a 120 km/h in soli 11.7 secondi – era più rapida di una Delta Integrale! – e ben 196 km/h di velocità massima che, per una scatola spigolosa con le ruote, era un dato di tutto rispetto. Sono particolarmente legato a questa vettura alla quale lego molti, moltissimi ricordi della mia età della spensieratezza; la Ritmo più cattiva di sempre, oltre a incarnare al meglio il concetto di “brutta e cattiva”, è stata un oggetto da veri intenditori; una signora scorbutica ma affascinate e, soprattutto l’ultima a potersi fregiare di una targhetta rossa e blu al posteriore, con scritto “Fiat/Abarth”; l’ultimo… velenosissimo morso dello “scorpione”!


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What’s new?

Bonaldi Motori

“Benvenuto… futuro!” di Giovanni Volpe

dieci anni esatti dal debutto del primo SUV della sua storia, Audi è pronta per il debutto della seconda generazione della Q7, una vettura tutta nuova, ricca di contenuti costruttivi e tecnologici di assoluta avanguardia oltre che di un design che racchiude il meglio del nuovo corso della produzione della Casa di Inglostadt. Dando uno sguardo al design della vettura – le cui dimensioni diminuiscono un poco rimanendo comunque generose con 5,05 metri di lunghezza per 1,97 di larghezza – troviamo una grande pulizia delle linee con una netta prevalenza di tratti tesi perfettamente armonizzati tra loro.

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Aumenta la sensazione di compattezza così come il dinamismo di un design che, oltre a mantenere intatta l’immagine premium dei prodotti del marchio degli anelli, conferisce alla nuova Q7 un’identità tecnologica molto marcata. E di tecnologia la nuova Q7 è davvero ricca, non solo dove gli occhi sono in grado di arrivare. Caratterizzanti e molto efficaci sono gli scenografici proiettori Matrix led al centro dei quali si trova la nuova calandra “single frame”; dal frontale parte, poi, una marcata nervatura che segna l’inedita linea di cintura della vettura, e corre fino al posteriore nel quale la stretta parentela con l’ammiraglia A8

Caratterizzanti e molto efficaci sono gli scenografici proiettori Matrix led al centro dei quali si trova la nuova calandra “single frame”.

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emerge in diversi dettagli, a partire dai moderni fari. Ma è nella sua struttura che Audi ha concentrato una miriade di novità e il meglio della propria tecnologia. La sfida più importante consisteva nel ridurre sensibilmente il peso a secco della vettura che, nella prima generazione superava le 2,3 tonnelate. Ebbene, la nuova Q7 - che nasce peraltro impiegando l’inedita piattaforma MLB dedicata alle vetture di grandi dimensioni del gruppo con motore montato longitudinalmente – può vantare un pianale più leggero e diverse parti della scocca e della carrozzeria realizzate in alluminio; questa importante dieta dimagrante ha sortito gli effetti desiderati visto che, ora, il peso del nuovo SUV Audi arriva a “soli” 1995kg. A conferma dell’assoluta modernità del progetto alla base dello sviluppo della seconda generazione della Q7 vi è anche l’aumento dell’abitabilità della vettura che, nonostante le già citate dimensioni esterne inferiori, offre ora qualche centimetro in più sia in larghezza che ai passeggeri posteriori.

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Proprio l’abitacolo rappresenta un capolavoro in fatto di design, qualità ed ergonomia; si tratta, infatti, di un’esecuzione di altissimo livello dalla quale, ancora una volta, emerge la straordinaria capacità dei progettisti e degli stilisti di Inglostadt nel far convivere e interagire al meglio design e tecnologia: lo sviluppo della plancia è ora orizzontale e, a dominare, sono i 12.3 pollici dello spettacolare Virtual Cockpit. Di primissimo livello è comunque tutto il sistema d’infotainment che si fregia della presenza dell’Apple Car Play e di Google Android Auto, dell’impianto audio Audi 3D, e, a richiesta, di tablet per i passeggeri della seconda fila. Dando ora uno sguardo alla tecnica, scopriamo che la proposta di Audi è da subito più che articolata con propulsori a gasolio, benzina e, presto, ibridi. Il diesel d’esordio è un V6 3 litri da 272cv molto pulito e prestante; oltre a garantire consumi medi di circa 17,5km/l, spinge la nuova Q7 a una velocità di 234Km/h, e le permette di accelerare da zero a cento in soli da 6.3 secondi.

Sin dal lancio è inoltre disponibile un propulsore a benzina, il noto V6 3.0 Tfsi da 333cv che alza un po’ l’asticella in fatto di performance con una velocità massima di 250km/h autolimitati e soli 6.1 secondi sullo zero/cento. Arriverà presto anche la Q7 e-tron che avrà una potenza complessiva di 373cv e ben 700Nm di coppia; straordinari i consumi visto che questa variante della Q7, oltre a percorrere 56 chilometri in modalità elettrica, dunque a emissioni zero, richiederà solo 1.7 litri di gasolio per percorrere cento chilometri. Infine una chicca, ovviamente hi-tech. Il funzionamento combinato dell’ACC - Adaptive Cruise Control - e del “traffic jam”, che permette di destreggiarsi nel traffico fino a 60 km/h lasciando che sia di fatto l’elettronica a condurre la vettura; acceleratore, freno e sterzo, distanza di sicurezza dal veicolo che precede, tutto in mano a questi due avveniristici sistemi. Benvenuto… futuro!

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What’s new?

Lodauto

“Colpo di coda…” di Giovanni Volpe

oupé… bastano queste poche lettere per spiegare efficacemente il carattere di questa nuova Mercedes GLE, il nuovo SUV con il quale la Casa di Stoccarda, non solo mette chiaramente nel mirino la BMW X6, ma procede nella commercializzazione in grado di primeggiare, come sempre, su strada ma anche di emozionare già al primo sguardo. Intento nel quale la nuova GLE riesce peraltro benissimo attraverso un design filante, molto personale e spiccatamente sportivo che, nel concentrare i tratti distintivi della più moderna e recente produzione di Mercedes, riesce nel non facile intento di mascherare le dimensioni non esattamente contenute di questa prestigiosa coupé, quasi cinque metri di lunghezza, e qualche millimetro oltre i due metri, in larghezza. Perfettamente in linea con il carattere sportivo della GLE risulta invece l’altezza – 1731 mm in effetti non sono molti per una vettura

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di questo genere – così come la parte posteriore del padiglione spiovente; il design moderno e decisamente slanciato della vettura non toglie nulla nemmeno all’abitacolo che, oltre a mostrare soluzioni in fatto di design, materiali e finiture che rappresentano il meglio della produzione Mercedes, si mostra più che adatto ad accogliere comodamente cinque persone o, in conformazione “due posti secchi”, ad ospitare la bellezza di oltre 1650 litri di bagagli. Ma non è per diventare una sorta di cargo che è stata creata questa nuova Mercedes GLE… Tutto è infatti stato studiato per offrire emozioni, piacere di guida senza compromessi, sicurezza a tutta prova e, ovviamente, un livello di comfort degno di ogni vettura di Stoccarda che si rispetti. Per la prima volta all’interno dell’articolata gamma di questa Mercedes figura tra l’altro una versione che si posiziona a metà strada tra Mercedes e il più estremo marchio AMG, la GLE 450 AMG Sport.

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Il design moderno e decisamente slanciato della vettura non toglie nulla nemmeno all’abitacolo che si mostra piĂš che adatto ad accogliere comodamente cinque persone o, in conformazione “due posti secchiâ€?, ad ospitare la bellezza di oltre 1650 litri di bagagli.

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In attesa che la concessionaria ufficiale Mercedes per Bergamo, Lodauto spa, ci metta a disposizione un esemplare per la prova su strada, veniamo ora ai numeri salienti di questa nuova coupé; ad equipaggiarla troviamo propulsori tutti sovralimentati ed euro6, con potenze comprese tra i 258cv offerti dal 3l V6 turbodiesel della GLE 350d 4MATIC, e i 367cv della 450AMG 4MATIC; sempre elevatissimi anche il livelli di coppia motrice che, nel caso della 350d, parlano di ben 620Nm. Oltre alla trazione sulle quattro ruote ciò che accomuna le diverse versioni della GLE è la trasmissione affidata al cambio 9G-Tronica a ben nove rapporti che, unitamente al “Dynamic Select” – sistema attraverso il quale si può optare tra diverse dinamiche di guida anche spiccatamente sportive – e ai più moderni assistenti elettronici alla guida, accresce in maniera decisiva il piacere di guida di questa grossa coupé.

La trasmissione affidata al cambio 9G-Tronica a ben nove rapporti accresce in maniera decisiva il piacere di guida di questa grossa coupé. .

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Perego Motorrad

“Come prima... più di prima!” di Michele Bertani • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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rima di girare la chiave e partire per provarla, mi soffermo a dare “un’occhiata” a questa nuova generazione di moto della casa bavarese... ma... ma è cambiato tutto! Osservandola con più attenzione comincio a notare le novità più evidenti… Partiamo dall’avantreno. È sparito il famoso tele-lever - uno dei tratti caratteristici degli ultimi 20 anni delle BMW di questo segmento - sostituito da una forcella tradizionale a controllo elettronico al fine di diminuire il peso; il motore, pur mantenendo il classico schema boxer, è ora decisamente più piccolo e raffreddato a liquido, mentre la trasmissione cardanica non è più sul lato destro ma su quello sinistro. A questo punto la curiosità di verificare se tutte queste novità ne abbiano modificato anche il DNA è grande, quindi salgo, giro la chiave e via! Il motore “gira” come un orologio svizzero, pochissime vibrazioni che rendono la marcia ancora più confortevole di prima, ed è sparita, senz’altro anche grazie all’ausilio dell’elettronica, quella caratteristica “ruvidità” a bassi regimi. Il cambio elettronico, poi, è fantastico, e funziona anche in scalata senza usare la frizione, oltre a essere preciso e “leggero” da manovrare. I primi 2 km mi confortano, le innumerevoli novità non hanno cambiato una virgola di quella sensazione unica che caratterizza le “moto dell’elica”; facilità e sicurezza che trasmesse da questa nuova R 1200 RS sono tali da darmi la sensazione di averla sempre guidata! In curva è facile, veloce, maneggevole, rapida e precisa e, dopo pochi chilometri, si prende subito confidenza arrivando quasi al limite delle Metzeler di primo equipaggiamento. Il generoso comparto elettronico pro-sicurezza prevede, oltre ovviamente all’ABS, la possibilità di scelta tra alcune “mappature” che agiscono su erogazione, assetto e controllo di trazione: selezionando RAIN la risposta dell’acceleratore è molto “dolce” ed è massimo il controllo di trazione; nella posizione ROAD la risposta dell’acceleratore è più rapida, il controllo di trazione diventa meno invasivo e addirittura la forcella a controllo elettronico “simula” in modo meraviglioso l effetto tele-lever riducendo l’affondamento in frenata; infine la modalità SPORT nella quale il “gas” è più diretto, diminuisce il controllo di trazione e l’assetto diventa sportivo, più “rigido”, con la forcella che ritorna tradizionale affondando in frenata. In sintesi? Estetica filante ed elegante, posto guida molto

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Il motore “gira” come un orologio svizzero, pochissime vibrazioni che rendono la marcia ancora più confortevole di prima, ed è sparita, senz’altro anche grazie all’ausilio dell’elettronica, quella caratteristica “ruvidità” a bassi regimi.

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Estetica filante ed elegante, posto guida molto comodo con comandi intuitivi e di facile utilizzo, buona protezione aerodinamica e un’elettronica che allarga molto lo spettro di utilizzo.

comodo con comandi intuitivi e di facile utilizzo, buona protezione aerodinamica e un’elettronica che allarga molto lo spettro di utilizzo garantendo anche grande sicurezza; il motore è generoso e più parco nei consumi. Unica nota dolente da me riscontrata, in marcia, è la non immediata leggibilità del contagiri a cristalli liquidi nella parte superiore della strumentazione che, per il resto, è molto ben fatta e completa. Questa BMW R 1200 RS mi è piaciuta molto - tralasciando il fattore estetico che resta sempre troppo soggettivo - perché ha possibilità di utilizzo molto ampie… Si possono agganciare le borse laterali e farsi migliaia di chilometri, la si può utilizzare quotidianamente anche per piccoli spostamenti in città, oppure fare qualche bel valico di montagna a passo un po’ più sostenuto, il tutto senza mai avere la sensazione di dover accettare questo o quel compromesso. Attenzione sempre, e oltre ai fari, accendere sempre anche la testa… dentro al casco!

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Bruno Moto

“Turismo sì… ma “Veloce”!” di Michele Bertani • ph Marco Pesenti - Atomika Production

alendo su questa bellissima moto ho avuto la stessa sensazione che provai, tempo fa, quando salii per la prima volta sulla mia Brutale 910R; oggi come allora, una volta in sella alla nuova Mv Agusta Rivale Turismo Veloce, non ho potuto infatti fare a meno di notare quanto sia “compatta”! Esteticamente trovo che questa MV sia una moto davvero molto bella, un riuscito mix tra alcune soluzioni estetiche ricercate e altre quasi futuristiche, accomunate da quella impressione di forte carattere e stile che accomuna soprattutto i recenti e meno estremi modelli MV. Il “suono” del motore è molto bello e caratteristico, il tre cilindri MV regala emozioni forti, sembra assopito e docile a bassi regimi o ad andatura “tranquilla”, sempre offrendo comunque un’ottima coppia. Ma, non appena si decide di essere un pochino più “aggressivi” sul comando del gas, ecco che la Turismo Veloce esprime tutto il suo potenziale: va davvero forte, il sound cambia decisamente, e questo Tre Pistoni si trasforma in un vero motore da corsa; anche il cambio elettronico è molto preciso, ben rapportato e, se si “azzecca” il giusto numero di giri, “scoppietta” tra una marcia e l’altra. Telaisticamente, grazie anche alla sua compattezza, questa MV risulta molto agile e leggera ma non mette mai in difficoltà, nemmeno alle andature più lente; quando si cambia passo, si dimostra poi altrettanto stabile ed è sempre sincera, anche sul medio veloce. Buona la protezione aerodinamica offerta e la posizione di guida, anche se, in perfetto stile MV, il manubrio è abbastanza vicino al corpo e, quindi, per poterne sfruttare al meglio tutte le caratteristiche di agilità di questa Rivale, è consigliabile non “pesare” troppo sul manubrio.

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La strumentazione è ispirata direttamente all’Enterprise di Star Trek, completa e full digital; basti pensare che, addirittura per scegliere tra le innumerevoli opzioni di settaggio - tra mappature, controllo di trazione e altro ancora - appare l’immagine virtuale della moto con il livello dei singoli settaggi appena impostati. Mi sono divertito molto provando questa Turismo Veloce, una moto bella, completa, potente, voloce, agile, sicura, con un’ottima dotazione e dall’elettronica sofisticata; ecco perché non posso che ammettere che mai nome fu più azzeccato per una moto, come questa, davvero perfetta per divertirsi e per fare... “turismo veloce”! Attenzione sempre e, oltre ai fari, accendere sempre anche la testa dentro al casco!

BRUNO MOTO Tel. 035 533615 - www.brunomoto.it

Telaisticamente questa MV risulta molto agile e leggera ma non mette mai in difficoltà, nemmeno alle andature più lente; quando si cambia passo, si dimostra poi altrettanto stabile ed è sempre sincera, anche sul medio veloce.

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Provate dal direttore “Va in “Honda”… il futuro!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

a oltre vent’anni anni le concessionarie Radaelli di Bergamo e Treviglio, rappresentano il punto di riferimento per le vetture del marchio giapponese per antonomasia, Honda. E proprio grazie a Radaelli ho potuto testare la nuova edizione del SUV più rappresentativo del marchio giapponese, la Honda CR-V, per l’occasione mossa dall’inedito e moderno propulsore a gasolio millesei da ben 160cv di potenza che va a sostituire il noto 2.2l della precedente versione. È, questa, solo una delle tante e importanti novità presenti in questa nuova CR-V, da anni il SUV più venduto al mondo. La giornata è soleggiata, di quelle che per intenderci invogliano a lasciare il caos del centro cittadino per recarsi sui colli attorno alla città; e proprio a due passi dall’incantevole Santuario di Astino – recentemente riaperto al pubblico dopo essere stato riportato agli antichi splendori – abbiamo deciso di immortalare la nuova CRV, vettura che, pur non rivoluzionata nei suoi più originali tratti di design, sfoggia un frontale più importante, con uno scudo paraurti di inedito disegno, e una parte superiore dominata da inediti proiettori a led e da un logo Honda di maggiori dimensioni. Diversi anche i cerchi da 18” della versione top di gamma in prova, che si integrano al meglio in una fiancata sempre molto originale per via della sua “terza luce” e del caratteristico padiglione posteriore; anche al posteriore le novità sono marginali ma confermano la forte personalità di una vettura che, soprattutto a livello tecnologico e meccanico fa segnare un deciso passo avanti. Una volta tornato al volante e pronto a percorrere alcuni dei più suggestivi colli attorno alla nostra città, ciò che mi ha subito colpito è stato l’elevato livello di qualità percepita offerto, subito, nell’istante in cui ho chiuso la portiera; merito di guarnizioni tutte nuove che aiutano, non poco anche nell’isolamento dai rumori esterni.

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E poi basta uno sguardo alla plancia e ai materiali impiegati per sellerie, pannellerie e comandi secondari, per rendersi conto di come Honda, pur senza stravolgere un prodotto già di alta qualità, abbia voluto inserire migliorie anche dove l’occhio, normalmente, non vede. Il navigatore – realizzato da uno specialista Garmin – offre una miriade d’informazioni e, con pochi tocchi, permette di monitorare e di intervenire rapidamente su sistema di navigazione e di infotainment. Ma è su strada che la nuova CR-V 4WD del mio test, mossa dal moderno e pulito 1,6l a gasolio sovralimentato attraverso una turbina a due stadi, dà il meglio di sé. Proprio questo motore – un Euro6 che fa parte della famiglia di propulsori a basso attrito di Honda chiamata Earth Dreams Technology – grazie al funzionamento alternato o constestuale delle due turbine posizionate alle estremità del tragitto dei gas di scarico, a seconda del regime di rotazione, regala prestazioni molto brillanti e, soprattutto una particolare fluidità indipendentemente dalla tipologia di strada percorsa; sia chiaro, non sto parlando di un’unità sportiva ma, anche grazie alla geometria variabile della turbine e all’elevata potenza specifica – ben 100cv/litro – fanno dimenticare che a muovere questo SUV di generose dimensioni sia “solo” un millesei. Prima di entrare nel merito delle qualità dinamiche della vettura provata, è bene ricordare che la nuova CR-V è disponibile anche con un moderno duemila benzina da 150cv e, soprattutto, con lo stesso millesei del nostro test ma in variante da 120cv e abbinato alla trazione anteriore; risultato: ottimo comportamento su strada e consumi record con percorrenze superiori ai 20Km/l anche nel ciclo urbano. La vettura che ho provato era equipaggiata con un cambio manuale a sei rapporti che, nonostante le numerose manovre effettuate e la tortuosità delle strade percorse per realizzare questo servizio, si è mostrato sempre all’altezza della situazione per manovrabilità e precisione degli innesti, come nella migliore tradizione Honda. La nuova CR-V è, ora, anche disponibile con trasmissione automatica ZF a 9 rapporti; si tratta di cambio molto raffinato ed evoluto, in grado di rendere la CR-V se

Interessantissima e dall’elevato rapporto qualità/prezzo la CR-V 1.6D 2WD da 120cv e prezzi a partire da 23.900 euro.

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RADAELLI C. s.r.l. - Bergamo - Via Ghislandi, 75 - Tel. 035 355736 - radaelli.bg@hondaauto.it Treviglio - Largo 1° Maggio, 5 - Tel. 0363 48066 - radaelli@hondaauto.it

possibile ancora più morbida ed efficace su ogni tracciato. Questo SUV merita, infine, un plauso per l’elevato comparto tecnologico - al servizio di contenimento dei consumi e miglioramento della sicurezza attiva - di cui dispone. Oltre alla funzione “ECO” - attivabile attraverso un apposito tasto verde posizionato alla sinistra del volante e affiancato da un sistema srt/stop - che permette di contenere in maniera sensibile i già bassi consumi di questa CR-V, voglio segnalarvi la presenza dell’Honda Sensing il pacchetto del quale fa parte il primo sistema al mondo di cruise control adattivo intelligente - i-ACC - in grado di prevedere possibili impatti legati al cambio di corsia con un anticipo fino a 5 secondi. Questo modernissimo sistema si basa sui dati ricevuti dalla telecamera anteriore e dal radar e, volendo, funziona all’unisono con altre tecnologie disponibili sulla nuova CR-V, come l’avviso di collisione frontale, quello di allontanamento dalla corsia e, ancora, il sistema di riconoscimento della segnaletica, d’informazione sull'angolo cieco e di monitoraggio del traffico in avvicinamento al veicolo. Dimenticavo… durante tutto il test i consumi si sono mantenuti attorno a una media di circa 20Km/l… Meglio di così…!

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Provate dal direttore “Bella dentro… e fuori” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

ealizzare un SUV compatto, dal design emozionante e che regali piacere di guida a piene mani… Con questa mission Mazda ha creato la nuova CX-3, una vettura che segna un ulteriore e importante passo avanti nel rinnovamento di una gamma sempre più completa e articolata. Anche la nuova CX-3, infatti, è stata progettata sfruttando il mix di tecnologia e filosofia costruttiva di Mazda, SkyActiv: abbinare propulsori efficienti e moderni a telai ad alte prestazioni, per regalare piacere di guida e qualità a tutta prova. Per la prova di JUST la concessionaria Mazda per Bergamo, Auto IN, mi ha messo a disposizione una CX-3 in allestimento Exeed – il top di gamma – mossa da un inedito propulsore 1,5l a gasolio con potenza di 105cv, cambio manuale a sei rapporti e trazione anteriore. Prima di partire per la nostra prova non ho potuto che ammirare il design “KODO” della nuova CX-3 – peraltro vincitore del prestigioso Reddot Design Award 2015 – che, in un sapiente mix tra tratti tesi ed hi-tech, conferisce a

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questa vettura una personalità difficilmente riscontrabile in altre vetture della sua categoria. Anche l’abitacolo della nuova CX-3 rappresenta un ideale mix tra design, ergonomia e qualità; il salto avanti in fatto di stile e qualità dei materiali e finiture, è davvero immediatamente percepibile e fa di questa vettura una vera e propria outsider, in grado di competere con auto di categorie superiori. Il design della plancia è molto moderno; fra i comandi spiccano senza dubbio il contagiri posizionato al centro del quadro strumenti e il “tablet” MZD Connect da ben 7 pollici attraverso il quale, con un comodo comando posizionato sul tunnel centrale, è possibile monitorare e intervenire su infotainment e parametri di guida della vettura; un sistema suggestivo a livello sensoriale ed estremamente intuitivo sin dal primo utilizzo. Che dire, poi, del pellame di qualità che riveste sedili e persino l’intera plancia comandi nella parte superiore della quale, non appena si preme il tasto

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Il design “KODOâ€? della nuova CX-3, in un sapiente mix tra tratti tesi ed hi-tech, conferisce a questa vettura una personalitĂ difficilmente riscontrabile in altre vetture della sua categoria.

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di avvio, fuoriesce elettricamente una sorta di specchio attraverso il quale i principali parametri dinamici vengono proiettati sul parabrezza… È finalmente tempo di partire per la prova di questo affascinante SUV compatto; le aspettative in fatto di piacere di guida – come di consueto quando si tratta di guidare una Mazda – sono alte, soprattutto dopo la piacevole chiacchierata con i vertici di Auto IN che mi hanno rassicurato sulla resa dei “soli” 105cv di potenza. Ebbene, mi sono bastate poche centinaia di metri alla guida di questa moderna CX-3 per rendermi conto di come, ancora una volta, la filosofia costruttiva SkyActiv abbia fatto centro… Il moderno “millecinque” che muove la vettura ha coppia da vendere e, da subito, la sensazione è di essere alla guida di un’auto di cilindrata ben superiore; tenendo la CX-3 tra i 1500 e 2750 giri la risposta è davvero appagante oltre che efficace. Il propulsore si fa sentire davvero poco e trova nel telaio, nel raffinato sterzo, e in un comparto sospensioni dalla taratura non eccessivamente rigida, validi alleati al fine di regalare piacere di guida ma anche un livello di sicurezza dinamica molto elevato; anche il cambio manuale è rapido e preciso – è già disponibile anche un moderno automatico doppia frizione – ma ciò che mi colpisce di più è la facilità con la quale la CX-3 assecondi ogni mio input nel cambiare repentinamente stile di guida, tanto da sembrarmi più una piccola coupè piuttosto che un SUV. Potrei parlare ore dei numerosi sistemi di assistenza alla guida, della molteplicità di soluzione per gli allestimenti… E potrei dilungarmi raccontandovi le grandi doti di stradista di una vettura compatta e moderna come la CX-3 che ho appena testato… Mai come in questo caso, invece, vi invito a recarvi in concessionaria da Auto IN – nella sede di via Correnti, a due passi dal Rondò delle Valli – e soffermarvi ad osservare il design di questo piccolo grande SUV; guidarla sarà una vera a e propria ciliegina sulla torta!

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Il moderno “millecinque” che muove la vettura ha coppia da vendere e, da subito, la sensazione è di essere alla guida di un’auto di cilindrata ben superiore.

AUTO IN Tel. 035 363617 - www.autoinonline.it

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Provate dal direttore “Più raffinata e hi-tech… ma sempre pronta a tutto!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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i sono vetture che negli anni diventano un simbolo per il marchio che le produce e uno status nell’immaginario degli automobilisti. E non c’è necessariamente bisogno che abbiano prestazioni mozzafiato, oppure linee create da questo o quel guru del design internazionale. Piacciono e basta… È senza ombra di dubbio il caso della Subaru Outback che, ormai da oltre un decennio, ha conquistato una schiera trasversale di estimatori che, edizione dopo edizione, hanno continuato a sceglierla per via di una o più delle sue tante qualità.

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Subaru, da par suo, non ha mai smesso di sfornare vetture che avessero innanzitutto una forte identità e un livello qualitativo, di affidabilità e sicurezza attiva di vertice. La nuova Outback non solo amplifica i pregi nel DNA del marchio ma compie un deciso passo avanti anche nei confronti di quanti, e non sono pochi, l’abbiano sempre scelta con quel pizzico di sano snobismo che, molto spesso, si trasforma in moda. Basta guardarla per riconoscere in lei la Outback di sempre e, allo stesso tempo, una vettura più ricercata, tecnologica e appagante; in questo senso

EyeSight è il nuovo sistema che permette di ampliare di circa il 40% rispetto a sistemi similari “mono obiettivo”, sia il campo visivo che la profondità della superficie illuminata.

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fanno molto gli iperteconologici proiettori anteriori che celano la grossa novità di questa nuova edizione della station giapponese. Si chiama EyeSight ed è un sistema che, utilizzando telecamere stereoscopiche con doppio obiettivo, permette di ampliare di circa il 40% rispetto a sistemi similari “mono obiettivo” sia il campo visivo che la profondità della superficie illuminata. Poco prima di partire per questo test di JUST mi sono soffermato al posto guida – fornito di regolazioni elettriche millimetriche – per osservare e toccare con mano l’abitacolo di questa nuova Outback; le finiture sono da vettura premium sia per quanto riguarda le plastiche, di bell’aspetto e morbide al tatto, che per quanto riguarda l’adozione di materiali “nobili” come l’alluminio spazzolato che rifinisce plancia e alcune pannellerie, e i pellami a tratti traforati che rivestono sedili molto ergonomici e comodi. La dotazione dell’esemplare a gasolio in allestimento Limited che ci è stato messo a disposizione dalla concessionaria ufficiale Subaru AutoRota di Via Campagnola, a Bergamo, è tra l’altro davvero completa e comprende, oltre ai cerchi in lega da 18”, un efficace climatizzatore automatico bizona, un moderno sistema di infotainment e navigazione con display da 7” e un raffinato impianto audio firmato dallo specialista Harman & Kardon. Voglio ora parlarvi delle doti dinamiche della nuova Outback che ho testato e che era equipaggiata dal noto boxer turbodiesel da 150cv abbinato a un ottimo cambio automatico sequenziale Lineartronic a 7 rapporti e con paddle al volante di generose dimensioni. Su strada la Outback vanta un grande dinamismo ed è possibile adottare diversi stili di guida grazie alla grande generosità dell’infaticabile boxer turbodiesel e alla qualità della trasmissione che sa essere morbida e quasi impercettibile, oppure pronta e adatta a una guida sportiveggiante, utilizzandola in modalità sequenziale. Comfort e tenuta rimangono davvero sempre di alto livello e anche l’impianto frenante ora mostra un mordente che non avevo riscontrato nelle precedenti Outback. Prima di terminare la mia prova ho infine affrontato un piccolo tratto di fuoristrada leggero perché una Subaru è pur sempre una Subaru e certe qualità le ha nel suo DNA; ebbene, ancora una volta la proverbiale trazione della Outback ha fatto egregiamente la sua parte quasi a volermi ricordare che i tanti passi avanti in fatto di design, equipaggiamenti ed elettronica di questa riuscita vettura, non ne hanno in alcun modo modificato l’originaria indole di inarrestabile avventuriera.

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Rinaldi Gomme 2012 “Tre “DRIVER” d’eccellenza!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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ristian Locatelli, Attilio Pesenti e Paolo Rinaldi, sono questi i tre imprenditori fondatori di Rinaldi Gomme 2012, vero e proprio punto di riferimento del settore per Bergamo e provincia, e non solo. Questa moderna struttura si trova, infatti, a Suisio e per questa ragione risulta facilmente raggiungibile da un vasto pubblico proveniente da Bergamo ma anche dalla provincia di Milano e dalla vicina Lecco. Novità assoluta di questa fine di maggio è l’entrata, da parte di Rianldi Gomme 2012, nel prestigioso circuito DRIVER Pirelli grazie alla quale la giovane azienda, che ha nella qualità a 360° del proprio servizio la propria priorità assoluta, compie un ulteriore e decisivo passo avanti in fatto d’immagine e, ovviamente, di qualità del servizio. Un servizio che, come ci spiega Cristian Locatelli – che oltre a occuparsi delle vetture e a gestire i ben otto membri dello staff dell’officina, riveste anche il ruolo di addetto alle relazioni esterne dell’azienda – è in costante evoluzione e che, proprio per questa ragione, sta via via trasformando Rinaldi Gomme 2012 nel più moderno ed efficiente dei centri dedicati all’automotive. Presupposto imprescindibile è che il concetto più ampio, e allo steso tempo concreto, di qualità, sia sempre e comunque al centro dell’attenzione; ecco perché i vertici di questo nuovo centro DRIVER ci tengono a sottolineare che l’assistenza al cliente è davvero completa, non limitandosi, dunque, alla sola scelta del pneumatico ideale; aspetti seguiti in prima persona da Attilio Pesenti che, dei tre soci, è quello con maggiore esperienza nel settore. Non è più tanto la battaglia all’ultimo euro, infatti, a fare davvero la differenza anche nel sempre più competitivo e affollato mondo dei gommisti, ma la capacità che un’azienda deve ormai avere nell’offrire assistenza globale di alto livello in fatto di meccanica leggera – tagliandi completi, sostituzione freni, sospensioni – e, aspetto sempre più importante, a una sempre più vasta tipologia di clientela. Ecco perché, oltre al privato, Rinaldi Gomme 2012 per via della modernità della sua struttura e per l’altissima preparazione del suo staff, si propone sempre più anche come punto di riferimento per clientela una “business” fatta di flotte aziendali, veicoli commerciali, per poi arrivare fino ai camion. Altro elemento in grado di fare senza dubbio la differenza, è costituito dal servizio di assistenza 24h sette giorni su sette, il cui responsabile è Attilio Pesenti, e che

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Novità assoluta è l’entrata nel prestigioso circuito DRIVER Pirelli grazie alla quale la giovane azienda compie un ulteriore e decisivo passo avanti in fatto d’immagine e, ovviamente, di qualità del servizio.

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può contare su due moderni mezzi di soccorso allestiti ad hoc e pronti a intervenire in ogni momento in cui ve ne fosse necessità. All’interno di Rinaldi Gomme 2012, dunque, tutto funziona in un clima di ideale sintonia e ciò è reso possibile anche dalla grande efficienza e dall’assoluta precisione dei cinque membri dello staff che operano negli uffici e nell’amministrazione aziendale. Rinaldi Gomme 2012, nuovo centro DRIVER Pirelli e il suo staff altamente preparato sono in piena crescita; torneremo presto a parlarne fra le pagine delle prossime edizioni di JUST perché, come Cristian mi anticipa con estrema prudenza, ci sono grandi novità all’orizzonte…!

RINALDI GOMME 2012 Tel. 035 901886 - www.rinaldigomme2012.com 109

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Azzola Trucks “Più serviti… Più assistiti” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

resentare un’azienda come Azzola Trucks di Nembro, significa innanzitutto raccontare una storia, la storia di una famiglia che, da quasi sessant’anni opera con successo in un settore competitivo e complesso come quello dei trasporti pesanti, senza mai smettere di evolversi e crescere. Una storia che vede per protagonisti due fratelli, Alessandro ed Ettore Azzola, che nel lontano 1957 rilevarono la piccola officina nel centro di Nembro di loro padre Attilio e proseguirono l’attività meccanica. Ebbene, quando mi sono recato nell’attuale grande sede di Nembro dell’azienda che oggi si chiama Azzola Trucks, ho avuto il piacere di incontrare questi due inossidabili fratelli, ancora lì, sul posto di lavoro. Alessandro, quasi ottantatreenne in splendida forma, ci ha tenuto a raccontarmi i tempi degli inizi, quella fine degli anni ’50 durante i quali tutto ciò che mi circondava, ancora non esisteva; mi ha spiegato con orgoglio ed estrema umiltà che ai tempi c’era tempo solo per lavorare, tutta la sua giovinezza l’aveva trascorsa lavorando duramente in officina. E non c’erano orari, intemperie o scuse che tenessero… Questo era l’insegnamento ricevuto dal padre, questa era ed è tuttora la cultura del lavoro di casa. Ho poi incontrato Ettore Azzola, una decina d’anni più giovane, un uomo sorridente e molto ospitale; mi ha portato a spasso nei vari e giganteschi capannoni che compongono l’azienda; all’interno di ognuno di essi un reparto diverso; meccanica, riparazioni, revisioni, verniciatura e ripristino anche di enormi gru e caterpillar. Ettore, che al nostro arrivo indossava la tuta da lavoro, nonostante fosse decisamente affaccendato non ha mancato di raccontarci nei dettagli del suo la-

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voro e come sia cambiato durante i decenni; ci ricorda il 1960, anno in cui la sede venne trasferita fuori dal centro di Nembro e, grazie a nuovi mandati, poterono iniziare a riparare veicoli Fiat, OM e Magirus Deuts. Altra tappa decisiva, ci spiega, fu il 1978, anno durante il quale l’azienda ottenne la concessione in esclusiva da parte di Renault Trucks; venne così creata una nuova società ad hoc – Autoveicoli industriali Fratelli Azzola – che si insediò nell’attuale sede di ben 15000 mq con due zone coperte di 6000 mq. Dal 2003 i figli dei due titolari conducono l’azienda, che conta su ben 21 addetti e che negli anni ha aggiunto l’autorizzazione di officina autorizzata “AREA ZF” e quella di SACHS SERVICE. Ma c’è uno slogan, datato 2009 che, oggi se possibile più di ieri, racconta al meglio Azzola Trucks: ”più Serviti più Assistiti”. È proprio questa la reale e concreta filosofia aziendale, ci raccontano Roberto Azzola – figlio di Ettore e oggi responsabile tecnico, oltre che da sempre grande appassionato di motori – e Stefano Azzola – responsabile commerciale di Azzola Trucks - nostri ultimi interlocutori. Negli anni, ci spiegano, anche dopo aver ricevuto dall'amministratore delegato e dal direttore customer service di Renault Trucks Italia, l'attestato di miglior performer per qualità del servizio offerto alla clientela, non abbiamo mai smesso di crescere e non abbiamo mai rinunciato a offrire alla nostra esigente clientela il massimo della qualità, da ogni punto di vista, dalla vendita all’assistenza after market. E conclude così, Roberto Azzola: ”mi pare questo il modo migliore di onorare e tener vivi i grandi insegnamenti umani e professionali che mio nonno Attilio trasmise a mio padre e mio zio, e che loro hanno tramandato a me e al resto dei familiari impegnati in azienda”.

AZZOLA TRUCKS Tel. 035 520418 - www.azzolatrucks.it 110

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Tutti servizi di Azzola Trucks • Reparto officina meccanica • Reparto manutenzione e lubrificazione veloce senza appuntamento • Reparto elettrauto • Reparto carrozzeria e verniciatura • Reparto pneumatici • Reparto revisioni periodiche M.C.T.C. • Tachigrafi digitali: attivazione, calibratura e scarico dati, • Allineamento elettronico assi e telai • Nuovo servizio carrozzeria, raddrizzatura cabine e telai • Riscaldo a induzione mediante utilizzo delle più moderne tecnologie • Magazzino ricambi di mq 1.000 su due piani • Servizio officine mobili • Servizio assistenza 24h/24h • Recupero con carro soccorso su strada di autocarri, autotreni e autoarticolati • Assistenza tecnica per Autobus Urbani, di Linea, Gran Turismo • Costruzione di allestimenti in genere • Modifiche di allestimenti • Trasformazione passi • Servizio lavaggio self-service • Riparazione veicoli di tutte le marche • Vendita veicoli NUOVI RENAULT TRUCKS, intera gamma: bassa, media, pesante da 2,8 ton. P.T.T. a 56 ton. P.T.C. • Noleggio autocarri a breve e lungo termine • Vendita di veicoli d'OCCASIONE DI TUTTE LE MARCHE con allestimenti vari, da 2,8 ton. P.T.T. a 56 ton. P.T.C. • Vendita di veicoli d'OCCASIONE provenienza leasing e/o noleggio. • Garanzia per i veicoli d'coccasione

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Dal 2003 i figli dei due titolari conducono l’azienda, che conta su ben 21 addetti e che negli anni ha aggiunto l’autorizzazione di officina autorizzata “AREA ZF” e quella di SACHS SERVICE.

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Officine Pezzucchi “Pronti a partire…?” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

state, tempo di vacanze e tanta voglia di avventura… E, quando si parla di avventura e vacanze, non si può non pensare a un veicolo che, nel corso dei decenni, ha rappresentato un simbolo di libertà, divertimento e piacere di viaggiare per diverse generazioni, il Volkswagen Westfalia. Un veicolo semplice, ricco di sostanza e, senza dubbio, molto affidabile. La corretta manutenzione di veicoli creati ad hoc per viaggiare come i Westfalia per arrivare fino ai più moderni e lussuosi camper e motorhome, soprattutto durante la stagione estiva, assume un’importanza fondamentale. E proprio in questo delicato e specifico ambito si sono specializzate le Officine Pezzucchi di Via Stezzano, 47 a Colognola all’interno della quale il titolare Marco – che da oltre vent’anni riveste un ruolo di primo piano nel competitivo settore delle autoriparazioni della nostra provincia – ha formato uno staff oggi in grado di effettuare ogni tipo di intervento su questi veicoli. Esiste, infatti, un mondo dietro il nome Westfalia e le Officine Pezzucchi, oggi, dispongono di tutte le specifiche attrezzature e di molti pezzi di ricambio necessari a far tornare all’antico splendore anche il più malconcio di questi mitici compagni di viaggio tedeschi. Inoltre, da quando è entrata in funzione l’efficientissima officina meccanica - quanto mai importante al fine di regalare reale completezza ai già numerosi servizi dedicati all’auto e non solo – le Officine Pezzucchi si propongono come punto di riferimento ideale e completo per interventi di ogni genere, dal semplice controllo pre-vacanziero, al tagliando completo, per arrivare fino al completo ripristino meccanico di camper e motorhome d’epoca.

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Le Officine Pezzucchi dispongono di tutte le specifiche attrezzature e di molti pezzi di ricambio necessari a far tornare all’antico splendore questi mitici compagni di viaggio tedeschi.

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OFFICINE PEZZUCCHI Tel. 035 310664 - www.pezzucchi.it

Competenza, disponibilità e rapidità ed efficacia d’intervento; sono questi i punti di forza delle Officine Pezzucchi, aspetti sui quali, negli anni, Marco e il suo staff hanno investito molto raggiungendo standard qualitativi globali davvero elevati. Una visita alle Officine Pezzucchi prima di partire per le tanto agognate vacanze, potrà renderle, se possibile, ancor più serene e spensierate… Cosa aspettate?

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Radunimog 2015 “Giganti buoni… a tutto!” testo e ph Astasia

i è svolta sabato 6 giugno, alla presenza di ben 25 esemplari, la prima edizione di RADUNIMOG, il raduno di Unimog a Trescore Balneario. Un gruppo di appassionati piloti di questi mezzi Mercedes si è incontrato sabato mattina in località Albarotto, a Trescore, per poi partire alla volta dei Colli di San Fermo. Un tragitto famoso per le ripide sequenze di tornanti che scoraggiano i ciclisti ma non questi possenti 4x4. Una volta arrivati in vetta i piloti hanno potuto prendere un aperitivo in riva al laghetto, per poi riprendere possesso dei mezzi e ritornare al campo base per il pranzo. Un breve tragitto che non ha intralciato la viabilità, grazie alla presenza della Protezione Civile di Trescore, che ha destato la curiosità di molti. Pochi infatti conoscono gli Unimog e sono a conoscenza del fatto che ce ne siano tantissime versioni impiegate per gli scopi più diversi. Ci sono quelli utilizzati come spargisale, quelli con, montata, la benna anteriore, quelli da traino e persino quelli camperati. Sicuramente, visti parcheggiati uno di fianco all’altro sul prato dove si è svolto l’evento, gli esemplari che hanno riscosso maggiore successo sono stati quelli che esibivano gli adesivi delle traversate tipo Parigi-Dakar (ora chiamata solo Dakar). A questo proposito non sono mancati aneddoti e storielle, durante il pranzo, tra i piloti che hanno corso molte edizioni della gara più famosa e impegnativa del mondo. Tra gadget Mercedes, un bicchiere di vino e dimostrazioni di forza come il “tiro alla fune” tra i mezzi, si è archiviato con successo questo primo raduno che avrà sicuramente una seconda edizione il prossimo anno.

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Gli Unimog vengono impiegati per gli scopi pi첫 diversi: ci sono quelli utilizzati come spargisale, quelli con, montata, la benna anteriore, quelli da traino e persino quelli camperati.

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LODAUTO Tel. 035 882426 - www.lodauto.it 120

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Lifestyle Bellini Nautica

Equipe Solutions

JUST Red Carpet Almenno Freestyle

Garajek

Tacchi in sella

JUST Red Carpet 1000 Miglia 2015

smart fortwo twinamic Tern D8 New

I racconti del Guizzo

JUST Red Carpet Bonaldi Motorsport

Cafè Royal

JUST Arte

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Bellini Nautica “Collezione Riva: la storia di un progetto” di Battista Bellini

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utto ebbe inizio quasi per caso. Anche se, si sa, certe passioni fingono di lasciarsi scegliere, mentre in realtà hanno sempre fatto parte di noi. E così è stato tra Romano Bellini e Riva: una passione pura, che profuma di storia, legno pregiatissimo, sacra manualità e Dolce Vita. Una Collezione Riva unica al mondo. All’inizio degli anni Ottanta, Romano acquistò un vecchio Riva Sebino da un carissimo cliente. Lo fece senza pensarci troppo, pagandolo poco alla volta con i suoi risparmi messi da parte lavorando al rimessaggio, spinto da una fortissima attrazione. Da quel momento, fu un susseguirsi di casi fortuiti, coincidenze, colpi di fulmine. E tutti avevano in comune quell’inconfondibile e inimitabile fascino, tipico degli scafi Riva. Nasceva così la Collezione Riva di Bellini Nautica.

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Romano Bellini e Riva: una passione pura, che profuma di storia, legno pregiatissimo, sacra manualitĂ e Dolce Vita.

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Ogni modello esposto è stato accuratamente restaurato dal team B&C Bellini Restoration ed è tornato al magnetico splendore del primo varo. .

Seguì un Riva Ariston, e poi un Florida, un Olympic, e poi un Tritone… fino ad oggi, che Bellini Nautica possiede una collezione unica al mondo. Ogni modello esposto è stato accuratamente restaurato dal team B&C Bellini Restoration ed è tornato al magnetico splendore del primo varo. Condividere questo autentico tesoro è stata una scelta fatta di cuore, che pareva doverosa nei confronti di chi – come la famiglia Bellini – adora Riva e il suo universo. È stato creato un museo accessibile a tutti, dedicato a chi da sempre ama la nautica e il mondo delle barche, ma anche per i neofiti che desiderano fare un tuffo nella storia, in particolar modo in quell’epoca elettrizzante e unica che fu la Bella Vita. Scopri la nostra Collezione Riva.

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Dov’è il museo Riva

www.bellininautica.it

Il museo Bellini Collection, che ospita ed espone i modelli di motoscafi d’epoca che hanno fatto la storia di Riva, sorge a Corte Franca, nel cuore della Franciacorta e vicinissimo al Lago d’Iseo. Nel quartier generale della divisione Restauro di Bellini Nautica, il museo è facilmente raggiungibile e dispone di un ampio parcheggio. Via Fornaci, 14 - 25040 Corte Franca (Brescia) - collection.bellininautica.it

SHOWROOM&SERVICE B&C RESTAURO COLLECTION FACTORY

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Garajek “Una filosofia tutta da guidare… e indossare!” di Jek • ph Marco Pesenti - Atomika Production • modella per un giorno Erika Sorti

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arajek nasce dalla mia grande passione per il mondo dei motori… Una passione che risale alla mia tenera età, quando mi destreggiavo nelle modifiche e nelle personalizzazioni dei mie primi mezzi; sono motociclista da sempre, un esteta e un incontenibile ed entusiasta vulcano di idee! Anche i miei amici per la pelle hanno sempre avuto due ruote da modificare, abbellire, potenziare; la frase ricorrente dei tempi, non a caso, era: “ci vediamo nel ‘GARAGE DI JEK’ per un caffè e quattro chiacchere!”. Ecco come e perché - lo scorso 31 gennaio - in tempi record e dopo essere stato allestito, preparato e modificato come la migliore delle mie creazioni a due ruote, ha ufficialmente aperto i battenti “GARAJEK”! La sua idea di fondo e ciò che Garajek rappresenta è il sogno di un uomo, il mio desiderio e la concreta opportunità di fare della mia più grande passione un lavoro per la vita; è il piacere raro di trasformare tutto ciò che mi passa sotto le mani - finalmente non soltanto la mia di moto che ho più volte plasmato per mostrare ciò che so fare - dando sfogo alle mie competenze acquisite in anni di affiancamento ed esperienza… Ecco perché, con tanta passione in gioco, Garajek è dedicato a tutti quei motociclisti innamorati della propria “bambina” al punto tale di volerla rendere unica, differenziandosi dalla massa, amandola e curandola senza riserve; Garajek è ovviamente anche dedicato a tutti gli appassionati di abbigliamento comodo e, allo stesso tempo, alla moda e ideale per viaggiare sulle ali del vento indossando caschi e giubbetti omologati e a tutta sicurezza! Quando penso a Garajek e tento in qualche modo di classificarlo, penso a un centro design, al “centro di bellezza per le moto” dove, con le migliori marche e la collaborazione di personale altamente specializzato, si può trasformare in un pezzo unico la propria moto.

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E affinchè tutto ciò possa concretamente diventare realtà ciò che deve essere sempre e comunque al centro dell’attenzione è il concetto di qualità; qualità che, da Garajek, si traduce in prodotti sempre di alto livello come Accosato, Circuit, FreeSprit, Rizoma e altri ancora… L’atmosfera che si respira da Garajek mi rappresenta al meglio; ogni cliente è per me un nuovo amico, un “fratello di passione”, è sempre il benvenuto e io, che si tratti di un semplice consiglio o di una “regolativa”, beh, sono sempre disponibile! Sempre aggiornato sulle ultime novità e pronto ad ogni situazione saprò soddisfare le esigenze di ogni cliente. Del mio staff fa parte anche un designer con il quale lavoro gomito a gomito e in perfetta sintonia durante ogni mia realizzazione; sono inoltre affiancato dall’amico Maurizio Antonini e da Sara Colzani per la clientela estera, per la vendita on-line - tutti i prodotti Garajek sono disponibili anche nel sito www.garajek.com - e per tutto il mondo “social”. Molti, anche durante la recente fiera BergaMoto 2015 di Chiuduno, mi hanno chiesto perché io mi sia prevalentemente dedicato al mondo Buell; la mia scelta rappresenta, ancora una volta, un mix tra passione e amicizia e risale a quando, dopo aver posseduto una moto diversa ogni anno, scelsi per la prima volta di acquistare una Buell. Di lì a breve vi fu poi il boom dei social network a seguito del quale entrai a far farte del gruppo Buell Friends diventandone presto un punto di riferimento insieme al fondatore Stefano Lojacono; organizzavamo eventi, run e cene annuali dal Nord al Sud della nostra penisola; durante uno di questi eventi, a Lerici, ebbi la fortuna e il piacere di conoscere Erik Buell inventore di queste straordinarie motociclette, e poi arrivammo in moto fino in Costa Azzurra per incontrare gli

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Quando penso a Garajek e tento in qualche modo di classificarlo, penso a un centro design, al “centro di bellezza per le motoâ€? dove, con le migliori marche e la collaborazione di personale altamente specializzato, si può trasformare in un pezzo unico la propria moto.

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Amici di Buell Friends France… Fu un’esperienza davvero stupenda! Sono certo che dalle mie parole avrete saputo cogliere tutta la mia passione che si trasforma in grande generosità e disponibilità nell’affrontare ogni singolo progetto soddisfacendo ogni esigenza con la soluzione giusta. Infine ci tengo a sottolineare che Garajek che, come avrete capito, rappresenta un po’ la mia filosofia di vita, sta sempre più diventando un lifestyle fatto di collaborazioni esclusivamente “made in Italy” e, il più delle volte, “made in Bergamo”. Per esempio quella con AARTS; creatore di abbigliamento originale, fuori da ogni schema, con ogni elemento che è un pezzo unico nel suo genere; la nostra linea a marchio registrato “Grarajek” fatta di maglie, felpe e jacket alle quali si uniscono patch e portachiavi Garajek realizzati da “TELODOIOILRICAMO” di Umberto Floriani. Garajek è inoltre distributore ufficiale degli stilosi caschi DMD Bergamo, delle raffinate maschere Paràchic, e degli accessori artigianali Rouille, anelli, bracciali, cinture, cappelli e foulard. Nel salutarvi… non posso che guardare avanti con la mia mente che corre già a nuovi progetti dedicati al mondo Harley Davidson, alle Cafè racer e alle Street Fighter!

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Garajek è inoltre distributore ufficiale degli stilosi caschi DMD Bergamo, delle raffinate maschere Parà chic, e degli accessori artigianali Rouille.

www.garajek.com

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smart fortwo twinamic - Tern D8 New “Geniali… si nasce!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production • modella per un giorno Maria Giulia Bazzani

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rimavera, tanta voglia di stare all’aria aperta e di recarsi, appena possibile, a fare una bella pedalata in uno dei nostri parchi più belli… Compagne d’avventura la mia nuova smart fortwo twinamic, dotata di un inedito cambio doppia frizione e, magicamente piegata nel baule, la mia originalissima e ipertecnologica Tern D8 New. La mia nuova smart twinamic, che va ad affiancare la già apprezzata inedita versione manuale della fortwo, amplifica le già notevoli doti dinamiche di questa terza generazione della vettura tedesca, in commercio dalla fine dello scorso anno. La versione automatica della smart racchiude in sé più di un’anima e, rispetto al passato, è in grado di adattarsi al meglio alle più disparate condizioni di guida. La nuova trasmissione, realizzata ad

Compagne d’avventura la mia nuova smart fortwo twinamic, dotata di un inedito cambio doppia frizione e, magicamente piegata nel baule, la mia originalissima e ipertecnologica Tern D8 New.

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hoc dalla Getrag, può essere gestita azionando una sorta di joystick posizionato sul tunnel centrale oppure attraverso i paddle al volante. Ciò che ho immediatamente riscontrato è la notevole fluidità che questa twinamic regala in ciascuna delle varianti nelle quali la si può guidare, due del tutto automatiche e una sequenziale. In Eco e Sport la trasmissione funziona in modalità completamente automatica e i passaggi da un rapporto all’altro avvengono sempre con una certa dolcezza se pur in tempi decisamente rapidi. Azionando i paddle al volante, invece, la musica cambia non poco tanto che la fortwo si trasforma in una piccola sportiva, e i passaggi da un rapporto all’altro sono fulminei, sia in accelerazione che in scalata. Il tutto a vantaggio del piacere di guida e di un’inedita sensazione di con-

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trollo e sintonia con la nostra vettura, fino a qualche tempo fa, impensabile. E una volta arrivata nel parcheggio? Dimenticavo, ho una smart, ed è tutto tremendamente facile! È tempo di mettersi in sella… Mi bastano pochi e semplici tocchi, tre per l’esattezza, per far prendere forma a questa geniale bicicletta che, oltre al telaio in alluminio grazie al quale il peso rimane limitato a circa 12 kg, racchiude in sé diversi brevetti mondiali che la rendono pratica, comoda e appagante. Il cambio a otto velocità sapientemente spaziate, rende inoltre meno impegnativa anche la più ripida delle salite e consente di dosare sempre al meglio le forze. Questi due straordinari oggetti, uniti, rappresentano un’ideale soluzione a ogni problema di mobilità moderna; ci si trovi all’interno dei sempre più caotici centri urbani, o in partenza per una gita nel verde, la genialità di questi due mezzi sarà sempre al vostro servizio. Non vi resta, dunque, che andare a scoprire nello smart Center Lodauto di Orio al Serio, tutti i segreti della nuova smart twinamic; troverete anche una geniale Tern D8 New che potrete testare anche nella concessionaria ufficiale Tern per Bergamo, Mammoleggi & Maccarini di via Ghislandi… Cosa aspettate?

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Mammoleggi & Maccarini Tel. 035 223288

www.lodauto.it

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Cafè Royal “Ci troviamo tutti al Royal!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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aranno la posizione strategica, la simpatia contagiosa di Marco, il titolare, o la qualità del servizio e la professionalità dello staff… Ciò che è certo è che, in poco tempo, il centralissimo Cafè Royal di via Zambonate, aperto tra l’altro sette giorni su sette, è già diventato un vero punto di riferimento, uno dei locali più in voga del centro della nostra città. I requisiti grazie ai quali ciò sia accaduto in un così breve tempo, ci sono davvero tutti; tutto è curato, sin nei minimi particolari, per soddisfare la clientela che, vista la posizione del Cafè Royal, è per lo più composta da professionisti, imprenditori e commercianti che operano nel cuore di Bergamo. L’impronta di Marco Medaglia - milanese che circa due anni fa ha deciso di coronare il sogno suo e di sua moglie Giada di aprire un locale nel centro di una città più a misura d’uomo - è evidente nel nuovo Cafè Royal… Innanzitutto il locale è sempre aperto, sette giorni su sette, dalle primissime ore della giornata fino all’happy hour, il che, per una città come Bergamo, rappresenta già di per sé una rarità. E ancora la filosofia del titolare, si rispecchia in modo ideale nel suo locale che, per precisa scelta, si pone come ideale luogo di ritrovo per una clientela che desideri un punto di riferimento per una pausa pranzo, per un importante appuntamento di lavoro o, semplicemente, per trascorrere una piacevole happy hour con gli amici. Queste diverse soluzioni sono rese possibili dall’atmosfera che si respira in questo Cafè, conviviale, allegra ma mai chiassosa, fastidiosa; era proprio questo l’intento di Marco, creare un locale all’interno del quale il concetto di qualità

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Il locale è sempre aperto, sette giorni su sette, dalle primissime ore della giornata fino all’happy hour. .

passasse anche attraverso la possibilità di scambiare quattro chiacchiere senza rischiare di non riuscire a sentire chi si ha davanti, degustando sempre e solo bevande di alta qualità e pietanze realizzate ad hoc. Da buon milanese, Marco non ha potuto che portare a Bergamo, nel suo locale, un po’ della migliore tradizione meneghina; al Cafè Royal, per esempio, il Negroni è fatto alla vecchia maniera, cioè col Cinzano, e poi un piccolo vanto, es-

sere stato il primo a portare nella nostra città il toast triplo: quello col pollo e la salsa al limone è una vera specialità e va provato! Anche al termine della giornata lavorativa il Cafè Royal è diventato un vero punto di riferimento per la più rinomata delle happy hour… Marco, infatti, appassionato motociclista e possessore di una BMW GS Adventure di colore verde militare, ha impiegato ben poco a coinvolgere molti dei suoi

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Tel. 035 0147440 Facebook: Caffè Royal

clienti e amici che, anche dopo una lunga giornata lavorativa, scelgono sempre più numerosi di recarsi in moto al Café Royal, ritrovo ideale per dare il via a una serata divertente, colorata e ricca di prelibatezze e sapori. E voi… cosa aspettate?

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Equipe Solutions “Solo soluzioni di qualità” di Moira Maffeis • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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ORRE BOLDONE: cascina finemente recuperata in zona residenziale. Elegante contesto riservato in prossimità dei servizi. Accogliente quadrilocale con cucina separata e doppi servizi posto all'ultimo piano. Soluzione impreziosita da pavimentazione in parquet e travi a vista. Luminosa zona giorno con affaccio sul balcone dall’ottima esposizione al sole. Termoautonomo. Completano la proprietà due box. Classe F (155,31 Kwh/m2a).

www.equipe-solutions.it

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CANZOROSCIATE: recente trilocale in residence con ingresso semindipendente posto al primo e ultimo piano. Internamente caratterizzato da ampio ed accogliente soggiorno con zona pranzo, cucina a vista e bagno. Tramite una scala centrale si accede alla zona notte composta da due ampie camere e dal bagno. Le finiture sono di altissimo livello con parquet a listoni e scala in travertino. Completa la proprietĂ il box doppio in larghezza. Classe G (322,6 Kwh/m2a).

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EQUIPE SOLUTIONS AGENCY GORLE Via Don Mazza, 10/A Tel. 035 664519 www.equipe-solutions.it

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CANZOROSCIATE: villa singola di nuova costruzione con ampio giardino privato e pianeggiante. Internamente si sviluppa su unico livello ed è composta da soggiorno con cucina separata, tre camere e doppi servizi. Possibilità di personalizzazione degli spazi interni. La soluzione è caratterizzata da un capitolato di alta qualità: pannelli solari, impianto fotovoltaico e domotica. Completa la proprietà il box doppio. Valore di progetto: classe A. € 580.000,00

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ORLE: zona Bajo. Elegante villa di nuova costruzione in classe A+ dotata di domotica, fotovoltaico e pompa di calore. Ingresso totalmente indipendente e giardino privato. Comodo ascensore interno. Antifurto perimetrale e volumetrico, luci ad incasso e parquet in rovere trattato. Luminosa taverna seminterrata con possibitĂ di unitĂ abitativa totalmente indipendente. Classe A+ (16 Kwh/m2a). â‚Ź 950.000,00

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Tacchi in sella “Un paio di boxer a guidare un boxer” testo e ph Astasia

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tefano è un bel ragazzo. C’è solo un problema. Lo sa. E quindi è tutto più difficile. Essere seri e professionali con lui è difficile. Il suo sorriso da furbetto che si apre all’improvviso ti fa abbassare le barriere. E quando abbassi le difese sei una preda facile. Quindi quando arriva in sella al suo GS le regole del gioco sono già scritte: lui fa il macho e a me tocca proprio la parte della “femmina”. Il sapore vissuto, di chi ha fatto un bel po’ di chilometri è lì sotto gli occhi e Ste non fa nulla per nasconderlo. Anzi. Mostra con orgoglio i segni sul giubbino delle storiche cadute, perché “io sono un motociclista vero”. E allora partiamo. Il percorso, manco a dirlo, l’ha scelto lui. O, meglio, il suo GS; visto che sembra un giro perfetto per una moto pesante e adatta a salire con grinta strade e stradine anche non perfettamente asfaltate. Perché giustamente se ci infanghiamo gli stivali, o i tacchi nel mio caso, fa ancora più scena. Dopo mezz’ora siamo già al Colle Gallo, salutiamo la Madonna dei ciclisti e, seguendo la via delle neve, arriviamo ai Colli di San Fermo. Le curve sono uno spettacolo e il mio pilota oggi ha decisamente tanta voglia di divertirsi. Io dietro sono comoda ma poco rilassata, appiccicata alla schiena del matador mi godo il panorama. Il GS fa qualche sbuffo e, di tanto in tanto in prossimità di una curva, quando decelera per un poco per affrontarla, fa un rumore secco e forte. Un Tac inconfondibile, quello del cardano che con il motore boxer è diventato negli ultimi 30 anni marchio di fabbrica. Scendendo per la strada non asfaltata che costeggia la collina intravediamo il lago. Stabile e massiccio il GS non ha problemi nell’off-road e le sue qualità da fuoristrada risultano evidenti persino a chi sta

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dietro che sta comodo come se viaggiasse in autostrada. Certamente moto e motociclista in discesa sembrano soffrire come delle belve in gabbia, un conto è balzare di tornante in tornante graffiando il terreno mangiandosi la salita; un altro è frenare scendendo imbronciati dalla collina da Vigolo a Parzanica poi Tavernola. Passiamo sotto al cementificio che sembra un mostro d’acciaio, un vecchio “transformer” abbandonato con arpioni infilzati sia nella collina che nelle sponde del lago rendendo questo tratto di strada surreale e grottesco. Quando arriviamo al bar sul lago a Riva di Solto abbiamo sete e voglia di scambiare quattro chiacchiere. Voglio, infatti, scoprire quale sia il misterioso nome con cui Ste ha battezzato la sua moto. Invece rimane stupito della domanda e mi risponde solo: il GS. Perché, mi spiega, le donne mi accompagnano, non mi portano. Poi mi racconta che il GS è quasi più vecchio di alcune donne che si porta in sella, che con lui ha fatto vacanze, lunghi viaggi, piccoli brevi giri, motoraduni, il GS l’ha portato al lavoro, l’ha portato a casa da serate balorde, è un membro onorario del motoclub storico del paese; insomma, il GS è un pezzo fondamentale della sua storia. Con rammarico mi confessa che sta pensando di comprare una moto nuova, non glielo chiedo nemmeno che tipo o modello, so già che sarà un altro GS, magari l’ultimo modello ma pur sempre un GS. Decidiamo di proseguire il tour e costeggiamo il lago d’Iseo per lungo, salutiamo Mont’Isola, una scuola di vela che fa lezione, alcuni motoscafi scalmanati e i primi bikini al sole della stagione. Ci gustiamo il riflesso delle nuvole specchiate nel lago passando veloci e agili lungo il serpente d’asfalto che taglia il pendio della collina a strapiombo sul lago. Mentre scivoliamo lungo la riva batto

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Decidiamo di proseguire il tour e costeggiamo il lago d’Iseo per lungo, salutiamo Mont’Isola, una scuola di vela che fa lezione, alcuni motoscafi scalmanati e i primi bikini al sole della stagione.

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sulla spalla di Ste, il segnale che sancisce la mia volontà di fermarci per scattare delle foto. Invece niente, scuote il casco da destra a sinistra e accelera. Nessuna intenzione di fermarsi. Vedo riflesso nello specchietto un ghigno malefico di chi la sa lunga e mi guarda con due occhietti che dicono molte cose tranne una: accosto. E cosÏ con pochi scatti in camera siamo sulla via del ritorno. Saliamo lungo la Valle Rossa che so essere una delle sue strade preferite. Oltre a saperlo, mio rammarico, lo testo sulla mia pelle visto che Stefano la percorre tutta come se fosse inseguito da Cerbero il cane a tre teste. Per due volte mi ritrovo sollevata dalla sella e solo grazie agli artigli conficcati nel suo giubbino non mi ha persa per strada. Da Cene superiamo Albino, Nembro, Alzano Lombardo, Ranica, Torre Boldone fino a Bergamo in un lampo. Rientriamo alla base che ancora ho il cuore in gola. Mi levo il casco e lo guardo di traverso. Ste sorride. Sa già che è stato perdonato.

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I racconti del Guizzo “Zanzibar” di Emilio Guizzetti • illustrazioni Sergio Algeri

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vevo 35 anni e da 20 avevo smesso di andare in vacanza con i miei genitori. Mia madre è spagnola ed ha vissuto a Minorca finché non ha deciso di sposarsi. Il suo fisico e la sua mente hanno sempre sofferto le rigide temperature invernali della Lombardia e, in modo particolare, la mancanza del mare. Perciò, quel dicembre del 2008, il medico le consigliò una vacanza in un luogo caldo. Mia mamma scelse Zanzibar e, dato che mio padre, da buon bergamasco, non aveva alcuna intenzione di prendersi le ferie, mi offrii di accompagnarla. Si trattava di un vero paradiso terrestre ma io, dopo cinque giorni di villaggio, stavo per impazzire. Trascorrere quindici giorni a Zanzibar in mezzo a bresciani e milanesi per me non aveva alcun senso. L’animazione e il ‘gioco aperitivo’ mi facevano venire la depressione. Quando vado all’estero desidero stare in mezzo alla gente del luogo. Voglio capire come vivono, cosa mangiano e, soprattutto, devo infilarmi in tutti quei posti, quelle vie periferiche, quei locali malfamati che le guide sconsigliano assolutamente di frequentare. La cosa migliore di quest’isola è che chiunque è ben disposto a procurarti qualunque cosa per pochi spiccioli. Un ragazzo mi

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trovò un’auto. Era una cosa oscena. Ogni pezzo della carrozzeria aveva un colore diverso. La seconda non entrava, lo pneumatico anteriore sinistro era nuovo, mentre gli altri tre erano completamente consumati. D’altra parte anche questo faceva parte degli usi e costumi indigeni. Mi diressi verso la capitale, Stone Town, divertendomi come un pazzo fra quelle strade sterrate e polverose. I bambini, dal bordo della carreggiata, mi incitavano ad accelerare e prodigarmi in qualche testa coda. Naturalmente venni fermato da una pattuglia di poliziotti armati fino ai denti. Controllarono l’auto centimetro per centimetro e aprirono il bagagliaio che scoprii carico di ogni genere di cianfrusaglia. Dopo 40 minuti di perquisizione capii l’antifona, allungai qualche dollaro e mi lasciarono andare. Giunto in città entrai in uno dei peggiori bar che mi sia mai capitato di vedere. La Tanzania è un paese musulmano e pertanto l’alcol è vitatissimo. Talmente proibito che basta appoggiare una banconota da cinque sul bancone e, magicamente, compare ogni genere di liquore. Completamente sbronzo decisi di tornare al villaggio. Percorsi pochi chilometri e incappai in un posto di blocco. Sceso dalla macchina, misi automaticamente

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mano al portafogli. In quell’istante un poliziotto aprì il bagagliaio e ci trovò in bella vista un mitra in dotazione all’esercito. Esterrefatto, dissi che non ne sapevo assolutamente nulla e, in preda al panico, incominciai a distribuire dollari. Questo comportamento non fece altro che aggravare la mia posizione. Mi ammanettarono e mi caricarono su una camionetta. Penso che ogni commento sulle condizioni igieniche della prigione e sui miei compagni di cella sia assolutamente superfluo. Venni interrogato per due ore. Sempre le stesse domande. Ero convinto di essere stato incastrato, ma da chi? E perché? Ero certo che sarei marcito lì dentro per il resto dei miei giorni. Ad un certo punto mi accorsi che, in un ufficio attiguo, alcuni agenti di polizia stavano discutendo concitatamente. Riconobbi gli uomini della prima pattuglia che mi aveva fermato. Ci guardammo negli occhi attraverso la porta finestra. Uno di essi irruppe nella stanza e mi abbracciò. Nell’atto di rovistare nel bagagliaio aveva appoggiato il mitra e l’aveva dimenticato. Se non l’avesse ritrovato, la sua carriera militare poteva dirsi conclusa. Dissero che avrebbero chiuso un occhio sullo stato di ebbrezza nel quale mi trovavo al momento del fermo e mi intimarono di non fare parola con nessuno dell’accaduto. Restituii l’auto multicolor e non uscii dal villaggio per il resto della vacanza. Mia madre, ancora oggi, racconta con un certo orgoglio di come divenni per tre volte consecutive campione del gioco aperitivo.

Un ragazzo mi trovò un’auto. Era una cosa oscena. Ogni pezzo della carrozzeria aveva un colore diverso. La seconda non entrava, lo pneumatico anteriore sinistro era nuovo, mentre gli altri tre erano completamente consumati.

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JUST Red carpet “Acrobazie… benefiche” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti - Atomika Production e Roberto Farina

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o scorso 3 giugno si è svolta la quinta edizione di un evento benefico che è ormai entrato saldamente nel cuore degli appassionati di due ruote di casa nostra, Almenno Freestyle. La manifestazione, ideata e sostenuta da un gruppo di importanti imprenditori bergamaschi – su tutti i vertici di Italtrans, Gruppo Bruno Moto, AGIE, Suardi Spa, pe.tra, Bergamo Trasmissioni e Auto Industriale Bergamasca – e patrocinata dal Comune e dalla Pro Loco di Almenno San salvatore, oltre che dall’Associazione Per Bruno, si è rivelata ancora una volta un grande successo. Migliaia di appassionati, tra i quali moltissimi giovani amanti delle due ruote con le loro famiglie, hanno ammirato, a partire dalle 18.30, una serie di spettacolari esibizioni acrobatiche a cavallo tra il trial e l’adrenalinico e attesissimo freestyle che ha tenuto tutti col naso all’insù, a suon di salti mozzafiato e incredibili giri della morte. Tra le guest star della serata il nostro Giacomo Agostini, campione dei campioni che, in un vero e proprio bagno di folla di suoi supporters di ogni età, ha firmato autografi, magliette, caschi e cappellini,

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oltre a posare per decine di selfie. E, ancora, vere e proprie stelle del motociclismo di oggi, Franco Morbidelli e Mika Kallio del Team Italtrans, e Takaaki Nakagami del Team Idemitsu. La serata a fondo benefico è infine stata allietata da Paolo Casiraghi/Suor Nausicaa, Gianluca Fuibelli/Scintilla e da Omar Fantini/Nonno Anselmo.

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JUST Red carpet “Qualche “miglia” di storia e magia… anche a Bergamo” di Giovanni Volpe • ph Luca Facheris

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o scorso 17 maggio il mio risveglio è stato tra i più belli che ricordi… È stato, infatti, scandito da un magico e costante susseguirsi di colori, cromature e rombi di bolidi d’altri tempi, quelli protagonisti della corsa delle corse, la Mille Miglia, che in questa edizione 2015 ha attraversato per la prima volta anche la nostra provincia raggiungendo il cuore della città, dopo che nei lontani 1947 e 1948 l’aveva solo sfiorato… Un numerosissimo ed entusiasta pubblico ha atteso e salutato il passaggio delle auto storiche lungo le vie di molti comuni della provincia, da Capriate San Gervasio – passando poi per Brembate, Filago, Madone, Bonate Sotto, Bonate Sopra, Presezzo, Ponte San Pietro e Mozzo – fino al centro di Bergamo per la punzonatura effettuata davanti al Teatro Donizetti.

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La corsa è poi ripartita alla volta di Seriate raggiungendo poi Brescia passando per Rovato e Chiari. Il tutto anticipato da una sfilata nella sfilata, quella di Ferrari di ogni epoca, poi di Mercedes storiche… Poi il cuore della giornata, le vetture partecipanti alla competizione con equipaggi provenienti da ogni parte del mondo oltre all’Europa: Stati Uniti, Australia, Cina, Giappone e persino Thailandia…! Qualcosa come 1600 magici chilometri, mille miglia, da Brescia a Roma e ritorno a bordo di “vecchie signore” che hanno ancora una volta fatto delle strade della nostra penisola e, finalmente anche di quelle della nostra Bergamo, uno spettacolare museo a cielo aperto…

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JUST Red carpet “Partiti…!”

www.bonaldi.it

di Michele Brusa • ph Luca Facheris

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n questa edizione estiva di JUST ho deciso di raccontarvi il lato forse più adrenalinico ed emozionante del Gruppo Bonaldi, fatto di velocità, “superuomini”, competitività, concentrazione, altissime prestazioni e tanta tecnologia al servizio di un grande spettacolo, quello delle corse, quello di Bonaldi Motorsport. Per la stagione 2015 del Lamborghini Blancpain Super Trofeo, Bonaldi Motorsport, team campione del mondo in carica, scende in pista a bordo del bolide che, molti di voi, sono venuti a scoprire in Lamborghini Bergamo lo scorso aprile, in anteprima: la splendida Huracán LP 620-2 Super Trofeo, che va ad aggiungersi alla “veterana” Gallardo LP 570-4 Super Trofeo, coprotagonista del Super Trofeo, a cui da quest’anno è dedicata tra l’altro una nuova categoria di gara. Per la stagione 2015 abbiamo deciso di schierare in griglia di partenza quattro vetture, tre Huracán LP 620-2 Super Trofeo e una Gallardo LP 570-4 Super Trofeo; anche quest’anno, a conferma del grande legame del Gruppo Bonaldi alla propria città, tutte le vetture saranno vestite dei colori di Bergamo, il giallo e il rosso.

I primi risultati del Team Bonaldi Motorsport Ottima la partenza del Team nel Lamborghini Super Trofeo a Monza (11-12 aprile 2015), con ben 2 pole position e 2 primi posti assoluti con Patrick Kujala oltre che una doppia vittoria in classe Pro-Am con la coppia Jay Palmer - Matteo Bobbi.

Monza, 11-12 Aprile 2015

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Il secondo appuntamento, a Silverstone (23-24 maggio 2015), consolida il successo del primo e il Team sale a quota 4 vittorie su 4! Il Team Bonaldi Motorsport è in pista anche nel Campionato Italiano GT con la Gallardo LP 570-4. Determinata a contendersi il titolo nella categoria GT CUP, la coppia Mirko Zanardini, già 2° nella categoria AM nel campionato Europeo del Supertrofeo 2010, vicecampione del mondo nel 2013 e già protagonista nel Team Bonaldi Motorsport nella passata stagione del CIGT, e David Perel, che ha corso con il Team le finali mondiali di Sepang in coppia con Mirko Bortolotti. Partito alla grande sul Circuito di Vallelunga il 2-3 maggio 2015, il Team si conferma in testa alla classifica della Categoria CUP, anche dopo il secondo week end di Monza (30-31 maggio 2015).

Vallelunga, 2-3 Maggio 2015

CAMPIONATO

PILOTA

VETTURA

Categoria PRO Categoria PRO Categoria PRO-AM Categoria AM

Florian Splenger, 27 anni Patrick Kujala, 18 anni Matteo Bobbi, 36 anni e Jay Palmer, 43 anni Andres Josephson

Huracàn ST numero 33 Huracàn ST numero 32 Huracàn ST numero 3 Gallardo LP 570-4 numero 34

Silverstone, 23-24 Maggio 2015

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Immobile a Bergamo

Immobile a Pedrengo

Immobile a Torre Boldone

Immobile a Gorle-Bajo

www.equipe-solutions.it


JUST Arte “Arte e motori gioie e dolori” di Marco Fioretti • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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a partenza della seconda edizione di “Arte e Motori gioie e dolori” è stata un vero successo. Tutto nuovo il format sul quale si basa: sei artisti New Pop, la presentazione di Tag Factory e un’intera parete di insegne pubblicitarie anni 50’- 60’ - 70’. Gli artisti coinvolti e che hanno partecipato di persona, sono stati Bacter e Massimo Caccia che, per l’occasione, hanno presentato quindici lavori eseguiti a quattro mani; e, ancora, Francesco De Molfetta, Michele De Marchi, Davide Mancosu e Angelo Volpe. Protagoniste e sempre al centro dell’attenzione sono ovviamente state le straordinarie

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creazioni a due ruote targate Tag Factory; motociclette che, per via della loro unicità e della raffinatezza delle complesse lavorazioni effettuate per realizzarle, non solo rappresentano la concretizzazione di un’idea vincente, quella di Ezio Righetti – da anni imprenditore di successo e valente pilota e team manager nell’ambito motociclistico – ma sono la prova tangibile della sua grande creatività, frutto del suo lavoro e di quello del suo staff, vere e proprie opere d’arte, sculture viaggianti… Altro elemento distintivo di questa iniziativa è stato senza dubbio costituito dalla spettacolare parete allestita con pubblicità su metallo smaltato che, in pochi istanti, ci ha fatto compiere un magico salto nel passato fino agli anni ’50, ’60 e ’70. Il critico dell’evento, Igor Zanti - direttore dell’Istituto Europeo di Design di Venezia - ha presentato la mostra e ha redatto il testo critico. Le immagini fotografiche, finalizzate alla realizzazione del catalogo, – edito da Ikonos – sono invece state realizzate dal fotografo Cristiano Morello, noto nel mondo delle due ruote per i suoi numerosi reportage ai mondiali di enduro. Infine, ci tengo a ringraziare per il loro supporto alcuni amici collezionisti, Alessandro Brembilla, Andrea Della Chiesa, Roberto Gamba, Mauro Lorenzelli, Marcello Lorenzelli, Piermario Locatelli, Luigi Staffa, Guido e Marco Pedrini, Manuel Agazzi, Bergamo Post e, ovviamente, JUST che ci ospita all’interno della sua edizione estiva.

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® MEN, MOTORS & LIFESTYLE

JUST

Just - Ringraziamenti Chiara Cattaneo • Giacomo Agostini Roberto Sestini • Gigi Rota • Federico Passirani Paola Bergamelli • Fabio Fassini • Raul Montanari Paolo Poma • Ezio Righetti • Francesca Vitali Chiara Pennati • Valter Donadini • Sereno Terzi Simone Doneda • Michela Mantecca • Joel Brunel Andrea Rossi • Andrea Bassoli • Marco Pezzucchi Andrea Perego • Giacomo Perego • Cesare Curnis Giambattista Rota • Daniela Benvenuti Stefano Magri • Marco Martelli • Gabriele Tonolini Jek • Paola Granelli • Tita Granelli • Chiara Manenti Francesca Ghisleni • Claudio Maccarini Silvia Leoni • Stefano Sancinelli • Pietro Batta Francesco Preda • Cinzia Paleni • Angela Landi

Periodico trimestrale Estate 2015 - N° 2

Direttore Responsabile Giovanni Volpe direzione.just@gmail.com

Graphic & Art Director Silvia Benaglia redazione.just@gmail.com

Just Web & Social Atomika Production

Photo Marco Pesenti - Atomika Production Luca Facheris • Roberto Farina

Amministrazione Studio Landi - Bergamo

PR & Lifestyle Barbara Bugini b.bugini@alice.it Cell. 349 38.53.857

Editore Guarda chi guida S.r.l.s. - Bergamo Stampa Errestampa S.r.l. - Orio al Serio (Bg)

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Illustrazioni Sergio Algeri

Iscrizione n. 21/14 del 17/11/2014 - Registro Stampa del Tribunale di Bergamo. Testi e materiale fotografico contenuti in questa pubblicazione, sono di proprietà esclusiva di Guarda chi Guida S.r.l.s. È pertanto vietata ogni riproduzione, anche solo parziale, non autorizzata dall’editore.

Contributors Astasia • Emilio Guizzetti • Moira Maffeis Michele Brusa • Battista Bellini • Marco Fioretti

INFO e PUBBLICITÀ pubblicita.just@gmail.com 347 53.78.130 www.justbg.it rivista JUST

Test moto Michele Bertani • Phil Green

Men Giacomo Agostini • Michele Bertani Chicco Reggiani • Bruno Gotti • Massimo Baldi Fabio Montani • Maurizio Secomandi Carlo Berneri

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