JUST - MEN, MOTORS & LIFESTYLE - numero 0

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SPECIAL JUST EICMA 2014

MEN, MOTORS & LIFESTYLE

Men Giacomo Agostini - Saul Mariani - Massimo Baldi Cristian Manzoni - Duccio Masserini - Sereno Terzi - Valter Donadini - Marco Pezzucchi Motors Lamborghini Huracàn - KNK Factory - Ford Focus di Gruppo Iperauto - Harley Davidson Bergamo - Perego Motorrad - Lario Bergauto - Ford Sierra RS Cosworth Lifestyle Bellini Nautica - Paràchic - Meccanica Grezza Citroën Bianchi e Danivè - Motorama - Baby Bazar Bergamo - Just Red Carpet smart fortwo e Ford Focus

Copia omaggio

“A me gli occhi!”

La nuova smart presentata da Periodico trimestrale - Inverno 2014 - Anno I - N° 0

WWW.JUSTBG.IT




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Editoriale di Giovanni Volpe

MEN, MOTORS & LIFESTYLE È la più grande alleata di sogni e sognatori… È il motore di ogni idea di chi ha cuore… Non è in vendita e non si può comprare… È un lampo che ti fa alzare in piena notte per prendere un pezzo di carta e una penna, se no dimentichi tutto… È il peggior nemico di chi ha memoria corta, e di chi non ha idee… se non quelle altrui… Quando si ha lo spassionato piacere di condividerla… da cosa nasce cosa… e sono tutte cose meravigliose… Ti condanna piacevolmente all’impaziente desiderio che il nuovo giorno arrivi prima possibile… Ti sazia come un pranzo di Natale anche quando non hai tempo di fermarti nemmeno per un panino… È l’ingrediente segreto capace di rendere dolce anche il più amaro e ingiusto dei bocconi ingoiati… L’ho riscoperta a quarant’anni suonati negli occhi di una sconosciuta… e non la lascio più… Si chiama PASSIONE… la mia, quella di tutti voi amici, collaboratori e clienti, quella racchiusa in queste pagine… Si chiama “JUST”. Buona lettura a tutti!

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Editoriale


Men Sommario SPECIAL JUST

“Benvenuti in paradiso!”

COVER STORY smart Center Bergamo by Lodauto

22 | Giacomo Agostini

“Una nuova ‘stella’ da copertina!”

38 | Duccio Masserini

Racconti da campione:

“Passione, tradizione e

“Predestinato”

lungimiranza”

26 | Saul Mariani

42 | Sereno Terzi

“Uno sguardo fiducioso

“Aspettando la ‘XJ220’”

al futuro”

30 | Massimo Baldi

46 | Valter Donadini

“Proiettati nella...

“Quando c’è la famiglia…”

leggenda”

34 | Cristian Manzoni

50 | Da 0... a... 100!

“Buon sangue non mente”

Marco Pezzucchi

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Sommario


Motors Sommario MEN, MOTORS & LIFESTYLE 54 | Supercar

68 | Perego Motorrad

“Un toro da record”

“La più amata dagli italiani”

56 | KNK Factory

72 | Active Generation

“Gioielli senza età”

by Lario Bergauto

Tiziana Basalari

60 | Provate dal direttore

76 | Brutte & Cattive

“Nuova Ford Focus:

“L’auto con la mensola”

cuore tecnologico”

64 | Harley Davidson Bergamo “Provare… per credere!”

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Sommario


Lifestyle Sommario 82 | Bellini Nautica

112 | Tacchi in sella “Questione di sguardi”

“Tradizione e avanguardia”

88 | Paràchic

116 | Ricette e storielle

“Aviatori urbani”

“Una gustosa improvvisazione”

92 | Meccanica Grezza

118 | CineMotori

“Un sogno diventato

“Bombe da detonare”

realtà...”

96 | Citroën Bianchi e Danivè

120 | Just RED CARPET

“Ricerca ed eleganza”

“A me gli occhi!”

102 | Motorama

122 | Just RED CARPET

“Il domani è già qui!”

“Focus sul nuovo Ford Store”

106 | Baby Bazar Bergamo

124 | 25° Parallelo di Natale

“Giochi da uomini...!”

“A Foppolo guest star Alberto Tomba”

110 | I racconti del Guizzo

128 | Guglielmo Spotorno

“Festa di compleanno”

“Tra Surreale e Reale”

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Sommario


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EICMA

Special JUST “Benvenuti in paradiso!” di Phil Green ph Marco Pesenti – Atomika Production

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ent’anni: il Salone internazionale della motoci-

cletta ha compiuto un secolo e, vista l’enorme partecipazione di espositori e visitatori, sembra

proprio che la passione abbia battuto la crisi. Ma quali tendenze ci aspettano per il futuro? Questa edizione dell’Eicma ha celebrato senza mezzi termini il ritorno delle sportive - che nelle vendite di mercato arrancano da alcuni anni - tutte esagerate. Ha iniziato Kawasaki, con l’esagerata H2R, spinta da un motore turbo da 300cv e vestita come un’astronave, piena di alettoni per impedirle di spiccare il volo ad ogni apertura di gas. La risposta di Honda è un sogno altrettanto esaltante: la RC213V. In pratica è la MotoGP di Marc Marquez con

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targa e fanali. La potenza è di soli - si fa per dire- 200cv, ma il prezzo è da sceicchi: circa 200.000 euro! Anche Ya-

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maha si ispira alla MotoGP di Valentino Rossi, rinnovando

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EICMA la ormai mitica R1 con un’estetica da paura e con l’elettronica più sofisticata mai vista su una moto. Ducati risponde con la 1299 Panigale R, il cui bicilindrico desmo è in grado di erogare la bellezza di 205cv. Oltre ai siluri ipersportivi, si è affermata un’altra tendenza, che è in crescita da anni: quella delle special. All’Eicma hanno avuto un padiglione interamente dedicato: è qui che si sono viste le migliori preparazioni delle officine più affermate. E se le Case rincorrono le prestazioni, nel campo delle custom, si va nella direzione opposta: la ricerca dello stile classico, elaborato nel dettaglio fino all’eccesso in alcuni casi, ma comunque spiccatamente vintage, è il leit

motiv delle personalizzazioni. Tante Harley-Davidson old

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school dunque, ma è cresciuto il numero di BMW e Moto Guzzi scramblerizzate. La corrente del momento è questa: potenza quanto basta, personalità inconfondibile e voglia di avventura mista a stile retrò. Perché se la tecnologia avanza, una moto vin-

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tage non invecchia mai.

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smart Center Bergamo by Lodauto “Una nuova ‘stella’ da copertina!” di Giovanni Volpe

ell’immaginare una prima Cover Story per il nu-

diatamente conto del fatto che si tratti di una vettura

mero d’esordio di “JUST” non avrei potuto dav-

tutta nuova; per quanto, infatti, la filosofia sia sempre

vero sperare di meglio: Lodauto e la nuova smart

quella originaria, questa nuova edizione propone un’infi-

fortwo a tenere a battesimo questa mia nuova iniziativa

nità di novità e netti passi avanti rispetto alla pur valida

editoriale che, proprio come la nuova smart, cambia e

smart che va a sostituire.

tanto e in meglio, ma senza rinunciare al proprio marchio

Stilisticamente il frontale di questa attesa terza gene-

di fabbrica e a ciò che di buono è stato fatto in passato.

razione è del tutto inedito eppure ritroviamo una serie di

Beh, basta guardarla la nuova fortwo per rendersi imme-

tratti in grado di renderla immediatamente smart e, ri-

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Cover Story


spetto al passato, anche un pizzico in più Mercedes; questa indubbia crescita in fatto di immagine e personalità, non solo è dettata da esigenze prettamente di design, ma si è resa necessaria per rispettare le più recenti e restrittive normative di sicurezza in caso d’impatto con i pedoni. Il risultato, anche nella vista di trequarti e soprattutto in quella posteriore, è una vettura sempre molto originale, decisamente moderna e, ora, anche capace di trasmettere un senso di solidità e compattezza del tutto inedito. Eppure la smart è sempre lei, sbarazzina, originalissima, con la sua proverbiale cellula di sicurezza Tridion a far

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Cover Story


bella mostra di sé, e con la possibilità di creare un numero virtualmente illimitato di personalizzazioni interne ed esterne, a livello cromatico, oltre che scambiando a piacere i pannelli sintetici che ancora compongono la carrozzeria. Dando uno sguardo all’abitacolo della nuova piccola grande smart balza subito all’occhio un marcato passo avanti rispetto alla già ricercata edizione precedente; la componentistica è tutta nuova e in ogni angolo degli interni emerge un sapiente mix tra raffinatezza e hi-tech. Nulla di sfarzoso, è pur sempre una city-car, ma i nuovi materiali impiegati, l’evidente salto di qualità in fatto di design e assemblaggi, e buona parte dell’infotaninment ereditato direttamente dalle sorelle maggiori della stella a tre punte, conferiscono

alla

nuova fortwo un’aria modaiola

e

avan-

guardistica poco distante da quella di una concept car.

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Cover Story


Infotainment il cui concetto - al pari di quelli di navigazione e connettività - è stato letteralmente stravolto. Fulcro di questa rivoluzione è senza dubbio lo “smart Audio-System” offerto di serie, che offre una porta aux e due usb per ricaricare lo smartphone, e la connettività Bluetooth® per parlare in vivavoce mentre si guida; e ancora

La componentistica è tutta nuova e in ogni angolo degli interni emerge un sapiente mix tra raffinatezza e hi-tech.

la funzione di “audio streaming”, ideale per ascoltare, senza fili, i brani preferiti.

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Cover Story


Pregevole, infine, la “smart Cross Connect”, una “app”

60cv, e la stessa unità in versione sovralimentata,

gratuita creata ad hoc grazie alla quale è lo smartphone

forte di ben 90cv; stoico e sempre presente, infine, il

a diventare una vera e propria centrale di comando mul-

collaudato 999cc aspirato da 71cv.

timediale dell’auto; compatibile con iOS, iPhone 6 e An-

Tutta nuova anche la trasmissione delle nuove smart;

droid, comprende infatti un sistema di navigazione

va, infatti, definitivamente in pensione il vecchio cambio

satellitare con mappe salvate sul telefono e molte altre

robotizzato e arrivano un cinque marce del tutto ma-

funzioni.

nuale, e un moderno quanto tanto atteso sei marce

Ora è il momento di dare qualche numero; la nuova

doppia frizione grazie al quale le nuove smart sapranno

fortwo, la cui lunghezza è invariata – 2,69m con 1,87m

regalare un livello di piacere di guida fin’ora sconosciuto.

di passo – ha dimensioni sensibilmente più generose in larghezza - +10cm - il che significa immagine più forte nel design e maggiore agio e comfort per i due occupanti. Anche sotto il cofano e ovunque nella meccanica vi sono grandi novità; esordiscono, infatti, inediti motori tre cilindri, uno aspirato da 898cc di cilindrata e potenza di

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Cover Story


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Noleggia una Harley

PER INFO: www.harley-davidson-bergamo.com PER PRENOTAZIONI: rental@harley-davidson-bergamo.it 20


Men MEN, MOTORS & LIFESTYLE

Giacomo Agostini

Duccio Masserini

Saul Mariani

Sereno Terzi

Massimo Baldi

Valter Donadini

Cristian Manzoni

Marco Pezzucchi

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Men

Giacomo Agostini

Racconti da campione: “Predestinato” di Giacomo Agostini • ph Chiara Isner Matera • Giorgio Nada Editore

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incere… Oggi come non mai è

questa la parola magica in nome della quale, sempre più spesso,

sono le stesse famiglie a spingere i più giovani verso la competizione, verso la vittoria a tutti i costi. Ecco perché, quando ripenso alla mia famiglia e ai miei esordi nel motociclismo, beh, non posso far altro che sorridere e ripensare a ciò che chiamerò semplicemente “destino”; il mio evidentemente era segnato: correre e vincere in sella a una motocicletta. Oggi, alla luce di tutte le vittorie che ho ottenuto nella mia meravigliosa carriera, il mio pensiero corre

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Men


al giorno in cui mi trovai con mio padre da un suo amico notaio; era un momento cruciale visto che, appena diciottenne, non avrei potuto esordire nei professionisti senza una licenza firmata da lui; e la firma su quella licenza arrivò per un vero e proprio equivoco visto che il notaio‌

Destino: il mio evidentemente era segnato, correre e vincere in sella a una motocicletta.

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Men


che aveva capito io volessi correre… in bicicletta… incoraggiò mio padre affinché mi fossero spalancate le porte di un tanto sano sport! Ecco come diventai, ufficialmente, un pilota… se non è destino questo! Ma perché la mia famiglia e la maggior parte di quelle dei tempi mostravano una tale avversione nei confronti del motociclismo? Semplice, perché quel motociclismo era tra gli sport in assoluto più pericolosi; le moto erano di certo più lente di quelle di oggi, ma erano anche molto più pesanti, poco maneggevoli, decisamente meno frenate, e l’elettronica, semplicemente, non esisteva. Che dire, poi, dei circuiti, angusti e soprattutto senza vie di fuga, si rivelavano spesso fatali trappole di cemento e metallo; infine l’abbigliamento tecnico, praticamente inesistente, tanto che chiamavamo caschi scodelle posticce che ci legavamo al capo con una semplice fibbia di pelle. Alla luce di tutto ciò, quale famiglia avrebbe potuto mai spingere un figlio verso uno sport nel quale era fre-

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Men


Chiamavamo caschi scodelle posticce che ci legavamo al capo con una semplice fibbia di pelle.

quente che vi fossero perdite umane? Io iniziai subito a vincere anche fra i professionisti e fu così che i miei genitori se ne fecero una ragione… Vincere… Beh, prima di salutarvi condividerò con voi lo splendido e indelebile ricordo della mia prima vittoria, pensate, datata 1953, cioè ottenuta quando avevo solo 11 anni; gareggiai e vinsi quella mia prima coppa di regolarità; lo feci in sella a una Guzzi 250 Airone ma la cosa che mi fa piacere sottolineare, cosicché vi sia subito chiaro che tipo fossi e quanto la vittoria ce l’avessi nel sangue, è che quella coppa me la aggiudicai in sella a una moto che era tre volte più grande di me! Era il primo piccolo passo verso ciò che dentro di me avevo sempre sognato e su cui avevo più volte fantasticato: gareggiare e vincere, diventare il numero uno!

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Men

Saul Mariani

“Uno sguardo fiducioso al futuro” di Saul Mariani • ph Marco Pesenti – Atomika Production

Lario Bergauto MINI per me un piacere tenere in qualche modo a bat-

uno su tutti è, senza dubbio, il grande rispetto per i clienti

tesimo questa nuova rivista interamente dedi-

che rappresentano, insieme ai collaboratori, il vero capi-

cata al mondo dei motori, un mondo in cui la

tale delle nostre aziende; e, ancora, il nostro approccio

nostra famiglia opera da decenni, per l’esattezza sin dal

etico al lavoro, che non è solo una questione di numeri e

lontano 1955, con la prima "commissionaria Alfa Romeo"

bilanci.

in provincia di Milano.

Oggi la nostra azienda conta ben dodici impianti, in rap-

Da allora sono cambiate molte cose, ma alcuni capisaldi

presentanza di nove marchi, e oltre duecento collabora-

restano e sono, anzi, più che mai di primaria importanza;

tori; Lario Bergauto è ormai una realtà consolidata nel

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Men


mondo BMW e MINI, e opera nelle sedi di Bergamo, Grumello del Monte, Lecco e Sondrio. Proprio nel mese scorso abbiamo completato il rinnovamento della sede MINI che oggi si presenta in un’inedita veste hi-tech, grazie a un avanzato comparto video che, sfruttando diversi sistemi interconnessi, regala al cliente un'esperienza tutta nuova e multimediale nella scelta e nell’acquisto della Sua MINI. Anche lo staff si è preparato per gestire la crescita data dalla nuova MINI 5 porte, e dalla necessità di servire tutta la provincia di Bergamo, da quest’anno in esclusiva alla nostra azienda. Entro fine anno, completeremo inoltre i lavori di rinnovamento dello show-room BMW che, forte di un layout fortemente innovativo e di una novità assoluta – una vera e propria sorpresa che non sveleremo prima del prossimo mese di gennaio – rappresenterà per Lario Bergauto un’ideale roccaforte dalla quale affrontare con successo le sfide che verranno. Tante novità si inseriranno in un 2015 che, a livello di mercato, penso non sarà l’anno della ripresa ma, piuttosto, del consolidamento; mi auguro tuttavia che si vari finalmente una politica fiscale che non penalizzi l'acquisto di un’auto ancora vittima di tasse e balzelli davvero anacronistici. Mi aspetto, anzi sono certo, che l’anno che sta per iniziare vedrà ancora protagonista di primo piano il Gruppo BMW, anche grazie alla Serie 2 Active Tourer - prima

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Men


trazione anteriore multispazio del marchio, già saldamente in testa alle preferenze del suo segmento - e alla nuova MINI 5 porte, che permetterà a tutti di vivere appieno lo "spirito MINI”. Continua, dunque, la nostra esperienza "bergamasca" che, negli anni, è stata per me di grande insegnamento; ho, infatti, ben presto imparato ad apprezzare non solo la concretezza di questa provincia, ma anche la capacità di fare cultura da parte della città di Bergamo sfruttando sempre meglio lo straordinario patrimonio artistico e architettonico, oltre alla grande varietà del suo territorio. Personalmente sono attratto dalle auto, anche se ho poco tempo per apprezzarle in modo intenso; nonostante ciò sono, per esempio, un sempre più convinto estimatore della connettività che oggi i prodotti BMW e MINI sono in grado di offrire: l'auto può diventare una sorta di ufficio viaggiante dal quale gestire, in modo

Nel mese scorso abbiamo completato il rinnovamento della sede MINI che oggi si presenta in un’inedita veste hi-tech.

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Men


sempre più intuitivo ed efficace, ogni propria attività. Parlando, poi, di passioni, beh, non posso non citare una vettura alla quale sono molto legato, la nostra 327 Spider del 1938, un'auto che ha una storia avventurosa e che è stata restaurata in modo perfetto, tanto da meritarsi il certificato di "heritage" di BMW MOBILE TRADITION, l'ente della Casa che certifica le proprie auto storiche. Che dire, infine della vostra nuova pubblicazione? Penso, direttore, che la sua esperienza nel mondo dei motori e della stampa, non potrà che portare a un prodotto editoriale, certamente appagante e di grande qualità; qualità della quale io sono da sempre un convinto sostenitore e che, alla fine, paga sempre.

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Men

Massimo Baldi

“Proiettati nella… leggenda” di Massimo Baldi • ph Marco Pesenti – Atomika Production

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redo di far parte di quel genere di uomo nel quale

la passione per i motori sia innata, parte integrante del DNA.

Eppure, nonostante da sempre viva la passione per le auto, quella per le due ruote è in qualche modo stata sempre una sorta di tabù. Ciò per via del fatto che le due ruote, in famiglia, non sono mai state esattamente le benvenute; e pensare che, tutto sommato, ancora giovanissimo ero partito bene avendo ricevuto in regalo da

Customizzare, rendere unica la propria H-D è un esercizio sempre nuovo, entusiasmante.

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Men


papà, dopo un’intera estate trascorsa a lavorare come cameriere, un fiammante Ciao di colore bianco. Poi più nulla… Nonostante nel frattempo la mia sintonia con le quattro ruote non mostrasse cedimenti – presto vi parlerò anche di questo – il sogno e la passione per le motociclette non accennavano minimamente a venir meno. Per questo, ormai economicamente indipendente e, soprattutto, sentendo di aver raggiunto un livello di maturità ed esperienza tale da permettermi di gestire al meglio questo genere di veicolo, giunse finalmente il mio momento… E come per ogni entusiasta appassionato che si rispetti, mi ritrovai ben presto a bruciare le tappe sempre col forse inconscio desiderio di recuperare il “tempo perduto”. Ecco iniziare un susseguirsi di modelli inizialmente rigorosamente stradali; partii con un Honda Dominator per poi presto passare a una Suzuki VX 800 di colore “giallo Ducati” con la quale, nemmeno a dirlo, tentai… inutilmente… di anestetizzare il mio più o meno conscio amore per le moto di Borgo Panigale. Ma non potei resistere ancora a lungo… Era giunta l’ora di fare sul serio e, per questo, dopo un’emozionante parentesi chiamata Yamaha VMax, arrivò lei e il sogno diventò realtà. Sto parlando della mia Ducati Monster CHR 900, il massimo, una moto della quale, infatti, non mi sono mai liberato e che ora conservo in ufficio, proprio davanti alla mia scrivania. Divertimento senza precedenti l’ho poi vissuto anche con un’adrenalinica KTM Super Duke 990R ma… Ma l’età avanza, i figli crescono e, anche il modo di vivere la mia grande passione per le moto ha iniziato a cambiare, si è evoluta; ecco perché la mia bellissima Triumph Scrambler – ora guidata da mio figlio Luca - ha rappresentanto per me una sorta di anello di congiunzione tra due monti apparentemente lontanissimi.

tutto pare diverso perché ora sei tu stesso a vedere

Quello che ora vivo con infinita passione e con diverti-

tutto con occhi diversi.

mento sempre nuovo è il “mondo Harley”.

Customizzare, rendere unica la propria H-D è un eserci-

Mi è bastato provare un’Electra Glide per capitolare ed

zio sempre nuovo, entusiasmante; la passione è tale che

acquistarla; con un’Harley Davidson sotto al sedere ti ri-

anche le spese che ci si ritrova ad affrontare vengono

trovi catapultato in una sorta di mondo parallelo, in cui

vissute sempre come il migliore degli investimenti…

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Men


Forse perché si investe egoisticamente ma con infinito piacere su se stessi… O, forse, perché vedere che tua moglie condivide appieno questa grande passione e ti segue in viaggi e raduni – indimenticabile quello del settembre scorso a Sorrento e lungo l’incantevole Costiera Amalfitana col Vesuvio Chapter – in capo al mondo, ti riempie il cuore di gioia!

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Men


“La leggenda della campana Guardian”

M

olti anni fa, in una fredda notte di dicembre, un vecchio burbero motociclista era di ri-

torno da un viaggio in Messico con le bisacce della sua moto piene di giocattoli e altri gingilli assortiti per i bambini di un orfanotrofio vicino a dove lui lavorava.

Mentre cavalcava nella notte, pensava alla fortuna che aveva avuto nella vita, quella di avere una donna amorevole che capiva il suo bisogno di andare per le strade e pensava alla sua moto, che non lo aveva mai deluso una volta in tanti anni di strada insieme. Ebbene, a circa 40 miglia a nord del confine, nel deserto, si nascondeva un piccolo gruppo di

famosi critters, meglio conosciuti come Gremlins o spiritelli maligni di strada. Sai, quelli che lasciano sempre degli ostacoli sulle strade, che so, una scarpa, tavole di legno, pezzi di vecchi copertoni, o quelli che scavano le buche tanto temute per i bikers e che spesso sono causa di incidente, o quelli che ti fanno capitare di tutto sulla tua moto, anche i guasti più impensati. Loro vivono per questo e quando riescono a realizzare i loro progetti gioiscono per le loro malefatte. Bene, al nostro biker, lupo solitario, subito dopo una curva, in quella notte di luna, i folletti tesero un agguato, facendolo cadere sull'asfalto e scivolare per parecchi metri, si fermò dolorante vicino alla sua moto, nell'impatto con l'asfalto si erano rotte le bisacce e tutti i giocattoli erano sparsi sulla strada. Mentre giaceva lì, incapace di muoversi, i folletti di strada si avvicinavano minacciosi verso di lui per averne la meglio definitivamente. Ebbene, questo biker, non essendo uno che si arrendeva facilmente, iniziò a lanciare le cose uscite dalle bisacce contro i folletti, ma questi, per nulla spaventati, continuavano ad avvicinarsi, vedendo che tutto era inutile, si ritrovò in mano una campana uscita dalle bisacce, iniziò a suonarla con la speranza di spaventare il piccoli gremlins. Circa a un mezzo miglio di distanza, accampati nel deserto, c'erano due bikers seduti attorno al fuoco che parlavano della bella giornata passata in giro con le loro moto, della sensazione di libertà che dà il vento sulla faccia mentre cavalcavano attraverso il loro grande paese. Nel silenzio della notte sentirono questo suono incessante di campana, da prima pensarono ad una chiesa, ma poi ascoltando bene, capirono che era qualcos'altro. Incuriositi montarono in sella e trovarono il vecchio biker circondato dagli spiritelli ormai pronti a terminare l'opera. Inutile dire che, facendo parte della fratellanza biker, si lanciarono subito contro gli spiritelli e li misero in fuga, salvando così il nostro lupo solitario. Il vecchio non sapendo come sdebitarsi, offrì loro del danaro, ma come tutti i veri bikers loro, rifiutarono categoricamente. Ebbene, il nostro protagonista però, come al solito, non si diede per vinto, tagliò due pezzi di pelle delle sue bisacce li legò ciascuno a una campanella e poi le posizionò sulle moto dei motociclisti, il più vicino possibile al suolo. Il vecchio guerriero di strada disse ai due bikers che

con quelle campanelle messe sulle loro moto sarebbero

sempre stati protetti dai folletti maligni di strada

e che se per caso, si fossero trovati in difficoltà,

suonandole un altro motociclista sarebbe corso in

loro aiuto, come era accaduto a lui.

Così, ogni volta che vedete un motociclista con una

campana sulla sua moto, sappiate che egli è stato

benedetto con la cosa più importante nella vita,

l'amicizia di un collega motociclista.

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Men

Cristian Manzoni

“Buon sangue non mente” di Cristian Manzoni • ph Michele Maggioni

ono nato e cresciuto fra appassionati di Rally e

S

Formula1, mio padre e i miei zii, gente che da giovane correva con vecchie glorie chiamate Rumi,

Zundapp e Ktm… Ho assistito al mio primo rally in notturna che non avevo nemmeno sei anni e forse è per questa ragione che il mio primo ricordo legato al magico mondo dei motori riguarda una fantastica Fiat 131 Abarth Alitalia, suono spaventosamente potente e coinvolgente e colpi di coda degni del più agile dei serpenti… Amo i motori in ogni loro forma, siano due o quattro ruote, la mia è quasi un’ossessione… Con le due ruote sono state gioie ma anche dolori; le prime, ancora oggi tali, che fanno correre la memoria a oltre ventidue anni fa, quando, a soli 16 anni, giravo già in pista, e forte, a Rjeca, al Mugello e a Monza. Proprio in quel periodo, tra una smanettata e l’altra, ini-

Poi sono arrivati i miei due bambini e la paternità ha, se

ziai a sistemare da me le prime moto e soprattutto a

pur solo in parte, cambiato il modo di vedere le cose,

capirne davvero qualcosa, merito anche del mio primo

anche i motori.

vero maestro, oltre che datore di lavoro, Marco Pezzuc-

Con mio padre mi sono dedicato alla profonda trasfor-

chi, amico da sempre grazie al quale conobbi da vicino il

mazione meccanica di una Grande Punto Abarth Es-

meraviglioso mondo dei rally.

seesse che oggi ha più di 220cv.

Ho avuto molte auto…

Ma la famiglia è la famiglia e per questo, dopo attente ri-

La prima fu una Fiat 500 Sporting; gliene feci vedere di

cerche e avendola tanto desiderata, ho acquistato que-

tutti i colori!

sta splendida Audi RS4 “B5” Biturbo, la prima vera RS4

Passai poi a una divertente Alfa 147 Quadrifiglio Verde

da ben 380cv di potenza.

da 150cv il cui cuore batteva tranquillamente fino a ben

Un’auto da veri intenditori e appassionati doc, modernis-

7500 giri!

sima e perfetta nonostante i suoi 13 anni di vita; una vet-

E poi Golf GTI, la mia mitica Fiat Punto GT profonda-

tura sicura anche grazie alla trazione “quattro”

mente preparata dall’amico Bassani, poi una strepitosa

permanente, pratica per me e la famiglia e soprattutto

Lancia Delta Evoluzione e ancora un missile chiamato

straordinariamente cattiva ed emozionante, già dal

BMW M3 – e46 – che gli amici soprannominarono “mac-

primo sguardo!

china del tempo” visti i 300 chilometri orari che raggiun-

Cattiva, e tanto, anche nei numeri; lavorando, infatti, su

geva con ben quattro persone a bordo…!

centralina, scarico e aspirazione, i cavalli di potenza reali,

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Amo i motori in ogni loro forma, siano due o quattro ruote, la mia è quasi un’ossessione...

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oggi, sono ben più di 450… Vi chiederete come ci si possa fermare con tanti cavalli da domare; beh, ci pensano le mie nuove e gigantesche pinze anteriori “San Brembo” a 8 pistoni che morderanno dischi nuovi di zecca! E poi, visto che la potenza è inutile senza la giusta “ciclistica”, il prossimo step sarà costituito da sospensioni Bilstein regolabili… Come sono certo avrete capito, per me il connubio tra passione e lavoro, rappresenta il massimo; in ogni cosa che faccio nel mio “laboratorio” di Via Ghislandi, in pieno centro a Bergamo – dove gestisco con i miei una pompa di benzina Total Erg – sono meticoloso e attento a ogni minimo dettaglio. Mi tengo costantemente aggiornato e posso avvalermi della collaborazione di amici addetti ai lavori grazie ai quali propongo soluzioni in grado di garantire ai miei clienti, serenità e soddisfazioni al volante della loro vettura. Penso, infatti, che la collaborazione con quanti vivano come me questa passione e questa professione, rappresenti il miglior mezzo per raggiungere e mantenere un elevato standard qualitativo di ciò che faccio, e i miei clienti l’hanno capito e tornano sempre… Vi aspetto la prossima primavera… tempo di due ruote… Vi racconterò com’è nata la mia prima Special e come anche voi potrete regalarvene una!

Stazione di servizio Manzoni Cristian • Rifornimento • Pneumatici • Lavaggio • Tagliandi Via Ghislandi, 35 - Bergamo Tel.: 035 218345 Fax: 035 4284394 Email: info@stazionemc.it

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Duccio Masserini

“Passione, tradizione e lungimiranza” di Duccio Masserini • ph Chiara Isner Matera

oter raccontare le radici di Urio, quindi in qualche

P

mondo dei motori.

modo quelle della mia famiglia; ecco perché ho ac-

Mio padre Massimo Masserini, infatti, commerciante di

cettato la proposta del direttore di “JUST” di

tessuti, uscendo in moto una domenica con amici che

partecipare alla prima edizione di questa nuova rivista

correvano come professionisti, li regolò uno per uno

interamente dedicata a una passione, quella per i motori,

lungo le strade di casa nostra; la voce di quell’inaspet-

attorno alla quale io, mia moglie Luisa e tutta la nostra

tato episodio giunse presto al vecchio Chiorda – l’allora

famiglia, è cresciuta e ha costruito il proprio successo.

concessionario Gilera – che propose subito a mio padre

Un successo che viene da lontano, pensate, dal 1947,

di correre, sul serio; beh, lui rispose mettendosi dietro,

anno in cui mio suocero Vittorio Urio, uomo appassio-

già durante la sua prima gara, tutti i piloti ufficiali; fu così

nato e lungimirante, fondò l’azienda; Urio, da sempre

che il Cavalier Gilera in persona volle affidargli una sua

punto di riferimento per quanto riguarda i ricambi origi-

moto e mio padre lo ripagò con quella che fu, nel 1946, la

nali Piaggio e dei più importanti marchi del settore, oggi

prima vittoria di una Gilera 4 cilindri!

offre oltre trentamila prodotti ai quali, grazie a uno staff

Dopo il ritiro dalle competizioni – dopo numerose vittorie

molto preparato e a un software molto avanzato, la no-

in campionati nazionali e dopo aver stabilito il record di

stra clientela può accedere in pochi istanti, godendo dun-

velocità mai eguagliato in sella a una Lambretta – mio

que di un servizio sempre di qualità.

padre divenne concessionario Lambretta e Innocenti.

Anch’io che sono in azienda da quasi quarant’anni, e fino

Del mio esordio da Urio, nell’ormai lontano 1977, ricordo

ai primi anni ’90 ho potuto affiancare mio suocero Vit-

un episodio che, ancora oggi, la dice lunga sulla lungimi-

torio, affondo le mie radici umane e professionali nel

ranza di mio suocero Vittorio; già ai tempi la Valli Berga-

Un successo che viene da lontano, pensate, dal 1947, anno in cui mio suocero Vittorio Urio, fondò l’azienda.

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masche richiamava nella nostra provincia un gran numero di regolaristi anche d’Oltre Manica; proprio questi ultimi indossavano da tempo giacche impermeabili paraffinate rigorosamente Made in England, Belstaff e Barbour, che in Italia non si erano mai viste prima; fu così che mio suocero decise di recarsi nel distretto industriale inglese in cui nascevano le giacche Belstaff per poi far ritorno in Italia con tre valigie di cartone piene di queste pregiate paraffinate: andarono a ruba! Divenne così l’importatore ufficiale dei capi marchiati Belstaff… E proprio in quegli anni, verso la fine degli anni ‘70, appena giunto in azienda decisi di impegnarmi nello sviluppo di un settore, quello dell’abbigliamento tecnico dedicato alle due ruote, che in quel periodo ebbe un suo primo piccolo boom; erano infatti gli anni in cui nacquero aziende come Dainese, Speedmode e anche la R.G. del mitico Stefano Rosti, che produceva stivali tecnici di qualità.

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vanta ben sei aziende di prodotti di alta qualità; tra queste vi è senza dubbio Airoh che Urio propone da tempo; altri marchi importanti sono Tucano Urbano per l’abbigliamento fashion e Rev’it! Per quello tecnico e, ancora, TCX per le calzature tecniche. Su qualità e sicurezza non si scherza e credo che sia questa, unitamente alla grande tradizione della nostra famiglia, la caratteristica che, da oltre sessantacinque anni, fa di Urio la seconda casa dei bergamaschi che amano le due ruote.

Oggi, a distanza di quasi quarant’anni dal mio ingresso in azienda, io e mia moglie Luisa – da poco affiancati da nostra figlia Rossana – abbiamo mantenuto intatta la filosofia di Urio che, da oltre 65 anni, ha nella qualità dei prodotti commercializzati – siano essi capi d’abbigliamento o ricambi – e nella piena soddisfazione del cliente, il proprio obiettivo primario. Un obiettivo che, a dire il vero, ultimamente è divenuto una vera e propria filosofia di vita, oltre che una strategia commerciale; il mercato dell’abbigliamento dedicato alle due ruote – per intenderci dal casco “jet” fino alle calzature tecniche – è infatti invaso da prodotti di incerta provenienza che, a fronte di prezzi al pubblico molto competitivi e allettanti, e di omologazioni non sempre del tutto trasparenti, offrono standard di sicurezza e confort spesso insufficienti e comunque quasi sempre lontani dagli elevati standard della produzione di casa nostra. Parlando per esempio di caschi, la nostra provincia

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Sereno Terzi

“Aspettando la ‘XJ220’” di Sereno Terzi • ph Marco Pesenti – Atomika Production

N

on sento di esagerare nel definirmi appassionato di auto dall’istante in cui acquisii l’uso della ragione, quindi alcune decine di anni fa…

D’altronde, quando la mia frenetica professione di avvocato mi regala qualche spiraglio di relax, capita mi fermi a ricordare i tempi della mia spensieratezza e, inevita-

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A distanza di tanti anni ancora mi si illuminano gli occhi a pensare a come e quando nacque la mia passione per le Jaguar.

Men


bilmente, quasi ognuno dei miei ricordi finisco per inca-

da pochi mesi e per questa ragione vi si respirava an-

strarlo nel tempo grazie a questa o quella vettura di ieri.

cora l’atmosfera delle catene di montaggio e dei reparti

A distanza di tanti anni ancora mi si illuminano gli occhi

dai quali, fino a pochi mesi prima, erano state sfornate

a pensare a come e quando nacque la mia passione per

le auto simbolo del boom economico del dopoguerra.

le Jaguar, dopo che, per prima auto tutta mia, ebbi un’in-

In tempi nei quali durante i saloni le vere protagoniste

dimenticabile BMW 2002ii di colore blu scuro.

erano ancora le auto… e non le hostess… la regina era la

Mi innamorai, invece, del marchio Jaguar, visitando la

terza serie della Jaguar XJ; impazzii letteralmente... era

prima edizione del Salone dell’Auto di Torino che si

il 1979!

svolse al Lingotto; la ex fabbrica era stata smantellata

Questo amore viscerale per le Jaguar – la mia prima “J”

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fu una XJ berlina terza serie bianca con interni neri, del 1986 – ha solo in parte coinciso con quello per le BMW; ne ho avute diverse fino all’ultima, un’adrenalinica e super performante Z3M. Al Jaguar Club Italia mi sono iscritto nel 1995; partecipavo a raduni ed eventi organizzati ad hoc alla guida della mia XJS del 1986; era bianca con vistosi ma

eleganti interni in pelle rossa; ricordo che la misi in vendita e vi rimase, in una concessionaria di Brescia, per lungo tempo… Quando il mio pentimento per questa scelta fu completo, mi precipitai a ricomprarla certo che fosse ancora lì ad aspettarmi… Scoprii invece che era appena stata venduta in Belgio! Il 2006 e il 2007 sono stati, per un

jaguarista

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appassionato

Men


come me, due anni cruciali e da incorniciare: nel 2006 ho, infatti, realizzato un mio grande sogno acquistando la mia Jaguar “E” OTS – Open Two Seater – del 1969. L’anno successivo, proprio in occasione del venticinquesimo anniversario, sono invece stato nominato presidente del Jaguar Club Italia, un riconoscimento prestigioso e molto sentito da chi, come me, ama questo mitico marchio inglese e apprezza il tempo passato in compagnia di altri appassionati di auto, di Jaguar ma, ancora prima, insieme a persone che amino fare nuove amicizie, scoprire luoghi e storie sempre nuove. È proprio questo il significato e lo scopo più importante del club che presiedo e all’interno del quale si ritrovano uomini e donne di età, professioni e interessi diversi ma sempre uniti dalla passione per il marchio del giaguaro. Nonostante non sia più un ragazzino e abbia vissuto non poco la mia passione per le auto, nel corso dei decenni, ho ancora un sogno da realizzare… Si chiama XJ220 ed è la Jaguar che mi regalerei anche oggi stesso. Chiamarla “sogno” mi pare giusto visto che si tratta di un giocattolo da circa 200mila euro… Diventerà mai relatà…? Staremo a vedere!

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Valter Donadini

“Quando c’è la famiglia…” di Valter Donadini • ph Chiara Isner Matera • Michelangelo Donadini

resentare un’azienda come Equa srl senza sca-

P

dere nel banale, cioè senza scivolare in uno dei tanti redazionali anonimi che, cambiati due nomi

e un logo, potrebbero essere riciclati per mille altre aziende, ero certo non fosse cosa facile. Poi mi è stato proposto di offrire un punto di vista forse meno commerciale ma di certo più efficace per chi, come me, è orgoglioso della storia che c’è dietro alla nostra azienda, tanto da essere felice di poterla raccontare. Dietro Equa, azienda oggi specializzata in fosfatazione e altri trattamenti, nata inizialmente con un altro nome già nel 1967, c’è un elemento portante che ne costituisce senza dubbio il segreto di tanta longevità, e di una crescita addirittura del 35% negli ultimi due anni. Questo elemento si chiama famiglia, la nostra famiglia! Battista Donadini, mio instancabile settantottenne papà, mia madre Vittoria, e i miei fratelli Ferruccio, Cinzia e Michelangelo.

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Ebbene

sì,

Equa

rappresenta al meglio un esempio di ideale interazione tra generazioni diverse

che,

negli

anni, hanno saputo e fortemente voluto mettere a disposizione

ogni

propria singola qualità per crescere, ora per vincere la crisi, e per il piacere spassionato di far bene; il tutto, sempre onorando ciò che di buono e di grande hanno fatto, tra mille sacrifici, i nostri genitori. Mio padre Battista ha lavorato duramente per decenni; inizialmente come operaio

vernicia-

tore alla Innocenti di Milano… Faceva il pendolare e, nonostante turni e orari non esattamente idilliaci, iniziò ben presto a coltivare la sua passione per il mondo dei motori sfruttando la sua proverbiale manualità. Come? Riparando in un piccolo spazio ricavato sotto casa, vetture e moto di

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Equa è una società che opera nel settore del trattamento delle superfici metalliche per garantire loro una lunga protezione.

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parenti e amici, sempre sotto l’occhio vigile di mia madre - infallibile contabile! che, negli anni, non ha mai smesso di supportare e completare al meglio l’opera di papà che, nel frattempo, aveva iniziato a lavorare alla bergamasca Filati Lastex “Pirelli”. Nel 1967, dopo anni di duro lavoro e sacrifici, mio padre Battista decise che era giunto il momento di provarci da solo mettendo così a frutto tanta esperienza fatta sul campo; ai tempi non c’era ancora nemmeno la partita iva che arrivò nel 1973 e che mio padre mantenne, nella sua allora ditta individuale, fino al 1989. Proprio a partire da quel periodo, ormai nata Equa srl, io, Ferruccio e Michelangelo siamo via via entrati in azienda e oggi componiamo il consiglio d’amministrazione. Sul lavoro io e i miei fratelli, compresa Cinzia entrata recentemente in azienda, siamo un tutt’uno; ognuno di noi riesce a dare il meglio di sé anche perché non viene mai meno la reale consapevolezza del fatto che non si sia mai soli, che in ogni momento l’uno potrà contare sull’altro. E poi c’è la grande cultura del lavoro, di certo da sempre bandiera dell’artigianato e dell’imprenditoria bergamasca, che io e i miei fratelli abbiamo ricevuto in dote da nostro padre – un vero esempio quanto a costanza e capacità di trasformare in realtà le proprie aspirazioni, i propri sogni – e da nostra madre senza la quale difficilmente mio padre sarebbe stato in grado di far tanto e tanto bene. Ma cos’è Equa? È una società che opera nel settore del trattamento delle superfici metalliche per garantire loro una lunga protezione. La collaborazione tecnica con i clienti e l'elevato standard qualitativo raggiunto, fanno di Equa srl un partner sicuro e affidabile, tanto affidabile da esser stato recentemente scelto dal Gruppo Volkswagen e da Lamborghini, per la realizzazione di alcune specifiche lavorazioni. Ma di questo e tanto altro ancora, vi parlerò più approfonditamente sul numero primaverile di JUST…

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Da 0... a...100!

Marco Pezzucchi di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti – Atomika Production

ochi istanti, come il più fulmineo degli

P

0/100, per scoprire i protagonisti di un mondo di motori fatto di appas-

sionati, addetti ai lavori, piloti, collezionisti e tanti altri ancora! Pronti? Ecco a voi Marco Pezzucchi! Nome

Marco

Cognome

Pezzucchi

Età

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Professione

Carrozziere

Da quanto tempo?

Dal 1985, cavolo, son già passati trent’anni!

Auto più bella che hai riparato

Una Ferrari 250 SVB Berlinetta del 1962

La più difficile?

Una vecchia Osca ricostruita da zero

Quella che vorresti riparare

Una Ferrari Enzo!

Quante ore al giorno lavori?

Mai meno di 10… spesso più di 11!

Ne vale ancora la pena?

Per la passione…sì!

Guadagni bene?

Il giusto

E la crisi?

Fortissima anche nel mio settore!

Vinci tu o vince lei?

Voglio vincere io!

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I giovani sono più aperti al cambiamento e al progresso; credo anche più corretti… ma io non sono ancora vecchio!

Nel tuo settore, più buoni o cattivi?

Mmm… buoni

Più capaci…o incapaci?

... Capaci

Pensando al futuro… Come ti vedi?

Sempre in crescita professionale

E il tuo settore?

Decimato se non si accetta il cambiamento e ci si aggiorna

Largo ai giovani?

Sono di certo più aperti al cambiamento e al progresso; credo anche più corretti… ma io non sono ancora vecchio!

I SERVIZI DELLA CARROZZERIA AUTOFFICINA PEZZUCCHI • Riparazioni meccaniche • Riparazione danni da grandine con tecnica levabolli • Gestione del sinistro in collaborazione con le principali compagnie assicurative • Riparazione con tecniche innovative • Banco dima • Cabina di verniciatura a basso impatto ambientale • Ripristino fari ingialliti, graffiati, opacizzati • Trattamento idrorepellente per parabrezza • Sostituzione e riparazione cristalli • Applicazione pellicole oscuranti • Lucidatura carrozzerie • Lavaggio pre-consegna • Riparazione e pulitura degli interni • Allestimento veicoli commerciali • Servizio di gommista, elettrauto e soccorso stradale • Decorazioni e adesivi pubblicitari • Consulenza legale specializzata • Centro specializzato di ripristino Volkswagen Westfalia

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Motors Supercar

Perego Motorrad

KNK Factory

Lario Bergauto

FordStore Bluberg

Brutte & Cattive

Harley Davidson Bergamo

MEN, MOTORS & LIFESTYLE 53


Supercar “Un toro da record” di Michael Knight

e è passato di tempo da quando, durante i mitici

Prendendo come riferimento la rivista nazionale AUTO –

anni ‘80, mi divertivo a smascherare i cattivi con

mensile edito da Conti Editore a mio parere attualmente

l’aiuto del fido amico computerizzato K.I.T.T.,

numero uno nella realizzazione di prove su strada di vet-

N

cuore pulsante della mia velocissima e invulnerabile Pontiac Firebird Trans Am del 1982… Ma si sa, il tempo passa per tutti, e ora che K.I.T.T. si gode il meritato riposo, dopo tante

ture di serie – ho scoperto che la Huracàn ha infatti bruciato lo 0/100 nell’incredibile tempo di 2.79 secondi, diventando la vettura provata più rapida in questa distanza! E, dato se possibile ancor più impressionante, ha rifilato imprese e scorribande, io ho accettato la proposta di te-

la bellezza di 7 decimi alla sorella “pronto gara” Gallardo

nere in JUST una rubrica all’interno della quale vi accom-

Squadra Corse nella prova sul giro di handling, lungo il cir-

pagnerò alla scoperta di auto di oggi degne di chiamarsi

cuito di Nardò.

“supercar”.

Una vettura, questa Huracàn, che inizio a pensare sa-

Visto che siamo in Italia ho deciso di esordire con lei, la

rebbe stata capace di mettere a dura prova anche la mia

meravigliosa Lamborghini Huracàn.

inarrivabile Pontiac…

Il suo design, davvero mozzafiato e contraddistinto da

A tanta adrenalina ed efficacia, volendo, corrispondono

non pochi tributi alle Lambo più belle di qualche decennio

cambiate morbide, accolti da un abitacolo elegantemente

fa, non fa in alcun modo mistero di quelle che siano le in-

racing e perfettamente rifinito – non per niente, visto

tenzioni di questa emozionante sportiva che, appena

che c’è il consueto zampino di Audi - e un comfort di bordo

nata, ha già polverizzato alcuni record.

accettabile per quanti – credo e spero si contino sulle dita

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Motors


La Huracàn ha bruciato lo 0/100 nell’incredibile tempo di 2.79 secondi.

di una mano – non siano interessati alle prestazioni di questo bolide. Cari amici, nel ringraziarvi per avermi accolto fra queste emozionanti pagine, non mi rimane che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima primavera 2015, con una nuova puntata di “Supercar”!

Questo sogno potrà diventare realtà da:

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Motors


KNK Factory “Gioielli senza età” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti – Atomika Production

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Motors


asce dall’inesauribile passione per le due ruote

genza interiore che i membri di KNK hanno di dare sfogo

di tre giovani imprenditori bergamaschi, KNK

alla propria creatività, di nutrire la propria passione per

Factory, vero e proprio punto di riferimento per

tutto ciò che è bello e, elemento imprescindibile, diver-

N

quanti, come loro, concepiscano le due ruote innanzitutto

tente.

come inesauribile fonte di piacere di guida.

Proprio così, le special di questa factory di casa nostra

Da un paio d’anni a questa parte quello della “customiz-

non sono meri esercizi estetici, non vogliono lasciare il

zazione” è un fenomeno in pieno boom tanto che, sul ter-

segno quali capolavori di apparenza senz’anima.

ritorio nazionale e oltre, ormai non si contano i creativi

Sono, innanzitutto, oggetti votati al divertimento, moto

e le officine che hanno intrapreso questa attività, di

uniche in ognuna delle quali originalità e unicità sono del

fatto dando vita a un segmento di mercato tutto nuovo.

tutto messe al servizio del piacere di guida.

Originalità per KNK Factory, significa innanzitutto rivol-

Perché tutto ciò diventi realtà, creativi e meccanici di

gersi e comunicare con appassionati e potenziali clienti

KNK Factory mettono a disposizione di ogni singolo

“lasciando la parola” a loro, le vere protagoiniste, le moto.

cliente cura di ogni più insignificante dettaglio, tecnico

Ogni singolo esemplare commissionato prende forma,

ed estetico; ogni componente, oltre a emozionare e ap-

vite dopo vite, bullone dopo bullone, per l’insaziabile esi-

pagare l’occhio, finisce, dunque, per avere una precisa

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Motors


KNK Factory realizza vari step di customizzazione dai quali nascono esclusive scrambler, cafè racer e street tracker.

funzione per l’handling. Meticolosità che non si ferma qui; un tester mette, infatti, alla frusta ogni moto appena ultimata al fine di verificare che tutto funzioni alla perfezione; solo così il futuro possessore potrà divertirsi in tutta sicurezza. Ridare vita e fascino a motocicli vecchi… Ecco perché KNK Factory realizza vari step di customizzazione dai

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quali nascono esclusive scrambler, cafè racer e street tracker; pezzi unici proprio come quelli che sono attualmente in fase di realizzazione e che verranno svelati la prossima primavera durante un evento organizzato ad hoc. JUST ci sarà e vi accompagnerà alla scoperta dei nuovi gioielli targati KNK Factory!

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Provate dal direttore “Nuova Ford Focus: cuore tecnologico” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti – Atomika Production

L

a prima prova su strada a quattro ruote di “JUST”

ha per protagonista una vettura da sempre molto apprezzata nel nostro Paese e, non di meno, dagli

automobilisti bergamaschi. Parlo della nuova Ford Focus - reginetta dell’evento inaugurativo del nuovo Ford Store del Gruppo Iperauto, tenutosi lo scorso 7 novembre – che ho guidato per un

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Motors


pomeriggio intero lungo le strade di casa

sonale del nuovo family-feeling delle Ford più recenti.

nostra.

Sostanziose sono, poi, le novità a livello di design, info-

Per il test mi è stata messa a disposizione

tainment e finiture all’interno dell’abitacolo.

una Focus mossa dal moderno propulsore

La plancia, tutta nuova, vanta materiali plastici di qualità

a gasolio 1.5 TDCi nella variante più po-

superiore e gradevoli al tatto; l’aspetto è sempre deci-

tente da 120cv, mentre l’allestimento

samente hi-tech ma vi è molta più razionalità che in pre-

della vettura è il Titanium, il top di gamma.

cedenza e tutte le principali informazioni sono sempre

Dando uno sguardo al design esterno della

disponibili e ben visibili.

vettura spicca la nuova mascherina posta

L’esemplare provato montava uno scenografico naviga-

un poco più in alto rispetto alla versione

tore con display touch da ben 8” oltre al modernissimo

precedente, alle cui estremità fanno bella

sistema di interazione tra vettura e guidatore “Sync 2”;

mostra di sé moderni proiettori ora più

un capolavoro grazie al quale, dopo pochi istanti di “stu-

affilati e dotati di serie di luci a LED; è que-

dio”, mi è stato facile regolare vocalmente il clima a

sto l’elemento più caratterizzante e per-

bordo della vettura, individuare un benzinaio nelle vici-

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Motors


La nuova Focus dispone dei più moderni e recenti sistemi di sicurezza attiva e passiva.

nanze e ascoltare la musica desiderata. Su strada, questa nuova Focus TDCi da 125cv, si è dimostrata da subito una vettura molto onesta e concreta; il suo piccolo ma moderno “cuore”, infatti, mi ha presto svelato i suoi punti di forza che, come richiesto ormai dalla

puter di bordo non è mai sceso sotto i 15km/l! – .

stragrande maggioranza degli automobilisti di

Al termine della prova, giunti nell’ampio piazzale del nuovo

oggi, si traducono in un ideale compromesso

Ford Store di via Correnti, ecco la chicca che, se possibile,

tra dolcezza di erogazione, fluidità, un pizzico di

mi ha ulteriormente confermato lo straordinario livello di

grinta per levarsi d’impaccio nel traffico e in

tecnologia al servizio del guidatore, offerto dalla nuova

salita e, soprattutto, un grande comfort di

Focus: sensori di parcheggio che monitorano ora a 360

marcia; il tutto, a bordo di una vettura molto

gradi la vettura, telecamera a colori, e sistema di parcheg-

sicura – la nuova Focus dispone dei più moderni

gio automatico dotato di un vero e proprio radar in grado

e recenti sistemi di sicurezza attiva e passiva

di prendere le misure completamente da sé, mi hanno let-

– e molto parca nei consumi – anche “tirandole

teralmente e perfettamente parcheggiato la vettura…

un po’ il collo” su e giù per la Maresana, il com-

Cosa volete di più?

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Harley Davidson Bergamo “Provare… per credere!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti – Atomika Production • modella per un giorno Daniela Rota

O

K... OK... Ora penserete che il mio titolo sia trito

e ritrito… Ma “vecchio” non vuol mica dire “superato”… E poi non è colpa mia se le terre orobiche

sono il regno di enduristi, fuoristradisti, trialisti e pistaioli! Ecco perché, nell’iniziare il nostro viaggio alla scoperta del cromatissimo mondo di Harley Davidson Bergamo, non possiamo non tenere conto di un contesto – fatto sì di paesaggi… ma soprattutto di uomini e centauri con le loro radicate convinzioni – nel quale uno dei più rumorosi

“Le H-D non frenano! Le H-D sono cancelli con le ruote!

e scintillanti simboli a stelle e strisce non è stato da su-

Per entrare nel mondo H-D se tutto va bene bisogna

bito accolto a braccia aperte…

fare un mutuo!” Potrei andare avanti per ore…

Proprio per questo – anche se ahimè viviamo sempre più

Ma le ultime Harley Davidson le avete provate?

in una virtualità capace di radicare in noi convinzioni

In fatto di frenata “San Brembo” – e se non vi fidate nem-

spesso errate, e pregiudizi che poi, fortunatamente, la

meno del bergamaschissimo numero uno al mondo nel

realtà finisce per smontare in pochi istanti – parlando di

settore degli impianti frenanti… beh… siete davvero in

Harley, delle generazioni più recenti di Harley, “provare…

malafede! – ha da anni iniziato a sfornare impianti dedi-

per credere” è davvero il minimo che si possa fare!

cati, perfettamente dimensionati e assolutamente in

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I modelli che potrete noleggiare per un giorno, un weekend o anche una settimana, sono pi첫 di dieci.

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grado di frenare, e bene… moto che, come noto, non sono esattamente pesi piuma. E la maneggevolezza? D’accordo, l’approccio di una H-D che si rispetti a una Nembro-Selvino, non sarà mai quello di una leggiadra motard da sessanta cavalli… Ma perché mai dovrebbe esserlo? Ma avete mai provato, coppia, spunto e, soprattutto, la magica sensazione di sicurezza e souplesse, figlie dell’ottimale bilanciamento dei pesi delle ultime Harley, comprese quelle più voluminose? Restereste stupiti dalla loro facilità… persino nello scendere in piega… il che significa letteralmente far scintille! Che dire poi dei prezzi… Quanti di voi hanno mai acquistato una Ferrari al prezzo di una Panda prima serie? Immagino nessuno… Ma acquistare una Harley, oggi, è più che mai possibile e facile grazie a molteplici e vantaggiose formule di finanziamento; la gamma è molto articolata e si può tranquillamente diventare harleyisti senza svenarsi; e poi un’Harley rimane uno dei pochi investimenti sicuri che si possano ancora fare nel mondo delle due ruote… Si dice in gergo che gli usati siano “assegni circolari”…

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Insomma, vale la pena provare…! Come? Per esempio regalando o, semplicemente regalandosi, uno dei noleggi offerti da H-D Bergamo; sono più di dieci, e in ulteriore crescita, i modelli che potrete saggiare per un giorno, un weekend o anche una settimana… E non ci si svena per nulla perché si parte da poche decine di euro tutto compreso, anche l’assicurazione Kasco e i KM illimitati, cosicché il vostro approccio al magico mondo Harley, sia il più appagante e spen-

sierato possibile. Harley Davidson Bergamo vi aspetta a San Paolo d’Argon tutti i giorni compresa ogni prima domenica del mese; lo staff vi porterà per mano alla scoperta di un coloratissimo e sempre nuovo mondo che non è fatto “solo” di moto… ma anche di abbigliamento fashion e tecnico, caschi e idee regalo di ogni genere… Insomma… “provare… per credere!”.

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Perego Motorrad “La più amata dagli italiani” di Phil Green • ph Marco Pesenti – Atomika Production

N

on c’è da stupirsi se, la prima Bmw testata da “JUST” per la conces-

sionaria ufficiale Perego Motorrad, sia proprio lei, la moto più venduta in Italia, da alcuni anni a questa parte. Potente, affidabile,

gustosa nella guida e perfetta compagna di viaggio: la BMW R 1200 GS è la regina di un segmento - quello delle maxienduro - che è stato inventato oltre

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trent’anni

fa

proprio

dalla sua progenitrice, la R 80 G/S, dove la sigla sta ad indicarne l’attitudine a fare tanti km sia su asfalto che su sterrato: Gelande Strasse significa infatti Fuori Strada. Oggi, l’ultima nata della stirpe GS è spinta da un modernissimo motore boxer con raffreddamento misto aria/acqua

capace

di

erogare ben 125 CV. Potenza sufficiente per spingere la GS a oltre

Potente, affidabile, gustosa nella guida e perfetta compagna di viaggio.

200 km/h e soddisfare anche i motociclisti più esigenti, ma sempre sapientemente tenuta a bada dal controllo di trazione ASC. La sicurezza attiva è garantita anche dall’ABS di serie, indispensabile per gestire una maxienduro come la GS. Certo, 238 kg con il pieno di benzina non sono pochi, ma se qualche difficoltà di manovra esiste, si presenta solo da fermo e alle bassissime

andature.

Una

volta in movimento, infatti, la GS stupisce per l’equilibrio esemplare e in velocità esalta per precisione di guida. Il merito va in gran parte alla ciclistica, sostenuta dalle sospensioni Para-

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lever e Telelever, ineccepibili per stabilità: questa BMW incide le traiettorie come una lama. Tra gli optional imprescindibili c’è l’ESA, il sistema di controllo elettronico delle sospensioni: con un tasto a manubrio si può variare il setting per una guida sportiva, normale o tranquilla sotto la pioggia, determinando anche se si viaggia da soli, col passeggero o a pieno carico con tanto di borse e bauletto. Perché, diciamoci la verità, la GS ha ormai abbandonato la sua originaria vocazione off-road per un’immagine di grande viaggiatrice: si possono macinare centinaia di chilometri al giorno nel massimo comfort, coccolati da una posizione in sella regale, protetti da un eccellente riparo aerodinamico e senza fastidiose vibrazioni. L’inverno non ci ferma, perché volendo ci sono anche le manopole e la sella riscaldate; e non c’è rischio di perdersi con il navigatore satellitare. Optional da considerare e che elevano il comfort e il valore di una moto che è anche un investimento sicuro.

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motore boxer di 1.170 cc e 125 CV, raffreddato ad aria/acqua. Il quattro cilindri in linea sviluppato sulla supersportiva S 1000 RR equipaggia anche la crossover R 1000 RX: manubrio alto e comfort da Touring con un cuore e una potenza (160 CV) da superbike. E poi la “piccola” e agile F 800 R, che per il 2015 si è rifatta il look, migliorando anche il motore, bicilindrico in linea, che ora è più potente (da 87 a 90 CV) e consuma pure meno.

Le altre novità BMW 2015

A

d affiancare la R 1200

GS, arrivano la naked R 1200 R e la carenata R

1200 RS, spinte dal medesimo

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Active Generation

by Lario Bergauto

Tiziana Basalari di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti – Atomika Production • modella per un giorno Laura Forlani

La nuova Active Tourer? È già una “Number One”!

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a nuova Active Tourer? È già una “Number One”!

L

Inizia il nostro viaggio alla scoperta della prima BMW a trazione anteriore della storia, la nuova

Serie 2 Active Tourer, elegante monovolume compatta che, a poche settimane dalla sua commercializzazione, è già balzata al primo posto delle vendite del suo segmento. Ma chi è il cliente tipo di questa rivoluzionaria BMW? Lo scopriremo, tappa dopo tappa, in collaborazione con la concessionaria Lario Bergauto, da sempre punto di riferimento bergamasco del prestigioso marchio tedesco. Prima protagonista della nostra “Active Generation” è Tiziana Basalari, moglie del patron di uno dei più importanti locali notturni della penisola, il Number One di Corte Franca, e da sempre estimatrice del marchio BMW. Lei è stata tra i primissimi acquirenti di questa nuova Serie 2 Active Tourer; cosa l’ha conquistata? Questa Serie 2 mi è subito piaciuta, un vero e proprio amore a prima vista; merito di una linea molto originale, del suo design dall’impronta inimitabilmente BMW e, soprattutto, della sua innata, ma non banale, eleganza, qualità nella quale mi rispecchio. La sua Active Tourer sfoggia una tinta esterna che la valorizza molto, e un allestimento davvero full optional… In effetti credo che il colore che ho scelto sia il più azzeccato per questo nuovo modello; abbinato agli interni completamente rivestiti in pelle e alle diverse finiture in alluminio, regala secondo me un’immagine d’insieme davvero appagante, raffinata, e che sono certa non stancherà nemmeno col tempo. Come si trova con questo propulsore a gasolio abbinato alla trasmissione automatica? Divinamente! La mia 218d è sempre molto fluida, all’occorrenza briosa e, soprattutto mi regala una sensazione di solidità e sicurezza che apprezzo molto e che, in precedenza, avevo percepito solo guidando la mia X5; e poi consuma davvero pochissimo…! Tiziana, come giudica il servizio offerto dalla concessionaria Lario Bergauto, in particolare dalla sede di Grumello del Monte, dove ha acquistato la sua Active Tourer? Mi fa davvero piacere poter definire eccezionale questa mia esperienza con Lario Bergauto; durante l’attesa della mia Serie 2, nelle fase d’acquisto e nel conseguente

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disbrigo di tutte le pratiche del caso, ho riscontrato da parte del venditore che mi ha seguito, il signor Marco Levantini, e dello staff, grande disponibilità e professionalità. Nel salutarla, visto che ci troviamo in quello che dal 1977 è un po’ il tempio del divertimento notturno del nostro territorio, approfitto per ringraziare Lario Bergauto e JUST per questa piacevole esperienza, e vi invito tutti qui, al Number One, il prossimo 13 dicembre: festeggeremo la Santa Lucia con Bob Sinclair!

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Brutte & Cattive “L’auto con la mensola” di Giovanni Volpe

hi non ricorda una delle Ford più brutte e, senza

torie a causa della grave instabilità che caratterizzava

dubbio, più cattive della storia della divisione eu-

la Sierra 3 porte anche a velocità turistiche; non si po-

ropea del costruttore che inventò l’automobile?

teva dunque montare una meccanica da competizione su

Chi, vedendola, non ha poi finito per chiamarla e, oggi ri-

una vettura che non stesse in strada, almeno che non si

cordarla, come “l’auto con la mensola”? Un mostro in

volesse immettere sulle strade di tutta Europa una vet-

tutti i sensi, di bruttezza, potenza e piacere di guida, con-

tura pericolosa.

quista la prima puntata della mia nostalgica rubrica: la

Per questa ragione ingegneri e designer del preparatore

Ford Sierra RS Cosworth.

Cosworth misero pesantemente mano al progetto ori-

La sua gestazione fu per la verità molto lunga e trava-

ginario di Ford con i risultati che potete vedere: una vet-

gliata ma nel 1983 il progetto di questa mostruosa Ford,

tura eccessiva, persino secondo i già poco raffinati tuner

divenne realtà e si passò finalmente ai fatti. Va detto

tedeschi, fate voi!

che questa Cosworth costituisce un esempio di “brutta

Prese d’aria utili, necessarie ma tremende nell’aspetto,

per necessità” nel senso che le orrende appendici aero-

all’anteriore, persino tra i fari; minigonne e passaruota

dinamiche che la contraddistinguevano si resero obbliga-

incollati alla versione base e capaci di oscurare piccoli

C

cerchi in lega multi raggi, e poi l’elemento distintivo, la chicca: la tremenda ala posteriore con tanto di pilastro di sostegno, indispensabile per tener giù la vettura anche oltre i 300Km/h delle versioni da competizione.

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Trazione posteriore, zero elettronica, turbo enorme, 204cv, 240Km/h.

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All’interno non vi era alcun materiale nobile ma solo

Modello

tanta, tanta plastica a tinte grigie; volante piccolo a tre

Prezzo

RS Cosworth 3 porte periodo di vendita (04/1985-12/1992) n.d.

Carrozzeria Carrozzeria Numero porte Numero posti Bagagliaio (min-max) Capacità serbatoio Massa in ordine di marcia Lunghezza Larghezza Altezza Passo

Due volumi 3 5 385 - 1449 dm3 60 litri 1.240 kg 445 cm 172 cm 137 cm 260 cm

Motore Motore Cilindrata Alimentazione Potenza max/regime Coppia max Trazione Cambio Marce

4 cilindri in linea 1993 Benzina 150kW (204 CV) a 6000 giri/min 275 Nm Posteriore Manuale 5

Prestazioni Velocità max Accelerazione 0-100km/h Omologazione antinquin. Emissioni CO2 (g/km)

240 km/h 6.8 secondi 0 Emissioni 0

Consumi (litri/100 km) Urbano Extraurbano Misto

12.4 9.4 7.4

razze, strumentazione povera ma, se non altro, sedili Recaro da intenditori, in velluto. La si sceglieva per la cattiveria la prima Sierra Cosworth: trazione posteriore, zero elettronica, turbo enorme, 204cv, 240Km/h nonostante l’ala là dietro, e uno 0/100 dichiarato in 6.8 secondi che, in tutte le prove diventavano addirittura circa 6 netti! Una curiosità: uno dei più grandi motoristi italiani di sempre, il bergamasco Elio Imberti, ne preparò molte per le competizioni dell’Europeo Turismo; carrozzeria in vetroresina e motore con potenza superiore, e di molto, ai 500 cavalli; bei tempi! Amici, sono certo che anche voi abbiate bene in mente una “brutta e cattiva” di ieri da suggerire come prossima protagonista della nostra “mostruosa” rubrica; cosa aspettate? Scrivetemi a: direzione.just@gmail.com

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Lifestyle MEN, MOTORS & LIFESTYLE

Bellini Nautica

Baby Bazar Bergamo

Red Carpet smart fortwo

Paràchic

I racconti del Guizzo

Red Carpet Ford Focus

Meccanica Grezza

Tacchi in sella

Parallelo di Natale

Citroën Bianchi e Danivè

Ricette e storielle

Guglielmo Spotorno

Motorama

CineMotori

Backstage

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Bellini Nautica “Tradizione e avanguardia� di Battista Bellini

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a oltre cinquant’anni, Bellini Nautica significa ec-

stauro di modelli d’epoca alla vendita di yacht di lusso,

cellenza, passione e inimitabile professionalità

Bellini Nautica offre un’ampia gamma di servizi, grazie ad

nel settore della nautica. Fondata nel 1960, Bel-

un team altamente specializzato e a solide partnership

lini Nautica sorge sulle sponde del Lago d’Iseo e vanta una

con marchi di sailing di prestigio, tra cui Cranchi e Riva,

struttura moderna e un cantiere all’avanguardia. Dal re-

simbolo della Dolce Vita.

D

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Parlando in particolare di Riva, questo marchio significa eccellenza e stile. Proprio per questo, avere un motoscafo Riva vuol dire fare proprio un pezzo di storia della nautica, solcare le acque con la consapevolezza di navigare su un gioiello del sailing a livello mondiale. Da sempre appassionato di Riva e affascinato dalle sue creazioni, Romano Bellini e il figlio Battista hanno dato

Come un corteggiamento, il restauro di un’imbarcazione Riva d’epoca ha bisogno di pazienza.

vita ad un ambiente che cerca di esaudire tutti i desideri di collezionisti, aspiranti armatori o semplicemente ap-

passionati Riva. Acquistando e restaurando modelli d’epoca, oggi rarissimi e preziosi, cerchiamo di contribuire a diffondere e mantenere il prestigio di Riva con orgoglio, tramandando la sua storia e preservando la memoria di periodi gloriosi e indimenticabili. “Come un corteggiamento, il restauro di un’imbarcazione Riva d’epoca ha bisogno di pazienza: nove mesi di meticolosa passione alla quale ci si affeziona letteralmente alla barca che si sta lavorando. Ognuna di esse è trattata come nostra figlia, non a caso uno dei nostri slogan è “non siate gelosi se amiamo i vostri Riva più di voi”. Per condividere la nostra passione e renderla fruibile al maggior numero di persone possibile, abbiamo poi

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Lifestyle


trasformato la nostra collezione privata in un museo che verrà presto aperto a tutti. Visitarlo sarà come rivivere i brividi di un brillante

passato,

facendo

rotta verso la Bella Vita e i favolosi anni a seguire.

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Lifestyle


Paràchic “Aviatori urbani” di Giovanni Volpe

M

atteo Trabucchi, Marcello Parimbelli, Carlo

semplicemente, in bici.

Carminati e Federico Passirani… Sono questi

Tutto è stato studiato fin nei minimi particolari in modo

i nomi dei quattro “aviatori urbani” più à la

tale che il connubio tra fashion e reale praticità di que-

page del momento.

ste originali mascherine, ne faccia sin dal prossimo Na-

La consacrazione risale allo scorso Pitti durante il quale

tale un vero e proprio oggetto di culto tra appassionati

i quattro liberi professionisti bergamaschi, prestati alla

e non del genere.

moda, hanno presentato le loro variopinte e ultra chic,

I richiami vintage sono evidenti e tremendamente riu-

anzi “Paràchic”, mascherine; proteggono idealmente

sciti, tutti fatti di pelle - di alta qualità, cuciti a mano da

dall’aria e il loro range di utilizzo è molto ampio, prati-

un artigiano pellettiere milanese - colore – la gamma di

cando sport, in sella alla più rara delle cafè racer o, più

tinte pastello soddisferà davvero tutti – e una buona

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Proteggono idealmente dall’aria e il loro range di utilizzo è molto ampio.

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dose di hi-tech – l’acetato delle lenti, trasparenti o color miele, è rigorosamente antifog e completamente deformabile –. Anche il packaging delle mascherine Paràchic conferma la cura a 360 gradi del progetto dei quattro creativi imprenditori, che hanno optato per originalissimi sacchetti di juta rifiniti con il pellame del colore della mascherina scelta. L’attesa commercializzazione è prevista per l’inizio del nuovo anno, periodo a partire dal quale questi piccoli capolavori dell’ingegno e della creatività di casa nostra, saranno in vendita

L’attesa commercializzazione è prevista per l’inizio del nuovo anno.

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nei negozi più glamour

di

Ber-

gamo e provincia. In attesa di una linea completa di prodotti griffati Paràchic che vedremo a partire dalla metà del prossimo anno, non rimane, dunque, che scegliere il nostro colore preferito!

L’acetato delle lenti, trasparenti o color miele, è rigorosamente antifog e completamente deformabile.

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Meccanica Grezza “Un sogno diventato realtà…” di Flavio Oreda • ph Marco Pesenti – Atomika Production • modella per un giorno Elisa Bucchi

ono un architetto

S

ma la mia passione per quel piccolo og-

getto dall’ipnotico ticchettio, durava ormai da troppo tempo, pensate… sin dall’ormai lontano 1977… perché io non la vivessi appieno. Quel mio amore a prima vista non è mai venuto meno nel corso degli anni; anni in cui tutto è cambiato e a segnare ogni singola mutazione, fosse in meglio o in peggio, non ha mai smesso di fare da sottofondo un apparentemente lento… altre volte fin troppo rapido… ticchettio. Capita, poi, che la passione diventi piacevole “mania”… Ed ecco che proprio non riesci a non vedere che orologio porti al polso chi hai di fronte, tanto che anche il più bizzarro degli indumenti finisci per notarlo meno… Un rapido sguardo e già senti di sapere tutto! La passione si evolve negli anni e finisce per trasformarsi in collezionismo; ricorrenza dopo ricorrenza gli

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Capita, poi, che la passione diventi piacevole “mania”…

orologi si moltiplicano e ogni più marginale delle date mi restituisce l’entusiasmo della prima volta, del primo acquisto, del mio primo orologio; di fronte a ognuno di essi, dentro un negozio, a metà strada tra effimeri scrupoli e finta razionalità, riscoprire il piacere senza tempo di sentirmi ancora bambino… beh, non ha prezzo; ancora una volta, di lì a poco, uscirò con al polso una nuova “creatura” da accudire! Ecco com’è nata Meccanica Grezza che rappresenta una sorta di naturale evoluzione e traguardo di ciò che sono, un ragazzo cresciuto in una famiglia di tecnici e inventori, sempre attento e sensibile a capire e carpire segreti che un domani mi sarebbero stati utili nella vita di tutti i giorni…

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Il salto di qualità, cioè il graduale passaggio dal collezionismo ai miei primi

Un orologio deve essere bello e funzionale sino a emozionarti.

creativi “voli pindarici”, complici creatività e razionalità figlie dei miei studi e della mia successiva professione di architetto, è avvenuto nell’istante in cui ho dovuto prendere atto del fatto che per creare un orologio degno di tale nome, avrei avuto bisogno di molta più tecnica e conoscenza di quanta ne avessi maturata fino a quel momento. Dopo oltre quindici anni d’esperienza sul campo in un mondo - quello dell’architettura, sempre in fermento, avendo sempre come primo obiettivo quello di risolvere ogni dettaglio tecnico tenendo come unico “faro” la semplicità a garanzia di massima funzionalità e robustezza - ha preso forma e consistenza il mio personale concetto di design “semplice ed efficace”. Questa mia visione pratica, volutamente priva di orpelli, ma allo stesso tempo mai banale, vista con occhi da sognatore, mi ha fatto capire che ogni cosa ha il suo peso e il suo posto, e che un orologio deve essere bello e funzionale sino a emozionarti, ma dentro ci deve essere tanta tecnica; solo così è completo. Dopo i primi prototipi del 2009 e due anni di sviluppo, nel 2014 gli orologi MECCANICA GREZZA MG01, i miei orologi, hanno preso forma con la prima produzione, in acciaio, interamente numerata e autografata; è il mio sogno senza tempo, che diventa realtà!

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Citroën Bianchi e Danivè “Ricerca ed eleganza” di Asia Acquaroli • ph Marco Pesenti – Atomika Production • modella per un giorno Gaia Piffari

A

bbinare la ricerca stilistica di una raffinata ele-

ganza alle esigenze di comfort che un oggetto d’uso quotidiano richiede non è semplice. La

nuova gamma di vetture Citroën ammirate presso la concessionaria Bianchi di Treviglio e gli abiti della maison italiana Danivè con i quali abbiamo vestito Gaia, la nostra modella, sembrano rispondere perfettamente a

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Il difficile connubio fra innovazione e comfort ha trovato in CitroÍn e Danivè due splendidi interpreti.

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questa doppia esigenza. Michele Bianchi ci accoglie nel suo showroom, che va ad affiancare quello di Romano di Lombardia,

con

la

professionalità

che

lo

contraddistingue da più di vent’anni. Veniamo subito catturati dall’audacia della C4 Cactus, un’auto all’avanguardia caratterizzata da elementi grafici forti e da uno stile unico e deciso. La cura maniacale riservata ai dettagli e la capacità di anticipare le tendenze, del resto, sono anche le peculiarità della giovanissima Valentina Cremona, stilista di Danivè, che si ispira per le sue collezioni a grandi artisti quali Gaudì, Klimt, Degas e Robertson. Torniamo però alle auto: la calamita che ci attrae fra i luminosi spazi della concessionaria è decisamente la linea DS. Ad affascinarci sono

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soprattutto le scelte stilistiche ispirate, nemmeno a

lezione estiva, nei negozi dal prossimo febbraio, pro-

dirlo, al mondo della moda. Come la bicolore DS 3, con la

porrà invece richiami all’opera di Kandinskij con risultati

pinna di squalo laterale, disponibile anche nella versione

di grande appeal. Creazioni audaci ed originali quanto la

cabrio. Dobbiamo comunque ammettere che pure la DS

Citroën DS 5, un’automobile seducente, caratterizzata

4 ha tutte le carte in regola per farci cadere in tenta-

da finiture esclusive. La sua linea sorprende subito e ci

zione con la sua sinuosa silhouette e gli interni studiati

affascina con intense sensazioni dinamiche. L’interno è

nei minimi particolari. Se Citroën si rifà al mondo del fa-

spazioso e l’abitacolo appare audacemente ispirato al

shion, la collezione Danivè autunno-inverno 2014/15 è

mondo dell’aeronautica. Il difficile connubio fra innova-

invece ispirata all'architetto austriaco Friedensreich

zione e comfort ha trovato in Citroën e Danivè due

Hundertwasser; i tagli dei vestiti sembrano specchiarsi

splendidi interpreti che, grazie a queste caratteristiche,

nella limpida morbidezza degli edifici viennesi e le si-

si posizionano fra i brand più richiesti in Italia e all’e-

nuose linee delle cupole ondeggiano sulle t-shirt. La col-

stero.

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Motorama “Il domani è già qui!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti – Atomika Production

uanti di voi, nati negli anni ‘70 come me, sono

Q

pieno centro, in via Ghislandi 24/A.

cresciuti nella generazione del boom dei primi

Mi è bastato varcare la soglia di questo originale e ampio

scooterini, cinquantini che, con poche modifiche,

showroom per rivivere immediatamente l’atmosfera di

volavano e ci pareva avessero un pieno che non finiva mai?

sempre, quella che fa sentire a casa chi ha passione vera

Beh, io a quegli anni, quelli per intenderci dei primi Honda

per le due ruote e per tutto ciò che vi ruota attorno.

GP e degli Zip Fast Raider, non posso fare a meno di ab-

Passione, competenza e straordinaria capacità di se-

binare quello che per tanti di noi era un vero e proprio pa-

guire e, spesso anticipare, tendenze, di scoprire marchi

radiso: Motorama!

emergenti, prodotti innovativi e novità assolute nel mer-

Dopo una breve parentesi a due passi da Bergamo, Mo-

cato del motociclismo; in questo Motorama non ha

torama, nato pensate nel lontano 1982, è tornato in

eguali; da sempre costruisce il proprio successo, sempre

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Passione, competenza e straordinaria capacità di seguire e, spesso anticipare, tendenze e prodotti innovativi .

grande rispetto nei confronti della concorrenza, basan-

tinuano nella loro instancabile opera di ricerca

dosi su un binomio, oggi come non mai, tenuto in grande

e i risultati sono davvero lusinghieri.

considerazione dai fruitori del settore: un sempre favo-

Marchi di caschi come HJC – ormai consa-

revole rapporto qualità/prezzo. Mai rinunciare alla sicu-

crati anche in Moto GP grazie ai suc-

rezza e all’efficacia dei prodotti venduti.

cessi di Lorenzo – Scorpion – caschi

Motorama, che nel corso degli anni non ha mai ceduto a

francesi contraddistinti da una

facili guadagni a scapito della sicurezza dei prodotti com-

gamma molto completa, prezzi

mercializzati, ha per primo portato a Bergamo marchi

ragionevoli e soprattutto dall’“Air

che ora rappresentano mostri sacri dell’abbigliamento

Pump” con cui modellare l’intero rivestimento interno del

dedicato alle due ruote; anche oggi Cristian e Ivano con-

casco – e ancora Shark – marchio recentemente tornato

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in auge grazie a prodotti di altissima qualità offerti a

anche in fibra di carbonio – fanno capire quali siano

prezzi molto competitivi – e, infine, la bergamasca Ca-

attenzione e capacità di scovare marchi di alto li-

berg – azienda che ha praticamente inventato i caschi

vello in crescita, da parte dei vertici di Motorama.

modulari, tuttora tra i migliori al mondo, e che oggi punta

Tornando al mondo degli scooter, va ricordato che

anche su una raffinata e completa gamma di Jet vintage

Motorama per primo ha puntato diversi anni fa sui prodotti Kymco che, oggi, non solo sono all’avanguardia della tecnica, ma ricoprono un ruolo di leader in vari segmenti del mercato scooteristico locale e nazionale. Anche nel settore dell’abbigliamento fashion e tecnico continuano le scommesse di questo dinamico staff di esperti a 360 gradi; l’ultima in ordine di tempo porta il nome di MACNA, azienda olandese che produce diverse linee di abbigliamento tecnico; ognuna di esse spicca per una cura maniacale dei particolari, e per un design particolarmente moderno ed elegante; molto elevata anche la sicurezza, ed eccezionale l’impermeabilità affidata a un’innovativa superficie laminata che impedisce all’acqua di penetrare. In attesa della primavera, al termine di questo mio primo viaggio nel mondo di Motorama non posso che accennare alla lungimiranza della proprietà che già nel 2010 ha puntato sulla mobilità a “impatto zero”; Motorama è, infatti, concessionaria di marchi italiani di alta qualità nel settore come Ekletta, Meg, Klaxon e Benelli. Ma Motorama è tanto altro ancora! Per questo vi invito a seguirmi durante la prossima tappa del nostro viaggio alla scoperta di un’azienda che da oltre trent’anni significa ricerca, qualità e lungimiranza al servizio degli amanti delle due ruote!

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Baby Bazar Bergamo “Giochi da uomini...!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti – Atomika Production

O

... O... O... Occhi di Gatto… Son tre ragazze che

han fatto un patto… Si chiamano Daniela, Giulia ed Elena, sono sorelle, e il loro “patto” è quello di

vestire, far riposare e, soprattutto, far giocare e divertire i più piccoli… Da tre anni a questa parte - da quando, per prime a Ber-

vendita”, mentre la parola d’ordine è sempre e solo una:

gamo, hanno sposato l’idea di Baby Bazar e hanno subito

qualità! Ecco perchè il più delle volte, ciò che si trova in

aperto il loro negozio di via Palma il Vecchio, in pieno cen-

esposizione da Baby Bazar, sembra fresco di fabbrica,

tro – non c’è mamma – ma anche papà, nonno, nonna, zio...

nuovo. Accanto ad abbigliamento, accessori e mobili per

- che non le conosca e che, almeno una volta, non sia en-

i più piccoli, grandi e piccini possono contare su un mondo

trata a curiosare.

di coloratissimi giocattoli perfettamente conservati e

La formula è vincente e si chiama semplicemente “conto

adatti a ogni età.

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La selezione è accuratissima, la varietà senza precedenti… e poi? Poi, quando mancano ormai pochi giorni al Natale, vedi tre bambini che si conoscono da pochi istanti e già giocano

spensieratamente

senza minimamente curarsi dell’obiettivo che hanno lì, a pochi centimetri… Far felici i più piccoli… è proprio questo il segreto del primo Baby Bazar di Bergamo!

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La formula è vincente e si chiama semplicemente “conto vendita”.

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I racconti del Guizzo “Festa di compleanno”

di Marco cercando di far uscire più rumore possibile dagli

di Emilio Guizzetti • illustrazioni Sergio Algeri

fianco ad una donna in tuta di pelle gialla, con il casco

scarichi. Trovai il mio amico che mi aspettava in strada di

già in testa e la visiera scura che mi impediva di vederne il volto.

M

i ero separato da poco. Per la mia ex moglie avevo

– Per il pranzo siamo in ritardo, portala a fare un giro

rinunciato a tutte le mie passioni, perciò mi ritro-

– disse Marco mentre l’aiutava a salire. Affrontai le prime

vavo solo, invecchiato ed arrabbiato. Pensai che l’u-

curve della Futa con molta prudenza, ma lei mi strinse i

nico modo per riempire il vuoto che mi portavo dentro fosse

fianchi facendomi capire di aprire quel benedetto gas. In-

quello di acquistare una Speed Triple. Nera. Maledettamente

cominciai a piegare sempre di più. Era la zavorrina per-

sensuale. Mai intuizione fu più perfetta. I suoi tre cilindri

fetta. Leggera, agile, attenta. La sua tuta di pelle scivolava

mi facevano sentire giovane, libero e potente. Ritrovai quel

sui miei jeans e, curva dopo curva, piega dopo piega, il no-

me stesso che avevo accantonato per tanti anni. Aveva ra-

stro viaggio si trasformò in un tango voluttuoso. Ero certo

gione mia moglie: ero cambiato, cosa era rimasto dell’uomo

che anche lei avvertisse le stesse sensazioni. Incominciai a

del quale si era innamorata? L’avevo fatto per lei. Ero stato

tirare le staccate per sentire il suo piccolo seno premere

un idiota. Quella domenica a casa di Marco si festeggiava il

sulla schiena. Quando mi accorsi che si era fatto tardi, in-

settantesimo compleanno di sua nonna Erminia. Siamo amici

vertii la marcia e tornai verso Bologna. La curiosità per

da una vita e conosco sua nonna da sempre. L’invito fu dun-

quel volto che non avevo ancora scoperto era al culmine ma,

que gradito. Mi dissero inoltre che ci sarebbe stata anche

allo stesso tempo, avrei voluto che quel gioco misterioso

Francesca, un’amica della giovane moglie di Marco della

continuasse all’infinito. Ad un semaforo, con

quale avevo sempre sentito parlare ma che non avevo mai

la scusa di voltarmi per parlarle,

conosciuto. Una bella ragazza appassionata di motori. Arrivai sotto

le accarezzai delicatamente la coscia con il guanto.

casa

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Leggera, agile, attenta. La sua tuta di pelle scivolava sui miei jeans.

- Tutto bene Francesca? –

– Non è ancora pronto per una relazione – pensò la moglie

Lei alzò il pollice. Marco ci vide tornare dal terrazzo, ma

del mio amico. C’erano anche tre noiosi cugini che parlarono

dopo un attimo era già in strada per aiutare la mia stre-

tutto il tempo di una vacanza al mare che avevano trascorso

pitosa compagna a scendere dalla Speed Triple. Stavo pensando

insieme da piccoli. Argomento che fortunatamente mi tagliava

che, francamente, da quella ragazza mi sarei aspettato un

fuori dalla conversazione.

po’ più di agilità, quando mi si gelò il sangue nelle vene. Si

Quando portarono in tavola la torta, incrociai lo sguardo

era tolta il casco. Si trattava di Erminia, la nonna di Marco.

furbo e divertito della nonna. Dapprima sorrisi. Poi inco-

Mi schioccò un bacio sulla guancia e disse – Grazie. È stato

minciai a sghignazzare. Infine scoppiai in una fragorosa

il regalo di compleanno più eccitante della mia vita. –

risata, nonna Erminia mi abbracciò e incominciò a ridere a

Non alzai gli occhi dal piatto. Francesca, quella vera, mi

crepapelle insieme a me. Gli altri commensali rimasero at-

prese per un orso.

toniti persi nei loro sguardi interrogativi.

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Tacchi in sella “Questione di sguardi” testo e ph Astasia

VS 112

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Io, con un paio di tacchi rosso laccato e lei, Margot, una Yamaha MT-09.

C

i siamo guardate e ci siamo subito capite: siamo in

competizione. Una donna, per la verità, è sempre in competizione con un’altra se di mezzo c’è un uomo.

Figuriamoci, poi, se l’uomo in questione indossa una tuta in pelle nera e imbraccia un casco con aerografata la luna. Io, con un paio di tacchi rosso laccato e lei, Margot,

la strada, le case diventano sempre più rade, fino ad ar-

una Yamaha MT-09 con la carena Deep Armor e le forcelle

rivare al Ponte del Costone. Soffia un vento fortissimo,

color oro. Ci studiamo a vicenda.

stringo più forte gambe e braccia attorno al mio pilota.

Il cielo e la temperatura sono perfetti. Prima di partire

Raggiungiamo Ponte Nossa e ci accingiamo a superare una

decidiamo le tappe: si parte da Villa di Serio, poi Gandino,

serie di tornanti che precedono la Presolana. Ci sono mo-

Clusone, Passo della Presolana, Colere, Schilpario e ri-

vimenti che sto imparando a comprendere; rapidi, impercet-

torno. 150 Km immersi nel verde delle Valli Seriana e di

tibili ma chiarissimi. Intuire un sorpasso per esempio.

Scalve. Un susseguirsi di belle curve e interessanti fine-

Guizzo tira su leggermente la testa, un’occhiata per vedere

stre sulle nostri valli. Quindi Emilio, in arte il Guizzo,

il campo libero e calcolare la distanza del veicolo in

monta e mi fa un ghigno: “l’unica cosa a cui aggrapparsi…

senso contrario, poi riabbassa il casco. E apre. In quel

sono io”.

preciso istante, mentre si assetta, per essere più aerodi-

La superstrada della Valle Seriana SP 65 la percorro a

namico, anche io curvo le spalle e sento le vertebre che

occhi chiusi. Oltrepassiamo Pradalunga, Albino e Cene fino

si allungano per formare un arco con la schiena.

allo svincolo con la Val Gandino. Imbocchiamo la SP 42 che

Abbiamo percorso 37 km e siamo arrivati a Clusone, capo-

porta nel centro storico di Gandino dove ci fermiamo per

luogo della Valle, Bandiera Arancione conosciuta per i sui

alcuni scatti al Palazzo del Vicario. Ripartiamo e se-

negozi, la torre dell’orologio Planetario e la danza maca-

guiamo la Ex 671 della Val Seriana che si stringe, lungo

bra. È proprio ai piedi di quest’ultima opera che facciamo

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Lifestyle


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la nostra seconda sosta. Il tempo di prendere un caffè e ripartiamo, il passo della Presolana a 1297 metri di al-

Lucente, felina e

titudine ci attende.

graffiante...

La stagione colora gli alberi in maniera quasi irreale e

ancora una volta

lo spettacolo delle foglie multicolori sulla strada è im-

è lei a vincere.

perdibile. Di tornante in tornante raggiungiamo e superiamo il passo. La mole dolomitica della regina delle Orobie accompagna il travalicare e il contrasto della pietra bianca, che si staglia nel blu. La discesa dall’altro lato del passo è anch’essa una scoperta del mio essere passeggero. La pressione della frenata mi fa slittare in avanti - qualche centimetro ma tanto basta - allora sposto una mano dalla presa e la faccio scivolare lungo il suo fianco ed è incredibile come, nonostante il guanto, la tuta, l’abbigliamento pesante e il resto, io riesca a sentire, sotto la mano, i muscoli del suo addome che si contraggono durante la frenata. A Colere ci fermiamo per mangiare qualcosa. Diventa l’occasione per parlare di Margot. La leggenda di questa affiatatissima

coppia

narra

che

sia

stata

la

moto

a

scegliere il pilota e che sia stato amore al primo sguardo. Senza ulteriore indugio montiamo in sella e concludiamo un bel percorso pieno di curve che, da Colere passa da Pezzolo, Bueggio, Vilminore di Scalve, Vilmaggiore, Ronco e termina a Schilpario. Il paesaggio cambia e concede immagini da cartolina. Sembra di stare a centinaia di chilometri da Bergamo città: case in legno, mucche al pascolo, pecore e ruscelli. È stata una giornata meravigliosa, 150 chilometri che consiglio di percorrere in una mattina d’autunno. Forti emozioni a due passi da casa. Arriviamo a Villa di Serio, smontiamo e io lancio un ultimo sguardo a Margot. Lucente, felina e graffiante, quando parla lei tutto attorno trema. Ancora una volta è lei a vincere.

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Ricette e storielle “Una gustosa improvvisazione” testo e ph Cinzia Donadini

U

na sera come tante, un venerdì piovoso, di quelli

tuto fare le prove di lancio al bersaglio. Ma (fortuna per

in cui esci dal lavoro e normalmente vorresti vo-

lui) eravamo lontani.

lare a casa a preparare una cenetta calda e molto

L'uomo, questo sconosciuto. Le donne vengono da Venere, gli

“comfort”, farti riempire di coccole da Lui.

uomini da Marte. E imparassero a comunicare almeno! Cer-

E invece no. Stasera è una di quelle sere in cui proprio

casi manuale con le istruzioni per l'uso. Un libro mai

non ne ho voglia. Uffa. È che dopo ieri sera, non mi è an-

scritto. Eppure scommetto che diventerebbe un caso lette-

cora passata. C'era già il mio capo che aveva bisogno di

rario senza precedenti. Altro che lista nozze, confetti, fo-

quella relazione urgente; e ho fatto tardi. Trafelatissima,

tografo, partecipazioni. Un bel manuale di istruzioni per

senza ormai più il tempo per una spesa, guidavo e pensavo

l'uso del compagno.

cosa improvvisare per la cena, ricordando il freezer così

Ma poi, cercassero gli uomini di capire noialtre. Una volta

vuoto che anche solo uno sguardo poteva fare l'eco. Ed il

tanto. Che non è così impossibile. Sapevatelo.

pizza flash all'angolo era di riposo. Bene, ho pensato, sta-

A me ad esempio basterebbe, una volta ogni tanto, una cosa

sera si cena fuori. In un lampo avevo deciso.

che mi stupisce, che mi meraviglia, una cosa che non mi

“Senti, che dici se andiamo al messicano stasera?” Un at-

aspetto. Tipo: invece di dimenticarsi di me, mi preparasse

timo di pausa, al telefono e sento la sua voce, tra il con-

una cenetta a sorpresa! Non pretendo le candele accese, la

trito e il vergognato: “Ah scusami, non ti ho avvisato che

bottiglia di bianco frizzante in fresco e Lui in grembiule

stasera avevo la pizzata con la squadra”.

da masterchef con una cena francese. Sia chiaro. Sarei la

Scazzo totale. E mi toccava anche rispondere? No. Troppo

gratitudine allo stato puro per un profumino che mi ac-

furibonda. Meglio chiudere senza ribattere.

coglie, che mi fa immaginare qualcosa di preparato “appo-

Meno male che non ce l'avevo vicino altrimenti avrei po-

sta” per me... Fossero solo delle polpette. Sarebbe troppo?

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Lifestyle


Cuori alla rapa rossa - Dosi per due

Riducete a pezzetti il formaggio, il pane raffermo e, in un mixer con il rosmarino, frullate tutto benissimo, fino ad ottenere una sorta di farina. Aggiungete ora la barbabietola, frul-

50 gr. Formaggio grana

lando ancora per bene. Infine aggiungete l'albume e regolate di sale. Con le mani umide, formate

50 gr. Pane raffermo (o in alternativa

dei bocconcini; potete aiutarvi con una formina da biscotti se volete ricreare qualche forma

crackers, fette biscottate...)

particolare, come in questo caso, perchĂŠ sia significativa della vostra iniziativa. Scaldate

50 gr. Barbabietola giĂ cotta

bene l'olio in una pentola bassa, meglio se antiaderente, quindi disponete i bocconcini a cuo-

1 albume - Sale, rosmarino

rere, qualche minuto per lato. Serviteli caldissimi, accompagnando, se vi piace, con dello yogurt

Olio extravergine per la cottura

naturale e qualche erba aromatica dai vasi del balcone, secca o fresca non fa differenza.

Serviteli caldissimi con dello yogurt naturale e qualche erba aromatica.

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Lifestyle


CineMotori “Bombe da detonare” di Asia Acquaroli

ssetati di benzina cercano l'assoluzione da una

sorprende la meccanica umana con distacco.

Lotus, una March, una McLaren. Tra la pista e il

A qualche chilometro di distanza, nell'asettico grigiore di

pubblico, un'ambigua cortina fa da spartiacque

una villa, albeggia un sogno.

A

tra una certezza rimandata e una fedele probabilità che

Ripudiato dalla famiglia, Niki Lauda lascia Vienna con un

serpeggia per il circuito.

prestito per comprarsi una macchina, incantesimi di ma-

James Hunt è ebbro di vita dentro e fuori la pista. Tra-

gnesio per alleggerirla e l'arguto rigore del suo stesso

suda testosterone davanti a una crocerossina.

amaro sangue austriaco che lo porteranno a un volante

Il sesso ha un fetore agrodolce. La macchina da presa

Ferrari da doppio titolo mondiale.

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Lifestyle


Il film firmato Ron Howard resta una delle pietre miliari del versatile regista, tra le quali ricordiamo "Apollo 13", "Frost/Nixon" e "A Beautiful Mind", che vinse l'Oscar per il miglior film e la miglior regia. Il cast di Rush vide Chris Hemsworth, il quale si è recentemente aggiudicato il titolo di uomo più sexy del mondo, Daniel Bruhl, Olivia Wilde e il nostro Pierfrancesco Favino.

I due gladiatori si sono incontrati poco prima in un cam-

disperata ricerca di uno sponsor, la sua vita e il bellissimo

pionato per talenti emergenti.

volto della moglie annebbiano tra il fumo denso delle si-

Le manovre sporche di Hunt non si adattano alla cristal-

garette. Ogni bicchiere è un singhiozzo. Mentre discute

lina fedina professionale dell'intransigente Lauda.

con Susy, i trofei sullo sfondo sussurrano che le sue vit-

Non a caso più tardi, sul circuito carneficina di Nurbur-

torie sono indissolubilmente legate alla sua precarietà.

gring, Lauda vota invano per la sospensione della

Le corna sono immediate. Risultato? Il titolo mondiale

gara. Hunt si oppone. Non legge, attraverso le violente

nel '76 a Fuji. Per Lauda, Marlene è il freno e l'accelera-

gocce che il cielo scaglia, la disgrazia del rivale, la cui vita

tore durante i Gran Premi del Giappone e d'Italia - dove

resterà sospesa in un letto di ospedale.

Ron Howard crea un commovente feedback tra il pub-

Tuttavia i due hanno dentro il medesimo motore. Accu-

blico e il convalescente pilota che conquista un impreve-

mulano dolori e li riciclano nel modo migliore. Hunt ha

dibile quarto posto - nonché il lubrificante degli aguzzi

fatto dell'insaziabilità il suo decentrato baricentro.

ingranaggi che lo legano ad Hunt. Che gli ha insegnato a

Prima che la McLaren lo assoldi nel suo team, durante la

rifuggire la felicità. Perché è una meta. Poi si è fermi.

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Lifestyle


Just Red carpet “A me gli occhi!” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti – Atomika Production

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uci soffuse e suggestioni metrpolitan-chic

nel locale bergamasco di tendenza per antonomasia, il Capogiro.

In un’atmosfera raffinata e decisamente glam, lo scorso 7 novembre lo smart center by Lodauto ha svelato la terza generazione della vettura più originale e inimitabile di sempre, la smart fortwo. Negli istanti immediatamente precedenti al clou della serata, mentre scorreva un filmato nel quale la nuova smart si impadroniva del cuore di una metropoli a stelle e strisce, musica e buon cibo hanno accompagnato un’infinità di previsioni su quella che sarebbe stata, di lì a pochi minuti, la prima vera presa di contatto con l’attesissima nuova fortwo. Da poco passate le 23, giunto il momento di ammirare e toccare con mano la stella della serata, è stata Francesca Vitali - Responsabile Marketing e CSI Manager del Gruppo Lodauto - a prendere la parola per descrivere le più importanti novità della

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L’incontrastata regina delle city-car, ha da subito conquistato gli ospiti della serata.

nuova smart che, sin dai primi istanti, ha scaturito entusiasmo e apprezzamenti positivi da parte dei presenti. La nuova generazione dell’incontrastata regina delle city-car, ha da subito conquistato gli ospiti della serata; il mondo femminile affascinato da tinte della carrozzeria molto chic e alla moda, e da un colorato abitacolo più ampio e dalle finiture da grande. Il pubblico maschile della smart – erano presenti alcuni entusiasti possessori delle “cattive” e stilose Brabus – colpito invece dall’immagine più solida e matura del frontale, dal dinamismo promesso dalla larghezza aumentata di ben 10cm, e da una plancia hi-tech tutta da scoprire. In attesa del test su strada di “JUST” possiamo senza dubbio affermare che la nuova fortwo sia un prodotto di qualità - quella garantita dalla tecnologia rigorosamente ingegnerizzata da MercedesBenz – oltre che nata sotto una buona stella, quella a tre punte firmata Lodauto.

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Just Red carpet “Focus sul nuovo Ford Store” di Giovanni Volpe • ph Marco Pesenti – Atomika Production

L

o scorso venerdì 7 novembre è ufficialmente ini-

ziata la nuova grande avventura bergamasca targata Ford della famiglia Parolini, titolare del

Gruppo Iperauto. Il nuovo Ford Store di via Cesare Correnti, nel quale è ora concentrata tutta la Bluberg, è molto più di una nuova concessionaria; si tratta, infatti, della concretizzazione di un nuovo concetto di spazio all’interno del quale, oltre alle vetture Ford, ogni singolo cliente sarà protagonista. Durante il riuscitissimo evento organizzato fin nei minimi particolari da Laura Parolini e dal suo staff, è emersa in maniera chiara l’importanza di oltre 25 anni di tradizione, esperienza e di successi di questa famiglia nell’automotive e, più in particolare, nel mondo Ford in cui esordì nel 1988 a Berbenno di Valtellina, come concessionario per la provincia di Sondrio. Quello di Bergamo, non a caso, è il primo Ford Store del nord d’Italia; generosi ma non dispersivi gli spazi, e di alto livello arredi e finiture del salone all’interno del quale staff e vetture di casa Ford occupano gli spazi in estrema armonia. L’evento, al quale hanno partecipato anche Fabrio Faltoni

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A conferma del prestigio e dell’importanza strategica di questo primo Ford Store del nord d’Italia, alla serata erano presenti anche Fabrizio Faltoni – direttore vendite Ford Italia – e Andrea Ciucci – direttore vendite veicoli commerciali Ford Italia -. Faltoni ha sottolineato che la scelta da parte di Ford Italia di puntare sulla famiglia Parolini per l’apertura di questo Ford Store sia stata fortemente voluta; merito dell’ultraventennale e fattiva collaborazione tra la casa madre e il Gruppo Iperauto e delle riconosciute grandi qualità a livello umano dei Parolini; una piazza strategica, quella bergamasca, all’interno della quale i marchi premium costituiscono una grossa fetta del mercato, ma che Faltoni è certo sarà, se possibile, ancor meglio penetrata dal Marchio Ford che, oltre alla presentazione di prodotti di grande qualità e tecnologicamente all’avanguardia come Ecoboost, Focus e Mondeo, grazie al progetto “One Ford” si arricchirà presto di prodotti di nicchia come la sportiva Mustang, il Suv Edge, e la gamma Vignale. Molto soddisfatto e fiducioso per il futuro si è detto anche Ciucci; in Bergamo e provincia, infatti, i veicoli commerciali Ford sono i più venduti e quelli scelti con maggiore continuità dalla propria clientela più consolidata. Numeri che la nuova gamma di veicoli commerciali Ford – che saranno volutamente accomunati dal “marchio di fabbrica” “TRANSIT” per rafforzarne il senso d’appartenenza e proverbiale qualità tanto apprezzata dalla clientela – si è certi saranno confermati anche alla luce dell’introduzione di tutte le più recenti innovazioni - a livello tecnologico e motoristico – ammirate sulle vetture Ford più recenti.

– Direttore Vendite Ford Italia – e Andrea Ciucci – numero uno del settore Veicoli Commerciali Ford Italia – ha richiamato molti volti noti di casa nostra oltre a una nutrita schiera di clienti e amanti del marchio Ford, attratti dalla guest star della serata, la nuova Focus, svelata durante l’evento e della quale potrete leggere la nostra prova su strada a pagina 62. Stella inaspettata ma altrettanto gradita e ammirata è stata inoltre la nuova Mondeo Station Wagon, una vettura moderna e affascinante nelle forme, e dotata di un livello di tecnologia interattiva e facilmente accessibile, senza precedenti. Ora che il marchio Ford a Bergamo ha una nuova casa tutta sua, anzi, uno store tutto suo, non rimane che farvi visita per scoprire le numerose offerte di lancio disponibili in queste ultime settimane del 2014.

Quello di Bergamo, non a caso, è il primo Ford Store del nord d’Italia.

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25° Parallelo di Natale “A Foppolo guest star Alberto Tomba” di Davide Bertocchi

er le nozze d’argento si triplica e arriva l’atleta

P

rinnovato Casinò di San Pellegrino a fare da splendida lo-

del secolo. Il Parallelo di Natale ritornerà a Fop-

cation per un Galà ricco di ospiti. In primis, tra autorità,

polo e per la grande occasione porterà sulle nevi

dirigenti ed atleti, proprio Alberto Tomba che verrà pre-

della Valle Brembana Alberto Tomba. Il fuoriclasse bolo-

miato dal Presidente della Regione Lombardia Roberto

gnese, eletto dal Coni atleta del secolo, sarà l’ospite d’o-

Maroni per celebrare un anniversario speciale: i 30 anni

nore di un appuntamento organizzato dallo Sci Club

dalla vittoria nel Parallelo disputato alla Montagnetta di

Selvino Toni Morandi con il suo presidente Angelo Ber-

San Siro. Nell’occasione sarà presente anche Nicolò figlio

tocchi, che quest’anno si snoderà su tre giornate. Sul

di Mike Bongiorno che durante la sua vita ha avuto un oc-

tracciato di Foppolo, la regina delle stazioni bergamasche

chio di riguardo per la stazione sciistica di Foppolo, mo-

gemellata con Carona e S. Simone di Valleve nel com-

tivo per cui la località gli ha intitolato due piste.

prensorio sciistico Brembo Ski, si parte con la serata al

Martedì 23 in mattinata ci sarà la sfida tra gli sci club

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Il fuoriclasse bolognese, eletto dal Coni atleta del secolo, sarà l’ospite d’onore.

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orobici e alcuni dei migliori in Lombardia: in palio la partecipazione alla storica competizione; nel primo pomeriggio in programma il Parallelo dei Vip che vedrà sfidarsi tanti volti noti dello spettacolo e dello sport. Mercoledì 24, gran finale con la tradizionale gara degli Auguri alla quale parteciperanno i migliori sciatori italiani e stranieri sia maschili che femminili. La gara sarà trasmessa in differita da Rai Sport, dando così modo agli appassionati di non perdersi il tradizionale evento e neppure il ritorno tra i paletti di Alberto Tomba. Da segnalare inoltre che, in occasione dei 25 anni dalla prima edizione (Selvino nel 1988), il Parallelo di Natale 2014 assegnerà il secondo Premio Angelo Vergani all’azzurro più promettente. Un ulteriore segno della sensibilità della Fisi che patrocina l’evento nei confronti dello sci club organizzatore e alla famiglia di Vergani, a lungo segretario generale della Fisi, dodici mesi fa venne attribuito a Mattia Casse. Ulteriori info sul sito: www.parallelodinatale.it

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Guglielmo Spotorno “Tra Surreale e Reale” di Luciano Caprile - Elena Pontiggia

a Fondazione Stelline, dal 20 novembre al 7 dicem-

Spotorno. Tra Surreale e Reale. Opere dagli anni ‘70” a

bre scorso, ha ospitato per la Sezione Stelline

cura di Luciano Caprile ed Elena Pontiggia, patrocinata

Spazio Aperto la mostra antologica “Guglielmo

dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano.

L

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Per l’occasione, nella storica Sala del Collezionista, è stata esposta una significativa selezione di trenta opere pittoriche inedite, realizzate dagli anni Settanta a oggi su tela e su carta, che illustrano l’evoluzione del percorso artistico di Guglielmo Spotorno, importante imprenditore dell’auto milanese e discendente di una famiglia che opera con successo nel settore dal lontano 1938. Riguardo al suo orientamento espressivo, Elena Pontiggia scrive: “Potremmo dire, con qualche schematicità, che la sua ricerca si muove tra un informale di ascendenza surreale e un astrattismo carico di riferimenti quotidiani, sia pure mimetizzati nella libertà dei segni. Le sue opere sono, da un punto di vista segnico, lontane dal realismo e potremmo definirle, riprendendo la famosa definizione di Klee, “astratte con qualche ricordo”. Tuttavia non sono mai un puro esercizio formale. Si insinua nelle sue composizioni, piuttosto, un pensiero che va al di là della piacevolezza dei segni, dell’armonia delle linee, della luminosità del colore e denuncia contraddizioni, crisi, questioni irrisolte o forse irrisolvibili”. In mostra hanno spiccano i lavori degli anni Settanta e Ottanta, dove l’attenzione è rivolta a tematiche legate al mondo naturale; lo si è visto nelle opere dai colori intensi e cariche di movimento come Landscape in the sea (1975) e Evolution in the sea (1975) della serie “Profondità marine” e in quelle dai colori più tenui di Libellule pie-

trificate (1980) della serie “Insetti”, dove l’occhio dell’artista diventa una ‘lente’. Negli anni successivi un maggiore interesse è dedicato ad aspetti più concettuali descritti con un equilibrio geometrico e un ritmo serrato, come si osserva nelle serie “Surreale” e “Informale”. “New economy”, “Città Umanizzate”, “Ritorno alla poesia” realizzate nell’ultimo decennio, esprimono un nuovo orientamento della poetica dell’artista indirizzata al mondo e alla società contemporanea, all’evoluzione tecnologica, a significativi momenti storici della nostra epoca e alla riflessione sulla natura, come forza devastatrice. A questo proposito sono da ricordare Pechino (2014), dove l’armoniosa combinazione di linee colori cela il soggetto della rappresentazione: abitazioni identiche e

le stragi causate da tragici eventi; Black sun (2014) la

accatastate, che simboleggiano un conformismo diffuso;

raffigurazione del sole divenuto nero a causa dell’inqui-

Tsunami (2013) e 11 Settembre (2014) che raccontano

namento.

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Non mancavano opere legate al rapporto quotidiano tra uomo e mondo virtuale, tra cui Uomo al compu-

ter (2011), Web (2014) e Anche i cigni twittano (2013) che rivela un sottile senso ironico. Come afferma Luciano Caprile nel suo testo critico “Spotorno… si sofferma a indicare le strane comunioni tra la macchina sempre più sofisticata e l’individuo che ne subisce la fatale, spasmodica attrazione; …

pone il caustico accento su quel destino di tecnologica dipendenza che ci accomuna e ci assorbe”. Le opere di Guglielmo Spotorno entrano in sinergia con le poesie che ha scritto negli stessi anni, in cui coesistono descrizioni oniriche e riferimenti al reale, da lui definite “fogli unici a quadretti”, ovvero appunti di vita tra reale

e surreale. La raccolta è stata pubblicata e distribuita in occasione della mostra. La mostra è stata inoltre accompagna da un catalogo con testi critici a cura di Luciano Caprile ed Elena Pontiggia.

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Backstage


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®

JUST Periodico trimestrale Inverno 2014 - N° 0 Direttore Responsabile Giovanni Volpe direzione.just@gmail.com

Graphic & Art Director

MEN, MOTORS & LIFESTYLE

Silvia Benaglia redazione.just@gmail.com

Photo Marco Pesenti - Atomika Production Chiara Isner Matera Michele Maggioni Carmelo Poidomani

INDIRIZZI UTILI

Modelle per un giorno Elisa Bucchi • Laura Forlani • Gaia Piffari • Daniela Rota

Illustrazioni Sergio Algeri Contributors Phil Green • Astasia • Emilio Guizzetti • Asia Acquaroli Cinzia Donadini

Men Giacomo Agostini • Saul Mariani • Massimo Baldi Cristian Manzoni • Duccio Masserini • Sereno Terzi Valter Donadini • Marco Pezzucchi Lifestyle Battista Bellini • Flavio Oreda • Davide Bertocchi Guglielmo Spotorno Just - Ringraziamenti Chiara Cattaneo • Giacomo Agostini • Gigi Rota Paola Bergamelli • Raul Montanari • Paolo Poma Francesca Vitali • Chiara Pennati • Gualtiero Dapri Pietro Batta • Francesco Preda • Francesco Maroni Roberto Speri • Massimiliano Pezzoni • Flavio Oreda Lorenzo Zilioli • Daniela Barbieri • Angela Landi Carmine Blundo

Just Web & Social Atomika Production

Amministrazione Studio Landi - Bergamo

Editore Guarda chi guida S.r. l.s. - Bergamo

Stampa Errestampa S.r.l. - Orio al Serio (Bg) Iscrizione n. 21/14 del 17/11/2014 - Registro Stampa del Tribunale di Bergamo. Testi e materiale fotografico contenuti in questa pubblicazione, sono di proprietà esclusiva di Guarda chi Guida S.r.l.s. È pertanto vietata ogni riproduzione, anche solo parziale, non autorizzata dall’editore.

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