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Special JUST

BIKERS & BIKES

BIKERS Iole Airoldi

BIKES

Ombrelline Superbike Garajek The Reunion 2019

Indian Bergamo • Indian FTR 1200 S

“Oggetto del desiderio”

Perego Motorrad Mazzola Moto Bruno Moto Group Ducati Bergamo

LIFESTYLE

Copia omaggio

Almenno Freestyle 2019 Indian Bergamo Harley-Davidson Bergamo

Periodico annuale - Anno III - N° 2

www.just-magazine.it


Editoriale di Giovanni Volpe

Viva la carta! BIKERS & BIKES sattamente due anni fa stava per andare in stampa il numero zero di JUST Bikers&Bikes, per me una vera e propria sfida nella sfida sia dal punto di vista professionale che, ancor prima, umano.

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Gli stimoli erano però tanti, e sono ancora tantissimi! Continuare il percorso iniziato ormai quasi cinque anni fa con JUST Bergamo, proseguito poi con JUST Lecco ma, soprattutto, non lasciare che la carta soccombesse anzitempo sotto i duri “colpi” inferti dai social. La vera sfida è stata, è, e di certo negli anni a venire sarà “resistere” all’ondata digital che sembra proprio voler spazzar via la cara, vecchia carta. In questa sfida, che poi per me sotto sotto una sfida non è, ritrovo né più né meno la consueta tendenza un po’ di tutti a scegliere il cambiamento, dando per scontato che sicuramente sarà meglio di ciò che frettolosamente ci stiamo lasciando alle spalle. La realtà, in questo mondo che va sempre più veloce e che temiamo ci lasci al palo se solo ci concediamo il lusso di rallentare un istante, è che stiamo rischiando di perdere l’equilibrio. Nel lavoro, negli affetti, nelle piccole-grandi cose della nostra quotidianità, ciò che davvero è cambiato sono i ritmi. Ebbene sì, tutto va veloce, velocissimo, secondo uno schema in base al quale – nei social in primis – l’immediatezza della condivisione di ogni istante della nostra vita, ci induce a volte a dimenticare quanto sia innanzitutto importante viverlo e goderlo quello stesso istante… Vi state chiedendo che c’entri JUST in tutto questo? Beh, c’entra, eccome perché questi ritmi a volte folli, questo inedito bisogno di “tutto e subito”, questa effimera convinzione che battere sul tempo il competitor significhi necessariamente aver fatto meglio di lui, sta finendo per penalizzare la qualità della comunicazione e la qualità degli stessi addetti ai lavori. Negli USA, nostro mercato di riferimento in fatto di MKTG e comunicazione, questa gigantesca sbornia a base di social networking sta già presentando il conto tanto che, i principali marchi dell’automotive e molti brand di lusso, stanno limitando sempre più, e in alcuni casi azzerando del tutto, la propria presenza nei più famosi social, considerati vere e proprie armi a doppio taglio: in dieci minuti sei una star, in nemmeno cinque la tua immagine può essere distrutta. Da noi, si sa, i cambiamenti avvengono sempre in differita, anche di anni, e guardando la realtà mi trovo semmai a fare i conti con diverse Case Madri che, per la prima volta, hanno imposto ai propri dealer locali di investire nei social, proprio a scapito della carta. Ce la faremo? Di certo, pur senza trascurare l’importanza di essere on-line, JUST è e resterà soprattutto carta… Resterà un modo per rallentare un po’ e, forse, per restituire il giusto peso e il giusto valore alla sostanza, prima che alla sua spesso effimera rappresentazione. Buon JUST Bikers&Bikes n. 2 a tutti e, sempre, viva la carta!

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Editoriale


Bikers 14 | Special JUST Ombrelline Superbike

40 | COVER STORY Indian Bergamo Indian FTR 1200 S

“Qualcuno deve pur farlo...”

“Oggetto del desiderio”

32 | Special JUST The Reunion 2019 “Più forti della pioggia!”

20 | Special JUST Garajek

50 | Iole Airoldi “La mia prossima Forty Eight!”

“Buon compleanno Garajek!”

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Sommario


Sommario 58 | BMW C 400 GT Perego Motorrad

Bikes 69 | BMW HP4 Race Perego Motorrad

“Un 400 che ti porterà lontano!”

84 | Yamaha Niken Bruno Moto “Provare per credere!”

“HP4 Race e Perego Motorrad: pura esclusività!”

74 | Nuova Suzuki Katana Mazzola Moto

“Oggi come ieri... fuori dagli schemi”

64 | BMW F 850 GS Adventure Perego Motorrad

80 | Ducati Diavel 1260 S Bruno Moto “Muscoli d’autore”

88 | Royal Enfield Interceptor 650 Bruno Moto “Il piacere di tornare in sella!”

“Una sorellina senza complessi”

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Sommario


Lifestyle 94 | JUST RED CARPET Almenno Freestyle “Adrenalina pura!”

100 | JUST RED CARPET Indian Bergamo “Regalo di primavera!”

104 | JUST RED CARPET Harley Davidson Bergamo “Il party dell’anno!”

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Sommario


Special JUST Ombrelline Superbike “Qualcuno deve pur farlo...” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

on dev’esser facile, quando c’è un’appassionante gara di Superbike da seguire, concentrarsi su queste ragazze della porta accanto... Non trovate anche voi? Ciò nonostante il nostro mitico e stoico fotografo, Giody Papello, ha saputo fare ancora una volta un ottimo lavoro! A proposito, qualcuno sa come sia finita la gara?

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Special JUST Garajek “Buon compleanno Garajek!” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello e Giorgio Sorti • modelle per un giorno Nicole Albrizio e Jelly Jess

o e Jek ci siamo conosciuti in fiera nel 2014. Sia Garajek che JUST erano all’inizio, due attività legate dalla passione di chi le ha ideate e dalla naturale predisposizione a non mollare, a non risparmiarsi mai pur di portare avanti la propria idea. Ecco perché sono particolarmente felice di aver festeggiato il quinto compleanno di Garajek, ormai realtà affermata nel mondo delle customizzazioni, ben oltre i nostri confini.

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Jek, sembra ieri, vero? Ebbene sì! Invece sono trascorsi ben cinque anni e siamo ancora qui più carichi e forti che mai! Come sono stati questi primi cinque anni di Garajek? Sono stati anni ricchi di soddisfazioni, molto intensi, spesso non facili, ma che mi hanno formato a livello personale oltre che professionale. Anni nei quali sono riuscito ad emergere in un settore, quello delle customizzazioni, sempre più affollato e non sempre esattamente qualitativo. Riassumi in poche parole questi cinque intensi anni… In questi cinque anni sono innanzitutto fiero di aver saputo trasmettere il fatto che Garajek non sia “solo” una modifica a questa o quella moto.

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Si tratta infatti di una vera e propria filosofia di vita all’interno della quale, inutile negarlo, le due ruote rivestono un ruolo fondamentale che non sarebbe tale se non fossi da sempre mosso da una passione viscerale, smisurata, e da un continuo desiderio di apprendere, di migliorare, di distinguermi… Mi pare che tu sia stato più che capace di ritagliarti un tuo importante spazio fra i customizer… Sì, non è stato facile e per questo ne sono ancor più fiero! Oggi a livello nazionale e sempre più spesso oltreconfine Garajek è un punto di riferimento per la customizzazione di Buell tanto che posso vantare clienti provenienti da ogni angolo della penisola ma anche da Svizzera, Francia, Inghilterra e oltre oceano.

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In questi cinque anni, inoltre, abbiamo vinto una media di cinque premi l’anno e, solo nel 2018, abbiamo portato a casa dieci primi posti su dodici partecipazioni a concorsi di settore a livello nazionale! Com’è partito il 2019, oltre che con questo bellissimo party di compleanno? Direi col botto perché oltre a Buell e Harley-Davidson, stiamo customizzando un numero sempre maggiore di BMW Heritage; per quest’anno prevediamo di realizzare una dozzina di moto importanti sulle quali, come di consueto, interveniamo abbinando alla nostra proverbiale creatività, componentistica di più alto livello presente sul mercato - su tutti Rizoma e la belga Parts Europe - e lavorazioni sempre più complesse che richiedono tempo affinché si raggiunga il risultato desiderato. Qual è però la novità più importante del 2019 di Garajek? Ho presto capito che per crescere, fare un ulteriore balzo in avanti, sarebbe stato fondamentale circondarsi di persone mosse dalla stessa passione oltre che, ovviamente, capaci. In questo senso sono certo che il mio nuovo socio Alex Pasqualato - trentaseienne customiser, ex pilota di Superbike e vincitore della Michelin Power Cup - sia la persona giusta al mio fianco per raggiungere nuovi e sempre più ambiziosi traguardi.

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Programmi per il futuro? Garajek, come ben sai, è anche un brand d’abbigliamento e merchandise e, per questa ragione, accanto alla costante crescita del numero e del livello di motociclette customizzate, potenzieremo ulteriormente il nostro e-commerce accostando alle già richiestissime felpe e magliette, anche inediti cappellini e, per la prima volta, gli shorts. Beh, buon compleanno Garajek, avanti così!

Outfit: PROFILO BERGAMO ALTA - Tel. 035 223344

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GARAJEK Tel. 348 8363721 - Facebook: Garajek Motorcycles Design

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Special JUST The Reunion 2019 “Più forti della pioggia!” di Giovanni Volpe • Davide Crescenzi

onostante il maltempo, il piovoso weekend di The Reunion 2019 è stato un grande successo di pubblico; sono stati infatti oltre 10.000 i temerari che hanno sfidato il meteo avverso, tra loro un numero elevato anche di stranieri, grazie anche alla rafforzata partnership con Sultans of Sprint, prestigioso campionato europeo di accelerazione per moto vintage, con Glemseck 101 e Cafe Racer Festival. Saltate le varie corse in calendario, l’attenzione dei visitatori si è concentrata tutta sulle iniziative e sulle novità presentate dagli espositori. Ammiratissimi, dunque, i diversi nuovi modelli presentati tra i quali la protaginista della nostra Cover Story 2019, la Indian FTR 1200, e poi la Zero SR/F, la bellissima Triumph Speed Twin, la classica Kawasaki W800, le avanguardistiche Husqvarna Svartpilen e Vitpilen 701 e la fiammante Fantic Caballero 500 Flat Track. Numerosi i vip intervenuti; su tutti il grande Randy Mamola, il campione di sci Giorgio Rocca insieme a DJ Ringo, alla lounge TAG Heuer, l’attore Giulio Berruti, l’artista Aryk Old Paint, l’amica di JUST Babila Capovilla, e le ragazze del Women Motors Bootcamp. Come dimenticare, infine, il nostro amico Giorgio GASSSS Castelletti, senza dubbio il più elegante con la sua tuta-smoking da pista: numero1!

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Cover Story - Indian Bergamo Indian FTR 1200 S “Oggetto del desiderio” ph Giorgio Sorti • modella per un giorno Susanna Fusari

a quando Indian, storico marchio di motociclette a stelle e strisce, può contare sulla prestigiosa concessionaria Legend Bikers di Lallio, a due passi da Bergamo, l’attenzione dei bikers di casa nostra per queste affascinanti motoclette ha fatto registrare una vera e propria impennata. Ora, a distanza di circa due anni, Indian ha deciso di fare uno splendido regalo di compleanno ai fedelissimi del marchio e, aggiungiamo noi, a tutti gli appassionati che, in una moto, cerchino innanzitutto personalità, prestazioni, finiture di alto livello e, perché no, un buon tasso di sana “cattiveria”. Ecco finalmente la nuova Indian FTR 1200, protagonista della nostra Cover 2019 e ancor prima, ne siamo certi, dei sogni di un pubblico trasversale di bikers che da tempo attendevano di poter ammirare e toccare con mano una delle due ruote più attese degli ultimi tempi. La FTR 1200 è una moto nuda ma certamente non essenziale che strizza l’occhio ai modelli racing che stanno dominando nelle gare di flat-track proprio negli Stati Uniti. L’indole della FTR 1200 è decisamente sportiva, dunque, ma sempre restando nei canoni che gli americani ritengono corretti per questo tipo di moto. La FTR è potente con il suo big twin da 1.203 cc capace di erogare 123 cv e ben 120 Nm

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di coppia massima ma è meno “affilata”, cattiva, delle concorrenti europee, italiane e tedesche in primis. Questo non significa in alcun modo che sia meno divertente da condurre o meno valida per guida e sicurezza. Al contrario, questa Indian ispira naturale confidenza e fiducia sin dai primi metri, il motore “tira” con vigore sin dai regimi più bassi e la ciclistica si dimostra salda e rassicurante soprattutto nel

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misto veloce dove si apprezza la coerenza delle traiettorie e la capacità di seguirle. La dotazione elettronica è decisamente ridondante con tre riding mode disponibili, Sport, Standard e Rain con controllo di trazione e Cornering ABS che lavora in concerto con la piattaforma inerziale. Infine il look di questa FTR 1200 è davvero intrigante, è una Indian che riesce a coniugare felicemente un design moderno con i richiami di un passato tanto ricco di glorie sportive e di fascino come pochi altri costruttori al mondo possono offrire.

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Un successo annunciato? Beh, pare proprio di sì! Luca e Paolo, titolari di Legend Bikers, dopo l’Open Day dello scorso mese di prile durante il quale era stato esposto in anteprima un esemplare statico di FTR 1200, hanno ricevuto numerosi ordini per quello che non esitiamo a definire un vero e proprio oggetto del desiderio, finalmente diventato realtà!

INDIAN BERGAMO - LEGEND BIKERS Tel. 035 203787 - www.legendbikers.it

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Iole Airoldi

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Bikers - Iole Airoldi “La mia prossima Forty-Eight!” di Giovanni Volpe • ph Giorgio Sorti

a passione per le due ruote e, in particolar modo per le Harley-Davidson, è sempre più piacevolmente donna e noi di JUST non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di intervistare una donna in carriera che questa passione per gli splendidi ferri Made in USA la incarna al meglio, Iole Airoldi. Iole, come e quando è nata la tua passione per le due ruote? Non sono un'appassionata della prima ora a dire il vero; la mia passione è infatti nata vivendo a lungo la moto come passeggero, avendo così la possibilità di osservare da un punto di vista inaspettatamente privilegiato e del tutto nuovo il mondo che ci circonda. Proprio in questo modo ho scoperto lo straordinario senso di libertà che ti pervade viaggiando su due ruote.

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Eyewear by Ottica Gazzera Iole indossa occhiali Alexander McQueen

Qual è invece la prima moto che ricordi abbia catturato la tua attenzione? Premetto di non essere mai stata un'intenditrice di motociclette; ciò nonostante devo dire che le uniche moto che da sempre mi hanno fatto girare la testa sono state le custom, in particolar modo le Harley. Quindi era scritto che prima o poi tu dovessi entrare in questo magico mondo… Sinceramente non avevo mai pensato e nemmeno preso in considerazione la possibilità di guidare, un giorno, una moto tutta mia; questo fino a quando mi capitò di essere piacevolmente colpita da due ragazze entrambe alla guida di una Harley-Davidson. Anche loro facevano parte del nostro gruppo di motociclisti, per lo più harleysti, con cui come passeggera partecipavo a bellissimi giri su e giù per l'Italia o anche semplicemente a gite al lago nelle domeniche d'estate; queste due belle ragazze non mancavano davvero mai e, una di loro, aveva come passeggero abituale la figlioletta di circa otto anni, uno spettacolo! Proprio da quella bellissima immagine è maturata in me l'idea, il desidero di svestire i panni di passeggero per indossare quelli di biker… è stato un attimo e in pochissimo tempo mi ritrovavo in sella alla mia prima moto, ovviamente una H-D, una Sportster: ero appena entrata a far parte di questo mondo che tanto desideravo e che fino a quel momento pareva invece così lontano da me e dalla mia quotidianità. Raccontaci la tua Harley… Pur non avendo mai guidato una moto in vita mia, avevo idee ben chiare: ero innamorata della 883 Iron e me la comprai! La scelta era ricaduta su questo modello perché essendo io una neofita assoluta, mi sembrava la Harley più adeguata per dimensioni, peso, e potenza. Ora che non sei più alle prime armi, come ti è sembrata la sorella maggiore della tua 883, la Forty-Eight che hai provato per JUST? Mi ha letteralmente colpito! Era già la moto in testa alla mia lista dei desideri e, provandola in questa piacevole occasione, le mie aspettative sono state del tutto soddisfatte. L'ho trovata davvero molto maneggevole, decisamente più rapida in accelerazione e più pronta in ripresa della mia 883. Questi cavalli in più si traducono senza dubbio in un maggiore piacere di guida che anche io, biker da pochi anni, ho subito colto alla grande; e poi con un motore così avrei di certo margine maggiore per affrontare in tutta tranquillità e con un pizzico di brio in più, anche tragitti più impegnativi! Cosa pensi invece del mondo Harley-Davidson? È una grande famiglia della quale è bello far parte; è una vera e propria filosofia di vita ricca di valori, su tutti il senso di libertà che provi in sella a una H-D

OTTICA GAZZERA Tel. 035 313404 - www.otticabergamo.it

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Eyewear by Ottica Gazzera - Iole indossa occhiali Alexander McQueen

SHOWROOM&SERVICE B&C RESTAURO COLLECTION FACTORY

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e l'inesauribile passione e desiderio di viaggiare, di conoscere gente e luoghi sempre nuovi. Il viaggio sin qui più bello e quello che prima o poi farai di certo? Pur essendo una motociclista “dell'ultima ora" ho viaggiato in Italia da Nord a Sud prediligendo i meravigliosi passi di montagna, e l'entroterra del Centro Italia; splendidi la Toscana e il litorale ligure mentre per il futuro mi tengo stretto, anche se non so ancora per quanto, il sogno chiamato States! Infine, come giudichi questa iniziativa di JUST in collaborazione con H-D Bergamo? Beh, ringrazio innanzitutto JUST e H-D Bergamo per avermi dato l'opportunità di raccontare e immortalare la mia grandissima passione per le due ruote e, in particolar modo, per le Harley. E poi che dire, ho finalmente guidato per un giorno la mia prossima moto, la mia prossima Forty-Eight!

HARLEY DAVIDSON BERGAMO Tel. 035 958567 - www.harley-davidson-bergamo.com

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Bikes BMW C 400 GT Perego Motorrad

BMW HP4 Race Perego Motorrad

Yamaha Niken Bruno Moto

Nuova Suzuki Katana

Mazzola Moto BMW F 850 GS Adventure Perego Motorrad

Ducati Diavel 1260 S Bruno Moto

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Royal Enfield Interceptor 650 Bruno Moto


BMW C 400 GT “Un 400 che ti porterà lontano!” di Maurizio Toma • ph Giandomenico Papello

a diversi anni anche BMW ha fatto il proprio ingresso nel settore degli scooter. Come è naturale i prodotti della casa di Monaco, anche in questo caso, si pongono ai livelli più alti della categoria e vanno ad occupare le fascia medio alta anche delle cilindrate proposte per questi pratici mezzi a due ruote. Doveroso citare fra gli altri i C Evolution, lo scooter full electric di BMW assolutamente convincente e sorprendente che ha il solo limite nel prezzo davvero molto elevato. In questo caso ci concentriamo su uno dei modelli più recenti nella gamma degli scooter BMW, il C 400 GT presentato ufficialmente ad EICMA 2018. Il nuovo C 400 GT si affianca al già conosciuto “X” e ne offre una diversa interpretazione destinata ad un impiego più a largo raggio e in coppia rispetto alla versione vista sin qui. A prima vista si nota immediatamente il nuovo scudo anteriore con un differente design rispetto a quello della versione “X” con l’evidente intento di garantire una maggiore proiettività per le gambe del pilota. Anche il parabrezza è ora diverso e più ampio e pure la sella ha una struttura inedita atta a consentire maggiore comfort sia a chi guida che all’eventuale passeggero che, fra l’altro, può ora disporre di comode pedane posteriori fisse con una valida base d’appoggio per i piedi. Non cambia, invece, il sistema “flexcase” già visto negli scooter BMW che consente di ospitare nel vano sottosella un casco integrale ed uno jet.

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Passando al “ponte di comando” il C 400 GT prevede come dotazione standard un display a cristalli liquidi affiancato da un tachimetro analogico ma è assai consigliabile di optare per l’opzionale schermo TFT a colori che prevede anche il sistema BMW Motorrad Connect App che permette di connettere il proprio smartphone mutuandone così una vasta serie di funzioni. Come equipaggiamento standard, invece, è previsto il pratico avviamento keyless. Il C 400 GT monta un motore monocilindrico di 350 cc da 34 cv che si dimostra sempre all’altezza della classe di questo scooter e che lo rende, pure nelle prestazioni, un mezzo adatto anche a praticare del turismo anche in coppia per potersi godere tanto la classica passeggiata fuori porta quanto un fine settimana di vacanza. In questo senso si apprezza, oltre alla discreta brillantezza del mezzo, anche la sua comodità e l’assenza quasi totale di noiose vibrazioni. Il BMW C 400 GT ha un listino che si pone appena sotto gli 8.000 euro tutto che sale di altri circa 1.000 euro se si desiderano il sistema Connect e la sella e le manopole riscaldate.

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PEREGO MOTORRAD Tel. 035 203241 - www.perego.bmw-motorrad.it

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BMW F 850 GS Adventure “Una sorellina senza complessi” di Maurizio Toma • ph Giandomenico Papello • tester Michele Bertani

a sigla GS, nel lessico della bavarese BMW è sinonimo di “enduro” e di turismo a largo raggio senza confini, nemmeno quelli dell’asfalto. Le GS BMW con motore boxer hanno fatto la fortuna e la storia recente della casa di Monaco e, sin dagli anni 80 sono il vero punto di riferimento mondiale del settore. Ma non sono le uniche GS presenti nel listino della casa dell’elica. Dall’anno scorso, ad esempio, è disponibile anche una “sorellina” leggermente più piccola nella cilindrata, 850 contro 1250 cc e con una diversa architettura del propulsore. La F 850 GS Adventure della nostra prova, infatti, monta un bicilindrico parallelo da 853 cc che eroga 95 cv a 8.250 giri/min e 92 Nm di coppia massima a 8.250 giri/min. Questo motore è intrinsecamente più compatto, non solo per via della cilindrata, ma anche e soprattutto per la disposizione dei cilindri. È chiaro, dunque, che per molti versi sia ancora più adatto ad una moto destinata a marciare anche in fuoristrada come questa. La F 850 GS Adventure è attraente, hi-tech nell’aspetto ma anche evocativa di quel senso di totale libertà di movimento che una moto come questa deve necessariamente ispirare. Un modello, insomma, che come già accade per la versione Boxer, si presti ad un utilizzo veramente a 360 gradi. Come è normale per una BMW la F 850 GS Adventure è anche una moto piena di raffinatezze tecnologiche e costruita con attenzione alla qualità. Fra dotazioni standard ed equipaggiamento optional questa enduro media di Monaco offre davvero di

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tutto e di più. Bello e funzionale, ad esempio, il cockpit con display TFT a colori da 6,5” o i fari full LED che fanno molta luce e un bell’effetto anche di giorno e, in generale, anche osservando con attenzione tutti i dettagli della moto si avverte la cura con cui è stata progettata e realizzata. Salire, è proprio il caso di dirlo, in sella invece può essere un po’ più problematico per i meno dotati in fatto di statura. La F 850 GS Adventure, infatti, ha la sella posta a ben 890 mm da terra e quindi i meno alti fanno fatica a toccare saldamente il suolo con le piante dei piedi. Ma qualche eventuale “acrobazia” è subito ripagata una volta che la moto sia in movimento. Questa GS è davvero assai godibile da guidare. Il peso di 240 kg circa sembra svanire sin dai primi metri. Le quote azzeccate del telaio, la corretta distribuzione dei pesi e l’ottima posizione in sella, rendono la F 850 GS Adventure amichevole e divertente, sicura in tutte lo condizioni. Parte del merito, come sovente

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accade, va ascritto anche alla monumentale dotazione elettronica che prevede ben 4 riding mode, un ABS che si rivela perfetto anche in off-road, il Dinamic ESA la taratura elettronica delle sospensioni e il quickshift bidirezionale che consente l’uso del cambio senza ricorrere alla frizione. La F 850 GS Adventure è un’ottima “grand routiere” stradale che convince ancora di più quando termina l’asfalto e si affronta il fuoristrada dove si comporta davvero bene. Una moto “totale” che può realmente essere fedele compagna quotidiana nel commuting casa-ufficio così come in qualche ben più estrema avventura.

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BMW HP4 Race “HP4 Race e Perego Motorrad: pura esclusività!” di Maurizio Toma • ph Giorgio Sorti

l segmento delle moto supersportive negli ultimi anni ha visto un drastico ridimensionamento delle vendite. Un fenomeno dovuto, essenzialmente, alla crescita spaventosa delle prestazioni di queste moto che, in definitiva, le rende sempre meno adatte ad un vero uso stradale relegandole, se così si può dire, al puro impiego in pista. E dunque anche BMW, da anni impegnata nelle massime competizioni riservate alle derivate di serie o Superbike, ha voluto presentare un modello che fosse allo stato dell’arte

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della propria tecnologia e al top delle performances. Si chiama HP4 Race, un prodotto super esclusivo “tirato” in sole 750 unità. In questo caso ogni cosa è veramente speciale e stupefacente. Si parte dal telaio, una monoscocca in carbonio che pesa solo 7,8 kg mentre tutta la moto, pieno di benzina compreso, ferma l’ago della bilancia a 171 kg! Il motore lontano parente di quello della S 1.000 RR eroga la bellezza di 215 cv a 13.900 giri/min con un rapporto pesopotenza assolutamente impressionante. Su questo modello ogni dettaglio è al top della qualità per raggiungere rendimenti da autentico purosangue da corsa. Le sospensioni, i freni, le ruote, tutto arriva dai fornitori più qualificati e rinomati nel settore delle corse. Stiamo parlando di un oggetto evidentemente destinato a pochi sia per l’utilizzo esclusivamente in circuito sia per il prezzo che è stellare come le performances. La HP S Race, infatti, costa 80.000 Euro.

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PEREGO MOTORRAD Tel. 035 203241 - www.perego.bmw-motorrad.it

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Nuova Suzuki Katana “Oggi come ieri... fuori dagli schemi” di Maurizio Toma • ph Giorgio Sorti • tester Michele Bertani

ell’immaginario collettivo la katana richiama immediatamente alla memoria la mitica spada dei samurai giapponesi. In effetti questa raffinata e straordinaria arma bianca è stata protagonista di infinite pagine di letteratura e di numerosissimi film e, nella vita reale, dopo varie vicissitudini è arrivata al fianco degli ufficiali imperiali fino al termine della seconda guerra mondiale. Ancora oggi le katana sono spade ricercatissime dai collezionisti e lasciano a bocca aperta per la loro proverbiale affilatezza e, spesso, per la sublime fattura artigianale che a volte sconfina in autentica arte. Ma, più prosaicamente, per quanti hanno una circolazione sanguigna ad alto numero di ottani, la Katana è anche un iconico modello di moto nuda che ha creato una salda reputazione al marchio Suzuki nel corso degli anni ‘80. In quell’epoca questo modello fece scalpore per le prestazioni del 4 cilindri in linea davvero potente ma, soprattutto, per un look teso, spigoloso, affilato come quello di una spada, appunto, e assolutamente fuori dagli schemi del tempo. Piacque moltissimo quella prima Katana e Suzuki ebbe un grande successo con questo modello, tanto da volerne rinverdire i fasti con una nuova edizione del tutto contemporanea che ha debuttato proprio in questa stagione. Riprendendo la formula del modello originale anche questa nuovissima Katana è, ovviamente, una moto naked con uno stile molto personale e distintivo dove le linee tese e affilate dominano e colpiscono sin dal primo sguardo.

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L’aggressività del design è, se possibile, più convincente che nel passato moderata da una certa compostezza che rende la moto “cattiva” ma senza discutibili eccessi. Non è una moto che passa inosservata ma nemmeno una di quelle troppo cariche al limite del caricaturale. Osservandola da vicino si possono cogliere anche alcune raffinatezze come le luci tutte a LED o il grande quadro strumenti completamente digitale e molto leggibile. Piuttosto raffinata anche la ciclistica che si basa su un telaio interamente in alluminio, forcellone compreso, a tutto vantaggio della rigidità e della leggerezza. Pregevoli anche le sospensioni con la valida forcella Kayaba completamente regolabile da 120 mm di escursione e i freni radiali Brembo da 310 mm di diametro per quelli anteriori e, naturalmente, ABS. Il motore è un 4 in linea da 999 cc che eroga 150 cv a 10.000 giri/min, un’unità già presente su altri modelli della casa e molto apprezzata non solo per la

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potenza ma anche per la fluidità di erogazione di quest’ultima, caratteristica che rende la Katana 2019 docile e amichevole oltre che sportiva. La guida è effettivamente convincente in ogni condizione merito anche delle tre mappature disponibili che consentono al pilota di ottenere in ogni occasione la migliore risposta possibile dalla moto. In sella ci si trova moderatamente caricati sui polsi come è normale per una moto di questa categoria ma il manubrio abbastanza ampio mitiga la fatica e rende la conduzione piacevole ed efficace. La Katana va forte, è la sua missione, ma resta una moto godibile e certamente molto “giusta” per chi ama le nude con stile e personalità.

MAZZOLA MOTO Tel. 035 991783 - www.moto-mazzola.it

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Ducati Diavel 1260 S “Muscoli d’autore” di Maurizio Toma • ph Giandomenico Papello • tester Michele Bertani

e è passata tanta di acqua sotto i ponti di Borgo Panigale da quando tutte o quasi le Ducati avevano i semi manubri e, spesso, la carenatura come sulle moto da corsa. E non è assolutamente un male. Al principio dell’era moderna della casa bolognese apparve il Monster che voleva essere sportivo, sì, ma senza tutti i sacrifici delle superbike stradali. Poi irruppe la prima Multistrada a destabilizzare i tifosi più “talebani” del marchio. E ancora, nel 2011, debuttò la più anticonvenzionale delle Ducati, la prima generazione della Diavel, o il Diavel come dicono in Ducati ma a noi la moto continua a piacere di più declinata al femminile. La Diavel, dunque, una power-cruiser davvero fuori dagli schemi, unica, particolare e diversa per natura e per scelta. Un modello che ha fatto molto discutere fin dal suo primo apparire ma che, per chi ha avuto la possibilità di poterlo guidare, ha sorpreso in positivo mettendo a tacere anche i più scettici. Oggi siamo di fronte alla seconda generazione della Diavel che della precedente praticamente conserva solo il concetto e la destinazione di moto nuda, potente, appariscente e divertente. Il telaio, prima di tutto, è totalmente nuovo con l’intreccio dei tubi che abbraccia il motore diventato parte stressata della struttura. Il forcellone monobraccio si innesta direttamente nel carter così come il leggero telaietto reggisella realizzato in alluminio. Il motore ora è il bicilindrico Testastretta di 1.262 cc con fasatura variabile accreditato di ben 159 cv a 9.500 giri/min e una coppia massima di 129 Nm a 7.500 giri/min. Nel caso della versione S della nostra prova la ciclistica si avvale delle sofisticate ed esclusive sospensioni della svedese Ohlins che lavorano in modo realmente impeccabile e convincente. L’estetica della nuova generazione della Diavel è certamente più contemporanea e accattivante. La moto è muscolosa, tenebrosa e sensuale, non è davvero un modello adatto a chi non ami farsi notare, al contrario, la sua impertinenza è una parte fondamentale del suo fascino.

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In Ducati hanno deciso di sistemare i radiatori nella parte frontale avvolgendoli in una attillata carena che si allunga verso il basso fungendo da puntale e che enfatizza la grinta della moto. La sella offre una seduta bassa e, insieme alle pedane centrali e all’ampio manubrio, fa sentire il pilota “dentro” la Diavel offrendo un piacevole senso di controllo. Sensazione che diventa ancora più concreta guidando davvero. La Diavel S di nuovo stupisce, a dispetto del solito “gommone” posteriore da 240 la moto riesce ad essere stabile ma anche agile, certamente molto veloce e reattiva e, soprattutto, configurabile come un abito sartoriale. La dotazione elettronica della Diavel S è allo stato dell’arte, c’è tutto quel che si può desiderare e anche di più. Piattaforma inerziale a 6 assi con 3 mappature, ride by wire, Cornering ABS, launch control, e l’impagabile Quick Shift che consente di non usare la frizione sia salendo di marcia che scalando. Nel misto la Diavel S strappa inevitabilmente un sorriso sotto il casco per quanto sa essere piacevole e divertente, veloce e salda come una nuda sportiva ma enormemente più confortevole. All’altezza di tanto bendiddio ovviamente anche il prezzo che parte da circa 23.000 Euro.

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Yamaha Niken “Provare per credere!” di Maurizio Toma • ph Giandomenico Papello • tester Michele Bertani

’è una “spada di Damocle” sospesa sul capo di tutti i costruttori di motociclette del mondo, l’aumento importante e progressivo dell’età media dei rispettivi clienti. È inutile nasconderselo, i motociclisti, soprattutto nei paesi occidentali, sono sempre più maturi. Questa constatazione implica numerose conseguenze e, fra queste, una prevedibile resistenza psicologica dei bikers verso le novità più radicali e sorprendenti. Rompere gli schemi, insomma, è potenzialmente più difficile se il pubblico di riferimento è ancorato psicologicamente a schemi tradizionali. Eppure c’è chi, a dispetto di questa situazione, se la sente di correre il rischio di innovare e forse persino rivoluzionare l’oggetto motocicletta come ha fatto Yamaha proponendo la sua inconsueta Niken. Questa moto a tre ruote ha suscitato clamore e discussione sin dalle prime apparizioni, ancora in veste di prototipo, nel corso dei più importanti saloni internazionali. La sua ben evidente tecnologia innovativa ha affascinato alcuni e fatto storcere il naso ai più conservatori ma, com’era prevedibile, è stata l’estetica di questo prodotto fuori dal coro ad accendere le controversie più accese. Il look della Niken è, effettivamente, assolutamente particolare. Dalla targa posteriore al serbatoio potrebbe sembrare una nuda hi-tech di ultima generazione mentre tutta la porzione anteriore, quella dove risaltano in tutta evidenza le due ruote e le due forcelle, sembra disegnata come un cartone “manga” giapponese come se fosse un transformer con la sella degno di un film. L’idea dei tre ruote non è certo una novità, gli scooter di questo tipo, compresi quelli prodotti dalla casa di Hamamatsu, hanno conquistato da tempo grandi consensi ma trasferire questo concetto su una vera moto ha richiesto molto coraggio. L’obbiettivo di Yamaha con la Niken è quello di riproporre i vantaggi della doppia ruota anteriore anche su una motocicletta creando un modello che fosse potente, veloce e comodo come un prodotto tradizionale ma enormemente più sicuro, facile e persino divertente da condurre soprattutto in curva rispetto a queste ultime. E, per chi sa superare lo choc dell’estetica futuristica e sale in

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sella alla Niken, bisogna subito dire che tale risultato è pienamente raggiunto. Il moderno telaio in acciaio con forcellone in alluminio abbraccia efficacemente il tre cilindri 850 da 115 cv, lo stesso motore della apprezzata MT-09, che si dimostra davvero vispo e brillante. La sella è comoda anche per due e i comandi sono tutti posizionati al posto giusto. La sorpresa, però, arriva guidando questa Niken che si dimostra agile sin dai primi metri e poi, prendendo confidenza, diventa sempre più convincente nella guida soprattutto fra le curve e, come è capitato a noi, sul bagnato. Questa moto a tre ruote sa essere effervescente e persino esilarante per come si comporta su una strada tortuosa. È impossibile non sorridere sotto il casco quando si affronta, ad esempio, un tornante sulla strada umida e si capisce quanto presto si possa dare gas in piena sicurezza e quali pieghe siano a portata del motociclista comune. La Niken, dunque, richiede, probabilmente, un cambio psicologico di approccio ma, una volta impugnato il manubrio, spalanca grandi aree di puro divertimento di guida. Un “transformer” vero, insomma, non di Hollywood ma di umore.

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Royal Enfield Interceptor 650 “Il piacere di tornare in sella!” di Maurizio Toma • ph Giandomenico Papello • tester Michele Bertani

uando una moto nasce in un’azienda che ha come motto “Made like a gun, goes like a bullet” (costruita come una pistola, veloce come un proiettile) e un cannone nel logo, sarebbe lecito attendersi un modello super sportivo ed aggressivo. Ma nel caso delle Royal Enfield contemporanee, e la Interceptor 650 della nostra prova non fa eccezione, tale aspettativa va del tutto disattesa. Questa gloriosa casa motociclistica affonda le proprie radici nel lontano 1890 quando fu fondata nel Regno Unito, nel Worcesterschire, per produrre armi da fuoco approdando al mondo dei motori solo nove anni più tardi. La sua storia, quindi, è davvero più che centenaria lungo un percorso che parte dagli albori della motorizzazione e arriva fino ai giorni nostri. Una storia ricca di mille vicende affascinanti e innumerevoli modelli di successo, uno di questi, la Bullet 350, ne ha persino determinato la sopravvivenza perché, dopo essere stato adottato dalla polizia di frontiera di Madras, India, all’inizio degli anni ‘50 del secolo scorso, condusse la Royal Enfield ad associarsi con la Madras Motors cosa che successivamente ha favorito il definitivo trasferimento produttivo della società in India nella città che oggi si chiama Chennai. E in quel luogo esotico nasce anche la Interceptor 650. Una “paciosa” bicilindrica in linea dall’aspetto deliziosamente retrò che porta con sé qualche suggestione da scrambler anni ‘60 o che, ad alcuni, potrà rammentare certe moto da turismo inglesi e italiane del medesimo periodo. Il look vintage suscita certamente tenere emozioni in quanti abbiano doppiato la boa dei 50 ma sa anche attrarre molto quelli che, più giovani, amano questo stile particolare e di grande attualità. La Interceptor e la “sorella” Continental segnano anche il ritorno di Royal Enfield nel segmento delle bicilindriche di media cubatura dopo il lunghissimo periodo in cui sono state prodotte dalla casa solo moto monocilindriche. In sella alla Interceptor 650 si trova immediatamente una posizione comoda ed ergonomica anche per piloti di discreta statura, la seduta è abbastanza vicina a terra e si tocca comodamente a terra con entrambi i piedi, il manubrio largo si impugna con naturalezza e le pedane sono ben posizionate e a prova di lunghi percorsi. Il peso di circa 200 kg

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non è esattamente contenuto ma si avverte solo nelle manovre da fermo, una volta in movimento infatti il baricentro basso e la buona distribuzione rendono la Interceptor facile e intuitiva. Il motore da 47 cv non consente, evidentemente, di attendersi prestazioni da superbike ma, del resto, chi si accosta a questa moto non ha certo pretese del genere. Viceversa la Interceptor si rivela una moto godibile e convincente, facile da guidare, confortevole anche in due e non priva di personalità. Le sospensioni, se ben tarate, assicurano una valida tenuta di strada e i freni lavorano piuttosto bene assistiti da un impianto ABS efficace. Belle passeggiate e anche piacevoli viaggi con andature rilassate sono a portata di mano con la Royal Enfield Interceptor 650 perfetta, ad esempio, per riportare in moto chi ne sia stato distante per lungo tempo anche perché il prezzo di 6.200 euro circa è davvero allettante.

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JUST Red Carpet Indian Bergamo

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JUST Red carpet “Adrenalina pura!” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

’appuntamento sportivo più spettacolare dell’anno almennese sta per tornare. Giovedì 6 giugno si è tenuta la nona edizione dell’Almenno Freestyle, l’appuntamento di casa nostra dedicato alle due ruote più spettacolare dell’anno! Ancora una volta, la rampa di salto che da anni ormai colora il campo sportivo di Almenno San Salvatore, è stata teatro delle incredibili evoluzioni dei mitici riders del Team DABOOT, mentre sul palco a tener compagnia ai tantissimi appassionati intervenuti, sono tornati i bravissimi Ligastory. Immancabili, infine, le interviste ad alcuni big del mondo dello sport tra i quali i piloti dell’Italtrans Racing Team. Bruno Moto, Italtrans e gli altri sponsor hanno dato vita ancora una volta a una serata davvero spettacolare, adrenalinica, mentre è già iniziato il conto alla rovescia per il prossimo Almenno Freestyle, quello del decimo anniversario!

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JUST Red carpet “Regalo di primavera!” di Giovanni Volpe • ph Giorgio Sorti

uca e Paolo Piantoni, titolari di Indian Bergamo, hanno voluto dare il benvenuto alla primavera organizzando una grande festa nella loro nuova sede di Lallio, a due passi da Bergamo. Per l’occasione la concessionaria è stata letteralmente trasformata in una vero e proprio paradiso per gli amanti delle motociclette Indian e per tutti gli appassionati delle due ruote. All’esterno gli spazi, allestiti ad hoc per l’occasione, si sono presto trasformati in una coloratissima e piacevolmente rumorosa mostra a cielo aperto di spettacolari moto custom; accanto alla gamma Indian al completo che era possibile testare su strada, non mancavano diversi punti di ristoro per la classica birra in compagnia. Ma la vera protagonista dell’open weekend è stata una FTR 1200 che è stato possibile ammirare e toccare con mano, una reginetta in grado di catalizzare l’attenzione dei tanti appassionati giunti sul posto proprio per scoprire la “regina diversa” di casa Indian. Un vero e proprio regalo di primavera!

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JUST Red carpet “Il party dell’anno!” di Giovanni Volpe • ph Stefano Lavelli

on un grande evento dal titolo emblematico, “15 years of freedom - Twist & Shout celebration night”, lo scorso sabato 18 maggio la concessionaria Harley Davidson Bergamo di San Paolo d’Argon ha festeggiato il proprio quindicesimo anniversario. Lo ha fatto con un party strepitoso che è stato, in tutto e per tutto, un grande tributo alle magiche atmosfere anni ’50. Acconciature, performances e dj-set a tema; e ancora, spettacolari esibizioni di ballerini e artisti che hanno dato vita a una coinvolgente maratona durata fino a tarda sera regalando grandi emozioni, acconciature a tema a cura di Barberia Taormina e Garò di Giorgio Sangaletti, auto americane in bella mostra così come le collezioni di abbigliamento e accessori di The Rokker e Bell. Tutto rispettando il dress-code della serata, ovviamente 50s! Ancora un grande successo! Auguri H-D Bergamo!

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Just - Ringraziamenti Chiara Cattaneo • Cinzia Acerbis • Giacomo Agostini • Roberto Sestini • Marco Bonini Gigi Rota • Marzio Carrara • Paola Cattaneo Andrea Perego • Giacomo Perego • Pietro Batta Abele Algeri • Andrea Nicoli • Francesco Preda Cinzia Paleni • Lorenza Breviario • Renato Cortesi • Mauro Bombardieri • Roberta Sala Claudia Locatelli • Claudia Ratti • Nicolas Buzzini Angela Landi

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Test moto Michele Bertani • Iole Airoldi

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Contributors Maurizio Toma • Giacomo Agostini Carlo Biffi • Luciana Terencio Dos Santos Simona Brambilla • Martina Valli Gianbattista Rota • Micol Muraglia

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