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15-06-2017

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JUST BIKERS & BIKES • COVER STORY • PEREGO MOTORRAD “LUNGA VITA AL BOXER!”

BIKERS & BIKES

Special JUST

Scuderia Fulvio Norelli MOTOR BIKE EXPO 2017 – MotoGP Spagna

BIKERS Giacomo Agostini Gino Perego Roberto Nesi Nicola Valerio Sara, Feliciano e Giorgia Ciro De Petri Cristian Locatelli Gigi Rota

BIKES Garajek Bruno Moto Legend Bikers Mazzola Moto Harley Davidson Bergamo Rebuffini Cycles Airoh Helmet Perego Motorrad

Periodico annuale - Anno I - N° 0

Copia omaggio

COVER JUST BIKERS Nr. 0:JUST NR. 01

Cover Story • Perego Motorrad

“Lunga vita al boxer!”

Periodico annuale - Anno I - N° 0

www.just-magazine.it





Editoriale di Giovanni Volpe

Pare banale… ma non lo è!

BIKERS & BIKES

otociclisti e moto, nulla di più, nulla di meno… Per quanto in un primo momento possa sembrare banale, l’idea che sta alla base di JUST “Bikers & Bikes”, è tutta qui!

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Bergamo è notoriamente una città nella quale la passione per le due ruote è davvero grandissima, viscerale…

• Special JUST “Scuderia Fulvio Norelli”

La nostra terra ha dato i natali ad alcuni dei più grandi campioni di motociclismo di tutti i tempi e, che si pensi alla pista oppure all’off-road, non ci sono davvero dubbi, tanti dei numeri uno della storia delle due ruote, vengono da qui! Bergamo e la sua provincia sono altresì sede di numerose importanti aziende: caschi, abbigliamento tecnico, componenti varie, impianti frenanti e tanto altro ancora; aziende che negli ultimi anni hanno saputo conquistare posizioni di primo piano a livello mondiale.

• Cover Story “Perego Motorrad”

Poi ci siamo noi, gli appassionati cronici di tutto ciò che abbia due ruote e un motore, possibilmente a scoppio, e una marmitta magari non troppo rispettosa del Codice. Alcuni sono veri e propri fanatici col numero del proprio campione tatuato sul cuore… Altri fanno a gara per chi ce l’abbia più grosso… lo scarico… anche se magari, in moto, non sono mai usciti né mai usciranno dai confini della città… Ci sono le parrocchie che, come accade un po’ in tutta la nostra quotidianità, si giurano “eterno odio” e sbeffeggi vita natural durante… “Biemvuisti” eternamente “contro” tutto ciò che è JAP e viceversa… Harleysti da sempre e Harleysti dell’ultima ora… E, ancora, irriducibili patrioti secondo i quali Ducati, MV e Guzzi sono oro… tutto il resto invece… Infine ci sono loro, i customizzatori, tra pochi mostri sacri e tanti “voglio ma non posso”, ai quali va ugualmente riconosciuto il merito di aver fatto riesplodere una passione per quelli che erano ormai solo rottami, pezzi di un passato frettolosamente dimenticato… Poi però, quando ci si incrocia per strada, basta un gesto, un semplice cenno, e tutte le differenze, ovunque ci si trovi e in sella a qualsiasi moto si stia viaggiando, svaniscono nel nulla… Vince la passione, ci si saluta, ci si aiuta, ci si incontra lungo una strada dimenticata da dio e poco dopo ci si ritrova tutti insieme a ridere e scherzare davanti a una buona birra… Motociclisti e moto… dicevo poco fa… Pare banale… ma non lo è!

Fiocco azzurro in “casa JUST”: è nato Cristian figlio di Eleonora e del nostro fotografo Giody. Congratulazioni da tutto lo staff!

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Editoriale

• Rebuffini Cycles

“Personalizziamo la leggenda”


Bikers 6 | Special JUST Scuderia Fulvio Norelli

42 | Gino Perego

68 | Ciro De Petri

“Il re delle ‘50’”

“Una storia d’amicizia lunga cinquant’anni”

14 | MOTOR BIKE EXPO 2017 “La fiera delle meraviglie”

22 | MotoGP GP di Spagna 2017

“La mia Targa Florio Motociclistica”

“JUST a Jerez de la Frontera!”

28 | COVER STORY Perego Motorrad “Lunga vita al boxer!”

46 | Roberto Nesi “Una vita dedicata ai motori... anzi due!”

64 | Cristian Locatelli “Bella come tutto ciò che amo”

32 | ... la prova! BMW G 310 R “Piccola a chi?”

38 | JUST e Giacomo Agostini

50 | Nicola Valerio

68 | Gigi Rota

“Cuore... BMW!”

“GRAZIE campione dei

“1994: iniziano le

campioni!”

“trasmissioni”!”

54 | Sara, Feliciano e Giorgia “Passione di famiglia!”

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Sommario


Sommario 74 | Garajek “La banalità non fa per me!”

Bikes 92 | Suzuki GSX S750 V-Strom 1000 Mazzola Moto

108 | Hairoh Helmet “Il futuro è già qui!”

“Qualità senza compromessi”

80 | MV Agusta Rivale 800 Yamaha TMax DX

98 | Harley Davidson Roadster 1200

114 | Indian Scout 1200

Bruno Moto

Harley Davidson Bergamo

Legend Bikers

“Diversamente... esclusive!”

“Divertimento assicurato!”

“In sella alla storia”

86 | Legend Bikers “Il mito americano ha una nuova casa”

102 | Rebuffini Cycles “Personalizziamo la leggenda”

118 | JUST RED CARPET

Perego Motorrad “La regina si dà ai rally!”

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Sommario


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Scuderia Fulvio Norelli


Special JUST Scuderia Fulvio Norelli “Una storia d’amicizia lunga cinquant’anni” di Nicolò Codognola

ittà Alta, metà anni Sessanta. Gli amici e i compagni di scuola si trovano ogni pomeriggio a Colle Aperto, intorno alla stessa panchina da sempre, per condividere idee, parole e racconti legati alla comune, grande passione: la moto. Qualcuno arriva sgasando con uno spernacchiante cinquantino, qualcun altro sogna di averne presto uno. Tutti però seguono le gare di fuoristrada: la Regolarità, disciplina che proprio a Bergamo ha le sue radici. Enzo (Paris), Massimo (Sironi), Ezio (Dallara), Alberto (Sangalli), Beppe (Sermisoni), Robi (Biza) e Fulvio (Norelli) sono il nucleo originario di quel gruppo, talvolta più nutrito, che dalla panchina di Colle Aperto si sposta al Moto Club Bergamo una sera alla settimana e sui campi di gara nei weekend, per seguire i propri campioni, incoraggiarli in prova speciale, aiutarli nei controlli orari. Una gioventù spensierata, che però un giorno viene colpita da un evento funesto. Il 7 settembre 1966, improvvisamente, Fulvio viene a mancare. Sgomento, tristezza, lutto. Ma l’entusiasmo rimane vivo e gagliardo. Così il resto della banda, già il 30 settembre di quello stesso anno, mette in piedi un evento in memoria dell’amico scomparso. La Coppa Fulvio Norelli, una gara di Regolarità riservata ai cinquantini e organizzata clandestinamente. Grande successo e commozione, ma i ragazzi sono richiamati dai veterani del Moto Club Bergamo. “Una gara senza permessi! Inconcepibile”. La lavata di capo arriva dal direttore sportivo Gino Reguzzi e prende di mira tutti i ragazzi; ma la tirata d’orecchi colpisce per primo e con più veemenza Enzo Paris, compagno di banco di Fulvio e attuale presidente della Scuderia Norelli. Guardi le foto di cinquanta anni fa e riconosci immediatamente in quel ragazzino alto e dinoccolato il compassato signore che abbiamo davanti oggi. Fatto curioso: lui non guida la moto, non ne ha mai posseduta una, ma la sua passione è uguale, se non più intensa, di quando era quattordicenne. “Dopo l’episodio della gara clandestina – racconta – lo stesso Gino Reguzzi ci suggerì di aggregarci al Moto Club. Eravamo animati da una gran dose di incoscienza ed entusiasmo”. Fu così che nacque la Scuderia Fulvio Norelli, sezione giovanile e studentesca del M. C. Bergamo. Era il gennaio 1967. Da allora la Norelli ha portato i colori della sua maglia - giallo e nero – sui campi di gara di tutto il mondo. L’inizio è stato con la partecipazione al campionato provinciale e regionale Regolarità, per poi passare all’italiano e al Trofeo F.M.I. “Nel 1972 la Norelli è alla Sei Giorni – prosegue Enzo – con Guglielmo Andreini, detto Bigù, e Renato Foresti, chiamato Bucì. I due passarono poi alle Fiamme Oro: la Norelli è stata sempre una fucina di campioni. Molti sono sbocciati tra le nostre fila; altri, già affermati, si sono aggregati negli anni: da Tullio Masserini a Gino Perego e Fausto Oldrati”. Chi non ha il “manico” da pilota, partecipa comunque attivamente alle attività del sodalizio, collaborando con il M. C. Bergamo all’organizzazione dei parchi chiusi (memorabili le Sei Giorni a San Pellegrino nel ’68 e nel ’86, all’Elba nel ’81 e in Cile nel 2007), ma anche nell’inventarsi nuove manifestazioni. Come la Valli Bergamasche Revival, nata da un’idea di Walter Arosio come “Manici del tempo che fu”: una competizione esclusiva e su invito riservata ai grandi campioni del passato, con moto d’epoca. Pervasa, all’inizio, da un sapore goliardico, si è perfezionata negli anni

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Scuderia Fulvio Norelli


con un regolamento più articolato, anticipando di una decina d’anni quello che sarebbe diventato il Gruppo 5, il campionato italiano per moto da Regolarità della F.M.I. Quest’anno prende il via la 15a edizione, con partenza dal Lazzaretto, dove la Scuderia Norelli ha sede. 23-25 giugno 2017: la data è già fissata da tempo e fa parte dei tanti appuntamenti ideati per celebrare i 50 anni della Scuderia. Mezzo secolo di successi e innovazioni. “Abbiamo inventato l’Oscar Norelli, premio ambitissimo che da quaranta anni racconta e premia i personaggi più importanti della storia della Regolarità – ricorda ancora il Paris – abbiamo portato le moto elettriche in una gara nel 2009 e organizzato l’ultima

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... molti sono sbocciati tra le nostre ďŹ la; altri, giĂ affermati, si sono aggregati negli anni: da Tullio Masserini a Gino Perego e Fausto Oldrati. .

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Valli Revival, nel 2012, a “impatto zero”. Perché l’ecosostenibilità è un argomento cruciale oggi, che se da un lato limita e ostracizza l’attività fuoristradistica, va comunque rispettata e presa seriamente in considerazione. Organizzare una gara è sempre più difficile, i limiti più stretti. Ma non ci tiriamo mai indietro e proseguiamo ad esprimere e diffondere la nostra passione”. Oggi la panchina a Colle Aperto è verniciata di giallo e nero: riporta una targa commemorativa per ricordare che lì, mezzo secolo fa, nasceva la Scuderia Norelli. Merita un giro in Città Alta. E magari uno anche al Lazzaretto: Enzo è lì tutti i martedì sera, insieme agli amici di un tempo e a quelli nuovi, che non mancano mai.

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Scuderia Fulvio Norelli


Risultati Sportivi dalla fondazione ad oggi (2017) Vittorie individuali: - Campionato Mondiale Superbike (1989 - Fred Merkel) - Campionato Europeo Velocità classe 500 (1988 - Alberto Rota) - Campionato Europeo Enduro classe 50 (1978 - Gino Perego) - Campionato Europeo Regolarità Epoca (n° 3 piloti diversi) - 6 Giorni Internazionale Cecoslovacchia (1977 - Gino Perego 1° classe 50) - 6 Giorni Internazionale Vintage - Spagna (2016 - Luigi Colajanni 1° classe 1976) - Valli Bergamasche (1975 - Franco Gualdi 1° assoluto) (1977 - Gianpaolo Marinoni 1° classe 350) (1988 - Massimo Martinelli 1° classe 350 4T Junior) - Motogiro d’Italia (1969 - Tullio Masserini 1° assoluto) - Campionato Italiano Enduro (n° 25 piloti diversi) - Campionato Italiano Regolarità Epoca (n° 43 piloti diversi) - Campionato Italiano Motocross Epoca (2009 - 2016 - Segio Gandolfi 1° classi C e B) - Campionato Italiano Motorally (2001 - Giambattista Ventriglia 1° classe 600 Serie) - Campionato Italiano Velocità Salita (1988 - Gianpietro Merla 1° classe Bicilindriche 4T) - Coppa Italia Enduro (2016 - Alberto Capoferri 1° classe E1 125 Cadetti) - Trofeo Nazionale “Imerio Testori” Enduro (n° 5 piloti diversi) - Trofeo HM Enduro (2007 - Nicola Piccinini 1° classe 50) - Trofeo KTM Enduro (2008 - Maurizio Locatelli 1° classe Gentlemen) - Trofeo Honda Velocità (1984 - Alberto Rota) - Trofeo Supermoto (1998 - Giorgio Soldatini) - Trofeo Ligure Regolarità Epoca (2008 - Siegmar Dubronner 1° classe 80) - Trofeo “Von Vünster” Regolarità Epoca (n° 6 piloti diversi) - Campionato Regionale Lombardo Enduro (n° 35 piloti diversi)

Vittorie di squadra: - Valli Bergamasche (1975) - Campionato Italiano Regolarità - Trofeo F.M.I. (1974) - Campionato Italiano Enduro - Major (2009 - 2012 - 2013) - Campionato Italiano Regolarità Epoca - Vaso (2009 - 2010 - 2012 - 2014 - 2015) - Campionato Italiano Regolarità Epoca - Trofeo (2010) - Trofeo delle Regioni Enduro (2012 - 2014) - Trofeo delle Regioni Regolarità Epoca (2012 - 2014 - 2015) - Campionato Regionale Lombardo Enduro (1991 - 1992 - 1997 - 1998 - 2009 - 2012)

SCUDERIA FULVIO NORELLI www.scuderianorelli.it

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REBUFFINI CYCLES

Via XXIV Maggio, 3 - 24060 Casazza (BG) - Tel. 035 811740 www.rebuffini.com - info@rebuffini.com


Special JUST MOTOR BIKE EXPO 2017 “La fiera delle meraviglie” ph Davide Crescenzi

on sapremmo davvero in quale altro modo definire l’edizione 2017 del MOTOR BIKE EXPO di Verona che, mai come quest’anno, ha avuto per protagoniste moto spettacolari di ogni genere e un’affluenza record di oltre 160mila presenze. La tre giorni scaligera dedicata alle due ruote, come sempre focalizzata sul mondo delle custom e delle personalizzazioni, ha infatti dato luce a numerose café racer, bobber, tracker e chopper, una più originale ed emozionante dell’altra. A realizzarle alcuni dei più noti preparatori del mondo fra i quali anche gli italiani che hanno, come sempre, detto la loro tra un contest e l’altro. Importante anche la partecipazione da parte di aziende bergamasche che, anche quest’anno, hanno onorato alla grande l’infinita passione tutta orobica per moto special e per tutto il merchandising che vi ruota attorno. Harley Davidson Bergamo, PDF, Garajek, Paràchic sono solo alcuni dei marchi del “made in Bergamo” protagonisti dell’ultima edizione dell’MBE, che sarà di certo ricordata per un altro aspetto non trascurabile: l’incredibile concentrazione di splendide hostess!

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Special JUST MotoGP GP di Spagna 2017 “JUST a Jerez de la Frontera!” di Giovanni Volpe • ph Marco Giustinoni

he nessuno dica mai che noi di JUST non siamo sportivi… In questo numero zero di “Bikers & Bikes” abbiamo infatti deciso di raccontarvi, attraverso gli emozionanti scatti del nostro Marco Giustinoni, la gara spagnola di MotoGP che, per i nostri colori, non è stata davvero fortunata. Sul podio della classe regina, infatti, un micidiale trio di spagnoli, se pur diversamente assortiti rispetto al solito: primo Pedrosa su Honda, secondo il compagno di squadra Marquez, e terzo, con un pizzico di tricolore, il neo ducatista Lorenzo, che davanti al suo pubblico non ha sfigurato. E i nostri? Un nome su tutti… Valentino Rossi: solo decimo! Fortunatamente l’obiettivo del nostro fotografo non si è fatto sfuggire le motociclette del team bergamasco di Moto2, Italtrans. Grande piazzamento, se pur con qualche rimpianto, proprio per Pasini che, nel finale, a causa dell’eccessivo degrado delle sue gomme, ha perso per un soffio il terzo gradino del podio, giungendo quarto al traguardo.

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Cover Story Perego Motorrad “Lunga vita al boxer!” di Nicolò Codognola • ph Giandomenico Papello • modella per un giorno Martina Parsani

alone di Milano 2013: allo stand BMW è presentata la R nineT, una bella ed evocativa roadster che celebra i novanta anni del marchio Bavarese. L’abbiamo scoperta da Perego Motorrad, protagonista con l’intera gamma “heritage”, della prima Cover Story di JUST “Bikers & Bikes”. La R nineT monta l’ultima e più evoluta versione del boxer raffreddato ad aria, mentre le altre “R” tedesche hanno già la nuova unità con raffreddamento a liquido. Fine di un’epoca, pensiamo. E invece… La R nineT piace… Molto… I preparatori più affermati, così come i privati e le piccole officine, cominciano a utilizzarla come base per delle special accattivanti. Perché lavorare sul boxer ad aria è più semplice. Ed esteticamente quei due cilindroni alettati sono mille volte più fighi di quelli a liquido. La forcella a steli rovesciati, poi, è più pratica e bella a vedersi del pur ottimo Telelever di GS e RT. E c’è pure il telaietto posteriore facilmente smontabile, per farla diventare monoposto in un attimo. Insomma spuntano R nineT vestite da café racer, tassellate da scrambler, estremizzate come naked pure. Chissà se a Monaco l’avevano previsto o se anche i marketing manager tedeschi sono stati travolti dal successo della prima R nineT? Il fatto è che ora, a distanza di poco più di tre anni, quella che doveva essere una moto celebrativa è la capostipite di un’intera gamma. E il boxer ad aria, che pareva prossimo alla pensione, non è mai stato così protagonista, ora rispettoso pure della Euro 4. I modelli BMW heritage, cioè che si ispirano alla tradizione del marchio, sono adesso ben cinque. Cambia l’estetica, ma anche la sostanza. La R nineT è la più preziosa, raffinata, con la muscolosa forcella a steli rovesciati che fa un bel contrasto

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I modelli BMW heritage sono adesso ben cinque.

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con il serbatoio nero lucido. Tutte le altre hanno una forcella tradizionale, ma stesso telaio e soprattutto identico motore. La basica Pure – lo dice il nome stesso – è la naked allo stato puro, senza orpelli né decorazioni. Il primo step per entrare nella famiglia R nineT. O una tela bianca sulla quale sbizzarrirsi con i tanti accessori del catalogo BMW per renderla unica e personale. Chi ama, o anche solo sogna, lo sterrato e il fuoristrada, le avventure fuori dall’asfalto come le esibizioni al bar, ci sono la Scrambler e la Urban G/S. Entrambe hanno ruota anteriore da 19”, più adatta all’offroad, e possono montare pneumatici tassellati. La prima è più “rustica”, la seconda sembra una replica della GS 80 che portò Gaston Rahier sulle sponde del Lago Rosa a Dakar. Infine c’è la Racer, inconfondibile con il suo cupolino vintage stile Joe Bar Team e i mezzi manubri che ti fanno sdraiare sul serbatoio, tutta bianca con le tre strisce dei modelli da corsa Motorsport che corrono dal muso alla coda. Scegliere è questione di gusti personali, inclinazioni, attitudini. Per tutti però c’è lui, il boxer ad aria che è scultura e fonte inesauribile di emozioni. Centodieci cavalli di pura libidine. Un’erogazione piena, pastosa, muscolosa e regolare. C’è tutto quello che serve per divertirsi e anche di più. Un motore di cui è facile tessere lodi, elastico e trattabile com’è ai bassi regimi, forte ai medi e grintoso quando la lancetta del contagiri schizza verso la zona rossa. Difetti? Zero. Vibra poco, quel giusto che basta per ricordare quanto è vivo. Si avverte un po’ la coppia di rovesciamento ad ogni sgasata, ma è una caratteristica che ha reso unico il boxer BMW. E poi c’è il sound, quella voce baritonale che coinvolge, galvanizza, eccita. E accompagna ogni uscita. Che sia da soli o in coppia, su strada o fuori. Lunga vita al boxer!

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Cover Story... la prova! BMW G 310 R “Piccola a chi?” di Nicolò Codognola • ph Emanuele Clivati

i solito, quando entro nel concessionario Perego BMW Motorrad per dare una sbirciata ai nuovi modelli, trovo clienti e appassionati maturi; di una certa età, insomma. Questa volta invece ho incontrato dei giovani neopatentati. Tutti attratti da una delle più interessanti novità BMW, la G 310 R: una brillante naked che, con un’estetica ispirata alla maxi S 1000 R e soluzioni tecnologiche all’avanguardia, si candida a best-seller tra le entry level anche nel nostro mercato. Fortuna vuole che ci sia un modello demo: lo prenoto e ci faccio subito un giro. Facile sin dal primo istante, è leggera, ha la sella bassa e i fianchi stretti: manovrarla anche da fermo è un gioco da ragazzi. Nel traffico della città si districa senza esitazione; al semaforo schizza via veloce grazie al motore vispo e al buon cambio a sei rapporti. Se c’è da frenare all’improvviso perché un automobilista distratto svolta senza preavviso, il potente disco anteriore con pinza ad attacco radiale, assistito da ABS, evita lo scontro. Lontano dai palazzi e dagli incroci, è bello puntare le ruote della G 310 R fuori città, esplorando strade guidate, dove poter dare briglia sciolta a tutti i suoi 34 CV. E con che sound! Coinvolgente senza essere fastidioso. La posizione di guida è comoda anche per me che supero di poco i 180 cm di altezza e offre il pieno controllo: si macinano volentieri chilometri e curve. La piccola bavarese è a suo agio nel misto stretto come in quello veloce, perché svelta nei rapidi cambi di direzione e bella stabile quando si alza il ritmo. Nella tranquillità della campagna, mi fermo un istante per guardarla meglio. Prima di salirci in sella ero stato rapito da alcuni dettagli evidenti e curati, come il logo “R” sopra il faro anteriore, quello posteriore a sbalzo, il forcellone in lega leggera con nervature di rinforzo. Il livello delle finiture è elevato. Durante la guida sono stato rapito dalla strumentazione tutta digitale e completissima: indica anche la marcia inserita e l’autonomia residua. Ci sono moto ben più grosse di cilindrata che un display così se lo possono solo sognare. Adesso che è ferma sul cavalletto noto anche il motore, ingabbiato in un solido telaio a traliccio: il cuore della G 310 R è un monocilindrico di 313 cc che mutua soluzioni tecnologiche sviluppate su altri modelli della variegata gamma BMW. Ha il raffreddamento a liquido, la distribuzione a quattro valvole per cilindro con doppio albero a camme (il comando è

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La piccola bavarese è a suo agio nel misto stretto come in quello veloce, perchÊ svelta nei rapidi cambi di direzione...

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attuato tramite bilancieri a dito, soluzione utilizzata su motori sportivi come i quattro cilindri delle S 1000 RR), l’alimentazione con iniezione elettronica, il cambio a sei marce e un efficiente contralbero che smorza totalmente le vibrazioni. Le sue peculiarità maggiori sono però evidenti anche senza leggere la scheda tecnica: il cilindro è inclinato all’indietro e la testata è ruotata di 180°, con aspirazione frontale e scarico posteriore. Scelte senza dubbio inusuali, ma dettate da una razionalità tutta teutonica. L’inclinazione del cilindro, ad esempio, ha lo scopo di accentrare le masse, per migliorare così la dinamica di guida. La testata ruotata invece è studiata per migliorare l’aspirazione e, grazie ad un collettore di scarico corto, per raggiungere più rapidamente la temperatura di esercizio ottimale del catalizzatore. Già, perché la G 310 R è Euro 4, ovviamente, quindi rispondente alle più severe norme anti inquinamento. E poi, roba mica da poco, consuma un’inezia. Conquista, questa BMW. Perego si preoccuperà, se non ritorno subito e mi concedo ancora un giro?

PEREGO MOTORRAD Tel. 035 203241 - www.perego.bmw-motorrad.it

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Bikers JUST e Giacomo Agostini

Nicola Valerio

Gino Perego

Roberto Nesi

Ciro De Petri

Cristian Locatelli

Sara, Feliciano e Giorgia

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Gigi Rota


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Bikers - JUST e Giacomo Agostini “GRAZIE campione dei campioni!” di Giovanni Volpe • ph archivio JUST

in dal suo numero zero, JUST ha potuto fregiarsi della partecipazione amichevole del più grande campione di motociclismo di tutti i tempi, Giacomo Agostini. Per questa ragione abbiamo deciso di dedicargli e di proporvi un collage dei servizi sin qui realizzati con lui e grazie a lui. Ricordo come fosse ieri il nostro primo incontro a casa sua; oltre a dimostrarsi un modello provetto, Giacomo mi raccontò una serie di aneddoti e retroscena di un motociclismo, quello in cui trionfò lui, nel quale la frenata era affidata ancora ai tamburi, l’elettronica era inesistente e i caschi avevano un ruolo poco più che estetico.

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... la meravigliosa MV Agusta con la quale vinse il primo Mondiale nel 1966.

Per JUST, Giacomo Agostini si è calato nel ruolo di tester di una splendida MV F3 che, nemmeno a dirlo, porta il suo nome; l’ha fatto all’inizio della primavera, quando non faceva ancora esattamente caldo, guidando come nulla fosse una moto senza dubbio ipertecnologica, ma di certo non per tutti; ulteriore conferma del fatto che il campione è campione, sempre! Ci accolse di nuovo a casa dove mi regalò la straordinaria opportunità di toccare con mano e di sedermi in sella alla meravigliosa MV Agusta con la quale vinse il primo Mondiale nel 1966. Giacomo ci ha poi ospitati in trasmissione a Sky, dove l’abbiamo scoperto nella veste di volto TV, perfettamente a proprio agio nel commentare le gare di MotoGP appena terminate; abbiamo così conosciuto un Agostini ironico, pungente e, ovviamente, mai banale in ogni suo intervento. Questo servizio altro non vuole essere che un piccolo grazie a un campione che ha contribuito alla buona riuscita di JUST, sin dalla sua edizione d’esordio; in attesa di nuove rubriche insieme… GRAZIE campione dei campioni!

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Bikers - Gino Perego “Il re delle ‘50’” di Giovanni Volpe • ph Davide Crescenzi

a nostra terra ha sfornato negli anni alcuni dei più grandi campioni di sempre delle due ruote; uomini che hanno fatto la storia un po’ in tutte le discipline del motociclismo nazionale e internazionale, spesso portando la nostra Bergamo sul tetto del mondo. Tra loro Gino Perego, classe 1954, rappresenta senza dubbio un prestigioso esponente di quella generazione vincente di enduristi orobici che, proprio in questa edizione di JUST, celebriamo anche attraverso lo speciale dedicato al Cinquantesimo della Norelli. Gino Perego le due ruote le ha davvero nel sangue. Un’eterna sfida con se stesso, prima ancora che con gli avversari, che iniziava ben prima che cominciasse la gara. Sin da quando a soli 15 anni esordì nelle competizioni in sella a una Gerosa 50, Gino Perego non era “solo” un pilota. Viveva la moto in maniera viscerale, cercava di capirne subito il limite e iniziava a ragionare su modifiche e migliorie che avrebbero potuto renderla più affidabile, veloce, vincente. Sin dai tempi delle prime competizioni, quando erano signori del calibro di Oldrati e Farioli i suoi piloti di riferimento, Perego si dimostrò molto veloce, un vincente, tanto che la prima vittoria arrivò nel 1972, anno in cui trionfò nel Trofeo FMI, in sella a una Gilera. Per quanto quell’anno non fosse un pilota ufficiale della gloriosa casa italiana, Perego aveva due moto a disposizione per le gare, veniva pagato con la formula dei premi sui risultati, e contribuì attivamente allo sviluppo della Gilera 50 competizione. Il 1973 segnò il suo passaggio come pilota ufficiale alla S.W.M.: ripagò la fiducia ricevuta vincendo subito il Campionato Italiano. Negli anno ’70 Perego ebbe ben pochi rivali e nemmeno la pausa forzata del 1974 per il servizio militare, fiaccò in alcun modo la sua ascesa. Nel 1975 ottenne, infatti, quella che ama definire come la sua vittoria più bella, la Sei giorni all’Isola di Man, nella quale trionfò in sella a una velocissima Puch Frigerio. Nel 1977 con la DKW e nel 1978 con la Sachs, Gino Perego iniziò a sviluppare direttamente nella sua officina le moto con le quali avrebbe poi gareggiato; gli interventi più profondi avvenivano su motore e telaio, e ogni minimo dettaglio era tenuto nella massima considerazione e rapportato quanto più possibile al suo stile di guida. Gino Perego si distinse sempre per la grande pulizia della sua guida; i fronzoli li lasciava agli altri perché, per quanto spettacolari, facevano solo perdere tempo e mal si sposavano con la grande sensibilità con la quale dosava l’acceleratore di quei 50 che il meglio lo davano solo se li si sapeva far “girare alti”.

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Per quanto conosca ormai da anni Gino Perego, solo poco prima di scrivere questo suo breve ritratto ho avuto modo di farci una breve chiacchierata. Beh, al di là di quella “buccia” un po’ ruvida, ho scoperto un uomo dalla passione per le due ruote ancora sconfinata; è un punto di riferimento per i figli Andrea e Giacomo che, con la moglie, lo affiancano nella concessionaria BMW Perego Motorrad. E sono certo lo sarà anche in veste di nonno del nipotino Leonardo, l’unico che, fra le sue braccia, sia riuscito a far venire gli occhi lucidi a questo coriaceo campione!

1972 - Trofeo FMI cl. 50 - 1° Classificato, Gilera 1973 - Camp. Italiano cl. 50 - 1° Classificato, SWM 1975 - Sei Giorni, Isola di Man - 1° Classificato, Puch 50 1975 - Camp. Italiano cl. 50 - 1° Classificato, Puch 1976 - Camp. Italiano cl. 50 - 1° Classificato, Puch 1977 - Sei Giorni, Cecoslovacchia - 1° Classificato, DKW 50

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1978 - Sei Giorni, Svezia - Vaso d’argento 1978 - Camp. Europeo cl. 50 - 1° Classificato, Sachs 1978 - Camp. Italiano cl. 50 - 1° Classificato, Sachs 1979 - Sei Giorni, Germania - 1° Classificato, AIM 50 1980 - Camp. Europeo cl. 50 - 1° Classificato, AIM 50 1980 - Camp. Italiano cl. 50 - 1° Classificato, AIM

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Bikers - Roberto Nesi “Una vita dedicata ai motori… anzi due!” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

er quanto all’anagrafe si chiami Roberto Nesi, per i tanti, tantissimi appassionati di due ruote che, come me, lo conoscono da decenni, lui è semplicemente il Roby di RM Racing. Si tratta di una figura di riferimento nel mondo orobico delle trasformazioni e delle preparazioni motociclistiche, e anche di un personaggio che, negli anni, ha saputo conquistare stima e affetto di tanti amanti delle due ruote. Non poteva mancare, dunque, all’interno del numero zero di questo JUST interamente dedicato alla passione per le motociclette, una passione che Roby vive in maniera viscerale da quando aveva nove anni. Roby, non è facile incontrare un quasi sessantenne con quasi cinquant’anni di esperienza e passione per i motori… In effetti questa è la mia più grande passione sin da quando, a nemmeno dieci anni di età, iniziai a montare e smontare rottami di motorini in una cantina di Dalmine, paese in cui mi trasferii da Azzano; al mio fianco, gli amici per i quali questo era il gioco più bello, il luogo in cui correre subito dopo la scuola… ci divertivamo così! Quando i motori sono diventati un vero e proprio lavoro? Impiegai poco a capire di non essere portato per gli studi; non bluffai con me stesso e andai ben presto a lavorare in un’officina del centro di Bergamo che si chiamava Vescovi; in quello che fu di fatto il mio primo posto di lavoro, nemmeno a dirlo davanti a Urio, riparavo motori e meccanica prevalentemente di automobili; certo, non si trattava di automobili qualsiasi, visto che da quella officina passavano molte delle vetture più belle in circolazione, quelle della Bergamo bene… Tutti noi ti conosciamo però per la preparazione e la trasformazione di motociclette; sei stato un vero e proprio precursore in questo senso… È vero… RM Racing è nata nell’ormai lontano 1990 a Seriate; un luogo nel quale, senza ora voler essere presuntuoso, fui uno dei primi a livello nazionale, a realizzare moto special, quelle che oggi tanti chiamano cafè-racer o customizzate. Oltre a un’evidente reinterpretazione a livello estetico, le mie moto venivano profondamente riviste e migliorate sotto l’aspetto della ciclistica e della meccanica; erano tutti veri pezzi unici che ottennero grande visibilità anche da parte di testate nazionali. Ricordi una moto in particolare di quei primi tempi di RM Racing? Certo! La mitica Suzuki GSXR 750 che portammo a 1100cc e dotammo di monobraccio posteriore; fu pubblicata su Motociclismo e fece molto parlare di sé, ben oltre i confini orobici entro i quali questa profonda trasformazione fu inizialmente accolta con un certo scetticismo; era di fatto l’inizio di una nuova era… Oggi al tuo fianco, in questa nuova sede di Albano Sant’Alessandro, lavora anche tuo figlio… Sì, e sono molto orgoglioso di lui e di questa sua scelta; in lui rivedo, infatti, il Roby degli inizi… L’entusiasmo e la passione sono speculari, così come una naturale capacità di mettere mano a moto e motori, aspetto che scoprii quando Michi non aveva ancora compiuto otto anni e, con la candida incoscienza tipica dei bambini, venne da me e mi disse: ”papi… forbici”.

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... fui uno dei primi a livello nazionale, a realizzare moto special, quelle che oggi tanti chiamano cafè-racer o customizzate.

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Bene, di lì a poco si era messo a tagliare i fili di un impianto elettrico e aveva già smontato le valvole di una Gamma 250! Dopo tanti anni, dove trovi ancor entusiasmo e creatività per realizzare con Michi le motociclette targate RM Racing? La passione per tutto ciò che abbia un motore… questo è il segreto; io e mio figlio amiamo i motori in ogni loro declinazione; andiamo regolarmente a girare in pista, partecipiamo a fiere di settore e a manifestazioni di veicoli d’epoca; la nostra è passione vera, senza riserve! Prima di salutarti voglio tu mi dica qual è la moto più bella che tu abbi mai realizzato… e quella che non vedi l’ora di creare… La più bella è stata senza dubbio la Ducati 851 che realizzai per il tre volte campione del mondo di ciclismo Bruno Vicino; oltre al monobraccio e ad altri interventi meccanici, placcammo d’oro il telaio della moto e il risultato fu davvero spettacolare! Pensando al futuro prossimo, invece, mi piacerebbe sicuramente prendere una moto moderna, dell’ultima generazione e trasformarla in puro stile Anni ’30… una sfida non facile, ma che io e Michi affronteremo presto!

RM RACING Tel. 035 298857 - www.rmracing.it

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Bikers - Nicola Valerio “Cuore... BMW!” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

UST “Bikers & Bikes” nasce dal desiderio di dare voce ai tanti, tantissimi appassionati di due ruote di casa nostra. Nicola Valerio, chirurgo vascolare al Papa Giovanni di Bergamo, rappresenta idealmente la passione della quale si nutre questa nuova variante di JUST, una passione che abbiamo il piacere di raccontarvi… Come e quando è nata la tua passione per le due ruote? La passione per le moto nasce innanzi tutto dalla mia grande passione per i motori che ha origini ormai lontane, ero giovanissimo! Mio nonno paterno era un pilota dell’ Areonautica Militare mentre mio nonno materno era appassionato soprattutto di moto – aveva posseduto Norton, Triumph, BSA e BMW –. Come avrei potuto non esserne meravigliosamente influenzato anche tenuto conto del fatto che, anche mio padre era un grande amante di motori, soprattutto di auto… Qual è stata la tua prima moto? La mia prima moto se così la si può definire è stato in realtà un ciclomotore dal nome buffo, Romeo! Era di color arancione con motore Minarelli e me lo aveva regalato mio padre quando avevo solo 12 anni: era il mezzo ideale per cominciare a imparare a guidare lungo la mia prima “strada”, il cortile della ex azienda di famiglia. Altra passione della mia gioventù è stato un fantastico Fantic Motor Caballero Regolarità Casa al quale sono legati i miei ricordi più belli di quella età; col tempo sono passato attraverso modelli Guzzi, moto molto affascinanti, mentre per le giapponesi che ho posseduto, non ho mai avuto un trasporto emozionale come quello scaturito dalla mia prima BMW… A quale moto ti riferisci? Sto parlando della BMW R 1100 RS che ricordo fosse di un bellissimo grigio metallizzato. Ero stato completamente stregato dalla sua linea, un misto tra sportività e tradizione, e dal quel suo motore inimitabilmente boxer. Ne ero talmente innamorato che ricordo, come fosse ieri, che dopo ogni giro trascorrevo la serata a pulirla nei minimi particolari, una forma di “sana follia” che mia moglie ironicamente sopportava chiedendomi se fossi passato a coccolarla appena rientrato dal lavoro... Amore a prima vista o quasi con il marchio BMW, dunque… Sì, devo dire che il mio rapporto con questo brand e' sempre stato ottimo, sia nelle vesti di cliente che in quelle di appassionato; ho infatti quasi sempre condiviso le scelte tecniche – ci ho messo un ‘’quasi’’ per fare riferimento a qualche upgrade tecnico non immediatamente disponibile su alcuni modelli - ed estetiche. Le mie scelte sono quasi sempre ricadute sui modelli GS fatta eccezione per una diversione sulla Serie K a 4 cilindri - anch’essa per me veramente particolare ed azzeccata – e, ultimamente, sulla serie vintage come la nine T di cui sono possessore insieme ad altri modelli BMW. Quali? Posseggo anche un G/S Basic del 1996 e una HP2 del 2006 in perfette condizioni, entrambe procuratemi e controllate nei dettagli in termini di autenticità e manutenzioni dal concessionario BMW Motorrad Perego che ringrazio per il completo supporto che mi offre da quando è nata la sede di Lallio. E che ci dici della tua splendida K1600gt? Ultimamente mi sono orientato verso questa Touring per la capacità di carico - sono uno sportivo convinto e questa moto mi permette di trasportare ogni cosa relativa alla mia passione - e perché fin dalla sua uscita ho ammirato questo 6 cilindri, compatto ma allo stesso tempo dal sound emozionale. Credo che questa moto, dopo gli ultimi aggiornamenti tecnici ed estetici, abbia raggiunto la piena maturità. Come ti trovi su strada alla sua guida? La moto, peso a parte solo da fermo, al quale i tecnici BMW hanno peraltro posto rimedio con la retromarcia, in movimento si rivela incredibilmente agile e con un motore infinito, dai bassi fino all’intervento del limitatore.

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... alla guida, ti trovi sempre a tuo agio e hai tutto sotto controllo grazie anche alla generosità della strumentazione.

Anche lungo strade più tortuose e nei tornanti stretti percorsi a basse velocità, non fa sentire la sua massa e, come dicevo poco fa, il motore bada al resto, fa la differenza. Il risultato è che, alla guida, ti trovi sempre a tuo agio e hai tutto sotto controllo grazie anche alla generosità della strumentazione. Inoltre si può decidere se viaggiare più o meno esposti agli agenti atmosferici ma sempre potendo contare su un ottimo impianto frenante, su ottime sospensioni elettroniche, e sul superlativo cambio elettroassistito che, in questa ultima versione, risulta davvero inappuntabile. Viaggiare, viaggiare e ancora viaggiare, anche in notturna, sfruttando lo spettacolare impianto di illuminazione d’origine automobilistica, grazie al quale si vede davvero benissimo!

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Bikers - Sara, Feliciano e Giorgia “Passione di famiglia!” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

osa c’è di più bello di condividere la propria passione con chi amiamo? E se poi la passione in questione è quella per le Harley Davidson e anche la piccola di casa ne è entusiasta, beh, non si può davvero fare a meno di raccontarvela! Protagonista di questa bella storia targata H-D Bergamo è la famiglia composta da Feliciano, Sara, e dalla loro splendida figlia, Giorgia. Sara, quando è nata la tua passione per le due ruote? Questa mia grande passione per le moto dura sin da quando ero molto piccola; a soli 4 anni, mia mamma mi portava in motorino all’asilo, a far la spesa, in centro a Bergamo, un po’ dappertutto e, anche se non ricordo molto bene i particolari, conservo immagini e sensazioni fantastiche! Con mio padre andavo invece in moto a fare i rifugi della Bergamasca; ero già una ragazzina, lasciavamo la moto ai piedi del sentiero e partivamo con lo zaino in spalla! Aveva una Gilera 200 che chiamava la sua “Gilda”… Ovviamente, col passare degli anni, è stato sempre un crescendo fino a quando, a 17 anni, ho finalmente ricevuto il mio primo motorino - meglio dire fosse in condivisione con mia mamma - un SÌ della Piaggio, più bello e comodo del pur mitico CIAO! Lo usavo anche quando pioveva fortissimo… Ricordo che mi coprivo con una mantella di colore viola ed ero pronta ad andare in capo al mondo! Poi sono passata alle moto più grosse, che non guidavo io… Le facevo comprare ai fidanzati! E tra questi ovviamente anche mio marito, altro grande appassionato… Raccontaci la tua passione, Feliciano… Anche per me quella per le due ruote è una passione di famiglia, tramandata da mio padre che da ragazzo correva con lo “Stornello”, e ha sempre avuto una moto fino ai suoi 70 anni; io ho cominciato in motorino per poi passare alla Guzzi e, più tardi, alle Giapponesi. Più recentemente ho scoperto il mondo H-D, anche per via delle mie frequenti visite in USA, durante le quali ho avuto modo di capire la passione degli HOG in ogni zona in cui sia stato; merito anche di un dealer che mi ha da subito trattato come fossi stato il loro più caro e affezionato cliente. Qual è stata la tua prima H-D, Sara? Possedere una Harley è sempre stato il sogno della mia vita e mai avrei creduto di poterne guidare una tutta mia; il sogno è invece diventato realtà grazie al fantastico regalo di mio marito, una Iron 883 nera opaca… E la tua, Feliciano? La mia prima Harley è invece stata una Street Bob che poi, lo scorso anno, è diventata la moto di mia moglie ed io sono passato ad una Softail Deluxe CVO. Cosa apprezzate di più delle vostre moto e della filosofia da sempre espressa da H-D? Sono moto che hanno un carattere tutto loro, che si distingue nettamente da quello delle classiche moto da strada; le Harley sono moto che riconosci a distanza dal rumore e non puoi non girarti a guardarle, anche se non sono di tuo gusto! Esprimono libertà nel modo più assoluto perché nascono in America, in zone molto vaste e prive di traffico, dove si possono percorrere chilometri e chilometri durante i quali non incroci nessuno, ad una andatura tranquilla, ammirando la natura e il paesaggio che ti circonda; anche la guida non ha nulla a che vedere con le altre, è molto più bassa, più comodosa, non sei piegato in avanti perché devi per forza andare veloce e tagliare l’aria e poi hai i tuoi scarichi che ti accompagnano come una musica con il popopopopopo! Altro aspetto che vorrei sottolineare è il fatto che quando dico a qualcuno che sono una Harleista, mi chiedono subito quanti tatuaggi abbia - io nemmeno uno - come mi vesta, che gente strana frequenti e così via… Invece, io, proprio nel gruppo Chapter Harley ho trovato una famiglia molto affiatata, molti sono imprenditori, altri hanno risparmiato una vita per acquistare la loro H-D, che non è certo nella fascia economica delle due ruote; le Harley sono moto che uniscono! E tu Feliciano, perché hai un cuore H-D? Innanzitutto perché sono moto due cilindri - V-twin all’americana - rumorose, che vibrano e ti fanno vibrare. Poi se vuoi che facciano maggior rumore… basta poco e ti sentono da lontano… Certo, qualcuno storce il naso, però sono tantissimi coloro che amano il rombo tipico delle H-D, davvero senza paragoni! Amo anche non si tratti di una moto per correre, bensì

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ideale per fare lunghi viaggi con tutti in totale comfort… e io adoro viaggiare! Della mia adoro anche la linea filante e curvilinea che sembra seguire il vento, il frontale imponente con tre fari e le gomme bicolore, decisamente retrò. Acquistare una H-D vuol dire entrare in una famiglia che ha migliaia di affiliati grazie ai Chapter HOG organizzati a livello mondiale. Dimenticavo… Una Harley è anche un eccezionale antistress! Parti e dimentichi i pensieri; l’unico che ti rimane, è quello di personalizzarla a piacimento sino a ottenere moto splendide e diversissime da quelle originarie. La vostra è una vera e propria passione di famiglia... come vive il mondo H-D vostra figlia? Giorgia è entusiasta; ovviamente, avendo solo 8 anni, a volte preferisce giocare con l’amica del cuore, ma se sa che andiamo a fare un bel giro non si tira indietro! Proprio domenica scorsa l’abbiamo “testata” sul lago di Garda facendo l’autostrada: è stata molto brava e attenta, non vede l’ora di tornarci. In marcia, passa il tempo chiacchierando con Sara tramite interfono oppure ascoltando musica. Noi certo non la forziamo, sarà lei da grande a decidere se coltivare la stessa passione dei genitori. Per ora crediamo che ami questo senso di appartenenza a un gruppo che si crea anche quando si fanno i Run, e devo dire che i ragazzi la adorano, è un po’ una piccola mascotte ed è anche la prima che saluta le altre moto quando le incrociamo. A volte dice “dai mamma vai alla super velocità”! E poi, volete mettere arrivare a scuola in Harley? Infine... mi dite un giro in Harley che vi sia rimasto nel cuore... e il giro che vorreste fare un giorno? Fino ad ora il giro che ricordo con maggiore affetto, è stato il mio primo Run: ero sola, non conoscevo nessuno, ed eravamo più di 500 moto! Ero emozionatissima, finalmente facevo parte di quel mondo che avevo sempre sognato! Il tuo, Feliciano? Tutti… davvero tutti! Per me l’importante è stare in piacevole compagnia e andare a fare una bella girata! Il giro che vorremmo fare un giorno, è la famosa Route 66: tutti insieme, partendo dal freddo, per arrivare direttamente in una spiaggia in California!

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... quella per le due ruote è una passione di famiglia...

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Bikers - Ciro De Petri “La mia Targa Florio Motociclistica” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

ualche settimana fa abbiamo incontrato da Bruno Moto un grande campione bergamasco del motociclismo degli anni ’80 e ’90, Alessandro “Ciro” De Petri. De Petri, pilota dal palmares davvero eccezionale soprattutto per quanto riguarda le più impegnative e prestigiose gare africane quali il Rally dei Faraoni e la Parigi Dakar, ci ha raccontato in anteprima il suo sogno diventato realtà: la rinascita della mitica Targa Florio Motociclistica nelle Madonie, la cui ultima edizione fu disputata nel lontano 1929. Questa prestigiosa competizione nacque nel 1906; fu ideata da un ricco palermitano, Vincenzo Florio, e rimase riservata alle sole automobili fino al 1920, anno in cui diede vita anche alla gara motociclistica. La Targa Florio Motociclistica si svolse fino al 1929 lungo le tortuose strade delle Madonie mentre le ultime otto edizioni ebbero come teatro il velodromo della Real Favorita di Palermo. Con la rinascita di questa prestigiosa gara, Ciro De Petri e Angelo Pizzuto, Presidente dell’A.C. Palermo, intendono riportare ai vecchi fasti una competizione motociclistica indimenticata; significherà, di fatto, accontentare i tanti appassionati del settore che da tempo premevano per questo ritorno, per il ritorno alla corsa più antica del mondo. Quella che avrà luogo nelle giornate del 4 e del 5 novembre 2017, sarà dunque la diciannovesima Targa Florio Motociclistica; si correrà nel meraviglioso Parco delle Madonie e, per il grande evento, sarà utilizzata anche la mitica struttura di Floriopoli, con le sue storiche Tribune di Cerda. Dopo un sabato dedicato a verifiche tecniche e amministrative, la domenica sarà gara vera. Avrà luogo la gara di regolarità “moto historic, moto gran premio, moto Dakar” che avrà come palcoscenico un tratto chiuso tra Floriopoli e Cerda lungo il quale il pubblico potrà ammirare moto e campioni di ieri e dei nostri tempi. Vi sarà poi anche un altro evento non competitivo che vedrà protagoniste moto moderne, moto classic e anche e-bike.

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Grande l’entusiasmo di Ciro De Petri che, oltre a essere l’anima di questo grande ritorno, ci ha confidato di aver già registrato l’adesione da parte di alcuni tra i più importanti nomi del motociclismo, dell’imprenditoria e del giornalismo di casa nostra e non solo. Non ci resta che attendere questa grande gara; noi di JUST la seguiremo da vicino e nell’edizione di fine anno vi regaleremo un esclusivo racconto di questa attesissima due giorni siciliana.

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CIRO DE PETRI www.depetriadventure.com

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De Petri, pilota dal palmares davvero eccezionale...

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Bikers - Cristian Locatelli “Bella come tutto ciò che amo” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

hi l’ha detto che per concedersi una café racer esclusiva come quella che vi presentiamo in queste pagine, si debba per forza essere estremi anche alla guida, amanti della velocità e delle emozioni forti a tutti i costi? Cristian Locatelli, imprenditore, che di passione per le due e le quattro ruote ne ha da vendere, mentre guardavo ogni dettaglio della sua bellissima BMW customizzata dalla MG Moto di Bottanuco, non ha avuto alcun problema nel dirmi che questa motocicletta rappresenti per lui soprattutto un bell’oggetto, un mezzo. Nessun fanatismo, dunque, da parte sua… Nessuna rincorsa alla performance da primato, al decimo in meno sullo 0/100 o a inutili estremismi estetici e meccanici attraverso i quali, spesso, queste gloriose moto degli anni Settanta e Ottanta, divengono spesso poco affidabili e sicure.

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... BMW K 1100 LT del 1982, ovvero una delle moto da turismo per antonomasia di oltre trent’anni fa. .

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Cristian ama tutto ciò che è bello e per questo, insieme al suo amico e customizzatore Michele, ha tentato con successo di ottenere una moto modaiola e ricca di personalità, avendo come base di partenza una BMW K 1100 LT del 1982, ovvero una delle moto da turismo per antonomasia di oltre trent’anni fa. Per raggiungere il più che lusinghiero risultato finale ben visibile attraverso i nostri scatti, è stato innanzitutto necessario sottoporre la voluminosa BMW a una importante cura dimagrante. Via, dunque, carene e tutto ciò che non fosse necessario, compresi centraline varie – per esempio quella dell’ABS – e buona parte della ciclistica originaria. Al loro posto si è optato per un manubrio più estremo di colore nero con tanto di piastre realizzate ad hoc; lo scarico, elemento distintivo di questa inedita sportiva, è stato realizzato a mano partendo da due semplici terminali cromati che sono poi stati uniti tra loro e la cui voce è stata un poco mitigata collegandoli a uno scatolotto, anch’esso di fattura artigianale, che funziona come presilenziatore. Anche i supporti per le pedane in acciaio sono “fatti in casa” e tagliati con il laser, mentre la sella è stata reinterpretata sia nelle dimensioni che nell’imbottitura e nel pellame che la riveste. E le gomme? Beh, a quelle ha provveduto Cristian, uno dei soci proprietari di Rinaldi Gomme 2012 di Suisio, che per l’occasione ha optato per le ottime tassellate firmate Continental. Mi piacerebbe poteste ascoltare anche voi l’emozionante sound di questa originale “K” che andrà a far compagnia a un’altra meravigliosa creatura di Cristian, una Porsche 911 SC del ’77. A lui piacciono davvero solo cose belle…

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Bikers - Gigi Rota “1994: iniziano le “trasmissioni”!” di Gigi Rota • ph archivio JUST

e ripenso alla mia vita, agli anni della spensieratezza, al periodo del mio ingresso nel mondo del lavoro, fino a quelli della mia avventura d’imprenditore iniziata con la fondazione di Bergamo Trasmissioni, mi rendo conto di come, la mia passione per le due ruote non sia mai venuta meno, anzi… Una passione esplosa quando di anni ne avevo solo quattordici e, già da tempo attento a questi affascinanti oggetti, ho mosso i primi passi in sella del mio indimenticabile FBM, il motorino 48cc col quale ho iniziato ad andare alla scoperta del mondo. Il tempo pareva volare… Ormai acquisito il tiolo di disegnatore meccanico e, al lavoro in un magazzino di materiale industriale, ho sempre e comunque trovato il modo di tenere viva e di alimentare la mia grande passione per le motociclette. Passione che, ben presto, ho incanalato nel mondo della regolarità, partecipando a numerose gare e manifestazioni; si è davvero trattato di un periodo magico durante il quale ho avuto il grande piacere di montare in sella ad alcune moto che mi sono rimaste nel cuore. Ricordo, come fosse ieri, la mia OSSA, la mitica Gilera “6 giorni” 125cc, la PHANTOM e il PUCK. E poi c’è questa fedele compagna con cui sono venuto all’appuntamento con JUST; sono particolarmente affezionato a questa mia S.W.M GS 250cc del 1974, una motocicletta in sella alla quale ho corso per circa tre anni prendendomi non poche soddisfazioni. Merito, in particolare, di una sua grande qualità che, soprattutto nei tratti più accidentati e impervi, la rendeva imprendibile anche per le più performanti KTM dei tempi; sto parlando della straordinaria coppia di questa moto, dei suoi bassi eccezionali, grazie ai quali era davvero possibile arrampicarsi ovunque! Ho smesso di fare regolarità alla soglia dei quarant’anni, in un periodo durante il quale, anche nella bergamasca - storicamente patria del fuoristrada e, come noto, terra natale di numerosi campioni - iniziavano a essere chiusi diversi sentieri prima percorribili. Nel 1994, poi, è iniziata la mia avventura imprenditoriale targata Bergamo Trasmissioni, il sogno lavorativo di una vita al quale mi sono dedicato e mi dedico anima e corpo, e che a oltre vent’anni di distanza, non smette di regalarmi grandi soddisfazioni. Ho iniziato così ad avvicinarmi anche alle moto da strada delle quali mi sono ben presto appassionato; oggi ho una Ducati 999S con la quale, grazie ai suoi 140cv di razza, mi tolgo ancora grosse soddisfazioni. Si tratta di una moto nella quale, a mio parere, design e tecnica, sintetizzano al meglio i concetti d’innovazione e tradizione del Made in Italy. Ovviamente tutto cambia molto rapidamente, anche le moto, che oggi raggiungono spesso potenze stratosferiche e sono sovraccariche di elettronica grazie alla quale tutti, o quasi, si ritrovano, come per incanto, piloti provetti… Ma volete mettere un’impennata senza tempo con la mia inossidabile S.W.M?

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... sono particolarmente affezionato a questa mia S.W.M GS 250cc del 1974, una motocicletta in sella alla quale ho corso per circa tre anni...

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Gian Luigi Rota Disegnatore meccanico, opera nel settore delle trasmissioni di potenza dal 1972. Nel 1994 ha fondato Bergamo Trasmissioni, società di cui è amministratore delegato e che si occupa della distribuzione di prodotti industriali per il settore industriale metalmeccanico, siderurgico, chimico, tessile e agricolo. Bergamo Trasmissioni rappresenta un esempio di imprenditoria di successo di casa nostra; lo testimonia la continua crescita di un’azienda che, oggi, è presente in modo capillare in altri centri strategici della nostra regione ed è divenuta un vero e proprio punto di riferimento del settore, anche per le province di Brescia, Lecco, Como e Cremona.

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Bikes Garajek

Suzuki GSX S750 V-Strom 1000 Mazzola Moto

Airoh Helmet

MV Agusta Rivale 800 Yamaha TMax DX

Harley Davidson Roadster 1200

Indian Scout 1200

Bruno Moto

Harley Davidson Bergamo

Legend Bikers

Rebuffini Cycles

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Legend Bikers JUST Red Carpet Perego Motorrad


Garajek “La banalità non fa per me!” di Giovanni Volpe • ph Mario López Domínguez • modella per un giorno Claudia Ferrari

istricarsi fra la miriade di customizzatori spuntati un po' come funghi da quando, qualche tempo fa, sono prepotentemente tornate in voga quelle che oggi vengono comunemente chiamate col nome di café racer, non è davvero cosa da poco. Certo, che molte delle moto customizzate che vediamo circolare sulle nostre strade possano somigliarsi un po', è per certi versi fisiologico. A far la differenza tra un mezzo dignitoso e una moto unica, spettacolare, è perciò il customizzatore, la sua fantasia, la sua capacità di interpretare al meglio i desideri di chi ha di fronte. Basta dunque dare un'occhiata alle creazioni di Garajek, centro estetico delle due ruote di Brembate, per capire che vi sia una mente aperta, fantasiosa, a tratti visionaria, dietro ognuna di esse. A Giacomo Piccione, in arte... è il caso di dirlo... Jek, anima e cuore pulsante di Garajek, abbiamo chiesto di raccontarci la sua passione per le due ruote e il segreto di questo suo crescente successo. Ricordi la tua prima moto e quando è nata la tua passione per le due ruote? Certo! La mia prima moto è stata una Drag Star che ricevetti a quattordici anni; la mia passione per le due ruote ha però radici ben più lontane. A soli otto anni costruivo già modelli semplicemente utilizzando la carta stagnola che avvolgeva il panino che mangiavo a merenda! A dieci anni, invece, ero già il giovanissimo aiutante di un amico di famiglia che possedeva un’officina... Non hai perso tempo... Quando è nata Garajek? No, assolutamente no! Garajek nasce nel 2014; è il frutto di tanti sacrifici e di un mio lungo percorso professionale che, negli anni, ha abbracciato anche settori diversi da quello delle due ruote. In che modo la tua personalità entra in gioco in Garajek? Beh, ogni mia creazione mi rappresenta in qualche modo; le mie moto sono realmente tutte diverse tra loro e accomunate però dal fatto di non essere mai scontate, banali, proprio come non lo sono io!

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Le mie sono semplicemente moto essenziali, dotate di un’anima introversa...

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Sei ben noto e apprezzato anche oltre i nostri confini nazionali come customizzatore e preparatore di Buell ma, recentemente, mi pare che la tua produzione si sia ampliata... È proprio così... Quello che definisco semplicemente il “my style”, non è legato a questo o quel marchio, non mi faccio imbrigliare in questa o quella tendenza del momento perché sono fortemente convinto che creare, anche creare moto, sia innanzitutto un nobile esercizio di libertà, mentale prima ancora che stilistica! In tanti ti descrivono come un vero e proprio perfezionista... In effetti lo sono e sono ben contento di esserlo... Definisco la mia, perfezione nell’apparente non perfezione, ed è figlia di quello stile romantico che rincorro senza sosta e che da sempre riempie il cuore degli appassionati di questo genere di moto. Come sono, quindi, le moto di Garajek? Preferisco dirti innanzitutto cosa non sono le mie moto... Non sono moto “ manichino” o opere mastodontiche realizzate con materiali nobili, spesso eccessivi e inopportuni. Le mie sono semplicemente moto essenziali, dotate di un’anima introversa, a volte quasi cupa... Ma sono sempre estremamente godibili, sfruttabili, divertenti!

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Qual è il futuro di Jek? Ci saranno sempre e comunque moto nel mio domani... Continuerò a restare fedele al mio modo di essere, resterò volentieri il personaggio eccentrico e per certi versi anomalo che alcuni vedono in me, continuerò a dir no a lavori che potrebbero farmi guadagnar bene ma che mi costringerebbero troppo spesso a confondermi con gli altri... La banalità non fa per me!

GARAJEK Tel. 035 4194294 - www.garajek.com

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MV Agusta Rivale 800 Yamaha TMax DX “Diversamente... esclusive!” di Nicolò Codognola e Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello • location trattoria Casa Leone

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amaha TMax DX - Italia Paese del TMax: in sedici anni (la sua prima apparizione risale al 2001), il bestseller Yamaha è stato venduto in 230 mila unità in tutto il mondo; e 140 mila (pari al 60% del totale) solo nello Stivale. C’è un legame particolare tra noi italiani e il maxiscooter per eccellenza, il più amato, ma anche il più evoluto, quello che non fa rimpiangere la moto, che fa tendenza e regala emozioni alla guida. Non un semplice “elettrodomestico” per il diporto cittadino, ma un vero e proprio oggetto del desiderio che ha dettato – e continua a dettare – le regole del segmento. Come lui nessuno mai: tutti hanno provato ad eguagliarne lo stile, le prestazioni, il carattere; nessuno c’è mai riuscito. Ma mantenere la supremazia è un lavoro continuo, sedersi sugli allori non è ammissibile. Bisogna sempre alzare l’asticella. Per questo il re dei maxiscooter si rinnova, nel solco della tradizione. Visto da fuori potrà sembrare cambiato poco, ma sotto il suo inconfondibile look aggressivo,

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BRUNO MOTO GROUP

la sostanza è diversa, eccome. E, per venire incontro alle esigenze di tutti, è declinato in tre versioni: standard, SX e DX. Quest’ultima è la declinazione più esclusiva e preziosa, con dettagli e accessori che fanno la differenza. Intorno alla riconferma del motore, il potente e grintoso bicilindrico in linea di 530 cc, ora conforme alla omologazione Euro 4, c’è un’elettronica tutta nuova, con un sistema di gestione della farfalla (YCC-T) che integra il sistema di controllo di trazione (TCS). Sulla versione DX è inoltre possibile selezionare la mappatura più adatta (Mode-T o Mode-S) per rendere più dolce o pronta la risposta all’acceleratore, pur senza sacrificare la potenza massima, di oltre 45 CV. Il ricco pacchetto tecnologico del TMax DX comprende anche il cruise control (prima volta su uno scooter), manopole e sella riscaldabili, regolazione elettronica del parabrezza. Tutto con pratici comandi a manubrio, per non staccare mai le mani dalle manopole. E poi c’è la fanaleria full-LED e il telecomando che gestisce l’avviamento keyless, proprio come sulle automobili di ultima generazione. Il TMax diventa anche social: la versione DX ammette anche la possibilità di collegare il proprio smartphone allo scooter. Con l’applicazione My TMax Connect e grazie ad un modulo GPS integrato nel veicolo, è possibile localizzarlo in qualunque istante, attivandone persino da remoto alcuni dispositivi, come il clacson e i fari; ma si possono anche scaricare e controllare le strade percorse e analizzare le statistiche dei sistemi di bordo. Il punto forte del TMax però è sempre stata la dinamica, più affine a quella di una moto che a quella di un tradizionale scooterone. E anche in questa sua ultima evoluzione non si smentisce. Preciso, stabile, rigoroso. E velocissimo. Ma anche più maneggevole, agile e reattivo. Perché, se aggiungere potenza lo fa andare solo più forte, in Yamaha hanno lavorato sul peso. Inedita infatti la cicilistica, con telaio e forcellone ridisegnati e più leggeri, tanto da far risparmiare 9 kg rispetto al passato. Anche ruote e trasmissione sono completamente nuovi e più leggeri. Senza contare la sospensione posteriore completamente regolabile, anche nell’idraulica, come sulle moto “vere”. Chi pensava che non si potesse migliorare ciò che era già ottimo, si dovrà ricredere: il re è tornato. MV Agusta Rivale 800 - Esclusività: è questo il termine che meglio racconta molte delle proposte della concessionaria Bruno Moto. Tra queste, la moto che ci è stata messa a disposizione per comporre la “strana coppia” di queste pagine, è qualcosa di più di una moto esclusiva. Si tratta infatti dell’esemplare unico di MV Agusta Rivale che la TecnoArt Sersan di William Melzi realizzò su commissione di un cliente davvero speciale, il signor Castiglioni in persona. Si chiama “Urban Camo”, eveidentemente per via dell'esclusiva livrea camouflage a sfumature grigie, che tanto va di moda in questo periodo. Dietro al grande impatto visivo offerto da questa super esclusiva MV, si cela quanto di buono proponga questo fortunato modello che ha nelle finiture pregiate, nella ciclistica raffinata e nelle prestazioni da urlo, i suoi principali pregi. Mi spiace solo non possiate ascoltare anche voi la meravigliosa e caratteristica musica del potente tre cilindri italiano che esce dallo scarico sportivo. Davvero... unico!

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Preciso, stabile, rigoroso. E velocissimo. Ma anche piĂš maneggevole, agile e reattivo.

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Casco Airoh modulare REV color Black Matt

Casco Airoh GP 500 Sectors Yellow Matt: il top di gamma degli integrali sportivi

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Legend Bikers “Il mito americano ha una nuova casa” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello • modella per un giorno Linda Canziani

pochi mesi dalla sua inaugurazione, ci siamo recati a Lallio per scoprire la nuova concessionaria Indian, Legend Bikers. Situata in una posizione strategica a pochi minuti dal centro di Bergamo, la nuova concessionaria fortemente voluta dalla famiglia Piantoni, ha tutti i requisiti necessari a rappresentare al meglio un marchio premium ricco di tradizione come Indian. Ampie vetrate, illuminazione d’effetto, finiture pregiate dal sapore tipicamente USA, e due livelli per una superficie totale di oltre 2400 mq. Tutte caratteritsiche che donano ulteriore fascino alle vere protagoniste di Legend Bikers, le splendide Indian, delle quali qui possiamo ammirare l’intera gamma 2017. La famiglia Piantoni, la cui storia nel mondo delle due ruote orobiche iniziò in un piccolo garage di Pedrengo nell’ormai lontano 1985, ha puntato da tempo e con forza sul marchio Indian. Le ragioni sono numerose oltre che assolutamente valide, a partire dal fatto che proprio Indian, industria americana nata nel 1901, sia stata la prima ad aver realizzato una moto bicilindrica: era il 1907. Venendo ai giorni nostri, inoltre, va sottolineata l'elevatissima qualità costruttiva di queste motociclette che, oltre a offrire il meglio in fatto di tecnologia, non rinuncia a finiture quasi manicali abbinate all’impiego di materiali pregiati in ogni dettaglio.

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Venendo ai giorni nostri, inoltre, va sottolineata l'elevatissima qualitĂ costruttiva di queste motoiclecette...

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I plus delle Indian continuano poi su strada dove le affascinanti moto americane garantiscono dinamismo, maneggevolezza e piacere di guida di assoluto vertice in questa nicchia di mercato e non solo. Che sia innanzitutto il costruttore a credere appieno nelle proprie creature, è confermato con estrema efficacia dall’importanza della copertura offerta su ogni prodotto: ben cinque anni di garanzia. A quanti davvero non si accontentassero, Legend Bikers offre la propria officina nella quale la ultra trentennale esperienza dello staff, si fonde idealmente con la modernità dei macchinari a disposizione; e, ancora, una ricchissima linea di accessori griffati e servizi da concessionaria premium, uno su tutti il ricovero invernale per le moto dei clienti. Un cenno finale vogliamo dedicarlo alla storia del marchio Indian. Una storia lunga oltre 115 anni, ricca di record e prestigiosi riconoscimenti, oltre che di uno sguardo avanguardistico sempre rivolto al futuro. Nel 1967 il neozelandese Burt Munro portò sul lago salato di Bonneville la sua

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Indian Scout preparata del 1919 e, alla veneranda età di 68 anni, raggiunse la velocità record di 296,26 Km/h, facendone a tutt'oggi la moto di cilindrata fino a 1000cc e la Indian più veloce di sempre. E poi c'è un episodio che lega indissolubilmente il marchio Indian alla nostra città; nel 1923 fu infatti il pilota bergamasco Dino Sestini a trionfare nella prima edizione del Grand Prix delle Mura, proprio in sella a una Indian.

LEGEND BIKERS Tel. 035 203787 - www.legendbikers.it

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Suzuki GSX S750 V-Strom 1000 “Qualità senza compromessi” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

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on questa edizione 2017 di JUST Bikers & Bikes andiamo alla scoperta di Mazzola Moto e del mondo Suzuki. La nuova struttura di Mazzola Moto si trova a Bonate Sopra, lungo la Statale 35 che collega Ponte San Pietro a Trezzo sull’Adda. All’interno dei suoi ben 1550 mq opera uno staff giovane, altamente professionale e dinamico, espressione attuale di oltre 40 anni di attività che la famiglia Mazzola ha svolto nel settore delle due ruote, sempre distinguendosi per la qualità dei servizi offerti alla propria clientela. Marchio di punta di Mazzola Moto è senza dubbio Suzuki di cui l’azienda bergamasca è concessionaria ufficiale. A JUST, la concessionaria ha messo a disposizione due motociclette profondamente diverse tra loro che rappresentano idealmente la varietà dell’offerta di Suzuki. La prima Suzuki che vi presentiamo è una nuda, la GSX S750, una moto dedicata a un pubblico più sportivo, potente e capace di grandi performance. La seconda è ormai un classico, un modello molto amato dal pubblico italiano, la V-Strom 1000, endurona bicilindrica molto apprezzata da chi, oltre a un impiego quotidiano, ami viaggiare, anche in coppia.

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Suzuki GSX S750 La Suzuki GSX S750 è una naked moderna nella quale si fondono idealmente tecnologie sviluppate in pista ed elementi in grado di renderla un’ottima sportiva stradale. Il DNA è infatti quello della supersportiva GSX R dalla quale la GSX S750 ha per esempio ereditato il sistema a doppia valvola a farfalla, il controllo del minimo – ISC – e le candele all’iridio.

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Casco Airoh modulare REV color Black Matt

Questa settemmezzo giapponese può così vantare una grande regolarità del propulsore a tutti i regimi e spicca per bassi particolarmente corposi, trattandosi comunque di una quattro cilindri. Su strada la postura non affatica troppo e si ha sempre una costante sensazione di controllo della moto che risulta peraltro molto maneggevole sia lungo percorsi urbani che nei misti veloci. La forcella anteriore a steli rovesciati e in color oro, è completamente regolabile e costituisce un ottimo compromesso tra dinamismo e comfort; la frenata è particolarmente potente e progressiva grazie all’ottimo lavoro svolto da pinze radiali che agiscono su dischi a margherita da 310 mm. Pregevole l’adozione di serie di un efficace Traction Control utilizzabile in tre modalità; il primo è il meno invasivo e si rivela ideale nella guida sportiva; il secondo è quello più equilibrato e adatto a un impiego trasversale. Infine il terzo settaggio è sostanzialmente destinato alla guida su strade a scarsa aderenza o in caso di pioggia, il che rende ancor più sfruttabile questa GSX S750. Dimenticavo: la Suzuki GSX S750 è una moto potente; il suo generoso propulsore eroga circa 114 cv e la coppia massima si attesta sugli 81 Nm a 9000 giri. C’è davvero di che divertirsi!

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Su strada la postura non affatica troppo e si ha sempre una costante sensazione di controllo della moto...

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Il telaio a doppia trave è realizzato in alluminio; è dunque particolarmente leggero ma, allo stesso tempo, rigido al punto giusto.

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Suzuki V-Strom 1000 L’edizione 2017 della maxi-enduro giapponese è innanzitutto caratterizzata da un design molto moderno che, soprattutto nella vista di trequarti anteriore, esprime grande dinamismo. Non manca comunque il caratteristico “becco” che, mai come in questa edizione 2017, riporta la mente a gloriose Suzuki di ieri come la DR-BIG e la desert racer DR-Z. La V-Strom 1000 è dotata di un potente e versatile bicilindrico a 90° DOCH di 1037cc; si tratta di un propulsore potente – 100 cavalli tondi – elastico e ricco di coppia come testimoniano i ben 101 Nm disponibili a soli 4000 giri. Il telaio a doppia trave è realizzato in alluminio; è dunque particolarmente leggero ma, allo stesso tempo, rigido al punto giusto. È dunque possibile una guida rilassata in grande souplesse ma, se lo si desidera, si può adottare una guida decisamente più sportiva, e andare davvero forte. Sempre all’altezza la frenata che può contare su una pinza radiale anteriore monoblocco Tokiko da 310 mm e dotata di 4 pistoncini mentre al posteriore troviamo un monodisco da 260 mm. Da sottolineare l’efficacia del nuovo ABS Bosch ora dotato del nuovo sistema “Motion Trak Brake System” che combina in tempo reale le informazioni relative alla posizione del veicolo con la velocità di rotazione della ruota anteriore e posteriore. Il risultato è un ulteriore plus in fatto di sicurezza e stabilità in ogni condizione di guida.

Casco Airoh GP 500 Sectors Yellow Matt: il top di gamma degli integrali sportivi

MAZZOLA MOTO Tel. 035 991783 - www.moto-mazzola.it

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Harley Davidson Roadster 1200 “Divertimento assicurato!” di Massimo Baldi • ph Giandomenico Papello

rrivo in concessionaria senza aver mai visto prima il modello che avrei imbracciato da lì a poco; mi aspettavo una versione un po' più sportiva della classica Sporster, ma mai avrei pensato potesse avere una vera impostazione "corsaiola". Già da fermo, ti rendi subito conto che pur non avendo i due classici semi manubri, l'impostazione di guida e da vera cafè racer, con guida avanzata e abbastanza carico sugli avambracci; motore classico 1200 HD ma con un'iniezione di sportività e elasticità con cambio a cinque rapporti dove la prima arriva con molta facilità a quasi 100 km/h grazie a una grande coppia e a scarichi di serie già dotati di un interessante sound. Ottimo l'assetto che ti ispira fin da subito quella fiducia che ti porta a piegare senza alcun timore e trovare quindi quella percorrenza di curva tipica propria delle moto più sportive.

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... motore classico 1200 HD ma con un'iniezione di sportivitĂ e elasticitĂ con cambio a cinque rapporti...

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Casco Airoh Garage Raw Matt dal design "rovinato"

Molto piacevole nel misto, dove il peso, che potrebbe sembrare eccessivo, ma vi assicuro non lo è, ti garantisce una facilitĂ di cambio di direzione da vera sportiva, ampliďŹ cata dalla forcella upside down con steli da 43 mm e dal cerchio da 19" all'avantreno. Nel complesso devo proprio ammettere che per la prima volta ho portato una Harley-Davidson come non avrei mai pensato di guidare... molto bella in tutti i sensi; dal punto di vista estetico e soprattutto da quello funzionale... in ogni situazione. Buona strada.

HARLEY DAVIDSON BERGAMO Tel. 035 958567 - www.harley-davidson-bergamo.com

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Rebuffini Cycles “Personalizziamo la leggenda” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

accontare Rebuffini, azienda specializzata nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di componenti after market di altissima qualità dedicati alle sole moto Harley-Davidson, significa innanzitutto raccontare una bella storia di casa nostra. Una storia nella quale si intrecciano idealmente creatività, intuito, tenacia e quell’innata voglia di fare tutta bergamasca che ci ha reso famosi ovunque nel mondo. Livio Rebuffini vive e opera nel settore delle due ruote ormai dal lontano 1987, anno in cui iniziò a riparare motociclette nella sua piccola officina di Casazza. A cavallo tra il ‘95 e il ‘96 vi fu una prima svolta, con la decisione di concentrarsi sulla riparazione di sole moto Harley-Davidson iniziando anche a effettuare le prime trasformazioni. Ma il vero cambiamento inizia nel 1999, anno in cui Livio progettò e fece realizzare un forcellone destinato a una H-D Softail che piacque molto e venne presto richiesto anche negli Stati Uniti. Era il momento di compiere un passo importante, di dare concretezza a tanta capacità progettuale rendendosi dunque autonomo anche nella realizzazione di questi apprezzatissimi componenti; ecco che Livio acquistò il suo primo centro di lavoro, un Mori Seiki cnc, ai tempi la Ferrari di questo genere di macchinari. Al suo fianco, da sempre, c'è la moglie Deanira, che abbiamo incontrato per scoprire il mondo di Rebuffini, oggi. Innanzitutto... perché Rebuffini si occupa della produzione di componenti unicamente destinati alle H-D? Si tratta di una scelta di Livio che condivido appieno perché ripariamo e conosciamo molto bene queste motociclette che sono peraltro da sempre tra le più trasformate e personalizzate dai propri possessori. Da alcuni anni a questa parte assistiamo a un vero e proprio boom di customizzatori di moto di ogni genere; come siete stati capaci di emergere e consolidare la vostra immagine, in una settore tanto affollato? Noi crediamo da sempre nella qualità, concetto spesso abusato, che per Rebuffini rappresenta invece una priorità assoluta. La nostra azienda e tutti i nostri prodotti sono infatti certificati TUV Nord il che significa che, in quasi tutta Europa, chiunque decidesse di personalizzare la propria Harley, potrà sostituire un componente originale con un corrispondente pezzo Rebuffini dotato di questa prestigiosa omologazione.

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Rebuffini è specializzata nella produzione di comandi al manubrio e comandi al piede...

Come realizzate i vostri pezzi? Tutti i nostri pezzi sono realizzati in alluminio di altissima qualità - quello che si è soliti definire “alluminio nobile” - e sono rigorosamente ricavati dal pieno. Dopo una prima fase di progettazione, del tutto appannaggio di Livio, Rebuffini può contare su uno staff altamente professionale di dieci persone che, fatta eccezione per cromatura e anodizzazione, si occupano di tutto il resto. Qual è, dunque, la produzione di Rebuffini con cui rendete possibile persoRebuffini è specializzata nella produzione di comandi al manubrio e comandi al piede; produciamo anche forcelle, forcelloni e filtri aria per i quali impieghiamo alluminio svizzero che, oltre a essere privo di porosità, mantiene intatte nel tempo le proprie ottime doti di trasparenza e lucentezza.

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Qual è il prodotto Rebuffini che rappresenta al meglio gli elevati standard della vostra azienda? Senza dubbio la forcella completa NEXO 4.0 dotata di steli rovesciati con diametro di 46 mm e foderi da 58 mm; anche questa forcella, dalla tinta total black, è ovviamente certificata TUV Nord. Infine, avete in cantiere qualche novità con la quale celebrare i trent'anni di attività di Livio? Sì! Nella seconda metà del 2017 inizierà la commercializzazione delle nostre inedite pinze freno; si tratta di pinze molto innovative per quanto riguarda il design, e davvero molto performanti. La nostra produzione prevede sia pinze assiali che radiali, a 4 e 6 pistoncini.

REBUFFINI CYCLES Tel. 035 811740 - www.rebuffini.com

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Airoh Helmet “Il futuro è già qui!” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

esign, sicurezza ed elevata qualità. Sono queste le caratteristiche che da sempre contraddistinguono i caschi Airoh, un brand di successo tutto bergamasco che, in vent’anni, ha conquistato il mondo. Abbiamo incontrato Antonio Locatelli, anima di Airoh Helmet, al quale abbiamo chiesto di raccontarci le tappe salienti di questa scalata. Come e quando nasce Airoh Helmet? Locatelli Spa nasce nel 1986 come produttore conto terzi di caschi di affermati marchi italiani. Ma è il 1997 l’anno della svolta: il marchio Airoh esordisce, infatti, sul mercato con una propria inedita gamma di prodotti brandizzati. Qual è stato il primo casco creato da Airoh? I primi caschi realizzati da Airoh Helmet sono stati il modello MAC 100: si trattava del primissimo integrale di Airoh che era caratterizzato da un design semplice e da un peso particolarmente contenuto; l’importante modello Pr 2000, un casco apribile la cui peculiarità era costituita dall’apertura a un solo bottone, quasi una rivoluzione per quegli anni. Negli anni siete diventati leader nel settore enduro e cross… Come ci siete riusciti? Una componente fondamentale è certamente stata la mia personale passione per il fuoristrada; passione che mi ha portato, nel tempo, a progettare e a sviluppare modelli sempre più performanti e leggeri, adatti quindi alle condizioni estreme di utilizzo, tipiche proprio di enduro e cross. Credo che si possa raggiungere il vertice solo grazie alla costante ricerca di materiali pregiati e di qualità, che dà vita a prodotti in grado di conquistare fiducia e apprezzamento da parte dei nostri rider; l’accoppiata vincente di questi fattori è stata fondamentale affinché ci potessimo affermare in questo settore. Diamo qualche numero riguardo l'azienda, oggi… Airoh Helmet ha sede in Almenno San Bartolomeo, a pochi chilometri da Bergamo, e tutto il mio team, composto da oltre 60 persone, opera in sede; assembliamo qui ogni singolo casco che sarà poi immesso sul mercato e venduto. Ci spieghi cosa significhino per Airoh i concetti di qualità, sicurezza e ricerca… La sicurezza prima di tutto. Ogni nostro nuovo prodotto, prima di nascere, viene lungamente pensato e studiato da designer e ingegneri selezionati che trasformano l’idea di partenza in un progetto, dunque in un prodotto, reale e specifico per ogni singola nicchia di mercato.

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Credo che si possa raggiungere il vertice solo grazie alla costante ricerca di materiali pregiati e di qualitĂ ...

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A rafforzare questo nostro credo, stiamo per portare a termine un ambizioso progetto che prevede, a breve, l’ampliamento del reparto R&D interno, così come la successiva realizzazione di una galleria del vento super tecnologica; in questo modo Airoh Helmet sarà in grado di testare direttamente i prodotti che verranno, e potrà contestualmente individuare soluzioni immediate, mirate alla realizzazione di articoli sempre più performanti. L’anniversario della Norelli ha dato vita a una serie di manifestazioni molto importanti e partecipate; ci parli del casco celebrativo creato ad hoc per la manifestazione di Montecampione… Il casco utilizzato durante la manifestazione di Montecampione, “Onore al Capitano”, è stata quasi una scommessa lanciata da un mio caro amico, Claudio Terruzzi, organizzatore di questa gara; proprio lui ha collaborato attivamente con noi per la realizzazione di une serie limitata di caschi Jet vintage che potesse immediatamente richiamare i caschi utilizzati nelle gare di

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regolarità dei famosi Anni ’80; credo di poter dire che l’operazione nostalgia sia perfettamente riuscita! Airoh Helmet e le competizioni: un binomio vincente ormai da tempo per voi e i vostri testimonial… Airoh Helmet e le competizioni vanno di pari passo ormai da tempo; una sincronia ideale perché sono proprio i “nostri” piloti, i nostri primi veri tester; ed è grazie a loro che siamo in grado di ricevere e di registrare le migliori e peggiori critiche relative ai nostri prodotti: loro vivono davvero la moto! Chiuderei con uno sguardo al futuro: modelli, materiali e? Siamo sempre in moto, mi passi la battuta! Nuovi progetti per le prossime collezioni, costante ricerca e test su nuovi materiali: questo è Airoh Helmet… “rimanete connessi”!

AIROH HELMET Tel. 035 553101 - www.airoh.it

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Indian Scout 1200 “In sella alla storia” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

otenza, grande maneggevolezza e cura dei dettagli maniacale. È con questo non indifferente biglietto da visita che Indian Scout si candida come scelta ideale per quanti desiderino una custom ricca di tradizione ma, allo stesso tempo, piacevolmente al passo coi tempi e capace di regalare grande piacere di guida. La Scout messaci a disposizione dalla concessionaria ufficiale Indian Legend Bikers di Lallio, è una 1200; il suo generoso propulsore, capace di ben 100cv di potenza, unitamente all’ottimo bilanciamento dei pesi favorito anche dal telaio realizzato in alluminio pressofuso, regala un grande piacere di guida. Inoltre, la sella posizionata a soli 643 mm da terra, fa di questa Scout la scelta ideale anche per neofiti e bikers di statura media. Sono tanti i fattori che rendono speciale l'esperienza di guida di questa Indian. Innanzitutto la sensazione di grande controllo che si prova non appena ci si accomoda in sella, favorita dalla forma del manubrio e dalla comodità del sellino. Poi c'è la fluidità di marcia alla quale contribuiscono in maniera decisiva il raffreddamento a liquido e la scelta di

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... il suo generoso propulsore, capace di ben 100cv di potenza, regala un grande piacere di guida.

Casco Airoh Garage Black Matt

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un cambio a sei rapporti, elementi grazie ai quali si possono tenere ritmi sostenuti anche lungo percorsi tortuosi, solitamente ostici per questo genere di motocicletta. Molto elevata anche la sicurezza della Scout che, grazie a un impianto frenate a punto, garantisce decelerazioni ben modulabili e sempre potenti. A livello stilistico la Indian Scout porta con sé tutta la storia di questo glorioso marchio a stelle e strisce, a partire dallo spettacolare bicilindrico a V il cui layout appassiona già al primo sguardo. Ci sono poi cromature a profusione, metallo pesante a gogo e la possibilità di scegliere tra sette tinte, due delle quali bicolore. Infine, una chicca che testimonia ancora una volta come in una Indian possano convivere idealmente il passato di chi ha creato la prima motocicletta biciclindrica della storia e il presente di un costruttore al passo con le più avanzate tecnologie, troviamo l'acceleratore drive by wire, davvero efficace e piacevole!

LEGEND BIKERS Tel. 035 203787 - www.legendbikers.it

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JUST Red carpet “La regina si dà ai rally!” di Giovanni Volpe • ph Davide Crescenzi

o scorso 18 marzo la concessionaria Perego Motorrad di Lallio ha presentato la nuova BMW GS 1200 Rallye. All’evento hanno partecipato numerosi appassionati e clienti BMW che, oltre ad ammirare l’ultima nata della Casa dell’Elica, hanno approfittato per vedere da vicino l’intera gamma 2017 di BMW Motorrad all’interno della quale molto ammirate sono state anche le Heritage e la “piccola” G 310 R. Dando uno sguardo alla regina della giornata, la GS Rallye, si nota subito la speciale colorazione che rende possibile distinguerla sin dal primo sguardo. La meccanica di questa variante su base R 1200 GS non ha subito variazioni; il propulsore è infatti il noto boxer raffreddato a liquido con potenza di 125cv. Il pacchetto rallye prevede invece sospensioni sport specifiche dotate di escursione aumentata di 20 mm e di una differente taratura della molla, accorgimenti in grado di rendere concretamente più efficace in fuoristrada questa maxi BMW. Completano questo pacchetto le ruote tassellate disponibili senza sovrapprezzo, cerchi a raggi e sella monopezzo.

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® BIKERS & BIKES JUST

Just - Ringraziamenti Chiara Cattaneo • Cinzia Acerbis • Giacomo Agostini • Roberto Sestini • Gigi Rota • Marzio Carrara • Paola Cattaneo • Andrea Perego Giacomo Perego • Pietro Batta • Abele Algeri Andrea Nicoli • Francesco Preda • Cinzia Paleni Lorenza Breviario • Renato Cortesi • Mauro Bombardieri • Roberta Sala • Claudia Locatelli Carmine Blundo • Angela Landi

Periodico annuale - N° 0

Direttore Responsabile Giovanni Volpe direzione.just@gmail.com

Just Web & Social Carlo Berneri - Web Fatto

Graphic & Art Director Silvia Benaglia redazione.just@gmail.com

Amministrazione Studio Landi - Bergamo Photo Emanuele Clivati • Giandomenico Papello Davide Crescenzi • Marco Giustinoni Mario Lopez Dominguez • Luca Tocchio

Editore Guarda chi guida S.r.l.s. - Bergamo

Stampa CPZ S.p.a. - Costa di Mezzate (Bg)

Modella per un giorno Martina Parsani • Linda Canziani Viviana Sacchi

Rilegatore Legatoria Lilli - Albano S. Alessandro (BG) Test moto Nicolò Codognola • Michele Bertani Andrea Bisegna • Massimo Baldi

Distribuzione Caielli Gianluigi - Cell. 347 89.32.063

Contributors Viviana Sacchi • Giacomo Agostini • Marco Bonini Luciana Terencio Dos Santos • Simona Brambilla Martina Valli • Angela Locatelli • Ivan Scelsa Milena Crevena • Gianbattista Rota Simone Ravasio • Fulvio Leone • Nicola Garletti Carlo Biffi

Iscrizione n. 21/14 del 17/11/2014 - Registro Stampa del Tribunale di Bergamo. Testi e materiale fotografico contenuti in questa pubblicazione, sono di proprietà esclusiva di Guarda chi Guida S.r.l.s. È pertanto vietata ogni riproduzione, anche solo parziale, non autorizzata dall’editore.

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