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Nutrizione in stalla Periodico d’informazione nutrizionale dedicato agli allevatori di vacche da latte. Anno 1 - numero O - Novembre 2009

TECNICHE NUTRIZIONALI

Studiando s’impara A lezione nell’università americana dove si studiano le vacche da latte FORMA E SOSTANZA

Oggi cambio marchio Come migliorare il posizionamento e guadagnare in immagine

ALLEVAMENTO DI PRECISIONE Dalla stalla al computer: l’alimentazione integrata va oltre gli integratori alimentari - pag. 6 1


EDITORIALE

NOTIZIE DI ALLEVAMENTO | Nutristar lancia un nuovo periodico

INFORMARSI E’ POSITIVO

di Flavio Campana

Quello che state sfogliando è il numero zero di una nuova pubblicazione sul mondo della nutrizione in stalla. Troverete aggiornamenti, consigli tecnici, storie in presa diretta, curiosità per affrontare il vostro lavoro sotto il segno dell’innovazione

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na volta, mentre ero in Spagna per un viaggio di lavoro, un nutrizionista tanto vecchio quanto stimato mi disse: “Flavio, recuerda que la vaca habla siempre con el culo.”. Con questo voleva ricordarmi che, per quanto scomodo da dire, le feci bovine sono le prime a “parlare”, perché nel nostro mestiere rappresentano uno dei maggiori punti di controllo e verifica della correttezza di una dieta. È per questo che sei anni fa, mentre cercavamo di trovare un’immagine giusta per una campagna pubblicitaria, abbiamo deciso di optare per questo scatto. Ne avevamo discusso a lungo. La foto di Nutristar doveva avere caratteri precisi. Doveva essere storica, coraggiosa, rappresentativa, provocatoria. Doveva mostrare il nostro mestiere senza mezzi termini: il nostro presidente Andrea Lacorte con in mano un mucchio di feci. A distanza di sei anni, quello scatto fotografico ci rappresenta ancora. Adesso abbiamo la possibilità di ripubblicarlo, nel numero zero di una rivista ricca di spunti per affrontare la nutrizione animale da un punto di vista evoluto, senza tuttavia allontanarsi dalla pratica del lavoro quotidiano. Questa foto per me ha sempre avuto un valore assoluto. Contiene tutti gli elementi comunicativi di una grande azienda. O meglio, di un’azienda formata da grandi persone - a partire dal fondatore e attuale presidente, che si prestò a farsi fotografare. Io che lo conosco bene, posso affermare che lo fece al solo e umile scopo di presentarsi a tutti, non solo come il dirigente di una delle realtà più interessanti dei primi anni 2000 nel settore della nutrizione bovina, ma anche come un uomo dedito ogni giorno al suo lavoro originario. Quello che in futuro gli avrebbe permesso di costruire l’azienda che tutti conosciamo. Chi è presente a questa edizione della Fiera Interna-

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EDITORIALE

«Per chi vive in mezzo alla campagna e agli animali è importante toccare con mano il mondo che lo circonda»

UTILE E DILETTEVOLE | Oltre la stalla

GIOCO DI SQUADRA L’equipaggio non può comandare il vento e le correnti, ma può solo orientare le vele per raggiungere l’obiettivo. Una buona squadra raggiunge l’obiettivo prima. Se le relazioni e i legami si consolidano e si fluidificano, il lavoro di squadra moltiplica il suo effetto. Infatti le collaborazioni, le interazioni, le condivisioni e i collegamenti migliorano. Il lavoro di squadra diventa vitale in un mondo high tech. Dove tutto cambia alla velocità della luce. È l’obiettivo di questi eventi.

VAL DI SOLE Rafting sul fiume Noce Maggio 2008 zionale di Cremona molto probabilmente appartiene al settore agricolo e zootecnico e quindi sa bene quanto sia importante, per chi vive in mezzo alla campagna e agli animali, toccare con mano il mondo che lo circonda. Noi di Nutristar siamo come voi. Ci sentiamo parte integrante della filiera agrozootecnica e non possiamo esimerci dal verificare - in prima persona - tutte le “materie” del nostro mestiere. A proposito di materia, veniamo alla carta. Sì, la carta. Come quella che state sfogliando. Se ci pensate, la carta rappresenta sempre l’atto finale della nostra visita alle aziende agricole. È sulla carta che scriviamo le diete per i vari gruppi di animali, suggeriamo consigli e azioni, raccogliamo le idee e tracciamo tutto ciò che abbiamo fatto o visto: animali, insilati, foraggi, concentrati… Stavolta, invece, la carta non rappresenta un atto conclusivo di una visita, anzi. È piuttosto l’atto iniziale di qualcosa che da tempo avevamo in mente: uno strumento agevole e utile sul quale i nostri esperti possano mettere in condivisione le proprie esperienze con altri esperti e con i loro clienti, a 360 gradi. Sarà il primo di una lunga serie di pubblicazioni quadrimestrali prodotte dalla microscopica, embrionale redazione di Nutristar. RY+ nasce con l’intento di essere uno strumento di comunicazione trasversale rispetto alla stampa ufficiale di settore. Sarà dedicato e inviato a tutti gli uomini del mestiere: nutrizionisti, veterinari, associazioni, caseifici e soprattutto allevatori di bovine da latte. Ma RY+ non era già la sigla di Ruminology? vi starete chiedendo. Sì, è vero. Ma Ruminology non è un oggetto né un atto unico. Ruminology è e sarà sempre di più la filosofia del nostro mestiere. Ruminology rappresenta il nostro DNA e la nostra passione per il lavoro. Buona fiera e buona passione a tutti.

ITHACA - USA

Lo staff tecnico di Nutristar alla Cornell University Maggio 2009 Guarda l’articolo > pag.8

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NUTRIZIONE RUMINALE

ALLEVAMENTO DI PRECISIONE | Tecnologia in campo

IL SENSO DELLA MISURA Far funzionare al meglio il rumine, per avere un animale più produttivo e sano, e una razione più economica. Aumentare il quantitativo di fibra della dieta è la via per riuscirci.Il programma Ruminology di Nutristar, quasi una filosofia di azione più che una gamma di prodotti, con al centro il rumine. Intervista a Alessandro Lotto ~ foto di Ivano Di Maria ~ trattamento grafico di hic adv Articolo pubblicato sulla rivista “Professione Allevatore” ~ Luglio/Agosto 2009 ~ Editore Le Point Veterinaire Italie Srl

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NUTRIZIONE RUMINALE DALLA STALLA AL LABORATORIO

LUI CHI È

Alcune fasi dell’applicazione del sistema Ruminology: qui a fianco il controllo del ponte del foraggio per calcolare la PeNDF; sotto, il setaccio a sei strati per controllare la corretta esecuzione della miscelazione e trinciatura del TMR

Nome, cognome e classe Alessandro Lotto, 1958 Studi Laureato in Scienze Agrarie all’Università di Padova Ruolo Direttore Tecnico e Ricerca e Sviluppo di Nutristar

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n rumine che funziona bene sta alla base di ogni ipotesi di buon funzionamento della stalla. Per questo bisogna orientare ogni azione affinchè possa favorire la funzionalità delle fermentazioni ruminali». Un lavoro che inizia a livello di definizione della razione, che continua nella preparazione del carro, passa dall’osservazione della razione in mangiatoia e si conclude con l’osservazione delle feci delle bovine. In ognuno di questi momenti c’è molto da conoscere, misurare, investigare. Un lavoro tuttavia che ripaga in risultati: più ingestione, più latte, animali più sani. Insomma, dal rumine non si prescinde. Convintissimi di tutto ciò, alla Nutristar hanno definito una vera e propria strategia di lavoro che ha come obiettivo - si potrebbe sintetizzare - prima ancora della vacca da latte, il suo rumine. Ne parliamo con il dr. Alessandro Lotto, direttore tecnico di Nutristar, “padre” del programma Ruminology.

RACCOGLIERE SUL CAMPO IL MAGGIOR NUMERO DI INFORMAZIONI “Misurate tutto quello che si può misurare, e, se non esiste lo strumento per farlo, inventatelo”. Questa frase, attribuita a Galileo Galilei rivolto ai suoi studenti nell’Università di Padova, è stata fatta propria da Alessandro Lotto, che all’Università di Padova si è laureato, per guidare tutto il suo lavoro di nutrizionista su una base quanto più ampia e solida di misurazioni e dati. Ricorrendo per questa ragione a tutti gli strumenti disponibili, magari adattandoli se necessario, a volte inventandone di originali. Soprattutto strumenti di campo, utili per dare una dimensione oggettiva, misurabile, confrontabile, a tanti elementi legati altrimenti alla soggettività di chi osserva. Come per la composizione fisica della miscelata e il suo presumibile effetto ruminativo o per decifrare quello che comunica la composizione delle feci. A questo lavoro sul campo si abbina poi, con la stessa filosofia di disporre di più dati possibile, il lavoro di laboratorio, con analisi chimiche e fisiche altamente

Cosa gli piace del suo lavoro La natura della campagna e l’ambiente genuino del settore zootecnico Cosa pensa della tecnologia È il cuore pulsante di una azienda formata da persone che ne moltiplicano per 3 il valore. Allevamento in due parole Un centro benessere per animali dove la conduzione è nelle mani di persone che hanno una forte passione per il lavoro. Sogno nel cassetto Che il latte valga all’allevamento almeno 0,5 € il litro…sempre!

differenziate per tutte le varie frazioni che costituiscono la razione, sia nel campo della fibra che della frazione proteica, per poter definire “su misura”, azienda per azienda, quale composizione sia quella che meglio promuova la funzionalità del rumine. Cominciamo allora proprio dalla parte più pratica del programma Ruminology, quella che prevede l’acquisizione del maggior numero di informazioni sulla razione che arriva alla bocca delle vacche. Informazioni che arrivano anche da una serie di strumenti di campo, alcuni più comuni, altri originali, ideati e realizzati in proprio. Strumenti - niente elettronica a questo livello, ma idee coniugate a facilità d’uso - che vanno a indagare il campo della struttura fisica della miscelata, cercando di individuarne e definirne il collegamento con l’attività del rumine. Per capirci. C’è il cosiddetto “particometro”, un vero e proprio simulatore del rumine. Si tratta di un cilindro in plexiglass opportunamente graduato. Viene riempito d’acqua tiepida fino a un livello stabilito, quindi si immette una quantità fissa di miscelata e si verifica la percen-

tuale ruminabile di essa, definita dallo spessore della massa galleggiante. In pochi minuti si può avere così una preziosa informazione sull’effetto ruminativo della miscelata che, incrociato alla valutazione della stessa miscelata con i setacci fornirà un valore sicuramente molto attendibile. Anche riguardo ai setacci c’è stato un lavoro di affinamento e adattamento, al fine di ottenere un dato più soddisfacente. La serie di setacci utilizzata ne prevede uno in più rispetto allo standard della Penn State University che hanno fatto scuola. L’ultima versione ulteriormente migliorata, grazie alla definizione dei fori di vario calibro nel plexiglass fatti con il laser, permette la massima precisione e definizione delle varie componenti della miscelata. Altri dati interessanti raccolti sul campo sono quelli che derivano dal monitoraggio delle feci. Anche qui è stato messo a punto uno strumento ad hoc. Lo descrive Alessandro Lotto: «Un cilindro d’acciaio, con varie griglie, dove viene introdotto un campione di feci relativo ad almeno il 10% delle vacche presenti. Il contenuto viene filtrato 5


NUTRIZIONE RUMINALE

«Misurate tutto quello che si può misurare, e se non esiste lo strumento per farlo, inventatelo»

INDICE RUMINATIVO IR

Indica in un numero l’attitudine alla ruminazione di una dieta

e il residuo analizzato per la verifica di amido, NDF e ADF. Questi dati sono paragonati all’analisi chimica dell’ingesto e, con un’equazione che tiene conto delle feci prodotte in base all’ingestione di sostanza secca, calcoliamo quanto è la parte digerita e, di conseguenza, il livello di efficienza ruminale. A parità di equazioni applicate si ottengono numeri assolutamente diversi facendo questa verifica in un allevamento o in un altro e questo ci dà un idea di come l’efficienza del rumine sia qualche cosa su cui si debba ancora lavorare».

LA RUMINAZIONE COMINCIA DAL CARRO UNIFEED Prima di addentrarci in aspetti analitici più fini, connessi alle differenti frazioni glucidiche e proteiche, va sottolineato un altro aspetto chiave del programma “Ruminology”, ossia la cura prestata alla preparazione del carro, intesa nel senso più ampio: dalla scelta delle componenti la miscelata da inserire, alla cronologia degli inserimenti, ai tempi di lavorazione. Questo nella convinzione, suffragata dai fatti, che l’effetto della miscelata sul buon funzionamento del rumine arrivi a variare tra un’azienda e l’altra (anche a parità di componenti della miscelata utilizzate, e quindi di razioni “teoriche”) proprio per le modalità di preparazione del carro. Su questo l’insistenza di Alesando Lotto è quasi maniacale e il suo ingresso in un’azienda corrisponde sempre a una attenta osservazione di modi e tempi di preparazione del carro unifeed. “A volte si fanno tantissime analisi ai componenti della razione e si trascura l’effetto del carro”, sottolinea Lotto. “Uno dei problemi del nutrizionista è far sì che la razione sulla carta sia la stessa che esce dal carro. Questo nella realtà aziendale avviene meno frequentemente di quanto si pensi. A partire dalle quantità dei singoli componenti. Laddove è presente un sistema di misurazione della quantità immessa reale si vedono errori clamorosi. L’errore medio non dovrebbe andare oltre il 2-4% in più rispetto alla quantità impostata. Ma si trovano anche situazioni con errori 6

anche del 40% rispetto alla razione teorica. Si può capire come una variabilità del genere di uno o più componenti, specialmente quelli presenti in quantitativi inferiori, possa influire sulla costanza della razione e sulla costanza delle fermentazioni ruminali. Prima ancora di addentrarci in analisi chimiche sui 65% FORAGGI 35% CONCENTRATI A parità di resa è possibile aumentare i foraggi nelle diete: l’indice ruminativo aiuta a trovare il limite nelle varie realtà

vari componenti, già la routine di lavoro è in grado di alterare l’ottimale digeribilità della miscelata. Si discute spesso sul singolo componente, e magari si trascura l’effetto del carico”. “Bisogna saper dare a ciascun componente della miscelata il giusto tempo di presenza e lavorazione nel carro”, continua Lotto. “Ogni componente ha i suoi tempi ottimali. Se per trinciare il prodotto “x” ci vogliono dieci minuti, per

quello “y” magari ne bastano cinque. Se metto tutto insieme nello stesso momento, quando è trinciata corta la parte più dura, quella più tenera sarà ormai ridotta a polvere. Ogni razione ha il suo mix ottimale fatto di cronologia delle immissioni, tempi di lavoro, velocità di rotazione delle coclee, funzionamento dei controcoltelli. Se si vuole avere un rumine che funzioni al meglio, questa fase deve essere considerata come una priorità».

CAPIRE MEGLIO LA FIBRA (MA ANCHE IL RUMINE) Alla base del programma “Ruminology” c’è dunque la massima attenzione a tutto ciò che, per le sue particolarità fisiche e chimiche, influisce sull’attività ruminale. C’è dunque un grande lavoro sulla struttura fisica della razione, con un continuo approfondimento, perchè, spiega Lotto, questo aspetto ha un significato fondamentale in termini nutrizionali e di buon funzionamento del rumine e quindi di salute della vacca. A questo nucleo concettuale si adatta poi il resto del razionamento. Spiega Lotto: «Cominciamo dalla fibra. Abbiamo sviluppato un bagaglio di conoscenze, attingendo a quanto di più aggiornato è disponibile dalla ricerca internazionale, per vedere tramite analisi fisiche e chimiche della miscelata tutto ciò che si può sapere sulla fibra: la sua quantità, la sua qualità intesa come


NUTRIZIONE RUMINALE

«Bisogna saper dare a ciascun componente della miscelata il giusto tempo di presenza e lavorazione nel carro»

digeribilità, la quantità di fibra realmente effettiva, la dimensione. Partiamo da quest’ultima: dipende dal tipo di unifeed; dovrebbe essere tra i 5 e i 6 millimetri, con una deviazione standard sotto il 2.2. In questo caso abbiamo la sicurezza che non ci sia la scelta degli animali nella miscelata. Non è detto ancora però che questa fibra, per quanto presente, sia anche ruminabile. La fibra ruminabile è quella quota di fibra che, in un rumine sezionato longitudinalmente, rimane nel cosiddetto ponte di foraggio o tappeto ruminale. Questa quota è quella che, rapportata alla NDF totale della dieta, è realmente attiva sulla ruminazione. Per questo procediamo già sul campo con il particometro, per avere una prima importante indicazione. La quota di fibra di una dieta è importantissima inoltre per il suo contenuto in carboidrati, strutturali e non strutturali. La conoscenza di tutte le frazioni è una cosa fondamentale per capire meglio l’attività ruminale. Per questo dobbiamo approfondire sempre di più la conoscenza sulla diversa degradabilità che possono avere le pectine, gli zuccheri, gli amidi presenti nella frazione fibrosa. Tutto ciò viene analizzato costantemente, per avere un quadro sempre aggiornato delle caratteristiche dei foraggi e procedere alle formulazioni più efficaci, sempre con lo sguardo rivolto alla funzionalità ruminale, e in particolare al mantenimento della massa microbica più abbondante e utile per i nostri scopi. Maggiore è la massa microbica che riusciamo a fare produrre al rumine, mi-

nore è quella che dobbiamo apportare con la dieta. A partire dai dati di campo e di laboratorio interveniamo sia a livello di campagna, orientando in un senso o nell’altro anche la scelta delle foraggiere da seminare, sia successivamente nella tecnica di produzione della miscelata. Accanto ali carboidrati strutturali è continua Alessandro Lotto - approfondiamo anche la conoscenza delle frazioni non strutturali, ossia la parte amidacea, vera e propria benzina per i batteri. Ma a patto che sia presente un adeguato supporto azotato. I foraggi hanno bisogno di una flora cellulosolitica e questa ha bisogno di azoto molto disponibile per crescere bene. Può capitare che per eccessi di proteina by-pass questa non sempre sia disponibile nelle quantità necessarie all’interno del rumine. Per questo analizziamo costantemente i nostri foraggi anche per le frazioni proteiche contenute. Tramite un lavoro basato sul NIRS abbiamo ormai un numero cospicuo di analisi delle reali frazioni proteiche dei vari foraggi. Questo ci consente di calibrare la loro presenza nelle razioni, combinando i diversi tipi non solo in funzione della fibra, ma anche dell’apporto complessivo della quota proteica, solubile e non». «Crediamo - conclude Alessandro Lotto - che ancora ci sia tanto da scoprire del sistema rumine: contiene più di 600 famiglie di microrganismi, tra loro in continua contrapposizione. Dobbiamo creare nel rumine le condizioni migliori perchè si sviluppino le famiglie batteriche più propizie, quelle che portano alla massima degradazione delle fibra. Solo così possiamo aumentare il contenuto fibroso della dieta. Lavorare con alti livelli di fibra significa mantenere le mucose ruminali integre e al loro massimo livello di assorbimento. Se ho il pH per lunghi periodi basso, infatti, per qualche squilibrio nella dieta, ho anche un ispessimento della mucosa ruminale e una percentuale di assorbimento degli AGV più bassa. Insomma, tutto ruota attorno al rumine: non è un caso che, a parità di diete, vediamo - dall’analisi delle feci - situazioni con una digeribilità dell’NDF che raggiunge il 65-68% mentre in altri casi si arriva a fatica al 30%. Sono differenze che fanno riflettere e indicano che su questo punto c’è ancora molto da lavorare».

RH POSITIVO | Ruminology in sintesi

CINQUE PASSI VERSO LA DIETA PERFETTA PASSO 1 - PARTICOMETRO

La lunghezza media dell’unifeed In stalla, l’esperto Nutristar analizza l’unifeed col PARTICOMETRO, che permette di comprendere la correttezza della miscela alimentare e di valutarne la qualità in termini di contemporaneità di assunzione degli alimenti.

PASSO 2 - MATTOMETRO La peNDF-Reale

L’unifeed viene sottoposto al test del MATTOMETRO. Questo strumento misura la parte ruminativa della dieta o delle singole sostanze alimentari. I dati sono immediatamente visibili attraverso il vaso graduato.

PASSO 3 - FECOMETRO

La verifica delle perdite metaboliche La valutazione e l’analisi delle feci avviene tramite il FECOMETRO, che consente di quantificare la NDF realmente digerita e l’amido metabolicamente utilizzato nel tratto rumino-gastrico-intestinale.

PASSO 4 - NUTRISTAR LAB

Il calcolo degli indici nutrizionali I dati e i campioni raccolti secondo un protocollo statistico codificato vengono inviati al Nutristar Lab e sottoposti alle misurazioni chimiche.

PASSO 5 - SOFTWARE RY

L’elaborazione dei risultati Il SOFTWARE RY trasforma i risultati delle analisi pratiche e chimiche in indici di controllo della massima precisione, al fine di elaborare una dieta equilibrata. Inoltre fornisce all’allevatore alcuni valori utili a ottimizzare la gestione dell’allevamento.

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FOTORACCONTO

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TECNICHE NUTRIZIONALI | La teoria messa in pratica

STUDIANDO S’IMPARA

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Lezioni, seminari e laboratori dedicati alla nutrizione animale. Alla Cornell University (nello stato di New York) le vacche da latte sono oggetto di ricerche all’avanguardia. Venti nutrizionisti della Nutristar sono andati a esplorare la nuova frontiera americana.

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FOTORACCONTO PER CHI SUONA LA CAMPANELLA

Nella pagina precedente: 1 - Andrea Lacorte risponde alle domande del prof. Tom Overton 2 - Il dr. Franco Armando mostra un grafico 3 - La lezione del Prof. Larry Chase 4 - Caffè americano, unica nota dolente

CARTOLINE DA NEW YORK CITY

STALLE E STRISCIE

In questa pagina: 5 - Il Prof. Larry Chase insieme a un allevatore statunitense accoglie i nutrizionisti Nutristar presso l’allevamento 6 - Insegna dello spaccio del latte della Facoltà 7 - Le vacche entrano in una delle stalle dopo la mungitura 8 - L’attestato di partecipazione rilasciato ai nutrizionisti 9 - Le tre stalle dell’allevamento Ridgecrest Dairy

Il viaggio di studio è stato anche un’occasione per visitare la Grande Mela. Breve reportage fotografico (più turistico che tecnico) realizzato dai nutrizionisti a spasso per la città

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6 Grattacieli dal grattacielo

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Zero gradi a Ground Zero

Times Square by night

A vela sul fiume Huston: non possiamo comandare il vento, ma possiamo orientare le vele….e arriviamo sempre alla meta.

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COMUNICAZIONE

FORMA E SOSTANZA | Non solo estetica

OGGI CAMBIO MARCHIO Rispetto a due anni fa, il marchio Nutristar è cambiato. Linee più regolari, carattere deciso e contemporaneo, appeal innovativo. Solo trovate pubblicitarie? Nient’affatto. Quando un marchio cambia, è perché anche l’azienda mostra di avere una marcia in più.

METTETEVI IN POSA

di Ricciardo Ferrari Direttore creativo dell’agenzia hic adv

Foto di gruppo nello stand Nutristar alla 63a edizione della “Fiera internazionale del bovino da latte” di Cremona

BIGLIETTI COMUNICANTI

I biglietti da visita riportano sul retro gli slogan, obiettivi e valori dell’azienda

C’

è chi se lo tiene stretto, chi non sa come usarlo. Il marchio, per un’azienda, è un biglietto da visita che non va sottovalutato. Quando un brand si imprime nella mente dei clienti, spesso ad essere ricordato è proprio il marchio. E allora, perché fargli il lifting? Gli annali della comunicazione riportano tanti esempi illustri. IBM si affidò al mitico Paul Rand per il restyling del 1960 e del 1972. In tempi più recenti, la Fiat ha ben pensato di segnalare la propria rinascita con un’immagine da grande classico nella storia dell’automobile. Partendo proprio dal marchio. Anche Nutristar aveva in mente di dare un segno del cambiamento. Nel 2007 in azienda si è avvertito un certo fermento, che ha dato origine a nuove

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E così, nel decimo anniversario, i tratti fuori moda del vecchio logo sono passati sotto il bisturi di Marco Appiotti, art director dell’agenzia di comunicazione hic adv. Il segno è rimasto riconoscibile, ma a ben guardare adesso è molto più equilibrato. Adesso è a tutti gli effetti un marchio attuale, pronto ad accogliere le tendenze all’innovazione e a un diverso posizionamento espressi dall’azienda. In pratica, la forma rende esplicito tutto questo. metodologie di lavoro volte a soddisfare ancora di più le esigenze degli allevatori. “Due anni fa, in azienda si respirava un’aria diversa”, dice Flavio Campana, Direttore Commerciale di Nutristar. “Nutristar era giunta al decimo anno di attività. Abbiamo avuto la sensazione che si potessero fare grandi cose. Era venuto il momento di cambiare marchio”.

E con il marchio viene sfornato anche un nuovo payoff: “Keep farming”. Continua ad allevare. Come a dire: ci sono nuove prospettive nel tuo lavoro, e noi possiamo aiutarti ad avere il controllo di tutto il processo. Con quella capacità di innovare che in Nutristar è di casa, già a partire dal modo in cui si presenta al mondo.


COMUNICAZIONE

OTTIMA TENUTA

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Il marchio mantiene la leggibilità sui diversi supporti, caratteristica tecnica indispensabile: 1. in litografia su cartoncino con colore Pantone 2. in serigrafia su plastica 3. in serigrafia argento su cartoncino colorato 4. in serigrafia argento su cartone marcato

Vecchio e nuovo

www.nutristar.it

MARCHI A CONFRONTO

DALLE STALLE AL WEB CURVA DI LATTAZIONE

Il marchio Nutristar è la stilizzazione di una curva di lattazione che rappresenta il ciclo di produzione di latte nell’intervallo interparto

Aggiustamenti ottici sul segno, nuovo rapporto tra marchio e logotipo, payoff staccato dal corpo del marchio, carattere tipografico innovativo: nel nuovo marchio Nutristar l’equilibrio delle parti migliora la percezione. NERO su BIANCO - Payoff 70% GRIGIO

Bello da vedere e facile da navigare: il nuovo sito Nutristar. Un portale dove trovare informazioni di prima utilità (come il meteo o i link imperdibili per cercare approfondimenti in rete), ma anche i fondamenti dell’azienda, i prodotti in commercio e il metodo Ruminology. Buona navigazione!

P. 3165 C su BIANCO - Payoff 70% GRIGIO

GOLD EDITION - Il marchio in negativo sui nuovi automezzi e, sotto, il vecchio marchio sui camion color bianco

LINK - Sopra la pagina dedicata alle previsioni meteo, sotto la pagina con diversi link utili all’allevatore

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Con una dieta equilibrata, niente va storto.

RUMINOLOGY esercita un controllo reale della dieta, limitando al minimo gli errori. È quello che vorrebbero tutti gli allevatori: ma gli integratori da soli non bastano e le analisi di laboratorio non garantiscono la precisione assoluta nella gestione della filiera alimentare. RUMINOLOGY elabora i dati raccolti in stalla e le analisi

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chimiche per generare un Piano Nutrizionale completo, in base al “Punto R” e ad altri nuovi indicatori di efficienza. Grazie alla consulenza degli esperti Nutristar, l’allevatore potrà aumentare i foraggi, ridurre l’utilizzo dei concentrati e massimizzare le performance in stalla. Con RUMINOLOGY va tutto secondo i piani.

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Nutristar RY+ Nutrizione in stalla n.0  

Periodico di informazione nutrizionale dedicato agli allevatori di vacche da latte.

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