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Sommario pagine 3 - 7 Omelia 5 Settembre 2017 Inizio Anno Pastorale 2017/2018

pagine 8 - 12 5 Ottobre 2017 Festa Liturgica di Santa Faustina Kowalska

Divina Misericordia Notiziario del Santuario della Divina Misericordia pagine 13 - 15 Testimonianza di Rita e Alfred

Chiesa Santo Spirito in Sassia Via dei Penitenzieri 12 00193 Roma

CCP: 16311003 intestato a Chiesa Santo Spirito in Sassia Santuario della Divina Misericordia Visita i nostri siti divinamisericordia.it santafaustina.it faustyna.pl

IBAN: IT-50B-07601-03200-000016311003

Direttore: Mons. Jozef Bart Redazione: Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, Volontari del Santuario


Omelia della Santa Messa alla Divina Misericordia de 5 Settembre 2017 Inizio dell’Anno Pastorale 2016/2017 Omelia di Mons. Jozef Bart (disponibile sul canale YouTube)

Benvenuti nel cammino di Misericordia che oggi riprendiamo a percorrere perché il pellegrinaggio della Misericordia è da sempre e per sempre: “Eterna è la sua Misericordia”. Questo cammino non avrà mai fine mentre tante cose nella nostra vita di fede avranno un termine definitivo. Lassù, non diremo mai più “Prega per noi peccatori”, saremo nella beatitudine e nella santità, glorificando e cantando l’eterna misericordia di Dio. È veramente bello e

stupendo che questa celebrazione, questo incontro, fa parte di questo pellegrinaggio. Prendete, tutti, coscienza di questa verità. Questo giorno coincide anche con il ricordo di Madre Teresa di Calcutta, missionaria della Carità, donna di Misericordia nello sguardo, nelle parole e soprattutto nei gesti e nella sua umile preghiera. La sua azione si svolge qui, vicino alla nostra chiesa, impulso per noi ad agire con gioia. Voglio fare i primi passi di questo cammino prendendo spunto dalla parola e dai gesti di Gesù perché sarà un cammino solido, fedele, responsabile ma non comodo e pieno di ostacoli come sempre, ma essi non ci spaventano anzi ci stimolano ad una coraggiosa lotta contro le ostilità, senza dichiarare guerra a nessuno, senza scagliare pietre, ma lotta soprattutto interiore nel nostro intimo. Il Signore vuole consegnare a noi la sua misericordia e, per godere di questa grazia, ci obbliga a spogliarci da tutto ciò che è contrario al nostro essere cristiani, alla nostra dignità cristiana. Oggi, quindi, riconosciamoci, almeno in parte, nella figura di un uomo che, come dice Luca (4, 34), era posseduto dal demonio. Non abbiamo paura di assimilarci a quell’uomo, non vergognamoci di ciò, né oggi né in

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futuro, perché guai ad entrare in un atteggiamento ipocrita, belli fuori ma dentro sporchi. Quando veniamo qui, c’è in gioco la grazia della Divina Misericordia, accoglierla o perderla. In gioco viene messa la nostra salvezza; non solo la mia, anche quella del prossimo. Sempre teniamo presenti queste due realtà: il prossimo e me. Il grido dell’uomo posseduto “perché ti interessi di me, Gesù di Nazaret? Sei venuto a mandarci in rovina? Io lo so chi tu sei: il Santo di Dio”. questo grido è motivo di riflessione e verifica interiore in questo cammino di misericordia. L’uomo posseduto accusa il Signore di qualcosa che non è assolutamente vera. Cristo non è venuto a rovinarci! Anzi la sua presenza misericordiosa è venuta a salvarci, a guarirci, a liberarci, a proteggerci dal morso del serpente che ci insidia nelle nostre città, quartieri e case. Certamente

la nostra esperienza di Cristo, della misericordia, della fede e della salvezza comporta un reale cambiamento e un vero progredire. Non possiamo permetterci di vivere nello stato in cui siamo abituati, saremmo perduti. C’è il rischio di scivolare nella morte dell’anima, perciò Paolo esorta (cfr 1Ts 5, 6) a non dormire, a vigilare e a restare sobri. Quante volte, come se fossimo posseduti dal maligno, diciamo basta con questa misericordia, con questo infinito perdono, basta con la Chiesa! Questa è spesso la nostra dura realtà, anche di tanti che poi sono diventati santi! San Giovanni Paolo II nell’enciclica Dives in misericordia scrive “... l’uomo sembra opporsi al Dio di misericordia e tendere altresì ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l’idea stessa della misericordia” (cap. 2, 3° cpv.). Ma quanto più l’uomo prende le distanze dal mistero della misericordia tanto più la Chiesa, a maggior ragione la Chiesa di


questi tempi, ha il dovere e il diritto di fare appello al Dio di misericordia con forti grida e di implorarla. Cari fratelli, non lasciamoci allontanare da questa fonte di misericordia; non permettiamo che, accanto alla natura che sta diventando un deserto per nostra colpa, non permettiamo che il nostro cuore si asciughi e che noi diveniamo uomini senza acqua e sangue. Dobbiamo esser grati a papa Francesco per aver dedicato il primo settembre quale giornata per la cura del creato. Oggi, poi, c’è anche il rischio che questo deserto si trasformi in deserto spirituale, come prevedeva il papa emerito Benedetto XVI. Cristo ci ha destinati alla salvezza, è il destino della misericordia per ciascuno di noi. L’uomo posseduto quando riconosce

Gesù – lo chiama Santo di Dio – è come se dichiarasse la sua paura di fronte alla santità che si vuole impossessare della sua vita, la risposta di Gesù “Sta’ zitto, e esci subito da quest’uomo” ci riguarda personalmente, ci vuole liberare, non ci vuole lasciare in questo stato di buio, di tormento e di tentazione. All’inizio di questo nuovo cammino presentiamoci in silenzio, facciamo parlare Gesù permettendo che ci liberi interiormente, che ci tocchi il corpo e l’anima. Lui sa come e cosa toccare. Santa Faustina scrisse nel suo Diario (256,1630) “Se la Tua santa grazia non mi sostenesse, in un attimo sarei annientata. [...] Senza di Te sono la debolezza personificata; senza la Tua

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grazia, che sono mai se non un abisso di miseria. “. Siamo forti, cari fratelli, della forza di Dio, siamo santi della santità di Dio, da soli siamo meno di nulla. Le parole di santa Faustina vogliamo applicarle, umilmente e coraggiosamente, alla nostra vita, in questa terra non c’è “io egli altri”, siamo abituati a questa realtà “io e gli altri”, ma in questa terra tutti siamo “figli” e tutti abbiamo bisogno della grazia chiamata misericordia. Il nostro futuro che sarà luminoso, lo può essere fin d’ora grazie alla misericordia capace di trasformare ogni realtà. La misericordia è un miracolo continuo, dice Faustina, e ogni grazia deriva da essa. Quindi il grande problema del nostro tempo non è il terrorismo, non è la cattiveria o l’indifferenza, il grande problema è il rifiuto del bene, il rifiuto di essere aiutati, il rifiuto di tornare sulla retta via, il rifiuto di comprendere l’altro, il rifiuto di essere aiutati e perdonati. Questo è il vero terrore che può porre veramente fine alla civiltà dell’amore. Quando Gesù dice:

se non vi convertite , perirete tutti: non è una minaccia, Gesù non è un terrorista, è un avvertimento che parte dal cuore del Padre. Il messaggio di Santa Faustina non minaccia i peccatori pur avendo scritto pagine forti, Faustina vuole portare il balsamo della misericordia all’uomo in un mondo, malato e agonizzante e vuole prendere su di se le tenebre che oscurano il cuore di tanti fratelli. E ancora oggi questa misericordia è considerata con sospetto dalla cultura moderna, perché oggi ancora tanti, troppi, dicono che “chi sbaglia, deve pagare”, chi entra in una vita sbagliata, è perduto. Non è così! Prima della giustizia c’è questa santa misericordia. Se i nostri rapporti quotidiani saranno improntati sulla base della sola giustizia e non della misericordia, allora, nuovamente, c’è da tremare perché il terrore legato alla punizione avanzerà. Siamo qui, ciascuno nel proprio essere, suore, sacerdoti, seminaristi, laici e domandiamoci se questa misericordia rappresenta per me il messaggio più forte


ed importante della propria vita. Papa Francesco ha dato, per se stesso, la risposta: per me essa è il meglio del messaggio di Gesù. Noi, all’inizio di questo cammino come vogliamo considerarla? Io la sperimento, questa misericordia, nella mia anima, nella mia famiglia? Ecco la missione: sperimentare, compiere e annunciare la misericordia, sforzo forte e impegnativo che comporta sacrificio e rinunce. È l’impegno che ha ricevuto Faustina da Gesù: Io ti mando a tutti, Gesù ha avuto una splendida risposta. Noi non siamo persi, né giustiziati, condannati e giudicati, siamo “misericordiati”, neologismo usato da papa Francesco. E tutti capiscono. Oggi bisogna inventarsi queste parole attorno alla Misericordia, convincersi della forza del suo miracolo e della sua potenza. Le sorti del mondo e della nostra vita dipendono dall’accogliere o rifiutare la misericordia. Qui sta la bellezza della nostra comunità e di tutte le altre che si radunano attorno a Gesù Misericordioso e alle reliquie di Santa Faustina.

Questo pellegrinaggio è sempre in continua evoluzione, quindici anni fa, Giovanni Paolo II consacrò, a Cracovia, l’umanità intera alla misericordia dicendo che era necessario accendere quella scintilla della grazia di Dio perché nella misericordia il mondo avrebbe trovato la pace e l’uomo la felicità e affidando questo compito alle sorelle e ai fratelli, alla Chiesa, ai devoti della Divina Misericordia e al mondo intero. E concluse: Siate testimoni della misericordia. Facciamo e accogliamo queste parole come se fossero dette oggi, ma noi che lo preghiamo e lo incontriamo tutti i giorni, vogliamo sentire in questo tempio della divina misericordia scelto da lui, questo mandato: siate testimoni della misericordia,
 Amen.

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5 Ottobre 2017 Festa Liturgica di Santa Faustina Kowalska Omelia di Mons. Jozef Bart “io desidero rispecchiare il Tuo Cuore compassionevole e pieno di Misericordia”

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Ringraziamo il Cielo per il dono della vita e della missione di suor Maria Faustina, al secolo Elena Kowalska, vita semplice ed umile, ma, diciamo, straordinaria perché toccata, visitata, trasformata e consacrata da Gesù. Abbiamo qui, innanzi a noi, le reliquie della Santa donateci da San Giovanni Paolo II dopo la canonizzazione, esse ci parlano della esperienza della divina misericordia vissuta dalla santa nella sua anima nel corso della sua pur breve vita terrena. Suor Faustina voleva diventare una grande santa come scrisse nel Diario (1372) “Tu sai che fin dai miei primissimi anni ho desiderato diventare una grande santa, cioè ho desiderato amarTi con un amore tanto grande, quale finora

nessun'anima ha avuto verso di Te.” Questa chiamata fu avvertita già all’età di sette anni. Da adolescente per due volte chiese ai genitori, che pur erano molto religiosi, di entrare in convento, ma ne ebbe solo netti rifiuti, e lei cercò di reprimere allora questa chiamata. Ma la visione di Cristo sofferente e le parole di rimprovero (Diario 9) udite da lei in un luogo preciso, nel corso di una festa, e in piena euforia, a Łódź, furono una esperienza fortissima e da quel momento decise di seguire, a tutti i costi, la sua vocazione; ha scritto nel Diario (9, 10) “ ... mi prostrai con le braccia tese davanti al Santissimo Sacramento e chiesi al Signore [...]. Udii allora queste parole: « P a r t i immediatamente per Varsavia; là entrerai in


convento». Il 1° agosto 1925 entrò nella Congregazione delle Suore della Beata Ve r g i n e M a r i a d e l l a M i s e r i c o r d i a , congregazione che si occupava del recupero delle ragazze traviate. Questo miracolo lo può fare solo la divina misericordia e Faustina scrive di sentirsi infinitamente felice (cfr. Diario 17) di essere stata chiamata in una congregazione che unisce la sua opera all’opera e alla missione di Gesù, cioè la salvezza delle a n i m e . Tr a s c o r s i alcuni mesi nella casa generalizia, si recò a fare il noviziato a Cracovia ove, il 30 aprile, ricevette il nome di suor Maria Faustina. Pronunciò i voti di castità, povertà e ubbidienza due anni dopo, rinnovati poi annualmente per cinque anni fino ai voti perpetui del 1° maggio 1933. In previsione di quel giorno scrive nel Diario (194) “Desidero stancarmi, lavorare, annientarmi per la nostra opera di salvezza delle anime immortali. Non importa se questi sforzi abbrevieranno la mia vita, dato che essa non appartiene più a me, ma è proprietà della congregazione“. In convento fu cuoca, giardiniera, portinaia e si spostava tra le varie case religiose. Quando le consorelle la guardavano, non si percepiva di essere in rapporto con una mistica ricca nello Spirito. Era umile nei compiti, raccolta e pia, naturale e semplice,

gioiosa e prudente. Tutte le suore del mondo possono trovare in suor Faustina un esempio, un modello per la propria vita religiosa. Aveva un grande equilibrio. Suor Faustina nella sua assoluta fedeltà alle regole della vita conventuale, era molto attenta verso le persone che si presentavano al convento e tutti si rendevano conto di aver a che fare con una religiosa di straordinaria cordialità, dal grande calore e dall’amore delicato. A mano a mano che avanzava nella sua pur breve vita, si percepiva la stretta collaborazione tra lei e il Cielo; diceva di voler diventare ostia di e s p i a z i o n e ( c f r. Diario 491), offrendo a Dio preghiere e mortificazioni. Il giovedì Santo del 1934 scrisse nel Diario (309): “faccio volontariamente l'offerta di me stessa per la conversione dei peccatori e specialmente per le anime che hanno perso la speranza nella Misericordia Divina”, specificando c h e q u e s t ’ o ff e r t a consisteva nel prendere su di se “con totale sottomissione alla volontà di Dio, tutte le sofferenze, i timori e le paure da cui sono tormentati i peccatori ed in cambio cedo loro tutte le consolazioni che ho nell'anima, che provengono dal rapporto intimo con Dio” . La qual cosa è vera consacrazione, come dice Gesù: questo è il mio Corpo, mangiatene e questo è il mio Sangue,

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bevetene. Una grande missione le viene affidata dal Signore: essere Apostola della divina misericordia e per realizzarla il Signore le da la grazia delle visioni, delle apparizioni, delle stigmate nascoste; le ha dato il dono della profezia e della conoscenza dell’anima umana, nonché le esperienze celesti del Paradiso e del Purgatorio ed anche l’orrore dell’inferno. Le ha permesso di toccare le “viscere” della sua misericordia. Diceva don Sopoćko, suo padre spirituale, che non era possibile che la sua penitente fosse per lui la teologa della misericordia: quando si confessava, dal suo cuore usciva questa teologia della divina misericordia, di cui, lui, teologo, non era a conoscenza se non in minima parte. Ma non sono solo le grazie straordinarie a renderla una grande mistica e santa, ma è il suo rapporto meraviglioso con il Signore, è il

sentirne il Corpo, il profumo dell’olio che unse il Corpo alla sua morte, è il sentire la Passione di Cristo. Come Padre Pio, anche noi possiamo avere questo profondo sentire, non come curiosità o follia psicologica, ma quale dono che ci viene concesso grazie ad una partecipazione ad ogni Santa Messa celebrata e partecipata come unica ed ultima. Faustina fu debole di salute, fragile, però la malattia non le recava fastidio, forse alle consorelle che, quando aveva la manifestazione del male, dovevano soccorrerla. Così visse il suo stato quale mistica offerta per i peccatori. A trentatré anni di età, il 5 ottobre 1938, morì, essendo stata suora per tredici anni. I funerali furono celebrati il 7, nel giorno in cui ricorre la Madonna del Rosario e i s a c e r d o t i indossarono paramenti bianchi. Quali sono le caratteristiche della vita di Suor Faustina?
 Innanzi tutto la Misericordia. Per la nostra Santa, la misericordia è al


centro di ogni contatto tra gli uomini, di ogni relazione sociale, ogni pensiero e parola; se noi togliamo la misericordia dai nostri rapporti, non possiamo vivere, non possiamo creare nulla di positivo e stabile. Perciò Faustina scrisse “O mio Gesù, ognuno dei Tuoi santi rispecchia in sé una delle Tue virtù; io desidero rispecchiare il Tuo Cuore compassionevole e pieno di Misericordia” (Diario 1242). Seconda caratteristica fu l’amore per la Chiesa. In essa vedeva la madre che prende per mano la figlia, la educa e la fa crescere. Voleva essere utile alla Chiesa, diceva che ognuno doveva avere un grande amore per la Chiesa; come una brava figlia che ama la madre, che prega per lei, così ogni anima cristiana deve pregare per la Chiesa che è madre e ci porta nel grembo. Santa Faustina amava l’Eucarestia. Scrive “Tutto ciò che c'è di buono in me, me l'ha procurato la santa Comunione, debbo tutto ad essa. Sento che questo sacro fuoco mi ha trasformata completamente” (Diario 1392). Il momento della comunione era il momento più solenne della sua giornata, lo

dice chi partecipava tutti i giorni alla Messa e non per abitudine. Era una festa di Dio nel suo cuore. Quando, ammalata, le era impedito di scendere in Cappella a prendere la comunione, si univa spiritualmente alle consorelle e, grande visione, l’angelo Serafino viene a lei e le dà la Santa Comunione. Dio conosce le vibrazioni sante del nostro cuore e non ci lascia privi del suo Corpo. Poi, la Madonna. Faustina l’ebbe come maestra, la imitava, imparava da Lei come amare Gesù, scriveva che più imitava la Madre di Dio, più profondamente conosceva Dio. Sappiamo delle sue mille Ave Maria, quando nella festa dell’Immacolata, oltre alla novena, voleva salutarla mille volte al giorno, diceva che non era facile, ma a chi ama la Madonna tutto è possibile. La sua missione oggi è conosciuta ed ha tre finalità: proclamare la divina misericordia, invocare la divina misericordia e celebrare la divina misericordia. Tutto si manifesta nella celebrazione della Festa della misericordia la seconda domenica di Pasqua, nella recita della coroncina, nella preghiera nell’ora della misericordia e con la diffusione del culto. Voleva anche un grande movimento apostolico, e noi siamo qui. Gli ultimi sommi pontefici, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco hanno ben interpretato la grande attualità del messaggio di Santa Faustina. San Giovanni Paolo II diceva che esso era rivolto ad ogni persona, comprensibile, perché Gesù disse a suor Faustina “Non aver paura di nulla, io sono sempre con te”. Dio oggi continua, carissimi fratelli, a parlarci attraverso il dono di questa chiesa che Giovanni Paolo II ebbe l’intuizione di dedicare per la diffusione del culto alla divina misericordia. Vogliamo abbracciare, così come siamo, fragili spesso perché deboli peccatori, questo grande dono prezioso che Dio ci ha dato: Faustina. Ci parla attraverso il suo diario dove chi lo legge, trova conforto interiore, prende coraggio, trova stimoli ad andare avanti nelle difficoltà, è una vera perla preziosa

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!12 nella spiritualità del secolo scorso. Santa Faustina è una grande scintilla uscita dalla Polonia, scintilla che è diventata fuoco per il mondo intero; le nostre suore sono le prime proprio a toccare questo fuoco della divina misericordia così visibile nelle anime che vengono in questo santuario. Vogliamo tornare a casa soprattutto ricolmi della grande pace di cui abbiamo bisogno. Non turbati, sconvolti dalle disgrazie e dal terrore, dai nostri peccati. Deve prevalere in noi questa fiducia: Gesù, confido in Te. Perché questa è la forza che noi poveri peccatori abbiamo su di Lui, perché questa è la chiave che noi poveri peccatori abbiamo per aprire il cuore di Gesù, sorgente inesauribile della divina misericordia. Perciò pieghiamo le nostre ginocchia come si vede alle ore tre del pomeriggio, come si vede ogni giorno fare da chi si avvicina a questa immagine, pieghiamo le ginocchia all’Eterno Padre, Padre per sempre e da sempre come lo chiama Faustina. Pieghiamo le ginocchia per implorare la grazia per la Chiesa e per il mondo intero.


1 Ottobre 2017 Testimonianza di Rita e Alfred a conclusione del pellegrinaggio a piedi da Ortisei a Roma (video disponibile anche sul nostro canale YouTube)

Carissimo don Giuseppe e carissimi tutti voi, Oggi siamo qui per ringraziare il Signore del nostro bellissimo pellegrinaggio in occasione del nostro 40° anniversario di nozze. Prima di partire, il programma delle tappe e dove dormire, cosa da portare nello zaino; alla fine, pensandoci, la cosa più importante in un pellegrinaggio, è partire con la Misericordia di Dio e cioè, andandoci a confessare prima di partire, e partire con questa grandissima grazia. Noi siamo partiti da Ortisei, come ha detto Monsignor Giuseppe, 900 km fino a qui. Dobbiamo ringraziare i nostri figli, i nostri familiari, fratelli e sorelle che ci hanno aiutato anche finanziariamente che ci hanno dato dei soldi, ed anche il nostro parroco. Abbiamo pregato tantissimo, ci svegliavamo la mattina alle cinque, partendo a piedi, passo dopo passo, facendo subito il primo rosario per i sacerdoti che a noi ci stanno tantissimo a cuore; e vorrei veramente fare questa preghiera anche a tutti voi: pregate, pregate per i vostri sacerdoti, hanno tanto bisogno che loro donano la loro vita per ognuno di noi. In questo cammino abbiamo visto dei sacerdoti veramente lasciati soli dalla comunità senza nessuno che gli lavava, magari, i pantaloni, avevano camicie sporche; no! pregate veramente per i vostri sacerdoti, amate i vostri sacerdoti. Poi ci stavano a cuore tantissimo le famiglie che sono in una crisi grandissima, che sono bombardate da tutte le parti, e gli ammalati, speriamo che non abbiamo dimenticato

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nessuno. Ho pregato anche per tutti voi, per quelli che incontravamo giorno dopo giorno. I bei incontri con i parroci che ci accoglievano, come se sarebbe arrivato il papa o Gesù, non so come spiegarlo. E poi una cosa importantissima, amate la Madonna, Maria, la nostra Madre in cielo, adesso poi in questo mese specialmente il


16 ottobre 1978, il giorno della sua elezione e il nostro nipotino è nato il 2 gennaio 2006, 9 mesi dopo la sua morte. Io posso invitare solo tutti a fare questa esperienza di un cammino, di mettere nello zaino lo stretto necessario, perché la cosa più importante la portiamo nel cuore. Abbiamo paura di metterci in cammino e lasciare qualcosa che dobbiamo avere sempre tutti, ma in un cammino spesso non va come lo programmiamo, un po’ come la nostra vita, ci sono le salite, che a volte sono difficoltose, ma poi c’è di nuovo una bella cosa piana e la preghiera aiuta sempre e in ogni momento. Grazie e lascio la parola a Alfred.

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Testimonianza di Alfred
 Penso che mia moglie abbia già detto tutto. Voglio innanzi tutto ringraziare proprio lei perché proprio lei conduceva sempre la preghiera, era sempre davanti a me e, devo dire, ha avuto difficoltà. Anzitutto noi abbiamo programmato già da un anno questo pellegrinaggio Io l’ho programmato tutto, esattamente, le tappe, i km e, invece, è successo che Rita si è infortunata a un piede, si è rotto il mignolo. Già non va come doveva andare, pensavamo di tornare a casa, ma tutte le preghiere ... , ma come si fa ... , abbiamo mandato a casa le scarpe, Rita si è legata

mese di ottobre, mese dedicato al santo rosario. Forse quello è il segreto per avere una bella vita cristiana. Poi cerchiamo di amare tutti, di voler bene a tutti, di parlare bene di tutti e confidare sempre e in ogni momento della divina misericordia: Gesù, confido in Te. E quando poi siamo arrivati qui davanti alla chiesa abbiamo avuta quella è stata l’emozione grandissima monsignore ci aspettava davanti alla chiesa e ci ha benedetti, ha acceso tutte le luci per noi per entrare in questo tempio della divina misericordia di santa Faustina, di San Giovanni Paolo II al quale siamo legatissimi, la nostra prima figlia è nata il


anche i bei posti. E abbiamo visto bellissimi posti eccezionali. Siamo passati dalla regione Trentino Alto Adige, dal Veneto, dalla Lombardia, dalla Liguria, dalla Toscana e, infine il Lazio. La cosa interessante è che andavamo sempre alla messa la sera, perché abbiamo trovato le sante Messe e cambiava sempre il nome del vescovo per forza di cose perché andavamo avanti. Allora ringrazio don Giuseppe che ci ha ospitato con le mani aperte e quello che ha detto Rita è tutto giusto e abbiamo fatto tutto con grande fede. E ringrazio tutti voi che ci avete ascoltato, non era mia intenzione dare testimonianza perché non siamo eroi, ma dare una buona testimonianza di fede, va sempre bene. Grazie.

i sandali e ci affidiamo al Signore. Questa è successo dopo la terza tappa. E il Signore ci ha aiutato dandoci il bel tempo, perché prima avevamo avuta la pioggia, andavamo lungo le strade e c’erano difficoltà a causa delle macchine. Però il Signore ci ha sempre accompagnato insieme con la preghiera di tutti voi e da casa. Abbiamo passato bellissimi paesaggi seguendo l’invito di una signora che ci ha detto, va bene pregare ma guardate

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N° 103 Anno XVIII 5° Bimestre Settembre Ottobre 2017  

N° 103 Anno XVIII 5° Bimestre Settembre Ottobre 2017 Notiziario del Santuario della Divina Misericordia Chiesa Santo Spirito in Sassia Via...

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