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Beauty

BIONDO RADICALE

Ambra

Inchiesta

BAMBINE nel MONDO

IL FUTURO INIZIA A 10 ANNI FOOD

MALATI di

BENESSERE

MODA

CURVY SENZA TABÙ

Tutto quello che NON HAI MAI OSATO METTERE e invece…

Weekend

SICILIA

FUORI STAGIONE

GIOVANI& LAVORO

La GAVETTA INFINITA

N°41

29/10/2016


ELLE. CHERCHEZ LA FEMME! Lo stile fresco e unico della rivista di moda più venduta al mondo.

Beauty

SUN N therapy

LEI&LEI GIOVANI

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Moda

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Asiia Asia ARGENTO

Conversazione ione sull’’AMORE sull Ewan n McGregor Una MOTO, 5 DONNE,

COSA VOGLIO DI PIÙ?

Coppia

COME FAR DURARE il MATRIMONIO (SI PUÒ!) N°26 26

I nostri

PREMI AL TALENTO e ALLA

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9/7/2016

SETTIMANALE

GIOIA! IL RESTO È NOIA! Ogni settimana moda, bellezza, attualità, passioni.

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editoriale Liberatemi da WhatsApp! Non mettetemi nei gruppi. Isolatemi.

Sono passate solo poche settimane dall’inizio della scuola e già il mio smartphone è posseduto da madri tarantolate che investono buona parte del loro tempo libero (troppo) a elargire in presa diretta tutte le breaking news su: libri di testo, prof inadempienti, circolari d’istituto, riunioni di classe, corsi extrascolastici, refezione e muffa sui muri. Il primo messaggio parte alle 7.02, l’ultimo tra la replica di X Factor e il faccione di Vespa. Bip-bipbip-bip-bip-bip-bip… Nella manciata di minuti trascorsi per scrivere queste poche righe, tanto per dire, mi è già arrivata una sventagliata di dispacci: il primo di contenuto, il resto, come quasi sempre di cortesia (Grazie, perfetto!, Ok!, Ci sto, Buona giornata): una sinfonia di cicalini per dirsi niente. Sono Alessandra, Lucia, Anna, Giulia, Giorgia… mamme di Luca, Martina, Tommaso, Franco… gente che non ho mai visto, se non di sfuggita il primo giorno d’inizio delle medie, persone di cui non so praticamente nulla, eccetto il numero del loro iPhone.

Immagino siano

persone interessantissime viste dal vero, senz’altro piacevoli da frequentare estrapolate dal quel loop da alcolisti anonimi – Ciao sono la mamma di Federico e sono tre giorni che non controllo i compiti – purtroppo le incontro solo lì. Da 48 ore il botta e risposta infuria su un tema scottante: flauto o pianola? Bipbipbipbibipbip! Ventuno signore, chiamate in causa, hanno risposto all’urgente quesito tra un’udienza in aula e una passata di Vim. Tutte tranne una, la sottoscritta, che si è astenuta per nobile questione di principio (davvero interessa a qualcuno?), ma soprattutto perché non lo sapeva. Mia figlia si guarda bene dal segnalarmi più che l’essenziale di quel che accade a scuola, e la ringrazio (flauto comunque, era della sorella: la sto educando alle gioie del riciclo fin dalla tenera età). Del resto, mi poteva andare peggio, essendo reduce da un fine quinta elementare in cui la discussione digitale si era inceppata su una rogna senza vie d’uscita: le polpette di pesce. Queste polpette le mamme proprio non le digerivano, metaforicamente parlando, dicevano fossero ferali, persino peggio delle lasagne coi residui di cotiche di qualche annetto fa. E si erano mobilitate con petizioni al preside e alla mensa, scioperi della fame, sit-in al venerdì e dieta in bianco. Un incubo.

Poi ci sono i gruppi a tema. Quello per massacrare l’insegnante di arte. Quello per bullizzare la mamma del bullo. Quello per invitare al compleanno del pupo i compagni di classe, non tutti però, solo i prescelti. E allora si va in sbattimento totale perché non si sa con chi condividere l’idea regalo e con chi far finta di non sapere niente, ché se per caso ci si incarta e la cosa arriva alle orecchie sbagliate sono guai seri. Si va dal toglierti il saluto al diventare il bersaglio del giorno su un nuovo gruppo di uozzàp. È molto difficile al giorno d’oggi esercitare senza gaffe la patria potestà, ci vogliono scaltrezza e buone nozioni di intelligence.

FOTO FEDERICA FIORI, ILLUSTRAZIONE SARA NOT

Il bello è

che tutte le mamme, quasi tutte, si lamentano dell’invadenza delle chat. Reclamano moderazione dai figli e poi smanettano an no no con bulimia da rehab. Non sono mai loro le fissate, sempre le altre. Dunque que qu ue non si capisce chi mandi il primo messaggio a cui sarebbe “maleducato” o” ” non non no on rispondere. Io che scollegata lo sono davvero, salvo rare incursioni per decenza, rilancio la beata ignoranza dei genitori vecchia scuola. Mia mamma, come tutte, si preoccupava solo della merenda. E praticava un unico assioma, che ci inculcava al pari di un credo: i prof ro of of hanno sempre ragione. Magari non sempre era vero, ma abbiamo imparato par pa ara rat ato to due cose: a cavarcela da soli e a non sbertucciare l’autorità. Maria Elena Viola, direttore di GIOIA! Scrivetemi a: direttoregioia@hearst.it

«Il bello è che tutte tutt tte le mamme si lamentano delle chat. Ma poi smanett smanettano ttano con bulimia da rehab» 17


sommario

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IN QUESTO NUMERO

AMBRA: «NESSUN RANCORE. PREFERISCO AMARE»

L’editoriale di Maria Elena Viola Posta per Gioia! Spillo di Lisa Corva Maleducazione sentimentale di Barbara Alberti Sette idee per la settimana di Federica Fiori

SE NE PARLA Ciao Dario L’opinione di Corrado Formigli

3 32 SCULTURE GIOIELLO

in copertina

Zoom di Stefania Miretti Taglia e cuci di Serena La Rosa

62 BEN AFFLECK. LA DIETA DEL SET

76 6

MAMME DA RUGBY. QUANDO IL GIOCO SI FA DURO...


84 IL FUTURO È FEMMINA

in co pertina

sommario COSE CHE LUCCICANO

120

56 62 66 68 72 76 82 84 89 90 102

104 FASCINO CURVY

104 118 120 122

ATTUALITÀ Ambra. La mia famiglia Pokemon Ben Affeck. Giuro, io ce la metto tutta... La terrazza di Guia Soncini I miei primi lavori Una vita al massimo Mamme nella mischia Stai Serena di Serena La Rosa Il pianeta in mano alle bambine

MODA Codice K E sopra cosa mi metto? Un maglioncino ci vuole proprio! Mai dire mai... Now new next di Angelica Carrara La slip on di paillettes Michimood di Michela Gattermayer

68

a t i o n r e p c in

QUANTO VALE IL LAVORO DEI GIOVANI?

a t i n r e p o c in


sommario

127 128 136 138 140

a t i o n r e p c in

127

144 148 152

NEW BLONDE

158 160 170

163

CAMPAGNA CHIC

152

O bianco o nero Biondo shocking New blond rules Lozioni di bellezza Best of beauty

LIFESTYLE Malati di benessere Aristo country Catania, santi, poeti e buongustai Scuola, fgli e altri guai di Francesco Uccello Inventa lavoro di Silvia Orlandini Oroscopo di Francesca Tumiati

PASSAPAROLA Libri. Cinema. Arte Musica. Televisione

in copertina VUOI AVERE IL LOOK DI AMBRA?

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IL TAGLIO SFILATO

GODERSI CATANIA

a t i o n r e p c in

BELLEZZA & WELLNESS

Pull di lana con maniche di paillettes multicolor e pants di jacquard con fantasia di fnestre colorate, Emporio Armani. Foto Marco La Conte. Styling Maria Giulia Riva. Ha collaborato Virginia Guiotto. Trucco Letizia Morlé e capelli Dora Roberti entrambe per Closeup.

E IL MAKE UP?

Le idee MODA

I LEGGINGS GRATTACIELO

LE PAILLETTES DI GIORNO

Incarnato perfezionato dal fondotinta Maestro n.5.5 e zigomi scolpiti da Cheek Fabric n. 306. Occhi profondi grazie all’ombretto Eye Tint n. 23 Caramel Smoke e n. 24 Nude Smoke. Labbra in primo piano con il rossetto Rouge D’Armani n. 102.


www.gioia.it

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il sito delle idee

cose da fare, oggetti del desiderio e opinioni a cura di Gloria Ghiara

Commenti da fare? Noi siamo qui: gioiaposta@hearst.it, facebook.com/ Gioiamagazine

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Il figlio che non ho avuto

Dolcetto o scherzetto?

Il 31 ottobre è la festa dei bambini ma non solo: dalle ricette al make up, tante idee per celebrare la notte più paurosa dell’anno, clicca su GIOIA.IT/HALLOWEEN N

E c’è anche l’app! Scarica subito l’app di Gioia! da App Store e Google Play Store

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La settimana prossima JOLIJN SNIJDERS

non perdete...

Il grande d

numero ero della la moda

288 88 pagine di tendenze, stili, curiosit curiosità, suggerimenti

A proposito del servizio Il figlio che non ho (Gioia! 37), sono anch’io una delle donne che divorarono il libro di Lisa Corva in un weekend tra risate e lacrime. Era il 2005, i media si occupavano di legge 40 e anch’io come Lisa ero arrabbiata, ossessiva, invidiosa: dopo sette anni d’infertilità avevo appena perso un bambino ottenuto con incredulità “come natura crea”, senza sapere che nel 2006, a 40 anni, ne avrei perso un altro. Quel libro mi ha salvata giorno per giorno. Perché non mi sono sentita più sola, perché da quel romanzo era nato un blog frequentato da altre donne come me: ci confrontavamo e ci raccontavamo la quotidianità della nostra vita di aspiranti madri. Poi il blog è stato chiuso, la vita va avanti: alcune sono diventate madri in vario modo, altre, come me, ci hanno rinunciato, ma alla fine eravamo riuscite a guadare il fiume e a leccarci le ferite che presto si sono tramutate in cicatrici. Io mi sono sbloccata quando mi sono accorta che, nel rimpianto di non riuscire a dare la vita, non mi stavo più godendo la mia. Mi sorpresi a pensare: «Ci chiamano donne ramo secco, ma io sui miei rami posso appendere tutto quello che desidero». Da lì iniziò una piccola rinascita. Per le donne di domani, gentile direttore, bisogna continuare a parlare di fertilità creando una cultura della fertilità che vada di pari passo con i progressi della medicina e le nuove leggi. Nessuna donna infertile/sterile dovrebbe sentirsi in colpa o rispondere a domande imbarazzanti. Tutte le donne dovrebbero avere il diritto a una vita serena: con o senza figli. Simona Borgatti

Ma davvero tutti li vogliono? I figli, intendo. Ci sarà qualcuno a cui non piacciono i bambini o semplicemente preferisce dedicarsi ad altro e si sente libero di non farli? Mi piacerebbe saperne di più. Clari

Risponde Maria Elena Viola Tutte le donne devono avere il diritto a non sentirsi in colpa se i figli non arrivano, e anche se i figli non li vogliono. Noi cerchiamo di dare voce a tutte. Viva il diritto di scelta, viva la libertà.

Lo spillo di Gioia!

“ ”

DI LISACORVA.COM

Dentro una teiera c’è sempre (Tiziana Cera Rosco) l’autunno

E anche dentro la mia tazza di tè: nuvole, foglie, promesse.


maleducazione sentimentale

BARBARA ALBERTI SCRITTRICE. UNA SPIA DELL’AMORE

Io e mio marito abbiamo avuto un’educazione sessuale molto prude, estremamente repressiva, il sesso non si poteva nominare, tutto di nascosto. Così abbiamo tirato su i fgli nella massima libertà, niente tabù e massima confdenza. Il più piccolo ha 18 anni, sta con una ragazza, la porta tranquillamente in camera sua, dormono spesso insieme nella stanza accanto alla nostra. Ultimamente lo abbiamo visto preoccupato e, dopo qualche insistenza, alla fne ci ha detto che aveva dei momenti, se non proprio di impotenza, di diffcoltà. Dice che la ama, che niente è cambiato fra loro, ma si sente a disagio a non essere più brillante come prima. Io e mio marito gli diamo i consigli che possiamo, ma io penso che sarebbe meglio mandarlo da un sessuologo, che è sicuramente più adatto a risolvere il suo problema. A.A.

No, l’unico adatto è tuo fglio. Che vada a dormire con la sua ragazza dove gli pare, purché lontano da voi, senza il fato sul collo di bue e asinello. Far l’amore a un passo dai genitori non è la miglior ricetta per il desiderio. E piantatela di impicciarvi dei fatti suoi! È una forma di castrazione. Che bellezza la mia pessima educazione cattolica, bisognava far tutto in segreto, rischiando, il sesso andava guadagnato e, se ci beccavano, certe sberle! E com’era vivo il desiderio – quale emozione – giardini al buio, androni, case appena uscivano i genitori, e batticuori, e ore ardenti…e come covavamo la ribellione verso quelle proibizioni. Per questo facemmo la rivoluzione sessuale. Ma è andata male. Peggio delle ipocrisie, peggio degli schiaff, è la melensa confdenza coi genitori di oggi, questo loro voler controllare il sesso dei fgli, che si “mandano” dal sessuologo – almeno lo decida lui! Cari genitori, ma pensate alla vostra vita sessuale – se ne avete una. E forse è proprio lì il problema.

«Che bellezza la mia pessima educazione cattolica, bisognava fare tutto in segreto e, se ci beccavano, certe sberle!»

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Ho scoperto che mio fglio è gay. Lo so, mi dirai che è normale. Per me no. In famiglia, queste stravaganze non ci sono mai state. Io non sono disinvolta col sesso, c’è sempre stato un muro fra noi, anche prima di sapere che gli piacevano i maschi. Non lo condanno, ma mi sento lontana. Non ci tengo a essere moderna. So che la sua non è una colpa, ma sento che siamo diversi, non so se potrò riavvicinarmi. Il sesso dei fgli è sempre imbarazzante. Mina Non è il sesso dei fgli che imbarazza, è il sesso. L’uomo non ha l’uguale nel creato. Dopo milioni di anni guarda in giù, e rimane di stucco: “To’, il sesso!”. Come se fosse una novità. Proprio non ci rassegniamo ad averlo. E ogni volta cadiamo dalle nuvole, ogni volta ne facciamo motivo di scandalo, divisioni, disprezzo. Dici «Io e lui siamo diversi». Eh sì, un fglio non è un clone. Forse in futuro, la scienza è molto avanti sul piano del narcisismo genitoriale, fra un po’ saranno in grado di fornirci fgli-specchio. Ma per ora, bisogna ammettere che, tagliato il cordone ombelicale, abbiamo generato una persona dotata di libero arbitrio, che non è il nostro doppio, non è nata per copiarci ma per decidere di sé, darsi a scelte che non sono le nostre. Se no bisogna prendersi un gatto, o forse ancora meglio un peluche, qualcuno che non ci contrasti, che sia il prolungamento delle nostre chiusure.

Scrivete a Barbara Alberti all’indirizzo: maleducazione.sentimentale@hearst.it

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT

Forse devo MANDARE MIO FIGLIO dal SESSUOLOGO

Com’è strano ESSERE LA MAMMA di un RAGAZZO GAY


Che e

Sette idee per perla la settimana

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!

A CURA DI FEDERICA FIORI

Che ne dici di...

… una scultura al dito?

Intrecci fessuosi come onde di seta, sottolineati da rifessi glitter su spirali d’ottone rosato (la nuance più hot del momento). Con un gioiello così anche una semplice sottoveste di raso color cipria può trasformarsi in abito da sera. Prova e vedrai! Stroili Couture Collection.

GETTY IMAGES

IN PARURE OLTRE ALL’ANELLO (€ 32,90), LA STROILI COUTURE COLLECTION COMPRENDE UN BANGLE, GLI ORECCHINI E UN PENDENTE. STROILIORO.COM


… sferruzzare formato XL?

Aghi (in legno) giganti e flati del diametro di un polso: la designer di Kiev Anna Mo ne fa (e ne vende) di tutti i colori: coperte, sciarpe, complementi d’arredo e perfno cucce per quattrozampe. Preferisci fare da sola? Su etsy.com trovi tutto l’occorrente: il brand di Anna si chiama ohhio e i mega gomitoli costano 55 euro cad. G.G.

... un turbante alla Lupita?

Lupita Nyong’o ne ha fatto il leit motiv dei suoi ultimi outft: smessi i panni (frmati) dei più celebri brand, ora l’attrice usa incredibili intrecci di trame e colori al posto della messa in piega. Il risultato è garantito: non solo perché, come lei, puoi giocare al mix’n match di fantasie con abiti, top e bustier, ma anche perché puoi coordinare alla mise i colori del trucco (anche quelli più esagerati, certo!).

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... una Nutella-lampada?

Chi l’ha pensata ha avuto un’idea geniale. Anzitutto, perché la nuova lampada di Nutella “impone” di consumare il contenuto prima di poter accendere il barattolo. E poi perché non abbaglia, funziona con un tocco (è senza fli) e nel caso si esauriscano le pile interne puoi sempre collegarla al computer per non restare al buio. Come averla? Scoprilo su ferrero.it!

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sette idee

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… un chiodo, ma bianco?

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A. ZAMBIANCHI

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Di vernice, supercool e con zip a contrasto. Il giubbotto più anticonformista inverte le regole e abbandona la nappa nera. Imperial (€ 129). imperialfashion.com

… due passi nella bellezza?

Quella del nostro Paese, ovvio. Il FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano, ti aiuta a (ri)scoprirlo in modo lieve e alla portata di chiunque con azioni quotidiane ed eventi speciali che hanno lo scopo di proteggere un patrimonio unico al mondo. Approfttane: fno al 31 ottobre c’è uno sconto di 10 euro su ogni quota associativa (e quella ordinaria costa ora solo 29 euro). Basta un click per difendere l’arte, la natura, il mondo in cui vivi! fondoambiente.it


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sette idee

Che ne dici di...

segnare in agenda dal 21 al 27 ottobre

a cura di Stefano Rejec

musica venerdì 21

Fan di Sia? Esce oggi This is acting (Deluxe Edition), edizione speciale dell’omonimo album. Il nuovo lavoro della cantautrice australiana (sopra) comprende la hit Cheap thrills, il nuovo singolo The greatest (in doppia versione, con e senza Kendrick Lamar), Move your body, remixata da Alan Walker e i tre brani inediti: Confetti, Midnight decisions e Jesus wept. siamusic.net

libri sabato 22

lunedì 24

Al Centro culturale di Milano, non perdete la mostra dedicata a W. Eugene Smith: 60 immagini del maestro Usa del fotogiornalismo, compreso lo scatto Passeggiata verso il giardino del Paradiso (a lato). Che gli americani avevano appeso in casa per festeggiare l’uscita dal tunnel della Seconda guerra mondiale. Fino al 4 dicembre. centroculturaledimilano.it

mostre domenica 23

Se siete a Londra non perdete la grande retrospettiva 1920, Jazz age: fashion & photographs. Esposti cento abiti, decorati con lustrini e paillettes, dell’età del Grande Gatsby e fotografe di quegli anni favolosi. Al Fashion e textile museum fno al 15 gennaio. ftmlondon.org

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tv martedì artedì 25

È dedicato ato al mondo femminile il ciclo di flm di Rai movie, in onda in prima e seconda da serata, fno al 27 ottobre. In programma ramma Quel mostro di suocera di R. Luketic ketic (21 ottobre), Tutti pazzi per Rose se di R. Roinsard (25 ottobre), La cuoca ca del presidente di C. Vincent (26 ottobre obre ), The Iron Lady di P. Lloyd (27 ottobre), obre), Il padre dei miei fgli di M. Hansen-Love -Love (27 ottobre). raimovie.rai.it

incontri ontri mercoledì 26

Festeggia gia il primo compleanno Hub Dot, ot, il network che mette in contatto atto le donne, online e tramite eventi, per facilitare lo sviluppo dei loro progettii professionali. Appuntamento oggi a Roma, in via di Torre Argentina 72. hubdot.com

eventi giovedì 27

Nice Nailantei Leng’ete, 25enne kenyota, operatrice e ambasciatrice di Amref Health Africa, torna in Italia dal 23 al 29 ottobre. Simbolo mondiale della lotta alle mutilazioni genitali femminili (ha salvato oltre 10.500 bambine), è a Milano oggi, al museo dell’Arte e della Scienza, alle 18. amref.it

THE HEIRS OF W. EUGENE SMITH

fotografia g

Siete lettori forti? Con #ioleggoperché, dal 22 al 30 ottobre, nelle librerie aderenti è possibile acquistare libri da donare alle scuole. E sul sito ioleggoperche.it le celeb raccontano la loro passione per i libri: da Jovanotti a Sofa Viscardi.


seneparla fatti, fatti i, commentii e obiettivi della settimana ti Giullare e Nobel

Dario Fo

GUIDO HARARI/CONTRASTO

Dario Fo in uno scatto del 1999. Si è spento il 13 ottobre, a 90 anni.

1926 - 2016

C’era una volta

UN RE

Il suo credo era farsi beffe del potere, la sua risata era radiosa. Scelse sempre di stare dalla parte del popolo, ma fu riverito anche dall’Accademia di Svezia. Noi lo ricordiamo così di Aldo Nove

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seneparla

Il ricordo di Gentucca Bini UNO DI FAMIGLIA

Il giorno in cui Dario Fo vinse il premio Nobel per la letteratura lo ricordo benissimo. Ero caporedat-

tore della rivista Poesia. Per i misteriosi meccanismi delle attribuzioni dei Nobel, si sapeva, “era nell’aria” che quell’anno sarebbe stato assegnato a un italiano. Si pensava che l’onore sarebbe spettato al poeta Mario Luzi, già da diversi anni fortemente “papabile” al più importante premio letterario del mondo. La notizia era data per certa. In redazione tutti l’attendevano. Invece arrivò la notizia che a vincere era stato Dario Fo. Mi afforò subito la sua radiosa, contagiosa risata, e

ridere fu proprio la mia prima reazione. Come credo fosse stata la sua, per quanto unita a stupore. Come dicevo, nel luogo in cui mi trovavo, quella vittoria fu una sorpresa ma anche una disillusione e infne una vera e propria arrabbiatura. La sfda intelligente e generosa del comitato per l’assegnazione del Nobel non venne capita subito. Anzi, qualcuno non l’ha capita tutt’oggi, dopo che di anni ne sono passati molti e Dario non c’è più. Quello che non veniva accettato era il fatto che lui è sempre stato quanto di più lontano dal poeta laureato o dallo scrittore blasonato ci possa essere. Tuttavia, la letteratura è, come tutto ciò che vive, imprevedibile e multiforme. Dario Fo, il buffone, il giullare, è stato ed è uno degli autori teatrali più conosciuti e rappresentati al mondo.

E come esplicitamente si dichiarò nella motivazione della sua vittoria, con lui si premiava la categoria di chi, attraverso i secoli, si faceva beffa del potere rinnovando in modo estremamente creativo e originale la

Il ricordo di Ambra QUANDO IN AUTO GRIDÒ: FRANCA, FRANCA!

Quel giorno del 1997 in cui gli dissero del Nobel, Dario Fo era in auto con Ambra Angiolini, allora ventenne, per il programma Milano/Roma: quattro ore di viaggio e di chiacchiere. Lei lo ricorda così: «Quello che mi fece effetto e ancora mi fa piangere, non è tanto il Nobel, o il fatto che io ero lì con lui, ma la sua prima reazione, che fu un grido d’amore: “Franca, Franca, Franca!”. Per me, che penso che l’amore sia importante come il respiro, è stato uno scontro frontale: Franca voleva dire “ti amo”. E oggi un uomo così lo sto ancora cercando, uno a cui dire “Franca” sapendo che mi capisce! Dario, so che stai ridendo...». O.F.

tradizione della satira. C’è qualcosa di molto serio nel riso e allo stesso modo c’è, può esserci, qualcosa di vacuamente pomposo nel serio. Dario Fo ci ha insegnato a leggere il presente attraverso la Storia, con la cultura immensa e mai ostentata che lo caratterizzava: come nelle rappresenta-

zioni carnevalesche medievali, in quelle del Rinascimento e della commedia dell’arte, fno a Goldoni e Pirandello. Dario Fo spaziava tra i periodi storici con disinvoltura e grazia, usando quella lingua franca, il grammelot, che nei millenni, tra gestualità e miscele di lingue, ha permesso ai popoli più disparati di intendersi; e a lui di farsi intendere in tutto il mondo. Visionario quanto spietatamente lucido, contraddittorio e infaticabile, Dario Fo è stato anche pittore, grande pittore. Con la donna della sua vita, Franca Rame, il cui sodalizio è sempre stato strettissimo, ha cambiato un po’ del nostro costume, ci ha aiutato a capirci. In modo diverso rispetto a più pedissequamente quotati autori. Un Nobel che è stato quindi anche un elogio alla diversità, alla varietà delle forme espressive. In modo non trop-

po diverso da quanto è accaduto quest’anno con Bob Dylan. Con Fo si è premiato il buffone. Con Dylan il menestrello. Due fgure esemplari che hanno nutrito, e nutrono, le nostre emozioni e le nostre menti. G

MONDADORI PORTFOLIO, KARMA PRESS

Insieme Dario Fo nel 1962 con Franca Rame a Canzonissima, che abbandonarono dopo sette puntate per protesta contro la censura. Sotto, Dario Fo riceve il Nobel a Stoccolma nel 1997.

«Dario era uno dei migliori amici di mio padre: fu lui a telefonargli, mentre era in macchina con Ambra Angiolini, per annunciargli la vittoria del Nobel. Per me era come uno zio, un nonno: ci trovavamo a casa nostra a cantare le sue canzoni. Io mi confdavo e lui mi dava molti consigli. Ricordo che fu entusiasta della collezione uomo che disegnai quando ero direttore artistico di Romeo Gigli. Disse che gli ricordava i quadri del Mantegna. Così fece lui le scenografe per la sflata: usammo le rarissime riproduzioni originali del Mantegna. Ci volevamo bene». M.G.


Bob Dylan

seneparla

Menestrello Bob Dylan, oggi 75 anni, fuori dalla sua casa di Byrdcliff, nel 1968.

IL NOBEL DEMOCRATICO Nel 2011 Tomas Tranströmer, svedese. E il mondo, con una faccia di circostanza: «Ah. Va

beh». Nel 2012 Mo Yan, cinese. E il mondo: «Mmh. Okay». Poi nel 2013 Alice Munro, canadese; nel 2014 Patrick Modiano, francese; nel 2015 Svetlana Alexievich, bielorussa. E il mondo: «Prima o poi devo decidermi a leggerli». Finché, nel 2016: Bob Dylan, americano. Ecco, lì il mondo ha detto: «Un momento, questo LO CONOSCO!» (non solo il nome, anche quello che ha

scritto e cantato: impossibile non averlo ascoltato almeno una volta nella vita). E subito – come fa il mondo appena ha un appiglio – ha iniziato a polemizzare con se stesso. ste L’appiglio è noto: hanno ragione i venti svedesi che, n nel nome del primo dinamitardo della Storia, decidono chi ha fatto tanto per la Letteratura? Andava premiato, colui che ha convinto il mondo che nella musica si potesse mettere la poesia – ma lo ha fatto, per l’appunto, da musicista? Una mezza risposta è nei cinque nomi che hanno preceduto la 75enne leggenda del rock. Alcuni di loro erano ignoti persino a librai e bibliotecari. Però se il

questo contentino alla musica, che un suo Nobel non ce l’ha, rischia di sottintendere che uno su mille (musicisti) ce la fa, a essere all’altezza di poeti e scrittori: purché sia il più famoso di tutti, noto persino a qualche teenager di oggi, cosa che non si può dire degli altri premiati. Però, se non altro, vedendo che un musicista ci è riuscito, forse i suoi colleghi, dai cantautori ai rapper, potrebbero essere stimolati a crederci anche loro e a impegnarsi un po’ di più. Perché di canzoni da Nobel in giro, ora come ora, se ne sentono un po’ poche. Paolo Madeddu

scatenare una discussione sulla letteratura, nella quale coinvolgere non solo gli addetti ai lavori, ma letteralmente milioni di persone. E cosa poteva funzionare meglio della musica? Tra qualche anno potrebbero farlo con un regista, in fondo già quella di Dario Fo era una scelta ai limiti. La verità è che è il Nobel ad aver bisogno di Dylan, e non Dylan del Nobel. Facile che a lui il premio non faccia né caldo né freddo, come molte altre cose: chi ha visto un suo concerto sa che è già tanto se in tutta la serata fa un mezzo sorriso o dice (verso la fne): «Salve». Quanto all’idea di concedere

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Amore vero Più P iù che altro impossibile quello tra Elvis e Cleopatra sulla camicia di Prada Uomo (ma perfetta per le ragazze) disegnata da Cristophe Chemin.

ELLIOTT LANDY/MAGNUM PHOTO/CONTRASTO

Nobel vuol rimanere il riconoscimento più riconosciuto, ogni tanto è il caso di prendere gli hashtag di petto e


seneparla Eroine Angelina Jolie, 41 anni, primo volto cinematografco di Lara Croft (2001). Sotto: Alicia Vikander protagonista del prossimo Tomb raider.

l’opinione

CORRADO FORMIGLI GIORNALISTA, CONDUCE SU LA7 PIAZZAPULITA.

PUTIN, PADRONE DEL VAPORE

Lara Croft, 20 anni di curve

Era il 25 ottobre 1996 quando Lara Croft, avventuriera che va a

caccia di tombe e tesori nascosti, debuttava in Tomb raider, lanciando per sempre l’eroina nella cultura pop. Nel 2001 ci avrebbe pensato Angelina Jolie a dare un corpo da pin up a quei pixel. Viso da fotomodella, vita stretta, gambe snelle e seno prosperoso, Lara è stata accusata di incarnare uno stereotipo caro ai maschi, nonostante l’intenzione del suo ideatore, il game designer Toby Gard, fosse «creare una donna in totale controllo del proprio destino». In 20 anni Lara è diventata l’eroina più amata (3,88 milioni di copie vendute) ma le sue forme sono aumentate a dismisura e così il suo eroismo. Al punto tale che l’editore, Square Enix, l’ha riproposta nel 2013 in versione inedita: una donna bella ma vera, capace di emozionarsi per davvero. Ora la si può ritrovare con le nuove fattezze nella riedizione del videogame Rise of the Tomb raider: 20 year celebration. A infonderle questa nuova anima al cinema ci penserà Alicia Vikander: uscita prevista a marzo 2018, i fan sono avvertiti. Marco Consoli

Baciami ANCORA

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Il gioco delle coppie In primo piano: Lorenzo Jovanotti con la moglie Francesca Villani. A sinistra: Francesco Montanari con Andrea Delogu; sopra: Tom Hanks con la moglie Rita Wilson.

Ci fosse una colonna sonora da red carpet, in questa Festa del cinema di Roma, sarebbe di Jovanotti. Un po’ per lo show che lui stesso ha messo in scena, invitato al festival a parlare dei film della sua vita. E poi per questi baci. Che, usciti dalla sua bocca, o da quella di Tom Hanks (lì per l’anteprima di Inferno) o quella di Francesco Montanari (Cuore, sole, amore), fanno pensare che davvero, come canta Lorenzo, «tutto il resto è rumore lontano».

destre d’Occidente. È Vladimir Putin, il leader della più grande “democratura” del mondo, neologismo che indica gli Stati autoritari dove la democrazia è la facciata, la dittatura la sostanza. La Russia spadroneggia in Medio Oriente: ad Aleppo, al fanco di Assad, bombarda i ribelli facendo strage della popolazione civile, mentre la sua intelligence sorveglia da vicino l’offensiva contro Mosul, la capitale del califfato nero dell’Isis in Iraq. Fra i capi sulla scena, non ce n’è uno come Putin. Obama incarna la fgura esidente riluttante, contrario a ogni avventurismo bellico. Quanto ai presidenti europei, non si può certo dire che la Merkel, Hollande o Juncker abbiano un’immagine tonica e volitiva. In aggiunta, hanno un’opinione pubblica e dei parlamenti ai quali rendere conto. Lo Zar no, e per questo sta vivendo il suo momento d’oro. Mentre in Medio Oriente i suoi jet bombardano città e ospedali, hacker professionisti addestrati a Mosca sono riusciti a svelare le mail segrete di Hillary Clinton al fne di screditarla agli occhi degli elettori americani e avvantaggiare Donald Trump, amico del Cremlino. Nel frattempo, in Siria sono morti sotto le bombe 5.200 bambini e nessuno sa come fermare il massacro. Putin appare sempre più il padrone del vapore, colui che distribuisce le carte. Sa bene che nell’Europa impaurita dalle ritorsioni energetiche nessuno avrà il coraggio di realizzare un vero embargo contro Mosca. E che le democrazie, oggi, trascorrono la maggior parte del tempo amleticamente davanti allo specchio. Sarà lo Zar la grande sfda per Hillary Clinton, se conquisterà la Casa Bianca.

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Un ex uffciale del Kgb che piace da impazzire a tutte le


seneparla In libreria Édouard Louis, 24 anni, già autore del bestseller Il caso Eddy Bellegueule (2014), ha pubblicato Storia della violenza, (Bompiani).

Édouard Louis

Io, vittima di uno

STUPRO Édouard Louis ha solo 24 anni

ed è una star della letteratura francese. Dopo l’esordio nel 2014 con Il caso Eddy Bellegueule (Bompiani) − autobiografa della sua dannata infanzia, 300.000 copie nel suo Paese, traduzione in venti lingue − esce in questi giorni Storia della violenza (Bompiani, pp. 171, ¤ 17) che Le Monde ha defnito «splendido e sconvolgente»: in effetti lo è. Con una narrazione forte e pura, il romanzo ricostruisce la notte del Natale 2012 quando Louis, allora ventenne, incontra a Parigi Reda, un ragazzo nordafricano; il quale, dopo ore di sesso appassionato, lo minaccia di morte e lo stupra. «Ci si adatta in fretta alla paura… la sua capacità di rassicurarmi era proporzionale alla sua violenza», scrive Louis raccontando l’affondo nel terrore quando l’assalitore lo irretisce con parole affettuose e subito dopo prova a strangolarlo, i disperati tentativi di mantenerlo calmo, l’incapacità

Minacciato di morte e abusato, l’enfant prodige della letteratura francese racconta il terribile sapore della violenza. Quando la subisce un uomo Alessandra Di Pietro

di scappare, il senso di colpa per non esserci riuscito: «I ricordi più vivi di una vita sono quelli della vergogna». Le parole per raccontare lo stupro sono storicamente femminili.

Sono cresciuto in un mondo di donne, ascoltando per una vita i loro discorsi. Cosa ha signifcato per lei scrivere questa storia?

sul corpo ma dovevo riviverlo attraverso le parole. C’è una versione dei fatti malamente racchiusa dentro la denuncia alla polizia e poi c’è una verità che solo la letteratura poteva restituire: quello sguardo esitante di Reda prima di provare a strangolarmi non è una prova giudiziaria, ma per me voleva dire che forse non aveva premeditato. Raccontarlo con le mie parole è il mio potere, la mia vendetta. Non le interessa avere giustizia?

È stato un riscatto. Avevo vissuto tutto Io l’ho perdonato per quel che è successo, anche se non voglio incontrarlo mai ai più e ne sono ancora terrorizzato. E non so che cosa voglia dire giustizia in un sistema penale che ti obbliga a entrare nella logica della punizione: a me non interessa. (E invece per paradosso, a essere sotto Og i varietà Ogni i à di cactus è b buona denuncia è Édouard Louis. Un gioper trasformare la shoppingg per vane uomo che si trova in carcere per più capiente in un concentrato droga si è riconosciuto nel libro – sodi energia e di ironia: sugli aculei delle stiene che non c’è stato nessuno stupiante grasse, nanetti, ranocchi e perfino piante pro – e ha chiesto il ritiro dell’opera e un brontosauro addormentato: G26, 50.000 euro di danni, ndr). areteshowroom.com

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PHILIPPE MATSAS/LUZ PHOTO

Tropicale, grazie


La scorsa settimana Michelle Obama ha tenuto un discorso

(facilmente reperibile in Rete per chi se lo fosse perso) che andrebbe fatto vedere a tutte le bambine per spiegare loro cosa sia l’autorevolezza femminile. Un discorso fermo e amorevole sull’indecenza del sessismo e sulla decenza in politica. Così vero da risultare persino sprecato dal momento che la First lady prendeva spunto, pur senza nominare l’avversario, dalle disgustose opinioni di Donald Trump sulle donne; e così potente da risuonare ben oltre i fn qui soffocanti confni della campagna elettorale americana. Un discorso ispirante ovunque si siano smarriti, in nome dello scontro politico, il senso di ciò che è decente e dignitoso – dunque anche in Europa.

Taglia g &cuci

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STEFANIA MIRETTI GIORNALISTA, STEFMIRETTI@ GMAIL.COM

Trump, go home

ÈsuccessoaManchester, È successo a Manchester, nel New Hampshire,duranteunamanifestazione a sostegno di Hillary Clinton, quando il dibattito sulle imminenti presidenziali toccava il suo punto più basso. È stato allora che Michelle s’è alzata e ha dato voce alla rabbia, e pure all’incredulità, di tutte: perché è vero, c’è un candidato alla presidenza degli Stati Uniti che s’è vantato di aver aggredito sessualmente delle donne e ne stiamo parlando da giorni come fosse il normale passaggio dell’ennesima brutta ma agguerrita campagna elettorale. «Sia chiaro», ha detto lei scuotendo gli americani dal torpore, «tutto questo non è normale. È una co-

sa vergognosa. Intollerabile. Stiamo dicendo ai nostri fgli che va bene umiliare le donne. Stiamo dicendo alle

DI SERENA LA ROSA

nostre fglie che questo è il modo in cui meritano di essere trattate… Non possiamo continuare a sopportarlo. Non per un altro minuto, tanto meno per altri quattro anni. Deve fnire adesso… E so che è una campagna elettorale, ma non riguarda più solo la politica. Stiamo parlando delle basi della decenza umana». Ricorderemo a lungo questo discorso come un vero colpo di grazia

– si spera anche nei confronti delle aspirazioni presidenziali di Trump; e, probabilmente, come il solo attimo entusiasmante d’una campagna presidenziale in cui la First lady – tocca ricordarlo – non è tra i candidati. Perché ha ragione Ellen DeGeneres: «Il mondo ha bisogno d’amore. E di Michelle Obama».

TI AMO (ANCH’IO), PRESIDENTE

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seneparlazoom

Michelle for President Michelle Obama, 52 anni. Il New York Times Style magazine le ha tributato un lungo omaggio intitolato To the First Lady, with love, frmato da quattro personalità della cultura: la scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie, l’attivista Gloria Steinem, lo scrittore Jon Meacham, l’attrice Rashida Jones.

Il miglior primo appuntamento della storia non è un appuntamento. È un’assemblea di zona, perché: «Che fgura ci farei se uscissi a cena col primo praticante carino che passa?». Lei si chiama Michelle ed è impiegata in uno studio legale. Il miglior primo appuntamento della storia ha i tempi di una commedia romantica, ma la solennità del momento storico. «Perché sei venuto a Chicago?», chiede Michelle. «Per fare la differenza», risponde lui. Si chiama Barack ed è stagista per l’estate. È Ti amo Presidente, il flm di Richard Tanne sulla nascita degli Obama come coppia (al cinema dal 17 novembre, nella foto; sugli Obama anche il flm Barry, presto su Netfix). E lo consacra il discorso di Michelle in New Hampshire: «Gli uomini forti non hanno bisogno di sottomettere le donne per sentirsi potenti; gli uomini forti sono quelli che ti fanno crescere», ha detto. Tutte abbiamo capito che ci stava raccontando di quella sera in cui Barack cominciò a diventare presidente, ma solo per aiutarla a essere la First lady in grado di risolvere questa elezione.


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Stefania Giannini Al governo Stefania Giannini, 55 anni, ministro dell’Istruzione. Ha frmato la riforma della scuola varata nel 2015.

dire più lavagne elettroniche nelle aule, ma soprattutto nuove competenze per i ragazzi. Con i decreti delegati non si boccerà più nessuno alla scuola primaria. Quali saranno gli strumenti di selezione dei nostri ragazzi?

La valutazione deve essere orientata alla crescita dei ragazzi, alla comprensione delle famiglie, non è solo una questione di medie aritmetiche. Questa è la direzione in cui stiamo andando. Un altro importante intervento sarà legato alla disabilità. Ci possiamo aspettare una mag giore specializzazione?

Si boccerà di meno, ma si imparerà di più; i prof studieranno l’inglese, cambierà la maturità. Nel pieno delle polemiche, il ministro dell’Istruzione dell Istruzione promette che la riforma funzionerà. Davvero

Cambierà l’esame di terza media? E come sarà la nuova maturità?

Siamo convinti che l’esame di terza media vada alleggerito. L’ho detto anche in altre occasioni. Oggi è una specie di candidatura di Alex Corlazzoli al Nobel, ci sono molte prove scritte, una batteria di professori che interroga. L’hanno chiamata “buona scuola” ma, a un anno dall’approvazione, la legge 107 ha incontrato sulla Va modernizzato. Anche la maturità ha bisogno di un tagliando, che consenta fra l’altro di valorizzare sua strada tanti ostacoli. Nei prossimi mesi saranno di più il percorso scolastico. emanati i decreti delegati che riguardano temi importanti per l’istruzione, tra cui l’inclusione dei I genitori continuano a sentirsi poco coinvolti disabili, la valutazione e la certifcazione delle nella scuola italiana: sono chiamati solo nel mese competenze dei ragazzi e l’immissione in ruolo dei di ottobre per le elezioni degli organi collegiali, professori. Abbiamo intervistato il ministro dove peraltro la partecipazione è sempre più scarsa. dell’Istruzione Stefania Giannini, per darvi qualche La scuola è di tutti e appartiene a tutti. Ne siamo anticipazione di quello che accadrà tra i banchi. fermamente convinti. Questo non vuol dire che tutti debbano mettere bocca su ciò che fa la scuola, La legge sulla Buona scuola non ha fnito di portare ma piuttosto che tutti debbano e possano contribuire novità. Nelle scorse settimane il ministero ha presentato il Piano nazionale di formazione dei docenti. al suo miglioramento. Anche per questo abbiamo voluto che studenti e famiglie fossero presenti nei comitati L’inglese e il digitale sono due delle priorità. Abbiamo di valutazione. Il dibattito sugli organi collegiali un piano per le lingue ambizioso attraverso cui è importante, ma non deve essere l’unico su cui fare formeremo 130.000 docenti. Stiamo attuando con leva per sviluppare la partecipazione. grande rapidità il piano scuola digitale, che non vuol

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LAPRESSE

Scuola, è L’ORA del TAGLIANDO

C’è una carenza storica di insegnanti specializzati che non possiamo ribaltare da un giorno all’altro, ma stiamo lavorando per continuare a dare attuazione a una cultura dell’inclusione che nel nostro Paese è molto avanzata.


violenza Magnetici Marissa Meyer, presidente di Yahoo con il vicepresidente Adam Cahan. A destra, Jeff Bezos di Amazon e, sotto, Sergio Marchionne di Fca.

I mio capo Il è PAZZO

Dopo averlettoquesto aver letto questo articolo articolononguarderete non guarderete più ilvostrocapo il vostro capo con gli stessi occhi di prima. Perché saprete che un boss su cinque è uno

psicopatico. Lo dice uno studio condotto dallo psicologo forense australiano Nathan Brooks, secondo il quale un corposo 21 per cento andrebbe a incasellarsi tra i cosiddetti successful psychopaths (psicopatici di successo) in crescita nel nuovo millennio. Ma quali sono le loro caratteristiche? Prima di tutto l’incapacità, totale o quasi, di entrare in empatia con gli altri (sentite già un campanello d’allarme?), poi un enorme egocentrismo (suona più forte?), la capacità di manipolare le persone e di affascinarle. Pescando nel passato, basti pensare alla fgura di Howard Hughes, il miliardario americano con mille ossessioni e il pallino dell’aviazione. O alla recente storia di Marissa Mayer, ceo di Yahoo, che ha raccontato il suo, per molti disturbato, rapporto con il lavoro, tale da indurla a dedicarvi 130 ore a settimana. Tra gli italiani, insospettisce Sergio Marchionne, ceo di Fca (Fiat e Chrysler), che tra i suoi motti ha: «Non possiamo mai dire: le cose vanno bene. Semmai: le cose non vanno male. Dobbiamo essere paranoici». E il rapper, regista e stilista Kanye West, affetto da un’indole egomaniaca così asfaltante da riferirsi a se stesso «più come a un messia che a un artista». È innegabile che questa schiera di mattacchioni abbia pure un certo magnetismo, che ha reso la fgura del “disturbato di successo” protagonista di fction eccellenti. Come Homeland, serie tutta spionaggio, Cia, attacchi terroristici dove a tenere le fla c’è la bipolare Carrie Mathison, alias Claire Danes, la psicopatica più tosta della tv. Prima che arrivasse Viola Davis con la sua Annalise Keating, avvocato senza scrupoli nella serie Le regole del delitto perfetto. Annalise manipola, seduce, tradisce come nel manuale del vero psicopatico: che la amiate o la detestiate non importa, Sono un dio Il rapper Kanye West, alla fne vincerà sempre lei. Carlotta Sisti 39 anni, marito di Kim

Kardashian, produttore discografco e stilista.

La parte più diffcile per una donna che ha denunciato la violenza? Il dopo. All’uscita della casa famiglia, sola con i fgli, senza lavoro e senza un tetto. «Sono cinque anni che penso a come aiutarle», dice Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono rosa. Le istituzioni danno il primo aiuto, ma poi? Da un’altra parte, Anastasia Buda, corporate citizenship manager di Samsung Italia, società da anni impegnata in campagne di responsabilità sociale, sente che le donne vittime di violenza in Italia nel 2016 sono sei milioni, più di quelle colpite da tumore. Le due strade si incontrano e nasce Women run the show, un progetto che aiuta 10 donne uscite dai centri ad avere un’indipendenza economica. Nello spot, frmato da Flavia e Maria Sole Tognazzi, che andrà in onda dal 27 ottobre sui social (#wrts), sulla Rai e nei cinema, si racconta la loro gioia di tornare a vivere. «Offriamo loro corsi di tutoring e formazione per trovare lavoro, paghiamo baby sitter mentre sono ai corsi e le aiutiamo a trovare casa, pagare l’afftto e arredarla», dice Buda. «A dire il vero le donne in percorso sono nove; la prima oggi ha 29 anni, si è laureata in Economia e commercio, lavora e ha una casa dove vive con la fglia, è stata il nostro caso pilota», aggiunge soddisfatta Moscatelli. Samsung sta coinvolgendo nel progetto altre aziende e 62 volontarie di Telefono rosa fanno il passaparola per trovare a ciascuna il lavoro più adatto. Senza abbandonarle.

O.F. http://wrts.telefonorosa.it

GETTY IMAGES, CAMERA PRESS/CONTRASTO

seneparla

Dopo la


intervista

Ambra Angiolini

LA MIA FAMIGLIA POKEMON

Due fgli, una sorella acquisita e una magnifca rete di amiche nel paese in cui abita. La mamma single più tosta d’Italia ci racconta com’è reinventarsi una vita, «dopo che lungo la strada ti è esplosa una mina». Con sfrontatezza e dignità, come la protagonista del suo ultimo flm. Lasciando il cuore aperto. E la farina pronta in cucina di Ilaria Solari tyling Maria Giulia Riva - foto Marco La Conte

Ambra Angiolini sa fare delle ciambelle buonissime, fritte oppure dietetiche. Quelle che mi offre le ha preparate

stanotte alle tre (sì, alle tre) per i suoi bambini, «e mentre impastavo lasciavo decantare certi pensieri fumantini». È la coda dolce di un weekend dedicato ai fgli «col telefono in esilio, sul comodino», zeppo di corse in bicicletta e giochi di una volta, «ma abbiamo anche vandalizzato la casetta della Chicco con le bombolette spray e alla fne mi sono cimentata con il mio primo barbecue, un trionfo di Diavolina». Ecco, se a questo punto vi aspettavate la cronaca dei suoi amori vecchi e nuovi, sappiate che di quello non ci interessa parlare (e a lei meno di noi). Qui si racconta solo di Ambra e della seconda cosa che le viene molto bene: fare squadra. Con i suoi collaboratori, con le donne del paese alle porte di Brescia in cui vive; con le mamme della scuola con le quali scambia dolcetti, peperoni sott’olio e fgli. Ma il primo nodo della sua rete, il più solido, il più stretto, si chiama Nives, assistente personale, ex cognata, sorella acquisita. Che l’accompagna nella vita e nel lavoro: «Quando giro o sono in tournée nel Nord Italia mi

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Fuoco e famme

Ambra Angiolini, 39 anni, dal 3 novembre è al cinema in 7 minuti, di Michele Placido. Ha due figli dall’ex compagno Francesco Renga, di recente le è stato attribuito un flirt con il modello Lorenzo Quaglia. Nella foto: pull di lana merino con intarsi e patch ricamata, Gucci Gucci; cinquetasche 505 C di Levi’s Red Tab.


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Bisogna uscire dai pensieri circolari, non portano da nessuna parte


intervista

In trasparenza

Longdress di tulle plumeties con patch, bra e culotte, tutto REDValentino.


Lei è Greta, una delle operaie, ruvida e aggressiva. Che viaggio ha fatto per calarsi nei suoi panni?

Meno lungo di quel che pensa. Appena ho sentito che Michele (Placido, ndr) stava preparando questo flm, mi ha preso un attacco di panico: lavoravo da un po’ con lui, ero in tournée col suo spettacolo, Tradimenti, di Harold Pinter, è uno dei pochi che ha saputo offrirmi ruoli diversi dai soliti. L’idea che non avesse pensato a me sulle prime mi ha un po’ disorientata. In più avevo avevo visto la versione teatrale di 7 minuti, diretta Alessandro Gassman, a Bologna. Ho pensato: non può essere un caso, io questa storia l’ho scelta. Infatti un giorno mi ha chiamato Federica Vincenti, sua moglie e produttrice del flm, per dirmi: «Sappiamo che sei in tournée, ma te la senti di girare la mattina a Latina e poi di andare la sera in teatro a Roma? Michele dice che ce la farai benissimo perché sei un soldato».

precarietà parliamo. Certo, io posso permettermi anche di non lavorare per un anno, sto meglio di chi porta tutti i mesi a casa 600 euro lorde, ma so cos’è l’insicurezza. E poi c’era Greta, il mio personaggio… Anche lei la chiamava?

Non vedevo l’ora di metterci dentro tutta quella rabbia, la disperazione, l’istinto di mandare a quel paese tutti ogni cinque minuti; che poi non puoi, devi tapparti la bocca e allora fai altro. Greta fa boxe per scaricare la tensione. Tutte cose che sento, a me il disagio degli altri fa male anche quando sta a distanza di sicurezza, lo conosco, lo vedo anche qui; a Sant’Eufemia i miei fgli frequentano la scuola pubblica, le donne che ho scelto di frequentare lavorano nei supermercati, a servizio, o nelle fabbriche e i loro sorrisi e la loro voglia di aiutarsi e di farmi sentire a casa io li apprezzo molto. Motivo per cui cerco di vivere, capire e condividere quella quotidianità che è un po’ anche mia, senza colpevolizzarmi perché porto a casa di più, ma cercando di mettere a disposizione quel di più per una collettività che può essere migliore, se ognuno di noi si occupa un po’ dell’altro.

riporta a casa ogni notte. Sennò ci muoviamo noi, spesso coi bambini, due io, tre lei, siamo una compagnia di ventura. È con lei che ho passato il primo Natale da mamma single». Non è un caso che si parli di reti femminili anche in 7 minuti, il flm di Michele Placido in cui la vedremo al cinema (dal 3 novembre) insieme a uno strepitoso cast: tratto dalla pièce scritta da Stefano Massini (Einaudi), racconta la lunga giornata di 11 operaie tessili di un consiglio di fabbrica, messe dalla nuova proprietà di fronte di fronte a un aut aut: rinunciare a 7 minuti di pausa al giorno, oppure perdere il posto di lavoro. Un sacrifcio che dapprima sembra loro trascurabile fnché, conti alla mano, non realizzano che è in gioco qualcosa di molto più importante: la dignità.

Sono libera, nessuno può dirmi “ormai”. È una parola che mi fa ridere

Naturalmente se la sentiva. L’aveva anzi un po’ chiamato, quel flm.

Come tutte le cose che voglio davvero e poi succedono, anche questa aveva quel destino lì: si doveva avverare, forse perché in me esisteva già. Era un periodo complicato della mia vita: ho dovuto rimboccarmi le maniche, ma quella stanchezza quotidiana, lo scarso riposo mi hanno fatto bene. Che c’entra Ambra Angiolini con le lotte operaie?

Per il lavoro che facciamo, noi attori sembriamo sempre dei privilegiati; però, per quanto “precaria di lusso”, nemmeno io so che cosa farò l’anno prossimo: sempre di

Si è mai chiesta che cosa avrebbe fatto lei al posto di Greta? Avrebbe accettato quel ricatto?

Purtroppo l’ho saputo subito, per le famme che mi abitano e mai riesco a spegnere, non c’è pompiere che tenga: so che sarei andata contro il sistema che ti obbliga a piegare la testa. Ancora di più nei panni di Greta, perché lei non ha fgli e quindi più di altre può dire: che me ne frega, combatto. Anzi, deve cercare di tenere su anche chi in quel momento non può pensare solo per sé e dunque è più titubante. Anche lei alimenta gli incendi invece di spegnerli?

Eh sì. Mi rassicura sapere che resta tutto acceso, poi ormai, a 39 anni, so anche come si sta quando si va giù per certi crepacci, non ho più tanta paura di fnirci. Quali sono stati i suoi 7 minuti, nella vita o nella carriera?

Tutte le volte che qualcuno ha cercato di chiudermi in un posto, ricacciarmi indietro, e io ho fatto tutto quello che potevo perché non avvenisse, certe volte perdendomi per strada pezzi importanti: agenti che credevano in me, anche amici. Ma voglio sentirmi libera di pensare che nessuno può dirmi “ormai”. È una parola che mi fa ridere. Come “ancora”. Ci sono termini che mi piacciono di più.

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intervista

Let’s shine ne

Pull con ricamo mo di paillettes e pants in drap di puro uro cammello,, Max Mara..

poco più in là i suoi fgli, Jolanda e Leonardo, che guardano la tv, ndr). Il termine “mamma” riempie la bocca ed è poco rock and roll, ma dentro a questo ruolo spesso posso sentirmi anche molto cattiva o inutile, frustrata, magari quando non ho la testa di far brillare un po’ la qualità del tempo passato insieme. L’unica arma vincente che ho è riderci sopra, sapendo che arriveranno altri weekend come questo. Posso ancora passare loro molte cose, come leggere a Jolanda un verso di Alda Merini e dirle che nel mio piccolo la penso anche io così. Quale verso?

«Vedevo le mie coetanee desiderare un uomo con una gran macchina e tanti soldi. Nei miei desideri invece ero io quella potente». Ecco. Lei era già così e, secondo la gente, non aveva apparentemente nulla per potersi permettere di pensare di essere potente. Pur non avendo un’autostima suffciente o un ego spiccato, ho sempre creduto anch’io di dover fare da sola qualcosa per me. Non ho mai pensato di farmi mantenere da un uomo.

Quali?

Tutti quelli che hanno a che fare con il ricominciare, insistere, o cambiare strada, se quella che percorri in quel momento non porta da nessuna parte. Non c’è bisogno di disperarsi, è uno spreco di energie; magari è più utile cambiare rotta e tornare più tardi a rivedere come stavi e che cosa ti ha portato fn lì.

Ho sempre saputo di dover fare qualcosa da sola. Mai pensato di farmi mantenere

Per guardarsi un po’ da lontano?

Anche, ma fondamentalmente perché abbiamo bisogno di uscire dai pensieri circolari: di qualche ossessione siamo tutti un po’ malati; spezzarla ti dà la possibilità di far entrare altro. E quello che entra può essere tremendo: o travolge ogni cosa o si rivela invece illuminante. In ogni caso mette in fuga tutto ciò che faceva i vermi. Ogni volta che lasci entrare qualcosa devi accettare questo rischio. Ora in che fase è: in loop dentro un pensiero circolare o in libera uscita?

È tutto aperto, i buchi li faccio di notte, l’unico mio pensiero circolare sono le ciambelle. Qual è il ruolo in cui si sente più a suo agio?

Questo tutta la vita (indica Nives seduta accanto a noi, e

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C’è gente che mi dice ancora: che bel coraggio che hai avuto. Ma quale coraggio? La vita è andata in una direzione, ho provato a fermarla, non ci sono riuscita, non ci siamo riusciti, alla fne abbiamo cercato di trasformare al meglio una strada sulla quale è esplosa una mina: puoi rimetterla a posto, si può fare. Come l’ha spiegato ai ragazzi?

Parlandone con le altre – siamo in tante nella mia situazione in quella collettività di cui dicevo prima – siamo riuscite a scongiurare una serie di errori con i fgli. Ho ben presente che noi famiglie separate rappresentiamo pur sempre un costume diverso dalla maggioranza: è come andare a una festa di carnevale vestiti da pokemon e sentirsi in dovere di dare delle spiegazioni ad Arlecchino, perché lui è una maschera storica. Fuori di metafora: una famiglia non fnisce perché non sei “vestito” come gli altri, la famiglia diventa un’altra cosa, ma ha sempre a che fare con le emozioni e l’amore.

In che modo?

Se lasciassi spazio al risentimento, al rancore, vivrei in un mondo di macerie: ce ne sono già tante in giro, io non ci voglio più vivere in quella roba lì, tanto meno voglio vederci vivere i ragazzi. Poi non c’è un cazzo da fare: mi piace di più amare. G

HA COLLABORATO VIRGINIA GUIOTTO. TRUCCO LETIZIA MORLÉ E CAPELLI DORA ROBERTI ENTRAMBE PER CLOSEUP.

Basta vederla ora, qui coi suoi ragazzi.


intervista

GIURO, IO CE LA METTO TUTTA... Dopo un silenzio stampa durato mesi Ben Affeck torna a parlare volentieri con i giornalisti, anche se è ancora bandita o-

... a tenere insieme la famiglia (nonostante la crisi con Jennifer Garner) e a cimentarsi in ruoli difficili, come il matematico autistico di The accountant. Senza temere i sacrifici del set, compresa la dieta a base di pollo e broccoli: «Sono mesi che sogno una pizza»

per la migliore sceneggiatura originale per Will Hunting. Genio ribelle. «Chiedo consigli e spesso i miei bambini hanno idee incredibili, inattese. Mi piacciono i ruoli che rappresentano una sfda come questo, perché parlandone con loro posso educarli ad avere rispetto per i problemi degli altri, a non avere paura di fare amicizia con persone diverse da loro. Non è facile essere un bravo genitore».

ha esagerato un po’.

Sì, sia Sì ia con Christian che con i suoi fratelli. L’ha fatto per paura ra di vederli sopraffatti dal mondo, in ultima analisi

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CONTRASTO

gni domanda sulla vita privata e in particolare sul divorzio da Jennifer Garner che è, peraltro, un divorzio un po’ speciale: i due, separati da un anno, sembra vivano nella stessa proprietà assieme ai tre fgli Violet (dieci anni), Seraphina, sette, e Samuel, quattro, per i quali, concede Ben Affeck, «Facciamo del A proposito di questo, la fgudi Roberto Croci nostro meglio o almeno cerchiara del padre nel flm è molto dura mo di farlo». Nel nuovo flm The nei confronti del fglio, cui imparaccountant (il contabile, in uscita il tisce un’educazione militaresca. 27 ottobre) diretto da Gavin O’ Connor, interpreta Chri- In effetti quando ho letto la sceneggiatura, ho notato subistian, un matematico con un disturbo dello spettro auti- to il lato doloroso della storia, che allo stesso tempo è prostico che lavora al soldo di bande criminali. Ma, tiene a prio quel che mi ha indotto ad accettare la parte. Il distursottolineare, «nella vita reale sono una frana a fare i conti, bo di Asperger, una variante “lieve” dell’autismo, è divens’immagini come me la cavo coi compiti a casa dei ragaz- tato uffcialmente una sindrome solo nel 1994. Quindi ha zi. The accountant però è stato importante anche perché senso che nel flm il padre di Christian, non conoscendo mi ha permesso di insegnare loro qualcosa. Ogni volta cause e ragioni del comportamento del fglio, quando lui che faccio un flm, parliamo di come sarà il personaggio era bambino l’abbia allevato come poteva: essendo un miche devo interpretare», spiega l’attore, alle spalle un paio litare ha cercato di prepararlo a combattere fsicamente le di Bafta e altrettanti Golden Globe come migliore pro- ingiustizie nei confronti di un mondo ostile. duttore di Argo, più un Oscar (con l’amico Matt Damon) A giudicare dalle scene forti che si vedono nel flm,


Ben Affleck Al cinema Ben Affeck, 44 anni, dal 27 ottobre nelle sale in The accountant. Ha appena girato La legge della notte, di cui è sceneggiatore, interprete e regista.


intervista Separati? Ben Affeck con Jennifer Garner (44 anni). I due, sposati dal 2005, sono in crisi dalla scorsa primavera.

Calcoli Ben Affeck con Anna Kendrick (31 anni) in una scena di The accountant.

per amore. Con un effetto molto distruttivo. Nel flm come nella vita, quello di un uomo con l’autismo non è certo un ruolo facile. Come si è preparato?

A breve tornerà sullo schermo con La legge della notte, una gangster story di cui, oltre che interprete, è anche sceneggiatore, produttore e regista. Come si trova a dirigere se stesso?

Quando sei nelle mani di un regista che stimi è tutto molto più facile (ride, ndr). Mi piace recitare quando sono il

Asperger, CHE COS’È La sindrome di Asperger è “uffciale” dal 1994; per il DSM-V, il manuale diagnostico dei disturbi mentali, è parte dei “disturbi dello spettro autistico”. È una forma di autismo ad alto funzionamento in cui, comunque, la comunicazione e le relazioni sociali sono diffcoltose; chi ne è interessato ha però buone, a volte ottime, capacità intellettive e molti talenti. Tra gli Asperger famosi: Daryl Hannah, David Byrne, Dan Aykroyd e la giovane Heather Kuzmich, modella e concorrente nel reality American next top model. Più precoce è la diagnosi, migliore la prognosi e più effcaci le terapie, che coinvolgono tutta la famiglia. Per info sul disturbo: spazioasperger.it.

regista, perché so che avrò una chance di dire la mia quando non mi piace una scena. Come attore cerco di essere il più preparato possibile: per La legge della notte mi sono riguardato flm gangster degli anni ’30 e ’40 come Gli angeli con la faccia sporca, con Humphrey Bogart. E come regista... non mi piace correre, perciò mi prendo il tempo che serve a girare tutto quello di cui ho bisogno, cercando nel frattempo di creare l’ambiente giusto per fare lavorare bene gli altri attori. Quando tornerà, invece, nei panni di Batman?

L’anno prossimo. Ho appena fnito di girare Justice league, un ruolo che mi costringe a stare in forma perché non voglio controfgure. Faccio una vita di sacrifci, sia per quel che riguarda la dieta che il regime atletico. Un esempio della sua giornata sul set?

Due o tre ore al giorno in palestra, sei giorni la settimana. Mi alzo alle 4 del mattino così poi posso fare 14 ore sul set. Il mio nutrizionista Rehan Jaliali mi ha messo a dieta in modo con l’obiettivo di aumentare la massa muscolare senza prendere troppo peso, e dunque vai con albumi d’uova, avena, insalate, pesce, pollo con cavolfori e broccoli: sono mesi che sogno una pizza. pizza G

SPLASH NEWS/CONTRASTO

Per me era importante essere accurati, conoscere ogni aspetto del disturbo. Non si può impersonare una persona affetta da Asperger senza fare ricerca. Ho studiato, guardato video e documentari. Poi ho conosciuto Laurie Stevens, responsabile di Exceptional minds, una scuola di Los Angeles per persone con autismo di vari livelli. Abbiamo incontrato ragazzi dai 18 ai 30 anni e la cosa stupefacente – considerata la natura del disturbo, che inibisce la capacità di relazioni interpersonali – è stata che tutti alla fne hanno voluto comunicare con noi, e con entusiasmo.


la terrazza

L’IDEA di femminilità È DIVISA in DUE Sulla mia scrivania c’è un foglio con annotate delle idee che potrei voler usare per questa paginetta. Mi sono arresa ad appuntarmele la 150ª volta in cui mi sono resa conto troppo tardi che mi ero dimenticata di scrivere di una cosa di cui volevo scrivere (è la versione professionale di quando mi alzo per andare a prendere qualcosa in un’altra stanza e poi, arrivata lì, mi guardo intorno smarrita: cosa sono venuta di qua a fare?). Su quel foglio, da qualche settimana c’è scritto: «E se una è orfana e zitella?». È una frase che ho scarabocchiato dopo aver letto un po’ di reazioni a una storia che qualche settimana fa era su tutti i giornali e i siti: in un reality televisivo, due tizi che non spiccano per eleganza hanno fatto una serie di commenti di quelli che vengono comunemente defniti «da spogliatoio». C’era tutto il repertorio, dalla lista di quelle che ti sei portato a letto (coi nomi, ovviamente tutti noti al pubblico) alle reazioni maschili in caso di tradimento. Tutti quelli che hanno stigmatizzato l’episodio, ma proprio tutti, l’hanno fatto con la stessa formula: avete offeso delle madri di famiglia.

GUIA SONCINI GIORNALISTA E SCRITTRICE IL SUO ULTIMO LIBRO È QUALUNQUE COSA SIGNIFICHI AMORE (GIUNTI)

complesso di cose, fatto sta che quel tic da stato di famiglia mi aveva molto irritata. Però poi non ne ho scritto. Ho pensato: magari sono ipersensibile io. Poi c’è stato Trump. E la registrazione di quello che, per giustifcarsi, ha defnito un discorso da spogliatoio: una conversazione in cui si vantava di saltare addosso alle belle donne, tanto «se sei una star te lo lasciano fare» (che forse non è neanche del tutto falso, ma nella campagna elettorale Usa puoi insultare messicani, reduci di guerra, Presidenti in carica, ma guai se ti beccano a fare lo sciupafemmine). Persino lui, che ha col chiedere scusa il rapporto di Fonzie in Happy days, si è dovuto scusare. E tutti i repubblicani, compreso il suo candidato vice, hanno preso le distanze. Tutti come commentando un reality italiano: in nome delle fglie e madri e mogli. Per fortuna sono arrivati Jill e Frank.

Sarà che, come tutti, penso innanzitutto a me; sarà che, pur non avendo mai avuto un padre o un fratello o un marito che mi difendessero dalle prepotenze, mi piacerebbe comunque vedere uffcialmente riconosciuto il mio diritto a essere rispettata; sarà che mi sembra übermaschilista l’idea che, per avere diritto a essere difesa dai maschilismi, tu debba essere annessa a qualche maschio. È tutto un

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Jill Soloway è la capoprogetto di Transparent, la serie tv che ha vinto ogni premio possibile e anche quelli impossibili. Ha scritto un articolo su Time in cui mette perfettamente a fuoco la questione: è come se l’idea platonica di femminilità fosse divisa in due, metà sono le intoccabili madri e mogli, l’altra metà sono quelle che puoi insolentire perché non appartengono a nessun maschio. In nessuno spogliatoio, scrive Soloway, si commentano le gambe o il culo della moglie o della figlia o della madre d’un altro uomo. Frank Bruni è un editorialista del New York Times. Il suo articolo cominciava così: «Sono basito dai commenti di Trump: lo sono in quanto padre di nessuna figlia; ne sono offeso in quanto marito di nessuna moglie». È un sollievo che sulle scrivanie di Jill e Frank ci siano i miei stessi appunti: quindi non era una fissazione mia.

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT

«Metà sono le intoccabili madri e mogli, l’altra metà sono quelle che puoi insolentire perché non appartengono a nessun maschio»


economy

I miei primi

lavori di Francesca Gabbiadini

«Ero a un colloquio di lavoro a Milano, presso un’agenzia di comunicazione, in cui richiedevano serietà e professionalità per fare di tutto e un po’: dalla ricerca di fashion blogger in Rete alla confezione di candele da regalare. Uno stage convenzionato con l’università, un full time. Al momento della fatidica retribuzione, il titolare mi dichiara, sorridendo: “Sono 300 euro al mese e, credimi, potessi pagarti di meno, lo faDelusi e arrabbiati rei!”», racconta AlessanSchiavi di un dio dra, neolaureata in Letminore di Giovanni tere moderne a indirizzo Arduino e Loredana Lipperini, dedicato giornalistico. Purtroppo ai giovani in cerca la situazione di Alessandel primo impiego descritti come dra è molto più comune schiavi senza diritti di quel che si possa im(Utet, pp. 158, 14 ¤ ; e-book 7,99 ¤). maginare, fra i giovani

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neodiplomati e neolaureati neolau che si avvicinano per la prima volta al mondo del lavoro. Secondo i dati Istat, l’occupazione sta st lentamente crescendo, ma solo per i cinquantenni, cinquanten che rimangono al lavoro ben oltre i 60 anni: il tasso di occupazione giovanile rimane invece bas basso, solo il 39,2 per cento contro il 50,3 per cento del d 2008. Il percorso tradizionale, per cui alla fne degli studi segue un lavoro permanente, non esis esiste praticamente più. I lavori dei giovani sono rigor rigorosamente a termine. E sulla natura di questi mestieri mest dobbiamo interrogarci: «Dopo la prima laurea laure in Scienze e tecnologie delle arti mi sono stati p proposti doposcuola, nonché laboratori teatrali in scuole s dell’infanzia, primarie e secondarie. Entrambi Entram i lavori erano inerenti ai miei studi, ma proposti con la formula della prestazione occasionale, più vantaggiosa per loro poiché meno tassata, meno fruttuosa per me in quanto priva della tutela del lavoratore», racconta Elsa, 27 anni, che per arrotondare ha sempre affancato alla sua formazione e crescita professionale «lavori nell’ambito della ristorazione, nei bar e nelle gelaterie. Qui i contratti sono i più disparati, dal part time ben regolarizzato al fnto contratto a chiamata. Da sempre ho cercato di non accettare lavori in nero: non lo trovo corretto nei confronti di chi paga le tasse né gratifcante per chi, giovane e volenteroso, vorrebbe essere riconosciuto per le proprie capacità». È da poco uscito in libreria Schiavi di un dio minore di Giovanni Arduino e Loredana Lipperini, una rac-

colta di storie di vita emblematiche: «Nel volume

GETTY IMAGES

Steve Jobs diceva «fai quello che ami e ama quello che fai». Loro gli hanno creduto. Poi si sono laureati e hanno scoperto che la verità è un’altra. Sono i ventenni in cerca di un futuro: stagisti non pagati di giorno, baristi per mantenersi la sera. “Schiavi” senza diritti, condannati a un perenne re-start


Al bancone La maggior parte dei neolaureati per permettesi di accettare stage non pagati, si mantiene con lavori nella ristorazione, nei bar, nelle gelaterie.

Secondo l’Istat

discutiamo di schiavismo», l’occupazione cresce. detto ai giovani che comunque non avevano speranza. Anno spiega Loredana Lipperini, «inMa non per i giovani. dopo anno, stiamo precipitando teso come perdita di libertà inTra loro solo il nella denigrazione stessa del temdividuale, oltre che di diritti. Lo 39,2% ha un schiavismo non è quella pratica po speso nello studio». Nel libro impiego. Nel 2008 i due autori fanno anche riferiche avviene nelle fabbriche del erano il 50.3% Bangladesh o nei magazzini amento all’aforisma di Steve Jobs «Fa’ quello che ami, ama quello mericani di Amazon: è molto che fai», tanto ripreso (nonché vicino a noi e, come spesso accade, non viene riconosciuto. Per me il momento deformato) nel mercato del lavoro, dove viene spesdi rottura è stato l’ingresso dei fgli nell’età adulta, so citato per sminuire tutte quelle mansioni esercila fne degli anni di studio e i loro primi passi in tate con motivazioni non riconducibili solamente un mondo che non ha pietà verso la generazione all’amore, per esempio quella di guadagnare un po’ dei ventenni. Sono diventata consapevole che fra di soldi. «Ecco l’inganno», chiosa Arduino, «nonla mia generazione e la loro c’è un abisso. La stessa ché arma formidabile nelle mani di un’azienda: se parola “lavoro” ha perso signifcato e spessore. Da non riuscirai nel tuo compito, sarà solo perché non lungo tempo notavo come in ogni ambito veniva hai investito abbastanza amore». L’assai seducente

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economy

Occupazione Il posto fsso dopo la laurea non esiste più: i pochi che trovano lavoro, lo trovano con contratti a termine, non sempre rinnovati.

I bonus ci sono

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Per combattere la disoccupazione giovanile, da aprile 2016 una nuova circolare Inps incentiva le assunzioni all’interno delle aziende attraverso bonus che variano dai 1.500 ai 6.000 euro, a seconda del contratto stipulato e del profilo del giovane. Si tratta dunque di incentivi per imprese che desiderano assumere i neet, ragazzi di età compresa fra i 18 e i 29 anni, non impegnati in attività lavorative, educative o di studio e iscritti al Programma europeo Garanzia Giovani (garanziagiovani.gov.it). La circolare è importante anche perché rafforza i controlli per verificare i requisiti dei beneficiari e l’incremento occupazionale nelle aziende.

lavoro accessorio; quest’ultimi in aumento del 40 per cento rispetto al 2015 (dati Inps). «Mi piacerebbe lavorare nel mondo della comunicazione istituzionale in ambito internazionale», continua Caterina, «ma in Italia è un percorso quasi impossibile da percorrere. Se sei giovane, non vieni preso in considerazione. Se entri in un’azienda, anche se sei più bravo e preparato, c’è questa gerarchia dell’età che non si riesce a superare. Ho conosciuto due ragazze polacche, project manager per un’agenzia che ha aperto 8 locali in Polonia… e hanno 23 anni». G

GALLERY STOCK

retorica del “ma fai un lavoro bellissimo” viene inoltre utilizzata per sottopagare o non pagare affatto i lavoratori dell’industria culturale e, ahinoi, «Non vale più solo per gli anni della gavetta. Vale per sempre», conclude Lipperini. «Se penso ai mei coetanei mi ritengo fortunata perché da quando mi sono laureata ho sempre lavorato», racconta Caterina, 27 anni, laureata in Lingue e letterature straniere. «Dopo due mesi come front offce presso l’Uffcio del turismo nella mia città, ho interrotto il lavoro per poter fare uno stage formativo di sei mesi, senza fnalità assuntiva, nell’ambito della comunicazione e del marketing. Da un giorno all’altro, sono stata chiamata come supporto all’insegnamento, a tempo pieno, fno alla fne dell’anno scolastico». Grazie al suo titolo di studi, per Caterina non è così diffcile trovare un impiego, seppure tutLa seducente te le occasioni lavorative propostole siano caratretorica del “ma fai un lavoro bellissimo”, terizzate da contratti a termine. Nel 2016 sono viene utilizzata diminuite le assunzioni dall’industria a tempo indeterminato, culturale per non mentre sono cresciuti i pagare, neppure rapporti a termine e l’udopo la gavetta tilizzo dei voucher per il


biopic

Robert Mapplethorpe

Una vita

al massimo

Successo,, d Successo, denaro,, adrenalina d li e (soprattutto) ( p ) sesso. Ill più scandaloso d l f g f del fotografo d l ’900 9 torna in i un docufilm d fil dedicato dedicato di alla ll sua avventurosa biografia. bi g fi E alla ll sua opera p controversa che h celebra l b senza inibizioni i ibi i i ll’erotismo i g gay. y Con i nudi di maschili hili più p perfetti f i e conturbanti b i di sempre p di Rebecca Sella

C’è una frase, in particolare, nel documentario Mapplethorpe (di Fenton Bailey e Randy Barbato, in uscita il 24 ottobre) che, una volta ascoltata, rimane in mente. Nato nel 1946 a Floral Park nel Queens, a New York, in una famiglia cattolica, terzo di sei fgli, Robert Mapplethorpe dice: «Vengo dall’America suburbana. Era un bel posto in cui vivere ed era un bel posto da lasciare». Un luogo sicuro, un ambiente protetto, fatto di casette in fla e di famiglie perbene, molto attive in parrocchia, che mettevano la bandiera a stelle e strisce fuori dalla porta. Ci si poteva stare bene, lì. Ma non Robert, non lui, non un ragazzo con quell’inquietudine, curiosità, fame di affermazione, di essere unico. E, senza dover frapporre oceani e continenti, la meta ideale in cui trasferirsi era New York, dove andò a vivere di stenti con una ragazzotta conosciuta per caso, una certa Patti Smith, anche lei uscita presto di casa, anche lei convinta di essere e voler diventare un’artista. Bastavano loro due, con i loro 20 anni, a frapporre infniti spazi e sovrumani silenzi tra Floral Park e il mini appartamento all’ultimo piano del Chelsea Hotel, dove si stabilirono.

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Vedere le foto che Robert incomincia a fare a Patti e a loro due insieme è guardare in faccia, senza veli, l’oltrag-

giosa giovinezza di due spiriti totalmente liberi. Sono gli anni ’70 e New York è una polveriera di sperimentazioni ed emozioni, tutte raccontate nel libro Just kids, scritto da Patti Smith nel 2010 (edito in Italia da Feltrinelli). Robert dipinge, prova a usare e sperimentare le polaroid, fa collage con riviste porno gay, è attratto dagli uomini, tutti pazzi di questo Cupido rovinato che è: bellissimo, androgino, perverso. Un Jim Morrison o un Mick Jagger con una Hasselblad al posto della chitarra. Il terreno su cui si muovono è comune: la triade droghe, sesso, eccessi funziona. E Robert ne fa la sua vita, traendone tutti i frutti possibili. TUTTO È Sam Wagstaff, il suo amante POSSIBILE più vecchio, ricchissimo, che gli Robert Mapplethorpe nel regalò il loft in Bond street dove suo studio a New York nel 1979. Il celebre fotografo, si trasferì, ricorda: «Robert con nato nel 1946 nel Queens, totale innocenza mi disse: “Il è scomparso nel 1989, denaro in questa relazione ha ucciso dall’Aids. Il 24 ottobre sarà nelle sale il docuflm Mapplethorpe sulla sua vita.


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biopic

PERFEZIONE ESTETICA

Due scatti di Robert Mapplethorpe: a sinistra, Ken Moody e Robert Sherman, 1984; a destra, Dan S., 1980. In basso, il fotografo in Autoscattoautroritratto, del 1974.

proibite, le mani, le teste, le natiche, superfci levigate, perfette, turgide, elastiche, lucide come le nature morte che ama fotografare. Gigli, petali come schiene, pistilli come membri neri e bianchi, borchie come semi, fruste simili a flamenti scuri che spesso sembrano uscire, continuare oltre i bordi della foto, quasi a voler coinvolgere chi guarda. La natura, con la sua forza distruttiva e perfetta, è ovunque, umana e vegetale, non importa. Ci possiede. Siamo sue creature.

avuto il suo peso”». Mapplethorpe è così, sa utilizzare a proprio vantaggio ogni situazione. Conduce una doppia vita dannata: di giorno l’alta società, di notte il Mineshaft, il locale per gay più trasgressivo di New York. Il sadomaso diventa il suo pane quotidiano, si fa due ragazzi a sera, la sua voracità sessuale è senza limiti. Dice: «Il sesso per me è tutto nella vita, contiene qualcosa di magico, di misterioso. E quello che rappresento è ciò che io stesso vivo». Intanto compone con la sua macchina fotografca immagini di una perfezione estetica particolare. Sempre in studio. Pornografa e arte unite insieme. Le schiene, i muscoli, le braccia, le gambe, i genitali maschili in erezione o fosci, penetrazioni

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hanno amato, lo hanno reso ricco, lo hanno odiato. «Io so come si fa un party, un’orgia o un cocktail poco importa, io lo so». Narcisista fno all’ultimo. Come in uno dei suoi ultimi autoritratti, Amleto moderno, il volto scavato e ancora bellissimo, quasi sfocato, e un bastone con il teschio. Dopo la morte, la natura erotica e omosessuale delle sue opere scatenò molte controversie. Nel 1990, a Cincinnati, l’allestimento della mostra The perfect moment, che comprendeva sette ritratti sadomaso, portò al processo contro il direttore della mostra Dennis Barrie accusato di induzione all’oscenità. Venne prosciolto, ma il dibattito infuocato sulle opere di Mapplethorpe continua fno a oggi. G

COURTESY MAPPLETHORPE/DOG WOOF

Robert muore di Aids nel 1989 a 42 anni e organizza una festa nel suo loft per salutare tutti: coloro che lo


real life

MAMME

nella mischia La prima squadra “old” (over 35) di rugby femminile a Milano è nata, con la leggerezza dello scherzo, da un manipolo di “ragazze” intrepide stufe di prender freddo sugli spalti mentre aspettavano che i fgli fnissero gli allenamenti. «Ho iniziato

anni, mamma di Andrea, 13. «Vedevo mio fglio in campo, giocava libero da pensieri», dice Angela, 47 anni, mamma di Luca, 13. «Ho provato un po’ d’invidia e ho pensato che mi sarebbe piaciuto proprio tanto, sentirmi come lui».

perché me l’avete chiesto durante una pizzata di fne stagione», confessa alle altre Paola G., 49 anni, due ragazzi di 13 e 9 già militanti tra le fla della storica Amatori Union, oggi cruciale pilone della squadra. «All’inizio non ero convinta, ma dal primo allenamento dubbi e paure sono scomparsi e ora sono felice di condividere uno sport “non molto femminile”». L’idea è in effetti talmente improbabile che funziona davvero, e bene: le Lady lovers, così si chiamano, a un anno dalla nascita hanno una pagina Facebook a loro nome, un Mister – unico maschio ammesso nel gruppo – e allenamenti tutti i venerdì sera, incastrati con suprema ostinazione nelle agende improbabili di donne lavoratrici che spesso sono anche madri. «È un modo come un altro per dare il buon esempio a mio fglio: mai tirarsi indietro, mai paura. Mai arrendersi e, comunque, provarci», dice Monica, 47

C’è chi ci arriva perché sognava “di fare un po’ di movimento”, come Ilaria, 46 anni, bancaria: «Ma ora in

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partita l’adrenalina è a mille, e ho capito che se posso giocare a rugby, posso fare qualunque cosa». E chi è stata colta di sorpresa: «Ho sempre amato la delicatezza della danza, la bellezza e l’eleganza», dice Cristina, che di mestiere dipinge ceramiche e

Insieme Le Lady lovers durante l’urlo di squadra. Se volete provare anche voi, info sulla pagina Facebook del gruppo o via mail: ladyloversrugby@ gmail.com

La prima squadra femminile di rugby “old” di Milano è nata per scherzo, da amiche stufe di stare a guardare i figli giocare. Oggi ci si allena sul serio e si impara a cadere (e a rialzarsi). E, dopo anni di danza, a rotolarsi nel fango di Paola Maraone foto Diana Bagnoli


A due In questa foto e sotto, Paola Maraone, 43 anni, giornalista di Gioia! e autrice dell’articolo di queste pagine, con suo fglio Rocco (7). Sotto, a sinistra, Monica, 47 anni, in campo con suo fglio Andrea, 13.


real life

Azione A sinistra, allenamento madri-fgli (in genere si gioca separati). Sopra, Manuela, presidente delle Lady lovers, con Stefano, 10. Accanto, Cristina (detta “contessa”), 47 anni, con Andrea, 13. A sinistra, Michela (43) e Davide (13).

le altre chiamano “contessa”: «Chi l’avrebbe detto che a 47 anni avrei cominciato a rotolarmi nel fango e a divertirmi durante il “terzo tempo”», il dopo-gara conviviale (e spesso etilico) delle squadre di rugby. L’aspetto flosofco ha il suo peso:

«Ho visto mio fglio superare i suoi limiti e ho pensato che magari potevo riuscirci anch’io», spiega Francesca, 44 anni. «E poi, in un pirotecnico rovesciamento di ruoli, vuoi mettere la soddisfazione del tuo bambino che ti guarda e dice: “Questa cosa la so fare meglio di te, e se ti va te la insegno”», aggiunge Sabrina. Manuela, 45 anni, un lavoro nella cooperazione sociale e presidente della squadra, riassume in breve: «È terapeutico, fa passare rabbia e frustrazioni, mette di buon umore». Oltre i limiti In questa foto Francesca, 44 anni, con Andrea, 12.

L’autostima defagra, i muscoli ringraziano; che tu sia minuta o robusta, scattante o piantata non importa, e se è faticoso pazienza – o per fortuna. «Il p profumo dell’erba e del fango, la fducia delle compagne, il cuore in gola. Ogni livido ti dice che sei viva», dice Tiziana, 44 anni. C’è chi mettendo i piedi in campo ha provato un lampo di inattesa nostalgia. Spiega Crì, 46 anni: «Il primo al-

lenamento è stato un colpo di fulmine, un mix perfetto tra la gioia della fsicità che conosci nell’infanzia e la meravigliosa sensazione di “andare bene”; perché quel che conta, al di là del risultato, è essere lì con tutta te stessa, e dare il meglio che puoi». Succede che tu vada ad allenarti anche se piove, o si gela: «Si va, perché ti aspettano. Sentirsi attese è bellissi-

mo», rifette Claudia, 45 anni, ora ferma per un infortunio. Perché se i bambini sanno molto bene come si fa a cadere, gli adulti

devono impararlo daccapo e, va detto, non sempre ne escono indenni. «Cadere e rialzarsi sempre, a ogni costo, pure se fa male»: Sabrina sintetizza così l’essenza del rugby, dove ogni gesto nasconde un simbolo. Uno sport selvaggio solo in apparenza: o lo giochi molto bene o puoi farti molto male, specie se non hai più 20 anni. Come è successo anche a me, che a giugno, poco dopo aver scattato le foto di queste pagine, mi sono polverizzata il legamento di un ginocchio. Quando racconto che appena possibile tornerò a giocare mi chiedono se sono pazza. Ma in campo le compagne mi chiamano “scintilla”, e questo spiega tante cose, forse tutte. G Grinta Qui sotto Ilaria, 46 anni, con Riccardo, 10; a destra Angela, 47, e Luca, 13.

DIANA BAGNOLI

Il profumo dell’erba e del fango, la fiducia delle compagne, il cuore in gola. E poi quei lividi, a dirti che sei viva


real(ity) Da martedì 25, alle 21.10, per sei puntate, va in onda

GIGANTI BUONI

su Dmax (canale 52 del digitale terrestre, 136 di Sky) Il più forte, show on the road giocoso e ironico alla ricerca dell’uomo più forzuto d’Italia (in una puntata ci sono anche le donne). È una produzione originale di Discovery Italia, realizzata da Pesci combattenti: con una squadra di sei concorrenti scelti tra gli abitanti delle sei città visitate, tra prove di potenza, arguzia e lealtà, il tutto guidato da Alessio Sakara, campione di Mma (Arti marziali miste) e da Martín Castrogiovanni, il volto più noto del rugby italiano. E proprio all’ex pilone della Nazionale chiediamo che ne pensa del rugby giocato dalle mamme di cui avete letto nelle pagine precedenti: «È un’idea divertente, ma ai fgli voglio dare un consiglio: mai giocare contro le mamme perché sanno sempre come vincerla, anche in un match. E quando non arrivano con la forza, basta un rimprovero per rimettervi a posto e avere la meglio!». E il vostro programma, invece? Sakara: Vedrete due uomini grandi

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Martín Castrogiovanni, fuoriclasse della fuoriclasse palla ovale, conduce con Alessio Sakara, campione di arti marziali, Il più forte, il nuovo programma che scova maschi “forzuti” in giro per l’Italia. E ai figli delle mamme rugbiste dà un consiglio... di Alessandra Di Pietro

e grossi dimostrare come la forza non c’entra nulla con l’aggressività. A noi piace scherzare e giocare: questo facciamo e vogliamo trasmettere ai partecipanti e agli spettatori. Maschi ma non machisti. Sakara: La forza va legata sempre

all’intelligenza e all’umiltà. Faremo vedere come ogni prova e ogni premio si guadagnano solo con l’impegno. Questa è per noi due una regola di vita che non vale solo all’interno di un programma ma in generale, ogni giorno. Castrogiovanni: Veramente a me dei messaggi importa poco, spero solo che il programma piaccia alle donne (ride). Dimostrerete che la forza non ha nulla da spartire con la violenza? Castrogiovanni: Sì. I nostri “uomini

forzuti” gareggiano per divertirsi e non per mostrare di essere più potenti o più ricchi, come va molto di moda adesso: né a me né ad Alessio piace. C’è un personaggio che vi piace o in cui vi riconoscete? Sakara: Ercole. Castrogiovanni: Sono innamorato

di un’atleta contemporanea: è Bebe Vio, la campionessa paralimpica di foretto. La guardo e mi riempie di gioia, lei è per me l’esempio vero della forza. G

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Show on the road

Muscoli Martín Castrogiovanni, 35 anni, e sotto Alessio Sakara, 34 .


stai Serena

Cara Shailene, ESCI GRATIS di PRIGIONE

SERENA LA ROSA RO GIORNALISTA. LA SUA S PROFESSORESSA DI SCIENZE DICE DICEVA SEMPRE:«IL SEMPRE: «IL TUO NOME È UNA FRASE FRA DI SENSO COMPIUTO»

curva del proprio naso. Ma tu hai 24 anni: sei anagrafcamente autorizzata alla rivolta. È come le coliche dei neonati, poi passa. Quello che fn qui mi era mancato era un modello comportamentale per il futuro.

«Hai 24 anni: sei autorizzata alla rivolta. È come le coliche dei neonati: poi passa»

Nel mio universo di riferimento, la ragazzotta paladina dei diritti altrui ha sempre avuto la faccia (e i capelli) di Barbra Streisand in Come eravamo, e il destino di Jo March di Piccole donne: tutte siamo state educate ad ambire all’identifcazione – leggo libri, aiuto gente – ma tutte, prima o poi, abbiamo capito che saper perdere molto bene non è suffciente. Per vincere bisogna sembrare lisce naturali e preoccuparsi prevalentemente della IN GALERA Shailene Woodley, 24 anni, star di Divergent, nella foto segnaletica della polizia, dopo l’arresto per avere partecipato alle proteste contro l’oleodotto che dovrebbe attraversare la terra dei Sioux.

Crisis in six scenes è la serie tv che Woody Allen ha girato per Amazon, e che tu certo non avrai visto per ragioni ideologiche, ché Mia Farrow è la santa patrona delle ragazze complicate. È la storia di due coniugi anziani negli anni Sessanta che si trovano in casa una ragazzina ribelle latitante violatrice di domicilio (col vocione di Miley Cyrus). E siccome la gioventù affascina la vecchiaia – non serve essere Woody Allen per saperlo – decidono di aiutarla nella fuga verso Cuba, nonostante abbiano un’età in cui è più appropriato «interessarsi di protesi dell’anca che di estremismo».

In Crisis in six scenes, io voglio essere il Club del libro. Cioè la collezione di vecchiette ospiti della coppia, meticolosamente acconciate, che fniscono per citare Mao Tse-Tung – «Il signore che ha dato il nome a quella giacchetta tanto elegante» – e organizzare una protesta come fosse un torneo di burraco. Contro la guerra in Vietnam vogliono sdraiarsi davanti all’uffcio di leva nude (bisogna dimagrire un po’, ma fa tanto disobbedienza civile). Va bene sabato? No, ho da fare, meglio lunedì. Io porto i biscotti. Sentiamoci tra vent’anni, Shailene, io adesso non so cosa dirti: hai ragione tu? I Sioux? L’oleodotto? La vita è troppo breve per avere un’opinione su tutto, ma prometto: da grande sarò la militante meglio pettinata dell’ospizio.

SPLASHNEWS/CONTRASTO

Vestita come in un’immagine di repertorio, l’altra settimana ti sei fatta arrestare per violazione di proprietà privata a Bismarck, North Dakota, durante una protesta contro la costruzione di un oleodotto lungo quattro Stati che dovrebbe attraversare siti di rilevanza idrica e culturale per la tribù Sioux. Un gesto simbolico, in diretta su Facebook, per consentire a me e a quelle come me di familiarizzare con i concetti di oleodotto, giustizia ambientale, fotogenia sociale e nativi americani.


reportage UGANDA

Il pianeta in mano alle BAMBINE Sono le bambine di dieci anni l’unità di misura del benessere presente e soprattutto futuro del nostro pianeta. È questa la rivoluzionaria indicazione del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa) nel Rapporto 2016 reso noto giovedì 20 ottobre

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in oltre 100 città nel mondo tra cui New York, Bangkok, Città del Messico. In Italia, è presentato a Roma da Aidos, ong che da 35 anni si occupa di costruire, promuovere e difendere i diritti delle donne. Ed ecco su queste pagine le storie di dieci bambine

di dieci anni, “cartine di tornasole” dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ovvero i 17 punti che le Nazioni Unite intendono raggiungere nei prossimi 15 anni: tra di essi, salute e benessere, accesso all’acqua, città sicure, sradicamento della povertà.

UNFPA, MATTHIAS MUGISHA/UNFPA

Gloria vive in Uganda; vorrebbe diventare infermiera. Le piacerebbe sposarsi a 28 anni e avere cinque fgli. Il suo sogno è una scuola di qualità per tutti. Nel suo Paese, l’aspettativa di vita è di 54 anni, il tasso di natalità per mille abitanti 46,6 (in Italia è 8,18).


STATI UNITI

Isabelle vive con i genitori e la sorella nel Maryland. Sotto molti punti di vista, è fortunata: non dovrebbero mancarle in futuro opportunità di formazione e possibilità di scelta. Gli Usa sono l’unico Paese ricco tra i dieci al mondo con il maggior numero di bambini di dieci anni; guidano la classifca India e Cina.

Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, sono l’indicatore del benessere globale. A un’età precisa: 10 anni. Quando decidono se sottomettersi a una cultura che le discrimina per il loro genere o se esercitare i propri diritti. Sono 60 milioni. E da loro dipende il futuro di tutti di Alessandra Di Pietro

VIETNAM

Tuong Anh è una delle testimonial del Rapporto Unfpa 2016. Vive a Hanoi con i genitori e tre fratelli, dopo la scuola aiuta nelle faccende domestiche. Vuole diventare insegnante di lingua vietnamita; si sposerà, ma «solo dopo aver fnito gli studi». Nel suo Paese i bambini lavoratori sono 1.750.000.


reportage

NORVEGIA EGIA

Ingeborg vive a Oslo con la madre e il padre, vicino alla scuola che frequenta. Ha cominciato a leggere e scrivere quando aveva circa quattro anni. Il suo Paese è ai primi posti nelle classifche internazionali per parità tra i sessi e welfare.

Perché a dieci anni? Si legge nel Rapporto: «Quando una bambina compie dieci anni il suo mondo cambia… Dove andrà a fnire dipende dal sostegno che riceverà e dalla possibilità che avrà di plasmare il proprio futuro… Potrebbe essere costretta a sposarsi per cominciare una vita fatta di gravidanze e di servitù verso il marito… oppure avere la possibilità di esercitare i propri diritti, in salute, fnire gli studi e decidere della sua vita: questa è la vittoria per lei, per coloro che la circondano». L’Agenda 2030 Onu riguarda anche l’Italia, ci dice Maria Grazia Panunzi, presidente Aidos: «Siamo chiamati in causa, ad esempio, sul quinto obiettivo, l’uguaglianza di genere: dobbiamo impegnarci perché le decenni italiane – native e migranti – nel 2030, a 25 anni, non siano più esposte alla violenza né a subire l’ingiustizia del gap salariale, abbiano tutte accesso a istruzione e assistenza sanitaria di qualità».

Una strada obbligata In realtà, ogni Paese ha la necessità di includere le donne, fn da bambine, nella società attiva se vuole raccogliere il “dividendo demografco”, ovvero la quota di crescita economica potenziale che risulta dall’aumento

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«Anche l’Italia è chiamata dalle Nazioni Unite a un impegno verso le ragazze: eliminare le disuguaglianze di genere» della popolazione produttiva. Tra i più poveri perché tutte le prove confermano che «le ragazze, in salute ed istruite, migliorano la produttività agricola, abbassano il tasso di mortalità infantile, creano famiglie meno numerose, accedono a posizioni di potere e garantiscono una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici e alla crisi» (Unfpa). Tra i più ricchi perché

AFRICA AF

Il fagello delle rgazze è l’Hiv: due terzi dei 250.000 nuovi casi di infezione tra gli adolescenti tra i 15 e i 19 riguardano le femmine (2013). Nei Paesi dell’Africa subsahariana, dove solo l’8,5 per cento dei giovani usa il condom, le ragazze hanno cinque probabilità in più di essere infettate rispetto ai maschi.

«sostenere i guadagni e massimizzare i dividendi dipende quasi sempre dalla presenza di donne all’interno della forza lavoro». Vedi l’Italia: il pil potrebbe crescere del 22,5 per cento entro il 2030, se il tasso di occupazione femminile aumentasse fno al livello di quello maschile, sostiene l’Ocse.

La rivoluzione è a scuola Se dieci anni è l’età cruciale, la scuola è il luogo strategico. Le bambine sono 60 milioni e il 60 per cento vive in Paesi dove le norme e le usanze le discriminano a causa del loro genere. Per tutte la scuola è il luogo della sicurezza: stare sui banchi ritarda matrimoni e gravidanze aumentando le chance di autodeterminazione e di produzione di reddito. Se dal 2000 al 2014 si è passati dai 100 ai 60 milioni di bambini esclusi dalla scuola primaria, nell’Africa subsahariana il 56 per cento delle piccole non è scolarizzato, mentre nel Sudest asiatico la quota scende al 47 per cento. Se poi parliamo di Stati arabi, Africa orientale e meridionale (dove risiede circa il 70 per cento della popolazione mondiale di decenni), è più improbabile che le ragazze siano iscritte alla scuola secondaria.

Rimuovere gli ostacoli Per attuare l’Agenda 2030, rendendo le bambine protagoniste, servono però tre interventi specifci. Il primo è eliminare i matrimoni precoci (700 milioni di spose minorenni nel mondo, oltre un terzo under 15); stop


MEDIO ORIENTE

Una bambina irachena. Nel suo Paese (come nei Paesi arabi e in quelli dell’Africa orientale e meridionale) è più diffcile che le ragazze frequentino la scuola secondaria. Un grave problema anche per l’economia, che non può avvalersi del potenziale professionale delle donne.

alle mutilazioni genitali (3 milioni di bambine a rischio ogni anno) e, ovviamente, universalizzare l’istruzione gratuita, equa e di qualità. Giovanna Badalassi e Federica Gentile, economiste che frmano il blog Ladynomics, sottolineano: «La condizione delle bambine è ancora oggi la più trascurata dalle politiche pubbliche globali. Usarle come parametro dell’agenda 2030 è di sicuro un salto di qualità nel riconoscimento dei loro diritti e del fatto che il loro destino è dirimente per il benessere di tutto il pianeta, ma al momento c’è davvero ancora molto da fare».

UNFPA, ABRAHAM GELAN/UNPFA, TOMMY TRENCHARD/PANOS PICTURES

Il diritto al futuro

Una ragazza su tre nel corso della vita subirà una violenza, i dati sono dell’Oms e spesso i responsabili sono proprio le persone di cui le ragazze si fdano di più. La violenza nei confronti delle bambine di dieci anni nni si esprime anche attraverso pratiche atiiche che causano grande dolore, come ome il il matrimonio in età precoce e la mutilazione genitale, ma anche tramite ramite la violenza di genere, l’imposizione sizione di rapporti sessuali e l’abuso psicologico, incluso il bullismo e laa molestia sessuale. Quando la denunciano, nciano, spesso si scontrano con un muro di

incredulità, mentre l’accesso alla giustizia penale è raro. Nella Nigeria settentrionale, per esempio, due terzi delle ragazze dai 15 ai 19 anni hanno preso parte ad attività generatrici di reddito, ma solo un decimo di loro aveva un conto corrente. In India, risulta che le ragazze dai 15 ai 19 anni possano risparmiare i loro guadagni e avere un conto corrente: tuttavia, è improbabile che possano decidere autonomamente che cosa fare con questi soldi. Questa situazione ha ripercussioni economiche anche sul Paese, che perde 56 miliardi di dollari all’anno di potenziali guadagni a causa di gravidanze nell’adolescenza, dell’alto tasso di dispersione scolastica durante la scuola secondaria e del tasso di disoccupazione tra le giovani van ni donne. donn ne. G

SWAZILAND

Temawelase, una delle protagoniste del Rapporto, frequenta la prima media in una comunità rurale in Swaziland. Partecipa anche a un programma che istruisce le bambine sulla salute e il benessere.

Obiettivo 2030 La copertina del Rapporto Unfpa 2016 con i volti delle dieci bambine di dieci anni scelte come “cartina di tornasole” dall’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile. Sarà la qualità della loro vita nei prossimi 15 anni a dirci se stiamo andando nella giusta direzione per eliminare povertà, discriminazioni e ingiustizie.


I cover moda

l’animalier

gli strati

i e in 250 negoz e n li n o Ă r a s o vembre quand o n 3 l a o c o p a capsule griffate e L Manc . M & H X . Probabile o n z n fa i e e K d e n io r io li z e e d oll il nel mondo la c nno scatenato a h i s r o dici storici c o s c i i n e n d e n io z degli a a isit con questa riv lier. Super! a a s im o c n a a , s ĂŠ s s te s s la te che succeda la ri, kimono, ma o fi , e lz a b : a d a di Kenzo Tak

le balze

gli infradito jap


moda

e sopr a cosa mi metto? Incomincia a fare un certo freddino. Per un giro al parco (noi siamo andati al Clapham Common, a Londra) ci vuole qualcosa di giusto per questa mezza stagione: un giaccone di panno o un giubbotto di montone, un paltò sportivo o un piumino leggero di Maria Giulia Riva - foto Stefania Paparelli


Montone over con dettagli di pitone colorato, Burberry € 5.500; camicia con macroquadri, NaraCamicie € 69; pants denim, Levi’s Red Tab € 95. Nella pagina accanto, da sinistra, maxigilet di montone, Alberta Ferretti € 2.646; dolcevita di lana a coste inglesi, Peuterey € 169; pants di denim, Levi’s Red Tab € 110. Giubbotto di denim con interno d’orsetto, Asos € 93,99; blazer in lana Principe di Galles, Gant Rugger € 329; lupetto mélange, Compagnia Italiana €89; pants over di lana check con spacchi, Maryling € 445. In tutto il servizio, anello d’argento, Tell your story di Dodo € 180; boots di pitone, Ballin € 1.250.


Montone nappato reversibile, Diego M € 2.100; pull mélange, OVS € 24,99; abito a righe, Mango € 49,99; jeans bootcut con orlo al vivo, H&M € 39,99. Nella pagina accanto, chiodo di shearling, H&M € 249; pants di velluto, Gant € 99; appeso, choker metal, Prada. BEAUTY Capelli lucidi con No Inhibition Glaze di Z.One Concept.


Maxigilet di cotone cerato, Miu Miu; pullover con disegni jacquard e applicazioni di cristalli, Fay € 590; pants di velluto a coste, Gant € 99. Nella pagina accanto, cappotto lungo d’ecomontone con collo e polsi d’ecopelliccia, Patrizia Pepe € 398; camicia di pongé, Miu Miu; pants sfrangiati con tasche d’ecopelle, Annakiki € 123; appeso, choker Prada; stivali con plateau di legno, Gucci.


Biker di lana cammello, Mila Schön € 1.600; minipull girocollo di light cashmere € 340 e pants gessati € 165, Alpha Studio; camicia oversize, Cos € 59. Nella pagina accanto, da sinistra, montone con cintura e tasca a contrasto, Acne Studios € 2.800; pants in Principe di Galles, True Royal € 267. Chiodo d’ecomontone, Gaudì € 169,50; abito di lana gessata, Cédric Charlier € 1.188; pull di maglia con bottoncini, Luisa Spagnoli € 185.


Giacca biker di pelle e d’ecopelliccia, Phonz e San Marco per Colmar Originals € 550; appeso, choker Prada; maxicamicia con scollo a V, Cos € 69; pants di panno, Acne Studios € 390. Nella pagina accanto, montone con interno di peluches, Kiabi € 50; pull dolcevita di lana, TommyXGigi Collaborative Collection € 229; camicia di cotone, Cos € 59; pants di lana mélange, Erika Cavallini € 400; choker Prada. BEAUTY Pelle omogenea con il fondotinta Touche Eclat Le Teint di Yves Saint Laurent.


Ha collaborato Virginia Guiotto. Trucco Neusa Neves. Capelli Piera Berdicchia.

Maxichiodo di montone rovesciato, Diesel Black Gold â‚Ź 1.980; tuta in fresco di lana, Federica Tosi â‚Ź 550. Nella pagina accanto, over di lapin con fodera imper e cappuccio e abito di seta stampata, Louis Vuitton.


un maglioncino ci vuole proprio!

Colorato, disegnato a motivi grafci e geometrici. Smilzo, si porta dentro la gonna a tubo o i panta morbidi di Manuela Troletti - foto sfilata Imaxtree.com

COLORBLOCK BOGNER FIRE+ICE ((€ 149). )

DI PELLE CON DOPPIA FIBBIA,, GEOX ( 195). (€ )

EMILIO PUCCI

DI GABARDINE, DEPARTMENT FIVE (€ ( 225). )


shopping

JACQUARD SONIA BOGNER ( 499). (€ )

DI JERSEY STAMPATO, ESCADA SPORT ( 295). (€ )

MISTO COTONE E SETA, PENNYBLACK ( 99). (€ )

CON SCOLLO PROFILATO,, DONDUP ( 207). (€ )

COLOR COBALTO,, FRATELLI ROSSETTI (€ ( 430). )

PELLE ARGENTO CRAQUELÉ, OVYÈ BY CRISTINA LUCCHI (€ ( 159). ) DISEGNO ETNICO,, WOOLRICH ( 199). (€ )

CON SPALLE DECORATE,, YERSE ( 79,90). (€ , )

MACRO GALLES,, JECKERSON ( 270). (€ )

DI VELLUTO,, PAOLA D’ARCANO ((€ 360). )

PELLE E VERNICE, MEPHISTO ((€ 189). )

MIDI A COSTINE, YERSE (€ ( 79,90). , )


... il bustier

Bustier di ciniglia con stringhe, SoAllure € 149; dolcevita H&M € 29,99; pants di velluto liscio, C di Cannella € 73; mocassini con nappa, Santoni.

moda

maidiremai... Chi l’ha detto che una curvy non può mettersi una maglietta a righe e vestirsi di bianco? Scaldarsi in un pelliccione e osare lo skinny? Uscire in minigonna e vivere in jeans? I luoghi comuni vanno abbattuti, sempre e comunque di Camilla Rolla - foto Marcello Junior Dino


Sulle spalle, cardigan bicolore, Martino Midali € 197; con bordi a contrasto, More by Siste’s € 97,50; gonna di maglia, Carla Ferroni € 67,50; cappello € 2.250, spille camelia € 650 l’una, bangle di pelle bordeaux € 1.020, clutch con bordi di catene € 3.690 e, usata come cintura, collana multiflo con perle € 4.420, tutto Chanel; collane di perle, Salvini da € 185 l’una; a sinistra, bracciali con scritte, Kidult da € 25 l’uno; anello bombato d’oro giallo € 2.240, piatto a due ori con brillante € 2.895 e fedina d’oro, tutto Damiani; a destra, orologio d’acciaio lucido, Marc Jacobs € 249; maxibracciale elastico d’oro giallo e ceramica € 598 e sottile d’oro € 228, Roberto Demeglio; anello a fascia multigiro placcato oro, Federica Tosi € 197; fedine sottili d’oro, Polello; anello fore d’oro rosa con diamanti, Pasquale Bruni € 4490.

... surplus di accessori


... il total white

Cappotto a vestaglia in drap di lana € 569 e abito € 249, Per Te by Krizia; in testa, collo di lana, Erika Cavallini; collant Calzedonia € 4,50; sneakers di tela, Superga € 54.


Abito in doppia georgette stampa fori con focco al collo, Persona â‚Ź 225; collant Calzedonia; anfbi con lacci e cinturino, Valentino Garavani.

... gli anfibi

maidiremai...


Blazer monopetto di paillettes, Tagliatore 0205 € 650; maglia di cotone a righe, H&M € 12,99; gonna dritta con bottoni a contrasto, Kitana by Rinascimento € 65; borsa di pelle con tracolla a catena, Giorgio Armani € 1.150; collant a rete, Calzedonia € 5,95; ballerine di seta con applicazioni, Miu Miu.

... le righe orizzontali


Casacca con profli bianchi € 54,99 e pants a righe bicolor € 49,99, Lizalù; dolcevita di viscosa pied de poule, Ragno € 38,30; ghette di nappa con onde, Fendi € 1.500.

... gli stivaloni

maidiremai...


Pelliccia di shearling, Fendi; T-shirt di cotone mélange € 7,99 e pants denim € 24,99, OVS; décolletées con focco, Rochas.

... il pelliccione

maidiremai...


Cappotto di lana a quadri, Marina Rinaldi; camicia in popeline di cotone, MSGM € 257; pants ampi in Principe di Galles, Martino Midali € 179; cintura Hermès; boots con punta nera e tacco metal, Proenza Schouler; nastrino nero vintage.

... l’oversize


Camicia in popeline di cotone € 99 e pants di denim satin € 129, Elena Mirò; foulard di seta stampata e cintura di pelle € 805, Hermès; décolletées con disegni a contrasto, Fay.

... i jeans skinny

maidiremai...


... le calze a rete

Soprabito in misto raso di cotone con cintura di gros grain, Marina Rinaldi; collant a rete, Calzedonia. BEAUTY. Sulle labbra il rossetto Color Riche n. 116 Charme Doré di L’Oréal Paris.


Parka di nylon con interno staccabile, Fiorella Rubino â‚Ź 149,90; tuta di tecno tessuto con bande colorata, Oysho â‚Ź 49,99; top stretch, in vita, fascia di spugna e sneakers, tutto Nike; calzini Emilio Cavallini.

... lo sporty

maidiremai...


Giacca di pelle girocollo, C di Cannella € 149; camicia di cotone Vichy, H&M € 19,99; gonna plissé d’ecopelle, Clips More € 218; bag di pelle bicolore, Marni; nastrino vintage. BEAUTY. Capelli biondi luminosi con Olia di Garnier.

... il plissé


Giacca in cavallino di velluto animalier € 539 e mini coordinata € 188, Martino Midali; blusa di cotone, H&M € 9,99; collant maculati, Emilio Cavallini € 15; décolletées di vernice, Gianvito Rossi € 575.

... la minigonna

maidiremai...


Bomber di seta trapuntata, Sandro Paris; camicia di seta, Equipment € 279; pencil skirt di denim, Luisa Viola € 89; cappello OVS € 19,99.

... l’imbottito

Ha collaborato Chiara Radice. Trucco Francesca Angelone using Maestro Fusion Makeup Giorgio Armani e capelli Giuseppe Lorusso using Constructor by TecniArt By L’Oréal Professionnel, entrambi per CloseUp.


BENVENUTE AMILANO! Care shoes-addicted, finalmente le Malone Souliers, le scarpe londinesi ai piedi dello star sytem, saranno in vendita anche in Italia. Per l’occasione è stata creata una special edition della pump Emmanuelle, rosa e con pelliccia di cashmere verde menta. Dove e quando? Fino al 31 ottobre al 3° piano della Rinascente, malonesouliers.com.

Now new next Idee da prendere al volo, novità imperdibili, tante curiosità e i must di stagione. E se avete una domanda...

di Angelica Carrara

Un angelo PER MUSA

Sì, un angelo. Lily Aldridge, top model americana, celebre modella di Sports Illustrated Swimsuit e famosa Victoria’s Secret Angel è la nuova musa di Bulgari. «Non è italiana ma con i suoi colori e i suoi lineamenti ricorda molto le nostre dive», ha spiegato Jean-Christophe Babin, chief executive officer di Bulgari. «L’abbiamo scelta perché volevamo evocare l’opulenza romana», bulgari.com.

BUON COMPLEANNO Intimissimi spegne 20 candeline ma si accende di bagliori. Un pezzo speciale per festeggiare: un reggiseno con la fascia sulla schiena tempestata di cristalli Swarovski. Ovvio che, come tutte le cose preziose che si rispettino, l’edizione è limitata: sono soli 6500 i pezzi disponibili in 1257 punti vendita. Come esaltarlo? Con un pezzo “open back” come l’ancor più esclusivo top (soli 4500 pezzi) in georgette di seta, intimissimi.com.


ultimissime Imperial

Eleonora Carisi

Kiabi

Shopping TIMER

Occhio al calendario: certe capsule sono vendute solo in determinati periodi. I look di Imperial sono nei negozi con cadenza settimanale, #imperialstories su imperialfashion. com. Kiabi, invece, cambia mood ogni mese: ottobre è 70’s, kiabi.it.

new talent

cara eleonora

Olivia Von Halle

PIJAMA PARTY

Si ispirano a quelli che indossava Coco Chanel i pigiami della londinese Olivia Von Halle. Un’idea nata da un’esigenza: n’esigenza: infilarsi in qualcosa di comodo modo al rientro dai party, dopo essersi rsi liberata da tacchi e minidress, non rinunciando nunciando a essere sexy e potersi gustare e l’ultimo gin & tonic prima di andare e a dormire! oliviavonhalle.com.

Sono Francesca, ho 45 anni e mi piace vestirmi colorata anche d’inverno. Quali sono le nuances di stagione su cui devo puntare? Posso osare il monocolore dalla testa ai piedi anche con i colori più accesi? Francesca buongiorno! Piacere di conoscerti. Finalmente è arrivato l’autunno, io non vedevo l’ora e tu? È una delle mie stagioni preferite, proprio per potermi coprire di più e tirare fuori dall’ armadio cappotti e look pesanti. Perché non provare il monocolore, ricordati che osare qualche volta fa bene all’umore. Ti suggerirei di scegliere toni non troppo accesi come il giallo canarino e il rosa ciliegia; potresti invece puntare su tonalità più autunnali senza cadere nei banali neri e marroni che intristiscono un po’. Punta su un total look gonna e maglione di cachemire e cappotto maxi sulle calde nuances del bordeaux oppure del verde petrolio che in autunno è sempre un must have. Se ti piacciono i collant, mi sbizzarrirei con un paio coprenti tono su tono. Il risultato sarà molto chic-parisienne e ci piace tanto. Per ciò che riguarda, invece, i colori di questa stagione ti consiglierei i rossi pieni, il senape e il verde militare, senza dimenticare il navy che su un maxi cappotto fa sempre la sua figura. Quando ci mandi una foto? Scrivitemi! A gioiaposta@hearst.it.

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come la metto?

La slipon di pai llettes

ACCIAIO E ALLIGATORE,, THE LONGINES HERITAGE MILITARY ( 1.720). (€ )

La novità è che gli berluccichii si portano anche di giorno. Questa stagione l’oro è perfetto con il nero. Very very chic di Manuela Troletti APPLICAZIONI ALLOVER E INSERTI DI LYCRA,, CAFÈNOIR (€ ( 99). )

FOTOCAMERA INSTAX MINI 70, MICHAEL KORS X FUJIFILM (€ ( 130). )

STILE ARMY,, DI PANNO CON RICAMI, LA MARTINA ( 980). (€ )

RIGHE MARINARE E BOTTONI, PENNYBLACK ( 99). (€ )

A PALAZZO CON VITA ALTA,, H&M STUDIO ( 59,99). (€ , )

ARGENTO STERLING 925 E ZIRCONIA CUBICA, PANDORA ((€ 119). ) DI VISCOSA CON SVASATURA, ATOS LOMBARDINI ( 182). (€ )

PELLE, VELLUTO E METALLO, CAHIER BAG DI PRADA ((€ 2.200). )


michimood

#fwss2017

super!

di Michela Gattermayer

DALL’ALTO. ABITI DELLA NUOVA COLLEZIONE NEL QUARTIER GENERALE DI GUCCI. CIONDOLO SWAROVSKI. DISPENSER DI M&M’S DA PHILIPP PLEIN.

DUNE DEL DESERTO ALLA SFILATA DI MONCLER GAMME ROUGE. PALLINE RICAMATE AL NUOVO SHOP DELLA MAISON DE LA CULTURE DU JAPON.

Non ho battuto a caso sulla tastiera del computer: #fwss2017 si legge hashtag fashion week spring summer 2017. Per un mese si gira come trottole. Vi do qualche chicca vista qua e là a Milano e a Parigi. Strepitoso il nuovo quartier generale di Gucci: 35.000 (non ho esagerato con gli zeri) metri quadrati vicino a casa mia. Showroom con pareti capitonné rosse per abiti pazzeschi. Da Philipp Plein ci sono enormi dispencer di M&M’s (peccato non lavorare lì). Da Missoni mi sono sdraiata su un tappeto che sembrava il mio vestito. A proposito di pavimenti: passerella animalier per Cavalli e orme rosse sull’asfalto come i sassolini di Pollicino per trovare il nuovo spazio di Louboutin. A Parigi c’è la Tour che di notte diventa d’oro, ma anche il deserto in una stanza. Cose curiose viste: jap ball ricamate, scarpe etniche, borse a cesta e dipinte, cristalli decorati da altri cristalli. Wooow. 1-continua

Scrivetemi! mgattermayer@hearst.it OPERA DI CHLOE TRUJILLO. MOCASSINI AQUAZZURA. CESTE CHARLOTTE OLYMPIA. LA TORRE EIFFEL DORATA.

DALL’ALTO. IO ALLA FESTA DI MISSONI. TESCHIO MYSTIC POWER DI CHLOÉ TRUJILLO. LE ORME ROSSE PER ARRIVARE AL CITOFONO DI CHRISTIAN LOUBOUTIN. TAPPETO SU MARMO DAROBERTO CAVALLI.


SANSOVINO6 SS17/PRESENTATION BEAUTY TEST. MODEL: J MOON @ THE LAB MODELS. HAIR: GIANLUIGI GARGARO@ALDO COPPOLA. MAKEUP: GIULIA CIGARINI. CASTING: GIULIA CASTELLINI. PRODUCTION: MORENA RUSSO@CONNECTINGDOTS PH: SANSOVINO6

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Difendi la pelle Scegli trattamenti lipidici per proteggere e nutrire il viso esposto ai primi freddi. Le Ceramide Capsules di Elizabeth Arden, ampolle ricche di attivi, ristrutturano la pelle a fondo.

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Una tecnologia hi-tech lascia respirare le unghie e, mentre le colora, le tratta in profondità. Si trova negli Smalti Orly Breathable di Orly.

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Perché passare al biondo? Perché scalda e illumina il viso come poche altre nuance. Perché è il colore più sexy della storia. Perché ci si può “fare bionde” in mille nuance e godersi di volta in volta un look diverso. E poi perché è di moda, così di moda da tentare perfno le more più convinte, come la top model Alessandra Ambrosio, avvistata di recente con un’insolita chioma dorata. E se il biondo chiama, i parrucchieri rispondono con tecniche mirate e sempre meno aggressive. Sia che si scelgano i nuovissimi koolblonds, toni freddi molto underground (Kristen Stewart ha scelto la versione platino per la seconda volta), sia che ci si orienti sul giallo oro. Ma la tonalità più trendy è il rose gold, il biondo sfumato di rosa, superfemminile. E per chi è già bionda? Perfetta la tecnica di strobing street style, che illumina le capigliature chiare nei punti più giusti per dare luce al viso. Scopri con i nostri hairstylist quale biondo ti valorizza.

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TORNA IL BIONDO-BIONDO ANNI ’70. LA SFUMATURA, CALDA E CHIARISSIMA, DEI CAPELLI BACIATI DAL SOLE

UJOH

OSSIGENATI, MA SANI C’è chi al biondo chiaro rinuncia in partenza, per non rovinare troppo i capelli, e chi,

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healthy look c’è un’intera squadra di acconciatori hollywoodiani, oggi per noi ci sono le nuove colorazioni senza ammoniaca, facili da utilizzare anche a casa. «Rendono i capelli luminosi e morbidi, coprendo al 100 per cento quelli bianchi. Il risultato è un biondo puro, senza sfumature che virano al rame o al giallo», spiega Vittorio Masciarelli, beauty consultant Garnier. «I nuovi prodotti, come la gamma di colorazione Olia, sfruttanto il potere protettivo e rigenerante di un olio inserito nella formulazione». Obbligatoria la manutenzione: balsamo idratante a ogni lavaggio e maschera protettiva del colore almeno una volta alla settimana, lasciata in posa per non meno di 15 minuti.

1 1. Biondissimi Capelli chiari ma anche sani e lucenti con la Colorazione Permanente Olia Superbiondo agli oli naturali di fori, Garnier (¤ 6,99) www.olia.garnier.itt

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al contrario (come Kim Kardashian o Shailene Woodley) ci approda felicemente pur partendo da una base molto scura, con capelli che restano sani, corposi, lucidissimi. Se dietro al loro


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LUCI E OMBRE, BEN DOSATE SUI CAPELLI E SUGLI OCCHI, FANNO RISALTARE LO SGUARDO. IL MONOCOLORE CON UN TAGLIO CORTISSIMO SPOSTA L’ATTENZIONE SUI VOLUMI DEL VISO

SOPHIE THEALLET

Effetto 3D

on hair

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I due toni del biondo ghiaccio e avorio sono ideali per valorizzare i tagli più corti. «Bisogna sempre ricordare che anche il colore caratterizza la forma fnale defnita dal taglio, che altrimenti risulterebbe anonimo», spiega Salvo Filetti, national hairstylist per L’Oréal Professionnel e Compagnia della Bellezza a Catania. «I rifessi chiaro-scuri esasperati, tanto di moda quest’autunno, rendono ancora più mossi e affascinanti i cambi di volume creati dalle forbici su un corto-corto e sui pixie cut». Mentre il biondo monocolore può aggiungere intensità ai visi dal colorito eburneo (pensiamo alla fascinosa Malika Ayane) oppure all’incarnato scuro e olivastro, come la modella qui a destra.

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1. Ristrutturante Elisir Nutri-Rigenerante, Hairpro, Bionike (¤ 17,99). 2. Schiarisce Booster Color Therapy Doré Jean Louis David (da ¤ 18). 3. Modellante APP Textifx Pasta, Creattiva (¤ 16,50).

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BIANCO PLATINO O GHIACCIO Sono i colori più attuali per i capelli stile afro, frisé o wavy. «Passare da una base scura al biondo oggi è più facile, anche per chi ha i capelli mossi», dice Fulvio Tirrico, uno degli acconciatori italiani più riccio-oriented e ambassador per la linea Elvive Olio Straordinario di L’Oréal Paris. «Se i capelli sono molto ondulati o crespi, ci sono varie tecniche per arrivare al biondo senza aggredirli. In genere sconsiglio gli shatush, che possono risultare troppo forti. Conviene, invece, puntare sull’henné, che idrata in profondità, o sugli highlights, trattamenti dall’effetto simile ai colpi di sole. Per dare uniformità si può usare una decolorazione priva di ammoniaca. L’importante, poi, è detergere i capelli in modo delicato, sostituendo lo shampoo con il cowash, crema lavante senza tensioattivi».


Come una star Rita Ora versione bombshell: chioma platino, sguardo intenso e pelle perfetta.

New blond rules Non basta schiarire i capelli per trasformarsi nella bionda del momento. Servono ciglia lunghissime, labbra nei toni nude e una fragranza superfemminile di Barbara Pellegrini

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Nome: Double Wear Cushion Stick Radiant Make Up, Estée Lauder (€ 39). Caratteristiche: facile da applicare, dura 8 ore. Adatto per: ottenere una pelle perfetta, con effetto naturale.

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Occhi

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Nome: Grandiôse Eyeliner, Lancôme (€ 39,50). Caratteristiche: pennellino ergonomico per un’applicazione superprecisa. Adatto per: creare effetti speciali, come linee geometriche o cat eyes.

Ciglia

Nome: Mascara Diorshow, Dior (€ 30,90). Caratteristiche: arricchito con microfbre rimpolpanti, volumizza senza creare grumi. Adatto per: lunghezze extra, da ciglia fnte.

Rossetto

Nome: Rouge Allure 168 Rouge Ingenue, Chanel (€ 33). Caratteristiche: fnish cremoso e lunga tenuta, con azione idratante. Adatto per: rendere le labbra morbide e sexy.

Profumo

Nome: Rose Goldea, Bulgari (da € 92,95). Caratteristiche: esplosione di rosa di Damasco, gelsomino, peonia e pesca. Adatto per: lasciare una scia irresistibile.

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Pelle


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Lozioni di bellezza

Si applicano prima del tonico e della crema. I nuovi trattamenti liquidi potenziano gli effetti delle tue cure per il viso di Barbara Pellegrini

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ILLUMINANTE ENERGIE DE VIE LA LOTION PERLÉE LISSANT & REPULPANTE LANCÔME (¤ 59).


news Last call

È ora di sintonizzare il make up sui nuovi colori autunnali: il grigio dei cieli urbani, il violetto delle mattine nebbiose, i verdi-marroni del foliage. La palette Auda(City) in London di Lancôme ha 16 nuance di ombretti facili da sfumare (€ 64,50). Nella foto, la creatrice Lisa Eldridge.

D&R

Ho un po’ di peluria sul viso. Come posso eliminarla senza irritare la pelle? Un ottimo sistema di depilazione, indolore, ipoallergenico e long lasting è la novità di Skin’s. Si tratta di una cera a caldo a base di ingredienti naturali che elimina i peli alla radice senza favorire irritazioni. Costo: da 12 euro. Info: atarnaive.com

Best of beauty

Make up e cosmetici da provare subito, ispirazioni e tendenze da copiare. Con le risposte ai tuoi dubbi di bellezza

UN’ORA DI BENESSERE

Una giornata tesa, stressante. E il piacere di un massaggio esclusivo su tutto il corpo, efficace per attenuare ogni tipo di tensione. A Milano, in una nuova, raffinata spa cittadina. Costo: € 140. Info: Spa di Palazzo Parigi, tel. 02/625625, palazzoparigi.com

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di Barbara Lalli

Profumo d’artista

Una delle fragranze più affascinanti del momento e un oggetto preziosissimo da collezionare: Tom Ford Black Orchid, ricco di note floreali, è racchiuso in un elegante flacone art déco in cristallo Lalique (Lalique Edition, ¤ 830).

Capelli apelli superlucidi

Poche gocce di olio nutriente per idratare, illuminare e contrastare l’effetto crespo. È profumata e setosa la texture di Xsense Fruit Olio Multisensoriale di Bionike (€ 31).


alimentazione

Malati di benessere Un italiano su quattro sta attento a quello che mangia. Ma tra mode alimentari e diete basate sul passaparola, l’ossessione per il cibo sano rischia di farci più male che bene. Ecco perché di Manuela Mimosa Ravasio illustrazioni Sara Not

Poche illustrazioni raccontano meglio la nostra relazione con il cibo delle copertine del settimanale The New Yorker

per il Thanksgiving. Decenni di riunioni conviviali intorno al tradizionale tacchino, che nel tempo si sono trasformate in banchetti all’insegna delle nuove mode alimentari. Così, tra televisioni e smartphone al posto del cucchiaio, ecco che, pur alla stessa tavola, il famigerato gallinaccio ripieno ha fatto posto a tanti piatti diversi: vegetariano, vegano, macrobiotico, senza lattosio o glutine, crudista, kosher… Un inno alla varietà dei gusti che peraltro si può sperimentare ogni qualvolta si organizza un’uscita a cena con più di quattro amici, dove magari qualcuno ha appena scoperto che, no, i cibi cotti a più di 45 gradi proprio non si possono mangiare… Sull’individualismo alimentare, e sul cibo ormai diventato una religione, hanno scritto

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antropologi come Marino Niola (Homo dieteticus, il Mulino ed.) e sociologi come il direttore del Cnr francese Claude Fischler. Ma la questione, oggi, è tutta nei numeri sonanti del Rapporto Coop 2016 appena presentato. Si scopre che gli italiani, pur essendo i più magri d’Europa, stanno diventando maniaci dei cibi “light e clean” e che oltre un quarto dei connazionali è impegnato in uno specifco regime alimentare. Quali siano le ragioni emotive e sociali che ci spingano a essere fanatici di diete detox non è dato sapere, certo è che il consumo di zenzero, a cui si attribuiscono proprietà antiinfammatorie, toniche e digestive, è aumentato del 141 per cento, mentre quello di curcuma, altro superfood antitumorale e antiossidante, del 93. E se i consumi alimentari continuano a scendere (siamo tornati come alla fne degli anni Sessanta), per pillole, integratori e beveroni performanti siamo primi in Europa, con un giro d’affari di due miliardi e mezzo.

Il superfood corre sul web

All’origine, come sempre, ci fu la Rete. È lì infatti, secondo l’analisi del 2016 Food Trends di Google, che inizia la ricerca spasmodica del cibo sano, dell’ingrediente miracoloso. Ebbene, il desiderio del “cibo


funzionale”, ovvero di alimenti con proprietà specifche per esigenze mirate, è aumentato di dieci volte negli ultimi due anni. Tutti, e tutte, a ricercare i benefci di tè verde, bacche di Goji, quinoa. Tutti a imparare a memoria vitamine e minerali di aceto di mele, avocado, kefr. Prima si cercavano le ricette, ora si cerca il “miglior cibo per…” avere più energia, una pelle più luminosa, fare sport e persino essere più intelligenti. È ovvio che, in tante navigazioni solitarie, la bufala è dietro l’angolo. Comprese quelle che girano intorno alla star indiscussa del web, la curcuma (solo da novembre a gennaio, la sua ricerca su Google è cresciuta del 56 per cento). «Bisognerebbe attingere informazioni da fonti autorevoli», dice

la dottoressa Elena Dogliotti, biologa e nutrizionista della Fondazione Umberto Veronesi. «Perché se è vero, per esempio, che la scienza ha trovato che la curcuma va ad agire nei meccanismi delle trasformazioni delle cellule tumorali contribuendo alle difese del nostro organismo, è anche vero che, come per molte altre sostanze, quando si va ad amplifcarne l’assunzione si può non avere alcun effetto o persino l’opposto. Fare di un cibo una panacea è un errore: il segreto è un’alimentazione vegetale più varia possibile che sfrutti tutte le molecole bioattive presenti». E diciamo anche che a ingannare non è solo l’informazione fai-da-te in Rete. Quante volte infatti ci fdiamo del passaparola tra amiche?

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alimentazione

Sbagliato “rottamare” i cibi nostrani. Sapevate che l’olio di oliva ha le stesse proprietà dell’avocado? E che i mirtilli sono meglio delle bacche di maqui?

Al posto del maqui, perché non i nostri mirtilli, che oltretutto per arrivare in tavola hanno fatto un viaggio più breve e noi possiamo conoscere come e dove sono stati stivati, trasportati, manipolati? Perché non lo zafferano invece della curcuma? Stesso errore con gli alimenti privi di glutine assunti dai non celiaci: un conto è nutrirsi con prodotti naturalmente gluten free come quinoa o grano saraceno, altra cosa è usare cibi industriali che hanno “sostituito” il glutine con amidi e zuccheri complessi», aggiunge Dogliotti.

Una tavola equilibrata

La scienza del passaparola

Così passiamo inverni a fare succhi di melograno per una overdose di acido ellagico e favonoidi, sostanze antiossidanti con azione antitumorale, e per aumentare il colesterolo buono nel sangue. Ci concediamo con piacere il cioccolato, ma solo se fondente all’80 per cento. Evitiamo come la peste l’olio di palma, controlliamo meticolosamente il residuo fsso dell’acqua minerale e ci facciamo il pesto in casa, sì, ma solo con piantine alte più di dieci centimetri per evitare i danni tossici del metileugenolo. Sugli antociani, poi, abbiamo messo a punto una vera adorazione, che quelli sì che ci regalerebbero l’eterna giovinezza, tanto da venerare il maqui, bacca del sud America nemica assoluta dei radicali liberi. È il superfood che impera. Ma per una ricerca che garantisce miracoli, ce n’è un’altra che riporta con i piedi per terra. Così si scopre che l’olio extravergine ha le stesse qualità dell’esotico avocado; che della melagrana dovremmo mangiare anche la buccia; e che le bacche di Goji non sono tutte uguali, specie se vengono dalla Cina… E allora? «Gli studi sono fatti per scoprire le proprietà dei vegetali di tutto il mondo, ma noi dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo a disposizione.

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Il rischio di cadere in disturbi come l’ortoressia, l’ossessione di cibo sano e regimi alimentari, o la bigoressia, la preoccupazione di avere un fsico muscoloso e perfetto, esiste. Secondo un’indagine promossa da Nutrimente, l’associazione per la prevenzione, cura e conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare, un italiano su tre dice di avere almeno un amico fssato con l’alimentazione e la maggioranza è di sesso maschile. Nutritariani, fruttariani, fexitariani; chi segue la dieta Lemme e chi quella della Mayo Clinic, chi sta attento alla glicemia e chi legge le etichette con la lente per evitare coloranti, conservanti, zuccheri, ingredienti geneticamente modifcati. Forse la soluzione è quella proposta da Andrea Segrè, professore di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna e fondatore di Last Minute Market, che insiste su un “cibo medio”, ovvero che non cada né negli eccessi degli alimenti industriali, né di quelli a km zero e super bio. Almeno a tavola, meglio farsi una scorpacciata di vario buon senso. G


ARISTO country

Fuori, il giardino selvatico con tanto di comfort zone. Dentro, la piĂš calda e naturale delle atmosfere. Per vivere la campagna a 360 gradi

di Marta Mariani foto Matteo Carassale


design

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IL CIELO IN UNA STANZA

Nel rustico, l’atmosfera si alleggerisce con i sofftti in legno chiaro e i lampadari di cristallo. I pavimenti in cotto fanno risaltare gli arredi antichi: le sedie e il tavolo ’800, la testiera del letto usata come fregio e i piatti d’epoca appesi (campania30. com). Le pareti azzurro cielo sono un segno di eleganza.

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design

C’è un profumo particolare, nelle vecchie case di campagna, che si respira solo lì. Un mix che sa di muri antichi, delle cere usate per restaurare i mobili e del verde che le circonda. Se poi la proprietaria di una di queste è un architetto del paesaggio e green designer sensibile come Cristina Mazzucchelli (cristinamazzucchelli.com) non c’è da meravigliarsi che nella sua cascina del Monferrato interno ed esterno siano tutt’uno. E non solo per una scelta estetica. Prendiamo le piante del giardino: selvatiche, resistenti, capaci di sopravvivere con pochissima acqua e manutenzione. Cosa chiedere di più? Che il verde crei, come qui, senso di leggerezza e movimento al soffare del vento. Cristina ha contenuto i costi recuperando materiali, come le tavolette di cotto e le travi del tetto, riutilizzate nella pavimentazione e nella struttura della pergola. Il restauro degli interni ha portato alla riscoperta del magnifco muro in tufo, sotto l’intonaco. Dove possibile, per far circolare aria e luce, si è deciso di eliminare le porte. La madre della padrona di casa, appassionata di design, ha contribuito alla ricerca di mobili e oggetti. Come la sempre attuale chaise longue per l’angolo relax. Vero lusso resta la vasca benessere sotto la pergola (vedi foto pagina precedente) con l’acqua calda per fare il bagno anche in autunno. G

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RICORDI RICO

La scala fatta a mano, un tempo utilizzata per il fenile, diventa un elemento di décor all’esterno della casa. Mai buttare utensili da lavoro vintage: anche catini, carriole e innaffatoi arredano il giardino (allorigine.it).

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VEDETTA

Eliminate le tende dalla finestra che guarda sul giardino e lasciatevi cullare oziosamente su una seduta d’autore (gebruederthonet vienna.com).

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TRUCCHI

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Se in casa manca il camino, create una nicchia nel muro e inseritene uno a gas: la canna fumaria non serve (mcz.it). La cornice in legno fa anche da mensola.


Per trasformare una cascina in un’elegante dimora di campagna, sfruttate la luce naturale: esalta il fascino delle finiture autentiche

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TEXTURE

Come valorizzare l’effetto materico di un muro in mattoni (alternati in questo caso da blocchi di tufo color miele)? Pochi mobili sceltissimi, come il letto con testiera fine ‘800 (dimanoinmano.it).


viaggi Affascinante, con il suo centro storico barocco. Devota alle tradizioni. Ma anche molto cool grazie alla voglia di rinnovamento di giovani imprenditori, perlopiù donne, che hanno deciso di ridare smalto alla città dell’Etna. Ecco indirizzi e ricette (inclusa quella dei cannoli doc) svelati dalle nostre guide di Sara Magro e Laura Savini

Catania

Santi, anti, poeti

e buongustai ongu usta ai

IN FESTA

La processione delle Candelore alla Fiera di Sant’Agata, dedicata alla patrona, a febbraio.


SIMBOLI DELLA CITTÀ

MATTEO CARASSALE, STOCKFOOD/LA CAMERA CHIARA

Sopra: l’obelisco con l’elefante in piazza del Duomo. A destra: un vaso in ceramica di Caltagirone con la tipica testa di moro.

Non è successo nulla di nuovo a Catania. Anzi è fnita da tempo «l’impennata che l’ha resa raggiante negli anni ’90», ha dichiarato la cantautrice Carmen Consoli, catanese doc. Eppure, fa notare il regista e poeta Michele Leonardi, 26 anni, «basta leggere quel che Catania promette su Porta Garibaldi (uno dei gioielli della città, ndr) per capirne lo spirito: “melior de cinere surgo”, rinasco più bella dalle ceneri. Si vive bene, ci sono scenari belli e un buon livello culturale». Gli domando dove mi porterebbe per capirlo. «Al Teatro Coppola (teatrocoppola.it) e all’arena Argentina (cinestudio.eu) dove vanno tutti: si vede un flm, si beve il “selz” al chiosco di piazza Umberto, si mangia da Fud (fud.it) in via Santa Filomena e si fnisce al pub Mr Hyde. In 300 metri, ti passi la serata». ATMOSFERE

Antonio Alessandria, di Boudoir 36. A sinistra: il Monastero di San Nicolò Arena, gioiello del tardo barocco siciliano.

Spaghetti alla catanese Ingredienti per 4 persone 400 g di spaghetti 1 grossa melanzana 800 g di pomodori 1 cipolla 2 spicchi d’aglio 150 ml di olio extravergine d’oliva 30 g di concentrato di pomodoro sale pepe 2 cucchiai di basilico tritato; per servire 50 g di pecorino 1 cucchiaio di timo Tagliate la melanzana a cubetti. Mettetela nello scolapasta con il sale. Sbollentate i pomodori, pelateli e tagliateli a cubetti. Rosolate in 3 cucchiai d’olio l’aglio e la cipolla. Unite il concentrato di pomodoro e il pomodoro a dadi. Abbassate la famma, coprite e cuocete per 30 minuti. Asciugate la melanzana. Friggetela nell’olio rimasto e scolatela sulla carta da cucina. Unitela alla salsa, salate, pepate e aggiungete il basilico. Cuocete la pasta e conditela con il sugo, il pecorino a scaglie e il timo.

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viaggi

CREATIVITÀ GASTRONOMICA

A sinistra: la chef Bianca Celano con i suoi collaboratori nel laboratorio a vista del nuovo ristorante QQucina.

Atmosfere galeotte

Insalata di arance e fnocchi con cipolla Ingredienti per 4 persone: 6 arance 2 fnocchi piccoli 1 cipolla rossa 2 cucchiai di succo di limone 1 cucchiaio di miele 2 cucchiai di aceto balsamico 4 cucchiai di olio di vinaccioli sale peperoncino in focchi pepe macinato Lavate e affettate fnemente i fnocchi. Sbucciate la cipolla e tagliatela a semilune. Sbucciate le arance e tagliatele a fettine, raccogliendo il succo. Preparate il condimento emulsionando il succo di limone e il succo rilasciato dalle arance con il miele, l’aceto balsamico e l’olio. Unite sale, peperoncino e pepe. Riunite arance, fnocchi e cipolla nell’insalatiera. Al momento di servire versateci sopra il condimento e mescolate.

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Guarda caso, Santa Filomena è il nuovo distretto gastronomico: un ristorante dopo l’altro e qualche negozio aperto fno a tardi, come la libreria Vicolo Stretto di Maria Carmela e Angelica Sciacca, diventate famose perché per prime hanno scritto sulla vetrina «Non si vende il libro su Totò Riina». Boudoir36, accanto, è invece il negozio di profumi di Antonio Alessandria, naso professionista che produce eau de parfum e fragranze provocatorie tipo Secretion magnifque che sa di saliva, sudore, sperma. Per lui la vera Catania è «a Villa Pacini (via Cardinale Dusmet, ndr), dove è stato riaperto un canale del fume Amenano, luogo decadente e romantico». Visto che ho deciso di scoprire Catania grazie al passaparola, non posso fare a meno di affdarmi anche ai consigli di Ruggero Moncada, principe colto e casual, che vive nella dépendance di Palazzo Biscari, con facciata barocca in bianco e nero e interni ad affreschi vivaci (palazzobiscari.com) e ogni giorno accompagna i turisti tra le sue magnifche stanze, raccontando di esilaranti liaison tra gli antenati. Ai suoi ospiti ha destinato due stanze semplici della foresteria. Mi porta al ristorante Me cumpari Turiddu (mecumparituriddu.it), e mi presenta la proprietaria Roberta Capizzi, 32 anni, ex avvocato a Milano,, che ha realizzato un locale siciliano dove si mangiano i piatti tipici. Dietro l’angolo c’è il laboratorio di saponi di Sabrina Delfno (sadisapone.it), che nel suo spazio ospita anche l’associazione Panvision, nata per riqualifcare il quartiere a luci rosse di San Berillo, e organizza tour tra i vicoli, nella speranza che questo torni a essere il “Borgo delle belle” (tel. 328/4948029).

LA CULTURA

Michele Leonardi, giovane regista catanese autore di numerosi corti, torna nella sua città appena può.


Rotolini di pagello Ingredienti per 4 persone: 8 fletti di pagello 1 fnocchio 2 cucchiai di prezzemolo tritato sale pepe 3 cipollotti tritati 3 cucchiai di rucola tritata 100 g di vino bianco 100 g di brodo di pesce olio extravergine di oliva Sciacquate i fletti di pagello e tamponateli con carta da cucina. Lavate il fnocchio, tagliatelo a striscioline, sbollentatelo per 2-3 minuti e asciugatelo. Tagliate i fletti di pesce a metà per il lungo. Condite con sale, pepe, prezzemolo e un flo d’olio. Su ogni mezzo fletto disponete un mazzetto di fettine di fnocchio trasversalmente. Arrotolate, fermate con uno stecchino di legno. Riscaldate 2 cucchiai d’olio e rosolate i cipollotti. Bagnate con vino e brodo. Unite la rucola. Fate bollire, abbassate la famma e disponetevi i rotolini di pesce. Cuocete per 2 minuti. Prelevate i rotolini, metteteli nei piatti e bagnateli con 2-3 cucchiai del brodo caldo. Servite subito.

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ICONE LOCALI

MATTEO CARASSALE, STOCKFOOD/LA CAMERA CHIARA

A destra: il principe Ruggero Moncada con la moglie nel loro Palazzo Biscari, che ospita un salone da ballo in stile rococò (foto sopra). Sotto: la statua di S. Agata, che i catanesi chiamano affettuosamente “Santuzza”.

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viaggi Imprese al femminile

Girando per la città, mi accorgo in fretta che qui c’è molto spirito di inziativa, specialmente femminile. Daria, architetto, ha alcuni appartamenti in centro con i sofftti affrescati e i muri colorati, e li afftta per brevi periodi (casadaria.it); Carlotta Patti, invece, è l’anima creativa di We Concept (weconceptsicily.com) struttura che riunisce i fornitori top per eventi e matrimoni, con gli abiti da sposa di Marella Ferrera, stilista che ha il suo atelier a Palazzo Biscari e fa dipingere Sant’Agata sulle clutch dal madonnaro più cool della città (marellaferrera.com).

Sotto il vulcano

L’hotel di charme Taormina, piccolo borgo siciliano all’ombra dell’Etna, è uno dei posti vicino a Catania (circa 50 km) più interessanti da visitare. Merito degli intellettuali che vi hanno trovato accoglienza a Casa Cuseni, oggi museo e b&b (casacuseni.com), e dei festival che animano la località: Cinema, Nastri d’Argento, Moda, Letteratura, con quartier generale all’NH Collection, aperto nel giugno 2015 (nh-collection. com). L’hotel (foto sotto) esisteva già, ma con la nuova gestione NH offre un’accoglienza fuori dal comune grazie a uno staff giovane e professionale, diretto dal General manager Simone Messina. Il resto lo fa la location: la piscina a sforo, la terrazza panoramica, la vicinanza al centro storico.

SUGGESTIONI DELLA STORIA

Sopra: balcone del Monastero dei Benedettini, oggi sede dell’Università di Catania.

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Cannoli siciliani Ingredienti per 4 persone per la pasta 3 cucchiai di burro 1 pizzico di sale 130 g di zucchero 5 cucchiai di vino bianco 300 g di farina 1 cucchiaio di cacao 1 tuorlo olio e burro per friggere; per il ripieno 300 g di ricotta 2 cucchiai di acqua di fori d’arancia e 3 di limone 100 g di zucchero 4 cucchiai di scorza tritata di limone e 4 d’arancia 30 g di cioccolato grattugiato 200 ml di panna zucchero a velo Lavorate il burro con il sale e lo zucchero. Unite il vino, l’uovo, poi la farina e il cacao, continuando a impastare. Fate riposare in frigo almeno un’ora. Stendete la pasta sottile (2 mm) e tagliatela a cerchi di Ø 8-10 cm. Arrotolateli sui tubi da cannolo imburrati. Friggeteli in olio caldo fnché sono dorati. Scolateli su carta assorbente, fate raffreddare leggermente e rimuovete i tubi. Scolate la ricotta e lavoratela con le acque di fori di agrumi, la scorza di limone e lo zucchero.

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MATTEO CARASSALE, STOCKFOOD/LA CAMERA CHIARA

Le donne di Catania sono vulcaniche come l’Etna. Penso a Paola Vagliasindi che cucina con verdure e erbe spontanee nel ristorante Millefoglie (via Sant’Orsola 12) o a Bianca Celano che ha un ristorante (qqucinaqui.it), aperto la sera, con piatti squisiti e i celebri dolci di Corrado Assenza. Chiedo a Bianca quali locali preferisce; cita l’Ostello (agorahostel.com): «Ne parlano tutti per la musica, il cibo, il fume che affora in taverna. Ha una bella energia». Le confesso: è di mio fratello, Stefano Magro, uno di quei rari milanesi che hanno preferito il Sud. Anche per lavorare bene. G


scuola fgli e altri guai

Appy family

Dialoghi su WhatsApp

Presidi in GUERRA CONTRO le CHAT

Mamma hai abbastanza spazio in frigo per una morta?

Non so chi hai ucciso ma se è più piccola di 1.60 un posto lo trovo

Non c’è scuola che si salvi: con la ripresa dell’anno scolastico tornano a forire i gruppi WhatsApp e con essi discussioni e polemiche. Non fra ragazzi, ma fra genitori. Basta un nulla per innescare una scia di commenti a ruota libera, dalla maestra che dà troppi compiti, «al bambino che disturba in classe, indicato con nome e cognome, a dispetto di qualsiasi salvaguardia della privacy», dice Marta, un fglio in prima elementare. Ce n’è abbastanza perché i presidi, stanchi di sedare risse, passino al contrattacco, “consigliando” ai genitori di non eccedere con le esternazioni su WhatsApp. Oppure (i più diplomatici) organizzando incontri con esperti e psicologi «per sfruttare al meglio le chat e la loro capacità di aggregazione», spiega Giuseppe Soddu, preside del liceo Parini a Milano.

Maledetto correttore. Torta mamma, TORTA

DI FRANCESCO UCCELLO GIORNALISTA E AUTORE DEL BLOG MO TE LO SPIEGO A PAPÀ

C Cartoline dal mondo SVEZIA: VIETATO PICCHIARE

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ragazzini gli schiaff te li tirano veramente dalle mani. Uno sconticino avrebbero pure potuto farlo. Mi domando solo una cosa: ai miei tempi, se avessero visto mia mamma lanciarmi uno di quegli oggetti domestici che lei utilizzava, fra l’altro, per frenare la mia irruenza, le avrebbero dato l’ergastolo? Francesco Uccello

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«Oggi le madri cercano di compensare l’assenza fsica dovuta al lavoro con una continua presenza virtuale», spiega la psicologa Laura Turuani, autrice del libro Mamme avatar (Rizzoli, pp. 288, € 13). «Intervengono in ogni questione che riguardi i fgli per anticiparne i problemi. Un atteggiamento deleterio, soprattutto quando si parla di scuola. Dovrebbero imparare a mantenere un sano distacco emotivo e a smorzare i toni». Il rischio, infatti, è commettere gli stessi errori che rimproverano ai fgli, cioè offendere o esprimere giudizi eccessivi, con linguaggio contrario a ogni canone educativo. «Una conseguenza dell’imbarbarimento del linguaggio propiziato dai nuovi media», aggiunge il direttore generale del Moige, Antonio Affnita. «Alcuni genitori pensano che la chat offra loro una sorta di immunità». In questo contesto diventa fondamentale il ruolo del moderatore, che deve richiamare alle regole chi sgarra. E, se non capisce, espellerlo. Isabella Lechi

Mio cugino è stato in Svezia e mi ha raccontato che mentre erano a Stoccolma in attesa di imbarcarsi per una gita sui fordi, un papà, poco distante da loro, ha dato uno schiaffo al fglio undicenne perché continuava a fare capricci. Immediatamente alcuni poliziotti, vedendo la scena, si sono avvicinati e hanno ammanettato il padre per condurlo in commissariato con l’accusa di maltrattamento. Ora io capisco la tutela dei minori, il divieto di questi strumenti educativi retrogradi e un sistema molto rigido, però certe volte questi


inventalavoro

Vuoi provare

anche tu?

Il riferimento è la Francia, dove questo tipo di attività è molto sviluppata. Per le caratteristiche delle pecore nane d’Ouessant: mouton-ouessant.com e passion-elevage.com. Vari allevamenti sono presenti anche in Italia (allevamenti. agraria.org). Alcuni Comuni, come Ferrara e L’Aquila, ricorrono già a greggi di pecore per tosare il verde pubblico.

PRATO

a pecorelle È l’idea di Silvia Canevara: impiegare il gregge del suo allevamento per tosare le aree verdi in modo ecologico. E riconciliarsi con la natura di Silvia Orlandini - foto Roberto Brancolini

«Facevo la giornalista, ma sentivo il bisogno di sperimentare un lavoro con ritmi diversi, più vicino alla natura», dice Silvia Canevara, 38 anni, di Lodi. Così, nel 2014, ha avviato il Progetto pecorelle: allevare un gregge di 27 esemplari da utilizzare, poi, per tosare l’erba in frutteti e giardini privati o nelle aree verdi pubbliche, evitando l’uso di mezzi meccanici e di prodotti chimici (pecorelle.it). Come è nata l’idea?

Durante una fera agricola ho conosciuto un allevatore di pecore nane d’Ouessant, le più piccole al mondo. Ho scoperto che in Francia questi animali vengono utilizzati per tenere puliti i frutteti. Amo la natura e ho pensato che fosse una buona idea. Come si è organizzata?

Ho acquistato una ventina di capi che ora allevo nella campagna lodigiana. Le pecore hanno un ricovero e

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uno spazio all’aria aperta messi a disposizione dall’azienda cosmetica L’Erbolario. In primavera, appena l’erba inizia a crescere, parte del gregge viene trasferito nell’area verde da trattare, dove resta fno a ottobre. Quali vantaggi offrono gli animali?

Migliorano la fertilità del terreno e la qualità dell’erba, perché brucano in maniera selettiva. Inoltre rispettano la biodiversità presente. Quanto ha speso per avviare l’attività?

Per acquistare una coppia di esemplari occorrono circa 400 euro. Il carrello per il trasporto costa 3.000. Vanno aggiunti 1.000 euro all’anno di spese veterinarie. Ritorni economici?

È presto per dirlo, siamo in fase sperimentale. I prezzi variano in base all’estensione delle aree verdi. Per un terreno di 500 metri quadrati, con tre pecore “al lavoG ro” per otto mesi, la richiesta è di 600 euro.


passaparola cinema libri arte teatro televisione musica

Specchio delle mie trame

Bryce Dallas Howard, 35 anni, è Lacie in Black mirror (il titolo fa riferimento allo schermo nero di ogni tv, computer o smartphone): alla terza stagione, su Netfix, dal 21 ottobre.

CRIS MCPHERSON/AUGUST/CONTRASTO

Bryce Dallas Howard

serie serietv i tv v

Il mio o regno per u un n like Cosa succederebbe in un mondo in cui ciascuno riceve un voto dagli altri per ogni interazione sociale e, in base alla propria classifca, ha accesso o meno ad alcuni privilegi o servizi? È questa la premessa della nuova stagione della serie tv Black mirror, su Netfix dal 21 ottobre. Protagonista femminile, Bryce Dallas Howard. «È una satira della nostra società», spiega l’attrice. «Lacie, la donna che interpreto, farebbe qualsiasi cosa pur di alzare il proprio rating. Un ruolo che mi ha permesso di fare i conti con me stessa».

In che modo?

Ho dovuto confrontarmi col mio insaziabile desiderio di sentirmi accettata e di piacere, e capire cosa signifca per me. La sua visione qual è?

Oggi grazie alla tecnologia c’è molta più trasparenza, è più facile sapere ciò che accade nel mondo e far sentire la propria voce, ma c’è anche più controllo su tutto ciò che diciamo e facciamo. Tutti ne siamo coscienti, ma come Lacie, non sembriamo imparare mai la lezione. Marco Consoli

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LETTI PER VOI Questo libro non esiste

Mario Fortunato

intervista

CHE ANNI QUEGLI ANNI (OTTANTA)! Ha scritto un memoir-fction su un periodo importante della sua vita, nonché di quelle di Pier Vittorio Tondelli, giovane scrittore che l’Aids si è portato via nel 1991, e del poeta Filippo Betto: amici, compagni di strada, di follie e d’amore. Lo ha fatto per sé, e per loro che non ci sono più, mentre lui è rimasto a governare i sentimenti più intimi di una giovinezza sfrenata e la memoria storica di un’epoca, gli anni ’80, di grande rinascita culturale, e ci spiega perché. Il suo romanzo è una riabilitazione degli anni ’80?

In Italia c’è questa idea di un periodo politico e sociale su cui la storia ha dato un giudizio ingeneroso. Lasciando da parte la politica, sono stati anni di effervescenza, di occupazione e di rinnovamento culturale. Per me è stato un gran periodo, ero giovane... A proposito di questo entusiasmo, la comunità gay era molto diversa da quella di oggi.

Sì, perché eravamo ancora in epoca pre-Aids, che comincia a manifestarsi a New York nell’83-84. In realtà esplode alla fne degli anni ’80, e sul fnale di quel decennio

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Eurídice Gusmão che sognava la rivoluzione di Martha Batalha, Feltrinelli, pp. 200, € 16, ebook € 9,99. Rio de Janeiro, anni ’40: due sorelle sono pronte per scegliere la vita che desiderano, ma il resto del mondo è più indietro. Guida scappa di casa, ma rimarrà sola con un fglio; Eurídice sacrifca i suoi progetti di lavoro al matrimonio. M.C

scende l’ala della morte. Sono stati anni di puro divertimento, eravamo lontani dall’ideale della famigliola di oggi. Un modello che non mi ha mai affascinato e che peraltro, storicamente, non è certo entusiasmante. Penso ai femminicidi, ai bambini violentati. Noi avevamo l’idea di un amore piuttosto libero, promiscuo anche, perché no? Questo non signifca superfcialità dei sentimenti. È un giudizio mediocre che contesto. Le lotte per i diritti civili sono state inutili?

No, se qualcuno vuole costruire una famiglia è giusto che lo faccia, perché non fa del male a nessuno, non lede i diritti degli altri, anzi li allarga. È bene che la società proceda in questa direzione, le mie scelte sono un’altra cosa. Il suo romanzo è fction o realtà?

È un in-between come si dice: un racconto in cui i fatti e le persone sono vere, il modo in cui è costruito è fnzione. Non ho scritto una bio di Tondelli o la mia o di Betto, è un romanzo anfbio che sta su due terreni. Poi volevo ritrovare quella grazia, quella felicità che abbiamo vissuto. Cercare di riprendere l’innocenza di quegli anni, di quel nostro modo di essere ragazzi e amici con grandi aspettative. Toccava a me lasciare una traccia di noi tre. Ornella Ferrarini

ISOLDE OHLBAUM/LAIF/CONTRASTO, FRANCESCO BERTOLA

Mario Fortunato, 58 anni, autore di Noi tre (sotto, la cover), Bompiani, pp. 182, € 17.

di Marilù Oliva, Elliot, pp. 239, € 13.50. L’aspirante scrittore Mathias Onaru si trova, suo malgrado, invischiato nell’omicidio di un piccolo editore di provincia. C’è tutto il materiale per un thriller, che diventa però un romanzo sul senso dei rapporti e della vita grazie al talento dell’autrice, un’insegnante bolognese arrivata al nono libro. F.P.


tv Marianna Di Martino

CHIAMATE LE EMOZIONI Per ottenere il ruolo di Alice in Hundred to go, serie in cinque episodi prodotta da Fox in onda sul canale 112 di Sky dal 24 ottobre, si è presentata al provino completamente tatuata: «Mi sono appiccicata addosso decine di trasferelli per bambini. Da vicino facevo ridere, ma l’effetto generale funzionava. E infatti ho avuto la parte». Eccentrica quanto basta per incarnare l’eroina di un mondo fantascientifco, pacifcato ma privo di emozioni, Marianna Di Martino presenta il suo personaggio. Chi è Alice?

Il punto di partenza della serie, ambientata tra presente e futuro, è che quello del 2016 sia un mondo di doppi: ognuno vive con il proprio clone, ognuno basta a se stesso, le emozioni non esistono più. Alice vive nel 2016, fa la tatuatrice. Ed è molto emotiva... Cosa è peggio: vivere senza emozioni o vivere con una copia di se stessi?

Non potrei vivere senza emozioni, sono passionale: la felicità è entusiasmo, la tristezza tragedia. Non ho vie di mezzo. E poi l’emotività è ciò che ci rende diversi gli uni dagli altri. Senza emozioni saremmo degli automi. E se le emozioni la travolgono?

Non le respingo mai, anche se sono dolorose. Le emozioni che non vorrebbe perdere?

Sono tre: amore, coraggio e paura.

Paura?

Sì. La paura è sana, è l’emozione legata all’istinto di sopravvivenza. Ci rende attenti, ci mette in guardia dai pericoli. Oggi siamo ossessionati dall’idea di eliminare la paura, ma avere paura è normale. Affrontarla e superarla ci permette di crescere. Ilaria Ravarino

Tatuatrice Marianna Di Martino, 27 anni, è Alice, in Hundred to go, miniserie in cinque episodi, prodotta da Fox, in onda sul canale 112 di Sky dal 24 ottobre.

tv

I libri della NOSTRA VITA Biblioteca personale Lettori - I libri di una vita va in onda, ogni mercoledì, alle 21.10 su laeffe (canale 139 di Sky).

La vita «riletta» attraverso i libri che hanno accompagnato la nostra esistenza: è l’originale punto di vista del nuovo programma di laeffe Lettori i libri di una vita, in onda il mercoledì alle 21.10. In ogni puntata una persona si racconta rievocando le letture che hanno segnato tappe particolari della propria storia: la fiaba dell’infanzia, il manuale comprato in un momento di panico, il romanzo dell’adolescenza, il fumetto ereditato dai genitori. Il risultato è un affresco intimo, che attinge allo stile narrativo di Sconosciuti (la casa di produzione è la stessa) per unirlo alla letteratura. Francesca D’Angelo


Imany

musica m usica

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CANTO LE VITE DEGLI ALTRI

Le novità di questo album rispetto al precedente?

Un sound più pop, senza dimenticare la dimensione live e acustica.

Dalla moda alla hit parade Imany, in testa alle classifche con The wrong kind of war. Sarà in Italia il 27 ottobre a Roma, il 28 a Fabriano e il 29 a Milano.

arte art

Vi ricordate la hit You will never know? Circa tre anni fa si sentiva ovunque, facendo conoscere al mondo la voce di Imany, al secolo Nadia Mladjao, ex modella le cui origini arrivano fno alle Isole Comore. Dopo sette anni nel mondo della moda newyorchese, ritorna nella nativa Francia e ora è una superstar della musica d’Oltralpe. Ai primi posti delle classifche iTunes, Shazam e Spotify con il remix del brano Don’t be so shy, contenuto nel secondo album The wrong kind of war (Think Zik!), sarà in Italia il 27 ottobre a Roma, il 28 a Fabriano e il 29 a Milano.

Le sue fonti di ispirazione?

Mi faccio infuenzare molto dalla vita degli altri: qualcosa accaduta alle persone che frequento o un evento appreso dal telegiornale. Mai pensato di cantare in francese, visto che adesso è tanto di moda?

Quando avrò il pezzo giusto lo farò sicuramente. Gaspare Baglio

cinema cin nem ma

Ken Loach è uno dei pochi registi capaci di dirci, senza retorica, che il capitalismo ha vinto e poveri e diseredati non hanno più nulla su cui contare se non la propria capacità di essere solidali. Il titolo stesso del flm (Palma d’oro all’ultimo festival di Cannes) lo dice: Io, Daniel Blake, anziano falegname di Newcastle, malato e senza lavoro, parla di un’individualità dimenticata, ma capace ancora di credere in qualcosa. Come essere d’aiuto a una ragazza madre disoccupata. Da non perdere. Rebecca Sella

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Resilienti Il cast di Io, Daniel Blake, l’ultimo flm di Ken Loach, dal 21 ottobre nelle sale.

A Vicenza

La festa del GIAMBELLINO L’ospite illustre: così la città di Vicenza ha intitolato la mostra dedicata a un unico, indimenticabile dipinto, la Trasfigurazione di Giovanni Bellini, che rimarrà in città fino all’11 dicembre prima di tornare al museo di Capodimonte. A 500 anni dalla morte dell’artista, una gita a Vicenza consente quindi di ammirare tre suoi capolavori: oltre alla Trasfigurazione (sopra: a Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo che ha finanziato l’operazione), il Battesimo di Cristo (nella chiesa di Santa Corona) e la Crocifissione nel palladiano Palazzo Chiericati. Sede, quest’ultima, che riapre dopo un grandioso restauro, con un’area espositiva di 3.000 mq e collezioni che li valgono tutti. comune.vicenza.it, comune.vicenza.it,gallerieditalia.com gallerieditalia.com M.C. M

BARRON CLAIBORNE

Io non mi do per vinto


n°41- 29 ottobre 2016 Settimanale - gioiaposta@hearst.it - Hearst magazines Italia Spa - Via R. Bracco 6 - 20159 Milano - Tel. 02.66191 DIRETTORE EDITORIALE DANDA SANTINI

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FEDERAZIONE ITALIANA EDITORI O G GIORNALI O N

CERTIFICAZIONE ADS ANNO 2011 N. 7511 DEL 10/12/2012


Toro

21 aprile/20 maggio

Entrare ntrare nel territorio scorpionico non on èfacile.Dal23evitadiscivolare è facile. Dal 23 evita di scivolare nel el tormento,amplificandosospetti tormento, amplificando sospetti su diluichenellatuatestadiventano di lui che nella tua testa diventano prove inconfutabili. Calma. Ora rifletti su cosa vuoi davvero. Più ti concentri su te stessa, più sarai libera da paure e condizionamenti.

Password: libertà Voto: 6,5

Gemelli

21 maggio/21 giugno

È esplosivo il tuo desiderio di dimostrare che vali davvero. Dopo esser passata dentro al tritacarne di Saturno, ti senti rinascere. Se hai in testa un cambiamento di lavoro, non cedere alle critiche degli altri: è un obiettivo che puoi raggiungere.

Il segno favorito

Sagittario 22 novembre/20 dicembre

Sei pronta ad assumerti responsabilità importanti. Non hai paura di fare il passo più lungo della gamba. Giove in Bilancia ti infonde sicurezza e apre nuove prospettive di lavoro, grazie a un fortunato aggancio con l’estero. Saturno non è più il castigamatti, ma si trasforma in pianificatore di nuove strategie vincenti. Il cuore non è esente dalla svolta. Password: altruismo Voto: 9

Ariete

21 21marzo/20aprile marzo/ 20 aprile

Torni brillante. Ormai Ormaièfatta. è fatta. Quello che chedovevidirel’haidetto. dovevi dire l’hai detto. Va meglio. meglio.VenereinSagittario Venere in Sagittario è ilpianetaalleatocheriescea il pianeta alleato che riesce a distrarti dal solito chiodo fisso che ti ha fatto ingigantire il problema. Marte in Capricorno penalizza le nate in aprile, esauste di doversi preoccupare di un parentado assai molesto. Urge una riflessione: se vuoi lui ti becchi il pacchetto famiglia.

Password: meditazione Voto: 7

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Password: concretezza Voto: 7,5

Cancro

21 giugno/22 luglio

Stai meglio. Non solo perché sei entrata nella casa dello Scorpione, dove ti senti a tuo agio, ma anche perché con lui riesci a chiarire un malinteso che ti faceva stare male. Basta parlare di soldi! Ascolta Nettuno portatore sano di emozioni.

Password: sincerità Voto: 6,5

Leone

23 luglio/22 agosto

di Francesca Tumiati

Bilancia

23 sett./22 ott.

Il timore non va d’accordo con il coraggio,eppurequestomix coraggio, eppure questo mix emotivo motivoècrescente.Haivogliadi è crescente. Hai voglia di libertà d’azione,maseilegata d’azione, ma sei legata a vecchi schemi. Anche con lui sei stanca di sentirti forza trainante e l’ultima della pista. Dai, questa consapevolezza porta alla rinascita.

Password: messa a fuoco Voto: 6,5

Scorpione 23 ottobre/21novembre ottobre/21 novembre

Giove è il portafortuna cheaiuta che aiuta a tenerelatestasullaspalle.Nonhai tenere la testa sulla spalle. Non hai paura dichiarirelatuaposizione di chiarire la tua posizione sul lavoro anche da un punto di vista economico. Brava, continua così. Anche con lui vai dritta alla meta.

Password: determinazione Voto: 8

Capricorno

21 dic./19 gen. 21dic./19gen.

Difficile ifficile sottostare alle regole.Marte regole. Marte impedisce mpedisce qualsiasitipodiindulgenza. qualsiasi tipo di indulgenza. Non on èfacileandared’accordoconiltuo è facile andare d’accordo con il tuo capo apo quandofarestiilcontrariodiquello quando faresti il contrario di quello che stafacendo.Acasa,neppurelui sta facendo. A casa, neppure lui capisce che hai solo bisogno di stare in pace. Sabato 22 è data di chiarimenti.

Password: lievità Voto: 6,5

Acquario

20 gen./18 feb.

Domenica 23 ottobre è speciale: la aLunaneltuosegnofacilitaun Luna nel tuo segno facilita un colpo discena.Seseisingle,si di scena. Se sei single, si annuncia un incontro passionale. Se stai vivendo una crisi con lui, non rimuovere il problema e parla chiaramente di quello che non va.

Ricomincio icomincio da me èilmottodiuna è il motto di una settimana ettimana adirpocoeuforica. a dir poco euforica. Perché erché seiliberaepienadidesiderio. sei libera e piena di desiderio. Libera beradisceglierechiaverealtuo di scegliere chi avere al tuo fianco senza più dipendere dal giudizio degli altri. Libera di baciare e di essere baciata alla luce del sole.

Password: spontaneità Voto: 6,5

Password: investimento Voto: 8

Vergine

Pesci

23 agosto/22 sett.

Ora ra o mai più. Marte ti incoraggia a compiere una nuova scelta professionale. ofessionale. Basta saltellare sul trampolino: ampolino: buttati! L’esitazione genera ansia. Credo invece sia arrivato il momento di prendere la decisione, quella fatale che libera.

Password: fiducia Voto: 7,5

19 febbraio/20 marzo

Mercurio in Scorpione ti porta sulla strada giusta. Hai cambiato atteggiamento con lui. Stai cominciando a capire che non essere sempre disponibile funziona. Basta fare la crocerossina! Prova a chiederti se ti piace veramente.

Password: onestà Voto: 7

ILLUSTRAZIONI DI SARA NOT

diario dalle stelle dal 20 al 26 ottobre


Sine Cura  

Dall'instabilità alla sicurezza: percorsi per costruire. Bologna 10 Maggio 2014

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