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CIMITERI

di Marsciano, Piegaro e San Venanzo


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Indice Introduzione 7 Elenco dei cimiteri per Comune di appartenenza 9 AUTUNNO Cimitero di Gaiche Cimitero di Greppolischieto Cimitero di Castiglion Fosco Cimitero di San Biagio della Valle Cimitero di Badiola Cimitero di Villanova Cimitero di Cerqueto

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INVERNO Cimitero di Ripalvella Cimitero di Poggio Aquilone Cimitero di Marsciano Cimitero di Oro Cimitero di Pietrafitta Cimitero di Castiglione della Valle Cimitero di Migliano

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PRIMAVERA Cimitero di Compignano Cimitero di Morcella Cimitero di Mercatello-Monte Vibiano Cimitero di Cibottola Cimitero di San Vito in Monte Cimitero di Palazzo Bovarino Cimitero di Pornello

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ESTATE Cimitero di Castello delle Forme-Olmeto-S.Valentino Cimitero di Ierna Cimitero di Piegaro Cimitero di Macereto Cimitero di Spina Cimitero di San Venanzo Cimitero di Papiano

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APPENDICE A - Estratti dagli Statuti medioevali delle comunitĂ APPENDICE B - Materiale dagli archivi comunali APPENDICE C - Bilanci demografici dei Comuni - anno 2013 (fonte: ISTAT) APPENDICE D - Forme di sepoltura in Italia e in Umbria - anno 2014

81 85 91 93

Bibliografia

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Introduzione Nel presente lavoro è portata avanti una campagna di indagine relativa ai cimiteri dei comuni di Marsciano, Piegaro e San Venanzo. Per ogni cimitero è stata prodotta una scheda con delle informazioni essenziali di carattere amministrativo, geografico, tecnico e storico. La scheda si compone inoltre di una documentazione fotografica e di rilievo inerente il rapporto del cimitero con il paesaggio e le caratteristiche architettoniche e decorative del cimitero stesso. Le schede sono articolate in quattro capitoli corrispondenti alle quattro stagioni in modo da consentire di apprezzare le trasformazioni del paesaggio nel corso dell’anno. Completano l’opera quattro appendici in cui sono riportati, oltre a materiale tecnico proveniente dagli archivi comunali, estratti dagli statuti medioevali delle comunità relativi alla disciplina delle pratiche legate ai defunti e dati statistici riguardanti l’andamento della mortalità nei comuni oggetto di indagine e l’evoluzione recente delle pratiche di sepoltura in Umbria. Questi ultimi dati consentono di intuire la “vitalità” del patrimonio cimiteriale, strettamente connessa a quella delle comunità da cui è deputato ad assolvere funzioni imprescindibili sotto il profilo sociale, culturale e simbolico. Jonas Orlandi

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Elenco dei cimiteri per Comune di appartenenza Comune di Marsciano

Comune di San Venanzo

Badiola Castello delle Forme Castiglione della Valle Cerqueto Compignano Marsciano Mercatello Migliano Morcella Papiano San Biagio della Valle Spina Villanova

Ospedaletto Poggio aquilone Pornello Ripalvella San Venanzo San Vito in Monte

Comune di Piegaro Castiglion Fosco Cibottola Gaiche Greppolischieto Ierna Macereto Oro Piegaro Pietrafitta

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AUTUNNO


Cimitero di Gaiche

Comune: Piegaro Coordinate geografiche: 42° 58’ 13.069” N

12° 10’ 34.057” E

Altitudine: 441 m s.l.m. Estensione: 460 mq Datazione: Notizie storiche e curiosità Gaiche. Insediamento agricolo sorto probabilmente prima del mille, nel 1200 si costituisce in repubblica autonoma e per tre secoli subisce l’eco delle turbolente vicende storiche della città di Perugia. Nel 1817 viene annessa a Piegaro, di cui diventa frazione. Oltre che per la sua storia il castello di Gaiche merita di essere ricordato per il suo Statuto del 1318, il più antico dell’Umbria, e per aver dato i natali al beato Leopoldo da Gaiche. Abbandonato, è stato ristrutturato negli anni novanta del novecento per realizzarvi una struttura ricettiva. Nello Statuto del 1318 vengono stabilite le pene per chi si rifiutasse di accompagnare i defunti alla sepoltura, sia all’interno del castello che al di fuori dello stesso (vedi appendici).

Cimitero e castello di Gaiche, vista da nord.

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Cimitero di Greppolischieto

Comune: Piegaro Coordinate geografiche: 42° 56’ 50.053” N

12° 9’ 21.791” E

Altitudine: 596 m s.l.m. Estensione: 438 mq Datazione: Notizie storiche e curiosità Greppolischieto. Sito abitato in epoca protostorica (resti archeologici della Città di Fallera), nel medioevo vede la propria vicissitudini legate a quelle della città di Perugia, del cui contado, a partire dal 1380, risulta castello. Nel 1817 perde la propria autonomia e viene aggregato al Comune di Piegaro. Il borgo, abbandonato in seguito allo spopolamento delle campagne e ristrutturato negli ultimi decenni del Novecento dalla stilista romana Anna Fendi, è ora adibito a residenza privata.

Portale di una cappella gentilizia, particolare.

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Cimitero di Castiglion Fosco

Comune: Piegaro Coordinate geografiche: 42° 58’ 32.171” N

12° 10’ 15.193” E

Altitudine: 387 m s.l.m. Estensione: 1614 mq Datazione: Notizie storiche e curiosità Castiglion Fosco. Castello soggetto a Perugia dal tredicesimo secolo e fondato probabilmente nel X secolo ad opera di un tale Fuscuso Fuscius, che per aver partecipato alla spedizione di Calabria ebbe in dono dall’imperatore Ottone II la collina che gli aveva dato i natali. Nel 1388 resistette all’assedio dei Bretoni e nel 1462 un medico tedesco di nome Ludovico vi si trasferì da Perugia per esercitarvi la professione, risultando il primo medico condotto di cui si abbia notizia. Nel 1817 nell’ambito della ristrutturazione dello Stato pontificio viene aggregato al comune di Piegaro, diventandone frazione.

Cappelle gentilizie, prospetto.

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Cimitero di San Biagio della Valle

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 43° 0’ 47.207” N 12° 17’ 16.876” E Altitudine: 256 m s.l.m. Estensione: 2101 mq Datazione: ante 1881 Notizie storiche e curiosità Risulta sicuramente realizzato nel 1881, anno in cui viene citato in una missiva indirizzata al Sindaco di Marsciano dal Parroco della vicina frazione di Badiola. Il Parroco rivendicava la necessità della costruzione di un cimitero nella frazione data la lontananza di quello di San Biagio della Valle, che fino a quel momento suppliva alle esigenze dei due abitati. Nello stesso anno il consiglio procedeva alla nomina del custode del camposanto, tale Mommi Giuseppe. San Biagio della Valle. Borgo collocato lungo la strada delle Sette Valli, ha perso i tratti dell’antico impianto urbano, anche a seguito della demolizione nel 1952 della vecchia chiesa parrocchiale duecentesca, il cui portale si trova ora incastonato nel chiostro del monastero di San Pietro a Perugia. Il paese era sede di attività artigianali legate all’agricoltura, oggi scomparse. A nord ovest dell’abitato si trova un bosco tradizionalmente celebre per la caccia ai palombacci, ora tutelato dalla comunità europea.

ai gloriosi caduti

1915-1918

Monumento ai caduti, prospetto.

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Cimitero di Badiola

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 43° 1’ 38.215” N 12° 18’ 47.520” E Altitudine: 249 m s.l.m. Estensione: 1005 mq Datazione: 1890 Notizie storiche e curiosità L’appalto dei lavori di costruzione del cimitero di Badiola, su progetto dell’ing. Giovanni Battista Battaglia, risale al 1889. In uno scambio epistolare datato 1881 con il Sindaco di Marsciano, il Parroco della frazione rivendica la necessità di costruirvi un cimitero dedicato, date le difficoltà logistiche ed economiche legate al trasporto dei defunti nel vicino cimitero di San Biagio della Valle. Badiola. Piccolo paese adagiato sui crinali tra le valli del Genna e del Caina lungo la strada delle Sette Valli, che probabilmente veniva utilizzata già in epoca etrusca per il collegamento tra Perugia ed Orvieto. Nel 1047 viene nominata in un diploma imperiale di Arrigo III con il nome di San Benedetto di Pietra Valliola. Negli elenchi delle ville e dei castelli del contado perugino veniva chiamata Abadiola di Valle Uberto. La chiesa principale dell’abitato reca scolpito sul portale cinquecentesco lo stemma del monastero benedettino di San Pietro di Perugia.

Colombario nella parte nuova del cimitero, prospetto.

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Cimitero di Villanova

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 43° 0’ 16.261” N 12° 20’ 13.229” E Altitudine: 266 m s.l.m. Estensione: 970 mq Datazione: 1890 Notizie storiche e curiosità La prima menzione di un cimitero per Villanova è legata al progetto, risalente al 1866, dell’edificazione di un “camposanto centrale” (v. appendici) per le frazioni comunali, da realizzarsi tra Sant’Elena e San Valentino. Tale progetto prevedeva l’impianto di un unico cimitero con campi di inumazione divisi tra i centri di Papiano, Castello delle Forme, Cerqueto, Compignano, San Valentino, Morcella, Villanova, Olmeto, Sant’Elena, al fine di risparmiare sui costi di costruzione e gestione della struttura. L’idea viene poi abbandonata negli anni settanta dell’ottocento per problemi tecnici – la Commissione provinciale di Sanità riteneva sottodimensionata l’area destinata alle sepolture - e per difficoltà ad entrare in possesso del terreno dove sarebbe dovuto sorgere il complesso, nonché per il malcontento della popolazione che reclamava campi santi locali per evitare di vedere trasportati i propri cari troppo lontano. Il cimitero di Villanova è uno degli ultimi del Comune di Marsciano ad essere stati edificati. I lavori di costruzione risultano appaltati nel 1889, secondo la nota trasmessa al Prefetto da parte dell’Ufficio Tecnico comunale il 21 aprile dello stesso anno. Villanova. Piccolo centro situato lungo la strada di scorrimento che collega le due viabilità storiche della Collina e delle Sette Valli, poco al di sopra del piano del Genna. Nel tessuto del paese è ancora leggibile l’impianto a scacchiera e nelle mura castellane si trova inglobato un peculiare fabbricato quattrocentesco dagli archi in laterizio a sesto acuto. Presso il vocabolo Belvedere è stata rinvenuta una tomba etrusca ad incinerazione della prima età ellenistica.

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Cimitero di Cerqueto

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 42° 56’ 40.711” N

12° 19’ 14.441” E

Altitudine: 297 m s.l.m. Estensione: 3246 mq Datazione: 1885 Notizie storiche e curiosità Sfumata l’idea di riservare un’area ai defunti del paese nel “camposanto centrale” per le frazioni (vedi scheda Cimitero di Villanova), dopo ripetuti solleciti da parte della prefettura finalmente il Consiglio comunale nella seduta del 30 settembre 1884 approvò la proposta della Giunta, su progetto dell’ingegnere del Comune, di edificare un cimitero destinato ad accogliere i defunti di Cerqueto, Morcella e S.Elena sulla parte sinistra della strada provinciale venendo da Cerqueto a Marsciano. L’appalto dei lavori di costruzione risale al 30 giugno1885.Vi riposa il tre volte sindaco di Marsciano e possidente terriero Pio Dominici. Cerqueto. Il paese, situato lungo il tracciato storico della via della Collina, probabilmente deve il proprio nome all’abbondanza di querce che lo caratterizzava in passato. Devastato nel 1312 dalle incursioni di Arrigo VII di Lussemburgo, nel 1328 il castello di Cerqueto viene menzionato nella donazione fatta ai Conti di Marsciano da Ludovico il Bavaro. Tra quattrocento e cinquecento la sua storia si intreccia con quella della città di Perugia, travagliata a causa della guerra e dell’instabilità politica. La chiesa parrocchiale di S.Maria Assunta esisteva nel 1163, anno in cui viene menzionata in un diploma imperiale di Federico Barbarossa. Qui si conserva la prima opera del Perugino, un affresco raffigurante i santi Sebastiano, Rocco e Pietro, probabile voto della popolazione per la cessazione della peste del 1478, flagello che periodicamente colpiva la città e il contado di Perugia causando migliaia di vittime. Nativo di Cerqueto è padre Mariangelo Budelli, Frate Indovino, qui sepolto nella chiesa del Crocifisso. Sant’Elena. Antico borgo fortificato sorto lungo la via della Collina, menzionato a partire dal 1280. Nell’Ottocento vi si insediò la famiglia Sereni.

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INVERNO


Cimitero di Ripalvella

Comune: San Venanzo Coordinate geografiche: 42° 51’ 18.864” N 12° 18’ 17.654” E Altitudine: 516 m s.l.m. Estensione: 2006 mq Datazione: 1871 Notizie storiche e curiosità Dopo il completamento del cimitero di S.Venanzo nel 1865 il sottoprefetto di Orvieto impose all’amministrazione comunale di procedere con la costruzione del cimitero di Collelungo-Ripalvella. Date le ristrettezze del bilancio però si diede inizio ai lavori solo nel 1871, per procedere all’ampliamento nel 1893 e a lavori di restauro nel 1906. Nel decennio 1895/1904, su un totale di 216, i morti sotto i 7 anni furono ben 98 (l’83%). Il cimitero è stato di recente oggetto di un consistente ampliamento sul lato est. Ripalvella L’abitato affonda le sue origini in epoca romana, come testimoniato dal sarcofago della famiglia dei Viti. Possedimento di Corrado di Ermanno dei Monaldeschi, viene fortificato nel corso del secolo XIV. Con la riorganizzazione dello Stato Pontificio di Gregorio XVI diventa frazione di San Venanzo. Collelungo. Castello posto al confine delle terre di Orvieto e Todi, in epoca medioevale risentì dei frequenti scontri tra le due città. Nella seconda metà dell’Ottocento Zeffirino Faina vi fondò la famosa fattoria di Collelungo. Cappelle familiari nella parte nuova del cimitero, prospetto.

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Cimitero di Poggio Aquilone

Comune: San Venanzo Coordinate geografiche: 42° 54’ 48.870” N 12° 16’ 19.834” E Altitudine: 316 m s.l.m. Estensione: 783 mq Datazione: 1883 Notizie storiche e curiosità Nella frazione si continuò a seppellire i defunti nella chiesa parrocchiale fino alla costruzione del cimitero (1883) nel luogo indicato dalla commissione provinciale di igiene, ovvero presso la “cadente chiesa della Madonna del Piano”. Rispetto al preventivo elaborato dalla Giunta nel 1862 i costi di costruzione risultarono più che triplicati. La media annua dei decessi nel paese era di 6 unità, secondo una statistica relativa al 1886 e calcolata sul decennio precedente. Negli anni ottanta del Novecento nel cimitero sono stati eseguiti dei lavori di sistemazione interna ed è stata costruita una batteria di 30 loculi. Poggio Aquilone. Insediamento sorto su un colle poco elevato, da cui il nome Poggio, nel suo territorio sono stati ritrovate una tomba Cappella gentilizia, prospetto. a fossa databile all’età del bronzo e una tomba a volta di epoca romana. Sottratto ad Orvieto dai Conti di Marsciano Bulgarelli, il castello ricevette l’appellativo di Aquilone per aver ospitato (forse) l’imperatore Enrico VII. Al 1442 risale lo statuto della comunità, in cui tra le altre cose si stabilisce l’obbligo per almeno un rappresentante maschio di ogni famiglia del castello di presenziare ai funerali di ogni defunto dello stesso (vedi appendici). Appodiato di Marsciano fino al 1820, con Gregorio XVI diventa frazione del Comune di San Vito, ponendo così termine alla secolare dipendenza da Perugia.

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Cimitero di Marsciano

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 42° 54’ 30.787” N 12° 19’ 51.416” E Altitudine: 206 m s.l.m. Estensione: 13652 mq Datazione: 1873 Notizie storiche e curiosità Fu il primo dei tredici cimiteri del Comune di Marsciano ad essere realizzato. Il progetto risale al 1864 (vedi appendici) e nel 1871 si procedette all’esproprio del terreno su cui doveva sorgere la costruzione, che verrà ultimata nel 1873 come risulta da comunicazione agli uffici del Prefetto. Vi riposano l’Ing. Brunone Moneta, primo sindaco della moderna storia municipale di Marsciano e l’omonimo tenente mitragliere morto a S.Marco di Gorizia nel 1917 all’età di venticinque anni, alla cui memoria venne intitolata nel 1935 la Scuola Media. Il 28 marzo 1944 i due fratelli Giuseppe e Armando Ceci, di anni 18 e 21 e il loro cugino Ulisse di anni 18, coloni residenti nella frazione di Montelagello, vennero fucilati presso il muro di cinta del cimitero di Marsciano da una squadra di militi della Guardia Nazionale Repubblicana per non aver risposto alla chiamata alle armi della Repubblica Sociale italiana. Il 5 aprile 1945 le salme vennero traslate, con grande partecipazione di popolo, dal cimitero di Marsciano a quello della frazione di Mercatello. Marsciano. Castello fortificato con il nome di Monteregio, Marsciano viene acquistata dai Conti Bulgarelli probabilmente nel XII secolo. Posta al confine dei territori di Todi, Orvieto e Perugia, del cui contado entra ufficialmente a far parte nel 1280, è stata più volte teatro d’incursioni. Esemplare quella del 1312, anno in cui al culmine di una serie di scaramucce tra la guelfa Perugia e la ghibellina Todi, il castello e il territorio di Marsciano vengono devastati dalle truppe imperiali di Enrico VII di Lussemburgo. Tra quattrocento e cinquecento il castello, al pari degli altri centri del contado di Perugia, subisce l’eco delle lotte intestine per il controllo della città, fino al 1540, anno in cui viene scorporato dall’Amministrazione perugina per passare sotto il controllo della Camera apostolica. Entrato a far

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parte del Regno d’Italia nel 1860, tra fine ottocento e inizio novecento il Comune di Marsciano porta avanti una significativa campagna di interventi nel campo infrastrutturale, tra cui la completa realizzazione dei cimiteri comunali. In occasione delle due guerre mondiali il paese dà il proprio tributo di sangue; in particolare nella seconda, oltre al martirio dei fratelli Ceci, Marsciano subisce 37 incursioni aeree. Tradizionalmente legata all’agricoltura, l’economia registra la presenza di alcune importanti realtà industriali, come le Fornaci Briziarelli, che si collegano alla storica diffusione della produzione di laterizi e dell’artigianato della terracotta nel territorio. Nello Statuto del 1518 (vedi appendici) viene fatto divieto alle donne di accompagnare il morto alla sepoltura; gli ideali di misura e compostezza propri della civiltà rinascimentale maltolleravano infatti le scomposte manifestazioni di dolore di donne piangenti il defunto.


Cimitero di Oro

Comune: Piegaro Coordinate geografiche: 42° 59’ 19.889” N 12° 9’ 20.534” E Altitudine: 335 m s.l.m Estensione: 480 mq Datazione: Notizie storiche e curiosità Oro. Piccolo borgo fortificato sorto probabilmente nel XII secolo e le cui vicende storiche si confondono con quelle del castello vicino più importante, Castiglion Fosco, nel cui distretto era compreso. Sul pavimento della chiesa parrocchiale di S. Felicissima si nota in prossimità del presbiterio una pietra a raso, indice di una tomba comune sotterranea destinata, fino alla proibizione di tumulare nelle chiese (1810), ad accogliere le spoglie mortali dei fedeli.

Ingresso del cimitero, particolare.

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Cimitero di Pietrafitta

Comune: Piegaro Coordinate geografiche: 42° 59’ 23.370” N 12° 12’ 52.852” E Altitudine: 322 m s.l.m. Estensione: 2579 mq Datazione: Notizie storiche e curiosità Pietrafitta. Insediamento sorto nel XII secolo su un colle di pietra arenaria (da cui il nome Petraficta, pietra falsa, poco dura) ad opera di braccianti di un attiguo monastero benedettino. Nel 1817 diventa “appodiato” del Comune di Piegaro. Il sito di Pietrafitta risultava ricco di giacimenti di lignite, sfruttati fino all’esaurimento nella seconda metà del Novecento per la produzione di energia elettrica. Nei giacimenti, che occupavano il fondo dell’antico lago Tiberino, sono stati rinvenuti reperti fossili di vertebrati del Pleistocene tra cui elefanti e rinoceronti.

Decorazione di una cappella gentilizia, particolare.

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Cimitero di Castiglione della Valle

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 43° 1’ 17.706” N 12° 15’ 6.138” E Altitudine: 214 m s.l.m. Estensione: 1935 mq Datazione: 1888 Notizie storiche e curiosità La costruzione del cimitero venne avviata dopo diversi reclami da parte della popolazione residente nella frazione, che si lamentava delle insostenibili condizioni igienico-sanitarie legate alla prassi di seppellire i defunti nelle cripte delle chiese. In particolare in una missiva del 1881 indirizzata al Sindaco di Marsciano da parte del parroco di Castiglione della Valle si evidenziava l’insufficienza in questo senso della Chiesa parrocchiale, che con una dotazione di due soli sepolcri doveva rispondere alle necessità di 600 persone. Prima della costruzione del cimitero di Castiglione, finanziata dalla Giunta nell’ottobre 1888, il vicino cimitero di Spina era deputato ad accogliere le tumulazioni del paese. La chiesa del cimitero è stata di recente oggetto di interventi di restauro. Castiglione della Valle. Castello sorto in posizione strategica su un’altura che controlla la fertile pianura del Nestore e del Caina. Posto alla confluenza di strade di collegamento con antiche vie di comunicazione quali la Pievaiola e l’Orvietana, agli inizi del quattrocento fu teatro di vicende belliche legate all’ascesa di Braccio Fortebracci. L’attuale chiesa parrocchiale è stata realizzata nell’ultimo decennio dell’Ottocento su progetto di Nazareno Biscarini. Cimitero da ovest, prospetto.

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Cimitero di Migliano

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 42° 55’ 53.130” N 12° 14’ 13.643” E Altitudine: 422 m s.l.m. Estensione: 805 mq Datazione: 1890 Notizie storiche e curiosità È l’ultimo dei tredici cimiteri del Comune di Marsciano ad essere stato realizzato. I lavori di costruzione risultano appaltati nel 1889 e nel 1891 il Comune contrae mutui con la Cassa Depositi e Prestiti al fine di procedere al pagamento degli stessi. In un prospetto spedito il 3 marzo 1893 all’Ufficio sanitario provinciale della Prefettura dell’Umbria da parte della Giunta è indicato come il più piccolo dei cimiteri comunali assieme a quello della frazione di Badiola. Migliano. Il castello di Migliano, proprietà dei conti di Marsciano fino al XVII secolo, sorge su una sommità che Vista interna verso la chiesa, prospetto. domina una gola scavata dal torrente Fersinone. Il borgo ha dato i natali al capitano di ventura Antonio da Migliano, morto in combattimento al servizio dei fiorentini nel 1484. Sul fondo del Fersinone, famoso per le sue acque ferruginose usate a fini terapeutici, sono stati trovati reperti di frecce e punte acuminate risalenti ad epoca preistorica ed oggi conservati al Museo nazionale archeologico dell’Umbria.

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PRIMAVERA


Cimitero di Compignano

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 42° 56’ 53.588” N 12° 16’ 37.304” E Altitudine: 247 m s.l.m. Estensione: 1011 mq Datazione: 1877 Notizie storiche e curiosità Venuta meno la possibilità di realizzare un “camposanto centrale” per le frazioni (v. scheda cimitero di Villanova) la Giunta nel 1877 dà incarico all’Ufficio Tecnico di predisporre il progetto per il cimitero di Compignano. Il cimitero risulta sicuramente operativo nel 1889, secondo la nota relativa allo stato di attuazione del programma di edilizia cimiteriale comunale trasmessa al Prefetto da parte dell’Ufficio Tecnico del comune il 21 aprile dello stesso anno. Nel 1891 la Giunta esamina un progetto inerente i lavori di restauro della struttura. Compigano. Paese adagiato su una collina incassata in un’ansa del fiume Nestore. Circondato dalle mura conserva un impianto a scacchiera in cui emerge il palazzo gentilizio della famiglia Corneli. Il palazzo ingloba le strutture di un antico mastio duecentesco acquistato nel Cappella familiare, prospetto. 1656 dal cardinale orvietano Antonio Monaldi con l’intento di erigere al suo posta una residenza di campagna. Tradizionalmente legato all’economia agricola, il paese era anche sede di numerose botteghe artigianali. Altro richiamo economico era il mulino, parzialmente distrutto nella piena del 1937 in cui persero la vita diversi membri della famiglia del mugnaio.

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Cimitero di Morcella

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 42° 56’ 0.956” N 12° 18’ 6.390” E Altitudine: 185 m s.l.m. Estensione: 1258 mq Datazione: 1888 Notizie storiche e curiosità Dopo le proposte di destinare un’area ai defunti di Morcella prima nel “camposanto centrale” delle frazioni (v.scheda Cimitero di Villanova) e poi nel Cimitero di Cerqueto, nel 1886 la Giunta delibera la costruzione di un cimitero esclusivo per la frazione, a seguito della richiesta fatta dal reverendo don Ettore Ferri che rilevava le difficoltà connesse al trasporto dei cadaveri lontano dal paese. Nella relazione fatta dal Tecnico comunale il 14 gennaio 1888 si informa che la località scelta per l’edificazione del camposanto, approvata a seguito della visita della Commissione sanitaria provinciale è situata sulla destra della strada comunale che da Morcella scende al piano del fiume Nestore, in prossimità del ponte sullo stesso. Morcella. Il paese è adagiato sul fianco di una collina che domina la valle del Nestore. Sotto l’abitato di Morcella, in prossimità del fiume, si trova un caratteristico mulino quattrocentesco. Sul versante opposto della valle, lungo la strada storica che da Marsciano conduce a Migliano, si trova la chiesetta di Santa Croce, oggi pericolante, risalente probabilmente al XII secolo. Della chiesa parrocchiale di Morcella viene fatta menzione già nel 1027, mentre la prima memoria storica del castello risale al 1312, anno in cui viene devastato e incendiato da Enrico VII di Lussemburgo. Nel 1328 Morcella è menzionata nella donazione fatta ai Conti di Marsciano da Ludovico il Bavaro.

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Cimitero di Mercatello-Monte Vibiano

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 42° 57’ 41.069” N 12° 15’ 26.176” E Altitudine: 319 m s.l.m. Estensione: 2816 mq Datazione: 1889 Notizie storiche e curiosità Nel giugno del 1888 la Giunta approva il progetto per la costruzione del Cimitero per Monte Vibiano Vecchio e Nuovo e Mercatello in località Poggio delle Forche. Nel 1889 i lavori di costruzione della struttura risultano appaltati e nel 1891 vengono contratti mutui con la Cassa Depositi e Prestiti per il pagamento degli stessi. Vi riposano Antonio Sereni, ultimo discendente dell’omonima famiglia di possidenti illuminati e la moglie Luisa Bologna. Vi sono inoltre sepolti i tre fratelli Ceci (v. scheda Cimitero di Marsciano). Monte Vibiano Vecchio. Castello che deve il proprio nome alla prestigiosa famiglia dei Vibi, le cui radici si perdono nell’antichità etrusca. Nel XIV secolo passa dai Vibi ai Rossi Leoni fino a diventare possedimento nel 1892 di Vincenzo Sereni. Il palazzo, ristrutturato per iniziativa dello stesso Sereni dall’architetto Ugo Tarchi, era dotato di una moderna piscina e di un impianto telefonico privato per comunicare con le tenute di San Biagio della Valle e Sant’Elena. Monte Vibiano Nuovo. Castello costruito nel 1394, venne acquistato agli inizi dell’Ottocento da Giovan Battista Tiberi. Di impianto quadrangolare, con due torri decorate con elementi in laterizio, conserva al proprio interno una cappella gentilizia con affreschi del tardo Cinquecento. Mercatello. Centro sorto alla confluenza di più strade e per questo storicamente deputato al mercato, da cui trae il nome. Caratteristico è l’antico albergo o loggiato dei Vibi, con porticato scandito da colonnine rinascimentali; la chiesa parrocchiale è stata progettata dall’architetto Ugo Tarchi. Il paese è oggi sede di un’importante azienda vinicola. Monte Lagello. Castello di origini antiche, oggi ristrutturato a fini ricettivi. Sulla strada che collega Monte Lagello a Compignano si trova la casa colonica in cui viveva la famiglia Ceci.

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Cimitero di Cibottola

Comune: Piegaro Coordinate geografiche: 42° 58’ 57.763” N 12° 13’ 56.651” E Altitudine: 430 m s.l.m. Estensione: 973 mq Datazione: Notizie storiche e curiosità Cibottola. Di origini incerte, la località viene Indicata come castello nel censimento degli insediamenti del contado ordinato nel 1380 dai Priori di Perugia; si sottomise a Braccio da Montone durante la campagna del condottiero contro il capoluogo umbro. Diventa frazione del comune di Piegaro con l’annessione dello Stato pontificio al Regno d’Italia. La fama della località è legata soprattutto al convento francescano di S.Bartolomeo, situato in mezzo a un bosco a poca distanza dal castello e oggi disabitato e semidistrutto.

Campi di inumazione, particolare.

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Cimitero di San Vito in Monte

Comune: San Venanzo Coordinate geografiche: 42° 54’ 39.179” N 12° 14’ 15.230” E Altitudine: 518 m s.l.m. Estensione: 764 mq Datazione: 1886 Notizie storiche e curiosità Il Comune di San Vito in Monte iniziò a stanziare fondi per i cimiteri di Pornello, Palazzo Bovarino, Poggio Aquilone e San Vito a partire dal 1862. Il cimitero del capoluogo comunale fu l’ultimo ad essere realizzato, dopo le pressioni del sottoprefetto che per costringere la giunta a prendere provvedimenti in tal senso arrivò a proibire la consolidata usanza di seppellire i morti nella chiesa del castello. I lavori, su un terreno posto a circa 600 m del paese e su progetto dell’Ing. Nocchi Fantozzi, , iniziarono nel 1884 e terminarono nel 1886. Al 1985 risale il progetto di un ulteriore colombario da 40 loculi da costruire all’interno del cimitero. San Vito in Monte. Territorio abitato dal paleolitico (reperti della “buca del diavolo” presso il torrente Fersinone), porta tracce della Chiesa del cimitero, prospetto. colonizzazione romana, come testimoniato dal nome dell’antico insediamento ai piedi di San Vito stesso, Baccano (suffisso –anum tipico dei luoghi della colonizzazione romana) e dal rinvenimento di una tomba a volta caratteristica del periodo. Situato lungo l’antico tracciato della via orvietana, possedimento per breve tempo dei Bulgarelli di Marsciano, agli inizi del XII secolo il paese passa alla mensa vescovile di Orvieto, città alla cui storia rimane legato nei secoli successivi. Nell’Ottocento con la riforma di Gregorio XVI diventa comune aggregando le frazioni di Palazzo Bovarino, Poggio Aquilone e Pornello. Nel 1928 passa sotto il Comune di San Venanzo.

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Cimitero di Palazzo Bovarino

Comune: San Venanzo Coordinate geografiche: 42° 50’ 9.953” N 12° 11’ 48.199” E Altitudine: 569 m s.l.m. Estensione: 428 mq Datazione: 1878 Notizie storiche e curiosità Nel febbraio del 1868 la Prefettura dell’Umbria autorizza il Comune di S.Vito in Monte a costruire il cimitero di Palazzo Bovarino-Ospedaletto nel luogo indicato dalla commissione provinciale di igiene, ovvero su un terreno di proprietà della parrocchia in voc. Porcareccia, lungo la strada per Ospedaletto. Il cimitero risulta costruito nel 1878 e subito si presentarono problemi legati a difetti di esecuzione e scarsa qualità dei materiali di costruzione, tanto che la Giunta dà incarico al muratore Beniamino Ciampi di provvedere al restauro della struttura. Vi si trova la sepoltura di un membro della famiglia Faina. Il cimitero di Palazzo Bovarino viene citato nel Diario delle predicazioni del beato Leopoldo di Gaiche (vedi scheda Cimitero di Gaiche), che relativamente ad una missione che nel 1778 toccò i luoghi della montagna orvietana annota che “a Palazzo Bovarino, [...] fu trovata una croce di sangue sopra la lapide sepolcrale del Cimitero...e si venne a sapere che era stato un bestemmiatore, colla lingua, in eccesso di fervore e di penitenza...”1. Ospedaletto. Situato lungo l’antica via che da Perugia portava a Orvieto, deve il suo nome alla presenza di un antico ospedale per pellegrini, come indicato dalla denominazione assegnatagli dal catasto orvietano del 1292, Villa Ospitale Pelgie. Palazzo Bovarino. Dimora signorile (Boverini o Bovaccini), nel1834 il sindaco in una relazione al comune di San Vito evidenzia la necessità di spostare il cimitero “quasi affatto diroccato…in fondo al Castello all’aria aperta, e così togliere quel fetore che in Chiesa si racchiude e nel Castello si propaga”. 1

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L.CANONICI, Il faro sul monte, Santa Maria degli Angeli - Assisi, 1957


Cimitero di Pornello

Comune: San Venanzo Coordinate geografiche: 42° 52’ 57.169” N 12° 11’ 9.748” E Altitudine: 424 m s.l.m. Estensione: 540 mq Datazione: 1874 Notizie storiche e curiosità Nel novembre 1868 nella seduta consiliare del comune di San Vito in Monte viene approvato il “capitolato per la costruzione del camposanto di Pornello”. Nel 1874 viene completata la costruzione dei muri di cinta e della cappella e la giunta delibera di scavarvi fosse e trasportarvi i morti dalla chiesa parrocchiale. In una statistica del 1886 la media annua dei decessi nella frazione relativa al decennio precedente risulta pari a 9. Al 1988 risale il collaudo di un colombario da 24 loculi costruito all’interno del cimitero. Pornello Il suo nome deriva dall’abbondanza di prugni che caratIngresso del cimitero, particolare. terizzava il luogo in cui sorse il castello. Donato dal conte Ottone al vescovado di Orvieto nel 1137, nel 1278 viene collocato dalla città nel piviere di S.Maria de Rasa. Possedimento dei Monaldeschi e dei Conti di Marsciano, nel 1820 diventa appodiato di Montegabbione per divenire successivamente frazione di San Vito in Monte con la riforma di Gregorio XVI. Negli anni novanta dell’Ottocento vi viene istituita la scuola elementare.

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ESTATE


Cimitero di Castello delle Forme-Olmeto-S.Valentino

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 42° 58’ 49.156” N 12° 21’ 5.512” E Altitudine: 255 m s.l.m. Estensione: 3344 mq Datazione: 1878 Notizie storiche e curiosità Abbandonata l’idea della costruzione di un “camposanto centrale” delle frazioni (v. scheda cimitero di Villanova) che avrebbe dovuto servire anche i tre centri, nel 1878 viene redatto il progetto del cimitero per Castello delle Forme, Olmeto e San Valentino (v. appendici) da costruirsi, secondo la relazione alla Giunta dell’ingegnere comunale Augusto Valentini, a metà della Strada Comunale congiungente Castello delle Forme e San Valentino su terreno di proprietà demaniale. Castello delle Forme. L’insediamento storico è raccolto ancora nelle mura, testimonianza dello scopo difensivo cui era destinato in tempi antichi, vista la posizione dominante sulla pianura del Tevere. La chiesa parrocchiale di San Costanzo è nominata nel diploma di Federico Barbarossa del 1163; accanto alla chiesa si trova una fonte fatta costruire dai magistrati perugini nel 1296. Presso il vocabolo Campo Filoncia è stata rinvenuta una tomba etrusca. Olmeto. Piccolo centro agricolo affacciato sulla valle del Genna, al cui interno si trova la chiesetta di Santa Maria delle Grazie nella quale figura la Madonna della Misericordia, tempera su tavola di ignoto risalente al 1525. Accanto alla chiesetta si trova un pozzo medievale. Non rimangono tracce del castello, ad eccezione di un contrafforte sul quale poggia una parete della chiesa. San Valentino. Paese attraversato dalla via della Collina, percorso di crinale che collega Perugia a Marsciano e che verosimilmente affonda le proprie radici nell’antichità etrusca. Il centro è dominato dai due complessi della villa Bonelli, storica tenuta agricola e dal mangimificio Checcarini. Altra attività economica tradizionale è legata all’artigianato dei tessuti umbri. Nel 1904 vengono rinvenute a poca distanza dall’abitato due tombe etrusche a camera.

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Cimitero di Ierna

Comune: Piegaro Coordinate geografiche: 42° 58’ 15.571” N 12° 7’ 19.888” E Altitudine: 377 m s.l.m. Estensione: 858 mq Datazione: Notizie storiche e curiosità Al lato esterno del muro perimetrale del cimitero sono attaccate delle placche metalliche riportanti i nomi di soldati deceduti nella Grande Guerra. Ierna. Molto scarse le notizie riguardanti le origini dell’insediamento, la memoria storica del toponimo è legata principalmente all’esistenza in loco di un monastero di monaci camaldolesi, col titolo di S.Donato, eretto probabilmente tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. Verso la fine del XIII secolo la consistenza demografica di villa Gerne era di 30 focolari; nel censimento del 1370 e successivi non appare, verosimilmente perché la località era già stata assorbita dal comune di Piegaro.

Cappella gentilizia, particolare.

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Cimitero di Piegaro

Comune: Piegaro Coordinate geografiche: 42° 58’ 19.769” N 12° 4’ 57.338” E Altitudine: 296 m s.l.m. Estensione: 4314 mq Datazione: Notizie storiche e curiosità Piegaro. Borgo fondato probabilmente nel 290 a.C. nel corso della terza guerra sannitica dai romani, che vi si ritirarono durante l’assedio di Chiusi e lo consacrarono a Diana cacciatrice per la ricchezza di boschi e selvaggina. Nell’alto Medioevo i piegaresi vengono dominati prima dai conti di Chiusi, sotto cui viene portata avanti la fortificazione del Castello e poi dai Conti di Marsciano, da cui si affrancano alla fine del XIII secolo per costituirsi in Comune, sottomettendosi a Perugia per ricevere protezione militare. A questo periodo risale anche la nascita delle famose fornaci per la lavorazione del vetro, arte importata da maestranze venete, in cui vengono prodotti i mosaici del duomo di Orvieto. Nel 1462, nel pieno dell’instabilità politica legata alle lotte tra le famiglie perugine degli Oddi e dei Baglioni, il castello di Piegaro viene espugnato e dato alle fiamme da Ciarpellone, luogotenente del Piccinino, famoso capitano di ventura. A seguito della sconfitta di Perugia nella “guerra del sale” del 1540 Piegaro entra nello Stato Pontificio, alla cui storia rimane legata fino al raggiungimento dell’unificazione nazionale. Dopo l’Unità vengono condotti dal neonato Comune importanti investimenti nel campo delle opere pubbliche e del sociale, che si scontrano tuttavia con una realtà economica instabile che conduce molti residenti all’emigrazione. La città non esce indenne dalle due guerre mondiali, causando la prima la perdita di 113 giovani vite e la seconda la devastazione dell’abitato ad opera delle truppe tedesche in ritirata ai fini di ritardare l’avanzata degli angloamericani. Nel secondo dopoguerra si registra un consistente sviluppo edilizio a seguito del generale miglioramento delle condizioni socio-economiche in linea con quello del Paese. Nello Statuto del 1517-1518 (v. appendici) viene prescritto ai parenti di chi fosse sepolto nella chiesa di San Silvestro di tenere in buono stato le sepolture, pena una sanzione pecuniaria. Viene inoltre fat-

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to divieto alle donne, in linea con altri statuti dell’epoca (v. scheda cimitero Marsciano), di prendere parte al rituale di sepoltura dei propri familiari.


Cimitero di Macereto

Comune: Piegaro Coordinate geografiche: 42° 59’ 23.640” N 12° 7’ 44.944” E Altitudine: 303 m s.l.m. Estensione: 632 mq Datazione: Notizie storiche e curiosità Macereto. Piccolo castello situato su un colle lungo l’importante via Pievaiola, che collegava Perugia con Città della Pieve. Incerta la data di origine del primitivo insediamento, viene classificato come castello negli estimi della seconda metà del quindicesimo secolo. Dal 1817 fa parte del comune di Piegaro.

RACONI GIOTTI 3- 1898 12-1898

Sarcofago, particolare.

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Cimitero di Spina

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 42° 59’ 50.572” N 12° 16’ 26.274” E Altitudine: 282 m s.l.m. Estensione: 2712 mq Datazione: 1874 Notizie storiche e curiosità Nel 1874 la Giunta esamina il progetto del camposanto del paese redatto dall’ing. Pirro Pasta, reputandone urgente la costruzione in quanto con il cimitero si provvederebbe alle tumulazioni di Spina, S.Apollinare, Pieve Caina e Castiglione della Valle. Viene dato incarico allo stesso ing.Pasta di redigere il capitolato per l’appalto dei lavori di costruzione. Nel cimitero, danneggiato nel corso del sisma del 2009, sono in corso lavori di consolidamento e ripristino. Spina. Il paese è situato su un’altura al crocevia di importanti tracciati storici. La chiesa di San Nicolò di Spina viene nominata nel diploma di Federico Barbarossa del 1163. Le notizie più antiche sul castello risalgono invece al 1260, anno in cui risulta appartenente al Rione perugino di Porta Eburnea. Teatro di numerose battaglie e guerre, tra il quattrocento e il cinquecento il castello di Spina ha dato i natali a personaggi illustri, come l’intagliatore Polimante di Niccolò e il poeta Matteo Spinelli. Nel novecento il paese è un importante centro rurale sede di botteghe artigiane legate all’attività agricola ed ora scomparse. Il 15 dicembre 2009 Spina è stata colpita da un terremoto originato dall’apertura di una nuova faglia tettonica e che ha causato ingenti danni al castello e ad altri fabbricati. Sant’Apollinare. Castello affacciato sulla valle del Nestore, per secoli feudo della famiglia Graziani, nominata già nel 1227. Pieve Caina. Paese adagiato sulle falde di Monte Pugliano, a poche centinaia di metri dalla confluenza del Caina con il Nestore. Nel borgo si trovano il palazzo cinquecentesco del cardinale Armellini; nella chiesa parrocchiale è conservata una cinquecentesca Madonna della Misericordia.

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Cimitero di San Venanzo

Comune: San Venanzo Coordinate geografiche: 42° 52’ 32.578” N 12° 16’ 47.766” E Altitudine: 412 m s.l.m. Estensione: 4686 mq Datazione: 1865 Notizie storiche e curiosità Dopo la parentesi della norma del 24.1.1800 con la quale le autorità francesi imponevano di seppellire i morti fuori dai centri urbani, si tornò, con la restaurazione del governo pontificio, ad inumarli sotto il pavimento delle chiese. Furono le autorità prefettizie del nuovo Stato unitario a sollecitare le giunte municipali a provvedere alla costruzione dei moderni cimiteri. In questo scenario il sottoprefetto di Orvieto nel 1863 sollecitò il sindaco di San Venanzo a provvedere alla costruzione del cimitero, che avrebbe servito anche le frazioni di Civitella dei Conti e Rotecastello, presso un pascolo in contrada Madonna dei Monti. Date le cattive condizioni del bilancio però il cimitero fu costruito soltanto due anni dopo, nel 1865. Nel 1900 si registrano interventi di manutenzione. Al 1976 risale il progetto del primo ampliamento del cimitero, costruito sul lato maggiore del cimitero esistente, per una dotazione di 36 cappelle e 4 blocchi da 230 loculi cadauno e un importo dei lavori di 31.133.187 lire. Al luglio 2006 risale il progetto definitivo del secondo ampliamento del cimitero, interamente destinato alla tumulazione con una disponibilità per 552 feretri e un importo dei lavori di 247.646,2 euro. San Venanzo. Situato su un cono vulcanico attivo 265.000 anni fa, il paese di San Venanzo deve il poprio nome al martire dalmata le cui spoglie furono traslate a Roma nel 640 passando (forse) per le terre del Peglia. Viscontato dei Monaldeschi, tra XIII e XIV vede il proprio destino strettamente intrecciato con quello di Orvieto. Nell’ottocento San Venanzo e il suo territorio, amministrati dalle potenti famiglie dei Valentini e dei Faina sono teatro di diverse realizzazioni nel campo delle infrastrutture e dei servizi, nell’ottica della generale campagna di ammodernamento imposta dalla politica postu-

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nitaria. Nel 1928 ingloba il comune di San Vito in Monte. Rotecastello. Il borgo deve il proprio nome alla struttura circolare che lo contraddistingue. Nello Statuto della Comunità datato 1502 è espressa la facoltà per i governatori di stabilire quale defunto, anche se forestiero, meritasse l’accompagno pubblico e quali uomini dovessero partecipare al funerale (vedi appendici). Civitella dei Conti. Castello sorto probabilmente intorno a un’edicola dedicata a S.Michele Arcangelo nell’Alto Medioevo. Possedimento dei Conti di Marsciano Bulgarelli (da cui l’appellativo dei Conti) prima e dei Saracinelli poi, nell’Ottocento diventa frazione del Comune di San Venanzo.


Cimitero di Papiano

Comune: Marsciano Coordinate geografiche: 42° 57’ 37.451” N 12° 21’ 26.158” E Altitudine: 199 m s.l.m. Estensione: 3663 mq Datazione: 1877 Notizie storiche e curiosità Dopo la previsione di destinare un’area a Papiano nel “camposanto centrale” per le frazioni (v. scheda cimitero di Villanova) la Giunta nel 1877 incarica l’Ufficio Tecnico di predisporre il progetto per il cimitero del paese che, accogliendo l’istanza di alcuni abitanti, viene realizzato nella località di Madonna del Piano in adiacenza all’esistente Chiesa comunale. Papiano. Paese disposto lungo il pendio di una collina tra la pianura del Tevere e la via della Collina. Il borgo fortificato fu costruito nel 1277 seguendo le indicazioni di Fra Bevignate inviato in loco dai magistrati perugini. Testimonianze più antiche provengono dalle chiese, quella di Sant’Angelo, nominata nel diploma di Federico Barbarossa e quella di San Silvestro, oggi inesistente, citata in un diploma dell’imperatore Corrado II risalente al 1027. Dalla chiesa di San Sebastiano, anch’essa scomparsa, provengono due affreschi conservati alla Galleria nazionale dell’Umbria. Il 30 aprile del 1944 la stazione di Papiano fu oggetto di un attacco dei caccia-bombardieri che tuttavia non causò vittime civili poiché le bombe cadute tra le abitazioni non esplosero.

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APPENDICE A - Estratti dagli Statuti medioevali delle comunità Statuto di Gaiche del 1318 XIX. DE PENA ACCIPIENDA NON EUNTIBUS AD CADAVER Quandocumque fuerit aliquod cadaver in dicto castro et eius iurisdictione unus homo pro quolibet foculare de iurisdictione dicti castri teneatur ire ad domuni ubi fuerit predictum cadaver et ire usque ad ecclesiam et a dieta ecclesia non discederet quo usque predictum cadaver fuerit sepelitum et quicumque in predictis vel aliquo predictorum contrafecerit vice qualibet tres soldos solvere teneatur cadaver intelligatur a XII annis supra et non jnfra notarius vel vicarius dicti eomunis possit dictam penam exigere cum effectu. — Salvo quod si non audiverit ab aliquo de aliquo vel neseiverit predictum cadaver aut quod non audiverit canpanam sancti Laurentii vel si non fuerit in terra ad penam aliquam minime teneatur. XX. DE PENU ACCIPIENDA NON EUNTIBUS AD CADAVER EXTRA DISTRICTUM Preterea dicimus quandocumque aliquis terrigena voluerit ire ad aliquod cadaver extra iurisdictionem dicti castri et requisiverit aliquem suum vicinum seu vicinam quod iret cum eo ad predictum cadaver et non iverit vice qualibet V soldos denarioruni solvere teneatur et de hoc stetur requisitionis iuramento. XIX. DELLA PENA PREVISTA PER CHI NON ACCOMPAGNA IL MORTO Allorchè vi fosse qualche cadavere in detto castello e sua giurisdizione, un uomo per ogni focolare di giurisdizione di detto castello sia tenuto recarsi alla casa dove sta il cadavere predetto, e andare fino alla chiesa, e non andarsene da detta chiesa finchè il predetto cadavere sia sepolto, e chiunque contravvenga nelle cose predette, o altro delle cose predette, in remunerazione sia tenuto a pagare ogni volta tre soldi, inteso il cadavere maggiore di 12 anni. Il notaio o il vicario di detto comune possa esigere detta pena esecutivamente. Salvo che se non si oda da qualche parte da qualcuno, o non si conosca detto cadavere, o che non si oda la campana di S.Lorenzo, o si fosse fuori dal territorio, sia minimamente tenuto ad alcuna pena. XX. DELLA PENA PREVISTA PER CHI NON ACCOMPAGNA IL MORTO DI FUORI IL CASTELLO Inoltre affermiamo allorchè qualche castellano volesse recarsi a qualche cadavere fuori giurisdizione di detto castello e richiedesse qualche suo vicino o vicina che andase con lui a detto cadavere, e (costui) non andasse, in remunerazione sia tenuto a pagare per ogni volta 5 soldi, e di ciò sia richiesto il giuramento.

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Statuto di Poggio Aquilone del 1442 CAPITOLO 86 - DE CHI NON ACCOMPAGNASSE EL MORTO. Item, hanno statuito et ordinato che li huomini de detto Castello cioè uno per casa débbia accompagnare il morto, se per caso che alcuno morisse in detto Castello, et chi contrafacessi paghi di pena per ciaschuna volta cinque soldi, la qual pena sia tenuto a pagare de facto et veruno débbia uscire della chiesa, dove sta il morto, alla decta pena perfinché non è finito l’offitio.

Statuto di Rotecastello del 1502 DEL MORTO DA ACCOMPAGNARSE

R.CA XLII

Li consegliere del detto Castello, morendo alcuno del detto Castello o furistiero che li paresse farlo accompagnare alla sepoltura, possino comandare ad omene del detto Castello o vero a quelle che li piacesse fare accompagnare il detto corpo, et similmente fare portare alla pena de solde cinque per ciascuno che contrafacesse.

Statuto di Piegaro del 1517-1518 DE LE SEPULTURE DA MATONARSE. CAP. XLI Anchora statuimo, dicemo et ordinamo che ciascuna persona havente alcuno pilo, o vero sepoltura nella chiesia de Sancto Silvestro sia tenuto e debbia sempre retenere matonata, para e directamente. Et il contrafacente sia punito per ciascuna volta e ciascun dì che stesse smatonata o vero bructamente matonata de po’ il comandamento del piovano in soldi v de denari. Et credasi a l’accusatione del piovano de dicta chiesia et tucte le pene de le cose predicte vadano a la dicta chiesia. Et il vicario sia tenuto, a la pena de soldi XX del suo salario da scomputarse, esse pene de facto rescotere e pagarle al dicto plebano. Et niente de meno sia obligato il patrone de esse sepolture tenere |matonate esse ad ogni modo. CHE NIUNA DONNA POSSA ANDARE AL MORTO. CAP. XLVIII Anchora statuimo, dicemo et ordinamo che niuna don[n]a habitante nel dicto castello o suo destrecto possa né | debia in alcuna chiesia andare al morto in quel dì proprio che se sepellisse alcuna persona sua consaguinea e aderente sotto pena de soldi x per ciascuna e ciascuna volta. Et il rectore de dicte chiese sieno tenute ciascuna contrafacente accusare, et abbia la terça parte del bando.

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Statuto di Marsciano del 1518 CHE LE DONNE NON ESCHINO DE CASA A COROCTARE EL MORTO. Cum cio sia cosa chel castello di Marsciano per summa humanità deli generosi cittadini della città di Perosa sia facto partecipe dela civilità perusina, meritevol cosa è che etiam oltre ad la immunità sia participe de li loro boni et laudabili costumi: statuimo adoncha et ordinamo che non sia alcuna femina tanto del parentado, quanto etiam che non sia parente o actinente, che quando se corocta el morto, escha de casa seguitando el morto per corroctarlo sotto la pena et ad la pena de soldi vinti per ciaschuna femina che contra facesse da torsi per lo officiale et applicarsi in el ceppo del comune.

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APPENDICE B - Materiale dagli archivi comunali Archivio storico del Comune di Marsciano

Planimetria del cimitero di Marsciano. Progetto del 1864.

Progetto per la costruzione di un cimitero centrale per le frazioni.

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Progetto del cimitero unificato delle frazioni di Olmeto, San Valentino e Castello delle Forme.

Progetto del cimitero di Badiola redatto dall’ing. Giovanni Battista Battaglia..

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Planimetria catastale con indicazione del sito per l’edificazione del cimitero di Morcella.

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Archivio del Comune di San Venanzo

Planimetria del primo ampliamento del Cimitero di San Venanzo del 1977.

Progetto del secondo ampliamento del Cimitero di San Venanzo del 2008.

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Progetto per la costruzione di una batteria di loculi all’interno del Cimitero di Ripalvella.

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APPENDICE C - Bilanci demografici dei Comuni - anno 2015 (fonte: ISTAT) Comune di Marsciano Popolazione al 1° gennaio

18931

Nati Morti Saldo Naturale Saldo Migratorio e per altri motivi Popolazione al 31 dicembre

160 217 -57 28 18902

Comune di Piegaro Popolazione al 1° gennaio

3719

Nati Morti Saldo Naturale Saldo Migratorio e per altri motivi Popolazione al 31 dicembre

32 50 -18 -32 3669

Comune di San Venanzo Popolazione al 1° gennaio

2244

Nati Morti Saldo Naturale Saldo Migratorio e per altri motivi Popolazione al 31 dicembre

17 36 -19 -7 2218

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APPENDICE D - Forme di sepoltura in Italia e in Umbria - anno 2014

Forme di sepoltura in italia nel 2014 (fonte:SEFIT) Tipologia N° % Inumazione (in terra) 198.657 33,20% Tumulazione (in loculo e in tomba) 281.751 47,09% Cremazione 117.956 19,71% Cremazioni di cadaveri 2011-2014 in Umbria (fonte:SEFIT) 2011 2012 2013 2014 N° % Italia N° % Italia N° % Italia N° % Italia 586 0,7% 708 0,7% 758 0,7% 772 0,7%

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Bibliografia A.ALPINI, Marsciano. Pagine di storia (1860-1923), Città di Castello, Petruzzi Editore 2011 A.BITTI - L.LUPI, Analisi di un eccidio: la fucilazione dei fratelli Ceci, Marsciano, Crace 2004 F.CAVALLUCCI, Marsciano. Territorio e nuclei urbani: un’indagine, Firenze, Electa 1984 F.CAVALLUCCI, Marsciano. Segni e voci dell’uomo, Marsciano, La Rocca 2005 E.CRUCIANI - C.TASCINI, Marsciano: storia e cronaca, Marsciano, P.C.R. Falini 1988 O.PANFILI - L.PIRRO, Storia dei luoghi della “Montagna orvietana” (5 Vol.), Arrone, Edizioni Thyrus 1994 G.PISTELLI - S.PISTELLI, Memorie di una terra: Piegaro e i suoi castelli, Città della Pieve, Tipografia Pievese 1992 A.RICCIERI, Memorie storiche del Comune di Marsciano fino a tutto il secolo XVI: con uno statuto inedito e documenti, Bologna, Forni, 1969 Statuto del Castello di Piegaro del 1517-1518, a cura di G.Riganelli, Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, 2006 Statuto del Castello di Poggio Aquilone, a cura di G.Scentoni, Perugia, Editrice Umbra Cooperativa, 1985 Lo statuto di Gaiche del 1318, a cura di F.Briganti, in BDSPU XIV, 1908

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Cimitero di Villanova: particolare (In copertina: vista sul paesaggio della Valtiberina dal cimitero di Cerqueto)

MMXVI

CIMITERI di Marsciano, Piegaro e San Venanzo  
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