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” m s a i s u h nt E f o e v a “A W

PROGRAM: PRO Wave The Super 7’11” is a supercompact shape with the maximum width placed well forward in order to maximize the possibility to catch more waves on such a shortboard. The short outline in combination with a pinched in round tail allows you to create a very smooth yet very radical and super turny surfboard that will make you forget you are actually riding with a paddle in your hands. The multiple fin configurations allow the 7’11” to be ridden either with a quad fin set up, coming as standard with the board, as well as a thruster set up with a longer central fin. No limits for this shape that will be a must for every pro Super rider! The 8’11” and the 9’11” are based on the same high performance outline and bottom shape as the 7’11” little ripper, but being slightly longer boards we configure them to be ridden only with a thruster fin set up. Both these boards are easy paddlers and feature the amazing turning capacity of these great new modern shapes. Model SUPER 7’11” Classic SUPER 8’11” Classic SUPER 9’11” Classic

Size (in Inches)

Fins

Volume (Lt)

7’11’’ x 29 1/2’’ x 4” 1 x 7” hi-perf wave US + 1 quad set polyester 110 8’11’’ x 29 1/2’’ x 4” 1 x 7.25” hi-perf wave US + 2 Side G-5 127 9’11’’ x 30’’ x 4” 1 x 7.5” hi-perf wave US + 2 Side G-5 144

www.robertoriccidesigns.com · info@robertoriccidesigns.com


7’11”

8’11”

R d Fabrice Rider: F b c Beaux B

Ph: Darrell W Wong o

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9’11”


ANNO II - NUMERO 5 AGOSTO 2011 DIRETTORE RESPONSABILE • cristiano@jmag.it

Cristiano Zanni

REDATTORE CAPO Fabio Calò • fabio@hipow.com ART DIRECTOR Gianpaolo Ragno

ragno@hipow.com

GRAFICA E DTP Carlo Alfieri • carloa@hipow.com IN REDAZIONE Marco Melloni

Surfin’ Venice atto secondo. Pagaiare con una tavola da SUP tra il Canal Grande e i rii di Venezia, unendo l’antica tradizione del remo veneziano a quella del remo polinesiano riadattato ai giorni nostri per lo Stand Up, non ha prezzo! E la cover è un omaggio ad una delle iniziative più di impatto mediatico dell’intero mondo del SUP, organizzata e promossa da RRD. LOCATION FOTO

Canal Grande, Venezia Andrea De Maria

marcom@hipow.com

INOLTRE HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO

testi: Nicola Abatescianni, Manu Bouvet, Fabio Calò, Valentina Crugnola, Beppe Cuscianna, Giampiero Cutrino, Alessandra Ferrara, Ovidio Ferrari, Kirsty Jones, Nicola Montenegro, Leonard Nika, Paola Perrone, Mirco Sarti, Julian Schlosser, Sergio Volpini. immagini: Miguel Allue, Giordano Bruno Capparella, Antonello Chessa, Beppe Cuscianna, Andrea DeMaria, Alessandra Ferrara, Stefane Fournet, Fotonestudio, Ludovic Franco, Mark Glendinning, Vito Montenegro, Marco Ranieri, Simone Rasà, Julian Schlosser, Benjamin Thouard, Cosimo Trono.

EDITORE E PUBBLICITÀ Johnsons Media srl via Valparaiso 4 - 20144 Milano - tel +39.02.43990087 fax +39.02.48022901 - info@hipow.com - www.johnsonsmedia.it AMMINISTRATORE DELEGATO Cristiano Zanni • cristianoz@hipow.com SERVIZI GENERALI Luisa Pagano • luisap@hipow.com DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER L’ITALIA Press-di Distribuzione Stampa e Multimedia s.r.l. 20090 Segrate (MI) DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER L’ESTERO Johnsons International News Italia - via Valparaiso 4 - Milano registrazione: TRIBUNALE DI MILANO N° 419 DEL 14 LUGLIO 2010 codice issn: 2038-9329 periodicità: TRIMESTALE prezzo: 4,90 EURO stampa: ALFAPRINT - BUSTO ARSIZIO (VA)

Spirito di aggregazione e coinvolgimento. Si è accesa una luce nei miei occhi quando ho sentito dire queste due parole pronunciate da uno degli “addetti” RRD in occasione della recente parata del Surfin’ Venice (potrete leggere il nostro articolo esclusivo a pag. 48). Ebbene si, perché forse proprio questa è la chiave di lettura del SUP che potrebbe rappresentare il suo asso nella manica, ovvero quello di potersi affermare a livello planetario come sport di massa. L’aggregazione e il coinvolgimento sono nella loro essenza più pura il denominatore comune di questo sport, che anche se con un po’ di fatica… sta esplodendo sulle nostre coste e laghi! Il SUP è aggregazione, perché non c’è niente di più bello che fare una passeggiata tra amici o con la propria fidanzata o fidanzato, e di avere il lusso di godere di scorci o posti che prima d’ora non avevamo mai avuto l’occasione di conoscere o di vedere, facendo anche del sano fitness e quindi tenendoci in forma. Ricordiamoci che il SUP è un oggetto adatto alla navigazione senza motore, e quindi può andare ovunque, anche d’estate! Aggregazione è quando si è tutti in attesa sul lineup ad aspettare le onde, come già avviene nel surf da onda. Aggregazione è quando in 150 si attraversa il Canal Grande e la laguna di Venezia sotto gli occhi increduli dei turisti. C’è aggregazione durante le regate e durante gli allenamenti tra i vari atleti, c’è un po’ meno aggregazione tra i due campionati italiani race esistenti, ma di questo ne parleremo un’altra volta. Il SUP è anche coinvolgimento, perché chiunque può prendere una pagaia in mano e percorrere qualche decina di metri su questa lunga tavola. Oppure portare i propri figli e fargli provare l’ebrezza del “surf”. C’è coinvolgimento quando una persona che non ha mai navigato con il windsurf o il surf da onda, prende la tavola da SUP e partecipa a una parata a Venezia che sicuramente entrerà nella storia, entrando a far parte anche lui della storia del Paddle. Il SUP è coinvolgimento perché è contagioso, come un virus, chi lo vede lo vuole provare; chi lo prova vuole continuare a praticarlo. Quindi le gare, le iniziative come quella di Venezia, oppure la Stranavigli nel cuore di Milano e tante altre ancora, sono i “batteri” che tengono attiva questa “influenza”… ma un’influenza positiva, di quelle che fanno bene sia allo spirito che al corpo. Quindi vi lascio con l’augurio che anche tutti voi che ci seguite da ormai 5 numeri, e che siete sempre di più, possiate durante queste vacanze estive contagiare il più alto numero possibile di persone con il virus del SUP. Have fun…

SupTime è una testata della casa editrice JOHNSONS MEDIA, che pubblica anche gli annuari Surfing (surf, windsurf, kite), Snowb (snowboard) e le riviste Surf Latino (surf), Kite Magazine Stance (kite), Entry (snowboard), 4Skiers (sci freestyle), 6:00AM (skateboard), GirLand (femminile), Funboard (windsurf). Tutti i diritti di Sup Time sono riservati e appartengono a Johnsons Media. Nessuna parte di Sup Time può essere riprodotta in alcun modo senza la preventiva autorizzazione di Johnsons Media. Testi, disegni e immagini non saranno restituiti se non espressamente richiesti. L’editore è a disposizione degli aventi diritto nei casi in cui, nonostante le ricerche, non sia stato possibile raggiungere il detentore del diritto di riproduzione di eventuali testi e immagini. L’editore e gli autori non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per incidenti o conseguenti danni che derivino o siano causati dall’utilizzo improprio delle informazioni contenute in questa rivista.

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Fabio Calò fabio@hipow.com


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NEWS BY NAISH ALANA SERIES Due shape sexy progettati sia per il flatwater che per il wave. La serie “Alana” offre alle ragazze un’eccezionale stabilità e direzionalità in acqua piatta (Alana 10’10’’ AST), o una stabilità compatta e una facilità estrema nel surfare le onde (Alana 9’5’’). Alana 10’10’’ in 10’10’’x 32’’ x4 3/8” cm 287 x 78.7 x 12 vol 201 lt. fin US 10.5

Alana 9’5’’ in 9’5”X 31 X 4 3/4’’ cm 330 x 81,3 x 11 vol 190 lt. fin US 6.5 + FCS thruster

NEW Nalu 10’10’’ La gamma Nalu si completa con una nuova tavola nella misura 10’10’’. Il nuovo shape della 10’10’’, grazie alla sua stabilità e scorrevolezza, è ideale per condizioni di acqua piatta. CHUCK PATTERSON ENTRA NEL TEAM NAISH Naish International è fiera di annunciare l’entrata di Chuck Patterson nel Naish SUP Team. Chuck è un atleta incredibilmente versatile che spinge continuamente i limiti di ogni sport estremo nel quale è impegnato ed il SUP non fa certo eccezione. Chuck negli ultimi anni si è mantenuto costantemente fra i migliori SUP racer del mondo e Big Wave SUP surfers. Website: chuckpattersonsports.com


VIP ON BOARD A TORBOLE SUL GARDA Nei giorni 9-10-11 settembre 2011 si terrà un week-end a titolo benefico, a favore del Centro Dino Ferrari di Milano, in compagnia di alcuni Vip italiani che collaborano con il progetto Vip on Board. Al loro arrivo verranno accompagnati in Hotel e verso le 19.30 sarà offerto un aperitivo al Wind's Bar di Torbole e successivamente una cena a base di piatti tipici dell'Alto Garda per poi tornare al Wind's Bar a terminare la festa. Il sabato i nostri Vip verranno iniziati al SUP (Stand Up Paddle) e al Windsurf al Lido Blu Surf Center di Torbole utilizzando tutti Sarah Nile prende lezioni di surf alle Hawaii. materiali RRD (Roberto Ricci Desing). Dopo pranzo chi sarà in grado potrà provare a uscire con la famosa Ora del lago di Garda (vento da Sud) e testare i prodotti RRD, a chi invece sarà bastata la mattinata in acqua visiterà i due negozi Surf Planet e il negozio della Quiksilver di Torbole. Per l'aperitivo e la cena gli ospiti verranno imbarcati sulla “Siora Veronica”, dove navigando nelle acque del lago verrà offerto un abbondante apericena. Il rientro è previsto per le 24:00, in orario per bere l'ultimo drink al Wind's Bar. La domenica mattina chi avrà voglia e non sarà troppo spossato dall'intensa giornata precendete potrà riprovare sia il Windsurf che il SUP al Lido Blu Surf Center. Durante tutta la durata dell'evento verranno fatte foto e video che verranno poi inserite nel sito www.viponboard.it e nelle varie attività del progetto. VIP On Board a Torbole sul Garda è sponsorizzato by: RRD, Quiksilver. Vi terremo aggiornati anche su Funboardmag.com E…VENTO 2011 Vi sarete forse chiesti “Che fine ha fatto l’ E…vento? Ci sarà anche quest’anno? Come passerò la mia settimana settembrina fatta di sport, agonismo, spettacolo e tanto divertimento?”. Ed invece, meglio tardi che mai, ecco a voi lo slogan che da cinque anni a questa parte ha risuonato nelle orecchie di molti e annunciato l’inizio dei preparativi per l’happening degli sport acquatici più famoso d’Europa… Dal 9 all’ 11 settembre 2011, torna l’ E…vento!!! Nuova location, nuova filosofia, format ancora più ricco, ancora più sport, spettacolo e divertimento! Giunta alla 6° edizione, la festa dello sport e del mare che ha animato con grande successo la spiaggia della Cinta di San Teodoro cambia location e si sposta nella ventosa costa occidentale della Sardegna per dar vita sulla spiaggia di Badesi al GOLFO DELL’ASINARA E...VENTO - Energised by Nature! Per quattro giorni il golfo dell’Asinara diventerà il luogo ideale dove far sorgere un ancora più grande Surf Village che ospiterà atleti di fama internazionale, amatori, aziende in fiera, curiosi e amanti del mare, dello sport e del sano divertimento. Tante novità dunque ma stesso spirito e stesso format vincente! Gazebo, gonfiabili, palchi, strutture sportive, box per l’esposizione dei nuovi materiali del 2012 e poi gare agonistiche e amatoriali di windsurf, kitesurf, Paddlesurf, Wakeboard, Beach Tennis, Canoe… ed infine spettacoli di bmx freestyle, breakdance, concerti e tantissime feste in spiaggia e nei più bei locali notturni della costa! Partner dell’evento sarà E.On, uno tra i più grandi gruppi energetici privati al mondo che vanta più di 300 MW prodotti con energia pulita. Il motto di E.On è “cleaner & better Energy”, un impegno concreto per un’energia più pulita e migliore! Sito Web: www.e-vento.org. Vedi pag.87 per il programma completo. VALSESIA RIVER CONTEST Ancora una volta nella suggestiva valle della Valsesia, ai piedi del monte Rosa, il 21 maggio 2011 si è svolta la seconda edizione della gara di SUP a Scopello, in occasione del Valsesia River Contest. Un SUPCROSS che ha visto la partecipazione di oltre 30 atleti esperti delle rapide in una gara sprint di 200 metri tra insidie e divertimento. Un posto in cui la natura ha un ruolo primario e insostituibile per lo sport ed il relax, tra percorsi campestri, parchi naturali egregiamente preservati, trekking, tracciati per mountain bike e percorsi fluviali. Un programma davvero molto intenso, quello della manifestazione sportiva, che vede partire la giornata alle ore 13:00 fino a sera per la premiazione finale, cena e festa di ringraziamento. Dopo le iscrizioni si è svolto il briefing con gli atleti, dove sono state spiegate le regole della gara ed il suo il tracciato, una gara individuale a batterie ed eliminazione diretta con partenza in acqua morta, ingresso nel torrente, discesa verso il primo giro di boa con passaggio a destra, discesa e taglio di corrente per il passaggio alla seconda boa per uno sprint finale all’arrivo. Un tracciato di 200 metri tra adrenalina, rapide e correnti per raggiungere la finale. Alla gara erano presenti grandi campioni della pagaia e principianti della canoa, ma la differenza della tecnica e delle prestazioni si livellano in uno sport innovativo e competitivo. I momenti più difficili di una gara come questa sono le entrate in corrente, il passaggio da acque quasi ferme alle correnti crea diverse turbolenze dove anche i campioni hanno avuto piccole difficoltà a restare in equilibrio. In questi casi bisogna ricordarsi di “dare la pancia” per evitare di cadere; i giri di boa sono stati momenti anche molto divertenti, in quanto c’è chi preferisce attaccarle per primo e chi per ultimo, per poter spingere via colui che ha già iniziato la virata. Tanti i bagnanti e molti spettatori in una splendida giornata di sole e acqua verde trasparente. Alla fine i podi sono stati nella categoria femminile Sabrina Tettamanti e Federica Friz, e in quella maschile Giorgio Codeluppi, Walter Cecchinelli, Enrico Lazzarotto. Ci vediamo alla prossima edizione del VRC!


STRANAVIGLI WATER RACE La voglia di giocare nell´acqua dei Navigli ha anche tenuto lontana la pioggia, che pure era prevista dalle previsioni meteo. Un sabato pomeriggio di sole per la calda giornata della Stranavigli che ha visto partecipare centinaia di persone ai contest Surf paddling, SUP e alle altre attività sportive acquatiche come la canoa, la guida di motoscafi o le goliardiche gare Fantasy e Sfere. Combattuti e pieni di colpi di scena, tra cui cadute e squalifiche, i contest di Surf paddling e SUP, mentre la gara di sole donne nel Surf Paddling è stata la sorpresa di quest'edizione. In questa seconda edizione il SUP è stato protagonista, più di 30 persone hanno provato questa nuova entusiasmante esperienza sportiva e il lungo servizio del TG3 Lombardia lo dimostra. Music Sport Movement ringrazia tutti i partner per la splendida riuscita dell'evento: Starboard (contest monomarca SUP), Bear, Surftolive.com, Dude shoes e We-Wood orologi coolecologici. Avviso a tutti i supper italiani: Music Sport Movement prepara grandi novità per la prossima stagione sui Navigli... arriva la Long Distance! Ecco le classifiche finali: Surf Paddling Girls 1 Anna Fiaschè 2 Silvia Oggioni 3 Sara Ammendola

3gg Surftolive 3gg Surftolive (premio donato da Marco Luciano) presents by Bear e Dude shoes

Surf Paddling Maschile 1 Roberto Pecchia 2 Marco Luciano 3 Lourent Colombo

Tavola Bear Wombat 3gg Surftolive (premio ceduto a Silvia Oggioni) Orologio We-Wood

SUP 1 Salvatore Calso 2 Dario Radical Milano Surf 3 Marco Millevoi

7gg Surftolive Orologio We-Wood presents by Bear e Dude shoes

DROPS NEWS Ci ha provato Drops a tenere un certo riserbo circa i suoi piani per il mercato SUP 2012. È almeno per un po’ c’è anche riuscita, tanto da far pensare che la casa umbra volesse confermare in toto la collezione 2011. Proprio in questi giorni il muro di silenzio ha però ricevuto le prime scosse e subito le prime crepe. Non è chiaro se per mano dello stesso boss Vinti o a causa di qualche collaboratore poco avvezzo a tenere i segreti ma sta di fatto che le prime notizie sulla collezione SUP 2012 sono finalmente trapelate in rete. Voci che, se confermate, riporterebbero interessantissime novità. Sebbene non si abbiano notizie di alcun tipo circa i modelli e le linee (se non che verrebbe coperto anche il comparto Race, oggi assente) sembra, infatti, che Drops starebbe per mettere sul mercato una dozzina di nuovi modelli con costruzione custom con legno bambù a vista e con finitura "brillante". Staremo a vedere, non dovrebbe mancare tanto ormai alla diffusione delle notizie ufficiali. www.drops.net

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WIND’S BAR CUP PADDLE CONTEST Torbole sul Garda, sabato 2-3 luglio in occasione della Wind’s Bar Cup il SUP diventa ancora una volta protagonista nelle acque del lago di Garda! Sembra che questo sport che in molte location ha già preso molta popolarità a Torbole faccia un po’ più di fatica a decollare, forse a causa del vento che non rende le cose molto semplici a chi vuole praticare del paddle sul lago...! Infatti l’unica occasione che si può avere per misurarsi in questo sport è ancora una volta il SUP Contest organizzato la domenica mattina da Marco del Wind’s bar in occasione della ormai mitica donwind... la Wind’s Bar Cup (report completo sul numero di Funboard agosto-settembre)! Tra Peler e Ora l’unico momento buono per poter fare del buon SUP a Torbole è tra le 9.00 e le 12.00! Infatti domenica 3 luglio verso le 9.30 appaino in spiaggia questi lunghi tavoloni messi a disposizione da RRD per la session di paddle. Dopo qualche minuto iniziano ad arrivare i rider che si trascinano in spiaggia dopo la notte brava di festa presso il Wind’s Bar che per l’occasione ha proposto dell’ottima live music e una serie di killer-cocktail che hanno messo a dura prova i primi temerari del SUP contest! Attorno alle 10.00 tutto pronto e i rider iniziano le qualifiche a batterie di 10 alla volta! Il percorso è semplice, breve ma intenso: partenza dalla spiaggia, una boa distante circa 400 metri da raggiungere e ritorno con arrivo sempre in spiaggia! Questa formula vincente è risultata molto coinvolgente e tutta la spiaggia ha partecipato incuriosita! Alla fine delle qualifiche si vede aggiudicarsi la finale e quindi il podio Andrea Ferrin. Dopo di che via libera a tutti i curiosi che potevano provare l’attrezzatura gratis fino all’arrivo dell’Ora che è servita per chiudere la Donwind di windsurf nel pomeriggio a ritmo di musica e birra offerti dal Wind’s bar nel parco del Circolo Surf Torbole.

RED BULL PHOTO CONTEST Il CAPO DEL CAPO WAVEMASTER PHOTOCONTEST 2011, è un concorso fotografico internazionale abbinato all’evento sportivo di Windsurf, Kitesurf, SUP e Longboard denominato “WAVEMASTER CAPO DEL CAPO 2011” svoltosi il 2 giugno in Sardegna a Capo Mannu di cui abbiamo pubblicato l’articolo nel numero 04 di SupTime. L’evento fotografico aveva come obbiettivo quello di raccontare con le immagini la manifestazione sportiva in tutte le sue caratteristiche sia ambientali, sportive e umane. Il concorso era aperto a tutti e la partecipazione gratuita. Il concorso si compone di quattro sezioni FOTO DI Antonello Chessa RIDER Leonardo Lazzeri principali: ACTION: L’immagine d’azione che meglio racconta la difficoltà della gara esaltando l’abilità del rider partecipante e la spettacolarità della sua performance suddivisa nelle quattro discipline. WIPEOUT: L’immagine che coglie l’attimo più curioso o spettacolare del wipeout (caduta) di un’atleta partecipante in qualsiasi disciplina. LOCATION: La foto che racconta il luogo in cui si svolge l’evento. L’immagine deve mostrare elementi riconoscibili dello “Spot” e del suo carattere paesaggistico immerso nella natura, con riferimenti sempre all’evento sportivo. EXPRESSIONS: La foto che coglie la più bella azione, che sia l’espressione massima del gesto atletico o le emozioni generate da coloro che assistono all’evento. Vi proponiamo la foto vincitrice per la categoria Action SUP.

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EASTBAY - SUP CUP RACE 17 luglio 2011 Yachting Club Anzio – FISURF/ISA TESTO BEPPE CUSCIANNA - FOTO TERESA DELL’OVO Anzio 17 luglio 2011 terza tappa di campionato del circuito race fisurf, ospitata ed organizzata dall’ESTBAY TIRRENIA SPORTING VILLAGE e YACHTING CLUB ANZIO. Il centro surf ha aperto la stagione lo scorso giugno ma l’inaugurazione è stata il 23 luglio 2011. Una meravigliosa giornata soleggiata, in un centro surf nuovo fiammante, per ospitare una tappa di campionato fulcro e tutto ben organizzato. I top 30 atleti si sono ritrovati ancora una volta a disputare un tracciato classico. L’ESTBAY non è solo un centro surf ma una vera e propria struttura ricettiva dal pieno relax alle diverse attività sportive; Windusurf, Sup, Kitesurf, Canoa, Surfsky, Kayak, Wellness, Pilates, Fitness, vi aspettano in compagnia di istruttori riconosciuti. Dal corso base al perfezionamento, dalla teoria alla pratica, dalla didattica alla tecnica, tutto con uno spirito molto allegro e professionale, gli istruttori seguiranno nei vostri progressi. Il centro è fornito di un grandissimo rimessaggio e noleggio con attrezzature sempre innovative. Il centro offre ai propri associati un servizio wifi, ristoro, culturale e tanto altro. I nostri più sentiti auguri vanno ai gestori del centro surf che dopo anni di lavori sono riusciti a realizzare una struttura punto di riferimento in Italia. Alla manifestazione era dedicata un’area espositiva con i marchi più rappresentativi del momento, come STARBOARD, JIMMY LEWIS, HOBIE, NASHWELL e NIDEKER nuovo brand importato in Italia. Tutti con a seguito il proprio parco tavole di rappresentanza. La giornata è iniziata molto presto con il riscaldamento in acqua degli atleti, fino all’ora dello skipper meeting presieduto da Giovanni dell’Ovo e Tony di Malta. Il tracciato è stato lo stesso dell’anno precedente, variava solo la distanza; per gli uomini e donne race quasi 7 km, per donne e uomini amatori 4 km. Un percorso a bastone classico con rientro in spiaggia per lo stop del cronometro. Il meteo a questo giro di gara è stato davvero molto clemente, una leggera brezza da ovest nord ovest ha fatto disputare una gara con un bordo in piena poppa e l’altro di bolina. Circa 33° percepiti in una spiaggia gremita di gente. Al momento della partenza il pubblico incuriosito dall’allineamento degli atleti, si è avvicinato creando un vero e proprio cordone di gente che ha circondato gli atleti. Il pubblico fremeva all’idea di veder disputare una gara in uno scenario davvero molto pittoresco. La partenza è come da rito tutti allineati sulla spiaggia, in attesa del suono di tromba. La serenità è sul volto di tutti gli atleti, nonostante la gara non sarà facile per via del caldo tutti sembrano essere sicuri di se stessi. Suono di tromba inizia la giostra, come al solito il ritmo iniziale è molto serrato al primo giro di boa, il primo gruppo si trova come leader Leonard Nika, seguito da Fabrizio Gasbarro, Paolo Marconi, Giordano Capparella, Daniele Guidi, Beppe Cuscianna, Nicola Abatescianni, Alessandro Ceccarelli, Stefano Gigli, Roberto Domenichini e Massimo Cipollari, mentre il secondo gruppo segue con il fiato sul collo con il testa. Il giro di boa crea diversi ingaggi, Beppe Cuscianna perde l’equilibrio cade in acqua e perde secondi preziosi e vede perdere il suo vantaggio, Giordano passa Marconi e resterà in terza posizione per tutta la gara. Al secondo giro di boa Guidi ingaggia Marconi in un testa a testa molto sentito, i due compagni di squadra nonostante siano di due categorie differenti gareggiano da veri agonisti, ma alla fine ha la meglio Guidi. Gigli con la sua tecnica distrattiva ingaggia Abatescianni e ha la meglio, Ceccarelli non demorde e supera il nostra caro amico Nico che si ritrova in ottava posizione. Il caldo aumenta è al terzo giro di boa gli atleti danno lo sprint finale, per cercare un ingaggio e recupero di posizione. Ma nulla di fatto la gara è quasi decisa e la top ten a tagliare il traguardo vede: Gasbarro, Nika, Capparella, Guidi, Marconi, Ceccarelli, Gigli, Abatescianni, Cipollari, Domenichini, Cuscianna. Il gruppo delle donne ha Nadia Servadei che conduce una gara molto equilibrata, senza affaticamento e serena seguita da Silvia Mecucci e Corinna Betti. Nella categoria Amatori è presente una new entry seguita da Paola Perrone e Lucia Marra. La gara per la categoria donne proseguirà senza colpi di scena. Ottime le prestazioni del sesso debole che hanno anche in questa gara dimostrato di saper sostenere un ritmo molto spinto. A partecipare alla gara la nuova rivelazione del campionato Paolo Spinelli juniores che si sta conquistando a colpi di 24

pagaia la vetta del podio, ma c’è anche una giovanissima promessa dello stand up paddle Candido de Franceschi a soli 9 anni ha percorso un giro di boa concludendo una gara che forse altri bambini della sua età non avrebbero saputo gestire, una standin ovation per il prodigio e per la nuova generazione di paddler. Finita la gara organizzatori ed atleti si sono ritrovati presso il ristorante per un pranzo rifocillante per tutti. Un ringraziamento particolare agli sponsor che hanno sostenuto l’evento con meravigliosi premi: Sponsor: Speranza gioelli, Vemar telefonia, I marmi di. Sponsor tecnici: Starboard, Hawaiian Surfing surf shop, Jimmi Luis, Nideker, maksuell, Hobie,Green Ocean Surfing, ELY sub, BLS surf rescue team. Un grande applauso al team organizzatore che ancora una volta ha saputo dare prova della propria organizzazione e professionalità. Ci si vede tutti l’anno prossimo per la nuova edizione. CLASSIFICHE Amatori Donne 1 Valentina Ciaburri 2 Paola Perrone 3 Lucia Marra 4 Cristina Bizzarri

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Amatori Uomini 1 Daniele Dragoni 2 Marco Minghetti

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Juniores 1 Paolo Spinelli

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Super juniores 1 Claudio de Franceschi JIMMY LEWIS Donne race 12.6 1 Nadia Servadei 2 Silvia Mecucci 3 Corinna Betti Rit. Betti Bassanelli

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Uomini seniors race 12.6 1 Leonard Nika NAISH 2 Giordano Capparella HOBIE SUP 3 Paolo Marconi JIMMY LEWIS 4 Nicola Abatescianni STARBOARD 5 Giuseppe Cuscianna STARBOARD 6 Paolo Giovanni Glorio JIMMY LEWIS 7 Andrea Prini NAISH Uomini master race 12.6 1 Stefano Gigli HOBIE SUP 2 Luigi Reghitto BARK Uomini grand master race 12.6 1 Alessandro Ceccarelli JIMMY LEWIS Uomini Kauna race 12.6 1 Massimo Cipollari NIDHECKER 2 Roberto Domenichini NASHWELL 3 Indro Spinelli HOBIE SUP Uomini Grand Kauna race 12.6 1 Stefano Creti JIMMY LEWIS Uomini race 14 1 Fabrizio Gasbarro 2 Daniele Guidi 3 William Zappatore

FANATIC JIMMY LEWIS JIMMY LEWIS


BERGEGGI KING OF THE ISLAND 2011 DI Luigi Reghitto Sabato 11 giugno 2011: attendo con frenesia l’ora di pranzo… e non per mangiare ma perché, insieme ad una parte del mio team mi sto recando all’aeroporto C.Colombo di Genova per accogliere la Neozelandese, Campionessa di Sup, Annabel Anderson. Da subito, nonostante il mio non perfetto inglese (!), cominciamo a chiacchierare con Annabel, che si dimostra molto cordiale e genuina. Per non farle perdere l’allenamento, dopo diverse ore di aereo, avevo già organizzato per lei una session nel mar Ligure. Arrivati ai bagni Roma, l’altra parte del Team ci aspettava già in acqua pronti per pagaiare tutti insieme e surfare qualche ondina. Annabel si è messa a disposizione di tutto il Team per svelare i segreti della sua bravura e della sua particolare tecnica di pagaiata. Nel pomeriggio, finita la session in acqua, Annabel è venuta a visitare il negozio dove ha potuto dispensare ai clienti consigli tecnici sulle tavole e sulle pagaie disponibile. Il pomeriggio passa velocemente, sono le 18:00, un altro gruppo di atleti attende il Team: la Campionessa Italiana Silvia Mecucci e Daniele Guidi arrivano in negozio per passare la serata (nottata!) pregare in compagnia del Team. Ma i Campioni non finiscono qua… mi squilla il cellulare, è Eric Terrien, Campione Internazionale, che mi chiede se per stanotte posso ospitarlo insieme a tutti gli altri. Ovviamente la risposta è affermativa, quindi aspettiamo che arrivi per poi andare a cena tutti insieme per una grigliata in riva al mare. La casa si trasformare in uno school camp, ci sistemiamo alla meglio tra divani, letti e parquet… non facciamo in tempo a riposare qualche ora che la sveglia suona: sono le 5:00 e Bergeggi ci attende!!!! La lunga carovana di macchine con le tavole sul tetto, dopo una sosta per la colazione all’autogrill, raggiunge Bergeggi. Qui Federico e tutto il suo Staff avevano preparato con precisione e nei minimi dettagli un evento indimenticabile, con sfondo benefico, infatti il ricavato della manifestazione verrà poi devoluto alla Cooperativa “Il Faggio”. Giusto il tempo di ritirare il pettorale e di ricevere le spiegazioni sul preciso percorso di gara e siamo pronti a partire. La gara ha inizio con 62 atleti, c’è chi si cimenta nella short distance (3,5 km) e chi decide di sfidare se stesso, affrontando la long distance (7 km). Entrambi i percorsi circumnavigano l’isola di Bergeggi, parco naturale. La sicurezza in gara viene garantita grazie ai simpaticissimi ragazzi della K38 Rescue, che ci accompagnano durante tutto il percorso. La gara fila via liscia, mentre i primi atleti della short concludono il percorso, è già in arrivo l’extra-terrestre Eric Terien, che vince la competizione diventando così il King of the Island 2011, seguito da Gaetan Sene e Leonard Nika. La regina delle donne nella long distance è Annabel Anderson, seguita da Silvia Mecucci e Corinne Betti. Durante i podi degli atleti vengono anche estratti un sacco di premi per tutti i partecipanti. Nel pomeriggio tutto il pubblico ha avuto la possibilità di provare le tavole utilizzate dagli atleti. Ormai è quasi sera ed il team decide di festeggiare i propri vincitori delle varie categorie brindando con un ottimo aperitivo sulla spiaggia. Annabel sarebbe dovuta ripartire, ma decide, vista la calorosa ospitalità dei ragazzi di Adrenalina, di rimanere per allenarsi e dare lezioni gratuite al centro Noleggio di Adrenalina. La settimana vola, Annabel si dimostra una Campionessa nello sport e nella vita, lasciando i propri trofei nel negozio dove lei ha detto più volte di essersi sentita come a casa. Ci siamo dati appuntamento da li a poche settimane, infatti ci rincontreremo ad un altro evento Eurosupa a Hyerez… ma questa è tutta un’altra storia…

CLASSIFICA BERGEGGI KING OF THE ISLAND 1. Eric Terrien 44mn03sec 2. Leonard Nika 45mn05sec 3. Gaetan Sene 45mn23sec 4. Fabrizio Gasbarro 45mn35sec 5. Thierry Kostka 47mn28sec 6. Paolo Marconi 48mn17sec 7. Daniele Guidi 48mn23sec 49mn00sec 8. Erwin Jansen 9. Stefano Gigli 49mn07sec 10. Pecchia Roberto 51mn12sec 11. Roberto Domenichini 51mn35sec 12. Andrea di Sante 53mn18sec 13. Freschi Tommaso 53mn46sec 14. Luca Cassolo 53mn51sec 15. Francois Clausola 55mn09sec 16. Sylvain Senave 55mn17sec 17. Ghibellini Stefano 57mn32sec 18. Mariotti Paolo 58mn45sec 19. Reghitto Luigi 1h02mn50sec

FRA ITA FRA ITA FRA ITA ITA NL ITA ITA ITA ITA ITA ITA FRA FRA ITA ITA ITA

Risultati donne Beach Race 12.6 1. Annabel Anderson 51mn18sec 2. Silvia Mecucci 55mn16sec 3. Betti Corinna 56mn39sec

NZ 4000pts ITA 3440pts ITA 2920pts

Risultati Open 3,5km Race 12.6 1. Stefano Padovani 32mn54sec 2. Maurizio Carlini 33mn36sec 3. Masotti Massimo 37mn45sec 4. Levratto Andrea 41mn56sec 5. Caiburri Meri Valentina 43mn52sec 6. Laovar Katia 45mn32sec

ITA ITA ITA ITA ITA woman FRA woman

4000pts 3440pts 2920pts 2680pts 2440ots 2332pts 2200pts 2112pts 2000pts 1952pts 1900pts 1848pts 1800pts 1752pts 1700pts 1652pts 1600pts 1580pts 1560pts

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JIMMY LEWIS A PROPOSITO DELLA TENDENZA DEL MERCATO DEL SUP La seguente intervista è stata realizzata a Maui durante il nostro soggiorno avvenuto nel mese di aprile, presso la sua residenza di Haiku dove lui stesso vive e costruisce i custom dal quale poi ne derivano i modelli di serie. Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Jimmy Lewis Shaper Guru Maui resident. Da subito notiamo la grande disponibilità nei nostri confronti e con tutti i vari clienti che gli si presentano nel suo shop, per chiedere consigli e provare le sue tavole, non ci sono segreti in quello che fa, ma semplicemente la fortuna di essere un talento capace di saper interpretare senza particolari fatiche ciò che desidera un Surfer, un Kiter, un Paddler... Gli abbiamo chiesto una serie di cose che ben inquadrano il momento dello Stand Up ed il suo futuro. Qui di seguito vi proponiamo l’intervista. Buongiorno Jimmy, in questo primo anno sono state prodotte un gran numero di nuove tavole da Stand Up da parte di molti brand, a che cosa pensi sia dovuto? Jimmy Lewis: Principalmente al grande numero di persone che si sono avvicinate a questo nuovo sport. Moltissimi di età diverse, moltissime donne, da qui la necessità di sviluppare Stand up che vadano incontro a tutte le esigenze. Questo nuovo sport ha veramente messo in condizione per fortuna un numero elevato di persone di poter godere dell’elemento acqua in tutte le sue più diverse forme, dal fiume, al lago, all’oceano. L’importante è considerare tutte queste esigenze ed offrire un prodotto con il massimo della qualità per tutti principianti e non. Che cosa serve sapere per fare una tavola che soddisfi a pieno l’esigenza di un mercato in ascesa come questo? La cosa più importante è poter attingere ad una grande quantità di dati, frutto della grande esperienza che ho maturato negli anni. Ancora oggi dopo circa quarantadue anni dalla mia prima surf board provo un gusto particolare ogni volta che scendo alla shaping room per fare una nuova tavola, sono molto attento a tutte le richieste che mi pervengono con un occhio di riguardo per coloro che non sono professionisti, i più interessanti come tester perchè non pressati dalla prestazione a tutti i costi. Come nasce una tua tavola? La mia shaping room è sempre aperta! Tutti coloro che vogliono vedere come lavoro, possono farlo... per prima cosa ascolto che cosa vuole il cliente non come lo vuole, da ciò scaturisce l’idea della tavola che pian piano prende forma, non uso la shaping machine se non per grossi Stand up come il 14’0 ma più che altro per alleggerire il lavoro di sgrossatura del blank. Ogni custom è diverso l’uno dall’altro e non potrebbe essere altrimenti, ma il mio obiettivo è poi fare dei test dai quali far produrre la

miglior tavola per forma, qualità di costruzione ed estetica che ci possa essere. Sono molto meticoloso e non sopporto ciò che è approssimativo, se un blank non è uscito bene dalla shaping machine come in occasione del nuovo 14’0 Sabre lo elimino per farne un altro fino ad ottenere ciò che voglio al 100%. Molto del mio lavoro avviene per poter successivamente produrre in Kinetic i miei proto, condizione unica per poter far godere il più alto numero di persone possibile delle mie tavole. La qualità è ciò che per tutta la vita ho cercato di migliorare senza badare ad altro, non ho mai cercato di fare tavole economiche o vie di mezzo, non esistono tavole economiche o tavole di qualità, ma buone o cattive tavole. Un ottimo insegnante, diventa tale quando consiglia di far studiare i propri studenti con ottimi libri. In quale direzione andrà lo Stand Up nel 2012? Sono shaper prima di tutto di surf board , Kite surf e Tow surf e per molte volte ho visto nascere sport acquatici che ben presto hanno mutato la loro natura in favore della commercializzazione del loro mercato per cui molto dipenderà dalle aziende e da chi le rappresenterà... Quando nel 1990 decisi di smettere di produrre windsurf lo feci per diversi motivi ma il principale fu perchè non riuscivo a trovare il modo di far produrre come avrei voluto le mie tavole custom, tutti quanti a quel tempo ed anche oggi fanno le tavole di serie in stampo, a me non è mai piaciuto. Lo stampo condiziona la vita di una tavola in diversi modi, primo perchè dopo un po’ va cambiato per via dell’usura oppure va cambiato per fare una nuova tavola. Quindi costringe le Factory a cambiare stampi continuamente per stare dietro alle nuove tendenze, e ciò fa lievitare i costi e soprattutto il continuo cambio di design e costruzioni disorienta gli appassionati che sinceramente ne farebbero volentieri a meno. L’evoluzione si può comunque avere senza buttare via ciò che di buono è stato fatto in precedenza. Per esempio ho shapato il primo stand Up nel 2005 che ha caratteristiche simili ad un Long Board nose rider ed ancora oggi il mio all-round cruise 11’0 risulta essere il piuù venduto della mia intera gamma e mai e poi mai mi sognerei di toglierlo dalla produzione, posso aggiungere qualche colorazione nuova ma lo shape è assolutamente identico da 7 anni... è la tavola più immediata che c’è ed è necessario poter fare avere al mercato tavole che rendano accessibile e facile a tutti questo sport, cosa che ad esempio non è successa nel settore windsurf dove troppo presto sono state abbandonate le tavole più voluminose in favore delle funboard. Non dobbiamo scordarci da dove siamo partiti, è molto importante mantenere tavole con queste caratteristiche, sono sicuro che Jimmy Lewis produrrà sempre un 11’0 all-round cruise e che anche tra venti anni sarà sempre la più venduta dell’intera gamma. Silvia Mecucci in relax cruising nelle acque della Sardegna

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JLID: Visto che hai citato le factory potremmo sapere come vengono costruite le Jimmy Lewis presso la Kinetic? Jimmy Lewis :In Kinetic ho la fortuna di fare la mia produzione da diversi anni in pratica da quando ho iniziato a fare tavole di serie. Per prima cosa utilizzando materiali affidabili e di prima scelta, il mio amico James ha a disposizione una serie di shaper molto bravi che seguo personalmente ogni due mesi vado in Vietnam e personalmente controllo la produzione , ogni tavola è costruita come un custom viene prima shapato il blank seguendo una serie di riferimenti precisi che sonocostruiti per ogni modello, quindi si applica il PVC a mezzo del sottovuoto per fare il sandwich che poi viene laminato , successivamente viene eseguito il sanding. Si procede infine alla colorazioni con speciali vernici in uretano ed alla lucidatura della tavola. Quando il lavoro è completato viene effettuato il check out finale che ne’ determina l’approvazione al 100% condizione unica per essere immessa sul mercato. Solo in questa maniera riesco ad avere un prodotto identico al custom e sopratutto mantenere tutta la gamma sempre in produzione. Se una tavola va bene perche’ cambiarla inoltre posso proporre colorazioni diverse, del solito modello, per renderlo piu’ personalizzato possibile ed elegante dal punto di vista estetico. Ok Jimmy abbiamo capito perfettamente il tuo pensiero, nello specifico quali saranno le tendenze per il prossimo anno e soprattutto quali saranno le novità in casa Jimmy Lewis Hawaii? Ho pensato molto a ciò che aveva bisogno la mia gamma di Stand Up per essere completa ma soprattutto ho avuto molti contatti con i miei distributori e con le vari persone che utilizzano lo Stand up nei modi più diversi. Ne sono uscite sostanzialmente due nuove Race 14’0: era molto tempo che desideravo mettermi in discussione anche su questa classe ancora più specifica della 12’6 Stock. Per cui ho prima sviluppato il Maliko down winder, è una tavola destinata a condizioni hard non per niente prende il nome dalla famosa baia di Maui da dove si buttano i paddler per fare il down wind fino a Kanaha, è larga 28” ed ha un volume consistente di 290 litri. L’altra è il Sabre, molto probabilmente la tavola più idonea alle regate, molto filante, ha la poppa sfilatissima, la coperta molto bassa nella zona dei piedi e la carena concava con leggera V finale. È la tavola che ha richiesto più lavoro di tutte, ma devo dire che alla fine sono veramente soddisfatto. Le altre due nuove tavole sono il Son of Bombora 10’6 ed Baby Bomb 10’0. Sono frutto dell’esigenza espressa dal distributore Neo Zelandese ed Australiano che mi ha richiesto due Stand Up adatti a condizioni di onda sopra i 15-20 piedi per cui sono molto strette, mono pinna, e sono due semi gun. Infine i due nuovi Quad 9’1 e 8’7 sono ormai ampiamente in produzione e disponibili, due Stand Up da onda senza compromessi molto stabili nonostante siano piccoli e soprattutto a detta dei vari tester perfette per stare sulla faccia dell’onda e girare molto.

MOKI PADDLES Moki ricerca qualità e prestazioni non solo nelle tavole e propone una linea di pagaie di qualità superiore dal look affascinante e prestigioso per soddisfare ogni esigenza. Carbon-Glass: pagaia con un ottimo rapporto qualità prezzo. La pala e la maniglia sono in vetroresina, mentre l’asta conica è realizzata in carbonio K3. Polivalente e molto leggera è una pagaia di ottima finitura, molto apprezzata, che si adatta bene ad ogni utilizzo. È dotata di una comoda maniglia a pomello. Full Carbon: è il modello Moki decisamente più orientato al Race -Touring. Viste le sue dimensioni maggiori e il diverso shape molto sottile della pala in K3, questa pagaia è molto efficiente e performante nelle lunghe distanze. Leggerissima, supera appena i 500gr. Il reflex dell’asta conica realizzata in tramatura quadriassiale del carbonio K12 è molto veloce con un ritorno al punto di origine rapido, questo è un particolare ricercato e preferito da Moki a pagaie con flessione dell’asta decisamente più “morbida” e “lenta”. È molto apprezzata dalle donne che per la sua estrema leggerezza la preferiscono per il fitness. Ha una maniglia ergonomica a ‘’T’’ anch’essa in carbonio K3. Carbon-Bamboo: la bellezza e l’unicità del bamboo si uniscono al carbonio K12/K3, la robustezza supporta la leggerezza. È una bella pagaia che si fa notare e si adatta molto bene all’utilizzo nelle onde. La pala è più affusolata con uno shape più pieno, anima in pvc e leggermente curvo nella parte finale. Il disegno della pala slanciato a forma di goccia è rinforzato da naturali inserti in bamboo (lo stesso usato nelle tavole) e carbonio. Una pagaia che penetra molto bene nell’acqua e non disperde potenza grazie al reflex dell’asta in carbonio K12. È una delle pagaie preferite per il surf. Anche qui maniglia ergonomica a ‘’T’’ in carbonio K3. Le pagaie Moki sono molto competitive anche nei prezzi e tutti i modelli vengono forniti con una elegante e pratica sacca imbottita per il trasporto. Per conoscere il rivenditore o il Moki Point più vicino te dove poterle provare, consulta il sito www.mokisup.com / info@mokisup.com / tel.+39 071804019

Perfetto siamo alla fine di questa breve chiacchierata per cui ti ringraziamo e come si dice da voi… Do you need something? Call 911! SUP a Livorno.

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BREVE DESCRIZIONE DI LEONARD NIKA, QUANTI ANNI HAI, COSA FAI NELLA VITA, QUALCHE GOSSIP PER I LETTORI? Ciao, mi chiamo Leonard Nika, ho 24 anni e vivo a Torvaianica, una piccola città sulla costa laziale non lontano da Roma. Vivo la vita a stretto contatto con il mare in quanto sono un assistente bagnante a tutti gli effetti, un istruttore di surf e stand up addling; quando non sono in acqua per fare surf o sup è perchè devo lavorare, quando non sono a lavoro è perchè sono in viaggio da qualche parte nel mondo e se il viaggio è finito ne incomincia subito un altro... Faccio Parte del Team Naish Surfing International con sede nel isola di Maui, Hawaii. ABBIAMO SEGUITO I TUOI PROGRESSI, COME CI SI SENTE AD ESSERE L’ITALIANO PIÙ PERSONA PIÙ IN VISTA IN EUROPA? Sono l’unico atleta che ha fatto più gare all’estero insieme al mio amico ‘’Gas’’, ci siamo fatti valere e abbiamo portato in alto la nostra bandiera gara dopo gara, abbiamo fatto conoscere la nazionale del sup nel panorama europeo. Personalmente sono stato 11° nei 10km / 8° sprint nella world cup di Amburgo 2010, 3° in Francia St. Tropez 2010, 4° nei 15 km / 6° nei 7km Francia iternational sup cup St. Maxime 2011, 2° nei 7km Eurosup a Bergeggi 2011, tutte competizioni pro class... dico che non bisogna mai guardare indietro, imparare nelle sconfitte e continuare a migliorarsi, ma quando c’è il duro lavoro le soddisfazioni arrivano sempre. QUALI SONO I TUOI PROGRAMMI SPORTIVI? Mi sto preparando per andare in California a ottobre, avrò l’opportunità di gareggiare con i grandi di questo sport ovvero nella Battle Of The Paddle con 200 partecipanti, finalmente potrò realizzare uno dei miei sogni. Un’altra gara importante che farò all’estero è la 11 City in Olanda, oltretutto è un paese che conosco molto bene avendoci vissuto per un periodo di tempo, questa competizione è unica nel suo genere perché attraverseremo 11 città, si gareggia nei canali che ramificano la maggior parte dei Paesi bassi percorrendo 40 km al giorno per cinque giorni di seguito, vince chi riuscirà a fare il minor tempo possibile al traguardo. COME VEDI LA SITUAZIONE SUP IN ITALIA? Questa stagione 2011 sta andando molto bene, il numero di partecipanti è molto elevato e penso che l’anno prossimo migliorerà ancora di più. PARTECIPI SIA AL CIRCUITO RACE CHE WAVE, QUAL È IL TUO ALLENAMENTO RACE? Sì, mi piace fare entrambi perchè sono convinto che il race sia un buon allenamento per il wave e viceversa. Quando faccio race, se il mare me lo permette, mi alleno con il gps su acqua piatta cercando di battere sempre i miei record per il minor tempo nei 6km, 8km e i 10km su tre giorni della settimana ma è sempre più difficile definire un record perché ci sono tanti fattori che possono compromettere il tempo di percorrenza, uno di questi è il vento... comunque sia l’allenamento più efficace sul race è quello di fare il maggior numero di chilometri con 20 nodi di vento contro.

quando è molto piccolo e quando è molto grosso, più tempo trascorro tra le onde e più mi alleno, provo anche per una giornata intera una sola manovra finché non trovo la perfezione; ultimamente mi sto allenando molto di più sul wave perché abbiamo avuto un periodo molto lungo di mare mosso, cerco anche di portare le mie manovre che faccio con la tavola da surf nel sup. SEGUI UN’ALIMENTAZIONE PARTICOLARE? Sì, ho una alimentazione per il race soprattutto quando andiamo a fare molti chilometri e un’alimentazione per il wave... colazione super abbondante a base di miele, marmellata, yogurt, il tutto frullato con banane e latte; a pranzo la pasta e a cena carne. PALA LARGA O STRETTA? Pala stretta nel race e leggermente più larga nel wave. ALBERO LUNGO O CORTO? L’albero lo uso corto nel wave e più lungo nel race, dipende anche dal volume della tavola… se il volume è maggiore l’asta deve essere più lunga. SEI ALL’INTERNO DELLA FISURF, DI COSA TI OCCUPI PRINCIPALMENTE? Sì, faccio parte del settore giovanile di stand up paddling Fisurf. Organizzo degli eventi nella mia località, dove ho la mia scuola di sup e di surf, per fare conoscere questa nuova disciplina del surf ai ragazzi che ancora non hanno avuto modo di conoscere i privilegi di questo sport. HAI APERTO UNA SCUOLA SUP NELLA TUA ZONA, COME VA IL BUSINESS? Sì, ho una scuola sup e surf che si chiama WATER TRIBES e per fare questo seguiamo una nostra filosofia: la natura è il nostro parco giochi, i quattro elementi fondamentali sono il nostro impianto sportivo: Sole, Aria, Acqua e Terra. Il sole, fuoco sacro, diffonde la sua luce e il suo calore permettendo la vita e tutto ciò che ci circonda. L’aria per mezzo della quale esistiamo. L’acqua che ci disseta e ci purifica. La terra che ci sostiene, accoglie e nutre. Viviamo e giochiamo dentro la vita stessa e la nostra felicità dipende da quanto riusciamo ad essere in armonia con questi quattro elementi. Leonard Nika con la sua fedele Go Pro montata sulla prua.

E QUELLO WAVE? Come dicevo, il race è un buon allenamento anche per il wave ma non per le manovre sull’onda, soprattutto per la confidenza della pagaiata e la stabilità nelle gambe, esco sempre con qualsiasi condizione di mare, 29


BREVE DESCRIZIONE DI MIRCO SARTI, QUANTI ANNI HAI, COSA FAI NELLA VITA, QUALCHE GOSSIP PER I LETTORI? Mi chiamo Mirco Sarti, per gli amici Fire, sono nato a Rimini il 10.08.1976 e lavoro presso il magazzino ricambi Citroen Peugeot Ruggeri Service di Rimini (che ringrazio dal momento che ogni tanto mi permettono di andare a surfare...). Ho avuto fin da bambino un grande amore per il mare, anche se la mia prima tavola l’ho usata in montagna nel 1994. Grazie allo snowboard, a Urbano di Nautica Urban, al mitico Bebo, al mio amico Quekka, al grande Bix, al talentuoso Mago e a tutti i ragazzi del Marasma Surf Club di Rimini, mi sono lanciato per la prima volta con un surf dagli scogli del molo del Rockisland di Rimini nell’estate del 1996. Sono stati anni veramente stupendi sia in snowboard che in surf, passati con amici da cui ho imparato tanto; ho cercato di viaggiare, lavoro permettendo, il più possibile, ma il mio spot è l’Adriatico “romagnolo”, caldo o freddo che sia e appena si inizia a muovere, se non mi ci lancio subito dentro, sto troppo male! Ho iniziato a praticare il SUP nel 2008 dopo un bruttissimo infortunio avuto in snowboard: colgo l’occasione per ringraziare ogni persona che mi è stata vicina in quel difficile periodo, a partire da mia moglie Pamela. Ricordo che surfare 10 cm di onda seduto su un SUP, senza muscoli tipo canocchia, al Circolo Velico Rio Pircio di Igea Marina, a cinque mesi dall’incidente, era già una figata. Remando ho ripreso man mano la muscolatura e le cose sono andate sempre meglio fino a riportare sullo Stand Up Paddle tutta la mia precedente esperienza surf. Imparare a surfare con il Sup mi ha fatto migliorare tanto anche in longboard, in quanto i passi da eseguire sul primo sono uguali ma più facili dato il volume della tavola. COME VEDI LA SITUAZIONE SUP IN ITALIA? La situazione Sup in Italia mi sembra in forte espansione, del resto perché non dovrebbe esserlo visto che è uno sport che si può praticare ad ogni età, in qualsiasi specchio d’acqua, in mezzo alla natura, salutare e di facile apprendimento. Mi piace molto anche il lato romantico del Sup, quello fatto di passeggiate e sorrisi condivisi all’imbrunire, di luci calde e arancioni, di arcobaleni pre e post temporali e il fatto che ti faccia accorgere di quanto tu sia fortunato ad avere questo spettacolo davanti a tuoi occhi. QUALI SONO I TUOI PROGRAMMI SPORTIVI? I miei programmi sportivi sono legati al Campionato Italiano Sup Wave Surfing Italia, a qualche gara Romagna Sup Sprint Cup organizzate da Nautica Urban, e a tante spettacolari uscite in Sup, sia in solitaria sia con gli amici, nelle acque di questa naturalmente stupenda Italia! Venezia vista da un Sup ti lascia senza fiato e ringrazio Eliana Argine di avermi dato questa possibilità.

SEGUI IL CIRCUITO WAVE, QUAL È IL TUO ALLENAMENTO? Per quanto riguarda le gare preferisco più quelle wave e durante lo scorso Campionato Italiano Surfing Italia e al Capo del Capo tra gli atleti si è visto molto rispetto reciproco e voglia di confrontarsi. Non sono pienamente d’accordo sul fatto di giudicare “migliori” e più “power” le manovre moderne stile tavoletta rispetto alle classiche del long, ma anche per i giudici non dev’essere facile bilanciare le 30

due cose. L’unione dei due stili secondo me è il massimo estremizzando il trick con la pagaia! Mi piacerebbe che si organizzassero più gare wave, anche perché non servono grosse perturbazioni per surfare in Sup. Non ho un allenamento ben preciso: suppo quotidianamente, a volte anche di notte con la luna piena, nuoto, corro in spiaggia e faccio il mio dovere di marito romagnolo... spesso porto via anche l’immondizia differenziata! QUAL È LA TUA ATTREZZATURA IDEALE? Il blade lo uso medio e l’albero abbastanza alto, qualche cm in meno per il wave, comunque mi piace pagaiare dritto con la schiena. La mia tavola da Sup ideale sarebbe una 9.4 x 29, non troppo “cicciotta”, con un volume ben distribuito, un tail square a tre pinne, bordi a poppa tirati che sfumano rotondeggianti, una prua da noseriding, senza troppo scoop, con un cucchiaino per planate in punta ultrarelax! Praticamente un longboard sup tirato, che risponda agile a poppa ma che sia anche generoso a prua. COME TI SEMBRA IL LIVELLO TECNICO DELLE PERSONE CHE FREQUENTANO IL CIRCUITO? Il livello tecnico con l’entrata di Alessandro Merli nel circuito wave si è notevolmente elevato e dovremmo allenarci molto, ma molto molto… HAI IN PROGRAMMA UN VIAGGIO ALLA RICERCA DELLE ONDE? PER DOVE? QUAL È LA TUA CONDIZIONE IDEALE? Viaggiare mi piace tantissimo e lo faccio quasi sempre in compagnia di mia moglie e di amici. Abbiamo avuto la fortuna di vedere posti stupendi in giro per il mondo cercando di cambiare sempre meta. Mi piacerebbe andare alle Maldive in futuro. Se dovessi scegliere di tornare in un posto già visto, tornerei in California. La Sardegna comunque penso sia l’isola più bella del mondo! Le onde che preferisco sono quelle più perfette e meno arroganti che ti danno tutto il tempo di esprimerti, ma se ci scappa un accenno di tubino in qualche viaggio, non è male!!! Penso che il sup, il longboard, lo snowboard e il windsurf mi riportino alla realtà delle cose, di quanto siano unici e meravigliosi un’alba e un tramonto visti stando in mezzo alle onde, o in neve fresca, in solitaria o con gli amici, rispetto all’era del “rincoglionimento” digitale e della finzione! Ringrazio la mia famiglia, te Beppe, il mio sponsor Nautica Urban, tutti quelli che mi vogliono bene e un po’ anche quelli che non me ne vogliono.

Mirco Sarti


BREVE DESCRIZIONE DI PAOLA PERONE, QUANTI ANNI HAI, COSA FAI NELLA VITA, QUALCHE GOSSIP PER I LETTORI? Sono Paola Perrone, ho 34 anni e questi sono i miei capelli. Pratico windsurf da due, anni sono un’amante del mare, e sono single. Sono commercialista e lavoro presso lo studio di famiglia a Bari. Quando posso sono in giro per l’Italia e per le varie manifestazioni, altrimenti sono in giro per i locali notturni della mia città. Sono felicemente single e quando il meteo permette fuggo dal tran tran quotidiano per andare al mare. Il mio amore platonico verso Nicola Abatescianni è felicemente ricambiato. COME HAI CONOSCIUTO LO STAND UP PADDLE? La prima tavola da paddle surf l’ho vista nel 2009 in un centro surf della mia città, all’inizio non avevo ben capito cosa si potesse fare con questo tipo di tavole, ma mi incuriosiva il fatto che si potesse praticare anche il windsurf. Quando ho provato per la prima volta una tavola da paddle surf è stato per fare una passeggiata in una giorno di mare piatto. Essendomi affacciata al windsurf da poco e non potendolo praticare in assenza di vento, ho pensato che questa disciplina potesse essere una buona alternativa all’allenamento in acqua. Da quel momento in poi ho iniziato a praticarlo sporadicamente e l’anno scorso ho comprato la mia tavola da sup, provata sulle onde di Porto Cesareo in una scaduta di scirocco. COME VEDI LA SITUAZIONE SUP IN ITALIA? È uno sport in forte crescita, il movimento che si sta creando è carico di entusiasmo e sono molto contenta di farne parte. Mi fa molto piacere poter dare una mano alla crescita e alla divulgazione di una disciplina nuova e sana. Seguo anche l’evoluzione delle aziende che propongono sempre più materiali innovativi e tecnologici. QUALI SONO I TUOI PROGRAMMI SPORTIVI? Ho iniziato a seguire sia il circuito race che quello wave; devo far conciliare il tutto con il mio lavoro, ma quando posso giro con il gruppo alla ricerca di un risultato. Mi piace molto gareggiare anche perché alla fine sfido me stessa in ogni gara… la mia aspirazione è effettuare gli stessi km della categoria uomini per dimostrare che noi donne non siamo da meno. PARTECIPI SIA AL CIRCUITO WAVE CHE RACE, QUAL È IL TUO ALLENAMENTO? Sono istruttrice di acquagym e sono spesso in piscina ad effettuare le mie lezioni. Mi alleno dalle 3 alle 5 volte a settimana in flat water e quando c’è onda dalle mie parti è “festa patronale”, si sta in acqua per ore pensando solo a divertirsi. Ad ogni modo cerco di stare al mare il più possibile a praticare qualsiasi tipo di sport che si possa fare. Ho la fortuna di far parte di un gruppo che sperimenta sempre nuovi sport e nuove emozioni.

come una grande famiglia e cerchiamo di stare insieme più tempo possibile. Ringrazio tutto il gruppo dell’ASD BIG AIR e dell’ASD FRASSANITO SURF POINT perché mi sopportano e mi SUPportano in tutto. Però devo dire che i ragazzi che girano in campionato sono tutti molto simpatici e disponibili… sono davvero molto contenta di essermi avventurata in questo nuovo mondo fatto di emozioni e nuove amicizie. QUALI SPORT PRATICHI OLTRE AL SUP? Windsurf, acquagym, fitness, ho giocato per un po’ di tempo in una squadra di pallavolo e quando capita l’occasione non mi lascio pregare a giocare una partita. Posso dire che lo sport mi piace in tutte le sue sfaccettature ma non si può fare tutto nella vita. COME TI SEMBRA IL LIVELLO TECNICO DELLE PERSONE CHE FREQUENTANO IL CIRCUITO? Non sono una persona molto esperta, ma posso dire che ci sono persone molto preparate atleticamente; il sup, al contrario di quello che si pensa, è uno sport molto faticoso in cui la preparazione gioca un ruolo fondamentale. Ho visto atleti che girano il circuito avere delle tecniche di pagaiata molto interessanti. E seguendo i risultati di questi atleti del circuito, non solo italiano, posso dire che l’Italia potrebbe avere un ottimo ranking non solo in Europa ma anche nel mondo. HAI IN PROGRAMMA UN VIAGGIO ALLA RICERCA DELLE ONDE? PER DOVE? QUAL È LA TUA CONDIZIONE IDEALE? Al momento non ho un viaggio in programma per via del mio lavoro, ma mi piacerebbe andare in Sud Africa per via di diversi aspetti legati non solo allo sport ma alla natura in genere. La mia condizione ideale è un metro d’onda con vento leggermente off, acqua limpida e cristallina, una spiaggia con sabbia soffice e sottile e un posto dove possa praticare sia sup che windsurf. UN INVITO A CHI VUOLE INIZIARE E NON SA COSA SIA IL SUP? È un buon modo per avvicinarsi al mare, il sup non è solo uno sport ma una vera e propria filosofia di vita. Basta col fare le lucertole in spiaggia, il futuro è con una tavola sotto i piedi e una pagaia tra le mani. La mia più grande soddisfazione è stato iniziare tardi a fare questi tipo di sport, e tutto questo è una conquista, una rivalsa sul mio passato. Il mio grazie più sentito va alle persona a me vicine che mi incitano.

SEGUI UN’ALIMENTAZIONE PRECISA? Cerco di mangiare seguendo una dieta mediterranea, non escludendo nulla ma moderando in base alle stagioni. Mi piace molto la frutta e il gelato ma se la mamma fa le braciole… a quelle non si può dire di no. QUAL È LA TUA ATTREZZATURA IDEALE? Per quando riguarda il SUP ho una tavola All Round 10.5 Starboard, con settaggio della casa, una pala Amex usata e una sacca per proteggerla dagli urti. Nel windsurf invece seguo la scia wave, una tavola da 113 litri, sei vele, dalla 3.7 alla 6.1, non mi piacciono molto le vele grandi. Mi piace il vento forte e le onde grandi, anche se non sono una waver incallita cerco di migliorare il più possibile su tutti i fronti. CON CHI HAI LEGATO DI PIÙ NEL MONDO DEL SUP? Il gruppo con cui condivido gli sport d’acqua è per me il migliore in assoluto, siamo

Paola Perrone © Cosimo Trono 31


risalita del vento, purtroppo per loro non hanno potuto godere del flat water del canale. Un ringraziamento particolare va alle telecamere di Freestyle tv, Radiondastereo, Antenna Sud e Telebari per aver dato una buona visibilità all’evento. Grazie alla collaborazione con l’importante gruppo locale di Telebari il video della manifestazione sarà trasmesso a breve sugli schermi presenti negli aeroporti di Bari, Brindisi, Milano, Pisa e, a settembre, Roma.

Il giro di boa anticipato per motivi tecnici.

La Sup Cup 2011 patrocinata come gara di campionato Italiano da Surfing Italia, dalla Stand Up Paddle Europe come tappa del circuito europeo e dall’International Surfing Day come special edition, ha avuto un successo davvero clamoroso tra i media del settore e non. Un ottimo lavoro da parte del team dell’ufficio stampa dell’ASD Big Air ha attirato l’attenzione su uno sport destinato a fare la storia del surf. La mattina della gara, all’arrivo in spiaggia degli organizzatori per le ultime preparazioni, una leggera brezza da est ha lasciato il team per un attimo con un dubbio in testa, la brezza sarebbe aumentata o diminuita? Il tempo e il meteo sicuramente avrebbero fatto la differenza sul tracciato. All’arrivo degli atleti e delle aziende invitate a prendere parte all’evento c’erano ad accoglierli una spiaggia attrezzata e una vista mare unica nel suo genere. Le iscrizioni sono iniziate come da programma; alle ore 10:30 tutte le persone interessate a partecipare alla gara hanno seguito la procedura di regolamentazione. All’iscrizione gli atleti hanno ricevuto un pacchetto gara comprendente: un braccialetto POWER BALANCE, un paio di auricolari, un caricabatteria usb da auto, una penna ed un cappellino ATLANTIS-LAND, una maglietta dell’evento FOGLIART, una pettorina con il numero offerta da SURF69 e una bottiglietta di thè. Alle 11:30 è iniziato lo skipper’s meeting, un momento molto delicato visto che fino a quell’ora il vento non ha fatto altro che rinforzare, è stato chiesto agli atleti se avrebbero voluto una riduzione del tracciato ma all’unanimità hanno deciso di proseguire per i km previsti dal programma. Una bella soddisfazione per i partecipanti che ha visto prevalere l’ottimo spirito agonistico unito alla preparazione atletica. Gli uomini avrebbero percorso 7 km mentre le donne esattamente la metà. Il tracciato, molto simile a quello dello scorso anno, aveva solo piccoli dettagli differenti, una partenza ed un solo giro di boa sia per gli uomini che per le donne ma con km differenti. La partenza era in acqua con un allineamento tra la barca d’appoggio e la boa, il tracciato prevedeva una downwind di circa 3.5 km per gli uomini, i quali avrebbero costeggiato il lungomare di Bari mantenendosi all’esterno dei frangiflutti, permettendo così di sfruttare al meglio l’effetto di vento in poppa. Il ritorno sarebbe stato di upwind molto faticoso, una parte del rientro sarebbe stato all’interno dei frangiflutti per circa 1.8 km, con acqua completamente piatta e 1,7 km in mare aperto in balia di vento e correnti. Per le donne invece il tracciato è dimezzato, 1,7 km di downwind con un giro di boa e rientro con i restanti km di 32

Ore 12:00; la partenza è stata rispettata come da programma, l’unico inconveniente è il vento molto forte; vento registrato in media di circa 16 nodi con raffiche fino a 20. L’allineamento per la partenza degli atleti non è stato facile, hanno dovuto essere all’interno di una linea immaginaria tracciata dalla barca di appoggio e la boa con un movimento ondoso e il vento che hanno reso il momento più delicato della gara estenuante ed impegnativo. Al momento dello start la partenza è stata quasi una liberazione per gli atleti che hanno iniziato una lotta a colpi di pagaia con il vento in poppa. Solo dopo pochi minuti si sono formati i primi gruppi, il gruppo di testa, che mantiene un ritmo serrato, formato da: Gasbarro, Abatescianni, Marconi, Nika, Guglielmetti, Capparella, Gigli, Fazioli, Guidi, seguito dal secondo gruppo che non vuole mollare il passo formato da: Cuscianna, Di Sante, Rotelli, Paudice, mentre nel terzo gruppo il folto numero di amatori che affronta la gara in maniera egregia. Purtroppo al giro di boa per degli uomini un gruppo di barche ha ostruito il passaggio, tempestivamente la barca d’appoggio con il giudice di gara Alessandro Marcianò ha fatto anticipare il passaggio facendo continuare la gara. Al giro di boa la testa del gruppo passa da Gasbarro a Capparella seguito da Nika, Fazioli, Guidi, Marconi e Abatescianni. Il passaggio all’interno del canale ha fatto riposare un po’ gli atleti, diversi i passaggi di atleti e di posizione. In testa al secondo gruppo troviamo una new entry nel campionato come atleta ma non come trainer il Dott. Di Sante che sfreccia come una lepre, seguito da Rotelli sul suo nuovo prototipo e dietro di lui John Capriccio. La testa del gruppo vede una dura lotta tra i due atleti più conosciuti d’Italia, Leonard Nika e Giordano Capparella, la loro corsa per il taglio del traguardo è molto estenuante con un ottimo tempo per entrambi. Il primo nel taglio del traguardo è Capparella, a distanza di un secondo c’è il suo compagno di tracciato Nika seguito da Gasbarro, Guidi, Marconi e Abatescianni. Il gruppo delle donne vede partire con molta preparazione Corinna Betti seguita da Roberta Mariani ed in terza posizione una new entry, Paola Perrone che nonostante gareggi per la categoria all round è terza nell’ordine di arrivo. Il loro giro di boa si è tenuto a circa un km e mezzo esattamente di fronte alla spiaggia di Pane e Pomodoro, gremita di bagnanti. Ottimi i tempi per le donne della categoria race; Corinna taglia il traguardo per prima in meno di 37 minuti seguita da Roberta con meno di 46 minuti, Paola Perrone con 1 ora e 44 secondi, Lucia Marra con 1 ora e 16 minuti e Sabrina Damato con 1ora e 37 minuti.


Il rientro all'interno del canale protetto dai frangiflutti.

Ottime le prestazioni dei giovanissimi, che vedono un brillante Mario Paudice primeggiare tra loro seguito da Indro Spinelli e terzo fratello d’arte Claudio Nika. Alla fine della gara gli atleti e i loro accompagnatori hanno potuto rifocillarsi con un buffet offerto dal team organizzatore a base di prodotti tipici locali. Un ringraziamento agli sponsor come Starboard per aver messo a disposizione 1 tavola race 12’6” ed una tavola wave 8’0”, HOBIE SUP per aver messo a disposizione 2 pagaie con copri pala, SMITH OPTICS per 7 paia di occhiali da sole, JYMMY LEWIS per una sacca sup, ATLANTIS-LAND e BUSINESS TECHNOLOGY per aver arricchito il pacco gara con gadget ed accessori hitech, POWER BALANCE per i braccialetti stabilizzanti, SURF 69 per le pettorine gara, TIKI SUF SHOP per aver donato il backdrop e VIAGGI DA STAR per il supporto on line. Il montepremi raggiunto di circa 4000 euro è stato messo in palio tramite un sorteggio con criterio di estrazione. Dopo la gara, infatti, tutti i premi messi a disposizione sono stati sorteggiati e assegnati ai più fortunati. Un ringraziamento particolare va alla rivista SupTime per il supporto costante e la presenza in ogni manifestazione come mezzo di comunicazione di carta stampata del settore, alla barca d’appoggio di Antonello Nardulli da cui si sono potute effettuare le riprese video e le foto in acqua e al comando dei VIGILI DEL FUOCO DI BARI, del nucleo sommozzatori, soccorritori acquatici e specialisti portuali per aver messo a disposizione due barche per il monitoraggio della gara, al fine che tutto potesse procedere per il meglio. I risultati della gara saranno valevoli per i seguenti campionati: Italiano SURFING ITALIA; Europeo STAND UP PADDLE EUROPE; E come special edition per INTERNATIONAL SURFING DAY Il testa a testa che vede tagliare per primo Capparella per un secondo su Nika.

I PODI ALL ROUND UOMINI 1) Davide Bonsignore 2) Guido Virgulti 3) Francesco Leo

TAVOLA: 99-CUSTOM 10.8 TAVOLA: STARBOARD 10.5 TAVOLA: JIMMY LEWIS 11.2

ALL ROUND DONNE 1) Paola Perrone 2) Lucia Marra 3) Sabrina Damato

TAVOLA: STARBOARD 10.5x30 TEMPO: 1h 00’44” TAVOLA: STARBOARD 11.5 TEMPO: 1h16’ TAVOLA: STARBOARD 10.5x34 TEMPO: 1h 37’

JUNIORES RACE 12.6 1) Mario Paudice 2) Indro Spinelli 3) Claudio Nika

TAVOLA: STARBOARD 12.6 TAVOLA: HOBIE 11.2 TAVOLA: NAISH 12.6

TEMPO: 56’05’’ TEMPO: 1h 25’ TEMPO: 1h 27’

MASTER RACE 12.6 1) Carlo Rotelli 2) Salvatore Calso 3) Paolo Spinelli

TAVOLA: MOKI 12.6 TAVOLA: STARBOARD 12.6 TAVOLA: HOBIE 12.6

TEMPO: 54’24” TEMPO: 55’25” TEMPO: 59’

UNILIMITED 14 RACE UOMINI 1) Fabrizio Gasbarro 2) Pietro Fazioli 3) Daniele Guidi

TAVOLA: FANATIC 14 TAVOLA: HOBIE 14.6 TAVOLA: JIMMY LEWIS

TEMPO: 42’14’’ -MASTERTEMPO: 42’28’’ -MASTERTEMPO: 43’38’’ -SENIOR-

SENIOR 12.6 UOMINI RACE 1) Giordano B. Capparella 2) Leonard Nika 3) Paolo Marconi

TAVOLA: HOBIE 12.6 TAVOLA: NAISH 12.6 TAVOLA: JIMMY LEWIS 12.6

TEMPO: 41’57’’ TEMPO: 41’58’’ TEMPO: 46’00’’

DONNE 12.6 RACE 1) Corinna Betti 2) Roberta Mariani

TAVOLA: HOBIE 12.6 TAVOLA: HOBIE 12.6

TEMPO: 36’44’’ TEMPO: 45’24’’

TEMPO: 1h17’ TEMPO: 1h 19’ TEMPO: 1h 29’

Il villaggio espositivo.

Il passaggio d'avanti a pane e pomodoro.

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Ottima l’organizzazione da parte dei soci del club nel preparare l’evento. Sono tutti molto impegnati al fine che nulla venga lasciato al caso, chi addobba la spiaggia con le bandiere, chi sistema i gazebo, chi gonfia le boe per il tracciato, chi sistema i gommoni per il supporto e chi è già ai fornelli per il buffet di fine gara . Il team organizzatore è affiatato, numeroso ma soprattutto non vuole che nulla possa essere non idoneo alla loro ospitalità. Anche qui il vento fa capolino ed il padrone di casa, Urbano, è preoccupato perché il vento incalza rapidamente. Le sue intenzioni sono di anticipare il più possibile la partenza per evitare che il troppo vento sia di ostacolo alla gara, ricordiamo prevista sulla distanza dei 7 km. Tutto procede per il verso giusto, siamo in piena stagione e la spiaggia si popola di gente, gli atleti continuano ad arrivare, le iscrizioni procedono a ritmo sostenuto. Cinquantadue atleti presenti per la seconda tappa del circuito Fisurf. La sistemazione del tracciato è pronta, le boe sono state sistemate, si dà inizio allo skipper’s meeting, dove viene esplicato il regolamento e l’aggiramento delle boe. Tecnico e sostenuto il tracciato in questo campo di gara. Le partenze sono scaglionate, prima parte la categoria race e a distanza di circa un minuto partono gli amatori con la categoria all-round. Le prime due boe si aggirano a sinistra mentre la terza a destra e l’ultima, che porterà alla spiaggia, a sinistra, dove chi arriverà dovrà suonare la campana. La lunghezza del percorso è di circa 7 km per gli uomini e la metà per le donne e gli amatori. Una buona risposta sul fronte romagnolo per quanto riguarda le donne, tanta partecipazione ed entusiasmo per la gara.

La gara ha inizio e gli atleti sembrano essere molto carichi; Gasbarro fa il trainer del gruppo seguito da Capparella e Nika. Il vento incalza e il tracciato sembra essere molto lungo e faticoso, il gruppo di testa ha un ritmo molto frenetico e dietro di loro il gruppo amatori, pronti a darsi battaglia per un posto sul podio. Il primo a tagliare il traguardo è Gasbarro, seguito da Capparella e Nika. Ottime le prestazioni degli atleti che hanno regalato al pubblico spettacolo e sportività. Tra le donne è guerra su tutti i fronti tra le atlete Silvia e Corinna, la Mecucci sembra voglia difendere il titolo di campionessa italiana mentre la Betti non vuole cedere nulla gratuitamente. Molto vicino al taglio del traguardo, è Silvia ad avere la meglio seguita da Corinna e Nadia Servadei che chiude con la sua migliore prestazione personale. Un ringraziamento particolare va a Nautica Urban, che da anni è impegnata nella promozione e nella divulgazione del Sup in tutta la costa della Romagna. Molti sono gli appuntamenti nel calendario del periodo estivo nelle diverse località balneari. Il team organizzatore non smette ancora di sorprendere, infatti non appena gli atleti sono tutti in spiaggia spostano i gazebi per allestire la sala da pranzo che accoglierà tutti gli atleti e accompagnatori che hanno partecipato alla gara. I complimenti vanno agli chef che hanno spadellato prima per un folto numero di affamati. Tra un brindisi e una forchetttata si festeggia per una bella giornata all’insegna dello sport e del tempo libero. Podio donne: Mecucci, Betti e Servadei.

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CATEGORIA DONNE 12.6 RACE 1° Silvia Mecucci 2° Betti Corinna 3° Nadia Servadei

CATEGORIA UOMINI MASTER/GRAN MASTER 12.6 RACE 1° Alessandro Ceccarelli 2° Mattia Cacciari 3° Carlo Rotelli

CATEGORIA DONNE ALL ROUND 1° Barbara Lombardi 2° Federica Bertani 3° Chiara Ricciardi

CATEGORIA UOMINI OVERALL 14.0 RACE 1° Fabrizio Gasbarro 2° Daniele Guidi 3° Tommaso Freschi

CATEGORIA UOMINI KAUNA/GRAN KAUNA 12.6 RACE 1° Massimo Cipollari 2° Roberto Domenichini 3° Massimo Maestri

CATEGORIA UOMINI SENIOR 12.6 RACE 1° Giordano Bruno Capparella 2° Leonard Nika 3° Paolo Marconi

CATEGORIA UOMINI ALL ROUND 1° Franco Piccioni 2° Roberto Ceccarelli 3° Roberto Paganelli

ORDINE DI ARRIVO CATEGORIA AMATORI (PRIME 5 POSIZIONI) 1° Franco Piccioni 2° Urbano Bracci 3° Roberto Ceccarelli 4° Roberto Paganelli 5° Roberto Mandolori

48,56 50,15 50,49 52,43 52,58


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Cosa dice l’azienda costruttrice Il SUP ideale per le lunghe distanze, il fitness o la competizione Race nella categoria all round fino a11’9’’. Il suo volume ben distribuito e la sua direzionalità ne fanno una tavola facile ma molto performante. Outline filante e disposizione equilibrata dei volumi consentono a Deha di fendere l’acqua avanzando velocemente ad ogni colpo di pagaia. Eccellente in acqua piatta o in mare aperto nei down wind, si adatta perfettamente anche al surf con onde medie. Ottima scelta per il surf per rider pesanti oltre i 90 kg. Lo shape Leggero V in prua per ¼ della tavola, piatta in pancia per 2/4 della tavola con un V in coda appena accentuato. Rocker della tavola moderato, scoop non molto pronunciato e rocker di coda anch’esso moderato con una leggera accentuatura del kick tail. Prua a punta con nose mediamente largo e rail sottile con pancia della tavola larga, rail molto generoso e poppa swallow con rail sottile e tagliente. Piatta in coperta su tutta la tavola con copertura del pad di 3/4 escludendo il nose. Maniglia posizionata perfettamente per il trasporto. In acqua La maniglia posizionata in un punto ben bilanciato della tavola vi permetterà un facile trasporto. Stabile e bella da vedere sarà il vostro gioiello in acqua, la salita sulla tavola per i rider esperti sarà una passeggiata, per i neofiti un gioco da ragazzi. Mantenere l’equilibrio sarà facile per tutti coloro che si appresteranno ad avere una Deha nel loro parco tavole. In cruising Un perfetto all round, veloce in pagaiata con un leggerissimo effetto row grazie alla sua pinna in bambù che non ha nulla da invidiare alla tavola. Un vero gioiello di costruzione e tecnologia, potrete ammirare la tavola bagnata che splenderà mentre vi godrete la vostre lunghe e piacevoli passeggiate. Il beccheggio è nella norma se consideriamo che siamo sui 12” circa, il rollio è inesistente vista la sua generosità nella larghezza e il perfetto bilanciamento. Tavola adatta al rider poco esperto ma anche al collezionista che gradisce passeggiate romantiche in compagnia del proprio partner o del proprio cane. In wave riding Molto stabile nei take off, grazie al suo scoop la tavola non si ingavona. Bisogna tener presente che è una tavola all round e che deve essere un perfetto amico in ogni situazione. Buona tavola per chi inizia il percorso sulle onde. La sua outline dai rail molto paralleli vi aiuterà nella partenza dall’onda. Con l’ausilio della pagaia vi sarà facile poter far passare la tavola da un bordo all’altro passando dalla poppa a coda di rondine. Nonostante sia un 11’9”, la tavola risponde molto bene ai comandi. Resistente alle pagaiate involontarie sul bordo. Giudizio finale È una tavola esteticamente bella (il bambù ha sempre il suo fascino), stabile e resistente, è l’all round che deve essere presente in ogni scuderia di tavole che si rispetti. Se non avete una tavola in legno, la Deha merita di essere nella vostra rosa. La tavola viene fornita con una sacca… da non sottovalutare.

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SCHEDA TECNICA DEHA 11’ 9” AZIENDA PRODUTTRICE: MOKI MODELLO: DEHA 11’9’’ DIMENSIONI LUNGHEZZA: 11’9’’ (362CM) LARGHEZZA: 31’’ (78,5CM) PESO: 11,8 KG +- 400gr VOLUME: 203 Lt SPESSORE: 4 ½’’ (11,5CM)

SPECIFICHE VARIE DELLO SHAPE POPPA: half moon ROCKER: leggero RAIL CENTRALE: 4 ½’’ TAIL WITH: one foot 17’’ 1/2 KICK TAIL: negli ultimi 30cm PRUA SCOOP: moderato ONE FOOT ON: 19’’ 1/4 ONE FOOT OFF: 17’’ 1/2 SHAPE CARENA: leggera V a prua che diventa biconcavo al centro leggero e si trasforma in un leggero concavo a poppa PRESENZA V: leggera a prua SHAPE COPERTA: piatta PINNE TIPO DI ATTACCO: Us box NUMERO: single fin MODELLO: Moki bamboo epoxy 24cm TIPO COSTRUZIONE: bamboo sandwich DOTAZIONE CASA: maniglia, windsurf box – doppio leash plug, valvola automatica in goretex, pinna centrale in bamboo-epox, pad, sacca trasporto prestige. COPERTURA DECK: bamboo e pads MANIGLIA TRASPORTO: si DETTAGLI AGGIUNTIVI DELLA TAVOLA: la particolare costruzione in bamboo che la caratterizza la rende molto performante sia in acqua piatta che nelle onde con un eccellente compromesso tra leggerezza e robustezza. Lo shape è molto filante sia in acqua piatta che nelle onde. Tavola molto veloce con ottime doti manovriere grazie ai bordi sottili quando ci si arretra nella surfata. Tavola loose stile longboard molto adatta al noseriding.


Cosa dice l’azienda costruttrice: La tavola per tutti e per qualsiasi condizione, per una pagaiata tra amici, per navigare con la vela o per surfare le onde. Un’unica tavola... 1000 emozioni! Rivestita completamente di un morbido EVA Grip, è molto confortevole e facile da trasportare. Grazie all’occhiello di prua può essere ancorata ad una boa oppure dietro ad una barca. Usala come tender o come mezzo per passeggiare sull’acqua, potrai scoprire con lei baie e calette mai viste. Into The Nature è la tavola ideale per l’avventura, le scuole, i noleggi e i resort. Fun.. fun... fun!!! Lo shape: Sezione mono concava in prua per un quarto della tavola, pancia della tavola con un leggero biconcavo, con un V in coda progressivo ma non accentuato. Nose molto generoso con occhiello per ancoraggio, pancia molto larga e poppa stretta in round pin. Rail on molto sottile con una progressione sul centro e stretto in coda. Kick tail pronunciato e pad su tutta la tavola con diversi posizionamenti per i piedi. In acqua: Facile da trasportare, leggera e con un’ottima ripartizione dei volumi, è una tavola adatta a tutti. Comoda per via del suo pad posizionato su tutta la tavola, sarà in grado di farvi salire molto velocemente per iniziare a praticare lo sport in tutte le sue sfaccettature. In cruising: Moderatamente veloce se si monta in modalità single fin, con la sua pinna di serie in bambù ben shapata e di brillante figura. Molto veloce in cambio di direzione e leggera nei movimenti, vi farà divertire in compagnia di amici lungo le coste. L’effetto row risulta nella norma e la pinna di serie è studiata per eliminarlo quasi del tutto. Perfetta per chi inizia a pagaiare per via dei molti aspetti studiati appositamente per i beginner. In wave riding: Nonostante sia di 33 cm di larghezza, la tavola trova una buona collocazione anche sulle onde, la prua non si ingavona e vi permetterà una facile partenza per l’inizio della planata. Una vola sull’onda, il suo bordo ridotto rispetto alle tavole della sua stazza vi permetterà di rimanere perfettamente allineato al lip. La sua buona distribuzione dei volumi in questa disciplina vi permetterà di passare da un rail all’altro con l’aiuto della pagaia, senza problemi. I rider che hanno piede potranno divertirsi senza problemi arrivando in sezioni critiche senza pensarci. I beginner potranno progredire molto velocemente senza pensieri. Giudizio finale: Ottimo allround adatto a tutti, dagli esperti ai neofiti, comoda, resistente e leggera; sono caratteristiche da non sottovalutare in questo sport. Giudizio sicuramente molto positivo.

PINNE TIPO DI ATTACCO: Us box + fcs system NUMERO: 3 MODELLO: Moki bamboo epoxy 24cm + 2 laterali da 10cm expoxy TIPO COSTRUZIONE: bamboo sandwich DOTAZIONE CASA: maniglia, windsurf box – leash plug, valvola automatica in goretex, pinna centrale in bamboo-epoxy, full deck Eva pad, occhiello a prua COPERTURA DECK: Eva soft top MANIGLIA TRASPORTO: si DETTAGLI AGGIUNTIVI DELLA TAVOLA: tavola che ha ottenuto grande successo e consensi in tutti i Moki Point per la sua facilità e versatilità. Pur essendo una tavola ideale per resort, scuole e noleggi è un prodotto di alta qualità molto apprezzato, grazie al suo shape, anche per le prestazioni nelle onde. Costruzione sempre in bamboo epoxy e dettagli di alta qualità in stile Moki, come la pinna in bamboo epoxy, le laterali in epoxy e il morbido e comodo EVA per tutta la coperta.

SCHEDA TECNICA INTO THE NATURE 10’ AZIENDA PRODUTTRICE: MOKI MODELLO: 10’ INTO THE NATURE DIMENSIONI LUNGHEZZA: 10’ (304,8CM) LARGHEZZA: 33’’ 1/2 (85CM) PESO: 12,7 KG +- 400gr VOLUME: 174 Lt SPESSORE: 4 ½’’ (11,5CM)

SPECIFICHE VARIE DELLO SHAPE POPPA: pin tail ROCKER: medio RAIL CENTRALE: 4 ½’’ TAIL WITH: one foot 18’’ 1/2 PRUA SCOOP: moderato ONE FOOT ON: 21’’ ONE FOOT OFF: 18’’ 1/2 SHAPE CARENA: concavo a prua che diventa V a poppa PRESENZA V: pronunciata a poppa SHAPE COPERTA: piatta 37


Cosa dice l’azienda costruttrice La tavola più richiesta al mondo, un successo senza precedenti, rocker non molto pronunciato per una tavola che permette errori ma dalle prestazioni superiori. Facile sulle onde glass e stabile sul mare attivo, una tavola dalle prestazioni camaleontiche per soddisfare il rider dal peso massiccio che però vuole domare il mare. Le prestazioni collaudate da Tama Audibert, il quale ha conquistato il secondo posto durante il Sapinus Pro a Tahiti. Tama entrò in un negozio locale a Tahiti, vide l’Elelment e lo comprò. Congratulazioni Tama! Mono concava sezione naso a metà piatto con una leggera coda V.

SCHEDA TECNICA ELEMENT

Lo shape Prua a sezione mono concava che continua fino a metà tavola, da dove parte un V leggero che si accentua in poppa. Il rocker della tavola non è molto spinto, lo scoop molto moderato e il rocker di coda è progressivo con un kick tail moderato. Prua a punta ma con rail on non molto sottile e per un volume studiato, rail centrale nella norma delle tavole di uguale dimensione e rail off sottile per aggredire l’onda. Coperta piatta su tutta la tavola.

TIPO DI TAVOLA: THRUSTER PINNE IN DOTAZIONE: 3 MANIGLIA PER IL TRASPORTO: SI TIPO DI ATTACCO PINNA CENTRALE: US BOX TIPO DI ATTACCO PINNE LATERALI: FCS DOTAZIONE: TAVOLA E 3 PINNE ATTACCO LEASH: SI PAD: ¾ DELLA TAVOLA SOLO IN COSTRUZIONE CANDY E SILVER DISPONIBILE IN: BRUSHED CARBON, TAC, AST SILVER, AST CANDY, AST BLUE TOUCH.

In acqua Se siete convinti che la virtù sia nel mezzo, questa tavola sarà la vostra virtù. Facile da trasportare e da maneggiare vi trasmetterà subito sicurezza. In acqua non teme rivali, i suoi 30 pollici di larghezza e il suo peso ben distribuito vi aiuteranno a capire subito che è una tavola adatta a voi. In cruising La sua outline molto spinta fanno di questa tavola un vero ibrido wave. Una buona pinna race ridurrà di molto il suo effetto row, una caratteristica non molto accettata nel race ma che nel wave indica radicalità e verticalizzazione. Il beccheggio è molto limitato così come il rollio. Nella costruzione brushed carbon vi farà sentire quasi di camminare sulle onde. Ottima per effettuare passeggiate. In wave riding Nel wave la tavola si comporta eccellentemente, il suo shape moderato vi permetterà di poter partire ovunque e comunque senza compromessi. La sua sezione monoconcava sotto il nose e la sua pancia piatta vi aiuteranno a planare sulle onde. I suoi bordi sottili in coda e il suo V vi agevoleranno nelle vostre carvate verticali. Potrete effettuare ottimi pumping per acquistare velocità ed effettuare veloci re entry e alti spray. Giudizio finale È la tavola wave che cerca chi vuole progredire, ottima per chi passa dalle tavole superiori a 11 piedi. Ottimo compromesso per chi vuole una tavola unica che possa permettergli di effettuare passeggiate e surfate da coppa del mondo. Adatta sia al rider esigente che al rider che sta iniziando a prendere piede sulle onde. Se volete fare un buon investimento non esitate di fronte a questa tavola.

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AZIENDA PRODUTTRICE: STARBOARD MODELLO: ELEMENT DIMENSIONI LUNGHEZZA: 9’8” (294,6 cm) LARGHEZZA: 30” (76,2 cm) VOLUME: 153 Lt SPESSORE: 4.3” (11.1 cm)


Cosa dice l’azienda costruttrice Il suo design è frutto dello studio approfondito ed accurato di Scott McKercher e Svein Rasmessen, i quali hanno testato la tavola in diverse condizioni, dall’Australia alle Hawaii. Tavole innovative come l’Hero e la Whopper, più adatte all’utilizzo quotidiano, la Wide Point con il suo shape tirato e aggressivo, che delimita prestazioni altissime per rider esigenti. I suoi 32 pollici di larghezza infondono stabilità e sicurezza anche in condizioni di mare grosso. Adatto a qualsiasi tipo di onda, dalla più piccola alla più grande. Sezione mono concava sul nose che si fonde in una pancia piatta e V in coda.

SCHEDA TECNICA WIDE POINT

Lo shape Prua a sezione mono concava che continua fino a metà tavola, da dove parte un V leggero che si accentua in poppa. Il rocker della tavola è molto spinto, lo scoop molto pronunciato e il rocker di coda e progressivo con un kick tail accentuato. Prua a punta ma con rail on molto abbondate per un volume studiato, rail centrale in tucked under edge (t.u.e.) per un buon grip e rail off sottile per aggredire l’onda. Coperta piatta su tutta la tavola.

TIPO DI TAVOLA: THRUSTER PINNE IN DOTAZIONE: 3 MANIGLIA PER IL TRASPORTO: SI TIPO DI ATTACCO PINNA CENTRALE: US BOX TIPO DI ATTACCO PINNE LATERALI: FCS DOTAZIONE: TAVOLA E 3 PINNE ATTACCO LEASH: SI PAD: ¾ DELLA TAVOLA SOLO IN COSTRUZIONE CANDY E SILVER

AZIENDA PRODUTTRICE: STARBOARD MODELLO: WIDE POINT DIMENSIONI LUNGHEZZA: 8’10” (269,2 cm) LARGHEZZA: 32” (81,3 cm) VOLUME: 143 Lt SPESSORE: 4.6” (11,7 cm)

In acqua È una tavola prettamente wave, facile da trasportare per via del buon bilanciamento e della sua leggerezza. Il Wide Point vi permetterà di entrare in acqua anche dai posti più angusti, stabile e maneggevole sarà il vostro compagno di viaggio anche grazie alle sue dimensioni molto ridotte. In cruising Nonostante non sia la sua specialità, con un cambio di pinna si ridurrà l’effetto row, permettendovi di fare passeggiate in compagnia di amici. Stabile e sicura, vi permetterà anche di poter pescare, nel caso abbiate voglia di pesce fresco. Non pensate di poter effettuare gare race con questa tavola, a meno che non siate talenti nell’arte della pagaiata. In wave riding È in questa disciplina che la tavola mostra di avere lo shape più cool del momento. I take off vi sembreranno semplici e dinamici, il suo scoop e la sua sezione mono concava in prua vi permetteranno di partire come dei missili alla ricerca del bordo. Veloce e reattiva, vi farà divertire su qualsiasi misura di onda. La sua stabilità è sinonimo di correzione in caso di errore o di mare attivo, dove la tavola dimostra di avere ottime qualità di stabilità. Il passaggio sul bordo sarà la sua prerogativa maggiore, il suo bordo in tucked under edge vi agevolerà nell’aggredire il lip più insidioso. Nel wave questa tavola ha pochi rivali. Giudizio finale È una tavola wave e non si può pretendere di poterci fare tutto; adatta a chi vuole passare da amatore delle onde a rider aggressivo, pronto a sfidare amici ed elementi. Super leggera nella costruzione brusche carbon e molto leggera nella costruzione, vi basterà pensare e lei agirà sotto i vostri piedi. 100% wave.

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RRD RACE 12’ 6” CLASSIC E LTD

RRD WASSUP EPX

La nuova RRD Race 12’6” è una tavola sviluppata pensando agli amanti dello scivolamento e delle performance assolute. Si tratta di una tavola versatile, capace di offrire grandi sensazioni di scorrevolezza e performance in una grande varietà di condizioni, acqua piatta o chop o percorsi downwind, la Race 12’6” è in grado di disimpegnarsi senza problemi sia su percorsi freeridecruising così come su percorsi long distance. La RRD Race 12’6” è disponibile in due tecnologie di costruzione: LTD per regatanti e rider più orientati alle prestazioni assolute, e CLASSIC per rider con un approccio più all-round.

A tutti i rider alla ricerca di tavole versatili e tuttofare, RRD propone le tavole della linea WASSUP. WASSUP significa Windsurf AS SUP e gli shape di questa gamma rappresentano una perfetta sintesi di tavole all-in one: dai primi passi, al cruising in acqua piatta, alle surfate su onde vere e proprie, fino alle più divertenti uscite con la vela, quando il vento proprio non ne vuole sapere di smettere di soffiare. La linea WASSUP propone 5 differenti shape per coprire tutte le possibili esigenze e le tavole sono disponibili anche in versione Convertible, con pinna centrale rimuovibile che permette di usare la tavola con la vela senza scarrocciare, anche quando il vento è molto leggero. Le tavole sono costruite con una solida tecnologia composita epossidica con impiallacciatura in legno nella zona di calpestio e doppio stringer in Epoxy Glass Technology. Oltre alle misure già presenti lo scorso anno in collezione, quest’anno sono disponibili anche le misure 10’5” e 9’0”: tutte le tavole sono caratterizzate da una larghezza di 31’, per dare sempre e a tutti una grande sensazione di stabilità e sono accessoriate da un full pad in soffice EVA square groove da 6mm.

Model Race Classic 12’6” Race Limited edition 12’6”

Size (Inches) 12’6’’ x 29’’ 12’6’’ x 29’’

Fins Volume (lts) 1x race fin 28 cms 250 1x race fin 28 cms 250

Model Size (Inches) Wassup 8’5” Eightfive EPX 8’5”x31”x41/2” Fins: 8.5” Single Dolphin Black Polyester (US) + G-5 Smoke Asymmetrical FCS Box Wassup 8’5” Eightfive Convertible EPX 8’5”x31”x41/2” Fins: 8.5” Single Dolphin Black Polyester (US) + G-5 Smoke Asymmetrical FCS Box + Center Fin 38 cm + Powerbox Plug (PowerBox) Wassup 9’0” Nine EPX 9’0”x31”x41/2” Fins: 9.0” Single Dolphin Black Polyester (US) + G-5 Smoke Asymmetrical FCS Box Wassup 9’0” Nine Convertible EPX 9’0”x31”x41/2” Fins: 9.0” Single Dolphin Black Polyester (US) + G-5 Smoke Asymmetrical FCS Box + Center Fin 38 cm + Powerbox Plug (PowerBox) Wassup 10’0” Ten EPX 10’0”x31”x41/2” Fins: 9.0” Single Dolphin Black Polyester (US) + G-5 Smoke Asymmetrical FCS Box Wassup 10’0” Ten Convertible EPX 10’0”x31”x41/2” Fins: 9.0” Single Dolphin Black Polyester (US) + Center Fin 38 cm + Powerbox Plug (PowerBox) Wassup 10’5” Tenfive EPX 10’5”x31”x41/2” Fins: 9.5” Single Dolphin Black Polyester (US) + G-5 Smoke Asymmetrical FCS Box Wassup 10’5” Tenfive Convertible EPX 10’5”x31”x41/2” Fins: 9.5” Single Dolphin Black Polyester (US) + Center Fin 38 cm + Powerbox Plug (PowerBox) Wassup 11’0” Eleven EPX 11’0”x31”x41/2” Fins: 9.5” Single Dolphin Black Polyester (US) Wassup 11’0” Eleven Convertible EPX 11’0”x31”x41/2” Fins: 9.5” Single Dolphin Black Polyester (US) + Center Fin 38 cm + Powerbox Plug (PowerBox)

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Volume (lts) 133

133

t.b.c.

t.b.c.

150

150

t.b.c.

t.b.c.

195 195


J I M M Y L EWIS B ES T BO A R D ON THE P L AN E T

SABRE

CRUISE CONTROL

NEW QUAD

MANO

HANALEI

SLICE

Water Speed 14’0

All Around 11’6, 11’0, 10’6, 9’10

Sup Surf 9’1, 8’7

Short Board Surf 10’2, 9’9, 9’4, 9’1

Surf/Flat 10’8, 10’4, 10’0, 9’8

Displacement Hull 12’6

JIMMY LEWIS JLID - EUROPEAN CUSTOMER SERVICE Via Mondolfi, 148/6 - 57100 LIVORNO - ITALY Phone (+39) 0586 - 425613 - Email: info@Jlid-italydistribution.com


PRO WAVE

FLY

5 shape nuovi senza compromessi per surfare le onde: 8’2” / 8’6” / 8’10” / 9’2” & Semi Gun 9’9”. Tutti i modelli sono dotati di 5 scasse per permettere l’utilizzo sia Quad che Thruster (2+1), per un set up da puro short board. Sono tavole dedicate esclusivamente al wave riding con un rocker line studiato appositamente per il massimo controllo della carvate andando down the line. Board Vol. Width Length Technology ProWave 8’2” WE 98 28” / 71 cm 8’2” / 249 cm WS

Fly allround range - 10’0”: Per i rider leggeri e medi, il Fly 10’0’’ è perfetto per iniziare a surfare le prime onde. Il classico Pin Tail shape aumenta le performance in surfata e la velocità. Fly allround range - 10’6”: Un nose rocker piatto e una pronunciata curva sul tail garantiscono a questa tavola un paddling molto semplice senza intaccare l’abilità al Turn. Il deck è quasi completamente piatto per una maggiore stabilità. Fly allround range - entry level 11’0”: Shape bilanciato e compatto per principianti, anche pesanti, con un genuino rocker adattato al surfing e un deck piatto con molto volume sui rail per aumentare la stabilità. Fly allround range - entry level 11’6”: La tavola che apre le porte sia al mondo del windsurf che a quello del SUP ai principianti di entrambe le discipline.

ProWave 8’6” WE

110

28.75” / 73 cm

8’6” / 259 cm

WS

ProWave 8’10” WE

122

29” / 73.6 cm

8’10” / 269 cm

WS

ProWave 9’2” WE

135

30” / 76.2 cm

9’2” / 279 cm

WS

28.5” / 72.4 cm 9’9” / 297 cm

WS

ProWave 9’9” Semi Gun 131

ALL WAVE I nuovi All Wave di casa Fanatic, sviluppati con l’ausilio della tecnologia CAD, vengono proposti in 3 misure per coprire un range molto ampio di utilizzo: 8’10” / 9’2” / 9’6”. Tutte e tre le tavole sono state progettate per rendere facile il paddling senza comunque dimenticare la propensione alla surfata. Il largo outline è ideale per i principianti, ma il vero surf-style scoop rocker permette anche ai surfer intermedi di esprimersi al meglio nelle onde. Board Vol. Width Length Technology AllWave 8’10” 146 31” / 78.7 cm 8’10” / 269 cm HRS

42

AllWave 9’2”

160

31.5” / 80 cm

9’2” / 279 cm

HRS

AllWave 9’6”

174

32” / 81.3 cm

9’6” / 290 cm

HRS

I Fly sono disponibili in 4 costruzioni: Wood Edition (We), esteticamente bellissimi con il deck ricoperto di legno; High Resistance Skin (Hrs), costruzione più resistente con anche sul deck l’utilizzo del Delux Deck Pad per migliorare il comfort e il grip; High Resistance Skin (Hrs) Gripdeck, per un prodotto resistente e con un ottimo prezzo, non vi servirà più la paraffina; Soft Top, ideale per un utilizzo con i bambini. Board Fly Wood Edition 10’0”

Vol. 159

Width 30” / 76.2 cm

Length 10’0” / 305 cm

Technology WE

Fly Wood Edition 10’6”

177

31” / 78.7 cm

10’6” / 320 cm

WE

Fly HRS 10’0”

159

30” / 76.2 cm

10’0” / 305 cm

HRS

Fly HRS 10’6”

177

31” / 78.7 cm

10’6” / 320 cm

HRS

Fly HRS 11’0”

217

32” / 81.3 cm

11’0” / 335.3 cm HRS

Fly HRS 11’6”

236

33” / 83.8 cm

11’6” / 350.5 cm HRS

Fly HRS 11’6” Centerfin

236

33” / 83.8 cm

11’6” / 350.5 cm HRS

Fly HRS GripDeck 10’6”

177

31” / 78.7 cm

10’6” / 320 cm

Fly HRS GripDeck 11’0”

217

32” / 81.3 cm

11’0” / 335.3 cm HRS GripDeck

Fly HRS GripDeck 11’6”

236

33” / 83.8 cm

11’6” / 350.5 cm HRS GripDeck

Fly HRS G.D. 11’6” Center. 236

33” / 83.8 cm

11’6” / 350.5 cm HRS GripDeck

Fly SoftTop 10’6”

177

31” / 78.7 cm

10’6” / 320 cm

Fly SoftTop 11’0”

217

32” / 81.3 cm

11’0” / 335.3 cm SoftTop

HRS GripDeck

SoftTop


SURF

ALL ROUND

La linea SURF di JP è basata sulle curve e linee delle tavole da surf da onda, riadattate e ridisegnate per le necessità del SUP. Sono state equipaggiate con una sezione a prua più stretta, prua più alta con un rocker più pronunciato per dare la sensazione delle piccole tavole da surf da onda. Le tavole sono ancora piuttosto larghe, 30-31 pollici, in modo da avere sufficiente stabilità, anche in combinazione con un deck piatto, in modo da passare la schiuma con facilità. A poppa, le tavole hanno un outline più stretto con maggiore V. Una volta che ti ritrovi sulla parete dell’onda, basta spostare il peso leggermente indietro in modo da avere una massima risposta e reattività passando da rail a rail, permettendo di curvare con agilità e proiezione, a tutta velocità. L’intero range è equipaggiato con pinne ad attacco FCS, uno anche a prua per posizionare la tua telecamera GOPro e riprenderti mentre surfi. C’è anche un track del piede d’albero per poter mettere su una vela da windsurf, in quanto queste tavole sono perfette anche per surfare con vento leggero. Bisogna assolutamente provare la sensazione della surfata in windsurf senza straps!

Il range di utilizzo di queste tavole da SUP è semplicemente eccezionale. Sono ideali per i principianti, per le lunghe remate in acqua piatta, per i novizi del wave, fino ad arrivare ai SUPer più esperti. Sono davvero facili da portare e far curvare, incredibilmente veloci e funzionano al meglio in praticamente tutte le condizioni possibili. Il concavo a prua deriva del design dei Longboard, in modo da creare maggiore portanza quando la prua tocca l’acqua, in modo da evitare che la tavola s’ingavoni. Rail molto arrotondati, tipico delle tavole da surf da onda, con una curva del deck piuttosto piatta, in modo da remare più facilmente.

8’10’’ x 30’’: È la tavola più piccola e radicale. È perfetta per tutti quei rider di SUP che vogliono surfare al massimo. Controllo perfetto e reattività immediata, che porteranno il tuo livello di surfata verso nuovi limiti. 9’3’’ x 30’’: Lo shape più versatile e richiesto non poteva ovviamente mancare. Il nose è leggermente più largo in modo da facilitare il riding, sia venendo da una short board che da long board. Offre un ottimo equilibrio per remare e passare le schiume, rendendola la scelta perfetta per i rider di livello intermedio. 9’6’’ x 31’’: Questa tavola è una versione leggermente più larga e lunga rispetto all’ 8’10’’. È ideale per quei rider di livello avanzato che sono alla ricerca di una tavola che surfi come una shortboard. Larga al centro per maggiore stabilità, combinata con una poppa stretta, garantisce il massimo controllo e divertimento per i rider pesanti in condizioni di onda grossa.

9’8’’ x 30’’: La tavola preferita di Kauli Seadi (Campione del Mondo di Wave di Windsurf). Questa è la tavola realizzata per riempire lo stacco tra gli altri shape dell’AllRound e le tavole del range Surf. È la combinazione dei punti di forza di entrambe le linee, in modo da ottenere una perfetta e performante tavola da allround. La prua e poppa sono leggermente più strette del 10’8’’ e questa tavola ibrida scorre senza il minimo sforzo, permettendo di fare curve sempre più veloci e strette, mentre la sezione centrale di 30 pollici assicura una maggiore stabilità mentre si rema. Questo shape è perfetto per tutti gli stili e quasi tutte le condizioni! È il passo successivo perfetto per quei rider che vogliono una tavola più performante ed agile in surfata, senza intaccarne la stabilità. È anche una tavola ideale per farci windsurf. 10’8’’ x 30’’: La tavola ideale per l’Allround per quei rider leggermente più esperti o anche quelli più leggeri che iniziano con questo nuovo sport. Basata sul tipico shape longboard, questa tavola offre la combinazione perfetta tra facilità di remata, stabilità e manovrabilità. La poppa stretta, in combinazione con l’incremento della V, la rende molto morbida e reattiva. La curva più piatta del deck da una maggiore confidenza al rider, che può remare senza problemi. È anche un’ottima tavola per iniziare a farci windsurf o remare in acqua piatta ed anche tavola da wavesailing con vento leggero. 11’8’’ x 31’’: Il fratello maggiore della linea, stabile e versatile, ideale per tutti i principianti! Grazie alle linee d’acqua lunghe, scivola facilmente, sia sull’Oceano, che sui fiumi, laghi e perfino canali di città. C’è anche una versione larga 32 pollici, con rail più tondi, che la rendono così stabile che prendere le onde è un gioco da ragazzi. Nonostante le misure, questa tavola è davvero maneggevole. Il rocker è molto morbido e permette di fare curve strette proprio vicino alla sezione critica dell’onda. I rail più affilati a poppa le conferiscono una maggiore trazione e presa in curva, permettendone anche l’utilizzo con rig da windsurf! Questa è la tavola Allround perfetta per i centri e le scuole. Facile e divertente da usare senza vento, sia per il windsurf che per il SUP, anche per fare divertire tuta la famiglia.

SURF - WOOD SANDWICH GLOSS Board Surf 8’10”x30” Surf 9’3”x30” Surf 9’6”x31”

Length 269 282 290

Width 77 75 79

Vol. 126 128 146

Fin Us Box US Stand Up 7,0” US Stand Up 7,0” US Stand Up 7,0”

Side Fins 2x FCS M5 4,6” 2x FCS M5 4,6” 2x FCS M5 4,6”

Vol. 139 145 199

Fin Us Box US Stand Up 7,0” US Stand Up 8,0” US Stand Up 9,0”

Side Fins 2x FCS M5 4,6” 2x FCS M5 4,6” 2x FCS M5 4,6”

ALLROUND - WOOD SANDWICH GLOSS Board AllRound 9’8”x30” AllRound 10’8”x30” AllRound 11’8”x31”

Length 294 324 358

Width 76,0 76,0 79,0

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REMATA DA SURFISTA Partiamo con il primo esercizio “la remata del surfista da onda”, lo abbiamo visto anche nello scorso numero. Saliamo sulla tavola e ci mettiamo in posizione supina, cercando di spostarci un po’ verso la prua dove lo shape della tavola ci agevolerà nella remata. Partendo con la testa che guarda la tavola per non affaticare i muscoli del collo inizieremo a remare lentamente in modo fluido con le dita chiuse in modo tale da sentire bene la spinta nell’acqua, conteremo 20 bracciate (10 cicli completi, 1 ciclo equivale a 2 bracciate) e poi ci fermeremo per qualche secondo (non più di 15 secondi di recupero). Dopo il recupero alterneremo al movimento delle braccia anche quello della testa, quindi ogni due cicli alzeremo la testa per poi abbassarla nei due cicli successivi. Conteremo sempre 20 bracciate (10 cicli) e ci riposeremo per qualche secondo (il tempo di recupero è molto soggettivo, è sempre meglio partire con recuperi di almeno 1015 secondi che poi andranno gradualmente ridotti man mano che saremo più allenati). Alla nostra ultima ripresa aumenteremo le bracciate e le suddivideremo: - 10 bracciate (5 cicli) a testa bassa - 10 bracciate a testa alta - 10 bracciate a testa bassa - 10 bracciate a testa alta.

Dopo aver riscaldato la parte superiore del corpo passiamo alla parte inferiore. Ci mettiamo in piedi sulla tavola molto lentamente e ci posizioniamo una ventina di cm più dietro rispetto al centro della tavola. Ora inizieremo una serie di affondi a corpo libero per riscaldare le gambe. È importante sottolineare che mantenere la posizione eretta sulla tavola comporterà già un buon esercizio per la muscolatura delle gambe visto la necessità di restare in equilibrio su una piattaforma in acqua. Tutti gli esercizi dovranno essere fatti lentamente per cercare di mantenere stabile il nostro baricentro.

RISCALDAMENTO Il riscaldamento, anche detto “warm up”, è un preliminare fondamentale in qualsiasi prestazione fisica, consente di poter svolgere ogni esercizio nelle migliori condizioni, preparando il corpo (ma anche la mente) agli sforzi che dovrà affrontare e riducendo i rischi di lesioni che potrebbero verificarsi sollecitando muscoli ed articolazioni “a freddo”. Il termine “riscaldamento” è da riferirsi all’aumento della temperatura corporea di uno o due gradi che comporta una serie di variazioni fisiologiche (ormonali, muscolari, nervose, respiratorie, cardiache) con conseguente miglioramento dell’attività muscolare. Fissiamo la tavola dalla prua e dalla poppa in piscina. 44

AFFONDI Gli affondi vanno eseguiti stando in piedi sulla tavola e si parte da una posizione iniziale con le gambe parallele e le braccia stese lungo i fianchi. Da questa posizione effettueremo un ampio passo in avanti con la gamba destra e partiremo con la flessione della gamba a 45 gradi facendo attenzione a non portare il ginocchio oltre la punta del piede. In questo modo non affaticheremo l’articolazione del ginocchio ma abbasseremo il bacino fino a raggiungere il giusto angolo di flessione lavorando con i muscoli delle gambe e dei glutei. Contemporaneamente abbasseremo la gamba sinistra flessa in modo che il ginocchio resti a una decina di cm dalla tavola (sollevando quindi il tallone) e torneremo nella posizione di partenza. Durante l’esecuzione è molto importante mantenere la schiena dritta, motivo per cui può essere utile mantenere gli addominali contratti e lo sguardo dritto in avanti. È fondamentale inoltre non portare il busto in avanti situazione questa che potrebbe far sbilanciare il peso e quindi perdere l’equilibrio. Dalla posizione di partenza eseguiremo l’esercizio


con l’altra gamba controllando il movimento e cercando di non perdere l’equilibrio. Per mantenere l’equilibrio più facilmente ci aiuteremo bilanciando il movimento delle gambe con la parte superiore del corpo quindi durante l’affondo porteremo le braccia a 45 gradi di fronte a noi.

LENTO AVANTI CON MANUBRI Il lento avanti con manubri, detto anche “distensioni da seduto”, è uno degli esercizi più importanti per lo sviluppo dei deltoidi. Seduti sulla tavola, cercando di allineare testa e colonna vertebrale, prenderemo dei pesi leggeri e li porteremo di fronte a noi avvicinandoli il più possibile al petto. Gli avambracci devono essere paralleli e perpendicolari alla tavola, i gomiti leggermente più avanti alla testa dell’omero. Da questa posizione di partenza spingeremo in alto i manubri proprio sopra la testa inspirando. Durante la fase di rientro espireremo. È possibile compiere l’esercizio contemporaneamente con le due braccia o alternando il braccio destro e il sinistro mantenendo però un ritmo costante ed un movimento fluido e continuativo. Eseguiremo l’esercizio contando 20 distensioni (10 con il braccio destro e 10 con il braccio sinistro) per 3 serie. La pausa tra una serie e l’altra è di circa 30 secondi.

In linea di massima per i principianti, sia uomini che donne, l’ideale per iniziare è fare 3 serie da 30 ripetizioni. Le 30 ripetizioni comprendono 15 affondi con la gamba destra alternati a 15 con la gamba sinistra. ADDOMINALI LATERALI Seduti sul bordo della tavola, stando attenti a non scivolare prenderemo un galleggiante a tubolare reperibile facilmente in piscina. Lo appoggeremo sulle spalle, impugnandolo dalle estremità. La posizione di partenza sarà con il collo dritto, in linea con la colonna vertebrale, spalle basse e rilassate. Inspiriamo e durante l’espirazione eseguiremo una torsione verso sinistra. Inspiriamo nuovamente e nella posizione centrale di partenza ed espiriamo eseguendo una torsione verso destra. Durante l’esecuzione dell’esercizio è fondamentale mantenere il busto e la testa in linea ed effettuare la torsione contemporanea di tutta la parte superiore con un movimento fluido e continuo. Eseguiremo l’esercizio contando 30 rotazioni per 3 serie (le 30 rotazioni comprendo 15 verso il late destro e 15 verso il lato sinistro). La pausa tra una serie e l’altra è di circa 30 secondi.

ALZATE LATERALI Sdraiati al centro della tavola sul fianco sinistro porteremo le gambe piegate a circa 90 gradi di fronte a noi. Appoggeremo il gomito destro perpendicolarmente alla tavola, in modo da sollevarci con le spalle. Da questa posizione di partenza impugniamo il manubrio con la mano destra, appoggiandolo sulla coscia destra e pieghiamo leggermente il braccio in avanti. Inspirando solleveremo il manubrio con movimento semicircolare fino a portarlo quasi in verticale sopra la spalla. Espirando abbasseremo il braccio lentamente e riportandolo in posizione di partenza. Ripetiamo questo esercizio per 15 volte per 3 serie. Ovviamente la stessa procedura va effettuata con l’altro braccio. La pausa tra una serie e l’altra è di circa 20 secondi.

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ALZATE LATERALI IN PIEDI Riposizioniamoci in posizione eretta, piegando leggermente le gambe per abbassare il baricentro ed avere più equilibrio. Impugniamo i due manubri col palmo delle mani rivolto verso i fianchi. Da questa posizione di partenza solleviamo le braccia contemporaneamente facendo molta attenzione a non superare l’altezza delle spalle, allineando spalle, braccia, gomito e polsi lungo una linea retta. Durante l’esercizio bisogna fare attenzione alla posizione del braccio, effettuando una leggera flessione del gomito scaricheremo la forza sui deltoidi, la parte muscolare più coinvolta. Espiriamo durante la fase attiva dell’esercizio, ossia mentre si sollevano le braccia, inspiriamo durante la fase passiva, ossia quando le braccia ritornano verso il tronco.

GLUTEI Questo esercizio lo abbiamo visto già nello scorso numero, è un esercizio fondamentale per i glutei e lo approfondiremo con tecniche sempre più specifiche. La posizione di partenza è a quattro zampe sulla tavola, inginocchiati, con braccia ben tese allineate all’altezza delle spalle e alla stessa distanza. La testa deve essere rivolta verso la tavola per evitare un sovraccarico della cervicale, successivamente potremo rivolgere il nostro sguardo verso la prua. Inspiriamo mentre tiriamo il più su possibile la gamba, facendo molta attenzione a non distenderla ed espiriamo mentre la riportiamo giù.

IL PENDOLO Dopo aver allenato la parte superiore del corpo ci concentreremo un po’ sulle gambe. Lasciando i pesi a bordo vasca ci mettiamo in piedi al centro della tavola. Appoggiamo le mani sui fianchi, allineiamo la testa, con la colonna ventrale e con la schiena dritta, apriamo e chiudiamo lentamente la gamba. La respirazione è fondamentale in quanto è un esercizio semplice se fatto sulla terra ferma, ma in acqua è tutto più instabile quindi è fondamentale un ottimo controllo del peso e del baricentro. Durante la fase attiva e cioè quando solleviamo la gamba inspiriamo, durante la fase passiva e cioè quando riportiamo la gamba in posizione iniziale espiriamo. Questo esercizio non solo ci farà rassodare i glutei ma svilupperà ulteriormente il nostro equilibrio. Eseguiremo l’esercizio facendo 30 ripetizioni per 4 serie alternano le gambe.

DOPPIO CRUNCH Distesi sulla schiena, gambe unite e spalle ben appoggiate alla tavola. Contraiamo l’addome a fondo. È fondamentale mantenere la testa in linea con la colonna vertebrale. Mettiamo le mani sul petto, mantenendo i gomiti vicino al busto e inspiriamo. Espirando, solleviamo le gambe e le spalle contemporaneamente dalla tavola. Con l’aiuto delle mani cercheremo di mantenere l’equilibrio. Manteniamo la posizione per un paio di secondi. Inspirando ritorniamo nella posizione iniziale, sfiorando la tavola con talloni e spalle. Ripetiamo l’esercizio facendo 3 serie da 20 ripetizioni. Nel caso l’esercizio dovesse diventare pesante aiutiamoci a mantenere la posizione con le mani.


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Speedo Aquabeat per essere sempre, anche in acqua, sulla cresta dell’onda. Aquabeat - Aquabeat2.0 - MP3 player impermeabile. AquaBeat consente di riprodurre brani musicali fino a 3mt di profondità. Grazie al suo design innovativo e alle diverse colorazioni, si propone come il compagno ideale di ogni sportivo. Nuotare o svolgere un’attività fisica senza rinunciare al piacere di ascoltare la propria musica preferita. 쩤 Impermeabile e stagno 쩤 Auricolari con clip di sicurezza 쩤 Look unico con il DNA Speedo 쩤 Supporta file audio: MP3, MP3 VBR 쩤 Design ergonomico WMA (FLAC per alcuni modelli)

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Il meteo è stato fin troppo favorevole, una giornata molto soleggiata ha accompagnato i nostri paddler in due giorni davvero indimenticabili. Il Canal Grande ha fatto da teatro per il grande spettacolo del SUP, che è riuscito a farsi spazio tra gondole, vaporetti e imbarcazioni a motore, occupando un posto di rilievo nella cultura remiera veneziana. Tantissimi i partecipanti all’evento che ha voluto celebrare il gemellaggio ormai consolidato fra tradizione remiera e innovazione polinesiana. Una “pacifica invasione” alla conquista della città lagunare culminata in una spettacolare sfilata tra i canali della città veneta e una gara all’ultima pagaia tra gli atleti più in vista del patrimonio nazionale surfistico. Molte le presenze tra i nomi degli atleti che ormai praticano i circuiti sia race che wave. C’erano anche due big del paddle surf mondiale, Guillermo Peña e Fernando Labad, i quali insieme a Ekolu Kalama sono i promotori di IO SUP, movimento di aggregazione mondiale di stand up paddle surf. Insomma tutti presenti all’appello in una manifestazione tra mito e realtà. Lungo il percorso della sfilata dal Tronchetto, attraverso il Canal Grande fino all’Arsenale (storico cantiere navale di Venezia), per più di 6 Km, i paddler sono stati scortati dallo storico gruppo di canottieri Settemari, che hanno seguito per tutto il percorso i partecipanti alla sfilata garantendo che non ci fossero incidenti di percorso lungo un tratto di mare che è quotidianamente molto frequentato da tante e diverse imbarcazioni. 50

Ancora una volta e solo per un giorno i turisti della laguna hanno assistito ad uno scenario davvero unico nel suo genere, una parata formata da quasi 80 persone che con la divisa da lagunare hanno colorato il Canal Grande. Il riscontro della curiosità è stato dato dal fatto che molti turisti hanno avvicinato i regatanti chiedendo informazioni su questa nuova imbarcazione (il sup), come si potesse noleggiare ma soprattutto come avrebbero potuto partecipare alla parata. All’arrivo all’Arsenale i paddler hanno potuto avere tempo per la convivialità grazie al rinfresco offerto dal team RRD (che come al solito non lascia nulla al caso). Un buffet molto fornito ha accolto gli atleti dopo circa due ore e mezzo di pagaiata. Prima della gara alcune persone hanno preso parte alle lezioni impartite dall’Associazione Settemari, hanno spiegato prima un po’ di teoria e successivamente anche la tecnica per navigare con un sondalo nei canali di Venezia. Il remo veneziano e la pagaia hawaiana, un gemellaggio, una fusione tra due mondi, due discipline; il SUP, la disciplina più giovane e in pieno sviluppo, e il REMO VENEZIANO che ha sulle spalle la storia della navigazione italiana e mondiale, ma avvicinate dalla passione per la vogata. zNel pomeriggio di domenica i rider si sono sfidati davanti all’isola di S. Giorgio, proprio di fronte alla famosissima piazza S. Marco, in una gara sprint di circa 1.5 Km. Solo 30 atleti avrebbero avuto la possibilità di partecipare ad una gara con il prize money più alto d’Italia, 1000 euro suddivisi fra i primi tre che avrebbero tagliato il traguardo, più tre pagaie full carbon RRD e solo per il primo l’onorificenza della quale si investono solo i più meritevoli, una targa in vetro di Murano con il leone di


I 6 km di parata dal Tronchetto fino all’Arsenale per la gioia di grandi, piccoli e dei turisti.

Venezia. Mentre per le donne è stato previsto solo la premiazione della prima classificata, la quale ha vinto un meraviglioso week-end per due persone in un centro termale. Una gara davvero molto sentita dove a fare la differenza non è la tavola ma la tecnica dell’atleta. Gli atleti dopo essersi allineati sulla linea di partenza hanno atteso lo start che ha dato inizio ad una corsa verso il traguardo. Tra i partecipanti vi era anche una persona nota in diversi settori degli sport alternativi, Cristiano Zanni, che è stato battezzato “il motivatore” per via dei suoi incoraggiamenti a tutti gli atleti. Ottime la prestazione del podio sia maschile che femminile, i quali hanno visto vincere: NISSAN SURFIN’VENICE 2011 INTERNATIONAL REGATA monomarca ISCRITTI CLASSIFICA GENERALE Atleta international Naish 1. 2 LEONARD NIKA 2. 1 FABRIZIO GASBARRO Atleta international Fanatic 3. 4 GIUSEPPE GIUSTI Atleta Olimpionico universitario con 26 titoli italiani in canoa canadese 4. 5 PIETRO FAZIOLI Atleta national Italia Hobie sup 5. 22 PAOLO MARCONI Atleta national Italia Jimmy Lewis 6. 17 BELAR DIAZ Atleta Europeo SUP 7. 3 NICOLA ABATESCIANNI Atleta e master instructor Starboard e Surfing Italia 8. 21 MIRCO SARTI Atleta nazionale wave 9. 25 GIANLUCA PENZO ASD line up 10. 15 STEPHAN GOLNITZ Atleta e free lance Starboard 11. 9 JACOPO GIUSTI Atleta Olimpionico universitario

12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29.

27 18 16 19 23 24 26 12 43 44 7 6 10 11 28 8 20 29

LEO LAZZERI FERNANDO LABAD NICOLA ZAMUNER GUILLERMO PENA NICOLA GIANNI FLAVIO VENDRAMIN RELINDO CENTENARO MATTEO CASADIO ALFREDO DI FULVIO MARCO BOSI ROBERTA MARIANI DAVIDE BONSIGNORE MATTEO MOSE SONIA DUSCHEK CHRISTIAN RELLING PAOLA PERRONE PETRA OFFERMANNS CRISTIANO ZANNI

CLASSIFICA DONNE 1. 7 ROBERTA MARIANI 2. 11 SONIA DUSCHEK 3. 8 PAOLA PERRONE 4. 20 PETRA OFFERMANNS

Importatore e Atleta wave/race Jimmy Lewis IO SUP Campione mondiale canoa polinesiana IO SUP

Johnson Media-SUP TIME

Atleta Hobie sup Atleta free Atleta Starboard Sup guide 51


I padler di questa II edizione del Surfin' Venice hanno potuto ammirare una delle città più belle al Mondo da un punto di vista unico!

L’evento ormai è diventato un appuntamento fisso tra gli impegni italiani ed europei del mondo surfistico e, visto il successo di pubblico e di partecipanti, vedrà crescere in modo esponenziale la sua notorietà. Tutto questo è stato possibile solo grazie ad una perfetta macchina organizzatrice senza la quale la manifestazione sarebbe stata una missione impossibile. I ringraziamenti vanno in particolare al Comune di Venezia, al gruppo Settemari, ad Eliana Argine, allo sponsor Nissan e a RRD, azienda leader negli sport su tavola. Alla fine della giornata il rientro si è svolto attraversando Venezia tra i canali secondari, detti rii: questo termine indica esclusivamente i canali, naturali o artificiali, costeggiati da edifici o strade che separano le singole insulae di cui è composto il centro storico. Nella toponomastica cittadina alcuni dei rii di dimensione minore vengono denominati con il termine riello. L’associazione Settemari ha scortato nuovamente gli atleti facendo ammirare loro paesaggi caratteristici del posto. Scenari davvero molto belli hanno allietato coloro i quali hanno voluto assaporare la vera Venezia. 52

Le novità di quest’anno sono state il video contest organizzato da GoPro, il quale ha messo a disposizione 30 videocamere in hd per la realizzazione dei video, Sup clinic in compagnia di big dello sport a livello mondiale, Guillermo Peña e Fernando Labad, ed il prize money suddiviso fra i primi tre atleti meritevoli. Uno spettacolare week-end è stato regalato alle persone che hanno partecipato, un ringraziamento particolare va al team RRD che ha egregiamente supportato Eliana Argine in una impresa suggestiva ma molto impegnativa. Un sentito ringraziamento va a chi ha supportato la manifestazione come: Minimega, Surfing Italia, Settemari, IO SUP, GoPro, Club Nautico San Marco e a tutti i partecipanti che hanno contribuito a rendere tutto meraviglioso. Ci si vede tutti l’anno prossimo… il team è gia all’opera per una grandissima novità! Stay tuned!!!


lido, che ci ha assistito con barche tradizionali di voga veneta. È stato bellissimo questo gemellaggio tra la voga veneta e la nostra pagaiata hawaiana. Oggi siamo arrivati all’arsenale pagaiando, sostenuti ancora una volta dalle barche tradizionali dell’associazione culturale e remiera Settemari che ci ha assistito in maniera splendida, abbiamo fatto una pagaiata di circa un ora lungo il Canal Grande, è stato bellissimo, ci siamo mossi in piccoli gruppi, sono stati tutti entusiasti ovviamente di pagaiare dentro quella che è considerata la strada più bella del mondo. Per l’anno prossimo sarà ancora meglio abbiamo un sacco di idee da sviluppare, siamo contentissimi e chiaramente sarà una sorpresa.” Ovidio Ferrari, responsabile RRD “L’idea, nata due anni fa, visto che si era un’azienda italiana leader nella produzione di tavole da windsurf, surf, kite e adesso da stand up paddelboard, era quella di rilanciare a livello internazionale il fatto che una realtà italiana, fosse presente nella città che è di riferimento nel mondo per quanto riguarda il remo, per cui è stato lanciato una specie di gemellaggio fra la pagaia polinesiana, che viene utilizzata per fare stand up paddleboard, e il remo veneziano; già dall’anno scorso abbiamo optato per questa tipologia di evento, è stato un grande successo a livello nazionale ed internazionale, che abbiamo deciso di ripetere ed è stata anche quest’anno una bella manifestazione. Abbiamo messo a disposizione tavole per una buona parte degli iscritti, abbiamo organizzato l’evento in collaborazione con Eliana, dando supporto e fornendo un montepremi per la gara che ci sarà fra una mezzoretta fuori dal Canale della Giudecca, e in più, dal punto di vista della comunicazione, abbiamo contribuito e contribuiremo a dare eco a livello nazionale ed internazionale, per far conoscere la città, quest’evento, lo sport e dare visibilità a chi lo ha praticato. È uno sport che si può praticare in tutte le condizioni, dall’acqua piatta come qui nei canali di Venezia, mentre i rider più estremi possono praticarlo sulle onde, da piccole dimensioni a dimensioni mostruose, comunque è una disciplina che permette a chiunque di stare in piedi, divertirsi, praticare lo sport e godere di ciò che offre la natura dall’acqua piatta alle onde. Considerata anche la tradizione del remo a Venezia, possiamo già dire che apriremo una scuola qui poichè vorremmo permettere a tutti di avvicinarsi a questa disciplina che è anche alla portata di donne, bambini, grandi, piccoli, chiunque abbia voglia di muoversi quando c’è il sole.”

Abbiamo intervistato alcuni dei personaggi che hanno reso possibile l’evento Surfing Venice. Eliana Argine “Direi che quest’anno è andata molto meglio del previsto, abbiamo avuto una larghissima partecipazione, possiamo stimare un 50% in più dell’anno scorso, circa 150 persone, 150 surfisti che provengono da tutto il mondo, praticamente da ogni luogo, perfino dagli Stati Uniti, dal Nord Europa, dalla Spagna, ci sono stati maestri spagnoli che hanno fatto delle lezioni al lido, e questa è proprio la novità, stiamo aprendo una scuola di SUP al lido intitolata ISA, con maestri qualificatissimi, ed oltre a questo, quest’anno siamo riusciti a portare una tappa di campionato nazionale di flat water, cioè di acqua piatta in laguna, proprio perchè la laguna di Venezia si presta tantissimo per questo tipo di sport e questo tipo di specialità. L’evento è stato completamente ecosostenibile, non avevamo barche a motore al seguito, soltanto barche del club nautico “San Marco” del

Fabrizio Gasbarro, campione Race di SUP “Oggi sono qui a Venezia per navigare nella storia, Venezia è una città fantastica, così com’è fantastico per me trovarmi qui, pagaiare con intorno lo scenario di questi palazzi, un tuffo nella storia. Spero che questo sport prenda sempre più piede, e che vengano da tutte le parti d’Europa e del mondo per vedere questa magnifica città. Il SUP è uno sport che si pratica in piedi sulla tavola con la pagaia ed è l’acronimo di Stand Up Puddle, si può pagaiare in piedi dappertutto, sia con l’acqua piatta che con le onde, nei laghi, nei fiumi, in mare, non c’è un limite a questo sport.” Guido Rosei direttore SEGATOO ONLUS “SEGATOO è qui in quanto noi siamo sempre molto attenti agli sport ecocompatibili, per cui tutto ciò che è mare, nel senso di vela, pagaia, come in questo caso, surf, sono tutti sport che non possono non essere supportati da Segatoo, ossia una ONLUS che si occupa della protezione del mare e della istruzione dei ragazzi all’avvicinamento a questi sport.” 53


Pagaiando sul Canal Grande...

VENEZIA RACE SURFING ITALIA Parallelamente al Surfing Venice si è disputata a Venezia durate il weekend di sabato 9 e domenica 10 luglio 2011 la terza tappa di Campionato italiano del circuito race di Surfing Italia. Ancora una volata per i nostri cari amici in tour attraverso l’Italia, alla ricerca di una buona posizione in classifica; i nostri atleti non si sono lasciati intimorire dalla distanza e si sono presentati con pagaia alla mano per una gara che pensavano fosse facile e che invece li ha messi a dura prova. Al loro arrivo al lido di Venezia, atleti ed espositori sono stati accolti da sole e caldo, nessuno si sarebbe aspettato che si potessero sfiorare i 40 gradi eppure neanche questo ha scoraggiato i nostri beniamini, che si sono presentati agguerriti come al solito. Un villaggio espositivo, come di consueto, è stato attrezzato per le aziende

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RRD, Starboard, Jimmy Lewis, Naish, GoPro, Fanatic e Bic, in mostra gli ultimi modelli sup della gamma 2011. Una spiaggia gremita di gente e tutti in acqua a provare le tavole. Presenti al villaggio espositivo due esponenti dell’International Organization Sup, Fernando Labad e Guillermo Pena, che si sono impegnati nella teoria e nella pratica del sup con la gente incuriosita da questo nuovo sport. I turisti provenienti da tutta Europa sono stati contagiati dall’entusiasmo sportivo, molte le richieste che ha registrato la nostra cara amica Eliana Argine, organizzatrice dell’evento in collaborazione con Invenice, Settemari e Sporting Club San Marco. L’intera giornata di sabato è stata dedicata alla prova gratuita dei sup e all’iscrizione degli atleti alla gara. Mentre le iscrizioni continuavano ad incrementare il momento della gara si avvicinava, nessuno sapeva dove si sarebbe svolta e quale sarebbe stato il tracciato; finalmente, alle 16:30 tutti gli addetti ai lavori si sono trasferiti dal lido al circolo sportivo. All’arrivo al circolo, che definirei un “paradiso del remo”, ci ha accolto un gruppo ben fornito di vogatori veneziani, i quali avrebbero scortato tutta la gara. Un appunto molto importante riguarda il fatto che si sia trattato di una manifestazione ecocompatibile. Nessuna barca a motore è stata utilizzata per la scorta degli atleti, Eliana ha voluto rispettare la natura e ha lavorato al fine di poter rendere possibile tutto ciò. Durante lo skipper’s meeting la nostra organizzatrice ha illustrato il tracciato, anche in lingua inglese, in quanto tra gli iscritti erano presenti atleti provenienti dall’estero. Il tracciato da percorrere era di 8 km per gli uomini e di 4 km per le donne e gli amatori. Un percorso a L per gli uomini e a bastone per le donne. È stata sensibilizzata l’attenzione al passaggio sulle boe, infatti un errore da parte dell’atleta avrebbe compromesso la prestazione. Dopo aver spiegato tutto si è partiti con il warm up, 5 minuti prima dello start della


I paddler seguono i sandoli dell'associazione culturale e remiera Settemari. Si suppone che il nome derivi da "sandalium", tipo di scarpa piatta come appunto il fondo della barca.

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I paddler sono arrivati in laguna e il traguardo della parata si avvicina.

Il giro in boa in laguna durante la gara monomarca RRD.

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gara gli atleti si sono allineati tra la barca d’appoggio e la boa, 3 minuti ancora ed è arrivato lo start. In questa occasione gli atleti, non avendo mai percorso il tracciato, si sono trovati a gestire le diverse correnti d’acqua. La gara, che avrebbe dovuto essere semplice, in realtà si è trasformata in una gara prettamente tecnica. Tutti gli atleti hanno riassettato le proprie forze per poterle gestire la meglio. Al momento dello start è stato in vantaggio Gasbarro, seguito da Nika, Capparella, Fazioli, Abatescianni e Guidi, le donne hanno visto la Mecucci primeggiare tra loro seguita da Betti, Servadei, Roberta e Perrone, unico juniores Spinelli Paolo; il primo a girare la boa è stato Gasbarro, seguito da Fazioli, Nika, Guidi, Golnitz, Abatescianni, Capparella, Diaz, Marconi, Condomo e Lazzari; per le donne è rimasto tutto invariato con a seguito sempre il nostro juniores che non si è scoraggiato. Il tracciato di ritorno delle donne sembrava essere già deciso ma un colpo di coda di Betti l’ha portata in vantaggio a capo della gara, anche la Servadei è sembrata essere molto carica e ha superato la compagna di squadra facendo passare la nostra Mecucci da prima a terza seguita da Mariani, Duscher, Offermans e Perrone, unico all round donna. Gli uomini hanno continuato la loro gara e girata la boa si sono trovati a gestire un bacino in cui le correnti aumentano e il tracciato si complica; al secondo giro di boa era ancora in testa Gasbarro, seguito da Fazioli, che ha recuperato un po’ di posizioni. Il terzo ed ultimo giro di boa, il quale indirizzerà gli atleti verso il rettifilo che li porterà al traguardo, ha visto una serie di cambiamenti sulle posizioni: in testa alla gara è l’ “ironman” Fazioli, seguito da Capparella, Gasbarro, che ha perso la testa della gara, Nika, stabile, Guidi, Golnitz, Abatescianni, Diaz, Marconi, Condomo, Lazzari, Spinelli Paolo, Garofali, Spinelli Indro, Bonsignore, Rondina, Ortolani. Anche se tutto sembrava deciso, durante il rettifilo ci sono stati diversi ingaggi, Abatescianni con Diaz, Marconi con Condomo e Marconi con Lazzari, mentre il resto è rimasto invariato. Una gara che ha visto un bel po’ di ingaggi tra i regatanti che con spirito sportivo hanno pagaiato fino all’ultimo. La premiazione è stata effettuata presso il lido in compagnia di Anna Mau, una vera celebrità del remo di Venezia, vincitrice per ben otto volte della regata storica lungo il Canal Grande. Nessun altro avrebbe potuto gratificare al meglio gli atleti che con estrema dedizione alla pagaia hanno dato una ventata di innovazione in una città che ha alle spalle anni di navigazione. Dopo la premiazione è seguita la cena, infine tutti a nanna per il gran finale del giorno dopo.


Associazione Settemari e il loro parco sandoli.

Vista della parata dal Ponte di Rialto.

Il rientro dopo la gara monomarca RRD nei canali secondari di Venezia.

CLASSIFICHE Donne race 12.6 1 Corinna Betti 2 Nadia Servadei 3 Silvia Mecucci 4 Roberta Mariani 5 Offerman Petra

HOBIE SUP JIMMY LEWIS JIMMY LEWIS HOBIE SUP FANATIC

Donne race 14 1 Duscher Petra

STARBOARD

Donne all round 1 Paola Perrone Uomini all round 1 Bonsignore Davide 2 Rondina Flavio 3 Ortolani Luigi

STARBOARD

Uomini race 12.6 1 Giordano Capparella HOBIE SUP 2 Leonard Nika NAISH 3 Diaz Belcarmino STARBOARD 4 Abatescianni Nicola STARBOARD 5 Condomo Davide JIMMY LEWIS 6 Lazzari Leonardo JIMMY LEWIS 7 Paolo Marconi JYMMY LEWIS 8 Spinelli Indro HOBIE SUP 9 Garofali Roberto Uomini race 14 1 Fazioli Pietro 2 Fabrizio Gasbarro 3 Daniele Guidi 4 Golnitz Stephan

Un rio di Venezia.

HOBIE SUP FANATIC JIMMY LEWIS STARBOARD

Uomini race juniores HOBIE SUP 1 Spinelli Paolo 57


La crew di Vip on Board.

Finalmente i VIP salgono su una tavola da surf e da SUP e portano lo sport all’attenzione del grande pubblico. È il progetto “Vip on Board” ideato e promosso da Giampiero Cutrino, noto ai più come la “Iena” Gip. Abbiamo chiesto direttamente a lui di raccontarci qualche cosa in più su questa iniziativa che ha anche scopi benefici. CIAO GIP, DA DOVE NASCE L’IDEA DI “VIP ON BOARD”? L’idea di Vip On Board nasce da una grande passione per gli sport da tavola e dalla necessità di poter donare una speranza a dei bambini meno fortunati dei miei figli. Unendo questi due punti di partenza si è voluto creare un progetto che possa fare del bene sotto tutti i punti di vista: bene ai bambini del Centro Dino Ferrari di Milano, bene ai VIP che partecipano ai viaggi e imparano a fare surf in posti meravigliosi, bene ai fan che possono condividere esperienze importanti in compagnia dei loro beniamini, bene agli sponsor che finanziando questo progetto hanno un’esposizione del loro marchio, bene a noi di Vip On Board che possiamo permetterci di trasformare in lavoro il nostro immenso amore per questi sport.

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QUALI VIP SONO “ON BOARD” E QUALI LOCALITÀ AVETE TOCCATO E DOVE DOVETE ANCORA ANDARE? Il primo viaggio realizzato è stato con i ragazzi di Striscia la Notizia alle Hawaii (Edoardo Stoppa, Luca Cassol - Capitan Ventosa, Luca Abete e Sarah Nile), il secondo con Virgin Radio (Ringo, Nora Amile e due vincitori del concorso che Virgin Radio ha realizzato in collaborazione con Vip On Board). Il terzo è ad Hossegor alla Boardriders House di Quiksilver con il gruppo modelle (Lola Ponce, Lucy Lady Ville, Chiara Tortorella, Kriss Grove, Clizia Incorvaglia e Siria De Fazio). L’ultimo viaggio sarà a Oaxaca, Puerto Escondido, con il gruppo di Le Iene (Matteo Viviani, Mauro Casciari, Elena Di Cioccio, Gip, Ludmilla Radchenko e Stefano Chiodaroli). SO CHE COINVOLGETE ANCHE IL PUBBLICO, IN CHE MODO? Il pubblico può partecipare ai viaggi acquistando quei pochi posti disponibili per viaggiare con il proprio gruppo preferito.


Sarah Nile

IL PROGETTO “VIP ON BOARD” SI FONDA SULLA BENEFICENZA. PUOI SPIEGARCI MEGLIO IN QUALE MODO? Per ogni partecipante ai viaggi (guest e non) Vip On Board versa la somma di 500¤ al Centro Dino Ferrari, di Milano, che è specializzato nella ricerca di diagnosi per la cura di malattie neurodegenerative e neuromuscolari che colpiscono principalmente i bambini. I PROTAGONISTI DI PROGRAMMI COME “STRISCIA LA NOTIZIA”, “ZELIG”, “LE IENE”, “COLORADO” E LA RETE RADIOFONICA VIRGIN RADIO CON RINGO, SONO STATI COINVOLTI IN QUESTO PROGETTO. SICURAMENTE UN OTTIMO IMPATTO MEDIATICO, PENSI CHE SARÀ UTILE QUESTO PROGETTO PER DIFFONDERE IL SURF E IL SUP ALLA “GRANDE MASSA”? Assolutamente si. È da oltre 10 anni che provo a realizzare programmi televisivi basati su sport da tavola in tv e non me li hanno mai passati, così se la montagna non va da Maometto, è Maometto che va alla montagna: ho portato i personaggi televisivi sulle tavole da surf e da snowboard. A questo punto che i personaggi mediatici sono coinvolti in queste discipline improvvisamente la televisione e la carta stampata ne parlano volentieri. Bingo. QUAL È IL VIP PIÙ “SURFER” E QUELLO MENO? Tutti sono surfer in equal misura, poichè essere surfer non è quanto ti alzi sulla tavola, per quanto cavalchi la tua onda, o che trick riesci a farci una volta che ci sei sopra: essere surfer significa mettersi in discussione, provare, crederci, capire la poesia che c’è dietro questi sport, respirarne la libertà, e guardare avanti alla ricerca di qualcosa che non si potrà avere mai ma che ti accontenti del viaggio che fai per cercarla. SERGIO VOLPINI FA PARTE DEL PROGETTO, LO SAI CHE È ANCHE UN OTTIMO WINDSURFER? CHE RUOLO HA IN QUESTA AVVENTURA? Sergio Volpini ha un ruolo fondamentale nel progetto Vip On Board: è il nostro Coach Surfer, è il nostro Guru, è il nostro “trattore” (come adoro

La gieffina Sarah Nile si alza in piedi sul surf alle Hawaii. 59


Sergio Volpini in SUP all’arco di Cabo San Lucas (Baja California).

definirlo quando è in viaggio con il gruppo). Non si ferma mai, ha una forza inesauribile che si miscela armoniosamente con un senso di serenità profondamente orientale. L’ho visto tirare fuori da solo macchine incastrate in spiaggia, l’ho visto leggere libri sulla “relatività del tempo” dopo aver passato un’intera giornata a filmare senza sosta i gruppi Vip che surfavano nell’oceano, l’ho visto trattare sul prezzo di un burritos nel deserto per far risparmiare Vip On Board, l’ho visto commuoversi in un orfanotrofio messicano, l’ho visto sorridere. Sempre. Sergio è semplicemente il numero uno. In acqua e nella Vita.

Ringo di Radio Virgin nel porto di San Josè Del Cabo (Baja California).

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SARAH E NORA SONO DUE BELLISSIME RAGAZZE, COME SE LA CAVANO IN ACQUA? COSA NE PENSANO DEL SUP? Sarah ha dimostrato delle doti atletiche assolutamente atipiche e rarissime: già dal primo giorno si è alzata sulla sua tavola e ha cavalcato con grande sicurezza onde da 1,5/2.0 metri. Norah, a causa dei precedenti 2.000 chilometri fatti in moto, è arrivata in acqua già un po’ provata e quindi la sua energia era un po’ calata, ma la sua determinazione del volersi alzare è stata assolutamente da rispettare: dopo 4 giorni di complicati tentativi, l’abbiamo vista finalmente in piedi tra le onde di Cabo San Lucas.


TU E SERGIO AVETE MAI PRATICATO IL SUP? PENSATE SIA UNO SPORT UTILE PER FAR AVVICINARE UN BACINO DI UTENZA PIÙ AMPIO VERSO I “BOARD SPORT” ACQUATICI? Sergio se la cava alla grandissima sia in surf che in SUP, io mi sto avvicinando al SUP lentamente. Credo comunque che sia uno sport assolutamente geniale per potersi divertire sia nei giorni di onda piccola che di onda grande e considerando le condizione dei nostri mari nazionali concordo assolutamente sul fatto che sia un ottimo strumento per far avvicinare un maggiore numero di utenti agli sport da tavola acquatici. Inoltre il Sup è uno strumento ideale per accelerare il percorso di apprendimento del surf e soprattutto di comprensione dell’onda. Essendo già in piedi si può da subito spendere del tempo per l’acquisizione del concetto di taglio dell’onda, senza aspettare di diventare agili padroni del Take Off. E sappiamo benissimo quanto sia più importante il concept della pratica stessa. Col SUP poi abbiamo rotto il muro di separazione tra le discipline. Quella brutta tendenza di anni a definire qualcuno windsurfista o surfista o kiter ed in base a quello avere un pregiudizio, è giunta alla fine. Ora abbiamo tutti in mano diversi mezzi per sfruttare il nostro bizzarro mare, ed il SUP è sicuramente quello che useremo di più. Possiamo allontanarci da spot troppo affollati, possiamo surfare mare attivi e onde inaccessibili di solito, possiamo tenerci in forma ammirando i nostri magnifici paesaggi dall’acqua uscendo dalle palestre... PER VOI IL SUP È PIÙ “WAVE ORIENTED” O “CRUISING ORIENTED”? Per me è più wave oriented, ma lascio la sentenza finale a Sergio. Sergio: idem per me, ma vivendo in un posto dalle mille bellezze come il Conero (il mio piccolo Tibet come lo definisco) riesco a godermi anche i vantaggi che il SUP in versione cruising mi offre. Ho sempre una scusa per andare in mare anche quando è totalmente piatto, anzi sto cercando di trovare un modo per farlo diventare cruising and fishing a traina..! PUOI RACCONTARCI UN ANEDDOTO DIVERTENTE DI SURFER LIFE STYLE CON TUTTI QUESTI VIP? L’aneddoto più strano credo che lo vivremo domani: siamo ad Hossegor e Kriss Grove si è appena slogata un ginocchio con una manovra errata in surf. Oggi è tristissima perchè sembra che nei prossimi giorni del surf camp alla Boardriders House di Quiksilver non riuscirà a salire nuovamente sulla tavola. Così abbiamo deciso che domani l’accompagniamo tutti insieme a Lourde (che dista circa 200 chilometri da qui) per vedere se la Madonnina le fa il miracolo di sistemarle la gamba e così nel pomeriggio ci si può buttare di nuovo tutti insieme in acqua. Per vedere come è andata vi aspettiamo tutti su www.viponboard.it

Nora Amile (da “La pupa e il secchione”).

Sergio Volpini

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MARIA JOSE, PER FAVORE, RACCONTACI QUALCOSA SULLA TUA ADOLESCENZA? Sono cresciuta a Valenzia, Venezuela, molto vicino alla spiaggia, che anche in seguito a spostamenti verso la città, è sempre rimasta la mia seconda casa. Fin da piccola mi divertivo con il bodyboard ed il surf, solo a venti anni ho provato ed immediatamente amato il windsurf. Durante l’ultimo anno di Università, in Mass Media e Marketing Pubblicitario, ho provato il SUP e pochissimo dopo il Starboard SUPer (windsurf e SUP). Dopo l’Università ho trascorso circa cinque mesi a Margarita per fare un po’ di windsurf, poi qualche viaggio tra Grecia, El Yaque, Spagna, Brazile, Francia ed ora vivo a Tarifa con mio marito. COME TI TROVI A TARIFA? È un luogo magico, perfetto per vivere. Specialmente se sei una persona attiva. Puoi praticare moltissimi sport, dal Surf, Windsurf, Kite, Sup, camminate, arrampicate, ed anche muoverti in bicicletta, cosa impossibile se vivi in Venezuela. Inoltre Tarifa gode di uno splendido clima, se paragonato a moltissimi altri luoghi; può piovere ma nei mesi freddi questo significa anche avere belle condizioni di vento ed onde in arrivo! Solo i mesi estivi è super caotica ma se il Levante soffia forte allora poco importa della gente ! COME HAI SCOPERTO QUESTA DISCIPLINA? Dapprima il windsurf quando ho vissuto ad El Yaque, poi successivamente il SUPer, che ho trovato da subito versatilissimo per la quantità di condizioni in cui puoi divertirti! CON QUALE DISCIPLINA HAI INIZIATO? Il Surf, poi Windsurf, Sup ed ultimo il Kite. Mi piace praticare ogni sport: così non ti annoi mai! COSA PENSI DELLE ONDE? Non ho molta esperienza tra le onde ma ti posso assicurare che le adoro! Arrivo da El Yaque che non è famoso per i suoi spot wave. Il primo contatto con le onde l’ho avuto 62

in Brasile, successivamente a Tarifa. Tra le onde tutto è molto più attivo, è molto diverso dal fare un giro con il SUP o solamente planare; devi essere molto più rapido e reattivo! La sensazione che provi quando senti il rumore delle onde formarsi dietro di te è magnifico ed al tempo stesso sei super concentrato: sai che non sono concessi errori! QUAL È IL POSTO MIGLIORE DOVE SEI USCITA CON IL WINDSUP? Per le onde a Tarifa vicino alle Dune dove abbiamo il nostro centro Volare. A volte puoi avere onde molto divertenti! Altrimenti per fare traversate più semplici, vicino al Parco Nazionale Morrocoy in Venezuela. SECONDO TE QUALI SONO LE CONDIZIONI MIGLIORI PER DIVERTIRSI CON IL WINDSUP? Vento leggero al mattino per prender confidenza e godersi le remate, poi con un po’ di onda se si desidera avere un po’ do azione! CONSIGLIERESTI DI PROVARE PRIMA IL SUP E POI IL WINDSUP, O NON È UN PASSO NECESSARIO? La cosa bella del SUPer è proprio che la medesima attrezzatura ti consente di fare un po’ di semplice SUP per prender dimestichezza con la tavola e poi attaccare la vela! Cosa che consiglierei di fare. QUALCHE CONSIGLIO PER I DEBUTTANTI? Uscire in acqua e provare, mai sconfortarsi perchè il windsurf è una disciplina che richiede molta pratica per apprendere! Ne vale sicuramente la pena!!! Magari prendere un paio di lezioni sarebbe bene: è sempre utile ricevere consigli da persone esperte, anche ai fini di imparare più velocemente. COSA PENSI DEL SUP PARAGONATO AGLI ALTRI SPORT ACQUATICI? Il windsup è un mix di tutti, per questo penso lo si possa definire più divertente, più facile ma soprattutto più versatile. Non è legato a condizioni particolari: quindi è sempre tempo per il SUPer!


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Il Tiki sommerso di Tahiti.

ives “passeggiano� Manu Bouvet e Carine Camboul laguna di Tahiti. nella con i loro SUP

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a di Teahupoo. Manu Bouvet studia da dietro l’ond

nte per il SUP quanto Maui, tanto user friendly e rilassa è non iti Tah nte me ura Sic Questo break su un pass la delle onde di Teahupoo. specialmente quando si par ed appena sotto il pelo su corallo affilatissimo nel reef di Tahiti rompe o un po’ più accessibili ed quindi. Altri spot però son f, rendendolo il dell’acqua! Niente di nuovo che srotolano lungo il ree ite pul e ent am fett per e offrono ond i surfisti meno esperti. posto perfetto anche per mente uno dei migliori tta, questo posto è sicura pia qua l’ac da uar rig nto Per qua come un biliardo ed offrono une cristalline sono lisce lag le nto qua in , ndo mo al e mozzafiato. una visuale assolutament è così pulita e cristallina vero spettacolare, e l’acqua dav è Lo scenario dell’isola ne capisce esattamente la se fosse vetro ma non se si che il fondo si vede come i dall’adrenalina mentre icile non venire sopraffatt la sul o and rem i profondità. È davvero diff sta e ntr glia sullo sfondo, me sta si che de ver gna nta guarda la mo

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ta Benjamin Thouard è uno specialis ! delle foto tra le onde

il SUP, in quanto è tahitiano poi è perfetto per vita di e stil Lo a. urr azz laguna possibili. Durante la nostra re l’Oceano in tutti i modi vive sul o rat ent inc o pri pro , non abbiamo messo un , che è proprio sulla laguna oe permanenza a casa di Ben ta guardare verso l’Ocean prime due settimane. Bas piede in macchina per le serve altro. si vede tutta l’action, non tavole e poi remavamo a, prendevamo le nostre ttin ma la o per Ci svegliavam ne da un nostro amico o per andare a fare colazio sottovento lungo la costa e Carine. una remata veloce con Lou su altre tavole da SUP o gli sconosciuti si fermano che ici am gli sia sia poi Quando capisci veramente quanto loro giornata lavorativa, la o tan con mo rac otti ti e un o oe can SUP è davver Remare verso il reef in comune in questa zona. coso e pesante che farlo fati nto etta ento, e non è altr allenamento e riscaldam con la tavola da surf!


perfezione sui reef affioranti. Le onde polinesiane srotolano alla

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ao, bella mareggiata nello spot di Vair Manu Bouvet alle prese con una o). bass in a uenz (seq e ne paga anche le conseguenze

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pinna nera. Una foto Un po’ di cruising tra gli squali amin Thouard. Benj per are molto difficile da scatt

JAMIN THOAURD PAROLA AL FOTOGRAFO BEN Com’è vivere a Tahiti? vita rilassata ma è anche grossa laguna turchese e Tahiti è rinomata per la sua o accogliente. surfistico con gente davver un vero e proprio paradiso me, in quanto sia le o il laboratorio perfett per è iti Tah da, uar rig mi Per quanto si tutto l’anno ci sono grafiche sono perfette e qua foto che e ich fist sur oni condizi ontare le onde feroci di surf che vengono ad affr del ali zion rna inte i nom dei ndi Teahupoo. il mio jetski pronto e qui Teahupoo eh ho sempre Adoro l’Oceano davanti a a! n buona quando sono in zon non perdo mai una sessio à, stando a contatto con illit nqu tra in o ean di vivere l’Oc Tahiti offre la possibilità la natura! di una strada nel penisola di Tahiti alla fine la sul o pri pro va tro si Teahupoo te opposta rispetto alla ntagne. Si trova dalla par mo le tra a, ngl à! giu alla mezzo fare se sei un tipo da citt te, e qui non c’è tanto da pee Pap di e pal nci pri à citt

?! Ci puoi dire che tipo di foto dall’acqua. E gli squali! le e far ’è com po’ un i tac Raccon vi paura? squali sono quelli? Non ave ti, corallo e squali… L’acqua no di vita, tra pesci colora lula Le lagune tahitiane pul ioni è davvero un posto fare snorkelling o immers è davvero cristallina e per di lagune tahitiane. Sono squali ci sono in un sacco spettacolare! Quel tipo di è sempre un’esperienza un non aggressivi di solito, ma degli squali “pinna nera”, ò non ho mai sentito ondato. A dir la verità per circ sei ne ndo qua a tos po’ spaven ché hanno già a zona, probabilmente per sta que in alo squ di i di attacch che possono mangiare… disposizione tutto il pesce sono toccare? È pericoloso? Manta in quella foto! Si pos Sei davvero vicinissimo alla o È illegale? Com’è? e e tranquille, e vengon mante. Sono molto curios e car toc o son Queste sono razze, non pos Si nuoti assieme. ci ndo qua te di so volentieri ver no la pelle davvero una figata, legale, ed han o ver dav è ed nte me tranquilla ed è spettacolare! , ma dopo un po’ ti abitui ano str è te vol me pri Le morbida.

Incontri ravvicinati con le razze. 70


Ma quanto è liscia la parete di

questa onda!?!

godono la laguna di Tahiti. Carine, Manu e la piccola Lou si

nque a Tahiti? L’acqua è così cristallina ovu sua laguna cristallina, in zona sia rinomata per la sta que e ben seb sì, di Penso sono un’infinità. Polinesia in generale ce ne a Tahiti? te non sa riguardo il vivere Quali sono le cose che la gen zzo della vita. Qui a Tahiti pre il è a ide ha cui la gente non lto Sicuramente una cosa di o e la cultura è ancora mo ò un posto davvero magic tutto costa un sacco. È per unità. viva e presente nella com olari? Ti ci sono voluti un fai a fare quelle foto spettac e com i dirc po’ un ti res Ben, pot che da terra? quei risultati sia dall’acqua o sacco di tentativi per aver ! Le condizioni qui posson foto lle scire a fare tutte que ere ess i dev ndi È stato davvero difficile riu meglio, qui prevedere e sfruttare al essere davvero difficili da e ed onde. sol re ave da do pronto in mo davvero reattivo e sempre olari a Teahupoo! Sono delle onde davvero spettac Siamo riusciti a prendere una bella dose di nde e quindi bisogna pre rsi e far sur da e ich crit to onde piuttos davvero bene, anche necessario. Manu è andato llo live al re iva arr di ma botte pri divertito un sacco! astanza grossa! Si è anche nelle giornate con onda abb ente ci abbiamo messo iam ovv , foto sopra-sott’acqua le da uar rig nto qua Per è per nulla facile riuscire e si può immaginare, non un’infinità di tentativi! Com dell’acqua tutti allo stesso che Carine e la superficie ad inquadrare sia gli squali, . momento e come li volevo più difficile! Devi poi anche a e quindi è tutto ancora tos ven he anc è La laguna poi sei circondato da tare con gli squali! Quando nuo a illo nqu tra to ttos essere piu è piuttosto difficile nera che ti girano sotto, ta pun ali squ di zina una doz he in un acquario è posso assicurare che anc Vi ! foto la ì sul rsi tra concen nza non si zittiscono cos nto gli istinti di sopravvive qua in e, icil diff ue unq com ti facilmente. azione però, siamo riusci essermi abituato alla situ ta tut o and tur cat Dopo un po’ di tentativi ed , mo voleva ad ottenere il risultato che a far collimare il tutto ed ro vi piaccia e vi faccia Spe ! foto una in re spettacola la magia di questo posto nale la Polinesia! capire quanto sia eccezio

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Fabrice Beaux e Anotoine Albeau, Campione del Mondo windsurf Slalom, in SUPsailing davanti allo skyline di Hong Kong.

Non conosco niente di Hong Kong, o quasi. Ci sono solo passato un paio di volte in transito in aeroporto diretto verso la fabbrica Neil Pryde a Shenzen nel 2009, in questa città industriale cinese dall’altra parte del confine con Hong Kong. A che punto però si può dire di conoscere una città? Non so perché ma c’è sempre stato qualcosa che mi ci ha attirato. Ho riguardato il video di surf di Taylor Steele, “Sipping Jet-stream”, un sacco di volte. Questo video ti porta in giro per il mondo, dagli spot più conosciuti al mondo a quelli più remoti di cui solo pochi pro sono alla conoscenza, come in Egitto, Venezia, ed Hong Kong. Sapevo quindi che c’erano delle condizioni adatte al surf, ma non avevo idea del windsurf. È possibile, dovevo solo trovare i rider giusti per quest’avventura. Per questo tipo di destinazione, è opportuno scegliere dei rider abituati al vento leggero, che possano anche fare surf e Stand Up Paddle. Mi sono venuti in mente svariati nomi ma alla fine ho deciso di mettermi in strada col mio vecchio e fidato compagno di viaggio, Fabrice Beaux, che è stata la mia prima scelta. In passato Fabrice ed io abbiamo girato il mondo molte volte alla ricerca di uno nuovo spot wave che avesse davvero un ottimo potenziale. Interessato, Fabrice ha accettato immediatamente. Per il secondo rider ho deciso di chiamare Antoine Albeau, che in qualche modo era 72

l’opposto di Fabrice, cioè un rider competitivo con molteplici titoli mondiali, che aveva voglia di fare questo viaggio tanto per cambiare un po’ e non sentire la pressione della competizione. Dopo un paio di e-mail, abbiamo deciso d’incontrarci ad Hong Kong a fine novembre. Gli ho anche detto di portarsi le loro tavole da SUP, in caso.


Il life style di Hong Kong.

BIG WAVE BAY Hong Kong è rinomata per il suo skyline che si affaccia proprio sulla baia, ma non era proprio quello che noi avevamo in mente. Mentre stavo facendo un po’ di ricerche in Internet, ho scoperto che nella zona dell’isola di Hong Kong c’erano un sacco di spot di surf da onda! Appena siamo arrivati, ho portato Fabrice nello spot di surf più famoso di Hong Kong. A soli 20 minuti dal caos della metropoli e del mercato azionario, c’è una piccola baia che è aperta a quasi ogni direzione di piccoli swell, e lo spot si chiama “Big Wave Bay”. Dopo un’attenta analisi abbiamo poi riconosciuto questo spot nel video di Taylor Steele, in quanto certi angoli erano davvero inconfondibili. In acqua c’erano circa 10 - 15 surfisti che si contendevano il picco, con onde sul metro. Fabrice salta in acqua col suo SUP, per andare a conoscere i local. Nessuno è stato aggressivo. Il livello di abilità variava dal principianti all’esperto, che ha però spaccato la prua della tavola e se n’è andato a casa a ripararla. Ispirato da Fabrice col suo SUP, un rider cinese prova ad imitarlo prendendo una pagaia e mettendosi in piedi sul suo longboard. Il risultato è un po’ approssimativo e fa ridere un po’ tutti sul lineup. Dopo aver parlato con i locali, abbiamo scoperto che questo spot è completamente saturo durante i week-end. Ecco spiegato perché ci siano così tanti surf shop alla buona lungo la strada. Perfino i bar, supermercati e ristoranti offrono sia noleggio che lezioni in acqua di surf. Spot pieno di gente… sappiamo già come ci si senta, e sarebbe meglio evitare d’imbottigliarsi per niente. Abbiamo quindi deciso di sfruttare lo swell in arrivo per andare alla ricerca di nuovi spot.

esplorare la costa con la possibilità di saltare in acqua in ogni momento. Abbiamo immediatamente optato per la seconda, ovviamente. Quando apro gli occhi, la sveglia segna le 5:30 di mattino e io ho un forte mal di testa ed ho dormito solo 3 ore. Nemmeno due aspirine ed una bottiglia d’acqua riescono a farmi passare la sbronza e le birre cinesi che mi sono bevuto con Fabrice la sera prima mi stanno distruggendo. Ci fermiamo al volo ad un panificio e poi ci siamo imbarcati, allontanandoci dalla città lungo la ripida scogliera. Il viaggio di due ore in barca è stato per me la parte peggiore dell’intero viaggio. La combinazione tra mal di mare e l’essermi ubriacato la sera prima ha reso i miei tentativi di non vomitare davvero vani… Sulla terra ferma invece, gli altri stanno uscendo adesso dai locali. Arriviamo a Tai Long Wan, una lunga spiaggia sabbiosa con qualche picco qua e là. L’accesso allo spot è piuttosto difficoltoso e quindi c’è poca gente in acqua. Con Fabrice ed Antoine, decidiamo di andare a surfare le onde sull’estrema destra della baia, vicino alle rocce. La direzione dello swell non è ideale, e le onde tendono a fare close out e poi rompere con violenza sullo shore-break in spiaggia. Le condizioni però erano sufficienti per giocarci un po’ e quindi siamo entrati in acqua, approfittando del fatto che non ci fosse nessun altro in zona. Il viaggio di ritorno è più tranquillo e finalmente mi posso godere la bellezza del

TAI LONG WAN Antoine è arrivato dritto dritto da Cabo Verde, con un timing perfetto per l’arrivo dello swell. Abbiamo deciso di andare alla ricerca di uno spot che avevamo visto su Internet, che era anche stato raccomandato da un vecchio amico di Fabrice, Pierre, che viveva ad Hong Kong da qualche anno. Questo spot si trova in una zona di costa protetta e ci sono solo due modi per arrivarci. Il primo è di guidare un’ora dall’isola di Hong Kong per poi camminare mezz’ora su sentieri nella giungla, e poi remare col SUP con tutto il materiale fotografico in spalla… o… un viaggio in barca di 2 ore ad 73


I ragazzi hanno fatto anche SUP tra i canali dell’Isola di Lantau.

paesaggio. Ci fermiamo ogni tanto per fare una piccola remata col SUP, o ci mettiamo perfino su una vela e prendiamo qualche ondina. Fabrice ed Antoine esplorano spiagge deserte ed insenature di ogni tipo. È davvero spettacolare trovarsi nel mezzo di un ambiente così incontaminato, a pochi km di distanza da una città caotica di milioni di persone. Una volta ritornati al pontile, appena penso di aver finito per la giornata, ricevo una proposta di una navigata notturna nella baia di Hong Kong. Questa è un’occasione che non ci possiamo far scappare e quindi ci siamo diretti all’Hong Kong Yacht Club per imbarcarci su una bella barca a vela. Il nostro nuovo capitano ha tutto l’occorrente per la nuova traversata: birra e pizza. Questa volta il mio stomaco è perfetto e finalmente mi posso godere in pace la magnifica visuale della città illuminata di notte, alternando tra macchina fotografica e videocamera per catturare la scena. Lo spettacolo di luci mi ricorda un po’ Disneyland. Il capitano decide di cambiare rotta per portarci a fare un giro nel mezzo dei ristoranti galleggianti. Antoine e Fabrice, sebbene siano stanchi, decidono di prendere le loro tavole da SUP e farsi una bella remata in notturna godendosi l’incredibile visuale sullo skyline illuminato. I clienti dei ristoranti restano esterrefatti e li guardano incuriositi, mentre i nostri due rider scivolano lungo l’acqua senza il minimo sforzo.

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STANLEY BEACH Il giorno seguente, dopo una meritata notte di riposo, ci dirigiamo verso Stanley beach per passarci il nostro sabato. Apparentemente, questo è lo spot “in” per tutti i windsurfer di Hong Kong. Vedendo poi quanta gente e quanti windsurfisti stessero aspettando l’arrivo del campione, Antoine Albeau (i media lo avevano già annunciato che sarebbe arrivato a Stanley quel giorno), siamo chiaramente nel posto giusto. In acqua ci sono bambini, principianti ed esperti di tutte le età, che condividono questo ampio specchio d’acqua piatta assieme al team Olimpico RS:X di Hong Kong. Antoine ci mette un po’ ad armare il suo materiale da slalom in mezzo a tutta quella folla di fan, che continuano ad andare da lui per farsi autografare le pinne, magliette, tavole e cappelli, anche appena comprati, dal campione del mondo. Sempre col sorriso, Antoine se la prende con calma e ci impiega quasi un’ora ad entrare in acqua. Il vento è piuttosto leggero vicino a riva ma poi aumenta molto verso centro baia. Io sono saltato su un piccolo gommone gonfiabile e sono uscito verso la zona in cui stavano surfando. Il vento è molto più forte man mano che ci si allontana dalla spiaggia ed abbiamo dovuto far attenzione a non affondare con tutto il mio materiale fotografico a bordo. Antoine vola a tutta velocità col suo materiale da slalom, seguito da Fabrice, Manu Maessian e Marc-Olivier Leconte di Neil Pryde International ad


Fabrice Beaux

Hong Kong, che usa il nuovo materiale RS:One Gear. Tutti si stanno divertendo un sacco mentre scatto le mie foto, che mi ricorda uno dei quei momenti di “vittoria in mare”. Antoine esce ancora di più per andare a vedere il team RS:X in allenamento. Una volta tornato a terra dopo qualche ora, ci incontriamo con qualche local d’adozione che vive nella zona e viene a vedere Antoine all’opera. Ci mangiamo una pizza deliziosa e ci raccontano un sacco di storie, a volte anche in maniera scherzosa e sarcastica, dicendoci quanto sia interessante e divertente Hong Kong ed il suo stile di vita. Come molti altri, anche loro lavorano per il settore finanziario e durante i weekend vengono qui a Stanley a fare un po’ di windsurf. Quella sera ci siamo nuovamente incontrati con la crew Neil Pyrde, in modo che ci potessero veramente far vedere la vita notturna di Hong Kong. Sembra che durante il week-end, tutta la pressione e lo stress si trasferiscano dagli uffici alle strade. I bar si riempiono di gente e le strade principali si trasformano in night club, quindi abbiamo passato tutta la sera a girare da un bar all’altro per Hong Kong. Abbiamo iniziato in un ice bar per farci un delizioso shot di vodka, o due, e siamo poi finiti nello scantinato di un bar tramutato in un night club stracolmo, in cui sembrava non ci fossero regole. Siamo poi andati anche al Pastis Bar, una tappa obbligata per tutti i

francesi che vengono ad Hong Kong. L’alcohol continuava a scorrere: Vodka Red Bull, Bacardi Coke... la giornata però è stata lunga ed ormai è tardi e quindi io e Fabrice decidiamo di tornare in camera. Domani è domenica, le onde sono in calo ed anche il vento, quindi la giornata è perfetta per un po’ di relax. Avremmo potuto fare un giro nel mercato locale, dove si vendono sia prodotti di marca che contraffatti sulla stessa bancarella.

BAIA DI HONG KONG Quando ci siamo trasferiti sull’isola di Hong Kong, abbiamo dovuto assicurarci di aver visitato ogni singola baia. Abbiamo quindi fatto un altro salto sulla nostra stilosa barca noleggiata dallo Hong Kong Yahcht Club ed abbiamo caricato tutto il nostro materiale. Abbiamo lasciato Fabrice ed Antoine sopravento nella baia con le loro vele attaccate su tavole da SUP, in modo che potessero godersi uno spettacolare downwind proprio sotto il profilo dello skyline sullo sfondo. Abbiamo però deciso di non fare foto dall’acqua, in quanto tutti ci hanno avvertito che sia estremamente inquinata. Quindi me ne sono rimasto in barca a fare foto. Antoine e Fabrice non sono troppo contenti di galleggiare su quest’acqua potenzialmente tossica e non corrono rischi anche col vento leggero. Il cielo mattutino qui ad Hong Kong è sempre terso

Antoine Albeau

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ma sfortunatamente lo smog crea una nuvola che offusca il sole. I nostri due rider intanto scendono giù per la baia, facendo un pezzo con la vela ed un altro pezzo remando. Ad un certo punto il nostro capitano ci propone di farli risalire a bordo prima che arrivi la polizia, in quanto stavamo per attraversare i canali più grossi e frequentati da navi passeggeri che fanno il collegamento con l’isola di Hong Kong. I ragazzi tornano velocemente a bordo, per poi entrare nuovamente in acqua più sottovento, appena prima dello Yacht Club, proprio al di sotto degli alti grattacieli caratteristici di Hong Kong.

ISOLA DI LANTAU Prima della fine del nostro viaggio, ci sembrava d’obbligo visitare Lantau. Da quando siamo arrivati qui, tutti ci hanno parlato della bellezza della zona costiera immacolata in quest’area. Per arrivare a Lantau però, le macchine devono avere un permesso speciale, che solo i residenti dell’isola possono ottenere ed il nostro driver non è uno di loro. Siamo poi riusciti a trovare il modo di infiltrarci, cambiando macchine come ostaggi appena prima di passare il confine. Finalmente, siamo riusciti ad arrivare all’isola di Lantau, che sembra essere l’esatto opposto rispetto alla città di Hong Kong. A Lantau, non ci sono grattacieli. La strada è bloccata da bufali, che camminano con calma da una risaia all’altra, facendo i loro comodi in quanto quest’isola è letteralmente il loro ospizio. Il nostro driver, che noi chiameremo Mister X solo per far i fighi, è il proprietario di un centro di windsurf situato nel bel mezzo di una spiaggia spettacolare, circondata dalla giungla e senza anima viva intorno (durante i giorni lavorativi). Se volessi fare un viaggio ad Hong Kong, è opportuno sapere che a solo un’ora di distanza da Hong Kong Island c’è una comunità rurale che ti accoglie col sorriso in faccia. Mister X ci ha portato a vedere il suo centro prima di portarci a vedere un tipico villaggio di pescatori cinesi, ad un paio di km dal suo club. Il villaggio è costruito sull’acqua, e dalle case su palafitte, i residenti possono saltare direttamente in barca ed andare a pescare. Antoine e Fabrice colgono l’occasione per farsi un giro nel villaggio a bordo dei loro SUP. I residenti sono stupiti ed incuriositi nel vedere questa nuova tipologia d’imbarcazione, che anche loro stessi potrebbero

utilizzare per andare a pesca. Prima di partire, Mister X ci suggerisce di andare alla ricerca dei famosi delfini bianchi e rosa che hanno reso questo villaggio così famoso. L’unico modo per farlo, però, era di prendere il SUP ed andare verso il mare aperto, sperando in un colpo di fortuna. A circa un km da riva, Mister X vede una barca che sta tirando su le reti ed è sicuro che I delfini siano in zona. Con la conoscenza del local ed un po’ di fortuna, i nostri rider escono con le loro tavole da SUP, seguendo il consiglio di Mister X. Ecco che mentre i ragazzi si avvicinano alle reti, scorgono delle pinne bianche saltare fuori dall’acqua. La fortuna è veramente dalla nostra. I ragazzi remano dietro alla barca e sono circondati da delfini bianchi. È stato un momento davvero unico e memorabile. Mentre stavamo tornando verso casa, ci siamo fermati su una collina ad osservare da vicino la più grande statua di un Buddha seduto al mondo, che è proprio vicino ad un enorme bacino d’acqua. Questo posto è davvero bellissimo e i residenti di Lantau hanno fatto un ottimo lavoro a preservarlo così. È ora di mettersi in strada e tornare al punto stabilito per incontrare il nostro solito driver che ci avrebbe poi riportato in albergo. Abbiamo concluso il nostro viaggio quella sera, andando a vedere una corsa di cavalli. Il gioco d’azzardo è una parte enorme dell’economia e della cultura cinese e scommettere sui cavalli per loro è un hobby. L’incasso di una sola notte dell’ippodromo di Hong Kong è maggiore dell’incasso annuo della lotteria in Francia! Ovviamente l’atmosfera è molto concitata e tutti gli spettatori sono agitatissimi. Abbiamo perso circa 15 euro ma ci siamo divertiti un sacco. Dopo averci passato 12 giorni, posso finalmente dire di conoscere Hong Kong. Non avrei mai potuto fare tutto questo prima, ma ora sono davvero contento di come sia andato il viaggio, ed abbiamo anche surfato le onde che eravamo venuti a cercare. Per tutti coloro che vogliono fare un giro ad Hong Kong, è veramente possibile praticare anche sport acquatici! Si riesce ad uscire in acqua ogni giorno, alternando tra remate in SUP tra le isole o su piccole onde, facendo freeride in windsurf e SUPsailing. Si può fare tutto ad Hong Kong. www.sippingjetstreams.com 77


Kirsty Jones si avventura nell’esplorazione della Telamon. 78


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Da sinistra: Dave Ibby, Russel Groves e Kirsty Jones.

Durante una giornata particolare, ci siamo avventurati sulla costa orientale di Lanzarote per andare ad esplorare l’inquietante ed arrugginito relitto di una nave che ha fatto naufragio tra il porto di Marmoles ad Arrecife e Costa Teguise. Avrei voluto esplorare un po’ anche i dintorni e possibilmente entrare anche dentro il relitto che era stato abbandonato per anni, ma a causa del suo aspetto pericolante ed intimidatorio, tra cui anche le storie di enormi murene nella zona, grossi pesci e pescatori psicopatici che vivevano al suo interno, non avevo troppa voglia di andarci a nuoto per controllare un po’ la situazione! Da quando ho scoperto il SUP, posso ora esplorare nuovi spot e nuove onde, con un appoggio più stabile che mi da anche maggiore sicurezza per andare in posti che normalmente non avrei mai nemmeno sognato di considerare! Questa nave è la Telamon, un cargo Greco, che nel 1981 stava tornando verso la Grecia dalla costa d’avorio con il suo carico di legna, prima di imbattersi in una tempesta che ha provocato una falla. La Telamon è arrivata a Lanzarote in stato d’emergenza ma le è stato negato il permesso di attraccare a tutti i porti della zona, in quanto si pensava che sarebbe sicuramente affondata nei canali del porto, bloccando il passaggio per le altre navi. Si è poi deciso di far arenare la nave a riva nella sua posizione di allora, dopo che sia la ciurma che il cargo sono stati portati in salvo. È dal 31 ottobre 1981 che questa nave è incagliata in questa baia, dove sta marcendo da oltre 32 anni. Per un po’ di tempo la nave è diventata un rifugio provvisorio di un sacco di senza tetto, ma alla fine era anche troppo sporca e trasandata e quindi sono andati via. Ora ci abitano solamente pesci e piccioni! All’interno della chiglia riarsa ed arrugginita, passando attraverso un rischioso buco arrugginito, scopriamo una laguna estremamente placida e verde con un sacco di pulcini di piccione che imparano a volare, altri piccioni adulti ed

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un’infinità di cacca di piccione! Mentre scivolavo sul mio SUP, m’immaginavo tutte le storie che questo relitto avesse da raccontarmi, dove sia finita la crew e dove sia andato tutto il legno che trasportavano. Dopo qualche giorno, Russel mi ha mostrato dove si potesse trovare il legno che veniva trasportato dalla nave. 5 enormi colonne di un bellissimo legno invecchiato che si stagliava con imponenza, piazzate in centro ad una moderna rotonda nel centro città di Costa Teguise. È davvero bello che il SUP ti dia la possibilità di scoprire il mondo da nuove prospettive che prima non avevi considerato.

www.lanzarotewindsurf.com www.thewavehobbit.wordpress.com www.fanatic.com www.kirstyjones.com

“Ogni uomo ha il suo relitto personale” Marcus Annaeus Lucan. Grazie Russel per averci fatto da protettore e guru dell’isola! Grazie al centro Fanatic Boarders in Costa Teguise ed a Fanatic per le loro tavole fantastiche! Kirsty

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Nicola Montenegro a El Centro.

INFO GENERALI Il clima di Lanzarote si mantiene relativamente costante e gradevole nel corso dell'anno con una temperatura media annuale di 21,4 °C. Durante i mesi estivi, da giugno a settembre, la temperatura massima media può arrivare anche a 32 °C, anche se abbastanza raramente, mentre nelle ore notturne si mantiene attorno ai 20 °C. D'inverno le massime si aggirano tra i 15 e i 25 °C, per poi scendere fino a 14 °C nelle ore notturne, scendendo raramente sotto questo limite. Le precipitazioni sono molto mal distribuite dato che la maggior parte della pioggia cade nei mesi di ottobre, gennaio e febbraio. Per via della sua particolare orografia, la maggior parte della pioggia cade nella metà nordoccidentale dell'isola, incluso il massiccio del Famara, lasciando la restante metà tendenzialmente asciutta. Lanzarote è situata lungo il percorso dei venti dell'Atlantico del nord e gode del loro effetto di raffreddamento, riuscendo così 82

a mantenere le temperature giornaliere a livelli moderati. Senza questi benefici il clima dell'isola assomiglierebbe a quello del vicino Sahara. Ogni anno diverse tempeste di sabbia trasportate dallo Scirocco attraversano la stretta fascia di mare che separa le isole dal Sahara facendo salire le temperature e riducendo la visibilità anche a meno di 100 metri. Lanzarote dista dalle coste africane del Marocco circa 100 km, dall’Italia è raggiungibile in 4 ore e le partenze sono previste dai principali scali italiani, con voli di linea o lowcost a bassissimo costo. I periodi migliori per effettuare un viaggio che abbia come meta l’isola sono marzo, settembre e novembre. Nello specifico, è possibile usufruire dei voli Rayanair, partendo da Bologna e arrivando all’aeroporto di Arecife e prenotando con largo anticipo il costo del biglietto aereo è di circa 40 euro a tratta. Vista la particolare conformazione della superficie dell’isola, l’automezzo è cosa


Zone desertiche e zone verdi a pochi chilometri di distanza.

Il caratteristico paesaggio vulcanico di Lanzarote.

imprescindibile, prenotabile anche on-line (il costo di 10 giorni per una Citroen C3 è stato di 190 euro). Il mezzo è ritirabile e restituibile direttamente in aeroporto. Come in tutti gli aeroporti, però, non mancano le agenzie rent a car, ma occhio ai prezzi!! Una visita ai siti www.cabreramedina.com e www.tenerifehire-a-car.com/car potrebbe essere di grande utilità, ricordando di richiedere un mezzo con portapacchi per il trasporto dell’attrezzatura. Un’alternativa più economica non manca: cinghie e salsicciotti permettono di legare le tavole direttamente sul tettuccio dell’auto. Si consiglia vivamente di non schiacciare il piede sull’acceleratore, tanto per una questione di sicurezza quanto per la rigidità e severità delle autorità del posto!! Sfruttando la conoscenza del posto e la giusta interpretazione delle previsioni meteo fornita da Alessandro, che si avrà modo di conoscere meglio in seguito, si può riuscire a combinare più facilmente il tempo da dedicare allo sport con

quello da spendere per girare l’isola al fine di ammirarne il fantastico paesaggio. Esso cambia drasticamente, passando da aspetti lunari, caratterizzati da oasi verdeggianti ricche di gigantesche palme, a fantastici giochi di colore del nero della roccia vulcanica e del verde scintillante del muschio che completa la zona. Non mancano monumenti, parchi e spiagge fantastiche, che, battute dalla forza dell’oceano, creano baie di roccia nera, come la Playa Montana Bermega. Da non perdere il Parco Nazionale del Timanfaya (sud-ovest di Lanzarote), un'immensa distesa di lava eruttata dai numerosi vulcani dell'isola e la fundacion Cesar Manrique, casa del famoso artista ricavata all’interno di bolle d’aria della massa vulcanica. Non sono da trascurare neanche le Salines do Janubio, la Cueva de los Verdes, e la Playa Blanca a sud dell’isola, se interessati ad un po’ di vita mondana e turistica. Inoltre, dalla punta della costa sovrastata dal faro, è possibile vedere la costa nord di Fuerteventura, raggiungibile in traghetto. 83


Famara bay.

FAMARA Indimenticabile il nostro viaggio a Lanzarote. Atterrati all’aeroporto di Arrecife, il primo paese raggiunto è stato Famara, diventato, poi, il nostro riferimento logistico durante l’intera permanenza sull’isola. Situato sulla costa ovest, lo caratterizzano vegetazione tropicale, monumenti e parchi naturali, raggiungibili con un tempo massimo di percorrenza di 30 minuti. Qui, abbiamo ritrovato Alessandro Lovo, toscano, trapiantato in zona da 13 anni e titolare della scuola/shop Lanzarote-Kite. Per info visitare: www.lanzarotekite.com. Alessandro è il primo, forse l’unico, che, oltre ad esserne un assiduo praticante, ha creduto sin dall’inizio nel paddle surf, aprendo anche una scuola di paddle surf rental parallelamente a quella di kite e surf. Considerando ciò, al bando qualsiasi preoccupazione legata al trasporto delle tavole, in negozio se ne trovano di svariati modelli, come J.Lewis, da poter affittare. Per chi volesse immortalare la vacanza con foto e non vuole portare la propria attrezzatura, consigliamo di contattare Atila e Thiago di FOTONESTUDIO, surfisiti e fotografi professionisti con attrezzature da photo-shooting dalla terra all’acqua. Per info: www.fotonestudio.com; www.fotonestudio.blogspot.com; fotonestudio@hotmail.com Come tutti i posti turistici, l’isola è dotata di appartamenti da locare, ma anche questo non deve destare preoccupazioni di sorta, considerando il fatto che sono El Muelle.

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presenti differenti soluzioni di alloggio. Infatti, il nostro amico Alessandro è lieto di offrire ospitalità, ad un massimo di 13 persone, mettendo a disposizione un appartamento, a 30 metri dalla spiaggia ed a costi davvero contenuti. L’appartamento, diviso su due livelli, ha cucina e salone in comune e 2 bagni, uno al primo piano ed uno al pian terreno. Noi abbiamo già sperimentato l’ospitalità incondizionata di Alessandro, mentre Luis e Riccardo, suoi collaboratori, sono sempre disponibili per qualsiasi evenienza ed informazione. Un suggerimento utile per non perdere i contatti con il mondo: con un abbonamento settimanale, a costo contenuto, presso il Clandestino SurfAdventure, è possibile collegarsi alla rete wireless degustando il fantastico caffè di Natalie. Famara bay, spiaggia sabbiosa che rende lo spot perfetto per le scuole di surf, kite e dl paddle surf, è il primo spot che abbiamo avuto piacere di gustare. Contraddistinta da una piscina naturale sotto il molo del paese e coperta su due lati, ha la predisposizione migliore affinché possa prender piede l’insegnamento, in quasi tutte le condizioni di meteo marine, dei primi rudimenti dello sport. Famara è un piccolo centro a misura di uomo, ricco di surf house e surf shop tali da farlo apparire come un paese di “soli surfisti”. La vita sembra scorrere lentamente, si respira una tranquilla aria pacifica di completo relax, lo stress del traffico e l’inquinamento acustico sono solo un ricordo. La popolazione locale è gentile e Jameos del Agua.


Che condizioni a Jameos del Agua!

cordiale, tutto è a portata di mano e per qualsiasi problema c’è sempre qualcuno disposto a rendersi utile. Baie e coste non battute da onde e vento delineano lo scenario dell’isola, cosa da non sottovalutare per chi pratica paddle surf, anche se non mancano le condizioni ideali per pagaiare intorno all’isola sulla fantastica superficie cristallina delle sue acque, ammirando il paesaggio mozzafiato lanzarotino ed i suoi stupendi tramonti infuocati. Da non perdere Playa Papagayo a sud dell’isola, proclamata alcuni anni fa, parco naturale.

GLI SPOT Famara: Nella baia di Famara c’è Derecha del Barco, che lavora bene in glass e in assenza di vento, ma con swell proveniente da N-N/W o con vento leggero da Sud. Lo spot è riconoscibile dalla presenza in acqua della prua di una nave cargo affondata più di trent’anni fa. Con il passare del tempo e con l’erosione naturale del mare, la stessa si è disintegrata quasi totalmente, creando un reef artificiale all’interno della baia. Consigliamo l’ingresso in acqua dal molo di Famara, il quale vi proteggerà dal moto ondoso per una cinquantina di metri. L’onda si forma a circa 200 metri dalla costa, con la possibilità, quindi, di surfare in una zona sicura a fondale profondo e con centinaia di metri davanti senza nessun pericolo. Alessandro Lovo a La Santa.

El Muelle: È il picco che trovate a sinistra del pontile di Famara, lavora con swell da nord superiore a due metri. È un point che lavora in bassa marea, è surfabile a sinistra il fondale è roccioso, l’ingresso in acqua è dal molo. Jameos del Agua: Jameos del Agua, insieme alla Cueva del los Verdes, oltre ad essere un ambito spot, fa parte di un complesso di grotte vulcaniche formatesi migliaia di anni fa. Una parte di queste grotte ha visto l’intervento di Cesar Manrique, il quale ha operato, in maniera impeccabile, al fine di rendere la zona accessibile ai visitatori. Lo spot in questione è facile da raggiungere, sia in auto sia a piedi, e si trova alle spalle di una gigante opera artistica a forma di aragosta. Lo spot inizia a lavorare quando la perturbazione al largo della costa porta più di 2 metri di swell. Nel picco più esterno di fronte alla roccia, si parte rigorosamente nell’inside, con misura di onda sotto i 3 metri. Surfare esclusivamente a sinistra è la regola, si deve cercare di rimanere sull’onda per passare una sezione morbida, ma attenti a non farsi portare sulla roccia. Quindi, è possibile surfare una seconda sezione che si irripidisce drasticamente diminuendo, però, la propria misura (solitamente in questo punto trovate gli shorter). Grande attenzione all’ingresso ed all’uscita dall’acqua. Guardando il mare, si consiglia di uscire raggiungendo la baia, in fondo sulla destra, con il paddle surf… un paio di pagaiate non possono che fare bene! Morro Negro.

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Famara, derecha.

La Santa: La Santa è una baia coperta dai venti provenienti dai versanti sud, nord-est ed ovest. Partendo da Famara verso sud, é possibile raggiungere il piccolo paese de la Santa. Una volta qui, si vedono quattro spot: Morro Negro, El Centro, La Santa, ed infine, El Quemao. Quasi tutti gli spot lavorano con swell di direzione da ovest a nordovest ad esclusione della Santa che lavora anche da nord. Ovviamente, il variare delle maree determina un cambiamento nella qualità dell’onda. Picco di Morro Negro: Morro Negro è il picco che c’è alla destra della baia, spot adatto a surfisti esperti. Pur apparendo una baia stretta, quella della Santa risulta essere un’ottima baia per il paddle-surf. Le onde sono solo destre e srotolano al centro della baia. È un posto molto frequentato da local ospitali. Picco El Centro: Al centro della baia c’è il picco El Centro. Normalmente lavora con alta marea solo se è previsto uno sweel molto grande, altrimenti con bassa marea non delude mai. Noi abbiamo trovato circa 2,5-3 metri con vento che creava stupendi sbaffi di schiuma. È uno spot prevalentemente surfabile a sinistra con possibilità di poter uscire nell’inside, la destra non è il massimo ma è buono per poter fare dei reentry. Ottimo posto per effettuare un servizio fotografico, la baia presenta un ingresso in acqua abbastanza agevole. La possibilità di trovare acqua completamente piatta alla fine della baia, rende molto più facile. Picco La Santa: La Santa, inteso come spot, è il picco che si crea alla sinistra della baia, è consigliabile non andarci perchè si crea un’onda adatta per bodyboard: per la sua estrema pericolosità è praticabile solo da surfisti esperti o local. L’onda si forma su una terrazza vulcanica, verticalizza velocemente e srotola prevalentemente a sinistra creando dei tubi veloci. Picco El Quemao:El Quemao è un picco esattamente sotto il paese, è uno spot famoso

Onde grosse a Famara. 86

perché tappa del campionato mondiale di bodyboard. Forse uno degli spot più pericolosi di Europa per via della sua radicalità. L’onda si forma su un dislivello di rocce vulcanica creando un tubo veloce e verticale di dimensioni che vanno dai 3 ai 4 metri. Spot adatto a chi vuole rendere estrema la propria vacanza, fortunatamente lavora con swell molto grossi. Caleta de Caballo: Caleta de Caballo è una piccola città costiera, che si trova a 5 minuti di auto da La Santa. Molto facile da raggiungere in auto, potete parcheggiare praticamente vicino alle onde. Lo spot lavora con swell prevalentemente a sinistra, con qualche destra solo per rider esperti. Le condizioni ottimali sono con swell da ovest a nord e con swell apocalittici. L’ingresso in acqua è consigliabile da sinistra della baia in quanto il back wash vi aiuterà ad arrivare sulla line up. ERIONDA e CARTEL: Località Arieta, è un paese a nord est dell’isola, entrambi gli spot sono sinistre che lavorano con swell superiore a due metri con direzione da nordovest a nord. Consigliabile solo ad esperti. PLAYA ORZOLA-DERECHA ORZOLA: Località Orzola, a nord dell’isola. Lavora con swell da nord ovest a nord, beach break su fondale misto roccia e sabbia. Consigliato per i meno esperti, specchio d’acqua sicuro. LA GRAZIOSA: Isola posizionata a nord est di Lanzarote, è possibile arrivarci tramite traghetto dal porto di Orzola. Bisogna stare molto attenti allo spot, in quanto i set rompono su un fondale roccioso e poco profondo, da cui sporgono delle rocce. È consigliabile non prendere le prime onde che riempiono lo spot con un po’ d’acqua. L’onda è una buona sinistra che srotola per circa 200 metri. Uno degli spot più suggestivi per i colori del mare e del paesaggio.


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SHAPE: è l’insieme delle informazioni che caratterizzano una tavola, in molti casi PRUA (NOSE): si riferisce alla punta della tavola; la prua, sia nelle tavole da Wave si esaminano soli pochi fattori fondamentali, lunghezza, larghezza e spessore, ma sappiate che la parola shape è tutto ciò che di qui a poco andrete a leggere. Una quantità di informazioni che uno shaper (colui che disegna e realizza la tavola) non deve assolutamente tralasciare, un lavoro di precisione per realizzare quella che sarà la futura tavola. Nelle tavole da SUP Wave i fattori da considerare potremmo dire che sono “pochi”, nello shape di una tavola Race bisognerà considerare anche parametri come il deflusso dell’acqua dalla carena ai bordi per evitare che la tavola sia lenta piuttosto che veloce, ecc…

LUNGHEZZA (LENGHT): la lunghezza di una tavola si misura in piedi e pollici (unità di misura americane per cui 1 piede = 30,48 centimetri, 1 pollice = 2,54 centimetri), la lunghezza influisce molto nel volume della tavola, che si misura in litri. Più saranno i litri della tavola più sarà il suo galleggiamento. Ma questo fattore deve essere associato anche alla larghezza e lo spessore che le aziende inseriscono sempre nella descrizione del prodotto in questione. La lunghezza della tavola influirà anche nella manovrabilità, più lunga sarà la tavola più lenta sarà nei movimenti, più il nostro stile sarà loose.

LARGHEZZA (WITH): la larghezza della tavola si misura in pollici, è la caratterista che nella maggior parte dei casi ci farà capire se una tavola è stabile e adatta al nostro livello. In linea di massima più larga sarà la tavola più stabile la sentiremo sotto i nostri piedi. Anche questa caratteristica influisce sul volume della tavola. Più avanti analizzeremo meglio la larghezza; sappiate solo che gli shaper tengono in considerazione il one foot on che è la larghezza della tavola a 30 cm dal nose (prua), ed il one foot off che è la larghezza della tavola a 30 cm dal tail (poppa). Anche la larghezza della tavola influisce sulla manovrabilità, potremmo dire che una larghezza eccessiva rallenti la tavola, ma in determinate condizioni (per le tavole Wave) con un tipo di onde piccole potrebbe facilitarci il take off. Mentre dove avremo un’onda la cui risacca sarà più consistente potremmo pensare di ridurre la larghezza senza esagerare.

SPESSORE (THICKNESS): lo spessore della tavola influisce anche sulla dimensione dei rail, più spessa sarà la tavola più volume avremo. Ma bisogna pensare che non necessariamente una tavola con tanto volume sia poco manovrabile, piuttosto influisce molto la costruzione della tavola. Le tavole molto larghe hanno di solito costruzioni molto leggere per agevolare la manovrabilità. Dovremo tener presente che una tavola più peso avrà e più sarà facilitata nella penetrazione e nell’inerzia, più volume avrà prima partiremo.

VOLUME (VOLUME):

il volume è il fattore su cui gli shaper lavorano tenendo presente le caratteristiche sopra citate, non è un fattore che le aziende inseriscono sempre ma per la scelta della tavola è fondamentale sapere. D’altro canto è un fattore che non possiamo calcolare con una formula aritmetica, ma possiamo immaginarlo se abbiamo i valori esplicati precedentemente. Non dimenticate mai che maggiore sarà il vostro peso e maggiore dovrà essere il volume che dovreste avere sotto i piedi.

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che da Race, è la prima parte della tavola a toccare l’acqua, influisce molto sulla velocità e sul deflusso dell’acqua al di sotto della tavola. Gli shaper si divertono molto con la forma della prua, di solito varia a seconda delle tendenze per quanto riguarda il Wave, mentre per il Race la prua della tavola è la caratteristica che potrà renderla vincente rispetto ad un’altra. Una prua che ingavona prenderà più acqua in coperta rallentando il suo corso, mentre una prua che non ingavona acqua sarà veloce.

POPPA (TAIL):

è la parte posteriore della tavola, chiamata anche coda, è un elemento importante in quanto anche qui chi progetta la tavola deve tener conto del tipo di utilizzo che si fa, a chi è rivolta, cosa potremmo aspettarci dalla tavola con una poppa particolare e quale sarà la sua velocità. Questo argomento è molto vasto ma lo approfondiremo dettaglio dopo dettaglio nelle prossime puntate. Sappiate che possiamo avere diversi tipi di poppa (SQUARE, ROUND DIAMOND, PIN, SQUASH, ROUND SQUASH, ROUND, SWALLAW) e che ognuno di essi ha la propria caratteristica e utilizzo.


Posizioniamoci con i piedi al centro della tavola ed effettuiamo un po’ di riscaldamento prima di iniziare l’esercizio. Portiamo in poppa il piede a seconda se siamo goofy o regular. Sapere quale piede va avanti e quale dietro è fondamentale in modo da avere il perfetto controllo e il massimo della sensibilità sia negli esercizi che in surfata. La gamba che andremo a posizionare dietro è sempre la più forte e sarà quella che farà il lavoro pesante come le carvate, il pumping, il Bottom e il Cut Back (che analizzeremo singolarmente nei prossimi numeri). Per capire quale gamba andrà avanti e che tipo di rider siete vi potremmo suggerire diversi modi, ma vi consigliamo di scegliere i seguenti: - Immaginate di dovervi piegare su una gamba come nelle foto dei calciatori, quale ginocchio poggia per terra e quale gamba è piegata di fronte a voi? - Mettetevi in piedi ad occhi chiusi rilassatevi e fatevi spingere leggermente in avanti, quale piede mettete subito in avanti per il recupero dell’equilibrio? Una volta capito se siete regular (rider il cui piede che poggia in avanti è il sinistro) 92

o goofy (rider il cui piede che poggia in avanti è il destro), continuiamo il nostro tutorial. Posizioniamoci con i piedi al centro della tavola ed effettuiamo un po’ di riscaldamento prima di iniziare l’esercizio. Portiamo in poppa il piede, a seconda se siamo goofy o regular, e impugniamo la pagaia in modo da averla come propulsore esterno. All’inizio sposteremo il piede posteriore di circa 50 cm dalla posizione di cruising (piedi paralleli al centro della tavola), non saremo completamente appoggiati in poppa ma sarà l’iter giusto per iniziare a fare l’esercizio. A questo punto noteremo che la poppa si appoggerà completamente in acqua, è tutto normale, avete spostato il vostro peso non più al centro ma dietro. Facendo molta attenzione a mantenere l’equilibrio, spostiamo leggermente il peso sulla gamba in poppa, la tavola avrà un leggero innalzamento della prua. Utilizzeremo la gamba posteriore come la punta di un compasso e la pagaia come


G Turn in Switch

se fosse la parte con la mina che traccia il cerchio. Pieghiamo leggermente le gambe e iniziamo a pagaiare mantenendo la pagaia a circa 30 cm dalla tavola, questo ci aiuterà a far girare più velocemente la tavola. La posizione del busto sarà invece spostata in avanti per recuperare l’equilibrio precario, questo per via della teoria sull’armonia dell’equilibrio che esiste in natura. Durante la rotazione cerchiamo di mantenere il più basso possibile il baricentro così da poter avere più equilibrio e controllo sulla tavola. Continuiamo a pagaiare restando in perfetta sincronia con la gestualità della pagaiata. Una volta finita la rotazione riportiamo il piede, precedentemente spostato in poppa, parallelo all’altro in stance cruising e diamo due pagaiate per allentare le vertigini provocate dalla rotazione, possiamo anche sederci sulla tavola e metterci in ginocchio su di essa. Respiriamo profondamente e quando ci sentiamo pronti iniziamo nuovamente l’esercizio. Se stiamo perdendo l’equilibrio e la tavola utilizzata non è nelle costruzioni slick

(costruzione di ultima generazione adottata dalle aziende per il rental, molto simile ad un bodyboard ma più resistente e con in rivestimento in EVA sulla coperta) come quella in figura vi consigliamo di fare un bel tuffo in acqua. All’inizio cadere sarà una cosa naturale ma successivamente effettuerete G Turn sempre più appoppati e con pochissime pagaiate. Non fate questo esercizio se avete appena finito di mangiare, se avete problemi di vertigini, ma soprattutto non allontanatevi troppo dalla costa. L’esercizio può essere effettuato in switch stance (più comunemente detto switch è effettuare la manovra con il piede opposto a quello che utilizziamo di solito), come potete notare cambiano gli equilibri e la postura dell’atleta. Il rider durante l’esecuzione dell’esercizio, per mantenere al meglio l’equilibrio si piega in avanti e piega molto di più le gambe. Ma lo switch lo affronteremo meglio in un altro tutorial, vi basti sapere che ogni manovra che fate si può realizzare anche in switch. Alla prossima puntata per un nuovo tutorial. 93


G

H

GLASSY: Con questo termine si identifica il tipo di onda. È la condizione ideale per surfare in quanto l’onda è tanto liscia da generare riflessi come se fosse di vetro, questa condizione si verifica in completa assenza di vento. GNARLY: terminologia poco diffusa in Italia. Identifica un’onda grande e potente il cui suono durante il breack trasferisce violenza e potenza. GOOFY: Si riferisce al rider, tradotto significa ragazzo strano. È il rider che utilizza il piede destro avanti e il sinistro in poppa. GRAB RAIL: È la manovra che viene utilizzata per evitare di essere disarcionati dall’onda quando sta chiudendo. Si utilizza anche quando l’onda è tanto veloce che bisogna aggrapparsi al rail per non cadere. Consiste nel piegarsi ed afferrare con la mano il bordo esterno della tavola mantenendo la pagaia con l’altra. Si ha poca libertà di movimento ma fa scena nei photoshooting. GRIP: È una lavorazione della coperta, è un materiale che antisdruciolo che sostituisce la paraffina. Serve per avere più presa col piede sulla tavola. Poco utilizzato nelle tavole da surf o stand up ma molto nei windsurf. GUN: Tipo di shape della tavola, dal design molto aggressivo, questo tipo di tavola si riconosce per via della prua e della poppa a punta. Serve per surfare onde veloci da cui si vede fuggire.

HANDLE: maniglia o nel gergo comunemente chiamato oliva. HANG FIVE: Manovra derivante del longboard, consiste nell’arrivare alla prua della tavola e con un piede aggrapparsi al bordo con le dita dei piedi. HANG TEN: È esattamente come Hang Five ma effettuato con entrambi i piedi. HEAT: Termine utilizzato durante una gara, è la batteria che forma il tabellone di gara. La heat è anche l’insieme delle persone che entrerà in acqua in un lasso di tempo per dare spettacolo. HEAVY: Termine poco utilizzato in Italia. Serve a indicare condizioni molto impegnative per i rider. HIGH TIDE: Alta marea. HOLLOW: Speriamo che vi troviate spesso in un HOLLOW. Si identifica un’onda che tuba veloce e aggressiva. HUGE: Poco utilizzato ma identifica un’onda davvero grossa.

Esempio di onda GLASSY. RIDER: Manu Bouvet LOCATION: Teahupoo, Tahiti - Indonesia Francese FOTO: Benjamin Thouard

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I IMPACT ZONE: Zona d’impatto, è la zona che identifica una parte molto pericolosa, può essere una scogliera o un ostacolo artificiale messo in mezzo al mare.


INSIDE: Con questo termine si definisce una parte di onda o di zona di mare. È la zona fra la riva e l’onda, fa riferimento anche ad una seconda sezione della stessa onda molto distaccata dalla prima. INTERFERENCE: È una irregolarità effettuata in gara. Si prevede una penalità che di solito è data al surfista che ha droppato o non dato la precedenza. INTERFERENZA: Sinonimo di interference.

K KICK TAIL: Termine solitamente utilizzato per indicare la curvatura della poppa. KICK OUT: È una manovra veloce per abbandonare l’onda. KOOK: Termine dispregiativo poco utilizzato con cui vengono spesso identificati i principianti.

L LATE TAKE OFF: Partenza ritardata sull’onda, identifica il momento in cui si sta partendo su un onda che ha già iniziato a schiumare o chiudere. LATE SESSION: È una session effettuata in seconda battuta o successivamente alla prima. LAMINAZIONE: È una parte di lavorazione della tavola, è il momento più delicato quando vengono resinati tutti gi strati della tavola. LEASH: Guinzaglio che tiene ancorata al rider la tavola impedendo che sia portata via dall’onda durante una caduta o da qualsiasi altro fenomeno marino. LINE UP: È la linea lungo la quale i surfisti aspettando l’onda. LIP: È il labbro dell’onda. LOCAL: È il rider che vive e o surfa in una determinata zona. LOCALISMO: È un atteggiamento o comportamento che assumono i rider locali, consiste nell’impedire alle persone non del posto che entrino in acqua e surfino le onde. Ci sono diversi modi di fare localismo: dalle minacce agli insulti, dai danni alle vere e proprie risse. NOI NON CREDIAMO NEL LOCALISMO E CI DISSOCIAMO DA QUALSIASI FORMA SI MANIFESTI. LONG DISTANCE: Tipo di gara, di solito sono gare a circuito molto lunghe. LOW TIDE: Bassa marea.

M MARATHON: Sinonimo di long distance. MUSHY: Termine che indica onde molto deboli.

N NOSE: Sinonimo della prua della tavola. NOSE GUARD: Accessorio in silicone applicato sulla punta delle tavole da paddle surf come protezione.

NOSE RIDING: Tecnica di surfata che consiste nel rimanere posizionati sulla prua della tavola.

O OFF THE LIP: Tecnica di surfata che consiste nel risalire l’onda in maniera verticale fino al lip facendo uscire una parte della tavola fuori dal labbro, per poi effettuare una rotazione radicale rimettendosi in surfata sul face. OFF SHORE: Indica la direzione del vento che spira da terra verso il mare. ON SHORE: Indica la direzione del vento che spira dal mare verso terra. OVER THE FALL: È una terminologia usata molto nei paesi dove si surfa parecchio, indica il momento in cui si viene catturati dal lip e successivamente sbattuti sul fondale. OVER HEAD: La traduzione significa sulla testa e si usa quando l’onda supera l’altezza del rider di un metro circa.

P PADDLE: Pagaia utilizzata per remare molto simile ad un remo ma con design estremamente differente. PADDLING: Pagaiare stando in piedi sulla tavola. PADDLE BAG: Copertura dell’intera pagaia. PADDLE GRIP: Rivestimento in EVA che serve per non far scivolare la mano dall’impugnatura della pagaia. PADDLE SURF: Sinonimo di Stand Up Paddle. PADDLER: Colui che pratica stand up paddle. PAGAIA: Attrezzo utilizzato per pagaiare molto simile ad un remo ma estremamente differente, sinonimo di paddle. PARAFFINA: È un derivato della cera, si trova in commercio in panetti e si distende tramite strofinamento sulla coperta della tavola e serve per non scivolare. PICCO: È la parte più alta dell’onda. PIER: Pontile. PIN TAIL: È un design di poppa, il suo shape è molto stretto, quasi a punta. Questo tipo di poppa viene utilizzata per le tavole per onde grosse. POINT BREAK: Punto di rottura, è il punto in cui l’onda infrange molto violentemente e che permette di surfare solo a destra o sinistra. POINT TO POINT: Tipi di gare che hanno un punto di partenza diverso dal punto di arrivo. Da un punto ad un altro della costa. POPPA: Parte posteriore della tavola sinonimo di tail. POSER: termine dispregiativo per identificare solo di chi posa e non fa sport. PUMPING: tradotto significa surfare, ma tecnicamente serve al rider per acquisire velocità per aggredire il lip in maniera radicale per alzare un grande spray.

Carine Camboulives, PADDLING nella laguna di Tahiti. FOTO: Benjamin Thouard

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