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Model

Size

Freestyle Wave 78 Ltd. V2 Freestyle Wave 84 Ltd. V2 Freestyle Wave 90 Ltd. V2 Freestyle Wave 96 Ltd. V2 Freestyle Wave 102 Ltd. V2 Freestyle Wave 108 Ltd. V2 Freestyle Wave 116 Ltd. V2

78LTS

5.9 kgs

231 x 57 232 x 59 233 x 61 234 x 63 235 x 65 236 x 68 237 x 70

Fin cms cms cms cms cms cms cms

84LTS

R·S·S

MFC FREEWAVE 23 CNC G-10 3.7-5.4 MFC FREEWAVE 25 CNC G-10 4.2-5.8 MFC FREEWAVE 27 CNC G-10 4.5-6.0 MFC FREEWAVE 28 CNC G-10 4.7-6.4 MFC FREEWAVE 29 CNC G-10 5.0-6.7 MFC FREEWAVE 31 CNC G-10 5.2-7.3 MFC FREEWAVE 33 CNC G-10 5.8-8.0

6.2 kgs

90LTS

6.4 kgs

96LTS

6.4 kgs

102LTS

6.4 kgs

108LTS

6.7 kgs

116LTS

6.9 kgs


Rider: John Skye - Ph: Darrell Wong

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Cover Story

ANNO XVIII - NUMERO 144 FEBBRAIO/MARZO 2012

Questo mese si aggiudica la copertina Kevin Pritchard, Atleta con la A maiuscola, è stato Campione del Mondo Wave e ultimamente si sta dilettando sempre più sia con la macchina fotografica che con la telecamera. È un collaboratore di Funboard da tempo e con questa cover lo ringraziamo per il suo prezioso lavoro.

DIRETTORE RESPONSABILE • cristiano@jmag.it

Cristiano Zanni

REDATTORE CAPO Fabio Calò • fabio@hipow.com ART DIRECTOR Gianpaolo Ragno

Kevin Pritchard Maui, Hawaii FOTO John Carter RIDER

ragno@hipow.com

LOCATION

GRAFICA E DTP Carlo Alfieri • carloa@hipow.com IN REDAZIONE Marco Melloni

marcom@hipow.com

FOTOGRAFO SENIOR Raffaello Bastiani

raffaellob@hipow.com Inside

INOLTRE HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO

testi: Antoine Albeau, Manu Bouvet, Carine Camboulives, Ricardo Campello, Valentina Crugnola, Daniele Di Rosa, Ovidio Ferrari, Luigi Madeddu, Matteo Iachino, Florian Jung, Andre Paskowski, Mattia Pedrani, Simone Pierini, Kevin Pritchard, Benjamin Thouard. immagini: Robert Almqvist, Eric Bellande, Franck Berthuot, John Carter, Andrea DeMaria, Jimmie Hepp, Sofie Louca, Valerio Pedrani, Kevin Pritchard, Mateo Righetti, Giacomo Sanna, Michael Sumereder, Benjamin Thouard, Darrel Wong.

EDITORE E PUBBLICITÀ Johnsons Media srl via Valparaiso 4 - 20144 Milano - tel +39.02.43990087 fax +39.02.48022901 - info@hipow.com - www.johnsonsmedia.it AMMINISTRATORE DELEGATO Cristiano Zanni • cristianoz@hipow.com SERVIZI GENERALI Luisa Pagano • luisap@hipow.com DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER L’ITALIA Press-di Distribuzione Stampa e Multimedia s.r.l. 20090 Segrate (MI) DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER L’ESTERO Johnsons International News Italia - via Valparaiso 4 - Milano

Come ogni anno in questo periodo ci teniamo a sorprendervi con una veste grafica nuova della rivista. Ma le novità non sono finite, molti collaboratori sono stati confermati e ci sono anche altrettante new entry. Matteo Iachino, il forte atleta Slalom di Albissola (Liguria), inizia con questo numero una sua rubrica tecnica sui materiali, spiegandoci a modo suo molte cose interessanti, ovvero andando dritto al punto senza inutili giri di parole. Mr. Kevin Pritchard invece, sempre più impegnato dietro l’obiettivo della macchina fotografica o telecamera, ci proporrà interessanti nuove destinazioni. Purtroppo, e anche un po’ per colpa mia, è appena sfumata una toccata e fuga in Sardegna con Mr. Pritchard per il giorno della Befana, ma a volte alcuni impegni familiari non sono posticipabili. Il nostro super Freestyle teacher continua a spiegarci delle formidabili manovre, alcune anche di sua invenzione, finalmente proponendoci delle sequenze fatte al mare! IlJacqueline&Fabio. nuovo DVD Minds Wide Open di Andre Paskowski è ora in vendita, essendo Funboard partner © Kevin Pritchard ufficiale del progetto vi abbiamo tenuto aggiornati sull’argomento e in questo numero vi proponiamo anche il Making Of finale con tante curiosità. Se non lo avete ancora preso correte a comprarvi il DVD… fortemente consigliato!!! Raimondo Gasperini dopo qualche numero di latitanza torna a raccontarci le sue iniziative rivolte ai giovani. Bravo Ray… mai come in questo momento c’è bisogno di nuove leve! Mentre il presidente della AICW ci spiega per bene il panorama agonistico italiano del prossimo anno, in cui sono presenti diverse agevolazioni per i più piccoli! E la rubrica dedicata alle ragazze?!? La nostra Valentina Crugnola tra un impegno e l’altro continuerà a farci conoscere il lato gentile del nostro sport! Altri collaboratori durante l’anno ci daranno il loro contributo e in queste righe li voglio ringraziare tutti per il loro lavoro e soprattutto per la loro passione che vogliono condividere con i lettori di Funboard. Ci rivediamo in edicola ad aprile dove ci sarà anche il primo numero del 2012 di SUPTIME, nel frattempo passerò qualche giorno nel mio amato Sud Africa.

SERVIZIO ABBONAMENTI E ARRETRATI ITALIA & ESTERO Johnsons Media - Via Valparaiso, 4 - 20144 Milano tel +39.02.43990087 - fax +39.02.48022901 - adv@jmag.it www.johnsonsmedia.com Servizio attivo dal Lunedì al Venerdì dalle 14:00 alle 18:00.

ALOHA Have fun!

Fabio I-720

MODALITA' DI PAGAMENTO Bonifico Bancario intestato a Johnsons Media - Via Valparaiso, 4 - 20144 Milano Banca Intesa - Coordinate Bancarie: IT 67 o 03069 09529 0724 0265 0199 CAUSALE: abbonamento FUNBOARD - NOMINATIVO E INDIRIZZO

>ECCETERA PREZZO DI UNA COPIA IN ITALIA euro 6,00

4

ABBONAMENTO ANNUALE ITALIA (8 NUMERI) euro 38,00

PERIODICITÀ mensile: febbraio/marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto/settembre, ottobre/ novembre, dicembre/gennaio

STAMPA Alfaprint - via Bellini 24 Busto Arsizio (VA)

ISSN 1124-0261 registrazione Tribunale di Milano n.5 del 14.01.1995 ROC - Registro Operatori di Comunicazione - 1234

Funboard è una testata della casa editrice JOHNSONS MEDIA, che pubblica anche gli annuari Surfing (surf, windsurf, kite), Snowb (snowboard) e le riviste Surf Latino (surf), Kite Magazine Stance (kite) Entry (snowboard), 4Skiers (sci freestyle) 6:00AM (skateboard), GirLand (femminile), SupTime (stand up paddle).

Nessuna parte di Funboard può essere riprodotta in alcun modo senza la preventiva autorizzazione di Johnsons Media. Testi, disegni e immagini non saranno restituiti se non espressamente richiesti. L’editore è a disposizione degli aventi diritto nei casi in cui, nonostante le ricerche, non sia stato possibile raggiungere il detentore del diritto di riproduzione di eventuali testi e immagini. L’editore e gli autori non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per incidenti o conseguenti danni che derivino o siano causati dall’utilizzo improprio informazioni contenute in questa rivista. Poste Italiane Spa - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. L. 27.02.2004, n.46), art.1, comma 1, DCB Milano.


Sommario

RIDER Phil Horrocks | LOCATION Sunset, Sud Africa | FOTO John Carter

6

68 UN ANNO ON THE ROAD CON JOHN CARTER DI John Carter John Carter è il fotografo ufficiale del PWA e lavora per quasi tutte le maggiori aziende del settore che lo chiamano ovunque ci sia bisogno di lui e della sua arte. Scopriamo insieme chi è JC e come gestisce il suo frenetico anno di lavoro sugli spot più belli al mondo.

36 TIMES RULE DI Florian Jung Gli infortuni purtroppo fanno parte della vita agonistica di ogni sportivo. Vediamo come il forte waver tedesco Florian Jung sta affrontando la sua rottura del ginocchio.

42 CARINE, MANU E BENJAMIN DI Fabio Calò Abbiamo intervistato direttamente dalla Maui Lily Farm, Carine Camboulives, Manu Bouvet insieme al fotografo Benjamin Thouard, che ci raccontano qualche cosa sui loro viaggi.

48 MAKING OF DI Andre Paskowski Il nuovo film di Andre Paskowski, Minds Wide Open, sta ottenendo il successo che si merita. Vediamo come è stato prodotto e gestito questo capolavoro.

56 CAPE MENDONCINO DI Kevin Pritchard In viaggio con Kevin Pritchard nell’America del Nord per cercare la condizione tanto attesa ma che non arrivano, poi improvvisamente in uno spot sconosciuto…

62 BIG FIFTY DI John Carter Ricardo Campello risponde senza esclusione di colpi in esclusiva per Funboard a 50 domande hot.

34 ONDE E CURVE Valentina Crugnola ci porta a Perth con Alessandra Sensini.

82 FAQ La sezione di Funboard dedicata a chi vuole surfare meglio e divertirsi di più. In questo numero: PUSH LOOP TWEAKED SWITCHY 900 BURNER

90 SPOT GUIDE XRAY ON TOUR IN SARDEGNA L’insaziabile Raimondo Gasperini ci racconta il suo nuovo progetto di lezioni itineranti in Sardegna con particolare attenzione allo spot di Sa Barra con Gigi Madeddu.


Ecstasy, cibo per la mente! 8


RIDER Massimo Mannucci | LOCATION Hookipa, Maui | FOTO DI Sofie Louca 9


Ecstasy, cibo per la mente! 10


RIDER Federico Infantino | LOCATION Hookipa, Maui | FOTO Franck Berthuot 11


Toys 12

NEIL PRYDE RS:SLALOM MKIV LIMITED EDITION Questa vela è stata realizzata per ottenere la massima performance, facilità d’utilizzo e velocità vertiginosa. Questa versione elaborata della EVOIII, è assolutamente velocissima, con un’accelerazione eccezionale anche con poco vento e una maggior facilità di gestione anche con vento forte. La costruzione della tasca d’albero è stata realizzata con materiale a bassa resistenza nella zona dei camber, per facilitare la rotazione. Questo materiale è stato rinforzato con l’utilizzo di Kevlar, soprattutto nella zona superiore della tasca, in modo da ridurre il peso in rotazione e favorire il twist progressivo. Una curva d’albero progressiva per un migliore bilanciamento delle performance e per un utilizzo più facile. SIZE 5.5 6.2 7.0 7.8 8.6 9.5

LUFF 399 423 448 469 494 520

BOOM 180 190 200 210 223 233

BASE 30/0 24 18 14 4 30

BATTENS 7 7 7 7 7 7

Bugna compatta integrata: il nuovo sistema di bugna NeilPryde Intergrated Compact Clew elimina l’utilizzo dei cutout, e collega la zona inferiore della balumina con la penna, chiudendo il profilo dietro la bugna. Il risultato è un controllo migliore, stabilità e range di vento. Robby Swift: “La MKIV è incredibilmente morbida e leggera tra le mani. È facilissima da portare, ma è comunque potente e veloce. Questa vela combina planata anticipata sia con vento leggero che forte, ed è la scelta perfetta per gli spot d’acqua piatta, e per arrivare alla massima velocità.”

CAMS 3 3 3 3 3 3

IDEAL MAST 370/400 400 430 460 490 490

TOP FINISHING Fixed Head Fixed Head Fixed Head Fixed Head Fixed Head Fixed Head


FOTO DI John Carter 13

Sullo scorso numero vi abbiamo presentato le vele da Race di Neil Pryde, North Sails e Severne, ora è il turno delle vele di questi tre brand dedicate ad un pubblico più “amatoriale”, le Slalom, che non hanno nulla da invidiare in termini di prestazioni di velocità rispetto alle sorelle maggiori perdendo solamente un po’ in range di utilizzo e in accelerazione, ma sono la scelta ideale per quelli a cui piace correre a tutta velocità senza avere troppe complicazioni di trim e settaggio.

NORTH SAILS RAM F2012 Prendi la WARP 2012, togli un camber e riduci leggermente la larghezza della tasca dell’albero e otterrai la nuova RAM F12, quasi! Effettivamente, logicamente, tutti i dettagli sono stati adeguati al range di utilizzo per combinare le caratteristiche del Racing estremo con una maneggevolezza eccezionale. La RAM F12, però, rimane una vela spietata in termini di velocità. Grazie all’incremento del profilo nella zona del boma e dalla balumina, l’accelerazione e massima velocità sono state aumentate notevolmente, assieme anche al range di vento! Dettagli: 7 stecche, una tasca d’albero più stretta e un peso ridotto rendono la RAM F12 molto più maneggevole rispetto alla WARP F2012. L’INDEPENDENT.SHAPING.CONCEPT aiuta definitivamente questo concetto. Invece di utilizzare un solo tipo di shape per realizzare in toto la vela, (tasca Size Boom max (cm) Luff max (cm) Vario Top Battens Camber Weight (kg) Best Mast Mast: Best/Alternative Length (cm) Mast: Best/Alternative Geometry

5.2 185 411 -7 3 4.6 **** 400 SDm/--

5.7 192 431 -7 3 4.8 **** 430/400 SDm/--

d’albero e profilo interno), Kai Hopf ha lavorato e conciliato due diversi profili in 3D per la tasca dell’albero e per il corpo della vela. Il range di utilizzo quindi è stato drasticamente aumentato di oltre il 25%. L’utilizzo della TWIN.TRIM.CLEW amplia ulteriormente il range di utilizzo. Il segreto della TWIN.TRIM.CLEW sta nell’utilizzo di due buchi piazzati orizzontalmente. L’anello esterno garantisce maggiore potenza e feeling diretto, mentre quello interno garantisce maggiore controllo e una sensazione più morbida. La TT.TOP , la BOX.BATTEN iper-rigida e l’ampia tasca conica AERO. SLEEVE, permettono alla nuova RAM F12 di arrivare a velocità di punta eccezionali, ideali sia per tutti coloro che si divertono col GPS o in gara. Un missile di questo calibro non è mai stato così facile da usare, ed è proprio questo il segreto del suo successo. 6.3 198 453 -7 3 5.0 **** 430 SDm/--

7.0 209 476 -7 3 5.3 **** 460 SDm/--

7.8 222 498 -7 3 5.6 **** 490/460 SDm/--

8.6 233 519 -7 3 5.9 **** 490/460 SDm/--

9.3 248 528 -7 3 6.2 **** 520/490 SDm/--


Toys 14

SEVERNE OVERDRIVE La OverDrive 2012 è la discendente diretta delle vele Reflex Race di Bjorn Dunkerbeck. Equipaggiata con tecnologia Reflex, e condividendo la stessa filosofia di una vela Race in termini di design, questa vela rende la massima performance accessibile a chiunque. La OverDrive è più veloce di molte altre vele Race tradizionali per molti rider, anche grazie alla facilità di utilizzo. Questa vela permette al rider di stare in posizione più eretta, perfetta per raggiungere velocità più alte con maggiore controllo e pressione più moderata sulla gamba posteriore. La tasca d’albero più stretta, con chiusura in neoprene, impedisce all’acqua di entrare, mantenendo la vela più leggera sia durante la

SIZE 5.4 6.0 6.7 7.5 8.5 9.5

LUFF 412 433 447 464 493 524

BOOM 182 185 200 211 224 236

HEAD ADJ FIXED FIXED FIXED FIXED FIXED

WEIGHT TBA TBA TBA TBA TBA TBA

partenza dell’acqua che durante il recupero. Avendo anche sviluppato la vela per performare al meglio con alberi a minore componente di carbonio, evitando anche l’utilizzo di stecche rotonde in carbonio, Severne ha aumentato la longevità della vela, diminuendone il costo complessivo. È stato anche integrato il Reflex System. Così facendo, è stato aumentato notevolmente il range di vento coperto, diminuito l’attrito, aumentato il controllo e la massima velocità della vela. Questo gioiellino permette anche ai rider che vogliono solo divertirsi di sfruttare al massimo, con accessibilità, le caratteristiche che prima erano accessibili solo ai top rider PWA.

BATTENS 7 7 7 7 7 7

CAMS 3 3 3 3 3 3

REC. MAST SEVERNE 400 SEVERNE 430 SEVERNE 430 SEVERNE 460 SEVERNE 490 SEVERNE 490

IMCS 19 21 21 25 29 29

COM. MAST SEVERNE 430 SEVERNE 400 SEVERNE 430 SEVERNE 480 -


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Robert Hoffman, nuovo distributore per l'Italia di Loft Sails, ci ha inviato le caratteristiche delle vele da Racing di Monty Spindler che non siamo riusciti a pubblicare sullo scorso numero. Vi proponiamo ora qualche info sulle nuove Racing Blade di Loft e le misure ufficiali delle nuove vele da Formula.

LOFT SAILS RACING BLADE 2012 Le vele Racing Blade 2012 di Loft disegnate da Monty Spindler sono ideate per le discipline Slalom/Speed. Queste vele sono un’evoluzione delle 2011 che hanno dato il 3° posto Overall PWA in Slalom a Ben Van Der Steen, e prima ancora hanno dato una lunga serie di successi alla Loft, come i 3 record Mondiali Speed, i Mondiale Coppa del Mondo di Speed 2008 e 2009, una vittoria Slalom PWA nel 2010. La Racing Blade del 2012 è la versione più facile e veloce finora creata. Disegnata specificamente per le gare Slalom e Speed e sviluppata a Tarifa da Ben Van Der Steen e Ludovic Jossin, la nuova vela promette un maggior spunto con vento leggero e più controllo in high wind. Grazie al suo systema ITS (internal batten tensioner system), cioè un sistema di tensione delle stecche al contrario delle prime tre stecche in penna, permette di rendere la vela più equilibrata e leggera, con una sezione top più reattiva e aerodinamica. Grazie anche all’utilizzo del materiale PX05 nei panelli superiori la vela ha un feeling

generale più leggero per una migliore performance. Ben dice a proposito della vela: “La vela già al “primo contatto” convince per bellezza del profilo e solidità e ricercatezza dei materiali tra i quali spiccano un largo uso di Pentex, le “solite” Internal Kevlar strip e le stecche dotate di “Super tubes” 100% carbon, oltre ai nuovissimi ITS Internal Batten Tensioning System, esclusiva Loft Sails per ottimizzare il peso e l’efficienza del leech in alto. Materiali e soluzioni che consentono, poi, di mantenere un peso assolutamente in linea con le migliori e più leggere produzioni”. Completa il panorama delle prime impressioni una non trascurabile perfetta rotazione dei camber e ultimo ma non ultimo un corredo di primo ordine composto da una doppia serie di camper (per l'impiego con alberi rdm o sdm), doppio tappo, due strisce di monofilm trasparenti per evitare di rovinare il monofilm della vela con lo sfregamento del boma e addirittura un rinvio di bugna morbido. Vele Formula BLADE FR: Quest’anno sono SIZE BATTENS CAMS MAST/BOOM REC. MAST EXT BEST MAST IMCS anche state sviluppate le nuove vele Formula 9.5 7 4 526x242 520sdm 6 520 Loftmasts Sdm 100% Carb 33 Blade FR 11.0 e 12.0 m. Grazie alla collaborazione 8.6 7 4 506x225 490sdm 16 490 Loftmasts Sdm 100% Carb 29 di Dennis Little, le vele Loft possono ora 7.8 7 4 484x217 460sdm 24 460 Loftmasts Sdm 100% Carb 25 affermarsi anche nelle regate Formula. 7.0 7 4 458x200 430sdm 28 430 Loftmasts Sdm 100% Carb 21 FORMULA BLADE FR 11.0 FORMULA BLADE FR 12.0 6.3 7 4 436x189 430rdm 6 430 Team Edition Rdm 100% Carb 21 Albero: 558cm Albero: 575cm 5.6 7 4 406x180 400rdm 6 400 Team Edition Rdm 100% Carb 19 Boma: 252cm Boma: 274cm 4.9 7 4 380x170 370rdm 10 370 Team Edition Rdm 100% Carb 17 4 camber 4 camber


Esclusivo 16

ANCHE SE LA NOTIZIA HA COMINCIATO A CIRCOLARE SU INTERNET BEN PRIMA DELLA FINE DELLʼANNO, IL PASSAGGIO DEL PLURICAMPIONE DEL MONDO ANTOINE ALBEAU ALLʼITALIANISSIMA RRD È SICURAMENTE IL COLPO DEL MERCATO DEL 2012! IL CAMPIONE FRANCESE VANTA 19 TITOLI MONDIALI DAL FREESTYLE AL FORMULA, PASSANDO PER LO SLALOM, DETIENE LʼATTUALE RECORD DI VELOCITÀ IN WINDSURF E UN INCREDIBILE NUMERO DI VITTORIE SU TUTTI I CAMPI DI REGATA DEL MONDO. ANTOINE ALBEAU NON HA SICURAMENTE BISOGNO DI PRESENTAZIONI, MA NOI DI FUNBOARD SIAMO RIUSCITI A BECCARLO A CALDO NON APPENA HA MESSO PIEDE IN MAREMMA ALLʼINIZIO DELLʼANNO NUOVO PER FIRMARE IL CONTRATTO, RECUPERARE I SUOI NUOVI GIOCATTOLI E COMINCIARE IL SUO LAVORO DI TEST PER LO SVILUPPO DI NUOVI GIOCATTOLI DELLA FACTORY GROSSETANA.


INTERVISTA RACCOLTA DA Fabio Calò e Ovidio Ferrari | FOTO DI Eric Bellande/RRD 17

Ciao Antoine, grazie per questa intervista. Il tuo passaggio a RRD è uno dei colpi di scena più interessanti di questo periodo. Puoi raccontarci le motivazioni che ti hanno spinto verso la factory di Grosseto? Il primo motivo per cui ho cominciato a guardarmi attorno è stato che ero alla fine del mio contratto col mio sponsor JP, e prima di rinnovare per altri 3 anni volevo valutare nuove opportunità. Conoscevo bene il potenziale di RRD e l’ambiente della factory grossetana, visto che Julien Quentel è un mio buon amico e partner di allenamento, per cui ho contattato Roberto e in men che non si dica siamo arrivati alla firma di un nuovo contratto che ci legherà per tre anni. Devo ammettere che dopo essere stato a Grosseto ed avere incontrato tutti quanti di persona sono ancora più convinto di aver fatto la scelta giusta, mi sembra davvero di essere entrato a far parte di una grande famiglia e la cosa mi motiva ancora di più. Penso che ci sia un bel futuro per me qui in RRD! La tua scelta è stata anche motivata dal desiderio di riconquistare subito il titolo PWA Slalom perso nel 2011? Sicuro! Voglio ritornare a vincere subito e voglio essere sicuro di avere tutte le migliori carte da giocare nel mio mazzo! Ho già provato quasi tutte le tavole X-Fire LTD V4 e devo dire che mi piacciono molto: si sono tutte rivelate molto facili e veloci sin dal primo bordo, pertanto penso proprio che questa mia scelta mi renderà ancora più competitivo ed aumenterà le mie possibilità di poter riconquistare il titolo già in questa stagione. Quali tavole pensi di registrare per la stagione PWA 2012? Devo ancora fare un test e trim accurato di tutte le tavole, ma in linea di massima penso che registrerò l’X-Fire 129 per il vento leggero, dal momento che volume e larghezza (85 cm) sono perfetti per il mio peso e il mio stile col vento leggero. Come tavola da vento medio penso che registrerò l’X-Fire 114: è largo 70 cm, l’ho già provato ed ha dimostrato di essere una tavola molto polivalente, molto veloce e molto facile in strambata. Per le tappe con vento forte tipo Fuerte o Costa Brava dell’anno scorso, penso che registrerò l’XFire 98: è largo 62 cm e mi è subito sembrato molto veloce e facile da controllare. Quali pinne e vele abbinerai a queste tavole? Come ti ho già detto devo ancora fare test accurati prima di fare una scelta definitiva, ma penso che utilizzerò pinne da 48-50 cm sull’X-Fire 129, pinne da 38-40 cm sull’X-Fire 114, e pinne da 32-34 cm sull’X-Fire 98. Per quanto riguarda le vele sono abbastanza

sicuro che utilizzerò la 9.5 e 8.6 sull’X-Fire 129, la 7.0 e 7.8 sull’X-Fire 114, e poi per il vento forte 5.8 e 6.2 sull’X-Fire 98. Secondo te quali saranno gli avversari più duri per la riconquista del titolo? Beh, penso che Bjorn sarà ancora l’avversario da battere. L’anno scorso ha dimostrato di essere in una forma straordinaria e di avere un’ottima velocità in navigazione, quindi sono sicuro che quest’anno farà l’impossibile per riconfermare la propria supremazia. Un altro da cui mi dovrò guardare sarà Benny (Ben Van der Steen, ndr). L’anno scorso ha dimostrato un’ottima velocità e se quest’anno saprà confermare la sua crescita sarà un osso duro da battere per la conquista di ogni tappa. Poi ci sono tutti gli altri Top 10 come Cyril Moussilmani e Finian Maynard, che ha grande esperienza e tavole molto veloci! Inoltre dovrò stare attento al mio compagno d’allenamento Julien Quentel, che è cresciuto molto l’anno scorso e sono sicuro che quest’anno riuscirà a fare ancora meglio! La prima tappa PWA sarà in Corea all’inizio di maggio. Qual è il tuo piano per arrivare al massimo della condizione per il primo appuntamento PWA? Beh, il fatto che il primo evento PWA sarà fra 5 mesi mi darà l’opportunità di allenarmi bene e testare a fondo tutta la mia attrezzatura. Per lo più mi allenerò e farò i miei test con Julien Quentel per essere pronto per la nuova stagione. Partirò per i Caraibi a fine gennaio, per allenarmi con Julien e per partecipare a un evento Slalom a St. Barth. Si tratta di un evento promozionale a cui parteciperanno anche Julien Quentel e molti altri top rider francesi, per cui sarà sicuramente un buon banco di prova per infilare i piedi nelle mie nuove tavole per la prima volta in una competizione ufficiale. Poi voglio andare a Maui assieme a Julien per almeno un mese per ultimare la mia preparazione e mettere a punto anche pinne e vele. Sarà sicuramente molto bello, perché conosco bene molti posti come Kanaha, Sprecks e Kihei e sono sicuro che potremo fare un buon lavoro laggiù. Poi ritornerò in Francia in aprile per partecipare al Mondial du Vent di Leucate e poi sarà già tempo di partire per la Corea per la prima tappa PWA. RRD ha già dimostrato di avere un ottimo reparto di ricerca e sviluppo capeggiato da Finian Maynard e Julien Quentel per lo Slalom e John Skye per il Wave. In che modo pensi di contribuire allo sviluppo dei nuovi giocattoli RRD? Sapevo che RRD ha già un ottimo reparto Ricerca e Sviluppo, d’altronde questa è una delle ragioni per cui


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mi trovo qui! Quindi per il momento per quanto riguarda lo Slalom la mia intenzione è quella di testare in maniera certosina tutte le tavole della gamma V4 e poi sarà molto interessante testare tutti i futuri prototipi assieme a Julien e Finian. Con Julien c’è già un ottimo feeling e con Finian ho già lavorato in passato quando eravamo insieme il Pryde, quindi credo sarà molto interessante. Sicuramente svilupperò tavole Wave per rider pesanti come me, e già in questi giorni ho cominciato a lavorare assieme ad Aurelio allo sviluppo di tavole da vento leggero con larghezza massima di circa 90 cm da utilizzare con vele da 10.0 e 11.0 e nelle gare di long distance che ci sono in Francia. Inoltre se ci sarà l’opportunità, mi piacerebbe poter sviluppare anche una tavola da Formula RRD per poter ritornare a lottare per la riconquista del titolo di Formula. Inoltre, visto che si tratta di uno sport che mi appassiona parecchio, penso che cercherò di dare il mio contributo per lo sviluppo di nuovi SUP Wave e Race. Insomma, ho già visto che ci sono un sacco di cose qui in RRD che continueranno a darmi motivazione per lavorare sodo anche in futuro! Julien Quentel è già da anni tuo sparring partner in allenamento. Puoi raccontarci quando hai conosciuto Julien e come mai è iniziato questo

rapporto di amicizia e collaborazione? Ho incontrato Julien a St. Martin, nei Caraibi, parecchi anni fa. Lui viveva lì e io ero andato a presenziare ad un evento di Slalom e Formula. Non ricordo esattamente quando è stato, ma era giovanissimo. Lui viveva su un’isola, anch’io vivo su un’isola, per cui ci siamo capiti immediatamente e siamo diventati immediatamente amici. Così quando l’anno dopo è venuto in Francia per partecipare al Tour l’ho invitato spesso a casa mia per allenarsi, e tutte le volte che Julien viene in Francia non perde occasione per venire da me. Quindi ci alleniamo quasi sempre assieme, specie da quando ha cominciato a seguire il World Tour. Lui sa benissimo che allenarsi con me può aiutarlo a crescere molto e quest’anno avere esattamente le stesse vele e le stesse tavole sono sicuro che darà grandi vantaggi ad entrambi, perché ci permetterà di capire esattamente che trim usare per ottenere il massimo delle prestazioni da vele, pinne e tavole… e sarà sicuramente un’ottima opportunità di sviluppare le prossime generazioni di tavole RRD. Immagino che ora ti vedremo più spesso in Italia, oltre al Lago di Garda hai mai surfato da altre parti nel nostro paese? Sono già stato parecchie volte al Lago di Garda che è

uno spot ottimo per testare sia col vento leggero sia col vento forte, ma non sono venuto molte altre volte nel Bel Paese. Ero venuto all’inizio della mia carriera nel Tour ad una tappa di Race PWA in Sicilia nel 1992. Mi ricordo che avevo preso il traghetto da Marsiglia ed era stato un viaggio lunghissimo, ma poi non sono più ritornato ad uscire nel vostro mare fino ad ora. Ho fatto un paio di uscite a Marina di Grosseto e Talamone con vento leggero, e ho visto che ci sono parecchi buoni spot per uscire da queste parti. Penso che ritornerò prossimamente. E dove ti piacerebbe andare, sempre in Italia... ? Per prima cosa vorrei andare a trovare il mio amico Robert Hofmann che mi ha detto che ci sono molti buoni spot vicino a casa sua (Robert abita a Latina, ndr) e poi mi piacerebbe andare in Sardegna, perché conosco molto bene la Corsica, e so che in Sardegna ci sono condizioni anche migliori. Quando ti rivedremo in Italia? Beh, prima o poi ritornerò per testare nuove tavole RRD, inoltre se i miei impegni me lo permetteranno, ritornerò al Lago di Garda per partecipare alla RRD One Hour Classic e se riesco anche alla RRD Surfin’Venice. Non vedo l’ora di pagaiare in mezzo alle gondole di Venezia!


Toys

INTERVISTA RACCOLTA DA Fabio Calò | FOTO DI A.DeMaria/RRD 19

SONO STATI PRESENTATI IN ANTEPRIMA MONDIALE AL CST DI TORBOLE LE NUOVE ARMI DA CORSA DI RRD, LE TAVOLE SU CUI GAREGGERANNO ANTOINE ALBEAU, FINIAN MAYNARD E JULIEN QUENTEL ALLA CONQUISTA DEL TITOLO MONDIALE DI SLALOM. NELLʼOCCASIONE ABBIAMO INTERVISTATO LO SHAPER AURELIO VERDI CHE CI HA SPIEGATO LE NOVITÀ DI QUESTE INTERESSANTISSIME TAVOLE. Ciao Aurelio, puoi presentare ai lettori di Funboard la nuova linea X-Fire 2012? Nella linea X-Fire 2012 abbiamo prodotto 5 nuove tavole che vanno ad affiancarsi al glorioso 90lt che rimane invariato e nonostante sia in produzione ormai da 4 stagioni rimane una tavola senza rivali in condizione di vento forte. Per quest’anno abbiamo lavorato molto sulle tavole più grandi per il vento leggero, soprattutto sviluppando le varie tipologie di tavole in base ai differenti pesi delle persone, fattore che influisce molto sulla scelta finale della tavola, del volume e della larghezza. Il 135lt del 2011 è stato sostituito con il 129lt, sempre largo 85cm ma con uno scoop rocker totalmente nuovo, cambia anche il concavo della coperta che è stato diminuito proporzionalmente per avere più stabilità sulla tavola, soprattutto nella zona del nose dove è stato appiattito e diminuito il volume per agevolare sia la stabilità in planata che in andatura. E per quanto riguarda il nuovo T-Tail? Anche le poppe dei nuovi X-Fire hanno subito delle importanti modifiche, soprattutto sui modelli 129lt, 122lt e 114lt, dove abbiamo introdotto il rivoluzionario T-Tail (Toro Tail): uno scalino posizionato nella zona della strap posteriore che permette di avere il piede più esterno possibile rispetto al bordo della tavola che tocca in acqua quando si plana. Questo permette di avere più portanza sul bordo di poppa e con il tallone più fuori si può spingere ancora di più per usare anche una pinna più piccola. In questo modo la tavola è molto potente ma ha una poppa con una superficie bagnata che si restringe e riduce drasticamente negli ultimi 20 cm e consente di avere un ottimo rilascio dell’acqua e di conseguenza sempre più accelerazione e meno attrito, per garantire il massimo della velocità.

Per quanto riguarda lo scalino del T-Tail è importante dire che non si tratta di uno scalino a 90°, ma il bordo dello scalino ha un bevel con un’inclinazione che permette di dare più velocità in uscita di strambata alla tavola senza compromettere la manovrabilità in fase di impostazione. Il 98lt mi sembra una tavola molto interessante, puoi descrivercela? Si tratta di una tavola completamente nuova della gamma, che prima non era in produzione. È un nuovo concetto che può coprire il range della tavola da vento forte per rider pesanti o da tavola da vento medioforte per persone più leggere. Questo grazie ai suoi 62cm di larghezza che permettono di portare anche vele da 6.5 e 6.8, rendendola di fatto utilizzabile anche con 20 nodi. Questa tavola è stata testata e sviluppata assieme alle altre a Fuerteventurta dove abbiamo avuto la possibilità di fare molti test in diverse condizioni e intensità di vento. Abbiamo potuto constatare che anche con venti veramente forti dai 40 ai 50 nodi l’X-Fire 98 si è comportato alla grande, dimostrando grandi doti di accelerazione, fluidità e stabilità in acqua, senza dare mai problemi in andatura. Si tratta pertanto di una tavola molto compatta ed equilibrata con cui è possibile raggiungere ottime velocità di punta. Quali sono i team rider con cui avete portato avanti il progetto X-Fire? Quest’anno abbiamo sviluppato le tavole con l’aiuto di tutti i team rider: Finian Maynard è sicuramente il rider di maggior peso del team (in tutti i sensi! Ndr) e ormai da anni i suoi feedback e le sue intuizioni ci permettono di sviluppare tavole Slalom sempre più competitive e maneggevoli, siamo comunque ben

consapevoli che la sua stazza e potenza potrebbero rappresentare un limite nello sviluppo di rider di taglia “umana”, per questo abbiamo iniziato a lavorare molto e bene anche con Julien Quentel e con Pascal Toselli che quest’anno per la prima volta sono venuti anche a Grosseto permettendoci di fare un bel lavoro di ricerca, sviluppo e test anche dalle nostre parti. Il processo di sviluppo si è concluso poi a Fuerteventura dove abbiamo sfruttato la presenza del team RRD al completo in occasione della tappa del PWA.

Il particolare del nuovo T-Tail.


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Ho notato che avete due misure differenti di scasse d’albero a seconda del modello, perché? Il trim sulle tavole da vento leggero negli anni si è sempre più ridotto e per facilitare la possibilità al rider di non avere troppe regolazioni da fare per trovare il trim ideale. Pertanto la scassa è stata ridotta da 10 a 8 pollici. Questo anche perché le tavole sono sempre più compatte e quindi si ha effettivamente meno bisogno di muovere il piede d’albero. Sulle misure più piccole che si usano con vento forte (105lt, 98lt e 90lt), invece il discorso cambia e siamo costretti ad utilizzare le scasse d’albero lunghe: infatti quando si esce con vento forte è fondamentale poter variare anche di molto il trim a seconda delle condizioni, quindi è molto importante poter spostare il piede d’albero anche di diversi centimetri in modo da poter variare completamente l’assetto della tavola. Cosa ci puoi dire a proposito dei rail e dei cut out dei nuovi X-Fire? Cosa importante da aggiungere è stato il lavoro effettuato sui rail delle tavole che sono più compatti e aiutano ancora di più il tallone e la pianta del piede a spingere sul bordo, evitando inoltre di ritrovarsi col tallone troppo basso che tocca in acqua. Inoltre i cut out sono stati cambiati e modificati su tutte le tavole. Ovviamente sulle tavole più grandi con il T-Tail questo cambiamento è stato necessario per il concetto che stavamo sviluppando. Quindi andava completamente rivisto il cut out e abbiamo incominciato ad ingrandirlo in modo che la tavola scorresse ancora più libera. Più la liberavamo di sotto e più scorreva veloce. Inoltre l’X-Fire 122 è stato modificato e portato da

79cm di larghezza dell’anno scorso a 81cm. Questo perché è diventata la tavola utilizzata nelle condizioni di vento leggero dai rider che pesano dai 70 agli 80 kg, inoltre la nuova larghezza permette di poterla utilizzare come tavola unica dalla 9.5 (massimo del suo range) fino a una 7.5. Invece per i rider sui 65-70 kg e che non usano mai vele al di sopra della 8.5, io

Per partecipare alle gare Slalom qui in Italia, che abbinamento di tavole consiglieresti? Per un rider sui 70-75kg consiglio di avere due tavole: il 122lt e il 105lt.

MODEL: X-FIRE 90 LTD V4

MODEL: X-FIRE 114 LTD V4

Volume (lt): 90 Misure (cm): 240x59 Pinna: la pinna non è compresa Scassa della pinna: Tuttle Box Misura pinna raccomandata: 30-34 Range vele: 5.5-7.0 Peso ± 6% in kg: TBA

Volume (lt): 114 Misure (cm): 235x70 Pinna: la pinna non è compresa Scassa della pinna: Tuttle Box Misura pinna raccomandata: TBA Range vele: 7.0-9.0 Peso ± 6% in kg: TBA

MODEL: X-FIRE 98 LTD V4

MODEL: X-FIRE LTD 122 V4

Volume (lt): 98 Misure (cm): 235x62 Pinna: la pinna non è compresa Scassa della pinna: Tuttle Box Misura pinna raccomandata: TBA Range vele: 5.5 - 7.0 Peso ± 6% in kg: TBA

Volume (lt): 122 Misure (cm): 228x81 Pinna: la pinna non è compresa Scassa della pinna: Deep Tuttle Box Misura pinna raccomandata: TBA Range vele: 7.8-9.5 Peso ± 6% in kg: TBA

MODEL: X-FIRE 105 LTD V4

MODEL: X-FIRE LTD 129 V4

Volume (lt): 105 Misure (cm): 235x65 Pinna: la pinna non è compresa Scassa della pinna: Tuttle Box Misura pinna raccomandata: TBA Range vele: 6.3-7.8 Peso ± 6% in kg: TBA

Volume (lt): 129 Misure (cm): 228x85 Pinna: la pinna non è compresa Scassa della pinna: Deep Tuttle Box Misura pinna raccomandata: 44-54 Range vele: 8.4-11.0 Peso ± 6% in kg: TBA

consiglio di orientarsi sull’X-Fire 114, perché è la tavola in assoluto più veloce e polivalente!


Rider: John Skye - Ph: Darrell Wong

1CESGAGQS$?AC@MMIWWWFACEBOOKCOM22$ITALIA

00"1 EB #LRO ·)BPPFPJLOB¸ !COMPLETELYNEWADDITIONTOOURWAVESAILSLINE4HE NEEDOFALIGHTER SOFTERANDMOREFORGIVINGTYPEOFWAVE SAILSWASCLEAR ANDWEMADEITHAPPEN)NTHEBEGIN NINGWEWEREAFRAIDOFHAVINGASAILTHATWOULDBEHARD TOHANDLEINOVERPOWEREDCONDITIONS BUTAFTEREXTEN SIVETESTINGANDVARIOUSMODIFICATIONSONTHESHAPING POINTSWEHAVEBEENABLETOACHIEVEANEASYTOTRIM SAILTHATHOLDSLOTSOFWINDANDREMAINSINBALANCE4HE ADVANTAGESOFHAVINGBATTENSARECLEARASOFTERSAIL THATKEEPSALOWERCENTERORGRAVITYANDALLOWSYOU MAKEROTATINGJUMPSFASTERANDINCONTROL4HELONGER BOOMOFTHE&OURWILLALLOWYOUTOUSEYOURBACKHAND ONTHEBOOMASATHROTTLEOFYOURMOTORBIKEÛ

Model Boom(cms) Luff(cms) Battens Four 3.3 Four 3.7 Four 4.0 Four 4.2 Four 4.5 Four 4.7 Four 5.0 Four 5.2 Four 5.7

133 145 149 155 159 163 168 172 180

350 365 373 385 392 405 411 418 438

4 4 4 4 4 4 4 4 4

Rec.Boom

Rec.Mast

Head

T.B.C.

T.B.C.

T.B.C.

T.B.C.

T.B.C.

T.B.C.

T.B.C.

Vogue RDM C75 370 Adjust

Wave Vogue 145-205 Vogue RDM C75 370 Adjust Wave Vogue 145-205 Vogue RDM C75 370 Adjust Wave Vogue 145-205 Vogue RDM C75 370

Fixed

Wave Vogue 145-205 Vogue RDM C75 400 Fixed Wave Vogue 145-205 Vogue RDM C75 400 Fixed Wave Vogue 145-205 Vogue RDM C100 430 Fixed

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Fast news 22

STEVEN VAN BROECKHOVEN, CAMPIONE DEL MONDO FREESTYLE 2011 TESTO DI: reemedia Mi ricordo che avevi detto che non avevi mai provato altre tavole oltre alla tua da Freestyle. Avevi aggiunto: “Niente di nuovo per me, grazie!”. E ora hai cambiato il tuo sponsor di tavole? Il tempo è cambiato e il livello si è alzato. Ho utilizzato per tre anni la stessa tavola e la conoscevo davvero bene e per questo motivo ero spaventato al pensiero di cambiare. Il Freestyle sta continuando ad alzarsi di livello e quindi cambiare tavola è ancora più difficile. Cambiare sponsor di tavola non è stata la decisione più facile, una cosa per me molto importante è che ho bisogno della migliore tavola. Come è cambiata la tua testa? La mia testa è sempre la stessa, ho solamente seguito il mio feeling come sempre. Ma per darti una breve risposta: ho provato i JP Freestyle 2012 e sono rimasto sorpreso di quanto fossero semplici. Per me è pazzesco essere in un team con così tante leggende e lavorare insieme allo shaper e al saildisigner. “Per me è pazzesco essere in un team con così tante leggende”: e per avere il giusto feeling sei appena stato a Maui insieme alla crew JP. I tuoi nuovi compagni di team come Jason Polakow, Ricardo Campello e co. ti stanno dando nuove motivazioni? All’inizio è stato strano lavorare con grossi nomi come Kauli, Ricardo etc… È semplicemente pazzesco!!!

stiamo lavorando bene e le tavole finali saranno perfette per i nuovi trick! Lo stesso per Neil Pryde, sto lavorando sodo con i ragazzi di Neil Pryde come Robert Stroj e Pieter Bijl per fare una pura vela da Freestyle. Stiamo facendo molti prototipi! Stiamo lavorando su un nuovo concetto di vela molto megera, potente e super maneggevole per le nuove manovre. Sono davvero orgoglioso di come sta andando lo sviluppo con Werner e Robert. Come ti stai preparando per la stagione 2012? Sono a Cape Town per allenarmi e dopo deciderò dove andare in base a quello che succederà nel PWA per l’evento in Vietnam. Sarai quindi ancora più forte che nel 2011? Questo è il mio obiettivo e ci sto lavorando! Qual è il tuo obiettivo per il 2012? Continuare a lottare per il titolo, sarà dura ma cercherò di fare del mio meglio al 100%. Steven van Broeckhoven con i suoi nuvi materiali JP/NP a Maui. © Darrell Wong

Avevi già parlato con Martin Brander, JP Brand Manager, durante la stagione 2010, è vero? Si è vero, ma in quel momento non ero pronto per un cambiamento così grande, probabilmente non credevo ancora abbastanza nei miei obiettivi. Quali tavole e vele utilizzerai da ora in poi per il Freestyle? Userò le tavole di serie JP Freestyle 2012 89, 99 e 106. E come ti ho detto sto lavorando a dei nuovi e pazzeschi prototipi! Parola chiave “prototipi”. Come parteciperai allo sviluppo delle prossime tavole JP e vele Neil Pryde? Parteciperò pienamente allo sviluppo dei nuovi Freestyle JP, e questo è molto importante per me. Insieme allo shaper Werner Gnigler stiamo lavorando a dei nuovi Freestyle che si integreranno alla perfezione con il mio stile. Penso che

LE NUOVE TAVOLE STARBOARD CON CHOCO FINS Starboard annuncia che da ora in poi tutti i nuovi Flare 2012 saranno distribuiti con la pinna freestyle “New Radical” di Choco Fins. Poiché i top rider come Kiri Thode e Dieter van der Eyken la stavano già utilizzando nel loro setup, è stata una scelta ovvia. Questo significa che la “New Radical” sarà un’altra pinna disponibile per il sistema Slot Box. Starboard: “La New Radical è una pinna CNC in G10. Molto tecnica e dedicata ai rider della new school, rende il Flare ancora più leggero grazie all’utilizzo degli slot box e si ha anche la possibilità di variare il trim”.

Da ora in poi i nuovi Flare 2012 verranno distribuiti con queste pinne: 2012 ProKids Flare 60 – New Radical 16 Kiristyle signature model 2012 ProKids Flare 72 - New Radical 17 2012 Flare 91 - New Radical 18 2012 Flare 101 - New Radical 20 2012 Flare 111 and 116 - New Radical 22 I clienti che hanno ricevuto i loro Flare 2012 con la pinna Drake, potranno sostituirla con la nuova Choco Fins New Radical presso il loro distributore nazionale (consultate il sito di Starboard per avere l’elenco dei distributori nazionali).


CARLO COTTAFAVI FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE La stagione agonistica italiana è terminata e sono stati eletti i Campioni Nazionali delle varie discipline. Il segretario di classe AICW Carlo Cottafavi ci racconta come è andata e quali sono le novità per il 2012. INTERVISTA RACCOLTA DA Fabio Calò Ciao Carlo, puoi fare un bilancio della stagione 2011 appena conclusa? Prima di tutto Auguri ai lettori e amici di Funboard, e un grazie dell’ospitalità, il 2011 l’ho definito un anno molto difficile, poco vento in tanti eventi molto importanti, stand by molto lungo per il Wave, ci sono state tensioni molto forti e situazioni complesse da gestire. Come regate abbiamo avuto per la prima volta nella storia dell’AICW il titolo Wave riconosciuto in FIV, tutti i diversi titoli assegnati seppur con mille problemi, sponsor che si erano riavvicinati al nostro mondo, un discreto movimento che era da un po’ che non si vedeva e tanti Seniores sul podio. In generale sono soddisfatto ma che fatica! Novità e progetti per il 2012? La prima grande novità per il 2012 è per il settore tesseramento ed aspetti che venivano seguiti da una figura che dal 1 gennaio non avremo più, dopo tanti anni è stato chiuso il rapporto con il Coordinamento Nazionale, è stata una decisione difficile ma necessaria dettata da diversi fattori, economici e gestionali; è giusto, a mio avviso, che nella nostra Associazione i vertici facciano sempre di più il loro compito nel miglior modo possibile e che i Soci partecipino sempre di più alla vita associativa. Altra grande novità è l’attenzione verso i giovani, il loro tesseramento sarà di solo 20 euro per tutta la stagione agonistica con la possibilità di partecipare a tutte le discipline, agganciato a questo si è deciso di chiudere il FREE12, che nacque per avvicinare tanti al mondo delle regate, ma questo progetto ha di fatto avvicinato molti giovani e quindi abbiamo deciso di trasformarlo in un format TEAM 12 solo per Junior e Youth con il forte supporto di RRD. ICampionati Nazionali di Slalom e Formula si chiuderanno il sabato sera con premiazione e party, questa news dovrebbe servire, come già accade a livello Internazionale, a dare maggiore visibilità a sponsor e media. Troppe volte si chiudeva la manifestazione in fretta e furia per andare e prendere aereo/traghetto perchè il giorno dopo si doveva ritornare al lavoro e ad altro. Con questo sistema avremo il tempo di fare tutto con calma regatando fino all'ultimo minuto e poi ripartire la domenica. Altre aspetti di tesseramento e normative sono consultabili sul nostro sito, dove tutti spero che lo visitino sempre più spesso per essere aggiornati sulle news. Quest’anno abbiamo visto l'introduzione del nuovo titolo Overall vinto da Giorgio Giorgi. Puoi spiegarci come funzione e se ci sarà come verrà calcolato per il 2012? Dai tempi del CIF, anni 80-90 esisteva questo titolo, lo scorso inverno ne parlai con il nostro main Sponsor dicendo che volevo riportare questo titolo che premiasse l’Atleta più completo tenendo conto di tutte le discipline. L’idea piacque e così è stato reintrodotto. Il

funzionamento è semplice, tutte le diverse discipline vengono considerate, Wave, Slalom, Formula, Freestyle, Raceboard, di ognuno si sono presi i Campionati Assoluti, con un certo coefficiente, lo stesso è stato fatto per la Coppa Italia Formula e Italian Slalom Tour. Come funzionava lo spiegammo in una comunicazione a tutti gli Atleti ad aprile 2011, sul sito sono sempre stati presenti i coefficienti di ogni singola disciplina ed alla fine Giorgio ha vinto. Nel 2012 abbiamo cercato non solo di mantenerlo ma abbiamo anche eliminato le possibili sovrapposizioni che quest’anno a molti waver e freestyler non hanno permesso di fare pienamente lo slalom e viceversa. Il titolo Overall deve servire ai migliori come stimolo ad essere Atleti sempre più completi anche in vista di ambizioni professionistiche quali il PWA. Il momento migliore della stagione AICW 2011 e quello peggiore? Il migliore senza ombra di dubbio il Campionato Nazionale Giovanile Slalom a Marina di Grosseto, pochi giovani ma con uno spirito di fair play, divertimento che mi ha fatto veramente piacere. Ragazzi di 15-17 anni che si aiutavano tra loro senza polemiche, senza proteste, tutti con uno spirito che mi ha fatto vedere come dovrebbe essere sempre una nostra manifestazione. Il momento peggiore? Beh in generale non mi sono piaciuti gli atteggiamenti di non rispetto delle regole, del bla-bla continuo, ci sono più siti di windsurf e/o blog che persone che fanno windsurf, tutti che parlano, poi alle regate solo i soliti conosciuti. Un uso smodato dell'io voglio fare quello che voglio, e non ho mai visto un atteggiamento da gruppo coeso, unito. Molti non leggono i comunicati, i bandi e poi scoppiano problemi con atteggiamenti veramente allucinanti. Su questo si dovrà lavorare ancora molto, se vogliamo che sponsor, aziende di settore, media etc., ci prendano in seria considerazione dobbiamo dare un'immagine di un gruppo, le polemiche e le diverse discussioni mi hanno fatto male, sia psicologicamente che umanamente, pretendere professionalità e professionismo ma senza avere un atteggiamento speculare dall'altra parte è molto difficile da capire e da gestire, capisco l'agonismo, ma quello che è accaduto in certe situazioni proprio non mi è piaciuto. Tutti devono capire di essere più presenti nella nostra Associazione, partecipare alle riunioni, sapere le regole, il nostro Statuto, le differenze dalle regole di regata rispetto alle regole della Associazione, se cresceremo su questo aspetto avremo da guadagnarne tutti quanti perchè diverremo più professionali e professionisti. I tre atleti che più ti hanno colpito nel 2011? Trovarne solo tre è molto difficile, per me siete tutti uguali! Spero per il 2012 di vedere tanti nuovi volti giovani alle regate. Vi aspetto in acqua.


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GPS-LARIOSPEED

PARACARD 2012

TESTO DI: Francesco Prati Il 15 novembre si è conclusa l’edizione 2011 del contest gps-lariospeed iniziata il 15 marzo scorso. Otto mesi in cui tutti gli appassionati dello speed e dello slalom si sono potuti confrontare per stilare la classifica finale. Quest’anno hanno partecipato ben 42 windsurfisti per la classifica lago e 34 per quella mare. I più veloci hanno misurato con i gps velocità superiori ai 36 nodi (67 km/h) superando tutti i record delle cinque edizioni precedenti del contest. Gli organizzatori ci tengono a ringraziare tutti gli sponsor che hanno reso possibile il contest che rimane gratuito per tutti i partecipanti: Starboard, Point7, Tecnolimits, Dikom, Non Solo Mute, Detour, Urban, Shaka, Techart, Abcwindsurf, Circolo Surf Torbole. Cogliamo ovviamente l'occasione per invitare tutti i surfisti italiani a prendere parte all’edizione 2012. Per tutte le info sui regolamenti, classifiche, eventi e molto altro andate sul sito www.gps-lariospeed.ti

Aloha Parassiti! È iniziata la campagna di tesseramento 2012. Anche quest’anno cercheremo di animare la Vostra attività windsurfistica sul Garda con una serie di iniziative a supporto della promozione del nostro nobile sport. Il primo identificativo del Parassita doc è come sempre la ParaCard: la nostra tessera associativa anche quest'anno è stata oggetto di un accurato studio grafico da parte dei brillanti designer di MacCom che la hanno resa ancora più cool. La Card è quest’anno dedicata a 4 giovani talenti del windsurf che partecipano attivamente alla vita del gruppo. È quindi stata realizzata in 4 versioni in cui sulla parte anteriore spicca una splendida immagine di action. Il nostro Grazie va a Alessandro, Andrea, Marco e Matteo! È da subito possibile ricevere la Card a casa senza nessun costo aggiuntivo... in omaggio riceverete anche l'adesivo ufficiale de iParassiti.com - ASD! Sono sempre di più gli esercizi ParaConvenzionati dove presentando la tessera gli associati avranno esclusivi vantaggi. Saranno ulteriormente potenziati i servizi del risponditore telefonico con i dati dei ParaAnemometri di Torbole e Malcesine con l'esclusiva opzione Five per avere notizie in real time dagli spot... meno chilometri per niente rendono il tesseramento davvero conveniente! Maggiori informazioni e dettagli su www.iParassiti.com

LE CLASSIFICHE SEZ. LAGO 1) Armando Bronzetti 2) Simone Schiavoi 3) Robert Hofmann 4) Alberto Guella SEZ.MARE 1) Michele Rocco 2) Robert Hofmann 3) Giorgio Magi 4) Antonio Crepella

LUIGI SECCHI: "UN AMICO DA PAURA..." Di seguito qualche riga che spero possa essere utile per rendere merito al grande Luigi detto Ciccallero, scomparso lo scorso 8 gennaio a Mugoni (Alghero, Sardegna) mentre faceva windsurf. TESTO DI: Gli amici di Luigi L'anno per tanti di noi da queste parti è iniziato con la solita certezza che se si va a fare windsurf in qualche spot del nord Sardegna, lì dove il vento è buono, sei certo che troverai una persona speciale. Uno di quei tipi che anche se ancora non ti conoscono, si avvicina a te, con una scusa qualunque ti rivolge la parola e all'improvviso ti ritrovi con un amico... Non per modo di dire; non con la superficialità di chi usa termini importanti come questo, senza saperne il valore. No. Un amico vero. Perchè è una di quelle persone che anche se magari hai conosciuto da poco, ti tratta meglio di quelli che conosci da tanto tempo. Perchè anche se prima o poi ha qualcosa da farsi perdonare, è sincero e leale e quel perdono non ti sognerai mai di negarglielo. Perchè è chi, se magari sei tu ad aver qualcosa da farti perdonare, mai e poi mai ti serberà rancore, anzi, alla prima occasione, ti chiamerà al telefono per invitarti a cena, abbracciarti e volerti bene sempre e comunque. Per chi come me ha avuto la fortuna di incontrare quell’amico, fare windsurf è diventata una cosa diversa da quello che è stato fino a quel giorno. È diventata l'occasione di fare lo sport che amiamo, ma con un gusto ancora più intenso. Andare in acqua, anche se il nostro è uno sport individuale, è diventata l'occasione di ritrovarsi in compagnia, di scherzare, ridere e fare festa; da quel giorno è bello andare in acqua, ma ancora più bello tornare a riva, perchè lui è lì ad aspettarti per una battuta, un sorriso, un sorso di birra fresca. E se non fai windsurf, non fa nulla, perchè quello è solo un pretesto: tu sei comunque suo amico; lui non ha mica quei pregiudizi del cavolo che hanno in tanti. Non glie ne frega nulla se sei alto, basso, magro grasso, se sei veloce o scarso, se sei windsurfista o se fai kite. Per lui sei comunque "Compà"; lui una birra te la offre lo stesso e se stasera è di riposo dal suo lavoro, organizza una cena e ti convince che sarà la cena più eccezionale della tua vita, anzi, sarà una serata “da capelli dritti”. Non è retorica è la verità e chi ha avuto la fortuna, anzi l’onore di conoscere Luigi, tutto quello che sto dicendo non può che confermarlo e sottoscriverlo senza riserve. Chi lo ha conosciuto come noi, porterà sempre con sé il suono della sua ristata; gli

basterà pensare a lui e a tutti i bei momenti che gli ha regalato, per avere sempre un motivo per sorridere. Continuerà per sempre a vederlo sfrecciare nel suo spot, nel suo mare, quello di Alghero, di Porto Conte, di Mugoni. A chi non ha avuto quel privilegio, quello di conoscerlo, non resta che il rimpianto di non aver fatto in tempo a godere della sua amicizia. Anzi no; forse non è così. Perché quella certezza, quella di trovarlo sempre lì con la sua simpatia e la sua infinita umanità, noi, da queste parti ce l’abbiamo sempre e continueremo ad averla ogni volta che andremo in mare, ogni volta che saremo in spiaggia. Lui sarà sempre con noi e continuerà a tenerci legati dall’amicizia e dalla gioia di vivere; quella stessa gioia con cui ha vissuto lui e che per noi tutti è stata e sarà sempre un esempio. E allora se qualcuno dovesse passare da queste parti magari per caso, magari una sola volta nella propria vita, è bene che tenga gli occhi aperti, perchè Luigi sarà sempre qui tra i suoi amici e riuscirà a conoscerlo e a ridere con lui così come noi. Ciao Luigi.

© Giacomo Sanna


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Ita events 26

UNO SCENARIO TIPICAMENTE MEDITERRANEO, LA LOCATION DOVE GLI ATLETI DELLʼAICW SI SONO RITROVATI A DISPUTARE LA QUARTA ED ULTIMA PROVA DELLʼITALIAN SLALOM TOUR 2011, PROVA DECISIVA PER LʼASSEGNAZIONE DEL TITOLO. 09/12/2011

MARSALA (TRAPANI) La città di Marsala, particolarmente graziosa, è caratterizzata ancora dagli antichi fasti garibaldini e di quelli legati alla produzione del vino, il rinomato “vino di marsala” la cui produzione risale alla fine del Settecento costituendo tuttora una voce importane per l’economia locale, e delle famose saline. Di rilievo è il centro storico, molto curato, dove si affacciano antichi palazzi e chiese e le imponenti porte d’accesso al centro cittadino. Quattro rider matematicamente in gioco per l’assegnazione del titolo: Matteo Iachino, Malte Reuscher, Marco Begalli e Andrea Ferin; lo spettacolo è assicurato! Inoltre a questa tappa, coincide la quarta ed ultima prova del campionato zonale Calabria/Sicilia, con il titolo già assegnato al siciliano Antonio Finocchiaro; interessante anche la partecipazione del giovane local 15enne Danilo Salvo, proveniente dalla “scuola” RSX e anche molto talentuoso. Purtroppo a causa delle condizioni meteo instabili l’evento è stato limitato ad un solo giorno di regate, durante il quale sono stati disputati quattro tabelloni da due batterie. Sabato mattina il vento da sud-ovest già alle 8:00 soffia a più di 20 nodi, il che fa presagire bene, molto bene… Ore 10:00 in punto skipper’s meeting. Quindici i partecipanti, divisi in due gruppi per affrontarsi in 4 prove. Alle 10:30 tutti in acqua, velocissimi e con vento in aumento tra i 25 e 28 nodi! Condizioni eccezionali, merito dello specchio d'acqua della laguna dello Stagnone,

caratterizzato da acque basse che consentono di raggiungere velocità elevate, un’ottima palestra per lo Slalom. Il campo di regata down-wind viene piazzato davanti alla sede della Lega Navale di Marsala, organizzatrice dell’evento.

ORE 10:35 START DEL PRIMO TABELLONE Finale vincenti, con Malte Reuscher che parte benissimo inseguito da Begalli, Iachino, più arretrati battagliano Ferin e Giorgi; infine Amarotto e Salvo nelle ultime posizioni. Marco Begalli vince, è provvisoriamente primo in classifica; pesantissimo a queso punto il sesto posto di Malte in chiave campionato con un distacco dai primi due, Begalli e Iachino, rispettivamente di -3 e -4 punti!


TESTO DI Raffaele Gaetano | FOTO DI Dalex 27

ORE 12:00 START DEL SECONDO TABELLONE Esaltante la finale vincenti, dove partono tutti benissimo: Reusher, Begalli, Ferin, Iachino, Hoffmann e Giorgi in successione seguiti da Amarotto. Il gruppo è rimasto compatto durante tutti e cinque i lati, Reusher e Begalli hanno comunque dominato contendendosi la vittoria fino all’ultimo istante; nonostante la grande velocità e le manovre molto efficaci il laziale non riesce a sottrarre la vittoria a Malte Reuscher, piazzandosi in seconda posizione. Terza posizione per Iachino.

ORE 13:00 START DEL TERZO TABELLONE Il vento che fino ad ora soffiava costantemente a circa 25 nodi, è diminuito notevolmente. Durante il break la flotta è tornata a terra a cambiare l’attrezzatura con vele e tavole più grandi; quasi tutti rientreranno in acqua con vele di 9mt.

ORE 13:55 START DEL QUARTO TABELLONE Il vento è continuato a diminuire e si parte con il quarto tabellone in un campo di regata decisamente “bucato”. A causa dell’ulteriore calo di vento, molti atleti hanno rinunciato alla partenza; verrà disputata soltanto la “finale vincenti”. Matteo Iachino, già imbattuto nella scorsa edizione 2010, vince la tappa di Marsala riconfermandosi nuovamente campione dell’Italian Slalom Tour. Il 22enne ligure, ha vinto il circuito grazie ad una costanza di risultati, mostrata anche qui in Sicilia, fattore che gli ha permesso di avvalersi su avversari come Reuscher, Begalli e Ferin, dimostratisi tutt’altro che facili da battere. Degno di nota anche il piazzamento in campionato del giovane toscano, classe 1994, Luigi Romano che assente a Marsala, mantiene la quarta posizione assoluta in campionato dovuta alla ricchezza di risultati delle precedenti tappe: bravo e complimenti Gigi!

Alla fine di un altro anno di competizioni nazionali, un grande ringraziamento a tutti i circoli organizzatori che hanno ospitato le rispettive tappe di campionato e alla Associazione Italiana Classi Windsurf, che dalla “presidenza Cottafavi” vive un epoca di organizzazione, coinvolgimenti e ricchezza di eventi con pochi precedenti. Arrivederci al 2012 e Buon Nuovo anno agonistico a tutti!

CLASSIFICA DELLA IV TAPPA DELLʼITALIAN SLALOM TOUR 2011 (Prime 10 posizioni) 1) Matteo Iachino 2) Marco Begalli 3) Malte Reuscher 4) Giorgio Giorni 5) Fabrizio Amarotto 6) Andrea Ferin 7) Robert Hoffmann 8) Antonio Finocchiaro 9) Mario Menno 10) Danilo Salvo

(F2, Challenger Sails) (Starboard, Severne) (RRD, Point-7) (Drops, Challenger Sails) (Drops, Gaastra)

(vincitore titolo zonale Slalom Cal/Sic)

CLASSIFICA GENERALE ITALIAN SLALOM TOUR 2011 1) 2) 3) 4) 5)

Matteo Iachino Malte Reuscher Marco Begalli Luigi Romano Andrea Ferin

(F2, Challenger Sails) (RRD, Point-7) (Starboard, Severne) (RRD, Point-7) (RRD, Challenger Sails)


Slalom technique 28

PINNE: CHOCO FINS Con questo numero iniziamo a parlare di materiali da Slalom per avere una visione globale delle attrezzature che sono così fondamentali specialmente in questa disciplina. Inizieremo parlando di pinne. Specialmente gli slalomari alle prime armi sottovalutano la pinna credendo di non poter sentire la differenza di una pinna dall'altra a causa del loro livello. Questa è la cosa più sbagliata che si possa pensare. Basta infatti saper planare e tenere un assetto in planata per rendersi conto delle enormi differenze tra una pinna e l'altra. Per esempio chiunque è in grado di sentire il gap tra una pinna in G10 e una in carbonio. Forse non si renderà conto del perchè una è diversa dall'altra o di “come” una sia diversa dall'altra ma sicuramente sentirà la differenza. Da tavola a tavola infatti cambiano le necessità e non è detto che se una pinna è perfetta su una tavola lo sia su tutte. Intanto per iniziare ci sono tavole incollate all'acqua che hanno bisogno di essere liberate e al contrario tavole liberissime che hanno bisogno di una pinna che le renda

controllabili. Io ora parlerò dei miei materiali ma le linee guida sono le stesse per il giudizio di qualsiasi altro brand. Oggi parliamo delle Choco Fins in carbonio. Pinne molto famose nel Freestyle, utilizzate da Gollito e Van Broeckhoven, fino all'anno scorso presentavano una linea Slalom solamente in G10. Da quest'anno è invece presente anche una linea Slalom in carbonio. La pinna è molto particolare per la sua stabilità e potenza. Parliamo qui di una pinna che rende la tavola molto controllabile, forse poco adatta a tavole già molto “incollate” all'acqua ma consigliabile in condizioni di soprainvelatura e per tavole molto libere. La pinna inoltre è potentissima in tutte le sue misure ed è sconsigliabile utilizzare la stessa misura che si usava con un'altra marca a parità di vela, tavola e vento. Da quel che ho potuto provare vanno utilizzati almeno 2 cm in meno di quel che si usava con un’altra linea (parliamo di Tectonics, Deboichet ecc...). Se la misura scelta è troppo grossa non “volerete via” come spesso accade con altri brand quando si esagera la lunghezza, ma piuttosto vi sentirete più lenti e


TESTO DI Matteo Iachino 29

Matteo Iachino durante gli allenamenti invernali a Tenerife.

la tavola sbanderà in modo notevole sottovento rallentandovi in quanto vi si “incastrerà” il rail nell'acqua frenandovi. Utilizzando invece la misura giusta con vento leggero avrete un bell'appoggio stabile e privo di spin-out, e con vento forte e misure ridotte avrete controllo a volontà. Nelle misure più piccole la pinna infatti forse non è veloce quanto altri marchi. Quel che c'è invece da sottolineare come ho già detto è il controllo che dà alla vostra attrezzatura in condizioni difficili. Sta a voi poi valutare se con “ventone” avete già controllo e vi serve solo più velocità o se avete bisogno di essere più comodi in andatura essendo sempre a rischio catapulta. Io dal 2012 gareggio con F2 che sono tavole molto veloci ma abbastanza tecniche specialmente nelle misure più piccole. Ho quindi optato per una pinna che mi renda la vita semplice perchè in gara secondo me paga di più il controllo e la rilassatezza piuttosto che avere magari mezzo nodo di velocità in più. C’è già troppo a cui pensare e se uno deve anche diventar pazzo per controllare la tavola e farla andar forte senza “ammazzarsi” di sicuro la gara non andrà per il meglio se si naviga in condizioni “hard”. Al contempo ho scelto queste pinne perchè nelle misure più grandi per il vento leggero, da usare con la 8.7 e la 9.5 mi danno un bell'appoggio sicuro su cui spingere. Personalmente odio la sensazione di stare sulle uova sempre attento allo spin-out e potendo utilizzare 2 cm in meno ho la possibilità di avere la sensazione di potenza che piace a me associata ad una pinna più corta che rende più veloci al lasco. Badiamo bene al fatto che queste ultime cose sono soggettive e cambiano da rider a rider. Andrea Rosati per esempio utilizza pinne potenti la metà e va forte lo stesso perchè a lui piace avere quella sensazione e probabilmente ha uno stile più fine e spinge meno di quanto faccia io. Parlando del profilo, la pinna ha la testa piuttosto larga, ha un bello spessore, il bordo di entrata non è molto fine ed è molto rigida per tutta la sua lunghezza... Ma questo poco importa, provate più pinne che potete e scegliete quella che vi piace di più, non state li a pontificare sul profilo di entrata ecc. che non vi serve a nulla!

VELE: CHALLENGER AERO+ Ora spostiamoci invece sul versante delle vele. Ci sono una miriade di marchi che propongono linee Slalom specialmente ora che è la disciplina più in voga. Oggi parleremo della Challenger Aero+, il cavallo di battaglia di casa Challenger proposta dall’esperienza trentennale di Claudio Badiali. Ho iniziato a gareggiare con queste vele da poco ma Claudio mi sta già coinvolgendo spiegandomi il perchè si hanno certe sensazioni con esse e come si sviluppa una vela. Sono solo all'inizio e ho tanto, tutto da imparare, ma vi posso dire qualcosa riguardo alla vela e riguardo al feeling che si ha con la stessa. Iniziamo dicendo che la linea è sviluppata attraverso prototipi fatti, modificati e studiati in Italia a Senigallia nella veleria, per poi mandare le specifiche alla fabbrica di produzione. Il peso della Aero+ è nella media, non super leggero e nemmeno pesante. Diciamo che, a meno che una vela sia fatta male, più pesa e più dovrebbe durare il monofilm, meno pesa e più il monofilm è fine e minore è la durata della stessa; credo che questo sia abbastanza intuitivo. In questi ultimi anni abbiamo assistito allo sviluppo di vele Slalom sempre più “corte” d'albero e sempre più “larghe” di bugna lasciando il boma corto attraverso il cosiddetto

“insert clew” (il buco in bugna tanto per intenderci), pensiamo a NeilPryde e Gaastra. Questo almeno in teoria dovrebbe donare alla vela molta accelerazione (dopo le strambate e in partenza in planata) a discapito di un po’ di velocità di punta in meno. La Challenger ha scelto di non seguire questa linea di pensiero ma continuare per la sua strada. La linea presenta vele molto allungate e boma abbastanza corti ma senza l'insert clew. La Aero+ Slalom è una vela nata per andare al lasco e in questa andatura regala le prestazioni migliori, meno accentuate invece al traverso. Il profilo è molto particolare rispetto alle sue concorrenti. La curva d'albero è meno accentuata, non rendendo necessario stracazzare dalla base la vela prima di andare in acqua. La vela è studiata per non essere supersventata nella parte alta, e quindi ha profilo e potenza anche la penna della vela, e questa è un'altra differenza sostanziale. Il profilo infatti lavora sulla superficie completa e tutta la balumina resta tesa e non si “accartoccia”. Questo la rende sicuramente stabile ma anche molto potente ed è necessario scendere subito di misura appena ci si sente soprainvelati per essere competitivi, altrimenti si rischia di avere troppa potenza che ci trascina letteralmente in avanti e che non si riesce a utilizzare. Ciò può essere controproducente ma a me piace il fatto di poter usare una misura più piccola a parità di vento, che non si scompone quando si è coperti da qualcuno sopravento anche se si ha una misura relativamente piccola e potendo così avere più maneggevolezza nelle strambate. Ma è di nuovo soggettivo, ci sono molti surfisti che preferiscono una vela che funziona soprattutto quando si è soprainvelati a discapito di quando si è giusti o sottoinvelati, dipende da persona a persona e non è assolutamente detto che quello che piace e va bene a un surfista vada bene per tutti, come ho già detto. Per esempio io mi devo ancora abituare a cambiare subito vela appena sono soprainvelato, infatti a Marsala, nell'ultima tappa dell’Italian Slalom Tour 2011, nelle prime 2 prove delle 4 disputate avevo la 8.7 con il 110 litri. La vela era piena e non riuscivo a sfruttare tutta la potenza, problema che non avrei avuto se avessi cambiato subito misura utilizzando la 7.8 con la quale sarei stato sicuramente più comodo e più veloce, ma l'errore è stato mio e l'importante è imparare a fidarsi e cambiare subito. Sta di nuovo a voi capire cosa preferite, che stile avete e scegliere quindi la vela. Spero con questo piccolo report di avervi illustrato dal mio punto di vista i pro e i contro delle pinne e delle vele che ho scelto di utilizzare e specialmente mi auguro di aver dato informazioni in modo obiettivo, che è la cosa più importante. Poi è logico che se ho scelto di gareggiare con questi materiali è perchè credo in essi e nelle loro potenzialità più che in altri! Alla prossima!


People 30

COME È NATA LA MIA PASSIONE Amo profondamente il mare, è parte di me… in acqua mi muovo sicuramente meglio che in strada. Ho imparato a conoscere il mare a fondo, esplorando sin da bambino, con tubo e maschera, le sue meraviglie, alla ricerca di pesci e conchiglie. Ma non era solo il suo fondale ad attirare la mia attenzione... i colori vivaci delle vele e la velocità delle tavole, riuscivano a farmi stare per ore seduto su uno scoglio, a guadare tutti i windsurfisti che sfrecciavano sul mare. Mio padre è stato anche istruttore, e ricordo che, osservandolo, cercavo di capire e far miei tutti i segreti di questo sport… armato di tavola e pagaia seguivo ogni lezione, acquisendo trucchi e strategie, quasi fosse un gioco. Da quando ho messo piede per la prima volta su una tavola, non ne sono più sceso, non è mai esistita stagione per andare a mare, ed oggi porto sempre avanti

la mia passione con grande successo. L’amore per il mare e per il windsurf mi hanno permesso di differenziarmi dai miei coetanei e non. Le mie prime esperienze sono indimenticabili, grazie anche e a tutti i miei amici windsurfisti, più grandi di me che, pazientemente, mi portavano con loro in tutti gli spot in giro per la Sicilia e fino anche in Marocco, la mia prima esperienza fuori dalle nostre coste. Con gli anni, il Windsurf mi ha portato a raggiungere mete più lontane, Capo Verde in Africa, il Marocco, la Spagna ma, rimangono al primo posto le isole Hawaii, paradiso dei windsurfisti… Nonostante i tanti viaggi, attraverso tanti mari e spot diversi alla ricerca di vento e onde perfette, la Sicilia rimane per me uno degli spot più validi… ed è per questo che l’ho scelta come sede della mia scuola di windsurf, trasformando la mia passione anche in lavoro. Ovviamente non poteva che chiamarsi “Danielino” Windsurf School.

DANIELE DI ROSA ANNI: 27 NATO: a Catania ALTEZZA: 175cm PESO: 70kg DISCIPLINA: tutte! DISCIPLINA PREFERITA: wave SPOT PREFERITO: Portopalo (Sicilia), Hookipa (Maui) SPONSOR: Reptile, Tushingham, 99international, Flying Objets, MFC, Maui cnc MANOVRE PREFERITE: Pushloop, Aerial Tweacked ANNI DI WINDSURF: 20 GARE: 3° Prince of the Lake 2002, 1° campionato regionale Sicilia Slalom 2002, 3° campionato regionale freestyle Nizza di Sicilia, 7° campionato regionale freestyle 2003, Capo del Capo 2011


TESTO DI Daniele Di Rosa | FOTO DI Jimmie Hepp | RIDER Daniele Di Rosa | LOCATION Hookipa, Maui 31

LA MIA ESPERIENZA ALLE HAWAII

IL MIO ULTIMO VIAGGIO ALLE HAWAII – LE NOVITAʼ

La mia prima volta alle Hawaii, nel lontano 2006, è stata incredibile ed indimenticabile. L’arrivo a Honolulu, in un istante ha cancellato la stanchezza di giorni di viaggio, lunghissime ore di volo e notti passate in aeroporto. Sono stato accolto da una raffica di vento caldo e cullato dal suono delle palme, mosse dal vento, che circondano l’aeroporto. Dopo la raccolta dei bagagli, sono andato a recuperare la mia macchina hawaiiana a noleggio! Ho conosciuto così l’attuale mio grande amico, Sergio Salaparuta, italiano trasferitosi da anni alle Hawaii, gestore di un autonoleggio, ormai famoso a Maui, il “Manaloha rent a car” (e-mail: sergiosala@hawaiiantel.net). Con la mia Chrysler ho quindi raggiunto il mio alloggio, che, dopo tante volte, è diventato ormai una seconda casa, grazie soprattutto all’ospitalità del mio fraterno amico Andrea Natoli. È lui l’italiano che ha fondato la Maui cnc, azienda produttrice di pinne custom per i migliori marchi mondiali, quali MFC, Maui Ultrafins, Vector, ecc. Dormivo proprio all’interno della factory, aiutavo Andrea nella produzione delle pinne, sia ovviamente come segno di riconoscimento, ma anche per piacere, il lavoro lì mi ha permesso di imparare tantissimo sul Windsurf, quello vero, sullo studio di una pinna, sulle tecniche di produzione e su tanti aspetti di questo sport. Attorno alla factory di Andrea, gira tutto il mondo del Windsurf, tutto questo mi ha dato quindi la possibilità di conoscere i più grandi campioni che praticano questo sport. Non mi sono fermato alle pinne, ma curiosando nelle più famose shaper-room ho studiato come nasce una tavola da surf-windsurf. Non poteva esistere posto migliore! Ho portato con me tutto quello che ho imparato e al mio ritorno a casa, ho messo in pratica tutte le cose viste e studiate. E così, miscelando colori e resina, mi sono ritrovato a riparare le prime tavole. Con il tempo ho affinato la mia tecnica, la mia esperienza insieme alle mie capacità grafiche mi hanno permesso di realizzare delle riparazioni degne delle più grandi shaper-room hawaiiane! Mi sono anche dilettato a costruire qualche tavola, sia personale che per la mia scuola.

Dopo il primo viaggio del 2006, periodicamente sono tornato alle Hawaii, ritrovando sempre l’ospitalità di Andrea, gli amici di sempre e la grandiosità delle onde! Sono tornato da poco dal mio ultimo periodo a Maui e come ogni volta, apprendo le nuove tendenze su tavole e pinne. Come sappiamo, già circa cinque anni fa è stato rivalutato il “twin”. Questo è nato circa 15 anni fa, ma fu subito abbandonato, ritornando ad utilizzare il single fin. Il twin ha però avuto la sua rivincita, è stato ripresentato e rivisitato con un nuovo shape della tavola, risolvendo i difetti di partenza in planata del twin originario. Infatti, in pochissimo tempo questa novità da Maui ha raggiunto tutto il mondo. Alla tavola stretta e lunga “a goccia”, si è sostituita una tavola molto più corta e più larga, più compatta. Da cinque anni a questa parte ci sono state molte evoluzioni, dal twin si è passati al quad, che dura tutt’ora, con buoni risultati, mantenendo l’outline e lo shape della tavola compatta. Sul quad sono stati fatti diversi studi, soprattutto con MFC. Pio Marasco ed il suo team, hanno disegnato e testato set di pinne di diversi shape e misure, adatte per ogni singola condizione, permettendo di sfruttare la tavola quad ai massimi regimi, da side ad onshore. Infatti, si è visto il quad anche surfare JAWS! Così come anche, dare il meglio a Pozo! Accanto ad uno studio attento, queste pinne sono le migliori anche per l’utilizzo di materiali eccellenti, altamente performanti, quale il G10. Questo materiale da alla pinna la rigidità perfetta e di conseguenza la tavola quad acquista maggiore velocità. Ma, come sappiamo bene, il nostro sport è in continua evoluzione, grazie anche ai maestri shaper! È con l’esperienza sul campo, anzi sull’onda, che c’è lo studio più attento della tavola e della pinna perfetta! E, se necessario, si è pronti a tornare anche indietro… Proprio qualche settimana fa, all’interno della factory, ho visto con i miei occhi Andrea Natoli lavorare su delle single fin! Eh si, avete capito bene! Anche nel windsurf la moda ritorna! Chissà a chi lo vedremo per primo… Ho avuto l’onore, oltre che di vedere, di toccare con mano, accorgendomi che si tratta di una pinna molto flessibile, sempre by MFC. Ancora poco possiamo dire sul ritorno al single fin, ma vi terrò aggiornati su queste pagine!


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ANCORA MAUI, GLI SPOT E I POSTI DA NON PERDERE… Lo spot per eccellenza, che caratterizza Maui, è Hookipa, famoso per la costante presenza di swell e vento, dove si può trovare la più grande concentrazione di pro del windsurf! Vederli in azione sulle onde, tutti insieme nello stesso posto, è un vero spettacolo! È uno spot eccezionale, che richiede anche una buona esperienza, bisogna avere buona destrezza con il nostro sport perché se si sbaglia è facile finire a rocce! Ma Maui non è solo Hookipa, esistono moltissimi altri spot, divertenti e più accessibili, che offrono caratteristiche diverse, accontentando ogni esigenza! Spreckswille è uno di questi, è uno spot che ti permette, anche in quelle giornate un po’ monotone, di divertirti, imparando, onda dopo onda, salti e nuove manovre. È caratterizzata da un vento molto laterale e set di onde non molto alte ma ottime per allenarsi e provare a saltare. Se non vuoi avere l’ansia di surfare rischiando di andare a rocce lo spot ideale è Kanaha, un vero e proprio parco dei divertimenti per i windsurfisti, esperti e non. Ci sono prati bellissimi dove armare la vela, comode docce dove lavare tutto, e anche una pineta attrezzata con barbecue per delle arrostite a fine surfata. Kanaha è uno spot che offre anche una vasta scelta di condizioni, molto divertente con lo Slalom e Freestyle, perchè caratterizzato dai primi 200 metri da riva da acqua piatta, fuori da questi 200 metri c’è il vero parco-giochi, adatto per tutti i livelli. Le onde sembrano disegnate, sono molto lunghe e dunque, un’onda può essere surfata da più persone. Maui non è solo Windsurf, il poco tempo che rimane si può sfruttare per visitare luoghi, ristoranti e le tante meraviglie naturali che caratterizzano l’isola. Mi viene in mente Hana, famosa per la sua foresta di bambù; il vulcano, bellissimo salire fino in cima e vedere una distesa di terra rossa e tutte le varie bocche che lo circondano; le twin falls, cascate naturali che tagliano l’isola. Non posso non nominare Paia, centro che lega tutti gli spot, incrocio famosissimo presente in quasi tutti i video di windsurf girati a Maui, meta fissa giornaliera per molti, famosa per i negozi, per i bar e i locali, tra i quali vale la pena nominare il “Mana Foods”

ed il “Fish Market”. Il “Mana Foods” è un supermercato, piccolo ma ricco di alimenti biologici di ottima qualità. E poi il famosissimo “Fish Market”, che è un piccolo ma buonissimo ristorante tipo fast-food di pesce, mia meta fissa giornaliera! Si riesce a fare un pasto completo a un prezzo davvero economico, mangiando cibo freschissimo, insostituibile il “mahi mahi burger” e le “french fries”…da leccarsi i baffi! Tutti questi luoghi citati appartengono alla North Shore, esistono anche altri bellissimi posti sul South Shore, come Kihei e Lahaina, che accolgono molti turisti, soprattutto non surfisti, prive di vento ma ricche di spiagge bianchissime e hotel mozzafiato.

DA MAUI A CATANIA Dopo tanto Windsurf, studio e test su onde, è arrivato il momento di tornare a casa, giusto in tempo per il Natale! Ho ripreso la mia abituale attività, rielaborando a modo mio tutto quello che ho visto e imparato alle Hawaii. Inoltre, ho subito informato i miei sponsor sulla qualità e le prestazioni delle mie attrezzature testate a Maui, evidenziando i punti di forza e annotando eventuali accorgimenti da fare per migliorare, mantenendo il prodotto sempre al massimo della qualità. Ne approfitto per ringraziare e rinnovare la mia stima per loro, 99 International, Reptile masts e Wavedogs. Al più presto andrò di persona alla 99 Factory per ritirare le mie nuove fantastiche tavole e incontrare di persona Gianni Valdambrini e Cesare Cantagalli… non vedo l’ora! Continuerò il mio giro, passando da Wavedogs, dove mi aspettano le mie nuove vele Tushingam (vera entusiasmante rivelazione!) e i miei nuovi Python Reptile masts! Questi sono i miei primi obiettivi per il nuovo anno! Il ritorno in Sicilia come potete immaginare può essere “traumatico” ma, questa volta per me non lo è stato affatto! Per quanto belle siano le Hawaii, la voglia di tornare era troppo forte, perché sapevo di ritrovare la mia dolce Silvia, unica passione al di sopra del Windsurf! Spero che la prossima volta possa venire con me, il viaggio avrebbe tutt’altro sapore!


Onde e curve - Valentinaʼs Space 34

DESIDERO APRIRE QUESTO NUMERO CON UNA BREVE PARTE DI TESTO TRATTO DA UN ARTICOLO DI GENNAIO, SCRITTO DA FRANCESCO LONGO SUL “CORRIERE DELLA SERA.IT” NEL “IL CLUB DE LA LETTURA”, PERCHÈ PENSO MERITI ESSER LETTO.

La vera pace di Dio comincia in qualunque luogo che sia mille miglia distante dalla terra più vicina. Joseph Conrad

Francecsco Longo scrive: “Non è vero che la grande virtù dei surfisti è il coraggio. I romanzi, su questo punto, sono chiari. La loro più grande abilità è l’attesa. I surfisti sono imbattibili in questa attitudine: sanno vivere sospesi. Attendono l’onda giusta, attendono la perturbazione in arrivo, sono perennemente convinti che la più imponente onda della storia si stia per abbattere sulla loro spiaggia. Alla fine, tutte le volte che all’orizzonte si profila davvero la grande onda, il tono si fa epico, e torna immancabile la stessa domanda: «C’è qualcuno in grado di cavalcarla?»” Sicuramente l’atleta che tra poco conoscerete, è alla perenne ricerca di grandi onde da “cavalcare”. Surfista esperta, radicale, temeraria windusfrista e kiter, Angela Peral è davvero una delle poche donne ad aver raggiunto nelle tre discipline un altissimo livello. Capace di stile personale nella lettura delle onde… Nell’inverno 2003 mi colpì il suo arrivo in spiaggia a Tarifa. Scendeva da un furgone in compagnia di sua madre, entrambe armavano la vela non curanti della sabbia che arrivava a raffiche pungendo viso e gambe. Entravano in mare dopo poco alternando vulcan stellari a front loop impressionanti. Di sicuro, come conferma lei stessa, è riuscita a vivere il suo sogno... Buona lettura! Angela, puoi raccontaci un po’ della tua adolescenza? Sin da piccola ho amato il mare. Entrambi i miei genitori gareggiavano in windsurf, e a me piaceva l’idea di diventare come loro, prima o poi. Da qui, credo, il mio attaccamento agli sport acquatici sin da giovane età. A12 anni mi sono applicata con più costanza al windsurf tanto da poter, dopo 2 anni, partecipare a qualche tappa nazionale. Riscontrando risultati soddisfacenti decisi di iscrivermi a eventi del circuito PWA. A 16 anni ho fatto lo stesso con il kite e riscuotendo buoni risultati decisi di partecipare a competizioni anche in questo sport. Ho proseguito con il kite essendoci molte più persone della mia età con cui allenarmi, inoltre gli sponsor mi hanno supportata fin dall’inizio e così mi è stato possibile continuare con entrambi gli sport, fare gare, studiare, viaggiare e uscire con gli amici. Il mio sogno è sempre stato quello di viaggiare e incontrare nuove persone… per ora la mia vita è stato un sogno divenuto realtà. So che hai una relazione unica con tua madre, una windsurfista eccellente, vuoi parlarci un po’ di lei e del vostro rapporto? Si, lei da sempre è stata il mio idolo, è uno stimolo continuo, non smette mai di motivarmi per seguirla. È stata lei che mi ha aiutata dall’inizio fino al conseguimento dei miei obiettivi. Essere in acqua con lei è una soddisfazione senza paragoni! Poterla vedere girare impressionanti forward loop, meglio di molti uomini, viaggiare insieme, condividere surfate… è meraviglioso. Anche lei va matta per il surf! Raccontaci come hai iniziato a fare windsurf? Come ho detto, entrambi i miei genitori erano professionisti. Da piccola mi facevano prender confidenza mettendomi sulla tavola e spingendomi. Io li osservavo molto. Quando ho compiuto 5 anni gli chiesi un mini Bic, che ho messo in acqua con mia sorella. A 12 anni il cambiamento verso un windsurf un po’ più “serio”. Come sei diventata una professionista? All’inizio non ci pensavo molto, poi un giorno mi sono chiesta perchè non spingermi

un po’ oltre; ed è li che iniziai. Mia mamma mi seguiva spesso quindi avevo una maestra sempre con me. Per permettermi di partecipare alle gare ho lavorato durante l’estate in un negozio a Tarifa e anche mi occupavo delle pulizie di diverse abitazioni, il che mi permise di poter guadagnare un po’ soldi per poter partecipare alla mia prima gara a Pozo in Gran Canaria. Mi sono classificata 4° e ho ricevuto abbastanza soldi per potermi iscrivere alla tappa successiva. Dopo pochi anni ho ricevuto la sponsorizzazione di Roxy che mi ha aiutato enormemente dal punto di vista economico. A me non restava altro che concentrarmi sul PWA e allenarmi! Anche nel Kite, North Kiteboarding mi ha dato una mano enorme! Qual è la disciplina che preferisci? Le onde senza dubbio! Le amo, cosa altro potrei aggiungere!? Quale sport preferisci tra surf, windsurf e kite? Il surf è la mia principale passione, poi decido con cosa uscire in base alle condizioni. Tarifa è spesso caotica e sovraffollata, qualche problema di precedenze tra kiter e windsurfer? Cerco di non preoccuparmi troppo di questo… ad ogni modo quando esco in windsurf i kite mi danno un po’ fastidio e viceversa quando esco in kite…


TESTO DI Valentina Crugnola | FOTO DI Youri Zoon 35

È Tarifa la tua base? Si! È il luogo in cui vivono i miei genitori e i miei migliori amici, e dove ho più ricordi. Il tuo spot wave preferito vicino a Tarifa? Il Palmar. La tua meta preferita? Peru. Cosa significano le onde per te? Felicità e un sorriso di 24 ore. Il surf ti è stato utile per migliorare la tua tecnica con il windsurf tra le onde? Si è molto utile in particolare per leggere l’onda, capire quale linea scegliere e come tagliarla. Quale sponsor ti ha supportata durante la tua carriera? Roxy, sono stati presenti fino dai miei esordi. Di cosa non potresti fare a meno? Della spiaggia. Qualche sogno? Continuare a viaggiare in meravigliose destinazioni con onde incredibili e diventare una bravissima personal trainer. Qualche consiglio per appassionati principianti? Impegnarsi per ore con passione: alla fine si raggiungeranno gli obiettivi.

FAST INTERVIEW: Surf, Kite O Windsurf? SURF Disciplina preferita? WAVE Mure a destra o sinistra? DESTRA Tavola e vela preferite? VELE NORTH E TAVOLE FANATIC Cibo preferito? PASTA Musica preferita? FLAMENCO Libro preferito? L’ALBERO SAPORITO Film preferito? BAMBI Ragazzo Ideale? IL MIO YOURI ZOON Lingua preferita? SPAGNOLO Rider preferito? JULIAN WILSON Hobby? RIDERE, BALLARE, USCIRE CON GLI AMICI


People 36

LA VITA DI TUTTI NOI È SEMPRE PIÙ FRENETICA PER LʼACCUMULARSI DI IMPEGNI. ARRIVA PERÒ IL MOMENTO DI FERMARSI A RIFLETTERE. FLORIAN JUNG DA 6 ANNI NON SI FERMAVA MAI, SPINTO DALLA SUA PASSIONE E IMPEGNATO TRA I VARI PHOTOSHOOTING, EVENTI PROMOZIONALI E COMPETIZIONI. NELLʼULTIMO EVENTO PWA DELLA STAGIONE IN DANIMARCA, ATTERRANDO DA UN BACK LOOP SI È ROTTO IL GINOCCHIO. DOVENDO STARE FUORI DALLʼACQUA PER UN POʼ DI MESI SI È FERMATO A RIFLETTERE SU QUELLO CHE FINO AD ORA HA FATTO E SU ALCUNI NUOVI PROGETTI. VEDIAMO COSA HA INTENZIONE DI FARE.

Sulla strada per la Namibia. © Nayra Alonso

Florian Jung, la sua prima onda a Jaws! © Jimmie Hepp


INTERVISTA RACCOLTA DA Fabio Calò 37

Ciao Florian, raccontaci come è andato il tuo 2011? Nel 2011 ho avuto molti alti e bassi. Sono stato in Sud Africa, Namibia, Maui, Canarie, Marocco, Francia e in Danimarca. La stagione è iniziata davvero bene con l’annuale photoshoot di RRD a Cape Town, seguito da una travel story con John Skye a Nayra Alonso in Namibia, di cui Funboard ha pubblicato l’articolo. Qualche settimana dopo ho trovato delle perfette onde in Marocco insieme a Boujmaa. L’highlight successivo è stato il viaggio a Maui dove ho surfato a Jaws per la prima volta nella mia vita, e ho iniziato le riprese per un grande progetto video. Dopo qualche evento di promozione in giugno, ho trascorso l’estate alle Canarie dove ho continuato a lavorare sul progetto video e ho partecipato alle gare Wave PWA di Tenerife e Pozo. Sfortunatamente durante il successivo evento PWA di Klitmoler in settembre mi sono infortunato il ginocchio e ho dovuto subito iniziare la riabilitazione per il resto dell’anno.

Come ti sei rotto il ginocchio? C’erano condizioni davvero toste con tanto vento, corrente fortissima e onde overmast. Ero nel secondo round delle eliminazioni durante la gara di Klitmoller. Ero super soprainvelato con la mia 3.7, quando ho visto una buona onda. Ho deciso quindi di fare un Back Loop. In aria una raffica violenta mi ha fatto andare in over rotation. Quando ho guardato giù ho capito che ero molto alto e completamente fuori controllo. Mi sono detto: “Non andare!”. Ma se avessi lasciato l’attrezzatura con quella corrente non sarei più riuscito a riprenderla. Così ho deciso di tenere e l’atterraggio è stato davvero duro. Ho subito sentito che qualche cosa si era rotto nel mio ginocchio destro. Quando ho provato a risalire sulla tavola ho avuto molto male e ho capito di aver terminato la gara. Ho rotto i legamenti e anche una piccola frattura ossea. In questo momento ci tengo a ringraziare i miei sponsor, RRD, Gun Sails e Fiat Freestyle Team che mi hanno davvero supportato nei miei 4 mesi di riabilitazione.


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Flo in Back Loop durante la gara in Danimarca a Klitmoller. Con la stessa manovra poco dopo si è rotto il ginocchio all’atterraggio. © John Carter

Quali sono i tuoi piani per i prossimi mesi? Il mio obiettivo è di ritornare in acqua il prima possibile. A febbraio vorrei andare a Cape Town con il team RRD per il photoshoot. Sto comunque continuando a lavorare al Movie che dovrebbe uscire a fine 2012. Vi comunicherò presto maggiori informazioni. Insomma, ho un sacco di cose da fare.

Tempo di riabilitazione...

E nel 2012 che progetti hai? Per il 2012 ho già pianificato alcuni trip per il mio progetto video chiamato: “Don’t Let Go”. Insieme a rider come Camille Juban, Robby Swift, Boujmaa Guilloul e Graham Ezzy, con i quali ho già effettuato molte riprese negli ultimi 5 mesi in Marocco, Maui e in Francia. Ma c’è ancora molto lavoro da fare. Abbiamo fatto anche molte foto pazzesche per produrre articoli per le riviste e presto uscirà un trailer di presentazione. In oltre vorrei divertirmi durante la stagione e senza avere altri infortuni!


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Florian a Witsand, Sud Africa. Uno dei migliori spot della zona per saltare, non a caso frequentato assiduamente da tutti i top sailor del PWA durante i loro allenamenti invernali. Š John Carter


40 Aerial a Sunset, Sud Africa, durante il photoshooting RRD 2011. © John Carter

TESTO DI Florian Jung Una volta qualcuno mi disse: “Devi amare quello che fai”. Diventare un windsurfista professionista è una delle più belle cose che puoi immaginare. Fin da quando ero piccolo sognavo di fare windsurf girando il mondo. Ma sembrava impossibile. Sono nato nel mezzo della Germania, molto lontano dall’Oceano. Le mie giornate di windsurf nell’anno si potevano contare sulle dita di due mani. Nonostante questo ho iniziato a migliorare il mio livello. Mi piace ricordare che ho imparato il mio primo Front Loop sul windskate saltando da una rampa e atterrando in acqua! A 17 anni ho letto un articolo su una scuola a Maui dove gli studenti potevano studiare al mattino e fare windsurf il resto del pomeriggio. La Maui Ocean Academy mi sembrava essere la migliore scelta per me. Ho lavorato duro e alla fine sono stato accettato. Ho avuto così la possibilità di stare 7 mesi a Maui e questo mi ha permesso di migliorare il mio livello in acqua. Quando sono tornato in Europa ho partecipato e vinto ad alcuni eventi Freestyle e ho così trovato i miei primi sponsor che mi hanno aiutato fornendomi il materiale. Passo dopo passo ho iniziato a inserirmi nel windsurf business sotto ogni aspetto. Ho partecipato ai primi photoshooting, ho ottenuto le prime cover dalle riviste e ho gareggiato ad alcuni eventi PWA, ma non ho mai direzionato tutte le mie energie verso il World Tour non sentendomi così competitivo. Per me c’era molto altro da fare. Era però anche molto divertente fare qualche evento e girare il mondo insieme a tutti gli altri pro, ma ho sempre preferito viaggiare per conoscere nuove destinazioni e trovare onde inesplorate. Lavorando nel windsurf business negli ultimi 6 anni ho avuto la possibilità di vedere molti posti, scoprire culture differenti, stringere nuove amicizie in tutto il mondo e surfare onde fantastiche in perfette condizioni. Mi ricordo ancora quando ho chiuso il mio primo Spock dopo averci provato assiduamente per una settimana. È stato bellissimo e ne ero orgoglioso per settimane. In contrasto a questo molti anni dopo ho surfato a Jaws per la prima

volta ed è stata un’iniezione di adrenalina pazzesca, ma il giorno dopo me ne ero già quasi dimenticato. È un po’ come fare sesso con la ragazza più bella del pianeta, ma dopo averlo fatto per molti anni diventa un’abitudine e ti dimentichi della sua bellezza. Fortunatamente ho trovato un modo davvero semplice per risolvere questo problema: il ritiro. Come vi ho già detto qualche riga sopra, a Klitmoller atterrando da un Back Loop molto alto e decisamente fuori controllo mi sono rotto il ginocchio. Avevo immediatamente capito che per me la gara era finita e non avevo idea di quanto tempo mi servisse prima di ritornare in acqua. Dopo un lungo viaggio per tornare a casa la diagnosi del dottore è stata devastante: frattura dei legamenti e una piccola frattura ossea. Dopo di che ho dovuto affrontare un’operazione e una lunga riabilitazione di 4 mesi. Sono stati giorni lunghi e dolorosi ma ho avuto anche molti momenti positivi. Ho imparato ad apprezzare cosa significa avere il privilegio di fare quello che ami. Ora sono ancora più motivato e non vedo l’ora di andare la fuori a colpire il primo lip che mi capiterà a tiro! Fare riabilitazione per 5 ore al giorno avendo come unico obiettivo quello di tornare in acqua il prima possibile è la migliore medicina che ci possa essere per un veloce recupero. Ti ricorda di vivere nel presente e di esserne consapevole. Il mio infortunio è solamente temporaneo e non è paragonabile alla tragedia che sta vivendo Andre Paskowski che sta lottando contro il cancro. Ad ogni modo vi vorrei ricordare la gioia di saltare o semplicemente di fare del sano cruising con i vostri amici anche quando il vento è rafficato e le onde sono piccole. È qualche cosa di speciale… sempre! Flo Jung è sponsorizzato da: RRD, Gun Sails, Fiat, O’neill, Surf&Action & Dakine.


People 42

Carine Camboulives

Manu Bouvet

Benjamin Thouard

Quante volte avete letto su queste pagine i report dei viaggi più pazzeschi di Carine Camboulives, Manu Bouvet e del fotografo Benjamin Thouard? Sicuramente molte volte perché Funboard è media partner da diversi anni dei loro progetti. Foto mozzafiato di windsurf ma non solo, immagini di vita quotidiana immerse nella cultura locale, approfondimenti sugli usi e costumi degli indigeni, e poi i testi mai banali dove raramente si racconta di manovre in particolare, bensì di emozioni e esperienze condivise. Questa è la loro idea di windsurf trip, ciò che noi apprezziamo e vi mostriamo proponendovi i loro articoli. Ma dietro a tutto questo cosa si nasconde? Chi sono veramente Carine, Manu e Benjamin? Dove vivono e cosa fanno? Come organizzano i loro viaggi negli angoli più sperduti del pianeta? Nel mio recente viaggio a Maui di novembre ho avuto modo di incontrarli in una piovosa e classica mattinata Hawaiiana bevendo un caffè a casa loro per poi andare tutti insieme ad Hookipa a fare windsurf!

INTRO “Maui Water Lily Farm”, le indicazioni di Carine erano chiare: “Da Hookipa prosegui verso Haiku sulla Hana hwy e quando arrivi al km15 vedrai sulla sinistra il cartello che indica la casa!”. Bene… il cartello si fa un po’ fatica a trovare per le sue dimensioni decisamente ridotte, ma tutto sommato in un attimo eravamo davanti al garage della Maui Lily Farm. Ad attenderci c’era Carine, in dolce attesa e praticamente pronta al “delivery” (significa “parto” in inglese… vi giuro che non lo sapevo e come termine fa decisamente sorridere). Dopo anni di scambio di e-mail, messaggi, articoli pubblicati passando ore e ore a selezionare e impaginare le loro foto, ecco che finalmente potevo conoscere Carine dal vivo, e vi devo dire che è ancora più bella di come la mostrano le foto! La casa è molto spaziosa e incasinata… come è giusto che sia quando ci sono in giro dei bambini. Ci fa accomodare sulla veranda in giardino e iniziamo a parlare. Subito ammiro la


INTERVISTA RACCOLTA DA Fabio Calò | FOTO DI Matteo Righetti, Benjamin Thouard La Maui Lily Farm di Carine e Manu Bouvet.

grandezza del giardino e le vasche piene d’acqua sparse qui e la con dei bellissimi fiori, nel frattempo ci raggiunge Benjamin Thouard, il loro compagno di viaggio e fotografo, arrivato sull’isola da solo due giorni, anche lui finalmente lo incontro dal vivo per la prima volta. Mentre Lou, la bellissima bimba di Manu e Carine, continua a gironzolare intorno a noi attendiamo ancora che ci raggiunga Manu, che è a casa di Robby Seeger per un lavoretto. Chiedo a Carine di avvisarlo sul telefonino del nostro arrivo e lei mi risponde: “Manu non ha mai avuto un telefonino e non lo vuole avere. Ora che potrei partorire da un momento all’altro gliene ho dato uno ma lo dimentica sempre in giro, e quando non è a casa semplicemente mi chiama ogni tanto se riesce a trovare un telefono da qualche suo amico…”. Tempo di bere un caffè ed ecco arrivare anche Manu e iniziamo la nostra chiacchierata. Ciao Carine, raccontaci un po’ come riesci a organizzarti durante l’anno, dividendo il tuo tempo tra allenamenti, viaggi esotici e e la vita quotidiana di mamma? Di solito passiamo la maggior parte del tempo qui a Maui, che ormai è diventato il nostro campo base. Restiamo in zona durante i mesi autunnali, che offrono le condizioni di onda migliore sia per il windsurf che per il sup. Quando poi viene l’inverno inoltrato e il vento comincia a singhiozzare qui sulla north shore, puntiamo verso qualche destinazione esotica. Inseguiamo onde e vento verso nuove location, come i Caraibi, per poi tornare a casa Maui verso fine marzo o aprile, giusto in tempo per fare i photoshooting per i nostri sponsor. Adesso la situazione sta cambiando un po’ perché Lou ha compiuto 6 anni e ora deve andare a scuola. Prima andavamo via anche per 4-5 mesi alla volta, passando un po’ di tempo anche in Francia, con la famiglia e surfando le condizioni del Mediterraneo. Ora invece le sue vacanze scolastiche cadono nei mesi di giugno e luglio, quindi ci siamo adeguati andando prima in Francia e poi a Tahiti. Cerchiamo di fare almeno 2 travel stories all’anno, di cui una in estate.

Come fate a decidere le destinazioni? Il bello è che più si gira e più possibilità ti si presentano. Facciamo un sacco di ricerche su internet, chiediamo in giro, ci informiamo in qualsiasi modo. Spesso e volentieri, anche in Micronesia, chiediamo ai pescatori o ai surfisti da onda, che ti danno qualche indicazione verso spot remoti in isole disperse nell’Oceano. Una volta che abbiamo un’idea, cominciamo a studiare le carte nautiche, googlemaps, e cerchiamo di contattare gente sul posto. Manu è davvero motivato e curioso, e ogni volta che vede una foto interessante da qualche parte s’interessa immediatamente e si mette al lavoro. Una volta che abbiamo raccolto tutte le informazioni, poi cerchiamo di contattare gente della zona per organizzarci in loco. Poco tempo fa avete fatto un report su Papua Nuova Guinea, ed è stato sicuramente uno degli articoli migliori di Funboard. È veramente inusuale vedere una famiglia di windsurfisti fare foto con il capo tribù nel bel mezzo della foresta pluviale! Anche quando siamo andati in Indonesia a Timor la situazione era abbastanza “selvaggia”, con intere tribù di uomini nudi, vestiti con foglie di banane e copricapi di piume colorate. Papua ci ha sempre incuriosito e allora abbiamo colto la palla al balzo. Su internet siamo riusciti a contattare una guida americana che lavorava in zona da circa 25 anni. Ci siamo quindi affidati alla sua conoscenza e ci ha consigliato di andare a vedere le case sugli alberi. La tribù che abbiamo conosciuto noi, però, era stata scoperta poco tempo prima da dei cercatori d’oro, che li hanno visti pescare lungo il fiume, nei meandri più reconditi della vasta foresta pluviale. La guida americana si è offerta di portarci da loro, garantendoci che sarebbe stata un’esperienza eccezionale, in quanto, la nostra crew più due antropologi e due giornalisti, sarebbe stato il loro primo contatto con l’uomo bianco. Abbiamo quindi pensato anche che vedere la nostra famiglia, con Lou, avrebbe dato un’immagine più amichevole e pacifica.

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Carine Camboulives. Š Benjamin Thouard

Alcuni momenti della nostra intervista alla Maui Lily Farm.


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Manu Bouvet a Taiti. © Benjamin Thouard

Durante il viaggio, infatti, avete prodotto molto più materiale di lifestyle che di windsurf. Sì, per noi è importante documentare queste esperienze, perché sono davvero fuori dal comune. Alla fine le onde e le condizioni perfette si trovano in molti posti, anche conosciuti, ma è proprio questo scambio culturale e il toccare con mano altre culture che ti da la scossa di adrenalina e ti fa sentire in pace con te stesso. Come vi supportano i vostri sponsor in questi progetti? Noi abbiamo un budget annuale, che poi ci gestiamo a nostro piacimento. A volte cerchiamo anche di appoggiarci a enti turistici locali ed altre aziende extrasettore, in modo da poter far girare i nostri 2 report annuali su tutte le riviste windsurfistiche mondiali. Anche Oxbow ci ha aiutato un sacco, in modo da produrre quanto più materiale video per promozione sul web e su dvd, facendoci anche seguire da cameraman professionisti per realizzare anche montaggi televisivi. La crew solitamente quindi è composta da te, Manu, vostra figlia Lou, più un fotografo e due cameraman. Sono un bel numero di persone da far spostare e richiede anche tempi piuttosto lunghi. Sì, i viaggi sono piuttosto lunghi, ma a noi non piace fare come fanno in molti windsurfisti, che vanno anche in posti sconosciuti su previsione per una o due settimane ma si piazzano in spiaggia e non girano neanche un po’. Noi, invece, cerchiamo subito di integrarci, mandando Lou a scuola, o di trovare una babysitter locale, ed è proprio in questo modo che vieni a contatto con le famiglie, la gente, e la cultura locale, vivendo il tutto in prima persona. Per questo non amo neanche le gare, perché alla fine sei sempre in un parcheggio o in un albergo ad aspettare che ti chiamino per la tua batteria. Tantissima gente ha girato per il Brasile, l’Africa, ecc ecc, ma appena gli si chiede qualcosa al di fuori delle condizioni, ti guardano con occhi sgranati. Per me viaggiare significa prima di tutto scoprire e conoscere qualcosa di nuovo. Ora anche con due bambini! All’inizio eravamo un po’ in apprensione per Lou, ma a dir la verità, arrivare con un bambino tra le braccia, specialmente in paesi del Terzo Mondo, ti apre molte porte, in quanto la gente capisce immediatamente che tipo di persone siamo e che non abbiamo secondi fini. È più facile trovare una connessione comune se c’è un nucleo familiare, piuttosto che dei ragazzi con telecamere e macchina fotografica. Lou poi gioca subito con tutti i bambini locali, e quindi poi si va a scuola e ci si integra immediatamente nella vita locale.

Qual è la vostra prossima destinazione? Il reparto di maternità all’ospedale! Manu è già tutto eccitato e vuole andare in India appena il bambino avrà 3 mesi, ma io non son tanto convinta! Com’è spostarsi con tutto quel materiale? Semplicemente pazzesco. Spostarsi con tavole da surf da onda, windsurf, kite e ora perfino SUP… ora però possiamo usare le tavole piccole da sup come freeride, mettendo su il rig e girando per le lagune. Quando Lou aveva circa due anni, volevo anche portarle le formine di plastica per fare i castelli di sabbia mentre ci aspettava in spiaggia. Saranno pesate si e no 100 grammi in totale ma Manu si è arrabbiato come una bestia, perché già avevamo troppo materiale indispensabile, figuriamoci poi i giochi “superflui”. Prima era più facile, adesso con l’Excess Baggage è veramente critica la situazione. Cosa fate tu e Manu quando siete qui a Maui? Lavorate? Siamo in affitto in questa casa e subaffittiamo un piccolo appartamento, in modo da poterci pagare le trasferte e le spese. Abbiamo anche un giardino enorme in cui coltivo fiori, che poi vendiamo ai grandi alberghi o alla gente che ha delle piccole piscine o stagni in cui mette le ninfee decorative per occasioni particolari. Ospitiamo anche degli studenti francesi, che vengono qui per 6 mesi, e in cambio di alloggio e materiale da windsurf, ci aiutano lavorando alla raccolta dei fiori e controllando che tutto vada bene anche quando noi siamo in giro. Come siete arrivati qui? Io e Manu ci siamo conosciuti nella facoltà di Economia di Parigi, e siamo venuti qui insieme da studenti e abbiamo aperto un’agenzia di viaggi insieme, che abbiamo tenuto per 10 anni. Poi abbiamo cambiato e ora eccoci qui. Manu, hai qualcosa da aggiungere? È ormai da 15 anni che facciamo questo tipo di vita e per noi, la ricompensa più grande, oltre al viaggiare in sé, è vedere quanto sia cresciuto il nostro rapporto con le riviste. Quando infatti pubblicano le foto giuste, con il nostro testo e l’impaginazione perfetta, il viaggio prende veramente vita tra le dita dei lettori. E devo dire che Funboard, più di tutte, ha davvero occhio e buon gusto nel pubblicare le nostre storie, scegliendo esattamente le foto più significative che piacciono anche a noi. Qual è la vostra prossima destinazione? L’ospedale per Carine tra circa 4 giorni e poi qualche nuovo paradiso esotico sconosciuto. Ora dovremmo anche fare il report di Tuamotu!


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Carine sfreccia nella laguna di Taiti. © Benjamin Thouard

Benjamin Thouard, tu sei il fotografo. Puoi raccontarci qualcosa anche dal tuo punto di vista? Com’è viaggiare sempre verso destinazioni sconosciute? Il mio unico lavoro è la fotografia e circa 3 anni fa ho deciso di trasferirmi a Tahiti, sia per la fotografia, ma anche perché adoro il posto, la gente e la cultura. Faccio photoshooting di windsurf, surf, kitesurf e Sup, ed anche qualcosa dall’elicottero, ma soprattutto dall’acqua; facendo anche io surf e windsurf voglio comunicare la mia prospettiva personale. Ho visto delle tue foto in cui sei praticamente dentro il tubo a Teahupoo che riprendi verso il canale. Devi davvero conoscere lo spot come le tue tasche per fare scatti del genere. Sicuramente ho dovuto uscire parecchie volte anche a nuoto, per conoscere lo spot prima di rischiare di perdere tutto il materiale per essermi piazzato nel posto sbagliato. Ci racconti cosa fai durante l’anno? Solitamente resto a Tahiti nel periodo degli swell in quanto vengono un sacco di surfisti conosciuti, permettendomi di fare foto mozzafiato. Poi, di solito, parto per qualche viaggio, con Carine e Manu, con cui poi faccio tutte le varie foto nel posto scelto da lui, e poi lavoriamo insieme sulla presentazione del report alle riviste. Da ottobre a dicembre spesso vengo qui a Maui, in quanto un sacco di pro rider ci vengono per allenarsi, dandomi la possibilità di far altre foto interessanti, in ottimi spot, con ottime condizioni, e che sicuramente le riviste vorranno pubblicare. Io di solito arrivo verso novembre e mi piazzo ad Ho’okipa in modo da far un po’ di foto e incontrare nuovamente i personaggi più importanti del windsurf. Tahiti è perfetto per fotografare i grandi del surf da onda, proprio come Maui per il windsurf. Verso marzo-aprile poi ci sono anche i photoshooting, e anche questa è un’opportunità per collaborare direttamente coi marchi dell’industria windsurfistica. Torno poi a Tahiti e organizzo il secondo viaggio annuale con Manu. Ci puoi illustrare qualche dettaglio tecnico del tuo modo di fotografare? Ogni fotografo ha diverse tecniche e preferenze personali per cercare di ottenere lo scatto che vuole. Personalmente adoro fare foto dall’acqua, nuotando tra le onde e proprio nel vivo dell’azione, a pochi centimetri dal mio obiettivo, piuttosto che fotografare con un tele dalla collina. È molto più personale e stretta la collaborazione che si viene a creare tra rider e fotografo. Quando per esempio giro con Manu, cerco di visualizzare lo scatto su quello spot specifico, ancora prima di

entrare in acqua. Anche Manu dev’essere al corrente delle mie impostazioni, e se ho quindi bisogno che mi venga vicino, l’angolo di approccio ecc ecc. È molto diverso dal fotografare un rider in freesurf, completamente diverso. È un lavoro di squadra. Il tutto ovviamente, con la luce, l’inquadratura e il timing perfetti. Poco tempo fa, Funboard ha utilizzato per la copertina una tua foto scattata in Indonesia, ripresa dal tubo. Come ci sei riuscito? Bhè innanzitutto devi essere molto a tuo agio a nuotare tra le onde, sapendo esattamente dove posizionarti e come muoverti. Non è che arrivi su uno spot e ti butti in acqua con macchina e lente da 5000¤. Devi saper leggere l’onda, le maree e anche il diverso approccio in surfata tra windsurfisti e surfisti da onda. Devi aspettare che le condizioni siano perfette, che l’acqua sia pulita e cristallina e la luce calda e vibrante, utilizzando un’ottica molto ampia come il Fisheye, in modo che si possa vedere tutto il tubo sopra di te e il rider più in lontananza. Inquadri nel mirino quando scatti? No, non guardo nemmeno. È esclusivamente una questione di timing, in quanto il Fisheye è talmente largo che sicuramente, se usato correttamente, tiene in frame tutto il necessario. In quella foto in particolare, tutto il mio corpo era già immerso nella parete dell’onda, e ho scattato alla cieca. Gli squali non ti fanno paura? No, questo tipo di squali è innocuo per l’uomo, quindi ero tranquillo. Se dovessi andare domani in Sud Africa, patria degli squali bianchi, ci penserei mille volte e probabilmente non entrerei nemmeno in acqua a far foto. In generale però, in tutti gli spot in cui siamo stati noi, non ho mai avuto grosse preoccupazioni. A volte magari ti preoccupi un po’ perché viene sera, ma niente di che. Devi essere un ottimo nuotatore quindi? Eh sì per forza. A volte poi vieni anche frullato, quindi devi stare tranquillo e muoverti al meglio, in modo da non rischiare danni né a te, né al materiale! Io comunque ho anche un leash di sicurezza al polso, in modo che se anche l’onda mi dovesse strappare la macchina delle mani, non cola a picco. Aiuta molto essere anche un buon surfista e saper leggere le onde, in modo da posizionarsi correttamente. È tutta una questione di timing. Se sai come e dove romperà l’onda, interpretando le varie sezioni, allora con buone probabilità farai delle buone foto, ma andare allo sbaraglio non è proprio una buona idea!


Making of 48

“GODITI OGNI MOMENTO COME FOSSE LʼULTIMO” È UNA FRASE MOLTA NOTA CHE HO SENTITO DIVERSE VOLTE PRIMA DʼORA, MA SOLTANTO IL FATTO DI STARE IN UN LETTO DʼOSPEDALE MENTRE IL MIO CORPO SUBISCE LA DIFFUSIONE DEL CANCRO ME NE HA FATTO VERAMENTE CAPIRE IL SENSO. IL WINDSURF OFFRE MOLTI BEI MOMENTI GRAZIE AL SUO LIFESTYLE COINVOLGENDO VIAGGI, PERSONE ED AMICI. DOBBIAMO ESSERE A CONOSCENZA DI QUESTA BENEDIZIONE E GODERCI LA VITA MEGLIO CHE POSSIAMO! NON IMPORTA SE SI TRATTA DI UNʼUSCITA DI UNA GIORNATA NEL TUO LAGO VICINO A CASA O SE È UN VOLO INTERCONTINENTALE VERSO UNA DESTINAZIONE LONTANA, SPERO CHE MINDS WIDE OPEN CATTURI LE SENSAZIONI CHE SI RICEVONO DA QUESTI VIAGGI E CHE, GUARDANDO IL VIDEO, POSSIATE RIPROVARE A SENTIRLE UNʼALTRA VOLTA E CHE VI GUIDI AD ORGANIZZARE IL VOSTRO NUOVO VIAGGIO.

LʼINIZIO DI TUTTO All’inizio di ottobre del 2009, al PWA Sylt World Cup in Germania, Peter Svensson, Sebastian Dorr ed io abbiamo presentato in collaborazione il nostro primo Windsurfing movie intitolato “Four Dimension” su uno schermo teatrale, in una sala gremita con i migliori windsurfer al mondo e leader di industrie. Emozionanti applausi per questo primo show ed un’ovazione alla fine del video ci hanno fatto sentire soddisfatti e ci hanno reso fieri del nostro lavoro, così abbiamo intrapreso questo stressante e memorabile progetto. Era la prima esperienza per noi e per i rider coinvolti. Poche settimane dopo la premiazione, Peter ed io siamo partiti per il Brasile per divertirci e fare un po’ di windsurf. Credeteci, oppure no, ma qualche Caipirinha al tramonto e siamo tornati al tema video. Abbiamo discusso sulla possibilità di creare un nuovo video ed in cosa doveva essere diverso da “Four Dimension”, se fossimo andati avanti con questo progetto avremmo dovuto dedicare più tempo per le riprese, per il montaggio e per i viaggi, considerando anche nuovi luoghi di ripresa, migliorare le attrezzature per le riprese e per i rider coinvolti. Peter aveva le sue riserve per rimbarcarsi in un nuovo progetto, ma la mia mente era perseguitata dall’idea e non potevo lasciarla andare.

IL PIÙ GRANDE CAMBIAMENTO DELLA MIA VITA All’inizio del 2010 sono partito per un viaggio a Maui. Al mio ritorno ho avuto la conferma di partecipazione al progetto di quelli che penso siano i più grandi


TESTO DI Andre Paskowski | FOTO DI Michael Sumereder/Minds Wide Open 49

Andre Paskowski e la sua crew di Minds Wide Open.

windsurfer del mondo: Ricardo Campello, Philp Koester, Gollito Estredo, Kauli Seadi, Marcilio Browne e Victor Fernandez. I rider ed i loro sponsor si accordarono per finanziare il progetto! In cima il principale sponsor: Planet Windsurfing e Pousada WindJeri. Tutto ciò che è andato oltre questo bilancio è pesato sulle mie spalle, ma è un peso che ho dovuto sopportare per una grande produzione. Abbiamo deciso per il titolo “Minds Wide Open”. All’inizio della primavera del 2010 ho ricevuto una notizia per cui il budget economico per il film era l’ultimo dei miei pensieri. La mia vita era appesa ad un filo. Con un regolare check-up di un’ora, il mio dottore mi ha pronosticato il cancro. Istantaneamente il progetto era uscito dalla mia mente lasciando spazio a milioni di altre domande come: “Cosa devo fare? Cosa ne sarà della mia carriera come windsurfer? Morirò?”. La mia famiglia, la mia vita e la mia salute hanno avuto la priorità su tutto.

CERCHIAMO DI FARLO PARTIRE? I miei dottori hanno cominciato subito a pensare a dei programmi per sconfiggere il cancro. Ho fatto un lungo percorso di chemioterapia, qualche operazione e la speranza era che entro la fine dell’anno sarei dovuto stare di nuovo bene. Purtroppo, per questo motivo non ho potuto competere nel 2011, quindi ho pensato che il movie sarebbe stato il progetto perfetto per rimanere comunque nel mondo del windsurf mentre mi occupavo della mia salute.

PRIMA DESTINAZIONE Abbiamo iniziato a registrate per Minds Wide Open con una nuova destinazione, qualcosa di veramente diverso sia in natura che in azione rispetto ad una classica ripresa a Maui, ma non così distante come nome: “Cold Hawaii”. Klitmoller, in Danimarca, dove si è tenuto il PWA Cold Hawaii World Cup nel 2010, ci ha mostrato delle condizioni mostruose. Nell’aria si respirava un’atmosfera competitiva con Sebastian Dorrs (Basti) e Andi Jansen che hanno focalizzato le loro camere sugli atleti tutto il tempo, catturando alcune delle più radicali azioni mai filmate. Il clima freddo ed il paesaggio invitante hanno superato la prova in modo più che sufficiente per essere la prima sezione del movie. Le cose andavano bene!

ALTI E BASSI Per creare un Windsurfing Movie c’è bisogno di molta passione. Non si diventa ricchi e molte volte si finisce a spendere più di quello che si aveva programmato. Qualsiasi windsurfer sa che pianificare tutto con questo sport, basato esclusivamente sulle condizioni metereologiche, è praticamente impossibile. La natura dice dove e quando. Ho mandato tre uomini del nostro team a Sal, Cabo Verde, per quattro settimane nel novembre del 2010, ma madre natura ha detto di no. Niente vento, niente onde; 7000¤ completamente gettati via. In ogni caso, si sa che Cabo Verde ha il suo “potenziale”, così tutti erano d’accordo per tornare a Sal su previsione. Questo


Gollito Estredo

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accade all’inizio di febbraio 2011. Considerato “libero dal cancro”, ho seguito il gruppo a Capo Verde. In questa occasione abbiamo trovato onde perfette tutti i giorni ed anche se non ho potuto surfare tornavo a casa tutte le sere esausto ma soddisfatto delle riprese e volevo solo mangiare e dormire. È qualcosa che perdi quando devi rimanere bloccato su di un letto d’ospedale per mesi. Proprio come non avere onde e vento per un po’ rende tutto più eccitante e ti fa apprezzare il tempo nel momento in cui le onde ed il vento ci sono. Dopo il nostro ritorno da Capo Verde, ho potuto sentire una forte sinergia tra il nostro gruppo di surfer e i cameramen. Era perfetto. Abbiamo trovato il nostro flusso e ciò era indispensabile per potere avere i migliori risultati. Non è sufficiente filmare solo l’azione, questo flusso è necessario per far sentire l’atmosfera del viaggio allo spettatore. Quello che si prova è la cosa più difficile da trasmettere, ed è ancora più importante in un video di sport. Mi sentivo come se fossimo sulla strada giusta!

TUTTO IN PERICOLO, DI NUOVO! Dopo il ritorno da Capo Verde sono stato colpito da nuove notizie dai miei dottori. Il cancro era tornato. Ero tornato nel flusso dell’ospedale; operazioni, altre dosi di chemio e radio terapia. Ancora una volta avevo dei dubbi sul proseguimento del film. Sarei tornato ad essere bloccato nel letto per parecchi mesi ancora, non avrei potuto fare alcuna ripresa, avrei dovuto organizzare tutto dall’ospedale. Tuttavia, l’ultimo viaggio di successo a Capo Verde ha mantenuto le mie speranze alte, così ho deciso di continuare le riprese, ho cancellato il mio biglietto per Maui e ho mandato Sebastian al mio posto per fare le riprese che ci servivano.

VIAGGIO DOPO VIAGGIO Gremiti con 150 kg di equipaggiamento per le riprese, Michael Summereder (Sumsi) e Basti si sono imbarcati in quello che poteva sembrare un viaggio senza fine. Sono arrivati


Philip Koster e Victor Fernandez a Camp One, Maui.

a Maui giusto in tempo per prendere Jaws il 15 marzo. C’erano già così tante riprese di Jaws di quel giorno in Internet che non ho pensato di utilizzarle per la nostra produzione finale. Volevamo il nostro video diverso da tutti gli altri e quindi si aprì la strada per nuove riprese. Come si può immaginare, questa non è una cosa facile da fare a Maui, specialmente perchè è il playground di molti registi di video di Windsurf. Qui il nostro investimento per nuove tecnologie e tecniche avanzate ci ha permesso di creare nuovi aspetti ed alla fine anche degli shoot spettacolari. Questo era quello che stavamo cercando. Maui offre sempre delle buone condizioni, ma più importante per Minds Wide Open sono state le straordinarie manovre che Marcilio Browne è riuscito a fare a Hookipa. L’isola offre anche stili di vita filmati che le persone non hanno mai visto in video. Un altro grande vantaggio di riprendere a Maui sono i voli in elicottero relativamente economici. Abbiamo utilizzato il nostro nuovo “Gyro System” per riprendere in maniera pulita e fare delle riprese stabili pur utilizzando lo zoom dall’elicottero. La destinazione

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successiva era una località segreta in Egitto. Le cose iniziarono ad andare meno bene. Gollito è arrivato quarto a Podersdorf e non era per niente d’accordo con il suo risultato, nel frattempo Basti e Sumsi avevano un sovraccarico per il peso in eccesso del bagaglio quindi non partirono con tutto l’equipaggiamento. Comunque sia, quando guardai le loro riprese mentre ero disteso sul mio letto in ospedale, mi venne da sorridere, specialmente la clip di Gollito dove fa una Flaka, arrivando da una Shaka e risaltando poi in Shaka. Che combinazione! La prossima tappa era Pozo nelle Canarie. Sumsi è partito da solo mentre Basti è rimasto in Germania per iniziare a fare un po’ di montaggio. Sumsi prima è venuto da me a trovarmi ad Amburgo per prendere anche un po’ di attrezzatura e poi si è diretto verso Gran Canaria. Il posto con più vento sulla terra ci ha regalato le condizioni di cui avevamo bisogno, ci siamo focalizzati a riprendere i salti, specialmente Philip Koster. Abbiamo avuto un po’ di difficoltà a noleggiare un elicottero per le riprese dall’alto, ma dopo quattro settimane di attesa per la sua disponibilità, durante delle buone condizioni


Victor Fernandez in Indonesia.

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abbiamo finito il lavoro. Le riprese di Pozo sono ottime dalla spiaggia ma penso che dall’alto siano un’altra cosa, qualcosa di diverso; nuove angolazioni ancora più radicali. Sono rimasto molto felice e soddisfatto nel vedere che cinque dei sette top rider a Pozo facevano parte della squadra di Minds Wide Open.

ANCORA DUE VIAGGI DA FARE Era agosto del 2011. Basti stava finendo dei tagli per il trailer, io stavo cercando lentamente di uscire dall’ospedale e Sumsi era tornato in Austria per prepararsi per il nostro ultimo viaggio: Indonesia. Kauli, Victor e Ricardo volarono direttamente all’aeroporto di Jakarta e si trovarono la con Sumsi e Basti. Nel frattempo io ero in Germania e cercavo la giusta musica, PR, i testi per le riviste e ovviamente dovevo prendermi cura di me stesso. L’Indonesia era esattamente quello che speravamo di trovare. Offre una natura bellissima, paesaggi e onde. Abbiamo visitato così nuovi posti

e speravamo di poter trasmettere le nostre emozioni direttamente ai nostri spettatori nel progetto finale. I nostri rider in quelle onde hanno subito pesanti wipe out, facendosi male e devastando molta attrezzatura, ma dopo un po’ hanno eletto sui social network questo viaggio come il più bello della loro carriera. Sentire queste cose da rider che hanno visto onde e vento in quasi tutto il mondo prova il successo del viaggio. Gli Emirati ci hanno riportato indietro con 3000 ¤ di bagaglio extra ma sono stati soldi ben spesi per le riprese che abbiamo ottenuto alla fine. Subito dopo il ritorno di Busti e Sumsi dall’Indonesia, abbiamo lavorato giorno e notte al trailer per renderlo perfetto e per trasmettere alle persone la giusta impressione sul film. L’ultimo viaggio è stato con Gollito sul Lago di Garda. Gollito si era fatto male alla spalla all’inizio dell’estate e questo l’ha tagliato fuori dalle riprese di Pozo. Il viaggio sul Garda è stato un’occasione per ottenere degli shoot di freestyle da questo quattro volte Campione del Mondo. Siamo partiti da Amburgo, abbiamo preso Sumsi a Innsbruck ed abbiamo surfato con il vento


Kauli Seadi a Cabo Verde.

del nord sul Garda la mattina presto per tre giorni. È stato divertente svegliare Gollito la mattina alle 5 e motivarlo a surfare. Fortunatamente tutto è andato bene... ho perfino preso in prestito l’attrezzatura di Gollito per fare un po’ di Windsurf, la prima volta dopo così tanto tempo e solamente dopo due settimane di radio terapia. Mi ha trasmesso una bella sensazione e ha confermato la mia decisione nel scegliere di continuare e portare a termine il film.

TRAILER La sera che siamo tornati dal Lago di Garda ho messo il trailer on-line e sono andato a letto. Mi sono svegliato la mattina dopo con più di 1000 e-mail! E-mail di congratulazioni, di offerte e di ordinazioni. Questo ci ha dato la motivazione che ci serviva per continuare con il film e per mettere i nostri futuri eroi del windsurf sulla ribalta. Quando ero più giovane il mio windsurfing movie preferito era RIP di Robby Naish. Dopo averlo visto

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l’unica cosa che volevo fare era surfare, sono andato in giardino e mi sono messo la muta giusto per sentire l’emozione del windsurf e la volta dopo che ero sulla spiaggia ho dedicato tutte le mie energie al windsurf. Il mio “goal” con Minds Wide Open è che lo spettatore non è solo impressionato dalle azioni in acqua ma è anche toccato dal video nel suo insieme. E’ un video che dovrebbe aiutarvi a fare passare un periodo senza vento, senza onde e con temperature fredde. Volevo farvi sognare il vostro prossimo viaggio. Informazioni tecniche: Le riprese: • Panasonic af101 con • 400mm 2.8 Nikon • 80-200 2.8 Nikon • 135 2.8 Nikon • 55 1.4 Nikon • 20mm 2.0 Nikon


Marcilio Browne

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Questa Camera ti fornisce le opzioni per avere una profondità di campo per trascinare l’attenzione degli spettatori là dove la vuoi tu… Ma ha il focus manuale. Sony EX1 plus SPL Waterhousing Per il nostro lavoro in acqua: • Filmati da terra con auto focus mode. Per forte vento ed azioni veloci. O per l’elicottero dove vuoi incorniciare l’immagine non preoccupandoti del focus. • Canon 7d più un set di lenti. Utilizzato solo con qualche handheld lifestyle, e riprese da terra. • 2 treppiedi. • 1 time lapse, motorised Slider. Il quale permette alla camera di scattare le foto, cambiare posizione e scattare la foto un’altra volta. Questa modalità può essere

utilizzata in vari modi differenti. • 1 camera Cran, la quale offre diverse variazioni di ripresa. • 1 Dolly System per muovere la camera. Usato soprattutto per le azioni. • 2 Gyro Stabilisation System. Utilizzato per avere la camera fissa in condizioni estreme, esempio: elicottero, barche macchine, cammelli… • E molto altro… Guarda il sito www.mindswideopen.com pe il trailer ed altro. Per ordinare il video a un prezzo veramente speciale guarda sul nostro web-site. Sponsor principali: Planet Allsport, Pousada Windjeri. Altri sponsor: Starboard, Fanatic, JP, North Sails, Neil Pryde.


Extreme Sessions 56

LʼAMERICA SETTENTRIONALE È DAVVERO GRANDE. SULLA SUA SUPERFICIE SI PASSA DA UNA CITTÀ ALLʼALTRA, TUTTE STRACOLME DI GENTE, CHE CERCA DI FARSI LA PROPRIA VITA. IN QUESTO MOMENTO, SPECIALMENTE, LO STRESS E LA ROUTINE LAVORATIVA SONO IL PANE QUOTIDIANO DEI CITTADINI, SPENDENDO SEMPRE PIÙ ENERGIE E PREOCCUPAZIONI NEI LORO LAVORI, CERCANDO DI SALVARE IL SALVABILE DURANTE QUESTI DIFFICILISSIMI TEMPI DI RECESSIONE. NOI PERÒ ABBIAMO DECISO DI ABBANDONARE IL NOSTRO PARADISO PRIVATO SULLʼISOLA DI MAUI PER ANDARE ALLO SBARAGLIO E ESPLORARE NUOVE FRONTIERE.

Ho raggiunto il mio amico della Maui Nerd Productions, Johannes, all’aeroporto di LAX. Lui è arrivato con un volo da Berlino e, dopo averlo preso su sulla mia Tacoma, il mio mezzo continentale, ci siamo messi in strada. Per andare sul sicuro, siamo andati a chiedere direttamente al capitano della Southern California Seas, John Colgate, che è un pescatore di Santa Barbara da ormai 35 anni e conosce il meraviglioso Pacifico come le sue tasche. Siamo arrivati al suo centro di previsione, eccitatissimi per il viaggio che ci aspettava, ma abbiamo ricevuto delle notizie tutt’altro che piacevoli. “Non c’è il minimo movimento, zero vento, zero onde… avreste maggiori probabilità di sbancare il jackpot a Las Vegas che di beccare condizioni qui”, ha detto John. Dopo aver appena speso $500 per imbarcare il mio materiale da Maui al continente, non ero molto entusiasta. Abbiamo quindi deciso di provare a spostarci più verso nord, per vedere se riuscissimo a beccare qualcosa di buono. Siamo quindi andati al supermercato per fare provviste e ci siamo messi in strada. Prima fermata, Jalama Beach.


TESTO E FOTO DI Kevin Pritchard 57 Jalama è da sempre uno dei miei spot preferiti, sin da quando ero giovane, ed è stata una delle mie prime destinazioni windsurfistiche assieme a mio fratello, circa 20 anni fa. Il posto è davvero incantevole e c’è sempre un po’ d’onda, quindi mi sembrava la location ideale per accamparsi la prima notte. Siamo arrivati al tramonto e l’Oceano era piatto come un biliardo, senza un alito di vento. Abbiamo preparato le tende, tirato fuori la nostra griglia BBQ nuova di zecca e ci siamo fatti un po’ di carne, godendoci la vista. L’indomani ci siamo svegliati con onde pulite e l’Oceano era perfettamente glassy, quindi siamo corsi in acqua con le nostre tavole da surf. Abbiamo preso qualche bella onda, è sempre bello entrare in acqua, però non eravamo ancora tanto soddisfatti di quello che ci aspettava. Dopo aver preso ancora qualche onda ed esserci divorati il famoso Jalama burger, ci siamo rimessi in viaggio verso nord. Non scorgendo alcuna traccia di vento e onde, e dovendo completare un paio di progetti, abbiamo deciso di andare a casa di Taylor Congdon, che stava facendo le ultime modifiche a Moto 3, il film. Anch’io avevo fatto delle riprese per questo progetto, quindi ero ansioso di vedere il risultato finale, e nel frattempo Johannes si occupava delle grafiche. Abbiamo quindi deciso di lavorare un po’ aspettando che la fortuna girasse. Non c’era ancora però la minima traccia di condizioni, né in California, nè in Oregon, né sulla costa di Washington. Stavo cominciando ad agitarmi.

Dopo aver lavorato ancora un po’, ci siamo trovati nuovamente in strada verso Cambria, dove vive Brian Caserio, leggenda della West Coast. Siamo andati a casa sua, sperando che lui fosse a conoscenza di qualche secret spot magico, dove sapevamo che anche una sola ora di riprese avrebbe prodotto abbastanza materiale da salvare l’intero viaggio. Non c’era niente di eccezionale in zona, a parte qualche piccola onda divertente a Pico Creek, e quindi ci siamo andati diretti senza perder tempo. Dopo un paio d’ore a scambiarci surfate su queste belle onde di beach break, in cui mi stavo davvero divertendo, surfando destre, sinistre e tutto quello che riuscissi a prendere col mio surf da onda, abbiamo caricato un po’ di legna per il fuoco e poi ci siamo rimessi nuovamente in viaggio. Abbiamo continuato a guidare finchè abbiamo trovato un posto adatto ad accamparsi, mentre stavamo cominciando a perdere le speranze di riuscire a combinare qualcosa di positivo. La prossima tappa era a Santa Cruz, ed io qui ho sempre avuto fortuna, quindi incrociamo le dita, e magari riusciamo a strappare qualche session a Davenport o in zona. Stavo cominciando ad agitarmi, sapendo che mancassero solo 4 giorni alla fine del viaggio. L’unica cosa che abbiamo trovato al nostro arrivo erano delle piccole onde perfette che si srotolavano lungo il reef di un secret spot che conosce il mio amico Ruben. Ci siamo divertiti tantissimo, però niente che potesse servirci per la nostra storia. Abbiamo surfato tutto il giorno, finchè

On the road...

KP in Back One Foot, il suo marchio di fabbrica!


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59 non ci siamo più sentiti le braccia e poi siamo partiti verso il tramonto, mentre continuavamo a gustarci la perfezione delle barre che si srotolavano lungo la strada costiera. Siamo andati online per vedere se qualcosa si stesse muovendo, ma no c’era niente d’interessante. L’unica cosa che abbiamo visto era che le previsioni davano un bello swell in arrivo per i giorni successivi. Questa notizia ha riacceso le nostre speranze, proprio mentre stavo pensando di salvare il viaggio, facendolo diventare un viaggio di SUP. Forse, ma non ero ancora sicuro. A questo punto, tutte le previsioni davano onde buone ma non un alito di vento, quindi ho deciso di continuare a puntare verso nord, controllando la situazione mano a mano. Adoro la bellezza della California Settentrionale e c’è anche una zona costiera che non ho mai esplorato prima, quindi puntiamo proprio là. Non sono mai stato nella contea di Mendocino, in quanto è una zona poco conosciuta. Mi sono sempre chiesto come fosse, ma non avevo mai avuto voglia di guidare un’ora per arrivarci, ma adesso non avevamo altro da fare, quindi siamo andati in esplorazione. Le uniche voci che avevo sentito erano che fosse una zona rocciosa, piena di squali bianchi e senza particolari condizioni. Però, abbiamo comunque deciso da andare a esplorare Capo Mendocino, la punta più occidentale degli Stati Uniti continentali. Dopo aver lasciato la 101 per una piccola strada battuta, ci siamo ritrovati in uno dei boschi più belli che abbia mai visto. È stato davvero divertente

girare e fare un po’ di foto per ammazzare il tempo, sapendo che non ci fosse nulla di meglio da fare, se non godersi la bellezza di alcuni degli alberi più belli al mondo. Dopo aver guidato per circa due ore, siamo finalmente arrivati sulla costa e… cosa abbiamo trovato? Venti da terra a palla, onde perfette che si srotolavano e… staccionate! Dietro l’angolo, il vento era più leggero e side-offshore, con onde ben formate e il sole che stava andando giù sempre più velocemente. Ero in uno stato di frenesia. È l’opportunità che aspettavo per dare un senso al mio viaggio, ed alla guidata di 8 ore da San Francisco. Il sole però stava tramontando e non c’era un singolo accesso alla spiaggia, solamente staccionate e cancelli chiusi e nemmeno un accesso alla spiaggia. Sembrava tutto perduto mentre continuavamo a guidare ed ecco che abbiamo trovato una piccola baia perfetta per entrare in acqua. Ero davvero preso male, però dovevo assolutamente provare, e allora ho armato la mia 5.0 e sono entrato senza perdere tempo prezioso, proprio mentre il sole stava già cominciando ad inabissarsi nell’Oceano. Ho preso delle onde spettacolari, ma ormai era troppo tardi, e non c’era abbastanza luce per catturare l’azione. Avremmo dovuto aspettare fino alla mattina successiva per controllare se le condizioni fossero adatte, sia per surfare, che per filmare. Sarebbe stato un miracolo però, dato che già oggi non davano niente ed ha fatto qualcosa, quindi è come se cadessero non uno ma due fulmini a ciel sereno!

Appena ho smontato, ci siamo messi a cercare un posto dove accamparci, ma abbiamo trovato solamente cancelli chiusi e cartelli di proprietà privata. Non c’era assolutamente niente al di fuori di una sola fattoria, circondata da centinaia di vacche al pascolo. Nient’altro. Niente cibo, né benzina, né negozi, né ricezione del cellulare, solamente la costa californiana in tutta la sua bellezza. Abbiamo trovato una piccola area di sosta vicino a una fattoria, e c’era giusto abbastanza spazio per tirare fuori le nostre tende ed accamparci e abbiamo semplicemente ignorato il cartello di divieto d’accesso e ci siamo messi a mangiare tranquillamente, altrimenti avremmo dovuto guidare altre 2 ore. Abbiamo passato la notte tranquillamente e ci siamo svegliati con l’Oceano perfettamente glassy. A dir la verità il mio morale ha subito un colpo a questa visione, in quanto stavo cominciando a pensare sempre più che ormai fosse finita così. Proprio mentre fissavo la mia tazza piena di Cheerios, dal nulla è arrivato questo pickup enorme, disturbando la nostra atmosfera, ed è sceso il proprietario della fattoria, e sembrava davvero arrabbiato. Io mi stavo già preparando a subire ogni insulto e a dir il vero ho cominciato ad agitarmi mentre ha caricato il fucile urlandomi di andarmene dalla sua proprietà. Ci eravamo accampati sul terreno del capo di Capo Mendocino, e non ne era per nulla contento. Ho cercato di calmarlo a parole, dicendogli che io fossi venuto dalle Hawaii, e il mio amico da


Bottom full power per Mr. Kevin Pritchard.

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Work on the road!


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Berlino e non avevamo idea di dove dormire, quindi ci siamo solo fermati per riposarci un po’ ma saremmo ripartiti in men che non si dica. La sua ira s’è placata un po’, ha messo via il fucile mentre cominciava ad abbassare i torni. Dopo aver parlato per un po’, mi ha invitato, facendomi firmare una carta in cui non lo ritenevo responsabile della mia incolumità, a entrare in questa spiaggia segreta, dove c’erano onde perfette e completamente deserte. La marea era appena cambiata e si vedevano già le ochette all’orizzonte. Non avremmo potuto chiedere di meglio. Ora o mai più. Il vento stava aumentando, i set si allineavano e io non vedevo l’ora di entrare in acqua, sia per divertirmi che per produrre del materiale. Abbiamo camminato per quasi due km con tutto il materiale, sia windsurfistico che fotografico, eccitati a mille. Non vedevo l’ora. Ero su una delle spiagge più belle al mondo, al riparo dall’America consumista, con un mio amico, il mio windsurf, la mia macchina fotografica ed il nulla tutto

intorno. Non si potrebbe chiedere di meglio! Era ora di passare ai fatti! Mentre stavo armando, vedo dei set entrare e abbastanza grossi. Toh, eccone un altro! Conviene ricordare che io non sono mai uscito prima in questo posto e non ho mai sentito di nessuno che sia mai uscito, né sapevo dove andare, vedevo solamente delle onde, delle grosse rocce ed una bellissima spiaggia. Il paesaggio è davvero eccezionale e parla da sè, ma surfare lo spot tutto solo, tra queste gigantesche rocce a riva e sotto il picco, circondato da leoni marini, ed altro ancora sicuramente, è stato davvero una sensazione eccezionale. Sono andato un po’ più sopravento per cercare di fare un po’ di salti con le grosse rocce sulle sfondo, e poi sono tornato sottovento per cercare di trovare un po’ di sezioni su barre pennellate con vento side-offshore. Mi stavo divertendo da pazzi. Sono poi rientrato per dire a Johannes di fare un tentativo, proprio mentre il vento stava aumentando. Johannes

finalmente è entrato in acqua, rendendosi conto che fosse molto meno pericoloso di quanto sembrasse. Vedendo i leoni marini che ti ringhiano quando ti avvicini troppo, e le rocce che quasi emergono mentre fai i Bottom Turn, il giovane tedesco ha deciso di chiudere la sua session dopo qualche onda, soddisfatto e sorridente. Ho deciso di uscire a fare un altro giro mentre il vento stava ri-aumentando e le onde pompavano, solo per godermi la pura gioia di surfare sul continente. E infatti questa si è rivelata una delle giornate migliori a mia memoria. Onda dopo onda, il mio fisico diventava sempre più stanco e provato, e non c’era nessun altro in zona con cui condividerle. Dopo 5 ore in acqua, la giornata stava ormai volgendo al termine, ma questi momenti resteranno impressi nella mia memoria per sempre. Abbiamo poi camminato su per Capo Mendocino, abbiamo caricato tutto sulla mia Tacoma e, proprio come si vede nei film, ci siamo messi in strada diretti verso il tramonto!


People 62


TESTO E FOTO DI John Carter 63

QUESTO MESE IL NOSTRO BIG FIFTY RENDE OMAGGIO ALLʼINCREDIBILE RICARDO CAMPELLO. MAESTRO DEL WINDSURF, TRE VOLTE CAMPIONE MONDIALE FREESTYLE E QUESTʼANNO SECONDO CLASSIFICATO NEL PWA WAVE DOPO PHILIP KOSTER. UN PURO GENIO DELLʼARIA, RICARDO È PROBABILMENTE IL MIGLIOR “DOUBLE LOOPER” DEL MOMENTO; È TRA LE SUE AMBIZIONI ESSERE IL PRIMO RIDER A CHIUDERE IL TRIPLO FORWARD. QUANDO SI È IN GIRO CON RICARDO RARAMENTE CI SI ANNOIA, SIA IN ACQUA ATTRAVERSO IL SUO SENSAZIONALE STILE, CHE FUORI DOVE MOLTI DEI SUOI AMICI SONO VITTIME DEI SUOI SCHERZI INFAMI. “BIG FIFTY” È UN NOME APPROPRIATO PER CAMPELLO, QUINDI SENZA ALTRI INDUGI POSSIAMO OCCUPARCI DELLA SUA BIOGRAFIA E RISPONDERE ALLA NOSTRA LISTA DI DOMANDE.

Nome intero? Ricardo Campello Rochebois Alvares. Data di nascita? 16.07.1985 Anni di windsurf e anni come pro? 12 anni come surfer e 10 anni come pro. Raccontaci dell’abbigliamento di Campello? Per i surfisti sud americani è un po’ difficile trovare sponsor stranieri perché l’industria dell’abbigliamento non supporta il mondo del windsurf in quanto relativamente piccolo. Mia mamma era sponsorizzata da una grande marca di abbigliamento in Brasile ed essendo lei un’ottima disegnatrice, molti dei miei amici mi hanno sempre chiesto perché non avessi ancora avviato una marca di abbigliamento usando il mio nome e la mia immagine per promuoverla. Penso che “Campello” sia un buon nome per una marca come lo è Armani... forse! Ahahahah! Quindi ho iniziato questa nuova avventura che sta andando veramente bene. Attualmente ho prodotto alcune t-shirt e board short ma il mio obiettivo è arrivare ad avere sia una linea completa di abbigliamento che un team! Presto avremo anche articoli per ragazze; in questo momento sto cercando gente e distributori in Europa. Io credo che la cosa abbia un grande potenziale perché i nostri disegni sono originali e differenti. Cosa consigli ad un surfer che da un single Forward vorrebbe realizzare un doppio? Allora, per essere onesti la procedura del double Forward è un po’ dolorosa! Devi passare attraverso il processo di atterraggio sulla schiena molte volte. Il segreto per me è quello di non mollare mai, a meno che tu non sia in una situazione pericolosa. Il doppio è un movimento super veloce ma una volta che cominci a fare le rotazioni niente ti può fare del male. Devi solamente andare più veloce che puoi e cercare l’onda ideale, io raccomando sempre di non imparare con onde ripide o verticali perché si perde troppa velocità, però hai comunque bisogno di una buona onda! Bisogna provare dirigendosi un po’ sopravento appena prima di colpire l’onda così la vela ha più forza e la rotazione è più veloce. Quando salti lancia la vela più veloce che puoi e guarda indietro con gli occhi chiusi. Una volta che hai imparato decentemente puoi aprire gli occhi e piegare le ginocchia! Prova molte volte e sono sicuro che riuscirai a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato! GO BIG OR GO HOME! Ahahahah!!! Come quoti Philip Koster? Philip è un alieno! Ciò significa che fa cose da pazzi super controllate, è giovanissimo e non ha paura di niente. Mure a sinistra e in condizioni onshore lo voto 10 su 10! Merita davvero di essere il campione mondiale e sono felice per lui. È un ragazzino molto gentile, super tranquillo anche se all’inizio un po’ timido… ma una volta che lo conosci è divertente! Mi congratulo con lui! Ed attualmente devo dire che mi inspira molto.


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Ci sono delle nuove manovre che hai pensato di provare? Sto lavorando sulla spinta nell’Airspock e penso che sia possibile fare un Pushloop into Double Forward. L’anno scorso dopo il nostro evento a Klitmoller abbiamo avuto una grande sessione a Hanstholme e mentre effettuavo un Push Forward ho ruotato troppo, quindi credo sia possibile! Spero solo che Philip non stia leggendo questa intervista, altrimenti ci proverà sicuramente! Cos’è più difficile: un super stalled Double Forward o un clean Double Loop? A questo proposito ho fatto un discussione con i giudici che, a mio avviso, non valorizzano abbastanza il vero stalled Double Forward. Io credo che debbano essere premiati di più in quanto più duri e molto più pericolosi di un normale Double landing! Penso anche che un vero grande stalled Double sia di maggiore impatto sul pubblico anche se c’è il rischio di atterrare piatto e di rompere la tavola, nonché la possibilità di atterrare duramente sulle tue palle! Che fa malissimo! Quale altro sport pratichi a parte il windsurf ed il surf? Wakeboarding, Spearfishing, kite surfing, Sup e qualche volta motocross! Cosa ti passa per la mente quando provi un Double Loop? Buona domanda, non lo so nemmeno, forse prego solamente perché atterri decentemente! C’è un Double Loop che hai fatto che si diversifica da tutti gli altri? Si, quest’anno contro Philip Koster durante la semi finale a Pozo. Quando gareggi contro di lui devi dare il meglio; il mio piano per batterlo era di fare un Pushloop Forward e un bel Double. All’inizio della heat stavo cercando una buona onda per farlo e dal nulla un’onda decente si è alzata di fronte a me. Ho guadagnato così tanto in altezza e la cosa divertente è che stavo andando in alto ma dritto in su… non alto andando in avanti come dovresti fare normalmente e stavo pensando: “Hey ma cos’è questo?”. Ho continuato ad andare su e mi sono sentito come se fossi andato 2 o 3 alberi in alto e poi ho fatto il Double. Sono atterrato perfettamente ma ho rotto la tavola a metà. Penso che sia stato il migliore Double che abbia mai fatto nella mia vita e ne avevo bisogno, ho avuto infatti

12 punti su 10. Sfortunatamente non ho trovato un’altra onda per tentare un Push Forward, quindi Philip mi ha battuto. Come ti sentivi mentalmente quando ti approcciavi a fare una session di Triple Loop a Gran Canaria? Ho avuto un po’ di paura alla fine e non so perché. Lo vorrei ancora fare ma non mi sento veramente a mio agio. Quando ti senti così non penso che dovresti provarci, quando mi sentirò a mio agio di nuovo ci proverò un’altra volta. Quanto costa un pieno di benzina in Venezuela? La mia macchina ha un serbatoio di 90 litri costa circa 1 euro o qualcosina meno. Perché hai smesso di competere in Freestyle… e fai mai una session di Freestyle quando sei a casa? Ho smesso perché volevo concentrarmi sulle onde che è la parte dello sport che ho sempre sognato. Negli ultimi anni gareggiavo nel Freestyle perché dovevo ma non mi divertivo più. Amo ancora fare Freestyl e lo faccio a casa quando il vento è forte ma solo quando me lo sento. Penso che a nessuno piaccia fare quello che non si vuole fare. Hai mai pensato di fare un ritorno nel Freestyle? Ci ho pensato! Il mio capo Martin Brandern mi dice sempre che vorrebbe che io tornassi e che è stato stupido smettere, ma io credo che adesso per me raggiungere gli altri ragazzi sarebbe impossibile. Non riconosco nemmeno alcune delle nuove manovre quando le vedo. Descrivici il tuo giorno perfetto! Svegliarmi presto alla mattina, fare surf con amici e con delle onde perfette. Tornare a casa, fare una buona colazione, riposare un po’ con una bella ragazza ed amici… Tornare in spiaggia, cavalcare le onde perfette con i tuoi migliori amici e senza folla. Dopo una pausa pranzo, surfare di nuovo e forse nel pomeriggio fare ancora una piccola session di surf… Dopo di che andare a cena e dormire! E poi


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fare tutto da capo… questo sarebbe perfetto! Single o impegnato? Al momento single. Bionde o brune? Mi piacciono entrambe… Ma le ragazze che preferisco sono brune con capelli fini… belle! Te o caffe? Cioccolata calda.

Chi credi sarà il primo ad eseguire un Triple Loop? Non ne ho idea. Nella mia mente ho già effettuato le tre rotazioni ma non le ho ancora eseguite realmente… immagino sarà Philip, Boujma o io. Il miglior giorno della tua carriera fino ad ora? Non c’è niente di meglio che ricevere il tuo trofeo da Campione del Mondo. Uno di quei giorni è stato probabilmente il migliore, adesso vorrei ricevere il trofeo di Campione del Mondo di Wave.

Quanto spesso surfi quando sei a casa a Isla Margarita? Dipende dal vento e da quello che devo fare, solitamente faccio delle session di Slalom con dei miei amici, quando invece è da 5 o meno faccio session occasionali di Freestyle, specialmente quando c’è Gollito.

Il tuo giorno peggiore? Tanto tempo fa in Canada, ero primo nel ranking Freestyle e potevo solo peggiorare la mia posizione ottenendo un sesto posto. Nella mia seconda heat sono stato battuto da Skyboy (John Skye) e le condizioni erano veramente dure. C’erano onde come a Sylt ed ero al mio secondo anno in tour e non avevo mai surfato con delle condizioni così prima di allora. Ho surfato veramente male e non ho potuto fare niente. Skyboy mi ha battuto e sono arrivato settimo. Ero tristissimo e arrabbiatissimo. Stavo vincendo fino a quel momento e sono sceso in seconda o terza posizione. Me ne sono andato dalla folla e ho cominciato a piangere! Ero veramente arrabbiato! Dopo quella gara siamo andati a Bonaire dove ho avuto la possibilità di recuperare ma sono riuscito a finire solo in seconda posizione.

Qual è la tua combinazione preferita di tavola e vele, e perché? Quando sono in posti come Capo Verde o Maui mi piace usare la mia 4.7 o 4.5, con la mia tavola da 82 litri. Se sono a Pozo mi piace usare la 4.2 o 4.0 con la mia tavola da 72 litri. Mi sento a mio agio con solo queste 2 combinazioni e penso che sia una misura perfetta per le giuste condizioni.

Se potessi rivivere tutta la tua vita da capo, faresti le stesse cose? Non ho rimpianti, la mia vita è fantastica e conosco molta gente che amerebbe fare quello che sto facendo io invece che stare bloccati in ufficio. Mi piacerebbe forse anche esplorare qualcos’altro… non saprei realmente rispondere alla domanda… è un po’ a trabocchetto.

Preferisci mure a sinistra o a destra, e perché? Per i salti ho molto più controllo mure a sinistra. Posso fare quasi tutte le manovre mure a destra ma non così bene come a sinistra, a parte il Pushloop Table Top. Per surfare le onde preferisco mure a destra, suppongo perché sono regular stance e perché esco di più in quelle condizioni.

5 persone famose con cui ti piacerebbe andare a cena? Jessica Alba, Miss Universo del Venezuela e altre 3 hot girl.

Apple o pc? Apple sicuramente! Continuo a dire a JC che dovrebbe comprare un mac ma non ha ancora cambiato idea… viene sempre in spiaggia con il suo mattone! Ahahahah!

Credi in Dio? Si.


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Dove ti vedi fra 10 anni? Speriamo ancora sul Windsurf ed a vincere gare, anche avere una bella attività avviata così da non dovermi preoccupare e dipendere dai miei sponsor. Vorrei anche avere una bella famiglia, mi piacerebbe fare qualche bel viaggio intorno al mondo per vedere bei posti ma non solo per il Windsurf.

Abbiamo sentito che ti piace fare gli scherzi. Raccontacene un paio dei migliori! Sono veramente cattivo! Il mio ultimo scherzo era una penna elettrica che ho trovato sulla mia sedia in aeroporto… l’ho portata con me in Indonesia e quasi tutti l’hanno provata!

Ti ricordi la prima volta che hai partecipato al PWA? La mia prima gara PWA è stata in Austria e non c’era vento! Ero solo sponsorizzato dalla Jp e NeilPryde a livello nazionale e non conoscevo i miei capi. Martin Brandern era là e mi ha visto surfare in allenamento quando ha fatto un po’ di vento ed era veramente soddisfatto. Mi ha invitato a Maui per l’annuale photoshoot; lì è dove la mia carriera è cominciata. Penso di avere vinto il Pince of the Lake e il King of the Lake l’anno dopo.

Che macchina possiedi? Una Toyota Landcruiser del 2006.

Sei mai stato “derubato” dai giudici in una gara del PWA? Non direi derubato perché non penso sia la giusta parola, ma ci sono state molte volte che ho pensato di aver vinto una heat e di meritare un maggior punteggio. Come ogni sport con giudici a volte non è giusto il risultato, ma ognuno ha il suo modo di giudicare! Penso solo che a volte i giudici non hanno idea di quello che stanno giudicando! Questa è la vita! A volte è contro e a volte è a tuo favore! Hai altre ambizioni che vorresti raggiungere? Mi piacerebbe che il tour fosse migliore e che il nostro sport fosse come era 15 anni fa. Grande, famoso e dove la gente sapeva di cosa si stava parlando! Vorrei anche che il nostro tour avesse più montepremi e migliori location come Maui, Fiji, Indonesia e Brasile! Posti con belle onde, non solo con calma piatta. La tua migliore giornata di Windsurf negli ultimi 12 mesi? Ogni volta che le onde sono buone è una giornata speciale per me! Specialmente a Capo Verde. Ho appena fatto un viaggio in Indonesia dove le condizione erano spettacolari, non ho surfato al meglio ma era così bello poter surfare quelle onde perfette e condividerle solo con Kauli e Victor.

Cosa fanno i tuoi genitori per vivere? Mia mamma ha un ristorante, un bar sulla spiaggia e un piccolo negozio di bikini brasiliani. Mio papa è un dentista in Brasile! Dove vorresti vivere idealmente? Amo la mia casa in Margarita dove ho tutti i miei amici... l’unico problema sono le onde, non ne abbiamo molte! Per adesso sono stabile là però e viaggio molto. Probabilmente un giorno mi potrò permettere una casa alle Hawaii. Se vincessi un milione di dollari continueresti a surfare e a gareggiare? Probabilmente smetterei di competere ma sicuramente surferei in fantastici posti esotici, salvo che non ci siano gare in questi posti! Hai animali? Si, ho due Labrador, uno marrone ed uno biondo, entrambi pazzi per l’acqua. Hanno windsurfato e veleggiato e, addirittura, uno ha fatto wake boarded con me, dopodiché hanno avuto 10 cuccioli. Ne abbiamo dati via alcuni e tenuto il resto; sono la migliore cosa al mondo; tutti pazzi e adorano giocare! I loro nomi sono: Goiter, Shaka, Kona e Hilo. Chi sono i tuoi eroi al di fuori del windsurfing? Ne ho solamente uno che ammiro veramente ed è Kelly Slater, certamente ne rispetto molti altri ma Kelly è fantastico. Ha quasi 40 anni ma è ancora il migliore surfer al mondo. Ha lo stile migliore rispetto a tutti i giovani surfer, è quasi imbattibile. È appena


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diventato Campione del Mondo per l’undicesima volta e se continua ad andare come sta andando adesso lo sarà ancora per molti anni. Questa è la persona che rispetto e ammiro di più. Quanto è difficile vivere come pro windsurfer di questi tempi? È un po’ difficile con tutta la recessione che c’è nel mondo. L’industria del windsurf deve tagliare molto il budget e tutto è molto costoso, specialmente per me che abito in Venezuela. Tutte le volte che volo mi costa intorno ai 1000 euro più l’extra per i bagagli sempre più costoso! Così penso che se non sei al top è molto difficile farlo. Scegli tre persone da portare con te in un windsurf trip in Indonesia e perché? Kauli, Brawzinho e Swifty, perché sono i miei migliori amici di viaggio e mi diverto con loro, mi ispirano nell’acqua e sono surfer come me. Film preferito? L’unico che mi ricordo è “Taken” che è un film veramente incredibile. Penso che il tipo sia spettacolare in tutto quello che fa per trovare sua figlia e in più tutto da solo! Quante ore al giorno passi su internet? Dipende, se sono a casa non troppo, ma se sono in posti come Sylt o in posti dove non c’è vento e quindi niente da fare, tanto. Come è stato battere Koster nella Singola Elimination in Danimarca? Mi sono sentito felice ed orgoglioso! Sono stato l’unico assieme a Danny Bruch che lo ha battuto quest’anno. È stata una heat grandiosa, entrambi abbiamo surfato bene ma quella volta ero davanti a lui. Chi era il tuo eroe del windsurf quando eri un aspirante pro? Non ci prestavo attenzione quando ero giovane ma penso che Bjorn era probabilmente uno di loro, invece Antoine Albeau era colui che rispettavo di più. Gareggia fantasticamente e ha uno stile perfetto per la sua stazza. È anche un buon amico e mi aiuta molto!

Quanti anni ancora credi di rimanere un professionista? Credo che dobbiamo aspettare e vedere; come ho detto prima Kelly Slater ha 39 anni ed ha battuto tutti i giovani per diventare 11 volte Campione del Mondo; speriamo che anch’io possa essere come lui. Quanti mesi all’anno sei a casa a Isla Margarita? Andando e venendo circa 6 o 7 mesi. Una frase per descrivere te stesso? Mi considero un bravo ragazzo a volte divertente, ma quando mi arrabbio mi arrabbio veramente! Vado d’accordo con tutti. All’inizio sono un po’ timido quindi la gente pensa non sia figo! Ma una volta che mi hanno conosciuto sono davvero figo! Questo è quello che penso! Forse la gente pensa diversamente!


Travel stories 68


TESTO E FOTO DI John Carter 69 “LA VITA È COME ANDARE IN BICICLETTA, PER MANTENERE LʼEQUILIBRIO DEVI CONTINUARE A MUOVERTI”. SICURAMENTE ALBERT EINSTEIN SAPEVA DI COSA STAVA PARLANDO QUANDO INIZIÒ A VIAGGIARE. PRIMA DI COMINCIARE LA MIA ESPERIENZA COME FOTOGRAFO DI WINDSURF HO PASSATO TRE ANNI GIRANDO LʼAUSTRALIA, LʼAMERICA E LA TAILANDIA DOVE NON SOLO HO POTUTO VISITARE DEI PAESAGGI MERAVIGLIOSI MA HO AVUTO ANCHE LA POSSIBILITÀ DI CONOSCERE, LUNGO IL MIO PERCORSO, MOLTISSIME PERSONE INTERESSANTI CHE MI HANNO DATO PREZIOSE LEZIONI DI VITA. I PRIMI SOGGIORNI ALLʼESTERO SONO STATI DETERMINANTI PERCHÉ MI HANNO CONVINTO AD INIZIARE CON LA FOTOGRAFIA CHE, ALLA FINE, SI È TRASFORMATA NELLA MIA ATTUALE CARRIERA. VIAGGIARE PER ME HA SIGNIFICATO LʼAPERTURA DI UN NUOVO MONDO DI INFINITE AVVENTURE E OPPORTUNITÀ. QUALSIASI VIAGGIO DI WINDSURF ALLʼESTERO PUÒ AMPLIARE I TUOI ORIZZONTI, PORTARTI VIA DALLA TUA ROUTINE QUOTIDIANA E, SOPRATTUTTO, PUÒ RINFRESCARE LʼENTUSIASMO PER LA TUA PASSIONE. POSSONO ESSERCI MOMENTI DIFFICILI MA NON VI PENTIRETE MAI DEL VIAGGIO VERSO LA DESTINAZIONE DEI VOSTRI SOGNI. LʼANNO SCORSO È STATO PAZZESCO PER ME, UN VIAGGIO SEMBRAVA FONDERSI IN UN ALTRO CON UN PROGRAMMA COSÌ FRENETICO CHE MI HA FATTO STARE IN VIAGGIO MOLTO PIÙ DI QUANTO POTESSI REGGERE. ADESSO CHE LA POLVERE SI È PLACATA E ANCHE SE LA VITA DI TUTTI I GIORNI NON SEMBRA COSÌ MALE, SO CHE UNA VOLTA A CASA DOVRÒ PASSARE PIÙ TEMPO POSSIBILE CON LA MIA FAMIGLIA. COMUNQUE, HO FATTO UN RIASSUNTO DI TUTTI I MIEI VIAGGI DURANTE IL 2011 E SPERO CHE QUESTI SCARABOCCHI POSSANO MOTIVARE ALCUNI DI VOI AD AVVENTURARVI AL DI FUORI DEI VOSTRI SOLITI LUOGHI E ESPLORARE COSA IL MONDO VI PUÒ OFFRIRE.


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Klaas Voget

Gollito Estredo


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John Skye in Sud Africa.

Aereoporto, l’unico posto obbligatorio che ogni surfista deve passare per poter viaggiare. Arrivare ad Heathrow o Gatwick è una parte del percorso che amo e odio allo stesso tempo, il momento che segna l’inizio di un viaggio eccitante ma che significa anche che stai per attraversare tutti i problemi relativi al check-in, alla sicurezza ed all’imbarco sul volo. La maggiorparte delle persone che attraversano un aereoporto sono chiuse nella loro bolla, o corrono intorno apparendo ansiose, guardando costantemente l’orologio, controllando le loro tasche, portafogli e passaporti. Le emozioni corrono diffuse nell’aeroporto: lacrime di amanti che prevedono gli addii o gente che abbraccia e saluta i parenti all’arrivo. Poi ci sono i gruppi di gente in vacanza, famiglie sotto stress, bambini agitati, uomini d’affari, sportivi in giro per i tornei. In un modo o nell’altro, l’aereoporto è sempre un luogo interessante qualunque sia la tua ragione per esserci e non c’è un altro posto nel quale si può trovare una così grande varietà di gente tutta sotto lo stesso tetto. Il mio posto nel sistema è quello di andare e tornare da

un’avventura all’altra e negli ultimi vent’anni ho trascorso all’estero 6 mesi o di più ogni anno quasi sempre per windsurftrip. Non fraintendetemi, io amo la mia casa ma viaggiare mi ha portato a conoscere molti nuovi amici e mi ritengo veramente fortunato di avere potuto visitare centinaia di destinazioni in tutto il mondo.

GENNAIO AUSTRALIA Il 2011 era iniziato solo da 4 giorni quando sono partito per il mio primo viaggio dell’anno. Sono stato invitato fortunatamente dal mio buon amico Rob Goyen per fare degli shoot alla Lancelin Ocean Classic. Il fatto di vivere sull’isola di Wight implica che impiego almeno mezz’ora di traghetto per raggiungere Heathrow tutte le volte che decido di partire. Quindi di solito ci impiego almeno metà giornata prima di essere realmente sull’aereo! Ci vogliono almeno 20 ore da Heathrow fino a Perth, tralasciando uno scalo veloce a Singapore per cambiare aereo, però mi sento sempre bene quando devo tornare in Australia

perchè lì ho costruito diversi rapporti stabili di amicizia durante gli anni. Non ho mai subito troppo il jet lag quando mi dirigo ad est, ma quando volo nella direzione opposta, per Maui o per gli Usa, mi sento sempre come sotto ad una tonnellata di mattoni! Sembra una cosa da pazzi viaggiare fino all’altra parte del pianeta per visitare l’Australia solo per quattro giorni, però io ce l’ho fatta! Ho collezionato tantissimi momenti memorabili con Scott McKercher, Ben Severne, Rich Page e tutto il resto dell’equipaggio australiano! Una cosa molto bella del “Ledge to Lancelin” è che c’è sempre un budget molto ampio per una trasmissione televisiva. Mi ritengo fortunato di poter affiancare il cameraman sull’elicottero… Fare fotografie da quella posizione è davvero eccitante! L’evento gira intorno al grandioso party al “Endeavour Tavern” di sabato sera, ed una cosa che posso garantirvi è che gli australiani sanno bene come divertirsi, nonostante gli esorbitanti prezzi della taverna. La partenza dall’aeroporto internazionale di Perth è una scocciatura, poiché c’è sempre un ragazzo, subito fuori delle partenze,


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Boujmaa Guilloul

che controlla il tuo bagaglio a mano. Nella maggior parte dei posti riesco a far sgattaiolare la mia pesante macchina fotografica nei bagagli a mano, ma in Australia devo sempre farla passare attraverso il check in ed una volta mi è toccato pagare 800$ per l’extra dei miei bagagli! Tutto il viaggio è stato una continua scoperta e sembra surreale tornare nel pieno inverno inglese senza avere lasciato casa da neanche una settimana.

CAPE TOWN Ero tornato a casa da appena qualche giorno quando ho ricevuto l’invito da Craig Gertenbach della Fanatic per andare a Cape Town per un photoshoot il 13 gennaio. Abbiamo trovato delle brutte condizioni a Table Bay così ci siamo diretti a Cape Point dove, l’ultimo giorno del viaggio, Roberto Ricci si è avvicinato sulla spiaggia chiedendomi se potevo rimanere altri quattro giorni per un altro shoot.

All’inizio ho rifiutato l’offerta, ma all’ultimo minuto ho pensato che essendo ormai lì sarebbe stato da stupidi dire di no! Il passo successivo era quello di dare la notizia alla mia amata moglie e chiederle il permesso di cambiare il biglietto e rimanere alcuni giorni in più. Roberto porta la sua famiglia a Cape Town tutti gli inverni ed affitta una bella casetta a Big Bay, direttamente sulla spiaggia. L’unico episodio spiacevole del viaggio è stato quando qualcuno, l’ultimo giorno dello shoot, mi ha rubato 500$ dalla mia borsa per la macchina fotografica; per il resto il viaggio è stato molto divertente ed è stato interessante vedere come gli inglesi a Cape Town appendevano le loro vele. Mi ritengo fortunato perché nel bel mezzo del viaggio ho vissuto un giorno mostruoso in una scogliera nascosta con John Skye, Phil Horrocks, Klaas Voget, Victor Fernandez e Brawzinho tutti usciti in acqua con delle condizioni epiche.

IRLANDA Prima che gennaio finesse mi sono ritrovato con Timo Mullen e Scott Gardener nella North West Coast dell’Irlanda per inseguire un’enorme perturbazione invernale. Viaggiare per l’Irlanda significa utilizzare una compagnia aerea economica come Easy Jet o Ryan Air ed è sempre una battaglia riuscire a portare il mio equipaggiamento per la macchina fotografica a bordo senza dover pagare il bagaglio extra! L’Irlanda in inverno è esattamento l’opposto di Cape Town o Perth ma fortunatamente mi piace la sfida di lavorare con il freddo, la pioggia ed il tempo così difficile. Con le giornate corte ed il sole basso nel cielo, bisogna essere sempre pronti poiché il sole può durare una mezz’oretta. Questo viaggio è stato molto strano perché


Victor Fernandez

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Tonky Frans


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eravamo in una spiaggia remota in mezzo al nulla sulla West Coast, completamente soli, quando, di punto in bianco, Thomas Traversa e Brendon Pyatt hanno deciso di seguire la stessa previsione. Quanto è strano tutto questo?

FEBBRAIO All’inizio di febbraio ero nuovamente in viaggio per Singapore – Perth per un altro “in and out” photoshoot di Starboard con Scottie McKercher, Philip Koster, Timo Mullen e Danny Bruck. Le previsioni erano orribili ma con Koster coinvolto non è servito troppo vento e grandi onde per ammirare delle azioni incredibili! Questo viaggio mi ha fatto capire che non servono sempre onde grandiose per ottenere delle fotografie di surfate “killer”. Mi dispiace tanto per Danny che si è ferito al ginocchio prima del viaggio e non ha potuto surfare. Immaginatevi tutte le rotture come prendere l’aereo, guidare per ore per poi rimanere seduti nel furgone e guardare gli altri uscire. Un’altra massima del viaggio è stata che sono riuscito a battere Scott a golf a casa sua. Ogni anno qualsiasi incontro sportivo tra me e McKercher diventa sempre più competitivo, quindi batterlo al Margaret River Golf Club è stata veramente una vittoria bellissima! Associo sempre l’Australia con bei ricordi, visi familiari e persone easygoing…questo viaggio ha “spuntato tutte le caselle”. La zona West dell’Australia è la destinazione che merita di più per i windsurfer di tutti i livelli. Sarà anche dall’altra parte del mondo ma è senza dubbio un’esperienza che non dimenticherete mai.

VIETNAM Quello che sto per dirvi potrà sembrare anche una scemenza… ma ho fatto tutto il volo di ritorno dall’Australia passando da Singapore, sono rimasto a casa una notte e il giorno dopo sono ripartito per Singapore ed il pomeriggio ero in viaggio per il Vietnam. Ho pensato che farsi 26 ore di volo e 6 ore più o meno in giro per gli aeroporti valeva la pena per stare una notte con la famiglia. Sono arrivato in Vietnam due giorni prima dell’inizio del PWA ed ancora prima che lo sapessi sono stato chiamato in un’isola remota, 3 ore di distanza, per un freeride shoot della

Starboard. È stato un giorno da pazzi, ma l’isola aveva uno scenario incredibile ed il vento ululava così forte che ne valeva la pena. Il giorno dopo ero di nuovo a lavoro al PWA, un evento che tutti stavano aspettando. Mui Ne è la nuova mecca per il windsurf nel Vietnam e tutti i surfer erano felici di essere ad un contest dove gli alloggi e le infrastrutture erano delle costruzioni semplici in pietra fuori della spiaggia. Il Full Moon resort era al centro di tutte le azioni con il suo vento costante e il costo della vita ragionevole, non è per niente una brutta opzione per un viaggio in inverno.

MARZO MAUI Sono stato a Maui almeno una volta l’anno dal 1989 e mi piace chiamarla “la mia casa via da casa” quando sono lì per le mie windsurfing destination! Quest’anno sono rimasto per tre settimane e il mio viaggio è iniziato molto bene con un posto in business con la United Airlines. Uno dei benefici di essere un viaggiatore regolare è che una volta che raggiungi un certo numero di viaggi l’anno ottieni delle upgrade ed è permesso anche il bagaglio extra. Tutto il tempo che ho trascorso a Maui negli ultimi due decenni, probabilmente, se sommati, sono tre anni in tutto, quindi so sempre di trovare visi familiari e tanti amici. La primavera a Maui è anche un momento cool per trovarsi con tanti altri fotografi, a noi piace confrontarci e scambiarci opinioni sull’attrezzatura e trovare le ultimissime nuove tecnologie sia per la fotografia dall’acqua che per quella da terra. Solitamente, a Maui, sono sempre stato fortunato perchè sono riuscito a passare una buona quantità di tempo in elicottero e quest’anno non ci sono state eccezioni. È sempre un po’ stressante quando fai la chiamata per noleggiare un elicottero perchè per 1200$ ottieni un’ora, stai bruciando soldi! Di solito il risultato salda i conti se ottieni una sessione decente, ma occasionalmente sei sfortunato a causa di acquazzoni, kiter o poco vento e lo stress inizia a salirti sempre di più. Non sembrano mai esserci momenti noiosi quando sono a Maui; mi sembra sempre di essere impegnato dall’alba al tramonto. Se c’è un luogo dove vuoi

vedere veramente fare windsurf, allora Maui è il posto giusto. È l’epicentro del windsurf ed è anche dove molti professionisti come surfer, local legend ed importanti designer di tavole e vele lavorano anche per le maggiori aziende. Il fatto di essere su di un’isola nel bel mezzo del Pacifico vuol dire che prima o poi un’onda gigante ti colpirà se ci rimani per un po’ di tempo. Il momento in cui le onde arrivano a Maui è una meraviglia naturale che non vedrai mai da nessun altra parte. I giorni migliori sono quando i grandi surfer come Jason Polakow, Robby Naish, Levi Silver e Kauli Seadi sono a Maui e danno del loro meglio spingendo il livello oltre ai limiti.

APRILE AUSTRIA Sono riuscito a rimanere a casa una settimana prima di partire per l’Austria per il secondo Freestyle PWA Event. Mi ricordo di essere stato al primo evento in Austria nel 1998 dove Bjorn Dunkerbeck era il vincitore e Matt Pritchard, Peter Volwater, Josh Stone e Vidar Jensen erano i nomi più grandi della disciplina. In quel anno per vento incerto significava che noi dovevamo giudicare dal bel mezzo del lago, sopra ad una barca, manovre come Willy Skipper, Spin Loop e Carving 360°, che erano sufficienti per vincere


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Antoine Albeau

Phil Horrocks


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un evento. Le cose sono molto cambiate negli ultimi 13 anni. Surfare in Austria è l’opposto delle onde delle Hawaii, ma per i local i laghi sono tutto. Il freestyle ed il rimorchiare sono popolari, ma i party sono il vero fulcro dell’evento specialmente grazie alla location vicina (meno di un’ora) a Vienna. Durante questi giorni preferisco lasciare la parte dei party ai giovani freestyler e concentrarmi sul mio lavoro. Una volta ogni tanto la birra incontra il mio cammino e se c’è un posto dove questo può capitare quello è l’Austria.

MAGGIO KOREA Uno degli aspetti strani ed al tempo stesso meravigliosi in Korea è di trascorre il soggiorno, durante gli eventi, in amorevoli hotel. Le stanze sono tutte fornite di letti circolari, un tavolo pieno di olii e lozioni, luci oscurate per far sentire le coppie a loro agio. Ogni stanza dell’hotel ha una sua particolarità ed è abbastanza divertente scoprire quale forma di letto o forma di Jacuzzi ogni membro della truppa ha trovato. Anche il cibo coreano è strano, sinceramente, gli odori che escono dalla cucina mi fanno stare male ancora prima di vedere cosa c’è da mangiare. I local non differenziano la colazione dal pranzo o dalla

cena, quindi molti piatti sono a base di Kimchi, un piatto di verdure fermentate che mi fanno girare lo stomaco di prima mattina. Quando ho iniziato a fare questo lavoro non immaginavo di finire in Korea per fare shooting di windsurf ma nel corso degli anni (tralasciando il mio disgusto per la cucina) mi sono avvicinato molto alla gente ed alla cultura di questo paese straordinario. È sicuramente uno dei paesi più inusuali del tour, c’è sempre uno sguardo alla cultura asiatica. Un giorno, durante il nostro viaggio, siamo stati nel bagno turco, nessuno dei surfer sapeva bene cosa aspettarsi da questa esperienza, ci siamo dovuti coprire con ridicoli vestiti in cotone marroni e indossare cappelli divertenti.

GIUGNO COSTA BRAVA Quest’anno abbiamo volato in Costa Brava con la British Airways con un volo conveniente di 2 ore. In quest’aria radicata nel mediterraneo non avevamo mai trovato condizioni così epiche, sebbene la minaccia dell’infame Tramontana ci fosse stata raccontata ogni volta che arrivavamo. Stiamo sempre tutti in campeggio in piccoli bungalow, quindi è uno dei pochi eventi in cui organizzatori e rider vivono come un grande gruppo. Tutti si aspettavano

una settimana di tennis, relax e altre attività e non un vento da 50 nodi. Il vento più forte è stato durante la finale del primo round e molti dei surfisti si sono trovati impreparati a questo assalto furioso. Vedere persone come Jimmy Diaz, Peter Volwater e Cyril Moussilmani perdere completamente la vela dalle loro mani mentre lottano per tenerla, questo realmente mostra cosa può fare la forza della natura in pochi minuti!

BONAIRE Il UK PWA team è volato a Bonaire con la Continental Airlines passando per New York e sono finito ad avere un gin tonic di troppo sulla prima parte del volo. Magari era il pensiero di cosa ci attendeva. Dall’allungamento della stagione era il primo evento di quello che fu poi chiamato “the six island tour”. Due isole caraibiche seguite da tutte e quattro le principali Canary Island tutte “Back to Back”, sicuramente un lavoro difficile! In entrambi i casi non ci si può lamentare quando si raggiungono i Caraibi e, soprattutto, dopo aver fatto l’esperienza del primo tramonto sorseggiando una birra fresca. L’acqua è così bassa a Lac Bay che puoi anche solo guardare fuori per prendere degli shoot nella laguna di cristallo chiaro. È una location killer per provare diverse angolazioni con


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Timo Mullen

maschera e boccaglio. Il giorno prima dell’evento abbiamo avuto il pomeriggio libero così alcuni del nostro gruppo hanno preso dell’attrezzatura da windsurf da “Gybe City” e hanno sfidato l’acqua. Le mie abilità come windsurfer sono abbastanza arrugginite ma io adoro fare del buon cruising insieme a Paul Hunt, Hugo Lewis ed alcuni surfer del PWA. Se vuoi provare l’esperienza di un piccolo pezzo di paradiso e ti accontenti di acqua piatta, allora devi considerare Bonaire come un’opzione. C’è questa atmosfera caraibica pigra, un sacco di facce sorridenti ed il surf non è secondo a niente se fai freestyle o del freeride tranquillo con la famiglia nelle acque turchesi.

ARUBA L’ultima volta che sono stato ad Aruba era il 1998 e ritornare per visitare l’isola, dopo tanti anni, è stato veramente cool. Al nostro arrivo siamo stati accolti da un party bus con grandi ruote e sedili rialzati e musica a tutto volume. Abbiamo avuto un giorno libero prima dell’inizio dell’evento così abbiamo pensato di persuadere la mamma di Sarah Quita ad organizzare una pesca d’altura in mare. Come potrete immaginare la gita di pesca si è trasformata come sempre in una grande competizione ed io sono riuscito a pescare un tonno di 8lb e me ne sono andato con la mia prestigiosa vittoria. Vincere il trofeo del tonno più grande è stato ancora più soddisfacente perchè il mio compagno di stanza Hunty è riuscito a pescare solo un piccolo palamite ed è rimasto totalmente demoralizzato per tutti gli altri giorni! Abbiamo alloggiato all’Hilton Hotel che devo dire ha servito la migliore colazione di tutto il tour di quest’anno, con omelette di qualità, caffè decente, frutta,

yogurt e tante altre bontà. L’aria condizionata dell’albergo combinata con i 40 gradi fuori è una delle cose peggiori per l’attrezzatura della macchina fotografica, infatti, tutte le mattine sulla spiaggia le mie lenti e i miei obiettivi erano pieni di vapore e la formazione della condensa c’era sia sul lato interno che su quello esterno. Per quanto mi riguarda, questa è una ricetta per un disastro e sono abbastanza sicuro che più avanti nella stagione una delle mie nuove canon 1D Mark IVS, costata 950 $, non risponderà quando schiaccerò il pulsante “on”. Il secondo giorno della gara sono stato fortunato a trovare un breve passaggio in elicottero perché, dall’alto, la vista della barriera corallina e l’acqua traslucida erano mozzafiato. Il nostro viaggio di ritorno da Aruba ha portato un ritardato di un’ora determinando per tutta la truppa diretta in Inghilterra la perdita della coincidenza per Londra. L’effetto di tutto ciò è stato che, dopo due settimane via, non potevamo tornare a casa prima del prossimo evento a Lanzarote. Se si può trovare un lato positivo, avendo un giorno libero a disposizione a New York, abbiamo deciso di raggiungere la cima dell’Empire State Building e visitare il negozio di camere fotografiche B and H.

LUGLIO LANZAROTE A causa del viaggio, del ritardo e del tempo trascorso sull’aereo ho subito un forte stress fisico. Mi sentivo già un po’ strano quando siamo atterrati a Londra, ma quando mi sono svegliato a Costa Teguise non ero nemmeno cosciente di me stesso, così, per la prima volta da quando faccio questo lavoro, ho passato tutto il giorno per le

iscrizioni nel letto e penso di essere stato anche disidratato. Lanzarote è stato un viaggio corto e carino, è durato solo quattro giorni e quando mi sono ristabilito è stato divertente passare il tempo con i freestyler e vedere Gollito vincere il suo primo evento della stagione.

GRAN CANARIA Puoi sempre contare sulle Canarie per assicurarti vento forte e tempo soleggiato nei mesi estivi. Un volo di sole quattro ore dall’Inghilterra. Ogni anno alloggiamo presso il Gloria Palace Hotel a circa 15 km da Pozo, dove servono un buffet grandioso sia per la colazione che per la cena. Quest’albergo è diventato ormai come un “santuario” al di fuori di Pozo perché è la tappa anche di molti surfer. Quest’anno l’evento si è concentrato su Koster, il ragazzino che ci ha lasciato tutti a bocca aperta con il suo fenomenale modo di surfare. Quando le attenzioni deviano su un singolo surfer è facile ignorare qualunque altra performance che meriterebbe invece di essere menzionata. Daida Moreno, ad esempio, ha alzato molto il suo livello con straordinarie altezze nelle heat femminili ed offre uno dei Push Loop Table Top più radicali del momento. Nelle heat maschili, invece, Ricardo Campello è una macchina del Double Loop mentre Brawzinho continua a migliorare sulle port tack. Grazie ad un piccolo intervallo tra Gran Canaria e Tenerife sono riuscito finalmente a tornare a casa e stare con la famiglia per alcuni giorni e a fare, anche, qualche partitina di golf! Dopo un mese circa di viaggio senza sosta mi sono sentito felice di starmene seduto sul divano a guardare la tv, tenendo la fotocamera fuori dalla mia vista. Tutti questi giorni di sole implacabile


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certamente lasciano il loro peso, ti accorgi di quanto sei stanco realmente solo quando sei di nuovo a casa.

TENERIFE L’evento a Tenerife a El Medano ha avuto una reputazione positiva in gran parte grazie alle offerte di Danny Bruch, il quale ha aiutato ad organizzare e ad impostare tutte le infrastrutture. Abbiamo alloggiato al Arenas Del Mar Hotel che con la sua posizione fantastica ti permette di vedere tutto El Medano. Ancora una volta Koster ha rubato il palcoscenico, ma un meraviglioso rientro di Danny Bruch è stato realmente il lieto fine di questa particolare storia. Lasciando stare l’evento che è stato benedetto con condizioni eccezionali, c’erano anche altre attività divertenti per tutti i surfisti quando le competizioni finivano. Abbiamo trascorso un giorno intero al Siam Water Park con dei VIP ticket, ciò significa che non abbiamo dovuto fare alcun tipo di fila per tutte le attrazzioni. Non mi ricordo di avere mai urlato e riso così tanto, il park è assolutamente una cosa che tira fuori il bambino che c’è ancora in ognuno di noi. Quando il divertimento e lo spasso del parco acquatico è finito, i surfisti del PWA sono stati chiamati per due ore di session privata nell’incredibile Wave Pool. Con il tramonto del sole, onde perfette e un bel colore dell’acqua, la session di surf è stata un momento memorabile del viaggio.

FUERTEVENTURA Un volo interno veloce per Fuerteventura ed eravamo quasi alla fine del nostro tour delle sei isole. I surfer e gran parte del resto dell’equipaggio di solito prenotano all’Hotel

Sol Gorriones che si affaccia sulla vista dell’evento ed è “il Posto” dove stare a Sotevento. Tutte le mattine la nostra routine abituale in tour era di fare una mezz’oretta di jogging prima di colazione. Quest’anno Hunty, Hugo ed io abbiamo deciso di attraversare delle enormi montagne che circondano l’albergo. Mi sento sempre meglio facendo alcuni esercizi fisici prima di affrontare una giornata di lavoro ma scalare quelle vette, pensando di arrivare alla cima, era un passo troppo grande forse. Durante la mia assenza da casa, sapendo che sarei stato in una posizione debole una volta rientrato, la mia famiglia ha continuato ha pregarmi ed a supplicarmi di comprare un cane. Adesso mia moglie sa che io non sono tipo da avere un cane, preferisco i gatti perchè sono più indipendenti e sanno badare a se stessi. In uno dei rari momenti in cui avevo abbassato la guardia ho finalmente preso un accordo con Susanna e ho permesso ai ragazzi di scegliere un cucciolo. Non ho neanche potuto rettificare la situazione e pensare a qualche forma di deviazione, l’affare era già stato fatto e sono sprofondato al quinto posto nella gerarchia di potere a casa mia. Per peggiorare le cose il nostro nuovo cane era un imbarazzante Cocker ed ero convinto che, una volta che la novità sarebbe svanita tra i bambini, sarebbe toccato a me portarlo a passeggiare…Tornando a Fuerteventura, la macchina ben oliata di Rene Egli ha corso nel migliore dei modi con party galattici e in tutte le azioni fuori dall’acqua a Sotevento. Da questo momento della stagione la battaglia Dunkerback contro Albeau è stata una lotta furiosa ed altri 50 nodi hanno visto Dunkerback scivolare verso il basso nel ranking ed Albeau recuperare per poi contenersi.

AGOSTO TURCHIA Quest’anno abbiamo viaggiato con la Lufthansa verso Izmir, sembrava un po’ un raccoglitore da quando la linea business turca ha creato una delle lounge piu stravaganti che ho mai avuto il piacere di utilizzare. La Turchia è un’altra fantastica destinazione per le famiglie e per i principianti, l’acqua è poco profonda, fa sempre caldo ed il vento è relativamente forte. Abbiamo soggiornato al Solto Hotel ad Alacti, uno degli alberghi più carini dove sono stato durante il PWA tour, l’unico problema è che tutte le stanze hanno un enorme letto king size così quando devi dividerlo con un altro membro del gruppo uno dei due deve tagliare la testa al toro e dormire su di un fragile letto sul pavimento. Quest’anno è stato il mio turno per il grande e maestoso letto, povero Hunty che ha dovuto subire l’altra opzione poco confortevole. Bella vendetta dopo che era capitato a me l’anno scorso! Sapevo che in Turchia Dunkerbeck poteva vincere il titolo, così ho continuato ad osservare molto bene la situazione della gara. Per fortuna avevo ragione ed ero pronto al momento giusto quando Dunkerbeck ha sigillato l’affare qualificandosi per la finale. Un’emozione vera e difficile da replicare ed è stato davvero entusiasmante catturare alcuni shoot di questo leggendario campione che tornava a celebrare il suo momento.


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Tonky Frans in shoot by night ad Aruba.

Phil Horrocks in Sud Africa.


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SETTEMBRE DANIMARCA

OTTOBRE TIREE

Al momento del mio arrivo in Danimarca stavo iniziando a vedere la luce della fine del tunnel dopo un’estate di implacabili viaggi senza stop. Sicuramente è divertente visitare tutti questi luoghi, ma quando passi da un evento all’altro più o meno back to back, anche per il viaggiatore più forte, alla fine diventa sempre un po’ pesante. Quanto alla mia fotografia, è difficile mantere le cose “fresche” dopo così tanti eventi e qualche volta devo scavare in profondità per mantenermi motivato. Dopo ogni evento mi guardo indietro e penso a quanto avrei potuto fare di più ma una volta ogni tanto penso anche che bisogna staccare la presa e rilassarsi per mantenersi sani. Abbiamo alloggiato in una casa privata nella periferia di Klitmoller ed in qualche modo sono finito con un letto “accampato” nel soggiorno. Proprio sopra il mio letto c’era una enorme luce a strapiombo e devo averci sbattuto la testa almeno venti volte, un gran divertimento per Duncan Coombs, Hugo Lewis e Rich Page che hanno diviso la casa con me. Il secondo giorno dell’evento è arrivata una mareggiata grandiosa, quattro metri d’onda si scagliavano contro la costa danese portando delle condizioni radicali per gli atleti. Ha piovuto più o meno dall’inizio alla fine ed io ho provato a focalizzare la fotocamera per sopravvivere piuttosto che provare creative angolazioni per i miei shoot. L’ultimo giorno dell’evento Koster ha insegnato a tutti i surfisti come surfare on shore ed io mi ricordo Kauli Seadi sulla spiaggia che era senza parole per le straordinarie manovre che Koster stava facendo.

Tornato in Inghilterra pensavo di poter stare quattro giorni a casa con mia moglie, la famiglia e Rosy il nostro cocker! Odio dirlo ma il nostro cagnolino marrone iniziava a piacermi e ho cominciato a portarlo a passeggio ed a fare altre cose così smielose. Ho guidato fino a Tiree con Timo Mullen facendo un viaggio di 10 ore fino a Oban senza mai smettere di parlare. Ho partecipato orgagliosamente a tutti gli eventi a Tiree dal 1992 e per me è sempre un ritrovarsi con tutti gli amici in un’atmosfera meno stressata, con l’aspetto competitivo e fotografico in buona misura. Mi sento rilassato a Tiree forse in parte anche perchè i miei impegni più complicati sono finiti. Quando l’evento a Tiree finisce so che posso passare un bel po’ di tempo stabile con la mia famiglia sull’isola di Wight durante il periodo dell’anno che preferisco. Quest’anno l’evento ha avuto un’inaspettata sorpresa per la presenza di Nik Baker come ospite ed è stato veramente cool vederlo surfare molto bene come sempre. Ho speso 130$ per un volo di domenica subito dopo l’evento, mi sono dovuto fare tutta la strada dal Southampton Airport fino a casa in tempo utile per godermi i miei figli mentre guardavamo X-Factor! Se avrete mai voglia di fare un viaggio a Tiree durante l’estate, primavera od autunno assicuratevi di incontrare Willy Angus del Wild Diamond Windsurfing che è l’uomo in grado di aiutare tutta la famiglia ad imparare il windsurf e, soprattutto, conosce tutte le spiagge e le condizioni migliori meglio di chiunque altro.

SYLT Un piccolo volo molto veloce con la Lufthansa Airlines attraverso il canale di Amburgo per prendere il via all’annuale PWA di Sylt. Da li bisogna poi prendere un taxi e attraversare la città per la stazione di Altona e poi prendere un treno e con mezz’ora di viaggio si arriva nell’isola di Sylt. Qui iniziano 10 giorni di festa e competizioni, tutto organizzato in pieno stile tedesco. Sylt è un luogo di lusso della Germania con tantissimi ristoranti eleganti dove pui mangiare ottimo pesce e la popolazione è abbastanza anziana. Qualunque siano le condizioni i tedeschi si ritrovano a guardare i loro eroi del windsurf ed è uno dei pochi paesi dove artisti del calibro di Dunkerbeck, Naish e adesso Koster sono nomi familiari come sportivi. Molti dell’equipaggio e anche molti surfisti hanno paura di Sylt per il freddo, personalmente preferisco che il tempo sia differente anche se sembra sempre portare un sacco di shoot drammatici. Eventi come quello delle Canarie e in Turchia sono ovviamente belli per i colori e immagini con il cielo blu tutti i giorni, ma con nuvole scure con forti tempeste e spesso pioggia possono raccontare delle cose interessanti in fotografia. Sfortunatamente quest’anno Sylt ha vissuto un’estate indiana così noi non abbiamo visto nessuna delle condizioni del mare del Nord. Comunque, con vento e risultati in tutti gli altri eventi del PWA questa stagione nessuno dei surfisti può davvero lamentarsi, come sempre Sylt ha offerto dei party veramente grandiosi e selvaggi. Con tutti i campioni incoronati alla fine dell’evento, il mio lavoro rigurdante il PWA 2011 è finite, permettendomi così di raggiungere la scena sul BWA.

NOVEMBRE BOSTON Effettivamente sto scrivendo questa ultima parte della mia storia mentre sono seduto in United Businnes Lounge su un volo diretto a casa da un viaggio di quattro giorni a Boston con Josh Angulo e Micah Buzianis. Josh mi ha invitato a visitare la sua nuova casa mentre eravamo seduti insieme a Sylt ed è stato veramente interessante e diveretente trovarsi con lui e visitare il New England in piena stagione. Siamo andati a vedere gli sponsor di Micah “black dog” a Martha’s Vineyard e mentre stavo aspettando ho comprato due piccoli giocattolini black dogs per i miei ragazzi. C’erano due cani black in vendita leggermente grandi ma ho pensato che erano un po’ impegnativi, così ho preso quelli più piccoli. Quando eravamo già imbarcati sulla nave per tornare a casa, Micah improvvisamente mi ha turbato dicendomi di aver comprato per i suoi figli i black dog piu grandi. Ovviamente sono rimasto mortificato per tutto il viaggio considerando gli scherzi senza fine per la mia decisione di risparmiare sui giocattoli…Dunque il tempo trascorso a Boston è stato meraviglioso e penso che siamo venuti via con una storia differente da un luogo che non ha visto molte esposizioni.

TRAVEL – VIAGGIARE Per adesso il mio anno si avvia alla conclusione con ancora sei settimane fino a Natale, chi può sapere cosa accadrà e dove potrò finire ancora una volta. Questa è una delle cose più meravigliose del viaggiare, in meno di 24 ore puoi essere più o meno in qualunque posto nel mondo, alzarsi in un altra cultura, fare esperienze di un nuovo paese e scoprire delle condizini sorprendenti. Immagina di vedere il sole tramontare durante una pausa… da qualche parte nel mondo sta solo sorgendo di nuovo con una nuova giornata, dall’altra parte dell’oceano magari. Viaggiare è nel mio sangue… non posso pensare di fermare questo strano modo di vivere per almeno qualche anno ancora. Il mondo è la nostra ostrica, perchè quindi non aprirlo e scoprire quale perla di saggezza contiene. Nel mondo del windsurf siamo ristretti come comunità, così ovunque andrai puoi essere sicuro di torvare nuovi amici e nuove avventure. Come dicono nei windsurfing movie, bisogna solo tenere le “Minds Wide Open” e lasciare che la strada ti guidi nelle avventure e che i sogni si realizzino! Ci vedremo allora! John Carter!


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WAVE

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DI Florian Jung L’esperto di rotazioni aeree Florian Jung ci spiega come eseguire un perfetto Push Loop Table Top attraverso una sequenza molto didattica.

FREESTYLE

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DI Mattia Pedrani A volte da errori possono nascere nuove manovre, il nostro freestyle teacher ci spiega un trick di sua invenzione.

FREESTYLE

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DI Mattia Pedrani Volete essere competitivi in una gara Freestyle? Mattia ci spiega come fare una manovra che non può mancare nel vostro repertorio.


Distributore Italiano: Pandora srl - info@pandorasrl.net


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QUESTO SALTO RAPPRESENTA UNA DELLE MIGLIORI INTERPRETAZIONI DELLʼARTE DEL VOLARE CON IL WINDSURF. IN QUESTA MANOVRA SPECIFICA LO STILE DEL RIDER SI ESALTA ALLʼENNESIMA POTENZA TANTO PIÙ È TWEAKATO IL PUSH LOOP. NELLA SEQUENZA FLORIAN JUNG NE ESEGUE UNO DA MANUALE E JOHN CARTER È RIUSCITO DA UNʼANGOLAZIONE PARTICOLARE A FOTOGRAFARE LA MANOVRA MOSTRANDOCI OGNI DETTAGLIO DEI MOVIMENTI DEL RIDER.

INTRO Il Push Loop Tweaked è uno dei salti più stilosi del windsurf e deve essere un must nel repertorio di ogni wave rider che vuole partecipare al PWA. Fare un Push Loop non è la manovra più difficile del mondo ma dovete imparare a superare le vostre paure. È esattamente come fare un Forward le prime volte, è difficile impararlo ma dopo aver superato l’ostacolo iniziale è una manovra relativamente facile. Una volta che avete imparato ad eseguire un Push Loop, allora potete iniziare a provare il Tweaked Push Loop, una combinazione tra Push Loop, Ponch e Table Top.

STEP BY STEP 1. Per prima cosa non dovete aver paura e dovete provarlo con decisione. Cercate di visualizzare la rotazione nella vostra testa prima di provarlo. Una volta che avete preso confidenza con il movimento uscite in acqua cercando di trovare una buona rampa verticale e assicurandovi di essere in piena planata. 2-5. Saltate come per un normale Back Loop. Cercate di mantenere il vostro corpo in una posizione compatta e saltate sopravento. All’apice del salto buttate la vostra testa all’indietro, guardando oltre la vostra spalla anteriore. Questo vi permetterà di innescare la rotazione senza troppo sforzo. La vostra mano anteriore deve essere il


TESTO DI Florian Jung | FOTO DI John Carter | RIDER Florian Jung | LOCATION Witsand, Sud Africa 85

FLORIAN JUNG G-213 Ragazzo tedesco che è sempre stato attivo a 360° nel mondo del windsurf, sia partecipando a gare nel PWA, che a eventi per la promozione dello sport. Collabora con le principali riviste di settore e di recente ha iniziato un nuovo progetto video. La sua disciplina preferita è il wave e nello specifico i salti.

Durante i suoi allenamenti invernali di Cape Town è uno dei migliori saltatori, non a caso i suoi maestri sono stati Regis Bouron e Xavier Huart, due che di salti ne capiscono qualche cosa. I suoi sponsor sono: Gun Sails, Fiat, O'neill, Dakine, Surf&Action, RRD.

più vicino possibile al corpo mentre quella posteriore spinge la vela attraverso il vento. 6-8. Per tweakare il Push Loop dovete focalizzare bene il movimento della tavola e cercare di mandarla in un solo posto, è come innescare la rotazione del Ponch. A differenza del movimento del Back Loop, la rotazione del Push Loop è molto veloce e facilmente si può perdere il controllo. Per questo motivo è importante non lasciare mai la vela. In caso contrario rischierete di cadere sopra la vostra attrezzatura. Quando poi sentite il vento dall’altra parte della vela siete a metà strada.

9-11. Ora dovete assicurarvi di tornare nella posizione corretta per l’atterraggio. Per fare questo dovete spingere la vela nel vento con la vostra mano posteriore per fermare la rotazione e per tornare in posizione, esattamente come per uno Shove It. 12-17. Mentre state scendendo cercate di focalizzare l’atterraggio e provate a farlo di poppa. 18. Dopo che siete atterrati, siate felici, sorridete e partite per la vostra prossima big move! Buona fortuna.


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IO SONO INDUBBIAMENTE UN TIPO UN POʼ STRANO…FUORI DAGLI SCHEMI ED ANCHE UN POʼ FUORI DAL MONDO. HO UNA VISIONE TUTTA MIA DELLA REALTÀ, CHE SI RIFLETTE ANCHE NEL MIO MODO DI SURFARE. NON MI È MAI PIACIUTO SEGUIRE LA MASSA ED È PER QUESTO CHE SPESSO E VOLENTIERI, DA MOMENTI DI FOLLIA MOMENTANEA E/O PURA CURIOSITÀ, FACCIO SALTAR FUORI NUOVI TRICKS. QUESTA MANOVRA IN PARTICOLARE, LʼHO SOPRANNOMINATA SWITCHY 900.

INTRO Switchy è il portmanteau di Switch Misty Flip. La rotazione aerea del trick, infatti è identica a quella di un Misty Flip (o Toad, o Clew First Ponch), solamente che è staccato in switch. È come una Burner, senza però fare il passaggio sottovento alla vela, che spesso e volentieri può essere un fastidio notevole, specialmente con condizioni choppate e con Peler a palla tipiche dell’East coast gardesana. La primissima volta che ho fatto questo trick, infatti, mi sono messo in switch stance al traverso a tutta velocità e, dopo aver sbagliato l’ennesimo passaggio in duck per staccare una Burner, mi sono ritrovato in switch bugna in avanti. Dato che le manovre in duck mi stavano veramente dando sui nervi, ho continuato imperterrito a planare bugna in avanti in switch a tutta velocità e appena ho trovato un choppino da cui staccare, ci sono andato dentro di cattiveria. Ecco come devi procedere. Appena prima di sentir la tavola staccare dal choppo, tira sul braccio di bugna, facendolo poi scivolare verso cime del trapezio, in modo che la bugna si apra con violenza e ti sollevi dall’acqua, innescando la rotazione. Butta l’albero verso poppa, tenendo il braccio posteriore, vicino alla maniglia del boma, piegato, in modo che la penna non sbatta nell’acqua fermando la rotazione. Cerca di spingere sulle gambe per staccare, andando il più in lungo possibile, e continua a girare testa e spalle sopravento verso poppa, in modo da innescare la rotazione del bacino e quindi delle gambe e della tavola. Una volta in aria, la rotazione è identica a un Ponch, o a un Misty Flip Switch Stance,

o a una Burner. Cerca quindi di restare col busto piuttosto (ma non troppo) vicino al boma, in modo da restare nel baricentro della rotazione e girare più velocemente. Sapendo già prima di staccare che avrei aggiunto altri 360° alla rotazione, ho staccato più veloce e ho girato più alto, in modo da avere più tempo per prepararmi all’atterraggio. Effettivamente in questo caso non ho avuto abbastanza proiezione e quindi lo Switchy into Funnell risaltato che avevo in mente è stato declassato a uno Switchy 900, con un microsaltino ridicolo! In questo caso, comunque, la proiezione impressa dalla prima rotazione aiuta la riuscita del trick, e infatti è necessario avere ancora abbastanza inerzia e momento per far ripartire la tavola in spinnata (o meglio ancora, risaltando into Funnel) ed aggiungere altri 360° alla rotazione, ottenendo il blasonato 900! Una volta atterrato dalla parte aerea della rotazione, cerca di ammortizzare l’impatto piegando le ginocchia, restando centrale e facendo riprendere potenza alla vela, controvento. Scalcia la tavola sottovento, cercando di alleggerire la pinna, in modo che la tavola slidi liberamente, e infila l’albero nel vento, aspettando che la vela riprenda potenza controvento e ti permetta di ultimare la rotazione. Stendi le gambe verso poppa e scarica il peso nel boma, continuando a girare testa e spalle sottovento per completare il trick come una backwind jibe. Ed ecco che sarai il secondo rider al mondo che avrà chiuso questo trick assolutamente inusuale e underground, che però mi da grandi soddisfazioni, e mi evita volentieri la frustrazione dei passaggi in duck sbagliati!


TESTO DI Mattia Pedrani | FOTO DI Valerio Pedrani | RIDER Mattia Pedrani | LOCATION Malcesine, Lago di Garda 87

MATTIA PEDRANI I-00 Freestyler e waver dalle indiscusse capacità tecniche, i suoi video lo dimostrano chiaramente. Campione Italiano Freestyle 2008 e appassionato di Rap, le sue canzoni fanno da colonna sonora ai sui cliccatissimi video. Trasferitosi al Lago di Garda ormai da alcuni anni è un assiduo frequentatore di Malcesine e del Pier, anche quando le temperature sarebbero più appropriate ad uscite sulla neve con lo snowboard. I suoi sponsor sono: Starboard, Simmer Sails, MaverX, AL360, Scorpion Bay, PierWindsurf, Windcatcher, Circolo Surf Torbole, Residence VerdeBlu.

STEP BY STEP Foto 1: Una volta che impatti il choppino a tutta velocità mentre sei in switch e bugna avanti, stendi le gambe per far staccare la tavola, cominciando a portare l’albero verso poppa e facendoti tirare nella rotazione dalla bugna. Gira testa e spalle verso poppa, tenendo il braccio posteriore piegato e innesca la rotazione aerea del trick. Foto 2-4: Una volta innescata, buttati nel trick a testa bassa e credici. Buttati col corpo sopra alla vela, come in un Ponch o una Burner, e scalcia la poppa sottovento, cercando di non far toccare la prua della tavola, che potrebbe fermare la rotazione e avere anche conseguenze molto più serie, specialmente per il materiale. Resta sopra al materiale e ritirati la tavola sotto per prepararti all’atterraggio. Foto 5: Questa fase di atterraggio è molto delicata ed è proprio qui che hai un centesimo di secondo per decidere se risaltare nuovamente into Funnell o slidare into 900. In generale, io cerco sempre di risaltare into Funnell, così se mi dovesse andar male il colpo, come in questo caso, avrò comunque abbastanza momento ed inerzia per innescare la slidata.

Foto 6-7: Porta il peso da poppa a prua, appendendoti nel boma e lasciando che la bugna passi nel vento. Cerca di alleggerire la pinna in modo che la tavola slashi liberamente, dato che ormai non riesci più a risaltare, allora la rotazione slashata dovrà essere fluida. Spingi l’albero nel vento e stendi le gambe verso poppa, portando il peso a prua. Foto 8-10: Resta centrale col peso e controlla la potenza della vela controvento col braccio posteriore, continuando a girare la testa sottovento nel senso di rotazione e completa il trick come una Flaka, o una normale backwind jibe. Così facendo sembrerà ai distratti in spiaggia che tu abbia fatto solo un trick minimale… e invece Switchy 900! DRITTE ED ERRORI Per questa manovra è importante trovare le condizioni di acqua giuste, possibilmente con vento costante e piuttosto forte, in quanto stacchi switch e bugna avanti ed è facile perdere velocità. Cerca di staccare alto e veloce, in modo da poterti concentrare sulla seconda parte del trick, fino a risaltare più alto del primo.


Faq Freestyle 88

DIRE CHE QUESTO TRICK SIA RIVOLUZIONARIO SAREBBE COME DIRE CHE IL SOLE SIA TIEPIDO. LA BURNER RAPPRESENTA LA BOMBA ATOMICA DEL MONDO DEL FREESTYLE. È STATA CONCEPITA DALLA MENTE MALATA E GENIALE DI UN GIOVANE RAGAZZINO PRODIGIO VENEZUALANO CHE, FACENDOLA IN GARA, HA SBARAGLIATO LA CONCORRENZA ED È RIUSCITO PERFINO A VINCERE IL SUO PRIMO TITOLO MONDIALE. NON CʼÈ PIÙ STATA STORIA. DA QUEL MOMENTO, IL GIOVANE GOLLITO ESTREDO HA CONQUISTATO ALTRI 3 TITOLI MONDIALI, CESELLANDO LA SUA CREAZIONE NEGLI ANNALI DI COPPA DEL MONDO, E RENDENDO QUESTO TRICK UN MUST PER TUTTI I TOP RIDER DEL PWA. PENSARE CHE NEL 2004-05 STAVANO USCENDO LE PRIMISSIME MANOVRE IN DUCK, CIOÈ PASSANDO SOTTOVENTO ALLA VELA, E QUESTO PAZZO SCATENATO HA PENSATO BENE DI UNIRE LʼENTRATA IN UNA FUNNELL CON LA ROTAZIONE DI UN PONCH… QUANDO SI DICE, TALENTO LUNGIMIRANTE... ECCO QUI LA BURNER.

HOW TO DO Vola al traverso a tutta velocità, con la vela bella piena e comincia a lascare leggermente per metterti in switch stance, cercando di trovare una zona di acqua piatta che ti permetta di mantenere la massima velocità. L’inizio del trick è identico a una Funnell quindi una volta che ti ritrovi in switch a tutta velocità, infila l’albero nel vento spingendo in avanti col braccio posteriore, per poi prendere il terminale con quello anteriore e passare sottovento alla vela come per una duck tack. Per tutte le manovre in duck è davvero importante eseguire il passaggio correttamente, specialmente in questo caso, dato che la potenza della vela garantisce l’esplosività ed il momento necessario per staccare e girare l’intero trick. Appena sei sottovento alla vela, in switch, sbilanciati leggermente verso prua ed appena vedi un ripido choppino sopravento a te, spingi con forza sulle punte e sulla mano di bugna. Proietta il fisico in avanti mentre spingi sulle gambe per far esplodere la tavola dall’acqua e gira bruscamente testa e spalle sottovento, buttando l’albero verso poppa. Così facendo, innescherai la rotazione in Ponch, cioè la seconda parte del trick. Cerca di tenere il corpo abbastanza vicino al boma, in modo da restare nel baricentro della rotazione per girare più velocemente, mentre scalci la tavola sottovento, cercando di non far toccare né prua né penna nell’acqua, per non

rallentare troppo la rotazione. Continua a spingere sul braccio posteriore mentre la vela riprenderà nuovamente potenza controvento e preparati ad atterrare. Resta centrale col peso e sfrutta tutta l’inerzia data dallo stacco per chiudere il trick in maniera pulita, senza appopparti troppo. Ora non ti resta che mantenere questa posizione, spingendo l’albero leggermente sottovento col braccio anteriore come per la chiusura di una normale backwind jibe o di una Funnell 540. Ci sono diversi stili di esecuzione della Burner. Alcuni rider le fanno più al lasco, mentre altri, me incluso, le fanno più vicini al vento. Così facendo, non solo si ha una maggiore esplosività allo stacco, ma si conserva maggiore momento in atterraggio, permettendo quindi di aggiungere qualche variazione interessante, o perfino di saltare nuovamente “into Funnell”, come vi mostrerò nella prossima FAQ! In ogni caso, l’importante è che si capisca che c’è una rotazione di Ponch nel trick, quindi poppa alta e penna bassa! Se c’è una cosa che non sopporto è vedere la gente che ruba i trick. Una Burner doc non è una specie di AirFunnell impuntata con la penna a 3 metri dall’acqua. No No! Burner = Funnell into Ponch.


TESTO DI Mattia Pedrani | FOTO DI Valerio Pedrani | RIDER Mattia Pedrani | LOCATION Porto Pollo, Sardegna 89

MATTIA PEDRANI I-00 Freestyler e waver dalle indiscusse capacità tecniche, i suoi video lo dimostrano chiaramente. Campione Italiano Freestyle 2008 e appassionato di Rap, le sue canzoni fanno da colonna sonora ai sui cliccatissimi video. Trasferitosi al Lago di Garda ormai da alcuni anni è un assiduo frequentatore di Malcesine e del Pier, anche quando le temperature sarebbero più appropriate ad uscite sulla neve con lo snowboard. I suoi sponsor sono: Starboard, Simmer Sails, MaverX, AL360, Scorpion Bay, PierWindsurf, Windcatcher, Circolo Surf Torbole, Residence VerdeBlu.

STEP BY STEP Foto 1-3: Mettiti in switch a tutta velocità in una zona d’acqua liscia come olio (MAGARI…) al traverso, cercando di sfruttare tutta l’inerzia che hai a disposizione e cominciare a passare sottovento alla vela. Infila l’albero nel vento spingendo con la mano posteriore, vai poi a prendere la bugna con la mano anteriore e passa sottovento alla vela. Migliore sarà il passaggio, maggiore potenza e proiezione avrai a disposizione per eseguire correttamente la rotazione area, cercando di girare il più possibile. Sbilanciati leggermente in avanti quando sei sottovento alla vela, in modo da non perdere velocità. Appena vedi un ripido choppino davanti a te, sposta il peso con forza sulle punte e spingi sulla mano di bugna (foto 3). Più brusco e veloce sarà questo movimento, più andrai alto, quindi io spingo sempre come un pazzo!

Foto 7-9: Questa fase di atterraggio è molto delicata ed è proprio qui che si rischia di sbagliare più spesso, in quanto si viene sbalzati indietro perché troppo arretrati col peso. Cerca di scaricare il peso nel boma e lasciare che la tavola giri liberamente, alla massima velocità, in modo da atterrare con abbastanza inerzia per completare la rotazione totale di 540°. Distribuisci il peso a centro tavola e continua a girare la testa nel senso di rotazione, completando poi il trick come se fosse una normale backwind jibe o una Funnell 540.

Foto 4-6: Stendi la gamba posteriore per far staccare la tavola, pensando di sbilanciarti in avanti e gira la testa e le spalle sottovento nel senso di rotazione. Butta l’albero verso poppa e scalcia la tavola sottovento, con la poppa il più alto possibile in modo che la prua non tocchi l’acqua, rallentando la rotazione. Questa fase aerea è praticamente identica ad un Ponch (foto 5). Cerca di restare abbastanza vicino al boma, in modo da ruotare più velocemente e da non far sbattere troppo la penna

DRITTE ED ERRORI Per questa manovra è importante trovare le condizioni giuste, possibilmente con vento costante ed abbastanza sostenuto sui 20-25 nodi. Non iniziare il passaggio troppo al lasco altrimenti non avrai abbastanza potenza nella vela per staccare correttamente. In generale, se sbagli, devi andare più veloce e spingere di più sulla mano posteriore al momento dello stacco!

nell’acqua. Continua a spingere sul braccio anteriore mentre aspetti che la vela acquisti nuovamente potenza controvento, e preparati all’impatto.


Spot guide 90

QUELLA APPENA CONCLUSA È STATA LʼESTATE DEL DEBUTTO DELLʼXRAY TOUR ON SPOT. UN MESE INTERO, DAL 6 AGOSTO AL 6 SETTEMBRE, A CACCIA DI VENTO E NUOVI SPOT INCONTAMINATI PER PROMUOVERE IL WINDSURF. LA REGIONE SCELTA PER QUESTO LUNGO VIAGGIO È STATA LA SARDEGNA, UNA VERA E PROPRIA MACCHINA DEL VENTO CON PROSPETTIVE ANCORA SUPERIORI A QUELLE TUTTʼORA PROPOSTE. IL PROTAGONISTA DI QUESTO LUNGO PERCORSO È STATO RAIMONDO GASPERINI, SUPPORTATO DAL SUO TEAM DELLA XRAY WINDSURF ACADEMY. Le torri di Siniscola.

Lo stretto sentiero per arrivare a Marina delle Rose.


TESTO DI Simone Pierini | FOTO DI team XRay 91 Ray in Aerial a Cala Pischina.

Un modo tutto nuovo di insegnare il windsurf, di spot in spot, sempre alla ricerca della condizione migliore e della disciplina preferita. Dalle situazioni light wind, ideali per principianti e per appassionati delle manovre freestyle old school, fino ai fanatici del wave e dei radikal spot. Venticinque uscite su trenta giorni, un bottino che rende l’idea di quanto non sia necessario volare all’estero per fare del buon windsurf. Per l’occasione la Starboard International ha messo a disposizione di Ray la nuova tavola freestyle, il Flare 2012 in versione carbon 101 lt. Un’iniziativa che apre nuove scenari e metodologia di test sul “campo”, dove è il pubblico stesso a provare dal vivo le potenzialità e valutarne le caratteristiche. Andiamo quindi alla scoperta degli spot più o meno conosciuti, attraversati grazie alla collaborazione con Fca Veicoli Commerciali, che ha messo tra le mani di Raimondo un mezzo ideale per gli spostamenti con il suo Team.

LA SUGGESTIONE DI CARLOFORTE Carloforte è situata nell’isola di San Pietro, a soli 20 minuti di traghetto dall’isola di Sant’Antioco, e rappresenta l’unico centro abitato. Le sue coste sono bellissime, con calette meravigliose e mare cristallino. Ma a essere protagonista è il vento, che sfrutta l’accelerazione termica per soffiare costante per gran parte dell’estate. Uno scenario da brividi, dove l’immagine di un windsurf a contrasto con la natura circostante rappresenta una cartolina indimenticabile. Diverse le località dove immergersi tra vento e costiere in stile Madagascar, come quella del Giunco, della Taccarossa fino a Spalmatore della Caletta.

IL VENTO “INFINITO” DI SANTʼANTIOCO Se cerchi un posto dove fare windsurf a Sant’Antioco la risposta è scontata: a Sa Barra da Gigi Madeddu, una sorta di regno del freestyle. Si esce con Maestrale e

Wave e Freestyle ma non solo, la Sardegna può offrire innumerevoli spot con una grande varietà di condizioni.


92 Scirocco con la medesima condizione: vento costante, acqua piatta alternata a chop morbido e piacevole. Da non sottovalutare anche lo spot di Porto Pino, avvolto tra dune che riportano la mente a Jericoacoara con il mare limpido della Sardegna, ma ottimo solo con venti di Scirocco. Spostandosi poi in direzione di Cagliari ecco spot storici come Chia, celebre per il wave ma ideale l’estate anche per uscite di sano freeride.

LE TORRI DI SINISCOLA Salendo lungo la costa est il cammino che porta a Murta Maria, a due passi da Olbia e punto di riferimento negli ultimi tre anni dell’XRay Talent Factory, ecco le fermate a Siniscola, in provincia di Nuoro, dove a sorprendere sono le spiagge di San Giovanni e La Caletta con le loro torri, che nell’antichità fungevano da baluardo a difesa della zona con avvistamenti preventivi dell’arrivo dei nemici. Tra queste in particolare le Torri di San Giovanni di Posada e di Santa Lucia di Siniscola. Dei ruderi che arricchiscono di storia e suggestione uno spot già di per sé bellissimo per i colori del mare.

Lo spot di Carloforte.

LO SCIROCCO DI MURTA MARIA Quindi ecco l’arrivo a Murta Maria, la “casa” di Antoine Garrucciu e lo spot preferito di Gabriele Varrucciu, atleta che da anni ormai è parte del XRay Team e che lo scorso anno si è laureato campione italiano assoluto di freestyle. A non mancare mai sulla spiaggia di Marina Maria è lo Scirocco che assicura uscite di qualità per gran parte della “bella” stagione. Il termico spinge fino a “creare” giornate da oltre 20 nodi partendo da previsione di 8/10 nodi. L’acqua è piatta e l’ambiente rende i benvenuti tutti, dai principianti agli “accaniti” del freestyle.

LE CERTEZZE: PORTO POLLO E COLUCCIA L’XRay Tour on Spot non si è tuttavia accontentato, ed ha proseguito il proprio percorso puntando dritto al nord, per completare una traversata sarda indimenticabile. Ecco infatti l’approdo in due location storiche del windsurf nostrano: Porto Pollo e Coluccia. La quantità di tavole e vele in acqua è incredibile, la qualità degli atleti anche. Dai local dello Sporting Club Sardinia come Valentin Ruggio e Jacopo Testa, fino ai “ragazzi” di Steddu di Porto Liscia. Da Stefano Lorioli, vero sindaco di Coluccia, fino al neo campione italiano Mattia Fabrizi e al rivale e amico Filippo Bestetti. Il Maestrale è il vento principe della zona, ma non è questa più che una novità, è una certezza.

Ray in Switch Chachoo a Sant’Antioco.

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO: CALA PISCHINA Il Maestrale spinge forte, il mare reagisce a modo suo e Cala Pischina apre agli amanti del radikal wave. Onde grandi, lisce, accompagnano Raimondo e il suo Team in surfate da mettere nel cassetto dei ricordi. Con loro i “pro” del luogo Gianmario Pischedda e i suoi amici. Una location, da anni tappa del campionato italiano, che per i wave rider è considerata senza dubbio tra le migliori di tutto il Paese. Ma in questo le parole servono a poco per descrivere, lasciando il giusto spazio alle immagini.

La Caletta.


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Action con lo Scirocco di Murta Maria...

...e con il Maestrale di Porto Pollo.

Hi jump a Cala Pischina, uno dei migliori spot wave della zona e d’Europa.

Anna testa il nuovo Flare.

Francesca in Eli-Tack durante una lezione.


Spot guide 94

Gigi Madeddu a casa sua!

“IO QUI MI CI COSTRUISCO LA CASA”. ERA IL MARZO DEL 2004 QUANDO UN GIOVANE RIDER IN CERCA DI VENTO NELLA ZONA SUD DELLA SARDEGNA SI IMBATTÉ NEL CANALE CHE DIVIDE LʼISOLA GRANDE, LA SARDEGNA, DALLʼISOLA PICCOLA, SANTʼANTIOCO. IL VENTO È FORTE, TESO E SOFFIA SENZA SOSTA. NON ERA MAI USCITO IN QUEL POSTO MA, CONSIGLIATO DA UN LOCAL INCONTRATO A PORTO BOTTE, DA QUEL GIORNO QUELLO STESSO POSTO GLI RESTERÀ IMPRESSO PER LA VITA. Il rider ha un nome, Luigi Madeddu, uno dei più forti freestyler italiani. Lo spot si chiama Sa Barra, e da un paio d’anni è divenuta la sua casa, che divide con Cory, la fidanzata, e Kono, il suo gatto. Un luogo magico, incontaminato. Dove non c’è posto per il windsurf da bar, rispettabilissimo, ma in tal caso fuori tema. Sa Barra è una full immersion di vento, una full immersion di windsurf allo stato puro. Vento e natura, non c’è altro a dividere. Uno spot che solo Gigi, così come viene chiamato da tutti, conosce realmente a fondo. Uno spot che ti stupisce per la varietà di condizione proposta. Vuoi l’acqua piatta, e acqua piatta sia, da entrambi i lati del canale. Vuoi il chop per migliorare qualche move più radicale, ed ecco il chop, al centro del canale, tra i pali che delimitano il passaggio delle barche (poche) che si dirigono verso il paese. Vuoi un “flat” esagerato, chiedi a Gigi, se sarai fortunato lo vedrai con i tuoi occhi. Questa è Sa Barra, una palestra a cielo aperto, con un maestro d’eccezione. Gigi è maniacale, nel senso buono del termine. Non si accontenta della manovra in se stessa, ma vuole che essa sia perfetta, fluida, pulita. E la sensazione di una danza in mare ne è la diretta conseguenza. Gigi in azione a Sa Barra è come

un gatto che scherza col topo. Agile, veloce, padrone del contesto. Da oggi la sua casa è aperta a tutti. Ed è qui che nasce il Windsurf Club Sa Barra. Ed è lo stesso Gigi a raccontarcela. Quando hai iniziato a pensare a Sa Barra? A marzo di diversi anni fa ero in giro a cercare vento per tutto il sud della Sardegna, erano tre settimane che non si usciva. Mia madre mi chiamava, io ero a Iglesias, e mi diceva che a Sant’Antioco c’era vento. Andavo a Calasetta ma era leggero. Poi ho provato a Porto Botte dove ho incontrato un local del posto. Gli ho chiesto dove andare e lui ha risposto: Sa Barra, nella laguna di Sant’Antioco. Mi ha portato sullo spot e la prima cosa che ho detto è stata: io qui mi faccio la casa. A distanza di anni è tornato e mi ha detto: “Ti sei fatto la casa!”. Caratteristiche di Sa Barra? Tutto quello che vuoi: chop, super chop, piatto, super piatto. In entrambe le mura. Basta spostarsi di 50 metri sopravento o sottovento, e la condizione cambia. Quello che non cambia mai il vento: costante, sempre. Entrano

tutte le direzioni. Il migliore è il Maestrale, che spinge già dalla mattina aumentando di ora in ora, fino al tramonto. Con lo Scirocco la condizione è leggermente più rafficata ma con la medesima varietà di chop e piatto. D’estate è il termico a fare da padrone, garantendo un numero altissimo di uscite che, grazie al rinforzo del canale, riesce a spingere a oltre il doppio dell’intensità prevista dalle previsione, lasciando spesso sorpreso anche me. Le vele più usate? 4.0, 4.5, 5.0. Tavole dai 70 ai 150 litri in base al livello e alle esigenze del rider. Io esco sempre con il mio Fanatic Skate 99, in qualunque condizione di vento. Cosa offre lo spot? Oltre al vento? (ride, ndr) C’è possibilità di affittare materiale North-Fanatic o in alternativa lasciare il materiale in rimessaggio. Abbiamo servizi, doccia, acqua dolce per sciacquare l’attrezzatura. Per chi vuole fermarsi a dormire, con il furgone o con una tenda, c’è elettricità a disposizione. In sostanza al Windsurf Club Sa Barra si fa windsurf in modo semplice, non sono interessato a creare uno spot di moda, ma solo proporre le migliori condizioni possibili per i rider affamati di vento.


TESTO DI Simone Pierini | FOTO DI Marco Latini e Valentina Cocco I Local di Sa Barra smanovrano alla grande: a sinistra Stefano Salemi, a destra Fabrizio Fozzi.

A chi consiglieresti di venire a Sa Barra? A tutti i livelli, da chi vuole imparare a chi si vuole allenare, uno spot divertente, facile, per tutti i gusti. La tua scuola windsurf in cosa consiste? L’obiettivo è creare il giusto movimento che unisca la mia passione a un accrescimento del turismo a Sant’Antioco. Per questo motivo abbiamo due punti sull’isola. Uno a Spiaggia Grande (località Calasetta) presso l’Hotel Stella del Sud, con la cui direzione c’è una splendida collaborazione e stima. Un luogo ideale per l’approccio al windsurf, dove è facile unire una vacanza in famiglia con un po’ di sport. Il vento soffia leggero, mai fastidioso per chi assiste in spiaggia, l’acqua è cristallina, la sabbia è bianca. Al primo impatto una location meravigliosa, stile caraibico. Poi c’è Sa Barra per i corsi avanzati. Dalla planata alla Kono, si può imparare davvero tutto. Quante uscite fai l’anno? Moltissime, circa 220. Ma se mi mettessi a fare Slalom potrei uscire anche tutti i giorni. Come si diventa un freestyler professionista? Passione, dedizione e una serie di crash incredibili. Poche teorie, molti fatti, tanto divertimento e uno spot come Sa Barra davanti casa!

Matteo Spanu, assiduo frequentatore dello spot quando non ci sono le onde in zona Oristano.

La tua manovra preferita? Te ne potrei dire un milione, a partire dalla ultime super move. La realtà è che non ne ho una. Mi piace il windsurf, e per me questo basta. Il tuo obiettivo di rider? Fare della mia passione il mio lavoro. Il tuo rider preferito? Matteo Spanu, il mio più grande amico in questo pazzo mondo, con cui condivido passione e follia. Nel mondo Robby Naish, Francisco Goya e Jason Polakow, le vere leggende di questo sport. Se dovessi descrivere Sa Barra in una parola? Sa Barra in sardo significa “mascella”, ma intesa come concetto di spavalderia. Sì Sa Barra è spavalda. Ma in fondo venite a trovarmi e scopritelo da soli.

WINDSURF CLUB SA BARRA – LA SCUOLA La scuola si trova nello spot ideale per qualsiasi livello. I corsi principianti si svolgono a Spiaggia Grande, in località Calasetta in direzione nord-ovest rispetto a Sant’Antioco. I corsi avanzati si svolgono a Sa Barra, a pochissimi minuti dal centro di Sant’Antico. I corsi vengono organizzati tutti i giorni della settimana. Ogni lezione prevede una parte teorica e una pratica. Prima dell’inizio del corso viene testato il livello di partenza di ciascun allievo per stabilirne il programma. Tutti i corsi vengono effettuati in lingua italiana e inglese. Sito internet: www.windsurf-santantioco.com Blog: windsurf-santantioco.blogspot.com Email: info@windsurf-sant’antioco.com

Gigi Madeddu spiega come si fa una Kono Switch.

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Next Ride

RIDER Klaas Voget | LOCATION Svezia | FOTO Robert Almqvist

96 Il campione tedesco Klaas Voget ci

Entreremo nel vivo della custom

Josh Angulo e Micah Buzianis ci

E come sempre, tanti altri articoli

porta nella glaciale Svezia per

factory più cool di Maui con

portano a scoprire Boston e

esclusivi, approfondimenti,

un’entusiasmante Wave session.

Francisco Goya in persona che ci

capiremo il motivo del

didattica, la rubrica per le ragazze

accompagnerà nei meandri più

trasferimento di Angulo da Cabo

Onde e Curve, i gossip più hot da

nascosti della Cannery di Haiku.

Verde all’America.

Maui e tanto altro ancora...



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